C’è da parte di molti una sorta di
fastidio quando si parla dei
Cold Case, dei vecchi delitti mai risolti, come se fossero temi per lettori maniacali o per assatanati del delitto, come se gli argomenti degni di trattazione fossero altri e altre le informazioni importanti per comprendere il contesto del paese in cui viviamo. In realtà per cogliere l’anima di un popolo in tutte le sue manifestazioni, da
quelle istituzionali a quelle massmediologiche, attraverso quella
vox populi che ne esprime gli abiti mentali e le idiosincrasie, non c’è niente di più interessante dei
Cold Case. Si tratta di casi emblematici, di un modus operandi che delinea, prima ancora che delle modalità investigative, alcuni tratti caratteriali della personalità collettiva di una nazione. La metafora di un
Cold Case è quella che un tempo veniva indicata anche con la situazione del
thrilling, dove il caso irrisolto lascia spazio a una sorta di
suspense o al dibattito tra colpevolisti e innocentisti. In fondo, di fatto, tutto nel nostro paese è un delitto irrisolto, una eterna e sempre precaria sospensione di giudizio riguardo al come al dove al quando e, soprattutto, al chi. Si direbbe che le problematiche da affrontare siano sempre le stesse, che si ripresentano,
mutatis mutandis, come l’eterno e irrisolvibile dilemma amletico in forma indiscernibile. Come nel gattopardo si tratta di quegli effimeri cambiamenti per i quali tutto cambia per lasciare tutto uguale a prima. Un
Pánta rhêi hōs potamós (tutto scorre come un fiume) alla rovescia, un niente che non scorre nonostante l’apparenza lasci intendere il movimento. Un paese dove i problemi non si risolvono mai e al contrario, semmai, si ripresentano tali e quali. Al massimo si modificano un po’ trovando colorazioni e forme diverse, ma sostanzialmente rimangono qualcosa di eternamente uguale a un’incognita: come i
Cold Case appunto, invariabilmente insoluti, con l’assassino (anche metaforico) dato per incerto se non per assente o sconosciuto. Di cosa si sta parlando? Questo è il punto della questione. Si sta parlando delle solite cose:
il movente, l’arma e perfino il luogo del delitto. Per l’assassino, poi, bisogna affidarci alla 'fede', alle 'prove scientifiche' o agli sciamani.