Di Gilberto Migliorini
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Nel famoso esperimento (mentale) del gatto di Schrödinger si suppone che il felino si trovi in stato di sovrapposizione: contemporaneamente vivo e morto (entangled). Si sa… la meccanica quantistica è controintuitiva, lì il buon senso sembra venir meno con quegli strani paradossi di particelle che conservano in contemporanea la duplice natura corpuscolare e ondulatoria. È l’osservatore che sembra risolvere il principio di sovrapposizione e la connessa interferenza inducendo il sistema ad assumere uno stato determinato. Il declassamento della fisica classica e del determinismo comporta una interpretazione probabilistica. Ciò che supera l’entanglement è proprio quella misura che "costringe" il sistema a passare in maniera definitiva nello stato a o b. Da quel momento, la sovrapposizione è sparita e si parla di collasso della funzione d'onda.
Comunque si guardi l’esperimento e comunque lo si valuti, in forma ristretta al campo microscopico o esteso a quello della quotidianità, si direbbe che la realtà oggettiva non esiste più. Il ruolo dell’osservatore non è più solo quello di una registrazione passiva di un evento. Si tratta della violazione del realismo locale e dell’oggettività della fisica classica. Quando si parla di osservatore in realtà si indica qualcuno o qualcosa di indefinito. Potrebbe trattarsi di un soggetto umano, di un androide, di una macchina dotata di un software adeguato… e perfino di un sistema giudiziario dotato di sorprendente ubiquità, per il quale un imputato è contemporaneamente sia colpevole che innocente.




