martedì 11 marzo 2014

Elena Ceste: viva o morta? Le varie ipotesi e la speranza di indagini a 360°


Credere a Michele Buoniconti o non credere a Michele Buoniconti: questo è il dilemma, direbbe un attore di teatro. Ma qui non siamo in teatro, qui siamo nella vita reale del ventunesimo secolo e la domanda non se la pongono solo i carabinieri e i procuratori, se la pone anche quell'opinione pubblica che da tempo è parte attiva nello spingere la giustizia a condannare per volere popolare. Per questo non è una domanda da poco. Specialmente se il fascicolo aperto contro ignoti, in cui al momento vi è scritto istigazione al suicidio, in mancanza di un ritrovamento in vita dovesse trasformarsi in un fascicolo contro il marito con su scritta la parola omicidio (poco importa se premeditato o no). Detto quindi che è sempre il caso di andarci leggeri quando si parla e si scrive di certi argomenti, non ci si può esimere dal constatare che le modalità di scomparsa di Elena Ceste sono a dir poco strane. Per cui non stupisce, come dichiarato più volte dal marito, che i carabinieri non gli credano e manco abbiano avuto la voglia di ascoltare la telefonata inviatagli da un buon "amico" di famiglia (ma perché gliel'ha inviata? Era davvero preoccupato per Elena o la chiamata aveva altri scopi?). Telefonata che potrebbe dimostrare l'esistenza quanto meno di un amante, come starebbero a far supporre gli sms del buon "amico" - rinvenuti nel telefonino - che esortavano la donna ad andare a un incontro "al solito posto".

Nei giorni scorsi ai giornalisti si è chiesto di fare i giornalisti: cioè di scrivere senza facili ironie. Certo, le facili ironie e illazioni sono state divulgate dai media, ma stavolta chi le ha inserite nel circolo mass-mediatico? E' chiaro che certe confidenze andrebbero esternate solo ai carabinieri, ma se quelli non ti credono? Ed ecco che si passa alla seconda opzione, alla stampa, senza pensare che certe situazioni fanno alzare i toni ai soliti noti che non vedono l'ora di poter sceneggiare un nuovo caso di cronaca nera. Che non vedono l'ora di imbandire la tavola con il solito piatto e la solita tesi colpevolista. Quella inserita nella mente dell'opinione pubblica dai soliti sorrisini ironici dei soliti opinionisti. Inoltre è chiaro che la morbosità mediatica attecchisce in maniera esponenziale se alla cronaca nera si aggiunge il pepe del tradimento. Ora io non voglio fare facili ironie o illazioni, al contrario voglio cercare di elaborare nella maniera più seria i motivi dell'accaduto mettendo sul piatto della bilancia i fatti che ad oggi ci appaiono certi. Per farlo devo valutare gli avvenimenti accaduti prima della denuncia di scomparsa. E devo cercare di farlo sia in modo innocentista, allontanamento volontario o suicidio, che in modo colpevolista, omicidio da parte del marito o di uno o più soggetti ignoti. Per cui sia chiaro sin da ora che non ci sono doppi fini in ciò che scrivo, che non voglio si scada nella banalità dei sorrisini sarcastici perché non intendo dare o inculcare giudizi che in mancanza di indagini e riscontri, e soprattutto di prove, non sarebbero sicuri. Partiamo dunque con la prima ipotesi e constatiamo da subito che per imboccare la tesi innocentista occorre credere alle parole del marito, buone a spiegare un sequestro (ma anche un suicidio), e a quelle delle donne torinesi certe di aver incontrato Elena al mercato e sul bus (buone a spiegare l'allontanamento volontario).

Questa donna è Elena?
Partiamo dal marito e crediamogli quando ci parla di confidenze particolari ricevute dalla moglie pentita, quando ci dice di aver ritrovato gli abiti e gli occhiali in cortile e tutti gli oggetti della moglie in casa, compresa la fede. Ed ecco che credendogli si arriva alla frase magica che può far pensare ad un allontanamento volontario e ad avvistamenti reali. La fede trovata in casa non è un particolare da poco o irrilevante se rapportata a un fedele, a uno che crede in Dio, che va in chiesa e della sua religione cerca di seguire i dettami. Togliersi l'anello che ha sancito una promessa di matrimonio e lasciarlo al coniuge prima di andarsene, per chi sente di aver peccato ha un significato profondo che va addirittura oltre i normali significati laici. Se togliersi la fede per tutti noi può voler dire non amare più la persona sposata, per chi segue costantemente e in maniera seria una religione il discorso si amplia e può sfociare in una conclusione anche peggiore. In questo caso chi la toglie può farlo non perché non ama, ma perché pensa di non meritarla e di non meritare il perdono, perché pensa di non riuscire a sopportare e superare gli errori che ai propri occhi paiono imperdonabili. E il tradimento, per una donna cattolica praticante, è un peccato di prima fascia che sfocia nella vergogna assoluta.

"L’adultero è privo di senno; solo chi vuole rovinare sé stesso agisce così. Incontrerà percosse e disonore, la sua vergogna non sarà cancellata, poiché la gelosia accende lo sdegno del marito, che non avrà pietà nel giorno della vendetta; non vorrà accettare alcun compenso, rifiuterà ogni dono, anche se grande". (Libro dei Pro verbi 2,18-19; 6,2 7-35)

Quindi credendo che quanto racconta Michele Buoniconti sia davvero ciò che gli ha confessato la moglie, confessione forse confermatagli al cellulare dall'amico che, presenti i carabinieri, gli ha parlato di incontri avvenuti al solito posto (nel parcheggio della piscina), confessione in cui lei gli parla di un incontro sessuale avvenuto alla cava, dietro il centro commerciale i Bricchi, tutto il quadro avrebbe un suo senso e vedrebbe aleggiare sullo sfondo il disagio nato in Elena proprio a causa di ciò che ha capito essere errori imperdonabili: i suoi tradimenti. Insomma, a seguire la pista dell'innocenza del marito, la donna si sarebbe spogliata in fretta dei vestiti di brava madre e moglie lasciandoli nel cortile di casa per andarsene nuda verso un nuovo destino (forse un brutto destino). Se poi agli stessi elementi aggiungessimo la pista tracciata dalle testimoni che dichiarano di aver incontrato Elena a Torino, potremmo arrivare a una conclusione leggermente diversa. In questo caso il destino la vorrebbe lontana da Costigliole, luogo in cui la vergogna la seguirebbe di bocca in bocca e di sguardo in sguardo. Ma il quadro potrebbe arricchirsi di particolari e, non credendo sia Elena la ragazza vista a Torino, portare a pensare a un sequestro di persona. Anche in questo caso si deve credere a quanto dice il marito: per cui si deve accettare l'esistenza di uomini che ricattavano sua moglie per farle fare ciò che desideravano, probabilmente incontri porno, grazie a un video rubato durante un rapporto.

Si dice che questa pista non porti a niente, che i carabinieri abbiano verificato e che le persone tirate in ballo da Michele Buoniconti siano coperte da alibi, quindi non indagabili. Si dice che non si è trovato alcun video fatto all'insaputa di Elena e postato in internet, in special modo su facebook. Ma poco conta che non si siano trovati video o altri particolari che confermino quanto detto dal marito: perché come si postano, i video si possono eliminare. Inoltre Elena Ceste aveva un profilo anche su Google + (non lo aveva né su twitter né sulla chat di Libero) dove non è affatto difficile caricare video e chattare. Si è controllato quel profilo che ad oggi risulta vuoto di tutto, anche di foto? Si spera, come si spera che siano partite le richieste che portino ad avere, come accaduto con il Parolisi, l'elenco dei messaggi inviati e ricevuti da Elena su facebook e su Google + e, come si è fatto con la Misseri, l'elenco degli sms intercorsi fra lei e i due amici segnalati dal marito. Poco ci vuole in questo caso: si prendono i telefonini di ognuno, si inviano in un centro specializzato che dopo aver estrapolato messaggi e messaggini verifica anche se vi sono, o se vi siano stati, dei video particolari. Così facendo si otterrebbe ciò che si chiama un'indagine a 360° e si potrebbero prendere le strade giuste con la consapevolezza di fare meno errori e danni.

La prima, come detto, vede la donna ormai insofferente al marito andarsene di casa con le sue gambe (si potrebbe pensare a un suicidio) o grazie all'aiuto di un qualcuno che le dà un passaggio e la porta a Torino (si potrebbe pensare a un allontanamento volontario). In questi casi Elena avrebbe elaborato la cosa nella notte, chiedendo al marito di portare i bambini a scuola proprio a causa della sua decisione di non restare in quella casa.

La seconda è un'ipotesi più grave e sfocia nel sequestro di Elena che, ricattata, avrebbe potuto ribellarsi ai suoi persecutori e svelare nomi e particolari fino a quel punto non svelati. Da qui la presenza di, probabilmente, due soggetti ignoti che l'hanno trascinata via con la forza? Sapevano che strada avrebbe percorso e la aspettavano? Sono andati alla casa quando hanno visto che i bimbi li portava il padre? In questo modo, quello pensato e indicato dal marito, si potrebbero spiegare i panni tolti in maniera trasandata e lasciati all'esterno assieme agli occhiali.

Ora non ci resta che entrare nell'ultima ipotesi, nel ramo colpevolista, e chiederci per quale conscio o inconscio motivo il marito si sia comportato come tanti mariti vendicativi che scoperte le marachelle della moglie le spiattellano agli amici e a chiunque si presenti cercando di isolarla e farle vivere una vita d'inferno e vergogna. Certo, c'è sempre la possibilità accennata in precedenza: quella di un marito che non trovando l'appoggio dei carabinieri, nonostante le sue denunce, decide di esporsi per trovare almeno quello mediatico e cercare di spingere l'Arma a fare migliori verifiche. Ma non è l'unica, perché Michele Buoniconti è un cattolico praticante: non ha per caso seguito alla lettera quanto scritto sopra? "L’adultero è privo di senno (...) incontrerà percosse e disonore, la sua vergogna non sarà cancellata, poiché la gelosia accende lo sdegno del marito, che non avrà pietà nel giorno della vendetta...". Come si vede, qui si parla di vendetta. Noi non lo conosciamo, quindi possiamo solo teorizzare e ipotizzare, pensandolo vendicativo, che il suo parlare di amanti e video osé gli serva per portare le indagini su altri e per far sapere alla sua comunità che lui non ha colpe qualunque cosa sia accaduta, anche se si fosse vendicato. 

Nessuno ci può vietare di pensare che il marito abbia frugato nel cellulare della moglie e trovato gli sms compromettenti per proprio conto. Che quindi abbia mentito e non ci sia stata alcuna confessione (se ci fosse stata avrebbe saputo qual era il solito posto in cui si incontrava e non doveva chiederlo al buon "amico"), al massimo qualche ammissione, e che i litigi si siano succeduti negli ultimi giorni a ritmo incalzante. E' vero che la testimonianza dell'amica può scagionare il marito e portare ad una delle piste precedenti, parlo della donna che ad ottobre ha visto Elena piangere e sfogarsi perché qualcuno l'aveva tradita, ma è anche vero che la stessa amica l'ultima volta l'ha vista sulle scale di casa, era andata a prendere delle uova, e le è sembrato che fosse triste e stesse per piangere. Ed allora c'è da chiedersi se il litigio non fosse alle bordate finali.

Concludendo, non si può non notare come il caso sia intricato oltre ogni limite e come ogni pista sia ancora aperta e percorribile in ogni senso e controsenso (a volerli percorrere). E quando tutto è possibile o impossibile, i sorrisini degli opinionisti non hanno motivo di esistere. Inoltre chiunque può sbagliare e nessuno ha il diritto di giudicare in maniera ironica il comportamento di altri. L'ho detto e ripetuto migliaia di volte: il tradimento è lo sport nazionale italiano e vi aderisce quasi il 70% della popolazione. Fa male al coniuge che lo subisce? Certo che sì. Ma se c'è anche solo una minima possibilità che il marito non sia parte attiva di quanto accade poi alla moglie, e in questo caso come in altri le possibilità sono più che minime, tutto resta in secondo piano perché la tragedia che si è accanita sulla sua famiglia coinvolge anche i figli. Ed ecco che il tatto deve prendere il posto dell'ironia, specialmente quando quattro bambini che improvvisamente si trovano senza madre vivono nella speranza e ogni giorno la attendono col cuore in subbuglio e il viso rivolto alle portiere dei bus.

Perciò, invece di fare e scrivere illazioni si cerchi di aiutare la giustizia forzando la mano ai carabinieri e ai procuratori affinché non si fermino all'apparenza ma indaghino davvero a 360°: in fondo non è difficile.

homepage volandocontrovento

89 commenti:

Anonimo ha detto...

Per fortuna del marito c'è la testimonianza di una vicina che ha visto Elena in giardino intorno alle 8.15, dopo che il marito era uscito per accompagnare i figli a scuola, dunque a meno di non considerare la vicina complice questa testimonianza lo scagiona perchè non ci sarebbero i tempi affinchè lui abbia potuto ucciderla al ritorno e fatto sparire il corpo.

Stefano

emax/massimo prati ha detto...

Caro Stefano, in tantissimi altri casi italiani c'erano inizialmente testimonianze favorevoli al primo sospettato... poi abbiamo visto come si sono stravolte e cambiate. Due su tutte: il Ranelli e i fidanzatini... ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Inoltre ci sono due distinte figure maschili che ruotano intorno alla vicenda e che spesso i media accorpano invece di distinguere.
Uno è il paesano, padre di un compagno/i di scuola dei figli, quello di cui parla il marito, che le mandava i messaggini e con cui si sarebbero visti nel parcheggio della piscina.
L'altro è un ex compagno delle elementari ritrovato su facebook con cui Elena si sarebbe incontrata al centro commerciale per poi appartarsi alla cava e dal quale temeva di essere stata ripresa.

Stefano

Anonimo ha detto...

...si Massimo, sugli stravolgimenti delle testimonianze. purtroppo hai ragione.

Stefano

Mimosa ha detto...

Complimenti Massimo, ottimo articolo, redatto con la tua squisita imparzialità.

Anch’io come Stefano ritengo che Michele non avrebbe avuto il tempo
non bastano 15 minuti per uccidere, spogliare la moglie, prendere il cadavere, riporlo in auto e correre a buttarlo nel fiume …
e, anche ammettendo che se lo tenesse in macchina mentre si rivolgeva ai vicini, entro le h 9, per poi ripartire alla ricerca con gli abiti sul sedile, a che ora ed in quale punto avrebbe occultato il corpo, se tutto il suo percorso è stato monitorato con il cronometro?
Infatti, egli si è recato nel paese vicino per accendere il riscaldamento in casa dei suoceri e dopo pochi minuti se ne è andato, lo hanno visto.

