martedì 29 aprile 2014

Elena Ceste e le tante domande che circondano un sempre più intricato mistero fatto di troppe ipotesi plausibili...

I disegni dedicati ad Elena Ceste dai figli
Cosa dire sulla scomparsa di Elena Ceste che già non sia stato detto? Come essere certi di dire qualcosa di sensato e vero, immersi come siamo nel bailamme televisivo senza freni che pare sapere tutto e sentirsi autorizzato a spargere pregiudizi? Personalmente, non avendo nulla si certo in mano, non so cosa pensare e ho mille dubbi che al momento non possono trovare una risposta sicura. Purtroppo siamo ancora nella fase delle mille domande e questo articolo non può che raggrupparne alcune, tutte prese dai commenti scritti sul blog da chi il caso lo segue sin dall'inizio. Ad esempio Mimosa ci fa sapere che: In alcuni recenti pomeriggi, con accurati zapping da un canale all'altro, ho colto un fastello di informazioni che, se non avessi una mente preparata al ragionamento scevro da pregiudizi e appartenessi alla massa a-critica, ora sarei convinta di essere in presenza di un uxoricidio con un cadavere fatto a pezzi e gettato qua e là nei boschi e non mi chiederei nemmeno come il marito abbia potuto farlo. Mi basterebbero i toni delle domande delle conduttrici rivolte subdolamente a sé stesse e alle ospiti in studio e alle giornaliste in collegamento, mi basterebbero le mimiche di una, gli occhi sgranati dell’altra, i sorrisetti della terza, le bocche storte della quarta e via elencando. Insomma, la comunicazione non verbale ancora una volta è regina in un mondo che si autodefinisce “servizio pubblico che fornisce notizie e non interpretazioni”. Le suggestioni che arrivano dallo schermo fanno presa immediata. E chissà non sia una strategia l’affidare a sole donne questo servizio sulla donna scomparsa. Per spingere a una solidarietà femminile a priori costituita contro l’altro genere?

Come non essere d'accordo con lei? Il caso è inquietante e colmo di particolarità che offrono spunti sia colpevolisti che innocentisti: portarlo su un'unica direzione è dunque sbagliato perché ad oggi, nonostante siano passati tre mesi, si può ragionare solo su considerazioni poco vagliate. Kiba ne estrapola una non da poco quando scrive: Secondo l’impressione di Michele, la moglie si è tolta vestiti in maniera veloce e dalla posizione delle ciabatte ipotizza una certa fretta, come una fuga. A mio parere se la donna fuggiva avrebbe prima aperto il cancello e i vestiti sarebbero stati lanciati in vari punti nella foga della corsa. Invece sembra una situazione di calma, i primi vestiti uno dentro l’altro non fanno pensare ad una donna che corre e quelli a ridosso del cancello sembrano una pausa: prima si spoglia e dopo apre. Per questo sarebbe utile sapere dove si trovava e dove è stato ritrovato il telecomando del cancello. Se bastava aprire la macchina del marito e premere un pulsante o se doveva necessariamente avvicinarsi di più a cancello con il telecomando (poi lo ripone in macchina?). Troppe variabili senza le giuste informazioni. Non credo che si sia spogliata sotto minaccia perché non sarebbe avvenuto in giardino ma dentro casa. Non credo che la donna avesse in mente di fuggire quella mattina, perché chiede al marito di non portare i figli a scuola. Non credo che qualcuno sia passato a prenderla perché non sono emerse notizie circa telefonate o contatti su internet quella mattina.

Stefano su questo punto esterna un'ipotesi niente male. Scrive: Certo, un rapimento contro la sua volontà e a sua insaputa non è possibile (io avrei scritto: pare impossibile), però se fosse stata consenziente e connivente quello è probabilmente l'orario migliore che poteva scegliere. Ricordiamo la vicina che l'ha vista in giardino passando con la macchina davanti casa sua per accompagnare i figli a scuola, dunque, appunto, Elena, essendo a conoscenza delle abitudini dei vicini, può aver fissato quell'orario (tipo dalle 8.20 alle 8.30) proprio sapendo che non ci sarebbe stato nessuno a vederla. Per il resto è un attimo. Lei che attende in giardino, macchina che arriva, persona che scende dall'auto con nuovo abito, lei che comincia a togliersi maglione e ciabatte riservandosi di togliersi gli ultimi abiti proprio in prossimità del cancello (dato il freddo). dove ha indossato il nuovo vestiario, è salita in macchina e via. Uno o due minuti al massimo

Pino invece ha delle pruriginose osservazioni da porre e costata che la ricostruzione di base è stata realizzata, per la maggior parte, solo sulle dichiarazioni di Michele Buoniconti. Dice: tolta la sequela del giro in città dopo aver accompagnato i figli a scuola (documentata dalle telecamere disposte lungo il percorso effettuato), le sue parole non sono confortate da alcun riscontro, come il racconto del ritrovamento degli indumenti della scomparsa e l'ora precisa in cui sarebbe avvenuto. C'è inoltre da tener presente che, sempre dalle dichiarazioni del Buoniconti rilasciate a "spizzico" e di volta in volta, sempre più ricche di particolari diversi, se ne è dedotto che egli era a completa conoscenza delle relazioni della moglie. E' cosa strana che non abbia mosso, in tempi utili, i passi necessari per risolvere l'imbarazzante situazione creatasi suo malgrado. Stranezza su stranezza: la sua insistente indicazione di misteriosi personaggi, autori di un rapimento di cui non se ne ravvisano gli estremi. Saprebbe più di quel che dice? Non me la sentirei di definire, per il momento, la figura del marito come quella di una persona ridotta a "dare i numeri" a causa di troppo stress: molte dissonanze lo impedirebbero. 

Mimosa ha una conoscenza del caso davvero di prima fascia e a tante domande dà risposte sempre logiche. Infatti scrive: È vero che solo dalla bocca del marito esce il racconto del ritrovamento degli indumenti, in fondo questi erano a casa sua, ma ora proviamo a metterli da parte e pensare che Elena al momento della scomparsa fosse vestita di tutto punto. Ai fini della scomparsa, volontaria o forzata, cosa cambia? Con i vestiti o senza, lei in quella casa non c’è più e non la si trova da nessuna parte. Voglio dire: se la “spogliazione” e lo sparpagliamento degli indumenti fossero un’invenzione del marito, a che pro l'avrebbe inscenata? Ciò è una “aggiunta” gratuita al dato di fatto della scomparsa: una “messa in scena” per dare più forza all'allarme? Un depistaggio per far orientare le ricerche verso gli spazi dell’occulto (come ha poi realmente pensato un’amica di Elena)? Sinceramente non riesco a darmi una ragione credibile di una simile pensata da parte del marito, per quanto mi sforzi di immaginarlo crudele, insensibile ed eccelso commediante. È vero, inoltre, che solo dalle dichiarazioni del marito si sono scoperte tante cose intime della moglie. Ma proprio perché erano “intime” solo lui poteva raccontarle, nessuno tra amici e famigliari era al corrente. Con il suo carattere “riservato”, Elena aveva tentato di sfogarsi, ma nessuno aveva saputo cogliere un minimo segno del suo disagio. Tante donne si trovano in quella condizione, anche Roberta Ragusa non aveva raccontato alle amiche le insoddisfazioni della propria vita coniugale (solo qualche cenno, inquadrato a posteriori anche nel suo caso).

A questo proposito Vito si inserisce nella sfera privatissima di Elena Ceste: Qualcuno dice che giravano voci in paese di una Elena non proprio soddisfatta della vita che conduceva. Casa chiesa e famiglia, di certo non il massimo per una di appena 37 anni. Casalinga a pieno regime, divertimenti quasi zero anche perché con quattro figli cercare un po di svago non è facile. Il paese è piccolo e la gente mormora... e chissà se qualche "vocina" di questa sua insoddisfazione di vita coniugale non è arrivata all'orecchio di vecchi "amici"? Aspetto con ansia di sapere cosa scrivevano certi "amici" sugli sms indirizzati a Elena, e sopratutto se ce ne uno arrivatole la mattina in cui è scomparsa. Oppure se c'è una telefonata: uno mica va a casa d'altri senza prima avvertire del suo immediato arrivo! E no, è da maleducati e un vecchio "amico" non si comporta cosi: prima avverte e poi passa a prenderti, possibilmente dopo che tuo marito è andato via.

Mimosa ha una risposta logica anche a questi dubbi più che leciti e dice: Se fosse vero che il marito era a conoscenza dei tradimenti virtuali e carnali, non credo le avrebbe permesso di accostarsi ai sacramenti, religioso com'era, l’avrebbe trattata da “svergognata”, avrebbe costantemente controllato il telefonino e forse anche affrontato direttamente quel padre del compagno di scuola di suo figlio. Sul web tale sospetto comunque serpeggia. Tuttavia penso che la base della convinzione di tale conoscenza da parte del marito sia attribuibile alle parole del parroco, quando incalzato dalle domande dei giornalisti ha ricordato che pochi giorni dopo il suo colloquio con Elena - “molto turbata” per qualcosa di “indefinito” (come dice il prete) oppure di concreto ma coperto dal segreto confessionale - il marito lo ringraziò per aver avuto parole di “conforto” che tranquillizzarono la moglie. Da ciò è scaturito il sospetto che ‘il marito già allora sapeva’. Secondo me questo non vuol dimostrare che il marito fosse al corrente dei problemi esistenziali della moglie o delle cause che le creavano malesseri morali, ma semplicemente può indicare che la moglie in casa ad un certo punto aveva palesato una certa inquietudine e disagio, di cui lei non aveva esplicitamente messo al corrente il marito e su cui lui non aveva indagato (magari per pudore, magari per insensibilità, magari perché pochi uomini sono tanto attenti e partecipi ai cambiamenti di umore delle consorti!). Forse è stato egli stesso a consigliarla di rivolgersi al sacerdote. Un modo per: 

a) evitare di approfondire le paturnie muliebri, troppa fatica per un marito 
b) delegare all’esterno la soluzione di problemi di un membro della famiglia che non si ‘vedono’ come scaturiti per dinamiche all’interno del contesto familiare (o si rifiutano essere sgorgate in quest’ambito) 
c) lavarsi le mani riconoscendosi inadeguati a risolvere una situazione non chiara, su cui non si riesce ad avere elementi a causa di un rifiuto o blocco alla confidenza sincera! 

Stefano poi ipotizza che la scomparsa possa addebitarsi a qualcosa di più scabroso: La donna, oppressa dai sensi di colpa, potrebbe essere finita nell'orbita di uno pseudo ordine religioso non troppo ortodosso quando non addirittura di una setta. Se fossero andati a prenderla, l'abbandono dei vestiti potrebbe essere parte di un rituale, la spoliazione dalla vita precedente per abbracciarne una nuova. Seguendo la descrizione fatta dal marito lei si toglie prima il maglione e le ciabatte all'interno del giardino mentre gli ultimi abiti li toglie in prossimità del cancello.Poteva esserci qualcuno con degli abiti particolari (tipo una tunica) che lei ha indossato al posto dei vestiti dai quali si è liberata. Mi rendo conto che è un ipotesi alquanto fantasiosa, però mi sembra altrettanto fantasiosa l'idea che abbia potuto allontanarsi nuda in una mattina di pieno inverno. Deve aver indossato qualche altra cosa. 

Anche Vanna crede che qualcosa di torbido si palesi in questa vicenda, come in altre: A mio parere questa sparizione, con tutte le evidenti contraddizioni che sono emerse, si può inserire in un discorso più grande che coinvolge non poche donne, scomparse, uccise, negli ultimi anni. Il copione sembra lo stesso, ricordando velocemente:
- caso Ragusa e pigiama rosa;
- Sarah, le ciabattine infradito, gli auricolari, le collanine;
- Melania, la borsa e gli occhiali;
- Elena, i vestiti ammucchiati e gli occhiali ritrovati prima o dopo, da verificare.
Gli oggetti attenzionati, vengono ripetuti in tutte le trasmissioni diventandone quasi elementi determinanti per capirci qualcosa di più, quando non si sa che pesci prendere oppure quando si vuole dirottare il sospetto. Forse gli oggetti vengono usati, spostati, messi lì proprio per indicare una pista che invece non c'è. Non credo che Elena se ne sia andata nuda e senza occhiali. Semmai con tale fatto, che sembrerebbe costituire prova o indizio, si tiene la notizia sempre fresca e disponibile per un pubblico affamato e con superficiale raziocinio. Dovremmo chiederci:
- a chi fa comodo soffermarsi su questa mamma e le sue frequentazioni facebook? (Se poi aveva o meno incontri osé, perché scandalizzarsi?)
- A chi fa comodo puntare il dito sul marito? (Che interesse poteva avere il marito a restare senza moglie con 4 figli da crescere e poche possibilità di trovare un'altra per farlo al posto suo). 
- A chi fa comodo distruggere una famiglia e 4 bambini in età fragile?

Mi soffermo proprio sui 4 bambini e su un nucleo familiare che, sembra, vivesse secondo sani principi, ben inserito nella comunità e con rapporti familiari più ampi. I problemi che poteva avere Elena Ceste sono comprensibili e li viviamo tutti nel quotidiano di una vita sempre più affannosa. E' emerso che fosse preoccupata per i suoi bambini sui quali qualcuno aveva puntato. A chi interessa una famiglia pulita, credente, con 4 teneri e ingenui bambini da addottrinare e usare per altro, dopo averla smembrata, confusa, addolorata? A mio modesto parere se Elena è caduta in qualche trappola il motivo era proprio quello di distruggere quella famiglia con ben 4 creature. La zona è piena di sette sataniche che operano proprio per distruggere i sani principi e per creare fango, odio, sofferenza, rabbia, confusione. Per fare il male e nutrirsi di quel dolore.

Ivano non stona quando fa una considerazione azzeccata sugli ultimi eventi di cronaca nera e scrive: A parte il fatto di avere come protagoniste mogli coinvolte in casi di cronaca nera misteriosi e di risalto mediatico, le vicende di Melania Rea, Katia Tondi ed Elena Ceste presentano tutte una particolarità: la vittima è priva della fede nuziale.

Sulla fede nuziale Mimosa ha una sua idea logica: Qualcuno all'inizio disse che la levasse sempre sbrigando le faccende domestiche, il che mi pare assolutamente strano per una persona credente: ci sono donne che non la tolgono da decenni pur avendo aumentato di peso, tanto che la "vera" si è fatta un solco nella carne del dito. Altre che considerano porti sfortuna al matrimonio levarsela. Mi parrebbe davvero strano che una donna religiosa come è descritta Elena si sia tolta la fede... a meno che non si sia considerata indegna di portarla per colpa di quanto aveva fatto. A meno che non si sentisse "sporca" e non più una brava moglie e mamma. Il che ci porterebbe a pensare all'allontanamento volontario (anche indotto) per uno stacco netto e tragico. Il dramma di tutta questa storia pare risieda in una motivazione originata esclusivamente dai suoi fantasmi mentali... una depressione post partum dilazionata? L’ultimo figlio ha 2 anni ho letto, e pare non siano infrequenti i casi di tale depressione materna entro il terzo anno dal parto. 

E Minnie a questo proposito puntualizza: Credo che a novembre 2013 Elena Ceste si sia operata di varici (ecco che si spiega il discorso delle calze contenitive) e due anni fa aveva avuto un aborto che l'aveva molto debilitata, aveva perso moltissimo sangue, come racconta l'amica. Pare che sia stata una cosa pesante sia a livello fisico che psicologico: è opinione, sempre dell'amica, che l'esperienza in sé del ricovero ospedaliero possa aver influito molto negativamente su Elena, che aveva sempre goduto di salute, facendole capire che forse stava un po' sprecando la sua vita...

Mimosa, sicuramente la più attiva del blog, ci dice che Michele racconta di aver avuto subito la percezione di una casa “fredda”, “vuota”. Perché era nel disordine della colazione o perché era perfetta? Certo che questo dato sarebbe molto importante per stabilire (sempre con approssimazione) il lasso di tempo della scomparsa e creare altre ipotesi non meno angoscianti. Se i CC non manifestano sospetti su di lui, potremmo credere che la cucina non fosse a posto e nemmeno i letti rifatti, ecco perché la scomparsa viene collocata durante l’assenza del marito (direi intorno alle 8.25-35 per queste ragioni: alle 8.20 era sicuramente nel cortile, avendola vista un vicina che passava in macchina; lei non sapeva che il marito avrebbe impiegato più tempo per tornare a casa). Ma se la casa fosse stata in disordine si potrebbero aprire altri scenari e far mettere in moto le celluline grigie della nostra fantasia (negli altri casi hanno lavorato alla grande, occupando pagine e pagine di commenti).

Cellule grigie che Kiba non lascia certo in letargo quando scrive: Non so perché il cellulare di Elena sia stato ricaricato, e mi sembra strano che ancora non se ne conosca il motivo, ma è forte il richiamo a internet, alle chat e alle webcam, proprio perché ormai è noto che particolari prestazioni online vengono pagate anche con ricariche telefoniche. D’altra parte, chi osserva da una webcam può anche registrare un video e non sono poche le forme di ricatto nate da questo tipo di incontri (ricordo il caso di una ragazzina che si suicidò). Può darsi che Elena si sia infilata in questo mondo, con tutta l’innocenza delle persone che usano il web senza conoscerne ogni pericolo, e che in uno di questi incontri abbia trovato una persona che l’ha poi minacciata di diffondere il filmato? Potrebbe per questo essersi spaventata a tal punto da voler sparire?

Mica male come ipotesi, specialmente se accomunata al giro di amicizie maschili di Elena che, come scrive Mimosa, è ancora da quantificare perché: non c’è solo il padre del compagnetto di scuola del figlio, il quale le scriveva “ti voglio bene” e “non sono venuto a casa tua, anche se tuo marito mi ha invitato, perché non sapevo se ti faceva piacere”, o il compagno di scuola delle elementari che le ha regalato 30 euro di ricarica al cellulare per il compleanno e l’ha incontrata alcune volte al centro commerciale e prima dice di essersi solo fermato a chiacchierare nei pressi della cava, senza fare nulla di compromettente, mentre poi viene strombazzato ai quattro venti che si è incontrato con Elena alla Sagra di Asti e, almeno 4-5 volte, anche a casa sua arrivandoci in motorino e pure in auto, fino a metà di ottobre (è sempre lui?), o l’ex morosetto del liceo che non è riuscito ad incontrarla ma al quale Elena ha confidato di essere controllata su facebook... ora sembra sia saltato fuori un altro uomo: il tizio-ombra di cui Elena dice “una vecchia conoscenza”, “uno che è tornato all'arrembaggio” e ne parla sia con l’ex fidanzatino sia con l’ex compagno di scuola.

Insomma, sinceramente neanche io ci capisco qualcosa e anche per me c’è da riflettere non poco sulla personalità di Elena Ceste che a questo punto, con tante chiacchiere che girano, fosse viva si guarderebbe bene dal tornare a casa, nonostante le garanzie di perdono da parte di tutti, famigliari e congiunti...

Nello stesso tempo mi rendo conto di quanto sia difficile ragionare e scrivere senza avere carte certe in mano. Non è facile credere a tutte le novità spiattellate dai media. Novità che forse sono vere o forse sono false o forse sono vere solo a metà. In ogni caso è chiaro che al momento, usando le stesse risultanze si possono disegnare scenari contrapposti. Quindi concordo con la frase di Pino: Diceva saggiamente la buonanima di De Filippo di non credere "a nisciuno"

Ed ecco che si torna daccapo. E' difficile scrivere un articolo perché anche solo per ipotizzare, senza atti ufficiali in mano a qualcuno occorre credere.

1.150 commenti:

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magica ha detto...

una notizia agghiacciante , questa sera l'ha data la perego alla vita in diretta .. anche se la notizia pare non sia stata verificata. oppure che siano chiacchere di corridoio come solitamente dicono in tv .
la ceste uccisa e murata in casa... mentre scrivo mi vengono i brividi alle ginocchia..
che brutta notizia ! potrebbe essere una ipotesi azzardata di qualche opinionista ?

Mimosa ha detto...

Grazie Massimo per questo nuovo pezzo, allora posso continuare qui i miei ragionamenti che stavo per postare di là.

Mi riallaccio ad una mia nota di ieri, in merito ad una domanda che Kiba si faceva sulle condizioni delle stanze: erano già riordinate o no?
E scrivevo «Se i CC non manifestano sospetti su di lui, potremmo credere che la cucina non fosse a posto e nemmeno i letti rifatti, ecco perché la scomparsa viene collocata durante l’assenza del marito».

Se l’abitazione NON fosse stata in disordine si potrebbero aprire altri scenari.

Quale la supposizione connessa?
Questa: EC, dopo l’uscita del marito e dei figli, avrebbe riordinato la casa in gran fretta, per buttarsi nelle faccende e soffocare i brutti pensieri. Andando veloci, in venti minuti si lavano le tazze della colazione, si pulisce la tavola dalle briciole, si aggiustano i letti, si spalancano le finestre per arieggiare, … e si può anche essere sorpresi da una visita inaspettata (e temuta) …
Questo pomeriggio il direttore de IlGiallo, in studio a La vita in Diretta, dice di aver ricevuto come “soffiatina”, da persona molto ben informata sulle indagini, che è sorta l’ipotesi che EC si sarebbe suicidata in casa (resta sempre in piedi l’istigazione al suicidio) e “qualcuno l’ha trovata e poi nascosto il corpo in un’intercapedine o comunque murata”.

Gli investigatori sono pronti a fare un’altra perquisizione in casa, utilizzando strumentazioni più specifiche.

Va bene che quel settimanale campa con la morbosità e credulità della gente, ma qualche pizzico di spunti li ricava dal concreto. Ora, infatti, si vorrebbe insinuare il dubbio che un uomo così credente e praticante, di fronte al cadavere della consorte suicidatasi, per la vergogna del paese e il disonore della famiglia, invece di chiamare le forze dell’ordine, dimenticandosi di esserne egli stesso parte attiva in quanto vigile del fuoco e con tutto ciò ne consegue a questa appartenenza, nel modo più freddo e cinico possibile afferra il corpo inerte, cerca un nascondiglio, si procura attrezzi da muratore e cela il cadavere sotto malta
… inscenando, nel frattempo, tutta la manfrina delle ricerche presso i vicini, i giri in auto nei dintorni (con tecnica da persona addestrata), le sortite alla Stazione dei CC, le varie telefonate comprese quelle all’uomo della Golf bianca, insomma tutto un avanti e indietro per 5-6 ore …
per poi andare a prendere i figli a scuola e fargli la cena…
non saprei proprio collocare su un quadrante d’orologio le singole fasi delle operazioni necessarie all’occultamento tra le pareti di casa.

Anche a me, all’inizio, era venuto di pensare che Elena (o il suo corpo) fosse da qualche parte all’esterno dell’edificio (immaginando che mai una tale donna avrebbe profanato la casa dei suoi figli facendosi trovare cadavere là dentro),
e ricordo che i CC, recatisi 2 volte ad ispezionare i luoghi, hanno guardato dalla cantina alla soffitta e in tutti i capanni del cortile e dell’orto.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Riporto anche qui un’integrazione e parziale rettifica di una mia affermazione contenuta in un commento che Massimo ha inserito nell’articolo di sopra, e che Minnie col suo intervento mi ha chiarito: due anni fa Elena non ha avuto un figlio, invece lo ha perso, ha avuto un aborto, e per lei che amava una famiglia numerosa deve essere stato un fortissimo trauma.
Fu proprio due anni fa che iniziò a iscriversi ai social network, un modo per distrarsi, probabilmente.

Inoltre qualcuno ha detto che desideravano un altro figlio.

Sempre nel format pomeridiano citato un’ospite avvocato e già pm, di fronte ad una riflessione sulle condizioni psichiche e psicologiche di tale marito quali dedotte dalle ultime esternazioni rimbalzate dalla rete ‘rivale’ (e stranamente ‘complice’ o meglio ‘collaborativa’) , ha affermato che “quest’uomo non può essere lasciato solo, i servizi sociali devono intervenire [esattamente la mia opinione di qualche giorno addietro], il tribunale dei minori deve occuparsene”. Ahi, ahi, non vorrei che adesso glieli portino via …

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.Il caro amico Massimo non smette mai di stupirci,una trovata a dir poco geniale,grazie caro amico.Pomeriggio cinque ha dedicato quasi l'intera puntata sulla sparizione di Elena Ceste.Puntata con non pochi spunti su cui riflettere.Pur avendo in mano computer e cellulare di Elena l'attenzione degli inquirenti si è spostata sui vari laghetti che si trovano nelle vicinanze dell'abitazione di Michele,perché?Possibile che dal cellulare e computer non è uscito fuori qualcosa di utile alle indagini? La sensitiva Mara dice di aver avuto una visione e di essere quasi certa che Elena è in uno di questi laghetti.Brutta visione la sua,speriamo che si sbagli e che Elena sia ancora viva e da qualche parte.Cara Mimosa questa ipotesi sui figli è alquanto allarmante,ha perso la moglie e se poi gli tolgono pure i figli non so in che stato si ridurrà il povero Michele.Cari amici la giornata è stata dura e faticosa,auguro a tutti la buona notte, a domani con altri commenti.

Anonimo ha detto...

Un saluto a tutti.

Ad integrazione di quanto riportato da Mimosa aggiungo che le esternazioni a la Vita in diretta sulle possibili precarie consizioni psicologiche dell'uomo e sull'auspicabile intervento degli assistenti sociali sono dovute, oltre alla telefonata alla giornalista di Pomeriggio 5, fatta da qualcuno che si è identificato come "Armando Diaz" ma nella cui voce molti sono convinti di riconoscere il marito, alla notizia che lui starebbe continuando a chiamare e a mandare messaggi al telefonino della moglie, quello stesso che lui ha ritrovato e consegnato agli inquirenti fin dai primi momenti della scomparsa.

Quest'ultima però potrebbe essere stata un idea solo apparentemente bislacca.

Quando uscirono i primi smartphone, con le batterie che duravano poco, i gestori di telefonia mobile offrivano ( e probabilmente lo faranno anche ora) una doppia sim card con lo stesso numero, sim cards che potevano essere inserite in due cellulari diversi in modo che quando si stava per scaricare uno si accendeva l'altro senza dover stare a trafficare per fare il cambio sim.

Magari Elena non aveva affatto una doppia sim ma un marito dsperato che si sta scervellando per capire cosa sia potuto succedere alla moglie e che non sembra nutrire eccessiva fiducia nel lavoro degli inquirenti, poco inclini a seguire i suoi dettami investigativi, può pensare di tutto e seguire per suo conto le ipotesi più disparate per peregrine che possano apparire.

Stefano

PINO ha detto...

@ Ciao MASSIMO!
Ottima la tua idea di riportare, in questo articolo, "sui generis", il ragguaglio di quanto espresso dal gruppo di collaboratori (non molto numeroso, in verità) che hanno, e stanno seguendo tuttora, il caso Ceste.
Un "caso" sul quale, come affermi: " sia difficile ragionare e scrivere senza avere carte certe in mano."
Giusto. Ciò nonostante, alcune ipotesi, come somma delle considerazioni sugli avvenimenti che hanno caratterizzato tutta la faccenda, ed alla luce delle ultime notizie (parlo di quelle riscontrate) possano essere formulate, senza gratuite pretese di assoluta verosimiglianza, ma anche senza che siano collocate nel mondo della mera fantasia.
Scrivevo di uno scenario in cui vedevo, e vedo, come protagonista, un unico attore: un soliloquio, insomma, dove il copione recitato rivela incongruenze e contraddizioni.
Ho adottato questa similitudine, perchè mi è parsa la più consona ad esprimere quanto intendo significare.
L'attore parla di movimenti e circostanze che non trovano riscontro cronologico con le dichiarazioni di un'attrice secondaria, vicina di casa. ( lo si deduce dalla puntata a C.L.V del 12 marzo) E da questo punto della commedia, l'autore della trama ed il suo interprete, sono tutt'uno.
L'idea "pruriginosa", da te sottolineata, caro Massimo, non mi abbandona: cerco di lenirla grattandomela.
Ciao, Pino

Anonimo ha detto...

@Pino

vere le contraddizioni emerse in quella puntata però se può aiutarti a lenire quell'idea pruriginosa, le incongruenze sono state superate dai successivi riscontri oggettivi di telecamere e tabulati, semplicemente il marito aveva un errata percezione dei tempi e li aveva anticipati.

Lui ricordava di essere tornato a casa intorno 8.32, di aver chiamato la vicina intorno 8.40 e di essere andato da lei circa alle 9.10.

In realtà va tutto spostato di un quarto d'ora, le telecamere lo hanno inquadrato dirigersi verso casa dal paese alle 8.38 dunque è arrivato intorno 8.45/48, dai tabulati la telefonata alla vicina risulta essere stata fatta alle 8.54 e (come da lei correttamente ricordato) a casa sua ci è andato intorno alle 9.30 (tra l'altro risulterebbero altre telefonate fatte dal marito dopo le 8.54).

Per questo gli inquirenti non hanno ritenuto sospette le dichiarazioni del marito, perché nel suo racconto, a parte l'anticipo degli orari non ci sono comunque discrepanze nella successione temporale degli eventi (ben diverso sarebbe stato se effettivamente lui avesse chiamato la vicina proprio alle 8.40).

Stefano

Mimosa ha detto...

