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| Massimiliano Latorre e Salvatore Girone |
Prima di parlare di quanto sta accadendo iniziamo col dare un nome ai due militari che tutti chiamano i "marò", sono: Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Perché dargli un nome? Perché un nome giustifica la vita di un essere umano. Tutti parlano di "marò", in televisione si aprono i Tg parlando dei "marò", quasi non siano uomini ma un'entità a parte. Ma andiamo avanti e, dopo averli qualificati quali certi esseri umani, dopo aver constatato che sono italiani, marò o non marò, chiediamo al mondo per quale motivo un giudice indiano ha preso in mano la loro vita, per quale motivo quel giudice si arroga il diritto di decidere cosa fare di loro, per quale motivo li ha fatti arrestare mandandoli in galera. C'è una motivazione che abbia anche un minimo di connotato che renda plausibile quanto stabilito da quel giudice? La nave su cui erano imbarcati al momento della sparatoria si trovava a trentun miglia dalla costa, in acque internazionali, in un punto pericoloso, una zona dell'oceano dove altre volte si erano dirottate e sequestrati navi, e non solo italiane. Quindi, se in quel punto dell'oceano si avvicina una barca da pescatori, che non è detto contenga pescatori, chi è preposto alla sicurezza di un equipaggio cosa deve fare? Andare a letto e dormirsela... o sparare colpi di avvertimento in aria? E se i colpi non bastano e la barca si avvicina ugualmente?