martedì 29 dicembre 2015

Caso Stasi: teletrasporto quantistico con Manzoni rivisitato

Di Gilberto Migliorini

Nel famoso esperimento (mentale) del gatto di Schrödinger si suppone che il felino si trovi in stato di sovrapposizione: contemporaneamente vivo e morto (entangled). Si sa… la meccanica quantistica è controintuitiva, lì il buon senso sembra venir meno con quegli strani paradossi di particelle che conservano in contemporanea la duplice natura corpuscolare e ondulatoria. È l’osservatore che sembra risolvere il principio di sovrapposizione e la connessa interferenza inducendo il sistema ad assumere uno stato determinato. Il declassamento della fisica classica e del determinismo comporta una interpretazione probabilistica. Ciò che supera l’entanglement è proprio quella misura che "costringe" il sistema a passare in maniera definitiva nello stato a o b. Da quel momento, la sovrapposizione è sparita e si parla di collasso della funzione d'onda.

Comunque si guardi l’esperimento e comunque lo si valuti, in forma ristretta al campo microscopico o esteso a quello della quotidianità, si direbbe che la realtà oggettiva non esiste più. Il ruolo dell’osservatore non è più solo quello di una registrazione passiva di un evento. Si tratta della violazione del realismo locale e dell’oggettività della fisica classica. Quando si parla di osservatore in realtà si indica qualcuno o qualcosa di indefinito. Potrebbe trattarsi di un soggetto umano, di un androide, di una macchina dotata di un software adeguato… e perfino di un sistema giudiziario dotato di sorprendente ubiquità, per il quale un imputato è contemporaneamente sia colpevole che innocente.

Il povero Alberto Stasi assomiglia davvero a una particella quantistica che viola il realismo locale, non solo per quel ragionevole dubbio che oramai è solo una questione di lana caprina, residuo di quel principio di non-contraddizione ormai obsoleto. Che in due gradi di giudizio l’imputato sia stato dichiarato innocente non comporta il dubbio che potrebbe trattarsi di persona completamente estranea al delitto? C’è da chiedersi in quale modalità il dubbio debba trovare espressione per essere derubricato come ragionevole. In fondo la ragionevolezza è non solo questione di libero convincimento di chicchessia, ma anche un criterio filosofico sul quale si potrebbe disquisire a lungo come riguardo al sesso degli angeli.

Per la suprema corte di cassazione l’entanglement, il fantasmatico paradigma dell’azione a distanza (istantanea), può violare la relatività ristretta con velocità super luminare, sia riguardo a quella dinamica pressoché istantanea con la quale è avvenuto il fatto delittuoso, con un'immediato recupero dell’aplomb dell’assassino, seguito da un proficuo e instancabile lavoro sulla tesi di laurea, come se il delitto fosse stato solo un intermezzo, il classico break o pausa pranzo. Nemmeno Superman sarebbe riuscito nell’impresa non dico senza tempi morti, ma perfino con olio di gomito e pedalando più veloce della luce. Forse Mefistofele senza farsi distrarre dal crimine appena consumato, in quanto per lui normale amministrazione, sarebbe riuscito nell’impresa di coordinarsi al computer con alacre vena produttiva e senza prendersi neppure una boccata d’aria?

Da un po’ di anni si va affermando il nuovo paradigma nella giustizia italiana, quello per dirla in modo più prosaico del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto a seconda del punto di vista dell’osservatore. La realtà fisica oggettiva non può preesistere riguardo ai procedimenti di misurazione: siamo in pieno principio di indeterminazione.

Alberto Stasi non aveva le scarpe sporche di sangue. Già una prova di colpevolezza al negativo fa una certa impressione, sembra di trovarsi a disquisire dell’isola che non c’è. E poi se proprio di logica perversa e criminale vogliamo parlare, che bisogno aveva il ragazzo di dire di aver scavalcato il cancello se era davvero lui l’assassino? Di alternative - per uno che a detta dei colpevolisti (anche sulla base del suo sguardo fotografato di sbieco) era davvero diabolico - ne avrebbe avute a iosa. Che poi anche riguardo sulle scarpe dei carabinieri non ci fosse traccia di sangue non sembra aver impressionato il verbo colpevolista. Che dunque il sangue fosse già secco nella calura agostana non rappresenta neppure il proverbiale dubbio cartesiano. Di quale altra natura avrebbe dovuto essere l’entanglement per instillare nella testa del giudice un tarlo logorante, un dubbio atto a farlo desistere da una condanna? Mistero.

Se le scarpe non erano sporche di sangue allora il diabolico assassino se le è cambiate. Il ragionamento non fa una grinza, secondo il collasso della funzione d’onda che nella fattispecie è proprio quella dell’osservatore che misura l’evento. Va da se che i procedimenti induttivi come si sa (vedi il popperiano tacchino di Russell) sono in genere suscettibili di clamorose cantonate. Ricostruire una camminata in condizioni di umidità e pressione atmosferica, di modalità di deambulazione, di stato emotivo in rapporto alla distribuzione dei pesi e delle falcate, se sulle punte per quei normali automatismi inconsci di fronte a una situazione di ansia e incertezza, per poi ricostruire il tutto con una memoria impressionata dallo stress postraumatico per la morte di una persona cara… è qualcosa che richiederebbe una mente onnisciente e una memoria da super computer fotonico.

Sembra che molti dimentichino che in un delitto non ci si trova nella situazione da laboratorio dove tutte le variabili sono tenute sotto controllo, ma in una complessità di fattori che per quanto abile sia l’investigatore sono per lo più fuori dalla portata del classico metodo sperimentale. Il ragionevole dubbio sembrerebbe a un’anima non onnisciente del tutto plausibile, anzi piuttosto consistente in mancanza di qualche prova che non sia tirata per i capelli.

Come per ogni ragionamento si potrebbe perfino effettuare il suo inverso in ossequio al principio di ragionevolezza, ispirato alla logica e alla antropologia giuridica. Il sillogismo più che un ragionamento è una affermazione evidente nelle premesse (non sempre) e nella conclusione (qualche volta) e dove il processo mentale che porta da a (la premessa) a b (la conclusione) può essere evidente per Caio ma non per Sempronio, nel senso che la plausibilità delle conclusioni non fa fede della loro verità essendo basate essenzialmente sulla dialettica e sulla retorica (nuovamente il ruolo del soggetto).

Se le scarpe di Stasi fossero state trovate sporche di sangue l’investigatore e il giudice avrebbero concluso dell’innocenza dell’imputato e che lo stesso avesse trovato il cadavere post factum? Direi proprio di no. Il ragionamento inverso sarebbe stato pronto all’uso per arguire magari con ancora più forza il criterio di colpevolezza.

Il sillogismo basato su premesse apodittiche è sempre double face, avrebbe potuto seguire un ragionamento del tipo: i carabinieri non hanno sporcato le scarpe di sangue perché ormai già secco e perché comunque i pochi residui eventualmente rimasti si sarebbero dissolti con la camminata. Dunque se l’imputato ha le scarpe sporche di sangue significa che è proprio l’assassino della povera ragazza, ovvio che se le è sporcate non quando dice di aver scoperto il cadavere, ma proprio quando si è trovato nell’immediatezza del delitto, cioè quando ha ammazzato e il sangue era ancora fresco.

In campo giuridico è proprio come trovarsi in un acceleratore di particelle con l’entanglement quantistico e il classico dualismo onda-particella. Il ruolo dell’osservatore è insostituibile. Nella fattispecie l’indizio è qualunque cosa riguardi un individuo considerato come sospetto, in quella evenienza tutto, proprio tutto, può essere derubricato come segno rivelatore. Che tizio abbia cucinato le uova al burro o si sia fatto la doccia, che sia andato al camposanto a far visita ai defunti o non abbia telefonato alla moglie… tutto assume rilievo in quanto il soggetto è indagato e la prova non è altro che la concatenazione dove l’osservatore fa collassare la funzione d’onda. All’occorrenza una volta sotto la lente del sospetto non esiste fatto (e perfino omissione) che non possa essere derubricata come indizio, e non esiste indizio che non possa trasformarsi in prova attraverso un sillogismo induttivo (il famoso tacchino di Russell).

Se il povero Alberto avesse avuto le scarpe sporche o pulite sarebbe stato inguaiato in entrambi i casi? Nella logica del sillogismo giuridico, delle belle macchie di sangue sulle scarpe dell’aspirante colpevole avrebbero fatto un effetto meno suggestivo sulla platea mediatica e sul giudizio forense?

Il caso Stasi è emblematico di un sistema giudiziario che ormai ha perso il senso della realtà? Si tratta di un organo giudicante o di un conclave cardinalizio? L’indecisione di tanti processi dagli esiti contraddittori, ispirati secondo i liberi convincimenti dei giudici, trova esito in una sentenza definitiva ispirata dallo Spirito Santo? Nel chiuso della torre d’avorio arzigogolata nelle circonvoluzioni ciceroniane si porta a compimento una condanna che si regge non si sa bene su quale teorema, ma che ha tutti i sacri crismi della verità disvelata, il giudizio universale dell’ultimo giorno. Sembrerebbe una logica di elementi che inchiodano con i contorsionismi di un prestigiatore: la valigetta piena di incantesimi, modulati a seconda del grado di giudizio e del consulente di turno.

Ma il problema sono davvero i media in quanto tali e la logica della vendita di un prodotto editoriale, o si tratta invece di una informazione come supporto del surrettizio sistema del consenso? Il pubblico vive emotivamente il cold case come una sorta di spettacolo inconsciamente sostitutivo, con un imputato che assume i caratteri organolettici del colpevole (o dell’innocente) a seconda del grado di empatia e del livello di consonanza nel contesto psico-sociale indotto mediaticamente. Basta poco, magari la notizia dell’ultima ora su qualcosa come nucleotidi o mitocondriale, e un imputato si trova rivoltato come un calzino… da innocente a colpevole (o viceversa). L’opinione pubblica cambia il suo orientamento allo stesso modo di quando va a votare, sull’onda della notizia dell’ultima ora, magari costruita da una ingegneria mediologica che riesce a mimetizzarsi tra gli spot. La propaganda subliminale non sempre ha bisogno dell’evento d’impatto emotivo.

Si tratta di offrire alla platea mediatica una sorta di compensazione per le ingiustizie e i soprusi dilaganti, di fornire il surrogato di un ‘colpevole’ buttato sul proscenio per impersonare il ruolo di capro espiatorio del dramma nazional-popolare? Il disagio e le contraddizioni sociali hanno bisogno di attori che diano forza immaginifica ai procedimenti giudiziari, di figure emblematiche che assurgano al ruolo di protagonisti in vicende che ricordano quel manzoniano processo agli untori, figure che siano in grado di impersonare il colpevole e di convogliare e scaricare le tensioni del corpo sociale.

La società italiana sembra pervasa, più o meno inconsciamente, da una costante ricerca di un capro espiatorio, di qualcuno su cui sfogare il malessere di un Paese dove le ingiustizie e le inadempienze costituiscono la regola costante di un sistema del malaffare in tutte le sue manifestazioni. La peste in fondo è più che altro una metafora, quella dove ognuno può rappresentare la colpa e la pena del quotidiano mestiere di vivere.

Tanti personaggi che popolano l’etere, in quell’organigramma fatto di casi di cronaca nera, sembrano il risultato di procedimenti mediatici, colpevoli costruiti assemblando i classici indizi, sponsorizzati come tali anche quando si tratta soltanto di aria fritta. Ma la fenomenologia mediatico-giudiziaria è soprattutto di natura protocollare, come risposta convenzionale e perfino inconscia al grido di dolore che sale dal paese. La retorica e la demagogia sono così care a tutto un sistema che sponsorizza i casi edificanti e… le colonne infami. Il malessere potrebbe portare a risposte fuori controllo e comunque non auspicate da un sistema di potere che richiede stabilità, anche sul piano affettivo e passionale. Occorre incanalare l’aggressività, scaricare opportunamente le emozioni del corpo sociale in modalità controllate. I processi mediatici costituiscono il propulsore di interessi che utilizzano le spinte irrazionali e le pulsioni di una opinione pubblica spesso in balia delle sue illusioni metafisiche.

Si tratta di automatismi istituzionali in parte inconsapevoli, perfino promossi in buona fede, procedimenti costruiti con una logica passepartout che trova sempre il sillogismo adatto per indicare il colpevole. Ma si tratta anche di formule programmate, dettate da una accorta regia che dà in pasto all’opinione pubblica il suo osso da rosicchiare, con un colpevole virtuale che deve fungere da parafulmine e da vittima sacrificale, proprio nell’aforisma manzoniano a chi la tocca la tocca, una peste che è la sventura di essere individuati come l’aspirante assassino che fa alle bisogna. Il processo prima ancora che mediatico è una costruzione fantasmatica che rappresenta l’effetto scenografico che scarica le frustrazioni e fornisce risposte tranquillizzanti a un corpo sociale che ha bisogno di dare consistenza di realtà a rabbia e sofferenza: trovare un responsabile acclarato per il quotidiano disagio sociale ed esistenziale. Il caso di cronaca nera che dà un volto al colpevole viene dunque propiziato e incoraggiato mediaticamente. Ma si tratta anche di quell’inclinazione all’accomodamento, alla Don Abbondio, quella attitudine ad adeguarsi alle circostanze. Se un presunto colpevole è lì a portata di mano nel classico chi se non lui?, chi lo fa fare di darsi pena a cercarne un altro? Il pubblico poi si accontenta di quello che viene sponsorizzato e al quale si sente affezionato, se non altro per il fatto che i media l’hanno così a lungo tenuto in grembo e partorito con un lungo e doloroso travaglio.

Non è un caso che ci siano processi che durano lustri in un via vai di assoluzioni, condanne, assoluzioni e poi ancora condanne… uno stillicidio per l’imputato, ma un’occasione straordinaria e irripetibile per fornire all’utenza mediatica la bambola vudù sulla quale operare l’incantesimo, il trainer personale con il quale dare sfogo ai propri fantasmi ossessivi.

Quel ragazzo condannato sulla base di una silloge di inferenze assiomatiche e di sillogismi dalle premesse indimostrate, costituisce non solo un abbaglio di una giustizia condizionata mediaticamente, ma anche l’attualità di quella storia della colonna infame manzoniana che meriterebbe una rilettura anche da parte di coloro che sono sempre pronti a giurare sulla colpevolezza di un qualunque imputato.

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142 commenti:

Luca Cheli ha detto...

Bravo Gilberto,

eccellente il parallelo tra le scarpe di Stasi ed il gatto di Schroedinger.

Come hai perfettamente delineato, Stasi sarebbe stato colpevole, per giudici quali quelli che ci toccano, tanto con le scarpe pulite che sporche: si sarebbe solo adattato il teorema accusatorio alla diversa situazione.

Purtroppo questi aborti continueranno finché esisterà il processo indiziario.

Giovanni Nuvoli ha detto...

analisi terrificante, di un sistema giudiziario allo sbando. Disgraziato il povero "sotto a chi tocca".

Buon fine anno a te Gilberto ed a tutti i lettori.

Anonimo ha detto...

A proposito di scarpe e caso Stasi c'è però altro da dire: l'assassino ha lasciato delle impronte molto nitide nel sangue della ragazza, e tali impronte sono poi state ricondotto a un modello e un numero di scarpa ben preciso, che poi si è scoperto essere state comprate in precedenza dal Stati ed essere state in suo possesso anche durante le vacanze londinesi, mentre dopo il delitto quello stesso paio di scarpe è puf! sparito!
Ora vada pur bene il ragionevole dubbio, ma neanche ci si può far prendere in giro da un colpevole e lasciare che la faccia franca.

Dudu' ha detto...

Gilberto
Ieri mi hai dato modo di riflettere molto sul libero convincimento ,e ti ringrazio, particelle quantiche impazzite quanto il convincimento canalizzato, orientato . L'opinione convincente subdolamente porta il soggetto credersi pensante libero. Ebbi già occasione qui nel blog di raccontare la mia fortuna di avere un giornalista come professore alle superiori, e con tanto amore per la verità, quella verità che una volta entrata nella storia assumerà, tramite i narratori nuove sfaccettature perdendo le sue significative origini, modificata da interpretazioni soggettive, aggiungendo o omettendo si avvierano direzioni d'opinione.
Dentro un processo questa viene definita verità processuale, dove protagonisti della scena piegheranno un metro cubo acquistata legalmente ai propri voleri, faranno credere che sei stato lì dove la vittima è stata trovata benché non ci sia una prova che lo attesti, quando altri soggetti testimonieranno di erbette verdi cresciute fra piccole mani indifese ed altri ti faranno passare otto volte da un luogo in cui forse ci sei stato una sola volta ed altri esempi potremmo raccontare, per arrivare concludere che siamo approdati al "libero convincimento".
Quasi in un revival torna lo stesso fenomeno percepito in un certo modo da un uomo, può essere percepito diversamente da un altro, in tal caso entrambi i giudizi costituiscono verità e ancora si raggiunge e si completa il libero convincimento, dove le parole assumono la forza di una prova, dove come ben esprimi, l'indizio assume la forza schiacciante di una prova. È qualcosa di perverso, ci riporta al 1400, quando un povero cristo psicotico veniva definito demoniaco, quando povere donne cercavano cure nelle erbe officinali, e per tornare al presente, basta uno sguardo all'orizzonte far credere che un marito sia colpevole, saltare un cancello allarmati ad un omicida volante, quando tutto portava prova che chiunque avesse calpestato quel sangue essiccato non poteva portarlo con sé. Il processo indiziario è una forma di giustizia insidiosa, porta in sé il peggio di noi, una forma primordiale di uomo e reclusione , dove gli istinti prevalgono e la ragione (il sapere più ampio)soccombe. Producendo colpevoli innocenti, mostri da rinchiudere in spazi ristretti a scontare pene morali e materiali grazie al libero convincimento.
Grazie, articoli sempre profondi illuminanti e costruttivi, a volte realisticamente amari, la pillola fatica ad andare giù :-)

È tempo di chiudere anche questo 2015, un pò bruttino senza tanta retorica.
Buon fine 2015 , Dudù

Dudu' ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
sorianablu ha detto...

Non ho nessun dubbio sulla colpevolezza di Stasi, è colpevole come pochi e almeno in questo caso la giustizia è fatta. Siccome dopo la sua condanna leggevo una marea di messaggi tipo "povero Stasi" ho deciso di approfondire e leggere tutto il possibile sul caso e più leggo (cioè continua ancora adesso!) più rafforzo la mia idea. Se in altri casi di cronaca nera più mi informavo più dubbi avevo, quì è accaduto l'esatto contrario. Nei casi di Amanda, Raffaele, Sabrina Misseri, Parolisi, Bossetti sono partita credendo nella loro colpevolezza adesso li reputo innocenti. Con Stasi invece è tutt'altra storia e sono troppo contenta che la Corte non ha preso in considerazione di baggianate sparate da un sostituito procuratore di turno. Evvaj :-)
Quanto alla pista di cugine, come possibile assassine, mi viene solo da ridere, non posso credere che qualcuno lo pensa seriamente. Quelle due ragazze altro che martello, non avrebbero potuto alzare manco la forchetta, tutte le due anoressiche, e una con le stampelle. Non so se Anonimo abbia dei ricordi su tutte le possibili piste "tralasciate", io invece si che ne ho, anche perchè l'ultima settimana le leggo da mattina a sera, perciò scusate, anche se le indagini erano fatte malissimo e non hanno approfondito un'ipotesi di un possibile movente di Stasi, cmq la direzione non è sbagliata, e tutti elementi portano solo a lui. A me dispiace solo che il carcere Bollate sembra troppo lussuoso, doveva iniziare il suo percorso da uno di peggiori. Se cmq Stasi approfitterà della possibilità di avere gli incontri con lo psicologo gratis, allora potrà curare le sue perversioni e forse tra 16 anni (ops,8?) possiamo essere tutti un pò più tranquilli.

sorianablu ha detto...

Volevo aggiungere, Gilberto, che i tuoi argomenti reggono solo se parli in generale, ma non reggono nel caso specifico. Ho la sensazione che non sei informato bene sul caso, che forse hai letto solo l'arringa difensiva (o quella di Cedrangolo) e non ci hai riflettuto bene. Avrei molto da risponderti, ma in questi giorni ho un sacco di cose da fare, magari più avanti...
Poi, scusa, ma "chi se non lui" è una domanda NORMALE che deve porre ogni investigatore, per trovare anche le altre piste e non fissarsi solo su un primo sospettato.
Anche il tuo discorso sulle scarpe è fuorviante. Un conto se Stasi presentasse le scarpe imbrattate di sangue, e tutt'altra cosa se avessero trovate le piccole particelle del sangue secco.
Magari guarda bene le foto della scala, dove Stasi doveva scendere per vedere almeno qualcosa (in penombra poi) e dopa fatti una domanda se era possibile aprire la porta della cantina (con difficoltà come dice lui), scendere due gradini (ripidi e stretti e pieni di macchie), girarsi e ritornare non calpestano niente. Dopo fare 10-20 passi fino al tappetino della macchina e non lasciare tracce. E non dirmi solo che lui era lucido e si premurava a saltare come kangaroo riuscendo nell'impresa, perchè lui stesso dice che era in panico e ansia, pensa te.

Gilberto ha detto...

A sorianablu

Non so chi di noi non ha ben letto le carte. Non ho altro da aggiungere.

magica ha detto...

l'unico sospetto che ho sempre avuto su STASI , è STATO IL
self control con il quale ha chiesto aiuto .
una scena allucinante , tutto quel sangue ,inoltre si trattava della sua fidanzata .
a parte che volendo trovare un indizio di colpevolezza in quei momenti critici se ne trovano sempre , perchè ognuno agisce a modo proprio.
basta considerare l'attimo Cruciale per BOSSETTI. che stava con i piedi nel bitume , e lo videro alzare i piedi: ( ha dovuto farlo)
ma siccome vollero fare scena , lo vollero vedere scappare sui tetti di BREMBATE?
in tutti i casi gli inquirenti si appigliano su qualcosa di sospettabile . anche perchè, ormai hanno la convinzione d'avere trovato il colpevole . percio' per arrestere il pericolosissimo personaggio , avvisano le tv , ci vanno in 8 . sono stati bravi hanno arrestato un criminale:
bisogna farlo vedere ai media .....



AUGURI DI Buon anno , a tutti i commentatori del blog "volando"....
sopratutto al nostro MASSIMO PRATI E famiglia . grazie : da MAGICA

A.S. ha detto...

Da Il Giorno

"La mia speranza, ancora oggi, è che tutti si possano rendere conto della condizione in cui vengono a trovarsi persone che come me, a causa di questa malsana tendenza a condizionare i processi celebrandoli, prima e male in tv, si trovano a essere giudicati in modo errato rispetto a quella che è la realtà. Ho saputo che nel mio caso la tematica è stata affrontata anche nella requisitoria del procuratore generale in Cassazione, il quale ha evidenziato come la mia vicenda processuale sia stata oggetto di 'una perniciosa forma di spettacolarizzazione' attraverso 'quei processi televisivi che inquinano la capacità di giudizio degli spettatori, tra i quali, forse nessuno ci pensa, rientrano anche i giudici, togati e popolari, di questa vicenda'. Sta di fatto che ora mi trovo in carcere. Devo dire che avevo atteso la sentenza della Cassazione con l'intima (vana) speranza di un epilogo secondo giustizia e di un ritorno ad una vita normale, se così poteva essere chiamata dopo l'incubo vissuto per più di otto anni. Tale speranza era in me rafforzata dal fatto che il procuratore generale in Cassazione aveva chiesto l'annullamento dell'unica condanna che avevo riportato e la conseguente mia assoluzione, evidenziando, devo dire con apprezzabile e non comune onestà intellettuale, quello che io e la mia difesa avevamo sempre detto. La sentenza che mi aveva condannato l'anno scorso portava con sé grandi e grossolani errori, in quanto non vi erano elementi che facessero di me un colpevole. I fatti e le carte hanno sempre provato la mia innocenza e le nuove perizie fatte l'anno scorso avevano ulteriormente rafforzato questa verità. Questo era il processo; io ho sempre saputo di essere innocente. Non nascondo comunque di avere temuto l'assurdo epilogo che oggi sto vivendo, visto l'incomprensibile iter processuale che ho dovuto vivere. In ogni caso, ho preso atto della decisione e, nel pieno rispetto della stessa, ho deciso di costituirmi immediatamente, senza nemmeno attendere l'ordine di carcerazione. Devo dire che chi mi era vicino in quel tragico momento ha fatto in modo che io non dovessi anche prestare il fianco a ulteriori speculazioni, come io stesso ho sempre cercato di fare. Del resto, in situazioni come questa, le persone vengono esibite come trofei alzati in cielo dopo una vittoria. E' sempre stato così e sempre sarà, da Sacco e Vanzetti a Tortora. Ma le persone non sono trofei e non c'è nulla di cui lodarsi nel recludere un innocente. Non è facile per un innocente che attendeva i giorni della sentenza con la speranza di ritornare davvero libero, entrare in carcere. Sto cercando di inserirmi nella realtà carceraria. Il lavoro svolto dagli educatori, dai volontari e dalla direzione penitenziaria è encomiabile. La vita di un detenuto non è solo una condizione fisica, ma è anche (e soprattutto) una condizione mentale: il corpo può essere ristretto, la mente no. Non mi sento un detenuto.

continua

A.S. ha detto...

Mi sento un prigioniero. Non so nemmeno dire ora cosa provo perché il precipitare degli eventi è stato talmente fulmineo che mi è risultato difficile anche solo rendermene conto. Anni di calvario e indicibili pressioni, il carico emotivo dell'attesa, lo shock per la decisione, l'impatto con un ambiente, quello carcerario, a me del tutto estraneo. Comunque, nonostante le circostanze, niente e nessuno potrà mai cancellare la verità o negare la mia dignità, quindi non mi arrendo, voglio farcela. Non voglio cedere allo sconforto, se non altro per le persone che amo e che non mi hanno mai lasciato solo. Benché io sia esausto, mi auguro di trovare la forza necessaria per resistere e ricominciare, passo dopo passo, giorno dopo giorno, quella forza che solo un innocente in cuor suo può avere in questa situazione. La mia storia, la mia vita, non si esaurisce nella tragedia che ho subito e sto vivendo; voglio continuare a credere che altri capitoli attendano di essere ancora scritti. Questi otto anni mi hanno lasciato moltissime cose che mi porterò sempre dentro: la perdita di Chiara, con cui avrei voluto una vita insieme, la morte di mio padre, che è sempre stato al mio fianco, le tante difficoltà e ingiustizie, non ultimo l'allontanamento da mia mamma, che ora si ritrova sola. Però in questi giorni tra tutti i miei pensieri ne prevale uno: un forte dubbio di non vivere in uno stato di diritto. In questa situazione, comunque, ringrazio Dio perché almeno una cosa me l'ha lasciata: la solidarietà, l'affetto, l'amore, l'amicizia di tantissime persone. Innanzitutto di persone che non mi conoscono e che mi scrivono da tutta Italia. Ricevo tantissime lettere di conforto e vorrei ringraziarli di cuore per l'immensa umanità che mostrano nei miei confronti; anche queste dimostrazioni sono un aiuto per non mollare. E poi ci sono le persone care che mi sono sempe state vicine in questi otto anni: mia mamma, i miei parenti più stretti, i miei amici e i miei avvocati. Tutti loro non mi hanno mai lasciato solo e, anche ora che non ho la possibilità di vederli tutti, fanno in modo di trasmettermi la loro vicinanza. E' proprio il loro immenso affetto che mi dà la forza di vivere ogni giorno e di lottare. Per questo li voglio ringraziare con tutto il cuore. A queste poche pagine affido i miei pensieri. I pensieri di un uomo di cui fuori si parla tanto, ma senza sapere cosa davvero prova".

Firmato... Alberto Stasi

Gilberto ha detto...

Le parole di un uomo innocente hanno carattere di semplicità e naturalezza, non hanno bisogno di orpelli retorici, vanno dritto al cuore di chi ha capito. Forza Alberto tieni duro proprio come un gladiatore e non ti arrendere.

Gilberto ha detto...

Grazie a tutti per gli auguri di Buon anno che ricambio con affetto
Gilberto

sorianablu ha detto...

@magica
Manco c’è paragone tra Bossetti e Stasi, tra la situazione del suo arresto e quella dove si trovava Stasi. Io a differenza tua non vedo sto self-control di Stasi, vedo un tentativo di self-control per non tradirsi. Io potrei sul suo comportamento scrivere un libro, ma basterebbe che leggessi un articolo (scritto da una persona competente in materia) che esprime in linea massima quello che penso, ed è scritto meglio che potessi scrivere io.

https://malkecrimenotes.wordpress.com/2013/11/19/analisi-della-telefonata-di-alberto-al-118-stasi/

@gilberto… a quanto pare sono io, altrimenti non avresti fatto l’esempio di Stasi nel suo articolo. Oltre le prove e indizi esiste anche il ragionamento logico e la prova logica, lo sai? Da come ti poni ci fai credere che hai assolutamente tutte le carte del processo, vero? Mi potresti passare in privato qualche perizia che vorrei ancora leggere? Ti posso contattare su Fb?

@alberto stasi… Le parole di un uomo FALSO e VILE vanno dritto al cuore e mi fanno il ribrezzo e schifo. Vergognati Alberto. Abbi il buon gusto di non nominare Chiara. Vergognati paragonarti con Sacco, Vanzetti a Tortora. E non marcire ne sulla morte del tuo padre, povero uomo, ne sulla tua “ingiusta” detenzione, ma approfitta della possibilità di avere un psichiatra gratis. Ringrazia il Dio e IN SILENZIO, che gli investigatori non hanno fatto bene il loro dovere (a dir poco! e a Garlasco girano i voci perchè) e tu adesso non hai l’ergastolo. Sii GRATO al tuo destino, carissimo perché il destino di Chiara è molto più crudele del tuo. Sei perfino fortunato con il carcere, ma pensa te.
Mi dispiace che su questo blog tu vieni citato per l’ingenuità delle persone che ti credono. E non infilarci solo che contro di te non c’è niente, c’è eccome. Però tu hai sempre cercato di convincere che la colpevole è una delle sorelle anoressiche, la quale secondo te era capace di fare 15 martellate. Vergognati.

