Visualizzazione post con etichetta Petizioni da firmare. Mostra tutti i post
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sabato 13 agosto 2016

Firmate la petizione per impedire che il blogger Yashar Parsa torni in Iran dove rischia la condanna a morte...


Khosravi Mehdi
Il blogger iraniano Yashar Parsa, al secolo Mehdi Khosravi, attivista per i diritti umani, è in Italia. Il tribunale di Teheran ha emesso contro di lui un mandato di cattura internazionale per corruzione e ne chiede l’estradizione. Firmate per chiedere al ministro Andrea Orlando di respingere la richiesta 

Mehdi Khosravi, in arte Yashar Parsa, arrestato domenica scorsa a Dorio (provincia di Lecco) sulla base di un mandato di cattura internazionale emesso dal tribunale di Teheran per il reato di “corruzione”, non è un blogger qualsiasi.

venerdì 8 gennaio 2016

Firmare la petizione in favore di Massimo Bossetti significa aiutare la vera giustizia e la democrazia, significa volere un futuro migliore per noi e per i nostri figli...


C'è una legge in Italia che puntualmente, quando l'imputato è mediaticamente "famoso" e giudicato colpevole dalla pubblica opinione (aizzata dai soliti media che amano lucrare sulle tragedie), non viene messa in pratica dai giudici che preferiscono aggirarla alla Ponzio Pilato con motivazioni assolutamente fuori da ogni contesto giudiziariamente logico. La presunzione di innocenza già dovrebbe bastare per lasciare in famiglia fino all'ultimo grado di giudizio, minimo agli arresti domiciliari, chi non viene arrestato in flagranza di reato, chi viene accusato in base a ipotesi e indizi che si possono leggere sia in maniera accusatoria che innocentista. Ma oltre a questo diritto garantito dalla legge, ve n'è un altro fondamentale che riguarda la carcerazione preventiva: una piaga soprattutto italiana che oltre a torturare gli imputati incensurati, costretti a vivere in un regime carcerario che psicologicamente debilita sia loro che la loro famiglia (in primis i figli), riempie a dismisura le carceri e costringe a una vita d'inferno anche gli addetti alla sorveglianza e chiunque operi in tali strutture. Senza considerare le enormi spese a carico dei cittadini.

domenica 11 ottobre 2015

Firma per fare in modo che le multinazionali non riescano a conquistare il potere assoluto sul mondo e sui suoi cittadini...


Dodici Stati hanno da poco firmato un accordo segreto che regala alle multinazionali enormi poteri sul 40% dell’economia mondiale. 

Il Trans-Pacific Partnership - TPP - 
è un accordo commerciale in grado di censurare internet ma soprattutto di regalare a Monsanto e altre grandi multinazionali tutto ciò che hanno sempre sognato. 

Fortunatamente nel Congresso USA sta crescendo un'opposizione sempre più ampia. E se il congresso lo blocca, il trattato è finito. E anche il dibattito su un accordo molto simile per l’Europa potrebbe subire un duro colpo.

giovedì 3 settembre 2015

Il contratto di servizio della Rai è scaduto da tre anni. Paghereste l'assicurazione senza sapere che garanzie vi offra? Per chiedere un nuovo contratto firmate la petizione


Vi siete mai chiesti il motivo per cui ogni anno pagate un canone alla Rai, Radiotelevisione italiana s.p.a.? Le ragioni sono contenute nel cosiddetto "Contratto di Servizio", un particolare documento che chiarisce quali attività deve svolgere la Rai per assolvere il proprio compito di servizio al pubblico. Da tre anni questo contratto non esiste. E' scaduto nel 2012 e non è stato mai rinnovato. Ma il canone, intanto, continua a essere riscosso.

sabato 22 agosto 2015

Firma la petizione di Haby mint Rabah per liberare Biram Dah Abeid e abolire lo schiavismo nel mondo


Sono diventata una schiava a 5 anni. Ogni giorno badavo agli animali e ogni notte venivo stuprata dal mio padrone. Era l’unica vita che conoscevo e giuro che pensavo fosse normale.

Perché nel mio paese, la Mauritania, sono centinaia di migliaia le persone che vivono ancora in schiavitù. Ma io sono stata fortunata: mio fratello è riuscito a scappare, ha trovato un’organizzazione che lotta contro la schiavitù e gli ha chiesto di liberarmi. All’inizio non volevo assolutamente che mi portassero via: non riuscivo a immaginare una vita senza i miei padroni, senza dover lavorare ogni giorno, anche quando ero incinta o a un giorno dal parto. Era l’unica vita che conoscevo.

venerdì 21 agosto 2015

Firma la petizione per fare in modo che i disservizi telefonici non gravino sulle tue tasche...


