lunedì 9 luglio 2012

Salvatore Parolisi. Il problema mai risolto e le due frasi che lo scagionano. Ed a questo punto l'assassino potrebbe essere l'uomo invisibile...


Ho sempre sostenuto che per trovare l'assassinio di Melania Rea, come di prassi si usa fare in un qualsiasi caso di omicidio, occorre concentrarsi sul luogo in cui l'assassinio è avvenuto. Nel caso in questione ci hanno detto essere lo stesso del ritrovamento, quindi ci si doveva concentrare su Ripe di Civitella e non sul Pianoro di San Marco. Questo perché quanto rinvenuto sul corpo della vittima e sul luogo del delitto, anche la più piccola impronta genetica o l'ultima e minuscola goccia di sangue, si specchierà per forza di cose in chi ha compiuto l'omicidio. E d'altronde che senso ha il cercare un colpevole in un luogo in cui nessun delitto si è consumato? Per come è concepita la giustizia in Italia è un fatto grave il dare dell'assassino e tenere in carcere qualcuno senza avere minime prove. Ancor più grave sarebbe il condannarlo senza aver trovato alcuna goccia di sangue sui suoi indumenti, sulla sua auto, senza aver trovato un arma riferibile a lui, senza ci sia alcun testimone che dica di averlo visto almeno avviarsi sulla strada che porta nella zona dell'omicidio. E' un calcolo matematico che vuole prenda l'ergastolo solo chi, se non le prove, accumula su di sé indizi di colpevolezza concordanti. E se è vero che in casi del genere due più due per il giudice fa quattro, è anche vero che in mancanza di indizi logici, e sottolineo logici, due meno due fa zero. Tornando a bomba c'è da dire che gli inquirenti ascolani e teramani si son trovati di fronte a due problemi matematici. Uno riguardante quanto accaduto al Pianoro di San Marco, e qui non si parla di omicidio ma di alibi, ed uno riguardante l'assassinio consumatosi a Ripe di Civitella. Vediamo come hanno scritto e risolto il primo.


Problema 1: Una famiglia, composta da madre, padre e figlia, un giorno decide di andare a svagarsi per un paio d'ore in un Pianoro, che chiameremo area A, diviso in cinque parti. Una dedicata ai bambini, con scivoli ed altalene, denominata zona b. Una dedicata ai ragazzi, con impianti sportivi ed un campo da calcio (zona c). Una dedicata al ristoro, con un chiosco provvisto di sedie e tavolini (zona d), una dedicata al riposo delle persone più anziane, con alberi ed un piccolo campo di bocce (zona e), una dedicata al ricordo, in cui è presente un monumento ai Caduti (zona f). Case, villette private di persone altolocate o di associazioni a scopo benefico, oltre ad un ristorante, recintano le cinque zone e risultano parte dell'insieme, quindi si inseriscono nell'area A. Sapendo che negli orari in cui il capo famiglia dice di essere stato nella zona delle altalene (zona b) con moglie e figlia, si trovano sul prato degli impianti sportivi (zona c) sedici ragazzi che non vedono alcun componente della famiglia (solo uno parla di ombre accanto alle altalene) e scattano foto che non ritraggono né auto nè persone. Sapendo che all'incirca nello stesso periodo nell'area ristoro (zona d) sono presenti un barista, a posteriori giudicato inattendibile, ed un suo amico a cui non piace osservare. Sapendo che nell'area dedicata agli anziani (zona e) due giardinieri stanno potando e sistemando il sottobosco, e non notano movimenti al parco giochi durante i viaggi fatti per scaricare i rami tagliati. Sapendo che anche quattro operai sono di certo presenti all'interno dell'area A: tre muratori macedoni ed un imbianchino, e tutti sostengono di non aver fatto caso a nulla perché non c'era nulla a cui far caso. Sapendo che altri potenziali testimoni entrano nelle varie zone a fasi alterne: un gruppetto di ragazzi in scooter, nessun avvistamento neppure da parte loro; un uomo giunto in automobile per fare una telefonata ravvicinata al figlio, niente di rilevante alla sua vista; una madre con figlia e suocera in cerca di fresco e riposo, che non manda la nipote ai giochi perché dice non c'erano bimbi; cinque amici, fra cui due ragazze, che si accollano mezz'ora di strada per restare un'ora a mangiarsi un gelato ed a bersi una birra, niente di rilevante da segnalare; una coppia di anziani, col nipote ed un amico di quest'ultimo, che affermano di aver attraversato sulle 15.00 la zona altalene senza aver notato anima viva... si chiede: ipotizzando che la famiglia sia partita da casa in un orario fra le 14.10 e le 14.20, che la certa presenza del marito al Pianoro viene registrata in un orario che varia dalle 15.23 alle 15.40, che la moglie verrà poi trovata morta a 18 chilometri di distanza (l'orario supposto dal patologo parla di un'aggressione partita sulle 14.45/14.50)... chi ha ucciso Melania Rea? 

Quanto scritto in due mesi e mezzo dai carabinieri di Ascoli (il 9 luglio vi fu la richiesta di arresto), come si può notare è un problema semplificato a cui sono state tolte le incognite e le innumerevoli variabili. Un problena incanalato in una inequivolabile direzione. Un problema risolto senza porsi troppe domande ed inviato ad una procura che a sua volta ha tratto uguali conclusioni e l'ha spedito a un giudice, ultimo incaricato di verificare se il problema stia davvero nei termini esposti. Se il giudice si accontenterà dei dati considerati certi dai carabinieri, senza chiedersi nulla delle incognite, perché su queste non figurano indagini significative perciò non esistono agli atti, il quesito all'apparenza gli parrà di facile soluzione, visto che in quanto scritto tutto porta a credere sia il marito l'assassino. Insomma, a leggere il problema per come è esposto pare proprio che in quell'orario l'uomo non fosse presente all'interno della zona A. Ma ci potrebbero essere grosse sorprese dato che neppure sta scritto da nessuna parte che il non essere visti dove si è detto d'essere faccia diventare automaticamente colpevoli di omicidio. E se il giudice preposto a trovar la soluzione al problema avesse una visione ed una preparazione più ampia e completa? Se avesse capito che in mancanza di testimoni a favore, ma in presenza di dichiarazioni rilasciate dopo mesi dall'accaduto, sono le parole dell'imputato a dover essere vagliate al meglio per verificarne la genuinità? In questo caso potrebbe stracciare tutte le pagine che riguardano il Pianoro. Potrebbe capire che anche lasciando perdere le incongruenze non verificate al meglio dai carabinieri la soluzione è un'altra.

Vengano eliminati quindi gli elementi che potrebbero aiutare la Difesa. In primis il Ranelli, il cane molecolare, i testimoni particolari (anche per zona in cui vivono), le auto e le persone di sicuro presenti al pianoro ma non rintracciate, quali ad esempio le due donne fissate nei fotogrammi delle telecamere del chiosco di cui si vedono solo i pantaloni, quelle scambiate inizialmente per la Sturba e la Sirocchi (ma chi erano in effetti?). Si elimini tutto e si tengano in considerazione solo i testi che convogliano la ragione sulle procure che si sono avvicendate nell'indagare. Si elimini tutto e si dia per certo che nessuno il 18 aprile ha visto, dalle 14.40 alle 15.20, persone all'interno del parco giochi del Pianoro. Dopo aver fatto questo si leggano le prime dichiarazioni del Parolisi, quelle che danno ragione ai testimoni ed alla procura, quelle che però contengono anche la certezza che nell'orario indicato il marito di Melania Rea si trovava nella zona delle altalene. Lui infatti dice di esserci stato, di aver dondolato la figlia, di averle fatto raccogliere le margherite... e che nessuno un quel lasso di tempo è salito sulle altalene. Questo signori miei è un alibi di ferro, visto che non c'è stato chi lo abbia smentito dicendo: no, in quell'orario alle altalene dondolavo io mio figlio ed il Parolisi non l'ho visto proprio. Motivo per cui se nessuno è stato visto nella zona altalene, come dicono i testimoni e gli inquirenti, il Parolisi c'era per forza di cose. In caso contrario come faceva, se non presente in loco, a sapere che effettivamente in quei quaranta minuti alle altalene non era salito nessuno? Con questa dichiarazione è diventato un testimone credibile, perché non vi fosse stato non avrebbe potuto parlare in simbiosi con gli altri. Perché se qualcuno il 18 aprile alle 15.00 fosse andato a dondolare un proprio figlio o un nipote, lui, non potendolo sapere se non presente, sarebbe entrato in carcere la sera stessa della scomparsa.

Una volta analizzato e metabolizzato al meglio questo ragionamento, il buon giudice potrebbe poi arrivare ad accorgersi di un altro fatto strano. Potrebbe accorgersi che non c'è stato inquirente che si sia preso la briga di risolvere il secondo problema. Quello più importante perché riguardante il luogo dell'omicidio, l'unico che meritasse di essere sviscerato a fondo. Vediamolo.  

Problema 2: Il cadavere di una donna viene rinvenuto il 20 aprile in un bosco nei dintorni di Ripe di Civitella, che chiameremo area A, grazie ad una persona rimasta anonima (?) che telefona alla polizia da una cabina telefonica di Teramo. Il luogo in cui è avvenuto l'omicidio si presenta diviso in tre zone ed in sei sottozone. Una, che chiameremo zona b, frequentata dai militari di due caserme (quella di Ascoli, in cui si addestrano allieve, e quella di Chieti). Una, che chiameremo zona c, molto vasta e frequentata sia dai cercatori di tartufo che dagli amanti della montagna e del softair, in quanto boschiva. Una, che chiameremo zona d, in cui si trova un chiosco in legno con annessa area picnik. Le sei sottozone, che chiameremo s1,s2,s3,s4,s5,s6, sono in realtà postazioni militari che si creano ogni qualvolta vi sono esercitazioni nella zona b. Servono a controllare il perimetro dell'area A e fare in modo che non vi entrino civili. Il chiosco con l'annessa area picnik della zona d è ben conosciuto dai militari delle due caserme sopracitate. Parlo di quelli che frequentano, o che hanno frequentato in passato, il poligono della zona b. Riferendosi solo agli ultimi tre anni, periodo in cui la vittima ha avuto la residenza in Ascoli, si deve considerare che almeno 6000 militari, di cui circa 4500 allieve della caserma di Ascoli, hanno passato del tempo in quel punto con chiosco ed area picnik. Ma è ben conosciuto anche dai civili del luogo, siano di Ripe o dei paesi limitrofi, che nei caldi giorni estivi vanno, col cestino dei viveri, plaid e tovaglia, in cerca di refrigerio. Detto quanto sopra. Sapendo che la vittima era scomparsa già dal 18 aprile. Sapendo che è stata aggredita con un coltellino a scatto. Sapendo che indossava un giubbotto in grado di attutire i colpi. Sapendo che è stata colpita 23 volte ed è deceduta dopo 20/30 minuti di agonia. Sapendo che all'atto del ritrovamento il suo corpo si presentava posizionato "a modo". Sapendo che aveva i pantaloni e le mutandine abbassate, abbassamento avvenuto in fase antecedente l'omicidio. Sapendo che in una fase molto successiva (dato che solo nelle ferite da staging i batteri sono ancora in superfice e non penetrati in profondità) le sono state inferte altre 12 coltellate col medesimo coltellino. Sapendo che, in contemporanea a questa fase, sul suo corpo si sono incisi con un punteruolo tre disegni formati da righe, così da creare diversi tipi di croce. Sapendo che nell'arcata dentale e  su un labbro della vittima si è rinvenuto un dna riferibile al marito (pur difficilmente databile). Sapendo che sotto il seno aveva conficcata una siringa completa. Sapendo che nei pressi del corpo si sono trovati: un vecchio laccio emostatico, un pistone, un barilotto ed un involucro (questi ultimi tre oggetti sono parti di una seconda siringa). Sapendo che sparsi attorno al corpo si sono rinvenuti alcuni suoi oggetti personali: un accendino, un paio di orecchini (sfilatisi senza lasciar ferite sui lobi), un cellulare ed un anello di fidanzamento. Sapendo che sul corpo si sono rinvenute cinque formazioni pilifere, cinque dna parziali ed una strisciata ematica con forma particolare (tutti estranei all'ambito familiare). Sapendo che sul giubbotto si trovava, mischiato al sangue della vittima, un altro dna. Sapendo che sul ballatoio del chiosco era l'impronta parziale insanguinata di una scarpa militare (o similare) numero 38/39. Sapendo che su due pareti del chiosco, sugli alberi e sul terreno, si sono rinvenute tracce di sangue schizzato durante l'azione omicida (per cui l'assassino si è di certo macchiato e la vittima ha di certo urlato non essendo morta all'istante). Sapendo che il 18 aprile, ma anche il 19, nella zona b si trovavano 22 militari di Chieti che nulla hanno sentito. Sapendo che l'aggressione dal patologo viene datata alle ore 14.45/14.50 del 18 aprile. Sapendo che 15 minuti prima della suddetta aggressione si trovavano seduti nella zona d (area picnik) 9 dei 22 militari che si esercitavano nella zona b. Sapendo che nella zona c si trovava almeno un cercatore di tartufi con il suo cane. Sapendo che le coltellate inferte mentre il cadavere era in rigor mortis non hanno una data certa e potrebbero risalire al giorno 19 aprile ma anche alla mattina del 20. Sapendo che negli stessi due giorni nelle sei sottozone s1,s2,s3,s4,s5,s6, si trovavano 6 sentinelle preposte a vietare il transito ai veicoli civili. Sapendo che di queste sentinelle almeno quella presente nella zona s6 doveva vedere le vetture che si recavano al chiosco della Pineta. Sapendo che tale sentinella non ha notato né salire né scendere l'auto della famiglia Parolisi. Sapendo che gli unici schiamazzi sentiti nella zona d, quella del chiosco, dalla suddetta sentinella e dalla stessa ammessi in interrogatorio, erano riferibili a suoi commilitoni (forse intenti a pranzare). Sapendo che di fronte alla sottozona s6 in quei due giorni di esercitazioni sono passati molti mezzi militari che non han destato allarme. Sapendo che gli unici mezzi civili saliti e notati in un orario a ridosso della morte (15.00/15.30) sono un fuoristrada grigio ed una Fiat Stilo. Sapendo che in orario serale le sei sottozone e la zona b vengono abbandonate dai militari. Sapendo che nella stessa zona b operavano anche dei civili, addetti alla manutenzione del poligono ed alla sua sistemazione per le prossime esercitazioni. Sapendo che il cellulare della vittima pare aver cambiato posizione ed essere stato parzialmente manomesso. Si chiede: chi ha ucciso la donna trovata cadavere al chiosco della pineta di Ripe, considerato che il marito ha ammesso di aver avuto con lei, nello stesso luogo in cui si è rinvenuto il corpo privo di vita ma in data antecedente, un rapporto sessuale?

Come si nota subito il secondo problema risulta essere ben più difficile del primo. E' questo il motivo per cui non c'è stato chi davvero abbia avuto la voglia di risolverlo? Com'è possibile che una donna arrivi in un luogo ben controllato, e qui venga uccisa, senza che vi siano avvistamenti di alcun genere? Possibile che lei, come l'assassino e il depistatore, sia risultata invisibile per più giorni? E' il fatto di avere a che fare con persone invisibili che ha convinto gli inquirenti a nascondere il problema in una cartella con su scritto: depistaggio da parte del marito assassino? E' per questo che non si sono tratte le giuste conclusioni? Quelle che spetteranno nuovamente al buon giudice? Perché non si sono accorti che anche in questo caso vi sono parole da analizzare, parole che con un giusto ragionamento smentiscono ogni tesi della procura ed escludono sia stato il marito a depistare? Non parlo del fatto che nei giorni della scomparsa di sua moglie l'uomo sia stato sotto l'occhio vigile di parenti e militari, parlo delle sue parole. Quelle parole che tutti, dai carabinieri ai procuratori ai media, hanno considerato essere una prova contro di lui quando in realtà lo discolpavano. Dire: "Ho avuto un rapporto sessuale con mia moglie due o tre settimane fa in questo punto accanto al chiosco, quindi se ci sono tracce riconducibili a me tenetene conto", non può in alcun modo far pensare ad un Parolisi depistatore. Lui sapeva perfettamente dov'era avvenuto il rapporto sessuale, tanto che mostra il punto e ne parla al Pm il 22 aprile.

Nessuno ha pensato che se davvero fosse andato a depistare avrebbe fatto qualche riga in meno sulle gambe o sulla pancia del cadavere, trovando così il tempo per pulire al meglio (l'acido muriatico e l'ammoniaca stanno in ogni casa), o al limite grattare o staccare, la parte di ballatoio interessata dal suo sperma? Può un depistatore che cura ogni particolare, tanto da sistemare il cadavere per come voleva si presentasse agli inquirenti, dimenticarsi di cancellare quelle tracce che potrebbero incolparlo? Certo che no! Quindi il Parolisi parlando del rapporto sessuale ha dato agli inquirenti la prova di non essere stato chi ha depistato. E dargli del depistatore dopo quella sua affermazione stupida sul rapporto sessuale, pare davvero un azzardo buono solo per chi si adagia e sui concetti non ci vuol ragionare. Ciò che al giudice preparato apparirà, quindi, sarà un'indagine nata da una cenere che non nascondeva nessun carbone ardente. Solo altra cenere. Non può essere diversamente e si renderà perfettamente conto che bastava ragionare sulle due frasi per incanalare le indagini in diversi filoni investigativi e non sul marito. Due frasi stupide ma buone a scagionare. Una per darlo presente al Pianoro di Ascoli, e fargli avere un alibi, ed una per darlo assente al chiosco della pineta di Ripe, e farlo considerare innocente.

Si è detto che il Parolisi è entrato nel mirino della procura quando si è capito che altre piste concrete non erano percorribili. Ma forse, se proprio non si riusciva a trovare nulla di concreto e fisicamente solido fra gli abitanti delle Marche e degli Abruzzi, piuttosto che infossarsi sul Parolisi e non riuscire a risolvere un problema, si poteva partire col pensare che il vero assassino si trovava, e forse si trova ancora, in una condizione di invisibilità totale. Come scrisse Umberto Eco quando presentò il libro "Storia dei RosaCroce": "L'Ordine dei RosaCroce non si sa se esista realmente e di certo nessuno conoscerà mai un rosacroce perché un rosacroce non si manifesta al pubblico". Ora c'è da dire che se i rosacroce non si manifestano al pubblico, chi in rete dice di esserne l'imperatore ed esorta ad affiliarsi in effetti potrebbe essere solo un uno qualunque che vanta di essere a capo di un Ordine che non esiste. In base a questo potrebbe pure non esistere la sede RosaCroce di Colledara, una località in provincia di Teramo che dista mezz'ora da Ripe. Parrà che io dica una sciocchezza, però fateci caso: le iniziali sono una R per Rosa ed una C per croce, esattamente come quelle che servono per comporre il nome: Rea Carmela. Ma, altra sciocchezza a cui non far caso, una C ed una R si trovano incise anche sullo stemma della caserma Clementi. Inoltre, terza sciocchezza da dimenticare, una R ed una C sono le iniziali di una località ormai famosa: Ripe di Civitella.

Certo, si può pensare che queste siano sciocchezze senza un reale peso in una vicenda che parla di omicidio. E lo sono senz'altro, esattamente come quelle che riguardano pettegolezzi e intercettazioni fra amanti, quelle portate dalla procura al giudice per chiedere la condanna del Parolisi. Ed a pari condizioni, se proprio non si voleva indagare nella maniera migliore, se proprio si voleva lasciare il caso insoluto (state certi che fino a quando si agirà in base ai suddetti pettegolezzi Melania Rea non avrà una vera giustizia), era meglio lasciar perdere il marito e cercare un colpevole invisibile sul territorio. I media avrebbero guadagnato meno, ce ne potevamo fare una ragione, e una bimba di pochi anni non avrebbe sofferto anche per la mancanza di un padre...

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267 commenti:

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PINO ha detto...

CARO MASSIMO,
il tuo ragionamento è abbastanza logico, come logici sono i particolari che hai focalizzato.

Il lavoro di ricerca svolto da tutti noi, su questo blog, e che tu conosci perfettamente, ha seguito esattamente lo stesso filo conduttore, e come risultato si è avuto l'impatto con "l'uomo invisibile" da te simbolizzato.
Così come stanno le cose, in questo delicato momento, vigilia di un processo fra i più anomali, quali potranno mai essere le nostre aspettative?
Sono disorientato, a tal punto, da non vedere nessuna risoluzione positiva del caso, a meno che non si rifaccia tutto, con un conto alla rovescia.
Ciao, Pino

Antonello ha detto...

Per chi ne volesse sapere un attimino di piu' e solo a scopo nozionistico.

http://it.m.wikipedia.org/wiki/Rosa_Croce#section_4

Bell'articolo, il simbolo dei rosacrociani sarebbe, se tutto e' segreto uso il condizionale, una croce con al centro una rosa rossa.
A prima vista c'e' da notare che la simbologia sul corpo riporta ad una svastica, una grata tipo tris ed una croce di Sant'Andrea.
L'unica che puo' somigliare al simbolo dei rosacrociani e' la croce di Sant'Andrea che e' pero' il simbolo di un'altra associazione segreta di origini tedesche e che sarebbe una corrente della piu' imponente Massoneria Occidentale stanziata in Germania e o in paesi sassoni.
In verita' e' un dedalo, ho notato anche io le RC ricorrenti, una coincidenza curiosa direi, io attendo sempre risposte dal mondo esoterico che ho interrogato su apposito sito e di cui ho postato il link nel post precedente.
Per la cronaca ho chiesto se qualche rito esoterico o satanico prevede l'assenza dal corpo di metalli e o monili.
Per ora il nulla.

Antonello ha detto...

Sta di fatto che se e' vero che S. ha avuto un rapporto a Ripe 15 giorni prima dei tristi fatti mi si deve spiegare perche' non avrebbe dovuto dirlo, anche se e' strano che invece altre cose normalissime non solo non le ha dette ma ha fatto di tutto e di piu' per nasconderle.
Il personaggio non segue delle linee standard e la scommessa del pianoro a dire il vero non e' l'unica, se fosse stato lui sarebbe da guinness delle scommesse, prima fra tutte avrebbe scommesso di essere invisibile pilota di una macchina del tempo, mica robetta insomma.
Nessuno insomma l'ha visto al pianoro e nessuno l'ha visto a Ripe ne in tragitto, ha fatto meno scommesse lui che coloro che gli attribuiscono i fatti e questo e' parecchio dissonante.
Ha scommesso su una Sg che risultasse "normale" e che non riportasse piu' suo dna.
Un festival, c'e' solo da sperare che non giochi la schedina perche' sarebbe distruttivo se l'S. immaginato dagli inquirenti fosse il S. vero.
E lo credo che M. ne era innamotata, era capace di asciugargli, ricomporgli e pettinargli i capelli, di rifargli il trucco perfettamente, il tutto senza sfiorarla, un mago immaginario ed invisibile al volante di una autovettura che io farei analizzare nei laboratori del Cavallino.
E' triste ma devo ammettere che siamo fuscelli al vento, idioti quando serve e genii quando conviene, parte a copione di un mondo che ritiene di esistere solo variando le esistenze altrui, e' un aspetto veramente incredibile, il tradimento ventilato, pure quello e' stato utilizzato per accecare e coalizzare Voghera, che non facciano la "marcia su Teramo"???

Manlio Tummolo ha detto...

L'identificazione del luogo della morte di Melania con quello del rapporto sessuale sembra una strana coincidenza, a meno che non fosse un'abitudine della coppia di ritrovarsi in quei luoghi e lì avere rapporti intimi. Se in tutta la loro vita insieme, anche da fidanzati, erano abituati a trovarsi là, la coincidenza potrebbe essere meno significativa che se lì si fossero trovati soltanto una volta, ed esattamente 15 giorni prima. C'era qualcun altro che lo sapeva ? Parolisi aveva l'abitudine, in sé poco simpatica, di raccontare a commilitoni, amici o vicini dove andasse con la moglie e che cosa facesse con lei in quei determinati luoghi?

Tiziana ha detto...

Massimo
condivido totalmente il tuo articolo.
In particolare avevo già sottolineato l'assurdità, per un eventuale colpevole, di ammettere che il luogo di ritrovamento del corpo sia esattamente quello in cui aveva avuto un rapporto con la moglie.
E' proprio ciò che avrebbe dovuto discolparlo.

Hanno scritto in ordinanza che potava essere stato così scaltro da aver scelto una zona, per l'omicidio, servita dalle stesse celle telefoniche di CSM, in modo che non si potesse collocare lui e la moglie in un luogo certo. E poi è così sciocco da lasciare sue tracce biologiche indicandone anche il punto preciso, senza invece cancellarle?

E' vero, si è scelto Parolisi come capro espiatorio non perché ci fossero delle prove, ma perché non si sapeva quale altra strada seguire.
L'opinione pubblica voleva un assassino, non la si poteva lasciare senza un nome e, tutto sommato, per gli inquirenti un nome valeva l'altro. Parolisi era il marito, si sa che molti delitti maturano in ambito familiare e non aveva neppure un alibi; in più poteva risultare sufficientemente antipatico a causa dei tradimenti e delle bugie (quelle provate riguardano solo e soltanto i tradimenti) dunque: il colpevole è confezionato!

