lunedì 4 novembre 2013

Roberta Ragusa. Il valzer infinito delle illazioni, dei testimoni e delle veggenti, non aiuta le indagini ma le complica...


Dov'è Roberta Ragusa? E' viva? E' morta? Se fosse viva nessuno si accorgerebbe di lei né la riconoscerebbe. E tutto questo grazie ad indagini monocorde, a parenti e ad associazioni nate con la sua scomparsa che dopo i primi filmati televisivi hanno escluso a priori la sua sopravvivenza. Per cui: come riconoscere il volto vivo di chi da oltre venti mesi tutti credono morto? Chi mai fa più caso alla persona che le somiglia e che magari se ne sta seduta su un sedile di un autobus, nel bar di un centro commerciale o nella sala d'attesa di una stazione? I morti non si trovano dove c'è vita: ed infatti nessuno cerca più Roberta viva. Si preferisce cercare quello che resta del suo corpo. Quindi è morta e c'è un assassino da scoprire? Ma pure in questo caso, se anche fosse, grazie ad indagini monocorde, a parenti e ad associazioni amicali che dopo i primi filmati televisivi hanno escluso a priori che esistesse un assassino diverso dal marito, nessuno quei resti li troverà mai. Chi si impunta su una unica pista difficilmente cambia idea. Come pensare, quindi, che per chi indaga possa esistere una proprietà privata, diversa da quella dei Logli, trasformata in prigione o in un cimitero idoneo a custodire un terribile segreto?

Per cui, visto il punto investigativo in cui si è finiti, è facile capire che a causa della confusione mediatica la scomparsa di Roberta Ragusa sarà destinata a restare uno dei tanti misteri insoluti del nostro paese. E questo grazie, appunto, a chi preferisce credere che in una notte di freddo intenso Antonio Logli abbia prima scorrazzato in auto per le vie di Gello e poi scavato buche, naturalmente in terreni duri e impraticabili, o aperto loculi e cisterne segrete pur di nascondere alla gente e alle forze dell'ordine le sue colpe assassine. Ed ecco che grazie alle convinzioni di tanta gente, i figli di Roberta saranno destinati a una vita psicologicamente difficile, una vita di dubbi in cui dalla mattina alla sera si chiederanno: "Non è che il babbo ha ucciso davvero la mamma?". Una vita da non invidiare la loro, una vita che i parenti di Roberta, appoggiati da una procura foriera di verità indimostrabili, da troppe pseudo amiche, dai media e da un'opinione pubblica inquisitrice, gli hanno voluto regalare, pur se ancora adolescenti, eliminando da subito il beneficio del dubbio e additando Antonio Logli, il marito fedifrago ma anche il padre che mai ha picchiato la loro madre, a sicuro assassino. E questa tesi maggioritaria, grazie a testimoni postumi che hanno dichiarato di aver visto e sentito, di aver fatto sesso e ricevuto confidenze, grazie a pseudo sensitivi che con lo spirito di Roberta comunicano pur non avendola mai conosciuta in vita, ai più è parsa giusta.

Tutti sono credibili e ascoltabili quando non si sa da che parte sbattere la testa e si spera in un miracolo, anche i testimoni e i nuovi veggenti entrati sulla scena... e a venti mesi dalla scomparsa di forze nuove se ne sentiva davvero il bisogno. Parlando di testimoni, però, c'è da dire che questa volta non si tratta di persone che nel buio di una strada stretta hanno visto auto parcheggiate di lato con all'interno il volto di chi non si nasconde restandosene in bella vista. C'è da dire che stavolta non ci sono litigi o botti e neppure personaggi che alle tre di notte vagano in una pineta e si imbattono in un fuoco e in un uomo che trasporta sottobraccio una donna impacchettata. No, stavolta si tratta di un temerario che al freddo di una notte di gennaio cade dalla bicicletta perché una donna in pigiama quasi lo travolge, stavolta si tratta di un vigile del fuoco in servizio all'aeroporto di Pisa, nel 2008 premiato durante la festa che ogni anno viene organizzata nella ricorrenza di Santa Barbara, e della ex donna delle pulizie che un tempo lavorava per Antonio Logli e che dai Logli non lavora più.

Ma, ciclista, pompiere o colf che essi siano, anche per loro vale ciò che vale per tutti: occorre capire quanto siano credibili i ricordi e, soprattutto per il ciclista, il motivo per cui non si sia presentato subito dai carabinieri. Questo perché la donna delle pulizie già aveva reso dichiarazioni sui guanti e sul carrello trovati fuori posto, nonché sull'auto del marito parcheggiata all'esterno, e che anche il pompiere, pur se in forma anonima, si era già fatto leggere dai carabinieri con una lettera in cui aveva scritto di una donna in vestaglia uscita dalla proprietà del Logli ed entrata in una jeep color crema. Quindi siamo in presenza di testimonianze importanti? Siamo in presenza di avvistamenti che si intonano con quello del testimone per eccellenza, il Loris Gozi che su facebook non perde occasione per ribadire che quanto ha visto è realtà e che il potente Logli è un bastardo e la deve pagare? Siamo in presenza di una svolta che permetterà di incastrare il marito di Roberta Ragusa e portarlo alla sbarra perché sicuro assassino di sua moglie?

No, non pare proprio visto che nelle testimonianze ora balla una Jeep di troppo. Di chi è quell'auto color crema in cui sarebbe salita una donna? E cosa significa vedere una donna in vestaglia? Che a causa del freddo, chiunque fosse, prima di uscire dalla proprietà dei Logli aveva indossato sopra al pigiama un indumento tipo vestaglia? E perché il ciclista, che continua a giurare di essere passato un attimo prima del pompiere, parla solo di un pigiama? E perché dice di averla vista salire sull'auto del marito e non su una Jeep? E la vettura del Logli, che Loris Gozi posiziona nello stesso momento in via Gigli e non in via Dini, come si incastra con queste nuove scene? Ma più di ogni altra cosa: come si incastrano la Citroen, notata verso l'una sempre nella stessa via Gigli, e il litigio completo di botto e sportello sbattuto? Che significato assumono queste scene se raffrontate alle parole del pompiere e del ciclista? In quale scenario si può collocare davvero la scomparsa di Roberta Ragusa? 

So che è difficile parlare di Roberta in maniera alternativa, so che si corre il grande rischio di passare per esseri senza cuore nonostante sia più senza cuore chi la vuole morta e ai figli parla in certezza di un padre assassino. So anche quanto sia difficile non ragionare in maniera pregiudizievole dopo quasi due anni di indagini e discorsi unilaterali. Come so che per accontentare la massa e farla felice dovrei adeguarmi alle convinzioni altrui, dovrei sparlare del marito e additarlo a certo assassino anche se le soluzioni investigative sono molteplici e pensare a un Logli colpevole a prescindere, pensiero che costringe le indagini su un'unica pista (perché una madre non avrebbe mai abbandonato i suoi figli), non aiuta le indagini ma le complica. E' vero, lui potrebbe aver ucciso sua moglie. Perché no? Però Roberta potrebbe averla uccisa anche qualcun altro, un uomo o una donna che la conoscevano e di cui si fidava. Perché no? Oppure potrebbe persino aver deciso di troncare e andarsene in maniera silenziosa. Perché no? In fondo noi di Roberta sappiamo quanto ci hanno detto le persone che le vogliono bene. Quindi, e non per dire, in realtà non sappiamo nulla di lei, visto che si è scavato solo sulla famiglia del marito e ascoltato solo, in chiave investigativa, chi il Logli già lo considerava un assassino.

Non sappiamo neppure se una sua amica la "coprisse" (è una pratica molto diffusa) aiutandola, faccio una mera illazione, ad esempio "prestandole" il proprio cellulare per parlare con qualcuno che non fosse Antonio Logli. Non sappiamo nemmeno se Roberta avesse un'altra scheda telefonica o un altro cellulare, come lo aveva il marito e come lo hanno tantissime altre persone italiane. E non lo sappiamo perché nessuno ha mai verificato i tabulati di chi la frequentava in amicizia, magari in palestra, cosa assolutamente da fare in una indagine a 360°, per vedere se un numero telefonico non rapportabile a nessun conoscente figurasse, in entrata e in uscita, solo fino a quel 13 gennaio 2012. Eppure sappiamo per certo che la coppia era da tempo scoppiata. Sappiamo che lei e lui non riuscivano a stare insieme neppure durante le vacanze. Sappiamo che Roberta sospettava che suo marito avesse un'amante. Sappiamo che, pur cercandole, non aveva le prove di una tresca extraconiugale. Ciò che non sappiamo è il motivo per cui da mesi cercasse di scoprire quanto in tanti già sapevano da anni. A cosa le serviva realmente, in termini pratici, il sapere il nome dell'amante del marito? Cosa avrebbe fatto una volta scoperto che era Sara Calzolaio a farsela col suo uomo? Non è che conoscere il volto della rivale l'avrebbe agevolata e riavvicinata ad Antonio. Anzi. Per cui c'è da chiedersi se quel nome, e magari una foto esplicita, non le servisse per altri scopi.

Non è che cercava le prove di un tradimento che al momento del divorzio (inevitabile) l'avrebbero messa in una posizione di grande vantaggio nei confronti del marito e di tutta la famiglia Logli? Chi può garantirci che il suo cercare di scoprire quale donna frequentasse il suo uomo non fosse dovuto a questo? Una donna di quarantacinque anni può anche pensare che se non sistema le cose in fretta poi si dovrà adeguare, si dovrà rassegnare a vivere accanto a chi non l'ama chiudendo ogni possibile porta e rinunciando a un qualsiasi altro futuro. In fondo a quell'età è facile credere che ci siano rimasti pochi treni su cui salire. Roberta voleva divorziare e a novembre 2011 cercava su internet notizie utili su come comportarsi. Lo stabilirono i tecnici informatici che analizzarono il suo computer. A questa informazione la procura associò un movente a carico del marito che, si disse e in tanti dicono ancora, dalla separazione aveva tutto da perdere. Ma davvero era lui ad aver tutto da perdere? E se le cose stessero in maniera diversa? In fondo cosa aveva davvero il Logli da perdere da una separazione, visto che in caso di un divorzio normale nessun giudice l'avrebbe potuto allontanare? Forse lo avrebbero mandato a mangiare e a dormire dai suoi genitori, nella casa accanto quindi, costringendo in questo caso la moglie, che sarebbe rimasta coi figli nell'abitazione coniugale, a vivergli comunque accanto. Inoltre c'era il grande rischio che una volta chiesto il divorzio, il suo ex marito si ricostruisse una nuova vita con l'amante e che la portasse a vivere in quella proprietà. Una sorta di "famiglia aperta" scongiurabile solo, anche se la legge non da certezze ed è un giudice a decidere, in presenza di un "addebito" grave qual è un tradimento perpetrato da anni.

Quindi cosa ci impedisce di pensare che Roberta avesse suoi segreti? Se già da novembre cercava informazioni sui divorzi qualche idea in testa doveva averla. Ma noi tutte non le conosciamo. Forse perché le amiche non erano così amiche o forse perché chi sa quel qualcosa in più preferisce non dirlo. Magari perché non crede sia possibile associare una telefonata o un incontro clandestino a un evento criminale. In realtà, dunque, di cosa avesse Roberta in mente non sappiamo nulla, come non sappiamo cosa sia passato per la testa a Maria Dorotea di Peri, anche lei quarantacinquenne, che pochi giorni fa per andarsene dalla famiglia si è fatta sequestrare da due uomini davanti agli occhi terrorizzati del figlio. La Polizia grazie ai filmati delle videocamere ha rintracciato il mezzo su cui era salita e a lei non è rimasto altro da fare se non raccontare la verità. Ma se nessun video avesse ripreso il pulmino usato dall'amante, se invece di organizzare un eclatante rapimento diurno avesse tenuto un basso profilo e se la fosse svignata di notte, la sua storia sarebbe risultata simile a quella di tante donne ormai troppo stanche che arrivate agli "anta" pensano che non salendo su quell'ultimo treno saranno obbligate a vivere una vita che non sopportano.

Ma queste realtà non toccano i pensieri del dottor Adinolfi, chi comanda la procura di Pisa, che da oltre un anno parla di un imminente interrogatorio del Logli (chissà se mai lo interrogherà), che da oltre un anno a chi lo intervista parla di una morte sicura e di un assassino sicuro (senza motivo visto che non si è trovato nulla), che da oltre un anno fa cercare un corpo morto in ogni luogo e in ogni dove impegnando uomini e soldi dello Stato (e sempre puntando i riflettori solo su un'unica pista e mai mandando i georadar nelle proprietà private altrui), che pochi giorni fa ha chiesto l'ultima proroga delle indagini (anche se inizialmente aveva detto che non ne avrebbe chieste), e dopo questa ha dovuto ammettere che nel 2014 dovrà archiviare il caso se non spunterà un cadavere. Però la speranza è l'ultima a morire (anche se chi vive sperando passa la vecchiaia al cesso), e forse fra poco lui e i suoi procuratori avranno il cadavere che si aspettano di trovare. Dove lo troveranno? In un cimitero ovviamente, dove se no? Questo grazie agli assi nelle maniche fornitigli, come tante altre volte, dalle aggregazioni facebook. E grazie alle ultime sensitive che hanno messo il loro "dono" a disposizione della giustizia, ora vedrete che la volta ambita arriverà presto e presto si apriranno gli armadi della famiglia Logli. In fondo... perché non credere a tutti quelli che dicono di possedere il "dono"? Può essere forse un buon motivo l'aver constatato le tante bufale sensitive di questi anni? Vediamone alcune riprendendo le notizie pubblicizzate dai media:

Marzo 2012: Ha ‘visto’ un luogo dove potrebbe trovarsi il corpo di Roberta Ragusa: un posto dove poi è stato e ha «sentito un freddo glaciale e un fortissimo mal di testa», che scompaiono non appena lui si allontana. Il luogo individuato dal ventisettenne fiorentino Paolo Addona — che già aveva previsto la tragica fine di Sarah Scazzi — si trova a sei-sette chilometri dal «piccolo mondo di Roberta», ovvero dall’abitazione e dall’autoscuola della donna: è ovviamente in una zona di campagna dove c’è un fosso nelle vicinanze di un noto ristorante a Molina di Quosa

Aprile 2012. Cercate Roberta nell'acqua: Mi sono fermata fuori, lungo la strada, una prima volta e poi una seconda. Ho avvertito una sensazione di freddo, di distacco, ma niente di più» segno - dice - che Roberta non va cercata in quei paraggi. Poi ha voluto vedere alcuni terreni, le strade percorse dalla donna, dove faceva colazione, i luoghi più conosciuti dalla donna. Ma è in fondo alla via Dini, dove scorre il fosso del Mulino, che Rosemary ha avuto un sussulto: «E’ come un malessere, un senso di oppressione allo stomaco». Succede quando avverte una traccia. Così ha insistito: ha voluto vedere altri punti, dove il fosso è più fondo, e poi ancora altri canali e il Fiume Morto. E ancora ha sentito lo stomaco chiudersi e il cuore arrivarle in gola: «Cercate Roberta nell’acqua» è il messaggio che affida al termine di una giornata sofferta: "Io spero che un giorno torni e riabbracci i suoi figli. Ma intanto cercate nei fiumi e nei canali".

Agosto 2012: E' sepolta nel giardino di una villetta dove c’è un alto cancello di ferro e un muro di pietra grezza. Forse vicino al mare. La sensitiva arriva fino a ipotizzare il luogo: "Forse è all’Elba?".

Gennaio 2013: La sensitiva prende parte alle ricerche insieme ai Carabinieri ma poi chiede di sospendere. Lei prova dolore se lo fa in questo modo, deve essere guidata da Roberta e non fare le cose su ordine di qualcuno. La sensitiva dice che i Carabinieri stanno cercando nella direzione sbagliata e chiede di andare altrove. Jane e la troupe di "Mistero" seguono le sue indicazioni e seguendo anche alcune tracce fornite dalle amiche di Roberta si recano presso una villa. Una delle amiche della Ragusa dice che potrebbe esserci un legame con la villa e Antonio Logli: lui infatti conosce il luogo perché ha fatto dei lavori. Nella villa, in stato di abbandono, ci sarebbero cunicoli, come ha detto la sensitiva.

Febbraio 2013: “Roberta Ragusa si trova in una cavità dalle pareti sottili ed è immersa nell’acqua. Sul volto della giovane mamma il sensitivo giura di vedere la proiezione dell’ombra di un ponte di mattoni”

Marzo 2013: “Mi chiamo Mara, abito ad Alessandria e ho 61 anni. Scrivo perché posso aiutare a trovare Roberta. Sono giorni che la sogno e mi porta nel luogo dove è stata messa. Lei vuole essere ritrovata per poter andare in pace e avere giustizia per i suoi figli. Ho molte cose da dire, ma bisogna fare in fretta perché se cresce l’erba non la potranno più trovare. Sono una persona semplice senza grilli in testa, ma il suo pianto mi ha dato molto dolore. Così ho deciso di parlarne”

Maggio 2013: Ogni centimetro viene esaminato con cura - spiega Lorenzo Flosi capo della sezione Capannori Nord della Protezione Civile - dalle 6 del mattino alle 20 di sera, quando è presente la luce naturale. In accordo con le autorità stiamo setacciando tutta l’area, sulla base di quanto dichiarato dalla sensitiva che è in contatto costante con noi e che ci ha detto che siamo passati accanto al corpo. Questa donna ha individuato il cadavere di una ragazza che era stata gettata nel Lario. Quindi è attendibile. 

Settembre 2013: La sensitiva avrebbe indicato la zona di Palaia e di Forcoli, più nello specifico: l'ipotesi è che nella frazione di Forcoli o nelle vicinanze il corpo della donna sia stato gettato in un pozzo.

Dov'è Roberta Ragusa? E' davvero morta? Se il metodo usato per cercare di scoprire quanto le è accaduto nella notte del 13 gennaio è quello indicato dalle associazioni "dedicate" e dai sensitivi, non quello induttivo ed intuitivo basato sulla ricerca di dati certi logici e non sull'emotività, state pur sicuri che ad Aprile il caso verrà archiviato. E non si dica poi che lo si è archiviato per mancanza di prove contro Antonio Logli. Si parli, piuttosto, di una mancanza di indagini a 360° e dell'uso di un metodo alquanto bizzarro.

1.053 commenti:

1 – 200 di 1053   Nuovi›   Più recenti»
Vanna ha detto...

Massimo le tue domande sono tutte necessarie e forse inverificabili.

E' vero il personaggio Roberta è molto poco conosciuto e poco indagato, d'altra parte già nei primi momenti la fotografia della donna non era l'ultima scattata:
quindi chi si cercava?
Quella di 10 anni prima o quella attuale?

Una donna a 45 anni non è vecchia, anzi, può ancora sperare nel futuro.( Guarda Camilla non decisamente bella a quasi 60 coronò il sogno d'amore con Carlo ).

Non c'è alcuna certezza in questo caso se non quello che lui ha detto fin da subito e quello che hanno detto i primi pseudo avvistamenti.

Pochi e tra quei pochi qualche numero faceva capo ai Logli.

Strano vero?

Ci sono invece numerose altre incertezze: indizi, voci, movimenti bizzarri, palestra e ginnasti non indagati, amici di lui altrettanto e la donzelletta-amica-impagabile coi bambini-perfetta compagna di merenda-famiglia che mette paura, esperienze di lavoro tecnologico ad amplissimo raggio in un territorio aspro per monti, boschi, laghi pericolosi, corsi d'acqua, rovine castellane, grotte...

CIMITERI-OSSARI- LUMINI-CANCELLI dei quali qualcuno aveva la chiave, pure di quelli!

Tra le prime certezze: lui andò al cimitero a cercarla.
Ha detto dove stava e chi ci ha provato a frugare tra tombe chiuse e decomposizioni?

Nessuno e come si potrebbe fare!

Non sono riusciti nel bergamasco a trovare persone vive col DNA, non si può pensare cosa simile nei cimiteri!

Nella famiglia L. dovrebbero cercare e invece: tappeto rosso e guanti bianchi.

Chi è questa famiglia?
In che rapporti è con il sistema tecnologico, informatico, documentaristico, militare: patenti,automobili,RIFIUTI, parabole torri di elettrocomunicazione ecc, ecc.?

Sappiamo bene come è il dialogo tra quelli che contano.


Ludovico Galbiati ha detto...

La foto non era recentissima, ma nemmeno di 10 anni fa. Infattti la foto mostra da tutte le TV e giornali, corrisponde ad una donna di circa 40 anni.

Ludovico Galbiati ha detto...

Complimenti a Massimo Prati per l'ottimo articolo sul caso Ragusa.
Peccato che ci dobbiamo sorbire QG, CLV e LG con le solite tiritere. Magari il caso Ragusa fosse affrontato in TV a questo modo.
Questo è fare giornalismo a 360°.
Grande Massimo!!!

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Massimo,

sei l'obiettività fatta persona, per quanto possa un essere umano. Le tue capacità critiche e razionali si dimostrano anche in questo caso. Personalmente avrò qualche certezza di più quando l'intera Costa Concordia sarà visitata e controllata da cima a fondo. Ogni tanto ritrovano ossa, ma nessuno chiarisce a chi appartengano. Che la sparizione di Roberta Ragusa coincida con la stessa notte dell'incidente, dovrebbe pur suggerire un possibile scrupolo in più.

Quanto ai sensitivi, ci sarebbe da chiedersi perché ogni volta vedono cadaveri in un'acqua non ben precisata. Hanno una veggenza di tipo caterattico, per cui appaiono ombre confuse biancastre attraverso fenomeni di rifrazione tramite un cristallino ormai rigido e opaco: il tutto assai vago. Dev'essere una malattia professionale. Non è un caso che i grandi Veggenti siano di solito ciechi completi, a partire almeno da Omero.

emax/massimo prati ha detto...

Vanna, non concordo con te perché il tuo commento è unidirezionale come le indagini della procura e zeppo di pregiudizio. Tu nel tuo commento hai portato le "ragioni" della maggioranza dell'opinione pubblica, quella che ha succhiato dalla mammella dei media ed elaborato il fatto per come si voleva si elaborasse. Ma non è così che si cerca un vero colpevole, così si creavano le streghe nel medioevo.

1) La foto io per la prima volta l'ho vista su facebook il 14 gennaio 2012. L'aveva postata il figlio di Roberta subito dopo aver chiamato la redazione di Chi l'ha visto, e non il marito che si trovava in caserma, sotto la scritta: Questo non è uno scherzo. Mia madre è scomparsa questa mattina presto, abbiamo già avvertito le forze dell'ordine ma chiedo anche il vostro aiuto.
E' senza documenti, probabilmente in pigiama, qui i suoi dati anagrafici: Nome: Roberta
Cognome: Ragusa-Sesso: F
Data di nascita: 21/03/67
Luogo di nascita: Roma
Residenza (e luogo della scomparsa): Via Ulisse Dini 210 San Giuliano Terme (PI). Vi prego fatevi sentire se l'avete vista e vi prego di condividere e postare questo messaggio su ogni pagina o gruppo che c'entri con Pisa e con i vostri amici. Grazie a tutti. Daniele Logli


Quindi non puoi incolpare il marito per la divulgazione di una foto datata di qualche anno.

2) Camilla è una donna che per trent'anni ha svolto il compito di amante; se si vuol fare un paragone, quindi, lo si può fare con la Calzolaio, non con Roberta.

3) Certezze sul lato Logli ve ne sono, dato che tutta la famiglia, nessuno escluso, neppure l'amante, è stata intercettata ininterrottamente per mesi ed ancora ha ancora cimici in casa e sulle auto. In questi 20 mesi però nulla è uscito di compromettente. I logli sono criminali professionisti?

4) Le non certezze riguardano solo la palestra e le amiche che la vedevano al di fuori del lavoro: loro non hanno mai avuto cimici in auto o in casa e non possiamo sapere se una amica, o più di una, sapesse un qualcosa in più di quanto detto. Gli indizi quali sono? Quelli portati dalle voci di paese? Tu sai che il 29 gennaio del 2012 i carabinieri furono oberati di lavoro perché una chiacchiera fatta al bar si allargò talmente tanto che in meno di due ore tutta Gello sapeva, ed era convinta fosse vero, che il cadavere di Roberta era stato trovato pieno di lividi? Naturalmente non era vero nulla... ma il fatto si è ripetuto nel tempo. Non più chiacchiere su cadaveri trovati, ma sui movimenti del Logli (strade laterali in cui cercava un qualcosa, ore trascorse nei vari cimiteri, ecc...)... e i giornalisti facevano il resto.

5) E parlando degli avvistamenti, strani perché fanno capo al Logli, quali hanno un carattere di indizio o prova? Per mandare in galera il Logli bastava un avvistamento che verificato corrispondesse alle parole del testimone. Ci vuol poco a smontare un alibi... metti che davvero a mezzanotte e trenta e all'una il Logli fosse in via Gigli e non nel suo letto... credimi, l'avrebbero chiuso in carcere (almeno per qualche settimana). Ma se il Logli è rimasto sempre libero significa che le verifiche fatte dai carabinieri hanno dimostrato l'impossibilità di vedere il volto di chi era parcheggiato al lato della strada... quindi la non validità delle testimonianze del Gozi.

6) Inutile parlare della Calzolaio perfetta compagna di merenda, perché il tuo è solo un discorso basato sul pregiudizio e su una falsa morale, quasi che Sara sia un pezzo raro, quasi sia da biasimare perché l'unica donna italiana ad avere un amante... quando invece statisticamente nel nostro paese due donne su tre hanno scheletri nell'armadio: o storie di sesso sul luogo di lavoro o una vita parallela al matrimonio che dura anche per lunghi periodi (a volte si parla di storie preesistenti alle nozze che continuano alla faccia del marito).

continua...

emax/massimo prati ha detto...

7) Cimiteri, ossari, lumini e cancelli... ma davvero il pregiudizio ti fa credere che il Logli abbia nascosto il cadavere della moglie in un cimitero e che nessuno l'abbia voluto trovare perché la famiglia è trattata col tappeto rosso e i guanti bianchi? A me risulta che le loro proprietà sono state rovistate e passate col luminol e i georadar più volte ed anche di fronte alle telecamere della televisione (non proprio un trattamento di favore)... che da subito la famiglia ha fatto entrare le telecamere e i giornalisti. Che solo alle prime avvisaglie di pregiudizio il loro avvocato ha imposto il silenzio (e ha fatto bene) per evitare che ogni frase venisse stravolta e strumentalizzata.

Questo non si può dire di altri che invece di essere controllati (che guardassero almeno qualche tabulato dell'epoca!) da quando si sono aggregati vengono trattati, loro sì, con guanti bianchi e tappeti rossi, visto che ogni veggente che si presenta viene portato in procura e da lì si autorizzano ricerche in luoghi anche impossibili. Ricerche e veggenti naturalmente subito strumentalizzati dai giornalisti che non si sono persi d'animo e pur senza le dichiarazioni del Logli sono stati in grado di scrivere notizie su notizie.

Sai che su Il Tirreno ci sono circa 492 articoli sul caso di Roberta Ragusa? Se fai di conto e pensi che sono passati meno di 700 giorni dalla scomparsa...

Ciao, Massimo

Ludovico Galbiati ha detto...

Concordo perfettamente su tutte le risposte di Massimo. In special modo sul punto 5) dove si parla del Gozi.
Tutti e due, marito e moglie, sono due bugiardi, perché la notte del 14/01/2012, al buio, con la nebbia, con la strada senza illuminazione, in Via Gigli non avrebbero potuto vedere un bel niente.
Descrivo una serie di incogruenze e situazioni fisiche impossibili da verificarsi in quelle condizioni, tutte documentate da testimonianze video.
A)Loris Gozi dichiara di aver visto A.L. in volto abbagliandolo con i fari dell'auto, e dice che anche il Logli lo ha riconosciuto, nascondendosi il volto con una mano.
- E' impossibile che A.L. abbia potuto vedere in volto L.G.
A.L. era seduto al buio in auto, quindi la sua auto non illuminava la strada antistante. In quella situazione non avrebbe potuto riconoscere l'auto che gli veniva di fronte e nemmeno gli occupanti del veicolo. Inoltre il Gozi lo avrebbe abbagliato, quindi si sarebbe trovato in una situazione di assoluta cecità.
Inoltre dobbiamo tener conto che al 99%, il parabrezza dell'auto del Logli sarebbe stato appannato. Con una temperatura esterna vicina allo 0°, il calore emesso dal corpo umano seduto dentro un'auto, nel giro di pochi minuti, avrebbe reso il lunotto anteriore(e pure gli altri vetri)tutti appannati.

B)Anita Gombi, moglie di Loris, dice di non notare l'auto del Logli, e di accorgersene in ritardo su segnalazione del marito. Al programma "Chi l'ha visto?", ha dichiarato che lei ha riconosciuto l'auto del Logli da dietro. In pratica, incrociano l'auto ferma in sosta, la superano, quindi lei si gira indietro e la riconosce dal posteriore.
- Questa donna è un fenomeno della Scienza, altro che veggenti e paranormale. E' impossibile che una persona possa riconoscere un'auto ferma con le luci spente, in una strada senza illuminazione. Quando lei si girerebbe indietro per vedere il posteriore dell'auto, non vedrebbe assolutissimamente nulla.

- E poi mi pare alquanto strano che in una stradina al buio come Via Gigli, uno si fermi sul ciglio della strada (anzi il Gozi dice che era quasi in metà carreggiata), lasciando l'auto completamente al buio. Al buio e con la nebbia, almeno le luci di posizione doveva accenderle se non voleva finire investito.

Tralascio la seconda parte dell'avvistamento, perché li' non riconosce con sicurezza, lui dice all'80%, ma ci sarebbe da dire molto pure su questo.

Stefania ha detto...

Ludovico, il tuo ragionamento non fa una grinza ma è solo un'ipotesi. Difatti puoi escludere che quanto detto da Gozi circa il fatto il Logli abbia cercato di coprirsi il volto non fosse dovuto come da sua interpretazione al fatto di non volersi far riconoscere ma molto piu' semplicemente perchè abbagliato dai fari della sua auto? Prova a pensarci: se non stai guidando ed hai quindi le mani libere, se vieni abbagliato, è quasi istintivo portare le mani a coprire gli occhi, giusto?

Riguardo il fatto l'auto del Logli non avesse accese neppure le luci di posizione, ricordo perfettamente Logli parlo' ed indico' una radura a lato strada, e non il centro della carreggiata come tu dici, come posizione dell'auto che lui aveva visto.

Con questo non voglio dire che Logli dica il vero (non lo posso sapere) ma se ha detto menzogne non è certo sulla base delle tue considerazioni è attaccabile la sua testimonianza.


Stefania

Stefania ha detto...

Passiamo ad altre considerazioni.

E' vero, i media continuano a dare Logli come unico possibile colpevole per la scomparsa della Ragusa. Ma quelli non sono in cerca di verità ma solo di audience e questo noi lo si è capito da un pezzo. Sine die non sparirà un'altra giovane mamma, dai grandi occhi azzurri, sino a quanto un altro caso non diventerà altrettanto spendibile nei contenitori pomeridiani e serali e per la carta stampata, si continuerà con il mantra del "Logli assassino".

Ma non credo Adinolfi ed i suoi abbiano scartato altre ipotesi. Come possiamo saperlo? Le indagini sono ad oggi in corso e quindi non possiamo escludere siano state battute altre piste nel piu' rigoroso dei silenzi, solo perchè a Chi l'ha visto? fanno vedere gli scavi nelle proprietà dei Logli.

Stefania

Stefania ha detto...


Riguardo la Calzolaio, è vero, tante donne e tanti uomini hanno storie clandestine. Quel che fa specie, nel caso, è il fatto lei fosse a contatto diretto tutti i santi giorni che Dio mette in terra, con la sua "rivale": una situazione difficilmente sopportabile per qualsiasi amante, anche la meno devota.


Questo fa di quella donna, un "caso particolare". Il suo essere "vice-mamma" dei figli del suo amante.

Stefania

Stefania ha detto...

Riguardo il fatto la Ragusa fosse andata a cercare sul web notizie ed informazioni circa il divorzio non è assolutamente da imputare in modo categorico ad un suo "voler uscire da quella unione facendola pagare a caro prezzo al marito" come sostenuto da Massimo Prati. Puo' essere ma non è da scartarsi l'ipotesi si stesse semplicemente "preparando". Perchè quando credi ad un amore, ad una persona, quando hai una famiglia, un fallimento deve essere piano piano riconosciuto e solo poi metabolizzato cosi' ti venga automatico chiudere.

Spesso ci si separa perchè innamorati di qualcun altro, magari un qualcun altro che ti preme .... ma non si agisce con altrettanta velocità se non vieni picchiata, se non hai nessuno che ti aspetta a braccia aperte una volta libera, cerchi di non credere al fallimento per tanto, tanto tempo.

Roberta aveva chiesto ad un'amica avvocato "posso far scrivere da te a mio marito non per chiedergli la separazione ma solo per fargli prendere paura? Per fargli capire che ci sto pensando?".

Questo è un dato certo e non sembra l'agire di una donna che ha già maturato una scelta definitiva, se pur dolorosa. In Roberta probabilmente stava crescendo il malcontento ma il senso di enuttabilità della fine del suo rapporto con il Logli, almeno sino a poco prima (magari prima le volasse addosso uno scatolone?) non era ancora presente nel cuore e nella mente di quella donna.

Altrimenti corri da un avvocato ed agisci ... non scruti internet e chiedi alle amiche avvocato di spaventarti il marito.



Riguardo invece i sensitivi ... per anni, quando utilizzati, mi sono sempre detta "che pagliacciata" .... poi un giorno anni fa, ho visto un servizio molto interessante (su History Channel) che spiegava perchè si da a questi personaggi questa importanza e si seguono le loro indicazioni.

Veniva spiegato che accade che qualcuno sappia ma non voglia apparire (per millanta motivi). E che segnali ai sensitivi quel che sa. Quindi nulla di paranormale ma segnalazioni magari anonime .... non fatte agli organi inquirenti ma al "santone" di turno.

Non sono piste da trascurare: mai.

Ed in passato alcune "sensitive" anche in Italia hanno aiutato in modo piuttosto importante alla risoluzione di alcuni casi.

Uno per tutti: la ragazza trovata con la sua auto, qualche anno fa dentro al lago di Como, nei pressi di Lecco.

Stefania

Ludovico Galbiati ha detto...

