martedì 14 ottobre 2014

Massimo Bossetti: per la pubblica opinione è colpevole a prescindere. Colpa delle favole mediatiche, delle (in)verosomiglianze, dei sillogismi induttivi e dell'effetto pigmalione...

Di Gilberto Migliorini


Nella favola di Barbablù, quella trascritta da Perrault, c’è quel senso dell’orrore e del sangue che fa parte delle fantasie ancestrali, dei retroscena torbidi, degli incubi inconfessati della nostra infanzia e che nella storia del sanguinario marito si materializzano in forma narrativa, affiorano nel conflitto tra es e super-ego, un po’ come per l’auriga platonico che deve governare due cavalli antagonisti. Le favole consentono ai bambini, ma anche agli adulti, di attingere al materiale profondo dell’inconscio con tutti i suoi fantasmi e di riappropriarsi in forma metaforica degli aspetti in conflitto. I meccanismi proiettivi sono quelli di un transfert carico di significati simbolici: come le macchie di sangue sulla piccola chiave che Barbablù aveva proibito di usare alla consorte. È l’occasione per dare sfogo a quelle fantasie a lungo represse, rievocare traumi infantili, materiale subliminale e contenuti rimossi in una proiezione fantasmatica con carattere liberatorio. La sublimazione comporta una proiezione e un investimento su un oggetto che rappresenta la nostra parte negativa, una controfigura da guardare senza timore. Il nostro inconscio necessita di un alter-ego, altrimenti verremmo impietriti dal volto di Medusa.

Il caso Bossetti ha tutti gli ingredienti per dare un volto a quell'inconscio infantile e per rappresentare un oggetto sul quale poter proiettare le nostre fantasie. Intanto c’è il tema del sangue e della vittima innocente, non solo la povera Yara e la sua famiglia che attendono giustizia, ma anche la nostra infanzia perduta che vuole finalmente riparazione. Poi c'è il Dna, che evoca la sostanza nefasta che nella morfologia della favola simboleggia un delitto (talvolta un patto o un incantesimo). Nell'immaginario collettivo ormai il Dna ha assunto una valenza simbolica che ricorda le sostanze venefiche delle streghe, gli unguenti degli untori e i sortilegi dei maghi, attraverso la mediazione del touch untuoso e malefico che svela la natura perversa del colpevole. Al Dna l’opinione pubblica attribuisce un valore indiscutibile di prova, non si tratta soltanto di un reperto biologico che di per sé, al di fuori di un preciso sistema di indizi, non significa ancora nulla di preciso. Si tratta di un fluido magico, di una malia che la strumentazione scientifica rileva infallibilmente come l’impronta del carnefice, del pedofilo e del violentatore. È il tema dell’orco e della strega che lasciano una firma indelebile e il loro marchio efferato. 

L’intreccio del sangue, (o comunque di una sostanza biologica) con quello di una sua attribuzione, viene vissuto in una dimensione fantasmatica, mobilitando angosce e paure che possono avere un effetto deformante, prefigurando aspettative e amplificando anche fatti per lo più insignificanti. Si costruiscono collegamenti e teoremi in forza di un immaginario che si nutre di quei contenuti inconsci con i loro nessi simbolici.

Può accadere che un innocente venga trasformato in un mostro, in un orco sotto l’azione delle fantasie e della grancassa mediatica che ne amplifica la forza e ne deforma il senso? Può accadere che fatti insignificanti acquistino la valenza di indizio, che le cose altrimenti normali assumano una luce sinistra, che perfino la quotidianità sia considerata rivelatrice di oscuri retroscena?

Nel caso Bossetti c’è un solo elemento a suo sfavore per quanto ci è dato sapere, il Dna. In quelle condizioni (all'aperto sotto le intemperie) avrebbe potuto ‘sopravvivere’ più di pochi giorni? Esiste il dubbio che si tratti di sostanza degradata (un po’ lo dicono anche i Ris?)? Oppure potrebbe essere un deposito biologico non coevo al delitto? Una contaminazione? Tutto il resto, un sistema indiziario evanescente, ha il peso delle illazioni rispetto a una persona che vive e lavora in quel circondario, di celle telefoniche che si intrecciano nell'etere tra casa e lavoro, tra luoghi distanti a un tiro di schioppo, di furgonati che transitano attorno al centro nevralgico di un comprensorio dove tanti lavoratori si muovono giornalmente, lungo le arterie principali e dove esistono servizi e attività economiche (come a Brembate attaccato al paese di Mapello).

Facile imbastire nessi che all'apparenza sembrano possedere il peso di un indizio ma che da una analisi più attenta si rivelano circostanze che possono trovare spiegazioni del tutto naturali (comperare figurine, fare lampade solari, mangiare in trattoria, navigare in internet, andare dal fratello e dal commercialista, comprare sabbia e attrezzi professionali… ecc. ecc., e dove perfino i silenzi del telefonino, la discrezione e la riservatezza, eventuali e fisiologici litigi di coppia, divengono elementi sospetti, indizi di anomalie comportamentali). 

Si parla del furgone di Bossetti (transitato un’ora prima? E non è detto che sia il suo…) quando neppure si sa se la povera Yara è stata sequestrata su un furgone scoperto, su un cabinato, su un furgone chiuso, su un’auto, su una moto. Si parla di coltelli (cutter professionali, semplici oggetti di consumo per un carpentiere), senza sapere quale arma abbia prodotto le ferite. Si disquisisce di problemi di coppia sulla base di illazioni riguardo a cellulari che non registrano sms e telefonate tra coniugi che vivono sotto lo stesso tetto (e nel caso, per quanti giorni esatti la moglie debba dichiarare di non averlo fatto quando ha partorito e se magari qualche volta è accaduto che il marito dormisse dalla suocera). In quanti milioni di coppie esistono fatti che denotano solo la normale vita coniugale con i suoi eventuali alti e bassi, solo circostanze dovute a fatti contingenti e di forza maggiore? 

In un continuo stillicidio giornaliero i media costruiscono indizi improbabili e capziosi, formulano collegamenti tra i fatti usando la premessa di colpevolezza del Bossetti, cosa tutta da dimostrare, che consente di interpretare qualunque evento banale, irrilevante, accidentale e inconsistente, come corollario di un teorema. La vita privata viene scandagliata alla ricerca di un qualsiasi accidente, di una qualsivoglia quisquiglia da embricare come le tegole di un tetto in un fantasioso, suggestivo e arbitrario, collage criminologico. Una fallacia composizionis per la quale qualunque cosa Bossetti abbia fatto e detto gli si ritorce contro e lo incastra a viva forza nel delitto. Senza il preconcetto di colpevolezza, in base a quei nanogrammi di sostanza biologica (ancora da ‘pesare’ in un contraddittorio), una serie di circostanze sarebbero solo fatti insignificanti e stupide banalità giornaliere, cose senza rilievo e spessore. 

Per la procura Bossetti non parla del delitto dopo la scomparsa di Yara, e questo è la dimostrazione di un suo coinvolgimento. Scusate, ma se invece ne avesse parlato? Cosa avrebbero scritto i procuratori, che il suo interessarsi al caso era sinonimo di innocenza? Ma non c'è solo questo, perché anche se qualcuno dice di averlo visto al cimitero c'è chi parla di un grave indizio. E se l’avessero visto a far spesa al nuovo centro commerciale? In poche parole, se capovolgessimo tutti i segni più in segni meno il teorema non perderebbe comunque di credibilità agli occhi dei colpevolisti senza se e senza ma che continuerebbero a trovare riscontri, assiomi, postulati, corollari, lemmi; dimostrazioni costruttive, per assurdo, per induzione. Sillogismi sempre validi perché qualunque fatto alla luce di un indizio ancora da valutare in sede di contraddittorio (il Dna), risulta sempre a conferma. Se domani si venisse a sapere, per dire, che Bossetti una settimana prima del delitto ha mangiato lumache, qualcuno azzarderà che le ha raccolte proprio nel campo di Chignolo dove era andato in avanscoperta prima del delitto? Uno stillicidio di supposizioni criminologiche surreali e inverosimili che ricordano certi quadri di Magritte o di Salvator Dalì, un trompe l’oeil con uno spiccato illusionismo onirico. 

Come il famoso quadro dove le scarpe si tramutano nelle dita di un piede, nel nostro caso attrezzi da lavoro si trasformano in arma del delitto e diventano indizi i telefonini silenziosi che parlano della vita di coppia, i furgonati scoperti che trasportano metri cubi di sabbia, di certo per occultare cadaveri, e chi più ne ha ne metta. Una metamorfosi della realtà in rappresentazione, una mantica con accostamenti suggestivi per i quali si può configurare ed accostare qualunque cosa ad arbitrio.

Il Manzoni ha scritto un’opera (“La storia della Colonna infame”) che parla proprio di una situazione in cui la normalità in forza del sospetto e dello stress collettivo, la peste a Milano nel 1630, viene interpretata come ricerca di un capro espiatorio (si tratta del processo a Gian Giacomo Mora e Guglielmo Piazza). Pietro Verri lo aveva anticipato in quelle "Osservazioni sulla tortura", opera che aveva per oggetto appunto il processo agli untori, cioè coloro che la fantasia popolare e il pregiudizio, nato dalla suggestione collettiva, si riteneva propagassero la peste e altre pestilenze mediante unzioni.

Anche l’Italia di oggi è un paese sotto stress, un paese in una crisi che dura da troppo tempo e della quale non si riesce a vedere il fondo. Ed è proprio in situazioni di stress collettivo che affiorano i vissuti traumatici e si cerca di scaricare le tensioni con dei meccanismi di compensazione. Nei momenti di sconforto e di difficoltà l’idea di trovare un colpevole ci riconcilia, almeno in parte, con le quotidiane ingiustizie che dobbiamo subire. L’incipit del testo manzoniano ci porta in quella dimensione dove l’indizio è circonfuso di interpretazione e di sospetto nella situazione della peste portata dai lanzichenecchi:

La mattina del 21 di giugno 1630, verso le quattro e mezzo, una donnicciola chiamata Caterina Rosa, trovandosi, per disgrazia, a una finestra d'un cavalcavia (…) vide venire un uomo con una cappa nera, e il cappello sugli occhi, e una carta in mano, sopra la quale, dice costei nella sua deposizione, metteua su le mani, che pareua che scrivesse. Le diede nell'occhio che, entrando nella strada, si fece appresso alla muraglia delle case, che è subito dopo voltato il cantone, e che a luogo a luogo tiraua con le mani dietro al muro. All'hora, soggiunge, mi viene in pensiero se a caso fosse un poco uno de quelli che, a' giorni passati, andauano ongendo le muraglie. (Alessandro Manzoni, Storia della Colonna Infame - capitolo I)

Qui abbiamo uno degli elementi che generalmente vengono chiamati indiziari. Di fatto, in un contesto particolare, eventi che altrimenti potrebbero risultare insignificanti suscitano il sospetto, diventano elementi di rilievo. L’azione di andar rasente a un muro e di scrivere su un pezzo di carta innesca una serie di illazioni che portano rapidamente a immaginare scenari criminosi. Qualsiasi azione, anche la più innocente, è suscettibile di una interpretazione sospetta, per non dire di prova di un delitto, quando il contesto la rende in qualche modo integrabile in una conclusione a cui si è giunti preventivamente. La convinzione di colpevolezza farà alla fine precipitare una serie di fatti irrilevanti come una cascata di elementi di prova alla luce di un teorema. L’elemento suggestivo in un contesto di stress (la peste) dove il testimone è anche parte lesa e dove l’influenza collettiva (le voci che corrono) rappresenta la pressione sociale sull'individuo.

La percezione di qualcosa è sempre pregna di interpretazioni. Gli stessi organi di senso sono impregnati di ‘teoria’, non siamo recettori passivi. Semmai è proprio la neutralità un processo di decantazione per il quale si riduce un fatto ai suoi elementi essenziali svincolati da qualsivoglia tentativo di darne un significato che ne travalica il senso. Non solo dissonanze cognitive per le quali, ad esempio, un testimone finisce per integrare i fatti all'interno di un contesto conoscitivo ed affettivo dove entrano in gioco valori e credenze, ma anche suggestioni e pulsioni che nell’immediato condizionano e indirizzano emotivamente. In certi casi il confine tra la realtà e l’immaginazione diviene labile e qualunque elemento, anche il più fantasioso e arzigogolato, funge da verifica di un sospetto.

Il concetto di verosimiglianza è uno dei più usati nelle formulazioni del diritto ed è un passe-partout universale, una forma pseudologica dove all'occorrenza si può dire tutto e tutto il contrario. Verosimile o simile al vero è probabilmente di derivazione sofistica e intrattiene rapporti molto stretti con quel principio di induzione che è alla base di molti paralogismi e di quel principio di verificazione messo alla berlina da Popper (e sostituito con il criterio di falsificazione). La base del principio di verosimiglianza è una sorta di luogo comune o di valore implicito, o ancora di un supposto buon senso che fa riferimento al senso comune. Sul piano logico una cosa o è vera o è falsa (ad eccezione di una logica fuzzy con valori intermedi tra 0 e 1), il verosimile (o simile al vero) è semplicemente un escamotage con il quale un asserto non viene messo in discussione in quanto indecidibile, ma viene bollato con una sorta di marchio di garanzia (verosimile) o con un marchio di contraffazione (inverosimile). L’inverosimiglianza è un valore indefinito che senza esporsi alla falsificazione logica può invalidare l’asserto di un testimone o di un imputato mediante una formula che suscita il sospetto e adombra la menzogna... senza avere però l’onere di dimostrarlo.

Il termine verosimiglianza è anche sinonimo di probabilità (likelihood) e l’esempio classico viene dal famoso "testa o croce": “se lancio una moneta ed esce di seguito cento volte testa, qual è la verosimiglianza che quella moneta sia truccata?”. Direi nessuna, altrimenti la distribuzione statistica seguirebbe delle mere regolarità. La prova che quella moneta sia truccata (non una moneta ipotetica e astratta) è data soltanto da una analisi non statistica ma reale sulla moneta in oggetto. Insomma, prima di dire che è truccata ci vuole un collegio peritale che la analizzi. Se dovessimo basare i processi sulla statistica potremmo tranquillamente fare a meno delle prove, basterebbe fidarsi del calcolo delle probabilità con un margine di errore statisticamente nella norma.

Quella che poi viene definita bugia (non la menzogna), riguarda o l’equivoco concetto di verosimiglianza o la mera opinione di buon senso. Chiunque può avere qualche motivo per mentire su cose insignificanti e senza nessun interesse, sempre ammesso che si tratti davvero di bugie e non soltanto di errori della memoria (e dopo tre o quattro anni sfido chiunque a ricordare senza errori e contraddizioni quello che ha fatto il tal giorno alla tal ora). Si può mentire per pudore, per paura, per pigrizia, o semplicemente si può non dire il vero perché il fatto è senza interesse, senza rilievo, e non ci si rende neppure conto di dire qualcosa di sbagliato.

Quello che sappiamo è tutto lì, in pochi nanogrammi di materiale biologico (degradato? non coevo?). I test del  DNA di tipo “touch” possono risultare inaffidabili e fallibili, inclini a promuovere equivoci e a creare le premesse per incriminare innocenti? Innumerevoli articoli in varie lingue mettono in guardia dal mito dell’infallibilità del Dna, soprattutto se utilizzato come prova regina. Nel nostro paese anche sull'onda dei mass-media, sempre alla ricerca dello scoop, non sembra emergere nel pubblico mediatico la consapevolezza che il Dna è sì uno strumento di indagine, ma che va sempre inquadrato come dato da interpretare da parte dell’investigatore.

Il Dna, ancorché effettivamente in ottimo stato (cosa da verificare con controprova e da dimostrare in un contraddittorio), può trovare diverse spiegazioni se non suffragato da altri riscontri.  Non bisogna dimenticare che la sua attribuzione è di tipo probabilistico e non deterministico. Nessuno può condannare una persona per il solo rilievo del DNA sulla scena del delitto, anche con prove e controprove di laboratorio, soprattutto quando si tratta di tracce deteriorate e comunque suscettibili di interpretazioni difformi in merito alla loro presenza in loco. Da tempo lo slogan prova scientifica è diventato un mantra acritico. Alcuni sembrano affidarsi ciecamente a dei meri dati numerici che in quanto tali sono elementi neutrali (ancorché da verificare), cioè variamente interpretabili solo alla luce di un sistema indiziario consistente che permetta di inquadrare l’analisi genetica all'interno di una configurazione di inferenze e di consequenzialità non ricavate a posteriori come conferma del dato, ma in una premessa investigativa che inquadri l’analisi genetica in un contesto di indizi e di prove già ben formulato a priori con elementi concordanti e coerenti tra loro.

Il termine scientifico rischia di diventare l'orpello messo lì più che altro per impressionare quella vasta palude mediatica ingenua e sprovveduta, impressionabile per i soliti slogan e format divulgativi che parlano di scienza come se si trattasse di una bacchetta magica e non già di un sistema che pone proprio l’errore al centro della sua metodologia, soprattutto quando si tratta della realtà con tutte le sue contaminazioni e i suoi ingredienti sconosciuti ed indecidibili. Realtà che non sempre è rappresentabile nella situazione controllata del laboratorio. In aggiunta, occorre dire che più grande è il numero di prelievi e maggiore diventa non solo l’accuratezza predittiva, ma anche la possibile percentuale di errore umano. Compreso il ben noto meccanismo della profezia che si auto-adempie (o effetto Pigmalione: il peso delle aspettative in qualsiasi procedimento interpretativo e predittivo) per le influenze psicologiche e fisiologiche che finiscono col far credere di aver trovato quello che si cerca, soprattutto quando si viene criticati per anni e anni a causa di un’indagine costata molte risorse di tempo e troppo denaro.








Novità: Presto potrai ordinare e leggere "Outrage of Law", la versione americana de "La legge del Disprezzo".









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201 commenti:

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Vanna ha detto...

Gilberto, complimenti per il tuo nuovo articolo che intravede nel caso B. trame favolistiche nelle quali affondano le radici del nostro inconscio infantile con quel significato racchiuso,analizzato, trovato nei fluidi del DNA.

Il DNA viene caricato di valenze molteplici tali da considerarlo portatore di prova e firma di assassinio, in questo caso, rinnovellando la fiaba con orchi e streghe.

La fiabe, “ Le antiche favole” di G.V. Gravina, il fondatore dell’Arcadia, sono i Miti che racchiudono le sapienze antiche e le fatiche dell’uomo.
Quei miti studiati da Jung, affollati di archetipi che abitano nel nostro inconscio collettivo e pulsano.

I miti grondano sangue che da tempo immemorabile esprime l’essenza della vita e trasmette la forza della vita. La religione cristiana poggia la sua verità nell’ eucarestia: il sangue del Cristo che diviene vino e acqua disseta l’ecclesia, la unisce donando forza e redenzione.
Quel sangue raccolto, secondo il mito da Giuseppe di Arimatea nella mitica coppa del Graal, cercata dai Cavalieri.
Da sempre quindi i miti sono pieni di sangue, simbolo di vita e di morte.

Stabilire un collegamento tra la mescolanza del sangue di Yara e un fluido sconosciuto, presumibile dell’assassino, assume la valenza simbolica di veicolare forze umane vitali che si trasformano.

Ed è il sangue il liquido che prevale nell’analisi, nel quale l’altra traccia sembra cedere solo il DNA senza altre informazioni.

Sembrerebbe di interpretare metaforicamente questo come la vita che accoglie la morte, come il sangue di Yara permetta di imprimere una presenza di morte, ma non di definire la tipologia del liquido altro, perché è il sangue l’unico liquido pervaso di un’aura personale, l’altro è indefinibile perché rappresenta la morte.

Condivido con te che le nostre fantasie vengono ad essere proiettate dal lontano più arcaico che racchiude le nostre paure ancestrali nelle quali il bene e il male si muovono e si collegano per mezzo “ di un immaginario che si nutre di quei contenuti inconsci con i loro nessi simbolici”, come scrivi.

Un caro saluto

ilpeyote ha detto...

Buongiorno, a prescindere dall'articolo in cui posto il commento, vorrei chiedere all'autore perche' ovunque si parla della discoteca vicina al campo di chignolo, quando in realta' la discoteca si trova a circa 2km a piedi attraversando i campi e a circa 4km in auto su strade asfaltate.
Grazie,
Roberto

Vanna ha detto...

Roberto il pejote , sei nuovo?
Benvenuto!

Visto che " ovunque si parla " della discoteca vicina a Chignolo mentre invece è lontana, perché
non lo hai detto prima?

emax/massimo prati ha detto...

Ti rispondo io, il pejote.

La discoteca, in cui si entra solo tramite tessera (ma come in tutte le altre associazioni simili, è chiaro che se uno porta un amico l'amico non resta fuori... anche se non ha la tessera - e si sono controllati solo quelli che la tessera l'avevano), è a 300 metri dal punto in cui è stato trovato il cadavere. Si trova esattamente nell'ultima traversa a sinistra di via Bedeschi (una strada senza uscita).

Se hai google maps, copia e incolla il link sotto e inseriscilo sulla barra del tuo motore di ricerca...

https://www.google.it/maps/@45.6542243,9.5296996,3a,75y,174.35h,80.83t/data=!3m4!1e1!3m2!1sJWRWcEgA1H1T-lsPjHu5ZA!2e0!6m1!1e1


Massimo

Gilberto ha detto...

@ilpeyote
In realtà non ricordo di aver parlato della discoteca in nessun articolo. Comunque l'informazione che dai sembra importante. Nel caso puoi chiarire meglio il significato delle distanze in un altro commento.

ENRICO ha detto...

Accidenti, Gilberto, che bell’articolo !

E direi che la “chiave” di questo caso è proprio nella tua frase conclusiva “”soprattutto quando si viene criticati per anni e anni a causa di un’indagine costata molte risorse di tempo e troppo denaro.

