martedì 21 febbraio 2012

Salvatore Parolisi e le similitudini al contrario. E' logico che se il Binni è colpevole il Parolisi è di certo innocente


Capita sempre più spesso che quando un caso d'omicidio sale alla ribalta delle cronache la parola indagato equivalga alla parola assassino. Questo potrà, in un secondo tempo, forse anche risultare vero, non si indagano le persone senza motivo (è chiaro), però quando l'impianto accusatorio non dispone di prove ma solo di indizi di parte, quindi non vagliati da un giudice terzo in un contraddittorio processuale, si dovrebbe fare attenzione a quanto si dice o si scrive. Ed invece le attenzioni dei giornalisti e degli opinionisti sono sempre troppo scarse, per cui mettere in mano ai media tali casi d'omicidio risulta assai pericoloso. Questo perché la nostra informazione trasforma subito il tutto nella solita relazione extraconiugale, passionale, complicata e difficile da gestire, sfociata in un delitto. Insomma, si accomuna senza capire cosa si possa accomunare e cosa no. E dato che per la mente umana difficilmente esiste lo sbaglio mediatico (il pensiero porta la maggioranza a credere che chi è dentro lo schermo non sbagli mai tono o definizione), ciò che viene detto in televisione ai più risulta essere la verità assodata e già verificata. Ancor peggio capita se si mandano in onda interviste in cui l'indagato chiude a volte gli occhi. In questo caso ci sarà una condanna a prescindere di fronte all'opinione pubblica, perché il criminologo di successo dirà a tutti che chiuderli equivale a dire che neppure l'intervistato crede a quanto dichiara, quindi è un bugiardo.

Ora non discuto sul fatto che chi mente possa fare smorfie o chiudere gli occhi, psicologicamente è appurato e possibile, discuto del fatto sia ormai considerato normale inserire un pregiuzio parlandone a milioni di persone quando sull'indagato di cui si discute non s'è mai fatta una perizia e mai lo si è incontrato, quando non ha subito ancora un processo. Ma a parte questo ormai trascurabile particolare, ora in schermo vi sono altre equazioni che tengono giornalmente banco, e non sono algebriche, sono mediatiche. Sono quelle che vogliono assimilare i delitti Goffo/Rea, gli indagati Binni/Parolisi, e portarli ad essere due oggetti dello stesso insieme. Infatti dopo il militare, ormai famoso in tutto il mondo perché importanti media hanno sposato la causa proposta in varie trance dal legale della famiglia Rea (quella strappalacrime che vuole sia il marito il sicuro assassino della moglie), tocca ora a un altro provare l'ebrezza mediatica, ed esattamente ad Alvaro Binni. Il fatto che sa di scandalo è l'accomunare i due casi senza nessuna cognizione, parlando in mancanza della giusta sequenza "causa/effetto", dato che solo superficialmente possono apparire simili nella forma. Il problema, a leggere gli atti, è che non lo sono affatto nella sostanza. 

L'omicidio di Rossella Goffo, infatti, è scaturito da ben altre situazioni e connotazioni, e poco si adatta ad essere unito o assimilato a quello di Melania Rea. Non lo si può proprio fare perché, analizzandoli entrambi in maniera consona, si dovrebbe avere l'onestà di dire che se in base alle "prove" portate dalla procura di Ascoli il Binni è colpevole, in base alle stesse "prove" il Parolisi è innocente. Ma questa non è "roba del nostro tempo", oggi ci sono i media-men che fanno una fascina unica e la danno in pasto al pubblico senza prendersi la briga di ragionarci su. Vediamo noi come sono stati trattati i casi dagli inquirenti ascolani e perché sono agli antipodi. 

C'è da dire che la procura di Ascoli, parlando del caso Goffo, negli ultimi tre mesi ha davvero lavorato in maniera certosina, riuscendo così a scoprire ciò che nei dieci mesi precedenti non sperava neppure esistesse. E, fosse vero quanto emerso, non è di buon auspicio per l'indagato che, per convincere della sua innocenza un giudice, a processo dovrà riuscire a ribaltare un quadro che gli inquirenti hanno chiuso a chiave in cassaforte. Questo perché la Goffo ad Ascoli non conosceva nessun altro che il Binni, e se provata la sua assenza da Ancona già dal 4 Maggio 2010, quando lui è andato a parlarle, e la presenza del suo cellulare sul suolo del Pianoro ascolano nella stessa giornata, i tanti indizi concordanti non daranno scampo a chi ancora si ostina a dichiararsi solo un suo ex amico pur si sia rinvenuto, sempre a detta dei Pm, tracce di sperma sulla coperta del letto della donna. Inoltre il Binni ha compromesso la sua difesa con strane mosse. Ad esempio: mentre il Parolisi s'è preso un giorno di ferie per accompagnare la moglie alle visite mediche, e non ha buchi temporali così ampi in cui collocare un siffatto omicidio (neppure al netto dell'agonia finale), il Binni s'è preso due giorni di ferie, il quattro e il cinque maggio, senza un vero motivo. Mentre il Parolisi è stato notato dondolare la figlia ed a chiesto aiuto tenendola sempre in braccio, il Binni il 4 maggio ha dimenticato i figli a scuola (ha detto di essersi addormentatosi in auto), figli presi in carico da un'amica che ha provveduto a portarli a casa col suo e ad avvisarlo in un secondo tempo, poi lui ha mandando la moglie a prenderli, ed ha avuto quindi un buco temporale in cui commettere l'omicidio quantificabile in diverse ore, dalla mattina a pomeriggio inoltrato.

Inoltre, sempre a quanto scrive la procura, il giorno successivo ha potuto muoversi indisturbato e tornare ancora verso il bosco dell'Impero per finire di sistemare la tomba. E la stessa procura, grazie ai loro tecnici, colloca, per certo ed al 100%, il cellulare del Binni sulla scena dell'occultamento in quanto solo in quei pochi metri quadrati in cui si trovava il corpo della Goffo si aggancia una determinata cella, e la mattina del 5 maggio l'uomo l'avrebbe agganciata due volte in un lasso di tempo di tre minuti. Questo l'informazione, se non è tarocca, lo sa per forza, eppure parla di una similitudine in quanto sia l'uno che l'altro sono tornati sul luogo dell'omicidio. Ma è una farsa perché se del Binni c'è quella traccia che lo potrebbe collocare accanto al corpo, del Parolisi a Ripe in realtà non vi è alcun riscontro. E che la si debba ragionare al contrario lo dimostrano gli Atti, basta leggerli e capire le parole. Abbiamo detto che, senza alcun dubbio, per i Pm poco dopo le nove di mattina il cellulare del Binni si trovava per tre minuti (almeno) su quei pochi metri quadrati di bosco dell'Impero in cui poi si sono ritrovati i resti della donna, questo perché qualche metro più a valle o di lato il segnale, data la conformazione del terreno, viene agganciato da altre celle telefoniche. Il loro è un ragionamento giusto? Probabilmente lo è, lo vedremo al processo, ma se i Pm la ragionano così nel caso Goffo, la dovrebbero ragionare così anche in altri casi, non passare di palo in frasca e fare il ragionamento contrario quando si tratta del cellulare di Melania Rea.

Per cui, se il ragionamento dei Pm risulta giusto, chi ha indagato sul Binni ci sta dicendo che al momento delle due chiamate (una arrivatagli ed una inviata), in quei tre minuti fatidici, lui era a bosco dell'Impero... ma al contrario, a pari condizioni, per altri Pm della stessa procura Melania non era al monumento ai Caduti quando il suo cellulare è stato chiamato da quello della madre di Sonia Viviani, a chiamare era la stessa Sonia Viviani, alle 14.53 ed alle 14.56. Non c'era neppure se è vero che ha agganciato, come il cellulare del Binni, due volte su due l'unica cella che lì si aggancia (altre proprio non ci arrivano), non c'era neppure se il luogo combacia perfettamente con le indicazioni del marito e del cane molecolare. E' impossibile fosse lì, ci hanno detto in questo caso gli stessi periti dei Pm, perché quella cella si aggancia solo in quel punto e non in altri, ed è inverosimile la Rea si sia fermata davanti al monumento per tre/quattro minuti. Come vedete si saltella a stambecco e si va per convenienza rendendo il tutto sempre più ridicolo. Da un lato si usa il "due su due" per accusare un indagato, dall'altro lo stesso "due su due" non lo si usa per scagionarne un altro. Dov'è dunque la similitudine tanto acclarata in televisione?

Qui siamo in presenza non di similitudini ma di equazioni di senso opposto, dove alla richiesta di un Binni colpevole deve corrispondere la consapevolezza di un Parolisi innocente. Ed in questo senso non vi sono similitudini neppure in altre teorie mediatiche. La Goffo aveva un marito che la assecondava, che sapeva della storia in cui s'era persa dal 2005 ma la lasciava fare, pur se ancora innamorato dato che per il ventesimo anniversario di matrimonio, nel 2009, le aveva fatto un regalo d'oro con tanto di data incisa. Melania Rea, a quanto ci hanno detto, non aveva storie di alcun tipo ed era innamorata solo del marito. La Goffo era una persona particolare, una di quelle donne al venavil che nessun fedifrago vorrebbe mai incontrare sulla sua strada. Anche lei bugiarda, oltre che ossessiva, s'era inventata un figlio per portar via l'uomo alla legittima moglie. Moglie che fra l'altro aveva chiamato più volte, che aveva minacciato al telefono e che non ne poteva più di sentirla parlare. La Goffo sapeva che il Binni era sposato ed aveva figli, ma questo non le impedì di tampinarlo, e farsi tampinare, avvicinandosi sempre più ossessivamente alla sua casa e minacciando di andare vis a vis dall'altra donna per fare una piazzata. E visto quanto fatto negli anni è certo che sarebbe andata.

Melania Rea, al contrario, a fronte del tradimento aveva parlato di divorzio. Al massimo, ma non si sa quanto fosse reale la sua intenzione perché dichiarata solo una volta in un momento d'ira, era riuscita a dire che avrebbe parlato con un pezzo grosso dell'esercito (il classico: ti faccio vedere io!). E Ludovica, l'amante che in una occasione aveva minacciato di chiamare la moglie del Parolisi al cellulare se lui non avesse risposto entro sera ai messaggi facebook, a fronte del fatto che non ebbe alcuna risposta non fece nessuna chiamata e mai minacciò di andare a casa del caporalmaggiore per fare scenate o quant'altro. Semplicemente gli scrisse che se non fosse andato da lei per Pasqua avrebbe chiuso la relazione. Una gran bella differenza, credo, non certo una similitudine. Forse il Binni era compresso in un imbuto, visto che la Goffo era reale e presente e si avvicinava sempre più alla sua sfera familiare, non certo il Parolisi a cui sarebbe bastato non andare a Pasqua dall'amante per risolvere il suo problema.

Ma lasciamo gli imbuti e passiamo al modus operandi. La morte della Goffo è da ricondurre ad uno strangolamento. Un metodo facile da attuare, un metodo veloce, silenzioso, che lascia pochi reperti biologici da analizzare. La morte di Melania Rea, al contrario, è da ricondurre ad un'aggressione all'armetta bianca (considerata la lunghezza della lama è anche troppo), 23 coltellate subito, con conseguente dissanguamento in tempi inqualificati dal patologo, 12 in un secondo tempo (ed anche in questo caso non si sa ancora bene quando si siano inferte). Un metodo da militari, si disse, da assalto alla sentinella, si disse, un metodo del cavolo, si scopre bene ragionandoci sopra, che mal si adatta ad una morte voluta da chi ha pochissimo tempo per procurarsi un alibi.

Per cui si capisce in maniera rapida che i due fatti ben poco si somigliano. Anzi, si può dire che sono esattamente contrari uno all'altro. Ed i media che li accomunano lo fanno solo per convenienza, per fare in modo di tenere "l'animale telespettatore" all'interno della gabbia da loro stessi creata, così che possa essere ancora allevato facendogli credere che la luce del Sole sia quella televisiva...


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717 commenti:

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tabula ha detto...

Io mi chiedo come mai da un pò di tempo a questa parte sia permesso ai giornalisti di potere indirizzare in questa maniera l'opinione pubblica, invitando in trasmissione solo l'Accusa o solo la difesa, esprimendo e lasciando che si esprimano "opinioni" di parte relativamente ad un delitto che in un paese civile dovrebbe essere discusso solo e soltanto in fase processuale, e mi chiedo perchè sia permesso senza offrire nemmeno la possibilità di un contradditorio.
Insomma, il vecchio strumento legale della querela nel caso in cui vengano espresse falsità o nel caso in cui una trasmissione venga montata ad arte per demolire l'immagine di qualcuno, non esiste più?
Così come parrebbe non esistere più il reato di falsa testimonianza, e viene permesso ai testimoni di cambiare a piacimento la propria versione di fatti realmente accaduti, modificando a distanza di un mese le date dell'ultima volta in cui videro in vita la vittima?
E' credibile che a distanza di un mese una madre cambi la data dell'ultima volta in cui vide sua figlia viva?
E' credibile quando si sa e si percepisce, non perchè si sia intuitivi ma perchè ci viene espressamente detto, che la sopracitata madre faccia tutto questo al solo scopo di levare la figlia all'uomo che ritiene colpevole?
E per quanto le ritrattazioni siano palesi evidenti e di pubblico dominio, nessuno si sogna mai di far notare l'incongruenza, nè in queste trasmissioni acchiappaconsensi nè in aula di tribunale?

Se c'è un uomo inchiodato di fronte alle sue non certe ma presunte responsabilità, come mai non si inchiodano i testimoni dalle testimonianze ballerine e cangianti di fronte alle loro responsabilità stavolta non solo presunte, ma certe?

Anonimo ha detto...

Ma che ragiona,mento cosa significa che li accomunano ,nessuno li accomuna si ipotizza solamente alla lontana un possibile serial killer ,io sono un esperto e posso dire mia opinione personale che sono tutti e due innocenti sia binni e sia il caporale

lella ha detto...

Sono in accordo con tutto quanto scritto, sto bisticciando su vari post dei giornali perchè in gran parte quelli che scrivono sono influenzati dai media, lo deduco perchè si limitano a rispodermi riferendosi solo e soltanto ai tradimenti fatti dal Parolisi e benchè cerchi di portare il discorso su prove indiziarie e ragionamenti assurdi dei PM la loro verità è quella che sentono in tv o leggono sui giornali, non hanno la minima volontà di guardare oltre.Riuscirà Parolisi a dimostrare la sua innocenza? oppure avverrà come a Perugia dove il vero processo si è svolto in appello? Ho una domanda da porvi, ma il GP per dare una sentenza si basa escusivamente su quanto relazionato dai PM, o insieme confronta quanto raccolto come ad esempio le testimonianze. Io sono più propensa per la prima ipotesi perchè se no il Parolisi doveva essere fuori.

emax/massimo prati ha detto...

Se si parlasse di un serial killer non si direbbe che il Binni mente perché ha chiuso gli occi mentre era intervistato, e quindi è bugiardo, e quindi è l'assassino... se fosse come dici tu sarei d'accordo di aprire un ragionamento e controllare le similitudini, ed ho fatto anche articoli in tal senso accomunando ai due di cui si parla altri omicidi abruzzesi, ma non è così che la intendono.

Massimo

emax/massimo prati ha detto...

La richiesta al Gip, lella, la portano i pm, quindi è su quella che si basa la decisione. I media fanno il bello e il cattivo tempo... ed i lettori lo subiscono. Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

MASSIMO,

anche a me ha fatto sobbalzare quell'uscita di Picozzi a commento dell'intervista di Binni a QG: "per qualche istante ha chiuso gli occhi. Questo è un segno caratteristico che indica che in quel momento stava mentendo "

ma COME SI PUO' dire una castroneria del genere con tanta disinvoltura ? E tanta incoscienza soprattutto.


TABULA

Per quanto riguarda il malcostume dilagante di celebrare i processi in TV ti trascrivo paro-paro- il mio commento di ieri a questo proposito
--
" Per un puro caso ho appena visto cinque minuti de "la vita in diretta"

Stavano parlando del caso Binni mettendolo in relazione con quello di Melania.

beh, sono SENZA PAROLE !

Io non so chi siano i MANDANTI che permettono alla RAI di realizzare simili "servizi" consentendo ai conduttori ed agli ospiti in studio di trattare argomenti delicatissimi e complessi nei quali sono in gioco le vite di "presunti" colpevoli senza osservare il benchè minimo diritto di garanzia previsto per qualsivoglia indagato IN ATTESA DI GIUDIZIO e quindi INNOCENTE fino a prova contraria .

Quei pochi minuti di trasmissione mi sono bastati:il conduttore e i suoi ospiti andrebbero immediatamente denunciati compresi l'avvocato difensore di Binni che non avrebbe MAI dovuto accettare di apparire in una trasmissione trash del genere ed il giudice Imposimato che si è prestato a partecipare a questo gioco al massacro.

Quest'ultimo soprattutto è ancora più colpevole degli altri perchè con una carriera così poderosa alle spalle, con l'assassinio del fratello da parte della camorra, NON SI CAPISCE come possa essere finito, prima a dirimere le finte cause nel tribunale di Forum condotto da quella povera donna di Rita Dalla Chiesa e adesso addirittura a partecipare a questi squallidissimi programmi pomeridiani.

Più che atterrito sono SCHIFATO !
Poveri noi..."

ENRICO ha detto...

Il commento precedente è mio
Enrico

Manlio Tummolo ha detto...

Senza entrare nel merito delle due vicende, vorrei notare che quanto avviene e si dice in televisione, viene effettuato perché si sa che alla gente interessa, se proprio non piace, e ne è attratta più o meno morbosamente. Se gli spettatori smettessero di guardarla, se rinunciassero all'abbonamento televisivo, se portassero, come d'obbigo, a qualche centro di raccolta differenziata rifiuti il proprio televisore, e avanti di questo passo, i signori della RAI e MEDIASET, SKY, ec. comincerebbero ad accorgersi che il tempo della loro influenza è concluso. Vero è che la RAi è talmente invasiva da pretendere pagamenti di canone anche a chi ha solo il computer (e di cui paga l'abbonamento ai vari enti di collegamento INTERNET) e potrebbe in teoria guardarsi programmi televisivi, per cui solo organizzando quella che con termine inglese viene chiamata "class-action" (ovvero azione legale collettiva) ci si potrebbe finalmente liberare una volta per tutta da questa tirannide mediatica. Complice dell'operazione per cui il canone viene trattato come "tributo" è stato proprio la Suprema Corte di Cassazione in una delle sentenze più stupide ed inique della sua storia, dove tale tributo viene estorto anche a chi ha un vecchio televisore non funzionante, ad un solo canale degli anni '50. Si applichi per tutte le aziende di trasmissione il metodo SKY: chi vuol guardarle paghi, chi non vuol guardare non paghi.
In conclusione, l'influenza della televisione è studiata ormai da decenni da psicologi e sociologi: l'unico sistema di ridurla a proporzioni fisiologiche è chiudere il contratto, mandare all'immondezzaio il televisore e dare una lezione durissima a quei signori superstipendiati, mentre il comune lavoratore è prossimo alla fame.

Annika ha detto...

MASSIMO
straodinario come sempre.

TABULA
provo grande pena per chi, sopraffatto dall'odio e dalla vendetta, finge di non ricordare in ogni minuzia la settimana, il giorno, l'ora e il minuto preciso dell'ultimo abbraccio e dell'ultimo bacio dato alla propria figlia brutalmente uccisa e storpia pubblicamente il ricordo per fini di vendetta personale. Cio' che i Rea sostengono cambiando la data della loro ultima visita alla figlia e' semplicemente aberrante: invece di difendere l'ultimo ricordo di Melania in vita a spada tratta, loro per primi lo usano ed abusano solo per provare la colpevolezza dell'uomo al quale hanno sottratto la figlia e che la cui presunta colpevolezza fa tanto comodo onde non scoperchiare chissa' quale possibile vermaio.

ANTONELLO
Dopo la morte i liquidi corporei subiscono variazioni e contaminazioni praticamente da subito: nel sangue avviene la rapida rottura delle membrane cellulari, nel siero l'autolisi. Il vitreous fluid invece e' relativamente isolato e soprattutto acellulare, condizioni che lo rendono meno suscettibile a contaminazione, cambiamenti biochimici e degradazione batterica. Perche'?

Dopo il decesso le cellule diventano permeabili. Il potassio (insieme ad altri elementi testabili per indagini diverse dal PMI) comincia da subito a fuoriuscire dall'interno delle cellule retinali e a spargersi nel vitreous (che per l'appunto e' acellulare e funge da base), con conseguente aumento lineare, stabile ed uniformemente costante nel tempo dei livelli di potassio in esso riversato.

L'analisi dei livelli di potassio nel vitreous fluid ci consente pertanto di risalire con vasto grado di sicurezza al PMI.

LucaP ha detto...

Massimo

Nel tuo articolo hai evidenziato le differenze tra i due casi ed hai scritto che in quello Goffo/Binni sembra che la Procura di Ascoli abbia delle certezze inossidabili supportate dai riscontri scientifici come quelli avuti dall'esame dei tabulati telefonici e della copertura radioelettrica nella zona del Pianoro e del Bosco dell'Impero.
So che l'hai scritto anche in modo provocatorio, in quanto la procura in questione è la stessa che aveva le medesime certezze nel caso Rea/Parolisi e gli accertamenti tecnici fatti sono identici a quelli fatti per il cellulare di Melania.
E' anche la stessa procura che nella richiesta di custodia cautelare per Parolisi aveva taciuto troppi elementi anche quelli che, pur essendo sempre a carico di Parolisi, la Procura di Teramo ed il GIP Cirillo hanno evidenziato nella seconda ordinanza.
Ma la parte veramente interessante dell'ordinanza di Calvaresi è l'ultima, cioé quella dove si evidenziano i motivi per i quali viene concessa la custodia cautelare. Lì non ci si è presi nemmeno la briga di scrivere qualcosa di differente rispetto a quanto scritto per Parolisi. Forse quelle parti di testo sono contenute nel modello di Word usato per scrivere le ordinanze da parte di tutte le procure della repubblica.

A proposito di come è stato trattato il caso Binni sulle televisioni ed in particolare a Quarto Grado, è molto interessante l'articolo da te evidenziato di Aldo Grasso che ha fatto la recensione del programma andato in onda venerdì scorso. La presenza costante e permanente, nonché in alcuni casi veramente irritante, dei soliti cosiddetti esperti che pontificano su ogni caso senza premurarsi di documentarsi perlomeno approssimativamente prima di andare in onda, è qualcosa di veramente deleterio e purtroppo condiziona troppo l'opinione pubblica. Avendo avuto modo di documentarmi un po' di più rispetto ai vari Picozzi, Meluzzi e Palombelli (SIC!), mi è parso chiaro come il modo in cui è stato trattato il caso Binni fosse esclusivamente strumentale al caso di Melania, dove perlomeno (dopo aver pur permesso ai Rea ed a Gionni di comparire nuovamente) Sottile alla fine è riuscito a dire in faccia al nostro amico Gionni che lui non accetta di farsi passare sottobanco documenti di indagine mirati esclusivamente ad infangare ed intorbidare le acque.

Anonimo ha detto...

Buongiorno blog. non ho letto tutto l'articolo di Massimo, lo farò. Ieri infatti ho visto la puntata "la vita in diretta" dove appunto lo pseudoconduttore diceva che c'erano similitudini tra i due omicidi. Seguendo il la trasmissione mi sono ricordato perchè odio e a casa non guardo certa tv. Poi ho trovato assurdo, a mio parere il fatto che abbiano fatto il collegamento con il difensore. Ora, scusate i sarcasmo, mi aspetto una settimana intera dove questi bei giornalisti facciano collegamenti con gli avvocati o direttamente con i vari Riina, Provenzano, Schiavone,... magarili si fa passare per innocenti. Chido scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno, e ringrazio tutti voi per le riflessioni e i post sempre ottimi. Grazie ragazzi.
Luca1

tabula ha detto...

@Lucap
Sottile ha detto questo all'avvocato Gionni? E quando l'avrebbe fatto?

LucaP ha detto...

@ Tabula

Non l'ha detto espressamente riferito a Gionni, ma parlando della Sciarelli (una signora di cui non faccio il nome per non turbare voi spettatori") ha detto che a Quarto Grado "noi siamo giornalisti che non ci accontentiamo di una verità che qualcuno ci può passare sottobanco".

Se questo non era rivolto anche a Gionni (presente alla trasmissione dallo studio di Ascoli).... Sappiamo tutti da chi arrivano i tabulati di Melania, gli accertamenti dei ROS sui PC di Parolisi. E quindi, anche se non ha fatto riferimento specifico a Gionni, chi voleva capire ha capito.

ENRICO ha detto...

LucaP

secondo me Sottile si è riferito SOPRATTUTTO alla Sciarelli quando ha detto ""noi siamo giornalisti che non ci accontentiamo di una verità che qualcuno ci può passare sottobanco"..
La "ragazza" infatti - da quello che abbiamo constatato in questi mesi - non si è mai posta ( e non ha mai posto ai telespettatori ) il più pallido dubbio sulla colpevolezza di Parolisi.
ANZI.
Bel "servizio" che rende al pubblico la RAI Radiotelevisioneitaliana con la trasmissione CLV !

Che poi la stoccata andasse bene anche per Gionni non c'è dubbio

Antonello ha detto...

