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martedì 13 gennaio 2015

Dal colossal dell’11 settembre alla Nouvelle vague parigina... che sia solo un grande inganno?

Di Gilberto Migliorini


Occorre dire che il confine tra reale e virtuale si è fatto sempre più labile... e non solo nell'attualità quotidiana, dove talvolta si ha come la sensazione di vivere dentro a un copione, proprio come il povero Truman Burbank (il film The Truman Show) che non aveva capito di vivere in un gigantesco studio televisivo, che nella sua vita c’era una regia nascosta e che perfino sua moglie, parte attiva del cast, era un’attrice professionista che interpretava il suo ruolo a tutto campo, perfino nel letto, con abnegazione e magari anche passione per il suo personaggio... Orfano per una gravidanza indesiderata, fin dalla nascita Truman, involontario protagonista, ha poppato dalle turgide mammelle di un network televisivo, adottato senza saperlo per fare spettacolo nell'omonimo reality. Inconsapevole di far lo zimbello in un gigantesco teatro allestito come una piccola città, il povero Truman scopre per caso che è tutto uno show, una gigantesca messinscena a sua insaputa (ma chissà, forse l’unico veramente ignaro è lo spettatore che crede di ridere alle spalle del povero Burbank, non sa che anche lui succhia dalle stesse zinne). Il reality finisce fortunatamente proprio come nel Mito della Caverna di Platone con lo schiavo liberato. L’attore si emancipa dal suo ruolo di protagonista (anche se in fondo rimane tale, come alter ego di noi spettatori che ci crediamo per davvero fuori dal gioco, solo osservatori neutrali e non coinvolti).

mercoledì 7 gennaio 2015

Uccideteci tutti, perché anche chi non condivide la satira blasfema ora è un Charlie: meglio morire che tacere per paura di morire...

Je suis Charlie
Non ci sono parole per descrivere il crimine che ha insanguinato Parigi. Tre personaggi armati sino ai denti si sono divertiti a sparare contro chi non poteva difendersi. Prima hanno costretto Corinne Rey, disegnatrice della rivista Charlie Hebdom, a digitare il codice che permette di entrare nella sede del giornale satirico, poi, una volta all'interno, hanno iniziato a sparare nella "sala accoglienza" (stranamente lasciando in vita Corinne) per finire l'attacco nella redazione e nei vari uffici. Durante la mattanza e anche dopo, nei momenti della fuga, dodici persone sono state uccise in maniera barbara: "E questa non è civiltà, è razzismo". Nei paesi civili si discute, si parla e se non si è d'accordo si chiede a uno o più giudici di sentenziare l'errore altrui. Perché lasciare spazio all'odio e incitare alla morte? Perché chiedere a qualche affiliato cretino senza mente propria di uccidere chi usa l'ironia e il sarcasmo? Perché, piuttosto che spargere sangue, non censurare il giornale che si considera offensivo e blasfemo? Non ci sono associazioni islamiche schierate contro la rivista perché offese da fumetti a volte anche troppo volgari? Perché non si sono rivolte alla magistratura, perché invece di dare rilevanza a qualche vignetta che in pochi consideravano, non emarginare? Inoltre, a livello planetario che male può mai fare una rivista che vende solo centomila copie e solo in una nazione? Una rivista che non aveva alcun seguito mondiale fino a quando non sono stati i "suoi nemici" a farla conoscere al mondo?

martedì 11 settembre 2012

11 Settembre 2001. Un'altra data che avvicina l'uomo alla distruzione finale...

Dopo l'opera dell'uomo... solo macerie
Undici anni fa accadde ciò che nessuno avrebbe mai pensato potesse accadere. Undici anni fa una parte degli uomini di questa Terra pianse disperata la morte di tremila persone, undici anni fa una parte degli uomini di questa Terra scese in piazza, sparò in aria e gioì per la morte di una parte dell'umanità. Fu un disastro immane quello che si abbatté sugli americani, un disastro immane compiuto da diciannove mussulmani convinti che vivere la morte fosse una scelta giusta, la scelta che li avrebbe portati a vivere in eterno accanto al loro Dio. Anche e soprattutto per queste convinzioni decisero di morire per vivere. E' l'ossimoro della vita che pretende ci siano tragedie simili, un ossimoro a cui l'umanità nei millenni s'è sempre adattata senza cercare di porvi rimedio. L'uomo vive nell'inciviltà, in una umanità senza cuore, un'umanità che finirà col ripiegarsi su sé stessa e bruciare nel fuoco che continuamente lancia su di sé. Non tutti sanno che la prima guerra conosciuta fu combattuta per la conquista di un territorio da due gruppi di scimmie, quando ancora l'uomo era un embrione, e questo ci fa capire meglio da quale ceppo derivi l'essere umano... che di umano ha ben poco dato che spesso perde dono della ragione. 

