lunedì 16 gennaio 2012

Salvatore e Melania. Dalla ricostruzione di quanto accaduto durante il matrimonio si scopre che le bugie sono il pane con cui si è nutrita l'inchiesta

Matrimonio Melania e Salvatore
Dopo un fidanzamento durato dieci anni, dopo un matrimonio durato tre anni, il 18 aprile 2011 Melania Rea viene uccisa in maniera assurda atroce e barbara accanto ad un chiosco, in un'area attrezzata a pic nic della Pineta di Ripe di Civitella. Accusato dell'omicidio è il marito che da sempre si professa innocente. Ma per le procure di Ascoli e Teramo non c'è altra soluzione se non quella più semplice che sempre si adotta quando a morire è una donna sposata. Anche la famiglia della vittima si schiera e si convince che l'assassino sia il marito o, al limite, se non l'assassino sia il complice primario. Da cosa nasce questa convinzione? Di logica, basandosi sulle statistiche di tali omicidi, dovrebbe scaturire da quanto visto negli anni dai parenti di lei. Quindi da un uso inappropriato che l'uomo potrebbe aver fatto della violenza. In caso contrario ci si troverebbe di fronte ad uno scoglio difficilmente sormontabile, perché quanto avvenuto, e parlo del poco tempo a disposizione per compiere il delitto e dei tanti elementi a suo favore, a partire dalla mancanza di sangue sui suoi indumenti per finire con la pratica impossibilità di tornare a sfregiare il cadavere della moglie (solo fantasticando si può credere a questo), non portano in alcun modo gli indizi sulla sua persona.

E passiamo al movente. Chiaramente se non si è trattato di un raptus momentaneo, ma in questo caso non ci sarebbe stata la possibilità di non trovargli sangue addosso, se ad uccidere è stato il marito il movente va ricercato nel passato della coppia. Ed è quanto fatto dalle procure che l'hanno individuato in una specie di imbuto, il Parolisi era pressato e doveva scegliere con chi vivere (o amante o moglie) ed ha preferito uccidere la moglie piuttosto che separarsi. Ora occorre dire che per validare questo movente servono dei riscontri, riscontri da ricercare, in ogni caso, nel passato. Ed allora ricostruiamolo il passato della coppia e vediamo se ci possono essere appigli che portino a pensare possibile un simile omicidio. E' logico che questa ricostruzione vuole solo esporre i "fatti" succedutisi fra Melania Rea e Salvatore Parolisi, che non intende essere un atto di critica nei confronti di alcuno, in fondo sono solo freddi eventi cronologici a cui noi non abbiamo assistito, ma può comunque servire per valutare meglio con quanta intensità abbiano vissuto il loro rapporto, può servire a capire se ci sia stato nel marito qualche accenno alla violenza. Non si intende quindi formulare un giudizio, né negativo né positivo, su nessuna delle persone che in quegli anni ha vissuto accanto ai coniugi, siano familiari o amici. Al limite, basandosi sugli eventi, si potranno criticare le parole dette da questi dopo l'omicidio. Proseguiamo.

Per parlare del matrimonio dei coniugi Parolisi occorre partire da un antefatto che nasce quasi quattordici anni fa, quando Salvatore e Melania si conoscono. Siamo nel 1998. Vent'anni lui, nato il 28.08.78, sedici lei, nata 24.05.82. Il Parolisi è alpino di leva, nonostante l'altezza, e di certo Melania rimane colpita dalla sue prestanza fisica e si fidanza per amore. Poi lui entra nell'esercito e decide di assentarsi dall'Italia per partecipare a tre missioni di Pace che lo portano in Kosovo ed in Afganistan. Dal primo incontro fra i due occorre far un salto di dieci anni ed arrivare a quando il militare entra in servizio ad Ascoli (ricostruzione a cura di Maura Sacher)

Febbraio 2008. Salvatore è in servizio come addestratore reclute femminili alla Caserma "Clementi" con ferma di 3 anni, fino a giugno 2011.
Aprile 2008. Il 26 Salvatore e Melania si sposano. Il viaggio di nozze li porta in Messico, dovrebbero restarvi un mese ma tornano prima perché lei ha nostalgia di casa sua.
Maggio 2008. Melania raggiunge il marito, nel frattempo tornato in caserma, e va a vivere a Folignano. I successivi otto mesi paiono essere il periodo più tranquillo della coppia, nulla da registrare, né tradimenti né altro che possa attirare l'attenzione.
Gennaio 2009. Melania resta incinta e decide di tornare alla casa paterna dove trascorre i nove mesi di gravidanza, la bambina nasce 16 ottobre 2009, e dove resta altri due mesi dopo la nascita della figlia.
Marzo 2009. Il due di marzo Salvatore ha il primo appuntamento con un allieva del corso militare, due settimane dopo pernottano in un B&B di Ascoli. In seguito si vedono almeno una volta al mese.
Dicembre 2009. A Natale Melania torna dal marito, la bimba ha 2 mesi.

Gennaio 2010. E' il mese in cui tutto tracima, si scoprono gli altarini ed iniziano i veri problemi per la coppia. Infatti Melania si accorge della tresca fra il marito e l'ex allieva (residente a Roma) e nel giro di pochi giorni le telefona minacciandola di parlare con un militare importante e di rovinarle la carriera. Da questa chiamata si passa al 14 gennaio, la "maretta" fra i due è ancora in atto. La coppia è a Somma Vesuviana per festeggiare il compleanno di Anna Concetta, zia di Melania, ed a verbale risulta che sua madre notò come strano che la figlia si appartasse a parlare in continuazione, sia quel giorno sia i successivi e contrariamente alle sue abitudini, con suo marito. Da questa diversità di abitudini lei dichiara di aver capito che c'erano motivi di attrito, una crisi in atto fra i due, ma Melania non si sbottonò e tutto rimase nel vago. In un altro verbale, questa volta è firmato dall'amante, è scritto che subito dopo la telefonata minatoria di Melania lei chiama Salvatore, il quale "nel giro di un paio d'ore" la raggiunge a Roma e lì rimane per quattro o cinque giorni. Solo successivamente la madre di Melania venne a sapere dalla sorella che sua figlia le confidò che Salvatore le aveva intimato di tornare a vivere con lui a Folignano, che in caso contrario sarebbe andato da un avvocato per chiedere la separazione. A questa tesi è contrapposta un'altra versione, quella che vuole fosse Melania ad aver paventato la separazione ed il marito ad aver minacciato il suicidio se la moglie lo avesse lasciato. Però sono questioni non databili con assoluta certezza, né la voce della minaccia di suicidio da parte di Salvatore, né il tentato suicidio di Melania, questa è una confidenza resa pubblica dalla sua amica Imma. 

Pasqua 2010, siamo ancora in piena "maretta". Salvatore e Melania sono a Verona, ospiti della sorella e del fratello di lui. Melania, seguendolo, sorprende il marito mentre parla con l'amante al cellulare. A quel punto gli toglie il telefono di mano e non le manda a dire, anzi gliene canta quattro. Passa la Pasqua ed i genitori di lei salgono a Folignano, è in quei giorni che la figlia confida alla madre di essere stata tradita dal marito, di aver telefonato alla donna a gennaio ed anche dell'ultima discussione di Verona. Il tutto comunque non si placa, si può dire che il clima era quello di una vigile attenzione. In ogni caso a verbale si legge che nel 2010 i Rea scendevano a Folignano almeno una volta ogni tre mesi, e che queste loro visite erano intervallate da quelle della figlia a Somma Vesuviana, in modo da far loro godere della nipotina.

Luglio 2010. Melania e Salvatore sono a Ravenna, dall'amica di lei Valentina. E' in quell'occasione che le confida di aver scoperto a gennaio il tradimento di Salvatore e di aver chiamato l'amante minacciandola, sarà lei a raccontarlo ad Imma che poi ne parlerà agli inquirenti. Nello stesso mese la coppia va a Somma Vesuviana, dove Melania segue il marito, andato a correre, scoprendolo nuovamente al telefono. Ma le bugie di Salvatore qui si scoprono fragili in quanto per cercare giustificazione le dice che stava parlando con una signora ascolana, abitante in Sicilia, conosciuta in un bar in un momento in cui era triste e sconsolata a causa del divorzio imminente, e che questa gli aveva regalato il suo cellulare e via dicendo. In quel periodo risale anche l'ultimo sms in uscita trovato nel cellulare di Melania (un messaggio al marito con parole d'amore). Non vi sono riscontri per datare con esattezza la stesura della lettera che si dice Melania consegnò alla cognata Francesca, lettera in cui le raccomandava di occuparsi della figlia Vittoria qualora le fosse accaduto qualcosa di brutto, ma, dovesse esistere, pare sia datata agosto 2010.