Gilberto ha detto...

Grazie Enrico
I complimenti fanno sempre piacere, ma di certo non tutti saranno d'accordo con te.

@ Vanna
Grazie anche a te e per il commento di approfondimento.

ilpeyote ha detto...

Chiedo scusa, non sapevo dell'esistenza di quella discoteca. Pensavo che la più vicina fosse quella in via industriale 11. Grazie il chiarimento, buona giornata.

Etrusco ha detto...

La discoteca in questione è, come dice Massimo Prati, a 300 metri dal punto in cui è stata ritrovata Yara. Dalla discoteca a quel punto niente ostruisce la visuale, come niente ostruisce la visuale da quel punto alla strada asfaltata. Solo il buio o la nebbia possono nascondere ciò che avviene nel campo allo sguardo di chi sta sulla strada o davanti alla discoteca, non certo la distanza di 300 metri.
Come e quando si siano svolti i fatti non lo sappiamo, ma è ragionevolmente presumibile che sia stato atteso il momento adatto perchè Yara finisse in quel punto.
Su questo c'era qualche testimonianza che indicava un veicolo da giorni parcheggiato in prossimità del campo, ma non è stata presa in considerazione perchè coloro che sostenevano questo si contraddicevano vicendevolmente.
Non sarebbe da stupirsi se un giorno si accertasse che il corpo sia stato tenuto, per un periodo, nascosto proprio in un mezzo parcheggiato vicino al campo, proprio per facilitare la deposizione avendo il controllo visivo del luogo.

Anonimo ha detto...

X Etrusco
Hai scritto: "Non sarebbe da stupirsi se un giorno si accertasse che il corpo sia stato tenuto, per un periodo, nascosto proprio in un mezzo parcheggiato vicino al campo, proprio per facilitare la deposizione avendo il controllo visivo del luogo."
Ma ciò non avallerebbe l'ipotesi di Pino e Antonello?
E poi non giustificherebbe il fatto che le macchie biologiche son erano, poi, tanto avariate?
D:S:
1

Etrusco ha detto...

D.S.
Non abbiamo certezza se Yara, dopo essere stata rapita, sia stata condotta direttamente nel campo di Chignolo.
Può darsi che come indicato di cani sia stata portata prima al cantiere di Mapello, mentre non si sa se la sua uccisione avviene al cantiere, sono ipotesi. E non sappiamo se e in quanti luoghi sia stato eventualmente spostato il corpo prima del ritrovamento.
Ma a prescindere da questo, ti sembra facile deporre un cadavere in un luogo aperto e pianeggiante privo di ostacoli alla vista? A me no. Ma pure se fosse stata portata viva in quel campo e quindi uccisa, non sembra essere questo il posto più nascosto per poterlo fare, al limite c'era una boscaglia scoscesa con rovi e cespugli proprio li a poche decine di metri, verso il torrente per capirci. Ma consideriamo sempre che il corpo sembra essere stato rivestito alla svelta per qualche motivo pratico, e questo porterebbe ad escludere l'uccisione nel campo.
Volendo proprio abbandonare il corpo a Chignolo, viste le caratteristiche del posto, il modo meno rischioso poteva essere proprio quello di parcheggiare il veicolo che lo trasportava, appunto, vicino al campo. Per poi attendere il momento che non transitassero lavoratori dei capannoni e discotecari vari.


Anonimo ha detto...

X Etrusco

Condivido quello che sostieni, ma aggiungerei che il corpo sia stato tenuto nascosto in un posto riparato, per molto più tempo di quanto si ipotizza, dopo essere stato spostato dal cantiere, dove potrebbe essere avvenuta l'espoliazione della ragazza, per fini che non sappiamo, e portata, di sera a Chignolo.
Dove è stata esposta alle intemperie, per meno tempo di quello che si pensa. E la testimonianza dei piloti della protezione civile e dei CC, che hanno dichiarato di non aver visto alcun corpo, avvalorerebbe quanto stiamo ipotizzando.
Adesso devo lasciarti, perchè il lavoro mi attende.
A domani.
D.S.

magica ha detto...

mi pare ima stranezza che venga spogliato un corpo per nulla . e poi rivestirlo perchè?-
si fanno supposizioni a piacimento
un maniaco che spoglia : ma la prende com'è. senza tante sottigliezze. si tirano fuori mille ipotesi ok? ma sono ipotesi illogiche ,
quei delinquenti volevano spassarsela con la ragazzina , l'hanno ferita per farla stare buona , ad un certo punto la vittima ha perso i sensi e loro credendola morta se la sono svignata .

Anonimo ha detto...

Si cercava un cavallo il colore non si sapeva. Un giorno trovarono un ferro e con quella misura inziarono a provarlo su migliaia di cadruperi finchè trovarono lo zoccolo al quale si sarebbe potuto adattare. Se poi il cavallo che si cercava fosse stato bianco o nero, ronzino giovane o vecchio, poco importava era stato trovato il cavallo ed il suo zoccolo.

Anonimo ha detto...

scusate : "quadruperi"

ENRICO ha detto...

anonimo 18:48

si cercava una fanciulla. Trovarono una scarpetta e con quella misura andarono in giro per provarla a 18.000 giovanette finchè non trovarono il piede al quale si adattava

Che poi la fanciulla fosse bionda, bruna, bianca, nera o gialla poco importava . Era stato trovata la ragazza e la sua scarpetta e tutti vissero felici e contenti


Mi ricorda qualcosa... non so a te, o anonimo burlone !

magiaca ha detto...

anonimo delle 18:49. forse volevi "quadrupedi"??

ENRICO ha detto...

eh già Magica

l'anonimo voleva dire "quadrupedi".. ma non sa che gli zoccoli di un cavallo NON sono tutti e 4 uguali dato che gli anteriori sono diversi da quelli posteriori e quindi un solo ferro non gli sarebbe bastato per individuare il cavallo giusto ?

Etrusco ha detto...

Ciao Magica,
un motivo logico per rivestire Yara potrebbe essere quello di rimettergli addosso tutte le sue cose al fine di trasportarle comodamente a Chignolo insieme al suo cadavere. Se questo non fosse stato fatto e rimanevano, per esempio, le scarpe, si sarebbe corso il rischio che venissero ritrovate, magari in un posto indicativo per le indagini: in uno dei cantieri? In un container? In un deposito? Eccetera eccetera?
Idem per guanti, chiavi di casa...

Non si sa che fine ha fatto il cellulare, ma il motivo potrebbe non essere casuale.

Anonimo ha detto...

Che strano, come mai i colpevolisti si sono lasciati sfuggire questa chicca apparsa in una puntata di qualche settimana fa della Vita in Diretta: l’inviata era riuscita a scovare il negozio di forniture edili a Chignolo in cui Bossetti si è recato il 26 novembre 2010. Vi si vende abbigliamento da lavoro, le commesse hanno detto che Bossetti ci andava spesso, ma quel preciso giorno ha acquistato un paio di pantaloni e un giubbino, li ha caricati sul furgoncino (la targa sta sulla bolla d’accompagnamento, consegnata ai CC, erano le 15:30).
Persino a me, che mi ritengo individuo sufficientemente razionale, ha squillato un campanellino: non sarà che l’uomo ha utilizzato quegli indumenti per commettere il delitto e poi gettarli, senza bisogno di giustificare l’assenza degli abiti che aveva indosso quel giorno (e che avrebbe dovuto buttare al caso si fossero macchiati)?
Con quegli abiti nuovi non c’era nemmeno pericolo di lasciare troppe tracce di sé sulla vittima.
Potrebbe questa essere un’altra carta serrata nella manica della procura, forse più seria del cutter acquistato con carta di credito alcuni gg prima?
Mario

magica ha detto...

ahahhaah! povero ..
bossetti è cosi' ricco che va a comprare abiti nuovi, per poi buttarli . . non ne aveva di usati da buttare?
aveva aqcuistato anche la sfera di cristallo,, per sapere a che ora sarebbe uscita la yara . e se fosse uscita ., . .
se la procura dovesse attaccarsi a questo indizio ridicolo .. beh allora saremo la repubblica delle bananas -
ciao mariooo! .

Anonimo ha detto...

Mario

Per favore aiutami a capire. A detta tua Bossetti avrebbe acquistato oltre all'arma del delitto di cui ci informano i media, anche il vestiario adatto, pagando con bolla di accompagnamento con targa del furgone stampata a chiare lettere in negozi locali presso i quali acquistava regolarmente e tutti lo conoscevano?

Oh, well, not exactly your typical man of mystery...

Ma se tu dovessi premeditare un delitto (come implichi chiaramente che Bossetti avrebbe potuto fare con l'acquisto dell'abbigliamento da omicidio), ti ridurresti ad acquistare i vestiti apposito solo 3 ore prima del presunto crimine?

This Bossetti dude totally lacks any form of forward thinking, don't you rackon mate?

Quindi, dicevamo, l'acquisto e' avvenuto tre ore prima della sparizione di Yara. Ma come faceva Bossetti (a clumsy little fella, so far) a sapere che il 26 Nov 2010 era proprio il giorno esatto per acquistare (e presumo, stando alla tua ipotesi, INDOSSARE PRIMA DI PRENDERE YARA - uno mica chiede il TIME e tutto si ferma solo per cambiarsi e poi riprendere) proprio quegli abiti se Yara quel giorno non doveva andare in palestra e la sua uscita pomeridiana e' avvenuta per puro caso? So, was it just a fluke?

Inoltre, se realmente Yara fosse deceduta nel tardo pomeriggio del 26 come ci dicono, suppongo che Bossetti si sarebbe dovuto disfare di quegli abiti con una certa fretta per rientrare a casa senza destare sospetti entro le 8.30 o giu' di li'. Non avrebbe quindi potuto percorrere decine di chilomentri per liberarsi di un abbigliamento che scotta in un luogo non sospetto. Ma l'intera area e' stata battuta a tappeto e ne' i cani hanno fiutato l'odore di Yara su vestiti abbandonati, ne' nessuno mai ha parlato del ritrovamento di abiti da lavoro abbandonati chissa' dove.

Soprattutto Mario, penso che stai premeditando un omicidio e hai un'intelligenza poco piu' che bassa, se vuoi comprare un'arma o abbigliamento o altro che nessuno possa ricondurre a te, paghi in contanti, acquisti relativamente lontano da casa dove nessuno sa chi sei e lo fai in tempi assolutamente non sospetti.

Infine, e' proprio sicuro che questi vestiti di cui parli non sono stati mai ritrovati a casa o nel furgone di Bossetti e manchino totalmente all'appello, e che non si tratti solo dell'ennesima bufala pseudo-giornalistica creata per nutrire un'audience affamata di gossip e lerciume?

Ciao. Annika

Antonello ha detto...

Dopo Ascoli, ma gia' Cogne rappresentava un triste presagio, il simile al vero e' una panacea di molti insani mali della Giustizia italiana.

E' quello che, NEL MINIMO SINDACALE, in verita' si chiede a gran voce, una ricostruzione verosimile andrebbe posta come colonna portante di tutti i processi, quantomeno contenente e sconfortante tutti i dati estratti.

Ergo, se presumi un'omicida inginocchiato e vestito, su un piumone messo su un letto, con una casacca del pigiama al contrario, tutto diventa verosimile se trovi segni di indispensabile succedaneo svestimento di quella stessa casacca che dopo un delitto magicamente "potrebbe diventare intrisa" insieme a mani, guanti, capelli lunghi a caschetto, visi, dandone conto nei tempi.

Diventa verosimile se sullo stesso letto trovi gocce sversanti verso un peso che nell'ipotesi non puoi non considerare se presumi che sopra dev'essere stato appoggiato.

Se ipotizzi poi una dinamica devi trovarne ed averne traccia, le macchie ematiche devono essere per forza allungatesi, strofinatesi, cosparse dai movimenti del peso, presunto, se presumi sia potuta avvenire sopra una superficie morbida come un piumone adagiato su un materasso.

La verosimiglianza dovrebbe essere la casa dell'investigatore, l'alveo dove si incuneano le ipotesi piu' coerenti non gia' tesi.

E' preziosissima, oggi una volta di piu' con le sentenze indiziarie rese probate da decisioni legislative opinabili, se si percorre, la verosimiglianza, con lealta' e non con innamoramento di castelli gia' precostruiti.

Non e' difficile il lavoro di un G.I.P., credo che senza altre pressioni abbia l'onere di "RICOSTRUIRE", appunto con verosimiglianza, cioe' con estrema coerenza ai dati oggettivi in suo possesso, cio' che con il minor errore puo' aver ricondotto alle risultanze oggetto d'indagine.

Non e' poco, e' un incarico delicato, perche' va' condotto con lealta' verso la Giustizia e verso la propria coscienza, oltreche' verso un onesto concetto di verosimiglianza e "inesistente verita' ".

E' verosimile quindi, trovare una perla di genotipo in una traccia impossibile da analizzare in maniera INEQUIVOCABILE e ricondurre IL TUTTO a 92 giorni di esposizione statuaria alle intemperie???

E' verosimile STUPIRSI di un genotipo/perla estratto da traccia impossibile da analizzare in maniera inequivocabile e non di altri 2 dna estratti senza alcun problema e trascritti nel dimenticatoio emotivo???

E' verosimile che con mille testimoni che giurano di non aver mai visto quel corpo in quel campo, pur avendolo frequentato giornalmente, si assuma quello stesso corpo come rimasto depositato in loco per 92 giorni???

Voglio dire, la zona era frequentata, sebbene isolata, e forse frequentata perche' isolata, la gente vi andava a fare footing, ci portavano i setter a correre a perdifiato per il campo, di notte vi erano prostitute, clienti, spacciatori (a 300 metri da un Comando di FF.OO., che emblema!!!), quel campo fu' attenzionato dalle ricerche delle prime settimane, prima dalle squadre organizzate e poi dagli operai della ditta vicina, da sopra fu ispezionato da velivoli dei CC, da quello della Protezione Civile (che scese a terra sul campo quando vi vide un sacchetto della spazzatura, per accertarsene).

(Continua)

Antonello ha detto...

(Continua e finisce da sopra)

Il 16 gennaio addirittura i Ris fecero capolino alla fine del posteggio perche' li fu trovato Eddy Castillo in un mare di tracce ematiche sparse, transennando la zona con i nastri bel oltre il limite, ben dentro il campo (dalle foto e' chiaro che non si sono limitati al posteggio).

Le tracce di dna rinvenuti parlano di "straordinarie" e logiche diversita' strutturali riscontrate fra di esse, una traccia impossibile da analizzare in maniera inequivoca da cui spunta un fiore del deserto, un genotipo che "sembra essere stato depositato DOMANI", tempi, modalita' e pertinenze, nonche luoghi dati per certi ma che sono la vera spina di questa indagine, il vero nodo da risolvere dopo essere fuggiti a gambe levate dall'ipotesi di un corpo che al cantiere di Mapello si sarebbe diretto, volente o nolente, cosciente o non cosciente.
Cantieri infermabili, in questa Italia e' verosimile fermare un cantiere perche' segnalato ad intermittenza da tutti gli strumenti investigativi???

Stefania ha detto...

Ieri sera ho visto in tv delle immagini relative ai primi rilievi effettuati nella stanza del residence dove venne rinvenuto senza vita Marco Pantani.

Il cronista ha fatto notare come le Forze dell'Ordine, giunte per prime sul luogo, contaminarono la scena: gente che camminava avanti ed indietro senza usare nè calzari nè guanti, il rumore di un cassetto pieno di posate che cade a terra, una bottiglietta vuota abbandonata sopra una mensola.

Intervennero poi i Ris, ma oramai era tardi: le posate, sparpagliate sul pavimento vennero considerarate come parte integrante della scena, cosi' come si presentava al primo ingrasso nella stanza. La bottiglietta non venne mai analizzata, ecc ....

Ora, durante il servizio (mandato in onda da una rete Mediaset, non chiedetemi quale perchè stavo cucinando), è intervenuto Garofalo, ho sentito la sua voce fuori campo che spiegava al cronista che spesso i Ris vengono chiamati "troppo" tardi: quando oramai la scena di un possibile delitto è stata irrimediabilmente contaminata da Forze dell'Ordine "locali" che non sanno bene come muoversi in questo caso.

Sono quindi andata a cercarmi qualche notizia circa il ritrovamento del corpo di Yara Gambirasio.

Ho cosi' scoperto che i primi ad intervenire sono stati poliziotti e carabinieri locali e non di certo i Ris.

Il corpo della ragazzina è stato portato al laboratorio di Medicina Legale dove poi sono stati fatti gli accertamenti, con un normalissimo carro funebre di un'impresa locale ... non da quello dei Ris.

Si dice anche che sono state requisite le telecamere dei capannoni vicini.

Ora, a voi un paio di ragionamenti:

che fine hanno fatto quelle immagini? Scommetto che di Bossetti non ve ne è traccia.

Secondo quesito .... siamo sicuri che anche in questo caso non ci sia stata contamninazione dovuta all'inesperienza di cui accenna Garofano nel servizio di ieri?

Ecco una descrizione sommaria di quanto accadde poche ore dopo il ritrovamento di Yara:

http://www.corriereadriatico.it/ATTUALITA/trovato_il_cadavere_di_yara_gambirasio_a_300_metri_dal_comando_centro_ricerche/notizie/140054.shtml

Stefania

Stefania ha detto...

Ecco qui le parole di Garofano di ieri:

http://www.tgcom24.mediaset.it/sport/caso-pantani-un-video-inquietante-e-nuove-verita_2073614201402a.shtml

Se è accaduto per Pantani, chi ci dice la stessa cosa non sia avvenuta in quel benedetto campo?

Stefania

Anonimo ha detto...

Ha ragione Delp. Sei ripetitivo, tanto da stufà tutta gente der quartiere. Ma dove voi anna a parà?
Stai a scrive senza stopparti mai...ma nun lavori?
Facevano bene i due blogger a bannarti!!!
Mò penzi d'aver trovato l'America con questo blog, ma pure qua a gente nun è fessa e s'è scocciata.
Tutto è bono, quanno nun è troppo.
Penzace!
Romoletto tuo.

Anonimo ha detto...

Gilberto complimenti per l'articolo.
Bossetti, lo scrivevo tempo fa, dovrebbe solo augurarsi che nella sua vita sia stato un modello umano perfetto e senza errori, perchè ormai è evidente che qualsiasi cosa viene letta come indizio e qualsiasi mossa come un tentativo di coprire quel delitto. "Sangue di Bossetti dulle mutandine di Yara" si tuonava all'inizio, e via con il movente sessuale, e quindi via alla ricerca di quei "difetti di fabbrica" nella sua vita privata.
Qualcuno prova a quantificare l'attivitá sessuale e trovare un nesso tra frustrazione e desiderio di sfogarsi su una tredicenne.
Qualcun'altro invece che sbirciare tra le lenzuola troverá più rilevante l'acquisto di un coltello o di un sacco di sabbia e giù con la fantasia. Mutandine richiamano sesso. Coltello richiama omicidio. Sacco di sabbia(o calce?) richiama l'idea di soppressione del cadavere.
A questo punto provoco un pò anche io per far capire quanto sia facile il gioco: perchè non ipotizzare che l'acquisto di figurine servisse per avvicinare i ragazzini? Visto com'è semplice? Volendo gli si costruisce un movente su misura in poco tempo. È la dinamica, caro Gil, con questo tipo di imputato, che nessuno vuole affrontare,nemmeno nei comodi salotti televisivi. E come mai? Perchè poi tocca parlare di premeditazione o meno, del cellulare smontato, dei possobili legami tra imputato e vittima,di parafilie se si resta sul movente sessuale(lo ripeto:il muratore sconosciuto alla vittima non ha necessitá di depistare e se dicono che il Boss era un appassionato di cronaca nera,a maggior ragione sapeva che un'azione simile oltre che inutile, porta più rischi che altro). Naaaa, troppi grattacapi. Tanto c'è il fluido magico senza origine, e meno male che non è stato arrestato un cinghiale ma un uomo, solo che adesso, visto che anche quando si pensava fosse sangue non si riusciva ancora a parlare di dinamiche e movente, figuriamoci ora che non conosciamo l'origine della traccia cosa può venir fuori...
Basta che non si venga a scoprire che qualcuno in contatto con Yara, casualmente, stirava anche mutande per il Bossetti! Esagero? Mmmh, visto l'andazzo nemmeno troppo.
Sai cosa mi fa veramente rabbia? L'impressione che tutto questo possa allontanare la veritá su quello che hanno fatto a Yara. Un senso di giustizia mancata. Non so come spiegarlo, ma è una sensazione molto fastidiosa.
Un caro saluto a tutti
Kiba

Anonimo ha detto...

Correzione: "basta che poi non si venga a scoprire che qualcuno in contatto con il Bossetti, casualmente, stirava anche le mutande di Yara".
L'avevo scritta al contrario,ma Bossetti sulle mutande non ha nulla... oddio, avranno controllato bene anche le sue mutande? Non si sa mai.
Kiba

Vanna ha detto...

Buongiorno a tutti e pure al novello sor Romoletto.

Sor Romolé... annamo...!
'Ndo voi TU annà a parà?

Che tte frega si Annika
'nse stoppa e nun lavora?

E mmeno male che ce sta!
E ce stamo puro noi
a leggerla e apprezzà.

Che tte frega si Annika
ripete litanie su litanie
comme fussero avemmarie.

Ah Romolé 'nna sola vorta
l'america se po' trovà,

'nvece più de na vorta
tentà devi,pé scoprì la verità.

Che poi ndo sta nun lo sai tu
e nun lo so nemmanco io,
ma, per volontà di Dio
volemo sapé de più
è passato er tempo
de fa finta de giocà a cucù.

A noi nun cià stufato
se a te invece sì
te lo dico, pe' piacere,
si resti ancora qui,
prova un po' a risponne
ar ripetuto quiz!