domenica 11 marzo 2012

Stop Kony. Fermiamo Kony. Un video (a fine articolo con la traduzione), creato per convincere il parlamento americano ad elargire fondi economici, racconta i suoi crimini

Bambini soldato
C'è una persona al mondo che dice d'essere cristiano ed ogni domenica prega il nostro stesso Dio leggendo ai suoi affiliati la Bibbia. La stessa persona dice di essere mussulmano, fa il ramadan coi suoi fratelli ed ha una sessantina di mogli. Lo stesso individuo dice di essere un medium guidato dallo spirito di un grande uomo del passato, di poter fare prima delle battaglie rituali magici in grado di tramutare in acqua le pallottole del nemico. Questa persona è Joseph Kony, questa persona è da fermare perché, in realtà, è un malato mentale che ha comportamenti al di fuori di ogni più malata malattia. Ora importa poco il motivo per cui si sia fatto un documentario denuncia su di lui. Importa poco che il video sia nato solo per sollevare l'opinione pubblica americana, in modo da convincere il parlamento statunitense a fornire i fondi neccessari affinché la missione militare del nord Uganda continui, la scadenza è a fine 2012. Queste sono briciole di tristezza che ci fanno capire come solo in presenza di bisogno monetario ci si muova espandendo una notizia. Tristezza che si amplifica nel cominciare a conoscere il personaggio di cui si parla.

mercoledì 14 dicembre 2011

La Chiave del Caos. A Firenze un uomo si alza e decide di uccidere e di uccidersi, davvero è solo razzismo e pazzia?


Ora a Firenze si parla di un uomo che abitava col fratello e la madre molto malata. La sua famiglia è conosciuta a Pistoia, perché da sempre lavora nell'edilizia e costruisce case. Lui non ha mai parlato molto, anzi forse era pure timido dato che se una donna gli rivolgeva la parola girava lo sguardo. Inoltre era amorevole coi vicini e, quando non erano in casa, lui si incaricava di mettere il cibo nella ciotola del loro gatto. Era una persona educata, salutava chi lo salutava e si faceva i fatti suoi senza invadere la vita di nessuno. Era così anche da giovane, anche quando andava a scuola, a detta di chi era in classe con lui. Insomma, chi lo conosceva non poteva parlarne male. Però è capitato che quest'uomo si sia alzato una mattina, si sia lavato e vestito come ogni altro giorno della sua vita, sia uscito di casa, sia salito in auto e si sia fermato in una piazza fiorentina, dove vi sono banchi fissi degli ormai abituali senegalesi, sia sceso dalla vettura e dopo aver estratto una pistola abbia sparato ed ucciso due uomini.

venerdì 2 dicembre 2011

Nei paesi in cui le donne guidano l'auto aumentano gli omosessuali, la prostituzione, la pornografia, e scompaiono le vergini


