mercoledì 25 gennaio 2012

Yara Gambirasio. Che fine fanno le tredicenni se vengono a contatto con la persona sbagliata?


Prima di parlare delle strane novità sul caso di Yara Gambirasio parliamo di Merihija. Lei è stata fortunata perché ha fatto un errore, ha scritto un numero di telefono sul suo diario. Non lo avesse scritto ora sarebbe ancora tra le mani del suo carnefice. Merihija è nata in Italia tredici anni fa, quindi è italiana, da una famiglia kosovara. Ha due sorelle più grandi e delle buone amicizie, ma è un'adolescente e, come tutte le adolescenti, crede che l'amore sia puro e genuino, crede agli uomini e da loro fiducia. E lei, si dice, è scappata di casa per amore di un venticinquenne romeno che le aveva detto di avere diciassette anni ed una casa dove vivere. Come spesso accade lo aveva conosciuto via internet, e come spesso accade poche parole sono bastate a farle perdere la testa ed a cercare di incontrarlo. Questa situazione non capita solo alle ragazzine che vivono nel disagio, è bene saperlo, capita a chiunque pensi di vivere il disagio. Non è una malattia, è una condizione quasi normale a tredici anni e non tocca solo le ragazze ma anche i ragazzi. E non è, come a prima vista si può pensare, neppure solo una questione di famiglia, luogo in cui nell'adolescenza il disagio rischia di amplificarsi a causa delle imposizioni dei genitori, è una questione naturale a cui un padre, una madre ma anche una sorella o un fratello, deve cercare di porre rimedio prima che si amplifichi.

Merihija ha fatto un errore che, è molto probabile, le ha salvato la vita. Il numero scritto sul diario, quello che chiamava quando voleva incontrarsi con chi credeva volesse vivere con lei una storia d'amore, era di un amico del suo rapitore. Ed è da questo punto che occorre partire per capire la malafede dell'uomo, perché non le ha dato il suo di numero? Questo dimostra che aveva brutte intenzioni sin dall'inizio. Fortuna ha voluto che grazie a quel numero le forze dell'ordine rintracciassero l'amico del rumeno, forse un complice. Questo inizialmente ha negato di conoscerlo, ma dopo un serrato interrogatorio ha ceduto accompagnandoli in un monolocale di Milano. Lì stava ancora la ragazzina che, si è detto, in quei giorni era stata costretta a prostituirsi da chi credeva il "suo amore" e da un viados (entrambi sono in carcere). Una storia tragica che, seppure finita bene, lascierà segni indelebili nella psiche della ragazza e dei suoi familiari. Ora c'è da capire se lei fosse d'accordo e quindi sia salita in auto sapendo di allontanarsi da casa per sempre, per me poco probabile, se sia stata attirata in un tranello con la promessa di un giorno di libertà o se è stata costretta a seguire l'uomo con la forza. In questi ultimi due casi sarebbe un rapimento in piena regola, non solo una circonvenzione di incapace. Un sequestro di persona messo in atto per inserire la ragazza nel giro della prostituzione.

Dico questo perché nessuno nel riportare la notizia ha fatto un ragionamento logico, nessuno si è chiesto il motivo per cui la tredicenne fosse in un monolocale di Milano quando a quell'età avrebbe reso molto di più in altri siti. Visti i pochi giorni trascorsi dalla scomparsa, il 21 gennaio, al ritrovamento, il 24 gennaio, io sono propenso a credere che per la ragazzina quel monolocale fosse un luogo di passaggio e non un punto di arrivo. Esattamente come un limbo di terra della Florida viene utilizzato da chi rapisce le adolescenti di quella nazione (qui la storia di Sahuna Newell, rapita, violentata e venduta). Ed il pensiero ritorna anche alle tredicenni che Zoran Petrovic, autista serbo regolarizzato da anni in Italia, tentò di rapire a Vicenza l'estate scorsa. In quel caso non si trattava di amore finto o promesso ma di sequestro di persona a scopo di... già, a quale scopo visto che erano due le ragazzine che voleva rapire e non una? Nessuno, neppure il giudice, si è fatto spiegare dal Petrovic, accontentandosi della solita scusa di un supposta prossima violenza sessuale (e vorrei guardare in faccia chi gli ha creduto), perché vollesse rapire le tredicenni, dove e a chi le volesse portare una volta caricate sul furgone. Ricordo a tutti che c'era un uomo con lui (come c'era il viados a Milano), un uomo che osservava la scena ad una cinquantina di metri scarsi e si è defilato quando il sequestro è saltato. Ricordo anche che il serbo è stato condannato a soli quattro anni, e con i benefici diventeranno due di carcere ed uno di domiciliari (una pena irrisoria).

