venerdì 30 dicembre 2011

Melania Rea. L'indagine si sta concludendo nonostante "la telenovela" dei Pm non abbia nessuna chiara risposta ma solo grossi dubbi inesplicabili

Rivista specializzata in telenovelas
I carabinieri di Teramo hanno consegnato ai Pm un'enormità di faldoni. Al loro interno dovrebbero essere le risposte definitive alle domande che incatenano i dubbi sull'omicidio di Melania Rea, questo si dice in giro, dubbi che fino ad ora hanno fatto apparire la ricostruzione della procura abruzzese una "telenovela" a cui non serve una buona trama per avere successo, una telenovela a cui basta ed avanza la pubblicità dei media ed il fascino degli attori per ottenere riconoscimenti mediatici, encomi ed Oscar. D'altronde quale donna italiana non si immedesimerebbe in Melania Rea? Ogni moglie che abbia vissuto con un marito fedifrago ha provato il dolore dato dal tradimento, ed è anche fin troppo facile farle rivivere una forte emozione ogni volta che si inserisce in video un'intercettazione fra il Parolisi e l'amante; un'emozione che può essere di gelosia, se ancora ama la sua dolce metà ma non si fida più, oppure di odio, se l'indifferenza in lei ha da tempo preso il posto del sentimento. Quindi quale migliore movente popolare potevano inventarsi ad Ascoli ed a Teramo se non quello derivante dalle bugie dette dal militare per coprire una tresca amorosa in essere, fra alti e bassi, fra pochi incontri a carattere sessuale e molti a carattere virtuale, da un paio d'anni?

Certo è che nella vita reale un movente del genere ben si accollerebbe ad una persona irosa che non voglia perdere chi crede "essere sua", ad una persona possessiva con scatti inconsulti che con poco si attizza. Ma nella tragedia di cui si parla non vi è attinenza con quanto sopra dato che non era la moglie ad avere un amante ed a voler lasciare il marito possessivo, al massimo poteva essere il contrario. Oltre a ciò, c'è comunque da chiedersi se il Parolisi, acclarato traditore, è una persona irosa che si attizza con poco. Le statistiche ci dicono che in Italia, come nel resto del mondo civilizzato, su dieci coppie consolidate sette sono vissute o vivono nel tradimento di uno o di entrambi i coniugi. Ci dicono che è facile capire quando uno dei partner tradisce e che chi vuole i sintomi li nota già inizialmente. Ci dicono che tante donne e tanti uomini hanno una doppia vita, che questa dura anni ed anni e che mentire è la logica quotidiana di almeno uno dei coniugi. E questo ci riporta al tradimento del militare e ci fa capire qualcosa in più. Ci fa capire che anche le italiane che vivono nella situazione di essere non mogli ma "amanti" si immedesimano in maniera coinvolgente nella telenovela scritta dalla procura, ci fa inoltre capire che chi vive situazioni del genere non ricorre all'omicidio, salvo non abbia in atto malattie mentali verificate, preferendo, una volta scoperto, continuare a mentire, negando anche di fronte all'evidenza, oppure separarsi e divorziare.

Il caporalmaggiore è un malato mentale? Se non lo è, e nessuno ci ha parlato di malattie pregresse in lui, sarà difficile attribuirgli, in mancanza di prove concrete, un simile delitto. Ma in quanto pensa di aver appurato la procura c'è altro ancora da tenere in considerazione. Se davvero tutto collimasse, come pretendono di far credere i procuratori, perché si tergiversa chiedendo nuove analisi e nuovi sequestri? Ed ancora. Se davvero ogni cosa porta al caporalmaggiore, per quale motivo non riescono ad inserirlo a Ripe di Civitella neppure con la più ampia approssimazione? Perché invece di cercare prove che lo collochino accanto al chiosco al momento del delitto si intestardiscono ad accumulare indizi peritali, confutabili da un qualunque esperto non pagato dai Pm, per cercare di non inserirlo a San Marco? Non è illogico avere una scena del crimine ed invece di usarla per dimostrare che il presunto assassino al momento dell'omicidio era in quel punto, armato e pronto ad uccidere, si cerchi di dimostrare che non era in altro luogo e per questo di certo stava uccidendo a quindici chilometri di distanza? Sarebbe come dire che ognuno di noi potrebbe venire incolpato di omicidio, anche senza prove della propria presenza accanto alla vittima, se non venisse notato dove dice di essere stato. E' un ragionamento logico? Da quando si fa così per scoprire il colpevole? 

Ed ancora. Se i Pm avessero la certezza che quanto da loro ipotizzato si è svolto anche nella realtà, a quest'ora avrebbero chiuso i faldoni e consegnato al giudice un quadro non smontabile e fatto di sicurezze. Un quadro che preveda un complice, e dovrebbero dire il suo nome, un quadro che porti con sé la risposta sulla scomparsa dei panni sporchi di sangue, dell'arma del delitto, ed uno straccio di giustificazione per la strana mancanza di un minimo di tracce biologiche indiscutibili. Perché uccidere, in verità, non è una operazione abituale che la si possa compiere con naturalezza e senza lasciar tracce. Uccidere con un coltello idoneo a sbucciar mele non è affatto facile. Ancora più difficile lo è senza lasciar nulla di sé accanto e addosso alla vittima. Inoltre comporta una serie infinita di remore mentali. Quando la mano di un marito impugna l'arma ed inizia a colpire la moglie, e non è facile riuscire a non ferirsi sferrando oltre venti pugnalate con un simile coltellino (non ha una punta affilata e la lama è solo da un lato), la mente, in assenza di malattie, non se ne sta buona in attesa che il corpo, il braccio, finisca la lunga opera iniziata. La mente osserva tramite gli occhi ed elabora ragionando su ogni movimento. Per cui, se non c'è una premeditazione iniziale che nasca da motivi validi e plausibili (e quindi un odio intrinseco), ma in tal caso non si sarebbe usata una monolama per uccidere, e se non si usa un'arma da fuoco, che dopo aver sparato non consentirebbe di fermarsi o tornare indietro, sferrati i primi colpi ed ascoltate le parole dell'aggredita, perché non si può pensare che una persona cosciente se ne stia in silenzio durante una simile aggressione, è più facile bloccarsi che proseguire. In maniera ancora più sicura è più facile bloccarsi se la moglie pronuncia il nome della figlia e se questa è a pochi metri da dove si compie lo scempio.

Con quanto sopra voglio dire che si sarebbe potuto credere alla ricostruzione formulata dai Pm se anziché uccidere con un'arma da taglio il marito, ipotetico assassino, avesse strangolato la moglie, un "lavoro" molto più pulito semplice e meno rumoroso, e che non sarà affatto facile inserire il dubbio in un giudice di polso. Non sarà facile convincerlo di quanto neppure loro al momento paiono essere convinti. Lo dimostra il fatto che pochi giorni fa hanno fatto sequestrare, ad otto mesi dall'omicidio (ed è tutto dire), il computer dell'ex amante Ludovica. Vi è da controllare l'hard disk, si è detto, per verificare altre corrispondenze fra lei ed il militare accusato di omicidio. Ma se tutto si avvia alla conclusione a cosa serve una corrispondenza in più? Questo sequestro è un atto insensato che comporta la palese violazione della privacy di una persona non implicata nell'omicidio, a cui hanno frugato anche in casa e sequestrato lettere, non indagata e non inserita in alcun registro della procura. Insomma, in quel di Teramo si insiste ad usare il metodo sbagliato, quello che va contro la legge e che ha impedito al Parolisi di non crearsi guai andando senza avvocato agli interrogatori iniziali, quelli in cui non era sospettato e, diceva il Pm, parlava solo come persona informata dei fatti (per oltre trenta ore e sotto i riflettori delle telecamere?).

Una bufala colossale che gli si è ritorta contro in quanto la presenza di un buon avvocato, che lo avrebbe consigliato di dire la verità, di non tacere il tradimento, di non insistere a raccontare bugie per cercare di evitare coinvolgimenti di altri, lo avrebbe aiutato non poco e, con molta probabilità, a quest'ora la figlia sarebbe accanto a lui e con lui avrebbe trascorso le feste di Natale. Ma ho parlato in "probabilità", non in sicurezza, e c'è da chiedersi cosa avrebbe fatto il Pm Monti se il caporalmaggiore, accompagnato da un buon legale, non avesse mentito o, da persona indagata, avesse taciuto. Lo avrebbe mandato in galera ugualmente o si sarebbe inserito in altre piste? Ad esempio, il modo usato per accertare l'assenza di Melania al Pianoro, se il marito avesse raccontato da subito la verità, sarebbe stato diverso? In quel caso si sarebbe dato maggior credito al cane molecolare, alle due telefonate ricevibili solo al Monumento, alle parole iniziali del Ranelli, o nulla sarebbe cambiato? Gli interrogatori fatti a chi era presente al Colle sarebbero stati portati avanti alla stessa maniera, cercando le conferme di un'assenza, o avrebbero avuto altri impulsi giungendo ad altre conclusioni?

C'è da capire questo se si vuol giungere ad una conclusione affidabile, perché questo sarà ciò che gli avvocati difensori chiederanno di verificare al prossimo giudice. Si può pretendere di indagare una persona senza dirle che è indagata? Il primo verbale, quello stilato al momento della scomparsa, è stato utile a chi ha deciso di lasciare in carcere il Parolisi perché si potevano trarre già conclusioni investigative. Questo è ciò che hanno scritto i primi giudici per avvallare il lavoro dei Pm. Ma lo stesso verbale sarebbe risultato altrettanto utile se il 22 aprile il Parolisi avesse confermato quanto avvenuto il giorno della scomparsa però parlando anche di Ludovica e dei tradimenti? E qui sta l'inghippo perché pare proprio che nulla sarebbe cambiato e tutto avrebbe preso la stessa piega, la più facile da seguire. Ed a voler dire la verità non si sono mai visti procuratori che dopo aver individuato una probabile preda abbiano cambiato il corso delle indagini decidendo di ammettere un loro sbaglio, decidendo di dire: "Non si riesce ad incastrarlo quindi è probabile non sia lui l'assassino".


Serena Mollicone e le quindici tracce biologiche



247 commenti:

1 – 200 di 247   Nuovi›   Più recenti»
PINO ha detto...

MASSIMO caro, il tuo discorso fila senza intoppi. Ed è parte importante di quanto migliaia di italiani hanno intuito fin dall'inizio della tragedia.
Nessun pm o pochi di essi, si sono visti dispoti, una volta stretto tra le maglie della rete il primo "povero cristo" che vi è incappato, a riconsiderare i motivi che li hanno convinti di essere nel giusto.
Non hanno avuto l'effetto di ammonimento, nè quello di ponderazione, per chi dovrebbe gestire solo giustizia, i gravi errori in cui sono incorsi, per presunzione e, forse testardaggine quegli inquirenti che si sono interessati dei casi Pappalardi, molliconi, Claps e tanti altri.
Ora, nel momento dell'approssimarsi della data di chiusura delle indagini, si ordinano ancora perquisizioni, sequestri di oggetti personali ed altro, a persone nemmeno indagate, sventolandone ai quattro venti le loro più profonde intimità.
Cosa si pretende da una ragazza che ha avuto solo la sventura di innamorarsi?
Ludovica potrebbe considerarsi SOLO una vittima. Vittima di un sentimento che sfido chiunque a ritenerlo illegittimo. Vittima di una situazione certamente imbarazzante, si, ma che non poteva prevedere che si tramutasse in una tragedia.
Perchè non si sono battute altre piste? Perchè non si è tenuto conto delle sornioni indicazioni del gip Cirillo? Perchè è stata negletta la "brutta cosa" che era a conoscenza della povera Melania? Perchè si è taciuto sulle dichiarazioni del dr. Ferraro, rilasciate ai pm di Teramo?
I perchè sono tanti, e non sarebbero stati spiegati.
Si è perso tempo inutile fra borse, occhiali e tazze di caffè, ma ora, lo si vuol recuperare sequestrando il pc di Ludovica, per conoscere qualche altro battibecco amoroso in più dell'illecita coppia.
AUGURI DI BUON ANNO

PINO

Pamba ha detto...

Caro Massimo,
complimenti!
Come al solito hai scritto un articolo chiarissimo e perfettamente condivisibile.
Ma cosa succederà adesso a livello processuale? Oggi ho letto nelle solite cronache locali un'intervista all'avvocato Valter Biscotti e ne trascrivo di seguito le parti salienti.
A me, inesperta di giurisprudenza e di procedure penali, è sembrata piuttosto rassegnata e "fredda". In ogni caso, mi sembra limitativo che la difesa si sia potuta esprimere soltanto nella cronaca locale, mentre a livello nazionale non abbiamo perso veramente nulla....
Intanto, a te ed alla squadra, un abbraccio e tanti auguri di Buon anno

Anonimo ha detto...

Tratto da "Il Messaggero Marche” di oggi, pag. 46 Ascoli Provincia, a firma di Ennio Mancini:

NESSUNA PROVA, SALVATORE USCIRA' DAL CARCERE

Biscotti contesta la Procura di Teramo. "Non si vuole passare attraverso l'udienza preliminare".

Omicidio Rea, la difesa si prepara a controbattere il castello delle accuse.


(….) “Credo che la Procura chiederà il giudizio immediato – dice Biscotti che col collega Nicodemo Gentile difende il militare in carcere dal 19 luglio con l'accusa di uxoricidio della moglie Melania – vogliono eliminare l'udienza preliminare, spazzare in un solo colpo dal loro cammino l'udienza filtro che teme maggiormente. Gli inquirenti di Teramo hanno paura di andare davanti ad un giudice terzo”.
Ma perché la procura di Teramo dovrebbe avere paura?
Un giudice attento si accorgerebbe che ogni attività svolta non è stata propriamente corretta, non è stata svolta come si dovrebbe. Prove contro Salvatore Parolisi non sono state trovate, non ci sono. Aldilà della misura cautelare, che in questa fase potrebbe anche starci, non credo che in udienza preliminare, quando avremo la possibilità di presentare le ricerche fatte dai nostri consulenti e vedere cosa realmente la procura ha in mano, l'accusa reggerà il castello di indizi che ha costruito. Un giudice attento si accorgerebbe dopo due minuti che non c'è lo straccio di una prova”.
Eppure gli inquirenti sono convinti della validità della loro inchiesta, che va dalle prove testimoniali, tecnico-scientifiche fino a quelle dei cani molecolari.
“E' tutto una bufala. Basterebbe dire che sono stati portati i cani molecolari a una visita veterinaria in una clinica del nord Italia. Sono stati visitati per vedere se stavano bene. I cani, al contrario delle persone, non possono modificare quello che è il loro istinto, ma si è certificato che non stanno bene. Può mai essere questa un'indagine per cercare il colpevole di un omicidio?”.

(continua)

Anonimo ha detto...

(segue)

Allo stato delle cose, che rischia Parolisi?

“Non rischia niente. L'ipotesi di una condanna non la prendo neanche in considerazione. Parolisi è innocente e lo dimostreremo. Nel corso del processo verranno fuori tutte le attività svolte e le fasi che si sono succedute. Noi abbiamo fatto diverse richieste di prove, non le hanno accolte. I nostri consulenti non sono più presenti neanche nel corso delle analisi sui reperti. Siamo stati presi in giro. Oggi sappiamo solo che la Procura teme il vaglio di un giudice terzo”.

Salvatore Parolisi quando potrà rivedere sua figlia?

“Queste sono attività burocratiche e neanche voglio saperlo. Riconosco che il Tribunale dei minorenni di Napoli si è comportato correttamente nell'interesse della bambina. Ha disposto una sorta di affidamento congiunto tra i nonni. Oggi si tenta di far apparire Parolisi una persona spregevole. Ma non è così”. (…...)

PINO ha detto...

Dall'articolo giornalistico a firma E. Mancini, apparso sul Messaggero ieri, e postato premurosamente da Pamba, si induisce sensibilmente che il colleggio di difesa del Parolisi sia, non solo rassegnato a subire quanto auspicato dai pm, di passare subito al giudizio immediato, ma anche alla assenza dei propri periti alle fasi analitiche dei vari reperti raccolti sul luogo del delitto.
Mentre vedo confermato il mio modesto pronostico, sulla conclusione della vicenta, postato poco prima delle feste natalizie, e non essendo molto ferrato in materia giudiziaria, gradirei conoscere dal prezioso amico TUMMOLO, molto preparato in materia, se è, nel diritto dei pm, chiedere, ed ottenere il "salto" dell'udienza preliminare e passare subito al giudizio, e se gli avvocati difensori dell'indagato abbiano quello di opporsi, ed ottenerne risultati diversi.
Grazie.
PINO

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Pino, a mio fermo, ma sindacabile (per forza di cose) parere, ogni processo "immediato" è un processo sommario, ovvero incostituzionale ed illegale. Non si vede, tra l'altro, visto che il delitto non è avvenuto in flagranza, come si possa pretendere tale "immediatezza".
La stessa parte offesa o lesa ha il diritto di essere tutelata attraverso un processo regolare nei tempi ragionevolmente richiesti dalla complessità del caso, che offrano le necessarie garanzie per la serietà procedurale, a vantaggio di tutte le parti processuali, non di una sola, se vuole essere definita e definitiva. Gli accorciamenti artificiosi ed irrazionali della procedura sono un insulto ad ogni concetto, umano e divino, di Giustizia e di Legge.
E la "ragionevole lunghezza" non significa brevità o "immediatezza", ma durata proporzionale alla complessità e gravità del caso, senza dispersioni, senza pause prolungate, senza trucchi di varia natura per arrivare a prescrizioni o ad altri termini. Le norme sul "giusto processo" sono già sussistenti e non vi sono scusanti per chi voglia violarle per ragioni di comodo o di pubblicità o di popolarità personale televisiva e giornalistica.
Naturalmente, spetta agli avvocati di Parolisi reagire nei modi corretti, anche attraverso l'azione dell'Unione Camere Penali che, quotidianamante, rileva scorrettezze sempre più frequenti nei modi operativi di taluni (non rari) magistrati.

tabula ha detto...

scorrettezze legale.
chi controlla i controllori?
A questo punto si potrebbe direttamente abrogare la difesa e tanti saluti.
Almeno si farebbe prima..

PINO ha detto...

GRAZIE TUMMOLO per la chiara risposta.

TaBULA, nel caso specifico, la "difesa" non è stata completamente neutralizzata dall'esterno, ma la causa andrebbe individuata nella sua inesistente, marcata incisività, a mio avviso.
Lo stesso memoriale difensivo non è stato affiancato da una dialettica efficace, ed una presenza più corposa degli avvocati difensori, nelle numerose trasmissioni televisive, la dove sarebbe stata determinante, anche sull'opinione pubblica, come quella del clan Rea e relativo legale di parte civile.
Il Parolisi e la sua famiglia dovrebbero decidersi a cambiare "il corpo di guardia", se non vogliono correre il rischio di una lunga detenzione per il principale indagato.
Ciao, PINO

Annika ha detto...

Bravo Massimo, ancora un articolo logico e lineare. Riposto quanto scritto ieri sull'articolo di LucaP (ciao Pino, suppongo che P. fossi tu).

Squadra
lo sapevo che a CSM era caduta la pioggia tra il 10/4 e il 18/4! Non solo lo dicono le previsioni del tempo per i giorni 14-17/4; lo dice Massimo - articolo del 12/12 "I 4 indizi che inchiodano Parolisi...", secondo paragrafo, e lo ribadisce nei post del 14/12 delle 7.54 e 8.22. Ora, non e' che Massimo sia un oracolo vivente ma quando scrive e' preciso e si documenta sempre prima. In questo caso, parlando di polline e terricio, riporta un'informazione fornita da Ranelli stesso in diretta a QG (informazione MAI SMENTITA da nessuno, compresi i tanti testimoni presenti quel giorno al pianoro e gli abitanti di CSM): la notte precedente al 18/4 era piovuto e pure nevicato, tanto che nelle zone d'ombra c'era ancora un po' di neve. E Ranelli si era sorpreso dell'abbigliamento di Salvatore (identico poi a quello di un'intera comitiva di ragazzi in scampagnata al pianoro dal mattino) proprio per via della neve della notte precedente. Personalmente ricordo anche che Ranelli aveva dichiarato di essere incerto sull'aprire o meno il chiosco quel giorno per via del tempo brutto della notte precedente.

LucaP, sempre bravissimo, si era giustamente documentato sulle precipitazioni di quei giorni. Purtroppo pero' il sito della protezione civile regione Marche per il bacino del Tronto riporta solo i dati di Spinetoli, a ben 28km da CSM e a 176m dal livello del mare. CSM, invece, e' a 694 metri sul livello del mare, quindi molto piu' elevata di Spinetoli, e di certo gode di un microclima alquanto diverso.

Ora, sull'affidabilita' dei cani bloodhound veterani che abbiano ricevuto un training specifico dalle forze dell'ordine ho gia' postato, ma ripeto:

48(4) Journal of Forensic Science 811-816 (July 2003), L.M. Harvey and J.S.Harvey, "Reliability of Bloodhounds in Criminal Investigations".

http://doglawreporter.blogspot.com/2009_06_01_archive.html

Inoltre, se Piergiorgio, non fosse stato affidabilissimo non lo avrebbero impiegato nuovamente a Pescara il 29/12 (due giorni fa!) per cercare tracce del ragazzo scomparso.

http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2011/12/29/news/ragazzo-scomparso-a-pescara-ricerche-ferme-i-cani-non-trovano-nuove-tracce-a-san-silvestro-5472418
Dato che a CSM era piovuto la notte del 17/4, e dato che la pioggia cancella tracce umane (e qui si parla anche di neve! - se in dubbio vedere i link da me postati il 18/12 alle 16.38), Piergiorgio ha seguito senza ombra di dubbio le tracce di Melania del 18/4. Il che significa che Melania il 18/4 era a CSM.

Buon 2012 a tutti voi.

Anonimo ha detto...

Massimo post ineccepibile, ottimo.
Domande che andrebbere fatte, sia tramite carta stampata, sia in tv. Ritornando sul Bloodhound, Piergiorgio, nessun giornalisto pone la domanda coma mai l'attendibilità, secondo i giudici per il caso Melania non cè invece per le ricerche di Straccia va bene????


Ps Buon 2012 a tutti

Luca1

Anonimo ha detto...

Finalmente delle persone che ragionano con la propria testa, sono d'accordissimo con tutto quanto riportato sopra e condivido pienamente quanto scritto nei post.
Ma voi che siete più informati di me, una ricostruzione del delitto svoltosi a Ripe ve la siete fatta? Secondo i magistrati come avrebbe fatto Parolisi a non lasciare tracce, e poi quel DNA in bocca mi sa tanto di prova fasulla.

emax/massimo prati ha detto...

Ciao anonimo, ti prego di inserire un nick la prossima volta, di ricostruzioni ne abbiamo fatte, e tutte basate su quanto di volta in volta uscito di logico dalle indagini (o almeno da quanto hanno lasciato trapelare) lasciando perdere il gossip che abbiamo sempre criticato.