@Stefania
Le mie non sono solo ipotesi, ma fatti verificabili, sia dalla Procura di Pisa che dalla Difesa di Antonio Logli.
Inserisco un link di collegamento ad un video tratto da "Chi l'ha visto?" del 10 Aprile 2013, dove viene mostrata Via Gigli di notte. http://youtu.be/bGlOl1LcC2k(47 sec)
Si vede la strada al buio totale, la v.camera inquadra le auto che appaiono all'orizzonte. Delle auto che si avvicinano al punto di ripresa, si possono osservare solo i fari, Nient'altro è consentito di vedere a chi osserva. Questa condizione di visuale è la stessa in cui si è trovato A.L. quella notte, quindi non avrebbe mai potute vedere ne' il tipo di auto e ne' il suo conducente.

Per quel che riguarda il punto in cui era posizionata l'auto del Logli, ti posso smentire tranquillamente. Sempre nello stesso video, il Gozi afferma che A.L. fosse fermo in mezzo alla strada e con i fari spenti.

La difesa può sempre chiedere la ricostruzione dei fatti, e verificare le vari dichiarazioni del Gozi e della moglie.

Ludovico Galbiati
ludogalbiati@gmail.com

Stefania ha detto...

Ludovico: ascolta questa intervista a Gozi. Mi spieghi quando avrebbe mai detto che la macchina del Logli era in mezzo alla strada? Io ricordo invece benissimo quando indico' (alla luce del giorno) un punto preciso dove era possibile accostarsi, è un sterrato, lato strada.

Riguardo il fatto tu dica che è stata fatta una prova con una telecamera di notte, mi spieghi che significa? E' ovvio che se io in auto con fari accesi, incrocio un'altra auto con fari accesi nessuno vede piu' di tanto. Ma se io ho i fari accesi ed incontro una macchina accostata alla strada a fari spenti, posso benissimo vedere il modello, se non il colore, ed anche i suoi occupanti. Riguardo il fatto i vetri fossero o meno appannati non possiamo averne certezza perchè dipende tutto da quanto tempo sono ferma a motore spento. Se sono arrivata da pochi minuti i vetri non hanno ancora fatto in tempo ad appannarsi.

Con questo non voglio sposare la tesi di Gozi, ti dico solo che per quello che ci è dato di sapere mi pare lui sia attendibile.

Inoltre, non c'è solo la sua testimonianza ma anche quella della moglie.

E per la visita ricevuta da Logli il giorno dopo, anche la suocera.

Che motivo mai potrebbero avere quelle tre persone per essersi inventati una cosa del genere? In tre?

Stefania

emax/massimo prati ha detto...

Cara Stefania, se i Pm del dottor Adinolfi avessero seguito altre piste, da tempo ci sarebbero stati interrogatori mirati e ricerche in aree private diverse da quelle dei Logli. Se non per altro, almeno per scrupolo. Invece in ogni intervista il procuratore si ostina a dire che il marito è l'assassino (pur non avendo un cadavere), e non lo fa capire tra le righe, lo dice proprio chiaro chiaro. Se questo indica cercare una pista alternativa... a me pare indichi un convincimento che ha attecchito in procura e che si vuole attecchisca all'esterno.

Se vogliamo parlare di amanti io vivo in Romagna (forse non faccio testo visto che in riviera il tradimento pare essere un obbligo) e sono l'uomo giusto, sia per quanto capitato a me dagli anni '80 in poi, che per quanto riguarda le coppie di amici che per anni sono usciti con me e la mia prima moglie (erano tantissimi e tutti, tranne uno a cui le corna non infastidiscono, da ormai due decenni divorziati). Ma posso parlarti di una persona dolce timida, una mia amica non sposata che da giovane era l'amante del fidanzato di sua sorella. Lo è rimasta anche dopo il matrimonio e anche dopo la separazione e il divorzio (dovuto a un'altra amante che lui aveva) e ancora oggi a volte si incontra con lui che convive con un'altra donna ancora. Comunque basta entrare in alcuni forum che trattano di tradimenti per capire quanti siano, come capitino e cosa lascino. Avrai capito perché dubito quando mi dicono che la tal persona è una "santa" (poi magari lo è davvero).

Sulla lettera che minaccia il divorzio sono d'accordo: a volte si cerca di forzare la mano al partner per capire se ci sono gli spazi per ricucire un rapporto. Ma se si va da un avvocato non gli si chiede solo di scrivere una lettera, ci si fa anche spiegare cosa accade dopo una eventuale separazione. E' questo il punto che ho toccato nell'articolo: il Logli, al contrario di quanto si dice in giro, aveva poco da perdere; non se ne sarebbe mai andato da quel recinto in cui vi sono case scuola guida e capannoni e una volta separato più nulla gli impediva di portare l'amante a vivere con sé. Nessuno avrebbe potuto evitare questa conclusione senza un motivo davvero valido: e questo l'amica avvocato deve averglielo detto per forza. Quindi era la situazione di Roberta a non essere delle migliori, non quella del marito che avrebbe comunque avuto i figli accanto e la possibilità di una nuova vita (ti immagini se Sara dopo un anno fosse andata a vivere col Logli e avesse continuato a lavorare nell'autoscuola, a stretto contatto con Roberta?)

Sui sensitivi: io credo che alcuni abbiano davvero un qualcosa in più che li rende speciali. Ma credo anche che il 99,9% cerchi nei casi eclatanti una maggiore visibilità che porti loro un ritorno economico. Per seguire il tuo ragionamento, può essere, ad esempio, che qualcuno abbia detto alla sensitiva dell'auto nel lago... di certo nessuno le ha parlato di Roberta, visto che ha fatto scavare e spostare alberi in un luogo in cui a fatica arrivano i lupi.

A parer mio in certi casi occorre usare un poco di logica. Affidarsi a proprie o altrui impressioni per crearsi idee poco logiche è riduttivo per la mente umana che di natura è razionale.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Per quanto attiene l'attendibilità del Gozi ci penserà la procura a verificarla. Per il momento, visto che il Logli è libero nonostante il teste dica che il suo alibi è fasullo, visto che il Pm ha detto che senza cadavere si va verso l'archiviazione, non pare che in procura, nonostante l'incidente probatorio, sia considerato davvero attendibile.

Forse hanno fatto fare ai carabinieri la prova del nove: hanno messo un'auto con un uomo all'interno e sono passati di notte sulla strada per vedere se il volto era visibile (a gennaio con l'auto spenta no di certo, già verificato). Oppure si sono chiesti per quale motivo all'una di una notte fredda il Gozi, già spogliatosi per andare a letto, abbia portato i cani in una strada stretta e per loro pericolosa, così stando all'esterno per diverso tempo, invece di farli scorrazzare per cinque minuti nel suo piazzale o, al limite, nella strada bianca o nei campi che circondano la casa, e abbia visto, a 70 metri in una notte buia, una scena svoltasi su un'utilitaria diversa da quella vista in precedenza. Una utilitaria che potrebbe essere quella di Roberta ma non si è sicuri... quindi gli attori potrebbero essere diversi da quelli pensati.

Dei giorni a seguire e su quanto dichiarato da moglie e suocera... penso che il Logli non poteva essere in ogni luogo quel 14 gennaio e che per le procure certe strategie sono la norma e servono a far parlare chi è intercettato che se è colpevole si tradisce (e i Logli, oltre alla Calzolaio, erano e sono intercettati).

Questo è il mio pensiero, poi ognuno la pensa come vuole: non c'è l'obbligo di vederla tutti alla stessa maniera. Ciao, Massimo

Ps. per finire metto il link giusto, quello inserito da Ludovico non è completo e non da collegamenti.

https://www.youtube.com/watch?v=bGlOl1LcC2k

Vanna ha detto...

Ciao Massimo,le tue osservazioni comunicano che sei sempre corretto nella conduzione del blog e per questo mi trovo qui a leggerti e a risponderti.

Ti ho scoperto alla ricerca dei perché dietro il caso Parolisi, pur se sicura che fosse stato lui, cercavo.

Approdai a Volando ed ho cambiato idea.

Stessa cosa sul caso Scazzi del quale ero sicura di altro tanto ero stata rimbambita dalle notizie pomeridiane.

Ed ho cambiato parere.

Ho letto qui il caso Ragusa fin dall'inizio e ho partecipato al dialogo e non ho cambiato idea.

Forse potrei, mai dire mai,ma per il momento rimango nella stessa posizione e condivido in pieno quello che scrive Stefania con la quale all'epoca si ragionava in tandem.

Tra i sensitivi, troppi che si sono alternati in questo caso, ce n'è uno che m'incuriosisce: Mario Allocchi che subito disse cosa era accaduto a Sarah e subito andò ad Ascoli a riferire che non era stato Parolisi ad uccidere Melania.

Per Roberta disse che era sparita volontariamente per motivi suoi.
Chissà se Allocchi ha continuato ad affermare questo o ha cambiato versione, non se ne è saputo più nulla.

I sensitivi e le loro visioni possono essere utili in certi casi, sono molti i paesi all'estero che chiedono la loro collaborazione.

A volte accade che quando scatta una particolare sintonia con le forze dell'ordine,le visioni assumono un significato.

Il "sentire" del sensitivo deve essere captato dall'investigatore per essere decodificato.

E' sempre e comunque una questione di sensibilità e capacità.

Se la donna fosse sparita volontariamente, si sarebbe fatta viva con i suoi figli.

Ma non lo ha fatto.

Come hanno vissuto il lutto? non se ne sa nulla.

Tutto ok?
Se tutto è ok vuol dire:
-che non c'è stato lutto;
-e come mai, non amavano la mamma?
-che tutti si fanno gli affari loro, anche gli insegnanti e gli assistenti sociali, i giornalai;
-che la prole è controllata al massimo;
-che le notizie non si devono dire, però si continua a cercare e a mettere tanti dubbi sulla figura del padre.

Così dopo il dolore della sparizione della mamma, c'è anche il dubbio che potrebbe entrarci il padre.

C'è da squassare la fragile vita di due adolescenti.

Di Sarah si conoscono i suoi semplici scritti, di Sabrina le sue telefonate, di questi figli cosa è trapelato?
Da una parte è giusto così, ma dall'altra sarebbe invece ingiusto che le vite delle cugine di Avetrana siano state messe in piazza.

Anche di Yara e della sua famiglia non è trapelato nulla.
I media hanno usato poco tamburo, come mai?

Questo modo di condurre che potrebbe sembrare prudente,mi pare strano per la diversità di approccio nei diversi casi.

Si parla sempre di minorenni e di famiglie, eppure hanno subito altro trattamento.

E' solo questione di persone, Procure, forze dell'ordine diverse
o c'è altro.

La scuola è sempre scuola, che temi ha scritto la figlia di Roberta?
E il figlio che testi elabora?

Sparisce la mamma e non è trapelato nulla?

I compagni di classe sono tutti muti?

Alle riunioni pomeridiane ci va sempre lui?

Chi ha versato lacrime in questa scomparsa?

Non si sono viste.

Stefania ha detto...

Massimo, Gozi dice "era anche un po' in mezzo alla strada". Ricordo bene un servizio in cui fecero vedere il punto esatto indicato dal testimone come quello dove era parcheggiata l'auto. Non è un vero e proprio parcheggio a lato strada ma diciamo che verticalmente ci sta piu' o meno tre quarti di una macchina di media-grossa taglia. In questo senso (sempre se quanto detto da Gozi rispondesse al vero) con quel "era anche un po' in mezzo" intedeva dire proprio questo. Tanto che anche nel servizio che hai postato (grazie!) si specifica che forse si ... forse no ..... non si dice chiaramente che Gozi non avrebbe potuto vedere.

Riguardo il fatto sia uscito con i cani invece che rimanere nel piazzale, potrebbe essere proprio dovuto alla cacciara che sentiva in strada.

Questo ben inteso non vuole avvalorare la tesi il Gozi sia attendibile ma evidentemente la sua testimonianza, da sola dice troppo poco per poter puntare il dito sul Logli.

Io credo bene il marito di Roberta sia libero come l'aria. Non c'è traccia di Roberta!

Come te sono convinta Adinolfi si dica convinto della colpvevolezza del marito per provocarlo.

Ma sappiamo che Logli è un furbetto: uno che tiene in ballo una storia clandestina per anni, portandosi in ufficio, in casa ed in vacanza moglie ed amante ecco ..... diciamo che un po' di pelo sullo stomaco deve per forza averlo.

Riguardo il fatto Logli avrebbe potuto rimanere a vivere all'interno del comprensorio, in caso di separazione, questo è indubbio e magari come tu dici, proprio con l'amante.

Ma quando Roberta si rivolge alla amica avvocatessa ha il sospetto di essere tradita ma non ne ha certezza, tantomeno quindi puo' sapere trattasi della Calzolaio.

In ogni caso, in sede di separazione, Logli avrebbe comunque avuto conseguenze economiche notevoli. Liquidare una moglie contitolare dell'attività di famiglia non deve essere cosa da poco. Men che meno lo è dover provvedere a trovare per moglie e figli un'altra sistemazione abitativa, se avesse deciso di rimanere in Via Dini lui, con un'amante.

Infine, non possiamo saperlo ma è possibile, l'autoscuola facesse un po' di attività non contabilizzata. Ed anche questo sarebbe diventato un guaio, in caso di separazione e successivo divorzio.

Ma a parte casi melodrammatici come quello della tua timida amica che tanto timida non è evidentemente, che la Ragusa sino a poco prima non fosse "pronta" e non fosse ancora maturato completamente in lei il desiderio di separarsi lo dice l'amica avvocatessa. E sinceramente, essendo un'amica della donna, se avesse voluto puntare a sua volta il dito sul Logli avrebbe dichiarato che si, che Roberta voleva la separazione mentre ha appunto detto che la Ragusa le aveva chiesto solo informazioni e chiesto se poteva valere la pena di mandare al marito una lettera (mai inviata).

In questa vicenda è possibile che Adinolfi sappia bene che Antonio Logli sia il principale indiziato ma che abbia in mente anche altro.

E' un procuratore scaltro, capace. Inizialmente ha anche seguito altre piste (gli avvistamenti), poi si è concentrato su Logli ma non è affatto detto che in segreto stia seguendo altre piste oppure che abbia degli indizi che noi non conosciamo.

Stefania

Stefania ha detto...

Vanna, condivido (tanto per cambiare) parola per parola di quanto da te scritto.

Io sono convinta dell'innocenza di Parolisi. Non lo sono affatto di quella di Logli.

O almeno, le considerazioni che nel tempo qui si sono fatte non mi hanno ancora per nulla convinto ... anzi.

Poi è evidente che non si sbatte in galera nessuno senza prove. Tanto che Logli è libero di fare ad oggi, quel che vuole.

Riguardo i figlioli della povera Roberta, ebbene si, anche io penso quel che tu hai scritto. Roberta non era un amata in quella casa.

Stefania

Ludovico Galbiati ha detto...

@Stefania
il link corretto del video è : https://www.youtube.com/watch?v=bGlOl1LcC2k
grazie a Massimo, ho fatto un errore nel copiarlo.

Nel video che ti ho linkato, il Gozi dice a : 0'35" [era fermo lì, aveva i fari spenti, l'ho abbagliato perchè era troppo in mezzo alla strada]

Non hai capito quello che ho scritto sull'incrocio delle due auto. Io ho scritto che il Gozi ha più volte detto che Antonio Logli lo avrebbe riconosciuto quando lui lo abbagliò con i fari. Ti ho spiegato sopra perché ciò è impossibile che si verifichi. Tu invece hai capito l'esatto contrario.

Poi mi dovresti spiegare come la moglie possa aver visto e riconosciuto l'auto di A.L. da dietro. Lo dice pure il Gozi alla fine del video: [lei ha alzato la testa, ma ormai lo avevo già superato]- Nel video di "Chi l'ha visto?" del 08 Maggio 2013 la moglie Anita dichiara testualmente: mi sono girata, ho guardato indietro ed ho riconosciuto l'auto da dietro.
Una volte che l'auto dei Gozi superava quella del Logli, la Sig.ra Gombi non poteva in nessun modo vedere l'auto di A.L. visto che era spenta e che la strada era priva di illuminazione.

Questo mi pare un fatto oggettivo, a cui nessuno ha mai dato il giusto risalto. Eppure vi sono le testimonianze audio-video che lo confermano.
Un fatto fisicamente impossibile da verificarsi, che porta alla conclusione che la signora Gombi abbia detto il falso.

ENRICO ha detto...

Tra l'altro è piuttosto singolare che il Gozi all'una di notte e con un freddo polare decida di portare il cane a spasso ! Capisco ( e comunque fino ad un certo punto , vista l'ora e vista la bassa temperatura ! ) se il cane viveva in un appartamento al chiuso ma dato che la bestiola aveva la possibilità di fare i suoi bisogni nel terreno antistante la casa non capisco la necessità di portarlo fuori a quell'ora e con quel freddo

inoltre afferma di aver visto in quell'occasione ( quindi mentre era a piedi e in grado di poter ben accorgersi di chi fossero le persone in questione ) un'auto ferma e aver sentito i due che litigavano ...

Mah.. sarà ma questo Gozi non mi ha mai convinto fin dal primo momento.

Stefania ha detto...

Ludovico, evidentemente non mi sono ben spiegata. Io stessa dico che nel caso Gozi dichiari il vero (cioè di aver visto il Logli quella sera, cioè di aver visto il Logli coprirsi il viso) cade in errore quando dichiara che l'indagato lo avesse fatto per non farsi riconoscere. Se lo ha fatto, se ha coperto il volto è stato per non venire abbagliato dai fari della macchina del Gozi.

Riguardo il fatto la macchina non fosse parcheggiata all'interno di strisce blu, io non ho mai detto il contrario ma non mi puoi dire che il Logli era a fari spenti in mezzo alla strada, perchè Gozi non dice questo. Dice che era "un po' in mezzo" come chi cerca di posteggiare sul ciglio della strada. Riguardo il fatto la moglie del Gozi non possa aver riconosciuto la macchina del Logli, vedendola da dietro, ricordati che la strada non era illuminata ma le luci della macchina del Gozi si, anche quelle posteriori. E magari anche un'antinebbia, sufficiente a riconoscere un modello d'auto da dietro. Non voglio sposare aprioristicamente quel che dice il test Gozi ma dico che non è con questi argomenti che si puo' smontare la sua testimonianza, che è cosa ben differente.

Rimane imperscrutabile il motivo per cui il giostraio, la moglie e la di lui suocera, dovrebbero dichiarare il falso dicendo che il giorno dopo il Logli si è recato da loro. Suggestione collettiva?

E men che meno si capisce il voler negare da parte del Logli, quando a ben vedere, penso sia cosa assolutamente normale rivolgersi ai vicini per sapere se hanno visto qualcosa, se ti sparisce la moglie!

Ed invece lui no .... lui sostiene di non esserci andato dai Gozi. E perchè?

Stefania

Vanna ha detto...

Stefania, il Gozi può dire quello che vuole, cosa vuoi che conti un giostraio sinti contro il dire del Logli!

Certo che lui nega di essere andato dal Gozi è un altro modo per tacciarlo di essere bugiardo e inaffidabile.

La sua parola contro quella di un giostraio.
Un capolavoro!

Se il Gozi fosse stato di Gello non avrebbe parlato.

E chi ha parlato in ritardo come il Gozi, ha raccontato diversamente.
Altro capolavoro!



Manlio Tummolo ha detto...

Forse sarebbe bene guardare meno televisione, lo ripeto da tempo. Ognuno è "non colpevole" fino a sentenza definitiva. Lo dice la nostra Costituzione, e Atti internazionali proclamano perfino l' "innocenza" fino a sentenza definitiva. Qui non c'è neppure un corpo, quindi il morto non c'è. Come si faccia a dire Parolisi innocente col morto e Logli colpevole senza morto, sono i misteri dell'intuizione femminile.

Personalmente farei arrestare per diffamazione pubblica tutti i conduttori di trasmissioni televisive di questo tipo, facendo provare loro la galera che essi vogliono infliggere agli altri e senza che il ministro Cancellieri intervenga a loro esclusivo beneficio. Chissà perché la donna, dalla voce virile, non ha mandato le dovute ispezioni a Taranto, dopo aver ricevuto la denuncia dell'Unione Camere Penali, mentre corre in aiuto dei suoi amichetti ?

Stefania ha detto...

Manlio, scusami (sai che ho imparato a conoscerti, attraverso i tuoi scritti, almeno un pochino ...) ma questo tuo ultimo post risulta essere ai miei occhi un poco offensivo. Io non parlo mai "di voi uomini" o di "noi donne" perchè ogni essere umano ha un suo vissuto ed un suo modo di pensare, e questo mettere il nostro pensiero in un unico calderone, dimostra poca considerazione per le singole persone, in questo caso me e Vanna. Ho premesso che non sono tipo intortabile dalle Sciarelli o dalle D'Urso del caso. Ragiono solo ed esclusivamente con la mia testa, dopo aver ascoltato e studiato gli altri. Non ragiono per compartimenti stagni, altrimenti qui non sarei a scrivere. Vanna ha scritto che per il caso Rea si era approcciata a queste pagine con una sua sensazione colpevolista nei confronti del Parolisi, che poi ... proprio qui ha modificato. Io sono arrivata qui senza preclusioni di sorta nè per una tesi nè per altre .... non siamo allo stadio. Siamo, attraverso la lettura di queste pagine ed al confronto serio e di buon livello di questo blog, per il quale non finiro' mai di avere stima immensa per Massimo Prati, arrivate alla conclusione che Salvatore sia innocente. Ci siamo arrivate autonomamente, ed altri lettori ed intervenuti come noi. Ho scritto quello che tu evidentemente non hai letto, oppure non hai voluto leggere ... perchè ... sai sono una donna ... e noi donne ....

Eh, no, caro Manlio. Non penso di meritare un simile trattamento. Io ragiono solo ed esclusivamente con la poca materia grigia della quale sono stata dotata quando sono stata in fila, mentre la si distribuiva. Ma solo la mia.

E non accetto mi venga detto da una persona come te, che sino ad oggi ho stimato e rispettato, che mi faccio indottrinare dalle varie trasmissioni televisive.

Non mi hai letto con attenzione: io per prima sono convinta che con le attuali risultanze delle indagini (almeno quelle delle quali siamo a conoscienza) Logli debba essere uomo libero.

Considerei un vero e proprio reato, quello per ingiusta detenzione, fosse il contrario.

Rimango dell'idea che per quanto ci è stato dato di sapere, questa volta rimarrà a piede libero una persona che non solo non è trasparente ma non riesce in nessun modo, allo stato attuale delle cose, a convincermi della sua estraneità alla scomparsa della moglie.

Non ho mai scritto: voglio Logli in carcere, subito ora ed adesso. Ed anzi, ho scritto il contrario perchè almeno in questo, sono d'accordo con te: sono una garantista.

Non lo condanno ogni ragionevole dubbio, ma posso senza ti venga l'orticaria, dichiarare che su quell'uomo io lo nutro, eccome?

Ed ora chiedimi scusa, oppure spiegati meglio.

Non voglio smettere di interloquire con te, ma credimi ,,,, se non offensivo sei stato quantomeno indelicato.

Stefania

Ludovico Galbiati ha detto...

@ENRICO
Concordo pienamente con quello da te scritto. Il Gozi dichiarò all'inviata de Il Tirreno, che arrivato a casa si vestì per andare a letto, ma si accorse che il cane voleva uscire.
Ma lui, pur avendo una proprietà di circa 1.500 mq, cosa fa? Nel bel mezzo della notte (01:00 circa), esce con una temperatura di 0° e si fa oltre 150 metri al buio totale(non aveva nemmeno una torcia) per portare il cane a fare i bisogni. Quale persona di questo Mondo farebbe una cosa del genere?
Se io mi fossi già vestito per andare a letto, al mio cane il bisogno glielo facevo fare davanti casa non ad oltre 150m. E poi come è uscito con una vestaglia? Sono situazioni alquanto assurde ed inverosimili. Io posso capire durante il giorno, porto i cani a fare un giro e va bene, ma non all'una di notte, con una temperatura polare al buio e vestito da letto.

Questo Gozi è ha una vista a raggi X, quasi da supereroe. Riesce a vedere nel buio più assoluto un'auto ferma a 70m di distanza ed a capirne il modello: una C3. Inoltre, stranamente, non sente i discorsi dei due che litigavano. Eppure le voci le avrebbe dovute udire, visto che stavano litigando, e chi litiga lo fa sempre a voce alta. Ma lui sente solo una botta forte, come di uno sportello che sbatte sul corpo di una persona. Però, mi dovrebbe spiegare che rumore ("NON") fa uno sportello che sbatte addosso ad un corpo umano. Riconosce le sagome di un uomo e una donna, ma se dice di non averli sentito parlare, potevano anche essere due donne.
Comunque, la donna emette un urlo fortissimo, a mo' di Tarzan, che riecheggia per tutto il circondario, tanto che lo sente pure la moglie che a 0° lavava i piatti con la finestra aperta.

Eh si, questo Gozi non mi ha mai convinto nemmeno a me!

Ludovico Galbiati ha detto...

@Manlio
D'accordo al 100% con te. Troppe discussioni sterili basate sul nulla. La gente ormai è eterodiretta dai Media, non riesce a pensare autonomamente. Le masse vanno plasmate per essere influenzabili.
L'unica cosa certa è che questi signori delle TV ci campano sulle sventure della gente, e non esiste nessuna regolamentazione per frenare questo sciacallaggio mediatico.

Stefania ha detto...

Ludovico, ti stai parlando addosso e compiacendo di trovare nei tuoi sodali, conferma alle tue convinzioni del tutto personali.

Non hai:

- risposto al mio confutare le tue convinzioni circa sia impossibile riconoscere un'auto ed un passeggero al buio, illuminando il tutto con i fari della propria auto;

- risposto al mio chiedermi perchè Gozi, la moglie e la suocera dovrebbero aver detto di aver visto il giorno seguente il Logli;

- risposto alla mia richiesta del motivo per cui Logli dovrebbe negare questa visita ai vicini, piu' che legittima, dopo la scomparsa della moglie, che pare non voler cercare;

- risposto riguardo il fatto che con i fari posteriori e con l'antinebbia a mio avviso, la moglie di Gozi potrebbe ebbene, aver riconosciuto eccome, un modello d'auto, girandosi, dopo averla superata;

- risposto circa il fatto il Gozi abbia deciso di portare il suo cane a fare i bisogni all'esterno della sua IMMMMMMMENSA proprietà, proprio per cercare di comprendere da dove provenissero quelle urla, senza peraltro essere riuscito a comprenderne il contenuto.

Sembri RAGUSA/LOGLI centrico. Mai ti ho letto in altri casi che non siano questo .... specifico caso di scomparsa ... nè qui nè altrove.

Io amo ammettere i miei dubbi. Tu non ne sei capace oppure beato te, non ne hai.

Stefania

emax/massimo prati ha detto...

Cara Vanna, i bambini e gli adolescenti sono il mio più grande pensiero, il mio primo problema emotivo. I bambini e gli adolescenti sono la parte debole della società e della famiglia, quella a cui si può far del male anche con una semplice parola. Il problema è che ciò che ascolteranno o vedranno oggi, non solo in casa o a scuola ma anche in televisione o in internet, sarà per loro fonte di gioia o di sofferenza infinita, sarà una delle basi su cui fonderanno il loro modo di intendere e di vivere la vita da adulti.

Dei figli del Logli, specialmente della piccola, ho parlato già nei miei primi articoli chiedendo per loro protezione affinché non cessassero di sperare in un ritorno della madre, in assenza di un cadavere, e non sentissero giornalai, opinionisti e procuratori, pronunciare in video sentenze contro il padre in mancanza di un arresto, quindi in mancanza di vere prove.

Purtroppo la massa se ne frega degli altri, di chi viene coinvolto in tragedie mediatiche ed anche dei bambini che più di tutti soffrono. E mi spiace notare che anche tu hai pronunciato, come tante altre persone, due sentenze. Prima scrivendo: "come hanno elaborato il lutto?", quasi che vi sia la certezza di un lutto in quella famiglia nonostante la mancanza di un cadavere a dimostrarlo. Ed alla fine quando hai concluso con: "chi ha versato lacrime in questa scomparsa? Non si sono viste".

Perché le hai scritte? Perché i media hanno lavorato talmente bene che nessuno in Italia crede a una Roberta viva e ad una sofferenza in quei "potenti protetti e maledetti" dei Logli. Persone che, a parere dell'opinione pubblica, emotivamente non hanno risentito della scomparsa di Roberta pur trovandosi a contatto di due bambini, figli o nipoti, improvvisamente rimasti senza madre: fatto che di per sé stronca l'animo dei piccoli e rende fragile anche quello di chi deve consolarli... specialmente al momento di andare a letto, quando serve che l'abbraccio sia sincero (perché i bambini capiscono anche meglio dei grandi).

Ma, vorrei capire, questa mancanza di lacrime e di emotività dove sta scritta se non nelle chiacchiere e nelle credenze popolari? Quale giornalista ha vissuto accanto ai bambini e alla famiglia Logli nei momenti per loro più difficili? Quelli che sparlano in video raccontando le ciarle di paese col sorriso sarcastico sulle labbra? Perché in paese si chiacchiera e si sparla a vanvera... come ti ho dimostrato nel mio commento precedente, altro che: "se il Gozi fosse stato di Gello non avrebbe parlato" (a fine commento ti spiego perché il Gozi ha parlato).

Certo, Roberta potrebbe essere morta... ma cosa porta a pensare che non possa essere invece viva? In altri articoli ho riportato le storie di tante mamme che hanno abbandonato i loro figli, che per famiglie e amici non avrebbero mai abbandonato, e se ne sono andate (tutte ritrovate per caso dopo dieci e venti anni) per crearsi una nuova vita. In questo articolo non ho inserito Francesca Tarca perché la faccenda non è chiara, ma ho parlato di Dorotea di Peri che addirittura si è fatta sequestrare di fronte a suo figlio terrorizzato.

Vorrei che si capisse che i media fanno il loro lavoro e non ha importanza se la linea da seguire cambia a fasi alterne: ciò che conta è sempre e comunque l'audience che tiene viva una trasmissione o la uccide. E l'opinione pubblica segue i media sempre e in ogni caso. Quindi, pur se ad oggi hanno convinto tutti della morte di Roberta, un domani, in mancanza di un corpo, gli stessi che puntano il dito sul Logli al primo avvistamento in Francia, per dire, prepareranno speciali televisivi e parleranno al pubblico di nuove speranze e di una Roberta forse viva.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

In poche parole faranno come hanno fatto un mese fa con Livia e Alessia; dopo aver parlato della loro certa morte per anni, ed aver convinto di questo il 99% delle persone (credo di essere stato l'unico a considerarle sempre vive, a scrivere di conseguenza e ad aver subito incredibili offese per le mie idee) al primo nuovo avvistamento, che in effetti era un ricordo limpido ma datato, sono tornate in auge ed ora gli stessi che le davano per morte ne parlano con speranza.

E l'opinione pubblica segue la scia e non si accorge di questi voltagabbana perché la mente umana ha la memoria molto corta...

Ora io credo che la famiglia Logli, come fatto dalla Gambirasio, abbia deciso per la cosa migliore proteggendo la privacy dei piccoli ed evitando loro una esposizione psicologicamente deleteria. Anche se la protezione familiare non ha comunque fermato i media. Certo, di quanto fanno per trovare nuovi spunti da regalare all'opinione pubblica non ne parlano se non riescono a realizzare il colpaccio, ma alcuni giornalisti ancora oggi a volte si appostano, accompagnati dalle madri di altri scolari, davanti o dietro alla scuola frequentata dalla ragazzina. Come detto dal padre, una volta la maestra ha dovuto scortare la bimba al bagno per evitare che i giornalisti la circondassero.

E, anche se tu hai parlato di tappeti e guanti a disposizione dei potenti di Gello, ha ragione Antonio Logli quando dice che nessuno ha protetto i suoi figli in questi venti mesi (strani guanti e strani tappeti).

Se entri in qualche pagina facebook che tratta del caso, anche in quelle principali, potrai notare, leggendo le centinaia di commenti postati sotto ogni articolo linkato, come la cronaca di quanto accade a Gello la facciano i genitori degli altri bambini che frequentano la scuola. Mamme e padri che su facebook giudicano l'espressione del Logli quando va a prendere la bimba, dandola in pasto agli altri che ne parleranno di conseguenza e in altri siti riporteranno il fatto modificandolo in base al loro sentire personale.

Io non sono prò Logli, io sono prò figli di Logli e prò giustizia, lo ribadisco. Detto questo, però, devo dire anche che la realtà non è quella che viene dipinta da chi ne ha convenienza, i media per l'audience e la procura per eventuali passi falsi di chi è intercettato, e non viene da quelle misere persone frustrate che coi loro commenti volgari credono di entrare nell'alone dei riflettori (parlo di chi offende senza veri motivi specialmente su facebook); la realtà è che il marito potrebbe avere ucciso, ma che potrebbe anche aver davvero dormito (se mia moglie esce di notte io non me ne accorgo di certo, al contrario di lei che dorme con un occhio aperto). La verità è che lui non ha cercato di prendere tempo per occultare un cadavere ma ha allarmato subito le forze dell'ordine parlando non di una fuga volontaria ma di una scomparsa, di una probabile perdita di memoria e di una uscita notturna in pigiama. Tutti elementi che portano subito i carabinieri a ricerche approfondite. La verità è che non c'è nulla di serio su cui basare un processo.

Niente di niente nelle proprietà dei Logli, niente sangue nelle auto e nulla di chiaro in quanto dicono i testimoni (tutti postumi). Per cui su cosa si indaga? Sul niente.

A febbraio 2012 si è cercato di avviare una indagine cercando un cadavere che non si è mai trovato. Ad un passo dall'archiviazione un testimone di Geova parla ai carabinieri di un fratello di fede che in quella notte ha visto qualcosa. Ed ecco come è apparso il testimone. Inizialmente titubante, poi col cappuccio perché aveva timore dei Logli, infine improvvisamente si scopre essere un soggetto mediatico spavaldo (tanto che il suo avvocato per la troppa sovraesposizione lo abbandonerà) e capace di riempire i pomeriggi e le serate dei salotti televisivi... e di non far morire il caso in archivio.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Ma cosa dice il Gozi ai carabinieri? Che prima non aveva afferrato cosa fosse accaduto e non aveva ben capito che Roberta Ragusa era scomparsa, ma poi a poco a poco, nei giorni il ricordo gli è tornato e alla fine lo ha confidato a un amico di culto (anche il Gozi frequenta i Testimoni di Geova) che ne ha parlato ad altri fino a far arrivare il suo nome ai carabinieri. E cosa esce nell'incidente probatorio? Che il Logli sarebbe andato con un amico, visto anche dalla suocera e dalla moglie, a casa del testimone. Ma quando l'avvocato del Logli cerca di far domande mirate su questo punto introducendo particolari invisi al Pm, accade la rivolta della procura e il giudice deve alzare la voce e non far ammettere alcuna domanda del legale del Logli... che quindi non ricevono risposta: perché?

