martedì 3 novembre 2015

Processo a Massimo Bossetti. E' più tarocco il video commissionato dalla procura al Ris o sono più taroccari i media che del tarocco non parlano?

Saluti dal tarocco
La Difesa di Massimo Bossetti ha compiuto il miracolo che tanti altri avvocati, in tante altre aule giudiziarie italiane, quasi mai sono riusciti a compiere. Far capire ai giudici popolari che il materiale usato dalla procura in fase di indagine per portare dalla sua parte la pubblica opinione, quindi anche gli stessi giudici popolari, era fasullo. Gli avvocati sanno quanto sia difficile inserire in un dibattimento processuale ciò che l'accusa non vuole sia inserito. Perché è chi istruisce il processo che comanda e decide con quali atti accusare il proprio imputato. Chi istruisce un processo sa che il giudice non accetterà niente altro nella sua aula e che solo basandosi su quegli atti poi dovranno combattere accusa e difesa. Si sa anche che ad alcuni piace vincere facile, addirittura prima ancora di arrivare in tribunale, e che il caso Bossetti non è un unicum. Tante immagini, intercettazioni e indiscrezioni farlocche diffuse negli ultimi decenni da procure e istituzioni, sono rimaste in bella vista per mesi per poi sparire senza entrare nei vari tribunali. Non serviva il binocolo per vederle, bastava avere la mente sgombra dai pregiudizi, aprire gli occhi e non credere per partito preso solo a chi accusava e a chi sbraitava la propria opinione parlando sugli schermi di colpevolezza certa. Tante bufale si sono "donate" con scaltrezza ai "media dall'audience migliore", così da farne cubitali titoloni da usare come "prova provata" nei processi mediatici che giornalmente si ripetono sempre uguali sulle tivù, sui giornaletti copia-incolla e su certi settimanali con la "biava" alla bocca. Chi lavora gomito a gomito con le istituzione giudiziarie lo sa. E a meno di non considerarli dei poveri ingenui, lo sanno anche i giornalisti che diramano le indiscrezioni senza neppure controllarle.

Ma per il momento i giornalisti lasciamoli alla loro ingenuità, ne riparleremo dopo, e concentriamoci su quanto accaduto venerdì nel tribunale di Bergamo dove da giorni parlava solo l'arma letale dell'accusa, il tenente colonnello Giampietro Lago che ad ogni domanda del pubblico ministero sprecava ore e ore in spiegazioni soporifere per lodare e rendere ancor più bello e professionale il lavoro svolto dal reparto scientifico che ancora comanda. Forse credeva anche che quanto dichiarava fosse sicuro e provato, come lo credevano i giurati che lo ascoltavano, e forse pensava di aver già chiuso il discorso quando si è trovato di fronte l'avvocato Claudio Salvagni. Forse in quel momento ha pure creduto che rispetto alla sua credibilità quella del difensore valesse zero e che se ne sarebbe sbarazzato facilmente usando altre lunghe disquisizioni. Questo fino a quando non si è parlato del furgone.

"Colonnello, perché se Bossetti è passato sotto mille telecamere ha analizzato solo il filmato della ditta Polynt? Perché avendo il furgone a disposizione non lo avete fatto passare in quella strada, sotto quella stessa telecamera? Non era l'unico modo per fare misure giuste, analisi professionali e non alla pressappoco? Colonnello, avete appurato se il furgone ripreso da altre videocamere fosse quello di Bossetti?".

Ed ecco che da una domandina facile facile è nata quell'escalation che di lì a poco avrebbe fatto alzare i toni e cambiare le certezze di chi il colonnello aveva convinto. Il dottor Lago, che navigava sulla sicurezza di aver fatto un bel lavoro accusatorio anche a processo, prende la domanda alla leggera e senza rendersene conto inizia a squarciare il velo.

"Il furgone lo volevamo portare, ma la procura non ha voluto per ragioni di ordine pubblico. Per quanto attiene gli altri video, abbiamo analizzato solo quello della Polynt, in cui c'è un'alta compatibilità, perché le altre immagini non erano scientificamente analizzabili"

Era questa la risposta che voleva l'avvocato Salvagni che, fingendo noncuranza, a quel punto ha mostrato al colonnello le immagini del filmato che tutti gli italiani conoscono a memoria, quello in cui si vede un furgone che transita in orari anche molto diversi sulle strade di Brembate di Sopra, quello che i media ci hanno propinato ad ogni ora facendocelo mangiare a colazione, a merenda, a pranzo, durante uno spuntino pomeridiano e anche a cena e a notte fonda. E' il furgone che per la procura è guidato a mò di pedofilo assatanato dall'orco famelico Bossetti che si aggira attorno alla palestra in attesa della sua vittima. Questo asserivano sorridenti anche i media.

Invece non è così e ora sappiamo che quel filmato è una bufala colossale montata ad hoc con immagini non verificate perché, come ha affermato il colonnello, non erano analizabili. "E' un video concordato con la procura a fronte delle numerose richieste di chiarimento", sono state le parole di Giampietro Lago in aula.

In pratica, significa che il filmato concordato dal Ris con la procura contiene immagini prese da tutte le videocamere della zona, che solo due di queste sono compatibili col furgone di Bossetti (quelle della Polynt), mentre tutte le altre, non analizzabili, sono state inserite in malafede per dare al popolo la certezza che il furgone fosse proprio quello di Bossetti, così da validare mediaticamente la ricostruzione accusatoria e far credere che il carpentiere quella sera andasse a caccia di una preda...

e scoppia il putiferio.

"Mi oppongo! Mi oppongo! Presidente, questo video non è nella relazione che abbiamo consegnato! Presidente! Quel filmato non è agli atti e non si può mostrare a processo!". Parole di una arrabbiatissima dottoressa Ruggeri. "Quel filmato lo avete fatto voi, è un vostro documento e sopra c'è lo stemma del Ris". Parole della difesa. "Ma non è nel fascicolo e non lo potete mostrare in aula". Ancora la Ruggeri. "Se non è agli atti non ci interessa minimamente". Parole di un giudice che interpreta la legge per come va interpretata. "Chiedo che sia messo a disposizione della Corte l'intero materiale acquisito con le telecamere di videosorveglianza!". Parole dell'avvocato Camporini che batte sul ferro caldo.

Un caos che lascerà strasichi e anticiperà la disfatta, perché poi il colonnello farà capire che tutte le certezze che aveva inculcato nei giurati in tre giorni di testimonianza non erano assolutamente da considerarsi certezze. Ammetterà di non aver analizzato né gli abiti dei familiari di Yara né quelli di chi frequenta Brembate (per capire quante sferette metalliche contenessero). Ammetterà che i professionisti del Ris di Parma preferirono analizzare gli abiti di quattro studenti della loro città, figli di colleghi dell'Arma, piuttosto che perdere due ore per andare a Brembate. Che preferirono analizzare le tute di operai della zona, tute di cui neppure si sa quanto fossero sporche o pulite. Ammetterà di aver fatto indossare un paio di leggings a un'appartenente dell'Arma. Di averla fatta sedere sul sedile del furgone di Bossetti per scoprire quante e quali fibre ci avrebbe lasciato sopra. Ma ammetterà anche di non aver scelto i leggings basandosi su quelli indossati da Yara, di averli presi a caso e di non sapere di quale materiale fossero. Ma la loro città non è Bergamasca e non tutti i leggings sono fatti con lo stesso tessuto... quindi i parametri sono completamente diversi e professionalità voleva che si facessero analisi che meritassero questo nome. Ma oltre a questo, il colonnello ha ammesso anche di non aver analizzato né i sedili dell'auto dei Gambirasio, pur se nella loro disponibilità, né quelli del pulmino della palestra che la sera del 26 novembre alcuni testimoni videro girare per Brembate Sopra, né quelli di qualsiasi altro mezzo.

Non c'è che dire! Davvero un'indagine professionale e consona alla situazione venutasi a creare, prima con la cremazione di chi poteva dare risposte alla corte e poi con l'arresto di Massimo Bossetti. Consona ai tanti dinieghi pronunciati dalla procura di Bergamo e accettati dai giudici. Non ultimo l'opposizione alle riprese televisive in aula che impedisce di fissare la realtà delle testimonianze da mostrare alla pubblica opinione... tanto cara alle procure.

Ma fortuna vuole che qualche giornalista serio ancora esista, e grazie a uno di questi ora sappiamo non solo che si è indagato e analizzato in maniera unilaterale, ma anche che la procura di Bergamo ha ordinato a una istituzione d'eccellenza, per questo dal popolo creduta quasi aliena e non formata da esseri umani fallibili e corruttibili (come tanti nostrani politici e manager), di creare un filmato con materiale che scientificamente non poteva dare alcuna risposta. Questo per influenzare le menti degli italiani e far loro pensare che le indagini fossero buone indagini, che il Dna fosse sicuramente di Massimo Bossetti e che le analisi del Ris fossero professionali e scrupolose. Si voleva creare, e si è creata, una sorta di prova del nove che confermasse alla popolazione la ricostruzione accusatoria. Prova del nove che essendo farlocca doveva restare all'interno del circuito mediatico e non entrare in un'aula di giustizia.

Questo è quanto è stato e c'è poco da ridire, bisognerebbe solo indignarsi e strillare sui giornali che la giustizia italiana è allo sbando e usa i media per condannare in anteprima gli imputati scelti fra il popolo. Invece la maggioranza dei giornalisti tacciono. Solo quelli da sempre bravi intervengono. Perché?

A fronte di questo silenzio fa specie e infastidisce che un gruppo di cronisti lombardi, che per lavoro fanno cronaca e frequentano procure e tribunali, che sanno di essere gli strumenti delle istituzioni (e nella loro pagina facebook lo ammettono anche) diramino un comunicato come se in questi anni non si fossero accorti di nulla. Ricordo a tutti che è lo stesso gruppo di cronisti che ha difeso l'indifendibile "el director Biavardi", di cui certo conoscono il settimanale e le notizie pregiudizievoli che assieme ad altri sparge ai quattro venti, quando Claudio Salvagni usando una metafora scrisse una parola scomoda. Un gruppo frequentato anche da moltissimi giornalisti seri che però, se davvero scrive in buonafede i suoi comunicati, si mostra di una ingenuinità preoccupante. Un gruppo che vuol far credere di non avere colpe e mette le mani avanti additando la sola procura ma scordandosi di quei suoi affiliati che pur di fare uno scoop pubblicherebbero di tutto... subito e senza controllare nulla. Un gruppo che pur parlando bene, perché scrivere:

Vede egregio procuratore, forse avete immaginato che la stampa sia un gregge ammaestrato, e purtroppo qualche volta ve ne abbiamo dato ragione. Ma a noi continua a risultare curioso che in questo Paese due istituzioni (la procura e l’arma dei carabinieri) considerino i giornalisti uno strumento per fare “pressione” a favore della propria tesi, propinando falsi all'opinione pubblica che non hanno alcun valore processuale, utilizzando la stampa in maniera strumentale. E ci permettiamo, vergognosa.

significa parlare bene, chiede conto dei fatti accaduti in un comunicato che come un fantasmino appare e poi scompare. Un gruppo che anche della sparizione del comunicato incolpa altri. Gli ipotetici commentatori che si scannavano fra loro e che li hanno costretti a rimuoverlo. Quindi non c'è stata nessuna pressione da parte di nessuno? Ne siamo certi? Beata l'ingenuità che si mostra pura in chi crede alle loro scuse e non sa che basterebbe poco per risolvere il "problema commenti" senza eliminare il comunicato.

E per capire un qualcosina di più, basta verificare quanti dei quotidiani per cui lavorano i cronisti lombardi hanno riportato la notizia del video taroccato. Il Giorno riassume l'udienza alla buona ed evita di toccare l'argomento tarocco (quanti cronisti del Il Giorno sono iscritti al gruppo?), il Corriere della Sera, giornale per cui lavora addirittura il presidente del gruppo, fa ancora peggio perché non solo non parla del video, ma dedica l'articolo al Dna e incensa il colonnello Giampietro Lago (qui l'articolo scritto dopo l'udienza di venerdì).

No signori miei, un gruppo di cronisti che si dichiara disponibile a migliorare deve prima di tutto guardarsi all'interno, fare autocritica e allontanare le pecore nere senza farsi condizionare dalla linea editoriale. Fare un comunicato per liberarsi del fardello d'essere stati l'arma della procura è facile, ma poi si deve avere il coraggio delle proprie azioni e perseverare... non calare le braghe. Perché nessun cronista lombardo questa sera ha pubblicato un comunicato per criticare uno dei fac totum che tifa per la procura? Parlo del fraticello che scrive sul panorama, quel pio ometto che sceglie a caso le sue vittime e solo se viene croce accetta di difendere l'imputato, di dichiarare urlando che è l'accusa a dover dimostrare la colpevolezza e non il contrario. Peccato che se dalla moneta vede spuntare una testa, per lui non sarà più l'accusa a dover provare il delitto ma la difesa a doversi discolpare con prove valide. Beata ipocrisia!

Ma che volete farci, è fatto così e per questo in un articolo ci ha spiegato che Luca Telese non ha capito nulla di nulla, povero giornalista che travisa, anche se Telese era in aula col suo taccuino e lui da tutt'altra parte. Per questo ci ha spiegato che i cattivi sono gli avvocati difensori che volevano far polvere e polvere han fatto, non chi ha commisionato un filmato per influenzare la pubblica opinione. E' vero, scrive, che il filmato per come mostrato per mesi al popolo non esiste, ma non è un tarocco perché le immagini inserite dal Ris esistono, dato che le videocamere effettivamente hanno filmato un furgone passare avanti e indietro per le vie del paese (di chi sia non si sa perché sono filmati non analizzabili, ma forse anche per lui tutti i furgoni che circolano per Brembate sono di Bossetti). E su quelle immagini, che non possono dire nulla di scientifico come ammesso dal colonnello Lago, si discuterà a processo.

In pratica, visto che le immagini esistono, il fraticello ci vuol far credere che il video passato ai giornalisti per influenzare l'opinione pubblica non è un tarocco ma un originale. Che in fondo basterebbe dare una tirata d'orecchie a chi l'ha commisionato e realizzato, magari criticare il sistema per qualche giorno e poi andare avanti perché la colpa di quanto accaduto è tutta della difesa che non si arrende all'evidenza e lotta con l'accusa usando le sue stesse armi.

Insomma, per come ce l'ha esposta il fraticello, è vero che agli atti non c'è il video montato e consegnato ai media per scopi che esulano dalla vera giustizia e oscurano la professionalità di persone ai vertici delle istituzioni. Però ci sono tutti i frame delle videocamere di Brembate Sopra. Da questi non si capisce una mazza e il Ris stesso dichiara che non sono utilizzabili per analisi scientifiche, ma per ognuno c'è una relazione scritta da poliziotti della giudiziaria che andranno a processo a testimoniare.

Cosa testimonieranno? Non certo che si vede il furgone di Bossetti. Forse per non dichiarare il falso a domanda diretta della difesa potranno al massimo rispondere che quanto si intravede nell'oscurità non è un elefante con gli occhiali a specchio ma un qualcosa che somiglia a un furgone. Sempre sperando che, viste le tante favole raccontateci, nessun testimone ricordi improvvisamente di aver visto Massimo Bossetti girare nei dintorni della palestra seduto sul groppone di un elefante con gli occhiali a specchio...

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399 commenti:

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Annamaria Cotrozzi ha detto...

La cosa grave è che ai "taroccari" mediatici, anche una volta che sono stati smascherati riguardo a come hanno dato le notizie su un caso, si continua a lasciare in mano addirittura il megafono televisivo, con licenza di continuare a parlare di quel caso e du tutti gli altri. Certo, lo sappiamo bene che assicurano l'audience: sanno loro come fare, urlano e s'indignano fino a bucare lo schermo, dando così in pasto al pubblico l'offa che serve per tenerlo buono (panem et circenses, dove il pane finisce col coincidere proprio con lo spettacolino offerto a cadenza regolare dai miserabili "circenses" dello schermo). Ma lo fanno in modo disonesto e pericoloso, distruggendo vite umane. Ne vogliamo parlare, una buona volta?

PINO ha detto...

X MASSIMO
Non conoscevo la potenza della mera e giusta indignazione: e la tua si è rivelata in tutta la sua intrinseca valenza civile, professionale ed etica.
Ti stringo fortemente la mano per il coraggioso atto di onestà non solo intellettuale, ma della propria coscienza.
Pino

andres ha detto...

Bravissimo Prati, come sempre.
Io continuo a ripetere che abbiamo in mano una sola arma: la partecipazione.
Inviare mail ai giornali, alla Rai, a Mediaset. Si può fare.
Inserirsi nei commenti delle pagine dei quotidiani. Si può fare.
Iscriversi ad altri forum che trattano lo stesso argomento. Si può fare.

Vanna ha detto...

Massimo, splendido articolo!
Vanna

Luca Cheli ha detto...

Il fraticello è veramente sull'ordine dell'assurdo ...

Vorrei proprio vedere che farebbe se io postassi un video su YouTube un video in cui gli attribuisco 3 frasi sue e poi altre 6-7 che sue assoultamente non sono, ma che trattando di giustizia e media a prima vista potrebbero anche apparire come sue ...

Norad ha detto...

Eccomi, non avevo visto questa nuova pagina molto opportuna.

Ribadisco, dov'erano i Cronisti Lombardi il 30 ottobre ?
Non in aula evidentemente e se c'erano dormivano.

L'elenco che comprende i Cronisti Lombardi è lungo, ma c'è voluto Telese, che credo non ne faccia parte, a sollevare il coperchio.

E che dire degli articoli che escono, ormai sempre più scarsi, che riferiscono solo la deposizione a favore dell'accusa e non il contraddittorio ?
Ma io mi chiedo, se sono coinvolto professionalmente posso ancora capire (vedi FdO) di non poterla dire tutta.

Ma i giornali, perché mai i giornali devono schierarsi ?
Chi glielo fa fare ?
Che interesse hanno, salvo quello della figuraccia colossale e conseguente auto discredito se sbagliano "partito" ?
Cosa ha a che fare con l'informazione ? = Perché fare disinformazione ?
Come osano parlare di deontologia e pretendere che uno per essere giornalista debba appartenere all'ordine, ecc. ? Ordine di che ? !!
... si potrebbe continuare..

Mi pare di ricordare che i titoli dei giornali successivi all'udienza del 30 ottobre fossero del solito tenore tipo "le sferette inchiodano Bossetti" e cose del genere ma non posso essere più precisa perché Google da un po' di tempo (stranezze O.O) dice :
"Approfondisci (altri 123 articoli)" ma se ci clicki sopra non te ne fa vedere nessuno !!

Che sa sarà mai, censura ?
.

ENRICO ha detto...

Massimo ( come sempre, puntuale e agguerrito !)

io mi chiedo come sia stato possibile che il Colonnello del Ris nel corso del controinterrogatorio , abbia potuto così ingenuamente( !) spiattellare per filo e per segno il retroscena della manipolazione relativa ai filmati del furgone
Mah !

Gilberto ha detto...

Sembra il segno di un cambiamento. Sanno che tutto il teorema si sta sgretolando e che la difesa non ha ancora tirato fuori le carte migliori (Dna, paternità...). Forse qualcuno si sta già smarcando... La stampa pare frastornata, abituata a fare da fotocopia e megafono non ha ancora capito bene quale sia il copione...

Norad ha detto...

(...)significa parlare bene, chiede conto dei fatti accaduti in un comunicato che come un fantasmino appare e poi scompare. Un gruppo che anche della sparizione del comunicato incolpa altri. Gli ipotetici commentatori che si scannavano fra loro e che li hanno costretti a rimuoverlo. Quindi non c'è stata nessuna pressione da parte di nessuno? Ne siamo certi? Beata l'ingenuità che si mostra pura in chi crede alle loro scuse e non sa che basterebbe poco per risolvere il "problema commenti" senza eliminare il comunicato.
---

Quindi giornalisti censori O.O
.

ENRICO ha detto...


Leggete un po' qui come si fa a "rigirare la frittata"

http://www.panorama.it/news/cronaca/yara-video-furgone-falso/

ENRICO ha detto...

ps: ecco il titolo dell'articolo http://www.panorama.it/news/cronaca/yara-video-furgone-falso/
"Yara, il video del furgone non è un falso, e le immagini sono agli atti"

Norad ha detto...

Misera fine per "Panorama" ex miglior rivista ... per anni.

Proprio misera.

Ribadisco non capisco che interesse abbia la stampa a schierarsi nei casi di cronaca, e così indecorosamente poi.
.

Massimo M ha detto...

A Massimo Prati
I miei complimenti! Articolo di profonda ONESTA'!

Manlio Tummolo ha detto...

A chi falsifica le prove deliberatamente (celebre è anche il caso del lamierino attribuito all'ing. Zornitta), andrebbe applicata la legge penale, e con tanto di aggravante quando questa falsificazione avviene da parte di chi, o per incarico di chi, ha il dovere professionale di applicare la legge in tutto il suo rigore, ed invece bara, per il solo gusto di vincere o di far presto. Invece, grazie al fatto che si giuduicano da se stessi, corporativamente, tutto passa liscio, come se fosse normale.

Norad ha detto...

Stavo pensando che neanche per prendere i Grandi Capi di cosa nostra hanno speso come il tribunale di BG e ci troviamo con filmati fasulli di furgoni non identificati che vanno e vengono, il computer dell'imputato hackerato, un dna di consistenza ignota.

Per non parlare delle sferette e dei pelucchi dei sedili. E apprendo ora dall'Avv. Salvagni, dopo aver visto Fatti e Misfatti, che la sezione delle fibre combacia facendo la media tra le più spesse e le più sottili O.O

Se dovessero condannare una persona sulla base di sferette, furgone nella zona, neanche Brembate di Sopra fosse Los Angeles ..., e altre improbabili quisquiglie ancorché non taroccate, dovremmo veramente abolire il sistema giudiziario, almeno risparmieremmo qualcosa.
o:)
.

Anonimo ha detto...

Ivana
Cosa avrebbe cercato prioritariamente la Procura, secondo te, quando disquisivi in via generale sulla scarsa credibilità della difesa nella ricerca della verità? Mi piacerebbe conoscere il tuo parere ora che la probita' degli inquirenti vacilla.

Bruno ha detto...

Massimo Prati complimenti, mi aspettavo il tuo articolo e puntuale è arrivato. Incredibile quanto siamo venuti a sapere (anche se si sospettava) che il furgone di Bossetti che passava e ripassava è un montaggio falso.

Anonimo ha detto...

Bravo Massimo esattamente cosi'! Sono molto pessimista quanto all'insabbiamento. J.

Ivana ha detto...

Per Anonimo

Continuo a credere che a ricercare la verità siano soprattutto i familiari delle vittime!