Personalmente penso che il vizio e' nell'azione e non nell'idea, dubbio, pensiero, fantasia, ipotesi. E mi spiego, chiunque piu' o meno seriamente, piu' o meno coerentemente ai dati di fatto reali, secretati o travisati puo' dire ed esprimere le proprie sensazioni od ipotesi, ci sta, ed e' su quella base che si forma la competenza di un punto di vista e non sul titolo o potenzia mediatica di chi si esprime.
Quindi i vari esperti per me, come chiunque altro possono dire cio' che vogliono e non criminizzerei il libero pensiero.
Il problema nasce quando i pensieri ed i tourbillon mediatici vengono seguiti da piu' o meno condivisibile azione giudiziaria o, ad esempio quando si confondono certezze con sensazioni, presunzioni con dati invece di fatto, se Meluzzi, piuttosto che Picozzi come Pinko Pallo, afferma che vede delle connessioni e' un'affermazione soggettiva che andrebbe spiegata e documentata quanto piu' possibile antopiu' in pubblico, ed a seguito di un semplice libero pensiero non necessariamente dovrebbe seguire un'azione, un'autocelebrazione od un'affermazione di coscienza pubblica.
Non ci facciamo influenzare la visione a 360 gradi solo per il fango che gira nello stagno in cui ci vorrebbero, perche' a qualcuno importa circoscrivere, recintare, magari anche marchiare a fuoco e massifficare le menti libere per poi poter tranquillamente pilotare ed agire sul numero dove frega nulla della libera critica di ogni individuo libero.
Non va mai criminalizzato il libero pensiero, ne influenzato, il libero pensiero casomai va illuminato, sezionato, capito, compreso e seconvincente assimilato.
Detto questo io direi che abbiamo, a parte azioni giudiziarie e media, abbondantemente sottolineato moltissimi dubbi che non sono assolutamente dipanati sul caso di M. e P., e' chiaro che chi ha sudato quei dubbi esplicitandoli, lavorando e studiandosi centinaia di pagine non puo' che arrivare alla conclusione che se vi sono fortissimi dubbi sulla ricostruzione accusatoria che vede P. incriminato si deve anche accettare che quindi la verita' assoluta sta di casa da n'altra parte sebbene sfugga a noi poveri mortali.
Vien da se che compresi anche i dubbi che emergerebbero a prima vista anche sul caso B., siamo in presenza di due casi irrisolti, annacquati, sporchi e poco lampanti, e che due azioni giuduziarie nonche' due, sembrerebbe, distinti pensieri ci appaiono come fortemente non condivisibili e del tutto legittimamente opinabili, bene, ma se da una parte diciamo che le due verita' sono lontane da quella con minor errore come facciamo con coerenza ad affermare ed escludere che i due casi sarebbero profondamente distinti in maniera cosi' certa???
Non vorrei fare il bastiano contrario, e per ora io vedo similitudini dettate dai luoghi e forse qualcuna temporale, parlo pero' sulla base di un ministudio che avevo fatto tempo addietro, su articoli sempre mediatici, onestamente non vedo tante altre similitudini ne ho elementi in base a quanto illustrato nel paragrafo precedente in base ai quali escludere un eventuale connessione fra i due casi. O sbaglio???
Perche' se non e' stato P. qualcuno deve pur essere stato, di qui non si scappa, allora ammettiamo per un attimo che sia stato un Michelucci a caso, che piuttosto che firmare le sue azioni confessa una sua situazione di equilibrio, insieme ad "un gruppo", come potremmo escludere connessioni varie e non solo con la tragica fine della Goffo???
Cioe' se da una parte vedo troppe certezze dall'altra vedo una componente di "non escludibilita" che non mi convince del tutto ma di cui non posso e non devo fare a meno.
Sempre secondo me.

@Annika
grazie, era solo un particolare, non mettevo in discussione l'assunto scientifico nella sua intierezza, ero solo curioso di capire i perche'.

tabula ha detto...

A parte tutte le legittime considerazioni, credo che la batteria di polli scelta da Massimo Prati ad illustrazione dell'articolo valga più di mille parole.
Siamo considerati e considerabili polli d'allevamento, polli in batteria, carne da macello, consumatori, numeri, quantità, e quantunque un paio di noi riescano ad alzare la cresta, più di un chicchiricchì fastidioso che non riesce a coprire i rumoreggianti slogan televisivi, non riusciamo a produrre.
Però oggi ho la luna particolarmente storta.

Antonello ha detto...

@Tabula
noi non siamo cio' che gli altri liberamente, ed anche offendendo, possono pensare che noi siamo.
Io non perderei tempo a dare troppa considerazione a chi scrive e parla partendo dalle proprie turbe personali o professionali narcisistiche, quelle si, rivolgendosi, nei modi e nella sostanza, ad un pubblico che chiaramente ritiene pollame da accanimento commerciale.
Frega nulla, io, noi, tutti dobbiamo essere sempre coscienti di chi siamo ma sopratutto di chi sono questa gente, di cosa sia la loro concezione di individui, di cosa propongono all'altezza di dove si presentano, in questo senso "pollo" o "polla" e' chi sale le scale della visibilita' firmando articoli ed affermando in prima persona in televisione che i "polli" sarebbero tutti gli altri.
Ed ancora piu' sottilmente direi che dobbiamo capire i fili culturali e di massa, della loro massa, che sovvenzionano tanta inutile imbecillita' trasformando anche loro (perche' nella nostra concezione anche loro alle volte purtroppo sono individui) in agrituristici ovicultori, serve conoscere il nemico per combatterlo direbbe qualche generale che non esiste piu' come anche "al nemico va sempre lasciata una via di fuga" come direbbe un/una vincente.
Sottolineando che non e' una guerra e che non ci dovrebbero essere nemici direi che in questo caso e' il nemico stesso che si espone nelle televisioni e nella carta stampata, lasciamolo/a sbraitare ed urlare, nei suoi modi, che i polli saremmo noi che cerchiamo di creare un nostro punto di vista critico, chi ha detto che si agonizza solo nei letti d'ospedale??? C'e' anche chi per agonizzare liberamente sceglie programmi televisivi nella completa visibilita' e convincendosi che invece sta annusando fumi di successo e luccurnie invece di aria malsana e medicine, casomai quello che preoccupa e' che talvolta vengono stipendiati con soldi nostri.
Quello che dobbiamo capire e' che il loro successo dipende, nelle loro regole, esclusivamente dal numero di chi li ascolta e legge, questa e' la loro agonia, il nostro tempo merita di essere impiegato meglio che a stare immobili dove ci vorrebbero.
Poi chi ha detto che se si e' pollame si sarebbe anche stolti???
Intanto i polli non hanno televisioni ne giornali e fingono di svolazzare per l'aia per non far capire che si stanno rotando dalle risate.

Anonimo ha detto...

E chi lo frena più Antonello ed i ...polli?
Aiuto ragazzi!!!!

ENRICO ha detto...

TABULA carissima

A proposito della tua ultima e sconsolata riflessione vorrei dire due parole – sebbene l’argomento sia fuori tema - sullo strapotere della televisione entrata di soppiatto nelle nostre case come innocuo elettrodomestico e poi divenuta pian piano l’indiscusso termine di riferimento dei nostri pensieri e di riflesso anche delle nostre vite

Se ci si pensa bene, tutte le volte che una nuova tecnologia è entrata a far parte di una cultura ( dall’alfabeto, alla stampa, alla radio, al cinema…) il suo ingresso è stato di tipo aggiuntivo nel senso che non ha spazzato via la vecchia cultura ma l’ ha modificata attraverso un processo lento e graduale di armonica coesistenza.

La televisione invece - il cui controllo è sempre stato concentrato nelle mani di un potentissimo e ristretto oligopolio che ne ha intuito da subito l'enorme potere propagandistico - è entrata a far parte della nostra cultura SOSTITUENDOSI velocemente e prepotentemente a quella vecchia originandone di conseguenza una completamente nuova, anomala, limitata, priva di identità storica perché priva di memoria.

Inserita nell’ampio processo di globalizzazione che interessa anche la psicologia e la percezione della realtà di gran parte degli individui, la televisione è diventata la metafora, il punto di riferimento della comunicazione umana tanto è vero che è persino riuscita a spazzare via le “vecchie” ideologie divenendo - attraverso la manipolazione e l’omogeneizzazione del nostro pensiero indirizzato secondo le logiche dei pochi che ne detengono il controllo - essa stessa L’ IDEOLOGIA COMUNE

Hai voglia a combatterla ed a contrastarla ! Hai voglia a scaraventare l’apparecchio televisivo nel cassonetto dell’immondizia !

Lo strapotere mediatico non lo freni neanche con gli altri tradizionali mezzi di comunicazione ( radio, cinema, case editrici, giornali, riviste, centri di produzione musicale
, ecc...) poiché sono anch’essi totalmente in mano a poche grandi imprese che hanno scoperto nei media, uno dei più vantaggiosi affari dell’era della tecnologia di massa dove si fronteggiano monopoli e oligopoli, capitale pubblico e privato, interessi economici e politici.

Sono da osservare sotto quest’ottica i programmi tv di cui MASSIMO ha così bene individuato la pericolosità e l’inganno

Peccato che per 1 individuo che se ne accorge e non ci casca ce ne sono 100.000 incapaci di discernere e di valutarne autonomamente il rischio.

Peccato che anche noi che ne siamo consapevoli abbiamo scarsissimi mezzi di difesa e di vigilanza.

Ti riporto, per chiudere l'argomento, una acuta riflessione di Neil Postman tratta dal suo, tutt'ora attualissimo, libro “Divertirsi da morire”

”… Orwell temeva che la nostra sarebbe stata una civiltà di schiavi; Huxley, che sarebbe stata una cultura cafonesca, ricca solo di sensazioni e bambinate…. In breve, Orwell temeva che saremmo stati distrutti da ciò che odiamo, Huxley, da ciò che amiamo. Il mio libro si basa sulla probabilità che abbia ragione Huxley, e non Orwell”

PINO ha detto...

ENRICO
Mi ero già espresso, in modo più succinto, sulla impostura, dolce, piacevole, penetrante, ma sempre IMPOSTURA in tutti i sensi, della TV.
Il tuo scritto completa ottimamente quanto volevo significare. Non potevi essere più chiaro di così.
Ciao, PINO

Anonimo ha detto...

L'unica similitudine nelle due vicende è la presenza di un'amante, nient'altro.
Per quanto riguarda il caso Goffo/Binni, il fatto che lei si sia fatta trasferire da Rovigo, città in cui abitava con il marito e i due figli, ad Ancona per seguire l'uomo con cui aveva una storia la dice lunga. Assillava Binni affinchè fossero andati a vivere insieme; probabilmente sarebbe stata disposta anche a lasciare la sua famiglia, così come voleva che Binni lasciasse la sua. Il 4 Maggio, la coppia è stata vista discutere animatamente e dal quel giorno lei è scomparsa per essere ritrovata mesi dopo da un cercatore di tartufi in provincia di Ascoli, città in cui abita Binni ed in cui sarebbero dovuti andare a vivere insieme. L'aggancio del cellulare di Binni, ci dice che probabilmente il giorno 5 Maggio, lui si trovasse nel luogo in cui è stato ritrovato il corpo della Goffo.
Per quanto riguarda Parolisi, anche lui aveva un'amante, ma anche se lei era insistente affinchè lui lasciasse la moglie, la sapeva gestire benissimo; stava aspettando che lei si stancasse. Infatti erano tre mesi che non si incontravano più e lui neanche a Pasqua sarebbe andato; lei glielo aveva detto, se non vieni, è finita. Quale miglior occasione per lasciarla....
A detta della Procura entrambi sarebbero stati compressi in un imbuto, ma i fatti ci dicono che ad uno è stata uccisa la moglie, mentre all'altro l'amante.
Quando si ha una storia parallela e questa porta all'esasperazione, tanto da spingere a commettere un omicidio, chi si uccide la moglie o l'amante? Non so, se tra i due indagati ci sia un assassino, ma le due vicende ci dicono che non lo sono entrambi.

Stella

anna ha detto...

si fanno paragoni fra il delitto della Goffo e quello di melania Rea
Guardate i casi irrisolti avvenuti fra la provincia di Teramo e Ascoli Piceno,nessun colpevole è stato mai trovato.....forse percgè si indaga sempre a senso unico?........

TERAMO. Il 28 febbraio 2005 Magda esce dalla fabbrica di Corropoli a fine turno e sparisce nel nulla. Il suo cadavere verrà trovato 6 giorni dopo sulla sponda di un fiume. E' stata uccisa con 20 coltellate.
Accusato il marito processato e assolto

Il 2 giugno del 2005 i coniugi Masi vengono trucidati nella loro abitazione di Nereto.(TE)

Il 4 maggio 2010 sparisce da Ancona Rossella Goffo. Il suo cadavere verrà trovato esattamente un anno dopo nel Bosco dell'Impero, a Colle San Marco di Ascoli.

Il 18 maggio scompare da Colle San Marco Melania Rea, 28 anni. Il suo cadavere viene trovato due giorni dopo nel bosco di Ripe di Civitella.

Il 28 maggio Carmine De Luca viene trovato morto nella sua abitazione di Torricella Sicura. 15 le coltellate fatali.

Cosa hanno in comune tutti questi casi? Si sono svolti tutti a distanza ravvicinata tra Marche e Abruzzo ma soprattutto nessuno di questi delitti ha trovato al momento un responsabile. Sei cadaveri, tutti omicidi efferati, e nessun colpevole.

anna ha detto...

ovviamente la data della scomparsa di melania è il 18 aprile 2011
scusate l'errore

LucaP ha detto...

Quello che avevo già ipotizzato in un post precedente, e cioè che nello stupro di Pizzoli (AQ) si fosse fatto uso di qualche tipo di "Club Drug" sarebbe confermato da quanto scrive oggi Il Centro

http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2012/02/21/news/ragazza-violentata-all-aquila-chieste-altre-analisi-5639099

Nell'articolo si parla di Ketamina che è un anestetico dissociativo in grado di portare a forti allucinazioni visivo-auditive definite come "di pre-morte", con la percezione di "entità disincarnate", apparenti visioni del futuro (flashforward) e vista del proprio corpo dall'esterno, ma anche ad amnesia. E' usata frequentemente come "Club Drug" in associazione anche con altre sostanze e viene spacciata da piccole reti solitamente esterne alla criminalità organizzata in occasione per esempio di rave party o presso le discoteche.
Non si parla invece di un altro tipo di "Club Drug" diffusissimo come il GBL (od il suo derivato aminoacidico già presente naturalmente nel corpo umano) direttamente acquistabile come detergente industriale anche tramite internet ed usato sia come eccitante maschile sia come "droga da stupro" effettiva in quanto induce, a seconda del dosaggio, remissività , riduzione delle inibizioni, incapacità fisica ed inabilità a consentire coscientemente atti sessuali, e per ultimo amnesia quasi totale.
Al pari della Ketamina deve essere cercata nell'organismo mediante appositi esami differenti da quelli tossicologici normalmente effettuati per verificare il consumo di sostanza stupefacenti. Ed è proprio per questo forse che l'avvocato della ragazza stuprata chiede questi esami specifici.
Dopo tutte le considerazioni fatte sul caso Rea, possiamo escludere in modo categorico che anche con Melania sia stata utilizzata una sostanza analoga sia per renderla docile durante la temporanea prigionia sia eventualmente per altri scopi?
Non credo che Tagliabracci abbia fatto esami specifici per cercare tracce di tale sostanza, ma è ancora possibile farli adesso a distanza di mesi, magari con l'analisi del capello (in quanto quella delle urine era già stata impossibile durante la prima autopsia in quanto la vescica era misteriosamente vuota)?

ENRICO ha detto...

PINO
neanche a farlo apposta ieri sera PORTA a PORTA, trattando i casi Scazzi-Rea, ha offerto un esempio tra i più eloquenti di come si manipola e s’indirizza l’opinione pubblica offrendo informazioni incomplete, inesatte, di parte e rivolte in modo particolare a stuzzicare e ad appagare gli appetiti pruriginosi del popolino

Se la Giustizia italiana viene esercitata con questi criteri, siamo a posto !

ENRICO ha detto...

@Pino e a tutti

Ps: fortunatamente il duo B&G ha rifiutato l'invito a partecipare alla trasmissione.

Spero sia da leggere come un segnale positivo...

tabula ha detto...

già. Ne ho visto un microscopico pezzetto, ieri sera. Dovevo finire un lavoro al pc e mio marito ha messo su Porta a Porta, giusto il tempo di sentire il fratello della vittima che faceva affermazioni del tipo "no.. io non trovo corrispondenza con l'uomo che credevamo di conoscere noi.. non avrei mai pensato.. credo che se mia sorella l'avesse saputo l'avrebbe mandato via, ne avrebbe parlato con i colleghi di lui" eccetera.
Si parlava di una chat con dei trans avvenuta in data 5 aprile, pare recentemente scoperta dai Ros.

Non ho voluto sentire altro e me ne sono andata a nanna, per lavorare ho preferito svegliarmi prestissimo.

A parte il fatto che ci sono voluti nove mesi da parte dei Ros per scoprire una chat cancellata dal pc di Salvatore, come avrebbe fatto Melania a scoprirla? Era forse più capace dei ros, con il pc?
Sicuramente Salvatore non fece in tempo a cancellarla così come invece aveva fatto con il profilo facebook, dato che il 18, tornando a casa, già dal pomeriggio c'erano gli inquirenti che setacciavano il computer di casa.
Quindi, l'aveva cancellata prima.
Immagino subito dopo la conversazione, ovvero il cinque.

E un uomo che chatta con un trans il 5 aprile, cosa fa? Medita per ben tredici giorni l'assassinio della moglie, nel frattempo tenendosi buona l'amante?
Melania avrebbe fatto in tempo a screditarlo con chiunque, nel frattempo, se la cosa fosse stata così grave da essere scoperta: quindi, lei non ne sapeva niente.

Abbiamo capito che Salvatore non è di sicuro uno stinco di santo, probabilmente era in fissa con il sesso sotto le molteplici forme in cui si presenta, ci sono attori americani che per lo stesso problema si sono fatti ricoverare in qualche clinica chic, vedi Michael Douglas.
In fondo, se per le strade metropolitane è pieno di transessuali, è evidente che esista un mercato (Marrazzo docet), discutibile o meno che sia.

E vorrei proprio sentire che cosa ne direbbe la comunità gay, alla notizia che chattare con uno dei suoi esponenti possa essere indicato come presupposto per un omicidio: alla faccia della parità e delle rivendicazioni degli omosessuali.

Ma che cosa abbia tutto questo a che vedere con l'omicidio di Melania andrebbe ancora spiegato.

PINO ha detto...

CIAO ENRICO
Non ho acceso il televisore ieri sera, perchè avevo ospiti, e forse è stato meglio.
Ho sempre supposto ( e da te condiviso) che esisterebbe una sorta di "dirigenza" che, data la sua potente provenienza, abbia , in un senso condizionata e nell'altro orientata, la conduzione della maggior parte dei mass media, nella direzione stabilita.
Ed ho notato, anche, che se qualcuno scantona dal tracciato stabilito, è fatto uscire di scena, o messa in cattiva luce, buttandogli/le addosso il fango più putrido. (vedi caso Mura a CLV)
SP è incappato in una rete tenace quanto misteriosa, dalla quale non potrà liberarsi se non da un'apertura che gli sarà praticata proprio da chi l'ha tesa.
Ma per questo ci vorrà un pò di tempo, ed il soldato lo sa, come lo sanno molti altri attori della commedia.
Per questa mia convinzione, (sbagliata o meno, non so) intervengo pochissimo, ormai, nel blog, dove si continua a rimacinare grano già reso farina. Resto in attesa dell'inizio del processo, per vederne l'indirizzo.
PINO

ENRICO ha detto...

PINO
sono perfettamente d'accordo con te sull'osservazione che hai fatto a proposito dell'"attacco" di CLV a Sottile : non E' CONSENTITA alcuna interpretazione alternativa sul caso Rea...

TABULA

...nè tantomeno è consentito allontanarsi dall'argomento "sesso" (estremamente azzeccate le puntualizzazioni da te fatte in proposito) per affrontare, magari di sfuggita, quello delle perizie di Tagliabracci

Mah... vediamo cosa succederà al processo

tabula ha detto...

mah.
Vista l'ostinazione e la forza con la quale i gay si battono per i loro diritti,
sarei molto divertita se gli saltasse la mosca al naso inquadrando come pregiudizio di taglio OMOFOBICO l'assunto preso così com'è e dato per buono che l'aver chattato con un trans possa condurre all'omicidio della propria moglie.

Annika ha detto...

LucaP

BRAVISSIMO! Certo che e' possibile praticare un test tossicologico per GBL, o meglio GHB, sul corpo di Melania. E ora piu' che mai.

Il GHB e' una sostanza endogena al corpo umano, contenuta naturalmente anche nel sangue e nei capelli in dosi molto basse. Il bulbo pilifero in particolare ne contiene una concentrazione maggiore rispetto alla quantita' contenuta in identica misura lungo l'intera lunghezza del capello. Se la morte e' avvenuta solo pochi giorni prima dell'autopsia, non e' consigliabile testare i capelli per GHB, in quanto, al contrario di tante altre droghe, con il GHB in particolare il test risulta sempre positivo, anche su chi di quella sostanza non ha mai abusato. Ma se si aspetta un mese, ovvero un tempo sufficiente per ottenere 1cm di ricrescita, e poi si testa un capello di una persona che ha assunto GHB anche un'unica volta e perfino in quantita' relativamente scarsa, su quell'unico centimetro di ricrescita, sia rispetto alla rimanente lunghezza del capello medesimo che rispetto al bulbo dello stesso, figurera' una quantita' abnorme di GHB, indice di abuso di tale sostanza. Tale procedura rende pertanto possibile isolare il GHB endogeno da quello esogeno. E allora, dato che i capelli continuano a crescere anche per molti anni dopo il decesso, e' proprio cosi' sicuro che riesumare il corpo di Melania non aiuterebbe con le indagini???

Ma dato che finora non si e' ritenuto di procedere alla riesumazione di Melania, torniamo al vitreous fluid. Ahhh, un po' come la candela sotto il foglio bianco scarabocchiato con succo di limone, questa magica sostanza rivelatrice di tracce ci aiuta non solo a stabilire il PMI (ovvero l'ora della morte), ma anche, tra tantissime altre cose, a rivelare la presenza di alcune sostanze stupefacenti. E guarda tu il caso, tra queste figura il GHB! O, ancora meglio, GHB esogeno, ovvero non quello prodotto naturalmente ma in dose minima dal corpo umano, ma quello in esso presente in quantita' elevata post assunzione. In parole povere, il vitreous fluid ci rivela se la vittima aveva assunto GHB prima del decesso. E qui due link per chi volesse saperne di piu':

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15240040

http://cat.inist.fr/?aModele=afficheN&cpsidt=17033716

Ciao, Annika

PS la validita' del vitreous fluid per il calcolo del PMI e' conosciuta da parecchi anni, ma a febbraio 2011 ne e' stata definitivamente provata la certezza. Sorge spontaneo chiedersi se due mesi dopo (aprile 2011) la pubblicazione di un articolo valido ed inconfutabile, si sia deciso di estrarre il vitreous fluid dagli occhi di Melania ed analizzarlo. Si spera anche di refrigerarlo, dato che anche refrigerato il vireous fluid rimane inalterato e mantiene intatti i livelli di tanti componenti, compresi potassio (per PMI), e alcune sostanze stupefacenti, tra cui il GHB distinguibile in forma esogena (ovvero assunto tramite abuso di tale sostanza). Se refrigerato e conservato, lo si puo' ancora esaminare!!!

LucaP ha detto...

Grazie Annika per i chiarimenti.

Cercando di capire qualcosa in più sul GHB (o sul suo precursore GBL) mi sono imbattuto, oltre che su tantissimi articoli che ne descrivono l'attuale estesa diffusione sia come "club drug" sia come "date rape drug", su altri articoli interessanti collegati alla medicina forense tra i quali per esempio

http://essante.ch/uploads/diplomes/TD-AJ-GHB.pdf

dove, per ricollegarmi ai tuoi ragionamenti sul vitreus fluid (in italiano "umor vitreo" o "corpo vitreo") si cita un lavoro di Selon del 1999 dove viene detto:

"En l’absence d’urine dans les prélèvements post-mortem, l’analyse de l’humeur vitrée est importante car la formation post-mortem de GHB peut se produire dans le sang, pas dans l’humeur vitrée"

Quindi alte concentrazioni di GHB nell'umor vitreo sarebbero di natura esogena, sintomo dell'assunzione diretta di GHB o GBL. Viene quindi da pensare che concentrazioni di potassio non compatibli con l'ora della morte stimata, ma anche alte concentrazioni di GHB nell'analisi dell'umor vitreo di Melania avrebbero potuto inficiare le conlusioni della perizia medico-legale e forse, ammesso che il prelievo e l'analisi sia stata fatta, è per questo che non vengono citate.

LucaP ha detto...

@ Annika

Sempre riflettendo sul GHB/GBL e cercando di documentarmi meglio, mi sono imbattuto su questo rapporto del Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri

http://www.droganews.it/pubdownload.php?id=1201

La lettura è chiara anche per un profano del mestiere. Ed allora mi sono chiesto:

- la vescica di Melania è stata trovata vuota mentre Melania stessa è stata rinvenuta con i pantaloni, i collant e le mutandine abbassati come se avesse appena finito di urinare. E' assurdo pensare che chi aveva in custodia Melania avesse tutto l'interesse a che la stessa facesse pipì per eliminare eventuali tracce del metabolismo del GHB?
- il metabolismo del GHB continua anche dopo la morte? In caso positivo è assurdo anche ipotizzare che Melania sia stata fatta ritrovare a due giorni della scomparsa in modo tale che tutte le tracce di un'eventuale assunzione di GHB/GBL fossero oramai scomparse (non sapendo forse della questione dell'umor vitreo)?
- nello stomaco di Melania è stata rinvenuta un'alta quantità di caffeina non ancora assorbita tanto che si è pensato che avesse bevuto una bibita energetica tipo Red Bull entro un'ora dalla morte. Da nessuna parte ho trovato riscontri sul fatto che la caffeina sia un'antagonista del GBH, ma al tempo stesso non sono ancora stati testati dei veri e propri antagonisti. Va però detto che gli effetti dell'assunzione di GBH/GBL in dose alta sono sonnolenza, assenza di capacità di reazione,.... Questi effetti sono particolarmente accentuati e portati agli estremi in caso di overdose, che non è necessariamente legata all'assunzione di una quantità esagerata di GBH ma può avvenire anche con dosi ridotte e dipende dall'individuo. Se io fossi un profano, come effettivamente sono, non potrei forse pensare che, facendo bere ad una persona in overdose da GBH una o due lattine di Red Bull, potrei farla riprendere dall'overdose (come magari avrei già potuto sperimentare in altri casi. p.es. un rave party od una festa in discoteca andata male)?

LucaP ha detto...

@ Tutti

Non vorrei che voi pensaste che la mia attuale fissazione sul GBH/GBL sia una mera esercitazione accademica per di più fatta da uno che per mestiere fa tutt'altro nella vita.

Le mie considerazioni nascono dal fatto che, se accettiamo l'idea che Melania sia morta non nell'arco temporale indicato da Tagliabracci, bensì molto più tardi cioé nella notte tra il 18 ed il 19 aprile, ed al tempo stesso sul cadavere di Melania non sono stati ritrovati evidenti segni di costrizione, bisogna allora ipotizzare che Melania, considerato anche il carattere descrittoci da tutti i parenti ed amici, sia stata tenuta temporaneamente "in prigionia" sotto l'effetto di qualche sostanza stupefacente in senso lato. Le analisi tossicologiche standard effettuate da Tagliabracci hanno escluso l'assunzione estemporanea e abituale di tali sostanze. Ma le cosiddette "club drugs" o "date rape drugs" bisogna proprio cercarle in quanto non sono individuabili con i normali test (http://www.erowid.org/chemicals/ghb/ghb_testing.shtml).