Non importa se ci sono un sacco di elementi che non collimano. Gli stessi inquirenti ammettono che non sanno spiegarsi molte cose.
Ad esempio non sanno spiegarsi chi abbia spostato il cellulare, giungono addirittura ad ipotizzare un animale (ecco che allora, al confronto, la tua teoria dei Rosa Croce sembra la cosa più naturale del mondo).
Non sanno chi abbia spento, riacceso e cancellato quel cellulare: sempre il fantomatico animale? Perché allora non attribuire anche l'omicidio allo stesso animale?
Non sanno chi abbia effettuato il vilipendio del cadavere: dicono Parolisi (ma quando?) o un complice. Ma non sanno nemmeno chi possa essere tale complice.
Non sanno quando Parolisi sia arrivato a CSM, fanno dire a Ranelli d'averlo visto alle 15.23, perché la sua precedente testimonianza, coincidente con le dichiarazioni di P., non piaceva. Poi però sostengono che sia andato direttamente al bar Segà, telefonando alle 15.26 dalla macchina. Ma allora quando Ranelli l'avrebbe visto? Non lo sanno.
Concludendo: non hanno prove, ma in cambio ci sono tante cose che non sanno.

Ma allora, cos'è che sanno e tanto da condurli a Parolisi?

Hanno SOLO il contenuto gastrico che induce Tagliabracci a dire (ma solo in seconda battuta, di primo acchito aveva sostenuto che Melania fosse morta nella notte tra il 18 ed il 19/4) che Melania sarebbe morta tra le 14.30 e le 15.00.

Peccato che tale contenuto gastrico abbia nel tempo cambiato volume e colore. L'unico elemento nelle mani degli inquirenti mi sembra dunque piuttosto effimero. Con questo labile elemento pretendono di tenere un uomo per 30 anni in carcere? Spero che nessun giudice si voglia assumere una tale responsabilità.

tabula ha detto...

inizialmente si diceva fossero incise due lettere sul corpo.
qualduno le ha viste?

tabula ha detto...

hai ragione tiziana
se Parolisi fosse stato visto da Ranelli spingere la figlia alle altalene solo alle 15.23, lo ha visto nell'ultimo momento in cui c'è stato, dopodichè lo stesso, elocissimo, avrebbe dovuto tirar giù di peso la bimba dalle altalene e catapultarla sul seggiolino auto senza legarla, per poter telefonare alle 15.26 dalla macchina e arrivare alle 15,30 al bar Segà.

Ma allora quando Ranelli l'avrebbe visto? Non lo sanno.
Massì che lo sanno. L'ha visto proprio all'ora in cui disse di averlo visto in prima battuta, ovvero APPENA arrivato. Però non gli piace ammetterlo.

Tiziana ha detto...

Tabula
io sono sempre stata convinta che fosse vera la prima testimonianza di Ranelli, quella che coincideva con la versione di Parolisi. In fin dei conti mica erano amici, perché avrebbe dovuto reggergli il gioco?
E' scandaloso il modo in cui gli inquirenti hanno influenzato un testimone (o più d'uno).

anna ha detto...

dal video si vede il ranelli uscire la prima volta dal chiosco alle 14,53 reale, perchè l''orologio del video va benissimo così come ebbi a spiegare in un altro intervento, è questo il momento che vede la famigliola, papa mamma e bimbo, alle 14,53 lo stesso orario che sonia chiama melania e poi gli sms, melania oltre ad avere il telefono silenzioso non risponde perchè quello è il messaggio di sonia,che aveva un appuntamento con lei, si allontana dal marito e va a quell'appuntamento,la seconda uscita del ranelli non è alle 15,23 ma alle 15,15 ora reale, ma non può aver visto la famigliola perchè melania si era già allontanata, verso le 15,20 parolisi già sisposta dalle altalene alla macchina mette la bimba sul seggiolino e fa prima chiamata alle 15,26 alla moglie, poi con la macchina si sposta al ristorante dove arriva alle 15,30,gli inquirenti hanno falsificato gli orari del video ,quell'orologio andava benissimo.....

Mimosa ha detto...

@ Anna
io sono d'accordo con te, anche se credo alle parole di SP quando dice che ha cominciato a telefonare alla moglie "tre o quattro volte" prima di entrare al ristorante (il fatto che non siano registrate nei Tabulati del cellulare di M altre chiamate dal suo telefono prima delle 15.26, secondo me significa solo che - come ho già scritto - entrambi i telefoni convenzionati con l'Esercito erano sotto la "copertura" di quella "rete fantasma", come l'ha chiamata LucaP).
E tu sai che non si hanno i Tabulati del telefono di SP perché appartengono alla Caserma Clementi ...
Ma non serve a niente questa mia opinione.

Ciao
Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Tabula,
alla tua domanda delle 21:53 riguardo alle lettere incise sul corpo, finalmente ti posso rispondere, sono riuscita a trovare quello che mi ricordavo
e cioè un post di Alessandro in risposta al tuo vecchissimo intervento sui segni:
1 era realmente una croce uncinata ? io ancora non riesco a vederla...
2 se sì, possiamo avere la certezza matematoca che l'autore non sia sp...francamente inarrivabile per lui

E subito dopo il mio post (07 ottobre 2011, 00:27) seguito dal tuo commento in cui ti stupivi del mio archivio:
una certa Nimoka il 15 agosto ha scritto: «Anche i segni - in particolare la svastica - ritrovati sul corpo di Melania non mi convincono, sembra quasi che siano stati fatti per ricondurre il tutto al movente passionale ( sembrano due iniziali S+L)», cioè Salvatore e Ludovica.

Anch’io ho visto le immagini e non mi sembra proprio si tratti di una croce uncinata o meglio non il simbolo classico (ora sono scomparsi dall’etere).
Sul corpo però ci sono anche quei segni a forma di grata, più squadrati.
Un’amica della Squadra (non faccio il nome) segnalò tale intreccio poteva corrispondere all’emblema della Caserma Clementi e mise il link http://it.wikipedia.org/wiki/235%C2%BA_Reggimento_%22Piceno%22
dove si vede lo stemma: nella terza ripartizione dello Scudo, campo oro, c’è un albero di rovere, sradicato, e ai due lati le lettere C e R (come ha detto Massimo nell’articolo), simboli della Città di Rovereto dove il Reggimento entrò nel 1918.

Di sicuro le incisioni hanno una ragione d’essere.
Se all’inizio tutti hanno pensato ad un “depistaggio” o un “messaggio” e qualcuno qui, invece, ha supposto servissero a coprire di un “lascito” non cancellabile altrimenti (ti ricordi?), io penso potessero essere una “firma”.

Ciao, Mimosa

PINO ha detto...

@ TIZIANA
Concordo con te circa l'autenticità della PRIMA VERSIONE rilasciata dal Ranelli, sulla presenza di Parolisi e famiglia a CSM, quel primo pomeriggio del 18-04.
Ricordo anche perfettamente che, quando gli fu chiesto il perchè avesse attenzionato il gruppo famigliare, mentre svolgeva altre faccende, il Ranelli rispose che era stato incuriosito dall'abbigliamento del Parolisi, un pò leggero, rispetto alla temperatura piuttosto fresca di quel giorno, mentre la donna che era con lui indossava un giubbino scuro e pantaloni più chiari.
Si riferiva certamente al fatto che il caporalmaggione indossava una maglietta a mezze maniche, ed un pantaloncino corto da ginnastica.
E non solo; aggiunse anche che, qualche minuto dopo, riguardando casualmente nella stessa direzione, vide solo l'uomo che dondolava un bambino sull'altalena. Evidentemente Melania si era già allontanata.
Quello che segue, mettiamolo da parte, per il momento, perchè quello che voglio focalizzare, è ciò che a me è sembrata la CAUSA della sua confusa ritrattazione postuma, di quanto aveva affermato nella prima dichiarazione.
Ricordo con netta precisione che, mentre il Ranelli rendeva la sua testimonianza, sua moglie, che gli era accanto, cercava di tacitarlo, con atteggiamento molto contrariato, interropendo continuamente la sua spontanea esposizione, dei fatti intendendo chiaramente significare "ma fatti i fatti tuoi, non metterti nei pasticci".
Penso pure che, una volta restati soli, la donna abbia convinto il marito a trovare il modo di tirarsi fuori, dagli impicci in cui si era ficcato. Gli "altri", poi, hanno completato l'opera.
Per gli orari, ritengo giusti quelli indicati (questa volta con criterio) dalla tenace Anna.
Ciao, Pino

p.s. Esisteva un video di quanto ho esposto, ma non sono riuscito a trovarlo. Vuol provarci qualcuno?

ENRICO ha detto...

@ PINO

Quel video con quell'intervista a Ranelli lo ricordo benissimo e l'ho cercato invano già parecchi mesi fa. NON l'ho PIU' TROVATO.

PINO ha detto...

ENRICO
Ne ho trovati due ma NON QUELLO in cui la moglie gli è vicino, a dissuaderlo.
Ce strano...

Antonello ha detto...

@Pino
confermo, ho visto anche io quello spezzone di intervista con la moglie che evidentemente non era daccordo, al punto chei ha proprio dato fastidio anche a me.
Ma come, ho visto una cosa che puo' salvare la vita di una famigliola e magari evitare che il padre di una bimba vada in carcere dopo che ne e' scomparsa la madre e mia moglie fa quella manfrina se dichiaro semplicemente cio' che ho visto???
Io li avrei chiesto di spegnere le telecamere e sarei andato in un altro posto a registrare oppure avrei chiesto a lei di allontanarsi, veramente irresponsabile, a meno che non ci fosse qualcos'altro dietro che non sappiamo, in ogni modo mi prendi da parte e mi dici cio' che vuoi dirmi, non cerchi di farmi passare da beota, pure te come gli inquirenti.
Con il mio carattere avrei gia' litigato ma magari Ranelli e' un quieto, vivi e lascia vivere pure se ti schiaccia i piedi chi dovrebbe invece essere contenta del dovere testimoniale, non so magari potrebbero esserci delle intimidazioni dietro successive alla sua prima uscita, puo' darsi ma io non concepisco ste cose.

Antonello ha detto...

Io volevo risottolineare quanto dicevamo tempo fa ripreso da Anna nel post precedente.
E' certo che esistono due telefonate ma nessuno sa se anonime ambedue, sicuramente lo e' quella che ha permesso il rinvenimento del corpo.
Ma ce ne dovrebbe essere un'altra effettuata da un anziano che dichiara di aver visto una donna uscire trafelata dalla boscaglia, ad onesta' io non so se esiste questa chiamata o no, certo che se un anziano dice di aver chiamato teoricamente vi dovrebbe essere la registrazione, le telefonate ai centralini dovrebbero essere tutte registrate che si sappia.

e ha detto...

@ PINO

Anche io ne ho trovati altri, ma il primo, quello con la moglie che lo corregge, ho trovato tempo fa ( molto tempo fa , forse quest'inverno) solo uno spezzone e cioà SOLO la parte in cui la moglie cerca di fargli modificare alcuni particolari

ENRICO ha detto...

PS

il commento precedente è mio...

PINO ha detto...

ANTONELLO
Noi abbiamo il nostro oracolo a cui ricorre: Mimosa. La nostra insostituibile risorsa.

MIMOSA CARA,
memoria storica di tutti noi, ci verresti in aiuto?
Solo tu, con la tua perseveranza, potresti rintracciare quel video in cui Ranelli testimonia la presenza di SP e famiglia a CSM, co LA MOGLIE ACCANTO CHE LO INTERROMPE.
In trepidante attesa ti dico ciao :-)Pino

PINO ha detto...

ENRICO
I videi da me rintracciati su YOU TUBE sono 2. Uno registrato daTVP Italia, e l'altro trasmesso in " LA VITA IN DIRETTA.
Ma nessuno dei due è quello al quale mi riferisco.

Anonimo ha detto...

p.s. non tenete conto del "plurale" di VIDEO. Pino

ENRICO ha detto...

@ PINO

lo so , sono gli stessi che trovo anch'io

Quello che stiamo cercando ( e che secondo me è stato tolto dal web ) è l'intervista fatta da CLV subito dopo il ritrovamento del corpo.

Ora, il 27 aprile 2011 CLV mandò in onda la lunga intervista a Salv. e a Sonia... non ricordo se quella del Ranelli fosse nella stessa puntata o in quella successiva.

Poi naturalmente fu riproposta da altre emittenti ed in altre trasmissioni ma da UN CERTO MOMENTO in poi è sparita.

anna ha detto...

per Mimosa
anche io penso che parolisi ha fatto più di una telefonata alla moglie,così come dichiarò, e queste telefonate sono passate attraverso la caserma clementi, quello che mi sconcerta perchè gli inquirenti non si sono fatti dare i tabulati della caserma?in quelle telefonate "segrete" ci sono forse telefonate di altre persone che non devono uscire fuori?

pensiamo al famoso militare della clemente che il 20 aprile alle ore 7 mentre il telefono di melania si riaccendeva era nella zona.......ha fatto telefonate anche lui attraverso la caserma che non devono uscire fuori?e' tanto difficile farsi dare il tabulato appartenente all'esercito della caserma?

approfondirei anche il discorso della macchina rossa seguita da un' altra macchina che alle ore 16 a forte velocita percorreva la strada da san marco a san giacomo,testimonianza di un uomo che andava a cavallo,

ovviamnete se la macchina proveniva da san marco deve essere per forza immortalata nel video del ranelli così come tutte le macchine passate in quell'orario, se questa macchina non è immortalata significa che è passata dalla stessa strada percorsa da melania per allontanarsi dalle altalene ,quindi non è passata ne davanti al ristorante il cacciatore e ne può essere immortalata dal video,dentro quella macchina potevano esserci le persone che hanno sequestrato melania,ma non a san marco ma a colle, così come i cani hanno annusato..............

una cosa è certa quelle macchine che andavano a san giacomo per forza di cose dovevano passare da san marco.......come mai tutti i solerti testimoni hanno fatto dichiarazioni inattendibili sulla presenza di salvatore e melania, e nessuno ha visto queste due macchine passare a san marco?semplice quando le persone stanno in un luogo di relax tutto fanno meno che gurdarsi intorno, il non ricordo di aver visto qualcuno alle altalene non significa che non c'era nessuno...........

ENRICO ha detto...

riporto un brano del blog di Il Bravo Il signor Ranelli è colui il quale ha il chiosco a Pianoro di Colle San Marco. Di tutti i testimoni oculari di quel 18 aprile, questo è quello più importante poiché potrebbe essere l'unico a ricordarsi di Melania. Così ha dichiarato in un primo momento. Non ha detto proprio: "Ho visto la signora Rea" perché il Ranelli non aveva mai sentito parlare di Melania prima di quel fatidico pomeriggio. Comunque, nella sua prima dichiarazione aveva detto di aver veduto Parolisi e che con lui una donna c'era. La descrizione corrispondeva, almeno negli abiti, proprio a Melania.
Poi però, è intervenuto un ripensamento, per cui sembrerebbe che abbia visto un'altra donna, una certa Diana, figlia del proprietario del Cacciatore (curioso che una che si chiami come la dea della caccia sia poi figlia di uno che ha un ristorante che si chiama il Cacciatore...). Riporto l'intervista andata in onda a Chi l'ha visto il 18 maggio 2011. Secondo la conduttrice del programma, la pur brava Federica Sciarelli, in questo servizio Ranelli ammetterebbe che si è sbagliato: quel pomeriggio non ha veduto Melania bensì Diana insieme a Salvatore. La donna sarebbe andato a dare una mano a Parolisi, cioè avrebbe guardato la piccola Vittoria mentre lui cercava Melania


E' interessante leggere tutto il post...

Ps tra l'altro ricordo che in quella prima intervista Ranelli aveva una maglietta chiara ( grigio chiaro o beige )

ENRICO ha detto...

Sempre dal blog Fatti di Cronaca Nera

http://fattidicronacanera.blogspot.it/2011/09/caso-melania-rea-terza-parte-la.html

si legge " Nella sua prima dichiarazione afferma che verso le 14:50 ha visto nella zona altalena un uomo e una donna dondolare un bimbo, forse una bimba. L’uomo attira la sua attenzione perché ha in pantalonici e la maglietta nonostante facesse freschetto. Tale affermazione il Ranelli le rilascia sia il 18 che il 19 aprile. Quindi nell’immediatezza del fatto

Di conseguenza l'intervista sarebbe stata raccolta PRIMA del ritrovamento del cadavere.

Allora, quando fu trasmessa ? Durante qualche telegiornale ?

CLV andò in onda proprio mercoledì 20 il giorno del ritrovamento del corpo.

Possibile che in quella puntata non fece nemmeno un servizio sul "caso" ?

Comunque la puntata di CLV del 20 aprile del 2011 io non l'ho trovata

PINO ha detto...

ENRICO
Si, la maglia era grigia. Quindi quel video non me lo sono sognato.
Ricordo perfettamente le tre fasi di avvistamento del Ranelli:
1° vede l'intera famiglia.
2° vede solo SP e la bimba, perchè M si è allontanata
3° non vede più nessuno (secondo la mia teoria ha seguito la moglie, ma questo è un altro discorso)
Più chiaro non poteva essere. Perchè si vorrebbe falsificare tutto? Incredibile!

tabula ha detto...

Massimo,
1) tu hai ragione asserendo che la dichiarazione di Salvatore, ovvero che non ci fosse nessuno alle altalene quando in effetti nessuno c'era, poteva essere un azzardo ma stranamente corrisponde alla realtà,
ma quei testimoni che citi presenti al Pianoro, e scusa se ti domando una cosa che reputi scontata, sono realmente giunti in un orario concordante con l'eventuale presenza di Parolisi?
2) dici una cosa molto precisa della quale non avevo chiarezza, ovvero la prima serie di coltellate sono state 23.
Le successive 12, che andrebbero a comporre il numero 35, sarebbero state inferte molto più avanti, addirittura in fase di staging, e questo ce lo dicono i batteri presenti, solo superficiali.

Ricordo alcuni commenti nei quali domandavo se le coltellate fossero avvenute in una o due battute, francamente credevo che la dinamica omicidiaria, ovvero 35 coltellate, fossero avvenute tutte insieme o meno.

E finalmente hai fatto chiarezza!

di fatto, avevo sempre interpretato il riferimento ai batteri superficiali relativamente sole INCISIONI, non avevo compreso ci fossero 12 coltellate postume.

Quindi, dodici coltellate post mortem fatte CON LO STESSO COLTELLO dell'aggressione: allora quel coltello non è stato gettato via.

casomai poteva essere rimasto sul luogo del delitto?

che senso ha colpire dodici volte una donna già morta?

forse, servivano per arrivare al numero totale di 35?

indicando il 235° RAV Piceno o cos'altro?

a cosa sarebbero servite 12 coltellate in più su un corpo morto? odio allo stato puro?

sicuramente non è avvenuto quel gesto di pietas che spesso si è riscontrato nel caso in cui l'omicida fosse un familiare della vittima, ovvero il chudere gli occhi al cadavere.

Melania è stata trovata con gli occhi ancora aperti.

Mi viene da pensare che, sempre se l'omicidio è stato d'impeto, lo staging sia stato invece assai ben studiato.

e quelle presunte S L indicavano forse Ludovica e Salvatore?

sarebbero due perfetti idioti, se le avessero incise loro due.

un conto è l'impeto, ma pensarci su diverse ore e poi mettere le proprie iniziali sul corpo nello staging è ridicolo. Tanto valeva lasciare il proprio dna.

ENRICO ha detto...

nella puntata di CLV del 20 aprile

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-331507e3-22b7-4063-9a3f-61fd7b860070.html

non si fa cenno nè alla scomparsa di Carmela Rea nè tantomeno al ritrovamento del corpo avvenuto proprio quel pomeriggio e nonostante la notizia fosse già stata divulgata.

Com'è possibile ?

Quindi la prima intervista a Ranelli( quella di cui stiamo parlando e che sarebbe "scomparsa") dovremmo averla vista nella puntata successiva cioè in questa del 27

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-3cb85d7d-d003-464b-bcfa-3aaba365003c.html

Ora non ho tempo per vederla... devo scappare...sono in ritardo

A più tardi

tabula ha detto...

non so se avete letto dell'omicidio di Maria Anastasi.
pare l'amante del marito l'abbia presa a picconate e poi bruciata.
era pure incinta.
ecco, non è per dire, ma è assurdo che le indagini riguardanti eventuali assassini ad opera femminile siano totalmente da escludere, i tempi della donna angelicata sono finiti da mò.

Tiziana ha detto...

PINO
ricordo anch'io di aver visto quell'intervista a Ranelli. Siccome non ho l'abitudine di guardare CLV credo d'averla vista in una delle trasmissioni del pomeriggio, probabilmente in Pomeriggio sul 2, quella che va (andava?) in onda nel primo pomeriggio (14.30 circa).

Come si sa, le mogli sono sempre delle gran rompiscatole (Antonello, si vede che non sei sposato)! :-)

Ricordo bene l'intervento della moglie, ma non credo che da solo sia bastato a confondere le idee a Ranelli. All'inizio devono essere stati i giornalisti stessi a condizionarlo, come hanno fatto con altri testimoni, infine sono intervenuti gli inquirenti con i video delle telecamere. Davanti alle immagini che gli proponevano, e all'incalzare delle domande, si è arreso all'idea di aver sbagliato orario.
Hanno tentato di fare lo stesso con Colasanti, che essendo un militare è riuscito a resistere meglio alle pressioni. Con Piergiorgio invece sono ricorsi al trucchetto dei gatti. Chissà come mai se il cane è così inattendibile continuano ad utilizzarlo?

In realtà Ranelli ha rilasciato un'intervista a Vanity Fair il 5 agosto in cui contestava chi lo bollava come inattendibile:
"Il gip di Teramo, nell'ordinanza in cui convalida l'arresto di Parolisi, ha scritto che lei è inattendibile.
«So quel che ho visto. Sono certo di aver visto quella donna. Inoltre, sono stato io a segnalare le persone che quel giorno si trovavano sul pianoro. Senza di me non le avrebbero rintracciate. Perché il gip mi ritiene attendibile quando aiuto a rintracciare i testimoni e inattendibile quando affermo di aver visto una donna vestita come Melania?»"


In effetti un uomo normale, che ricorda decine di individui presenti sul Pianoro, sentito nell'immediatezza della scomparsa, è mai possibile che non ricordi se ha visto o non ha visto un uomo una donna e un bambino?

La sua testimonianza mi sembra la più attendibile di tutte ed il fatto che il video della sua intervista sia scomparso, puzza, significa che era un video scomodo. Se tutti fossero così certi che si tratti della testimonianza di un visonario, perché toglierlo?

Tiziana ha detto...

Tabula
infatti. E' sufficiente aver visto "Attrazione fatale".

Tiziana ha detto...

Ho ritrovato questa intervista del 26/4 a Ranelli, mi dispiace, ma qui la moglie non c'è, se comunque può servire:

http://www.youtube.com/watch?v=Wp-fb3Y40So

ENRICO ha detto...

@ TIZIANA

quella da te segnalata è l'intervista "ufficiale" che è in giro sul web

Quella a cui ci riferiamo è la PRIMA intervista a caldo fatta a Ranelli e della quale è misteriosamente scomparso il video

Io credo sia inutile cercarlo

Antonello ha detto...

@Tiziana
scelgo l'argomento di riserva, "e chilla vuola anda', mannaggia mannaggia, e chill'altra me fa e domande al telefono, mannaggia mannaggia, chill'altra ancora tieni piu' alla sfogliatella che a me, ed io gliel'aggio ditt che nun se fa a cussi', mannaggia mannaggia, porco di qua e porco di la, ma cumme devo fa!!! Porco di qua e porco di la!!!!"

Antonello ha detto...

@Tabula
Alleggerimo strategico di OT.
dalla calzamaglia al coltello il passo e' stato troppo veloce, vuoi mettere riaggiornare tutti gli archivi e gli sprotocolli, gli schemi vanno pur sempre metabolizzati in un tempo ragionevole, non vorrete diventare umane tutt'a un botto??? E' un po' che lo dico, gia' ci sono poveri Cristi che non sanno piu' come son girati fra playstation, pippotti e boccali il sabato sera, che volete sconvolgere anche il mondo criminologico??? Belin, ma sempre protagonismo, nel bene e nel male se non sconvolgete non vi sembra di esistere.
Basta donne, innamorarsi dei semafori e' la nuova moda, almeno se cambiano colore o li vedi o te lo fan notare i vigili.
Sto fondando una nuova setta, rigorosamente ed orgogliosamente pubblica, chi ama la serenita' mi segua, o popoli sventurati che adorate i simboli e gli spiritualismi, aggregatevi e vi garantiremo un "rosso" se un rosso dev'essere ed un "verde" ed un "giallo" se verde e giallo ci cadranno dal cielo, niente piu' pettinature o edulcorati, il nuovo altare della nuova frontiera diversa dai materialismi della Mecca o del Vaticano, ordunque lasciate i vostri averi e fermatevi tutti al semaforo, l'ora del messia e' giunta.
Uahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuah

Tiziana ha detto...

