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venerdì 21 luglio 2017

PROPOSTA PERSONALE, IN FORMA DI LEGGE COSTITUZIONALE E ORDINARIA, PER L’ABROGAZIONE DEL C. S. M. E ISTITUZIONE DI UN TRIBUNALE ELETTIVO, DI INDAGINE E DI GIUDIZIO, SU ILLECITI COMMESSI DA MAGISTRATI

Di Manlio Tummolo
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( Bertiolo, UD  -  giugno   2017 )
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Si premette, a scanso di ogni equivoco, che il presente testo è una pura proposta personale, del tutto estranea ad ogni vigente Partito o gruppo politico, mirante a far comprendere che, per quanto possibile, è necessario che, in ogni Ordinamento o sistema giudiziario degno di questo nome e adatto ad un Regime integralmente democratico, i magistrati inquirenti e giudicanti siano valutati, ai fini dei Codici civili e penali, per ogni loro eventuale illecito nell'esercizio delle loro funzioni, come anche nella loro vita privata, da Organi terzi del tutto indipendenti dalla Magistratura, secondo i princìpi di eguaglianza di fronte alla Legge validi per ogni cittadino, in modo che non si cada nell'autodichìa corporativa (ovvero, autovalutazione e giudizio interni ad una corporazione). Per ragioni di semplicità espositiva,  tale proposta è già formulata in progetto di legge tramite articoli distinti. Le note in calce hanno scopo chiarificatore su alcune questioni specifiche.

domenica 14 maggio 2017

ADIKEMATOFILIA E ADIKEMATOGENESI NEGLI ORGANI DI INDAGINE E DI GIUDIZIO


ADIKEMATOFILIA E ADIKEMATOGENESI 
NEGLI ORGANI DI INDAGINE E DI GIUDIZIO
(non solo  in Italia… [1])
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(Bertiolo, UD - gennaio 2017 )

Di Manlio Tummolo
 I

A titolo di premessa, devo spiegare che cosa significano i termini, di derivazione greca, che ho posto nel titolo: traggo ispirazione da Quintiliano che, nella sua “Institutio Oratoria”, parla di àgrapha adikèmata quali argomenti di discussione nelle Scuole Forensi della prima età imperiale romana, ovvero sul come considerare quei crimini che non vengono definiti dalle leggi, un crimine non scritto, argomento più da filosofia del Diritto che non di giurisprudenza tradizionale [2]. Non è un caso che tale argomento sia espresso in greco, piuttosto che in latino, essendo la filosofia una scienza approfondita più dai Greci che non dai Romani anche nel campo della legislazione e della politica.

Che cos’è un crimine “non scritto”? Secondo il Diritto e la giurisprudenza tradizionali, un crimine per essere definito come tale, deve esserlo dalla legge di natura penale, ossia in un atto vietato per il quale, violando il divieto, ci si merita una certa pena (null’altro è il Diritto penale, se non l’indicazione di una punizione, esattamente quantificata e qualificata, per la violazione di una norma di legge: così deve essere descritto dalla legge tanto il divieto, quanto la correlativa pena: altrimenti, il crimine, o più esattamente il reato, non sussiste o non è punibile: sottilizzando ancora, non basta il divieto, seppure esplicito, ma occorre anche la previsione scritta della pena correlativa, affinché la definizione di reato sia efficace).

venerdì 7 aprile 2017

Riflessioni sull'indeterminabilità sperimentale del codice genetico

Di Manlio  Tummolo



Carissimi Interlocutori,
chiariamo, se non sono ancora evidenti, due questioni: non nego e non dubito sull'esistenza di un patrimonio genetico e di un codice genetico (il primo come fatto compiuto in ogni singolo individuo, il secondo come programma o comando biologico trasmissibile al momento del concepimento, o già esistente nello spermatozoo o nell'ovulo: che esistano, è evidente dall'eredità dei caratteri somatici e neurologici che ciascuno di noi può visivamente constatare in sé e negli altri). 