Vanna



Mò penzi d'aver trovato l'America con questo blog, ma pure qua a gente nun è fessa e s'è scocciata.
Tutto è bono, quanno nun è troppo.
Penzace!
tuo.

15 ottobre 2014 09:36:00 CEST

Anonimo ha detto...

Kiba
Fra i tanti controlli hai dimenticato quello del cervello di Bosseti...magari trapanandolo. Come mai?
fr

Massimo M ha detto...

x Mario

Il fatto che ti sia "squillato un campanellino" è in TEMA perfetto con l'articolo di Gilberto, a cui rinnovo la mia stima e i miei complimenti per l'angolazione perspicace con cui riesce a trattare certi argomenti.
In un certo senso mi sostituisco alle dita di Gilberto (ammesso che non abbia usato uno scrittore vocale). MGB compra alle 15.30 del 26 Novembre Pantaloni da lavoro e Giubbotto in zona Chignolo? Il che è suggestivo. Ma se avesse comprato una TORCIA? Certo, il campo di Chignolo è buio!

Se questa notizia fosse confermata.....................oggi dove sono quei pantaloni e quel giubbotto? Anche qui si potrebbero costruire favolette. La realtà è che io NON MENTO scrivendo di non ricordare che fine abbiano fatto almeno 3/4 paia di jeans e almeno 2-3 giubbotti (uno di pelle lo ricordo) che ho consegnato ad un mio amico per venderli ad un mercatino di beneficenza. Chissà che fine hanno fatto.............eppure erano come nuovi. Dopo 4 anni, invece, magari un paio di pantaloni da lavoro e un giubbotto da manovale, DI LOGICA, dovrebbero trovarsi belle e LINDI nell'armadio di casa MGB.

Detto questo.............qui più passa il tempo più emergono dettagli a favore di MGB, inutile girarci attorno.
Dal mio punto di vista degli elementi indiziari probabilmente di rilievo (e finalmente) potevano essere costituiti dalle riprese del FURGONE.
Oggi sappiamo che stanno attenzionando 3500 furgoni daily Iveco 2006, sicuramente di colore bianco, sicuramente con frecce trasparenti, sicuramente con baffi cromati ai lati della scritta Iveco, sicuramente con serbatoio più alto di alcuni centimetri rispetto a furgoni ante-2004. Cioè MEZZI di modello diverso e assolutamente con caratteristiche diverse rispetto a quello di MGB. E per sciogliere ogni dubbio fanno anche salire i proprietari, gli fanno una bella foto ed esigono conoscere dove si trovavano il 26 Novembre 2010.

E ancora insistono a mandare in TV quel VIDEO di via Rampitelli col FURGONE decisamente bianco e con fanaleria INCOMPATIBILE con quello di MGB.

E il bello è che a PROCESSO o il FURGONE è di MGB o non è! Il FORSE potrebbe essere è il NULLA cosmico.

Vanna ha detto...

Non ho cancellato per la consueta distrazione e non rilettura!

Ma rileggendo, penso che questo mio errore, forse, ci può anche stare.

Mi scuso comunque!

Anonimo ha detto...

A Vanaaa
Nun me riferivo ad Annika, ma ar tizio che stà a scrive paggine su paggine, senza rinnovarzi mai.
Delp je la detto chiaro e tonno, ma er gaggio fa er finto tondo.
E bello parlà ca lingua de noantri, ce ndendiamo mejo e senza sbaj.
Te saluto arzando a mano destra, come i nostri nonni der testaccio
Romoletto.

Anonimo ha detto...

p.s.
err.corr."arzanno" R.

Anonimo ha detto...

Fr
Uno trapana, l'altro allunga il brodo, quell'altro sbaglia i congiuntivi, l'altra deve tacere perchè parla inglese e blablabla.

Er fatto però è che tra tutti st'incapaci (fatte forza, er brutto passa presto) te te senti er mejo, ma strigni strigni me pare che nun dici gnente.
Sai che nova c'è? Che der Boss c'è solo 'na macchia che manco tu sai che è. Niente de più. Stacce!
Quindi amico mio, lassa perde,zompa tutto quando leggi er nome mio e nun te stancá l'occhi, vedrai che passa tutto.
Me raccomanno eh!:)
Kiba

Antonello ha detto...

@Romoletto de vojatri
Io, con questo son due commenti che faccio oggi, te per scrivere ste stronzate te ce ne sono voluti uguali uguali, il tuo Vate mi sa che era peggio di me perche' si e' stufato pure di essere ripetitivo e se n'e' ito lasciandoti solo a decantarlo.
I due blogger non erano due e non erano blogger, per informazione dei provinciali era un Forum, si parlava di moderatori e titolari e possono testimoniarti, se li contatti per la tua acculturazione in merito.
Io non son stato bannato ma ho chiesto di essere bannato (capisco che per te non c'e' differenza visto la sostanza grigia che apporti alla discussione), ergo mi sa che te devi essere della periferia burina, altro che Testaccio, la' dove le informazioni arrivano quando i topi riescono a finire di percorrere le fogne.
Vedi si possono portare novita' mille volte ripetendo mille volte le stesse cose o nascondersi dietro Remo (do you remember Romolo e Remo???) postare due commenti e sentirsi tre metri sopra il cielo.
Fai na cosa, prenditi la metropolitana e vai al centro, se ci arrivi senza urlare dal dolore, io ti avevo detto prendi la metropolitana, salici sopra, te l'ho ripetuto di prenderla, te te inventavi che ero ripetitivo, ed ecco li, dove te la sei presa la metropolitana, al centro.

Anonimo ha detto...

Antonello non ti curar di loro, se non vogliono leggerti cosa entrano a fare in questo blog, io e molti altri ti leggiamo sempre volentieri.

Questi attacchi personali non sanno proprio di nulla

romoletto torna da dove sei venuto

Alessandro

Stefania ha detto...

Viene da dove c'è un brutto ceffo toscano?

Stefania

Antonello ha detto...

Mi sembra che la mossa dei difensori riporti l'attenzione su Fikri, non voglio credere che i difensori vogliano rendere nulla una perizia importante, anche se non determinante, sulla scorta di mancate notifiche, non ci voglio francamente credere dal punto di vista logico, non avrebbe senso, forse ha senso nel futuro come iniziativa strategica.

In particolare credo che, a prescindere dai difensori e loro strategie, il Bossetti sia serenamente in grado senza reiterazioni di attendere ed affrontare eventuale processo a carico standosene ai domiciliari ipersorvegliati.

Credo, io, anche che siano altre le persone che NON dovevano uscire ed anzi, forse, dovevano essere curate, un nome su tutti Izzo "l'eroe del Circeo", o Delfino "il prode dei vicoli di una Genova martoriata dal vuoto culturale".

Insomma di casi limite ne vedo ma non credo Bossetti possa o voglia eventualmente reiterare, un qualcosa ancora da dimostrare, SE ai domiciliari ed ipersorvegliato.

Credo anche che l'afflato emotivo nella decisione dei cautelari sia da ridiscutere, non puoi mettere in sostanza ai cautelari per "tue paure" paventate da invisibili fili procedurali o giustificate solo da eventi prevedibili mediatici, o peggio per sostenere come "non ingiuste" spese folli, ma vi devono essere elementi secondo me oggettivi idonei acche' siano dimostrati eventuali rischi reali, od anche prevedibili ma solo su basi oggettive, proprio perche' un soggetto anche libero puo' essere monitorato (e non mi si dica che sarebbe una novita').

Oggi come oggi si chiedono i cautelari pure per chi ruba una mela perche', dunque, se senza lavoro, vi sarebbe il timore reiterizzi, no, non ci siamo, anche il piu' innocuo dei provvedimenti risulta non credibile se preso sotto pressione, se progettato in base ad onde emotive, o richieste pubbliche, non ha senso, sopratutto poi se si libera tranquillamente un Izzo od un Delfino, dopo quello che si e' sentito.

Bossetti doveva in verita' essere monitorato, se vi erano realmente gli elementi di fondato sospetto, ed anzi il fatto che sia stato fermato in verita' giocherebbe eventualmente ad un eventuale Bossetti/colpevole.

Invece Bossetti sembra che non abbia piu' diritto di parola, isolato ed ipersorvegliato in carcere, fuori potrebbe parlare, chissa' cosa dire, il vero motivo dei cautelari a parer mio e' questo, doveva e deve confessare, PROPRIO PERCHE' IL DNA DA TRACCIA DEGRADATA DI OTTIMA QUALITA' NON PUO' BASTARE.

Ed in questo senso non vorrei che si sia richiamata in causa la vicenda di Fikri per un suo mai spiegato accredito all'innocenza da parte della Ruggeri, si, strana quell'intervista, scagionava Fikri (e fin li) e misteriosamente anche il cantiere (mah!!!).

Forse che gli avvocati stanno pensando ad una delazione di qualcuno del cantiere in favore di un tredici azzeccato da un qualsiasi Bossetti e vogliano farla emergere per ricontestualizzare l'arrivo degli inquirenti su Bossetti ed i veri motivi che il dna forse, in ipotesi, nasconde, quei dati che, secondo gli avvocati, la Procura avrebbe nascosto al G.I.P. Maccora, ed emersi chiaramente da interviste.

Devo ancora forse vedere una facolta' usata come tale e non come "potere", purtroppo.

Forse a Pisa, si, molto furbo quel P.M. seppur era una situazione difficilissima, con i bimbi da crescere, con una madre sparita, senza corpo, decisioni difficilissime immagino.

Etrusco ha detto...

In merito all'intervento di Mario che ci parla di abiti appositamente acquistati, direi che questo entra a far parte, insieme al coltello, di quegli elementi che farebbero ipotizzare un delitto premeditato.
Ma se il delitto fosse stato premeditato, quale assassino si procurerebbe questi accessori nei negozi di zona, dove è cliente abituale, o fornendo dati fiscali e bancomat? Poi tutto può essere, ma insomma...
Inoltre, di solito, un crimine premeditato, che sia una rapina o un rapimento, non sarebbe da commettersi usando il proprio veicolo regolarmente targato e riconoscibile, ovviamente sempre nel caso della premeditazione. Infatti, il furgone ripreso non è il suo, per gli evidenti motivi spiegati da MassimoM prima che da me. E nemmeno gli altri veicoli sono riconducibili a lui. Ma proprio a volergli ad ogni costo imputare un rapimento premeditato andrebbe provato l'utilizzo di veicoli non riconducibili a lui, al fine di non farsi riconoscere, come è di consuetudine per criminali che premeditano delitti, ma al momento non ci sarebbero elementi a sostegno di questa ipotesi. Comunque non si può escludere che il rapimento di Yara sia stato premeditato, tenendo presente solo il rapimento e non il motivo della sua uccisione, perchè l'abbandono del corpo nel campo di Chignolo ha delle caratteristiche che ben si sposano con una eventuale volontà di farlo ritrovare a pochi chilometri di distanza, quindi in zona.
Sia chiaro che i miei sono solo ragionamenti e l'ipotesi di un rapimento dettato dall'istinto e reso possibile dall'occasione resta sempre di tutto rispetto.

Massimo M ha detto...

Ad Etrusco
Un eventuale delitto premeditato presuppone 2 cose conseguenziali da cui non si scappa

A) Nessuno poteva sapere che Yara in quel giorno doveva recarsi in palestra. Dopo che ha voluto andare lei in palestra al posto della sorella le uniche persone che sapevano erano: la Mamma, la Sorella e forse il padre più qualcuno che l'ha vista uscire di casa prima delle 17:30 più qualcuno che l'ha vista in palestra.

B) Ho qualcuno ha riferito al killer che Yara si trovava in palestra, o il killer l'ha vista casualmente uscire di casa oppure Yara conosceva il suo assassino e ci si e' sentita per dirgli che era fuori casa in palestra.

Sono tutti dettagli che fanno pensare o ad una premeditazione di stampo organizzativo con complici o ad una situazione precipitata.........non si scappa.

L'altro giorno a quarto grado mi sembra hanno parlato del padre di Yara che con la figlia più piccola era in zona casa Rampitelli in orario 19:00 circa appena usciti dal circolo Tennis. Orario compatibile con aggancio 18:55 Yara secondo Vodafone nella stessa zona. Ma non si era sempre detto che il padre stesse tornando da lavoro e in quegli orari era in zona diversa da quella?

Stefania ha detto...

Massimo M, penso tu intenda via Rampinelli, giusto?

Ora, hai dimenticato l'eventualità che ho piu' volte sottolineato, l'intento fosse quello di rapire una qualsiasi delle due sorelle Gambirasio. La sorella doveva effettivamente uscire.

Ora, le notizie che si trovano attraverso i media (si tratti di carta stampata, del web o delle televisioni poco importa) sono spesso zeppe di inesattezze, quando non anche di "megabufale".

Tanto per precisare: Yara aveva una sola sorella, piu' grande di lei. La ragazza, si chiama Keba.

Yara aveva anche due fratellini maschi, piu' piccoli di lei: Gioele e Natan.

Perchè ho specificato questo? Perchè a prescindere da dove fosse il Signor Gambirasio mentre la figlia spariva, non poteva essere in compagnia di una sorellina piu' piccola di Yara e questo la dice lunga su come vengono diffuse o magari anche mal interpretate le notizie.

Stefania

Anonimo ha detto...

Bossetti libero oppure agli arresti domiciliari.

Anonimo ha detto...

Se veramente c'è una discoteca soli 300 dal campo mi pare difficile che la sera del 26 novembre 2014, un venerdì sera, qualcuno sia andato a scaricare là il corpo, in mezzo ad un campo, con il rischio di essere visto da qualcuno di passaggio o che si recava comunque in discoteca (se anche è vero che le discoteche aprano tardi, i preparativi per l'apertura iniziano sempre prima dell'ora di cena).

Massimo M ha detto...

A Stefania
Tre errori. Ho senza ACCA ma lo perdonate. Pardon, il padre era con uno dei due fratellini, così han detto in Tv. Via Rampinelli esattamente (mi esce via Rampitelli............pazzesco).

Etrusco ha detto...

Ma infatti le notizie che giungono a noi sono incomplete, imprecise o male interpretate dai media che le diffondono, ma noi tendiamo a prenderle per buone e le utilizziamo per i nostri ragionamenti. Una su tutte è quella della calce nei polmoni: non si capisce se c'è o non c'è e nemmeno in che quantità. Ma notizie a parte non è che gli addetti ai lavori si esprimano in modo chiaro ed univoco, difatti sull'argomento calce anche la Gazzetti non è esaudiente e riferisce di tracce di calce nelle vie respiratorie ma non nei polmoni senza specificare meglio, mentre il rifiuto del giudice ad accogliere l'istanza di scarcerazione contiene citazioni in tal senso, con tanto di riferimento alle relative pagine della perizia medico legale in cui questa cosa dovrebbe essere meglio specificata, ma almeno da quelle poche righe che sono state rese note di questa perizia, la confusione e gli equivoci aumentano, creando situazioni paragonabili a quelle scaturite dalle spiegazioni dei Ris sulla traccia degradata e ottima contemporaneamente.
Il concetto da capire sarebbe in realtà molto semplice: se Yara respira calce, questa prima di finire nelle vie aeree più profonde deve per natura fermarsi e in quantità maggiore nelle vie aeree prime, naso, bocca, gola, e qui deve essere maggiormente riscontrata: se qui non c'è, dovrebbe voler significare che questa calce sia stata respirata non durante l'uccisione, ma assai prima, perchè in questo caso avrebbe avuto il tempo per essere smaltita fisiologicamente, mentre per quella depositatasi nelle vie respiratorie più profonde lo smaltimento richiede più tempo.
Detto in soldoni, se Yara avesse respirato tanta calce da farla finire nei polmoni durante l'uccisione, sarebbe stata trovata con la gola tanto piena da essere evidenziata nella perizia, ma nessuno ha parlato di calce in gola.

Il problema è che non ci è chiaro dove è presente 'sta calce, perchè tra media e addetti ai lavori ci pervengono informazioni incomplete se non travisate e sembra che l'argomento calce sia importante solo per stabilire un indizio contro Bossetti in quanto muratore e non per ricostruire ciò che è avvenuto durante le ultime ore di Yara.

Antonello ha detto...

@Etrusco
Io non sono un anatomista, e credevo che per albero bronchiale si intendesse il canale primario di respirazione, invece ho capito che cosi' non e'.
Dove per albero bronchiale, ora credo, si intenda il canale primario interno ai polmoni, perche' di fatto i bronchi, se ho capito bene, non possono essere esterni ai polmoni.
L'assenza di calce in gola e la presenza di calce nell'albero bronchiale credo sia compatibile con due conclusioni:
1) La vittima prima di morire era in ambiente di aria satura di polvere di calce.
2) Non ne ha ingoiato e quindi la calce era nell'aria, non ne ha ingurgitato.
3) come minimo, prima di morire, ha respirato per due ore nello stesso ambiente.
4) Yara ha finito di respirare in ambiente saturo di calce, NON SICURAMENTE a Chignolo.
5) Tutta la ricostruzione, cosi' come impostata dalla Procura, non ha molto senso logico.
6) Anche questo porta al cantiere di Mapello, perche' tenere due ore un corpo in un transit saturo di calce e' inverosimile, tra l'altro i furgoni intrisi di calce si puliscono, ed i cantieri no, Yara in un transit sarebbe stata spogliata parzialmente, na roba pericolosa a carico di chi nel caso non avrebbe avuto nulla da perdere, in uno stanzino di un cantiere, che ha fatto impazzire i cani, al chiuso tutto puo' essere stato possibile.
7) Mo ci mollo perche' ar Testaccio me stanno a conta' li commenti, se stanno pure ad inventa' che na decina de minuti sarebbero da scansafatiche, me stanno a tallona' visto che, na novantina su cento nun c'hanno un k...o da fa'.

ENRICO ha detto...

Antonelloooo !

"ar Testaccio me stanno a conta' li commenti, se stanno pure ad inventa' che na decina de minuti sarebbero da scansafatiche, me stanno a tallona' visto che, na novantina su cento nun c'hanno un k...o da fa'.

AHAHAHAHAHAH !

Antonello ha detto...

@Enrico
Sccccccccccchhhhhh!!!!! Non se n'erano accorti, apposta l'avevo appostata come settima sorella, mo me tocca de sposalla, mannaggia mannaggia!!!
Chissa' che fiero er prete con le mani su li co....i quanno me vede che gli s' affloscia a bibbia nee mani, no nun posso, mannaggia mannaggia, me sta a diventa' n'lavoro concima' li sette colli rosa, nun c'ho piu' parole ed allora me tocca de ripetere li fatti, ma vestito come n'pinguino nun ce posso anna' a vomita'.
Dateme er mio whisky che er novello de trastevere me puncica a favella da sotto li piedi.
Mannaggia mannaggia.
Ahahahahahahaha

Antonello ha detto...

Quindi, con una mossa astuta e circuitiva il pool di difesa ribalta l'onere della ripetitivita', perche' se prima tramite i giornali ed il fango la medusa accusatrice poteva oscurare le acque e far ripetere anche a Salomoni in procaci programmi televisivi psicopedagogicicriminologi che il test era ripetitivo all'infinito, ora non possono piu', hanno finito l'inchiostro ed entro il 21 il Riesame, per stabilire se una notifica andava proceduralmente in obbligo fatta, dovra' a monte stabilire se l'atto era irripetibile, tanto da doverne notificare la novella, e se e' stato fatta ripetere la prima istanza perche' mancava una notifica immagino che valga o per tutti o per nessuno.
In verita' mi spiacerebbe veder finire sta storia per un "vizio di forma" ma capisco ed apprezzo la legittima strategia di difesa ed in fondo credo che ai domiciliari, con obbligo di firma doppia ed ipersorvegliato Bossetti non possa reiterare neppure volendo cio' che ancora, in tutta onesta', non mi sembra affatto ne certo e ne dimostrato.

Anonimo ha detto...

Bossetti libero o agli arresti domiciliari.

Anonimo ha detto...

Fa piacere sapere finalmente chi sono i grandi esperti di tracce degradate e di ottima qualita'. Sono quelli che dichiarano apertamente di non avere studiato scienze alle elementari. Eh si'. e' alle elementari che i bambini imparano dove stanno di casa i bronchi.
E proprio questo tipo di esperti, proprio i maverick come loro, sono quelli che i grandi scienziati internazionali tendono ad assumere, all'estero, consegnando loro camici bianchi virtuali.

Anonimo ha detto...

"Yara, Bossetti scrisse una frase terribile sul suo computer
Bergamo, le parole digitate su Google farebbero chiaro riferimento alla sessualità della vittima. La Procura ha informato il pm"
TGCOM24

Anonimo ha detto...

" E' quanto rivela il settimanale Giallo che ha scelto però di non divulgare il testo integrale."

e se lo dice GIALLO......

leo

Gilberto ha detto...

Notizie pilotate per orientare la pronuncia di Brescia? Ormai siamo abituati allo scoop giornaliero condito di proclami, svolte definitive, fatti che inchiodano, notizie bomba… ah, il computer lì si può trovare davvero di tutto… perfino la ricetta dell’aria fritta.

Anonimo ha detto...

strano che se ne siano accorti solo ora...ma non lo avevano già abbondantemente analizzato il pc di bossetti?

leo

Anonimo ha detto...

hahhahahahaha Leo giallo mi fa ridere, guarda cosa ha scritto qualche settimana fa SI QUEL DNA E' PROPRIO IL MIO

http://www.cairoeditore.it/index.php?option=com_flippingbook&book_id=2655&Itemid=83

biavardi persona poco seria e fa anche il moralista

Alessandro

Anonimo ha detto...

persona poco seria ma, soprattutto, giornalista poco serio!

leo

ENRICO ha detto...

Non ditemi che c'è ancora in giro qualche imbecille chi s'informa leggendo GIALLO e ci crede pure ?!