Inoltre, perché inventarsi di essere passato dallo studio medico per verificare gli orari di ricevimento onde accompagnarvi la moglie nella stessa mattinata, dopo una serata ed una nottata alquanto agitata …?
Questo a me sembra il comportamento di un marito premuroso, non una invenzione per depistare …

Perché avrebbe dovuto inventarsi tanti particolari come quelli del pianto della donna, accovacciata del pomeriggio e dei pugni in testa la notte, nominando le “voci” che lei sentiva?

È un uomo di media cultura, io non lo vedo così cinico e freddo da imbastire una ricostruzione fantasiosa …
è all’apparenza semplice e onesto lavoratore, che mai ha dato adito a comportamenti irascibili … anzi, ora piuttosto emergono particolari sul disagio di Elena, manifestato in modo ermetico a tutto il suo entourage parentale ed amicale intorno ai primi di novembre 2013.
Lui, come tanti mariti, non aveva il minimo sospetto di cosa stesse vivendo e soffrendo la moglie … al pari dei parenti.

A “La vita in diretta”, dopo le esternazioni e le mimiche facciali della nota “criminologa” (tra l’altro col giubbino da policeman), palesemente eloquenti sulla sospettabilità del coniuge, e sparita dalla poltrona in men che non si dica, c’è la “matura” assennata giornalista inviata sul posto che non nasconde la sua opinione in merito alla assoluta estraneità di Michele, e non perde occasione di ribadire che i CC escludono l’uxoricidio, nonostante gli “atti dovuti” imposti dai Magistrati (“a garanzia”).

Mah, vedremo gli sviluppi delle notizie che ci faranno pervenire.

A presto!
Mimosa

PINO ha detto...

Non trovo,in questo caso, sia sostenibile un'assoluta estraneità del marito alla scomparsa della moglie, anche tenendo presente tutte le possibilità segnalate da Massimo, e la successione cronologica con cui si sono succeduti i vari accadimenti.
L'eventualità del coinvolgimento del Buoninconti, è almeno pari a tutte le altre ipotesi formulate fino ad ora; non può essere esclusa categoricamente, se si vuole analizzare, senza presupposti, la stranezza che ha caratterizzato la scomparsa di Elena Ceste.
Il fatto, per esempio, del ritrovamento degli indumenti della donna, presso il cancello della sua abitazione, adagiati con un ordine, non logicamente progressivo e senza gli occhiali (non visti, di primo acchito, sotto gli abiti stessi) trovati dal marito, secondo il suo racconto, in una seconda ricognizione sullo stesso luogo, resta inspiegabile, nonostante ogni sforzo per trovarne un nesso logico.
Inoltre, che senso avrebbe, per chi ha intenzione di allontanarsi volontariamente, lasciare i propri indumenti, compresi gli occhiali?
Ne avrebbe indossati degli altri, e perchè?
Non credo sia andata via... nuda.
Non credo neanche ai testimoni degli avvistamenti, che l'hanno descritta "con gli occhiali", che NON poteva avere, avendoli lasciati per terra, assieme agli abiti, (ed il marito ha affermato che i vari occhiali di Elena erano TUTTI a casa).
E' evidente, quindi, che l'allontanamento "volontario" sarebbe il meno probabile, secondo il mio modesto parere.
la chiave del mistero andrebbe cercata altrove.
Pino

Ivano Meossi ha detto...

Buongiorno a tutti.

A parte il fatto di avere come protagoniste mogli coinvolte in casi di cronaca nera misteriosi e di risalto mediatico, le vicende di Melania Rea, Katia Tondi ed Elena Ceste presentano tutti una particolarità: la vittima è priva della fede nuziale.


Anonimo ha detto...

SE (se) la testimonianza della vicina, e' vera, non e' piu' un quarto d'ora, ma 1 ora!!! il tempo che il marito avrebbe avuto a disposizione. Come solito qualcuno mente, bisogna vedere CHI e', perche' se e' lui...........

magica ha detto...

buongiorno a tutti
qualcosa di strano deve esssere successo .
quando succedono questi casi ,,gli occhi di chi indaga misurano tutti i movimenti . e guai se trovano orari discordanti... sei nella bufera.. .
bisogna che la ceste sia fuggita attraverso i campi e nella boscaglia . perchè per la strada non l'hanno vista , ancora di piu' non sarebbe passata inossevata :era nuda.
tutto troppo strano .una ambiguita' è che michele sia andato alla casa dei suoceri anche dopo aver saputo che la moglie la' non si era vista .. per andare ha dovuto attraversare un ponte sopra un fiume .. mah .. tante ipotesi ma solo ipotesi .

Anonimo ha detto...

ieri sera a QG si è discusso delle molte contraddizioni di Michele Buoniconti, marito della scompara Elena Ceste.
Resta, comunque, irrisolto il mistero degli indumenti della donna. lasciati per terra, occhiali inclusi, prima del supposto allontanamento, al quale pochi hanno dato credito.

Vanna ha detto...

A mio parere questa sparizione, con tutte le evidenti contraddizioni che sono emerse, si può inserire in un discorso più grande che coinvolge non poche donne, scomparse, uccise, negli ultimi anni.
Il copione sembra lo stesso, ricordando velocemente:
- caso Ragusa e pigiama rosa;
- Sarah, le ciabattine infradito, gli auricolari, le collanine;
- Melania, la borsa e gli occhiali;
- Elena, i vestiti ammucchiati e gli occhiali ritrovati prima o dopo, da verificare.
Gli oggetti attenzionati,vengono ripetuti in tutte le trasmissioni diventandone quasi elementi determinanti per capirci qualcosa di più, quando non si sa che pesci prendere oppure quando si vuole dirottare il sospetto.
Forse gli oggetti vengono usati, spostati, messi lì proprio per indicare una pista che invece non c'è.
Non credo che Elena se ne sia andata nuda e senza occhiali.
Semmai con tale fatto, che sembrerebbe costituire prova o indizio, si tiene la notizia sempre fresca e disponibile per un pubblico affamato e con superficiale raziocinio.
Dovremmo chiederci:
- a chi fa comodo soffermarsi su questa mamma e le sue frequentazioni fbk?
( Se poi aveva o meno incontri osé, perché scandalizzarsi?)
- A chi fa comodo puntare il dito sul marito?
( Che interesse poteva avere il marito a restare senza moglie con 4 figli da crescere e poche possibilità di trovare un'altra per farlo).
- A chi fa comodo distruggere una famiglia e 4 bambini in età fragile?
...continuo...

Vanna ha detto...

...continuo...

Mi soffermo proprio sui 4 bambini e su un nucleo familiare che, sembra, vivesse secondo sani principi, ben inserito in una comunità e con rapporti familiari più ampi.

I problemi che poteva avere Elena,sono tutti comprensibili e li viviamo tutti nel quotidiano di una vita sempre più affannosa.

E' emerso che Elena fosse preoccupata per i suoi bambini sui quali qualcuno aveva puntato.

A chi interessa una famiglia pulita,credente, con 4 teneri e ingenui bambini da addottrinare ed usare per altro, dopo averla smembrata, confusa, addolorata?

A mio modesto parere se Elena è caduta in qualche trappola il motivo era proprio quello di distruggere quella famiglia con ben 4 creature.

La zona è piena di sette sataniche che operano proprio per distruggere i sani principi e per creare fango, odio, sofferenza, rabbia, confusione.
Per fare il male e nutrirsi di quel dolore.

Vanna ha detto...

Ho dimenticato, chiedo scusa.

La fede, simbolo del vincolo matrimoniale, trovata a casa.

Perché a casa e non portarla dietro?
Perché potrebbe averla tolta la notte e non ha fatto in tempo a rimetterla.
Oppure perché a casa per fare i lavori non la portava.
Io a casa non la porto mai quando devo fare i lavori casalinghi, la infilo quando esco e quando torno la tolgo di nuovo.

La fede è l' oggetto benedetto durante la cerimonia matrimoniale,
è carico di significato spirituale
e religioso.
Chi l'ha costretta ad uscire non voleva la fede per i significati che questa racchiude, voleva lei.

Nella religione cattolica l'unico sacramento che diviene tale lo diviene per volere dei due sposi.
( Se non ricordo male )
Nel momento in cui chi l'ha costretta ad andare via, non aveva bisogno di quel simbolo perché aveva lei, "simbolo" vivente di quel vincolo religioso compromesso o da compromettere, ricco e pieno di una fertile famiglia.

Che dire: la quadratura del cerchio del male.

E' evidente che le mie idee sono ipotesi di percorso, col cuore mi auguro che non sia andata così.

PINO ha detto...

@ VANNA cara,
è ormai diventato un luogo comune, quando si brancola nel buio, nella ricerca investigativa, puntare il dito in direzione delle così dette "sette sataniche".
Lo si è fatto in molti casi, non ultimo quello di Melania Rea, sfatato di recente, dalle indagini su quanto avveniva nella caserma di addestramento di soldatesse, dove il Parolisi prestava servizio.
La scomparsa di Elena Ceste ripete un copione stereotipato; quello che lo distingue, è nel mistero degli indumenti della donna, rinvenuti nel recinto della propria abitazione.
Ora io chiedo, e mi chiedo, chi, volendo allontanarsi "volontariamente", con fini diversi, senta la necessità di cambiare abbigliamento, lasciando gli indumenti per terra,occhiali da vista compresi, nei pressi della propria abitazione, quando avrebbe potuto sostituire comodamente in casa, al caldi ed al coperto?
Se l'allontanamento fosse stato forzato, perchè spogliare la donna?
Non trovo nesso logico.
Ce ne sarebbe, solo se si considerasse l'atto come un depistaggio: un voler creare confusione, insomma, negli investigatori.
A parte, restano le contrastanti dichiarazioni di Boniconti.
Ciao, Pino

Vanna ha detto...

Pino caro, purtroppo quel tipo di pista non è "luogo comune" come dici, lo può sembrare ma secondo me non è così.
Posso anche sbagliare per carità, ma che tale pista non venga affrontata e non sia stata affrontata con credibilità e competenza anche negli altri casi poco chiari, dimostra che è una pista che incute un certo timore e per questo si tende ad escluderla, a non considerarla, addirittura a minimizzarla.
La lettura di fatti singolari di non chiara comprensione, può essere fatta anche da altri punti di vista e le chiavi di lettura per farlo qui ci stanno.
La stranezza dell'abbigliamento in terra come giustamente scrivi, non ha razionalità, non ha logica è vero, allora si può ipotizzare altro oltre l'orizzonte dell'apparente.
Ed è sicuramente un depistaggio, un altro depistaggio come negli altri casi.
Non credo che i fatti siano andati come ci viene raccontato ripetutamente, è successo qualcosa che ha sconvolto la mente, la vita di E.e anche dei suoi figli.
Un caro saluto.


Chiara ha detto...

la tua ipotesi ha una sua dignità, Vanna, e l'hai ben costruita.
il tempo ci dirà, forse, se sia anche percorribile.

Mimosa ha detto...

All’Anonimo del 15 marzo 2014 07:52
e ad altri

Quotidianamente, e pure oggi, nel talkshow pomeridiano della Perego, Rai 1, vengono mandate in onda le “contraddizioni” di Michele e gli orari “discordanti” confrontati con le dichiarazioni della vicina, tratte dall’intervista di CLV (mai vista tanta collaborazione tra testate e pure antagoniste).
Tutto si gioca sulle ore 9 (“non più tardi delle 9, minuto più minuto meno”, dice lui) e sulle ore 9.30 (precise, secondo lei).
Strane le precisazioni al minuto orario per persone che non hanno l’orologio al polso e non soggiacciono alla mania di contabilizzare il tempo!

Il massimo dell’insopportabile, per me personalmente, è sentir parlare di “buco di 50 minuti”, detto soprattutto con quelle facce e bocche e rotear di occhi, indegne di un giornalista professionista conduttore di format che per etica dovrebbe essere, almeno pubblicamente, imparziale, altrimenti che informazione fanno e danno? Iniziano i processi accusatori in tv e poi si nascondono dietro un dito, criticando chi lancia anche velati sospetti (oh, come “ad abundantiam” si è visto …! Oh, quale sincero “garantismo”!).

Il buco di 50 minuti non esiste: in quei minuti (anche fosse che Michele è ritornato a bussare alla vicina alle 9.30) entrano: la telefonata che Michele ha fatto alla vicina (per sua stessa affermazione) per sapere se la moglie fosse da lei, la telefonata al suocero per avvisare che Elena era scomparsa da casa, la telefonata al parente di Bovone per sapere se per caso l’aveva vista arrivare. E ci mettiamo doverosamente il primo giro nei dintorni per cercarla e il tragitto fino alla casa delle vacanze dei suoceri, dove ogni venerdì Elena si recava ad accendere il riscaldamento per far trovare l'ambiente caldo al loro settimanale arrivo.

E qui, signori miei, si innesca l’ulteriore cretina domanda dei personaggi salottieri, su induzione della conduttrice: come mai un pover’uomo che non trova la moglie in casa e anzi la crede andata via nuda (avendo trovato tutti i suoi vestiti persino intimi in giardino), anziché essere disperato (chi misura la disperazione di un altro essere umano?!), entra in casa e accende la caldaia?
“Gesto automatico”? Macché, replica sulla sedia, che pare scotti sotto al nobile sedere, la criminologa, “non funziona così la mente umana!” … con la denigrazione “ufficiale” di chi pensa che in frangenti drammatici, sotto stress, un individuo possa compiere gesti automatici senza pensare né riflettere …
Cara signora, come vorrei incontrarla di persona! e ridimensionare la sua saccenteria, una volta per tutte!

Mimosa

Mimosa ha detto...

Cara Vanna, come tuo costume hai reso un’analisi particolareggiata della situazione, cercando di comprendere le motivazioni dell’evento.

Sulla possibile ingerenza di una setta satanica ne hanno accennato ieri pomeriggio e oggi pare la approfondiranno con le dichiarazioni dell’amica di scuola di Elena. Spero di potermi mettere davanti al televisore.
È notorio che intorno a Torino, e ho sentito anche Asti e Ivrea, ci siano gruppi che praticano l’occultismo estremo, che – a quanto ne sapevo già – è uno dei centri più attivi e potenti, ma la nostra sapientissima criminologa ha escluso possano c’entrare con la scomparsa di Elena Ceste, perché “quelli” cercano adepti con soldi, in pratica non sanno che farsene di una donna nuda.

Eppure, si sottovaluta l’improvviso disagio della donna molto religiosa e praticante, palesato guarda caso nel periodo dei Defunti dello scorso anno e rinnovato intorno all’Epifania di quest'anno.
Il demonio ha mille facce, assume anche sembianze amichevoli, in modo da raggirare meglio le persone fragili, le più semplici, ove vede magari una forte fede ma anche una pratica religiosa di scontata consuetudine, facendole cadere nei tranelli.