Ciò che in gran parte nego, e assolutamente pongo in dubbio, è la fiaba pseudoscientifica, ovvero magica (nel senso medioevale e rinascimentale del termine), che esso possa essere materialmente individuato e, peggio ancora, intenzionalmente modificato, con procedure appunto magiche, anche nel loro alone misterico e misticheggiante, da apprendista stregone, e non da sperimentatore critico ed epistemologo.

mercoledì 9 novembre 2016

I Saggi di Manlio Tummolo. L'illuminismo giuridico penale e la sua involuzione tra Cesare Beccaria e Maximilien Robespierre

Manlio Tummolo
( Bertiolo, UD, agosto - ottobre 2016 )


PREMESSA

Nessuno, recentemente, pare essersi scandalizzato alla notizia che un avvocato si sia fatto fotografare su “fess-book” mentre baciava i piedi di un magistrato donna, né pare che altrettanto nessuno si sia scandalizzato, peggio ancora, che i due non siano stati espulsi, come avrebbero meritato, dai loro rispettivi Ordini. Non certo da oggi, ma ormai da oltre un decennio, sostengo che, prima della separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti, si dovrebbe procedere alla netta separazione degli studi universitari tra futuri avvocati e notai, caratterizzati da un’impostazione privatistica del Diritto, e i futuri magistrati che dovrebbero essere caratterizzati da un’impostazione pubblicistica del Diritto, gli uni rivolti a tutelare gli interessi e i diritti dei singoli individui, i secondi i doveri e i diritti dello Stato. Né pare che ci si scandalizzi quando si viene a conoscere i livelli stipendiali dei magistrati stessi solo grazie ad un puro fatto di politica locale a Roma, fatto in cui si dimostra come i magistrati abbiano conservato, se non tutte, gran parte di quelle condizioni economiche tolte viceversa, dal 1993, alla gran parte dei lavoratori pubblici o privati (e, questo, perché i partitocrati cercano di proteggersi il lato posteriore da eventuali proteste popolari, tenendosi a mo’ di guardie del corpo personali le Forze dell’Ordine, i militari e gli interpreti della Legge…) [1].

Dall’interpretazione ed applicazione egualitaria della Legge, invece, restiamo ben lontani, come siamo assai lontani, più in generale, da una concezione razionalistica del Diritto, o meglio della Scienza della Legge, quale Dover Essere nei rapporti umani e quale punizione a chi la vìola, secondo criteri di rigorosa proporzione (quasi matematica), che escluda ogni forma di arbitrio personale, di vacua clemenza o di feroce vendetta

Noi dobbiamo questa forte esigenza di razionalità all’Illuminismo giuridico, sia nelle forme civili private (rapporti tra singoli), sia civili amministrative (rapporti tra cittadino e Stato, e suoi distinti Organi centrali o locali), sia penali (violazione di norme e relative sanzioni): l’Illuminismo culturale giuridico nasce nel XVIII secolo, come sviluppo ed applicazione della Rivoluzione scientifica, manifestatasi già nel secolo precedente, come elaborazione - a sua volta - dell’Umanesimo, superata la fase del fanatismo religioso protestante e cattolico.

mercoledì 30 marzo 2016

CLEPTOMANIA E CLEPTOFILIA NEL REGIME FINANZIARIO DELLA UNIONE EUROPEA E ITALIANO - Saggio di Manlio Tummolo

CLEPTOMANIA E CLEPTOFILIA NEL REGIME FINANZIARIO DELLA UNIONE EUROPEA E ITALIANO
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( Bertiolo,  UD  - marzo    2016 )

Il presente lavoro è dedicato a tutti i cittadini, lavoratori, contribuenti e consumatori, europei e italiani       


Molti studiosi di economia e di scienza delle finanze, di fronte alla disastrosa situazione europea e italiana degli ultimi decenni si arrampicano su scivolosissimi  specchi nel tentativo di spiegarla con le solite tradizionali dottrine d’impronta liberista che hanno dimostrato il loro insignificante vuoto almeno dal 1929. Viceversa, è ben più utile cercar di capire la crisi nelle sue reali ragioni in un libro di Mario Giordano, “L’Unione fa la truffa”, pubblicato da Mondadori già nel 2001 col sottotitolo “Tutto quello che vi hanno nascosto sull’Europa”. Eppure le radici di tutto questo sono ben lontane, almeno fin dal 1972, quando fu inventata l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto) e creato il nuovo sistema fiscale col relativo Testo Unico delle Imposte sul Reddito (TUIR), di cui noi italiani abbiamo ben due versioni: una “previgente” (ma non del tutto abrogata) e l’altra vigente... pur significando in lingua italiana “unico” come ciò che è solo ed esclusivo (nondimeno questo aggettivo viene usato per imposte - cfr. IMU - tutt’altro che uniche). Allora si passò dalla vecchia Dichiarazione Vanoni, piuttosto semplice, all'attuale IRPEF - sempre più complicata allo scopo di spennare il popolo in modo crescentemente feroce.