Nell'indagine penale, la Procura ha principalmente la funzione di
svolgere, ricercando la verità storica nella massima correttezza, le indagini necessarie per accertare chi sia IL RESPONSABILE di un determinato reato e se le prove acquisite dimostrano che l’accusato è innocente deve chiedere al Giudice di non procedere.
Se un PM coinvolge gli inquirenti nella creazione di filmati, in cui si mescolano, arbitrariamente, determinati fotogrammi acquisiti, adducendo motivi di “comunicazione” per i giornalisti, ma di fatto alzando polvere e creando confusione, credo che non solo quel PM, ma anche tutti coloro che hanno accettato, consapevolmente, simili manovre poco chiare, e decisamente NON trasparenti, dovrebbero rassegnare le proprie dimissioni.
Se qualcuno, in Procura, si comporta in modo non consono al proprio ruolo, tale comportamento di determinati esseri umani non cambia quello che è il compito della Procura! Ritengo che chi ha agito in modo non adeguato a quelli che sono gli scopi della propria professione dovrebbe dimettersi.
Anche chi è responsabile di determinate trasmissioni televisive, in cui si corrompono i testimoni perché ritrattino quanto da loro già messo nero su bianco, dovrebbe essere chiamato a risponderne in prima persona.

Bruno ha detto...

A questo punto il Ministro dell'Interno dovrebbe spiegare a tutti gli italiani che il video sul furgone di Bossetti era stato falsificato.
La PM Ruggeri che certamente era a conoscenza dovrebbe dimettersi durante l'udienza ed andare a nascondersi.

Anonimo ha detto...

Ivana
Abbiamo tristemente avuto esemplificazione della differenza che esiste tra ciò che in linea teorica dovrebbe essere e ciò che nella pratica succede. Temo che, seguendo il tuo ragionamento, troppe Procure dovrebbero chiudere i battenti.

Anonimo ha detto...

bell'articolo.
Aggiungerei un aspetto forse trascurato. I RIS non sono liberi professionisti, bensì dipendenti pubblici. In sostanza dei dipendenti pubblici hanno sprecato del loro tempo per confezionare un video da fornire alla stampa. Quel video non esisteva. E' stato creato appositamente per la stampa. La questione andrebbe sottoposta alla Corte dei Conti e chi ha incaricato i RIS di spendere il loro tempo inutilmente, dovrebbe pagare di prima persona.
Massimiliano

Vanna ha detto...

Buongiorno Ivana , affermi che la verità dovrebbe essere “soprattutto” ricercata dai familiari, nel tuo di ieri alle ore 20.
Risposta priva di significato, se mi permetti, è scontato che la famiglia si faccia delle domande ma che possa cercare la verità in un caso come questo, diviene un’opera ciclopica che non può fare.
A meno che con questa frase tu non intenda in realtà dire che la famiglia di Yara potrebbe sapere qualcosa e non lo dice, quindi nasconderebbe e quindi si comporterebbe esattamente come molti in quell’ambiente; ma certo non può questa famiglia essere caricata di controlli e procedure che non sarebbe in grado di svolgere, per questo ci sono gli organismi preposti che, come affermi, se manovrano in modo poco trasparente, “dovrebbero rassegnare le proprie dimissioni”, secondo me dovrebbero essere cacciati a calci, prima ancora che se ne vadano autonomamente, e non solo, dovrebbero pagare di tasca propria le inadempienze fatte e restituire allo Stato.
In tema col tuo forbito e consueto stile, descrivi la funzione della Procura, e meno male che tu lo sai e lo scrivi per chi, come me è ignorante, e poi addirittura indichi come dovrebbe agire la stessa di fronte a comportamenti poco trasparenti.
Idem per i responsabili delle trasmissioni televisive ”in cui si corrompono i testimoni perché ritrattino quanto da loro già messo nero su bianco, dovrebbe essere chiamato a risponderne in prima persona.”
E’ banale quello che affermi, inutile, ed anche un po’ qualunquista perché sai che, almeno in questo caso che stiamo disquisendo, ciò non è accaduto, né accade, visto che perseverano, e forse non accadrà.
Chissà perché...

PINO ha detto...

Condivido "parte" di quello che Ivana ha scritto, con ottica nuova e riveduta, evidentemente in contrasto con le sue "valutazioni" vecchia maniera: meglio tardi che mai.
Rivedere, ogni tanto, le proprie posizioni è sempre un segnale positivo pro raziocinio.
Ma la perspicace Vanna, leggendo anche sotto le righe, il suo scritto distinto da "forbito e consueto stile", ne chiede ulteriori chiarimenti.
Resta, comunque, e nonostante le nostre piccole diatribe, l'azione scandalosa messa in atto da alcuni appartenenti alle nostre Istituzioni, meritevoli di quanto le nostre Leggi prevedano in casi del genere.

boboviz ha detto...

Qualcuno mi spiega la questione della "media delle fibre"?
Ieri sera ho beccato, durante lo zapping, Salvagni che ne parlava, ma sono arrivato alla fine della spiegazione.
Hanno fatto la media dei diametri e hanno detto che corrisponde a quelli del furgone? Sul serio han detto (e fatto) una cosa del genere? O c'era qualche fibra che corrispondeva e qualche no e hanno "scartato" queste ultime?

TommyS. ha detto...

Oggi Luca Telese era a Mix24 ospite di Minoli. Interessanti anche le opinioni degli altri ospiti. Da riascoltare in podcast.

Oltre al video farlocco Telese ha anche giustamente ridicolizzato il video dell'arresto dove i CC non sapevano cosa fare in attesa che arrivasse anche qualcuno della PS. Il tutto sempre solamente a favore delle telecamere (è stato anche fatto notare come l'arresto della Panarello sia stato orchestrato a sua volta come una fiction propagandistica)

Vanna ha detto...

Ciao Pino, grazie per confermarti come "ago della bilancia" delle diatribe, che non sono diatribe, bada bene, sono sottolineature e mi sembra di ricordare che non solo io sottolineo.
D'altra parte un dialogo presuppone un altro che risponde sia in accordo che in disaccordo, la dialettica è un'alternanza di scambi di parere diversi e da questi scaturisce vivacità, riflessione, se non fosse tale, sarebbe come parlarsi davanti allo specchio.
E' sempre meglio esprimersi comunque che andare oltre e far finta di non aver letto ciò che non si condivide.

boboviz ha detto...

@Tommy:"Oggi Luca Telese era a Mix24 ospite di Minoli. Interessanti anche le opinioni degli altri ospiti. Da riascoltare in podcast".

Sul loro sito non lo trovo. Hai qualche link?

Annika ha detto...

Di Ignoto1 ormai sappiamo tutto cio' che c'era da sapere: e' tarocco,
guarda caso proprio come il video del furgone di Massimo Bossetti.

Parliamo invece degli altri DNA, ovvero dei due profili completi
"certi" che nessuno finora ha mai discusso e che tutti hanno preso per garantiti esattamente cosi' come ci sono stati sciorinati: quello
dell'insegnante di ginnastica e quello di Yara stessa, presumibilmente rilevato frammisto ad "Ignoto1".

Il caso, piu' unico che raro, vuole che neanche di queste due forensic traces si sappia con certezza di che tracce stiamo parlando. Sangue? Saliva? Liquido vaginale? Tracce epiteliali? Non si sa. Si sono fatte ipotesi, ma sulla loro natura non vi e' alcuna certezza data da alcun test identificativo che ACCERTI la natura di un marker.

Ma l'assenza dei markers, gia' di per se' impossibile per qualunque
traccia che sia per l'appunto una traccia, e' nulla rispetto alla
straordinaria capacita' di persistenza di entrambi questi 2 DNA (e non dimentichiamo anche Ignoto1...) e alla resistenza marmorea di queste due tracce forensi ad una lunga lista di fattori che al contrario ne avrebbero dovuto comportare il totale decay entro un paio di settimane al massimo dal momento del deposito. Infatti, che da una traccia esposta all'aperto sia impossibile estrarre un profilo completo, o anche solo un profilo incompleto o peggio dopo 15 giorni "outdoors" ce lo dicono tante papers. Parliamo quindi di pubblicazioni di studi accertati mirati proprio a calcolare i tempi di persistenza del DNA contenuto da una traccia forense.

Il fatto che nessun forensic scientist abbia obiettato alla
possibilita' di estrarre profili completi da tracce esposte per ben 3
mesi all'aperto e' gia' di per se' altamente sospetto. Possibile che
neanche uno di questi professionisti gia' nel 2011 avesse letto anche
solo per curiosita' almeno una delle papers gia' disponibili in
materia ai tempi dell'omicidio di Yara? Gli abbonamenti a riviste
specialistiche mi riempiono lo spam ogni singolo giorno; possibile che nel 2011 nessun collega avesse casualmete letto qualcosa sui tempi del DNA all'aperto? No? D'altronde, ci sarebbe poco da stupirsi se nel 2011 nessuno in Italia sembrava conoscere neanche nulla dei tempi della Sg ne' sembrava comprendere, o voler comprendere, che post mortem i tempi erano sempre gli stessi finche' la conferma e' arrivata dal Dr Reich in persona, al che' tutti si sono nascosti dietro un dito, lo stesso tutti insieme, e si e' deciso di non parlarne mai piu' e dimenticare che per colpa di tale ignoranza un innocente e' finito in galera per un crimine che non ha commesso.

Torniamo ai tempi di persistenza del DNA in generale, qualunque DNA,
una volta esposto all'aperto - outdoors. Non parlo di studi e papers
recentissimi. No, perche' questo non sarebbe stato possibile nel 2011. Penso piuttosto a Trace evidence characteristics of DNA: A preliminary investigation of the persistence of DNA at crime scenes, egregiamente scritto da JJ Raymond et al gia' nel lontano 2009. Oppure a An Investigation of the Effect of DNA Degradation and Inhibition on PCR Amplification of Single Source and Mixed Forensic Samples, McCord et al 2011. Entrambe queste papers parlano chiaramente dei tempi limitatissimi di persistenza di tracce all'aperto e di DNA talmente cleaved da rendersi assolutamente inutile (altro che profili completi o incompleti) gia' solo dopo una manciata di giorni di esposizione.

Tra gli studi in materia fino al 2011, merita una menzione a parte The relative recoverability of DNA and RNA profiles from forensically
relevant body fluids stains, Parker 2011, dato che si tratta di una
Master Dissertation, unpublished se non in internet, e pertanto
difficile da far accettare in un contesto giuridico.

continua

Annika ha detto...

O forse sbaglio? Inspirate profondamente perche' questa e' lunga. Nel
processo Rea la parte civile si servi' di una paper, MAI PUBBLICATA E
MAI MENO RILEVANTE NELLA STORIA DELLE REFERENZE FORENSI, sullo studio
assolutamente NON FORENSE della persistenza in fase digetiva umana del DNA vegetale delle verdure geneticamente modificate, per dimostrare che il DNA umano di Salvatore era sulla bocca di Melania perche' lui l'aveva baciata mentre lei era ancora agonizzante - ovvero almeno una ventina di minuti prima del presunto decesso sebbene la Baldi stessa con il suo French Kiss Test avesse dimostrato nel proprio lab che il DNA salivare persiste nella bocca altrui meno di 60 secondi, test parzialmente confermato da Prevalence and persistence of male DNA identified in mixed saliva samples after intense kissing, Kamodyova et al 2012, e nonostante Kenna et al 2011 avessero dimostrato che il DNA salivare persiste su pelle non lavata massimo 72 ore post deposito e fossero trascorse oltre 72 ore tra il presunto decesso di Melania e l'autopsia, e il corpo non fosse mai stato conservato in cella frigo ma a regolare temperatura ambiente anche pre-autopsia e pertanto fosse stato esposto ai regolari tempi di decay appena menzionati.

Fine dell'apnea. Stando al precedente del caso Rea, menzionato tra
l'altro addirittura nella super perizia Bruno richiesta proprio dalla
giudice e da lei abbondantemente presa in considerazione per eliminare del tutto la necessita' di approfondire sulla Sg, se una paper non pubblicata e' gia' valsa in un caso strombazzato tanto quanto il caso Rea, altrettanto dovrebbe poter valerne una non pubblicata ma assolutamente valida in un altro caso ugualmente strombazzato come il caso Gambirasio. Strano che a nessuno, dico nessuno, venne in mente che la Baldi in realta' aveva dimostrato l'innocenza e l'estraneita' ai fatti di Parolisi mostrando che le tracce 4493 e 4494 non potevano in alcun modo essere genuine e anche che il decesso era successivo...
Ah, il caso Rea! Una farsa che piu' farsa non si puo'.

Ma torniamo al caso Gambirasio. Cosa dice Parker 2011 nella sua Master Dissertation? Dice qualcosa che gia' si sapeva e che tra l'altro era gia' stato convalidato da peer review e compagnia cantante: che il DNA persiste all'esterno (outdoors) massimo 15 giorni, dopodiche' e' impossibile ricavarne un profilo completo. Ovvero, quello che sia nel 2009 che 2011 dicevano gia' nelle due papers regolarmente pubblicate rispettivamente, JJ Raymond et al e McCord et al. Parker pero' dice anche altro. Poiche' gli esperimenti li fa veccio stile, cioe' con tutti i crismi, e quando scrive pensa al marking finale della sua dissertation perche' la laurea la vuole e ce la mette davvero tutta, va piu' a fondo anche di un professionista e scopre che il RNA persiste molto piu' a lungo del DNA. E questo fa la differenza.

Infatti il RNA, al contrario di cio' che fino a qualche anno fa si
credeva (addirittura qualcuno lo ha annoverato tra il junk DNA) ha
tante funzioni. Ma a noi interessa in particolare una sezione molto
specifica del RNA che ha mostrato in vari esperimenti una differential persistence slegata e molto maggiore rispetto al RNA in genere. Parlo del mRNA, il quale tra varie cose:

1. esattamente come un marker ma attraverso processi differenti,
fornisce info sulla natura della traccia che lo contiene
2. contribuisce a fornire il PMI
3. accerta l'eta' di una ferita

Vi sono varie parers in materia. Mi riservo di menzionare solamente
Long-term RNA persistence in post mortem contexts", Fordyce et al 2013 ESCLUSIVAMENTE come starting point. C'e' altro ma credo che nel contesto di un blog questa paper basti ed avanzi.Chi vorra', potra' cercare altro nei sui tempi e spazi.

continua...

Annika ha detto...

E allora, se tiriamo le somme sul DNA tralasciando completamente
quell'aborto di lab battezzato Ignoto1, abbiamo due profili completi i quali, per il fatto stesso di

presentare un minimo di 13 alleli intatti e abbondante cellularizzazione da permettere di ricavare un
profilo, dovevano al tempo stesso presentarsi con copiosa quantita' di markers identificativi e abbondantissimo mRNA da permettere di
identificarne l'origine e tipizzarli con sicurezza, e addirittura di
conoscerne l'esatto tempo di deposito. Peccato pero' che neanche di
uno dei due profili sia stato possibile accertare l'origine (se il
misto Yara-Ignoto1 avesse testato positivo al test ematico o ad altro, lo sapremmo proprio dagli stessi test su Ignoto1).

Inoltre, non e' dato da sapere IN ALCUN MODO come sia stato possibile
per non uno ma addirittura tutti e due questi DNA rilevati in punti
diversi dell'abbigliamento e dai profili assolutamente distinti,
resistere ENTRAMBI E CONTEMPORANEAMENTE (o almeno cosi' ci dicono)
all'esterno, a temperature e condizioni atmosferiche rigide invernali, all'acqua della pioggia e al trasporto della neve in fase di scioglimento, agli elevati soil nitrogens, alla fauna,
all'intensissima attivita' entomologica, ai liquidi e liquami
cadaverici dell'intero spettro putrefattivo e alle variazioni pH
dell'area indistriale particolarmente attiva.

Insomma, non sappiamo COSA sono ne' COME abbiano mai resistito, eppure entrambe le forensic traces in questione hanno fornito due profili COMPLETI. Uno appiccicato ad una giacca dall'aspetto incredibilmente nuovo, l'altro frammisto ad un DNA monco di testa o di corpo e dalla natura impossibile da determinare ma cio' nonostante anch'esso cosi' altamente cellularizzato da sbattere addirittura un uomo incensurato in carcere senza prove (se non un video mai esistito e taroccato per darlo in pasto ai giornalisti) in cella d'isolamento per mesi e mesi e mesi...

Giornalisti, se leggete, svegliatevi! Per Salvatore ormai e' tardi ma
siete ancora in tempo per rifarvi dello scempio che avete fatto finora di Massimo Bossetti e dell'intera sua famiglia. So che alcuni di voi leggono questo blog. Gli spunti li avete; se volete, sapete come procedere.

Annika

PS MARCELLO, hanno riaperto la nostra fontana!

Massimo M ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Massimo M ha detto...

Per quanto concerne il DNA dell'insegnante.................io propenderei per una doppia ipotesi possibile. Doppia ipotesi che ovviamente va nella direzione dell'Insegnante assolutamente estranea ai fatti.
Per quanto riguarda Ignoto 1................sono in linea con Annika tutto sommato. Il DNA di Ignoto 1 non esiste................o meglio siccome è impossibile in natura avere un Nucleare senza il suo MtDNA e siccome, come anche riportato da Annika, esistono una infinità di studi scientifici che dimostrano l'impossibilità di resistenza di un DNA, da cui estrarre un profilo COMPLETO, esposto all'aperto per così tanto tempo...................il DNA di Ignoto 1 è semplicemente il risultato di analisi di laboratorio che hanno prodotto un profilo FALLACE. Personalmente non credo al complotto nè alla creazione di un DNA artificiale...............piuttosto sono propenso a ritenere che in quella traccia mista vi fossero dei residui di DNA non solo incompleto ma altamente degradato e di quantità irrisorie (massimo 1 nanogrammo............già fatti in precedenza i calcoli). Che questo DNA sia stato forzatamente, per effetto BIAS e per una interpretazione fallace, individuato come compatibile con quello di Massimo Bossetti, che era già seguito, era già un sospettato e di cui si conosceva già il suo profilo DNA attraverso metodi poco ortodossi di prelievo.
Il DNA dell'insegnante...................quindi, è:
A) Il frutto di una contaminazione sostanzialmente voluta per giustificare la presenza sul corpo di più DNA e quindi rafforzare la possibilità che, nonostante 3 mesi all'aperto, vi fossero rimasti residui abbondantemente cellularizzati di DNA di più soggetti e quindi anche dell'assassino
B) La presenza di DNA sulla manica del giubbotto di YARA sia il frutto di Touch Dna inteso come trasferimento secondario o trasporto. E qui mi riallaccio alle ultime scoperte nella frontiera del DNA che hanno dimostrato che il Touch Dna non avviene con il tocco della mano..............cioè non sono le cellule epiteali a lasciare residui............bensì le ghiandole sebacee che rilasciano un liquido biologico particolarmente grasso e untuoso altamente resistenze a degradazione.........detto SEBO. Rilasciato in sede di elementi piliferi e in modo particolare dal cuoio capelluto. Una mano, quindi, secondo gli ultimi studi, è in grado di trasportare per trasferimento.....eccessi di sebo soprattutto durante fasi di sudore che rende la parte del sebo, grassa e untuosa, più liquida. Il risultato sarebbero.........(una insegnante ci sta che abbia potuto toccare il braccio di Yara anche più volte in palestra) delle microtracce di grasso e unto perfettamente impregnanti il giubbotto quasi stirate alle sue microfibre o tra le microfibre.

Oltre queste 2 ipotesi non posso andare!

andres ha detto...

Scusa Massimo M, se dopo 3 mesi all'aperto, è impossibile che si mantenga il dna,il fatto che l'insegnante abbia toccato la manica della giacca di Yara in palestra, non ha nessuna rilevanza. Semmai ci sta l'ipotesi A.

Annika, bravissima e generosa, come sempre.

Massimo M ha detto...

Ad Andreas
Non esiste nessuno studio sui tempi di degradazione del Sebo esposto all'aperto. E' un liquido biologico molto resistente. Tieni presente che il Sebo con il sudore forma un'emulsione di acqua in olio che........cito protegge la superficie cutanea dalle aggressioni chimiche come detergenti, solventi, inchiostri, ecc. E' composto da oltre il 50% di Gliceridi e il 25% di esteri cerosi cioè acidi cerotici allo stato semi-solido.
Parliamo di un liquido biologico di grande resistenza proprio per caratteristiche.
Niente c'entra con il sangue o saliva o sperma etc.............
Ecco perchè l'ho considerato.

Massimo M ha detto...

Sempre ad Andreas.............
immagina, per esempio.................una YARA (ipotizzo è?) che si abbraccia con la sua insegnante per salutarla.............con YARA con indosso il Giubbino e l'insegnante tutta sudata che ha appena finito di fare lezione (magari si incontrano per le scale). YARA sarebbe più bassa................le sue maniche finirebbe proprio sotto le ascelle dell'insegnante...................
Per esempio!

andres ha detto...

Grazie mille Massimo M per la spiegazione. Purtroppo non ho la minima esperienza di queste cose, per questo leggo sempre volentieri gli interventi a riguardo, con molto interesse. Tu dici che il sebo è un liquido biologico molto resistente e non lo metto in dubbio. Mi chiedo però se è più resistente del sangue, ad esempio. Mi chiedo
anche se il dna ricavato da queste impronte sul giubbotto, (sempre SE si tratti di sebo)possa comunque resistere tre mesi all'aperto. Tu dici che non ci sono studi sui tempi di degradazione del sebo all'aperto. Però mi sembra molto strano primo, che non siano stati fatti studi in merito, secondo, che Annika non abbia fatto nessun distinguo, cioè non abbia detto..."è impossibile che un dna resista tre mesi all'aperto...a meno chè non sia un dna ricavato da un'impronta di sebo".
Certo se poi guardiamo quel giubbotto rimasto così "normale" rispetto alle condizioni del resto degli indumenti...le ipotesi sono altre.

Ivana ha detto...

Per Anonimo
Non si può generalizzare, senza DIMOSTRARE che MAI la teoria viene messa in pratica!
Se viene dimostrato che qualcuno non compie il proprio dovere, questo non implica che nessuno compia il proprio dovere!
Ripeto: Se qualcuno, in Procura, si comporta in modo non consono al proprio ruolo, tale comportamento di determinati esseri umani NON CAMBIA quello che è il compito della Procura! Ritengo che chi ha agito in modo non adeguato a quelli che sono gli scopi della propria professione dovrebbe dimettersi.
Ci sono stati insegnanti condannati per maltrattamenti nei confronti degli alunni (aut per pedofilia), ma questo NON vuol dire, di certo, che tutti gli insegnanti siano persone inaffidabili!

Ivana ha detto...