Ed ecco che dopo cento anni si è scoperta la verità! Cercavate care le mie automobiliste di tenerla nascosta vero? Non è facile svelare agli uomini un tale segreto, non è facile far loro sapere cose che di voi non si devono sapere, vero? Ed invece siete state beccate in flagranza di reato ed ora sappiamo tutti come in realtà siete. Venite allo scoperto dunque, e non vergognatevi di dire ciò che è, di dire che l'auto vi ha cambiato la vita a tal punto da farvi diventare non solo emancipate... no, scusate, l'emancipazione è venuta grazie al lavoro, riprendiamo dal punto in cui eravamo... non vergognatevi di dire che l'auto vi ha cambiato la vita a tal punto da farvi diventare non solo economicamente indipendenti... no, scusate di nuovo, anche questa situazione è dovuta al lavoro. Ecco, avete visto di cosa siete capaci? A causa vostra sono in difficoltà e non so cosa scrivere per dirvi che da quando avete la patente siete diventate tutte un po'... un po'... diciamo "leggere" e "prive di pudori"? Ohibò l'ho detto! E' bastato poco a scoprirlo, una sola indagine politico religiosa ed il segreto di quasi tutte le femmine della Terra è apparso nella sua interezza. Il brutto è che con la vostra innata voglia di guidare modificate anche gli uomini, nel senso letterale del termine, facendovi odiare ed obbligandoli per questo ad avere rapporti omosessuali. L'unico vantaggio che portate alla società, grazie a quella maledetta smania che avete di mettervi al volante, è economico, ogni volta che guidate aumentano le vendite dei prodotti pornografici.

domenica 11 settembre 2011

11 settembre 2001. Quando l'odio fra gli uomini uccise 3000 esseri inermi in meno di due ore

Clicca per vedere le foto di quasi tutte le vittime dell' 11 settembre
Dieci anni fa accadde ciò che nessuno avrebbe mai pensato potesse accadere. Dieci anni fa una parte degli uomini di questa Terra pianse disperata la morte di quasi tremila persone, dieci anni fa una parte degli uomini di questa Terra scese in piazza, sparò in aria e gioì per la morte di quasi tremila persone. Fu un disastro immane quello che si abbatté sugli americani, un disastro immane compiuto da diciannove mussulmani convinti che vivere la morte fosse una scelta giusta, la scelta che li avrebbe portati in eterno accanto a loro Dio, anche per queste convinzioni decisero di morire per vivere. E' l'ossimoro della vita che pretende ci siano tragedie simili, un ossimoro a cui l'umanità nei millenni s'è sempre adattata. Ma la nostra è un'umanità senza cuore, un'umanità che finirà col ripiegarsi su sé stessa e bruciare nel fuoco che continuamente essa crea per bruciare gli altri. Non tutti sanno che la prima guerra conosciuta fu combattuta per la conquista di un territorio da due gruppi di scimmie, quando ancora l'uomo era un embrione, e questo ci fa capire meglio da quale ceppo derivi l'essere umano che a volte di umano ha ben poco dato che spesso pare perdere il dono della ragione. 

martedì 26 luglio 2011

David Tobini è la quarantunesima vittima italiana in Afghanistan. E' morto perché nessuno ha coperto dall'alto l'operazione militare in atto

David Tobini
Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha fatto sapere agli italiani che il governo ha stretto i cordoni della borsa per quanto riguarda le missioni del militari italiani all'estero. Però, ci ha anche detto, non è stato intaccato il reparto sicurezza che, al contrario, ha visto un incremento dei fondi. E meno male, sono mesi che scrivo articoli in tal senso. Però qualcuno deve dire al La Russa, ma anche ai più alti generali in grado, che quando si fa una missione come quella in cui è morto David Tobini, speriamo non muoia anche Simone D'Orazio (l'altro militare ferito gravemente nella sparatoria ed ora ricoverato in fin di vita all'ospedale militare americano di Kandahar), occorre avere un appoggio dall'alto altrimenti si moltiplicheranno i morti perché David non è il primo dei nostri che muore in missioni del genere, in quel luogo hanno già perso la vita gli altri nostri soldati Massimiliano Ramadù, Sergio Pascazio, Luca Sanna, e se si perseguirà la solita strategia altri ne moriranno in futuro.

mercoledì 13 luglio 2011

Roberto Marchini è la quarantesima vittima italiana in Afghanistan... ed i politici scoprono solo ora quanto siano pericolose le missioni?