OT

Antonello

meno male che hai questa invidiabile capacità di sdrammatizzare perchè qui l'atmosfera spesso diventa irrespirabile per via delle solite infestanti presenze/assenze acquattate vigliaccamente dietro ai loro pc

Anonimo ha detto...

Enrico tu hai ragione per0' su altri blog o forum si legge di gente che parla di notizie date su giallo e che sono vere perche'biavardi e' un giornalista serio e non scriverebbe notizie false.

Forza Antonello

Alessandro

Anonimo ha detto...

Spigolature
- Bossetti andava in vacanza con lo spazzolino da denti, il fatto sospetto è che non si è trovato il dentifricio, si indaga dove siano finiti gli altri spazzolini avendo trovato molti contenitori vuoti.
- Sull’auto di Bossetti è stata trovata una macchia sospetta di colore sui generis, sottoposta ad analisi ha rivelato che si tratta di peperoncino. Domanda inquietante: cosa ci faceva il peperoncino sulla vettura di Bossetti?
- Nella sua auto è stato rinvenuto un callifugo. Interrogato non ha saputo dimostrare di aver mai sofferto di calli, si sta indagando presso i pedicure della zona.
- Un forchettone per grigliate sta attenzionando gli investigatori, sembra che sulla punta sia rimasto un piconano di costata che potrebbe risalire al giorno del delitto: i laboratori sono in fermento.
- Sembra che il Bossetti frequentasse trattorie da gourmet, sarebbe tutto normale se non fosse che il soggetto ha dichiarato che in genere a casa mangiava spaghetti aglio e olio.
- Da alcune foto si evince un graffio sulla spalla del Bossetti, si sta confrontando la compatibilità del coltello trovato nella sua abitazione con il Dna mitocondriale rinvenuto sulla ruota di scorta della vettura.
- Dall’analisi dei file del computer di Bossetti risultano visite ripetute a un sito di pesca con l’amo. Si sospetta che preparasse l’esca…
- Dalle frequenti lampade praticate dal Bossetti si cerca di ricostruire che tipo di abbronzatura a scacchiera avesse prima del trattamento estetico.
- I cani molecolari hanno puntato dritto all’auto del Bossetti dove è stata trovata una costata, i cani si sono avventati sul grosso boccone. Si è riusciti appena in tempo a salvarne qualche frammento che però forse non basterà per un’analisi approfondita del Dna.
- Interrogato su cosa ha mangiato la sera del giorno del delitto sembra che il Bossetti non ha saputo dire se erano penne all’arrabbiata o spaghetti all’amatriciana, si è contraddetto più volte quando gli è stato chiesto del contorno.

Antonello ha detto...

@anonimo pendolino delle 20,12
Certo che l'invidia e' una brutta bestia.
In verita', non so se te eri al corrente che i polmoni sembrano essere due in scienze "elementari", in effetti potrai confermarmi dall'alto della tua saccenza che se due sono i polmoni, due sarebbero gli "alberi bronchiali", ma skno piccole inezie per uno che nasconde il proprio nome virtuale attaccando eroicamente i camici virtuali altrui delle volte in romanesco altre in italiano lindo, e' il trasformismo dell'inutilita' di chi non si sogna di avere l'umilta' di ammettere sempre di non essere particolarmente ferrato in scienze biologiche, vivaDio so invece ragionare e, mi sembra, che quel "degradata" sia stato scritto dove tu non riesci improvvisamente manco a leggere, come quel "inequivocabilmente", come l'inno al miracolo "ottima traccia", mica l'ho scritto io quel pezzo di storia laica della genesi, ma veri esperti che forse disconosci, impegnato come sei a contare i camici virtuali altrui.
Lascia perdere, comincia anche te a cantare "al miracolo", vola leggiadro con la tua chitarra e sii felice, perche' Dio esiste ma non sei tu.

Etrusco. ha detto...

Antonello,
questa storia dell'albero bronchiale mi risulta solo dai commenti sul blog, che io sappia un brano stralciato dal giudice dalla perizia medico legale, riferisce di "vie aeree più piccole". A me sembra che sia questa l'unica cosa divulgata, poi posso anche sbagliare. E' stata divulgata in occasione del rifiuto all'istanza di scarcerazione presentata dai legali dell'indagato. In seguito la cosa è stata riportata dai media ed è stato detto e scritto di polmoni, bronchi, prime vie respiratorie e appunto, albero bronchiale. Su questo punto si sono pronunciati anche i legali di Bossetti che in qualche esternazione hanno detto "non c'è calce nei polmoni".
Io mica ho capito dove stava la calce, oltre che sugli abiti e su alcune zone della cute, perchè stanno facendo diventare equivoche e ambivalenti le spiegazioni della perizia, che già di per se sembra scritta in tecnichese stretto.

Ripeto che fino a adesso la calce è servita solo per sospettare di un muratore, ma la calce dovrebbe invece servire per ricostruire il delitto, ed è importante capire dove effettivamente si trovava e in che quantità. Visto che addosso ce l'aveva, se fosse come l'ho intesa io, ossia nelle vie respiratorie profonde ma non nella bocca/gola/naso/mucose, questo rafforzerebbe l'ipotesi di quello che a volte viene immaginato, cioè Yara non sarebbe subito stata uccisa, ma avrebbe avuto il tempo necessario a smaltire la calce dalle prime vie respiratorie prima del sopraggiungere della morte, causata da altri motivi.
Non sappiamo in che quantità questa calce si sia depositata all'interno del corpo di Yara, ma va tenuto presente che per finire in profondità due sono i casi: o aver respirato in un ambiente saturo di calce, ma deve essere veramente saturo, praticamente un polverone, oppure averla inalata da distanza molto ravvicinata, praticamente a contatto forzato. In questi casi la questione provoca tosse violenta, che però non basterebbe ad espellerla totalmente dal cavo orale, se non sputandola o deglutendo, per non dire sciacquandosi la bocca, ma ne rimarrebbe comunque la presenza nell'apparato digerente e nelle mucose nasali. Può darsi questa presenza sia stata accertata, ma non sembra sia stata resa nota.
Ovviamente, come dici te, non l'ha inalata nel campo di Chignolo, ma avrei qualche dubbio sul fatto che abbia respirato calce fino a poco prima di morire.
Anche sulla calce inalata sarebbe utile sapere il parere di Annika.

Antonello ha detto...

@Etrusco
Io mi riferivo invero all'Ordinanza dei cautelari del G.I.P., che a pag. 3 scrive:

"...Il Corpo ed alcuni indumenti, unitamente al livello dell'ALBERO BRONCHIALE, di Yara Gambirasio riportano polveri riconducibili a calce, che del tutto verosimilmente rappresentano il frutto di contaminazione dovuta al soggiorno della stessa in un ambiente saturo di tali sostanze ...".

In quel senso se ad esempio io dico che ho trovato segni di intelligenza artificiale nell'ALBERO BRONCHIALE di un anonimo la domanda piu' attinente, non e' dove tu ritieni che io abbia trovato quelle tracce, ma dove io le ho realmente trovate, perche l'ALBERO BRONCHIALE, appunto, e' abbastanza generico come geoposizionamento.

Invece, e' importante stabilire dove era quella calce, come giustamente osservi tu, se nella trachea, se nel bronco principale o se nelle due sezioni bronchiali che dal tronco divergono verso i polmoni, o se agli apici rispettivi.

Attendevo appunto l'osservazione prevedibile dell'anonimo per chiedergli quindi, dove lui/lei avrebbe magicamente capito che si trovavano quelle benedette tracce trovate dalla Cattaneo e trascritte dal G.I.P. se ad Ordinanza vengono localizzate nell'ALBERO BRONCHIALE, tanto per dargli modo di sfoggiare cio' che sicuramente doveva aver capito lui/lei che aveva preso appunti durante le lezioni di scienza alle "elementari".

Un mistero, perche' dell'ALBERO BRONCHIALE fanno parte, non la gola ma sicuramente il tronco che poi porta alla trachea e giu', tutta la ramificazione verso i polmoni.

A me sembra di capire che la calce era in tutto l'apparato, anche perche' diversamente avremmo trovato scritto "nelle sezioni bronchiali", invece l'ALBERO BRONCHIALE non esclude la parte, per capirci, con il diametro piu' ampio.

ENRICO ha detto...

OT

ANONIMO (????)22:05


AhAhAhAhAhAhAhAhAhAhAhAhAh GRANDIOSO !!!!

(come anche il commento successivo !)

@ Alessandro

beh, si vede che quelli che scrivono su quei forum o su altri blog sono dei fessi se si fanno infinocchiare da uno come Bavardi il cui " eccezionale" curriculum è il seguente:

" Andrea Biavardi, originario di Spilamberto in provincia di Modena, è sposato e padre di due figli. Direttore delle riviste For Men Magazine, In Viaggio, Natural Style e Airone, è anche un volto noto televisivo. E’ autore del libro autobiografico Fuori dal coro (Cairo, 2006) e del saggio Sbuccia il maschio (Mondadori, 2002). Nella sua più che trentennale carriera giornalistica, iniziata a Il Giornale nel 1977, ha diretto i mensili Vera, Men’s Health e i quotidiano La Nazione e Il Giorno.

Per ulteriori dettagli sul soggetto fatevi due risate con lettera di luciana litizzetto ad Andrea biavardi

http://polkas.giovani.it/diari/2647603/lettera_di_luciana_litizzetto_ad_andrea_biavardidirettore_del_mensile_for_men_magazine.html

Da un po' di mesi a questa parte il tizio in questione ha sviluppato miracolosamente paranormali doti investigative che generosamente ha messo a disposizione per la risoluzione dei più clamorosi ed intricati casi di cronaca nera

Un vero UNICUM nella storia del giornalismo italiano !

Anonimo ha detto...


Grazie ENRICO
sempre fortissima la Litizzetto!
M.

Etrusco ha detto...

Antonello,
non ero a conoscenza che dell'albero bronchiale c'erano riferimenti a pag.3 dell'ordinanza a cui ti riferisci.
Bene, infatti dell'albero bronchiale non fanno parte le prime vie aeree. A mio avviso se c'era calce in queste sarebbe stato chiaramente evidenziato, perchè come ho già detto, le prime vie aeree hanno funzione di filtro ed è in un filtro che rimangono maggiormente depositate le impurità, finchè non viene pulito, ma perchè torni pulito è richiesto il tempo necessario.
Se il fatto non viene evidenziato è perchè probabilmente non sussiste, e quindi il significato dovrebbe essere che Yara quella calce l'ha inalata tempo prima di morire. Visto che comunque addosso ce l'aveva, è da escludere che l'abbia inalata negli anni e a lungo andare gli si sia depositata nell'albero bronchiale. L'ha inalata per cause relative all'azione di chi, in qualche luogo, ne ha poi cagionato il decesso.
Noi pensiamo che questo luogo sia il cantiere di Mapello, ma proprio in virtù che era un cantiere frequentato non poteva ospitare a lungo un cadavere. Come anche c'è qualche dubbio sul fatto che Yara sia rimasta tre mesi nel campo.
Tra Mapello e Chignolo ci potrebbe stare una terza località di transizione?

Anonimo ha detto...

hahhahahaha Enrico fantastica la Letizietto

Alessandro

Massimo M ha detto...

Albero Bronchiale non e' che può essere interpretato. Albero Bronchiale e'!
Inizia dove iniziano i Bronchi e termina nei bronchioli terminali. PUNTO!
Dunque Albero Bronchiale e' una cosa, polmoni cosa diversa.
I bronchi sono una ramificazione della Trachea che si dirige verso i polmoni dove si arborizzano (formano un albero). Dunque dire calce nell'Albero Bronchiale e' una cosa, nei polmoni altra. E una cosa e' trovare polvere di calcio nell'albero bronchiale, altra nei polmoni.

Anonimo ha detto...

La premeditazione può starci anche nel caso in cui l'aggressore non puntasse necessariamente a una Gambirasio, ma ad una qualsiasi preda della stessa età. In questo caso l'aggressore potrebbe aver atteso nella palestra, nell'attesa che una qualsiasi ragazzina uscisse senza genitori, e Yara esce prima della fine degli allenamenti.
Ho sempre pensato che Yara venisse intercettata proprio da li.
È difficile immaginare che a quell'ora l'aggressore attendesse fuori casa dei Gambirasio a meno che appunto non sapesse dell'uscita della sorella maggiore(ma perchè non puntare la minore, che comunque percorreva tragitti da sola?). La sorella aveva gli allenamenti quel giorno o era prevista solo la consegna dello stereo? Nel secondo caso, chi e come avrebbe potuto saperlo?
Un caro saluto
Kiba

Antonello ha detto...

@Etrusco
Beh, intanto c'e' ancora una casupola in cui i cani impazzirono, chiaramente la calce era ovunque vicino al cantiere e, credo che la calce con il tempo disintegra ogni cosa.
Qualcuno vedeva la casupola come un punto di triste fermo di ricostruzione, non c'e' nulla ed allora piuttosto che fermare le ricerche, allarmando i media e l'opinione pubblica, allora cerco in altri posti, se non c'e' niente scagiono il cantiere, no, non credo debba funzionare cosi'.
Le prime vie aeree credo abbiano subito il dilavaggio della pioggia, il corpo era supino e la calce deve essersi depositata nel canale respiratorio piu' parallelo al terreno, tre mesi ipotizzati di intemperie, riportati anche a piu' logici minori tempi di deposito, non avrebbero permesso che venisse rinvenuta calce nelle prime vie aeree al 26 febbraio 2011 o giorni seguenti, neanche se vi potesse essere stata.
Ma se cosi' stanno le cose, giusto perche' l'ALBERO BRONCHIALE e' una definizione generica ci starebbe anche che la calce ai primordi della scomparsa di Yara potesse essere anche nelle prime vie aeree, riconsegnando un quadro di ipotesi ben diverso, e cioe' che Yara avrebbe potuto esalare i suoi ultimi respiri in ambiente saturo di calce, non a Chignolo, per capirci.

Antonello ha detto...

@Massimo M.
L'ALBERO BRONCHIALE e' una definizione generica che non specifica nulla, puo' parlare di tracce di calce nei bronchi divergenti verso i polmoni come del TRONCO (tutti gli alberi hanno un tronco???) BRONCHIALE composto da Trachea e Bronco principale, e' una definizione che ha senso relativo pure in anatomia, figurati in un atto giudiziario.

http://salute.doctissimo.it/atlante-del-corpo-umano/apparato-respiratorio/albero-bronchiale.html
Tanto per avere dei punti di riferimento comuni.

Massimo M ha detto...

Mica tanto Antonello.
La polvere per andare a finire nei polmoni deve prima passare dalla Trachea, poi da lì ai Bronchi poi da questi attraverso la loro arborizzazione fin dentro i polmoni.
Non mi sembra assolutamente una definizione generica, anzi, da un punto di vista anatomico è chiarissimo.

Prendiamo un bicchiere, poi ci ficchiamo una cannuccia e dentro la cannuccia ci ficchiamo del talco, giusto per fare un esempio. Un conto è dire che il talco è nel bicchiere, un conto è dire che è nella cannuccia.
Le Polveri nei polmoni ci finiscono o con respirazioni di sostanze anche di piccole quantità ma ripetute nel tempo (tipo lo smog per intenderci) o perchè qualcuno ha superespirato calce.

Che poi dobbiamo anche puntualizzare che nella relazione con cui la difesa ha relazionato la prima richiesta di scarcerazione non si parla neanche di CALCE, ma di polveri di tungsteno e silicio.............cioè 2 componenti chimici che potrebbero anche avere a che fare con il mondo edile, ma anche con altri settori assolutamente..........anzi direi che dove con maggiore probabilità essi si trovano è nella metallurgia...........e qui ci riaggiungiamo anche le microsfere metalliche.............che abbiamo detto possono essere utilizzate anche in campo edile ma soprattutto in campo metallurgico.

Quindi, non solo non abbiamo polveri nei polmoni ma nell'albero bronchiale che IN NESSUNA MANIERA indizia verso una respirazione in ambienti saturi (altrimenti starebbe nei polmoni) ma non abbiamo neanche RESIDUI di POLVERI la cui componente chimica è del mondo edile. Cioè anche questo punto è un INDIZIO assolutamente forzato, non univoco, smontabile in un nanosecondo.

Non puoi cioè dire ho trovato della MOZZARELLA allora il colpevole fa parte del mondo delle pizzerie. E' una cosa senza nessun tipo di fondamento considerando il largo uso settoriale della Mozzarella. E' un esempio ovviamente.

Massimo M ha detto...

Questo è uno stralcio dell'istanza presentata, quella della prima volta.
Cioè............è inutile che si continui a parlare di CALCE.

"Non c'era calce nei polmoni di Yara" - Secondo quanto emerge nell'istanza di scarcerazione presentata dalla difesa di Bossetti, poi, non ci sono tracce di calce nei polmoni di Yara Gambirasio. Nella perizia medico legale, la difesa sottolinea come la parte dell'apparato respiratorio "non evidenzi alcuna presenza di 'polveri riconducibili a calce'". Si tratta di una frase con cui la difesa di Bossetti intende sconfessare quanto scritto nell'ordinanza di custodia cautelare contro il muratore 44enne dove si dice che "il corpo e alcuni indumenti, unitamente al livello dell'albero bronchiale, di Yara Gambirasio riportano polveri riconducibili a calce che del tutto verosimilmente rappresentano il frutto di contaminazione dovuta al soggiorno della stessa in un ambiente saturo di tali sostanze ovvero dovuta ad un contatto con parti anatomiche (più facilmente mani) o indumenti indossati da terzi imbrattate di tale sostanze". In particolare nella relazione sull'apparato respiratorio, anche corredato da immagini, non si evidenzierebbe la presenza di calce, ma si farebbe riferimento a silicio e tungsteno, spiega la difesa. E per la stessa difesa, rileggendo le affermazioni contenute nella relazione e messe nero su bianco dall'accusa "si pretende di attribuire ad un soggetto (sulle mani e sugli indumenti) polveri di cui non si conosce neppure l'identità e la provenienza; per non dire che l'equazione lavoro in edilizia=materiali sulle mani e sui vestiti costituisce un'abduzione davvero forzata"

Massimo M ha detto...

In poche parole, abbiamo un DNA con ORIGINE ignota.
E abbiamo un residuo di POLVERI definita CALCE ma la cui essenza non è scientificamente provabile in quanto trattasi di Tungsteno e Silicio, cioè componenti chimici presenti in tante altre sostanze in USO in una miriade di altri settori oltre a quello dell'edilizia.

Massimo M ha detto...

Certo che GIALLO solo in Italia può avere questa facilità di dare in pasto al pubblico delle indiscrezioni sul NULLA COSMICO.......
Cioè ci sarebbe una ricerca precisa su Yara e sulla sua Sessualità ma GIALLO preferisce non pubblicare le parole. Ah certo...............così lo so fare pure io il giornalista. Roba da matti!
La cosa curiosa è che si sottolinea che "Non si tratta di quelle parole già individuate nel pc di Bossetti come 'tredicenne', 'sesso', 'ragazzine', seguite dagli aggettivi 'provocanti', 'minorenni' ecc." ma di parole più precise.
Ma come............GIALLO ammette che "tredicenne", "sesso", "ragazzine", "provocanti" sono parole MENO PRECISE?
Ma non ci hanno fatto una testa tanta con la parola TREDICENNE?

Per quanto concerne la notizia............credo che una ricerca su YARA faccia parte di quasi tutti i PC d'Italia. Sulla sua sfera sessuale, invece, è molto curioso. Non vedo l'ora di scoprire questa altra put....ta.


Antonello ha detto...

@Massimo M.
Concordo, ma l'Ordinanza non specifica i differenti punti, parla in generale di ALBERO BRONCHIALE, che anche dal link che ho postato sopra risulta, come tu illustri composto, non univocamente individuabile.

Si parla invece di tracce di calce, che la difesa poi ha corretto in "tungsteno e silicio", cioe' di componenti abbastanza micro, sarebbe quindi importante capirne appunto l'esatta posizione.

Se nella trachea, nei rami secondari o negli apici a rami finali od arborizzazioni che fasciano i polmoni, bisogna pero' tenere conto della posizione supina, l'acqua piovana di "presunti" 92 giorni alle intemperie, ma anche di 15, devono aver innondato le cavita' del corpo, comprese le vie aeree, la trachea e giu', il risultato, cioe' quello rinvenuto dopo un 'consistente periodo" deve aver ricoagulato tutte le tracce verso i punti meno trapassabili e piu' paralleli al terreno, del resto come la sabbia viene trascinata dai fiumi quando hanno scorrono in piena, per essere portata negli alvei, da dove solo una portata e forza maggiore riuscirebbe a snidarla.

Al fenomeno dell'entrata di acqua piovana nelle cavita' orali dovremmo, secondo me, il fatto che le vie aeree immediate a ridosso della bocca non rilevano la presenza delle stesse tracce, invece rilevate piu' a fondo nell'albero bronchiale e li diventa importante avere una cartina di densita' rinvenuta, tale da poter determinare qyale delle ipotesi diventa piu' plausibile.

Anonimo ha detto...

Tutta questa storia è veramente strana. Sul corpo della povera Yara decine di capelli e peli che non appartengono al Bossetti, grammi e grammi di queste sostanze che appartengono a sconosciuti, nessuno di questi a Bossetti come è possibile?, mentre abbiamo a che fare con un nanogramma del DNA (peraltro fortemente degradato) che ci conduce a lui. Incredibile. Non è che ci hanno propinato qualche storiella.

Anonimo ha detto...

e c'è di più...due capelli appartengono allo stesso individuo che non è bossetti!

leo

Anonimo ha detto...

sbaglio o qualche mese addietro un illustre luminare aveva affermato che i peli erano sicuramente di bossetti per di più in diretta tv?

leo

















































'

Antonello ha detto...

Incredibile, sensational, da non credere.