Ed ora, dopo aver capito che anche l'Italia è terra in cui si sequestrano minorenni, e non serve conoscerle per caricarle in un auto o in un furgone (e mi scuso con quelle di cui non ho scritto perché sono tante), il pensiero si sposta su Yara Gambirasio, pure lei tredicenne e pure lei rapita. Yara, uccisa perché si è ribellata alla violenza sessuale, Yara che ancora non sappiamo se mai sarebbe tornata a casa nel caso avesse accettato di sottomettersi, Yara a cui non si riesce di dare giustizia. E' di questi giorni un ritorno di fiamma che ha riportato i riflettori sull'unico ragazzo iscritto a suo tempo nel registro degli indagati. Un ritorno voluto dalla stampa che "rivela" il pianto scaturito quando parlava con la fidanzata e le diceva che la ragazzina di Brembate era stata uccisa davanti al cancello. Di certo è facile sparare sugli inquirenti, e lo è perché migliaia sono stati gli errori fatti in partenza, errori che hanno ritardato e modificato il corso delle indagini (e non è che il tempo li abbia aiutati a non farne). Ma se questa frase e questo pianto risultassero autentici, se davvero esistessero, il marocchino non se ne starebbe a casa sua o a stendere pavimenti nei capannoni. Con lui si è sbagliato tante volte, non solo una. L'auto perquisita in ritardo, il furgone intestato al cugino imbarcato e sbarcato in Marocco... ma anche il suo arresto per colpa di una traduzione sbagliata è stato uno sbaglio. Questi gli sbagli degli inquirenti a cui si devono aggiungere quelli dei media, media che da tempo immemore, ciclicamente, riprendono il ragazzo per i capelli sbattendolo in prima pagina per poi sentirsi dire dalla Pm che nulla è come lo hanno riportato.

Questo capita perché non si sa cosa scrivere e piuttosto che inserire notizie su altri argomenti, vere ma poco lette, si decide che è meglio una notizia farlocca ma con più seguito. Farlocca come quella che annunciava in cinque giorni il nome dell'assassino. Quella che ci fece sapere che gli agenti della Questura di Bergamo erano a disposizione continua del Pm per una settimana. Quella che voleva il caso essere ad una svolta perché il dna aveva dato riscontri compatibili, quella data, in esclusiva nazionale ed internazionale, da un giornalista di Quarto Grado il 28 ottobre, quella poi ripresa ed ampliata in seguito, fino a far parlar la gente di figli illegittimi, da Chi l'ha Visto?. Io a dire il vero l'avevo scritto che la logica si scontrava con le affermazioni sicure e che nulla era imminente, e mi spiace dirlo (avrei preferito avessero ragione i media) ma siamo a fine gennaio e sono passati tre mesi dal momento in cui mancavano cinque giorni... e pare di essere ancora agli albori della costosa indagine bergamasca. Forse per questo Fulvio Gambirasio ha assunto un consulente molto speciale e bravo dandogli l'incarico di verificare se possano esservi spiragli toccati dalle indagini ma non esplorati. Un po' come fatto dallo stesso nel caso della scomparsa di Elisa Claps.