Caro Stefano,
ottima la tua risposta a Pino, sei stato molto più chiaro e incisivo di me,

buona la tua idea della doppia Sim.

Però io mi domando: se le giornaliste sul posto concordano nel definire gli inquirenti e i CC abbottonatissimi come mai in nessun’altra indagine, quindi senza far trapelare indiscrezioni, come fa a girare la notizia che – addirittura – Michele lascia messaggi alla segreteria telefonica del cellulare di Elena?
La talpa è il carabiniere addetto alla custodia dell’oggetto?
Mai sentita una simile baggianata, anche pericolosa per coloro che la divulgano, secondo me.

Mimosa

PINO ha detto...

@ Anonimo Stefano (?)

Tenga per lei l'ironia, perchè del tutto fuori posto.
E, ad evitare che un dialogo sereno e, forse, anche un tantino scherzoso si trasformi in deboscia, eviterò definitivamente ogni ulteriore intervento.

Anonimo ha detto...

Articolo interessantissimo come sempre. Farsi un'idea e' difficile perche' i talk stanno complicando la vicenda con insinuazioni varie all'indirizzo del marito di Elena.

Kris

Ivana ha detto...

Credo non sia raro che i diretti interessati siano gli ultimi a rendersi conto di determinate situazioni familiari;
(forse, inconsciamente, c'è una non accettazione di una realtà spiacevole!)
Il lavoro, la casa, i figli e gli animali da accudire stancano non solo fisicamente e lasciano poco tempo per una riflessione sulle dinamiche relazionali tra coniugi...

Credo che Elena Ceste fosse stanca, esaurita, confusa e non riesco a escludere che possa aver compiuto un gesto estremo (ricordo, per esempio, che Elisabetta e Maria di Castel Volturno MOLTO probabilmente si suicidarono nascondendosi in un'intercapedine della propria villetta); comunque, concordo con quanto scritto da Massimo Prati: senza atti ufficiali in mano, su cui riflettere seriamente, si possano esternare soltanto chiacchiere da salotto...

Mimosa ha detto...

Altroché “misteriosa” la spogliazione con accatastamento degli indumenti in due punti diversi del cortile … stasera CLV ha mandato in onda un altro pezzo della lunga intervista fatta a Michele, e al centro erano le calze di Elena, che Kiba e Minnie hanno ricordato.

Ebbene, si sente Michele che già allora raccontava di quanto avesse insistito con i CC per sapere in che condizione si trovassero le calze della moglie “che non si levano facilmente”: intere? con i plantari sporchi?
domande che pareva essi non si fossero posti!
Alla fine, è risultato che erano intere, a loro dire tolte “come ogni donna se le toglie”, e con i plantari puliti.

A parte che mi ha fatto accapponare la pelle l’affermazione che ho messo in corsivo, ricordando le collant di Melania Rea (per i periti maschi abbassate allo stesso modo, mentre molte di noi donne hanno reso la testimonianza di ‘come’ se le abbassano), non c’è dubbio che le compatte e resistenti calze elastiche si possono togliere solo “srotolandole” dalle gambe e non come collant normali, e infatti Michele ha detto di aver ritrovato calze e mutante come se qualcuno gliele avessero “sfilate” assieme (ossia tenendo la donna sollevata da terra), perché sostiene non è mai stato così che lei si spogliava.

Ma il peggio è che le piante erano risultate pulite!
il marito ha fatto notare che qualsiasi persona abbia camminato per 15 metri – dal luogo di ritrovamento delle pantofole e dei pantaloni all’angolo del cancello – o sull’erba bagnata o sul vialetto di cemento, al minimo avrebbe impresse sulle calze delle tracce.
Come mai niente è stato rilevato? Almeno ad occhio nudo dei carabinieri del posto.
Ora pare siano andate a finire dai Ris assieme alla biancheria intima.
Mistero nel mistero!

E non è finita, perché il servizio di CLV ha affrontato anche la questione dell’apertura del cancello.
E qualche risposta alle legittime domande di Kiba le ha fornite
... complicando ulteriormente la modalità di sparizione di questa donna.

Mimosa

Mimosa ha detto...

PS – OT: a proposito di Melania, ho letto il link che ultimamente è stato postato all’ultimo articolo pertinente, su una faccenda di foto di MR ed ex voto ad una processione. Sono rimasta senza parole, ovvero ne avrei, ma ‘terribili’ …

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte.Turbamenti e confessioni,vecchi amici e incontri segreti,spogliarsi di tutto e fuggire via,e sopratutto insieme a chi è fuggita? Di certo non con un estraneo,ma con qualcuno che conosceva bene.Guardate la puntata di pomeriggio cinque e capirete che non tutto torna per come qualcuno vuol far credere(Michele).Strani incontri segreti e induzione al suicidio,mah,altro che "giallo",qui qualcuno incomincia a vedere "rosso sangue".Buona notte cari amici.
http://www.video.mediaset.it/video/pomeriggio_5/full/457163/mercoledi-30-aprile.html

Anonimo ha detto...

@Pino, (o anonimo?)
sono Stefano, non un anonimo, lo stesso citato da Massimo, non c'era nessuna ironia nel mio commento, mi dispiace se l'hai presa così, non era affatto mia intenzione irriderti od offenderti in alcun modo.
Se l'ho fatto mi scuso, anche se non capisco esattamente come.
Ho solo detto che capisco i tuoi dubbi ingenerati da quella puntata di "Chi l'ha visto" del 12 marzo, a seguire ho precisato che il susseguirsi degli eventi (delle indagini), ha dissipato quei dubbi nel modo che ho descritto (almeno, a quanto sembra per gli inquirenti, che non hanno ancora indagato il marito neanche pro-forma... quantomeno per ora).

Stefano

Anonimo ha detto...

Grazie Massimo per averci dedicato questo spazio, e un grazie a Vito che nell'altro post ha linkato il video della puntata che cercavo. Finalmente a Chi l’ha visto hanno parlato dell’apertura del cancello per capire gli ultimi spostamenti della donna(lo avessero fatto anche per Roberta, con le famose chiavi di casa…). Non credo però all’ipotesi della donna che approfitta dell’apertura del cancello quando esce il marito, perché la vicina che poi la nota in giardino avrebbe fatto caso al cancello aperto. Si aggiunge anche il mistero delle calze, e si scopre che è il marito stesso a ragionarci su e proporre il problema. Dando sempre per buono quello che dice Michele, la donna a questo punto potrebbe anche essersi spogliata al contrario di come si pensa, ossia prima i vestiti vicini al cancello, poi con le ciabatte si avvicina verso casa, si spoglia degli ultimi indumenti e rientra a casa. Qui avrebbe tutto i tempo per cambiarsi di nuovo ed aprire il cancello con il pulsante interno. Resta da capire per quale motivo denudarsi di fronte alla strada.

Altra ipotesi, sempre se prendiamo per buone le parole di Michele, potrebbe essere una messa in scena della donna stessa per continuare il ruolo di persona che perde la testa. Non è detto infatti, che la donna racconti tutta la verità al marito e che le storie sulle voci nella testa e simili siano inventate per ammorbidire un certo senso di colpa. Se invece Elena ha detto tutta la verità, c’è da preoccuparsi per lo stato mentale della donna, la quale in sostanza: sentiva le voci nella testa, credeva che i figli fossero controllati e potessero essere condizionati, è convinta di essere stata registrata da un video in un momento in cui lei, dice, non controllava il suo corpo ed era come bloccata, riferisce di non essere lei a rispondere a dei messaggi ma che qualcun altro lo faccia al suo posto, crede di essere ricattata da più uomini, ha paura che qualcuno la voglia portare via e che qualcuno pensa che non sia una buona madre (non compagna).
Il punto per me è capire se la donna soffrisse o meno di questo stato di allucinazione e paranoia, ma quello che mi chiedo è: davvero un banale tradimento potrebbe portare una persona a sentire voci nella testa?
Un saluto a tutti
Kiba

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.Le ricerche nei laghetti hanno dato esito negativo,del corpo di Elena non c'è traccia in quelli fin'ora perlustrati.Si è detto che ad accompagnare i figli a scuola era solito farlo lei,ma, stranamente quel giorno per motivi di salute o di agitazioni avute durante la notte chi accompagna i figli è il marito.Bene o male Elena sapeva quanto tempo avrebbe impiegato il marito per andare a scuola e poi tornare a casa.Una testimone dice di averla vista verso le 8.15,quindi una buona mezz'ora per sparire e far perdere ogni traccia.Tutta una finzione il suo malore mattutino ed era tutto programmato quello che sarebbe accaduto a breve tempo? sembrerebbe di si.Amici che hanno un alibi,un vecchio compagno che le scrive in un messaggio ti voglio tanto,tanto bene e ci vediamo al solito posto,quindi vuol dire che già si erano visti in quel posto,però,nessun indagato o indiziato tra questi veri o presunti amici o vecchi compagni di scuola.Nessun sms o telefonata mattutina è emersa dalle indagini(credo),il che mi lascia credere che tutto era programmato da un incontro avuto con un "amico" qualche giorno prima.Se tutti hanno un alibi di ferro, chi è passato a prenderla a casa? L'unico che mi viene in mente dopo gli amici e compagni di merende è il prete.E come nei film gialli il colpevole è il meno sospettabile.Buona notte e sogni d'oro a tutti.

Mimosa ha detto...

Sono curiosa di vedere questa sera come monterà il servizio QG … avrà indagato su mogli/figlie/sorelle dei corrispondenti virtuali di EC?
Qualche figura femminile dell’entourage di costoro ha una moto? Eh, già, e se invece di una vettura, quella mattina fosse passata di lì una motoretta (meno visibile di un’auto)?

A questo punto, non è da sottovalutare l’affermazione di MB sul sospetto dell’esistenza di una donna che avrebbe potuto avere paura di perdere il proprio uomo a causa del suo troppo stretto interessamento a Elena.
Qualcuna della loro parentela è vicina a qualche setta esoterica?
Solo così si potrebbe spiegare l’ipnosi agìta su EC per farla spogliare, stante che sono stati vagliati gli alibi di tutti quegli uomini e delle loro consorti, ammettendo l’intervento di una donna che avrebbe potuto farsi aprire il cancello senza destare sospetti.

Ed ora la domanda cruciale: che ne è stato a quel punto di Elena? È stata prelevata frettolosamente svestita e rivestita o è stata strangolata e nascosta prima nel pollaio e poi trasportata chissà dove?
(Quel cane che si vede in alcuni servizi, sicuramente non è “da guardia”, che lo tenevano a fare in cortile?)
Gli inquirenti hanno domandato se in giro – tra una sortita e l’altra di MB in casa – qualcuno ha notato movimenti di moto, furgoncini o altri automezzi con soste davanti alla casa?
Pare la vicina non abbia visto niente, ma anche lei si è messa al volante per cercare Elena, tra le 9,30-10.

Come è stato azionato quel cancello, che impiega solo 1 minuto per aprirsi e richiudersi: con il pulsante interno all’abitazione (un telecomando era nella vettura che guidava Michele e l’altro in casa, fuori uso)?
E come ha fatto Elena o chi è intervenuto ad agire così velocemente?

Beh, a questo punto mi aspetto che il caso venga trattato dal programma “Mistero” in relazione alle famose “abduction” …

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Mimosa ben detto,qui c'è da scavare a fondo nella vita privata di amici,parenti e conoscenze fortuite,altro che fiumi e laghetti.La storiella degli abiti buttali li senza uno specifico motivo non mi convince,e poi perché mettere gli occhiali sotto i vestiti? Il tuo accenno ad una moto non è male,passa quasi inosservata.Se da una parte c'è una Elena turbata,agitata,ricattata da qualcuno,possibile che fidanzate o mogli di questi "amici" non hanno notato in questi mesi o possibilmente in quelli precedenti nessun comportamento "strano", messaggi nei cellulari o un uso un po anomalo del computer? Difficile credere che sono tutti santerellini da quelle parti,e che possa esserci una donna nel mezzo di questa vicenda non è un'ipotesi da scartare.Vediamo cosa si inventerà QG stasera.Buona giornata cara amica.

Anonimo ha detto...

E se Elena non fosse MAI uscita viva dal recinto di casa, e trasportata fuori solo dopo, durante il tran-tran confusionario dei primi momenti?
Il posizionamento dei suoi vestiti, in quel posto, non potrebbe essere stato effettuato solo per disorientare le ricerche?
Altro che motociclette e carrozze.

magica ha detto...

buongiorno
resta il fatto che a trovare i vestiti sia stato il marito -non penso si volesse disorientare da solo . anche un altro personaggio potrebbe averlo fatto ma non si capisce la logicita' .

questo caso è stranissimo. veramente un mistero ..

Mimosa ha detto...

Ecco servito il nuovo "mistero" :
gli abiti, letteralmente, "profumavano" di bucato fresco
nemmeno le suole delle ciabatte erano sporche,
solo la buancheria intima era "usata".

Mimosa ha detto...

Io vorrei tanto sapere come quella perfetta casalinga faceva per far restare impregnati gli abiti del profumo di bucato fresco.
Forse solo lavando a mano con il sapone di Marsiglia, perché nemmeno io ci riesco usando in lavatrice il detersivo liquido allo stesso sapone e l’ammorbidente alla lavanda. Un leggero profumo persiste per un po’ solo se i panni si asciugano sotto il sole, all’aperto e con venticello.
Dunque, mi viene in mente che nulla esclude lei quella mattina abbia indossato indumenti freschi di bucato, perché no?

L’altra obiezione, prodotta anche questo pomeriggio, è che non solo le calze erano asciutte e senza tracce di erba o terriccio ma pure le ciabatte, i pantaloni e il maglione.
Ebbene? La logica mi farebbe dire che la roba può essersi asciugata in macchina, quando lui se l’è portata dietro per cercare la moglie pensando fosse svestita e ricoprirla (da premuroso marito!).
In fondo era rimasta a terra al massimo 30 minuti, non nevicava, c’era solo una pioggerellina da nebbia bassa.
Forse Michele stesso, da bravo casalingo quale pare sia anch’egli, con gesto automatico ha scosso i panni prima di portarseli dietro, ricordo che con quelli in mano è entrato in casa, andandola a cercare per le stanze.

Non credo proprio che qualcuno abbia preso quegli indumenti dal guardaroba, tanto più che la conoscente l’ha vista vestita proprio in quel modo.

E – a proposito della biancheria intima trovata nell’angolino del cortile – potrebbe essere che l’ultima “svestizione” sia avvenuta fuori dal cancello e che poi lei (o qualcuno per lei) abbia infilato quegli indumenti oltre le sbarre, gettandovi per ultimi gli occhiali, che il marito dice di aver ritrovato ore dopo, qualche decina di cm più verso il muretto.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Da quotidiano "BLITZ"
rancesca scrive:
1 MAGGIO 2014 ALLE 15:17
"Scusate: ma credete veramente che siamo tutti dei deficienti?? Il marito si crea l’alibi
e tutti a scrivere …….una voce d’uomo al telefono…? Rimango basita ed incazzata sicuramente.
Quando lui “l’Armando Diaz di turno ha scoperto che la moglie probabilmente trovava
un diversivo fuori porta ha eliminato il problema e facendo fessi tutti l’ha fatta sparire.
Elena Ceste è morta assassinata altro che fuga volontaria o setta."

Ivana ha detto...

A "La vita in diretta" la criminologa Roberta Bruzzone ha sottolineato che, non essendo in possesso di dati certi, non le era possibile esprimere un'opinione seria e motivata, e si è limitata a porre un'altra ipotesi possibile (condivisa dal direttore della rivista "Giallo"):
Elena si è tolta la vita in casa?
Forse per motivi religiosi il marito ha preferito occultare il cadavere e mettere in atto un depistaggio per far credere a un rapimento?

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buon giorno.Il mistero continua e continuerà ancora per tanto tempo,questo almeno fin quando non si avranno dati certi in mano,e per ora l'unica cosa certa è la sua sparizione nell'arco temporale di trenta minuti,tempo più che sufficiente per far perdere ogni traccia.Facebook se non lo sai usare può diventare molto pericoloso,e non credo di sbagliarmi se in questo caso lo è stato,subito si son presentati in tanti tra vecchi compagni di scuola e presunti amici d'infanzia .Tutti come dei buon samaritani pronti ad "aiutare" e consolare la povera casalinga quasi disperata,e poter riallacciare certi rapporti persi da tanto tempo.Messaggi che possono dire tanto o nulla,di certo c'è che qualcuno di questi amici alcuni incontri li ha avuti,e non certo del terzo tipo come nei film di fantascienza,anzi molto intimi e compromettenti.Vizio di tanti uomini quello di far cornuti gli altri e distruggere quel nucleo familiare che,fino a quel momento viveva una vita tranquilla e in pace con tutti,e sopratutto con la propria coscienza.Quella degli abiti è tutta una messinscena per far credere chissà che cosa,la realtà è molto ben diversa,che era tutto programmato dal giorno prima,basta arrivare a scoprire chi si nasconde dietro certe telefonate fatte in forma anonima.Il malore e quella forma di preoccupazione che manifesta la mattina non mi convincono per nulla,e ancora meno gli alibi di ferro di certi "amici e compagni di merende". Alle coincidenze ci credo,ma quello che è successo quella mattina tutto è tranne una coincidenza.Buona giornata cari amici.

magica ha detto...

buongiorno a tutti
rispondo a mimosa e considero che il mistero si infittisce . mi chiedo perchè la ceste avesse indossato i vestiti profumati di bucato , mentre gli indumenti intimi erano del giorno prima . difficile che succeda ,ma potrebbe anche essere che con il momento critico la ceste non ci avesse fatto caso - per logica avrebbe dovuto avere indosso anche i vestiti usati .
se si vuole proprio cercare il pelo nell'uovo, ma tutto potrebbe essere ..
michele giorni fa si identifico' alla giornlista come armando diaz,era prevedibile che rispondesse cosi' infatti disse che non voleva piu' parlare con i giornalisti., perchè fanno solo danni .. ed ha risposto in quel modo ,michele è stato anche troppo accondiscendete .. ad un certo punto ha perso le staffe , come successe alla cosima e pure all'amante di logli ..
. non c'è nulla di strano solo una risposta sarcastica . ci sono tante stranezze comunque . certo che michele nonostante tutto ci fa sospettare .

Mimosa ha detto...

A tutte le persone, che dopo le trattazioni televisive degli ultimi due mesi sul caso e le riproposte a iosa (e a spezzoni di comodo) delle dichiarazioni di MB, cominciano a sospettare di lui, chiedo di soffermarsi su quei videoclip mandati in onda nei primi due giorni in cui sono arrivate le telecamere (nello specifico le registrazioni sotto la nevicata).
E domando: una persona in quello stato può mimetizzare una colpa uxoricida? Può essere considerata in balìa di un delirio post delictum?
Non ha dato l’impressione di un marito disperato e incredulo sia caduta ‘proprio’ su di lui e la sua famiglia, perfetta, una tale inaspettata tegola?
Ho fatto il medesimo ragionamento nel caso della scomparsa di Melania Rea: il comportamento di Salvatore Parolisi mi è sembrato similmente sbandato e innocente, mentre nel caso di Roberta Ragusa mi è parso l’opposto (il marito si è mostrato fin dai primi giorni un personaggio troppo controllato e freddo).

Il vero fiuto di un investigatore alla vecchia maniera valuta attentamente come si comportano e agiscono nelle prime 48 ore anche le persone più vicine alla vittima.
MB è stato ‘tartassato’ dai CC ogni giorno della prima settimana, finché essi hanno capito che lui era sincero.

Infatti la Procura di Asti, per ora, continua a ribadire che “ogni ipotesi è aperta” e che sulle responsabilità del marito “non è emerso nulla che abbia valenza investigativa”.
Ma se fra poco un qualunque procuratore, similmente a tanti che conosciamo, vorrà mettersi in evidenza e si intrometterà nelle indagini ‘tradizionali’delle forze sul territorio, direzionando l’attenzione sul marito (fortunatamente *non ultimo* a vedere la moglie viva), ci troveremo davanti ad un altro caso di cattivo governo della giustizia?

Perché non hanno mai fatto trasmissioni su trasmissioni per analizzare tutte le contraddizioni e le stranezze di Antonio Logli, cavandogli la pelle pure a costui? Perché? Eppure, c’era carne al fuoco …

Buonanotte, Mimosa

Ivana ha detto...

Ritengo che riguardo ad Antonio Logli siano state evidenziate, spesso e volentieri, in determinate trasmissioni televisive, le sue contraddizioni; il testimone Gozzi ha partecipato sovente a trasmissioni televisive varie...
Non ho riscontrato analogie significative tra il comportamento di Salvatore e quello di Michele.
So che il Parolisi è stato definito un "mentitore abituale", Michele no.
Salvatore si è dimostrato un marito e un padre EGOISTA (ha pensato prioritariamente a sé stesso perfino nel momento della nascita della figlia, rendendosi IRREPERIBILE!), Michele no.
Salvatore temeva di perdere la propria libertà di azione, Michele pensava e pensa soprattutto al lavoro fuori e dentro casa e ai propri figli.
Le "lacrime" del Parolisi sono apparse a molti "fredde" rivelatrici di un dolore fasullo e i suoi sospiri sembravano quelli di un attore dilettante; gli occhi lucidi di Michele sono apparsi, a più persone di mia conoscenza, rivelatori di un dolore sincero e profondo (Michele è innocente? è implicato nella "scomparsa della moglie? Non lo so, ma mi appare, di certo, un uomo disperato).
Trovo, invece, almeno un'analogia significativa tra il comportamento EGOISTA del Parolisi e quello di altri, quali, il Dekleva, il Di Grazia, il Lavoretano e il Logli.

Anonimo ha detto...

IVANA
Soffri di simpatia?
Parolisi non ti piaceva?

Ivana ha detto...

Ritengo di non avere simpatie o antipatie a priori; mi baso soltanto sui fatti, sui comportamenti e sui dati che conosco...
Come ribadisco, non so se Michele sia coinvolto (ed eventualmente in quale modo!)o no nella scomparsa della moglie, di certo mi appare un uomo disperato.
Non avendo atti in mano, non escludo alcuna ipotesi possibile, nemmeno quella di un atto inconsulto compiuto da Elena che, a quanto pare, stava davvero male ed era ossessionata da paure forse non reali...
Lei stessa si è nascosta in un posto "impensabile?", mettendo prima in atto il depistaggio dei vestiti, per far pensare a un rapimento? È stato il marito a nascondere il corpo e ad attuare il depistaggio? È stata uccisa e il cadavere occultato?...

Vanna ha detto...

Massimo buon pomeriggio!
Molto interessante il collage di alcuni interventi scelti con acutezza.
Sto continuando a seguire il caso Ceste, anche se non sono intervenuta ormai da tempo perché sono turbata da questo caso.
Quando vedo M.B. in tv, mi sembra sincero, il pensiero appare logico ma il volto, anche quando è adirato, mi sembra rigido.
Qualcosa nel suo racconto non mi quadra nonostante tutto ed è per questo che ho momentaneamente accantonato l'idea che dietro la sparizione ci siano le sette.
Un piccolo dubbio si è fatto avanti e va crescendo: il dubbio che lui non la racconti giusta.
Non credo che E. sia volontariamente sparita per capriccio, per la sua " vivacità" scoperta e forse confessata a lui.
Potrebbe essersi allontanata per paura e se lui, preso atto che lei cominciava, forse, a volere più autonomia e più libertà non lo ha sopportato, le avrà cominciato a fare delle pressioni. Potrebbe essere stato lui che le ha fatto credere di non essere una buona madre.
La rigidità di cui sopra la vedo anche nel non permettere che i suoi figli siano a contatto con i nonni materni mentre invece avrebbe chiesto al fratello di stare loro vicino.
Mi chiedo: i nonni materni vivono geograficamente a due passi, Salerno è un po' più lontano.
Perché si sta incaponendo a fare l'uomo di casa a non voler aiuto dai familiari di E che ora potrebbero dare affetto e vicinanza ai bambini.
Sempre se ciò che ho letto è vero.

...continuo...

Vanna ha detto...

...continuo...

La casa dove abitano è stata costruita con il denaro dei Ceste e lui ci ha lavorato concretamente.
Bella gratitudine verso i suoceri che di sicuro hanno visto più spesso i nipoti che non lo zio.
Se fosse vero, c'è da chiedersi perché, ed io mi chiedo ma erano così idilliaci i rapporti tra i Ceste e il B. prima?
Forse sì se lui invece di cercare la moglie va ad accendere il riscaldamento in casa dei suoceri.
Strana anche questa cosa.
Strano anche l'andare avanti e indietro quella mattina dal medico e al comune.
Ma la moglie non gli aveva chiesto di non mandare i figli a scuola e di non stare sola?
E lui temporeggia nello spazio cittadino ben controllato dalle video camere come, a mio parere, lui ben controllava la sua famiglia tanto da avere le chiavi economiche della sua fattoria.
Strano che non avesse conoscenza della "vivacità" della moglie che, secondo me stava monitorando da tempo.
Forse E. si era stancata di quella vita, forse aveva fatto delle richieste che lui non ha ascoltato, forse voleva un cambiamento.
E forse aveva ragione!
Certo è che lei non è andata in vacanza al sud, ha preferito restare a casa un po' libera.
Ed è strano che lui lo abbia permesso a meno che non l'abbia fatto di proposito per farla cadere in qualche trappola.
Una vocetta mi sussurra: ma quello che le faceva le ricariche non era amico di lui?
Lei già viaggiava su fb mi sembra e non credo che lui non lo sapesse.
La vocetta ancora bisbiglia:
ma non sarà che da qualche computer diverso lui chattava con lei per metterla alla prova?
Insomma: non mi convince più.
Le forze dell'ordine dovrebbero aver guardato in tutti gli aggeggi elettronici possibili, hanno chiesto a Palo Alto?
Per Parolisi lo fecero, ma lì dovevano proteggere l'aereonautica!
Un caro saluto a tutti gli amici.

Anonimo ha detto...

BRAVA VANNA!!
Hai colto quasi nel segno.
Ma MB non è "INDAGATO", come stranamente e ripetutamente precisano ( anche quanto non se ne ravvede la necessittà) nel corso dei vari programmi tv.
Mi piacerebbe sapere perchè si insiste su tale precisazione.
Mistero.

Ivana ha detto...

"Proteggere l'aeronautica"? A che cosa si vuole alludere?
A me risulta che la casa di Michele sia stata controllata, almeno una prima volta, in tempi brevi, mentre dapprima il Parolisi non è stato minimamente sospettato del crimine per cui ha avuto tempo e possibilità di rimuovere le tracce che potessero ricondurlo all'omicidio.
Inoltre il cadavere di Melania è stato trovato due giorni dopo il delitto e, prima di allora, la zona non era stata ispezionata; infatti, proprio in base alle dichiarazioni del marito, la giovane donna veniva ricercata a C. S. M., NON a Ripe…
Credo che, giustamente, la casa di Michele verrà ispezionata in modo più attento e con strumentazione specifica...
A me risulta che Michele continui ad andare ogni sabato e ogni domenica dai suoceri; probabilmente pensa che quattro bambini richiedano sforzi fisici che, per motivi anagrafici, i suoceri, forse, non potrebbero permettersi quotidianamente...
Perché Elena non andava in vacanza con marito e figli, lasciando la cura degli animali ai propri genitori?
Non c'era spazio in auto? Potevano scegliere un'altra modalità di partenza...
Elena, giustamente, preferiva rimanere libera? Voleva evitare che i propri genitori potessero stancarsi troppo?

Ivana ha detto...

"Proteggere l'aeronautica"? A che cosa si vuole alludere?
A me risulta che la casa di Michele sia stata controllata, almeno una prima volta, in tempi brevi, mentre dapprima il Parolisi non è stato minimamente sospettato del crimine per cui ha avuto tempo e possibilità di rimuovere le tracce che potessero ricondurlo all'omicidio.
Inoltre il cadavere di Melania è stato trovato due giorni dopo il delitto e, prima di allora, la zona non era stata ispezionata; infatti, proprio in base alle dichiarazioni del marito, la giovane donna veniva ricercata a C. S. M., NON a Ripe…
Credo che, giustamente, la casa di Michele verrà ispezionata in modo più attento e con strumentazione specifica...
A me risulta che Michele continui ad andare ogni sabato e ogni domenica dai suoceri; probabilmente pensa che quattro bambini richiedano sforzi fisici che, per motivi anagrafici, i suoceri, forse, non potrebbero permettersi quotidianamente...
Perché Elena non andava in vacanza con marito e figli, lasciando la cura degli animali ai propri genitori?
Non c'era spazio in auto? Potevano scegliere un'altra modalità di partenza...
Elena, giustamente, preferiva rimanere libera? Voleva evitare che i propri genitori potessero stancarsi troppo?

Vanna ha detto...

Gentile anonimo, non oso pensare che anche per MB le forze dell'ordine abbiano curato la fornitura di tappeto rosso e guanti bianchi come nel caso Logli.
Penso che in mano debbano avere molto ma, come per il caso Ragusa, non hanno il corpo e ci sono il doppio di minorenni da tutelare, ci vanno logicamente con i passi di piombo.
Anche il rassicurare che non è indagato mette la figliolanza al sicuro, per ora.
Rassicura anche la bravura che lui mostra a fare il casalingo presente a tutto campo in casa per difendere la prole.
Anche prima era così solerte a curare il bucato?
Perché quella mattina di non lavoro non è stato a casa con la famigliola a riposarsi e dormire visto che si erano fatte le ore piccole e per ricucire il rapporto non ha portato tutti fuori al ristorante?
Intanto gli inquirenti registrano e acquisiscono.
Il B. non è uno sprovveduto, lei lo è stata e parecchio.
Questo caso fin dall'inizio mi ha fatto pensare a R.Ragusa anche se i due mariti sono agli antipodi, per questo avevo pensato alle sette.
Per quanto riguarda i vestiti profumati di bucato, le calze pulite recitate da lui per narrare l'ordine e la pulizia della moglie irretita dagli sporcaccioni.
Spero non sia così e comunque un controllo dai servizi sociali dovrebbe essere fatto.
Buona notte.

