Visualizzazione post con etichetta Roberto Straccia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roberto Straccia. Mostra tutti i post

giovedì 10 aprile 2014

Il criminologo e il circo mediatico - articolo di Marco Strano -



Marco Strano, Psicologo della Polizia di Stato e Dirigente Nazionale UGL Polizia di Stato (responsabile della ricerca scientifica e formazione professionale) ha maturato più di 30 anni di esperienza nel settore della criminologia, di cui 20 come "investigatore di strada" in ambiti particolarmente complessi come gli omicidi della criminalità organizzata (negli anni '90 era nel “mitico” nucleo operativo speciale antimafia del Prefetto Sica all’epoca delle stragi di Palermo). Poi il suo settore di azione si è spostato su pedofiliacybercrime, di cui si è occupato quando dal 2001, dopo quasi 18 anni nei servizi di intelligence, si è rimesso la divisa e ha diretto per 5 anni l’Unità di Analisi della Polizia postale. Attualmente è in servizio presso l’Ufficio di Coordinamento sanitario della Polizia di Stato e si occupa di un progetto operativo sull’Autopsia Psicologica. Parallelamente all'attività investigativa ha sviluppato alcune ricerche scientifiche pionieristiche divulgate in tutto il mondo, come l’applicazione dell’intelligenza artificiale al criminal profiling. E’ considerato uno dei maggiori esperti al mondo di Psicologia investigativa. Stimatissimo nella comunità scientifica negli ultimi anni si è fatto conoscere al grande pubblico per le sue partecipazioni a trasmissioni televisive dove si è sempre distinto per la pacatezza dei giudizi e la chiarezza espositiva. Marco Strano opera inoltre da molti anni nel mondo dell’Associazionismo. E’ stato fondatore, Presidente e Direttore scientifico della prestigiosa I.C.A.A.International Crime Analysis Association (sciolta nel 2013 e in fase di rifondazione in Svizzera) ed è attualmente è il Presidente del Centro Studi Crimecafé e membro del Direttivo dell’European Drone Pilots Association. Dal 2013 è inoltre Socio Onorario dell’Associazione Senza Veli Sulla Lingua che difende le Donne da ogni forma di discriminazione e violenza.

Il criminologo e il circo mediatico
Articolo di Marco Strano

Negli ultimi anni, nei talk show televisivi e sulla carta stampata la presenza di criminologi che potremmo definire, genericamente, come “esperti di casi e fenomeni criminali”, è diventata sempre più assidua. I pareri e le analisi che vengono fornite da questi personaggi appaiono però spesso abbastanza superficiali e scontate, e soprattutto centrate più sulla colpevolezza di un individuo e sull'efficacia delle indagini in corso che alla specifica competenza della Criminologia che si dovrebbe, invece, occupare più della dimensione psicologica e psichiatrica del criminale che delle investigazioni. Il criminologo di formazione psico-sociologica, infatti, ha come funzione primaria quella di fornire al Magistrato di Sorveglianza una valutazione sulla pericolosità sociale di un detenuto al fine di suggerire il trattamento carcerario più adatto. Il criminologo di formazione medico-psichiatrica, ha invece la funzione di indicare ai magistrati giudicanti, nel corso del processo, se l’imputato aveva capacità di intendere e di volere al momento del crimine, al fine di stabilire se deve essere processato normalmente o se, invece, più che il carcere è opportuno indirizzarlo verso una struttura psichiatrica (Ospedale Psichiatrico Giudiziario).

lunedì 17 dicembre 2012

Roberto Straccia. Il Pm Bellelli vuole archiviare Roberto come ha archiviato Gianluca nel 2009... perché?