BRAVA TABULA!
la tua osservazione è interessantissima: se durante lo staging sono state inferte ulteriori coltellate CON LO STESSO COLTELLO, significa che l'arma è stata conservata.
Un elemento in più che scagiona Parolisi, che non credo si sia presentato dai carabinieri portandosi dietro l'arma del delitto.

tabula ha detto...

@Tiziana
attrazione fatale era solo un film.

Appurata la presenza della collana e dei monili, ci guida verso almeno una donna il dna femminile e, non dimentichiamo, l'impronta.

E ci guidano verso almeno un uomo quei dna, tra i quali quello frammisto al dna di Melania sul gomito del giubbino di lei..
e già solo la presenza di quest'ultimo avebbe dovuto scagionare il marito.

C'è il dna di un altro uomo mescolato al sangue di Melania.

Per non parlare della sg.

Nè di quel cellulare che NON PUO' avere ricevuto tutte le chiamate fino alle ore 19,10 per poi andare in ricerca automatica per due giorni,
dato che Enrico l'ha spiegato bene, il fotogramma inquadra Melania morta o moribonda a Ripe, e quel cellulare si è voluto rimasto sempre accanto a lei come minimo dalle ore 15,00.

Fino a quando è stato spostato, la mattina del 20, ad opera di animale che non ha rilasciato tracce biologiche.

Io batto su questo chiodo, ragazzi.

Tiziana ha detto...

TABULA
una correzione, il cellulare SICURAMENTE non era accanto a Melania alle 15.

Gli inquirenti dicono fosse dietro alla parete del chiosco, noi possiamo ipotizzare fosse da un'altra parte. Sicuramente però non era accanto al corpo perché in quel punto c'è un diverso aggancio delle celle telefoniche. In quel punto era sicuramente dalle 7 di mattina del 20/4, quando ha ricominciato a scaricare informazioni.

Antonello ha detto...

@Tabula e @Tiziana
fino alle 18,30 il cellulare non era vicino a nessun corpo ne dietro il chiosco semplicemente perche', ed il dato e' agli atti, vengono eseguite dalle 15,40 del 18/04/2011 fino alle 18,30 circa nr. 5 tentativi di localizzazione N.U.E. che riportano un incrocio corrispondente ad un luogo isolato vicino alla fraz. San Giacomo con un errore di +/- 300 metri.
Ora, e' pur possibile che il corpo fosse a chilometri di distanza ma il cellulare era li, e gli inquirenti o chi dice il contrario sostenendo un casuale errore dovrebbe spiegare come e' possibile e con quale grado di probabilita' possa essersi ripetuto per cinque volte lo stesso errore su un metodo che ha comunque del matematico.
Quindi la prima cosa che si doveva fare era cercare xove la N.U.E. indicava che il cellulare fosse sempre tenendo presente che il corpo poteva, per quanto ne sappiamo, essere da tuttaltra parte, la seconda cosa da fare era verificare il comportamento, a parita' di condizioni climatiche e magnetiche o comunque fisiche, dello stesso cellulare nel punto indicato dalla N.U.E., erano due attivita' semplicissime che non so siano state fatte ma nella logicita' degli eventi sarebbero stati dovuti.

Antonello ha detto...

Quindi, ricapitolando, il cellulare di M. Riposa e riceve in santa pace una trentina fra chiamate e messaggi in una porzione isolata del comprensorio di San Giacomo mentre di M. nulla sappiamo, ora essendo tutta la zona interessata alle ricerche si potrebbe supporre che qualcuno cercava il cellulare piu' che M. e che, avendolo rinvenuto alle 19,00 lo abbia spento per renderlo irrintracciabile piu' che spostarlo per escluderlo dalla rete, estremizzando potrebbe pure essere stata levata la batteria, se estraibile.
Ritengo che nel luogo inoltre dove il cellulare ha riposato sino alle 19,00 vi siano, o vi fossero, tracce marginali di collutazione, forse tracce di sangue, e qui il pensiero va a quel casolare abbandonato in cui si diceva fossero state rinvenute dai cani di ricerca anche tracce ematiche.
Molto pericoloso infine deve essere stato, per il/la/i protagonisti ricercare questo cellulare che in fondo poteva essere con M. ma, piu' verosimilmente con le testimonianze mai ascoltate non ultima la riferita e sparita telefonata dell'anziano e dei ciclisti, poteva invece la stessa aver perso durante la collutazione che deve aver preceduto la cattura e che tanta ansia deve aver creato in chi ha aggredito.
Questo significa che chi ha rinvenuto e spento quel cellulare deve aver rischiato molto e che molto verosimilmente faceva parte delle squadre di ricerca o di chi ad essi si e' unito volontariamente.
Trovato il cellulare poi bisognava ricondurlo ai piedi della vittima, non senza ripulirlo delle pacifiche impronte e dei palesi dna che nel frattempo si dovevano essere aggiunti, ma per farlo alle sette del mattino non era possibile senza conoscere od avere un collegamento con chi quel corpo poteva e doveva aver prima o poi aver spostato, vivo o privo di vita.

ENRICO ha detto...

@ TABULA

"Quindi, dodici coltellate post mortem fatte CON LO STESSO COLTELLO dell'aggressione: allora quel coltello non è stato gettato via.

Io non ho mai ben capito le ferite post mortem con quale oggetto siano state inferte.

ho letto molteplici descrizioni.

Mi affido alla perizia Tagl. che dice testualmente " Le lesioni post-mortali sono state inferte da uno strumento a punta, diverse da quelle punta e taglio che ha prodotto le lesioni vitali "

Quindi come la mettiamo ?

tabula ha detto...

@Antonello

siamo d'accordo.

Io non sto discutendo le affermazioni di Lucap, che batti e ribatti ho capito anche io.

Io sto discutendo le affermazioni logiche dell'Accusa.

E, l'accusa, ha voluto che il cellulare fosse sempre a Ripe, perchè l'assassino dev'essere stato per forza il marito.

Sto facendo un ragionamento su questo, ovvero parafrasare il Paradosso di Zenone dando per buono che
1 - l'attuale indagato sia colpevole
2 - quel cellulare non si sia mai spostato da Ripe
3 - nessuno ha spento il cellulare alle 19,10 del 18 aprile
4 - nesuno ha riacceso il cellulare la mattina del 20 aprile, ma un animale l'avrebbe spostato facendogli ritrovare "campo"

Dando per buone tutte queste affermazioni, caro Antonello, c'è il paradosso di un cellulare che, restando lì dalle ore 15 fino all'alba del 20, prenda tutte le chiamate là dove non c'è campo, ma solo fino alle ore 19 del 18 aprile.

@Tiziana
Gli inquirenti dicono che il cellulare fosse dietro la parete del chiosco? Benissimo.

Da che ora?

Se il cellulare riceve benissimo ogni chiamata in entrata dalle ore 15,00 alle ore 19,10 stando dietro la parete del chisoco, andrebbe spiegato come mai quel cellulare che secondo gli inquirenti NON è stato mai spostato nè spento, e quindi giaceva dietro la parete del chiosco, improvvisamente smetta di ricevere fino alle prime luci dell'alba.

Misteri della telefonia mobile?

Purtroppo ormai dispero nel fatto che Lucap possa illuminarmi, dicendo se effettivamente la cosa è possibile o se non sta nè in cielo nè in terra, ma soprattutto la cosa NON è stata dietro la parete di quel chiosco dal momento stabilito della morte di M. fino a spostamento casuale ad opera di animale la mattina del 20.

Antonello ha detto...

Non solo, ma non si puo' cercare un cellulare che nascondeva ipoteticamente prove riconducibili ai responsabili come si cerca un ago in un pagliaio, in un luogo isolato di San Giacomo non ci si arriva per caso.
E qui lascio alla libera interpretazione, dico solo che chi ha rinvenuto ipoteticamente quel cellulare deve aver conosciuto il luogo di cattura o della prima aggressione a M., almeno a grandi linee.
Non per niente il cellulare viene poi ripulito anche dalle impronte oltreche' nella memoria, altrimenti avrebbe ricondotto a chi maldestramente lo ha potuto ritrovare e prendere in mano, un omicida pero' non prende in mano un cellulare, casomai usa uno straccio o delle foglie in campagna, alle 19,00 era ancora chiaro presumo in aprile (o no???), quindi chi ha ritrovato quel cellulare o non sapeva che M. era stata eliminata o M. ancora non era di fatto stata eliminata, non ultimo la cattura inizialmente non prevedeva l'eliminazione.
Nasce la domanda, ma perche' allora, se ritrovato non e' stato bruciato anziche' perdere pericolosamente tempo a cancellarlo professionalmente???
La soluzione, a parer mio e' nella domanda, nel senso che non si voleva accentrare l'attenzione al cellulare perche' troppo scottanti i motivi che costringevano ad una cancellazione totale della sua memoria ed invece facendolo scomparire si otteneva proprio di accentrare l'attenzione degli investigatori sul "cellulare mancante", tutto cio' cancellandolo si poteva ipotizzare non avvenisse dopotutto come non e' avvenuto.
Da San Giacomo infine non bastava per nessuno, neppure per M., semplicemente spostare il cellulare per escluderlo dalla rete, muovendolo anche da un punto casuale senza campo e rientrando in una ipotesi di spostamento sul territorio poteva benissimo riagganciare altri ripetitori e o ponti risultando tracciabile persino lo spostamento, chiunque ha spostato quindi il cellulare lo ha fatto da San Giacomo e subito dopo averlo preso e forse essendo raggiunto ancora dalle chiamate dei familiari o lo ha spento o ne ha distaccato la batteria infilandoselo semplicemente in tasca.
Questo porta ad un'altra considerazione, chiunque in atteggiamento borghese sospetto poteva essere perquisito dalle Forze presenti al pianoro, non uno in divisa, ahime'.
Sempre ipotizzando.

tabula ha detto...

@Enrico, mi sono stupita anche io: mi sono riferita al post di Massimo dando per scontato che le sue informazioni siano più precise di quelle riferite dai giornalisti.

Se rileggerai quella parte del post sotto al quale scriviamo vedrai che è stato molto chiaro.

Antonello ha detto...

Una domanda, qualcuno con earth google sa ricostruire il grado di luce presente a San Giacomo alle 19,00 del 18/04/2011???
Io su android ancora non sono pratico.

@Tabula
una via non esclude l'altra, io ora ero preso dalla ricerca del verosimile, ma e' fiorente vedo anche la ricerca del non verosimile fra gli atti.
Ci ritroviamo in un punto di congiunzione, ammesso ve ne sia.

tabula ha detto...

@Enrico

troverai la descrizione precisa dell'azione omicidia di seguito al paragrafo denominato
Problema 2

riporto il brano specifico:
Sapendo che la vittima era scomparsa già dal 18 aprile. Sapendo che è stata aggredita con un coltellino a scatto. Sapendo che indossava un giubbotto in grado di attutire i colpi. Sapendo che è stata colpita 23 volte ed è deceduta dopo 20/30 minuti di agonia. Sapendo che all'atto del ritrovamento il suo corpo si presentava posizionato "a modo". Sapendo che aveva i pantaloni e le mutandine abbassate, abbassamento avvenuto in fase antecedente l'omicidio. Sapendo che in una fase molto successiva (dato che solo nelle ferite da staging i batteri sono ancora in superfice e non penetrati in profondità) le sono state inferte altre 12 coltellate col medesimo coltellino. Sapendo che, in contemporanea a questa fase, sul suo corpo si sono incisi con un punteruolo tre disegni formati da righe, così da creare diversi tipi di croce.

come vedi non mi sono inventata niente: anche io avevo capito diversamente riguardo la dinamica delle coltellate, e credo ne discussi con Mimosa che sosteneva che era avvenuta in tempi diversi, ma sempre durante l'azione aggressiva, ovvero pensavamo che Melania si fosse lamentata e le fossero stati inferti nuovi colpi.

ma sembra fossero tempi ancor di più più distanti nel tempo.

tabula ha detto...

@Antonello
mi fa piacere tu abbia compreso il punto di vista dal quale intendevo partire per verificare se il meccanismo imbastito dalla Procura potesse scorrere via liscio o meno.

Questa faccenda del cellulare che sarebbe stato spostato due volte, sempre che l'assassino sia dato per certo come Parolisi,
vede come unica spiegazione logica che lo stesso telefono sia stato MOSSO una prima volta alle ore 19,10 del 18 aprile, e collocato dietro la parete del chiosco, ed una seconda volta la mattina del 20, e riportato accanto al corpo.

DUE volte.

Altrimenti andrebbe spiegato come sia possibile che, essendo stato secondo l'accusa spostato solo UNA volta la mattina del 20, fino alle ore 19,10 del 18 aprile abbia potuto funzionare tranquillamente.

E, tra l'altro, andrebbe spiegato anche come mai manchino sullo stesso le tracce biologiche degli eventuali animali che così spesso l'avrebbero toccato.

Antonello ha detto...

Vi e' poi una considerazione che ai piu' potra' risultare indigesta.
S. esce per primo di casa, seguito da M. molto indietro, S. quindi non poteva sapere quale scheda o quale cellulare M. avesse preso infilandosi ipoteticamente nel giubbotto.
E si arriva alla scomparsa conclamata ed a degli squilli che S. fa stranamente anche sul Wind che M. lasciava in carica a casa.
Qui si apre uno scenario del tutto ipotetico ma coerente con i dati, come mille altri, che ci indica S. in probabile ricerca telefonica della moglie ma anche e sopratutto in ricerca totale dei cellulari che eventualmente la stessa potesse avere al seguito.
Non voglio sconfinare in possibili illazioni ma l'ipotesi e' chiaramente indirizzata dai dati verso delle parziali conclusioni anche se sappiamo che non era di fatto S. che aveva in uso il suo cellulare in quei momenti ma ora una ora l'altro al ristorante che contattarono la forza pubblica e dopo in uso all'amico "non fraterno" che contatto' i genitori di M., a che ora quindi il cellulare di S. contatta il Wind che M. aveva lasciato a casa, se l'aveva lasciato a casa???

ENRICO ha detto...

@ TABULA

si, avevo ben compreso che ti riferivi all'articolo di Massimo

Tuttavia nella relazione autoptica è riportata la frase che ti ho trascritto nel mio precedente commento.

La mia domanda era rivolta genericamente a tutti : le ferite post mortem sono di arma da taglio o sono state prodotte ( come si evincerebbe dalla relazione ufficiale ) da strumenti a punta DIVERSI dall'arma che ha prodotto le ferite rivelatesi poi mortali ?

A questo proposito volevo sottolineare un altro aspetto :

Abbiamo sempre parlato di morte per dissanguamento e di conseguenza abbiamo immaginato che sul posto avrebbe dovuto trovarsi una notevole quantità di sangue.
Ma il dissanguamento è stato INTERNO al corpo o completamente ESTERNO ?

Io ricordo di aver letto da qualche parte che M. è morta a causa di un emorragia INTERNA.

Come vedi i dubbi sono sempre numerosi e non hanno risposta.

Riguardo al cellulare, la sequenza del luogo del crimine, con il cellulare accanto al corpo, "girata" dalla Procura - a mio avviso - è un evidente FALSO

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Tabula ed Enrico.

In effetti anche io tempo addietro, basandomi su quanto scritto dal gip sulle risultanze del patologo, avevo scritto articoli in cui parlavo di due armi diverse, un coltellino per le 23 ferite mortali ed un punteruolo per le dodici successive. Ma nella relazione il Tagliabracci scrive:

"Le lesioni post mortali sono state inferte da uno strumento da punta, diverso da quello punta e taglio che ha prodotto le lesioni vitali"

Ed ancora: "La morfologia delle ferite rinvenute sul corpo della Rea risulta compatibile con l'utilizzazione di un solo coltello"

Ed anche: "Le ferite figurate in regione ipogastrica ed alle coscie sono state inferte dopo la morte"

Ora a leggerlo il Tagliabracci risulta di una ambiguità assoluta (non solo per quanto riguarda il rapporto sessuale quindi). Non parla di 12 colpi successivi inflitti con il punteruolo, che cita solo quando parla delle ferite figurate post mortali, lui parla di uno stesso coltellino per infliggere le ferite (la morfologia delle ferite rinvenute sul corpo della Rea risulta compatibile con l'utilizzazione di un solo coltello).

Ed allora, vista l'ambiguità, sono andato a leggermi nuovamente la richiesta di scarcerazione presentata dai difensori. Qui si legge: "...aggiunge altresì che la circostanza che siano presenti batteri soltanto sugli strati superficiali dei tessuti lesi dopo la morte... - (ed anche qui il Tagliabracci è fuorviante perché scrive come se nelle altre ferite non vi fossero batteri, e mi son fatto spiegare il senso da chi ne sa più di me) - ... fa ritenere che le ferite post mortali in commento, non siano state prodotte molte ore prima del ritrovamento" (pag 96 Relazione medico - legale).

Poi gli avvocati aggiungono: "L'assassino, dunque, tra il 18 ed il 20 Aprile è tornato sul locus commissi delicti per infierire sul corpo già straziato di Carmela Rea, munito di siringa, laccio emostatico e oggetto a punta smussa, diverso da quello usato per ferirla a morte, con il quale ha inferto plurime lesioni superficiali figurate al bassoventre e sulle cosce".

Quindi i legali della difesa dopo aver letto tutta la relazione non parlano di dodici colpi postumi inferti con un punteruolo, ma scrivono che il punteruolo è servito ad infierire plurime lesioni superficiali figurate al bassoventre e sulle cosce. Quindi si parla dei disegni fatti in simil-croce.

Da qui, seguendo il ritmo dell'articolo in cui ipotizzo non si siano volute indagare certe persone (le invisibili che non intendo essere quelli della RosaCroce ma che potrebbero agevolarsi di una perizia ambigua), il decidere di scrivere quanto ho scritto, dato che i dodici colpi postumi son certo vi siano stati ed un punteruolo a punta smussa (è chiaro che dipende dal tipo di punteruolo), pur se idoneo ad "incidere" la pelle, in un cadavere in rigor mortis non credo riesca a penetrare in profondità visto che non ha lama ai lati ma solo la punta (da qui la parola punteruolo)... non come la lama sottile di un coltello perlomeno.

D'altronde in questo marasma fatto di nulla, di chi mi devo fidare? Degli atti della procura, fatti a modo, di una relazione del patologo che dice e non dice, o di quelli della difesa? Per come la vedo le fasi dell'azione omicida e del depistaggio potrebbero essere anche tre: una per i colpi che l'hanno condotta alla morte, una a mezz'ora-tre quarti d'ora di distanza, per le 12 ferite, ed una il 20 mattina per i disegni. Cosa e chi, soprattutto, mi può dar certezza non sia così? Chi mi dice che l'assassino non è rimasto in loco, per mezz'ora o tre quarti d'ora, a cavallo o steso a lato del corpo di Melania che stava morendo?

Per avere risposte migliori spero nei periti della Corte, in special modo in chi analizzerà i batteri... sicuramente non mi fido di chi ha inviato gli atti al giudice.

Massimo

Tiziana ha detto...

Lo spostamento, secondo la Procura, sarebbe stato UNO.
Vi incollo nuovamente parte del mio post di ieri per avere chiari i termini della questione PER COME LI PROPONE LA PROCURA:

"Dunque, rifacendoci alla p. 162 dell'ordinanza, troviamo scritto che in base ai test l'unico comportamento del cellulare paragonabile a quello del 18/4 lo si ha se lo stesso è collocato nella zona retrostante il chiosco delle casermette, situata nell'angolo NO (faccio notare che è l'unico comportamento possibile a Ripe, ciò non esclude che da altre parti, come ha fatto notare la difesa nella sua "memoria", il telefono avrebbe potuto avere lo stesso comportamento).
Alle 19.10 però il telefono non riceve più traffico, perché?
Il giorno 20/4 alle 7 di mattina il telefono comincia nuovamente a ricevere. Il telefono viene poi ritrovato accanto al cadavere.
Gli stessi inquirenti dunque devono dire che il telefono è stato spostato.

Pertanto il telefono riceve in entrambe le posizioni: dietro al Chiosco e vicino al cadavere, ma con comportamenti diversi (diverso aggancio delle celle).
Perché però, pur se spostato da un fantomatico animale, il telefono non riceve più dalle 19 del 18 alle 7 del 20?
Anche gli inquirenti ammettono che qualcuno abbia dovuto riaccenderlo. Ma allora l'animale l'aveva anche spento, oltre ad averlo spostato?
Insomma, ci dev'essere stato un doppio INTERVENTO: alle 19 del 18/4 ed alle 7 del 20/4, questo è indubbio."

Quindi NON un doppio spostamento, il cellulare potrebbe essere rimasto fino alle 19.10 in un luogo e da quel momento SPENTO, vicino al corpo di Melania.
Gli stessi inquirenti, come ho scritto, dicono che il cellulare sia stato RIACCESO.

Ma allora, secondo la logica della Procura, l'assassino si sarebbe recato a Ripe per ben TRE VOLTE:
-per uccidere;
- alle 19.10 per spegnerlo ed eventualmente spostarlo;
- alle 7.00 del 20/4 per riaccenderlo.

Questo comportamento dell'assassino sembrerebbe del tutto assurdo e in più il tutto non può essere attribuito a Parolisi.

Cosa dice allora la Procura?
Che il cellulare ad un certo punto non riceve più perché qualcuno, forse un animale, lo sposta (al di là dell'assurdità, ci dovrebbero spiegare il perché l'animale non avrebbe lasciato tracce biologiche).

Perché però torna a ricevere alle 7 del 20? La Procura dice: perché viene riacceso.
La Procura però si dimentica di dire QUANDO E DA CHI SAREBBE STATO SPENTO, sempre dall'animale????

Comunque Tabula mi ricordo che all'epoca ci furono dei tecnici che sostennero che, nello stesso punto, un telefono può avere o non avere ricezione in momenti diversi. La domanda però è: possibile che dopo 4 ore di tranquilla ricezione, per ben 36 ore il telefono non sia più riuscito ad agganciarsi ad alcuna cella? Dato che sostengono che il telefono SICURAMENTE è stato spostato, non è più logico immaginare che, contestualmente, sia anche stato spento?

Mimosa ha detto...

@ Tabula e ENRICO e Massimo

in riferimento a quanto scritto da Massimo «altre 12 coltellate col medesimo coltellino»,
credo che l’ambiguità dei numeri (a far bene i conti) sia dovuta al fatto che la relazione autoptica parla di 6 ferite da taglio (come quelle al volto, al polso destro, al polso sinistro, al palmo sinistro) e 29 ferite da punta e taglio, quelle alla schiena e alla regione cervicale posteriore, e le 7 in cavità toracico-addominale oltre alle 5 agli arti superiori (che tra l'altro non avevamo neanche preso in considerazione...).
Nei nostri discorsi noi, invece, abbiamo sempre considerato solo le “pugnalate”, ossia i fendenti inferti con l’aggressione, trascurando quelle “ferite” che potrebbero essere accidentali, da difesa, come i tagli alle mani e alle braccia.

In tutto ciò restano fuori dal conteggio le incisioni post mortem.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Enrico
avevamo in effetti fatto un elenco svincolato di ferite sicuramente, stante alla relazione dei Ris citata in ordinanze, riconducibili a Ripe ed un altro elenco svincolato dal primo con tutte le ferite che ipoteticamente avrebbero potuto essere state inferte ovunque e quindi in apparenza svincolate da Ripe.
Si era giunte alle svincolate con:
1) Ferite da punteruolo od incisioni figurate al ventre (croce Sant'Andrea), coscia destra (credo grata a due fili), e coscia sinistra (svastica).
2) Coltellata profonda al fegato che ha creato IMPONENTE EMORRAGIA INTERNA.
3) Contusione alla coscia.

Le concause di cui non viene specificato l'ordine, sono state le letali e profonde due o tre ferite dorsali da cui e' sgorgata la sostanza ematica e quella soprarichiamata al fegato che ha prodotto IMPONENTE EMORRAGIA INTERNA.
Da questa emorragia e riconducendoci alla possibilita' cinetica e tempistica che prevedesse diverso luogo avevamo osservato che con l'emorragia interna M. sarebbe stata per alcune decine di minuti trasportabile da un posto all'altro senza incidere sulla freschezza, riscontrata dai Ris, delle tracce ematiche poi inferte in tutte le restanti parti del corpo, compreso l'emitorace sinistro all'altezza del polmone colpito ripetutamente e le ferite dorsali.
Affermare che pero' la ferita al fegato possa essere stata "la letale", per ora ed a perizia secretata (a proposito @Massimo ma te hai la perizia???), e' un azzardo, pero' se imponente era l'emorragia ed in assenza di cure presumo avrebbe in ogni modo portato al decesso M.
Questo e' quello che a me risultava ma se vi sono aggiornamenti sarei curioso di saperli per analizzarli.

ENRICO ha detto...