Vanna ha detto...

Ivana, forse sei nuova,benvenuta.
Qui sul caso Melania Rea si è sviscerato di tutto e ti garantisco che il Parolisi non è stato giudicato colpevole di aver ucciso la moglie, qui.
Se hai tempo vai a leggerti i vari articoli postati da Massimo, da Maura Sacher,da Annika e forse qualcun altro che non ricordo e chiedo scusa, potrai farti un'idea dello spessore analitico che c'è dietro.
Ovviamente il termine che si riferisce all'Aeronautica ha il suo significato.
Se ti è possibile leggi anche quello che disse all'epoca un giudice di cui in questo momento non ricordo il nome esatto ( Ferraro?) e comprenderai meglio che quando ci sono di mezzo le Forze dello Stato i pesi, le misure,le analisi, i giudizi, i minorenni contano quanto conta il nulla.

Vanna ha detto...


Tanto per ricordare, non è vero che Parolisi non era sospettato, lo stavano controllando, di nascosto, fin dall'inizio e fin dall'inizio è partita un'azione mirata ad accerchiarlo nonostante ci fosse altro da indagare.
Mentre lui ha rimosso tracce da fb, a Palo Alto si chiedevano i messaggi.
Mentre c'era un corpo all'aperto quasi in piena esercitazione, nessuno lo ha visto, forse perché non c'era.
Mentre il corpo poteva "parlare" se analizzato correttamente, al corpo si è fatto narrare quello che c'era in modo mirato per colpire Parolisi.
Che P. sia stato un donnaiolo, era in buona compagnia e alla fine è stato lasciato solo perché non aveva la lucidità di giocare con i poteri forti.
Non è il caso di fare paragoni,il M.B.è altro caso che ancora non si può bene comprendere.

Stefania ha detto...

Ciao a tutti! Sono Stefania, tanti di voi mi conosco da tempo. Sono stata latitante su queste pagine ultimamente. Intanto un abbraccio a chi già mi conosce. Vorrei fare un paio di riflessioni, sperando di non ripetere cose già dette.
1. Nel caso EC sia uscita volontariamente da casa (con l'intento di scomparire per sempre oppure di scappare perchè in preda ad una crisi, oppure perchè attesa da qualcuno che poi le ha impedito di tornare), chi ci impedisce di pensare lei si sia vestita con nuovi abiti in casa eppoi abbia volutamente sparso in giardino e nelle immediate vicinanze di casa gli abiti che indossava mischiandoli con capi freschi di bucato?

2. Il fatto abbia lasciato gli occhiali da vista, restringe il caso a tre singole ipotesi:

a) E' scomparsa volontariamente e ne aveva un paio di scorta;

b) Aveva intenzioni suicidiarie per cui gli occhiali erano il suo ultimo pensiero;

c) E' stata prelevata con la promessa gli fossero consegnati successivamente un paio di occhiali nuovi;

Tendo ad escludere abbia lasciato gli occhiali in giardino (nella custodia se non erro) a meno che non fossero veramente necessari.

Quanto sto a domandare è se qualcuno di voi sa se:

- gli occhiali (che dalle immagini trasmesse in tv mi paiono piu' da astigmatica che da miope) permettevano ad EC di muoversi comunque con una certa sicurezza:

3. Quale fosse la lavatrice/asciugatrice in casa. Non cosa di poco conto. La famiglia è nuomerosa e non è detto fosse in uso una macchina di quelle industriali o almeno serie. Io ho una lavatrice ed un'asciugatrice di marca sconosciutissima in Italia. Non avrebbe mercato perchè molto costosa. Solo la lavatrice costa ciraca 4.000 euro. Vero, parliamo di Elena Ceste, Italia. Ma è anche vero che davanti ad una famiglia numerosa potrebbe anche essere avessero fatto un simile investimento. Questo tipo di lavatrice (e di asciugatrice che si acquista separatamente e che ha un prezzo appena superiore) rende i capi morbidi, asciugati, caldi, non stropicciati ... toglie addirittura i pelucchi dai maglioni, giusto per intenderci. Ed il profumo è persistente se si usano prodotti adatti. Tutte cose testate personalmente. So non è uso si usino in Italia ma ho amici che con i figlioli fanno una squadra di calcio che pur abitando in Brianza, hanno acquistato entrambi gli apparecchi.

Quando ci domandiamo se il marito potesse aver un solo motivo per farla scomparire oppure davanti ad un conclamato "tradimento" (per lui sembra questo fosse ... tanto continua a ripetere "era una santa") non dobbiamo valutare solo il fatto avrebbe dovuto considerare la necessità di dover gestire quattro bambini(età? Qualcuno la conosce?) ma anche il fatto l'abitazione fosse intestata solo alla moglie.

Per il momento ho idee abbastanza confuse e quindi desidero solo con voi avere uno scambio. Non solo non ho preclusioni di sorta ma davvero, sinceramente, sento di non poter neppure involontariamente sposare una causa piuttosto che un'altra.

Stefania

Mimosa ha detto...

CIAO Stefania carissima e ben tornata!!
Sul tipo di occhiali, ti rispondo quello che mi ricordo: EC era miope (mi pare le mancassero 3-4 diottrie, quindi non tantissimo), ma fortemente astigmatica. Per questo le sarebbe stato difficile andare in giro anche a piedi, senza indossarli.
Gli inquirenti, ed anche i giornalisti, hanno fatto ricerche presso tutti gli oculisti di Asti e dintorni, a Torino hanno rintracciato il negozio dove li aveva acquistati, diversi anni fa, e lì escludono avesse ordinato un secondo paio.
I bambini sono 4, la più grande ha 13 anni, in mezzo ci sono 2 maschietti che frequentano le elementari, e l’ultima di 4 anni va all’asilo.

Ciao anche a te Vanna, grazie di essere presente!

Mimosa

Stefania ha detto...

Grazie, cara, carissima Mimosa! Mi hai segnalato dati importanti. Agli occhi di un uomo che aveva la moglie casalinga, la gestione di quattro figlioli, di cui i primi tre maschi e TUTTI in età scolare puo' essere stata dallo stesso valutata "facile". La femminuccia, la piu' piccola, non è comunque una lattante e frequenta la scuola materna. Da quel poco che conosco della vicenda, il marito di Elena ha pensato di poter gestire da solo, con l'aiuto del fratello (si è trasferito in Piemonte? Lo ha seguito un'eventuale moglie che ha dimestichezza con le faccende di casa e sa gestire una famigliola sicuramente scossa?)l'immediato futuro. Mi risulta abbia chiesto un periodo di aspettativa. E' corretto? Sinceramente sono piuttosto perplessa ma non credo, allo stato attuale, sia possibile fare altro che ipotesi. Certo questa situazione non potrà protrarsi all'infinito ma MB non mi pare essere un fulmine. L'attuale gestione familiare puo' essere sia il frutto di un'azione improvvisa (di Elena? Del marito?) che premeditata. Certo, uno che telefona al centralino di una trasmissione seguita da mezza Italia spacciandosi per Armando Diaz non depone a favore di tanto intelletto o comunque di una prova di lucidità mentale. Quanto ne sappiamo dello stato mentale di Elena? A parte i prete e l'insegnante di uncinetto ... non credo a priori Elena fosse donna particolarmente colta e questo porta a pensare fosse purtroppo poco in grado di gestire questioni che possono sembrare semplici da sistemare. Gente semplice, per intenderci. Non posso credere che tra marito e moglie ci fosse un grado culturale e di pensiero tanto distante da permetterci chissà quali empirici voli. Si fosse sposata con lui "per un errore di valutazione" ... non lo avrebbe seguito al Sud e soprattutto non ci avrebbe fatto assieme 4 figlioli, quasi cinque!

Stefania

Mimosa ha detto...

Il fratello si è trasferito solo per un paio di giorni, ora è tornato a casa sua.
Michele, dopo 3 mesi di aspettativa, è rientrato in servizio solo per prendere altra aspettativa. Ora è di nuovo lui che si occupa dei figli e della casa, spazza, fa bucati, ecc.
Secondo me, lui aiutava già la moglie nelle faccende domestiche, per questo non ha paura di accudire la famiglia.

I suoceri vengono ogni fine settimana e i bambini stanno con loro tutto il giorno.

Questo è quello che so.
Mimosa

Mimosa ha detto...

PS: la prima di 13 anni è femmina

Mimosa ha detto...

@ Stefania, Elena era laureata e per un paio d’anni lavorava da commercialista, poi ha mollato tutto per sposarsi. Lui, dopo le superiori, ha fatto un paio d’anni di università, poi si è messo a guidare corriere e intanto aveva fatto domanda per entrare nel Corpo dei Vigili del Fuoco. Quando è stato chiamato, trascorsero 3-4 anni in Campania, poi lui ottenne il trasferimento. Sono sposati da 15 anni. Evidentemente hanno fatto un figlio ogni 2 anni. Due anni fa lei ha avuto un aborto spontaneo e soffrì moltissimo, forse iniziò una depressione “post partum” … fu in quel periodo che prese il pc e si iscrisse a fb.

Stefania ha detto...

Quindi i genitori di Elena non sono esclusi dalla gestione familiare? E' importante. Tu dici vengono costantemente coinvolti, in TV (come spesso accade) dicono l'esatto contrario. Il fatto la "grandona" sia femmina ed abbia anni non è cosa da poco. Potrebbe aver condiviso molto con la mamma. Non so se i ragazzi sono stati ascoltati. Cerco, lo ripeto, di farmi un quadro della situazione. Lungi da me avere preconcetti di sorta. Nè nei confronti della scomparsa nè nei confronti del marito. Mi spiace ripeta determinate cose come fossero un "mantra". Sia perchè tutto questo non aiuta gli investigatori, sia perchè se davvero quell'uomo fosse quello che vediamo nei filmati, pare persona poco adatta a comprendere l'animo di una donna, anche se la propria moglie in difficoltà. Potrebbe fare il tonto a comando? E se cosi' non fosse, se la moglie fosse stata davvero, come sembra, in seria difficoltà psicologica, il marito, la famiglia di lui e quella di lei, erano in grado di comprendere un disagio simile e di aiutarla in modo concreto?

Stefania

Stefania ha detto...

Da quanto mi risulta Elena aveva il titolo di "analista contabile": ovvero ... due anni di studi come segretaria di azienda, terzo anno ad indirizzo contabile conseguendo l'attestato di addetta alla contabilità, e successivi due anni di studio cosi' da conseguire la maturità professionale come analista contabile che da teoricamente accesso all'iscrizione ad ogni facoltà universitaria. Ma si tratta di diploma PROFESSIONALE e non TECNICO oppure LICEALE ....non mi risulta abbia mai frequentato l'università. Ne sei certa?

Stefania

Mimosa ha detto...

No, Stefania, il nonno ha semplicemente raccontato come stavano le cose, aggiungendo "Gli abbiamo detto: noi siamo qui ... quando hai bisogno"
sono le giornaliste che travisano, come fa comodo.

Sì, la grande è stata ascoltata.

Mimosa

Stefania ha detto...

Quindi, Mimosa mi stai confermando:

- che i nonni hanno dato la disponibilità alla cura dei nipoti ma non sono stati di fatto coinvolti? Da dove deriva l'info che il marito di Elena ed i figli vedano i nonni materni ogni week end?

- che Elena avesse un semplice diploma professionale (cinque anni di studi dopo la licenza media) e non fosse mai stata nè all'università nè tantomeno avesse conseguito una laurea, cosa che non mi risulta affatto?

Stefania

Mimosa ha detto...

@ Stefania, sulla laurea di Elena, mi hai spiazzata ... devo controllare, a me pareva di sì, da quanto aveva detto la mamma ...

bisogna controllare.

Che lui si era iscritto, sono sicura di averlo sentito.

Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Stefania, devi aver ragione in assoluto: facendo i calcoli se sono sposati da 15 anni e ora lei ne ha 37, è chiaro che al tempo delle nozze non era laureata.

Stefania ha detto...

Grazie, Mimosa. Prova a verificare. Io l'ho fatto e sembra lui essersi iscritto (senza particolari successi) all'università. Non si conosce nè la sede nè la facoltà. Lei aveva (ho controllato nuovamente) un semplice diploma professionale. Mi domando e continuo a chiedermi se quella famiglia aveva gli strumenti intellettivi necessari per gestire un disagio come quello che il marito ed altri raccontano vivesse Elena.

Stefania

Mimosa ha detto...

Stefania, concordo sulle incapacità che hai evidenziato, anche guardando alle famiglie di origine, gente semplice e grandi lavoratori.

Mimosa

Stefania ha detto...

Un bacione della buonanotte. Ci si rilegge domani! Proviamo a pensare ad ogni parola, ad ogni intervista del marito: Elena non la conosciamo, questa è la verità.

A domani.

Stefania

Mimosa ha detto...

Buonanotte, a domani, cara!

Mimosa

Mimosa ha detto...

Una mia nuova notturna riflessione, tra logica e paradossi, a fronte dell’ipotesi del corpo di Elena murato in casa, dopo il suicidio, “istigato”.
In attesa dei risultati delle nuove ricerche con i mezzi speciali, i ragionamenti sono tanti e spero di riuscire ad essere chiara e sintetica, anche se dovrò essere brutale.

Prima di tutto “in quale modo” EC si è tolta la vita? Ingoiando pastiglie? È mai stata trovata in casa una scatola di sonniferi, o un contenitore di altro medicinale, vuoto? o fuori posto? Con un topicida?
Chi sostiene queste tesi, forse non sa quanto tempo si impiega a morire … inoltre, se usato un veleno, ci sarebbero tracce di vomito da qualche parte, e invece niente.

Secondo punto: “chi” avrebbe nascosto il cadavere?
Se una terza persona avesse indotto EC a suicidarsi nel lasso di tempo di assenza del marito, ammesso che avesse esperito un sistema di morte rapidissima, a che pro nascondere il corpo in casa, addirittura dandosi da fare per murarla? Una volta raggiunto lo scopo (l’eliminazione della donna), e se voleva dare un segnale alla famiglia, perché non lasciare la “santa donna” distesa per terra, anche denudata, in bella vista?

Terzo aspetto: per murare un cadavere, peso morto, ci vogliono almeno 2 persone (solo nei film l’assassino muratore fa tutto da solo) e comunque molto ciniche ed esperte di edilizia. Dove hanno trovato gli attrezzi, i mattoni o la paratia, e il colore per mimetizzare il tutto? Dove hanno fatto la malta?
I CC hanno controllato l’edificio dalla cantina alla soffitta e non hanno notato tracce sospette (mi auguro non sarebbe loro sfuggita una macchia di calce o di pittura in una casa linda).
MB si è mai accorto che un vano si è rimpicciolito di dimensioni?

“Se” il lavoro l’avesse fatto lui, quando, a che ora o in quali frammenti di tempo, dato che ogni momento e ogni movimento della sua mattinata è stato sezionato (al di là delle becere chiacchiere salottiere, smentite dall’inviata in loco)?

“Se” l’avesse fatto lui, magari lo stesso pomeriggio, mentre i bambini erano in casa e sconcertati per la scomparsa della mamma, o la notte, mentre dormivano (chissà se quella notte hanno dormito), dopo aver celato il corpo in un posto così tranquillo da non essere notato da nessuno dei CC che avrebbero scontatamente invaso l’abitazione nei primissimi giorni dell’allarme, ci troveremmo davanti non solo ad un padre sadico che fa vivere e dormire le sue creature in presenza del cadavere della loro amatissima mamma, ma anche ad un uomo capace di sfidare le forze dell’ordine tanto da completare l’opera prima che l’odore della putrefazione si spargesse, e infine ad un falso ipocrita bigotto che sfida soprattutto le leggi del Signore Iddio, non consente la benedizione e la degna sepoltura ad un defunto, ne viola il cadavere, manipolandolo ed occultandolo, e poi va a Messa, si comunica, anzi addirittura impartisce la comunione (risulta anche questo, che abbia il mandato per il ministero eucaristico).

Infine, “se” l’avesse fatto lui, ora come pensa di evitare che il georadar lo scopra? Ci sono movimenti e comportamenti di MB che facciano pensare stia facendo dei lavori in casa in modo da smantellare pareti e trasferire fardelli ingombri da qualche altra parte? E da che parte poi?
… Andiamo!!!! A nanna!

I sospettosi, i dubbiosi, gli incerti, possono replicare.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Chissà perchè, a volte, con puntigliosità, pur di tergiversare, su ogni ipotesi logica avanzata, se ne sceglie la più strampalata, buttata lì per caso, sconsideratamente, come quella del "suicidata e murata in casa", senza valutarne la sua evidente risibilità.
Perchè non ipotizzare, per esempio, che EC potrebbe essere stata soppressa in casa, e portata via subito dopo?
Da chi?
Questo lo stabiliranno gli inquirenti dopo le dovute valutazioni dello strano ritrovamento degli indumenti della scomparsa, non consegnati, subito,
ai CC, dal marito, ed altro materiale probatorio in loro possesso.

Anonimo ha detto...




Da "UNF"
Elena Ceste non è scomparsa, si è uccisa ed è stata poi murata in casa?
3 maggio 2014Scritto da Filomena Procopio
UN COMMENTO:
"Il marito dopo essere tornato dall’aver accompagnato i figli a scuola può aver ucciso la moglie.
Poi và dalla vicina (alle 9.30 e non alle 9 come afferma lui) chiede se ha visto Elena, poi torna a casa e può aver preparato il corpo per farlo sparire. Poi torna dalla vicina e le chiede di andare con la macchina a cercare Elena: “Tu vai a destra e io vado a sinistra”.
Poi torna a casa. Ecco penso che questo sia il momento in cui, allontanata la vicina che avrebbe potuto vederlo, carica il corpo in macchina e si dirige verso la casa dei suoceri.
Se non erro durante il tragitto dovrebbe esserci il fiume, posto in cui potrebbe essersi liberato del cadavere. Il tempo per fare tutto questo l’ha avuto."

Ivana ha detto...

Grazie, Vanna, per la tua gentilezza... Non sono una "nuova arrivata" e avevo letto i vari articoli pertinenti, postati da Massimo (ovviamente "leggere" non implica "condividere").
Quanto da me detto in precedenza, in questo stesso filo di discussione, risulta messo nero su bianco nelle motivazioni della sentenza d'appello...
Riguardo a Paolo Ferrero, non lo ritengo attendibile; se non erro era stato destituito dal suo incarico per motivi di salute.
Ciò che avevo ascoltato, dalla voce stessa di Paolo Ferrero, in determinati video presenti in internet, mi era apparso come un discorso confuso e contraddittorio; inoltre, se fosse stata vera la pista satanista nell'esercito, perché uccidere una semplice casalinga impotente e non "zittire", invece, magari "suicidandolo", un magistrato influente? Perché, se ci fosse stato di mezzo, in caserma, un vero e proprio mercato della droga, il Parolisi non si sarebbe adeguatamente arricchito?
Comunque, evito ulteriori O.T. (di cui mi scuso) e ritorno al caso di Elena Ceste.
Per ora non credo alla pista satanica, a meno che non sia Elena stessa a farsi viva in qualche modo (tramite avvocato?) per intestare ogni suo bene materiale a una determinata comunità...
Per ora mi appaiono un po' più probabili le ipotesi del suicidio (il caso di Castel Volturno docet!) o dell'omicidio (marito geloso? Strano, però, che un marito geloso lasci la moglie SOLA durante le vacanze estive... Comunque, pare che, almeno finora, in casa non siano state trovate tracce di terze persone).
Credo possano essere sufficienti pochi minuti per l'eventuale strangolamento di una donna debole (depressa e dimagrita troppo) e per occultare il cadavere nell'auto in modo da disfarsene, poi, gettandolo nel Tanaro...
Neanche a me pare probabile che il corpo possa essere stato murato in casa...

Mimosa ha detto...

Carissimo "Anonimo" delle 08:36
hai perfettamente ragione nel dire che quella che ho voluto descrivere "puntigliosamente" è la più strampalata, proprio per questo ho voluto sviscerarla nel minimi particolari
sperando che nessuno ci torni sopra e se la cancellino dalla testa sia il direttore de Il Giallo sia le scimmiette nei vari salotti!

Più che per voi, la cui intelligenza stimo, infatti, scrivevo per loro, casomai fossimo letti.

Mimosa

Stefania ha detto...

Il fatto sia stata murata viva tra le mura domestiche tenderei ad escluderlo. La calce ha comunque bisogno di tempo per asciugarsi. Non è poi scomparsa in piena estate ...

Riguardo l'eventuale trasporto ed occultamento del cadavere altrove, fatto salvo che uno strangolamento potrebbe effettivamente non lasciare alcuna traccia nell'abitazione dei coniugi, vorrei sottolineare una cosa: la donna potrebbe essere stata svestita in casa e gli abiti essere stati riposti dove il marito li ha segnalati. Questo non significa affatto debba gioco-forza essere uscita nuda. Potrebbe essere stata infilata in un sacco, avvolta in una coperta, ecc ....

Volendo valutare quindi l'ipotesi di un decesso avvenuto tra le mura domestiche dobbiamo fare un ulteriore distinguo:

- OMICIDIO: una qualsiasi persona alla quale EC avesse aperto la porta, potrebbe aver avuto il tempo di ucciderla e di caricare il cadavere in auto per potarlo altrove? E perchè mai avrebbe dovuto rischiare di essere visto quando avrebbe invece lasciarlo all'interno dell'abitazione? Nel caso invece volessimo considerare l'eventualità sia stata soppressa dal marito, mi domando se l'automobile dello stesso e quella della donna sono state esaminate. Nel caso di Dekleva ricordo bene infatti furono trovate tracce di saliva di Lucia Manca nel bagagliaio dell'auto utilizzata dall'uomo per liberarsi del cadavere.

- SUICIDIO: Nessuno avrebbe avuto motivo per portare il corpo fuori dalla casa. A meno di non voler ipotizzare il marito abbia provveduto per vergogna o forse anche per non dire la verità ai figli, ai quali raccontare di una mamma che si è ammazzata non deve essere cosa semplice.

Rimane in piedi una terza ipotesi che non so se è mai stata vagliata su queste pagine: se davvero la coppia ha trascorso l'ultima notte discutendo circa la situazione andatasi a creare (a prescindere i timori di EC fossero reali o solo dovuti ad una sua forma di esaurimento) è possibile per quel mattino, il marito avesse invitato a casa colui che considerava "colpevole" non solo dei tradimenti della moglie ma anche del suo stato di prostrazione? E' possibile fosse stato organizzato un "incontro a tre" scopo chiarimento e che entrambi gli uomini davanti al cadavere di una donna che messa alle strette si era suicidata si sono divisi i compiti per evitare "lo scandalo"?

Stefania

Vanna ha detto...

Ciao Ivana, breve OT per rispondere.
Le motivazioni della condanna a P. sono carenti perché carenti sono state le verifiche sugli spostamenti di tutti, le analisi sul corpo di M. che non è stato neanche sottoposto a verifica di sostanze.
Pertanto non le considero veritiere ma costruite ad hoc per condannarlo.
Cosa c'è dietro è stato espresso da Ferrero la cui colpa è quella di aver scoperchiato il vaso di Pandora.
C'è una letteratura sui sistemi di "allenamenti mentali" delle truppe alleate e la guerra in Afganistan ha il suo significato anche per questo.
Fine OT

Vanna ha detto...

Stefania cara, ben tornata!
Mimosa cara, le tue garbate riflessioni notturne sono condivisibili tutte per logica e chiarezza espositiva.
Eppure nei fatti mancano dei dati a noi sconosciuti e inspiegabili.
Chi era veramente E.C.?
Quanto lei si sentiva pienamente realizzata come donna e come mamma? Quanto e come, in una famiglia completa e affollata come la sua, ella condivideva le sue emozioni-delusioni-bisogni di evadere?

Possibile che mai, dico mai, ella ha espresso il desiderio di cambiamento di spazi e di tempi?
Possibile che solo fb abbia aperto spiragli tali che la sua vita è stata travolta fino a rendersi conto che trovarsi lì in quel momento forse, le procurava disagio?

Se la notte prima, ma non credo solo la notte prima, loro hanno parlato e lui doveva essersi accorto dei problemi che lei aveva accumulato nei mesi precedenti, e lei ha svuotato il vaso colmo di delusione femminile e di consapevolezza arrivata troppo tardi confessando il bisogno di volere autonomia, quali risposte potrebbe aver ricevuto?

Non credo risposte di comprensione, di carità umana, di accettazione di avere davanti un'altra Elena con la quale rivivere a nuovo il loro rapporto, altrimenti il giorno dopo stavano tutti a casa a festeggiare il momento novello.
E lui non l'avrebbe lasciata sola, cosa che ha fatto temporeggiando nello spazio cittadino dove poteva recarsi successivamente.
Lei è rimasta sola una trentina di minuti e in quei momenti ha tirato delle conclusioni.
Una "nuova" Elena può essere stata sommersa da una montagna di consapevolezza e può aver elaborato tutta la sua ingenuità sulla quale aveva costruito il suo passato.
Davanti aveva il futuro "passato" che non voleva più e si è allontanata da sola?
Oppure?...
Nell'oppure ci può entrare tutto: tanto abbiamo solo quello che dice lui.
Riguardo il vedere i parenti di lei solo il fine settimana, mi sembra poco.
I bambini hanno bisogno di presenze costanti per guarire la loro emotività.
Vedere un papà che fa tutto il suo dovere solo senza la mamma, può essere doloroso.
Altre persone care in casa alleggeriscono l'atmosfera, forse.
Ho scritto così come mi viene perché il fatto non mi appare chiaro.

Anonimo ha detto...

VANNA
(ct)
"Nell'oppure ci può entrare tutto: tanto abbiamo ."

E' quell'"oppure" che il pudore o la moderatezza, ci impedisce di esternarne l'essenza.

vanna ha detto...

Anonimo, forse è proprio come dici.

Mimosa ha detto...

@ Vanna,
è comprensibile il tuo istinto ‘professionale’ ad analizzare lo stato di emotività di EC,
quello che di lei sappiamo ci viene fornito dalla sua famiglia e dalle compagne di scuola, e pure dall’ex fidanzatino delle superiori: una personcina chiusa, riservata, poco incline a slanci affettuosi, molto brava nello studio, senza amicizie con cui confidarsi (e infatti nessuna compagna di classe era a conoscenza dell’esistenza del morosetto), nulla di drammatico nella sua esistenza,

quasi un’esistenza dalle due facce:
-una esteriore, che replicava il clima della famiglia d’origine - dove è parso ognuno nascondesse la testa sotto la sabbia, dove nessuno si interessava delle faccende dell’altro e nessuno faceva pesare i propri problemi, dove non esistevano complicazioni di alcun genere, insomma, pressoché un’atmosfera idilliaca come quella che Elena ha riproposta nella sua nuova famiglia,
-una interiore, di cui solo oggi, dopo la sua scomparsa, tutti se ne fanno un’idea.

Tuttavia, non è più questo profilo psicologico che al momento importa, se – proprio in base all’esplorazione sul suo intimo vissuto – si è arrivati a pensarla morta, suicidatasi o prelevata a forza.

Dovremmo, piuttosto, sforzarci di immaginare lo scenario della sua scomparsa (volontaria o meno), lasciando cadere ogni subdolo sospetto sul marito, che proprio non avrebbe avuto il tempo né il modo di far scomparire il corpo.

Chi e con che mezzo l’ha prelevata da casa sua? Chi l’ha fatta scomparire? Dove sta celato il suo corpo o la sua persona?

Notizia di oggi: si cercherà tra lo maglie dello sbarramento della prima diga sul fiume Tanaro, non in casa col georadar!

Buonanotte a tutti!
Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.La notte prima della sparizione per come la racconta il marito sembra una notte da incubo,era molto agitata Elena, e tanti pensieri gli frullavano in testa,frasi sconnesse,parla di uomini che la ricattano mettendo di mezzo i figli.Per ora sono solo tre quelli che le indagini hanno fatto uscire allo scoperto; il suo vecchio fidanzato,un vecchio compagno di scuola e il papà di un compagno di scuola di uno dei suoi figli.Diversi incontri ci sono stati con il vecchio compagno,sia in un centro commerciale e sia a casa sua quando il marito non c'era.Passiamo al papà del compagno di scuola,e qui qualcuno mi dovrebbe spiegare il senso di questo messaggio sul cellulare di Elena: TI voglio TANTO TANTO TANTO TANTO TANTO bene.Ora io capisco che uno può volere bene,però,ci sono dei "TANTO" che per i miei gusti sono un po troppi.Per ora sembra che questi tre uomini abbiano un alibi di ferro e in seguito vedremo se sarà confermato.Dalle indagini risulta che non c'è alcun messaggio o telefonata al cellulare di Elena,il che mi fa pensare che qualcuno la stesse aspettando,perché una che non ci vede bene senza occhiali, mi dite dove può essere andata da sola e a piedi? I cani molecolari hanno fiutato la sua presenza fino alla chiesa di SS Margherita, dopo si perdono le tracce di Elena.Una fuga programmata oppure è stata costretta a fuggire? Solo ipotesi e certezze poche purtroppo.Buona notte a tutti.