@ a tutti
Non vorrei adesso elencare le baggianate dette dal sostituto procuratore, ma ne ha sparate molte al limite del assurdo e ridicolo.
Non è vero che ognuno sempre agisce a modo suo perchè noi NON siamo così diversi come sembra. Si, se vedi tua fidanzata (-o) in fin di vita qualcuno si spaventa, qualcuno no, qualcuno si avvicina qualcuno scappa, ma NESSUNO corre dai carabinieri prima di chiamare il 118. Lo sai che ha chiamato 118 davanti alla stazione carabinieri, vero? NESSUNO chiama il 118 in una villetta CHIUSA (!!!) senza indirizzo preciso (!!! La cifra 8 bella e visibile la vedeva tutti 4 anni!!!), senza aspettare in speranza che fosse viva (!!!). Cavolo, nessuno salta come kangoroo con lucidità estrema ed equilibrio sulle ripide e strette scale per non sporcare le scarpe!! La camminata BASTA e avanza per condannarlo, perché era impossibile non calpestare il sangue, IMPOSSIBILE. Poi, ma non era lui a dire che era in panico (!!) e non guardava dove mette le piedi?
Io penso che molti di quelli che difendono Stasi forse immedesimano in lui,…. Qualcuno è come lui biondo e quindi Stasi a loro è simpatico a pelle ,… qualcuno è come lui bocconiano,…. qualcuno come lui colleziona il porno hard con le scene raccapriccianti ("mature", "pregnat", "orgy","forced"). …… Penso che non gli credono nemmeno i suoi difensori, altrimenti avrebbero preteso la perizia sui capelli in mano di Chiara in speranza di trovare le tracce di un altro assassino, e non gli crede nemmeno sua madre che non ha speso nemmeno una parola buona in tutti questi anni per Chiara. Suvvvia, se credete a Stasi immagino che credete a Babbo Natale.

magica ha detto...

buongiorno SORIANABBLU
dal tuo lungo intervento , non riesco ad estrapolare una mia convinzione , che sia di innocenza o colpevolezza per STASI , se tu ti esprimi come hai scritto , significa che ti sei informata e letto le carte , mentre io ho assistito al caso in modo quasi estraneo .
ho visto la tv, e ascoltato i media, ma senza interesse ,
tuttavia hO imparato a distinguere e ragionare con la logica, e non soffermarmi su quel " si dice", ormai abbiamo capito come funziona.
secondo me manca la motivazione . comunque è vero che il caso è strano, è vero quello che tu affermi che le scarpe non potevano essere pulite , ma solo se le aveva calzate non potevano essere pulite ,MEN CHE MENO PULITE sopra, perchè il sangue cade giu' diritto e non devia secondo da dove sei messo .significa che se è stato STASI le scarpe le aveva buttate , e ne aveva messo un altro paio.
dal SELF CONTROL non si possono trovare furbizie : se STASI mentiva ,lo avara' fatto per non destare sospetti ,oppure lo shcok lo ha fatto comportarsi in quel modo ., entrare nelle teste altrui è difficile . RICOrDO che ti sei espressa sul comportamento di S.. perchè collezionava siti hard . e la fidanzata che voleva fare? denuciarlo? non vorrei dire cose offensive sulle persone che non ci sono piu' ma secondo me guardavano assieme quei siti . dalle mi parti dicono che le bronze querte le brusa travesse .(la brace sotto la cenere brucia quello che sta sopra)
una donna dovrebbe accorgersi dal comportamento del partner cosa pensa e naviga . si sentono delle situazioni che nelle persone cosidette normali , non si conoscono nemmeno . come le pratiche del bondage . quale persona normale si sognerebbe una situazione del genere ? eppure ce ne sono, come i masochisti ahaha , bisognerebbe dare a quei tipi una bella legnata per soddisfarli . difficilmante queste persone arrivano all'omicidio.

sorianablu ha detto...

Ciao, MAGICA :-) Si, ho letto le carte, ma ancora non tutte, le sto leggendo adesso e vorrei tanto leggere le perizie, non solo le citazioni dalle perizie. Ho letto però e molto attentamente quello che hanno scritto gli avvocati di Stasi. Per fare l’idea sulla sua colpevolezza-innocenza si dovrebbe scrivere in modo più dettagliato tutta la vicenda e elementi raccolti, forse un giorno lo farò pure :-)
Non penso che c’è qualcosa di male a guardare i film porno, tanto più a 20 anni, ma quello che ha raccolto Stasi denota la patologia e le perversioni, è veramente una raccolta raccapricciante. Ma se c’entra con l’omicidio non lo possiamo sapere. E’ ovvio che per arrivare all’omicidio non basta avere qualche perversione o fare qualche pratica sessuale strana, ma si capisce che questo tipo di persone sono particolarmente suscettibili e se raccogli anche i filmini violenti probabilmente sei predisposto a qualche reazione inaspettata pure.
Dalla dinamica dell’omicidio si capisce che non era premeditato, ma d’impeto nello stato di raptus. In quel stato basta poco per alzare le mani, e se sotto mani capita casualmente un martello allora si alza il martello, e la molla scatenante potrebbe essere qualsiasi frase all’apparenza anche innocente. Si sa che certe parole dette da una persona vicina possono essere prese malissimo, ma dette da uno sconosciuto no.

sorianablu ha detto...

Siccome i genitori di Chiara erano in vacanza sappiamo che Alberto voleva passare tutti i giorni da Chiara, che lei era rimasta a Garlasco proprio per stare con lui, che perfino ha scritto una promemoria che cosa cucinare per Alberto, che questo periodo era per loro una specie di prova di convivenza. Sappiamo che tutte le notti Alberto rimaneva da Chiara anche senza rapporti sessuali (a detta sua). La sera del 12 agosto proseguiva come sempre. Alberto ha portato a casa di Chiara tutto quello che gli occorre per rimanere e lavorare sulle tesi, hanno comprato le pizze e hanno cenato. Attorno alle 22.00 lui accorge che da lontano si lampeggia e forse sta arrivando il temporale, ritorna a casa per chiudere il cane nel garage e tra 10 minuti ritorna. Nella sua assenza però Chiara guarda i file di Stasi e qualcosa scarica. Ancora non ho capito solo se era trovata la chiavetta, perché all’inizio trapelava la notizia che manca una chiavetta. Però a parte la chiavetta il fatto sta che Chiara forse non fida molto di Stasi se decide di approfittare di 10 minuti di assenza del fidanzato per guardare i file, anche quelli di Londra. Quando Stasi ritorna loro litigano. Per quale motivo non possiamo sapere, ovviamente, ma per qualcuno potrebbe essere un valido motivo per litigare se la tua fidanzata non ti fida e guarda nella tua assenza i tuoi file. No so se Chiara ha avuto le conferma dei suoi sospetti, ma cmq loro litigano e Alberto all’una di notte circa ritorna a casa con il suo pc. O se ne va lui arrabbiato o era cacciato da Chiara non sappiamo. C’era un ipotesi che si trattava di file pedopornografici, ma non hanno trovato la conferma. Un altro sospetto era che c’era qualcosa legato al suo migliore amico, che forse hanno combinato qualcosa a Londra, e infatti proprio le foto di Londra guarda Chiara. Alle 2 di notte Alberto manda l’sms al suo amico e gli amici non solo cancellano questi sms, ma durante l’interrogatorio dicono di non ricordare cosa era scritto. Amico si trova a Loano in vacanze con amici e di mattina improvvisamente decide di ritornare a Garlasco, anticipando di 3 giorni il suo rientro. Possiamo fare solo le ipotesi, visto che nessuno ha indagato bene sull’amico, figlio dell’ex sindaco. Forse amico ha saputo da Stasi che la sua reputazione è in pericolo, oppure voleva dare una mano a Stasi per convincere Chiara di fare la pace, spiegare che si sbaglia, che qualcosa non abbia capito bene, etc. Quando Stasi di mattina va da Chiara è ancora arrabbiato, forse ha dormito pure male. Chiara disinstalla l’allarme e gli apre la porta in pigiamino sexy e vestita così non avrebbe mai aperto la porta non solo a un estraneo, ma nemmeno a un semplice conoscente. Alberto entra e forse Chiara non lo accoglie affatto bene, visto che l’aggressione era scattata quasi immediatamente. Per scatenare la rabbia poteva bastare anche qualche frase tipo “che vuoi? Vattene, tra noi è finita, non ti voglio più vedere, mi fai schifo”, oppure peggio “ritorna a guardare i tuoi film porno, impotente”. Se ricordiamo tutti i casi di omicidi raptus il movente è quasi sempre poco significante, spesso una sciocchezza, una parola di troppo detta a una persona troppo arrabbiata che perde la testa.
Dalla ricostruzione fatta da periti risulta che l’aggressione poteva durare 9 minuti, ma quando l’ho vista ho pensato subito che loro hanno dato perfino troppo tempo alla litigata, che tutto poteva accadere molto più veloce. Poi, se rendi conto che hai ucciso la fidanzata ma fuori è rimasta la tua bicicletta allora non c’è più tempo da perdere, si fa veloce una sistemata nel bagno e via. 9min+ 7min per arrivare con la bici a casa fa 16 minuti, ma Stasi ha avuto perfino 23 minuti, basta e avanza. Perciò il teletrasporto quantistico possiamo lasciar perdere, insieme con Superman, Mefistofele, gatti di Schrödinger e Schesir.

sorianablu ha detto...


“Che in due gradi di giudizio l’imputato sia stato dichiarato innocente non comporta il dubbio che potrebbe trattarsi di persona completamente estranea al delitto?”
NO, ASSOLUTAMENTE, PERCHÈ L’ASSOLUZIONE ERA BASATA SULLA PERIZIA INCOMPLETA E SUPERFICIALE.

Luca Cheli ha detto...

Invece quella fatta nell'ultimo processo era migliore perché lo dice la sentenza di condanna, vero?

Senza contare che si è fatto finta di niente sul fatto che l'alibi di Stasi era il suo PC e che nonostante la cancellazione (ovviamente involontaria, come sempre) del 74% dei file presenti, tale PC gli dava ugualmente un quasi alibi che lasciava solo una finestra di tempo ristretta nella quale si è ancora una volta infilata tutta la dinamica omicidiaria.

Senza però contare che sussisteva il più che legittimo dubbio che i file cancellati (non da lui ...) gli avrebbero dato un alibi completo.

Non parliamo poi del "presunto" sangue di Chiara sui pedali, sempre presunto e mai positivamente dimostrato tale, forse perché pure questo, come quello di Ignoto1 era privo di mRNA?

A forza di vedere certi aborti, io oramai credo che l'unica soluzione sia abolire in toto il processo indiziario.

Ivana ha detto...

Luca,
segnalo ancora:
http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/06/processo.pdf
(articolo di cui condivido pienamente il contenuto)
Aggiungo che, a mio modesto parere, abolire il processo indiziario equivarrebbe a rinunciare, a livello “istituzionale”, alla ricerca della verità, rinunciare alla conoscenza; vogliamo seguire la difficile strada della conoscenza, oppure vogliamo evitare ogni possibile “scoperta”, ogni possibile “progresso umano” diventando “preda” del “dubbio assoluto”? Vogliamo essere “gladiatori” o rimanere indifferenti e insensibili, arrendendoci, a priori, di fronte alle difficoltà che s’incontrano sulla strada della conoscenza?

Ivana ha detto...


Ribadisco nuovamente (repetita iuvant?)

In Italia, una buona parte dei processi celebrati sono indiziari.
A distanza di anni si discute ancora se una sentenza passata in
giudicato ha veramente ricostruito almeno la verità
processuale. Il dubbio tra le parti coinvolte oltre che
nell’opinione pubblica, che spesso non conosce neanche gli atti
processuali,che il giudizio sia stato sbagliato, tanto di
condanna, quanto di assoluzione, in alcuni casi resta. Le
sentenze però si accettano sempre. Il libero convincimento del
giudice, che deve esprimersi oltre ogni ragionevole dubbio,
salvo dimostrare che è viziato da palesi violazioni di legge
o da intenzionali omissioni di valutazioni pro o contro l’imputato,
deve essere salvaguardato e va accettato nella sua
manifestazione oggettiva.

magica ha detto...

se STASI avesse usato la biclicletta per ritornare a casa sua . la bici sarebbe stata imbrattata di sangue ., non era possile che ci fosse stata solo una minima traccia sul pedale .
anche i vestiti sarebbero stati macchiati ., ma non si sa quanto tempo sia trascorso dall'omicidio alla telefonata al 118.
.
come al solito le indagini peccano di superficialita' , ' se ci fosse stata una traccia plausibile su STASI potevano trovarala subito .
certi retroscena non li avevo mai letti:tutte le mail e connivenze con gli amici, mah , mi rimane sempre il dubbio di come sentenziano chi indaga :li abbaimo visti e sentiti in altri casi .
poi si dice che la vittima non avrebbe aperto la porta a nesuno . come s fa a saperlo? basta che uno suoni il campanello e una persona incuriosita mette fuori la testa per vedere chi sia , a questo punto una persona poteva forzare l'ingresso e commettere l'omicidio , a meno che la ragazza non avesso la videocamera . ma non credo perchè sarebbe stato molto piu' faclie trovare l'asassino . solo ultimamante le persone sono sul chi va' la' . con tutti i casi che succedono ,le porte non si aprono piu' . si sbircia dalla finestra . se c'è un giardino come in quella casa .
io rimango neutrale . non mi fido piu' di come indagano :con troppe ipotesi azzardate ,infatti anche chi discute il caso fa ipotesi . io preferisco le certezze .

Giovanni Nuvoli ha detto...

Ivana, il giudice ha la possibilita' di convincersi erroneamente, in assenza di prove dirette ma con una caterva di "indizi" che provano ben poco.

Il processo indiziario e' una barbarie tutta italiana, che ha risultati drammatici su tantissimi innocenti. Il teatro dell' impossibile, e' di casa nei tribunali italiani, con romanzate, commedie di infimo ordine, che distruggono vite e famiglie intere.

Stasi "potrebbe", Stasi "forse" Stasi ha cancellato forse, forse forse la fidanzata ha dato uno sguardo alla chiavetta, forse al computer, forse hanno bisticciato, forse e' andato via di casa, forse l' ha mandato via di casa, forse il sangue era secco, forse la bicicletta, forse le scarpe che non si trovano ecc ecc ecc.

Con questi "forse" si e' condannato un' uomo, ritengo che 1.000.0000.0000 di forse, non valgano una sola prova, non forse, ma certamente.

Ivana ha detto...

Giovanni,
a me risulta che

“negli ordinamenti di common-law il verdetto della giuria puo' essere di colpevolezza anche in mancanza di “prove definitive”, purche' la responsabilita' sia dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio beyond any reasonable doubt.
In sostanza, anche un’accusa basata su sole prove indiziarie (dette anche circostanziali circumstantial evidence, ossia prove che – al contrario della direct evidence – implicano o suggeriscono qualcosa, ma non la dimostra direttamente) puo' portare a una condanna.”
Naturalmente la condanna non deve lasciare alcun spazio al cosiddetto “ragionevole dubbio”.

Credo, inoltre, che le sentenze italiane abbiano motivazioni approfondite e dettagliate, mentre negli Stati Uniti il verdetto della giuria popolare non deve essere motivato e ciò favorisce, di fatto, un significativo accorciamento temporale nella celebrazione dei processi.

Comunque, a coloro che sostengono l’abolizione dei processi indiziari, DICO: È facile distruggere, mentre è difficile costruire” e CHIEDO: Che cosa proponete, in alternativa, DI COSTRUTTIVO? In che modo, per voi, andrebbe ricercata la verità? Quali metodi sono efficaci e giusti per cercare di conoscere la verità storica dei fatti delittuosi? Come fare per evitare che TROPPI CASI restino irrisolti?

Giovanni Nuvoli ha detto...

Negli ordinamenti di common-law vige il principio di obbligatorieta' del precedente giudiziario: qualora l’accusa o la difesa facciano appello a una sentenza di un giudice precedente su un caso analogo a quello su cui un nuovo giudice deve giudicare, quest’ultimo e' tenuto ad applicare la stessa interpretazione del suo predecessore. Per questo il dibattimento e' intriso di richiami a cause gia' definite.
In Italia, il giudice e' sottoposto soltanto alla legge. La legge puo' essere interpretata in modo diverso, ogni giudice e' una repubblica a se, con convincimenti "personali" che si discostano dal collega della scrivania distante pochi metri.
Negli ordinamenti di common-law il verdetto puo' essere di colpevolezza anche in mancanza di “prove definitive”, purche' la responsabilita' sia dimostrata oltre ogni ragionevole dubbio beyond any reasonable doubt, fatto non certo nel processo contro Stasi.
Nei sistemi basati sulla Common Law, e' del tutto impensabile essere assolto, assolto in appello, rinviato dalla cassazione, poi assolto, condannato ... e via di seguito.

http://www.archiviopenale.it/apw/wp-content/uploads/2013/06/2012__gruppo_iannelli.pdf

Luca Cheli ha detto...

Il discorso sui limiti della conoscenza nel processo penale è lunghissimo e mi piacerebbe un giorno scriverne dettagliatamente.

Non credo che quel giorno sia molto lontano ma ancora non è arrivato.

Molto sinteticamente, però, dirò che preferisco lasciare molti casi irrisolti rispetto a condannare innocenti.

Anche se mi riservo di approfondire adeguatamente il tema in futuro, essenzialmente se si volesse limitare il numero di crimini irrisolti in una società in cui si è abolito totalmente il processo indiziario, bisognerebbe avere una società ipercontrollata in cui ogni istante delle nostre vite, di quelle di ognuno di noi, viene registrato, in modo da poter disporre di una prova diretta o storica per ogni evento.

Tecnologicamente le potenzialità per farlo non sono molto distanti, ovviamente posso capire che a molta gente possa non piacere (ed è un eufemismo) essere filmati tanto in camera da letto che al gabinetto, comunque credo che sul lungo periodo la scelta sarà tra l'aleatorietà della giustizia indiziaria e l'intrusiva certezza di un mondo in cui ogni gesto, in ogni dove, viene filmato e registrato.

Ivana ha detto...

Ripeto, così posso anche correggere il mio precedente errore di battitura:
La condanna non deve lasciare alcuno spazio al cosiddetto “ragionevole dubbio”.

Giovanni,
sulla definizione di “oltre ogni ragionevole dubbio” sono d’accordo su quanto risulta scritto nel documento da te segnalato:

Le prove devono stabilire la verità dei fatti a un livello di certezza morale e ragionevole, una certezza che convince e orienta la comprensione di coloro che sono chiamati ad agire coscienziosamente sulla base di essa.
Questo è ciò che consideriamo una prova ("per giungere a una sentenza di condanna" aggiungo io) al di là di ogni ragionevole dubbio: quello stato del caso che, dopo tutte le valutazioni e le considerazioni sulle prove, lascia la mente dei giurati in una condizione tale per cui essi possono dire di provare una convinzione incrollabile, prossima alla certezza morale, sulla verità dell’accusa



Riporto anche alcuni passi che reputo significativi e condivisibili:
La concordanza degli indizi indica poi la loro convergenza verso l’identico risultato ed è qualificata dalle interazioni riscontrabili tra una pluralità di indizi gravi e precisi, i quali, pur essendo da soli insufficienti ad una determinata conclusione, acquistano il carattere dell’univocità in ragione del reciproco collegamento e della loro simultanea convergenza in una medesima direzione, assumendo i caratteri della prova e dell’efficacia dimostrativa che a questa inerisce.
Chiaramente non viene richiesta la certezza assoluta, altrimenti mai sarebbe possibile pervenire a una sentenza di condanna.
Chiaramente, non deve trattarsi di dubbi immaginari, ma
di ipotesi in grado di minare la ricostruzione contenuta nella sentenza.
Il giudizio di responsabilità deriva da un confronto razionale tra
prove a carico e a discarico che lascia fuori tutto quel che non è verosimile, o che pur essendolo astrattamente, non sia tale con riferimento al caso concreto.


È possibile quindi definire il metodo scientifico non come la via verso la certezza indubitabile, ma come un approccio critico che si muove a passi di razionalità. Questo perché, anche se non esiste un metodo in grado di garantire l'assoluta certezza o verità, è però possibile costituire un sapere “giustificato” o allo stato attuale condivisibile.

Riguardo ad Alberto Stasi non ho letto gli atti; tu li hai letti tutti? Hai seguito direttamente ogni fase del processo in ogni grado di giudizio?


Luca,
tu hai letto tutti gli atti riguardo ad Alberto Stasi? Hai seguito direttamente ogni fase del processo in ogni grado di giudizio?

Personalmente sono d'accordo sull' "intrusiva (ma, aggiungo io, RASSICURANTE) certezza di un mondo in cui ogni gesto, in ogni dove, viene filmato e registrato."

sorianablu ha detto...

#Luca Cheli
Invece quella fatta nell'ultimo processo era migliore perché lo dice la sentenza di condanna, vero?

NO, PERCHÉ È FATTA IN MODO PIÙ SERIO E APPROFONDITO ed era estesa su due gradini della scala. Secondo la seconda perizia la possibilità di non calpestare le tracce di sangue è pari a 0,00002%, però si intende una persona lucida, concentrata, capace di tenere bene l’equilibrio, NON SCONVOLTA. Stasi invece ha dichiarato di essere stato sconvolto, preso dal panico e paura. Per fare il test venivano provate 1.5 miliardi di combinazioni. E la conclusione di periti era che la probabilità che Stasi avesse potuto effettuare in entrata e in uscita il percorso senza intercettare macchie di sangue era del tutto infinitesimale.

Cit. “Non è ipotizzabile che il soggetto, dopo il ritrovamento della fidanzata, evidentemente priva di sensi e ferita (cosa che peraltro avrebbe comportato un sovraccarico emotivo tale da impedirgli anche solo di avvicinarsi e verificarne le condizioni) abbia potuto preoccuparsi di non calpestare il sangue nel percorso di allontanamento dall’abitazione” (pag. 104 della perizia)
Era accertato che le scarpe Lacoste utilizzate dall’imputato siano dotate di una marcata capacità di adesione e captazione di piccole particelle di sangue. Tale capacità si è confermata nelle sperimentazioni.
Cit. “si è evidenziato che dopo avere calpestato delle tracce di sangue, sia umide che secche, le suole delle scarpe hanno captato particelle ematiche tanto da risultare costantemente positive al luminol nelle diverse ripetizioni, ed inoltra sono state in grado di trasferire parte del materiale ematico ai tappetini d’auto calpestati sperimentalmente.”
Cit. “le prove di calpestamento di tracce di sangue secco dimostrano come le scarpe Lacoste determinino una tipica modificazione delle macchie (costituita dalla rottura delle parte centrale della macchia) che si verifica su un numero limitato, ma significativo di tracce calpestate.”

NON SI PUÒ ASSOLVERE UN IMPUTATO FREGANDOSI DELLE RICHIESTE DI PARTE CIVILE E RIFIUTANDO DI APPROFONDIRE LE PERIZIE. Il compito del tribunale, anche se il processo va con il rito abbreviato, è ACCERTARE LA VERITÀ.

l'alibi di Stasi era il suo PC … Senza però contare che sussisteva il più che legittimo dubbio che i file cancellati (non da lui ...) gli avrebbero dato un alibi completo.

L’omicidio è avvenuto subito dopo le 9.12. Stasi ha aperto il pc alle 9.36, il fatto che NESSUNO contesta. Avendo 23 minuti a disposizione ha avuto tutto il tempo per uccidere e ritornare a casa, e fino alle 9.36 Stasi NON HA ALIBI.
Dal pc di Stasi non erano cancellati i file, ma le tracce della navigazione, proprio perché i carabinieri hanno acceso il pc di Stasi, hanno inserito la loro chiavetta, hanno iniziato a visionare qualcosa (forse le foto porno di Stasi?) e hanno navigato in internet, compromettendo quindi i dati del pc. Però la navigazione cmq era recuperata dai periti e non ha niente a che vedere con l’alibi che Stasi non ha.

Non parliamo poi del "presunto" sangue di Chiara sui pedali…

E perché? L’assassino è andato via con la bicicletta e guarda caso sui pedali della bici di Stasi era trovato il DNA di Chiara! E siccome Chiara non usava la bici di Stasi, non gli cambiava i pedali caduti, sui pedali NON POTEVA essere ne sudore ne saliva di Chiara e quindi è logico pensare che è sangue. Non so se sai, ma la bici era lavata, insieme con pedali.

A forza di vedere certi aborti, io oramai credo che l'unica soluzione sia abolire in toto il processo indiziario.

Dipende. Se indizi sono pochi e deboli allora forse meglio non cercare di arrivare alla condanna per tutti i costi. Ma non è il caso di Stasi.

sorianablu ha detto...

@Ivana

Concordo, è facile distruggere, mentre è difficile costruire. E sono d’accordo sul mondo in cui tutto viene filmato e registrato.

Da quello che scrive Luca è palese che non conosce gli atti processuali, fa troppi errori :-)

@Giovanni Nuvoli

Con questi "forse" si e' condannato un' uomo

Era condannato sulla base di PERIZIE, sulla base di molti indizi concordanti e sulla base di ragionamento logico che portava SOLO in unica direzione. Perciò puoi dormire tranquillo, almeno in questo caso la giustizia è fatta.

sorianablu ha detto...

@magica

Ma perché la bicicletta dovrebbe essere imbrattata di sangue?? Stasi mica era ferito e sanguinava! Dalle tracce sulla scena del crimine è chiaro che i vestiti di Stasi dovevano essere macchiati di sangue, però macchiati, NON imbrattati di sangue. Prima di uscire da casa Stasi è andato nel bagno a fare una sistemata ed erano spariti alcuni asciugamani. Cioè è ovvio che ha pulito vestiti e le scarpe prima di uscire.

L’omicidio è accaduto poco dopo le 9.12, ma la chiamata al 118 era fatta alle 12.40, e ovviamente Stasi ha cambiato non solo le scarpe ma anche i vestiti, buttando via quelli sporchi.

Il professor Capra ha dichiarato che la bici di Stasi era lavata, ed erano lavati anche i pedali. Quando lui aveva analizzato quella bici si era insospettito subito, i pedali della bici di Stasi sono stati non solo lavati, ma quasi corrosi da candeggina (o acido muriatico e simili prodotti industriali). Prof. Capra ha dichiarato che sui pedali non era presente nemmeno un granello di polvere, pur essendo, dalle dichiarazioni di Stasi, la bici che usava sempre. Pedali intonsi e disinfettati, guarda caso! E nonostante questi trattamenti chimici, sui pedali erano rimaste le tracce di Chiara.

poi si dice che la vittima non avrebbe aperto la porta a nessuno, come si fa a saperlo?

Per risolvere il delitto cercano sempre capire la personalità della vittima. Chiara non era curiosa, ma era estremamente paurosa e non avrebbe aperto la porta a nessuno. Una volta la loro villetta ha subito un tentativo di furto e dopo l’accaduto Chiara era terrorizzata e accendeva l’allarme anche di giorno. Quando ha aperto la porta era vestita in un pigiamino estivo sexy con pizzi e merletti, e vestita così non avrebbe mai aperto la porta non solo a nessun estraneo, ma nemmeno a un conoscente.
Sulla scena del delitto non ci sono le tracce di estranei, nemmeno sul pomello della porta della cantina, aperta dall’aggressore;
Non era il tentativo di furto: la porta non era forzata, non era portato via niente da casa, e nemmeno spostato; Chiara non ha subito la violenza sessuale; La casa di Chiara è una villetta con l’allarme e con lo spazio tra casa e cancello, e da casa si può vedere bene le persone che entrano. Nel caso di tentativo di forzare la porta in casa c’erano spazi dove nascondersi per chiamare i soccorsi.
Chiara venne colpita subito davanti all’ingresso, dopo trascinata lungo il corridoio verso la porta della cantina. Porta della cantina è assolutamente identica a tutte le porte in casa, ed è sempre chiusa e quindi si presume che se l’assassino ha trascinato il corpo verso proprio questa porta, allora sapeva benissimo che dietro c’è la scala e cantina. Quindi è pacifico che l’aggressore conosceva bene la casa.
La dinamica dell’aggressione evidenzia che Chiara non abbia avuto il tempo di reagire, sulle mani e braccia non ci sono segni tipiche di chi aggredito cerca di farsi scudo almeno con le mani e le braccia, Chiara invece è rimasta tranquilla, non si è difesa, avendo la fiducia nel visitatore.
Gli alibi di tutti i parenti e amici erano verificati, tanto più facile che molti di loro erano il 13 agosto in vacanze. Tra parenti non c’erano pazzi. E cmq sarebbe difficile immaginare la visita di un parente arrabbiato alle 9 di mattina quando con grande probabilità Chiara, avendo la casa tutta per se, era con il fidanzato. Tutti parenti sapevano che Chiara è fidanzata ed è ovvio che se entri e aggredisci Chiara alle 9 di mattina, con grande probabilità dalla stanza accanto può uscire il fidanzato con un bastone e chiamare la polizia;

sorianablu ha detto...

* alle 13.40

sorianablu ha detto...

Comunque un conto è affermare che per condannare Stasi mancavano le prove, ma tutt’altra cosa è considerarlo innocente. Tu, Gilberto, puoi mettere la mano sul fuoco che sia innocente? Non penso. Però lo credi innocente. Sulla base di cosa, scusa? SOLO sulla base del TUO libero convincimento, basato su nulla, forse sull’ irrazionale simpatia personale. OK, la simpatia come l’amore è cieco. Però un conto pensare che sia uno stronzo, ma cmq innocente e tutt’altra cosa pensare (dopo tutto quello che abbiamo letto e sentito dallo stesso Stasi!!) che sia un bravo ragazzo e perbene. Il primo ci sta pure, ma il secondo non concepisco, forse con Gilberto abbiamo la scala di valori diversi. Cioè io non capisco questo incoraggiamento “forza Alberto, sii come gladiatore” e “le tue parole semplici arrivano al mio cuore” (a proposito anche Mario Alessi aveva le parole semplici sui bambini che non si toccano, ricordate? Sono arrivate ai molti cuori) Allucinante.

Ok, partiamo dal presupposto che Stasi sia innocente e vediamo che persona è, se vi piacerebbe un fidanzato così, se vi viene voglia di scrivergli qualche parolina carina.