martedì 10 novembre 2015

Le poco sante Inquisizioni Cristiane - Saggio di Manlio Tummolo

Manlio   Tummolo

LE  POCO SANTE  INQUISIZIONI  CRISTIANE

( Bertiolo,  UD,  settembre -  ottobre  2015)
 

Il presente saggio è dedicato in primo luogo al nostro comune Ospite,  Massimo  Prati, per il suo costante impegno nella ricerca della verità dei fatti, soprattutto giudiziari e sociali.  In secondo luogo,  a tutti coloro che, come lui e con lui, qui  affrontano il vento,  fosse pure a 150 km/h, come la bora triestina, o contro le correnti, per quanto impetuose dei fiumi, e le onde dei mari, sempre con tenace spirito critico .

“  La mente umana è misura (non Creatrice) delle cose che considera esistenti, come delle cose che considera inesistenti ”.
Mia parziale parafrasi da un celebre frammento di Protagora di Abdera, riportato da Sesto Empirico .

“  Secondo la Scrittura, sono nemici di Dio quelli che s’oppongono alla sua autorità per la propria corruzione, non per natura, peraltro senza poter nuocere a Lui, ma a se stessi.  Sono infatti nemici per la volontà di resistere, non per il potere di offendere.  Dio è immutabile e assolutamente incorruttibile;  per questo la corruzione, per cui s’oppongono a Dio quelli che sono detti suoi nemici, non è un male per Lui, ma per loro stessi, e lo è unicamente perché corrompe in loro il bene della natura…   Certamente non esistono mali che rechino danno a Dio, ma alle nature mutabili e corruttibili, buone tuttavia [in origine], come attesta evidentemente la loro  corruzione [che è peggioramento, dal bene verso il male]…” .
S. Agostino d’Ippona (Aurelio Agostino),  “La Città di Dio” ,  Libro XII,  cap.  3 .

“  Non ti ho dato, o Adamo, né un posto determinato, né un aspetto proprio, né alcuna prerogativa tua, perché quel posto, quell’aspetto, quelle prerogative che tu desidererai tutto secondo il tuo voto e il tuo consiglio ottenga e conservi.  La natura limitata degli altri è contenuta entro le leggi da me prescritte.  Tu te la determinerai da nessuna barriera costretto…  Tu potrai degenerare nelle cose inferiori che sono i bruti; tu potrai, secondo il tuo volere, rigenerarti nelle cose superiori, che sono divine “ .   Giovanni Pico della Mirandola,  “Della Dignità dell’Uomo” . Continua a leggere...

venerdì 24 luglio 2015

Karl Marx e gli attuali problemi umanitari - una risposta alle menzogne che ci raccontano su immigrazione, lavoro e pensioni

