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lunedì 14 settembre 2015
Occhio per occhio dente per dente. Una drastica soluzione per far cessare i sequestri di stato dei magistrati non professionali che se ne fregano della vita altrui
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martedì 24 marzo 2015
Sotto a chi tocca. Oggi in carcere ci sono Veronica, Sabrina, Massimo e tanti altri, ma se il sistema giustizia non cambia domani l'inferno potrebbe toccare anche a noi...
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domenica 14 dicembre 2014
Veronica Panarello. Le telecamere di Santa Croce Camerina somigliano molto al Dna di Massimo Bossetti... ci sono ma non ci sono...
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| Telecamera che punta sul viale della scuola |
mercoledì 10 dicembre 2014
Veronica Panarello: una crudele e bugiarda assassina o una madre che soffre le pene dell'inferno?
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sabato 6 dicembre 2014
Loris Stival e sua madre... due nuove vittime della moderna informazione?
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| Loris Stival |
giovedì 29 maggio 2014
Federico Focherini, il body builder professionista accusato di aver causato la morte di Claudia Bianchi, dopo l'assoluzione si ribella e con "La Legge del Disprezzo" denuncia chi gli ha rovinato la vita indagando a 180° (alcuni estratti dal libro)
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| Copertina de " La Legge del disprezzo " |
giovedì 10 aprile 2014
Il criminologo e il circo mediatico - articolo di Marco Strano -
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Marco Strano, Psicologo della Polizia di Stato e Dirigente Nazionale UGL Polizia di Stato (responsabile della ricerca scientifica e formazione professionale) ha maturato più di 30 anni di esperienza nel settore della criminologia, di cui 20 come "investigatore di strada" in ambiti particolarmente complessi come gli omicidi della criminalità organizzata (negli anni '90 era nel “mitico” nucleo operativo speciale antimafia del Prefetto Sica all’epoca delle stragi di Palermo). Poi il suo settore di azione si è spostato su pedofilia e cybercrime, di cui si è occupato quando dal 2001, dopo quasi 18 anni nei servizi di intelligence, si è rimesso la divisa e ha diretto per 5 anni l’Unità di Analisi della Polizia postale. Attualmente è in servizio presso l’Ufficio di Coordinamento sanitario della Polizia di Stato e si occupa di un progetto operativo sull’Autopsia Psicologica. Parallelamente all'attività investigativa ha sviluppato alcune ricerche scientifiche pionieristiche divulgate in tutto il mondo, come l’applicazione dell’intelligenza artificiale al criminal profiling. E’ considerato uno dei maggiori esperti al mondo di Psicologia investigativa. Stimatissimo nella comunità scientifica negli ultimi anni si è fatto conoscere al grande pubblico per le sue partecipazioni a trasmissioni televisive dove si è sempre distinto per la pacatezza dei giudizi e la chiarezza espositiva. Marco Strano opera inoltre da molti anni nel mondo dell’Associazionismo. E’ stato fondatore, Presidente e Direttore scientifico della prestigiosa I.C.A.A. – International Crime Analysis Association (sciolta nel 2013 e in fase di rifondazione in Svizzera) ed è attualmente è il Presidente del Centro Studi Crimecafé e membro del Direttivo dell’European Drone Pilots Association. Dal 2013 è inoltre Socio Onorario dell’Associazione Senza Veli Sulla Lingua che difende le Donne da ogni forma di discriminazione e violenza.
Il criminologo e il circo mediatico
Articolo di Marco Strano
Articolo di Marco Strano
Negli ultimi anni, nei talk show televisivi e sulla carta stampata la presenza di criminologi che potremmo definire, genericamente, come “esperti di casi e fenomeni criminali”, è diventata sempre più assidua. I pareri e le analisi che vengono fornite da questi personaggi appaiono però spesso abbastanza superficiali e scontate, e soprattutto centrate più sulla colpevolezza di un individuo e sull'efficacia delle indagini in corso che alla specifica competenza della Criminologia che si dovrebbe, invece, occupare più della dimensione psicologica e psichiatrica del criminale che delle investigazioni. Il criminologo di formazione psico-sociologica, infatti, ha come funzione primaria quella di fornire al Magistrato di Sorveglianza una valutazione sulla pericolosità sociale di un detenuto al fine di suggerire il trattamento carcerario più adatto. Il criminologo di formazione medico-psichiatrica, ha invece la funzione di indicare ai magistrati giudicanti, nel corso del processo, se l’imputato aveva capacità di intendere e di volere al momento del crimine, al fine di stabilire se deve essere processato normalmente o se, invece, più che il carcere è opportuno indirizzarlo verso una struttura psichiatrica (Ospedale Psichiatrico Giudiziario).
