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martedì 11 marzo 2014

Elena Ceste: viva o morta? Le varie ipotesi e la speranza di indagini a 360°


Credere a Michele Buoniconti o non credere a Michele Buoniconti: questo è il dilemma, direbbe un attore di teatro. Ma qui non siamo in teatro, qui siamo nella vita reale del ventunesimo secolo e la domanda non se la pongono solo i carabinieri e i procuratori, se la pone anche quell'opinione pubblica che da tempo è parte attiva nello spingere la giustizia a condannare per volere popolare. Per questo non è una domanda da poco. Specialmente se il fascicolo aperto contro ignoti, in cui al momento vi è scritto istigazione al suicidio, in mancanza di un ritrovamento in vita dovesse trasformarsi in un fascicolo contro il marito con su scritta la parola omicidio (poco importa se premeditato o no). Detto quindi che è sempre il caso di andarci leggeri quando si parla e si scrive di certi argomenti, non ci si può esimere dal constatare che le modalità di scomparsa di Elena Ceste sono a dir poco strane. Per cui non stupisce, come dichiarato più volte dal marito, che i carabinieri non gli credano e manco abbiano avuto la voglia di ascoltare la telefonata inviatagli da un buon "amico" di famiglia (ma perché gliel'ha inviata? Era davvero preoccupato per Elena o la chiamata aveva altri scopi?). Telefonata che potrebbe dimostrare l'esistenza quanto meno di un amante, come starebbero a far supporre gli sms del buon "amico" - rinvenuti nel telefonino - che esortavano la donna ad andare a un incontro "al solito posto".

mercoledì 16 maggio 2012

Emanuela Orlandi. Nella Cripta solo il corpo del De Pedis... a questo punto non si devono chiudere le indagini ma indagare in maniera diversa

Sant'Apollinare, Roma
Purtroppo la cripta in cui era tumulato il De Pedis non nascondeva alcun losco segreto (immagino e spero abbiano controllato anche il contenuto delle tasche non trovando oggetti o lettere riferibili ad Emanuela Orlandi). All'interno delle canoniche tre bare sigillate, d'obbligo se un cadavere staziona in una chiesa, solo il corpo dell'ex boss ucciso in un conflitto a fuoco nel '90. Questa la cronaca nuda e cruda che invita a non insinuare più alcun dubbio. Neppure parlando delle ossa ritrovate, perché non erano né nella bara né nella cripta bensì in un ossario situato a lato. Per potervi accedere, infatti, si è dovuto abbattere parte di un muro. Al suo interno dai cento ai duecento piccoli contenitori, quelli che si usano per custodire i resti di chi viene estumulato dalla tomba originaria dopo trenta o quarant'anni, che in alcun modo potranno nascondere segreti eclatanti perché ad un primo controllo figurano essere in quel loculo da almeno due secoli. Motivo per cui si sono ridotte al lumicino le speranze di scoprire se davvero si celava un intrigo, legato alla banda della Magliana, in quanto accaduto dopo il sequestro di Emanuela Orlandi. Ed arrivati a questo punto le vie da seguire si restringono e paiono non avere sbocchi certi, tanto che forse solo il pentimento di qualche anziano prelato potrà dare ai suoi familiari le risposte che da quasi un trentennio se ne stanno nascoste nelle sporche coscienze altrui.

mercoledì 18 aprile 2012

Silvia Pedroni se n'è andata per sempre...


Silvia Pedroni è morta. Purtroppo non era andata via di casa per cercare di recuperare i suoi sogni e la sua vita, la speranza più bella rimastaci in questi giorni, purtroppo la sua mente non aveva contemplato questa possibilità. Il suo corpo privo di vita lo hanno trovato nel pomeriggio gli uomini del soccorso alpino. Era a ridosso della riva del fiume Montone, nella zona dell'ospedale Pierantoni - Morgagni. A prima vista pare che la morte possa risalire al giorno della scomparsa, e che la causa sia un cocktail di quelle pasticche, psicofarmaci, che aveva portato con sé nello zainetto, mischiato all'alcool. Accanto al corpo era una bottiglia di whisky. Silvia aveva trentotto anni, un'età in cui è facile cadere in depressione se non si ha accanto la persona giusta, se non si vive la vita per come la si è tanto desiderata. Silvia si sentiva sola... e forse non credeva di riuscire a sopportare la solitudine per come le si era presentata, per come non la voleva.