Settembre 2010. Melania, a detta di Stefania Dorinzi, appare nervosa e fuma "aspirando in modo frenetico", inoltre in occasione di una visita (abitavano nello stesso stabile) le confida che il marito l'aveva tradita. 
Natale 2010. Le cose fra la coppia esternamente paiono migliorare e Salvatore regala a Melania una borsa firmata Alviero Martini.
Gennaio 2011. Di questo mese è l'ultimo sms inviato da Salvatore al cellulare di Melania. Il messaggio contiene "rimproveri aspri" e lamentele per come la moglie, per via del tradimento, lo stia trattando in quel periodo. Da qui si comprende che i miglioramenti, che a Natale sembravano esserci, ancora non ci sono stati.
14 febbraio 2011, San Valentino. Miglioramenti che invece si concretizzano per la festa degli innamorati quando Melania prepara una serata romantica, una cenetta a lume di candela e una tavola colma di cuoricini. Testimonianza di Sonia Viviani (anche lei amica di condominio) con relativa foto presente sui media. Questo fa pensare che Melania volesse recuperare terreno nei confronti dell'amante, che cercasse di ristabilire una nuova quiete familiare, che il periodo fosse buono.
Marzo 2011. La coppia trascorre qualche giorno a Somma Vesuviana, a casa dei Rea, e rientra a Folignano il venticinque marzo.
23 marzo 2011. Questa è la data in cui, alle 19.00, il magistrato Paolo Ferraro dice di aver visto Melania, accompagnata da un uomo, parlare con il dottor Pesce al terzo piano del suo stesso Palazzo di Giustizia. Fosse vero significherebbe che Melania è andata a Roma partendo da Somma Vesuviana, visto che è tornata a Folignano solo il 25 marzo, ed è stata accompagnata da qualcuno che non era il marito (il magistrato non ha parlato del Parolisi). Sempre in quel periodo il fratello di lei, Michele, viene a sapere dai propri genitori dei problemi coniugali della sorella, per questo cercherà un confronto con il cognato.
Aprile 2011. Ad inizio mese Salvatore e Melania vanno alla Pineta di Ripe alla ricerca di un ramo pasquale, ed a detta del militare consumano accanto al chiosco, a tre metri da dove poi verrà uccisa, un fugace rapporto sessuale.

Da questo punto in poi vi è una inquietante confusione testimoniale. In un primo momento si è detto che il 31 marzo 2011 i Rea siano saliti a Folignano, per restarvi fino a domenica 3 aprile e ripartire all'incirca sulle nove di mattina o poco più. Poi vi sono state diverse ritrattazioni degli stessi testimoni e si è giunti alla conclusione che la visita ha avuto luogo non ad iniziare da fine marzo ma dalla settimana successiva, dal 7 aprile, e si è protratta fino a domenica 10 aprile, giorno in cui, dopo le suddette ritrattazioni, viene datata la gita al Pianoro con alcuni amici, tra cui Sonia Viviani ed Alfredo Sirocchi (inizialmente tutti avevano parlato del 3 aprile).

Aprile 2011. Il dodici Salvatore ha un'esercitazione notturna e passa la notte al poligono delle casermette.

Da questa data in poi non si può più nulla perché la palla è passata alle varie procure che hanno gestito il caso. Procure che, come scritto ad inizio articolo, hanno disegnato un quadro sfavorevole al Parolisi a causa del suo tradimento prolungato. La considerazione che si può fare sul periodo matrimoniale, febbraio 2008 aprile 2011, è che la coppia non avesse una reale vita familiare ma continuasse a barcamenarsi fra alti e bassi, più bassi che alti, e fosse seguita dai Rea in maniera frequente per poter essere presenti nella vita della nipote. Ciò che balza agli occhi sono le bugie dette sia dai familiari di lei che dalle sue amiche, d'infanzia e di condominio, quindi non solo il Parolisi ha mentito dopo la morte della moglie ma si è fatto a gara a chi ne sparava di più, quando, quasi si fossero accordati per dare un'unica versione, tutti parlavano di una coppia idilliaca e smielata  mentre di idilliaco e smielato in quei tre anni non c'è stato quasi mai nulla (se si escludono i cuoricini di San Valentino). Quindi c'è da chiedersi se quanto messo a verbale dai vari testimoni che più l'hanno frequentata sia la verità globale o una parte di verità. Se non c'è stato chi, tra loro, ha taciuto quanto si doveva tacere. Con questo, in ogni modo, nessuno, lo ripeto, vuol giudicare nessuno, ogni persona risponde personalmente delle proprie parole e del proprio operato, ma è chiaro che quanto disegnatoci nel tempo "dall'entourage ascolano" (anche campano da un certo periodo in poi, e c'è da chiedersi il perché), e ripreso più volte (anche giornalmente) dai media, non corrisponde alla realtà delle cose.

Più credibile sarebbero stati gli "amici" ascolani se avessero parlato di un incontro, magari propiziato da loro tramite conoscenze in zona, di Melania con un avvocato. Un incontro finalizzato a cercare una soluzione ai continui tradimenti, quanto normalmente fa una donna di polso che si trova in una simile situazione. Un incontro che servisse anche solo ad inviare una raccomandata al marito, tanto per fargli capire che se avesse continuato a quel modo la coppia sarebbe scoppiata, e che non necessariamente, vista la mentalità familiare, doveva per forza di cose venire a conoscenza della sua famiglia, non inizialmente almeno. Una sorta di "segreto" da non confessare a nessuno... possibile che un tale proposito non le sia stato prospettato dalle persone con cui si era confidata? Possibile che dopo un paio d'anni di tradimenti Melania abbia continuato ad ingoiare il rospo senza ribellarsi? E se invece avesse parlato con un avvocato? Fosse stata mia amica, l'ho già fatto, le avrei consigliato di rivolgersi a chi l'avrebbe potuta aiutare. Le avrei dato pure un numero di telefono e magari preso appuntamento ed accompagnata (o avrei fatto passare il legale amico a casa se impossibilitata ad andare). Se è accaduto e non se ne parla c'è da chiedersene i motivi. Ma forse il tutto è più semplice e si basa sul fatto che non si può parlare di amicizia, o dare addirittura l'epiteto di migliori amici, quando si indicano quelle conoscenze che nascono nei condomini, pur se con visite e con qualche uscita domenicale comune, e non si possono accettare per certe, almeno non sulle carte processuali, le parole di chi parla di Melania per amicizia passata perché, pur se la sua figura era sicuramente presente nel cuore e nella mente delle amiche di infanzia, l'iter che assumono gli eventi della vita modifica i modi di fare di chi è lontano cambiando anche le abitudini consolidate. 

Detto questo c'è da constatare come da parte del Parolisi non vi sia mai stato un episodio di violenza, come continuasse a ripararsi dietro a bugie non credibili (un aspetto fanciullesco ed infantile presente in moltissimi uomini). Per di più, considerandolo l'assassino della moglie, c'è da constatare come abbia scelto il momento meno opportuno per uccidere. Per gli inquirenti l'avrebbe ammazzata a meno di un mese dal chiarimento sui tradimenti, avuto con il fratello di lei, e dopo aver fatto milioni di promesse azzardate all'amante, attirandosi così anche le sue ire e le sue innumerevoli telefonate. C'è da dire che se un domani si appurasse la sua colpevolezza il giudice, senza esitazioni, dovrebbe comminargli una pena accessoria da quantificare in accordo con i Pm che si vantano, mandandolo a giudizio, di "aver capito il soggetto". Pena che tenga conto di quanto sia particolare un uomo nella cui mente convivono una notevole intelligenza criminale, capace di non lasciar tracce dopo un siffatto delitto, ed una stupidità dimostratasi superiore ad ogni media mondiale. 


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273 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   201 – 273 di 273
Anonimo ha detto...

LucaP,

se il sacchetto non è stato posto alla base delle precedenti decisioni, il fatto avvalora ancora di più quella brutta sensazione di ricostruito a posteriori ad arte che nessuno di noi vorrebbe mai avere

Fissato l'obiettivo, si sistema tutto il resto.

Mi auguro che così non sia, e che non ci si stia accanendo su un innocente.

Anche se, per il bene soprattutto della bambina, mi auguro che sia davvero innocente, anche se, nel caso malaugurato, si troverà impossibilitato a dimostrarlo allo stato degli atti.

L'innocenza del padre dovrebbe essere quello che sopratutto dovrebbe premere anche alla fam R., per il bene della bambina. Condivido il tuo sconcerto circa i comportamenti in atto.

K@

LucaP ha detto...

@ Tiziana

Più che il decreto del GIP De Rensis, a me piacerebbe leggere la sentenza della Cassazione soprattutto perché alla stessa vengono attribuite alcune affermazioni strane.

Un conto è affermare che abbia depistato le indagini mentendo sulla sua relazione con Ludovica e nascondendo il cellulare riservato (cose provate), e da qui il rischio (ma quale?) che possa ancora farlo, un'altro è dire che "ha depistato le indagini con la messa in scena della siringa sotto il seno di Melania Rea e il deturpamento del corpo della donna (fatto che deve essere provato). Come anche l'affermare, da parte della Corte Suprema che di diritto dovrebbe intendersene molto più di noi, che Parolisi sia pericoloso (e da qui il rischio di reiterazione del reato compiuto o di altro analogo e connesso), basandosi sempre su un fatto che deve essere provato (non vi è stato arresto in flagranza di reato) e non sulla base di riscontri oggettivi sulla propensione alla violenza ed all'omicidio da parte dell'indagato (dove è mai stato scritto e detto che Salvatore avesse tale indole e che avesse commesso atti violenti analoghi o sintomatici?).

Fossero mai veramente parole scritte nella motivazione della Cassazione (e sarebbe inoltre un giudizio nel merito delle accuse mentre la corte era chiamata a decidere sulla legittimità del Riesame dell'Aquila ad emettere la propria sentenza), verrebbe proprio da domandarsi quali leve e poteri si siano mobilitati affinché l'unico indagato sia e rimanga per sempre il caporalmaggiore vesuviano.

rita ha detto...

@ Tabula & Tiziana. grazie

@ tutti

cosa si sa di questo sacchetto di plastica con DNA di SP?
da dove è uscito fuori?
r.

Anonimo ha detto...

Debbo aggiungere, per ns. equilibrate riflessioni, che le analisi sul sacchetto di plastica potrebbero essere state compiute (e terminate) in un secondo tempo. E dunque in precedenza potevano non essere disponibili tali risultanze.