Ci sta che a 20 anni guardano i porno, però non credo che molti abbiano una collezione come quella di Stasi, così ricca, varieggiata e catalogata, solo le foto sono circa 32.000. Solo dai nomi delle cartelle si raddrizzano i cappelli (per esempio “forced” cioè violenza sessuale) e capisci che qualcosa non va, che questa passione va oltre un semplice guardare i porno, ma è al limite di perversione da curare. Io non ho visto i filmini di Stasi e Chiara, ma da quei filmini gli investigatori hanno dedotto che Stasi a 24 anni aveva già i problemi sessuali. Non so se abbiano ragione, ma credo che guardando questa quantità di porno hard ogni giorno (!!) chiunque avrebbe avuto dei problemi. Non penso che sia normale in questa età invece di passare la notte con la fidanzata ritornare a casa vuota per guardare i porno. Ok, questo è il quadro clinico, ma andiamo avanti e passiamo alla sua personalità.

sorianablu ha detto...

Stasi chiama tutta la mattina Chiara ma lei non risponde. Nonostante lei vive a 1,7 km di distanza non ci va (5 minuti con macchina!), ma preferisce guardare le foto e un filmino porno, dopo scrive la tesi, circa due paginette (dalle 9.35 fino alle 13.30), dopo cmq va dalla fidanzata. Gli cattivoni investigatori insinuano che lui ci va solo perché è preoccupato dell’ultima chiamata alla quale sembra che abbiano risposto e teme che Chiara sia sopravvissuta, ma immaginiamo che ci va perchè è finalmente preoccupato. Ok, arriva e vede le tapparelle abbassate, il cancello chiuso, nessuno risponde, quindi probabilmente non c’è nessuno a casa. La persona normale cosa fa? Non penso che decide di scavalcare il muro, anche perché Chiara poteva essere uscita senza cellulare e allora la sirena dell’allarme farebbe radunare tutto il Garlasco. A proposito, i Ris non hanno trovato i segni di scavalcamento, ma certo, non perché Stasi dice le bugie, ma perché è bravo a saltare. Guarda caso l’allarme non era inserita e lui entra in casa. La scena è terribile, il pavimento in sangue, ma lui subito pensa “devo stare attento a non calpestare le macchie altrimenti penseranno che sono stato io” oppure “ brr, che schifo sangue, posso sporcare le mie scarpe, devo stare attento” Insomma, un bel giovanotto con la testa lucida, vero? Guarda quà e là, vede che le macchie portano verso la cantina, va facendo passi lunghi più di un metro (come nella prima perizia sulla camminata, ricordate?) e ci riesce ad aprire la porta. Scende due gradini facendo pazzeschi esercizi di equilibrio e vede Chiara. Qui a detta sua lo prende il panico e paura. Avvicinarsi a Chiara per sincerarsi se è viva, svenuta o morta non vuole (ma che bravo, eh, vero?), anzi, dopo ha dichiarato che non l’ha nemmeno guardata bene, però delle sue scarpe sì che pensa nonostante il panico, e riesce ballando sulle punte perfino non perdere l’equilibrio sui ripidi e stretti gradini girando e risalendo. Dopo cosa fa una persona normale? La persona normale chiama SUBITO i soccorsi e li aspetta sperando che Chiara sia viva. La persona NORMALE si preoccupa non delle scarpe ma di fidanzata. Il bravo ragazzo Stasi invece decide di recarsi dai carabinieri. Ai carabinieri si poteva pure chiamare, vero? Lungo la strada capisce che deve anche chiamare i soccorsi, e arrivato davanti alla stazione di carabinieri chiama 118 dicendo "Credo che abbiano ucciso una persona...” poi pensa “cavolo ma che sto dicendo” e si corregge “forse è viva” … E’ palese che la sorte di Chiara ormai non gli interessa, chi se ne frega se i soccorsi cercheranno mezzora il numero non esistente che lui ha fornito, se non entreranno in villetta perchè il cancello è chiuso, se non troveranno subito Chiara nella cantina... Ormai il bravo ragazzo deve pensare cosa dire ai carabinieri. A carabinieri però non dice che “abbiano ucciso una persona, ma forse è viva”, perchè gli chiederebbero subito “chi, e tu da dove lo sai?” A loro Stasi racconta che Chiara forse si sia sentita male e abbia avuto un incidente domestico! I due carabinieri che sono recati in villetta non hanno nemmeno capito la gravità dell’accaduto!!

sorianablu ha detto...

Penso che tutti hanno letto che dopo sto “bravo ragazzo e fidanzato modello” non ha chiesto a nessuno se Chiara è viva o morta, ha intuito di grazia che sia morta, pensa te. E non ha mai chiesto a nessuno nemmeno la causa della morte, manco per la curiosità. E che ci vuò fà, oltre di preoccuparsi delle scarpe più che della fidanzata, oltre di saper saltare e non perdere l’equilibrio nemmeno nello stato di panico, è anche poco curioso, capita. Mica per questo lo possiamo condannare. Ma se lo sospettiamo allora siamo noi stronzi, non lui. Forza Stasi, tieni duro in carcere.

Se elencare tutti i particolari emersi da numerose interviste e intercettazioni allora il quadro diventa ancora più completo, più brutto e più schifoso. Esce fuori che la morte della fidanzata non gli ha tolto la voglia di fare il provolone con le ragazze, che parlando con amici al telefono scherza e mai nomina Chiara. Esce fuori che nemmeno prima la definiva fidanzata. Esce fuori che senza alcuna vergogna cerca di indirizzare i sospetti su cugine di Chiara, anoressiche.

Riferendosi alle intercettazioni, il papà di Chiara ha detto: "Non ho letto da nessuna parte Alberto che esprime un pensiero o un ricordo di Chiara, nemmeno quando parla con i suoi amici. Non ho letto una sua frase in difesa di Chiara quando è stato gettato fango su di lei."

Dopo soli 4 giorni (!!!) dal terribile omicidio di Chiara il bravo ragazzo Stasi, convocato in caserma per essere interrogato, si sfoga con la cugina di Chiara: "… la tesi ormai è quasi finita. Adesso chi va più avanti a scriverla?"...
Durante l’intervista a Matrix alla domanda quale fosse stato il momento più triste per lui in tutta la vicenda, Stasi rispose: “quando finì in carcere”. Alessio Vinci racconta "ho un solo rammarico; avrei dovuto ribattere: “non fu quando ritrovò il corpo di Chiara?". E no, Allessio Vinci, non fu, lo abbiamo capito tutti. Adesso invece porello è in carcere, lo vogliamo incoraggiare? Forza Alberto-martire, scrivici ancora qualche bella lettera con le tue “parole semplici e sincere” che arrivano dritto al cuore. A me le tue parole sembrano false e insulse, e tu fai schifo, ma i cuori come si sa sono diversi, a qualcuno ci arrivi. Eh si, certo, “il mondo è bello perchè è vario”, come potevo dimenticare….

Dudu' ha detto...

incommentabile

Ivana ha detto...

Segnalo un documento presentato a "Chi l'ha visto?" il 2 aprile 2014:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-141123a6-0478-4c4a-bda0-6eb3b38d0153.html

Ricordo che, all'epoca, mi fece riflettere molto la descrizione, inerente al "pezzo bianco" sul volto di Chiara, descrizione fatta ai carabinieri da Alberto Stasi il 13 agosto, ribadita il 17 agosto e, poi, cambiata il 22 agosto quando venne ascoltato per la prima volta in qualità di indagato, alla presenza del proprio avvocato.
Non mi stupì il fatto che lui avesse cambiato versione (in un momento di particolare difficoltà, uno può credere di aver visto ciò che in realtà non aveva visto), ma mi stupì il fatto che lui abbia precisato: "In effetti NON HO GUARDATO e quello che ho detto è quello che ho pensato di aver visto". Quelle parole: "IN EFFETTI NON HO GUARDATO" mi avevano lasciata perplessa! È possibile che Alberto NON ABBIA GUARDATO il viso della propria fidanzata? Sarebbe scappato SENZA GUARDARE il suo viso? Vede il corpo e non pensa a un eventuale malore che possa aver causato una caduta dalle scale? Non si avvicina alla fidanzata per vederla in viso? Avrebbe visto soltanto il corpo e sarebbe immediatamente scappato in preda al panico? Perché è stato assalito dal panico? Eppure, come ha sostenuto lui stesso, MAI aveva provato una simile sensazione!

Luca Cheli ha detto...

Allora Sorianablu, io mi sono letto tutte le motivazioni della vicenda processuale Stasi (1° e 2° grado, Cassazione e secondo appello) e la faccenda del 74% dei file alterati è quanto citato nella motivazione di condanna.

Non ho letto le singole perizie, questo no, ma il riassunto che ne viene fatto in motivazione.

Allego alcune considerazioni che avevo fatto in altra sede immediatamente dopo la lettura della motivazione di condanna e che ben esprimono tutte le mie perplessità in merito.


Partiamo dalla perizia sul calpestamento del sangue da parte di Stasi e sul fatto che tracce del sangue calpestato avrebbero dovuto essere rinvenute sui tappetini della sua auto.

Prima di tutto la nuova perizia ricostruisce la posizione delle macchie (tutte essiccate, tranne possibilmente una gora) dalle foto fatte dai carabinieri quando comunque era già intervenuto del personale (pure considerando la questione ora legale/solare) e quindi non riproducono proprio lo stato originale dei luoghi,

Ma lasciamo perdere e passiamo alle cose più importanti: l'inevitabilità del trasferimento di sangue sul tappetino lato guida dell'auto di Stasi.

E qui iniziano a suonare i campanelli d'allarme. Si spendono tante parole per dire che la perizia è stata fatta con criteri conservativi e favorevoli all'imputato e poi, però si legge che:

1) Viene trascurato (definito "ininfluente a pag. 88) ogni effetto di "smaltimento" del sangue nel percorso tra la casa e l'auto, che invece nella perizia di primo grado (che aveva ritenuto possibile non si producessero tracce nell'auto) era stato considerato.
2) A pagina 50 si legge "La differenza di risultati tra la sperimentazione di cui sopra e quelli di primo grado veniva spiegata con l'utilizzo, in tale sede, di una metodica di ricerca del sangue diversa e soprattutto inidonea allo scopo (mediante cioè l'utilizzo della tetrametilbenzidina e non del luminol). Manco a Perugia avevano osato definire "inadeguato" il TMB, l'avevano piuttosto ignorato.
3) Questi "esperti" che trattano il luminol come test autosufficiente invece che presuntivo per il sangue (malattia tutta italiana) devono ragionare come la Cassazione di Chieffi ("il luminol esalta tracce di sangue" ed al diavolo i falsi positivi), perché poi fanno un bel test in cui 4 tappetini con i quali sono stati posti a contatto scarpe che avevano pestato sangue essiccato vengono montati su 4 diverse vetture (pag 48), presumibilmente lato guida ed usati per 4 giorni (anche in giornate di forte pioggia!) prima di sottoporli all'aspersione con il luminol ... ma lo sanno che esistono almeno 250 sostanze che reagiscono al luminol tra cui vari terricci e composti minerali e che esporre per quattro giorni i suddetti tappetini al contatto con tutte queste potenziali fonti (comprese quelle presenti nella pioggia in aree industriali) sfiora la contaminazione volontaria? Come minimo si sarebbe dovuto effettuare un esperimento di controllo in cui quattro tappetini non toccati dal sangue venivano per 4 giorni esposti alle stesse condizioni degli altri 4 e poi si vedeva se non davano falsi positivi!

Luca Cheli ha detto...

continua

In conclusione se la perizia di primo grado, fatta con il più affidabile TMB e che tra l'altro era stata concentrata sui pedali, che in un tragitto breve come quello che Stasi doveva compiere fino alla caserma, vengono toccati dalle suole più dei tappetini, aveva concluso che Stasi poteva non lasciare tracce di sangue sulla sua auto, a mio parere questa, con tutte le sue pretese, non riesce assolutamente a dimostrare il contrario.

Passiamo poi alla questione biciclette: praticamente Stasi avrebbe usato quella mattina una bicicletta da donna di colore nero, da cui poi avrebbe tolto i pedali, macchiati dal sangue e dal DNA di Chiara per metterli su di un'altra da uomo, contando sul fatto che, essendo questa seconda bici molto diversa, nessuno sarebbe andato a cercare lì il DNA.

Allora:

1) se si guarda alla ricostruzione il percorso tra la casa di S. e quella di CP è quantificato (in bici) in 6-7 minuti dalla stessa sentenza, quindi la prima preoccupazione di S. avrebbe dovuto essere che nessuno l'avesse notato su quell'altra bicicletta in quegli almeno 12 minuti, altrimenti tutto questo barocco scambio di pedali andava a farsi f...;
2) smontare i due pedali, immergerli per un paio di minuti in una bacinella piena di candeggina, risciacquarli e rimontarli dove erano avremo ottenuto un risultato molto più sicuro e se uno arriva a pensare agli scambi di pedali (che ricordano un po' gli scambi di cadaveri di qualcun'altro), arriva sicuramente a pensare alla candeggina;
3) non c'è nessuna prova che si trattasse di sangue: il test specifico per l'emoglobina diede esito negativo, ma come al solito si giustifica l'unica cosa sicura (test specifico negativo) con scuse quali deterioramento e progressiva riduzione della traccia per effettuazione di altri test, e si arriva ad affermare che è sangue ... per esclusione (già visto pure questo su di un certo coltello).

Un breve accenno alla questione scarpe: si accerta che le impronte insanguinate in casa di CP sono da attribuirsi ad una scarpa FRAU numero 42 che non risulta tra quelle in possesso di Stasi, né vi è traccia del suo acquisto da parte del medesimo. Che si fa? Beh ovviamente poteva averle pagate in contanti, mentre però per altre scarpe come le Geox l'acquisto era stato fatto con carta e perciò tracciabile. Certo non è prova assoluta che Stasi acquistasse sempre con carta, però certi comportamenti abituali andrebbero considerati.

Luca Cheli ha detto...

continua

Veniamo poi ad un aspetto estremamente critico, al livello di manifesta illogicità motivazionale, ovvero la questione del dispenser di sapone.

Su tale dispenser, rinvenuto sul lavandino del bagno al piano terreno di casa Poggi, si sono rilevate impronte digitali di Stasi e, attento a questo passaggio, che l'assassino si fosse imbrattato le mani di sangue è pacifico perché (pag. 113-114) alcune fotografie evidenziano "le quattro tracce dei quattro polpastrelli insanguinati dell'assassino, visibili sulla maglia rosa del pigiama indossato da Chiara, all'altezza della spalla sinistra, cui corrisponde, nella parte anteriore della stessa maglia, un frammento di impronta palmare insanguinata". Tali impronte non furono mai analizzate "perché la maglia arrivava al medico legale completamente intrisa di sangue" ... e qui si potrebbe fare un paragone su certi asciugamani del caso Kercher...

Allora, attenzione (pag. 114 e seguenti): "le manovre di lavaggio sono evidentemente state poste in essere con notevole accuratezza, tanto che, come si è visto, non venivano rilevate tracce di sangue né sulla leva del miscelatore, né sul dispenser (che peraltro si possono azionare anche senza utilizzare le mani), né nel sifone del lavandino. [...] Sul flacone del sapone non è stata rilevata nessun'altra impronta di altri soggetti [...] La collocazione dell'impronta di quel dito sul dispenser non poteva quindi che essere avvenuta in un momento successivo a quello del lavaggio e ripulitura (di mani, lavandino e dispenser).

Sul dispenser è però presente DNA di Chiara, di non accertata fonte ematica e anzi addirittura una traccia mista con il DNA della madre di Chiara.

E allora qui siamo all'assurdo: Stasi si ultralava alla grandissima e però poi appena terminato il lavaggio lascia le proprie impronte sul dispenser... con cosa? Le impronte umane sono lasciate da sostanze grasse che la pelle secerne e immediatamente dopo un lavaggio del genere non ce ne sono!
Ma è solo l'inizio: da dove arriva il DNA di Chiara dopo un sì tale lavaggio?
Ma soprattutto da dove mai arriverebbe quello della madre?
E non è nemmeno finita: uno Stasi assassino, scopritore del cadavere e fidanzato di Chiara, autore del barocco scambio di pedali, sa benissimo che le sue impronte verranno confrontate con quelle rinvenute in loco, e per ammissione della stessa sentenza sa di avere i polpastrelli pieni del sangue di Chiara e che per ovvia esperienza diretta sa benissimo di aver afferrato Chiara in più modi, se ne frega bellamente delle sue impronte su di essa e non pensa per esempio a recuperare quella maglia del pigiama.

Luca Cheli ha detto...

continua

nfine parliamo dei tempi: ci sono 23 minuti di finestra di opportunità tra le 9.12 e le 9.35 in cui la sentenza colloca l'omicidio e già tale finestra di opportunità risente, come notato anche da Edoardo Mori, dalla manipolazione impropria del PC di Stasi fatta dai CC (guarda caso un'altra analogia con quanto successo a Sollecito), tanto che la sentenza ammette che gli accessi scorretti fatti dai CC avevano alterato i dati in misura pari al 73,8%. E' notevole poi che i CT dei Carabinieri avessero rilevato l'accensione del PC alle 9.36, quando poi i consulenti del GUP avevano rilevato l'apertura di un file alle 9.35! E quello era probabilmente il primo file sopravvissuto alla modifica delle informazioni dovuta alle improprie attività dei CC!
Come rileva Mori, in un paese serio, se la polizia altera le prove, l'alibi dell'imputato dovrebbe essere dato per accertato.

Comunque, facciamo finta che Stasi arrivi a casa di Chiara alle 9.12 e sia davanti al proprio computer non prima delle 9.35 (in realtà per aprire un file alle 9.35 doveva essere arrivato almeno un paio di minuti prima, ma pazienza): sono 23 minuti, ai quali ne dobbiamo togliere un minimo di 6 per il percorso di ritorno in bici, e siamo a 17, poi ci sono i 3 minuti in cui si formò la pozza di sangue alla base della scala verso il piano superiore (luogo dell'aggressione iniziale) e siamo a 14, poi, con buona pace dei consulenti di questo processo che dicono che si può fare in "pochi secondi", Stasi deve prendere Chiara e portarla fino alla porta della cantina e qui ci sono i segni di un secondo colpo, forse perché Chiara dava ancora segni di vita. Ora, Stasi sarà anche stato ben più robusto di Chiara, però non credo che potesse caricarsela con un braccio mentre con 'altra mano teneva ancora il martello, quindi deve in qualche modo riprenderlo per colpirla e poi aprire la tanto difficile da aprire porta a libro. Insomma io direi che almeno un altro minuto dobbiamo toglierlo e siamo a 13. Poi c'è il post delitto: non è solo questione di lavarsi le mani (che comunque per il genere di pulizia ipotizzato dalla Corte, richiede almeno 2 minuti), ma anche di cambiarsi con abiti presi in loco, perché quantomeno la maglietta (siamo in estate) di Stasi deve essersi imbrattata di sangue. Vai a prendere una maglietta, metti la tua in un sacchetto (che devi andare a prendere) assieme al martello ed esci. Vogliamo dire 3 minuti, che uniti a i precedenti 2 della pulizia fanno 5?
La finestra di opportunità si è ridotta a 8 minuti.

Giovanni Nuvoli ha detto...

sorianablu, sei di fatto incommentabili, mi rammenti una frase " dato che tutti i posti di chi aveva ragione erano occupati, mi sedetti giocoforza, tra coloro che avevano torto".

Con i tuoi ragionamenti teatrali, e' possibile accusare chiunque di un qualsiasi reato, ed in seguito cucirle l' abito del colpevole "su misura".

a mio parere, non dovrebbe andare cosi.

Luca Cheli ha detto...

continua

In questi 8 minuti ci sarà stato almeno 1 minuto di convenevoli tra i due all'arrivo di Stasi e almeno un altro minuto necessario a Stasi per procurarsi l'arma dell'omicidio una volta presa la decisione di uccidere Chiara. La quale, è fatto notare in sentenza, non aveva alcun segno di difesa, quindi deve essere stata presa del tutto alla sprovvista e di conseguenza Stasi non le è arrivato addosso urlante con il martello, né può essere corso urlando a prenderlo, ma deve aver dissimulato un bel po'.

Insomma ci siamo ridotti a 6 minuti e sono stato generoso su tutti i fronti.

In questi 6 minuti si deve passare dagli amabili convenevoli tra fidanzati all'introduzione di un argomento (assolutamente ignoto per esplicita ammissione della sentenza) che determina la fredda volontà omicida di Stasi. Dolo d'impeto viene definito, ma certamente non lo si può paragonare a quello attribuito a Parolisi, qui tutto sembra freddo e calcolato, in particolare, come ho fatto notare prima, il modo in cui Stasi va a procurarsi il martello e ritorna per colpire Chiara, deve avvenire in un contesto in cui Chiara non sospetta assolutamente nulla, quindi di estrema dissimulazione.

E' possibile che tutto ciò avvenga in al massimo 6 minuti?
In teoria sì, ma siamo a tempi ancora più ristretti di quelli che Massei attribuiva ad Amanda e Raffaele per passare dall'amoreggiare per conto loro a prendere a coltellate Meredith Kercher e sinceramente il principio secondo il quale, a detta della Cassazione, dalle sentenza devono essere lasciate fuori le ipotesi astrattamente possibili in rerum natura ma non concretamente agganciate ai dati processuali, dovrebbe lavorare qualche volta anche a favore degli imputati e non solo contro di loro.

Se non lui chi altri?
Secondo me questo è il vero punto e la sentenza si spende molto a cercare di spiegare che non si tratta di pregiudizio ma di una conclusione inevitabile, dovuta alla natura riservata di Chiara, che mai avrebbe aperto a sconosciuti, etc. etc.
Anni fa Lucarelli aveva fatto uno spin-off di Blu Notte dedicato ai delitti irrisolti e ce ne erano tanti, alcuni addirittura alcuni del tipo della stanza chiusa, in cui, una volta esclusi i soliti sospetti perché in questi casi avevano alibi inattaccabili, non si era potuto fare altro che lasciare i delitti irrisolti.

Luca Cheli ha detto...

Come dimostrano anche molte trasmissioni USA che si occupano di "true crime" e che si possono reperire agevolmente su YouTube, succede davvero che la gente finisca ammazzata da assassini sconosciuti, che magari si scopre decenni dopo essere stati dei seriali.

Chiara non avrebbe mai aperto ad uno sconosciuto? Nemmeno ad un missionario o, perché no, ad un poliziotto?

Quando sento parlare di vittime che mai avrebbero fatto questo o quello e di quanto le loro amiche raccontano di loro, mi ricordo di Meredith Kercher trasformata a Perugia in Santa Maria Goretti, una specie di eterea zitella lontana le mille miglia dalle tentazioni della carne, quando è molto evidente dalla realtà storica che nell'essere una disinibita ragazza della sua generazione nulla aveva da invidiare ad Amanda Knox.

La sentenza dice che Chiara fu gettata in cantina e che uno sconosciuto non avrebbe saputo trovare la cantina, ma la casa dei Poggi non è la reggia di Versailles e ci sono quei tre minuti in cui Chiara viene lasciata a perdere sangue ai piedi della scala che porta al primo piano. Tre minuti bastano per esplorare le porte del piano di sotto e vedere dove conducono.

Infine, la cosa che mi rafforza nella convinzione che si trattò di uno sconosciuto è il fatto, già notato più sopra, che l'assassino se ne fregò altamente di aver lasciato le proprie impronte addosso a Chiara: evidentemente non temeva di far parte di coloro ai quali sarebbe stato richiesto di fornire le proprie per un confronto.

Oltretutto non escludo che Stasi abbia davvero scoperto il corpo di Chiara senza averla uccisa e che poi abbia iniziato a ragionare molto freddamente (e d'altronde si dice spesso che è tipo freddo) e che abbia fatto sparire le scarpe davvero usate perché pensò potessero inguaiarlo.

Poi aggiungo anche un'altra cosa, oltre alla lettura letterale delle motivazioni, bisognerebbe farne anche una allegorica e magari pure una anagocica o del soprassenso (alla maniera dantesca), perché oltre al detto c'è anche tanto non detto tra le righe e la mia lettura in questo senso della sentenza di annullamento della Cassazione e di quella di condanna è che fossero sentenze "a condannare" per partito preso.

Gilberto ha detto...

A Luca Cheli
Complimenti per la disamina da specialista. Peccato che alcuni, anche qui, condannano per partito preso. Più che voler cercare di capire la dinamica dell'omicidio e delle contraddizioni di una sentenza, si nutrono di certezze fondate un po' sul pregiudizio e un po' sul bisogno di porsi al centro dell'attenzione. Sembrano volersi fare paladini e vestali della memoria della vittima, ma il sospetto è che si tratti più che altro di una studiata e plateale esibizione di sdegno e indignazione.

sorianablu ha detto...

@ivana

Si infatti, Stasi all’inizio diceva che il viso di Chiara era pallido, però il viso era tutto coperto da cappelli e sangue. Ha detto che era vestita in pigiama rosa, però nel penombra non poteva vedere il colore. Ed è ovvio che questi dichiarazioni hanno insospettito gli investigatori, perché Chiara era pallida mentre moriva, e se era lei ad aprirgli la porta lui ha visto come era vestita. Dopo gli investigatori hanno fatto vedere a Stasi la foto di Chiara e allora da quel momento la versione di Stasi era cambiata e lui ha iniziato ad arrampicarsi sugli specchi, dicendo che non ha guardato nemmeno bene la sua fidanzata!

Io adesso, cercando le info sul caso, ho trovato anche alcune testimonianze di persone che hanno trovato un suo caro in circostanze abbastanza simili, e tutti dicono che non è possibile che non aspetta i soccorsi. E dicono anche che il viso ti rimane impresso nella memoria per il resto della tua vita. Cioè ci sta se uno si spaventa e scappa, che non ricorda la sequenza di azioni, ma non ci sta il resto. Poi, non so come qualcuno non vede incongruenze: per guardare la fidanzata Stasi era in panico e paura, ma per camminare era lucido e tranquillo.

Io cmq penso che ogni imputato dovrebbe avere un gruppo di innocentisti che gli credono, ma nel caso di Stasi mi pare incredibile, ... Me lo spiego solo perché forse dall’inizio questo caso era incasinato e condotto male e adesso manca l’informazione corretta e una corretta e dettagliata analisi di tutti gli elementi. Io sono d’accordo con la Cassazione quando hanno scritto che gli elementi e indizi devono essere valutati nel loro insieme.

@Luca Cheli

Vedo che hai scritto molto, una lunga arringa difensiva :-) e prima di rispondere la devo leggere attentamente. Cmq vedo che abbiamo letto gli stessi documenti, però io ancora continuo (ormai da 2 settimane!!) a leggere anche tutti gli articoli e vari altri fonti e mi rimane ancora molto ... Se non riuscirò a risponderti stanotte lo farò domani-dopodomani senz’altro.

sorianablu ha detto...

@giovanni nuvoli

sorianablu, sei di fatto incommentabili, mi rammenti una frase " dato che tutti i posti di chi aveva ragione erano occupati, mi sedetti giocoforza, tra coloro che avevano torto". Con i tuoi ragionamenti teatrali, e' possibile accusare chiunque di un qualsiasi reato, ed in seguito cucirle l'abito del colpevole "su misura". a mio parere, non dovrebbe andare cosi.
TRADUCI please, non capisco giochi di parole a fine se stessi.

I miei ragionamenti caro Giovanni sono basati SUI DOCUMENTI, PERIZIE, che sto leggendo da 2 settimane (e ancora non ho finito manco di leggere tutto che c’è da leggere) e anche SUL RAGIONAMENTO LOGICO.
A te ragionamenti logici sembrano teatrali e inutili? ok, ma qualsiasi normale investigatore (criminologo) deve anche ragionare con la testa per arrivare alla verità. E inutile che metti qui La Frase Di Grande Effetto “e' possibile accusare chiunque di un qualsiasi reato, ed in seguito cucirle l'abito del colpevole "su misura” PERCHÉ NON È COSÌ, perché in moltissimi casi di cronaca nera il ragionamento logico porta da tutt’altra parte e ti faccio solo due esempi: Bossetti e Panarello. Nel caso di Stasi invece tutti elementi portano solo da lui.

Eliminiamo indizi, eliminiamo il ragionamento logico, eliminiamo le perizie e aspettiamo le prove? Bene, ma che cosa sono le prove? Nemmeno la confessione è la prova. Hanno confessato Rosa e Olindo e dopo hanno ritrattato. Che cosa ha confessato Veronica manco si capisce. Il DNA forse è la prova? Nemmeno, e l’esempio è il caso di Bossetti. Il ritrovato corpo è la prova? Michele Misseri è a casa e nessuno mette sotto il torchio Fidone. E quindi come facciamo? Ah, ecco... c’è una buona pratica: alcuni terroristi isis hanno un’ abitudine di lasciare sulla scena del delitto i documenti. Beh, forse non erano i loro, ma non andiamo mica per il sottile con i ragionamenti logici! :-D Poi, c’è anche Pizzocolo che ha filmato il suo delitto, bravo, almeno uno ci ha fornito una vera prova. Ma se non filma non vale, tutto il resto si può contestare. E che facciamo allora?

sorianablu ha detto...

@gilbero

Il tuo ultimo commento è una grande delusione. Siccome non mi hai contattato su Fb vuol dire che non hai nessuna perizia, niente di niente, e hai letto SOLO QUELLO che abbiamo letto TUTTI NOI? :-) aiooo ... Però la verità la sai solo tu, vero? Però l’unico che ha capito tutto sei solo tu, vero?

