martedì 28 novembre 2017

Caso Bossetti. La signora Arzuffi e la fantomatica prova di paternità: il nuovo cine-romanzo italiano?

Di Gilberto Migliorini


Uno spettro si aggira per l’Europa… così iniziava un’opera famosa dell’ottocento. Parafrasando i due celebri iniziatori del socialismo scientifico possiamo dire che uno spettro si aggira per i tribunali italiani, la prova di paternità che dimostrerebbe che Massimo Bossetti non è figlio genetico del padre legale il signor Giovanni Bossetti. Sì è vero… ci è stato detto in tutti i modi con l’aiuto dei media che non si sono tirati indietro quando si è trattato di ironizzare sulla signora Arzuffi per la sua insistenza a dire che non si era mai accompagnata al signor Guerinoni e che il  Massimo era davvero figlio del padre legale. All’inizio (ma veramente solo per poco) ci avevo creduto un po’ anch’io alla storiella dell’adulterio raccontata dagli inquirenti con quel gusto del romanzo alla Flaubert o alla Maupassant, ma con tutti gli ingredienti pruriginosi e naturalmente noir della provincia italiana.

sabato 25 novembre 2017

Italiani, un popolo di desaparecidos senza guida che lentamente sta perdendo la sua storia


Perché sempre più italiani scelgono di trasferirsi all'estero?

Semplice, per avere la certezza di riuscire a vivere coi soldi che hanno a disposizione senza rischiare di non arrivare a fine mese perché munti una tantum, senza preavviso, da una macchina governativa che demolisce tutto ciò che tocca... a partire dal popolo dei pensionati, categoria più debole vessata come le aziende del terziario e i dipendenti da troppe e continue tasse!

venerdì 24 novembre 2017

La scomparsa di Maelys: in Francia si fanno le cose all'italiana...

Maelis nel riquadro alto e Nordahl Lelandais
coi pantaloni bianchi alla festa di matrimonio
Il procuratore di Grenoble ha aperto un fascicolo di indagine e bacchettato i giornalisti francesi per la continua pubblicazione di atti secretati usciti dagli uffici locali e da quelli dell'istituto investigativo criminale della gendarmeria nazionale di Parigi. Insomma, anche in Francia le tragedie che colpiscono i bambini "trainano" l'economia editoriale. 

Soprattutto il procuratore si è infastidito a causa della pubblicazione di una foto in cui pare esserci una sagoma bianca dentro l'auto dell'indagato - foto che la difesa non sapeva esistere perché la procura non le ha consegnato il faldone delle indagini per intero come avrebbe dovuto (tutto il mondo è paese) e che assieme alla mancata registrazione audio e video del primo interrogatorio è costata la richiesta di libertà per l'imputato (il 30 novembre ci sarà la decisione del giudice). Il procuratore ha comunque anche ribadito a voce alta che in Francia esiste la presunzione di innocenza e che gli organi di informazione devono assolutamente rispettarla e attendere i processi prima di scrivere o parlare di certa colpevolezza.

giovedì 23 novembre 2017

Dal 2018 tutti a risparmiare mangiando insetti a pranzo e cena con la nuova dieta bugs

Spaghetti scoglio e prato con scarafaggi e vermi
Dal prossimo gennaio nessun italiano potrà lamentarsi col cameriere se al ristorante trova insetti nella minestra! Anzi, nel caso, meglio che mangi tutto e taccia se non vuole fare una figuraccia di fronte a tutti nel sentirsi dire a voce alta che sta mangiando ciò che ha ordinato, la "new european speciality of house"... che altro non è se non una spaghettata di mosche vermi e cimici

A poco a poco, dopo aver modificato le menti degli italioti facendo anche accettare loro l'abolizione di tradizioni millenarie in nome dell'integrazione (grazie al ragionamento inverso che vuole non siano gli stranieri ad adeguarsi alla cultura locale ma viceversa) riusciranno a demolire anche la tradizione culinaria del bel paese?

lunedì 6 novembre 2017

La prova penale. La prova necessaria per condannare - Saggio del Giudice Edoardo Mori

Lettura consigliata a magistrati, giudici, investigatori, avvocati e periti. Perché non bastano lauree e diplomi per diventare bravi magistrati, bravi giudici, bravi investigatori, bravi avvocati e bravi periti.


