martedì 24 gennaio 2012

Roberto Straccia. Le mucche volano alte nel cielo, i cammelli se ne stanno al fresco del polo sud ed i beccaccini bevono...

Ponte sul mare, Pescara
"Lo vidi e gli dissi di non sporgersi perché era pericoloso...", con queste parole c'è chi sta tentando di chiudere il caso "Roberto Straccia" e far credere ad una disgrazia. Un signore avanti con l'età, Domenico Ranni, ha dichiarato ai carabinieri di aver visto il ragazzo nel pomeriggio del 14 dicembre mentre "faceva ginnastica" aggrappato alle spalline del ponte pedonale, in uno dei tanti punti in cui, cadendo, si finirebbe nell'acqua del molo. Oddio, tutto è possibile al mondo, lo scrivo continuamente, e volendo credere all'assurdo anche che le mucche volino alte nel cielo e vivano sui ghiacciai eterni. Certo è che se qualcuno ci parlasse di bovini volanti che stazionano al polo nord faticheremmo a crederlo, mentre se qualcuno ci da una spiegazione quasi razionale di un fatto che dice accadutogli il tal giorno alla tal ora, un fatto che la mente ritiene possibile, tendiamo a dargli credito ed a pensare sia la soluzione migliore del rebus. E così è anche in questa occasione. Se il signor Ranni ci avesse parlato di mucche volanti e ghiacciai avremmo sorriso e Pino Rinaldi non sarebbe andato su un ponte pedonale, restando quasi senza fiato a causa dell'aria fredda, per intervistarlo e fargli mostrare i punti esatti in cui si sarebbe snodata la vicenda.

Ma se c'è una cosa certa in quanto raccontato dal signor Domenico Ranni, è che non ha visto nessuno cadere dal ponte, non ha sentito urlare, non ha sentito il tonfo caratteristico di un corpo che dall'alto cade in acqua e non ha notato cose che se fosse stato in quel punto nel momento in cui vi era Roberto Straccia avrebbe dovuto notare. Eppure, a detta del giornalista, gli inquirenti hanno dato molta importanza a questa testimonianza che, non serve dirlo, porta tutti alla convinzione di un incidente. Ma i conti non tornano. Facciamo mente locale e ragioniamo da runner, da atleti oppure da semplici amanti della corsa. Se davvero ci fosse stato un ragazzo sulla sommità del ponte non avrebbe di certo fatto stretching in quella maniera ed in quel punto, dato che quanto aveva a disposizione non glielo consentiva. Per far tutto correttamente poteva effettuare esercizi utili solo se non si sporgeva sul molo. Per scaricare i muscoli delle gambe ed allungarli, ad esempio, gli sarebbe bastato allargarle e piegare la schiena arrivando a terra con le mani. E per far questo a nulla gli serviva lo sporgersi dal ponte. Altri esercizi di "scarico" in quel punto non li poteva fare, non avendo appoggi utili, e quelli descritti dal signor Ranni, che parla di un ragazzo che si prende non si sa per quale appiglio e si sporge all'esterno, non scaricavano i muscoli della schiena ma, al contrario, li sollecitavano ulteriormente.

E dando per vera la sua versione occorrerebbe capire per quale motivo, invece di fare come aveva sempre fatto, quindi invece di scaricare la muscolatura dopo il ponte pedonale (alla fontana "La Nave" di Pietro Cascella), l'avrebbe dovuta appesantire ed irrigidire al freddo di una spalliera sospesa su un molo. Inoltre bisognerebbe capire per quale motivo il signor Ranni non ha parlato prima del ritrovamento del corpo. Per quale motivo ha aspettato più di venti giorni per dare una notizia così importante? E perché non ha parlato dei due runner che subito dopo Roberto Straccia sono saliti sul ponte pedonale? Perché ancora non si sapeva esistessero? La notizia di una seconda videocamera, quella che ha ripreso la scena coi runner che salgono sul ponte poco dopo il ragazzo, è uscita ad una settimana dal ritrovamento del corpo. Oppure perché questi erano passati prima dell'arrivo del Ranni ed erano già usciti dal ponte? Quindi superando il ragazzo e stranamente non accorgendosi di lui? Sarebbero perciò da cercare e farsi dire com'è stato possibile. O forse perché il giorno o l'orario in cui avrebbe visto un "pazzo" fare acrobazie non è quello di cui il Ranni si è convinto ma è un altro? Ora io non voglio essere cattivo e pensar male di quel simpatico signore, nulla potrebbe farci pensare sia un doppione del telefonista anonimo come quello mai rintracciato del caso di Melania Rea, e neppure sia un mitomane.