Puoi trovarne in ogni articolo postato su Melania Rea. Ma se vuoi aggiornarti leggendo meno, clicca sul nome "Carmela Melania Rea" in fondo all'articolo o in alto alla sinistra dove sono gli argomenti. Se vuoi conoscere quanto pensano i commentatori del blog dopo aver cliccato ed essere entrato nella pagina dedicata a Melania, scorrila verso il basso. Nei primi sette articoli che troverai quattro sono scritti dagli assidui del blog e contengono diverse ipotesi.

Ti consiglio di iniziare da: "In 22 punti ed in mille domande tutta la stranezza del caso..." per poi passare a: "Perché ci ha rimesso Melania", vedrai che troverai le risposte che cerchi.

Grazie dei complimenti, Massimo

Anonimo ha detto...

Caro Massimo,
anch'io sono certa che non ci sono prove che attestano la colpevolezza di Parolisi. Ma, tra la mancanza di prove e l'innoccenza c'é un solco enorme difficiilmente colmabile. Mi auguro che sia innocente per la piccola Vittoria.
Parolisi, secondo me, é normale soltanto quando tenta di nascondere la sua relazione conLudovica. Tutti gli altri compoprtamenti sono "strani". Perché non dichiara di avere visto, in quel maledetto giorno, alcuni ragazzi giocare a Colle san Marco ? Perché va in caserma e si chiude lì per tutto il periodo in cuo altri cercano sua moglie ? I comportamenti non sono sufficienti per condannare una persona ? Giusto e guai se non fosse così. Ma, questo basta a dire che é estraneo al delitto ? Nel processo sarà sufficiente.
La procura sbaglia nell'inseguire Parolisi ? Non credo. L'errore principale lo commette Parolisi quando tenta di imbrogliare con stupide menzogne l'ìindagine che, ricoprdiamolo a tutti noi, é fatta per trovare l'assassino di sua moglie.
Consentimi un'ultima banale considerazione: Melania non torna più. Parolisi si metta a disposizione della Procura per aiutarli e smetta di intralciare la giustizia.
Maricò

emax/massimo prati ha detto...

A dire il vero, Maricò, fra la mancanza di prove e l'innocenza non c'è mai stato solco perché dovrebbe esser chiaro che non si è colpevoli se nulla, se non il pregiudizio, t'incolpa.

Ora tu hai ragione su determinate situazioni, sull'imbrogliare del Parolisi in particolar modo, ma se l'avessero inserito da subito, ed intendo da quando hanno iniziato a sospettarlo, il 19 aprile a detta di chi comanda i carabinieri di Ascoli (Patrizi), di guai ne avrebbe fatti meno perché un legale al suo fianco li avrebbe impediti. E forse ora ci racconteremmo un'altra storia.

Poi tutto può e può non essere, ma non si può fare il ragionamento della procura secondo la quale se altri non potevano avere motivi l'assassino dev'essere il marito. Ma li hanno davvero cercati i motivi che potevano avere altri? Se sì, quando? Erano cinque i primi pm di Ascoli (più la Aloisi di Teramo che li affiancava) a seguire il caso e tutti lavoravano per incastrare lui, anche quello aggiunto un mese dopo, quando si sono accorti di aver lasciato perdere altre piste, a cui dopo il primo giorno hanno affibbiato gli interrogatori delle allieve.

E questo equivale a dire che non avendolo visto al Pianoro allora lo si può inserire a Ripe a commettere il delitto anche se al chiosco non c'è traccia della sua presenza.

Prima d'ora non s'era mai vista una indagine che non partisse dal luogo dell'omicidio e dall'arma usata per l'omicidio. E'la base investigativa questa, non la invento ora io. E noi ci ritroviamo adesso a dover credere ad una procura che fa la ricostruzione di un omicidio partendo dalle 14.20 ed arrivando alle 15.23 senza sapere in effetti né dove fosse il Parolisi né dove fosse Melania né dove fosse la piccola Vittoria. Una ricostruzione che ha come base fissa solo la "fortuna" e te lo dimostro.

Più di un'ora senza avvistamenti in luoghi dove erano presenti delle persone, sia al pianoro che a Ripe, è credibile? Sono andati direttamente al chiosco passando per San Giacomo senza essere visti da nessuno né prendere la strada che va in quella direzione (li hanno visti andare nell'altra, quella del Pianoro) né salire né arrivare. Solo fortuna? Sono arrivati cinque/dieci minuti dopo la partenza dei nove militari che lì mangiavano un panino? Che fortuna! Nessuno ha sentito le grida di aiuto protrattesi di certo per più di un minuto? Che fortuna! E' riuscito a nascondere l'arma ed i panni sporchi così bene da non essere mai trovati in venti giorni di ricerche (anche con cani che nasano il sangue)? Che fortuna! E' riuscito a lavarsi e ad arrivare al Pianoro andando veloce ma senza che nessuno notasse la sua auto neppure entrare sulla strada che porta alle altalene? Che fortuna! E' riuscito a far dire al Ranelli che era alle altalene con una donna prima delle 14.50 senza batter ciglio? Che fortuna! Non si riesce a stabilizzare in quali punti precisi fosse il suo cellulare? Che fortuna! Il cane molecolare ha preso esattamente la strada da lui indicata senza che nessuno lo dicesse né all'istruttore né al cane stesso (a volte...)? Che fortuna! Il vilipendio di cadavere lo ha fatto senza che nessuno se ne accorgesse? Che fortuna!

E qui mi fermo Maricò, ma potrei proseguire perché di fortuna nelle indagini non si dovrebbe mai parlarne, ed invece ne ha parlato anche il Gip Cirillo e ci sono altre circostanze che vi rientrano.

Comunque hai ragione, Melania non torna più ed occorre darle giustizia, ma non incolpando il marito perché come milioni di persone in Italia mente quando si infila nel discorso amante. Lo si incolpi se ci sono prove. Cavolo se ha ucciso e fatto quanto dicono abbia fatto in un'ora non può aver lasciato tutto lindo.

Ed inoltre se alla piccola Vittoria dopo aver tolto in maniera tragica la madre tolgono anche il padre alla stessa maniera...

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Secndo questo articolo dubbi non dovrebbero proprio essercene.
http://www.ncbi .nlm.nih.gov/pubmed/9728761 Potential DNA mixtures introduced through kissing. Banaschak S, Möller K, Pfeiffer H. Source Institute of Legal Medicine, Westfälische Wilhelms-Universität, Münster, Germany. Abstract The use of saliva samples is an alternative to blood samples when a large number of control samples are to be compared by DNA investigations. The most convenient and safe method is by using cotton wool swabs. In this investigation the average DNA content of saliva samples taken by three different sampling techniques (i. e. cotton wool swab, filter paper, liquid saliva) was compared. In addition the possibility of a DNA mixture of saliva samples after intensive kissing was investigated by taking samples from voluntary pairs. Mixed STR patterns were found in five samples but restricted to the first sampling after kissing within max. 60 s.

emax/massimo prati ha detto...

Prego sempre di inserire un nome.

Non capisco il senso del commento. Che la saliva estranea, quindi il dna estraneo, dopo un bacio non duri in bocca (ma all'interno, dove si trova la lingua per capirci) più di 60 secondi è risaputo anche in Italia. Nel caso Rea il dna è stato trovato sulla gengiva superiore esterna, non all'interno, ed in questo caso può restare, non lo dico io ma i biologi, anche per ore ed esperimenti che dimostrino il contrario non ne esistono. Ed il dna in quel punto può portare a tante considerazioni, sia colpevoliste che innocentiste (per questo si dice che non è un elemento così valido come lo si vuol far credere).

La sfavorevole al Parolisi è che Melania non volesse essere baciata ed abbia chiuso la bocca e stretto i denti, così da far sì che lui cercasse di forzare l'apertura con la lingua e non riuscendovi lasciasse il dna sulla parte superiore esterna delle gengive (e non è inverosimile in presenza di litigi), oppure il bacio è stato particolarmente intenso ed ha comportato salivazione anche sulla gengiva superiore esterna da parte delle labbra del marito, non della lingua (e non è inverosimile neppure questa), o non c'è stato bacio ed il dna è stato inserito in un secondo tempo (sfregando sulla gengiva un mozzicone di sigaretta del marito ad esempio), o è stata baciata in maniera particolare dopo la morte (sollevandole le labbra per arrivare alla gengiva in questo caso) come sostiene in fondo l'Accusa (e questa a parer mio è inverosimile).

Se ho inteso male il senso del commento mi scuso per la risposta non consona.

Ciao, Massimo

lori ha detto...

Ciao Massimo. ma se si fosse sfregato un mozzicone di sigaretta del marito non sarebbero rimaste tracce di nicotina o tracce della carta della sigaretta stessa?

ciao

lori

emax/massimo prati ha detto...

Tutt'al più sarebbero rimaste tracce di nicotina lori, di carta non credo perché io avrei sfregato la parte col filtro, ma se Melania fumava trovare saliva con nicotina non sarebbe stato anormale, anzi.

Buon anno ancora, Massimo

lori ha detto...

ok Massimo, giusto ..rientrerebbe nel caso di depistaggio..ma quanto tempo deve ever avuto il depistatore per ricordare e procedere a tutte queste manipolazioni? Anche lui deve essere stato molto fortunato a non imbattersi in nessuno


ciao e di nuovo auguri anche a te e ai tuoi

emax/massimo prati ha detto...

Ed è questo il punto che non torna a parer mio, lori. Non possono esistere assassini fortunati, depistatori fortunati e vittime altamente sfortunate. Se le indagini imboccano la pista giusta non c'è fortuna che tenga perché prima o poi l'errore lo si trova e l'assassino lo si incastra alle sue responsabilità, confessione o non confessione.

Se queste indagini non sono state in grado di rinvenire qualcosa di solido, se non perizie discutibili e colloqui privati (veri o false che fossero le intenzioni del Parolisi con Ludovica), significa che c'è stato uno sbaglio di partenza. Ed allora come sarebbe stato meglio agire? Se io fossi stato nel capo della procura avrei agito diversamente.

Mi spiego: La chiamata dell'anonimo ha avvisato del corpo subito dopo la partenza del battaglione che si trovava al poligono. Non è strano? Per me sì. Quindi se i più vicini al chiosco erano una trentina di militari di Chieti inizialmente si dovevano vagliare loro al meglio, uno per uno, controllando sia le chiamate inviate coi cellulari (specialmente quelle a ridosso dell'ora della morte), sia i loro spostamenti in zona (sempre grazie ai cellulari) dato che li hanno visti sia a San Giacomo che a Villa Lempa, si verificavano le celle agganciate (tu ci credi che nessuno di loro abbia agganciato le stesse agganciate dal cellulare di Melania?), si chiedeva alla caserma il tabulato del centralino di tutte le chiamate inviate e ricevute il 18 aprile, anche quelle da cabine o posti pubblici (probabili in ristoranti).

Qualcosa hanno fatto (un paio di mesi dopo) ma solo per cercare di eliminare il Colasanti dai testimoni a discarico, per il resto omertà ad iniziare da chi comanda quella caserma. Quindi hanno fatto figurare di aver fatto ma in realtà si sono fermati prima di quanto una buona indagine pretende ci si fermi (e questo perché l'assassino l'avevano già in caldo, anche se ancora non ufficialmente indagato, pronto per essere cucinato).

Per cui un Pm lo avrei mandato ad indagare a Chieti, un altro lo avrei riservato alle amicizie ed alle conoscenze di Folignano. Ma non facendo come hanno fatto, controllando un paio di tabulati di quelli del condominio e la fedina penale dei paesani per vedere se c'era pazzo fra loro. Se non si scava come si può trovare un assassino? Che faccia ha chi ammazza gli altri? Che lavoro fa? Con chi vive? E' riconoscibile quando non uccide? Non è facile trovare un assassino se si considerano brave persone tutte le brave persone. Il Michelucci, bravo ragazzo senza problemi che lavorava, ha aggredito una donna dandole dodici coltellate e si è fermato solo a causa di una passante con il cane, e nessuno a Pineto pensava potesse mettere in atto una simile aggressione, eppure l'ha messa in atto.

Un pm l'avrei riservato a Colle San Marco. Dice che hanno controllato gli appartamenti nella zona del Pianoro (e sono tanti). Ma la maggioranza sono abitazione estive, chi lo ha detto che in primavera vi vivevano persone in regola col contratto d'affitto? Da noi, nelle zone di mare, i contratti li firmano solo in estate, eppure in inverno ci sono migliaia di appartamenti con le luci accese. Chi garantisce ad una indagine seria e finita che in una di quelle abitazioni, a cui si è bussato ma nessuno ha risposto, il 18 aprile non vi fosse qualcuno? Che ne so, uno che avesse un contratto in nero, il figlio dei proprietari con i suoi amici che sniffava, che vi aveva dormito la domenica notte (alcuni proprietari abitano lontano da Ascoli), un paio di dipendenti di un'azienda delle pulizie o anche due persone che le pulizie le facevano in nero?

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Un paio di pm li avrei mandati alla Clementi, uno a controllare gli altri fedifraghi, l'ottanta per cento degli addestratori, ed uno le allieve, anche quelle che avevano fatto il corso con Ludovica. Uno l'avrei spedito a Somma Vesuviana, perché non si sa mai cosa possa uscir fuori indagando nel paese d'origine, ed uno lo avrei riservato al marito.

Sono esattamente sei pm, gli stessi che hanno operato nei primi tre mesi solo per incastrare il Parolisi. Forse si sarebbe arrivati alla medesima conclusione, non si può dire, ma non lo sapremo mai perché il tempo che passa impedisce buone indagini, di certo non ci sarebbero state critiche o fortune varie.

Ciao, Massimo

lori ha detto...

hai ragione Massimo

"Chi garantisce ad una indagine seria e finita che in una di quelle abitazioni, a cui si è bussato ma nessuno ha risposto, il 18 aprile non vi fosse qualcuno?"
ecco vedi questo particolare mi ricorda un altro caso..terribile, forse ricordi anche tu,la porta che non fu aperta dietro alla quale si celava il nascondiglio di Moro..e cosa fecero gli inquirenti? nessuno aprì..ergo in casa non c'era nessuno..ma se l'avessero buttata giù quella porta forse le cose non sarebbero andate come sono andate

scusa per l'off topic, ma da allora le porte che rimangono chiuse mi lasciano sempre molto perplessa..
di nuovo ciao

lori

emax/massimo prati ha detto...

Il bello di quella porta, lori, è che qualcuno volle si aprisse. Infatti una improvvisa perdita d'acqua mandò i pompieri proprio in quell'appartamento... capiterà ancora?

Ciao, Massimo

gio ha detto...

Ho scoperto per caso questo blog
e ormai vi leggo da tanto tempo.
La penso esattamente come tutta la squadra.Lei Massimo ha analizzato molto bene le fasi di questo strano delitto.Per me e' l'unica fonte veritiera.Signor Prati vorei chiedergli:perche' non contatta i legali di Parolisi? O la famiglia Par.Sarebbe un ottima consulenza! Si puo' fare?
Continuate sempre così. Buon Anno
Gio'

PINO ha detto...

MASSIMO, tutto il tuo discorso va benissimo se inserito in un contesto logico e razionale, ma non si coniuga con una ben congegnata, possibile "cementificazione" di tutti quegli elementi che porterebbero ad una verità scomoda. Una verità proibita, perchè potrebbe rivelare cose e fatti molto distanti e diversi, da quelli fatti circolare, ed elargiti come mangime per polli.
Quì c'è uno scoglio, Massimo, non di comune calcare, ma di duro granito, difficile, se non impossibile da superare o da abbattere.
Questa ipotesi l'ho avanzata fin dall'inizio, pronosticandone anche la possibile conclusione giudiziaria.
Potrebbe essere tutta una mia fantasia, è ovvio, ma le do briglia.
Ciao, PINO

Anonimo ha detto...

Caro Massimo, ho sentimenti di grave perplessità sui comportamenti di Parolisi. Non sono una gornalista e scrivo quindi sotto l'impulso del mio vissuto. Tanti, tanti anni fa un mio amcico d'infanzia con il quale avevo condiviso l'emozione di conoscere la vita, é stato ucciso . Aveva 43 anni e da un anno era stato lasciato dalla moglie, anche lei mia amica d'infanzia che, al momento dell'omicidio, conviveva con altro uomo di cui si era innamorata. Ho vissuto accanto a quest'amica la sua angoscia ed il suo desiderio spasmodico di conoscere la verità. Ogni sera, per mesi e mesi, ricordava dettagli e ipotizzava un movente. Subito, telefonava al Tenente dei carabinieri che seguiva l'indagine e riferiva. A nulla portavano le mie esortazioni ad essere più cauta perché a queste rispondeva dicendo: " mio marito deve avere giustizia e mia figlia ha il diritto di conoscere la verità". Dico tutto questo perché voglio mettere in rilievo che una ex moglie, sebbene non più innamorata, aveva dentro di sè un beme intenso e profondo nei confronti dell'ex marito che le impediva di esseree razionale e distante. Mi domando e ti domando: Parolisi come ha fatto a tenersi lontano e distante dalle indagini ? Questo mio discorso é stupido ? Non prova nulla ? Pazienza, ma ho detto ciò che penso.
Maricò

Anonimo ha detto...

Buona sera a tutti e buon anno! E' un pò che non scrivo più qui, quello che mi sento di dire riguardo al caso di Melania, è che, secondo me, la situazione è diventata assurda, non si sa più nulla della vicenda perchè si stà aspettando il processo, ma, possibile che l' analisi di un centinaio di reperti, presenti nella scena del crimine, non abbia portato a nulla?

Claudia

emax/massimo prati ha detto...

X Gio.
Grazie delle belle parole, per quanto riguarda il resto penso che la Difesa già abbia con sé persone ultra-qualificate, comunque se qualcuno avesse bisogno di me sono rintracciabile in mille modi.

X Pino.
Tu sai come la penso. Non escludo nulla anche se credo che la soluzione sia più semplice e militarmente meno catastrofica della tua.

X Maricò.
Non penso e mai penserò che chi scrive come tu hai scritto porti all'attenzione di altri qualcosa di stupido. Anzi le tue idee le rispetto, anche se mi sento in dovere di confutarle dato che la penso diversamente. Io non so perché Parolisi abbia tenuto quel comportamento il 19 ed il 20, ma penso che un assassino sarebbe stato il più possibile vicino alle indagini e a chi indagava. Questo è un dato di fatto che si riscontra in maniera esponenziale nelle statistiche sugli omicidi, l'assassino cerca di collaborare per sviare da sé i sospetti e per cercare di capire i pensieri di chi indaga.

Inoltre in quei giorni mica si sapeva Melania fosse morta (se si ragiona in chiave innocentista il marito non lo sapeva come non lo sapevano gli altri che facevano appelli in televisione). Perché non poteva pensare che se ne fosse andata, magari pure avesse scoperto che la sua relazione extraconiugale non si era conclusa come aveva detto, e che lo volesse punire ed umiliare davanti a tutti i parenti?

Ed inoltre a quanto mi risulta fino a quando ha potuto ha sempre chiesto giustizia per Melania, in ogni intervista ed anche chiamando sovente i Pm di Ascoli. Ma, come si evince dalle intercettazioni, ben presto ha capito anche che era lui il bersaglio, l'assassino scelto dalla procura. A quel punto cosa poteva fare se non cercare di difendere sé stesso?

Questo penso io Maricò. Può essere anche sbagliato ma a me pare logico e coerente.

XClaudia.
Ciao ascolana.
Se ti dicessi che non ha portato a nulla di quanto a Teramo speravano, non è detto che quanto trovato non possa servire un domani se ci saranno indagini diverse, la situazione ti parrebbe un po' meno assurda? Bene, allora te lo dico, ma ti dico anche che ancora non hanno finito di analizzarli tutti i reperti. Questo non impedirà comunque di chiudere le indagini se le vorranno chiudere.

Ciao a tutti. Massimo

Tiziana ha detto...

Ben ritrovati a tutti e buon anno,
dopo alcuni giorni di vacanza sono nuovamente qui a leggere tutti i vostri commenti.

Massimo il tuo articolo, come sempre, è chiaro, preciso, interessante. L'unico aspetto che non sono certa di condividere è la tua fiducia nei difensori di Parolisi: dedicheranno maggiore attenzione nel prepararsi ad attaccare nel caso Scazzi o a difendere nel caso in questione? La concomitanza dei due impegni non mi fa ben sperare.

X Maricò
tu scrivi: "Parolisi come ha fatto a tenersi lontano e distante dalle indagini ?"
Siamo certi che così sia stato? Forse Parolisi non si è tenuto lontano dalle indagini ma, nelle stesse ore in cui gli altri cercavano sul Pianoro, ha cercato di raccogliere informazioni in caserma. Come già ha risposto Massimo, se consideriamo anche l'ipotesi innocentista, dobbiamo presupporre che credesse la moglie ancora viva. A quel punto che senso aveva cercarla sul Pianoro? Sia che se ne fosse andata volontariamente, sia che fosse stata sequestrata, non sarebbe stata più a CSM. Se i sospetti di Parolisi riguardavano la sfera della caserma, come anche il padre di Melania ha fatto intendere, era più logico per un marito che sperava di rivedere la moglie viva, cercare informazioni proprio in caserma.

Ciao, Tiziana

tabula ha detto...

Il fatto che Parolisi non abbia cercato la moglie nè si sia preoccupato, comunque, è tutto da dimostrare. Stando alle interviste rilasciate dai colleghi in quei giorni il suo non fu il comportamento di un uomo indifferente.
Io resterei un passo indietro rispetto alla catalogazione di un comportamento, non avendo chiare informazioni ma opinioni. opinabili.

lori ha detto...

qui invece si parla dei fatti...i colleghi ci raccontano cosa fece parolisi in quelle ore

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/11/10/melania-rea,-i-colleghi-a-parolisi-forse-%C3%A8-scappata-con-un-altro

lori

Tiziana ha detto...

Iori
avevo letto l'articolo che tu giustamente ci ricordi.
Dal racconto dei commilitoni non emerge un Parolisi colpevole, ma un uomo che si interroga sul perché la moglie possa essere scomparsa e che prende anche in considerazione la relazione della moglie con un altro uomo.
Un uomo dunque preoccupato. Forse anche preoccupato di trovare la moglie morta. Non credo sia facile mettersi nella condizione di rischiare di imbattersi nel cadavere di un proprio congiunto. L'atteggiamento di Parolisi, dunque, mi sembra del tutto comprensibile, soprattutto se ci poniamo nell'ottica innocentista. Che cosa gli sarebbe costato, se colpevole, passare qualche ora a CSM dedicandosi alle ricerche? Assolutamente nulla.
E' proprio da innocente (mia personalissima opinione) che ha agito seguendo ciò che gli dettava il sentimento e non seguendo furbescamente la ragione (che per motivi di opportunità e per salvare le apparenze gli avrebbe suggerito di unirsi alla mischia a CSM).

lori ha detto...