Ivana ha detto...

Cara Vanna, credo che abbiamo punti di vista divergenti: considero le motivazioni della sentenza della Corte d'Appello chiare ed esaurienti, mentre le esternazioni, da me ascoltate, di Paolo Ferrero mi erano apparse allarmistiche, fumose e inconcludenti.
Tornando a Elena Ceste, per ora continuo a ritenere più plausibili due ipotesi: suicidio od omicidio; spero che gli inquirenti controllino, al più presto, sia la casa con il georadar, sia il fiume Tanaro...

Stefania ha detto...

Ivana, Ferrero non ti piace e lo hai scritto mille volte e ne abbiamo preso atto. Almeno cerca di evitare di parlarne continuamente in questa pagina. Non sei convincente neppure se ne parli negli articoli che riguardano le sue esternazioni, figuriamoci qui dove si parla di ELENA CESTE. Se posso permettermi: dacci un taglio.
(Ed in questo caso, spero, mi permetterete questo OT)
Stefania

Ivana ha detto...

Per favore, Stefania, segnalami le "mille volte" (riportando ESATTAMENTE LE MIE PAROLE) in cui io ho espresso il mio punto di vista riguardo alle esternazioni di Paolo Ferrero; non ricordo di aver parlato di Paolo Ferrero in alcun'altra discussione!
Non è questione di "piacere", o "non piacere", ma solo di discorsi per me convincenti o no...
Di certo, in questo filo, il Ferrero è stato dapprima citato da Vanna e io ho espresso il mio punto di vista in merito, senza alcuna pretesa che la mia opinione venga condivisa.
(Mi scuso nuovamente per l'O. T., e spero mi venga perdonato, ma ho ritenuto corretto effettuare le giuste precisazioni.)



Anonimo ha detto...

Stavo pensando che quello del cancello e del calcolo dei tempi di apertura e chiusura possa essere un falso problema.

La quasi totalità dei dispositivi elettronici che ne regolano apertura e chiusura sono dotati di sistemi di sicurezza che a seguito di una minima pressione in senso contrario arrestano immediatamente il movimento di chiusura re-innescando il movimento opposto di apertura. Alcuni meccanismi più sofisticati sono dotati di sensori per cui non c'è bisogno nemmeno di toccarlo il cancello, basta stare nelle vicinanze per impedirne la chiusura.

Sinceramente mi sembra impensabile che il loro cancello ne fosse completamente privo, con 4 bambini non avrebbero mai rischiato che in un momento di distrazione qualcuno di loro avesse potuto ferirsi.

Stefano

Anonimo ha detto...

IVANA evitaci le tue mielate precisazioni: non servono a nessuno.
Sai già, per esperienza passata, che le tue personali deduzioni non sono state mai gradite dalla comunità di questo forum.
Resta lì dove eri, e non cercare altre occasioni per riaffacciarti a questa finestra: non ti piacerebbe quello che potresti ascoltare da un'eco di cui già conosci il tenore.

Stefania ha detto...

Ivana, mi da semplicemente fastidio tu possa ritornare ad ogni tuo intervento, o comunque a sproposito sulla faccenda Parolisi. Non è luogo. Ora spero di essere stata chiara anche se volevo essere con te meno diretta nella speranza comprendessi comunque. Qui si parla di ELENA CESTE e di nessun altro non sia coinvolto volontariamente o meno nel caso della sua scomparsa. E con questo spero di aver esaurito l'argomento.

Stefania

Mimosa ha detto...

Plaudo agli ultimi due interventi sugli OT non pertinenti
mi spiace che Vanna non abbia riconosciuto il personaggio ...

Mimosa ha detto...

Stefano, è buona la tua osservazione, ma bisogna pensare che il cancello automatico, come la casa, risale a poco meno di un decennio fa (e allora i figli erano solo 2), inoltre credo sarebbe stato facile accertarne le modalità di funzionamento a cui accenni.

Del resto io ho rivalutato il tempo che sarebbe stato necessario per uscire, anche usando la chiave (rimasta nella toppa del portoncino di casa): se di passo deciso, si può agilmente percorrere un metro al secondo: 60 secondi per fare 45-50 metri (e ne avanza di tempo!), ossia azionare l’apertura , tornare indietro, reinserire le chiavi nella toppa, e guadagnare l’uscita, anche infilandosi nello spazio tra i due battenti.
In fondo sono circa 15 metri – è stato detto – tra il punto di ritrovamento dei pantaloni sul tombino di fronte all’uscio di casa ed il cancello, percorribile anche 4 volte per restare nel minuto.

Il resto degli indumenti potrebbe essere stato infilato a cancello già chiuso (come ho ipotizzato qualche post sopra).
Tutto ciò, combacerebbe coll’ipotesi dell’intervento di un terzo che l’abbia indotta a fare quello che appare e pure con l’ipotesi sia stata una sua volontaria decisione.

Ora, sembra sempre emergere che gli indumenti deposti in cortile siano un “depistaggio”, uno stratagemma per disorientare gli investigatori (non potrebbero però essere stati prelevati dall’armadio giacché la vicina l’ha vista vestita allo stesso modo),
tuttavia, non so a voi, ma a questo punto a me darebbe l’idea di una grande commedia studiata da tempo e nei minimi dettagli.

Può essere frutto di una donna come dipinta Elena? Ha mai dimostrata una duplice personalità? Si è rivelata improvvisamente schizofrenica?

Aver inscenato tutto ciò da sola, potrebbe significare che stava meditando da tempo una “sparizione” (fuga o suicidio) e che le confessioni pomeridiane e notturne, nonché le esternazioni della mattina, fossero solo un modo di preparare il marito alla sua scomparsa.
È plausibile tutto ciò?

C’entra o no una figura terza che le ha dato un abito per ricoprirla e portala lontano?

Eppure, ancora la Bruzzone insiste per piegare i sospetti sul marito!
La puntata di ieri pomeriggio è inguardabile … la conduttrice ha voluto addirittura corrompere la convinzione innocentista di Enrica Buonaccorti (perché chiamano lei? Si aspettavano la sua posizione colpevolista come nel caso Scazzi? ma che razza di “opinionista” o di “esperta” rappresenta? una della massa anonima? ecco perché hanno voluto manipolare la sua convinzione … ecco fatto e dimostrato come si gestisce l’opinione collettiva. Ci ha provato anche la Bruzz quando ha detto che come lei anche 50 milioni di italiani dubitano sia credibile MB … meno male che in tutto siamo quasi in 60 milioni …!!!)

Mimosa

Anonimo ha detto...

MImosa
(cit)

"tuttavia, non so a voi, ma a questo punto a me darebbe l’idea di una grande commedia studiata da tempo e nei minimi dettagli."

Già, verissimo, ma da chi?

Perchè ritenere impossibile l'intuizione della Bruzzone (ed altri milioni di Italiani)?

L'ipotesi (perchè di questa si tratta) sarebbe molto meno astrusa delle tante altre, se rapportata alla incoerente favoletta narrata da MB.

Non è augurabile che si imiti la tecnica dello struzzo.

Stefania ha detto...

A mio avviso, al momento, con quel poco che ci è dato di sapere, fatto salvo spero gli investigatori abbiano in mano ben altro, penso sia giusto limitarci a delle mere ipotesi.

Questo blog si batte contro il pregiudizio che porta l'opinione pubblica ad attenzionare una singola persona o comunque a sposare una causa preconfezionata dai media.

Lo stesso pregiudizio che puo' poi condizionare il parere dei giudici.

Spero che gli investigatori stiano davvero battendo tutte le strade percorribili, anche quelle che in prima istanza possono sembrare le meno plausibili.

So per certo noi abbiamo la capacità di farlo in queste pagine.

Se, studiando le varie ipotesi, valutiamo ANCHE l'eventuale coinvolgimento del consorte di Elena, penso nessuno potrà mai accusarci di lesa maestà.

Se è vero infatti non ci si deve mai, a livello assoluto, innamorare di una pista e incanalare ogni ragionamento verso l'accusare un determinato soggetto, penso anche faremo un esercizio errato se tendessimo a priori ad escludere un determinato colpevole solo perchè sembra il classico "se non lui, chi?" che la Bruzzone e suoi sensali tendono a propinarci in occasione di ogni delitto o presunto tale.

Io posso serenamente valutare ANCHE l'ipotesi il marito l'abbia fatta "sparire" cosi' come posso serenamente valutare qualsivoglia altra pista.

Rinunciare a considerare un coinvolgimento del marito per non seguire la massa sarebbe un lavoro disonesto.

Ecco, l'ho detto.

Stefania

Anonimo ha detto...

Primo ot.Si chiama Paolo Ferraro, non Ferrero, e quello che c’è da capire nelle sue parole non è tanto la parte del famoso incontro con Melania a Roma (che sarebbe una notiziona se qualcuno si fosse preso la briga di accertarla,ma cosi è rimasta e Ferraro per quanto sicuro di averla vista non può darne la certezza) ma tutto il quadro che scopre attraverso una sua vicenda personale(gli ormai famosi fatti della cecchignola), fatto di “cellule malate” ben inserite nella magistratura, nella psichiatria e nell’ambiente militare (quindi solo una parte ben organizzata e in collegamento con le altre istituzioni).In sostanza PF parla poco di MR e molto delle caserme, quindi nella sua documentazione non troverete la “soluzione del caso” o “il colpevole”. A chi interessa sta tutto in rete ormai da tempo. Non lo uccidono a suo dire, perché ormai ha parlato, ma per me anche perchè pochi capiscono il suo particolare modo di comunicare e per questo molti rinunciano ad approfondire. Consiglio di leggersi prima chi era PF quando lavorava nella magistratura e solo successivamente quello che denuncia.

Secondo ot.sono convinta che gli articoli scritti da Massimo più i relativi commenti (non tutti ovviamente) sono quanto di più completo si possa leggere sul caso Rea. Non esiste libro, rivista, forum o programma televisivo che racchiuda tutto quello che è stato discusso qui. Forse proprio per la mole di utenti che vi hanno partecipato, i quali non tutti d’accordo tra di loro, sono state esposte tutte le domande e i dubbi che possono venire fuori(ma proprio tutti, anche quelli mai entrati nelle aule di giustizia). E non si può uscire da quella lettura (che richiede mesi come minimo) con dei seri dubbi sulla colpevolezza di P. Se un giorno Massimo volesse riassumere il tutto ne uscirebbe fuori un bellissimo lavoro.

Per quanto riguarda Elena, ormai credo che bisognerà attendere degli sviluppi nelle indagini, perché ancora non è saltato fuori nulla di rilevante e le ipotesi per adesso sono davvero molte. Mimosa, la premeditazione però non coincide con il fatto che Elena quella mattina chiede di lasciare i figli a casa.Comincio a dubitare anche dell’ipotetico tradimento, che se anche c’è stato, non giustificherebbe a mio parere lo stato mentale alterato e tanto meno un gesto suicida (mi sembra veramente estremo come motivo). Suona strano anche che Elena ripetesse al marito la perplessità di essere una cattiva madre e non parla mai di cattiva compagna.

Per quanto riguarda le pantofole linde e pinte, ricordo che Elena fu lasciata dal marito in giardino, tanto che lo stesso nelle prime interviste esprimeva il dubbio che Elena non fosse mai rientrata in casa. Ora tutto può essere, ma immagino che Elena indossasse quelle pantofole quando era fuori con il marito, e come mai ora risultano pulite?!
Kiba
p.s. Al di la delle sensazioni a pelle, ma non si era detto che il marito non aveva il tempo materiale per far sparire Elena?Io mi sono sempre basata su questo fatto, ci sono per caso degli sviluppi in merito?

Vanna ha detto...

Ivana, se ho citato "per prima" come dici, il Ferraro l'ho fatto perché tu hai parlato di Parolisi colpevole a tutto campo per te.

E brevemente ti ho risposto in merito, pertanto le tue "giuste precisazioni ",ne meritano una altrettanta.

Nominare il Parolisi colpevole con tutto il materiale in merito al caso che poi è emerso è altro rispetto il Boninconti, del quale ad oggi non si sa nulla.

Se tu non avessi nominato S.P. io non avrei nominato il giudice F.

E qui chiudo l'ennesimo 0T.

(Mi scuso nuovamente per l'O. T., e spero mi venga perdonato, ma ho ritenuto corretto effettuare le .)




06 maggio 2014 21:47:00 CEST

Stefania ha detto...

Non credo, Kiba ci siano ulteriori sviluppi. Io stessa ho valutato che l'eventuale trasporto di Elena cadavere, da parte del marito, avrebbe lasciato delle tracce nel cofano della vettura eventualmente usata, come accadde nel caso Manca/Dekleva.

Quel che ho invece ipotizzato è che Elena oppure il marito abbiano potuto invitare a casa uno degli uomini che la donna aveva frequentato, per un chiarimento.

Ora la sparo: potrebbe essere che mentre i due uomini discutevano animatamente, Elena si sia tolta la vita e l'occultamento sia opera di entrambi?

E' solo una sciocca ipotesi, ben inteso, ma non credo sia mai stata valutata.

Il marito di Elena non è stato immediatamente attenzionato dagli inquirenti, ch'io sappia.

Inizialmente si è pensato principalmente ad un caso di scomparsa volontaria.

Ed ecco che non è necessario nel caso si voglia considerare un suo eventuale coinvolgimento nella sparizione della donna, solo il tempo trascorso fuori quella mattina.

Inoltre, potrebbe essere ipotizzabile anche una scomparsa concordata tra i due: tu sei una mamma indegna, sparisci, ti rinchiudi in un convento, ovunque ma esci da questa casa. Evitiamo lo scandalo e siamo tutti felici e contenti. E tu intanto espii le tue colpe.


Riguardo il cancello elettrico, non so se questo sia dotato di fotocellula. In caso affermativo, potrebbe essere stato messo un paletto, un cartone, un qualsiasi oggetto ad evitarne la chiusura per poi essere stato rimosso dalla stessa Elena, come ultimo gesto prima di lasciare la casa, in caso la sua scomparsa sia effettivamente volontaria.

Stefania

Vanna ha detto...

Grazie Kiba, eccellente la tua precisazione.

Vanna ha detto...

Ciao Mimosa, anche a me gli indumenti in terra all'esterno della casa,fanno pensare ad un "depistaggio”, uno stratagemma per disorientare gli investigatori "
Questa cosa l'ho pensata subito mi sembra che scrissi che assomigliava al pigiama rosa indossato, forse, da Roberta.

Questo è un rebus,diverso e speculare al caso Ragusa.
A questo punto ancora più.

Ma è interessante la tua "idea di una grande commedia studiata da tempo e nei minimi dettagli"

Ma studiata da chi?
Da lei o da altri?
Lei è stata passiva o attiva,
ha subito o ha fatto?

Cosa c'è dietro?

Ed è strano e coperto dalle nebbie
il mistero in quel di Costigliole e il suo territorio, dove la famiglia conduceva una vita un po' naif, semplice e "ruspante", sembrano aprirsi spiragli gotici di "raffinata" gestione dei fatti dove quello che sembra in realtà così non è.

C'è un sapiente regista in questo territorio?

Qui ci vorrebbe l'Ispettore Barnaby che nel verde paesaggio inglese, tra casette fiorite e tazze di tè, scopre trame succulente dietro gli omicidi.

Quale è il vostro parere amici, andiamo in esplorazione?

Stefania ha detto...

Vanna, le tue sono domande piu' che legittime. C'è chi sostiene che in mancanza di elementi sia inutile parlare del "sesso degli angeli" invece io, come te, sono convinta che proprio analizzando le varie possibilità, ponendoci delle domande alle quali ovviamente allo stato delle cose non siamo in grado di rispondere, dimostriamo di non avere preclusioni di sorta.

Puo' sembrare puro esercizio di "chiacchiera" ma in realtà questo porsi quesiti multipli, dovrebbe essere sposato anche dagli organi inquirenti cosi' che ogni pista possa non essere tralasciata.

E' quello che mi auguro.

Stefania

Anonimo ha detto...

Kiba

Le pantofole potrebbero essere state pulite, e le calze ben asciugate, assieme agli indumenti, nelle ore trattenute in auto, col riscaldamento acceso, ed inspiegabilmente NON CONSEGNATI (e NON SEGNALATO neanche il loro ritrovamento), ai CC, durante il corso della prima denuncia di scomparsa, fatta da MB.
Come spiegare tale colossale "dimenticanza"?
Tutti hanno il dovere di attenersi ai FATTI, senza lasciarsi imbrigliare da idee preconcette, prima di puntare il dito in una determinata direzione.
E la strana "dimenticanza" sarebbe, appunto, un FATTO: perchè non ragionarci su?

Ivana ha detto...

No, Vanna, non sono stata io a citare per prima Salvatore Parolisi, era stata Mimosa a confrontarlo con Michele e io, dopo, avevo espresso il mio punto di vista in merito.
MAI sono stata io a introdurre la citazione inerente a Paolo Ferraro (ringrazio chi ha corretto il mio lapsus, o errore di battitura che sia), ho risposto a chi l'aveva introdotta.
Se le mie deduzioni non sono gradite, possono semplicemente essere ignorate. La mancanza di gradimento non implica che io debba essere "zittita" nella filiera dedicata a Elena Ceste.
Usufruirò della libertà di parola e se nessuno di voi continuerà a inserire messaggi O. T., neanch'io ne inserirò.
Ciò che a qualcuno appare "mielato", a me sembra semplicemente RISPETTOSO.
Soltanto il gestore del blog potrà "bannarmi", ma lo ritengo corretto e rispettoso come si era dimostrato anche Manlio Tummolo, persone capaci di rispetto anche nella NON condivisione delle idee e dei punti di vista.
Credo che il rispetto e la tolleranza del "diverso" siano valori ineludibili.
Le mie precisazioni servono ALMENO a qualcuno: di certo a me, affinché non vengano distorte le mie parole e, FORSE, a qualche lettore che preferisce limitarsi alla sola lettura senza intervenire.
Sul caso di Elena Ceste, non posso escludere un eventuale coinvolgimento del marito (pare ci sia un buco di mezz'ora, tra le ore 9 e le ore 9.30 e, poi, c'è quel viaggio dove è stato attraversato, in auto, il fiume Tanaro), anche se, PER ORA, mi appare più probabile l'ipotesi del suicidio; temo che la depressione di Elena sia stata, (incolpevolmente!) sottovalutata dai familiari. (Finora mi pare non siano state trovate tracce di terze persone).

Stefania ha detto...

Ivana Niccolai, visto che non sei stata tu la prima a nominare la vicenda Parolisi nei commenti a questo articolo, fai il piacere di continuare a NON FARLO.

Sei fuori luogo e sgradevole. Tanto .... forse di piu' di quando intervieni con le tue convinzioni basate sul nulla cosmico a "commentare" gli articoli sul caso Rea.

Hai promesso mesi fa di intervenire un'ultima volta solo per richiedere il link per poter leggere le motivazioni.

Ti è stato fornito, hai ringraziato, ma tempo pochi giorni sei riapparsa.

Posso non leggerti, vero. Ma risulti fastidiosa ed inconcludente perchè non motivi mai le tue convinzioni.

Siete in particolar modo in due ad usare questa tattica da vispa teresa: Ivana Niccolai e Maura Municchi sono nomi che oramai mi fanno venire l'orticaria.

Non è vietato avere idee oppure un parere differente. E' semplicemente sciocco e poco educato ripetere ossessivamente un proprio punto di vista basandolo su basi di argilla quando ancora su basi inesistenti.

Non posso bannarti e se fossi in Massimo Prati non lo farei. Ma stai dando prova di essere come chi segue le trasmissioni contenitore pomeridiane e si fida ciecamente di quanto detto dalla D'Urso: e non è un complimento.

Stefania

Ivana ha detto...

Stefania (non conosco il tuo cognome, l’hai rivelato, o no?), se risulto “fastidiosa e inconcludente”, perché continui a leggere i miei interventi? Chi ti impedisce di evitarli?
Avevo promesso che non sarei più intervenuta nel caso di Melania Rea e così dapprima avevo fatto; poi avevo chiesto il permesso di rispondere a determinati interventi e avevo risposto solo a chi mi aveva concesso tale permesso; infine ho deciso che interverrò, se e quando mi sarà possibile, tanto più che qui si discute di un ALTRO CASO (IL CASO DI ELENA CESTE)…
Il conte Mirabeau sosteneva che “solo gli imbecilli non cambiano mai opinione”…
Credo di aver sempre motivato le mie convinzioni e resto disponibile (salute permettendo) se mi vorrai rivolgere domande specifiche…
Sono sempre più convinta della validità delle parole di Paul Valéry: “Quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore” e, a mio avviso, le offese immotivate si ritorcono contro chi le pronuncia.
Spero, soprattutto, che nessuno di noi abbia la presunzione di essere detentore della Verità.
Da che cosa deduci che io mi "fidi ciecamente di quanto detto dalla D'Urso"? Personalmente seguo, ogni tanto, "La vita in diretta", non "Pomeriggio cinque"...

Anonimo ha detto...

PERCHE' NON LA IGNORATE, senza darle più paglia da ruminare?
E' semplice; lei stessa l'ha suggerito!!!

Anonimo ha detto...

Anonimo
Credo che i fatti siano pochi per ragionare ancora, almeno quelli che conosciamo, e anche molto confusi, per cui le variabili di questa storia per ora sono davvero molte.
Può darsi ad esempio che non abbia raccontato subito dei vestiti perché si vergognava di sapere sua moglie nuda e delirante per strada e forse sperava di ritrovarla per primo, non lo so e sicuramente è un punto da chiarire, ma sei d’accordo con me che se il marito fosse colpevole la storia dei vestiti sarebbe tutta una messa in scena da parte sua? E se la storia dei vestiti è inventata per sviare le indagini(non si sa bene dove) allora si che sarebbe colossale dimenticare di raccontarlo ai cc, non sei d’accordo?
Kiba

Stefania ha detto...

Vero Kiba. I dati e le notizie attualmente fruibili su questo caso sono davvero scarsi.

C'è da fare un distinguo: quanto trapelato attraverso i media (da verificarsi perchè le soffiate spesso contengono delle inesattezze quando non addirittura particolari completamente inventati dai giornalisti o dai loro informatori) e quanto invece detto dal marito nelle interviste mandate in onda nei telegiornali e nei vari contenitori pomeridiani/serali. Su quest'ultimo dato oggi porrei l'attenzione in quanto si sono visti minuti e minuti di filmati di esternazioni del marito di Elena. Vero che l'uomo non è sicuramente avezzo a parlare davanti alle telecamere e quindi potrebbe anche essere stato indotto a dire quel che in realtà non sapeva, solo perchè incalzato dal cronista di turno. Ma è dato di fatto poteva anche sottrarvisi. In ogni caso quel che lui dice, le sue considerazioni riguardano quello che LUI sente. Non è necessariamente da considerarsi come oro colato quel che lui dice. Ma non solo perchè potrebbe aver mentito ma anche perchè il suo punto di vista non possiamo consideralo come verità assoluta. E' "quanto lui ha vissuto" nella migliore delle ipotesi, oppure "quel che ha voluto raccontare" nel caso sia davvero coinvolto nella scomparsa della moglie.

Stefania

ENRICO ha detto...

Bentrovati a Tutte/i !

Solo ora ho letto i vostri commenti.

Premetto che ho seguito il caso in modo assai frammentario e pertanto non sono in grado di entrare troppo nel merito. Tuttavia, mi domando : possibile che per aprire il cancello i coniugi non possedessero ciascuno il proprio telecomando ?

Lo chiedo perchè mi è capitato di ascoltare una "ricostruzione" di come Elena avrebbe potuto uscire di casa tutta basata sull’apertura del cancello per mezzo o delle chiavi o del pulsante interno
Due sistemi che ovviamente avrebbero influenzato i tempi ed i modi di accesso all’esterno della proprietà dato che il cancello per aprirsi e richiudersi ci metterebbe 1 minuto ( questo almeno secondo i dati che avrebbero fornito gli investigatori ) e quindi la donna avrebbe avuto un tempo limitatissimo per raggiungere la strada

Non è strano che non possedesse il telecomando ? A me sembra inverosimile.
Come al solito gli “approfondimenti” che avvengono nei salotti televisivi altro non sono che pettegolezzi privi di attendibilità

A mio avviso gli inquirenti hanno in mano elementi che preferiscono non divulgare
Buona serata
Enrico

Stefania ha detto...

Ciao Enrico, ben trovato. Da quel che mi è dato di sapere in famiglia esisteva un solo telecomando ed era in mano al marito di Elena quando ha accompagnato i ragazzi a scuola con l'autovettura della moglie. Quindi pare Elena non ne avesse un'altro a disposizione. Lo usavano alternativamente secondo la bisogna, probabilmente ma è una mia supposizione. Questa sera ho visto il cancello di casa: vecchiotto, vetusto direi. Ma non sono riuscita a scorgere la torretta dove si dovrebbe inserire la chiave (sempre ce ne sia una). Ci sono due possibilità: la prima prevede il cancello fosse apribile solo con il telecomando oppure aprendo dalla serratura posta sul cancello interno oppure dal "citofono" di casa ... la seconda prevede ci fosse appunto una "torretta". Questa di solito ha una serratura dove inserire manualmente la chiave, risponde ai comandi del citofono ma ha anche una fotocellula. Se cosi' fosse, Elena oppure chiunque altro, avrebbe potuto aprire il cancello attraverso il citofono visto il telecomando lo aveva il marito, eppoi posizionare un qualsiasi ostacolo (un cartone? un asse?) sulla fotocellula stessa in modo il cancello non potesse in alcun modo richiudersi.

Stefania


Mimosa ha detto...

Enrico e Stefania,
permettetemi di riassumervi la questione delle modalità d’apertura del cancello: la famiglia aveva 2 telecomandi, uno era nella vettura di Elena che Michele aveva usato per portare a scuola i figli, l’altro era in casa, fuori uso, rotto (cosa verificata!).

C’erano altri due sistemi per aprire quel cancello: da un pulsante (con citofono) situato al 1° piano della casetta e con una chiave, che era attaccata al mazzo delle chiavi di casa.
Questo mazzo di chiavi Michele dice averlo trovato infilato nella toppa del portoncino di ingresso della casa, dove era consuetudine essere posto ogni qualvolta un membro della famiglia usciva, per non rimanere chiuso fuori.
Cosa che regolarmente (gesto automatico!) è stata fatta quando Elena ha accompagnato i figli e il marito all’uscita.

Anonimo ha detto...

Stasera a "Chi l'ha visto" la Sciarelli ha fatto una sonora rampognata ad altre trasmissioni televisive che usano i loro servizi per poi sparlarci con commenti lesivi della dignità della famiglia Ceste, in particolare a chi mette in dubbio la vicinanza dei parenti a Michele.

Ha dato una spiegazione alla telefonata del famoso "Armando Diaz", asserendo che è Michele ad essere distrubato in ogni momento da telefonate con richieste di interviste e dovendo lui badare a 4 figli tali insisitenze lo hanno esasperato al punto che pur di allonatanare la seccatura risponde con altri nomi o in qualche caso mette il cellulare vicino lo sciacquone per far capire loro che la devono smettere.

Ha escluso che gli inquirenti sospettino la presenza del corpo di Elena in casa avendo ispezionato accuratamente tutti i luoghi, persino col georadar.

Anche entrambe le vetture sono state scrupolosamente esaminate senza che fosse rinvenuta alcuna traccia.

Stefano

Mimosa ha detto...

Infatti, Stefano,

Divertente!
La Perego su Rai1, rinforzata dalle esternazioni della fatalona criminologa, fa la semina quotidiana di dubbi sulla estraneità di Michele, e continua ad abbracciare la tesi del “giallista” Biavardi (nel frattempo smentite dagli stessi CC e dalla Procura), anche ieri pomeriggio in studio, senza farsi mancare un’edizione straordinaria con una “non sensitiva” ma visitata da Elena Ceste la quale spiega per filo e per segno chi e come l’ha strangolata e sepolta (alle cave).

La D’Urso su Canale5, dopo aver abbandonato al suo destino la “veggente” Mara, intervenuta un sacco di volte anche sul caso Ragusa, tra altalenanti esternazioni pro ‘audience’, manda in onda il bis e il tris e il quater (‘ad libitum’) cronologico della mattinata di Michele (OT con un’inviata che ogni volta parla si muove a destra e manca, da farmi girar la testa) e sembra propendere per una posizione che cancelli le incertezze della estraneità di Michele.

La Sciarelli di Rai 3, mandando in onda la telefonata del cognato Danilo, gli ha mostrato fraterna solidarietà contro le gratuite diffuse chiacchiere su Michele e la muratura di un corpo in casa, e si è lamentata che ampi pezzi di CLV sono utilizzati da altre trasmissioni nei loro talk-show per piegare a comodo loro le informazioni (come hai notato tu).

Mimosa

PS: la trovata dello sciacquone mi ha fatto ridere! Bravo Michele!

Mimosa ha detto...