Ma penso spero e credo che i suoi ricordi siano stati influenzati molto da quanto uscito sui giornali di Pescara e sui media televisivi, sia locali che nazionali. Per me quindi potrebbe anche essere probabile abbia visto un ragazzo intento ad allenarsi sul ponte, ma non con le modalità da lui riportate e non certamente un giocatore di calcio, dati gli esercizi ginnici descritti che paiono più quelli usuali nei "percorsi vita", percorsi presenti nei parchi di ogni città. E se anziché correre per allenarsi Roberto avesse voluto completare un tale percorso non doveva andare sul ponte del molo, doveva fermarsi in un parco. Ma lasciate pur perdere i parchi ed i percorsi vita e guardate il video. Mostra, pur se le riprese non sono di massima qualità, cosa è possibile vedere dal Ponte pedonale di Pescara.



Ora ditemi se pensate davvero che un corpo che cade da quel ponte, nell'acqua di quel molo, possa restare invisibile a tutti. Agli automobilisti, ai pedoni, a chi lavora nei pressi ed a chi abita nei condomini. Ditemi che davvero credete sia caduto senza lanciare un minimo di grido, un minimo di richiesta di aiuto. Ditemi che pensate si sia inabissato subito, perché nell'impatto ha perso i sensi, e non è tornato a galla se non in mezzo al mare, ditemi che non vi stupirete quando il patologo vi dirà che sulla schiena, sulla pancia, o qualsiasi altro punto del suo corpo abbia sbattuto con l'acqua alla fine della caduta, non vi sono i caratteristici segni lasciati da un simile impatto (ed a meno che non si sia tuffato ed entrato in acqua con le mani protese o con i piedi ci devono essere).

Io posso credere a tutto, alle mucche volanti tenute al fresco, ai cammelli del polo sud che non riescono ad entrare nella cruna dell'ago perché ghiacciata ed anche ai beccaccini del Sahara che hanno sete e bevono tutto ciò che gli si da da bere, e poco ci vorrebbe a convincermi che Roberto Straccia sia caduto da quel ponte, per sbaglio o spinto non mi cambia nulla, basterebbero quattro o cinque testimoni... impossibile possano essere meno in quella zona alle tre del pomeriggio. Non appena questi si presenteranno crederò anche alla famigliola felice, pure questa citata dal signor Domenico Ranni nell'intervista, alla madre, al padre, al bimbo che scappa e viene sgridato ed alla bimba, che saliva sul ponte parlando una lingua italiana ma che non era di Pescara. Ohibò che scalogna! Chissà dove si trova ora questa famiglia da mulino bianco che nulla aveva da fare quel 14 dicembre e forse era in vacanza dai parenti pescaresi... e chissà perché non si è presentata e non ha neppure telefonato per dire che Roberto quel giorno era sul ponte a saltellare sulla spalliera.

No, sul serio, io fossi negli inquirenti punterei su altre strade. Punterei sui messaggi spariti, sugli avvistamenti quasi sicuri, sulle partenze veloci, sulle discussioni negate e sul fatto che se fosse caduto da quel ponte sarebbe stato impossibile non notarlo, non sentirlo, non vederlo in acqua, sarebbe stato impossibile fare arrivare il suo corpo in alto mare, l'unico modo che aveva per essere spinto dalle correnti sino a Bari. Lo so, certe volte sono scettico e malfidato... è vero, però io ad oggi qualche rete proverei a tirarla su, sai mai che un qualcosa sia rimasto impigliato?





49 commenti:

Anonimo ha detto...

Ora rileggero' con molta attenzione.. Grazie.. mi hai letto nel pensiero? Ho scritto un'ora fa un commento a Roberto Straccia, l'altro post.
J.

Anonimo ha detto...

Anzi, riposto qui cio' che ho scritto in "due runners" un'ora fa. Temevo che l'argomento fosse stato lasciato cadere gli ultimi tempi.
J.

Anonimo ha detto...

Non sono d'accordo Filippo, la testimonianza non sta in piedi, il signore anziano da l'impressione di "straparlare", si fa quasi prendere la mano dall'"entusiasmo" mentre mima l'improbabile atretching di un ipotetico Roberto... credo che possiamo comunque tranquillamente archiviare questa testimonianza come decisamente troppo tardiva!..