Un anno fa Roberto Straccia scomparve dalle vie di Pescara. Aveva 24 anni e si teneva in forma correndo su un percorso cittadino, da lui ben conosciuto, mentre con gli auricolari alle orecchie ascoltava musica da un Ipod. Difficile pensare che un aspirante suicida decida che prima di morire sia necessario avere un fisico in perfetta forma. Difficile pensare che il suo cadavere sia arrivato in mare aperto dopo un incidente, soprattutto perché l'acqua trovata nel corpo non conteneva le tipiche microalghe presenti nel tratto dell'Adriatico pescarese. Difficile credere sia morto prima delle 15.00 e che il suo Ipod abbia continuato a funzionare, in ammollo, fin dopo le 17.00. Certo, Roberto per evitare che si bagnasse di sudore l'aveva avvolto in un sacchetto di plastica, ma i fili delle cuffie dal sacchetto uscivano, non li aveva stagnati, per cui l'acqua del mare il modo per entrarvi all'interno, ed in velocità, lo aveva... eccome se lo aveva! Eppure queste incongruenze paiono non esistere ed a 365 giorni di distanza sembra che chi indaga le voglia eliminare dal quadro. Quasi a cambiar le carte in tavola e convincere, o convincersi, che nulla di strano sia accaduto e che la scomparsa di Roberto Straccia si configuri all'interno di un ordine corretto delle cose.

domenica 13 maggio 2012

Roberto Straccia è morto lontano da Pescara... ed ora tirate fuori la testa dalla sabbia e parlate di omicidio


Cosa dire se non che vorremmo finalmente smettere di ascoltare, o leggere, informazioni illogiche? Roberto Straccia è stato ucciso, lo si era capito da subito, senza ma, senza se e senza forse. Lo avevano capito anche i carabinieri visto che erano partiti con indagini mirate, ma poi ci fu uno strano movimento testimoniale che svariava tra suicidio e disgrazia, tanto che ogni voce fuori dal coro fu emarginata e gli inquirenti furono costretti a seguire anche queste nuove piste, che pur se poco plausibili erano comunque da verificare. Come quella del cane che attaccava tutto e tutti, come quella dell'avvistamento alla Pineta Dannunziana, come quella dello scaldacollo trovato a sud della città, quindi lontano e fuori percorso, come l'sms arrivato ad un coinquilino. Peccato che il cane si fosse notato solo in estate, peccato che l'uomo della Pineta fosse vestito in altro modo, peccato che lo scaldacollo non fosse il suo e che l'sms si sia rivelato una bufala. Quindi nessuna di quelle testimonianze portava in sé una realtà, nessuna meritava vera considerazione perché tutte illogiche nella forma e nei modi.

giovedì 1 marzo 2012

Roberto Straccia. Ogni giorno di ritardo aiuta l'assassino a defilarsi dalla scena


Et voilà signori, è arrivato il colpo di scena. Dopo un paio di mesi in cui tutti hanno cercato di convincerci che il ragazzo di Fermo ha avuto un incidente (inizialmente si parlava di suicidio), si scopre il particolare che rafforza la tesi opposta. Roberto Straccia è stato ritrovato con la barba lunga, si parla di un viso non rasato da una decina di giorni, mentre di sicuro, dice la madre, quando è partito per Pescara, il lunedì mattina (è scomparso due giorni dopo) non aveva la barba. Anche un coinquilino ha confermato dicendo che quando l'amico è uscito per andare a far jogging la barba non era lunga (al massimo di due/tre giorni). Ed ora come la mettiamo? Ora tornano in auge le testimonianze dei pescatori, che hanno sempre affermato che un corpo, se cade in mare vicino riva, non può assolutamente arrivare a Bari ma si ferma in zona Vasto. Ora ritornano in auge le perizie di chi assiste la famiglia, il dottor Luciano Garofano e lo psicologo Alessandro Melluzzi, che studiando il percorso non hanno rilevato punti di criticità tali da far pensare ad un incidente. Ora ritornano in auge anche le testimonianze dei frequentatori del porto. Loro hanno sempre detto che l'acqua sotto il ponte pedonale è troppo bassa (da un metro ad un metro e trenta) e cadendovi dentro, dopo essere precipitati da oltre dieci metri, non solo non si va al largo ma si rimane incastrati nella sabbia.

martedì 24 gennaio 2012

Roberto Straccia. Le mucche volano alte nel cielo, i cammelli se ne stanno al fresco del polo sud ed i beccaccini bevono...