Comunque quello che a me pare la cosa più incomprensibile ( e forse più grave) è il fatto che le forze dell ordine - pur avendo un cellulare acceso e funzionante - non abbiano saputo /potuto/voluto localizzare il corpo

si legge "alle 16.53 il telefono di Melania riceve una chiamata del 112 con
attivazione della procedura N.U.E. per la localizzazione di persone
scomparse tramite georeferenziazione del telefonino della persona
scomparsa; tale procedura è più precisa nel caso che lo scomparso
risponda alla chiamata; meno precisa in caso contrario; la procedura
in questione – con telefonata senza risposta al cellulare di Melania –
localizzava il telefono ricevente in un punto situato a km 3,2 dalla
zona di rinvenimento del cadavere; tale localizzazione a causa dei
margini di precisione dovuti alla mancata risposta alla chiamata del
112 è assolutamente compatibile con la esatta zona di rinvenimento
del cadavere. (sulla procedura N.U.E cfr. specificamente pg. 172-173
nota riepilogativa e all. 80 alla citata nota).


In parole povere in un raggio di 3,2km dal chiosco delle casermette ( un'area piuttosto limitata da esplorare !) i CC avrebbero dovuto PER FORZA rinvenire il cadavere ben prima di ricevere la telefonata anonima.

Cosa hanno fatto e dove hanno cercato per due interi giorni se avevano a disposizione gli elementi per perlustrare un'area così ben delimitata ?

@ MASSIMO

Dove è possibile trovare "la nota riepilogativa" ?

emax/massimo prati ha detto...

No Antonello, la perizia non l'ho... ed a questo punto è ipotizzabile che non vogliano farla leggere a nessuno, non ha senso tenerla secretata una volta chiuse le indagini... si vergogneranno?

Forse ha ragione Mimosa, anzi sicuramente, e non ci sono state postume ferite tranne quelle dei disegni. In ogni caso io ricordo bene diversi articoli di giornalisti di Ascoli, poi scomparsi, gli articoli non i giornalisti, (come capita di frequente) in cui si parlava di 12 tagli da lama che non riportavano sangue. Uno me le confermò via mail... ho provato a chiedergli conferma, chissà mai mi risponda...

Per quanto attiene il cellulare, Enrico, mi hanno detto che hanno preferito seguire i cani e restare in zona pianoro piuttosto che portarsi in un punto che gli stessi carabinieri dicevano non essere certo.

Ma come ho scritto diverso tempo fa, a 300 metri dal punto di localizzazione (il punto esatto era fra gli alberi del bosco), c'è una piazzola di sosta con tanto di panchine ed area picnik. E visto che al poligono c'erano i militari, che fino alle 18.30 il Colasanti sarebbe rimasto di certo in postazione, la sua presenza l'hanno appurata fra le 15.00 e le 15.30 quando sono saliti e sono stati costretti a tornare indietro, credo che se alla prima procedura NUE fossero arrivati fino a quell'area picnik avrebbero trovato la sorpresa...

Se con nota intendi le risposte del Tagliabracci alla procura, sta sotto le striscie pubblicitarie.

Ciao, Massimo

ENRICO ha detto...

@ MASSIMO

Non le risposte di Tagliabracci
Mi riferivo a questo riportato sul'Ordinanza " (sulla procedura N.U.E cfr. specificamente pg. 172-173
nota riepilogativa e all. 80 alla citata nota).

Ciao e grazie
Enrico

emax/massimo prati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
emax/massimo prati ha detto...

No Enrico, io la nota che intendi tu non l'ho tra le mie carte. Massimo

tabula ha detto...

Enrico, mi stona

A - localizzava il telefono ricevente in un punto situato a km 3,2 dalla
zona di rinvenimento del cadavere; tB - ale localizzazione [..]è assolutamente compatibile con la esatta zona di rinvenimento
del cadavere.


Assolutamente compatibile con la esatta zona un par di ciufole.
(scusate l'espressione, effettivamente avrei voluto dire di peggio)
fosse stata esattamente compatibile con la ESATTA zona l'avrebbero cercata nella esatta zona in cui era esattamente compatibile.
E invece qua di esatto non c'è stato niente.

Tra l'altro, il fatto che una zona sia compatibile con un ben preciso e questo sì, ESATTO punto distante ben 3,2Km,,
non la pone precisamente come esatta, ma come vaga ed approssimativa, casomai e se fosse.

tabula ha detto...

@Tiziana, scusa se schematizzo il tuo post

"Lo spostamento, secondo la Procura, sarebbe stato UNO.
in base ai test l'unico comportamento del cellulare paragonabile a quello del 18/4 (prima o dopo le 19.10?)
lo si ha se lo stesso è collocato nella zona retrostante il chiosco delle casermette, situata nell'angolo NO
"

Brava Tiziana a ribadire che ciò non esclude che anche in altre zone il telefono avrebbe potuto avere lo stesso comportamento.

"- Dall'ora del presunto omicidio fino alle ore 19,10 il cellulare di Melania riceve tutte le chiamate in entrata
- Dalle ore 19.10 il telefono non riceve più traffico.
- Il giorno 20/4 alle 7 di mattina il telefono comincia nuovamente a ricevere.
- Il telefono è ritrovato accanto al cadavere.
Gli inquirenti devono dire che il telefono è stato spostato.

il telefono riceve in entrambe le posizioni:
a)dietro al Chiosco
b)vicino al cadavere

llora perchè pur se spostato da un animale, il telefono non riceve più dalle 19 del 18 alle 7 del 20?

Anche gli inquirenti ammettono che qualcuno abbia dovuto riaccenderlo.

Ma allora l'animale l'aveva anche spento, oltre ad averlo spostato?

Insomma, ci dev'essere stato un doppio INTERVENTO: alle 19 del 18/4 ed alle 7 del 20/4, questo è indubbio."

Brava Tiziana! E' proprio quello che stavo cercando di spiegarvi.

"il cellulare potrebbe essere rimasto fino alle 19.10 in un luogo e da quel momento SPENTO, vicino al corpo di Melania.
Gli stessi inquirenti, dicono che il cellulare sia stato RIACCESO."

Giustissimo. Se è stato riacceso, significa che era spento.

"secondo la logica della Procura, l'assassino si sarebbe recato a Ripe per ben TRE VOLTE:
-per uccidere;
- alle 19.10 per spegnerlo ed eventualmente spostarlo;
- alle 7.00 del 20/4 per riaccenderlo.

Questo comportamento sembrerebbe assurdo e in più non può essere attribuito a Parolisi.

Cosa dice allora la Procura?
Che il cellulare ad un certo punto non riceve più perché qualcuno lo sposta (un animale).

Perché però torna a ricevere alle 7 del 20?
La Procura dice: perché viene riacceso.
La Procura però si dimentica di dire QUANDO E DA CHI SAREBBE STATO SPENTO, sempre dall'animale????"

Tiziana, sei un genio!!!

"all'epoca ci furono dei tecnici che sostennero che, nello stesso punto, un telefono può avere o non avere ricezione in momenti diversi.
La domanda è: possibile che dopo 4 ore di tranquilla ricezione (CONTINUATIVA aggiungo io), per ben 36 ore il telefono non sia più riuscito ad agganciarsi ad alcuna cella?"

Esatto. Hai beccato il Paradosso.

"sostengono che il telefono è stato spostato, non è più logico immaginare che, contestualmente, sia anche stato spento?"

Bravissima. E tutto ciò è accaduto esattamente alle ore 19,10. Non prima, e non dopo.

Mimosa ha detto...

@ Tabula e Tiziana
ottimi i vostri ragionamenti e le deduzioni.

C'è un particolare: quando è stata fatta l'operazione di "ripulitura" dei messaggi?
Alle 7.10 della mattina del 20 aprile?
Io lo vedrei molto plausibile ... un ripensamento dell'ultimo minuto o piuttosto l'arrivo della squadra di pulizie che nel frattempo anche gettava la spazzatura costruendo lo scenario (o divertendosi)?

In tal caso ancora di più io ritengo che il corpo doveva restare "nascosto", "coperto" fino a quel momento!
Solo dopo è giunta l'ora di farlo ritrovare.

Mimosa

Tiziana ha detto...

MIMOSA
nel ragionamento fino ad ora fatto sul telefono abbiamo ovviamente ragionato per assurdo, prendendo per vera l'ipotesi della Procura per dimostrare che è poco plausibile (mi sembra un po' troppo rischioso per l'assassino tornare 3 volte sul luogo del delitto).
Più plausibile dunque che quel telefono non sia arrivato a Ripe fino alle 7 del 20/4. Dallo spegnimento in poi qualsiasi momento può esser stato buono per operare la cancellazione dei messaggi (non so se per farlo il telefono debba essere spento o acceso).
Il corpo come già dissi, secondo me, non doveva essere ritrovato fino a ricollocazione del telefono.

Mimosa ha detto...

@ Tiziana
intendevo dire che il "ragionamento per assurdo" era perfetto! ma si doveva inserire per forza il terzo incomodo, ossia la cancellazione dei messaggi.

Sulla "palusibilità" mi piace che siamo d'accordo!

Mimosa

Mimosa ha detto...

Il 22 luglio
http://www.youtube.com/watch?v=rxTlS2b8H3Q&feature=related (trasmissione “Estate in diretta”
si pensava ancora che il telefonino di Melania sia stato riportato a Ripe il 20 aprile mattina, e gettato vicinissimo al corpo.

Mimosa ha detto...

""Alfredo Ranelli, il titolare del chiosco ricorda di aver visto una donna con una bimba e un uomo accanto alle altalene ma sottolinea: «Non sono certo che fosse ..... : "" link :www.zeroviolenzadonne.it/.../1224ca6ef53a69f44071285a959197e2.pdf
Si apre come pdf (salvabile) dell’articolo su “Repubblica” del 22 aprile con le prime riveazioni sull’autopsia per bocca dello stesso Tagliabracci il quale rivela l’orario della morte.

In uno dei servizi video che mi sono sorbita stasera (alla ricerca della moglie di Ranelli) ho sentito che all’autopsia del 21 aprile era presente anche il gip Monti e poi si sono presentati i RIS.
Mi pare dunque “strano” che Tagl sia stato autorizzato a rivelare particolari dell’autopsia e una cosa importantissima come l’orario del decesso …
Ancora più “strano” il cambiamento di rotta dopo maggio! Dunque la faccia del prof. Tagliabracci era già compromessa …
... per questo poi si è “vendicato” disseminando come briciole, nella Relazione Conclusiva, le frasi piene di allusioni che noi abbiamo interpretato come scorrettezze letterarie e contraddizioni?
Chissà che dramma deve aver vissuto in quei giorni! Oltretutto aveva per le mani la relazione conclusiva sugli esami autoptici (anch’essi duplice) sul corpo della Goffo (con il medesimo esito di offrire alla Procura di Ascoli appigli per l’incriminazione dei due uomini su cui erano puntati gli occhi e l’interesse mediatico, e anche per accontentare il padrone che gli pagava la sbobba)

tabula ha detto...

Sì Mimosa, abbiamo proceduto all'inverso, ovvero dando per valida la ricostruzione della Procura relativamente alla collocazione di quel cellulare.
Perchè se davvero fosse rimasto a Ripe fisso in un punto, dietro la parete NO, non si spiega il perfetto comportamento dell'apparato telefonico che, fino alle ore 19,10 riceve perfettamente e da quell'ora in poi NO fino a riaccensione la mattina del 20.
Tra l'altro, con l'intervento di un animale, il cellulare avrebbe ritrovato campo da sè e non sarebbe stato necessario riaccenderlo.
E poi, le incisioni ed i batteri superficiali sulle stesse parlano chiaro: qualcuno ha sfregiato M. diversissimo tempo dopo la morte, quindi qualcuno ci è andato.

Alle 7.10 del mattinodel 20 aprile è stato riacceso, Mimosa?

Sarebbero 36 h esatte.

Non sarebbe curioso che il cellulare sia stato spento alle ore 19.10 (alle setteedieci di sera) e riacceso alle ore 7.10 del mattino del 20?
Ma che simmetria!
Forse il risultato sarebbero dovute essere 35h e non 36h, ma ci son stati degli intoppi?

Comunque volevo far notare un altro dettaglio NON insignificante: quel telefonino è spento DURANTE la chiamata di Michele Rea.
All'epoca il ragazzo raccontò che gli sembrava che mentre la chiamata era in corso quel cellulare fosse stato spento.

Noi tutti abbiamo provato nella vita l'ebbrezza di una chiamata rifiutata, o perchè l'interlocutore non poteva, o perchè non voleva risponderci.

Però in una zona che via via perde campo, solitamente la ricezione non viene a mancare di netto "come se il cellulare fosse stato spento".

Casomai, avrebbe dovuto dare segnale di interferenze o di malfunzionamento nelle precedenti telefonate, risultando irraggiungibile a tratti: ed invece no. Prima funzionava benissimo, e dopo non funzionava per nulla.

La telefonata di Michele Rea è stata interrotta di colpo, e, da quell'istante in poi, più nulla per 36 ore precise ed ESATTE, queste sì che lo sono.

A meno che l'orario fosse del tutto casuale e l'intento fosse stato di spegnere il telefono in faccia PROPRIO a quella persona

E' evidente che qualcuno abbia spento quel telefonino e poi abbia deciso di riaccenderlo.

Ma ipotizzare il ritorno dell'assassino sulla scena del delitto per ben tre volte è assurdo.

Molto più lineare pensare che l'assassino abbia corso il rischio di ritornare durante la sola mattina del 20, e che quello spegnimento delle ore 19.10 del 18 aprile fosse avvenuto in concomitanza al reato globale (rapimento + omicidio), o con Melania ancora in vita, o con Melania morta pressapoco intorno a quell'orario.

Un'ultima nota: questo ragionamento non fa che confermare la teoria di Lucap secondo la quale la memoria del cellulare sia stata pulita professionalmente: perchè se per 36 ore è stato spento, e poi è stato riacceso, durante le stesse 36h il telefonino avrebbe potuto essere OVUNQUE.

tabula ha detto...

N.B.: il ragionamento appurante l'accendimento e lo spegnimento del cellulare ad opera di ignoti responsabili o corresponsabili al delitto,
non rende più necessario alla Procura cercare di voler posizionare il cellulare a tutti i costi nei pressi del cadavere durante quel lungo arco temporale.

Non rende più necessario neanche NEGARE che dal momento della scomparsa di M. fino alle ore 19.10il telefonino potesse essere altrove, dato che la presenza fisica di una persona ha spento l'apparecchio, così come la mattina del 20 l'ha riacceso.
E per ALTROVE è inteso un altro "punto preciso" di un raggio ESATTO di 3,2km..

Antonello ha detto...

Volevo aggiungere un' analisi parallela allle vostre giuste deduzioni, e' pero' un'analisi che non avevamo, forse l'unica, sviluppato con LucaP.
Qualsiasi scheda da l'accesso, ove abilitata dal gestore, alla rete "voce" del gestore stesso, ma l'accesso alla rete "voce" essendo di per se stessa comunicazione di dati puo' abilitare, tramite promozioni o aperture stipulate dal cliente, alla rete di trasmissioni "dati" con le variabili che ne conseguono.
E sono enormi le variabili che, paradossalmente, potrebero ipoteticamente aver influito sul particolare del cellulare inerentemente anche al caso di Ascoli.
Era comunque un cellulare di ultima generazione in possesso di un sistema software della casa, parlo di possibilita' tecniche correlate si ad un mondo software standard e perfettamente originale e legittimo attinente ma anche ad un mondo che in rete "dati" puo' coinvolgere la sezione hackers o frotte di ingegneri rumeni o russi fuggiti in occidente.

CONTINUA

Antonello ha detto...

Continua da commento precedente

Cerco di spiegarmi meglio, qualsiasi telefono con opportuno software puo' diventare un modem e quindi criptare e decriptare la trasmissione dati, tramite l'assegnazione di un opportuno IP statico e modulato quel modem collegato a quel cellulare puo' quindi accedere alla rete "dati" con le conseguenze del caso derivanti in primis dal software che quel cellulare detiene, piu' o meno, all'insaputa sia della casa costruttrice che dell'utente che ne usifruisce, si parla di virus o di algoritmi o di istruzioni che in tutti gli apparecchi possono potenzialmente essere inseriti, dalla casa costruttrice come da qualsiasi esperto del settore.
Dove voglio arrivare???
Non so se qualcuno di voi ha mai potuto approfondire le possibilita' sterminate che si aprono al mondo informatico, piu' o meno legale, ma in rete anche solo per conoscenza nozionistica vi sono molti siti in cui viene illustrato come brandizzare od inserire del software nei terminali o modificare quello della casa, piuttosto che inserire, diffondere e replicare i cosiddetti virus o mirate istruzioni.
Insomma quello era un cellulare non di ultimissima generazione ma di ultima sicuramente, un cellulare multimediale che teneva il passo con quelli di ultimissima tanto che aveva la possibilita' di entrare in rete "dati" da remoto tramite i collegamenti ad altri sistemi wireless e o bluetooth.
Le possibilita' sono inimmaginabili, perche' nel caso, ad esempio di una premeditazione o dell'eventualita' che quella scheda prevedesse scambio in rete di dati veri e propri chiunque stando pacificamente seduto a duemila chilometri potrebbe aver spento, rimodulato, cancellato e riacceso il cellulare dalla comoda poltrona di casa senza muovere un passo, non solo, ma potrebbe averne utilizzato tutti i software componenti compreso quello che permetteva l'uso della telecamera o della fotocamera, l'invio di telefonate o l'apertura della comunicazione, l'apertura e la scansione delle rubriche, dell'agenda e via dicendo.
La stessa cosa teoricamente, e con il consenso del gestore e l'ordine di un magistrato, poteva essere compiuta sino alle 19,00, il risultato, sempre teoricamente, avrebbe potuto essere non solo di localizzare il cellulare con la massima precisione (se ad esempio il cellulare avesse detenuto un gps) ma ad esempio di vedere visivamente le corrispondenti inquadrature della telecamera che si presupponeva la donna avesse con se su un display remoto, si poteva persino aprire la comunicazione su chiamata e preordinare anche una chiamata in uscita, tutto il software era utilizzabile come se lo stesse utilizzando esattamente l'utente.
Lanciare un ping all'indirizzo IP sarebbe servito a poco perche' avrebbe ricondotto e georeferenziato il server a cui fosse stato collegato il cellulare terminale ma non al luogo fisico in cui il cellulare era con la sua scheda inserita.
Non sappiamo pero' se quella scheda aveva od era abilitata all'accesso alla rete "dati", aveva la possibilita' perche' lo avevamo verificato dalle caratteristiche pubblicate di sincronizzare eventualmente i dati da email, poteva insomma ricevere direttamente email ove vi fosse l'impostazione dell'utente, ma nessuno ha diffuso elementi in argomento.

Antonello ha detto...

Continua da commento precedente

Tanto per chiarire spesso io chiudo l'otturatore della fototelecamera con un pezzettino di artigianale scotch proprio per evitare qualsiasi intromissione esterna lesiva di privacy, sempre possibile in rete ma anche se a monte il terminale avesse incorporato un virus, algoritmi esterni o comunque istruzioni non volute immesse in precedenza.
In parole povere il cellulare essendo immesso in rete, e con l'autorizzazione di un magistrato, poteva permettere da remoto qualsiasi operazione avesse potuto voler intraprendere l'utente dal vivo.
Ed in questo ho aperto un'altra porta sterminata ma ho fatto anche un'operazione di estrema verita' sulle possibilita' che, in teoria, si avevano come inquirenti o che poteva avere chiunque fosse stato interessato, a monte od a valle, ad agire su quel cellulare.
Gli inquirenti ma anche gli interessati potevano farsi chiamare dal cellulare ascoltando quindi l'audio, potevano visionare le immagini della telecamera su un video in remoto, potevano persino ricercare da remoto posizioni wireless vicine al cellulare permettendo una sua localizzazione "a traccio" precisa usufruendo di un ecowireless virtuale, le possibilita' IN TEORIA sono infinite, per tutti pero', per inquirenti e delinquenti.
Spero di aver scritto tutto e di non aver fatto errori grossolani da profano.
Anche per questo sono oro colato le cinque georeferenziazioni che danno un cellulare in un punto o punti limitrofi, per escludere un orizzonte sconfinato.
Se comunque LucaP volesse gentilmente entrare in merito o correggermi ne sarei curioso.

Anonimo ha detto...

@mimosa
Per cancellare i messaggi formattando la memoria il telefono deve essere acceso ma su alcuni si puo' fare con telefono acceso senza SIM inserita.
Manuela

ENRICO ha detto...

Ma quando il cellulare , alle 07h.00
ha ripreso a funzionare ed ha scaricato i messaggi e le chiamate fatte da dopo le 19 h, i telefonini di chi aveva tentato di contattare M. dopo lo "spegnimento", avrebbero dovuto ricevere l'avviso che "l'utente è di nuovo raggiungibile ".

O no ?

PINO ha detto...

TABULA-TIZIANA

Voglio congratularmi con voi, per aver DEMOLITO DEFINITIVAMENTE, uno dei punti su cui l'accusa faceva perno.
Demolizione fondata su dati di chiara logicità, quindi NON CONTESTABILE!
Avendo seguito attentamente, ma senza intervenire, le vostre lucide analisi, considerate ottime anche da Mimosa, affermo che avete portato a termine uno dei più significativi "lavori di squadra".
Un caro saluto, Pino

ENRICO ha detto...

Riformulo la domanda di prima perchè mi sembra poco chiara

Il messaggio "sono di nuovo disponibile" che torna indietro quando la persona chiamata è di nuovo raggiungibile, era un' opzione attivata o disattivata sul cellulare di M.?

Perchè se fosse stata attivata, chi aveva chiamato dopo le 19.10 del 18 aprile avrebbe dovuto ricevere l'avviso alle 07,00 del 20 aprile e quindi allertarsi immediatamente

PINO ha detto...

ENRICO
Penso che le chiamate "dopo" le 19 e fino alle 7, se cancellate, non sarebbero state utili a mettere in atto il "il cliente da lei chiamato è ora disponibile".
Io non sono un esperto, ma vado "ad orecchio". Non so se la mia spiegazione possa essere esatta,
Ciao

ENRICO ha detto...

@ PINO

"Demolizione fondata su dati di chiara logicità, quindi NON CONTESTABILE!"

D'accordissimo ! Sempre che qualcuno sia BEN determinato a CONTESTARLA in sede processuale.

ENRICO ha detto...

@ PINO

si ci avevo pensato anch'io ma poi mi sono ricordao di avere letto ( non so dire se qui o altrove ) che "il cellulare alle 07h del 20 ha scaricato tutto il traffico telefonico non ricevuto prima..."

O forse me lo sono sognato...

( non c'è che MIMOSA che potrebbe togliermi il dubbio !!)

PINO ha detto...

ENRICO, amico mio, se "quelli" sono determinati, come abbiamo avuto modo constatare, a proseguire la stessa strada, CONTESTERANNO anche la luce del sole, ma non per questo il sole e la sua luce siano astrazioni.
Ti è certamente nota la mia posizione non troppo fiduciosa sulla "disponibilità" del gup e quello che sarà l'esito del processo, ma sentirli caldeggiati anche da te, mi sento vieppiù confermare nei miei dubbi.
Dobbiamo solo sperare di essere smentiti.

Anonimo ha detto...

p.s. non "siano" ma "SONO", Non è solo il caldo, ma anche la...foga di voler dire tanto in poco spazio. Pino

Anonimo ha detto...

p.s. Disastroso: NON "nei" miei dibbi, ma "i" miei dubbi. Pino

ENRICO ha detto...

@ PINO

lascia perdere le corezzioni ! mica siamo a squola !


ahahahah !

con questo caldo è permessa qualsiasi inesattezza-
L'importante è il concetto !

Intendevo dire , tornando al tema, che temo anch'io che non saranno fatte "le pulci" alla scena del crimine così come l'ha descritta l'Accusa.

mah.. speriamo di sbagliarci

Ps: nessuno ( a parte te) ha risposto alla mia domanda precedente quella dell'avviso che l'utente è di nuovo raggiungibile,

Si vede che ho scritto una fesseria

sarà il caldo...

tabula ha detto...

@Pino, ti ringrazio per i complimenti, ma prima di dare un cinque a Tiziana, vorrei verificare tecnicamente la possibilità che ipotizzare la presenza del cellulare dietro la parete del chiosco NO dal momento della morte di Melania fino alle 7 del mattino del 20, potesse o meno giustificare l'anomalo comportamento telefonico.

Altresì, come giustamente ribadisce Tiziana, l'animale che lo ha spostato avrebbe dovuto anche spegnerlo.

E sul fatto che fosse un animale non ci sono dubbi, ma era di sicuro un bipede.

Tutto questo ragionamento non è in contrasto con la dimostrazione tecnica esposta da Lucap, ma è in supporto, poichè dimostrando che quel comportamento che si è voluto attribuire all'apparecchio fosse anomalo, decarrebbe la ricostruzione dei PM.

Tra l'altro io tengo a ribadire che ci fu un sms arrivato alle ore 18.52 del 18 aprile che fu cancellato, e questo prova già da sè la presenza di una persona in possesso del cellulare DA QUELL'ORA IN POI.

Se qualcuno che mastica questi argomenti volesse aiutarmi a fare la prova del 9, gliene sarei grata: forse la new entry Manuela può.

@Antonello, ho visto che ne sai molto anche tu, difatti tu e Lucap riuscivate a volare alto, ma già quando dici brandizzazione mi vengono i lucciconi.