Ugualmente - se non erro il pomeriggio dell'autopsia, durante il programma pomeridiano di Mara Venier - Pino Rinaldi di Chi l'ha visto aveva improvvisamente e inaspettatamente sposato la stessa "tesi" - ossia una caduta dal culmine del ponte del Mare - dopo esser andato in ricognizione sullo stesso ponte insieme al coinquilino Angelo. Devo dire che rimasi sorpresa dalle sue conclusioni, che giudicai (al contrario del solito) precipitose e gratuite.. (A meno che fosse un piccolo depistaggio a fin di bene, chissa'!)

Claudia, mi sento vicina ai tuoi dubbi e faccio notare che in un primo tempo la stampa parlò di un messaggio inviato da Roberto all'amica Diletta la sera prima della scomparsa, ossia il 13 dicembre, mentre era in corso una lite a casa di lui..
Nella puntata di Chi l'ha visto, l'ultima che ha trattato del caso, si smentisce la data del sms (e della lite) parlando del 12 sera e dando una valenza minore a tutto l'episodio (una lite futile quindi, accaduta l'avanvigilia della sparizione).. ma ditemi allora perché, i primi giorni, la stampa diceva a reti unificate che Diletta aveva in vano cercato Roberto al telefono il 14, giorno della scomparsa per sentire da lui il motivo della lite a cui aveva accennato via sms la sera prima! Se fosse cosi' - ovvero che la lite ha avuto luogo il 12 sera e Roberto ha rinviato al giorno dopo la spiegazione, allora penso proprio che Diletta, il giorno dopo, il 13 quindi, avrebbe sicuramente ottenuto chiarimento da Roberto via telefono... Non quadra.. J.
23 gennaio 2012 23:20

Anonimo ha detto...

Massimo, hai illustrato puntigliosamente il motivo del tuo scettiscismo quanto alla testimonianza di Ranni. Non avrei saputo analizzarla così bene dal punto di vista sportivo ma ho percepito chiaramente l'improbabilità della situazione che il nuovo testimone descrive. E se devo essere sincera, la persona mi ha comunicato una bruttissima impressione, e non parlo di sensitività, ma credo, di semplice evidenza. Ora, non so cosa pensare della scelta di "Chil'havisto?" in questo caso, la trasmissione ha grande portata ed influenza sul pubblico. J.

Anonimo ha detto...

Anonimo, infatti, a me nemmeno quadra, io credo che, anche qui, come nel caso di melania, il tutto vada ricercato tra le frequentazioni della vittima.

Claudia

Anonimo ha detto...

Scusatemi di nuovo, ho letto poco fa una notizia sulla morte di roberto straccia, v' invito tutti ad andare su il resto del carlino, cliccate su fermo e leggerete, gli esperti sono arrivati ad una conclusione, si tratta di omicidio di roberto straccia, leggete.

Claudia

emax/massimo prati ha detto...

Ciao a tutti.

Che si tratti di omicidio lo dicono Luciano Garofano e Alessandro Melluzzi, non la procura, ed il loro parere concorda col mio e con quanto ho scritto nell'articolo. Ma se i Pm non tirano le reti e non mettono pressione ai vari testimoni farlocchi per capire quanto sono in buonafede, non solo al Ranni quindi, le ipotesi contano nulla.

La ragazza è quella di cui parla J., quella che ha ricevuto il messaggio che parlava di lite condominiale. E se lei il messaggio lo ha nel cellulare... Massimo

Anonimo ha detto...

Io mi chiedo come mai, nei vari gialli, omicidi, melania, roberto straccia e via dicendo, la sensazione che emerge è quella di una procura che non abbia voglia di scavare, di cercare, non so, sembra che tutto sia piatto e ci si accontenti di 4 stupidaggini, scagionando o accusando qualcuno con una superficialità che fa rabbrividire. Quello che, comunque, noto è la differenza nel risolvere i gialli di melania e di roberto straccia, nel primo non servono esperti per i rea e via dicendo perchè ci si accontenta di avere un colpevole: parolisi, nel secondo caso si stà cercando, almeno da parte di esperti che affiancano la procura, di trovare il colpevole, una netta differenza.

Claudia

Manlio Tummolo ha detto...