Tiziana da quanto leggo salta agli occhi un uomo le cui preoccupazioni vanno in tre direzioni:
a) la scomparsa della moglie
b) il timore che si sappia della relazione perchè si vergogna dei suoceri
c) il timore che si sappia della relazione perchè teme la reazione dei Superiori

ecco oltre questo non vedo altro ..non vedo un probabile assassino , perchè come ha detto massimo, in tal caso, gli sarebbe convenuto di più fingere di partecipare alle ricerche, ma non vedo nemmeno un uomo che sta facendo indagini per conto suo..tutto questo in relazione a ciò che ho letto...se poi c'è dell'altro non so

lori

Anonimo ha detto...

Hai ragione Massimo.

Claudia

Tiziana ha detto...

Lori
sono d'accordo con te.
Io ci mettevo, eventualmente, anche le ricerche per suo conto. Non l'ho letto nell'articolo citato. Ma si sa, ognuno racconta la sua verità. Il fatto che i commilitoni non abbiano detto niente riguardo a tali ricerche può avere più significati:
- che Parolisi non le abbia fatte
- che i commilitoni non se ne siano accorti
- che di questo VOLUTAMENTE abbiano deciso di non parlarne.
Se la causa della morte di Melania fosse riconducibile in qualche modo alla caserma (non è la MIA ipotesi, ma semplicemente una delle ipotesi che si sono fatte), è ovvio che tale aspetto sarebbe stato messo volutamente a tacere.

Non voglio comunque sostenere a tutti i costi che Parolisi si sia recato in caserma per fare delle ricerche, era solo una delle considerazioni che "giustificavano" il comportamento, per altri inesplicabile, di Parolisi.

lori ha detto...

Tiziana, dietro un'ombra si possono nascondere infinite probabili verità.. si può immaginare tutto e di più...a me, ripeto non piace fare dietrologia ,non so spiegarmi il comportamento di Parolisi, ne prendo atto, non mi sento nè di giustificarlo nè di colpevolizzarlo per questo suo non partecipare alle indagini..avrà avuto i suoi motivi che, purtroppo a noi non è dato conoscere,almeno per ora

ciao e buona serata

lori

Anonimo ha detto...

Per Tiziana e Massimo.
Innanzi tutto il mio grazie a Massimo per l’immediatezza con la quale mi ha risposto.
Ritorno un’ultima volta sulla presunta mancanza di partecipazione di Parolisi alla ricerca della moglie scomparsa.
Ipotizziamo che Parolisi dica la verità: Melania era a CSM e si è allontanata volontariamente.
Perché non torna? La prima ipotesi dovrebbe essere quella di un malore o di un incidente e la ricerca è un normale atto istintivo. Parolisi invece pensa ad un sequestro e va in caserma per cercare informazioni, ma questo presuppone che sia a conoscenza di qualcosa che non mi risulta abbia ancora detto.
Per quanto riguarda la parola “fortuna” usata dagli Inquirenti, concordo che qualsiasi indagine che giustifichi l'assenza di prove con una presunta ripetuta "fortuna" del "presunto" colpevole, è un'indagine criticabile.
Ho letto con molto interesse l’articolo di Massimo sui cellulari e mi sembra impossibile che, al riguardo, la Procura non abbia svolto alcuna indagine. La Difesa ha fatto qualcosa ?
Ci sono notizie sulle tracce di pneumatici rilevate a Ripe ? E' possibile risalire al modello della autovettura ?
Maricò

tabula ha detto...

francamente, con il senno di poi saremmo tutti persone migliori.
del resto, se scompare una persona con cui c'è maretta matrimoniale, la prima cosa da pensare è che sia morta? direi di no..

Parolisi partecipò alle ricerche il 18, ma NON il 19. chiamò Melania al telefono quel giorno, tentò?
perchè se tentare di chiamarla dovesse far parte di una recita, lo stesso copione avrebbe previsto anche la partecipazione alle ricerche a CSM.
E invece no. Si parla di un uomo che cercò conforto e consiglio tra i colleghi in caserma, dove già dalla sera prima avrebbe desiderato andare a dormire,
con i quali parlò e riparlò a cuore aperto svelando a loro, amici, la verità sull'avere un'amante e la sua preoccupazione che si potesse scoprire, oltre ad una fortissima preoccupazione per la sorte della moglie e un interrogarsi continuo su cosa potesse esserle accaduto.
Quasi volesse proteggersi nascosto all'interno della caserma.. Dalla verità? Dal pericolo occorso alla moglie da egli intuito? Dai ricercatori impegnati a CSM? forse qualcuno gli era sgradito?
Dallo sguardo inquisitorio della Legge?
Si vocifera sia risultato assente a causa di quest'ultima ipotesi.
Ma è solo una, delle tante possibili.
Ripeto, bisogna conoscere bene i fatti.
Era già stata sbandierata la sua eclatante inspiegabile assenza al riconoscimento del cadavere, quando invece non ne era nemmeno stato informato dalle autorità.

Anonimo ha detto...

ciao a tutti. vorrei ricordarvi che purtroppo in Italia esistono due verità, quella reale e quella processuale (parere di avvocati, giudici, magistrati, giornalisti) e che quest'ultima alla fine è quella che conta. Io non lo so se questo sia giusto o no, quello che so è che se la verità processuale stabilisce che sei innocente (o colpevole), sarai assolto (o condannato), anche se la verità reale sarà un'altra. Il lavoro degli inquirenti è difficile anche e sopratutto per questo.Non è automatico che si debbano lasciare tracce quando si commettono delitti,quindi se non se trovano in quantità industriali non significa che si è innocenti a prescindere da tutti gli altri indizi, comportamenti,confessioni ritrattate,intercettazioni,ecc. ecc.
Immaginatevi giudici di questo processo:
-accusa "Parolisi lei non era a CSM dalle 14.20 alle 15.25, perchè oltre 40 testimoni dicono di non averla vista ed in nessuna foto scattata in questo lasso di tempo vi è la presenza sua e della sua famiglia o dell'auto parcheggiata".
-difesa "solo perchè nessuno ci ha visti non significa che non eravamo sul pianoro.
-accusa" perchè lei nel dimostrare di sapere perfettamente la posizione del corpo della vittima, ha affermato di averla vista nelle foto scattate dal suo amico Paciolla, atteso che queste non sono mai state scattate?
-difesa,"forse mi sono sbagliato, forse le ho viste da qualche altra parte.
e si potrebbe continuare all'infinito.
bè, io sfido chiunque a non avere nessun dubbio sia se si assolve che se si condanna.
Ecco perchè alla fine noi tutti DOBBIAMO accettare quella che sarà la verità processuale e che quindi CHIARA è morta cadendo dalle scale,SARAH giocando a casa della cugina, MEREDYTH uccisa solo dal "negro"ELISA giocando a nascondino nelle soffitte della chiesa, ecc. ecc.
ciao a tutti e buon anno.
Calabria

Annika ha detto...

ANONIMO 3/1 11.59

Dato che sembri conoscere l'inglese abbastanza bene da sentirtela di postare in tale lingua...

...here is an unrequired yet utterly useful little piece of advice: some things are better left unsaid, especially in another language and when totally out of context and irrelevant to the discussion in hand. You've posted an abstract that merely reveals anything applicable to the Rea murder case. Have you read the full article? If so, to your opinion does it disclose any scientific information that might shed some light on Parolisi's involvement with his wife's death? Can you please elaborate?

CALABRIA
Spero che il tono del tuo post sia sarcastico, o quanto meno ironico, altrimenti lo si potrebbe considerare altamente offensivo all'intelligenza di chi legge ed in particolare di chi scrive in questo blog. Cara Calabria, la VERITA' e' sempre UNA ED UNA SOLA. Se chi, si presume al di sopra delle parti, sceglie di dedicare la propria vita professionale (e di essere profumatamente pagato mese dopo mese, anno dopo anno, direttamente dalle tasche dei cittadini dello stato in cui opera) per indagare e scoprire quale essa sia, dovesse risultare incapace di svolgere il proprio ruolo, sarebbe meglio che ad esso rinunciasse in toto e se ne andasse a vendere le arance sulla spiaggia.

Se la verita' e' che un innocente e' in galera perche' un pugno di giudici maldestri sbagliando lo ha ritenuto colpevole, egli rimane sempre un innocente a tutti gli effetti trattenuto illegalmente in una cella dello stato. E la verita' rimane sempre tale: non esistono 3, 7, o 24 verita'. Ne esiste una e una sola: UN INNOCENTE E' SEMPRE INNOCENTE. Ovvero, o ha commesso un reato, o non lo ha commesso. Se non fosse cosi' si andrebbe incontro al crollo di decenni di leggi in difesa dei diritti della persona e di annientamento della realta', per entrare in uno stato di limbo oligarchico-tirannico con il conseguente capovolgimento del ruolo del giudice "al servizio del cittadino" a favore de "il cittadino al servizio dei pochi scelti giudici".

Spero tu capisca, Calabria, che cio' che hai scritto e' inaccettabile. Se invece la tua non era altro che una lamentela sull'andazzo odierno di certi "grandi casi", allora mi scuso per il mio tono, te lo dico senza mezzi termini, volutamente sconcertato.

Annika ha detto...

ANONIMO 3/1 11.59

Oops, I've missed a word.
Please read: "...If so, ACCORDING to your opinion..."

PINO ha detto...

ANNIKA
La tua dissertazione filosofica sulla VERITA' e sull'INNOCENZA è giusta ed inattaccabile, e Kant ne tratta singolarmente.
Però Calabria, quando afferma l'esistenza delle "2" VERITA', dice il vero, indipendentemente dalla logica corrente. Ed, a questo proposito, chiederei, gentilmente, all'amico TUMMOLO, di darcene un suo stimato parere.
Ciao PINO

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Pino,
Lei mi coinvolge in un discorso assai spinoso. Se "Calabria" avesse usato il termine "versioni", sicuramente non avrebbe suscitato le giuste rimostranze di Annika, e la questione non si sarebbe posta. Ma i giuristi usano chiamare "verità processuale" quello che è il deliberato finale di un processo completo fino all'ultimo grado di giudizio, ed è in effetti la "verità" (leggi versione) che conta a quei fini. Ora, l'uso del termine "verità" in senso giuridico-giudiziario è, eticamente e filosoficamente scorretto, in quanto la verità, come fatto ontologico, è comunque unica, come sostiene Annika. Ma l'essere umano non ha, con la verità in quanto realtà, un rapporto assoluto, bensì relativo, quantitativamente e qualitativamente parziale, mai pienamente esatto. La verità umana è gnoseologica (appartiene alla conoscenza), non propriamente ontologica. Questo è quanto diceva anche Lessing, allievo dello stesso Kant che Lei cita, quando diceva che la Verità appartiene solo a Dio, la ricerca della verità all'uomo.
In termini processuali, la "verità processuale o giudiziaria" è dunque soltanto la versione raggiunta e deliberata alla fine di un iter procedimentale, ma che può essere rimessa in discussione se fatti nuovi e seri intervengono a smentirla. Il CPP prevede infatti la revisione di un processo.
Vi è poi un altro aspetto da verificare, quello che possiamo qualificare come "tema di Antigone": ovvero un processo è anche correlativo alle leggi vigenti. Un processo può essere del tutto regolare, ma in riferimento a leggi inique. Se c'è una legge che vieta la sepoltura dei ribelli, e io seppellisco ugualmente mio fatello ribelle, compio un reato perseguibile, ma è la legge ad essere ingiusta, non il deliberato giudiziario. Se Gessler ordina di salutare il suo berretto minacciandomi la morte, e io non saluto il berretto, il processo che mi condanna a morte può essere "giusto" se rispetta le procedure, ma non è giusta la legge che lo ordina.
Questo è pure ciò che si qualifica come "formalismo giudiziario", inevitabile nelle faccende umane.

Tiziana ha detto...

X Calabria ed Annika

La verità, sono d'accordo con Annika, è una sola. Non sempre è possibile scoprirla ma, compito del giudice, nel caso non ci siano sufficienti indizi di colpevolezza ("Non è automatico che si debbano lasciare tracce quando si commettono delitti,quindi se non se trovano in quantità industriali non significa che si è innocenti"), è lasciare libero l'imputato per insufficienza di prove. Non si può sulla base di " comportamenti,confessioni ritrattate", sensazioni, antipatie condannare una persona. Servono sempre e soltanto PROVE. Se alla fine queste non emergono bisognerebbe attenersi al "in dubio pro reo", poiché sono meglio 10 colpevoli liberi piuttosto che un solo innocente in carcere.

PINO ha detto...

TUMMOLO, grazie.
Infine, equa o meno, c'è una "verità" che viene definita "giudiziaria". queto solo era il punto.
Mi scusi se l'ho coinvolta, ma mi era sembrato logico, data la sua particolare erudizione in tale materia.
Saluti cordiali, PINO

PINO ha detto...

TUMMOLO, grazie.
Infine, equa o meno, c'è una "verità" che viene definita "giudiziaria". queto solo era il punto.
Mi scusi se l'ho coinvolta, ma mi era sembrato logico, data la sua particolare erudizione in tale materia.
Saluti cordiali, PINO

lori ha detto...

può essere interessante

http://guide.supereva.it/diritto_di_replica_/interventi/2003/04/133936.shtml

lori

lori ha detto...

e forse ancora meglio questo

http://www.simoline.com/clienti/dirittoambiente/file/polizia_articoli_30.pdf

lori

LucaP ha detto...

Buon 2012 a tutti.

Sono rientrato solamente adesso dalla montagna dove a causa anche di un'influenza ho potuto riflettere un po' di più sulla vicenda ed allo stesso tempo leggermi il libro di Delitala/Mura che ho trovato abbastanza interessante, soprattutto per le conferme che mi ha dato sulle responsabilità dirette di alcuni inquirenti (Col. Patrizio e ten. Consales in primis) oltre a fornire un quadro, forse fin troppo romanzato, sulla relazione tra Salvatore e Melania e sul vincolo fortissimo che quest'ultima aveva con il proprio clan familiare. Allo stesso tempo ho trovato il lavoro di indagine svolto sugli atti pubblici e le conclusioni alle quali lo stesso è giunto in totale sintonia con quanto fatto su questo blog anche se ritengo che "la squadra" sia andata ben oltre individuando ulteriori elementi.

Chi precedentemente ha suggerito a Massimo di candidarsi come consulente della difesa ricorderei come il duo Biscotti e Gentile in modo superbo e supponente abbia fatto propria la scoperta della macchina (simile ad una Renault Scenic) nella fotografia dello studente dichiarando che l'attività di un non specificato blogger avesse loro rovinato il "coup de théatre" che si ripromettevano di inserire nel ricorso al Riesame. Non credo quindi che siano molto disposti ad accettare ufficialmente aiuti e consigli sebbene sia sicuro gli stessi siano fra i più assidui lettori del blog.

Ciao

tabula ha detto...

@Luca
Non so se tu abbia ragione o meno sul fatto che Massimo abbia rovinato il colpo di teatro degli avvocati della difesa.
Se così fosse, in un eventuale contenzioso gli avvocati dovrebbero produrre prove e documentazioni certificanti la corrispondenza delle loro affermazioni in modo da datarle come inequivocabilmente precedenti alla pubblicazione dell'articolo di Massimo.
Non credo sia dimostrabile, accontentiamoci del dubbio. Anche se dal mio canto e per mio convincimento personale privilegerei la versione in cui la fotografia in questione è stata individuata per prima dall'ineffabile fiuto di Massimo Prati.
Comunque sia, anche se non fa parte della difesa, Massimo COLLABORA con la difesa che lo intenda o meno, perchè produce opinioni diverse da quelle imperanti. E se il concetto di LAVORO, perchè un impegno quale il suo è gravoso, corrisponde nei termini ad una prestazione dietro contropartita economica, in questo caso volendo potremmo parlare di STAGE non retribuito, realtà purtroppo imperante in Italia.
Certo, se la difesa volesse riconoscere il giusto merito a tutte le ricerche da lui compiute, non sarebbe che un atto di giustizia, e sono sicura che una eventuale collaborazione non potrebbe che arricchire in maniera significativa la potenza espositiva degli avvocati.
Un collaboratore del suo calibro col suo cervello e le sue capacità logico-analitiche, messo al corrente di quanto ancora è nascosto alla pubblica opinione e nascosto nei carteggi, farebbe la differenza.
Tuttavia, credo che la soddisfazione di Massimo comunque arrivi, in questo come in altri casi che sottopone ai lettori, nella pura ricerca della VERITA'.

LucaP ha detto...

Tra le riflessioni fatte a mente fredda ve ne è una che mi ha lasciato veramente perplesso.

Già il mese scorso avevo cercato di documentarmi sui sistemi utilizzati dai gestori di telefonia mobile per la georeferenziazione dei cellulari soprattutto dietro richiesta degli organi di polizia (cfr. Procedura 112 NUE citata in ordinanza).
Si parte da metodi grossolani come il CellID associato anche al Timing Advance che però permettono solamente di individuare l'area coperta dalla cella agganciata ed eventualmente la distanza del cellulare dalle antenne ricetrasmittenti, quindi con elevata indeterminazione (serve al massimo per sapere in quale area del territorio nazionale si trova l'utente).
Tralasciando i metodi basati sui satelliti GPS che presuppongono che il cellulare sia dotato di un apposito ricevitore (e quello di Melania ne era sprovvisto da quanto ho potuto appurare), vi sono però sistemi come l'E-OTD che permettono di effettuare triangolazioni e determinare con una buona approssimazione le coordinate geografiche. E' necessario che l'antenna del cellulare sia raggiunta dal segnale di almeno tre impianti, ma noi sappiamo che nelle zone di interesse del caso vi è la commistione di segnali provenienti da più impianti. Ed in ogni caso in Ordinanza sono riportate proprio delle coordinate geografiche (vicinanze di San Giacomo) quindi vuol dire che è stato utilizzato un sistema simile se non identico. I margini di errore tuttavia non sono quelli indicati in Ordinanza (3,5 km se non di più) bensì decisamente inferiori (dell'ordine dei 100 m al massimo).

Il GIP Cirillo tuttavia nell'Ordinanza apoditticamente stabilisce che il risultato delle procedure adottate, pur nell'errore intrinseco del sistema (dovuto anche al fatto che le chiamate erano state fatte senza risposta) conferma che il cellulare di Melania alle 16:53 "si trovava certamente presso il luogo di rinvenimento del cadavere".

Continua .....

Tiziana ha detto...

Lori
grazie per il link. Io, dallo schema che hai posto alla nostra attenzione, riporto due frasi consecutive:

"IL P.M. NON FORNISCE PROVE FORMALI SUFFICIENTI A SOSTEGNO DELLA TESI ACCUSATORIA
->
ASSOLUZIONE EX ART. 53O/II° COMMA C.P.P. "PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE"

Torniamo dunque al discorso già fatto: in mancanza di prove formali sufficienti non ci si può basare su sensazioni o opinioni, ma si deve procedere all'assoluzione (anche se tale verità processuale non dovesse coincidere con la verità reale. Ma chi mai lo saprà con certezza? Solo il/ i diretti interessati, ovvero l'assassino, gli eventuali complici e l'eventuale innocente).

Faccio notare per altro che nel caso in questione la difesa, più volte, ha richiesto l'incidente probatorio, stabilito con atto irripetibile e valido come prova. Questa sarebbe stata una di quelle prove formali da poter produrre in tribunale (eventualmente utile anche all'accusa). Ma tali richieste sono state sempre rigettate. Che sia anche questa una carta spendibile da parte della difesa?

LucaP ha detto...

.... Continua

Siamo però così sicuri di tale fatto? Lo sono, o lo erano, anche gli inquirenti?

Da parte nostra abbiamo già ripetutamente ipotizzato altre dinamiche sullo spostamento del cellulare nonché sullo spegnimento e riaccensione (inclusa la "ripulitura") dello stesso.

E' possibile che però ai Carabinieri non sia venuto qualche sospetto (Cirillo sembra non averne, ma un GIP deve basarsi su consulenze tecniche e non necessariamente su conoscenze proprie)?

Credo che sicuramente se lo siano posti questo dubbio. Ed allora cosa potrebbero aver fatto per fugarlo?

Sappiamo dalla lettura dell'Ordinanza e della Memoria Difensiva, che sono stati condotti numerosissimi test su cellulari identici a quello di Melania nonché sullo stesso Samsung SGH-F480 appartenuto alla vittima (che ripeto, pur risultando sicuramente noioso, essere un modello tecnologicamente avanzato e non antiquato come viene riportato sui media per i soliti fini disinformativi). Sia a Colle San Marco sia a Ripe. Non viene però riportato un test importantissimo che avrebbero sicuramente dovuto e potuto fare in quanto tranquillamente nelle loro possibilità tecniche.

Bastava difatti posizionare il cellulare (acceso) presso il chiosco di Ripe e ripetere la procedura di georeferenziazione 112 NUE.

I risultati a quel punto avrebbero potuto essere di due tipi. O si otteneva nuovamente un errore analogo a quello (supposto) avuto il 18/04 (non necessariamente con le stesse coordinate ma con distanze sempre considerevoli dal punto esatto e noto) ed a questo punto avrebbero potuto tranquillamente citare gli esiti di tale test a riprova delle loro affermazioni. Od invece si otteneva un errore decisamente inferiore (compreso nel range tipico di tali procedure) ma a questo punto parlarne in un verbale ufficiale avrebbe fatto crollare tutto il loro castello accusatorio.

Da nessuna parte viene citato il fatto che abbiano effettuato tale test. Le conseguenze potete trarle tutti quanti voi.

Ammettendo però che, sicuri della loro tesi, abbiano ritenuto non necessario fare tale verifica (denunciando implicitamente una leggerezza ed approssimazione investigativa), riterrei doveroso che la Difesa in fase di dibattimento chieda ufficialmente al Giudice una perizia tecnica a tal proposito. Se i risultati fossero allora quelli che penso io, sarebbe un enorme passo in avanti nella dimostrazione dell'innocenza di Parolisi.

Ciao

LucaP ha detto...

@ Tabula

Io sono personalmente sicuro che sia stato Massimo ad individuare l'auto nella foto e che Biscotti e Gentile abbiano solamente approfittato della scoperta affermando poi di essere stati anticipati nel renderla pubblica solamente al fine di non risultare sminuiti. Ma questo da comunque l'idea di come siano disposti ad accettare aiuti in modo ufficiale.

Che però sia stato Massimo il primo ad accorgersi dell'auto non sono così sicuro.

Bisogna considerare prima di tutto che quella foto è l'unica tra quelle allegate agli atti che non si trovasse anche su Facebook ma unicamente sul PC del ragazzo. Quindi, mentre per le altre due (o tre) qualcuno avrebbe anche potuto verificare, scaricandole da Facebook, che fossero identiche a quelle allegate all'Ordinanza, per questa bisogna fidarsi ciecamente della buona fede degli inquirenti e cioè che sia proprio quella ricavata dalla memoria del PC senza alcun ritocco di alcun tipo.