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martedì 11 marzo 2014
Elena Ceste: viva o morta? Le varie ipotesi e la speranza di indagini a 360°
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Credere a Michele Buoniconti o non credere a Michele Buoniconti: questo è il dilemma, direbbe un attore di teatro. Ma qui non siamo in teatro, qui siamo nella vita reale del ventunesimo secolo e la domanda non se la pongono solo i carabinieri e i procuratori, se la pone anche quell'opinione pubblica che da tempo è parte attiva nello spingere la giustizia a condannare per volere popolare. Per questo non è una domanda da poco. Specialmente se il fascicolo aperto contro ignoti, in cui al momento vi è scritto istigazione al suicidio, in mancanza di un ritrovamento in vita dovesse trasformarsi in un fascicolo contro il marito con su scritta la parola omicidio (poco importa se premeditato o no). Detto quindi che è sempre il caso di andarci leggeri quando si parla e si scrive di certi argomenti, non ci si può esimere dal constatare che le modalità di scomparsa di Elena Ceste sono a dir poco strane. Per cui non stupisce, come dichiarato più volte dal marito, che i carabinieri non gli credano e manco abbiano avuto la voglia di ascoltare la telefonata inviatagli da un buon "amico" di famiglia (ma perché gliel'ha inviata? Era davvero preoccupato per Elena o la chiamata aveva altri scopi?). Telefonata che potrebbe dimostrare l'esistenza quanto meno di un amante, come starebbero a far supporre gli sms del buon "amico" - rinvenuti nel telefonino - che esortavano la donna ad andare a un incontro "al solito posto".
venerdì 7 giugno 2013
Provate a indovinare il nome dell'assassino e della vittima...
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mercoledì 3 aprile 2013
James Bulger, il bimbo ucciso trentotto volte dall'Anticristo
Articolo di Chiara
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mercoledì 6 febbraio 2013
L'attualità nella Storia della Colonna Infame - del Manzoni. Il passato che non ha tempo e anche ai giorni nostri si mostra presente più che mai...
Saggio di Gilberto M.
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domenica 9 settembre 2012
GIURISTI CONTRO LA FILOSOFIA. I PROCESSI CONTRO PROTAGORA E SOCRATE
Bertiolo (UD) Agosto - Settembre 2012
“Tutta la vita degli uomini… è retta da natura e leggi. E di queste la natura è una realtà disordinata e particolare, a seconda dell’individuo che la possiede, mentre le leggi sono una realtà universale, e ordinata, e per tutti identica. La natura, se malvagia, tende spesso ad azioni perverse: troverete quindi in colpa chi la segua. Le leggi hanno invece di mira il giusto, il conveniente, l’utile, e questo ricercano; e quando ciò sia stato individuato, esso viene posto in forma manifesta quale norma comune, uguale e analoga per tutti: questo è la legge. Conviene che tutti obbediscano alla legge, soprattutto perché la legge è invenzione e dono degli dèi, deliberazione di uomini saggi, correzione di colpe volontarie e involontarie, patto comune della città… Per due ragioni vengono poste le leggi: perché nessuno compia ciò che non è giusto, e perché con la punizione di chi trasgredisce queste norme, gli altri possano essere resi migliori…”
Anonimo, “Sulle Leggi” riportato dallo Pseudo-Demostene, in “Contro Aristogitone” [1]
domenica 2 settembre 2012
Effetto Cold Case – Al di là dell'evidenza... noi, trattati come cavie per sperimentare ed analizzare la società in nome dell'audience
Articolo di Gilberto M.
