martedì 13 marzo 2012

Comunicato Unione Camere Penali sulla vicenda: Marcello Dell'Utri. Chi entra a piedi uniti sulla Corte di Cassazione ha la coda di paglia?


Comunicato Unione Camere Penali contro gli attacchi virulenti e scomposti alla Corte di Cassazione

La sentenza Dell'Utri ha causato reazioni scomposte e attacchi virulenti nei confronti del PG e della Corte di Cassazione. L'Unione denuncia questi comportamenti, che vanno ben oltre il normale diritto di critica, e sono strumentali a condizionare il giudizio dei giudici che non si vogliono allineare alle direttive imposte dalla magistratura militante.



Caso Dell'Utri: "Dai pm attacchi virulenti e fuori luogo alla Corte di Cassazione

Criticare le sentenze emesse dai Tribunali è un sacrosanto diritto, delle parti, dei cittadini, della stampa, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Anche criticare gli esiti di un processo è un diritto, sebbene, in assenza di una sentenza ancora non scritta, perlomeno gli uomini di legge dovrebbero mostrare un minimo di cautela nel suo esercizio. Si può ovviamente dissentire anche dalle requisitorie dei pm o dalle arringhe degli avvocati, e censurarle, magari aspramente, ma ciò che sta avvenendo in queste ore nei confronti del PG della Cassazione e del Presidente della sezione della Corte che hanno concluso il processo Dell'Utri è qualcosa che va al di là del diritto di critica, e che deve far riflettere. Un magistrato di grande esperienza e di riconosciuta indipendenza, come il sostituto procuratore generale Iacoviello, è stato oggetto di un attacco virulento e scomposto da parte di alcuni suoi colleghi appartenenti, o ex appartenenti, all'ufficio di procura che aveva istruito il processo. Non si è esitato a definire "gravi, irresponsabili, imbarazzanti" le opinioni giuridiche espresse nel corso della requisitoria, per il sol fatto di avere osato valutare un reato dagli incerti confini, come il concorso esterno in associazione mafiosa, sulla cui conformazione la dottrina giuridica italiana, con buona pace dei nuovi e vecchi crociati di una giustizia che deve ragionare a furor di popolo e con invocazioni alla piazza, esprime dubbi da decenni. Ma quel che è più grave è stato registrare attacchi, venati di un sottile e sprezzante qualunquismo, al giudizio di legittimità ed agli uffici che lo amministrano. Alcuni, come il dottor Caselli, che per il vero ha una certa consuetudine alla critica della decisioni di legittimità non molto favorevoli alla sue tesi, si è spinto a citare una frase di Gaetano Costa secondo il quale "il funzionario onesto che voglia combattere i soliti onorevoli usi a trescare con le cosche mafiose rischia sempre che a Roma qualcuno gli rivolti la frittata". E' una citazione fuori luogo, incauta, questa sì imbarazzante per un magistrato se rivolta ad un collega, ovvero ad un diverso ufficio giudiziario. Così come doppiamente imbarazzante è sentire dire da altri, come il PM Ingroia, a proposito del Presidente della Corte che ha annullato con rinvio la sentenza Dell'Utri, che la decisione è "coerente con la sua giurisprudenza: c’è chi ha avuto come maestro Carnevale, chi Falcone e Borsellino". Qui l'imbarazzo è non solo per la verifica di una aperta intolleranza verso la funzione giurisdizionale ma anche per il richiamo esplicitamente dispregiativo nei confronti di un magistrato, come Corrado Carnevale, prima lapidato mediaticamente per la sua giurisprudenza e poi ingiustamente sottoposto a giudizio nel pubblico ludibrio, per il quale neanche l'assoluzione e la reintegrazione servono ad evitare le insinuazioni. Ed allora, in attesa che qualcuno, magari dalle parti del CSM, rifletta sulla singolare deriva che nel nostro Paese permette ad alcuni (ma non a tutti) magistrati di rivolgersi alla piazza, mediatica e non, per impartire lezioni sulla ortodossia della legalità di propria personale concezione, e per condizionare le decisioni dei giudici, non resta che a noi avvocati porre un quesito questo sì imbarazzante: "Ma questi pm, che invocano equivocamente la cultura della giurisdizione nei convegni quando fanno propaganda contro la separazione delle carriere, che idea ne hanno?"

Roma, 11 marzo 2012
La Giunta
 


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1 commento:

filippo ha detto...

Ingroia è un personaggio assai dubbio che strumentalizza le morti di Falcone e Borsellino in modo indegno per i suoi scopi politici. Non mi stupirei del fatto che il lupo cattivo sia poprio il magistrato barbuto e sinistro mentre l'agnellino sia invece Dell'Utri....