Saggio di Manlio Tummolo

Estratto dal saggio: Karl Marx e gli attuali problemi umanitari: Una delle maggiori mistificazioni nei nostri tempi è far credere che la cosiddetta globalizzazione o mondializzazione sia un fenomeno recentissimo affermatosi tra la fine del secolo XX e gli inizi del XXI, confondendo volutamente la sostituzione, peraltro non assoluta, di certe tecnologie e di certe tecniche informative a quelle ormai superate, con un’ineluttabile espansione ed unificazione economica e finanziaria del mondo. Come se prima esistessero Stati commercialmente chiusi e ignoti uno all’altro. Il che - se creduto - sarebbe un’autentica fesseria. In realtà, quella che oggi viene chiamata globalizzazione è solo l’imposizione della mentalità, della tecnologia, del linguaggio anglosassone, particolarmente nel modello USA, al mondo intero. Tutto il pianeta “civile” obbedisce agli ordini della Borsa di New York, e guai se non vi obbedisse perché allora con i soliti trucchi collaudati fin dal sistema di John Law [12] nel XVIII secolo - e poi sempre perfezionati di crisi in crisi, di disastro in disastro - potrebbero spezzare ogni resistenza. Il capitalismo particolarmente finanziario occupa oggi esattamente il posto che aristocratici ed alti prelati occupavano nella Francia del XVIII secolo, pagando molto poco in proporzione delle ricchezze acquisite ed incontrollate, attraverso tutta una serie di manovre speculative. In sostanza, l’assolutismo settecentesco da struttura politica e sociale radicalmente parassitario si è trasformato in un assolutismo finanziario di dimensioni mondiali. Questo è, nella realtà, ciò che si va spacciando per“globalizzazione”, che è semplicemente un eufemismo ipocrita per significare il sistema parassitario mondiale. L’uso dell’aggettivo “globale” si diffonde prima con le idee di Herbert Marcuse (la nota contestazione globale, che però aveva un significato soprattutto qualitativo e non geografico), poi con quell'autore (di cui non ricordo il nome) che descrisse, grazie alle nuove tecniche informatiche, un villaggio globale, da cui logicamente derivò il senso geografico di globalizzazione. Il capitalismo, industriale o mercantile o finanziario che sia, ha perduto fin dalla crisi del 1929 ogni valore realmente produttivo, sia pure alle spalle altrui, come si dirà fra non molto, e fu salvato dalle svariate e diverse applicazioni delle teorie di Keynes (economia mista, fondata sul notevole intervento dello Stato nelle attività economiche, a sua volta basato sul sistema fiscale dal peso sempre crescente). 

mercoledì 3 giugno 2015

Progetto di Legge Urgente sul giornalismo europeo - Dr. Manlio Tummolo

Agli Organi di Informazione

U. P. S. CO.
“Tributa, a civibus data, pro civibus sunt”



PROGETTO DI LEGGE URGENTE 

SUL GIORNALISMO EUROPEO

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(giugno 2015)



Preambolo

Vista la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (New York, 1948), agli artt. 1, 7, 19, 23 e 27; 

Vista  la Convenzione  Europea per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali, stabilita dal Consiglio d’Europa (Roma, 1950) agli artt. 8, 9, 10 e 14;

Vista la Carta dei Diritti Fondamentali  dell’Unione Europea (Nizza, 2000) al Preambolo e agli artt. 1, 6, 11, 13, 14, 15, 20 e 21;

Vista la Costituzione della Repubblica Italiana, agli artt. 1, 2, 3, 15, 19, 21, 33, 41, 45 e 46 :

appare evidente che informare ed essere informati con le più varie fonti e con i più vari strumenti tecnologici è un Diritto universale e fondamentale dell’uomo e del cittadino, singolarmente o associato a gruppi, senza altri limiti che quelli stabiliti dalle vigenti leggi civili, amministrative e penali dell’Unione Europea in subordine ai princìpi  costituzionali, e non riservato esclusivamente ad alcuna categoria professionale, gruppo o partito, o associazione religiosa, specifici.

venerdì 23 maggio 2014

PERSECUZIONI E PROCESSI SU QUESTIONI RELIGIOSE E MAGICHE NEI PRIMI TRE SECOLI DELL’IMPERO ROMANO

Saggio di Manlio Tummolo 

Luigi Bisicchia (il Professore)
DEDICA - Il presente lavoro è dedicato alla Memoria del caro Amico Luigi Bisicchia, scomparso il primo Maggio, professore e preside negli Istituti Tecnici Agrari Statali di Cremona, e ai Suoi familiari e Amici. Di origine siciliana, era figlio di Giuseppe, già legionario fiumano di un gruppo di interventisti democratici e rivoluzionari che ebbe un ruolo essenziale nel completamento dell’unità nazionale. Luigi Bisicchia, laico ed insieme credente in Dio, fu d’animo patriottico, federalista europeista e di spirito umanitario, concezioni che seppe armonizzare in modo coerente ed esemplare. Combattente dell’ideale mazziniano, sempre in senso pacifico e democratico, ma anche energico, onestissimo scrittore ed editore, non molto fortunato a causa del regime vigente corrotto ed indifferente alle grandi problematiche della vita. Fin dalla prima giovinezza ha operato con la pubblicazione di scritti propri ed altrui, di saggi, di articoli, e con manifestazioni studentesche per il ritorno di Trieste all’Italia (1953 – 54). Fu tra gli anni ’70 ed ’80 direttore de “Il Pensiero Mazziniano”, durante la cui conduzione dimostrò ampiezza di vedute, spirito critico e coraggio, assoluta imparzialità, anche quando mal compreso da taluni. Fu pure fondatore della Rivista “Evoluzione Europea” in cui espresse sempre con vigore i Suoi ideali democratici, mazziniani ed europeisti, e di una piccola ma attivissima Casa Editrice... continua a leggere