Forse perché si pongono alla pari di quelle testimonianze uscite nel frattempo, l'uomo della pineta e la escort della versiglia, in effetti servite solo a smuovere le acque per fare in modo da poter valutare, tramite le cimici, le reazioni dei Logli e dell'amante (e questa è una prassi usata in ogni indagine complessa) che nel caso fossero colpevoli potrebbero tradirsi. Nel frattempo si continua a cercare un cadavere anche grazie a veggenti che sparando a caso offendono le vere sensitive.

Io sono per una informazione libera da pregiudizi e critica nei confronti di chi trasmette e amplia le informazioni illogiche che trasformano l'opinione pubblica in inquisizione. Siano parole dette da opinionisti che da procuratori, avvocati, familiari o giudici. Per questo a volte mi scaldo. E per questo ritengo illogico quanto uscito fino ad ora, sia dalla bocca del procuratore che da quella di testimoni. Chiaramente non intendo dire che non si possano fare ipotesi in cui il marito risulta colpevole, ci stanno, solo mettere in chiaro quanto già ormai tutti sapete: che i media e le chiacchiere vanno valutate e scremate prima di utilizzarle, che le ipotesi non devono essere portate scrivendone come fossero certezza.

Massimo

Stefania ha detto...

Massimo Prati wrote: Chiaramente non intendo dire che non si possano fare ipotesi in cui il marito risulta colpevole, ci stanno, solo mettere in chiaro quanto già ormai tutti sapete: che i media e le chiacchiere vanno valutate e scremate prima di utilizzarle, che le ipotesi non devono essere portate scrivendone come fossero certezza.

-------------------------

E ci mancherebbe altro, Massimo! E' evidente che la situazione (quale essa sia nella realtà) venga dai media romanzata per creare audience. Spero, sia altrettanto evidente che qui scrive, o meglio, la maggior parte del gruppo che qui scrive, sia disponibile non solo ad avere dubbi e poche certezze ma anche non solo disposta ma felice di potersi confrontare con chi la pensa differentemente. Ma non posso accettare e non accetto un Manlio che dopo mesi se non anni di scritti, confuta le mie domande (non certezze ... domande!!!! Alle quali non era tenuto a dare risposta se non è in grado di farlo come non lo sono io altrimenti non le avrei poste) con discorsetti degni della "Maura" di turno. No, non ci sto. Mi disturba perchè io non ho pregiudizi e non voglio condannare innocenti ma non voglio neppure passare per la Vispa Teresa di turno che si beve come per oro colato quel che le trasmissioni televisive di poco o nulla spessore ci propinano. Questo è pregiudizio. Come quello che si vuole combattere e tutto cio' è ridicolo.

Stefania

Stefania ha detto...

P.S. Per Manlio: non sono tipo intollerabile alle Sciarelli ... è stato un lapsus. Intendevo dire che non me le sciroppo. Ho una mia testa, piccola fino a che vuoi e con solo quella ragiono. Non accetto verità assolute da dovunque esse provengano. Penso ti fosse chiaro anche prima di questa specifica, il mio pensiero ... ma era mio dovere correggermi perchè effettivamente mi sono resa conto di essermi spiegata o di aver cercato di farlo, un gran male.

Stefania

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Sefania,

uomini o donne, il punto non è questo: c'è una ferrea regola da seguire, ed è quella della presunzione di innocenza o, più modestamente, della non colpevolezza. Non ho nulla di cui scusarmi. Ho detto solo, e non da oggi e non solo a Lei, che certi spettacolazzi televisivi sono illegittimi e i loro conduttori andrebbero processati e, per quanto conmpiuto di allusivo, di preventivo, di diffamatorio, viene da essi trasmesso, condannati.

Una persona dispersa non è persona morta, non necessariamente uccisa da qualcuno. Finora di Roberta Ragusa si sa solo che non si ritrova, né viva, né morta: ma se fosse ritrovata morta per omicidio, sarebbe del tutto da dimostrare chi sia stato l'omicida. Sono ovvietà, banalità giuridiche ed anche etiche, che dovrebbero essere applicate da tutti con rigore, uomini, donne, vecchi e bambini.

Stefania ha detto...

Ehm, no! Ciccio Tummolo, tu non mi intorti come non mi intorta la Sciarelli.

TU e solo TU hai scritto, dopo i miei dubbi (che non volevano in carcere nessuno ma solo si facevano ragione di avere dei dubbi) cosi' come è accaduto a Vanna .... queste precise parole:

----------------------------------

"Forse sarebbe bene guardare meno televisione, lo ripeto da tempo. Ognuno è "non colpevole" fino a sentenza definitiva. Lo dice la nostra Costituzione, e Atti internazionali proclamano perfino l' "innocenza" fino a sentenza definitiva. Qui non c'è neppure un corpo, quindi il morto non c'è. Come si faccia a dire Parolisi innocente col morto e Logli colpevole senza morto, sono i misteri dell'intuizione femminile."

---------------------------------

Tutto questo lo hai scritto dopo che sia io che Vanna abbiamo esercitato il diritto di avere dei dubbi sull'estraneità del Logli circa la sparizione della moglie. Di morti sotterrati io non ho parlato. E quindi ti invito a non mettermi in bocca parole che non ho nè scritto nè tantomeno pensato.
Non ho chiesto il carcere per nessuno. Ho solo scritto che ho il dubbio il marito sia coinvolto eccome nella scomparsa della moglie. Dubbio. DUBBIO ... DUBBIO. Conosci il termine? Si? Ecco. Questo ho usato. Non vuoi chiedermi scusa per quanto poco delicato sei stato? Me ne faro' una ragione. Risulti forbito, molto forbito ma poco incline a mio personalissimo avviso al confronto tra pari. Ho il DUBBIO tu sia single. Non so perchè ... ma posso averlo? La tua mancanza totale di rispetto e di delicatezza per quel che pensa una FEMMINA in quanto tale, me lo fa pensare. Ma appunto ... di DUBBIO si tratta. Stefania (felicemente sposata con chi non ha certezze assolute ma si mette ogni giorno in discussione esattamente come fa la sottoscritta).

Manlio Tummolo ha detto...

Forse a qualcuno sfugge che il compito di istituire processi e fare indagini non spetta ai singoli cittadini, ma alle persone preposte per legge. Noi non possiamo fare altro che verificare, di volta in volta, se la legge sia eseguita con rigore e coerenza, o no. Null'altro. Non abbiamo il ruolo né di assolvere, né di condannare. Dobbiamo pretendere, come Massimo Prati ha ottimamente rilevato, una corretta informazione da parte dei media. E' cosa che ho detto e scritto, qui e altrove: la mentalità giallistica si rivela un abuso, soprattutto dove un cadavere non sia stato trovato.

Per Stefania, in ispecie: ho compiuto il servizio militare tra il 1968/ 69: lì era mio dovere ubbidire agli ordini senza discussioni. Poi, in sede professionale e personale, ho sempre discusso sia ordini, che non accetto posti come tali, sia suggerimenti che si potrebbero accettare. Riguardo alla stima nei miei confronti da parte Sua, non mi pare che ne abbia mai avuta molta, ma questo non ha per me alcuna imnportanza. Non ho mai chiesto ad alcuno di esprimermi stima, a differenza di molti che vorrebbero sempre essere osannati dagli altri.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Stefania,

vogliamo entrare nel personale, con la tipica carica emotiva di voi donne ? Certo che sono solo (solo, in italiano), e me ne vanto. Se dovessi avere per moglie certe donne bisbetiche, che tutto leggono a livello personalistico, anche se le cose che ho detto oggi, le dico da anni qui e altrove, preferirei farmi monaco di Monza o del Monte Athos, malgrado io non creda alla religione cattolica o cristiana più in generale.

Stefania ha detto...

Benone, Signor Manlio. Da oggi ci daremo del Lei, giusto per mantenere le distanze come Le aggrada e continueremo a vivere felici e contenti entrambi. Evviva!

Stefania (che mal sopporta la spocchia).

Manlio Tummolo ha detto...

PS) "Ciccio" dovrebbe essere diminutivo di Francesco, se non erro. Non mi chiamo Francesco, nemmeno come secono o terzo nome. Francesco è il papa Bergoglio, non io.

Il verbo "intortare" non esiste in italaino, ma in qualche lessico dialettale o popolare. Non so cosa voglia dire. Se ha a che fare con le torte, non è mia la professione del pasticciere. Se invece deriva da "torto" o "contorto", penso che quanto ho scritto sia di una linearità e chiarezza assolute, senza alcun dubbio.

Lasciamo il dubbio per cose più serie e problematiche.

Stefania ha detto...

Le chiedo scusa, Signor TUMMOLO MANLIO. Io sono italiana ma vivo da parecchi anni all'estero. E non volevo con i miei termini, crearLe disturbo. Vorrei Lei sapesse colloquiare in altra lingua con me. Le garba l'inglese? Il tedesco?

I termini dialettale ed il "Ciccio" é stato usato con lo stesso rispetto che Lei ha usato per me, proprio volutamente, lo confesso e manco per niente pentita mi firmo e Le auguro una buona serata. Grüß Gott!

Stefania

ENRICO ha detto...

@ LUDOVICO Galbiati

" lo sente pure la moglie che a 0° lavava i piatti con la finestra aperta.

Avevo notato anche io l'altra sconcertante "attività" notturna di questa famiglia (evidentemente di origine lappone o esquimese) dove, oltre a chi decide di portare a spasso il cane in piena notte con una temperatura polare, c'è pure chi si dedica a rassettare la cucina con la finestra aperta magari cantando "'O sole mio... "

ciao

Enrico

Ps : mi fa piacere sapere di non essere il solo ad aver notato questi insoliti ( a dir poco) particolari

Manlio Tummolo ha detto...

Ineffabile Stefania,

L'ho forse chiamata Steffi ?

Aver evidentemente torto, ma pretendere ad ogni costo di aver ragione, è anche tipico di molte donne bisbetiche.

In Germania non c'è niente di interessante di cui occuparsi, oltre ai nostri Parolisi e Logli ?

Quanto al "tu" o al "Lei" dipende dai rapporti di conoscenza e confidenza. Mi sembra che noi due non siamo mai andati a pranzo insieme, e a quanto ho studiato di lingua e letteratura tedesca, so che i Germanici usano, come formula di cortesia, addirittura il "Sie" (Essi), terza persona plurale, che noi usiamo viceversa solo nel linguaggio burocratico: "Le Signorie Loro sono invitate ecc. ecc.". Viceversa i Britannici non usano formule di cortesia, ma solo il "Tu", con l'aggiunta di qualche titolo, come ad esempio "Sir" "Mister", ecc. ecc.

Mimosa ha detto...

Non mi pare che Gozi avesse mai detto che l’auto avvistata aveva le luci spente e di conseguenza il motore spento, benché si possano tenere le luci di posizione accese e il motore spento.
Ma come l’intelligente Stefania ha osservato, se si è arrivati “da pochi minuti i vetri non hanno ancora fatto in tempo ad appannarsi”.
E poi chi mai starebbe fermo in quelle circostanze senza mantenere attivo il riscaldamento nell’abitacolo? Lo affermo per questione di esperienza (e in ciò mi sembra che il dott. Galbiati non ne abbia molta). È per questo che i finestrini non potevano essere appannati, a suo tempo già feci un’osservazione in merito.
Per inciso e per obiettività, aggiungo anche la mia perplessità sul fatto che il Gozi abbia percorso la stradina (sterrata) che dalla sua casa porta alla provinciale solo per far fare i bisogni al cagnolino … me lo sono domandata dopo aver visto la posizione in google-maps. Poteva dirigersi verso altra direzione, ci sono tanti campi … forse il cagnetto non amava il terreno gelato?

Tuttavia, ciò non toglie che
a) il Gozi si sia rivestito o perlomeno non abbia indossato un giaccone sopra l’abbigliamento per la notte (dire che si era messo un pigiama significa ragionare con la testa da “cittadino”)
b) ci siano tra di noi individui avvezzi a tollerare basse temperature (un giostraio trascorre molte ore al freddo), obiettare a ciò ancora significa ragionare con la testa da “cittadino”
c) lui abbia approfittato di fare qualche passo in più – come tanti mariti di città – in attesa che la moglie riassettasse la cucina, con la scusa dei bisogni del cane.
Dico sempre che prima di giudicare e di commentare ci si dovrebbe calare nei panni altrui.

Invece, una cosa che oggi mi ha spiazzata è la affermazione di Massimo Prati che anche il Gozi frequentava i Testimoni di Geova.
Allora, se tutta la sua testimonianza fosse fasulla, con la complicità di moglie e suocera (ma ai TdG è lecito mentire?), ritornerei alla supposizione da me espressa nel febbraio di quest’anno in merito all’allontanamento volontario, ricollegata ad un precedente intervento di aprile del 2012, tra commenti di Stefania e Antonello, e che riduco a queste domande:

- potrebbe essere stata questa comunità a far aprire gli occhi di Roberta su Sara?
- potrebbe RR essere stata attesa da qualcuno di loro che, munito di pila, l’ha aiutata ad attraversare il prato, il fossato, percorrendo i binari fin dove i cani hanno seguito le sue tracce, dove poi un’auto l’ha presa a bordo?
- o potrebbe RR, con indosso un cappottone di ripiego, stile vestaglia chiara, esser uscita dal cancelletto e salita su un fuoristrada malandato di colore chiaro fermo nei pressi, di proprietà dei TdG?
-potrebbe essersi rifugiata nella comunità, tenuta ben segreta (segregata) o addirittura trasferita all’estero? E qui ripeto che è una baggianata l’idea di una madre “che mai abbandonerebbe i figli”, se la madre è messa in discussione persino dai figli, eccome se non le viene voglia di prendere una decisione drastica!
… cosa che fermamente credo sia stata la situazione nella famiglia, condividendo Stefania: «Roberta non era un amata in quella casa» (5 novembre 2013 15:05).

Mimosa

PINO ha detto...

Rimuginando fra me e me, come zio Paperone..."mumble, mumble", su questo caso che, in definitiva, non differisce molto da quelli di altre "sparizioni" per notevoli affinità circostanziali e motivazionali, mi sono posto alcune domande, alle quali non ho saputo dare delle risposte, se non formulando ipotesi su ipotesi, a volte addirittura fantastiche.
Per cui, prescindendo dalle mie sensazioni "a pelle" di, colpevolezza del Logli, (sensazioni che non possono avere alcun valore probatorio), la prima domanda è stata: come mai, una persona che abbia deciso di allontanarsi, forse per un periodo di cui non può calcolarne la durata, dalla propria cerchia famigliare, per motivi di una certa gravità, non porti con se effetti personali come cellulare, e relativo carica batteria, documenti, danaro, un valigetta, magari preparata e nascosta da qualche parte, con un poco di biancheria intima ed elementi di igiene personale, e vestita in modo adeguato, come per andare al consueto supermercato, ed in un momento qualsiasi della giornata, facendo perdere le sue tracce subito dopo?
E come mai, durante tutti questi mesi non abbia avuto bisogno di effettuare prelievi di danaro dal suo conto bancario personale, (ammesso che ne avesse uno)?
Aveva anche lei, un misterioso amante molto facoltoso che l'avrebbe sostenuta?

Ma le cose non sono andate cosi.
RR è scomparsa di notte, con indosso solo un pigiama, in una rigida notte invernale, scavalcando un recinto e scappando attraverso i campi, come suggerito dai cani, utilizzati per la sua ricerca.
Da chi RR scappava, in quell'ora ed in quelle condizioni, se non da un incombente pericolo?
Sarà stata soccorsa da qualcuno e portata al riparo?
Non credo che possa essere andata così. Perchè una volta al sicuro, avrebbe denunciato l'accaduto alle FF. dell'OO.
Ed allora?
Ed allora dedurrei che tali domande se le sarebbe poste anche il dr. Adinolfi, per convincerlo a rilasciare le dichiarazioni che tutti conosciamo, anche se di PROVE vere, neanche la Procura deve averne, fin'ora.
A questo punto mi chiedo: perchè la "convinzione" di un gup può decidere sulla colpevolezza o meno di un indagato, e quella di un procuratore NO?
Conosco la risposta.
Ma non si può biasimare, però, se una Procura sceglie una determinata direzione di indagini, se suffragata da indizi multipli e quasi sempre concordanti, e da "convinzioni" che, in altre circostaze diventino sacrosante.
Pino

Stefania ha detto...

Grazie Mimosa, per le tue parole. I tuoi quesiti sono anche i miei.

Di tutto il tuo ragionamento, mi ha colpito un particolare: neppure tu sapevi di un Loris Gozi vicino ai Testimoni di Geova.

Leggendo l'articolo di Massimo quando arrivai a quel passaggio mi domandai come mi potesse essere sfuggitoa una cosa del genere.

Ora la tua conferma ed un veloce controllo sui giornali: no, non mi pare di aver mai letto di un avvicinamento dei Gozi (tutti e tre?) a questa comunità che pare essere in quel del pisano, ben fornita.

Massimo ha sicuramente accesso a delle fonti a noi precluse. E ci ha dato questo imput.

Io sono convinta che davvero quei ragazzi, i figli di Roberta e di Antonio, saranno condannati a vivere in un limbo, nel dubbio, par molto, tanto, troppo tempo.

Forse per sempre.

(continua)

Stefania ha detto...

Mi sorge pero' un dubbio: vicino ai TdG non significa essere TdG.

Dopo la scomparsa di Roberta, ho molto parlato con una conoscente che fa parte di questa comunità ma che riconosco come persona intelligente ed obiettiva, anche se poco istruita.

Mi ha spiegato un po' di cose che non sapevo assolutamente riguardo il loro Credo e la loro unione.

Intanto, loro chiamano "nostro fratello" oppure "nostra sorella" solo chi è stato battezzato secondo il loro ordinamento.

Non lo era Roberta, per intenderci e penso (ma attendo conferma ulteriore da Massimo Prati) neppurei Gozi, se vengono definiti "vicini" ai TdG.

Chi è fratello/sorella deve rispettare alcune regole, non solo frequentare la Sala del Regno (la loro Parrocchia). Esiste in quella entità una specie di "consiglio dei saggi" che nel caso qualcuno dopo aver ricevuto il battesimo, sbandi, viene prima richiamato a rispettare le regole e solo successivamente, nel caso, allontanato.

(segue)

Stefania ha detto...


Deve, piu' o meno, essere quel che è accaduto alla Calzolaio che per essere stata dichiarata estromessa, doveva essere invece stata battezzata.

Chi segnala ai saggi, comportamenti che per loro sono scorretti? Gli altri fratelli/sorelle.

Ora io non so quando Sara è uscita dalla Comunità dei TdG. Sarebbe importante comprendere se l'espulsione è precedente o successiva alla scomparsa di Roberta Ragusa.

Mi pare di ricordare fosse precedente, ma correggetemi se sbaglio.

Perchè è importante? Perchè nel caso, ai "saggi" (non si chiamano cosi', mi pare anziani ma non ha grande importanza) qualcuno deve pur aver detto del comportamento poco consono della sorella Sara.

Si è detto che tanti sapevano della relazione clandestina di Logli.

Ma io non posso andare dagli anziani a dire questo o quello. Semplicemente perchè non verrei creduta, non essendo a mia volta parte della Congregazione.

E non credo (ma chiedero' conferma alla conoscente) potrei andare a segnalare simili cose neppure se fossi "vicina ai TdG" per lo stesso motivo.

Ma chi è considerato vicino alla Congregazione? Chi sta cominciando a studiare la Bibbia, solitamente aiutato da chi è già parte del "gruppo", chi comincia a frequentare la Sala.

Chi è in questa condizione, si trova ad essere come "corteggiato".

Hai bisogno di un passaggio? Loro hanno un fratello disponibilissimo a dartelo. Hai bisogno di un imbianchino? C'è sicuramente nella Congregazione chi lo fa di mestiere. Evvia discorrendo ....

Vista cosi' la cosa farebbe pensare: Roberta era vicina ai TdG e puo' essere stata aiutata? Si. Da chi? Da uno o piu' battezzati.

Sara era battezzata? Si, si è comportata male ed è stata espulsa.

Gozi è vicino ai TdG? Gli si chiede di punire in modo definitivo Sara e l'amante dichiarando quel che non ha visto? Ni!!!! Non credo si possa chiedere un simile comportamento a chi non è fidato, a chi non è ancora "nè fratello nè sorella", a chi non è battezzato.

Infine: so per certo Logli non è e non è mai stato TdG. Neppure "vicino". Come lo so? Me lo dice un particolare. Lo scatolone che volo' addosso a Roberta conteneva un albero di Natale ed addobbi natalizi. I TdG non festeggiano nè i compleanni, nè tantomeno il Natale. Non addobbano casa con abeti e presepi, con lucine e palle colorate.

La loro celebrazione principale (sembra un assurdo ma cosi' è) è la morte del Cristo, da festeggiarsi per il suo Dono ... per il suo essersi immolato per salvare gli uomini peccatori.

Messa cosi' non si capisce perchè, se a Logli, alla Calzolaio fosse sorto il dubbio di un allontamento volontario di Roberta, aiutata dai TdG (che concepiscono sia la separazione che il divorzio se ben motivato secondo le loro regole: es. un marito che ti picchia o che ti tradisce ripetutamente), gli indagati non abbiano fatto menzione di questa possibilità con gli inquirenti. Persino l'avvistamento del Gozi e le sue dichiarazioni circa la visita successiva potrebbero apparire come delle ritorsioni dei TdG nei confronti dell'ex sorella e del suo amante (ho già scritto che questo poco mi convince ... ma vabbè ....).

Oppure questa cosa il Logli l'ha detta ad Adinolfi?

Nel caso cosi' fosse, ci troveremo nuovamente al punto di partenza. Un Procuratore che rimane convinto della responsabilità diretta del Logli circa la scomparsa della moglie, ma non certo di poter usare la testimonianza del Gozi perchè condizionata da questa sua vicinanza alla Congregazione.

Ed ecco la dichiarazione: "Senza il corpo di Roberta" non si va proprio da nessuna parte.

Stefania

PINO ha detto...

Le due "testimonianze" sono in netto contrasto tra loro, e sembra che la seconda, quella del pompiere, essere stata "fabbricata" apposta per sostenere la tesi del Logli sull'allontanamento volontario di RR.
Strano, molto strano...
Tutto ciò sembrerebbe rafforzare la validità della testimonianza del giostraio.
Ma quano si vuole, il pelo nell'uovo si trova sempre.
Pino

Stefania ha detto...


Bravo, Pino ...

Difatti, questa testimonianza a "scoppio ritardato" in onore di Santa Barbara, anche a me suona stonata.

Spero sia possibile ottenere riscontri dalle celle telefoniche agganciate dal telefono del pompiere, sempre non sia troppo tardi ....

Ma che caso, temo proprio lo sia!

Stefania

Manlio Tummolo ha detto...

Il punto è che, anche se ora trovassero il corpo da qualche parte, se non nel cortile di casa o immediatamente vicino, non si potrebbe automaticamente sostenere e senza ulteriori analisi dei fatti, che sia stata uccisa dal marito.

Dal punto di vista giuridico costituzionale, la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva è espressa al modo indicativo, il modo della certezza, non il periodo ipotetico o il modo congiuntivo (quello dell'incertezza), quindi ha valore esclusivo ed assoluto. Pertanto il SS. Inquisitore dovrà, dopo aver lasciato perdere molto tempo prezioso (quando invece bisognava operare), rassegnarsi ed archiviare il caso fino all'eventuale futura scoperta del corpo, o viceversa fino al ritrovamento della signora viva e vegeta da qualche parte del mondo, per cui rischierebbe una bella denuncia per simulazione di reato (e reato non da poco), se non provasse - ad esempio - di aver perso la memoria (a seguito del colpo in testa o per qualche altra ragione).

A nessun testimone è lecito mentire; per quanto ne so i testimoni di Geova non approvano la menzogna, al massimo il silenzio, visto che considerano i sistemi politico-giuridici solo provvisori, mentre è prossima, secondo loro, la fine del sistema di cose, e l'assunzione del regno sulla Terra da parte di Gesù Cristo, principio del resto condiviso da tutto i Cristiani, con la celebre frase del "Credo": "Venga il Tuo Regno". I Testimoni di Geova però lo intendono in senso, non solo spirituale, ma anche istituzionale e politico, come una vera e propria teocrazia.

Ludovico Galbiati ha detto...

@Mimosa
A me non piace parlare per assunti, dscuto di dati oggettivi. In questi due spezzoni video che ho montato, potrai ascoltare la testimonianza diretta di Loris Gozi.
A) Nel primo spezzone si vede il Gozi con il cappuccio e la voce modificata che dice : "lui aveva la macchina spenta, l'ho sfanalato con i fari alti";
B) Nel secondo spezzone dice:"era fermo lì, aveva i fari spenti l'ho abbagliato, perché era un pò troppo in mezzo alla strada".

Quindi, secondo la dichiarazione del supertestimone, l'automobile di Antonio Logli era spenta e con i fari spenti. Questi sono fatti, non supposizioni.

Ludovico Galbiati ha detto...

@Mimosa
A me non piace parlare per assunti, dscuto di dati oggettivi. In questi due spezzoni video che ho montato, potrai ascoltare la testimonianza diretta di Loris Gozi. Questo il link : http://youtu.be/p1oW_7gbTFo
A) Nel primo spezzone si vede il Gozi con il cappuccio e la voce modificata che dice : "lui aveva la macchina spenta, l'ho sfanalato con i fari alti";
B) Nel secondo spezzone dice:"era fermo lì, aveva i fari spenti l'ho abbagliato, perché era un pò troppo in mezzo alla strada".

Quindi, secondo la dichiarazione del supertestimone, l'automobile di Antonio Logli era spenta e con i fari spenti. Questi sono fatti, non supposizioni.

Ludovico Galbiati ha detto...

@Mimosa
A me non piace parlare per assunti, dscuto di dati oggettivi. In questi due spezzoni video che ho montato, potrai ascoltare la testimonianza diretta di Loris Gozi. Questo il link : http://youtu.be/p1oW_7gbTFo
A) Nel primo spezzone si vede il Gozi con il cappuccio e la voce modificata che dice : "lui aveva la macchina spenta, l'ho sfanalato con i fari alti";
B) Nel secondo spezzone dice:"era fermo lì, aveva i fari spenti l'ho abbagliato, perché era un pò troppo in mezzo alla strada".

Quindi, secondo la dichiarazione del supertestimone, l'automobile di Antonio Logli era spenta e con i fari spenti. Questi sono fatti, non supposizioni.

Vanna ha detto...

Massimo, eccomi a rispondere alle tue osservazioni.

"Elaborare il lutto" non significa che ci sia una morte fisica.

Con la frase si intende: in che modo si affronta il distacco di una persona che non vediamo più, che ha cambiato casa, che è andata via.

Anche in un divorzio c'è una elaborazione di un lutto, anche dell'abbandono di un figlio o essere abbandonati altrettanto.

E' un modo di dire frequentemente.
Pertanto non intendevo parlare di morte, so bene che non essendoci un corpo non si può parlare di morte.
L'ho espresso numerose volte.

Riporti:

"chi ha versato lacrime in questa scomparsa? Non si sono viste".

Perché non dovevo scrivere la frase che non si sono viste lacrime?

Fin dall'inizio ho visto volti di gesso, lo posso dire?

O dipende come dici solo da quello che ci fanno vedere?

Sono abituata a "leggere" il mondo che mi circonda con sana attenzione ed ho sufficiente capacità e grande umanità di pormi domande e di mettermi nei panni dell'altro.

Nel caso in questione, non ho visto neanche un battito di ciglio ma impassibilità.

E' colpa della macchina da presa, del giornalista o ci vedo male?

Non porto gli occhiali di marca pregiudizio, porto il mio punto di vista personale che, poiché parte da osservazione attenta e riflessione, può non essere condiviso certamente ma non essere giudicato per quello che non è.

Da due anni non mi sciroppo più le varie trasmissioni televisive e quando lo facevo ho sempre avuto dei sani dubbi su tutto quello che mi veniva propinato.

Quindi, poiché hai virgolettato frasi scritte da me, intendevi farlo anche con questa:?
"potenti protetti e maledetti" dei Logli.

La parola "maledetti" non l'ho MAI ESPRESSA e mai l'ho usata e l'uso né qui, né nel mio linguaggio quotidiano e neanche MAI scritta!

Sì potenti l'ho usata ed anche trattamento: " tappeto rosso e guanti bianchi", ma maledetto mai!

Non escludo che R. possa essere viva ma dal momento in cui non ha dato notizie di sé ai figli, non è viva, secondo me.

Qualora fosse viva e non ha sentito l'esigenza di comunicare con i figli, si possono aprire altri percorsi di ipotesi.
E qui lo abbiamo già fatto, con Stefania mi sembra di ricordare.

Scrivi:
"La verità è che non c'è nulla di serio su cui basare un processo."

Rispondo:
Non c'è nulla di sicuro, la mancanza di certezze è stato il leif motiv che ha accompagnato la storia e su questo si può imbastire un nulla dubbioso.

Vanna ha detto...

Mimosa, ricordo le tue ipotesi legate alla sparizione con l'aiuto dei TdG.
Questa pista interessante è da indagare, condivido in pieno le riflessioni tue e di Stefania.
Anche io non sapevo che il Gozi fosse un simpatizzante dei TdG.

Vanna ha detto...

Pino e Stefania, mi trovo d'accordo con voi.

Anonimo ha detto...

Riguardo alle conseguenze di una separazine, sfugge al sig.Max, che nel caso di Roberta, la separazione sarebbe avvenuta con addebito per il marito, proprio a motivo della doppia vita condotta dal medesimo per anni. Anzi le modalità particolari in cui si svolgeva la tresca, sono state assimilate da una recente sentenza della Corte di Cassazione come maltrattamenti (morali). Non sarebbe stato facile per il sig. Logli tenersi i figli, minorenni, nella casa di famiglia, senza contare che a quanto sembra Roberta possedeva la quota maggioritaria dell'attività dell'autoscuola. Una civile causa di separazione, molto banalmente, avrebbe tutt'altro che giovato al sig. Logli. Sostenere il contrario è impresa molto ardua. Questo non da alcuna prova che Il sig. Logli sia il responsabile "materiale" della sparizione della moglie. Induce solo a riflettere su un probabile movente. Pertanto, se in un qualsiasi blog in rete chiunque può tendere ad esprimersi sminuendo la gravità delle corna in un contesto complesso di interessi affettivi e materiali come lo sono la maggior parte delle unioni matrimoniali, che, ricordo, sono regolate abbastanza puntualmente dal nostro ordinamento giuridico, al contrario in una causa di separazione con addebito, corna come quelle che il Logli metteva alla moglie, diventano un argomento determinante, per le coinseguenze che comportano.

PINO ha detto...

@ MANLIO carissimo,
E' verissimo che il ritrovamento dei resti del corpo di RR non sarà idoneo ad attribuire l'omicidio al Logli, ma sarà certamente utile a stabilire che la sua scomparsa non è stata un "allontanamento volontario", e da qui, indirizzare un più mirato orientamento investigativo.
Non mentire e "non fare falsa testimonianza" non è osservato solo dai T.d.G., ma anche dai cristiani, islamici, ebrei ed altri culti religiosi monoteisti, come hai osservato.
Ma tu queste cose le sai, pur palesandoti agnostico. Da parte mia, non darei più credito, per quanto più sopra precisato, ad un TdG, che ad un altro qualsiasi personaggio.
Non condivido, invece, l'ostinata ricerca del famoso "pelo" nell'uovo, di alcuni commentatori, nella testimonianza del giostraio, mentre si glissa su quella resa dal pompiere, che ha tutta la parvenza di essere finalizzata a svilire l'altra.
Del resto, sembra che fra sensitivi, testimoni, intuizioni, ecc., non ci siano, fin'ora, elementi che possano portare al rinvio a giudizio l'indagato Logli.
Ma ciò non toglie che lo stesso possa essere l'autore della "scomparsa" della moglie, (cosa che presumo molto possibile: ma che resta solo una mia intima convinzione. Niente più).
Saluti cordiali, Pino

emax/massimo prati ha detto...

Cara Vanna, i virgolettati, tranne quelli in grassetto, non erano riferiti a te, ma a come su facebook dipingono il Logli. Per quanto riguarda le lacrime, neppure la famiglia di Yara ha fatto vedere le sue in televisione, questo non significa che non abbiano pianto e sofferto tanto. Ed io immagino che anche i Logli abbiano sofferto (se non per la scomparsa di chi avevano a stretto contatto da oltre sedici anni, almeno per i nipoti che dalla sera alla mattina si son ritrovati senza madre).

Ma credimi, anche se ti può sembrare non ce l'ho con te. Mi sono spiaciute quelle due frasi perché so che anche tu ci tieni ai bambini e agli adolescenti e alla loro formazione. Come ho detto a volte mi scaldo, ma non con cattiveria, perché è contrario al mio modo di essere il dare per assodato che ci sia poca sofferenza in chi si è conosciuto tramite la televisione (neppure io piangerei in video e risulterei impassibile di fronte agli altri) e lo scrivere in internet di un omicidio e un assassino sicuro. E non sei tu il mio obiettivo, ho usato i tuoi commenti (come altre volte quelli di altri), commenti sempre comunque educati e leciti quando scrivi in ipotesi, per far capire quanto siano scabrosi i mezzi di informazione che trasformano normali casalinghe, quelle che sparlano su facebook parlando di persone maledette, in inquisitrici poco educate. Scusami se ti sono apparso troppo irruento e ostile, non volevo davvero esserlo.

Ora per ampliare il discorso e quanto chiesto da Stefania e Mimosa, riporto anch'io qualche fatto vero misto a chiacchiere.

La madre di Roberta Ragusa si era avvicinata ai TDG e frequentava la vecchia sala del regno di Pisa (stava studiando la bibbia ma non era testimone di Geova). Dopo la sua morte Roberta ha frequentato la nuova sala del regno (si trova a 1,8 chilometri dall'autoscuola, due minuti in auto), e come lei tanti "simpatizzanti" nuovi, sia di San Giuliano Terme che di Gello (vista la vicinanza della Sala ai paesi), lo dice Federico Papini, uno dei responsabili dei TDG di Pisa che ai carabinieri ha detto che Roberta era andata per l'ultima volta nel 2011, durante il ricordo annuale della morte di Cristo.

Sara Calzolaio invece, detto da voci interne ai TDG (anche se in maniera informale... quindi anch'io ora sto parlando di chiacchiere) è stata espulsa ad inizio gennaio 2012 a causa della sua relazione con un uomo sposato (per cui pare che nella sala del regno si sapesse della sua relazione col Logli).