lunedì 16 aprile 2012

Silvia Pedroni... torna a casa e nulla sarà più come prima (lettera aperta delle amiche)


Silvia Pedroni ha trentotto anni. Oggi non è come la vedete nella foto soltanto perché il suo volto da qualche tempo è triste. Silvia è una bella ragazza che forse non crede di esserlo, una ragazza che forse ha sofferto la mancanza di una presenza forte accanto a sé, o semplicemente una ragazza che vive un lungo momento di tristezza. E' scomparsa la domenica di Pasqua in una Forlì quasi vuota di persone, una Forlì che spoglia della sua gente si ritrova triste come era triste Silvia da qualche mese. Uscita di casa con una felpa rossa, un paio di pantaloni neri e delle Nike bianche, aveva con sé uno zainetto. Alla madre poco dopo mezzogiorno ha detto che andava a far jogging, una corsetta di un'ora o poco più, ma verso sera è stato fin troppo facile per lei intuire che non avrebbe fatto ritorno. La depressione è una brutta bestia, un animale che ti guarda col suo ghigno peggiore e ti incute il timore e la sicurezza di essere nel corpo sbagliato, nella mente sbagliata, nel mondo sbagliato. E' una bestia orribile che non nasce all'improvviso, una bestia che ammalia nel tempo convincendo chi l'ha creata e la alleva che l'esterno è da evitare, che la solitudine ed il silenzio sono da prediligere. Ma può capitare che chi non si è mai creduto forte un giorno decida di combattere. Ed usare la forza di volontà ed il cambiamento è un modo buono per sconfiggere ed eliminare la bestia.

sabato 17 marzo 2012

Marco Massinelli è morto e dicono si sia suicidato. Ma tre carabinieri che nell'arco di sette giorni si suicidano allo stesso modo non crea alcun tipo di sospetto?

Marco Massinelli
Ora è ufficiale, il corpo di Marco Massinelli, maresciallo dei carabinieri di soli ventisei anni, è stato ritrovato ad un centinaio di metri dalla sua auto, a Firenzuola, una cittadina collinare in provincia di Firenze, privo di vita. Da quanto è trapelato il giovane si sarebbe suicidato sparandosi un colpo di pistola alla testa. La notizia ha creato un immenso dolore a Castiglione del Lago, in provincia di Perugia vivono il padre e la madre, ma anche frustrazione e stupore, sia nei genitori che negli amici. I genitori, chiaramente disperati, non credono assolutamente ad un gesto di autolesionismo, "non ne aveva motivo" ha detto il padre. Ma neppure gli amici danno credito a quanto appurato finora dai colleghi della vittima. Ed hanno ragione perché dopo una bella vacanza in America, era tornato un paio di giorni prima di scomparire, dopo essersi divertito con gli amici e le amiche, perché doveva farla finita? Ma, soprattutto, per quale motivo fare 600 chilometri in auto per suicidarsi, quando bastava prendesse la pistola e si sparasse a caso e dove capitava? Se una persona vuol morire, perché non sopporta più il peso della vita, ogni luogo va bene, anche una stradina in provincia di Perugia, non fa seicento chilometri col rischio di cambiare idea... un comportamento alquanto particolare che alza nuvole di fumo, alza interrogativi che pretendono risposta.

venerdì 3 febbraio 2012

Emanuela Orlandi. Si apra la tomba del De Pedis e la si smetta di dire e far panzane in Vaticano