Solo nei romanzi gialli e nei films o sceneggiati o fictions gialli, esistono investigatori che affrontano accuratamente i problemi delle indagini, tanto del semplice furto di una bicicletta scassata, quanto di una rapina in banca (forse un po' di più, perché c'è una banca di mezzo), quanto di un omicidio. Nella realtà, gli inquirenti vedono il tutto come una routine, dove distinguono tra reati minori e trascurabili (bagatelle), reati comuni gravi, ma trascurati dalla pubblica opinione, e reati di interesse mediatico, specialmente televisivo, soprattutto omicidi con autore misterioso. Ovviamente nel terzo caso, fingono di darsi molto da fare, soprattutto trovando i primi fessi disponibili a farsi incarcerare; negli altri due, che pur prevalgono numericamente, risolvono le cose nella maniera di maggior comodità. Ma in nessun caso, troverete un impegno minimamente paragonabile a quello che, ad es., l'ispettore Javert dei "Miserabili" di Victor Hugo ha nei confronti di Jean Valjean.
Un senso più realistico lo dimostra Emile Zola, quando nel suo romanzo sociale "Germinal", che tratta di una rivolta di minatori francesi dopo la metà del secolo XIX, una sentinella viene uccisa con una pugnalata alla gola da un ragazzino. Il corpo della sentinella viene fatto sparire dal ragazzino stesso e dal sindacalista protagonista del romanzo. Nessuno cerca il corpo, nessuno indaga. Il militare è considerato disertore e scappato chissà dove. Faticare poco, riposare tutti.

filippo ha detto...

Contrariamente da molti di voi, penso che in questo caso si stia facendo di una disgrazia un giallo. Io credo alla testimonianza del signore (perchè non dovrei?).

Anonimo ha detto...

Filippo, sei libero di credere all' ipotesi che più ti convince, ma, rimane il fatto che il giallo di un ragazzo trovato morto in quel modo non può "risolversi" con una semplicissima testimonianza di un signore anziano che passeggiava sul ponte del mare e che, a distanza di tempo, emerge all' improvviso, scusami, ma questo dovevo dirtelo. Inoltre, è dovere di ognuno andare a fondo a questo giallo, scavare, ricercare e cercare elementi utili per la soluzione del giallo. Che sia stata una disgrazia nessuno lo esclude, ma, da come stanno i risultati delle analisi compiute, di disgrazia non si parla, ma, a detta del pool di esperti che, ripeto, affianca la procura, si tratta di omicidio. Non possiamo e non dobbiamo tralasciare nulla e se posso dire la mia, quel signore anziano non mi ha convinto fin dal primo momento:
1) se veramente lui è un testimone oculare doveva parlare subito;
2) lui afferma di invitare il ragazzo a non sporgersi troppo dal ponte, ma, dichiara di non essere sicuro di essere stato sentito dal giovane perchè roberto aveva le cuffiette alle orecchie;
3)vorrei sapere se poi questo signore, una volta invitato il ragazzo a non sporgersi dal ponte, se ne sia andato via con sua moglie e quindi non abbia potuto assistere ad un' ulteriore scena diversa da quella presentatati ai suoi occhi;
4)la sensazione che ho avuto, fin dal primo momento, di questo signore è quella di un uomo, come tanti, che vuole emergere, sentirsi protagonosta di questo terribile episodio e dato che la sua testimonianza è emersa da poco mi vien da pensare che quest' uomo, alla fine, si è convinto di voler essere un protagonista importante di questa vicenda.
Questo è quello che sento di scrivere qui e ripeto, non bisogna escludere nulla e non accomodarsi alle ipotesi che più ci convengono, qua si stà parlando, ormai, di omicidio, seguiamo tutte le piste a 360 gradi.

Claudia

Anonimo ha detto...

Filippo, non ti senti solo? ;) Purtroppo il "buon senso" comune ha il suo peso, la gente flera le trappole e nella morte di Roberto si percepisce che qualcosa non quadra. Certo, non si sa cosa esattamente, come potremmo saperlo? Eppure, da lontano, dal web o dalle immagini, la mente è in grado di ricostruire un'impressione globale e cio', per ogni storia o fatto.. ci sono morti che "accettiamo" perché limpide o perché risolte, anche se cruenti, e non alleggia più nessun mistero, ed altre che lasciano un disagio, che la mente cerca di elaborare perché non trova trasparenza.. Credo che è questo che sta succedendo dal primo giorno per la storia di Roberto.
I vari Meluzzi non mi piacciono perché fanno del loro sapere uno spettacolo, rendendosi poco credibili poiché la loro posizione di outsider non gli permetterà mai di far valere veramente le loro idee. Per quanto mi riguarda non seguo le loro evoluzioni e cerco di tenermi stretta al mio istinto, cercando di persona di verificare le mie impressioni e di confrontarle con i dati oggettivi.. Fa male vedere troppo spesso calpestata la capacità popolare di capire, da chi - come dicono Manlio e Claudia - non lavora e non si appassiona per la scoperta della verità. J.