Sempre in maniera informale (sto parlando quindi ancora di chiacchiere) il TDG che ha informato i carabinieri del fatto che il Gozi sapesse qualcosa, sarebbe stato il meccanico che lavora di fianco all'autoscuola Futura (o sua moglie), che sarebbe lo stesso amico di culto che avrebbe raccolto per primo le confidenze del Gozi sull'auto notata in via Gigli.

Che il Gozi frequenti i TDG a Gello è risaputo, non sono chiacchiere quindi. A parlare di "amico di culto", riferendosi a chi raccolse le sue confidenze, è Candida Virgone, giornalista de Il Tirreno che col Gozi ha una buona frequentazione (c'è anche un video in cui lo intervista in via Gigli mentre lui parla di cosa ha visto e sentito quella notte e indica dove lo ha visto), quindi se ne parla è perché sa...

Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Nulla mi è sfuggito.

Invece sfugge all'anonimo che Roberta a gennaio non sapeva in realtà se il marito la tradiva oppure no. Lo sospettava, ma non poteva, senza prova alcuna, chiedere un divorzio con addebito.

Addebito, come ho scritto nell'articolo, che poteva chiedere se avesse avuto le prove di un tradimento prolungato (fotografie ho scritto).

Da qui il mio chiedermi se Roberta non avesse idee in testa, da novembre (cioè da quando aveva cercato informazioni sui divorzi), su come procurarsi le prove...

Per quanto riguarda i bambini: sarebbero rimasti nella casa coniugale con la madre in ogni caso, questo non lo discuto, ma se il padre fosse andato ad abitare dai genitori o in un altro appartamento del complesso di proprietà della famiglia, li avrebbe comunque avuti accanto ogni giorno (così come una sua nuova eventuale convivenza futura avrebbe portato Roberta a vivere a contatto con l'amante).

Questo ho scritto, basta leggere ogni parola.

Massimo

Vanna ha detto...

Grazie Massimo per le precisazioni.
Non sono iscritta a facebook e non posso leggere quello che postano lì.
Ciao

Anonimo ha detto...

Come sappiamo, i coniugi in argomento non sono arrivati ad una causa di separazione, non sappiamo, invece, nel caso ci fosse stata detta causa di separazione, se il giudice avrebbe disposto condizioni tutto sommato favorevoli per il sig. Logli, come quelle che lei da per scontate scrivendole parola per parola e che tutti possiamo leggere e valutare criticamente.

Stefania ha detto...

Massimo, grazie per la solerte e precisa risposta. Quindi, ad oggi, sappiamo di un Gozi simpatizzante ma non parte della Congregazione. A che punto simpatizzante? Frequenta con assiduità (o a frequentato) la Sala del Regno ed i suoi fedeli?

Non è dato di saperlo.

In ogni caso mi pare altamente improbabile sia stato chiesto dai TdG ai Gozi di testimoniare il falso:

- in prima analisi perchè si finirebbe col dover ammettere la possibilità che i TdG siano dei delinquenti;

- in seconda battuta perchè nel caso nella Congregazione ve ne fossero (cosa probabile, come del resto ci sono brave e cattive persone ovunque, tempi consacrati al culto compresi), sarebbe stato per loro un bel fidarsi affidare un simile delicato compito a chi non è battezzato;

- terza analisi perchè non si capisce il motivo per cui i TdG dovrebbero aver aiutato a scomparire una Roberta, cosi' poco "simpatizzante" da essere stata presso la Sala del Regno, per l'ultima volta, dieci mesi prima.

Che qualcuno della Congregazione possa averle promesso aiuto ma che aveva nei suoi confronti ben altri intenti?

Tenderei ad escluderlo perchè se cosi' fosse, la Ragusa avrebbe comunque scelto un momento differente per scomparire. Non in piena notte con il rischio il marito oppure i figli possano svegliarsi, non in una notte cosi' fredda, non in pigiama, non con i suoceri a pochi metri.

Durante la giornata lavorativa, il marito non era a stretto contatto di Roberta. Aveva un suo impiego. E Roberta avrebbe ad esempio potuto dire "vado in palestra" e scomparire molto piu' agevolmente.

Stefania

emax/massimo prati ha detto...

Criticare è lecito, stravolgere il senso delle frasi altrui scrivendo che mi è sfuggito un qualcosa che invece ho toccato nell'articolo no.

Come ho scritto e come da testimonianze, Roberta sospettava che il marito avesse un'amante, ma non sapeva né se fosse vero né di chi si trattasse. Dopo aver fatto una scrematura aveva due nomi in mente e rifiutava di credere che la Calzolaio fosse la donna giusta.

Da qui il mio ipotizzare che cercasse prove per poter chiedere un divorzio con addebito (proprio per i motivi che ha specificato bene lei nel suo primo commento).

Se, come ho scritto, si fosse passati per un divorzio "normale" senza arrivare all'addebito, Roberta avrebbe trovato poche strade su cui incanalare la decisione di un giudice e si sarebbe dovuta adeguare.

Questo in pratica ho scritto e non credo mi sia sfuggito nulla.

Massimo

Stefania ha detto...

Massimo, un paio di appunti.

Prima di tutto proprio perchè come tu dici ogni processo, ogni sentenza è a se, se è vero Roberta non poteva aver certezza di uscire "vittoriosa" (sic!) da una causa di separazione, la stessa cosa valeva per lo stesso Logli.

Poteva lui sapere cosa avrebbe deciso il giudice?

Un allontanamento dalla casa coniugale pare scontato ma non è affatto detto che se Roberta avesse chiesto al Tribunale un allontanamento da tutta la proprietà, quindi precludendo al coniuge la possibilità di vivere con o senza l'amante presso i genitori o comunque nel complesso di Via Dini, per la serena crescita dei ragazzi, il Giudice non le desse ragione.

Entrambi in questo senso rischiavano: se RR fosse arrivata alla risoluzione di chiedere la separazione avrebbe ad esempio potuto chiedere l'aiuto di un investigatore per scoprire di piu' ... prima di agire.

Diciamoci pure che Logli aveva qualche scheletro nell'armadio e non poteva dormire sonni tranquilli.

Riguardo il paragone che hai fatto tra il dolore composto dei Gambirasio e quello del Logli, precisando che io non condanno nessuno per "mancanza di lacrime" proprio perchè ognuno di noi gestisce le proprie sofferenze in modo differente, io comunque ho visto tanto, tanto lavoro da parte dei Gambirasio. Chiedere incontri con gli inquirenti, fare appelli (che a quella donna tanto discreta devono essere costati parecchio), il Logli sembra davvero essere di ghiaccio.

Questo non fa di lui un assassino, ma mi pare che emotivamente parlando, non si possano minimamente paragonare gli atteggiamenti avuti dal marito di Roberta con quelli dei genitori di Yara.

Un'ultima cosa: tu scrivi che a gennaio Roberta non sapeva chi fosse l'amante del marito. Molto probabilmente è vero. Non ha mai fatto menzione a nessuno della certezza di aver scoperto chi era l'oggetto delle brame del coniuge.

Ma chi ci puo' assicurare non lo abbia scoperto proprio quella sera?

Sappiamo di una Roberta in allerta .... "ha cercato di ammazzarmi", circa l'episodio dello scatolone, la scritta "Tragedia" sul diario, la conclamata ricerca di chi fosse l'amante del marito ... e quelle strane telefonate della sera/notte della scomparsa tra Logli e la Calzolaio. Telefonate che si sono protratte ben al di là dell'orario indicato da Antonio. Una di queste telefonate dura pochi secondi. Potrebbe essere stata interrotta da una Roberta guardinga ed origliante? Io non lo escluderei.

Logli puo' permettersi di mentire perchè familiare della scomparsa ed ora indagato.

Ma la Calzolaio? Quante baggianate ha detto ai giornalisti prima di venire a sua volta indagata?

Come mai non c'è nei suoi confronti una denuncia per falsa testimonianza?

Stefania

Giovanni (ex Anonimo) ha detto...

Forse si sarebbe dovuta adeguare la sig.ra Roberta, oppure no. Magari le strade per un divorzio con addebito le avrebbe potute trovare, e le avrtebbe cercate, forse, con determinazione, perchè, forse una donna come Roberta, a detta di chi la conosceva personalmente, rispettava una scala di valori per cui non avrebbe digerito facilmente un'umiliazione da lei percepita come grave e non trascurabile, nonostante la tendenza diffusa da parte di alcuni commentatori a banalizzare il tradimento all'interno di unioni regolari e formalizzate. Forse l'ostinazione della Procura, nel perseguire e dichiarare la propria pista a carico del sig. Logli è dovuta a qualche elemento, che loro hanno potuto valutare, in ragione delle indagini compiute, ma che noi non conosciamo.
Lei può naturalmente essere convinto che nulla possa sfuggire alla sua analisi, le fa onore esporre tale convinzione al confronto civile e pacato con altre idee. Tuttavia le convinzioni di ognuno restano tali, dal momento che nessuno di noi è autorizzato ne possiede gli strumenti sia tecnici che giuridici idonei a compiere le necessarie indagini al contrario degli inquirenti competenti e preposti.
Giovanni

emax/massimo prati ha detto...

Stefania, non possiamo non valutare il fatto che fu Sara ad andare dai carabinieri per dir loro che era l'amante del Logli e che avevano gettato i cellulari dedicati. Non so quante baggianate abbia detto ai giornalisti, scrivine alcune perché mi sono sfuggite.

Roberta potrebbe benissimo aver scoperto quella notte la tresca del marito, ma non le conveniva fare una scenata, bensì, sapendo il nome dell'amante, cercare il modo di portare a un giudice qualcosa di sostanzioso, una foto e qualche testimonianza.

Io i Gambirasio li criticai proprio per il loro non esporsi. E fino a quando Yara non fu ritrovata non si videro proprio, se non in una piccola conferenza fatta in accordo con la procura in cui chiesero il silenzio stampa.

Le richieste alla procura e tutto il resto sono avvenute dopo, molto dopo, quando capirono che un assassino non si sarebbe trovato.

Per quanto riguarda il divorzio sono esperto di mio e ho tutti amici divorziati che fanno scuola. L'uomo che non ama e ha un'amante nascosta esce sempre vittorioso se sua moglie ha un lavoro con cui si mantiene e se può accasarsi a pochi metri dai figli e vivere una nuova vita con l'ex amante. Il giudice deve tutelare i figli, mica la coppia che si presume adulta e vaccinata. Quindi senza alcun addebito le cose si mettevano meglio per il marito con l'amante che per la moglie senza.

Di certo, però, Roberta avrebbe potuto cambiare lavoro, vendere ai Logli la sua parte di autoscuola e cambiare casa. Non credo che alla famiglia mancassero i denari per l'acquisto, viste le proprietà e gli affitti mensili che incassano. In tal caso, però, con una figlia piccola e un altro adolescente, avrebbe dovuto fare i salti mortali per trovare il tempo... non è cattiveria questa, è una constatazione dovuta a mie amiche che sono nella stessa situazione.

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Giovanni, non ho mai detto il contrario. Io esprimo mie idee cercando di non renderle criticabili, ma in casi come questo non posso dire di parlare in verità. Cerco di restare nella logica e di inserirmi in quelle falle che saltano agli occhi.

Per quanto riguarda Roberta, io per primo credo che ci fossero mille soluzioni per regolarizzare e sistemare quella che ormai non era più una vita di coppia. Non so, forse Roberta era ancora innamorata e cercava di riprendersi il marito (non è affatto insolito) nonostante i sospetti e la sua mancanza di fiducia. Ma proprio il fatto che ci fossero tante possibilità toglie forza al movente ipotizzato dalla procura.

Procura che se avesse qualcosa di serio in mano, sempre a mio parere (sia ben chiaro) non lascerebbe il Logli in libertà ipotizzando una prossima archiviazione in mancanza di un cadavere...

Massimo

Ps. fra poco dovrò uscire e per un paio d'ore almeno non sarò di fronte al computer.

Vanna ha detto...

Manlio in riferimento al botta e risposta con Stefania.

Estrapolo dal tuo post delle ore 22,32 di ieri.

"Forse a qualcuno sfugge che il compito di istituire processi e fare indagini non spetta ai singoli cittadini, ma alle persone preposte per legge. Noi non possiamo fare altro che verificare, di volta in volta, se la legge sia eseguita con rigore e coerenza, o no. Null'altro.
Non abbiamo il ruolo né di assolvere, né di condannare."

Rispondo:
E' evidente che il processo non possono farlo i cittadini, ma chi di dovere.

Fammi capire, se a noi comuni pensanti tocca il compito di:"

verificare, di volta in volta, se la legge sia eseguita con rigore e coerenza, o no. Null'altro."

Ovvero: pago le tasse, tutte, subisco le vessazioni di un sistema che non funziona in niente e non mi posso neanche permettere, verificando che non ci sono stati " rigore e coerenza", di fare il
pelo e il contro pelo?

Ed io invece posso farlo con numerosi metodi personali:
- pelo e contropelo,barba e baffi,
- stendere scenari tinti non solo di giallo, di nero, ma di tutti i colori dell'arcobaleno!

E dove sarebbe l' " abuso " che nomini?

E' un abuso avere creatività, dubbio e farsi domande?

E come io posso manifestare il mio dissenso nel vedere che esistono dubbi provenienti dal poco indagato se non filando altre trame?

Se poi tra gli intrecci si profilano innocenze o colpe,il problema non dovrebbe riguardarmi ma riguardare chi è del settore.

O per caso chi beve giù inquina l'acqua di chi beve in alto come Fedro insegna?

Quindi il consenso deve essere solo per chi ha ruoli di comando mentre il popolo non può neanche ipotizzare?

Chi ha paura di chi pensa-motiva-dubita e dice?



Stefania ha detto...

Vanna se qui qualcuno istruisce processi non sono stata di certo io, oppure te. Per questo ho lasciato cadere l'invito nel vuoto.

Riguardo la Calzolaio, è vero, sentita dagli inquirenti ha subito ammesso di avere una relazione con il Logli, ha anche detto della richiesta di lui, di distruggere i cellulari.

Ha anche detto che Roberta era normale. Cosi' normale da temere di essere stata vittima di un tentativo di soppressione da parte del marito. Cosi' tranquilla da scrivere "Tragedia!" sul diario.

Ha anche detto di non aver ricevuto telefonate strane quella notte. Una telefonata di diciassette secondi lo è, eccome.

Messa davanti all'evidenza ha aggiunto che "forse" si era scaricata la batteria.

E' appena scomparsa la moglie del tuo amante e tu non ti ricordi quante telefonate vi siete scambiati quella specifica sera?

Suvvia .....

Eppoi vogliamo parlare del suo fare appelli perchè Roberta ritorni?

Stefania

Vanna ha detto...

Stefania mi inserisco su una ipotetica causa di separazione qualora Roberta l'avesse portata avanti.

La narrativa in giallo può andare avanti.

Non è per nulla scontato che lei potesse avere figli e casa coniugale.

Se la storia è andata così, per quel poco che possiamo sapere, è perché lei è vissuta in un limbo,
ha visto quello che le hanno fatto vedere.
Non aveva fiducia in sé se perfino i figli le preferivano la donzella che si portava sempre dietro.

Con queste premesse non avrebbe vinto!
E non è sicuro che i figli l'avrebbero seguita!
Dove andare a vivere, quale lavoro alla sua età?
Era sola contro una famiglia e tale sarebbe stata davanti al giudice.

Capita che in provincia i giudici abbiano amicizie condivise e lei non ne aveva.
La famiglia sì.
Tutto era contro di lei.

La suocera ha detto che era precisa, ordinata attenta con i figli.

Sicuro: era un'automa pur di essere accettata e amata.

Ho letto che lui era simpatico e aveva tanti amici e lei era un po' scontrosa e scorbutica.
Non so se è vero però anche questo giudizio la dice lunga.
Lei è stata un'appendice della struttura, neanche tanto stimata, non dico amata, da nessuno là dentro.

Quella sparizione parte da lontano, negli anni si è lavorato per toglierle il riconoscimento dei suoi valori.

Penso che lei abbia aperto gli occhi tardi, con la caduta o prima?

Credo prima e stava sì accumulando prove e credo da tempo.

Ma loro erano abili e lei non aveva strumenti, era impaurita di molte cose che finalmente aveva capito.

Tragedia scrisse!

In questa chiave soltanto è possibile pensare ad una sparizione volontaria.

Può essere caduta in una trappola tesa apposta.

Perché il Gozi fosse per strada di notte?

Ma non era tornato allora dal lavoro con la moglie?

Forse il cane doveva bisognare o forse voleva capire ciò che stava accadendo.

magica ha detto...

buongiorno a tutti.
mettiamo il caso che roberta se la sia svignata di notte . e non di giorno: in condizioni meno precarie che non di notte ..perchè lo avrebbe fatto? lo avrebbe fatto per far cadere sospetti sul marito e fargliela pagare per averla tradita sotto i propri occhi e con lo sdegno che l'amante si fosse anche appropriata la simpatia dei suoi figli..,
.in poche parole una strategia pensata per bene..
se roberta si fosse allontanata di giorno ci sarebbero state diverse ipotesi: da parte dei media e soprattuto dagli inquirenti.. perchè il marito avrebbe potuto aver un alibi e percio' non sospettabile ,
..
sempre sospettando che roberta si sia allontanata di sua volonta'...
avendo saputo come stavano i fatti .. potrebbero aver scatenato in roberta ., la cattiveria verso il marito., purtroppo anche . la crudelta' verso i figli ,,infine quei figli avevano nonni e padre . che certamente se ne sarebbero presi la cura ..

Stefania ha detto...

Fargliela pagare ad una bambina di nove anni? Dai, Magica! E' abbastanza inverosimile!

Vanna, sai che con questi discorsi sfondi una porta aperta.

L'ho scritto anch'io che RR non poteva essere certa di quali risultati avrebbe portato una causa di separazione, come del resto non poteva aver certezze nel merito neppure AL.

Si è scritto che il Logli avrebbe potuto vivere felice e contento con l'amante nel comprensorio, nonostante tutto.

Possibile, ma non certo. Tanto che il Logli si teneva amante e moglie pur di non "rischiare".

Vanna, scrivimi in privato, grazie.

Stefania

magica ha detto...

stefania
non alla bambina ma al padre , ma è una ipotesi come le altre ,
purtroppo anche i figli ci rimetterebbero se fosse andata cosi'

Stefania ha detto...

Certo Magica, ma indirettamente ci avrebbero rimesso anche i figli. E se li considerava degli "ingrati" perchè preferivano la baby-sitter a lei (immagino bene come la Calzolaio possa ben essersi insinuata nella vita di quei bambini .... compito facile-facile, il suo) ci puo' anche stare. Ma non si punisce una bambina!

Magari ci si fa da parte, da rinunciatari. Abbiamo qui sopra letto di una Roberta piuttosto insicura. E non stento a crederlo. In una famiglia dove al citofono, il nome ed il cognome delle consorti è scritto in piccolo, penso sia plausibile. Un Logli, un marito che era riuscito addirittura a prenderla in giro, davanti a Sara, con la complicità di Sara, dandole della "fissata, sospettosa e visionaria" quando aveva messo in discussione la lealtà della giovane amica, oramai insinuatasi tra bottega, casa e lenzuola coniugali.

Stefania

magica ha detto...

le corna prima o poi vengono a galla .
mi pare che sono durate anche troppo .x 7 anni .
ho anche letto considerazioni che la madre non era amata .in casa logli . beh certo non dal marito .
i figli a volte amano di piu' chi li vizia come puo' aver fato l'amante . mentre la madre è l'autorita' che non sempre le da' vinte ai figli come è giusto che sia .
infine quei figli sono cresciuti assieme all'amante del padre ed hanno imparato ad amarla .
ma son sicura che amavano anche la madre . è naturale .

Anonimo ha detto...

Non metto in dubbio che ci siano mamme che abbandonano figli e marito per rifarsi una vita, ma in questo caso ho alcuni dubbi circa questa tesi, a partire dalla mancata organizzazione.
Ad esempio: non avendo preso la macchina la prima deduzione logica è che vi fosse qualcun altro ad aspettare Roberta. Se però in questa ipotesi c’è una sorta di organizzazione (prendere un appuntamento in un determinato orario con X), manca invece tutta la parte dell’organizzazione delle cose da portar via.

Roberta non solo lascia vestiti (ma non è detto che la famiglia ricordi ogni singolo abito), e non solo il cellulare, che magari lascia di proposito per non essere rintracciata, ma anche i documenti, indispensabili per chiunque, e questo si che fa sorgere molti dubbi.

Un’altra cosa: da quel che ho letto, il marito vede Roberta la sera prima di andare a dormire, intenta a scrivere il foglio della spesa, descrivendola vestita di pantalone blu e canotta bianca. Non so se questi vestiti siano stati trovati poi a casa, ma il fatto che si sia messa il pigiama e pantofole, mi fa credere di nuovo, che non vi era un piano di fuga e a questo punto nemmeno un accordo con qualcuno che sarebbe dovuto passare a prenderla. Sono andati tutti a dormire, allora perché indossare il pigiama sapendo di dover presto uscire?

Altro fatto strano sono le chiavi lasciate a casa. Il Logli dice che la porta di casa era chiusa a chiave prima che andasse a dormire. Al suo risveglio ritroverà la porta senza le mandate. Quindi dovremmo credere che Roberta apre la porta di casa e prima di uscire lascia le chiavi. Curioso. Un mazzo di chiavi non è come un cellulare da cui ti possono rintracciare, allora perché, durante una fuga notturna, invece che portarsi via quello che si ha già in mano (per aprire la porta di casa), si decide di lasciarlo li? Sarei curiosa a questo punto di sapere se le chiavi fossero vicino all’ingresso o in un’altra stanza, perché per ora sono più propensa a credere che siano usciti in due da quella casa e che vi sia rientrato solo uno.
Questo non vuol dire che il Logli sia “il colpevole”, ma potrebbe nascondere fatti accaduti per paura che i sospetti ricadano ancora di più su di lui, cosi come spesso accade.
Kiba

magica ha detto...

allora che avrebbe dovuto fare roberta?: chiedere il divorzio .
pero' il torto subito era troppo grande .. ci puo stare che roberta abbia agito con cattiveria? verso il fedigrafo?,
se fosse successo cosi' sarebbe stata una strategia diabolica .
è una ipotesi magari strampalata .

è molto strano questo fatto .
mettiamo che la roberta sia uscita di casa come stava in pigiama e all'improvviso ..il marito l'abbia rincorsa .. perchè avrebbe dovuto uciderla ? anche se la tradiva ..

non so se sia un pettegolezzo ,
avevo sentito una amica di roberta dire in tv .. che logli qualche volta aveva rapporti.. ma non compesi di che tipo .
chi lo sa? il traditore era forse doppiamnte traditore?
..

Stefania ha detto...

Kiba, Magica, provo a formulare un paio di ipotesi.

La prima: Roberta è addolorata ed addirata, non riesce a scoprire chi è l'amante del marito e si sente in gabbia. Quindi programma una fuga che ha tutti i crismi affinchè possa finire nei guai il marito. Ecco perchè sparire di notte ed in quel modo. E' evidente che dovrebbe aver avuto dei "signori agganci". Per ottenere nuovi documenti, una nuova identità. Ci sta anche che se ne sia fregata, in quel momento del dolore che poteva causare ai figli. Ma poi? La vicenda è finita su tutte le pagine di giornale. Si è scoperto subito che Sara Calzolaio era la tanto ricercata amante. Avrebbe potuto benissimo ritornare, addossare la fuga ad un attimo di perdita di memoria causa scatoloni che volano e chiedere la separazione con addebito. Non lo ha fatto: perchè? Perchè evidentemente cosi' non è andata.

(Segue)

Stefania ha detto...

La seconda: stesso scenario di cui sopra. Ma Roberta non ritorna. Perchè? Perchè ha chiesto appoggio alle persone sbagliate. Si è fidata di chi non era affidabile. Magari di una persona (un vicino di casa? qualcuno conosciuto in autoscuola? Un TdG? Un ateo? qualcuno ....). E' stata uccisa e non ha raggiunto il suo scopo. Ma non si è trovato il corpo, che non è stato cercato solo nelle proprietà dei Logli ma anche per campagne, laghetti, caverne, ecc .... anche con l'aiuto dei cani.

Ricordiamoci che un malintenzionato non avrebbe avuto interesse alcuno ad occultare il cadavere, col rischio di essere visto all'opera.

Vero che Yara Gambirasio è stata ritrovata seguendo un aereoplanino caduto in un campo, ma prima o poi arriva il disgelo ed i campi si arano. L'avrebbero quindi trovata comunque. Dopo ma comunque.

Non è stato trovato nulla, di Roberta nessunissima traccia: perchè? Perchè evidentemente non è andata cosi.

(Segue)

Stefania ha detto...

Terza ipotesi: Logli ha buttato lo scatolone addosso alla moglie non con l'intento di ucciderla come da lei pensato (poteva capitare ... ha battuto il capo contro un piano in granito o marmo, Roberta) ma per distrazione. La moglie non ha creduto all'incidente e si mette decisamente sulla difensiva. Quella sera scopre il Logli al telefono con Sara. Ne scaturisce una lite e lei esce scavalcando per raggiungere a piedi (o chiedendo un passaggio a qualcuno) la casa della Calzolaio. Logli lo vuole impedire. Non ha intenzione di uccidere. E' la madre dei suoi figli. Ma cerca di intercettarla nel percorso. Per questo rimane in auto a fari spenti in attesa di avvistare la moglie. Cerca di convincerla a desistere dall'intento, ma la lite degenera. Non è una strada percorribile. Logli non avrebbe in questo caso organizzato un bel niente e sarebbe stato per lui molto difficile poter occultare il cadavere della moglie senza un minimo di organizzazione.

(Segue)

Stefania ha detto...

Quarta ed ultima ipotesi: l'incidente del giorno prima, è stato provocato dal Logli. Non con l'intenzione di ucciderla (ma ci è quasi riuscito) ma solo di avere una scusa spendibile per la sparizione della moglie: la perdita di memoria.

Roberta si allarma. Ma non a caso. Logli ha da poco riconquistato il cuore di Sara che lo aveva scaricato stufa di fare l'amante. Cosa ha promesso Antonio alla Calzolaio? Di arrivare al dunque? Di separarsi? Di liberarsi una volta per tutte della moglie?

Non è detto la Calzolaio conosca i suoi piani. Lui viene trovato al telefono con l'amante, perchè si vuole far trovare. Con il chiaro intento di provocare la moglie, di mandarla fuori di matto. Questo puo' essere anche successo nei locali dell'autoscuola, non necessariamente in casa dove i figli avrebbero udito le grida.

Al culmine della lite, Logli propone a Roberta di andare assieme da Sara. Lei acconsente. Oppure è la stessa Roberta a scavalcare per recarvici, come sopra. Viene raggiunta ed uccisa.

Il delitto è stato programmato. Inizialmente le Forze dell'Ordine cercheranno una donna in preda ad un vuoto di memoria, non un cadavere.

Questa è la pista preferenziale di Adinolfi?

Stefania

Vanna ha detto...

Stefania,le ipotesi sono tutte verosimili, ma l'ultima è quella più intrigante.
Per me sono usciti insieme.
Ricordo che il Gozi ha sentito litigare e ha sentito un botto sulla portiera, come se qualcuno avesse battuto la testa.

Ora, se hanno guardato tanto, o sono stati sfortunati o è stato fatto un lavoro accurato.

A meno che lei non sia finita in qualche istituto psichiatrico o casa di cura con altro nome e coperture.

Tutto gira comunque intorno alla famiglia.

Se lei avesse avuto qualcuno sarebbe venuto fuori, non credo non abbiano indagato sul suo cellulare che poi non ha portato con sé come dice Pino.

Ti scriverò in privato.

PINO ha detto...

@ KIBA
Hai toccato il tasto che mi pare più logico, ma non hai tenuto abbastanza a lungo il dito sopra.

Scappare di notte, in quelle condizioni, non solo esclude ogni possibilità di accordo con terzi, ma indica il precipitoso allontanamento da un immediato e grave pericolo.

Su questo punto non girerei troppo intorno. Resterebbe solo da stabilire da cosa, o da chi, era costituito tale "pericolo.

Il percorso stesso fatto dalla fuggitiva, e segnalato dai cani, disagevole ed acquitrinoso, indicherebbe l'impossibilità, per RR di sceglierne altri, causa l'impellenza di allontanarsi,il più presto possibile da quel luogo.
Da questo che, a mio parere, riterrei un PUNTO FISSO, possono formularsi ipotesi diverse, senza perdere di vista, però, le premesse suggerite da quanto sopra esposto.

Tutto ciò che sarebbe successo a monte, lo riterrei solo causa scatenante, provocata od accidentale, di una fuga senza ritorno.
Pino

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Pino,

quello che ho scritto commentando il presente articolo, lo dico da mesi. Qualcuno lo prende per offesa personale, ma poco importa. A me della faccenda gialla non interessa un fico secco, di chi sia il colpevole e di ciò che sia successo quella notte, non me ne importa un tubo, anche se ho supposto un'eventuale fine sulla "Costa Concordia", non ancora visitata a fondo. Di tutte queste storie pompate dalla televisione non so che farmene, anche se poi piacciono tanto a talune signore e signori, che si ritengono in diritto di dare patenti di uxoricida o di omicida ora a questo, ora a quello.


********************
A me interessa la questione di metodo, a me interessa il rispetto della procedura, a me interessa che la legge sia rispettata, in qualità di cittadino consapevole e, per quanto consentito da un regime pseudodemocratico, con l'azione
.

Ora, la logica, l'etica e il Diritto penale non consentono affatto di poter fare ipotesi in sede pubblica sui fatti ignoti avvenuti in una certa notte. "Creatività e dubbio" sostengono Vanna e Stefania: valgono bene per i romanzi, specie il dubbio come prologo a determinate certezze. Basta vedere il tono delle loro pregevoli asserzioni e come si scaldano davanti a determinate obiezioni. La legge dice a chi spetti di procedere nelle indagini, a noi solo di prenderne atto e di verificare la legittimità delle procedure di indagine, di imputazione e di processo effettivamente adottate. Altro non possiamo fare, altro non dobbiamo fare.

Ovviamente, tutti possono fare ipotesi e illazioni: in casa propria possono dire pure di tutto, ma quando tali ipotesi ed illazioni vengono fatte in sede pubblica, in un ambito la cui responsabilità spetta in primo luogo al gestore, sede da tutti leggibile e verificabile, lì - care e pregiate signore - occorre essere caute, molto caute. Come detto, la legge parla all'indicativo, ed una legge che parla all'indicativo ha carattere imperativo. Il punto doloroso è che i mezzi d'informazione di massa abusano in lungo e in largo del loro potere di diffusione, e poi molti, anzi troppi, si lasciano andare ad ipotesi che sono vere e proprie offese. Se vedo la moglie del mio vicino che scappa di notte e poi non ne so più nulla, posso ben ipotizzare che sia scappata del tutto, o che sia stata uccisa, o che l'abbia uccisa il marito. Posso pure ipotizzare che, a causa del freddo, abbia avuto un infarto, o quel che si vuole. Ma se lo rendo pubblico e mi permetto il lusso di fare ipotesi sull'agente del delitto (supposto, non dimostrato), compio un reato.

La creatività lasciamola a romanzi, novelle, racconti e poesie, non all'eventuale realtà criminosa.

Anonimo ha detto...

Pino
Concordo sul fatto che qualcosa la spinga fuori casa velocemente anche se non credo ad un vero e proprio pericolo perché la reazione comune sarebbe quella di gridare oltre che fuggire. Il fatto di non portarsi nulla dietro può far supporre che l’intenzione fosse quella di uscire per poi rientrare a breve e che ci fosse qualcun altro con il secondo mazzo di chiavi, ma che una volta fuori la situazione degeneri e solo a quel punto ci sarebbe la necessità di una fuga per paura o perché no, per rabbia, verso un percorso che giustamente definisci disagevole (o forse è la strada più breve per arrivare in un determinato punto?).
Ovviamente i pochissimi indizi lasciano spazio a fin troppe ipotesi e concordo con te sul fatto di non muoversi da quei pochi punti fermi.
Kiba

p.s. stando alle dichiarazioni di AL trovo comunque curioso, se non inverosimile, che R prenda le chiavi, apra la porta, riposi le chiavi ed esca fuori.

Vanna ha detto...

Manlio da come sono andati gli ultimi casi irrisolti chi ha prima usato creatività e tanta, sono stati quelli che hanno guidato interrogatori ed emesso sentenze.

Le "care e pregiate signore" sono state fortemente stimolate dalla creatività altrui, senza la quale non si starebbe a scrivere un dialogo di fantasia.

Se la creatività è un reato, non pensi che dovrebbe esserlo per tutti?

O il lupo fu creativo quando dall'alto disse all'agnello che stava in basso, che gli sporcava l'acqua e che pure il padre prima di lui glie l'aveva sporcata?

Non credo proprio che qui si sia detto qualcosa che possa creare problemi,anzi al contrario, si esprime con una certa qualità.

Devi convenirne.

Una persona preparata come te si accontenta,solo, di verificare le differenze diversamente creative, solo, per puntare il dito e per parlare all'indicativo?

Anche le sentenze, sono all'indicativo e le costruzioni accusatorie o liberatorie possono essere usate con altre coniugazioni a piacer loro.

E dunque, se ancora c'è libertà, si possono percorrere le teorie declinandole con i colori dell'arcobaleno!

Buona serata Manlio.

Stefania ha detto...

Da quando, fare supposizioni sia reato, rimane per me un mistero. Supposizioni nate dal voler cercare percorsi che non sono stati vagliati, non certo per fare discorsi da donnette che stendono insieme la bianchieria o da omminicchi che vanno assieme al Motorshow ma solo per vagliare se le indagini si sono rivolte alle uniche piste percorribili o se ce ne siano di ulteriori.

Il frustratello di turno viene a raccontarci che gli importa solo di vedere se "le procedure a termini di Legge" sono state seguite.

L'unica cosa sia in grado di fare, evidentemente. Il classico dotto passacarte. Ne conosco a iosa di persone che con la loro ossessione per il "se seguo i Codici, sicuramente non sbaglio" non si rendono conto che pur nel rispetto dell'attuale Ordinamento, da un Procuratore ci si aspetti anche intelligenza, intuizione, perseveranza e soprattutto curiosità. Quella curiosità che divide l'uomo intelligente da chi è indottrinato. Ci sono esseri umani, come dice mio marito, che sono passati dal farla nel pannolone al farsela nei pantaloni perchè non vanno neppure a pisciare se il regolamento non lo prescrive. Attenzione, prescrive ... non consente. C'è da essere troppo intelligenti per comprendere che talvolta quel che è consentito (quindi esprimere un dubbio) non necessita del permesso altrui. Non necessita di regolamentazione che non sia il rispetto per gli altri. Ma no, c'è chi il rispetto non lo ha mai avuto e mai lo darà e per queste persone il rispetto non è previsto perchè fa solo quel che il regolamento prevede.