Ponte sul mare, Pescara
"Lo vidi e gli dissi di non sporgersi perché era pericoloso...", con queste parole c'è chi sta tentando di chiudere il caso "Roberto Straccia" e far credere ad una disgrazia. Un signore avanti con l'età, Domenico Ranni, ha dichiarato ai carabinieri di aver visto il ragazzo nel pomeriggio del 14 dicembre mentre "faceva ginnastica" aggrappato alle spalline del ponte pedonale, in uno dei tanti punti in cui, cadendo, si finirebbe nell'acqua del molo. Oddio, tutto è possibile al mondo, lo scrivo continuamente, e volendo credere all'assurdo anche che le mucche volino alte nel cielo e vivano sui ghiacciai eterni. Certo è che se qualcuno ci parlasse di bovini volanti che stazionano al polo nord faticheremmo a crederlo, mentre se qualcuno ci da una spiegazione quasi razionale di un fatto che dice accadutogli il tal giorno alla tal ora, un fatto che la mente ritiene possibile, tendiamo a dargli credito ed a pensare sia la soluzione migliore del rebus. E così è anche in questa occasione. Se il signor Ranni ci avesse parlato di mucche volanti e ghiacciai avremmo sorriso e Pino Rinaldi non sarebbe andato su un ponte pedonale, restando quasi senza fiato a causa dell'aria fredda, per intervistarlo e fargli mostrare i punti esatti in cui si sarebbe snodata la vicenda.

sabato 14 gennaio 2012

Roberto Straccia. Due runner hanno visto Roberto salire sul ponte. Ma nessuno parla ed il menefreghismo è generale


Chi a Pescara o a Montesilvano sa qualcosa di Roberto Straccia parli e si vergogni chi tace per quieto vivere! Questo il grido di battaglia che dovrebbe accompagnare, minuto dopo minuto, chi vive in Abruzzo. Questo l'appello che ogni media, ogni radio, ogni televisione, ogni giornale abruzzese, dovrebbe ripetere all'infinito. Vergogna, vergogna e vergogna! E' già capitato che i testimoni si siano dovuti cercare col lanternino, facendo perdere agli investigatori tempo e piste calde, ed i giorni sono preziosi quando si parla di omicidio perché prima si arriva sulla strada giusta meno tempo si da all'assassino per cancellare le proprie tracce, per depistare. Chiaramente non mi riferisco a quelle persone che il senso civico ha già portato allo scoperto, quelle che hanno parlato di situazioni sospette che si potevano adattare alla scomparsa, un plauso a loro, mi riferisco a chi ha davvero visto Roberto Straccia correre, chi gli era dietro sul ponte pedonale, chi probabilmente sa bene cosa ha fatto una volta arrivato nella parte nord del molo. Perché ora si sa che il ragazzo ha percorso quel tratto di strada, com'era solito fare, lo dice una telecamera che lo ha filmato mentre saliva, una telecamera che ha impresso anche la fisionomia di altri due "runner" che correvano dietro di lui.

lunedì 9 gennaio 2012

Roberto Straccia. Un mistero che pur snodandosi per i viali di una città è lungo oltre trecento chilometri di mare spiagge e scogliere


Dal primo pomeriggio del 14 dicembre 2011 alla mattina del 7 gennaio 2012 ci sono ventitré giorni e mezzo. Da Pescara a Bari oltre 300 chilometri. In questi ventitré giorni, ed anche in questi trecento chilometri, si cela il giallo di Roberto Straccia perché, ormai è praticamente certo, è il corpo del giovane quello rinvenuto sugli scogli della città pugliese. Per cui Roberto Straccia è morto e questo solleva mille interrogativi, ad iniziare dalle analogie con altri casi già accaduti e conosciuti. La prima analogia è che viveva, come Meredith Kercher per fare un nome, in una casa in affitto assieme ad altri studenti. La seconda è che il giorno successivo alla scomparsa sarebbe dovuto tornare al suo paese ed è sparito, si può davvero dire, in pieno pomeriggio mentre era vestito in maniera particolare e correva in tratti di strada frequentati da pedoni ciclisti ed automobilisti... eppure nessuno pare averlo notato (un male abruzzese il non notare chi è vestito in maniera particolare dalle 14.30 alle 15.30 ?). La terza analogia è riferita a chi è stato intervistato dai giornalisti di "Chi l'ha Visto" e, pur dichiarando di non saper nulla, si è detto certo non fosse morto. A dicembre si può credere che chi esce senza soldi, solo per fare una corsa di un paio d'ore, possa vivere per intere settimane, in confusione mentale, senza essere notato e senza essere aiutato? Io ricordo che anche le "Bestie di Satana" dissero alla stessa trasmissione le stesse parole dopo la scomparsa di due loro amici (trovati poi sepolti in un bosco).