Per parlare di questi argomenti con me, considerami una persona pane e salame: niente apparecchiature nè posate nè tovaglia.

Solo concetti base, che già quelli per me son difficili, e tanti a capo.

tabula ha detto...

@Enrico, nonc redo che l'avviso di raggiungibilità funzioni sempre e comunque, credo dipenda dalla compagnia telefonica del chiamante, se offre o meno questo servizio, però magari sbaglio.

PINO ha detto...

TABULA

Voi avete stabilito un FATTO, e come tale, nessuna obiezione, se non pretestuosa, può non riconoscerlo.
Ma se noi stessi cominciamo a richiedere conferme (a da chi, poi?) non se ne sarà fatto niente.
Bisogna andare avanti, perchè ci sono ancora tante circostanze, utilizzate dall'accusa contro SP da sfatare.
Ma se ci fermiamo ogni volta che, conseguito un risultato che ci appare obiettivamente giusto, vogliamo che ci venga ratificato, non arriveremo mai a nulla.
Ne sei convinta? Oppure vuoi persistere sulle tue esigenze di approvazione da una parte che non te ne darà mai?
Scegli tu.

ENRICO ha detto...

@ TABULA

il servizio di avviso di raggiungibilità è in AUTOMATACO. ( per la TIM ne sono sicuro, ma credo sia così anche per gli altri operatori )

L'utente, volendo, lo può disattivare

Il cellulare di Melania aveva questo servizio attivo o no ?

Capisco che NESSUNO di noi è in grado di darmi una risposta.

Però "chi domanda non fa errore" e a me era venuto in mente questo particolare...perchè se M. non avesse disattivato questa opzione automatica il suo cellulare ( dopo essere stato "trattato" e ripulito) alle 07h.00 del 20 ha ripreso a funzionare e quindi avrebbe dovuto scaricare il traffico avvenuto dopo il suo spegnimento delle 19h10 del giorno della scomparsa

A meno che - durante l'operazione di ripulitura - non sia stato cancellato ANCHE questo flusso di chiamate.

Non mi ricordo più cosa scrisse LucaP a questo proposito.

ENRICO ha detto...

( continua)

....quindi qualcuno di coloro che aveva provato a chiamarla DOPO lo spegnimento, avrebbe dovuto ricevere alle 07h,00 l'avviso di raggiungibilità

Comunque è inutile che riproponga questo mio dubbio.

Non sarà MAI possibile ,per noi, avere la risposta.

Antonello ha detto...

@Tabula
Per essere chiari un cellulare e' un piccolo computer con delle opportune differenze commerciali oltreche' fisiche e di criterio.
Ha un sistema operativo suo, seppur in piccolo, una memoria sua, seppur portatile e piccola, tutto e' ridotto, avra' una cassa acustica o due sue, un microfono, una telecamera, ecc.
Il tutto viene suddiviso in hardware PARTE FISICA DEL TERMINALE, COMPUTER O CELLULARE e software PARTE INFORMATICA DIGITALE, ISTRUZIONI APPLICAZIONI, SISTEMA OPERATIVO.
Bene, in tutti i terminali sono di fatto due i sistemi operativi in commercio, per semplificare perche' vi sono i free, i cellulari hanno anch'essi dei sistemi operativi o riescono ad adottarne dei gia' esistenti nei pc, ma vi e' una differenza pratica IL COSTRUTTORE NON SAPRA' IN QUALE PAESE IL PRODOTTO SARA' VENDUTO O DEVE PROGRAMMARE IL SISTEMA PERCHE' FUNZIONI IN UN PAESE PIUTTOSTO CHE IN UN ALTRO, da questo nodo di marketing impostera' dei primi criteri del sistema operativo che naturalmente con opportune misure possono essere modificati, vi e' poi una differenza del tutto commerciale IL COSTRUTTORE NON SAPRA' DA QUALE GESTORE POTRA' ESSERE PROMOZIONATO IL PRODOTTO O DEVE CONFIGURARNE IL SISTEMA OPERATIVO GIA' PER UNO PREFISSATO, crea quindi un "brand', una conformazione promozionale di accensione, il gestore in parole povere puo' decidere la musichetta con cui si accende, il logo che vuole compaia, le funzionalita' gia' impostate per una certa connessione piuttosto che un altra, tutte queste impostazioni che il gestore, e non il costruttore, decide vengono inserite in una parte del software marginale di sistema,, a molti danno fastidio tutte queste impostazioni di marketing o di sistema con cui il gestore ad esempio inibisce l'utilizzo di un cellulare con una scheda di un gestore diverso, per cancellare tutte queste impostazioni e riportare il cellulare alla verginita' di fabbrica si compie un'operazione abbastanza complessa che si chiama debrandizzazione o brandizzazione nuova, a seconda dei diversi gerghi.

La brandizzazione o debrandizzazione centrava pero' poco nel discorso in cui era inserita, era solo un esempio ed un elenco di MODIFICHE AL SISTEMA OPERATIVO DI UN CELLULARE possibili.
L'estrema sintesi di quella analisi da medio conoscitore era che IN TEORIA, con l'aitorizzazione di un magistrato, un esperto od un hacker gia' a ottimi livelli avrebbe potuto collegarsi FORSE al cellulare con l'abilitazione attiva di accesso in rete, in internet, del gestore a quella specifica scheda.
Sarebbe un'operazione gia' per me impossibile ma non del tutto miracolosa, messo in rete il cellulare di riferimento naturalmente entro le 19,00, sempre IN TEORIA, si sarebbe potuto interagire con le applicazioni del cellulare da un altro terminale in rete magari a distanza di chilometri e senza toccarlo.
Questo significa che si poteva da distanza anche spegnere, resettare e rinnovare, riaccendere e ricancellare tutto quello che si voleva come se si fosse sul posto accanto al cellulare.
Io non credo che cio' sia accaduto, ma e' bene sempre considerare la complessita' ed i confini delle ipotesi se si parla di informatica e telecomunicazioni, o trasmissione di dati.

Antonello ha detto...

@Enrico
Si, perche' no??? Se mi confermi che l'avviso di raggiungibilita' e' attivo automaticamente sui numeri Tim il problema e' un po' invertito perche' M. aveva la Tim non mi ricordo ad esempio la madre, S. Invece pure Tim convenzionata, se e' cosi' il fatto e' quasi certo.
Ritorno al tuo dubbio, se dei Tim hanno contattato il telefono spento di M. dalle 19,00 del 18/04/2011 alle 07,00 del 20/04/2011 devono, dopo la riaccensione dello stesso cellulare di M. , aver ricevuto l'avviso di raggiungibilita', certo bisogna considerare eventuali ritardi, telefoni prima chiamanti e dopo magari spenti ed un tempo ragionevole, non penso che la Tim avverta in automatico all'infinito nel momento in cui un cellulare ridiventa disponibile.
E certamente avrebbero dovuto allarmarsi, secondo me e da semplice appassionato, pero' anche qui LucaP potrebbe chiarire.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
per la TIm è così e il gestore dei cellulari di Melania e Salvatore era Tim ... quello del papà era Wind, di Sonia Vodaphone .... degli altri non lo so, ma è tanto importante ;-) ...? basta sapere che "qualcuno" si è accorto che il cell si era riacceso, forse i Carabinieri stessi, con qualche apparecchiatura con cui lo tenevano monitorato??

Mimosa

Antonello ha detto...

@Enrico
non credo che S. abbia fatto telefonate a quel cellulare dalle 19,00 del 18/04/2011 alle 07,00 del 20/04/2011, ma se ne avesse quindi fatta anche una in un tentativo poi andato a vuoto deve aver ricevuto un avviso di raggiungibilita' o di disponibilita' del cellulare della moglie una volta che si dev'essere ricollegato in rete.

@Massimo
chiedo scusa, puoi mica verificare se Ocelon si e' mangiato un mio commento diretto a Tabula???

@Tabula
su quel tema i termini fissi sono tanti perche' indicano tanti concetti troppo lunghi da spiegare, con quello slang si sintetizza, comunque io li inserisco sempre a compendio, non sono mai indispensabili alla sostanza di cio' che intendo spiegare.
Basta che quindi li levi o non li leggi e dovresti comprendere uguale cio' che io volevo esprimere.

Tiziana ha detto...

ENRICO
non mi risulta che, in maniera automatica, un telefono Tim indichi al chiamante quando l'utente è nuovamente raggiungibile. Quando qualcuno chiama e trova il telefono spento o non raggiungibile deve (il chiamante) fare la richiesta di segnalazione.
Ne sono sicura perché mi è successo decine e decine di volte, chiamando le persone più disparate.
Tu mi dirai che tutte hanno escluso tale funzione? Io ad esempio non l'ho mai esclusa né attivata sul mio, ma sono sicura che pure il mio funzioni così (mio marito infatti si indispettisce regolarmente perché dimentico il telefono spento e, nel momento in cui me ne accorgo e lo riaccendo a lui non arriva alcuna comunicazione).

PINO
grazie per i complimenti, fanno sempre piacere, ed io infatti ora voglio farli ad

ANTONELLO
tutto giusto ciò che scrivi, ho appena chiesto ragguagli a mio marito che mi ha tenuto una lezione sul funzionamento remoto dei computer. C'è di che spaventarsene, ho messo or ora (da molto tempo mi ripromettevo di farlo) un pezzetto di scotch sulla telecamera del mio computer.

Mimosa ha detto...

E' proprio per questo motivo (scusate, lo consideravo "scontato") che il cellulare di Melania è rimasto spento, assolutamente SPENTO per 36 ore!!!
Ne avevamo discusso a lungo, ed era venuto fuori il problema di come poteva esser stato ripulito senza accenderlo.
LucaP e Antonello davano spiegazioni sofisticate,
io più semplicemente penso, come ho già scritto, che sia stato ripulito:
- o dalle 18.48 mi pare ora dell'ultimo messaggio arrivato alle 19.10 del 18 aprile quando è stato spento
- o a partire dalle 7.10 del 20 aprile quando è stato riacceso.

ENRICO ha detto...

@ TIZIANA

Il "chiama ora di Tim " è in automatico.. Ne sono certo perchè ricevo sempre il messaggio d'avviso ed io non ho MAI richiesto questo servizio .
Comunque problema risolto ; mi sono risposto da solo.

Ammesso che il cellulare di M. avesse questa opzione attiva la prima cosa che avrebbe fatto colui che l'ha ripulito sarebbe stata quella di disattivare il servizio.

Quindi ora posso smetterla di tormentarvi con questo mio stupidissimo dubbio.

Grazie comunque per l'attenzione perchè l'avermi risposto nonostante la canicola, ha qualcosa di eroico !

Antonello ha detto...

Allora da ordinanza, dalle 07,39,16 alle 07,39,30 del 20/04/2011 il cellulare di M. riceve ben 15 sms corrispondenti ad avvisi di contatto avvenuti a cellulare spento.
Quindi per quindici volte il cellulare di M. e' stato invano contattato dalle 19,00 del 18/04/2011 alle 07,00 del 20/04/2011.
Fra questi contatti probabilmente vi saranno anche altri tentativi di georeferenziare lo stesso cellulare da parte del sistema N.U.E.,
Teniamo sempre presente, ad onor di cronaca, che alle 07,24 dello stesso giorno vi e' una telefonata fra S. ed un alto graduato, S. lo avrebbe chiamato, a quell'ora, per riferirgli del fax del 12/04/2011 di cui S. avrebbe trovato a quell'ora la ricevuta, certo di sicuro a sto mondo c'e' solo la morte.

ENRICO ha detto...

@ ANTONELLO

il "chiama ora" di Tim è automatico ed immediato ma funziona, ovviamente, solo da Tim a Tim .

comunque, come dicevo, nel caso non si volesse usufruire di questo servizio, è possibile disattivarlo facilmente sia dal cellulare sia chiamando il 119.

Chissà se resta traccia della eventuale disattivazione.

Però, nel nostro caso, se il telefonino è stato resettato da un esperto, qualunque operazione sia stata fatta sarebbe impossibile rintracciarla

Almeno credo.

anna ha detto...

il cellulare di melania è stato localizzato con tre interventi successivi a 3,2 km da ripe, la tolleranza a detta degli esperti è di 300mt,la localizzazione è avvenuta alle 16,53 alle 17,50 circa e l'ultima intorno alle ore 19 guarda caso mentre il telefono si spegneva,il telefono è stato riacceso alle ore 7 del 20 aprile in concomitanza con la presenza di un militare della clemente nella zona,il suo cellulare è risutato essere intorno a ripe, per quale motivo visto che il 20 non c'era nessuna esercitazione militare anzi erano tutti a riposo perchè il 19 aprile c'è stato il giuramento delle reclute?

la sua prenza nella zona è altamente sospetta e implica anche un coinvolgimento nell'omicidio, tale militare chiamò una donna di folignano che gli inquirenti sanno benissimo chi è .perchè non si è indagato sul militare e sullas donna?

Posso confermare avendo avuto sempre un tim che ,quando faccio una chiamata e mi da non raggiungibile nel momento che ritorna raggiungibile il numero arriva automaticamente il messaggio che il numero è ritornato raggiungibile quindi tutti coloro che avevano chiamato melania dalle ore 19 fino alle ore 7 si sono trovati il messaggio di numero raggiungibile,

Manuela1° ha detto...

..ma prima di essere spento alle 19.00 e qualcosa, quel telefono che deve aver suonato tutto il pomeriggio dalle 15.00 e qualcosa in poi... con come suoneria il ritornello di waka waka di shakira impostata al massimo volume, non doveva dare taaaanto fastidio a chi tratteneva M. sequestrata, col rischio si fosse sentito, o magari è probabile che una prima manomissione sia stata effettuata nell'immediatezza, abbassandone il volume?

... a saperlo, mi risponderete.. Però è curiosa come cosa.

Manuela1°

Tiziana ha detto...

Manuela 1°
tante sono le supposizioni che si possono fare e abbiamo fatto a suo tempo:
- che il volume fosse stato abbassato;
- che il telefono fosse rimasto nell'auto dei sequestratori fino all'ora in cui fu spento (forse se ne sono accorti in ritardo?);
- che non si fossero preoccupati più di tanto della suoneria. In fin dei conti quanti avranno avuto waka waka sul telefonino. Anche se qualcuno l'avesse sentito, non vedo perché insospettirsene. Tra l'altro, all'epoca, non credo che molti sapessero che suoneria aveva Melania sul suo cellulare.

ENRICO ha detto...

@ ANNA

"quindi tutti coloro che avevano chiamato melania dalle ore 19 fino alle ore 7 si sono trovati il messaggio di numero raggiungibile,"

.... SE chi ha ripulito il cellulare NON ha disattivato il servizio di avviso di raggiungibilità

Dimenticanza poco probabile, a mio avviso

Comunque, nessuno dei possessori di un Tim, che avesse chiamato il Tim di M tra le 19h.00 del giorno della scomparsa e le 07h,00 del 20 aprile, deve aver ricevuto il messaggio di raggiungibilità, altrimenti si sarebbe subito allertato.

Almeno da quanto ne sappiamo e da quanto ci suggerisce la logica.

Purtroppo qui, sia "la logica" che "i dati reali" sono del tutto latitanti, quindi i nostri sono solo esercizi speculativi che non potranno mai avere riscontro SE "gli addetti ai lavori" non si pongono i nostri stessi dubbbi

Compreso quello del militare che alle 7.00 del mattino del 20 gironzolava da quelle parti con un cellulare e della cui presenza NON esiste alcuna conferma

Manuela1° ha detto...

Tiziana
..mai provato a fare qualcosa che tu sai essere sbagliato, o che ritieni di fare ma sai altri non essere d'accordo, con il timore di essere scoperta?

Io credo che in certi casi, anche lo "scricchiolare" delle foglie o lo "sfregamento" dei sassi sotto alle scarpe sia considerato un frastuono assordante, soprattutto perchè la mente umana tendenzialmente agisce sempre col principio che se lo sai tu, lo sanno tutti.

Manuela

tabula ha detto...

1 - Non c'è dubbio che quel cellulare abbia suonato a volume altissimo waka waka per tutto il pomeriggio.
2 - non c'è dubbio che siano stati cancellati dallo stesso TUTTI gli sms in entrata, compreso uno arrivato alle ore 18.52 del 18 aprile.

Ne consegue che quel messaggio sia stato cancellato da quell'istante, ore 18.52 del 18 aprile, a tutto quel periodo di tempo in cui della sorte di Melania non si avevano notizie, fino a ritrovamento.

Ovvero è possibile che i messaggi siano stati eliminati prima dello spegnimento delle ore 19.10 ma anche dopo, con una strumentazione professionale.

Questi sono due punti fermi.

E, questi due punti fermi, oltre ai misteri della ricezione/non ricezione del telefonino, spiegati dalla riaccensione (che implica un precedente spegnimento) dello stesso, parlano CHIARAMENTE della presenza fisica di QUALCUNO che si è occupato come minimo della cancellazione del cellulare,
e come massimo dello staging e delle incisioni postume sul corpo.

Questo qualcuno NON PUO' essere Parolisi.

E allora diteci, signori e signore della procura, chi sarebbe?

Parolisi è stato condannato per uxoricidio con l'aggravante del vilipendio del cadavere, le prove fisiche vanno invece in tutt'altra direzione: il vilipendio del cadavere NON può in alcun modo essere attribuito a Parolisi poichè NON può esserlo la cancellazione del cellulare.

Perchè o ha fatto tutto da solo, ma quel cellulare non l'ha potuto fisicamente cancellare lui nè tantomeno spegnere alle ore 19.10 del 18 aprile,

oppure c'è almeno un complice, e quindi ad esso, come dicono i batteri superficiali sulle ferite, va attribuita ANCHE la responsabilità del vilipendio.

Non se ne esce.

@Antonello: stavolta ho capito tutto, ma non ho capito se hai risposto alla mia domanda o se hai solo dato sfoggio di conoscenze. Comunque ho qui pronto lo scotch.

@Pino: io e Tiziana siamo arrivate per pura e semplice LOGICA a confutare la ricostruzione dell'Accusa inerente la collocazione di quel cellulare sempre e comunque a Ripe.

Del resto, così come lei si avvale di un marito informatico, nulla vieta che il web sia frequentato da altri possibili ed eventuali informatici che potrebbero sia demolire che rendere inattaccabile la nostra ricostruzione: perchè mai non dovrei lasciar in sospeso la verifica?

Male non fa.

e non occupiamo così tanto spazio: potete tranquillamente inframmezzare il ragionamento con altre questioni, tanto mi sa che più o meno avremmo finito.

Diciamo che abbiamo evidenziato e messo in piedi un punto saldo a sostegno delle tesi di CHI ha sempre posto in evidenza il fatto che quel cellulare NON potesse essere stato tutto il tempo a Ripe, poichè, una volta accertata la presenza di un CANCELLATORE, la collocazione fisica del telefonino di Melania diventa a questo punto non certa e pure ininfluente.

Fino a prova contraria.

tabula ha detto...

@Manuela
Pare che chi ha fatto le indagini avesse escluso la manomissione della suoneria.

Non so come nè se sia possibile dimostrarlo, altrimenti avrei pensato che il waka waka sia stato impostato al massimo solo la mattina del 20, allo scopo di fare ritrovare il corpo.

Comunque dipende sempre da dove fosse quel cellulare: sarà stato dimenticato nell'auto con la quale M. è stata condotta a Ripe?

Perso nei boschi a causa dell'inseguimento di una donna abbigliata come Melania che correva, e che più persone hanno segnalato?

Insieme a Melania in una cascina sperduta nei boschi verso San Giacomo, dove il sistema di georeferenziazione lo collocava ESATTAMENTE?

Perchè se la localizzazione è compatibile con Ripe, a maggior ragione lo è stata con il punto ESATTO che effettivamente indicava ed esattamente nel quale si sono dirette le ricerche (senza inoltrarsi).

Comunque sia non darei per scontato che quella suoneria potesse infastidire gli assassini, o meglio: se lo ha fatto e quando ciò fosse avvenuto, il cellulare è stato spento.

Tiziana ha detto...

Cari amici della SQUADRA,
mi dispiace abbandonarvi in un momento in cui la discussione è così interessante.
Sarò via, però, per qualche giorno. Ci rileggiamo al mio rientro.
Ciao, Tiziana

Antonello ha detto...

Ricapitoliamo:
Giorno 18/04/2011.
1) 14,20 la coppia esce di casa e si dirige a CSM.
2) 14,40 circa la coppia arriva a CSM, vista alle altalene dal Ranelli e dal ragazzo testimone.
3) 14,45 M. parte a piedi e va nella stradina verso il monumento.
4) Entra ed esce dal bosco, ed e' vista da un anziano che telefona alla forza pubblica preoccupato.
5) 15,00 circa, M. arriva dal monumento, e' inseguita o si nasconde da qualcuno, o forse decide di fare li pipi', va dietro al monumento ed ad un certo punto percorre un sentiero ripidissimo sino ad una roulotte, qui lascia moltissime raft sulla finestra della roulotte.
6) 15,20 M. ripercorre il sentiero al senso inverso e si porta sulla provinciale vicino al monumento.
7) 15,30 M. viene vista da motociclisti dirigersi in direzione Ascoli da CSM, e' a piedi.
8) 15,45 M. arriva a Fraz. Colle, li accade qualcos'altro ed e' costretta a fuggire da due donne verso San Giacomo.
9) 15,55 due ciclisti salendo notano M. che esce dal bosco con passa trafelato inseguita dalle due donne.
10) 16,50 circa la prima georeferenziazione N.U.E. da il cellulare in un punto isolato di San Giacomo, non potendo essere stati li i sequestratori devono aver portato via M. lasciando pero' sul posto il cellulare.
11) 19,00 mentre M. viene portata viva o priva, cosciente o non cosciente, da tutt'altra parte, il cellulare, che nel frattempo si era realizzato fosse sparito, viene ritrovato da qualcuno che nel punto giusto lo cerca, vede le chiamate N.U.E. , realizza che il cellulare e' rintracciabile e che non puo' lasciarlo li e lo spegne forse chiudendolo in un contenitore schermato, forse distaccandone le batterie o forse semplicemente spegnendolo.
Giorno 20/04/2011
12) 07,00 il cellulare si riaccende dopo la pulitura di tracce fisiche e la ripulitura professionale della memoria e viene abbandonato vicino al corpo come se non lo avesse mai lasciato, solo in un allontanamento volontario M. non avrebbe risposto ne chiamato nessuno, per depistare su questa pista serviva lasciare il cellulare, sebbene ripulito, accanto al corpo, anche perche' ripulendolo non si sarebbe potuti risalire a cosa di quel telefono doveva imperativamente essere cancellato in maniera totale.

ENRICO ha detto...

@ TABULA e TIZIANA

le vostre conclusioni a proposito del cellulare sembrerebbero inattaccabili. Così come quelle di ANNIKA a proposito della Sg.

Purtroppo però parrebbero non interessare la Procura.

PERCHE' ?

Perchè sono confutabili o perchè "non utili alle indagini " ?

Nel primo caso sarei veramente felice se qualche esperto informatico si facesse vivo per confermare o demolire in maniera DETTAGLIATA quanto finora esposto.

Anche in forma "anonima"

ENRICO ha detto...

@ ANTONELLO

Ottima ricostruzione cronologica e LOGICA.

ciao
e.

Antonello ha detto...

@Anna
se per favore potevi darmi conferma o smentita dei tragitti e dei tempi di percorrenza in auto ed a piedi inseriti nell'ipotesi sopra.

@Tabula
macche' sfoggio, no, e' importante partire da lontano per spiegare cose tecniche con meno errori possibili.
Meglio dunque esagerare che deficiere, anche se non mi sembra di aver esagerato, se ricapita pero' terro' presente di dover semplificare ancora di piu'.

Antonello ha detto...

@Massimo
proporrei di inserire un nuovo post intitolandolo "Ricostruzione del blog sul caso M." o qualcosa del genere, su tale post magari Mimosa (se ovviamente e' daccordo a ricoprire il ruolo di Cancelliere) potrebbe inserire di volta in volta, prima i dati cronologici certi e dopo, mano a mano, tutti i dati cronologici da tutti approvati con sicurezza.
Alla fine rimarra' una memoria storica che domani potremo forse verificare o smentire ove si capisse, in maniera oggettiva, come realmente sono andati i fatti.
Che ne dici Mimosa???

tabula ha detto...

@Tiziana: un pò mi spiace tu vada via, ma hai dato un fondamentale contributo logico: la vacanza te la meriti!

@Antonello
le questioni tecniche mi sono ostiche di per sè,
ho dei dubbi potrei comprendere una presentazione elementare, figurarsi una specifica e dettagliata che si allarghi e non vada diretta al sodo.

Ma devo dire la tua ricostruzione degli ultimi minuti di vita di M. è efficace,
avrei giusto qualche dubbio sul punto 4, che secondo me è collocato troppo in anticipo nella sequenza temporale degli avvenimenti.

Del resto non comprendo affatto PERCHE' Melania dovesse toccare i luridi vetri di quella roulotte nella quale, si disse, nessuno entrava da tempo: in fondo si diceva fosse schifiltosa.

probabilmente intendeva guardarci dentro.