Buongiorno, Vanna, avevo scritto esattamente, e NON SOLO sotto questo articolo, che “Continuo a credere che a ricercare la verità siano soprattutto i familiari delle vittime”; intendo dire, come avevo già spiegato altrove, che i FAMILIARI, a cui è stato tolto IRRIMEDIABILMENTE uno dei loro beni più preziosi, (aut l'unico bene più prezioso), VOGLIONO CONOSCERE la verità storica e impegnano energie e denaro, senza arrendersi, affinché sia /siano individuato/i il/i responsabile/i ! Ho sempre sostenuto che prediligo ascoltare soprattutto gli avvocati e I CONSULENTI della parte civile, semplicemente perché ritengo ALTAMENTE improbabile che ai genitori delle vittime possa essere sufficiente un colpevole!
Credo che i genitori di Yara, al momento della scomparsa della figlia, l’ abbiano ricercata nell’immediatezza, a livello personale, interrogando amiche, amici, insegnanti della palestra, conoscenti … per capire che cosa potesse esserle successo!
Sono convinta che se i genitori di Yara avessero avuto determinati sospetti, ne avrebbero parlato con gli inquirenti (eventualmente chiedendo di tenere secretato ogni dubbio da loro espresso).
Mi sembrano persone molto riservate e mi pare abbiano alzato un muro invalicabile, per evitare ogni possibile invadenza altrui.
Se scomparisse un mio caro, mi comporterei come si sono comportati Gildo Klaps o Michele Rea, ma ognuno ha un proprio carattere e rispetto doverosamente le scelte comportamentali altrui.
Di certo i genitori di Yara hanno almeno un proprio avvocato e un proprio consulente di fiducia, per cui ritengo che continueranno a chiedere delucidazioni specifiche per capire se è stato individuato, o no, IL responsabile dell’omicidio di Yara. Al loro posto, almeno per ora, non dubiterei del fatto che Bossetti sia figlio illegittimo, MA vorrei essere certa che tale figlio illegittimo SIA EFFETTIVAMENTE IL COLPEVOLE, vorrei avere la certezza che quanto letto negli atti finora prodotti e quanto affermato dal Generale Lago, riguardo al DNA di Ignoto1, non abbiano lasciato alcun dubbio nel genetista Portera.
Vanna, per me è decisamente riprovevole ANCHE il comportamento di chi, rivestendo un determinato ruolo professionale, si permette di usare “metafore” diseducative, per la “violenza” comunque espressa, decisamente non consona a chi svolge compiti importanti e delicati.
Puoi escludere che non ci saranno conseguenze sul comportamento della PM e del Generale Lago riguardo al montaggio arbitrario di fotogrammi vari per “esigenze di comunicazione”?
Puoi escludere che non ci saranno conseguenze nei riguardi di chi, di fatto, ha corrotto dei testimoni?
Il cammino della giustizia è sempre particolarmente lento, possono trascorrere vari anni, ma poi può arrivare la resa dei conti!
Nel tuo messaggio colgo un’ ironia che mi appare aspra, ingiustificata e NON COSTRUTTIVA! Che cos’è l’ovvio? Che cos’è la banalità? Temo si abusi di questi termini senza una riflessione approfondita e nella mia professione, per esempio, ho cercato di riconoscere le INSIDIE dell'"ovvio" e di evitarle ...
Sulla banalità del male si potrebbe discutere molto ...

Ivana ha detto...

Pino, a me sembra di essere stata sempre coerente nell'esprimere il mio pensiero :-)
Ho sempre ammesso che, purtroppo, “fatta la legge trovato l’inganno!”; comunque, se qualcuno commette irregolarità, non vuol dire che tutti agiscano in modo non consono alla propria professione!
Dove e come avrei riveduto il mio pensiero?

Massimo M ha detto...

Ad Andreas
Lo scoperta sul Touch DNA è della primavera 2014. Molto molto recente.
DNA fingerprinting secondary transfer from different skin areas: morphological and genetic studies. Forensic Sci. Int. Genet. (2014)
http://www.uniroma1.it/notizie/laffidabilit%C3%A0-del-touch-dna-nel-processo-penale#sthash.beeMGauD.dpuf

Cito:
abbiamo dimostrato la presenza di frammentazione DNA a singolo filamento specificamente immunodetected nella stragrande maggioranza delle cellule che formano la ghiandola sebacea, ma non negli strati dell'epidermide, che indica fortemente che il fluido sebaceo rappresenta un importante vettore responsabile per il trasferimento di DNA. Alla luce dei nostri risultati, indagini forensi devono tener conto che la propensione a lasciare dietro materiale genetico attraverso il contatto potrebbe dipendere dalla capacità individuale di gettare fluido sebaceo sulla superficie della pelle.

In sostanza, è una rivoluzione recentissima nel campo del Touch DNA.

andres ha detto...

Ivana,
diciamo che, spesso, le cronache che seguiamo,ce lo fanno dimenticare.
Sul "dovrebbe dimettersi", scusa, ma mi viene da sorridere. Se una persona,che,svolge un lavoro delicatissimo che ha a che fare con la vita di esseri umani, non sente l'esigenza morale di avere comportamenti limpidi e degni del suo ruolo, pensi che trovi in sè la dignità per dimettersi? Dovrebbe essere cacciata con disonore, semmai.
Ma non vedi come e quante volte, chi dovrebbe allontanare persone indegne, fa, invece, quadrato difensivo ed omertoso intorno a loro?

andres ha detto...

@Ivana
scrivi" Puoi escludere che non ci saranno conseguenze sul comportamento della PM e del Generale Lago riguardo al montaggio arbitrario di fotogrammi vari per “esigenze di comunicazione”?" La domanda è rivolta a Vanna, ma ti rispondo anch'io: si, lo escludo. Per questo, ad esempio, sarebbe cosa buona, che anche i Magistrati si prendessero l'onere della responsabilità.
Ed ancora:" possono trascorrere vari anni, ma poi può arrivare la resa dei conti!"
Non ne sarei così sicura. Anche fosse come dici, nel frattempo dei poveri cristi innocenti stanno anni in galera, con la loro reputazione infangata e le loro famiglie rovinate.
@ Ancora grazie, Massimo M.

boboviz ha detto...

@Andres:scrivi" Puoi escludere che non ci saranno conseguenze sul comportamento della PM e del Generale Lago riguardo al montaggio arbitrario di fotogrammi vari per “esigenze di comunicazione”?" La domanda è rivolta a Vanna, ma ti rispondo anch'io: si, lo escludo. Per questo, ad esempio, sarebbe cosa buona, che anche i Magistrati si prendessero l'onere della responsabilità."

Sono d'accordo con te.
Basti pensare al caso Tortora e alla carriere, per esempio, di Criscuolo o di Diego Marmo.

Ivana ha detto...

Andres, si è dimesso Ignazio Marino e si era dimesso perfino papa Ratzinger e tu escludi categoricamente che, prima o poi, un PM potrebbe essere costretto a dimettersi? Io non lo escludo, essendo consapevole che “di doman non c’è certezza”: :-)

Anonimo ha detto...

Ivana

"Se qualcuno, in Procura, si comporta in modo non consono al proprio ruolo, tale comportamento di determinati esseri umani NON CAMBIA quello che è il compito della Procura!

Monsieur de La Palisse non avrebbe saputo dirlo meglio !

Ivana ha detto...

Per Anonimo

"Monsieur de La Palisse non avrebbe saputo dirlo meglio!"



Monsieur de La Palice non diceva frasi scontate.

Bisogna stare attenti alle insidie dell'"ovvio" ...

Anonimo ha detto...

Ivana
Il paragone non mi sembra calzante: Marino lo hanno fatto dimettere e Papa Ratzinger non ha ceduto il suo posto a Papa Francesco per motivi esattamente analoghi a quelli qui contestati alla pm Ruggeri!
Nessuno qui sta generalizzando, nessuno afferma che tutti i pm si comportino come la Ruggeri, ma nessuno si fida ciecamente di loro anche contro l'evidenza.

TommyS. ha detto...

boboviz

Probabilmente non era ancora stato caricato sul sito di Radio24 quando l'hai cercato tu (io l'avevo sentito in diretta). In ogni caso il link è questo:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24/commercio-mondiale-103227-gSLAk0hsPB

Dal minuto 30:25 al minuto 39:50.

Ospiti di Minoli in studio, oltre a Telese, anche Mario Sechi e Pietrangelo Buttafuoco.

TommyS. ha detto...

Segnalo che l'uso massiccio dei media per portare l'opinione pubblica, e non solo quella, verso posizioni colpevoliste sta continuando a dare i suoi frutti.

Michele Buoninconti condannato a 30 anni in giudizio abbreviato (per cui, in origine, condanna all'ergastolo).

TommyS. ha detto...

Nel panorama dei media italiani è singolare lo smarcamento de La Stampa e del Secolo XIX (stesso editore).

In particolare La Stampa era da un mese che non pubblicava alcunché sul processo e ieri è uscito con un articolo, non a firma della Longo e di Caporale bensì di Zanotti (Manduini per il Secolo XIX), nel quale riprende le notizie e l'orientamento di Sturlese Tosi e di Telese. Chissà chi avrà suggerito ai rispettivi direttori ed al loro editore di abbandonare, perlomeno temporaneamente, la linea colpevolista sino a poco fa seguita?

Allo stesso tempo invece al Corriere ed alle testate locali non sembra che sia successo nulla in aula e del video tarocco neanche l'ombra.

Norad ha detto...

@Tommy - Radio 24 - Io non riesco a sentire nulla, veramente neanche capisco dove devo cliccare :o(((

Ivana ha detto...

Per Anonimo

Penso (è una mia opinione) che sia Ignazio Marino sia papa Ratzinger siano stati costretti a dimettersi; il papa Ratzinger è un teologo e pare si sia dimostrato incapace di saper affascinare il popolo; inoltre pare ci siano dubbi sul suo comportamento, in precedenza, in quanto sembra che possa aver tenuto nascosti casi di pedofilia nella Chiesa Cattolica.
Ripeto: siccome "di doman non c'è certezza" NON posso escludere che, prima o poi, un PM, che si comporta in modo deontologicamente inaccettabile, SIA COSTRETTO a dimettersi.
Riguardo alla PM, che si occupa del caso Yara, vedremo SE, ed eventualmente in che modo, giustificherà la richiesta ai Ris di quel particolare filmato "per esigenze di comunicazione".
Forse potrebbe dire che i fotogrammi sono autentici e che riteneva non potessero fornire certezze essendo visibilmente poco chiari ... Resta il fatto che sarebbe stato CORRETTO EVITARE ogni possibile confusione tra coloro che, invece, hanno creduto che in tutti quei fotogrammi del filmato fosse sicuramente immortalato il furgone di Bossetti.

Ivana ha detto...

Per Norad


http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/mix24/puntate

Clicca sul cerchietto verde con al centro un triangolo bianco.

andres ha detto...

@ TommyS
non ho seguito il processo a Buoninconti, ma solo talvolta i servizi di Chi l'ha visto, trasmissione che mi fa abbastanza schifo e che guardo solo qualche rara volta.
Propio a ClV, ho visto dei servizi del panzone con la voce inquietante sull'argomento, e li ho trovati veramente vigliacchi. Da quel poco che ho seguito penso che Elena Ceste sia morta di freddo o di inedia, dopo essersi allontanata rapita dai suoi fantasmi. Sapevo che Buoninconti aveva cambiato avvocato e che era seguito addirittura da Marazzita, se non mi sbaglio. Non capisco perchè abbiano scelto l'abbreviato. Però che botta! Trent'anni!

PINO ha detto...

@ TommyS

ct). "Segnalo che l'uso massiccio dei media per portare l'opinione pubblica, e non solo quella, verso posizioni colpevoliste sta continuando a dare i suoi frutti.

Michele Buoninconti condannato a 30 anni in giudizio abbreviato (per cui, in origine, condanna all'ergastolo).


Se per atteggiamento colpevolista dei media ti riferisci alla condanna di Buoninconti, non mi trovi d'accordo, come non sono d'accordo con una preconcetta posizione innocentista oltre ogni logica.
Il garantismo, al quale si ispira questo blog, secondo il mio modesto punto di vista, ha le sue fondamenta sul raziocinio e l'imparzialità: ogni forzatura della sua adozione, sarebbe solo mistificazione.
Scusami l'apparente perentorietà di quanto ho espresso: esso è parte del mio carattere, insofferente ad ogni idea che si delinei stereotipata, e pronta ad essere applicata ad ogni accadimento in discussione.
Bisogna, all'occorrenza, pur dare a Cesare quel...
Ti saluto, Pino

Dudu' ha detto...

Non ho seguito il caso, lo cito ma con le pinze. Nel caso, qualsiasi dubbio non ha mosso il magistrato dal suo posto e nemmeno i suoi colleghi.
http://m.livesicilia.it/2015/11/03/linchiesta-sulla-gestione-dei-beni-confiscati-il-csm-sospende-silvana-saguto_681173/

L'etica vorrebbe che si autosospenderessero fin tanto che.... di fatto...

ENRICO ha detto...

PINO

come ben sai, all'inizio di questa vicenda, ho più volte sostenuto la non colpevolezza del Buoninconti oltrechè la sua mitezza e buonafede

Tuttavia, con il passare del tempo ma SOPRATUTTO dopo aver ascoltato le discutibili espressioni (raccolte attraverso le intercettazioni ) usate da costui, sia quando si rivolgeva ai figli sia quando "comunicava affettuosamente ( !?) con l'amica" (prima ancora fosse ritrovato il corpo senza vita della moglie), sono stato costretto a cambiare idea sulla personalità del personaggio, padre e padrone ossessionato da fanatismo religioso, il quale - ammettendo pure non sia autore del delitto - è tuttavia responsabile della vita d'inferno nella quale ha fatto vivere la povera Elena

Ps X ANNIKA

MARCELLO mi prega di dirti che stanotte verso le 2,30 ti aspetta alla Fontana

Norad ha detto...

@Ivana... finalmente ho trovato il cerchietto giusto dove clickare, a sinistra.. io pensavo duuuuuuu XD

Mentre lo sentivo mi è saltata la luce !! alla fine ce l'ho fatta.

Già, allora perché non si fanno più le indagini come una volta senza tecnologia. La tecnologia rende pigri.
Un po' come i medici che senza analisi/radiografie non ti fanno più nessuna diagnosi.

PINO ha detto...

ENRICO
Indipendentemente dal suo modo di trattare la moglie da marito-padrone, che non necessariamente ne indicherebbe anche l'assassino, ho ripetutamente scritto, al tempo che trattavamo il caso che, la tragedia stessa, aveva un unico attore-testimonio e scrittore della fiabesca trama.
Trama piena di contraddizioni e controsensi, che agli inquirenti non sfuggirono sin dai primi giorni della scomparsa di Elena Ceste.
Inutile che stia a ricordarti i miei numerosi interventi a tal proposito: sono tutti nell'archivio di questo blog. Resta, a caldeggiare quanto sostenevo, l'esito di questo processo di 1° grado.
Ciao!

magica ha detto...

ritenevo BUONINCONTI abbastanza innocente , sopratutto MI avrebbe fatto piacere che lui fosse innocente ,cambiai idea dopo il ritrovamento del corpo . perchè ritenevo troppo emblematico il modo , di questa madre , che corre nuda per i campi , per poi buttarsi in quei pochi cm d'acqua , penso che l'istinto di sopravivenza avrebbe avuto il sopravento , erano pochi cm d'acqua percio' ELENA avrebbe potuto ripensarci e uscire, beh comununque sono considerazioni . E INOLTRE la verita' La sa SOLO BUONINCONTI COLPEVOLE O INNOCENTE CHE SIA , le altre sono ipotesi che ognuno di noi fa .
inoltre sentendo le psicologhe , gli opinionisti, che spiegavano la vita di questa madre : che secondo questi manigoldi della tv , era trattata come una bestia , che era stufa della sua vita? con 4 figlioletti, una madre non si STUFA , per nulla . secondo questi maldicenti ELENA , VOLEVA fare UN VITA PIU interessante . con 4 bei bambini sani . perchè una madre doveva preferire una vita mondana.
.aveva un marito che comandava e la controllava sulle spese ?. un marito che fa il pompiere doveva per forza controllare le spese . mentre la moglie si occupava anche di allevare qualche animale , per contribuire .,le opinioniste della tv sono abituate ad avere uomini generosi ,premurosi : si sono date da fare per avere un marito cosi' . mentre ELENA si era innamorata di un pompiere, percio' doveva pedalare per una vita dignitosa senza tanti fronzoli .. la cosa indegna l'ho vista a chi l'ha visto . che disgraziati , rincarare le dosi su BUONINCONTI . FORSE CI VOLEVA LA SEDIA ELETTRICA cosi' sarebbero stati soddisfatti ..
si sono sapute le storielle di ELENA ,della sua vita . le disgrazia per lei è stata avere un pc , ed evadere dal solito tran tran anche per gioco o curiosita',poi ha scherzato con il fuoco , con incontri , in poche parole si era lasciata andare a debolezze ,la sua indole religiosa,l'ha fatta diventare consapevole dell'aver peccato ,con le conseguenze che sappiamo -'

boboviz ha detto...

Qualcuno ieri sera ha seguito "Chi l'ha visto"??
Hanno parlato del filmato?

Anonimo ha detto...

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/parolisi-radiato-esercito-trasferimento-carcere-1.1453249

Anonimo ha detto...

da "IL RESTO DEL CARLINO"

OT
"Ascoli, 5 novembre 2015 - L’ENNESIMO boccone amaro da mandare giù per Gennaro Rea. Salvatore Parolisi è stato spostato ad agosto dal carcere di Teramo a quello militare di Santa Maria Capua Vetere. Un penitenziario dotato, a quanto sembra, di molti comfort, tra cui campi di calcio e calcetto, televisori nelle celle, menu con varie opzioni tra primi e secondi, parchi giochi per bambini per i familiari che vanno a trovare i detenuti. Tra l’altro la struttura si trova a pochi chilometri dal paese natale di Salvatore, Frattamaggiore. I familiari possono andare a trovarlo più spesso.

«UN hotel a 5 stelle», come lo ha definito in tono polemico il padre di Melania Rea, che nei giorni scorsi ha scritto una lettera al ministero per chiedere spiegazioni sul trasferimento."

Velenosa sete di vendetta senza fine!!!
P.

Massimo M ha detto...

A PINO
Non è questo il luogo adatto e mi permetto di uscire solo in questo momento fuori tema!
Appoggio oggi le tue considerazioni e i tuoi dubbi..........allo stesso modo in cui lo feci all'epoca in cui trattavamo il caso. Buoninconti è stato condannato in 1° grado........il cui esito è stato caldeggiato da infiniti elementi che già all'epoca ci parvero molto sospetti. Elementi che nulla ebbero e hanno a che fare con il quadretto colpevolista che al solito i MEDIA hanno dipinto..........sull'uomo.....non ultimo la descrizione di un Uomo ringiovanito e più curato...la cui interpretazione ritengo davvero di cattivo gusto.
Chiusa parentesi!

Massimo M ha detto...

Tornando a NOI................
La procura era talmente convinta del coinvolgimento di Bossetti da considerare i vari FRAME delle varie telecamere come senza alcun dubbio TUTTE immortalanti il Furgone di Bossetti. Il Video montato dai RIS, io credo, sia adesso TRATTATO come FARLOCCO........ritengo anche in maniera equivoca. Il Video non è farlocco..........è un MONTAGGIO di vari FRAMES di varie telecamere che sono assolutamente integri e reali. E' il CONTENUTO e L'INTERPRETAZIONE di quel video montato ad essere FALLACE essendo dimostrabile la compatibilità (non la certezza) con il FURGONE di Bossetti solo nella ripresa della telecamera Polynt.
A mio avviso, poi, la comparazione col FURGONE di quel Video POLYNT non è stata fatta con il vero FURGONE di Bossetti........non per "stronzate" legate all'ordine pubblico.........ma semplicemente perchè OGGI il FURGONE di BOSSETTI presenta sul CASSONE dei segni evidenti di RUGGINE, in modo particolare uno GROSSO su di un montante cassone lato passeggero. Una MACCHIA GROSSA, all'incirca grande, in cm2, come la maniglia in plastica nera sullo sportello.
Non esiste nessuno STUDIO sulla velocità di propagazione della ruggine.......perchè troppi sarebbero i fattori che intervengono............MA il FURGONE immortalato su Street Views lato guidatore............all'epoca (cioè GENNAIO 2012, quindi circa 1 anno dopo il fatto) presentava delle macchie di ruggine.........molto piccole su tutto il CASSONE che ritroviamo, leggermente ingrandite, il giorno del sequestro del mezzo............cioè estate 2014. Insisto da molto tempo su questa cosa. Ho mandato tutta la documentazione alla Difesa.......spero che l'abbiano letta.......tra le molte mail che hanno ricevuto.
Questo significa che la MACCHIA di ruggine GRANDE che ricopre per metà tutto un montante lato passeggero................all'epoca fine Novembre 2010 doveva ESSERCI bella evidente più o meno della stessa grandezza. PARLO di questa MACCHIA:
https://www.google.it/search?q=furgone+bossetti&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0CAcQ_AUoAWoVChMInvfayP74yAIVzL8UCh2HQwfQ&biw=1440&bih=771#imgrc=mTFu73C7lK8SyM%3A
La conclusione è che nel VIDEO POLYNT..........con il Furgone in direzione PALESTRA......questa MACCHIA NON C'E'............
Guardate il link sopra e confrontate la grandezza della maniglia della porta con la macchia di RUGGINE sul cassone. Poi andate nei frame del famoso video..........vi renderete conto che la MANIGLIA, in un fermo immagine........appare pure più grande perchè porta con se la scia dei contorni (è un frame di un'immagine in movimento). Ebbene quella macchia sarebbe dovuta essere VISIBILE.
La conclusione è che neanche quello della POLYNT è il Furgone di Bossetti.........ma trattasi di un FURGONE delle stesse dimensioni tipo quello che hanno usato (non si sa quale sia) per fare la comparazione.........cioè farlo passare in quel punto a quelle ore e riprenderlo con la stessa telecamera.

segue

Massimo M ha detto...

segue

Il Video montato per dare alla stampa, contenente INTERPRETAZIONI, per quanto mi riguarda, mi rafforza ancora di più l'idea che................appena ritrovato il corpo e appena avuta notizia di SFERETTE e CALCE (che poi non è calce).......MASSIMO BOSSETTI è diventato il sospettato numero UNO. Gli è stato prelevato il DNA a sua insaputa e per effetto BIAS è stato ottenuto un profilo DNA di Ignoto 1 assolutamente fallace.
Il DNA estratto a suo fratello (tra i 18.000) sarebbe servito per MONTARE la storia di come sono arrivati a MASSIMO BOSSETTI. Cioè individuandone la patrilinearità e rendere l'indagine credibile, cioè prima il DNA e poi l'assassino.....il contrario di quello che invece era. Ma il tutto è andato storto perchè FABIO e MASSIMO sono fratelli solo da parte di madre. E allora da lì come si rende la cosa credibile? Scoprendo semplicemente gli altarini della ESTER. Ma come ci arrivi, da un punto di vista scientifico a GUERINONI anche se sai che è già lui il padre di BOSSETTI? Devi MONTARE una storia che renda il tutto scientificamente credibile. E allora mandi una raccomandata a G.GUERINONI che torna dal PERU'...............il resto lo conosciamo!

