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mercoledì 27 gennaio 2016

Il giorno della memoria nei filmati originali girati dalle forze alleate al loro arrivo nei campi di concentramento (video vietato ai minori e sconsigliato ai deboli di stomaco)

Vietato ai minori e sconsigliato a chi non ha lo stomaco forte


Il documento filmato che seguirà queste poche parole, dimostra quanto sia vero che l'essere umano è l'animale peggiore che abbia mai abitato la Terra. E non crediate che qualcosa sia cambiato in questi ultimi anni. La memoria storica e i filmati d'epoca non bastano all'uomo e non sono utili a far cessare le guerre e le barbarie che continuano ancora oggi in moltissime nazioni del mondo. L'essere senza coscienza, quello che brama il potere e non si fa scrupoli, quello nato e svezzato dalla pura cattiveria e dall'ignoranza (a questi aggiungerei chi predicando un verbo falso uccide e fa uccidere in nome di religioni che in realtà mai vorrebbero la morte di alcuno), non ha memoria. Per cui rassegnamoci se neppure in nome dei nostri figli siamo in grado di manifestare e urlare pubblicamente il nostro sdegno contro i crimini. Per cui facciamoci coraggio perché, come disse quel tale, è vero che nessuno di noi può sapere con quali armi si combatterà la prossima guerra mondiale, ma è anche vero che basta un minimo di intelligenza per capire e sapere con cosa si combatterà la guerra successiva: si ricomincerà da capo e si useranno la clava e le pietre.

lunedì 22 giugno 2015

Laura Antonelli morta nella sua casa di Ladispoli

Laura Antonelli - Malizia
Laura Antonelli era un'attrice speciale che non fece nulla di diverso da altri attori famosi di Roma. Eppure la giustizia italiana la prese di mira (quando si vuol far parlare la stampa serve il nome di grido) e nel 1991 l'arrestò mandandola anche in carcere con l'accusa di essere una spacciatrice di cocaina. Il lunghissimo iter giudiziario la sentenziò innocente solo nel 2000. Nove anni sono troppi per una persona troppo sensibile che sente l'ingiustizia accanirsi su di lei e la memoria storica del suo passato sgretolarsi di fronte ad accuse assurde. Per questo venne ricoverata varie volte al Centro di Igiene Mentale di Civitavecchia. 

Negli ultimi anni voleva essere dimenticata da tutti, perché, disse, non provava più interessi per la vita terrena. Ma io non l'ho dimenticata. Io ho amato Laura Antonelli grazie ai film Malizia e Peccato Veniale. Erano gli anni della mia adolescenza e mi immedesimavo in Alessandro Momo - caduto mentre guidava la moto di Eleonora Giorgi e morto a 18 anni nel '74 - che rispecchiava la maliziosa adolescente bastarda ingenuità dei ragazzi di quegli anni. Laura voleva essere dimenticata, ma io non la dimenticherò mai e quando voglio sorridere della mia adolescenza penso ancora a lei... e mi guardo Malizia. Riposa in pace Laura, nonostante la vita terrena non conosca né la riconoscenza né l'eternità, per me tu sarai sempre eterna. 

Malizia, il film che consacrò Laura Antonelli

lunedì 20 aprile 2015

Strage di migranti nel Mediterraneo. Quando i potenti pretendono che sia l'Italia a ripulire l'aria dalla puzza che hanno creato con le loro guerre...


Quando viene voglia di usare la parola merda in un articolo? Spesso e volentieri in questi ultimi anni in cui è lampante il menefreghismo europeo verso una piaga immane che si sta abbattendo sull'Italia: gli sbarchi sulle coste meridionali del nostro paese e le traversate del Mediterraneo che provocano migliaia di morti. Logicamente chi scrive si trattiene preferendo usare il sarcasmo o l'ironia per sottolineare le schifezze di chi detiene il potere in Europa e nel mondo... perché in fondo chi sta male sono altri, chi vediamo sui telegiornali mentre mangiamo coi figli al McDonalds. Un pensiero e via! Perché in fondo è più facile chiudere gli occhi. E non solo verso la sofferenza altrui, ma anche verso quegli stati che si sentono superiori e vogliono imporre il loro diktat per continuare a veleggiare a gonfie vele verso il proprio e unico benessere. Chiudere gli occhi, compatire e non far nulla, ma nello stesso tempo cercare di emulare per raggiungere chi ci fa credere di essere inferiori in un mondo occidentale votato alla voracità economica, al cannibalismo di quei regnanti che emanano leggi buone a distruggere la sopravvivenza di tanti in favore del benessere di pochi. Decenni fa si decise di unire l'Europa e farla viaggiare in simbiosi. Era una svolta epocale, viste le guerre che l'avevano da sempre flagellata, visto l'odio che i popoli europei si erano tramandati di generazione in generazione e che partiva da ancor prima dell'anno zero. Guerra e morte sono sempre state le parole usate dagli invasori che ora stanziano i loro eredi nelle città europee. In quelle città in cui vivono capi di stato incapaci di prevedere quale reazione potrebbe scatenarsi da una azione militare.