Vanna, Stefania ed altri

Io ho provato a prendere in considerazione Michele B. responsabile della morte della moglie, ma proprio non mi sta la tempistica!!!
L’avrebbe strangolata al rientro a casa? L’essere andato a controllare gli orari dell’ambulatorio medico, non dimostra questo gesto un’attenzione e una preoccupazione per lo stato psichico della moglie?

L’ha eliminata in un raptus improvviso non appena ritornato a casa alle 08:45 circa (lei in quella mezz’ora non ha nemmeno rifatto la cucina, trovata con i resti della colazione) e subito dopo, freddamente, ha chiamato la vicina per chiedere se la moglie fosse da lei (ore 08:52)? Nel frattempo aveva rimuginato sull’onta alla propria onorabilità e aveva di colpo pensato fosse insostenibile?

Ogni altro su passo della mattinata è stato minuziosamente già esaminato dagli investigatori, i quali hanno dichiarato, recentemente, “è ingeneroso riversare sospetti sul marito”.

Trovatemi voi il tempo in cui egli avrebbe occultato il corpo della moglie e potrò fare una ragionevole revisione della mia posizione.

Anonimo ha detto...

KIBA
Concordo pienamente con i tuoi due interrogativi.
L'ipotetica, diversa prospettiva, porterebbe a ravvisare un altrettanto diverso scenario.
I FATTI restano tali, anche se non necessariamente incriminanti, se non confortati da altri relativi riscontri.

ENRICO ha detto...

Mimosa e Stefania : grazie per i chiarimenti.

Riguardo gli occhiali : dubito che una persona con problemi di vista che la costringono ad indossarli sempre, non ne abbia conservato un paio di emergenza fra quelli dismessi

Anche io come te, Mimosa, ho provato ad immaginare il marito responsabile della scomparsa della morte della moglie ma ho scartato l'ipotesi per le tue stesse considerazioni.

L'unico scenario che mi viene in mente ( se proprio si vuole accollare la responsabilità a Michele !) è che al rientro dall'aver accompagnato i figli a scuola, sia scoppiata una lite fra i due, che Elena sia fuggita di casa e che lui non abbia mosso un dito per fermarla. Dopodichè sarebbe andato dalla vicina nel caso la moglie si fosse rifugiata da lei, ed in seguito avrebbe concepito la messa in scena degli abiti ecc..ecc..

Ma come puoi ben comprendere mi sembra un'ipotesi alquanto cervellotica ed inverosimile.

ENRICO ha detto...

CHIARISCO

Ps : "responsabile della scomparsa della moglie" NON della sua morte

Stefania ha detto...

Quindi è un dato di fatto, il cancello non fosse provvisto di fotocellula, giusto, Enrico?

Partiamo quindi, come giustamente dice Mimosa, dall'esclusione del marito come protagonista di un evento omicidiario, e passiamo oltre.

Dove puo' essere la donna?

Stefania

Stefania ha detto...

Enrico, non si capisce per quale motivo il marito avrebbe dovuto mettere in atto una simile messa in scena (vestiti sparsi, occhiali abbandonati) se non coinvolto direttamente nella scomparsa di Elena.

Di cosa poteva avere timore? Quale colpa se non quella di aver sottovalutato il disagio mentale di sua moglie? Tra coniugi, l'incomunicabilità è cosa putroppo assai comune.

Stefania

Vanna ha detto...

Per chiarire:
quando vedo M.B. lo trovo logico,preciso, sofferente, non vedo in lui guizzi di ambiguità.
Vedo una certa rigidità e questa rigidità non gli ha permesso, forse,di affrontare la crisi esistenziale (?)della moglie che poi poteva essere anche la sua, visto che la famiglia correva il rischio di disgregarsi con le nuove multiple curiosità della moglie: ricerca del passato, desiderio di lavoro, contatti fb.
La coppia da ottobre circa, che se ne sappia, era sollecitata dal bisogno di cambiamento di E. e forse dalla granitica certezza di non cambiamento di M.
Ma M. "sente", come qualcuno qui ha scritto, questo sentire lo ha spiazzato e come è corso ai ripari restando rigido nei suoi principi che dovevano essere condivisi?

Il mio percorso di analisi è del tutto ipotetico ma penso che il gioco delle parti potrebbe essere il nodo da sciogliere andando ad evidenziare quanto segue:
- Elena si confessa, il sacerdote assolve;
- Michele si confessa? Forse sì è un parrocchiano fedele ed è assolto.
A questo punto il sacerdote dovrebbe aver registrato che la coppia è a rischio se era emerso il tradimento.
E' stato loro vicino?
Lui sa che i figli più grandi si stanno preparando ai sacramenti
quindi dovrebbe avere a cuore il destino di questa famiglia.
Cosa ha fatto il parroco per curare spiritualmente la crisi morale dei due?
Se ne sa qualcosa di come questo parroco venuto da lontano si è inserito a Costigliole e il perché è tornato dopo un periodo brasiliano?
Elena "sentiva le voci", a detta del marito, lo avrà confessato al parroco di sicuro e come è stata da lui aiutata?
Il sacerdote era stato qualche anno in Brasile, terra di strane promiscuità religiose, quindi doveva essere sensibile a captare qualcosa che non andava.

Ho letto che stava lì da poco, ma poco o tanto tempo non è importante per evidenziare che bisogna far qualcosa per quella famiglia.
A meno che lei e lui non abbiano detto la verità in confessione e abbiano continuato a far credere che la crisi si stava rimarginando ( sempre per non lavare i panni sporchi fuori casa).

...continuo...

Vanna ha detto...

... continuo...

- Il parroco sapeva e chi altro poteva sapere?

- E' sicuro che M. non ne abbia parlato col fratello? Penso di sì se lui gli ha chiesto di stare vicino.
- Elena si è confidata con la sorella?
Se non lo ha fatto e i familiari non se ne sono accorti, allora:
-o lei era emotivamente blindata o non aveva un dialogo sincero con la sorella e non aveva avuto un'educazione al dialogo, ma da come lei e i genitori hanno parlato a me è sembrato che dialogo e apertura ci fosse.
Inoltre, se lei ha fugacemente parlato con la maestra di uncinetto,qualcosa potrebbe aver detto anche alla sorella.
- o Qualcuno le aveva suggerito, per anni di restare chiusa nelle confidenze.

Tanto chiusa che poi si è aperta del tutto.

Quali parenti di ambedue andavano su fb e potevano conoscere almeno i nomi di chi parlava.

Questi parenti hanno saputo, capito, fiutato che c'era un disagio?

Gli insegnanti dei figli non hanno registrato nulla?
Magari un po' di disordine, la calligrafia meno curata, disegni pasticciati con colori forti?

Il medico curante non sapeva nulla?

Nulla o se lo sono tenuto per sé.

Insomma non può sparire una donna lasciando 4 bambini all'improvviso senza che nessuno si sia accorto di nulla!

Tra le nebbie delle colline non si coltiva solo la vite ma anche il silenzio delle emozioni travestito da discrezione e farsi i fatti propri.

Nel gioco delle parti molti sanno e chi avrebbe dovuto accompagnare la crescita spirituale della famiglia, forse non lo ha fatto come doveva, forse non ha potuto,
forse non ha voluto.
Il caso Elisa Claps docet.

Forse c'è stata inadeguatezza, superficialità, freddezza menefreghismo da parte di tutti:
"mors tua = vita mea".

Mi piacerebbe sapere come vivono le mogli degli ex compagni-fidanzati-amici-...?




Vanna ha detto...

... continuo...

- Il parroco sapeva e chi altro poteva sapere?

- E' sicuro che M. non ne abbia parlato col fratello? Penso di sì se lui gli ha chiesto di stare vicino.
- Elena si è confidata con la sorella?
Se non lo ha fatto e i familiari non se ne sono accorti, allora:
-o lei era emotivamente blindata o non aveva un dialogo sincero con la sorella e non aveva avuto un'educazione al dialogo, ma da come lei e i genitori hanno parlato a me è sembrato che dialogo e apertura ci fosse.
Inoltre, se lei ha fugacemente parlato con la maestra di uncinetto,qualcosa potrebbe aver detto anche alla sorella.
- o Qualcuno le aveva suggerito, per anni di restare chiusa nelle confidenze.

Tanto chiusa che poi si è aperta del tutto.

Quali parenti di ambedue andavano su fb e potevano conoscere almeno i nomi di chi parlava.

Questi parenti hanno saputo, capito, fiutato che c'era un disagio?

Gli insegnanti dei figli non hanno registrato nulla?
Magari un po' di disordine, la calligrafia meno curata, disegni pasticciati con colori forti?

Il medico curante non sapeva nulla?

Nulla o se lo sono tenuto per sé.

Insomma non può sparire una donna lasciando 4 bambini all'improvviso senza che nessuno si sia accorto di nulla!

Tra le nebbie delle colline non si coltiva solo la vite ma anche il silenzio delle emozioni travestito da discrezione e farsi i fatti propri.

Nel gioco delle parti molti sanno e chi avrebbe dovuto accompagnare la crescita spirituale della famiglia, forse non lo ha fatto come doveva, forse non ha potuto,
forse non ha voluto.
Il caso Elisa Claps docet.

Forse c'è stata inadeguatezza, superficialità, freddezza menefreghismo da parte di tutti:
"mors tua = vita mea".

Mi piacerebbe sapere come vivono le mogli degli ex compagni-fidanzati-amici-...?




ENRICO ha detto...

Stefania

Sono d’accordo con quanto scrivi. A me pare di ricordare che in una delle prime interviste Michele , manifestando un sincero senso di colpa, avesse ammesso di aver sottovalutato lo stato di disagio della moglie

Del resto quest’uomo mi è sembrato piuttosto “elementare” e spontaneo sia nei comportamenti che nelle dichiarazioni rilasciate che nelle sensate riflessioni fatte riguardo lo stato degli indumenti della moglie (la considerazione sulle calze, ad esempio è piuttosto acuta tanto da aver sorpreso gli stessi inquirenti )

Poi, certo, tutto è possibile anche che sotto le sembianze di un mite e coscienzioso vigile del fuoco si nasconda un malvagio ed astuto mister Hyde.

Ma questa ipotesi la lascerei tutta alle elucubrazioni ed alle inopportune insinuazioni della bionda criminologa sempre incline ad accusare i mariti di uxoricidio( Parolisi in testa).

Curioso che la stessa non si sia mai sbilanciata con la medesima foga nel caso Ragusa

ENRICO ha detto...

Stefania

Sono d’accordo con quanto scrivi. A me pare di ricordare che in una delle prime interviste Michele , manifestando un sincero senso di colpa, avesse ammesso di aver sottovalutato lo stato di disagio della moglie

Del resto quest’uomo mi è sembrato piuttosto “elementare” e spontaneo sia nei comportamenti che nelle dichiarazioni rilasciate che nelle sensate riflessioni fatte riguardo lo stato degli indumenti della moglie (la considerazione sulle calze, ad esempio è piuttosto acuta tanto da aver sorpreso gli stessi inquirenti )

Poi, certo, tutto è possibile anche che sotto le sembianze di un mite e coscienzioso vigile del fuoco si nasconda un malvagio ed astuto mister Hyde.

Ma questa ipotesi la lascerei tutta alle elucubrazioni ed alle inopportune insinuazioni della bionda criminologa sempre incline ad accusare i mariti di uxoricidio( Parolisi in testa).

Curioso che la stessa non si sia mai sbilanciata con la medesima foga nel caso Ragusa

ENRICO ha detto...

scusate il doppione !!!

magica ha detto...

buongiorno .
una donna che ha 4 figli piccoli si fa passare le voglie di cambiamenti da parte del marito: tipo attenzioni amorose o quant'altro . il pensiero piu' grande è rivolto ai bisogni dei figli piccoli . potrebbe anche aver avuto una scorribanda fuori dal matrimonio? che puo' essere stata vissuta con complessi di colpa esagerati da parte di una donna religiosa?
. la navigazione su facebkk non la trovo deleteria . bisogna saper pero' l'uso che se ne fa ..
questa faccenda è stranissima . mi allaccio al commento di un forumista che ha considerato il ritrovamento dei vestiti della ceste ,e non si capisce come mai siano stati trovati freschi di bucato,dopo l'esposizione alle intemperie..
se è stata una mossa del marito la trovo anormale .e controproducente perchè non è logica .
.il marito lo vedo come un buon uomo . frastornato .

Ivana ha detto...

Credo che, generalmente, i familiari tendano a rifiutare in modo categorico, a priori, l’ipotesi di un gesto estremo da parte di un loro congiunto…
Spero che, come è stato detto ieri sera durante “Chi l’ha visto?”, siano stati effettuati , in modo minuzioso, gli accertamenti, con il georadar, in casa, in ogni intercapedine e nei dintorni…
Non vorrei si potesse ripetere il caso di Castel Volturno: se non erro, soltanto nel 2012 furono trovati i corpi delle due donne scomparse nel 2004.
Auguro che Elena sia davvero andata via spontaneamente (per una pausa di riflessione?), anche se mi risulta difficile credere che sia riuscita a procurarsi (in che modo?) gli occhiali da vista a lei indispensabili… Chi l’avrebbe aiutata nella sua fuga? Chi continuerebbe ad aiutarla (a quale scopo?) e dove si sarebbe nascosta? Perché avrebbe dovuto fuggire? È stata rapita? Perché? Finora, per quanto mi risulta, non sono state trovate neanche le tracce di terze persone…

P. S. In latino gli avverbi numerali sono: semel, bis, TER (non “tris”, come è stato scritto da qualcuno), quater…

magica ha detto...

continuo con l'ipotesi che si sia allontanata con l'idea di aver fatto una mancanza insormontabile verso il marito e i figli . ma la stranezza continua : nessuno la vide allontanarsi per strada a quell'ora di punta .. senza vestiti . porebbe averne averne indossati altri? ma non si capisce quelli lasciati al cancello - si sa che l'indole umana è molto variabile.. chissa' cosa sara' successo ..
il marito ha alibi abbastanza verificabili .
DOV'è ANNA CESTE? MISTERO .

Stefania ha detto...

Condivido in toto, Enrico.

Magica, hai ragione nel voler insistere con il particolare degli abiti ritrovati in condizioni poco o per nulla compatibili con l'esposizione degli stessi alle intemperie.

Giä ..... i vestiti ....

Io tenderei ad escludere si sia allontanata senza abiti. Semplicemtne ne ha indossati altri. Ieri chiedevo a mio marito se puo' aver la certezza di conoscere l'intero mio guardaroba: risposta negativa, ovviamente. Ed io non sono di certo un'accumulatrice seriale di indumenti e di calzature.

Gli abiti potrebbero ANCHE essere stati abbandonati volutamente per lanciare un segnale: mi svesto dei miei panni di moglie e di madre per vestirne altri:

- quelli di chi vuole suicidarsi?

- quelli di una donna che per estrema razio comprende che prima di ritornare ad essere una buona compagna di vita per il suo uomo ed una brava mamma ha necessità di ritrovare un suo equilibrio ed una sua serenità?

In quest'ultimo caso, credo sia necessario ci stia stato l'appoggio di qualcuno.

Un gruppo, una persona che aveva come unico scopo quello di aiutare una persona in seria difficoltà, oppure un gruppo, una persona che non aveva buone intenzioni.

Stefania

Mimosa ha detto...

Già, perché svestirsi? ossia: perché lasciare TUTTI gli indumenti in bella vista?

Stefania, come già altri, osserva che “Gli abiti potrebbero ANCHE essere stati abbandonati volutamente per lanciare un segnale: mi svesto dei miei panni di moglie e di madre per vestirne altri”. Quali altri?

Ricerche sono state fatte anche nei conventi della zona. Sicuramente pure tra le sette (pare siano tutte monitorate, essendo abbastanza diffuse da quelle parti piemontesi). Senza esito.

La “autopsia psicologica” della donna scomparsa è ancora in corso e nulla è dato a sapere.

Gli inquirenti sono orientati fin dall’inizio ad una “istigazione al suicidio”, a carico di ‘ignoti’.
Dunque, pensano alla sua morte, non occultata nella muratura di casa (sigh! non sprofonda nella vergogna il direttore di quel settimanale?), né sotterrata (siamo alle solite: in gennaio il terreno non offre facili possibilità di scavo!), forse finita nel Tanaro (infatti, appena le condizioni lo consentiranno, cercheranno tra gli sbarramenti della diga).

Però, torniamo sempre là: perché lasciare tutti, e proprio tutti, gli indumenti? Non le bastava andarsene e basta?
Quale è il segnale?
Rinuncia alla vita precedente, per pentimento ed espiazione?
Smacco verso il marito, con taglio netto ai suoi ruoli (tra l’altro, liberamente assunti)?
In tali casi, qualcuno l’ha convinta, plagiata, aiutata? Chi??

Oppure, si è trattato di un attacco schizofrenico, tipico per chi si denuda ossessionato dal contatto fisico con qualunque oggetto (schizofrenia latente ed esplosa, magari in conseguenza dello shock da aborto)? E, allora, così nuda, la si sarebbe dovuta trovare entro qualche chilometro! Viva, moribonda o assiderata.

Mi scervello sempre sulla questione degli abiti (segno misterioso al pari delle abrasioni sul cadavere di Melania Rea, a cui tuttavia ho personalmente offerto una gamma di spiegazioni).

Michele B. non ha mai dichiarato siano scomparsi altri indumenti da casa, e pare uomo attento anche al guardaroba della consorte (a differenza di tanti altri).

A questo punto sono disposta a credere pure agli UFO …

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Mimosa stai tranquilla che non è passato un UFO a prelevarla da casa quella mattina ma persone in carne e ossa,qualcuno che sapeva dove aspettarla e che spero molto presto verrà scoperto.Purtroppo non è lenta solo la giustizia in Italia,anche per le indagini lo siamo e infatti vedi a che punto siamo,a un punto morto per ora.Facebook è stato la sua rovina,aveva staccato per un pò ma,poi è ritornata a collegarsi e chattare con i vecchi "amici",fin quando ha capito che qualcosa non andava e sono iniziati certi malesseri.Il segnale era forte è chiaro,e non capisco tutto quel bisogno di portare i figli a scuola visto lo stato in cui era la moglie,agitata,turbata da strane voci e probabilmente ricattata.Strani messaggi e falsi amici,sono convinto che la risposta alle nostre domande sta tutta li,basta solo capire chi è l'uomo ombra,chi si nasconde dietro tutta questa storia.Buona giornata a tutti.

Anonimo ha detto...

MIMOSA
(cito)

"Mi scervello sempre sulla questione degli abiti (segno misterioso al pari delle abrasioni sul cadavere di Melania Rea, a cui tuttavia ho personalmente offerto una gamma di spiegazioni)."
E' certamente così, se si continua ad ipotizzare autrice della messa in scena la stessa scomparsa.
Prova a spostare l'indice in direzione diversa, e non avrai bisogno di ricorrere, in estremis, agli UFO.

Mimosa ha detto...

Bene, sono contenta che un'altra “favola” è stata demolita: non è stato il marito a farla scomparire, non è stata lei a spogliarsi.
Ok, punti fermi. Stiamo lavorando con la tecnica del brainstorming, bello!

Ora sposto il dito e cerchiamo l’uomo ombra, come lo chiama Vito.
I due uomini più vicini ad Elena, l’uomo della Golf e mister Cave, secondo le affermazioni degli inquirenti sono fuori dall’inchiesta con i loro solidi alibi, e anche la moglie del primo.
Dove cercare altri? In Internet di sicuro, ma finora i Ris non parlano, hanno soltanto detto che messaggi, foto e filmini “strani” non sono stati trovati.
Eppure, con la collaborazione di qualche super esperto dovrebbero essere in grado scoprire se il pc di Elena ha avuto degli attacchi di hacker, Facebook è molto sensibile alle intrusioni. Non ho idea se lasciano una seppur minima traccia.

Ad ogni modo potremmo ipotizzare che intorno a Elena è stata di proposito creata una ragnatela, è a questo che mi riferivo quando giorni fa parlai di “premeditazione” nella sua scomparsa.

Non erano fantasmi quelli che hanno spogliato Elena.
Ma prima di arrivare a loro, farei un’analisi del mezzo utilizzato o utilizzabile per caricare la donna.

Certo che una mattinata di nebbia era l’ideale per arrivare quasi invisibili con un auto grigio chiaro o meglio con un furgoncino come quelli della raccolta differenziata.

Buona giornata
Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Mimosa fai bene a spostare il dito e puntarlo in altre direzioni.Gli "amici" dicono di avere un alibi di ferro, beh, staremo a vedere e può essere che prima o poi vien fuori un po di "ruggine". Se i vestiti sono un depistaggio stai pur certa che il resto è tutto ben calcolato,la fede nuziale,il cellulare,le chiavi inserite nella toppa,il tempo di apertura e chiusura del cancello (da quello che ho letto non è poi tanto) solo pochi secondi,poi il suo ingresso nel mezzo che l'aspettava e fuga per destinazione purtroppo ignota.Fai bene a parlare di premeditazione,e in questo caso nulla è fatto in maniera casuale,tutto deve avere un senso,altrimenti si parlerebbe di pazzia,e non mi sembra che Elena fosse arrivata a tanto.Il suo malessere manifestato durante la notte e poi la mattina in cui scompare, mi fa pensare che Lei sapesse che da li a breve qualcosa doveva succedere,qualcosa che Lei già sapeva. Buona giornata.

Anonimo ha detto...

Mimosa

Bene, hai spostato il dito. Ma un poco frettolosamente.
Non vedo gli estremi per ritenere "demolita" anche la favola del marito, e sistemarla, definitivamente, nello stesso archivio dove ha trovato posto quella dei due "amici".
Per MB, le cose non stanno allo stesso modo, perchè, e senza alcun preconcetto, sia chiaro, pochissimo, di quanto egli ha raccontato è stato riscontrabile.
Fino a quanto questo non avverrà, "oltre ogni ragionevole dubbio", come recita il frasario della giurisprudenza, la posizione del B resterà indeterminata.
Ti do indiscutibilmente atto, su quando hai scritto:
"Ad ogni modo potremmo ipotizzare che intorno a Elena è stata di proposito creata una ragnatela, è a questo che mi riferivo quando giorni fa parlai di “premeditazione” nella sua scomparsa."
Certo, premeditazione!
Ma da parte di chi?
Chi poteva premeditare tutto, senza destare sospetti, e nascondersi dietro la maschera del triste, lacrimante Pierrot?
(non cercare alcun riferimento; non ve ne sono)
Ciao, dal carissimo "anonimo" (non pensare che mi sia sfuggito il colpetto di fioretto)



Stefania ha detto...

A mio avviso allo stato attuale delle cose è difficile escludere a priori sia l'allontanamento volontario con scopo suicidiario o per trovare rifugio da qualche parte, sia il coinvolgimento di terzi (marito, altri uomini, altre donne).

Stefania

Mimosa ha detto...

Carissimo "Anonimo" questa volta non mi sei sfuggito tu ;-)

Tuttavia non capisco perché insistere sul marito, se la Procura ha dichiarato che è "ingeneroso" farlo oggetto di sospetti? e lo hanno rivoltato come un calzino fin dal primissimo giorno e idem la sua casa?
Se avessero trovato un minimo di appiglio, l’avrebbero già iscritto nella famosa, pericolosa, lista di “persona a conoscenza dei fatti”.
Checché, più o meno velatamente, un paio di format televisivi e qualche giornalista gossiparo vogliano far credere per tenere alto l'indice di gradimento e di vendite, MB è stato il primo ad uscire dal quadro dei sospettati. La sua posizione è chiarissima, “tutto” di quello che ha fatto è riscontrabile! Quindi, è ragionevolmente “non implicato”.
Che poi non abbia detto ai giornalisti tutto quello che sa, è un altro paio di maniche. Devi riconoscere che – come in altri casi – non sempre ai microfoni si riferisce ciò che invece si relaziona agli investigatori. Ma ciò non fa di lui un sospettato, anche se cinquanta trasmissioni televisive ci avessero fatto sentire cinquanta versioni dei suoi racconti.
Vale di più quella resa davanti ad un magistrato e verbalizzata! È quella che poi pesa in tribunale (e sono certa che il tribunale di Asti non ha magistrati dello stampo di Taranto, che pur di spedire all’ergastolo qualcuno alterano gli orologi!).

Inoltre, se MB fosse in qualche modo implicato, sono certa che si sarebbe fatto affiancare da un legale, come ha fatto AL … e come purtroppo non ha fatto SP.

Spero di non aver offeso la tua intelligenza, che stimo.
Un saluto.
Mimosa

PS: la mia partecipazione non finisce qui, a più tardi

Mimosa ha detto...

Rieccomi. Tema: la giornata di ferie presa da Michele.

“Dicono” che il marito quel giorno avesse preso un giorno di ferie. Sarebbe interessante (per noi) sapere quando l’ha chiesto e per quali motivi.
Non vorrei sprecar tempo analizzando il quesito solo per contrastare un’eventuale ottica perversa coinvolgente il marito (ho già sviscerato molti motivi), giacché potrebbe essere stata la stessa Elena a sollecitare la giornata di ferie (anche se per ora non abbiamo informazioni in merito, però è utile pensarlo per la tesi che voglio proporre).

In questo momento desidererei tanto che la signora Palombelli di QG leggesse anche questo social network e non solo quelli che fanno pettegolezzi. Leggesse e riflettesse.

Quello che mi interessa è inserire la giornata di ferie nell’ipotesi della premeditazione della fuga, indotta da terzi e da lei accettata/concordata, allontanamento “volontario” a cui potrebbe essere stata obbligata supinamente e/o consenziente.

Premessa.
Mettiamo che E.C. da qualche giorno fosse stata pressata dall’uomo ombra, tornato alla carica, proprio perché lei si negava e ignorava messaggi e chiamate. Mettiamo che all’improvviso costui si fosse fatto più insistente e minaccioso (i “ricatti sui figli”, “non è una buona madre”, “è sulla bocca di tutti”, insomma quelle frasi che il giovedì pomeriggio e notte riferisce al marito), specie se ricomparse ostinate dopo un paio di mesi di apparente tranquillità. E mettiamo che tra mercoledì e giovedì le avesse detto “preparati che venerdì ti vengo a prendere”.
A quel punto lei chiede al marito di prendere un giorno di ferie per averlo accanto (“Non lasciare che mi portino via” gli dice la mattina del venerdì).

Svolgimento.
Elena ha sentito in pieno il fardello di tali pressioni psicologiche da riceverne uno scossone emotivo così forte da crollare (si cantuccia per terra e piange, con la bimba più piccola accanto, una cosa che nessuna madre farebbe per non spaventare i figli, se proprio non è fortemente sconvolta da non potersi controllare). Subito si confida col marito. Egli, poverino, cosa fa? La consola e la tranquillizza, pensa ad un’isteria spiccatamente femminile, la fa sedere accanto a sé e guardano assieme la tv.
Ossia, mette la testa sotto la sabbia, invece di virilmente incavolarsi con quei molestatori e richiamare i numeri che appaiono sul telefonino per dirgliene quattro a cotali personaggi (era tipo da farlo? Come vi sareste comportati voi lettori uomini in tali frangenti?).

La povera Elena non si tranquillizza troppo, se la notte si sveglia e si batte i pugni in testa, lamentando di sentire delle voci. È molto agitata, lui si preoccupa e pensa sarebbe il caso di andare dal medico di base (per un calmante? uno psicofarmaco?). Evidentemente pensa che i problemi sono nella sua testa.
Del resto, per lui è come un fulmine a ciel sereno, una moglie così perfetta non può aver fatto niente di male, sono solo fantasie … È lontanissimo dal credere che i “fantasmi” abbiano fattezze umane.

Elena contava sulla presenza in casa del marito in quella fatidica giornata (aveva escogitato uno strattagemma per non essere indotta a cadere nella tela del ragno), ma non aveva fatto i conti con lo sconcerto del marito e l’ostinazione a non far perdere un giorno di scuola ai figli.
(continua)

Mimosa ha detto...

(continuo)
Elena non se la sente di guidare, e allora si offre lui.
Lei non se la sentiva di accompagnare i figli a scuola, forse per non essere intercettata lungo la strada da chi aveva promesso sarebbe venuto?
Il marito insiste nel far salire anche lei in auto, timoroso di lasciarla sola, in quello stato di prostrazione, proponendole un giro in paese in attesa dell’apertura dell’ambulatorio medico, ma lei pare a quel punto “rinsavita”, tranquillizza tutti e accampa la necessità del disbrigo delle faccende domestiche, prima di farsi accompagnare dal medico.
O forse a quel punto, semplicemente “si rassegna” al destino che sta per attenderla?

Insomma, il suo estremo tentativo di salvarsi dalle grinfie altrui è miseramente fallito, deve cavarsela ancora una volta da sola.

Signora Palombelli, lei stasera seduta sul divanetto di QG (alquanto scomodo, mi pare) ha chiesto scettica “Come mai uno stalker viene a prenderla proprio la mattina, l’unica mattina in cui non è andata ad accompagnare i figli a scuola?”, ebbene, ho cercato di dimostrarglielo:
glielo riassumo, se non ha avuto la pazienza dei seguire le mie argomentazioni:
Elena sapeva che quella mattina di venerdì “qualcuno” sarebbe venuto a prenderla, intercettandola prima del ritorno a casa, e aveva fatto in modo che il marito prendesse un giorno di permesso dal lavoro per averlo vicino a proteggerla, ed aveva persino pensato di far restare a casa i figli, cosicché nessuno della famiglia avrebbe corso alcun pericolo, stando tutti assieme.