Ma cosa o chi pensava di trovarci?

Oppure, ma non è dimostrabile, ha alzato le braccia toccando la roulotte e lasciando tutte quelle raft per altri motivi.

Va detto che, in seguito a quel fatto, Melania che tocca la roulottes, la stessa ha voluto/dovuto prendere un'altra direzione rispetto alle altalene e dirigersi a passo svelto inseguita da due donne.

filippo ha detto...

Massimo, acuto e puntuale come sempre. Una cosa, ma alla fine le tracce di sperma sono poi state rinvenute nel posto indicato dal Parolisi? Se così fosse questo sarebbe un ulteriore prova a suo favore.
Una cosa o meglio la mia prima impressione appena successo il fatto e guardando le prime immagini: ho trovato alquanto strano che il Parolisi indossasse un piumino in quella giornata soleggiata (immagini che mostravano il parolisi che ricostruiva la scomparsa in giorno dopo) quando tutti i presenti indossavano indumenti leggeri e il giorno precedente sappiamo come era vestito. Poi se analizziamo le prove contro di lui, concordo, al momento non c'è nulla.

Mimosa ha detto...

@ Caro Antonello
una ricostruzione cronometrica del pomeriggio del 18 aprile l'ho già fatta, basata però sui dati "certi" e provati attraverso i tabulati e le testimonianze, ma in funzione di SP.
Potrei riprovarci facendo ruotare il tutto intorno al centro MR.

Ma per dimostrare cosa? Come "realmente sono andati i fatti"?
ne sei sicuro?
Guarda che c'è prima di tutto la lacuna (il vuoto totale) di dove si trovasse MR prima di arrivare a Ripe (per non dire l'incertezza del luogo e dell'ora della morte).

Un articolo compilato come un calendario?
non so se a Massimo potrebbe interessare, aspettiamo il suo parere ...

Mimosa

Mimosa ha detto...

Caro ENRICO

Ctz «le vostre conclusioni a proposito del cellulare sembrerebbero inattaccabili. … Purtroppo però parrebbero non interessare la Procura. … Perchè sono confutabili o perchè "non utili alle indagini "?»

Ecco finalmente ho l’occasione per dirlo: la mia spassionata opinione è che tutta la questione “telefoni” e “celle” è destinata a fare la stessa fine della poltiglia multicolore e del dna in bocca: indimostrabile, contradditoria, incerta, tutto al contrario delle caratteristiche di una “prova”
… quindi che straccio per pavimenti!!!

Mimosa

Antonello ha detto...

@Tiziana
spiace un po' anche a me, del resto gli impegni sono impegni, a presto

@Tabula
Ho inserito il particolare della finestra perche' Piergiorgio l'ha vistosamente segnalata, anzi fra un po' se la mangia, li tutto e' possibile, io ho inserito solo eventi cronologici con un minimo di verosimiglianza e stante i dati diffusi.

@Mimosa
per dimostrare nulla Mimosa, e' che quando fai un puzzle per mesi e mesi, magari di 2500 pezzi poi rimane, non solo la tristezza per cio' che si ricostruisce, ma anche un minimo di limpidezza e soddisfazione per il lavoro svolto che, messo li, tra l'altro potrebbe essere consultabile da eventuali nuovi arrivati che potrebbero avanzare le loro osservazioni completando un quadro rimodulabile e sempre soggetto al vaglio di tutti, un po' come una discussione su wikipedia.
Va beh, non voglio oberarti di lavoro e giustamente se non ne vedi l'utilita' pazienza, era solo una proposta.

ENRICO ha detto...

@ ANRONELLO

Mimosa ha ragione.

La tua ricostruzione mi è piaciuta molto

Purtroppo però alcuni "dati" ( 4, 7, 8, 9 ) non sono confermati e non sono certi riferirsi a Melania.

Quindi non mi sembra il caso di proporre in home una versione che, seppur verosimile, è ricavata da elementi non tutti indiscutibilmente accertati

Mimosa ha detto...

@ Filippo
Due tracce biancastre, una ovale e l’altra circolare, sono state rilevate sul piano del camminamento lato Nord del Chiosco, lato corrispondente a dove SP disse di aver avuto l’amplesso con la moglie.
Da nessuna parte ho letto (né nelle Ordinanze né in articoli) alcunché in merito e nemmeno che siano tracce attribuite a sperma o che una qualche perizia sia stata fatta per cercarne il dna di SP.

Mimosa

filippo ha detto...

X Mimosa, infatti strano che non ci siano ancora conferme o smentite su un fatto così importante.

PINO ha detto...

AI SUPERSTITI

Proposta per proposta, inviterei tutti (quelli rstano del carlino) a fare una propria ricosdtruzione del "Caso", secondo le proprie deduzioni, a partire:
1 Movente
2 Dinamica
3 Parolisi innocente o colpevole
Dopo, mettendo a raffrondo le diverse ipotetiche formulazioni, se ne potrebbe estrapolare le parti più generalmente ripetute, e farne un sunto unico, valevole come documento unico espresso dalla "squadra" di questo blog.
A presiede il comitato sarà il maggiore suffragato dai voti di ogniuno degli utenti.
Questo "lavoretto" impegnerà tutti fino al processo, senza altre inutili arzigogolature, e darà la possibilità ad ognuno di dire la propria, senza condizionamenti.
Che ne dite?
SE CI STATE BATTETE UN COLPO.
SE NO, BATTETENE DUE

PINO

Mimosa ha detto...

@ PINO
è una buona idea che lanci ai "Superstiti", infatti non tutta la squadra è al momento presente, Tiziana sarà assente per alcuni giorni e manca Pamba, sicuramente in vacanza, visto che non sta commentando da un po', tuttavia è anche un duro lavoro in giornate e serate ancora così roventi ...

Anch'io domani sarò assente tutto il giorno, e spero appena in tarda serata di venire a leggere il blog.

Magari è una cosa da preparare nel frattempo un maniera sintetica, appunto senza "arzigogolature", cosicché il coordinatore (che una volta tanto potrei non essere io :-)) avrebbe facilitato il compito della stesura omogenea.
Potrebbe venir fuori un buon articolo per Massimo e il coordinatore potrebbe essere lui!

Ciao, caro Pino, devo uscire!
Mimosa

Antonello ha detto...

@Pino
proponendo un sunto ricostruttivo cronologico non intendevo che doveva essere il mio, avendolo gia' postato non ne vedrei il motivo, io parlavo di inserire intanto i dati oggettivi ad ordinanza, e gia' qua c'e' da discutere, poi passo passo si aggiungono quelli che sono ritenuti oggettivamente dedotti.
Chiaro che non si puo' fare un lavoro qua ed una discussione la, se invece vi fosse un post apposta tutta la discussione avrebbe un punto di riferimento, i pareri inoltre sugli eventi cronologici da inserire devono rigorosamente essere motivati e se del caso discussi fra chi propone e chi dissente.
Beninteso che e' un tentativo di surrogato e sintesi, puo' essere che alcuni particolari si condividano pur non condividendo la visione globale, se ne discute pero'.
Se son daccordo Massimo, il proprietario di casa, e Mimosa, la Cancelliera di Volandocontrovento a me sta bene.

tabula ha detto...

@Pino
le specificazioni di Antonello sulla presenza di M. alla roulotte mi hanno dato da pensare.

Tuttavia non credo più molto a qualche grosso affare coinvolgente il famoso potere segreto con mani in pasta ovunque.
quello, se è arrivato è stato dopo.

Purtroppo sono ancora condizionata dal ricordo di ciò che disse la veggente e dalle testimonianze che darebbero credito a DUE donne ed un uomo.

E non so se questo sarebbe compatibile con la ricostruzione comune.

Non so perchè M. scappasse. Non so cosa sia andata a fare fino alla roulotte nè cosa l'abbia indotta ad andare a passo veloce in direzione opposta alle altalene.

Però numerosi testimoni l'hanno avvistata lungo questo percorso, per non parlar dei cani, ed uno addirittura vedendo seguire da due donne una donna abbigliata esattamente come Melania, ha ritenuto di dover fare una telefonata di allerta.

Quindi almeno due donne c'erano.
Anche se mi sembra strano che il testimone non abbia riportato che erano vestite da soldatesse, nemmeno una di loro.

Almeno un uomo c'era, lo dice la sg.

E' difficile che delle sconosciute avvicinino una donna per farle del male, solitamente questi sono atteggiamenti maschili.

E' ancora più difficile se non c'era una relazione tra le TRE donne.

Posso credere che M. sia finita in una trappola, questo sì.
Lo disse anche Parolisi, ricordo.
E credo anche che L. non fosse l'ultima frequentazione femminile di Salvatore.

Ma qua si sconfina nell'imponderabile.

Poi, ci sarà anche la mano lunga del potere oscuro e non discuto, ma dimostrarlo sarà impossibile e non intendo cimentarmi.

Di fatto però gli esecutori materiali sono riconducibili ad un ambito conosciuto da Melania.

E, se hanno a che fare con la caserma, sarò prevenuta ma mi vien da pensare che Salvatore, come pare tanti altri, là dentro "pescava" spesso e volentieri.

un'impronta di anfibio femminile, così come una soldatessa isterica avvistata a Villa Lempa, così come Ripe, ci riportano proprio a quell'ambiente a quella caserma ed a quelle soldatesse.

Altri indizi, di sicuro i dna femminili e le perline, con approssimazione la poca forza impressa nelle coltellate, ci parlano comunque di una probabile donna, omicida o compartecipe all'omicidio.

Non sarebbe mica la prima volta che accade.

Perchè? o la gelosia, mettiamo un' avventura poi scaricata da Parolisi con la scusa della moglie, o la rabbia per avere minacciato di rivelare qualcosa che avveniva nella caserma.

tabula ha detto...

Ricordate?
Salvatore il 19 in caserma non disse ai suoi colleghi
"non parlate di Ludovica"
lui disse "non parlate delle storie con le soldatesse".

Se Ludovica fosse stata l'unica amante degli ultimi due anni oltre la moglie, non si sarebbe raccomandato di tacere riferendosi a delle soldatesse generiche, ma avrebbe chiesto di tacere su quella ben precisa persona.

PINO ha detto...

MIMOSA
Dal momento che il caldo non trattiene nessuno, di scrivere ORA, non vedo come possa dar fastidio continuarlo a fare ancora, mentre andiamo incontro a temperature più moderate, per qualcosa di più valido.
Da ora a settembre, ce ne corre di tempo. E poi, la RELAZIONE, chiamiamola così, tanto per pnderderci, andrebbe preparata a parte, e non sul blog, sul quale verrebbe pubblicata per intera, ad una data stabilita di comune accordo.
A tale scopo, si dovrebbe prendere una decisione a breve termine, prima che la dispersione dei "superstiti" si allarghi.
In serata, attendo tuo parere, Pino

ANTONELLO
Quello che ho scritto a Mimosa è valido anche per te, che hai detto di essere d'accordo in linea di massima.

TABULA
Quello che hai scritto nel post, potrebbe essere parte integrante della "relazione", più ordinata e progressiva anche cronologicamente.
Dovresti, come in archtettura, fare una ricostruzione ideale di un complesso, partendo da quello che suggeriscono i ruderi.
Per il resto, vale quello postato a Mimosa.
Dovresti solo dare il tuo parere.

emax/massimo prati ha detto...

Non serve chiedere la mia approvazione, lo sapete bene che se c'è da pubblicare qualcosa che abbia basi logiche, o che riguardi gli atti, lo pubblicherò. Certo, non dev'essere troppo complicato da capire e da spiegare... ciao, Massimo

ENRICO ha detto...

@ PINO

Rispondo alla tua richiesta TELEGRAFICAMENTE.
…..

1- Omicidio preterintenzionale causato dall’ esigenza di occultare situazioni o eventi illeciti

2- Avvicinamento del soggetto tramite inganno e successivo sequestro

3 - Aggressione del soggetto nella notte del 18 o del 19 aprile

4 - Deturpazione di cadavere., manipolazione scena del crimine e posizionamento del corpo nella notte del 19 aprile

5 - Crimine ad opera di ignoto/i.

6 - Parolisi pur non essendo direttamente responsabile conosce od intuisce il movente del delitto e forse gli eventuali esecutori

7 - Parolisi non PUO’ parlare perché è sotto minaccia

Questo a grandi linee è ciò che penso possa essere accaduto.

Nei dettagli mi è impossibile addentrarmi se non per ipotesi non verificabili

anna ha detto...

della presenza del militare c'è la presenza eccome, non nell'ordinanza di custodia cautelare ma negli atti delle indagini e risulta essere come persona attenzionata così come confermo il maresciallo dei carabinieri, questi atti ora sono in possesso anche della difesa che a chiusura indagine ha accesso a tutti gli atti, così come risulta agli atti il nome e cognome della donna a cui il militare telefonò.....siamo non che non conosciamo i nomi, ma la difesa oggi ne è a conoscenza.......

che cosa significa che non hanno indagato sul militare perchè in due mesi non si è mai tradito.....

anna ha detto...

per antonello

i tempi di percorrenza delle strade
partiamo dalla prima ordinanza per arrivare alla seconda ordinanza infine arriviamo al percorso che pAROLISI dice di aver fatto

1) Primo percorso Procura di ascoli Piceno
Folignano -ripe -san giacomo-san marco 30 km di strade tortuose
percorrenza 40 minuti
2)secondo percorso quello della procura di Teramo
Siccome è impossibile che parolisi sia passato per san giacomo,strtada interrota, il colasanti che dice di non aver visto la macchina ecc..
Folignano-cerqueto-ripe-folignano-san marco
il percorso si allunga trentotto km tempo percorrenza 50 minuti
3)percorso che parolisi dice di aver fatto,
Folignano-san marco 8 km
percorrenza 13-15 minuti
arrivo vicino alle altalene parcheggiare la macchina salire sulgo il piano verso le altalene 10 minuti circa

partenza da folignano visto dai vicini ore 14,10+ 15 minuti andare a san marco+ 10 minuti arrivare alle altalene a piedi,totale 14,35-14,40 la famiglia parolisi era a san marco alle altalene,dieci minuti insieme stiamo alle 14,50 quando melania si allontana,il ranelli dal video esce la prima volta alle 14,53 orario reale,quindi fino a quell'orario melania era ancora alle altalene,la prima telefonata di sonia è alle 14,53 ripetuto con sms alle 14,56 coincidente con l'orario in cui melania si allontana dal marito, il messaggio di sonia era concordato è lei che aveva un appuntamento a san marco con melania?Possibile e probabile

melania va fino al monumento dei caduti mentre parolisi alle 15,20 fa la telefonata alla moglie ,va poi alle 15,30 davanti al ristorante dove prima un motociclista dice di aver viosto melania uscoire dalla boscaglia, dopo 5 -10 minuti arrivano i ciclisti che dicono di aver visto melania rincorsa da altre due donne sulla strada provinciale per colle, siamo alle 15,40 alle 16 un amacchina rossa sfrecciava con un altra da san marco a san giacomo che per poco investiva un uomo a cavallo, questa macchina rossa per forza doveva passare da san marco ed essere inquadrata dal video del ranelli se così non è c'è solo una spiegazione da colle rapita melania sono passati dalla stradina nascosta dal bosco che ha percorso melania,non c'è alternativa per andare a san giacomo..........................

una persona anziana sempre sulla provinciale ha visto una donna somigliante a melania camminared verso colle a passo svelto.......
talmente verà è questa testimonianza che l'uomo il 19 aprile telefona al 112 per segnalare questo avvistamento,sempre il 19 aprile dopo le testimonianz e di motociclista, ciclisti e persona anziana,la finanza porta il cane ad annusare sulla provicniale e il cane fiuta l'odore di melania fino a frazione colle vicino ad un casolare..........ora ammettendo nella ipotesi più assurda che parolisi arrivia ripe non prima delle 14,45 14,50 ,arrivare a san marco da ripe occorrono altre 15 minuti, stiamo alle 15,05 pulirsicambiarsi lavarsi nascondere i vestiti insanguinati quanti minuti occorrono,ebbene parolisi sicuramente era a san marco alle 15,15 e non alle 15,23 perchè l'orologio andava benissimo,ma se parolisi arriva da solo, chi era quella famigliola che il ranelli ma anche il suo amico ha visto alle altalene, bisogna trovare la famigliola alternativa,,certamente in 10 minuti scarsi nemmeno il delitto più pianificato poteva essere compiuto.

io ho fatto centinaia di volte quelle strade posso assicuravi che andare a san marco passando da ripe e san giacomo ci vuole 40-45 minutim ma ritoranre addirittura a folignasno ci si impiega altri 15 minuti in più........quindi circa 1 ora di percorrenza vedete voi......così come ho portato da ben 28 anni i miei figli a san marco aquelle altalene e mai io e mio marito ci siamo accorti della strada che dalle altalene taglia foino al ristorante il cacciatore,per portare al bagno i miei figlii ritorno sulla strada, 10 minuti, vado al bagno altri 10 minuti ritorno alle altalene altri 10 minuti totale circa mezzora fra andata e ritorno.......

cos adevo dirvi sono anche io una cieca ,

Manuela1° ha detto...

...una domanda: ma quante volte e da quante persone è scappata M. quel giorno? Parliamo tanto del P. che ha il dono dell'invisibilità, ubiquità, velocità e quant'altro... ma Lei? Non è stata vista in troppi posti? E in tutto questo scappa, scappa; corri, corri; piegata sui sedili di una macchina o cercando di entrare in una roulotte, non le è mai scappato di fare una telefonatina veloce veloce al 112?

Manuela1°

Mimosa ha detto...

In relazione alla richiesta di PINO, posso intanto farvi una proposta?
Potreste andare a rileggere l’articolo a mia firma inserito qui:
http://albatros-volandocontrovento.blogspot.com/2011/12/perche-ci-ha-rimesso-melania.html#more

e in particolare le due ipotesi a cui accenno nel paragrafo “PERCHE’ MELANIA REA E’ STATA MASSACRATA A MORTE?”.

Io ancora penso che entrambe possono essere valide (stanno in piedi con le dovute correzioni di tiro alla luce di quanto sappiamo oggi).
Per non creare confusione e accavallamenti, potremmo prendere entrambe in considerazione e una alla volta?
ENRICO ora, per es., ha esposto una teoria da inserire nell’IPOTESI B.

Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Cara Anna
anche noi, grosso modo abbiamo ricostruito i tempi di percorrenza (stando alle carte stradali) ed eravano giunti alle tue affermazioni, ma tutto ciò descritto da una persona del posto ha tutt’altro valore. Grazie!!

E’ allucinante che questa ricostruzione non possa essere stata considerata la prima prova che non poteva essere stato lui ad ammazzare la moglie a Ripe, unita alle testimonianze delle vedette e aggiunta al banchetto dei 9 autisti militari al chiosco fino oltre le 14.40.
Allucinante!!!
Si sono persi nella ricerca della “prova scientifica” e nessuna delle tre tanto sbattute può essere presa per probante!

In merito all'altra tua affermazione e cioè che «mai io e mio marito ci siamo accorti della strada che dalle altalene taglia fino al ristorante il cacciatore» mi viene in mente che quella stradina disse di conoscerla bene l’amica Sonia (ma quante volte costei è andata in quei posti? ci passava la vita, per conoscere ogni metro?) e qualcuno qui disse (vedendola) che “mai avrebbe permesso a sua moglie di percorrerla”.

Mimosa

tabula ha detto...

@Pino
non ho capito cosa vuoi che io faccia.
i ruderi qui sono sfumati, possiamo intravvedere il genere di edificio ma non lo scopo per il quale sia stato costruito, il castello costruito dalla Procura ha dei grossi problemi statici.
@Mimosa
andrò a rileggere appena scritto qui

@Manuela1

intendi forse dire che Melania è scappata TROPPO?
o che troppi testimoni l'avrebbero vista scappare?
No, perchè se una scappa, scappa, non vorrai mica venirmi a dire che più persone l'hanno vista correre, meno attendibile sarebbe pensare che effettivamente sia fuggita da qualcuno o qualcosa?

Anzi: più persone han dato una testimonianza coerente e collimante con il fiuto dei cani e le testimonianza della presenza di M. a Colle.

Perchè poi non abbia chiamato il 112 non lo so, forse non pensava di essere in così serio pericolo.

O forse la questione che aveva in ballo era di quelle che alla polizia non piace molto.

O forse aveva paura di perdere tempo fermandosi o rallentando nel chiamare.

Comunque, non ha neanche risposto a Sonia, e dire che in quei minuti ancora nulla era accaduto.

Verrebbe da pensare sia plausibile che quello di Sonia fosse un segnale e che quei messaggi cancellati sia dal cellulare di M. che da quello di Sonia avessero un ben diverso contenuto da quello dichiarato.

Resta il fatto che neanche io so spiegarmi tutta quella corsa in direzione opposta a quella in cui stava il marito ed i villeggianti, che avrebbero dissuaso chi volesse farle del male.

Manuela1° ha detto...

@Tabula

..si, era ironico il fatto del troppo scappare, nel senso che se avesse avuto tutto quel tempo per scappare, forse tra una corsa e l'altra sarebbe riuscita anche a fare un colpo di telefono, a meno che il cell non glielo avessero preso subito o le fosse caduto, ma allora perchè non urlare o fare cenni alle persone che dicendo di averla vista è probabile che anche lei abbia potuto vedere?
Credo che forse qualche "vista/visione" di troppo ci sia tra le persone che dicono di averla vista...

Manuela1°

tabula ha detto...

L'ho riletto tutto, Mimosa.

mi ha colpito il perchè M. si è allontanata dalle altalene, propendo per il punto B

B) Melania si allontana fingendo una "impellenza fisica avendo organizzato un appuntamento di cui il marito era ignaro. All'insaputa del coniuge predispone l'incontro proprio per quella data perché c'erano "cose pressanti da chiarire" prima della lunga vacanza di Pasqua

Ho riletto anche le tue riflessioni sulla soldatessa che non avendo ottenuto un'alta valutazione abbia deciso di vendicarsi contro la moglie.
Doveva essere invaghita, questa soldatessa, per arrivare a tanto, e sì, il fatto che il corpo sia stato fatto ritrovare a Ripe, proprio dove pare le coppiette di militari si appartavano, e dove presumibilmente la donna si era concessa a Salvatore, potrebbe rispondere egregiamente al "perchè Ripe".

Comunque allo stato attuale delle cose il mio gallo segnavento ha voglia di indicare l'ipotesi nuova amante di P. soldatessa, ma, a parte le prove oggettive sopraelencate, ho solo delle suggestioni niente affatto provabili al momento.

tabula ha detto...

Manuela 1
avevo inteso benissimo volevi andare a parare lì, alle visioni di troppo, o a qualcuna delle visioni non genuina.

che fossero di troppo non vi è dubbio alcuno, ma non nel senso che intendi tu.

Tra l'altro sono state fatte da persone diverse, e tutte dicono la stessa cosa: infiliamoci un millantatore, se vuoi, ma anche due:
Resterebbero comunque un altro paio di dichiarazioni genuine.

Non capisco perchè tutte le testimonianze a favore della presena di Melania al Colle debbano per forza essere inattendibili.

E' evidente che per la Procura a Colle San Marco quel giorno si ritrovassero tutti i cialtroni dei dintorni.

cani inclusi, che continuano imperterriti a salvar persone, e se ne fregano.

Mimosa ha detto...

@ Tabula
io non credo siano "suggestioni" le intuizioni di una o due mani femminili e una maschile (all'inizio dell'avventura mentre in un secondo e terzo tempo le mani maschili si sono raddoppiate), anche se la medesima intuizione l'ha avuta come visione una "veggente" peraltro "accreditata".
Mica per questo l'intuizione deve essere eliminata ...

Se io e la veggente descriviamo la scena allo stesso modo, mica devo ritirare la mia versione solo perché la maggior parte della gente pensa che le veggenti sono cirlatane e pertanto, cancellate le sue parole, debbano essere annullate anche le mie ....

Tanto meglio, invece, se coincidono, ti pare?

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

la mia teoria potrebbe essere una via di mezzo tra l'ipotesi B e C.

Tendo a credere che Parolisi fosse consapevole che M avesse qualche idea bellicosa per la testa ma che sottovalutasse il problema.

In quel giorno e in quella particolare circostanza non saprei dire se Salv, fosse all'oscuro dell'appuntamento o se ne fosse a conoscenza.

In ogni caso REALIZZA il pericolo quando non vede più tornare la moglie.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
e anche Tabula ... e Altri

ora vedo, ... temo di essere stata fuorviante quando ho messo una lettera alla tua "ricostruzione",
io veramente intendevo riallacciarmi alle 2 ipotesi che avevo descritto (velatamente) in quel paragrafo dell'articolo:
soldatessa (per delitto passionale) o ambiente militare (con altri orizzonti).

Non tornerei sulle lettere delle ipotesi ricostruttive per ora, temo possano distrarre ...

Mimosa

Antonello ha detto...