Allo stesso tempo, scartata a questo punto l'ipotesi che l'assassino sia il marito, bisogna cercare di individuare un possibile movente che possa avere spinto persone estranee alla coppia a compiere il delitto. Tra le tante ipotesi fatte sinora, ve ne è una che torna sempre a galla. Cioè quella per la quale Melania è stata uccisa affinché non rivelasse un segreto del quale era venuta a conoscenza. Se questo segreto fosse allora proprio legato ad una qualche attività illecita come l'importazione e lo spaccio di sostanze stupefacenti come il GBH/GBL? E se questa attività prevedesse proprio per la sera del 18 aprile 2011 un incontro segreto presso il Chiosco della Pineta?
Abbiamo in tutti i modi cercato di capire perché Melania sia morta proprio lì tra tutti i luoghi possibili o perlomeno perché sia stata fatta ritrovare accanto a quel chiosco. Ed abbiamo sempre cercato il motivo per il quale Melania sia andata assieme ai suoi carnefici in quel luogo come se la scelta del luogo fosse legata strettamente all'omicidio. Ma bisogna anche provare a ribaltare la questione domandandoci se Melania sia stata portata al chiosco perché quello era un luogo già fissato in precedenza per altri scopi. E se ci pensiamo bene, qualche indizio in tal merito lo possiamo anche trovare sulla base degli strani avvistamenti di quel giorno (incluse le due auto passate davanti a Colasanti nel pomeriggio).

Antonello ha detto...

Cambiavo un attimino discorso divergendo da quello scientifico impostato da Annika per cercare di riconsegnare un valore ipotetico investigarivo a questi contatti che P. avrebbe avuto con persone del posto (cosi hanno citato in una recente trasmissione) ad inclinazione sessuale diversamente naturale.
Tolto che, secondo me, se l'individuo e' responsabile all'interno della coppia (e vivadio altrimenti non esisterebbe coppia) e' anche totalmente libero di realizzarsi, questo significa che per me in una coppia "normale" se uno dei due vuole chattare con trans e' liberissimo di farlo, al partner resta la liberta' di discutere questo pseudo tradimento o di fare le valigie.
La terza scelta del partner pseido tradito e' tentare di impaurire, tentare di assoggettare, ricattare o distruggere la privacy dell'altro divulgando le sue scelte orientative personali ai quattro venti, questa terza pero', sempre secondo me, non solo e' denunciabile ma non tiene conto di un rapporto che si dovrebbe ricostruire andandolo a distruggere per sempre, inoltre c'e' un altro aspetto piu' psicologico, insomma io non capisco piu' se P. era un figlio, per M. od un marito e perche' lei si ostinasse a bacchettare, sbraitare e ricattare piuttosto che prendere atto dei fatti.
Direi che pero' investigativamente ha un rilievo importante il contatto avuto da P. alle 7,04 del 20/04/2011 con chiunque perche' e' anche vero che in quel momento si accende, per miracolo e sicuramente caso, il cellulare di M. a Ripe.
Se poi e' vero, come sembra, che alcuni contatti fossero del posto il rilievo investigativo emerge per visibile a chiunque penso, in quel momento P. e' in compagnia presumibilmente dei familiari di M. nella casa di Folignano, si erano svegliati alle 06,30, piu' tardi P. si rechera' in caserma dove stara' per un bel po' di tempo e dopo si avviera' in compagnia di colleghi sino al ritrovamento.
Non e' importante in questa sfaccettatura l'inclinazione sessuale dei contatti, frega nulla ed ognuno e' libero di chattare con chi vuole, pero' non puo' non far pensare una coincidenza di orari quantomeno inqiuetanti.
Mi spiace ma, se ritengo personalmente P. innocente sull'accusa di omicidio non riesco a non vedere che per altre accuse, chiamiamole secondarie, ci sono aspetti con parecchi spunti da chiarire.
Poi ci sarebbe un dubbio che non so se avranno verificato e come, ma in quella casa non vi era solo P., abbiamo visto che tanti account P. li condivideva, insomma come fanno ad essere cosi' certi che fosse P. a scrivere sulla tastiera???

LucaP ha detto...

Ma qualcuno oserà mai dire ai vari Sciarelli, Encolpio, Vespa, e chi più ne ha più ne metta, che cor.po.acorpo@hotmail.it era l'indirizzo email di Parolisi e non il nickname. E' scritto dalla fine di luglio 2011 sull'ordinanza del GIP Cirillo a pag.137.

Al massimo come nickname potrebbe essere considerato "Vecio Alpino" che in realtà però era il nome del profilo Facebook.

E poi, una domanda fondamentale: La questione relativa alle chat con i trans è stata inserita dagli inquirenti nella richiesta di rito immediato? O continua ad essere esclusivamente una questione sollevata dagli house organ del gruppo Gionni&Co. che per gli inquirenti ed i vari GIP non ha mai assunto valenza processuale?

PINO ha detto...

LUCAp
Qualcosa l'hai detta: "un incontro segreto presso il chiosco della Pineta"
Ma chi ce l'avrebbe portata in quel posto, se non "qualcuno" che era a conoscenza dell'appuntamento, e dell'argomento che sarebbe stato trattato?
Questi sono gli estremi, realizza la somma, ed i risultati cominceranno a quadrare.
PINO

LucaP ha detto...

@ Pino

Sicuramente concordiamo sull'aspetto che hai evidenziato anche se credo siano attualmente diverse le nostre ipotesi.

Le somme grossolana personalmente le ho già fatte, devo ancora sistemare alcuni addendi, ma i risultati quadrano comunque.

ENRICO ha detto...

PINO,
ricordo molto bene una "variante" delle nostre primitive ipotesi : l'avrebbe accompagnata lì Parolisi il quale avrebbe assistito all'aggressione e poi sarebbe corso a CSM per dare l'allarme .

Questa tesi implicherebbe da parte di Salv la conoscenza dell'"oggetto da contendere" di cui forse aveva sottovalutato la pericolosità...

PINO ha detto...

ENRICO
Certo che ricordo. E resto della stessa opinione.
SP, non si aspettava un tipo di reazione del genere, che ha dovuto solo subire, per salvarsi lui stesso. (mancata protezione)
Il resto lo sai, inutile ripeterlo.
Posso anche essere in errore, e cone no; ma questa è, fin dall'inizio, la mia ipotesi.
PINO

Anonimo ha detto...

p.s. Non tiro in ballo i cani e Ranelli. Sarebbe lungo il discorso, e le controversie relative. PINO

ENRICO ha detto...

PINO

ipotesi che spiegherebbe oltre alla famosa "mancata protezione", l'ostinato "silenzio" di Salv.

PINO ha detto...

ENRICO
Infatti! Adesso sei tu che leggi il mio pensiero.
Ma in questo blog non siamo i soli a pensarla in tal modo; ce ne sono altri che non lo manifestano apertamente, ma ne alludono ogni tanto in modo criptico. PINO

LucaP ha detto...

@ Pino e Enrico

Se ho ben capito entrambi al momento concordate su questa ipotesi:

- S e M si recano subito al Chiosco della Pineta appena usciti di casa
- Al chiosco incontrano una persona od un gruppo di persone legate per qualche motivo a S (tale da non permettere a S di fare nomi)
- S per qualche motivo si allontana lasciando M con quelli che poi saranno i suoi carnefici
- S si reca a CSM dove si procura una sorta di alibi e da dove incomincia a chiamare al telefono la moglie (15.26)
- M viene uccisa in un orario indeterminato che potrebbe coincidere con quello di Tagliabracci ma potrebbe anche essere successivo

Quali sarebbero gli indizi che vi portano a queste conclusioni oltre al fatto che si sta dentro agli orari delle Procure?
Come è possibile trascurare (non essendo voi i PM che comunque devono tirare l'acqua al proprio mulino) tutti gli indizi che hanno portato molti di noi in questi mesi ad escludere tale ricostruzione (Ranelli, Piergiorgio, i cani di fr. Colle, Colasanti, i tabulati anomali,...)?
Della "mancata protezione" ne parlano solamente i Rea e l'ostinato silenzio può essere spiegato in tantissimi modi (non ultimo il non aver capito assolutamente nulla).

ENRICO ha detto...

LucaP

la dinamica dei vari "spostamenti" (CSM...chiosco...CSM...a piedi, in auto) non è detto che non possa essere compatibile con l'ipotesi che Salv - in un modo o nell'altro - possa essersi trovato nei pressi del luogo dell'aggressione

LucaP ha detto...

@ Enrico

Non sono d'accordo su questo. O Parolisi ha accompagnato Melania al Chiosco arrivando direttamente da casa e poi l'ha lasciata lì andandosene a CSM (e qui ci sarebbero tutte le contraddizioni di cui sopra) o non ci siamo con i tempi. Non può essere arrivato a CSM con Melania, averla accompagnata al monumento e da lì a Ripe per poi tornare indietro per 15.30. Quindi al massimo si potrebbe ipotizzare, come credo tu abbia già fatto, che abbia lasciato Melania in corrispondenza del monumento. Ma non può essere andato a Ripe con lei.

E' comunque perfettamente lecito ed auspicabile avere opinioni totalmente divergenti anche perché ogni tanto serve ad ognuno di noi avere un interlocutore critico proprio per testare la validità delle proprie ipotesi.

ENRICO ha detto...

LucaP

sulla dinamica degli spostamenti anch'io ho molte perplessità, ma credo verosimile che Salv. abbia in qualche modo assistito ad una scena molto preoccupante.

Quello che so per certo e che non credo assolutamente che " Salv . abbia ucciso Melania in quanto costei aveva scoperto che chattava con i trans" come la sciagurata conduttrice di CLV stasera sta di nuovo insinuando forte della complicità "del gatto e della volpe" praticamente ormai ospiti fissi del suo cosiddetto "bel programma di servizio pubblico"

anna ha detto...

il tragitto che gli inquirenti di ascoli dicono aver percorso parolisi è folignano,ripe poi sarebbe tornato indietro per ascoli piceno san marco...............è un tragitto folle con i tempi ....già il tempo per uccidere la moglie è stretto proseguendo da ripe per san giacomo ,san marco,figuriamoci se gli fanno fare un giro più lungo, ma adesso in tutto il contesto dobbiamo aggiungere oltre l'omicidio lavarsi pulirsi cambiarsi, prima di arrivare a san marco alle 15,23 il rapporto sessuale che sicuramente melania ha avuto.......ragazzi non diciamo fesserie......non facciamo l'errore della procura che vuole assolutamente far stare tutte queste azioni in un lasso di tempo improponibile......

folignano-ripe-san giacomo -san marco sono 30km ,folignano -san marco sono 8km. ritornare da ripe a ascoli e san marco sono 37 km ma parolisi era superman?

Antonello ha detto...

Ma io non capisco, ma con il massimo rispetto, ma si sta processando l'immagine di P., la sua figura di marito o gli eventi che hanno portato al triste epilogo per M.??? Perche' non vedo questa attinenza delle inclinazioni sessuali di uno o dell'altro con la triste fine di M., certamente ognuno ha i propri dati e noi non li abbiamo tutti, per quello che mi e' dato dagli stessi media di sapere l'unico spunto investigativo attinente che potrebbe significare qualcosa e' la strana coincidenza oraria del contatto avuto da P. via Internet con il fatto che il cellulare di M. si riaccende in quei momenti e cioe' il giorno 20/04/2011 intorno alle 7 dove quel contatto per me avrebbe potuto essere persino con il fornaio o chicchessia.
Se trovo rilevanza la trovo se non ne vedo non ne vedo, tutto il resto e' secondo me, sicuramente agli atti come ribadisce CLV, ma del tutto irrilevante ai fatti giudiziari per cui si dovrebbe procedere in verita', se invece ci sono elementi diversi, a noi non conoscibili e che non sappiamo questo non inficia assolutamente il mio giudizio personale, non so i frati indovini ma io esprimo un mio punto di vista in base a cio' che so, se le variabili saranno diverse non ho mai avuto remore a cambiare idea o riconfermarla se i nuovi dati non mi convincessero.
Dice (alla So.) ma SE M. aveva potuto venire a conoscenza di questi contatti di P. con persone diversamente naturali come avrebbe reagito??? E di nuovo siamo nei "se" e nelle trappoline psicologiche, scusate ma qualcuno ha un dato certo in merito??? Quel "SE" e' una certezza??? No??? Ed allora che stiamo a costruire castelli e processi su un "SE"??? E dal lato umano se accade una cosa cosi' grave ad una coppia cosa sarebbe verosimile che accadesse??? Che ci si ammazzasse??? Mah, forse verro' io da Plutone.
Detto questo ognuno puo' dire cio' che vuole sta di fatto che gli errori di P. come marito e come essere umano nella visione delle sue inclinazioni sessuali sono elementi che spettano alla coscienza di P. elaborare non certo a qualcun altro, al limite se sara' maturo ed onesto rendera' conto a sua figlia, tutto il resto del mondo non capisco cosa e perche' continua ad emettere sentenze sulle liberta' sessuali personali, non si processa una immagine di marito dove l'amore per primo si rifiuta di essere preteso, si vorrebbe capire, e se il caso processare (cosa che sembra ben piu' importante anche per la figlia) se P. ha aggredito o no sua moglie, se ha potuto provocarne la morte e se ha compiuto il depistaggio rilevato, e' una cosa talmente difficile da realizzare???
Poi son stufo di tutti questi stereotipi ed ipocrisie e non voglio nemmeno piu' rientrare in questo argomento, se qualcuno pensa di essere ed incarnare Dio che si accomodi, io parlo sia chiaro dal punto di vista personale e penso di poter legittimamente esprimere una mia libera e rispettosa opinione, detto questo ne ho sentite abbastanza per stasera e su un uomo che nessuno ha ancora processato, sono anche un po' schifato dal senso di vendetta e di poca giustizia che si respira su questa terribile storia, si Pino, Enrico e LucaP, anche io.

ENRICO ha detto...

ANNIKA
correggi questo testo nel caso ci siano ( sicuramente !) delle imprecisioni

"Gentile Sciarelli

data la professionalità con la quale Lei , ogni mercoledi sera, aggiorna l’opinione pubblica circa i nuovi sviluppi a carico della colpevolezza di Salvatore Parolisi, suggerirei di proporre all’attenzione dei suoi affezionati telespettatori anche un ulteriore aspetto della vicenda e relativo alla perizia autoptica effettuata dal Prof Adriano Tagliabracci

A pag 86 della RELAZIONE DI CONSULENZA TECNICA MEDICO LEGALE relativa alla morte di Rea Carmela, il Tagliabracci scrive che :
"la positivita' per semenogelina e la negativita' per DNA maschile del tampone vaginale fanno presupporre che la stessa abbia avuto un rapporto sessuale non protetto”

Sarebbe interessante approfondire - nel corso della sua trasmissione - CHI possa aver lasciato quella seminogelina nel corpo di Melania 48 ore (max. 72 h). PRIMA DEL TAMPONE ( prelievo effettuato il 21/22 aprile) e farsi spiegare da un esperto PERCHE non sia stato possibile rilevare tracce di sperma da cui estrarre il DNA
Cordialmente,"

ecc...ecc..

ENRICO ha detto...

MASSIMO
se ritieni sia inopportuno, elimina pure il mio commento delle 23.15
Ciao
Enrico

PINO ha detto...

LUCAp
La mia modesta e personale teoria, non deve necessariamente essere condivisa dai frequentatori di questo blog; è una ipotesi come un'altra, e come tale deve essere considerata.
Parolisi NON ha potuto sopprimere la moglie, e questo lo abbiamo stabilito proprio nel corso delle ricerche fatte nei mesi trascorsi.
Ma la dinamica e la cronogia dei singoli accadimenti è sempre restata incerta, quindi, indeterminata fino a questo momento.
Stando così le cose non è blasfemo dichiarare una propria convinzione. Tanto non vuole assolutamente contrastare il lavoro di squadra diligentemente condotto da tutti noi, anzi, proprio grazie alle tante idee apportate generosamente, ho potuto realizzare un determinato scenario, per me più verosimile, che spiegherebbe i numerosi rebus di cui e infarcita tutta la faccenda.
L'ipotesi è, e resta mia. Pertanto, non diamo inizio ad un inutile ciclo di polemiche su come, quando, e perchè.
Non pretendo che venga accettata. Prendetela come un racconto spiritoso.
Saluti cordiali a tutti, PINO

tabula ha detto...

@Antonello, sono perfettamente d'accordo con te l'hai detto bene.

Si sta processando mediaticamente la figura di marito ma non si parla affatto di alcunchè sia strumentale al capire quali siano le esatte dinamiche che abbiano portato alla morte -certa- di Melania.
E no, non è dovuto, che chattare in data 5 con un trans porti ad un omicidio in data 18: a questo punto sarebbe stato più credibile l'imbuto determinato dall'insistenza di Ludovica.
Perchè dal 5 al 18 sono tredici giorni, e nell'era telematica in cui le relazioni i contatti le dinamiche sono possibili veloci frequenti e trovano veloce ricambio di un interesse che diventa velocemente obsoleto, 13 giorni rendono una chat preistoria.

emax/massimo prati ha detto...

Enrico, se devo essere sincero avevo pensato di controfirmarlo... no, no, sta bene lì dov'è.

Buonanotte, Massimo

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
b r a v i s s i m o ! e ottimo Massimo! sottoscrivo io pure!

"Chi l'ha visto?", come dice il nome, non dovrebbe occuparsi delle persone scomparse? ed eventualmente della ricerca degli autori "ignoti" di un delitto?
Non sarebbe ora che qualcuno li fermasse dalla direzione in cui stanno andando?
Con questa trasmissione la Rai vuol fare concorrenza a Quarto Grado di Mediaset? Beh, mi dispiace ma ad ognuno il suo mestiere.
Per la cronaca, la scemeggiata a cui ho assistito stasera mi ha disgustata per l’ennesima volta … eppure bisogna guardare (almeno qualcosa e qualche volta, coraggiosamente) per poter avere cognizione.
Il fondo della correttezza lo ha toccato Michele Rea quando ha detto due volte «questa non è una giornalista» riferendosi alla Mura e ora mi aspetto che partano querele!
I Rea hanno il dente avvelenato fin dall’inizio con i Dell’Itala, specialmente con Antonio Dell’Itala (tra l’altro da poco deceduto), giornalista e scrittore, perché fin dalla prima apparizione in tv lui si era dichiarato amico di famiglia dei Parolisi (subito rinnegato da Gennaro Rea padre – me lo ricordo bene il tono di disprezzo nel dirlo) e in più perché teneva contatti con Ludovica.

L’affondo totale però lo ha dato la conduttrice quando ha insistito più volte su uno spezzone di frase intercettata (anche qui ci sarebbero commenti da fare!) nella cella del carcere tra Parolisi e il compagno: «I miei suoceri sono cafoni e ignoranti … vanno in giro a sparlare di me».
La “signora bionda” ha girato e rigirato il coltello nella piaga con “mucho gusto” … ma vi VERGOGNI … è giornalismo questo? altro che gossip … è puro gratuito e bieco “spetegulesss”!

Mimosa

anna ha detto...

i suoceri di Parolisi anche secondo me sono cafoni e ignoranti perchè per non indagare sulla figlia che o ha avuto un amante o è stata violentata vogliono il capo espiatorio in Parolisi
LOro si che si devono vergognare perchè non vogliono trovare il vero assassino o assassina della propria figlia,........per una famiglia del sud dire che melania ha avuto un rapporto sessaule non con il marito....questo per loro è il vero scandalo..ed è per questo che il padre tace anche suoi nomi e cognomi dei militari che melania conosceva,

ai genitori di melania voglio dire siete indifferenti al fatto che la vostra figlia può essere stata violentata?che genitori siete?voi che pretendete di crescere la figlia melania?come la crescerete con la menzogna e l'odio rinsavite e non andate in tv a fare le sceneggiate.....

parte dell'opinione pubblica è contro di voi perchè avete mentito, anche sul fatto della gita del 3 aprile.....

Annika ha detto...

ENRICO
impeccabile!


LUCAP, PINO & ENRICO
nonostante qualche piccola variazione tra le varie versioni direi che il puzzle ha preso forma... E che forma! L'oggetto sul como' se ne sta li' in bella vista e ormai e' impossibile non vederlo.

LucaP ha detto...

@ Pino

E' perfettamente lecito e giusto che tu abbia maturato le tue personali convinzioni che nessuno, io compreso, vuole in alcun modo criticare rispettando appieno la tua massima libertà di opinione.

Quando ho scritto ieri sera quel commento ero solamente stupito del fatto che tu ed Enrico aveste (perlomeno così sembrava) ipotizzato, o maturato la convinzione, che Parolisi avesse condotto Melania direttamente a Ripe per poi andarsene a CSM lasciando la moglie al proprio tragico destino. Tale ipotesi a mio parere continua a contrastare con troppi altri indizi che sembrano contraddirla.

Nessuno di noi ha certezze su questo caso e tanto meno conosce la verità sia sui retroscena sia sugli accadimenti veri e propri del 18 aprile.

Personalmente io sto cercando di ricostruire una sequenza di eventi mettendo assieme tutti gli indizi e riscontri di cui noi siamo a conoscenza e rielaborandoli in modo tale che la ricostruzione possa passare al vaglio di tutte le verifiche. Sicuramente ciò che sto incominciando ad intravedere non corrisponderà totalmente alla verità dei fatti ma il mio sforzo è di arrivare ad un qualcosa che sia il più possibile verosimile e congruente. E' per questo che non trascuro nulla, senza per questo prendere per oro colato tutto ciò che è venuto alla luce sinora in forma sia ufficiale sia ufficiosa.
Se mai dovessi scontrarmi con qualcosa di assodato o molto probabile e che allo stesso tempo contrasti con la mia tesi, vorrà dire che da qualche parte ho sbagliato e dovrò ricominciare daccapo.

LucaP ha detto...

Stamattina ho realizzato che tutte le mie supposizioni sull'uso di sostanze come le "club drugs" o "date rape drugs" trova un riscontro se non proprio inquietante perlomeno molto strano con quanto scoperto dal magistrato Paolo Ferraro durante le sue indagini sul Programma Monarch.
Nel caso di Ferraro si parla espressamente dell'uso di sostanze anestetiche dissociative come la Ketamina, ma bisogna tener presente che la ampia diffusione di altre sostanze analoghe come il GBH/GBL è avvenuta soprattutto negli ultimi anni e potrebbe aver benissimo preso il posto di quelle già note negli anni precedenti (le intercettazioni di Ferraro risalgono al 2008).
Ma rileggendo gli articoli su Ferraro ho trovato un'altra strana coincidenza con quanto da me attualmente ipotizzato.
Paolo Ferraro ha difatti parlato delle cosiddette "rane pescatrici", cioè degli operatori addetti alla pulizia invisibile di eventuali contaminazioni del circuito segreto della setta da lui ipotizzata (vedete voi se il paragone con il "risolutore" Jean Reno del film Nikita non è calzante). Tali "rane pescatrici" sarebbero anche quelli che depurano l'aria inquinata, assumono informazioni, si innestano nell'organizzazione con lo scopo di creare delle coperture, sia nell'Esercito stesso dia all'interno della Magistratura.
Se ricordate i miei commenti della settimana scorsa, avevo ipotizzato che a delitto compiuto fossero intervenute altre persone, decisamente più professionali, a disinfettare la scena del crimine e d ad eventualmente occultare il cadavere per il tempo necessario anche a "ripulire" il cellulare di Melania (ma forse non era l'unico motivo per ritardare il ritrovamento del cadavere).
Forse queste considerazioni nascono unicamente da strane coincidenze, ma danno comunque da pensare.

LucaP ha detto...

@ Enrico

Sottoscrivo pienamente la tua bozza di lettera alla Sciarelli.

Aggiungerei però anche un'altra considerazione.

Come mai tutti quegli atti di indagine sulle chat con i trans che la "signora di cui preferisco non fare il nome per non inquietare gli spettatori" (ottima definizione data da Salvo Sottile) ci ha gentilmente mostrato, sono stati compiuti dai Carabinieri di Ascoli che non si occupano più delle indagini da metà luglio, ed allo stesso nelle Ordinanze dei GIP di Ascoli e Teramo non se ne fa mai cenno alcuno? Perlomeno come possibile movente (ma avete visto la faccia dello zio Gennaro quando ha affermato che anche per gli inquirenti questi indizi costituirebbero uno dei possibili moventi)?
A meno che nella richiesta di giudizio immediato siano stati inseriti dai PM di Teramo al fine di rincarare la dose, è chiaro che non sono mai stati considerati processualmente rilevanti.

Ed inoltre, dobbiamo pensare che la RAI, per tramite della redazione di CLV, abbia pagato più di 60.000 € dei nostri soldi per entrare in possesso delle intercettazioni ambientali fatte presso il carcere (per poi mostrarcene due veramente ridicole e funzionali unicamente a fomentare l'odio dei Rea nei confronti del genero), od invece quegli stralci di trascrizioni sono state nuovamente passate sottobanco dalle manine magiche del nostro amico Mauro Gionni detto Jonny?

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Mimosa, come sempre intervengo per una questione collaterale. Nel merito né voglio, né posso entrare. Concordo pienamente con te riguardo all'abuso sistematico di una trasmissione come "Chi l'ha visto" (sottinteso: l'assassino o lo scomparso ?) relativamente alle indagini e alle identificazioni dei colpevoli. Ho raramente guardato quella trasmissione perché suscita ansia, nervosismo ed insicurezza, e riguardo agli scomparsi in realtà è quasi sempre inefficace. Per capire il loro metodo di lavoro, basti leggere "Per Elisa", scritto dalla Sciarelli con Ermenegildo Claps (pubblicato da Rizzoli, 2011). Essi si attaccano ad un soggetto considerato colpevole "senza se e senza ma". Anche se talvolta possono centrare effettivamente il bersaglio (e nel caso Restivo sembrano averlo fatto fin dall'inizio della quasi ventennale storia), resta il loro metodo assolutamente incostituzionale e comunque diffamatorio di operare, il che li rende comunque perseguibili legalmente, anche qualora individuino effettivamente un assassino. Ciò è dovuto al fatto che, condizionando mediaticamente la pubblica opinione, condizionano ed influenzano, volenti o nolenti, anche l'ambiente giudiziario, facendo sì che anche un evidente squilibrato da curare diventi un soggetto giudiziariamente perseguibile. Ma, come nel caso Claps, è solo per misteriosi interventi della "Divina Provvidenza" che ciò che dicono risulti poi vero (e, malgrado ciò, in tutti i casi parziale).

PINO ha detto...