Le sensazioni di profonda amarezza per tutte le circostanze occorse, comunque, purtroppo restano.

K@

tabula ha detto...

@più che altro certi particolari nel procedere di vendette vendettine e vendettone sanguinarie e decisamente tribali e cominciano a suscitarmi, più che la rabbia, ormai nettamente superata, una profonda sensazione di schifo.
Non è neanche l'ignoranza.
Non è neanche la messainscena del quadretto cattolico osservante tradita in maniera così infame da quanto ci sia di più lontano dal cristianesimo che conosciamo tutti.
Non è nemmeno la questione etica.
E' proprio la mentalità di chi crede che con la cattiveria si possa ottenere chissà quale risarcimento. Poveri illusi. Andate pure per la vostra strada, fate del male, punite, torturate, vessate, ma vostra figlia, purtroppo, non tornerà mai indietro, e nemmeno vi avrebbe mai voluto come genitori sostitutivi di quella bambini. E che la cosa non vi importi non significa che non vi resterà indigerita.
Tutto quel che vi resta è l'insoddisfazione di chi ha voluto colpire duro un misero fantoccio di paglia.
E mi dispiace per quel loro cuore così ferito da non riuscire a contenere più neanche un pò di amore e di pietà per quella povera bambina, vezzeggiata e viziata, adulata, addobbata ed esibita come una proprietà in stupide e tristi feste di compleanno, riempita di regali e di cose, USATA come un'arma, scippata come un oggetto, sventolata come uno stendardo di vendetta.
Questo è quel che ho da dire.
Per tutto il resto che si crogiolino nella loro stessa cattiveria.

Tiziana ha detto...

K@ e Luca P
anch'io sono rimasta scandalizzata dal fatto che la piccola Vittoria, tramite i tutori, si costituisca parte civile contro il padre, non erano sufficienti i Rea? era proprio necessaria questa azione? Non cambierei idea neppure se Parolisi fosse riconosciuto colpevole.

Tiziana ha detto...

Tabula
sottoscrivo parola per parola il tuo commento.
Ormai sono senza ritegno. Cresceranno la bambina nell'odio, con buona pace del tribunale dei minori di Napoli e di quello di Nola.

Annika ha detto...

Certo che l'odio e' un vero cancro: ti entra dentro, ti rode e ti consuma fino a farti perdere la cognizione della realta' e, come una droga, ne diventi dipendente. E piu' il tuo odio cresce, piu' male devi fare, fino a non riuscire piu' a fermarti. Un cancro vero e proprio.

E quando si fermeranno i Rea? Quando riusciranno a far condannare il genero per un omicidio che non ha mai commesso? Ma chi e' capace di odiare una volta, e' capace di farlo sempre. E allora cosa faranno se, una volta cresciuta, la piccola Vittoria si trasformera' in una ragazza che assomiglia al papa' come una goccia d'acqua e/o mostrera' tratti caratteriali identici a quelli di Salvatore? Peggio ancora: e se la piccola Vittoria da grande decidesse comunque di voler vedere il suo papa' e di volerci costruire e mantenere un rapporto; se da grande si rivoltasse contro i Rea per la privazione che le hanno imposto? Che faranno allora queste persone?

Odieranno di botto anche Vittoria?

LucaP ha detto...

Capisco che la Corte di Cassazione non abbia avuto troppo tempo per valutare gli atti di indagine allegati all'Ordinanza di custodia cautelare poi confermata dal Tribunale del Riesame dell'Aquila.

E' trovo giusto che la stessa Corte non abbia in alcun modo partecipato alle discussioni in merito al caso, come quelle fatte su questo blog, prima che il ricorso giungesse alla propria attenzione.

Ma Voi l'avete letta bene la sentenza del Riesame dell'esimio ed eccellentissimo dott. G. Romano Gargarella? Vi pare degna di un Tribunale della Repubblica?

Io per scrupolo oggi me la sono riletta totalmente e davvero non ho parole. Tutti i rilievi avanzati dalla Difesa sono derubricati a semplici quisquilie che trovano spiegazioni nell'ampia e dotta onniscienza del giudice. Alcuni di essi vengono saltati a piè pari con doppio carpiato. Al contrario qualsiasi elemento portato dalla Procura viene considerato un dato assodato e certo senza neanche soffermarsi a distinguere tra quanto accertato e quanto supposto.

Per non tacere infine della sua ricostruzione alternativa (chiaramente avanzata per poi rigettarla) con l'ipotetico amante, unica altra persona davanti alla quale Melania poteva abbassarsi i pantaloni. Per chi ha letto i romanzi di Camilleri con Montalbano, a me ricorda il dott. Tommasero (procuratore di Montelusa) con i suoi sussulti e suggestioni erotiche ogniqualvolta l'ammazzato di turno è una bella donna.

E la Cassazione ha ritenuto inoppugnabile una tale quantità di fantasie, vaneggiamenti ed equilibrismi?

Tiziana ha detto...

Annika
non ti preoccupare, faranno un tale lavaggio del cervello a Vittoria, impedendole tra l'altro gradatamente di vedere i Parolisi, che non ci sarà alcuna possibilità che lei desideri di vedere il padre.

santy ha detto...

Purtroppo la famiglia Rea ha la classica mentalità meridionale, l'attaccamento morboso per la famiglia,figli,figlie,parenti ecc.. la cui degenerazione estrema porta alla mafia e alla faida famigliare.

La gelosia (sciocco è chi pensa che sia un gesto d'amore)è spesso sinonimo di un diritto al possesso dell'altrui persona

L'atteggiamento di "arrangiarsi" infrangendo le piccole,ma importanti leggi dello Stato che sono la base di una società veramente civile .
Le mie origini sono meridionali ma fortunatamente i miei genitori per quanto attaccatissimi alla loro terra e origini sono si sono aperti e sono riusciti a crescere noi figli con grandi valori e regole ma senza il soffoco del corvo sulla spalliera

Tiziana ha detto...

Luca P
condivido le tue osservazioni sulle motivazioni della Cassazione.
In più però ho letto sul giornale che "Salvatore Parolisi va processato, subito, perché è l’unico responsabile dell’omicidio della moglie Melania. Questo il senso dell’ordinanza del gip, Giovanni de Rensis".
Ecco perché chiedevo se l'ordinanza fosse visionabile. Infatti che valore avrebbe il processo, se già avessero stabilito che Parolisi è colpevole? Si può eventualmente parlare di gravi indizi di colpevolezza, ma non condannare Parolisi a priori, come sembrerebbe emergere dalle motivazioni della Cassazione e dall'ultima ordinanza del gip. Uso il condizionale, però, perché non mi capacito che le parole riportate siano quelle effettivamente contenute negli atti ufficiali, spero si tratti di deformazioni giornalistiche, altrimenti non dovremmo essere dispiaciuti solo per Parolisi, ma più in generale per la giustizia italiana.

LucaP ha detto...

@ Tiziana

Se le modalità di accudimento di Vittoria da parte dei Rea rimarranno quelle che sembrano essere oggi, allora prima o poi le cose cambieranno. Verrà un giorno (non è possibile dire quando, se prima della maturità o molto dopo) in cui Vittoria vorrà rintracciare i suoi veri legami e capire qualcosa di più in merito ai propri genitori. Si domanderà le ragioni di così tanto odio da parte dei nonni nei confronti del padre anche se questo sarà condannato a non uscire più dal carcere. I suoi compagni di scuola, i suoi amici avranno un padre ed una madre su cui fare affidamento e chiedere consiglio e lei no. I nonni invecchieranno ulteriormente e gli zii non saranno sufficienti a sostituirli. Quando verrà Natale lei non riceverà i regali da papà e mamma come i suoi coetanei. E per di più non riusciranno ad isolarla totalmente dal padre. Salvatore continuerà fintanto che vivrà ad inviarle lettere che saranno sempre restituite al mittente. Ma prima o poi una di esse le capiterà fra le mani. Ed allora inizierà un suo percorso che progressivamente le farà aprire gli occhi e desiderare di riavvicinarsi a chi ha continuato a volerle bene. Capita a tutti i bambini, i ragazzi e gli adulti che si trovano nelle sue stesse condizioni. Anche a quelli adottati che prima o poi hanno la curiosità di saperne di più sui genitori naturali.

A quel punto tutto l'odio riversato dai Rea nei confronti di Parolisi si ritorcerà loro contro.

A meno che in Italia ancora esista un barlume di speranza di ottenere giustizia anche per i più deboli e poveri, e che prima o poi sulla strada di Parolisi si trovi un giudice coraggioso ed onesto, disposto ad esercitare il suo compito in modo veramente corretto ed imparziale. Le leggi a tutela dei diritti degli individui e degli indagati esistono. Peccato che però sinora si siano viste solamente persone che hanno voluto totalmente fregarsene.

santy ha detto...

Luca P sei una forza :) hai una pazienza e una precisione illimitata ( credo che sia deformazione professionale )leggi intere pagine di sentenze ,verbali e quant'altro con una cura precisissima ( penso che il duo B&G dovrebbero prenderti da esempio.

Annika cara mi fai impazzire ,tratti argomenti forti e masculi meglio di un masculo e che dire di Tabula che quando gli gira diventa simpaticissima , ma te la sei presa per la famosa Pomata pasta ?':P
vi leggo da due giorni, è ho letto di new entry veramente interessanti come Luc Anna e K@ chissaà se MarcoD è andato a perlustrare Colle

Tiziana ha detto...

