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martedì 20 dicembre 2011

Calcio-scommesse. Ed i magistrati di Cremona per Natale regalano Doni (Cristiano) al carcere


E no, i magistrati di Cremona non ci stanno e rilanciano aumentando la posta in gioco. Anche la loro in fondo è solo una scommessa, speriamo non sia tarocca. Dopo aver arrestato sei mesi fa Beppe Signori, in pompa magna e solo quando arrivarono i fotografi sotto casa sua, ieri hanno fatto di peggio e ad appena cinque ore dall'arresto di Cristiano Doni già girava in rete il video in cui si mostrava l'ex bandiera dell'Atalanta che nel cuore della notte, con due poliziotti ai fianchi, veniva trasferito in procura in attesa di essere accompagnato in carcere. Ma non s'è fatto solo questo. Si è fatta circolare ad arte la voce di un suo improbabile tentativo di fuga, una roba da circo equestre che solo David Copperfield sarebbe riuscito a portare a termine, ed il tutto mentre i fotogrammi mostravano un Doni che usciva di casa senza manette. E per uno che poco prima aveva tentato la fuga sarebbero state, di logica, obbligatorie. Quindi, data l'improponibilità del fango gettato addosso al calciatore da chi ha comunicato ai media questa notizia (ripresa da tutte le maggiori testate internazionali), date le parole del procuratore Martino che ha parlato di un milione e mezzo di euro vinti in Cina su ogni singola partita, salvo poi scoprire che in tre anni il guadagno risulta irrisorio se paragonato alla singola vincita, perché moltiplicare per centinaia di volte un milione e mezzo non rende "solo" dieci milioni di euro (questa la cifra che in Italia si sarebbe appurato aver fruttato tutto l'ambaradan), c'è da credere che il blitz della procura di Cremona non sia proprio quel castello coi torrioni che ci vogliono far credere ma un piccolo maniero d'avanscoperta. E l'unico effetto che al momento pare possibile è pubblicitario, grazie a questo forse si riuscirà a far vendere più torroni all'azienda cittadina.

giovedì 16 giugno 2011

Calcio-scommesse. La "Banda Bassotti" e la sfiga all'ennesima potenza

Ed ora il mondo del pallone è in subbuglio perché un grande casotto s'è scatenato in quel di Cremona. Ora le squadre di calcio tremano quasi fossero a meno di meno dieci. Ma cosa è successo di tanto grave? Niente di particolare, solo quello che da decenni accade, quello che è cosi se vi pare ed è così anche se non vi pare. E' accaduto che vi siano stati strani risultati fra le squadre di calcio che in classifica non erano a rischio di nulla. O perbacco, e chi ha lucrato e guadagnato abusando di questi strani risultati? A dire il vero in Italia nessuno ne ha beneficiato, qui hanno perso tutti o, per meglio dire, hanno guadagnato i Monopoli di Stato e le Multinazionali del settore. Per dirla intera le squadre che si accordavano tramite i dirigenti ci guadagnavano, chi si credeva un genio e diceva di essere in grado di addomesticare le partite ci ha rimesso migliaia di euro perché le partite non si facevano addomesticare. O mon dieu, direbbe Platini, e per quale motivo? Questo di preciso non si sa ma pare che tutti i calciatori fossero d'accordo fino al tunnel d'ingresso allo stadio, e la banda Bassotti sapendolo scommetteva. Ma in effetti si è scoperto che una volta in campo i calciatori non erano più d'accordo e che la banda Bassotti perdeva. Ma è una storia vera? Certo, direbbe un famoso pasticcere di Sondrio, è...

domenica 5 giugno 2011

Beppe Signori. Come ti rovino il simbolo del calcio pulito

C'è un uomo in Italia di nome Giuseppe Signori, Beppe per gli amici, che da quando ha iniziato a giocare al calcio è diventato, per come ha curato la sua figura personale e professionale, un totem per i tifosi. La sua vita privata non ha mai avuto alti e bassi, è sempre stata lineare, ed il suo comportamento, sia negli allenamenti che in campo, era esemplare tanto che ci sono ancora oggi allenatori che lo additano quale esempio ai ragazzini. Ma ha un difetto Beppe, un difetto che in tanti hanno, scommette su tutto, da sempre, un vizio rimastogli da quando era ragazzino. Era piccolo Giuseppe, in confronto ai compagni di squadra, e superava questo complesso riuscendo a fare cose che altri non riuscivano a fare, e su queste scommetteva. Certo è che se non si può contestare l'affermazione che lo scommettere sia un "vizio" non si può neppure contestare l'affermazione che sia un vizio ormai di uso comune in ogni parte del mondo. Basta buttare un occhio sui vari montepremi del Superenalotto per comprendere quanto le persone si giochino quotidianamente.