Ho provato personalmente ad analizzarla con un software di fotoritocco e qualche dubbio a me è venuto. Fossi in B&G una perizia tecnica da parte di un vero esperto, forse la chiederei. Non si sa mai.

Già il fatto che l'iPhone del ragazzo si sia misteriosamente guastato e che sia stato buttato via, con la conseguenza che non è possibile appurare in modo certo l'orario esatto dello scatto delle foto, mi sembra molto dubbio.

Ciao

lori ha detto...

è ovvio Tiziana che sia come tu dici.." in dubio pro reo" e meno male che il nostro sistema giudiziario lo riconosca, salvo poi applicarlo...e qui preferisco non andare oltre

ma vedi a me ha colpito anche un'altra considerazione...a prescindere dal caso Parolisi

la verità oggettiva è irragiungibile,
" presuppone infatti la “reale” conoscenza di tutti i fatti di un evento,
con tutte le cause esterne ed interne che ne hanno determinato gli sviluppi
e le “vere” motivazioni conscie ed inconscie che stanno dietro a tutte
le “azioni” degli attori dell’evento"

ed è quello che sostengo da sempre...anche se la cosa mi lascia sempre molto disorientata perchè le varie verità soggettive non sempre riescono ad armonizzarsi tra di loro

"COSI' E' SE VI PARE"..
diceva già grande scrittore siciliano (


ciao e buona giornata

lori

tabula ha detto...

@Luca
già la questione tecnica che tu poni potrebbe ribaltare in sede processuale le affermazioni contenute nel'Ordinanza.
Se poi alla testimonianza di un perito si affiancasse la richiesta della Difesa di una verifica della georeferenziazione del cellulare di Melania, ci sarebbero degli ottimi presupposti per smontare il castello accusatorio.
Non te l'ho mai detto perchè mi appariva scontato ma lo dico ora:
Bravo Luca!

Tiziana ha detto...

Lori
che la verità oggettiva non sia mai completamente raggiungibile è un dato incontrovertibile. Anche se le prove conducessero inequivocabilmente ad un colpevole, ci rimarrebbe comunque impossibile metterci nella sua testa e capire il perché della sua azione.
Esistono però diversi gradi di approssimazione della verità. Si può infatti giungere a riconoscere la colpevolezza di qualcuno "al di là di ogni RAGIONEVOLE dubbio". Servono comunque delle prove.
Ciao Tiziana

lori ha detto...

giusto Tiziana, ma la mia osservazione va al di là dei fatti processuali..era una considerazione in generale, sulla vita, sui rapporti umani...

ciao
lori

Tiziana ha detto...

Sì Lori,
per quanto riguarda i rapporti umani dovremmo parlare di verità individuali.
Possiamo cercare di avvicinarci agli altri, di immedesimarci in loro, di entrare in empatia, ma la totale comprensione ci rimane preclusa, le "sfumature" restano al di fuori delle nostre possibilità.


(esiste però la telepatia, vero Enrico? :-) )

LucaP ha detto...

Una delle considerazioni generali che ho fatto nei giorni scorsi è relativa al pressing mediatico che ancora oggi viene effettuato sul caso Rea. Tralasciando ora quello che è avvenuto presso alcune trasmissioni televisive (Chi l'ha visto, Quarto Grado, La Vita in Diretta,....) mi vorrei soffermare sui quotidiani della carta stampata e online.

Passati i primi mesi dove anche i quotidiani nazionali si occupavano del caso, da qualche mese a questa parte sono rimaste solamente alcune testate giornalistiche locali ad occuparsi del caso (a parte alcune notizie sporadicamente riportate da TGcom24).

In particolar modo le più attive nel seguire il caso sono Il Centro e Abruzzo24oreTV (entrambe testate abruzzesi mentre quelle marchigiane sembra abbiano voluto dimenticare la vicenda) dove però non è ben chiara la reale separazione in quanto troppo sovente gli articoli delle due testate sono perfettamente identici.
Stranamente vi è un'altra testata locale, il Giornale di Puglia, che con numerosi articoli (la maggior parte dei quali a firma di Roberta Calò) quasi quotidianamente tratta il caso.
Nella maggior parte degli articoli è difficile capire quale sia quello originale e quali siano quelli che lo riprendono in quanto il tono generale della totalità degli stessi è uniforme ed a senso unico nell'impostazione colpevolista nei confronti di Parolisi.
Come già sottolineato da Massimo quasi sempre le notizie vengono rese in forma incompleta omettendo tutti quei particolari che potrebbero risultare a favore di Parolisi, come i risultati delle analisi sul terriccio, quelli delle perizie sui cellulari (dove si parla sempre di una fantomatica cella di Ripe), e per ultimi quelli sui DNA.
A leggere tutti quegli articoli si ha sempre l'impressione che oramai la Procura di Teramo abbia in mano le "prove" inconfutabili della colpevolezza dell'uomo, sebbene tuttavia le indagini non siano ancora state chiuse e non sia ancora stata fatta richiesta di rinvio a giudizio.

Continua ....

LucaP ha detto...

.... Continua

Se a queste "notizie" giornalistiche inoltre sommiamo tutte le comparsate televisive dei Rea (e del loro legale) durante le quali è sempre stata calcata la mano sulla colpevolezza del genero, viene fin troppo spontaneo domandarsi: "cui prodest"?

La prima risposta che si potrebbe dare sarebbe quella già data da Massimo in un precedente articolo e cioè che è interesse diretto dei giornali fornire ai propri lettori ciò che questi vogliono leggere. E sicuramente il caso Rea continua a far presa sull'opinione pubblica. Ma non si può allo stesso tempo pensare che i giornalisti siano sempre proni all'orientamento dei lettori. Potrebbero tranquillamente mantenere viva l'attenzione cercando di fare un buon giornalismo e riportando anche notizie non sempre allineate sulla tesi della Procura. Ed invece mai una voce fuori dal coro. Anzi al contrario, molte notizie di dubbia provenienza e veridicità.

Ed allora quali possono essere i reali motivi dietro a questa campagna mediatica che fa pensare ad un unico "manovratore"?

Può la stessa campagna mediatica essere letta come frutto della volontà di orientare il pensiero comune ed influenzare le opinioni?

Certamente si. Ma le opinioni di chi in particolare?

Se pensiamo che possa influenzare l'orientamento dei giudici facciamo un insulto all'onestà intellettuale di una categoria che fino a prova contraria ha dimostrato, sebbene alcuni errori (come anche in questo caso), di esprimere giudizi in autonomia e senza condizionamenti (anche se purtroppo la mancata separazione delle carriere fa assimilare l'imputato e la sua difesa ad una squadra di calcio che gioca sempre in trasferta). Anche la possibile influenza sui giudici laici (popolari) della Corte di Assise verrebbe meno in quanto il dibattimento avverrebbe sulla base di atti di indagine e non sulle notizie giornalistiche che, nel caso fossero discordanti dalla realtà, denuncerebbero tutta la loro inconsistenza e tendenziosità.

Chi potrebbe allora risultare influenzato? Sicuramente i testimoni che verranno chiamati in aula, i quali potrebbero, sebbene a livello inconscio, modificare le proprie versioni a favore dell'accusa. E tra questi già sappiamo che ve ne sono alcuni fondamentali che hanno subito notevoli pressioni da parte degli inquirenti. Se allora convinti mediaticamente che Parolisi è colpevole, risulterebbe più difficile per loro mettere in discussione le versioni colpevoliste già rese (magari dopo ripetute audizioni), od anche tornare indietro su versioni originarie poi ritrattate.

Non so voi cosa ne pensiate, ma mi farebbe piacere sentire la vostra opinione in merito.

Ciao

PINO ha detto...

LUCA
Nessuno, che non sia tutt'uno con la propria coscienza, oserebbe nuotare controcorrente, ed il motivo non andrebbe individuato solo in una eventuale "regia".
La chiave interpretativa potrebbe essere altrove.
PINO

p.s. Auguri per la salute.

Manlio Tummolo ha detto...

Egregio Pino,
non intendevo parlare di mio "coinvolgimento" in senso negativo: anzi Le devo essere molto grato per la stima e fiducia espressami, e che ricambio. Riguardo al tema "verità", che è un tema schiettamente filosofico, va sempre distinto il piano ontologico (la verità dell'essere, la realtà in sé), col piano gnoseologico, della conoscenza, strettamente umano, quindi relativo. Noi stessi, come ben hanno insegnato filosofia e psicologia del profondo ignoriamo spesso il perché di molte nostre azioni e ascoltare come altri ci vedono, spesso aiuta a capire se stessi, più che non elucubrare analizzando i vari passaggi dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Non è mai facile comunque separare il nostro conscio dal nostro inconscio.
Intervenendo sulla questione "automobile", se non ricordo male, gli avvocati di Parolisi ringraziarono, ma senza entusiasmo, l'individuazione, da parte di Massimo Prati, di quella che poteva essere l'automobile parcheggiata. Poi si discusse, su marca, modello e colore, e mi pare che il tutto non venne mai accertato in un modo o nell'altro. Sicuramente il nostro ospite cortese ha capacità notevoli di osservazione delle cose, dei fatti, e dello sviluppo delle indagini sugli stessi, tutt'altro che comuni. Nessun avvocato tuttavia ama essere aiutato da altre persone, se non da lui incaricate e pagate, forse perché teme di essere surclassato. Magari perde ogni causa, ma non accetta di riconoscere l'aiuto, né lo sa utilizzare nelle forme corrette. Questo rientra nella mentalità da me segnalata come "arcaica", tipica degli specialisti del Diritto. "La signora in giallo" è figura di films o romanzi, ma non potrebbe mai operare nella realtà, americana o italiana che sia.

PINO ha detto...

TUMMOLO caro, lei è sempre molto compito,anche quando pensa di essere stato frainteso.
La tranquillizzo: ho interpretato il senso positivo, che ha accompagnato il suo chiarimento.
Anzi, ho il piacere di rimarcare il modo corretto e civile, che distingue i contatti tra le persone che frequentano questo blog, UNICO, per le qualità che si riscontrano, anche nel suo prezioso gestore, Massimo Prati.
PINO

LucaP ha detto...

Lo strano caso del DNA si Sonia sugli slip di Melania

Nuovamente oggi su Il Centro vi è un articolo sulla conferma che le tracce di DNA maschile e femminile trovati sugli slip di Melania sono di Sonia e del proprio figlio, sicuramente lasciate la sera del 17/04 mentre le due amiche stiravano assieme proprio a casa di Sonia.

Dalla successione degli articoli (ripresi anche in modo identico da Abruzzo24oreTV) dell'ultimo periodo e relativi a questi accertamenti, sembra che tali risultati delle analisi dei RIS siano recenti e si basino sui campioni di DNA prelevati all'inizio di dicembre (o fine novembre) alle 30 donne venute in contatto con Melania negli ultimi due giorni di vita (non parlo volutamente del DNA dell'estetista trovato sotto l'unghia perché trovo la notizia troppo dubbia; ed inoltre non si fa notizia del DNA trovato sull'anello).

Come già scritto in precedenza (ma anche ampiamente discusso sul blog da parte di tutti), la notizia è invece vecchia e risale perlomeno a metà luglio. La riportano difatti alcuni quotidiani online nazionali come La Stampa (20 luglio)

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/412244/

e si diffonde a macchia d'olio.

Viene allora da domandarsi se, nel caso la notizia fosse stata già all'epoca veritiera, siano stati i Carabinieri a richiedere il campione di DNA a Sonia (ma sulla base di quale sospetto?) o se sia stata la stessa a prestarsi volontariamente.

Continua ....

LucaP ha detto...

Lo strano caso del DNA si Sonia sugli slip di Melania

... Continua

Indipendentemente da tutte le disquisizioni che si potrebbero fare e che sono già state fatte in merito allo stirare assieme (soprattutto la biancheria intima), al trasferimento del proprio DNA sullo slip da parte di Sonia, ecc..., come mai non ve ne è traccia alcuna nel testo delle due Ordinanze? Pur sapendo che nelle ordinanze vengono taciuti in modo troppo omertoso tantissimi riscontri che avrebbero potuto aprire differenti spiragli di indagine, perchè sembra che non venga neppure citato negli atti allegati all'Ordinanza di Teramo tanto che la Difesa non ne parla in alcun modo? E bisogna sottolineare che B&G ne avrebbero potuto fare sin troppo facile uso, in quanto la presenza del DNA di Sonia sulla scena del crimine sarebbe stata decisamente più sospetta rispetto al DNA di Parolisi trovato nella bocca di Melania. Non credo che si sarebbero fatti scrupolo di coinvolgere Sonia in un'ipotetica ricostruzione del delitto considerati anche gli atteggiamenti sospetti della donna (le telefonate e gli SMS non rintracciabili, la probabile falsa testimonianza, il fatto che fosse la moglie di Alfredo Sirocchi e che quest'ultimo avesse manifestato interesse nei confronti di Melania). Ed invece niente di niente.

I casi sono allora i seguenti:

- o gli inquirenti, in modo colpevole e decisamente stigmatizzabile (ma non voglio crederci in prima battuta per rispetto delle istituzioni), hanno taciuto ed omesso tale riscontro da tutti gli atti;
- o si trattava allora (luglio) di una bufala messa ad arte in giro da qualcuno ed invece gli accertamenti di dicembre hanno confermato "troppo stranamente" tale fatto (che qualcuno volesse mettere le mani avanti? e se fosse lo stesso gruppo di persone che adesso stanno manovrando la stampa?)
- o ancora le ultime notizie sono dei finti scoop a loro volta artatamente sussurrati in modo da confondere le idee e prepararsi a quelli che saranno i reali sviluppi ed esiti delle analisi

In ogni caso bisogna sottolineare che Sonia Viviani, pur non facendo nulla di clamoroso, continua ad attirarsi sospetti addosso. E gli unici che sembra non vogliano accorgersene sono proprio coloro che dovrebbero cercare il colpevole del delitto.

Ciao

Annika ha detto...

Ciao LucaP e buon anno!

A proposito di giornali online, leggi e leggete tutti lo squallore pubblicato appena due ore fa da uno dei tanti giornali online abruzzesi. Quando il dolore si trasforma in orrore.

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/omicidio-rea-il-9-gennaio-parolisi-incontra-figlia-famiglia-melania-contraria/43646-4/

LucaP ha detto...

@ Annika

Buon anno nuovo anche a te.

Ho letto e mi unisco al tuo disgusto.

Ma i Rea hanno scaricato Gionni? Questa notizia mi giunge nuova. Od invece hanno deciso di avvalersi anche di un loro parente come consulente (il cognome Capone mi fa pensare ad una parentela con la zia Teresa)?

Ciao

lori ha detto...

Ciao Luca.P

innanzi tutto complimenti per lo scrupolo e la competenza con cui hai affrontato il tema delle frequenze...( ma sei un addetto ai lavori?) se le Procure potessero avvalersi di periti del tuo livello o di talenti come Massimo che non si fermano alla superficie e non si accontentano delle soluzioni più ovvie e più facili tanto per avere un colpevole,( uno qualsiasi) e arrivare più in fretta alla conclsioni, forse avremmo meno casi irrisolti...

ciao
lori

LucaP ha detto...

@ Lori

Grazie dei complimenti. Spero che chi ci legge in silenzio possa trarne degli spunti utili.

Ciao

ENRICO ha detto...

Vi sto leggendo saltuariamente ma sempre con grande attenzione.

Al momento non ho molto tempo a disposizione per intervenire ma dato che il mio "alter ego" ( Tiziana) è molto attivo e puntuale, non credo vi accorgerete della mia assenza .. :-)

Anonimo ha detto...

Annika,ciao. Io non credo che il fatto di esprimere un'opinione,fra l'altro in modo corretto ed educato, debba essere inteso come possibile atto di offesa verso gli altri. Si può sicuramente sbagliare (sia nelle forme che nei concetti) come ampiamente dimostrato dal Sig. Tummolo (complimenti per la sua competenza), ma questo deve contribuire alla crescita del dialogo su un argomento, che non deve, in alcun modo, essere unidirezionale e senza contraddittorio. Ti saluto. PS io sono un lui, non una lei, Calabria è un Nikname nato da una battuta scherzone con il nostro grande Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Grazie a "Calabria". Fra tanti elogi finirò per arrossire come una signorina dell'800. Il mio, soprattutto qui, ma anche altrove, è soprattutto un contributo di metodo e non nel merito.

Mimosa ha detto...

Ho letto anch'io Annika ... disgustata io pure ...!

E sono andata a leggere anche gli altri ultimi articoli.
In uno è ribadita la ricerca dei dna per il confronto di quelli femminili trovati su Melania.

Ragazzi miei, se – quando mia figlia era piccola - avessi saputo che il dna di gente a cui ho dato la mano o toccato la giacca o da cui ho preso soldi e carte varie, mi potesse restare sotto le unghie per dei mesi (come quelli dell’estetista), sarei stata ancora più ossessionata dall’igiene prima di allattarla!!!!!
e ora mi domando quanto dna di estranei metto in pentola assieme alle patate che sbuccio?
Che schifooo!!!
e quanto dna altrui mi porto addosso sulla faccia, tra i capelli, sui vestiti, sulla biancheria intima (come quello di Sonia e del figlio sugli slip di Melania, credendoci alla faccenda dello stiro...)???
Non basta lavarsi le mani cinquecento volte al giorno come fanno tutte le donne?

E il dna di Parolisi su Melania, oltre in bocca dov’era depositato? Come mai niente di niente da nessuna parte?
Lui non l'ha toccata?

Solo l'estetista ha disseminato il suo dna? Se fossi una delle donne sue clienti a quest'ora mi sarei grattata sotto le unghie fino a farmi sangue ...

E le chiamano prove scientifiche!!?

Mimosa

Antonello ha detto...

@LucaP
Vi sono particolari che fanno pensare ad una Melania ricomposta, forse in svariate fasi e piu' o meno ad arte.
1) Posizione dell'anello ove vi era il corpo una volta rimosso.
2) Perline e stelline all'interno delle scarpe.
3) Posizione convergente dei piedi ma maggiormente del piede destro proteso e quasi disteso verso quello sinistro.
4) Posizione dei capelli lasciati in direzione diversa da quella ritrovata.
5) Assenza di catenina ed orologio.
6) Struttura chiusa vicina
7) Nessuno avrebbe visto il corpo in due giorni.
8) Assenza di dna animale.
9) Pantaloni arrotolati in maniera precisa.
Capita che mi son chiesto anche perche' e se non vi fosse il dna di Melania impresso sui suoi slip e se si dove, in quali punti.
Chiaro che le parti esterne sono quelle piu' naturali ad una vestizione mattutina che deve essere pure avvenuta, appare quindi importante conoscere dove fosse il dna di M., solo all'interno o solo all'esterno, se vi fosse perche' a me non sembra di aver letto di commistioni di dna, voglio dire, siamo poi cosi' sicuri che gli slip che son stati trovati addosso a M. il 20 siano quelli con cui era uscita invece il giorno 18??? Non voglio insinuare nulla ma mi pongo una normalissima domanda logica.
Non solo, ma se il 18 M. si e' chiaramente infilata gli slip stirati la sera prima e' accettabile che si sia fatta una doccia, e se si e' fatta una doccia od una simildoccia i polpastrelli non sono le parti del corpo che vengono maggiormente sfregate nelle operazioni di pulizia???

Annika ha detto...

Ciao MIMOSA
io di figlie ne ho due e pensa, dopo un periodo natalizio scombussolato e poco convenzionale, avevo pensato di regalare loro una giornata "mamma e figlie" e di portarle, tra varie cose, a... fare la loro prima "vera" manicure! Stando a cio' che ci raccontano, quasi quasi ci ripenso!?

ENRICO
ovvio che sentiamo la tua assenza, carissimo Homme Vintage! Name and shame lo pseudo esperto di computer al "tribunale di hacker republic" e torna tra noi.

ANTONELLO
ho riletto il tuo commento varie volte e per me non fa una piega. E' tanto che ritengo che l'intera scena del delitto sia stata creata ad arte ed e' la mancanza di DNA animale cio' che mi lascia piu' perplessa.

I ditteri cadaverici raggiungono un cadavere esposto all'aperto in pochi minuti. In montagna magari in qualche ora. Fatto sta che anche il terreno e' pieno di una fauna onnivora che si nutre anche e soprattutto di cadaveri (in normali condizioni micro-cadaveri) e che un corpo di quasi 180cm non puo' passare inosservato a tali insetti affamati di resti. Inoltre, nel caso degli insetti sotterranei, non ci si puo' appellare al freddo in quanto la temperatura sottostante il corpo di Melania e' stata inevitabilmente alzata dalla copertura fornita al terreno dal corpo stesso. Al di sotto del cadavere (brutta parola, lo so) di Melania vi erano larve? Dopo 48 ore dovrebbero essercene state gia' non poche. E, una volta alzato il corpo, al di sotto sono stati trovati insetti vivi (ragni, piccoli scarafaggi, lombrichi)? A mio parere, data l'umidita' creata dal sangue e il calore mantenuto dalla copertura creata dal corpo, dovevano essercene una moltitudine.

LUCAP
gia' lo sai che lo penso, ma mi unisco a Tabula e Lori e te ribadisco: sei bravissimo.

CALABRIA
permettimi: dopo aver letto il tuo post ero sconcertata. Vedi Calabria, se mai credessi in due verita', una reale ed una processuale, ed accettassi (tu scrivi "tutti DOBBIAMO accettare quella che sara' la verita' processuale...") la seconda come verita' finale ed ultima, non sarei qui a partecipare a questo blog da mesi ormai. Spero comunque di leggerti ancora e, come ti ho gia' scritto ma ripeto, se io ho offeso te me ne scuso. Ciao.

INFINE...
...qualcuno sa dove potrei trovare la relazione di Tagliabracci per la parte riguardante i dati di entomologia cadaverica e i segni tanatocronologici oltre alla ricostruzione del microclima di Ripe per i giorni 18-20 aprile?
Inoltre, e' mai stato testato il sangue della pozza sul terreno? Perche' se cio' non e' stato fatto, si puo' ancora fare, sapete? L'emoglobina persiste nel terreno per moltissimi anni ben oltre il processo di putrificazione e anche in condizioni climatiche estreme. Un test per stabilire che si tratti di emoglobina umana (basta contenga human antigens) ed uno di estrazione di DNA specifico, a mio parere, andavano svolti. Lo si e' mai fatto? E i risultati sono stati pubblicati?

LELLA ha detto...

Ciao a tutti, vi seguo saltuariamente e concordo con tutto quanto postato, volevo intervenire in riguardo ai DNA, ma ho visto che vi sono gia interverti e quesiti su di essi, bravi, siete persone molto attente e scrupolose, lo fossero gli inquirenti forse questo giallo sarebbe risolto.
Ma ritornando ai DNA di Sonia e dell'estetista, la cosa per me è molto sospetta, perchè agli occhi degli inquirenti pare normale che vi sia il DNA in posti così strani? come fa un dna a rimanere sotto le unghie per due giorni e quello sulle mutandine è un vero mistero.In un eventuale processo queste chiamiamole discordanze potrebbero uscire fuori oppure no.