La Palombelli che parla di una Yara sequestrata, di un movente ben piu' ampio da ricostruire e di un PMI impossibile da stabilire per come viene riconsegnato dalle poche notizie diffuse e' ritonificante, poi quando ha iniziato ad ammettere che "il cantiere centra e molto" mi son dato una martellata sui piedi per constatare se ero ancora vivo o se per caso ero in un mondo parallelo ed inversamente sproporzionato.

Secondo me, prima della trasmissione hanno esagerato con i buffet, evidentemente arriva anche li vino buono.

Si aggiunge che quanto scritto da Max non sembra affatto una bufala, c'e' infatti un capello o pelo rimasto incastrato nell'apparecchio ortodontecnico di Yara, parecchi peli, formazioni pilifere e capelli sparsi sui vestiti di Yara, di cui due del medesimo soggetto, ed un capello stretto in una mano di Yara che sembra essere della vittima.

Credo che sia funzionale allargare l'analisi, ergo nel caso il fiume vicino a dove e' stata rinvenuta Yara ha avuto delle piene da novembre 2010 a febbraio 2011???
Il corpo potrebbe essere stato buttato a monte del fiume e poi li depositato dalla piena???
E' un'ipotesi cosi' strampalata???
Quale verso segue quel fiume, passa anche vicino al cantiere???
Il cantiere e' a monte del campo di Chignolo, rispetto alla direzione dell'acqua od a valle???
Quale elemento conosciuto del rinvenimento puo' escludere un'ipotesi del genere???

magica ha detto...

pero' ci sono delle informazioni che ho letto qua diverse da quelle dette nella trasmissione
avevo letto che il furgone filamto nel video non è di bossetti , invece continuano a parlare di quel furgone perchè?anzi sospettano che in quel furgone ci fosse il complice di bossetti un amico vicino di casa
bossetti , il quale si è ucciso nel 2013. e lavorava nello stesso cantiere di bossetti:
sospettano una complicita' fra i due . .
l'uomo con il pizzzettto che fissava yara . e tante altre notizie diverse da quelle che ho letto qua nel forum . allora chi è che non la racconta giusta?.
se durante l'udienza gli accusatori hanno ribadito sempre le stesse colpe di bossetti , (( quelle riportate stasera a quarto grado )).. mi chiedo ma che razza di difensori ha bossetti? sono degli sprovveduti? non vorrei che fossero come la prinma difesa di sabrina misseri, che ascolto' tuttte le balle di misseri senza ribattere . anzi si prodigo' nel dìre che si sarebbe trattato di un omicidio colposo .
questi difensori li vedo imbranati , mentre gli accusatori li vedo agguerriti -

Etrusco ha detto...

MassimoM, scusa se ci ritorno, ma l'albero bronchiale inizia fuori dai polmoni per terminarci dentro con tutta una serie di ramificazioni sempre più piccole. La parte dell'albero bronchiale interna ai polmoni fa parte dei polmoni stessi come la lingua fa parte della bocca.

Antonello, per me hai ragione nell'affermare che l'ordinanza parla in senso generale di albero bronchiale e sarebbe importante capire in quale punto di esso sarebbero presenti tracce riconducibili a calce, ma forse questo si può dedurre dalla perizia medico legale che riferisce "anche nelle vie aeree più piccole", che dovrebbero essere i bronchi.
Interessante che la pioggia possa aver dilavato la calce dalle prime vie aeree, ma sono stati veramente 92 giorni?

Quel punto del campo di Chignolo è in quota di svariati metri più elevata del fosso, oltre al quale c'è una strada importante che lo costeggia quasi allo stesso livello, forse uno o due metri più alta. No, nessuna esondazione.

Etrusco ha detto...

Magica, continuano a parlare del furgone cassonato, anche applicando speciali tecnologie per migliorare l'immagine sfocata. C'è poco da scervellarsi: il mezzo di Bossetti ha gli indicatori di direzione bordati scuri anteriormente agli specchietti retrovisori, che invece il furgone delle immagini non ha.

Antonello ha detto...

@Etrusco
Allora, se verosimilmente vogliamo escludere l'ingurgito forzato insensato od il depistaggio a posteriori, vi sono solo due possibilita' che dipartono da una, per me, certezza:
Certezza: Yara ha soggiornato in ambiente saturo per ore, fino a che l'aria e la polvere di tungsteno e silicio e' giunta fino ai bronchi, da li:

A) Ha potuto respirare in ambiente saturo per ore fino a quando le polveri hanno raggiunto i bronchi, dopo ha potuto respirare in ambiente di aria pura il tempo giusto che sarebbe bastato a depurargli le vie aeree a ridosso dell'albero bronchiale lasciando le polveri da li in poi fino ai bronchi apicali.

B) Ha potuto vedersi priva dopo un lungo periodo di permanenza in ambiente saturo e, dopo puo' essere stata depositata a Chignolo, in cui, anche una quindicina di giorni sotto le intemperie ha potuto dilavarne le vie aeree, lasciando le tracce delle polveri nelle zone dell'albero bronchiale con piu' insenature e piu' parallele al terreno, nonche' nei bronchi apicali.

Una delle due, non male, se si riesce ad incrociare almeno un solo dato esterno c'e' quasi una certezza ricostruttiva.

Sei daccordo??? Se si, per quale propenderesti tu???

Etrusco ha detto...

Con l'utilizzo delle nuove tecniche scientifiche si è risaliti ad un nome, ma poi si cerca di dimostrarne la colpevolezza attribuendogli tutta una serie di indizi inconsistenti. Nell'ultima puntata di QG però sembra esserci stata la propensione a procedere cercando di di considerare elementi non necessariamente influenzati dal nome dell'indagato e la Palombelli ha ricordato che Yara è morta di stenti. In effetti quel Dna non è detto che indichi l'assassino o il rapitore, potrebbe anche indicare chi ha solo abbandonato un cadavere in un campo, o forse nemmeno questo.
Senza Dna le indagini si sarebbero concentrate in modo più sereno sui veicoli transitati davanti alle telecamere e sugli spogliatoi del cantiere ove hanno condotto i cani, ma solo nel tentativo di ricostruire l'accaduto, senza avere l'impellenza di dimostrare a tutti i costi l'omicidio per mano di Bossetti.
Addirittura testimonianze di prostituzione consumata all'interno del cantiere, nei casotti utilizzati come spogliatoio dai muratori, spogliatoi che notoriamente non sono ambienti asettici, e ancor meno lo sarebbero stati se al loro interno avvenivano questi incontri.

Etrusco ha detto...

Antonello, sarei d'accordo con la ricostruzione A, ma la B non è da escludere e potrebbe essere una concausa.
L'ambiente saturo potrebbe anche essere un contatto forzato con qualcosa intriso di polvere che per qualche attimo ha quasi soffocato Yara.
Ma è tutto un po vago dagli elementi che abbiamo attualmente. Se l'esame autoptico fosse chiaro anche in termini di quantità oltre che di localizzazione, il contenuto dei bronchi potrebbe dare delle importanti rivelazioni sulla dinamica dei fatti.

Antonello ha detto...

@Etrusco
Non si finisce mai di sapere, non sapevo di questa cosa degli incontri mercenari, forse a qualcuno legato a Yara, molto ligio, corretto e pure cattolico questa cosa non andava, avrebbe potuto denunciarla nel caso, quindi la ritorsione.

Non me ne avere ma io sono arciconvinto della B, attendendo una C gia' in cantiere (prima di essere abusata potrebbero avergli fatto bere un liquido misto a droga).

Mi spiego, intanto c'e' da osservare che non si parla di attimi o di alcune respirazioni, ma di "soggiorno prolungato in ambienti saturi di" polveri, in secondo luogo si puo' dedurre che in quel soggiorno Yara non ha mai inspirato con il naso, ma sempre con la bocca (questo per una sportiva e' sintomo di uno stress fuori della sua portata fisica).

Potrebbe significare e parlare di momenti concitati ed in cui la stanchezza poteva aver prevalso, o del fatto che poteva avere agli occhi una grossa benda che gli doveva ostruire le vie nasali apposta per non fargli sentire odori che evidentemente potevano essere presenti nel luogo in cui andava a soggiornare, od in cui per andarci doveva transitare, o per non fargli vedere persone che in silenzio potevano aver abusato di lei per spedizione eroica punitiva verso il padre.

Credo che Yara abbia potuto patire piu' di quello che immaginiamo, ed io non abbandonerei il sequestro a fini ricattatori, condito con eroico abuso sessuale di gruppo.

Una scaletta del genere:
A) Sequestrata in via Rampinelli.
B) Portata in ambiente saturo e lasciata li custodita per alcune ore.
C) Poi bendata e drogata con un liquido che ne ha potuto dilavare le vie centrali dalla polvere (concausa con la pioggia di alcune settimane a Chignolo).
D) Direi abusata e filmata con il suo cellulare.

Le eventuali sue reazioni da bendata (al buio) avrebbero pero' potuto provocarne un colpo forte alla nuca, di li tutto quanto di non prevedibile ed il deposito con depistaggio a Chignolo.

Magari innocentemente Yara potrebbe essere andata al cantiere in motorino con qualcuno/a a filmare o fotografare un sua fiamma e qualche imbecille potrebbe aver capito male vedendola nei pressi della casupola degli incontri, magari il rigore di qualche familiare di Yara lo aveva costretto a denunciare gli incontri mercenari nella casupola e da li la ritorsione.

Io credo che quella sensazione che in famiglia sappiano qualcosa di piu, e che in tanti abbiamo avuto, e' proprio dipendente da questo, avrebbero potuto secretare l'abuso subito dal corpo di Yara per proteggere la memoria della piccola, puo' insomma esservi stato abuso sessuale, ma a parer mio non fine a se stesso ma ben oltre il gesto stesso.

Repertato il tutto, il PM potrebbe aver deciso, con l'accordo dei genitori, di secretare una parte della perizia, in modo e maniera da non diffondere tutti i dati e facendo sparire il cellulare nei documenti ufficialmente diffondibili.

Chiaro che sono ipotesi, e non so nemmeno se un PM possa legittimamente fare una cosa del genere, pero' quel "Non ci sono violenze sessuali certe" mi fa molto pensare a tre mesi insomma, e' strano cercare di verificare e sottolineare il certo, doveva essere insomma tutto molto incerto, poi se e' vera quella del capello rimasto incastrato nell'apparecchio ortodontico e' indicativo.

Come e' indicativo che neanche la difesa di Bossetti abbia potuto diffondere la perizia, eppure ne puo' aver avuto mille possibilita' e canali.

Anonimo ha detto...

quindi si deve supporre che il pelo incastrato nell'apparecchio di yara non sia di bossetti altrimenti il caso sarebbe chiuso..ma se non è di bossetti questo fatto si apre sicuramente a nuovi scenari!
leo

Anonimo ha detto...

Scusate se provo a dare il mio piccolo contributo, le vie aeree superiori, da quanto ho potuto capire e da quanto ne so non esistevano più al momento del ritrovamento, la parte superiore era ridotta ad uno scheletro, tanto è vero che hanno riconosciuto la piccola per i vestiti e l'apparecchio, sarebbe difficile ipotizzare che abbiano visto l'apparecchio se le labbra e tutta la pelle del viso sia sta al suo posto, e difficile esaminare la bocca di un cadavere di 92 giorni, ve lo posso assicurare, non è uno spettacolo che tutti possono reggere.
Tony

Etrusco ha detto...

Anche Tony dice una cosa giusta, che unita all'azione dilavante della pioggia spiegherebbe che fine abbia fatto l'eventuale calce, qualora fosse stata nelle prime vie respiratorie.
Però attenzione, perchè la calce se bagnata fa presa, passando dallo stato polveroso a quello solidificato, non è una polvere inerte. Se era calce e se stava nelle prime vie respiratorie, qualche traccia si sarebbe dovuta riscontrare.

Antonello, si, a QG è stata intervistata una prostituta che portava i clienti nei casotti del cantiere. Ma prima di immaginare vicende complesse, quanti Dna c'erano in quei casotti?

Massimo M ha detto...

Ma non e' calce..........o meglio potrebbe essere come no (tungsteno e silicio)

Antonello ha detto...

La perizia pero' e' andata a comparare le polveri di silicio e tungsteno con "la calce" presente al cantiere di Mapello???

Dovevano essere proprio convinti dell'origine edile di quelle polveri, forse nei bronchi vi era tungsteno e silicio, e nei vestiti e nella cute era calce???

Accidenti e lo hanno pure scritto che era simile ma non uguale, mah, un altro miracolo.

ENRICO ha detto...

Dopo mesi e mesi di ipotesi, indiscrezioni, smentite e contro-smentite sono arrivato alla conclusione che- per questo “caso” - i dati più realistici da prendere in considerazione sono quelli elencati dall’ ANONIMO il 16 ottobre alle ore 22:05

Massimo M ha detto...

Antonello........che poi e' tutto un po' da soppesare. Cioè l'ordinanza dice.......testuale "il corpo e alcuni indumenti, unitamente al livello dell'albero bronchiale, riportano polveri riconducibili a calce, che del tutto verosimilmente rappresentano il frutto di contaminazione dovuto al soggiorno della stessa in un ambiente saturo di tali sostanze ovvero dovuta ad un contratto con parti anatomiche o indumenti infossati da terzi imbrattati di tali sostanze."

Cioè si utilizza il termine RICONDUCIBILE, cioè in italiano che PUO' essere ricondotto..............mica e' cosa certa!
Anche al termine verosimilmente va dato il suo esatto significato........cioè PLAUSIBILMENTE, PROBABILMENTE.
Con la giusta analisi del significato delle parole, dunque, l'ordinanza parla di POLVERI che possono essere calce e che probabilmente sono il frutto di contaminazione. Cioè una ANGOLAZIONE molto diversa.
A supporto di ciò che scrive, l'ordinanza aggiunge che "non e' stato possibile ottenere una "impronta digitale" più dettagliata di suddetto materiale per la scarsa quantità in cui e' presente sul corpo della ragazza". Cioè NON SI CONOSCE L' ORIGINE ESATTA DI QUESTE POLVERI.

DNA origine aiaiaiaiai..........POLVERI origine aiaiaiaiai!
Cioè qui si colpevolizza un uomo sulla base di suggestioni e di può essere ma non e'.
Quindi CALCE un par di ciufoli!

Gilberto ha detto...

Notizia dell'ultima ora.
Una signora di quarant'anni racconterebbe di un incontro con Bossetti che le avrebbe chiesto della sorella più giovane (della quarantenne). La notizia in testata giornalistica diventa:

"fece il cascamorto e mi chiese della mia sorellina"
no comment

Massimo M ha detto...

A Gilberto
No comment davvero............
Sul CDS il titolo e'
«Incontrai Bossetti, mi chiese
se era bella mia sorella minore»

NOTARE Sorella MINORE!

Il contenuto e':
Mi chiede: ma una sorella non ce l’hai? Sì, più piccola di me. E lui di rimando: ma è bella come te? Ho tagliato corto: è mia sorella».
«Mi è sembrato il classico cascamorto, ma tutto sommato una persona normale. Non mi sono scandalizzata più di tanto, sono una bella donna e a certe cose sono abituata»


Anonimo ha detto...

Si Gilberto è allucinante, per fortuna seguo questo blog di Massimo Prati e mi sono dato una idea di come altri supposti giornalisti pubblicano le notizie, i titoli di testa sono una vergogna. In effetti il lettore viene indotto da questi titoli come se Bossetti si fosse informato della sorella minore se era una bella donna come questa testimone che aveva 40 anni. Ma siamo in Italia ragazzi ed un complimento come questo è il minimo che un mediterraneo può azzardare. Se queste sono prove per incastrare il Bossetti andiamo proprio bene, anzi proprio male peggio di così non si può.

Etrusco ha detto...

Quindi nei bronchi gli trovano una esigua quantità di polvere di origine incerta. Se le cose stanno così, ci si può essere depositata nel tempo e non durante l'aggressione, non si sa.
Anche questo indizio è entrato in coma irreversibile, non rimane che decidere o meno di staccargli la spina.

Però non sarebbe chiara una cosa: nei bronchi della vittima, l'origine della polvere è incerta a causa della scarsa quantità che non ha permesso di capire che polvere era, e questo mi sta bene, perchè in effetti non sarebbe nemmeno possibile trovarcene tanta, a meno che non sia stata questa la causa della morte, ma quella sui vestiti e sulla cute, era poca ugualmente? "L'ha dilavata la pioggia!!!", direbbe giustamente Antonello. Ma nelle zone coperte dal giubbotto, qualcosa doveva esserci in quantità sufficiente per stabilire che polvere era. Se scarseggiava pure li, come è possibile che l'ordinanza parli di ambiente saturo di polvere?
Chi ha scritto queste parole nell'ordinanza, ha presente cosa succede quando si tagliano i materiali edili col frullino? Ecco, quello significa ambiente saturo di polvere, dove coloro che ci stanno dentro ne escono del colore del materiale tagliato, anche sotto gli indumenti. Altrimenti non sarebbe corretto dire "saturo di polvere", casomai "c'era un minimo di polvere", magari in terra, dove ipoteticamente potrebbero essere venuti a contatto i vestiti di Yara.

Etrusco ha detto...

Cioè, dimenticavo la conclusione del ragionamento, la polvere è poca ma è tanta, come la traccia è degradata ma è ottima.

Vanna ha detto...

Buona domenica a tutti!

Ho tre riflessioni da postare dopo aver letto i post degli ultimi due giorni.

1a

Trovo terrificante che Y. possa essere stata trattenuta nei gabbiotti utilizzati anche per incontri con prostitute, e che possa essere stata oggetto di abusi ripetuti da più persone, magari in gruppo.
Era giovane e gratis.

E potrebbe essere morta proprio durante o in seguito...

Il parroco la paragonò a Maria Goretti che morì in seguito a violenza carnale e sollecitò le famiglie di parlare.
Il parroco sa è evidente.
In questo caso nella comunità qualcun altro ha la bocca cucita!
E sono convinta che anche Fikri lo sappia, se stava lì, per questo lo hanno ripescato.
Peccato che si siano fermati solo a Fikri e non abbiano strizzato altri, neanche quelli che se ne sono tornati a casa nei giorni seguenti.

2a
I datori di lavoro di quel cantiere erano lì?
Sapevano l'uso che si faceva di quei gabbiotti?
Li hanno strizzati?

3a

Yara non doveva andare in palestra e volle farlo.
I motivi per andare possono essere molteplici:
a
Doveva vedere qualcuno? Viene immediato pensarlo.
b
Perché la sorella non andò?
Se ne conosce il motivo?
Qualcuno avvisò la palestra che andava Yara a portare il registratore?

4a

Quello che scriverò l'ho sempre pensato ma, per rispetto nei confronti della famiglia, non l'ho mai scritto, per quanto possa ricordarmi.

Ora mi sembra sia il caso di farlo, senza girare troppo intorno anche perché è la famiglia, simbolo fondante della società, il nocciolo di questa morte, a mio parere,l'ho ripetuto più di una volta in riferimento ai dna delle famiglie Arzuffi-Bossetti-Gerinoni.

a
Il papà in quei minuti cruciali si trovava in zona, tornava dal lavoro, perché non andare in palestra a prendere la figlia?
Era buio, tempo uggioso, spazi lavorativi pieni di extra comunitari, perché non l'ha presa?

b
Chi aveva visto in giornata o nel pomeriggio il G.?
Cosa stava trattando in quei momenti e con chi?

c
La moglie lo chiamò per dirgli che Y. era in palestra?

Non sono stata apprensiva più di tanto ma è certo che in casi simili ho telefonato ogni 5 minuti per misurare gli spazi di percorrenza e, se non ricevevo risposta ero in contatto con altre mamme.

Le nostre rispettive linee telefoniche erano fumanti, ciò che una mamma non sapeva glie lo diceva l'altra e facevamo così sempre e sempre i papà disponibili collaboravano direttamente ai controlli.

Il dialogo all'interno di casa è determinante per conoscere e conoscersi.
C'è stato dialogo?
E' vero che i giovani adolescenti sono sfuggenti, si scocciano, vogliono l'autonomia, bisogna dar loro fiducia per farli crescere, ma se tuo marito è al lavoro e fuori è buio gli chiedi se va a prendere la ragazzina anche se lei non vuole, ha 13 anni non 18!

La famiglia cosa sa, se chiese aiuto a Napolitano e perché si sentì sola?

E' evidente che anche la famiglia è a conoscenza di qualcosa e sospetta cosa c'è stato dietro.
Ha parlato con gli inquirenti o solo con il parroco?

Quindi le maglie del cerchio sono tre: palestra-cantieri-famiglie che sembra siano chiuse da lucchetti discreti la cui chiave è finita volutamente al mare, si è ritrovata però solo quella dei B.annessi e connessi.

A me appare tutto strano.


Vanna

Massimo M ha detto...