Ma ecco la doccia fredda che renderà ancor più criticabile la procuratrice Letizia Ruggeri. Al consulente non verranno consegnati i faldoni che comprendono tutti gli atti investigativi, a partire dalla stessa sera del sequestro, lo ha deciso proprio il Pm. Eppure è stato nominato in piena regola e quindi, di logica, è qualificato ed affidabile (anche perché è un ex del Ris), quindi se nulla deve uscire allo scoperto, pena la rovina dell'indagine, nulla lui farà uscire allo scoperto. Ma non c'è protesta che tenga e questo rifiuto è un ulteriore smacco per chi, i genitori di Yara, da quattordici mesi assiste impotente e senza batter ciglio, per chi attende una risposta che dalle istituzioni mai si è fatta vedere o sentire. Ed impedir loro di cercarsela da soli, tramite un legale ed un consulente in gamba, credo sia irriguardoso e senza giustificazioni. Inoltre, a parer mio, sino a quando non si seguirà una pista giusta, addentrandosi nel macabro e squallido marciume e lasciando perdere improbabili lindi orchi di paese, (fosse stato uno del luogo già starebbe in galera), non si arriverà mai da nessuna parte. I segnali per capire i motivi del sequestro ci sono stati, basta recepirli, farli propri ed indagare in una sola direzione, perché non lo si fa?

Dopo questo c'è da dire che se la procura non riesce a seguire una pista del genere, chissà mai quali siano i misteriosi motivi, i media fanno anche peggio e, invece di cercare ed entrare nei percorsi alternativi, enfatizzano le piccole notizie e spolverano, riverniciandole e dandole per nuove, le vecchie ormai trite e ritrite e destinate ad essere smentite. 



33 commenti:

filippo ha detto...

La Ruggeri non vorrà mai che si arrivi alla conferma che il rilascio di Fikri fu un madornale errore e quindi farà di tutto per insabbiare il caso.

filippo ha detto...

notizia di oggi:"Piangeva Mohamed Fikri al telefono mentre parlava con la sua fidanzata. Piangeva e le chiedeva perdono perché poco prima le aveva confidato: "L’hanno ammazzata davanti al cancello". Parlava di Yara, la giovane ginnasta scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata senza vita in un campo di Chignolo il 26 febbraio 2011. Poche ore prima infatti era stato interrogato dai Carabinieri e la fidanzata lo aveva chiamato per sapere cosa gli avessero chiesto. Di fronte a quel pianto e a quella richiesta di perdono la ragazza non capiva: "Cosa devi farti perdonare se non hai fatto niente di male?". Questo è il contenuto di una telefonata che non è mai stata contestata al muratore e che non è mai finita nel fascicolo aperto dal magistrato nei confronti di Fikri. Lo rivela il settimanale OGGI nel numero in edicola mercoledì, in un articolo che svela un altro inquietante particolare.

Fikri, appena le indagini si erano concentrate sul cantiere di Mapello, si era imbarcato per il Marocco con la sua auto. Quattro giorni dopo, di ritorno dal Marocco, il comandante del traghetto consegnò l’auto ai Carabinieri che volevano affidarla al Ris di Parma per farla esaminare alla ricerca di eventuali tracce. Il Pm Ruggeri non lo ritenne necessario e riconsegnò la macchina al giovane. Sullo stesso traghetto Fikri e alcuni suoi amici avevano imbarcato anche un furgone bianco che non è più stato ritrovato." Io a questo punto metterei in carcere il PM per concorso in omicidio! Alluncinante.

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Filippo.

Perché parli di errore madornale? Il Fikry al massimo poteva essere inserito fra i testimoni dato che nella traduzione sbagliata diceva di aver visto uccidere Yara, non di averla uccisa. Quindi, ciò che non capisco, è l'accanirsi di tutti su di lui come se fosse l'assassino. Possibile che non si riesca a capire che è anche questo argomento, questo ciclico inserirlo sui giornali, che svia le menti?

Continuando a parlare di Fikry e di orco di paese non si arriverà da nessuna parte, anzi si continuerà a deviare un'indagine da sempre deviata. Se un orco ha ucciso Yara non è certo fra i ragazzini che conosceva, quelli di Brembate Sopra, se invece è stata rapita per altri scopi occorre cercare conferme in altri lidi, lontano da Bergamo.