Anonimo ha detto...

Anonimo, giusto.

Claudia

Maria Rosaria ha detto...

Forse Roberto si è sporto dal ponte per vomitare, ciò significherebbe che si è sentito male e non che si è buttato. Sono state eseguite le analisi tossicologiche sul corpo ?
Complimenti per questo e per tutti i suoi articoli.
Maria Rosaria

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Maria Rosa.

I campioni li hanno prelevati, ci vorranno ancora 40 giorni per avere risposte.

Per parlare del fatto che lui potesse essersi sporto per vomitare, può capitare, c'è da considerare che nessuno ha parlato di una persona sofferente, neppure il Ranni che ha detto di averlo visto stanco come tutti quelli che corrono nell'intento di far ginnastica e, a suo modo di vedere, la faceva in maniera pericolosa... ma a suo modo di vedere, e non è una persona giovane quindi la sua percezione del pericolo è più alta di quanto lo sia nella normalità.

Ma anche ammettendo che abbia incontrato Roberto sul ponte, ed ammettendo non stesse facendo rilassare i muscoli dopo la prima parte di corsa, fatto usuale per chi ama correre (lui lo faceva ogni volta a La Nave, una fontana che da quel punto è a soli 300 mt), ma cercasse di rinforzare i dorsali e gli addominali (e farlo dopo una corsa vuol dire fermarsi, raffreddarsi per più tempo, perché poi lo stretching doveva farlo ugualmente, e rischiare di bloccarsi). Ecco, anche ammettendo questo c'è da dire che il Ranni non ha mai detto di averlo visto cadere, non ha mai detto di averlo sentito urlare, non ha mai detto di avere sentito un tonfo e neppure un litigio.

Per stabilire la veridicità, o anche solo la possibilità che quanto ipotizzato stia nei termini della logica, e non travalichi la fantasia a causa delle spinte mediatiche inserite nella mente dai media (è come dire che tu credi di parlare in verità ma in effetti al tuo racconto hai aggiunto particolari in più perché li hai visti in televisione), si deve tener bene in conto che il Ranni stava facendo una passeggiata con la moglie, non una corsa, che il ponte è quasi 470 metri, che a percorrerli non può aver impiegato meno 8/10 minuti (un passo al secondo ne pretenderebbe addirittura 14/15 di minuti) senza considerare la fermata che ha detto di aver fatto.

Tenuto conto di questo si deve passare ad analizzare la testimonianza. Lui vede un ragazzo che fa ginnastica quando gli è a 50/60 metri circa, lo raggiunge, gli parla e se ne va. Poi, dopo altri 50 metri, si gira e lo rivede intento a sporgersi. Scende la rampa del ponte senza udire rumori urla o grida, come non le aveva udite salendo. Quindi Roberto sarebbe stato sul ponte almeno dieci minuti senza cadere di sotto.

In quei dieci minuti ci saranno stati altri intenti a salire, intendo nello stesso verso del Ranni, o la giornata era deserta? La famiglia che è salita lo ha notato o lui era già ripartito? Se fosse caduto in quel frangente, da quell'altezza, oltre a far rumore si sarebbe incastrato nella sabbia perché il canale, pur se dragato e ripulito nel 2011, ha poco più di un metro e mezzo d'acqua, e se c'è fango sotto ci resti dentro. Inoltre se cadi in un canale così basso non riesci ad arrivare al largo e resti comunque visibile da chi è sulla battigia e dal ponte.

Ora, ripeto, non dico che il Ranni sia un mitomane o chissà chi, dico che non ha detto di aver visto un ragazzo cadere nel molo, dico che non ha udito urla o tonfi, dico che una volta arrivato al punto che gli impediva la visuale del ragazzo, Roberto, fosse stato lui, sarebbe potuto ripartire ed arrivare alla fontana per far stretching. Dico che quel pezzo di strada non è coperto da telecamere e che potrebbe essere salito con qualcuno in auto. Qualcuno che sapeva di trovarlo lì, qualcuno passato con l'autovettura dal ponte che collega la zona nord con la sud e che forse lo stava attendendo.

Dico che possono essere ripartiti e discutendo essere andati verso il lungomare di Montesilvano. Dico che può essere sceso dall'auto e visto da qualcuno (c'è un testimone di questo) parlare con chi era rimasto all'interno. Dico che potrebbe essere risalito e portato a discutere in un posto isolato.