Elena – a detta del marito (perché non credergli? che motivo ‘diabolico’ avrebbe avuto nell’inventarselo?) – il pomeriggio e la notte prima, sentiva delle voci nella testa, piangeva e mostrava forte ansia.
A meno di pensare egli stesso coinvolto in progetti tipo Monarch (di nota memoria), non si può escludere che la povera Elena, casalinga più per dovere che per vocazione, sia stata bersaglio di un raggiro e un tranello di gente con interessi poco ortodossi.

Sarebbe molto interessante sapere dall’ex compagno di scuola con quali lusinghe ha indotto questa madre e sposa fedele ad appartarsi con lui in intimità, in un unico incontro, dopo anni che non si vedevano.
Questo, a mio parere, è un primo scoglio da sondare.

Poi ne possiamo riparlare. Senza queste informazioni, rimane l’oscurità più totale, fatta salva l’estraneità totale del marito, checché vogliano far credere certi opinionisti.

Mimosa

Vanna ha detto...

Mimosa cara, ciao!

La ricostruzione che hai fatto della qualità di un salotto televisivo è autenticamente vera. Questi salotti al borotalco sono utili agli addetti ai lavori e servono per indottrinare il pubblico a fargli credere quel che si vuole.

Non so chi sia la criminologa della trasmissione che afferma come dici,che i personaggi dell'occulto s'interessano ai soldi e non a modeste donne nude.

Questa criminologa o non è per nulla preparata e apre la bocca per non dire niente, oppure è pagata proprio per fare questo.

Se è vero che chi opera nell'occulto vuole denaro e sceglie persone che lo hanno e le svena.
E' anche vero che sceglie persone senza denaro ma con altri tesori da prendere.

E' tutto incentrato sull'energia:
chi conduce una vita modesta, di sacrificio e laboriosità, non fa male ed ha figli piccoli, quindi canalizza il bene, diviene per tali operatori neri, una miniera di oro da prosciugare, sfruttare per caricare le proprie riserve energetiche scariche.

Infatti, l'affetto familiare è quello più importante per tutti i sani principi che promuove e che espande nella società.

Intaccare l'armonia di una famiglia procura disagio, sofferenza ed è con questo dolore che si ricaricano certi personaggi.

Elena dovrebbe essere compresa, se ha avuto momenti di debolezza, di solitudine, potrebbe qualche "corvo", averla fiutata, confusa, accerchiata, " lavorata".
Lei sembrava vigile,se sentiva voci, andava dal parroco che, dovrebbe riferire a chi di dovere, quello che sa.
Di sicuro lo ha detto al vescovo.

Questa famiglia andrebbe sostenuta,i bambini soprattutto!
Invece di mettere in dubbio l'onestà di una donna che tra orto,bucati,pranzi e cene, se si è appartata in una cava, non era proprio lucida.
E anche il marito che a me appare confuso, irritato e potrebbe fare il gioco di quelli che non vogliono che esca fuori la verità dando poi la colpa a lui.

Ho letto su Nibiru forum che a " Mistero" di un paio di settimane fa,hanno fatto vedere una chiesa
sconsacrata, nei dintorni di Saluzzo, utilizzata per certe pratiche.

Le forze dell'ordine e quelle religiose conoscono bene quello che c'è nella società locale,
purtroppo qualche volta c'è una certa connivenza tra i poteri e per questo spesso viene additata la parte più umile,più vicina allo scomparso o all'ucciso perché è quella più comoda.

...continuo..




Vanna ha detto...

...continuo...

Sarà per questo motivo che le indagini seguono sempre le piste più ovvie?
Perché è molto più facile additare umili personaggi che non, ad esempio,un avvocato, un ingegnere, un medico, qualcuno ammanicato con qualche settore che conta.

Per ricordare nell'immediato:
Sollecito fu subito blindato dal padre avvocato.

Le cugine di Chiara Poggi idem dal padre avvocato anche lui.

Le altissime coperture familiari e religiose di Restivo sono venute fuori appena flautate.

Accenno solo a Rosa e Olindo, umili personaggi.

Dietro la sparizione delle gemelline cosa c'è?
Massimo col suo articolo ha aperto uno spiraglio non certo da poco.

Nel caso Ragusa chi è stato interrogato e torchiato?
Chi conosceva sofisticati sistemi elettronici, faceva volare le micro spie e distruggere telefonini?
Nessuno.
Ma le ricerche di un corpo hanno avuto un costo di persone e mezzi, e quella famiglia rinovella ogni giorno il suo significato più profondo.

Dietro i casi Orlandi-Gregori-Cesaroni e il bambino sudamericano
ci sono scenari più scuri del buio:
chi è venuto fuori?
Non ci sono umili contadini,caporali,portieri...

Quindi, questa nuova famiglia dilaniata dal dolore, dovrebbe essere rispettata di più nelle trasmissioni televisive e su fb.

Un caro saluto.

Mimosa ha detto...

Ciao Vanna, condivido in pieno quello che scrivi.
Mimosa

PS - chi è la "criminologa" che descrivevo? prova a visualizzarla: biondona, labbra gonfiate, occhi magnetici, giaccone da policeman ... e le calza anche il tuo commento

Vanna ha detto...

Mimosa, condivido la descrizione del personaggio.

Oggi pomeriggio, avvisata dal tuo post, mi sono attaccata alla tv per seguire nel salotto pomeridiano gli aggiornamenti su Elena.
L'amica, la sensitiva senza nome e volto, l'esperienza di un'anonima scritta in lettera a Michele B. sembrano essere sensate.
Che ne pensi?
Buona serata.

Mimosa ha detto...

Vanna cara,
l'amica esprimeva per filo e per segno il tuo e il mio pensiero riguardo al "tranello" dei “diabolici” finti amici in cui possono aver accalappiato la fiducia della “casalinga, moglie e mamma”, come Elena si era definita su fb.

La lettera della signora anonima mandata a Michele confermerebbe proprio queste supposizioni.
E trovo terrificante possa capitare di ricevere messaggi subliminali e telepatici … e poi qualcuno ha il coraggio di negare l’esistenza del diavolo …
Sappiamo che ogni cosa al mondo ha il suo contrario: vita e morte, nero e bianco, acceso e spento, luce e buio, bene e male, forza e debolezza.
In particolare, non ci sarebbe il Bene se non ci fosse il Male, c’è poco da obiettare. Vivremmo tutti nell’Eden.

Per quanto riguarda l’abbindolamento di persone solo danarose, l’inviata stava per replicare, ma la conduttrice l’ha interrotta.
Certo, non fa comodo per una determinata piega d’audience cancellare un sospetto per mettere a posto una verità.

Infine, il fatto che Elena fosse scomparsa “nuda e cruda” (espressione popolare), come non pensare che tale sia proprio l’immagine di un totale cambiamento di vita? Un distacco totale dal passato, per un nuovo inizio? (Se qualcuno l’ha caricata in macchina, le avrà dato una specie di saio, una nuova veste battesimale)

Ad ogni modo “Nessuna discrepanza - rivelano gli inquirenti - neppure in merito agli orari di quel mattino e alle testimonianze dei vicini di casa”. E nonostante ciò, anzi, in forza di ciò, stasera a CLV hanno spostato l’obiettivo: le telecamere della banca hanno registrato il passaggio dell’auto di Michele nel centro abitato di ritorno da scuola alle 8:32.
E, dunque – fanno rimbalzare nelle teste dei telespettatori la domanda – come è possibile che egli dicesse che a quell’ora era a casa? Come è possibile che abbia fatto il giro dell’intera abitazione e del giardino in così breve tempo, raccattando gli abiti (come da precedente lunga intervista), se alle 8.40 ha telefonato alla vicina per chiedere se Elena era da lei?
Nessun commento sul “buco” temporale fino alle 9.30, quando – ad orologio svizzero della vicina – andò alla porta per chiedere di aiutarlo nella ricerca. Bontà loro!

Insomma, l’hanno ingarbugliata solo per non arrendersi: troppo comodo strutturare servizi per tenere alta l’attenzione del pubblico assatanato di sospetti sul bersaglio più facile … così è stato per Parolisi.
Come si permettono i giornalisti di ergersi a inquirenti della peggior risma?

Per fortuna alla “Vita in diretta” questo pomeriggio erano in studio una Bonaccorti (ma perché la chiamano?) e un Fusaro assolutamente convinti dell’estraneità del marito. E ho gongolato quando Fusaro – dall’alto della sua competenza – ha detto esplicitamente che la mente umana sotto stress fa compiere atti automatici, come quello di accendere una caldaia!
… alla faccia della eccelsa criminologa.

Buonanotte, Mimosa

Mimosa ha detto...

Cari Amici, “vicini e lontani”,
la mandata in onda alla “Vita in diretta” di ieri pomeriggio di due “donne”, paesane, incappucciate di bianco, con voce mimetizzata (senza alcun dubbio “ragazze”, data l’altezza e la corporatura), è servita a rinforzare la teoria palesemente colpevolista della conduttrice e della redazione della nuova edizione del palinsesto, sì da inculcare nell’opinione della massa che il marito avesse potuto in un arco di tempo ristrettissimo (stando alla vera tempistica) ammazzato e fatto sparire la moglie
(lui, pompiere può conoscere luoghi boschivi ignoti ai più, questa era la considerazione finale dell’incappucciata).

Si fa leva anche sul fatto che il marito parli della moglie scomparsa non con verbi al tempo presente, ma chi di voi, in coscienza e spontaneamente, parlerebbe di una persona scomparsa in circostanze assurde come se fosse viva e la stessa di sempre?
Se mio marito sparisse, dopo aver mostrato sintomi di un turbamento profondo sorto da poco tempo, anch’io direi “era” una persona tranquilla, senza grilli per la testa, ecc., perché descriverei quello che “eraprima della sparizione.

È troppo facile fare le pulci al comportamento degli altri …
immedesimiamoci in loro, come tante volte ho avuto occasione di dire in altri casi trattati in questo blog!

Io sono pronta a rivedere le mie opinioni, se voi (non “loro”) mi offrirete obiezioni logiche.

Per ora accosto Michele Buoninconti a Salvatore Parolisi, con tutto ciò ne consegue e ne è conseguito.

Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA carissima,
pur non scartando le tue intelligenti considerazioni (come sempre, d'altronde) ed associandomi anche alle analogie del caso in discussione con quello Rea, trovo molto difficile superare lo "scoglio" costituito dagli abiti della donna, situati entro il recinto della propria casa.
Ora, cara intelligente amica, potresti indicarmi chi, senza preoccuparsi di essere scorto dai vicini e dai famigliari stessi della scomparsa, avrebbe corso tale rischio, se non qualcuno la cui presenza non avrebbe provocato curiosità?
Saluti cari, Pino

Vanna ha detto...

Carissima Mimosa, ieri ho letto il tuo scritto che condivido in toto.
Non ho potuto rispondere subito perché sono uscita e rientrata tardi.
Lo faccio ora.

Non so perché non sia stato comunicato l'orario preciso del passaggio dell'automobile del marito, mi sembra strano.
O è passato molto dopo o qualcuno vuole tenere il filo della vicenda per vedere chi abbocca o per tendere una trappola.
Perché se il passaggio è a qualche minuto dall'orario dato da lui, non costituisce un gran problema.
Una cosa mi incuriosisce però:
la vicina che si è vista anche in tv mentre stende e passeggia sul balcone.
La vicina sta proprio sulla casa di Elena e deve aver visto molto della vita di questa famiglia.
Sapere chi è potrebbe fugare qualche velato sospetto.
E' stata intervistata?

Non ho visto la trasmissione di ieri come riporti nell'ultimo post di oggi, ma le riflessioni che fai le sento a pelle.

Perché le incappucciate non hanno avuto il coraggio di scoprire il volto?
Avevano paura?
Portavano il burqa in Piemonte!
Questa è una nuova poco chiara che, come dici,rafforza l'ipotesi che si vuole incolpare il marito.
Potrebbe essere anche un'intervista posticcia per fare share.

Continuo a pensare che lui con 4 figli non sarebbe un bel partito, e quindi se fosse stato lui, troverebbe un'altra?
Ma bisognerebbe conoscere meglio quest'uomo, i suoi contatti, le sue telefonate.

Non ho sospetti su di lui neanche quando parla al passato, semmai credo sia stato un marito un po' pedante, rigido che quando ha scoperto le aperture della moglie in internet si sia innervosito.
Forse lei ha cominciato a vedere oltre l'orizzonte e lui ha avuto
paura di questa nuova libertà?
Un caro saluto.


Mimosa ha detto...

Carissimo Pino
è vero, la faccenda degli abiti lascia perplessa anche me, Elena non può essere andata via nuda.
D'altronde, perché mai il marito - se colpevole - si sarebbe dovuto inventare tutta quella manfrina sugli abiti, la biancheria intima, le ciabatte e gli occhiali in giardino?

In merito, mi viene da fare un altro accostamento: Elena Ceste nuda e Roberta Ragusa in pigiama ... quanti misteri.

Un abbraccio
Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA,
la possibilità che il marito della scomparsa possa essere implicato, in qualche modo nella faccenda, come ho già scritto, è almeno pari alle altre supposizioni formulate; non punto decisamente il dito nella sua direzione, anche se chi ha depositato gli indumenti nel luogo che sappiamo, non poteva essere un fantasma, e, pertanto, invisibile; oppure la sua presenza sul posto sarebbe stata naturale, per chiunque l'avesse notato.
Tale possibilità, sarebbe supportata anche dal fatto che i due individui (evito di citarne i nomi) più strettamente collegati alla trama, hanno dimostrato, a detta degli investigatori, di avere un alibi certo, per il giorno e le ore della sparizione della donna, ed il misterioso deposito degli abiti della stessa.
In tutto questo labirinto, e mi dispiace molto non essere d'accordo con te e Vanna, non vedo aggirarsi alcun satanismo.
Saluti cari, Pino
p.s. molto indicativa l'analogia Elena-Roberta.P

Mimosa ha detto...

Pino caro, come ben sai perché mi conosci bene e conosci i miei scritti, sarebbe la prima volta che mi azzardo a considerare una pista “occulta”, che non ho mai preso in seria considerazione nemmeno per il caso di Melania Rea nonostante le sfregiature misteriose del suo cadavere e le esternazioni del dott. P.F.