La zona in cui il primo caporalmaggiore Roberto Marchini ha perso la vita è tristemente nota ad ogni militare si trovi in Afghanistan. La lunga striscia in terra battuta serve per gli spostamenti militari ed era stata scelta, proprio per questo, quale luogo migliore in cui far sorgere, in futuro, una caserma afgana. Ma il punto in cui si era addentrato il convoglio, formato da mezzi militari italiani e locali, è da sempre il prescelto dai terroristi che vi piazzano ordigni artigianali, ied, ai lati della carreggiata. Un piccolo scavo, la bomba sepolta sotto un pugno di terra ed il gioco della morte può avere inizio. E' un gioco maledetto che anche il geniere italiano doveva far cessare. Il suo compito era quello dei suoi colleghi, cercare di capire dove fosse l'ordigno e renderlo inoffensivo. Si erano accorti delle bombe perché era stato segnalato in precedenza uno strano assembramento di persone, e per una volta il lavoro di prevenzione aveva dato i suoi frutti. Infatti tre ne erano già state individuate e disinnescate... purtroppo la quarta, quella non vista, gli è stata fatale.

martedì 5 luglio 2011

Mi chiamo Gaetano Tuccillo e sono la 39a vittima italiana in Afghanistan

Fino a qualche giorno fa viveva fra noi un militare ventinovenne soddisfatto della sua vita, del suo lavoro. Era in Afghanistan per scelta, non voleva lasciare il popolo afgano in balia degli estremisti e degli attentatori. A lui piaceva aiutare gli altri, sentimento condiviso da tutti i soldati che vanno in quelle pseudo missioni chiamate di Pace che di pace non hanno assolutamente nulla di nulla, specialmente se stazionate in luoghi del terrore. Degli afgani ho già parlato approfonditamente in un altro articolo scritto in occasione della morte di Luca Sanna; non è un popolo comune dato che da sempre vive assediato, da sempre viene conquistato e da sempre è abituato a liberarsi del nemico. Ed ora il nemico lo ha in casa, è l'integralismo che vuole riprendere il sopravvento e se ci riuscirà saranno guai grossi per chi chiede solo anni continui di stabile serenità. Gli integralisti, per riprendere il controllo del territorio e della popolazione che fino a pochi anni fa era succube, terrorizzano gli esseri inermi, non loro fratelli di terra perché di diverse etnie, che cercano di barcamenarsi quotidianamente fra il niente ed il poco o nulla. In quella nazione non passa giorno in cui non ci siano attentati con decine di morti. A noi vengono riportati solo quelli che si tramutano in stragi, come gli ultimi, uno ad un albergo di Kabul ed uno ad un mercato rionale nel sud del paese, in questo sono morti, oltre ad una decina di uomini, anche tre donne e quattro bambini. Entrambi gli atti terroristici sono di poco antecedenti l'esplosione che ha ucciso il nostro soldato.

lunedì 28 febbraio 2011

Missioni all'estero, missioni di pace, missioni di morte.

Ieri i giornalisti vi hanno raccontato l'ennesimo lutto italiano in Afghanistan. Massimiliano Ranzani è morto mentre stava andando a portare un aiuto sanitario alla popolazione afgana. Un'altro morto in nome della pace, in nome di quella pace che non si sa quando si riuscirà a portare. In altri articoli ho scritto, e qui lo ribadisco, che non è possibile andare in missione senza avere un vero piano da seguire, senza sapere cosa si andrà realmente a fare in quel paese straniero, fra persone culturalmente diverse, senza conoscere una approssimativa data di attuazione dell'ipotetico piano che in realtà non esiste. I giornali vi diranno che il lavoro fatto in questi anni, che i nostri soldati morti, serviranno in un prossimo futuro perché il terrorismo ha colpito e può colpire anche in Europa. Vi diranno che è da quegli Stati che partono gli attentatori, che è fra quelle montagne che vengono addestrati alla morte sacra. Saranno solo mezze verità.

giovedì 20 gennaio 2011

Ma Luca Sanna cosa ci faceva in Afghanistan?

L'Afghanistan è una nazione in cui vivono trenta milioni di persone divise in 7 e più etnie. La gente afgana da millenni è costretta a combattere gli invasori. Non tutti sanno che per 96 anni, dal 1823 al 1919, fu annessa all'Impero Britannico. In quel secolo vi furono innumerevoli guerre di indipendenza che culminarono con la riconquista del territorio e la cacciata degli inglesi. Ma non sono stati gli unici ad essere cacciati da quelle terre; nei tremila anni precedenti  tanti furono i popoli che tentarono una conquista, ma nessuno è rimasto all'interno di quei confini perché quella gente, in un modo o nell'altro, se li è ripresi. Gli indoariani, i medi, i persiani, i greci, i maurya, quelli dell'impero Kushan, gli unni bianchi, i sasanidi, gli arabi, i mongoli, i turchi, tutti sono stati rispediti al mittente grazie ai luoghi aspri e montuosi che non permettevano un vero e totale controllo delle varie province.

venerdì 7 gennaio 2011

Matteo Miotto. Una strana missione di pace.