Ed allora, chi ha rispetto per quei figlioli? Non il Logli che ha preso la palla al balzo per frequentare alla luce del sole l'amante che aveva nascosto per anni, condannando all'oblio quella che all'epoca dell'inizio della loro relazione era solo una ragazzetta. Non ci frega nulla di condannare quel che non è reato? Benone. Io stessa non lo faccio. Altrimenti il Parolisi dovrebbe essere condannato all'ergastolo perchè bugiardo. Ma se la Legge non prevede di poter fare ipotesi senza altro aggiungere verso un personaggio poco trasparente come il Logli, tanto piu' dovrebbe la stessa vietare di fare ipotesi nei confronti di chi scomparsa, non ha la possibilità di contraddittorio, magari perchè morta ammazzata.

Ma questo è consentito?

Cerchiamo di non scadere nel ridicolo, per piacere.

Stefania

Stefania ha detto...

Tornando a bomba, trovo sia probabile che lo Staff di Adinolfi stia cercando di percorrere tutte le piste. Non è esatto dire che Logli sia stato l'unico personaggio attenzionato. Si è cercato altrove, si sono ascoltate persone che avevano visto sosia, anche un uomo che disse di aver dato a Roberta un passaggio. Con il tempo, su quella direzione, non sono piu' arrivate agli inquirenti altre significative segnalazioni. In questo siamo tutti d'accordo: il fatto le trasmissioni televisive ed i giornali siano diventate tutte "Loglicentriche" non ha aiutato. Ma scopriamo l'acqua calda. Questo è il cardine di questo blog: si fa il lavaggio del cervello all'opinione pubblica affinchè quel che viene deciso "In nome del Popolo Italiano" venga in larga parte condiviso dall'opinione pubblica. Dal Popolo Bue. Ma se vogliamo andare oltre, dobbiamo pur bene poter valutare altre ipotesi. Altrimenti stiamo qui a parlare del sesso degli angeli.

Ad esempio, io darei scarsissima importanza alla affermazione del Gozi, quando racconta che dopo la litigata alla quale da lontano ha assistito, avendo curiosato (il portare il cane a fare i fisiologici bisogni era solo una scusa per comprendere cosa stesse accadendo, aveva terreno sufficiente per far pisciare un'intera muta di cani da slitta) ha avuto l'impressione la donna fosse stata colpita dalla portiera dell'auto chiusa in modo irruente.

Il rumore sordo, poteva essere tranquillamente dovuto ad una borsa oppure ad un braccio che si interpone tra la carrozzeria e la porta. Non è affatto detto (sempre la testimonianza sia valida) sia quello, il momento del decesso.

Certo è da valutarsi invece che se avvalorata da riscontri (celle telefoniche? In quel senso il Gozi ha raccontato il vero, era andato a recuperare la moglie che aveva terminato il proprio turno di lavoro) la testimonianza del Gozi riferisce di una discussione accesa, avvenuta in mezzo alla strada, in piena notte. Nessuno si é fatto vivo per dire "Ero io che litigavo con il moroso, con mio fratello ... con Topo Gigio".

Stefania

Manlio Tummolo ha detto...

Evidentemente chi non vuol capire non capisce. Mancano nozioni basilari di Diritto costituzionale. Ma non penso necessario citare le norme accennate, visto che sono facilmente reperibili: Costituzione della Repubblica Italiana, Convenzione Eupopea per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino; Dichiarazione ONU dei Diritti dell'Uomo; Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea.

Quanto a Lei, Stefania, eviterei di insultare gli altri solo perché fanno appello alla correttezza di legge. Lei Si crede al sicuro in Germania, o dove diavolo Si trova, e da lì patentare gli assassini e gli innocenti, dimenticando che in tutti i casi possono andarci di mezzo coloro che ospitano le Sue incaute dichiarazioni.

Se tutti fossero "frustratelli" come lo sono io, cara signora, penso che le cose andrebbero un po' meglio in questa nostra malconcia Nazione. E' frustrato, viceversa, chi cerca di farsi passare per ciò che non è (ovvero l'investigatore Tom Ponzi in gonnella, o la nuova signora in giallo), e pontificare sugli omicidi altrui, anche se un cadavere ancora non c'è.

Credete poi che di queste vuote illazioni qualcuno si farà carico?

Stefania ha detto...

Perché, delle sue invece si? Uccellocentrico, null'altro. Stefania

Antonello ha detto...

Argomento tristemente preso tanto tempo fa, concordo con Manlio Tummolo sulla massima cautela e modo limpido ma un blog tematico senza ipotesi risulterebbe privo di significato.
Io credo, dal mio punto di vista, che l'importante sia avere sempre tatto e sincerita', se si fa un'ipotesi e' bene sempre utilizzare il condizionale e ripetere sempre che si sta facendo un'ipotesi.
Le ipotesi di per se non sono accuse se come ipotesi definite e premesse, se si inventa sarebbe indispensabile premetterlo per rispettare chi legge ed i protagonisti delle proprie invenzioni.
Allo stesso modo non bisogna barare nell'inverso e cioe' premettere un'ipotesi che poi di fatto viene argomentata come un'accusa vera e propria.
In ultimo e' buona regola di tatto, specialmente su un blog pubblico od aperto alla lettura pubblica, tenere sempre presente che cio' che si scrive verra' letto da amici e nemici, bambini ed adulti, sconosciuti ai fatti o protagonisti degli stessi.
Questo naturalme.te non significa, per come vedo io la questione, che non si possa esporre delle eventualita' analizzando dei dati, se cade un cornicione non mi sembra reato "ipotizzare" che sia stato costruito o manutentato in maniera grossolana e ne mi sembra lo sia analizzarne le possibili diverse conseguenze, tipo "poteva schiacciare qualcuno che magari stava sotto".
La differenza se ho ben colto i commenti di Manlio sta nel richiamo alla cautela ed al rispetto per il cardinale principio della non colpevolezza sino a terzo grado sentenziato e per le persone nel senso piu' ampio.
Io mi regolo tenendo in giusto conto la possibilita' di parlare di me stesso ed aggiustando tutte le affermazioni eventuali di conseguenza, che un'appurata scomparsa possa essersi trasformata in triste epilogo e' una possibilita' non escludibile, che NEL CASO possa ANCHE essere stato il marito e' pacifico in assenza di dati e di un corpo, come e' pacifico in assenza di dati oggettivi ed univoci che lo escludano che possa essere fin stato chiunque se, e solo se, veramente viene appurato anche che la scomparsa avrebbe avuto il triste epilogo che forse in troppi danno per assodato senza avere o portare a sostegno alcuna risultanza.
Non e' semplice trattare un argomento cge non ha di fatto intitolazioni oggettive ed anche io non mi stanchero' mai di ripeterlo e di ripetermelo.
Ecco, direi tatto, limpidezza ed attenzione ai lettori, sopratutto ma non solo se minori.
Io l'ho capita cosi' e spero di aver capito bene, queste piccole ma ineludibili regole fondano la differenza fra un discorso privato al bar ed in un blog aperto al pubblico, fra la caciara offensiva di altri luoghi virtuali e questo che sino ad ora e' riuscito a mantenere un profilo serio e corretto rispetto ad argomenti comunque scottanti.

Stefania ha detto...

Antonello, mi trovi d'accordo. Ma proprio per questo respingo in toto le accuse (neppure troppo velate e senya beneficio del dubbio) da parte del Signor Tummolo. Ho sempre parlato al condizionale quando faccio ipotesi. Sfido chiunque a trovare tra i miei scritti anche una sola affermazione di condanna, se non estrapolandola da tutto il discorso scritto. Mi si trovi, anche solo un mio intervento dove scrivo "Logli è colpevole" ... senza aver PRIMA scritto "facciamo una semplice ipotesi". A me non piace chi si pavoneggia del suo sapere ma dimostra una pochezza tale cosi' si senta autorizzato ad accusare altri intervenuti di colpe che non hanno. Lo stesso Tummolo, per esempio, colloquia beatamente con tale Maura, che al contrario mio, non pone dubbi ma dice chiaramente "secondo me il Parolisi è colpevole e finite di farvi tutti falegnamerie mentali".

Io non solo non ho mai scritto baggianate del genere ma neppure le ho mai pensate. Ho sempre cercato alternative con la mente sgombra da pregiudizi che invece vedo in maniera evidente da chi si picca di dare lezioni di etica, di moralità e non ultime a livello legale alla sottoscritta. Che mi denunci, se lo desidera, il Signor Tummolo. Lo faccia pure se pensa io abbia commesso un qualsivoglia reato scrivendo quel che sono semplici miei timori e costruttivi spunti. Oppure si taccia, per quanto riguarda i pensieri della sottoscritta, se non gli garbano e lo disturbano.

A me, di quel che lui scrive, se non mi coinvolge, sinceramente importa nulla, dopo che ho imparato a leggerlo. E non ho interesse a conoscerlo meglio. Già compreso il soggetto.

Stefania

Antonello ha detto...

@Giovanni
che L. abbia potuto avere una storia extraconiugale sembra non pioverci, sarebbe limpido se considerassimo solo le dichiarazioni dello stesso L. (che pero' e' indagato e quindi parte in causa) e S.C. (che e' stata indagata e che ha parte in causa).
Non c'e' pero' controprova, potrebbe essere persino ipoteticamente un paravento solo per chi vive all'esterno di quella proprieta' ed intimita', dipende.
Ragionare indi sull'esito eventuale di una separazione in termini immobiliari dando per scontato ora cio' che allora poteva anche non esserlo potrebbe fuorviare, sopratutto perche' la "comunione dei beni" non tocca beni acquisiti dai coniugi prima del matrimonio ma solo quelli entrati in proprieta' dopo tale data.
Infine c'e' una variabile tuttora sconosciuta a dati non diffusi, vale a dire che se un marito tradisce la moglie, senza certezze, non esclude nemmeno lo scenario contrario ipotetico, certo sembra non esserci prova di alcun "incontro" della donna, io pero' da Ascoli in poi diffido di chi presume vittime e carnefici anche per quanto riguarda equilibri sentimentali e, solo per chiarife, risottineo che in troppi danno per certo ad esempio che per sette anni R.R. non avrebbe avuto nemmeno un dubbio sul marito e la sua migliore amica, dubbi che guarda caso ed a sentire le amiche gli sarebbero venuti solo negli ultimi mesi.
Perche' in una situazione ipotetica di una qualsiasi coppia di tradimenti incrociati sarei davvero curioso di conoscere il parere giuridico titolato sulle proprieta' immobiliari e su chi "avrebbe colpe".
Persino il fatto che lei potesse aver intuito qualcosa solo negli ultimi tempi potrebbe ipoteticamente coincidere con il fatto che il rapporto piu' volte cennato potrebbe essere mai nato e costituire un solido paravento fra chi non e' intimo e chi intimo lo e'.
Un po' fantasmagorica l'ipotesi??? Puo' darsi, non dico di no, ma perche' non credere a lui ed a lei che dicono di aver dormito da mezzanotte in poi se questo rappresenta un alibi ed invece credergli se dicono che stanno insieme da sette anni circa??? Intendo, quale metodologia ed a quali risultati porta??? A dedurre conclusioni che potrebbero essere del tutto errate???

Antonello ha detto...

Argomento TdG, mi stupisco del fatto che vi stupite in tanti se venite solo ora a sapere i numerosi "esterni" alla comunita' piu' o meno informati dei fatti.
Badate bene, sono tutti descritti come "simpatizzanti", "esterni", "frequentatori/trici", l'unica che ne faceva parte e' stata stranamente disassociata.
Giusto a parer mio quanto sottolineava Stefania, mi sembra, ricordando che un processo per disassociazione viene istituito in seno alla comunita' su imput di un qualsiasi anziano ma anche di un semplice appartenente.
Giusto ma non completo, immaginatevi voi a denunciare sia pure solo al comitato di anziani una storia extraconiugale, non avreste il timore un domani di subire ritorsioni da una famiglia che qua magicamente non sembrerebbe piu' cosi' potente da far paura a tutti??? Chi vi darebbe l'illusoria certezza che mai il vostro nome verra' comunicato come quello che ha chiamato in correita' una storia extra od un comportamento non conforme???
La facciamo, secondo me, un po' troppo semplice, proprio per quanto sopra io lascio una porta aperta, e' possibile insomma che chi potrebbe aver comunicato il motivo di disassociazione di S.C. ai TdG se ne fregasse altamente di essere nel futuro disvelato/a o che avesse tali e gravi interessi in gioco da accettare volentieri un rischio minimo rispetto a cio' che "s'ha da fare".
Accade tutto in dieci giorni, spero di non sbagliare l'ordine:
1) Scomparsa di R.R.
2) Disassociazione di S.C.
3) Decesso del padre di S.C.

Ricordo che la disassociazione prevede l'isolamento totale, come sanzione accessoria, della persona disassociata, persino i parenti stretti dovrebbero, secondo questa pratica a parer mio medievale, limitare i rapporti con la nipote, figlia o genitore allo "stretto indispensabile", il che e' veramente ridicolo.
Come fai a definire lo "stretto indispensabile" fra un padre ed una figlia ad esempio???
A parte opinioni persomali che lasciano il tempo che trovano, sono molti dicevo gli "esterni" frequentanti, cio' non significa nulla ci mancherebbe, fa pero' pensare che la scomparsa fosse una frequentatrice, che lo sia il supertestimone, che lo sia lo stesso meccanico a cui il supertestimone si confido', che lo sia stata S.C.
Tutto quanto non per alimentare pregiudizi ma per valutare i giusti equilibri, per valutare fin i testimoni, per vagliare eventuali ipotesi, a fine insomma funzionale ad una ricerca costruttiva di una verita' che deve pur esserci stata.

Manlio Tummolo ha detto...

Ineffabile Signora Tiziana,

Lei denota uno stato mentale piuttosto squilibrato. Dovrei addirittura chiedere a Lei, che non mi risulta titolare del blog, il permesso di dialogare o discutere con chicchessia? Questa è divertente: Lei pensa di far marciare a passo dell'oca non solo Suo marito per le strade della Grande Germania, ma pure noi in Italia. Una pretesa eccessiva.

Lasciamo stare poi certe volgarità degne sole di donne, girovaganti per il porto di Amburgo. Se non sa che cosa sia una norma costituzionale, taccia: a che parlare di condizionale, di cui neppure sa il significato e l'uso, tanto "condizionale" che, povera donna, mostra i suoi dentini, che vorrebbero essere aguzzi, quando la si contraddice? Prima ipocrita e falsa, fa finta di esprimere stima; poi insolente: tipico di donne isteriche e bisbetiche, che ahimé abbondano di questi tempi, e manifestano le proprie insoddisfazioni aggredendo gli altri che non ripetono con entusiasmo le loro panzane.

INTERNET non è più la "terra di nessuno" di qualche anno fa: ora ciò che vi si scrive pesa né più né meno, come in ogni altro mezzo di comunicazione. Lo imparerà presto o tardi a sue spese.

Vanna ha detto...

Stefania non posso che condividere tutte le tue parole.

Si è sempre parlato di ipotesi, si sono costruite teorie sulle ipotesi.


Internet non è stato mai "la terra di nessuno", dietro internet c'è la gestione di quelli che contano, multinazionali controllano e ne hanno il loro ricavo.

Se ora si tende a mettere la museruola alle navigazioni in rete è perché le multinazionali che stanno dietro si rendono conto che a loro volta sono controllate dall'India ( migliori esperti in campo )e dalla Cina.

Svariati milioni di persone non analfabete in merito.

Di mezzo c'è il controllo mondiale.

Detto questo, non solo sarebbe impedito di ipotizzare, ma anche di creare novelle in giallo?

E allora qui cosa ci stiamo a fare?

La signora in giallo, nero e arcobaleno!

Vanna ha detto...

Chiara che fine hai fatto?

Non sarai stata mica ammutolita!

Ti si aspetta!

Non scrivere in anonimo.

Vanna

Vanna ha detto...

Mi permetto di aggiungere.

Andando in rete altro che ipotesi si leggono, eppure mi sembra che continuino a postare.

Per quanto mi riguarda, finisco qui.

Vanna ha detto...

Quel "finisco qui" riguarda ogni eventuale possibile risposta ad assurde,scortesi valutazioni sui pensieri altrui.

Per il resto, se riterrò opportuno esprimere con chiarezza garbata il mio personale punto di vista sull'argomento in questione, continuerò a farlo ed userò la mia tavolozza di colori.

Se i colori non piaceranno non mi offenderò punto, continuerò a fare ipotesi intorno alle certezze delle procure come riterrò opportuno.

Buona giornata a tutti.

Manlio Tummolo ha detto...

In realtà che cosa si sa del caso Ragusa? che una donna, moglie e madre, è sparita una notte di gennaio, la stessa notte dell'incidente della "Costa Concordia" (pura coincidenza ?). Come e perché sia sparita non lo sappiamo affatto, non essendoci alcuna traccia che ci conduca ad una conclusione accertabile. Troppo poco per giornalisti, soprattutto televisivi, che devono vendere chiacchiere per poter incrementare la pubblicità. Veramente, avrebbero potuto fare qualcosa di diverso, ovvero indagare sul perché per mesi, e finoo a qualche spettacolazzo televisivo, non si siano svolte infdagini accurate su tale sparizione. Troppo poco e troppo tardi, ormai. Ovviamente quando sono state iniziate, null'altro si è fatto che puntare sul solito marito traditore ed infingardo. Si sa bene che, quando sparisce una persona, poco la si cerca e con totale disinteresse. Come notai circa sei/sette mesi fa, perfino anziani, poco autonomi e quindi che non possono fare lunghe strade, vengono ritrovati, perlopiù morti ed in putrefazione o mummificati, per pura combinazione. Figurarsi per una persona ben giovane ancora che decida per affarui suoi di allontanarsi. Ma come si farebbe ad ottenere pubblicità, e quindi finanziamenti, sottolineando queste cose così scontate ? Allora, bisogna creare romanzi, immaginare sempre situazioni tenebrose, complotti familiari, e così via. I telespettatori ovviamente si associano a tali illazioni, proponendo alla loro volta soluzioni mirabolanti, dandole per certe, magari con la premessa che si tratta di "ipotesi", e in effetti non hanno torto: chiunque abbia studiato geometria, sa che nei teoremi si chiamano "ipotesi" i dati conosciuti e "tesi" ciò che deve essere dimostrato.

Però, tanto i giornalisti col pretesto della libertà di indagine e di stampa, quanto i telespettatori, dimenticano che è già grave diffamazione affermare pubblicamente: "Forse X ha ucciso la moglie", soprattutto in totale assenza della morta. Sono concetti elementari che qualunque avvocatuzzo potrebbe confermare, e nondimeno si fa come se ciò nulla contasse. Basta poi non lamentarsi delle conseguenze.

Ludovico Galbiati ha detto...

Sono d'accordo su tutto quanto espresso da Manlio. Purtroppo, i cosiddetti "social network", sono diventati la trasposizione virtuale del vecchio "pettegolezzo" di Paese.
Gente che suppone di sapere, e di conseguenza accusa e condanna tutto e tutti, senza avere alcun riscontro oggettivo.

PINO ha detto...

@ STEFANIA e VANNA

Gradirei, innanzitutto, che questo mio modesto intervento non fosse inteso come puerile mediazione; lo scopo è solo quello, come terzo, di mettere in chiaro alcuni evidenti fraintendimenti fra voi e Tummolo.
1° Formulare ipotesi, teorie e sospetti, non costituisce reato. Per cui è nel vostro diritto renderle pubbliche, in questa sede ed in altre, pubbliche o private.
2° Tummolo faceva solo rilevare che, quando esse ipotesi non siano chiaramente connotate, potrebbero essere ritenute o interpretate come illazioni di carattere lesivo, il cui scotto coinvolgerebbe il gestore del blog, come da recenti disposizioni internazionali.
La vivacità che ha caratterizzato la piccola polemica, rientra nei "peccati veniali" dei confronti:-)).
Un caro saluto a tutti, Pino

emax/massimo prati ha detto...

Rispetto le tue ricostruzioni Stefania, ma mi pare che rispecchino un tuo stato d'animo più che una logica di concretezza, visto che ci sono cose che stonano e non si incastrano con quanto sappiamo sulla coppia e contengono troppi "se" e troppi punti interrogativi.

Perché "se" è vero che quando marito e moglie non si sopportano più può capitare di tutto, è anche vero che si arriva a un delitto solo "se" uno dei due è manesco. E il punto interrogativo è: Il Logli ha mai picchiato la moglie? La risposta è: mai nessuno ha detto di aver visto il Logli alzare le mani su sua moglie, di aver visto lividi sul viso o sul corpo di Roberta, neppure le amiche e i figli, interrogati più volte.

Quindi, perché pensare che l'incidente domestico, di cui nessuno poteva prevedere in anticipo le conseguenze (anche il Logli poteva sbattere la testa sul pavimento o su un mobile, visto che anche lui è caduto) sia parte di una messa in scena (fra l'altro è avvenuto tre o quattro giorni prima della scomparsa) e non un semplice incidente domestico come ne capitano tanti?

Dici che il Logli si fa trovare al telefono con l'amante con il chiaro intento di provocare la moglie e mandarla fuori di matto, che lei addirittura grida. Ma "se" la moglie del Gozi ha sentito la litigata della Citroen a 200 metri da casa, in quanti avrebbero sentito Roberta urlare, visto che ci sono tante case attorno alla proprietà dei Logli? Roberta urlava a comando e solo "se" si trovava fra quattro mura? Possibile che una donna che si sente minacciata per non svegliare i vicini non urli quando è all'esterno e sta scappando?

Oppure lui le propone di andare da Sara? Lei scappa e lui la insegue, la raggiunge e la uccide? O Dio mio! Non c'erano soluzioni migliori? E "se" la bimba di dieci anni che a volte si svegliava fosse andata nel lettone e non avesse trovato nessuno né a letto né in casa? E "se" avesse svegliato il fratello maggiore? E "se" Roberta avesse perso qualche goccia di sangue? Il sedile dell'auto qualche traccia l'avrebbe trattenuta. E "se" si fosse difesa? Le ferite che lei gli avrebbe procurato nei polsi e nelle mani sarebbero rimaste. E il corpo che non si trova? Piuttosto che farla uscire di matto, non era meglio farla addormentare e metterle un cuscino sul viso? Tre minuti, tanto silenzio, sia in casa che fuori, nessun testimone e nessun inseguimento o uscita in auto... se non per andare a occultare il corpo (ma questo lo avrebbe fatto comunque) in un luogo già conosciuto, vista la premeditazione.

Insomma, "se" la tua quarta ipotesi è quella migliore e la più credibile, come dice Vanna, ed è la pista seguita da Adinolfi, si spiega bene il motivo per cui il Logli non è in galera e perché il prossimo aprile il caso potrebbe venire archiviato.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Ora, senza voler apparire come il possessore della verità (che non conosco), posso fare anch'io un'ipotesi romanzata? Una delle tante che si possono fare? La mia però contempla, come per i problemi matematici, alcuni dati che si conoscono e sono sicuri.

Dati:
1) Roberta, sia nel lavoro che in palestra che in autoscuola che in altri luoghi, aveva innumerevoli rapporti interpersonali.
2) Roberta cercava informazioni sui divorzi.
3) Roberta da mesi si sfogava con le amiche e ogni giorno parlava dei sospetti di un tradimento per scoprire chi fosse l'amante e vedere se qualcuno lo sapesse e potesse aiutarla.
4) Roberta tutte le sere si intratteneva a guardare la televisione in cucina e andava a dormire sempre dopo il marito, già addormentato.

Svolgimento:

Roberta ha capito da tanto che fra lei e il marito non ci sarà più nulla. Vuole divorziare, per questo cerca in internet e va dall'avvocato. Il legale, una amica, le spiega che per avere una possibilità di vittoria su tutta la linea, se vuole ottenere un divorzio con addebito (ciò che desidera Roberta che si è sentita presa in giro dal marito fino allo sfinimento), deve trovare le prove del tradimento, quindi trovare almeno una persona che possa testimoniare che Antonio la tradisce da tanti anni.

Per trovare qualcuno che sappia, inizia a parlare dei suoi sospetti e del suo problema a chi conosce; alle amiche di palestra, a chi frequenta per lavoro (anche agli amici della Motorizzazione Civile ad esempio), alle cugine ecc...; quindi, da quel momento in zona se ne parla, le chiacchiere volano, è indubbio, e le viene a sapere anche un qualche "amico" che lei conosce di vista o perché frequenta saltuariamente anche le amiche in palestra (oppure con una di queste è sposato o ha un grado di parentela, tipo fratello), o magari uno che ha conosciuto all'autoscuola o alla motorizzazione o finanche di fronte alla scuola della figlia (il padre di un compagno di classe?), oppure una che conosce da tempo, da quando andava a scuola o da prima di sposarsi.

A gennaio questo qualcuno la avvicina e le dice che può aiutarla, che conosce gli amici del marito e può provare a farsi dire il nome dell'amante... ma senza farlo sapere alle amiche perché la voce poi gira e potrebbe arrivare all'orecchio del Logli (e, perché no?, magari lei di lui a qualche amica ne parla, ma senza darvi troppo peso e per questo a loro il personaggio dopo la scomparsa non pare importante). Fra i due ci sono altri incontri veloci e ogni volta lui le dice che ancora non ha scoperto nulla. Poi arriva il 13 gennaio e questo qualcuno la incontra in palestra, di fronte alla scuola, al bar, alla motorizzazione ecc..., e le dice che vuole parlarle a quattrocchi perché ha saputo cose importanti, oppure la incontra verso sera in autoscuola e le dice che sta andando a parlare con una persona che sa cose importanti. Roberta non vede l'ora di scoprire la verità, è ansiosa e non vuole aspettare: ma quando vedersi e parlarsi a quattrocchi visto che di giorno si lavora, ci sono i figli, la scuola, il marito e i suoceri fra i coglioni?

Sappiamo che per abitudine di coppia il marito andava sempre a letto verso mezzanotte, che Roberta si attardava in cucina davanti al televisore e andava a dormire più tardi. Ed allora perché non accordarsi per un orario bizzarro ma sicuro, tanto più che la famiglia del fratello del marito non è a casa... così: "ci vediamo davanti a casa mia verso mezzanotte e mezza". Passa la serata, lui mette a letto la figlia, va in soffitta e chiama l'amante. Lei resta in cucina, fa qualcosa ma non vede l'ora che il marito vada a letto. Ogni tanto si avvicina alle scale, lui sente qualche rumore venire dalla casa e stacca la chiamata per poi inviarne un'altra non appena torna il silenzio. Si fa mezzanotte, lei è impaziente e ritorna alle scale. Lui chiude la telefonata poi richiama l'amante solo per darle la buonanotte e dirle che andrà a letto. Cosa che fa.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Alla mezza, come il marito dorme, si cambia (il pigiama è solo una ipotesi della figlia), oppure si mette una vestaglia sul pigiama, apre la porta con le chiavi e scende. Ma in strada non c'è ancora nessuno ed è freddo, quindi torna in casa e aspetta alla finestra. Poi vede le luci di un'auto che rallenta, apre la porta e scende, arriva in strada e sale sulla vettura convinta di parlare di fronte al portone e di scoprire finalmente la verità. Lui però riparte subito, va verso Pisa. Lei non vuole andare via, vuole solo sapere cosa ha scoperto. Ma lui non si ferma, magari ha pure bevuto e i toni si alzano. Lei cerca di fermare l'auto, forse anche di aprire la portiera...

A questo punto possiamo spostare la scena in qualsiasi luogo, anche al buio di via Gigli volendo, e far vedere o sentire a un testimone la litigata che poi si sposta (lui la calma dicendole che la riporta a casa? La costringe a salire con la forza?) ma non cessa perché a quel punto l'uomo rischia lo sputtanamento (nel caso fosse il marito di una amica o il padre di un compagno di scuola della figlia o un vicino di casa o un amico di famiglia o uno che frequenta la palestra, ecc...) e se le ha messo le mani addosso anche l'accusa di aggressione e sequestro di persona (visto che l'ha portata via in auto e lei non voleva).

E siamo al punto cruciale: c'è un altro litigio, Roberta viene uccisa e c'è un cadavere da occultare. Lasciarlo per strada o in qualsiasi altro posto non si può, l'ha toccata e il suo dna è di certo rimasto impresso sul corpo di lei (magari s'è pure ferito e c'è anche qualche goccia di sangue), quindi dove portarlo se non in un luogo che conosce bene? Magari nel pozzo della casa dei suoi genitori, oppure abbandonarlo in una sua proprietà ed aspettare i giorni a seguire (sabato e domenica), per potersene disfare con comodo visto che non lavora. Ha un capanno da pesca? Ha un pezzo di terra con un rudere da qualche parte? Chi andrà a cercarlo in quei luoghi che non sono intestati al Logli e non sono pubblici?

Qui mi fermo. Come ho scritto, questa è una delle ipotesi che si possono fare ed è romanzata, anche se contiene i dati certi e non quelli indimostrabili. Certo è che volendo si può andare avanti e dire che passato il momento critico, diciamo i primi due o tre giorni in cui in chi uccide vi è la voglia di liberarsi la coscienza, l'assassino cerca di mettersi in prima linea e, se gli è possibile, di seguire le indagini, di essere presente e, se può (anche con chiacchiere messe in circolo nei luoghi giusti), di indirizzarle in suo favore. Ma questa è un'altra storia...

Ciao, Massimo

Stefania ha detto...

Antonello, la tua sequenza pare esatta, almeno per quello che ci è dato sapere:

1) Scomparsa di R.R.
2) Disassociazione di S.C.
3) Decesso del padre di S.C.

Ecco che in questo specifico caso, potrebbe la dissociazione essere avvenuta senza "soffiata" alcuna. Perchè avendo la Calzolaio detto subito agli inquirenti di questa sua relazione, la cosa è stata subito di pubblico dominio.

Stefania

Stefania ha detto...

Caro Massimo, la tua ipotesi ha tutti i crismi per poter essere considerata una versione possibile di come si sono svolti i fatti.

Mi lasciano perplessa solo un paio di particolari: se è vero che era piena notte, il rumore dei passi sulle scale della Ragusa, il cancelletto che si apre e si richiude alle sue spalle (sempre non abbia davvero scavalcato) avrebbero potuto svegliare sia il marito che i bambini (in particolare la piccola che a quanto ci è dato di sapere ogni tanto aveva questa abitudine).

Non credo che una donna autonoma come la Ragusa avrebbe trovato difficile ritagliarsi un'ora durante il mattino, nel pomeriggio, oppure anche la sera, per poter ascoltare il suo informatore che non fosse cosi' roccambolesca.

Se questo "amico" aveva dati cosi' importanti, lei sarebbe giunta a conoscere la verità circa il marito e quindi poco o nulla gli sarebbe dovuto importare circa il fatto lui sapesse che lei stava prendendo informazioni.

Ma è un'ipotesi, la tua. E spero ardentemente sia stata battuta. Ma non ne sono certa, perchè quando inizialmente ci si era concentrati sull'allontanamento volontario oppure incosciente a causa di una presunta perdita di memoria, si è cercata una Roberta viva. Non certo nelle proprietà private altrui, come tu giustamente suggerisci.

Riguardo la mia ipotesi è evidente ognuno di noi si faccia coinvolgere dalle proprie esperienze pregresse o da fatti che ci sono stati raccontati da amici. Il nostro passato, la nostra indole ed la nostra specifica sensibilità ci condiziona nostro malgrado. Ma appunto perchè qui si cerca sempre di essere obiettivi, è nostro compito cercare di sfrondare i nostri pensieri da condizionamenti di sorta: che siano quelli indicatici dai media che da quelli personali. E ti assicuro che faccio tutto il possibile, nel mio piccolo, come spero tutti noi che qui scriviamo, di ragionare sempre e comunque a mente sgombra.

Stefania

Stefania ha detto...

Ti devo ancora una risposta circa il tuo commento alla "mia" ipotesi.

Partiamo dalla tua prima critica: mi dici che Logli non è mai stato manesco. Vero. Rimane da considerare in tal senso, pero', che la Ragusa ha percepito l'incidente dello scatolone come "non casuale" e questo nonostante appunto non fosse mai stata picchiata dal marito. E non mesi prima ma pochi giorni prima. Poteva essere cambiato qualcosa?

Seconda tua critica: i suoceri ed i vicini di casa dei Gozi avrebbero potuto sentire le grida della coppia. Per quanto riguarda i genitori di AL è vero (se la lite è iniziata in autoscuola) ma non è affatto detto i toni fossero da subito accesissimi. Riguardo in via Gigli insistano tante proprietà immobiliari c'è da considerare che a duecento metri da casa Gozi non ci sono tutte queste case, anzi. E se la lite fosse cominciata nel retro della proprietà Logli, ovvero nei campi, la distanza dalle case diventerebbe ancor piu' considerevole, tenuto conto che visto il freddo e la stagione le imposte chiuse a quell'ora sono la norma. Peraltro siamo in prossimità della ferrovia e non è da escludersi (ma verifichero') che diverse abitazioni siano dotate di doppi se non tripli vetri per evitare di sentire lo sferaggliare dei treni. In questo senso Gozi si rende ancor piu' credibile perchè era all'aperto.

Stefania

Stefania ha detto...



Terza critica: ti domandi giustamente se Logli avrebbe corso il rischio la bimba si svegliasse non trovando in casa nessuno. Dubbio piu' che legittimo. Lo stesso rischio pero' che avrebbe corso la Ragusa allontanandosi per raggiungere "l'amico informatore" che tu hai ipotizzato.

Quarta critica: nessun graffio sul corpo di Logli (non mi pare vero, aveva dei segni che ha detto di essersi procurato in altro modo, se non ricordo male, ma verifichero'). In ogni caso, ucciderla soffocandola sarebbe stato possibile in casa come in automobile.

Quinta critica: io non ho detto la mia ipotesi sia la piu' realistica, l'ho solo prospettata.

Infine, io uso i "se" proprio per rimarcare ogni volta (pare essercene assoluto bisogno) che trattasi appunto di ipotesi e che non sto nè giudicando nè tantomeno condannando nessuno ma sto solo cercando di trovare tutte le alternative possibili per giungere a comprendere cosa sia realmente successo. Esattamente come tu fai e ci inviti con i tuoi scritti a fare.
Per valutarle, per considerare se e quanto gli inquirenti abbiano davvero fatto tutto quello che era umanamente possibile per la risoluzione di quello che ad oggi è a prescindere da come lo si voglia chiamare un mistero, un giallo.