sabato 1 marzo 2014

La “Netiquette” di internet dal punto di vista giuridico

Di Manlio Tummolo


Il termine “netiquette” è un neologismo composto da “net” (rete) che sta per INTERNET, ed il francesismo “etiquette” (etichetta), ovvero consuetudine (uso, non obbligo) di eleganza, finezza, formalità. Già il termine è uno di quegli orrori linguistici nato con questo sistema di trasmissione, le cui origini è bene chiarire per capire poi certe pretese imposte ai suoi utenti. Questo sistema di comunicazione, che significa “rete internazionale”, nasce in ambito militare e ne conserva tuttora l’atmosfera vagamente criptica e misteriosa, atta ad essere compresa solo da una cerchia relativamente ristretta di persone. Nulla di male in questo se, esportandola come mezzo di comunicazione internazionale aperto a tutti, non ne risultasse di per sé un’evidente contraddizione. Le regole di un club anglosassone funzionano bene quando appunto sono funzionali ad un certo ambiente e ad una certa mentalità ristretti, che è una comune base per i pochi e scelti soci; diventano ridicole quando si pretende, viceversa, di imporle a tutti, una volta trasformato il club ristretto in una piazza universale. Qualunque norma, per avere carattere universale, deve essere concordata, direttamente o indirettamente, con delega o di persona, dai membri che poi devono eseguirla.

mercoledì 26 febbraio 2014

I diari immaginari di Mussolini

Di Manlio Tummolo

RECENSIONE SU "AUTOPSIA DI UN FALSO" - DI MIMMO FRANZINELLI
ed. Bollati Boringhieri (Torino, 2011), pagg. 278
(Bertiolo - UD, gennaio 2013)

Non si deve necessariamente pensare che un giallo debba avere, per forza, qualche omicidio nella trama, sia nella realtà, sia nel romanzo, anche se generalmente un morto è considerato necessario ai fini di suscitare interesse nel grande pubblico. Si può ben avere un “giallo” anche quando si tratta di un semplice lavoro letterario o simile. Mimmo Franzinelli, storico archivista (autore anche dell’interessante “Il Duce Proibito”, raccolta commentata e crifica di fotografie di Mussolini, vietate per varie ragioni estetiche e politiche, pubblicata da Mondadori, collana Scie, Milano, 2003), nel suo testo critico sui “diari veri o presunti” in corso di pubblicazione a cura dell’editrice Bompiani, dimostra largamente che non è così, seguendo un metodo analogo a quello che Lorenzo Valla adoperò per smontare la pretesa autenticità della Donazione di Costantino nel XV secolo, fondando con ciò stesso la critica filologica e documentaristica tuttora valida nello studio storico. Vediamo di ricapitolare i fatti più recenti: Marcello Dell’Utri, noto senatore del PDL, acquisendo il possesso o la proprietà di alcuni diari attribuiti a Mussolini e scritti apparentemente di suo pugno, dopo vari tentativi con varie case editrici, è riuscito a farne pubblicare alcuni (del 1939 per primo, e più recentemente del 1937) ad opera della casa editrice Bompiani. Di qui è sorta, o meglio risorta, un’ormai antica polemica (che risale agli anni ’50) sull’autenticità di quei manoscritti. Dalla polemica è anche derivata la decisione di intitolarli “I Diari (veri o presunti) di Mussolini”. A dire il vero, sarebbe bastato chiamarli soltanto “presunti”, in quanto il “presunto” può indicare sia il vero, sia il falso, l’inautentico, ma fatto passare per vero o ritenuto vero.

venerdì 21 febbraio 2014

Oratoria e Retorica in Marco Tullio Cicerone

Saggio di Manlio Tummolo

Bertiolo (UD)