@Manuela
in effetti sembrerebbe ci fosse un po' di marasma fra inseguiti ed inseguitori, invece se si osserva la tempistica e gli spostamenti sul territorio coincide tutto, vi sono solo due cose che non tornano, a parer mio nella fase di CSM inerente la prima cattura..
1) Perche' i cani annusano la macchina dei macedoni e perche' significativamente segnalano vistosamente la confezione delle catene contenute nel bagagliaio di quella auto.
2) M. o e' stata portata via dalle due auto citate da Anna o dal fuoristrada con due accucciate, non vedo come possano essere vere ambedue le possibilita'.

In verita' invece le testimonianze hanno una linearita' anche nei tempi strabiliante, M. potrebbe essere inseguita da prima ma con certezza prima nota la situazione l'anziano, che si deve essere preoccupato per chiamare il 112, e poi l'inseguimento da parte di due donne viene confermato dai due ciclisti che nulla potevano sapere di altre testimonianze.
Io direi, da Colle verso San Giacomo M. era con certezza in fuga da due donne, a queste dobbiamo aggiungere un'auto che doveva per forza essere dietro o nella zona del terzetto, un fuoristrada quindi o due auto fuori serie.
Dove e' potuta salire M. delle due possibilita' che vi erano???

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

no, non mi sono confuso. Ho scelto le soluzioni semplificate B e C perchè preferisco non entrare nello specifico del movente riguardo al quale escludo decisamente quello passionale legato alla relazione extraconiugale del Parolisi.

A mio avviso la causa di questo drammatica ed enigmatica vicenda va ricercata più in qualche "pasticcio" ( donne, droga, armi ecc..) nel quale si era cacciato Salv, . seppur coinvolto in un ruolo di secondaria importanza.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
in primis OK, temevo di aver indotto io una certa confusione con le lettere.

Però, dicendo "delitto passionale" NON intendevo la "relazione extraconiugale del Parolisi" con Ludo, intendevo una "aspettativa" di relazione non ancora cominciata o interrotta sul nascere con una altra allieva o ex allieva, più recente.

Sul "pasticcio" a cui accenni, sarei d'accordo in linea di massima.

Qui nel frattempo ha fatto uno stupendo temporale e l'aria si è rinfrescata di 10 gradi ...

Mimosa

PINO ha detto...

RAGAZZI/E

Non vorrei aver creato un "piccolo caso" (coniato da Mimosa), per la seconda volta.
Come non detto. Anche perchè gli articoli scritti in cui Mimosa ha sintetizzato il caso Rea, ripotano quasi tutte le nostre ipotesi.
Buona notte

Mimosa ha detto...

Ora posto una considerazione extemporanea, chissà cosa ne direbbe Annika.
(Domani non ci sarò, pertanto scusate in anticipo la mia assenza)

Riguarda il colpo in testa a Melania, con conseguente profonda ecchimosi e non ho capito se anche con trauma cranico. La relazione autoptica non ha determinato se è stato sferrato con un pugno o con un corpo contundente. Io mi domando: COME MAI NON SI PUO’ APPURARE?

Entrambi hanno una sagoma, contorni e “profondità d’impatto” sul derma e sull’osso alquanto diversi.
Il corpo contundente potrebbe non lasciare residui se si tratta ad esempio di un sasso, ma il pugno dovrebbe rilasciare raft … sì o no?
Nessuna cellula epiteliale è stata trovata sulla faccia (mentre la si vuole mettere in bocca, vaneggiando fosse la mano del marito a tappargliela)?
E’ stata cercata?

Era difficile trovarla, individuarla a causa del sangue che aveva ricoperta la zona dell’ematoma?
Era davvero “sfigurato” il viso di M come raccontano le cronache sulla base delle primissime indiscrezioni del medico o è stata una macabra fantasia di qualcuno?

È scritto (nella prima pagina delle Ordinanze di Ascoli e di Teramo) che fu riscontrata una ferita da taglio al volto, poi è nominata una ferita da punta e taglio alla regione mentoniera sinistra oltre alle 2 ferite da taglio alla regione cervicale anteriore (i fendenti alla gola) e 3 ferite da punta e taglio alla regione cervicale posteriore (sarebbe il collo, sulle quale non avevamo mai riflettuto).

Beh, effettivamente, non è stato lasciato proprio “intatto” il suo volto … e un bel po’ di sangue doveva per forza imbrattare capelli e terreno sotto la testa………….

Buona giornata!
Mimosa

tabula ha detto...

@Antonello
fai bene a ricordare che le testimonianze sugli avvistamenti di Melania siano lineari.
Doveva essere, la sua, una corsa trafelata, se un anziano decide di chiamare il 112 per raccontare della vicenda, e se due ciclisti la reputano così importante da raccontarla appena giunti al Cacciatore..

Voi sapete chi c'era, Parolisi che chiedeva notizie della moglie, e, tra andare in bagno bere il caffè e chiedere informazioni, se è vero (mi riferisco a quanto letto sopra, io ho poca memoria) se è vero che i ciclisti arrivarono proprio lì alle ore 15.40, molto probabilmente Parolisi fu immediatamente informato del fatto che "una donna vestita come" Melania era rincorsa da due donne.

Ora, il fatto che abbia vomitato e si sia allarmato poco appresso, non significa di sicuro sapesse in precedenza di un appuntamento della moglie, ma può significare che grazie al racconto a botta calda dei ciclisti abbia "mangiato la foglia", come si suol dire.

Un dettaglio: non mi pare che le due donne seguenti in quell'occasione siano state identificate come soldatesse, dovrei rileggere le testimonianze originali di chi avvistò le donne procedere di corsa.

Certo che, dal loro punto di vista, Melania doveva averla fatta proprio grossa, per arrivare a rincorrerla così davanti a tutti quei testimoni.

Ah, Antonello, mi hai chiarito un ultimo dubbio: qualcuno aveva avvistato un'auto con gli sportelli aperti nello spiazzo accanto alla roulotte
Un motivo per il quale M. NON scappò in direzione altalene di ritorno al monumento, potrebbe essere che la stessa auto degli inseguitori si fosse raccordata alla strada per il monumento, ricordo bene la mappa: arrivando dallo spiazzo alla strada avrebbe potuto impedire a M. di raggiungere il marito, inducendola a fuggire in direzione opposta.

Ad ogni modo credo che il motivo scatenante, la cosa che potrebbe aver visto M. e per la quale fu inseguita, potrebbe essere anche immediata.

Tipo vedere qualcuno di noto iniettarsi cocaina e bacchettarlo cercando di fargli la morale e minacciando pesanti conseguenze alla carriera.

Io, anzi, ho sempre pensato alle due macchie biancastre al chiosco in relazione a questo, forse per darsi coraggio nello staging.

Antonello ha detto...

@Tabula
le ipotesi sono tante, forse troppe in relazione al fatto che troppo ambigui sono i dati e gli eventi.
Proprio per questo avevo proposto di fare un chiaro e semplice schema cronologico sugli eventi certi riguarxanti quei due giorni.
Per partire almeno da dati consultabili da tutti, aggregati cronologicamente e quanto piu' oggettivi possibile.
Noto anche una non precisione nei dati diffusi, ad esempio, le due macchie biancastre sull'assito del chiosco, una ovale e l'altra circolare, che misure avevano???
Erano almeno di piccole medie o grandi dimensioni???
Erano piene o solo contornate??? Sono state analizzate???

Se due ciclisti, dopo che mia moglie e' sparita mi dicessero che hanno visto a pochi chilometri una donna inseguita da altre due, lascerei la bimba alle cure temporanee della ristoratrice e partirei in auto alla ricerca del terzetto, lui non ci ha nemmeno pensato, ed anche questo insieme ad altri sono particolari che centrano nulla con le bugie relative a Ludovica, non vi era motivo logico per non andare in soccorso della moglie, anche se un motivo vi deve pur essere.
Lei pur potendo non chiama nessuno con il cellulare, ma ammettendo anche gli fosse gia' stato preso non ferma nemmeno i ciclisti per chiedere aiuto, dice nulla, fugge e basta, lui che pur potendo aiutarla nell'immediatezza dei fatti non ci pensa nemmeno, o la motivazione di tutto era una cosa altamente illegale ed inconfessabile o era una cosa esclusiva fra donne o stiamo parlando di un'organizzazione talmente forte e temuta che al sud come ovunque puo' scrivere irrevocabilmente il totale destino delle persone, persone soggette ed assoggettate sino al punto da rifiutare di dare e chiedere aiutoseppure in grave pericolo.
Daltra parte vi era stata gia', come ci riferisce Anna, una discussione animata con zuffa in un supermercato della zona fra tre donne, forse soldatesse, una Ascoli by boxe da ammirare, il motivo quindi che puo' aver scatenato tutto puo' anche essere puerile, un affronto, uno sgarro ad un codice non scritto, il tutto puo' anche essere stata una tragedia poi camuffata da aggressione, oppure la regia oscura dell'esoterismo, un cerchio chiuso che qualcuno intendeva aprire, un cuore chiuso di sassi, chissa'.

tabula ha detto...

O.T. ma non troppo.

Mi capitò, una dozzina di anni fa, di accordarmi con due conoscenti sempre molto rispettosi e dall'aria innocua, per andare a ballare.
L'appuntamento era sotto casa di uno di loro, le mie amiche erano al locale di fronte, ma una volta arrivata i due dissero di dovere andare su con una scusa plausibile (cambiarsi la camicia, uno era appena tornato dal lavoro).
Entrai pensando che fosse finita lì, ed invece i due si accomodarono e continuando tranquillamente a parlare si misero a sniffare e a fumare, e non era cocacola.
Mi offrirono e rifiutai cercando di non far capire che ero terrorizzata: mi rendevo conto di essermi cacciata in un pasticcio, e che le due persone di cui mi ero fidata sarebbero stati presto fuori controllo, ed io ero in casa con loro.
Alle mie richieste espresse con unc erto tatto di ridiscendere in strada, mi venne opposto più volte il diniego, e pensai che mi ero messa da sola nei pasticci, e che ero una stupida.
le mie amiche erano al corrente di dove fossi, lo ricordai senza parere, capii che diventavano sempre più nervosi e con estrema gentilezza e dolcezza, tutta quella che potevo avere, fingendo di non essere terrorizzata dalla situazione e che fosse tutto normale, rassicurandoli col sorriso di chi intenda proseguire la serata con loro ed evitando moralismi inopportuni, riuscii a scivolare fuori dall'appartamento con la scusa di voler raggiungere le ragazze per convincerle a venire a ballare con noi.
Appena arrivata per strada, cominciai a correre, ed arrivai al locale in lacrime, abbracciando strette le mie amiche e raccontando la vicenda che poteva diventare, per me, assai pericolosa.

Ovviamente non andammo a ballare con loro e ci dileguammo in fretta.

Però rileggendo il post di Mimosa, che ha messo in luce il carattere determinato e moralizzatore di Melania, ricordando che non era una che le mandava a dire, credo che in una situazione analoga, si sarebbe comportata assai diversamente, facendo la predica, rammentando, se davvero c'erano dei militari, che quel qualcosa che aveva visto era indegno della divisa
Se soltanto avesse ancora tirato in ballo le importanti conoscenze alle quali avrebbe senz'altro riferito, potrebbe aver fatto saltare la mosca al naso a chi già fosse fuori di testa.

tabula ha detto...

@Antonello:
e chi ti dice che non ci sia andato, su quella strada?

PINO ha detto...

ANTONELLO
Concordo con molte cose scritte nel tuo ultimo post.
Concordanza che troverai nella mia "relazione" che sto già preparando, ed in cui sarà contenuta la mia TEORICA ricostruzione di tutto il Caso Rea, dalla partenza da casa, della coppia Parolisi, al ritrovamento del corpo di M a Ripe,compreso il movente e la dinamica omicidiaria.
Penso che sarà pronto per fine settimana.

Antonello ha detto...

@Tabula
nessuno in effetti, lo deduco dal fatto che se nell'immediato vi fosse andato lo sapremmo, lo avrebbero dichiarato le due ristoratrici, "subito dopo che sono arrivati i ciclisti ed hanno raccontato di aver visto due donne inseguirne una terza S. ci ha lasciato la bimba in affido ed e' partito con l'auto verso San Giacomo", che poi auesti benedetti ciclisti siano spariti non volendo coinvolgimenti e' un altro mistero.

Sabry ha detto...

http://www.articolotre.com/2012/07/melania-rea-perche-parolisi-colpevole-ma-e-lunico/97505



Guardate questo articolo

Antonello ha detto...

@Sabry
ora non assecondare le voglie dei media di avere dichiarazioni, appelli e quant'altro diventa, in una visione mediatica della verita', un elemento sinonimo di colpevolezza.
Intanto la Sg e' come non esistesse, come non esistesse nemmeno il cercare di capire, il leggersi gli atti, l'informarsi prima di esprimere un punto di vista da pubblicare.
E gia' che non e' da tutti avere il parere tecnico di una come Annika, ma farsi due giri per i blog nemmeno, sentire e tastare il polso al "caso" non se ne parla.
Ora tutto e' possibile, anche che in un altro posto, modo e tempi, forse anche con un complice sia stato S. il responsabile di quanto avvenuto ad M. anche se tanti particolari dicono di no, che non e' possibile, per ora almeno, teorizzarlo, se non altro non con una ricostruzione accusatoria fallace dei minimi requisiti di verosimiglianza.
E' S., ed il suo comportamento ambiguo e agli occhi di molti ingiustificabile razionalmente, il centro dell'accusa che lo riconduce alla responsabilita' inerente l'omicidio di M., non elementi e dati oggettivi, neanche la parvenza di una pistola, tantomeno fumante.
Dico io, ma se uno si comporta da Presidente della Repubblica i media e strane ricostruzioni lo darebbero per tale??? Non penso, allora perche' se uno si comporta da falso, alle volte con un motivo piu' che valido altre meno, lo accusano di omicidio volontario aggravato e deturpamento di cadavere???
Dico io basterebbe rendersi conto che le tracce ematiche sulla scena del delitto sono 110 , come repertate dai R.I.S. e comprendere che il principale accusato era lindo nei momenti immediatamente successivi ai fatti, come la sua auto e la sua casa per capire che perlomeno c'e' un bisogno vitale di approfondire bene, vitale perche' c'e' la vita di un essere umano in ballo, vitale perche' un padre, ove innocente, e' vitale per una figlia che ha perso la madre, vitale infine per una giustizia giusta e che persegua, diceva Stella mi sembra, la verita' oltre ogni ragionevole dubbio.
Non aldiqua ma oltre, arcisicuri di non condannare un innocente.
E lasciamo perdere la colpevolezza morale che e' molto piu' soggettivo decretarla, perche' li ha voce solo la coscienza di ognuno, ora ipotizziamo che S. confessasse, che dichiarasse che e' stato lui ad uccidere la moglie, la prima cosa che farebbero in tanti sarebbe dire "ecco, visto??? L'avevo detto io!!!!" invece di chiedere ad S., "Scusi ci puo' spiegare come ha fatto???".

mah ha detto...

...inizialmente fortunato Parolisi, i ripetitori Tim in quei giorni erano guasti e la sua cella telefonica non ha potuto essere catturata...
...Fortunato anche perché il medico legale ha, in un primo tempo, sbagliato lla perizia necroscopica, datando l’ora della morte 12 ore prima del 20 aprile...
...Inizialmente si era pensato ad un balordo, ad un maniaco, ma non sono state riscontrate tracce di violenza o di tentativi di violenza sessuale...
...In tutta l'indagine resta un margine di dubbio sul fatto che Parolisi abbia accompagnato la moglie nel boschetto e lì sia intervenuta una persona che, però, non ha lasciato tracce di sé...
...Uno è Dna misto di Melania e di una donna, gli altri di Melania e tre uomini...

ENRICO ha detto...

@ mah


mi hai preceduto :stavo per postare lo stesso passo dell'articolo segnalato da Sabry

"Fortunato anche perché il medico legale ha, in un primo tempo, sbagliato lla perizia necroscopica, datando l’ora della morte 12 ore prima del 20 aprile..

Si era sbagliato, poveretto :quei tempi "non erano utili alle indagini"

E' incredibile. Come ci si può fidare di periti che commettono errori così macroscopici ?

Antonello ha detto...

Sto ancora pensando a cosa voglia dire "12 ore prima del 20 aprile", intendeva prima delle 00,00 e cioe' alle 12,00 del 19/04/2011 (fortemente improbabile) o intendeva prima delle 07,00 dello stesso giorno e quindi alle 19,00 circa del 19/04/2011, cioe' all'incirca alla fine delle esercitazioni di Chieti???
Oppure intenxeva 12 ore prima di quando lui ha visto M.???
Non so, ipotizzo, ma se l'ha vista alle 18,00 e detraendo 12 ore si arriva alle 06,00 del 20/04/2011 ed il che sembrerebbe improbabile perche' dice "12ore prima del 20/04/2011", a.che se quel cellulare si riaccende alle 07,00 del 20/04/2011 ed un'ora sarebbe forse bastata per tutto quanto e' stato rinvenuto.
Secondo me la piu' probabile e' la sera del 19/04/2011, ad esercitazioni terminate.
Secondo voi che voleva dire???

anna ha detto...

no ,il medico legale tagliabracci parla precisamente che la morte avviene dalle 9 alle 12 ore dopo la scomparsa collocando la morte quindi fra le ore 24 e le ore 3 del 19 aprile,la notte famosa che il ristoratore di san giacomo dichiara che ci fu un alta intensità di traffico fra san giacomo e ripe anomalo per quelle zone. quindi melania nella notte fra il 18 e il 19 aprile è stata uccisa a ripe, ma poi il suo corpo nascosto per due giorni per poi essere riportato sul posto a ripe con le incisioni e le ferite post morte fatte con calma in luogo sicuro senza essere visti, poi il corpo è stato scaricato la notte fra il 19 e il 20 aprile o l mattina presto ed ecco spiegate le impronte dei pneumatici vicino alla testa di melania,ovvio che il corpo è stato messo li dopo la foine della seconda esercitazione militare avvenuta il 19 aprile.


ritornando all'articolo, è vero che l'inchiesta non doiveva essere condotta a san marco ma a ripe il luogo del ritrovamento del cadavere ,ebbene a ripe mai nessuno ha visto ne la macchina di parolisi ne tantomeno lui........

vogliamo analizzare insieme i punti salienti e le prove che stanno a ripe con tutti gli elementi trovati sul luogo dove è stato ritrovato il corpo?

ENRICO ha detto...

@ Antonello

voleva dire che il corpo è rimasto all'aperto per un periodo molto inferiore a quello in seguito ufficialmente stabilito.

Il che spiegherebbe perchè le forze dell'ordine non l'hanno visto al chiosco il 18( dove mi sembra impossibile NON sano passati ) nè il giorno dopo forse perchè avendo già perlustrato il luogo non vi sono ritornati.

Se così fosse quel luogo sarebbe stato ormai "sicuro" non solo perchè erano terminate le esercitazioni di Chieti ma soprattutto in quanto già ispezionato e dunque fuori dall'itinerario dalle ricerche
.
Posto adatto per agire indisturbati.


@ MIMOSA

il trucco è intatto

Mi si dovrebbe spiegare come si fa ad affermare che su un volto deturpato da ferite ed imbrattato di sangue il trucco abbia potuto "reggere" così bene al punto da potersi definire INTATTO-

E' una domanda che, credo, ci siamo sempre posti svariare volte.

Chissà perchè nella relazione autoptica il Tagliab. ha sentito l'esigenza di sottolineare questo dettaglio francamente poco credibile

Anonimo ha detto...

Vi siete chiesti del perchè il corpo di M. è stato fatto rinvenire dopo oltre 32 ore dalla morte? Potrebbe esere legato al fatto che hanno voluto che del rapporto sessuale rimanesse solo la sg e nessuna altra traccia riferibile al colpevole?
Mi domando inoltre se M. possa essere stata ipnotizzata per consentire il rapporto sessuale e considerato che sul corpo della donna non si è trovato alcun dna da contatto non potrebbe essere dovuto al fatto che il suo stupratore indossasse un saio o qualcosa che lo lasciava quai interamente coperto per cui con una semplice ripulita solo sulle parti intime di M.non è rimasta alcuna traccia?
Mi vien da pensare a qualche rito, a qualche setta!
Ciao a tutti
Marilia

Anonimo ha detto...

Ho trovato diversi articoli in merito ad un supertestimone che sarebbe stato alle altalene con una bambina dalle 15 in poi.
questo il link
http://www.abruzzo24ore.tv/news/Omicidio-Rea-una-supertestimone-incastra-Parolisi/41433.htm
che fine ha fatto. C'e' qualcuno
che mi sa dire qualcosa?
Francesco

emax/massimo prati ha detto...

Ti rispondo io Francesco.

Il problema sono i media, che devono insistere su una linea e per farlo modificano quanto viene loro detto, tanto la memoria è corta ed un altro scoop prenderà il posto del precedente. In effetti quella donna andò alle altalene con suo figlio, ma dopo le 15.45 (è provato che era arrivata in quell'orario ed in procura lo sapevano).

Dopo di lei andarono altri, da qui la testimonianza dell'amico del Ranelli che disse di aver visto più di una famiglia alle altalene... ma in un orario successivo, quando già il Parolisi e le proprietarie del Segà stavano già cercando Melania al Pianoro.

Ciao, Massimo

anna ha detto...

analizziamo il luogo di Ripe
le persone presenti il 18 e il 19 aprile a Ripe

1)28 militari del reggimenti di chieti

2)il proprietario della panda gialla che ha dichiarato essere presente sia il 18 che il 19 aprile

gli automezzi presenti e passati a ripe

1) il pulmann dei militari parcheggiato all'incrocio della strada che va al chiosco dopo 200 mt

2)panda gilla parcheggiata podo distante da Ripe, vista dalla guardia forestale sia alle 12 del 18 aprile ma anche verso le 16,30 quando sono ripassati,

3)fuoristrada visto dalla sentinella con due donne accucciate all'interno

4)fiat stylo vista dalla sentinella passare in quelle zone il 18 aprile

5)la persona fermata da una sentinella con un cane a bordo e fatta ritornare indietro,la targa era stata segnata sul cellulare ma poi è scomparsa,

le persone presenti nella zona 18 aprile sono 32

28 militari+1 proprietario panda gialla+1 proprietario fuoristrada+1 proprietario fiat stylo+1 la pèersona con il cane fatta tornare indietro dalla sentinella= TOTALE 32 persone

carenze nell'inchiesta

non si è mai cercato il proprietario della panda gialla
proprietario del fuoristrada e della fiat stylo,proprietario della macchina fatta toranre indietro,

proprio perchè il pulmann dei militari era nella zona nessuno si sarebbe azzardato a entrare nella stradina che porta al chiosco con il pericolo di essere visto mentre ammazzava,
l'ultimo militare è andato via dal chiosco alle ore 14,40

continua

ANNA ha detto...

continua

Cosa è stato trovato sul luogo del delitto,

Due scontrini del 18 aprile e del 19, quindi anche il giorno dopo i militari probabilmente sono andati a mangiare li, e il corpo non c'era

cellulare di melania con il coperchio aperto,

pacchetto di sigarette,

due fazzolettini di carta,

accendino,

anello sotto il corpo,

orecchini da un'altra parte,

siringa conficcata nel petto con due dna diversi maschile e femminile ma non di melania e salvatore

laccio emostatico a terra

ELEMENTI SUL LUOGO DEL RITROVAMENTO

schizzi di sangue sul chiosco appartenenti a melania,

tagli di coltello sul chiosco compatibili con una altezza massima di 1,67 mt parolisi è molto più alto,l'altezza è compatibile con quella di una donna

impronta 37-38 di piede compatibile con quella di una donna

impronta pneumatici vicino alla testa di melania ,compatibile con lo scaricamento da una macchina del corpo in quel posto, le ruote da 1,60 mt compatibili con macchina panda o similari,

pozza di sangue sotto il corpo di melania che agli atti non risulta mai essere stata analizzata,

INDIZI SUL CORPO DI MELANIA

dna femminile sotto l'unghia dove è stato sfilato l'anello, compatibile con il dna dell'estetista di somma vesuviana,

dna sulle mutande di melania sia di sonia che del marito alfredo,

altri 5 dna maschili,

5 peli con dna diverso,

taglio sulla faccia,quindi il viso non era intatto anzi all'inizio si parlò di volto sfigurato,

parti biologiche non riconducibili a parolisi sulla maglia di melania,

presenza di sg all'interno del corpo di melania,che ha quindi avuto sicuramente un rapporto sessuale

TAPPO nella sua vagina,elemento che non ha conferma

ALLE 16,53 IL TELEFONO DI MELANIA VIENE LOCALIZZATO A 3,2 KM DA RIPE NESSUNO LA VA A CERCARE..........

ContinuA.....

anna ha detto...

continua................

giorno 20 aprile il cellulare di un militare della clemente viene localizzato nella zona alle ore 7
proprio mentre il telefono di melania si riaccendeva,......

questo militare telefona ad una donna di folignano........

il militare viene attenzionato per due mesi ma mai nessuno ha fatto alui delle domande........

nessuna esercitazione militare era presente a ripe il giorno 20 aprile,

era giorno di riposo perchè il 19 aprile alla clemente c'era stato il giuramento delle reclute......

continuate voi se avete altri elementi da aggiungere......

e' chiaro che le indagini dovevano essere fatte a Ripe molto frequentata, ed è assolutamente impossibile che il corpo stando li da due giorni, non lo avesse visto nessuno..............

dopo due giorni è strano che il corpo non fosse stato attaccato dagli animali...........