Foto LifeInItaly.com
Ad oggi oltre trenta guerre flagellano i popoli del mondo. Ad oggi circa novemila soldati italiani sono impegnati in missioni di pace, così le chiamano, sparse in sedici di queste nazioni. Ad oggi centinaia di migliaia sono i soldati, figli del nostro mondo, impegnati a portare la Pace. Portare la Pace non è facile, oserei dire che è quasi impossibile, e pensare di farla portare da uomini armati e vestiti con tute mimetiche mi pare folle.

mercoledì 5 gennaio 2011

Imagine. Il sogno di John Lennon è sempre più una utopia?

John Lennon è morto 30 anni fa. Il suo sogno era quello di tanti di noi, un mondo libero dall'odio, un mondo capace di vivere in pace. Il 7 Gennaio sarà una data a rischio esplosioni ed io, piccolissima goccia di mare, vorrei provare a smuovere una coscienza. So che non è facile ma non riesco ad arrendermi alla violenza.

domenica 2 gennaio 2011

Preparate le armi, si va a "messa"!


In USA e in Canada sapevano che i cristiani copti egiziani sarebbero stati trucidati. E ad oggi sanno anche che tanti altri ne moriranno. Non sto scherzando. Come avevo scritto il 26 Dicembre nel mio articolo, "Il solito Natale di sangue", le stragi non si sono fermate e non si fermeranno.

Non siamo più in presenza di gruppi sporadici che agiscono in autonomia, il livello si è alzato e se non ci si muove in fretta si rischia di non riuscire a contrastare neppure i piccoli attentati. I telegiornali del primo Gennaio hanno finalmente scoperto che dietro le bombe e le armi degli integralisti c'è la mano di Al Qaida, era ora, ciò che non dicono, per non generare un malessere generale, è che quanto avvenuto in Egitto potrebbe accadere anche da noi. E' facile digerire una notizia, pur se l'avvenimento è disastroso e folle, vedendola e commentandola da duemila chilometri di distanza, sarà più difficile quando accadrà all'interno dei nostri confini. E se nessuno prenderà in mano la situazione paradossale che si è creata in questo mondo sempre più ai confini della realtà, saremo catapultati indietro nel tempo e torneremo alle Crociate. 

I mussulmani sono brave persone. Parlo della maggioranza di loro, di chi osserva e mette in pratica una religione che, anche se da noi non condivisibile al 100% perché in fondo più rigida e meno tollerante, non ordina di uccidere e preferisce usare la parola per convincere. Fra i mussulmani, come fra i cristiani, c'è una percentuale che fa dell'arroganza e della criminalità il proprio Credo Religioso. In questa orbita si muove l'integralista estremo che convince il martire di turno a farsi esplodere perché non di suicidio si tratta, è vietato dal Corano, ma di sacrificio. E la differenza per un credente praticante è enorme. A causa di questi finti santoni si consumano atrocità aberranti che nulla hanno di umano.

domenica 26 dicembre 2010

Il solito Natale di sangue

Attentato di Manila (foto ANSA.IT)
Giovedì è apparso un videocomunicato su un forum internet amico di Al Qaida, il Shumukh forum Al-Islam (forum d'Onore). 
Il titolo era: -Il tempo di partire è arrivato, i cristiani non credenti celebrano il Natale.- 
Chiaramente si riferiva a chi non è di fede islamica; ciò che il comunicato inizialmente non faceva capire era che si preannunciavano attentati contro le chiese frequentate da cattolici. Continuando, però, ad un certo punto si arrivava ad uno dei passaggi focalizzanti del videodocumento. Ve lo cito testualmente: 
-Saranno le detonazioni delle bombe a dare il segnale. Questi esplosivi ci sono e vi verranno donati nella notte di Babbo Natale in modo da far scorrere fiumi di sangue.-