giovedì 9 aprile 2015

Airbus Germanwings e il caso Andreas Lubitz: Le stranezze ‘logiche’ di un suicidio che ha bruciato la vita di 150 passeggeri

Di Gilberto Migliorini

Andreas Lubitz
C’è qualcosa che non convince nello scenario del pilota suicida. Di primo acchito sembra tutto persuasivo, una ricostruzione che visivamente pare congrua, drammaticamente ci riempie di orrore mentre immaginiamo il comandante che tempesta la porta di pugni. All'avvicinarsi dei contrafforti montani l’aeromobile perde quota, inesorabilmente, e la gente urla di angoscia e terrore. Siamo come lì, in prima fila a veder scorrere il film. Ne leggiamo virtualmente la sceneggiatura, un po’ increduli e un po’ inorriditi. Davvero tutto plausibile, perfino la diagnosi di un uomo depresso che pilota le sue angosce e i suoi fantasmi a schiantarsi contro la montagna, ignaro dei suoi passeggeri, obnubilato dal malessere della vita... forse inconsapevole di quello che sta facendo? La prima scatola nera decifrata a tempo di record ci darebbe conferma che le cose sono andate così. La spiegazione inizialmente sembra persuasiva anche alla luce dei riscontri che ci parlano di un pilota in cura per problemi depressivi e che è riuscito a nascondere la sua patologia (a chi?). Psichiatri e neurologi ci raccontano di come la depressione possa portare un individuo disperato, che sente il futuro come un immane buco nero, a volgere la mano contro se stesso usando un velivolo come un grande pugnale e portando con sé centocinquanta figuranti: vittime e testimoni del suo insano gesto. Col senno di poi, fatti della vita privata di una persona (come accade regolarmente nei cold case) diventano materiale per un copione che apparentemente non fa una grinza, plausibile e consequenziale come un romanzo con tutti i capitoli al loro posto. Pian piano viene costruita una vera e propria sceneggiatura, proprio come in certi cold case nei quali si costruisce il copione pezzo a pezzo.

domenica 8 febbraio 2015

Nonostante i 1129 operai morti la Benetton fa orecchie da mercante. Firma la petizione e costringila a risarcire chi è stato costretto a morire sul lavoro...


Siamo in Bangladesh, è il 23 aprile 2013 e i 3122 operai che cuciono abiti maglie e jeans per gli occidentali sono ancora vivi. Nella costruzione in cui lavorano qualcuno sente strani rumori e si accorge delle crepe che si stanno aprendo nelle colonne portanti. Arrivano gli ispettori della sicurezza e chiedono a tutti di andarsene al più presto, invitandoli a non ripresentarsi al lavoro. L'edificio è di nove piani, compresi i sotterranei in cui esistono dei parcheggi, ma gli ultimi tre sono abusivi. Sono stati costruiti grazie ai permessi rilasciati al proprietario dai suoi amici politici. Non va bene e non si può fare, visto che l'edificio è stato progettato per sei piani, compresi i sotterranei. E non va bene soprattutto ospitare fabbriche tessili nei piani abusivi, sotto vi sono negozi banche appartamenti e uffici, coi loro macchinari che pesano e vibrano 24 ore al giorno e con generatori immensi che vibrano e pesano ancora di più. In ogni caso, quel giorno l'edificio viene sgombrato in attesa di ulteriori verifiche. Ma il proprietario non ci sta. Il suo nome è Sohel Rana e chiama i giornalisti, li fa entrare nel Rana Plaza (l'edificio pronto al collasso) e li fa filmare le colonne portanti che, dice, non presentano crepe al loro interno... è l'intonaco che ha crepato, non le colonne che erano e restano solide. Grazie a questo, alle sue implicazioni politiche e al fatto che chi lavora per marchi internazionali prestigiosi ha scadenze da rispettare, i proprietari delle fabbriche di abbigliamento ordinano ai loro lavoratori (fra cui ragazze che percepiscono uno stipendio mensile dai 43 euro al mese a fronte di 12 ore di lavoro al giorno, comprese le domeniche) di tornare al lavoro il giorno successivo.

mercoledì 7 gennaio 2015

Uccideteci tutti, perché anche chi non condivide la satira blasfema ora è un Charlie: meglio morire che tacere per paura di morire...