Nel presente caso, proprio perché non trovo alcun motivo (per ora) per non attenermi alle parole del marito, e in pura coincidenza con il pensiero delle vecchie amiche di scuola di Elena, una zona del mio cervello ha vibrato con presentimenti oscuri all’immagine di una donna:
-troppo chiusa di carattere, fin da piccola non espansiva nemmeno in casa con i famigliari più stretti
-troppo incentrata su sé stessa, con ottimi voti a scuola, conquistata da un bel giovanotto, capace di lasciare la professione per incarnare l’ideale di perfetta moglie, casalinga e madre
-troppo sola, tra quattro figli, un marito con orari imprevedibili, le galline, l’orto, in una bella casa grande in mezzo a campagne desolate negli inverni nebbiosi, lontano da un paese sperduto anch’esso e senza attrattive di svago
-con una vita fatta di orari e doveri, sempre uguali e ripetuti da anni e anni, dove l’unico diversivo erano le Messe domenicali, le attività extrascolastiche dei figlioli e i dolci per le occasioni comunitarie
-senza amicizie di paese (dicono che parlava sempre poco, nessuno la conosceva, quasi non salutava), dunque ritrosa e riservata, come fin da piccola, tanto che le compagne di liceo nemmeno conoscevano il suo fidanzatino nell’anno e mezzo che stavano assieme
- con la scoperta di una valvola di sfogo e di contatto col mondo quale fecebook e la chat di dialogo, indubbiamente da autodidatta (?) (chi le ha insegnato? Io da sola non so ce la farei, c’è sempre bisogno di un altro “navigato” che accompagni i primi passi … e con cui confrontarsi nei casi di difficoltà).

Internet offre mille insidie, fb pure … non ci si può permettere di essere “ingenui”.
Tutti sanno che basta un click fatto inavvertitamente a mettere nei guai (anche a Parolisi è scappato il dito aprendo siti che poi gli sono stati rinfacciati). A volte – è bene che si sappia – se non si ha un buon antivirus, può succedere che si aprano da sole delle “finestre” pericolose.
Non è difficile credere che esistono degli hacker che si intrufolano lanciando messaggi capziosi e rubando identità, senza lasciare tracce.
È roba di tutti i giorni. È un’attenzione che devono fare tutti. Nessun pc è sicuro.
Per esempio, proprio l’altra settimana una mia amica con un particolare software è riuscita a scoprire che avevo 540 malaware che potevano “spiarmi” (e dire che io ho un ottimo antivirus e non sono una sprovveduta).

Quello che alla fine di tutto voglio dire, è che se una donna come Elena, con tutte le sue fragilità, per 37 anni ben mimetizzate, ad un certo punto è stata preda di “nostalgie” di una vita diversa, qualcuno gliele ha stimolate … chi?? Per ottenere cosa?

Qui si innesta il mio timore dell’intervento di gentaglia malintenzionata, con scopi nel mondo del diabolico, solo per provocare scompiglio (e rimando alle considerazioni di Vanna nel post del 19 marzo 2014 11:54, a proposito dell’energia, da succhiare, e dell’armonia, da rompere).
(Continua …)

Mimosa ha detto...

Oppure, in considerazione della vita vissuta da Elena, si può pensare che il suo cervello non fosse “geneticamente” a posto, e che un fattore imprevisto, un’eccezionale situazione stressogena, lo abbia mandato definitivamente in tilt?

Tuttavia, restano i dati di fatto: un uomo è riuscito ad indurla ad appartarsi in una cava (non si è capito quante volte) e le ha fatto ricariche telefoniche anche di 50 euro, un altro la tempestava di messaggini e lei non riusciva a liberarsene.
Certo, costoro “ufficialmente” hanno un alibi, ovvero, così i giornalisti inviati sul posto ci dicono che gli inquirenti hanno dichiarato.

Perché non vediamo in faccia questi due “innocenti”?
Ci mostrano solo le lettere che hanno scritto.
Le quali letterine, per la verità, sono assai strane: l’operaio edile è molto raffinato e ponderato nel suo scrivere (benché in stampatello maiuscolo), l’ex compagno di scuola pare assai infantile, scrivendo su carta a quadretti (mi pare) e infarcendo la missiva di “k” al posto di semplici “che”, ad uso giovanile.

Può capitare che una donna, moglie e madre, senza grilli per la testa, con un’esistenza limpida, senza ambizioni, scandita solo da impegni casalinghi e di parrocchia, di ottima cultura, si perda con uomini del genere?
Sì, può capitare se questa persona, nella sua connaturale riservatezza, soffre talmente di solitudine affettiva, tiene segrete le aspirazioni (chi non ha reconditi segreti?!) e ad un certo punto, scoppia!

Questa è la mia alternativa:
Elena, sposa e madre ideale e idealizzata (che qualcuno sul social network ha definita “casalinga disperata”, - come il titolo della serie televisiva americana, “Desperate Housewives”, incentrata sulla vita di quattro mogli e sugli intrighi che sconvolgono l’apparente tranquillità delle famiglie della agiata periferia borghese), è stata coinvolta e travolta da perfetti conoscenti, forse in coincidente sadica combutta tra di loro, in situazioni scabrose, più per passatempo, per gioco, che per una precisa intenzione di dolo.
Ma la donna non ha retto e, per la diagnosi che Meluzzi e Picozzi hanno ipotizzato sulla sua personalità, si è fatta una propria fantasia drammatica.
Si è spogliata di tutto, come per liberarsi la coscienza, ed è corsa per 2 chilometri (sono solo 15 minuti correndo) per buttarsi nel fiume. E non è detto che abbia percorso la strada asfaltata piuttosto che i campi (immersi nella nebbia, quel mattino).

È notorio che una persona in preda a disturbi mentali non provi sensazioni fisiche, di caldo, freddo, dolore.
È stata solo una pura coincidenza che nessuno l’abbia vista o incrociata … la vita è costellata di coincidenze, positive e negative.

Mi auguro che il suo corpo venga ritrovato presto!

Buona domenica a tutti!
Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Condivido, parola per parola, la tua descrizione concernente l'ambiente, ed il noioso ripetersi di impegni quotidiani a strettissimo spettro, entro cui Elena viveva i suoi giorni, e trovo anche naturale che ad un certo punto sentisse la necessità di allargare gli orizzonti della propria esistenza. E la possibilità di realizzare tale aspirazione l'aveva proprio lì, a portata di mano: il pc, attraverso il quale ha disperatamente cercato tutto quanto poteva riportarla agli anni spensierati e giulivi della sua giovinezza, contattando vecchie amiche, compagni di scuola, ed anche il suo ex fidanzato, nel frattempo sposato e residente a Torino.
Sono convinto anche, come tu sostieni, cara amica, che quel subdolo mediatore di contatti che è il pc, sia l'autore del tranello in cui è incappata l'ingenua donna.
Tranello che l'ha portata, certamente volontariamente la prima volta, ad accettare un appuntamento con X alla cava.
Qui scatterebbe l'innesco di un'azione ricattatoria, ai danni della poverina, non già da parte di "sette", ma più probabilmente ad opera di balordi del posto, che la tengono avvinta in una vera morsa, dalla quale non è facile liberarsi.
Quasi tutto il testo di questo "romanzo", ad ogni modo, ci è stato fornito da Michele Buoninconto, il quale era a conoscenza dell'intera odissea della moglie, da molto prima della sua sparizione; e tanti si chiedono quali siano state le sue iniziative, nel frattempo, per aiutare la madre dei suoi figli, ad uscire dall'imputo in cui si era cacciata.
Non si era sentito tradito, nel più forte dei sentimenti?
Non ha chiesto spiegazioni alla sua donna, sul perchè abbia voluto ledere il suo affetto e la sua fiducia?,
Un interrogativo che attende una risposta che, forse, solo chi ha deposto gli indumenti della donna, nel recinto di casa, potrà dare.
Buona domenica anche a te, Pino

Vanna ha detto...

Mimosa,mi piacciono le tue riflessioni sulla personalità di E.C. che condivido quasi in toto.

Mi soffermo su questa tua frase:
... "troppo chiusa di carattere, fin da piccola non espansiva nemmeno in casa con i famigliari più stretti".

Questa donna mi fa tenerezza. Nelle foto, eccetto una in cui è vestita di blu, mi sembra, nella quale ha uno sguardo sbarrato, impaurito, viene fuori una persona ridente e fiduciosa.
Anche i suoi genitori e la sorella appaiono aperti, disponibili, semplici, dallo sguardo ombrato solo di tristezza per la scomparsa, non di sentimenti oscuri.

Ora persone così, nella loro discrezione, mi trasmettono espansività, partecipazione familiare,equilibrio e in questo ambiente lei è cresciuta.

Ma anche il fratello del M.B. da una intervista si presenta nella stessa maniera e parla come lui.

Non riesco a pensare che il B. possa aver fatto del male alla moglie.
Nelle interviste mandate in onda,appare adirato nei confronti dei due uomini e chiede perché non parlano con lui?
Perché pagare la ricarica del telefonini se la moglie ne aveva una da 50 euro.
E questa notizia, lui sa, che può essere smentita dai controlli telefonici.
E' deluso e stressato, normale con 4 figli e una casa da gestire.

Continuo a vedere la scelta di vivere in campagna e fare famiglia numerosa, come una scelta condivisa.
Non solo lei era brava a scuola e studiosa, anche lui, pare lo fosse.
Il fratello ha detto che aveva sostenuto una decina di esami all'università, quindi non era proprio ignorante.
Pertanto anche il livello culturale si può equilibrare.
Le famiglie di origine dal poco che sappiamo,si presentano positivamente.

Elena non era una madame Bovary dalla vita leziosa, era motivata al fare casalingo, anche all'uncinetto.
Qualcosa è entrato in quel ménage che ha procurato crisi e disagio.
La noia?
La monotonia?
La curiosità di altri lidi?
Può essere, ma quando si hanno figli, casa,orto e pollaio da accudire, non ci si annoia, non è monotono,forse si vorrebbe guardare oltre l'orizzonte alla ricerca del nuovo.
Fb è stato il nuovo?
I contatti internet, possono essere pericolosi se non si è vigili.

Mi auguro che questa volta, le forze dell'ordine sappiano cercare bene nei telefoni,nei computer, nella vita personale di tutti.

Mi chiedo: questo ex compagno di scuola torinese e quello di Costigliole, cosa cercavano da Elena che non avevano a casa loro?

Quale era il loro effettivo interesse?
Era per loro abituale "consolare" altre casalinghe disperate oppure c'è l'ombra del male che li ha casualmente messi lì per confondere Elena?

Per concludere, non riesco a vedere il marito colpevole, ma tutto potrebbe essere possibile.

Quei vestiti messi lì accartocciati l'uno sull'altro possono dire tanto e aprire molte piste per la stranezza del fatto, ma le ha viste solo lui.
Buona domenica.

Vanna ha detto...

Pino buongiorno.
Sì può essere che si sia innescata, come dici,"un'azione ricattatoria", ai danni di Elena da parte dei balordi del luogo che l'ha portata al massimo dello stress.
Speriamo che gli inquirenti trovino qualcosa.
Ciao.

Anonimo ha detto...

Lei parlava di ricatto. Se escludiamo ragionevolmente la volontà di estorcere denaro, rimane quella sessuale. Sappiamo dell'esistenza di una telecamera di sorveglianza all'ingresso della cava, sono già stati visionati i contenuti delle registrazioni dalle FdO? Dico questo perchè potrebbe essere proprio questa l'arma del ricatto: ti ho vista appartata in macchina con un tipo che non era tuo marito, quindi se sarai gentile con me.......

P ha detto...

Anonimo, penso proprio quello che pensa lei.
Speriamo che quelle telecamere erano funzionanti. P.

Vanna ha detto...

Anonimi, peccato che le registrazioni di quelle telecamere forse sono state cancellate.
E' strano che invece quelle sui percorsi stradali del marito sono state subito acquisite.
Gli inquirenti dovrebbero scavare nella vita dei due uomini che si incontravano con Elena, senza tralasciare anche il marito.

Mimosa ha detto...

Il discorso delle telecamere alla data odierna risulta alquanto misterioso. Ve lo voglio proprio raccontare.

A QG l’inviata Ilaria Mura era sul posto con un uomo in divisa, qualificato come "del servizio di sorveglianza", il quale ha detto che: quando chiunque passi sotto, sia persona umana, sia cane o gatto o qualsiasi altro animale (ha detto proprio così) si accendono le luci, suona una sirena (e la si sentiva bene, anche troppo), l’impulso dell’allarme arriva alla centrale e una pattuglia corre sempre a verificare sul posto. Le 2 telecamere registrano in continuazione ma per motivi di “privacy” la registrazione viene visionata solo nel caso della sirena, e poi cancellate.
Se non mi sbaglio subito dopo era stata intervistata anche la proprietaria del cantiere, una signora che mi è parsa d’aspetto “dimesso”, che confermava.

Oggi pomeriggio, invece, per l’inviata di Pomeriggio5 l’interlocutrice era una signora molto elegante, curata, anche lei “proprietaria”, che sul posto indicava le telecamere e diceva, quasi ridanciana, che “quelle sono un bel po’ che non funzionano, qualche anno”, le hanno, però, attivate recentemente. Tuttavia, pur standoci sotto, non si sentiva alcuna sirena.

Ci facciamo una domanda? Dove sta di casa la notizia farlocca?
QG ha “montato” un servizio finto?
Una sirena che suonava solo perché attivata dal giorno prima?

Altra dimostrazione che non si deve credere a tutto quello che si vede e ci raccontano! Ma come possiamo essere “informati” se ci imbrogliano ad ogni passo?

Ad ogni modo il risultato è che non esiste alcuna registrazione e come potrebbe esserci se l’evento in causa risale a mesi prima della scomparsa di Elena?

Ragazzi miei, mi spiace informarvi che la maggior parte delle telecamere cancellano automaticamente le registrazioni ogni 24 ore, o al massimo 48 come quelle dei garage sotterranei e come i due android comunali. Lasciamole perdere …!

Mimosa

Mimosa ha detto...

E a proposito di telecamere, ve ne racconto un’altra.
Sempre la signora del pomeriggio “in-esclusiva-per-voi-dalla-mia-inviata”, la giovane giornalista mandata a Gello in via Dini segnala che (udite, udite!) “sono sparite, sono state tolte” le due telecamere sopra un negozietto che si affaccia sulla via e che avrebbero potuto immortalare Roberta Ragusa o qualunque auto che la potesse attendere in strada!

La bellezza della notizia è questa: dopo 2 anni montano un servizio (mandato in onda due-tre giorni di seguito) per fare uno scoop del cavolo, e scoprire che il negozietto ha da poco chiuso i battenti ed è stato smobilitato di ogni pertinenza … E che? lasciavano sul muro le telecamere con quello che costano?
Macché “costano”, si è appreso che “erano finte”, ossia scatole di cartone …

Ma vi pare che se fossero state “vere” i CC non avrebbero da quel dì acquisito le registrazioni?
Non ribollite anche voi?

Potreste obiettarmi: ma che guardi a fare quella trasmissione? Infatti, non la guardo quasi mai, perché non ho tempo da perdere, ma a mia discolpa – come nel passato ebbi occasione di dire – se non mi tengo informata sui casi che mi appassionano, come potrei criticare il taglio che ne danno, come potrei confrontare le notizie?
Non parteciperei più alle discussioni su questo blog. Sparirei, con tanti saluti a tutti.
Quindi, con tutto il rimescolamento biliare mi tocca sorbirmi anche qualche mezz’oretta pomeridiana.