Mimosa ha detto...

@ Anna
FANTASTICA!!!
continua... stai sintetizzando ottimamente un lavoro che avevo nel cassetto ...
Brava e grazie!

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ ANNA

complimenti !

Sintetico e chiarissimo elenco riassuntivo-


Riguardo al militare che viene attenzionato ( ma di cui NOI del blog, purtroppo, non abbiamo riscontri sugli atti a nostra disposizione ) possiamo solo sperare che la Difesa, al contrario,possa avere elementi ufficiali per approfondirne i "movimenti"

Riguardo al corpo trovato al Chiosco , personalmente non ho dubbi che sia stato adagiato lì il 19 sera/notte.

Non saprei dire invece se questa operazione sia avvenuta contestualmente all'aggressione o se l'aggressione si sia verificata precedentemente sempre lì al chiosco ( notte fra il 18 e il 19 ) ma il corpo sia stato occultato per alcune ore in qualche posto sicuro.

Sabry ha detto...

Antonello,tranquillo,era un articolo che girava sul web e l'ho inserito per farvelo vedere,tutto qui....so benissimo che ormai i giornali(senza novità fresche)rigirano le notizie...

Marilia,bentornata,ti avevo letto in precedenza

Anna,sei bravissima,mi fa sempre piacere leggerti....

Baci

anna ha detto...

continua

Zona Ripe-san giacomo
Testiomonianza del ristoratore di san giacomo

alcuni militari del reggimento di Chieti vanno a mangiare nel suo ristorante a san giacomo, ripartono verso le ore 15 in direzione Ripe......questo dichiara.

Se Parolisi da ripe andava a san marco da san giacomo inevitabilmente avrebbe incontrato il gruppo dei militari che ritornavano a ripe,invece hanno dichiarato che non hanno incontrato nessuno......

questo è il motivo per cui la procura di teramo cambia il percorso che avrebbe fatto Parolisi.......Folignano,cerqueto,ripe,cerqueto folignano,san marco.....allungando di molto la strada
da 30km passiamo a38km di strade tortuose con la bambina dietro.....il tempo si allunga di 15 minuti....

ormai è appurato parolisi non può essere passato per san giacomo per andare a san marco perchè ci sono troppe testimonianze compresa la sentinella che smentiscono tale circostanza.........

e' anche vero che allungando il percorso di 15 minuti Parolisi non avrebbe mai avuto il tempo tecnico di arrivare a san marco alle 15,18 orario reale del video,

continua.....

Antonello ha detto...

@Sabry
no, non era una critica rivolta a te che hai pubblicato il link, era una critica all'articolo, ci mancherebbe, hai fatto benissimo a postare il link per quanto mi riguarda.
Scusa Anna se ho interrotto i tuoi commenti.

Sabry ha detto...

Per non parlare di questo Antonello..

http://notizienews1.blogspot.it/2012/07/corpo-melania-rea-le-indagini-portano.html

anna ha detto...

CONTINUA......
da ripe e san giacomo spostiamoci a frazione colle....

colle èil luogo dove i cani il giorno 19 aprile, dopo le varie testimonianze di ciclisti ,motociclista e persona anziana,annusano l'odore di melania fino ad un casolare partendo dalla strada provinciale,.....

Colle è il luogo dove il paciolla era con l'amante,è il luogo dove benissimo potevano essere interrogati gli abitanti per verificare se la macchina del paciolla era a colle,l'alibi del paciolla è solo la sua amante.....

Melania arriva a piedi a frazione colle ,con una botta in testa evidenziata nell'autopsia viene rapita e portata vicino a san giacomo......dove alle 16,53 il suo cellulare viene intercettato...

l'unica strada da frazione colle per san giacomo è passare a san marco......

la notte fra il 18 e il 19 aprile melania viene portata a ripe e uccisa......quella notte ci fu intensità di traffico anomalo per la zona, così dichiarò il ristoratore di san giacomo.....

poi il corpo viene nascosto e la notte fra il 19 e il 20 aprile dopo la fine della seconda esercitazione militare viene portato a ripe con le ferite post morte già inflitte prima dell'arrivo a ripe...........

il giorno venti alle ore 7 si riaccende il cellulare di melania in concomitanza della presenza di un militare nella zona......

infine alle 14,30 circa il misterioso telefonista rimasto anonimo, da teramo telefona per denunciare la presenza del corpo di una donna a ripe di civitella.....

telefonista anonimo che potrebbe essere anche coinvolto nell'omicidio..........

come vedete io non ho mai parlato di san marco se non per il passaggio della macchina,
perchè la scena del crimine è fra ripe-san giacomo- colle.........

continua.....

Mimosa ha detto...

Ciao Marilia
tu davvero ritieni possibile che qualcuno di quella gente fosse così “esperto” di Sg? Ti posso assicurare che io (e con me credo tantissimi) prima della trattazione offertaci da Annika non sapevo neanche esistesse e figurati che in più ho dovuto farmi una mia ricerca personale per capire meglio…. Pensi che quel “qualcuno” sia un ginecologo (perché dubito che perfino un medico generico conosca a menadito il comportamento di quella sostanza)? Quel “qualcuno” però avrebbe potuto pensare al decadimento dello sperma portatore di dna, questo sì.
Che costui indossasse un abbigliamento tale da non lasciare alcun pelucco o fibra tessile (il saio ne avrebbe rilasciati in abbondanza) è perfettamente plausibile, come è plausibile che avesse i guanti e aggiungo sardonicamente anche una mascherina davanti alla bocca altrimenti goccioline di saliva e sudore sarebbero scesi sugli abiti di Melania, visto che non ne sono stati rilevati (o cercati? batto sempre sul chiodo).
Ad ogni modo qualcosa di davvero inconsueto e anomalo è successo nelle parecchie ore in cui M è rimasta nelle mani dei sequestratori.

Mimosa

Mimosa ha detto...

A proposito della Botta in Testa di cui ho scritto l’altra sera, ho evidenziato che la relazione autoptica non ha stabilito con quale corpo contundente sia stata inferta.
Evidentemente non c’erano né residui epiteliali umani né residui di alcun tipo di oggetto materiale (tipo schegge di legno se fosse stato un bastone o di microrganismi se fosse stato un sasso, una pietra del posto) e se residui non c’erano, il corpo contundente potrebbe essere stato avvolto da una busta … o una busta poteva essere stata infilata in testa a M per portarla al cospetto di persone che non doveva riconoscere …

Mimosa ha detto...

da inserire: ... e se era un pugno, la mano poteva essere guantata ...

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

ieri sera ero entrato con l'intenzione di commentare proprio questa tua interessante osservazione e invece, sarà stato il caldo..che ne so... ma ho lasciato il commento a metà !

In effetti il quesito che ti sei posta è molto acuto

Possibile che non sia stato rilevato alcun elemento adatto a stabilire con quale "oggetto" questo colpo sia stato sferrato ?

Certo che se fosse stato causato da un pugno a mani nude , qualche traccia dovrebbe averla lasciata...a meno che non sia "utile alle indagini" !

Dovremmo attendere il parere di ANNIKA

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
con tutto il rispetto per Annika (che saluto affettuosamente), lascia che anch'io abbia saputo documentarmi bene!
Non credo di aver sbagliato una virgola (o forse qualche virgola l'ho sistemata male, ma solo per non fare un piccolo trattato scientifico ... se vuoi riscrivo tutto ...)

Ciao :-))

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

ho inviato prima di leggere le tue precisazioni...

Anonimo ha detto...

:)

Mimosa ha detto...

Nessun problema Caro Enrico, il mio era un tono scherzoso,
mi farebbe piacere un intervento di Annika che aggiungesse dettagli, ma concediamo anche a lei un po' di respiro e una meritata vacanza?

In agosto toccherà a me ...

Ciao, Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Anna
interessantissimo tutto il tuo lavoro, io non avrei saputo fare neanche una minima parte di quello che sei riuscita a descrivere tu, sinceri complimenti ancora!!!

Tra le cose che mi hanno colpito è intanto questa:
scrivi «poi il corpo viene nascosto e la notte fra il 19 e il 20 aprile dopo la fine della seconda esercitazione militare viene portato a ripe con le ferite post morte già inflitte prima dell'arrivo a ripe»
Dici che le incisioni post mortem sono state già inflitte prima di essere portata là dove è stata trovata.
Noi abbiamo sempre dato per scontato che i “disegni” fossero stati fatti sul posto, a causa della presenza di una «contaminazione batterica» iniziata non molte ore prima del ritrovamento del corpo . Ora infatti spetta al nuovo perito entomologo determinare lo stadio della contaminazione. Chissà se ti daranno ragione!
Allora secondo me vorrebbe dire che le persone coinvolte in questa orrenda faccenda sono ben più di tre o quattro, e se così fosse, i connotati di un complotto (associazione a delinquere, non di comune e locale delinquenza) sono evidenti.

Mimosa

anna ha detto...

dopo aver parlato di ciò che è successo fra frazione colle, san giacomo,luogo del primo spostamento di melania,e ripe ,luogo del ritrovamento del corpo, è ora di parlare di melania,cosa faceva chi frequentava e a chi telefonava? Il movente sta nelle telefonate cancellate...........doveva essere scandagliata la vita di melania se si voleva trovare il colpevole e eil movente......non dimenticatevi che melania chattava su internet e aveva un profilo fasbook come tanti altri.........si è voluto nascondere anche questo......chi lo ha nascosto lo zio informatico?

fra un po farò l'analisi di quello che faceva melania ,posso anticiparvi che i folignanesi ,a parte i vicini di casa e qualche negoziante non conoscevano affatto i Parolisi,eppure Melania non passava inosservata.......

sta solo ad indicare che melania non frequentava folignano ma altre zone......

PINO ha detto...

CIAO MIMOSA,
si è sentita la tua mancanza, pure se breve.
Avevo annunciato di stare preparando una mia "relazione" sul caso Rea, ma leggendo il contenuto del link postato da Sabry:

http://notizienews1.blogspot.it/2012/07/corpo-melania-rea-le-indagini-portano.html

mi sono sorpreso di ritrovare in esso, tutta la mia teoria, più volte espressa su questo blog, dai primissimi giorni dopo il ritrovamento del corpo di Melania a Ripe.
Teoria che tu stessa hai argomentato. Te ne ricordi?
A questo punto dovremmo dedurre di essere stati LETTI attentamente, non solo, ma anche plagiati.
Ti ho posto il link, vallo a leggere, e poi mi fai sapere cosa ne pensi.
Può darsi che la mia sia una falsa pretesa di paternità della ipotesi.
Attendo, ciao, Pino

Mimosa ha detto...

@ PINO
ho letto, e anche altre volte sono capitata lì ... non ho fatto commenti, ma ti prego quello è un blog che copia qua e là dove ci sono notizie da copiare per tenere in piedi il sito!

Non c'è attività giornalistica di ricerca ... né ragionamenti come qua.
Ovvio che ci leggono ... e da tempo!

Però se tu vuoi presentare il tuo lavoro, fallo pure, perchè no, sappiamo noi che la paternità sarà TUA?

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA
Non sapevo che fosse un blog; mi pareva più un giornaletto settimanale di provincia.
Ma perchè hai concluso con il punto interrogativo?

ENRICO ha detto...

Secondo me il corpo potrebbe essere stato posizionato al chiosco nella notte tra il 19 e il 20.

Sarebbe rimasto esposto agli agenti esterni all'incirca 12 ore ( le forze dell'ordine arrivano sul posto alle 15h.30 ca) quindi se la contaminazione batterica iniziata non molte ore prima del ritrovamento si dovesse riferire UNICAMENTE alle incisioni post mortem, significherebbe che queste ultime sono state effettuate o poco prima di arrivare al chiosco o sul posto stesso.

Circostanza confermata( per quel che risulterebbe !) anche dalla Relazione Tagliabr. dove dice :

"“Le ferite figurate in regione ipogastrica ed alle coscie sono
state inferte dopo la morte.”
ƒ “Sono presenti batteri soltanto sugli strati superficiali dei
tessuti lesi dopo la morte che fanno propendere che esse non
siano state prodotte molte ore prima del ritrovamento del
corpo.


( quest'uomo ha la mania di usare le proposizioni negative in senso affermativo .. non sarebbe stato più semplice dire che le lesioni post mortem " sono state prodotte POCHE ore prima del ritrovamento " ?

Quello che mi chiedo, però è quale CONTAMINAZIONE abbiano subito LE FERITE inferte quando Melania era ancora in vita

Non se ne parla da nessuna parte.
Almeno io non l'ho letto.

ENRICO ha detto...

@ PINO

sono andato alla pagina che hai segnalato, ma c'è solo un post di poche righe gialle su fondo nero

http://notizienews1.blogspot.it/2012/07/corpo-melania-rea-le-indagini-portano.html

Comunque in quel blog ci sono capitato anch'io parecchie volte ma l'ho trovato sempre poco interessante e piuttosto vago

guarda qui

http://notizienews1.blogspot.it/search/label/crimine

PINO ha detto...

@ ENRICO

http://www.articolotre.com/2012/07/melania-rea-perche-parolisi-colpevole-ma-e-lunico/97505

Scusami, ho sbagliato. Questo è il link che contiene la mia teoria

Mimosa ha detto...

@ PINO
è vero, il blog è fatto come un giornaletto di provincia.
Il Punto Interrogativo mi è scappato, doveva stare dopo il "no", ma poi ho scritto l'ultima parte della frase ed è rimasto lì ...


@ ENRICO
infatti, ricordi che ne abbiamo parlato?
da nessuna parte a noi nota si descrivono larve e/o batteri sulle ferite pre-mortem, è per questa ragione che noi avevamo pensato non ci fossero.
Invece, nella Memoria Difensiva è scritto:
«Presenza e dimensioni delle larve di ditteri che hanno colonizzato il cadavere» (p. 63)
«Quanto, infine, allo sviluppo delle larve di ditteri, la stima fatta dai consulenti [ del PM] in relazione alla crescita delle larve è basata su dati talmente approssimativi da risultare inutile e fuorviante» (p. 68)
«Parimenti dicasi con riguardo agli studi entomologici sui tempi di schiusa delle larve di ditteri.
Uno studio di tal guisa per condurre ad un esito apprezzabile tecnicamente presuppone dati precisi e un accertamento del microclima della zona di riferimento, che, nel caso in esame, come ampiamente dimostrato dai consulenti di parte, è completamente mancato»
.(p. 74)

Ma poi c'è anche questo titolo già postato da Sabry il 14 giugno:

http://www.tvpitalia.it/notizia/2012/06/13/0007134/Omicidio_Rea_-_Gioved%C3%AC_un'udienza_per_nominare_l'esperto_di_larve_e_uova_ritrovate_sul_corpo_di_Mela.aspx

PINO ha detto...

MIMOSA
Anche a te ho inviato il link sbagliato.
Quello a cui mi riferivo e questo

http://www.articolotre.com/2012/07/melania-rea-perche-parolisi-colpevole-ma-e-lunico/97505

ENRICO ha detto...

@ PINO

sì. quell'articolo l'avevo letto.

Questo passo in particolare

"resta un margine di dubbio sul fatto che Parolisi abbia accompagnato la moglie nel boschetto e lì sia intervenuta una persona che, però, non ha lasciato tracce di sé.
Il che sposterebbe tutto su un piano di premeditazione a aprirebbe scenari inquietanti, se Parolisi stava rendendo conto a qualcuno di qualcosa che non sappiamo, se la moglie aveva scoperto qualcosa e lui è stato costretto a portarla lì. Ma , al momento, non esistono elementi concreti per confermare questa pista.


ricalca più o meno quello che FIN DALL'INIZIO delle indagini avevamo ipotizzato qui nel nostro blog ( anche se con qualche variante non sostanziale)

In ogni caso non vedo la PREMEDITAZIONE

Mimosa ha detto...

Caro PINO
ho visto ... ma
dopo aver letto questa frase:
La più volte sussurrata, che potrebbe non essere un ulteriore tentativo di depistare le indagini. Sul corpo di Melania sono state trovate quattro tracce di Dna misto tra il suo e quello di altre persone. Uno è Dna misto di Melania e di una donna, gli altri di Melania e tre uomini.
sono rimasta di stucco!!! Come può veir scritto da un “giornalista” che sia “giornalista” che sia una cosa “sussurata” il DATO DI FATTO che sul corpo e sugli indumenti siano stati trovati Dna misti??? come ciò può essere definito “ulteriore tentativo di depistare le indagini”???
L’autore del pezzo si è squalificato da solo! Non ha buttato l'occhio su 1 RIGA delle Ordinanze, ma neanche altri articoli … non ha nemmeno seguito il caso in tv….

Avrà letto qui? ma a spizzichi e senza capire un gran che ...

Mimosa

Mimosa ha detto...

PINO
continua la tua Relazione, che non hai nessun concorrente!

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

D'accordo per le larve ed i batteri sulle lesioni e ferite POST MORTEM

Ma su QUELLE "ante mortem" ?

Io non ho mai letto niente a questo proposito.


Eppure sono proprio quelle che - essendo state più a lungo esposte agli agenti esterni ( teoria della Procura) - avrebbero dovuto subire le contaminazioni più vistose ed offrire indicazioni più consistenti sul momento in cui erano state prodotte

mi è forse sfuggito qualche passaggio ?

PINO ha detto...

ENRICO
In ogni caso la PREMEDITAZIONE NON ESISTE, perchè, ammesso che SP avesse accompagnato la moglie all'incontro, o che l'avesse seguita di nascosto, non ne prevedeva certamente il tragico epilogo, casua dek suo attacco isterico al bar.

MIMOSA
L'autore non ha letto un rigo delle ordinanze, ma, in compenso, a letto attentamente tutto quanto noi abbiamo ipotizzato nel blog.
Altro che giornalismo. Questo è letame.

ENRICO ha detto...

@ PINO

però penso sia assai improbabile ( per non dire impossibile) che Melania sia stata aggredita e sia poi morta al Chiosco il 18 aprile tra le 14.40 e le 15.30 e che il suo corpo sia rimasto lì indisturbato, praticamente sotto gli occhi di tutti per due giorni interi

E forse di più se non fosse intervenuto il telefonista misterioso...

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
io ti ho citato i passi che parlano di larve di ditteri "sul corpo" e questo ho pensato significasse "ante-mortem"
le altre sono "contaminazioni batteriche",
i batteri non sono larve.

Scusa ora devo andare ...
Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

più del calor potè il consumo ( delle cellule grigie..)

Abbi pazienza, confondo ditteri e batteri

Basta. Vado a rifocillarmi

Sabry ha detto...

Secondo me dimenticate un dato importante è cioè che è stata Melania a voler andare a Colle San Marco..

Mimosa ha detto...

Sabry
non lo dimentichiamo.

L'anno scorso avevamo elaborato questo schema:

A)INCONTRO CASUALE PER MELANIA E PREMEDITATO DA QUALCUNO

B)INCONTRO CONCORDATO TRA MELANIA E IL SOGGETTO (X), IGNARO IL MARITO
con variante:
B 1) INCONTRO CONCORDATO TRA MELANIA E IL SOGGETTO (X), IGNARO IL MARITO CHE PERO’ LA SEGUE (al Monumento o alle Casermette)

C)INCONTRO CONCORDATO TRA SALVATORE E IL SOGGETTO (X), IGNARA LA MOGLIE

D)INCONTRO CONCORDATO TRA TUTTE LE PARTI

appurato che fu lei ad insistere per andare a CSM, va eliminata l'ipotesi C)

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
cenato e rinfrescato?
Ti rimando ai commenti del 3 luglio mattina (dell'altro articolo), e in particolare a queste mie frasi:

- le larve (se ci sono) nelle ferite sanguinanti devono poter essere determinanti per l'orario della morte (e la presenza dell'assassino) - perché sono STATE ignorate?
- le larve ANZI BATTERI presenti per certo sugli strati superficiali delle lesioni post mortem possono determinare quante ore prima del rinvenimento del corpo siano state intagliate le carni (quindi dire qualcosa sulla presenza dell'intagliatore).

L'entomologo trevigiano Stefano Vanin, che insegna in Inghilterra, all'Università di Huddersfield, già consultato per Elisa Claps e Yara Gambirasio, affrontando il caso di Lucia Manca ha detto questo: «Analizzando il ciclo vitale delle larve di mosca si può stabilire con ragionevole certezza quando è morta una persona e probabilmente anche dove è morta, perché gli insetti che aggrediscono i cadaveri in ambienti chiusi sono diversi da quelli che si trovano all’aperto».


Alle 18:51 tu hai scritto:

«Mimosa, Che ti devo dire ?
Sei semplicemente SORPRENDENTE
Adesso che me lo hai ricordato, mi è venuta in mente quella dichiarazione di Vanin e le tue riflessioni a proposito delle analisi su ciò che potrebbe aver respirato M. mi sembrano geniali.»


Come posso aver dimenticato certi complimenti?

Mimosa


Ciao :)

Mimosa ha detto...

Nell’articolo siglato R.C. di cui Pino ci ha dato il link, e che ci era già stato indicato ieri sera da Sabry, poi sintetizzato da un certo Mah e commentato da Enrico ci sono altre frasi che mi scatenano il bisogno di commentare e obiettare!

Innanziutto è scritto:

«Anche inizialmente fortunato Parolisi, i ripetitori Tim in quei giorni erano guasti e la sua cella telefonica non ha potuto essere catturata.»

Niente di più falso e di scorretto.

Prima di tutto i ripetitori Tim NON erano guasti, il gestore aveva comunicato agli inquirenti che «l'informazione non e' disponibile all'interno dei suoi sistemi» e ciò per l’unica semplice ragione che la società TELECOM non ha voluto fornire i tabulati e non glieli ha dati perché l’Esercito ha un sistema di rilevazione ai fini della registrazione sui tabulati tutto suo privato e riservato.
È una cosa normalissima e ovvia!

Tanto è vero che il telefonino Tim di Melania ha preso tutte le celle, evidentemente il suo traffico era scorporato da quello globale degli appartenenti alla Caserma Clementi, ossia, pur essendo “convenzionati” entrambi con l’Esercito, il consumo del traffico telefonico di M era a carico privato, mentre quello del caporalmaggiore era a carico della caserma, tipico dei cellulari c.d “di servizio”.

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

mi sono ripreso ( solo in parte, però! ) grazie ad un bibitone di succo di carote-mele-sedano rinforzato da 2 bustine di Polase

Sono pronto a disquisire di ditteri (anche se preferirei i dAtteri perchè hanno proprietà benefiche molto più interessanti)

Dunque il Vanin si occuperebbe delle larve di ditteri sulle ferite sia pre che post mortem le quali potrebbero stabilire l'ora del decesso mentre la contaminazione batterica delle lesioni post mortem indicherebbero quando le stesse sono state prodotte cioè POCHE ORE prima del ritrovamento del corpo.

Ho capito giusto , o mi devo andare a bere un altro bicchierone di Polase ?

per quanto riguarda il tuo schema :

In ordine di preferenza :

1°- B-1 però con Salv. che la segue in quanto sospetta qualcosa quindi non completamente ignaro

2°- D

Mimosa ha detto...

Caro Enrico
le vitamine bomba che hai ingerito sono state efficacissime ;-)
(O:T: quella era la tua cena?
per forza che quando mangi cheeps e quelle altre leccornie che avevi detto il tuo stomaco litiga con te...)

Riguardo ai punti, registro la tua preferenza, molto simile a quella di Pino,infatti la variante B1 porta il suo nome.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Faccio 200 e si volta pagina.

Altra frase del giornalaio:

«Fortunato anche perché il medico legale ha, in un primo tempo, sbagliato lla perizia necroscopica, datando l’ora della morte 12 ore prima del 20 aprile, giorno del ritrovamento del corpo di Melania, e il marito per quelle ore aveva un alibi, poi crollato.»

Sorvolo sull’affermazione che il medico ha «sbagliato lla perizia necroscopica», e mi soffermo su questa storia delle «12 ore prima del 20 aprile» che è già comica di per sé ma affermare che «il marito per quelle ore aveva un alibi poi crollato» mi fa pensare che l’articolista non sappia nemmeno fare i conti:
se andiamo indietro di 12 ore dal momento in cui i primi carabinieri sono andati sul posto, ovvero 15.30 circa, ci troviamo alle 3 e mezza circa della notte tra il 19 e il 20 aprile, e a quell’ora SP si trovava nel letto accanto al suocero.
Se si risale indietro di 12 ore dalla telefonata, spostiamo solo di un’ora, quindi erano le 2 e quaranta di notte e si erano appena coricati. Quale alibi è crollato?

Se lui con uno sforzo di acuta intelligenza, intendeva prendere a riferimento le ore 00:00 del 20 aprile, allora risaliamo alle ore 12:00 del 19 aprile, e guarda caso SP stava entrando in Caserma con la figlioletta e incontrava un bel po’ di commilitoni.
Quale alibi è crollato?

Solo quello di uno che si spaccia per giornalista e non ha fatto alcuna scuola di giornalismo. Dov’era lui in quelle ore?

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