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sabato 15 novembre 2014

La chemio arricchisce i cassieri della morte...



Oggi è una giornata triste e voglio parlar male di chi cura senza curare e di chi sforna farmaci che non hanno vere capacità terapeutiche. Tanto per cominciare cerco di farvi comprendere meglio cosa si intende per oncologia. Non è ciò di cui si parla in tivù quando, in nome della ricerca, si devono racimolare denari per pagare mega-strutture e professori computerizzati. No. Questa è solo una delle branchie del colosso legato ai tumori, quella che da circa 70 anni cerca rimedi e non ne trova. La ricerca oncologica, da decenni sempre bisognosa di aiuti economici, non è la maggior forza di ciò che si dice sia una branchia medica intesa a curare la malattia per eccellenza, quel maledetto cancro che uccide giorno dopo giorno... ovunque si radichi: sia nei polmoni che nello stomaco, sia nell'intestino che nel pancreas, sia nell'utero che nel fegato e in altri punti del nostro corpo. Io voglio parlar male di tutti, ad iniziare da quella branchia medica che se hai un "brutto male" ti "cura" con la chemioterapia. Per chi non lo sapesse, questa è la cura convenzionale, convenzionata con la Sanità, che usano il 90% dei centri oncologici per curare (curare?) chi ha un tumore. Per chi non lo sapesse, la chemioterapia non da garanzie di alcun genere e alla fin fine serve solo a far lievitare i costi della Sanità, a far ingrassare le multinazionali del farmaco e a far lavorare migliaia di persone specialiste del nulla.

venerdì 17 ottobre 2014

Lauren Hill: un mito, ma anche una delle 13.000.000 di persone che ancora muoiono di cancro nel XXI° secolo


Lauren Hill fra pochi giorni avrà 19 anni. E' sempre stata una ragazza vitale grazie alla sua passione, il basket. Lauren da quasi un anno sa di avere un tumore incurabile al cervello, una massa che cresce ogni giorno di più e molto probabilmente non le permetterà di arrivare alla fine del 2014. Lauren però, pur nella sofferenza non ha rinunciato a vivere, continuando ad aiutare gli altri, com'era solita fare, e a giocare al suo sport preferito. Il suo unico desiderio, esternato qualche mese fa, era quello di poter giocare, prima di morire, un'ultima partita del campionato di basket collegiale. Il suo college l'ha ascoltata e si è attivato col National Collegiate Athletic Association (NCAA) per far sì che anticipasse il campionato. La prima partita era in programma il 22 novembre 2014, ma per cercare di esaudire l'ultimo desiderio di Lauren è stata anticipata al 2 novembre. Mancano ancora 16 giorni a quella data e tutti speriamo che quel maledetto tumore la partita gliela lasci giocare. E' forte Lauren, tremendamente forte, è un mito che non si piange addosso per quanto le è capitato. Sa che la morte è in arrivo, sempre più vicina, che i tumori sono bestie infami, orchi senza rimorsi e coscienza, ma vive questi ultimi giorni fissando il suo obiettivo, giocare l'ultima partita, senza perdere il sorriso. Sorriso che tanti dovrebbero cancellare dai loro visi, visti i pochi progressi nel campo oncologico.

mercoledì 24 ottobre 2012

Famiglia uccisa dai funghi a Pisa. Perché l'operatore del 118 non ha inviato un'ambulanza a casa dei Di Ruscio?