Emanuela Orlandi
Tutto ha inizio domenica 3 luglio 1983. Papa Giovanni Paolo II, come di consueto, prima di recitare l'Angelus tiene un discorso su quanto accaduto al mondo. E' mezzogiorno passato da poco quando, dopo aver parlato dei mali presenti sulla Terra, rivolge un appello affinché chi ha rapito Emanuela Orlandi la liberi. Solo dopo le sue parole parte il giallo che ancora oggi non ha trovato soluzione. Chi gli ha scritto il discorso? Chi gli ha parlato della ragazza e, soprattutto, chi gli ha detto che era stata sequestrata? Fino a quel giorno Emanuela, per le forze dell'ordine italiane, se n'era andata di sua spontanea volontà, ed anche le telefonate ricevute dalla famiglia portavano in questa direzione. Un ragazzo, che disse di avere sedici anni e di chiamarsi "Pierluigi", aveva chiamato due giorni dopo la scomparsa ed aveva detto di averla vista in Piazza di Spagna assieme ad un'altra ragazza. Aveva parlato degli occhiali da astigmatici, di cui la Orlandi si vergognava, e del flauto che la stessa suonava. Particolari veri che non tutti potevano conoscere. A ruota fu la volta di un uomo qualificatosi come "Mario". Anche lui conosceva questi particolari e, fatto importante, entrambi l'avevano descritta pur non essendo Roma ancora tappezzata delle sue fotografie (lo sarà solo dopo l'appello del Papa). Quindi, anche se la famiglia non credeva ad un allontanamento volontario, per tutti Emanuela non era stata rapita... per tutti tranne per chi scrisse il discorso che precedette l'Angelus.

venerdì 2 settembre 2011

Cristina Golinucci. I diciannove anni senza Cristina ed i tanti "peccato" di una storia fatta di tristi mancanze

Convento Cappuccini - Cesena
La storia inizia nell'estate del '92. Cristina Golinucci ha quasi 22 anni ed è in un periodo felice della sua vita. A fine agosto va in campeggio coi ragazzi della parrocchia del suo quartiere, quando torna la prima cosa che pensa di fare è andare a trovare chi l'ha sempre seguita a livello spirituale, Padre Lino, il frate che dirige il convento dei cappuccini, storica costruzione su una collinetta che sovrasta la città. Lo chiama al telefono e prende appuntamento per martedì 1 settembre alle 14.30. Il sabato a Cesena è una giornata pigra e speciale, da sempre in piazza c'è il mercato ambulante e le ragazze che vogliono farsi una passeggiata ed acquistare qualche vestito lo frequentano abitualmente. Anche Cristina è una ragazza e quella mattina va in "Centro", passeggia fra le bancarelle ed acquista un paio d'abiti, presto sarà autunno e gliene servono di nuovi. La giornata è bella e soleggiata, il sorriso sorge spontaneo e lei quando torna a casa è serena.

giovedì 1 settembre 2011

Denise Pipitone. Dal 1 Settembre 2004 al 1 Settembre 2011, sette anni di sofferenza e di lotta per Piera Maggio



Ci sono ricordi che scaldano il sangue e lo costringono a correre per arrivare anche alle arterie più sottili, quelle poco frequentate che non si sa neppure di avere, ricordi che obbligano alla vita. Ci sono ricordi che gelano il sangue, che lo costringono a rallentare, ad ignorare alcuni percorsi obbligati della circolazione, ricordi che fanno sudare freddo e sentire brividi indesiderati, ricordi che chiudono gli occhi ed aumentano l'intrinseca voglia di farla finita, di morire. Ci sono ricordi che non vorremmo mai fossero nostri ricordi. Ricordi immersi in uno sguardo, in una foto, in una data, in una semplice parola, in un nome. Ricordi che trasformano il buio della notte in una giornata di sole cocente e il materasso in una scalfita roccia calcarea, in un piano di stalagmiti. Ricordi che entrano nella pelle come fossero spilli sottocutanei pronti a pungere ogni qualvolta si cerchi l'oblio. Ricordi che rimbalzano prepotenti e irruenti fra le pareti del cranio costringendo i nervi ad agire, il corpo a muoversi per fare ciò che mai avrebbe immaginato di poter e saper fare. Ricordi che alzano l'asta della rabbia e non permettono mai di saltarla, di superarla. Ci sono ricordi che sanno di speranza e speranze che sanno di ricordo. Ci sono ricordi che sanno di sale e si nutrono di lacrime continue. Ricordi che non ci appartengono ma che a margine li viviamo perché quando capita l'incredibile l'emotività alza l'adrenalina, adrenalina che in quel momento incolla un volto sconosciuto in un piccolo angolo della mente, del cuore, e lo fa nostro.

sabato 11 giugno 2011

Ritrovata la ragazza scomparsa dal Centro Commerciale di Brembate.

