martedì 31 luglio 2018

Macron e i burattini di governo, il microcredito che aumenta i traffici di esseri umani e la nuova strategia imposta ai vecchi politici dei paesi populisti per riprendersi il potere

il Video pubblicato da Le Monde che ha sotterrato il presidente Macron 

Populisti, uomini e donne che pensate di aver voce sul futuro dei vostri figli appendete a un chiodo le vostre speranze perché, non lo sapreste mai se non ve lo dicessi io, esiste un piano per contrastare il nazionalismo in Europa. E' vero, è stato preparato in anticipo, una sorta di piano B preventivo creato per evitare che il popolo continui ad alzare la testa e ad avere voce sulle decisioni politiche. I movimenti popolari, tipo Cinque Stelle, fanno paura ai vecchi politici non abituati alle contestazioni della base. Il piano è già in atto da qualche mese, ma è stato presentato in Francia solo nel convegno annuale degli economisti che operano per chi comanda l'economia europea. Fra gli altri era presente anche Mario Monti, il tecnico-bancario ex presidente del consiglio italiano che non essendo un politico per poter entrare in Parlamento fu nominato a sorpresa senatore a vita da Giorgio Napolitano. Vediamo di cosa si stratta e come e perché è nato questo geniale piano.

Per capire serve una premessa, quindi iniziamo col dire che dal 17 luglio 2018 la Francia vive nel caos politico. Il presidente Macron è stato isolato perché improvvisamente si sono alzati i veli che nascondevano gli altarini governativi e si è scoperto che Alexandre Benalla, ventiseienne guardia del corpo personale del presidente francese, aveva le chiavi della villa del Toquet, la proprietà privatissima di Brigitte ed Emmanuel Macron, dove viveva “in intimità con la coppia presidenziale”.

Ma non aveva solo quelle! Si è scoperto che aveva anche ricevuto dalla DGSI (lo spionaggio interno francese) l’abilitazione “Sécret Défense”, come un membro importante del governo, che era stato fornito di un badge che gli dava accesso privilegiato all’Assemblea Nazionale, come un parlamentare, e che era interno al Grande Oriente di Francia, collegato con la Loggia Emir Abdel Kader. Inoltre i giornalisti del Marocco per giorni hanno scritto a lettere cubitali che Alexandre Benalla è un esponente dei servizi segreti marocchini che aveva il compito di insinuarsi nella macchina governativa francese.

Ma soprattutto, qualcuno scavando meglio ha scoperto (anche questo i quotidiani italiani di stato non ve lo diranno mai) che Benalla ha un legame preciso con i mega-attentati “islamici” Bataclàn e Stade de Paris. E ce l'ha perché ha fatto reclutare a Macron un'altra guardia del corpo gigantesca chiamata “Makao”, che oltre ad avere già lavorato con lui è a sua volta amico intimo di Jawad Bendauod, un delinquente comune ma non tanto, visto che a due dei terroristi del Bataclan aveva affittato un appartamento a Sait Claude. Per difendersi meglio per mesi ha fatto lo stupido, il finto tonto dicendo che li aveva accolti per fare un favore e “senza sapere che fossero terroristi”. Certo, come no! Ti chiedono di nascondere due persone subito dopo gli attentati che hanno fatto centinaia e centinaia di vittime e a te neppure sfiora l'idea che siano due dei cinque terroristi ricercati? A novembre 2018 ci sarà l'ultimo processo e si spera che il giudice sia al di fuori dei giochi di potere..

Insomma, pare quasi che il tutto vada catalogato in un quadro politico internazionale. Emmanuel Macron diventa presidente della Francia e fa assumere, o gliele impongono, guardie del corpo ambigue che sono il contrario di quello che si pensa e nascondono tanti segreti. Una è affiliata ai servizi segreti marocchini e ha le chiavi di tutti i luoghi importanti di Parigi, l'altro è legato a chi ha nascosto dei terroristi...

Altro che a Macron piace il biscuton, come ci vogliono far credere alcuni giornalisti francesi e italiani! Qui siamo alla deriva governativa, nel senso che i presidenti dei vari Stati oramai sono solo burattini, il paravento istituzionale di altri poteri, ed è probabile che le due guardie del corpo siano state imposte a Macron dall'alto, da chi lo ha voluto a capo della Francia.