Je suis Charlie
Non ci sono parole per descrivere il crimine che ha insanguinato Parigi. Tre personaggi armati sino ai denti si sono divertiti a sparare contro chi non poteva difendersi. Prima hanno costretto Corinne Rey, disegnatrice della rivista Charlie Hebdom, a digitare il codice che permette di entrare nella sede del giornale satirico, poi, una volta all'interno, hanno iniziato a sparare nella "sala accoglienza" (stranamente lasciando in vita Corinne) per finire l'attacco nella redazione e nei vari uffici. Durante la mattanza e anche dopo, nei momenti della fuga, dodici persone sono state uccise in maniera barbara: "E questa non è civiltà, è razzismo". Nei paesi civili si discute, si parla e se non si è d'accordo si chiede a uno o più giudici di sentenziare l'errore altrui. Perché lasciare spazio all'odio e incitare alla morte? Perché chiedere a qualche affiliato cretino senza mente propria di uccidere chi usa l'ironia e il sarcasmo? Perché, piuttosto che spargere sangue, non censurare il giornale che si considera offensivo e blasfemo? Non ci sono associazioni islamiche schierate contro la rivista perché offese da fumetti a volte anche troppo volgari? Perché non si sono rivolte alla magistratura, perché invece di dare rilevanza a qualche vignetta che in pochi consideravano, non emarginare? Inoltre, a livello planetario che male può mai fare una rivista che vende solo centomila copie e solo in una nazione? Una rivista che non aveva alcun seguito mondiale fino a quando non sono stati i "suoi nemici" a farla conoscere al mondo?

lunedì 5 gennaio 2015

martedì 7 ottobre 2014

E' morto Nando Orfei: Addio uomo dei sogni...


Perché in questo articolo ho inserito "Amarcord" e spero che usiate due ore del vostro tempo per gustare (o rigustare) il mitico film di Federico Fellini? Perché nella sua maestosità geniale, condita da quei colloqui che ho sempre ascoltato nella mia Romagna (tali e quali) e che hanno accompagnato gli anni della mia infanzia, era il film di un sogno reale e genuino come la bellezza mentale che Nando Orfei, uomo vero, sprigionava da ogni poro. Nando è morto oggi, martedì 7 ottobre, all'età di 80 anni. Ma in effetti, per come lo sento, Nando non morirà mai... perlomeno non nel mio cuore e non nei miei sogni. Ero un ragazzino quando per la prima volta lo vidi parlare con le sue tigri. Inizialmente misi una mano sugli occhi, poi allargai le dita per vedere e infine, convinto dal suo coraggio, lo elessi a mio idolo. Mi sarebbe piaciuto essere come lui. Nei primi anni '70 per noi ragazzini il circo era, assieme al cinema, il "posto delle favole", il luogo dove dar sfogo ai sogni prima di cercarne la realizzazione. Purtroppo i tempi sono cambiati troppo velocemente, la droga alla fine di quel decennio ha iniziato ad uccidere i nostri amici e la tecnologia ha modificato, nei decenni successivi, tutte le nostre buone abitudini cercando di crescerci a sua immagine e somiglianza.

giovedì 11 settembre 2014

11 settembre 2001. Quando l'odio fra gli uomini uccise 3000 esseri inermi in meno di due ore