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Da quando ho iniziato ad occuparmi di indagini penali, e sono almeno cinquant'anni, ho cercato di scoprire se esistesse un metodo logico-scientifico per stabilire come raggiungere una sufficiente certezza nel campo della prova penale, oltre il dubbio criterio del convincimento personale del giudice.

Confesso (pur restando convinto che la confessione non è una gran prova!) che il risultato finale delle mie riflessioni è che questo metodo non può fare a meno dell'intelligenza umana e perciò è, per sua natura, approssimativo. Si potrebbe fare un paragone con la diagnosi in campo medico. Acquisiti tutti i dati utili, un programma di computer, il quale opera necessariamente in base a rigidi schemi logici, potrebbe arrivare a formulare una diagnosi in grado di tener conto di tutti gli elementi. Ma vi sono molti problemi insuperabili:

- è l'essere umano a dover fornire tutti gli elementi utili, e se qualcuno gli sfugge, la logica del programma perde ogni valore;

- molti degli elementi noti sono soggetti ad una valutazione di certezza e di peso difficilmente inquadrabili in alternative binarie;

- le situazioni psicologiche non sono inseribili in un programma basato sulla matematica.

In parte il problema potrebbe essere affrontato, come si tenta di fare per la diagnosi medica, mediante l'impiego della cosiddetta "logica sfumata" (fuzzy logic), ma il percorso appare ancora molto lungo.

La prova può prescindere dalle capacità del giudice?

domenica 5 novembre 2017

Caso Bossetti: Luca Cheli analizza in maniera convincente le motivazioni del giudice Fischetti - orgoglio e pregiudizio -

Di Luca Cheli


E’ giunto finalmente il momento di analizzare estensivamente il testo della motivazione di secondo grado della Corte di Assise di Appello di Brescia, presieduta dal giudice Enrico Fischetti, che ha confermato la condanna all’ergastolo di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Come già fatto per le motivazioni di primo grado il nome del giudice presidente verrà utilizzato per rappresentare collettivamente l’intera Corte che è giunta alle conclusioni espresse nel testo della sentenza, senza che ciò implichi l’attribuzione esclusiva di tali conclusioni al solo Enrico Fischetti.

La motivazione conta 380 pagine, tuttavia i motivi della decisione veri e propri vanno da pagina 156 a pagina 376, per un totale quindi di 220 pagine.

sabato 4 novembre 2017

Esattamente due anni fa Michele Buoninconti lesse una sua lettera al giudice che poi lo giudicò colpevole


Sotto la lettera chiara e razionale di Michele Buoninconti. In pratica disse al giudice: "Se ci sono prove condannami, ma se non ci sono, e non ci sono, non metterti nella condizione di avere la coscienza sporca..."

La lettera:

“Signor Giudice, io, Michele Buoninconti, nato a Sant’Egidio del Monte Albino il 28 luglio 1969, vedovo a causa di una tragica fatalità e padre di quattro figli sono la vittima di un errore giudiziario. Mia moglie, Elena Ceste, si è allontanata da casa nuda durante una crisi psicotica il 24 gennaio 2014 ed i suoi resti sono stati ritrovati il 18 ottobre dello stesso anno a poche centinaia di metri da casa nostra, nel letto del Rio Mersa. Già all’indomani della scomparsa di Elena i carabinieri della stazione di Costigliole mi si rivolsero chiamandomi Misseri e Parolisi. Signor Giudice, nulla mi accomuna a questi due signori e non credo che lei possa biasimarmi per le parole di disistima rivolte ai carabinieri dopo che gli stessi si erano permessi di darmi dell’assassino in un momento così disgraziato della mia vita.

venerdì 3 novembre 2017

Caso Bossetti: Il nuovo abracadabra nella magia mistica dei tribunali

Di Gilberto Migliorini


La parola ABRACADABRA inintelligibile, ἀβρακαδάβρα, veicolo dell’illusionismo e degli incantesimi, un tempo decretava magicamente il potere taumaturgico di un suono, spesso scritta in forma di triangolo capovolto dentro un amuleto con intenti terapeutici. La funzione magico-rituale della parola indica anche una potenzialità distruttiva nei confronti del male, fisico e spirituale, funzione scaramantica e di cura. L’incantesimo prodotto da un suono esoterico - che nell’immaginario collettivo ha assunto caratteri mistici - sopravvive ancora oggi, mutatis mutandis nella nuova forma uptudate: DNA.

lunedì 23 ottobre 2017

Caso Bossetti: Un tram chiamato ergastolo

Di Luca Cheli


Un tram viaggia su rotaie, come un treno su di una ferrovia, e la ferrovia in inglese si chiama “railroad”.