Ora in Francia c'è un problema, perché Macron non è più gradito a chi lo ha voluto all'Eliseo e i francesi si troveranno per i prossimi quattro anni con un vuoto di potere. E i vuoti di potere generano contestazioni, anche violente, e cattiva amministrazione.

Se il Le Monde, giornale di stato fedele ai poteri forti francesi, non si è comportato come sempre si è comportato con i presidenti precedenti, quando pur di non creare scandali "di corte" avrebbe nascosto e insabbiato qualsiasi porcheria riguardante l'Eliseo, significa che "le president Macron" ha perso gli appoggi influenti. Ed è così perché il caos francese è nato proprio da un video postato dal giornale di stato. A dire il vero quel video girava su internet dal primo maggio, si vedeva un poliziotto maltrattare degli studenti ma nessuno sapeva chi fosse quel poliziotto. Poi il 17 luglio Le Monde, stuzzicato da "qualcuno", decide che è l'ora di far vedere cosa c'è dentro l'armadio presidenziale.

Invece di ignorare quel "qualcuno" e insabbiare, invece di informare l'Eliseo e infilare il video in un cassetto come avrebbe fatto se ci fosse stato un altro presidente, Le Monde pubblica un video migliore in cui si scopre che il poliziotto che strattonava e picchiava gli studenti indossando l'elmetto delle forze dell'ordine e la fascia della Polizia, è addirittura la guardia del corpo di Macron che, fra l'altro, poliziotto non lo è affatto.

Dalla pubblicazione di Le Monde sono nati gli accertamenti su Alexandre Benalla e lo scandalo ha riempito fogli di giornali, spazi televisivi e pagine internet. Macron, non sapendo come replicare o aspettando direttive che non gli arrivavano, ha glissato e taciuto per giorni e giorni sulla questione, poi, quando finalmente ha capito che i giornalisti non avrebbero mollato l'osso, si è preso tutte le responsabilità e ha fatto sospendere la guardia del corpo per due settimane... come se non si trovasse al centro di un intrigo politico ma in una scuola media standard. Un buffetto, qualche giorno dietro la porta (in un residence esclusivo a due passi dalla Torre Eiffel) e tutto torna come prima. Ma "non lo fare più birichino che non sei stato altro!"

E questo comportamento fa pensare, perché non prendendo seri provvedimenti e non affidandosi ad altre guardie del corpo, le ipotesi da valutare sono due. O Macron non si fida di nessuno se non di Benalla e Makao, Benalla fra l'altro oltre ad avere uno stipendio dorato è anche stato promosso più volte ed ora figura essere tenente colonnello della riserva della gendarmeria (mi cojoni), o i due non li ha scelti lui e devono stargli accanto per fare anche altre cose imposte da altri. In entrambi i casi le president rischia di fare una brutta fine se si ribella perché, siamo seri, c'è o no da chiedersi il motivo per cui una guardia del corpo di soli ventisei anni sia affiliato a una Loggia, possa infiltrarsi all'Assemblea Nazionale per spiare i parlamentari e grazie alla polizia francese maltrattare i partecipanti di una manifestazione venendo poi coperto dall'Eliseo? 

Questo per me è inquietante, ma non come il pericolo strisciante, quasi invisibile, che i popoli europei governati da leader populisti, in primis quello italiano, hanno iniziato ad affrontare e sempre più dovranno affrontare senza rendersene conto.

Che c'entra quanto accaduto in Francia con l'Italia e i popoli europei? C'entra eccome, e il motivo non è complicato da capire. Tutto nasce dal discredito riservato a Macron. Le president non essendo un populista è crollato di consensi popolari ma, soprattutto, di fronte ai poteri forti perché non ha portato a termine la missione affidatagli da chi lo ha candidato e voluto all'Eliseo. Da buon banchiere che era prima di diventare presidente doveva salvare le ambizioni transatlantiche e finanziariste dell’Unione Europea e consolidare il potere bancario formando una coalizione di forte dominio con la Germania, ma l'avanzata dei leader populisti austriaco, ungherese e italiano, che stanno prendendo piede in Europa, non permette più a chi comanda le grandi forze economiche di governare i popoli per come vorrebbe... ad esempio si può prendere la Grecia costretta a chiedere prestiti all'Europa per poter pagare gli interessi dei debiti contratti alle grandi potenze economiche e non per migliorare lo status del popolo.