La questione di tutta la vicenda che più lascia sconvolti, non è l'atteggiamento dei Rea, ma l'immagine che fino a qui emerge della giustizia italiana.
Che i Rea odino Parolisi, mi sembra quasi legittimo (o almeno lo sarebbe se fossero CERTI della sua colpevolezza), ma mi sembra allucinante che un tribunale gli abbia nominati tutori di Vittoria, ledendo dunque il suo diritto a relazionarsi con l'unico genitore rimastole, chiunque egli sia. Anche se Parolisi resterà chiuso in una galera per l'eternità, nessuno cancellerà il fatto che la metà del "sangue" di Vittoria sia di Salvatore, e con questo fatto Vittoria, una volta divenuta adulta, dovrà confrontarsi.
Poi c'è il discorso che ho fatto nel post precedente, di una condanna di Parolisi già prima del processo, che ci fa piombare, come dice LUCA P, nel medioevo: quello delle origini però, non dimentichiamoci infatti che il principio dell'Habeas corpus era già espresso nella Magna Charta, che risale al 1215.

LucaP ha detto...

Riporto le dichiarazioni di un nostro appassionato lettore:

"Finalmente celebriamo il processo - commenta con l'Adnkronos l'avvocato Mauro Gionni, legale della famiglia Rea - e si avvicina così sempre più la data della verità processuale e la condanna del colpevole".

Giusto affermare che si avvicini la data della verità processuale. Ma chi è Gionni (oltre ad essere un oscuro avvocato di provincia ed un aspirante del PD ad entrare nella politica che conta) per affermare che si avvicina anche la data della condanna del colpevole? Dove siederà il nostro fedelissimo durante il processo? Nel banco dei legali della Parte Civile o nel banco dei giudici laici della Corte di Assise?

Anonimo ha detto...

Squadra, condivido le vostre argomentazioni. Credo però, che, davanti a questa prepotenza legittimata da qualche potere forte, ci sia ancora qualcuno che possa metterle il bastone fra le ruote.

Stella

tabula ha detto...

@Santy
condivido in pieno il tuo punto di vista sul fondamentale apporto scientifico che Lucap ed Annika, estremamenti competenti nelle reciproche materie, hanno offerto allo spazio commenti di questo seguitissimo blog, documentando ed esponendo con precisione come e quali siano gli aspetti tecnici che non tornano della ricostruzione ufficiale del delitto.

E ti ringrazio per il complimento "simpaticissima" rivolto alla mia persona, anche se lo scopo di alcuni miei "simpatici" interventi che potrebbero e vorrebbero far sorridere, c'è il chiaro intento di evidenziare l'illogicità e l'incongruenza di alcuni passaggi delle argomentazioni dell'Accusa.
Questione che da un lato mi preoccupa e dall'altro mi fa profondamente inca.. volare su come sia possibile affermare e portare a processo certe fesserie.

E' che portando all'estremo il discorso, la barzelletta arriva da sè. Io non ci metto altro che la volontà di sciogliere la prosopopea seriosa di quella che ci vorrebbe essere data a bere come una verità plausibile.

Quindi io non sono quella simpatica qui dentro: io sono quella inutile.

E per evitarmi inutili arrabbiature che anche oggi mi sono salite in gola, non voglio leggere più nè sapere più altro che riguardi una certa bambina ostaggio di una famiglia vendicativa. Una vendetta che arriva su un colpevole possibile, probabile, ma non certo. Una vendetta che vuole fagocitare l'innocenza dei primi anni della piccolina facendola costituire parte civile contro il suo stesso padre.

Ma non fatemi aggiungere nient'altro. Tanto, non serve. Nè è utile a nessuno che ve lo venga a dire io.

Commenterò, forse, se e quando ancora ci saranno novità che siano degne di tale nome.

Per il momento, non voglio più leggere di famiglie che dichiarano guerra ad un genero da loro stessi dichiarato e voluto e preteso come colpevole.
Anche perchè nel malanimo io non ci trovo niente da ridere, nessun appiglio possibile all'ironia che mi sia utile per poter comprendere una logica intestardita sull'odio cieco.

A ri-vederci, a ri-leggerci, buona continuazione.
Io, me ne tiro fuori.

tabula vostra

Tiziana ha detto...

Vorrei analizzare con voi ancora una volta, se me lo concedete (lo so che l'abbiamo già fatto), il mutato atteggiamento della famiglia Rea, per capire il loro odio nei confronti del genero. Nel post precedente ho scritto che il loro odio sarebbe quasi legittimo se fossero certi della colpevolezza di Parolisi. Ma lo sono veramente?

Subito dopo l'omicidio hanno detto ripetute volte che non pensavano assolutamente ad un coinvolgimento del genero nell'omicidio. E così doveva essere, altrimenti come mai l'hanno continuato ad ospitare per 3 mesi in casa loro. Se fossero stati convinti fin da subito della sua colpevolezza, non avrebbero potuto accettare di continuare a vederlo. E non è questione di prove o indizi. Loro il genero lo conoscono da 13 anni, e "a pelle" si saranno fatti un'opinione. Non è neanche questione di "correttezza", perché se l'avessero avuta allora, nell'immediatezza del fatto, quando i sentimenti sono più forti, tanto più dovrebbero continuare a mostrarla ora, poiché il processo non è stato ancora celebrato. Non sono neppure emersi nuovi indizi, rispetto a quelli che hanno portato Parolisi in carcere e dunque neanche questo può aver fatto mutare loro atteggiamento.
E allora sono veramente convinti che Parolisi sia colpevole? Il loro odio è veramente legittimo? Il loro comportamento nasce dall'amore per la figlia così dolorosamente strappata al loro affetto?
Io non ne sono certa, per questo sono così critica nei confronti dei loro atteggiamenti; voi che ne pensate?

Tiziana ha detto...

No Tabula,
non tirartene fuori anche tu!
Anch'io ne ho avuta la tentazione, anch'io mi sono più volte domandata se questi nostri commenti servano a qualcosa.
Alla fine penso però che bisogna tenere aperta una voce fuori dal coro, vuoi che riescano a zittire pure noi?

Anonimo ha detto...

Tabula nostra è nel tuo diritto decidere se e quando intervenire. Gli avvenimenti, soprattutto gli ultimi, non fanno che mettere in discussione questo nostro Stato di diritto; non fanno che palesare che prima di ogni vittima, ad essere morta è la giustizia. La prepotenza sembra farla franca ancora una volta e non solo essa.....se poi ad essere chiamata in causa è anche una bambina allora il tutto fa ancora più schifo. Dicono che il tempo sia un gran giudice e che la verità sia figlia del tempo. A prescindere dal fatto che Salvatore venga condannato o meno, credo che qualcuno prima o poi dovrà fare i conti con qualcosa che non ha messo nel bilancio.
Vittoria crescerà con l'amore di una zia che, se anche vedrà poco, le sarà sufficiente per alimentare l'amore che tutte le figlie femmine hanno nei confronti del padre. Imparerà a conoscere la dignità ed il cuore che la famiglia Parolisi ha dimostrato di avere in abbondanza e non ci sarà nessun giudice più attendibile del suo cuore. Le sarà chiaro anche il perchè la sua mamma, nella eventualità che fosse stata impossibilitata a crescerla, avesse scelto la zia paterna come sua seconda mamma, ancora prima della nonna materna, ancora prima della famiglia dello zio materno.

Stella

LucaP ha detto...

@ Tabula

Comprendo benissimo la tua nausea e sconforto nel leggere le ultime notizie relative ai Rea ed alla povera Vittoria. Mi dispiacerebbe allo stesso tempo non poter più leggere i tuoi commenti ai quali penso tutti noi ci siamo affezionati.

Non vorrei allora dover accrescere la tua inca...volatura nel sottoporre all'attenzione di tutti un articolo del 18 maggio (il giorno dopo il funerale) dalla lettura del quale si evince chiaramente quale fosse l'intento dei Rea sin dai primi giorni

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Omicidio-Rea-il-tremendo-sospetto-del-padre-di-Melania/34947.htm

Vittoria è sempre stata del clan REA, credo sin dalla sua nascita e sin da subito han rivendicato il diritto (basato non si sa su quale codice giuridico) di riappropriarsene. Già il fatto che la figlia avesse seguito il marito era stato considerato un tradimento al vincolo di sangue. Senza poi parlare dell'ipocrisia nello smentire di essere stati a conoscenza del tradimento di Salvatore con Ludovica (includendo anche Melania che a detta del padre aveva scoperto il fatto forse solo il giorno prima, fornendo quindi all'opinione pubblica il movente dell'omicidio).

P.S. Se qualcuno dovesse sobbalzare all'affermazione delle "ciabatte e calzoncini" faccio presente che tale notizia è rimbalzata su tantissimi siti e giornali ma non ha avuto nessun seguito. Se fossero state veramente ciabatte e non scarpe da ginnastica (è anche giustificabile che una persona dell'età di Gennaro Rea consideri ciabatte tale tipo di calzature), sono sicuro che gli inquirenti avrebbero utilizzato tali dichiarazioni come prova regina della colpevolezza di Parolisi. Ed invece non se ne è più avuta traccia.

LucaP ha detto...

Queste le dichiarazioni di B&G

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Giudizio-immediato-per-Parolisi-i-legali-Nessuna-sorpresa-E-dalla-Cassazione-atto-pilatesco/67475.htm

Annika ha detto...

