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mercoledì 7 gennaio 2015

Uccideteci tutti, perché anche chi non condivide la satira blasfema ora è un Charlie: meglio morire che tacere per paura di morire...

Je suis Charlie
Non ci sono parole per descrivere il crimine che ha insanguinato Parigi. Tre personaggi armati sino ai denti si sono divertiti a sparare contro chi non poteva difendersi. Prima hanno costretto Corinne Rey, disegnatrice della rivista Charlie Hebdom, a digitare il codice che permette di entrare nella sede del giornale satirico, poi, una volta all'interno, hanno iniziato a sparare nella "sala accoglienza" (stranamente lasciando in vita Corinne) per finire l'attacco nella redazione e nei vari uffici. Durante la mattanza e anche dopo, nei momenti della fuga, dodici persone sono state uccise in maniera barbara: "E questa non è civiltà, è razzismo". Nei paesi civili si discute, si parla e se non si è d'accordo si chiede a uno o più giudici di sentenziare l'errore altrui. Perché lasciare spazio all'odio e incitare alla morte? Perché chiedere a qualche affiliato cretino senza mente propria di uccidere chi usa l'ironia e il sarcasmo? Perché, piuttosto che spargere sangue, non censurare il giornale che si considera offensivo e blasfemo? Non ci sono associazioni islamiche schierate contro la rivista perché offese da fumetti a volte anche troppo volgari? Perché non si sono rivolte alla magistratura, perché invece di dare rilevanza a qualche vignetta che in pochi consideravano, non emarginare? Inoltre, a livello planetario che male può mai fare una rivista che vende solo centomila copie e solo in una nazione? Una rivista che non aveva alcun seguito mondiale fino a quando non sono stati i "suoi nemici" a farla conoscere al mondo?

giovedì 22 marzo 2012

Mohamed Merah, il killer di Tolosa. La cronaca di un blitz che si poteva concludere in dieci minuti e che è durato 33 ore

Mohamed Merah, il presunto killer di Tolosa
Che tutto sia più che ridicolo lo dimostrano le immagini ed i fatti. Il killer di Tolosa, quel pazzo scatenato che si è etichettato quale affiliato di Al Qaeda, ha dettato le condizioni e prolungato i tempi quasi fosse lui a comandare e non altri. Ci fossimo trovati nel Far West avremmo potuto aspettarci l'arrivo dei suoi accoliti pronti a liberare il forte. Ma eravamo in Francia, nella bella Tolosa, ed in Francia un ventiquattrenne che tenesse sotto scacco le teste di cuoio per 33 ore lo si doveva ancora vedere. Sarko' gongolava ieri. Dopo gli attacchi subiti dai suoi denigratori, la Francia lo vedeva impegnato in prima linea pronto alla generosità: "Nessuno torca un capello a Merah, lo voglio vivo!", questo era il grido di battaglia che si udiva nel quartiere desolato della città rosa, la città che forse farà recuperare voti e forza a "le president". Vuoi mettere il consenso che porta l'arresto di un terribile terrorista?

martedì 20 marzo 2012

Nessuno lo dice ma il killer di Tolosa si poteva fermare e forse anche arrestare prima della strage

L'entrata della scuola ebraica
Dalla Francia ci arriva un nuovo esempio che ci fa capire quanto non sia mai pronto lo spirito di reazione di chi comanda e deve difendere il suo popolo. Sia ben chiaro che non voglio puntare il dito contro nessuno in particolare, perché quanto capitato a Tolosa, a pari condizioni, sarebbe capitato di certo anche in Italia, in Germania e negli Stati Uniti d'America. Con questo voglio dire che, almeno nove volte su dieci, chi è preposto a prendere decisioni sottovaluta il pericolo, voglio dire che anche quando riesce ad inquadrarlo non trova il rimedio veloce che possa fermarlo (se non a tragedia avvenuta). Ed i motivi sono tanti e diversi. Capita, ad esempio, che invece di decidere in autonomia chi deve fare la cosa giusta se ne lavi le mani lasciando siano altri, più alti in grado, a decidere per lui. Questo comporta una perdita di tempo, quel tempo prezioso che porterebbe ad evitare le tragedie. Perché davvero a volte basterebbe fare quanto dice il ragionamento, basterebbe fare due più due per salvare dei cuccioli indifesi. Mi riferisco ai bambini morti davanti alla scuola ebraica di Tolosa per mano di un pazzo criminale. Pazzo criminale perchè chi uccide non può essere catalogato diversamente, chi uccide è semplicemente e solamente un assassino. Nessun ideale può giustificare la morte di un uomo e meno che meno può giustificare quella di un bimbo. Chi decide di uccidere, qualunque sia lo schieramento che predilige o che supporta, non porta avanti una convinzione ma, al contrario, seppellisce le sue idee assieme alle sue vittime e le costringe a morire con esse.