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lunedì 9 giugno 2014

Lo stupro è un crimine relativo... a volte ci sta, a volte è sbagliato

Alaphia Zoyab si rivolge a tutti noi usando il team e l'organizzazione di Avaaz.org. Alaphia scrive: Due ragazze indiane sono state impiccate a un albero dopo essere state stuprate da un gruppo di uomini nei campi proprio dietro casa. A questa assurda violenza un ministro indiano ha commentato che in fondo lo stupro “è un crimine relativo… a volte ci sta, a volte è sbagliato”. Tutto ciò è raccapricciante e, purtroppo, non è un caso isolato. Io stessa ho subito un tentativo di violenza di fronte a un poliziotto che non ha mosso un dito. Ormai è evidente che le istituzioni hanno abbandonato le donne indiane. Ma sono convinta che abbiamo la possibilità di cambiare le cose.

mercoledì 14 agosto 2013

Morire a 14 anni


Morire a 14 anni per un problema di identità sessuale... e i media che fanno? Non si smentiscono ed optano per un uso strumentale della notizia, al confine fra il titolo ad effetto e un contenuto politico. Di conseguenza non c’è stato giornale o tg che non abbia riferito dell’episodio annoverandolo fra i disagi dei gay, che non vedono riconosciuti i propri diritti, e lo stand- by delle leggi sull'omofobia. Ma qualcuno si è chiesto chi fosse realmente quel ragazzo appena quattordicenne? Nel percorso adolescenziale, a volte la conquista dell’identità è come scalare l’Everest. La vetta si conquista con la fatica e il sudore che richiedono le grandi imprese: passo dopo passo, superando ostacoli e brusche interruzioni e deviazioni dal sentiero.

mercoledì 3 aprile 2013

James Bulger, il bimbo ucciso trentotto volte dall'Anticristo

Articolo di Chiara


Il Cristianesimo è forse la prima religione ad avere compreso in sé, connotandolo in maniera inequivoca, Satana (Il Male) come Antagonista assoluto e necessario di Dio (Il Bene). Lo fa nascere come Angelo caduto, Lucifero, che da “portatore di luce”, ossia emanazione del Bene, in seguito alla caduta diviene Signore del Male, perdendo ogni minima connotazione benigna ed attestandosi in maniera definitiva ed irreversibile nelle tenebre. Questo ha distinto il Cristianesimo da tutti i paganesimi che l’avevano preceduto, nei quali gli “Dei maligni” sedevano accanto a quelli benigni, a simboleggiare quell’intreccio di bene e male, nessuno assoluto, che meglio rispecchiava la società umana. Altre religioni monoteiste (che io sappia) non si concentrano sul Male e sul Bene nella stessa misura, come fa il Cristianesimo, tanto che le forme di culto di Satana è al Cristianesimo che si contrappongono, come sembrerebbero dimostrare le loro ritualità che, pur nelle differenze, in massima parte ricalcano la ritualità cristiana, invertendone gesti, simboli e scopi. Dunque, dove c’è Cristianesimo, in una qualunque delle sue espressioni confessionali, c’è satanismo ed entrambi si fondano sulla contrapposizione netta tra Dio e Satana; e così come Cristo è promanazione di Dio, a Satana viene associato l’Anticristo. C’è chi ne teme la venuta, chi l’invoca, chi dice essere già giunto fra noi.

sabato 7 aprile 2012

Buona Pasqua a tutti voi... ma soprattutto ai tanti bimbi che non la possono festeggiare e non sanno se avranno un futuro da vivere (video all'interno)


E come ogni anno anche quest'anno è arrivata la Pasqua. Domani ogni luogo di culto sarà colmo di buoni propositi. Tutti pregheranno affinché il mondo diventi migliore e tutti si sentiranno meglio. Ma l'incanto passerà una volta usciti all'esterno, quando ognuno sarà preda del solito businness costruito dal consumismo occidentale. Non è una novità, le feste religiose rendono in termini economici. Infatti, nonostante la crisi, quasi dieci milioni di italiani sono riusciti a prendersi una settimana di vacanza. Questo anche grazie alle agenzie turistiche che da qualche anno propongono pacchetti last minute in paesi dove neppure si sa cosa sia la Pasqua. E chi non è andato all'estero si è concesso comunque quattro giorni lontano dal caos quotidiano, questo seppure in Italia sia costante l'aumento del prezzo della benzina e dei pedaggi autostradali. Perché in fondo sono belle le feste. Aiutano lo spirito a credere che il mondo sia migliore e lo illudono di poter vivere qualche giorno lontano dallo stress.