Carissima Tiziana,

qualche giorno fa mi hai sottoposto una ricerca non facile. Mi ci e' voluto un po' piu' del previsto in quanto sulla persistenza del DNA salivare sulla/nella bocca di un cadavere davvero c'e' un vuoto immenso da colmare.
Tuttavia, ho fatto del mio meglio, e mi trovo a dover porgere le mie scuse, pubbliche e genuine, agli avvocati Biscotti e Gentili per aver dubitato della loro incisivita' nella difesa di Salvatore. Il punto 4 a p.105 della memoria difensiva di Salvatore e' INCONFUTABILE, o quanto meno tuttora INCONFUTATO. L'articolo da loro citato a p.103 (Kenna et al, The Recovery and Persistence of Salivary DNA on Human Skin, pubblicato sul Journal of Forensic Sciences, 2011, 56(1): 170-5) e' sicuramente il piu' recente, incisivo ed autorevole studio sulla persistenza della saliva altrui sulla pelle umana.

http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/j.1556-4029.2010.01520.x/abstract

Ora, sebbene il full article vada acquistato online, come si evince comunque dall'abstract di cui sopra, in 8 esperimenti su 9 la saliva ha permesso di ottenere un profilo pieno di DNA maschile dopo ben 96 ore dal deposito della saliva sul volontario - da tener presente che il campione 4494, riconducibile a Parolisi, non era neanche un campione pieno...

Avrei trovato anche un articolo di forensic dentistry, un po' piu' datato ma anch'esso una perla rara, che dimostra la persistenza della saliva inalterata sulla pelle intatta fino a 60 ore (riconducibili comunque alla primissima mattina del 18/4).

http://www.bioline.org.br/request?os06034

Mi chiedo pertanto come sia possibile che il tribunale del riesame de L'Aquila non abbia tenuto conto di tali argomentazioni scientifiche. Ovvero, IN ATTESA DI NUOVE RICERCHE COMPROVANTI ED IN ASSENZA DI UN BRICIOLO DI PROVA CHE IL DNA SALIVARE SULLA O NELLA BOCCA DI UN CADAVERE SIA DATABILE IN ALCUN MODO, COME E' POSSIBILE NON TENERE AFFATTO CONTO DI ALMENO UN AUTOREVOLISSIMO, CITATISSIMO, MAI SMENTITO BREAK THROUGH NELLA RICERCA DELLA PERSISTENZA DELLO STESSO DNA SALIVARE SULLA PELLE UMANA? CON QUALE AUTORITA' SCIENTIFICA CHIUNQUE PUO' SMENTIRE O ANCHE SOLO IGNORARE TALE STUDIO?

Mimosa ha detto...

@ Tabula cara
condivido il tuo sconforto
e in effetti come mai siamo rimasti in 4 o 5 a scrivere con assiduità?
O tutti gli altri si sono già sconfortati, mentre noi tenevamo duro, o non c'è altro da dire dopo quasi un anno che sbattiamo contro muri di gomma.
Le notizie che vengono sfornate ci fanno solo inc..volare, almeno a noi 4-5.

Un saluto a quello che resta della squadra.

Mimosa

LucaP ha detto...

Cara Annika

Se hai letto i miei commenti di oggi pomeriggio, non dovresti nemmeno tu stupirti del modo in cui il giudice dott. G. Romano Gargarella ha sapientemente risolto tanti aspetti oscuri, sia tecnico-scientifici sia logico-deduttivi, contenuti nelle motivazioni dell'Ordinanza di Teramo e sapientemente sollevati dalla Memoria Difensiva di Biscotti&Gentile (unitamente ai loro esperti e qualificatissimi periti). Altri, forte della certezza del diritto, li ha persino glissati come se non sussistessero. E stiamo parlando di obiezioni comprensibili anche ai profani oltre a quelle che chiaramente presuppongono per la comprensione di esperti del settore.

Secondo te chi fra:
- dott. Tagliabracci
- dott. Canestrari
- dott. Aloisi
- dott. Rosati
- dott. Gargarella
si è sottoposto alla seguente prova empirica:

1. French Kiss (tradotto in italiano lim...ta) prolungato con la propria/o compagna/o o altro soggetto volontariamente messosi a disposizione
2. Eventuale piccolo spuntino accompagnato da bevanda (opzionale)
3. Prelievo di DNA mediante tampone orale (specificamente sull'arcata dentaria) a 2/4/6/12/24 h dal French Kiss sopradescritto (da eseguirsi anche con il secondo soggetto dell'esperimento)
4. Ricerca di tracce di DNA estraneo a quello del soggetto sui campioni prelevati
5. Test comparativo delle eventuali tracce rinvenute con il DNA del secondo soggetto

per poter affermare categoricamente che "è ragionevole affermare che il contatto con il materiale biologico del marito è avvenuto poco prima del decesso o comunque dopo il pranzo, poiché in caso contrario numerosi atti, tra cui passarsi la lingua sulle labbra, il bere o il mangiare, il deglutire, avrebbero dovuto eliminare cellule estranee dalla bocca della Rea”

A onor del vero e per essere corretti bisogna osservare come Tagliabracci inserisca la formula dubitativa "o comunque dopo il pranzo". Ma allora non si capisce come questo riscontro possa assurgere ad indizio sufficiente per incastrare e condannare Parolisi.

E comunque non è mai stato dichiarato ufficialmente che la traccia di DNA sia stata ricavata da saliva o altro materiale biologico (che sarebbe potuto permanere per ben più lungo tempo).

LucaP ha detto...

Dimenticavo

Nell'ipotesi si trattasse di DNA di contatto nell'ipotesi che durante il tentativo di scannamento Salvatore avesse tappato la bocca a Melania, come già sottolineato da altri su questo blog, sul cadavere della stessa si sarebbero trovate una moltitudine di tracce di DNA (nell'intorno della bocca), mentre l'unica traccia è stata rinvenuta sull'arcata dentaria.

Il giorno 11/05 a Castello di Cisterna Parolisi ha testimoniato di essersi baciato a lungo con Melania il giorno 18, anche nella zona delle altalene. Dobbiamo ipotizzare che Parolisi sia esperto, oltre che di tecnologia delle comunicazioni cellulari, anche di genetica forense?

Mimosa ha detto...

@ LucaP
veramente nella richiesta di rinvio a giudizio di Ascoli è scritto (p. 7)
tracce biologiche sono state rinvenute nei
tamponi della regione labiale e dell’arcata dentaria

Mimosa ha detto...

@ LucaP
è sempre il Tagliabracci che ipotizza il contatto con la mano, nessuno di noi l'ha mai detto.

Solo io ho ipotizzato lo strofinamento con un oggetto o indumento contenente cellule di SP.

Mimosa

Anonimo ha detto...

LucaP, certo che quel geniaccio di P. ne sa una più del diavolo.

Stella

LucaP ha detto...

@ Mimosa

Non so esattamente quali siano state le modalità di prelievo del tampone all'interno del quale è stata rinvenuta un'unica e sola traccia del profilo genetico di Parolisi. Cioè se siano stati utilizzati tamponi differenti per le labbra e per l'arcata dentaria. Credo tuttavia che sia stato utilizzato un unico tampone dal momento che lo stesso Tagliabracci non è in grado di dire se la traccia sia stata lasciata e trovata sulle labbra o sull'arcata dentaria. Difatti nelle perizia medico legale parla indistintamente di "tamponi della regione labiale e dell'arcata dentaria".

Tale ipotesi la sottolineano velatamente anche B&G alla pag.98 della Memoria Difensiva. Secondo me riservandosi di avanzare obiezioni più incisive in sede di dibattimento. Perché chiaramente c'è una bella differenza se fosse stata trovata sulle labbra o sull'arcata dentaria. Questo è sicuramente un altro vulnus della perizia medico legale (oltre al colore ed al volume del lume).

Anonimo ha detto...

Mi date le istruzioni per inviare a
M. Prati un articolo per Anika ?

Grazie,
K@

LucaP ha detto...

@ Mimosa

Mi sono accorto che la grammatica scorretta del mio commento ti ha tratto in inganno. Il riferimento ai commentatori del blog era relativo al fatto che era già stato detto che si sarebbero dovute trovare più tracce genetiche di Parolisi nel caso in cui, come ipotizzato dai PM, avesse tentato di tappare la bocca a Melania nel tentativo di scannamento.

Anonimo ha detto...

prati.massimo@gmail.com

K@, questo è l'indirizzo di posta di Massimo.

Stella

Tiziana ha detto...

Cara Annika
credo il mio commento si sia perso, te lo ripropongo, per dirti che mi hai veramente colpita, sei bravissima.

Più mi stupisco per l'approssimazione e superficialità di inquirenti, Pm, giudici, più rimango meravigliata dalle competenze dei commentatori del blog.

Ti ringrazio di cuore per esserti presa la briga di rispondere al mio quesito in maniera così precisa e dettagliata, come del resto fai sempre.

Luca P,
grazie per il link che ci hai postato, di cui riporto una parte:"Biscotti e Gentile, pur rispettandole, non condividono le motivazioni con cui la Cassazione non ha concesso la liberta' a Parolisi. "Si tratta di un verdetto 'pilatesco' - sostengono - che in due paginette, a colpi di principi stereotipati, liquida le molteplici obiezioni difensive che, neppure questa volta, hanno trovato risposta. Spiace costatare che la Suprema Corte in tale circostanza non abbia profuso l'impegno motivazionale che contraddistingue i suoi provvedimenti che, anche di recente, si erano arricchiti di decisioni in materia cautelare di grande coraggio ed insegnamento". "
Sembrerebbe che la difesa si sia decisa a tirare fuori le unghie? Speriamo!