Tiziana ha detto...

Caro Enrico,
come puoi pensare che la tua assenza passi inosservata?
Pur con il poco tempo a tua disposizione cerca, non appena puoi, di intervenire. Ci conto!
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

Ciao a voi tutti!e Buon Anno anche se in ritardo!
Vi leggo sempre anche se non partecipo alle discussioni da un po',un pensiero volevo pero' sottolinearlo, ho sempre sostenuto che secondo me Parolisi non e' l'autore del delitto ma non dimentico che proprio a causa dei suoi comportamenti anomali ed alle sue bugie si e' attirato tutta l'attenzione degli inquirenti inoltre proprio quegli atteggiamenti anomali ed il suo ostinato silenzio mi hanno sempre suggerito che anche se non e' stato lui materialmente a commettere il delitto , sa o comunque ha un idea di chi e' stato e soprattutto del perche'.Sembra che lunedi potra' vedere sua figlia dopo mesi , che questo magari lo possa aiutare a dire tutto cio' che sa e' il mio augurio.
ciao
ninette

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile Lella,
se un processo fosse condotto con estrema serietà, come dovrebbe essere condotto secondo i termini di legge,tali discordanze dovrebbero essere prese in esame tanto dai pubblici ministeri (per dimostrare perlomeno che non vi sono, o che vi sono per varie circostanze che non azzerano il valore della tesi fondamentale: sono "inconferenti", dicono i giuristi), quanto dalla difesa dell'imputato che dovrebbe dimostrare, viceversa, che tali discordanze provano l'infondatezza degli elementi a sostegno dell'accusa, e che quindi non costituiscono una vera prova per l'accusa. Temo che, in primo grado, la cosa sarà esaminata con una certa trascuratezza. Il PM non svolgerà quel ruolo di analisi anche degli elementi a favore dell'imputato (come dovrebbe ai sensi del CPP); dirà che le discordanze non sono tali. Il resto spetta alla difesa dell'imputato (ovviamente dovrebbero farlo anche gli avvocati di parte civile, se non cercano capri espiatori, ma l'effettivo colpevole), che deve battersi con decisione per dimostrare che tali discordanze non sono insignificanti, ma determinanti per la crisi degli elementi a sostegno dell'accusa. Saranno poi i giudici a dover decidere sulla validità delle tesi contrapposte, sperando che non si orientino su quella di maggior comodità o di maggior approvazione delle plebi assetate di sangue e di vendetta.

Tabula ha detto...

..è facile addobbarsi di seriosità, ma è solo la maschera apparente nell'interpretazione della serietà.
Vi ho letto, le vostre competenze tecniche sono notevoli.
Credo che il duo Biscotti e Gentile voglia vincere a tutti i costi questa causa, e sarebbe un'offesa alla loro intelligenza pensare che non ponderino con attenzione qualsiasi apporto, da qualsiasi parte provenga: qui nessuno intende certo scippargli il mestiere, anzi.
Bisogna vedere se loro o qualcuno dei loro assistenti abbiano notizia di questo blog, mi auguro di sì, e non certo per presunzione di "squadra", loro sapranno sicuramente fare il loro mestiere e non han certo bisogno di suggerimenti legali.
Ma le competenze dimostrate da Massimo e da molti dei suoi commentatori sono diverse dal solito ruminante bla bla online.
E noi siamo dalla stessa parte del duo Biscotti & Gentile, lavoriamo per la stessa causa, se potessimo li chiameremmo al telefono tutti i giorni, siamo concentrati sul caso, non vedo perchè mai dovrebbe esserci competizione, vogliamo Parolisi libero tanto quanto lo vogliono loro.
L'importante è arrivare al risultato.

Anonimo ha detto...

x ANNIKA
Guarda (ti do del tu, se permetti) che non mi hai offeso e non ti devi scusare di niente,ci mancherebbe altro. Il concetto di "verità vera e verità processuale", (anche se, come dice il sig. Tummolo,bisognerebbe usare il termine "versione") non l'ho coniato io e, come credo saprai, viene largamente usato (specie in TV) dagli addetti ai lavori (giudici,Pm,avvocati,giornalisti ecc.)quindi, per quanto possa essere odiosa come realtà,tale rimane.
Nell'usare quei termini,ho cercato di esprimere questo concetto: quando un fatto delittuoso viene portato in giudizio,segue un iter (1°grado),(appello,se si ricorre),(cassazione,se si ricorre) che porterà alla "verità (versione) processuale (come è scritto nel post di tummolo).
la storia ci insegna che esistono casi (chissà quanti ancora non emersi) di errori giudiziari (anche con tutti e tre i gradi di giudizio) che hanno portato la gente in galera da innocenti e che confermano il fatto che esisteva una "verità" che non era quella processuale.
Un'altra cosa: la frase "DOBBIAMO accettare, al termine dei tre gradi di giudizio,la verità processuale", non è da intendere come imposizione della mia opinione, ma come regola fondamentale di democrazia, dove una persona assolta (o condannata) nell'ultimo grado di giudizio,tale è considerata dalla legge e tale deve essere considerata dalla gente. (il sig. tummolo gentilmente potrà, se vuole, dare un contributo tecnico)
ti saluto

Calabria

Mimosa ha detto...

Cara Tabula
in tutte le cause, civili e penali, ci sono avvocati convinti della "estraneità ai fatti" dei loro clienti ed altri che li debbono difendere solo perché hanno assunto il caso.
Mentre sono sicura che l'ufficio legale della difesa Parolisi ci segua quotidianamente, io ho l'impressione che tali avvocati appartengono alla seconda categoria.
L'impressione (netta purtroppo) l'ho ricavata sia dalla memoria presentata per il tribunale del riesame il 22 agosto 2011 (ne ho già commentato: per quanto ben fatta, mi pare scritta a tavolino senza confrontarsi col cliente) sia dal fatto che non sono mai intervenuti in trasmissioni o salotti televisivi (per il caso Scazzi hanno imperversato come erba gramigna) sia dalle dichiarazioni che hanno rilasciato ai giornalisti … tutto troppo poco incisivo se fossero davvero convinti che SP è innocente!!! Devono emplicemente fare il loro mestiere, salvaguardando la loro faccia, dal momento che si sono esposti in tutti i casi più eclatanti degli ultimi tempi. A loro non interessa l’innocenza di SP, a loro interessa portare a casa il migliore risultatao!

X Calabria, tu dici:
la frase "DOBBIAMO accettare, al termine dei tre gradi di giudizio,la verità processuale", non è da intendere come imposizione della mia opinione, ma come regola fondamentale di democrazia, dove una persona assolta (o condannata) nell'ultimo grado di giudizio,tale è considerata dalla legge e tale deve essere considerata dalla gente.
mi dispiace, sarà regola di democrazia, ma io non accetto gli errori giudiziari, perché sono convinta che – se pure la Verità abbia mille facce – un innocente non può essere colpevole solo perché due tribunali lo hanno decretato: in Assise chi indossa la toga condiziona non poco la giuria popolare. Non parliamo del terzo grado che è solo formale e non entra nel merito (poche volte il suo parere ribalta tutto).

Ma ti rendi conto di quanti non colpevoli sono in carcere in Italia e in tutto il mondo?! E’ democrazia?

Ciao, Mimosa

lori ha detto...

Sarebbe auspicabile che la verità processuale coincidesse con la verità reale , purtroppo non è sempre così.. se in un caso di omicidio la prova regina, inconfutabile , quella che dimostra in modo incontrovertibile , al di là di ogni ragionevole dubbio la colpevolezza di una persona, ecco se questa prova non è stata acquisita secondo i canali consentiti dalla legge, la prova viene ritenuta inutilizzabile ai fini della decisione e , nostro malgrado, non ci resta che prenderne atto..non essendoci altre prove l'omicida può tornarsene libero ..ecco queste cose gridano vendetta ma , come dice Calabria , dobbiamo accettare " la verità processuale" anche se non coincide con la verità reale..

ho trovato un caso significativo in questo link

http://www.simoline.com/clienti/dirittoambiente/file/polizia_articoli_30.pdf

lori

lori ha detto...

e per completare: ci rendiamo conto, invece, di quanti colpevoli girano impunemente a piede libero?

lori

Manlio Tummolo ha detto...

Non ho granché da aggiungere su quanto ho detto relativamente all distinzione tra realtà dei fatti (ovvero ontologica, che nessuno di noi conosce salvo l'assassino, se c'è un omicidio o l'autore del delitto e la vittima, se il delitto non ha conseguenze mortali o di grave stato di incoscienza ovvero nel coma). La versione o verità processuale conta ai fini concreti: non potremmo certo fare arrestare chicchessia solo perché lo riteniamo colpevole malgrado il processo, né far liberare di prigione uno che è stato condannato in tre gradi, perché lo riteniamo personalmente innocente: questo mi sembra ovvio, e non discutibile. Se vi sono elementi nuovi, anche se tardivi, si può sempre chiedere la revisione del processo e ripartire da zero. Le nostre singole opinioni in sede sociale valgono per noi e per chi le condivide, ma non valgono affatto "coram populo", ovvero "erga omnes". direbbero i giuristi. Ancora più tardi, gli storici possono riesaminare la documentazione e confermare la versione contraria a quella formale giudiziaria, nondimeno il loro "Tribunale" è diverso da quello giuridico e il loro parere può essere apprezzato, ma non incide sulla condizione conclusa delle parti. Ha valore scientifico e morale, ma non giuridico. Faccio un esempio concreto: sul processo di Norimberga possiamo ben concludere che fu giuridicamente invalido perché condotto dai vincitori sui vinti, ovvero dalle parti in causa; ugualmente il processo Eichmann, condotto da chi fu la vittima di Eichmann, non ha alcuna validità giuridica. L'uno e l'altro sono procedimenti in cui l'uso della forza da un lato e l'argomento morale (o moralistico) dall'altro la fanno da padroni. Ma giuridicamente non valgono niente, perché il giudice non deve essere parte in causa, ma al di sopra delle parti, cosa che non fu né a Norimberga, né ancor meno a Tel Aviv. Lo storico può concludere questo, ma le sue conclusioni non spostano il fatto giudiziario ormai concluso e non revocabile (anche ammesso teoricamente che i condannati non siano stati condannati a morte e tuttora liberabili), se non con nuovo processo svolto in modo più corretto e formalmente valido.

Manlio Tummolo ha detto...

PS: Mi pare che vi sia un fraintendimento di fondo. Non credo che "Calabria" intenda dire che un processo giunto al termine dei suoi gradi sia indiscutibile e di assoluto valore; sostiene che presenta un risultato di cui si deve, inevitabilmente, tenere conto, e che può essere "rivisto" solo con le idonee procedure. Se togliamo il sistema giudiziario "tout court", dovremmo allora tornare al diritto barbarico della giustizia "fai da te", con tutte le orrende conseguenze che ciò comporta.

Annika ha detto...

LORI
ho letto il chiarissimo link da te postato. Il problema e' che tratta di diritto dell'ambiente, non di diritto penale.

CALABRIA
Mi spiace ma sono pienamente d'accordo con MIMOSA. Conoscevo gia' l'esistenza dei tre gradi di giudizio. Cio' nonostante ai miei occhi se un essere umano e' innocente poco o niente conta che qualcuno lo abbia dichiarato colpevole. Un innocente e' e resta un innocente. E il mio considerare innocente un innocente non fa di me un'antidemocratica o un'anarchica o una rivoluzionaria anti-establishment. Ne' credo si possa definire "democrazia" cio' che in inglese si chiamerebbe molto piu' semplicemente "miscarriage of justice". Ovvero, il fatto che un giudice sbagli a giudicare non trasforma un innocente in colpevole; trasforma un buon giudice in un giudice che ha commesso un grave errore.

Ti faccio un esempio totalmente assurdo: non sapendo affatto chi fossi, quando ho risposto al tuo primo post mi sono rivolta a te col genere femminile. Perche'? Onestamente non lo so (per me in caso di dubbio il femminile vale esattamente quanto il maschile, alla faccia della grammatica), ma diciamo, per banale che possa sembrare, che Calabria finisce con la A e che quindi nel 90% dei casi un "nome" in A e' femminile. Ora, supponiamo anche che nessun altro nel forum sappia chi tu sia (non so se scrivi in altre sezioni del blog) e che tutti insieme, nonostante tu insista e persista nel dichiararti maschio, stabiliamo, sbagliando, che in realta' per noi sei una femmina e "democraticamente" ci rivolgiamo a te sempre e solo col genere femminile. Cosa signifa questo? Che all'improvviso ti sei trasformato in una donna con tanto di rossetto e tacchi alti, o piuttosto che sei e rimani un uomo a tutti gli effetti e che noi, tutti insieme, abbiamo semplicemente e molto poco "democraticamente" sbagliato?

Infine, spingiamo l'assurdo all'estremo: se comunque, secondo le regole del forum, l'impressione della maggioranza valesse legge e la "verita' processuale" del blog ti volesse femmina a tutti i costi, trovi che poiche' la legge del blog ti ha erroneamente giudicato sia comunque da ossequiare in quanto legge, o che sia una legge ridicola e molto sbagliata?

Credo che in un'ipotesi talmente assurda lasceresti questo blog a gambe levate (e ben faresti). Dal "blog Italia", pero', l'innocente giudicato erroneamente colpevole in tre gradi di giudizio non puo' semplicemente darsela a gambe, essendo "democraticamente" trattenuto in gabbia e guardato a vista per diversi anni dell'unica propria vita. Chi lo ripaghera' mai del crimine contro di lui commesso? Chi ne paghera' le consequenze?

Mi spiace Calabria, ma legge o non legge, quella "verita' giudiziale" li', per me, e' piu' assurda dell'esempio sul tuo nome.

Ciao

Annika ha detto...

PS se il mio esempio paradossale ti ha anche solo leggermente sconvolto, immagima quanto debbano essere sconvolti Salvatore, Sabrina, Cosima e tanti altri in condizioni anche piu' pericolose o violente all'idea che la loro verita' reale possa essere stravolta erroneamente in una verita' giudiziale che li vedra' per il resto della propria vita tacciati di colpevolezza per un reato mai commesso.

lori ha detto...

scusa Annika, a prescindere dal fatto che si tratta di diritto d'ambiente piuttosto che di diritto penale cosa cambia? si voleva dimostrare che per un difetto formale le prove non sono ritenute valide..e questo vale in ogni ambito del diritto

lori

lori ha detto...

Sono d'accordo con il prof. Tummolo, sempre molto pacato nelle sue considerazioni..credo proprio che ci sia stato un fraintendimento sulle parole di Calabria e il vero senso sia quello spiegato nel post delle 10.29

lori

Annika ha detto...

Ok Lori,
capisco cosa intendi. Fatto sta che per me l'intera faccenda delle tante verita' e' talmente allucinante da lasciarmi basita quanto un gioco di carte di un prestigiatore maldestro: ho preso la regina di cuori ma quello insiste che era il Jack di picche. Personalmente, non lo accetto.

SU DNA & MANICURE
Perche' non e' possibile che il DNA dell'estetista fosse sotto l'unghia di Melania? Perche' Vittoria, alle 13.45 del 18/4 e' andata di corpo ed e' stata amorevolmente cambiata dalla mamma. Anche presupponendo che la povera bambina non fosse mai stata cambiata dal giorno precedente, o che a farlo fosse stato sempre e solo Salvatore, quel giorno la bimba non ha fatto solo la pipi'. E chiunque abbia una bimba femmina sa che le femminucce vanno lavate, e che poi ci si lavano le mani. Ora, se Melania ha cambiato la bambina lei stessa, e dato che era una donna suscettibile al DNA altrui e se ne appropriava trattenendolo stile calamita con le puntine da disegno, tanto da vederselo attaccato sotto le unghie in maniera persistente, inattaccabile, waterproof e a tenuta stagna sia dall'estetista che da piu' uomini sconosciuti, e addirittura sulle mutandine dalla famiglia della vicina di casa, e' impossibile che sotto le sue unghie non si fossero depositate tracce del DNA di sua figlia Vittoria quando l'ha cambiata poco prima di morire. Ma stranamente ed inspiegabilmente, mentre i DNA del 17/4 (ma si va dall'estetista di domenica?) le sono rimasti incollati addosso, quelli del 18/4 (figlia e marito) sono scivolati via dai polpastrelli. Dico marito perche', pur non sapendo se Melania lo abbia toccato quel giorno, ci dicono che lui l'ha uccisa, quindi presumo che anche solo sfiorato lo abbia e non si sia fatta uccidere stando attenta a non spezzarsi un'unghia nuova di zecca...

A proposito: dato proprio che le unghie erano nuove di zecca, tutti quegli uomini sconosciuti Melania li ha incontrati e toccati abbastanza da farsi entrare il loro DNA sotto le unghie tra il 17/4 e il 18/4. E se queste unghie erano lunghe almeno quanto lo sono tutte le altre unghie ricostruite, non vorrei essere stata uno di loro, dato che quelle strette di mano con appropriazione/incollaggio di DNA altrui dovevano dolere non poco...

Annika ha detto...

PS ovviamente quanto sopra presupponendo che le cose siano andate come vorrebbero che ci convincessimo si siano svolte...

lori ha detto...

ma sotto l'unghia di melania, oltre al dna dell'estetista sono stati trovati anche altri dna maschili?

lori

Tiziana ha detto...

Gent. Manlio Tummolo,
non so come mai Lei abbia scelto come esempio proprio il processo di Norimberga, voglio soffermarmi però a commentare le sue parole. In queste vacanze natalizie, tra l'altro, ho visitato il tribunale di Norimberga e la sala dove si svolse il famoso processo.
Lei dice:
"sul processo di Norimberga possiamo ben concludere che fu giuridicamente invalido perché condotto dai vincitori sui vinti, ovvero dalle parti in causa; ugualmente il processo Eichmann, condotto da chi fu la vittima di Eichmann".
A me invece non risulta che sia ritenuto giuridicamente invalido. Fu criticata la composizione della corte, tanto che quel processo ha suscitato un dibattito internazionale, portando alla nascita di una Corte penale internazionale, ma tutto il processo si è svolto producendo un'infinità di prove (ancor oggi visionabili) e concedendo agli imputati un'adeguata difesa. Dei 24 imputati, infatti, "solo" 12 furono condannati a morte, altri ebbero la totale assoluzione, altri l'ergastolo, altri pene minori. Persino sull'onda dell'emozione suscitata da documenti sconvolgenti relativi all'orrore della Shoah, dunque, i giudici seppero fare un distinguo e riconoscere le singole colpe e responsabilità.
Ben peggiore invece il processo di Lipsia, al termine della prima guerra mondiale, in cui la Corte Suprema tedesca dovette giudicare i criminali di guerra tedeschi, mandandoli assolti anche in presenza di gravi prove di colpevolezza (lo dicono oggi gli stessi tedeschi). Per non annoiare i lettori del blog non mi soffermo a parlare del processo ad Eichmann, sul quale ho comunque abbondante documentazione cartacea e filmica, sarà eventualmente per un'altra volta...
La ringrazio per avermi dato l'occasione di scrivere di questi temi, anche se in questo contesto sono, lo so, O.T.

Tiziana ha detto...

Annika
dall'estetista Melania non era stata il giorno prima, ma l'ultima volta che si era recata a Somma Vesuviana. Il Dna sarebbe rimasto intrappolato nell'unghia nel momento dell'applicazione/ricostruzione della stessa. Dunque nessun lavaggio sarebbe servito per eliminare tale Dna (come hanno appurato tutto ciò non lo so, hanno "smontato" ogni singola unghia di Melania per cercare il Dna? Lavoro molto accurato!).

Lori
sì, sul corpo di Melania c'erano anche 3 Dna maschili, e siccome hanno cercato di dire che probabilmente dipendono dal fatto che in mattinata Melania ha visto diverse persone, dando loro la mano, e che in quell'occasione il Dna avrebbe potuto rimanere su Melania, dobbiamo presupporre che proprio sulle mani (se non esattamente sotto le unghie) si siano trovati tali Dna.

lori ha detto...

no. io volevo sapere se i dna maschili erano sotto le unghie.. di quello dell'estetista non mi stupisco.. quanto al rilevamento delle tracce di DNA non so come si proceda..quindi non mi pronuncio in merito..

lori

lori ha detto...

mi chiedevo: ci si può contaminare con il dna di altri toccando oggetti che siano già stati da loro toccati ? Massimo mi aveva detto qualcosa in merito al delitto di perugia.. ora non ricordo, ma mi sembra che non lo abbia escluso..

lori

tabula ha detto...

Se il dna dell'estetista è stato ritrovato sull'unghia di Melania, andrebbe capito cosa si intenda.

1 - Il dna dell'estetista è stato trovato tra l'unghia vera di Melania e lo strato di gel solidificato, come uno smalto molto spesso tanto per capirsi, che compone l'unghia finta?

questo significherebbe che
a) per fare le analisi lo strato "finto" è stato rimosso e al di sotto di questo vi era il dna dell'estetista
b) non ci è stata fornita l'informazione, ma durante la collutazione lo strato "posticcio" si è staccato, rivelando l'unghia naturale di Melania che ancora aveva il dna dell'estetista.

1 - Il dna dell'estetista è stato trovato SOTTO l'unghia di Melania, come potrebbe risultare graffiando una superficie organica?

a) la sua visita dall'estetista doveva essere stata recentissima, perchè nelle normali operazioni di igiene quotidiana, tra docce, lavaggio piatti, cucina, accudimento della bambina, e crescita dell'unghia naturale, questo materiale organico sarebbe sparito in tempi brevi.

E veniamo al DUNQUE. L'estetista di Somma Vesuviana operava perlappunto a Somma Vesuviana, ovvero nel paese di origine di melania, se non sbaglio a tre/quattro ore di macchina dalla residenza abituale della donna.

Da quel che si sa, Melania e la sua piccola famiglia sarebbero dovuti andare a Somma per le vacanze di pasqua, e si preparavano a partire.

Tra confessioni ritrattazioni e nuove versioni sulla data dell'ultima gita a CSM, diamo per buono che i familiari di melania Rea fossero da lei ospiti intorno al 10 aprile.
Si portarono dietro l'estetista?

O forse fu Melania ad andare a Somma, da sola e priva di automezzo, al solo scopo di farsi ricostruire le unghie?

QUANDO viene collocata la data di ricostruzione unghie, domenica 17?
Pur dovendo tornarci il 19 aprile, il 17 Parolisi la portò a Somma, si fece una giornata in auto avanti e indietro solo per far ricostruire le unghie alla moglie, e poi finirono la serata con una rinfrancante sessione di stiro?