Marco Tullio Cicerone è una figura centrale in ogni storia delle teorie estetiche, perché segna il passaggio dalle teorie elleniche ed ellenistiche, finora esaminate, a quelle più propriamente romane, che non hanno caratteristiche di particolare originalità, ma assorbono e adattano una mentalità più rigorosamente teorica, come quella ellenica, alle finalità pratiche della mentalità tipicamente romana. Già del resto i Greci avevano fatto dell’oratoria e dell’eloquenza strumenti di natura politica; i Romani, e Cicerone in particolare, accentuano la funzionalità concreta nelle attività quotidiane politico-organizzative. Cicerone, poi, ha un’importanza prevalente nella storia dell’estetica oratoria e nella retorica, in quanto è una figura pressoché completa: non è soltanto un grande politico, un abilissimo avvocato, ma è anche un notevole filosofo, scrisse pure un poemetto elogiativo su certe vittorie da lui ottenute in oriente. Tutte quelle che oggi consideriamo scienze umane furono per lui oggetto di studio e, sebbene senza caratteri di spiccata originalità (non è certo all’altezza dei grandi filosofi greci), tuttavia ha una sua ricca ed interessante personalità, che riordina e rielabora le concezioni altrui rendendole proprie o, comunque, con proprie caratteristiche. Si potrebbero, volendo, anche confrontare le sue teorie retoriche e di estetica del discorso oratorio con i suoi discorsi, così come trascritti (soprattutto le celebri “Catilinarie” e le“Filippiche” contro Antonio), per verificare quanto quelle teorie fossero state applicate di fatto. Ma, sinceramente, non mi sembra necessario, nell’economia di questi saggi, in quanto richiederebbe uno spazio notevole, con confronti puntuali, ed il tutto risulterebbe di dubbia utilità, in quanto i testi che noi abbiamo a disposizione (a parte il fatto che noi lavoriamo su traduzioni, per non complicare il discorso e per renderlo fruibile a tutti) non sono i discorsi effettivamente pronunciati, ma quelli trascritti più tardi sulla base probabile di appunti, anche in forme stenografiche, per noi completamente perduti.

mercoledì 19 febbraio 2014

GIURISTI CONTRO LA FILOSOFIA. I PROCESSI CONTRO PROTAGORA E SOCRATE

Di Manlio Tummolo

Bertiolo (UD) Agosto - Settembre 2012


Tutta la vita degli uomini… è retta da natura e leggi. E di queste la natura è una realtà disordinata e particolare, a seconda dell’individuo che la possiede, mentre le leggi sono una realtà universale, e ordinata, e per tutti identica. La natura, se malvagia, tende spesso ad azioni perverse: troverete quindi in colpa chi la segua. Le leggi hanno invece di mira il giusto, il conveniente, l’utile, e questo ricercano; e quando ciò sia stato individuato, esso viene posto in forma manifesta quale norma comune, uguale e analoga per tutti: questo è la legge. Conviene che tutti obbediscano alla legge, soprattutto perché la legge è invenzione e dono degli dèi, deliberazione di uomini saggi, correzione di colpe volontarie e involontarie, patto comune della città… Per due ragioni vengono poste le leggi: perché nessuno compia ciò che non è giusto, e perché con la punizione di chi trasgredisce queste norme, gli altri possano essere resi migliori…

Anonimo, “Sulle Leggi” riportato dallo Pseudo-Demostene, in “Contro Aristogitone” [1]

lunedì 17 febbraio 2014

Il Debito Pubblico, Calandrino e gli italiani

Saggio di Manlio Tummolo


I soliti fanatici dell'autorità, dei poteri forti, dei Governi, si chiederanno che rapporto possa esservi tra il Debito pubblico, Calandrino e gli Italiani. Si potrà chiarire ad essi questo intimo rapporto, dopo l'esposizione della novella decameroniana che, per quanto accorciata, dovrà comunque mantenere nel fiorito linguaggio boccaccesco tutta la sua fresca ironia e tutta la sua efficacia, in modo tale che tale intimo rapporto, a cui si è accennato, possa apparire fresco e palpabile. iniziamo intanto col chiarire chi sia Calandrino, che è presente nel “Decamerone” in tre novelle (la terza dell'ottava giornata, titolata “Calandrino, Bruno e Buffalmacco alla ricerca dell'elitropìa”, la sesta dell'ottava giornata, che è quella che qui esamineremo, “Bruno e Buffalmacco imbolano un porco a Calandrino” e la quinta della nona giornata “Calandrino innamorato”, mentre i suoi “amici” Bruno e Buffalmacco hanno anche l'onore di una quarta novella (la nona dell'ottava giornata “Maestro Simone beffato da Bruno e Buffalmacco”.

giovedì 13 febbraio 2014

La Difesa della Donna nell'antichità (tre esempi)

Saggio di Manlio Tummolo

l presente scritto è dedicato a tutte le donne iniquamente accusate... ed ai loro difensori.