Norad ha detto...

Buongiorno

Scusate ma "i frame del filmato sono veri", "non è un vero falso"... ma stiamo scherzando ?
L'ordinamento giudiziario attuale ha affidato le indagini al PM, un magistrato, che riveste nella fase indiziaria, una posizione di terzietà e di garanzia.
Cioè proprio per evitare soprusi, scorrettezze, abusi e quant'altro.
In questo non è solo venuto meno ma si è addirittura comportato da attore attivo proprio nel commettere quelle scorrettezze e abusi per cui è stato invece preposto a evitare.
Nelle indagini preliminari il PM deve cercare la "verità", non costruirne una secondo le sue convenienze per influenzare opinione pubblica e giudicanti.

Questo è il nocciolo della questione e la gravità del fatto.

Non si capisce poi perché ricorrere a questi sporchi mezzi quando hai una "prova regina" tanto forte.
O forse proprio perché non ce l'hai ?

Tutto ciò è contro la legge e che a contravvenire la legge sia proprio chi dovrebbe farla rispettare è inquietante e dovrebbero essere presi provvedimenti.
.

PINO ha detto...

MassimoM
Hai ragione. Torniamo a noi col caso in oggetto. (Se sono uscito fuori tema, è stato solo per dare riscontro a quanto scritto da TommyS sul caso Rea).
Quello che hai formulato circa il furgone di Bossetti, lo condivido nettamente.
Mentre resto ancora dubbioso sulle modalità con cui i responsabili dell'eventuale dolo, siano venuti in possesso del dna di MGB, pur non scartando, a priori, la tua verosimile ipotesi.
A questo punto, suppongo si abbia diritto a mettere in dubbio tutto lo scarso costrutto accusatorio.

Massimo M ha detto...

A PINO
Tutta ora ruoterà su cosa la difesa esporrà a proposito del DNA. Sono molto curioso. Come sono molto curioso della testimone A.A degli occhi di Volpe............a conti fatti rimane OGGI una prova testimoniale del contatto tra Yara e Bossetti...........fino a immediata distruzione che avverrà presto, molto presto. Tutta la documentazione sui tabulati di Bossetti parte dal giorno dopo la data in cui questa A.A dice di vederli nel parcheggio del Cimitero? Tenuto di conto che la Signora non è in grado di dire la data esatta, ma semplicemente di ricostruirla all'incirca (prima che iniziassero le scuole e dopo il Ferragosto)..............io direi che, unito al fatto che la Signora se ne ricorda ANNI DOPO solo vedendo la faccia di Bossetti in TV...........(no dico..........è sparita una 13 enne, a te in un parcheggio un uomo adulto con dentro una ragazzina ti GUARDA STORTO.......non vai dai carabinieri a denunciarlo subito?).......stiamo già a livello di fiammiferi già accesi..........siamo in attesa di bruciare pure questi elementi...................

Fuori Tema:
Ho il timore che su Giosuè Ruotolo si stia procedendo quasi nella stessa maniera! Vigilo!

boboviz ha detto...

"in un parcheggio un uomo adulto con dentro una ragazzina ti GUARDA STORTO.......non vai dai carabinieri a denunciarlo subito"
Anche no. Potrebbe essere il padre, lo zio, ecc.

Massimo M ha detto...

A Boboviz
.......tra la metà del mese di agosto e l'inizio dell'anno scolastico 2010, vidi entrare un'autovettura di colore grigio chiaro modello Station Wagon tipo quella di Bossetti. Nell'eseguire la manovra di ingresso nel parcheggio mi si era fermato davanti, fissandomi intensamente, tant'è che l'atteggiamento dell'uomo mi aveva spaventata. Pochi istanti dopo ho notato entrare di corsa nel parcheggio una ragazza che si infilava nella macchina dello sconosciuto....dall'apparente età tra i 13 e i 15 anni, alta circa 1.60, di corporatura snella, vestita con una maglietta a maniche corte di colore credo salmone chiaro o rosa e un paio di pantaloncini corti, non ricordo il colore, ricordo che aveva le gambe scoperte quindi i pantaloni erano sicuramente corti ed indossava credo un paio di scarpe ginniche basse di colore chiaro, aveva i capelli castano chiari, lunghi fino alle spalle e leggermente mossi. L'uomo di un'età apparente di 35/40 anni, con viso scavato, mento affilato e con capelli corti di colore castano chiaro. Quando poi sono passata a piedi vicino alla macchina per andare ai bagni del vicino cimitero, noto che la ragazza seduta dal lato passeggero aveva le guance rosse ed indossava l'apparecchio per la correzione dei denti, mentre l'uomo continuava a fissarla.
Al ritorno dal cimitero, la ragazza, che era ancora seduta all'interno del veicolo, mi voltava le spalle......quasi come se non volesse farsi vedere.... mentre l'uomo continuava a guardarla. Circa una settimana dopo, ho incontrato lo stesso uomo all'interno del supermercato Eurospin di Brembate di Sopra: era vestito da lavoro e lo sguardo era diverso..tanto è che mi venne spontaneo pensare di averlo giudicato male nella precedente occasione. Lo sguardo di quell'uomo mi torna in mente nel giugno 2014, con l'arresto di Bossetti.


La donna colloca l'incontro dopo ferragosto, perchè al ritorno da una gita in montagna «vidi una volpe - racconta - attraversare la strada della quale mi colpirono gli occhi che illuminati erano quasi bianchi; io avevo sin da subito associato gli occhi dell'uomo che vidi in quel parcheggio del cimitero a quelli della volpe. Pertanto il periodo in cui ho assistito a quella scena era in prossimità del ferragosto e prima dell'inizio delle scuole». Per quanto riguarda l'identificazione di Yara, la testimone la riconosce in una sola delle fotografie che le vengono mostrate: ma quella foto, afferma, «corrisponde all'immagine della ragazza che ho visto salire sulla station wagon grigia».

Ricapitolando: una Donna incontra verso il 10 Settembre.....un uomo che la guarda storto fermo nel parcheggio del cimitero. Dopo un pò arriva una ragazza tra i 13 e 15 anni che sale in auto. La ragazza ha un apparecchio per la correzione dei denti. Come la Signora si avvicina alla macchina, nota che la ragazza gli si voltava quasi per non farsi vedere. E l'uomo continuava a fissarla quasi a dire "Signora......problemi?"
L'uomo è definito come uno sconosciuto. La macchina è una station grigia. Capisci bene che la descrizione che fornisce la Signora è tutto tranne una descrizione che ipotizza uno stato di parentela tra i due. Ma detto questo, perdonami..........una settimana dopo, cioè metà settembre, lo rivede al supermercato Eurospin di Via LOCATELLI (dove è sparita YARA).
Quindi lo scenario è questo: 2 mesi dopo sparisce YARA e ne parlano tutti i quotidiani Italiano e i Media in generale. La FOTO che ricorre su tutti i notiziari è di una ragazzina con un apparecchio sui DENTI. Sparisce in Via Locatelli. Cioè fammi CAPIRE...........costei RICONOSCE addirittura YARA in fotografia e va dai Carabinieri mesi dopo l'arresto di BOSSETTI? Dopo che tutti sanno che ha uno station wagon grigia?
Ma ti sembra una cosa che può stare in TERRA?

Annika ha detto...

Continuiamo sui DNA del caso Gambirasio.

La Dr Cattaneo racconta che long, long ago, when chickens had teeth,
il corpo di Yara sia rimasto indisturbato a Chignolo per 3 interi
mesi, coperto di tracce forensi abbondantemente cellularizzate e DNA
talmente ben conservato da riuscire, contro ogni studio accertato in
blind e pure peer reviewed sulla scarsissima persistenza del DNA
all'aperto, a fornire ben 3 profili completi:

1. quello dell'allora giovanissima insegnante di ginnastica di Yara,
presumibilmente epiteliale nonostante la percentuale di touch DNA
persistence nell'age group di questa ragazza fosse al tempo del
presunto deposito statisticamente bassissima (Poetsch et al 2013,
Influence of an individual's age on the amount and interpretability of DNA left on touched items) e nonostante il DNA di origine epiteliale abbia la persistenza comunque piu' bassa nello spettro delle potenziali forensic biological traces;

2. quello di Ignoto 1, aka Massimo Bossetti, nDNA presentato nella sua mostruosita' monca di RNA e decapitata di mtDNA al pari di un
ributtante teratoma genetico sprovvisto di corpo portante e presente
in un carrier generico privo di markers identificativi impossibili da
scoprire perche'... consumati in pieno tra innumerevoli test volti a
rilevare l'origine del liquido biologico portante (?);

3. quello di Yara stessa, frammisto alla mostruosita' qui sopra
descritta, anch'esso ahime' un enigma irrisolvibile nella sua natura
impossibilmente inesistente, eppure perfettamente intatto ed
impeccabilmente conservato nonostante la sua irrisoria quantita',
nonostante la mistura con l'obrobrio Ignoto1, nonostante le centinaia
di migliaia di esseri viventi colonizzanti dai minuscoli appartenenti
al microbioma intestinale a roditori, mammiferi e volatili scavengers
che in presunti 3 mesi se ne sono meticolosamente nutriti, nonostante
ogni kg di massa corporea rilasci post mortem circa 32g di nitrogeno,
10g di fosforo, 4g di potassio e 1g di magnesio, e nonostante il corpo della stessa Yara, roso e corroso, mangiato, marcito e ultra post putrefatto a tal punto da rendere l'intera ragazzina, all'opposto della sua intattissima micro traccia, ahime' tristemente
irriconoscibile.

Quello che risulta davvero incredibile e' l'impossibilita' del RIS di
accertare la natura di queste tracce. I markers, se intrisi tra le
fibre, hanno vita piu' lunga del DNA e testano positivi anche in
quantita' microscopica di 1 miserrimo nanolitro. I RIS non avevano un
nanolitro d'avanzo di cotante tracce? Perche' allora non seguire
l'esempio di Yang et al 2013, mollare la ricerca degli enzimi,
concentrarsi sui peptidi e ottenere il sequecing all'occorrenza anche
multiplo di qualsivoglia traccia con MALDI MS/MS, in un'unico test di
mass spectrometry che richiede una frazione di nanolitro di sostanza?

Ci sono troppe coincidenze assurde e troppe persistenze miracolose in
questo caso, e non e' credibile che anche questo passaggio elementare
ma confermativo di test di una traccia forense sia stato altamente
ignorato. Possibile che al RIS non abbiano letto ed applicato Body
fluid identification by mass spectrometry? No, questo non e'
assolutamente credibile.

Infine, ci sono anche tante possibili spiegazioni ai 3 DNA, dalle piu' garantiste e possibiliste alle piu' cospiratorie. Io mi sono limitata ad enfatizzarne le incongruenze scientiche in generale e forensi in particolare. Una cosa e' certa: quei 3 DNA non hanno mai subito 3 mesi di esposizione a Chignolo e i fatti negano che le cose possano essere andate cosi' come descritto e dato in pasto alla stampa.

I 3 DNA, cosi' come descritti e presentati, sono una menzogna senza
alcuna base scientifica.

Annika

MAGICA ha detto...

la signora non si ricorda nemmeno in quale giorno abbia visto la scena ? prima di tutto BOSSETTI si recava al lavoro con il camioncino . e bisogna pure sapere anche l'orario .
la signora è come quelle signore che si fanno romanzi stupidi . telefonano di qua e di la' per aiutare le procure . una signora telefono' a chi l'ha visto? perchè videROBERTA RAGUSA ALLE CANARIE . E allora pronti a partire per trovarla.. ma poi non avendola trovata , chi l'ha visto non si scandalizzo' per aver fatto un viaggio all'estero per niente : non trovando ROBERTA RAGUSA.. mentre la sciarelli ha rimarcato piu' volte SCANDALIAZZATA , la volta che la PANNARELLO telefono' per la bimba di MAZARA DEL VALLO.
siamo messi molto male . la gente si comporta senza nessun ritegno verso chi è indagato . colpevole o innocente non importa ,quell'indagato si trovera' con la fogna fino al collo e sara' molto difficile emergere .

andres ha detto...

A me questa signora non convince neanche un pò.
Ricapitolando:
1)La testimone non sa dare una data precisa, se non molto molto vagamente tra ferragosto e l'inizio delle scuole.Dato che Yara torna dalla Puglia i primissimi di settembre, posso presupporre che gli inqquirenti, ansiosi di far combaciare i fatti,, abbiano chiesto alla signora "Non potrebbe essere stato , che so, verso l'otto... il dieci?" A quel punto la tipa, eccitata ed ansiosa di essere utile alle FdO, avrà risposto "Ma ,non so, potrebbe..."
2) Dice la signora: "Nell'eseguire la manovra di ingresso nel parcheggio mi si era fermato davanti, fissandomi intensamente".E perchè avrebbe dovuto? Non c'è un pò di paranoia in tutto ciò? Inoltre la signora era in auto.
3) Sempre stando seduta in macchina vede una ragazza che si infila nella macchina dello sconosciuto. A questo punto la signora scende, e passando a piedi
vicino alla macchina grigia riesce addirittura a notare che la ragazza ha l'apparecchio dei denti.Questa cosa mi sembra veramente difficile, a meno che la testimone non si sia avvicinata al finestrino ed abbassata per guardare meglio.
4)Come dice Massimo M, dopo due mesi sparisce una ragazzina con l'apparecchio ai denti, in quella zona, tv e giornali bombardano il mondo con la sua foto...e la signora rimane tranquilla. Si sveglia solo anni dopo con l'arresto di Bossetti!
@Norad
concordo parola per parola con quanto hai scritto alle 11.54.

Norad ha detto...

Grazie @andres

e grazie @Annika


P.S. : a questo punto del filmato tarocco mi pare ne abbiano parlato proprio tutti i giornali eccetto corriere, repubblica e eco di bergamo !

Anonimo ha detto...


Link:

Caso yara, l’analisi

Remo ha detto...

A parte il fatto che la testimonianza della signora sembra proprio scritta da un brigadiere e le descrizione adattate proprio per essere ricondotte al Bossetti, ma che credibilità potrebbe avere, in un qualsiasi tribunale estero, una signora che manco abita nel paese e dopo 4 anni si ricorda di aver visto l'imputato in un'occasione che risale a 3 mesi prima dei fatti? Capirei nell'immediatezza dei fatti, quando tutti media ne parlano, e quindi un particolare ricordo si può fissare nella mente del testimone perché, anche se non ne sei sicuro, nell'immediatezza comunque lo associ al fatto; ma un fatto di 3 mesi prima supera addirittura al soglia del ridicolo.

boboviz ha detto...

@MassimoM
"vidi una volpe - racconta - attraversare la strada della quale mi colpirono gli occhi che illuminati erano quasi bianchi; io avevo sin da subito associato gli occhi dell'uomo che vidi in quel parcheggio del cimitero a quelli della volpe."

Non avevo letto tutta la deposizione della signora.
Siamo veramente nel mondo delle fiabe.

boboviz ha detto...

@Norad: "a questo punto del filmato tarocco mi pare ne abbiano parlato proprio tutti i giornali eccetto corriere, repubblica e eco di bergamo !"

Eccoti accontentato, stamattina, sull'Eco
http://www.ecodibergamo.it/stories/SpizzichieBocconi/bossetti-e-il-caso-del-furgonetra-finte-bufale-e-foto-vere_1150067_11/?gender=Onore

Massimo M ha detto...

A boboviz
Se proprio vogliamo analizzare il tutto approfonditamente.............senza pregiudizio che MAI dobbiamo avere............l'unico particolare, diciamo così, attenzionabile come attendibile.............è che la Signora rivede quell'uomo all'EUROSPIN di Via Locatelli e lo individua poi come Bossetti. Attenzionabile perchè è stato verificato che effettivamente Bossetti era un cliente di quel negozio. E questo la Signora difficilmente avrebbe potuto saperlo..........non essendo del luogo. Anche se..............nel dubbio.........prima della deposizione avrebbe sempre potuto recarsi in negozio e per curiosità chiedere se Bossetti era un loro cliente o avrebbe potuto saperlo in altro modo.
Rimane comunque una descrizione che per tempistiche (quasi 4 anni dopo) e dettagli..........ha il sapore di grande suggestione.

Massimo M ha detto...

Fra le altre cose.............poi basta approfondire un pò sulle cose........: non mi risulta che la VOLPE abbia OCCHI "quasi Bianchi". La volpe presente nel territorio Italiano è la VOLPE ROSSA "Vulpes vulpes" con occhi GIALLI e pupilla nera verticale ("da gatto") che si dilata notevolmente in notturna per vedere anche di notte.
Questa signora dice di incrociarla con la macchina..............FORSE si è sbagliata ed avrà visto o un HUSKY o un LUPO.
Questo per dire alla volte cosa significa la SUGGESTIONE...............raccontare di occhi da VOLPE quasi BIANCHI (di Ghiaccio quasi come quelli di Bossetti) e anche da parte dell'ascoltatore e del lettore creare una suggestiva associazione.
Un pò come dire..............che mentre scendevo dalla Montagna ho incontrato un CAPRIOLO di colore VIOLA fosforescente e subito mi è venuto in mente il Piumino Viola fosforescente che indossava quell'uomo dentro la Macchina. Più o meno siamo a questi livelli.

TommyS. ha detto...

boboviz

Avevo letto anch'io questa mattina presto l'articolo e mi ero posto la domanda su come doveva essere interpretato.

Difatti, considerato che l'ECO con quell'articolo e con quest'altro

http://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/caso-yara-si-torna-in-aulale-polemiche-sul-furgone_1150029_11/

parla di un argomento e di una polemica delle quali i propri lettori teoricamente potevano non saperne nulla, sembra che la linea editoriale si accodi all'opinione dell'abatino, del periodico amarillo e di tutti quelli che dopo qualche giorno di disorientamento continuano ostinatamente a sostenere che non sia una questione così importante, inserisce infine questa considerazione evidenziata in grassetto:

"Ma quella di Lago «non è stata una sorprendente ammissione – scrive il giornalista Vittorio Attanà su L’Eco di Bergamo del 6 novembre – dato che tutti gli operatori dell’informazione (compresi quelli che poi si sono scandalizzati), sapevano benissimo che quel video era una sintesi ad uso-stampa. Se non altro perché l’avevano ricevuto anche loro, per posta elettronica, qualche mese fa».

Ora, se questo aspetto, cioè l'aver ricevuto, dalla Procura (se non tutti i media sicuramente alcuni di questi i quali poi si sono premurati di girarlo agli altri), per posta elettronica un video che, sino a quando le indagini non sono state chiuse non si poteva assolutamente sapere se facesse parte del fascicolo del PM, non è un comportamento decisamente sospetto e ben oltre il limite dei compiti del PM così come definiti dal codice di procedura penale che dovrebbe sollevare in tutti un'ondata di disapprovazione, non saprei proprio cosa dire.

Per cui mi sono domandato se proprio questi due articoli non facessero parte di una condotta cerchiobottista alla quale l'ECO è stato costretto ad adeguarsi (i giornalisti dell'ECO sanno benissimo che se criticano apertamente la Procura non riceveranno mai più delle confidenze relativamente alle altre indagini, il tutto a scapito dei propri interessi editoriali).

continua

TommyS. ha detto...

continua

Ma quello che mi sorprende è che adesso tutti questi paladini della Procura e del RIS obiettano che, sebbene il video non faccia parte del fascicolo processuale, i frame estrapolati dai filmati siano invece agli atti. E Giallo si premura anche di pubblicare stralci della relazione del RIS. Non si domandano invece perché mai siano agli atti proprio dei frame in base ai quali non è assolutamente possibile affermare che gli autocarri inquadrati siano quello di Bossetti. Come se quelle telecamere fossero installate su una strada secondaria di Brembate e non su via Locatelli dove, grazie a Sturlese Tosi (che a sua volta deve barcamenarsi tra la linea editoriale della sua testata ed i propri convincimenti su questa indagine) è dimostrato che autocarri come quello di Bossetti transitano in continuazione in qualsiasi ora del giorno, come ci si dovrebbe logicamente aspettare nella patria dei magutt.

In altre parole, tarocco il video che in tribunale non è neanche entrato, ma tarocchi anche i frame, che invece sono agli atti e che hanno permesso all'ex comandante del ROS di Brescia, Michele Lorusso, di affermare davanti alla Corte che Bossetti in quelle ore si stava aggirando come una belva famelica intorno alla palestra di Yara.

In questo modo però i nostri Abate, Biavardi e compagnia bella hanno potuto in qualche modo cercare di arginare qualcosa che getta disonore sulla magistratura e sulle istituzioni. Il solito guardare al dito (finto) per non vedere la luna.

E' stato inoltre scritto che i filmati delle telecamere sono comunque agli atti e che quindi tutto il controinterrogatorio di Lago non era altro che un furbesco stratagemma per creare scarmazzo nel processo. Proprio sicuri? Proprio certi che vi siano le copie forensi integrali di quei video o che invece non via qualche stringato file AVI privo di metadata tali da poterne certificare l'affidabilità processuale? Perché io questa certezza non ce l'ho proprio ed aspetto che qualche verifica possa essere effettuata soprattutto sulle timeline di quel video della Polynt.

Norad ha detto...

@boboviz - Eco di B, visto.

Ribadisco ciò che ho scritto ieri alle 11:54.

Inutile cercare di sminuire quanto accaduto.

.

Norad ha detto...

@Tommy

"(i giornalisti dell'ECO sanno benissimo che se criticano apertamente la Procura non riceveranno mai più delle confidenze relativamente alle altre indagini, il tutto a scapito dei propri interessi editoriali)."

Perfetto. Voglio vedere se i giornali non pubblicassero più le veline delle procure chi la vincerebbe.

E' un coltello a due lame.

TommyS. ha detto...

Dal Corriere

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_06/computer-ris-non-ebbe-dubbi-quel-dna-bossetti-c2e897d8-8473-11e5-b29e-3b4e1335d833.shtml

In quella traccia, hanno spiegato in aula i due capitani del Ris, «il Dna è perfetto. La sequenza data dal computer durante le analisi è risultata perfetta». I due capitani hanno spiegato che se ci fossero state anomalie, durante l’analisi sarebbero comparse sul computer diverse bandierine rosse. In questo caso, invece, sul pc sono comparse solo bandierine verdi.

Perfetto. I computer non sbagliano mai. Ma allo stesso tempo non si pongono domande e dubbi, cosa che spetta invece all'uomo ed al biologo che utilizza quei computer. Se i capitani Staiti e Gentile non si sono posti dubbi in questo caso (a meno che non avessero detto loro che non si trattava di reperti estratti dagli indumenti indossati da un cadavere esposto per tre mesi all'ambiente di un campo incolto dell'Isola Bergamasca), mi viene da domandarmi: non è che avrei potuto anche io fare quelle analisi ed utilizzare quelle macchine senza che vi fosse differenza alcuna tra me, che faccio tutt'altro lavoro ed ho ben altra preparazione, e due biologi (spero che lo siano veramente e che non siano invece due improvvisati dell'ultima ora) che invece le cose che stiamo dicendo da tempo su questo blog dovrebbero conoscerle molto bene?