Complimenti per la disamina da specialista. ... Yeee, adesso si diventano specialisti aver letto 3 documenti? Beh, li ho letti anch’io, perciò la mia disamina non è di meno :-D :-D …. Oppure i specialisti sono solo quelli che condividono il tuo punto di vista? .. :-D

condannano per partito preso. Ma mi consci, scusa? Se conoscessi mai avresti scritto una cosa del genere, perché io sempre ragiono con la mia testa e non ho mai condannato o assolto qualcuno per partito preso. Ma questa frase cmq mi è conosciuta eccome, la usano spesso colpevolisti in vari disputi web quando argomenti stanno per finire.

si nutrono di certezze fondate un po' sul pregiudizio Certezze fondate sul PREGIUDIZIO?? Addirittura. Dimmi, su quale pregiudizio. Però prima di rispondere pensaci bene se non sottovaluti fortemente i tuoi interlocutori.

e un po' sul bisogno di porsi al centro dell'attenzione. ???.......???? O_O ...LOL... dove??... In effetti per esprimere la mia reazione su questo dovrei scrivere: grande pausa e aggiungere un emoticon con gli occhi e bocca spalancata! :-D ….. Dopo avermi ripresa mi verrebbe da dire che il tuo bisogno di porti al centro è più palese, visto che TU hai scritto un lungo e articolato articolo, ma io SOLO un modesto commento :-) :-) ………

(mi mancano gli emoticon, aaaaaaa!!!)

Sembrano volersi fare paladini e vestali della memoria della vittima, …… ?? Se qualcuno fa paladini e vestali di Stasi, il quale è tutt’ altro che una persona brava e perbene, allora non penso che fosse male di fare i paladini di memoria di vittima, no? E a quanto pare gli unici che HANNO DIRITTO sono i suoi famigliari che guarda caso pensano esattamente come me. E a me non sembra una famiglia ignorante, e Paolo Reale a me non sembra stupido e senza alcun dubbio la famiglia avrebbe preferito avere un altro colpevole, perchè sapere che è stato il fidanzato della figlia è un dolore aggiuntivo. Sarebbe molto più facile accettare che fosse un estraneo, e loro all’inizio credevano a Stasi, e lo sapete bene. Però voi della vicenda pensate di sapere di più di famigliari!

ma il sospetto è che …… aaaah…… “chi ha il sospetto ha il difetto” :-D

si tratti più che altro di una studiata e plateale esibizione di sdegno e indignazione. ... booooohhh....??? .... No, non è studiata, caro Gilberto, a me l’indignazione viene naturale e spontanea.


sorianablu ha detto...

@ a tutti, ... per sdrammatizzare :-P

Uno donna scrive su Fb che le dispiace per mamma di Alberto, perché anche lei soffre. Un'altra le risponde “ma scherzi, ha corso un bel rischio, la madre, con uno psicopatico accanto .... in una ferramenta poi!”

:-D :-D :-D .....

sorianablu ha detto...

@Luca Cheli

1. PERCHÉ NON ERA UNO SCONOSCIUTO.

Se è vero che molte persone potrebbero aprire la porta a uno sconosciuto, è altrettanto vero che non lo poteva fare Chiara. Vedi Luca, non basta leggere solo alcuni documenti per fare delle ipotesi. Io per capire il caso cerco adesso di leggere TUTTO il possibile, leggo da due settimane e ancora mi rimane una marea infinita. All’inizio della lettura ero perfino curiosa se non cambierò l’idea sulla colpevolezza di Stasi come è accaduto con Parolisi e Bossetti, ma niente.

Chiara non poteva mai aprire la porta non solo perché era riservata, ma perchè aveva paura. La loro villetta ha subito un tentativo di furto e da quel giorno Chiara era terrorizzata e accendeva l’allarme SEMPRE, non solo di notte, ma anche di giorno quando era sola. Lei aveva paura di dormire da sola ed era assodato che con lei dormiva Alberto e lo sapevano tutti. Quindi se questa notte lei era da sola vuol dire che veramente hanno litigato.

Si, certo, la gente finisce ad essere ammazzata da sconosciuti, ma NON in quelle circostanze. Chiara quando ha aperto la porta era vestita in un pigiamino estiva sexy, con pizzi e merletti. Vestita così lei non avrebbe MAI aperto la porta non solo a un estraneo, ma nemmeno ai conoscenti, e non è che ci vuole molto per vestirsi, scusa, 2-3 minuti.

Se lei avrebbe aperto la porta a un missionario? Non credo proprio. A un missionario non avrei aperto la porta nemmeno io, che non sono ne paurosa ne riservata. Se avrebbe aperto la porta a un poliziotto? Ne dubito, non era una ragazza stupida e di travestimenti doveva aver letto, no? Ma SE immaginare che avesse aperto, non avrebbe mai aperto a un poliziotto vestita sexy, avrebbe messo almeno una gonna e maglietta. E poi, dobbiamo veramente immaginare che alle 9 di mattina in giro va un serial killer travestito da un poliziotto? Per attirare attenzione? In un piccolo paesino dove conoscono tutti a vista? Per essere beccato da un vero poliziotto? E poi, su bici??? Poliziotto su bici?? Quindi non è solo un serial killer travestito, ma pure uno che vive nei dintorni? E tentando di entrare a casa travestito con lo scopo di uccidere qualcuno lascia davanti al cancello la bici? E per complicare il compito non si aggira nei posti dove potrebbe beccare qualche passante (come per esempio Marianna Cendron), ma tenta di entrare in villetta non sapendo nemmeno quante persone sono dentro??? Ma daje ...

Se davanti a Chiara fosse uno sconosciuto lei non sarebbe rimasta tranquilla, si sarebbe difesa e sui mani e le braccia avrebbero trovato i segni tipici di chi aggredito cerca di farsi scudo almeno con le mani e le braccia.

Si, la casa dei Poggi non è la reggia di Versailles, ma dimmi PERCHé uno sconosciuto dovrebbe cercare di nascondere il corpo?? Se è vero che “tre minuti bastano per esplorare le porte del piano di sotto e vedere dove conducono” PERCHE santo cielo dovrebbe perdere queste 3 minuti se può non perderli??? E’ venuto a uccidere, ok, l’ha ucciso e via. Tanto più che mica sa chi può venire a casa, attratto da una bici sconosciuta! Uno sconosciuto NON SA se la ragazza abbia o no gli amici nella villetta accanto! NON SA se dal piano sopra non scendono i suoi fratelli con la pistola in mano! Poi, se avessi letto la letteratura sul argomento avresti saputo che la reazione di nascondere il corpo è TIPICA per gli assassini che hanno rapporti affettivi con la vittima. Uno sconosciuto invece non nasconde il corpo, non copre il viso, lascia la scena del delitto così come è.


sorianablu ha detto...

Quanto alle impronte lasciate sulla maglietta di Chiara, il tuo ragionamento è assolutamente fuorviante. Cioè la tua logica è questa: se ha lasciato le impronta quindi ha lasciato consapevolmente, quindi se ne frega delle impronta e “non teme di far parte di coloro ai quali sarebbe stato richiesto di fornire le proprie per un confronto”, e quindi è uno sconosciuto! Ed evidentemente pure incensurato se le sue impronta non ci sono in banca dei dati! … Vabbè, adesso finisco di ridere e ti rispondo, ... Pausa di 3 minuti :-D

Quindi se qualcuno lascia le impronta sulla scena del crimine allora lo fa sempre apposta, perché non è parente di vittima e incensurato? Non ha paura nemmeno che lo beccheranno tra 2-3 anni? Cioè fammi capì, potrebbe essere una nuova scoperta nella criminologia, ... allora se uno invece è un parente allora le impronta non lasciano? Ma sto sconosciuto killer sapeva che la villetta non ha la video camera? Ma voi (cioè tu e killer) siete sicuri che le impronta prendono solo dai parenti-conoscenti? Ma come allora spieghi che sul pomo della porta della cantina non c’era NESSUNA impronta, però la porta come minimo era aperta da 1) assassino e 2) da Stasi
Ma non sarebbe più logico e semplice pensare che Stasi in stato di raptus non era lucido (altrimenti non avrebbe ucciso Chiara!!), ma come minimo stressato (!!) e che ha semplicemente commesso un errore, che forse non ci ha pensato nemmeno delle impronta in quel preciso momento, oppure non si è reso conto subito che le mani sono in sangue. Anche se io sono convinta che Stasi è l’assassino, non ho mai pensato che è un killer che uccide a sangue freddo, e non ho mai pensato che Stasi sia il tipo freddo. E ANCHE SE fosse freddo, per qualsiasi freddo il primo omicidio stressa, come minimo, non puoi essere lucido del tutto. Ha fatto l’errore ed era fortunato, le impronta erano fotografate e nessuno ha pensato di tagliare velocemente quel pezzo di maglietta. Che culo. Alberto solo per questo deve ringraziare il Dio invece di scrivere le lettere ai giornali.

Secondo me, ti sembrano che fossero sentenze "a condannare" per partito preso solo perché non ci hai ragionato a sufficienza sul caso. A tutti gli altri punti (5!!) risponderò in questi giorni piano piano, non sempre ho il tempo...

Anonimo ha detto...

Brava SORIANA BLU!!!
Potevi aggiungere - e saresti stata più incisiva - che certa specie di garantismo gratuito e ad ogni costo, spesso è rivelatore, non di razionale ragionamento, (come quello perseguito da Prati) ma di stati mentali semi fossilizzati su teorie illogiche e, più spesso, per vizio.
Stasi ha ucciso con premeditazione; é la Corte Giudicante ad averlo affermato!
Volerlo disconoscere è solo caparbietà.
fr.

Dudu' ha detto...

Avete trovato quello che in 8 anni non è riuscita scovare l'accusa?
Rispettiamo almeno la verità processuale per favore se Stasi non vi convince perché ha l'aria di un colpevole; singolare non lo chiamate omicida.
Caro fr. (Franz ?) le uniche parole oneste del tuo commento che hanno un valore reale sono -teorie illogiche- ed con queste il pg della cassazione chiese l'annullamento o le prove per condannare o assolvere. Eh già, voi siete così capaci, così arguti, talmente logici che neanche un 'ombra vi distrae dal condannare senza prove. Meno male che esistono persone diverse con stati mentali semi fossilizzati, se fosse per voi saremmo ancora nei ragionamenti del 1100 a.c.
Il voi è ovviamente per chi condanna con il ragionevole dubbio. La premeditazione gliela hanno affibiata stanotte?

Anonimo ha detto...

Dudù
Non permetterti di fare delle proditorie valutazioni sull'onestà o meno delle parole scritte da chi sostiene idee diverse dalle tue.
Resta nel limite che la civile educazione ha segnato già da qualche secolo.
fr.

Dudu' ha detto...

《 "Chiara era diventata una presenza "ingombrante e inutile", forse un ostacolo per le sue perversioni: la vittima avrebbe scoperto - è solo una teoria dell'accusa - le numerose foto pornografiche presenti nel computer del fidanzato. Una "mera ipotesi", di fronte a un movente mai accertato ribatte la difesa, parole condivise ieri dall'accusa.》

-Chiara era diventata una "ingombrante e inutile = FORSE
- ostacolo per le sue perversioni = QUALI
-la vittima avrebbe scoperto = FORSE
- è solo una teoria dell'accusa = VERO
-numerose foto pornografiche presenti nel computer =FALSO, assolto con formula "il fatto non sussiste"
- difesa e accusa , entrambe concludono che una "mera ipotesi" ha condannato a 16 anni un soggetto = VERO

Questa è la ■ verità ■ accertata da 5 gradi di giudizio.

Dudu' ha detto...

Non permetterti di fare delle proditorie valutazioni

Ricordati di non farlo te per primo.
La caparbietà è cieca e qui ciechi non c'è ne sono . Gli " stati mentali semi fossilizzati " offensivi

Non mi disturbano le idee diverse.

Mi disturba la maleducazione, l'arroganza e le offese gratuite.

Gilberto ha detto...

Cara Dudù,
ci sono interlocutori che non sono alla ricerca della verità, se così fosse, avrebbero quei dubbi che costituiscono l’anima di qualsiasi tentativo personale di approfondire e andare oltre le apparenze, ponendosi anche da diverse prospettive, magari anche in modo contraddittorio, ma con quella apertura mentale e quella disponibilità a mettersi in discussione che caratterizza chi non si nutre di verità già bell’e confezionate. Non ti curar di loro ma guarda e passa…

magica ha detto...

AVETE TUTTI ragione da vendere .
ognuno ha tratto conclusioni logiche colpevoliste , oppure altri ,conclusioni garantiste : abbiamo tutti un cervello pensante
interessanti gli interventi di SORIANABLU'. CHE INSISTE NELLO SCRIVERE lo stile DI UNA VITTIMA , ANGELICA .. con pigiamini rosa orlati di pizzo - ma se il fidanzato dormiva spesso con la fidanzata , quel pigiamino lo conosceva : per tanti motivi
non credo che la poveretta , avesse tutto il corpo coperto di sangue , qualcosa sara' rimasto di pulito .
. il biancore che vide SATASI , non appare in pochi secondi . se aveva visto quel particolare potrebbe essere che la ragazza fosse morta moltI minuti prima O ORE . SONO DTTAGLI DI POCO CONTO ma è una mia precisazione .
poi leggendo i commenti di persone che discutono sul-caso .non penso che siano garantisti fino allo spasimo . lo saranno perchè hanno capito il caso . ma non vuol dire che siano innocentisti . a prescindere,
ho stessa considerazione per sorianablu' che discute il caso a seconda di come ha capito leggendo il caso .
ognuno ci mette la propria onesta' intelletuale .

ENRICO ha detto...

ma CHI E' questo fantomatico "fr" che saltuariamente appare SOLO per sparare provocatorie sentenze ( spesso offensive) e MAI per esporre dettagliatamente i propri punti di vista con analisi ed interpretazioni personalizzate sui vari casi trattati come fanno tutti coloro che partecipano a questo blog ?

Di sicuro ne è un frequentatore assiduo il quale, tuttavia, non ha il fegato necessario per affrontare un contraddittorio serio e serrato con gli altri utenti

Gilberto ha detto...

Cara Sorianablu
Il gatto è un animale che amo moltissimo, ho un thai piuttosto anziano che adoro. Bella l’icona del gatto e per giunta blu. Però mi rammarico del fatto che le tue note sono un esempio di come si forma un pregiudizio basandosi solo su delle apparenze. Il gatto è l’animale per antonomasia che non si inganna facilmente. Credo che non esista nessun altro animale che come il gatto sia in grado di non farsi influenzare e di mantenere la sua indipendenza dalle apparenze, sa capire quasi immediatamente di chi si può fidare. È un animale che pretende di essere trattato alla pari. Lo amo per quello, perché non mi considera un padrone, anche se talvolta devo dire che se ne approfitta dell’ammirazione che nutro nei suoi confronti, conosce i miei punti deboli e talvolta se ne approfitta un po’. Ma la sfida poi mi piace e le sue manifestazioni d’affetto mi ricompensano. Però siamo sempre in sintonia, anche quando ci sono fugaci momenti di incomprensione. Perché ti parlo del gatto. Perché il gatto è autentico, non finge e non usa delle maschere, quelle che invece mi sembra che tu vorresti far indossare al presunto colpevole di un delitto per renderlo credibile. Se davvero Alberto Stasi fosse quel diabolico assassino che tu descrivi, avrebbe potuto di sicuro comportarsi da bravo attore con qualche accorgimento per la platea mediatica. Invece tutti i suoi comportamenti, a chi sa leggere bene, denotano che di fronte al delitto della persona che ama cade nella classica sindrome da stress post traumatico. Rifiuto di accettare la morte della fidanzata (ne parla come se fosse un’estranea), stato confusionale, rigidità emozionale. Quella che può apparire come freddezza non è altro che una difesa dall’angoscia che prova, talmente sconvolgente da rimuovere in parte il ricordo di quello che ha visto quando ha scoperto il cadavere. Per comprendere i suoi atteggiamenti bisogna partire da qui, dal trauma che ha vissuto, così doloroso e devastante che la sua mente ha costruito una barriera al dolore e all’angoscia che ha sperimentato quando si è trovato di fronte a una scena che deve averlo come paralizzato, sconvolto e annichilito. Quello che potrebbe apparire come incoerente non è altro che il tentativo di proteggersi dalla disperazione che rischia di annientarlo. Soprattutto per una persona un po’ introversa un trauma emotivo di quella portata può mettere in scacco la mente che si difende con una rimozione, con il classico meccanismo di difesa dalla disperazione che potrebbe intaccarne definitivamente l’equilibrio. Da questo incipit si può allora partire per comprendere altri errori logici che sono stati compiuti e che hanno portato alla sua ingiusta condanna. Per il resto tentare di ricostruire il tutto sembrerebbe inutile. Due volte è stato assolto e alla fine condannato. Ripeto, io di prove non ne ho vista nemmeno una, solo i classici fatti insignificanti che qualcuno interpreta come indizi. Con questo non ho davvero altro da dire oltre a quello che ho già detto nell’articolo. Ciascuno poi è libero di valutarlo come meglio crede.

Ivana ha detto...

Magica, credo che SE Alberto ha effettivamente visto un “pezzo bianco” del volto di Chiara, di certo non può averlo visto al momento del “ritrovamento” perché le foto del sopralluogo dimostrano come il volto di Chiara fosse coperto dai capelli e tutto sporco di sangue! La scena (vista o immaginata da Alberto?) sarebbe, invece, compatibile con quella del momento del delitto (avvenuto, credo, qualche ora prima del ritrovamento).

Magica, condivido il tuo tentativo di cercare di porre termine alle polemiche e apprezzo anche il modo in cui Luca ha argomentato le proprie convinzioni (nonostante spesso io non ne condivida il contenuto!) perché percepisco pacatezza, determinazione e "onestà intellettuale".

Luca,
credo che le tecniche di rivelazione-individuazione per il sangue includano Luminol e Fluoresceina.
Comunque, mi sembra che le analisi effettuate durante il primo grado di giudizio fossero incomplete, in quanto non erano stati presi in considerazione quei gradini che Alberto aveva dichiarato di aver sceso.
Non avendo letto gli atti, non ho maturato una convinzione, ma in base alle numerose interviste agli avvocati e a Paolo Reale, da me seguite, e in base ai vari articoli, in merito, visionati in rete, reputo altamente improbabile che possa essere coinvolto un killer seriale per i seguenti motivi:
1) anche nel caso un killer si fosse presentato come un missionario, un tutore dell’ordine ecc., Chiara gli avrebbe chiesto di attendere in modo da poter indossare ALMENO una vestaglia!
Ritengo altamente probabile che Chiara potesse aprire la porta, senza indossare qualcosa sopra il pigiama, esclusivamente al fidanzato;
2) come mai il padre di Chiara non ha più trovato il proprio martello che teneva in garage? Che fine ha fatto tale martello? Credo sia inverosimile che un killer (o un malintenzionato qualsiasi) non utilizzi i propri “attrezzi di lavoro”, con la certezza di trovare un “corpo contundente” utile al momento giusto.
Ritengo altamente probabile che, invece, il fidanzato conoscesse bene dove si trovavano i vari oggetti in casa di Chiara e non escludo che quel martello potesse trovarsi nelle “vicinanze” (era stato usato, il giorno precedente, per motivi di momentanea utilità in cucina, o in un altro vano della casa?) e ritengo molto probabile che dopo un litigio (iniziato la sera precedente? Alberto non aveva dormito con Chiara, perché? Chiara aveva rifiutato di accondiscendere ulteriormente a determinati desideri di Alberto? Non voleva più che venissero filmati i loro momenti di intimità?), divenendo preda di una rabbia incontenibile, Alberto possa essere giunto a compiere un atto violento …

Ivana ha detto...

Gilberto, tu hai scritto:

Quella che può apparire come freddezza non è altro che una difesa
dall’angoscia che prova, talmente sconvolgente da rimuovere in parte il ricordo
di quello che ha visto quando ha scoperto il cadavere.


Chiedo: Che cosa pensi abbia effettivamente visto Alberto?
Lui dice: “IN EFFETTI NON HO GUARDATO” e lo dice smentendo le dichiarazioni precedenti, quindi lo dice dopo aver RIFLETTUTO a lungo, a mente fredda, molto probabilmente con il proprio avvocato.
Se non ha guardato, come poteva sapere se Chiara era ancora in vita, o no?
Come può un soggetto, che mi sembra mai abbia sofferto di disturbi d’ansia, lasciarsi vincere dal panico in modo così irrazionale? Lui NON HA GUARDATO, non sa se la fidanzata è ancora in vita e FUGGE in preda al panico? Che cosa gli ha provocato l’attacco di panico? L’immagine del corpo di Chiara in fondo alle scale? (Non ha pensato che potesse essere caduta dalle scale a causa di un malore? Un’emorragia?) Un soggetto abituato a visionare costantemente immagini forti, un soggetto che mi sembra prediliga le immagini “forti” e “strane”, come può lasciarsi prendere dal panico PRIMA di sapere se Chiara è ancora in vita o no?

Gilberto ha detto...

Ivana
Improvvisamente mi è venuto un dubbio. Sei umana o un androide? Ah, ho capito sei uno di quelli di ultima generazione che hanno superato il test di Turing e ovviamente anche quello d'ingresso per commentatori dove bisogna riconoscere degli oggetti. Devi però confidarci chi ti ha programmato così bene, complimenti, sei perfetta!

Ivana ha detto...

Gilberto,
le tue parole sono una provocazione? Perché?

Perché, secondo te, sarei una “macchina perfetta”?
Da che cosa hai dedotto che io potrei essere una “macchina perfetta”?
Cos’avrei detto, secondo te, di “non umano”?!

Gilberto ha detto...

Ivana
Tanto per chiarire il disturbo di panico o crisi d'ansia che sorge spontaneamente e in modo immotivato è un'altra cosa, tant'è che spesso il paziente lo scambia per un problema cardiaco. Qui ci si parla di un evento traumatico reale. Se vuoi essere presa in considerazione e non suscitare ironia prova a leggere meglio e a riflettere un po' prima di fare delle osservazioni fuori luogo. Se invece vuoi a tutti i costi dimostrare una tua tesi non puoi pretendere di essere sempre presa in considerazione.

Ivana ha detto...

Gilberto,
quali sarebbero le mie osservazioni "fuori luogo"?
Quale tesi vorrei dimostrare "a tutti i costi"?
Esporre DUBBI ed esprimere DOMANDE (hai notato i vari punti interrogativi presenti nei miei messaggi?) vuol dire, secondo te, voler dimostrare una mia tesi?
Non pretendo di "essere presa in considerazione", anzi, ho sempre detto che chi è prevenuto nei miei confronti può evitare di leggere i miei interventi e di diventare ingiustificatamente offensivo nei confronti della mia persona!

Gilberto ha detto...

Ok Ivana
Nel merito non hai risposto alle mie precisazioni. Se ritieni che la mia ironia sia stata offensiva me ne scuso. Per il futuro mi asterrò dal leggere i tuoi commenti.

magica ha detto...

IVANA .con il mio ultimo intrvento non avevo avuto la presunzione di quietare gli animi .
sono tutte persone con un paio di b.. funzionanti , compresa te .
ti rispondo per dirti, che non siamo sicuri , che la vittima avesse tutto i viso coperto di sangue . un pezzetto poteva essere ancora bianco .. bastvano 10 cm. e si sarebbe visto la parte pulita .. ma potrebbe essere che come al solito ... siccome STASI disse d'averlo visto , è plausibile per chi indaga , che non ci fosse.? io non ho letto niente , e nemmeno intendo farlo. ma mi baso sui vostri commenti .
pensando al trauma che potrebbe aver visto il fidanzato : vedere una persona in quelle condizioni(era la fidanzata .. non un figlio , o la madre o un parente stretto :. ci passa una differenza . io avrei gridato dalla paura, e certamente non mi sarei fermata fino all'arrivo del 118. io per esempio , ho il terrore nel vedere le persone inanimate . morte con il viso bianco . mi è successo nel vedere persone conosciute, morte . e veramente lo sgomento è troppo: pecepisco che manca l'anima .

Luca Cheli ha detto...

Sorianablu, hai uno stile di argomentare che invita alla risposta poco gentile, ma cercherò di trattenermi.

È chiaro che quella delle impronte lasciate senza curarsi è un'indicazione, non una certezza, e per quanto riguarda la Chiara che mai sarebbe uscita in pigiamino sexy ... sinceramente il fatto stesso che lo indossasse (se tale era) già dimostra che neppure lei era una monaca di clausura.

E non è che il poliziotto dovesse necessariamente essere finto ...

Comunque tienti pure le tue convinzioni e goditi la condanna di Stasi, che ti darà tanta, tanta soddisfazione e felicità.

Luca Cheli ha detto...

Aggiungo un'altra cosa per chi si firma "fr" e che considera gli innocentisti essere motivati da una specie di vizio, magari congenito.

Ebbene il vizio io ce l'ho, anche se non è congenito ma si è manifestato con il passare degli anni.

Sì, io ho un'estrema sfiducia nel sistema giudiziario di questo paese e nei suoi inquirenti di ogni ordine e grado.

Sì, io credo che moltissima gente sia deliberatamente incastrata e poi condannata per partito preso.

A tutto questo aggiungo che io non condannerei mai nessuno se non di fronte a qualcosa che sia molto ma molto vicino ad una certezza assoluta e auguro di cuore a tutti quelli che invece dispensano condanne virtuali con faciloneria e anche piacere di trovarsi loro una volta vittime del sistema e magari allora si renderanno conto di quel che voglio dire.

Ma sarà troppo tardi.

Ivana ha detto...

Gilberto, anche se non vorrai leggerai la mia risposta, ti rispondo ugualmente;
è stato Alberto stesso a definire “PANICO” la “COSA” che (dice lui) mai ha provato in vita sua!
Che cos’è il “panico”?
http://www.treccani.it/enciclopedia/panico/
Se si tratta di un “Senso di forte ansia e paura che un individuo può provare di fronte a un pericolo inaspettato” chiedo: a quale “pericolo” ha creduto di trovarsi di fronte se, come dice lui, NON HA GUARDATO? Ripeto: un soggetto che penso fosse abituato a visionare immagini “forti” e “strane”, un soggetto che NON GUARDA il volto della fidanzata, perché si lascia vincere dal “panico”, da una “paura” che dice di non saper descrivere? CHE COSA l’ha spaventato al punto tale da scappare senza, PRIMA, aver guardato il volto di Chiara?

Luca, credo che vivere una vita sessuale disinvolta con il proprio fidanzato sia un qualcosa ben diverso e ben distinto dall'esibirsi in pubblico in "déshabillé" (cioè semivestito, discinto ecc. di fronte a estranei).

Giovanni Nuvoli ha detto...

questo lungo e complesso scambio di opinioni, le une gli antipodi dell' altra, dimostra la possibilita' di arrivare, basandosi sugli stessi indizi (ma certi prima citati, neppure lo sono) ad un giudizio totalmente differente.
Prendiamo atto che il Procuratore in Cassazione (persone generalmente non inclini alla assoluzione) aveva dei dubbi grandi come un palazzo.

Questo e' un caso di incertezza della colpevolezza, che in uno stato di diritto porterebbe ad una assoluzione.

Non obbligatoriamente tutto e' solubile, in particolare in presenza di indagini caduche, fantasie, forzature della logica (il pigiama sexy).

Le tue certezze Ivana, sono disorientanti, personalmente non ne ho nessuna, in quanto le prove brillano per la loro assenza.

Stasi e' colpevole ? innocente ? non lo so, ma ho la certezza che con tutti questi dubbi, legalmente non puo' essere colpevole, come ho la certezza che in Italia, "legalmente" e' un termine misterioso.

Ivana ha detto...

Magica, anche la madre di Chiara ha affermato che Alberto NON avrebbe potuto vedere alcuna parte bianca sul volto di Chiara al momento del ritrovamento del corpo, perché il viso era, ormai, tutto ricoperto dai capelli e dal sangue.
Ecco le parole precise della madre di Chiara: "Chiara, in realtà, era tutto meno che pallida. Aveva i capelli lunghi che le coprivano il volto e il suo volto era sporco del sangue colato."

Ivana ha detto...

Giovanni,
quali certezze avrei espresso?!
Tutti i punti interrogativi (NUMEROSISSIMI nei miei messaggi) risultano invisibili?!
AVEVO ANCHE PREMESSO DI NON AVERE ALCUNA CONVINZIONE NON AVENDO LETTO GLI ATTI!

Giovanni Nuvoli ha detto...

la tua visione Ivana, porta alla colpevolezza di Alberto Stasi. Dovresti valutare piu' ampiamente quanto precedentemente esposto da chi partecipa a questa discussione, che non porta da nessuna parte, ne colpevole ne innocente, valutando complessivamente quanto si espone.

Considerato che non e' possibile giungere alla colpevolezza certa, che di prove non ce ne sono, l' unico verdetto, in una nazione con un sistema giudiziario rispettoso della presunzione di innocenza, e' INOOCENTE.

Qua si puo discutere per anni di pigiami sexy, pedali di bicicletta, del martello che non si trova, del sangue assente nelle suole delle scarpe, delle foto sexy nel computer di Stasi (direi embe ! ?), del fatto che non si e' agitato abbastanza, che si e' comportato in modalita non coerente con quanto un pincopallino ritiene sia coerente, ma MAI esiste la possibilita reale di dichiarare ALberto Stasi colpevole.

Gilberto ha detto...

