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venerdì 17 ottobre 2014

Lauren Hill: un mito, ma anche una delle 13.000.000 di persone che ancora muoiono di cancro nel XXI° secolo


Lauren Hill fra pochi giorni avrà 19 anni. E' sempre stata una ragazza vitale grazie alla sua passione, il basket. Lauren da quasi un anno sa di avere un tumore incurabile al cervello, una massa che cresce ogni giorno di più e molto probabilmente non le permetterà di arrivare alla fine del 2014. Lauren però, pur nella sofferenza non ha rinunciato a vivere, continuando ad aiutare gli altri, com'era solita fare, e a giocare al suo sport preferito. Il suo unico desiderio, esternato qualche mese fa, era quello di poter giocare, prima di morire, un'ultima partita del campionato di basket collegiale. Il suo college l'ha ascoltata e si è attivato col National Collegiate Athletic Association (NCAA) per far sì che anticipasse il campionato. La prima partita era in programma il 22 novembre 2014, ma per cercare di esaudire l'ultimo desiderio di Lauren è stata anticipata al 2 novembre. Mancano ancora 16 giorni a quella data e tutti speriamo che quel maledetto tumore la partita gliela lasci giocare. E' forte Lauren, tremendamente forte, è un mito che non si piange addosso per quanto le è capitato. Sa che la morte è in arrivo, sempre più vicina, che i tumori sono bestie infami, orchi senza rimorsi e coscienza, ma vive questi ultimi giorni fissando il suo obiettivo, giocare l'ultima partita, senza perdere il sorriso. Sorriso che tanti dovrebbero cancellare dai loro visi, visti i pochi progressi nel campo oncologico.

martedì 7 ottobre 2014

Non è che l'Ebola è una nuova falsa pandemia pubblicizzata dagli scienziati e dagli accademici per far guadagnare i soliti noti?


Il 17 settembre la Banca Mondiale ha pubblicato un rapporto annunciando che il potenziale collasso economico in Africa occidentale non è causato dal virus Ebola in sé, ma piuttosto dalla campagna frenetica, confinante con la paranoia, orchestrata dai media occidentali che impauriscono i popoli ipotizzando una diffusione incontrollata del virus. A conferma cita una quantità astronomica di potenziali costi economici (miliardi di dollari) in zone già povere. Gli effetti di queste campagne mediatiche sull'Ebola sono già visibili e hanno già prodotto una catastrofe in Guinea, Sierra Leone e Liberia. Si parla di perdita di produzione, di disavanzi di bilancio, di inflazione e di maggior aumento della povertà. Tutte cose che non aiutano a isolare l'epidemia... anzi!

domenica 6 novembre 2011

Malasanità al Policlinico Umberto I, reparto Geriatria. Denunciare serve a migliorare i reparti carenti di umanità e professionalità.




Umberto I Roma
Di Sira Fonzi


Tutto iniziò nell'agosto del 2009 quando dovetti ricoverare mio padre nel reparto di Geriatria del Policlinico Umberto I di Roma per venti lunghissimi giorni. Lui, vittima del Morbo di Alzheimer, steso su un letto ormai semi-incosciente ed io, seduta su una poltrona accanto e purtroppo cosciente che quelli sarebbero stati gli ultimi giorni che avrei vissuto in sua compagnia. Di quell'uomo possente che un tempo stringeva forte la mia manina non era rimasto nulla. Gli anni e la demenza l'avevano trasformato in un bimbo gracile e indifeso, un bimbo da accudire. L'inversione era avvenuta in modo repentino ed irreversibile, cogliendomi così impreparata per poter svolgere al meglio il ruolo di badante e, ancor più, quello di mamma. Purtroppo mi trovai da subito a dover affrontare le mie paure, le mie insicurezze. E non appena entrati in quella camera, l'ultima in cui avrebbe vissuto mio padre, mi accorsi di essere sola e senza il supporto del personale infermieristico che mi avrebbe dovuto aiutare, ma si fosse trattato solo di questo...

mercoledì 24 novembre 2010

Non si può morire di negligenza medica

Comunemente chi usa il termine morte bianca intende parlare di un incidente mortale sul luogo di lavoro. Io preferisco dare tale appellativo a chi muore sotto i ferri, in sala operatoria per intenderci. Ultimamente tante sono state le morti che, per imperizia dei medici, sono avvenute sopra un

venerdì 5 novembre 2010

I cassieri della morte

La, dove la gente muore, si fa chemioterapia. Il buco senza fondo della Sanità mondiale.


Posso parlar male della Sanità senza sentirmi dire che è come sparare sulla Croce Rossa? Giuro che non punterò il dito contro i tanti chirurghi sbadati, contro gli svariati ginecologhi litigiosi; giuro che entrerò a piedi uniti contro chi cura senza curare, gli oncologi e le multinazionali farmaceutiche. Ed in sottofondo odo già i mugugni alzarsi al cielo.
Per farlo devo aiutare la gente a comprendere meglio cosa si intende per oncologia.