Felice notte agli amici del blog!
Mimosa

PINO ha detto...

Cara e sincera MIMOSA,
ho seguito anch'io le trasmissioni riguardanti gli "strafalcioni" sulle telecamere di Gello e della cava passata alla cronaca.
Ottime le tue osservazioni. Diceva saggiamente la buonanima di Peppino De Filippo di non credere "a nisciuno"!
Ciao, Pino

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti. Non so perché il cellulare di Elena è stato ricaricato, e mi sembra strano che ancora non se ne conosca il motivo, ma è forte il richiamo ad internet, le chat e le webcam, proprio perché ormai è noto che certi tipi di prestazioni online vengano pagati attraverso ricariche telefoniche.
Dall’altra parte chi osserva può anche registrare il video, e non sono poche le forme di ricatto nate da questo tipo di incontri (ricordo il caso di una ragazzina che arrivò persino a suicidarsi).
Può darsi che Elena si sia infilata in questo mondo, con tutta l’innocenza di quelle persone che usano il web senza conoscerne ogni pericolo, e che in uno di questi incontri abbia trovato una persona che l’ha poi minacciata di diffondere il video? Potrebbe per questo essersi spaventata a tal punto da voler sparire?
Sui vestiti invece ho alcuni dubbi. Se erano in un punto visibile anche all’esterno da qualsiasi passante si dovrebbero cercare eventuali testimoni che possono aver notato qualcosa. E SE i vestiti erano visibili anche da fuori non vedo perché il marito dovrebbe inventare un fatto simile, con il rischio di essere smentito da qualcuno di passaggio nell’orario giusto.
Kiba

Mimosa ha detto...

Cara Kiba, tu sei una persona intelligente come poche

Sulla ricarica di 30 euro io penso si fosse trattato di un "regalo di compleanno", per quanto di generosità inspiegabile

Pure io sono disorientata nel dare una spiegazione agli indumenti abbandonati. Qualcosa ho scritto in merito, con due ipotesi: o il coinvolgimento di qualcuno assai interessato che ha preparato l’asporto e il trasporto della donna, o un denudamento (spogliazione) volontario per una fuga, da sé stessa, da quell’ideale che rappresentava per tutti, per una stravolta emotività, una suggestione mentale –indotta forse o connaturata e latente– che le ha fatto perdere la testa, ingigantendo qualcosa che non ha saputo fronteggiare, tanto da aver tentato di lanciare dei criptici messaggi a tante persone, incluso il parroco, ma non al consorte.

Con tutto il cuore spererei si trovi a Torino, in cerca delle sue origini!

Quello che non sopporto è, invece, l’accanimento mediatico, delle varie trasmissioni mattutine e pomeridiane, sulla questione degli “orari”, di cosa ha fatto il marito tra le ore 8.10 e le 9.30.
Stasera a QG finalmente la lodevolissima Ilaria Mura (pur a volte costretta a servire la linea di volta in volta “imposta”) ha finalmente dipanato la matassa: i Tabulati confermano che la telefonata alla vicina di casa NON è avvenuta alle ore 8.42 bensì alle 8.54!!!
Pertanto, con buona pace dei “sospettosi”, stomachevoli creatori di audience, il marito avrebbe avuto proprio tutto il tempo di arrivare a casa, trovare gli indumenti e chiedere alla vicina se avesse vista la moglie!

Altroché sospetti sulle “contraddizioni” del pover’uomo tanto sbandierate!!!

Ogni giorno una mezza novità in più!

Mimosa

Anonimo ha detto...

Però...mentre per TUTTE le altre testimonianze, dei vari casi qui discussi, si creano dubbi, per quella della signora, vicina di casa, ed unica testimone, che dice di aver visto Elena in cortile, dopo l'uscita del marito, se ne accetta l'intera versione.
Non potrebbe essersi sbagliata?
Non poteva trattarsi di altra persona, anche considerando la distanza del cortile di casa Buoniconti dal punto d'osservazione?
E poi, come mai non abbia visto chi ha depositato gli indumenti della scomparsa, in un punto molto visibile di quello stesso cortile?
O, forse, è stato un fantasma, ad aver operato la magia?

Mimosa ha detto...

@ Anonimo
non credo di sbagliarmi, ma la Signora che ha visto Elena in cortile, non era la vicina di casa, bensì una che passava in auto, cinque minuti dopo che Michele era partito.

A questo punto mi domando se i CC le hanno chiesto se ha incrociato anche lei una Golf grigia. Certamente sì e probabilmente la risposta sarà stata negativa. Questa signora, tuttavia, potrebbe essere una teste molto importante relativamente ad altre auto incrociate o in giro nei paraggi a quell’ora.

Chissà perché nessun giornalista la intervista. Ovvero, stando all’andazzo mediatico con finti scoop e ben oculati silenzi, debbo pensare che in qualche archivietto ci siano delle registrazioni da tirar fuori come dal cilindro dell’illusionista al momento che servirà.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Se l'avvistamento avvenne nelle condizioni che dici, cioè da un auto di passaggio, la testimonianza diventa ancora più precaria. Ed è per questo che i giornalisti non hanno ritenuto importante intervistare la signora in oggetto.
A mio avviso, se non si chiarisce il problema degli indumenti della scomparsa, lasciati in un posto quanto mai illogico, il caso potrebbe restare irrisolto. Salvo lo spostamento delle indagini in altra direzione ritenuta. già a priori, inutile perchè non rientrante in una cronologia dei fatti non certo molto chiara.


Mimosa ha detto...

Ripeto ancora un volta: pure io sono disorientata nel dare una spiegazione agli indumenti abbandonati e pure agli occhiali da vista.
Anche se, come qualche luminare in qualche salotto ipotizza possibile, la testa di Elena sia “scoppiata” vuoi per una sorta di paranoie congenite (e dunque latenti) o accumulate nel tempo, non si può comprendere la “spoliazione totale” volontaria per andare a gettarsi nel fiume.
Come ho già scritto, uno stato di alienazione profonda può anche rendere insensibile il soggetto a qualunque tipo di stimolo, non percepisce emozioni sensoriali, non sente dolore né altro. La psichiatria conosce bene questo tipo di stato psico-fisico.

C’è da domandarsi perché Elena abbia scelto questo tipo di comportamento per segnare il distacco radicale dalla sua vita precedente.
Solo chi è completamente in preda ad un disturbo mentale che fa identificare la propria personalità nei paludamenti indossati, può agire così.
Anche nella mia città c’è stato qualche anno fa un paio di casi di matti che giravano denudati.

Ad ogni modo, secondo me, per ragionatissimo giudizio, il marito non ha nulla a che fare con la sua comparsa!!!
Anche gli orari delle telecamere poste all’angolo del Comune lo dimostrano. Attimo per attimo accompagnano Michele dal primo all’ultimo passaggio.

E se la vicina che alle telecamere mediatiche ha sostenuto Michele sia andato da lei di persona alle 9:30 invece che alle 9:05, poco mi cambia con una sua implicazione nella sparizione: ma vi potete immaginare un uomo arrivare a casa e uccidere la moglie subito dopo le 8:40, spogliarla, distribuire gli indumenti in giardino, metterla nel bagagliaio, telefonare alla vicina alle 8:52 e poi andare dalla stessa chiedendo di mettersi in auto alla ricerca, creando un depistaggio tale, e tutto da solo, degno neanche di uno staff mafioso?

Ma andiamo … Michele è un uomo troppo trasparente e candido e persino ingenuo per aver potuto macchinare in tal modo la soppressione della propria moglie …!!!
E poi, che motivo avrebbe avuto?

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Dal momento dell'uscita di casa di Michele Buoniconti, per accompagnare i figli a scuola, al momento del suo rientro, il percorso è stato stabilito, con esattezza cronometrica, dalle varie telecamere sistemate, numerose, in tutta la cittadina. E ciò conferma quanto dichiarato dal Buoniconti.
Per cui, la scomparsa di Elena, dovrebbe essere avvenuta durante la breve assenza del marito (meno di un'ora), stando, alla testimonianza della vicina di casa, che l'avrebbe vista, in cortile, dopo che il Buoniconti era già uscito.
Poniamo, solo per ipotesi, che la testimone si fosse sbagliata nell'identificazione della persona; che cosa si potrebbe supporre in questo caso?
Si potrebbe logicamente dedurre che l'ora della scomparsa rientrerebbe in una forbice temporale comprendente l'intera notte ed il primo mattino.
Come vedi, l'estraneità de marito (che nessuno vuole colpevole, sia chiaro) è sostenuta solo da tale testimonianza, mentre tutto il resto rientrerebbe largamente in una diversa fabulazione degli avvenimenti.
Saluti cari, Pino

PINO ha detto...

p.s,
Ho letto, poco fa, fra le "ultimissime" riportate dai nostri quotidiani, che la figlia tredicenne di Elena Ceste, avrebbe confermato, agli inquirenti, che prima di essere accompagnata a scuola, dal papà, la mamma era a casa, ed avrebbe fatto colazione con loro.
Se così è, ritengo improponibile l'ipotesi da me formulata circa un eventuale sbaglio d'identificazione da parte della vicina di casa dei Buoniconti.
Resta, a questo punto, il mistero degli indumenti lsciati i "quel" posto.

Mimosa ha detto...

Carissimo Pino,
la scomparsa di Elena può essere avvenuta solo tra le 8.15 circa (ovvero quando la conoscente è passata con l’auto per accompagnare i propri figli a scuola ed ha visto Elena vicino al cancello) e le 8.40 circa (quando Michele è rientrato a casa), dunque poco più di mezz’ora.
È impensabile che lui avesse fornito una versione smentibile dai figli, sono addirittura 4, perché ti è venuto questo dubbio?

Alcuni giornalai stanno facendo un gioco troppo sporco sulle sue “contraddizioni”, mentre la stessa Procura ha nulla da obiettargli.

Mimosa ha detto...

A QG di ieri hanno mandato in onda l’intervista telefonica con l’ex compagno di scuola di Elena, quello su cui tanti hanno montato la notizia si sia appartato con lei nella famosa cava, dietro al centro commerciale. Ha raccontato diverse cose interessanti, ma ha anche negato che “quella ultima volta” in cui si sono incontrati sia avvenuto un approccio sessuale (tantomeno una ripresa video), mentre ha riferito le confidenze di Elena riguardo a incursioni di ignoti sul suo profilo fb e ad insistenze di un suo “vecchio conoscente”.

La Mura ha poi riferito che il magistrato inquirente ha definito Elena come una donna “vivace” …
sotto sotto cosa si può dedurre da questo termine? Non certo una qualifica applicabile ad una “spenta” casalinga, sposa appagata, madre soddisfatta, quieta donna tutta uncinetti e torte …
Vero è che quando la famiglia dormiva, lei si rifugiava in fb e chattava con le sue amicizie (da 2 anni aveva iniziato – dato da non sottovalutare).
Stranezze non ne sono uscite dal suo pc … almeno per ora non divulgate, forse per rispetto del marito angosciato
e pieno di rimorsi per non essersi accorto di niente (nella scontata routine coniugale), tanto si era accorto di niente che neppure si era preoccupato dell’inquietudine della moglie a ottobre-novembre né aveva preso sul serio le angosce dell’ultimo giorno e notte prima della scomparsa!

Povero uomo, candido, con la mentalità di coloro che pensano, una volta messa su famiglia per amore, nulla può capitare a modificare il sistema collaudato di giornate tutte uguali!
In un altro spezzone di intervista vecchia mandata stasera, Michele dice non esistevano segreti tra di loro, nessuno pensava di controllare il telefonino dell’altro, sempre posati vicini sul mobiletto, e non ne erano schiavi (come tanti di noi che se lo tengono sempre in tasca, ovunque si spostino).

Povero Michele, non ha fatto i conti (lui di Angri e lei di Torino, lui – caro angelo d’uomo come pochi – a cui non interessava il passato della donna conquistata/amata/adorata/venerata) che non tutte le mogli restano per sempre appagate di una dedizione incondizionata … e “muta”, possono ribellarsi
… prima nell’inconscio : caspita, qualche complimento ogni tanto non nuoce! In fondo siamo compagne senza pretese e ottime allevatrici di figli, facciamo speciali manicaretti, la casa in ordine, persino curiamo l’orto e gli animali, un minimo di considerazione un po’ speciale ci sarebbe dovuta;
… poi anche nella sfera delle emozioni : i maritini sono troppo stanchi e a letto si addormentano subito? Anche noi siamo stanche dopo esserci occupate di tutto in casa, proprio per questo abbiamo bisogno di un po’ di coccole, almeno qualche bacino, un abbraccio, … non abbiamo amiche con cui confrontarci, bensì qualche maschietto che si accorge siamo ancora una “donna” e ci apprezza seppure a distanza, per via telematica, ex giovanotti a cui nemmeno pensavamo da tanti anni e si ricordano di noi mentre li avevamo ignorati, perse nel nostro egocentrico mondo ideale;
… ed infine, eventualmente, anche nella sfera più intima : niente coccole e niente sesso in casa possono essere le premesse per donne ancora “vive”, sane e vegete, nonostante 4 figli, a trovare conferme della propria femminilità in una parentesi di esperienze parallele alla monotona/scontata vita coniugale,
sopratutto se si pensa di poter dare ancora qualcosa al proprio essere donna e non si ha la speranza di conferme da parte coniugale.

Ciò che ho scritto non implica un giudizio negativo su Elena Ceste, moglie e madre di 4 figli, intendo solo portare elementi per scagionare il marito Michele e orientare le ipotesi sull’allontanamento volontario, in preda a ripensamenti con rimorsi e vergogna o paranoie, con unico fondamento nel dissidio psichico, arrivato al peggiore esito
non escludendo l’alternativa di un sequestro a loschi fini per induzione mentale di soggetti forti su una mente … (faccio puntini di sospensione per non dare qualificazioni e non parlare di processi di condizionamento psichico di cui so scettici molti di voi).

PINO ha detto...

Beh, cara MIMOSA, la tua descrizione del possibile scenario in cui hai collocato attori ed eventi, trova una rispondenza con la realtà di un menage quotidiano preso spesso a modello da numerosi nuclei famigliari, in qualsiasi parte del mondo, là dove scarseggia, per cause varie, l'attenzione, o la sottovalutazione delle esigenze psicologiche di uno o più componenti del nucleo stesso.
Considerato quanto sopra, sarebbe lecito supporre che la "vivacità" attribuita ad Elena, sarebbe solo il frutto di un'intima frustrazione per non essere stata apprezzata abbastanza, nelle sue qualità di donna ed amante.
La deludente insoddisfazione, insomma, di non vedersi amata nella misura che si attendeva, avrebbe dato il via alla ricerca di vecchie e nuove amicizie, attraverso fb.
E' possibile.
Quindi, "allontanamento volontario"
Ma perchè lasciare gli indumenti dietro il cancello, e non in casa?
Solo la risposta a questa domanda, per me, sarebbe la chiave di volta.
Ciao, Pino

Mimosa ha detto...