“To railroad somebody” nel gergo legale-giudiziario americano significa (Oxford Advanced American Dictionary) “to decide that someone is guilty of a crime, without giving them a fair trial”, ovvero “decidere che qualcuno è colpevole di un crimine, senza fargli avere un giusto processo”.

E’ facile immaginare, anche visivamente, come sia nata quest’espressione: si carica qualcuno su di un vagone alla stazione di partenza (ovvero l’inizio della procedura giudiziaria) e da lì un lungo e dritto binario senza scambi lo conduce dritto dritto alla stazione di arrivo, ovvero la condanna.

A parere dello scrivente questo è esattamente ciò che è successo a Massimo Bossetti, è stato caricato su di un tram che sin dall’inizio aveva un unico nome ed un’unica destinazione: ergastolo.

sabato 21 ottobre 2017

Brucia la casa e uccide i figli che amava... l'ennesima vergogna delle istituzioni che parlano bene ma razzolano male!

Fay Haitot
A guardarla oggi la pagina facebook di Faycal Haitot (qui il link per vederla e capire quanto amore ci fosse in quella famiglia) fa crescere il desiderio di piangere ogni lacrima a disposizione. In quella pagina c'è la genesi della familia Haitot. Le centinaia di foto ci mostrano i bambini che negli anni crescono sani e felici e un padre che li ama più di ogni altra cosa al mondo. Ogni foto, ogni riga postata da Fay, mostra una adorazione smisurata verso i propri figli... eppure è lo stesso uomo che ieri ha bruciato l'appartamento dove abitavano e li ha uccisi. I vigili del fuoco hanno trovato i bambini e il padre abbracciati nel "lettone" di casa, lo stesso letto dove, fino a qualche mese fa, dormiva anche la moglie di Fay, la madre di quegli angeli che non vedranno il futuro. Non tutti riescono a superare i problemi e lei da tempo è vittima della depressione che l'ha costretta a curarsi in una struttura adeguata, per questo non era in casa.

giovedì 19 ottobre 2017

Avete fatto incatenare Cosima e Sabrina... ma l'ombra di Banquo non la potrete mai incatenare!

Di Annamaria Cotrozzi

Il fantasma di Banquo (Macbeth)

...allor questa voce intesi nel petto/ avrai per guanciali sol vepri o Macbetto/ il sonno per sempre Glamis uccidesti/ non v'è che vigilia, Caudore, per te...



Mai. La parola che chiude l'atroce perifrasi "fine pena mai" con cui si suole indicare l'ergastolo - la "morte viva", la più dura delle pene che si possono comminare laddove il cammino della civiltà ha spazzato via la barbarie del supplizio capitale - con l'uscita delle motivazioni della sentenza di terzo grado si carica del più doloroso dei significati, proprio nel momento in cui si svuota di senso, per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, la parola futuro. Chiavi gettate dopo l'ultimo giro di mandata, caso chiuso, fine ufficiale di questa tragica storia. Così, almeno, pare al momento, e così sarà – anche se solo pensarlo dà la vertigine - se non accadrà qualcosa che riapra un varco alla speranza. Chi, come me, è fermamente convinto della loro innocenza, si chiede con angoscia come possa tutto ciò essere accaduto... e perché. Come avrà fatto a materializzarsi, con questa allucinante precisione, il più classico e noto degli incubi kafkiani, quello del Processo? Possibile che nella vita reale succedano, in modo talmente identico da dare i brividi, cose già anticipate in letteratura? Sì, possibile, perché la letteratura è quel mondo dove tutto è già stato raccontato, anche ciò che non è ancora accaduto, il bene, il male, il sogno, l'incubo, la gioia, il dolore, l'amore, l'odio, le intermittenze del cuore, la speranza, la disperazione, l'indifferenza complice, il rimorso.

sabato 14 ottobre 2017

Non hai i soldi per pagare le tasse perché dopo il terremoto non hai potuto lavorare? Chiedi un prestito allo stato (è previsto e si sapeva che lì saresti arrivato dopo la proroga) e pagale se non vuoi commettere un illecito...