@ LUCAp
Non hai sbagliato nella tua interpretazione; volevo dire proprio ciò che ai capito, e cioè: che Parolisi potrebbe aver condotto la moglie direttamente a Ripe, ma non per "lasciarla" nelle mani degli aguzzini, ma per avere un chiarimento, su fatti la cui natura noi solo sospettiamo.
Un chiarimento degenerato in vero e proprio conflitto, e nel corso del quale al militare è stato impedito di intervenire, sotto minaccia, in favore della moglie.
Anzi, è da supporre che gli sia stato intimato di allontanarsi, pena la sua stessa vita.
Ecco perchè non l'ha "saputa proteggere", secondo alcuni.
Questa ipotetica ricostruzione della dinamica, spiega molti "buchi", e mi appare la più verosimile.
E Parolisi non potrebbe rivelarla, perchè egli stesso potrebbe essere implicato nei fatti che richiedevano il "chiarimento", e per i quali "ci ha rimesso Melania" (parole di P alla sorella).
Una volta raggiunto CSM, Il caporalmaggiore, ha dovuto improvvisare un alibi, il più possibile credibile, facendo peò, un ultima telefonatta alla moglie, sperando, in cuor suo, che non fosse accaduto quello che ormai intuiva per certo.
L'inaspettata conclusione della tragedia, lo ha trovato impreparato a mascherare la sua "carriera" di fedifrago, per cui è stato costretto a preoccuparsi della cancellazione di tutte quelle tracce che la rendevano evidente e nociva, ai fini della sua integrità morale, più che associarsi alla ricerca della scomparsa Melania, di cui già conosceva il tragico epilogo.
Una volta raggiunto il bar del Cacciatore, è stato preso da convulsioni psicosomatiche, provocate dalla cruenta odissea di cui era stato, suo malgrado spettatore impotente.
E' tutta un'ipotesi, naturalmente.
PINO

LucaP ha detto...

@ Pino

Rispetto la tua opinione e la tua ipotesi ma personalmente dissento da essa. Per renderla verosimile ai miei occhi bisogna trascurare troppi altri indizi che con essa contrastano. E facendo così si compie la stessa operazione effettuata dalle due Procure.
Inoltre la tua ipotesi comporta automaticamente che nel delitto siano coinvolti direttamente e personalmente membri dell'esercito ed in particolare modo della Caserma Clementi, cosa che personalmente escludo.

PINO ha detto...

ENRICO
La lettera che hai preparata è ottima. Non esiterei ad inviarla alla Sciarelli, dopo lo scempio della trasmissione di ieri sera.
Ciao, PINO

tabula ha detto...

@Pino
stavo per controbattere alla tua ricostruzione, che condivido nelle grandi linee,
obiettando che SE Parolisi avesse condotto Melania direttamente a Ripe, per spostarsi a CSM alle altalene, più che cercarla telefonicamente disperandosi per l'intuizione di una di lei brutta fine, come minimo sarebbe tornato a cercarla per capire cosa fosse successo là dove l'aveva condotta, mai e poi mai ad un uomo in buonafede sarebbe occorsa l'esigenza di procurarsi un alibi in un bar.
Viceversa, hai posto nel tuo commento più recente l'ipotesi che Parolisi abbia condotto la propria moglie a Ripe e che là avrebbe assistito al suo omicidio: però ricordiamoci che non di omicidio si trattò, ma di ripetuto ferimento che condusse ad una non breve morte.
Secondo te un marito, per quanto possa non amasse neanche un pò la consorte, l'avrebbe lasciata ferita ed agonizzante scappando da tutt'altra parte in automobile con la propria figlioletta al fine di procurarsi un alibi cercandola altrove?
Secondo me, no.
Ecco, il punto è questo: per i tempi stretti che abbiamo, se a qualcosa assistè Parolisi, non è l'omicidio di Melania ma il suo FERIMENTO, nè i carnefici della moglie, se visti, gli avrebbero mai consentito di andarsene col proprio cellulare in tasca.
Tantomeno è pensabile che un uomo, che non sia l'assassino stesso, se ne vada a caccia di alibi da un colle all'altro inscenando preoccupazione grave e telefonate.

SE Parolisi condusse Melania da qualche parte, e non è affatto escluso che da qualche parte l'abbia condotta, non è a Ripe.

Potrebbe averla portata:
1) a piedi verso il monumento/la roulottes
2) a san Giacomo
3) in una di quelle famose cascine diroccate in zona


Se Parolisi ha realmente assistito all'aggressione della moglie, ciò è avvenuto non troppo lontano da dove è poi andato ad inscenare la sua ricerca, poichè i tempi di andata e ritorno sarebbero mancati completamente.

Potrebbe anche averla ammazzata lui stesso, ma se l'ha fatto, ciò non è avvenuto lontano da CSM, perche mi chiederei CHI mai si sarebbe prestato a compiere tutto il resto di quello sporco lurido lavoro.
Neanche per un amore folle e pazzo si farebbe questo, qualcuno forse lo farebbe per denaro, ma il denaro è l'unica cosa che Salvatore amasse dopo sua figlia, quindi se un complice c'è, sarebbe solo per qualcosa di molto più grosso di amore denaro o simpatia.

E' per questo ed altri motivi che non credo alla sua colpevolezza, perchè se è colpevole lo è di leggerezza e sottovalutazione di un pericolo, ma non sicuramente di omicidio.
Difatti per mettere in atto un omicidio così complicato ci vuole organizzazione e tempo, un bel pò di tempo: ed è l'unica cosa che a Parolisi è mancata.

Poi, il fatto che l'uomo sia colpevole di chat con i trans, non me ne potrebbe fregar di meno, nè la questione potrebbe mai assurgere ad un possibile movente per arrivare a compiere un delitto.

tabula ha detto...

@Enrico: condivido la lettera e sei anche stato fin troppo morbido.

PINO ha detto...

@ LUCAp
Io non ho mai scritto la parola "caserma" o "esercito".
Non vedo perchè la mia ipotesi dovrebbe comportare l'implicazione di tali entità. Forse per il fatto che P sia un militare?
No, ti assicuro che non è cosi; se conoscessimo chi o cosa sia implicato nella faccenda, avremmo risolto il caso.
E poi, ogni ipotesi esclude, od aggiunge indizi che, invece ne avvalorano altre. E' necessario essere perspicaci nella scelta.
Per avvalersi, per esempio, del fiuto dei cani e della fugace testimonianza di Ranelli, sulla presenza della coppia P a CSM, si entra in contrasto con i tempi, e con il ritrovamento di M a Ripe.
Come vedi, si è costretti a scegliere l'una o l'altra tesi.
A me pare più aderente agli indizi quella di Ripe. Sembrerebbe la meno complicata.
PINO

PINO ha detto...

TABULA cara,
Le risposte alle tue domande sono nel mio post delle 10,21.
L'hai letto bene? Ne sono sicuro. Allora perchè mi poni quesiti ai quali ho già dato una mia interpretazione?
E' ovvio che se andiamo a cercare pagliuzze in un granaio ne troveremmo un numero infinito.
Adottiamo il sistema della semplicità, nel valutare le cose, avremo più possibilità di essere vicini alla realtà che non cercarla per vie complicate ed impervie.
La mia ricostruzione non è Vangelo, ma il parto della mente di un sempliciotto. Mettiamola così, e saremo tutti contenti.
Ciao, PINO

tabula ha detto...

POsto il fatto che tu sia il sempliciotto più intelligente che conosca, mi aggrada parecchio la sempliciotticit.. semplicità che continui a richiamare all'ordine, ed hai ragione.
Solo che tu semplifichi a Ripe, dove un cadavere può anche essere stato portato dopo, io semplificherei direttamente in zona Colle San Marco.. dove una donna ancora viva pare sia stata vista e i suoi passi annusati, e là dove un marito più o meno consapevole ha affannosamente cercato le sue tracce.
Non che voglia perdermi nei dettagli, ma se è vero che un militare rimase al chiosco a mangiare un panino fino alle 14,40, se è vero che il cellulare di M. agganciò quelle celle poste solo e soltanto in prossimità del Monumento ai Caduti là dove i cani ne fiutarono il cammino, se è vero che dalle ore 14,40 del militare col panino a Ripe alle ore 15,26 di un un Parolisi trafelato che entra al bar Cacciatore ci sono almeno 20 minuti da percorrere in automobile corendo tra le curve ed i tornanti con una bimba nel seggiolino posteriore dell'auto.
Ventisei minuti per arrivare a Ripe senza farsi notare dal militare che pranzava, convincere la moglie a spogliarsi e vederla ammazzare subito, senza litigi o spiegazioni, sarebbero davvero stretti.
Insomma se i tempi sono stretti per un assassino solo, figurarsi se ci mettiamo pure la complicazione di una tempistica per i necessari quattro convenevoli con chi ha la reale intenzione di far fuori tua moglie.
Così, senza discussioni, frasi, suppliche reciproche, litigi, urla, intimazione nè minacce?

Allora bisognerebbe pensare ad un killer prezzolato.

Ma e' credibile che quel tirchio di Parolisi spendesse due soldi per sancire tutte le libertà che già si prendeva: stare con l'amante e continuare a chattare con i trans?

LucaP ha detto...

@ Pino

Quando ho detto che la tua ipotesi implicava automaticamente il coinvolgimento dell'esercito è solamente perché, come per la tesi della Procura, vi è il problema di Colasanti. E questo problema non può essere aggirato tanto facilmente. I CC ed i PM lo hanno fatto in modo molto subdolo mettendo in dubbio l'attendibilità del militare (e la Difesa sicuramente insisterà su questo punto avendo già avuto modo di dimostrare come l'operazione fatta dai PM si basi su testimonianze molto dubbie di altre due sentinelle). Noi invece questa delegittimazione arbitraria di un testimone chiave non la possiamo fare. Non rimane quindi che ipotizzare, secondo la tua tesi, che Colasanti abbia voluto deliberatamente proteggere altri militari (oltre a Parolisi).

E' per questo che ho ribadito che le nostre possibili ipotesi alternative devono essere passate al vaglio di tutte le testimonianze ed i riscontri a noi noti. Per questioni di rigore procedurale non possiamo in alcun modo permetterci di trascurare quelle che non ci fanno comodo.

LucaP ha detto...

@ Pino

Hai citato in un tuo commento una frase presa dall'intercettazione ambientale del 25/05 fatta sulla macchina di Parolisi mentre quest'ultimo parla con la sorella Franca: "mi dispiace che ci abbia rimesso Melania">.

E' dal alcuni giorni che sto rileggendomi tutte le intercettazioni citate nelle ordinanze per vedere se in qualche modo contrastano od avvalorano le mie tesi. Quella del 25 maggio è quella che particolarmente mi ha fatto pensare. Per non farvela cercare la riporto qui:

Franca. Eh certo.. Però voglio dire io, se poi lì dentro non esce niente alla fine .. Lo so che non è stato fatto da nessuno quelli stavano tranquilli.. Nessuno sapev..
Salvatore: ho capito Franca.. Ma sai quante altre cose escono in mezzo.. Hai capito.. Tu non guardare solo a dire ore non è uscito nulla.. Io non so quello che è stato raccontato dai ragazzi lì dentro.. Non pensare che ero l’unico ad avere qualche contatto così…
Franca: ora esce tutto fuori..
Salvatore. Si ora esce fuori pure qualche altro…
Franca: qualche altro cliente…
Salvatore: eh.. Capito.. Pure per dire tutte quelle cose brutte.. No…
Franca: ho capito… Ma tu devi dire che purtroppo non è stata colpa mia… Mi dispiace ma che ci posso fare… La peggio l’ho avuta io per quello che mi è capitato.. lo so ma…
Salvatore: a me di loro poco importa… Ogni persona ha fatto sbagli e li pagano tutti quanti … Mi dispiace che ci ha rimesso melania…
Franca: però devi dirgli che posso fare… Però io penso da ignorante che se pure c’è qualcosa sotto non è che poi verrà tutto a galla… nel senso che …
Salvatore: ma i ragazzi sicuramente no perché non sanno nulla… Ma comunque anche loro dovranno dire tutta la verità, nel senso che dovranno dire pure loro hanno avuto … sicuramente … sicuramente…
Franca: non dovranno avere paura… Devono dire la verità (incomprensibile)
Salvatore. Questo voglio dire io …
Franca: dare una pena a tutti… Poveri ragazzi.. Mi dispiace…
Salvatore: io sicuramente non volevo che succedesse… Questo è poco ma sicuro.

ENRICO ha detto...

PINO,

Fatto. Messaggio inoltrato personalmente al destinatario con i “mezzi” TRADIZIONALI

LucaP

non ho ritenuto opportuno appesantire la lettera con altre considerazioni : meglio due righe coincise perché penso siano più efficaci. Almeno, vista la brevità è più facile che le legga TUTTE

Comunque, non illudiamoci : la signora “giornalista” in questione non terrà conto certamente di queste mie quattro parole

Tiziana ha detto...

Bravo Enrico!
Speriamo, tra l'altro, che le tue parole le arrivino anche tramite il blog, capirà così che ciò che le hai scritto ha ricevuto il plauso sia del proprietario del blog, sia di molti commentatori.


A proposito di trasmissioni televisive:
martedì, mio malgrado, ho visto la Vita in diretta, ed ero già pronta ad innervosirmi nell'ascoltare le notizie relative al caso Rea.
Con mio grande stupore, invece, hanno parlato del fatto che Vittoria si sia costituita parte civile contro il padre, tramite la nonna, sua tutrice. Ebbene, in trasmissione TUTTI, nessuno escluso, hanno criticato la famiglia Rea (si sono domandati come mai l'avvocato li abbia così mal consigliati, dando ovviamente per scontato che i nonni vogliano soltanto il bene della bambina).
Il più scandalizzato era il giornalista Piero Sansonetti che, devo dire, ha sempre parlato in maniera equilibrata del caso (quantomeno quando a me è capitato di sentirlo). Sansonetti ha evidenziato ciò che anche noi abbiamo detto più volte ossia che, a prescindere dal fatto che Parolisi sia innocente o colpevole, il rapporto padre figlia dovrebbe essere tutelato e non distrutto totalmente da mere questioni economiche Si sono infatti domandati in studio perché i Rea, che in tutta la vicenda (parole della trasmissione) si sono comportati con grande dignità, siano "scivolati" con tale mossa. La risposta è stata che è chiaro che vogliono vendicarsi del genero e togliergli tutto ciò che possono.
Questa volta devo proprio dire W la "Vita in diretta".

santy ha detto...

@ Enrico

bella mossa!!! però non vorrei deluderti ma penso che la puntata di CLV di ieri sera fossa l'ultima ,a questo punto fai un'altra bella mossa, manda la stessa a QG forse Sottile questa volta ne farà buon uso. Ciao

tab ha detto...

@tiziana: non ci posso credere?

@Enrico: bravoooo! :-)

PINO ha detto...

@ TABULA
Ho lanciato un sasso nello stagno, e le onde concentriche si sono diffuse, finalmente, toccando rive che stavano per diventare secche.
Ci voleva questo per riportarci ad un dibattito più pertinente su un problema che tanto ci ha appassionato?
Se muovere le acque stagnanti si è dimostrato così positivo, provvederò a farmi una scorta di pietre, ma molto più grosse.
Grazie carissima per il tuo apprezzamento, ma non viziarmi, potre finire con l'emulare Narciso.

LUCAp
L'intercettazione che hai riportato, l'ho a portata di mano da tempo.
A te cosa suggerisce? A me tanto.
So che la mia ipotesi ricostruttiva risulti carente di determinati riscontri, ma anche tutte le altre tentate, di volta in volta, non sono migliori. Ed allora che facciamo? Ci fermiamo di nuovo a considerare i "polli" ricordati da Antonello?
La giostra delle idee è riaperta: cerchiamo di tenerla viva emancipandola da astrazioni contagiose, e qualcosa nascerà, come la lettera di Enrico alla Sciarelli. Ti va?

ENRICO

Hai tutta la mia solidarietà per la tua iniziativa.
Continuiamo in questo senso di marcia, e certamente qualche altra iniziativa utile uscirà fuori.
Salutissimi, PINO

Mimosa ha detto...

No, no, ragazzi, non avete capito niente!
Cosa ci entrano i “tempi stretti”, lì di “stretto” c’era solo un imbuto …
Cercate il sangue di Melania sui vestiti e tra i capelli di Salvatore? ma se il sangue di Melania era tutto a Ripe, una chiazzetta sotto il corpo e qualche schizzo parso un po’ qua e un po’ là sui tronchi vicini … ah, dimenticavo un po’ di sangue era finito anche sotto mezza tomaia della scarpetta di Parolisi, sì perché lui porta il 37, o meglio è la punta di un suo scarponcino che a contatto col sangue si è ristretta, perché no? è possibile. Come è possibile che lui abbia gettato l’arma dal finestrino in corsa. Non si è trovata? ci sono tanti dirupi e cespugli …
I due, anzi i tre con la figlia, da casa sono andati direttamente a Ripe, forse avevano appuntamento per il picnic con i nove militari di Chieti nella pausa delle esercitazioni, che li hanno aspettati al chiosco fino alle 14.30 e siccome erano in ritardo se ne sono andati. Ma no … Parolisi non sapeva niente delle esercitazioni in corso (l’ha dichiarato lui, perché non credergli almeno in questo), è stato solo “fortunato” a non aver trovato nessuno quando sono arrivati.
La scenic nera di Parolisi ha dribblato i cartelli di divieto di transito, ha superato le sentinelle senza farsi notare? che importa, è la cosa più facile del mondo (forse la sua auto ha un meccanismo che la rende invisibile, perché no?) e in quanto alla sentinella Colasanti di sicuro ha visto l’auto e ha riconosciuto il Parolisi che nel frattempo si era messo una tuta mimetica per mimetizzarsi meglio, forse il Parolisi gli ha strizzato l’occhiolino ammiccando alla mogliettina seduta a fianco … si capiva che era diretto alla pineta per pomiciare. Per questa leggerezza il Colasanti non vuole ammettere l’avvistamento, rischia una punizione per aver violato gli ordini.
La bambina sul seggiolino dietro? beh, quella dormiva della grossa, tutte le curve l’avevano dondolata per bene, mica scombussolata … e ha dormito altrettanto bene sia nei 10 minuti di sosta sia nel percorso di ritorno, le curve oltre l’alta velocità erano meglio di un sonnifero per lei, perbacco chi non ha figli piccoli non capisce … e li ha già grandi non si ricorda. E’ per questo che all’arrivo al Bar Segà la piccolina era tranquillissima e serena, aveva fatto un sonno profondo meglio che nel suo lettino.
Arrivato in un punto della strada in cui da esperto informatico-radio-elettronico sapeva esserci sovrapposizione di celle telefoniche della Tim, sempre guidando, altrimenti non faceva in tempo, Parolisi accende il suo telefono (sì perché l’aveva spento prima) e comincia a crearsi l’alibi, facendo uno squillo al telefonino di lei. Poi arriva al Bar, parcheggia accuratamente, con delicatezza sveglia la figlioletta e la fa scendere, entra e recita la seconda parte dell’alibi: la ricerca della moglie in bagno, i singulti, il vomito, i rutti, il pallore, l’agitazione.
Gli sfregi al corpo, il telefonino “ripulito” e la siringa nel petto? Una messinscena pensata la notte e messa in pratica la notte dopo, scivolando fuori dal divano letto in cui dormiva con il suocero … anzi in cui il suocero, stanco morto e distrutto, dormiva … rientrando giusto in tempo prima della sveglia. No, qui c’è un’incongruenza: la sveglia era alle 6.30 e il cellulare di Melania si riattiva alle 7.10. Niente paura, per “fortuna” sarà passato un animale a riattivare il campo o un fenomeno magnetico, o il passaggio del “cercatori di funghi” (fuori stagione) mattiniero che aspetta 7 ore per fare la segnalazione al 113 da Teramo.
Dove ha trovato la siringa, i due cappucci per l’ago, il laccio? ovvio, se li è procurati strada facendo … Quando e dove esattamente? ma che importa, li aveva e basta!
C’è qualcosa che non quadra? Bazzecole, è lui e ha fatto tutto da solo. Altrimenti chi?
Noi, ragazzi, non abbiamo capito proprio niente! Per gli inquirenti e la famiglia Rea con il suo legale è tutto chiaro, anzi chiarissimo!

ENRICO ha detto...

SANTY e TUTTI

Quella lettera l’ho spedita unicamente “ per principio” perché l’altra sera CLV è stato a dir poco IMBARAZZANTE .So benissimo che non servirà a niente, ma almeno dovrà leggersela quando se la troverà fra le mani…
Anche se dubito che capirà quello che c’è scritto perché temo che “la giornalista” conduttrice in questione non abbia mai preso visione dei risultati dell’autopsia

Nè di tutti gli altri documenti relativi al "caso"
( a parte le intercettazioni pruriginose e le immagini di tavole imbandite con i pasticcini a forma di cuore...)

Manlio Tummolo ha detto...

Mi duole dover dissentire da Tiziana e dalla "Vita in diretta". L'alternativa a non presentarsi come parte civile, in nome e per conto della bambina, significherebbe che, scoperto eventualmente un altro soggetto quale vero assassino e trascorsi i termini di legge per presentarsi (questo comunque dovrebbe avvenire alla prima udienza del processo), non potrebbe poi mai più chiedere a quest'altro, per ora ipotetico, omicida il dovuto risarcimento. I tempi di presentazione di tali atti sono fissati dalla legge. Se il processo modificherà la situazione, allora la richiesta di riconoscimento quale parte civile si rivolgerà al nuovo soggetto processuale. Sinceramente non è in questo lo scandalo. Ovviamente poi dipende dalla formulazione della richiesta da parte dell'avvocato della bambina (se concentrata tutta ed esclusivamente sul Parolisi, allora il mio discorso non vale). Per un giudizio più esatto occorrerebbe avere in mano il testo di tale istanza. Le considerazioni televisive sono fatte solo in funzione dell'"audience", questo è il punto.

ENRICO ha detto...

MIMOSA

Brava. E' andata proprio così : la Sciarelli conferma soddisfatta.

ENRICO ha detto...

TUMMOLO

condivido IN PIENO questa tua affermazione "Le considerazioni televisive sono fatte solo in funzione dell'"audience", questo è il punto.

Mimosa ha detto...

@ Caro Manlio
non vorrei iniziare una disputa con te ...ma con quella frase tra parentesi ti sei salvato in corner (permettimi la battuta).
L'attuale processo "è" a carico di Parolisi come imputato, unico.
E' ovvio che il presentarsi come parte civile è solo contro di lui, non di altri.
Se e quando il padre verrà scagionato, dopo l'Appello e il terzo grado naturalmente, e le indagini ripartiranno (a meno che i Rea non accetteranno l'archiviazione, ma allora sarà il vedovo a dover far riaprire il caso), Vittoria potrà rivalersi in quella sede come parte civile contro il futuro presunto colpevole.

Ora sono i suoi tutori che agiscono in nome e per conto di lei a prendere quella posizione che mostra tutto fino in fondo il desiderio di vendetta e (come ho già scritto ha fatto capire la nonna) anche un interesse venale.
Ciao
Mimosa

Tiziana ha detto...

Caro Manlio Tummolo,
sulla questione "Vittoria parte civile contro il padre" abbiamo già disquisito.
Quello che in questa circostanza mi premeva mettere in evidenza è il cambio di rotta, a dir poco sorprendente, della "Vita in diretta".
Come Lei dice, ovviamente, è solo questione di audience. E' allora interessante che faccia audience anche criticare i Rea, significa che qualcosa sta cambiando? Fino ad ora avevamo visto articoli e trasmissioni a senso unico.

tabula ha detto...

Forse sono stupida, ma non capisco il tornaconto economico della bambina quale sarebbe. I famosi 100.000 euro messi via dal padre, sempre che non se li spenda tutti per difendersi, le spetterebbero comunque in caso di dipartita dello stesso, e comunque le spetterà il mantenimento in futuro, sempre che lui possa provvedere e guadagnare(non so come funzioni per i padri in carcere).
Forse i Rea vogliono un risarcimento economico da quei 100.000 euro?
Perchè, se comunque spetterebbero alla nipote?
Non ho mica capito.
dico davvero.
(Enrico, grande)

Mimosa ha detto...

@ Tabula
hai presente che la famiglia Scazzi attraverso i suoi legali, l'ineffabile duo B&G, ha chiesto un risarcimento di 3 milioni di euro?

Non ho idea quanto l'ineffabile avv. Gionni chiederà, ops .. farà chiedere, per la morte della figlia, sorella e madre ... anzi, ieri sera la "conduttrice" di CLV ha detto che anche il cugino/zio gennaro si costituirà parte civile ... e tu parli dei 100 mila euro che Salvatore aveva da parte? quelli sono già finiti per la difesa, te lo dico io.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Inizio con il fare i miei complimenti ad Enrico e sottoscrivo in toto il testo della email. Chissà se la conduttrice chiederà la consulenza di qualche medico legale per capire i dati forniti dell'autopsia. Magari lo farà, ma una volta appurato che potrebbero esserci risposte non congeniali all'impianto accusatorio che ha costruito sino ad ora contro Parolisi, desisterà dal renderle pubbliche.
Anche per un profano risulta impossibile credere che Melania prima di uscire di casa si sia presa 6 tazzine di caffè. Tra l'altro avrà avuto la caffettiera da 6? Non è un particolare da poco conto, io devo ammettere di averla, ma tali caffettiere non sono comuni da trovare nelle case. Per non parlare poi della sg, su cui Annika con professionalità e pazienza ci ha reso edotti.


Personalmente non ho seguito Chi l'ha visto?, ho sentito soltanto la parte in cui la conduttrice diceva che in redazione erano arrivate email contrarie a rendere pubblici i fatti privati di Parolisi e soddisfatta di ciò, ho cambiato canale. Tale conduttrice non mi è mai piaciuta, la ritengo la peggiore. Sono lontani i tempi della Raffai che seguivo anche se allora ero piccolina; donna di grande carisma ed intelligenza.
Mi dispiace che domani non potrò seguire QG, per vedere cosa replicherà Sottile a quel grande intenditore di giornalisti. Se non sbaglio la Mura, è stata giornalista anche di Chi l'ha visto?
Per quanto riguarda la costituzione di parte civile, se Parolisi dovesse essere condannato, non verrà risarcita solo la piccola, ma verranno risarciti anche i nonni e gli zii, visto che anche loro si costituiranno parte civile.
Oggi ripensavo al particolare degli sms e non solo cancellati dal telefonino. A mio avviso risulta importante sapere se Salvatore aveva la disponibilità del telefonino della moglie. Se era anche nella sua disponibilità, è difficile che vi fossero numeri sospetti. Quindi se qualcosa di sospetto conteneva quel cellulare è qualcosa arrivato negli ultimi istanti di vita di Melania. Se non era nella sua disponibilità, ovviamente poteva contenere qualsiasi contatto. Certo, cancellare i vari dati, potrebbe essere stato il frutto di un puro depistaggio.

Stella

Tiziana ha detto...

Tabula
il fatto che figlia, genitori, zii e cugini si costituiscano parte civile significa che, il giorno che Parolisi, scontata la pena, dovesse uscire dal carcere (con la riduzione della pena grazie al rito abbreviato), dovrebbe lavorare tutta la vita per risarcire i parenti della vittima. Alla Vita in diretta hanno specificato che ciò significherebbe che non potrà mai più permettersi una casa, una macchina, né nient'altro. Altro che i 100.000 euro!

emax/massimo prati ha detto...

Solo per precisare. I milioni di Euro chiesti dalla famihlia Scazzi sono 33. Undici a testa per la madre il padre ed il fratello. Più 4 milioni chiesti dalla badante romena. Chi si è accontenato è il Comune di Avetrana che si è limitato a mettere sul conto tutte le spese, anche quelle sostenute per i fiori ed il funerale più varie ed eventuali... Massimo

Tiziana ha detto...