Sì Ivana ho letto la tua risposta visto che ti rivolgi direttamente a me. Allora colgo l’occasione per specificare meglio il perché della mia ironia.
Intanto attacco di panico e panico in psicologia hanno significati diversi
L’attacco di panico è riferito a una situazione immotivata, può colpire l’individuo in qualsiasi circostanza, non è razionalmente spiegabile, anche se ha una sua giustificazione inconscia.
Il panico è quello che colpisce una o più persone di fronte a certi eventi traumatici e drammatici (reali)
Se rientrando a casa tu trovassi la persona che ami chiaramente morta assassinata (perché è chiaro che Stasi si è reso conto che era morta di morte violenta, in certi casi non occorre il medico legale per capire che uno è morto in quel modo) reagiresti in tutta calma, razionalmente, senza emozioni? Sei sicura? Non lo credo. Non siamo robot, abbiamo emozioni e quando c’è di mezzo qualcuno che amiamo possono anche travolgerci. Si può VEDERE senza GUARDARE (spero tu capisca cosa intendo). Non ‘HO GUARDATO’ in una situazione traumatica può avere un senso tutto particolare: “non voglio ricordare quello che ho visto perché rinnoverebbe in me quello che ho provato in quel momento, qualcosa di terribile che non voglio sperimentare di nuovo” (è ovvio che HA VISTO (ma non vuol ricordare) per quello dice NON HO GUARDATO spero tu colga la differenza semantica. Era pallida può significare solamente che non vuole ricordare quel sangue che le ricopre il volto. Dici “un soggetto abituato a visionare immagini forti”. Noi viviamo in mezzo a immagini forti, nelle fiction. Ma un conto è quello che si vede su uno schermo dove non sappiamo mai bene dove sia il confine tra reale e virtuale (e talvolta quelle immagini servono proprio per esorcizzare le nostre paure e le nostre angosce) e un conto il mondo tridimensionale dove viviamo la vita reale, non quella di uno schermo di computer. Un conto è vedere alla tv dei bambini annegati su una spiaggia di uno di quei barconi… un conto è trovarsi realmente su quella spiaggia e magari essere noi a scoprire i cadaveri (una bella differenza).

magica ha detto...

quando successe l'omicidio la madre della vittima si trovava in vacanza e precisamente in SARDEGNA . NON è UNA LOCALIATA' A DUE PASSI DA GARLASCO, per cui quando la madre giunse per vedere la figlia , la situazione poteva essere cambiata un po' . possibile che i dottori , o chi visito' la vittima, per accertarne la morte , non avesse scostato i capelli dal viso della ragazza? la lasciarono per ore e ore senza curararla un po'?
come pote' la madre vedere la figlia tale e quale com'era quando fu uccisa?- se arrivo' dalle vacanze ore e ore dopo?
chissa' perchè chi colpevolizza ha sempre ragione, e chi è indagato , puo' dire quello che vuole ma non viene mai creduto se gli inquirenti hanno gia' la loro convinzione??-

Ivana ha detto...

Giovanni, NON HO LETTO GLI ATTI, per cui NON HO MATURATO ALCUNA CONVINZIONE; ho espresso DUBBI e, RIPETO, tutti i punti interrogativi che ci sono nei miei interventi sono significativi delle mie "NON CERTEZZE" in merito al caso di Chiara Poggi!
DUBITARE DELL'INNOCENZA DI STASI NON VUOL DIRE AVERE LA CONVINZIONE CHE SIA EFFETTIVAMENTE COLPEVOLE!
Dovrei leggere gli atti per poter giungere a una mia personale convinzione (di colpevolezza aut di innocenza!)

Gilberto,
in che modo Alberto si sarebbe potuto rendere conto che di certo Chiara era morta , se non ha guardato? Avendo VISTO senza guardare, telefonando, POI, al 118, ha detto: "forse è viva".
Stasi ha, inoltre, smentito di aver visto il "pezzo bianco", e, allora, se ha visto senza guardare, che cosa ha visto?
Ritengo che soltanto il "guardare" implichi un "controllo", "una verifica", per avere la certezza della morte di una persona.
Perché non ha guardato se, come ha detto di aver pensato lui stesso, forse Chiara poteva essere ancora viva?
Si è lasciato prendere dal panico senza avere la certezza che Chiara era morta?


Ivana ha detto...

Magica, la madre aveva potuto visionare, al suo ritorno, le foto scattate durante il sopralluogo ...

Lo stesso Alberto ha, poi, smentito di aver visto quel "pezzo bianco" ...

Dudu' ha detto...

Magica
Quello che vide la madre , immaginabile, lo vide in foto documentali, quando (se a 2 gg o 2 mesi dall'omicidio) non lo sò.

Ivana
Lasciando a parte cosa si può provare davanti una scena che non ci si aspetta di trovare, e Gilberto l'ha ben delineato,e cosa provò Stasi, il cadavere di una vittima solitamente viene rinvenuto scomposto e già la posizione spesso non lascia adito a dubbi nemmeno a chi un cadavere non l'ha mai visto. Qui un esempio un 'immagine forte del cadavere di Simonetta Cesaroni(apra l'immagine chi se te lo senti, è forte)
https://www.google.it/search?tbs=sbi:AMhZZit1ocU-z2ZWX5JeI2zEmDJfrIwY9XNrbWxfzrjywG1-pKhYzewJc-bhOuN1TNqCgHyMD3rz4shw6ppNyHqX8z_1eLzJ2nbLXMWAphxVnOouBw2MkfhZhVTCko_1rDNVnlzq8MiY_1ALFkxveliFwIZS9A8VMVzPH3pAsxrCwRA1o0U7l0w-SGR9v8aas1rFslTu2JEVyYM1urbrNqZC9ul3na8qT7a1nzENWZrFmXQFrU4ca3k0Rj_1frew7ztBlsapjA_1Q3nplqPugy-TYHms-F1pGqWz3KvzVDjME8M9PKNpgO64P3_1cPFevB4t9UDXBHPm0gMEgHwBxoIG7N0cJVS-dejg_1Vz4_1OG2ZL-aYOPncItSowOgsXe8gJ-S7PsoQ-fII7wiHU494bcd4UmUHzjBAG0uZtQTUfn0AdQboBrRGMhnZrqwABeB9jhgFCkOdHL47AYzR39vCF-YvsAuvTyoqxLnsnHOHS_13X0KO77Te8UHFSWMNEcOZyZh8KDRyuUWKMsCWcOME5tTamoMQyXctVJpi3dLylrXyu_1299WqDq9y6jRtY_1QnzYDu0qi4tUQq-07QAToq0FP6TUZ1Qrf8_16LXnXPr8nZwTlS4biXSLKKS3FNaae_14rBG8vjeN61yt4j5Nac0PXqwn2lQkXSO5mJxfIE1DQCBHThRdbDYu7Xtn5igAwIyXFQHI7pSTUIz47ZZUC4PhIa8mY_1N8wlNxn8FBglbWr0yynwV1OaG2crGvIwa65lpenYKCNbnppgOOtAxEWEVOHzxlhYTi2l6cFJPOIIknQkeWHRiKk7uohpVjsnZ5lVFZz0sywQOAJWO6qFXemXBxBSL8fh86Phvz_1zXOZ5VxnJgCRuLpRcyOBhxPMLrapi39VHmm4inrLpqNeJaAu9iZ71ZRydDcWJsxIeYro0Pey5WHs-gKMu5WJdKRitZxaDl2TJrnNVxFWSnv1Ekasedwz22Jd1uHAzNOdBBN_1g47YHcENKJRi20Aj1pvxGpwHK8I7A6_1MxGr2Nvhv-n3fGUI_1_15sP7MYQHZ6lfZlEYRTuqzli-CDW5a6RIORmcdMI00znE5PwGCiYSxEJHRVQu5G4_1Jg1uUHWKDcYsNf55UGnnAHq49JpOrDDlH2Vt4Z17HjWG4JIdEZdIp0JbGFZwXerJP8bkTd5XoJvNahFvCae_1Tk3sVZzm_1xdF-0Lq42XYnibFvYLDz7WV2x6488O82PnQxfnGO22PfToy22MGFVzZAL7ZWYmeIYjLxgNBjqPkKxVENgaVk5KySqyjbgHkfy5j8Doe-PhF-jvxEwY6n6PtSZwT9RC7ZO70TJMZ8FwEf396WZOeIlJ4SjArDbHgf_1ivFG1AjQIcmtlsXS7OKFcACSBKY7wfyHShrXMl3dvCtmo-xaGyohQT_1nyi3yvnQPoUQoNEovUW83cJeV7P0emUGYuOwTX3QvbtpWDHeVo2zW6jjiDVFjc0mcNxcGHolOU8phk8Pqs5OF48abeKz-jdNs0USBp-UKH4koK5U7ALCGpCFxdqPM7hV2DDAKgMCxOo_1SOzZlxG_1_1VcAbqckj3Ee1j9xvCOlcEwvH6OaBqvQjFf-7PdVqrkascjJ3Cyw#imgrc=j7dMjULWJjqm1M%3A

La vittima , Chiara,aveva un pigiama succinto che lasciava scoperta la maggioranza dei tessuti, dopo un pò di ore dalla morte, di un colorito assente, anche quel biancore non lascia adito a dubbi, non di meno le mani ed i piedi che assumono dopo la morte una determinata posizione.

La posizione della vittima
http://www.nottecriminale.it/contents/2013/11/chiara-1.jpg

Le tracce di sangue

https://www.google.it/search?q=la+posizione+del+cadavere+di+chiara+poggi&client=tablet-android-samsung&prmd=inv&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwiD4JWzu5PKAhXp8HIKHWgyBj8Q_AUIBygB#tbm=isch&tbs=rimg:Cd4vVCB-fpR0IqABuck54pzwoZ8cyOqumXYaMsWmM9CWqAG4t-_1nbvtH9rkajFHYLxEmsG7_19SH828TrfLXGVupc9Whwzy1p-yMxtPmrG_17fR9FyXAwcOu5gncoYYMiG9HMSs4HhQCO5hpA0Ee77L1w9a_1L8wpqXug4vaeyw7rQCxNOMX9zMGYrRICfTO8t3m2sgV683LtJ2B0M-wOKRrujgMbzSfvCtSrhOcSoSCbnJOeKc8KGfESmm88zGreueKhIJHMjqrpl2GjIRm8dV0MztBGQqEgnFpjPQlqgBuBEXwESmDc5uwCoSCbfv5277R_1a5EeQy7Xx_1J7jjKhIJGoxR2C8RJrARgwXfmt_1euZoqEglu_1_1Uh_1NvE6xEppvPMxq3rnioSCXy1xlbqXPVoEYEJgOUaJG4mKhIJcM8tafsjMbQRqvslg7kv92cqEgn5qxv-30fRchFPoU_115EBH7SoSCVwMHDruYJ3KEXd1oJTbtHwpKhIJGGDIhvRzErMR2xQQ5h9I778qEgmB4UAjuYaQNBHWsaKLtMSL9SoSCRHu-y9cPWvyEZWTyRxf_1ACrKhIJ_1MKal7oOL2kR7_1Gc1Ie33s4qEgnssO60AsTTjBF6LEd0xavj3SoSCV_1czBmK0SAnERw6mnGgS2ftKhIJ0zvLd5trIFcRyDAJpwHQORoqEgmvNy7SdgdDPhHZvqoWHrdXZSoSCcDika7o4DG8ET9T8yo-xQ3_1KhIJ0n7wrUq4TnERmqDevIe77Fw&q=la+posizione+del+cadavere+di+chiara+poggi

La posizione assunta da un'altra vittima, morta per soffocamento (il soffocamento causa un colorito diverso)

http://www.affaritaliani.it/milano/soffocatacasabergamogarlasconuovocasoMI280708.html

E qui ( che papiri !)
http://www.nottecriminale.it/contents/2013/11/chiara-1.jpg
Segue

Dudu' ha detto...

Segue
Che l'abbia guardata in volto non c'è certezza, di sicuro avrà visto tutti i zampilli abbondanti ovunque e la vittima distesa a terra con il cranio massacrato immobile , una scena simile non lascia spazi a dubbi, infatti prima dice ammazzata, poi, in un secondo momento dice forse è viva, cioè quando inizia ragionarci provabilmente.poi, bo' , difficile, nemmeno gli inquirenti hanno avuto risposte.

Quando io trovai mio padre con il cranio rotto e sangue ovunque mi impressiono' la pozza di sangue a lato, non Ebbi il coraggio di guardare la testa da cui Ebbi "impressione" uscisse altro, corsi a casa impazzita ammutolita chiamare fissando in testa un solo pensiero 《 chiama il 113 chiama il 113 chiama il 113》fú l'unica azione che l'istinto mi detto'. Poi mi feci coraggio e tornai da lui , ero un 'automa di ghiaccio, le emozioni bloccate, il cuore a mille .

Chi crede che trovarsi in una situazione del genere e la parte razionale di noi funzioni regolarmente sbaglia, chi crede si possa analizzare una situazione del genere stà solo peccando di superiorità, una situazione simile è inanalizzabile.
Si può eventualmente supporre senza cognizione di cosa significa mantenendosi su un unico dato, l'unico legittimo, nessuna replica potrà mai più essere vera. La mia relazione fu unica.
La reazione di Stasi fu unica.
La reazione di Fidone fu unica
La reazione di chi trova una vittima sarà unica.
E questo stà dicendo Gilberto a suo modo con l'eleganza che gli è propria.
Mi sembrano fuori luogo le domande che poni, non perché non siano lecite, ma perché nessuno potrà mai rispondere. E come mi porto appresso la colpa di non aver chiamato prima il 118 potrebbe averlo pure chi chiamò il 113 o un altro numero.
La reazione ad un spavento tale non ha logica, è in un piano irrazionale, nell ' irrazionale non c'è ragionamento come sappiamo.

Non era stato visto anche un suv davanti casa? È stato trovato ? Sbaglio o era la vittima che chiamava ad una trasmissione parlando di un'altra relazione? Ricordo male? È passato del tempo, non ricordo i fatti singolarmente.

Anonimo ha detto...

@sorianabLu e colpevolisti:

Perchè nessuno ha esposto o controbattuto il più elementare ragionamento logico che porta per principio ad escludere la colpevolezza di Stasi?

Egli ha descritto esattamente dove si trovava il corpo di Chiara e cioè in basso, giu sulle scale della cantina!!!

E come potrebbe aver dato questa descrizione se non l'avesse visto essendo entrato all'ora in cui dichiara di averlo fatto?

Chiara è stata uccisa almeno 4 ore prima e l'assassino ha abbandonato il corpo all'inizio delle scale!!! E' stato per forza d'inerzia che piano piano, nelle ore successive il corpo è scivolato giu, nella posizione in cui è stato effettivamente trovato, posizione in cui l'ha collocato Stasi.

Ora, se non è entrato come poteva saperlo???

Non era matematico che il corpo scivolasse, poteva impigliarsi sulle scale eppure Stasi lo colloca nella giusta posizione cosa che è avvenuta per caso nelle ore successive!!

In più: Seconda prova di innocenza!

E' stato trovato in casa un portacenere sporco di cenere ma privo di cicche!

Come è possibile se Chiara e Alberto non fumavano e i genitori di Chiara erano in vacanza da una settimana?

Chiara era una ragazza pulitissima e attenta all'igiene, non avrebbe mai lasciato un portacenere sporco di cenere per una settimana.

La logica ci dice dunque piuttosto che Chiara ha comunque avuto un ospite fumatore e il fatto che siano scomparse le cicche ma non la cenere non può non far dedurre che tali cicche siano state asportate per evitare di lasciare agli inquirenti pericolose tracce di Dna!!!

Altro che scarpe che non potevano macchiarsi (quando anche quelle dei Carabinieri giunti poco dopo non si sono macchiate) e sguardi colpevoli!!!

E' stato condannato un altro innocente!!!

Sorianablu e colpevolisti, spiegatemi altrimenti tutto ciò ! (Perchè qui altro che ragionevole dubbio...)


Stefano

Dudu' ha detto...

E nicotina nei capelli
Sul punto, un rinfresco della memoria:

《E le tracce di nicotina sono presenti in tutti e tre i segmenti della folta ciocca di capelli di Chiara prelevati dopo la morte e sottoposti all’esame dei medici: il segmento finale, quello centrale, e soprattutto il segmento iniziale, quello a ridosso del cuoio capelluto, cresciuto negli ultimi giorni prima dell’omicidio. 》

sorianablu ha detto...

Ma quanto avete scritto, mamma mia! :-) Vorrei rispondere a tutti e scrivere moltissime cose, ma mi rendo conto che dovrei scrivere una settimana da mattina a sera…… :-D vabbè, pazienza, piano piano, ... Cercherò prima di rispondere a Luca, anche se vorrei almeno in breve dire:

@Stefano

Tutto quello che hai scritto era discusso e spiegato, dopo ti risponderò in modo più dettagliato e quello che so. Io non ho dubbi che in questo caso, a differenza da molti altri casi, la giustizia è fatta e non è condannato un innocente come tu temi.
Il corpo di Chiara non era abbandonato all’inizio della scala, ma era buttato giù e dopo ha scivolato solo due gradini. Il posacenere non era sporco, era svuotato e aveva solo pochi residui del cenere che Chiara poteva non accorgere. Cioè era rimasto esattamente come lo ha lasciato il padre di Chiara.

@Gilberto, se ami dei gatti già mi sei simpatico a prescindere, agli amanti dei gatti di solito perdono molte mancanze .... ;-) :-) :-P

Hai scritto un toccante romanzo su come poteva sentirsi Stasi innocente dopo aver scoperto il corpo di Chiara, però mi spiace deluderti ma ti smentiscono 1) i fatti raccolti durante le indagini e alcune dichiarazioni dello stesso Stasi e anche 2) gli studi di psicologia, anche quella forense che studia i comportamenti e reazioni.

Vorrei linkarvi un interessante articolo scritto nel 2007 da Ursula Franco (criminologa e medico, docente al Centro studi e formazione PSICO-CRIMINOLOGIA di Roma perito della difesa di Buoninconti), che ha analizzato la chiamata di Stasi basandosi sugli studi americani delle chiamate di soccorso:

https://malkecrimenotes.wordpress.com/2013/11/19/analisi-della-telefonata-di-alberto-al-118-stasi/

Qui è il suo articolo dove analizza il profilo psicologico di Stasi, scritto nel 2014:

https://malkecrimenotes.wordpress.com/2014/08/26/lomicidio-di-chiara-poggi-in-10-punti/

@Dudù ... Rispondo solo in breve a quanto sopra. Cioè tu dici che la reazione tua era unica, la reazione di Stasi era unica, di Fidone era unica, etc. Invece tutte queste reazioni sono descritte, catalogate e studiate. Ognuno si, reagisce a modo suo, ma le margini delle reazioni NON SONO poi tanto diversi e lontani. Non è vero che la reazione ad un spavento non ha logica. Io, cercando le info su questo caso, ho letto molte testimonianze come la tua e quasi tutti, aver trovato un suo caro morto (o addirittura impiccato) avevano il desiderio di scappare, ma assolutamente TUTTI hanno chiamato i soccorsi, TUTTI aspettavano in ansia soccorsi, cercavano di aiutare come potevano. E anche se tu avevi in testa martellante “chiama 113” tu non sei andata via da carabinieri chiudendo la porta e fornendo il numero civico inesistente, fregandosi dopo se è vivo o morto e cosa è successo. Tutti dopo la prima reazione shock sono comportati da persone che ci tengono al suo parente. Tutti tranne Stasi.

@Giovanni Nuvoli

scambio di opinioni dimostra la possibilita' di arrivare, basandosi sugli stessi indizi (ma certi prima citati, neppure lo sono) ad un giudizio totalmente differente.

Prima di tutto penso che indizi ci sono eccome, poi penso che noi arriviamo ai giudizi diversi soprattutto perché NON CONOSCIAMO BENE le carte e le perizie. Per esempio, se ragionare in generale, non conoscendo bene le circostanze, allora siamo d’accordo che possa capitare a tutti di aprire la porta a uno sconosciuto, però SE iniziare a informarsi sulle circostanze di QUESTO specifico delitto allora vediamo che Chiara non avrebbe mai aperto la porta a nessun estraneo. E in questo contesto il pigiamino sexy non è una forzatura logica, anzi, è un dato di fatto che determina il ragionamento logico.

sorianablu ha detto...



@Luca Cheli

Sorianablu, hai uno stile di argomentare che invita alla risposta poco gentile, ma cercherò di trattenermi. E’ la scelta migliore, bravo.

Alcuni tuoi ragionamenti sembrano lontani dalla realtà. Per esempio quando scrivi che Chiara non era una monaca di clausura se aveva un pigiamino sexy, e fin quì ci siamo, ok. Però tu chissa perché da questo fai la tua sbagliatissima deduzione che se non era la monaca allora poteva aprire la porta in un pigiamino sexy a chiunque! E ha ragione Ivana quando ti fa notare che c’è una bella differenza tra stare con il fidanzato ed esibirsi in pubblico.

E non è che il poliziotto dovesse necessariamente essere finto ... … Cioè fammi capire, quindi secondo te c’è la possibilità che alle 9 di mattina con bicicletta è arrivato un vero poliziotto che come hobby fa il serial killer nelle villette??……. O_O …. oioooo ....

2. LE SCARPE

Consulenza tecnica ha individuato che la taglia dell’aggressore è 42, scarpe GEOX di marca FRAU con la suola prodotta da Margom Spa. Stasi porta la taglia 42 delle scarpe, e risulta che aveva anche le scarpe di modello Frau, un modello non proprio di un’estesa diffusione.

Però tra le scarpe consegnate da Stasi e sequestrate mancavano le scarpe comprate da Stasi 11 mesi fa, pagate con la carta di credito, di quale si sa solo che sono Geox, taglia 42 Saranno le stesse Frau di Geox? Stasi ovviamente afferma che sono le altre, il modello City, ma non è possibile verificare tutto ciò, perché 1) Stasi pagava i suoi acquisti anche con i contanti, 2) perché qualcuno di famiglia poteva velocemente recarsi in un'altra città e comprargli le scarpe Sity.

A me però sembra che coincidenze sono troppe. Se fossero le uniche allora si potrebbe pensare che sono solo le coincidenze, ma insieme con gli altri elementi fanno pensare diversamente.
Quindi fammi capire adesso, se hai letto i documenti, sulla base DI COSA tu hai deciso che “né vi è traccia del suo acquisto da parte del medesimo”? Come vedi la traccia c’è. Hai dubbi che Frau è di Geox? Rileggi le carte, è scritto. Dici anche che “certi comportamenti abituali andrebbero considerati.”? Scusa, chi ha detto che questi sono comportamenti abituali e perché pensi che comportamenti abituali non vengono ogni tanto cambiati? Era provato che Stasi non aveva mai contanti? No, eh

Pensi che Stasi abbia potuto buttare via le scarpe sporche non perchè era colpevole, ma per paura di essere sospettato? Questa ipotesi non regge assolutamente, perchè presume che Stasi è un cretino e non sapeva che sarebbe stato indagato in ogni caso, e perché chissa perchè ha preferito il rischio di essere condannato per l’omicidio invece di ammettere la propria paura. Un innocente, quando capisce che le cose si mettono male, avrebbe tirato fuori subito le scarpe giuste per dimostrare che non coincidono con le impronte delle scarpe lasciate sulla scena del delitto dal assassino. Poi, abbia potuto buttare via quando, facendo con macchina 700 metri fino a CC?? Aveva le scarpe di ricambio pronte in macchina??

sorianablu ha detto...

2. PARLIAMO DEI TEMPI E LA DINAMICA DELL'OMICIDIO

Luca tu, ragionando sulla ricostruzione fai una seria di errori clamorosi e in conseguenza fai anche conti sbagliati.

1) si deve passare dagli amabili convenevoli tra fidanzati all'introduzione di un argomento (assolutamente ignoto per esplicita ammissione della sentenza) che determina la fredda volontà omicida di Stasi.
Ma chi ti ha detto che dovevano essere per forza gli amabili (??) convenevoli? Se l’aggressione è successa davanti all’ingresso è palese che Stasi è arrivato arrabbiato e nervoso, forse non ha dormito bene la notte dopo la litigata, e lo scambio di battute era assolutamente privo di convenevoli tantomeno amabili, anzi.

Introduzione di un argomento sconosciuto? Ma quando mai gli argomenti sono conosciuti? E come si poteva sapere di cosa hanno litigato se due non hanno registrato la loro lite, se Chiara non ha lasciato le lettere e se Alberto non ce lo racconta?? Ma il motivo cambia qualcosa? Se per esempio il marito di Eligia Ardita non avesse confessato come noi potevamo sapere di che cosa hanno litigato?? E mi sembra di ricordare che il motivo era futile, ma sono morte Eligia e sua bambina.

Ma quale tale fredda volontà omicida di Stasi???? Ma da dove l’hai presa? E’ un tipico raptus e non c’era nessuna fredda volontà. Due litigano, uno si sente offeso e arrabbiato, la rabbia sale ed esplode. Tipica dinamica di omicidi raptus, e spesso la molle scatenante è una sciocchezza. Cioè per noi una sciocchezza non per lui in quel momento.

2) un altro minuto necessario a Stasi per procurarsi l'arma dell'omicidio una volta presa la decisione di uccidere Chiara. …… qui tutto sembra freddo e calcolato, in particolare il modo in cui Stasi va a procurarsi il martello e ritorna per colpire Chiara, deve avvenire in un contesto in cui Chiara non sospetta assolutamente nulla, quindi di estrema dissimulazione

.... A CHI tutto sembra freddo e calcolato??? A te?? Ripeto. E’ il tipico omicidio d’impeto, dove NON c’era “una volta presa la decisione”, ma c’era una reazione inaspettata non solo per la vittima, ma anche per lo stesso assassino. Stasi non è arrivato in villetta per uccidere Chiara, ma ha reagito d’istinto assalito dalla rabbia. In questo stato alzano le mani, ma se sotto le mani capita un bastone, coltello, pietra, padella, vaso, prendono QUELLO CHE C’È SOTTO LE MANI. Cioè nessuno è andato in giro per casa a cercare il martello. Tu scusa, come lo immagini, allora litigano, lui pensa “stronza adesso ti uccido, vado a cercare il martello” ma a lei dice amabile “cara, rimani qui davanti alla porta e aspettami, adesso faccio un giretto per la tua casa e continuiamo a litigare, non ti preoccupare” e Chiara sorride e aspetta.
???? O_O

Dalla casa di Chiara è scomparso un martello ed è ovvio che quella sfortunata mattina il martello non era chissa dove, ma in vicinanza ed era il primo oggetto che è capitato a Stasi sotto le mani. Forse era tirato via per aggiustare qualcosa, non lo possiamo sapere, ma è ovvio che Stasi non girava per casa in ricerca dell’arma del delitto e non doveva dissimulare proprio niente. La dissimulazione presuppone l’omicidio freddo e calcolato e la mente lucida, non raptus. Omicidi raptus sono rapidi, sono casuali e dipendono da sfortunate coincidenze.

3) Stasi doveva cambiarsi con abiti presi in loco, perché la sua maglietta deve essersi imbrattata di sangue. Va a prendere una maglietta, ...

Non risulta che da casa di Poggi è scomparsa qualche maglietta, però non è detto che non c’erano alcune camicie o pantaloni di Stasi e in teoria lui poteva anche cambiarsi e IL TEMPO SAREBBE BASTATO. Ma non vedo niente di improbabile se lui fosse corso a casa senza cambiarsi.

sorianablu ha detto...



Dalle tracce sulla scena di crimine risulta che la maglietta e pantaloni di Stasi non dovevano essere imbrattati di sangue, ma macchiati. Se hai mai avuto qualche macchie di sangue fresco sui vestiti allora sai che basta mettere un po’ di acqua e strofinare e dalla macchia rimane poco. Noi non sappiamo di che colore erano i vestiti di Stasi, se erano scuri allora le macchie poteva non accorgere nemmeno. A casa Stasi era da solo e quindi poteva non preoccuparsi di ritornare con i vestiti sporchi, poteva tranquillamente cambiarsi a casa sua. Alle 9 di mattina del 13 agosto Garlasco era deserta, quando vai in bici puoi tenere la postura in avanti e se non hai le macchie grosse e visibili, ma solo schizzi, allora non vedo niente di improbabile. Però il tempo cmq c’era anche per cambiarsi, volendo.

IL TEMPO SAREBBE BASTATO PER TUTTO
9.12 – Stasi entra, ancora arrabbiato e nervoso e vuole parlare.

Dalla RICOSTRUZIONE forense risulta che tutta l’aggressione poteva durare 9 minuti. Io l’ho vista e mi è sembrato che perfino poteva essere ancora più rapida, perchè nella ricostruzione era lasciato il tempo per litigare, io invece penso che hanno litigato la sera precedente e siccome l’aggressione era successa davanti alla porta è logico ipotizzare che Chiara e Alberto hanno scambiato solo qualche battuta. Probabilmente Chiara ha detto qualcosa che gli è sembrato offensivo e ha fatto perdere la testa.

Quindi alle 9.22 poteva già uscire e salire in bici; alle 9.29 arrivare a casa; tra 2 minuti alle 9.31 poteva già accendere il pc. Siccome Stasi ha acceso il pc alle 9.36 abbiamo ancora perfino 5 minuti; Il tempo basta e avanza.

Provate voi a casa a fare una prova con lo cronometro e vedrete:
Entrate, dieci passi fino alla porta e due dentro casa. Dialogo, qualcosa simile: (ciao Chiara – che vuoi? Non ti voglio più vedere – no, ma ascolta, dobbiamo palare – non voglio più parlare – ma ieri hai capito male, adesso ti spiego – non voglio sentire niente – non ho dormito la notte – non m’interessa, vattene – sei una stronza – ma tu sei un impotente, nn hai bisogno delle fidanzate, vattene a guardare i tuoi porno). Adesso l’aggressione: prendete il martello e fate 8 colpi forti e veloci imitando il raptus; fate 1 minuto di pausa, trascinate il corpo, fate ancora 7 colpi, aprite la porta, sollevate il corpo e lo buttate. Corsa nel bagno, 2-3 minuti a lavare le mani, pulire le scarpe con l’asciugamano, strofinare le macchie sui pantaloni e camicia, guardare nello specchio e via con gli asciugamani. In cucina prendete un sacchetto di plastica, mettete dentro asciugamani e uscite fuori. Guardate a destra e sinistra e di corsa verso la bici, non più di 10 passi. Sicuramente ce la farete in meno di 13 minuti, provateci

Ivana ha detto...

Dudù, tu hai scritto:

“Che l'abbia guardata in volto non c'è certezza”

Alberto Stasi ha dichiarato, DOPO AVER AVUTO TEMPO PER RIFLETTERE BENE SULL’ACCADUTO: “IN EFFETTI NON HO GUARDATO”. Non credi alle sue parole?
Inoltre come avrebbe potuto vedere bene il corpo se non si è avvicinato?
Io MI SONO LIMITATA E MI LIMITO ANCORA A ESPRIMERE DUBBI!!!
Comunque, quando trovai sangue, che dalla cucina si estendeva fino alla camera da letto (di mio padre che viveva da solo), pur essendo io una persona ansiosa, controllai che fosse ancora in vita (lo era e mi chiese, con un filo di voce, di chiamare il medico, "NON l’ospedale". Chiamai il medico immediatamente tramite il cellulare di mio padre stesso e poi feci tutto ciò che il medico mi disse di fare.)