Quando un cellulare ritrova la linea dopo essere stato per un po’ fuori campo, capita di ricevere uno o più messaggi dal proprio operatore telefonico, che informa su chi ci ha cercati mentre non eravamo raggiungibili.

Un servizio comodo e utile, si direbbe. Certamente. Peccato, però, che sia a pagamento. Il costo varia a seconda del proprio operatore telefonico: 1,90€ ogni due mesi con Tim, 90 cent al mese con Tre, 19 cent a settimana con Wind e 6 cent al giorno con Vodafone. Non sono grandi somme, ma si tratta comunque di una spesa che al consumatore dovrebbe essere risparmiata.

martedì 11 agosto 2015

Firma la petizione e ripristina il tetto agli stipendi dei dipendenti di Montecitorio per far risparmiare 60 milioni allo stato...


La commissione giurisdizionale per il personale della Camera, con una sentenza notificata il 30 luglio ha cancellato il tetto agli stipendi dei dipendenti di “livello più basso” di Montecitorio (come i commessi, i documentaristi e gli addetti al bar della buvette). Con questa decisione è stato così accolto il ricorso presentato da molti diretti interessati contro la delibera che nel 2014, nell’ambito delle misure per il contenimento della spesa pubblica, aveva fissato tetti agli stipendi del personale delle Camere.

Se questa decisione non dovesse cambiare, a fine carriera un documentarista potrebbe percepire di fatto lo stesso stipendio dei funzionari di alto livello - per i quali restano i tetti, come previsto dalla delibera.

giovedì 30 luglio 2015

Firma la petizione per impedire che altri Cecil vengano barbaramente uccisi e decapitati...



Arrivavano i turisti e Cecil si metteva in posa per farsi filmare e fotografare...

Perché Cecil era un micione amato da tutti. Era il leone più famoso dello Zimbabwe, famoso per la sua incredibile criniera nera e per essere amichevole con turisti e fotografi. È stato ucciso in modo crudele dopo essere stato braccato per oltre 40 ore e attirato fuori dalla zona protetta. L’hanno ferito con una freccia e lasciato agonizzare tutta la notte. Il giorno dopo gli hanno dato il colpo di grazia e tolto il collare di monitoraggio. Poi l’hanno decapitato e scuoiato per prendersi i loro trofei di caccia da mostrare ai picnic con gli amici.

martedì 21 luglio 2015

Giù le mani dagli oceani. Firma per impedire che le multinazionali si impossessino anche dei fondali marini...


Dopo aver avvelenato fiumi, distrutto foreste e costretto intere comunità ad abbandonare le loro terre, le grandi multinazionali si stanno spostando verso una nuova e devastante corsa all’oro nei fondali oceanici per estrarre tutto il possibile. 

Questa settimana si incontreranno i 24 tecnici da cui dipendono le autorizzazioni per questi scavi in profondità. La cosa interessante è che fanno parte di un organo dell’ONU pressoché sconosciuto e non sono assolutamente abituati alla pressione dei media: una grossa reazione dell’opinione pubblica li può davvero colpire.

giovedì 2 luglio 2015

Firma la petizione e fai capire ai potenti che stai dalla parte della Grecia e dei suoi bambini, non delle politiche europee irresponsabili...


Questa settimana potrebbero imporre alla Grecia un piano durissimo di tagli e austerità o perfino l’uscita dall'Euro, con effetti a catena sull'Italia e tutta l’Europa. Ma abbiamo un’alternativa: creare ora il più grande movimento di sempre a sostegno di una democrazia equa in Europa. Bastano due fatti al di là di tutti i tecnicismi: 1) sono stati i greci più vulnerabili a pagare il prezzo degli incredibili tagli alla spesa: oggi 4 bambini su 10 vivono in povertà, la mortalità infantile è aumentata del 43% e un giovane su due è disoccupato. E soprattutto, 2) è stato tutto inutile: il debito greco è aumentato, non diminuito. Continuare su questa strada porterà agli stessi fallimentari risultati. 