Nell’ottica dei nostri tempi, siamo convinti che soltanto nel secolo XX, o poco prima [1], si siano stabiliti i primi diritti della donna e che in questo campo vi sia ancora molto da fare. Un’ottica certamente corretta, ma che dovrebbe anche essere in parte ridimensionata. Gli esempi che sotto farò, due nella cultura ebraica ed uno nella cultura greca, dimostrano che una certa coscienza dei diritti della donna esisteva fin dall’antichità, e che la loro frequente violazione non era sempre propriamente un fatto culturale universalmente accettato, ma un puro abuso della forza fisica sul Diritto e sulla legge. In sostanza, già nell’antichità si poteva avere coscienza di un rapporto paritario tra uomo e donna, ma questa coscienza veniva azzerata sotto l’aspetto pratico.

Susanna e i due vecchi satiri

Questa storia, un po’ boccaccesca e che dimostra come certa mentalità sia molto antica e per nulla ancora superata, si ritrova nella Bibbia, esattamente nell’Antico Testamento, nel Libro del profeta Daniele [2]. Il Libro di Daniele viene ambientato a cavallo tra gli Imperi neo-babilonese e quello Persiano, tra il VII ed il VI secolo avanti Cristo. La parte che qui interessa viene considerata apocrifa, ovvero non originale e non rivelata da Dio, ma aggiunta nella versione greca. Questo è interessante perché si collega al terzo esempio, tutto greco che farò, ovvero quello di Elena. La storia della casta Susanna e dei tre vecchi satiri voyeurs viene narrata al capitolo 13, versetti 1- 64.

martedì 11 febbraio 2014

La problematica giuridica tra tolleranza e repressione politica nella Francia rivoluzionaria (1792-1795)

Discussione Tesi di Laurea di Manlio Tummolo
(27 Marzo 2007)



Un regalo gradito di Manlio Tummolo: la sua Tesi di Laurea in Diritto Comune che dimostra come sia genuina la sua perseveranza nel trattare i principi generali che ancora oggi coltiva e difende sia nei suoi Saggi che nei suoi commenti.

domenica 9 febbraio 2014

Origine e Carattere dei Riti Processuali Accusatorio e Inquisitorio

Origine e Carattere dei Riti Processuali Accusatorio ed Inquisitorio 
(con osservazioni finali su una procedura logicamente e scientificamente fondata)
Saggio di Manlio Tummolo

Bertiolo (UD)


Come per ogni altra istituzione sociale, conoscere le fondamentali linee storiche dei procedimenti giudiziari è molto importante per capirne la maggiore o minore validità ed i problemi tuttora presenti; infine, è importante per proporre concretamente riforme che siano adeguati ai tempi, alle conoscenze scientifiche, ben diverse rispetto al passato, sia per le scienze naturali, sia per le scienze sull'uomo. Il procedimento giudiziario appare ai primordi della storia, in qualunque società appena civile, e nasce dall'esigenza di trovare una soluzione sia nei rapporti tra privati (Diritto civile o Diritto privato), spesso conflittuali anche se non direttamente violenti, sia nei rapporti del singolo con l'intera società in cui è inserito (Diritto amministrativo), sia nei rapporti violenti tra uomini in contrapposizione alle leggi della stessa società nel suo complesso, e poi dello Stato (quando questo cominciò a formarsi con i primi regni e le prime collettività gerarchicamente organizzate): si hanno così un Diritto Penale e un Diritto Processuale o procedurale penale, che è quello di cui in sostanza mi occupo qui.

venerdì 7 febbraio 2014

La Congiura di Catilina e la crisi istituzionale nella tarda Repubblica Romana

Saggio di Manlio Tummolo

Bertiolo, Udine (Novembre 2012)
Premessa: 
Dedico questo scritto agli Amici Franca Zuliani e Sergio Gregorat, cittadini di Trieste perseguitati sia da una classe politico amministrativa che da una categoria forense e da una Magistratura inette e faziose che hanno perduto la coscienza del Dovere e della Legge