Se esistessero giornalisti veri, anziché sparare bufale in televisione e sui giornali, già si sarebbero inseriti in quel filone pericoloso in cui nessuno si vuole inserire... tanto il modo per addomesticare chi li segue lo conoscono bene.

Ciò che mi auguro è che si faccia il dna anche al romeno ed al viados, e che confrontino anche quello del Petrov...

Massimo

rita ha detto...

Perchè?????

http://archiviostorico.corriere.it/2012/gennaio/25/nega_gli_atti_consulente_dei_co_7_120125049.shtml

rita

filippo ha detto...

Massimo nessuno si accanisce contro Fikri, io mi accanisco contro un PM disgraziato che non pone alcuna domanda al testimone di un omicidio e non fa esaminare ne l'auto ne il furgone imbarcato all'indomani della scomparsa. Aggiungiamo poi che questo "PM in bigodini e borsa della spesa" si rifiuta di fornire i documenti agli avvocati della parte offesa, beh mi pare che il quadro sia decisamente disastroso.

emax/massimo prati ha detto...

Ed è questo il punto che fa pensare filippo. Perché dovrebbe rifiutarsi? Quale paura può avere? Non è che fra quelle carte c'è qualcosa su cui si indaga e devi restare segreto? Metti che a qualche "pezzo grosso" piacciano le adolescenti...

Se così non è ed veri motivi in realtà non ci sono, come ho scritto è irriguardoso verso i Gambirasio e le critiche al Pm pioveranno da tutti i fronti... spero.

Ciao, Massimo

filippo ha detto...

No Massimo io penso che non voglia consegnare le carte perchè quelle carte documenterebbero in modo inequivocabile i grossolani errori e l'assoluta incapoacità del PM. Ricordi quel famoso articolo su Panorama di qualche tempo fa in cui i carabiniere lamentavano un incredibile dilettantismo nella conduzione delle indagini e una totale mancanza di coordinamento della stessa. Lamentarono inoltre che non furono assolutamente contestata al Fikri alcune frasi inquietanti come la oramai famosa "l'hanno uccisa davanti al cancello". Aggiungiamo il fatto che il PM non ha mai interrogato alcun frequentatore della palestra nel giorno della scomparsa, non ha interrogato i 100 lavoratori del cantiere, non ha fatto analizzare nessun furgone o macchina in dotazione al cantiere, non ha considerato attendibili facendoli passare per mitomani tre testimoni chiave, fa prelievi di dna a oltre 5mila persone senza un minimo di coerenza e logica (vedi il caso della signora di Frosinone), ha imposto alla famiglia un assurdo silenzio stampa quando ancora si cercava la ragazza e per ultimo si rifiuta di fornire gli atti agli avvocati della famiglia, be peggio di così mi dici cosa potrebbe fare questo PM che, ahimè mi ricorda molto il PM (sempre donna) che non indagò e non mise in carce il Restivo nel caso Claps.

PINO ha detto...

MASSIMO, a prescindere dalle tue buone considerazioni, concordo molto con la tesi sostenuta da Filippo.
Tutto il modo di agire della pm è sembrato quanto meno strambalato, oltre che persistente sui suoi sbagli di rocedura.
Ciao, PINO

FabMind ha detto...

Scusa, ma non sarebbe il caso di togliere la foto della ragazzina? Si tratta di una minore e non c'è nemmeno la necessità di pubblicare la foto perché per fortuna è stata ritrovata.
E allora che senso ha pubblicare la sua foto? Qual è l'utilità?

emax/massimo prati ha detto...

Ciao FabMind.

Io la foto l'ho tolta, non mi piace urtare la sensibilità delle persone, ma era inserita in un articolo trovabile in internet solo cercando notizie su Yara. Non ho messo il suo nome nella barra di ricerca, come non ho messo il suo cognome, il paese in cui abita o un link con cui risalire alla notizia. La foto era un completamento dell'articolo, mi spiace non si sia capito, perché come Yara è mora, capelli lunghi ed occhi leggermente diversi dal solito. Insomma a parer mio è un viso che, pur non somigliandole, ha delle attinenze con quello della ragazzina di Brembate.