Massimo,
la badante rumena?
A quale titolo?
Allora anche professori, commercianti, amiche e chi più ne ha più ne metta. Se non stessimo parlando della morte di una povera ragazza, sembrerebbe trattarsi di una farsa.
Ma non ci sono delle norme che indichino chi ha diritto a costituirsi parte civile?

Mimosa ha detto...

Grazie Massimo per la correzione ... un 3 mi si era incastrato nei tasti.
Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Sabrina Misseri, quando ancora non era indagata, chiese ai carabinieri di indagare la badante, lo sapeva anche la madre di Sarah, perché all'uscita della ragazzina andò in terrazzo a telefonare, quindi si pensò avesse potuto avvisare qualcuno (fra l'altro la badante ha detto che l'ha chiamata sua zia dalla Romania, ma per problemi tecnici questa chiamata non risulta sui tabulati). Quindi il risarcimento ha un carattere morale.

Fra l'altro i legali degli Scazzi e della badante hanno già chiesto al giudice il blocco di tutti i beni, sai mai che il contadino li faccia sparire, e l'avvocato Galoppa (ex legale d'ufficio del Misseri) ha chiesto il pignoramento della villetta di via Deledda per venderla e far onorare la sua parcella, una bazzecola da 200.000 euro... hai voglia il Parolisi quanti 100.000 euro deve mettere insieme per risarcire i Rea (dovesse venire condannato).

Ciao Tiziana, Massimo

Tiziana ha detto...

Grazie Massimo,
la vicenda Scazzi l'ho seguita marginalmente.
Certo che 4 milioni alla badante per il "danno morale" mi sembrano veramente eccessivi. Ma si sa, chiedere è lecito...

Manlio Tummolo ha detto...

Cari Mimosa ed altri,
certe procedure e i tempi non sono certo invenzione mia. Il fatto che, allo stato attuale, il Parolisi sia l'unico imputato e che sia il padre della principale vittima di questo delitto, dopo ovviamente Melania, non toglie che la bambina abbia diritto, ancorché minore, di presentarsi parte civile contro chicchessia. Ripeto, corner o non corner, la procedura è quella. In un processo, dove c'è un certo imputato, da accertare quale colpevole, si vorrebbe che la figlia, solo in quanto figlia, non si presentasse parte civile ? Anche se questo potrebbe comportare in un momento successivo di non potersi presentare se venisse individuato altro autore o se la modalità del delitto si rivelasse diversa da quella ora supposta ? Se ad esempio, il padre avesse incaricato altri di compiere il delitto ? Sinceramente, va bene essere fiduciosi nell'innocenza assoluta di Parolisi, ma questo non comporta un divieto morale per la bambina, ovviamente su decisione del tutore, e dell'avvocato del tutore e della bambina, di agire per la tutela del proprio legittimo interesse. Ripeto: non so che cosa l'avvocato abbia scritto in concreto, ma è evidente che ogni parte civile si costituisce al momento contro l'imputato ritenuto colpevole, ma se questo risulta innocente e se viene scoperta un'altra persona, la costituzione di parte civile scatta verso il nuovo possibile imputato. Non riesco a capire lo sdegno per una prassi imposta dalla legge quale onere per un interesse legittimo da tutelare. Vero che un risarcimento pecuniario per quanto altissimo non potrebbe mai rendere la madre alla bambina, ma perché non potersi almeno garantire un futuro economico sufficientemente sereno ?

Tiziana ha detto...

Caro Manlio
nel caso della morte di Samuele Lorenzi, il padre ed il fratello si sono costituiti parte civile? Se si trattasse di obbligo di legge così avrebbe dovuto essere.

Qui non si tratta di certezze sull'innocenza di Parolisi. Fosse anche colpevole, sarà la figlia, un domani, a decidere se vorrà perdonare o meno il padre. Diverso è il rapporto padre-figlia, rispetto a quello marito-moglie. Anche il padre di Erika è riuscito a perdonarla, nonostante lei gli abbia ucciso moglie e figlio.
E' per questo motivo che la nonna non avrebbe dovuto schierare la figlia contro il padre.
I nonni, costituitisi pure loro parte civile (e su questo nessuno trova alcunché da ridire), otterranno (in caso di condanna) già a sufficienza per tutelare la bambina, non avrebbero avuto bisogno di compiere tale azione, che è stata fatta (così credo) per sfregio nei confronti di Parolisi.
Non si tratta di un generico costituirsi parte civile, ma di una specifica azione contro Paralisi poiché il processo vede lui e nessun altro come imputato.

Tiziana ha detto...

Leggo che Il soggetto che intende costituirsi parte civile, deve predisporre una dichiarazione contenente i seguenti requisiti:
1. il nome, cognome, data e luogo di nascita della persona fisica, oppure la denominazione dell'associazione o dell'ente che si costituisce parte civile con l'indicazione completa delle generalità del legale rappresentante;
2. il nome, cognome, data e luogo di nascita dell'imputato nei cui confronti viene esercitata l'azione civile e tutte le altre indicazioni che possano identificarlo;
3. il nome ed il cognome del difensore e l'indicazione della procura;
4. l'esposizione delle ragioni che giustificano la domanda;
5. la sottoscrizione del difensore.

Dunque dal punto 2) discende che Vittoria non si è genericamente costituita parte civile contro chiunque le abbia ucciso la madre, ma specificatamente contro l'attuale imputato (a cui tra l'altro deve essere notificata per legge tale dichiarazione), ovvero suo padre.

tabula ha detto...

Insomma, abbiamo capito che dietro questi casi di cronaca che fanno discutere c'è un tornaconto economico non da poco.
Nel caso dell'avvocato Galoppa mi sorprende abbia chiesto di requisire la villa del Misseri, ero convinta che in questi casi di cronaca così eclatanti gli avvocati avessero il loro ritorno economico dalla visibilità propagandistica alla quale sono esposti.
Comunque sia, non so quale lavoro possa consentirti di risarcire 3 o 33 milioni di euro ad alcuno, specie se tale lavoro arrivi dopo mezza vita spesa in carcere.
Riguardo la badante di Sarah e lo zio di Melania, credo che abbiano semplicemente subodorato l'affare.

Insomma, se muore una nipote ma quando mai uno zio ha diritto di chiedere un risarcimento, che faccia tosta.

Mi auguro che, nel caso in cui Parolisi possa essere dichiarato innocente, lui si costituisca parte civile contro le varie Sciarelli e le trasmissioni di parte alle quali abbiamo assistito, denunciando le false testimonianze dei testimoni, e tutti quei vari opinionisti che vanno lì a sentenziare sulla vita privata di un uomo, vita privata che, se avesse relazione con l'assassinio della moglie, è ancora tutto da dimostrare.

anna ha detto...

riprendo il discorso che ha fatto qualcuno del blog dove melania è stata uccisa e chi l' ha accompagnata.

Ii cane piergiorgio annusa l'odore di melania fino al monumento dei caduti e alla roulotte,poi dietro testimonianze di 3 persone che vedono, uno una donna uscire dalla boscaglia e dirigersi in direzione colle a piedi e specifica era melania, gli altri due lo stesso vedono una donna camminare a passo svelto ad un km da san marco, la guardia di finanza porta un altro cane molecolare che dalla strada provinciale annusa l'odore di melania fino a colle in un casolare,ricordiamoci che a colle c'era il paciolla con l'amante, quindi melania fa circa 1km e 200 mt a piedi e arriva da sola a colle,tracce molecolari presenti,da li qualcuno la preleva con una botta in testa, relazione del Tagliabracci che specifica la botta in testa senza ovviamente dire quando questa botta l'ha presa, da li melania è stata portata non a ripe ma a 3,2 km da ripe vicino san giacomo dove alle 16,53 circa con la ricerca per le persone scomparse il telefono risulta essere.diamo per buono che dove era il telefono era melania.in questo posto è stata segregata fino alla notte fra il 18 e il 19 aprile, il motivo è semplice, c'erano i militari di chieti quindi dopo che sono andati via i militari è stato fatto l'omicidio. i militari di chieti che avevano mangiato a san giacomo a detta del ristoratore sono ripartiti alle 15 direzione ripe, quindi in quel frangente nessuna macchina è stata incrociata,i militari vanno a ripe si posizionano all'incrocio in attesa della fine esercitazione che avviene fra le ore 17 e le 18.

nella notte fra il 18 e il 19 aprile a detta dello stesso ristoratore ci fu un alto traffico fra san giacomo e ripe.questo è il momento che melania viene uccisa,probabilmente a ripe,ma poi il suo corpo viene nascosto , perchè il giorno dopo c'era la seconda esercitazione militare e il corpo dalla strada sarebbe stato visto questo ve lo posso garantire.

melania è stata in balia del suo aguzzino,almeno fino alla notte fra il 18 e il 19, magari melania ha cercato di rabbonire questa persona magari si è volutamente proposta per un rapporto sessuale per sviare la mente di questa persona, e qui veniamo all'ipotesi degli inquirenti che dicevano che melania si concedeva al marito, invece si concedeva al suo aguzzino,fatto sta che melania sicuramente ha avuto un rapporto sessuale così come in modo preciso ha evidenziato Annika,ma quel rapporto non è con il marito.

sono sempre più convinta che melania poteva essere salvata se gli inquirenti andavano a verificare quel posto dove stava il cellulare con certezza alle 16,53.

non ci dimentichiamo che il tagliabracci all'inizio collocò l'orario della morte fra le 9 ore e le 12 ore dopo la scomparsa.il caffè per quel che ne possiamo sapere può essere stato offerto a melania anche dopo il suo rapimento, perchè di questo si è trattato.

da qui in poi c'è il depistaggio

anna ha detto...

continua...

il corpo è stato nascosto da altra parte per essere riportato li la mattina del 20 aprile dove è stato riacceso il cellulare e dove vicino alla testa di melania c'è in bella evidenza l'impronta del pneumatico che non corrisponde alla macchina di parolisi.

con questa risostruzione combaciano tutte le testimonianze vere ,delle persone che hanno visto melania avicino san marco camminare sulla strada, del ranelli del colasanti del ristoratore di san giacomo, ma soprattutto si da valenza ai cani molecolari che sono stati due non uno, se al cane piergiorgio hanno fatto la perizia per dichiararlo non attendibile,una farsa bella e buona, il cane della finanza che annusa l'odore di melania fino a colle, c'è ancora.

questa è una ricostruzione in base a dati oggettivi volendo incastrare tutte le testimonianze e i cani molecolari che non mentono a differenza delle persone.

tutta un'altra cosa è trovare il movente,

abbiamo due probabili moventi

gli amici di folignano che hanno teso una trappola a melania perchè magari voleva raccontare che era stata importunata, o magari scoperto il tardimento del paciolla è stat messa a tacere perchè la moglie non sapeva nulla,

o il segreto in caserma.



A questo punto è il caso di verificare se c'è quella sostanza tipo droga che ha detto uno del blog nel corpo di melania

il corpo deve essere riesumato e rifare alcuni accertamenti più specifici che il tagliabracci non ha fatto

un ultima cosa quando non si riesce a scoprire un omicidio, pur avendo degli indizi come i 5 dna maschili e i due femminili ,e gli inquirenti non indagano li, dietro a questi delitti in generale c'è la mano della mafia, ed è per questo che non si vuole approfondire l'inchiesta.

ritorno un attimo al papa di melania, un genitore che si vede la propria figlia morta la prima cosa che deve fare dare l'elenco agli inquirentio di tutte le persone militari che la figlia conosceva perchè ogni piccolo indizio anche nelle conoscenze può far scoprire l'assassino.

il fatto che il papa faccia così l'omertoso la spiegazione potrebbe essere che sa che è pericolo indagare in quel settore mafioso.

la soldatessa titti affialiata ai camolesi è sdtata arrestata alla clementi di ascoli piceno

Antonello ha detto...

A parte l'opinabilita' di certe impostazioni io trovo particolare questo richiamo, fuori tempi massimi e dopo un'ora di ostentazione di quantomeno originale e totale certezza sul responsabile, al telefonista perche' sarebbe determinante avendo avuto la possibilita' di veder "qualcosa" e che comunque non si dovrebbe preoccupare perche' non rischierebbe nulla ad esporsi.
Ma come??? Rischierebbe meno se attrraversasse la Colombia con un sacco di farina, ma poi, non vi sarebbero gia' inconfessabili elementi sul fedifrago responsabile??? Non si ha oramai la certezza matematica e serafica di chi e come abbia potuto compiere il rinvenuto??? A che serve allora ora identificare il telefonista??? E cosa potrebbe aver visto di cosi' diverso o preoccupante da cio' di cui si e' certi sia realmente avvenuto??? Non e' che avrebbe potuto vedere cose strane??? E perche' l'ultima gallina che canta non potrebbe fare uova??? Ma davvero nel mondo ci sono tanti che crederebbero se gli raccontassimo storie del genere??? Ah dimenticavo, ci ho pensato, i polli di notte vivono al buio e non hanno como' e ne bajour!!!!! Come faranno senza???

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tiziana,
non è un "obbligo" presentarsi parte civile, è un "onere", ossia se uno vuole presentarsi lo fa (in tal caso deve procedere a termini di legge), altrimenti no. Mi sembra, ad esempio, che gli Scazzi si siano pur presentati contro i loro parenti stretti. Non possiamo stare a discutere della volontà di una bambina, che non è in condizioni né di sapere né di capire che cosa le stia succedendo. Ovviamente la nonna e tutrice (decisioni di un giudice, non dimentichiamolo), su consiglio di avvocato, ha deciso così. Non è un orrore, non è nulla di cui scandalizzarsi. Quello che penserà la bambina di qui a 10 o 15 anni, non lo sappiamo. Nel frattempo può pure darsi che Parolisi venga completamente scagionato e tutto il discorso cada. Ma scandalizzarsi che una figlia, o qualcuno per conto della figlia, si presenti parte civile, mi pare sinceramente eccessivo. Ed allora se una figlia viene violentata dal padre ? Se una figlia assiste all'omicidio della madre da parte del padre ? Siccome è padre, la vittima non dovrebbe presentarsi parte civile ? Un padre non è tale solo per ragioni biologiche, ma soprattutto in quanto co-educatore dei figli insieme alla moglie, e la violenza, se c'è, non si può definire "co-educazione", in nessun caso. Non so, ma ritengo che questi discorsi siano condizionati da aspetti che nulla c'entrano né col Diritto, né con la legge, mentre in fatto di processi, di accuse e di difese, la legge è fondamentale.
E' ovvio che, nel presentarsi parte civile, ci si rivolga al caso specifico, ma bisogna sempre tener conto da ogni parte processuale che il soggetto contro cui ci si rivolge è SEMPRE costituzionalmente ipotetico, probabile ma ipotetico. Questo continuo sanzionare le decisioni di chi è consanguineo stretto della vittima mi pare sinceramente esagerato. Anche per questo poche volte, e sempre con contrasti, sono intervenuto nel merito della vicenda: dovremmo renderci conto che, nel merito, si può parlare solo ed esclusivamente per ipotesi, senza spostare la condanna dall'ipotetico colpevole alla famiglia consanguinea della vittima, il che - lo dico con franchezza - qui sembra avvenire.

Manlio Tummolo ha detto...

PS:
A completamento di quanto citato da Tiziana (art. 78 CPP), cito l'art. 80 del medesimo Codice:
"Richiesta di esclusione della parte civile.
1. Il pubblico ministero, l'imputato e il responsabile civile possono proporre richiesta motivata di esclusione della parte civile.
2. Nel caso di costituzione di parte civile per l'udienza preliminare, la richiesta è proposta, a pena di decadenza, non oltre il momento degli accertamenti relativi alla costituzione delle parti nella udienza preliminare o nel dibattimento,
3. Se la costituzione avviene nel corso degli atti preliminari del dibattimento o introduttivi dello stesso, la richiesta è proposta oralmente a norma dell'art. 491 comma 1.
4. Sulla richiesta il giudice decide senza ritardo con ordinanza.
5. L'esclusione della parte civile ordinata nell'udienza preliminare non impedisce una successiva costituzione fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall'articolo 484.".
Inoltre: l'art. 81 prevede anche un'esclusione d'ufficio e l'82 la revoca della costituzione di parte civile, che può avvenire in qualunque monmento successivo, il che comporta il non riconoscimento di spese e danni, salvo successivo processo civile dopo la condanna definitiva.

LucaP ha detto...

Ritorno per un attimo sul tema dei tabulati di Melania (che gentilmente Gionni ci ha permesso di vedere sebbene con opportune cancellazioni) che sapete bene essere uno di quelli che maggiormente mi appassiona, in quanto mi ero dimenticato di scrivere un riflessione che ho fatto qualche giorno fa. Forse non vuol dire nulla ma vale la pena secondo me ragionarci sopra.

Quando avevo postato sul blog lo stralcio delle telefonate ricevute dal cellulare di Melania il pomeriggio del 18, avevo semplificato la lettura eliminando le chiamate duplicate che, se qualcuno di voi ha visto bene il filmato di CLV, comparivano sulla tabella mostrata nel servizio televisivo. Difatti in tale tabella, ogniqualvolta la chiamata proveniva da una SIM Wind (ma potrebbe anche valere per altri operatori non TIM anche se non ne possiamo averne la conferma), la chiamata stessa era stata registrata sul tabulato due volte (in un caso addirittura 3) ad una distanza da 1 a 3 secondi. Questo difatti si è verificato in concomitanza sia delle chiamate effettuate dalla SIM Wind intestata a Sonia (in uso a chi non abbiamo certezza) sia delle chiamate fatte dalla SIM Wind di Gennaro Rea (padre). Che fossero SIM della Wind ne abbiamo certezza da altri riscontri riportati sull'ordinanza.
La giornalista di CLV, facendo un errore madornale (in buona fede o meno non sappiamo), ha persino affermato che il padre di Melania nell'angoscia di quei momenti, era riuscito a chiamare la figlia per ben tre volte nel giro di 5 secondi.
Si tratta quindi chiaramente di un problema connesso al fatto che le chiamate arrivavano dalla rete di un altro operatore e probabilmente avveniva un qualche tipo di trasferimento di chiamata.

Continua ....

LucaP ha detto...

... Continua

Ebbene, tutte le chiamate fatte da Gennaro Rea presentano tale fenomeno. Ma anche tutte le chiamate fatte da Sonia (o da chi aveva in uso la SIM al momento), ad eccezione dell'ultima fatta prima che il cellulare venisse spento. Questa chiamata è delle 18.52.16 mentre l'ultima per la quale si è verificata la duplicazione è solamente di qualche minuto prima (18.48).
A me tale fatto appare molto strano e mi fa pensare che la chiamata sia stata fatta non con la SIM Wind bensì con una SIM di TIM (od al massimo di altro operatore). Allo stesso tempo Sonia a CLV aveva affermato di aver utilizzato il cellulare della madre in quanto il suo personale aveva esaurito il credito. E' mai possibile che dalle 18.48 alle 18.52 sia riuscita a ricaricare il cellulare (a CSM non ci sono bancomat e sappiamo che Sonia probabilmente era già a CSM a quell'ora)? O possiamo pensare che qualcuno abbia ricaricato per conto di Sonia il cellulare tramite internet o presso un bancomat di Ascoli o Folignano?
E' anche possibile questo ed allora i nostri continui sospetti su Sonia sarebbero dovuti a pregiudizio (ma è stata la stessa Sonia ad alimentarlo).
Ma esiste anche la possibilità che il cellulare personale di Sonia (TIM o altro operatore al di fuori di Wind) non fosse realmente scarico, ed allora i nostri dubbi dovrebbero aumentare e dovremmo domandarci del perché di queste stranezze continue di Sonia e delle sue telefonate.
Potrebbe anche essere che in occasione di quell'ultima chiamata il problema della duplicazione, magari temporaneo, si fosse risolto. Tuttavia le poche chiamate riportate in tabella e riferentisi al giorno successivo che abbiamo potuto vedere, mostrano che il problema continuava a sussistere per quelle fatte da Gennaro Rea (SIM Wind) mentre per quelle fatte da Sonia e Paciolla non si verificava. Indizio che ci fa pensare che il giorno 19 Sonia cercasse di chiamare Melania proprio con il suo cellulare personale.
Ma a proposito di Paciolla, avevo già sottolineato che stranamente lo stesso non provò mai a cercare Melania sul cellulare per tutto il pomeriggio del 18. Stessa considerazione dobbiamo però anche farla per la moglie Stefania Dorinzi (ammesso che non sia proprio sua la chiamata nascosta delle 16.48, come anche l'SMS delle 18.52). Eppure entrambi si trovavano a CSM intenti a cercare Melania assieme a Salvatore od ad accudire la piccola Vittoria. E questo a me pare molto strano da chi si è a lungo professato amico (perlomeno di Sonia sappiamo che tentò più volte di mettersi in contatto a partire dall 17.19).

PINO ha detto...

@LUCAp

Poichè il non chiaro traffico telefonico di S ti insospettisce, quale parte ipotizzeresti abbia avuto la stessa, nell'intricato caso?
Pensi che l'insistenza di Anna di attenzionare più decisamente nella stessa direzione collimi con i tuoi dubbi?
Ritieni che il personaggio in parola meriti un'analisi più approfondita?
Ciao, PINO

LucaP ha detto...

Ciao Pino

Non ho ancora capito bene il ruolo di Sonia nella vicenda, pur essendo convinto che un ruolo l'abbia avuto.

Come ho già scritto, secondo me l'omicidio è stato commesso a cavallo della mezzanotte del 18 aprile. Sappiamo però che molto probabilmente è proprio Sonia che accompagna Macciò (l'istruttore di Piergiorgio) a casa dei Parolisi per prendere i campioni di odore e quindi tenderei ad escludere il suo coinvolgimento diretto nell'omicidio vero e proprio.

Vi sono però troppi elementi dubbi nel comportamento di Sonia, nelle sue telefonate, nelle ritrattazioni fasulle delle testimonianze, nelle tracce biologiche rinvenute sugli indumenti di Melania, che mi fanno pensare che non sia totalmente estranea agli accadimenti. Potrebbe avere svolto personalmente un ruolo attivo nelle prime fasi della scomparsa (e quindi essere a conoscenza di quanto successo dopo) ma come potrebbe anche essere che copra altre persone appartenenti per esempio alla sua cerchia familiare od alle amicizie di paese e di condominio.

E chiaro che se sapessimo qualcosa di certo su Sonia probabilmente potremmo avere un quadro complessivo della vicenda o perlomeno avvicinarci alla soluzione.

Stesso discorso vale anche per Paciolla e la moglie, riguardo ai quali sappiamo che non sono emersi sinora i fatti principali e più importanti, che pur sappiamo esistere.

PINO ha detto...

@ LUCAp
Sei stato chiaro, ed infatti, anche tutta la squadra non è andata oltre nell'approfondire le ricerche. Mi domando, a questo punto, se Anna non abbia ragione, ad insistere su questo punto, focalizzando la stranezza della stiratura di biancheria di M, in casa di ospiti, ed il mancao approfondimento, da parte degli inquirenti, sul dna Y rinvenuto sulle mutandine di M, che, non sappiamo se facevano parte della "presuta" biancheria stirata in casa di S.
Non sarebbe sprecato se spendessimo un altro pò di tempo a parlarne.
Ho lanciato il sasso nello stagno, proprio perchè si riprendessero in discussione alcuni punti sui quali sono rimaste più ombre che in altri, evitando l'inutile ripetizione di tutta la filastrocca che conosciamo bene.
Chiamerei in campo Mimosa, Tabula e tutti i componenti della squadra, a ritrattare più analiticamente il punto in discorso, che sembra essere più importante di quanto sia fin'ora apparso.
Dopo di ciò, ci sarebbero ancora due altri punti da chiarire più seriamente. Ma andiamo per gradi.
Che ne pensi?

tabula ha detto...

@Anna
può darsi che sia come dici tu, e che nè gli inquirenti vogliano indagare a fondo sulle tracce di dna stranamente non analizzate nè la famiglia Rea voglia spostare l'attenzione da Salvatore poichè potrebbe essere coinvolta l'organizzazione mafiosa alla quale la Titta apparteneva e rimestare nel fango sarebbe pericoloso.
Del resto se i Rea incolpassero il genero pur sapendo che il colpevole sarebbe da collocarsi altrove, questo non renderebbe certo un buon servizio alla loro integrità di genitori feriti dalla morte della figlia.
Quindi per adesso preferisco non considerare possibile una consapevolezza del genere da parte loro.
Per il resto la tua ricostruzione non è male poichè rimetterebbe al loro posto diversi pezzetti del puzzle: fare 1,2Km a piedi non è certo una cosa assurda, noi donne per lo shopping percorriamo spesso distanze più grandi senza accusare stanchezza.
Però quello che manca alla tua ricostruzione è la MOTIVAZIONE. perchè Melania, sapendo di aver lasciato marito e figlia alle altalene, avrebbe dovuto fare tutto quel percorso da sola a piedi perdendo un sacco di tempo e senza avvertire il marito?
Ok, avrebbe potuto essere inseguita: ma da chi e perchè?
E perchè non avvertire e non telefonare?
Il marito allora era al corrente di un incontro?
Ma soprattutto: i cani ne fiutarono le tracce solo fino alla roulottes, e non fino a san Giacomo: se ci fosse andata a piedi, non credi che ne avrebbero seguito il cammino?

LucaP ha detto...

@ Tabula

In merito ai cani ed in particolare a Piergiorgio, da quanto ho letto sui bloodhond utilizzati nelle ricerche, questi seguono sempre il percorso effettivo fatto dalla persona ricercata, sia lungo la direzione sia lungo il senso di marcia.
Piergiorgio ha cercato di inoltrarsi lungo il sentierino del bosco, quindi significa che Melania, una volta giunta al Monumento ha preso il sentiero verso la roulotte. Considerato però il rischio che avrebbe corso il cane a percorrere il sentiero impervio, sono stati quelli del soccorso alpino ad ispezionare lo stesso sentiero sino alla roulotte dove Piergiorgio è stato condotto in auto.
Dopo aver fiutato la roulotte sembra che Piergiorgio si sia nuovamente diretto verso il sentiero che questa volta scendeva in direzione del monumento. Ma qui è stato nuovamente fermato perché troppo rischioso farlo scendere.
Questo indicherebbe che Melania si sia allontanata dalla roulotte percorrendo lo stesso sentiero dell'andata.
Non avendo fatto questo percorso a ritroso non possiamo sapere se Piergiorgio si sarebbe fermato una volta giunto al monumento o se invece avrebbe percorso la strada provinciale verso frazione Colle.
Dal momento però che altri cani da ricerca (non specializzati come i bloodhond però) hanno fiutato l'odore di Melania lungo la provinciale sino a fraz. Colle ed al famoso casolare, bisogna considerare che molto probabilmente Melania quel tratto di strada l'abbia percorso a piedi come dichiarato dal testimone.
Se proviamo a considerare validi questi riscontri, dobbiamo ipotizzare che Melania sia andata da sola e camminando prima al Monumento, poi dal monumento alla roulotte e da qui di nuovo al monumento per poi dirigersi, sempre a piedi e sempre da sola, sino a frazione Colle. Come mai questo giro all'apparenza inspiegabile? Non saprei dirlo a meno di ipotizzare che in un primo momento Melania pensasse che o chi doveva incontrare o cosa doveva verificare fosse nelle vicinanze della roulotte; che solamente in seguito, probabilmente avvertita (SMS dal cellulare di Sonia?), abbia capito che doveva dirigersi a frazione Colle a causa di un probabile cambio di programma.
Accettando questa dinamica dei fatti, sarei tentato di considerare più valida l'ipotesi che Melania dovesse controllare qualcosa o qualcuno piuttosto che dovesse incontrare una persona specifica (per un appuntamento già fissato in precedenza).
Sicuramente è la situazione che ha trovato a frazione Colle che ha condotto alla sua morte ed è lì che bisognerebbe indagare maggiormente.
I casi secondo me sono due: o, appena giunta al casolare, ha trovato la situazione che si aspettava di trovare ed allora, già intenzionata in partenza ha deciso di intervenire, od invece a fraz. Colle ha trovato una situazione inaspettata e non è più riuscita a sottrarsi.