Allarme rientrato. Giulia Martini è stata rintracciata ieri, Sabato 11, in tarda serata. Due persone dopo aver letto la notizia in internet, molto presumibilmente sul sito dell'Eco di Bergamo, si sono rese conto di averla vista ed hanno fatto quanto ognuno di noi dovrebbe fare. Ed infatti le segnalazioni alla Polizia ed alla madre erano giuste e la ragazza si trovava nascosta presso il Liceo Sarpi, scuola che fino a ieri aveva frequentato. Non si conoscono i veri motivi dell'allontanamento, si presume sia stato a causa dei litigi avuti negli ultimi giorni con la madre e che nella decisione presa dalla ragazza abbia influito anche il doversi allontanare per una decina di giorni dal suo ragazzo, seppure per andare in crociera con la famiglia. Crociera che ora non si potrà più fare.

giovedì 9 giugno 2011

Ylenia Carrisi è viva e si è fatta suora. Anche in Germania le bufale vanno in copertina? (Video)


Vi ricordate Ylenia Carrisi? La sua fu una storia struggente che per mesi tenne banco sui media nazionali. Si era nel '94 e la ragazza, figlia della coppia forse al momento più famosa al mondo, Al Bano e Romina Power, sparì improvvisamente da New Orleans. Chi non ricorda il dolore sui volti dei genitori? Chi non ha a mente i servizi che mostravano il padre nella città del Mississipi? La sua speranza fu quella di un allontanamento volontario, di un cambio di città, ma il passare dei giorni, poi dei mesi, ed il fatto di non ascoltare al telefono la voce della figlia, non si conciliava con una sola volontà di cambiare zona. Per questo nel tempo è subentrata in lui, ma anche in tutti noi, la rassegnazione e la consapevolezza, anche se la speranza è l'ultima a morire, che di Ylenia non si sarebbe più saputo nulla. Negli anni, periodicamente, ci sono stati organi di stampa che hanno ripreso in mano la notizia e l'hanno rilanciata paventando un avvistamento e, con questo, la possibilità che la ragazza fosse ancora in vita.

martedì 15 marzo 2011

Ritrovati i quattordicenni Jonathan Lana e Maria Pariota.



Jonathan e Maria stanno bene. Dopo quattro giorni passati a girovagare per Milano, dopo quattro notti passate a dormire sulle panchine del Parco Sempione, lunedì i due ragazzi hanno deciso di recarsi al paese in cui Jonathan abitava. Non si sa quali fossero le loro intenzioni, se volessero mettere fine alla vacanza o incontrare un amico per un aiuto economico che permettesse altri giorni di lontananza, si sa che quando sono stati scoperti anziché affidarsi alle forze dell'ordine e mettere fine alla fuga si sono nascosti entrambi all'interno di un grosso cespuglio. Solo l'opera di persuasione dei carabinieri li ha convinti a desistere e ad andare in caserma con loro. Ma in fondo ciò che è stato è stato, ora sono a casa e questa è una notizia rassicurante.

Ad avvistarli un signore di Boliere, il paese del bergamasco dove abita la famiglia del ragazzo, Maria è toscana e vive a Montecatini Terme, che non appena lo ha notato fra i capannoni della zona industriale ha dato subito l'allarme. Alla caserma di Treviglio hanno risposto alle domande degli inquirenti. Domande che sono servite a capire i motivi del gesto e ad accertare che in questi giorni passati lontano da casa non abbiano subito violenze e costrizioni, è una prassi normale quindi niente di preoccupante. Una volta finiti gli interrogatori sono stati riabbracciati dai loro genitori.