Le cose, invece, sono andate diversamente, e mentre il marito accompagnava i bambini a scuola (sarebbe dovuta essere una questione di 20 minuti al massimo) lei è rimasta in cortile, davanti al cancello, tra la pioggerellina della nebbia bassa, ad attendere … e il suo destino è arrivato fino a lì, al cortile di casa.

Fine della prima parte.
Mimosa

Mimosa ha detto...

(continuo)
Elena non se la sente di guidare, e allora si offre lui.
Lei non se la sentiva di accompagnare i figli a scuola, forse per non essere intercettata lungo la strada da chi aveva promesso sarebbe venuto?
Il marito insiste nel far salire anche lei in auto, timoroso di lasciarla sola, in quello stato di prostrazione, proponendole un giro in paese in attesa dell’apertura dell’ambulatorio medico, ma lei pare a quel punto “rinsavita”, tranquillizza tutti e accampa la necessità del disbrigo delle faccende domestiche, prima di farsi accompagnare dal medico.
O forse a quel punto, semplicemente “si rassegna” al destino che sta per attenderla?

Insomma, il suo estremo tentativo di salvarsi dalle grinfie altrui è miseramente fallito, deve cavarsela ancora una volta da sola.

Signora Palombelli, lei stasera seduta sul divanetto di QG (alquanto scomodo, mi pare) ha chiesto scettica “Come mai uno stalker viene a prenderla proprio la mattina, l’unica mattina in cui non è andata ad accompagnare i figli a scuola?”, ebbene, ho cercato di dimostrarglielo:
glielo riassumo, se non ha avuto la pazienza dei seguire le mie argomentazioni:
Elena sapeva che quella mattina di venerdì “qualcuno” sarebbe venuto a prenderla, intercettandola prima del ritorno a casa, e aveva fatto in modo che il marito prendesse un giorno di permesso dal lavoro per averlo vicino a proteggerla, ed aveva persino pensato di far restare a casa i figli, cosicché nessuno della famiglia avrebbe corso alcun pericolo, stando tutti assieme.

Le cose, invece, sono andate diversamente, e mentre il marito accompagnava i bambini a scuola (sarebbe dovuta essere una questione di 20 minuti al massimo) lei è rimasta in cortile, davanti al cancello, tra la pioggerellina della nebbia bassa, ad attendere … e il suo destino è arrivato fino a lì, al cortile di casa.

Fine della prima parte.
Mimosa

Mimosa ha detto...

il doppione è scherzo del tasto ... vabbeh, così è più chiaro!

Mimosa ha detto...

Ora la mia riflessione sul cancello:
tutti a discutere sul meccanismo di apertura (elettrica, dal pulsante di casa, elettronica con telecomando, automatica con la chiave nella toppa) ed a credere che nel minuto scarso in cui i battenti si aprono per spalancarsi nella loro ampiezza e rinchiudersi, una persona non possa aver guadagnata l’uscita senza restare bloccata!
1 minuto = 60 secondi e in 1 secondo si fa il passo di 80 cm andando spediti, 70 cm andando di passeggiata decisa, 1 m andando veloci, di fretta. Non voglio riproporre i calcoli sui metri già descritti nella prima parte del mio intervento del 7 maggio 2014, ore 01:26, qui voglio avanzare un’altra ipotesi.

Avete visto che in tanti servizi il cancello resta spalancato? Come viene bloccato? Tutti i cancelli hanno una spranga che ferma i battenti, guai sennò!
Allora, non si può escludere che Elena, colta ancora in cortile (giacché in casa non ha fatto in tempo a riassettare la tavola della colazione), sia stata indotta ad azionare l’apertura del cancello con le chiavi che già erano infilate nella toppa del portoncino di casa (rimettendole colà), e le “persone ombra” (difficile credere all’intervento di una sola) abbiano tenuto fermo almeno un battente con il gancio di sicurezza mentre veniva operata senza resistenze la spogliazione (+ il rivestimento). Alla fine, bastava togliere il fermo e il cancello si sarebbe rinchiuso … in barba ai telecomandi e ai pulsanti … e via con una Elena ancora “ipnotizzata” …!
… per dove mai?

È una ricostruzione plausibile?

Per ora basta così, lascio spazio alle controrepliche.
Mimosa

Anonimo ha detto...

MIMOSA,
mentre la tua invidiabile fertilità creativa trova spazio per trasformarsi in ottima prosa, nelle quiete ore notturne, altri, come, per esempio, quelli come me, devono accontentarsi delle poche, frastornanti ore diurne, per mettere insieme solo qualche rigo, sperando nella loro sufficienza per chiarire il proprio pensiero, molto più complesso, di quanto il modesto scritto possa evidenziare.
Tanto, per spiegare la relativa brevità, ma anche l'incisività dei miei commenti.
Rimarcando ancora una volta la mia negazione per ogni convinzione preconcetta, mi sono limitato a formulare una ipotesi ed a suggerirla. Nulla di più.
Ipotesi basata su episodi che riterrei FATTI. E se non li ripeto ancora in questa sede, la ragione va cercata in quanto ho sopra scritto.
Ora come ora, arzigogolare qua e là, fra cancelli, uomo ombra, rapimenti ecc., non si farebbe che pura speculazione.
Resta, ad ogni modo, innegabile, che tutta la ricostruzione della dinamica della scomparsa di EC, o la maggior parte di essa, sia stata narrata dal marito (ma non interamente riscontrata). E su quella pista è stata impostata, fin dall'inizio, tutta la ricerca della verità.
Una domanda: Chi uomo, sano di mente, che rispetti se stesso e la sua dignità, dopo essere venuto a conoscenza dei ripetuti tradimenti della moglie, la proclami "una santa"?
Ciao.

Vanna ha detto...

Buongiorno a tutti.

Torno su quello che brevemente ha scritto Stefania...

"A mio avviso allo stato attuale delle cose è difficile escludere a priori sia l'allontanamento volontario con scopo suicidiario o per trovare rifugio da qualche parte, sia il coinvolgimento di terzi (marito, altri uomini, altre donne)."

E lo collego con quello che riporta Mimosa da anonimo:
"... che intorno a Elena è stata di proposito creata una ragnatela, è a questo che mi riferivo quando giorni fa parlai di “premeditazione” nella sua scomparsa."

Sono questi i due nodi della vicenda: chi c'è dietro?
Non lo conosciamo veramente per cui mi soffermo sul cosa poteva essere dentro di lei come ipotesi di sparizione volontaria.

Potrebbe sembrare che lei autonomamente, disgustata con se stessa, abbia lasciato abiti puliti che non si sentiva di indossare e ne abbia utilizzati altri nuovi per una nuova vita.
Potrebbe, ma per andare dove?
Da sola e non è stata vista né trovata.

Oppure è sparita attraverso le maglie di una ragnatela tessuta da chi?

E' certo però, detto dalla sorella che, stranamente, la mattina prima aveva ricevuto una tel. da E. la quale di solito chiamava sempre la sera, E. risponde in modo ambiguo in riferimento ad un incontro in famiglia per la vicina domenica.
Come se lei sapesse che non vi sarebbe stata.

La notte prima, solo la notte prima? ella ha parlato e ha chiesto aiuto al marito quando gli ha detto di non portare i bambini a scuola e di non lasciarla sola.
E' stata una richiesta inevasa e lei è andata via con altri abiti non con quelli puliti, ordinati, curati da lei come tutto il resto fatto come donna di casa attenta.

Per me, quei panni lì, erano indirizzati al marito: dentro i panni c'era una donna con bisogni e richieste nuove non ascoltate.

Cosa era importante in quel ménage che oramai le andava stretto:
cura, ordine, pulizia esterne,
apparenza che non doveva " far vergognare", ma quanto i desideri,il gioco,il viaggio, il divertimento, il sorriso, la complicità, la fantasia...la leggerezza del vivere erano considerati?

Solo regole e doveri scanditi con precisione ?
Ipotizzo che il dialogo tra di loro recitava sequele di dover fare-eseguire secondo il monotono rituale del quotidiano.

Uscita da quel cancello può essere successo di tutto, può essere salita su una macchina che l'aspettava o fatta salire con autostop.
Non ha preso il cellulare, forse volutamente.
Di sicuro era premeditata la sua scelta se non vedeva l' attenzione
che desiderava dal marito e non credo che lei non avesse fatto le sue richieste precedentemente.

Se non ci sono novità non credo che interverrò di nuovo.
Un saluto caro.



Vito Vignera da Catania ha detto...

Buon giorno cari amici.Un plauso a tutti per le vostre riflessioni notturne e mattutine.Un freddo da cani e una nebbia gelida,sola e con i suoi tristi pensieri," La solitudine e' fredda come la nebbia che avvolge le ore, lascia spazio ai pensieri ....troppo spazio"!
Il mio modesto pensiero é: Se Elena stava male, tanto da non voler portare i figli a scuola,perché sta fuori casa? E solito dire: cavolo che freddo, è meglio che entro in casa,invece Lei sta fuori pur essendo il marito andato via con i figli da diversi minuti. Fuga volontaria o costretta? La seconda ipotesi mi sembra più plausibile,altrimenti la cosa più semplice era quella di accompagnare Lei i figli a scuola e andare via con la macchina.L'amico Massimo nelle ultime righe dell'articolo ha scritto:" Ed ecco che si torna daccapo. E' difficile scrivere un articolo perché anche solo per ipotizzare, senza atti ufficiali in mano a qualcuno occorre credere". Buona giornata a tutti.

ENRICO ha detto...

L’ipotesi che ( secondo alcuni) vedrebbe il marito coinvolto in qualche modo con la scomparsa della moglie esclude l’uxoricidio. ( quando l'avrebbe commesso ma soprattutto DOVE e COME in seguito si sarebbe sbarazzato del corpo )

E’ solo possibile immaginare che la donna, mentre era sola in casa, abbia avuto una crisi isterica, si sia tolta gli indumenti indossandone altri ed al rientro del marito abbia abbandonato l’abitazione in stato confusionale impedendo a quest’ultimo di far qualcosa per trattenerla

Solo in questo caso Michele potrebbe aver mentito nel raccontare ciò che sarebbe successo quando ha fatto ritorno a casa

Personalmente mi riesce molto difficile credere a questa versione

Vito Vignera da Catania ha detto...

Caro Enrico il marito di Elena se non è stato iscritto nel registro degli indagati è perché il suo alibi è inattaccabile,ci sono le telecamere del comune che riprendono i suoi spostamenti in giro per il paese,come quello di fermarsi per controllare a che ora il medico riceveva i pazienti,ed è stato accertato che il suo ritorno a casa è intorno alle 8.50.Mezz'ora è tempo più che sufficiente per sparire e far perdere ogni traccia.Tante sono le stranezze,e quella dei vestiti è qualcosa a cui non riesco a dare un significato.Una messinscena per far credere che cosa? Sinceramente non lo so.Buona giornata.

Ivana ha detto...

Mi risulta, almeno finora, che i due uomini (indicati da Michele) abbiano, ognuno, un alibi inattaccabile e che siano stati adeguatamente controllati.
Perché, durante la notte precedente la "scomparsa", la moglie non avrebbe rivelato a Michele l'identità dell'eventuale "terzo uomo"? (ritengo sia da considerarsi NON coinvolto l'ex fidanzatino!)
Riguardo ai tempi, risulta colmata quella mezz'ora di buco, tra le ore 9.00 e le ore 9.30?
Michele si è recato da solo, o con qualcuno, a Govone? C'è qualche telecamera che ha ripreso tale viaggio?

P. S. Il Parolisi non si è fatto affiancare da un legale soltanto, ma...da più legali...

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cara Ivana per ora gli alibi degli "amici"accertati ed ex fidanzato sono di ferro, ma,nulla di più strano che dietro questa storia ci sia o ci sono dei falsi "amici".Non è stato ripreso perché non ci sono telecamere lungo il percorso per arrivare a Govone.Buona giornata.

Anonimo ha detto...

Mimosa ed altri,
alcune considerazioni sparse, alcune anche per rispondere alle tue ottime osservazioni, cosi da creare un sano riscontro e vedere che ne viene fuori.

Premetto che non riesco in alcun modo a pensare ad un prelevamento forzoso in piena mattina e in un giardino visibile da qualsiasi passante o vicina, con tanto di variabile dell’orario di rientro del marito. E’ molto azzardato a mio parere.

Per considerare il cancello aperto e bloccato da un fermo dovremmo mettere in conto l’avvistamento della vicina che nota Elena ma non parla di cancello aperto. A che ora avviene l’avvistamento? E il fatto che la stessa dica di aver visto Elena con abbigliamento a maniche corte (mentre quello che dice di ritrovare M è un maglione bello pesante) è o meno accertato? Se è un fatto allora proverei a partire da questo orario e da questo abbigliamento.

Altro punto. La sera precedente non ci sono solo le preoccupanti voci nella testa da far pensare seriamente ad un aiuto medico, ma anche dei messaggi sul telefonino e la storia del filmato. Quella sera quindi non c’era solo il problema mentale, ma dei fatti veri e propri. M non chiarisce quei fatti, perché dice che Elena era fuori di sé e ripeteva sempre le stesse cose (della ricarica quando viene a saperlo?).Ma il giorno dopo E non ha un atteggiamento da pazza: non parla più di voci, si alza per prima e dice al marito di portare i figli a scuola, si rifiuta di andare con lui per sbrigare faccende domestiche (anche qui, ma davvero una persona che sembra star bene tanto da preparare la colazione, salutare i figlioletti e decidere di riassettare casa, in meno di mezz’ora impazzisce, si spoglia nuda ed esce fuori chissà dove?!?).

Stando sempre alle parole del marito, è solo la mattina che scopre di dover portare lui i figli a scuola in quanto Elena gli imposta la sveglia. Qualsiasi appuntamento o decisione di fuga quindi la sera prima non c’è. C’è invece l‘intenzione di rimanere tutti a casa con figli che non vuole mandare a scuola e il marito che non lavora (importante sapere quando e perché prende il giorno di riposo). La notte o la mattina, o comunque dopo lo sfogo con M della sera prima, Elena cambia idea,imposta la sveglia e decide che marito e figli devono invece uscire. E’ qui che forse succede qualcosa? Elena di notte o la mattina presto ha comunicato con qualcuno attraverso il computer o il telefonino?
Credo che se il marito ha raccontato esattamente tutti i fatti,le analisi sul computer dovranno rivelare per forza qualche tipo di collegamento. Se appunto E si era invischiata in qualche fatto con delle persone, queste devono aver lasciato qualche tipo di traccia sul computer o telefonino.
Kiba

ENRICO ha detto...

Vito

Io ho semplicemente descritto le ipotetiche modalità che vedrebbero il marito consapevole delle circostanze in cui sarebbe avvenuta “ la sparizione” della moglie così come sarebbe sottinteso – ma mai espresso esplicitamente - da alcuni commentatori televisivi e non

Non ho affermato di condividerle come è ben specificato nell’ultima riga del mio post

Immaginare addirittura che fra le 9.00 e le 9.30 ( nel famoso “buco” che spesso viene sottolineato in maniera allusiva nei talk-show) il marito possa aver soppresso la moglie, caricato il corpo in auto, averlo gettato nel fiume ed infine essere andato dalla vicina a chiedere notizie della moglie , mi sembra alquanto inverosimile

Ovviamente si tratta solo del mio punto di vista.

Se qualcuno mi indicasse elementi ragionevolmente convincenti a sostegno dell’ipotesi omicidiaria non esiterei a rifletterci su

Anonimo ha detto...

Riflessioni e considerazioni sulla base dei fatti certi.

1) I vestiti ritrovati sono quelli che Elena indossava quella mattina come confermato dalla figlia maggiore agli inquirenti e, secondo Elena Biggioggero de "La vita in diretta" anche dalla vicina.

2) Elena è viva quando marito e figli escono (8.10) e alle 8.15 è in giardino, vista dalla vicina.

3) Sulla base dei riscontri delle telecamere il marito torna a casa intorno alle 8.47/48 e alle 8.54 chiama la vicina.

4) Alle 9.30 va dalla vicina, nel periodo intermedio compie altre telefonate (di sicuro ai genitori di Elena intorno alle 9.20 come da loro riferito).

5) La vicina si reca successivamente a casa Ceste e assiste ad un ispezione del marito di varie stanze (di sicuro Elena non era in un altra stanza nascostavi dal marito perchè una volta fatta entrare la vicina non poteva contare su una sua normale discrezione e prevedere che non prendesse iniziative mettendosi anche lei ad aprire porte. Fermarla sarebbe apparso sospetto.

6) Dopo aver ispezionato la casa Michele apre, davanti alla vicina, anche il portabagagli della sua Golf (lui aveva usato la macchina della moglie).

In base a ciò, l'unica dinamica che veda il marito colpevole di qualcosa è che, tornato a casa abbia ucciso la moglie nei 4-5 minuti che precedono la telefonata alla vicina (o trovato la stessa gia morta suicida e nuda). Successivamente l'ha spogliata (e/o ha ideato la messinscena dei vestiti fuori per depistare), ha messo il corpo nudo in un sacco o in un telo (in modo da non lasciare tracce per i Ris) e l'ha collocato nel portabagagli della macchina della moglie (non aperto davanti alla vicina) per poi occultarlo da qualche parte (o gettarlo nel Tanaro) quando riparte alla presunta ricerca di Elena.

Boh, a me non convince granchè.

Stefano

Anonimo ha detto...

CONSIDERAZIONI SU UN ALLONTANAMENTO PIU' O MENO VOLONTARIO (Un rapimento non lo prendo nemmeno in considerazione).

1) Elena poteva avere un cellulare segreto non intestato a lei, per questo non risultano contatti al di fuori della sua cerchia di conoscenti (dall'analisi del traffico delle celle telefoniche non si scoprirebbe perchè in campagna coprono spazi enormi).

2) Il fatto che avesse pianificato la fuga proprio nel giorno che il marito era a casa si spiega (secondo Elena Biggioggero de "La vita in diretta) con la sua preoccupazione che ci fosse qualcuno che, lei sapeva, sarebbe andato a prendere i figli all'uscita di scuola (se fosse fuggita un altro giorno, col marito che fa turni di 12 ore, i figli sarebbero rimasti soli).

3) Il mistero del cancello è un falso mistero (brava Mimosa, anch'io nei servizi tv l'ho notato aperto), di sicuro c'è un modo per bloccarlo.

4) Secondo i genitori è un falso mistero anche quello degli occhiali, nel corso degli anni Elena ne ha fatti fare tanti e può averne preso un paio più vecchio.

5) Anche le calze non smagliate (sempre secondo la Biggioggero) sono un falso problema, trattandosi di calze mediche, vendute in farmacia, caratterizzate dal fatto di essere robuste e spesse.

6) Il fatto che Elena si stesse aprendo col marito dicendo "Non lasciare che mi portino via" e il fatto che ad un certo punto gli ha chiesto di non portare i figli a scuola lasciano presupporre che la donna fosse combattuta (per questo dico allontanamento "più o meno" volontario, può esserci stato un plagio) e cercasse una scusa per non finalizzare o rimandare il piano di fuga (se il marito le avesse dato retta lei poteva giustificarsi con l'eventuale plagiatore di cui doveva essere abbastanza succube).

E comunque si, una domanda pressante, è proprio quella di sapere perchè Michele avesse preso il permesso e quando l'ha deciso.

Stefano

Ivana ha detto...

Grazie, Vito...
Se dietro questa storia ci sono dei falsi amici, gli inquirenti troveranno (o avranno già trovato) tracce telefoniche e/o informatiche specifiche; anche se particolari messaggi fossero stati cancellati, gli inquirenti sapranno come rintracciarli…
Comunque, a me pare strano che una donna, con paure reali, sveli al marito solo due nominativi e non gli riveli proprio l’identità di colui da cui si sente ricattata…
Per ora, a me sembra che Elena fosse depressa e confusa…
La vicina di casa e Michele sono poi riusciti a stabilire l’orario esatto del loro incontro? Michele si è presentato dalla vicina di casa alle ore 9.00 oppure alle 9.30?
Elena potrebbe aver compiuto un gesto estremo e il marito, non accettando l'idea del suicidio, potrebbe aver nascosto il corpo nel cofano bagagli dell'auto???
Potrebbe Michele essersi recato, così, prima dalla vicina e, poi, a Govone???
Ovviamente sono soltanto mere congetture, fatte ESCLUSIVAMENTE per cercare di capire se potrebbe esserci stato il tempo per l'eventuale occultamento di un eventuale cadavere...
Se non ci sono telecamere ad aver ripreso il viaggio di Michele, attualmente non possiamo sapere se sia andato a Govone soltanto per accendere la caldaia e per cercare la moglie strada facendo… Mi sembra che di certo sia passato sopra il ponte sul fiume Tanaro…

Anonimo ha detto...

@Ivana

Per rispondere ai tuoi quesiti, Michele va dalla vicina alle 9.30, prima di andare a Govone.

Stefano

Anonimo ha detto...

UNA PRECISAZIONE
La vicina di casa dei B, ha notato la presenza di E in cortile, "DOPO" la partenza di M e figli per la scuola, ed ha descritto dettagliatamente gli abiti che la donna indossava: MAGLIETTA E PANTALONI CHIARI.
Quelli rinvenuti (a detta del marito) dietro il cancello, e consegnati tre ore dopo ai CC, consistevano, invece, in un maglione grigio e pantaloni di velluto MARRONE, ancora impregnati dal profumo del lavaggio; cioè, come mai indossati.
Come si spiegherebbe il "fenomeno"?

Mimosa ha detto...

@ Anonimo delle 18:05,
il “fenomeno” della discordanza dei colori si spiegherebbe semplicemente con un “falso ricordo” e con il fatto che viene sempre mandato in onda lo spezzone della primissima intervista fatta al citofono (se non erro).
C’è un altro spezzone (che ho visto una volta sola) in cui la testimone, alla medesima domanda, risponde che Elena era vestita proprio con quel maglione chiaro, dopo che gli indumenti erano stati mostrati.
Del resto, la signora ha potuto vedere Elena quasi con la coda dell’occhio, visto che è passata in automobile (a 50 km/h, vista la fretta?) e che c’era una coltre di nebbia che “sbiancava” tutto.

Se i testimoni stessero più attenti a come parlano ai giornalisti, alle decine da cui vengono assillati in casi di cronaca nera, prima di rilasciare dichiarazioni, dovrebbero mettere per iscritto tutto e leggere il testo (come ha fatto Mariangela nel caso Scazzi), studiandolo a memoria (come ha fatto Loris nel caso Ragusa). Così i media non avrebbero modo di manipolare le frasi ad uso e consumo dell’audience, e l’opinione pubblica non ci sguazzerebbe.

Invece, sul “fenomeno” del profumo di bucato, a me risulta sia una “sensazione” provata esclusivamente dalla prima giornalista che ha avuto accesso alla stanza in cui i CC hanno esibito gli indumenti, poi attinta da tutti gli altri.
A voi pare possibile che dopo 3 giorni quegli indumenti profumassero ancora di fresco, dopo essere stati riposti dal marito in una busta, portati in giro in automobile, consegnati all’ufficio del Comando, sbattuti in qualche scatola, visionati in lungo e largo dagli uomini dei RIS (i quali hanno prelevato solo la biancheria intima), nuovamente riposti chissà dove, per poi essere stesi su un tavolino e lasciati esposti per essere fotografati e ripresi da sciami di giornalisti?? Potevano profumare di bucato fresco??
… non sarà stata, forse, la stanza ben pulita, lavata, con detersivo profumato proprio in vista del previsto affollamento di giornalisti? Pensateci!

Mimosa

Anonimo ha detto...

MIMOSA
Non ti sembra di dare molto spazio a "falsi ricordi" e "sensazioni" di vario tipo?
Con un tantino di buona volontà, tutto si può rimodellare, giusto quel tanto necessario perchè certe forme si adattino all'ombra che le stesse proiettano.
Ma non sempre tale strategia riesce ad ingannare.
Il tuo sforzo, certamente suggerito da sincera buona fede, di dare una spiegazione sempre "garantista" ad ogni azione, non sempre sortisce gli effetti sperati.
Siamo più realisti, via, e diamo a Cesare quel che....

Mimosa ha detto...

non è solo buona fede garantista la mia,
cerco di metterci una buona dose di logica
cerco di trovare alternative
nulla è mai come sembra, è stato detto più volte da un nostro caro amico,
e la via più semplice è di solito la più vicina alla realtà

Vito Vignera da Catania ha detto...

Buona notte cari amici.Io più che dare a Cesare, una martellata in certe parti la darei a chi ha fatto del suo"meglio" per distruggere un tranquillo nucleo familiare.Parlo di quei vecchi amici che appena hanno avuto una richiesta di amicizia si son presi il dito con tutta la mano,questo per non aggiungere altre parti del corpo.Più che vecchi amici li definirei vecchi bastardi,e tra questi qualcuno sta ancora nascosto,qualcuno a cui non bastava la sola amicizia,no,voleva altro,e forse c'è riuscito nel suo intendo.Elena parla di un vecchio amico che la tormentava di telefonate,basta solo aspettare e vedremo chi si nasconde dietro questa triste storia.Per scoprire il serial killer che crocifiggeva le sue vittime hanno impiegato quattro giorni,dopo tre mesi non si hanno i tabulati telefonici di questi vecchi amici.Probabile che si sapranno quando Elena sarà trovata morta da qualche parte,se non c'è la vittima le indagini sono più lente di una lumaca,che schifo.Buona notte a tutti cari amici.

Mimosa ha detto...

Ho molto apprezzato l’intervento di Stefano 10 maggio 2014 16:54 (sui “falsi misteri”).
In modo particolare mi ha colpito il punto 1), il possesso di un cellulare non intestato a lei. Abbiamo visto in molti casi questa situazione.
Chissà … forse non tanto per una sua “astuzia” ma piuttosto irretita da quel qualcuno che ha meditato su di lei la trappola …

In merito agli orari della mattina di MB, il seguito cronologico ricostruito è il seguente:

- tra la telefonata alla vicina delle h. 8.52 e quella ai suoceri delle h. 9.20 circa, EB gira per il cortile e il pollaio e altre zone interne alla sua proprietà e poi si reca da altri 2 o 3 vicini a domandare se Elena fosse da loro;
- alle h. 9.30 circa si reca dalla prima vicina e le chiede di scendere a ricontrollare con lui la casa (passa circa ¼ d’ora, e siamo quasi alle h. 10)
- indi le chiede di mettersi in macchina e fare un determinato percorso, mentre lui prendeva un’altra direzione, infatti si dirige a Govone, dove i suoceri, allertati, sarebbero arrivati in mattinata; lungo il tragitto telefona al cugino che abita nella casa accanto e poco dopo si presenta (nulla di strano che sia entrato per accendere il riscaldamento: i suoceri stavano arrivando! Gesto di cortesia, anticipando solo di poche ore quello che avrebbe dovuto fare come ogni w.e.). Siamo quasi alle h. 10.15.
- Alle h. 10.30 Michele si trova alla Stazione dei CC dove racconta la sua angoscia e sollecita un accertamento presso gli Ospedali della zona (giacché lui aveva già provato a chiamare ma gli era stata negata la risposta adducendo il motivo della privacy – e qui sarebbe da fare un intero articolo sulle interpretazioni di “privacy”!). Ci è rimasto circa una mezz’oretta. E siamo ad oltre le h. 11.
- Dopo le h. 11-11.15 Miche torna a casa, cerca fotografie della moglie come richiesto dai CC, e si ragguaglia con la vicina. Potremmo inserire qui le telefonate ai papà del compagno di scuola del figlio? In ogni caso gli telefona, e costui si offre di accompagnare a casa gli altri bambini, al termine dell’orario pomeridiano.
- Alle h. 11.30 arrivano i genitori di Elena.
- Alle h. 12 Michele va a prendere la più piccola all’asilo e con lei si reca dai CC con le foto e solo allora si ricorda di avere in auto il sacchetto con gli indumenti trovati in cortile. Altra chiacchierata con i CC e siamo quasi alle h. 13. Lui deve correre a casa per fare il pranzo.

Al di là delle “sensazioni” mie personali, e della fede garantista di ogni benpensante, dove inseriamo i tempi di Michele per l’occultamento del corpo?
Ce l’aveva ancora nel baule dell’auto con cui è andato in giro tutta la mattina, si è recato 3 volte dai CC, ha scarrozzato la bimba??

Beh, che i dubbiosi me lo dicano con altrettanta logica!

‘Notte!
Mimosa

Anonimo ha detto...

@ anonimo 10/5/14 h 18.05

Il fenomeno si spiega più che altro col pressappochismo dei giornalisti (cosa cui i frequentatori assidui del blog sono abituati, troppe frescacce dicono a dar retta a loro, bisogna sempre capare il grano dalla crusca).

Non ce n'è verso... gli abiti indossati da Elena quando l'ha vista la vicina sono proprio quelli e non perchè lo dice la vicina come raccontato da Elena Biggioggero bensì perchè l'ha detto la figlia agli inquirenti (questo si, detto da giornalisti e qui certamente non si sbagliano).

Stefano

Ivana ha detto...