ENRICO ha detto...

Mi chiedo PERCHE' gli inquirenti non si siano fatti le stesse domande che ci stiamo facendo noi da mesi (e che verrebbero in mente a CHIUNQUE avesse seguito il "caso" anche solo di sfuggita senza bisogno di essere Sherlock Holmes)) e PERCHE' non abbiano preso in considerazione i 5 DNA presenti sul corpo di M. quando per Yara Gambirasio stanno prelevando DNA a go-go praticamente a tutta la popolazione italiana da Bolzano a Palermo.

Mah.
L'unica spiegazione è che abbiano raccolto elementi molto significativi con l'intenzione di produrli solo in sede processuale

Certo che se dovesse trattarsi di quelli sbandierati dalla Sciarelli la vedo dura ritenerli "gravi indizi di colpevolezza" a carico di Parolisi.

LucaP ha detto...

@ Stella

Rispondo qui ad un tuo commento del 22/02 che avevi postato in calce all'articolo precedente (l'ho visto solamente adesso).

Avevo fatto anch'io la tua stessa considerazione. Se Sonia Viviani nella S.I.T. del 23/04 dichiara che le telefonate fatte a Melania alle 14.56 del 18 aprile le aveva fatte da casa della madre (ma il discorso vale anche se avesse detto di averle fatte da casa propria), vuol dire che era già arrivata a Folignano e quindi, secondo gli accordi che tutti ci hanno fatto credere di avere preso in precedenza, i Parolisi avrebbero potuto tornare in qualsiasi momento a Folignano stesso per andare a casa della madre di Sonia. Ma vuol dire anche che Sonia ha aspettato due ore abbondantanti senza chiamare Melania (ma se Melania non rispondeva poteva anche chiamare Salvatore) e per chiederle i motivi del ritardo, pur essendo a Folignano. Ed i sospetti su Sonia continuano ad aumentare.
Che cosa ha fatto realmente Sonia nel primo pomeriggio del 18 aprile? Dove si trovava realmente: a Folignano in piazza Dari 51 o presso la casa della madre, oppure altrove ma in una zona sempre coperta dagli impianti Wind di CSM e Folignano? A che ora è arrivata al Pianoro per unirsi agli altri nelle ricerche? E' sempre stata al Pianoro sino all'incirca alle 24.00 quando ha accompagnato Macciò a casa dei Parolisi?

ENRICO ha detto...

" aspettiamo Sonia...poi scendiamo "

Gli inquirenti avranno mai chiesto a Sonia cosa intendesse dire con questa questa affermazione piuttosto precisa ?

tabula ha detto...

Caro Enrico, mi appollaierò sulla tua spalla ed attenderò che qualcuno risponda a questa tua ben precisa domanda: sono mesi che lo chiedo, ma il quesito passa inosservato dalla mia tastiera.

tabula ha detto...

@Lucap
quello che non capisco è come mai il percorso compiuto da una donna debba diventare pericoloso se a percorrerlo sono dei quadrupedi, ovvero creature strutturalmente più stabili di un bipede: per quanto pregiati e costosamente allevati dovrebbero essere più avezzi alla selvaticità, ed anche più agili e pratici.
Se Melania si inoltrò per un sentiero scosceso, sassoso tortuoso o pieno di spine, di fatto ne avrebbe agevolato il passaggio a chi si fosse addentrato dopo di lei.
Tra l'altro, se è vero che quella alla roulotte fu una semplice toccata e fuga, probabilmente Melania aspettava qualcuno al monumento dove sostò qualche minuto, dopodichè questo qualcuno la informò che sostava nei pressi della roulotte alla quale si arrivava più agevolmente da una strada carrabile, probabilmente quella persona aveva parcheggiato da quel lato invece che passare dalla strada che va alle altalene.
E, una volta raggiunta da tal persona, che presumibilmente aveva telefonato o mandato un sms poco prima di giungere a destinazione, con/o senza questa persona mi stai dicendo che Melania stessa potrebbe essersi allontanata per un altro sentierino scosceso tornando quasi indietro.
Scusa, ma se i cani hanno fiutato questa pista, di che cosa stiamo parlando DA MESI?
non solo gli inquirenti, ma anche noi!

Anonimo ha detto...

PERCHE' se M vedendosi in pericolo ed inseguita non è tornata indietro, nè ha chiesto aiuto al marito col cell., invece di scappare?
Non torna PINO

Anonimo ha detto...

p.s. Forse c'era qualcuno che conosceva...(S)?
P.

Tiziana ha detto...

Tabula,
il problema è che i cani vengono tenuti con un lungo guinzaglio, potrebbero dunque farsi male se il guinzaglio si impiglia da qualche parte (l'ha spiegato proprio l'addestratore di Piergiorgio).

Pino,
non è detto che Melania si fosse allontanata perché inseguita, com'è stato detto avrebbe potuto allontanarsi dopo aver ricevuto una qualche informazione via SMS.

Antonello ha detto...

@anonimo delle 10,23 AM
e tutti appassionatamente inseguivano Vittoria??? Ci sono cose ed istinti che fanno parte dei genitori, quindi visto che nessuno ha visto la piccola con la madre ma bensi tre donne che uscendo dal bosco si inseguivano ed un altro testimone una donna sola a piedi verso Colle e' abbastanza chiaro che, senza coinvolgere nessun altro la piccola doveva essere con il padre.
Se, come sembra, la piccolapoteva essere con il padre e se M. aveva potuto percepire un pericolo non credo che sarebbe fuggita dal contesto di pericolo verso il papa' con la piccola ma bensi' dalla parte opposta, viceversa P. sara' discutibile su tanti punti inerenti la figura di marito ma non penso che avrebbe piu' di tanto rischiato la figlia per inseguire la madre o per salvarla dal pericolo che correva, comunque la mettiamo P. uno e' e non padre figlua e spirito santo.
Semmai resta il mistero del come mai M. Non fermo' i ciclisti o come mai non accenno' nessuna chiamata di aiuto al cellulare, daltronde quando si e' inseguiti dal pericolo grave l'adrenalina puo' fare brutti scherzi, oppure chiamare qualcuno significava segnare una morte sino a quel momento non dovuta, non sentita e non percepita od esporre il marito e la figlia ad un feroce ricatto.
Troppo ampie le ipotesi, sta di fatto che P. potrebbe aver visto e seguito per un pezzo e difficilmente data la presenza della figlia con lui.
Perche' come la si voglia mettere un marito impazzito, caporale d'esercito, avrebbe agguantato M. nel giro di pochi metri, il fisico ed il confronto fra i due spero sia riconosciuto come imparagonabile, quindi??? P. inseguiva M. per farle del male e non per per pedinarla??? Siamo cosi' certi vero??? Io penso proprio di no, anzu dissento fortemente ma se la terra e' rotonda devo ammettere che tutto sia possibile.

anna ha detto...

per tabula

melania può aver percorso san marco a frazione colle a piedi perchè è solo di 1 km e 200mt ,i cani hanno annusato fino ad un casolare a colle, qui può essere stata prelevata con una botta in testa,che risulta dall'autopsia,e portata a san giacomo, non a ripe in pieno svolgimento di una esrcitazione militare,melania non può aver percorso da colle a san giacomo a piedi perchè troppo distante

sicuramente il suo cellulare prima alle 16,53 era vicino san giacomo a 3,2 km da ripe,quindi ragioniamo sempre sulle certezze scritte

ENRICO ha detto...

(tono perentorio, sguardo ingiuntivo) : "Amici telespettatori, restate con NOI… A tra poco a QUARTO GRADO ! "

Per un attimo ho temuto seriamente di vedere Sottile uscire dallo schermo e prendermi per la collottola così ho incollato occhi e orecchie al televisore : CHE SPETTACOLO !
La tricoteuse Palombelli non vede l’ora che la ghigliottina mozzi la testa di Salv,
Il diacono massone Meluzzi afferma categoricamente tra l’indifferenza generale : “Parolisi non ha ucciso la moglie”
Lo psichiatra criminologo Picozzi ha ri-detto le stesse cose che dice ad ogni puntata cioè : NIENTE
L’esperta balistica appositamente consultata ha detto che le ferite sono state inferte da arma da taglio e da punta monolama e quindi può essere stato usato un coltello da cucina !
A questa notizia “la valletta” ( non mi ricordo come si chiama ) non nasconde un fremito di soddisfazione e dice con aria furbetta “ quindi è facile nasconderla…”

Le indagini proseguono febbrili a 360 gradi... Farenheit, Celsius o Kelvin ?
Questo è il problema.

Mimosa ha detto...

Stasera a QG ho colto alcuni “nuovi” particolari, che non portano niente di speciale ma aggiustano alcune cose.

1.La Rosa Cesarino è stata adocchiata da SP nel corso successivo a Ludo, da marzo 2009 e ha avuto solo una notte con lui, quindi la “breve relazione” era intesa in questo senso, poi SP le mandò un messaggio spinto su FB che il suo moroso ha visto e quindi la fece finita, si tolse da FB e cambiò numero di telefonino. ((Dimostra che SP sapeva tessere storie parallele))
2.La notte in cui nacque Vittoria e SP non si trovava, ma non era con Ludo, la quale si stava a Roma. ((SP dormiva della grossa o era con un’altra qualsiasi allieva?))
3.Ludo, nella testimonianza resa ai CC, disse che S&M in marzo “erano andati giù” ((questo lo sappiamo, rientrano a Folignano il 25-26 marzo)) e “poi, dopo, i genitori di lei, o perlomeno il padre, era salito” per parlare con Salvatore (e sembra che gli parlò di brutto). ((Coincide con il riferimento al suocero nella telefonata di cui qualcuno di voi parlò. Dalla prima testimonianza della madre di M. sappiamo che il 31 marzo 2011 i genitori di lei salgono a Folignano per restarvi fino a domenica 3 aprile ripartendo alle ore 9 circa. Ma se fosse salito solo il padre, per parlare di brutto con lui, da uomo a uomo (e possiamo immaginare con quali argomentazioni…), e poi assieme alla moglie fosse risalito la settimana dopo? Si salverebbe la rettifica della testimonianza della madre che inizialmente aveva confuso le date, stante anche la ricevuta della multa. E sarebbe corretto anche il “circa dieci/quindici giorni prima” dichiarati da SP al momento della denuncia di scomparsa. Non si giustifica invece la correzione di data di SV, sulla quale bisognerebbe aprire un bel discorso, come auspicano PINO ed ENRICO))
4.Per ultimo: sette sono stati i/le trans contattati da SP nel tempo, due di Teramo, uno di Ascoli, e il resto di altre città del sud. Tutti sono stati identificati e contattati, tutti tranne quello di Ascoli che non non sono riusciti a sapere chi è. ((???))

Mimosa

Tiziana ha detto...

Mimosa
credo bene che Parolisi trascorresse il suo tempo al computer tra chat con trans e messaggi a Ludovica. Aveva continuamente i suoceri in casa, nonostante centinaia di km teoricamente li separassero, sai che p...noia. Si sarà cercato un diversivo!

Tiziana ha detto...

Enrico
dunque tu ci stai dicendo che Parolisi, il quale non aveva premeditato l'assassinio (a detta della procura non ci fu premeditazione), aveva casualmente nella tasca dei pantaloncini un coltello da cucina: ma si sa, tutti infilano un coltello nella tasca dei pantaloni, è trendy!

Mimosa ha detto...

@ Tiziana
il mese di marzo per S. doveva essere stato un mese di torture psicologiche ... fu in quel periodo che Michele seppe della relazione, e indubbiamente tutta la famiglia compreso lo zio/cugino .... ti immagini che tartassamenti ...

Ma che poi in aprile, per far finire tutti tormenti, SP abbia deciso di togliere di mezzo la moglie, è un pensiero di gente col paraocchi … da quel momento invece sarebbe cominciato il vero Calvario e lui era davvero tanto stupido e mentalmente limitato che non se lo sarebbe aspettato? Chi lo pensa capace di questo dipinge un uomo del nostro esercito come un deficiente …

Ciao
Mimosa

Tiziana ha detto...

Mimosa
che poi Parolisi, con tutto questo andirivieni di parenti, è riuscito, incredibilmente, ad avere anche un rapporto sessuale REALE con la propria moglie (oltre a quelli virtuali con trans e amanti varie), almeno che la famosa semenogelina non fosse di qualcun altro...

Antonello ha detto...

@Mimosa
Come volevasi sospettare, un altra grande coincidenza su quello che rappresenta il secondo gruppo stagiante, ripetiamo un pò due cosette per cercar di capire se ha senso un'ipotesi strampalata a cui però io comincio a credere:
1) Contatto dall'email di P. diretto ad utente di chat il 19/04/2011 (non conosco l'ora), M è ancora ufficialmente sparita.
2) Contatto dall'email di P. diretto ad utente di chat il 20/04/2011 alle ore 0704 circa, è in quei momenti che casualmente si riaccende il cellulare di M., o subito prima o subito dopo insomma.
3) Il gruppo di utenti sarebbe composto da teramani ed un ascolano non ancora identificato (???).
4) P. alle 11 circa si dirige verso la propria caserma per poi accompagnare un collega a casa sua dove starà sino al ritrovamento.
5) M. viene ritrovata in seguito ad una telefonata anonima proveniente da Teramo alle 15,30 circa.
Mah, ad occhio e croce due dubbi a me vengono ritornando al secondo gruppo che avrebbe pilotato e predisposto il rinvenimento e staging del corpo.
Il mio è un esercizio insano o qualcun altro intravvede una qualche ipotesi???

Mimosa ha detto...

Squadra, e Antonello
e se la trans di Ascoli che nessuno è riuscito ad identificare c’entrasse davvero nella vignetta? Rileggendo con altri occhi l’intercettazione tra S. e la sorella, che l’altro giorno LucaP ha postato, quando lei usa la parola “clienti” mi era venuto in mente che potrebbe essere un riferimento a questo tipo di relazioni.
E se anche qualcuno della cerchia degli amici ne fosse stato coinvolto e M. l’avesse scoperto e rigida com’era aveva fatto sapere di rendere pubblica la storia o quantomeno di raccontarlo a qualche alta sfera? Tale rivelazione avrebbe scombinato qualche equilibrio familiare, no?
Come mai non si riesce a identificarla?
Probabilmente S. finora non ne ha parlato non solo per paura di ritorsioni peggiori sulla sua bambina ma anche per un forte patto che può aver stretto con qualcuno degli interessati.
Forse sono solo mie farneticazioni notturne.
PS: comunque non è corretto equiparare le trans ai gay.

Tiziana ha detto...

Antonello
io intravedo che, se effettivamente alle 7 di mattina del 20/4 Parolisi stava chattando con dei trans, questo lo scagiona ulteriormente: non poteva essere contemporaneamente a Ripe a riaccendere il cellulare della moglie, il quale per altro è stato cancellato in maniera professionale e non maldestra, come il disco rigido del computer di Parolisi.

Mimosa ha detto...

@ Antonello
gli inquirenti hanno appurato che Salvatore non ha mai avuto contatto di persona con i trans identificati, ha solo chattato.
Ma quello non identificato???

Ciao
Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Tiziana
hai perfettamente ragione, ma lo sai che Parolisi in quei giorni aveva il dono dell'ubiquità e della invisibilità?

Antonello ha detto...

@Tiziana
Non ho del tutto spiegato cosa mi sovviene ma Mimosa mi sembra abbia colto qualche comune dubbio.
Il problema non è se P. è andato o no a Ripe, benchè non ci possa materialmente andato come tempi.
Il mio dubbio non è assolutamente quello, certo mi fa pensare che proprio in quel momento lui sia in un posto pacificamente pubblico rendendo, per caso o per onore, quindi testimoniabilissima la sua impossibilità ad esserci andato.
Io sto parlando di altri due almeno possibili gruppi, e qui devo in parte illuminare il sospetto e l'ipotesi che il rinvenimento di M. sia stato pilotato, come più volte abbiamo in molti avuto modo di accorgerci.
P. in quel momento in cui si riaccende il cellulare di M. certamente è a Folignano ma intanto non siamo sicuri che sia stato lui a chattare, lo dicono coloro che erano con lui ed io, mi spiace, ma non ripongo più fiducia in nessuno.
Sta di fatto che in quel momento o subito dopo si riaccende il cellulare di M., che non sia stato un puro caso (e guardate che ci starebbe pure questo in un fortunatissimo sfortunato) o le variazioni elettromagnetiche ed il vento dell'Est???

Tiziana ha detto...

Mimosa
su un sito si parla di trans di Rimini e Ravenna, con una di queste, che chattava con Parolisi, c'è anche un'intervista

http://www.romagnanoi.it/news/Prima-Pagina/727994/Salvatore-Parolisi-L-ho-incontrato-in-Chat.html

Siamo sicuri che i trans fossero dunque effettivamente di Teramo e Ascoli, o serviva a QG per rendere più intrigante la vicenda?

Antonello ha detto...

@Mimosa
Questo non lo può assicurare nessuno però, e se parliamo di "clienti" già citati nelle intercettazioni mica è necessario essersi mai visti od averlo sbandierato, mi sembra che in questa storia ci sia ancora il mistero di una roulotte, di giri strani e di connessioni particolari.
Può essere tutto, ma quando un gruppo è in sodalizio tutto diventa possibile anche semplicemente via chat.
Non so, a me viene quasi naturale ipotizzare ma non voglio ne convincere e ne considerarmi il cavaliere nel vento, per questo chiedevo se anche a qualcun altro quei fatti, ore e date fanno pensare...
Sarebbe interessante capire perchè non hanno potuto identificare l'utente di Ascoli.

Tiziana ha detto...

Antonello
statisticamente, visto il numero elevato di ore che Parolisi trascorreva a chattare al computer, non credo sia rilevante che l'accensione del cellulare sia avvenuta proprio durante una di queste chat: era altamente probabile.

Mimosa
hai ragione, scusami, non mi ricordavo di quei preziosi super poteri a disposizione di Parolisi :-)

Mimosa ha detto...

@ Tiziana
a QG hanno nominato le città dei trans, oltre a quelle che ho citato c'erano Bari e Cagliari e altre due che non ho fatto in tempo a scrivere.
Ma si può risentire la trasmissione, per chi lo voglia. Io no. ;-)

Antonello ha detto...

@Tiziana
Ma in chat durante quei giorni ci sarebbe entrato solo il 19 ed il 20, altrimenti sapremmo ben altro, si lui utilizzava spesso il pc in rete ma qui si parla di comunicare e non di visualizzare pagine di siti.
Oh certo tutto puà essere un caso, anche Teramo è pieno di utenti che non sempre telefonano anonimamente, alle volte qualcuno non ha mai nemmeno visto la "stazione", infatti io non ho parlato di certezze ma ritengo doveroso sondare i dubbi e le ipotesi, un investigatore secondo me ne ha il dovere, non può farsi fermare dal timore di innamorarsi di fantasie, deve farlo, e qui sopratutto non vedo molte alternative, analiticamente le abbiamo provate tutte forse, tecnicamente anche, non vedo alternative che seguire i fili di una logica "che non c'è".

Tiziana ha detto...

Antonello,
non so se gli inquirenti abbiano trovato solo i nomi dei contatti di Parolisi, o anche i testi delle chat. Penso che anche quelli siano stati recuperati. E se su quelle chat avessero trovato qualche messaggio compromettente, stai pur certo che già lo sapremmo.

Antonello ha detto...

@Tiziana
concordo però dobbiamo anche considerare che la diffusione a rate di certi dati può anche essere funzionale ad indagini ancora in corso, non su P. che sappiamo terminate, ma su questo secondo gruppo od attività connesse.
Nel qual caso comunque certamente sapremo se non abbiamo potuto sapere, muovere le acque serve anche a gestire il nervosismo in attesa di passi falsi...
Non so se sono ipotesi verosimili, vedremo...sicuramente se anche c'è l'interesse di vedere...certo che se non ci sono i testi ma rimangono i contatti a questo punto diventerebbe tutto molto casuale...
Io intanto vado a nanna...ciao

Tiziana ha detto...

Antonello
buona notte, anch'io vado a dormire.

Mimosa
buona notte anche a te.
Ciao, Tiziana

Pamba ha detto...

Buongiorno a tutta la Squadra,

guardate come vola questo dna, dalla cute alla saliva, nel tempo e nello spazio, da un processo all’altro…

Non è la canzone della Cuccarini ;-)...sono le parole di Adriano TAGLIABRACCI “l’anatomopatologo dei grandi gialli degli ultimi anni, dal delitto di Perugia al caso Goffo a Melania Rea”, articolo intervista “La realtà più del copione” su Il Corriere Adriatico di giovedì 23 febbraio 2012
………

D – Melania Rea..

R – Siamo alla conclusione: il12 marzo il gip dovrà decidere se accogliere la richiesta dei difensori di Parolisi di un rito abbreviato, con la condizione di ripetere una perizia per stabilire l’epoca del decesso, oppure di passare al rito normale. Caso interessante anche questo.

D – Perché?

R – La posizione dell’indagato si valuta su elementi di delicatissima definizione. Si tratta di stabilire l’epoca della morte per vedere se è congrua con quanto sostiene l’indagato.

D – Il dna non ha le ali ma vola. Teoria chiave la sua, nel delitto di Perugina

R – E’ una frase in cui si condensa tutto ciò che può offrirci anche di pericoloso il dna. Viene estratto da materiale di diversa natura, tra cui cellule di sfaldamento della cute che possono essere trasferite nell’ambiente molto facilmente, migrare da un posto all’altro per un’azione passiva, proprio perché non hanno ali. E’ una tecnica estremamente sofisticata e altrettanto pericolosa, perché può documentare la presenza di un soggetto passato in un ambiente in tempi lontani dall’evento in cui si compie l’indagine. Era il caso di Sollecito.

D – Consulente medico legale della difesa di Raffaele. Com’è stato?

R – C’è stato un interesse pazzesco, esagerato sicuramente, anche alimentato da trasmissioni in cui vengono dette cose non corrette perché non note. Pur invitato, ho sempre evitato di finire in questi programmi, in cui l’interesse non è tanto per la verità ma per gli aspetti che catturano di più l’immaginazione.

D – Il bacio della morte…

R – Abbiamo trovato del dna del marito sulle labbra di Melania Rea.

D – Di poco prima?

R – Non ci sono studi sperimentali validi che possano documentare il periodo di sopravvivenza di questo materiale sulle labbra, ma conoscendo la fisiologia della salivazione, che ha funzione di lavaggio, dopo pochi minuti o decine di minuti le cellule lasciate da un bacio vengono eliminate e non si trovano più. Che derivi da un bacio o da una mano sulla bocca, possiamo dire che questo dna è stato lasciato nell’immediatezza della morte.

anna ha detto...

qualcuno di voi ha detto che il ritrovamento del corpo è stato pilotato, certo su questo non ci sono dubbi semplicemente perchè quel corpo prima della fine della seconda esercitazione militare avvenuta il 19 aprile, normalmente finisce verso le 17-18 ,quel corpo non c'era sarebbe stato visto,quindi è stato nascosto e portato a ripe dove è avvenuto il depistaggio,

su tutte le varie relazioni del tagliabracci e sulle ordinanze di custodia cautelare da parte dei magistrati manca una cosa dal punto di vista scientifico:

la certezza dell'analisi fatta sulla pozza di sangue trovata sotto il corpo di melania non c'è,non c'è nessuna analisi che accerti che quel sangue appartiene a melania,mentre le tracce di sangue sul chiosco sono state analizzate e sono di melania.

come mai il tagliabracci o i magistrati non evidenziano la compatibilità di quel sangue con quello di melania?

siamo sicuri che quello fosse il sangue di melania?

anna ha detto...

per Pamba

ciò che tu affermi nell'ultimo punto non è vero, è stato smentito dallo stesso Giardina della Tor Vergata in televisione quando l'Avvocato Gionni fece la tua stessa affermazione,
presumo quindi che porterà le prove scientifiche che questa affermazione è errata.

dall'altra parte scusami nonostante la mattina del 18 melania si sia sicuramente lavata e fatta la doccia ,in quanto aveva una visita medica,è stato trovato dna sotto l'unghia a detta degli inquirenti precedente alla scomparsa, quindi il lavaggio non fa scomparire del tutto il dna.....a quanto pare....

le tesi degli inquirenti non possono valere solo quando gli fa comodo

Pamba ha detto...

@ Anna

Appunto, Anna, d'accordo con te!

Io non "affermo nulla nell'ultimo punto", perchè non sono mie parole, ma quelle di Tagliabracci!!

Ciao, Pamba

p.s.
D è la domanda dell'intervistatrice
R è la risposta dell'intervistato (Tagliabracci stesso)
Fonte: articolo intervista “La realtà più del copione” su Il Corriere Adriatico di giovedì 23 febbraio 2012

PINO ha detto...

PAMBA ciao,
Hai avuto una buona idea a trasferire sul blog l'interista a Tagliabracci, per chi, come me, non ne era a conoscenza. Grazie, perchè la dichiarazione dell'anatomopatologo ci rivela l'incongruenza dei suoi vari referti, circa l'ora del decesso di MR.
Non c'è rapporto, infatti, fra la durata minima del dna, sulle labbra o nella bocca di M causa "lavaggio salivare", ed il tempo assegnato per l'assimilazione delle ultime sostanze ingerite, fino al decesso, prelevate dalle cavità gastriche. A quando sopra andrebbe aggiunto la sua prima dichiarazione, con la quale fissava l'ora della morte di M, ad almeno 12 ore dopo la sua sparizione.
Ad ogni modo, Tagliabracci in sede giudiziaria, si troverà di fronte i periti della difesa, con i quali confrontare i suoi risultati aupoptici.
Annika potrà certamente confermare, correggere o contestare quanto ho rilevato, grazie ad un elementare ragionamento.
PINO

Antonello ha detto...