Anonimo ha detto...

x Tabula e tutti voi:

Poter condividere serie perplessità e
un sentimento di indignazione motivata
penso possano comunque avere un rilievo
anche di valore etico-sociale. Il silenzio
indignato individuale non dà le stesse
possibilità, o testimonianza.

K@

tabula ha detto...

@Lucap, scusa.
rientro dall'aldi-qua solo per domandarti: che male ti hanno mai fatto le limonate?
Nel limone ci sono un sacco di vitamine. Si può scrivere tranquillamente, la parola che ne descrive l'estrazione del succo.
credo. :-)
Buona continuazione ragazzi.
Non ho detto che non scriverò mai più, ho detto solo che non lo farò finchè non usciranno notizie che siano tali, sicuramente non vado a legermi i link che mettete sulla questione della piccola perchè mi sale la carogna.
e fa male solo a me.
ciao ciao a tutti

Anonimo ha detto...

X K@

Quel "tutti voi" non le sembra più consono se rivolto ad alunni delle elementari, dal proprio insegnante?
P

Manlio Tummolo ha detto...

Non sapendo come sia formulato l'atto, non posso commentare in modo specifico: la bambina è sicuramente PARTE CIVILE (e ci mancherebbe che non dovesse esserlo, essendo parte lesa diretta ed immediata con la morte della madre! ), ma non necessariamente contro Parolisi (che è suo padre e, finora, solo indagato), ma contro ogni eventuale assassino della madre.

Mimosa ha detto...

K@
a mio parere non è male lasciare spazio all'esternazione dell'indignazione di rilievo "etico-sociale" di altre nuove forze!
Abbiamo provato a farlo altre volte.
Il blog non appartiene mica al gruppo (ormai) ristretto di persone che commentano con maggior frequenza ... non è questo nelle intenzioni di un blogger serio quale è Massimo Prati.
Forza, commenta ampiamente anche tu e ti seguiremo.

Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Gli esimi avvocati Biscotti e Gentile si accorgono solo ora che la Corte Suprema di Cassazione usa metodi pilateschi ? Proprio in questo blog, ed in altre sedi, "fui io sol" a definirla tale in merito alle misure adottate contro Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano.

Mimosa ha detto...

@ Manlio
questa è una prova in più che tengono in grande considerazione questo blog!
Di qua e di là sono ben messi!

Ciao, Manlio
Mimosa

Tiziana ha detto...

Squadra
in questi mesi di lavoro credo siamo riusciti a mettere in evidenza molte lacune del lavoro investigativo, che aprono dubbi legittimi sulla colpevolezza di Parolisi.

Non voglio qui rifare il lavoro di sintesi egregiamente realizzato da Mimosa a sostegno della difesa dell'imputato, ma vorrei soffermarmi su un paio di dubbi che il preciso supporto tecnico di Annika e Luca P ci permettono di sollevare.

In particolare nessuno può dire con certezza che Melania sia morta entro le 15.30. A sostegno di questa considerazione l'accusa ha solo la perizia di Tagliabracci che dice che Melania ha assunto caffeina al massimo un'ora prima di morire. Non ci sono altre evidenze nell'autopsia (per quel che ci è dato di sapere), per stabilire l'ora della morte.

Ma nessuno sa quando Melania abbia assunto la caffeina. Potrebbe averlo fatto il 18 o anche 19 aprile. Chi lo stabilisce? NESSUNO. L'unico ulteriore elemento è la traccia di Dna di Parolisi sulle gengive di Melania. Ma tale traccia sappiamo che può permanere anche 96 ore dopo che è stata lasciata (Annika, può permanere anche se si beve qualcosa?)

Tutti questi aspetti potranno essere trascurati in un processo serio?

Capisco lo sconforto di TABULA, abbiamo riscontrato tante incongruenze nel lavoro degli inquirenti, che ci hanno portati a dubitare seriamente della colpevolezza di Parolisi, ma i vari gip non si sono nemmeno presi la briga di tenere in debita considerazione le obiezioni mosse dalla difesa. Vale dunque ancora la pena stare qui a discutere?

Tra la motivazioni della Cassazione ci sarebbe la "decisione del Tribunale che ha attribuito al carattere menzognero delle dichiarazioni dell'indagato una valenza indiziaria, sia pure complementare, ove si consideri che legittimamente il giudice puo' trarre argomenti di prova anche dalle giustificazioni manifestamente infondate dell'imputato".

In buona sostanza prima, senza prove, si dice che l'imputato mente e poi alle menzogna si attribuisce il carattere di indizi. E il circolo vizioso è chiuso.
Al di là del fatto che una bugia può avere tante motivazioni, e di per sé non nasconde necessariamente un omicidio ma poi, per assegnarle tale valore, bisognerebbe avere la certezza che Parolisi menta. E chi lo dice?
Cosa servono tre gradi di giudizio se il nuovo giudice prende per buono quanto sostenuto dal precedente, senza fare un'analisi critica delle carte?
Oppure c'è una prova vera, una prova regina inoppugnabile? Perché nonostante le tante motivazioni di Cassazione e gip non ce la vogliono far conoscere? Temono di scoprire troppo presto l'asso nella manica?

Anonimo ha detto...

x P:

> Quel "tutti voi" non le sembra più consono se rivolto ad alunni delle elementari, dal proprio insegnante?

Sinceramente no. Comunque, se così è apparso, non era il mio intendimento. Intendevo, piuttosto, condividere una realistica, quantunque amara, constatazione a cui le circostanze di vita, specie nel ns paese, mi hanno fatto approdare da tempo, e che mi hanno indotto a fare questa scelta (indignarsi in silenzio, isolatamente, è meno potenzialmente costruttivo che condividere perplessità e scambiarsi pensieri e riflessioni).

P, come avrei dovuto meglio esprimermi in proposito per condividere 'globalmente' con il blog questo mio pensiero per evitare un possibile effetto, non da me voluto, di tipo (come sembra essersi invece verificato in base all'osservazione fattami) un pò 'urticante' ? Considero sempre un punto di vista esterno a me una buona prospettiva per valutare meglio.

Grazie,
K@

tabula ha detto...

@Tiziana
vorrei parlarti di una faccenda e non vorrei entrare troppo nel personale qui online. Saresti disponibile a lasciare una tua email a Massimo affinchè ci metta in contatto?
Senza impegno.
ciao

Anonimo ha detto...

@ka
è provocaziane, fine a se stessa.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Mimosa,
mi sembra che gli avvocati Biscotti e Gentile leggano attentamente questo blog, ma non vogliano farlo sapere. Anche per la faccenda dell'automobile della foto, lo si è capito. Vedremo che cosa ne sapranno ricavare, nell'uno e nell'altro dei due opposti casi.

Annika ha detto...

LucaP

Ma lo sai che l'idea dell'orgia baciosa da te proposta e' semplicemente geniale? Peccato che poi la dovrebbero testare nuovamente in laboratorio con double blind test e anche pubblicarla per vedersela riconosciuta da chiunque. Ma sai che divertimento nel frattempo...!

Mimosa

non e' mai stato effettuato un singolo test sulla persistenza di DNA salivare in bocca. Pertanto, avendo testato il DNA salivare per deposito cutaneo su 3 coppie volontarie con risultati positivi per DNA maschile pieno (cromosoma Y) 8 volte su 9, Kenna et al, al momento, docet! Ovvero, IL DNA SALIVARE PERSISTE SULLA PELLE PER ALMENO 96 ORE (mentre la semenogelina perdura inalterata solo 72h al massimo, ma questa e' un'altra storia). Inoltre, Sweet & Shutler (Journal of Forensic Sciences, Sept 1999, 44(5), 1069-72) discutono un caso di recupero di DNA salivare da morso lasciato su una vittima (donna) immersa in un fiume a corrente bassa databile 5.5 ore prima della scoperta. Ovvero, 5 e 1/2 ore di lavaggio continuo non sono bastate a lavare via le tracce di DNA estraneo dalla povera malcapitata. Altro che un caffe' o un bicchiere di latte con piadina!!!

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10486961

Il DNA di Parolisi viene prelevato in due punti della bocca: campioni 4493 e 4494. Quello esterno, se l'altro era insaccato tra labbro superiore e gengiva, lo potrebbe aver trasferito Melania stessa semplicemente inumidendosi le labbra con saliva frammista a quello interno. Viceversa, quello interno potrebbe averlo immesso nella bocca Melania stessa inumidendosi le labbra e trasportandolo con la saliva da fuori a dentro. Detto questo, i campioni 4493 e 4494 a quale tipo di DNA si riferiscono? Quoto da pagina 98 della Memoria Difensiva:

"...Nella Relazione medico legale si dà atto che “non è possibile definire la tipologia
di contatto che ha permesso il depositarsi di elementi cellulari estranei sulle
mucose della Rea, potendosi trattare di cellule delle mucose depositate con un
bacio oppure di cellule cutanee da contatto”..."

EH, SCHERZIAMO? NO, DICO, SERIAMENTE? MA UN QUALUNQUE MEDICO LEGALE DOVREBBE SAPERE CHE I CAMPIONI SI TESTANO! Quindi, DNA da contatto o da liquido? E se da liquido (con l'ALS si vede subito se si tratta di DNA da liquido, perche' fluoresce), di che liquido stiamo parlando? Con un semplice test per amylase enzyme (il tradizionale Phadebas, o Quiagen QUIAamp DNA kit, o il recente RSID che trova alpha amylase a concentrazioni basse) si esclude o si elegge la saliva punto e basta, tenendo presente che ai fattori di degradazione del liquido salivare nel tempo contribuiscono anche i microorganismi. Altrimenti, si testa per sperma, liquido appiccicoso e assai persistente: PSA, AP, che so, anche solo Diff-Quick...