Hobgob ha detto...

io non comprendo una cosa però: la tesi dell'accusa non è che Yara e Bossetti si frequentavano? Che senso avrebbe, per uno che ha una relazione segreta, transitare attorno ad una palestra? Giusto per rischiare di farsi beccare?

Non capisco, inoltre, quale scusa hanno usato gli inquirenti per giustificare che la ragazzina, che ci dicono essere uscita dalla porta principale del complesso, non sia stata ripresa da nessuna telecamera...un fortuito guasto?

Massimo M ha detto...

Bandierine ROSSE e Bandierine VERDI. Lo trovo semplicemente fantastico! Ma ci rendiamo conto a che livello siamo arrivati?
Cioè il messaggio è che il PC non si è sbagliato....................
Ma dentro il PC cosa ci hai messo?
Se io uso excel e scrivo su di una linea 2 e sull'altra 2..........faccio la sommatoria esce 4. Il PC non si è sbagliato!
Ci rinuncio..............
La sensazione è veramente di avere a che fare..................

Dudu' ha detto...

TommysS
Già !!
Ringrazio anch'io Annika, preziosi i tuoi interventi puntualissimi e opportunissimi :-)
Ieri sera Telese era ospite alla trasmissione Virus, c'erano Telese, Salvagni, magistrato Tinti ora giornalista, Selvaggia Lucarelli e Ilenia Petracalvina (da piangere !)
Mentre con forza Telese sosteneva quanto emerso al processo, la Petracalvina cercava di attaccarlo personalmente, unica sostenere che il filmino non rappresenta il marcio nelle istituzioni, mentre l'ex magistrato ha sostenuto che carabinieri e inquirenti hanno sempre sfruttato i media, comportamento conosciuto dai magistrati che solitamente se ne tengono fuori... direi lodevole !! Del principio di correttezza nei confronti di un indagato imputato , per sua stessa ammissione se ne fregano ?

http://www.polisblog.it/post/362041/virus-puntata-5-novembre-2015-diretta

Norad ha detto...

@Dudu' ne ho visto un pezzetto, pochi minuti verso la fine e volevo riguardarlo in replay ma ci rinuncio.

Quella pazza esagitata che mi dici si chiama Petracalvina mi ha shoccata.
E devo pagare il canone per vedere elementi così ?
Sembrava tarantolata, nei suoi deliranti discorsi.
E poteva mancare il "non ci dimentichiamo che è stata uccisa una bambina ?"
Certo che no, altrimenti non saremmo qui.
E qual è la logica, che siccome è stata uccisa una bambina, dobbiamo mettere al rogo il primo che passa ?

No, decisamente non lo riguardo
Ma che vergogna gente così in Tv
.

Dudu' ha detto...

Da eco di Bergamo:
"I due ufficiali hanno parlato anche della presenza di 5 tracce di sangue della vittima trovate sulle stringhe delle scarpe di Yara."

Che tipo di tracce... da schizzo o da presa con sangue nelle dita/mani? o tentò di allacciarle ?
Se era distesa come sarebbero finite sui lacci? E sulle scarpe niente? Solo i lacci ?

Dudu' ha detto...

C'è una domanda che mi è sorta in questi giorni. Ci siamo forse abituati immaginare una persona X che aggredisce Yara, gli inquirenti superati i primi tentennamenti individuano il pedofilo, come possibile aggressore. Quali sono gli elementi determinanti per loro? Le ferite sono superficiali e nette dichiara la Rannelletta e sembra non siano state datate (ante o post morte ?), ma un uomo preso dalla voglia o dall'ira non avrebbe prodotto tagli profondi? Non si sarebbe accanito anche sul pube della ragazzina? Non potrebbe essere una mano femminile che ha deturpato il corpo ma non sotto il bacino?

Ivana ha detto...

Pino, avevi scritto:

non sono d'accordo con una preconcetta posizione innocentista oltre ogni logica.

Condivido pienamente.
Reputo siano una “prova logica” i DEPISTAGGI realizzati dal Buoninconti che non avrebbe fornito alcun contributo utile all’accertamento della verità storica e che avrebbe tenuto un comportamento atto ad alterare il corso delle indagini sviando le ricerche dei colleghi, fornendo loro false indicazioni e false informazioni.
Inoltre pare che lui si sia posto in un continuo atteggiamento di sfida nei confronti dei giudici e leggendo la storia della sventurata Susanna, tratta dell’Antico Testamento, si possono cogliere gli atteggiamenti oppositivi e provocatori da lui messi in atto poco prima della sentenza di primo grado.
L’unico minimo dubbio, che attualmente mi rimane, riguarda il tempo che Michele avrebbe potuto avere a disposizione per l’occultamento del corpo, anche se (come mi è stato confermato da chi sa essere particolarmente veloce nell’esecuzione di compiti per i quali a me occorrerebbero tempi molto più lunghi!) per un uomo agile, e abituato ad affrontare celermente le difficoltà, anche due soli minuti potrebbero essere più che sufficienti (però, se fossi stata al posto del giudice, avrei chiesto, comunque, una dimostrazione pratica …)

Ivana ha detto...

Riguardo al "filmato" pare che l’avvocato Pelillo abbia confermato che «tutti quei fotogrammi, nella loro completezza, sono agli atti dell’inchiesta».
D’accordo, ma ribadisco che occorreva essere chiari e trasparenti, evitando di consegnare alla stampa un filmato che potesse creare, come mi sembra abbia, poi, effettivamente creato, CONFUSIONE tra i giornalisti stessi … Forse ritenevano “ovvio” che determinate immagini, praticamente illeggibili, NON avrebbero potuto essere attribuite CON CERTEZZA al furgone del Bossetti, ma hanno dimenticato di considerare (volutamente o involontariamente che sia!) le insidie dell’”ovvio” …

Anonimo ha detto...


Si erano specializzati nei furti sui furgoni che artigiani e piccoli imprenditori edili usano per trasportare gli attrezzi da lavoro. La banda, arrestata lunedì pomeriggio dalla polizia, operava principalmente nei parcheggi dei grandi centri commerciali. Gli investigatori del commissariato Romanina, dopo aver analizzato i dati delle denunce, si sono appostati nel parcheggio del megastore di via Enrico Ferri e quando hanno visto arrivare una vecchia utilitaria grigia l’hanno seguita con discrezione. Nell’auto c’erano 3 giovani, due uomini e una donna

Massimo M ha detto...

Ad Ivana
Personalmente ritengo.........e già l'ho scritto..........che Telese con quel suo FARLOCCO abbia creato un vero e proprio casino. Ci abbia costruito uno sloogan e anche un pò di temporaneo successo su questo cronaca. Infatti niente è FARLOCCO! A mio avviso si è persa una grande occasione per dire effettivamente cosa era successo.........invece si è scelta la strada del sensazionalismo giornalistico......allo stesso livello del tipo di giornalista colpevolista a tutti i costi.
Se un montaggio VIDEO è formato da PEZZI di VIDEO assolutamente reali........il VIDEO non è affatto farlocco. E infatti adesso il tutto si presenterà come un BOOMERANG che si rivolta contro perchè effettivamente quei pezzi di VIDEO sono separatamente (forse non tutti) agli atti.
Dire FARLOCCO, infatti, significa dire che quei pezzi di VIDEO sarebbero stati realizzati artificialmente e che nella realtà non esistono.
Si è invece persa la grande occasione............e a mio avviso anche Telese.........per dire che gli INVESTIGATORI hanno portato avanti indagini che su elementi indiziari importanti hanno prodotto semplicemente SUGGESTIONI a tal punto da presentare un MONTAGGIO VIDEO in cui in nessun modo può essere provata neanche la compatibilità con il furgone di Bossetti (fatta eccezione FORSE per una TELECAMERA) ma che viene, nonostante questo, CREDUTO lo stesso furgone per convinzione preconcetta. E' lì che si doveva BATTERE il FERRO............adesso è troppo tardi.......credo.

thetupacshow ha detto...

E' il mio primo commento, ho letto tutti i quelli precedenti, e anche gli oltre 400 dell'articolo di Massimo Prati riguardo gli studi che dovrà fare Marzio Capra.
Ho una domanda da rivolgere ad Annika e a tutti voi:
nessuno studio forense (e qui Annika le chiedo cortesemente di darmi un link a sostegno di ciò) accerta che una traccia di DNA possa resistere ALL'APERTO per più di 3 mesi, anzi da quanto ho letto sopra al massimo 15 giorni, quindi è scientificamente impossibile che il corpo di Yara sia rimasto sul campo di Chignolo tutto quel tempo... Ma mettiamo che miracolosamente il DNA sia sopravissuto alle intemperie dell'inverno bergamasco e alla fauna locale, quale strategia dovrebbe adottare la difesa che assiste Bossetti?
Dato che il processo è più mediatico che non si può ritenete opportuno instillare nel collegio giudicante (4 cittadini comuni e 2 giudici di professione) la convinzione che la traccia 31G20 non potendo essere ri-analizzabile è da ritenere inaccettabile oppure che le analisi effettuate sono tutt'altro che conformi al metodo scientifico, vuoi per incapacità o per dolo?

Io propenderei per la seconda strategia dato che molto probabilmente dopo mesi di bombardamento sul dna sugli slip e le immagini (!) del furgone che si aggira attorno alla palestra, ormai nel subconscio del cittadino comune chiamato a giudicare (non conosco il ruolo della presidente Bertoja sul caso) Bossetti è da ritenersi colpevole

Massimo M ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Massimo M ha detto...

Clamoroso!!
il capitano Nicola Staiti: È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico. Non era stata dilavata, aeva un profilo complesso. L’abbiamo trovata perché sul polsino del giaccone abbiamo notato alcuni aloni scuri. Così abbiamo scoperto che si trattava di una traccia genetica. Era il Dna della Brena. Ma può essere una traccia lasciata per contatto?, ha chiesto l’avvocato Claudio Salvagni. Lo escluderei, è qualcosa di più corposo.

Dudu' ha detto...

"...per dire che gli INVESTIGATORI hanno portato avanti indagini che su elementi indiziari importanti hanno prodotto semplicemente SUGGESTIONI a tal punto da presentare un MONTAGGIO VIDEO in cui in nessun modo può essere provata neanche la compatibilità con il furgone di Bossetti (fatta eccezione FORSE per una TELECAMERA) ma che viene, nonostante questo, CREDUTO lo stesso furgone per convinzione preconcetta."

Scusa .. lui questo dice!
Hanno creato un video suggestivo atto a convincere la plebe della colpevolezza di Bossetti.

Si dà il caso che tutti sono convinti che quel video mostra il Bossetti andare avanti e in dietro.
Il web in un sondaggio di VIRUS Bossetti lo votano colpevole al 100 %

NESSUNO -prima- di mandare in onda il video ha specificato che GLI AUTOCARRI CHE SÌ VISUALIZZERANNO NON SONO STATA TUTTI IDENTIFICATI NÈ POSSONO DIMOSTRARE SIA SEMPRE QUELLO DEL PRESUNTO COLPEVOLE.

Quel video ha prodotto un convincimento nella mente del lettore/telespettatore e allo scopo è stato confezionato. In tal senso viene definito da Telese e da Salvagni "tarocco"
D'altronde se io vendo a te un video e ti dico che recita Greta Garbo e tu riscontri che oltre lei recita anche una sosia, non è forse un "tarocco" ? Io te l'ho do' dicendoti che quella è Greta Garbo. Sono alcuni giornalisti che non vogliono capire o fanno i tonti perché gli interessi sono in gioco. E questo è vergognoso e ingiustificabile.

Ivana ha detto...

Massimo M, sono d’accordo: infatti io avevo parlato di “montaggio arbitrario” e di mancanza di chiarezza e trasparenza. Per “montaggio arbitrario” intendevo, e intendo ancora adesso, un montaggio in cui erano stati inseriti anche fotogrammi con immagini NON CHIARE, non leggibili; come ripeto, i Ris e il PM dovrebbero agire nella massima trasparenza evitando di creare confusioni (volute o no!) nei giornalisti.
Credo che, se la difesa ha scelto la strada del sensazionalismo giornalistico è perché, ormai, si cercano strategie in cui la spettacolarizzazione di determinate situazioni viene considerata un’utile modalità di “comunicare” a un vasto pubblico …
Sì, anch’io ritengo che la difesa avrebbe dovuto scegliere la strada della semplicità, della chiarezza e della sincerità, facendo notare come quel montaggio (considerato nel suo insieme) sia insignificante e domandando perché ci sia stata tanta superficialità (o che cosa, altrimenti?) nel diffondere un filmato poco chiaro, senza precisare, a priori, ciò che avrebbe dovuto essere precisato evitando di generare eventuali confusioni nocive per la comprensione della verità dei fatti…

Massimo M ha detto...

Quindi abbiamo una traccia di DNA di cui non si conosce l'origine, presente sugli slip.....che è dell'Assassino............e una traccia di DNA estratto da SANGUE presente sul polsino del giubbotto che appartiene ad un SOGGETTO FEMMINILE, la sua insegnante, che al 100% (lo dichiara lei) non ha avuto contatti quella sera con YARA.
Andiamo bene!

Massimo M ha detto...
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Massimo M ha detto...

A Dudù
Forse mi sono espresso male o non sono stato abbastanza chiaro. Quello che ha fatto la difesa lo ritengo super corretto. Ha agito bene. D'altronde, non è mica una novità.......o ti sorprendi? Salvagni in passato ha più volte detto che solo il furgone Polynt può essere identificato come compatibile con quello di Bossetti. Cioè la questione è vecchia anni luce. Anche qui...........insieme a TOMMY abbiamo passato pomeriggi interi a dire che solo la POLYNT potrebbe essere indiziante. Il Video della BANCA............oramai è per me un CULT........con strumenti da 4 soldi e molte immagini on line di studio avevo cercato di dimostrare che quello proprio NON poteva essere mai il Furgone di Bossetti.......perchè il furgone di Bossetti (di quella età) non può avere quella morfologia a losanga arrotondata disegnata dalle luci accese della fanaleria anteriore. Lo stesso DENTI fece uno studio per dimostrare, con mezzi più sofisticati, quello che avevo cercato di evidenziare. Lo stesso Massimo Prati............con dei 3D dimostrò addirittura con l'uso dei centimetri...........i dubbi anche sulla compatibilità del Furgone Polynt.
Quello del FURGONE era un dato acquisito per la difesa e per chi segue con interesse il caso. La difesa doveva essere forte a processo davanti la GIURIA. E ha fatto egregiamente il suo lavoro. Di fronte a questo diaologo in aula:

Claudio Salvagni: “Colonnello Lago, abbiamo visto questo video proiettato migliaia di volte. Perché adesso lei ci dice che solo uno di questi furgoni è stato effettivamente identificato come quello di Bossetti?”.
“Perché dice questo, avvocato?”.
“Perché, colonnello, sommare un fotogramma con il furgone di Bossetti con un altro fotogramma di un altro furgone è come sommare pere e banane!”

Cosa aggiungere di più. E' come ammazzare una mosca davanti a tutti! E' un EuroGOL.

Io mi riferivo un pò alla linea di Telese, che sempre ponderato, stavolta ha secondo me scelto la via del clamore quando a mio modo di vedere avrebbe potuto spiegare molto meglio ai lettori la situazione.
Perchè adesso succede che il messaggio che passa è che NON è vero che quei video sono farlocchi ma è il MONTAGGIO che voleva far passare un certo tipo di messaggio ai Media. Quello che invece è interessante..........non è il Video Montato, a mio avviso, ma la CERTIFICAZIONE, grazie proprio a questo VIDEO.........che tutte le telecamere, tranne la POLYNT........le possiamo buttare!!!!
Non credo sia importante, ai fini del processo................stabilire se la procura ha voluto cavalcare i MEDIA anche con mezzucoli da 4 soldi..........CIO' che E' IMPORTANTYE ai fini processuali e che TUTTE le TELECAMERE, tranne POLYNT, vanno in IMMONDIZIA.

Norad ha detto...

Andiamo bene sì.

Già all'epoca, farsi dire dalla Brena come mai c'era del sangue sul polsino di Yara no eh ?

Non ricorda, non sa.
Anche Bossetti non sa come mai il suo dna sia stato trovato sui leggings di Yara.

La differenza è che Bossetti è in carcere da oltre un anno.

"La Legge è uguale per tutti "

TommyS. ha detto...

Massimo M

Ho letto anch'io l'articolo di Sulas e la cosa è davvero sconvolgente!

Bisogna però fare attenzione a cosa riporta Sulas di quanto dichiarato in aula da Staiti:

«È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico», ha rivelato, incalzato dalle domande dei difensori di Bossetti, il capitano Nicola Staiti, uno degli ufficiali del Ris di Parma che ha firmato la relazione su tutte le attività di indagine scientifica. E non può che essere una traccia lasciata nelle ultime ore di vita di Yara perché ha resistito molto bene a tre mesi di intemperie, pioggia e neve.

«Non era stata dilavata», ha aggiunto il capitano. «Aveva un profilo complesso. L’abbiamo trovata perché sul polsino del giaccone abbiamo notato alcuni aloni scuri. Così abbiamo scoperto che si trattava di una traccia genetica. Era il Dna della Brena.


In pratica, come nel caso del DNA di Ignoto1, la traccia viene individuata grazie alla presenza di un alone, è positiva al sangue ed in quanto vengono esclusi gli altri fluidi biologici e la quantità di DNA è consistente si conclude che fosse proprio sangue (ma non sembra confermato sia effettivamente sangue). E straordinariamente resiste per ben tre mesi all'aperto senza dilavarsi!!!!

Dopo il primo miracolo o "segreto" del DNA di Ignoto1, adesso il secondo del DNA della Brena. A quando il "terzo segreto" come quello di Fatima? Dovremo aspettare la Cassazione o lo scopriremo in questo processo?

Senza contare che non si è ancora parlato dei due profili di DNA rinvenuti sui polpastrelli di un guanto.

TommyS. ha detto...

Nel frattempo sembra che un giornalista sia sbottato rumorosamente dopo che gli ufficiali del RIS avevano cercato di giustificarsi sulla difficoltà di recuperare i raw data (che vengono sempre spacciati come "una specie di fogli di lavoro" mentre sono veri e propri file di dati leggibili da uno specifico software mentre i fogli di lavoro sono gli Stati Avanzamento Lavori che spero proprio a loro volta siano stati consegnati). E che il pubblico abbia a sua volta rumoreggiato con la Ruggeri infuriata e la Bertoja a dire "Il pubblico eviti, prima ancora di aver capito, certe uscite che possono, in qualche misura, turbare la serenità del dibattimento e anche del testimone".

Chiaramente per la Ubbiali e per l'ECO sarà tutta colpa della subdola azione dei difensori, mai che esprimano il dubbio che troppe cose non tornano.

Dudu' ha detto...

Consiglio vivamente di vedere in streaming la vita in diretta di oggi dalle 16.30 circa.
Stà cambiando la piega della colpevolezza,Fumagalli di "Oggi " e una ospite che non conosco ha ben espresso come il lavoro della procura, tesa a trovare "un" colpevole ,quasi a giustifica degli enormi costi sostenuti ,possa alla fine incidere sull'esito del processo. Non viene detto niente di nuovo, cambiano i toni e si incrinato le certezze. Una decina di domande poste identiche sia a Portera che a Capra posti a confronto nello schermo in due finestre separate, portano a risultati completamente differenti.

Finalmente si sà l'origine del dna della Brena ? Anche questo un sopravissuto.... ?

Dove è stato tenuto il cadavere di Yara?

Norad ha detto...

Come leggete voi la posizione dei CC in questa indagine ?

PINO ha detto...

MassimoM
Più che sbalorditivo lo ritengo assurdo, il fatto che, riscontrata la natura ematica della traccia biologica posizionata sul polsino dell'indumento che copriva la povera Yara, e l'appartenenza della stessa all'insegnante Brena, non si sia approfondita la ricerca in questo senso (?)
Ho segnalato più volte, nei miei vari interventi, la perplessità, non solo sulla "ottima conservazione" del reperto in parola, ma anche una spiegazione logica della sua presenza sulla giuba della vittima.
Un mistero che richiederebbe una più ambia spiegazione, da parte degli investigatori, che non potrebbe più essere spiegata con un banale contatto, dato la natura ematica della sostanza, e la sua provata appartenenza.
Inconcepibile!

Dudu' ha detto...

MassimoM
"Io mi riferivo un pò alla linea di Telese,"

Anch'io ...di quello parlavo, non altro,e sostenevo che Telese non ha sbagliato il messaggio che ha passato di mano agli altri media. Sono - altri- che han voluto vederci ciò che gli faceva piu comodo. Un grazie per la sua onestà intellettuale.

TommyS. ha detto...

Secondo l'ECO la difesa aveva fatto richiesta di sentire i biologi del RIS sui risultati degli accertamenti sul DNA sulla scorta dei raw data. Adesso Askanews riporta che la Corte ha concesso questo accertamento (per il quale la difesa deva presentare quesiti scritti, per cui non si capisce se l'accertamento avverrà sotto forma di perizia di un CTU) ma esclusivamente per quanto riguarda il DNA di Ignoto1 e non per quello della Brena. Quest'ultimo comunque peserà non poco sugli equilibri del processo.

Pino,
non so però se hai compreso appieno la questione del DNA della Brena. La traccia ha reagito positivamente al sangue (anche qui credo con test presuntivi), ma siccome non sono stati in grado di confermarlo con successivi test e hanno proceduto esclusivamente per esclusione, si ripropone lo stesso dilemma della tracce di Ignoto1. Da dove arriva quel DNA, che come quello di Ignoto1 ha proprietà miracolose?

PINO ha detto...

TommyS

Grazie per la precisazione: ciò, però, non vanifica la necessità di approfondimento del quesito, magari appena per la metà di quella accanitamente impiegata per affermare la validità (sic) del nDNA di "ignoto1".

Anonimo ha detto...

Salve,

sono l'anonimo che si era interrogato sulla natura della traccia dell'istruttrice, ritenendola dirimente sia per la questione della dinamica, sia per quella della conservazione/localizzazione del cadavere.

Ebbene, pare ci sia una risposta. Non riesco a immaginare per quale motivo non si sia approfondito e non si voglia approfondire una circostanza che non puo' essere irrilevante. La quantita' di sangue che si e' depositata deve essere stata abbondante e quindi e' da escludersi che sia avvenuto per cause fortuite.
Qualcosa di molto importante e' successo, e che ha visto coinvolta l'istruttrice, che a questo punto dovrebbe essere chiamata a parlarne. Non necessariamente un fatto criminale (potrebbero, solo per esempio, essere state coinvolte in un'aggressione entrambe e lei indotta al silenzio).