Ora però mi aspetto che tu invii la stessa mail inviata a me anche ai quotidiani che ancora la espongono e che tengono bene in vista il cognome, il paese ed anche il cellulare dei suoi genitori.

Massimo

FabMind ha detto...

Se mi imbatto in questi articoli dei quali parli non esiterò ad inviare la stessa mail con la richiesta di togliere la foto di una tredicenne coinvolta in una bruttissima storia. Mi sembra il minimo...

emax/massimo prati ha detto...

Io FabMind non voglio alimentare polemiche, solo puntualizzare. Ti ripeto che la foto l'avevo inserita perché completava l'articolo in quanto c'è una attinenza fra le ragazzine, fra lei e Yara, e non l'ho fatto a cuor leggero ma pensandoci. L'ho inserita perché è una foto ormai pubblica e trasmessa più volte in televisione.

Ora tu hai risposto al mio invito ad inviare mail dello stesso tenore alle varie redazioni di giornali e media televisivi, in modo perlomeno superficiale. Cosa significa "se mi imbatto..."? Tu sai che in internet circolano le foto di una tredicenne, con numero di cellulare e paese di appartenenza, ma questo non ti crea problemi? Problemi che ti sorgono solo se mai tu dovessi imbatterti nella foto?

Lasciami dire che è uno strano modo di ragionare ed infastidirsi... quasi come dire è un fastidio "a vista" e non uno di quelli che viene dal profondo.

Massimo

FabMind ha detto...

Non capisco quale sia il problema. Sono capitato nel tuo blog, ho visto l'articolo sulla ragazzina tredicenne ritrovata e l'ho letto. Non sapevo nulla di questa faccenda, non l'avevo letta da nessuna parte né sentita. Quando ho letto che si trattava di una tredicenne che è stata ritrovata ti ho chiesto cosa ci facesse la sua foto, visto che non era utile per un ritrovamento e visto che adesso questa ragazzina dovrebbe essere tenuta tranquilla e non "riconosciuta per la strada" a causa della bruttissima storia.
Io credo che pubblicare lo foto e numeri di telefono per un ritrovamento sia utilissimo. Una volta che la persona, soprattutto se si tratta di un minore, viene ritrovata e non ci sono motivi particolari di utilità, si dovrebbe evitare di pubblicare ancora la sua foto. Tutto qua. D'altra parte non mi pare di avertelo chiesto con toni polemici. Te l'ho chiesto e basta. Se mi rispondevi "No, io ce la tengo e basta" non è che mi mettevo a piangere e a battere i piedi in terra.

emax/massimo prati ha detto...

Vedi FabMind, io il problema non lo trovo e non l'ho. Tu hai scritto:"Che senso ha pubblicare la foto", non capendone i motivi, ed io ti ho spiegato che integrava l'articolo.

Però l'ho tolta perché non mi va di urtare la sensibilità di nessuno, ma poi tu rispondendomi: "se m'imbatto non esiterò..." mi hai dimostrato che la tua è una sensibilità a vista e funziona solo in caso tu ti imbatta in qualche foto, quindi non sempre e non con tutti, anche se fanno di peggio.

Ripeto, non mi va e non voglio far polemica, anzi la voglio chiudere. La foto l'ho tolta e non la inserirò nuovamente e mi scuso se ho urtato la tua sensibilità. Ma se realmente tu avessi scritto il primo commento per come lo spieghi ora, e non a mo' di rimprovero, avresti risposto in altro modo, non dicendo "se m'imbatto...", al secondo... inoltre mi pare che tu i piedi a terra li stia sbattendo visto che non hai capito il problema ed insisti nel volerlo conoscere. Te lo spiego, non c'è problema, quindi non c'è nulla da capire.

Massimo

Anonimo ha detto...