Allora, di che DNA si tratta?

anna ha detto...

i coniugi parolisi sono stati descritti come una coppia perfetta,quando invece non era così,perchè queste menzogne?sonia ha mentito, imma,stefania, tutte le sue amiche hanno mentito, che cosa hanno da nascondere?Paciolla dichiarò per poi ritrattare che la casa di melania in assenza del marito era frequentata. Da chi?perchè non si è indagato su melania e la sua famiglia?chi frequentava melania, a chi telefonava?se delle intercettazione si nota che è successo qualcosa la sera del 17 aprile ,non dimewntichiamoci che i coniugi parolisi erano a casa di sonia, che cosa è successo quella sera?melania era a conoscenza di qualche segreto che avrebbe sconvolto la vita a molte persone di folignano?anche il parroco ha dipinto la coppia come felice e piena d'amore.
ma si è visto che non era proprio così.gli inquirenti non hanno interrogato abbastanza dopo tutte le loro menzogne gli amici di folignano.a loro sono permesse bugie enormi,parolisi ha mentito per coprire il tradimento gli altri mentono per coprire che cosa?

pochi giorni prima del 18 aprile c'era stato un violento temporale, quindi i cani hanno annusato l'odore di melania di quel giorno perchè con le piogge l'odore precedente era scomparso.

bisogna indagare su cosa è successo la sera del 17 aprile.

Annika ha detto...

Mimosa

ti devo delle scuse per averti erroneamente tirata in causa nel mio ultimo post. Era alla domanda di Tiziana, rivoltami nel suo straordinario post del 20/1 - 20.18, che intendevo rispondere in base alla permanenza del DNA salivare anche dopo aver bevuto.

Rita

approfitto anche e soprattutto per scusarmi con te. Prima di qualunque intervento, fin da ieri, avrei dovuto farti gli auguri per la salute. Scusami e bentornata tra noi!

Ciao, Annika

Annika ha detto...

Antonello,

anche a te volevo dire qualcosa da giorni: tutto il mio rispetto a chi sceglie il perdono alla vendetta.

Le parole dell'avv. Gionni ("Finalmente celebriamo il processo...")

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Omicidio-Rea-giudizio-immediato-per-Parolisi-Udienza-fissata-per-il-27-febbraio_312879919441.html

mi hanno fatta rabbrividire. Mi vengono in mente tempi bui di capri espiatori immolati su altari pagani o sacrificati in piazze pubbliche per ingraziarsi nuovamente i favori di dei lontani o cittadini disgraziati, tiranneggiati fino alla fame.

Quando ho nominato The Wicker Man, non l'ho fatto a caso. Anche in quel film cult, nell'ultima scena, l'intera comunita' di "Summerisle", CELEBRA...

LucaP ha detto...

Ieri sera mi sono lasciato convincere a guardare la puntata di Quarto Grado dove si parlava della Concordia.

Tuttavia verso la fine sono stati trattati gli ultimi sviluppi del caso di Melania.

Premesso che secondo me neppure i giornalisti di QG hanno potuto leggere la relazione finale sulle analisi compiute dai RIS (troppe notizie che sembrano discordanti o perlomeno strane; ma viene anche la sensazione che siano state fatte filtrare da più fonti contrapposte e che non siano state sottoposte a verifica), bisognerebbe spiegare alla bella Scampini la differenza tra il Giudizio Immediato ex art.453 comma 1 CPP (evidenza della prova) e quello ex art.453 comma 1bis CPP ("custodiale", dove non vi è il vincolo dell'evidenza della prova) che è effettivamente quello richiesto ed ottenuto dai PM di Teramo.

Ma soprattutto viene da domandarsi cosa ci faccia in studio in tutte le puntate quel cane Bloodhound (non è Piergiorgio) che è stato inquadrato per due secondi prima dei titoli di coda. E' un messaggio per chi?

Anonimo ha detto...

Annika,
non meravigliarti che ancora oggi ad alcuni tocchi diventare ,come dici "capri espiatori immolati su altari pagani o sacrificati in piazze pubbliche per ingraziarsi nuovamente i favori di dei lontani o cittadini disgraziati, tiranneggiati fino alla fame"
a te non capita di avere sensazione che esistono realtà che persone comuni come noi non conoscono e non riconoscono lì dove ne vengano sfiorate.
Chissà se in sede di processo dovesse presenziare contemporaneamente una rappresentanza diciamo governativa ed una diciamo appartenente all'informazione , chissà che non cambino le sorti mi sembra già tracciate di SP.
Si, il prescelto, come nel film che citi,si accorge di essere tale solo a cose fatte.
altro film che merita del 1992, a few good men.
luc

anna ha detto...

la procura non ha voluto il dibattimento perchè sapeva che veniva sconfessata in tutto e per tutto questa è la sconfitta della giustizia,vergogna

Manlio Tummolo ha detto...

Piaccia o no, alla Procura comunque toccherà dibattere: hanno solo evitato l'udienza preliminare, ma ciò può ritorcersi contro loro stessi. Ovviamente il resto spetta ai due avvocati difensori di Parolisi e ai giudici.

Tiziana ha detto...

Gent. Tummolo
le chiederei un chiarimento: cosa significa esattamente saltare l'udienza preliminare? Quali aspetti processuali sono mantenuti e cosa invece viene omesso?
La ringrazio, Tiziana

anna ha detto...

voglio portare a conoscenza di tutti che nel 2005 a 30 km da dove è stata uccisa meLANIA, E STATA UCCISA UN'ALTRA DONNA MAGDa con 20 coltellate anche li fu aacusato il marito assolto poi con formula piena la procura è sempre quella di Teramo, poi c'è stato l'omicidio della Goffo,poi l'omicidio di melania, poi questa estate a 12 km da ripe un ragazzo ha accoltellato una donna con oltre trenta coltellate in un bosco non è riuscito ad ucciderla perchè una donna con un cane che passeggiava ha cominciato ad urlare,quindi ci sono stati dal 2005 ad oggi tre omicidi di donne accoltellate e un tentato omicidio,
è possibile che la procura di teramo non trovi mai gli assassini?

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tiziana,
la cosa non è molto chiara, riguarda soprattutto l'automatico prolungamento della custodia cautelare, che, saltando la fase dell'udienza preliminare, elude e ritarda la scadenza. Per il resto il processo, a quel che so (personalmente disapprovo ogni forma di procedura speciale o eccezionale, che costituiscono violazione dell'art.111 della Costituzione), dovrebbe essere iniziato immediatamente, ma svolgersi poi come ogni altro processo regolare (non come nel rito abbreviato che è invece un'udienza preliminare prolungata, chiusa al controllo pubblico, con una sentenza valida ad ogni effetto). E' in sostanza un escamotage per tenere in carcere una persona, e poi pagnucolare che c'è "sovraffollamento" nelle carceri italiane !

Anonimo ha detto...

Nell' udienza preliminare, il gup, nel contraddittorio delle parti vaglia la sussistenza di elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio. E' quindi una udienza filtro che dovrebbe tutelare l'imputato ed evitare che sfocino in dibattimento e giudizio le azioni penali esercitate in modo azzardato(questa sarebbe la cd. funzione di economia processuale).
Nel nostro sistema processuale ha quindi un ruolo centrale: il giudice verifica la completezza delle indagini svolte dal pm ed ha il potere di chiedere l'integrazione probatoria entro determinati limiti. Il gup può pronunicare una sentenza di non luogo a procedere qualora gli elementi acquisiti risultini contraddittori ed insufficienti.
Ora è palese vista la funzione dell'ud. prel. del motivo per il quale l'accusa abbia chiesto il giudizio immediato custodiale: ha voluto privare forzatamente, la difesa, di un'occasione per contrastare il cammino dell'accusa verso il dibattimento.
Ora, la difesa, potrebbe fare richiesta di giudizio abbreviato condizionato alla assunzione di alcuni mezzi di prova al fine di colmare un deficit conoscitivo riguardante la questione di merito che si considera insufficientemente chiarita dall'attività investigativa precedente. Accettare o meno tale richiesta è a discrezione del giudice. Fossi nella difesa, lo chiederei non tanto per avvantaggiarmi di uno sconto di pena quanto per mettere sotto gli occhi di un giudice terzo ed imparziale quel che fino ad ora non si è voluto vedere.

Stella

anna ha detto...

visto che gli inquirenti si sono rivolti in america per i messaggi su internet fra parolisi ludovica,perchè non fanno altrettanto per scorpire chi ha minacciato paciolla raffaele la guardia carceraria ,di morte su internet?lui è stato minacciato perchè è a conoscenza dello stesso segreto che conosceva Melania e forse anche Parolisi?rintracciate da quale mail è partito quel messaggio.cercano il capo espiatorio per non voler indagare dentro l'esercito.

Questa non è giustizia è una vergogna istituzionale,gli inquirenti hanno pressioni dall'alto per non indagare nell'esercito?

ribadisco ceh melania è impossibile che è rimasta li per due giorni, il 19 c'era la seconda esercitazione militare come il giorno prima sicuramente anche il 19 alcuni militari sono andati a mangiare li, infatti è stato trovato anche uno scontrino del 19, quindi melania è stata nascosta da un'altra parte,potrebbero ancora trovare il luogo se indagano, e poi portata li la sera del 19 aprile dove è stato fatto il depistaggio o addirittura la mattina del 20 alle sette quando poi pè stato riacceso il cellulare,gli inquirenti non sono riusciti nemmeno a trovare chi ha telefonato che sicuramente è o l'assassino o un complice che ha depistato,

nella prima relazione quando si elenca cosa è stato trovato vicino al cadavere si dichiara che c'è l'impronta vicino alla testa di un pneumatico di 160 mm ,non compatibile con le ruote della scenic di Parolisi,dimostrazione che melania è stata scaricata da una macchina che aveva quelle ruote, successivamente l'omicidio.

quello che mi lascia perplessa è che nella relazione del medico c'è scritto che le pugnalate post morte sono state inferte entro 30-60 minuti dalla morte e qualche ora prima del ritrovamento.