Non hai i soldi per pagare le tasse allo stato perché dopo il terremoto non hai lavorato o hai lavorato pochissimo? Chiedi un prestito allo stato stesso (è previsto e si sapeva che lì saresti arrivato dopo la proroga) e pagale se non vuoi commettere un illecito... il prestito lo restituirai o te lo faranno restituire gli organi statali preposti. Non preoccuparti e stai tranquillo cittadino terremotato e vessato, il politico italiota adesso non ha tempo per te... pensa alle elezioni e a come salvarsi il culo in parlamento perché è un momento delicato e qualcosa bisogna lasciare indietro se non serve alla causa elettiva. Un anno fa tutti i politicanti facevano a gara per farsi filmare nei luoghi del terremoto, nel tuo paese distrutto, e sui TG promettevano mari e monti a chi si trovava senza casa e lavoro, a partire dal presidente della Repubblica e dal signor Renzi, per ottenere il consenso popolare scemato dopo lo strazio parlamentare subito dagli italiani per troppi anni. Oggi nessuno vuole venire più fra le tue macerie, perché la contestazione che li colpirebbe sarebbe impossibile da non filmare anche per il più scafato cameraman della Rai. Per cui, dei terremotati sfollati in alberghi della costa, delle macerie lasciate in loco, delle strade ancora chiuse, delle aziende distrutte ad ora poco importa al politico dalla tassa facile che, nonostante nulla abbia fatto per te, caro terremotato, pretende di essere pagato per la sua inutilità. Stai calmo, ancora non sei nelle condizioni di chi è nato nelle baracche post terremoto e in quelle baracche ancora ci vive. A questo ci arriveranno i tuoi figli... sempre che trovino il tempo per dartela una baracca...

Le motivazioni a luci rosse giustificano la condanna dell'anziano dal pisello bionico?


Ecco come finisce la leggenda dell'ottantenne dal pisello bionico nata nella trattoria di "Gigi il troione"! Leggenda che finisce in televisione ogni volta che si avvicinano le elezioni. Ormai è stantia e credo che gli italiani abbiano capito che ci son giudici che giudicano e scrivono le motivazioni ispirandosi ai video di youporn dedicati ai "grandpa". Giudici che escono dal campo delle toghe rosse per entrare nelle "oscure" segrete frequentate dalle toghe a "luci rosse"...

Cassazione: "Sabrina astuta e fredda calcolatrice"...

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Se non ci fosse da piangere farebbe ridere quest'ultima battuta, ormai vecchia e abusata, ancora una volta partorita da un giudice di quel palazzaccio troppo spesso ridotto a "organo di non controllo"... senza che nessuno intervenga per ripristinare l'onore di una giustizia ormai da barzelletta incapace anche di ascoltare e seguire la linea del Procuratore Generale dell'accusa quando si dichiara d'accordo con la Difesa (mi riferisco allo spostamento del primo processo chiesto anche dal PG e negato da un giudice di cassazione senza che nessuno gli chiedesse di negarlo). Fu in quel momento che chi era davvero in grado di leggere coi propri occhi ha capito che Sabrina e sua madre, dopo essere state lapidate sui media e costrette al carcere preventivo per anni (come nemmeno si fa coi mafiosi), sarebbero state condannate nonostante un alibi di ferro.

E a chi oggi gode di queste motivazioni auguro di provarle un domani sulla sua pelle...

giovedì 31 agosto 2017

Vi racconto il mio stupro

La lettera inviata al quotidiano Il Tempo dalla ragazza stuprata un anno fa da due rom a Roma. E' viva perché l'ha voluto il destino e perché ha avuto coraggio e determinazione. Da leggere tutto d'un fiato per capire, almeno in parte perché se non si è la vittima, la carne da macello per ore a disposizione di persone senza scrupoli e prive di coscienza, il coltello non entra a fondo fra le costole del popolo, cosa significa essere stuprate in Italia...

Lettera ripresa dal quotidiano "Il Tempo"