Norad ha detto...

"La Corte ammette la richiesta della difesa limitatamente alle tracce di Ignoto 1 - ha detto la presidente Antonella Bertoja - e fa richiesta ai consulenti della difesa di formulare il quesito, in forma scritta, relativo alle tracce di Ignoto 1 sul numero delle 'amplificazioni' e sul numero di 'kit' utilizzati". Il supplemento d'esame su questi temi, ha spiegato la Corte, "viene riconosciuto per assicurare a tutti noi, e in particolare alla difesa, la verifica dell'attività svolta e non delle conclusioni"

Scusate ma che cosa vuol dire, che in ogni caso le conclusioni (cioè che il dna sia di B) non sono in discussione ?

In tal caso a che serve verificare come l'hanno identificato ?

.

PINO ha detto...

TommyS

http://www.oggi.it/attualita/notizie/2015/11/06/processo-a-bossetti-nuovo-colpo-di-scena-sulla-giacca-di-yara-ce-il-sangue-di-una-sua-amica-esclusivo/

Ho letto attentamente l'articolo di Sulas di cui ho sopra riportato il link, e mi pare che si confermi sangue, il veicolo portante le bimolecole.

Il giornalista, mi sembra abbia riportato letteralmente le parole del capitano.

"È SANGUE
"Dodicesima udienza per l’omicidio di Yara Gambirasio ed ennesimo colpo di scena. La traccia genetica scoperta sul polsino del giaccone di Yara con il Dna di Silvia Brena, una delle insegnanti di ginnatisca della ragazza, non è di saliva o di altro materiale biologico. «È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico», ha rivelato, incalzato dalle domande dei difensori di Bossetti, il capitano Nicola Staiti, uno degli ufficiali del Ris di Parma che ha firmato la relazione su tutte le attività di indagine scientifica. E non può che essere una traccia lasciata nelle ultime ore di vita di Yara perché ha resistito molto bene a tre mesi di intemperie, pioggia e neve.
IL DNA
«Non era stata dilavata», ha aggiunto il capitano. «Aveva un profilo complesso. L’abbiamo trovata perché sul polsino del giaccone abbiamo notato alcuni aloni scuri. Così abbiamo scoperto che si trattava di una traccia genetica. Era il Dna della Brena». Ma può essere una traccia lasciata per contatto?, ha chiesto l’avvocato Claudio Salvagni. «Lo escluderei», ha risposto l’ufficiale, «È qualcosa di più corposo».







Massimo M ha detto...

A Tommy
Io non sarei cosi certo sul discorso dell'esclusione. Da come la interpreto io..............avendo visto un alone scuro hanno provato a vedere se su quella traccia poteva trovarsi un DNA. E proprio per la cromaticita' della traccia.........hanno escluso Sperma e Saliva perche' questi non sono in grado di lasciare aloni su un tessuto nero (il polsino del giubbotto nero........credo di lana sintetica).
E sono andati decisi a fare un test di ordine ematico che ha prodotto POSITIVITA'.
Non capisco i tuoi dubbi...........se c'e' positivita' al sangue........quello e' sangue!
D'altronde Spermatozoi e' escluso (e' una donna). Certo..........potrebbe essere saliva contenente tracce di sangue (tipo gengivite)...........pero' sulla positivita' non ci sono dubbi.
E poi siamo punto e a capo...................la quantita' versata sarebbe dovuta essere comunque abbondante.
Chissa' se per scrupolo hanno mai comparato il MtDna di Ignoto2 nella G20 con quello dell' Insegnante?
Convengo con te..............questo pesera' notevolmente sugli equilibri del processo.

A Pino
Termine assolutamente prelbato per l'occasione. Inconcepibile!
Convengo

TommyS. ha detto...

Pino

Sul DNA della Brena adesso è incertezza pura. Mentre Sulas sembrava riportare vere e proprie dichiarazioni del capitano Staiti, su questo articolo del Corriere

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_06/bossetti-corte-il-ris-spieghi-come-ha-analizzato-dna-d630e5d0-84a4-11e5-b29e-3b4e1335d833.shtml

viene scritto

«È sangue»: è stata una voce incontrollata circolata nel pomeriggio attorno al tribunale. No, gli ufficiali hanno chiarito che quella traccia attribuita alla Brena non è mai risultata positiva a sostanza ematica.

Come al solito dovremo aspettare Telese per capirci un po' di più anche se sono personalmente convinto che anche il DNA della Brena avesse provenienza interstellare.

Norad

Per il momento la difesa ha ottenuto che il RIS integri la propria consulenza sulla base dei raw data. Questo vuol dire che forse presumono che molte cose dichiarate in aula e nella consulenza non siano in totale accordo con gli stessi raw data. Che ne so? Magari che i 21 STR coincidenti con quelli di Bossetti non sono stati tipizzati tutti quanti in prima battuta ma sono frutto di successive analisi. O forse vogliono sapere, dati alla mano, che fine abbia fatto tutto quel DNA abbondante prima che venisse totalmente esaurito. O anche quali test confermativi sull'origine della traccia abbiano fatto. Vedremo in seguito.

Ma sicuramente con questa richiesta non hanno implicitamente accettato le conclusioni del RIS (i quali continuano a ripetere che la comparazione con il DNA di Bossetti è stata fatta da altro laboratorio, e su questo bisognerebbe fermarsi a riflettere). E tanto meno hanno abbandonato la questione del mtDNA o del DNA sintetico.

Massimo M ha detto...

Allora Sulas scrive p.........e? Ma si puo'?
Chi si inventa cosa?
Lo scopriremo vivendo

PINO ha detto...

Eppure si batte ancora su una incudine ormai incrinata.
Audiovideo.Ascoltate quanto dice
:http://video.ilmessaggero.it/primopiano/yara_trovato_l_ago_nel_pagliaio-34996.shtml

TommyS. ha detto...

Massimo M

Tutti i protocolli di genetica forense, inclusi soprattutto quelli dell'FBI, prevedono:

- identificazione della traccia biologica
- test presuntivi sull'origine della traccia (p.es. Hexagon Obti, TMB, ....)
- test confermativi dell'origine della traccia (se si utilizzano per esempio i kit RSID i due passaggi possono essere unificati)
- estrazione DNA
- quantificazione DNA
- amplificazione PCR
- allele calls e tipizzazione del profilo

Se si saltano i primi passaggi i profili genetici individuati sono fortemente inficiati come prove.

Questo si verifica qualche volta per difficoltà oggettive come quando si è in presenza di un LCN DNA per cui la quantità di materiale biologico è appena sufficiente per cercare di tipizzare il profilo. Ma nel caso in questione continuano a parlare (per ultimo Pelillo oggi) di DNA abbondante, e questo anche nel caso della Brena.

In ogni caso i test presuntivi per sangue devono essere confermati successivamente in quanto tutti quanti reagiscono positivamente ad altre sostanze oltre che a emoglobina non umana.

Per cui i miei dubbi me li tengo tutti, visto anche cosa ha scritto adesso il Corriere.

PINO ha detto...

TommyS

A chi dare credito?
Riporto, così, per convincere me stesso, le parole del capitano Staiti:
"«È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico», ha rivelato, incalzato dalle domande dei difensori di Bossetti, il capitano Nicola Staiti."

Norad ha detto...

Grazie @Tommy

Riguardo all'articolo del Corriere, l'ho visto anch'io.

Ma a parte che Sulas è uno dei pochi seri e puntigliosi, può scrivere un articolo così dettagliato specificando domanda e risposta inventandoselo ?

Un richiamo all'ordine ad ogni modo è stato riferito ma non era specificato cosa avesse detto la persona tra il pubblico.
Ma non ho capito chi comanda in quel tribunale visto che la Ruggeri dice "la prossima volta faccio identificare dai carabinieri".
Ma è normale che sia lei a dirlo e non la Presidente ?
No, perché se è normale non dovrebbe esserlo.

Poi a parte Telese (io prima non so perché gli articoli di Sulas non l'avevo trovati su Oggi), nessun altro cronista riporta gli interrogatori.
Che ce li mandano a fare in aula ?

.

Norad ha detto...

...comunque è quel "non nelle conclusioni" che capisco cosa voglia dire :

"viene riconosciuto per assicurare a tutti noi, e in particolare alla difesa, la verifica dell'attività svolta e non delle conclusioni"

.

Hobby&Hobby ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Massimo M ha detto...

A Tommy
Si ma se diamo per vera la versione di Oggi..........il "e' positiva al Sangue"............perche' dovrebbe escludere i Test Confirmativi e tenere conto solo dei Presuntivi?
Oggi riporta la frase..........e' qualcosa di piu' corposo................si parla di Alone, di macchia visibile a occhio nudo (non invisibile come la G20). Ma soprattutto non si tratterebbe di Traccia Mista............come la G20...........dove un eventuale Test Presuntivo o Confirmativo verrebbe comunque messo in discussione anche dalla componente minoritaria...........scientificamente contaminante.

Massimo M ha detto...

Comunque secondo il Corriere quella traccia non e' stata mai approfondita perche' era in una posizione meno importante di altre (slip). Effettivamente il titolo di Oggi..............dopo Sangue mette un punto interrogativo. Sulas.............

Norad ha detto...

Ecco dove cascano gli asini.

E' in una posizione molto sospetta visto che si parla di torsione dei polsi in autopsia.

E' che quando uno è prevenuto, non vede

pleiades ha detto...

Ah ma allora è possibile che i cani molecolari ci sentono,anzi annusano perfettamente quando individuano l'odore di yara addosso a qualcuno che rientra alla chetichella nella palestra con tanto di stereo strappato a Yara..
Ah allora è possibile che Yara in quella palestra non ci mette piede.
Ah allora visto che di DNA ce ne sono anche altri non identificati (e non dimenticherei il pelo pubico sparito dalla memoria e dal processo) è possibile che Yara sia stata rapita da un'organizzazione.
Ah ma allora è possibile che la pista delle Sabbie Mobili,Lopav, Mapello sia quella giusta.
Ah ma allora forse ci si arriva,chissà.

TommyS. ha detto...

Spettacolare l'espressione di Sturlese Tosi quando stava parlando l'abatino! Da cineteca!

Norad ha detto...

Sulla storia del filmato QG ha fatto una ricostruzione so ciò che ha detto esattamente il Col. Lago.
E' da risentire.

Tra cui : ma sì abbiamo fatto un filmato, se poi la stampa lo interpreta a modo suo...
Anche gli avvocati hanno rilasciato interviste

!!!
Capito ? siamo ai video punitivi

Scusate ma è di una bassezza, ma si stanno scordando che è in gioco un ergastolo ?
.

Norad ha detto...

Conversazione di B con la moglie.
Ma se dicono che c'è il filmato che sono passato di lì alle 18:01, sarò passato.

Relazione carabinieri : B ammette che è passato di lì.

Ma in che anno siamo nel 12015 ?
.



Norad ha detto...

...volevo dire 1215 ...
.

Dudu' ha detto...

TommyS
"Spettacolare l'espressione di Sturlese Tosi quando stava parlando l'abatino! Da cineteca!"
:-) che figuraccia ,almeno avesse ammesso non a noi, ma a sé stesso che effettivamente si è usato la stampa..alla faccia dell'etica e del garantismo. A me è piaciuto molto anche quando Sturlese ha sottolineato che il dialogo in tribunale è stato riportato originale,dedicato... Telese è da venerdì scorso che è sotto critica dei suoi colleghi per aver fatto poi quello che loro, code di paglia ,come dice Massimo P, non hanno avuto coraggio.

Dudu' ha detto...

Norad
Purtroppo, e lo dico amaramente, emerse fin dall'inizio che nei vari corpi delle forze dell'ordine della bergamasca soffrivano di forti rivalità e già agli esordi si rivelò che ognuno viaggiava sul proprio binario, ora stanno emergendo tutti gli errori e le negligenze che per cinque anni han tenuto sotto campana. Denti ha offerto l'aperitivo stasera, provabile scopriremo che nessuno degli autocarri analizzati è di Bossetti.

Norad ha detto...

@Dudu', sei informato tu !!

Forniranno i dati, ancora con i raw data, ma cosa hanno passato allora ?
E si dovrà credere a ciò che dicono, come si fa a verificare visto che hanno tutto loro dal campione a tutto il resto ?

E perché nessun genetista né la parte civile, né la difesa ha mai sollevato la questione che dice Annika e cioè che è impossibile trovare del dna dopo 3 mesi ?

Mah

Paolo A ha detto...

Il DNA della Brena sulla manica del giubbotto di Yara è un falso, se loro indicano la provenienza biologica di quel fluido e lo fanno per esclusione come quella di sulla traccia 31g20, questo non comporta automaticamente che quelle tracce siano autentiche, è sempre lo stesso discorso, solo che ora si hanno dei dati più concreti su cui ragionare.
Come già altre volte detto, il DNA della Brena sul giubbotto serviva a giustificare l'esistenza di quello della traccia 31g20, due cose impossibili si rafforzano a vicenda in un ragionamento del tipo il DNA nella traccia 31g20 esiste perché esiste il DNA della Brena sulla manica del giubbotto e viceversa.
Mi chiedo se avete visto in che condizione erano i leggins di Yara dopo il ritrovamento, avete notato lo squarcio sulla gamba destra che arriva praticamente all'inguine, guardatelo bene e vedrete che praticamente arriva sino ai bordi degli slip, proprio sulla porzione di quegli slip denominata 31g20, mi chiedo come può un DNA persistere in quelle condizioni con un'attività degli animali selvatici piuttosto intensa e per di più sopravvivere su una traccia invisibile.
Quei DNA non esistono sono stati fabbricati in laboratorio, hanno prelevato saliva all'insaputa dei soggetti e li hanno fatti risultare come se fossero stati trovati addosso a Yara, solo che il DNA falsamente trovato sulla traccia 31g20 non è di Bossetti.

Annika ha detto...

Non basta ESCLUDERE che una traccia sia saliva o urina per annunciare
la sua positivita' al sangue. Per dichiarare con certezza che la
source e' ematica, occorre che la traccia testi postitiva ad un TEST
CONFERMATIVO (ahime' Hexagon Obti e' solo presuntivo, NON
confermativo).

Se realmente il DNA sul polsino avesse testato positivo ad un test
confermativo (RSID/simile o mRNA analysis o MALDI MS/MS), questo
farebbe crollare l'intera ricostruzione della Dr Cattaneo e l'intero
processo si sgretolerebbe su se stesso.

Non basta validare il DNA di una giacca intatta per dare credibilita'
ad un prodotto di laboratorio. Anche la felpa era intatta, e anche la
t-shirt.. Ma cio' che conta piu' di tutto e' che dichiarare che la
traccia sul polsino era sangue equivale a dire che era talmente ben
conservata ed talmente abbondante da permettere ancora oggi sia al
mass spectrometry di darci conferma della source, sia ad un'analisi
del mRNA di datare i tempi del suo rilascio e del suo deposito.
Significa quindi scoprire che o e' una traccia di 3 mesi conservata
INDOORS (al chiuso), o una traccia rilasciata a ridosso del
ritrovamento. Ancora sicuri che fosse proprio sangue?

Nessuna traccia GENUINA puo' offrire un profilo genetico completo dopo 3 mesi di esposizione outdoors. Questo e' un FATTO graniticamente accertato che nessuno riuscira' a negare perche' scientificamente inamovibile.

Al nuovo utente che lo chiedeva, non esistono miracoli scientifici, ma solo fatti con spiegazioni logiche e razionali diverse da quelle
presunte fino ad un dato momento. Questo e' il mio terzo post sotto
questo articolo di Massimo. Troverai le risposte ai tuoi dilemmi negli articoli nominati nei due post precedenti, naturalmente referenze comprese.

Annika

Anonimo ha detto...

Salve,

la posizione della traccia e' interessante, nel caso si trattasse di sangue: come ci si ritrova del sangue altrui su un polsino? La prima cosa che mi viene in mente e' un pugno sul naso...

Anonimo ha detto...

Ad Annika: che il corpo sia stato conservato non solo al chiuso, ma anche in maniera da inibire alcuni processi putrefattivi, credo sia un fatto chiaro a tutti quelli disposti a ragionare...

Anonimo ha detto...

"LIBERO.it."07-11

Colpo di scena al processo Yara: sangue di una donna sulla giacca della Gambirasio

"Durante il processo per l'omicidio di Yara Gambirasio, un nuovo colpo di scena. Come racconta Oggi, durante il dibattito in aula contro Massimo Giuseppe Bossetti, imputato per il delitto, si scopre che sulla giacca della 13enne di Brembate ci sono delle macchie di sangue. Sono di Silvia Brena, una delle insegnanti di ginnastica di Yara.

Lo garantisce l'esame del Dna. "È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico", ha spiegato il capitano Nicola Staiti, uno degli ufficiali del Ris di Parma che ha condotto l'indagine scientifica. Visto che la macchia ha resistito a tre mesi sotto la pioggia e la neve, si deduce che è per forza una traccia lasciata nelle ultime ore di vita di Yara. "Può essere una traccia lasciata per contatto?", ha chiesto l’avvocato Claudio Salvagni. "Lo escluderei, è qualcosa di più corposo", ha risposto l’ufficiale.

La donna era già comparsa in aula come testimone. Ha quasi sempre risposto "non ricordo" alle domande. Dopo le ultime rivelazioni sul suo sangue sulla giacca di Yara, adesso i difensori di Bossetti chiederanno quasi sicuramente che Silvia Brena torni a deporre.


Vogliamo ancora mettere in dubbio che la traccia non era sangue?
P.

ENRICO ha detto...

Sto cercando di analizzare questa dichiarazione : "È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico",

"È positiva al sangue perchè è risultata postitiva ad un TEST
CONFERMATIVO o "È positiva al sangue" perchè "abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico" ?
Molto ambigua la frase in oggetto, non vi pare ?

Comunque mi sembra che siano tutti completamente "nel pallone" ( giornalisti, periti, inquirenti compresi ).. TRANNE i componenti il collegio difensivo che mantengono invece un aplomb ragguardevole, indicativo di sicurezza delle proprie posizioni

Anonimo ha detto...

"IL DATI GREZZI" -
Nel controesame dei difensori di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, sono tornati nuovamente all’attacco, hanno chiesto come mai "non sono stati approfonditi" gli accertamenti "sulla traccia trovata sulla manica del giubbotto di Yara", ma solo la traccia che ha portato a Ignoto 1, che tra l’altro "non era visibile a occhio nudo". I legali quindi, che già nelle scorse udienze avevano espresso i loro dubbi sulle indagini, hanno contestato i criteri di scelta delle analisi. I difensori di Massimo Bossetti hanno chiesto ai giudici della corte d’assise di Bergamo che i consulenti del Ris siano sentiti sui risultati degli accertamenti sul dna sulla scorta dei "dati grezzi", una sorta di fogli di lavoro, in base ai quali hanno eseguito il loro lavoro. Si tratta dei "dati grezzi" che attestano il procedimento mediante il quale il Ris è giunto a stabilire che il Dna trovato sui leggings e sugli slip di Yara appartiene a Ignoto 1 e, invece, quello trovato sulla manica del giubbotto indossato della ragazza apparteneva a Silvia Brena, la maestra di ginnastica ritmica della tredicenne.:"
07-11

Anonimo ha detto...

P.S.
l'articolo riportato sopra è tratto da "IL GIORNO" del 07/11

pleiades ha detto...

@ Paolo A ha detto...

"Il DNA della Brena sulla manica del giubbotto di Yara è un falso, se loro indicano la provenienza biologica di quel fluido e lo fanno per esclusione come quella di sulla traccia 31g20, questo non comporta automaticamente che quelle tracce siano autentiche, è sempre lo stesso discorso, solo che ora si hanno dei dati più concreti su cui ragionare. "

Oh anche questo un falso! dai i RIS hanno fatto una mezza figura
di m. con il mezzo DNA (che probabilmente manco basterà ad inchiodare MGB e non si capisce davvero se avessero veramente avuto un campione perchè non riprodurlo integralmente) e ora un'altra con un DNA che non è stato neppure utilizzato per incolpare la portatrice che è uscita dalle indagini alla velocità della luce.
Oh anche qui non è il DNA di Concetta Licata ma da una persona che dice di aver visto Yara nella palestra ed ha il suo stereo..
Aspetta che adesso esce fuori che il cadavere di Yara è un bambolotto.Ma per cortesia..




PINO ha detto...

@ Pleiades

Chi è C. Licata?
Per il resto non ho capito bene, se ritieni anche il secondo dna pure falso.
Puoi chiarirlo meglio?
Grazie.

pleiades ha detto...

@Pino

Riportavo l'intervento di Paolo A.
Il riferimento a Concetta Licata (casalinga di Caltanissetta) serve a sottolineare quanto stranamente escano fuori 2 DNA di 2 persone che SENZA SE E SENZA MA erano li quella sera.
Ancora chi afferma la falsità del DNA non è in grado di dire perchè
(soprattutto adesso che ce n'è un altro) e quindi se si continua su questa linea si arriva alla conclusione opposta,ovvero che il DNA sia genuino,evidentemente.

PINO ha detto...

@ Pleiades

Per sapere della "genuinità" dei dna, dovremo attendere il dibattito fra gli "esperti" delle parti, purtroppo. ( i nostri dubbi non possono avere peso).
Un dubbio resta, invece, sulla presenza di MGB, nelle vicinanze della palestra, se si considerano le posizioni reali, dimostrate dai tecnici incaricati, dei rispettivi cellulari di Y. e B., ed il farlocco andirivieni del fantomatico furgone.

Norad ha detto...

Buongiorno

"Difesa che viviseziona il lavoro del Ris e chiede conto della ragione per cui non fu stabilito l'origine del fluido appartenente alla maestra di ginnastica ritmica di Yara, Silvia Brena, trovato sul polsino del giubbotto di Yara mentre intorno alla traccia ne furono trovate altre che, ad una prima analisi macroscopica, potevano sembrare di sangue per la colorazione rossastra.
«Perchè in quelle condizioni, quando si identifica il Dna, non si torna indietro e non si può più stabilire l'origine del fluido - è stata la risposta - e noi preferimmo stabilire a chi apparteneva quella traccia». "

E' stato detto (Salvagni) che la traccia sul polsino era di 8000 nanolitri.
Dunque perché non riservarne una parte per i test che identificano la traccia e il resto per l'estrazione del dna ?

.

PINO ha detto...

@ Norad

Penso, e non da ora, che un adeguato approfondimento sul dna n°2, e del perchè della sua specifica localizzazione, potrà dare risposte inattese, inerente allo scenario generale del caso.

Anonimo ha detto...