Quindi melania non è stata uccisa il 18 aprile entro le 15,30 ma è stata uccisa la sera del 19 aprile o addirittura alla mattina del 20 aprile,alle 7 è stato riacceso il cellulare,è stato fatto il depistaggio ,e poche ore dopo c'è stata la telefonata per il ritrovamento del corpo.

se così fosse il rammarico è di aver avuto almeno 36 ore di tempo per trovare melania viva.

alcune relazioni non coincidono affatto con la ricostruzione degli inquirenti,

non so se voi dal video dove si vede il corpo di melania per terra, potete notare la vicinanza dalla strada, siccome il 19 ci sono stati i militari, dalla strada l'avrebbero vista,io che conosco bene la zona dico che è impossibile che melania è stata li due giorni senza che animali si avvicinassero a lei e senza che nessuno la vedesse dalla strada.

una domanda mi sono sempre chiesta, quella zona è zona militare normalmente ci sono dei satelliti che controllano tale zone, a ripe non c'è nessun dispositivo che permette di visionare le immagini?

poi quando si fanno le esercitazioni io so che vengono girati video e fotografie dell'esercitazione stessa, è stato chiesto dagli inuquirenti ai rsponsabili militari dell'esercitazione se ci sono video e foto? magari da questi video e foto si può vedere le macchine che sono passate e con opportuni ingrandimenti anche la targa.

Parolisi non aveva interesse a cancellare i messaggi di melania,anche perchè c'erano registrate le sue chiamate, quindi chi aveva interesse a cancellare tutto e lasciare solo messaggi del 2010 è il vero assassino o assassina perchè è sempre stato in contatto con melania anche nei giorni precedenti e si sarebbe scoperto o scoperta.

tabula ha detto...

diciamo la verità: se fosse davvero Parolisi il colpevole, non avrebbe certo lasciato un messaggio in cui parlava degli aspri rimproveri di melania nei suoi confronti per il tradimento.
Ha cancellato tutte le tracce su faceboook e poi che fa, lascia proprio QUEL messaggio?

e allora poteva lasciarli tutti.
o no?

Anonimo ha detto...

ANNA

Perchè non scrivi una bella lettera, magari anonima, con tutti i tuoi suggerimenti, al comando dei carabinieri di Ascoli P. ?
Sarebbe più utile che scriverli quì.

anna ha detto...

scrivere ai carabinieri o alla procura non servirebbe a nulla perchè hanno deciso di coprire l'esercito,tutti coloro che hanno testimoniato a difesa di parolisi sono stati dichiarati testi inattendibili, hanno fatto pure la perizia al cane piergiorgio per dire che è inattendibile, mentre il cane è l'unico che non mente,ci rendiamo conto? scrivere qui può essere un aiuto per la difesa che potrebbe chiedere o verificare le cose che dico,cosa che ovviamente a me non è permessa in quanto non sono parte interessata.

Anonimo ha detto...

Questi sono i contatti dei legali di P., entrambi iscritti al Foro di Perugia:
Avv. Valter BISCOTTI
PEC: valter.biscotti@avvocatiperugiapec.it
Seconda E-mail: avv.valterbiscotti@tiscalinet.it
Primo studio: CORSO VANNUCCI, 107 06121 PERUGIA (PG)
Telefono/i: 0755721262; Fax: 0755726897
Avv. Nicodemo GENTILE
PEC: nicodemo.gentile@avvocatiperugiapec.it
Primo studio: VIA FIUME, 17 06121 PERUGIA (PG)
Telefono/i: 0755729371; Fax: 0755734103
-K@

LucaP ha detto...

@ Stella

Uno dei vantaggi del Giudizio Abbreviato ex art.438 CPP (nella sua più recente versione) che probabilmente la Difesa di Parolisi chiederà nell'eccezione del comma 5, cioè del Giudizio Abbreviato "condizionato" (richiesta subordinata ad una integrazione probatoria necessaria ai fini della decisione) è che ai sensi dell'art.443 "Limiti all'appello", l'imputato e il pubblico ministero non possono proporre appello contro le sentenze di proscioglimento. Per cui se in sede di camera di consiglio o udienza pubblica (se richiesta da Parolisi), il giudice dovesse decidere, anche a fronte degli incidenti probatori effettuati, di prosciogliere l'imputato ai sensi dell'art.530 CPP (comma 1 - per non aver commesso il reato; comma 2 - insufficienza o contradditorietà delle prove), il processo finirebbe in quel momento. Ed allora le indagini tornerebbero alla Procura che dovrebbe, a rigor di logica, indagare nei confronti di ignoti con la conseguenza che ben presto verrebbe richiesta l'archiviazione per la pace e tranquillità di tutti quanti.

Tiziana ha detto...

Caro Manlio Tummolo,
grazie per avermi gentilmente risposto.

Grazie anche a Stella
per le ulteriori informazioni.

Tiziana ha detto...

Luca P
grazie anche a te, scusa, non avevo letto il tuo post.

anna ha detto...

per anonimo anche i vostri suggerimenti li potete scrivere ai carabinieri o alla procura se pensate che vi ascolta,

Tiziana ha detto...

Anna
hai ragione, qui facciamo solo ipotesi, non abbiamo certezze, e chiunque è libero di farle.
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

LucaP, so bene che nel caso di giudizio abbreviato, contro una eventuale sentenza di proscioglimento, il pm non potrebbe proporre appello ma credo in questo caso che, ciò che rilevi dietro una eventuale richiesta di tale giudizio, sia il cercare di ripristinare quel principio di legalità che pare essersi perduto. Parolisi ha diritto di difendersi dalle accuse che gli sono state addebitate, ha diritto alla PROVA.
Di nulla Tiziana.

Stella

Manlio Tummolo ha detto...

Se è vero che la giustizia è amministrata in nome del popolo, il popolo dovrebbe sapere anche come sia stata amministrata nei dettagli e non solo nella conclusione finale, e non che tutto finisca a "tarallucci e vino", magari dopo che l'innocente si è fatto un annetto di galera. Queste procedure straordinarie hanno, a mio avviso, poco senso (e per nulla in caso di omicidio), ed è stato anche sottolineato in un documento dell'Unione Camere Penali, dove si rileva che pochi procedimenti in percentuale si concludono con questi riti abbreviativi.

anna ha detto...

ho letto una notizia interessante che se applicata a questo caso potrebbe portare alla soluzione dell'omicidio,

sul caso yara hanno preso tutti i cellulari che nel momento della scomparsa hanno agganciato la cella telefonica di brembate di sotto e hanno prelevato a tutti idna,circa 13000 anche persone del lazio dell'umbria ,pugliesi e altri, perchè gli inquirenti hanno il dna sulle mutande della ragazzina,

quelli di teramo facessero la stessa cosa sul caso di melania prendano tutti i cellulari che nell'orario della scomparsa di melania hanno agganciato la zona di san marco e ripe,facessero il dna a tutti perchè ci sono ben 5 dna maschili da trovare e uno femminile

come è possibile che sul caso yara fanno 13mila dna sul caso di melania non si riesce a fare il dna nemmeno ai militari presenti in zona ?

è una vergogna,ci sono i dna sul corpo ma non vogliono trovare a chi appartengono

e' la dimostrazione che devono trovare il capo espiatorio

LucaP ha detto...

@ Anna

Purtroppo credo che l'informazione data per il caso di Yara in merito al controllo incrociato di tutte le utenze cellulari che hanno agganciato le celle telefoniche di interesse per il caso, sia non corretta.

Da quanto ne so io (avendo cercato di documentarmi approfonditamente) il database delle celle telefoniche (codici IMSI delle SIM che hanno segnalato la loro presenza al sistema anche in assenza di telefonate o SMS) non viene salvato in quanto sarebbe un dispendioso utilizzo delle risorse di sistema. Bisognerebbe allora essere fortunati che tale salvataggio sia già attualmente attivato a seguito di una richiesta specifica dell'Autorità Giudiziaria (magari per altre indagini in corso).

Vengono invece salvati e conservati i dati di traffico telefonico (tabulati) delle SIM grazie al fatto che tale cosa è necessaria per la fatturazione.

Cosa avrebbero potuto fare allora gli inquirenti di AP e TE? Acquisire i tabulati di tutte le utenze intestate od in uso a persone a qualunque titolo interessate dalle indagini (conoscenti, familiari, militari e colleghi in genere di Parolisi) e verificare le celle agganciate, in occasione delle telefonate e degli SMS, dalle stesse negli orari importanti per l'inchiesta.
Sembra che questo sia stato fatto perlomeno per molte utenze (p.es. il militare citato dal Messaggero nell'articolo di luglio di Mancini) ma noi non sappiamo assolutamente per quante e quali di esse. E finora di tali attività di indagine non è stata data evidenza. Speriamo che con il dibattimento od il giudizio abbreviato la difesa possa entrarne in possesso in modo tale da poter sollevare nel giudice il dubbio che forse nel delitto possono essere coinvolte altre persone oltre all'unico indagato.

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