Stefania

Antonello ha detto...

@Stefania
ci srarebbe giustificare la disassociazione di S.C., credo pero' che sia errata la cronologia dei fatti, per questo avevo lasciato dei dubbi.
Non ricotdo ora bene se la prima era stata proprio la disassociazione o la scomparsa, purtroppo la memoria ha sempre piu' buchi come una groviera.
Credo che sia cosi', cioe' la disassociazione come primo evento, perche' ricordo imbastimmo una discussione proprio sul fatto che la scomparsa era conseguente, qualcuno si ricorda la cronologia precisa???
1) Disassociazione di S.C.
2) Decesso del padre di S.C.
3) Scomparsa di R.R.
???

Vanna ha detto...

E non posso che apprezzare e condividere le ipotesi e i post di Massimo, Pino, Stefania.

Manlio,la pista Concordia potrebbe entrarci se fosse sicuro che Roberta è uscita di casa nel tardo pomeriggio.

Andare a Civitavecchia da Pisa impiega un paio di ore circa, la nave è partita alle 21?

Sembra che manchino i tempi.

Quello che dirò non l'ho mai scritto.

Nelle ricostruzioni fantasmagoriche di alcune correnti, quel naufragio era inserito in uno spazio particolare nel quale le isole Scole, il Giglio, la dea Diana, il 13, giorno caro ai massoni, acquistavano significati particolari per portare all'affondamento della nave con l'equipaggio, con uno strano movimento in zona di russi a bordo, oppure propiziare l'accoglienza dei prof.( scole ) al governo...

Non vado oltre per non perdere tempo, orbene in questa ottica, mentre davanti al Giglio la nave si incagliava, a Gello ( che assonanza! ) Roberta spariva.

Questa coincidenza in questa ottica potrebbe entrarci con tracce fantascientifiche che è anche possibile misurare con paletti. Sarebbe lungo solo affrontare e percorrere tale tracciato.

Quindi la coincidenza sta nel fatto che in quei primi momenti si parlava solo della Concordia, Roberta aveva amnesia ed era andata via per sua scelta.

Questo ha impedito di effettuare i primi controlli seri.
Il resto è storia e le ipotesi non fanno la storia.

Stefania ha detto...

Antonio, ho fatto qualche controllo. Sia in un forum di Tdg, che attraverso i giornali.

Se ne parla ad esempio qui:

http://archiviostorico.corriere.it/2012/marzo/12/Roberta_marito_giovane_amante_pista_co_9_120312048.shtml

La tua memoria funziona ancora, a quanto pare.

Sembra, da un paio di passaggi che la dissociazione sia precedente alla scomparsa.

Ma non sono riuscita a trovare nulla di certo.

Stefania

Antonello ha detto...

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2012/03/10/news/quella-segretaria-entrata-in-famiglia-1.3276088

Anche da questo interessante articolo dicono che sarebbe la scomparsa la miccia che avrebbe acceso il tutto, ma in altri articoli ad esempio si cita il decesso del padre di S.C. come precedente alla disassociazione.
Che quindi le dichiarazioni fatte dalla stessa S.C. abbiano scatenato la riunione di anziani e la decisione di considerarla un "fantasma" disassociandola per ora regge a parte che in molti in paese scrivono sui siti che "si sapeva" ma che in tanti avrebbero fatto orecchie da mercante.
Uscita insomma la notizia su tutti i giornali locali, e nazionali, nessuno avrebbe potuto giustificarsi asserendo che non sapesse.
Cade quindi anche l'ipotesi, se le cose stanno realmente in quella cronologia, che potesse essere stata persino R.R. a favorire la disassociazione della rivale nel tentativo di colpirla magari indirettamente e convincerla a lasciare l'osso.
Ma la cronologia sta veramente come dicevo, dubitandone, io e come cita l'articolo???

Stefania ha detto...

Rettifico, finalmente ho trovato qualcosa di piu' preciso.

L'articolo è del 17 febbraio 2012 a circa un mese dalla scomparsa di RR.

Qui si dice che "girino voci sia stata dissociata dai TdG una persona vicino ai Logli ...... DA CIRCA 10 GIORNI".

Se la notizia è attendibile, Sara Calzolaio è stata espulsa dopo la scomparsa di Roberta e prima ammettesse con gli inquirenti di essere l'amante del Logli.

Ecco l'articolo che riesce a datarci la dissociazione:

http://iltirreno.gelocal.it/pisa/cronaca/2012/02/17/news/ragusa-indagini-sui-rapporti-familiari-1.3192895

Stefania

ENRICO ha detto...

Roberta ed il marito abitano al primo piano. Il piano inferiore è occupato dalla famiglia del fratello del Logli

Quella sera l'appartamento al piano terra ERA VUOTO e non credo sia stato ispezionato nè al momento della scomparsa nè per tutto il periodo in cui ancora si sperava in un allontanamento volontario...

Il cadavere ( se Roberta è stata uccisa) avrebbe potuto essere stato "parcheggiato" lì per poi essere trasportato chissà dove

Ipotesi bislacca d'accordo, ma tra le tante, mettiamoci pure questa non dimenticando che tutto il clan Logli ( compreso il fratello Giovanni , dentista), se Roberta avesse deciso d' "imbracciare il fucile" e dichiarare guerra al marito, avrebbe subito ripercussioni economiche di un certo peso

Infatti che ne sappiamo di quali fossero i legami e gli accordi economici che intercorrevano fra capofamiglia, figli e nuore visto che tutti vivevano in una sorta di comunità blindata e particolarmente restia a rapporti con la società circostante ?

In breve : complotto di famiglia ?

Enrico

emax/massimo prati ha detto...

Io non ho capito se avete idee vostre e chiare o se esternate idee vostre nate da quanto sparatoci i quasi due anni dai media. Per cui, voler sembrare strafottente e senza alcuna intenzione bellicosa, vi chiedo: quali sarebbero state le ripercussioni economiche di un certo peso, in euro, che i Logli non avrebbero potuto sopportare andando in crisi o mettendo in difficoltà anche il fratello...

Ed anche: Da cosa si deduce che la famiglia Logli viva o vivesse in una comunità blindata e fossero restii ai rapporti con la società circostante?

Massimo

Anonimo ha detto...

E se quella sera in casa fosse esplosa una lite furiosa, che ha coinvolto (perchè svegliato dalle grida)il figlio D. ??? Mettiamo che R. si sia scagliata contro A. colpendolo come poteva e che D. sia intervenuto, che so, spingendo via la madre che cadendo ha battuto violentemente il capo a terra?? Una disgrazia familiare insomma, che da subito tutta la family ha nascosto per proteggere il minore?

ENRICO ha detto...

@ Massimo

era un'idea bislacca, lo avevo ben specificato !

Non c'è bisogno che ti inalberi per questo.

Comunque io credo che il fattore economico, nel caso Roberta avesse voluto richiedere una separazione per colpa, avrebbe avuto una certa rilevanza negli equilibri familiari

Naturalmente posso sbagliarmi grossolanamente pertanto chiedo scusa in anticipo

Enrico

emax/massimo prati ha detto...

Guarda Enrico che non mi sono per nulla inalberato.

Visto che quanto hai postato tu, che hai chiamato commento bislacco, è ciò che tanti altri, e non solo in questo blog, danno per scontato, ho solo chiesto per capire se ci fosse una fonte che specificasse quali fossero le ripercussioni economiche, che io non vedo, e chi avesse parlato di una comunità blindata e così via...

Ripeto, non mi rivolgevo a te in specifico e, pur mancando un paio di parole (ma dovevo uscire e ho scritto di fretta) ho anticipato nel commento che non volevo sembrare né strafottente né bellicoso.

Per cui, vorrei ancora sapere se qualche fonte giornalistica ha usato quei termini o se ce li ha inconsciamente trasmessi il continuo tam tam mediatico che in quella direzione punta.

Detto questo, ricordo a tutti che i Ris sono stati nella proprietà dei Logli e non hanno rinvenuto alcuna traccia in nessun appartamento, autoscuola o auto...

Massimo

Mimosa ha detto...

Caro Massimo,
Intrigante la tua ricostruzione esposta stamattina riguardo la intromissione di un tizio che doveva rivelare dei segreti a RR (mi ricorda tanto la vicenda di Melania Rea). La ricchezza dei particolari con cui l’hai “condita” rispecchia il tuo estro di scrittore di storie noir, tuttavia – per come descritta – nel complesso è un’ipotesi che può stare in piedi
… trascurando la traccia fiutata dai cani, ...
a meno che il tragitto percorso da RR non sia stato l’inverso … mi spiego: potrebbe essere che, una volta arrivati al passaggio a livello, grazie al prudente rallentamento dell’automobile, RR abbia nuovamente aperta la portiera e sia saltata fuori, cercando di raggiungere casa propria correndo lungo i binari e buttandosi giù dal terrapieno in mezzo ai cespugli, per attraversare i campi fino al muretto di recinzione … dove però lo sconosciuto-conoscente la stava aspettando per ricaricarla in macchina stramorta dalla corsa e dalla paura, quindi senza fiato per urlare né forze per difendersi).

Osservo, per inciso, al caso qualcuno non l’abbia notato, che tu sei ricorso più volte a menzionarci pozzi, piscine, cantine di proprietà altrui nelle vicinanze, e non parli mai a caso!

Ciao, Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Carissimo Pino,

mi duole contraddirti. Non c'è stato alcun fraintendimento. Le posizioni sono opposte. E tali restano. Le ipotesi a senso unico sono "ipotesi" come nei teoremi di geometria ed altre scienze matematiche. La libertà di discussione, di espressione, non è libertà di ingiuria o di diffamazione.

Qui siamo di fronte a pure divagazioni, solo che, coinvolgendo nome e cognome di una persona, marito, padre o amante che sia, vanno considerate passibili di diffamazione. Cito solo le parti essenziali :

Art. 595 Codice Penale
Diffamazione. Chiunque... comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1032.
Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2065.
Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità [vedi INTERNET], ovvero in atto pubblico la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516...

art. 596. Esclusione della prova liberatoria.
Il colpevole dei delitti preveduti... non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto...

art. 596 bis: Diffamazione col mezzo della stampa.
Se il delitto di diffamazione è commesso col mezzo della stampa, le disposizioni dell'articolo precedente si applicano anche al direttore o vicedirettore responsabile, all'editore o stampatore...".


Cfr. anche legge n. 47/ 1948 Disposizioni sulla stampa, artt. 11, 12, 13; legge n. 223/ 1990 n. 223 Disciplina del sistema radiotelevisivo, artt. 10 e 30,c. 4.

Per la diffamazione tramite INTERNET basterebbe digitare su Google o ,Yahoo, o in qualche rivista giuridica on-line, norme penali sull'uso di INTERNET, che non ho ora a disposizione.
Faccio altresì presente che i giornalisti si permettono certe licenze arbitrarie perché protetti dal loro Ordine e dalle varie loro associazioni, tramite anche forme di assicurazione, garanzie che, viceversa, al normale cittadino mancano.


Con questo chiudo i miei interventi sul tema "Roberta Ragusa", fino alla scoperta di qualche novità, ritrovamento, ecc. ecc.

PINO ha detto...

Non credo che il calzino che stiamo rigirando in tutti i sensi per cercare la pruriginosa pulce che vi si annida, non sia già stato sottoposto allo stesso trattamento dagli investigatori, con mezzi e criteri ben diversi dai nostri.
Per cui, le conclusioni alle quali è giunto il procuratore Adinolfi ed il suo team, debbano avere necessariamente delle basi solide.
Ed è su queste basi, che le indagini proseguono con evidente insistenza.
Se RR non venisse ritrovata, viva o morta, ciò non significherebbe che la sua sparizione sia avvenuta per magia, o per grande genialità dell'autore/i, ma solo per caso.
Non dimentichiamo che i resti della povera Elisa Claps, furono rinvenuti, dopo 17 anni di infruttuose ricerche, in mezzo mondo, là dove non si credeva fosse possibile, a da dove era sparita.
A questo proposito, sottolineerei le ripetute indicazioni di Prati, sulla ricerca del corpo di RR (se morta), proprio in quei siti "privati" sistematicamente fin'ora negletti.
L'accenno di Enrico sull'eventuale "parcheggio" del corpo di R, non sarebbe, poi, tanto peregrina.
Pino

PINO ha detto...

@ MANLIO caro,
Sei stato molto chiaro, e gli estremi delle leggi in vigore sulla diffamazione che hai riportato, ti danno atto.
Ma, nonostante la tua pertinente precisazione, mi torna gradito pensare che quanto espresso da Stefania e Vanna, andrebbero considerate da un punto di vista meramente ipotetico; non ho notato, con il mio modesto metro di misura, alcuna intenzionalità lesiva nelle loro asserzioni.
Forse dovrebbero essere più attente nel palesare le proprie sensazioni: e qui non posso che darti ragione, ma da noi c'è un detto che recita: "le parole sono come le ciliege, vengono una dopo l'altra".
Concludo, nella certezza che il tuo post funzionerà da monito, per eventuali, futuri confronti fra i collaboratori di questo blog.

Vanna ha detto...

Enrico e Pino, per quanto riguarda il "parcheggio" eventuale nel piano sottostante, ricordo che lo dissi anche io.

Sì Mimosa la penso come te sulla ipotesi di Massimo di verificare nei siti privati vicini.

Stefania ha detto...

E di capanni da pesca ....

Stefania

Io non so se i Logli erano davvero un gruppo chiuso. Non ci è dato di saperlo e non puo' essere la dichiarazione di un paesano a farci considerare come tale quella che puo' a tutti gli effetti essere solo una considerazione ed un percezione personale.

Rimane il fatto che avere un'autoscuola porta una famiglia, qualsiasi famiglia, ad interagire con parecchia gente.

Riguardo l'aspetto economico di un'eventuale separazione tra i coniugi, importa poco o nulla quello che noi si puo' percepire come un problema economico. Ognuno di noi ha il proprio metro di giudizio. Quel che per alcuni è uno sperpero, per altri è cosa da poco e viceversa. Certo, il fatto sul citofono di casa, il nome delle mogli fosse scritto con un carattere piu' piccolo rispetto a quello dei rispettivi mariti non fa ben pensare ma non voglio farmi condizionare da un particolare. Mi colpisce molto di piu' il Logli, quando intervistato (quando ancora rispondeva), a domanda diretta rispose che (non erano queste le parole precise, tengo a precisarlo) "Roberta era persona che non avrebbe fatto piazzate e con la quale, in caso di crisi coniugale, sarebbe stato possibile parlare - tra persone intelligenti -". Questio piu' o meno disse Antonio a chi lo intervistava. Siete in crisi? Nulla non si possa discutere e risolvere tra persone intelligenti. Ora, una è scomparsa. E rimane la parola dell'altra. Che all'epoca dell'intervista negava qualsiasi problema non risolvibile a tavolino. E mi torna in mente quello che è stato riportato in tempi non sospetti ... "Beata te che sei separata ...".

Voglio pero' essere obiettiva e considerare le amiche abbiano romanzato. Ma tutti si sono messi d'accordo nel raccontare una RR infelice? No. E' scomparsa perchè come ha ipotizzato Massimo, puo' essersi fidata di qualche informatore o per mano del marito. Non lo sappiamo, ma difficilmente si arriverà a scoprire la verità. Ed è un peccato. Per Roberta, per il marito perchè sino a prova contraria sarà pure una personcina poco fedele ma questo non fa di lui un assassino, ma soprattutto di quei figlioli.

Stefania

Illinois ha detto...

- Visto che parliamo di fatti, ci tengo a sottolineare ed a ricordare che un'amica di RR ha detto che la stessa Roberta le aveva confidate che tutte le sere andava SEMPRE a letto prima lei del marito, che prima dell'1-2 non si coricava mai.

- RR un po' di tempo prima dalla scomparsa ha portato i figli con sè alle terme di San Giuliano, lasciando AL a casa.

- RR dopo la caduta dalle scale, oltre ad aver scritto "tragedia" sull'agenda e detto alle amiche che il marito ha tentato di ammazzarla, l'ha ripetuto anche alla dottoressa che l'ha visitata, come riportato da Quarto Grado (o Linea Gialla, sono tutte uguali...).

- Un'amica di RR ha dichiarato che ha visto RR in palestra con dei segni sul corpo, simili a dei lividi, ma non le ha mai chiesto spiegazioni.

- Pensare che la scomparsa di RR possa avere un nesso con la Costa Concordia è fantascienza.

Stefania ha detto...

Illinois: le fonti, prego. Come ho già scritto (e questo per fugare il dubbio di chi mi pensa colpevolista) non basta il chiacchiericcio di paese (in questo caso Gello di S. Giuliano Terme) per fare prova. Qualcuno ha visto Roberta nei giorni prima della scomparsa, addirata, avvilita, determinata, sconvolta? E' una percezione soggettiva che serve a poco, soprattutto se riportata di bocca in bocca. Le amiche, le presunte amiche non l'hanno aiutata pur avendola vista sconfortaEta. Mezza amica che l'abbia portata a bere un caffè per farsi raccontare meglio come davvero andava a casa ed eventualmente indirizzarla presso specialisti (fossero consulenti familiari piuttosto che un avvocato per avviare una pratica di separazione) non ve ne sono. Tutti hanno percepito .... notato .... e dichiarato. E questo è tanto ... tanto ... tanto .... POCO. Circa invece il fatto tu abbia letto che era RR ogni sera a coricarsi prima del marito, sarei davvero interessata a conoscere la fonte di detta informazione. Qualche post piu' sopra, puoi leggere c'è chi ha detto il contrario, cioè che era il Logli ad andare in branda prima la sera. Mi aveva fatto "strano" questo particolare, appena letto. Non altro perchè se S.C. amante del Logli, sostiene quella notte non accadde nulla di particolare, doveva essere usuale lei ed Antonio si sentissero una, due, tre volte, ogni sera. E non credo Logli avesse tutte le notti possibilità di stare indisturbato al telefono con l'amata per cosi' tanto tempo, se non con la moglie già tra le braccia di Morfeo.

Stefania

emax/massimo prati ha detto...

Te la metto io la fonte di Illinois, Stefania. E' l'amica anonima che non vuol farsi vedere, l'unica che dice che Roberta ce l'aveva con Sara, che litigava spesso col marito e col suocero per problemi di lavoro. Che le diceva che la famiglia Logli era potente e che Antonio sarebbe stato più triste se gli fosse scappato il gatto. Che parlando dei propri mariti lei le diceva che Antonio non andava a letto prima delle due di notte e che era possibile che Roberta avesse un diario personale... ma chi è quell'amica?

E' in una intervista mandata in onda il 20 giugno del 2012 da Chi l'ha visto...

parte dal minuto 6.30
questo è il link: www.youtube.com/watch?v=FLQ2PvuTSxE

emax/massimo prati ha detto...

Però, Stefania, a fronte di una amica che parla di una Roberta Loquace, c'è la vera amica di Roberta, quella che la frequentava assiduamente e che va ancora a trovare i suoi figli, che non la descrive così loquace. Lei è stata intervistata da Linea Gialla. Questo è il Link

www.youtube.com/watch?v=u1u0oo7WBfY

Per cui occorre mettersi d'accordo... quali amiche si devono ascoltare?

Massimo

Vanna ha detto...

E' giusto dubitare dei differenti racconti delle amiche,Massimo,cercando di capire dove, se possibile, è la verità.

Stesso discorso per i testimoni ritardari dalle versioni differenti.

Mi sembra però di capire che si tende a mettere più in discussione
le comunicazioni che tenderebbero
a mettere il L. in posizione delicata e non le altre.

Ti chiedo: Gozi e l'amica che racconta i tempi della serata e tutto il resto, cosa avrebbero da guadagnare nel dare quelle informazioni secondo te che ne sai di più.

Un saluto



Manlio Tummolo ha detto...

ERRATA CORRIGE

Uno dei miei precedenti commenti era erroneamente rivolto a "Tiziana". Anche se la vera destinataria era probabilmente evidente, mi scuso per la grave disattenzione con l'altra forumista "Tiziana", qui non intervenuta, e pertanto del tutto estranea alle cose ivi affermate.

Stefania ha detto...

Sai Vanna, non è possibile dire "chi è piu' affidabile" di altri, in questo caso. Come dice Massimo, le due testimonianza sono agli antipodi.

A sfavore dell'una c'è il fatto che chi sa di dire il vero e sta davvero cercando di aiutare un'amica scomparsa, non compare nelle trasmissioni televisive in modo anonimo. Non ci va proprio, se ha dei timori.

A sfavore dell'altra il fatto sia ancora ben accetta a casa Logli, e questo potrebbe non essere dimostrazione di una visione obiettiva di quanto accadeva tra quelle mura.

In ogni caso, entrambe le testimoni parlano di cosa ha raccontato loro Roberta. Non hanno vissuto in quella famiglia e si tratta comunque di cose "riportate" da uno dei componenti: in questo caso, Roberta.

Diverso il pensiero che nutro nei confronti di chi si dichiara testimone oculare di qualcosa. In questo caso si, come ben tu scrivi, c'è da domandarsi quale vantaggio potrebbe mai avere il Gozi (ed altri due sue familiari, non ce lo scordiamo) a dichiarare il falso.

Massimo, grazie per i link. Era come temevo, quindi.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Massimo

credo che tu abbia scambiato i due link

Nel primo link, quello di Chi l'ha visto ? ( www.youtube.com/watch?v=FLQ2PvuTSxE) non parla l'amica "anonima" quella che tu dici essere la fonte di Illinois

Nel tuo secondo post c'è quello dell'amica "anonima" descritta dal marito come l'UNICA amica di Roberta (www.youtube.com/watch?v=u1u0oo7WBfY)

Quindi quale delle due sarebbe "la fonte" di Illinois ?

Mi sono confuso

emax/massimo prati ha detto...

No Enrico, non ho scambiato i link. L'amica anonima non è Letizia Badalassi, quella di Pisa che la conosceva anche da ragazza e che oltre all'intervista ha scritto una lettera aperta sui ricordi che aveva dei sui tredici anni con Roberta (in internet si trova), ma quella successiva che compare come "amica di Roberta" e che parla come se avesse trascorso davvero molto tempo con lei (e ne parla come se fosse stata più che in confidenza e come se Roberta fosse stata più che loquace raccontandole tutto ciò che capitava dai Logli), da confidente quindi, dal minuto 6.30... come ho scritto.

La seconda, invece, è l'amica che da decenni la viveva quasi quotidianamente, quella che andava a cena e in giro con lei e che conosce anche i risvolti della vita di coppia (Roberta-Antonio), quella che dice che Roberta non era affatto loquace.

Ciao, Massimo

Antonello ha detto...

E qui Massimo bisogna fare delle scelte soggettive, a partire da criteri soggettivi, pero' in sincerita' riconoscendoselo, ognuno ha si qui le proprie convinzioni e non di gia' su chi puo' essere stato causa, se causa vi sia stata, della scomparsa di R.R.
L'ho detto e ripetuto molte volte, io non credo assolutamente che per sette anni R.R. sia vissuta in una teca da cui intravvedeva solo felicita' e rose, non e' credibile, dovrei pensare a matrimoni decisi non su prerogative di sentimento.
Viveva quindi, e vorrei vedere, dei periodi altalenanti quella coppia, questa e' una possibilita' dovendo dipendere dalla percentuale di energie che gli poteva dedicare il marito, almeno di lui e' risaputo.
Non poteva essere felice nonostante le altalene sentimentali leghino ancor piu' tante del genere femminile a chi le dona sofferenze, e non mi si chieda perche' ma e' come un teorema di Einstein, vero ma tutto da dimostrare.
Io nell'ottica di una R.R. che potesse sapere e bene vedo ambedue le amiche sincere, una che dice la verita' e l'altra che forse mente perche' la verita' la puo' aver detta a chi di dovere.
Se qualcuna infatti avesse aiutato R.R. aprendogli gli occhi non lo verrebbe di certo a dire davanti alle telecamere, vive li, ha i propri interessi li, magari ha ancora buoni rapporti con la famiglia, perche' dovrebbe rendere pubblico che lei ha messo sul chi va la la sua amica???

magica ha detto...

buongiorno a titti
infatti non è stato possibile che R.R non abbia avuto sentore che il marito la tradiva non era una scapatella . la storia duro' x sette anni .puo' essere x un dato periodo robert.. non se ne fosse prooccupata ..poi con il tempo
un dubbio? mah .. oppure non ne ebbe perchè il marito si comportava da marito.. . magari scarso ?..
un'altra ipotesi è che R avendolo saputo piu' in la' ., avesse pianificato una fuga ragionata per bene .
comunque do' ragione a tummolo che dice :i morti non vengono mai trovati da subito ..
passano gli anni e poi trovano il morto magari nella cunetta dietro l'angolo .. abbiamo i riscontri che questo susccede spesso

emax/massimo prati ha detto...

A me quanto scrivi sta più che bene Antonello, sono certo che nessuna coppia sposata da oltre dieci anni (quindi non solo la moglie ma anche il marito) viva in una teca da cui si intravede solo felicità. Parlando in specifico: fra Roberta e Antonio, come fra tutti i genitori che si trovano nelle medesime condizioni, c'erano i figli da crescere, e ti garantisco che sono un impegno che toglie energie alla vita di coppia, c'era il lavoro: altra energia da togliere al matrimonio, alla vita di coppia, e, mettiamoli perché è facile si siano anche intromessi a volte, i suoceri.

Insomma, una faticaccia trovare il tempo da dedicare all'altro (vui che qualche volta non l'abbiano trovato?). Non stiamo parlando di giovani sposi al ritorno da un viaggio di nozze, stiamo parlando di una coppia che stava insieme, compreso il fidanzamento, da due decenni.

Io, però, nell'ottica amicale non ce la vedo Roberta andare a raccontare ogni minimo dettaglio sulla sua vita matrimoniale a chiunque. Ce la vedo solo ipotizzando la sua spasmodica ricerca in una persona che sapesse del tradimento e potesse aiutarla a far sì che un giudice sentenziasse un divorzio con addebito, come ho fatto. In questo caso avrebbe parlato a più amiche... e pare che tutte in palestra sapessero dei suoi problemi (ma... posso farti una domanda? Tu Antonello confidi i tuoi problemi a chiunque conosci?), non ad una sola che di spalle poi racconta al mondo particolari unici che poi altri faranno propri e ritrasmetteranno in maniera periodica.

L'altra amica potrebbe aver raccontato ai carabinieri particolari scabrosi e non parlarne perché frequenta ancora Casa Logli? Se fosse così la logica mi dice che (per non tradirmi e per non rischiare nulla) l'amica avrebbe detto alla giornalista: "Guardi che non ho niente da dire". Insomma, perché farsi intervistare? Non ha mostrato neppure la sua bellezza, visto che è stata ripresa in chiaroscuro...

Quindi il teorema di Einstein resta e vale per ogni direzione che si vuole percorrere. Tutto è ancora da dimostrare e le uniche certezze non sono quelle mediatiche che sventolano a seconda del vento ma quelle che riguardano una persona scomparsa che nessuno in realtà sa se sia morta, un cadavere che non si è trovato cercando nelle proprietà pubbliche e dei Logli, Il Ris che per tre volte ha cercato tracce e non ne ha trovate, un arresto che non si può fare perché quanto è sul tavolo pare non bastare.

Non mi pare sia proprio un nulla... ed io sono sempre guardingo e malizioso quando ascolto qualcuno che parla male di un altro in televisione (non basta farlo di fronte al procuratore?). Questo per quanto ho già scritto in un altro commento...

Ciao, Massimo

ENRICO ha detto...

Il comportamento piuttosto distaccato del marito ed il ripristino di una vita familiare quotidiana apparentemente equilibrata assieme alla nuova compagna farebbero pensare che i Logli siano convinti che Roberta se ne sia andata o volontariamente o sotto l'effetto di un trauma mnemonico

Al contrario i parenti di Roberta sono straconvinti che sia stata uccisa al punto di aver più volte minacciato di querelare chiunque sostenga la tesi della fuga ( con particolare riferimento a quanto dichiarato da SC la quale " avrebbe affermato davanti agli inquirenti che Roberta sarebbe ancora viva, ma che non ha intenzione di tornare e che spererebbe che Antonio Logli venga condannato per il suo presunto omicidio".

Questo caso è ancora più sconcertante ed enigmatico di molti altri anche perchè a tutt'oggi dopo circa un anno e mezzo dalla scomparsa e di ricerche a tappeto la Procura non si è pronunciata ed ha chiesto la proroga delle indagini.

Se qualcuno l'ha uccisa deve per forza aver avuto molto tempo a disposizione per nasconderne il corpo in una località notevolmente lontana da quella in cui si è verificata la scomparsa

Antonello ha detto...

@Massimo
beh, dipende, dall'amico che ho di fronte, certamente non ad uno sconosciuto se non ho piu' di un sentore del fatto che seriamente potrebbe aiutarmi a ragionare, non bisogna mai sottovalutare, e certo sopravvalutare, gli altri.
Ma era, quella che te sottolinei una semiparte non espressa nel mio commento, io sono partito dal "non e' possibile che non sapesse", l'amica no, e tanto vale allora ripercorrere invece anche la sua di tesi.
Nella fattispecie invece lei sottolinea che ULTIMAMENTE era poco loquace, intristita, incupita, quasi a sottolineare e confortare che "aveva solo ULTIMAMENTE compreso qualcosa", e nello specifico che un'amica la tradiva di comune con il di lei marito.
Ma ci si dimentica che se lei non sapeva chi era l'amica, cosa che appunto io dubito fortemente, non si capisce perche' allora andarsi proprio a confidare con un'amica dei suoi tradimenti, cioe' cio' che dice la seconda entra nella sfera di R.R. e delle sue percezioni con gia' la convinzione di non essere stata lei la "traditrice" e questo e' un non riuscire ad estrapolarsi dal discorso dimostrando anche onesta' ma confermando qualcosa di illogico.
Qualcosa di illogico che trova molta piu' illogicita' se dal mio opinabile punto di vista si parte dal "non poteva non sapere" che a me sembra invece inesorabile.
Non c'e' mai un mai ad un mai ma chi ama non puo' non accorgersi di qualcosa che viene a mancare od ad aggiungersi e te me lo confermi, il tempo, le energie, lo sfinimento del tutto correlato al lavoro e perdippiu' l'unica che poteva di fatto compatibilizzarsi alle disponibilita' del L. anche da un punto di vista logistico era proprio, nel caso, la Sara.
Anche il solo fatto che in casa lo vedeva andare in soffitta a lavorare sino alle due, si diceva, ed a telefonare mentre quando era in ferie no, doveva dargli suonare un campanellino di allarme, ma poi io posso comprendere che non sapesse chi, di certo chi ama sa il cosa, percepisce un'evoluzione, vede cose illogiche dal proprio punto di bista e le riconsegna per un po' ad una diversa metratura di crescita, per un po', due o tre mesi, ma Dio mio sette anni sono un'enormita'.

Vanna ha detto...

Enrico i L. sono convinti che non tornerà più.
Poiché se dovesse tornare o dovesse riprendere la sua memoria, non so cosa potrebbe accadere e loro come potrebbero reagire.

Sono arcisicuri per questo continuano la loro vita come se niente fosse.

Come fa la S. C. a dire che R. è in vita e che non torna per farla pagare al marito!
'sta tipa dovrebbe essere muta e non esprimere parole di piombo.

Per continuare la sua vita per anni mostrandosi amica ed esperta coltivatrice dell'orto di casa, deve veramente aver avuto un cuore di pietra.

Se sta lì li ha uniti molta complicità, in tutto.

ENRICO ha detto...

@ Vanna

se i due sono così tranquilli e continuano a fare la loro vita in comune come una normale coppia, le uniche spiegazioni sono : o davvero pensano che Roberta se ne sia andata spontaneamente o sanno CON MATEMATICA CERTEZZA che il suo corpo non verrà mai più ritrovato

Anonimo ha detto...

@ massimo

L'amica, l'unica amica dichiarata da A.L., è apparsa NON in chiaroscuro ma perfettamente in chiaro nella puntata di CLV del 16 ott 2013 in una vecchia intervista del 16/1/2012 sempre a CLV a due giorni dalla scomparsa di RR. E' riconoscibilissima la voce e si chiama SIMONA ZACCHI... Quello che dichiarò all'epoca in effetti non è molto affine a quanto sentito nell'intervista in cui è camuffata ...

Anonimo ha detto...

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1b411de5-4c70-4838-b111-bb19b394c10c.html

dal minuto: 4.50

Stefania ha detto...

Antonello, tu ti chiedi come sia possibile non accorgersi di un tradimento per sette anni. E la tua domanda è piu' che legittima.

Ci sono pero' da considerare alcuni particolari:

- all'inizio della relazione clandestina, la ragazza aveva 21 anni e probabilmente per un uomo di 41 deve essere stato abbastanza semplice farla rimanere "al suo posto". Tante amanti pensano, all'inizio di una relazione di potersi accontentare delle briciole, oppure essendo tanto innamorate, sperano piano piano la situazione evolva. Ecco che non hanno, almeno inizialmente chissà quali pretese;

- Il tempo è passato e probabilmente SC si è fatta via via piu' esigente. Ma la cosa deve essersi evoluta piano piano. E questo, almeno inizialmente puo' non aver insospettito Roberta;

- Poi i tempi trascorsi da AL nell'autoscuola dopo cena "per riordinare" devono essersi fatti sempre piu' lunghi, come le sue serate passate in soffitta, come i suoi week end senza moglie e figli e qui si RR puo' aver cominciato a porsi delle domande. Ma si sa che non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire nè peggior cieco di chi non vuole vedere, e prendere coscienza il proprio matrimonio è giunto al capolinea non ha per tutti gli stessi tempi. C'è chi non ci arriva proprio;

(Segue)

emax/massimo prati ha detto...

Massimo Picozzi nella puntata di Quarto Grado in cui si parlava di Sara Calzolaio e dei telefonini che il Logli volle far sparire il 16 gennaio, sul fatto della vicinanza fra gli amanti in questi due anni ha detto: "Se lei avesse scoperto di stare con una persona colpevole del delitto, o anche se ne fosse complice, un minimo di frattura fra i due, frequentandosi in maniera così stretta, si doveva vedere. Per cui, o sono amanti diabolici o sono veramente innocenti" (Naturalmente la frattura doveva vederla chi ascolta le intercettazioni)

Questo il link, Picozzi parla al minuto 5.05

www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/clip/416481/caso-ragusa-2-anni-di-buio.html

Massimo

Ps. Antonello, parlarne a tutti per me significava parlarne a tutte le donne che frequentavano la palestra. Possibile che le siano diventate tutte amiche?