domenica 11 marzo 2012

Stop Kony. Fermiamo Kony. Un video (a fine articolo con la traduzione), creato per convincere il parlamento americano ad elargire fondi economici, racconta i suoi crimini

Bambini soldato
C'è una persona al mondo che dice d'essere cristiano ed ogni domenica prega il nostro stesso Dio leggendo ai suoi affiliati la Bibbia. La stessa persona dice di essere mussulmano, fa il ramadan coi suoi fratelli ed ha una sessantina di mogli. Lo stesso individuo dice di essere un medium guidato dallo spirito di un grande uomo del passato, di poter fare prima delle battaglie rituali magici in grado di tramutare in acqua le pallottole del nemico. Questa persona è Joseph Kony, questa persona è da fermare perché, in realtà, è un malato mentale che ha comportamenti al di fuori di ogni più malata malattia. Ora importa poco il motivo per cui si sia fatto un documentario denuncia su di lui. Importa poco che il video sia nato solo per sollevare l'opinione pubblica americana, in modo da convincere il parlamento statunitense a fornire i fondi neccessari affinché la missione militare del nord Uganda continui, la scadenza è a fine 2012. Queste sono briciole di tristezza che ci fanno capire come solo in presenza di bisogno monetario ci si muova espandendo una notizia. Tristezza che si amplifica nel cominciare a conoscere il personaggio di cui si parla.

venerdì 3 febbraio 2012

Emanuela Orlandi. Si apra la tomba del De Pedis e la si smetta di dire e far panzane in Vaticano

Emanuela Orlandi
Tutto ha inizio domenica 3 luglio 1983. Papa Giovanni Paolo II, come di consueto, prima di recitare l'Angelus tiene un discorso su quanto accaduto al mondo. E' mezzogiorno passato da poco quando, dopo aver parlato dei mali presenti sulla Terra, rivolge un appello affinché chi ha rapito Emanuela Orlandi la liberi. Solo dopo le sue parole parte il giallo che ancora oggi non ha trovato soluzione. Chi gli ha scritto il discorso? Chi gli ha parlato della ragazza e, soprattutto, chi gli ha detto che era stata sequestrata? Fino a quel giorno Emanuela, per le forze dell'ordine italiane, se n'era andata di sua spontanea volontà, ed anche le telefonate ricevute dalla famiglia portavano in questa direzione. Un ragazzo, che disse di avere sedici anni e di chiamarsi "Pierluigi", aveva chiamato due giorni dopo la scomparsa ed aveva detto di averla vista in Piazza di Spagna assieme ad un'altra ragazza. Aveva parlato degli occhiali da astigmatici, di cui la Orlandi si vergognava, e del flauto che la stessa suonava. Particolari veri che non tutti potevano conoscere. A ruota fu la volta di un uomo qualificatosi come "Mario". Anche lui conosceva questi particolari e, fatto importante, entrambi l'avevano descritta pur non essendo Roma ancora tappezzata delle sue fotografie (lo sarà solo dopo l'appello del Papa). Quindi, anche se la famiglia non credeva ad un allontanamento volontario, per tutti Emanuela non era stata rapita... per tutti tranne per chi scrisse il discorso che precedette l'Angelus.

lunedì 19 dicembre 2011

Da Elisa Claps a Luca Mongelli. Quando i poteri forti schiacciano la giustizia e pagandola trenta denari la sottomettono alla loro volontà

Il disegno di Marco che raffigura l'aggressione
A Potenza nel 1993 Elisa Claps scomparve nel nulla, ingoiata dopo essere entrata in una Chiesa in un orario, a mezzogiorno, in cui non era possibile credere nessuno avesse visto. Si sapeva chi aveva incontrato, si sapeva che tipo di ragazzo fosse il Danilo Restivo, si sapeva che su una sua mano vi era una profonda ferita da taglio, si sapeva che sui suoi abiti vi era sangue... eppure nessuno di quelli che contavano, che indagavano, cercò davvero chi avesse visto, anzi si fidò di chi non aveva visto ma diceva di aver visto, nessuno credette alla pericolosità del ragazzo, nessuno credette che la ferita fosse da correlare alla scomparsa e nessuno si mobilitò in maniera seria per acquisire ed analizzare i suoi abiti o per andare in chiesa a fare rilievi.

domenica 11 dicembre 2011

Una bambina senza giochi e senza amore. L'assurda storia di una dodicenne vissuta da schiava in una città come Rapallo