C'è qualcosa che non mi torna.
Propenderei per l'ipotesi in cui parte dell'unghia artificiale appartenente alla vittima si sia spezzata in occasione del delitto.

Tiziana ha detto...

Tabula
concordo con te, per questo parlavo di "smontaggio" delle unghie. Se il Dna ritrovato era quello rimasto intrappolato al momento della ricostruzione dell'unghia, come l'hanno individuato al momento della raccolta dei Dna? L'ipotesi più probabile è che l'unghia si sia spezzata, anche se mi sembra che sia stata esclusa in ordinanza. Non sono andata a rileggere ma mi sembra di ricordare si dicesse non ci sia stata colluttazione, perché altrimenti le fragili unghie ricostruite si sarebbero spezzate. Rileggo e poi ti faccio sapere.

Antonello ha detto...

Direi che saremmo ai particolari forse risolutivi ma non ci e' dato di sapere le precise notizie, e se e' strano che dopo doccie, lavaggi e quant'altro rimanga persistente dna estraneo non vengano citati dna di proprieta' della vittima e ne di origine animale.
A quanto ci e' dato di sapere a questo punto tutti i dna risultati sui polpastrelli, se escludiamo quello incastonato come un gioiello nell'unghia ricostruita, e nelle mani DEVONO A LOGICA E PER FORZA essere rimasti impressi dopo il lavaggio di V. da parte di M.
Io non vedo alternative per i dna sui polpastrelli, mentre gli slip essendo interscambiabili seguirebbero criteri diversi, servirebbe pero' capire se in quegli slip vi siano solo i dna di S. e del figlio o se pure anche della vittima segni inequivocabili di un'obbligatoria autovestizione del mattino o del primo pomeriggio ma sopratutto in quali punti sono tutti impressi.
Perche' e' chiaro che se in quegli slip, nella parte esterna non vi fossero segni del dna di M. cio' potrebbe significare un tassello in piu' su una svestizione totale avvenuta e successiva artefatta vestizione, e per ora l'unico particolare che dell'accoltellamento avrebbe colpito i vestiti di M. sarebbe, a mia povera memoria, la siringa incisa sul giubbotto, che io mi ricordi nessuno ha mai parlato di coltellate o punturuolate incise su vestito per arrivare alla carne.
Da questa ipotesi confortata da diversi elementi nasce un grosso interrogativo, puo' essere stata denudata per essere dopo l'aggressione rivestita piu' o meno ad arte e non necessariamente dalla stessa mano??? Se si, perche'??? Solo per impedirne la fuga o vi era qualcuno che M. poteva conoscere bene, troppo bene???

Tiziana ha detto...

Lori
ho riletto l'ordinanza relativamente ai Dna maschili, si dice che erano posizionati sul polpastrello del primo dito della mano destra e sul quarto della mano sinistra.

Effettivamente quello che dice Antonello è giusto: possibile che Melania non si sia lavata le mani prima di preparare il pranzo e dopo aver cambiato la bambina? Sembra dunque poco probabile che i Dna maschili siano stati lasciati durante le visite del mattino. Oppure Melania non era così maniaca della pulizia come hanno voluto farci credere.

Tabula
per quanto riguarda la condizione delle unghie di Melania non sono riuscita a ritrovare le informazioni che cercavo, al di là della presenza di dna femminile sotto l'unghia del IV dito della mano sinistra.

lori ha detto...

Tiziana

se non ricordo male Massimo aveva detto ,a proposito del delitto di perugia, che ci si può contaminare con il dna di qualcun altro anche poggiando la mano sulla stessa maniglia sulla quale l'ha poggiata appunto quel qualcun altro..se fosse così, magari melania avrebbe potuto poggiare la mano sul mancorrente di una scala o su qualsiasi altra superficie dopo essere uscita di casa..in tal senso si potrebbe giustificare la presenza di questi dna maschili....se poi ho frainteso quanto detto da Massimo ritiro tutto

lori

lori

Annika ha detto...

NO COMMENT

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2012/01/07/648543-mamma_melania_perdono_parolisi.shtml

http://www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=15887

lori ha detto...

ma scusate perchè dobbiamo condannare i Rea se non vogliono essere loro a portare la bambina in carcere? è normale che ci sia del risentimento da parte loro nei confronti di Parolisi.. tutto, invece dovrebbe essere svolto nella massima serenità , e così non sarà... e i servizi sociali perchè latitano? ce ne sarebbe stato bisogno sia per la piccola sia per gli adulti

lori

lori ha detto...

a me sembra un discorso più che onesto

”Sapevamo che prima o poi Vittoria doveva incontrare il suo papà- racconta a ilmediano Michele Rea (foto), fratello di Melania- ma non ci aspettavamo che accadesse così presto. Non ci siamo mai opposti e mai ci opporremo all’incontro tra Vittoria e suo padre, quello che avevamo chiesto però era una sorta di preparazione, con l’aiuto di esperti, a questo incontro. Il nostro unico pensiero è che Vittoria non subisca alcun trauma. Ci eravamo già attivati in questo senso e aspettavamo le necessarie comunicazioni dagli assistenti sociali di Teramo, che hanno preso contatti con gli assistenti sociali di Somma Vesuviana. Ci avevano assicurato che avremmo iniziato questa sorta di terapia a metà gennaio”.

“Poi è arrivata questa comunicazione che ci ha colti un po’ di sorpresa per cui abbiamo presentato, attraverso i nostri legali, una istanza per chiedere ai giudici di postecipare questo incontro tra Vittoria e il suo papà almeno fino a quando gli assistenti sociali o gli esperti del settore non ci diano indicazione su come comportarci. Era nostro dovere- conclude Michele- chiedere l’istanza, è nostro dovere fare tutto ciò che è possibile per cautelare la bambina. Sta ora ai giudici fare la giusta scelta e decidere cosa è meglio per Vittoria”.

cosa c'è di così esecrabile?

lori

Annika ha detto...

TIZIANA
Grazie. Credevo che il dna dell'estetista fosse sotto l'unghia. Mi chiedo anch'io pertanto come abbiano fatto a scoprirlo dato che le unghie finte si costruiscono cosi':

http://youtu.be/n3yh08jxzyE

Mi chiedo soprattutto come abbia fatto il DNA dell'estetista a permanere inalterato (trattandosi di materia organica) a contatto con acetone e solventi/resine di natura piu' o meno aggressiva, come ad esempio il Polymethyl methacrylate acrylics (un misto di polimero in polvere e monomero liquido, nel qual caso l'ethyl methacrylate). In alternativa l'estetista potrebbe aver usato una polimero in resina che si indurisce con raggi ultraioletti e che avrebbe reso virtualmente impossibile l'estrazione del DNA. Infatti, nel primo caso l'unghia si rimuove con un solvente contenente necessariamente acetone e il processo dura una ventina di minuti, ma l'acetone avrebbe distrutto o quanto meno alterato le tracce di DNA; nel secondo caso invece e' praticamente impossibile rimuovere l'unghia con un solvente organico (questo secondo tipo di unghia si toglie limandola e facendo crescere l'unghia naturale: non c'e' altro modo); se pero' la punta di questo secondo metodo e' in gel, allora la si puo' rimuovere con l'acetone.

In nessuno di questi casi il dna dell'estetista "intrappolato" tra l'unghia vera e la finta sarebbe rimasto intatto ed inalterato. L'unica alternativa e' che in realta' il DNA sia stato repertato sotto l'unghia, ovvero che Melania non lo abbia lavato via bene.

Stranissimo pero' che questo DNA fosse presente esclusivamente sotto l'anulare della mano sinistra, dal quale dito mancava l'anello di fidanzamento...

Tiziana ha detto...

Lori
io escludevo solamente che i Dna maschili potessero riferirsi alle visite effettuate da Melania al mattino. Per il resto tutto è possibile, non sapremo mai di chi sono perché solo parzialmente individuabili.

Per quel che riguarda le parole della mamma di Melania, sono sconvolgenti. Non emerge la volontà di fare il bene della bambina, ma solo di continuare ad alimentare l'odio, non credo che da un punto di vista educativo questa sia la condizione migliore per Vittoria, temo molto il loro comportamento nei confronti della bambina dopo la visita al carcere.

Sicuramente tutto ciò è comprensibile, ed era anche prevedibile, e dunque non so se il tribunale dei minori ha fatto bene ad affidarla ai nonni materni, così ovviamente pieni di dolore e di rabbia. Possono avere tutta la nostra solidarietà, ma la bambina ha bisogno d'altro.

Mimosa ha detto...

Se il dna dell’estetista era inglobato nel gel solidificato (come stavo per postare io ma Tabula mi ha preceduta) e lì si è “immortalato” e tale sarebbe rimasto per sempre, al di là di mille lavaggi, i dna maschili ritrovati sui polpastrelli di M. non possono risalire alle visite e alle commissioni del mattino né presi per aver toccato oggetti o superfici prima di pranzo, a meno che come dice Tiziana «Melania non era così maniaca della pulizia come hanno voluto farci credere» il che altrettanto lo escluderei, specie dopo la cacca di Vittoria.
Non lo posso neanche immaginare, anche per le ragioni esposte dalle mamme del blog!
E dove sarebbero finiti i dna della bimba?
Si sono volatilizzati anche quelli del marito …
Allora secondo me vorrebbe solo significare che quelli le si sono attaccati addosso “dopo il pranzo”, quando ha incontrato chi ha incontrato!

Forse l’ansia e lo stress di quelle ore le hanno fatto sudare le mani e zac! frammenti di cellule altrui le si sono appiccicate!
Vedremo se quando ci faranno sapere i risultati saranno obiettivi.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Ora commento la faccenda della visita in carcere.
Sentite, quando mio padre è morto mia figlia aveva da poco tre anni, non glielo abbiamo detto subito ma lei si chiedeva come mai non andavamo a trovarlo all'ospedale, alla fine, le abbiamo spiegato che è andato in cielo, è stata per un po' triste ma poi - grazie alla nostra serenità - ha accettato il fatto come destinazione di tutti. Io non ho mai evitato di spiegarle le cose importanti, fin dalla tenera età, perché so che quando lo si fa con le dovute maniere e la tranquillità i bambini più piccoli sono meglio sorbiscono.
Non capisco se a Vittoria è stato detto che la mamma è in cielo, con tutta la religiosità che dichiarano di praticare, forse sì, visto che la costringono a mandare i bacini alle fotografie. Sarebbe una mostruosità se non glielo avessero detto!!! più tempo fanno passare peggio è, parola di psicologi dell'infanzia!
Riguardo al papà mi pare di aver capito che le hanno detto che lavora lontano. Cosa capisce una bimba di 2 anni se quello è un carcere o una caserma? cosa costerebbe dire una bugia e parlare di caserma, lei ne ha già vista una … Sono fisime inutili, quelle che si fanno i Rea, semplicemente sono loro a non essere pronti e a non voler incontrare Salvatore!
Altroché il bene della piccola!
I loro rancori ora stanno uscendo tutti allo scoperto.

Umanamente non li biasimo, però permettetemi una critica fuori dai denti alla loro condotta.

Tiziana ha detto...

Lori
le più esecrabili sono le parole della mamma di Melania, riportate da Il resto del carlino.
Michele Rea ha cercato d'essere più diplomatico, ma la sostanza non cambia. Cosa vuol dire "non ci aspettavamo che accadesse così presto"? Ma stiamo scherzando? Sette mesi che il padre non la vede sarebbero troppo presto? Per loro anche 10 anni sarebbero troppo presto. Avrebbero fatto più bella figura a tacere. Il padre ha diritto di vedere la bambina ogni tre settimane. Se a metà gennaio, come dice Michele, avrebbero dovuto iniziare appena i colloqui di supporto quando, secondo loro, la bambina avrebbe potuto vedere il padre?

lori ha detto...

e se anche fosse che sono i Rea a non essere pronti ad incontrare PAROLISI, GLIENE VOGLIAMO FARE UNA COLPA? io credo che al loro posto mi sarei comportata allo stesso modo, forse anche peggio ed è per questo che dico che non era il caso che la portassero loro da PAROLISI.. ..
io, al contrario tuo, Mimosa, non la trovo minimamente criticabile la loro condotta

lori

lori ha detto...

Tiziana, stavano aspettando l'intervento dei servizi sociali, e non erano pronti..loro i REA e non la bambina, ad incontrare i Parolisi..è ovvio che per loro è troppo presto ..ma secondo te i Rea non hanno tutto il diritto di non voler incontrare l'uomo che indubbiamente ha umiliato e fatto soffrire la figlia ?
dovevano mandare qualcun altro , o almeno, lasciare che i servizi sociali facessero il loro lavoro

lori

Tiziana ha detto...

Lori
su una cosa siamo d'accordo, a sbagliare non sono tanto i Rea, quanto i giudici che hanno loro affidato la bambina, costringendoli a portarla in carcere. Se l'avessero affidata a Francesca Parolisi le cose sarebbero più semplici.
Come dici tu anch'io, al loro posto, forse, mi comporterei allo stesso modo. Per questo ci deve essere un giudice terzo che prenda le decisioni in questi casi. L'odio acceca, i Rea hanno perso una figlia nel peggiore dei modi, non potranno mai essere obiettivi, non è possibile chiederglielo. Ma non possono nascondersi dietro l'interesse di Vittoria. Il suo interesse non coincide con il loro.

lori ha detto...

Pienamente d'accordo Tiziana, hanno sbagliato i giudici a pretendere che siano i Rea a portare la bambina in carcere , questo non permetterà che tali colloqui si svolgano all'insegna della serenità..spero che ci ripensino

ciao
lori

Mimosa ha detto...

@ Lori
non trovi minimamente criticabile la loro condotta, però ammetti che non sono pronti ... quando pensi saranno pronti?
E poi trovi giusto che non siano loro a portare la bambina a trovare il papà, giustificando il loro rancore, e poi ammetti che i colloqui non si svolgeranno "all'insegna della serenità".
Ma tu, al posto loro perseguiresti il bene della nipotina o il tuo personale?

Ciao
Mimosa

Tiziana ha detto...

Lori
ripensarci significherebbe rivedere completamente le condizioni dell'affido. Infatti le visite in carcere sono consentite solo al mattino dei giorni feriali, orario in cui Vittoria è affidata ai nonni materni. Francesca Parolisi ha diritto a stare con la nipotina solo dopo le 12.
Credo dunque che non ci sia, al momento, la possibilità di rivedere la questione, tutte le parti avrebbero dovuto considerare il problema contestualmente alla richiesta di affido.
Ciao, Tiziana

lori ha detto...

bastava predisporre diversamente le visite della zia Francesca, e di questo avevo letto..il giudice dei minori doveva emettere un'altra sentenza che andasse in questo senso...perchè poi non lo abbiano fatto non lo so, ma hanno sbagliato alla grande
ciao

lori

Mimosa ha detto...

Ma scusa Lori, perché i giudici minorili si sarebbero dovuti preoccupare di chi portasse la figlia in visita al padre detenuto, quando i Rea hanno voluto dimostrare a tutto il mondo che erano loro i puù idonei ad allevarla, circondandola di tutte le cure e necessità?
Loro l'hanno in affidamento, e loro devono preoccuparsi di tutto!

Avevano tempo fa già dichiarato pubblicamente che erano disposti a "farla vedere" al papà (sempre per il sommo bene della piccola), la loro marcia indietro è "umanamente" comprensibile, ma resta "pubblicamente" criticabile.
Questo penso.

Ciao
Mimosa

Anonimo ha detto...

ciao Mimosa,
credo che i Rea non saranno mai pronti come non lo sarebbero la maggior parte di noi esseri umani.
Non e' giusto accanirsi verso il comportamento di due genitori che hanno perso la figlia in quel modo e trovo leggittimo anche eventuale rancore possano provare verso chi ha umiliato la figlia da viva e da morta , solo per questo e non perche' pensano che l'abbia uccisa lui.Non aggiungo altro a proposito della bimba perche' mi sento inadeguata ed indelicata a parlarne oltre.
ciao
Ninette

lori ha detto...

forse non hai letto bene Mimosa...Michele dice

" Non ci siamo mai opposti e mai ci opporremo all’incontro tra Vittoria e suo padre, quello che avevamo chiesto però era una sorta di preparazione, con l’aiuto di esperti, a questo incontro. Il nostro unico pensiero è che Vittoria non subisca alcun trauma. Ci eravamo già attivati in questo senso e aspettavamo le necessarie comunicazioni dagli assistenti sociali di Teramo, che hanno preso contatti con gli assistenti sociali di Somma Vesuviana. Ci avevano assicurato che avremmo iniziato questa sorta di terapia a metà gennaio”.

che cosa è criticabile? il fatto che per loro sia troppo presto? che non si sentano ANCORA preparati a quest'incontro e che avrebbero avuto bisogno loro stessi di un aiuto che , invece non è arrivato e che era stato ritenuto indispensabile a creare le condizioni adatte per l'incontro??

io non lo trovo criticabile, ma per fortuna siamo in una democrazia e ognuno può esprimere liberamente la sua opinione

lori

Anonimo ha detto...

ciao a tutti.
x MIMOSA. D'accordissimo con te sul fatto che un errore giudiziario è inaccettabile.

x LORI. hai centrato meglio di me il concetto di "verità vera e verità processuale",difatti una prova certa (verità vera) che non è ritenuta valida ai fini processuali per i motivi da te citati, fa parte della costruzione della "versione (verità) processuale", decisiva ai fini del giudizio.

x il prof. TUMMOLO. hai (ti do del tu) ragione, avrei dovuto aggiungere le revisioni dei processi.
Ero certo che avresti arricchito tecnicamente cio' che volevo trasmettere e te ne ringrazio.
nel PS la cosa piu' importante, non puo' e non deve esistere la "giustizia fai da te".

x ANNIKA. sono molto in accordo con te sul fatto che un innocente è sempre innocente,ma il problema è che qualcuno lo deve stabilire.
Le regole sono queste e se sono sbagliate bisogna lottare per cambiarle.
mi è piaciuto molto il tuo PS.

PS ho scritto, in questo blog, nel caso di CHIARA POGGI,(la ricostruzione di come, secondo me, visto che la procura accusa STASI, si sono svolti i fatti e anche se sono convinto che sia lui l'autore del delitto, quando la cassazione confermerà (e lo farà)la sentenza di assoluzione, da quel momento ALBERTO STASI, sarà innocente per la legge e, ovviamente, anche per me.
Credo che continuero' a leggervi perchè, obbiettivamente, siete persone molto interessanti e colte.
vi saluto

Tiziana ha detto...

Lori
sono d'accordo, i giudici dovevano tener conto degli orari di visita in carcere. Hanno in linea di massima preso una buona decisione, ma la questione degli orari andava rivista.

Ninette
ci si accanisce contro i Rea perché sono loro a fare dichiarazioni ai giornali. Si espongono volutamente all'opinione pubblica e dunque le loro dichiarazioni possono essere giudicate, nel bene e nel male.

Mimosa ha detto...

@ Ninette
io mi guardo bene dall'"accanirmi", solo trovo un po' sopra le righe certe dichiarazioni dei parenti una volta che hanno ottenuto l'affidamento, cosa pensavano volesse dire? Farle vivere una vita nella bambagia?
La realtà è questa: la mamma è morta e il papà in carcere.
La bimba ha 2 anni: meglio spiegare subito le cose e lei capirà quello che potrà capire (meglio ora che tra secoli, con il rischio che poi capirà solo di essere vissuta in mezzo a menzogne, i bambini sono molto sensibili alle bugie ... loro non le possono dire e perché i grandi sì?).

Ciao
Mimosa

lori ha detto...

"cosa pensavano volesse dire? Farle vivere una vita nella bambagia? "

e chi te lo ha detto?

lori

Mimosa ha detto...

@ Lori
tu tu lamenti di essere attaccata, ma guarda come ti poni! Come fai a dire che non ho "letto bene"?
Proprio la frase che tu posti è suscettibile di tutti i miei commenti (se tu li hai letti bene e con calma)!
Ciao
Mimosa

Mimosa ha detto...

per fortuna siamo in una democrazia e ognuno può esprimere liberamente la sua opinione

io ti lascio le tue opinioni, cara Lori, e tu lascia le mie senza obiettarmi, non siamo qui per gare polemiche, giusto?

Ciao
Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile Tiziana,
l'esempio da me fatto riguarda, in sintesi, l'analisi di uno storico in generale, e del Diritto in modo particolare, che debba valutare, INDIPENDENTEMENTE DAL MERITO, l'applicazione del principio giuridico, per cui il GIUDICE DEVE ESSERE TERZO ED IMPARZIALE. Ora, nessuno dei giudici di Norimberga, e meno ancora di Tel Aviv contro Eichmann, era "terzo ed imparziale". Nel primo caso si tratta di vincitori che giudicano i vinti; nel secondo caso di vittime che giudicano il carnefice (tralascio poi i metodi di cattura, perché il discorso non finirebbe più). Oggi abbiamo un Tribunale Internazionale che ha caratteristiche non ancora desiderate, ma che perlomeno pretende di avvicinarsi a queste: quindi, sede neutra, giudici di Paesi terzi (sarebbe preferibile, che fossero tradizionalmente neutrali). Quanto alla Prima Guerra Mondiale, non vi furono, che io sappia (eppure la storia l'ho studiata, visto che ne fui docente di ruolo nei Licei statali), processi del tipo Norimberga, anche perché non vi furono neppure massacri di intere popolazioni che potessero essere paragonati a quelli compiuti nella Seconda Guerra Mondiale. Appena con la Società delle Nazioni cominciò ad essere formulato il principio del "crimine di guerra", sulla base degli Accordi internazionali dell'Aja tra fine '800 e inizi '900.
L'esempio dunque di Norimberga vale sia per l'invalidità sul piano giuridico internazionale, sia per la cogenza che un giudizio definitivo mantiene comunque su chi lo ha subìto, salvo revisione processuale formale del giudizio precedente, riconoscibile "erga omnes", ossia verso tutti.
Ma poi, in conclusione, che un innocente sia innocente o un colpevole sia colpevole, questo è un giudizio tautologico ed evidente, ma chi può affermarlo con valore verso tutti se non un giudizio completo svolto in termini proceduralmente corretti, ovvero attraverso un processo svolto davanti ad un Tribunale legittimo ? Questo è quanto Calabria, da quello che ho capito, voleva esattamente sostenere. Pensiamo a Socrate: egli, malgrado sappia di essere stato ingiustamente condannato a morte, nondimeno evita il tentativo di fuga perché al giudizio definitivo di giudici legittimi occorre obbedire, come di fronte alla Legge.

lori ha detto...

Mimosa, scusa io stavo parlando con Tiziana, sei tu che sei intervenuta nel commento delle 18, 23 ad obiettare su quello che stavo dicendo e non il contario
ciao

lori

Mimosa ha detto...

Lori scusa, e tu hai esaltato una mia frase nel commento a Ninette.
Pari.
Ciao

D'ora in poi mi guarderò bene a chi mi rivolgo.