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Credo che per la maggioranza dell’opinione pubblica Annamaria Franzoni sia colpevole. Mi è capitato di parlarne con degli amici e dei conoscenti, e quello che risulta in modo inequivocabile è quella malcelata evidenza che traduce una sorta di assioma del tipo: “Non può che essere stata lei”. In alcuni casi il mio interlocutore è più esplicito e mi dice che ce l’ha scritto in faccia, che è lei l’assassina, che lo dicono i suoi occhi. Una sorta di riedizione della fisiognomica di Lavater e della frenologia di Gall, le sedicenti scienze del 700 e 800 per le quali si poteva ricavare il profilo criminale di una persona dai caratteri del viso e dalle depressioni e protuberanze del cranio (pseudoscienze mai andate completamente in disuso). Il "non può che essere stata lei" sembra riportarci al verificazionismo, a una epistemologia pre-popperiana, all’induttivismo per enumerazione, uno degli errori madornali della pseudoscienza. Non si tratta soltanto del tacchino di Russell che ricava induttivamente da alcuni casi particolari una proposizione che dovrebbe valere universalmente, non si tratta soltanto del rispetto del principio costituzionale che si può condannare solo al di là di ogni ragionevole dubbio. Si tratta di quella induzione per eliminazione (esclusione), una fallacia che si fonda sul metodo dell’eliminazione e confutazione di tutte le teorie false (nessun altro poteva essere l’assassino) in modo che ne rimanga una sola, quella "vera". Ma in realtà il numero delle teorie rivali (false), come evidenziato dall’epistemologia popperiana, è potenzialmente illimitato (anche se ne prendiamo in considerazione solo alcune). Dato un problema ‘p’ esiste sempre una infinità di soluzioni logicamente possibili (dato un delitto ‘d’ esiste sempre un’infinità di ricostruzioni e scenari possibili). La scelta di una teoria (o di uno scenario del delitto) non è mai data da un criterio di esclusione per enumerazione, ma in positivo dagli elementi che la fanno ritenere migliore in quanto messa alla prova (prova logica e fattuale, scientifica, con possibilità di smentita, e solo se l’insieme dei falsificatori potenziali non è vuoto).
sabato 28 luglio 2012
Come uccidere chi non ci concede il divorzio senza andare in galera. La legge di arlecchino lo permette...
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Avete una moglie o un marito benestanti, se non ricchi sfondati, che vi nauseano e non vi lasciano vivere? Volete liberarvene ma non riuscite ad ottenere un buon divorzio? Avete sposato una persona taccagna che vi farebbe sudare per farvi ottenere "il mantenimento"? Subite la sua presenza per non trascorrere anni nel limbo di una causa giudiziale che vi costerebbe capitali, che vi costringerebbe a rivedere, ed ogni volta per litigare, la persona odiata? Non avete la certezza di ottenere, in moneta, quanto pensate sia giusto, e preferireste avere il capitale tutto per voi? In questi casi il divorzio non serve, datemi retta. Vi posso dimostrare, numeri alla mano, che un buon uxoricidio confessato, in Italia, fa risparmiare tempo e denaro. Se siete interessati vi spiego come fare, nel caso non vogliate uccidere nessuno, nel caso gli uxoricidi non vi interessassero, non andate oltre nella lettura ed uscite da questo articolo che potrebbe risultarvi cruento.
giovedì 12 luglio 2012
Laura Bigoni e gli omicidi compiuti da "non si saprà mai chi". Quando chi indaga si fissa su una sola preda l'assassino resta libero...