Credevo FOSSE CHIARO (ma ho sbagliato io, perché MAI bisogna considerare qualcosa come “ovvia”) che le mie erano interrogative NON CANONICHE, DUBITATIVE, esprimenti, appunto, DUBBI, non richiedenti necessariamente risposta! Infatti MAI ho preteso alcuna risposta!
Che cosa intendete per “essere fuori luogo”?
Intendete, forse, che in questo “filo di discussione” appaiono “in luogo” i dubbi SE E SOLO SE si riferiscono alla colpevolezza?

Sorianablu,
amo sia i gatti sia i cani (ancora attualmente ho due gatti in casa, una siamese, ormai anzianissima e cieca, e un british shorthair; il mio cane è morto l'estate scorsa). Il british è affettuosissimo con tutti (anche con chi entra in casa per la prima volta!) e si comporta come un cagnolino (entrambi i gatti hanno scelto mio marito come "compagno di giochi preferito", perché mio marito li "sfida", li "provoca" accettandone, poi, le conseguenze, senza cioè temere graffi e morsi; il cane, invece, siberian husky, aveva scelto me come "compagna preferita" perché avevo imparato a conoscere bene le sue necessità e tendevo a "viziarlo".
Ti ringrazio per le segnalazioni e aprirò i link appena possibile.

ENRICO ha detto...

Ivana
hai scritto

Comunque, quando trovai sangue, che dalla cucina si estendeva fino alla camera da letto (di mio padre che viveva da solo), pur essendo io una persona ansiosa, controllai che fosse ancora in vita (lo era e mi chiese, con un filo di voce, di chiamare il medico, "NON l’ospedale". Chiamai il medico immediatamente tramite il cellulare di mio padre stesso e poi feci tutto ciò che il medico mi disse di fare.)

Se ti stai riferendo ad un episodio vissuto direttamente da te, non capisco per quale motivo consideri la tua personale reazione come quella che UNIVERSALMENTE dovrebbe essere tenuta da qualsiasi altro individuo ANCHE quando costui si trova IN SITUAZIONI MOLTO DIVERSE da quella da te descritta

Continui ad essere convinta che gli esseri umani siano tutti " cloni " di te stessa.

Strano, visto che sei sempre attanagliata da DUBBI

Ivana ha detto...

Enrico,
poiché mi rivolgevo a Dudù, che MI AVEVA ESPOSTO UNA SITUAZIONE TRAGICA DA LEI vissuta (l'hai letta?), ho semplicemente raccontato il mio personale vissuto, SENZA ALCUNA PRETESA DI CONSIDERARE la mia personale reazione una reazione "oggettiva"; aggiungo che purtroppo, prima o poi, è molto probabile che TUTTI/E viviamo in prima persona episodi che suscitano paura e sgomento.
TUTTO QUI!

Come puoi dedurre ILLAZIONI (su ciò di cui PRESUMI INGIUSTIFICATAMENTE che io abbia convinzione) da un racconto personale di un episodio da me vissuto e che ho esposto SENZA COMMENTI e senza alcun CONFRONTO CON ALTRI CASI?!
Tu fai affermazioni sulle mie "convinzioni" SENZA CHE NULLA di ciò che affermi POSSA ESSERE DEDOTTO RAZIONALMENTE DALLE MIE PAROLE!

Perché TRAVISARE ciò che scrivo?

Dudu' ha detto...

Ivana
Credo ci sia confusione . A me risulta chiaro quanto scrivi, il modo di porti rispetto alla vicenda, non mi sembra di avere mosso critiche in direzione del tuo/i commento/i
Quando ho scritto mi sembrano fuori luogo, riflettevo su queste tue domande
"in che modo Alberto si sarebbe potuto rendere conto che di certo Chiara era morta , se non ha guardato? Avendo VISTO senza guardare, telefonando, POI, al 118, ha detto: "forse è viva".
Stasi ha, inoltre, smentito di aver visto il "pezzo bianco", e, allora, se ha visto senza guardare, che cosa ha visto?"
Nell'intento di dargli una risposta (alle domande postate), la cosa mi è parsa impossibile in quanto una risposta realistica potrebbe darla o l'ha data in tribunale, solo A.Stasi, in tal senso, cioè noi qui manco abbiamo le trascrizioni delle udienze per poterci rispondere ;il fuori luogo da intendersi nel suo significato più stretto in quanto -qui- con il materiale frammentario e talvolta mnemonico (per me) è un pochino difficile non avendo dati certi sul sviluppo argomentativo in udienza dei quesiti.

In un altro intervento ho scritto : " “Che l'abbia guardata in volto non c'è certezza” "
Anche qui non mi sono spiegata bene provabilmente. È una mia personale impressione acritica, una conclusione a cui approdo
A.S in 3 s.i.t descrive la scena del ritrovamento, ad ogni s.i.t ha aggiunto ulteriori particolari, forse, aggiungo io, su richiesta di chi lo interrogava per capire meglio la dinamica.
Solo una volta mi sembra, da indagato, dichiara in presenza del suo avvocato, di voler specificare, che a lui stesso non gli è ben chiaro il ricordo del biancore al viso, adducendolo forse più ad una immagine che si è creata nella mente che a un ricordo visivo, insomma, sembra (cercando di stare in buona fede)che a lui stesso non gli sia ben chiaro nei ricordi quel momento, fa anche una piccola disanima sulle sue emozioni del panico che provò descrivendolo come uno stato emotivo alterato mai provato prima.

Anche qui era una analisi mia in risposta a te, non una -nota critica - a te o a quanto scrivi, spero essere stata più chiara ora.

Ivana ha detto...

Dudù, le mie interrogative erano, come ribadisco, dubitative, non richiedevano necessariamente una risposta; si possono fare, appunto, varie ipotesi soggettive dubitative.
CONDIVIDO PIENAMENTE il fatto che, non avendo noi a disposizione dati certi e completi sullo sviluppo argomentativo dei quesisti in udienza e non sapendo, quindi, neanche se ci sia stato uno sviluppo su quei particolari quesiti, possiamo soltanto nutrire dubbi e fare, appunto, ipotesi soggettive.

Credo che quando Stasi fu interrogato, come indagato, disse esattamente al PM(così, almeno, risulta dal documento presentato a "Chi l'ha visto?") : “[...]Quanto alla parte bianca che ho in precedenza detto di aver visto e che ho riconosciuto come la parte bianca del viso, voglio precisare che si tratta di quello che ho pensato o creduto di aver visto, perché in effetti si è trattato di un istante e ho provato una “cosa” che non ho mai provato in vita mia. Preciso che per “cosa” intendo panico, paura, una sensazione che non so descrivere. IN EFFETTI NON HO GUARDATO e quello che ho detto è quello che ho pensato di aver visto.[...]”



Luca Cheli ha detto...

Voglio aggiungere solo un paio di cose e poi lascio perdere l'argomento Stasi e lo riprenderò quando tornerò a parlare più sistematicamente del processo indiziario, forse qui, forse altrove.


Prima cosa, non cambierà la storia del processo, ma tanto per chiarire, FRAU e GEOX sono due MARCHE diverse di scarpe (come Mercedes e BMW per le auto) e non due modelli diversi o il modello FRAU della casa GEOX.

Questo lo so con assoluta certezza perché ho un paio di esemplari di entrambe le marche.

Detto questo, la mia più generale considerazione è che proprio questo contrapporsi di valutazioni opposte sugli stessi elementi che stiamo leggendo nei commenti all'articolo di Gilberto evidenzia tutti i limiti del processo indiziario: tot capitae tot sententiae, come spesso ama ripetere l'ex giudice Gennaro Francione, ora promotore di un movimento per l'abolizione del processo indiziario.

Ho già lodato Gilberto per il brillante riferimento al gatto di Schroedinger in riferimento alle questione macchie sì, macchie no sotto le scarpe di Stasi, ma dirò di più: analoga considerazione si poteva fare per altri elementi.

L'impronta di Stasi sul dispenser: se non ci fosse stata si sarebbe detto che l'imputato aveva proceduto ad una pulizia totale e che se non l'avesse fatto si sarebbero dovute trovare sue impronte.

Vi sembra incredibile? E' invece proprio quello che il giudice Nencini scrisse a proposito di Amanda Knox nella sentenza di appello-bis per il delitto Kercher: dato che della Knox si era trovata una sola impronta digitale su di un bicchiere in cucina, questo era elemento indicativo di avvenuta pulizia ...

Il corpo giù per le scale lo può mettere solo Stasi perché uno sconosciuto se ne sarebbe fregato di muoverlo?

Bene se fosse stato trovato in bella vista nell'ingresso l'accusa avrebbe potuto argomentare che Stasi ve lo aveva appositamente lasciato per depistare e suggerire il delitto di uno sconosciuto.

Quanto a quel che fanno gli imputati post delitto: se si fanno trovare sulla scena del crimine e danno l'allarme (come Knox e Sollecito) lo fanno per poter controllare gli sviluppi delle indagini ed eventualmente indirizzarle (cfr. sentenza Massei) e se non ci sono è perché hanno voluto frapporre la maggior distanza possibile tra sé e quanto avevano commesso.

E così via ...

TommyS. ha detto...

Gilberto

Prima di commentare il tuo articolo, che ho trovato ottimo, ho voluto rileggere alcuni passaggi delle diverse motivazioni. Mi sembra sia passato troppo tempo da quando me ne occupai, anche se invece si tratta forse di soli due anni. Ma in ogni caso avevo alcuni dubbi, anche se onestamente dalla lettura delle motivazioni dell'appello di rinvio davo per scontato che la Cassazione avrebbe adottato lo stesso criterio del processo Knox-Sollecito annullando senza rinvio. Così purtroppo non è stato e forse, anzi molto probabilmente per me, adesso in carcere vi è un innocente in più.

Ho apprezzato molto anche i lunghi commenti di Luca che hanno messo in evidenza le incongruenze degli indizi portati dalla Procura e dalla Parte Civile. Indizi tutti ritenuti non sufficienti se non addirittura insussistenti dalle prime due corti, ma incredibilmente rivalutati, a mio parere in modo illogico, dalla corte d'appello di rinvio nonché dall'ultimo pronunciamento della Cassazione.

La prima sentenza del GUP Vitelli tra tutte è sicuramente quella meglio motivata così come l'operato del GUP stesso è stato deciso esempio della miglior cultura giuridica.

Questo processo assurdo continua ancor oggi a vivere i riflessi di un fortissimo condizionamento mediatico che impedisce di analizzare con obiettività i fatti così come emersi nei vari gradi di giudizio. Un processo nato malissimo e conclusosi ancor peggio e che ha visto il solito balletto delle consulenze tecniche della pubblica accusa tutte convergenti sulla colpevolezza dell'imputato.

Luca ha parlato dell'illogicità di alcuni degli indizi e dell'alibi di Stasi, ma forse in pochi ricordano come anche sull'ora della morte e sull'arma del delitto vi siano state le solite diatribe. Quando per l'accusa Stasi non aveva il proprio alibi confermato dalle 10.30 in avanti, caso strano l'ora della morte stimata dal consulente era proprio dalle 10.30 alle 12.30. E la difesa, credendo di non poter provare l'alibi, spingeva invece su un orario decisamente anteriore. Poi le perizie ordinate dal GUP hanno invece dimostrato che l'alibi informatico era effettivo e che sull'ora della morte avevano maggiormente ragione i consulenti della difesa (il GUP salomonicamente concluse per un range decisamente più ampio e cioé per tutta la mattina). E da quel punto in avanti sia il PM sia la Parte Civile hanno fatto di tutto per poter rendere credibile che il delitto fosse stato commesso nell'intervallo compreso tra le 9.12 (disattivazione dell'allarme antifurto) e le 9.35 (accensione PC di Stasi), per cui soli 22 minuti che per forza di cose dovevano comprendere una fase predelittuosa ed i tempi di spostamento. Il guaio è che la corte di rinvio e la Cassazione hanno creduto a ciò senza però concludere che l'omicidio fosse premeditato e che Stasi fosse un lucido assassino che neanche nei thriller più fantasiosi è stato mai rappresentato.

Per non parlare poi dell'arma del delitto, prima una forbice da sarto poi, forse, un martello. Ma non come quello da carpenterie che secondo il padre di Chiara mancava dal garage. In sintesi un'arma mai determinata e mai trovata, un po' come il pentolino in rame di Cogne.

Dudu' ha detto...

Ivana
"le mie interrogative erano, come ribadisco, dubitative, non richiedevano necessariamente una risposta; "

In questi casi allora è meglio fare una premessa, si evita di far perder tempo agli altri. Se poniamo una domanda con esclamativo e la si rivolge agli interlocutori presenti... .ora che ho capito grazie per la delucidazione.

TommyS
Nel mentre rileggevi le motivazioni , io ho riletto la perizia del dott. Lorenzo Varetto, con i suoi colleghi Fabrizio Bison e Carlo Robino commissionatagli dal Gup.
Loro si occuparono di rifare molte analisi del r.i.s di Parma , fú Capra occuparsi del caso. I risultati sono in parte divergenti , altri sorprendenti, forse anche causa cognitiva in risposta ai quesiti posti dal giudice. L'avrai già letta ? Una rilettura a me ha fatto capire altre cose anche sul caso Yara.
La consiglio.
Trovo comunque un pò incredibile come perizie su stessi dati approdano a risultati completamente differenti, forse sarebbe tempo di una figura terza che vigili, com'è possibile che a seconda di chi perizia ,un soggetto venga assolto o condannato con i medesimi indizi? Capisco ci siano varie scuole di pensiero, ma con metodi diversi dovrebbero ottenere risultati almeno unidirezionali, spesso invece opposti. A leggere questa perizia che trova dna dove ad altri non risulta e viceversa su altri oggetti lascia perplessi. Mi sbaglierò, ma c'è anche una velata critica sia sul metodo che sui risultati.

https://www.google.it/url?sa=t&source=web&rct=j&url=http://www.crimine.it/images/articoli/allegati/Perizia_Poggi_finale.pdf&ved=0ahUKEwi86KHOgpbKAhXH7Q4KHVMZBfsQFgghMAE&usg=AFQjCNETA7Bz_eD8LePSzPScwLO4Jh4pFw&sig2=H1fO3aVO2SoDOlpbSr4OOg

sorianablu ha detto...

Riguardo al fumo nei cappelli e il posacenere

Il posacenere era “sporco” nel senso di sporco per l'uso, non con cenere o mozziconi, ma solo con i residui di cenere. Chiara poteva anche non accorgere i residui. Si, era una ragazza pulita e ordinata, ma nessuno ha mai detto che era una maniaca della pulizie e lucidava ogni oggetto della casa da mattina e sera. Cit. da un blog “Non so voi, ma io in tutte le case di fumatori in cui sono stata (compresa la mia) non ho mai visto posaceneri puliti. Di solito si tende a svuotarli nella spazzatura, lasciando comunque dentro cenere residua. “

La velocità di crescita dei capelli stimata sono 1 cm/mese con variazione di ± 0,3 cm; quindi al giorno 0,2- 0,4 mm. Il fumo è vasocostrittore e quindi limita l'apporto di ossigeno ai bulbi dei capelli e quindi capelli di “passivi fumatori” crescono più lentamente. Anche contatti occasionali con fumatori possono generare la positività per nicotina. Dopo l'inalazione l'emivita plasmatica di nicotina è compresa tra 0,5 e 2 ore, quindi con un fumatore vicino basta poco in un luogo chiuso. Però se prima di morire Chiara avesse accanto a se un fumatore i suoi capelli NON avrebbero avuto il tempo per assorbire il fumo. In casa non erano rilevate le tracce (capelli, orme, sangue, niente di niente) di presenza di estranei.

Se il presunto “assassino sconosciuto” fosse venuto a uccidere Chiara non avrebbe fumato, per non avere dopo una preoccupazione di più: raccogliere i mozziconi e levare le impronta. Se fosse venuto non a uccidere avrebbe lasciato le tracce della propria presenza. Tutti i visitatori della villetta dopo la morte di Chiara hanno lasciato le loro tracce e orme.

sorianablu ha detto...

4) TRACCE SUL DISPENSER

non venivano rilevate tracce di sangue né sulla leva del miscelatore, né sul dispenser (che peraltro si possono azionare anche senza utilizzare le mani), né nel sifone del lavandino.

Cit. “quello del lavandino è un classico esempio di valutazione forzata di un dato incerto: la foto della relazione del RIS mostra senza alcun dubbio un viraggio verde del Combur test, ovvero, positivo. ma lo stesso RIS non ha mai valorizzato questo dato, né è andato oltre ad analizzare il resto del lavandino, in quanto è noto che tracce di sangue sono sempre presenti in questi luoghi, per esempio una gengiva che sanguina, una piccola ferita etc “

Le impronte umane sono lasciate da sostanze grasse che la pelle secerne e immediatamente dopo un lavaggio del genere non ce ne sono! Non è detto, le mani sporche lasciano le impronta visibili, le mani puliti invisibili. E dipende anche dalla superficie. Prova a lavare le mani e dopo toccare il vetro, sul vetro rimarranno le impronta digitali.

L’assassino ha lasciato le tracce delle scarpe davanti al lavandino e sappiamo che almeno una sua mano era sporca di sangue perché sulla maglia di Chiara ci sono le impronta. Quindi è logico pensare che è entrato dentro per lavare le mani, altrimenti che senso sarebbe entrarci? Sul dispenser del bagno ci sono le impronta di Stasi e i suoi difensori dicono che Stasi poteva lasciare le tracce prima e non possono essere l’indizio della sua colpevolezza. Però con le tracce non è tutto così semplice.
Le uniche impronte trovate sul dispenser sono quelle di Stasi, non ci sono nemmeno le impronta di Chiara, neanche una sola. Le impronta di Stasi però in un certo senso sono anomale: sono due impronta del dito anulare che si trovano in posto improbabile per quello che usa il dispenser.

La sera precedente lui e Chiara hanno mangiato la pizza e ovviamente dopo dovevano lavare le mani. Però allora sarebbero rimaste anche le impronta di Chiara. Se le impronta di Stasi risalgono alla sera precedente questo non spiega l’assenza di impronta di Chiara e perché proprio anulare e in quella anomala posizione. Tutto questo fa pensare che il dispenser era lavato e rimesso al suo posto proprio da Stasi, che lui era l’ultimo a usarlo.

Però c’è anche una traccia mista del DNA di Chiara e sua madre, e quindi sorge una domanda se la traccia poteva rimanere anche dopo il lavaggio del dispenser. Secondo me si e dipende dal posto dove c’era la traccia. Se madre non c’era a casa più di una settimana allora la traccia mista era ben resistente, dispenser poteva essere pulito con l’asciugamano, lavato in parte. Se per esempio io vedo che ho lasciato un’ impronta insanguinata allora con l’asciugamano la tolgo, non preoccupandomi di pulire bene il resto, anche perché non ho tempo da perdere. Ovviamente leggendo la perizia (che non ho letto) si potrebbe avere le idee più chiare.

Però è assodato che le uniche due impronta trovate erano di Stasi. Se ritenerlo innocente allora dobbiamo pensare che all’una di notte lui, prima di andare a casa, ha pulito il dispenser?? E dobbiamo anche pensare che Chiara non ha lavato le mani prima di andare a dormire, che non ha l’abitudine di lavare le mani prima e dopo la colazione? E dobbiamo pensare che l’assassino (terzo ignoto) è entrato in bagno solo per lasciare apposta le impronta delle scarpe? Ma se come pensi tu Luca, l’assassino non si preoccupava delle impronte, come mai non ha lasciato qualche impronta di più anche nel bagno e sul pomo della porta? Intanto, una di più uno di meno, che gli cambiava!

sorianablu ha detto...

@Ivana

Saluti ai tuoi animaletti! A proposito, i siamesi sono i più affettuosi in assoluto, se lo tratti bene lui ti da tutta l’anima. Io però adesso ahimè ho ormai 35 gatti, un bordello... Fra un po’ comincio miagolare pure io :-D
Ma ci sei anche su Fb?

@Tommy

commenti di Luca che hanno messo in evidenza le incongruenze degli indizi portati dalla Procura e dalla Parte Civile. Scusa, ma quando Luca ipotizza che in villetta poteva entrare un serial killer travestito e Chiara, non essendo una monaca ovviamente gli poteva pure aprire la porta a te sembra credibile?? ....

Indizi tutti ritenuti non sufficienti se non addirittura insussistenti dalle prime due corti, ma incredibilmente rivalutati, a mio parere in modo illogico, dalla corte d'appello di rinvio nonché dall'ultimo pronunciamento della Cassazione. L’assoluzione delle prime due corti era basata sui dati incompleti e sulla perizia superficiale e incompleta e dovresti saperlo! Non è corretto rigettare tutte le richieste di approfondimenti delle perizie e su queste basi assolvere imputato. Il compito del tribunale è accertare la verità. E se rifacendo le perizie non è emerso niente a favore del imputato, ma solo nuovi elementi a suo carico quindi non vedo niente di illogico nella sua condanna.

condizionamento mediatico che impedisce di analizzare con obiettività i fatti così come emersi nei vari gradi di giudizio. Io non subisco condizionamento mediatico e cerco di analizzare i fatti in modo obiettivo. Però siccome non sono bionda con occhi azzurri, non sono bocconiana, non colleziono porno, non sono miope, non chiudo il mio cane in garage allora probabilmente mi manca empatia verso il detenuto Stasi.

Luca ha parlato dell'illogicità di alcuni degli indizi e dell'alibi di Stasi ma forse in pochi ricordano…. Io invece vedo illogicità in quello che scrive Luca. E siccome adesso da quasi due settimane leggo tutto sul caso Garlasco io ricordo bene come era incasinata la vicenda, e mi spiace, ma penso che proprio per questo VOI non riuscite adesso a valutare e analizzare i fatti con obiettività.

sorianablu ha detto...

@magica

non penso che siano garantisti fino allo spasimo, lo saranno perchè hanno capito il caso, ma non vuol dire che siano innocentisti a prescindere, Su Luca Cheli avrei qualche dubbio :-D … Io penso che questo caso era molto incasinato e non è arrivata l’informazione corretta e le spiegazioni su tutti gli indizi. Poi, ben vengono gli innocentisti per ogni imputato, gli argomenti devono reggere.

chissa' perchè chi colpevolizza ha sempre ragione, e chi è indagato, puo' dire quello che vuole ma non viene mai creduto se gli inquirenti hanno gia' la loro convinzione?? Su questo concordo. Però nel caso di Stasi la giustizia è fatta.

@Dudù

Grazie per la perizia, cercherò di leggerla e capire almeno qualcosa :-) A proposito fra un po’ saranno rese pubbliche anche le motivazioni dell’accusa e della parte civile depositate in Cassazione.

Non era stato visto anche un suv davanti casa? È stato trovato? si; però adesso non ricordo bene chi era; forse panettiere

Rispettiamo almeno la verità processuale per favore se Stasi non vi convince perché ha l'aria di un colpevole; singolare non lo chiamate omicida. Non ho mai fatto nessun riferimento ai studi di Lombroso. E Stasi si che mi convince, convince che sia il colpevole. E non sulla base della sua aria, ma sulla base di indizi concordanti, perizie e ragionamento logico. Speriamo che rispondendo a Luca Cheli riuscirò a spiegarlo. Quanto alla verità processuale, io ho una mia idea, un po’ diversa da quella degli inquirenti.

neanche un 'ombra vi distrae dal condannare senza prove Guarda, io non è che sono arrivata a pensare che Stasi sia colpevole sulla base di antipatia personale. A me Bossetti sembra più brutto ma chissa perchè penso che sia innocente. Ma spiegatemi meglio che cosa siano le prove. Ho fatto la domanda a Giovanni e non mi ha risposto.

numerose foto pornografiche presenti nel computer =FALSO Non è falso, il suo pc e le chiavette erano piene di porno hard, anche con violenza sessuale. Non c’erano le foto pedoporno, c’erano solo le tracce in cache che potevano rimanere visitando i siti. Il pedoporno è un discorso a parte, perché mica visitando i normali siti porno troverai in cache le simili porcate, ma cmq al momento della consegna del pc ai carabinieri le foto pedoporno non c’erano. Però a quanto pare è scomparsa una chiavetta di Stasi….

"Chiara era diventata una presenza "ingombrante e inutile", forse un ostacolo per le sue perversioni: la vittima avrebbe scoperto - è solo una teoria dell'accusa - le numerose foto pornografiche presenti nel computer del fidanzato. Una "mera ipotesi", di fronte a un movente mai accertato ribatte la difesa, parole condivise ieri dall'accusa.” ma certo che è solo un’ipotesi, ed è ovvio che la difesa parla con questi termini. Però vorrei vedere cosa diranno difendendo una vittima di un omicidio raptus, allora diranno che il movente di raptus non è tanto importante, scommetto.

il cadavere di una vittima solitamente viene rinvenuto scomposto e già la posizione spesso non lascia adito a dubbi C’è sempre la speranza. E se una persona non è proprio stupida allora immagino che abbia letto di reanimazione, coma, delle persone sopravvissute miracolosamente. Cioè si, il primo pensiero possa essere che sia morta e uccisa, ma se non ti avvicini e non vedi che il corpo è freddo e rigido non puoi avere le certezze. Per una persona vicina è normale nutrire le speranze fino all’ultimo. Anche a Fidone Loris sembrava morto, ma è sceso nel canalone e lo ha toccato.

sorianablu ha detto...

Che l'abbia guardata in volto non c'è certezza, di sicuro avrà visto tutti i zampilli abbondanti ovunque e la vittima distesa a terra con il cranio massacrato immobile, una scena simile non lascia spazi a dubbi

Io ho la certezza che non era entrato nemmeno in villetta. Però se immaginarlo innocente allora la scena del delitto di Simonetta Cesarone che hai linkato è diversa. Se lui avesse detto che non ha guardato Simonetta ci avrei anche creduto perché il corpo di Simonetta è steso per terra e si vede da lontano che la situazione è brutta senza avvicinarsi. Chiara però non era stesa per terra ma era sulla scala e se apri la porta, scendi due gradini per forza la vedi sotto anche senza volere. Ci sta che c’è spavento e il panico, ma allora avrebbe detto subito che era spaventato e non l’ha guardata bene e allora si che sotto le sue scarpe sarebbero le tracce di sangue perchè non sarebbe nemmeno tra i suoi ultimi pensieri di ballare sulle punte sui gradini. In panico poi. Lui invece ha detto che Chiara era pallida e in pigiama rosa. Quando in penombra non si vedeva nemmeno il pigiama, perché il corpo era sui gradini con la testa giù e le gambe sopra.

Magica dice “se il fidanzato dormiva spesso con la fidanzata, quel pigiamino lo conosceva… Non credo che la poveretta avesse tutto il corpo coperto di sangue, qualcosa sara' rimasto di pulito.
Si, è rimasto, le gambe immagino. Poi, certo che conosceva il pigiamino, ma non è mica l’unico suo pigiamino, come poteva essere sicuro sul colore? E allora sarebbe stato logico rispondere ai carabinieri “non ho capito come era vestita, non l’ho guardata bene dalla paura e panico, ma ricordo che la sera precedente aveva il pigiamino rosa” Cioè ci sta se una persona si spaventa, scappa e non guarda bene ne viso ne corpo, e ci sta che non capisce che colore è o non ricorda, ma allora LO DICE, non inventa che il pigiama era rosa e viso era pallido. Lui invece lo ha detto due volte e ha cambiato la sua versione SOLO quando i carabinieri gli hanno mostrato la foto e solo quando era già indagato e accanto ai suoi avvocati. Guarda caso.

A Magica: il biancore che vide Stasi non appare in pochi secondi Appare. Le persone si sbiancano in un secondo dalla paura, figuriamoci quando ti stanno massacrando.

Chi crede che trovarsi in una situazione del genere e la parte razionale di noi funzioni regolarmente sbaglia, chi crede si possa analizzare una situazione del genere stà solo peccando di superiorità, una situazione simile è inanalizzabile. Vabbè, tutti psichiatri e psicologi che da anni e secoli studiano e analizzano le situazioni del genere peccano di superiorità, ok. Quanto a me, non ho mai pensato che in una situazione del genere la parte razionale funziona regolarmente, però probabilmente lo pensa Stasi quando cerca di convincerci che lui era attento a non calpestare il sangue. Doveva scegliere qualcosa, o era in panico o era razionale e freddo. Ma solo a voi tutto quadra.

E questo stà dicendo Gilberto a suo modo con l'eleganza che gli è propria.
Gilberto è una persona intelligente senza dubbi e non superficiale, però è un essere umano come tutti i noi e può nelle sue valutazioni anche sbagliare. Io ogni tanto lo leggo e non sempre sono d’accordo su tutto, anche se è sempre interessante leggere una persona pensante e non banale. Quanto alla psicologia-psichiatria, io ho impressione che Ursula Franco sia più preparata e abbia più competenze. :-)

Poi, a me non sembrano le domande di Ivana fuori luogo, anzi, sono le normale domande di una persona che cerca di capire qualcosa, le domande che poniamo tutti noi. E ritengo normale cercare di trovare le risposte, e le risposte si che ci sono.

sorianablu ha detto...

@Luca Cheli

Comunque tienti pure le tue convinzioni e goditi la condanna di Stasi, che ti darà tanta, tanta soddisfazione e felicità.

Grazie. Certo che sono contenta che la giustizia è stata fatta, non spesso capita, eh! E’ solo la seconda soddisfazione dopo l’assoluzione di Amanda e Raffaele. Se magari a Guedè avessero dato l’ergastolo sarei ancora più contenta, ma va bene così….

ho un'estrema sfiducia nel sistema giudiziario di questo paese e nei suoi inquirenti di ogni ordine e grado.

la mia sfiducia non è ancora arrivata ad “estrema”, io ancora qualche piccola speranza nutro…. Però Cedrangolo ha deciso di non lasciarmi manco quella piccola :-D

io non condannerei mai nessuno se non di fronte a qualcosa che sia molto ma molto vicino ad una certezza assoluta

Per me è il caso di Stasi.

auguro di cuore a tutti quelli che invece dispensano condanne virtuali con faciloneria e anche piacere di trovarsi loro una volta vittime del sistema e magari allora si renderanno conto di quel che voglio dire.

Faciloneria? ... boh, non credo. Almeno di sicuro non in questo caso, io adesso cerco di leggere tutto il possibile, ormai da quasi due settimane. Trovarsi la vittima di un sistema non è difficile, ma tu non puoi sapere che esperienze nella vita abbiano fatto i tuoi interlocutori.