Peli umani sul corpo di Yara, 2 appartengono alla stessa persona che non e' MGB.
Queste sono le ultime notizie.
Ora volevo aprire una discussione in merito.
Pochi mesi fa ci hanno sbattuto in prima pagina la notizia che i peli ritrovati sul corpo erano di MGB con tanto di dichiarazione di un noto Consulente della Procura, tale Buzzi. La notizia fu in un certo senso clamorosa............venduta come una seconda grave prova di colpevolezza (oltre il DNA).
Oggi non solo ufficialmente i peli non sono di MGB, ma 2 di essi appartengono alla stessa persona di cui si conosce solo la linea di discendenza materna (mitocondriale) incompatibile con tutti i DNA femminili rientrati nella prima indagine. Però si sottolinea che i peli possono essere stati trasportati dal vento..........cioè siccome non sono di MGB allora non contano............anche se 2 di essi sono della stessa persona. In questo ultimo caso appare curioso immaginare che 2 peli di una stessa persona, caduti casualmente magari a 10, 20, 100 mt., 1, 2,10 km. di distanza vengano trasportati dal vento nello stesso Mq. circa (superficie del corpo). Una specie di Canestro da 3 punti. Cioè prendiamo 2 nostre sopracciglie..........le buttiamo in un campo e dopo 3 mesi le ritroveremo vicine, magari pure abbracciate tra di loro che si stanno baciando.
Non avrei preteso una certezza...........ma magari in un oceano di SUGGESTIONI, VEROSIMILANZE, RICO DUCIBILITA', NON ILLOGICITA'................mi sarei almeno aspettato un dubbio, un sospetto........un interrogativo va?
Ma poi.............peli sul corpo significa cosa? Peli dove? Sul corpo sotto i vestiti o al limite sotto il giubbotto o sul corpo sui leggings o sul giubbotto?
Nel primo caso i due peli della stessa persona non solo avrebbero dovuto percorrere, con il vento, lo stesso percorso ma NON DOMI, si sarebbero organizzati in un'azione bellicosa per INTRUFOLARSI insieme sotto i vestiti e posizionarsi sul corpo..........magari uno dei due gridando all'altro: " Io passo per la manica, tu intrufolati giù per il collo.......ci vediamo sotto i vestiti!".
Nel secondo caso, invece, l'uno sopra il giubbotto avrebbe gridato all'altro sopra i leggings: "Mamma mia che vento..........tieni duro resisti, dai che ce la facciamo a non perderci di vista."

Cioè ragazzi.........ma in che mondo viviamo?

Anonimo ha detto...

Sono mesi che mi domando perche' non siano stati analizzati subito questi 200 peli e si sia dovuto aspettare quasi 4 anni, e' scandaloso il modo in cui sono state svolte le indagini.

Alessandro

magica ha detto...

attenzione.
o peli potrebbero essere dei ris.
o del anatomopatologo che si è chinato per osseravre il corpo.
scherzo pero' c'è d'aspettarsi di tutto, ormai visto come conducono i casi -

mi allaccio a etrusco il quale in un post mi scrisse : il furgone di bossetti non è quello che ci fanno vedere sempre.
etrusco lo ha dedotto dalle frcce . ma si vedono anche le frecce diverse in quel video? perchè non manda un commento a quarto grado quando lo fanno veder? loro continuano con la solita falsa solfa. di bossetti diventato grande e grosso e muscoloso che telefona -- loro sospettano alla madre . che la informa del ritrovamento del corpo . --
ma perchè nessuno li informa di questi falsi indizi?

Etrusco ha detto...

Magica, il fermo immagine di quella telecamera, ritrae un furgone chiaro ripreso anteriormente di 3/4, sfocata.
Anche Quarto Grado ha in seguito pubblicato una foto del furgone di Bossetti, sempre ripreso anteriormente di 3/4, nitida.
Per quanto sia sfocata la prima, si vede chiaramente l'assenza dell'accessorio di cui invece dispone il mezzo di Bossetti.

ANCHE UN RAGAZZINO CHE SI DIVERTE A TROVARE LE DIFFERENZE SUI GIOCHI DI ENIGMISTICA SAREBBE CAPACE DI NOTARE LA DIFFERENZA TRA QUESTI DUE FURGONI.

Evidentemente non c'è interesse a verificare la realtà di quanto possa andare a favore dell'indagato e si preferisce impegnarsi per indurre il pubblico a ritenere siano indizi le azioni quotidiane di Bossetti.
Così facendo si creano quelle storie che fanno appassionare e di conseguenza aumentano lettori e telespettatori.
SIAMO AL PUNTO DI PARTENZA, è al momento l'unica verità, ma se ammettono questa chiudono bottega.

Bossetti non sarà condannato per questo falso indizio, tanto è vero che le indagini si sono dirette verso altri furgoni, anche nelle regioni limitrofe.

Massimo M ha detto...

X Magica
Io a QG ho scritto fino alla noia tipo bombardamento............ma niente!
La fanaleria di quel furgone non può essere del furgone di Bossetti. Oltre al dettaglio di Etrusco (frecce) il furgone del video ha la fanaleria anteriore a forma di losanga arrotondata (si vede dalla morfologia del fascio luminoso) compatibile o a un Iveco dal 2007 in poi nuovo modello o più verosimilmente ad un Ford. Il modello di MGB e' del 1999 in produzione fino al 2006 con fanaleria a nastro rettangolare molto molto distante dal parabrezza (nel video il fascio luminoso e' quasi a toccare il parabrezza).
Ma diciamo che la...........malafede (?) mediatica speculativa sta nel fatto che molto tempo fa, il criminologo DENTI (oggi nel pool di MGB) nella trasmissione porto' un suo studio che dimostrava già all'epoca l'impossibilità che quel furgone fosse di MGB. Siccome il DENTI e' ancora spesso ospite, deduco che il continuare a mandare quel video rientra in una MISSION legata allo Share.
Tanto per essere definitivamente chiari...........il furgone di MGB produce un fascio di luce simile a quello del furgone più basso di questo link
http://www.tutticrimini.com/wp-content/uploads/2014/07/furgone-bossetti-ape.jpg

che non ha nulla a che fare con il furgone di QG

Etrusco ha detto...

C'è un ulteriore accessorio che differenzia il furgone in oggetto da quello di Bossetti e con ciò ci mettiamo definitivamente la pietra sopra:

LA PRESA D'ARIA QUADRANGOLARE SCURA SUL COFANO.

Il mezzo di Bossetti non ce l'ha, perchè appartiene alla serie successiva. La serie precedente invece dispone di questo particolare posto in modo asimmetrico nella zona antistante al conducente, che unitamente alla mancanza di indicatori di direzione bordati scuri ne determina la differenza.

Quindi il mezzo del fermo immagine è un Iveco Daily seconda serie prodotto fino al 1999 e poi sostituito dal Daily terza serie dal quale è differente in questi particolari ma anche nella forma di fanali e nella loro distanza dalla mascherina, come notato da MassimoM.
Non vorrei che stessero cercando furgoni Iveco Daily del 2006 nel nord Italia, come è stato divulgato, perchè in questo caso commetterebbero un errore grossolano e costoso.

Etrusco ha detto...

Poi ci sono varie altre immagini di telecamere che inquadrano più mezzi simili al furgone di Bossetti, ma sono molto sfocate e francamente non si può affermare nulla. Uno di questi sembra essere scuro.
In alcune immagini è visibile un veicolo chiaro chiuso e non cassonato, ma essendo sfocate pure queste difficilmente si può stabilire se sia come quello del fratello o di marca differente.
Destano invece qualche sospetto le riprese che riguardano un Nissan Navara di cui si è parlato già, perchè si ferma a fari accesi, pressochè fuori dall'inquadratura, per circa un minuto e mezzo, in un punto della strada dove poteva esserci Yara, per poi ripartire a velocità sostenuta. Non essendo questo il mezzo di Bossetti, anche se inizialmente era stato scambiato per la sua Volvo, sembrava essere sottovalutato rispetto al furgone cassonato. Ma nell'ultima puntata di Quarto Grado se ne è riparlato, ed è stato messo in relazione con una persona deceduta suicida nel 2013, che appunto possedeva un veicolo della stessa marca, ma non è stato specificato il modello.
A prescindere da chi sia stato il conducente di questa vettura, considerando la fermata di un minuto e mezzo e la ripartenza rapida, non sarebbe stato logico da subito concentrare le indagini su tutti i mezzi di questo modello circolanti in zona? Mica è un mezzo diffuso come il furgone cassonato dell'indagato. Ma forse è stato fatto.

Massimo M ha detto...

Ad Etrusco
Io credo che gli investigatori dei video ce li hanno........sono altri. Non li avrebbero consegnati ai media nella maniera più assoluta. Il punto e' che hanno consegnato un video dubbio (dove sanno il furgone non essere di MGB) per provocare clamore allo scopo di far confessare MGB. Tutto quello che esce...........dalla procura, vero o no o solo a metà, ha quello scopo.
Se stanno attenzionando Daily Iveco 2006 restyling e' perché hanno video dove questo modello e' chiaro.

A Magica
Tu ci hai scherzato sul fatto che i peli potrebbero essere dei RIS o di chi ha fatto il primo sopralluogo...............e ci sarà sicuramente qualcuno che potrà utilizzare questo tuo scherzo. Vogliamo prevenire meglio che curare?
Ebbene i peli ritrovati non hanno bulbo, cioè anche loro molto degradati (e' per questo che di conosce solo il mitocondriale)...............dunque se teniamo conto del fatto che questi peli sono stati prelevati nei giorni successivi al ritrovamento del corpo, cioè in obitorio o comunque con il corpo a disposizione degli inquirenti, e che questi sono stati conservati.............insomma dei peli caduti sul corpo in data febbraio 2010, prelevati e conservati, oggi avrebbero intatto il bulbo pilifero..........bulbo pilifero che invece non e' esistente o molto degradato.........motivo per cui non e' possibile individuare la sequenza di DNA ma solo il mitocondriale

magica ha detto...

oppure somo andati troppo fuori le righe ,e non se la sentono di andare a provocare un vespaio, se trovassero che pure questi capelli sono di altri individui .. questo fatto sarebbe un punto a favore che si assomma a quelli di bossetti ,percio' è opportuno soprassedere .
non ho antipatie delle procure perchè queste figure sono importanti per la giustizia.. tuttavia ci sono state situazioni che, se all'inizio erano state fatte meticolosamente : con l'intenzione forte di trovare il colpevole , quello che è successo poi con l'arresto del muratore è andato tutto ambiguita' . con indizi che non portano a colpevolezze . mancanza di serieta' nello svelare notizie di famiglia solo per infinocchiare i media .
ci sarebbe il D.N.A che dicono sia quello di bossetti . ma se hanno la prova regina non era necessario svergognare famiglie .

Anonimo ha detto...

Il cane non molla l'osso:

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_ottobre_20/caso-yara-riesame-conferma-carcere-bossetti-298c9a42-5852-11e4-9d12-161d65536dad.shtml

ENRICO ha detto...

Come da copione : confermato il carcere per MGB !

Dopo anni di costose, rocambolesche, rivoluzionarie ed inedite ricerche di laboratorio, una volta messe le mani su un "presunto" colpevole, c'era da aspettarselo che non se lo sarebbero lasciato "scippare" !

Anonimo ha detto...

The end

Alessandro

Stefania ha detto...

In un Paese civile, chi ha respinto la prima istanza di scarcerazione per un cavillo burocratico, avrebbe dovuto dimostrare altrettanto rigore per gli errori della nasona in lambretta.

In un Paese civile ....

Stefania

TommyS. ha detto...

Sicuramente l'intervento del Procuratore capo di Bergamo all'udienza ha pesato nel verdetto facendo sì che la corte non ritenesse valide le richieste della difesa di considerare nulla la relazione del RIS. D'altronde lo stesso art.360 comma 5 C.P.P. parla di non utilizzabilità "in dibattimento", mentre in questa fase di riesame dell'ordinanza di custodia cautelare, anche se con il rischio di nullità (da sentenziare eventualmente da parte di un giudice di corte d'assise), la relazione del RIS ha avuto tutto il suo peso.
E' per questo che continuo a ripeterlo fino alla noia che sarà necessario arrivare alla chiusura delle indagini ed alla "disclosure" degli atti di indagine del PM perché vi possa essere un'azione della difesa che tenda a mettere seriamente in discussione la validità scientifica delle analisi condotte.
Ma qualcosa, forse esperienze di casi analoghi, mi dice che non sarà sufficiente e bisognerà aspettare la nomina di un perito della Corte o del GUP perché la difesa possa vedere cosa efettivamente ci sia in quelle carte.

Bruno ha detto...

Voi che ne sapete più di me, domando, ma l'analisi del dna fatto a Bossetti è stato del tipo mitrocondriale oppure nucleare.
Grazie per una spiegazione il più semplice possibile.

ENRICO ha detto...

@ Bruno

da quello che vagamente ho memorizzato nel corso di un'intervista ad un ricercatore che si sarebbe occupato delle analisi del DNA di Ignoto 1 mi sembra che costui avesse usato il termine "mitrocondriale "
Però non ricordo il contesto quindi non prendere per buona questa mia risposta

ENRICO ha detto...

Ps : a Bruno

qui

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_giugno_18/yara-tracce-slip-presunto-assassino-b2063f8a-f6ec-11e3-a606-b69b7fae23a1.shtml

c'è una cronologia piuttosto completa e sintetica

Anonimo ha detto...

Grazie Enrico, la mia domanda se può servire, verteva a riguardo: con l'analisi "dna mitocondriale" si può individuare il ceppo familiare, madre padre fratelli e probabilemente anche parenti di terzo grado, mentre con l'analisi del "dna nucleare", che è molto più complesso, ma con questa analisi si può individuare la persona, praticamente certezza al 100 per cento. grazie ancora.

Anonimo ha detto...

Bisogna farsene una ragione.
Avevo detto, in uno dei miei ultimi post, che la decisione del T.d.L. di Brescia, con un giudice terzo (quindi estraneo), sarebbe stato un segnale, sull'esito definitivo della sorte che toccherà Bossetti.
Gli inquirenti, anche di altri tribunali, ritengono esaustivo tutto quanto il materiale accusatorio, fornito dalla Procura di Bergamo, a carico dell'imputato.
I suoi avvocati, faranno tutto quanto sarà possibile, tenuto conto della limitata possibilità delle loro strategie di mestiere, ma non credo, sinceramente, che otterrano dei risultati.
Sarà, secondo il mio modestissimo parere, una lotta impari, dato le prove o indizi di cui l'accusa sarebbe in possesso. Questo, senza contare il peso irremovibile del dna, quale assoluta conferma della presenza di MGB, sul luogo del delitto.
D.S.

Bruno ha detto...

Sono andato a quanto mi ha indicato Enrico sul dna mitocondriale, ho letto l'articolo in alcune righe il giornalista scrive:
"Si cerca anche con il filone materno. Dal profilo di Ignoto 1 viene individuato il Dna mitocondriale, cioè la linea materna." Dunque stante quanto scritto non è stata fatta l'analisi del dna nucleare.

Anonimo ha detto...

Bruno
E' stato fatto anche quello nucleare, per PRIMO. Chiaro?

Vanna ha detto...

D.S., dici: " Sarà, secondo il mio modestissimo parere, una lotta impari, dato le prove o indizi di cui l'accusa sarebbe in possesso."
Impari?
Ti chiedo: con quali indizi e prove provate?

Continui:" Questo, senza contare il peso irremovibile del dna, quale assoluta conferma della presenza di MGB, sul luogo del delitto."

Ti chiedo: quel DNA, se e con tanti se... potrebbe semmai
provare solo la sua presenza in loco, con tutti i se che in questo blog abbiamo sgranato.

Per quanto riguarda la ricerca nucleare, affermi che è venuta per prima?

Eri presente?

Alleluia, finalmente un esperto
" vero" ci può illuminare d'immenso!
Deo gratias.

Benvenuto tra noi!

Vanna

TommyS. ha detto...

Bruno

Di Bossetti, prima dell'arresto e per confermare si trattasse di Ignoto1 (con tutti i dubbi e riserve sin qui avanzati da molti), è stato analizzato esclusivamente il DNA nucleare amplificando i 21 marcatori autosomici STR necessari per confrontarlo con il genotipo di Ignoto1.

L'analisi del DNA mitocondriale è stata condotta a Pavia per confrontare quello ricavato dai capelli umani senza bulbo ritrovati sul cadavere (vestiti o corpo non si sa bene) con quelli di circa 500 donne che potevano, secondo gli investigatori essere le madri biologiche di Ignoto1, nonché con quello di Bossetti (analizzato dopo l'arresto) e, FORSE, con quello di Ignoto1 stesso. Il risultato è stato nullo per tutti i capelli e peli umani analizzati.

Ho inserito il FORSE in maiuscolo in quanto dagli atti e da quanto pubblicato non si sa bene se il DNA mitocondriale di Ignoto1 isolato fosse completo o parziale. Tanto che per stabilire il rapporto madre/figlio tra Ester Arzuffi ed Ignoto1 hanno poi dovuto confrontare il DNA nucleare.

Del DNA mitocondriale di Ignoto1 si sa solamente che su un locus particolare aveva un allele specifico abbastanza raro e che questo allele era condiviso con quello di due donne (tra le 500 di cui sopra) tra le quali Ester Arzuffi. Ma non è stato mai scritto da alcuna parte che il mtDNA di EA fosse quello di Ignoto1.

Il problema delle analisi fatte sul mtDNA dei capelli e peli umani repertati è che non potrà essere confrontato con quello dei 18.000 circa individui che si sono sottoposti al prelievo in quanto probabilmente i campione sono stati distrutti dopo l'amplificazione dei marcatori necessari a definire il genotipo utile per l'identificazione forense/giudiziaria (ad eccezione di quello delle 500 donne).

Spero di essere stato chiaro.

Etrusco ha detto...

A MassimoM,
la Procura ha concesso delle immagini di furgoni che somigliano a quello di Bossetti ma non sono suoi. Non vorrei credere che non si sia accorta delle vistose differenze. Ci può stare che sia in possesso di immagini di altri veicoli, non appartenenti a Bossetti e custoditi gelosamente, perchè non riguardando questo indagato produrrebbero confusione e tendenza a scagionarlo.
Non credo sia in possesso di immagini nitide dove si vede senza ombra di dubbio il furgone di Bossetti, le avrebbe diffuse al semplice scopo di attendersi una confessione.
Ammesso e non concesso che la Procura abbia in mano elementi che terrebbe sotto stretto riserbo, questi potrebbero riguardare non il furgone, ma qualcosa di molto intimo della vittima, che per decenza non si vorrebbe dare in pasto al pubblico.

Anonimo ha detto...

Concordo con quanto scritto da D.S.
Se un tribunale terzo ha fatto restare in carcere Bossetti, è un segnale chiaro di quanto sono forti le prove, al di là dei dubbi di tanti.

Etrusco ha detto...

Giustamente D.S. parla al condizionale, "prove o indizi di cui l'accusa sarebbe in possesso", perchè non si sa se l'accusa ha in mano qualcosa di più determinante di quanto siamo a conoscenza.
I giudici di Brescia, in una legittima situazione di dubbio, cos'altro potevano decidere se non confermare le intenzioni di quelli di Bergamo?

Anonimo ha detto...

Anch'io concordo con D.S.sul "peso irremovibile del dna, quale assoluta conferma della presenza di MGB, sul luogo del delitto". Lo spiegassero come il dna è arrivato su quei leggins. O lo spiegano o l'imputato continuerà a rimanere in carcere.

Anonimo ha detto...

i Giudici di Brescia hanno avuto in mano le stesse carte dei difensori, non le carte segrete della Procura di Bergamo!
sulla base di queste hanno deciso.

M.

Anonimo ha detto...

uuuuuuuuuuu quanti anonimi sono venuti fuori oggi

Alessandro

Anonimo ha detto...

uuuuuuuuuuuuuuu e allora?

Anonimo ha detto...

e allora per sarebbe bene che gli anonimi mettessero un nik, anche paperino almeno uno si orienta e capisce con chi sta parlando, altrimenti con tutti questi anonimi sembra che sia sempre la stessa persona.

Anonimo ha detto...

X Vanna
Non fare troppa fatua filosofia poggiando su una tua personale presa di posizione.
Mettiti la mano sulla coscienza, e pensa che ciò che è accaduto alla povera Yara poteva accadere ad una tua figlia. Avresti detto le stesse illogiche cose?
Leggo i tuoi commenti, pieni solo di concetti di elementare didattica concettuale.
Fermati a considerare le cose con meno fantasie e più logica.
Mi dispiace muoverti questi appunti, ma lo meritano le tue inopportune, ripetute ironie!
D.S.

Anonimo ha detto...

p.s.
vanna per quanto riguarda il dna nucleare, ha risposto adeguatamente Tommy/S che NON ERA PRESENTE. D.S.

Anonimo ha detto...

Ahahah, hai proprio ragione D.S. TommyS ha risposto adeguatamente.
Nessuno, credo, era presente, ma molti commentano, Vanna inclusa (o lei c'era?).
Senza nick, non la stessa persona

Anonimo ha detto...

perchè non torniamo seri sull'argomento del ricorso al tribunale della libertà?

M.

magica ha detto...

non capisco come si possa essere cosi' deficenti -
di nuovo iil furgone di bossetti con la relativa striscia rossa e il logo
BUTTI , mi dispiace di appartenere ad un paese con persone stupide che non ragionano . abbiamo sempre visto il famoso cassonato ripreso con il buio e si puo' immaginare che non si possa capire alla perfezione come sia questo veicolo. solo gli intenditori, o uomini che guardano i particolari delle macchine o furgoni ma fino ad un certo punto data l'ora al buio
visto a rai1.
. per rimarcare che, quello è il furgone di bossetti lo hanno vedere da una foto nitida dalla quale si evince striscia rossa e logo BUTTI .. per caso bossetti o chi fa per lui ha negato che quello sia il furgone di bossetti ? .
come voler dire avete visto? è il suo: l'arma del delitto - per caso i particolari striscia e logo sono stati visti anche nel filamto video
serale? no !.
pero' a rai1 bella foto del furgone bossetti . se non sono stupidi perchè non hanno messo
la foto fatta di sera? ci credono dei babbei? che non notiamo le cretinate che ci propongono?
non prendo tutto come oro colato. queste noncuranze le trovo disoneste .oppure sono balordi che fanno le cose alla carlona?

magica ha detto...

inoltre quando gli inquirenti scartarono la testomomianza di tironi , lo fecero perchè avevano preso di mira il marocchino . percio' tironi era fuori . dopo indagini sul marocchino dovettereo rilasciarlo ma siccome so come funxiona ? non sono nata ieri - lo rilasciarono perchè marocchino se fosse stato un italiano al posto , con il cavolo che sarebbe fuori .. l'osso non si molla se non in casi particolari, scartato il marocchino si trovarono in alto mare , naturalmente la voglia era tantissima di trovare il colpevole della morte di yara . dopo peripezie arriva la soffiata dell'amico di guerinini . finalmente un indizio . cazz è lui e deve saltare fuori che il dna combaci perchè se è lui deve essere cosi' . ciaooo !