Carissimo Pino
la tua è la domanda di tanti, anche per me resta un atto anomalo,
come lo sono stati gli sfregi sul corpo di Melania Rea.
Buona giornata e buona domenica
Mimosa

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Condivido.
Buona domenica anche a te, cara amica, Pino

Anonimo ha detto...

@Mimosa

Se la tua ipotesi di un induzione mentale fosse corretta, una spiegazione circa l'abbandono dei vestiti si potrebbe di conseguenza formulare.
La donna, oppressa dai sensi di colpa, potrebbe essere finita nell'orbita di uno pseudo ordine religioso non troppo ortodosso quando non addirittura di una setta.
Se fossero andati a prenderla, l'abbandono dei vestiti potrebbe essere parte di un rituale, la spoliazione dalla vita precedente per abbracciarne una nuova.
Seguendo la descrizione fatta dal marito lei si toglie prima il maglione e le ciabatte all'interno del giardino mentre gli ultimi abiti li toglie in prossimità del cancello.
Poteva esserci qualcuno con degli abiti particolari (tipo una tunica) che lei ha indossato al posto dei vestiti dai quali si è liberata.
Mi rendo conto che è un ipotesi alquanto fantasiosa però mi sembra altrettanto fantasiosa l'idea che abbia potuto allontanarsi nuda in una mattina di pieno inverno. Deve aver indossato qualche altra cosa.

Stefano

Mimosa ha detto...

Carissimo Stefano,
come ho scritto neanche un mese fa (il 20 marzo), «il fatto che Elena fosse scomparsa “nuda e cruda” (espressione popolare), come non pensare che tale sia proprio l’immagine di un totale cambiamento di vita? Un distacco totale dal passato, per un nuovo inizio? (Se qualcuno l’ha caricata in macchina, le avrà dato una specie di saio, una nuova veste battesimale)»,
pertanto la mia ipotetica suggestiva immaginaria ipotesi corrisponde al tuo pensiero!

Molti forse ci considereranno patetici fanatici di fantascienza o similare tendenza, ma non c’è alternativa: o “è stata” denudata o “si è” denudata.
In ogni caso, il fatto è un esplicito abbandono, e distacco, dalla sua vita precedente!

Se hai altre opinioni in merito, le leggerò molto volentieri.

Ciao
Mimosa

PINO ha detto...

Troppo ristretti i tempi per un rituale di "espoliazione", (che comprendeva anche gli occhiali?), all'aperto, con un'auto in sosta ed il rischio di essere visti.
Ipotizzo, con tutti gli scongiuri possibili, una decisione più drastica.

Anonimo ha detto...

Mimosa,
rispondo in ritardo alle tue interessanti considerazioni. Non sapevo che la ricarica telefonica fosse vicina alla data di compleanno di Elena, se è cosi allora è logica la tua osservazione circa un probabile regalo di compleanno. Ma quindi la ricarica era una sola? Avevo capito fosse più di una...
Sul cane invece si sa qualcosa?Era legato? Abbaia quando entrano estranei o quando escono i padroni?
La questione dei vestiti mi incuriosisce. Ho visto che una parte dei vestiti è stata trovata dal marito dietro al cancello, e non so se ne hanno parlato ma a me ha dato subito l’impressione che i vestiti siano stati “spinti” dal cancello stesso una volta aperto. Sarei curiosa di sapere come si apre il cancello (automatico?) e da che punto (se dall’interno della casa o direttamente dal giardino).
Spogliarsi e fuggire nuda è un gesto molto estremo secondo me, e appare comunque strano che lo faccia proprio una persona che tiene cosi tanto a mantenere un certo tipo di faccia con il paese, che si preoccupa della sua immagine, di chi potrebbe giudicarla male,ecc.
Insomma se la sua “pazzia” nasce proprio da un senso di imbarazzo mi sembra paradossale la conclusione di girare nuda per la strada. Concordo con l'ultima osservazione di Pino,inoltre eventuali "rapitori" avrebbero dovuto sostare nelle vicinanze per aspettare l'uscita del marito (oltre a prevedere che la donna non sarebbe uscita). A meno che non parliamo di simulazione (non per forza da parte del marito), quei vestiti messi in quei punti non trovano facili risposte. Che si sia spogliata da sola o meno, è veramente difficile credere che nessuno abbia visto nulla, dalla donna che esce nuda di casa alla macchina sconosciuta che sosta nel giardino...
Un saluto a tutti.
Kiba

Anonimo ha detto...

Certo un rapimento contro la sua volontà ed a sua insaputa non è possibile però se lei fosse stata consenziente e connivente quello è probabilmente l'orario migliore che poteva scegliere. Ricordiamo la vicina che l'ha vista in giardino passando con la macchina davanti casa sua per accompagnare i figli a scuola, dunque, appunto,
Elena, essendo a conoscenza delle abitudini dei vicini può aver fissato quell'orario (tipo dalle 8.20 alle 8.30) proprio sapendo che non ci sarebbe stato nessuno a vederla.
Per il resto è un attimo.
Lei che attende in giardino, macchina che arriva, persona che scende dalla macchina con nuovo abito (saio? tunica?), lei che comincia a togliersi maglione e ciabatte riservandosi di togliersi gli ultimi abiti proprio in prossimità del cancello (dato il freddo) dove ha indossato il nuovo vestiario, è salita in macchina e via.
Uno o due minuti al massimo

Stefano

Anonimo ha detto...

Certo un rapimento contro la sua volontà ed a sua insaputa non è possibile però se lei fosse stata consenziente e connivente quello è probabilmente l'orario migliore che poteva scegliere. Ricordiamo la vicina che l'ha vista in giardino passando con la macchina davanti casa sua per accompagnare i figli a scuola, dunque, appunto,
Elena, essendo a conoscenza delle abitudini dei vicini può aver fissato quell'orario (tipo dalle 8.20 alle 8.30) proprio sapendo che non ci sarebbe stato nessuno a vederla.
Per il resto è un attimo.
Lei che attende in giardino, macchina che arriva, persona che scende dalla macchina con nuovo abito (saio? tunica?), lei che comincia a togliersi maglione e ciabatte riservandosi di togliersi gli ultimi abiti proprio in prossimità del cancello (dato il freddo) dove ha indossato il nuovo vestiario, è salita in macchina e via.
Uno o due minuti al massimo

Stefano

Mimosa ha detto...

Carissima Kiba,
ottima la tua osservazione: «l’impressione che i vestiti siano stati “spinti” dal cancello stesso una volta aperto».
Hai dato una convincente spiegazione del perché siano stati trovati in quello spazio ristretto, l’alternativa fino ad ora era che lei si fosse spogliata in quell’angolino quasi per non farsi vedere, come quasi dietro ad un paravento (immaginario).

Da quanto detto da Michele il cancello è automatico, si apre solo (mi pare di aver capito) con il dispositivo elettronico in dotazione, quindi solo entrando e uscendo con l’auto.
Michele, quel mattino per accompagnare i figli a scuola, ha preso l’automobile della moglie e normalmente tale telecomando viene conservato nell’auto stessa, tanto che qualcuno si è chiesto come avesse fatto Elena ad uscire: ha preso il telecomando dall’auto del marito?
Tuttavia, nessuno ha fatto trapelare notizie circa un telecomando trovato in giardino o ‘smarrito’.

Oltre al mistero della ‘spoliazione’, c’è anche la possibilità di uscita.
Escludendo un’eventuale responsabilità del marito, la Procura ha in effetti (secondo le indiscrezioni) valutato che l’apertura del cancello è stata volontaria da parte di Elena

Mimosa

Mimosa ha detto...

In alcuni recenti pomeriggi, con accurati zapping da un canale all’altro, ho colto un fastello di informazioni che – se non avessi una mente preparata al ragionamento scevro da pregiudizi ma appartenessi alla massa a-critica – ora sarei convinta di essere in presenza di un uxoricidio con un cadavere fatto a pezzi e gettato qua e là nei boschi, e non mi porrei nemmeno la domanda di come il marito abbia potuto farlo. Mi basterebbero i toni delle domande delle conduttrici rivolte subdolamente a sé stesse e alle ospiti in studio e alle giornaliste in collegamento, mi basterebbero le mimiche di una, gli occhi sgranati dell’altra, i sorrisetti della terza, le bocche storte della quarta, e via elencando, insomma la comunicazione non verbale ancora una volta è regina in un mondo che si autodefinisce “servizio pubblico che fornisce notizie e non interpretazioni”.
Le suggestioni che arrivano dallo schermo fanno presa immediata.
E chissà non sia una strategia l’affidare a sole donne questo servizio sulla donna scomparsa. Per spingere ad una solidarietà femminile a priori costituita contro l’altro genere?

Premesso un tanto, oggi si è saputo che gli inquirenti hanno chiesto a tutte le emittenti di consegnare copia di ogni tipo di intervista fatta a Michele Buoninconti, non solo dopo che più volte i media hanno alluso a sue contraddizioni nel raccontare i fatti, ma specialmente dopo che, durante una diretta di Pomeriggio5 dell’altro giorno, all’inviata da Costiglione è arrivata una telefonata da un uomo che si è presentato come Armando Diaz ma con la voce assai simile a quella di Michele Buoninconti.

Io non sto dalla parte dei sospettosi e maliziosi, penso solo che, mentre la testa gli è andata in tilt quasi da subito (e si può capire da uno a cui sparisce la moglie nel giro di mezz’ora), dopo 3 mesi di ricerche infruttuose, con un tartassamento iniziale da parte dei carabinieri e la pressione dei media, e percependo l’impressione che nessuno gli credesse, l’uomo ora abbia ceduto con i nervi e cominci a dare i numeri.
Il Comune non ha pensato di affiancargli un operatore sociale, uno psicologo di quelli delle unità di crisi? Sarebbe stato utile anche per i quattro figlioli!
Del resto Michele pare un uomo orgoglioso, forse pensa che il rifugiarsi nella preghiera sia sufficiente per l’equilibrio della mente? Molte volte funziona ma non sempre, specie se il trauma è devastante.
Dovrebbe pensare che tutto il mondo sta aspettando un suo passo falso per incriminarlo.
Per il bene dei suoi figli si rivolga ad uno psicologo e prima possibile si faccia assistere da un legale, altrimenti finirà come Parolisi (chissà quanti nomi noti si saranno già proposti).

Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Pasquale
PS: Ho rivisto la puntata che segnali, ma come ho già scritto, QG ha ricostruito l’incastro degli orari, rendendoli compatibili.
Del resto, la signora Silvana altre volte ha dichiarato di non aver visto Loris.
CLV troppo spesso su alcuni casi sistema le cose come gli pare , alla medesima guisa degli altri format. Io prendo con le pinze anche loro!

Ciao

Mimosa ha detto...

Ops ... scusate
Massimo cancella questo commento, pertinente al caso di Roberta Ragusa, per piacere!
è una mia svista

Mimosa ha detto...

Come supponevo,
mah, sembra sia quasi sola io a ragionare sul caso, sembra mi lasciate blaterare da sola nelle mie elucubrazioni.
Forse vi siete disinteressati o avete altre convinzioni che qui non volete esprimere, perché? Non è fondamentale il dialogo, lo scambio di opinioni, il confronto delle idee?
Perché non lavoriamo come sui casi Rea o Ragusa o altri?
È meno interessante questo? Siete attratti da altro?
Eppure questo caso offre molto in termini di “gioco di fantasie” e ipotesi da discutere … come facevamo nei primi anni, con grande passione.
Oppure devo dedurre, con gran compiacimento per l’ospite di casa, che il livello dei lettori si è autoselezionato, autoqualificato, e sono calate le intromissioni di “rottura”. Eppure, per quanto fastidiose, erano stimolanti per vivacizzare il clima! Però, strano, nemmeno i compagni di sempre si fanno sentire …
O, estrema ipotesi, anche lo spirito e la voglia di rifletterci sopra sono scemati?

Questo è un altro caso non semplice, ci sono molti aspetti meritevoli di attenzione e discussione collegiale.
Mi piacerebbe molto scoprire le ragioni del quasi totale silenzio.

Mimosa

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Mimosa come potrei non darti ragione,la puntata di P5 l'ho vista e ho ascoltato la telefonata di Armando Diaz alias Michele Buoninconti,e non c'è bisogno di sofisticati apparecchi per capire che la voce era la sua.Credo che la depressione o disperazione per quello che gli sta accadendo stia raggiungendo livelli inaccettabili.Prevenire è meglio che curare si è sempre detto,quindi è giusto quel che dici,quest'uomo ha bisogno di essere aiutato,dai parenti,da amici o da assistenti sociali,difficilmente potrà andare avanti cosi per tanto tempo,e prima o poi succede l'irreparabile.Non voglio pensarci e neanche credere che sia morta,il dubbio è di dove cavolo sia andata a finire,e sopratutto in quale mani è caduta per non fare più ritorno a casa e dai suoi figli.Per quel povero disgraziato e la sua famiglia credo che sia arrivato l'inferno,in un paese dove regna la tranquillità e il rispetto con il vicinato.Il solo pensiero di quello che sta passando questo povero Cristo e i suoi bei figlioli mi fa accapponare la pelle,e posso solamente dirgli che ha tutta la mia comprensione.Che si sbrighino, altrimenti può succedere qualcosa di spiacevole,sopratutto dopo aver ascoltato quella telefonata di.... Armando Diaz.Buona notte cara amica.

Mimosa ha detto...

Dimenticate il mio nome, fingete sia un’Anonima qualsiasi
offro una nuova occasione di discussione, se riesco a stimolarvi,
cosa potete osservare in merito agli abiti di Elena, a detta del marito trovati in giardino e mostrati alcuni giorni or sono (mi pare alla vita in diretta)?
a) il maglione era accuratamente al rovescio ;
b) i pantaloni erano di taglia 40.

Con le verifiche (empiriche) tali pantaloni, di velluto, all’apparenza di fattura unisex, sono stati fatti corrispondere ad una persona di m.1.60 di h e di 55 kg di peso (che non mi paiono le misure della corporatura di Elena …). Hanno voluto lanciare un dubbio?

Voi vi togliereste il maglione rovesciandolo completamente? Chissà se anche la maglietta intima era rivoltata…
Sulla storia di quegli abiti non ci vedo chiaro, ma non capisco il messaggio.

Inoltre, dove è finito il giaccone di Michele che dice di essersi tolto per metterlo sulle spalle della moglie quando lei è scesa per accompagnare i figli all’auto, pronunciando quelle sconnesse frasi “Non lasciare mi portino via”? in nessuna intervista (dopo quella lunga registrata dall’inviato di CLV) ho sentito menzionare il giaccone. Lui se lo è ripreso, salendo in auto?
Può essere importante saperlo?

