![]() |
E no, i magistrati di Cremona non ci stanno e rilanciano aumentando la posta in gioco. Anche la loro in fondo è solo una scommessa, speriamo non sia tarocca. Dopo aver arrestato sei mesi fa Beppe Signori, in pompa magna e solo quando arrivarono i fotografi sotto casa sua, ieri hanno fatto di peggio e ad appena cinque ore dall'arresto di Cristiano Doni già girava in rete il video in cui si mostrava l'ex bandiera dell'Atalanta che nel cuore della notte, con due poliziotti ai fianchi, veniva trasferito in procura in attesa di essere accompagnato in carcere. Ma non s'è fatto solo questo. Si è fatta circolare ad arte la voce di un suo improbabile tentativo di fuga, una roba da circo equestre che solo David Copperfield sarebbe riuscito a portare a termine, ed il tutto mentre i fotogrammi mostravano un Doni che usciva di casa senza manette. E per uno che poco prima aveva tentato la fuga sarebbero state, di logica, obbligatorie. Quindi, data l'improponibilità del fango gettato addosso al calciatore da chi ha comunicato ai media questa notizia (ripresa da tutte le maggiori testate internazionali), date le parole del procuratore Martino che ha parlato di un milione e mezzo di euro vinti in Cina su ogni singola partita, salvo poi scoprire che in tre anni il guadagno risulta irrisorio se paragonato alla singola vincita, perché moltiplicare per centinaia di volte un milione e mezzo non rende "solo" dieci milioni di euro (questa la cifra che in Italia si sarebbe appurato aver fruttato tutto l'ambaradan), c'è da credere che il blitz della procura di Cremona non sia proprio quel castello coi torrioni che ci vogliono far credere ma un piccolo maniero d'avanscoperta. E l'unico effetto che al momento pare possibile è pubblicitario, grazie a questo forse si riuscirà a far vendere più torroni all'azienda cittadina.