Tabella funghi (clicca per ingrandire)
Ogni anno a partire da ottobre, mese in cui anche chi non si intende di funghi ne raccoglie a profusione, ogni azienda sanitaria locale rende attivo il servizio micologico a cui rivolgersi gratuitamente per sapere se quanto raccolto è commestibile. In provincia di Pisa sono tre gli uffici preposti: una a Pisa, uno a Pontedera ed uno a Volterra, Ma il servizio è disponibile in quasi tutte le città italiane (può cambiare il mese di apertura) e basta una telefonata all'Asl per sapere qual'è l'ufficio più vicino a casa propria. Da San Giorgio di Cascina, dove abitava la famiglia sterminata dai funghi velenosi mangiati mercoledì 17 ottobre, si arriva all'Asl di via Roma 180, a Pontedera, in circa venti minuti. Venti minuti sono una sciocchezza spesa bene se aiutano a salvare la vita. Ma Lino Di Ruscio quei minuti li ha risparmiati, forse preferendo far assaggiare i funghi al cane o al gatto di casa, che a differenza di quanto si creda non subiscono gravi danni fisici cibandosene, o forse affidandosi alle rassicurazioni degli amici 'più esperti'. C'è da chiedersi se sapesse che a pochi minuti da casa sua c'era chi poteva salvargli la vita, c'è da chiedersi se sapesse che il mangiare quanto raccolto avrebbe messo pericolo la vita di chi più amava, col rischio serio di farli morire tutti. Vi chiederete perché, pur sapendo che sia lui che i suoi congiunti sono morti a causa di quei funghi, ho scritto che ha messo in pericolo la vita di chi più amava e non che la colpa di quanto accaduto sia tutta da addebitare a lui. Ed io vi rispondo: perché nessuno può mettere la mano sul fuoco e dire che Simonetta Di Ruscio, suo padre Lino e sua madre Luisa, non si sarebbero potuti salvare se si fosse agito con tempestività.

venerdì 21 ottobre 2011

Una nonna per mamma? La fecondazione in vitro e la giustizia inappropriata

Articolo di Iacopina Mariolo





Mamma-nonna o nonna-mamma? Ci troviamo oggi a discutere della validità dell'essere mamma "oltre tempo" sulla scia di fecondazioni in vitro o di ovo-donazioni e similari. Chi si occupa di fecondazione assistita costantemente urta con principi etici nella valutazione degli atti che compie per far si che una coppia possa entrare nella schiera dei neo-genitori. Speriamo che di ciò ne faccia un emblema piuttosto che riferirsi unicamente ai guadagni (spesso lauti) che ne derivano. Un riferimento alla legge è d'obbligo per comprendere il motivo per il quale moltissime coppie emigrano in paesi stranieri, paesi da cui far ritorno con un embrione impiantato a buon fine ed una gravidanza da cui nascerà un bebè prodotto dall'artificiale connubio (o artificioso connubio) fra ovulo e spermatozoo. Tale pratica è tanto diffusa da aver dato origine alla locuzione "turismo riproduttivo". Leggi tutto l'articolo

lunedì 16 maggio 2011

Dalla giornata mondiale dedicata alle tre patologie invisibili un aiuto concreto per chi soffre di FM - ME/CFS - MCS


Il 12 Maggio a Capalbio si è tenuta la serata mondiale dedicata a chi soffre di affaticamento cronico. Anche quest'anno si è cercato di sensibilizzare il settore politico affinché si attivi e non lasci sole quelle persone che non vedono riconosciuta dal servizio sanitario nazionale la loro malattia. Quest'anno pare che a qualcosa sia servita la giornata di sensibilizzazione perché i politici presenti, accogliendo le richieste dei malati di affaticamento cronico, si sono attivati istituendo uno sportello di ascolto e aiuto per quelli di loro in difficoltà economica che necessitano di assistenza medica, legale o domiciliare, gratuita. Tramite il numero verde ed una casella di posta elettronica si possono chiedere informazioni e sapere se si rientra nei parametri della iniziativa. Per scaricare la modulistca ed avere maggiori informaziuoni entrate nel sito dell'Associazione di Volontariato Centro Servizi Interdisciplinari (CSIN)

venerdì 24 dicembre 2010

I nati orfani


La clinica Mangiagalli di Milano ci fa sapere che il 20% delle partorienti lombarde barra con una croce la casella in cui andrebbe inserito il nome del padre. Quindi, in teoria, una donna su cinque decide di avere un figlio, la causa è sempre la voglia di maternità che a 35 anni supera qualsiasi altro desiderio femminile, e di tenerselo per sé senza coinvolgere l'uomo nella sua scelta.