Clicca per vedere le foto di quasi tutte le vittime dell' 11 settembre
Tredici anni fa accadde ciò che nessuno avrebbe mai pensato potesse accadere. Tredici anni fa una parte degli uomini di questa Terra pianse disperata la morte di quasi tremila persone. Tredici anni fa una parte degli uomini di questa Terra scese in piazza, sparò in aria e gioì per la morte di quasi tremila persone. Fu un disastro immane quello che si abbatté sugli americani, un disastro immane compiuto da diciannove mussulmani convinti che vivere la morte fosse una scelta giusta, la scelta che li avrebbe portati in eterno accanto a loro Dio. Anche per queste convinzioni decisero di morire per vivere. E' l'ossimoro della vita che pretende ci siano tragedie simili, un ossimoro a cui l'umanità nei millenni s'è sempre adattata. Ma la nostra è un'umanità senza cuore, un'umanità che finirà col ripiegarsi su sé stessa e bruciare nel fuoco che continuamente essa crea per bruciare gli altri. Non tutti sanno che la prima guerra conosciuta fu combattuta per la conquista di un territorio da due gruppi di scimmie, quando ancora l'uomo era un embrione, e questo ci fa capire meglio da quale ceppo derivi l'essere umano che a volte di umano ha ben poco dato che spesso pare perdere il dono della ragione.

martedì 12 agosto 2014

E' morto Robin Williams

Robin Williams è morto nella sua casa californiana. La Polizia americana ipotizza un suicidio dovuto alla depressione di cui l'attore, di 63 anni, soffriva da tempo. In ogni caso questo non è il momento degli interrogativi, sarà l'autopsia a chiarire ciò che ora non appare chiaro, questo è il momento dei ricordi... e Robin, a partire dal '78 con Mork, ce ne ha lasciati tanti. Addio Robin, e grazie di cuore per le tante lacrime di gioia che ci hai donato...


lunedì 21 luglio 2014

Addio Alfiero. Quando un padre, un nonno, se ne va, i figli e i nipoti piangono...

Alfiero con Eva Robin's
Quando un bambino piange di dolore, il cuore di un padre scricchiola. Quando a piangere di dolore sono due bambini, il cuore di un padre perde colpi e batte a caso. Se assieme ai bimbi, di vero dolore piange anche una madre, il cuore di chi ama i suoi figli e sua moglie cerca una via di fuga e se non la trova rischia di cedere. Si sa, la vita è bastarda... quando vuole. A volte ci sono periodi orribili che paiono interminabili. Giorni belli che finiscono alle tredici o poco più di un lunedì qualunque, quando il telefono squilla e una voce ti incrina la voce quando ti dice di correre in un ospedale perché chi ami è in un Pronto Soccorso e ha rimasto poco da vivere. Oggi mio suocero, il padre di mia moglie (figlia unica), il nonno dei miei figli, è morto all'ospedale di Ravenna. Un'emorragia celebrale lo ha colpito questa mattina nello studio di un notaio e un'ambulanza, chiamata in fretta e furia, lo ha portato all'ospedale di Lugo. Lì i medici hanno deciso di non poter far nulla per lui, quindi di caricarlo su un'altra ambulanza che lo portasse all'ospedale di Ravenna. Cosa pensare? Che il suo destino era segnato e che la sua vita doveva cessare a 74 anni... o che si è perso troppo tempo agevolando la fine del suo percorso terreno?

venerdì 4 luglio 2014

E' morto Giorgio Faletti, il camaleonte dello spettacolo e della letteratura...


Questa mattina a Torino è morto Giorgio Faletti. Lo ha stroncato un tumore ai polmoni che aveva scoperto solo pochi mesi fa. Di lui si può ben dire che aveva l'indole del camaleonte, indole che lo aveva visto cambiare nel tempo, che lo aveva portato a vivere e a trasportare sul lavoro le sue passioni con una resa unica e altamente professionale. Laureatosi in giurisprudenza, non seguì i suoi studi e nei primi anni '80 preferì dar sfogo alla sua parte comica al "Derby" di Milano. Una vena comica che lo vedrà protagonista fino ai primi anni novanta. Nel frattempo, sempre in movimento, non smise di seguire un'altra sua passione, la musica, tanto che dopo i primi due album pubblicati, partecipò a tre festival di Sanremo (nel '93 con "Rumba di tango" , nel '94 con "Signor tenente e nel '95 con "L'assurdo mestiere"). In totale ha pubblicato sei album e scritto diverse canzoni per altri cantanti. Negli anni '90, fra un impegno e l'altro, avendo una passione per i Rally partecipò a diverse competizioni, classificandosi anche al 15° posto durante il Rally di Sanremo del '92. Ma era appassionato anche di scrittura e negli anni duemila pubblicò il suo primo libro, "Porco mondo", e come tutti si aspettavano lo ispirò al personaggio comico che aveva contribuito a fargli ottenere il "successo": Vito Catozzo. Non è da tutti passare dalla comicità alla canzone al Rally alla scrittura... ma quanto fatto fino ai primi anni del duemila da Giorgio Faletti ancora non era nulla, perché è dal 2002 in poi che stupisce ancor più di quanto non avesse già stupito. E' in quell'anno che pubblica il suo primo thriller, "Io Uccido", che venderà 4 milioni di copie. Il successo è stratosferico e forse lo coglie alla sprovvista, perché pare volerlo stendere al tappeto. Infatti a fine 2002 viene colpito da un ictus. Fortunatamente non gli lascerà conseguenze, né fisiche né mentali, così che già dal 2004 in poi continuerà a dar libero sfogo alla sua vena creativa pubblicando altri thriller e racconti che lo porteranno a diventare uno degli scrittori italiani di maggior successo.