Anonimo ha detto...

Cara MIMOSA,
forse il fatto che Massimo abbia rimosso l'articolo, sul caso in discussione, relegandolo in...archivio, ha dato l'impressione, a molti di noi, me compreso, che si fosse giunti ad una fase di stallo, e si attendesse che il nostro amico blogger riproponesse la discussione, facendo il punto sugli ulteriori sviluppi investigativi, continuamente trattati dai vari mass media.
E' stato solo per caso che, questa mattina, mi è venuta l'idea di guardare nel detto "archivio", e leggere le tue considerazioni.
Ho molta "merce" da scambiare con te, che, per certe urgenze, devo posporre a più tardi.
A rileggerci fra qualche ora. Abbracci, Pino

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Eccomi qua a riprendere il discorso interrotto.
Non è facile contraddire le tue argomentazioni, realizzate sempre con molto raziocinio. Ciononostante, le stesse consentono (tra gli spazi) di inserirvi alcune pruriginose osservazioni, come, per esempio, il fatto che la ricostruzione di base degli accadimenti, sia stata realizzata, per la maggior parte, solo sulle dichiarazioni di Michele Buoninconti le quali, tolta la sequela del giro in città, dopo aver accompagnato i figli a scuola, documentata dalle telecamere disposte lungo il percorso effettuato, non sono confortate da alcun riscontro, come il racconto del ritrovamento degli indumenti della scomparsa, e l'ora precisa in cui sarebbe avvenuto.
C'è, inoltre, da tener presente che, sempre dalle dichiarazioni del Buoninconti, rilasciate a "spizzico" e di volta in volta, sempre più ricche di particolari diversi, se ne è dedotto che egli era a completa conoscenza delle relazioni della moglie e, cosa strana, non abbia mosso, in tempi utili, i passi necessari per risolvere l'imbarazzante situazione creatasi, suo malgrado.
Stranezza su stranezza, la sua insistente indicazione di misteriosi personaggi, autori di un rapimento di cui non se ne ravvisano gli estremi.
Saprebbe più di quel che dice?
Non me la sentirei di definire, per il momento, la figura del marito, come quella di una persona ridotta a "dare i numeri" a causa di troppo stress: molte dissonanze lo impedirebbero.
Pino

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici Buona Domenica a tutti.Se togliersi i vestiti è cosa alquanto strana, cosa possiamo dire del fatto che si è tolta pure la fede nuziale? Che non era più degna di portarla per colpa di quello che aveva fatto,di sentirsi"sporca" e non sentirsi più una brava moglie e mamma.Michele non si da per vinto e continua a cercarla,e sopratutto spera in cuor suo che la moglie ritorni a casa.Lo stress fa brutti scherzi tante volte,come ad esempio il fatto che continui a chiamarla al cellulare ben sapendo che è in mano agli inquirenti.Speriamo che il suo grido di aiuto venga ascoltato da chi di dovere e che nulla venga trascurato,sopratutto gli "amici" ritrovati su fb. Un abbraccio a tutti cari amici.

Mimosa ha detto...

Ciao Pino, grazie per il riscontro.

È vero che solo dalla bocca del marito esce il racconto del ritrovamento degli indumenti, in fondo questi erano a casa sua, ma ora proviamo a metterli da parte e pensare che Elena al momento della scomparsa fosse vestita di tutto punto. Ai fini della scomparsa, volontaria o forzata, cosa cambia? Con i vestiti o senza, lei in quella casa non c’è più, e non la si trova da nessuna parte.
Voglio dire, se la “spogliazione” e lo sparpagliamento degli indumenti fossero un’invenzione del marito, a che pro avrebbe inscenato un tanto? Ciò è una “aggiunta”gratuita al dato di fatto della scomparsa: una “messa in scena” per dare più forza all’allarme? un depistaggio per far orientare le ricerche verso spazi dell’occulto (come ha poi realmente pensato un’amica di Elena)?
Sinceramente non riesco a darmi una ragione credibile di una simile pensata da parte del marito, per quanto mi sforzi di immaginarmelo crudele, insensibile ed eccelso commediante.

È vero, inoltre, che solo dalle dichiarazioni del marito si sono scoperte tante cose intime della moglie. Ma proprio perché erano “intime” solo lui poteva raccontarle, nessuno tra amici e famigliari era al corrente. Con il suo carattere “riservato”, Elena aveva tentato di sfogarsi ma nessuno aveva saputo cogliere un minimo segno del suo disagio. Tante donne si trovano in quella condizione, anche Roberta Ragusa non aveva raccontato alle amiche le insoddisfazioni della propria vita coniugale (solo qualche cenno, inquadrato a posteriori anche nel suo caso).

Vorrei, invece, mi spiegassi alla luce di quale informazione affermi “egli era a completa conoscenza delle relazioni della moglie”.
Sarebbe un'ipotesi intrigante...

A presto, Mimosa

Mimosa ha detto...

Se fosse vero che il marito era a conoscenza dei tradimenti virtuali e carnali, non credo le avrebbe permesso di accostarsi ai sacramenti, religioso com’era, l’avrebbe trattata da “svergognata”, avrebbe costantemente controllato il telefonino, e forse anche affrontato direttamente quel padre del compagno di scuola di suo figlio. Insomma, io credo che avrebbe “mosso, in tempi utili, i passi necessari per risolvere l'imbarazzante situazione creatasi”.

Ho sentito che serpeggia nel web tale sospetto, tuttavia io penso la base della convinzione di tale conoscenza da parte del marito sia attribuibile alle parole del parroco, quando, incalzato dalle domande di qualche giornalista, ha ricordato che pochi giorni dopo il suo colloquio con una Elena “molto turbata” per qualcosa di “indefinito” (come dice il prete) oppure di concreto ma coperto dal segreto confessionale, a fine ottobre dell’anno scorso, il marito lo ringraziò per aver avuto parole di “conforto” che hanno tranquillizzato la moglie. Da ciò è scaturito il sospetto che ‘il marito già allora sapeva’.

Secondo me, invece, questo non vuol dimostrare che il marito fosse al corrente dei problemi esistenziali della moglie o delle cause che le creavano malesseri morali, ma semplicemente può indicare che la moglie in casa ad un certo punto aveva palesato una certa inquietudine e disagio, di cui lei non aveva esplicitamente messo al corrente il marito e su cui lui non aveva indagato (magari per pudore, magari per insensibilità, magari perché pochi uomini sono tanto attenti e partecipi ai cambiamenti di umore delle consorti!).
Forse è stato egli stesso a consigliarla di rivolgersi al sacerdote … un modo per:
a) evitare di approfondire le paturnie muliebri, troppa fatica per un marito
b) delegare all’esterno la soluzione di problemi di un membro della famiglia che non si ‘vedono’ come scaturiti per dinamiche all’interno del contesto familiare (o si rifiutano essere sgorgate in quest’ambito)
c) lavarsi le mani riconoscendosi inadeguati a risolvere una situazione non chiara, su cui non si riesce ad avere elementi a causa di un rifiuto o blocco alla confidenza sincera!

Io cerco sempre di immedesimarmi nelle persone e nelle situazioni, ed è questo che mi immagino.

Mimosa ha detto...

Carissimo Vito, riguardo alla fede nuziale, qualcuno all’inizio disse lei se la levasse sempre sbrigando le faccende domestiche, il che mi pare assolutamente strano per una persona credente: ci sono persone che non se la tolgono da decenni pur avendo aumentato di peso tanto che la vera ha segnato un solco nella carne del dito! Altre che considerano porti sfortuna al matrimonio levarsela!
Mi parrebbe davvero strano che una donna religiosa come è apparsa EC si tolga la fede … a meno che -come osservi tu- non si consideri «più degna di portarla per colpa di quello che aveva fatto,di sentirsi"sporca" e non sentirsi più una brava moglie e mamma». Il che ci porterebbe a pensare all’allontanamento volontario (anche indotto) per uno stacco netto e tragico alla sua esistenza.
Il dramma di tutta questa storia pare risieda in una motivazione originata esclusivamente dai suoi fantasmi mentali … una depressione post partum dilazionata? L’ultimo figlio ha 2 anni ho letto, e pare non siano infrequenti i casi di tale depressione materna entro il terzo anno dal parto.

Ciao, Mimosa

PINO ha detto...

Che Buonintempi fosse a conoscenza della situazione in cui si era cacciata la moglie, è contenuto in alcune dichiarazioni che il medesimo rilasciò, fra le tante.
Ebbe a dire, infatti, che la moglie stessa, non è chiaro per quale ragione, gli avrebbe confidato, sin dal mese di ottobre, di subire delle molestie, attraverso messaggi e telefonate di tono ricattatorio, sul proprio cellulare. (potrebbe,invece, averle scoperte il marito stesso, operando una ricognizione sul telefonino della donna. Perchè no?).
E qui, cara Mimosa, non c'è "ma" che tenga!
Un marito che rispetti se stesso e la sua dignità, avrebbe reagito, in un modo o nell'altro. Ma lui cosa ha fatto?
Nessuno lo sa, se non quanto lui stesso racconta.
Tutta la storia è situata su un binario che gira attorno ad un asse: non c'è partenza nè arrivo.
Pino

PINO ha detto...

@ P.S.
Un'ultimo, grande interrogativo: a cosa attribuire l'indifferenza di un marito il quale, di fronte all'accorata preghiera della moglie: "non lasciare che mi portino via", la lascia sola a casa, semplicemente per accompagnare i figli a scuola?
A scanso di ogni possibile eventualità, poteva portarla con se.
Perchè non l'ha fatto?
Le risposte sarebbero tante, e non tutte a suo favore.
Pino

Anonimo ha detto...

Cara Mimosa, colgo il tuo invito a partecipare al dialogo anche se credo che la mancanza di novità sul caso non ci permetta di poter fare molte ipotesi o ricostruzioni. Non sappiamo ad esempio se il marito nota delle faccende domestiche sbrigate da Elena quella mattina (piatti,letti ecc), che potrebbero spiegare la fede nuziale tolta (ancora meglio chiedere direttamente se fosse o meno un abitudine di Elena). Come nessuno ha chiesto come e da dove si apre il cancello, il che sarebbe utile per capire la dinamica dell’uscita di Elena.
Se i vestiti sono stati tolti di fronte o dietro al cancello, da quello che ho visto, nessuno dei due luoghi le avrebbe permesso di “nascondersi” dalla strada, ma nulla esclude che quella fosse la prima parte dei vestiti e che la donna si sia spogliata al rientro a casa e non il contrario (o addirittura che fosse una messa in scena della donna stessa).
Di preciso Mimosa, tu sai quali sono gli abiti ritrovati e in che punto? Sono stati ritrovati anche mutande e reggiseno?
La taglia 40 di pantaloni non può appartenere ad una donna di 55kg per 1,60 di altezza!No?!?Deve esserci qualche errore.
Se tutto quello che ha riferito il marito è vero, più che amanti o simili, penso a quelle voci nella testa(!) e paranoie sui figli da non mandare a scuola perché controllati(!).
L’aspetto complesso di questo caso sta infatti nel dover superare il primo ostacolo sulla buona fede del marito (dice il vero?), per poi passare alla buona fede della moglie (ha detto il vero al marito?) e infine tentare di capire se la moglie soffrisse o meno di un disturbo mentale e se tutto quello che ha raccontato era reale o frutto della sua immaginazione.
Kiba

Mimosa ha detto...

Caro Pino,
replico subito al tuo PS:
il marito ha detto di aver insistito affinché lei salisse in auto perché si era preoccupato del suo stato di agitazione e non voleva restasse sola a casa, così al rientro dalla scuola sarebbero passati dal medico, ma è stata lei a non voler salire, dicendo che doveva sbrigare prima le faccende di casa e che l’ambulatorio medico apriva più tardi.
Pare che tutto ciò sia stato confermato dai figli agli inquirenti che perlomeno hanno interrogato la primogenita tredicenne.

Più tardi in serata scriverò a Kiba, che mi ha illuminata su un altro punto e in contemporanea riprenderò il dialogo con te.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Kiba, grazie per il tuo intervento con domande così puntualizzate che mi servono per rispondere anche ad altri dubbi di Pino.

1) Mi hai illuminata con il primo interrogativo: giusto! Era tutta a posto la casa quando Michele è rientrato e non l’ha trovata? Nessuno l’ha chiesto né detto! Lui, però, racconta di aver avuto subito la percezione di una casa “fredda”, “vuota” … forse perché era nel disordine della colazione o perché era perfetta? Certo che questo dato sarebbe molto importante per stabilire (sempre con approssimazione) il lasso di tempo della scomparsa … e creare altre ipotesi non meno angoscianti.
Se i CC non manifestano sospetti su di lui, potremmo credere che la cucina non fosse a posto e nemmeno i letti rifatti, ecco perché la scomparsa viene collocata durante l’assenza del marito (e a questo punto direi intorno alle 8.25-35, per queste ragioni: alle 8.20 era sicuramente nel cortile, avendola vista un vicina che passava in macchina; lei non sapeva che il marito avrebbe impiegato più tempo per ritornare a casa).
Ma se la casa fosse stata in disordine si potrebbero aprire altri scenari e far mettere in moto le celluline grigie della nostra fantasia (negli altri casi hanno lavorato alla grande, occupando pagine e pagine di commenti).

2) Riguardo alla posizione dei vestiti e alla apertura del cancello, rimando ad una mia risposta (serale) ad un medesimo tuo commento (mattutino) del 15 aprile scorso.

3) Ricordo perfettamente dove sono stati trovati i vari indumenti, inclusi mutandine e reggiseno, e pure gli occhiali da vista. Descrivere qui è troppo dispendioso, ti dovrei fare un disegnetto. Ti conviene rivedere la puntata di CLV con la lunga intervista della metà di marzo, non ho tempo ora di cercarla ma qualche gentile cavaliere te la potrà linkare al posto mio.

4) Ora veniamo alla taglia 40 dei pantaloni. Se avessi postato ieri un mio commento già preparato in merito, mi sarei squalificata. Oggi ho riscoperto che già nel mese di novembre era apparsa molto dimagrita (alla sorella che non la vedeva da settembre), in effetti mi era sfuggito questo particolare che solo la sorella ha dichiarato.
Nessun servizio mediatico ha mai pubblicato parole di Michele in merito. Oggi pomeriggio, infatti, alla vita in diretta (che comunque non si salva dai miei giudizi di faziosità) la conduttrice ha parlato di 10 kg persi in poco tempo, giusto giusto per arrivare a taglia 40.