Nonostante questo, Angela Merkel e i creditori continuano a spingere queste politiche irresponsabili, dicendo di avere il sostegno dei cittadini europei.

venerdì 19 giugno 2015

Aiutiamo Francis a rendere accessibile lo sport competitivo anche ai disabili... firma la petizione


Mi chiamo Francis Desandrè, ho 47 anni, sono amputato transtibiale alla gamba destra Un freddo febbraio del 1989, neo sposo, decido di andare in cantiere per fare un p' di straordinari. Ad attendermi c'era la sorte, un grave infortunio sul lavoro mi ha messo duramente alla prova.Durante un'operazione il cingolo di un escavatore mi ha schiacciato il piede destro. Una folle corsa in ospedale, delle prime cure troppo approssimative, un trasferimento poi in un centro specializzato in Francia. Tutto inutile, io da quella giornata di lavoro straordinario sono tornato a casa con una gamba amputata. A ridosso degli anni '90 l'assistenza psicologica non era di certo all'avanguardia e le uniche cose che mi hanno strappato alla depressione sono stati la mia famiglia, con l'arrivo del primogenito pochi mesi dopo l'incidente, e lo sport.

giovedì 14 maggio 2015

Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Verità sulla scomparsa di mia sorella: firma la petizione di Pietro Orlandi

Sono passati quasi 32 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi. In tutto questo tempo sono emersi dettagli e indiscrezioni, si sono ipotizzati legami con il Vaticano e sono state formulate molte ipotesi, senza arrivare mai, però, alla scoperta della verità. La Procura di Roma ha chiesto l'archiviazione dell'inchiesta. E Pietro, fratello di Emanuela, non ci sta. 

Signor Presidente,
mi rivolgo a Lei nella sua duplice veste di capo dello Stato, rappresentante di tutti gli italiani, e di supremo garante del corretto funzionamento della Giustizia, in quanto presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, per chiedere il Suo intervento affinché la Giustizia non subisca l'ennesima sconfitta cedendo il passo a chi vuole che la Verità non emerga. Come Lei ha giustamente sottolineato nei giorni scorsi “Mai rassegnarsi alla ricerca della Verità”.

mercoledì 6 maggio 2015

Firma la petizione e permetti a Gabriele di andare in gita scolastica


Gabriele ha 10 anni e vive in provincia di Cosenza. Ha dovuto rinunciare alla gita scolastica perché il pullman che avrebbe dovuto trasportarlo - assieme ai suoi compagni - non era provvisto della pedana per caricare la sedia a rotelle. Per solidarietà tutte le classi coinvolte hanno deciso di non partire e rinunciare alla gita. Possibile che nel 2015 accadano ancora fatti del genere? Per evitare che in futuro si verifichino simili episodi, unisci la tua voce a quella di Luca Faccio e firma la petizione da inviare al ministro Delrio.

martedì 28 aprile 2015

Guarda "Bella Ciao" - il film che mostra le violenze del G8 di Genova - e firma la petizione per costringere la tivù pubblica a mandarlo in onda in prima serata


Il giornalismo in una democrazia è il cane da guardia del potere.Quando quel potere compie abusi, soprusi e violenze, i mezzi d'informazione, specialmente quelli del servizio pubblico, dovrebbero documentarlo e informarne i cittadini.

martedì 14 aprile 2015

La legge sulla tortura non può più attendere. Firma la petizione e manderemo le vittime della Diaz a consegnare le firme ai senatori che da 14 anni rimandano...



Li hanno picchiati, malmenati, costretti a strisciare per la caserma gridando "viva il Duce, viva Hitler". Con le ragazze minacciate di stupro: “Entro stasera con voi faremo come in Kosovo”.

La Corte Europea ha appena condannato l'Italia perché alla Scuola Diaz durante il G8 di Genova fu tortura, ma a causa della mancanza di una legge i colpevoli rimangono impuniti. I partiti di Governo dicono: "l'approveremo entro pochi mesi" - ma sono 14 anni che lo ripetono, ad ogni nuova vittima di violenza da parte delle forze dell'ordine.

È ora di dire basta. Mai più Diaz.

mercoledì 1 aprile 2015

Firmate la petizione contro la detenzione di Antonio Ledezma e di tutti i prigionieri politici in Venezuela


Mi chiamo Vanessa Ledezma, sono nata a Caracas e sono la figlia maggiore di Antonio Ledezma, Sindaco di Caracas, arrestato il 19 febbraio 2015 dalle forze del Servicio Bolivariano de Inteligencia Nacional (SEBIN) ed attualmente recluso presso il carcere militare Ramo Verde nella regione del Miranda.

Lancio un appello al Presidente della Repubblica italiano e all'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza affinché si pronuncino per la liberazione di mio padre Antonio Ledezma e degli altri prigionieri politici.

Denuncio i fatti gravissimi accaduti in Venezuela dove Antonio Ledezma, democraticamente eletto per due volte consecutive dal popolo è stato preso con la forza e viene tuttora tenuto segregato affinché taccia in quanto oppositore politico dell'attuale regime.