venerdì 20 giugno 2014

Claudio Lissi non spreca lacrime mentre confessa di aver ucciso moglie e figli. Dopo aver letto la sua confessione il sangue ribolle e i muscoli tremano...

La torta preparata per i 4 anni di Giulia
Una madre e due angeli sono stati sepolti a Motta Visconti. Quella madre, Cristina Omes, Claudio Lissi non la voleva sposare, glielo aveva detto a una settimana dal matrimonio. Ma lei lo amava e voleva vivere col suo uomo perfetto, solo casa lavoro e chiesa, ed era riuscita a convincerlo la sera prima del fatidico "sì". Un sì detto, come se nulla fosse accaduto, il giorno dopo di fronte all'altare. Un sì che sancì l'unione fra i due e scrisse il futuro destino. Eppure a un certo punto sembrò tutto passato, e dopo la nascita di una bellissima bambina tutto pareva andare a meraviglia. Ma la crisi non era finita e ritornò qualche anno dopo: Claudio Lissi voleva la sua libertà, quella che, credeva, gli avrebbe permesso di tornare giovane. E ancora le parole di lei, i suoi abbracci, i suoi sguardi lo convinsero... e anche quella crisi passò. Subito dopo nacque un bellissimo bimbo che non sapeva, piccola anima, che la mente del suo papà non aveva mai accettato né lui, né la moglie né l'altra piccola figlia. Loro tre erano l'ostacolo che lo dividevano da una vita diversa. Ed ora ci chiediamo: è malato Claudio Lissi? Oppure è solo un egoista anaffettivo che, nonostante la chiesa e la sua vita dorata, porta in sé una mente criminale priva di scrupoli?

venerdì 13 giugno 2014

Addio Alvaro, fratello mio. Ti voglio bene anch'io... e prima o poi ci rivedremo

Oggi, all'ospedale di Cesena, è morto mio fratello Alvaro. Ieri sera ci eravamo sentiti al cellulare. In mattinata era stato molto male ed eravamo d'accordo che ci saremmo visti oggi, che sarei andato a trovarlo accontentandomi di vedere come stava senza farlo parlare, perché doveva risparmiare fiato per recuperare energie (il suo era un problema ai polmoni, da cui pochi mesi fa avevano estratto sei litri di liquido). Aveva voglia di guarire Alvaro, di godersi il nipotino appena nato e di rilassarsi dopo una vita passata fra lavoro e stress continuo. Nonostante il male, cercava di guardare il lato positivo, di non lasciarsi andare alla facile depressione, di reagire. A me piace ricordare il suo volto di ragazzino (foto), aveva dieci anni più di me, quando sempre sorridente mi faceva entrare nel suo letto se nel buio della notte mi sentiva piangere. "Ti voglio bene Massimo", queste sono state le ultime parole che mi ha detto al telefono venti ore fa, le stesse che mi ripeteva ogni volta che ci vedevamo. Ora la sua voce mi mancherà.