Mimosa

lori ha detto...

direi che forse è il caso di fermarci un attimo a riflettere.. .mi sembra di essere tornata all'asilo..parlo per me, Mimosa..non vorrei che fraintendessi...riavvolgiamo il nastro e ricominciamo da qui

amiche come prima?

lori

Mimosa ha detto...

@ Lori, ma certo!
Buona serata,
Mimosa

lori ha detto...

buona serata anche a te

lori

Tabula ha detto...

sicuramente i Rea non sono sereni, e non sapranno come affrontare la preparazione della piccola al rivedere il padre senza commettere errori.
Detto questo, il tribunale dei minori si è occupato del benessere della piccola predisponendo le visite al padre, e non certo del benessere di adulti grandi e vaccinati.
detto ciò, la famiglia rea potrebbe anche dis-ciularsi dal "tutto è dovuto", e pagarsi di propria tasca uno psicologo o meglio uno psico-pedagogista che gli offra uno strumento di sostegno ed i giusti consigli nei confronti del comportamento verso la bambina, anzi avrebbero dovuto farlo da un pezzo, dato che la bambina è con loro da ben sette mesi.
Così la penso io. Non è che tutto debba piovere dall'alto. Capisco i sentimenti di queste persone, li comprendo e so che per loro è difficile, ma vivendo una situazione così delicata, una loro preparazione psicologica sul comportamento da attuarsi con la nipote sarebbe stata da prendere in considerazione molti mesi fa.
Come avranno affrontato l'argomento "papà" in tutto questo tempo? Hanno rimosso la parola e la figura dalla vita della nipote? Hanno eluso l'argomento? Hanno spiegato cos'è successo? Hanno edulcorato la realtà? Hanno fornito una falsa spiegazione?
Dov'era la loro esigenza di una preparazione psicologica?
E' ovvio che adesso non si sentano pronti.
E' possibile che abbiano cancellato quell'uomo, e adesso non sanno proprio come farlo ricomparire.

Manlio Tummolo ha detto...

PARZIALE "ERRATA CORRIGE"

Dove ho scritto "accordi internazionali dell'Aja" va letto, più correttamente, "Convenzioni di Ginevra", che concernono sia il trattamento dei prigionieri di guerra, sia quello delle popolazioni coinvolte, sia il divieto dell'uso di certe armi, come i gas oppure la baionetta tricuspidale (quella ad es. del moschetto italiano 91/ 38 della Beretta) che, penetrando, lasciava ferite che rendevano difficile la cicatrizzazione. Viceversa, in tale Convenzione veniva vietato l'impiego di civili a scopi bellici (spie, partigiani), che potevano essere giudicati ed uccisi sommariamente, se catturati. Nella I Guerra Mondiale tale Convenzione fu abbastanza correttamente applicata: vi è l'interessante caso degli Italiani, specie repubblicani, che tra il 1914/ 15 in divisa garibaldina combatterono a fianco dei Francesi, prima che l'Italia entrasse in guerra (addirittura con la Germania, due anni prima). Ebbene, quando catturati dai Tedeschi, come il repubblicano Giuseppe Chiostergi, non furono trattati da "franchi tiratori" (e pertanto fucilati), ma a tutti gli effetti da prigionieri di guerra, e curati in Ospedali militari. Testimonia Chiostergi, nel suo Diario, che il massimo dei castighi era costituito dal divertimento di un'infermiera teutonica di mettere loro sul gesso una bandierina germanica. Viceversa, i volontari giuliani o trentini, scappati dall'Austria-Ungheria, benché parificati a cittadini italiani, catturati dagli Austro-Ungarici venivano condannati a morte per diserzione e tradimento. Celebri i casi di Cesare Battisti, Fabio Filzi, Nazario Sauro, tutti rigorosamente impiccati.

Manlio Tummolo ha detto...

SEMPRE PER STEFANIA:

Ho cercato di verificare la questione che Lei ricorda di un "processo a Lipsia" del 1920 contro "presunti" criminali di guerra. L'episodio è citato da Wikpedia, inserendolo nella questione del processo di Norimberga. Si dice che tale processo del 1920 fu imposto alla Germania tra le condizioni di pace, ma nulla si specifica né su chi fossero questi "criminali", né di che cosa fossero stati accusati. Ovvero, un processo al "nulla". In riferimento, invece, al processo di Norimberga, che pretese di correggere le presunte mancanze di quello di Lipsia, ho trovato un saggio interessante della Sgroi a questo indirizzo, alquanto fastidioso da scrivere, ma se interessa a Lei ed altri, per capire la mentalità giuridica e la questione essenziale del processo, con le sue antinome e contraddizioni sempre giuridiche, cfr:

http://www.dirittoequestionipubbliche.org/D_Q-3/studi/D_Q-3_studi_Sgroi.pdf

Vedrà, specialmente nella conclusione, che la mia considerazione non era certo campata in aria. L'argomento è tutt'altro che OT o fuori tema, perché in realtà riguarda problemi generali di giustizia, in relazione al Diritto ed alle procedure, problemi comuni a qualunque processo.

ENRICO ha detto...

(Mi scuso con tutti per l'OT)

TUMMOLO carissimo,
per quanto ALCUNE considerazioni contenute nei suoi precedenti interventi e relative alla legittimità della Corte di Norimberga possano essere oggetto di discussione, non le sembra che introdurre tale argomento in un blog in cui si sta ragionando di “casi” penali ordinari sia quanto meno improprio ?

E non le sembra comunque da ritenersi fuori luogo trattare un tema di tale portata, sul quale sono stati versati fiumi d'inchiostro (e sul quale lo stesso Jhon Kennedy ebbe a dire "è una cosa disgustosa che a Norimberga si sia venuto meno ai nostri principi costituzionali per punire un avversario sconfitto ")

affidandosi alle poche righe di un commento ?

Con questo ( senza nulla togliere alla sua indubbia approfondita preparazione in materia storico-giuridica ) riguardo i crimina iuris gentium sottoposti al giudizio della Corte Penale Internazionale sono più vicino alla posizioni di Noam Chomsky il quale, pur contestando il metodo adottato dalla Corte di Norimberga che superò il concetto di “crimine” sottraendolo alla punibilità nazionale, tuttavia ritenne che fu quella con meno imperfezioni se paragonata ai tribunali di guerra precedenti.

Ed infine non esita ad affermare : ” Se le leggi Norimberga fossero attuate ancora oggi, ogni presidente americano del dopo guerra sarebbe stato impiccato”

L'argomento è assai interessante ma, ripeto, non ritengo sia questo il contesto giusto per svilupparlo adeguatamente anche e soprattutto perchè le problematiche che qui stiamo trattando non sono neanche lontanamente paragonabili a quelle da lei proposte alla nostra attenzione

con simpatia

Enrico

Anonimo ha detto...

chiedo scusa a tutti, mi ero dimenticato di firmare il post delle 18.47
Calabria

Mimosa ha detto...

Sai Calabria
da quando ho cominciato a capire che razza di ambiente è la galera (e di che razza sono i magistrati), io continuo a domandarmi a cosa realmente servono le carceri: mi paiono quasi una sorta di strumento di "vendetta" della società che mira a levare individui dal consorzio umano con l’acclarato obiettivo di “rieducarli” e di “reinserirli”, e in realtà non succede così. Sono quasi di lager.
La dignità umana è totalmente calpestata (pensa alle perquisizioni personali nelle parti intime … e all’arroganza di certi secondini), la violenza tra detenuti è accettata come fatto scontato, certi direttori si comportano come i vecchi direttori di collegi e orfanotrofi di trista memoria, altri cercano di creare un clima “umano” ma devono fronteggiare la mancanza di spazio, soldi e personale.
Come è possibile che degli uomini, per quanto assassini, ladri, rapinatori, tossicodipendenti e spacciatori, molestatori di donne e bambini, di ogni etnia e religione, imprenditori falliti, funzionari corrotti, assessori regionali e locali, professionisti e laureati che per qualche disgrazia sono incorsi in un reato e condannati anche a solo qualche anno, debbano “convivere” e tirare a sorte su chi dorme in branda in corridoio o condividere una cella 3x2 in sei su letti di ferro a castello con un gabinetto spesso intasato … questa è la realtà 68 mila detenuti, quando le strutture sono idonee per neanche 45 mila, con il 42 % in carcerazione preventiva in attesa di giudizio!!!
Credimi, quasi sono più serena se un individuo, che penso sia colpevole (ad esempio Stasi), se ne resti fuori, piuttosto che dentro ci stia anche uno solo innocente.
Troppi veri criminali invece girano liberi o vengono scarcerati troppo presto.
I colpevoli “occasionali” di un qualche reato, anche se liberi non avrebbero comunque la vita facile, ma essere dentro con l’idea di scontare una pena spropositata o di subire un’ingiustizia rovina certamente per sempre la personalità e anche la salute (caso Tortona, ma non unico).
Non la pensavo così quando ero giovane, ma ora, maturando, e acquisendo maggiore consapevolezza al riguardo, ritengo ci possano essere altri modi, migliori per la dignità ed efficaci per la “redenzione” per far scontare il cosiddetto “debito” verso la società.
Concludendo, se dopo 2 o 3 gradi di giudizio un individuo sarà innocente per la legge, lo sarà anche per me, come dici tu, anche se su di lui mi possono rimanere dubbi, ma tanto ci penseranno la sua coscienza e il giudizio divino a presentare il conto, però se ci sarà un altro che, spasmodicamente proclamandosi innocente, verrà condannato sulla base di nessuna prova certa, io riterrò sempre un’ingiustizia e, nei panni dei familiari, mai moralmente accetterò la “verità processuale”, troppo spesso pilotata.
Ciao, Mimosa

Tiziana ha detto...

Gent. Manlio Tummolo,
ho citato il processo di Lipsia con cognizione di causa, e non per averne letto su Wikipedia.
Seppure sicuramente durante la Prima guerra mondiale non ci furono eventi paragonabili, per numero di vittime, alla Shoah, ciò non di meno ci furono episodi riconducibili al reato di Crimini contro l'umanità, come per esempio l'affondamento di navi civili o imbarcazioni della Croce Rossa, nello specifico da parte tedesca. Ecco che dunque il processo di Lipsia non fu un processo "sul nulla", ma fu specificatamente previsto dalle clausole del Trattato di Versailles. Si concluse però con un nulla di fatto o quasi perché, come ho già scritto, fu la Corte Suprema tedesca a giudicare dei criminali tedeschi. Una corte internazionale, già auspicata all'epoca, per giudicare, ad esempio, anche lo sterminio degli armeni, non fu mai di fatto istituita. Così alla fine furono giudicate solo 22 persone (rispetto alle migliaia di soggetti inizialmente individuati come potenziali imputati, compreso l'Imperatore tedesco), di cui solo 12 furono condannate.
Anch'io, come Lei in passato, insegno storia e filosofia al liceo, spero dunque che possa trovare interessanti questi chiarimenti che Le ho fornito.
Buona notte
Tiziana

Annika ha detto...

SQUADRA

so che non a tutti fara' piacere, ma vi prego di armarvi di un buon dizionario italiano-inglese, o di un traduttore, e leggere quanto segue. Si tratta in assoluto dell'articolo piu' recente pubblicato in materia di DNA da contatto (Gennaio 2012) e direi che sia una base essenziale per proseguire con le nostre ipotesi.

http://www.ryanforensicdna.com/yahoo_site_admin/assets/docs/Touch_DNA_article.5151606.pdf

Autore, titolo, data di pubblicarione, ecc sono tutte sulla prima pagina. Per chi non se la senta di leggerlo e casomai tradurlo tutto, ne delineero' i passaggi piu' salienti:
* il DNA da contatto (primario, secondario e terziario) e' una realta' comprovata da ripetuti test di laboratorio.
* non ogni volta che tocchiamo un oggetto o una persona vi trasferiamo il nostro DNA.
* il trasferimento e la quantita' (c'e' una tabella in tal senso) dipendono da vari fattori, ma principalmente dai tempi (secondi, minuti) di contatto e dalle modalita' (semplice contatto, sfregamento, frizione).
* un test specifico di trasferimento di DNA da contatto secondario su BIANCHERIA INTIMA e parti intime e' stato presentato da S.Jones e K.Scott - SPSA Forensic Services di Aberdeen, Scozia - durante la "Body Fluids Conference Jointly hosted by the Forensic Science Society & the Centre for Forensic Investigation, University of Teeside (Scozia) e pubblicato nel 2010 in Science and Justice 50. Tale studio rivela la possibilita' che possa avvenire il trasferimento del DNA di un soggetto A su zone intime e sulla biancheria intima di un soggetto B senza che un rapporto intimo si sia mai consumato. Purtroppo, pero', dei 3 scenari esaminati solo uno ha dato risultati positivi soddisfacenti: il soggetto A si tocca il viso per 1 intero minuto, stinge la mano del soggetto B per 3 minuti ed immediatamente B si reca a fare pipi' (B e' un uomo e necessariamente tocca le parti intime). In questo caso il DNA di A si trasferisce su B e sulla biancheria intima (testando rispettivamente positivo al 67% e 33%). Nel caso in cui si lasciano intercorrere 15 minuti tra la lunghissima stretta di mano e la minzione, nessun DNA si trasferisce da A a B.

Vi rimando all'intero articolo per tutto il resto. Questo era solo un assaggio.

continua...

Annika ha detto...

continua...

Ne deduco che il DNA da contatto dell'estetista non potesse essere cristallizzato all'intero dell'unghia ricostruita, in quanto non vi erano i tempi perche esso potesse essere trasferito in maniera ingente da permanere inalterato anche in presenza di solventi e resine (e possibilmente raggi ultravioletti - l'estetista avra' sicuramente fornito dettagli in tal senso). Inoltre il solvente usato per estrarre l'unghia da analizzare lo avrebbe comunque reso inutilizzabile a test di labolatorio "spezzandolo" e alterandolo definitivamente. Di certo sarebbe stato piu' copioso e resistente se DNA da sangue, saliva o liquido vaginale. Comunque sia, mi chiedo cosa abbia spinto gli inquirenti a cercare all'interno di un'unghia ricostruita, e le ipotesi sono solo 2: che il DNA non fosse all'interno dell'unghia, ma sotto di essa e prelevato con un semplice swab; oppure che il luminol lo abbia evidenziato, nel qual caso non e' da primary contact, ma da sangue.

Ne deduco inoltre che i DNA maschili repertati sulla mano destra non potesseto essere da semplice stretta di mano (5-7 secondi) avvenuta in mattinata il 18/4, prprio per via della tabella sui tempi e le quantita' di DNA da primary contact. Questo perche' non sono stati repertati DNA di Vittoria, che Melania ha cambiato alle 13.45 circa, ma anche perche' nelle ore seguenti alla mattinata in ogni caso Melania avrebbe trasferito tale DNA altrui e maschile per secondary transfer su Vittoria, sul telefono usato per conversare con la madre, e su qualunque altro oggetto da lei toccato, eliminandone tracce dai suoi polpastrelli. Perche' fosse presente pero' deve essere da primary contact, e quindi, data la mancanza di DNA di Vittoria (e di Salvatore che si dice l'abbia uccisa) sui polpastrelli, Melania si e' necessariamente lavata le mani dopo aver cambiato la bambina (rimando all'articolo su questo punto). Il DNA maschile presente sulla mano destra, perche' potesse persistere e potesse essere repertato, si e' pertanto trasferito su di essa solo dopo le 14.40 del 18/4. Anche in questo caso, sarebbe interessante comunque sapere se abbia testato anche parzialmente positivo ad analisi su sangue, saliva o liquido seminale.

...continua

Annika ha detto...

...continua

Infine, ne deduco che vi siano solo 4 spiegazioni possibili da un punto di vista scientifico alla presenza del DNA di Sonia e del figlio sulle mutandine di Melania:

1. SV e il figlio (o un parente maschio diretto ascendente di quest'ultimo) hanno toccato la biancheria intima di Melania per piu' di 1 minuto (perche' il DNA potesse persistere in quantita' copiosa da essere rilevato) e Melania l'ha poi indossata il 18/4.
2. SV sola ha toccato la biancheria intima di Melania per piu' di un minuto subito dopo aver toccato suo figlio a lungo, trasferendo quindi su di essa anche il DNA di quest'ultimo per secondary contact. Dipende pero' se il DNA fosse in un'unico punto e misto, o in due punti separati e singolo.
3. La persistenza del DNA e' dovuta a trasferimento non da contatto ma da sangue, saliva o liquido vaginale/seminale (il che escluderebbe in toto il bambino per aprire nuovi scenari su un suo parente maschio ascendente).
4. Il trasferimento del DNA non e' avvenuto il 17/4, ma il 18/4 o in seguito, ed anche in questo caso sarebbe da escludere il bambino (vedi sopra).

In ogni caso il DNA da contatto e' persistente, ma solo a seconda del punto in cui e' stato prelevato sulle mutandine si puo' dedurre quando ed in quali termini questo contatto sia avvenuto.

Prima di chiudere, vorrei chiedervi nuovamente se qualcuno di voi potesse indicarmi dove possa trovare la relazione di Tagliabracci per la parte riguardante i dati di entomologia cadaverica e i segni tanatocronologici oltre alla ricostruzione del microclima di Ripe per i giorni 18-20 aprile.
Inoltre, che voi sappiate e' mai stato testato il sangue della pozza sul terreno (human antigens)? E i risultati sono stati pubblicati?

Ciao

PINO ha detto...

ANNIKA
Dopo la tua interessante disamina, sulle molteplici modalità di trasferimento del dna, quale di esse ritieni più verosimile per spiegare la presenza di quello di SV, sulla biancheria intima di MR?
Ciao,PINO

santy ha detto...

brava Annika!

Santy

santy ha detto...

Questo mi fa pensare...non è che la striscia di manica macchiata di sangue sia stata lasciata dalla persona che ha simulato il fatto che M stesse urinando quando è stata aggredita e per questo le mutandine sono state abbassate ?

santy ha detto...

a questo punto ha ragione Antonello sarebbe importante sapere dove è stato trovato il DNA, solo all'esterno della bincheria intima o interno ed esterno?

Io ho un dubbio sullo stirare bincheria intima femminile visto le varie fibre che le compongono naylon, miscrofibra plyestere tutte composizioni che con il vapore elevato del ferro si attaccherebbero , o no signore?

Anonimo ha detto...

Annika,
che dire, brava davvero!
Credo che gli inquirenti tengano delle informazioni molto riservate, soprattutto quelle di natura tecnica (specifiche esiti esami dna etc)ed altre informazioni addirittura credo non siano neanche mai state fatte trapelare, pero' magari se qualcuno 'titolato'leggesse questo blog potrebbe in qualche modo 'fare le prove incrociate'e verificare alcuni punti importanti se ancora non lo si e' fatto, questo si.Sono convinta che a volte la riservatezza degli esiti riguardo delitti di questa portata sia generata esclusivamente dal fatto che si sta ancora indagando e qualche volta si aspetta o ci si aspetta che qualcuno commetta un passo falso, non esiste il delitto perfetto (questa e' una mia opinione )tranne forse qualche caso in cui l'assassino era 1 ed 1 soltanto ma a questo delitto hanno partecipato piu' persone . Mi dirai che ormai son passati 9 mesi e gli inquirenti dovrebbero avere tutte le risposte in tasca,vorremmo tutti che cosi' fosse ma ritengo che la dilatazione dei tempi di investigazioni sia solo proporzionale a:
-il numero di persone coinvolte
-le motivazioni(estremamente gravi e non semplicemente passionali)
-le conseguenze della verita'una volta appurata.
Tu Annika (come gia' fatto splendidamente in passato per svariati aspetti della vicenda insieme alla squadra)potresti sviscerare un punto importante se ovviamente condividi che possa esserlo, cioe': perche' SP (che e' innocente)non racconta tutto quello che sa.
ciao e ancora complimenti
Ninette

Manlio Tummolo ha detto...

Egregio Enrico,
il mio era un esempio, noto a tutti e di difficile contestazione, che è valido nel piccolo come nel grande. Il senso era semplicemente quello che UN GIUDICE A QUALUNQUE LIVELLO E PER QUALUNQUE QUESTIONE DEVE ESSERE TERZO (OSSIA, NON UNA DELLE PARTI O COMPLICE O SIMPATIZZANTE DELLA PARTE), ED IMPARZIALE, OSSIA ANCHE QUALITATIVAMENTE OBIETTIVO, PRIVO DI PREGIUDIZI. Il punto era questo: poi ho dovuto approfondire, in risposta ad alcune osservazioni fatte da Tiziana. Quanto al "fuori tema" (è così difficile parlare in italiano e non con sigle straniere ?), la procedura di principio, i sommi princìpi procedurali non sono MAI FUORI TEMA. O dovremmo solo qui discutere su lunghezze d'onda, funzionamenti di cellulari, le mutande di Melania, il DNA, "la pipì", e così via? Il mio contributo, piaccia o no, ha carattere metodologico e di principio; delle vostre faccende discutetene quanto volete, ma a me sinceramente interessano molto poco.

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile Tiziana,
mi chiedo, come potrebbero chiedersi anche altri (e come se lo sono chiesti), come mai siano sempre i vincitori a far processi sui vinti, ma non succede il contrario. Quanto alle Sue fonti, perché non dicono nomi e cognomi, perché non citano casi specifici ? Indubbiamente abusi e atti illeciti nel Diritto internazionale di guerra, saranno pure stati fatti, ma si discute ad lungo, ad esempio sull'affondamento del "Lusitania" da parte tedesca, transatlantico che portava, di solito, solo passeggeri, a a quanto pare anche armi per gli Inglesi, e la cosa sembra pure stata resa nota dagli Americani ai Tedeschi per vie traverse (tipica attività di servizi segreti), appunto per avere un "casus belli". Come giustamente ricordato da Enrico, ma la cosa si potrebbe estendere a molto prima, gli Americani hanno avuto responsabilità notevoli dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma furono ben prima maestri nella creazione di "casus belli", per aver poi pretesti per il loro intervento. Comunque, il punto che mi interessa è questo: un processo del vincitore sul vinto è non solo immorale, ma anche giuridicamente infondato, perché fazioso. Poi per il resto, e nel merito, potremmo discutere per anni.

Anonimo ha detto...

Qualcuno puo' per cortesia sciogliere le webstalagtiti che si sono formate negli ultimi passaggi?

Antonello ha detto...

Sul resto non sono abbastanza documentato per esprimere un punto di vista coerente ma sul punto nodale dell'intervento del Prof. Tummolo condivido in pieno, non solo ma aggiungo fieno a cascina perche' ritengo il valore semantico della sconfitta moltissime volte, se non la stragrande maggioranza delle volte, ennesimamente piu' arricchente e formativo di quello spesso volubile della vittoria.
Che i corrispettivi valori siano segnati da sentenze, tramandati ed insegnati da testi scolastici, il tutto scritto dai vincitori, e' una turba storica deviante che non ha permesso alla coscienza dei popoli di metabolizzare i giusti valori anche giudiziari dell'umanita', che chi ha due lance in piu' possa permettersi di assolvere od incolpare o riscrivere la o le verita' scomode della storia non riesco a concepirla come attivita' legittima o e tantomeno sensata.
Interessantissimo argomento e non proprio fuori tema, secondo il mio umile punto di vista.