Anonimo ha detto...

Lo stesso concetto esternato per la famiglia di Yara vale per Bossetti nel caso fosse innocente. E se quanto sta accadendo a Bossetti stesse capitando a te o a me, a tua moglie o alla mia, a tuo padre o al mio, a tua madre o alla mia, o a tuo fratello o al mio, o a tua sorella o alla mia?

Se ci sono vere prove che lo dicono colpevole mettiamo Bossetti (o me o te o tua moglie o mia moglie o tuo padre o mia madre ecc...) al rogo, ma se prove non ce ne sono e siamo in presenza di soli indizi double face? E se Bossetti, come me o come te, è innocente?

In Italia ultimamente si sta mandando al rogo troppa gente incensurata senza prove e sempre con labili indizi double face.

Io come si senta la coscienza di chi urla al rogo al rogo non lo so. Io non urlo al rogo al rogo, quando ad essere accusato è un incensurato che si dice innocente, se non vedo prove che siano prove, e ho la coscienza a posto.

Anonimo ha detto...

@magica ma che guardi ancora ra1? e magari la vita in diretta? con quello "zerbino" di liorni? non ci credo..... a me personalmente fa schifo, dopo aver visto ai tempi della venier una puntata dove alla domanda di uno che ha tirato in ballo mastrapasqua (ex capo inps) sulle pensioni come ha risposto......

luca

Vanna ha detto...

Orbene D.S
( Destra-Sinistra dov’è la verità? ), la mia “fatua filosofia”, aggiungo casareccia e ruspante, spontanea e semplice, ebbene sì parte dalla mia riflessione; qualora avessi una “personale presa di posizione” mi trovo in buona e valida compagnia esattamente come te e “la tua personale presa di posizione”, a meno che tu abbia visto-eseguito-partecipato alle operazioni scientifiche, in tal caso il quiz di Annika meritava una risposta.

Invece fai l’onore di rispondere a me che esprimo le mie “ inopportune, ripetute ironie” con “commenti pieni solo di concetti elementari di didattica concettuale…”

Ma come, non ti confronti con chi parla lo scientifichese forensico di alta qualità, però metti appunti sulle mie ironie inopportune?

Strana ‘sta cosa, che ti disturba?

Così secondo te, quelle tracce si sono mantenute intatte per tre mesi? La mia logica ricca di fantasia me lo fa dubitare, tutta la gestione del fatto appare poco rigorosa e strumentale a trovare un colpevole qualsiasi pur di avere qualcuno da mettere dentro.

A tal proposito, mettiti anche tu una mano sulla coscienza, e pensa se poteva accadere a tua figlia non solo ciò che è accaduto a Yara ma anche ai figli di B. e G.

Non mi dispiacciono per nulla i tuoi appunti, se lo riterrò opportuno scriverò come mi viene, puoi sempre non leggere, non mi offenderò.
Saluti cordiali.

Vanna

Etrusco ha detto...

Magica, infatti le telecamere hanno catturato immagini di furgoni ripresi anteriormente. La scritta "BUTTI" è rivolta posteriormente, quindi non è visibile da davanti. Le foto in cui si vede questa scritta sono quelle del mezzo di Bossetti scattate in seguito dai fotografi, ma nulla hanno a che fare con le immagini delle telecamere.
Anche nelle immagini di Google Maps è visibile il mezzo di Bossetti parcheggiato davanti a casa del fratello.
La striscia rossa non compare su alcun furgone inquadrato dalle telecamere la sera del delitto.
Questo ormai non è più un indizio, ma continua ad esserlo per chi guarda la televisione distrattamente mentre passa l'aspirapolvere nella stanza accanto e le uniche parole che sente sono: Bossetti, furgone.

magica ha detto...

rispondo a LUCA.
ASSOLUTAMENTE NO! difficilmennte vedo questi programmi . ma è stato per caso , ho visto che parlavano del caso ed ho ascoltato ,
ci sono sempre quelle opininiste vergognose . che offendono persone innocenti : fino a prova contraria ,
si chiedono pareri a questi personaggi i quali sono la' per essere pagati ,non dissentono quasi mai, per non disturbare il concetto comune . avevo sentito anche la sorella dell'indagato che poveraccia è sicura dell'innocenza del gemello . LO SONO ANCH'IO PERCHè HO CAPITO DOVE STA' L'INGHIPPO . NON TORNANO INDIETRO :PENA LA GOGNA MEDIATICA.
INOLTRE IL DIFENSORE di bossetti LO TROVO PIuTTOSTO GIU' DI TONO . come il duo parolisi .
hanno timore di qualcosa ? d'essere indagati pure loro? . per fortuna non ho mai avuto nessun disguido . e non sapevo come funzionava . ma l'ho capito viaggiando nel web .
divagando ...
una classe presuntuosa che registra matrimoni gay, senza che ci sia una legge apposita . sono fuori delle regole ma continuano con supponenza . sono i padroni dell'umanita' . i poveracci sono tagliati fuori , subire , zitti e mosca . preferisco quasi il burundi almeno in quello stato sanno che le leggi le fa un dittatore . . invece noi abbiamo governi democratici , ma le leggi le devono rispettare solo chi non ha ruoli .

Anonimo ha detto...

X Vanna
Fra un'oca che starnazza, e qualche ossessivo pedante, ti trovo la più pronta a capire una favola ed a trarne la morale.
Girare intorno a qualcosa di fortemente probante, tale da determinare un preciso assunto, è come voler negare l'esistenza della biosfera.
E se un giudice terzo, di un tribunale diverso stabillendo che MGB resti in cella, non ha fatto altro che riconoscere l'sistenza di quella...biosfera.
Fallo anche tu, con calma e raziocinio.
Contraccambio i cordiali saluti.
D.S.

Anonimo ha detto...

per D.S.
Scusami ma, a parte che l'italiano che non è il tuo forte, anche quando hanno spiegato logica a scuola eri assente; secondo te, un giudice terzo va a cercarsi dei guai scarcerando MGB? Noi sappiamo che è innocente, ma metti caso che a Brembate un'altra ragazzina venga rapita e fatta sparire da un'altro sconosciuto, cosa succederebbe al giudice che ha scarcerato MGB????? Te lo dico io, verrebbe crocifisso sulla pubblica via. Allora il giudice che fa? per non prendersi una patata bollente conferma quanto già deciso senza aggiungere e senza togliere, tanto la voce della coscienza non ha mai ammazzato nessuno e tanto lo stipendio così rimane al sicuro.
Svegliati dal torpore, è un consiglio...
Tony

Anonimo ha detto...

Beh, Tony, tu eri assente quando spiegavano grammatica, altrimenti non avresti scritto “un’altro” con l’apostrofo!

Anonimo ha detto...

giusto, volevo vedere se eri attento ahahahah

magica ha detto...

ci sono persone che sono forcaiole di natura .
perchè non si ragiona con quello che è uscito ( anche da parte degli inquirenti ehh ), sorvolando quello che si è scritto qua o sentito nei pregrammi tv. solo le uscite della procura .
una persona normale non si accorge di quando qualcosa non torna?. il fatto è che non si accorge proprio . è talmente assorto nei suoi pensieri forcaioli che fa le orecchie da mercante.

Anonimo ha detto...

Leggi Magica
quello è che scritto nelle motivazioni del TdL :

«Il collegamento diretto tra il prevenuto e la vittima istituito dai ritrovamenti di cospicuo materiale biologico dell’uomo sul cadavere della ragazzina è sufficiente a profilare un coinvolgimento di Bossetti nell’omicidio, a prescindere dalla dinamica delle vicende che conducevano al decesso e al movente».
Non regge, invece, che «a sua discolpa profilava una simulazione della presenza in loco con il deposito sul cadavere, a bella posta, del suo sangue».

Hai capito tutto?

M.

Anonimo ha detto...

e quale sarebbe il "cospicuo materiale biologico" ritrovato sul corpo della ragazza?

leo

Anonimo ha detto...

ma che domanda! evidentemente quello che hanno trovato

Anonimo ha detto...

da quello che so hanno trovato una infinitesimale traccia di dna di una sostanza non meglio identificata..tutto qui..niente altro...o sbaglio?

leo

Stefania ha detto...

Sangue? Che ci dicessero chi sono gli spacciatori! Perchè questi, prima di scrivere a nome del Tribunale della Libertà, si sono fumati roba buonissima.

Stefania

Anonimo ha detto...

sbagli, perchè non sai quello che sai
perchè non sai quello che loro sanno, è chiaro?

Mimosa ha detto...


TONY,
comprendo il tuo ragionamento: “un giudice terzo va a cercarsi dei guai scarcerando MGB? (…) metti caso che a Brembate un'altra ragazzina venga rapita e fatta sparire da un'altro sconosciuto, cosa succederebbe al giudice che ha scarcerato MGB?????.

Ma devi considerare che – a prezzo di un’altra vittima – dopo, non ci sarebbe alcun dubbio che il colpevole sarebbe il rilasciato!
Quando mai i Tribunali e i Giudici hanno messo in conto alla loro coscienza le conseguenze delle loro decisioni, nemmeno quando rilasciano mafiosi o firmano uscite anticipate per buona condotta a pluriomicidi che appena fuori reiterano allegramente … !

Un po’ meno comprendo il pezzo che ho tolto (con l’omissis) e riscritto qui “Noi sappiamo che è innocente” … calma, tu lo sai, ma tu lo sai per certo? Altri qui lo ìsuppongono’ innocente, ma mi pare nessuno metterebbe la mano sul fuoco per lui, altri lo considerano colpevole, altri si astengono da ogni giudizio, ... dove trovi le certezze sulla sua innocenza?

Mimosa

Mimosa ha detto...

È opinione di oggi, dopo che sono state rese note le motivazioni del respingimento dell’istanza sottoposta al Tribunale della Libertà, che questi Giudici, considerando valide le motivazioni accusatorie suffragate dal quadro indiziario e dalla ‘prova’ Dna, hanno in pratica anticipato la sentenza: GMB è colpevole della morte di Yara.
Tanto più che non si sono persi in giornate di riflessioni: la richiesta di scarcerazione pare abbia ottenuto la piena condivisione di pareri contrari.

E sono convinta, non tanto per la forza delle argomentazioni addotte dall’accusa ma per la debolezza di quelle della difesa, che non ha saputo inculcare nei Giudici preposti alcun ragionevole dubbio.

Mimosa

Mimosa ha detto...

È vero Stefania,
il TdL parla esplicitamente di sangue,
la questione sarà dibattuta nell’ormai inevitabile Processo, che mi auguro per Bossetti e tutta la sua famiglia arrivi il prima possibile!
Altrettanto intensamente mi auguro che i suoi difensori trovino modi più concreti di dimostrare la sua estraneità, al di là di cavilli fittizi ed infruttuosi, finora addotti.

Ciao
Mimosa

magica ha detto...

beh la forza delle argomentazioni della procura proprio , non lo dove le hai dedotte .. sai qualcosa che noi poveri diavoli non sappiamo?
abbiamo in questo forum e avete , discusso di casi (io non c'ero ma leggevo ) .di casi cruenti, commentavate con logica e attenzione ai fatti -
da cosa avevate dedotto l'innocenza di un indagato? da cosa invece ritenete dubbiosa l'innocenza di bossetti . potresti spiegarcelo?

Anonimo ha detto...

Magica
è scritto qui:
http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_ottobre_21/bossetti-coinvolto-nell-omicidio-dna-sufficiente-resti-cella-cd0d5cc6-58e6-11e4-aac9-759f094570d5.shtml

Anonimo ha detto...

L'unico che potrebbe essere CERTO dell'innocenza di Bossetti è colui che, eventualmente, avesse commesso l'omicidio al posto suo.
Tale colpevole, se proprio volesse salvare il POVERO Bossetti ingiustamente incarcerato, avrebbe pur sempre l'opportunità di costituirsi.

Anonimo ha detto...

vedremo quanto questo materiale è abbondante quando la difesa chiederà la replicazione dell'estrazione del DNA di ignoto1

leo

Mimosa ha detto...

Leo
nessuno ha voluto riflettere sulla frase di Salvagni a Matrix dell’altra settimana : “No, non contestiamo un metodo scientifico, ma solo il procedimento avvenuto senza contradditorio tra le parti?
Non è chiaro che non chiederanno alcun “ri-estrazione” neanche al Processo??

Mimosa

Anonimo ha detto...

X Tony

Ct) "ma metti caso che a Brembate..

Il caso non si mette da nessuna parte, caro asinello presuntuoso.
Iscriviti a qualche corso serale di istruzione elementare: ti sarà di sicuro giovamento.
D.S.

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Vedo che hai notato anche tu la inaspettata brevità con cui sono state redatte le "motivazioni" del rigetto di quanto richiesto dai difensori di Bossetti; non è stato ritenuto neanche necessario osservare i tempi stabiliti dal cpp.
Evidentemente, anche il tribunale di Brescia ha riscontrato valido ed inconfutabile, il materiale accusatorio.
Gli avvocati dell'accusato non potevano fare di più.
Pino

Etrusco ha detto...

Nel caso Bossetti sia colpevole del delitto, come si spiegherebbe la sua traccia organica su Yara, se non per motivi fortuiti? Mica Bossetti ce l'avrà messa di proposito.

Nel caso Bossetti sia estraneo al delitto, come si spiegherebbe la sua traccia organica su Yara, se non per motivi fortuiti? Mica altri ce l'avranno messa di proposito.

L'esistenza di una traccia organica di Bossetti su Yara, in assenza di altri indizi, non è spiegabile se non con congetture, in un senso o nell'altro. E altri indizi non ci sono.

Anonimo ha detto...



"La difesa di Massimo Bossetti ha cercato di scalfire il pilastro dell’inchiesta. Il Dna. Invece nelle 23 pagine di motivazioni il Tribunale della libertà lo rafforza. Il carpentiere di Mapello accusato di aver ucciso Yara deve rimanere in carcere, hanno deciso i giudici di Brescia. Di più: «Il collegamento diretto tra il prevenuto e la vittima istituito dai ritrovamenti di cospicuo materiale biologico dell’uomo sul cadavere della ragazzina è sufficiente a profilare un coinvolgimento di Bossetti nell’omicidio, a prescindere dalla dinamica delle vicende che conducevano al decesso e al movente». Non regge, invece, che «a sua discolpa profilava una simulazione della presenza in loco con il deposito sul cadavere, a bella posta, del suo sangue». Come dire che ce l’avrebbe messo qualcun altro. La tesi è «assai inverosimile, sia per la difficile praticabilità sul piano oggettivo di una condotta calunniatoria di tal fatta, sia per l’inconsistenza delle ragioni che avrebbero dovuto sospingere un terzo a un simile gravissimo contegno accusatorio».

Anonimo ha detto...

Il corsivo di cui sopra è ratto da BERGAMO/CRONACA

Mimosa ha detto...

Caro Pino,
i difensori hanno tentato le loro carte come potevano giocarle, annaspando alla ricerca di elementi da contrapporre, ma secondo me non hanno visto bene gli scartini che avevano in mano!

Le mie obiezioni sul loro ricorso sono di varia argomentazione.

Per quanto concerne il loro rilievo riguardo alla calce “nei polmoni”, portando a sostegno il fatto che la Relazione autoptica analitica della Cattaneo non ne parla, mentre invece la sostanza simile a calce appare nella sintesi conclusiva, trovo il rilievo davvero ridicolo, goffo, grottesco, stravagante (da scegliere l’aggettivo pertinente) per 2 motivi:

-primo perché nell’Ordinanza sono citate le parole esatte della relazione “a livello dell’albero bronchiale” e “polveri riconducibili a calce”, pertanto mettere come uno dei pilastri in un’istanza di scarcerazione il fatto che la calce non era nei polmoni, mi sembra per lo meno infantile,
l’aveva detto proprio Salvagni in intervista che la presenza di calce nei polmoni era un’invenzione giornalistica! Mica tutti i giornalisti e nemmeno i commentatori hanno reminescenze scolatiche sull’anatomia, se non sfogliano dizionari medici

-secondo, è altrettanto goffo, cercare di far annullare una relazione dell’anatomopatologa Cattaneo o minarne la credibilità scientifica, perché non si riscontrano le medesime parole nella parte autoptica e in quella conclusiva, riassuntiva della prima.
La Cattaneo non è minimamente paragonabile a tale Tagliabracci che ha pasticciato di brutto!

(segue)

Antonello ha detto...

Io credo che come si deve contestualizzare l'eventuale dna di Bossetti bisogna contestualizzare la decisione del TDL, intendo che il DNA di ignoto1 corrispondente, sembrerebbe, a quello di Bossetti basterebbe si per giustificare, a parere del TDL, MA i cautelativi, non c'e' ancora un rinvio a giudizio, che per arrivare a sentenza ha bisogno di vedere soddisfatti criteri diversi, forse e' sfuggito questo particolare.

I difensori invece hanno fatto opposizione al diniego di revoca dei cautelari, quindi il diniego del TDL e' sempre relativo all'istanza di opposizione al diniego di revoca dei cautelari, ergo non si sono espressi sui criteri eventuali di rinvio a giudizio o sulla fondatezza di eventuale sentenza, ad oggi non esistente.

I criteri che tendono a legittimare i cautelari sono ben diversi da quelli indispensabili ad un rinvio od ad una sentenza, e' chiaro che, cosi' come impostato il discorso DNA e non essendoci nessuna controperizia (anche perche' l'esame forse potrebbe essere irripetibile), il dubbio umano fondato solo su perizia di parte (di fatto e' diventata volente o nolente "di parte") e che per ora non puo' avere contradditorio scientifico puo' insinuare un dubbio che nessun Giudice esterno si sentirebbe di sconfessare prendendosene la responsabilita'.

Questa e' la realta' anche triste, di un paese che non riesce a prendersi piu' responsabilita', scaricando anche giustamente sugli altri cio' che esula dalla propria piena cognizione.

Trovo anche emblematico che nessuna parte, se si esclude la difesa, parli al condizionale in assenza di qualsivoglia sentenza, mi chiedo se anche un PM od un G.I.P. siano tenuti alla presunzione formale e sostanziale, quantomeno nel lessico visto che giustamente le soggettive convinzioni debbono seguire vie legittime.

"SAREBBE", "AVREBBE", a parer mio dovrebbero essere obbligatori per tutti sopratutto negli atti ufficiali, quantomeno fino al raggiungimento di uno straccio di sentenza, invece l'imperativo ed il presente autocelebrativo sembra una moda funzionale conservativa dell'inquisito e dell'inquisitoria, o quantomeno accusativa "senza sacchi vuoti".

Ed invece Tortora insegna che i sacchi vuoti sono il segno di una civilta' giuridica che tiene conto di una "verita' " che qualsiasi Accademia nega esistere.

Non esiste se la ricostruiscono gli altri, ma esiste se si rifiutano di ricostruirla procuratamente titolata???

Antonello ha detto...

@Mimosa
Ops, chiedo scusa se ti ho interrotto, non c'era ancora la prima parte del tuo commento, spero si legga la giusta successione lo stesso.

Mimosa ha detto...

(continua e fine)
Tutti senza dubbio avete notato che nell’istanza al TdL non è stata chiesta la “nullità” del dna in sé stesso (solita imprecisione pseudo-giornalistica, a cui tutti i commentatori hanno abboccato), i difensori hanno solo chiesto di azzerare i risultati del procedimento di estrazione del dna non nel “merito” ma nella “forma”,
in perfetta comprensione (a tutti sfuggita?, comunque ignorata dai più) della frase pronunciata da Salvagni a Matrix dell’altra settimana, in chiusura della trasmissione: “No, non contestiamo un metodo scientifico, ma solo il procedimento avvenuto senza contradditorio tra le parti
ossia per il “vizio ” di mancata notifica alle parti, ovvero a quello che allora era il principale indiziato, Fikri, arrestato e mandato a piede libero due giorni dopo, il 4 di dicembre 2010.
Il corpo di Yara viene trovato il 26 febbraio 2011, Fikri non era più sospettato, la sua posizione era chiarita, l’archiviazione richiesta dalla Ruggeri in marzo 2011 (e concessa molto tempo dopo dalla Maccora, benché sollecitata) era una formalità tecnica importante per togliere il suo fascicolo da quello delle indagini ancora in corso.
Chiamare in causa la mancata notifica al marocchino (per un atto urgente e prioritario ordinato ai Ris sugli indumenti) non è di spettanza della parte difensiva di un nuovo imputato. È stata un’altra assurdità, la più ingenua!

A me sembra che la difesa ha grattato il muro tentando di aggrapparsi a niente.

Buonanotte
Mimosa

Mimosa ha detto...

Antonello
nessun problema
ci sono arrivata comunque a concludere!
Ciao

Gilberto ha detto...

La difesa è semplicemente in attesa della formalizzazione degli atti e del rinvio a giudizio. In questa fase quello che può dire e fare ha solo un carattere interlocutorio e una valenza esplorativa (e senza scoprire le sue carte per non dare vantaggi all'accusa). Il fatto che Bossetti non possa uscire significa solo, come osserva Annika nel suo intervento (l'altro articolo), che con lui uscirebbe il suo Dna (e si renderebbe possibile, ad esempio, una prova di paternità). D'altro canto non si capisce perché l'accusa non chiuda ancora le indagini se è davvero così sicura di aver 'inchiodato' il muratore alle sue responsabilità. La partita non solo non è chiusa, NON E' NEPPURE ANCORA INIZIATA.

Anonimo ha detto...

che paura a replicare, eh?
siete convinti anche voi come la gemella che sia stato incastrato?

o siete tutti concentrai sull'ultimo articolo di Massimo Prati?

Mimosa ha detto...