Era a scuola quando gli assistenti sociali l'hanno portata via. Lei, triste come sempre, non ha detto nulla, anzi è facile che per la prima volta in vita sua si sia sentita leggera, quasi felice; docile ha seguito quelle persone che, pur non conoscendola, si mostravano insolitamente gentili e premurose. Ma se questo è l'epilogo, e fa tirare a tutti un sospiro di sollievo, c'è da capire quale sia stato l'inizio del calvario per quella bimba che non conosceva amore. Era andata a scuola, come altre volte, in pigiama. In pigiama? Sì in pigiama, e fortuna che era andata perché le assenze da sempre superavano le presenze. Davvero? E le insegnanti, primo avamposto contro i maltrattamenti in famiglia, primo avamposto che a volte basta un disegno troppo scuro per allertare i Servizi Sociali, dov'erano? Erano in classe, certo, ma si erano sempre accontentate della solita scusa materna: "E' una bimba difficile, non ha voglia di studiare e non ascolta nessuno". Già, una bimba difficile, una bimba eternamente triste che non parlava quasi mai, una bimba che non conosce neppure il significato della parola "amore". Ma gli è stato insegnato? Ed a Rapallo? Ed i vicini di casa, ora osannati per aver posto fine alle sventure della dodicenne, dov'erano fino ad un mese fa? Non si sa, forse c'erano e non guardavano, forse sapevano ma si facevano i "fatti loro".

venerdì 9 dicembre 2011

Bambini sfruttati fino alle lacrime ed al sangue perché quando a lavorare sono i minori le multinazionali dilatano i guadagni



Quando si parla di lavoro minorile non si può far a meno di pensare alla Cina. Ma non è l'unica realtà mondiale, anzi ce ne sono altre forse peggiori. Ed in fondo... è davvero solo la struttura della nazione che obbliga a sfruttare i suoi figli, o sono altre le cause scatenanti tale fenomeno? Arrivando a sommare i fattori col ragionamento, non si può fare a meno di capire che se un piccolo essere umano viene costretto a lavorare, spesso per più di 14 ore al giorno, la causa va ricercata anche del fabbisogno internazionale. Quindi una delle ragioni del fenomeno "sfruttamento minorile" deriva dalle multinazionali che necessitano di soddisfare le esigenze degli uomini, uomini che pretendono di indossare un determinato capo di abbigliamento o gioiello per credersi uguali o migliori di altri, e questo permette all'azienda di guadagnare per arricchire i soci proprietari ed i vari dirigenti senza scrupoli. In poche parole se tanti bimbi restano culturalmente sotto sviluppati, se tanti bimbi muoiono mentre lavorano per ingrassare i colossi mondiali, non è solo colpa delle multinazionali ma anche nostra che ne seguiamo la linea. Di noi esseri comuni che facciamo dell'apparenza il primo obiettivo in grado di darci quella sicurezza mentale che pare mancarci quando ci troviamo ad essere esternamente diversi dalla "massa". Capita così che mentre acquistiamo un paio di scarpe da 200 e più euro, di quelle tanto ben reclamizzate che i giovani bramano di indossare, non ci venga neppure in mente che siano state cucite da una ragazzina cinese di dodici anni e che questa abbia "guadagnato" circa 80 centesimi di euro per finirle a dovere.

mercoledì 23 novembre 2011

Negli ultimi giorni sono aumentati i casi di adolescenti raggirati e violentati. Mancanza di famiglia o mancanza di istituzioni?


Ormai quasi ogni giorno ci imbattiamo in storie sempre più orribili, storie che meriterebbero di essere approfondite e che invece passano senza lasciare nessun segno. I programmi televisivi pensano ad altro e il Ministero dell'Interno si impegna in "campagne" che a poco servono e non trova il tempo per occuparsi, in maniera materiale, dei disagi che ultimamente escono preponderanti umiliando senza vergogna le cosiddette società civili. Società formate anche da uomini e donne che di civile non hanno proprio nulla. Sto parlando della violenza sessuale sui minori, sia maschi che femmine, e di ciò che non si fa per prevenirla. Chi è il responsabile ultimo di questa piaga che si allarga ogni giorno a macchia d'olio? Di logica lo Stato che non mette in mano alle famiglie gli strumenti idonei a combatterla: l'istruzione e la formazione professionale. Sì, la formazione professionale, quella che tanti nuovi genitori non hanno perché mai insegnata loro da altri genitori che non ne avevano. Per questi ci vorrebbe una scuola che insegnasse ad avere cura dei propri figli nei momenti più delicati della loro esistenza. Forse non ci abbiamo mai fatto caso ma in Italia, camuffati da integerrimi professionisti, esistono ancora il "Padre Padrone", che dispensa botte e violenze per affermare il potere sulla famiglia, il "Signorotto Feudale", a cui viene offerta la giovane figlia per ottenerne i favori, ed il pervertito, nascosto sotto mentite spoglie anche all'interno delle istituzioni, a cui la pedofilia non fa difetto.

venerdì 11 novembre 2011

Assistenti sociali e giudici minorili si comportano come fossero zingari... e gli agguati ai bimbi si moltiplicano, perché?