Il suo arresto si aggiunge a quello di Leopoldo Lopez e di altri prigionieri politici.

mercoledì 4 marzo 2015

Firma anche tu la petizione e fai in modo che il medico-torturatore sia radiato dall'Ordine dei medici

Clicca qui per leggere l'intervista
di Repubblica a Marco Poggi
Giacomo Toccafondi - come sentenziato dai giudici d'appello - compì azioni terribili durante il G8 di Genova, picchiando, torturando, minacciando e umiliando i pazienti che aveva in cura, anziché aiutarli. Per la maggior parte erano ragazzi molto giovani che si trovarono soli, tra poliziotti ostili, a dover subire in silenzio abusi incessanti. Molti di loro erano manifestanti arrestati all'interno della scuola Diaz: tutte persone che le indagini successive dimostrarono essere pacifiche, assolutamente non pericolose. Persone sulle quali Giacomo Toccafondi infierì con particolare crudeltà durante il suo mandato in qualità di dipendente del Ministero di Grazia e Giustizia.

Quel giorno del luglio 2001, il signor Giacomo Toccafondi si presentò in infermeria - ufficialmente in qualità di medico - vestendo una mimetica anziché il tradizionale camice. Da quel momento decise deliberatamente di svestire i panni di medico. I giudici che lo processarono descrissero la caserma di Bolzaneto, luogo in cui torturò i suoi pazienti, come una prigione e affermarono pubblicamente che, secondo le prove in loro possesso, Toccafondi "agì con crudeltà" nel corso del suo mandato.

lunedì 2 marzo 2015

Vogliamo la verità sulla morte di Stefano Cucchi, chi sa parli...

"Chi sa parli, che si abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità perché questo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo".

Con queste parole il Presidente del Senato, Pietro Grasso, ha chiesto pubblicamente che "i rappresentanti delle istituzioni che sono certamente coinvolti in questo caso" rompano il silenzio e forniscano particolari su quanto accaduto nelle notti tra il fermo di Stefano Cucchi operato il 15 ottobre 2009 dai Carabinieri e la morte del geometra romano avvenuta nel reparto detentivo dell'ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre. 

Per fare in modo che le parole del presidente del Senato non rimangano solo una frase a effetto in un momento di commozione, il Fatto Quotidiano lancia una raccolta firme rivolta a tutte le autorità che hanno avuto in custodia Stefano Cucchi nei suoi ultimi giorni di vita, estendendola a chiunque altro abbia informazioni utili a ricostruire quanto accaduto.

venerdì 20 febbraio 2015

Firma la petizione per tutelare la vita del Sostituto Procuratore Pier Paolo Bruni

Sostituto Procuratore Pier Paolo Bruni
Pier Paolo Bruni è il sostituto Procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Da anni è in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata e di recente si è occupato delle procedure per l'applicazione del regime detentivo del 41 bis nei confronti dei maggiori boss calabresi. E' a lui che si devono numerose inchieste contro le cosche di Crotone, di Vibo Valentia e Cosenza. Adesso, nonostante sia spesso finito nel mirino della 'ndrangheta a causa delle indagini che ha portato avanti negli anni, la tutela nei suoi confronti è stata ridimensionata. La revoca delle misure di sicurezza equivale a una sua condanna a morte: la 'ndrangheta adesso è pronta a colpirlo. Come ha rivelato un pentito rinchiuso nel carcere di Siano, che agli inquirenti ha esposto anche il piano predisposto per la sua eliminazione.

giovedì 19 febbraio 2015

Soheil Arabi - il blogger condannato a morte per aver insultato il Profeta e i politici iraniani sulla sua pagina Facebook - anche grazie alle nostre firme non verrà ucciso



Soheil Arabi con la moglie Nastaran e la figlia Roujan
Lettera di Sabri Najafi

Soheil Arabi, il blogger condannato a morte per un post sui social network non verrà ucciso. La conferma arriva dal Presidente della commissione per la tutela dei diritti umani Luigi Manconi. La nostra petizione ha giocato un ruolo determinante per salvare l’uomo. Il senatore Luigi Manconi proprio negli ultimi giorni si era fatto mediatore con l’ambasciata iraniana in Italia per tentare di risolvere l’incredibile e intricata vicenda. In circa 240.000 abbiamo risposto alla petizione e chiesto la grazia per Soheil, soprattutto da Italia, Stati Uniti e Francia. Tutte firme che hanno giocato un ruolo determinante per la decisione finale di non uccidere il fotografo e blogger.