Poi non dico più nulla perché si aprono un enorme ventaglio di ipotesi e potrebbe essere accaduto di tutto da quel momento in poi.

Chiaramente ciò che ho esposto è una mia idea, una mia supposizione, e non è detto sia giusta.

Massimo

Anonimo ha detto...

Ecco Massimo l'hai detto, Roberto aveva appena iniziato a correre (parte da casa in via Teofilo d'Annunzio poi prende il Lungomare Papa Giovanni XXIII fino al ponte del mare). Arrivato alla sommità del ponte avrebbe quindi percorso circa 1.25 km. Si sa che aveva l'abitudine di andare fino alla Nave di Cascella (piazza Primo Maggio) per fare la sua pausa stretching, ossia circa 3,km. E' quindi improbabile che si sia fermato dopo solo 1 chilometro di corsa. Certo è molto difficile immaginare cosa gli sia successo..
Ritengo che potesse avere un appuntamento con qualcuno, un appuntamento stabilito prima e a voce, senza sms né telefonate...
J.

filippo ha detto...

Curioso osservare come un pensiero diverso sia soggetto ad attacchi senza motivo. Anonimo, non mi sento solo. Non avendo certezze, mi baso sempre e solo sulle testimonianze, come ho sempre fatto in assenza di altri dati riscontrati. Così faccio in questo caso, così ho fatto nel caso di Melania Rea appoggiando l'unica vera testimonianza (quella del Ranelli) così ho fatto nel caso di Yara considerando attendibili le tre testimonianze raccolte.

Manlio Tummolo ha detto...

Il problema è che nessun testimone ha visto cadere in acqua il ragazzo, nessuno lo ha sentito gridare, nessuno sa nulla di nulla, e tantomeno del viaggio che il povero corpo ha fatto in mare. Cadendo in acqua per qualunque motivo, non sarebbe stato portato al largo facendo un lungo tratto dell'Adriatico, ma sarebbe rimasto più o meno nelle vicinanze. Ecco perché la testimonianza citata è utile solo per dire chi l'abbia visto vivo (o creda di averlo visto) per ultimo, ma non certo sul perché e come della morte.

Anonimo ha detto...

Filippo, nessuno ti attacca, stai tranquillo, le tue idee sono rispettabilissime come quelle di tutti, anzi, continua, quando vuoi, a scrivere ciò che pensi perchè il confronto è alla base di tutto e così, ti aiuti e aiuti gli altri a capire meglio i vari aspetti di questi gialli.

Claudia

Anonimo ha detto...

Filippo, se alludi a me era solo una battuta (con occhiolino!). Volevo chiederti perché credi a questa testimonianza, più à questa che alle altre..
J.

filippo ha detto...

Perchè è l'unica testimonianze reale, l'uinico testimone che ha avuto il coraggio di mostrarsi in pubblico.

filippo ha detto...

Claudia, anc'io avevo i tuoi stessi sospetti credimi.

Anonimo ha detto...

mi son scordato un h

LucaP ha detto...

Personalmente quando ho visto l'intervista a Ranni durante la puntata di "Chi l'ha visto?" mi è venuto in mente il mitomane del caso di Melania (quello che affermava di averla vista salire su un SUV) e sono andato a rivedermi il filmato. Non è chiaramente la stessa persona, ma la prima sensazione che ho avuto è stata quella (oltre a trovare un po' di pena per Ranaldi con il fiatone).

Purtroppo questi casi ad alta visibilità mediatica attirano troppe persone desiderose di avere il loro piccolo momento di gloria televisiva, senza per questo avere la certezza che si sia inventato tutto. Ma forse i suoi ricordi sono stati conditi un po' troppo.

Io so nuotare abbastanza bene, ma sporgermi da un parapetto di un ponte così alto non l'avrei mai fatto. Però forse Roberto non sapeva nuotare ma non soffriva al tempo stesso di vertigini. In ogni caso quel punto del ponte al 14 dicembre non mi sembra proprio il posto per fermarsi a fare stretching.

Anonimo ha detto...

Filippo, non potrebbe essere, allora, che i miei e tuoi sospetti abbiano un fondamento?

Claudia

filippo ha detto...

vedremo.

Anonimo ha detto...