“V. Lucio Catilina, di nobile stirpe, fu d’ingegno vivace e di corpo vigoroso, ma d’animo perverso e depravato. Sin da giovane era portato ai disordini, alle violenze, alle rapine, alla discordia civile; in tali esercizi trascorse i suoi giovani anni. Aveva un fisico incredibilmente resistente ai digiuni, al freddo, alle veglie, uno spirito intrepido, subdolo, incostante, abile a simulare e dissimulare. Avido dell’altrui, prodigo del suo; ardente nelle passioni; non privo d’eloquenza, ma di poco giudizio; un animo sfrenato, sempre teso a cose smisurate, incredibili, estreme [veramente il testo sallustiano dice “nimis alta”, ovvero “troppo alte”, il che assume un significato ambiguo, tra l’idealismo ed il personalistico].

mercoledì 5 febbraio 2014

L’anima di Ponzio Pilato aleggia sul lungotevere...

Quando si tratta di Sabrina Misseri, l'acqua in Cassazione non manca mai...

Saggio di Manlio Tummolo

(Bertiolo, UD - 13 ottobre 2011)


A partire da Esiodo (VIII sec. a. C.), la letteratura di tutti i popoli non ha mai visto di buon occhio i giuristi e i giudici in modo particolare. Esiodo, in “Le Opere e i Giorni” li qualificò “divoratori di doni” [*]. Vero che, allora, i giudici erano puramente dei mediatori privati scelti dalle parti, ma la situazione non è poi granché modificata neppure dopo. Le valutazioni di Platone ne “L’Apologia di Socrate” non furono granché diverse. Molti forse trascurano che i Vangeli sono un’ottima descrizione, ancorché sintetica, di un processo penale di tipo accusatorio, in uso all’inizio dell’Impero Romano. Più tardi, cominciò a trasformarsi in rito inquisitorio, da Nerone in poi, soprattutto relativamente a processi di natura politica o religiosa. Riporto come Luca, dopo aver descritto il primo dibattimento al Sinedrio, per l’accusa di bestemmia (dichiararsi “figlio di Dio”, per farisei e sadducei era appunto un tale peccato-reato), passa al procedimento davanti a Ponzio Pilato, al quale delle bestemmie contro la fede monoteistica ebraica nulla interessava, ma rilevava, viceversa, l’accusa, rivolta a Gesù detto il Cristo, di attentare al potere romano, e pure la problematica delle competenze territoriali e politiche nella Palestina di allora.

lunedì 3 febbraio 2014

SPIRITISMO E GIURISPRUDENZA

Un curioso episodio degli inizi ‘900,
per risolvere un caso di omicidio

Di Manlio Tummolo

Bertiolo (UD), Settembre 2011


Prefazione: Quale potrebbe essere la tecnica più semplice, o“l’uovo di Colombo”, per individuare l’autore di un omicidio, se non interrogare il morto stesso? Volendo applicare il criterio della semplicità, che qualcuno scambia col “rasoio di Ockham”, che, viceversa, era tutt’altro, la cosa più semplice sarebbe quella di fare domande al morto stesso: “Chi ti ha ucciso?” e il morto, con la tipica voce a lenti giri e cavernosa, risponderebbe subito “E’ stato Bertoldo”, e poi spiegherebbe tutte le modalità dell’omicidio stesso. Ma il problema più difficile sarebbe, appunto, quella di riuscire a stabilire un contatto col morto e farlo parlare, perché poi i morti, stranamente, avrebbero bisogno, secondo queste ipotesi e procedure, di parlare con strumenti eccezionali e con eccezionali misure. Generalmente non parlano con la propria voce ma con quella dei cosiddetti “medium”, termine usato senza declinazione, ma se si rispettasse la lingua latina, al plurale dovrebbe dirsi “media”, però non ha più la stessa efficacia nell’uso comune, anche perché confondibile con apparecchiature video-sonore. Il tentativo di colloquiare con i morti è antichissimo (necromanzia o negromanzia, condannata dalle più varie religioni), si sa, ma solo tra fine Ottocento e inizi Novecento, negli USA, Paese celebre sempre per il suo alto spirito scientifico, empirico, sperimentale e tecnologico, si pretende di formulare una procedura, un “protocollo”, non più con criteri magici ed inspiegabili, bensì in forma propriamente “sperimentale”, ovvero scientifica e ripetibile.