Il non poter esercitare appieno il dominio economico-governativo sui popoli è un problema per chi aumenta il proprio capitale grazie alle disgrazie altrui, e questo lo sa bene il consigliere economico strategico dell'Eliseo, conosciuto come l’eminenza grigia della politica francese dai tempi di Mitterand e noto per il suo ultraeuropeismo. Sto parlando di monsieur Jacques Attali, l'uomo che, chissà come avrà mai fatto?, aveva previsto l'ascesa di Macron all'Eliseo prima ancora che i francesi sapessero dell'esistenza di Macron (per l'appunto). Jacques Attali è un personaggio particolare che ha idee chiare su come deve essere composto il popolo europeo, su cosa deve fare per aumentare i capitali di chi ha in mano l'economia e su come deve funzionare il mondo, ma è meglio non parlarne qui. Ciò che di lui bisogna sapere è che non viene mai colto di sorpresa dagli avvenimenti e che ogni volta che una sua "intuizione" viene messa in atto è sempre un successo.

Sembra quasi che preveda il futuro. Infatti, ancor prima del fallimento di Macron aveva elaborato il piano di riserva da consegnare ai governi legati a doppia corda al potere economico, quelli che ancora si oppongono al populismo, e li ha presentati a tutti durante gli “Incontri Economici di Aix en Provence”, organizzati proprio dall'elité degli economisti. Lì Jacques Attali ha delineato meglio la nuova tattica da usare, che consiste nel non opporsi al “nazionalismo” ma adottarlo in qualche modo.

Per poterlo adottare ha annunciato l’era del “nazional-globalismo, del nazional-nomadismo, della “nazional-governance. Per dirla terra terra, si tratta di un nazionalismo governativo senza tener conto dei nazionalisti.

Se non credete che Jacques Attali sia ultra-considerato dagli economisti seguitemi per qualche riga perché nessuno deve sottovalutare né la sua potenza né la sua influenza sulle scelte dei poteri economici.che lo ascoltano perché riesce a creare ricchezza soprattutto sfruttando la povertà. Per capirlo prendiamo ad esempio una delle sue idee geniali: La ONG Planet Finance costituita nel 1998 che qualche anno dopo ha cambiato nome togliendo "finance" (un appellativo un po' troppo spinto se si considerano gli scopi umanitari per cui era nata l'organizzazione non governativa) con un più rassicurante "positive". La Positive Planet è un'organizzazione umanitaria con sede in più di 60 nazioni e si occupa di microfinanza e microcredito moderno. Se Allali è il padre della microfinanza, il suo socio nella ONG, Muhammad Yunus, è il padre del microcredito, una forma di sovvenzione che all'apparenza serve ad aiutare i più bisognosi, a creare lavoro e migliorare l'economia in nazioni del terzo mondo, per lo più africane e asiatiche.

Pubblicizzate a gran voce come i metodi finanziari della solidarietà che avranno sempre più spazio in futuro, il microcredito e la microfinanza si avvalgono.di una apposita agenzia di rating di microfinanza (giusto per sapere dove si rischiano i soldi e dove è meglio investire) e sono considerati il metodo migliore per salvare e moltiplicare il lavoro e l'economia locale. Inoltre, secondo le teorie dei suoi fondatori e di chi li segue, sarebbe in grado di abbassare l'immigrazione perché con la crescita dell'economia locale i giovani non emigrano ma restano nel loro paese. Questo è la teoria fatta credere dagli economisti al popolo, perché in realtà prestare solamente 10/20/30 euro ai contadini non aiuta l'economia locale, non ferma l'emigrazione e, soprattutto, non rende e non aiuta i grandi capitalisti.