Pps. Che a Roberta nell'ultimo periodo mancasse poco per scoprire l'identità dell'amante pare una certezza... ma a cosa le serviva saperne il nome?

Stefania ha detto...

- Se comunque RR nutriva dei sospetti, un altro elemento che ha potuto creare nella donna ulteriore confusione, magari sino a chiedersi se aveva sognato oppure se era diventata paranoica, è il fatto ad un certo punto AL ed SC si lasciarono. Probabilmente alla ragazza non bastavano piu' le briciole;

- Qualcosa deve averla fatta tornare sui propri passi. Promesse di AL? La consapevolezza di non sapergli resistere? Non lo so. Ma nel periodo di lontananza dei due amanti, Roberta deve aver visto il marito tornare a non trascorrere piu' week end fuori, a limitare gite in soffitta e tempi trascorsi in autoscuola dopo cena. Puo' essersi chiesta se aveva preso un abbaglio?

(Segue)

Stefania ha detto...

- Una volta ricominciata la relazione clandestina tra i due, RR deve aver percepito un nuovo corso. E siccome SC non era piu' la ventenne sprovveduta dei primi tempi, il cambio nella vita del Logli, da marito tornato all'ovile (magari non di sua sponta) eppoi tornato ad essere infedele, deve essere stato, agli occhi della moglie abbastanza repentino.

In questo quadro puo' essere scattato nella mente di RR qualcosa: non poteva piu' concedersi di fare finta di nulla, di non vedere ..... ed ecco le informazioni chieste all'amica avvocato, ecco le confidenze in palestra che probabilmente, come dice Massimo, sono state "gonfiate".

Certo rimane un dato di fatto: se penso a quando Logli e la Calzolaio hanno messo in piedi quel teatrino per schernire ad alta voce Roberta "Sai Sara che lei pensa tu sia la mia amante? Ahahhaha! Proprio te!" .... io fossi stata in Sara mi sarei sentita offesa a morte dall'uomo che amo.

A meno che non le fosse stato promesso qualcosa .....

Stefania

Stefania ha detto...

Un'ultima nota: concordo con Massimo circa il caso verrà archiviato. Non ci sono elementi.

Non un cadavere che possa parlare di un omicidio ad opera del marito piuttosto che di un "amico", non segnali che possano far pensare ad una fuga volontaria finita "bene", niente di niente che non siano:

- la bugia di AL circa l'orario in cui è andato a coricarsi;
- la richiesta di AL a SC di far sparire i telefonini "privati";
- le dichiarazioni del Gozi.

Non servono a nulla questi particolari perchè manca la "prova regina" di qualsiasi versione noi si voglia ritenere valida.

Ce ne sono tante, di probabili ma certezze, zero.

Roberta si è cercata prima viva, eppoi morta, forse bene, forse malissimo.

Ma nulla si è trovato e sicuramente la fortuna non ha aiutato gli inquirenti.

Spiace perchè quei ragazzi dovranno per anni, probabilmente per sempre convivere con l'idea il babbo sia "innocente ma non troppo".

Stefania

Mimosa ha detto...

Mah, ragazzi,
come ho ripetuto alcune volte io sono ancora nella fase della raccolta di indizi, senza essermi fatta l’idea della colpevolezza di AL.

Però, ricordo questo episodio: alla giornalista di CLV la quale, come un’esperta di interrogatori, gli faceva ripetere diverse volte il racconto della serata, alla terza volta lui la interruppe e disse “No, senta, lasci, è meglio che ripeto io sennò facciamo confusione
(sennò LUI faceva confusione e infatti nel giro di pochi minuti aveva già dato orari lievemente diversi).
Pertanto noi ci basiamo solo sulle sue affermazioni: è lui che dice che ha messo a letto i figli, che a quella data ora è sceso in palestra, che è rincasato, che è salito in soffitta, che ha visto la moglie scrivere la lista della spesa … sono solo sue parole. Anzi, per essere precisi, lui ha detto “ho pensato fosse quello l’orario”, bella mossa furba! così nessuno potrà dire che ha mentito … come certi personaggi ad Avetrana, nemmeno lui aveva guardato l’orologio … non si è mica obbligati!

http://www.youtube.com/watch?v=txBruQbN_CM – CLV di mercoledì 5 dicembre 2012,
AL dice che “verso le 11, qualche minuto prima, ha fatto andare a letto i bambini”, dopodiché è sceso giù e ha fatto quello che aveva da fare, ha pensato di esserci stato una mezz’ora e poi è risalito in casa,“ha pensato” di essere sceso verso le 11 e poi di essere risalito verso mezzanotte, …“ha pensato” ossia sembrerebbe che non avesse guardato l’orologio (plausibile). A mezzanotte circa (ha pensato fosse mezzanotte) ha preso la bimba dal lettone, l’ha portata in camera sua e ha detto alla moglie “Vado a dormire”. Roberta era in cucina (perché era “normale” che si attardasse o per guardare la tv o per cucire a macchina o fare le collane, suo hobby).

E infine, che prove ci sono che la lista della spesa, in verità alquanto scarna per una spesa di sabato da fare ad un ipermercato (non al botteghino sotto casa), sia stata scritta la sera stessa e non siano magari degli appunti buttati giù durante la giornata?
Del resto, è sempre LUI che dice di aver trovato il foglietto sulla tavola l’indomani.

E gli occhialini da lettura dove erano finiti? Perché non stavano a portata di mano? In fondo se una persona interrompe la scrittura per scappar via, molla gli occhiali sulla tavola, non li ripone nell’astuccio con calma.
Mah …

Mimosa

PS Il servizio dice che l’ultima telefonata dal cell di AL fu fatta alle 00:23, ma tutti voi avete preso per buone le 00:17, orario che ho trovato citato in qualche articolo. Non riesco più a trovare la prima fonte che parla dei tabulati. Forse Massimo o qualcuno può darmi una dritta

Ludovico Galbiati ha detto...

@ Mimosa
Per me Antonio Logli ha detto la verità sugli orari. Se voleva, poteva crearsi tutti gli alibi che voleva, aggiustandosi gli orari come meglio credeva. Il famoso "supertestimone", che sarebbe colui il quale incastrerebbe A.L., ha più volte dichiarato in TV, che Antonio Logli lo abbia riconosciuto quella notte in Via Gigli alle 0:30-0:35 circa. Quindi, qualcuno mi dovrebbe spiegare, per quale motivo A.L., sapendo di essere stato riconosciuto dal Gozi, affermi di essere andato a letto a mezzanotte circa, quando poteva dire : "sono andato a letto all'una (o alle due) di notte?
Il fatto mi pare abbastanza evidente e lampante.
Antonio Logli sapeva che aveva fatto la telefonata con l'amante, e che la sua chiamata fatta alle 0:17 (o alle 0:23 o alle 0:??) sarebbe stata archiviata nei server del gestore telefonico. Se fosse vero quello che afferma Loris Gozi, perché non aggiustarsi l'alibi a proprio piacimento???
Una persona tanta scaltra e furba, che premedita un uxoricidio, e poi si perde proprio sull'orario?
Non mi pare proprio vero.

Ma quando c'è stato l'incidente probatorio, chi interrogava il Gozi, non ha notato questa sua dichiarazione?

Sentite cosa disse Meluzzi durante la puntata di Quarto Grado del 10/05/2013...
https://www.youtube.com/watch?v=c6vg_Yxdtc8"

Antonello ha detto...

@Ludovico
concordo, l'ho piu' volte sottolineato anche io oltre ad altre scommesse gratuite ed illogiche che il L. avrebbe ipoteticamente dovuto fare, e vincendole tutte, nel caso lo si ritenesse colpevole premeditatamente.
Non ultimo sarebbe uscito con la sua auto, da tutti conosciuta, andando poi ad azzeccare il giorno dopo l'unico che noi sappiamo potrebbe averlo visto dopo mezzanotte in giro, con mille vicinati, una strada frequentata a quell'ora.
Se aveva riconoscouto il Gozi insomma come poteva prevedere che in una sfilata con tutti i crismi l'avrebbe visto solo lui??? Come poteva prevedere che quella notte nessuno dei bimbi si svegliasse dopo mezzanotte e si accorgesse dell'eventuale assenza di entrambi i genitori???
E via cosi', le scommesse sarebbero veramente troppe e gratuite, poteva se non altro evitarle in semplici modi, addirittura dichiarando nel caso che era uscito perche' non trovava piu' la moglie, poteva persino seduta stante chiamare i CC denunciandone subito la scomparsa, poteva far sparire da casa una valigia con gli oggetti che poi butto' veramente, magari dei vestiti, il cellulare, la roba da pulirsi di R.R.
Nell'analisi a posteriori pero' io lascio sempre uno spazio di imponderabilita', ed il residuo che a me viene da lasciare viene dalla domanda: e se fosse stato costretto da situazioni e persone cge non sappiamo a compiere la eventuale ed ipotetica miliardata di errori illogici e gratuiti???
Questo e' l'unico scrupolo che lascio agli eventi colpevolisti insieme alla quasi certezza che non puo' essere stato premeditato un piano del tutto vulnerabile e fallibile come questo a prescindere.
Dovremmo accettare errori mastodontici in sede di premeditazione ed altrettanti, come se non potessero bastare, in sede di postmeditazione ancora piu' gravi.
Perdippiu' sarebbe andato da Gozi con un testimone, spero fidato, esterno mai identificato, possibile??? Altro che megalomania ed omnipotenza, saremmo al delirio dantesco di tipo esibizionista.
E' possibile??? Oh certo tutto e' possibile in sto mondo, non si puo' dire evidentemente che tutto e' logico.

ENRICO ha detto...

LUDOVICO Galbiati

Il ragionamento è logico : se il Logli si fosse accorto di essere stato visto avrebbe senza dubbio "aggiustato" gli orari

Può darsi che il Gozi abbia effettivamente incrociato un'auto quella notte ma è anche possibile che abbia confuso A.L. con qualcun altro che gli assomigliava anche perchè la persona avrebbe girato la testa "per non farsi riconoscere" ( secondo la sua personale interpretazione)

Inoltre l'auto, parcheggiata contromano, aveva i fari accesi ed anche il Gozi aveva senza dubbio gli abbaglianti quindi entrambi i conducenti erano in condizioni di visibilità alterata

Mi sembra un avvistamento piuttosto aleatorio quello del Gozi, perchè fatto in una circostanza con visuale ridotta ed in un lasso di tempo di pochi secondi.

Io non sarei così certo che il Gozi abbia visto effettivamente A.L. anche se non ho motivo di mettere in dubbio la buonafede del testimone il quale potrebbe essersi convinto in seguito di quanto ha affermato .

Strano però che ci abbia pensato oltre un anno prima di uscire allo scoperto

Antonello ha detto...

http://m.lanazione.it/pisa/cronaca/2013/11/08/978977-testimone-roberta-ragusa-vigili.shtml

Qualcuno si chiedeva perche' i testimoni da un po' tergiversano???
Ecco una delle possibili motivazioni, sequestrati infatti due pc ed una stampante al Vigile del Fuoco.
Mah, vorranno verificare il racconto del testimone sulla lettera anonima che ha detto di aver spedito, magari l'ha stampata con la sua stampante, magari non si ritrova nessuna lettera anonima, boh.
Inoltre chiaramente per capire che giorno fosse gli hanno chiesto da dove stava arrivando quella notte ed apriti cielo, lii non sa rispondere, e cio' sembra strano, tutti noi di solito se vediamo una in vestaglia sulla strada ci chiediamo infatti che giorno possa essere stampandoci bene in memoria cosa abbiamo fatto quel giorno.
Dio mio, se capito io in un casino del genere mi sa che ne esco con l'ergastolo.
Chissa' in famiglia, la moglie gli ripetera' che aveva ragione a non farsi coinvolgere, "vedi!!! Avevo ragione a volerne star fuori!!!", ed il classico "me lo sentivo io, voi uomini dovreste dar retta al sesto senso femminile!!!".
Val la pena di ricordare che almeno il 70% dei Vv.FF. va in palestra, ma sono solo ipotesi un po' troppo ciniche e non voglio sottendere nulla, valuteranno, se ne uscira', e non ho motivi per non credere che ne uscira', sapremo che la sua versione e' assodata ed appurata.
Che poi a distanza di anni non possono nemmeno credo volendo controllare le celle, anche se forse avranno l'elenco di tutte le schede agganciate quella notte alla cella telefonica competente per Gello, deve sperare di aver ricevuto qualche chiamata.
Pero' strano, addirittura sequestrargli i pc e la stampante.

Manlio Tummolo ha detto...

Ma le lettere anonime possono essere ben scritte senza computer, come si usava una volta, addirittura con i caratteri ritagliati dai giornali (classica, quella: "TUA MOGLIE/TUO MARITO TI CORNIFICA"). Veramente sarebbe poco anonima una lettera scritta sul proprio computer. Piuttosto cercano di vedere se vi è stato qualche rapporto antico tra testimone e persona scomparsa. Da quel che ho letto su "Il Messaggero" di Roma l'uomo faceva difficoltà a testimoniare di persona, il che non lo mette in buona luce.

Stefania ha detto...

Gozi aveva rubato un computer, e per questo era stato prececentemente indagato. Lo ammise in una delle prime interviste, spiegando, che con questo suo passato "ho sbagliato e pagato per questo" la sua reticenza ad affidare quelle che furono le sue testimonianze alle Forze dell'Ordine. Questo non ci aiuta perchè se vogliamo dare al Gozi, la patente del testimone poco attendibili o per nulla attendibile, è necessario noi tutti si trovi un motivo, una sua qualsiasi convenienza affinchè si palesasse. Non ha ricevuto denaro nelle varie trasmissioni alle quali ha presenziato (dichiarato dai giornalisti) e comunque, prima di apparire con volto e voce, è stato in Procura. Al contrario dei vigili che danno fuoco alle polveri.

Stefania

Mimosa ha detto...

@ Ludovico
parti dalla premessa che Antonio Logli fosse consapevole di essere stato riconosciuto da LG. E se non fosse così? Lo dice anche Enrico.

Infatti
1) non è scontato che AL abbia riconosciuto Gozi quando le due auto si sono incrociate,
2) non è scontato che AL avesse attribuito a LG l’auto che gli veniva incontro e lo abbagliava, e poi si era messo una mano davanti alla faccia,
3) non è scontato che al secondo avvistamento (ammesso che i due litiganti fossero AL e RR) la persona che litigava si fosse accorta dello spettatore col cane immerso nella foschia e lontano 70 m (aveva ben altri pensieri, colui), e ben eclissatosi quando l’auto si è messa in moto.
Quindi al massimo, AL poteva preoccuparsi del primo avvistamento.

Ma l’avevamo detto in più contesti: anche se avesse riconosciuto LG nell’auto che gli è passata accanto, proprio perché si trattava di un cotale personaggio, AL si sentiva forte della propria posizione, e proprio perché furbone, era consapevole di poter contrastare con la propria parola di rampollo di famiglia ricca e stimata la parola di un pregiudicato.
Infatti, prima di andare a denunciare la scomparsa della moglie, è passato a casa Gozi. Si è fidato delle rassicurazioni che il Gozi gli ha dato. Nel pomeriggio, dopo aver formalizzata la denuncia scomparsa e aver dettagliato gli orari che ho elencato, può essergli venuto qualche scrupolo ed è tornato a casa Gozi, parlando con la moglie: quasi un modo di intimorirli e di assicurarsi il silenzio.

Tu dici che AL “sapeva che aveva fatto la telefonata con l'amante, e che la sua chiamata fatta alle 0:17 (o alle 0:23 o alle 0:??) sarebbe stata archiviata nei server del gestore telefonico”. Chi ti dà la sicurezza che quella ultima telefonata l’abbia fatta lui?
In tanti supponiamo l’abbia fatta Roberta, impossessatasi del cellulare del marito. Già questo potrebbe essere un elemento di grossa litigata tra coniugi, specie se vengono scoperti gli altarini, o mi sbaglio?
Caliamoci nella situazione e mettiamola al nostro livello personale!

Ultima cosa, è inutile citare le parole di Meluzzi, ne ha dette tante in tutte le salse in questi casi di cui si occupano i media, non è mica la Bocca della Verità! Stasera ha detto “E se il corpo fosse finito in un inceneritore?”. Allora, come la mettiamo?

Ah, dimenticavo: stasera a QG hanno letto parti della relazione degli inquirenti, mi ha colpita la frase “Ai carabinieri AL appare uomo che non ha detto tutta la verità”. Anche nel resto non è dipinto proprio bene. La sua fortuna è che si è accaparrato un avvocato di peso.

PS per Antonello,
chissà se il pompiere ha pure lui qualcosa da nascondere alla moglie …

Antonello ha detto...

@Stefania
se guardi a ritroso nel post precedente su R.R. ti accorgerai che quello non e' l'unico piccolo errore del Gozi, ci era infatti sfuggito un link che cita il Gozi e la moglie condannati per un furto di un rotolo di gomma (non mi chiedere, non ne so di piu').
Certo che, se sono loro due quelli del link (non credo ci siano tanti con eguali nomi e cognomi a Pisa) sarebbe il secondo errorino ma mai citato dal Gozi, che tratta della storia del pc come fosse l'unica bravata.
La differenza, si diceva, e' che qui c'era anche la mogglie attuale ed allora credo compagna.

@Mimosa
eh si sa, a spegnere gli incendi ci mandano i VV.FF.

@RIStefania
non funziona cosi' credo, bisognerebbe allora trovare un motivo e buono per il L. di aver mentito come supponi quando si sarebbe convinti che avesse potuto vedere il Gozi, ma anche se non l'ha visto come avrebbe fatto a prevedere che nessuno poteva notare tutto quel trambusto davanti casa.
Capiamoci, il Gozi si e' detto certo di aver visto il L. e questo va a suo danno se non riesce lui a dimostrare che e' accaduto cio' che dice lui, un po' comodo altrimenti dichiarare nefandezze del vicino che si odia magari solo per metterlo nei casini, ci vuole qualcuno che abbia visto il L. e che sia esterno ai Gozi, allora forse diventerebbe piu' complicata la situazione del L.
Rammento poi che e' assai difficile che un'indagata assalga per strada il supertestimone che ne incastra l'amante, difficile perche' attenzionata, perche' vulnerabile avrebbe rischiato ulteriori casini.
Ci sono molti dubbi sul Gozi, forse quanti ve ne sono sul L. e forse ancor di piu', fino a novita' dirimenti sul caso credo che sia controproducente dare dubbi per certezze e viceversa.

Antonello ha detto...

Qui il link di archivio piuttosto curioso:
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/1999/03/16/LP409.html

Non per screditare il Gozi e la sua testimonianza ma il link d'archivio conferma che il fatto del pc non e' l'unica bravata fatta dallo stesso, con la differenza che se i due sono quelli del link sopra (e non ho motivo di pensare che esistano due omonimi con lo stesso nome e cognome ed eta' a Pisa) anche l'attuale moglie ne avrebbe fatta almeno una.
Ecco, si diceva, ci vorrebbe anche una piu' che buona motivazione per sostenere che il L. invece abbia mentito sull'orario ben non potendo prevedere che tutto quel trambusto davanti casa ed in Via Gigli non potesse essere stato notato da nessuno.
Le cose funzionano che chi accusa dovrebbe dimostrare le mendacita' dell'accusato e per ora io vedo parola contro parola.
Inoltre e' il Gozi ad aver dicgiarato davanti alle telecamere che quella del pc rubato era l'unico suo piccolo errore per cui aveva pagato, ma dal link sembra non sia cosi'.

Vanna ha detto...

Mimosa,le tue riflessioni in risposta ad Antonello e a Ludovico le condivido tutte.
E mi trovo d'accordo anche con Stefania.

Vorrei solo aggiungere una mia riflessione sulle "bravate" del Gozi che a quanto pare non lo renderebbero affidabile riguardo avvistamenti e visite del L.a casa sua fatte con tempistica da cronometro e fotografia "recente."
(Ha fatto la stessa visita agli altri vicini?)

A chi mette in discussione il G. per i suoi errori passati e quindi dubitando della sua sincerità continua a giustificare l'ineffabilità del L.ed afferma:
Antonello:
"Le cose funzionano che chi accusa dovrebbe dimostrare le mendacita' dell'accusato e per ora io vedo parola contro parola."

Rispondo
Parola contro parola dici?

In effetti le parole del L.dei primi tempi sono state vaghe,ed ha continuato a condurre un "modus vivendi" del tutto normale vista la tragedia.

Intendo dire che lui ha una maniera di fare e di dire che può essere o molto ingenua oppure molto astuta che potrebbe derivare dal suo modo di far girare il mondo e le cose proprio e solo come vuole lui.

Un solo esempio, per riflettere: il ritrovamento della batteria del telefonino dopo un anno è un capolavoro di ingenuità secondo te?
Di stupidità, di collaborazione con le forze dell'ordine?
Di che?

A me sembra il tratto geniale di far apparire solo quello che vuole lui, quando e come lo vuole lui.
E così ha condotto la sparizione della moglie, sembra un prendere in giro l'intelligenza e le investigazioni altrui.

E questo modo di condurre è mendace o no secondo te?
Sai, anche il far credere ciò che non è possibile a scapito della intelligenza o sanità mentale propria e degli altri è quanto mai geniale e... disarmante perché porta a giustificare azioni ingenue,stupide,infantili quasi.
Ed invece secondo me non lo sono affatto.

E' lui che ha condotto il gioco fin dall'inizio, proprio con ineffabilità vaga.

Non credo che Adinolfi abbia preso un granchio nel dare al Gozi affidabilità e nell'accusare apertamente il L.,ma non ha un corpo!

Ora aspettiamo l'apertura del computer del vigile del fuoco e vedremo se e cosa nasconde.









Ludovico Galbiati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ludovico Galbiati ha detto...

@Antonello
Il Gozi è un soggetto già recidivo, delinqueva già da anni, pure con la moglie rubaca. Chissà quanti altri furti avrà commesso in dieci anni. E dire che mai nessun programma TV ha mai riportato quest'altra "marachella". Ma lui ha giurato davanti a tutta l'Italia di aver commesso UN errore.
E dire che il Dott. Aldo Mantovani, il sostituto procuratore che conduce le indagini sul caso Ragusa, lo conosce molto bene, visto che è stato proprio lui ad accusarlo dell'ultimo furto. E che dire del giudice Giulio Cesare Cipolletta, che ha presieduto all'indicente probatorio del Gozi? Mi pare che sia stato condannato per aver squarciato le gomme dell'auto di un collega di La Spezia. Sempre nella stessa città è stato querelata da una disabile, in pratica l'ha inseguita e picchiata, ripreso dalla telecamere.

Certo, direte voi, non c'entrano niente con la scomparsa di Roberta Ragusa, ma comunque sono dati di fatto che fanno pensare, e non poco. Come ha scritto Massimo, il signor Giudice è un tipo irascibile, chissà cosa è successo durante l'incidente probatorio che noi non sappiamo.

PINO ha detto...

Dopo aver letto tutti i commenti scritti dalle ore 12 di ieri, fino all'ultimo di stanotte delle ore 02,55, non posso che approvare il buon criterio di ricerca ragionata, sul caso in questione.
Ho notato alcune riflessioni argute, altre intriganti, molte proponenti.
Magicamente sono scomparse quelle "ipotesi" un tantino "ose", segnalate dall'accorto Tummolo, sostituite da più consone proposte.
Interessanti i rilievi postati da Mimosa, che tutto registra, riconsegnandoci alla memoria l'intervista ad AL, fatta dalla giornalista di "CLV?", che provocò molta perplessità, e su cui discutemmo molto, nonchè altre incongruenze contenute in altre dichiarazioni, rilasciate dallo stesso, relative, per esempio, alla "lista della spesa".

Di mio, vorrei aggiungere poche cose:
1° Non mi pare possibile che AL avrebbe potuto riconoscere il Gozi, standosene seduto in auto a FARI SPENTI (non accesi), mentre l'altro lo incrociava ABBAGLIADOLO.
2° Non sapendo, il Logli, di essere stato riconosciuto dal Gozi, NON ha ritenuto necessario variare gli orari da lui prefissati.
3° Per accertarsi di essere stato riconosciuto o meno, la mattina seguente si sarebbe presentato a casa Gozi, con la foto della moglie, per chiedere notizie in merito alla sua scomparsa, ma col fine di dissipare i suoi dubbi.
4° La lettera anomima, fatta pervenire alla Procura, fu scritta dalla moglie del pompiere (è stato detto ieri sera a QG, e pertanto la signora è stata sottoposta ad interrogatorio).
Infine, non vedo perchè il Gozi non dovrebbe essere creduto.
Quali sarebbero le "prove" che ne svilerebbero la veridicità?
Di contro ci sarebbe quella del pompiere che, guarda caso, avallerebbe il "non provato" allontanamento di RR, così come sostenuto a AL e dalla sua amante.

Infine, la possibilità di una archiviazione del caso non è una chimera, se a tutti i sospetti nutriti da noi, e più sostanzialmente dagli inquirenti, non si aggiungano elementi inoppugnabili di colpevolezza di AL o altri.
Lo stesso ritrovamento del corpo appartenuto a RR, non sarebbe sufficiente per incolpare il marito del delitto, come già spiegato da Tummolo,ma determinerebbe solo che la povera donna non si è "allontanata"
E da questo punto potrebbero ripartire indagini percorrenti altri binari, per altre direzioni.
Ciao a tutti, Pino

Ludovico Galbiati ha detto...

@Mimosa
Allora, io sono una persona che discute sempre su fatti e dati oggetti,
non parto dal presumere qualcosa.
Io commento le svariate dichiarazioni del signor Gozi.
Lui ha affermato in diverse interviste che Antonio Logli quella notte
lo abbia riconosciuto, e per questo il giorno dopo andò proprio
(e solo) da lui.
Io non so cosa abbia dichiarato nei verbali dei CC, e poi nell'incidente
probatorio, commento le sue "pubbliche" dichiarazioni. Perché alla fine,
tutte le nostre discussioni relative alla scomparsa di Roberta Ragusa,
sono derivate dalle notize dei Media, solo avendo i dati ufficiali in
mano alla Procura, si potrebbe fare un discorso concreto.


Sulla telefonata delle 0:17 fai un ragionamento alquanto strano.
In ogni caso il marito avrebbe saputo di quella telefonata fatta,
sia che l'avesse fatta la moglie, sia che l'avesse fatta lui.
Poi vorrei capire come abbia fatto la moglie ad impossessarsi del
tel.cellulare segreto del marito. Se gli prendeva il cellulare dalle
mani e telefonava a Sara, lui lo sapeva; se glielo prendeva di nascosto
(vorrei capire pure come), Sara glielo avrebbe riferito.
Quindi, o di riffa o di raffa, A.L. avrebbe saputo di quella telefonata.
Lui non si cura minimamente dell'orario, ciò conferma che la sua
testimonianza è veritiera ed in buona fede.

Il vero problema è che succede un imprevisto che lui non poteva
mai immaginare, ovvero: la scomparsa della moglie.
Ti pare che uno che architetta un omicidio premeditato nei minimi
dettagli, come crede la Procura, non tiene conto che le sue chiamate
sarebbero state registrate? Uno che premedita da tempo di ammazzare
la moglie, non tiene un cellulare registrato a proprio nome e
nella propria casa, con cui fare le telefonate all'amante.
Uno che rileva le cimci, ripare le schede dei Pc, credo abbia una certa
esperienza nel settore.

Di supposizioni ne possiamo fare tante, ma sempre partendo da dati
reali ed oggettivi. Perchè con i "se" e con i "ma" non si va
da nessuna parte.

Ludovico Galbiati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ludovico Galbiati ha detto...

@PINO
L'ho scritto pure io e spiegato tante volte perché dalle dichiarazioni del Gozi, A.L. non lo potesse riconoscere. Ma noi non possiamo fare congetture su ogni cosa, noi ci dobbiamo basare sui fatti reali e sulle dichiarazioni dei testi.
E' innegabile. Il Loris Gozi è una persona in malafede e dalle mille contraddizioni.
Ho postato i link dei video.
Dichiara che l'auto del Logli era spenta e con le luci spente, quindi A.L. non lo poteva riconoscere se lui lo abbagliò con i fari. Però, sono sue testuali parole(vedere i vari video), dichiara che Antonio Logli lo avrebbe riconosciuto, e per questo lo andò a trovare. Ti ricordo che il suo Avvocato lo lasciò perché parlava troppo e faceva troppe dichiarazioni televisive.
Questi sono dati di fatto, poi possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo.

Elisa ha detto...

Buongiorno a tutti, intervengo solo per dare una mia opinione da "paesana campagnola"; vi leggo con molto interesse ed apprezzo l' arguzia e la precisione con le quali trattate i vari argomenti, ma non intervengo in quanto le mie conoscenze in merito ai fatti non sono approfondite come le vostre.

Credo che nella possibilità che L. riconosca G. e viceversa ci sia da tenere in conto una realtà paesana di campagna. Non si sta incrociando un completo sconosciuto ma qualcuno del quale si conosce l' auto e l' aspetto fisico generico (alto, magro, grasso), magari pur non conoscendolo di persona. Per intenderci, se rientrando a casa vedessi un' auto bianca parcheggiata a lato strada in una zona di campagna potrei agevolmente riconoscere la macchina dei signori che abitano a 400 metri da casa mia e poter dire anche guardando dallo specchietto retrovisore che era un uomo ben piazzato...quindi era il marito della signora X. Stessa cosa vale per chi vede passare me che qualche metro più in la entro nel cancello di casa mia.

Spero di essere stata chiara, so che è una semplice osservazione soggettiva, ma leggendo a volte; fanali accesi, spenti, vetri appannati; nel mio paesino conosco tutti e tutti conoscono me, non è così difficile riconoscersi.

Antonello ha detto...

@Vanna
non vorrei che si ricreassero di nuovo gli schieramenti tipo "patatina e pisellino" e ci dev'essere una divisione che ritrova l'unione (un gioco di parole che spiega bene cio' che intendo).
Io non ho bisogno alcuno di screditare il Gozi e la sua testimonianza, io valuto il grado di "vulnerabilita'" di un testimone, non so e non voglio dire nulla di preconcetto ed offensivo nei confronti del Gozi ma citare i dati di fatto, credo, appurati da sentenze in bella mostra non danno l'idea di una persona che rifiuta determinate cose illecite.
Converrai pero' che c'e' chi mette ancge su case squillo per esigenze economiche, c'e' chi diventa ministro per non mettersi un fazzoletto davanti alla faccia per soldi, c'e' chi per sopravvivere ruba i tombini, chi sfritta ed infanna al di fuori della legge per sbarcare il lunario, e moltissime volte parliamo di uomini e donne onestissimi che hanno solo l'emergenza di portare un panino a casa dai figli, non e' sempre un problema di essere, o non essere, inclini, alle volte la vita trascina chi non accetta la regola del piu' furbo a pagare carissima la sopravvivenza quotidiana, pagare in termini di rischi ma anche di valori propri.
Perche' mettetela come volete ma non credo che tutti i ladri si divertano a rubare, ne che tutte le prostitute si divertano a vendersi.
Allora, dicevo, non per screditare la testimonianza del Gozi (e lo ripeto) ma, vado a ricercare i fatti sentenziati (ammesso che esistano solo quelli) per valutare i valori e sopratutto il grado di vulnerabilita' a cui un testimone viene trascinato dalla vita.
Perche' e' anche vero che e' fondamentale valutare i testimoni e le parti in causa ma non dirimente, qui il Gozi si dichiara certo di una cosa improbabile e che in parte sconfessa da solo dicendo che chi dice di aver riconosciuto si e' coperto il viso con la mano, evidentemente abbagliato dai suoi abbaglianti, e non e' mica detto perche' non volesse farsi riconoscere.
Di gente che in mezzo secondo viene vista coperta da una mano e che assomiglierebbe al L. e' pieno il mondo insomma, e per questo ed altri particolari rimane parola contro parola, e te lo dice anche l'ultima intervista del Gozi, la sua frenesia "si, siamo agli sgoccioli, fra un po' scade l'indagine. non c'e' piu' tempo, chi sa deve saltare fuori e dire cio' che sa", ha capito benissimo che stando cosi' le cose e' lui a rimetterci (in un caso e nell'altro) da cio' che lui afferma come operazione di verita'.
I preconcetti poi sul L., anche se fosse colpevole, non hanno proprio senso, lui il suo mondo puo' portarlo avanti esattamente come vuole, non vi devono essere remore personali, e' furbissimo come una volpe??? Benissimo, e quindi??? Non puo' esserlo??? C'e' forse una legge scritta o morale che impedisce ad un uomo od ad una donna di essere furbi costringendoli ad essere scemi??? Ma dai, ed uno in quella situazione avrebbe dal tuo punto di vista pure il dovere di essere scemo??? Ma guarda che tutto quello che gli si imputa non e' esattamente parte di una genialita' fine ed escatologica, tuttaltro, all'inizio addirittura gli si imputava di aver premeditato il suo avviso di garanzia mettendo la firma su cio' che rappresentava un progetto ridicolo di preneditazione.
Lasciamo perdere, perche' buttare gli oggetti della moglie con la maschera da diabolik e' stata forse una geniale trovata che si riincontra in tutti gli assassini seriali???

Antonello ha detto...

@Elisa
abito anche io in un paesino e riconosco anche io qualche auto di compaesani da un'ammaccatura o da una particolare predispozione personalistica (spoiler, adesivi, pupazzetti e quant'altro).
Le riconosco per quello che la quotidianita' porta a riconoscerli, il tipo tale in una curva si ferma prima, l'altro magari non decide mai di partire incrociandosi fermi in una strettoia, altra cosa e' scommettere su chi vi era alla guida quando l'esito di cio' che affermerei potrebbe portare un possibile innocente nelle grate per tutta la vita accusato e magarisentenziato di aver fatto sparire ed ucciso la propria moglie, voglio dire c'e' una differenza abissale fra la quotidianita' paesana e l'assoluta certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, che impone la procedura di cui in parte trattiamo, differenza che non e' trascurabile in sede umana di giuramento ed in sede processuale appunto.
Ludovico parlava di abbaglianti perche' e' un particolare lampante, altro gioco di parole, se il L. aveva i fari spenti ed il Gozi aveva gli abbaglianti come diavolo poteva il L. riconoscere il Gozi se non forse guardando da dietro l'auto che stava passando??? Ma sopratutto come avrebbe potuto il Gozi essere certo che quella era l'auto del "signore dell'autoscuola"??? Ne conosceva la targa forse??? Un ragionevole dubbio io lo vedo eccome, poi come fai a riconoscere con giudiziaria certezza una persona che, in un attimo, vedi con il viso coperto da una sua mano??? Potresti avere anche le luci di San Siro accese ma non potresti mai, credo io, giurarlo con assoluta certezza, o no??? Oppure in determinati paesi si gira con la scritta sopra l'auto a significare chi ne e' alla guida???
Riesco a spiegarmi??? Il Gozi non so se afferma il reale ed il corrispondente alle sue convinzioni ma una cosa e' assodata, l'unico cane che se vede due litigare fra urla lancinanti non abbaia lo ha lui.