Ciao Massimo,
anche io voglio credere come te che ci sia un motivo scottante sotto il costante sforzo della pm di archiviare la posizione di Fikri, come una "promessa" di assoluzione in cambio di informazioni determinanti. Ma se fosse cosi', ovvero se gli inquirenti avessero oggi in mano l'identità dell'assassino, allora i prelievi del dna sarebbero da considerarsi "finti", un modo coperto di arrivare al colpevole con prova scientifica schiacciante. Mi sembra particolarmente strano come metodo non trovi? O sperano di smantellare un'organizzazione intera grazie a sei mesi di proroga?
J.

nico ha detto...

Ciao Massimo.
Articolo di grande buon senso il tuo, e certo spero con te e con tutti che il rifiuto da parte del Pm sia motivato da indagini stringenti e delicate di cui non sappiamo nulla. Ne dubito, considerando che la famiglia Gambirasio ha assunto sia un Avvocato che un investigatore privato, mi fa pensare che sappiano che la Procura non ha niente di concreto tra le mani. E sai cosa mi torna in mente? Qualche tempo fa hai scritto un commento dopo che Letizia Ruggeri aveva assicurato ''non trovero' pace finché non avro' assicurato l'assassino alla giustizia''. Parole che a un orecchio distratto suonano confortanti, nelle quali tu invece vedevi il pericolo dell'investigatore che si ''affeziona'' a un'indagine che non riesce a padroneggiare. Senza voler tirare addosso alla PM, quelle parole mi sembrano piu' che mai di cattivo auspicio, . Come una pietra tombale sulla verita'. Spero, e con tutto il cuore, di sbagliarmi. Ciao

nico ha detto...

Non voglio dimenticare di ringraziarti, come gia' ho fatto in passato, perché ti occupi di una questione drammatica e oscura come la tratta degli esseri umani. Dico oscura perché é notte fonda su quello che succede, da noi nessuno ne parla. Davvero come se si volesse evitare di confrontarci con uno degli incubi peggiori che si possano immaginare. E desiderare la fuga dalla realta' sarebbe anche comprensibile, se nell'incubo non vivessero bimbe, ragazzine, giovani donne che non riceveranno aiuto. Anche io a volte ho pensato chissa' se Yara sarebbe mai tornata a casa anche se non si fosse opposta alla violenza. Ma sono sicura che le due ragazzine che hanno tentato di rapire in quei giorni, considerando le modalita', loro no che non sarebbero tornate. E anche su questa vicenda, così vicina a noi, così vicina nei luoghi e nei tempi a Yara, silenzio e ancora silenzio. E' finita bene, un grosso spavento e stop. E se quei due farabutti fossero ''del mestiere''? Ne sono convinta, Massimo, non era una bravata. E non si fermano. Si riorganizzano.

Anonimo ha detto...

Troppi buchi, la Magistratura non sa più come tapparli... per me affonda tutto. E se affonda altro che "CONCORDIA"

Secondo il mio modesto parere I Gambirasio, di cui ho una grandissima stima, hanno fatto inconsciamente delle scelte perfette ma non si rendono conto che stanno facendo affondare il "TITANIC" di questo secolo.

P.S.
Mi piace molto il modo di controbattere di Filippo....

Anonimo ha detto...

Ciao, Massimo

Sono una lettrice assidua ma molto critica del tuo blog. Questo articolo però mi è è piaciuto molto.
Essendoti occupato in più occasioni del caso di Sarah Scazzi, colgo l'occasione di queste tue considerazioni per invitarti a leggere i commenti relativi al caso postati sul forum intopic.it.
Ti segnalo in particolare questa discussione:
http://www.intopic.it/forum/varie/sarah-scazzi/100600/

Dopo che una (?) discussant invade da un anno il forum con questioni relative a presunte molestie subite in famiglia (tale carla), giusto una settimana prima dell'inizio del processo è intervenuta una sedicente tredicenne, "vittima di molestie", poi bannata (per motivi che puoi immaginare). Si è scoperto poi che la sedicente tredicenne (sirenetta francy) aveva scritto con ben cinque nicks (tutti bannati contemporaneamente). Nonostante questo ha ripreso a scrivere con chissà quale altro ip e chissà perchè, comunicando con Carla, a sua volta, come dicevo, sedicente molestata all'età di quindici anni. Sarebbe il caso che un giornalismo davvero imparziale rendesse conto anche delle strane mistificazioni perpetrate a danno di veri adolescenti e di chi davvero le molestie le subisce, per fini non meglio identificabili (salvo essere stati postati nel forum su Sarah Scazzi e giusto alla vigilia del relativo processo).
Inutile dire che tu sei stato a più riprese evocato e magnificato sul forum, tranne che per questo articolo, da me postato nonché espressamente apprezzato.