Anna Giulia Camparini
In Italia oltre trentaduemila bambini (32.000), fra il mese ed i dodici anni di età, al momento sono in affidamento forzato. Alcuni in istituti, altri in case famiglia o in famiglie vere e proprie ma convenzionate. Allo Stato italiano ogni bimbo tolto alla famiglia di origine, in qualsiasi struttura si decida di mandarlo, costa in media duemilacento (2100) euro al mese. L'affare che ne deriva è fin troppo facile da quantificare e si aggira sugli ottocentocinquanta milioni di euro l'anno (850.000.000). Un business milionario per qualsiasi struttura convenzionata in quanto i bambini non necessitano, come gli anziani nelle case di riposo (che se a carico dello Stato costano all'incirca la stessa cifra), di cure particolarmente costose o di infermieri e dottori  in costante presenza. Ciò che deriva da questa sconvolgente situazione è una spaccatura fra gli stessi operatori dei Servizi Sociali che si trovano ad avere vedute diametralmente opposte l'uno con l'altro in quanto alcuni, stranamente, si comportano in maniera ambigua fra i vari casi di volta in volta loro segnalati. Segnalati sì, perché la maggioranza delle situazioni famigliari sono denunciate dai vicini di casa. Quindi basta essere un nucleo non agiato e trovarsi a vivere di fronte a persone astiose per rischiare di vedersi portare via i propri figli. Oltre ai vicini chi segnala situazioni di disagio sono i docenti scolastici e le forze dell'ordine. Il caso più emblematico è di certo quello trattato più volte da "Chi l'ha Visto", e riguarda una bimba, in tivù è chiamata "Stella" ma nella realtà "Anna Giulia", che fu tolta ai genitori per motivi veramente insulsi.

giovedì 11 agosto 2011

A volte l'apparente civiltà nasconde, sotto i capelli pettinati a modo, la mancanza d'animo ed il vuoto mentale


Provate ad immedesimarvi, se già non ci siete passati, ed a cercare di comprendere cosa accade nella mente dei genitori che in un reparto di ostetricia si sentono dire: "In vostro figlio c'è qualcosa che non va". Provate ad essere loro in quel lungo e tormentato minuto, il loro cuore, il loro sangue, il loro centro nervoso, il loro iniziale rifiuto, la loro speranza di un errore. Provate ad essere loro quando la speranza verrà tranciata di netto da analisi sofisticate e da piccole contrazioni che non lasciano dubbi, quando il primo dottore di quel reparto vi si avvicinerà col volto truce, che solo in quelle occasioni mette in mostra, ed inizierà a parlare anticipando la frase da un "purtroppo". Non è facile, non è affatto facile accettare sia nata dai propri "geni" una nuova vita che sa di punizione. Non è facile sapere che si sta crescendo un bimbo, un figlio proprio, con deficit che ancora bene non si comprendono ma che di certo ne limiteranno le capacità. Non è facile vederlo dormire come dormirebbe se fosse "normale", se non avesse problemi, e capire al risveglio che nulla è cambiato. Capire nei giorni, negli anni, che nulla cambierà. Capire che per quanti grandi siano gli sforzi che potreste fare lui resterà "lui". Non è facile rendersi conto di non essere genitori diversi nonostante si abbia un figlio da tutti additato quale "diverso".

sabato 21 maggio 2011

Elena non ce l'ha fatta. Speriamo riesca a farcela il suo papà

Quando ti nasce un figlio l'emozione è forte, immensa. Tu non sei la madre, sei il padre e resti li ad aspettare col cuore in gola quel bimbo che avrà un enorme bisogno di te. Quante parole girano nei tuoi neuroni in quei momenti, quante promesse a Cristo. E' paura, è solo paura quella che ti fa sudare, fumare, ingurgitare due caffè alla volta. Presto quella porta si aprirà, ne sei certo, e un'infermiera, che immagini robusta e bonacciona, ti sorriderà e ti farà entrare. Tutti ti parlano, non li senti, ti tranquillizzano, non vuoi essere tranquillizzato, ti toccano, non vuoi essere toccato. Basta, aprite quella porta e portatemi da mia moglie, da mia figlia. L'orologio è inesorabile, cammina a modo suo e ti lascia troppo tempo per pensare, cosa si può fare quando le porte sono chiuse dall'interno? La butto giù, pensi, ancora due minuti e la sfondo. Al massimo la ripagherò ma io devo sapere. Perché non si sente il pianto da questo corridoio? La sfondo, ora la butto giù. Poi ti avvicini e la porta per magia si apre. "Chi è il padre?"