@Annika
personalmente non riesco ad avere ben chiari i concetti inerenti il rinvenimento, la repertazione e l'identificazione del famigerato DNA, noto che non e' un dubbio solo mio, per questo ti chiedo umilmente scusa per l'ignoranza ma ritengo che sarebbe interessante e chiarificatore se tu potessi illuminare tali argomenti, sempre per cortesia, in particolare:
1) Quando un DNA puo' dirsi integro (se il dna di P. e' stato rilevato nella bocca di M. come ha potuto mantenersi integro nonostante la salivazione???) e quando invece puo' dirsi misto (in sostanza perche' in bocca di M. ed in presenza di salivazione rimane integro e negli slip di M. nonostante l'assenza perpetua di liquidi possa definirsi misto).
2) Secondo te e' accreditabile l'affermazione di Tagliabracci che inserisce il deposito di DNA di P. in bocca di M. (arcata gengivale superiore di M.) nelle ore strettamente precedenti la morte???
3) Sembra che, dall'intervista sopra riportata da Pamba, Tagliabracci affermi che dalle famose cellule "raft" si riesca ad estrarre DNA integro, cosa ne pensi???
4) Sono misti e quando i DNA trasferiti per contatto indiretto??? (Te la scrivo pari pari come mi viene:qualcuno baciando prima P. e dopo baciando M. avrebbe potuto permettere il trasferimento ed il rinvenimento di DNA di P. sull'arcata superiore gengivale di M. a distanza di tempo??? Oppure, se M. si fosse ipoteticamente lavata i denti con uno spazzolino di P. avrebbe depositato DNA integro dello stesso P. sulle sue gengive???)
Ti ringrazio anticipatamente per la pazienza e la competenza sempre dimostrata, non c'e' bisogno di dire che la cultura che riesce ad interagire, facendosi comprendere, con chi ignora e' Cultura con C maiuscola.

Antonello ha detto...

Sembra che P. non avesse alcuna postazione internet in caserma, tutti sentiti, circa una ventina qua si cita, gli utenti diversamente inclinati sessualmente, due sarebbero di Teramo, non riesco a trovarne traccia ma Mimosa ha conferma di uno di Ascoli ancora non identificato, in questo articolo invece si cita un soggetto definito "interessante" di Milano, spero interessante per le indagini.
Ad onor di archivio non vedo altre connessioni anche casuali con Milano, l'unica veramente aleatoria e' inerente ad una pseudo inquadratura del cointestatario della scheda di Pac., ma sicuramente non si puo' nemmeno parlare di connessione.

Antonello ha detto...

http://ancona.ogginotizie.it/118951-carmela-rea-parolisi-la-procura-ha-ascoltato-una-ventina-di-trans/

Questo uno dei link.

Tiziana ha detto...

Sembrerebbe, in base a quanto riportato su "Abruzzo web", che il militare accusato d'aver stuprato la ragazza fuori dalla discoteca all'Aquila, sia stato messo nella stessa cella di Parolisi. Che ne pensate?

tabula ha detto...

vorrei fare una distinzione.
I gay sono uomini ai quali piacciono gli uomini, o donne alle quali piacciono altre donne,
ma che vivono bene la propria condizione di genere e che mai e poi mai si sognerebbero di cambiare sesso.
I travestiti sono persone che amano "interpretare" il sesso opposto. Tra di loro possono esserci gay oppure no, ma anche persone che vorrebbero fortemente appartenere al sesso opposto al proprio, ma anche eterosessuali che semplicemente esprimono la loro componente femminile in un gesto catartico interpretativo di genere.
E' importante operare questa distinzione perchè l'uomo che si diverte ad interpretare una donna anche solo a Carnevale e si diverte ed entra nel personaggio, è in quel momento un "travestito", senza che questo debba necessariamente implicare tendenze od orientamento omosessuale.
I transessuali meritano una considerazione a parte.
Il termine esatto sarebeb trans gender, ovvero persona che attraversa i generi (sessuali).
Si distinguono in operati e non, poichè non tutti desiderano liberarsi della dotazione di nascita, uno per tutti quella transessuale che da donna diventò uomo conservando utero ed ovaie, potendo così successivamente partorire nonostante fosse diventata a QUASI tutti gli effetti "maschio".

Dunque in questo caso di cosa stiamo parlando?

Anonimo ha detto...

TABULA...Tanto pe cantà..

ENRICO ha detto...

.

In tutta questa faccenda ormai non basta più dimostrare che Salv sia a schifezza, da schifezza da schifezza e' ll' uommene.

L'abbiamo capito tutti fin dall'inizio. Confermiamo e sottoscriviamo , ma adesso basta.

Qui, gli inquirenti e i loro portavoce televisivi devono dimostrare che sia UN ASSASSINO

E soprattutto devono dimostrare come abbia fatto un deficiente del genere a commettere un DELITTO PERFETTO nell'arco di pochi minuti e per di più con una bambina al seguito

PINO ha detto...

ENRICO

Sarà difficile dimostrarlo!
Ma al mondo tutto è possibile...disponendo dei fili da tirare, per muovere le marionette.
PINO

Tiziana ha detto...

PINO ed ENRICO

non lo dimostreranno!
Ma lo condanneranno comunque.

Tiziana ha detto...

Ritengo che continuino a parlare di transessuali, borse ed occhiali perché non ci sono prove a disposizione, altrimenti di quelle parlerebbero.
Cosa mai può interessare il fatto che chattasse con i trans.
E' inutile che tanti italiani, giornalisti in primis, facciano finta di scandalizzarsi, sarei proprio curiosa di visionare i loro "hard" disk.
Il mercato del porno, in Italia, non credo sia vissuto fino ad oggi solo grazie a Parolisi. E non credo proprio che il fatto che qualcuno in caserma potesse scoprire le sue "chiacchiere" l'avrebbe danneggiato. Perché secondo voi esiste il modo di dire "linguaggio da caserma", "modi da caserma"? Perché il più delle volte i militari non sono propriamente delle "suore" e ritengo che molti colleghi di Parolisi frequentino gli stessi siti che ha frequentato lui.
E non credo proprio che guardare tali siti sia sinonimo di avere certe abitudini sessuali. La morbosità per il "diverso" ce l'hanno in molti, per esempio coloro che adesso si sono così tanto affezionati ai racconti su Parolisi e i trans.
Perché mai CLV ne parla? Perché fa audience. E perché tale argomento fa audience?
Meditate gente, meditate...

Mimosa ha detto...

Sottoscrivo Tiziana.

Mimosa

Annika ha detto...

PINO & ANTONELLO
Premetto che quando ho letto sulla memoria difensiva di Parolisi che Tagliabracci aveva scritto sulla perizia di non poter affermare con certezza se il DNA di Salvatore sulle labbra di Melania fosse salivare o da contatto, avevo pensato ad un errore. Ora, rileggendo la stessa cosa nell'intervista postata da PAMBA (grazie cara, molto interessante!) rimango semplicemente basita. Non volendo neanche entrare in argomento DNA sulle mutandine dato che su questa storia ho dei dubbi grandi come un macigno che non intendo esprimere in questa sede, diro' piu' semplicemente: il problema basilare con la saliva, prima ancora di qualunque altro argomento, e' stabilire per certo che si tratti di DNA salivare e non da contatto. E questo Tagliabracci non lo fa. E io resto di stucco e' un barbatrucco. Non solo, al pari di sangue e sperma, la saliva si illumina con ALS o UV lamp, ma contiene anche un enzima rivelatore chiamato amilase, o meglio alfa-amilase, la cui presenza accerta se si tratti di saliva o meno. L'amilase aiuta a digerire amidi e zuccheri complessi e grazie a queste proprieta' lo si puo' analizzare con uno starch-iodine test. Inoltre, da non molti anni, con RSID-saliva test, Phabedas paper (Phabedas tube test meglio del Phabedas press test). Ora, Tagliabracci vuole che la saliva (se di saliva si tratta) di Parolisi sia stata depositata un attimo prima del decesso. Ma Sweet and Shutler (1999) parlano chiaramente di DNA salivare recuperato da un bite mark su un cadavere sommerso in acqua fluviale per 5 ore e mezza, mentre Smith et al (1997) parlano di persistenza salivare su pelle per almeno 60 ore e Kenna et all (2011) addirittura per 96 ore. Ma e' Sweet and Shutler che si rivela il piu' interessante nel caso di Melania, in quanto Tagliabracci parla di saliva rimossa con l'atto del masticare, del bere, del passarsi la lingua sulle labbra, ecc. Sara', ma 5 ore e mezza di persistenza salivare su un corpo sommerso in acqua direi che provino tutt'altro!!!

...continua

Annika ha detto...

...continua

Raft: si rilevano con un reagente chiamato ninhydrin (che rivela in blu-viola la presenza di aminoacidi), ma generalmente con un semplice contatto pelle a pelle se ne trasferiscono troppo poche per poterne ricavare un DNA profile. Comunque sia, il numero di raft trasferite su un oggetto o su un individuo dipende dalla quantita' di tempo in cui la pelle del trasferente e' in contatto con l'oggetto o l'individuo, dalla pressione esercitata e dalla presenza di fluidi (es. sudore) per facilitare/mediare il trasferimento. Infine le cellule epiteliali, o raft, si possono trasferire per primary, secondary o addirittura tertiary transfer, ma perche' il DNA trasferito resti integro e non risulti misto, in caso di secondary e tertiary transfer il trasporto non dovrebbe essere tramite pelle di qualcun altro, ma tramite un oggetto. In alternativa e aggiunta alla persistenza di DNA di cui sopra, andrebbe notato che Melania potrebbe aver trasferito lei stessa il DNA di Salvatore da labbra a gengive, o viceversa, o in alternativa quel DNA potrebbe far parte della fase di depistaggio (trasferito da un oggetto appartenente a Parolisi di cui si era certi di una discreta presenza di DNA salivare - spazzolino? Bravo Antonello).

TIZIANA
penso che sia uno schifo totale. Da una parte uno stupratore drogato, dall'altra un uomo a cui hanno ammazzato la moglie, come credo sempre piu' fermamente, dopo averla drogata (GHB) e probabilmente abusata sessualmente. Questa almeno, date le prove provate del caso (Sg presente, DNA da sperma assente, trucco intatto, calze intatte, nessuna lesione a livello vaginale/anale, mancanza di segni di lotta, mutandine e pantaloni calati) la MIA opinione.

Annika ha detto...

PS No, non penso al lupo di Cappuccetto Rosso che si nasconde nei boschi in attesa di belle fanciulle, ma a tutt'altro (Luca, Pino, Enrico... penso alle vostre tesi). Ma penso che uno stupro "consenziente" o "per salvarsi la vita" ci sia stato. Unica alternativa: Melania e' stata uccisa dal suo amante. Dalla Sg non se ne esce comunque, anche perche' c'e' molto di piu'...!

ENRICO ha detto...

.
- Se M. avesse avuto un amante non si capisce per quale motivo costui l’abbia aggredita accoltellandola a morte e poi infierito sul corpo : per inscenare un depistaggio o perché in preda ad un raptus passionale ossessivo ?
Inoltre supponendo il crimine PASSIONALE ad opera di un pazzo del genere, come si spiegherebbero un’infinità di altri aspetti ( ripulitura cellulare…occultamento cadavere…) se non con il concorso di più soggetti interessati anch'essi a nascondere tracce del misfatto ?

- Se si suppone invece che il tutto sia da collegare al fatto che M avesse scoperto le frequentazioni “virtuali” con i trans da parte del marito e di alcuni commilitoni, come si spiegherebbe il SILENZIO TOMBALE di Salv. ?

Ritengo improbabile che costui continui caparbiamente a tacere e si accolli 30 anni di galera più l’accusa di uxoricidio più la certezza di non rivedere la figlia per tutta la vita , unicamente allo scopo di proteggere i nomi di quattro viziosi maialoni da caserma

Mi convinco sempre di più che il fattaccio abbia a che fare con “qualcosa” o con “qualcuno” a cui SI DEVE IMPEDIRE di RISALIRE. Costi quel che costi

Tiziana ha detto...

Ho ritrovato un mio commento del 18 ottobre, che all'epoca nessuno aveva commentato.
Oggi è forse di maggior attualità e ve lo ripropongo. Ovviamente se scrivessi oggi il commento, lo formulerei in maniera diversa, vi virgoletto comunque l'originale:
"Ci sono sempre più insinuazioni, in questi giorni, di rapporti di Parolisi con trans.
Ce ne sono a Folignano e dintorni? Gli inquirenti li hanno eventualmente interrogati.
Potrebbe essere la cosa brutta scoperta da Melania; Parolisi con la sorella dice che in caserma c'erano altri clienti, che lui non era il solo (anche se non so se si tratta di una cosa di cui uno parli con la sorella).
Se lo staging effettuato sul cadavere fosse, già altre volte l'abbiamo detto, un messaggio per Parolisi?
Ci starebbero anche le frasi: Melania non doveva rimetterci, mi faccio 30 anni di galera ma gli devo strappare il cuore dal petto.
Ciò quadrerebbe con l'ipotesi di un parolisi innocente, al quale hanno ucciso la moglie per qualcosa da lui commesso nei confronti di qualche trans.
Parolisi dunque non saprebbe con certezza chi è stato ma avrebbe dei sospetti. Chiaramente non parlerebbe per vergogna e perché dovrebbe confessare ciò che ha fatto nei confronti, appunto, di un qualche trans.
Da qui anche l'ipotesi ventilata da Parolisi dell'esca dei suoi tradimenti (non meglio specificati).
Rimane da chiedersi perché Melania potrebbe aver accettato di andare con uno sconosciuto a Ripe. Forse perché lei aveva già scoperto qualcosa tramite il computer del marito e qualcuno le ha promesso di fornirle ulteriori informazioni?
Dunque un appuntamento veloce, in un momento in cui non ha la bambina e, ovviamente, senza marito.
Inoltre forse non voleva aspettare un'altra occasione, perché voleva risolvere la vicenda prima di partire per Somma Vesuviana".
Tiziana

Tiziana ha detto...

ENRICO,
come te non credo all'ipotesi che Melania avesse un amante, prendiamola comunque in considerazione. Tu chiedi:
"Se M. avesse avuto un amante non si capisce per quale motivo costui l’abbia aggredita accoltellandola a morte e poi infierito sul corpo".
La risposta potrebbe essere che Melania voleva lasciarlo. Così l'ipotesi passionale è ben più plausibile, rispetto a quella di un marito che uccida la moglie per stare con l'amante (mi sembrerebbe eventualmente più probabile che un marito uccida un'amante invadente- v. caso Goffo). Perché poi cancellare il cellulare? Ovviamente per non lasciare tracce di sé.

Poi aggiungi:
"Mi convinco sempre di più che il fattaccio abbia a che fare con “qualcosa” o con “qualcuno” a cui SI DEVE IMPEDIRE di RISALIRE".
Posso essere d'accordo, ma ricordiamoci che coloro che più premono per la condanna di Salvatore sono proprio i Rea, per il tramite del loro avvocato. Sarebbero dunque loro a voler impedire che si risalga a quel "qualcosa" o "qualcuno"?

Annika ha detto...

ENRICO

Nella mia ipotesi io parto da un solo presupposto: ogni dato scientifico provabile e provato deve rientrare in toto nella tesi, o questa, per quanto allettante, non e' valida.

La semenogelina, sulla quale sono stata proprio io ad informarvi della discrepanza, dei come e dei perche', e di cui tu hai voluto informare la redazione di CLV, e' un dato certo. E come dato certo DEVE NECESSARIAMENTE rientrare nel caso. Ipotesi, telefonino, Ripe, trans, sms di Sonia, caffeina, tagli e controtagli a parte, la semenogelina deve coesistere con l'omicidio perche' rientra nei tempi in cui questo e' avvenuto. Non se ne esce. Allora, perche' cio' avvenga, le ipotesi sono solo ed esclusivamente due:

1. Melania ha avuto un rapporto sessuale CONSENZIENTE (e dati i tempi e l'assenza di PSA sulle mutandine non con Salvatore). E allora, per essere consenziente e sessuale deve neccessariamente essere con un amante, per quanto occasionale.

2. Melania ha avuto un rapporto sessuale NON CONSENZIENTE (data l'assenza di segni di lotta e di lacerazioni cutanee interne e/o esterne a livello intimo). E allora, per essere sessuale e non consenziente, si tratta di stupro. Inoltre, l'assenza di segni di lotta e/o di violenza presuppone che Melania fosse stata drogata con la piu' diffusa droga "da stupro" al momento in circolo (o simile). A meno che avesse un coltello puntato alla gola, ma nel qual caso di lacerazioni, anche se in stato remissivo, ve ne sarebbero state... Non entro in particolari.

In qualunque dei due casi, non ho mai nominato un trans in nessuno dei miei post. Inoltre, ne' uno stupratore ne' un amante precludono che si tratti di una o piu' persone innominabili.

Tiziana ha detto...

Annika
la mia sensazione è che stiano usando Parolisi come cavia da esperimenti.
Gli hanno messo in cella uno che ha ridotto la ragazza fuori dalla discoteca dell'Aquila in condizioni simili a quelle per cui Melania è morta.
Vogliono vedere come Salvatore reagirà? Se Salvatore è innocente, come può relazionarsi con un criminale simile a quello che gli ha ucciso la moglie?

ENRICO ha detto...

ANNIKA

io condivido questa tua supposizione "Ma penso che uno stupro "consenziente" o "per salvarsi la vita" ci sia stato"

L'ipotesi di un amante che uccide perchè non accetta di essere "lasciato" ( quindi spinto da un movente tutto personale e soggettivo) la vedo meno verisimile in quanto abbiamo i "particolari" relativi alla scena ed alla dinamica del crimine fanno presupporre l'intervento di "terze persone" Dunque il movente dovrebbe essere comune a più soggetti

Intendiamoci : questi sono dubbi che mi vengono in mente di volta in volta , che vi riferisco per conoscere le vostre obiezioni e insieme aggiustare il tiro.

( ANNIKA io non ho mai detto che tu abbia parlato di trans. Forse ti confondi con qualche altro post. Lo dico solo per rassicurati)

tabula ha detto...

@Annika
dimentichi che Melania fu acoltellata in due tempi successivi, anzi, se aggiungiamo la botta in testa i tempi di aggressione potrebbero essere tre.
Una donna colpita violentemente alla testa acconsentirebbe forse ad avere un rapporto similconsenziente, ma se fosse stata accoltellata una decina di volte sarebbe ancora più remissiva.

I distinguo che ho voluto fare relativamente a omosessuali e trans, sono secondo me fondamentali per capire di che cosa si stia parlando.
Se infatti Parolisi soddisfava certe sue pruriginose curiosità chattando con trans non operati, come molti uomini italiani fanno spingendosi ben oltre la chat, altrimenti non si capirebbe come mai sia così fiorente il mercato dei transessuali in tangenziale, è un discorso.
Se chattava con trans operati, il discorso è un altro, poichè i trans operati facendone richiesta possono diventare di fronte alla legge in tutto e per tutto donne, forse in aula processuale no?

Il fatto che per me personalmente le donne siano tutt'altra cosa è un altro paio di maniche, ma quello che non condivido e mi infastidisce è quanto siano politicamente scorrette certe insinuazioni giornalistiche di basso livello.
Chattava con i trans: lei se lo sarebbe mai aspettato? Chiedono ai familiari della donna uccisa.
Voglio dire, sono per caso dettagli da raccontarsi a cena davanti ai propri suoceri o al cognato, tra l'altro vista la rigidità?
E vorrei anche capire perchè mai l'aver "chattato" con dei trans possa condurre ad un omicidio, in sè e per sè la cosa non costituisce neanche reato, casomai scandalo, ma uno scandaletto di quelli della piccola provincia che ride alle spalle di chi si professa macho e nasconde un lato gay.
Perchè di questo si tratta: dell'immagine dell'uomo virile contrapposta all'effemminatezza spesso caricaturiale dell'uomo che vorrebbe esser nato donna.
Il "vorrei ma non posso" piccolo borghese.
Il "lo faccio e non lo dico" degli ipocriti.
Se è colpevole di qualcosa, Parolisi lo è di non essere stato chiaro e sincero, tanto meno con se stesso.
Il suo problema è lo stesso problema dei Rea, quello di volersi nascondere dietro una facciata "perbene", e più la maschera è coriacea ed imposta dall'alto, più il peccato che si nasconde dietro ingigantisce.
Il caso Rea ha scoperchiato tutta una serie di scatole cinesi di falsità, tutta una serie di strati di apparenza: la famiglia felice, l'uomo innamorato, l'amante sì ma non troppo amata, la famiglia di lei che copriva tutte le falle, fino a quando, una volta ottenuta la bambina, si è decisa a mostrare i propri veri sentimenti.
Per non parlare del Paciolla, prima amico fraterno, poi mica tanto, in realtà fedifrago, poi perdonato e accolto tra le amorevoli braccia del Clan Rea.. e mi domando perchè.
E di Sonia, ne vogliamo parlare, di tutte quelle moine ed infingimenti, delle fatine alate sul suo profilo, della delicatezza con la quale stirava le mutandine dell'amica mentre senza dar nell'occhio controllava che il maritino non le passasse un'altra mano sulla coscia?

Forse l'unica persona a forza completamente denudata fin qui è Salvatore: ed è curioso che chi più fa sberleffi e lancia il sasso, nemmeno si vergogni un pò del proprio altalenante senso del peccato.

Antonello ha detto...

@Annika
depistaggio con spazzolino??? Improbabile, sebbene tu mi hai specificato che sono gli indiretti da soggetto-oggetto-soggettotestato che dovrebbero restituire, stranamente DNA integri all'analisi.
Quindi??? Quindi si potrebbe ipotizzare:
1) Una strana fuga volontaria e temporanea di M. in cui sarebbe stato necessario portarsi dietro piccoli effetti necessari anche alla pulizia personale.
2) M. ha potuto verosimilmente darsi una spazzolata ai denti con lo spazzolino pero' di P. prima di uscire alle 14,15 (ma solo sull'arcata superiore??? O e' stata la prima spazzolata e che ha potuto lasciare la maggior densita' di DNA integro di P. o si e' lavata in velocita' perche' deve aver poi risposto al cellulare alla madre???)
3) Un depistaggio ulteriore di ricomposizione che ha potuto vedere qualcuno (con gli spazzolini a disposizione) truccare, vestire, ricomporre e dare una ripulitura ai denti di M. ma con lo spazzolino di P. perche' al pari dell'ordine degli anelli non poteva conoscere quale dei due era lo spazzolino di M..
Nel caso dello spazzolino non si sarebbero pero' dovute rilevare anche altre materie??? Che ne so, mentolo??? Xilitolo??? Insomma non ci dovrebbe essere traccia di dentifricio in minima parte??? Se non c'e' e' perche' nella velocita' M. non ne avrebbe potuto usare o e' un segnale che altri tipi di elementi, diversi dal DNA, ci mettono molto meno tempo a sparire??? Qualcuno diceva che se M. ha potuto bere una bevanda a base caffeina non si capisce perche' ci sarebbe DNA non eliminato dalla salivazione o pulitura naturale sull'arcata gengivale superiore e non tracce di caffeina che di sicuro si diceva avesse bevuto nel massimo 45 minuti prima di espiare.
Quindi, puo' essersi lavata velocemente con lo spazzolino di P. ma solo dopo aver assunto una sostanza a base di caffeina e l'ipotesi potrebbe essere verosimile, resta il fatto che per due giorni non sappiamo di dove sia stato, consenziente e vivo o meno, il corpo di M., avrebbe potuto bere in qualsiasi momento di questi due giorni.
Certo che pero' gli spazzolini dovevano essere solo a casa, diventerebbe strano portarsi dietro gli spazzolini (nel giubbotto??? E perche' non sono stati ritrovati??? Erano a casa???) e non la borsa per la piccola, sembra quasi una preparazione troppo perfetta del corpo, troppo perfetta per essere stata fatta da persone lontane da M. (trucco, pettinata, vestizione o svestizione e pulitura dei denti???) ma troppo imperfetta per essere fatta da persone costantemente in contatto giornaliero con M. (ordine degli anelli) mentre la sparizione della catenina potrebbe essere contro la continuita' di un rapporto o sentimento concorrente ma anche per punire e levare a P. anche i ricordi di tanto amore che non meriterebbe???
L'allusione mi porta a cio' che ipotizzava Tiziana, il clan, qualcuno che voleva molto bene "all'immagine di M. tanto da farla ritrovare il piu' perfetta possibile dal punto di vista esteriore ma che viveva giornalmente distante. E quel "tranquillo Miche'!!!" della telefonata, bocca mia statte zitta!!!!

ENRICO ha detto...

TIZIANA

bel post ! Come di consueto hai messo per iscritto anche i miei pensieri.
Grazie .

ANNIKA

se M avesse accettato un rapporto sessuale "per salvarsi la vita" lo avrebbe dovuto fare fingendo di essere consenziente per essere credibile.

Tiziana ha detto...

Siamo nell'era della "privacy", ogni volta che si forniscono i propri dati (banca, ospedale, scuola...) bisogna firmare dei moduli per acconsentire al trattamento di tali dati.
Poi quando uno, come Parolisi, è accusato di un reato (prima d'essere riconosciuto colpevole, ed era così ancor prima che fosse rinviato a giudizio), è lecito far conoscere di lui ogni più piccolo dettaglio. E' mai possibile che chiunque voglia (pagando), possa entrare in possesso delle registrazioni disposte dalla Procura? Ed è possibile che tranquillamente possa metterle in circolazione anche se non riguardano direttamente il crimine in questione? Possibile che ciò non costituisca reato? Per quel che se ne sa, un domani, si potrebbe anche scoprire che Parolisi è innocente, sarebbe dunque solo un poveretto a cui hanno ucciso la moglie. E uno, oltre alla morte del coniuge deve sopportare anche queste violenze che i media gli infliggono?
E poi si parla di tutela della privacy...

Annika ha detto...

TIZIANA
Penso che abbiano deciso di distruggerlo. Pare quasi che, dato che la tesi accusatoria fa acqua da tutte le parti, lo si spinga in tutti i modi "leciti" possibili ad una confessione. E allora dai, con la speranza che prima o poi parli, a stracciargli la reputazione fino a farla a brandelli; e dai con le penosissime ma molto seguite trasmissioni a tamburo battente; e dai con le presunte notizie di presunti giornalisti su carta stampata e online; e dai con il togliergli la figlia e anche la possibilita' di scrivere all'amante; e poi ogni sua lettera viene letta, ogni sua mossa controllata da micro e macrospie; i compagni e vicini di cella accuratamente scelti tra il fior fiore dei violenti efferati di zona; e addirittura un mafioso dichiara di volerlo uccidere...

Cavia da laboratorio e da vivisezione!

Annika ha detto...