Il corpo giù per le scale lo può mettere solo Stasi perché uno sconosciuto se ne sarebbe fregato di muoverlo?

....O_O ...Stasi è condannato NON SULLA BASE DI DOVE ERA TROVATO IL CORPO! Però mi pare strano che neghi le evidenze, l’esistenza di STUDI forensi di psicologia e psichiatria che studiano anni e anni i comportamenti umani. La tua difesa di Stasi somiglia arrampicata sugli specchi, scivoli ma lo stesso vai avanti.

sorianablu ha detto...

@Giovanni Nuvoli

Prendiamo atto che il Procuratore in Cassazione (persone generalmente non inclini alla assoluzione) aveva dei dubbi grandi come un palazzo.

Su Cedrangolo scriverò un po’ più avanti :-), vorrei prima demolire tutti gli argomenti di Luca Cheli :-D Tu però a differenza di Luca, hai la fiducia incondizionata nei procuratori generali?

la tua visione Ivana, porta alla colpevolezza di Alberto Stasi. Dovresti valutare piu' ampiamente quanto precedentemente esposto da chi partecipa a questa discussione

E se porta quale sarebbe problema e perché sia sbagliata?? Ivana immagino valuta ampiamento anche quello esposto da me in quella discussione :-) Oppure da considerare solo quelli che credono a Stasi, anche quando fanno gli errori e costruiscono castelli immaginari con marziani assassini?

Qua si puo discutere per anni di pigiami sexy, pedali di bicicletta, del martello che non si trova, del sangue assente nelle suole delle scarpe, delle foto sexy nel computer di Stasi (direi embe!?),del fatto che non si e' agitato abbastanza, che si e' comportato in modalita non coerente con quanto un pincopallino ritiene sia coerente, ma MAI esiste la possibilità reale di dichiarare Alberto Stasi colpevole.

Secondo me Stasi si è comportato coerente a quello che è. Pincopallini per te sono psicologi e psichiatri e va bene così. Però Stasi non era condannato sulla base del suo comportamento, ma sulla base di un quadro indiziario concordante e sulla base del ragionamento logico. Non sei d’accordo, ok, ma almeno Luca fa qualche altra ipotesi su un possibile colpevole, tu invece no. Vorrei leggere le tue ipotesi, almeno avrò qualcosa da replicare :-D


sorianablu ha detto...

@Luca Cheli

5) LE TRACCE SUI PEDALI

Sui pedali della bicicletta di Stasi (Umberto Dei, modello Giubileo 51, colore bordo) vengono trovate tracce del DNA di Chiara, l'accusa dice che è sangue della ragazza, la difesa che si tratta di sudore o saliva.

non c'è nessuna prova che si trattasse di sangue: il test specifico per l'emoglobina diede esito negativo, ma come al solito si giustifica l'unica cosa sicura (test specifico negativo) con scuse quali deterioramento e progressiva riduzione della traccia per effettuazione di altri test, e si arriva ad affermare che è sangue ... per esclusione (già visto pure questo su di un certo coltello).

Non c’è nessun paragone tra “un certo coltello” e le tracce sui pedali! Il coltello era in uso e poteva avere le tracce, i pedali NON sono un oggetto di uso. Chiara non usava la bici di Stasi e non è possibile spiegare la presenza di sue tracce sui pedali di Stasi. Se Stasi afferma che quella mattina non ha preso la bici allora l’ultima volta risale a molti giorni prima.

Una volta hai ipotizzato che poteva essere il sudore, chè Chiara poteva toccare le pedali con le mani sudate (??). Posso dirvi, che io tutta la vita uso la bicicletta, ma non penso che troverete sui pedali le mie tracce, però la bicicletta è mia. Non immagino la situazione dove Chiara poteva lasciare il sudore sui pedali, e per di più la quantità notevole che era rimasta perfino fino alla perizia. Oltre tutto sappiamo che la bicicletta Umberto Dei era lavata. E non solo lavata con l’acqua, ma i pedali (quelli cambiati) erano lavati con candeggina.
Luca Cheli, mi sono accorta che mi rispondi non leggendo quello che scrivo. Perché se avessi letto non avrei dovuto scrivere sempre le stesse cose, perché dal tuo commento sembra che manco sapevi di candeggina. Ripeto: Il professor Capra ha dichiarato che la bici di Stasi ERA LAVATA. Quando lui aveva analizzato quella bici si era subito insospettito perchè i pedali della bici di Stasi sono stati non solo lavati, ma quasi corrosi da candeggina (o qualche altro simile prodotto industriale tipo acido muriatico) Prof. Capra ha dichiarato che sui pedali non era presente nemmeno un granello di polvere, pur essendo, dalle dichiarazioni di Stasi, la bici che usava sempre. Pedali erano intonsi e disinfettati. E nonostante questi trattamenti chimici, sui pedali erano rimaste le tracce di Chiara.

Nemmeno Stasi ha ipotizzato qualcos’altro, ha detto che forse sono le tracce di mestruazione, il che è assolutamente ridicolo. E infatti, il pm che lo interroga va su tutte le furie da una simile cavolata. Stasi non ha mai detto che le pedali erano cadute e siccome lui non sapeva cosa fare era Chiara ad aggiustare la sua bici! Come si sa lui lasciava la bici davanti al cancello, non la portava dentro casa. Fare l’ipotesi che su tutti i due pedali c’era la saliva è ancora più ridicolo. Nessuno ha mai detto che Chiara aveva l’abitudine di sputare sul pavimento! Possiamo fare ancora mille ipotesi, ma c’è differenza tra un ipotesi plausibile e un ipotesi artificiosa, inconsistente e poco convincente, che si chiama normalmente “l’arrampicata sugli specchi”.

TommyS. ha detto...

Dudù

Grazie per il link. Non l'avevo in effetti letta, anche se le motivazioni del GUP Vitelli ne riportano ampie sintesi.

Concordo con te sul fatto che spunti interessanti vi siano anche in relazione al caso di Yara. Eventualmente possiamo parlarne in commento all'altro articolo.

Luca Cheli ha detto...

@Sorianablu

No, non ti leggo per esteso perché ... perché c'è una differenza incolmabile di principio tra noi due che rende quello che scrivi inutile per me.

Ciò che contesto al processo indiziario è che le cose devono essere provate positivamente ed inconfutabilmente, non dedotte con logiche più o meno condivisibili.

Questo vale per gli aspetti comportamentali, che per me sono insondabili ed inconoscibili (la psicologia non è una scienza esatta e per quanto sicuramente sia usata a livello giudiziario, io la userei solo a livello molto vagamente consultivo), ma soprattutto per quelli scientifici/materiali.

Che sui pedali di quella bici ci fosse sangue DOVEVA essere provato con un test confermativo (tipo emoglobina) e non dedotto perché non si riesce a immaginare che la Signorina Chiara Poggi oltre a non aprire la porta agli sconosciuti non sputava sui pedali e nemmeno li toccava con mani sudate.

La domanda del PM a Stasi è la classica domanda ingannevole per indurre il sospettato (ovviamente già considerato colpevole) a fare dichiarazioni compromettenti.

Stasi si lascia indurre a credere che ci fosse il sangue di Chiara su quei pedali e cerca di spiegarlo in modo ridicolo tanto quanto Raffaele Sollecito cercò di trovare una spiegazione per il sangue di Meredith Kercher sul famoso coltello quando con analoga tecnica gli dissero che c'era.

Luca Cheli ha detto...

Un'ultima cosa, ma proprio l'ultima perché poi ne ho abbastanza.

Nell'ambito del processo Kercher ho avuto modo di corrispondere con diversi biologi e genetisti USA e una cosa che mi ricordo ripetuta all'infinito (e che riguardava le presunte pulizie, sia il coltello che le supposte impronte fatte col sangue) è che se pulisci (specialmente "a immersione") con la candeggina di trovare del DNA te lo scordi.

Quindi se quei pedali sono stati lavati con candeggina, addirittura fino al punto di "corroderli", il DNA della Poggi non avrebbero mai potuto trovarcelo ... a meno che non abbia un'origine simile a quello di "Bossetti" e che sia stato aggiunto ex-post.

In generale però, per quanto abbia una buona opinione di Capra, penso anche che alla fin fine tutti i periti tendano a dire quello che vuole chi li paga.

Luca Cheli ha detto...

E per chiarirci, per me i CT della Pubblica Accusa sono pagati dalla medesima, anche se a volte solo in senso figurato.

Dudu' ha detto...

Luca
:-) qui al nord si usa dire "Attacca il musso dove vuole il padrone" , norma condivisa dai più purtroppo.

Sorianablu
Mi dispiace ma il tuo modo di argomentare, che segue un processo inverso non mi piace e non lo capisco. Abbiamo ben capito che sei una bravissima criminologa ma non capisco che bisogno c'è di ribattere punto su punto (letto le prime righe ho lasciato perdere, mi spiace ma di meglio non riesco fare).

Ivana ha detto...

Se ciascun perito può permettersi di INTERPRETARE I DATI SCIENTIFICI in base agli interessi di parte, vuol dire, appunto, che esistono molteplici interpretazioni scientifiche possibili e lecite; credo che i periti dovrebbero, invece, preoccuparsi soprattutto di saper quantificare esattamente il margine di errore nelle analisi da loro compiute con metodi diversificati e dovrebbero saper spiegare in modo chiaro e inequivocabile ogni passaggio del lavoro svolto; soprattutto dovrebbero essere i giudici, il cui giudizio dovrebbe essere "super partes", a nominare sempre esperti di loro fiducia, perché ritengo sia “possibile definire il metodo scientifico non come la via verso la certezza indubitabile, ma come un approccio critico che si muove a passi di razionalità. Questo perché, anche se non esiste un metodo in grado di garantire l'assoluta certezza o verità, è però possibile costituire un sapere giustificato o allo stato attuale condivisibile.”
Ritengo che siano ricchi di spunti di riflessione sia il documento segnalato da Dudù (che ringrazio), sia le pagine web del sito, che mi pare si avvalga talvolta della “consulenza” della criminologa Ursula Franco, segnalate da Sorianablu (da me già ringraziata in un mio messaggio precedente); in particolare ritengo interessante, anche se, (considero io) di valore scientifico solo “orientativo” e “discutibile” (però qui gli psicologi direbbero che chi non considera la psicologia una scienza non conoscono che cosa sia la psicologia e quali metodi scientifici usi)il contenuto del seguente link:
https://malkecrimenotes.wordpress.com/2013/11/19/analisi-della-telefonata-di-alberto-al-118-stasi/

Penso faccia riflettere molto quanto si legge a pagina 110:
“Non è scientificamente corretto affermare che sulla suola delle scarpe di Alberto Stasi sia assente sangue umano di Chiara Poggi solo perché le indagini effettuate hanno dato risultato negativo. Il giudizio che si può dare è che non è stata rilevata la presenza di sangue umano in quantità tale da superare i limiti di sensibilità dei metodi utilizzati.
Vero è che la riportata negatività del test del luminol effettuato sull’intera superficie della suola delle scarpe di Alberto Stasi dal C.T. del PM è assai suggestiva, in considerazione della grande sensibilità del metodo.”
Mi sembra un ragionamento simile a quello che pare abbia fatto Giardina durante un’udienza relativa al processo Bossetti:
Se non si è trovato il Dna mitocondriale non vuol dire che non ci sia, ma è vero che il DNA nucleare è l’unico, sulla base delle nostre attuali conoscenze, ad avere valenza identificativa di una persona.

Sulla questione del “martello” mi sembra che sia stato considerato compatibile con l’arma del delitto:
http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2014/09/27/news/i-periti-chiara-poggi-uccisa-con-un-martello-1.10012125

Dudù, avevo già ammesso di aver commesso l’errore di considerare evidente ciò che era tale per me (come ribadisco, soprattutto a me stessa, mai si deve per “ovvio” ciò che a noi appare tale).

Ivana ha detto...

Precisazione:
Penso faccia riflettere molto quanto si legge a pagina 110 della "PERIZIA MEDICO-LEGALE" segnalata da Dudù

sorianablu ha detto...

Ciao a tutti, ancora non vi ho letto nemmeno e sono di corsa e quindi vi leggero solo domani..... però volevo dire che

ho iniziato a leggere la perizia e la prima sorpresa è l’ora del decesso. Cioè sapevo sempre che non è una cosa facile da stabilire e ricordo le parole dette da dott. Ranalletta che l’ora del decesso è la pietra tombale del medico-legale.... Però risulta che lo scontro non avviene solo tra medici di accusa e difesa, ma tra gli stessi periti del Gup (come in questo caso) e semplicemente usando diversi metodi che si basano SOLO sulla temperatura rettale. Cioè come si capisce, non hanno ancora stabilito quale metodo è migliore e più preciso. E la discrepanza di vari metodi (i quali ripeto si basano SOLO sulla temperatura dell’ambiente e temperatura rettale) è circa 8 ore, aver trovato il corpo solo dopo 5 ore dal decesso.

Cioè se prendiamo il caso di Chiara e l’ora della morte stabilita da altri fattori (contenuto gastrico, tapparelle abbassate, non rispondere alle chiamate, letto disfatto, etc ) alle 9.30 circa, vediamo con stupore che perfino trovando il corpo dopo sole 5 ore (cioè non giorni, settimane o mesi) non è possibile stabilire niente di preciso. Il medico è arrivato alle 14,15, la temperatura era presa alle 17.00 e risulta che l’ora della morte potrebbe essere tra 7.00 e 14.30!!! ....

Allora mi viene in mente il caso di Loris. Scusate, ma come mai dott. Iuvara ha stabilito la morte di Loris tra 8.30 e 10.00???? Il corpo di Loris era trovato ancora più tardi (alle 17.00) e la temperatura era misurata ancora più tardi (alle 21.00), ma la margine del decesso non è 7 ore come nel caso di Chiara, ma 1,5 ??? Qui non ci sono d’aiuto le tapparelle, letto, chiamate come in caso di Chiara, però lo stomaco era vuoto e quindi si dovrebbe pensare che il bambino non era ucciso subito dopo la colazione! Beh,.... Vedo che è molto utile e interessante leggere le perizie. Ma anche i giudici le leggono, secondo voi?


sorianablu ha detto...

ah, dimenticavo,... ho trovato un nuovo documento, nn so se lo avete letto:

http://www.penalecontemporaneo.it/upload/1332434613APPELLO_CASO_GARLASCO.pdf

TommyS. ha detto...

Ivana

Sulla questione del “martello” mi sembra che sia stato considerato compatibile con l’arma del delitto:
http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2014/09/27/news/i-periti-chiara-poggi-uccisa-con-un-martello-1.10012125


Un conto è un articolo di giornale un altro sono le motivazioni della sentenza di condanna nell'appello di rinvio. In queste difatti non si parla in alcun modo dell'arma del delitto. Solamente in un brevissimo passaggio si accenna al martello da carpentiere scomparso a detta del padre di Chiara (dopo diverse settimane). Ma una disamina sull'arma del delitto sarebbe stata necessaria perché Chiara non è stata uccisa a mani nude (stranamente l'esame istologico dei polmoni aveva evidenziato una possibile asfissia) ed allo stesso tempo nessun oggetto insanguinato compatibile con le ferite è stato mai trovato. I periti del GUP espressamente avevano escluso la compatibilità di un martello da carpentiere con un'estremità a coda di rondine e ciononostante la Corte d'Appello lo rende comunque compatibile senza apportare alcun elemento tecnico a supporto.

Dudu' ha detto...

Una cosa
Mi sento di dire, a fronte di aver trovato una ragazza in quelle condizioni, le indagini sono state condotte malissimo, la Corte imputa a Stasi di aver deviato le indagini, ma non può essere questa una giustificazione, loro non devono guardare in faccia nessuno e proseguire scientemente nel loro lavoro, scoperto che nella casa c'era una vittima dovevano intervenire a congelare la scena, se pensiamo che è stata disseppellita per le impronte digitali, e di per sé è la cosa meno grave, che dire, si rimane senza parole.

Ora, verità non ne ho e la mano sul fuoco non la metto per nessuno, si deve condannare con le Certezze a garanzia di una intera Nazione,ma ,e dico ma,se con l'ultimo processo si è potuto dimostrare abbia veramente messo in atto una serie di depistaggi e gli stessi giudici sono certi del risultato ottenuto,- abbia ucciso- in quel modo ed è stato escluso veramente che altri soggetti ci fossero sulla scena, se ha ucciso e poco dopo era sul computer a lavorare , e qui ci sta l'eventualità - a mente lucida abbia depistato- sembra impossibile crederlo, preso atto che il comportamento tenuto al computer quella mattina era quello dei giorni precedenti - ed è stato accertato, la conclusione può essere che è stato assicurato alla giustizia un potenziale serial killer.

Ma sembra impossibile anche che abbia retto ad un interrogatorio iniziato nel primo pomeriggio e conclusosi la mattina del giorno dopo, non credo gli abbiano dato caramelle in quella notte.

Al tempo, la bicicletta entrata nell'ultimo processo era stato appurato che stava in un magazzino allarmato ed era stato appurato che in quel periodo nessuno l'aveva spento.il carabiniere accusato di falso aveva interesse depistare? La risposta dovrebbe essere no in virtù della divisa che perlomeno a quel tempo portava.

Dall'altra, perché si arriva dopo 7 lunghissimi anni ad analizzare il materiale sotto le unghie? Ma anche il capello trovato, poco importa dei timori della difesa, ma che importa cosa pensavano o temevano, si doveva analizzare,

se non lo si fà con quale coscienza si può dire che altri soggetti non noti erano sulla scena?

Quindi non si spendono 2 euro per un capello ma 20 per una falcata straordinaria,

sembra piuttosto ,quasi, che erano ben altri i soggetti che han voluto depistare, che non hanno voluto accertare la verità.

Altro ché Stasi.

Poi si vien qui a scrivere che la difesa non voleva analizzare, ma per favore,

la domanda da porsi è

perché non l'ha fatto ,

non l'ha voluto l'accusa per ben 7 lunghi anni?

Si accettano risposte logiche, grazie.

TommyS. ha detto...

Dudù

C'un fatto che non mi torna e che ho rilevato dalle motivazioni della sentenza di appello di rinvio.

Da queste si possono estrarre le conclusioni sulla perizia genetica effettuate sul capello rinvenuto in mano alla vittima.

a) le analisi condotte sul fusto del capello rinvenuto nella mano sinistra della vittima Chiara Poggi non hanno permesso di evidenziare alcuna sequenza di DNA mitocondriale;
b) parimenti, le analisi condotte sul DNA estratto a suo tempo dal RIS di Parma dal bulbo della stessa formazione pilifera non hanno fornito risultati per il DNA mitocondriale:


Questa proprio non la sapevo! Ma come, il RIS di Parma è in possesso di un capello con bulbo repertato sulla scena del crimine, apparentemente sembra essere riuscito ad estrarre nDNA da quel bulbo, ma dell'eventuale genotipo nucleare nessuno ne ha mai parlato? Erano riusciti ad arrivare alla tipizzazione di un numero sufficiente di marcatori? Coincidevano con quelli dell'imputato? Qualcuno ne sa qualcosa?

Dudu' ha detto...

TommyS
Anch'io ieri mi son adoperata nella ricerca,
Il capello venne analizzato nel 2007(?) (data?), esito negativo, il capello si presentava intriso di sangue, idem per materiale ungueale parzialmente analizzato(data?) e figlio di n.n

"Con riguardo alla struttura pilifera di circa centimetri 1,2, con
struttura morfologica diversa da quelle della vittima in relazione al quale
il Consulente del P.M. effettuò l'analisi del solo DNA nucleare, con esito
negativo, la Parte Civile ha richiesto a fini comparativi ed identificativi lo
studio del DNA mitocondriale, “metodica di elezione con possibilità di
riuscita pari almeno al 50% in concreto”.
Quanto ai reperti ungueali della vittima, parzialmente analizzati, ha
richiesto l'analisi estesa alle evidenze biologiche compiutamente
caratterizzate dal punto di vista genetico identificativo. "

Poi , per scrupolo faccio una ricerca sul carabiniere che avevo perso di vista e scopro che
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/10/delitto-garlasco-alla-cassazione-la-parola-definitiva-su-otto-anni-di-processo-tra-perizie-e-indagini-anomale/2292310/

Dudu' ha detto...

Questi risultati
che ho postato erano stati presentati nel primo grado di giudizio,(2009) la parte Civile aveva fatto richiesta di analisi mitocondriale, non è stata accolta, idem nel secondo, ugualmente in appello, il procuratore aveva motivato che di già le prime analisi non avevano dato esito per il dna del capello , in una intervista recente ma non recentissima Capra aveva detto che per il materiale ungueale si era proceduto al restante materiale ottenendo 5 marcatori su 9 minimi necessari per l'identificazione, per il capello non c'era più nulla...dopo 7 anni!
Quindi , concludo che la domanda che ho postato ieri era super lecita! E i risultati da te postati ovvi :-(

sorianablu ha detto...

@Luca Cheli

No, non ti leggo per esteso perché Ma certo, tu da anni sul caso Stasi costruisci inverosimili castelli in aria e non è facile rinunciare così su due piedi dal tuo hobby, ti capisco :-D :-D

Ciò che contesto al processo indiziario è che le cose devono essere provate positivamente ed inconfutabilmente, non dedotte con logiche più o meno condivisibili

Non avrei niente in contrario contro questo concetto, …. però che cosa è una prova inconfutabile? Esiste? Mi fai qualche esempio? Io ricordo SOLO un caso, quando Pizzocolo ha filmato l’omicidio. Tutto il resto, qualsiasi altra prova possa essere contestata e proprio per questo ci vuole un quadro indiziario concordante. E NON SI PUÒ assolutamente fare a meno di ragionamenti logici. E LO CONFERMA LA PERIZIA CHE ADESSO NOI TUTTI LEGGIAMO.

Risulta che l’ora di morte non si può stabilire con certezza, risulta che per il sangue due metodi danno falsi positivi, ma il terzo, all’apparenze più sicuro, da falsi negativi. Ma se il campione è piccolo allora dobbiamo fare la scelta che metodo usare e possiamo essere sempre contestati! Il campione si esaurisce e siamo fritti. Quindi viene in aiuto la prova logica.

Cioè quando dici che non si sa se Chiara non sputava sul pavimento hai ragione solo all’apparenza. Perché per iniziare a ragionare dobbiamo capire la personalità della vittima. Se la bici fosse dentro un appartamento sporco e la ragazza in questione fosse una bulla allora certo che potrebbe anche sputare sul pavimento della casa propria o sui pedali della bici del fidanzato. Ma se la bici non era usata spesso, se la bici rimaneva dietro il cancello della villetta pulita e la ragazza era educata e ordinata allora posso escludere che poteva sputare sul pavimento.

Se la scienza ci da la margine di 8 ore dell’ora di morte allora dobbiamo iniziare a ragionare: la colazione era iniziata e non finita, e dall’autopsia risulta che non era digerita; le tapparelle non erano alzate, il letto ancora disfatto, vestita in pigiama, le chiamate senza risposta. Dalla tracce davanti all’entrata posiamo dedurre che l’aggressione era quasi immediata, quindi subito dopo le 9.12-9.14 e quindi l’ora di morte va collocata alle 9.20-9.30. E se questo ragionamento non contraddice alla prova scientifica allora ci siamo. E a proposito sia la difesa che la parte civile la collocava sempre là.

Io sono assolutamente d’accordo con la Cassazione quando dice che gli indizi devono essere valutati NELL’ INSIEME, e devono essere CONCORDANTI. Nel caso di Stasi ci sono, e nella stessa direzione va il ragionamento logico. Il lavoro di un investigatore SI BASA sul ragionamento logico, il resto va a supporto.
Lo stesso Vitelli non ha assolto Stasi con la formula piena, ma con dubitativa, con quello che prima si chiamava “per l’insufficienza delle prove”. La Corte D’Appello ha sbagliato a respingere le richieste dell’approfondimento delle perizie chieste dalla parte civile e accusa, COME SI PUÒ ASSOLVERE UN IMPUTATO RIFIUTANDO DI APPROFONDIRE ACCERTAMENTI? Se era palese che le indagini erano fatte male e incomplete come si può non voler approfondire? Inutile che adesso dite che se era due volte assolto allora forse è innocente .... eh no, cari, gli accertamenti dovevano essere fatti meglio e la perizia non doveva escludere due gradini della scala. E infatti, la seconda Core D’Appello ha valutato tutti gli indizi insieme e ha aggiunto i nuovi elementi. Tutti nuovi elementi hanno solo confermato l’ipotesi dell’accusa. Però potevano anche smentire, no? Quei 5 marcatori sotto le unghie potevano anche non corrispondere a Stasi, la taglia delle scarpe poteva essere diversa, poteva non avere la bici nera (io per esempio non ho mai avuta una nera!) e anche i pedali potevano essere originali; e sui pedali potevano non essere le tracce di Chiara, e capelli nella mano di Chiara potevano appartenere a un terzo soggetto. Però niente.

sorianablu ha detto...


@Luxa Cheli

Io posso anche capire quando qualcuno dice che gli indizi sono insufficienti, ma non capisco assolutamente se lo credono innocente. Lo spiego solo che non abbia ragionato bene su tutti gli elementi nell’loro insieme. Tu cerchi di trovare qualche altra spiegazione, però dovresti rimanere con i piedi per terra, per non fare delle ipotesi su marziani e poliziotti volanti.

aspetti comportamentali per me sono insondabili ed inconoscibili (la psicologia non è una scienza esatta e per quanto sicuramente sia usata a livello giudiziario, io la userei solo a livello molto vagamente consultivo) ---- Stasi non era condannato sulla base del suo comportamento, anche se ovviamente ha influenzato. E sono d’accordo che la psicologia deve essere usata a livello consultivo, come un tassello aggiuntivo. Poi, un conto sono gli opinioni di psicologi, basati sugli studi e lunghi anni di esperienza professionale (come Ursula Franco, Massimo Picozzi), ma tutt’altra cosa quando per psicologi si spiacciano ignoranti e fanno ricostruzioni inverosimili (come nel caso Panarello).

se pulisci (specialmente "a immersione") con la candeggina di trovare del DNA te lo scordi ------ questo non lo so, io ripeto solo quello che ha detto prof. Capra! Se mi capita qualche biologo allora chiedo, ma come ho capito nemmeno in biologia tutti pensano uguale e valutano gli stessi elementi allo stesso modo, e l’esempio è il Dna di Bossetti ....

Sulle scarpe Frau e Geox però avevi ragione tu, Frau non è di Geox. Era scritto così in un articolo e non ho verificato, forse la questione delle scarpe è talmente incasinata che non si capisce niente. So che un paio di scarpe erano buttati via, Stasi dice che li ha buttati a Londra, ma lo scambio di sms con Chiara lo smentisce sembra.

@Ivana

Il caso del DNA di Bossetti è diverso. Non si può dire che se era il DNA nucleare allora c’era anche il mitocondriale, cioè si, doveva essere, ma non è che manca, C’È ma appartiene a un ALTRO soggetto!! Cioè da una cellula normale si può estrarre sia nuDNA che mtDNA appartenenti alla stessa persona, ma se estrai improvvisamente il nuDna di Ignoto1 ma mt Dna di Ignoto2 allora c’è qualcosa che non va, perché un simile miracolo non esiste nella natura. Poi, se sai che il mtDNA si conserva molto meglio del nuDna le domande sorgono ....
Cioè il caso di Bossetti per me è un esempio lampante. Io sono partita credendo che è colpevole perché credevo come tutti che la priva del Dna è una prova insormontabile. Ma risulta che non è cosi. Poi, nel casi di Bossetti anche il ragionamento logico ci porta dall’ altra parte. L’aggressione a Yara non è l’aggressione sessuale di un pedofilo e collocare Bossetti nel ruolo di uno perverso sadico mi viene difficile, non vedo nessun elemento a supporto.

sorianablu ha detto...

@Dudù
Non basterebbero dieci pagine per elencare tutte le lacune delle indagini Basta dire che per prendere le impronta digitali di Chiara dovevano riesumarla! Non hanno nemmeno misurato il tempo necessario per arrivare con la bici da casa di Chiara fino a casa di Alberto. Questa misurazione era chiesta dal giudice del primo processo!

Ma sembra impossibile anche che abbia retto ad un interrogatorio iniziato nel primo pomeriggio e conclusosi la mattina del giorno dopo

Gli interrogatori di Stasi erano: 16.00-19.30; 23.45-04.05; 04.25 -07.00; Non vuol dire che tutto questo tempo rispondeva alle domande, spesso l’interrogato aspetta quando nella stanza accanto decidono che domande fare. C’era scritto che un sott'ufficiale dei carabinieri ha rivelato che nel corso degli interrogatori del 2007 sarebbe stato "frenato" nel momento in cui le domande a Stasi si facevano più serrate. C’è un sospetto che Stasi è stato in qualche modo protetto, ma ancora non ho capito se sia vero.

gli stessi giudici sono certi del risultato ottenuto ---- Si, e anche la parte civile, e non hanno nessun dubbio. Fra poco potremmo leggere le loro motivazioni. So che questi documenti erano mandati a un sito, ma ancora non sono pubblicati.

è stato escluso veramente che altri soggetti ci fossero sulla scena ---- Si. Sulla scena del delitto non ci sono le tracce di estranei, niente di niente. Non era il tentativo di furto, la porta non era forzata, non era portato via niente da casa e nemmeno spostato; L’unico oggetto scomparso da casa è il martello, compatibile con le ferite descritte in autopsia. Dalla finestra della cucina si vedeva benissimo chi stava davanti al cancello e ovviamente in un pigiamino sexy lei non avrebbe mai aperto la porta a nessuno, avrebbe messo qualche gonna e maglietta.
Stasi e i suoi difensori puntavano il dito su cugine di Chiara. Però tutte le due erano all’epoca anoressiche, e una perfino sulle stampelle. Non avrebbero potuto alzare manco un cucchiaio, altro che fare 15 colpi con martello.

se ha ucciso e poco dopo era sul computer a lavorare ---- ma certo, doveva procurarsi un’alibi e quindi accendendo il pc ha fatto esattamente quello che faceva ogni giorno. Dopo le 9,36 guarda alcune foto porno e fa partire il film porno, alle 10.05 guarda ancora alcune foto porno; Alle 10.20 comincia a scrivere le tesi e fino alle 12.20 riesce a scrivere circa due pagine.