Salve,

ho letto uno stralcio della ricostruzione di Telese su libero e c'e' da rimanere sconcertati. In due parole: se Bossetti dovesse uscire fuori da questa storia sara' solo e soltanto perche' si e' ritrovato nelle mani di due avvocati non famosi, ma decisamente caparbi e perche' ha avuto dalla sua non solo la competenza, ma anche il tempo e l'impegno di uno dei pochi esperti capaci di comprendere i passaggi delle analisi. E la cosa molto, molto triste e' che tutto cio' non era per niente scontato per un muratore con qualche problema economico (pare).
Questo mi ricorda un altro caso, quello di Gatti e dell'omicidio degli zii, in cui non c'era movente e si scelse di ignorare altre piste. Considerando la rapidita' con cui si giunse alla condanna definitiva in cassazione, c'e' da ritenere che Gatti non ebbe la stessa fortuna.

ENRICO ha detto...

Anonimo 13:03

Sono completamente d'accordo e aggiungerei, non solo caparbi e capaci, ma anche fermamente resistenti alle numerose pressioni a cui di certo saranno stati sottoposti nel corso di questi anni d'indagini

Anonimo ha detto...

...e non posso fare a meno di notare una cosa: sono QUATTRO anni che le tv e i giornali ci propinano il caso Yara, con dettagli raccapriccianti che sarebbe stato meglio evitare, con tutto il gossip relativo alla famiglia di bossetti e soprattutto con tutte le opinioni dei "criminologi" che si sono costruiti una "carriera" nei talk show.

Ora e' il momento del processo. La decisione di vietare le riprese e' discutibile ma ha qualche motivazione assolutamente condivisibile (la famiglia non ha mai sopportato il clamore (=sciacallaggio) montato sul caso).

Solo che riportare il piu' possibile fedelmente i punti chiave delle udienze, quelli in cui le prove si costruiscono (o si distruggono) come avviene in un processo (e non in tv) non e' proibito. Lo sforzo di Telese e di Sulas e' prezioso perche' ci fanno sentire l'altra campana, ma sempre di campana si tratta. Quel che sarebbe doveroso da parte di giornali e tv che hanno riempito pagine e ore di programmazione sono resoconti fedeli e ragionevolmente obiettivi. Per molti Yara e' diventata quasi una figlia o una nipote, per altri (tra cui me) e' importante capire quanto la macchina della giustizia stia funzionando nell'interesse dei cittadini.

ENRICO ha detto...

Yara, processo Bossetti
Giornalista urla in aula:
"Ma stiamo scherzando?"


"Adesso basta, altrimenti chiedo l'intervento dei carabinieri e vi faccio allontanare". E' il richiamo del pm Letizia Ruggeri verso il pubblico che alza la voce dopo che il generale dei Ris Nicola Staiti risponde a Claudio Salvagni, uno dei legali di Massimo Giuseppe Bossetti, che chiede delucidazioni sul lavoro svolto su una determinata traccia rinvenuta sugli indumenti del cadavere di Yara Gambirasio.

"Non posso rispondere con esatezza, non ricordo, abbiamo molti casi insieme in laboratorio", la risposta del militare che fa scaldare gli animi del pubblico presente. Tra loro, in prima fila, anche il giornalista Luca Telese, conduttore di Matrix e inviato di Libero (quello dell'articolo sul video del furgone di Bossetti definito, in modo improprio, "taroccato"), che sbotta a voce alta: "Ma stiamo scherzando?"


fonte: http://www.bergamonews.it/cronaca/yara-processo-bossetti-giornalista-urla-aula-ma-stiamo-scherzando-209673

Norad ha detto...

@Pino cosa intendi per dna n.2 ?
Perché se è quello di Silvia B. è vietato non essendo Silvia imputata.

Bella legge.
Se durante il dibattimento scopri altre piste le devi mollare.
Ma se fosse proprio quella la pista che scagiona l'imputato ?
Fa niente, in carcere dopo tutto non si sta male, sempre che ci stia qualcun altro :o(

@Anonimo
"importante capire quanto la macchina della giustizia stia funzionando nell'interesse dei cittadini."

Esattamente. E' questo che ci interessa
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Ascoltatevi QG di ieri sera +/2 dal min. 1:40:00
.

Norad ha detto...

Ho già posto questa domanda. Nessuno qui che si intenda di procedura penale ?

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Yara, processo Bossetti
Giornalista urla in aula:
"Ma stiamo scherzando?"

"Adesso basta, altrimenti chiedo l'intervento dei carabinieri e vi faccio allontanare". E' il richiamo del pm Letizia Ruggeri verso il pubblico
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Spetta al PM richiamare il pubblico e non alla Presidente ?
.

Remo ha detto...

Scusate, ma un giornale ho trovato la notizia che Capra avrebbe contestato che nella famosa traccia 31g20 ci sia anche il dna di Yara, contesta - mi par di capire - che si tratti di una traccia mista.
Qualcuno può confermarlo, perché non mi risulta che Capra sia stato sentito ieri, e non trovo altre notizie di riscontro.

Massimo M ha detto...

Allora.......svelato il mistero!
E' successo questo! La macchia sul polsino in lana sintetica era visibile ad occhio nudo. C'era un alone. A quel punto i Ris hanno provveduto a fare un test con il luminol che ha prodotto dei picchi di fluorescenza molto alti. Tuttava, siccome gli esame DNA sono distruttivi.........hanno deciso che era piu' importante conoscere l'appartenenza piuttosto che rischiare di conoscere l'origine della macchia e magari trovarsi senza piu residuo per trovare il profilo DNA. Il punto e' che molto probabilmente.......trattandosi di fluido corposo ci sarebbe stata la possibilita' di approfondire l'origine successivamente perche' la traccia era residuata ancora.........ma constatando che con le indagini non avevano trovato nessun elemento sospetto.............non hanno approfondito. Ci sarebbe stato un grande attacco della difesa su questo punto. Staiti, incalzato.......a quel punto escluderebbe una traccia da contatto ipotizzando un fluido corposo contenente sangue (tipo Muco o Vomito).
In buona sostanza...........citando PINO........torniamo al punto di partenza: INCONCEPIBILE!
Ma tutto questo apre dei colossali interrogativi? A parita' del dato inequivocabile secondo cui, di tutti i DNA sul corpo, e' scientificamente non individuabile l'origine..........Perche' il DNA sul polsino dovrebbe essere un fluido corposo contenente sangue mentre quello sugl Slip dovrebbe essere formato dal SANGUE dell'assassino Feritosi..........e non pure quello Muco o Vomito contenente Sangue? D'altronde la traccia di DNA sul polsino si trova proprio sul TAGLIO fatto dalla lama al polso.
Ma con questo dove voglio ancora arrivare?
Se il DNA dell'insegnante, presente in un punto molto importante (Tagli sul polso o anche punto di presa in un trasporto a due di corpo) non ti interessa perche' ritieni che le indagini non trovavano aspetti rilevanti nei confronti dell'insegnante stessa........e' semplicemente DI LOGICA perche' invece evidentemente hai una PISTA che dal punto di vista delle INDAGINI ti interessa di piu'........a tal punto da insistere su traccia invisibile ad occhio nudo. La Pista ha il nome e cognme di BOSSETTI MASSIMO. Semplicemente. Con tutti quei video che riprendono un furgone simile al suo. 5 identici in Lombardia. Una ricerca da 1 mese di tempo massimo. Ed ecco quindi trovato l'ennesimo indizio nella direzione........BOSSETTI noto sospettato numero UNO.........DNA di IGNOTO1.............in Low Copy Dna........fallacemente interpretato.
Il DNA dell'insegnante.........sara' appunto un elemento che rivoltera' come un calzino tutto il processo. Grazie a questo DNA trattato in modo molto superficiale, infatti, e grazie alla scena muta di Staiti relativamente a domande di ordine tecnico sui kit utilizzati e sul numero di amplificazioni..........che la difesa ha ottenuto che venga prodotta una consulenza sui metodi e procedimenti utilizzati per l'amplificazione. Il colpo di scena.........infatti.........per coloro come noi che oramai masticano un po' di genetica (ma basta proprio poco) sta nel fatto che il Sig. Capra ad un certo momento si sia rivolto a Staisi dicendogli, con un dischetto in mano, che le amplificazioni fatte, risultano 4. Dedotte dai Raw Data forniti dai Ris. Se tutto cio' trovera' conferma...........cari amici..........ci troveremo di fronte all'inesistenza di nessuna prova.

Norad ha detto...

... Aspettiamo che Tommy trovi l'articolo di Telese su libero !

:)
.

Anonimo ha detto...

Da quel che ho capito, sembra che la difesa sia intenzionata a dimostrare che le procedure usate negli esami non soddisfano i requisiti minimi che la cassazione ha indicato con la sentenza sul caso Knox-Sollecito. Qualcuno saprebbe spiegare semplicemente in cosa consistono questi requisiti?

Purtroppo pare che la faccenda stia imboccando la strada del cavillo invece che del merito...

Anonimo ha detto...

sembra che l'articolo sia questo:

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/come-perch-ex-istruttrice-yara-silvia-brena-avrebbe-dovuto-avere-112366.htm

Norad ha detto...

Trovato !

7 NOV 2015 13:52
COME E PERCHÉ L’EX ISTRUTTRICE DI YARA, SILVIA BRENA, AVREBBE DOVUTO AVERE UN CONTATTO CON LA RAGAZZINA AL PUNTO DA LASCIARE UNA MACCHIA DI SANGUE SULLA MANICA? - ALLE DOMANDE DELLA DIFESA DI BOSSETTI, I RIS NON HANNO RISPOSTO: “COMPORTA UN INCREDIBILE SFORZO MNEMONICO...”

La partita degli esami del Dna è decisiva, in particolare di quelli del cosiddetto "Reperto G20", la famosa porzione di mutandina di Yara (dov' è la traccia di Bossetti), e il cosiddetto "Reperto 27-62" (la manica del giubbotto dove è rimasta il Dna di un' altra persona: la sua ex istruttrice)…

Bergamo, ore 16.10, nuovo, ennesimo, incredibile colpo di scena sul Dna al processo per Yara: seduta sospesa, corte riunita per decidere se, e come, il processo può riprendere. Ore 16.20, tutti col fiato sospeso mentre sul banco dei testimoni i due supertesti dei Ris, Nicola Staiti e Fabiano Gentile invocano una sorta di tregua dicendo: "Presidente, la risposta alle domande della difesa non possiamo darle, perché… in questo momento, per noi comporta un incredibile sforzo mnemonico".

Incredibile sforzo mnemonico sui due reperti più importanti del processo, sulle domande a cui, in teoria, si erano preparati da un anno, addirittura su dati presentati da loro stessi. Possibile? Sì, perché si parla proprio della famosa traccia di Ignoto uno sullo slip, e della traccia di Silvia Brena (l' ex insegnante di Yara) sulla manica.

Una traccia che ieri - stando alle parole dei due ufficiali - è risultata appartenere a un fluido biologico: una macchia lasciata da un fluido che, o è sangue, o contiene sangue. Ma quando, come e perché la Brena avrebbe dovuto avere un contatto di questa natura con Yara?

Bel dilemma. Dopo alcuni minuti di raccoglimento la risposta arriva dalla presidente Bertoja che concede ai due una delazione, dettando, però, delle condizioni: "La difesa presenterà le domande che vuole fare, poi i Ris risponderanno in temp brevi". Un esito imprevedibile.

Come se nella finale di coppa Roma o Juve, dopo aver giocato i primi venti minuti (e incassato due goal) chiedessero la sospensione della partita perché i giocatori dicono che devono migliorare la loro condizione atletica. Eppure è quello che è accaduto ieri.

...segue

Norad ha detto...

../2

Per capire questa conclusione (una mediazione dopo l' ennesimo duello a muso duro Accusa-Difesa) bisogna ripercorrere la cronaca di una giornata convulsa in cui non doveva accadere nulla, ed è successo tutto. La partita degli esami del Dna è decisiva, in particolare di quelli del cosiddetto "Reperto G20", la famosa porzione di mutandina di Yara (dov' è la traccia di Bossetti), e il cosiddetto "Reperto 27-62" (la manica del giubbotto dove è rimasta il Dna di un' altra persona: la sua ex istruttrice).

Questa traccia, hanno ammesso i due Ris (a denti stretti) rivelava una intensità di reazione agli esami e una quantità addirittura superiore a quello di Ignoto uno. Così durante il punto più bello del controinterrogatorio, sul banco sedevano i due supercarabinieri che hanno materialmente eseguito gli esami che erano considerati prova regina. Gli avvocati Claudio Salvagni e Claudio Camporini, coadiuvati da un consulente tecnico che in quel laboratorio dei Ris ci ha lavorato una vita, Marzio Capra, hanno tempestato i due di domande su una materia che in teoria avrebbero dovuto padroneggiare: i cosiddetti "Raw data", ovvero "la brutta copia" degli esami con cui hanno inchiodato il muratore di Mapello.

Erano stati loro stessi (due settimane fa, dopo un tira e molla durato dieci udienze) a consegnare questi "dati grezzi" che nel processo sono diventati cruciali: "Perché esaminare quei numeri? L' analisi - diceva la Pm Ruggeri ha già prodotto risultati!". Ma poichè l' esame sul Dna è irripetibile per esaurimento del campione, la "brutta copia" era stata riconosciuta dalla presidente Bertoja,nella prima udienza, un dato da far vagliare alla difesa.

Inizia la seduta. Guardo Staiti e Gentile, che chiedono di sedere vicini per una testimonianza congiunta: "Abbiamo lavorato spalla a spalla", spiega Gentile. Non hanno divisa, giacca e cravatta: fanno a tutti una ottima impressione. Sono calmi, parlano chiaro, si concentrano - nella loro esposizione - sulla gerarchia delle cose importanti. Gentile, ha un filo di barba e baffi folti, spiega che hanno lavorato all' inchiesta fin dal primo giorno. Spiega la metodologia che hanno adottato.

Spiega con molta linearità una cosa importante: "La traccia di ignoto uno sullo slip non è e non può contenere sperma". Spiega come hanno lavorato sui reperti, con grande scrupolo investigativo. Mentre racconta pare di vederli, i due, chini su quei poveri stracci con la lampada a lunghezza d'onda varabile (l'abbiamo imparata a conoscere nelle serie Crime) che battono il tessuto millimetro per millimetro. Gentile dice che quel Dna è lì "Senza margine di errore".

Aggiunge che Ignoto uno è anche su un altro lembo di mutandina, quello laterale (in codice si chiama "31 G1 ext"). Staiti è esperto di violenza sessuali: racconta che alla luce della sua lunga esperienza, la presenza del Dna senza sperma, in quella posizione, è strano: "Io, in tanti anni questa cosa non l'avevo mai rilevata".

...segue

Norad ha detto...

../3

Gentile, dice ancora che su quegli indumenti ci sono almeno tre tracce di altri Dna non ricostruibili. E da una misura alla traccia di ignoto uno sullo slip: "Un nanogrammo e due". Poi i due illustrano un dato da capogiro. "La possibilità che quella traccia sia di un uomo con Dna simile è un numero enorme: "3700 miliardi di miliardi di miliardi, di miliardi".

Bene, penso, mentre scrivo sul taccuino: partita chiusa, ce ne torniamo a casa. E invece. Salvagni inizia a controinterrogare con pacata e cortese fermezza (ma la tensione si taglia con il coltello) e subito le certezze vacillano. Per esempio, quando fa una domanda semplice semplice, e cioè "Ricorda se la traccia Brena fosse visibile a occhio nudo?", Stati mi pare subito nervoso, fa lunghe perifrasi per non dare una risposta netta.

Capisco perché poco dopo: "C' era una alone", dice. E qui entra in un tunnel che cambia la sua espressione della mattina pietrificandogli il volto:

-Salvagni: "Avete fatto una indagine su quel fluido biologico che era sulla manica?".
-(Silenzio).
-Salvagni: "Fatta o no?".
-Gentile: "Non mi risulta sia stata fatta" (brusio).
-Salvagni: "E perché?".
-Gentile: "Perché… gli esami sono distruttivi…. E prima non era stata fatta".

Eppure, spiega il carabiniere, di questa traccia distrutta negli esami del Dna, c' è una misura indiretta: la risposta di fluorescenza: "Da Mille a diecimila", sulla scala di misurazione del picco.

E' molto. Salvagni un po' si arrabbia: "Ma scusate, avevate una traccia di una persona nota, era in una quantità che definite copiosa, e non verificate con gli esami del caso di che fluido corporeo si tratti?". Staiti è in imbarazzo. Si regge il mento con la mano, terreo: "Non aveva cromaticità". Cioè colore: dice proprio così. Direbbe George Orwell: "Tutti i Dna sono uguali, alcuni più uguali".

Ma il ritmo in aula accelera ancora. Da dove sono vedo di profilo il sorriso raggiante di Capra, che dà indicazioni all' avvocato mentre i suoi ex colleghi rispondono. Corpo a corpo:
-Salvagni: "Non è curioso non aver fatto questi test?".
- Staiti (seccato): "Non si fanno tutti i test su tutti i reperti!".
- Salvagni: "Su quello forse sì, che dice?".
-Staiti: "E' la mia risposta".
-Salvagni: "Accetto risposte che hanno logica! Qui non c' è".
- Staiti: "No! Non è così…!".
Salvagni: "Ma quanti Dna completi avete trovato?".
Staiti (incerto): "Devo andare a leggere il rapporto…".

Qui, forse, il nervosismo tradisce l' uomo dei Ris che incalzato sulla traccia della Brena ad un tratto esclama: "Era, per quanto circoscritta, di un fluido corposo".
Ipotizza: "Noi sapevamo che la manica era un punto sensibile: si può trasportare un corpo, o sotto le ascelle, o per i polsi". L' avvocato chiede all' esperto: "Non le pare incredibile questo? Interessante per l' indagine?". Sulla suggestione del carabiniere, immagino una mano che stringe un polso per tirare un braccio: non vola una mosca.

Salvagni: "Con la sua esperienza come si spiega la mancanza di tracce dei familiari di Yara sul suo corpo?".
Staiti: (...)"Non si spiega".
Salvagni: "Quella traccia può imprimersi per contatto?".
Staiti: "Lo escluderei".
Salvagni? "E allora?".
Staiti: "Penso che fosse qualcosa di più corposo che conteneva sangue. Forse… muco?".

..segue

Norad ha detto...

../4

Forse vomito? E qui si arriva alla domanda apparentemente astratta che crea il putiferio. Si parla dei kit che servono per fare le "estrazioni" del Dna. All' epoca, per capire il sesso, l' aplotipo distintivo della madre, e le caratteristiche basiche, bisognava usarne almeno tre, con tre esami. Per questo il campione si è consumato nei ripetuti passaggi in laboratorio. Chiede l' avvocato: "Secondo lei, per essere scientifico, come dev' essere un esame?". Il supercarabiniere: "Ripetibile". L' avvocato: "In astratto o in concreto?".

L' uomo dei Ris: "in concreto".

Il problema è qui: se a Capra risultano solo quattro "amplificazioni" (ovvero esami) del più importante dei reperti (ignoto uno sullo slip) è evidente che non può essere stato ripetuto: Salvagni: "Le risulta che abbiate fatto solo quattro amplificazioni del G20?".
Staiti: "Non ho modo".

La Pm Ruggeri: "Mi oppongo! Non può dire 'solo'!!!!".
Salvagni: "Io sono la difesa, dico quel che voglio! Mi risponda, se può".

Staiti: "Non ricordo!"
Salvagni: "Può controllare sulla sua relazione?".
Staiti: "Non ricordo!".
Salvagni: "Guardi le carte!".
Staiti: "L' operazione è complessa, va letta una mole esorbitante di dati".

Qui, come un deus ex machina - ultimo colpo di scena - si alza Marzio Capra con un dischetto: "Per aiutarla a trovare questo dato essenziale le posso dare la date degli esami. Io le ho trovate". Domanda: "Dove?". Sorriso: "Nei raw data che mi avete dato voi!". Il perito ora è davvero è in difficoltà: "Sì, ma anche con la data io non posso… Quei dati sono misti ad altre pratiche"
Salvagni: "Che pratiche?".
Staiti: "Quelle di altri esami di altri casi…".

La sala rumoreggia di sconcerto (anche io). La Ruggeri ruggisce girandosi verso il pubblico: "Silenzio! Vi faccio identificare dai carabinieri ed espellere dall' aula!!". I due esperti gettano la spugna: chiedono un' ora per trovare le cifre.

Questo particolare può invalidare l'esame e quindi il processo? La Bertoja ha polso e pragmatismo: "Va bene, La pausa pranzo è di un' ora: diamoci un' ora e mezza". Ma non basta nemmeno quello: alla ripresa i due ufficiali sembrano le ombre degli uomini che erano entrati in aula.

Le domande ripartono, e loro: "Lo sforzo è enorme, il tema delicato, serve più tempo". La Pm: "Aggiorniamo". Camporini: "No, questo è il nodo decisivo di tutto il processo. E' interesse di tutti!". Così si arriva a quella seconda, surreale, interminabile pausa. Sangue, giacche, mutande, fluidi corporei: giunto al giorno decisivo il processo si incaglia.

Adesso la difesa ha sette giorni per mettere nero su bianco le domande. Guardo ancora una volta Massimo Bossetti. Una sfinge. Scruta Staiti e Gentile come fossero due fantasmi. Mastica chewingum lento. Darei qualsiasi cosa per capire se dietro quella maschera di impassibilità ha capito che per la prima volta, nella sua cella, avrà sette giorni di speranza da vivere.

Luca Telese
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Remo ha detto...

"Da quel che ho capito, sembra che la difesa sia intenzionata a dimostrare che le procedure usate negli esami non soddisfano i requisiti minimi che la cassazione ha indicato con la sentenza sul caso Knox-Sollecito. Qualcuno saprebbe spiegare semplicemente in cosa consistono questi requisiti?" questa è una strategia che può andar bene per preparare il terreno per la cassazione, ma che rischia seriamente ti farti condannare in primo e secondo grado; invece stanno facendo come dice Massimo: "perche' invece evidentemente hai una PISTA che dal punto di vista delle INDAGINI ti interessa di piu'........a tal punto da insistere su traccia invisibile ad occhio nudo. La Pista ha il nome e cognme di BOSSETTI MASSIMO. Semplicemente. Con tutti quei video che riprendono un furgone simile al suo. 5 identici in Lombardia. Una ricerca da 1 mese di tempo massimo. Ed ecco quindi trovato l'ennesimo indizio nella direzione........BOSSETTI noto sospettato numero UNO"

Resta però da capire se la traccia di ignoto uno riferibile a Bossetti è solo frutto di una interpretazione forzata dei dati, o se proprio è stato messo il suo dna, in quest'ultimo caso ci saranno gravi, gravissime conseguenze.

Anonimo ha detto...