Ragazzi, voglio essere brutalmente onesta con voi: a me di tutti i retroscena di questa storia non interessa molto. So che:

1. Enrico, che Melania fosse consenziente o non consenziente, drogata (come credo - vitreous fluid? Niente analisi?), tramortita, impaurita o che si sia fidata ciecamente e' assolutamente irrilevante ai fini dell'ora della morte: Melania ha avuto un rapporto sessuale CON UN UOMO dopo le 14.40.

2. Sulla saliva Antonello ho risposto a tutte le tue domande in un post esteso e tu ti fissi su un'unica parola (spazzolino) dopo che ho scritto che cio' che seguiva era semplicemente un'aggiunta o una possibile alternativa? Dai, si capisce bene che propendo per i dati certi di permanenza salivare esposti nei vari articoli scientifici da me citati.

E tanto basta a scagionare Parolisi.

Mimosa ha detto...

Anche il papà del piccolo Tommaso O. si trovò nei guai, fu additato come mostro e fu sospettato di aver ammazzato il suo figlioletto perché nel computer che teneva nel magazzino/garage furono trovati materiali pedo-pornografuci … fu in seguito condannato per questa detenzione. Anche nel pc di Alberto Stasi furono trovate addirittura migliaia di foto e filmati osé.
E, ha ragione Tabula, chissà quanta roba ci sarà nei pc di quanti degli apparentemente “benpensanti” che scrivono articoli o commenti su blog vari o che vanno in tv a fare la morale a SP … E’ una moda? o è una deviazione di un fanciullismo non cresciuto (una volta c’erano i giornaletti che i maschietti compravano di nascosto all’edicola con la complicità dell’edicolante …)?
In quanto alla privacy richiamata da Tiziana, purtroppo quando un soggetto diventa di “dominio pubblico” è permesso tutto, basta aver seguito le varie cronache degli ultimo tempi riguardo a personaggi politici, certo però che di nessuno è stato messo in piazza ogni retroscena tanto quanto di Parolisi … denudato, spellato vivo e rivoltato aggiungerei.
Per cuocerlo alla graticola con sadismo, come con sadismo è stata finita M.
Ma a questo punto che abbia ragione il magistrato Ferraro?

Sul comò di Pino-memoria non si stanno le tre civette della filastrocca, ci sta un grosso e torvo gufo, stanarlo è un grosso pericolo per troppa gente.

A me non dispiacerebbe punzecchiarlo ... e a voi?
Mimosa

Annika ha detto...

TABULA
tu parli giustamente di 2-3 fasi. Ma, se come ipotizzi, Melania fosse stata accoltellata un po' e poi stuprata, non vi sarebbero state colature di sangue verticali, ma macchie sparse e confuse, perche' sparso sarebbe stato quel sangue, indipendentemente dalla posizione del rapporto.

ENRICO ha detto...

ANNIKA

sono straconvinto che M abbia avuto un rapporto sessuale CON UN UOMO dopo le 14.40. !

Forse mi sono espresso male : non era questo il punto. Io sollevavo dubbi che fosse "un suo amante"

Annika ha detto...

ENRICO
neanch'io penso si tratti di un'amante. Mettiamola cosi': l'amante e' un po' come lo spazzolino. Non credo affatto rientri nel caso, ma dato che comunque non se ne puo' categoricamente escludere la possibilita', l'ho nominato tanto per completezza.

Lo stesso dicasi per ANTONELLO: mi hai posto varie domande. Invece di risponderti sui punti specifici, ti ho risposto in maniera discorsiva il piu' esurientemente possibile. Dato che nel tuo quarto punto ponevi il dubbio del DNA transfer tramite bacio A-B/B-C, dopo aver specificato che per mantenere un DNA integro e non misto il trasferimento deve avvenire tramite oggetto, avendo letto che tu per primo nominavi lo spazzolino, non ho ritenuto giusto escludere tale possibilita' in toto, sebbene personalmente la ritenga assai remota, anche per i motivi da te ben esposti nel tuo ultimo post. Il mio "Bravo Antonello" era rivolto piu' che altro al tuo aver trovato forse l'unico oggetto che casomai potrebbe trasferire DNA salivare per secondary transfer in quantita' sufficiente da permettere che questo venga repertato.

Mimosa ha detto...

@ Annika
però potrebbe essere andata come ho scrittonell'ultima mia "Sintesi":
nel prima round è stata accoltellata alle spalle, erano ferite superficiali, poi stupata.
Il secondo round sono le ferite nella parte anteriore con lei spina.
Il sangue che colava proveniva dalle 3 coltellate alla gola, che io continuo a supporre fossero inferte ancora tempo dopo, giusto per ultimo atto di annientamento della vittima (anche se non riuscito giacché M. è stata lasciata agonizzante).

Ovviamente, "se" il tutto può essere "verosimile".
Mimosa

Antonello ha detto...

Non vorrei difendere un partito preso ma scagionare P. e' solo un obiettivo parziale, onorevole, ma parziale, questo puo' significare, come parecchi dubbi ci dicono, che P. potrebbe essere in questo caso, ed anche grazie alle esposizioni di Annika, un semplice specchietto per allodole.
Trae in inganno secondo me ricercare la escludibilita' di una pista benche' sia ripeto onorevole, la sfida qua e' ricostruire, mettere insieme i pezzi di un puzzle finalizzando l'attivita' allo svelare la realta' di M. e non la "non realta' di P.", in tal senso io penso sia opportuno mantenere quella visione a 360 gradi che sembra svanita da Ascoli e Teramo.
Poi beninteso, ognuno puo' interessarsi o meno, per sue motivazioni e per sua ampiezza di visione, a questo od a quel particolare, non fa na piega e centra nulla.
Perche' anche stando nella prospettiva scagionante di P. rimane il fatto che sembra impossibile lui sia rimasto 45 minuti a dondolare la figlia alle altalene, rimane il fatto della sua non sottovalutabile ansia performante nei momenti in cui "fa telefonare" ai CC, rimangono le bugie innegabili legate ad un'amante che o sono coerenti con la riservatezza paurosa su certi temi o ad esempio non ci dicono cosa sia successo la sera prima della scomparsa che Ludovica non abbia voluto ne testimoniare ne dire al cellulare.
Rimane questa fitta corrispondenza di P. che se e' sicuramente affar suo potrebbe avere avuto ipoteticamente un ruolo nelle ore cruciali, e' una funzionalita' mirata che svia dalla visione piu' ampia, scendere nei particolari deve sempre secondo me tener conto del fatto che, una volta restituiti nella loro possibile oggettivita', vanno inseriti in una due giorni del mistero.
Per me, poi certamente vi sono afflati tecnici, scientifici, umanistici, e per l'amor di Dio anche utilissimi, determinanti e liberi di esistere anche nel mio modo di vedere, non capisco perche' pero' non attinenti ad una ricostruzione piu' ampia e verosimole possibile di cosa ha potuto causare il rinvenuto.

gio' ha detto...

GRANDR,GRANDE ENRICO!ho letto proprio ora che hai inviato un
lettera alla Scirelli.Sei eccezzionale!

PNO ha detto...

@ ENRICO
Mi sono messo mezz'ora fa davanti al pc e, dopo aver letto tutti i vostri commenti, sono tornato a rileggere il tuo delle 14,40, concluso con un periodo che compendia tutta la tragica vicenda, e che mi trova d'accordissimo, avendo da sempre sostenuto la stessa teoria.
Ora, se si ripartisse a valutare le cose da tale assunto, molte tessere troverebbero il posto giusto, in un mosaico ancora molto incompleto.
In tal modo troverebbe il suo posto la "tessera" proposta da Annika e quella simile raffigurante il "gufo" di Mimosa.
Verrebbero, inoltre, resi più chiari gli atteggiamenti di SP, del clan R, e del manipolo degli "amici", assieme a tutte le scatole cinesi menzionate da Tabula.
Non mi piace essere...lungo. Voi avete certamente capito, ed io vi passo la palla.
Ciao a tutti, PINO

ENRICO ha detto...

GIO'

Sai che ci fa la Sciarelli con quella lettera ? Meglio che non lo dico,va'..

Francamente quelle due righe rivedute e corrette sarebbe stato più opportuno inviarle direttamente alla "famiglia" che tanto si sta spendendo per trovare il VERO assassino !

Ma poi in me ha prevalso la pietas...e ho cambiato l'indirizzo

anna ha detto...

per pamba

scusami non avevo capito

Anonimo ha detto...

@TIZIANA
C'e' anche chi uccide la moglie invece dell'amante.
Vedi il caso Lucia Manca.
Bes05

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tiziana, né pagando, né gratis, estranei possono (sul piano legale) acquisire informazioni riservate, tantomeno su un'indagine in corso. Evidentemente, se tali informazioni escono e vengono diffuse, siamo di fronte ad una manifesta violazione di legge. Ora chi la compie ? I soggetti che detengono questi dati sono pochi e si possono contare su due mani, non credo di più:
1) I magistrati competenti.
2) I cancellieri ed impiegati del Tribunale.
3) Avvocati delle varie parti in causa, interessati a diffondere tali informazioni per screditare la controparte.
Credo poco che siano giornalisti così abili da individuare il giusto fascicolo tra tanti in tempo utile, senza averne gli estremi e fotocopiando poi ciò che interessa.

gio' ha detto...

NO Enrico intanto una puo' fare la differenzaSe poi ce ne fossero altre magari firmte da tutti noi ancora meglio! Sono stufa di vedere atrasmissioni cosi pilotate e prive di contenuti.La Giustizia
vera e' importante per tutti noi.
Per me sei un grande.Anche tutti gli altri naturalmente.

ENRICO ha detto...

GIO'

non esagerare ! Ho semplicemente interpretato il desiderio di tutti .
O io o un altro, qualcuno di sicuro avrebbe preso carta e penna prima o poi...
Ciao, a domani
Enrico

ENRICO ha detto...

GIO'

... e poi soprattutto non dimentichiamo che se ho potuto scrivere quelle righe è stato GRAZIE ALLE PREZIOSISSIME INFORMAZIONI che ci ha fornito ANNIKA !

Anonimo ha detto...

BUON GIORNO!!!!!!!!

SIETE TUTTI ANCORA IN LETARGO?

Tiziana ha detto...

Caro Manlio Tummolo,
qui non stiamo parlando di semplici fotocopie, ma di filmati estratti dai dvd (costo 60.000 euro) contenenti le intercettazioni e le registrazioni degli interrogatori disposte dalla procura.
Siamo dunque certi che non si tratti di abile lavoro dei giornalisti ma di materiale fornito da qualcuno dei soggetti da te indicati (io penso di poter restringere ad 1 di quei soggetti).
La mia domanda dunque è: posto che si tratta di illecita fuga di notizie, la divulgazione di tali notizie non è perseguibile per legge? O ancora, se non fosse perseguibile per legge, non dovrebbe essere lo stesso codice etico di un ente pubblico (e che dovrebbe fare servizio pubblico), quale la Rai, ad impedire un'azione del genere? Potrebbe essere diverso il discorso della Tv commerciale (so già come Lei la pensa, non mi risponda che è sufficiente eliminare il televisore dalle nostra case, io ho voluto porre delle domande di principio poiché, se anche io CLV non lo guardo, e mai l'ho guardato, c'è purtroppo chi lo vede, scusi il gioco di parole).
Tiziana

anna ha detto...

ai tre magistrati che hanno messo in galera Parolisi,gip di Ascoli Piceno, Di Teramo e il riesame dell'Aquila,qulacuno gli ha detto che Melania ha avuto un rapporto sessuale dopo le ore 14,40 non con il marito?Probabilmento rapporto avuto sotto minaccia quindi stiamo parlando di un vero e proprio stupro?

SE il Tagliabracci non ha approfondito questo aspetto ritengo che sia in malafede, un esperto scientifico deve evidenziare ciò che trova e non scrivere ciò che la procura voglia che scriva.
Il tagliabracci ha mancato di professionalità come d'altra parte la canestrari.

A questo punto la difesa deve chiedere la riesumazione del cadavere per verificare la presenza di droga allucinogena quella scritta in questo blog,

LucaP ha detto...

Ma perchè continuiamo a parlare delle chat trans di Parolisi?
Non è sufficientemente chiaro che questa è una mossa degli avvocati della futura parte civile per continuare a mantenere viva l'attenzione sull'aspetto moralistico della vicenda?
Ad essere benevolo potrei al massimo ammettere che voglia essere la volontà di perseguire una strategia processuale propria ed indipendente (ma proprio sforzandomi).
L'avv. Gionni sapeva benissimo dove mettere le mani appena ha potuto accedere in modo ufficiale agli atti di indagine ed ha cominciato dal primo giorno a consegnare tale documentazione alle redazioni dei giornali amici e delle trasmissioni TV maggiormente interessate agli aspetti pruriginosi delle inchieste.
A meno che nell'ultima richiesta di giudizio immediato i PM di Teramo abbiano cambiato strategia, gli esiti delle indagini svolte relativamente alle chat con i trans non sono mai state considerate di interesse processuale. E questo, considerato come le procure hanno costruito le loro tesi sulla relazione reale e virtuale tra Salvatore e Ludovica, è tutto dire.
In ogni caso se volessimo noi vederci qualcosa di rilevante bisognerebbe ricercare non tanto tra i trans contattati quanto tra gli stessi frequentatori delle chat che potevano appartenere alla cerchia di amicizie dei Parolisi ed in parole povere o nella caserma o nel paese.

tabula ha detto...

@Lucap, hai perfettamente ragione.
E anche il solo fatto di avere commentato una notizia del genere, che notizia non era poichè un dato vecchio di mesi, mi qualifica come polla.
E in questo pollaio il Gionni (perchè è stato lui, non giriamoci intorno, lui con le sue "amicizie" ed i suoi "contatti" ed "appoggi") è stato il Gionni, dicevamo, ad avere spulciato quel materiale, memore del dettaglio pruriginoso, al solo scopo di ricondurre la questione sull'aspetto MORALE dell'imputato e NON sulle eventuali prove a suo carico.
Essendo tale informazione tra l'altro vecchia di mesi, le varie trasmissioni si sarebbero dovute rifiutare di parlarne.
E invece no, l'antica notiziola infiocchettata con tutti gli ammennicoli dello scoop, senza esserlo, sta facendo il giro della corte e dei pollai.
Quella della semenogelina indicata da Annika E' una notizia, questi sono argomenti, questo sarebbe uno scoop.

E mi chiedo perchè si continui a voler battere sempre sullo stesso chiodo, perchè è ovvio che il movente presunto o è Ludovica o sono i trans, entrambi non potrebbero essere per.. ovvi motivi.

Non sia mai che tutto questo voler gettare letame si rivolti contro gli spalatori, perchè se si individua un movente, quello dovrebbe essere: evidenziarne un altro opposto e contrario senza motivarlo nè definirne i contorni, andando contro tutto quanto fino ad ora affermato (imbuto psicologico, chat con l'amante, promesse pasquali e bla bla bla..) forse potrebbe essere finalmente per l'Accusa un fantastico passo falso.

Che gli fregava in fondo al Parolisi di Ludovica e dei suoi imbuti? Lui chattava con i trans..
Ora, che costruiscano un imbuto nuovo con i trans (mai incontrati)

Alura? si direbbe a Milano.

LucaP ha detto...

@ Tabula

Ti aveva già risposto Tiziana, ma voglio precisare che la mia ricostruzione sui percorsi fatti a piedi da Melania nel primo pomeriggio del 18 aprile è basata esclusivamente sulle testimonianze dell'addestratore di Piergiorgio (Macciò), riportate scrupolosamente da Vanity Fair e confermate dal responsabile del Soccorso Alpino e dal sottufficiale dei Carabinieri che si trovava con loro. Stando a quanto da loro detto Melania dal monumento è andata alla roulotte lungo il sentiero che successivamente ha percorso in senso opposto per tornare al monumento.
Se per un momento proviamo a credere che Ranelli non sia un mitomane visionario, sappiamo che Melania si trovava ancora alle altalene alle 14.45 circa. Considerando il percorso altalene-monumento-roulotte è più che lecito ipotizzare 10/15 min a seconda del passo. Ma è proprio alle 15.03 che arrivano gli SMS da Sonia e quindi Melania potrebbe averli ricevuti appena giunta alla roulotte (non escludiamo la possibilità che il cellulare fosse in modalità silenziosa). Dal Monumento a fraz. Colle è una bella camminata ma comunque fattibile ed allora ci sta l'avvistamento delle 15.30. Al massimo ci sarebbe da domandarsi come abbia potuto notarla solamente una persona considerato che quella è la strada principale per andare al Pianoro.

anna ha detto...

per luca
infatti chi ha notato la donna sono ben 4 persone ,il motociclista che l'ha vista uscire dalla boscaglia e camminare sulla strada provinciale ,addirittura lui dice che era prorpio melania,poi i due ciclisti e un altra persona che passeggiava, dal momento però che melania prende il bivio per colle la strada si nasconde non è più la provinciale quindi il tragitto dal monumento al bivio per colle è breve nonostante tutto la vedono ben 4 persone

Antonello ha detto...

@LucaP
certamente nessuno vuole farsi chiudere nel pollaio dello scaltro Avvocato ed appunto per questo che senso ha tener conto delle inclinazioni dei soggetti con cui P. avrebbe avuto contatti il 19 ed il 20??? Nessuna, se non ne ha, e' proprio questo lo stereotipo funzionale alla strategia perche' qualunque investigatore, non soltanto io nei miei limiti, si porrebbe il problema di strani contatti perche' in orari strani e con persone stranamente non identificate del posto, cioe' di Ascoli.
Che l'Avvocato diffonda la regula sua e' ininfluente, perche' insieme alla regula difgonde dati e forse non se ne accorge nemmeno, si stava parlando di ipotesi, cose e spessori ben diversi dalla tesi scientifica illustrataci da Annika ma non capisco perche' addirittura sarebbe inutile o dannoso parlarne se si riescie ad estrapolare e non toccare dati sensibili di cui e' tuttora proprietario esclusivo il P.
Poi per l'amor di Dio, ognuno appunto puo' affrontare l'argomento come meglio crede, anche sottovalutandolo proprio a partire da criteri moralistici e di scaltrezza patrocinante, fuor di dubbio, ma inutile parlarne??? Parlare degli orari e giorni di quei due contatti??? Della strana coincidenza che uno corrisponda come momento a quello di riaccensione del cellulare di M.??? Diciamo che qui non condivido.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tiziana,
certamente che il diffondere notizie riservate concernenti le indagini è un atto perseguibile per legge, come lo è già l'impadronirsene. Però entra in gioco il celebre "principio di Orwell" (sulle "uguaglianze maggiori e minori") e il presupposto, del segreto istruttorio, che possano essere diffuse informazioni se utili ad indagini successive. Sotto questo scudo è molto probabile che magistrati e giornalisti siano complici in queste operazioni. Ho detto anch'io che non sono dati che un giornalista possa raggiungere da solo, senza cooperazione del personale giudiziario ad un qualche livello (di sicuro, anche se materialmente consegnato da un impiegato, questo agisce per conto del magistrato, altrimenti rischierebbe il posto e il processo).

Anonimo ha detto...

LucaP, nella trasmissione da noi citata più volte S. ci racconta che i Parolisi, erano andati a Colle San Marco in attesa che lei arrivasse a casa della madre. Ma se S. telefona a Melania già alle 14:53 ed il telefonino aggancia la cella di Località Colle, lei era già a casa della madre. Almeno così, gli inquirenti spiegano l'aggancio.

Per quanto riguarda i trans che dire?
Tutti noi abbiamo intuito di chi sia l'interesse a rendere pubblici CERTI atti d'indagine, ma d'altronde non avendo prove bisogna pur affondare Parolisi.
Non vedo l'ora del processo, in cui tutti gli atti dovranno essere resi pubblici....
Comunque per quanto riguarda i trans, se i contatti erano solo tramite pc, vedo difficile un qualche coinvolgimento. Certo, se Salvatore avesse raccontato a Melania che qualcuno aveva un vizietto e questo qualcuno lo sia venuto a sapere....

Stella

anna ha detto...

dobbiamo inserire nel contesto della ricostruzione un 'altra testimonianza di una persona che andava a cavallo verso san giacomo da san marco,se melania era a colle e li è stata prelevata, per andare a san giacomo bisogna passare per san marco così ho visto su google hart.fra san marco e san giacomo un uomo a cavallo ha dichiarato che due macchine intorno alle ore 16 sono sfrecciate ad alta velocità l'una vicina all'altra che pur vedendolo a cavallo non hanno rallentato, la direzione era san giacomo,una macchina era rossa,ora con tutta quella gente che si dice c'era a san marco è possibile che nessuno abbia visto queste due macchine passare?considerando che alle 16,53 il cellulare di melania era proprio a san giaocmo ritengo che questa testimonianza con la descrizione delle due macchine sia alquanto importante più dei vari personaggi di san marco che dicono di non ricordare o di non aver prestato attenzione

Mimosa ha detto...

Anna cara, io mi ricordo perfettamente anche di questa testimonianza, anzi era una dichiarazione resa ad un giornalista, non sappiamo se poi quel signore sia stato interrogato "ufficialmente".
Che ci possiamo fare se gli inquirenti non hanno voluto indagare oltre, e - con la collaborazione della famiglia e del loro avvocato - cercano solo di incastrare Parolisi?
E' sconcertante, ma questa è la realtà.
Tu hai ragione ad insistere e si vede che ci metti l'anima, però se non si focalizza il vero movente della morte di M., possiamo fare quante "ricostruzioni" vogliamo e gireremmo sempre in tondo per tornare ogni volta al punto di partenza: come dimostrare che intorno alle 14.45 erano tutti e tre a CSM?
Un saluto.
Mimosa

LucaP ha detto...

Quando ieri ho citato nuovamente Ranelli, ho dimenticato di dirvi che ho trovato in rete un altro filmato di TGCOM24 dove, come sfondo al servizio audio, sono state mandate in onda delle immagini di repertorio.
Tra queste si vede uno spezzone di filmato ripreso al Pianoro in una giornata con scarsa presenza di persone come poteva essere stato il 18 aprile. Quando la telecamera si avvicina al chiosco di Ranelli si vede chiaramente la parete Nord, quella che guarda verso la zona delle altalene. Ebbene, come si poteva già vedere su alcune immagini del filmato di videosorveglianza, lungo tale parete sono accatastate diverse sedie in plastica oltre ad alcuni tavolini. Ma soprattutto sono presenti quelle sedie bianche che normalmente Ranelli dispone al di sotto della finestra a disposizione dei clienti di passaggio. Sono le stesse che ha disposto anche il 18 aprile a testimonianza che tale operazione Ranelli la fa indipendentemente dall'afflusso di clienti. Anzi le sedie accatastate dimostrano che in tali giornate di scarno lavoro, Ranelli non ritiene necessario disporre sedie e tavolini al di sotto delle piante, ma li tiene semplicemente a disposizione nel caso qualche cliente voglia usufruirne.
Ma allora, questa operazione di routine che il filmato conferma essere effettuata sempre da Ranelli, come può essere escluso, come fatto dagli inquirenti, sia quella nel corso della quale Ranelli ha visto la coppia con bambino alle altalene? E' un operazione che Ranelli può con logica effettuare appena aperto il locale o solamente alcune ore dopo? Possiamo essere sicuri che gli inquirenti abbiano esaminato assieme a Ranelli "tutte" le immagini del filmato di videosorveglianza (sono 4 le telecamere)? Perché se lui prima afferma di aver visto la copia mentre disponeva i tavolini e le sedie, poi riescono a fargli affermare che l'ha vista mentre portava le sedie a Poli ed amici al di là della strada (facendo per di più il giro opposto intorno al chiosco)? Quella è un'operazione ben differente. La visuale verso le altalene la si ha molto chiara proprio dalla parete Nord del chiosco non attraversando la strada.
Ammesso che il processo non si risolva nel giudizio abbreviato, speriamo che durante il dibattimento la difesa riesca a far esaminare a Ranelli tutto il filmato in modo tale da ripristinare una giusta successione dei ricordi.

Antonello ha detto...

http://www.donna10.it/melania-rea-ansa-il-marito-e-la-banda-di-assassini-23284.html

E tutti a chiedersi perche', come Dio lo farebbe per canzonare, ai piu' interessano solo i perche' delle cose che accadono piuttosto che anche il come, e' cosi' che si e' arrivati alla incriminazione di P., nel momento stesso che lui non ha saputo spiegare i famosi perche', perche' ha mentito, perche' l'avrebbe fatto, ma perche' non ha da subito chiarito, e' come se l'avesse condannato Signorina Curiosita', ma ci vuole tanto a capire che chiunque puo' avere delle motivazioni superiori, per non collaborare, di quelle giudiziarie e di quelle relative acche' sia il giudiziario a capire chi ha ucciso sua moglie???
Ed invece no, io sono Dio, sono la motivazione superiore, ed a me tutto va detto e fatto vedere altrimenti incrimino, giusto come Dio.

tabula ha detto...

@Lucap: se c'è una telecamera che inquadra la zona delle altalene allora ci sarà il video di quel pomeriggio, che ci potrebbe dire se Melania fosse o non fosse al pianoro.

Comunque sia, ho appena letto un articolo che parla dei trans e ancora una volta ribatte il tasto dolente.
Sembra che Parolisi chattasse con i trans il giorno in cui fu ritrovata la moglie.

Cosa si dissero?

Dubito che un uomo abbia desiderio di sollecitazioni di un certo tipo in un'occasione come quella, anche se fosse, e non è detto che sia, l'assassino.

Insomma, quella tensione nervosa che lo fece vomitare al cacciatore avrebbe inibito qualsiasi slancio di tipo sessuale.

E quindi ha ragione Antonello, cosa si dissero quel giorno Salvatore ed i trans nella chat?
Se a Ludovica chiese di cancellare le loro conversazioni su facebook, chiese per caso ai trans la stessa identica cosa?

O c'è dell'altro?

per farvi un'idea delle voci che girano ecco il link

http://affaritaliani.libero.it/cronache/parolisi-chattava-con-i-trans270212.html

LucaP ha detto...

@ Tabula

Non ho detto che c'è una telecamera che inquadra la zona delle altalene. Ho detto che l'impianto di videosorveglianza del chiosco è composto da 4 telecamere che inquadrano dall'alto i quattro lati del chiosco: sono montate sul tetto della casetta e quindi la zona inquadrata è abbastanza stretta ma permette di vedere una striscia di 2/3 m perlomeno lungo il lato nord cioé quello rivolto verso la zona altalene. Nelle immagini di quella telecamera si deve vedere per forza Ranelli quando dispone, sempre a lato del chiosco, le sedie ed i tavolini impilati, nonché le sedie che dispone sempre sotto la finestra nord del chiosco. Quello che da sempre ho messo in dubbio è che a Ranelli non siano state fatte vedere quelle sequenze di immagini che dovrebbero indicare il momento in cui lui porta fuori dal chiosco le prime sedie, operazione durante la quale lui, in prima istanza, riferisce di aver visto la coppia con bambino presso le altalene.

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