Massimo, il tuo ragionamento non fa una grinza. Tutto troppo strano; in più se era un runner abituale non credo assolutamente che si sia fermato dopo circa 1 km (all'altezza del ponte quindi)...A meno che non si sia sentito male...
Rosy

Anonimo ha detto...

Filippo, certo, vedremo.

Claudia

Anonimo ha detto...

Andate su il resto del carlino alla pagina di Fermo, il comandanate del carabinieri identifica l' ipotesi di omicidio di roberto come fantascienza.

Claudia

Anonimo ha detto...

In un articolo sul sito fattidicronaca.it viene riportato un terribile episodio accaduto a Roberto nel 2009 quando lui stesso arrivò al pronto soccorso di pescara con gravi ecchimosi al viso ed in stato confusionale. Il primario del pronto soccorso, Alberto Albani, ricorda che il ragazzo arrivò ubriaco con evidenti segni di colluttazione, dicendo di non ricordare cosa fosse successo. Per la famiglia Straccia, Roberto aveva bevuto e sbattuto la testa nella casa che condivideca con altri inquilini a Pescara, secondo gli amici, invece, era stato ritrovato in strada quasi svenuto. Ora, alla luce di queste cose, ricordo di aver letto quest' articolo giorni fa, viene o no da pensare che qualcuno l' abbia ucciso o istigato al suicidio? Guarda caso, siamo sempre a Pescara.

Claudia

Anonimo ha detto...

Meluzzi parla di stato d' incoscienza mentre Roberto entra in acqua, guarda caso, nel precedente episodio del 2009, si parlò anche di un quasi svenimento di Roberto.

Claudia

Anonimo ha detto...

Non vorrei che, come nel caso di melania, gli inquirenti ed ivestigatori si facciano prendere dalle ipotesi più facili che ci possano essere.

Claudia

Anonimo ha detto...

Cercare la verità è fondamentale.

Claudia

Anonimo ha detto...

Claudia infatti. Io ho pensato a strane ipotesi per un insieme di elementi, il fatto che avesse i suoi msg in uscita fossero cancellati e sicuramente l'episodio del 2009, da approfondire. Cercate articoli in merito, in cui compaiono le dichiarazioni del medico di guardia che lo visitò al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara quella notte. Era arrivato con ecchimosi in volto alle 5 di mattina e si legge nella cartella di un vuoto di memoria. Ma il medico dice che erano percosse e che il ragazzo non ricordava come fosse accaduto, da li' la diagnosi "vuoto di memoria". Roberto viveva allora sempre con gli stessi coinquilini in un altro appartamento, in centro.
Almeno, questo è quello che ho letto. J.

Anonimo ha detto...

Ecco un brano di un articolo simile a quello che ho letto qualche settimana fa :
"Nel marzo del 2009 Roberto si presentò al pronto soccorso di Pescara tumefatto e in stato confusionale. Stando alle parole di Angelo De Gruttola, 23 anni, coinquilino e amico di Straccia, questi “aveva bevuto molto”, quella sera, e si era procurato quelle ferite battendo la testa per strada. I familiari riferirono che il giovane si era procurato le ferite battendo la testa a casa, ovvero nell'appartamento che condivideva con i colleghi universitari, ma il primario che lo visitò sostiene ora che “quelli erano evidenti segni di colluttazione“. Molte speculazioni, poi, sono sorte per quanto scritto sul referto, “amnesia momentanea”. La verità è che Roberto Straccia , semplicemente, non ricordava quanto accaduto poiché ubriaco. Gli amici del giovane riferirono di averlo trovato per strada, in evidente stato confusionale."
J.

Manlio Tummolo ha detto...

La testa si può battere cadendo o scontrandosi con qualcosa, ma può anche darsi che la testa venga fatta sbattere da altri nel corso di uno scontro violento. Comunque, se era morto ubriaco, questo sarebbe dovuto risultare oppure no dalle analisi ? Insomma, anche questo è un caso tutto da approfondire. Certo, è sempre molto comodo che uno cada da qualcosa e si faccia male, facendo un bel giro poi dall'Adriatico meridionale fino allo Jonio (si sa che i morti nuotano più velocemente dei vivi, e non avendo sensazioni di stanchezza possono fare percorsi lunghissimi).

Anonimo ha detto...

J e Manlio Tummolo, per me bisogna, davvero, approfondire sulla storia dei coinquilini di pescara, di roberto si dice che fosse un ragazzo buono, non vorrei che l' hanno veramente fatto fuori loro e che questa volta, rispetto al 2009, hanno avuto la meglio su di lui.

Claudia

Manlio Tummolo ha detto...