Tralasciando di replicare all’ultima parte del tuo intervento, che è espressione genuina del tuo pensiero (il mio l’ho espresso già e collima con il tuo), guardando freddamente le cose, io ribadisco le totali ingenuità, inadeguatezza, incapacità emozionale di quest’uomo-marito, che lo hanno portato in primo luogo ad adeguarsi alle medesime caratteristiche mostrate dalla giovane Elena fin dal fidanzamento (“chi si somiglia, si piglia”), e in secondo a replicarle nella famiglia creata secondo gli stili vitali evidentemente acquisiti nelle reciproche origini.
Non c’è da meravigliarsi che in questi mesi EB sia solo lui ad occuparsi dei 4 figli e di una casa a tre piani, un orto e animali, senza alcun aiuto! La stessa vita di prima, senza una solidarietà della comunità familiare, benché sembri che abbia declinato ogni assistenza.
Capa tosta.

Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Pino carissimo
Scrivi «che Buonintempi fosse a conoscenza della situazione in cui si era cacciata la moglie, è contenuto in alcune dichiarazioni che il medesimo rilasciò, fra le tante. Ebbe a dire, infatti, che la moglie stessa, non è chiaro per quale ragione, gli avrebbe confidato, sin dal mese di ottobre, di subire delle molestie, attraverso messaggi e telefonate di tono ricattatorio, sul proprio cellulare».
Non c’è dubbio che la tua frase contiene tutte le verità: però sistemate in altri spazi temporali.

Buonintempi venne a conoscenza della situazione in cui si era cacciata la moglie nei giorni immediatamente precedenti (pomeriggio e notte) alla sua scomparsa.
Fu in quei momenti che lei gli avrebbe confidato, di subire delle molestie, sin dal mese di ottobre, attraverso messaggi e telefonate di tono ricattatorio, sul proprio cellulare.
Fu in gennaio che Elena ammise il lungo travaglio e le sbandate, ossia neanche 24 ore prima di sparire.
Invece, alla sorella e alla maestra d’uncinetto intorno ai primi di novembre raccontò di sentirsi “sulla bocca d tutti”.

Evidentemente non sono bastate le parole del parroco a tranquillizzarla (colloquio risalente acirca la metà di ottobre).

PINO ha detto...

@ Intelligente amica,
E' sempre e solo il Buonintempi, ad aver dichiarato di essere venuto a conoscenza dei "fatti" riguardanti la moglie, appena due giorni prima della sua sparizione. Ad ogni modo è possibile che io abbia confuso il collocamento temporale dell'accadimento, come tu suggerisci. Ciò, comunque, non svisa i fatti.
A conti fatti, e dopo quanto rivelato oggi a "Pomeriggio 5", è lecito sospettare che il disperato marito sappia qualcosa di più, di quanto abbia detto fino ad ora.
La faccenda potrebbe essere più complicata di quel che appare, proprio perchè sullo scenario ci sarebbe un unico attore a recitare tutta la commedia, se si esclude la scomparsa ed il pseudo "amico" Diaz (?).
Cosa ne deduci a tale proposito
Ciao, Pino

Vito Vignera da Catania ha detto...

Cari amici buona notte a tutti.A differenza di qualcun'altro che la moglie l'ha cercata si e no per 24 ore,almeno in questo caso il povero Buoninconti continua nel suo disperato appello a non smettere di cercarla.Vecchi amici d'infanzia e vecchi compagni di scuola,tutti bravi angioletti o tra questi si nasconde il lupo cattivo? semplice curiosità la mia,con il passare degli anni cambiano modi usi e costumi,e magari qualcuno ha stretto amicizie poco raccomandabili.Pista che ritengo da non trascurare è quella della setta satanica,nessuno li nota ma ci sono,vivono sotto false maschere di bravi ragazzi.La buonanima di mia mamma mi ripeteva sempre: nessuno ti ruba se non ti conosce,in questo caso nessuno ti viene a prendere alle 8.30 del mattino se non ti conosce e sopratutto non ti è amico di vecchia data.Qualcuno dice che giravano voci in paese di una Elena non proprio soddisfatta della vita che conduceva,casa chiesa e famiglia,e di certo non il massimo per una che ha appena 37 anni.Casalinga a pieno regime,divertimenti quasi zero,anche perché con quattro figli cercare un po di svago non è facile.Il paese è piccolo e la gente mormora,e chissà se qualche "vocina" di questa sua insoddisfazione di vita coniugale non è arrivata all'orecchio di vecchi "amici"? aspetto con ansia di sapere cosa scrivevano certi "amici" con sms sul cellulare di Elena,e sopratutto se ce ne uno della mattina in cui scompare,oppure di una telefonata,mica uno va a casa degli altri senza prima avvertire del suo immediato arrivo' e no,è da maleducati,e un vecchio "amico" non si comporta cosi,prima avverte e poi passa a prenderti,possibilmente dopo che tuo marito è andato via.Due sono le cose: o indovino oppure sto vedendo troppi film "gialli".E come in tutti i film "gialli" il colpevole si scopre sempre alla fine.E per ora in questo caso siamo solo all'inizio,pur essendo passati tre mesi dalla sparizione.Buona notte cari amici.

Mimosa ha detto...

@ Pino
Anche nei casi Rea e Ragusa l’unica voce parlante è stata quella del marito: l’ultimo ad aver vista in vita la propria moglie ed il solo a raccontare gli ultimi istanti di colei in vita, tanto per citare solo due esempi.
Su entrambi abbiamo fatto convergere ipotesi e credibilità diverse e (nella maggioranza dei nostri commenti) opposte l’uno dall’altro riguardo alle responsabilità. E non per un’istintiva simpatia/antipatia o per intuizione/folgorazione bensì per ragionamento ponderato sulle tempistiche.
Anche in questo caso, nonostante i dubbi che possono sorgere, ci sono i tempi materiali da considerare.
E MB non ne ha avuti, secondo me.
E credo neanche gli investigatori.

Sulla questione “Armando Diaz” è talmente evidente che la voce era quella di MB che non posso pensare altro (come ho avuto modo di dire) che MB è talmente stressato dalle circostanze e pressato dai media che non poteva fare altro che uscire dai gangheri e dare i numeri, anche in virtù della sua inclinazione all’ironia (come è risultato), quasi che il suo scopo iniziale fosse di prendere per i fondelli quella trasmissione perennemente a caccia di gossip
(ma ti rendi conto che la giornalista inviata risiede là da 3 mesi??? Chissà quante volte lui ha dovuto schivarla, chissà quanti pettegolezzi lei è andata a recuperare nei suoi giri giornalieri, anche complottando con l’altra inviata di rai1).

Sì, la faccenda è complicata, e la maggiore complicazione - come anche tu hai osservato - è data dagli indumenti ritrovati in giardino, altrimenti sarebbe stato un “banale” caso di donna scomparsa volontariamente, depressa e in preda a crisi di coscienza, forse suicidatasi (non certo nello stagno) o rintanatasi presso quel “terzo uomo” che l’ha circuita.

Ciao, Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Vito
In effetti oggi mi è parso più chiaro il giro di amicizie maschili di EC:
non c’è solo il padre del compagnetto di scuola del figlio, il quale le scriveva “ti voglio bene” e “non sono venuto a casa tua, anche se tuo marito mi ha invitato, perché non sapevo se ti faceva piacere”,
o il compagno di scuola delle elementari che le ha regalato 30 euro di ricarica al cellulare per il compleanno e l’ha incontrata alcune volte al centro commerciale e prima dice di essersi solo fermato a chiacchierare nei pressi della cava senza fare nulla di compromettente, mentre poi viene strombazzato ai quattro venti che si è incontrato con Elena alla Sagra di Asti e ”almeno 4-5 volte” anche a casa sua arrivandoci in motorino e pure in auto, fino a metà di ottobre (è sempre lui?),
o l’ex morosetto del liceo che non è riuscito ad incontrarla ma al quale Elena ha confidato di essere controllata su fb,
sembra sia saltato fuori un altro uomo, il tizio-ombra di cui Elena dice “una vecchia conoscenza”, “uno che è tornato all’arrembaggio” e ne parla sia con l’ex fidanzatino sia con l’ex compagno di scuola.

Sinceramente io non ci capisco più niente: per quanto prenda appunti durante le trasmissioni, trovo frammenti, contraddizioni, miscugli … forse sono distratta in quei frangenti, forse la mia capacita di attenzione è limitata … chi è colui che Elena Ceste incontrava in casa a settembre-ottobre 2013?
Dov’erano marito e figli? Non in vacanza, se è periodo scolastico iniziato …

Mah … c’è da riflettere non poco sulla personalità di questa donna.

A questo punto,con tante chiacchiere su di sé, come ho letto da qualche parte, se fosse viva, si guarderebbe bene dal tornare a casa, nonostante le garanzie di perdono da parte di tutti i famigliari e congiunti … in quel paesino, poi …

Buonanotte e Buongiorno!
Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa, cercherò la puntata (per ora nessun cavaliere all’orizzonte:)), per me non è semplice, ho l‘impressione che siano tutte uguali (per quanto chi l’ha visto sia l’unico programma che seguo), però la cercherò perché come dici tu la parte dei vestiti è senza dubbio la più misteriosa. Inoltre vorrei rivedere la immagini del cortile da fuori, perché da quello che mi ricordo da fuori si vede perfettamente anche l’angolino dietro al cancello (se cosi fosse Elena si è spogliata praticamente di fronte alla strada).

Secondo l’impressione di Michele, la moglie si è tolta vestiti in maniera veloce, e dalla posizione delle ciabatte ipotizzava una certa fretta, come una fuga. A mio parere se la donna fuggiva avrebbe prima aperto il cancello e i vestiti sarebbero stati lanciati in vari punti nella foga della corsa. Invece sembra una situazione di calma, i primi vestiti uno dentro l’altro non fanno pensare ad una donna che corre, e quelli a ridosso del cancello sembrano una pausa, prima si spoglia e dopo apre. Per questo sarebbe utile sapere dove si trovava e dove è stato ritrovato il telecomando del cancello. Se bastava aprire la macchina del marito e premere un pulsante, o se doveva necessariamente avvicinarsi di più a cancello con il telecomando (poi? Lo ripone in macchina?). Troppe variabili senza le giuste informazioni.
Mi fa pensare al mazzo di chiavi con cui la Ragusa avrebbe aperto la porta di casa per poi lasciarle al suo interno,non si sa dove, perché ai giornalisti piace riproporre sempre le stesse domande e far allontanare e persone informate sui fatti con accuse neanche troppo velate.

Piccole riflessioni sparse: credo che se si fosse trovata in pericolo avrebbe gridato. Non credo che si sia spogliata sotto minaccia perché non sarebbe avvenuto in giardino ma dentro casa. Non credo che la donna avesse in mente di fuggire quella mattina, perché chiede al marito di non portare i figli a scuola. Non credo che qualcuno sia passata a prenderla perché non sono emerse notizie circa telefonate o contatti su internet quella mattina.
Sarebbe fondamentale sapere cosa Michele ha notato al suo rientro. Oltre alle faccende domestiche avrei controllato anche i medicinali. Forse Elena ha preso qualcosa e si è stordita per arrivare a spogliarsi e fuggire (sempre che sia questa a dinamica).

Mimosa un’ultima domanda. Ma Elena non portava delle calze contenitive che il marito la aiutava a indossare/togliere? Ignoro il loro utilizzo, ma se Elena portava una 40 di taglia (ma a me 55 kg per 1,60 sembrano ancora molti per una 40) poteva comunque aver bisogno di queste calze? E sono state ritrovate in giardino? Il marito gliele ha messe anche quella mattina?
p.s. i vestiti sono si misteriosi, ma potrebbero anche essere un depistaggio della donna per quanto ne sappiamo.
Kiba

Minnie ha detto...

Ciao a tutti!
Non avevo visto che c'era un articolo di Massimo anche su EC, grazie a Vito (che ne ha parlato su quello dedicato a Roberta Ragusa)ho cercato e trovato :)
Premetto che ho letto molto in fretta i vostri commenti, scusatemi se ripeto cose già dette: mi vorrei soffermare sul dimagrimento fisico.
Credo che a novemebre 2013 EC si sia operata di varici(ecco che si spiega il discorso delle calze contenitive) e due anni fa aveva avuto un aborto che l'aveva molto debilitata, aveva perso moltissimo sangue, come racconta l'amica. Pare che sia stata una cosa pesante sia a livello fisico che psicologico: è opinione sempre dell'amica che l'esperienza in sè del ricovero ospedaliero possa aver influito molto negativamente su EC che è stata sempre bene e farle capire che forse stava un po' sprecando la sua vita ...
Scusate ancora se ne avevate già parlato ...

Mimosa ha detto...

Benvenuta Minnie
sei arrivata in tempo per darci le informazioni che mi mancavano!

Avevo sentito di un intervento chirurgico in novembre o dicembre ed è per questo che a quell'epoca ha disattivato la pagina fb (spiegazione logica).
Non sapevo nemmeno della varici e delle calze contenitive (che credo si mettesse sa sola, Kiba).

Ecco, invece, la questione del parto di due anni fa (in effetti mi sembrava che la figlia più piccola che va all’asilo avesse 4 anni): era un aborto, e per lei deve essere stato un fortissimo trauma.
Fu proprio due anni fa che iniziò a iscriversi ai social network, un modo per distrarsi …

Vito Vignera da Catania ha detto...

Carissima Minnie come vedi lasciando un piccolo indizio sei venuta a trovarci,grazie cara amica del tuo contributo.Il vostro caro amico Vito nel suo piccolo cerca di rendersi utile come può. A vostra gentile richiesta ecco la puntata che cercavate di CHI L'HA VISTO del 12 marzo scorso.Buona visione,a presto per ulteriori commenti e con le ultime novità,un abbraccio a tutti cari amici.
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d6e79a9b-c244-46bf-b228-ebebd37b6fed.html#p=

Mimosa ha detto...

Grazie Vito
perfetto cavaliere!
Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

In homepage c'è il vostro articolo, vostro perché scritto da voi, su Elena Ceste... così sarà più facile commentare. Massimo

Mimosa ha detto...

Massimo
ci lasci estrerrefatti!!
Un caro salutone!
Mimosa

Marie ha detto...

Si, a me fa un sacco rabbia il fatto che (specialmente sulla RAI, sul La Vita in Diretta per esempio) si voglia fare tanto i perbenistie mantenere la faccia della Elena Ceste: io non la giudico ne´mi permetto di giudicarla, perche´, come dice anche Ppa Francesco :"Chi sono io per giudicarla"? Pero´dobbiamo anche dire che questa donna sposata si sa benissimmo adesso, frequentava anche altri uomini, su Faceboock e ci si vedeva anche e perche´ non potrebbe essere stato proprio uno di loro il suo assassino? Ha detto Marco Liorni a La Vita in Diretta "Che bisogno aveva il suo assassino di spogliarla?" Ma io mi chiedo: ma che per caso Marco Liorni e´nato ieri 17 Novembre 2014? !!!!