Ti scrivo perché sirenetta e carla si sono date appuntamento giusto nel tuo forum, dopo essere state abbondantemente "inquadrate" altrove.

Anonimo ha detto...

chiedo scusa (sono nuova),
mi firmo:
Anna Bari

Anonimo ha detto...

signor massimo prati , ho letto i commenti fra le amiche, su in topic e sono allibita da come sono state trattate queste due forumiste .
si leggano i loro commenti nel sito .una vera sopraffazione .
da paersone che si sentono in diritto di giudicare con malevolenza . scusi l'intrusione nel suo blog . saluti

emax/massimo prati ha detto...

Mi scuso si da ora con Anna e con l'anonimo che ha postato successivamente. Purtroppo oggi non potrò entrare su InTopic, troppi impegni me lo impediscono, e mi riprometto di farlo domani in mattinata così da poter comprendere e dare una risposta attinente.

Per quanto riguarda i commentatori che entrano e scrivono nel mio blog... essendo uno spazio aperto a tutti, se i commenti non sono volgari o offensivi verso altri commentatori, non vengono eliminati o controllati. Sarà cura di chi li legge fare una cernita e capire se vale la pena di occuparsene o se la cosa migliore è ignorarli.

Finisco col parlare di quanto penso della critica. Le critiche, se portate in maniera educata, con cognizione in quanto basate su fatti certi o buone idee, danno il modo di guardare il caso trattato da altre angolazioni, di osservarlo sotto un aspetto diverso, di ragionare su quanto si è scritto e fare verifiche. Da queste, se non si ha una mentalità chiusa, si può capire meglio la qualità del proprio punto di vista, che potrebbe uscirne rafforzato o indebolito.

Il confronto educato è l'unica strada che può unire chi ha opinioni diverse, al contrario dello scontro che a volte obbliga a chiudere la porta all'altro, scontro che crea solo barriere e idee chiuse in un barattolo perché non si accetta siano criticate e si vorrebbe fossero, a priori, accettate quale verità assodata.

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Anna. Ho cercato di documentarmi e comprendere, ma non è che ho capito molto, se non che son volate offese e questo non mi è piaciuto. Comunque non credo possa capitare in questo blog, almeno spero di non dover bannare mai nessuno e che tutti portino idee e non insulti... per quanto riguarda le tredicenni mi sto informando e se trovo materiale sicuro a sufficienza un articolo lo scrivo volentieri io. Massimo

Anonimo ha detto...

Buongiorno, Massimo.
Ti ringrazio per il tempo che hai voluto dedicare a ciò che ti ho sottoposto: hai ragione, non è affatto facile capire. Le cose, infatti, non sono purtroppo sempre ciò che sembrano nelle discussioni con interlocutori sconosciuti in rete. In sintesi, questo è ciò che è successo.
Leggerò volentieri l'articolo che intendi scrivere, come anche gli altri.
Buon lavoro.
Anna Bari

filippo ha detto...

http://www.ilgiornale.it/cronache/il_paese_yara_contro_pmnon_trova_killer_vada_via/yara-pm-brembate-indagini/02-02-2012/articolo-id=570150-page=0-comments=1

virtualmente firmo subito anch'io! è ora di cacciarla.

Anonimo ha detto...

Buonasera Massimo.