giovedì 14 aprile 2011

Denise Pipitone. Le lacrime non hanno bisogno di parole... (video all'interno)

Kaur Samriit
Ieri leggevo una brutta notizia, una notizia difficile da elaborare mentalmente per chi come me ha una figlia di due anni. Una bimba di Bergamo, Kaur Samriit di qualche mese più grande della mia, è morta domenica pomeriggio, sotto gli occhi dei genitori, mentre era in cortile a giocare con la palla. Ed i pensieri, dopo una notizia del genere, offuscano gli occhi, li bagnano, si insinuano nello stomaco bruciandolo. Il destino, che molto spesso è crudele, a Kaur non ha fatto sconti di alcun genere. La piccola era in cura al Gaslini di Genova, a causa di una malformazione artero-venosa, e probabilmente i medici attendevano crescesse per farle affrontare un intervento chirurgico che le avrebbe forse risolto il problema. Ma Kaur non ce l'ha fatta a crescere, Kaur è morta perché alla sua età si ha bisogno di giocare, di sentirsi vivi, di sentirsi felici. Nel suo volto ho visto il volto di mia figlia ed ho pensato alla sofferenza, al dolore aggrappato alla speranza dei suoi genitori mentre portavano la bimba, giunta ormai agli ultimi respiri, al pronto soccorso. Quale tristezza più grande di questa un padre ed una madre possono provare? Mentre mi ponevo la domanda ho pensato a Piera Maggio e a Denise Pipitone. 

mercoledì 16 marzo 2011

A.A.A. Vendesi adolescente sequestrata. Costo 300.000 dollari non trattabili

Lisa Brant
Nel 2008 la famosa conduttrice americana Leticia Nathalie Morales presentò alla NBC una trasmissione scioccante intitolata "Schiave del sesso nei sobborghi" (sobborghi sta per piccole cittadine), un rapporto che parlava di adolescenti rapite da uomini senza scrupoli che dopo averle ridotte in schiavitù  le obbligavano a prostituirsi oppure le vendevano ai trafficanti di organi. Erano presenti Sahuna Newell e sua madre Lisa Brant. Le due donne ancora oggi si stanno battendo per modificare la legge sui rapimernti di adolescenti. Ora collaborano con chi  da tempo è in prima linea, Marc Klaas, un uomo che ha aperto una associazione, paragonabile alla italiana "Penelope", che cerca di prevenire i sequestri facendo informazione. L'associazione si chiama "KlaasKids" ed è stata fondata dopo il rapimento, la violenza sessuale e la morte, della figlia dodicenne di Marc Klaas.

mercoledì 12 gennaio 2011

La Procura minorile contro il Comune ed il Policlinico di Bologna. Potevate salvare Devid.


La tomba di Devid

Indagati i servizi sociali che non avevano comunicato alla procura dei minori il disagio del piccolo Devid nonostante ne fossero a conoscenza. La giustificazione del mancato intervento in una email sequestrata in una sede dei servizi: "Non faremo nulla, siamo in perido festivo e ci manca del personale attivo".

Chiamarla malasanità non si può perchè i neonati, sia pure prematuri, erano nati e rimasti qualche giorno al caldo di una incubatrice, ma imperizia e negligenza sì. E' questo il concetto che esprime chi è a capo della Procura minorile emiliana, il dottor Ugo Pastore.

martedì 11 gennaio 2011

Scusaci piccolo Devid se ti abbiamo lasciato morire

Nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino, cantava un tempo Lucio Dalla. Ora tutto è cambiato perché nel centro di Bologna, fra gli addobbi natalizi e le migliaia di persone intente a fare acquisti, i bambini muoiono di freddo e forse di stenti. Devid Berghi aveva 20 giorni e se n'è andato alla vigilia della epifania. Tutta colpa di sua madre?


La nascita di un figlio accende gli occhi di una luce nuova, diversa, le madri sanno bene di cosa parlo. L'aria che si respira nei reparti di maternità è differente, si riempie dei colori e dei rumori festosi ed entrando nei polmoni trasmette al sangue una sorta di polverina magica che predispone la mente al buonumore. E' così da millenni e la conferma viene dal Natale. Quando si festeggia la nascita di Cristo i genitori tendono ad essere più vicini ai loro figli.