Caro Gilberto,
mi rincresce contraddirti, ma non credo la Difesa abbia ormai altre carte da scoprire … le ha già messe sul tavolo tutte, palesemente bizzarre.

L’accusa è in vantaggio, il piatto comanda (in termini pockeristici).
Se Bossetti fosse uscito dal giro (con remissione in libertà o ai domiciliari, per “non possibilità di reiterazione del reato”, “non possibilità di fuga”, “non possibilità di inquinamento delle prove”), il DNA sarebbe rimasto tale e quale come cardine accusatorio e sarebbe recuperato in sede di Processo … checché ne dica Annika che non so quanto sappia di processi stile italiano
(ora vado a vedere il nuovo articolo, grazie della segnalazione).

Vedremo quando la Procura chiuderà le indagini
… la partita è iniziata da tempo
solo la Cassazione, terzo grado di giudizio, la concluderà, se non reinvierà il tutto all’Assise.

Mi spiace per Massimo Bosetti, se innocente!
Ma anche Parolisi e Sabrina e Cosima lo sono, innocenti!!!

Mimosa

PINO ha detto...

Gilberto od Annika

Non ho capito perchè la eventuale libertà provvisoria di Bossetti, avrebbe "fatto uscire anche il suo dna".
Non capisco il significato della frase, scusatemi.
Potrebbe, uno di voi, gentilmente chiarirmene il senso?
Cordialmente, Pino

Gilberto ha detto...

@ Pino
Ti ho risposto nei commenti dell'ultimo articolo.

Anonimo ha detto...

Credo che dobbiamo in ogni caso tenere distinti i vari processi su Parolisi, Cosima Sabrina ecc.da questo di Yara-Bossetti. Ogni processo, ogni fatto delittuoso è difficile da confrontare con altri. Forse se un ministro e tutto l'apparato giudiziario e mediatico che si è mosso contro Bossetti, non ci fosse stato, ma serebbe stato latente, credo che Bossetti a quest'ora avrebbe avuto perlomeno gli arresti domiciliari.

PINO ha detto...

PINO ha detto...
GILBERTO
Grazie per la spiegazione su quanto chiedevo: è abbastanza chiara.
Non vedo, però, a cosa servirebbe la comparazione genetica di MGB col padre anagrafico, già ritenuta non importante, almeno per il momento, dalla Procura, se l'assunto, incontestabile da ogni forzato punto di vista, è che il dna di Ignoto-1= MGB.
Dove sarebbe la pericolosità?
Tutto questo, senza tener conto che la stessa Procura, potrebbe già essere in possesso di tali particolari.
Non dobbiamo dimenticare che gli stessi inquirenti resero noto, attraverso varie notizie, rilasciate senza alcuna riserva, di conoscere anche il profilo genetico del fratello dell'accusato, anch'egli concepito da rapporti extra coniugali della madre naturale.
E', dunque, evidente che gli accusatori siano in possesso di rilevante documentazione che non ci è dato conoscere. Documentazione che, fatta pervenire al giudice terzo, del tribunale di Brescia, lo abbia convinto a decidere nei sensi che conosciamo.
Potrei sbagliarmi, e sarebbe umano. Voglio solo augurarmi, a questo punto, che la Giustizia sia equa nelle sue valutazioni, e decida al segno del garantismo.

magica. ha detto...

se l'accusa è in possesso di di documentazione certa e accusatoria .
. tutte gli indizi dei quali noi italiani ,semplici commentatori , da dove sono usciti?
che siano state le televisioni o i giornaletti gialli a darcene notizia?
vuoi vedere che il gossip o le maldicenze le abbiano riservate a noi . mentre gli indizi accusatori certi , se li sono tenuti per loro?
e noi qua a discutere di chiacchere da corridoio-

Ivana ha detto...

I risultati a cui sono giunti gli accertamenti tecnici, inerenti al DNA, come potevano essere messi in discussione dal tribunale di Brescia se gli avvocati della difesa non hanno allegato specifiche e dettagliate argomentazioni scientifiche contrarie?
Credo che la difesa abbia contestato vari punti dell’ordinanza di arresto, a cominciare dall’estrazione del DNA di Ignoto Uno, perché avvenuta in assenza dei rappresentanti della difesa dell’allora indagato Fikri. Un vizio che il tribunale della Libertà ha considerato insussistente… Infatti credo che tale vizio avrebbe potuto riguardare il passato procedimento a carico di Fikri, ma non può certo riguardare il Bossetti.
La signora Ester Arzuffi ha telefonato ieri a “La vita in diretta” e i conduttori hanno condiviso la sua richiesta che si giunga al più presto a un processo; per ora il figlio è solo un presunto colpevole; ovviamente anch’io sono d’accordo su tale punto.
Però mi hanno fatto riflettere altre parole della signora Arzuffi, quali, per esempio: "[…]Anche se il DNA c’è,[…] ci saranno anche altri da seguire perché non è giusto che paghi solo mio figlio se è colpevole, ma io non lo credo colpevole […] Noi credevamo che potesse uscire[…] Si potrebbe rifare quel DNA […] Non è solo lui che debba pagare[…]"
Forse, la madre comincia a lasciare uno spazio, anche se minimo, al dubbio?

magica ha detto...

si stanno fecendo le pulci anche alla madre di bossetti....
presa cosi' . si possono dire boiate . la arzuffi è forse al corrente di fatti che sa solo lei? (un complice).
nell'intervento in tv la madre ha ribadito che crede assolutamente suo figlio innocente .. poi nello stesso intervento dice questa frase.
. ( non è giusto che paghi solo mio figlio se è colpevole, ma io non lo credo colpevole […] Noi credevamo che potesse uscire[…] Si potrebbe rifare quel DNA ). un discorso equivoco, che nessuno ha mai pensato potesse essere . ha detto una frase senza senso ,
perchè dice ( si potrebbe rifare il d.n.a)? di quale D.N.A. PARLA? di quello fatto senza il contradditorio oppure una nuova comparazione fra il figlio e guerinoni?
le parenti di bossetti non dovevano intervenire nelle trasmissioni , perchè la gente è pronta a misurare le sue parole
ora questa frase rimarra' nelle idee delle persone , la prima considerazione viene cancellata . si memorizza solo la seconda per soddisfare le convinzioni ..

magica ha detto...

inoltre sono del parere che gli avv..difensori siano troppo cauti . se come dicono credono all'iinocenza del loro assistito perchè non si sono esposti con grinta??

Ivana ha detto...

Magica, quali pulci?
Ho espresso solo una mia condivisione e una mia riflessione...
A me sembra chiaro che, in base al contesto del discorso, la signora Arzuffi volesse far riferimento esclusivamente al DNA di Ignoto 1 attribuito a suo figlio.
I conduttori (Liorni e Parodi) sono stati correttissimi, limitandosi ad ascoltare e a condividere la comprensibilissima richiesta di un processo da istituirsi al più presto...
Nessuno, a "La vita in diretta" ha commentato l'intervento della signora Arzuffi...

Ivana ha detto...

Inoltre, l'avvocato della signora Arzuffi era stato chiarissimo: secondo lui la questione della paternità biologica non sarà argomento del processo; inoltre, sempre il legale della signora Arzuffi aveva sottolineato che gli "aggressori" di Letizia pretenderebbero che la signora Ester ammettesse ciò che lei "non si sente" di ammettere...

ENRICO ha detto...

Ivana

” non hanno allegato specifiche e dettagliate argomentazioni scientifiche contrarie

Perché per “allegarle” avrebbero dovuto “farle” ! e i risultati eseguiti da un perito “privato”, cioè non autorizzato dagli organi inquirenti, prodotti dalla difesa in fase d’indagini preliminari non avrebbero avuto riconoscimento ufficiale ( con tutte le polemiche e contro polemiche dannosissime per l’imputato che ne sarebbero scaturite)

Per quanto riguarda la telefonata dell’ Arzuffi di cui riporti alcuni stralci fuori contesto.

Premetto che non vedo le “ vita in diretta “ ma in seguito alla tua segnalazione sono andato sul sito RaiTv replay ed sono riuscito ad ascoltare la telefonata di cui parli
Non mi sembra proprio che la madre di Bossetti abbia dato segni di “apertura” a dubbi .

Cosa volevi che dicesse riguardo al DNA ? Anche io, se mi dicessero che i Ris hanno trovato il DNA di mio figlio sul corpo della vittima non potrei che prenderne atto pur con tutte le riserve e chiederei – come ha fatto l’Arzuffi – non solo di ripetere il test ma di eseguire anche quelli relativi ad altre “tracce” ignote sulle quali è calato il silenzio.

Anonimo ha detto...

e dunque "No, non contestiamo un metodo scientifico, ma solo il procedimento avvenuto senza contradditorio tra le parti? "

e se volessero ripetere il procedimento con il contraddittorio delle parti?

leo

Ivana ha detto...

Enrico, in base a quale articolo di legge sarebbe stato vietato alla difesa dell’indagato nominare dei consulenti tecnici? Quale articolo di legge avrebbe vietato di allegare il punto di vista dei consulenti del/dei consulente/i tecnico/i nominato/i dalla difesa?
Riguardo alle parole della Arzuffi ho riportato fedelmente quelle che ricordavo senza decontestualizzarle, anzi ho precisato con i vari punti di sospensione, da me inseriti opportunamente, che erano state estrapolate determinate frasi; il confronto fra la telefonata di Letizia e quella di Ester è stato per me significativo: Letizia mi è sembrata irremovibile nelle sue convinzioni, mentre in Ester non ho notato altrettanta "fede a prescindere". In pratica, Ester non ha escluso categoricamente che suo figlio possa essere colpevole e, in tal caso, per lei non sarebbe giusto che a pagare fosse solo lui.

Leo, credo che giuridicamente siano considerati validi gli eventuali accertamenti tecnici irripetibili; comunque, DI CERTO ci sarà la documentazione specifica, inerente ai singoli passaggi seguiti e fotografati, da leggere, studiare ed eventualmente contestare con argomentazioni precise ed attinenti.

ENRICO ha detto...

Ivana

esami di laboratorio eseguiti privatamente da periti non ufficialmente incaricati dagli organi inquirenti non hanno valore giuridico

Del resto lo stesso Gip Maccora aveva a suo tempo invitato il Pm Ruggeri a fare effettuare il prelievo genetico sul padre del presunto assassino per sgombrare il campo da dubbi ma ne aveva ricevuto un secco diniego

Non vedo quindi come avrebbero potuto vedere accolta e trascritta agli Atti un'analoga richiesta i legali di MGB

Presentandola a CHI ?

Al Pm che l'aveva già rifiutata al Gip ?

PINO ha detto...

ENRICO
Rispondo alla tua domanda senza esitazione alla Procura della Repubblica che non avrebbe potuto negare il diritto di difesa sancito dalla nostra Costituzione.
Il pm, ha potuto "ignorare" la richiesta del gip (non impedirla), ma una Procura, nella persona del suo capo, non avrebbe potuto.
Se ciò non è stato fatto dai difensori di bossetti, dovrebbe essere ascritto solo alle ragioni che ho accennato
Per quanto riguarda la telefonata della Arzuffi a "C.l V?", che è stata ripetuta anche nella puntata di stasera, posso assicurarti che le frasi riportate da Ivana, sono esattamente quelle dette dalla donna, senza alcuna estrapolazione.
Ed anche a me sono sembrate allusive, circa possibili, altri responsabili, nel rapimento e morte della ragazza.
Inutile dirti che anche altre orecchie, molto più interessate di noi, abbiano intercettato lo sfogo della Ester

Pino ha detto...

p.s.
Scusami la scarsa bontà della forma. Sono stanco. Buona notte. Pino

Mimosa ha detto...


Enrico,
credo tu abbia erroneamente interpretato la frase di Ivana citata ed estrapolata.
Ivana si riferiva alla memoria della difesa presentata al Tribunale della Libertà di Brescia, e ha chiaramente detto nella frase che cito completa:

I risultati a cui sono giunti gli accertamenti tecnici, inerenti al DNA, come potevano essere messi in discussione dal tribunale di Brescia se gli avvocati della difesa non hanno allegato specifiche e dettagliate argomentazioni scientifiche contrarie?

Tribunale ove la Difesa non ha in alcun modo contestato il Dna
(ossia né la sua attribuzione a Massimo Bossetti né le procedure scientifiche che hanno portato all’attribuzione, dall’estrazione alla asserita paternità biologica).

Gli avvocati non avevano da “fare” alcunché, alcuna altra perizia da contrapporre … non era il test di paternità in ballo!
È chiaro e limpido.

Qui sta l’incomprensione,
Ivana, forse anche riprendendo il mio intervento del 22 ottobre 2014 00:21 e ti rimando allo scambio di opinioni della mattina del 12 ottobre tra le h 8 e 9, in cui oltre te e lei sono intervenuti anche Pino e Gilberto), intendeva sottolineare – come era emerso dalle ultime dichiarazioni di Salvagni e confermato dagli stralci del documento presentato a quel Tribunale – che l’unica e sola obiezione opposta sul Dna è il “vizio di notifica” … (ritenuto inussistente, come prevedibile)

Non c’è alcun cenno al “vizio di estrazione”, i
nfatti, Salvagni è stato molto esplicito (nonostante le sue chiacchierate in varie trasmissioni e varie pettegole testate giornalistiche, utili per impressionare l’opinione popolare) :
La richiesta di ripetizione dell’estrazione fa parte della nostra strategia processuale, pertanto faremo la richiesta quando sarà opportuno

(non ho contato quante volte l’ho scritto!).

Perché il cardine del processo sarà ovviamente il dna … è questa “prova” che devono smontare …
adducendo, appunto, “specifiche e dettagliate argomentazioni scientifiche contrarie”.

E torno a ribadire, suffragata da Ivana che ha sentito pure lei, l’avvocato di Ester Arzuffi ha dichiarato più volte e chiarissimamente“il processo parlerà del DNA sugli indumenti di Yara, non entrerà nel merito di chi Massimo Bossetti è figlio”.

Fine!
Buona giornata
Mimosa

ENRICO ha detto...

Mimosa

avevo capito benissimo.

E' ovvio che nella memoria presentata al Tribunale della Libertà di Brescia non vi sia alcun cenno al "vizio di estrazione" ! La difesa infatti non ha alcun interesse ad aprire un contenzioso di tale portata in questa fase perchè si riserva di aggredire questo aspetto solo quando sarà opportuno come riportato dalla dichiarazione di Salvagni che tu hai trascritto !

PINO ha detto...

ENRICO caro,
scusami se sono io a risponderti, perchè, come sai, la nostra amica starà ancora facendo sogni beati, dopo le ore notturne che ha dedicato all'uso del pc.
Pensi veramente che a processo iniziato, sarà ritenuta ancora pertinente, dalla Corte, la proposta di invalidare il dna accusatore per "vizio di estrazione", dopo che proprio per la validità di quella prova biologica il Bosseti sia stato "sia stato rinviato a giudizio"?
E poi, ammessa e non concessa la tardiva richiesta di cui sopra, la stessa dovrebbe essere corredata da relazione scientifica contrapposta rilasciata da periti forensi, previamente autorizzati dal tribunale.
Come puoi constatare, agli avvocati dell'accusato resta poco o nulla, con cui preparare un piano di difesa, se non il tentativo di mitigarne la pena.
Ciao!

TommyS. ha detto...

Pino

Un'indagine giudiziaria ed un processo non seguono le stesse regole e tempi di un salotto televisivo o di un blog. Ogni singola fase segue strategie che sono dettate dalle norme e suggerite dall'esperienza forense delle parti.

Sulla questione di chi sia realmente figlio Bossetti ho inserito un commento all'ultimo articolo di Massimo/Gilberto (per chi interessasse). Ma qui voglio riportare un parte dell'articolo del Corriere di ieri (http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/14_ottobre_22/bossetti-reazione-le-lacrime-sono-innocente-combatto-48c939c8-59b6-11e4-b202-0db625c2538c.shtml) vi è, virgolettata, una dichiarazione dell'avv. Salvagni dopo la sentenza di Brescia:

"Ma non abbiamo sottoposto le nostre ipotesi supportate dalle consulenze".

Questa frase dovrebbe far ragionare su quello che la difesa può attualmente fare e su quello che la difesa stessa ritiene sia meglio fare in questa fase a tutela del proprio assisito.

Per cui noi, lettori e commentatori di questo blog, possiamo sapere veramente ben poco della strategia processuale che la difesa intende seguire.

Ma se io fossi al posto degli avvocati di Bossetti, in attesa di poter disporre in modo ufficiale e legale di un campione di DNA di Bossetti (e qui Annika ha perfettamente evidenziato quale sarebbe stata la conseguenza principale dell'eventuale rilascio dell'indagato), nonché della documentazione completa degli atti d'indagine, avrei probabilmente fatto questi accertamenti da portare poi in dibattimento:
- esecuzione di tampone buccale di Ester Arzuffi e Giovanni Bossetti davanti a testimoni riconosciuti da un notaio (che avrei voluto presente al momento del prelievo)
- documentazione accurata della catena di conservazione e trasporto dei campioni, sempre certificata da un notaio
- richiesta ad un laboratorio ufficialmente riconosciuto di effettuare l'estrazione del DNA e l'amplificazione dei loci STR utili ai fini dell'identificazione e del test di paternità/maternità ad uso legale (il laboratorio l'avrei scelto tra quelli in alcun modo legati al mio consulente genetico-forensico)
- conservazione con procedura certificata dei campioni bilogici non utilizzati per l'indagini genetiche al fine di permetterne la ripetitibilità se richiesta da un perito del giudice (non si può sapere quando inizierà l'eventuale giudizio e quando potranno iniziare le necessarie indagini peritali, quindi meglio premunirsi nella remota eventualità che i soggetti donatori non siano più in vita)
- procedura ed analisi identica su un campione buccale della sorella di Bossetti (non probante in fase di dibattimento ma certamente significativa anche se i due gemelli sono eterozigoti)
- analisi genetica di qualsiasi campione biologico riconducibile a Bossetti al fine di arrivare ad un genotipo utile al confronto (questo accertamento avrebbe poco valore in dibattimento e sarebbe facilmente contestatible)
- confronto dei genotipi isolati di MGB con quelli della sorella e dei genitori anagrafici

Queste azioni legali le avrei chiaramente tenute per me, cercando se possibile di tenerle nasconste alla Procura (ma non si può assolutamente sapere chi in questo momento sia intercettato in modo legale e non) in quanto, in assenza di un campione biologico ufficiale di Bossetti (e Gilberto, nonché Enrico hanno fatto bene ad evidenziare che sarebbe stato inutile richiederlo ufficialmente alla Procura visto il diniego al test di paternità richiesto da Maccora), ma sicuramente mi sarebbero servite per decidere la migliore strategia processuale, potendo così indirizzare il mio consulente in modo preciso, nonché per credere o meno alle dichiarazioni di innocenza del mio assistito ed a quelle della madre.

Ma qualcuno si è mai domandato perché in nessun documento ufficiale si parli di una ripetizione dell'estrazione del DNA di Bossetti dopo l'arresto, cosa che sarebbe stata quanto meno obbligata visto come quello utilizzato per la comparazione era stato prelevato con un sotterfugio quantomeno discutibile?

ENRICO ha detto...

Tommy S

"Ma qualcuno si è mai domandato perché in nessun documento ufficiale si parli di una ripetizione dell'estrazione del DNA di Bossetti dopo l'arresto,?

Per lo stesso motivo che ha spinto il Pm a NON accogliere la richiesta del Gip di confrontare il profilo genetici del padre anagrafico con quello del Bossetti figlio !

Tradotto : che se la sbrighi la difesa a dimostrare l'inconsistenza dell ' UNICUM ... sempre che ci riesca con tutti gli ostacoli giuridici, i costi stratosferici e le competenze scientifiche che una simile impresa comporterebbe .

Mica scema l'Accusa !

Ivana ha detto...

Credo che il Pm abbia considerato ormai "inutile" il confronto tra il profilo genetico del Bossetti con quello del padre anagrafico...

Sono d’accordo con Pino e con Mimosa.

Ritengo che sia eticamente corretto, per la difesa, “smontare” la prova del DNA se verranno riscontrati effettivamente errori o distorsioni procedurali…
Chi, ieri, ha ascoltato, a “Pomeriggio 5”, l’intervista al criminologo investigativo Ezio Denti (diventato consulente di parte del Bossetti) mi ha riferito, tra l’altro, che Ezio Denti (in base a quanto da lui letto sulle carte!) ha ammesso che il Bossetti ha delle responsabilità che riguardano soltanto quella prova del DNA, prova che Ezio Denti stesso ha considerato “prova certa”; il criminologo intervistato ha insistito particolarmente sia sugli altri sette DNA ancora da attribuire sia sull'assoluta mancanza di altre prove o indizi riguardanti il Bossetti…
Chi vorrà, potrà controllare… io temo di non avere il tempo sufficiente, ma non ho alcun motivo per dubitare di quanto mi è stato riportato…
Personalmente, se fossi in Bossetti e se NON fossi figlio illegittimo, non accetterei strategie difensive per me NON condivisibili!

Anonimo ha detto...

ha anche insistito sul fatto che il corpo è stato trasportato in quel luogo solo in un secondo momento!

leo

PINO ha detto...

Tommy/S

Al posto mio ha esaurientemente risposto Ivana. Scusami se evito di ripetere quello che sembra essere uno sterile rivangare cose e fatti, a mio modesto parere già scontati.
Il caso Yara lo riterrei chiuso, se non ci fossero state quelle frasi chiaramente allusive dette per telefono dalla Arzuffi, nel corso del programma "la vita in Diretta", ripetute anche ieri sera, con le quali la donna potrebbe aver sottinteso, la correità di altri, nel rapimento e morte della ragazza.
Dopo quest'ultimo commento, passo a leggere e discutere l'articolo pubblicato poco fa da Massimo, sul tragico ritrovamento del corpo di Elena Ceste.

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