Ora, non ci vuole un genio per capire che se il microcredito può funzionare in determinate aree ad alta densità di disoccupazione di alcuni Stati europei, fra questi anche l'Italia se il prestito viene alzato fino a 6000 euro, diverso è il discorso se viene introdotto in paesi molto poveri dell'Africa o dell'Asia. E credo proprio che Attali e il suo socio avessero già calcolato in fase di ideazione un piano B che prevedeva altri tipi di prestiti. E così deve essere visto che indagini e statistiche hanno scoperto una forte correlazione tra l'aumento dei prestiti del microcredito e l'aumento del fenomeno migratorio.

Non si prestano più pochi spiccioli, da quando il livello si è alzato si è scoperto che più prestiti eroga il microcredito in una nazione, più persone di quella medesima nazione emigrano in Europa. In pratica Jacques Attali e Muhammad Yunus con un solo metodo hanno trovato il modo sia di finanziare i migranti che vogliono venire in Europa, sia di aumentare i capitali degli imperi economici... oltre alla loro ONG.

Il sistema funziona così: chi vuole emigrare e non ha abbastanza denari per pagarsi il viaggio terra-mare chiede un prestito alla banca del suo paese che aderisce al microcredito, prestito garantito dalla sua famiglia che restando avrà il compito di restituirlo a rate grazie ai soldi che l'emigrato guadagnerà lavorando in Europa e che mensilmente spedirà a casa.

Una volta erogato il prestito il movimento economico di denaro è costante e assicurato. L'emigrante che trova lavoro e viene pagato, per inviare i denari in determinati paesi dell'Africa o dell'Asia paga percentuali di trasferimento alte facendo guadagnare chi trasferisce capitali (per tante nazioni dell'Africa servono 25 euro ogni mille inviati), se invece non trova lavoro, e parliamo della maggioranza assoluta di chi è arrivato in Europa negli ultimi sei anni, se non delinque non può inviare denaro alla famiglia che a quel punto finirà per indebitarsi sempre più solo per riuscire a pagare gli interessi del 37%. Perché il microcredito eroga prestiti a tasso usuraio, bisogna sapere anche questo. E' chiaro che la famiglia non riuscirà mai ad estinguere il debito capitale e che questo gli rimarrà a vita come a vita rimarranno gli interessi da pagare..

Pensateci un attimo perché da questa base si capisce che l'idea di Attali è davvero geniale. Un prestito che alla fine dei conti non è un vero prestito genera un guadagno assicurato anche non creando lavoro negli stati poveri, né africani né asiatici. Quindi il microcredito riesce comunque ad arricchire i grandi poteri economici mondiali sfruttando la povertà, e per poteri economici intendo anche, ma non solo, quelli che da troppi anni gestiscono il traffico di esseri umani.

Per chi non ha capito mi spiego con un esempio. Mettiamo che io sia un africano e che voglia cambiare continente ma non abbia denaro a sufficienza per pagarmi il viaggio che organizzano i trafficanti. Dietro consiglio di chi cerca migranti da trasportare vado coi miei genitori in banca e chiedo dai tre ai seimila euro, quelli che mi servono per finanziare il mio viaggio. Firmo io e firmano loro a garanzia, poi prendo i soldi ed esco. Ad attendermi fuori c'è il trafficante che mi porterà in Europa a cui consegno in anticipo i denari appena ottenuti dal microcredito. Lui entra in banca e li deposita. Ed ecco come in un battibaleno i denari tornano nelle tasche della banca che li ha prestati pronti per essere prestati nuovamente. Il prestito c'è stato, io o i miei genitori dobbiamo ripagarlo, ma in realtà il denaro quasi non è neppure è uscito dai conti correnti di quella banca.

Attali ha avuto una bellissima idea per arricchire sempre più i poteri economici, dato che con tre firme si crea un debito con un tasso di interesse usuraio senza neppure in realtà prestare soldi, visto che tornano subito al loro posto. Però se la si guarda dalla parte del popolo, che fatica non poco a mettere a fuoco le fregature se prima non glielo ficcano nel dietro, quella di Attali si mostra come una brutta idea perché lo rende sempre più schiavo dell'economia mondiale di cui si è fidato. Per dirla con parole povere, l'immigrazione arricchisce chi la sfrutta e il fenomeno migratorio dei tempi moderni non deve cessare. Come dicono gli intellettuali italiani e non? Rassegnatevi perché l'immigrazione non si può fermare!