Non so se bisogna indagare i coinquilini, certamente bisogna, intanto, vedere tutte le persone che lo conoscevanoi e lo frequentavano (anche nell'ambiente universitario), e riesaminare l'episodio precedente, che non pare assolutamente chiaro, visto anche il contrasto tra chi dice che si era fatto male cadendo per strada e chi dice che si era fatto male in casa. Ovviamente, non è la stessa cosa. Quello che mi sembra evidente è che la sua morte non è dovuta ad incidente, viste le modalità complessive. Occorre vedere le risultanze dell'autopsia(le analisi del corpo sono state completate ?). Se era stato portato al largo, vivo o morto o moribondo che fosse, e da lì gettato, si tratta di capire chi, tra i suoi conoscenti avesse a disposizione un'imbarcazione adatta per allontanarsi quanto serviva dalla costa, e far ritorno, magari in pena notte o, in modo tale da non farsi notare. La presenza di poca acqua nei polmoni sta a dimostrare, da quanto ho capito (non mi intendo di autopsie, e spero di non dovermene mai intendere), che era già svenuto, forse in piena incoscienza (coma o simili).

Anonimo ha detto...

Manlio Tummolo, c' è la testimonianza di un gestore di uno chalet che afferma di aver notato il pattino spostato rispetto a dov' era prima, probabilmente, viene da pensare che qualcuno l' abbia usato per portare il corpo d roberto al largo e poi l' abbia rimesso nei pressidi quello chalet in una posizione diversa rispetto a come si trovava prima e se non erro, questo è successo nei pressi di Francavilla.

Claudia

Anonimo ha detto...

Troppe cose strane che non riportano.

Claudia

Anonimo ha detto...

Leggete la notizia su roberto straccia nel sito abruzzo24ore.tv, sotto torchio 3 amici pescaresi.

Claudia

Anonimo ha detto...

Potete andare anche su il resto del carlino alla pagina di fermo, uno dei tre amici si dice che si sarebbe contraddetto alimentando forti dubbi su quanto dichiarato da lui stesso.

Claudia

Anonimo ha detto...

Grazie Claudia. Ho dimenticato nell'elenco delle stranezze, che uno dei coinquilini era partito la sera stessa della scomparsa per la Puglia.
J.

Anonimo ha detto...

Letto.. eh si, le nostre sensazioni non sono sbagliate purtroppo. Mi ricordo un giornalista di Chi l'havisto che durante un programma pomeridiano sulla rai era intervenuto a proposito di Roberto, dicendo che si era convinto che fosse caduto dal ponte del mare dopo aver fatto un sopralluogo insieme all'amico e coinquilino Angelo. J.

filippo ha detto...

http://www.primadanoi.it/news/10939/Scomparsa-Roberto-Straccia-amici-contro-i-giornalisti-%C2%ABbugie-e-dubbi-su-di-noi%C2%BB.html

leggi questo claudia.

Anonimo ha detto...

E' normale e lecito che nel loro insieme, gli amici di Roberto soffrino dei sospetti che alleggiano.. il che non esclude l'eventualità di una responsabilità di solo uno (o due) di loro. Comunque, stiamo a vedere...

Anonimo ha detto...

Filippo, ho letto l' articolo, lasciando da parte ciò che i giornalisti possano dire o non dire di vero, rimane il fatto che le indagini sulla morte di roberto non sono chiuse, quindi, non è così facile il caso e se non è facile, vuol dire che ci sono, ancora, molte cose che non tornano.

Claudia

Anonimo ha detto...

da "Il Pescara" di oggi :
Roberto Straccia, interrogatorio per tre amici
„ L'interrogatorio è stato molto incalzante, specie nei confronti di uno degli amici, che si sarebbe contraddetto più volte in merito a quanto accaduto nel giorno della scomparsa e nei giorni precedenti.
Secondo "Il Resto del Carlino", la mancata archiviazione del caso Straccia da parte della Procura, sarebbe da attribuire ai dubbi ancora aperti da parte degli inquirenti in merito alla tragica fine di Roberto, secondo quanto dichiarato dall'investigatore privato Lucio De Santis, uno dei periti della famiglia Straccia."

D'altronde, i primi convinti dell'ipotesi sembrano bene essere i genitori di Roberto. J.

anna ha detto...

certamente è strano che il suo coinquilino la sera stessa prima che ci fosse un reale allarme se ne è andato via dall'appartamento, chiedere l'alibi a tutti gli occupanti della casa