Antonello ha detto...

Voglio dire, o ha ragione il Gozi o ha ragione a questo punto il L., non c'e' un compromesso, il Gozi non ha lasciato alternativa, lui e' certissimo, il problema e' che certissimo non ha dimostrato, forse per la situazione non lo metto in dubbio, di poterlo essere.
Allora si devono analizzare tutte le marginalita' di una testimonianza per valutarla, se il Gozi dicesse il reale avremmo un L. al limite della demenza senile, lasciamo perdere se o meno avrebbe riconosciuto il Gozi ed essersi solo per questo basato per poi andare a dichiarare che avrebbe dormito da mezzanotte in poi, MA avrebbe umanamenotuto lui "conoscere" con scientifica certezza che se invece sarebbe uscito dopo mezzanotte con la sua auto NESSUN'ALTRO lo avrebbe potuto vedere e riconoscere o riconoscere solo che la sua auto??? In macchina aveva forse una sfera di cristallo al posto del volante, per poi nel caso andare sicuro a dichiarare che appunto aveva dormito da mezzanotte in poi??? Dalla mezzanotte in poi ha forse spento il cellulare??? No, alle 00,17 il suo cellulare ha ricevuto o fatto persino una chiamata, non lo ha spento, non sappiamo dove fosse ma non l'ha spento, e a cadenza i cellulari agganciano le celle per "aggiudicarsene la competenza territoriale".
Cio' potrebbe significare che non prevedeva grossi spostamenti come invece prevederebbe un'occultamento finora misterioso di un corpo che addirittura non si trova, e sarebbe peggio se non lo avesse portato con se e magari lasciato a casa, aveva la certezza nel caso che nessun figlio si sarebbe svegliato e che indi nessuno si potesse accorgere dell'assenza dei genitori, doveva essere certo che nessuno avrebbe scovato il suo cellulare in casa che magari poteva, acceso, anche squillare.
Allora, se conviene non e' che uno diventa mago mago' e se sconviene diventa un deficiente che si affida alle scommesse ed al proprio esibizionismo gratuito suicida,
Riporto l'attenzione invece sulla famosa intervista "a quell'ora" e sulla traccia che fecero e seguirono i cani dalla ringhiera verso i binari e sino al passaggio a livello.
In una ipotesi colpevolista ipotetica che significato dare a quella pista e come gestire il fatto che R.R. non poteva non sapere che da anni il suo matito la tradiva con la sua migliore amica e l'inverso???

ENRICO ha detto...

Un momento : qui non si capisce se la vettura incrociata dal Gozi aveva i FARI ACCESI o i FARI SPENTI

Guardate questo video di QG

http://www.video.mediaset.it/video/quarto_grado/clip/382619/omicidio-ragusa-intervista-ad-un-supertestimone.html

In studio è presente il Gozi il quale ovviamente vede ed ascolta il filmato che ricostruisce la sua testimonianza ed in cui ad un certo punto la voce narrante dice ”.. Incrocia un ‘auto con i fari ACCESI parcheggiata contromano…”
Al termine del servizio, Sottile intervista il Gozi e costui non ritiene necessario correggere il racconto del filmato a proposito del particolare dell’auto parcheggiata” con I FARI ACCESI”

Il Gozi, in altre interviste, invece dice che l’auto aveva i FARI SPENTI

Allora ‘sti benedetti fari della "presunta" vettura del "presunto" Logli erano ACCESI o SPENTI ?

Perchè se erano accesi anche il Gozi avrebbe avuta una visibilità in parte falsata

Ludovico Galbiati ha detto...

@Antonello
Mi complimento per l'ottima disamina.
In più aggiungo che il Gozi riesce a riconoscere anche il colore dell'auto del Logli, in diversi video afferma : ho riconosciuto l'auto del signor Antonio, era nera(ci sono i video).
Purtroppo per lui, l'auto di A.L. è di color verde bottiglia metallizato.

Ludovico Galbiati ha detto...

@ENRICO
Io mi affido alle testimonianze dirette del Gozi. Le ricostruzioni fatte in studio dai giornalisti, molte volte sono errate, ne ho avuto prova pure con altri casi.
A questo link(https://www.youtube.com/watch?v=p1oW_7gbTFo) vi sono due spezzoni video in cui il Gozi dice che l'auto fosse ferma e con i fari spenti.

Certo, per logica ed intelligenza, se uno non vuole finire investito, stando fermo in una stradina al buio e con la nebbia, come minimo, dovrebbe tenere le luci di posizione accese (se non i fari).

ENRICO ha detto...

@ Ludovico

Sì, d'accordo li ho visti quei video ma il Gozi a QG quando assiste in studio al filmato perchè non si preoccupa di correggere il particolare dei fari nella ricostruzione mandata in onda in sua presenza ( e con la sua preventiva approvazione, suppongo !)?

Evidentemente perchè lui per "fari spenti" forse intendeva gli abbaglianti dato che come giustamente osservi è piuttosto inverosimile che qualcuno si fermi di notte e contromano in una stradina buia a fari spenti con il rischio di provocare un grave incidente per sè e per gli altri

In ogni caso a me questo testimone dell'ultim'ora non convince

( tra l'altro mi è suonato strano questo passaggio dell'intervista in cui Gozi dice "lui è venuto a casa mia con una foto in mano INCORNICIATA... una foto di vent'anni fa della signora ..."

Che il Logli andasse in giro a chiedere informazioni portandosi appresso una foto della moglie da ragazza con tanto di portaritratto non mi sembra molto credibile

Manlio Tummolo ha detto...

Forse sulla macchina c'era una bella targa vistosa e catarifrangente, con la scritta "AUTOSCUOLA UXORICIDI" .

A parte il piccolo particolare che, quando si passa con una macchina per gli affari propri e senza specifici sospetti, in una gelida notte d'inverno, poco si osserva che cosa o chi vi sia dentro alle macchine altrui, con fari, senza fari, con luci di posizione, con anabbaglianti, con lumini natalizi, oppure con un faro acceso e l'altro spento, con l'antinebbia, eccetera.

Stefania ha detto...

- Il Gozi puo' aver dichiarato di aver "pagato i suoi conti con la giustizia" perchè nel primo episodio (quello che coinvolse anche la moglie, non quello del pc) la sentenza lo condanno ma la pena fu sospesa come accade agli incensurati e trasformata solo in una sanzione pecuniaria. Al secondo episodio, probabilmente dovette pagare anche per il primo, com'era giusto fosse.

- Riguardo i fari accesi/spenti della macchina del Logli, come già detto da altri, potevano essere accese le sole luci di posizione.

- Ci si chiede come possa il Logli aver riconosciuto Gozi. Una volta l'auto di quest'ultimo abbia superato accecandolo, il Logli, chiuso nella sua, puo' il Logli aver guardato nello specchietto retrovisore, vedendo che l'auto del Gozi svoltava nella stradina che porta alla sua abitazione. Quindi puo' aver pensato tranquillamente si trattasse di quella famiglia anche senza aver visto in volto il guidatore.

Questo è importante perchè effettivamente (secondo il testimone) Logli non si accontenta di chiedere a Gozi se avesse visto la moglie ma lo vuole sapere anche dagli altri familiari, da tutti quelli che potevano aver avuto accesso alla stradina dove aveva svoltato l'auto quella notte.

Io non so se Logli è o meno colpevole e di cosa, ma vorrei rilevare anche un altro particolare.

Sappiamo che lui, inizialmente nega di avere storie extraconiugali. Lo fa davanti alle telecamere e dice anche che se avesse avuto problemi con la moglie ne avrebbe potuto tranquillamente parlare come si fa tra persone intelligenti.

Pero' chiede a Sara di distruggere i cellulari.

Ora, nel caso Logli avesse davvero timore la moglie fosse scomparsa a causa di una momentanea perdita di memoria, sarebbe stato intelligente e utile, prima di far sparire i due apparecchi, controllare a quando fosse risalita l'ultima chiamata intercorsa tra loro.

Non per crearsi un alibi, del quale non avrebbe avuto nessunissimo bisogno, essendo innocente, ma per poter aiutare gli inquirenti dicendo "sicuramente sono andato a letto dopo le ore 00:20. Magari non dicendo "perchè ero al telefono con la mia amante" ma dicendo "perchè ho guardato l'orologio".

Sarebbe stato di grande aiuto sapere in quali orari la moglie fosse scomparsa.

Perchè non lo ha fatto?

Stefania

Ludovico Galbiati ha detto...

@ENRICO
Ma tutti i racconti di questo Gozi sono alquanto strani, se andiamo ad analizzare tutti i suoi racconti, c'è sempre qualcosa che fa a pugni con la logica delle cose.
Questo particolare della foto l'avevo notato. Mi pare fuori da ogni logica portarsi unna cornice d'argento da far vedere alla gente. Forse al Logli gli stava partendo il treno, cioé, non trova 10 secondi per estrarre una foto da una cornice?
A Linea Gialla dissero, per bocca dell'Avv.Cavani legale del Logli, che la foto che il Gozi dice di aver visto, non era mai stata stampata prima del 14 Gen 2012.
E poi quella foto poteva essere di quando lei aveva 40 anni,(https://encrypted-tbn3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcTOMCFY689JgDXWAPDRcqGIDozlfoPiTIATBcE6FmSuVdHVCPg71Q). Il Gozi dice addirittura di venti anni fa. Se fosse stato vero, la Roberta della foto doveva avere intorno ai 20-25 anni. Magari l'avrà detto come battuta, per dire che fosse vecchia, ma non mi pare che quella famosa foto fosse così vecchia. Inoltre lui ha dichiarato di aver visto Roberta Ragusa solo in due occasioni, quando ha dovuto rifare l'esame della patente. Quindi, a meno che non possieda la memoria di un computer, non può avere un ricordo ben preciso di Roberta Ragusa.

Mimosa ha detto...

Intervengo un attimo solo per dire alcune cosette, mi riservo con calma di rilevarne altre su quanto ho superficialmente letto or ora.

@ Ludovico che ci dobbiamo basare sui fatti reali è innegabile, sulle dichiarazioni dei testi un po’ meno, viste le contraddizioni.
Certo che “di riffa o di raffa, A.L. avrebbe saputo di quella telefonata”, ma quella sera stessa solo se la moglie gli avesse sventolato sotto il naso il telefonino segreto, e se invece lei prudentemente avesse detto “Non importa come lo sono venuta a sapere, lo so e basta!”?
Altrimenti lo avrebbe saputo il giorno dopo dall’amante alle sette di mattina quando si sono telefonati e ben anche per questo hanno concordato di far sparire tutti i cellulari dedicati … Poi AL è andato a deporre e ha negato di avere relazioni extraconiugali.
Solo il giorno successivo Sara ha raccontato la verità.
Quindi fino a quel momento lui si fidava del fatto che nessuno poteva sapere un bel niente delle telefonate notturne.

Dopo tutto, come insegna Manlio Tummolo, i tabulati dicono che una chiamata è intercorsa tra un canale emittente ed uno ricevente, ma non portano tracce di chi materialmente ha effettuato la chiamata né di chi ha risposto all’altro capo.

Seconda obiezione: il Gozi NON ha affermato che AL al 100% lo ha riconosciuto, ha detto “penso di sì, penso che sicuramente mi ha visto”, è una sua supposizione, un suo parere personale. Ciò non costituisce un fatto "innegabile", una PROVA.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Ancora @ Ludovico,
tu hai scritto: “vorrei capire come abbia fatto la moglie ad impossessarsi del
tel.cellulare segreto del marito”,
facile immaginarlo! ad esempio il telefono era stato appoggiato inavvertitamente sulla mensola del corridoio mentre lui andava a trasferire la figlia dal lettone a camera sua, o era andato in bagno o si cambiava prima di coricarsi. Sono bastati pochi secondi per schiacciare un tasto e accendere quella telefonata!

Anonimo ha detto...

Mimosa
Giusto. Infatti dire di essere stati riconosciuti da qualcuno è un'affermazione puramente soggettiva (mica l'altro ti urla: ti ho riconosciuto!). Puoi credere di essere stato riconosciuto o meno, certo è che passare con una macchina non è proprio come stare dietro a un cespuglio, quindi forse il Gozi immagina di essere stato riconosciuto, e la visita del giorno dopo (unica ma tutta da dimostrare)per lui è solo che una conferma (dal momento poi che L smentisce questo fatto).
Mi chiedo comunque, nonostante d'impatto non convinca nemmeno me, cosa potrebbe spingere un uomo a mettersi contro il vicino con accuse false e cosi pesanti (bella rogna,no?).
Posso credere che si sia sbagliato, che quella sera non abbia visto effettivamente il L, ma la storia della visita non me la spiego, in quel caso si tratterebbe proprio di mentire spudoratamente.
Kiba

Mimosa ha detto...

Scusatemi, ma affermare o “supporre” che un ladro è inattendibile se rende una qualunque testimonianza è come voler dire che tutti gli uomini fedifraghi e bugiardi sono gli autori della morte della propria moglie quando viene trovata assassinata.

Mimosa ha detto...

Cara Kiba,
io ho cercato di interpretare cosa "potrebbe spingere un uomo a mettersi contro il vicino con accuse false e cosi pesanti" e la risposta non la trovo se non nello "spirito civico" che pure un farabutto incallito ma riabilitato può acquisire (l'ho scritto in precedenza alcune volte)
almeno questa sarebbe la "funzione educativa" del carcere ...

Mimosa

PINO ha detto...

@ GALBIATI
Lei si è inserito nella discussione sul caso Ragusa vestendo i panni "dell'avvocato del diavolo". E la presenza di tale caratteristica figura, in genere, si rivela sempre di una certa utilità, in ogni dissertazione di carattere collettivo.
Nei suoi primi interventi ha fatto rilevare alcuni punti interessanti riguardo al caso in discussione, integrandosi in modo naturale e corretto nel dialogo generale.
Man mano, però, certe sue affermazioni hanno assunto un carattere che definirei categorico, come per esempio, discutendo in merito agli orari, che AL non si sarebbe curato di cambiare,perchè: "Il vero problema è che succede un imprevisto che lui non poteva mai immaginare, ovvero: la scomparsa della moglie".
Frase che potrebbe essere giustificata solo se detta da un avvocato difensore (e non del "diavolo") nell'interesse del suo assistito.
Ora mi dica se in un contesto dove si elaborano ipotesi, si cercano spiegazioni e si propongono idee, possono aver luogo affermazioni categoriche come quella fatta da lei, e che ho sopra riportato.
Conosce, per caso, cose e fatti che a noi non sono pervenuti?
Se no, su cosa sarebbero fondate le sue certezze?
Lo palesi, e noi saremo lieti di condividerle.

Ludovico Galbiati ha detto...

@Mimosa
Le tua risposta non sta ne' in cielo e ne' in terra. Tu mi vorresti far credere che una persona tanto attenta e precisa, cone Antonio Logli, potesse lasciare incustodito il cellulare segreto che usava per contattare l'amante, anche per un solo momento? E poi lo avrebbe lasciato addirittura nel corridoio con la moglie in cucina? Non ti offendere, scusa se te lo dico, ma nemmeno mia nipote di 11 anni lascerebbe in vista il suo telefonino.

Ti ricordo che A.L. è indagato per omicidio premeditato ed occultamento di cadavere, come sostiene con fermezza il Procuratore Capo di Pisa.
Se gli inquirenti sono arrivati a conoscenza del cellulare del Logli e della Calzolaio, è perché evidentemente le SIM erano riconducibili ad uno dei due o a tutte e due. Ora, quale persona sana di mente si mette a chiamare l'amante (od anche altra persona), prima di ammazzare la moglie?
Se sapeva che quella sera la moglie doveva "sparire", credo che non avrebbe fatto nemmeno le altre due telefonate delle 23.


I cellulari li hanno distrutti, molto probabilmente, per eliminare tutti i msg ed sms che erano presenti nella memoria del cellulare. Nel tentativo di nascondere la loro storia segreta e tutte le varie discussioni. Ma poi devono aver capito che la loro storia sarebbe saltata fuori ugualmente, ed hanno dovuto ammettere la loro relazione.

Per quel che riguarda l'affermazione del Gozi, ti posso pubblicare tutti i video dove lui afferma di essere sicuro che Antonio Logli lo abbia riconosciuto. Ci sono video interviste fatte da "Chi l'ha visto?", Quarto Grado e La Vita in diretta.

Ludovico Galbiati ha detto...

@PINO
Sarà una tua sensazione, io non ho nessuna certezza, discuto e dico la mia come fanno tutti gli altri.
Se a te sembro l'avvocato del Diavolo, non ci posso fare nulla.

Mimosa ha detto...

Caro Galbiati, pensa come vuoi ma finiscila di darmi contro, come se solo tu fossi la persona più saggia di questo mondo, invece di riflettere sulle possibilità che ti si offrono!
Per me sei tu che non ragioni con i piedi per terra.

Tanti saluti!
Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

"affermare o “supporre” che un ladro è inattendibile... ecc..eccc..."

che il Gozi avesse trascorsi burrascosi l'ho appreso solo adesso leggendo i vostri commenti.

La sensazione che ho avuto fin dalla prima sua apparizione a QG ( le puntate di Chi l'ha visto ? non ho avuto modo di vederle in Tv se non successivamente su youtube) è stata quella di una persona molto intimorita - non tanto per paura di non essere creduta o per le conseguenze della sua testimonianza - QUANTO per la preoccupazione DI NON CADERE IN CONTRADDIZIONE.

naturalmente questa è un'impressione del tutto soggettiva e quindi come tale la riferisco allo scopo di sottolineare come la mia valutazione non sia mai stata condizionata dalle vicende personali del Gozi del quale appunto non conoscevo le vicissitudini giudiziarie

Mimosa ha detto...

Galbiati
Ma ti leggi quando scrivi? “Se gli inquirenti sono arrivati a conoscenza del cellulare del Logli e della Calzolaio, è perché evidentemente le SIM erano riconducibili ad uno dei due o a tutte e due.” E CHI LO NEGA??? Solamente, non ti offendere, tu hai perso di vista la cronologia!!

Leggi e memorizzi bene ciò che scrivono gli altri? “quale persona sana di mente si mette a chiamare l'amante (od anche altra persona), prima di ammazzare la moglie?”, dove hai letto che io ho scritto questo?

Forse sei troppo "recente" per ricordare una mia ipotesi di "omicidio colposo".

Basta, con te non ce la faccio più!

Mimosa ha detto...

ENRICO
tranquillo, la mia osservazione non era rivolta a te, ma a chi cerca di denigrare il teste solo per i suoi trascorsi.
Ciao, Mimosa

ENRICO ha detto...

Scusate, non capisco questo "attacco" improvviso a Ludovico Galbiati

Non mi sembra che abbia scritto niente di irragionevole nè tantomeno di offensivo.

Ha solo espresso punti di vista che personalmente ritengo logici.

Se poi non coincidono con quelli di altri utenti non mi pare sia questo un problema. Anzi, stimola e arricchisce la discussione

Mimosa ha detto...

ENRICO
il mio non è un attacco alle sue idee, è lui che non ha un bel modo di rapportarsi a me come persona!

Mimosa ha detto...

... e non è la prima volta!

Antonello ha detto...

Mah, a me sembra che inserirsi in una discussione non sia equivalente ad uniformarsi, Ludovico ha il suo modo ferreo di analizzare, ed anche a me ha colpito il suo essere categorico, ma motiva sempre circostanziando le sue convinzioni.
Perche' non e' che un testimone puo' affermare di essere stato a 30/40 metri dai fatti che riporta, poi dire che no, era a 40/50 metri, anzi no a 60/70 e poi 70, non sta mica facendo geometria a scuola, sta puntellando un'accusa di moglicidio di una donna scomparsa di cui non si rinviene manco il corpo.
Non scherziamo raga, o era a 30/40 metri od era a 70, sono due cose e dichiarazioni incompatibili, o l'auto del L. era a fari spenti od aveva i fari accesi, non esiste che intendesse i fari solo per "abbaglianti", al limite aveva in tv tutto il tempo per precisare, mica veniva mangiato da qualcuno.
Certe cose non le puoi affermare se non sei sicuro al mille per mille, tipo quando ha detto "erano due figure che litigavano, un uomo ed una donna, almeno io penso fossero un uomo ed una donna", il tutto dopo aver detto che secondo lui era il "signore dell'autoscuola e la signora", ma come??? Non sai manco con certezza se erano un uomo ed una donna, pur avendo sentito le urla, ed invece sei certo che fossero i signori coniugi dell'autoscuola??? Dai, in certe sue affermazioni dobbiamo concedergli perlomeno un po' di confusione, ma la confusione non esiste in una situazione del genere, se sei confuso e non certo e' meglio tacere che spedire all'ergastolo un possibile innocente.
Bisogna rendersi conto delle cose che accadono se si afferma una cosa con certezza dimostrando poi un po' di confusione.
Questione orologio, dopo gennaio si avvicina la primavera ma nessuno ara quei campi per sbaglio, nessuno vi passeggia per mesi e mesi, esce dopo la testimonianza del Gozi la notizia del ritrovamento dell'orologio della scomparsa proprio, guarda caso, nel luogo della presunta lite fra coniugi.
Io non dico che il Gozi racconti favole ma non mi sento nemmeno di affermare che le racconterebbe allora il L., e non per difendere nessun diavolo ma per precise circostanze dei fatti che vedono un uomo conosciuto uscire dalla propria proprieta' di un paesino, addirittura, se stiamo a quanto racconta la colf, sostare bell'incipriato davanti alla sua proprieta' sotto la luce esibizionista dei lampioni
continua

Antonello ha detto...

continua da sopra
a mo di sfilata, e poi furoreggiare per le vicine vie limitrofe ricolme di cieco vicinato fermandosi ora in controsenso ora indeciso se accendere o spegnere i fari ben dopo la mezzanotte, ma dopo una intera notte di ragionamenti ed un mattino in cui sarebbe andato addirittura a cercare sua moglie scomparsa avrebbe proditoriamente dichiarato di non essere proprio uscito, e se vengono dei dubbi a qualcuno definiscesi avvocato del diavolo.
Mah, non vi capisco piu', aggiungo che l'ipotesi che il L. sia veramente uscito e poi sia andato veramente il mattino dopo dal testimone ad assicurarsi il suo silenzio, udite udite, avvertendolo che sua moglie e' scomparsa e che la starebbe cercando, nientedimeno, non coincide affatto nella logica dei sistemi con lui omicida e il testimone testimone, altrimenti torniamo al punto sopra, perche' darsi la zappa sui piedi andando a dichiarare di essere andato a dormire quando poteva benissimo dichiarare agli inquirenti ed al testimone di essere uscito per cercare appunto la moglie nella inesistente e platonica certezza che nessun altro, oltre al Gozi, avrebbe potuto vederlo???
Ma veramente stiamo dicendo che lui nel momento della denuncia gia' sapeva (non prevedeva ma sapeva) che nessuno lo avrebbe visto in sfilata la sera prima.
Dio mio ma l'ha detto Elisa non volendo per screditare il L. stesso, in un paese i vicini di solito conoscono le auto dei dirimpettai, come poteva lui povero umano essere certo che nessuno sarebbe andato a testimoniare di averlo visto mentre "si faceva vedere"???
Invece no, se e' andato SOLO dal Gozi e' perche' per forza di cose moglicida, e se invece in quel momento stava ad esempio pensando che il Gozi in auto stava portando proprio sua moglie???
E se la megalomania di un uomo lo potrebbe aver portato a pensare di farsi giustizia da solo??? O comunque da solo di verificare???
Se voleva assicurarsi il silenzio di colui che, come per magia, pensava l'unico ad averlo potuto vedere perche' allora non mi si racconta che l'ha preso da solo e chiaramente gli ha chiesto il silenzio??? Stiamo andando, nel caso, dietro alle induzioni della procura e del testimone o staremmo seguendo dei fatti???

Antonello ha detto...

@Mimosa
Meluzzi non ha solo detto "e se quel corpo fosse veramente finito nell'inceneritore", stava valutando che secondo lui e' improbabile arrivare a certezze ed ha fatto il semplice esempio "e se (COME SI DICE) quel corpo (AD ESEMPIO) fosse finito nell'inceneritore??? Qualcuno ha forse controllato all'epoca dei fatti???", piu' o meno ha detto cosi' prima di essere interrotto come al solito perche' commercialmente poco affascinante.
Non intendeva a parer mio che "quel corpo e' nell'inceneritore", affermazione a se stante che sarebbe stata ben diversa, stava sostenendo che anche nella colpevolezza sara' difficile arrivare ad una verita' e certezza.

Stefania ha detto...

Vero, è giusto: siamo alle supposizioni, al "voliamo controvento". Cerchiamo di ragionare sul non sondato, ci domandiamo, giorno dopo giorno, se qualche piccolo particolare, qualsiasi esso sia, non ci possa far arrivare ad un'intuizione che possa portarci se non alla soluzione del caso, almeno a dati certi, a qualcosa dal quale partire. Si usa il condizionale non solo per non offendere chi ha "sensazioni" differenti ma anche per non essere a nostra volta imputabili per diffamazione e soprattutto (almeno questo è il mio caso) per trasmettere agli altri utenti del blog che io, in questo caso come in tutti gli altri che qui si dibattono, verità in tasca di sorta. A me sta benissimo dire che non ho certezze ma da tremendamente fastidio sentire da parte "contraria" invece tutt'altro atteggiamento. Ludovico Galbiati non sembra avere dubbi e questo disturba, irrita. Si vorrebbe (almeno io parlo per quanto mi riguarda) lui avesse riguardo di intervenire usando ipotesi e non dando per certificate quelle che sono solo ipotesi, come lo sono quelle di tutti noi. Lo ripeto e lo ripetero' sino allo sfinimento: io non voglio un Logli in prigione. No. Perchè ad oggi, io fossi il giudice, avrei il timore di incarcerare un innocente. E questa cosa mi sembra e sarebbe, nel caso lui sia davvero estraneo alla scomparsa della moglie, assolutamente ingiusto, grottesco ed anche orribile. Ma non posso nascondere che al contrario di quanto mi è accaduto per il caso Rea, il mio cuore, la mia (scarsa se volete) intelligenza non mi fa propendendere la mia sia una convinzione ma solo come un atto dovuto nei confronti di chi, sino a prova contraria, è innocente. Se vi dicessi che domani io potrei avere una relazione di amicizia, non amorosa, con il Logli, vi direi una bugia. Lo so che non si condanna nessuno solo perchè non ci piace o perchè il suo modo di agire non ci convince. Ed infatti non lo faro'. Ma chiedo a tutti voi che avete difeso a spada tratta il Logli davanti a sospetti che a mio modo di vedere vanno ben oltre al chiacchiericcio di paese, se vorreste vostra figlia innamorata di lui .... e qui non mi riferisco al fatto potrebbe essere troppo vecchio per vostra figlia oppure al fatto che siccome ha già avuto famiglia spiace la vostra figlia ventenne si accompagnasse a chi non puo' desiderare di ricominciare da capo dando una prospettiva ad una giovane. No ... vi chiedo, nel profondo del vostro cuore, ditemi .... siete sicuri della sua completa estraneità a prescindere da quello che dicono le indagini? Io voglio essere davvero sincera e vi dico che NO. Che sono consapevole e felice di lasciare libera una persona che mi fa accendere tutte le lucine di emergenza. Perchè questo dice il nostro diritto e perchè è giusto cosi' sia. E so anche se se davvero Roberta fosse morta, oggi come oggi, sarebbe quasi impossibile per non dire sicuramente impossibile, attribuire il suo decesso a motivi certi. E' tutto molto triste e secondo me, comunque andranno a finire le cose, tutti ne usciremo sconfitti: per primi i figli della coppia, poi Roberta, poi Antonio, poi Gozi, i familiari di Roberta e di Antonio, ed il nostro desiderio di arrivare sempre alla soluzione di ogni mistero.


Stefania

ENRICO ha detto...

Stefania

a me non risulta che qualcuno, nella discussione relativa al caso Ragusa, abbia espresso giudizi categorici pro o contro il marito della donna.

Si valutano comportamenti dei vari "attori" secondo personali interpretazioni che - se non scadono in vere e proprie assurdità - hanno tutte una loro ragion d'essere e quindi una loro legittimità ( stante la nostra posizione di osservatori "virtuali" )

Comunque, nel suo lungo commento, credo che ANTONELLO abbia saggiamente inquadrato lo spirito con il quale dovremmo tutti affrontare la discussione cercando di comprendere, al di là della forma dello scritto, la sostanza del pensiero dell'interlocutore/trice di turno

Mimosa ha detto...

Dalle schermate sul verbale di denuncia di scomparsa mostrate da QG di ieri sera, si è letto che AL descrive gli indumenti con cui RR sarebbe uscita: pigiama e giubbottino. Finora nessuna testata giornalistica aveva ripreso la faccenda del “giubbotto”. Si è invece lavorato molto sull’abbigliamento troppo leggero rispetto alla temperatura esterna al momento della scomparsa.
Capite che se non abbiamo sotto mano i documenti originali, possiamo parlare all’infinito solo di aria?

Più volte, in altri casi, abbiamo constatato che c’è notevole discordanza tra gli Atti, le veline, le indiscrezioni e le interpretazioni dei giornalai.

D’altra parte, i testimoni che hanno depositato la loro testimonianza a chi di competenza, in tv possono dire quello che vogliono, perché non sarà quello che farà testo in un processo.
Anzi, di solito i testi sono sollecitati dagli stessi inquirenti a non parlare assolutamente con chicchessia o a dire il minimo indispensabile alla stampa, e – credo io – alle volte persino a dire il contrario di quanto hanno depositato … proprio per non inquinare l’indagine e – perché no? – per far uscire allo scoperto il responsabile con qualche dichiarazione a smentita
(qui si è nel pieno della psicologia investigativa: la smentita da parte del sospettato di una falsa dichiarazione di un teste può equivalere ad una latente confessione di colpevolezza).

LG è stato abbandonato dal primo avvocato proprio perché aveva raccontato per filo e per segno a tutto il mondo quello che aveva verbalizzato dai CC, finché poi il procuratore è stato costretto a convocarlo per l’Incidente Probatorio.
Dopodichè, LG è andato a ruota libera, liberissimo di contraddirsi e di vanverare, sia su FB sia a seconda dell’emittente che lo intervistava (ah, il ¼ d’ora di notorietà). Ormai quello che era stato registrato in Procura è stato registrato, tanto che l’avvocato di AL ha dovuto tacere, impedito di torchiare, mettere in discussione, intimidire il teste.

Ripeto all’infinito: la fortuna di AL (colpevole o innocente) è di aver azzeccato il difensore giusto
(e permettetemi un pensiero a SP e ai suoi “difensori”).

Mimosa

Stefania ha detto...

Enrico, mi trovo concorde. Ma la invito a rileggere i passaggi (tutti) di questa discussione. Mi riferisco non solo specificatamente ai commenti di questo articolo, ma basta anche solo scorrere questi. Si, trovo ci siano interventi che siano abbastanza "trancianti" e basati su sicurezze che in realtà non sono tali. Sarei felice di essermi sbagliata. Domani, con calma, mi rileggero' tutti questi scambi ma questa è, allo stato delle cose, la sensazione che ho avvertito. Saro' felice di essermi sbagliata, si intende, perchè questo riporterebbe ai miei occhi il tutto alla dimensione consona al contesto nella quale si è svolta, si svolge. Vorrei davvero se ne parlasse senza preclusioni di sorta.

Stefania

Vanna ha detto...

Riposto con qualche piccola aggiunta.

"Vorrei solo aggiungere una mia riflessione sulle "bravate" del Gozi che a quanto pare non lo renderebbero affidabile riguardo avvistamenti e visite del L.a casa sua fatte con tempistica da cronometro e fotografia "recente."

La foto risaliva a non qualche anno prima, R. appare più magra e sembra un'altra persona dalle ultime foto recenti.

(Ha fatto la stessa visita agli altri vicini?) Sembra di no, allora perché andare e non una volta sola dai Gozi e per nulla da altri?

A chi mette in discussione il G. per i suoi errori passati e quindi dubitando della sua sincerità continua a giustificare l'ineffabilità del L.ed afferma:
Antonello:
"Le cose funzionano che chi accusa dovrebbe dimostrare le mendacita' dell'accusato e per ora io vedo parola contro parola."

Rispondo
Parola contro parola dici?

In effetti le parole del L.dei primi tempi sono state vaghe,ed ha continuato a condurre un "modus vivendi" del tutto normale vista la tragedia.

Intendo dire che lui ha una maniera di fare e di dire che può essere o molto ingenua oppure molto astuta che potrebbe derivare dal suo modo di far girare il mondo e le cose proprio e solo come vuole lui.

Un solo esempio, per riflettere: il ritrovamento della batteria del telefonino dopo un anno è un capolavoro di ingenuità secondo te?
Di stupidità, di collaborazione con le forze dell'ordine?
Di che?

A me sembra il tratto geniale di far apparire solo quello che vuole lui, quando e come lo vuole lui.
E così ha condotto la sparizione della moglie, sembra un prendere in giro l'intelligenza e le investigazioni altrui.

E questo modo di condurre è mendace o no secondo te?
Sai, anche il far credere ciò che non è possibile a scapito della intelligenza o sanità mentale propria e degli altri è quanto mai geniale e... disarmante perché porta a giustificare azioni ingenue,stupide,infantili quasi.
Ed invece secondo me non lo sono affatto.

E' lui che ha condotto il gioco fin dall'inizio, proprio con ineffabilità vaga.

Non credo che Adinolfi abbia preso un granchio nel dare al Gozi affidabilità e nell'accusare apertamente il L.,ma non ha un corpo!

Ora aspettiamo l'apertura del computer del vigile del fuoco e vedremo se e cosa nasconde.

Antonello, come giudichi il ritrovamento del caricabatteria nel bagno, dopo un anno e a ridosso della visita degli investigatori?

Vanna ha detto...

La stampante e i due PC che verranno controllati potranno dire qualcosa?

La moglie del pompiere sembra che abbia scritto lei qualcosa, non è chiaro.
E' possibile che il pompiere non ricordi la data come mai si trovava a quell'ora in quella strada, abita lì vicino?
Qualcuno di voi ne sa di più?

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