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Sono passati diciannove anni dal primo Agosto 1993, quando in una calda domenica d'estate l'imprevedibile si materializzò in una villetta di Clusone. Lì si trovava in vacanza forzata, voluta dalla famiglia (originaria del paese), una ragazza di 23 anni, Laura Bigoni. Laura era nata a Milano e sognava di aprire un centro estetico tutto suo. Da un paio d'anni si frequentava con un ragazzo che tutti chiamavano Jimmy. Lui sognava di diventare un pompiere effettivo, all'epoca era solo un volontario, di spegnere gli incendi e salvare vite umane. I due ragazzi, ancora giovani, vivevano nella spensieratezza di una storia che ancora non appariva importante. E tutto andò bene fino a quando lei si accorse che lui aveva una doppia vita e frequentava anche un'altra donna. Fu a causa di questa amante che i genitori di Laura insistettero affinché si allontanasse da quella situazione. Ma il suo spostarsi a Clusone, e lì restare sola in casa, non cambiò di molto le carte in tavola. Jimmy in quella prima settimana varie volte aveva percorso in auto i cento e passa chilometri che lo separavano da Laura. Però era un bastardo, perché alla sera, anziché tornare a Milano, si portava a Cesano e passava la notte con l'altra. Ogni persona, s'è detto, ha propri sogni, sogni che a volte si realizzano ed altre si infrangono contro gli scogli del destino. E su quegli scogli si infransero i sogni di Laura, trovata morta domenica 1 agosto del '93 dagli zii. Era stesa nel suo letto sotto una coltre di fumo denso. Ma non fu il fuoco ad ucciderla. Di fuoco non se ne sprigionò nonostante l'assassino avesse cosparso di "lacca", prodotto infiammabile come cita l'etichetta, il letto e la moquette. A toglierle la vita furono nove coltellate portate da un coltello presente in casa, poi sparito. Quattro alla gola, una sul petto e cinque al basso ventre, con l'ultima che le aprì la carne in maniera abnorme. Questa, a detta dei periti, chiaramente sferrata per sfregio nell'ambito di un omicidio a sfondo sessuale.
lunedì 31 ottobre 2011
Presunto colpevole. Quando le Procure inseguono "il loro assassino"... dal Morrone al Parolisi passando per Stasi Knox Sollecito e tanti altri
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giovedì 13 ottobre 2011
L’ANIMA DI PONZIO PILATO ALEGGIA SUL LUNGOTEVERE
L’ANIMA DI PONZIO PILATO ALEGGIA
SUL LUNGOTEVERE
Di Manlio Tummolo
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A partire da Esiodo (VIII sec. a. C.), la letteratura di tutti i popoli, non ha mai visto di buon occhio, i giuristi e i giudici in modo particolare. Esiodo, in “Le Opere e i Giorni” li qualificò “divoratori di doni” [*]. Vero che, allora, i giudici erano puramente dei mediatori privati scelti dalle parti, ma la situazione non è poi granché modificata neppure dopo. Le valutazioni di Platone ne “L’Apologia di Socrate” non furono granché diverse. Molti forse trascurano che i Vangeli sono un’ottima descrizione, ancorché sintetica, di un processo penale di tipo accusatorio, in uso all’inizio dell’ Impero Romano. Più tardi, cominciò a trasformarsi in rito inquisitorio, da Nerone in poi, soprattutto relativamente a processi di natura politica o religiosa. Riporto come Luca, dopo aver descritto il primo dibattimento al Sinedrio, per l’accusa di bestemmia (dichiararsi “figlio di Dio”, per farisei e sadducei era appunto un tale peccato-reato), passa al procedimento davanti a Ponzio Pilato, al quale delle bestemmie contro la fede monoteistica ebraica nulla interessava, ma rilevava, viceversa, l’accusa, rivolta a Gesù detto il Cristo, di attentare al potere romano, e pure la problematica delle competenze territoriali e politiche nella Palestina di allora.
venerdì 22 luglio 2011
Perizie e Periti, un binomio che spesso e volentieri non gira in coppia
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C'è da dire che negli ultimi dieci anni siamo entrati in contatto, grazie ai mass-media che ne hanno amplificato l'eco, con una lunga serie di crimini crudeli ed efferati. Crimini che non hanno avuto reo-confessi e che dai vari Pm sono stati considerati da subito crimini a senso unico, anche se occorre dire che dalla loro bocca è sempre uscita la frase: "Prima di procedere contro l'indagato abbiamo vagliato tutto a 360°". Ma chi ha indirizzato i procuratori nella pista seguita e portata a processo? Si dovrebbe pensare che chi è preposto ad indagare abbia una percezione migliore di noi, un'esperienza derivata da anni di indagini che lo porta a seguire la strada giusta. Ma analizzando i casi volta per volta ci si può rendere conto che i procuratori incaricati a scoprire la verità erano tutti privi dell'esperienza necessaria. Per fare un esempio alla dottoressa Del Savio Bonaudo, prima Procuratore capo ad Aosta ed ora avvocato a Torino, ed alla sua giovane procuratrice Stefania Cugge, mai era capitata una morte infantile di siffatta specie (ma neanche di altra specie), eppure per loro l'omicidio di Samuele Lorenzi era un figlicidio.
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