I commenti postati sotto il tuo articolo "Sarah Scazzi 20 dicembre 2011 etc." parlano da soli.
Non intendo farti perdere altro tempo con questa storia. Magari può essere lo spunto per riflettere oltre che sui pericoli in cui incorrono i veri adolescenti "on line", anche più in generale per le mistificazioni che l'anonimato rende possibili, per i fini più diversi. Non dico nulla di nuovo. Ma quasi rimpiango i tempi in cui si discuteva solo guardando negli occhi il proprio interlocutore.

Buon lavoro,
Anna Bari

carla ha detto...

signor massimo prati,mi scusi se mi sono permessa di scrivere quì senza presentarmi ,sono contenta che ti sia documentato,come avrà appurato di là topic eravamo sopprafatti ,perchè davamo fastidio,solo per il fatto che pensiamo le donne innocenti,e così abbiamo pensato di togliere il distuebo e venire quì a parlare più civilmente ed ho tranqillizzata la ragazza che quì poteva esprimere suo pensiero,come potrà notare i nostri pensieri,di là invitavo di contenersi nelle parole e che avrebbero dovuto avere più responsabilità di come parlarle e invece non hanno altro che fatto di maltrattarla,nonstante lei chiedendo per favore e come hai notato l'hanno bannato più volte.....visto che questo giornale la considero seria ,l'ho invitata di venire quì......grazie per la fiducia ....distinti saluti carla

Sirenetta galatica Francy ha detto...

Grazie Carla.
Vorrei ringraziare anke l'anonimo ke ha preso le nostre difese il 29 gennaio.

simone ha detto...

buongiorno signor PRATI gentilmente le pongo una domanda , lei legge le opinioni espresse oppure va bene tutto anche se si parla d altro che non c entra con la discussione ? mi scusi se può essere che mi sbaglio

emax/massimo prati ha detto...

Le opinioni le leggo tutte, Simone, e preferisco siano inerenti all'argomento trattato. A volte lascio anche i commenti Off Topic, ma solo se ritengo ci sia un motivo valido per cui lasciarli.

Ciao, Massimo

carla ha detto...

buon giorno a tutti,ciao massimo,stando inerenti del articolo,vorrei spezzare una lancia a favore dei ragazzi,insisto con quello di ascoltare i ragazzi,ed essere in grado di saperli rispondere.......e non con i divieti gli aiutiamo.......ragazzi siamo stati pure noi e mi ricordo quanto geniosi che si era ,per fare sotto naso ai adulti,purtroppo correndo dei rischi a volte......solo perchè non si comprende il divieto.......
noto anche le figlie o figli delle mie amiche come cambiano dai 12anni a 13anni,che queste mie amiche non riescano più controllarli,anzi se alzi la voce scappano e si sta con il pensiero dove saranno finite......vedi si è perso il coinvolgimento familiare,di creare un interesse nei ragazzi,solo per il fatto quotidiano che si è presi dalla frenesia,e non si ha tempo per chi ti sta vicino.....allora è compresibile la situazione del adulto,ma non ci si rende conto che questi vengono lasciati soli,in cui si crea questa barriera.......scusa se mi permetto,a volte ho la sensazione ,pur pensando di dare il meglio,portando a vari attività,tipo sport o danza ecc....dà più idea di parcheggiarli.......come anche è vero che fra i ragazzi ci si crea amicizia e compagnia in cui ci si augura che sia una compagnia sana,però alla fine di tutto quello che viene mancare è l'adulto,perchè non basta vestirli e darli da mangiare o il detto sopra la testa......
i ragazzi come tutti e come siamo stati noi, hanno voglia di crescere e possono cadere bene come male .....come i fatti ci dimostra.....
e non si può ignorare a differenza nostra siamo nel era del internet,ed è inevitabile e penso che chi vigila sappia,che può essere sia il responsabile del giornale o la polizia postale, distinguere il bene dal male.....
infatti non trovo niente di male se si sta nel contesto sano,come questo giornale si dimostra......saluti

Sirenetta galatica Francy ha detto...

Buon festa della donna Yara

Sirenetta galatica Francy ha detto...

X Yara : naturalmente gli auguri per la festa della donna sono anche per la tua mamma e per tua sorella