Beh, in effetti per la piega che sta prendendo il processo sembra che sia proprio il RIS a rischiare grosso. La Ruggeri e' un magistrato finora non particolarmente noto, la Cattaneo ha scritto una relazione abbastanza vaga, il RIS invece si e' esposto particolarmente. E manda i suoi uomini di punta al processo. Si trova contro un consulente che ha lavorato proprio nel RIS e che sembra saperla lunga su dove cercare gli eventuali passi falsi.

Comunque finisca questo processo, probabilmente riuscira' a ridimensionare il ruolo della prova "scientifica" (l'"effetto CSI").

Forse mai come in questo caso, un vecchio maresciallo CC con un buon fiuto, sarebbe riuscito a prendere la pista giusta...

Norad ha detto...

@Anonimo

se dimostri che il dna è fasullo o ce nè un altro di maggior valenza non mi sembra un cavillo ma il succo di tutta la faccenda.

A meno che per te appioppare un dna a uno a caso e fargli dare l'ergastolo sia normale
.

Anonimo ha detto...

@Norad

io mi riferivo alla eventuale mancanza dei requisiti "minimi", di cui parlavo.
Per essere piu' chiaro, nell'articolo si accennava alla necessita' che andasse ripetuto e che cio' non sia stato fatto (probabilmente per la scarsita' del campione). Sarebbe triste perche' lascerebbe per sempre un alone di dubbio.

Per quanto riguarda il DNA dell'istruttrice invece, considero molto triste il fatto che il presidente non solo non disponga un supplemento di indagine, ma intenda tenerla fuori dalla faccenda.

E' successo qualcosa: di incredibile, di inimmaginabile, altrimenti non saremmo qui a parlarne da quattro anni. Non credo sia spiegabile con il semplice attacco di un pedofilo (della domenica, a questo punto). Si deve cercare di ottenere da ciascuno il pezzo della verita' in suo possesso. Alla luce di quella traccia, ritengo che l'istruttrice abbia uno di questi pezzi. E ripeto, con questo non voglio dire che sia direttamente coinvolta nel crimine. Cosi' come con bossetti, anche qui troppe cose non tornerebbero...

Dudu' ha detto...

Remo
Ti riporto il post di TommyS del 6 nov ore 19.37. In risposta al tuo quesito:

《Tutti i protocolli di genetica forense, inclusi soprattutto quelli dell'FBI, prevedono:

- identificazione della traccia biologica
- test presuntivi sull'origine della traccia (p.es. Hexagon Obti, TMB, ....)
- test confermativi dell'origine della traccia (se si utilizzano per esempio i kit RSID i due passaggi possono essere unificati)
- estrazione DNA
- quantificazione DNA
- amplificazione PCR
- allele calls e tipizzazione del profilo

Se si saltano i primi passaggi i profili genetici individuati sono fortemente inficiati come prove.

Questo si verifica qualche volta per difficoltà oggettive come quando si è in presenza di un LCN DNA per cui la quantità di materiale biologico è appena sufficiente per cercare di tipizzare il profilo. Ma nel caso in questione continuano a parlare (per ultimo Pelillo oggi) di DNA abbondante, e questo anche nel caso della Brena.

In ogni caso i test presuntivi per sangue devono essere confermati successivamente in quanto tutti quanti reagiscono positivamente ad altre sostanze oltre che a emoglobina non umana.》

Norad ha detto...

@Anonimo

Persino con i requisiti minimi si sbagliare un dna. Figuriamoci se mancano anche quelli.
Il quadro probatorio su Bossetti è totalmente, totalmente inesistente e dovremmo pure credere a un dna sena requisiti minimi.
Per me se lo inficiano nessun alone di dubbio.

Quanto al tenere fuori la SB, purtroppo è la procedura che non lo permette.
Ma sono curiosa di vedere fino a che punto perché mano a mano che si ingrossano le sorprese voglio vedere come fai a tenerla fuori.
Hanno indagato, sì, come ?
Se l'hanno fatto come nell'interrogatorio...

Cioè spremono, distruggono uno come B e vanno di "mi scusi Signorina, ah non sa, non ricorda... va bene, ci scusi per il disturbo ?"

Certo la Presidente poteva almeno richiamarla, lei come le altre compagne di palestra, all'interrogatorio dove sono obbligate a testimoniare e non a dire dei non ricordo che negli USA sarebbero "oltraggio alla corte" ma da noi falsa testimonianza che prevede persino l'arresto immediato.
.

Massimo M ha detto...

A Remo
In poche parole la sentenza Knox non fece altro che rilevare che un LCN low copy number di Dna sono troppe le varianti che entrano in gioco soprattutto in una traccia mista. Motivo per cui fu verificato che il profilo ottenuto.........era compatibile con Sollecito ma da quel profilo se ne potevano anche ottenere altri simili a quello di Sollecito. Sarebbero bastate interpretazioni diverse. Poi, importante, il discorso sulla ripetibilita': per avere un valore scientifico........in termni di LCN, i test devono essere ripetibili........secondo la Comunita' scientifica, piu' volte e tutte le volte il risultato deve essere identico.
Poi la sentenza CERTIFICO' anche per ammssione della Stefanoni........che non e' possibile datare il momento del rilascio del DNA ne' stabilire l' ordine cronologico in cui piu' tracce siano state apposte.

Norad ha detto...

@Massimo

Quindi anche in quel caso non fu identificato uno a caso ma proprio Sollecito.
Esattamente quindi come nel caso di Bossetti, per coloro che dicono se il dna risultasse di uno di... Canicattì... invec è di uno del posto, quindi è proprio il suo.

No, potrebbe anche essere, che quello che vuoi trovare, se vuoi, lo trovi.

Ad ogni modo la legeg è la legge o hai le prove e condanni o non le hai e assolvi.
.

Norad ha detto...

L'avv. comunque ha fatto ammettere a Staiti che è prova scientifica solo se
ripetibile in concreto.
.

Dudu' ha detto...

《La difesa: la traccia mista non è mista
«Finora non è stato mostrato un solo elemento che dimostra che si tratti di una traccia mista - dice Marzio Capra consulente della difesa – in particolare mi dovrebbero spiegare perché nella traccia in cui è presente in modo maggioritario il Dna di Ignoto1 non è stato mai ricavato il Dna di Yara. Se non lo si individua, come si fa a dire che è una traccia mista?». 》
Da:
http://www.vanityfair.it/news/italia/15/11/07/yara-gambirasio-dna-massimo-bossetti

Se facciamo una lista dell'analisi di ogni reperto dai fili d'erba tessuto leggings auto familia Gambirasio non analizzata indagine autoptica indagine furgoni indagine 4 ragazzi a Parma piuttosto che Brembate etc etc etc tralasciando per un istante i dna è disperatamente sconfortante e tutti stanno puntando il dito su chi dava direttive, la procura,confortata fin dall'inizio da parole premiali dell'allora ministro della giustizia.
Qualcuno crede che dei cavilli potrebbero assolvere il Bossetti. A me sembra tutt'altro, mai ho visto,come in questo processo, emergere verità suffragate sempre più da elementi logici e concretissimi.
Riscalda il cuore la competenza di questo team difensivo venutosi creare su una drammatica vicenda.

Anonimo ha detto...

chissa'.... forse in questo scambio di battute:

Qui, come un deus ex machina - ultimo colpo di scena - si alza Marzio Capra con un dischetto: "Per aiutarla a trovare questo dato essenziale le posso dare la date degli esami. Io le ho trovate". Domanda: "Dove?". Sorriso: "Nei raw data che mi avete dato voi!". Il perito ora è davvero è in difficoltà: "Sì, ma anche con la data io non posso… Quei dati sono misti ad altre pratiche"

...fra gente che lavora e ha lavorato al RIS c'e' piu' di quanto noi possiamo immaginare...

Norad ha detto...

... certo che se hanno passato alla difesa un dischetto che contiene dati di altre indagini.. alla faccia della privacy...

Mi viene in mente quel film con Gene Hackman, Conflitto di Classe, dove gli avv. della difesa danno all'avv. dell'accusa un camion di documenti appositamente mescolati per rendere la ricerca impossibile.

Altro che "cavilli" ... c'è del marcio in Danimarca !!

Video furgoni no (non ne vedo la necessità)
Sferette no (ulteriori indagini sarebbero solo onerose)
Raw data no (quello che avete vi basta!)
Dna sul polsino no
Amanti moglie sì !!!
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PINO ha detto...

Gli organi di difesa sono rigorosamente tenuti ad osservare strettamente i dettami del c.p.p.: cercare, cioè, solo di controbattere, e quindi vanificare i capi di accusa a carico dei rispettivi assistiti.
Non è pertinente, nè regolamentare, per gli avvocati difensori, segnalare, in sede di dibattito, altri possibili colpevoli del reato in discussione.
Un esempio lampante e recente, è costituito da quanto accaduto nel corso del processo Misseri, quando il prof. Coppi, difensore di Sabrina Misseri e della madre, ha indicato il vero o presunto colpevole, autoaccusatosi di aver commesso il reato attribuito alle due donne.
Un vero controsenso della nostra procedura penale.
Ed è proprio in virtù di tale regola procedurale che il quesito, chiaramente importante, sul dna dell'insegnante Brena, e possibili conseguenze investigative e giudiziarie, non potrà essere discusso in sede del processo Bossetti, pur se collegato direttamente.
Parrà strano, coercitivo, illogico, ma così stanno le cose.
Lo sanno i giudici (e lo hanno già usato) e lo sa anche il Pm.

Anonimo ha detto...

Intervista di Vanity Fair a Marzio Capra e ricostruzione dell'ultima udienza.

http://www.vanityfair.it/news/italia/15/11/07/yara-gambirasio-dna-massimo-bossetti

Annika ha detto...

Anonimo 8.16

Nei miei post mi limito ad analizzare fatti. Cio' non significa che
non mi sia fatta un'idea molto precisa di come si sono svolti peri e
post mortem sia di Yara che di Melania...

pleiades ha detto...

@Annika

Siamo in un forum molto aperto dove tutti hanno il diritto di dire la propria; credo che sapere la tua idea sul caso di Yara (quello di Melania lasciamolo stare) darebbe un ottimo contributo alla ricerca della verità.

Anonimo ha detto...

http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/15_novembre_07/yara-giudice-bacchetta-basta-commenti-aula-f015031e-8562-11e5-8384-eb7cd0191544.shtml

"[...] La presidente della Corte d’Assise, Antonella Bertoja, prende in mano la situazione per fare chiarezza: «Allora, recuperare dati di questo caso è difficile perché vanno estrapolati, ma su questo cd abbiamo solo i dati di questo caso. Dica sì al microfono - indica all’ufficiale - se è così». Il teste conferma. Poi, il tono e lo sguardo severi, la presidente richiama all’ordine: «E prego il pubblico di evitare, prima di aver capito, di uscire con espressioni imbarazzanti da minare la serenità dei testimoni»."

Non capisco, la presidente ne sa piu' dei RIS sui dischi che hanno consegnato (da pochissimo)?

Norad ha detto...

Grazie Anonimo 18:46

Prima era il gossip ora non c'è più nessuno che sappia o che voglia stenografare e si continua a processo ad avere notizie, contro notizie e tanta confusione.

Per questo il processo andava ripreso.

.

Anonimo ha detto...

@Norad

ho letto, forse proprio qui, che la verbalizzazione e' affidata ad una ditta che registra e "sbobina" in parte automaticamente, in parte con intervento umano, tutti gli interventi. I verbali cosi' prodotti, in tempi ragionevolmente brevi, sono poi firmati dalle parti.

Del resto Sturlese Tosi, dopo aver presentato la sua ricostruzione dell'udienza, ha precisato che si trattava delle frasi esatte pronunciate al processo. Se non sbaglio ha citato i verbali.

Detto questo, con il massimo rispetto dei legittimi desideri della famiglia, sarebbe stato opportuno avere almeno una registrazione audio disponibile.

Ben pochi sarebbero arrivati svegli alla fine degli interventi di Lago, a sentire Telese :)

Telese e' molto bravo a descrivere i momenti salienti del processo e a farlo sembrare come uno scontro alla perry mason, ma suppongo che nella realta' si tratti di ore di noia assoluta con qualche lampo di novita' che ai piu', ormai stremati, sfugge. Con un sapiente montaggio, molto televisivo, ma ben poco radiofonico. Proprio per questo la registrazione audio non sarebbe stato un grande problema, anche per la famiglia, almeno credo.

Anonimo ha detto...

Finalmente mi sono fatto un'idea di cosa siano questi benedetti raw data. E ho capito perche' la difesa li voleva, perche' i RIS non volevano consegnarli e perche' la Ruggeri sostiene che sia inutile analizzarli.

L'idea che mi sono fatto (e prego qualche esperto di correggermi) e' che in se' provino il contrario di quel che sostiene ripetutamente l'accusa, cioe' che il campione era di qualita' eccellente. E che questi dati, opportunamente elaborati, possano essere interpretati in maniera diversa.

A questo punto sarebbe interessante sapere se immediatamente dopo il ritrovamento del cadavere e le analisi sia stato messo agli atti un profilo genetico (quindi una interpretazione dei dati "fissata"), oppure se si sia ogni volta confrontato il profilo dna dei sospetti con differenti interpretazioni dei raw data, alla ricerca di una compatibilita'. Qualcuno piu' esperto ne sa qualcosa?

Norad ha detto...

@Anonimo 20:23

Beh, certo che viene tutto verbalizzato ma quello sono appunto gli atti processuali che sono resi disponibili solo dopo almeno un paio di giorni alle parti in causa.
Non per i giornalisti.
Tuttavia poiché non penso che Telese sappia stenografare, si vede che qualcosa sbobinano anche per la stampa !
Del resto meglio sbobinare che pubblicare notizie false.
.

Paolo A ha detto...

Purtroppo sono molto impegnato e allora non posso seguire in maniera accurata il processo e la discussione su questo forum, però ho notato che molte delle osservazioni postate dai vari utenti circa i dubbi sul quel DNA si stanno materializzando nel processo, ora a quanto pare hanno nella famosa traccia mista della 31g20 non c'è neanche il DNA di Yara; le indagini scientifiche sul caso di Yara si stanno rivelando una farsa, se non fosse coinvolta una bambina di 13 anni potrei dire che ben gli sta a tutti questi fanfaroni dei RIS e i loro accoliti dei media.
Ieri ho postato un commento sul DNA della Brena e Pleiades mi ha risposto in maniera un po' piccata, dicendo che i RIS non avrebbero falsificato anche quelle analisi, io rimango della mia opinione e anzi rincaro la dose: per me i RIS di Parma andrebbero sciolti, cancellati, epurati, dopo questa performance nel processo Gambirasio; le analisi di sui campioni devono essere affidati a dei laboratori esterni alle varie forze di polizia, con procedure di copie e firme digitali e con il deposito nella cancelleria del GIP dei dati originali in essi contenuti, solo così si eviterebbero dei falsi o almeno si ridurrebbe la possibilità di un'eventuale manomissione.

Massimo M ha detto...

Ad Anonimo
Sui raw data hai capito perfettamente la questione. Capra si lascia sfuggire............"le posso dare le date degli esami.........."

Anonimo ha detto...

...e dopo il misterioso stereo, il misterioso giubbotto...

sembra che il giubbotto che aveva addosso Yara non fosse suo, ma della cugina. Alla luce dell'indizio ritrovato su questo giubbotto, forse bisognerebbe capire qualcosa di piu'.

Se Yara non indossava abitualmente quel giubbotto, questo significa:

- che l'istruttrice ha, contrariamente alla deposizione, incontrato Yara la sera della scomparsa.

oppure:

- che questa traccia, pare corposa, sia stata trasferita sul giubbotto in un secondo momento

Si e' sempre fatto notare che il giubbotto era in condizioni molto migliori dei leggings, perche'?

Yara con che giacca e' uscita quella sera? la sua o quella della cugina? E' possibile sia stato fatto indossare al cadavere dopo la morte? La cugina a chi ha dato il giubbotto, e perche'?

andres ha detto...

@Paolo A
"...con procedure di copie e firme digitali e con il deposito nella cancelleria del GIP dei dati originali in essi contenuti, solo così si eviterebbero dei falsi o almeno si ridurrebbe la possibilità di un'eventuale manomissione. "
FONDAMENTALE

E comunque mettano pezze a colore ,i tanto decantati Ris, ne escono malissimo.
Poi ci penseranno raitivùmediasetlasette con i soliti compagni di merende a far credere che sono più bravi di quelli dei telefilm americani. Quando si dice l'informazione...!

Anonimo ha detto...

@Massimo M

in effetti uno dei nodi e' li'. E' estremamente probabile che per la degradazione, per la natura "mista" della traccia, e per la presumibilmente alta contaminazione animale l'analisi dei raw data comportasse diverse ambiguita'.

Come e perche' siano state risolte e' interessante. E' possibile (solo una congettura) che il profilo di DG, presumibilmente uno dei primi ad essere in possesso degli inquirenti, sia stato utilizzato per "sciogliere" le ambiguita', ma che sia risultato comunque incompatibile. Ma credo sia stato gia' detto in forma piu' precisa.

Credo che capiremo cosa ha in mente la difesa molto presto: il quesito ai RIS arrivera' probabilmente prima del termine dei sette giorni fissato dalla corte.

Norad ha detto...

Buongiorno

@Anonimo 8:55

Era circolata la voce che Yara indossasse il giubbotto della cugina (chissà come nascono queste bufale) ma la madre in deposizione ha detto che indossava vestiti tutti suoi.
.

andres ha detto...

Buongiorno a tutti
Telese. Oggi.
http://www.pressreader.com/italy/libero/20151108/281818577712370/TextView
"Meredith e la regola del 3: Bossetti spera"

PINO ha detto...

Buongiorno!
Chi sottovaluta l'intelligenza e la validità degli operatori del RIS è fuori strada, perchè sono prive di valutazioni più profonde come, per esempio: ipotesi di condizionamento, trasmessi "via etere", nell'intento di evitare il coinvolgimento di grosse personalità politiche o dell'economia, od anche per non intralciare o inquinare indagini a più largo spettro mirate a scoprire e smantellare gigantesche organizzazioni criminali.
Insomma, quella che appare come una deficienza professionale ed organizzativa dello speciale reparto dell'Arma, potrebbe essere solo apparente, proprio per quanto ipotizzato.
A questo proposito, rileggo, a posteriore e mentalmente, le sottili e suggestive teorie avanzate, in molte occasioni, da Vanna, alle quali non abbiamo prestato l'attenzione che meritavano.
Concludo con la convinzione che i Ris non potevano "non osservare" le anomalie presentate dal materiale biologico a loro affidato per le analisi. E a scanso di postume contestazioni, premettevano, all'inizio della relazione, la difficoltà di operare su una traccia molto deteriorata ecc., che tutti conosciamo e dovremmo ricordare, per meglio considerare la qualità dell'imbarazzo dei rappresentanti dello stesso Ris, nel corso dell'ultimo dibattito, alle specifiche domande degli avvocati difensori di Bossetti.

Anonimo ha detto...

ANONIMO perchè non ti dai un nik qualsiasi?
Faciliteresti le cose A TE ED A NOI
fr.

Anonimo ha detto...

@fr.

Hai ragione, scusatemi. Chiamatemi Ismaele :)

Ismaele

Norad ha detto...

@andres

Pazzesco ciò che si legge in quell'articolo.

Che l'esame, quello vero, cioè l'estrazione fosse una e una sola lo sapevamo da anni, almeno lo sapevano coloro che sanno leggere.

Ma che non sia stato neppure filmato, questo no, era difficile immaginarlo.

Dalla deposizione di Lago di pochi giorni fa risultava che il campione non fosse neanche transitato dai Ris e che l'estrazione fosse stata fatta in altri laboratori.
Ora invece risulta che l'estrazione l'hanno fatta i Ris ?

Maaa una favola al giorno ....
.



pleiades ha detto...

@Norad

Dopo lo strano atteggiamento della famiglia G. starei attento a definire bufale certe notizie.
L'atteggiamento della sorella e della madre riguardo lo stereo è quantomeno strano,non si è davvero capito come quello stereo sia uscito di casa nelle amni di yara.

L'atteggiamento altrettanto strano del padre,che il giorno dopo,come fece giustamente rilevare MGB, se ne andò tranquillamente al lavoro invece di partecipare attivamente alle ricerche.
Segno che probabilmente qualcuno gli comunicò che Yara stava subendo una punizione per certi comportamenti e lui doveva stare tranquillo.
Tranquillità che scompare 4 giorni dopo quando dice :
"Sono passati 4 giorni,MI SEMBRA ABBASTANZA,devo INIZIARE a preoccuparmi?"
Questo mi fa pensare che ci sia qualcosa da nascondere che riguarda la stessa vita di Yara.

Anonimo ha detto...

Non giriamoci intorno: e' stato scritto fin dall'inizio (non ricordo chi) che il campione era degradato e sappiamo che le quantita' erano minime.

Era sicuramente utile tentare un'analisi, piu' avventuroso lanciare una ricerca a strascico dei dna di una popolazione sulla base del risultato ottenuto.

Li' qualcosa non ha funzionato. Qualcuno (non so chi) ha voluto attribuire a quel risultato (di dubbia attendibilita') un valore probatorio fortissimo, con le conseguenze che conosciamo.

Per quanto riguarda il classico argomento pro accusa: "guarda caso, questo dna ignoto corrisponde proprio a un maschio, proprio della zona, proprio di quell'eta' ecc. ecc" la questione e' nell'interpretazione dei raw data e l'eventuale bias.

Come hanno detto in diversi, se ci si aspetta di trovare un certo profilo, i dati possono essere interpretati in un certo modo. A quel punto, la ricerca del profilo compatibile non e' piu' cosi' impossibile (1/miliardi di miliardi). Se non sbaglio, nel team difensivo c'e' uno statistico. Credo che sia li' proprio per questo tipo di calcoli. Dall'analisi dei raw data dovrebbe essere possibile capire se alcuni marcatori "dubbi" sono sono stati attribuiti grazie a un profilo noto. Nella famosa ipotesi che il profilo di DG sia stato importante per la tipizzazione di ignoto 1, e' il numero di marcatori che rendono il profilo incompatibile a determinare la probabilita', a questo punto significativamente piu' alta. Aggiungiamo il forte imparentamento delle persone della zona (si chiama Isola Bergamasca, ci sara' un perche'...), il fatto che (pare) GG fosse un seduttore seriale, alla fine un profilo compatibile non e' impossibile da trovare. (Mi si perdonino le imprecisioni di linguaggio, ma spero che il senso sia chiaro).

Io sono sicuro che da un certo livello della catena in poi, chi ha cercato Ignoto 1 ha veramente sempre pensato che il profilo (se c'era) o comunque i raw data fossero dei dati al di sopra di ogni dubbio.

Sarebbe interessante, comunque, avere la risposta ad un'altra domanda: si e' spesso parlato di una sofisticatissima analisi made in the USA per stabilire il colore degli occhi di Ignoto 1. Per fare questa analisi e' stato sottratto materiale utile per ripetere la profilazione?

Ismaele

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