Ora vediamo di analizzare il suo nuovo piano, quello che dovrebbe riconsegnare le nazioni populiste nelle mani dei governi filo-economisti-bancari e far rassegnare i popoli europei. Durante l'incontro in Francia, lui ha detto che non si devono lasciare le nazioni in mano ai nazionalisti ma bisogna mostrarsi nazionalisti per convincere il popolo della bontà del programma politico.

E non sono parole dette al vento perché dopo questa nuova impostazione politica consigliata a inizio luglio da Attali, ecco che il professor Ernesto Galli Della Loggia, che certo non è di destra, in uno dei suoi editoriali sul Corriere (venerdì 20 luglio) attacca i politici e i politicanti della sua corrente politica e scrive che chi ha governato l'Italia ha sbagliato sin dalla fondazione della Repubblica e che ha intrattenuto a lungo un rapporto per così dire minimalista con la nazione. Come del resto le sue maggiori culture politiche fondatrici (quella cattolica e quella comunista), il cui sfondo ideologico non aveva certo molto a che fare con la nazione e con il popolo.

Oilallà! Ma ancora non è nulla, perché  ha continuato scrivendo: "Cresciuto per decenni in questa atmosfera, l’establishment italiano - in prima fila l’establishment culturale - si è dunque trovato prontissimo, dopo la fine della Dc e del Pci a gettarsi nell'infatuazione europeistica più acritica. Trovandovi nuovo alimento non solo alla propria antica indifferenza, al suo disinteresse nei confronti di una dimensione nazionale giudicata ormai una sorta di inutile ectoplasma, ma per spingersi addirittura fino alla rinuncia della sovranità in ambiti delicatissimi come la formazione delle leggi.

Lo ha scritto davvero che i politici italiani se ne sono fregati degli italiani e hanno pensato più ad entrare culturalmente in Europa che al benessere del loro popolo. Ma ha scritto anche: "È accaduto così, attraverso queste vie e mille altre, che il tema della nazione sia stato pian piano regalato a chi, manipolandolo ed estremizzandolo, combinandolo con i cascami del populismo, se ne è sempre più servito per i propri scopi agitatori".

In pratica, secondo Galli Della Loggia la nazione è stata regalata a Di Maio e Salvini, agli agitatori che manipolando ed estremizzando i cascami del populismo si sono visti consegnare il voto del popolo da una politica indifferente al proprio Stato perché impegnata a coltivare un'infatuazione europeistica.

Certo che la tempistica è impressionante. Come impressiona che il primo mea culpa sia uscito proprio su un giornale che come Il corriere della Sera che si può tranquillamente bollare "quotidiano di Stato". Vedrete che prossimamente anche gli intellettuali e i politici del vecchio governo, sforzando la loro natura, cambieranno il modo di porsi al popolo. Questo perché la strategia di Attali dice che basta mostrarsi solidali e dire di voler fare quel che vuole il popolo per far tornare gli elettori all'ovile.

Occhio alle strategie dunque. Quando vedrete gli intellettuali e i politici del vecchio che crolla cambiare il loro modo di porsi significherà che la strategia è in atto e dovrete state attenti a non farvi condizionare, perché una volta di nuovo al governo i political-bank cureranno il nazionalismo a parole ma non faranno mai entrare nella stanza dei bottoni le idee nazionalistiche che portano benefici a tutti.

Ed allora, quando in barba alla loro intellettuale propaganda europeista predisporranno un piano di conquista elettorale basato sul consenso popolare, ammettendo in pratica di aver sbagliato a non fare come Di Maio e Salvini, come scritto da Galli Della Loggia, e di non aver fatto gli interessi del loro popolo, avremo la conferma che votarli significherebbe tornare alle vecchie lobby economico-politiche che piazzano il burattino di turno nei luoghi di potere.

Come hanno fatto in Francia quando convincendo il popolo, o forse manipolandolo, hanno messo a fare il presidente monsieur Macron...

Viva la Francia, viva l'Italia, viva l'Europa...

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