Grazie, Stefano...
Tra "la telefonata alla vicina delle h. 8.52 e quella ai suoceri delle h. 9.20 circa", ci sarebbe il tempo più che sufficiente per un eventuale occultamento di un eventuale cadavere nel cofano bagagli dell'auto.
Proprio con tale auto ci si potrebbe recare dalla vicina, andare con lei a controllare la casa e, poi, dirigersi a Govone; pare che lo stesso Michele abbia detto agli inquirenti di essersi fermato sul ponte e di aver guardato il Tanaro (non so se tale informazione, circolata in rete, sia attendibile)... comunque, il tempo sarebbe stato più che sufficiente.
Ho ascoltato, a "Quarto grado" l'intervista alla madre di Elena e sono rimasta stupita che Michele, il giorno stesso della scomparsa della moglie, abbia dato il permesso all'uomo della golf (sul quale si erano concentrati i suoi sospetti) affinché andasse a prendere, all'uscita dalla scuola, uno dei suoi figli...

Anonimo ha detto...

Ivana
Molti interventi sul blog di Sulas hanno ipotizzato come te.
L'idea fila e quasi quasi mi associo.
Gisa

Anonimo ha detto...

ve lo raccomando sulas! non ne ha mai azzeccata una

Mimosa ha detto...

Ivana,
onestamente, vai a verificare a che ora esatta tra e 9 e le 9:15 Michele si reca da altri 2 o 3 vicini a domandare se Elena fosse da loro. Ad una famiglia ha bussato, ma non gli hanno aperto, pertanto ha telefonato e la telefonata è registrata dai tabulati.
I CC non hanno riscontrato nulla di anomalo nella cronologia ricostruita di quella mattina.
Nessun lasso di tempo sufficiente ad ammazzare e (o solo) nascondere il corpo
(pertanto è risibile l’insinuazione che M. nella sua sosta sul ponte del Tanaro, abbia gettato di sotto il sacco con un cadavere).
Come ve lo devo ripetere?

Su altro possiamo liberamente discutere e confrontarci, ad esempio "M. sa qualcosa che non ci ancora stato rivelato" e che i media tengono ancora celato, e intanto costruiscono decine di puntate?

Mimosa

Anonimo ha detto...

Si può avere il famoso "scheletro nell'armadio" e contemporaneamente discorrere e bere, nel medesimo luogo, con gli amici.
Allo stesso modo si può avere un corpo nel bagagliaio, e bussare a tante porte e fare telefonate.
Nessuno dei due modelli esemplificativi è risibile. Però, forzando e riforzando adeguatamente, ogni serratura è apribile.
Per quanto concerne il "tempo" occorrente per uccidere c'è, forse, una tabella indicatrice?
Non mi pare
Quindi, trattandosi, per il momento, solo di supposizioni, pare immaturo cercare di rappezzare il fondello a pantaloni che non esistono.

Mimosa ha detto...

Caro Anonimo
è il momento che ti palesi e potremo continuare a dialogare!
Di che hai paura?

Mimosa ha detto...

Gisa,
scusa, prima di dare ascolto a Sulas e prendere per oro colato quello che dice, bisogna documentarsi con le fonti dirette (per esempio ascoltando attentamente i vari servizi televisivi da cui molta carta stampata attinge, interpretando a seconda dell’orientamento editoriale, lo sappiamo benissimo noi “seniores” di questo blog).

Parlo di “servizi televisivi” riferendomi a quelli che fanno le inviate dal posto, e non a quelli con le chiacchiere nei salotti, con “opinioniste” che arrivano colà ‘tabula rasa’ e devono esprimere un’idea ascoltando la conduttrice.
Sono rimasta scioccata dalla frase “allora, senti questo” detta fuori onda dalla Perego alla Buonaccorti, dopo che quest’ultima aveva espresso in tutta franchezza la convinzione che M.B. sia innocente, mentre sul teleschermo scorreva un pezzo montato dalla regia. La Buonaccorti, ingenuamente, alla ripresa dell’audio dallo studio, esclama con occhi sgranati: “Perché mi hai detto ‘allora senti questo’? Lo ritieni sospettabile?”. Al che, la conduttrice, imbarazzatissima per essere stata colta in fragrante, balbetta “Bisogna ribadire che M.B. non è indagato”.

Effettivamente, come dice l’Anonimo delle 22:23, di Sulas non saprei enumerare le volte che sui casi eclatanti di questi anni, “non ne ha azzeccata una” (è una mia opinione,ma già espressa da chi ha trattato e tratta quei casi con maggior acume).

Non sono stata capace di trovare il blog di Sulas a cui ti riferisci, potresti mettere qui il link? Grazie.

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte e tanti auguri alle belle mamme.Cara Mimosa credo che ne abbiamo discusso tante volte,e se non hanno riscontrato nulla i cc figuriamoci noi con quei pochi elementi che abbiamo.Un tempo cosi ristretto da far perdere ogni traccia,e il dubbio è se Elena sapeva o no che il marito sarebbe passato dal medico,quindi senza questa perdita di tempo il suo ritorno a casa sarebbe avvenuto prima delle 8.48 accertati.Oltre a Michele penso che ci siano altri del vicinato che accompagnano i figli a scuola,e come è presumibile che ci sia tanta gente che va al lavoro e percorre quella strada,possibile che nessuno ha visto una donna camminare lungo la provinciale,e sopratutto con quel freddo da cani e una nebbia che si tagliava con il coltello? No,per me questa ipotesi è da scartare,quindi ritorno sui miei passi e vado nell'unica"direzione" più plausibile, che qualcuno è passato a prenderla,qualcuno che controllava la casa ben nascosto da qualche parte.Non c'è nessuna telefonata ne in entrata e ne in uscita,quindi ogni decisione è stata presa sul posto.Può essere che pecco di presunzione,ma ho il sospetto che Elena stesse fuori casa non per farsi vedere dai vicini,ma perché aspettava"visite" da un momento all'altro,e a breve il marito sarebbe tornato a casa.Buona notte a tutti e un abbraccio alla mia cara amica nottambula.

Anonimo ha detto...

MIMOSA,
sai già chi io sia, fin dall'inizio dei miei interventi inutilmente "anonimi", per chi conosce, come te,, la mia modesta stesura espositiva.
La scelta è stata motivata da un desiderio di libertà espressiva, che non fosse condizionata da una firma.
Saluti cari, Pino

Mimosa ha detto...

Caro Pino, lo sai che lo sapevo!
Buonanotte carissimo amico!
Mimosa

Anonimo ha detto...

p.s. MIMOSA, ti pare che potrei aver paura di qualcosa o qualcuno?
Hai dimenticato che sono un uomo di ferro? :-) P.

Anonimo ha detto...

Buona notte anche a te, carissima, Pino
p.s. ma andrai veramente a letto?
Non ci credo!!!!

Mimosa ha detto...

Pino di ferro
infatti eccomi pronta ad un altro post.
La Buonanotte era per te che devi dormire e leggermi di primo mattino!
Bacioni!
Mimosa

Mimosa ha detto...

Ultima replica ai commenti letti.

Anche la sosta che Michele ha fatto sul ponte del Tanaro è stata vagliata dagli investigatori: hanno ritenuto impossibile che avesse potuto gettare un corpo superando due spallette di cui la seconda abbastanza alta, anche in considerazione che a quell’ora di mattina, con il traffico, un’azione simile sarebbe stata notata, nonostante la nebbia.

Permettetemi di ribadire che pure questa ipotesi a me risulta “risibile”. In 5 minuti metti lo scheletro nell’armadio (ovvero il corpo nel bagagliaio), scorrazzi per le strade, contatti persone e in un paio di minuti lo scarichi nel fiume da un ponte attraverso cui passa il traffico?
No, cari amici, non credo sia questa la verità possibile “al di là di ogni ragionevole dubbio” (comprendendo che alcuni appartenenti ai segni zodiacali degli arieti, scorpioni, cancri, pesci, non cambiano facilmente idea quando si fissano su una linea!).

Tendo a concordare con l’amico Vito quando dice «l'unica"direzione" più plausibile, che qualcuno è passato a prenderla,qualcuno che controllava la casa ben nascosto da qualche parte»,
e che «Elena stesse fuori casa perché aspettava"visite" da un momento all'altro»,
anche “temute”, ribadisco, tuttavia sentite come ineluttabili.

Il marito non c’entra nella scomparsa, bisogna indagare ancora tra le amicizie della vita notturna di Elena.

Buonanotte!
Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Ti ho letto, infatti, di buon mattino, anche se mi accingo solo ora ad esporti quanto dedotto dalle tue considerazioni.
(ct): "in un paio di minuti lo scarichi nel fiume da un ponte attraverso cui passa il traffico?"
L'idea non è risibile, ma, piuttosto altamente improbabile, nella stessa misura di un "prelevamento", forzato o volontario, consumato nelle stesse condizioni.
E così siamo al punto di partenza.
Inutile, mi sembra, stare a rivangare fra gli indumenti, gli occhiali, il cancello ecc., se non si tenta di stabilire, a priori, almeno altre possibili MODALITA' della sparizione.
Ed a tale proposito, anche per dimostrarti che i nati sotto i segni zodiacali da te indicati non sono affatto dei caparbi (guai a chi non sia capace di mutare le proprie idee, all'occorrenza),
tornerei, per esempio, alla pista segnalata dai cani, dalla casa della scomparsa, fino alla chiesa parrocchiale di S. Margherita, dove si sono fermati, con evidente disorientamento, ed alla figura del parroco, parecchio informato sulla situazione, certamente molto imbarazzante, dei suoi due parrocchiani.
Quale altra, diversa funzione potrebbe essersi assunta il buon prete, oltre a quella di moderatore e consigliere?
Sappiamo che i cani non possono essere influenzati da idee, e quello che segnalano è sempre genuino. Ma non se ne è discusso molto. Vogliamo farlo noi?
Una pietra in direzione diversa l'ho lanciata; è finita in uno stagno e l'acqua, in tali occasioni, non resta mai ferma.
A più tardi, Pino

Stefania ha detto...

Bravo, caro Pino ...... proviamo a guardare dove ci potrebbero portare i cerchi concentrici nell'acqua, dopo che hai gettato il tuo sasso.

Bacione.

Stefania

Vanna ha detto...

Pino buongiorno!

Condivido in toto il tuo ultimo post.

Anche io un paio di giorni fa ho meditato non poco sul ruolo del parroco e l'ho scritto.

Ho ricevuto silenzio, a parte ora le tue parole.

La coppia non è stata aiutata da chi sapeva.

Il M.B. forse non è colpevole materialmente della sparizione della moglie, ma lo è moralmente perché non ha voluto tener conto dei cambiamenti interiori che E. aveva avuto, ed ha continuato a svolgere il suo ruolo maritale secondo il suo copione.

E' comodo dar la colpa a quelli di fb, a chi faceva ricariche tel. alla moglie, salvo poi lasciargli il figlio... altro comportamento strano.

Non credo neanche che la "vivacità" di E. fosse così importante, forse aveva bisogno di conferme affettive, di accettazione riguardo le sue curiosità che me la fanno vedere emotivamente vivace.

Qualcuno lo aveva capito difatti le scriveva che le voleva bene.

Dalle foto vedo una donna che fa tenerezza, carina, semplice, sguardo pulito, non certo una inquieta ricercatrice di banalità.

Però le andava sicuramente stretto il mondo ripetitivo e ingessato nel quale viveva.

Riguardo le pressioni che lei ha ricevuto, non escludo che qualche pressione pesante e continua l'abbia avuta proprio da lui che, a mio parere, deve essere ben monitorato dagli inquirenti, come tutti gli altri del resto.

E' lei che è uscita consapevolmente da quel cancello, cosa è accaduto fuori non lo so: si aprono molti scenari diversi tutti possibili ma non verificabili allo stato attuale.

E comunque un "controllo" alla prole e alle "produzioni" scolastiche è essenziale per capirci qualcosa di più.

E' inutile girare intorno ai vestiti, agli spostamenti, ai minuti che non dicono veramente cosa è successo e non dicono come loro esprimevano le emozioni, i desideri, quale era il loro linguaggio del vivere tra mille impegni e mille problemi a far quadrare il bilancio.
E soprattutto la complicità tra di loro era solo di tipo economico e di condivisione del quotidiano o c'era altro?
Un saluto.

PINO ha detto...

STEFANIA
Contraccambio con affetto, e mi dispongo ad affrontare La discussione su altri moduli, di dinamica della sparizione, che non siano quelli già rivelatisi sterili, per evidente assenza di riscontri.
Mi lancio: potrebbe il prete, per carità cristiana, assunto un ruolo diverso da quello che è stato reso noto fin'ora?
Solo una domanda e senza tendeziosita.
Pino

PINO ha detto...

Ciao VANNA
Buono il tuo suggerimento relativo allo scandaglio psichico, in sede scolastica; ciò aiuterebbe a meglio analizzare la qualità e l'intensità dei rapporti inter famigliari.
Saluti cari, Pino

Stefania ha detto...

Allora, partiamo da un presupposto che penso nessuno di noi possa per il momento mettere in discussione: la famiglia intera era molto religiosa e praticante.

Quando ci sono problemi di coppia, non tutti agiscono e vivono il disagio in modo simile.

C'è chi gioca alla "Famiglia del Mulino Bianco" con l'intento piu' o meno voluto di apparire quel che non è all'esterno.

C'è chi si separa, c'è chi fa il gioco dello struzzo, c'è chi addossa ogni colpa della crisi al patner, chi impara a convivere con i problemi, chi cerca un valido supporto per la coppia, sia un professionista, sia un religioso, un amico di famiglia, ecc ....

Una cosa è certa. Elena aveva dei sensi di colpa. Se il marito l'abbia aiutata a superarli magari mettendosi a sua volta in discussione non tanto quanto padre di famiglia lavoratore ed attento ai propri figli, quanto come coniuge, non possiamo saperlo.

Mi pare di poter ipotizzare che sia Elena che il marito non avessero "gli strumenti" per risolvere i loro problemi se non aiutati da qualcuno.

Quel qualcuno puo' essere chiunque.

Un amico puo' per esempio aver coccolato Elena senza per questo, un altro finto amico puo' essersi approffittato del suo desiderio di sentirsi amata non solo come mamma ma anche come donna, per portarsela sotto le lenzuola.

Michele? Michele parla di sua moglie sempre come madre ma mai come compagna di vita. Non credo o almeno mi pare di percepire non lo faccia per una sorta di disprezzo nei confronti di Elena ma perchè dal suo punto di vista quando si diventa genitori è normale il fatto di essere coppia passi in assoluto secondo piano.

Non dico sia giusto, ma quante coppie entrano in crisi quando una volta cresciuta la pargolanza, si ritrovano ad essere tra di loro perfetti sconosciuti?

Quasi che il crescere i figli sia stato come il fare un tratto del percorso della vita assieme eppoi si finisca col domandarsi se compiuto il dovere genitoriale si stia ancora facendo la strssa strada.

In quest'ottica c'è da analizzare che in una coppia, questo campanello d'allarme puo' suonare per uno solo dei soggetti, o per entrambi. Contemporaneamente oppure in due fasi differenti della vita.

E quello che probabilmente è accaduto tra Elena ed il marito è stato proprio questo. Uno sfasamento.

Il parroco puo' aver quindi cercato di aiutare anche un solo elemento della coppia: ovvero Elena che si era rivolta a lui.

Non risulta infatti che il marito abbia esternato preoccupazione o malcontento per quanto accadeva tra lui e la moglie a nessuno, prima della scomparsa.

Puo' questo uomo essere stato "aiutato" dal parroco a sua insaputa?

Mi spiego meglio: se il prete avesse consigliato ad Elena, se non addittura accompagnato la stessa presso un luogo sicuro dove potesse ritrovare se stessa, a vostro avviso, fatto salvo il dovere di tenere per se quel che la donna puo' avergli confidato in sede di confessione, saprebbe tacersi?

Potrebbe insomma il parroco sapere dov'è Elena e non farne comunque menzione al marito?

Stefania

magica ha detto...

buongiorno a tutti
mi pare che per andare alla chiesetta si possa andare per vie traverse o mi sbaglio?se nessuno l'ha vista per strada !
la vicenda è molto strana ,da qualche parte una donna si dovrebbe trovare se fosse ancora viva.

è logico e lampante che la signora non sia piu' in vita...
se si fosse nascosta per meditare non saprebbe resistere sapendo che i figli hanno bisogno di lei sopratutto quelli piu' piccoli. .inoltre se tra la signora ed il parroco ci fosse stato un accordo di sparire per meditare ci sarebbero guai molto seri per procurato allarme quando dovessero uscire allo scoperto -

Vanna ha detto...

Stefania e Pino le vostre riflessioni le condivido in pieno.

La figura del parroco dovrebbe essere analizzata se non altro perché ad ottobre era emersa una crisi in Elena e lui lo sapeva.

Il parroco era nuovo e non conosceva ancora i suoi parrocchiani, sicuramente sarà stato informato dal vescovo sulla realtà della comunità,
eventualmente sui problemi che erano all'interno della stessa.

Il controllo della Chiesa è abbastanza capillare, è difficile che a parroci e vescovi attenti sfugga qualcosa.

In questo caso la fertile coppia
era molto religiosa quindi doveva esserci attenzione adeguata che la famiglia vivesse pienamente i principi cristiani.
E' sicuro che sia stato fatto un controllo attento e preciso riguardo la "sana" vita cristiana vissuta dai due?

Mi si aprono a ventaglio molti OPPURE:
- può essere talmente normale che ci sia una crisi che la stessa sia stata presa sotto gamba?
- Che tutto sia stato coperto in attesa di ritorno tranquillo all'ovile?
- Che la pecorella smarrita sia stata seguita con cura a parte.

Che il parroco fosse nuovo non significa nulla,la sua esperienza brasiliana in una terra ricca di contrasti in tutti i sensi lo aveva formato in umanità e quindi doveva avere le antenne per capire i disagi.

Se lui è andato in Brasile e vi è rimasto qualche anno credo lo abbia fatto come scelta "missionaria", tale scelta non si fa a cuor leggero se non ci credi fermamente.

Altrettanto ha scelto di tornare?
Come è stata la sua esperienza pastorale sudamericana?
Perché è tornato?

Sia che abbia scelto lui Costigliole o che gli sia stata assegnata dalle autorità ecclesiastiche, non è stata una scelta a caso.
Quella scelta è la diretta conseguenza del suo operato pastorale brasiliano.

Se ne può sapere qualcosa?

Quale è la vera cura delle anime che un parroco dovrebbe fare tanto più se a lui si comunicano i propri peccati-dubbi-crisi?

Se qualcosa è emerso su una crisi di E. è emerso dal parroco e dalla maestra di uncinetto, dai contatti fb.
E poco per capire cosa stava accadendo ed è tanto invece per capire che nella comunità lei non parlava, neanche era conosciuta.
Allora o lei era chiusa a dire le sue cose, o le veniva suggerito di non dire, non perdere tampo a chiacchierare visto che c'era tanto da fare.
Non aveva amiche mi sembra ed anche ad Angri per tre anni che è rimasta, non la conosceva nessuno!

Non può essere che lei si sia scocciata di vivere dentro l'ingranaggio di un orologio svizzero ed è "sbroccata" non facendocela più?


Ivana ha detto...

Per favore, Gisa, puoi inserire il link del blog a cui hai accennato? Come Mimosa, neanch’io sono riuscita a trovare quel blog specifico... Grazie anticipatamente!
Mimosa, non penso che determinate zone siano tanto trafficate; per esempio, in base al mio vissuto, ho notato che tutte le volte in cui mi sono recata, in auto, in particolari paesi dell'Alessandrino (es. Mugarone) molta parte della strada percorsa era praticamente deserta e mi incuteva una sensazione sgradevole di solitudine... Inoltre ritengo che i vigili del fuoco siano persone agili, forti e con i riflessi pronti e che conoscano molto bene i luoghi dove operano...

Sono un’animalista “praticante”, ma ho constatato che non sempre l’uso dei cani è risultato efficace; ad esempio non sono stati, di certo, i cani a ritrovare il corpo di Yara e nemmeno quello dell’insegnante di Aosta, Christiane Seganfreddo.
Va anche tenuto in considerazione che i cani, nel caso di Elena, possono aver seguito tracce lasciate dalla donna giorni prima…

Ovviamente, con gli scarsissimi dati in nostro possesso, possiamo soltanto cercare di capire se determinate ipotesi siano, o no, categoricamente da escludersi e, a mio avviso, l’ipotesi di un eventuale occultamento di un eventuale cadavere non è da escludersi categoricamente.

ENRICO ha detto...

Vanna

Se il prete tacesse - nonostante conosca o ipotizzi elementi significativi riguardo la “scomparsa” di Elena – l’unica spiegazione ragionevole che se ne potrebbe trarre è che costui ne abbia già informato sia gli inquirenti che i familiari ma che l’iter investigativo suggerisca la massima discrezione in proposito

Questo spiegherebbe, in parte, la relativa “tranquillità” dei genitori, della sorella e del marito stesso che insistono a credere ad un prelevamento forzoso.

Del resto il marito non ha ritenuto necessario nominare un legale a sua eventuale difesa né le autorità giudiziarie hanno preso provvedimenti cautelativi nei suoi confronti a proposito della tutela dei figli. Il che starebbe a significare che non vi sarebbero a suo carico sospetti di reato

Il fatto che i laghetti , il fiume e l’area circostante la villetta siano stati oggetto di approfondite ricerche lascia pensare che gli inquirenti abbiano preso in considerazione anche la tesi del suicidio oltre quella di un allontanamento volontario o meno

Se la versione del marito ( ansie e crisi isterica della moglie durante la notte) dovesse corrispondere a verità è evidente che la pista investigativa principale da seguire sia quella di un’indagine minuziosa sulla personalità della donna .

Anche attraverso “la lettura” di alcune sue foto che, a prima vista, potrebbero sembrare del tutto “banali”

( ciao, PINO !)

Stefania ha detto...

Il blog di Sulas è questo: http://www.oggi.it/posta/tag/giangavino-sulas/

Sono spariti un sacco di articoli da quel blog (forse una pulizia della Redazione di Oggi).

Ne ricordo diversi che ora non trovo.

Stefania

PINO ha detto...

La mia chiamata in causa della pista dei cani, del parroco ed eventuale suo coinvolgimento, è stato solo un modo per mostrare le infinite ipotesi che si possono formulare, sulle MODALITA' della misteriosa sparizione di EC.
Quindi, l'una non esclude l'altra. Resta fermo, ciononostante, lo strano comportamento di MB, e la sua incoerente narrazione dei fatti, come già scrivevo, fatta una tantum ogni volta, che non hanno facilitato, nè facilitano, ancora oggi, le indagini.
E' per tale non chiara configurazione della posizione dell'uomo in un preciso ruolo, che rende nebbiose anche quelle zone chiare della faccenda, che rende necessaria, prima di ogni ulteriore approfondimento su altri misteriosi episodi che caratterizzano il caso in questione, determinare le più verosimili ipotesi sulle MODALITA', con le quali si sia potuta realizzare la sparizione della donna.
Una sola ipotesi, a mio modesto parere, potrebbe neutralizzare tutte le possibili MODALITA' (scusate la ripetizione): quella che EC NON AVREBBE MAI LASCIATO LA SUA CASA, se non senza vita, e ad opera di chi l'avrebbe anche soppressa.
Scartata anche questa supposizione, si dovrebbe, come dicevo, tornare al punto di partenza.
Pino
p.s. le varie ipotesi avanzate restano solo come tali. P.

Anonimo ha detto...

Ciao ENRICO!
Non leggi mai la posta in arrivo?
Pino

Mimosa ha detto...

Stefania, ti ringrazio, ma a quel link, come tu stesso hai notato, non c’è alcun articolo sul caso Ceste, almeno io non lo trovo. Spero che Gisa ci fornisca indicazioni più precise sulla fonte a cui si riferiva.

A più tardi, Mimosa

Vanna ha detto...

Ciao Enrico!

Se il parroco ha detto tutto agli inquirenti non lo sappiamo, di sicuro lo ha detto al vescovo che potrebbe anche averlo autorizzato a sciogliere il segreto confessionale, considerato che la famiglia era presente in chiesa.

Ma è filtrato poco in merito, le forze dell'ordine hanno acquisito di sicuro molte notizie che noi non conosciamo.

Il fatto che M.B. non abbia avvocato e non sia indagato può significare sia che su di lui non ci siano sospetti sia che ce ne siano e, poiché non c'è il corpo, si procede con cautela.

Per me il B. è controllato a tutto campo, se non altro perché quello che si conosce è frutto dei suoi racconti che bisognerebbe valutare a fondo.

Riguardo la "tranquillità" dei parenti di E. può essere che siano molto controllati o che aspettano che ritorni.

Ho letto che E. è stata cercata in comunità e in conventi senza trovare sue tracce.
Entrare in luoghi protetti e privati può sembrare facile, cercare a fondo un po' di meno, credo.

Può essere che E. stesse vivendo momenti difficili,ma i 4 figli avrebbero dovuto darle la forza di affrontare la sua vita, non per sparire.
Se ciò non è accaduto o lei covava un disagio grande da molto tempo o ha subito tante pressioni e non ha retto.

Basta solo ipotizzare che, in caso di separazione, lei poteva anche rischiare di perdere i figli e non aveva autonomia economica per pagarsi un avvocato, si ritrovava sul lastrico e con un'immagine distrutta.

Ha subito delle pressioni notevoli e potrebbe aver deciso di andar via...in un convento?

Per finire, M.B. ha la sua consistente parte di responsabilità morale perché, come dice Stefania, non avevano strumenti adeguati per sopportare un eventuale, per loro, scandalo.

Stefania ha detto...

Vanna, io dico l'esatto contrario: MB non potrebbe essere in alcun modo responsabile, neppure moralmente, se si dice lui non avesse gli strumenti per aiutarla, per aiutarsi e per aiutare la coppia in toto. Non puoi addossare nessuna colpa a chi non sa o non conosce come aiutare la propria compagna. Certo, mi suona strana una cosa: non che Elena fosse una scienziata, ben inteso. Ma comunque dalla descrizione che se ne fa, sembra donna se non colta sicuramente vispa, al passo con i tempi nonostante avesse vivuto i suoi ultimi anni in campagna (prima al sud eppoi al nord). Lui mi pare persona "limitata". Puo' essere una bravissima persona, ben inteso, ma mi da l'idea di essere mille anni luce lontano dalla moglie. Ammesso e non concesso non si stia favoleggiando di una Elena completamente differente da quanto ci è stato raccontato. Se penso ad una Elena che chattava, che incontrava uomini (non necessariamente per farci sesso, anzi ... magari in cerca di coccole) non me la vedo come moglie di un uomo cosi' semplice e pratico. Sembrano appunto sfasati ... O ci è stata raccontata una Elena completamente differente da quella che davvero era, oppure lui sta recitando la parte del tonto. Non ho prove per scrivere quel che sto scrivendo, ben inteso. E' solo una reazione "di pancia" che sto provando e che volevo condividere con tutti voi.

Stefania

Mimosa ha detto...

Vorrei soffermarmi un attimino dei cani.
Non so minimamente quali siano stati impiegati e di quale unità cinofila, e nemmeno se hanno fatto loro percorrere tutta la strada dal cancello di casa o solo da qualche punto in poi.
Forse mi è sfuggito, qualcuno di voi sa di preciso?

Per quello che ho sentito, io so che:

a) I cani hanno fiutato l’odore di Elena “fino” alla panchina accanto al portone della Chiesa.
Spiegazione logica, non solo mia: poiché i cani sono in grado di percepire l’odore della persona ricercata anche a molti giorni, alcuni anche fino a 2 settimane, di distanza. Elena andava a Messa in quella chiesetta ogni domenica e ci è stata per l’appunto pochi giorni prima. Pertanto, niente di strano che l’animale avesse gironzolato nei dintorni seguendo la traccia del suo odore lasciato in altri momenti.
Ciò significa che i CC non possono tenere in considerazione questo dato.

b) In un’intervista al telefono, il padre di Elena, dice «fuori dal cancello non ci sono tracce di lei, quindi è stata portata via in macchina».

Come conciliamo?

Inoltre, e mi sono anche stancata di domandarlo senza ottenere risposta, se questi benedetti cani seguono l’odore delle molecole del sudore corporeo rilasciate dalla persona lungo un tragitto fatto a piedi e non le percepiscono più quando la persona è a bordo di un automezzo, nel caso di Yara Gambirasio come hanno fatto a percorrere due chilometri e mezzo dalla palestra al cantiere? Yara è stata trascinata a piedi?

Mimosa

Mimosa ha detto...

Ora passo ad analizzare, sempre secondo il mio punto di vista, ovvio, il discorso sul parroco.

Cara Vanna, stamattina ti sei lamentata di aver ricevuto solo silenzio, alle tue riflessioni precedenti, specie sul ruolo del parroco.
Invero, a qualche tua riflessione io mi sono già riferita in certi miei interventi, come del resto hanno fatto altri, Stefania e Kiba per esempio, mi riservavo prossimamente di riprendere anche altri spunti dalle tue osservazioni, che tuttavia devono essere lette con molta concentrazione, essendo anche ricche di interrogativi.

Non sono in grado di risponderti su quando e perché don Roberto sia stato mandato in Brasile, sia tornato in Italia e sia stato assegnato alla piccola parrocchia di Costigliole, e non me la sento di fare supposizioni, tantomeno sulle sue capacità intuitive.

Mi interessa maggiormente confrontarmi sulle sue dichiarazioni, mandate in onda anch’esse a pezzi di comodo.