Ti voglio bene anch'io Alvaro, te ne ho sempre voluto. Anche se per tanto tempo abbiamo abitato in città diverse, anche se ci vedevamo poco, non ci siamo mai mancati. Ricordi le volte che venivo a trovarti e mi chiedevi quando sarei tornato? Ricordi che sempre ti rispondevo: "tranquillo, prima o poi ci rivedremo". Ci siamo sempre rivisti, Alvaro, e non sarà la morte a dividerci. Riposa in pace fratello mio, aspettami e stanne certo... Io e te prima o poi ci rivedremo ancora.

lunedì 9 giugno 2014

Lo stupro è un crimine relativo... a volte ci sta, a volte è sbagliato

Alaphia Zoyab si rivolge a tutti noi usando il team e l'organizzazione di Avaaz.org. Alaphia scrive: Due ragazze indiane sono state impiccate a un albero dopo essere state stuprate da un gruppo di uomini nei campi proprio dietro casa. A questa assurda violenza un ministro indiano ha commentato che in fondo lo stupro “è un crimine relativo… a volte ci sta, a volte è sbagliato”. Tutto ciò è raccapricciante e, purtroppo, non è un caso isolato. Io stessa ho subito un tentativo di violenza di fronte a un poliziotto che non ha mosso un dito. Ormai è evidente che le istituzioni hanno abbandonato le donne indiane. Ma sono convinta che abbiamo la possibilità di cambiare le cose.

mercoledì 19 marzo 2014

E se avesse ragione Vladimir Putin?

Discorso di Putin sull'annessione della Crimea e Sebastopoli alla Russia
(Traduzione del discorso integrale)


Cari amici, oggi ci troviamo di fronte a una questione che è di vitale importanza e significato storico per tutti noi. Il 16 marzo in Crimea si è tenuto un referendum, nel pieno rispetto delle procedure democratiche e delle norme del diritto internazionale, in cui hanno votato oltre l' 82% degli elettori, il 96% dei quali ha votato per la riunificazione con la Russia. Le cifre sono avvincenti e per capire il motivo di una tale scelta è sufficiente conoscere la storia della Crimea e cosa ha significato la Crimea per la Russia e la Russia per la Crimea. In Crimea, letteralmente, tutto è permeato della nostra storia e dell'orgoglio comune. Nell'antica Chersoneso fu battezzato Santo il principe Vladimir. La sua lotta spirituale - un appello a Ortodossia - è predestinante e accomuna i valori culturali e di civiltà che unisce i popoli della Russia, Ucraina e Bielorussia. In Crimea sono le tombe dei coraggiosi soldati russi morti nel 1783, quando la Crimea entrò a far parte dell'Impero russo. Sebastopoli è una città leggendaria, la città del grande destino, la città murata e il luogo dove è nata la la flotta del Del Mar Nero della Russia. La Crimea è Balaklava e Kerch, Malakhov Kurgan e Sapun-Gora. Ognuno di questi luoghi per noi è sacro e simboleggia la gloria militare russa di un valore senza precedenti.

giovedì 20 dicembre 2012

Il 21-12-2012 alle ore 11.11 finisce la quinta era ed il Sole si allineerà con il centro della Galassia... ma non è il solo motivo per cui i Maya credono alla fine del mondo

In questo video tutte le spiegazioni e le profezie nefaste, ma anche la speranza che i Maya nutrono nel futuro. Un futuro che l'uomo sta demolendo giorno dopo giorno col suo insensato comportamento...



Video postato su Youtube da delax1981

homepage volandocontrovento

giovedì 31 maggio 2012

Terremoto, l'incubo che potranno sconfiggere solo i nostri figli...

Qualche giorno fa ho fatto un sogno che ho creduto essere un incubo ma che, a tutti gli effetti, era un sogno. Ve lo riassumo. Provate a viverlo come fosse vostro...


Io e mio figlio camminiamo sotto il sole fresco del mattino, sul solito marciapiede semi-deserto che porta fino alla sua scuola. Io, col suo zaino sulla spalla, lo prendo in giro scherzando sul disegno della sua maglietta che raffigura un famoso supereroe dei fumetti, lui, un cucciolo di sette anni, non capisce perché suo padre deride il suo supereroe preferito e si arrabbia fino a quando con un abbraccio ed un sorriso decidiamo di far pace. Arriviamo nel cortile e prima di entrare mi da un bacio, mi sorride nuovamente e mi saluta. Mi dedica un ciao anche trenta secondi dopo, quando passa davanti alle vetrate del secondo piano prima di entrare in classe. Sono un padre felice e torno a piedi verso casa. Ma ogni passo che mi allontana da lui mi fa star male. Sul marciapiede noto solo persone che corrono, vedo i cartelli stradali che tremano e mi rendo conto che è in atto un terremoto. Torno di corsa verso la scuola. Ho il cuore in gola ma quando sono al cortile mi tranquillizzo, l'edificio è sano, neppure una crepa ed i bimbi sono tutti nel giardino... ma la Terra trema ancora.