è stato assicurato alla giustizia un potenziale serial killer. ---Penso che è solo una persona predisposta a scatti di ira incontrollabili, nervosa, perversa e gli farà solo bene i colloqui in carcere con uno psicologo.

sorianablu ha detto...

il carabiniere accusato di falso aveva interesse depistare? ----Quel carabiniere non è proprio un modello di comportamento, era condannato a due anni e 8 mesi per favoreggiamento della prostituzione e peculato. Dicevano che era un amico di padre di Stasi, ma forse lo conosceva solo perché il padre aveva un negozio di autoricambi. Nel magazzino ci sono recati insieme con il padre di Stasi.

perché si arriva dopo 7 lunghissimi anni ad analizzare il materiale sotto le unghie? ---- Perché le indagini erano fatte male. E perché la Corte D’Appello nel 2011 ha rigettato un lungo elenco di approfondimenti delle perizie chieste dal PG e parte civile: sulla camminata, sulla bici nera, sui capelli e unghie. Alcune richieste erano rigettate perfino con le motivazioni inesistenti.
Però a me sembra strano che la richiesta di approfondimenti non era fatta anche da difensori di Stasi, che loro erano contrari. Perché SE loro credono che non è stato Stasi allora è logico pensare che capelli nella mano di Chiara e le tracce sotto le unghie potrebbero portare a un terzo soggetto e assolvere Stasi!!

Abbiamo ben capito che sei una bravissima criminologa...---- …ahaha, ho capito che la tua è una battuta, ma faccio finta di nn averlo capito…. :-D Poi, se perfino bruzzone è criminologa allora noi tutti qui non siamo di meno :-D :-D :-D
Poi, se mi legge qualcuno bene, se no pazienza :-) Forse un giorno imparerò ad essere laconica per alleggerirvi il compito ....

Dudu' ha detto...

TommyS
Portera e Capra sul " pelo di gatto ma anche no ? Simil capello?? Biondo o bruno? Castano"
Da 1.51.30
https://youtu.be/7ZW9ljQqTuk

Sorianablu permettimi un'altra battuta, la tua simpatia ti salva, sto morendo dal ridere !
Saresti perfetta per le autopsie psicologiche!
Li nessuno potrebbe smentirti !!! :-) :-) :-)

Luca Cheli ha detto...

Io resto dell'idea, che poi credo sia alla base di ogni critica al concetto stesso di processo indiziario, che un processo basato su indizi sia aperto a troppa soggettività.

Gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti.

Già ma chi decide siano tali?

I giudici, e sulla base di che criteri?

La dottrina dà delle definizioni di massima, ma non ci sono regole quantitative precise, né probabilmente ci potrebbero essere.

Quindi alla fine ci troviamo a fare i conti con la soggettività (o il libero convincimento, che fa più fine) del giudice.

Se i giudici fossimo stati io o Gilberto, Stasi sarebbe stato assolto, Sorianablu l'avrebbe condannato ... alla fine dipende da chi ti capita.

E non pensate che i giudici togati ne sappiano di più: conoscono la procedura molto meglio e così pure le norme per la dosimetria della pena, ma quando devono decidere "colpevole o innocente" il loro ragionamento vale quanto il nostro.

E d'altronde, tranne che in Cassazione, la maggioranza del collegio giudicante in questo tipo di processi (escluso il primo grado dei riti abbreviati) è formato da giudici popolari, che per definizione sono gente come noi.

Se le autopsie non riescono a fissare margini di errore utili e credibili sull'ora della morte, se addirittura non forniscono certezze sulla causa della morte, se i test ematici danno risultati contraddittori (non parliamo di quelli apertamente negativi), per me ci si trova davanti ad un deficit cognitivo che per definizione impedisce di giungere alla certezza oltre ogni ragionevole dubbio.

Sul tema si può continuare a discutere all'infinito, ma proprio la valutazione opposta sugli elementi indiziari dimostra che la valutazione non può che finire per essere soggettiva.

Ivana ha detto...

Luca, ho letto gli atti inerenti alle sentenze di primo e secondo grado (e ringrazio Sorianablu per la segnalazione) e ho condiviso abbastanza l’impugnazione della parte civile;

poi ho trovato questo documento:

http://www.giustiziami.it/gm/wp-content/uploads/2013/11/Stasi1.pdf

inerente alla “Corte Suprema di Cassazione prima sezione penale”
e ho condiviso la richiesta di annullamento della sentenza d’appello da parte del Procuratore Generale (al punto 9) e, poi, della Parte Civile (per mezzo dell’avvocato Tizzoni).
Ritengo che le due sentenze di primo e di secondo grado abbiano sottovalutato la gravità degli indizi e la loro convergenza, abbiano evitato gli approfondimenti richiesti (soprattutto dalla Parte Civile), abbiano agito quasi “pilatamente”, in modo superficiale, dandomi la percezione che abbiano voluto evitare assunzioni di reale responsabilità (reputo MOLTO più semplice e MOLTO meno impegnativo assolvere, piuttosto che continuare, prima di emettere un verdetto, a faticare nell'approfondimento dei dati e piuttosto che assumersi grandi responsabilità nella ricerca minuziosa della verità dei fatti).

Non è vero che non ci siano dati oggettivi riguardo alle altre ipotesi prese in considerazione:

1) Nulla è stato rubato se non due teli (due asciugamani) e non so perché non sia stato considerato il fatto che è sparito il martello dalla casa di Chiara (Forse il padre non se n'era ancora accorto?)


2) NON c’è stata alcuna violenza sessuale

3) È stato constatato che Chiara non era odiata (nella ristretta cerchia di amici che aveva) e che, proprio nei giorni precedenti l’omicidio, voleva dedicarsi esclusivamente al proprio fidanzato.

Il problema è trovare soluzioni mediante mezzi costruttivi? Allora gli indizi, contro Stasi, andavano valutati nella loro globalità e nella loro convergenza, dopo aver approfondito le perizie richieste dalla parte civile.
COMUNQUE, anche in matematica, il tentativo di trovare non soltanto le soluzioni, ma di trovarle in maniera costruttiva è diventato, soprattutto nelle mani di Brouwer, una vera e propria filosofia della matematica.
Le dimostrazioni indirette (dette “dimostrazioni per assurdo” della logica classica) lasciavano a desiderare dal punto di vista costruttivo. Il famoso teorema della base del GRANDE Hilbert fece discutere i matematici DIVISI tra “matematici costruttivi” e “matematici non costruttivi”; tale teorema resta, comunque, vero.

Tommy, riguardo al “martello”, “L'autopsia effettuata dal dottor Ballardini individuò la causa della morte nelle "grossolane lesioni cranio-encefaliche di natura contusiva riscontrate sul cadavere. Quella di indubbio ruolo letifero era la lesione nella regione parieto-occipitale sinistra, in grado di causare un decesso pressoché immediato"
Il dottor Ballardini provò a descrivere le caratteristiche del mezzo utilizzato per causare le molteplici lesioni facendo ricorso ad uno strumento pesante, vibrato più volte con notevole forza, avente una stretta superficie battente, con una punta impiegabile di per sé e probabilmente di natura metallica."
Il Collegio peritale preferì riferirsi a un martello da muratore, strumento che presenta una massa battente da una parte ed una specie di lama con lo scalpello dall'altra.

I giudici dell’appello bis avranno tenuto IN CONSIDERAZIONE la SPARIZIONE del martello riscontrata, poi, dal padre di Chiara?

Ivana ha detto...

Sorianablu,
a me risulta soltanto che NON è stato trovato il DNA mitocondriale di Bossetti.

Il genetista Portera alla domanda: "Esiste Ignoto 2?", durante un'intervista televisiva, da me già segnalata sotto un altro articolo, risponde ESATTAMENTE: "No, è prematuro, se non assurdo, parlare di Ignoto 2"
Il genetista Capra, alla stessa domanda, risponde ESATTAMENTE: "Esiste Ignoto 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9"

Ivana ha detto...

Dimenticanza

Aggiungo la parte (da me non trascritta nel messaggio precedente) della risposta del genetista Capra: "Sul corpo della ragazza sono stati trovati DNA di soggetti sconosciuti".

sorianablu ha detto...

@Ivana
Infatti, sul corpo di Yara sono strati trovati 11 diversi Dna! Vorrei allora sapere dove sono gli altri 10 imputati!
Il problema non è che non c’è il mtDna di Bossetti, ma che al suo posto c’è il mtDna di un altro soggetto! E’ questo che ci ha spiegato il genetista Capra durante Quarto Grado, facendo anche un disegno di una cellula!!

Concordo su quello che scrivi sul caso Stasi. E’ ASSOLUTAMENTE INAMMISSIBILE ASSOLVERE UN IMPUTATO BASANDOSI SUI DATI INCOMPLETI E RIFIUTANDO DI APPROFONDIRE LE PERIZIE!!

@Luca Cheli

Non è vero che il ragionamento dei giudici vale quanto il nostro. Sono la gente come noi, ma dovrebbero essere informati molto meglio di noi! Se io fosse una giudici avrei letto TUTTO il fascicolo e tutte le perizie fino all’ultima pagina. Si, avrei condannato Stasi, però avrei assolto Bossetti e Panarello.
E fammi finalmente un esempio della condanna di oltre ragionevole dubbio secondo i tuoi criteri. Io ricordo solo Pizzocolo che ha filmato l’omicidio!

la valutazione opposta sugli elementi indiziari dimostra che la valutazione non può che finire per essere soggettiva. ------ Non è così, se applicare il principio della cassazione: la valutazione di tutti elementi raccolti nel loro insieme, il quadro esce univoco.

@Dudù,….. ahaa,…. si, è un buon consiglio, quello sull’autopsia,…. :-D … potrebbe essere anche una minaccia, … tipo “mettetevi in fila……..” ahhaaha

sorianablu ha detto...

@Gilberto

Sono d’accordo su tutto quello che scrivi di gatti, e per niente su quello che scrivi di Stasi.

Non faccio indossare a Stasi nessuna maschera, io solo valuto il suo comportamento, interrogatori e le sue chiamate intercettate. Quando scrivi “Se davvero Alberto Stasi fosse quel diabolico assassino che tu descrivi ….” non riconosco la mi descrizione, non ho mai scritto niente del genere. Stasi secondo me non ha premeditato l’omicidio. Secondo me è una persona suscettibile, complessata, perversa e nervosa, cioè è il finto freddo, e non vedo in lui niente di diabolico. Ha ucciso Chiara in un momento di rabbia che non è riuscito a controllare, anche perché sfortunatamente a portata di mano c’era un martello. Ma ogni omicidio è una seria di sfortunate coincidenze.

Tu continui “ …. avrebbe potuto di sicuro comportarsi da bravo attore con qualche accorgimento per la platea mediatica.” E sì che si comporta da attore con l’accorgimento per la platea, per forza, e tutti questi anni. Per esempio durante i funerali piangendo a dirotto mi è sembrato falsissimo, però in quei giorni non pensavo assolutamente che lui sia il colpevole. Cioè io non dubito che gli dispiace pure per Chiara, ma pensa solo a se stesso. Anche al marito di Eligia Ardita dispiace, credo, no?

Rifiutano di accettare la morte della persona cara di solito non parlano come di una persona estranea (“sembra che hanno ucciso una persona”…. Sic!), ma parlano come di una persona viva. Non so se hai visto gli interrogatori di Panarello, lei di Loris non parla nel passato, parla nel presente, dice “Loris è un bambino ….” E io credo che lei non accetta la sua morte.

Una persona può scapare trovando la fidanzata estesa per terra in lago di sangue, ma cmq chiama i soccorsi SUBITO perché SPERA che sia viva. Proprio perché non accetta che possa essere morta. Lui invece ha chiamato 118 solo davanti alla stazione di carabinieri (però ha detto che era davanti alla villetta!), sapendo il cancello della villetta chiuso (c h i u s o!), non ha fornito l’indirizzo preciso (che sapeva benissimo frequentando la villetta da 4 anni, e numero non era tipo 279, ma 8!!) e non ha spiegato nemmeno dove si trova il corpo. A me sembra che prima di rimuovere la fidanzata dalla mente per via della grande sofferenza si doveva come minimo accertare che sia veramente morta, non in coma!

Dopo nella villetta Stasi non chiede a nessuno se Chiara è viva o morta, e non chiede la causa di morte. Dopo Stasi scherza con amici, fa provolone e scherza con le ragazze, ma non parla mai di Chiara. Se tu lo interpreti come “il tentativo di proteggersi dalla disperazione che rischia di annientarlo” è la tua interpretazione. Tu attribuisci a Stasi quel Grande Amore che lui nn ha mai provato per Chiara e non so su quali basi. Forse solo perché a te piacerebbe vederlo così. Cioè sei il classico esempio che noi crediamo in quello che vogliamo credere, a discapito delle evidenze. Se tu hai deciso che lui soffre allora qualsiasi incongruenza etichetti come “la reazione posttraumatica unica e incomprensibile” e a te tutto quadra. E’ comodo così, eh. A me invece sembra che la mente che si difende con una rimozione RIMUOVE, non inventa che il viso di Chiara era pallido ma il pigiama era rosa!

Martina Ciontoli a un paio di ore dalla morte del suo fidanzato Marco Vannini si preoccupa se potrà fare l’esame all’università o meno! Non vi ricorda qualcuno? Nonostante le nostre diversità inanalizzabili almeno questi due hanno le reazioni uguali allo shock.

Sicuramente Stasi aveva lo stress posttraumatico, perché non è facile diventare improvvisamente gli assassini, è pur sempre lo stress. Sullo stress però di famigliari sono scritti fiumi di studi, libri e articoli, perciò lasciamo perdere, in psicologia decisamente più competente di noi è Ursula Franco.

sorianablu ha detto...


Ho linkato gli articoli di Franco, e da quello che scrive sul caso è chiaro che lei non ha dubbi sulla colpevolezza di Stasi. Sul suo profilo di Fb nel giorno della condanna ha scritto “Condannato Alberto Stasi a 16 anni. Un bel giorno per la verità, un po' meno per la giustizia!”
Concordo, UN BEL GIORNO PER LA VERITÀ. Ci vuole ogni tanto.

Ivana ha detto...

Sorianablu, ho il dubbio che Portera abbia risposto interpretando la domanda come se fosse stata: esiste Ignoto2 nella traccia mista 31G20?
Capra, invece, penso abbia interpretato la domanda come se fosse stata: esiste il DNA di Ignoto2 sul corpo di Yara?
Le risposte così diverse mi lasciano molto dubbiosa proprio sulla possibile interpretazione differente che ognuno potrebbe aver dato alla stessa domanda posta loro.

Luca Cheli ha detto...

I giudici "dovrebbero" essere informati molto meglio di noi.

Appunto, dovrebbero.

Mi ricordo ancora della sentenza di appello-bis del processo Kercher in cui il giudice Nencini e la sua relatrice a latere si spendevano in una lunga dimostrazione di come le testmonianze provassero che, al momento dello sfondamento della porta della stanza della vittima, la Knox era all'interno dell'appartamento mentre non vi era traccia di Sollecito.

Da ciò i giudici deducevano che solo in quel momento Sollecito aveva effettuato la prima chiamata ai Carabinieri dall'esterno della casa e ovviamente da solo, essendo, secondo i giudici, la Knox all'interno.

Peccato che nella registrazione della telefonata si senta chiaramente la voce della Knox, con inconfondibile accento straniero, dire "Via della Pergola", e quella registrazione è agli atti perché il contenuto è citato già nella motivazione di primo grado.

Per quanto riguarda le certezze "oltre ogni ragionevole dubbio", quella del filmato credo che sia un buon esempio, potrei aggiungere il caso di molteplici testimonianze dirette dell'atto a distanza ravvicinata, ma non penso molti altri.

Che ci vuoi fare, sono un tipo molto dubbioso.

sorianablu ha detto...


Si, Ivana, anch'io penso che la spiegazione potrebbe essere questa....

Luca, se citare tutte cavolate che ha detto e scritto Nencini dovremmo scrivere un romanzo :-D .... secondo me ha superato tutti... Però potrebbe fare la coppia con Cedrangolo .... :-D :-D

Finalmente hanno aggiunto anche le memorie delle parti civili per la cassazione, eccole:

http://www.giustiziami.it/gm/wp-content/uploads/2015/12/STASI-seconda-memoria-parti-civili.pdf

http://www.giustiziami.it/gm/wp-content/uploads/2015/12/STASI-memoria-parti-civili2.pdf


Ivana ha detto...

Segnalo la sentenza d'appello bis:

http://www.giustiziami.it/gm/wp-content/uploads/2015/03/Garlasco-appello-bis.pdf

Ivana ha detto...

Ho letto agevolmente le 140 pagine della sentenza d'appello bis e condivido tutto il contenuto, espresso in forma chiara, semplice e sintetica.


A pagina 121 c'è un accenno a quanto riferito dai genitori di Chiara riguardo alla "sparizione di un martello e di alcuni asciugamani".
Tali sparizioni, includenti abiti e scarpe del responsabile del delitto, "si spiegano facilmente".

Mi ha particolarmente irritata il fatto che la Difesa dell'imputato (SENZA alcun dato oggettivo da evidenziare!) abbia adombrato, "secondo un copione purtroppo frequente in questi casi, che Chiara potesse avere una sorta di doppia vita, da cui attingere per pervenire all'individuazione del suo assassino". Ma "nulla di tutto questo è emerso." Si è constatata una "totale assenza, negli atti, di qualsiasi elemento idoneo a supportare quelle che sono solo illazioni volte a screditare la vittima".

sorianablu ha detto...


Si Ivana, anche me questo irrita e non poco! Ha contribuito anche Feltri, pubblicando le notizie non verificate e false, lasciando le frasi tipo che Chiara “non era Maria Goretti” e guadagnando la denuncia da genitori di Chiara per la diffamazione. L’articolo era tolto da rete, ho letto solo le citazioni. Però nella puntata di Quarto Grado nel giorno della sentenza Feltri ha continua imperterrito la stessa cantilena che “non hanno indagato sulla vita di Chiara in ultimi 20 giorni .. non sto insinuando nulla….” e l’avvocato della famiglia Poggi gli ha risposto (l’ennesima volta!!) “La procura ha analizzato non solo ultimi 20 giorni, ma l’ultimo anno di vita di Chiara e della sua famiglia; è stato facile chiarire che non aveva nessun altro rapporto di intimità”
Irrita che la difesa ha puntato il dito anche contro le cugine di Chiara, due ragazze anoressiche che non avrebbero potuto nemmeno alzare il martello per un solo colpo. Una aveva tentato il suicidio e non si è riuscita, è caduta rompendo la gamba ed era sulle stampelle. Oltre questo in villetta non c’erano le tracce di nessuna delle due.

Poi, dai documenti ho chiarito definitivamente la questione con le scarpe di carabinieri. Per fare il sopralluogo in villetta sono entrati due carabinieri (non 24!) e dopo, analizzando le loro scarpe, sulle suole non hanno trovato le tracce di sangue. Però è assolutamente sbagliato paragonare le loro scarpe, perché:
*avevano un ‘altro tipo di scarpe con le suole completamente lisce;
*entrando sapevano che c’era il sangue, e quindi erano attenti. Stasi invece ha detto che non guardava dove metteva i piedi;
*loro non erano in panico e paura;
*loro non dovevano aprire la porta della cantina e quindi il loro compito era più facile;
*non hanno percorso lo stesso percorso di Stasi;
*quando è entrato Stasi sulla scala era penombra e non si vedeva bene, i carabinieri hanno visto la scala già illuminata;
*e soprattutto perché le scarpe di Stasi erano sequestrate 19 ore dopo il presunto ritrovamento del corpo, e durante tutte queste ore lui ha fatto pochissimi passi, era soprattutto seduto in caserma e seduto in macchina. Le scarpe di carabinieri erano sequestrate dopo 17 giorni e mi pare ovvio che i carabinieri non hanno un lavoro sedentario e camminano molto di più.
Insomma, non c’è paragone.

MAGICA ha detto...

se era normale che STASI vedesse film porno, allora non si puo' definire STASI un poco di buono, oppure per STASI CI STA LA GOGNA . mentre chi vedeva i video assieme a lui era una santa , se vedere quei filmacci non era niente di osceno.
i sospetti sono stati sopratutto per i video .? i quali indussero la ragazza a contestare IL FIDANZATO , PERCHè AVEVA nel computer video, osceni o porno. QUESTO INDIZIO è UNO DEGLI INDIZI IMPORTANTI PER LA PROCURA .

Hobgob ha detto...

"Dal pc di Stasi non erano cancellati i file, ma le tracce della navigazione, proprio perché i carabinieri hanno acceso il pc di Stasi, hanno inserito la loro chiavetta, hanno iniziato a visionare qualcosa (forse le foto porno di Stasi?) e hanno navigato in internet, compromettendo quindi i dati del pc. Però la navigazione cmq era recuperata dai periti e non ha niente a che vedere con l’alibi che Stasi non ha. "

Da sistemista posso dirti che quello che hai scritto non ha alcun senso. Navigando non si cancellano inevitabilmente i dati precedenti in nessun browser internet. Se lo si è fatto è stato apposta e poi che senso avrebbe collegare la loro chiavetta e navigare compromettendo così lo stato della macchina?? Chi ha eseguito la perizia un branco di lemuri? non certo degli esperti IT.
Dopodiché, tutti i moderni sistemi operativi permetto di risalire esattamente al momento in cui si è eseguito l'accesso al pc e la disconnessione e non solo è possibile anche avere informazioni sulle applicazioni eseguite. Se la perizia fosse stata fatta decentemente si avrebbero tempi certi al secondo.

sorianablu ha detto...

Magica,
questi NON sono gli indizi, sono solo elementi sulla base di quali l’accusa ha fatto UN’IPOTESI di un possibile movente, ne più ne meno. E non si tratta che Chiara non sapessi che Stasi guardava qualche film, ma che non sapeva della sua squallida collezione. E vorrei anche aggiungere che residui di file pedoporno non si scaricano da soli, che per averli nel pc Stasi doveva avere prima anche questi file. E se al momento della perquisizione i file non c’erano quindi Stasi non era condannato per la detenzione di pedoporno, il che non vuol dire che i file non c’erano prima. C’è una bella differenza tra guardare qualche filmino con il proprio fidanzato e collezionare ossessivamente e maniacalmente porno hard, che perfino poliziotti hanno definito “raccapricciante”. Non è facile impressionare i poliziotti.

Hobgob, si, è così come dici, però dipende anche dalle impostazioni. Secondo me si trattava di cache e cercherò di sapere di più, chiedo ai periti.
Il fatto è che solo dopo la perizia più approfondita era possibile stabilire con la certezza che Stasi ha aperto il pc alle 9.36 e stabilire che cosa ha fatto (ha guardato foto e film porno, ha fatto alcuni salvataggi di word).

Hobgob ha detto...

Il problema Soriana è che se la prima perizia ha incasinato tutto, come hai detto tu, la seconda perde senso. Come dice Gilberto se l'accusato afferma di avere un alibi e tu accusa lo distruggi quell'alibi deve essere considerato provato.

Io non so le capacità dei periti informatici che usano le procure ma da esperto del settore mi viene da strapparmi i capelli e non mi stupisco che altri esperti in settori quali: balistica, genetica, ecc.. facciano lo stesso nei loro campi.

Qui sembra che le procure siano in grado solo di far lavorare i cialtroni.
Oppure la cosa non è solo dovuta a incapacità ma a quello che affermano ex addetti ai lavori: i periti se vogliono lavorare devo sempre dare le risposte che piacciono alle procure, guai a far bene il proprio lavoro e far cadere i castelli di carte creati!

sorianablu ha detto...

@Hobgob

Nel caso di Stasi non era distrutto nessun alibi. A differenza dall’accusa che all’inizio barcollava, la parte civile sempre sosteneva l’ora della morte subito dopo le 9.15, ed era lo stesso Stasi ad affermare che lui fino alle 9.30 era a casa e ha acceso il pc solo alle 9.35.
Quello che era perso e dopo recuperato da periti di parte civile non era navigazione internet, ma “movimenti” di file word e immagini. Cioè praticamente era non distrutto l’alibi, ma viceversa, quello che poteva confermare l’ipotesi della procura. Dopo l’intervento di carabinieri sul pc era impossibile stabilire che cartelle esattamente guardava Chiara la sera precedente nel pc di Stasi. Cioè si era stabilito solo che c’erano come minimo 4 cartelle e che non può escludere che ha visto anche quella con il porno.
Ho letto la perizia informatica e ti assicuro, che non si tratta di nessun “lavoro proficuo” come qualcuno pensava, anzi, il quadro risulta anche peggio che ipotizzavo io. Cioè in totale in due ore Stasi ha scritto non due pagine come pensavo, ma solo una, cioè circa 400 caratteri. Ed è un fatto assolutamente provato dalla perizia.
Il suo lavoro di mattina era seguente: ha premuto il tasto dell’acceso alle 9.35 e alle 9-36 si è acceso; le prime 42 minute ha guardato 7 foto;….. dopo ha aperto il file della tesi e ha cancellato 2 caratteri e salvato; ha cancellato una parola e salvato; ha scritto 5 parole e salvato; ha scritto 2 parole e salvato; ha scritto 12 parole e salvato,… ancora 9 parole e ha salvato,…. Cioè nelle prime 30 munite ha scritto solo circa 28 parole…. Dopo gli è andata più veloce, ma cmq era scritte solo circa 400 caratteri, che io reputo un rendimento scarsissimo.
I periti hanno paragonato la produttività del suo lavoro dal giorno precedente fino alla mattina del 14 agosto e risulta che “Dalle 18.56 del 12.08 fino alle 8.14 del 14.08 – erano scritti in totale 9 300 caratteri/1600 parole; di quali alle 22.52 del 12.08 risultano scritti già 73% (6800 caratteri/1200 parole) e quindi “il lavoro effettuato alla tesi la sera del 12 è stato nettamente superiore a quanto realizzato la mattina del 13.08”

Hobgob ha detto...

Molto interessante Soriana, nella perizia spiegano anche come hanno ottenuto questi dati?


Dudu' ha detto...

Hobgob
"Qui sembra che le procure siano in grado solo di far lavorare i cialtroni.
Oppure la cosa non è solo dovuta a incapacità ma a quello che affermano ex addetti ai lavori: i periti se vogliono lavorare devo sempre dare le risposte che piacciono alle procure, guai a far bene il proprio lavoro e far cadere i castelli di carte creati!"

Attacca il mulo dove vuole il padrone, dicevano i vecchi.
Per quanto sembri superato e vecchio il detto rimane regola del comune fare. Il sistema delle consulenze dovrebbe andar avanti per meriti e coscienza. Mi chiedo se tutta stà gente dorma tranquilla i suoi sonni o se vada confessarsi ogni tanto per ammaestrare la coscenza sporca insonne.

http://www.today.it/rassegna/lettera-alberto-stasi-giallo.html
La lettera di Alberto Stasi al papà morto due anni fa: "Non mi arrendo"

"..Devo confessarti, ho vacillato quando te ne sei andato: l’uomo che stavo ancora diventando, per qualche momento, si è ribellato, perché la vita si era fatta improvvisamente ancora più dura per me e mi stava imponendo di affrontare senza di te, senza la tua presenza sempre rassicurante, la tragica morte della persona che amavo, le pesanti accuse che mi si muovevano, i pubblici attacchi, l’umiliazione di subire un processo gravissimo, una quotidianità anomala, una vita dal futuro incerto, un lavoro che, nonostante i tuoi sacrifici per farmi studiare, non poteva decollare; la vita quindi mi imponeva anche di fare i conti con la tua improvvisa scomparsa, con una morte inaccettabile che mi lasciava sfinito e impotente, ma con la consapevolezza di dover invece apparire forte e coraggioso, anche per la mamma".

"Ho preteso da me stesso di farcela, perché sapevo che sarebbe stato quello che tu avresti voluto, non mi avresti mai perdonato la resa, le lacrime, la testa abbassata. E così ho cercato di rialzarla, ho provato a farcela lo stesso, ho lottato per la verità e la mia libertà come tu, fino ad allora, avevi lottato per me. Quella stessa lotta che dentro ti ha logorato talmente tanto da portarti via, nel silenzio del tuo dolore e nel mutismo di quella amarezza che non volevi mostrare. A volte penso che se tutto questo non fosse accaduto, se non ci fosse stata questa grande ingiustizia, in questo momento tu saresti ancora qui con me e con la mamma".

"Non sai quanto avrei voluto farcela papà; non sai quanto avrei voluto che tutti potessero leggere e sentire dovunque il grido della mia innocenza: avrei potuto dirti queste cose da un luogo diverso da quello in cui mi trovo, avrei potuto continuare a piangere davanti alla tua lapide, da uomo libero.Così non è stato. Vivere nella dimensione in cui mi trovo oggi amplifica ogni tipo di pensiero, soprattutto quelli brutti e difficili. Però, papà, io penso che la libertà di un uomo non sia legata al luogo in cui si trova o a quello che può o non può fare, benché lo desideri fortemente; la libertà di un uomo si misura, come tu mi hai insegnato, da come affronta quello che la vita gli riserva ogni giorno. Un uomo è libero se la sua anima è libera, se il suo pensiero vaga, se la sua mente è attiva, se i suoi sentimenti sono sinceri, se la sua coscienza è limpida, se non perde mai la forza di lottare, la voglia di conoscere, di crescere, di maturare, di pensare che un futuro migliore può esistere e di porre le basi per costruirlo".

Stasi aggiunge: "E io non ho nessuna intenzione di arrendermi, nessuno potrà mai portarmi via quello che ho dentro. Un uomo libero, un uomo che manterrà i propri valori, la propria integrità e non perderà mai il coraggio di affrontare la vita, proprio come hai sempre fatto tu. [...]

Dudu' ha detto...

Ed eccomi
qui postare un aggiornamento,dopo che un esposto della madre di Stasi ha rimescolato nel torbido di questa indagine che sembra non chiudersi mai.
Ora c'è un indagato nuovo, atto dovuto dicono, vedremo.
http://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/delitto-garlasco-sempio-1.2802021