Io credo in assoluta buona fede che Elena a don Roberto non abbia “confessato” alcuna scappatella, reale o virtuale.
Non sono cose che si raccontano ad un prete di cui non si conosce la reazione, a meno che lui non insista per saperlo, per filo e per segno, ... ma erano gli stili delle confessioni pre-conciliari. Ora e sempre di più negli ultimi decenni dai più ‘moderni’ sacerdoti, la confessione viene gestita come un dialogo, non come un interrogatorio inquisizionale.

Elena, in stato di agitazione, per i motivi che anche tu stessa hai profondamente esplorato, non potendo o volendo, sfogarsi con il marito, è andata dal parroco portando tutta la sua angoscia (“agitata”, “confusa”, angosciata”, “turbata”, sono gli aggettivi con cui il sacerdote l’ha descritta).
Lui ha semplicemente cercato di portare serenità e pace nel suo cuore (come ha detto e come usano fare), in primis.
Forse l’avrà consigliata di ‘cercare dentro di sé la risposta e la soluzione’, affidandosi a Gesù e alla Vergine, mettendosi all’ascolto … di solito, questo è il sistema.

E non credo assolutamente che i parroci vadano a riferire i peccati gravi dei loro parrocchiani al Vescovo. Devono arrangiarsi, da buoni pastori, altrimenti sarebbero stati preparati molto male in Seminario e ci sarebbe da dubitare sulla loro acquisita esperienza, di pratica e di sensibilità.

Sul fatto che il marito sapesse fin da ottobre cosa era successo alla moglie, rimando te e gli altri lettori al mio intervento del 28 aprile 2014 ore 01:44.

Buonanotte,
Mimosa

Stefania ha detto...

Mimosa, ho appena riletto il tuo intervento del 28 aprile. Come non darti ragione?

Posso solo aggiungere che a suffragio di quanto da te esposto potrebbe essere probabile che Elena, dopo aver parlato con il Parroco (in confessione o meno), tornata a casa abbia detto a Michele appunto di aver incontrato il prelato e di sentirsi un poco sollevata.

Da qui i ringraziamenti del marito al sacerdote.

Riguardo la faccenda dei cani invece non so oggettivamente cosa rispondere al tuo quesito sulla loro capacità di rilevare tracce di una persona che viaggia in automobile.

Posso solo aggiungere un altro quesito: Elena andava a messa a piedi, con tutti quei bambini o la famigliola si recava abitualmente in chiesa su quattro ruote?

Stefania

Vanna ha detto...

Ciao Mimosa, certo che i parroci non vanno dal vescovo a riferire i peccati dei parrocchiani, in questo caso è scomparsa una mamma e lui in qualche modo è stato chiamato in causa dalle forze dell'ordine, visto che E. era assidua in chiesa.

Solo per quel motivo la confessione di E. potrebbe essere divenuta oggetto di comunicazione tra il vescovo e il sacerdote sia per chiedere consiglio che per chiedere autorizzazione a "sciogliere" o meno il segreto se tale segreto poteva essere di aiuto a capire di più l'accaduto.

Stefania ciao, non so quali strumenti culturali avesse la coppia.
Lei era stata una allieva modello e lui aveva sostenuto più di 10 esami all'università e da quel poco che si è sentito dalle interviste, il suo linguaggio appare corretto e fluido nell'esporre il quotidiano.

Stessa cosa appare dalle comunicazioni dei parenti di ambedue.

Esiste altro linguaggio, quello del cuore, che nessun diploma di laurea ti dà.

E' quello che ti fa capire come aiutare l'altro quando è in difficoltà, come andare incontro alle sue esigenze, come stargli vicino.

Quel linguaggio spalanca tutte le porte, compresa la paura di perdere qualcuno o di essere scosso da capire che l'altro si vuole aprire all'esterno.

Ho letto che lei su fb sembrava altra persona, da quanto tempo era compressa nella rigidità?

E lui mi ha dato l'impressione di una persona che si rendeva conto dei bisogni di Elena, ma ha continuato a non ascoltarli, lo ha anche detto nelle prime interviste, quando parlava di andare insieme a mangiare una pizza.

Erano soli e lui, da buon meridionale vissuto in una cittadina del sud, sentiva il peso del giudizio della gente in un ambiente nel quale si era innestato ma non radicato e quindi vigilava a suo modo, portando le sue paure di non saper controllare a dovere quel mondo.

E. poi era vissuta a Torino, una grande città, Costigliole dava più sicurezza perché i confini erano delimitati.

La formazione spirituale della coppia dovrebbe essere maggiormente curata con adeguata attenzione da chi fa studi ed esperienze adatti a capire in che modo è gestito il dono dell'amore da ambedue gli sposi se devono crescere una famiglia numerosa.

Non sappiamo quanto gli stessi hanno detto, confessato realmente al parroco e quanto hanno tenuto dentro.
Certo è che non comunicare adeguatamente neanche al parroco o, perché no, anche al medico,che devono mantenere il segreto professionale,mi fa capire che siamo lontani dal una formazione autenticamente religiosa.

"I panni sporchi si lavano in casa " si dice, e all'esterno si vedono bianchi...



ENRICO ha detto...

Mimosa

Ho seguito con attenzione i tuoi dettagliati interventi

Per ciò che mi riguarda la sola cosa di cui ho ragionevole certezza è il fatto che questa donna fosse palesemente in cerca di evasione sentimentale/affettiva. Ora la sua “fuga” è stata bloccata o dal marito furibondo ( il racconto che propina agli inquirenti è totalmente falso) o da qualche delinquente frequentatore di fb, ( il racconto del marito è vero ) che l’ avrebbe indotta al suicidio con pressioni ricattatorie insostenibili o che l’avrebbe obbligata ad allontanarsi dalla famiglia

Nel primo caso ( marito colpevole) ci troveremmo di fronte ad una vicenda a tratti simile a quella della Ragusa con la differenza che qui non solo non c’è il corpo ma nemmeno uno straccio di movente ( il marito non ha amanti né risultano contrasti di coppia tali da generare sospetti ). Pertanto fino a che non si avrà la certezza che E. sia stata uccisa ( referti autoptici) il marito – se fosse lui il responsabile - potrebbe dormire sonni tranquilli

Nel secondo caso : o la donna riappare viva e tutto potrebbe concludersi a tarallucci e vino ( sempreché costei dichiarasse di aver voluto autonomamente prendersi un “periodo di riflessione” ) o, purtroppo, se ne rinviene il cadavere la cui autopsia dimostrasse in maniera inequivocabile l’intenzione della donna di togliersi la vita. Il marito quindi ne uscirebbe completamente scagionato ( almeno penalmente)

Per il momento ulteriori elucubrazioni costituiscono solo suggestivi ed interessanti esercizi intellettuali dato che non siamo in possesso del benché minimo riscontro
.
Tuttavia mi permetto un’unica osservazione : se la faccenda degli indumenti sparpagliati a destra e a manca fosse una messa in scena ad opera del marito perché mai costui avrebbe dovuto far ritrovare anche gli occhiali ?

Se fosse lui l’ autore del crimine e gli occhiali fossero caduti nel corso di una colluttazione quale motivo recondito avrebbe avuto nel consegnare anche questi agli inquirenti offrendo così l’immagine di una donna che si aggira nelle campagne circostanti non soltanto nuda ma anche cieca e quindi alterando il quadro dell’evento ben sapendo al contrario come la moglie ne possedesse diverse paia di emergenza ?

Stefania ha detto...

Enrico, cosa ne pensi circa il fatto i cani abbiano fiutato tracce di Elena sino alla Parrocchia? Pensi credibile andasse a messa a piedi?

Stefania

anna masala ha detto...

Buona sera ho letto con molto interesse tutti i vs commenti volevo rispondere a Mimosa riguardo le tracce fiutate dai cani, in una delle prime puntate di CLV si parlò anche dei cani della protezione civile di Asti che a differenza di quelli dei CC che si sono diretti alla Chiesa, hanno perso le sue tracce nello spazio immediatamente antistante al cancello, ho rivisto il video e questo mi ha portato a fare una riflessione, considerando che Elena acccompagnava i figli a scuola, è logico pensare che salisse in macchina all interno della sua abitazione per poi uscire con la macchina mentre il cancello si richiudeva alle sue spalle, non ho visto raccoglitori dei rifiuti anzi nelle ultime inquadrature che vanno in onda si vede una busta posizionata proprio vicinissima al cancello, quindi anche considerando possa essere scesa per depositare il sacchetto non si sarebbe spinta più avanti come dalle immagini si vedono direzionarsi i cani, magari potresti riguardare anche tu per dirmi se è giusto, perchè allora quelle tracce (forse) potrebbero risalire proprio a quella mattina?

anna masala ha detto...

e il fatto che i cani si fermano lì potrebbe indicare che Elena è salita su una macchina.

anna masala ha detto...

In merito alle tracce fiutate dai cani dei CC, sarebbe interessante sapere se quel mercoledì precedente alla scomparsa , in cui si è recata in Chiesa per il rosario, sia andata a piedi o in macchina o se si sia recata a piedi anche in giorni precedenti, la distanza è di un km ma col freddo e specie se con i bambini la macchina era senza meno da preferire

Vito Vignera da Catania ha detto...

@ Anna Masala.Da quello che ho letto sui cani molecolari sembra che rilevino tracce anche a distanza di diversi giorni.A piedi o in macchina per andare in chiesa? visto il clima rigido che c'è nel mese di gennaio presumo sia andata in macchina,un km da fare a piedi e con i figli credo sia sconsigliabile,poi tutto può essere non ho dati certi su questo.Da quello che ho sentito oggi a pomeriggio cinque il prete non ricorda se verso la fine di dicembre qualcuno della famiglia ha voluto confessarsi,e non essendo sicuro non sappiamo cosa hanno detto nel confessionale.Difficile credere che una mamma abbandoni i figli e il marito senza validi motivi,e ho il sospetto che quando gli inquirenti avranno in mano i messaggi scambiati su facebook verrà fuori una verità per qualcuno molto spiacevole.Accettare l'amicizia su facebook può portare a conseguenze drammatiche,sopratutto se a scambiare i messaggi è qualcuno sotto falso nome.Siamo proprio sicuri che MB ha raccontato tutto e non nasconde qualcosa di sgradevole? col tempo sapremo,basta solo aspettare cosa verrà fuori in seguito.Buona notte a tutti.

Anonimo ha detto...

Una precisazione sul segreto confessionale.

Esso è sacro ed inviolabile, nessuno può scioglierlo, non solo non può farlo il vescovo ma nemmeno il Papa.

Un prete che violi il segreto confessionale cade nell'immediata ed automatica scomunica, non potrebbe più celebrare messe ne amministrare sacramenti, in pratica dovrebbe rinunciare al sacerdozio.

Stefano

Vanna ha detto...

Gentile Stefano, a me risulta diversamente.

In molti casi le autorità ecclesiastiche posso intervenire diversamente da come sembra.

Per esempio, per casi particolari e a discrezione delle autorità, anche un divorziato convivente può prendere la Comunione.

Vanna ha detto...

E comunque, senza voler puntare il dito accusatorio, poiché ciò che si conosce degli ultimi momenti in casa di E. è frutto delle parole del marito, forse bisognerebbe focalizzarsi anche su di lui.

Su E. si è ipotizzato molto, si è cercato di scandagliare la sua vita, il suo sentire immaginando percorsi di disagio.

Perché non si prova a fare lo stesso anche per lui e non solo, anche per tutti gli altri uomini chiamati in causa e, perché no, sulle loro scelte ed esperienze di vita, lontane e vicine, con mogli o compagne, lavori, altro.

Questi padri di famiglia sono tutti immuni da un minimo di responsabilità della sparizione della mamma?

O la responsabilità è solo di E.?

Non per fare polemica, una casalinga con 4 figli che già solo immagina di farsi una chiacchierata su fb, bere un caffè o entrare in macchina con un uomo, e magari far qualcosa, è "vivace"; gli uomini che fanno altrettanto cosa sono?

Il marito controllava che tutto fosse a posto e basta o aveva per lei la giusta tenerezza, valore e riconoscenza, che mi sembra non abbia molto espresso, ma invece con: " di cosa ancora mi deve far vergognare questa qua" , mi sembra di ricordare abbia detto,
non è che sia andato sul tenero.

E nessuno sa niente e nessuno parla.

Spero che gli inquirenti abbiano acquisito molti dati su tutti.

Non mi sembra corretto che di lei si tirino fuori le sue debolezze e fragilità "vivaci" e gli uomini vicini e lontani con i loro annessi e connessi, non siano stati ugualmente messi sotto la lente d'ingrandimento.

Ma che strano, ancora una volta si costruiscono teoremi sul mondo femminile e si sorvola di affrontare quello maschile che è chiamato in causa perché è l'unico che ora può parlare e di cui si dovrebbe parlare.

anna masala ha detto...
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anna masala ha detto...
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ENRICO ha detto...

Vanna

Non mi sembra di aver letto parole di condanna nei confronti di E.

Piuttosto sono sconcertato dal comportamento della sua famiglia , soprattutto da quello della sorella .

Se io avessi visto mia sorella depressa e l'avessi sentita pronunciare angosciata frasi sibilline inquietanti (“ tanto ormai sono sulla bocca di tutti” ecc..ecc..) non avrei di certo lasciato correre scaricando il problema nelle mani del marito !!!

Questa non è riservatezza : è superficialità unita ad una buona dose di noncuranza

Io non l’avrei “mollata” fino a quando non avessi saputo ciò che la stava tormentando.

Quindi di ciò che potrebbe essere successo a questa donna - dall’ avventura più banale all’ esito più tragico - ritengo responsabili moralmente tutte le persone ( ovviamente marito compreso) che avrebbero avuto l’obbligo di starle vicino . Anche forzando la sua volontà

PINO ha detto...

@ ENRICO
Stiamo continuando a girare intorno al nocciolo della faccenda, evitando attentamente di non toccarlo anzi, di non sfiorarlo neanche.
Siamo sinceri prima con noi stessi, e non facciamoci condizionare da inutili pudori e puerili riferimenti a particolari stati psichici, attribuiti, di volta in volta, ad alcuni personaggi coinvolti nella misteriosa vicenda.
La realtà, per quanto ci è stato dare sapere, si impernia su una coppia di normali coniugi.
Ad un certo punto della loro esistenza, la donna, per ragioni che ,per il momento, non serve puntualizzare, cerca e trova amicizia con alcuni uomini. Amicizia caratterizzata da teleonate, sms, e contatti in fb., per sfociare, infine, in incontri personali "intimi", i luoghi isolati, non esclusa l'abitazione stessa della coppia, in occasione dell'assenza del consorte, andato in ferie con la propria prole.
Sotto tutte le latitudini, la condotta della donna in questione, viene definita: tradimento.
Detto tradimento, commesso, forse, solo per troppa leggerezza, avrebbe maturato sintomi postumi di rimorso e vergogna, sconvolgendo la sua fragile psiche.
Da qui il bisogno di aiuto, cercato ed ottenuto, nei limiti delle sue possibilità, dal parroco di S. Margherita.
Ed il marito che fa?
La dichiara pubblicamente una santa (?)
E' almeno molto strano.
Non si è sentito leso, nei sentimenti e nella sua dignità?
Considerando, tutta questa discordanza, resto sempre più perplesso e dubbioso. Non trovo una risposta logica da darmi.

Vanna ha detto...

Enrico,sì c'è stata qualche stoccata su E. madre di ben 4 figli e su di lui ho letto una certa solidarietà.

Già il fatto che se ne sia parlato intervistando gli amici di ricarica e di fb dimostra l'approccio un po' pepato.

Non sapevo che lei aveva espresso quella frase alla sorella e che questa l'ha "scaricata" sul marito.

Se i Ceste fossero meno discreti forse si potrebbe sapere di più.

La frase "essere sulla bocca di tutti o della ggente" non so se appartiene all'uso comune del dire al nord, ma al centro sud è una frase che ricorre frequentemente ed è temuta nei piccoli centri ancora.

Vista in questa ottica spicciola potrebbe anche significare che per la sorella non fosse così importante quella frase, così l'ha rimandata al marito che ne conosceva invece la pregnanza popolare tanto da ripeterla a lei?

Ipotizzo che E.viveva in una scatola che apriva solo lui come un carillon e, la premura di andare ad accendere termosifoni alle ore 9 per chi arriva nel pomeriggio, in quel frangente , mi appare stonata.

Potrebbe la sorella sapere qualcosa di più di quell'unione?
Potrebbe la sorella essere fisicamente più presente con i 4 nipoti?
Dove abita?

A me pare strano che lui chiede a quello della golf che caricava il telefonino ed esprimeva i suoi " ti voglio bene" a E., di prendersi il figlio a scuola e di portarselo a casa e non lo chiede alla mamma e alla sorella di E di essere a casa per il pranzo per i bambini, no a chi ha vistosamente criticato di interessarsi alla moglie.

Aveva già acceso i termosifoni, la prole sarebbe stata al caldo, i suoceri avrebbero anticipato di qualche ora il loro arrivo...

Vanna ha detto...

Ciao Pino,dici che lui la dichiara una santa e che è strano.
Non solo è strano ma anche decisamente ambiguo perché quello che dice e che fa non è lineare e proprio chiaro.

Intanto la moglie riceve telefonate, ricariche, approcci appartati che lui racconta via via come un crescendo rossiniano fino a raccontare di filmini girati mentre lei non ne era consapevole, quasi a far capire che era stata drogata?

Non basta, per tratteggiare meglio il ritratto della donna, aggiunge che aveva le voci nella testa.

Quindi la santa poteva anche essere un po' svitata e la colpa era dei cattivoni che parlavano con lei e che l'avevano condotta sulla cattiva strada e, a uno di questi, affida il figlio il giorno in cui la moglie scompare?

Non sentendosi "leso, nei sentimenti e nella sua dignità?"
Come scrivi giustamente.

Presenta la moglie attraverso i panni puliti e profumati lasciati davanti al cancello mentre, quando entra in casa sente subito "un silenzio di morte"!

E sconcertante tutto secondo questo punto di vista, nudo e crudo.

A mio parere già il viaggio con i figli da solo nell'estate precedente, è prova che erano in crisi e lei forse si era riservata di stare tranquilla a casa per qualche giorno dando a lui il ruolo di gestirli a tempo pieno, perché 4 bambini sono impegnativi e non danno respiro, lei non lavorava, quindi era sempre presente.

(Inoltre faceva anche l'ortolana oltre che la casalinga e pure intrecciava merletti, altro che voci nella testa.)

Ecco questa scelta estiva di starsene per conto suo,con tutte le scuse possibili "per la gente", mi comunica che la donna stava cominciando a rivendicare un ruolo diverso nel quale voleva più autonomia e forse rispetto di scelta e un po' di riposo.

Non penso ad una psiche fragile ma a una nuova donna, che provava sì rimorso e vergogna, come dici, e aggiungo, paura di perdere i figli e magari pure la casa che aveva pagato.
Ma anche lei avrà scaricato qualcosa sulle spalle del marito perché se lei lo ha tradito, lo ha fatto perché le mancava qualcosa che lui non le dava ed era un qualcosa sentimentale.

Una madre di famiglia non diventa " vivace " all'improvviso perché è insidiata da altri uomini, né perché sente le voci, ma perché non ne può più, credo.

ENRICO ha detto...

PINO

Sono d’accordo con quanto hai scritto.

Tuttavia riguardo al marito a me è sembrato un individuo “elementare”, uno che ha raggiunto gli obiettivi primitivi essenziali al proprio equilibrio ed alla propria realizzazione : la casa, il lavoro, la moglie/madre devota e amorevole e i quattro figli. Imprevisti di natura emotiva gli sono estranei, sconosciuti

Al punto che persino le inquietanti rivelazioni e l’ evidente stato confusionale della moglie sembrerebbero non averlo scosso più di tanto. Come se fossero circostanze aliene al suo mondo fatto di concretezza e di esigenze primarie

Tanto è vero che sin dalle sue prime dichiarazioni quest’uomo ci appare più stupefatto (“ cosa mi ha combinato questa? “ ) per le MODALITA’ di “fuga” che preoccupato a individuarne LE MOTIVAZIONI.

Infatti rifiuta – consapevolmente o meno - l’idea di un allontanamento volontario che lo costringerebbe a mettere in discussione il loro rapporto di coppia, mentre insiste caparbiamente sulla tesi di un rapimento , di un prelevamento forzato. E da quella non si smuove.

In conclusione : tutte le persone che ruotano attorno a E., in nome di una non meglio identificata riservatezza, l’hanno lasciata sola a dibattersi fra i fantasmi della zona oscura del suo animo incapaci di aiutarla
-------------------
VANNA

La frase "essere sulla bocca di tutti “ E. l’ha detta anche alla vicina che le insegnava a lavorare all’uncinetto

Strano che nessuno si sia dato la pena di comprendere ciò che intendesse dire : una frase del genere non si lascia cadere nel vuoto !

Se, per caso, Elena dovesse aver confessato al prete il suo momento di debolezza , il sacerdote non solo avrebbe avuto l’obbligo di rassicurarla (visto che la donna appariva particolarmente tormentata) ma avrebbe dovuto anche trovare il modo di entrare in contatto con il marito ( non certo per informarlo del tradimento !!!) per spingerlo a dedicarsi maggiormente alla propria moglie nel tentativo di ristabilire un'armonia che il sacerdote sapeva essersi incrinata

Se no che ci stanno a fare i parroci se non si dedicano alle vite dei loro parrocchiani ?

Anonimo ha detto...

@Vanna, capisco le tue perplessità, un ulteriore precisazione:

Una cosa è la comunione ai divorziati o il funerale in chiesa per i suicidi, dogmi restrittivi che la chiesa ha superato nell'ottica che la misericordia, la comunione e il perdono di Dio siano per tutti, anche per chi ha sbagliato.

Altra cosa è il "Sigillo sacramentale" o segreto confessionale che è a tutela del fedele.

Durante la confessione il sacerdote è un tramite, è come se non esistesse, il dialogo (la confessione) avviene direttamente tra il penitente e Dio.
Per questo è inviolabile e la punizione così severa.

La scomunica è immediata ed automatica (non c'è bisogno di un atto formale da parte di nessuna autorità ecclesiastica, ricade sul sacerdote nel momento stesso in cui violi il segreto).

Stefano

ENRICO ha detto...

OT

Vanna,

ricordi il film di Alfred Hitchcock "Io confesso" ?

Te ne trascrivo la trama e la breve critica " Un sacerdote cattolico ascolta la confessione di un assassino, ma il segreto confessionale gli impedisce di parlarne alla polizia che, per una serie di circostanze, sospetta proprio di lui. È il film dov'è più scoperta l'educazione cattolica avuta dal regista nell'adolescenza in un collegio di gesuiti. Lo spettatore spera per tutto il tempo che Clift (notevole nella sua allucinata dignità) parli, mentre "non può" parlare. È un controsenso che indebolisce la storia perché soltanto i cattolici possono capirlo. "

Ivana ha detto...

Confermo: (purtroppo)il sigillo sacramentale è inviolabile.
Riguardo alla "vivacità" di Elena, credo che, almeno finora, non si sappia se sia avvenuto, o no, il tradimento...
Si possono avere amici dell'altro sesso semplicemente perché si condividono determinati interessi culturali, o d'altro genere, ma non necessariamente sessuali...
Essendo Elena particolarmente riservata, preferiva incontrare gli amici in luoghi isolati, o a casa, in modo che nessuno potesse vederla...
Mi pare che lo stesso Michele dovrebbe rivolgersi al medico se è vero che ha continuato a telefonare al cellulare di Elena, anche dopo che lui stesso l'aveva consegnato agli inquirenti...
Di certo non è facile, al giorno d'oggi, accudire quattro figli e una "fattoria" faticosa...
Penso che Michele non si sia accorto del profondo disagio della moglie, scambiandolo per "stanchezza", stanchezza che anche lui avvertiva e sopportava...
Perché Elena non ha chiesto aiuto al proprio medico di famiglia? Stava così male da non rendersi conto che sarebbe stato necessario rivolgersi prioritariamente al dottore?
Era dimagrita troppo, era angosciata e avrebbe avuto bisogno di cure adeguate...
Se non verranno riscontrati messaggi coercitivi, ricattatori specifici, forse una depressione non curata potrebbe aver fatto nascere paure ingiustificate...

PINO ha detto...

@ VANNA
Lasciando per un momento da parte il parroco, l'avvenuta o meno "confessione", oppure solo sfogo informale della donna, resta una sola realtà: la sua "vivacità" (vogliamo definirla così?).
Resta, a questo punto, da considerare il modo con cui il marito abbia assimilato e smaltita tale "vivacità", prima, forse, solo paventata, e la notte precedente la scomparsa, a detta dello stesso, rivelata nella sua interezza.
Qualsiasi uomo e marito "normale", avrebbe preteso almeno delle spiegazioni sul perchè di tale inaccettabile comportamento. Ma MB non ne accenna affatto, nella sua narrazione, anzi, riferisce, con molto candore che, alle richieste della moglie di essere protetta, da fantomatici rapitori che vorrebbero portarla via, lui la rassicura amorevolmente, dicendole che quella è casa sua, e nessuno la porterà via.(sempre secondo il medesimo racconto)
Dopo questo primo accenno al presunto "rapimento", MB ha continuato a sostenerlo incessantemente, come l'unica direzione investigativa, pur non contattando quelli che lui sospetta come autori del reato, e di cui conosce nomi ed indirizzi.
Personaggi che sono stati, comunque, già sentiti dalle autorità inquirenti, che li hanno ritenuti estranei ai fatti.
Si è cercato insistentemente sulla personalità di EC, ma si sa poco su quella di MB.
E' possibile che la magistratura abbia fatto i suoi passi, o li sta facendo in tal senso, ma a noi non è dato saperlo.

@ENRICO
A me, MB, non è sembrato tanto "primitivo". Forse l'ho osservato con ottica diversa?
Ciao, Pino

ENRICO ha detto...

PINO

A me MB sembra “elementare” nel senso di persona semplice ( non sempliciotta !) catapultata in una situazione totalmente estranea al suo modo di concepire la vita in generale e quella di coppia in particolare.

Mi ha dato l’impressione di qualcuno del tutto frastornato da eventi lontani mille miglia dalla sua personale percezione della realtà tanto da spingerlo a reazioni contraddittorie ( iniziale controllata incredulità, seguita da aggressività improvvisa da ridicole infantili telefonate sotto falso nome immediatamente rintracciabili…).

In breve, un tizio che ha perso le coordinate

Poi è possibile anche il contrario di tutto…

Mimosa ha detto...

Alcune precisazioni e chiarimenti su certi passi dei vostri interventi della giornata.

@Vanna (14 maggio 2014 14:34),
a quanto pare (l’ho sentito dire dai genitori di lei), Elena non è scesa in Campania per le vacanze perché “non c’era posto”, 3 bambini dietro con i seggiolini obbligatori, la figlia grande davanti, lei dove si sarebbe seduta? L’auto ha 5 posti non sei. Questa la spiegazione “ufficiosa”.
In altre occasioni la famigliola si spostava con 2 macchine, ma si vede che questa volta E. o non se la sentiva di guidare o voleva restare a casa perché aveva le sue ragioni, e infatti proprio sola non lo è stata, ha frequentato di più i genitori e la sorella.
Ciò non prova che “erano in crisi”, come scrivi in una frase iniziale, ma piuttosto che, come scrivi alla fine del post, «la donna stava cominciando a rivendicare un ruolo diverso nel quale voleva più autonomia»,
anche se la motivazione esplicitata da Michele era riferibile all’accudimento dell’orto e degli animali e mi sembra una ragione più che attendibile. Nemmeno io sto volentieri 15 giorni in vacanza pensando alle mie piante di casa, da quando ne ho così tante e rigogliose.

@Vanna (14 maggio 2014 13:44),
mi spiace sentir ancora definire “stonato” il gesto di andare ad accendere i termosifoni nella casa dei suoceri. È veramente strano ci si torni sopra. Infatti, trovo piuttosto “stonata”, perdonami, la tua frase «la premura di andare ad accendere termosifoni alle ore 9 per chi arriva nel pomeriggio».

Vi state dimenticando che:
1) ogni venerdì Michele si recava ad accendere il riscaldamento (lui, non lei)
2) i suoceri, avvisati alle 9:20 della scomparsa della figlia, partivano immediatamente (non con comodo il pomeriggio) e infatti sono arrivati dopo due ore (1 ora per organizzarsi e 1 ora di strada)
3) Michele vi si è recato intorno alle 10:15 e subito dopo è andato dai Carabinieri (l’ho scritto nel post dell’11 maggio ore 2:02).

Chiunque fosse “quadrato” come M. avrebbe fatto lo stesso! Questo dimostra anche l’uomo era un abitudinario.

Il fatto che M. si sia premurato di fare il pranzo alla piccolina invece di scaricarla ai nonni, appena arrivati, a me dimostra solo che è un ottimo padre, premuroso, attento alle esigenze della prole.
Anche se potrei condividere la tua illuminante frase «E. viveva in una scatola che apriva solo lui come un carillon». Eccellente immagine!

Ultima osservazione al medesimo tuo post, non è lui a chiedere «a quello della golf che caricava il telefonino ed esprimeva i suoi " ti voglio bene" a E., di prendersi il figlio a scuola e di portarselo a casa», è stato proprio quel signore (dopo le diverse telefonate eccitate fattegli da M. quella mattina) ad offrirsi candidamente (forse voleva mostrare la sua estraneità e ‘innocenza’?).

(continua)

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