@Annika
Aggiornamento impressionante, l'ho sempre detto che stimavo un certo tecnicismo, io mi riferirei a due dna di diversa estrazione per poi analizzarne il tipo di deposito:
1) Dna sui polpastrelli.
2) Dna sugli slip.

Per quel dna impresso sui polpastrelli non ho dubbi sul fatto che sia stato impresso o depositato dopo il lavaggio della bimba chiedendomi anche se non vi fossero tracce di pasta pomata post lavaggio, perche' la pasta pomata post lavaggio, quasi comune a tutti i lavaggi, e' particolarmente idrorepellente anche se presumo traspirante, se ha usato quella pomata deve per forza anche essersi lavata a fondo le mani per levarne le tracce, aggiunto alla prevedibile doccia del mattino ci conferma che il ritrovato deve essere avvenuto dopo.
Sugli slip ritengo fondamentale sapere i precisi pu.ti di ritrovamento per poter argomentare, perche' e' chiaro che sarebbe fuorviante tutto se, ad esempio, sulla parte esterna di quegli slip sorprendentemente venissimo informati non esservi tracce di dna della stessa M.
Significherebbe che non puo' esserseli "autovestiti", segno inequivocabile di un denudamento della vittima e di una successiva sua vestizione.

Tiziana ha detto...

X Manlio Tummolo
poiché le fa piacere le cito alcuni nomi di imputati al processo di Lipsia (non l'avevo fatto in precedenza perché non mi sembrava funzionale al nostro discorso, ma se vuole documentarsi, giustamente, le fornisco qualche dato): Helmut Patzig, comandante del sottomarino U86, ordinò l'affondamento della nave ospedale Llandovery Castle e delle sue scialuppe di salvataggio (assolto), John Boldt, Ludwig Dithmar, Max Gruner.
Se volesse ulteriori informazioni potrei fornirle adeguata bibliografia, tutta in tedesco però (interessanti autocritiche, fatte dai vinti su se stessi).
Penso che con questo possiamo concludere la nostra divagazione (non credo sia questa la sede per approfondire i nostri interessi storici).
Mi è chiaro cosa voleva intendere, relativamente al giudice terzo, anche se ammetto che non mi è piaciuto l'esempio che ha scelto (il processo di Norimberga). Ognuno comunque, anche su questo, è libero di dare le proprie interpretazioni, che non sono univoche nemmeno tra gli storici.

tabula ha detto...

scusa Antonello, sono andata a cercarmi "pasta pomata" sul web per non impegnare il blog con una domanda inutile, ma non ho trovato granchè.
Mi spiegheresti cosa intendi per "pasta pomata"?
Forse ti riferisci al sapone?

santy ha detto...

@ tabula

Credo che Antonello scrive di pasta pomatariferendosi alla crema di Fissan che si spalma sul culetto di ogni bimbo/a che porti il pannolino, è contro le irritazioni

ENRICO ha detto...

TUMMOLO carissimo

SE APPLICATO al Processo di Norimberga non mi sentirei di condividere il principio per il quale " un processo del vincitore sul vinto è non solo immorale, ma anche giuridicamente infondato, perché fazioso"

Una tale affermazione infatti rischia di venire distorta ed essere interpretata come una velata posizione negazionista ( peraltro del tutto lecita se ampiamente e concretamente dimostrabile e dimostrata ) quando invece è mia ferma convinzione che l’intento dei suoi interventi sia quello di una ridefinizione oggettiva del giudizio storico rispetto ad accadimenti spesso cristallizzati in “false verità” di comodo

Per quanto riguarda il giudice “ terzo”, imparziale obiettivo e privo di pregiudizi penso sia un traguardo a cui tutti i popoli aspirano da millenni ma data l’imperfezione della natura umana, difficilmente sono riusciti e riusciranno mai a conquistare totalmente

Con questo concludo l'interessante scambio di opinioni perchè non vorrei approfittare oltre della pazienza degli altri commentatori ai quali ho già rubato anche troppo spazio

Buona domenica
Enrico

ENRICO ha detto...

Ps; per TUMMOLO ( mi era sfuggita la parte iniziale introduttiva al mio commento precedente )

"con tutte le pur macroscopiche mancanze ascrivibili al Processo di Norimberga - e riconosciute in seguito anche dalle stesse forze alleate - non si può negare come questo abbia avuto il merito di un affermare un sacrosanto principio in base al quale crimini contro l'umanità non cadranno mai in prescrizione e siano i comandanti in capo, loro e solo loro, a dover pagare per i delitti commessi

Se è vero che in quel Tribunale vennero processati i vinti e fatti salvi i vincitori, anch’essi colpevoli di atrocità e stermini, non si può certamente asserire che furono condannati degli innocenti

lori ha detto...

e se la ricostruzione fosse stata fatta con le tips, e una di queste si fosse staccata magari nella colluttazione , non sarebbe occorso alcun tipo di solvente ...a me è accaduto ..dopo una ricostruzione ho urtato violentemente contro una superficie e la tips ha cominciato a staccarsi..e io ho completato l'opera senza solvente..

lori

Tiziana ha detto...

Enrico
questa volta sono io a dover dire idem, concordo pienamente con la tua conclusione:
"Se è vero che in quel Tribunale vennero processati i vinti e fatti salvi i vincitori, anch’essi colpevoli di atrocità e stermini, non si può certamente asserire che furono condannati degli innocenti".
Ciao, Tiziana

Annika ha detto...

PINO
se leggi anche gli altri miei post credo anche che avrai gia' capito quale delle 4 ipotesi ritenga piu' probabile: tutte possibili in definitiva, ma due alquanto stravaganti, due molto accusatorie...

SANTI
credo che quella striscia di sangue sia esattamente cio' che suggerisci tu.

ANTONELLO
come avrai capito concordo perfettamente con te sul fatto che Melania sia stata "preparata". Se solo si potesse sapere il punto esatto di quei due DNA sulle mutandine sapremmo una volta per tutte se
1. sono state toccate
2. oppure se sono state sfregate
3. o infine sarebbe ancora meglio sapere per certo se si tratta di DNA da contatto o da sangue, saliva o liquido seminale/vaginale
4. soprattutto, indipendentemente dal come, DA CHI ESATTAMENTE...

LORI
possibe che sia andata proprio come dici tu. Ma perche' quel DNA si trovasse nell'unghia, c'e' da chiedersi come abbia fatto a non essere "dissolto" o "spezzato" dalle componenti chimiche delle unghie nuove in primo luogo. Inoltre, gia' l'averlo trovato aggiudica agli inquirenti il primo premio per la caccia all'ago nel pagliaio; l'averlo estratto da una resina collante a base di solventi chimici indenne e di quantitativo abbastanza elevato da poter permettere di analizzarlo ed identificarlo e' da Nobel per la genetica forense.

NINETTE
Saro' onesta: penso che Salvatore non sappia assolutamente niente, bensi' che da tempo abbia dei sospetti ma nessuna prova. Peccato non possa leggerci.

Insomma, vedila cosi': Parolisi si atteggiava a galletto, ignaro di essere in realta' solo il pollo della situazione, o forse l'inconsapevole gallina dalle uova d'oro...

E qui mi fermo. Buona domenica a tutti.

lori ha detto...

non mi intendo di chimica e di reazioni..quindi non so come mai quel dna sia rimasto malgrado gli agenti chimici..ma voglio augurarmi che non se lo siano sognato

lori

lori ha detto...

ancora una cosa Annika, visto che sei così informata..che tu sappia lasciamo tracce di dna, SEMPRE, ogni volta che tocchiamo un oggetto?
ciao
lori

Antonello ha detto...

@Tabula
Si, come giustamente aveva interpretato Santy intendevo proprio quel tipo di paste o pomate, non ho precisato perche' esistono tante marche con diverse caratteristiche e per scopi piu' o meno diversi, ed a dire il vero nessun articolo ha approfondito apparendo invero improbabile che M., per pulire V., abbia utilizzato solo acqua e sapone, nel beneficio del dubbio io l'ho inserita come eventualita'.
Resta palese che pulirsi le mani da tali paste non e' proprio semplice, ci vogliono almeno due passate di sapone cancellando cosi' tutte le tracce del mattino e lasciando solo quelle depositate dopo.


Ma anche dopo un lavaggio semplice non vedo come possano rimanere dna sui polpastrelli, ed a dire il vero non capisco nemmeno come non si sia rilevate tracce di M. sulle mani della stessa M.
Chi non ha il vizio di aggiustarsi i capelli, di toccarsi le mani, chi non tocca i propri occhiali, ed infine chi riesce ad infilarsi gli slip senza toccarli all'esterno, non per scommessa chiaramente.
Non sono chiaramente prove ma io direi che margini per trarre degli spunti investigativi ve ne sono eccome, la discendenza citata da Annika ne potrebbe essere un esempio.

lori ha detto...

ho trovato la risposta , Annika, mi era sfuggito questo passaggio

" non ogni volta che tocchiamo un oggetto o una persona vi trasferiamo il nostro DNA."

lori

Annika ha detto...

LORI
L'articolo da me postato prima sviscera in maniera egregia e chiarissima l'intera questione del DNA da contatto e spiega proprio come non ogni volta che tocchiamo qualcosa o qualcuno trasferiamo il nostro DNA su altro o altri. Ci devono essere le condizioni per cui cio' avvenga date da: tempi minimi di contatto, a seconda del materiale toccato (liscio, ruvido, organico, inorganico, ecc) e quantita' rilevabili perche' poi il nostro DNA venga rintracciato (tocco, sfregamento, frizione).

Cio' che trasferiamo attraverso la pelle, al contrario che con il sangue o altri liquidi corporei, sono le "raft" seguite anche da Piergiorgio, ovvero minuscoli frammenti di pelle morta che naturalmente cadono dal nostro corpo in circa 667 al secondo, ma che non necessariamente si trovano sulle palme delle nostre mani. Se abbiamo lavato le mani abbiamo rimosso gli strati superficiali di pelle morta da esse, ed esposto solo strati di pelle viva. Occorrera' del tempo prima che possiamo trasferire nouvo DNA per contatto, ovvero cellule morte che portino le nostre impronte genetiche. Siamo invecenuovamente suscettibili a riceverne da altri, ma non subito subito, in quanto prima si dovra' formare sulla nostra pelle sottile un sottilissimo strato di sudore che le "appiccichi" a noi.

Ecco perche' Melania non aveva DNA di Vittoria sulle palme delle mani pur avendole cambiato il pannolino: le aveva lavate. Ed ecco che i DNA maschili (o anche uno o due da primary contact ed uno o due da secondary contact) devono essere per forza stati depositati dopo le 14.40.

Ciao

lori ha detto...

grazie per le delucidazioni, ma sei una chimica o altro o cmq un'addetta ai lavori?

ciao lori

Tiziana ha detto...

Antonello
tu scrivi "non capisco nemmeno come non si sia rilevate tracce di M. sulle mani della stessa M.".
Probabilmente di tali ovvie tracce non è stata data notizia in quanto non rilevante. Non aveva alcuna utilità dire che sui vestiti e sul corpo di Melania ci fosse Dna della stessa Melania. Almeno così credo.
Ciao, Tiziana

tabula ha detto...

@santy (e antonello)
mi vergogno profondamente: ovviamente lavo regolarmente il sederino del mio bambino ancora pannolino-dotato ogni volta che ve ne sia l'occorrenza ma, nonostante le sollecitazioni ed i regali di creme cremine e cremone da parte delle nonne, non gliele metto praticamente mai.
Ecco: l'ho detto.
Anche se Melania era descritta come una donna molto più precisa di me. perchè lo era, vero? Cioè, intendo, nonostante uscisse di casa senza pannolino di scorta come faccio anche io, o senza borsa, come faccio spesso anche io, madre degenere universalmente riconosciuta..

Forse a me resterà un pò più di dna di mio figlio sulle mani, anche se credo di lavarmele bene.
Comunque sia, pasta pomata o meno, c'è da cheidersi coem mai su quelle mani non ci fosse la minima traccia di dna della piccola nè di pasta pomata nè di sapone nè di qualsiasi altra cosa avesse toccato.. però c'erano dei dna di estranei.
Ovviamente noi sappiamo che le estetiste non commettono quasi mai omicidi, ecco, e neanche le amiche con figli piccoli che ti toccano le mutande per stirarle, statisticamente non ti uccidono il giorno dopo, giusto? cioè, nemmeno se ti hanno chiamato all'incirca nell'ora in cui sei sparita.
no, no, ma cosa vado a pensare. del resto, io non uso paste pomate.
e tutti quei dna lì OVVIAMENTE scagionano chi li ha lasciati.
Mentre se ci fosse stato quello del marito indicherebbe senza ombra di dubbio la responsabilità dello stesso, si sa che i mariti non lasciano dna addosso alle mogli, ci mancherebbe altro.
ci si sposa apposta, al fine non contaminarsi reciprocamente di dna..

Mimosa ha detto...

@ Tabulaaa!!!
Non posso fare a meno di dirti quanto mi piaci!!!

Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Grazie per le informazioni, gentilissima Tiziana: vedo nomi notissimi che ognuno può reperire, ma certo non confrontabili con gli imputati di Norimberga, segno della differenza tra le due condizioni. Nel caso di Lipsia fu un processo ad abusi individuali, nel secondo ad un intero popolo o, perlomeno, alll'intera sua classe dirigente (cfr. il caso di Rudolf Hess, il quale oltre ad essere nazista e aver tentato di riappacificare Gran Bretagna e Germani, fu fatto passare per pazzo dalle due parti e venne imprigionato a vita, per ragioni giuridiche di scarsa o dubbia consistenza).
Egregio Enrico: "negazionismo" ? Ho forse detto che i crimini dei nazisti non sussistono ? Ho solo detto che i giudici erano faziosi. Vorrei che i bravi USA cominciassero con il processare (storicamente) i loro campioni sterminatori di Amerindi (detti, nei loro films, "pellerossa"), ammettessero la loro politica di conquista del continente americano (Monroe disse "L'America agli Americani", intendendo "L'America agli USA"), e quanto fecero successivamente nell'intero pianeta. Quanto ai Sovietici sappiamo bene che alta qualità avessero avuto come giudici, non serve neppure esemplificare. E i Britannici ? Ecco, si processino (storicamente ormai) per lo sterminio dei Boeri, che fu quasi coevo di quello degli Amerindi negli USA ed anteriore a quello degli Armeni. Non è un caso che in "Assalto al potere mondiale" del tedesco Fritz Fischer (ed. Einaudi), i Tedeschi dell'età di Guglielmo II prendessero a modello di imperialismo Stati quali gli USA, la Gran Bretagna e la Francia, già allora "demoratici".
Potremmo parlare anche di noi Italiani, ma siamo gli ultimi venuti per l'età contemporanea, e non siamo riusciti, neppure volendo, a far troppo danno.

Il giudice deve esser terzo ed imparziale, non si dice che debba essere perfettamente infallibile, questi sia nei processi di casa nostra, sia in quelli in casa altrui, sia infine nella casa di tutti. E' una regola universale, e non si può applicare secondo i comodi del più forte (come giustamente rileva Antonello).

Anonimo ha detto...

TABULA e LORI

E a me piacete ambedue...per i pensieri.
P.

Anonimo ha detto...

si tabula,
non e' da tutti riuscire a strappare un sorriso di questi tempi ed in questi luoghi! ^_^
Ninette

Antonello ha detto...

@Tabula
Comprenderai che devo una risposta ai tuoi assunti, non me ne volere ma cio' che scrivevo io intendeva argomentare il quando quei dna fossero stati depositati e non entravo nel merito del chi, se prima o dopo il lavaggio di V.
Non deducevo con certezza che fosse regola comune utilizzare pasta o pomate rispetto agli usi e consetuetudini di nessuno, non vedo quindi perche' dovresti vergognarti, spero non rispetto a quanto di non attinente scrivevo io, infatti ho parlato di eventualita' non avendo dati precisi, altrimenti scusa ma se M. avesse dato pomate varie si sarebbe dovuta invece vergognare lei??? Le pomate, che io sappia, si spalmano in presenza di allergie ed arrossamenti ma vi sono anche pomate di prevenzione, dipende, sappiamo se M. dopo il lavaggio aveva le mani impregnate di pomata??? No, non lo sappiamo, nessuno ne ha parlato, stiamo caricando le eventualita' perche' penso possiamo tutti accettare che almeno dopo quel lavaggio deve essersi lavata le mani cancellando i propri ed altrui dna dalle stesse depositativi sino a quel punto.
Spero di non vergognarmene io ipotizzandolo.
Riguardo al chi mi sembra che per una parte posso condividere perche' le notizie filtrate non mi sembrano cosi' nette e chiare, ed intravvedo anche io strane sottovalutazioni come spesso ripetuto.
Osservo invece che la posizione dei polpastrelli e' non solo diretta, pelle a pelle, ma difficilissima da impregnare in una azione (di difesa???), non lo so, azzardo, a me sembra deposito passivo, quando cioe' M. era gia' impossibilitata ai movimenti e' possibile qualcuno avesse agito sui suoi polpastrelli e non l'inverso.

Anonimo ha detto...

SIETE TUTTI LATITANTI??????????

Annika ha detto...

SQUADRA

qui bisogna rimettere tutti i puntini sulle i della parola DNA...!

Memoria difensiva di Parolisi, p.100-104.

Non riporto le parole esatte, che comunque chiunque di voi potra' rileggere quando e se lo desidera, ma solo i punti salienti. Le mie deduzioni personali sono racchiuse tra parentesi esclusivamente se precedute dalle lettere NB.

p.100 - In totale sono stati prelevati 6 campioni di DNA maschile - cromosoma Y - NON APPARTENENTI A PAROLISI. Tali campioni sono: 4468, 4469, 4478, 4482, 4485, 4486.
(NB. 6 campioni non equivale necessariamente a 6 contribuenti)

p. 101 - il campione 4476 sul IV dito della mano sinistra e' femminile e SUBUNGUEALE
(NB. insomma, "quello dell'estetista" per capirci, e' sotto l'unghia e non cristallizzato nell'unghia)

p. 102 - il campione 4478 sul I dito della mano destra e' sul POLPASTRELLO e risulta essere un profilo misto appartenente ad almeno 3 contribuenti maschili.

p. 102 - il campione 4486 sul IV dito della mano sinistra e' sul POLPASTRELLO e risulta essere un profilo misto appartenente ad almeno 3 contribuenti maschili.

p. 104 - i campioni 4468 e 4469 sono maschili e SUBUNGUEALI.

Seppure la memoria difensiva non riporti ulteriori informazioni sui rimanenti campioni maschili nominati a p. 100, ne' sul punto di prelievo e sulla tipologia dei campioni 4468 e 4469, quanto sopra basta a confermare ampiamente quanto da me postato ieri, 8/1, alle 7.40, 8.15 e 8.32. Inoltre fornisce ulteriori conferme al fatto che i DNA maschili erano presenti su entrambe le mani, e prelevati sia dalla cuta (polpastrelli) che sotto le unghie (subungueali).

Ciao

Annika ha detto...

PS. intendevo cute!

LORI
spero di non risultare maleducata se glisso volutamente sulla tua domanda riguardo il mio ramo. Ciao.

TABULA
sei grande!

ANTONELLO
confermo. La pasta pomata si appiccica come i regalini lasciatici dai piccioni in bella vista sul cofano dell'auto. Va lavata almeno due volte. Io ne ho fatto uso abbondante, ma so di amiche che non l'hanno mai usata. Ogni mamma conosce le esigenze del proprio bambino e si regola di conseguenza.

Inoltre, dubito si sia cercato DNA di Melania sulla "cute" di Melania stessa, ma concordo pienamente con te che non averne trovato su oggetti o abiti a lei appartenenti (dato che invece quello sulle mani e' stato annotato sulla relazione di Tagliabracci - leggi le pagine della memoria difensiva da me indicate nel mio post precedente) sia molto peculiare.

Ciao a tutti.

tabula ha detto...

@Antonello
scusami. il mio sarcasmo non era rivolto nè a te nè al tuo commento, ineccepibile.

affermi, giustamente, che nella generalità dei casi questla pasta pomata si applichi al sederino dei bambini dopo il lavaggio (in particolare dopo che questi hanno prodotto rifiuti solidi ingombranti), e non c'è pecca nella tua argomentazione.

volevo spostare l'attenzione sul fatto che riguardo a M. abbiamo delle informazioni di madre e moglie modello, abbiamo sentito cori indignati riguardo la possibilità che la stessa fosse uscita senza borsa occhiali da sole e pannolini di scorta, è diventato argomento di trasmissioni e indizio contro Parolisi, sono stati spesi fiumi di inchiostro su seconde borse preventivamente acquistate, seconde paia di occhiali, marche modelli e scontrini a dimostrarsi che fosse IMPOSSIBILE che la stessa, modello archetipo di precisione, uscisse senza.
alla fine l'"impossibile" si è dimostrato stretto, ci si deve rassegnare al fatto che questa ragazza fosse più disinvolta di come viene descritta, e FORSE, la sua personalità non era quella data in pasto ai media, per cui tante conclusioni che vengono tratte sono falsate da errato convincimento.

come era Melania? Non lo sappiamo.
Ma sappiamo che se ne fregava di molte convenzioni.
Dava per pasto una piadina al marito invece di preparargli primo secondo e contorno come si conviene ad una brava donna di casa del sud, usciva senza borsa (e c'è un video antecedente il delitto a dimostrarlo), si faceva i conti riguardo alla "tenuta" della piccola al fine di evitarsi lo sbattimento di portare pannolini salviette sacchetti, posticipava il sonnellino pomeridiano della figlia per regalarle qualche oretta di sole.


il dna subungueale dell'estetista di Somma Vesuviana mi sembra poco chiaro: sarebbe dovuto andare via in pochi giorni, per i lavaggi, per il semplice accrescimento naturale dell'unghia che "porta su" i residui.

Ma per quanto sia anche possibile dare una motivazione alla presenza del dna dell'estetista.
Annika, razionalizzare la presenza dei dna 4468 e 4469 subungueali?
Graffiò il medico mentre questi le faceva un esame invasivo?
Il mio mi avrebbe dato uno schiaffo.
Graffiò qualcosa impregnato di dna maschile?
dopo il pranzo, il lavaggio bimba il lavaggio piatto, (e non parlo appositamente del lavaggio dell'ipotetica tazzina di caffè che si bevve da sola nascosta in cucina, badando bene a non farsi scoprire per non offrirne al marito che già avrebbe dovuto ringraziarla per essersi sbattuta a portargli una piadina davanti alla tivù, e zitto) non toccò altro che lo scorrimano delle scale?

nonostante faccia buon gioco l'idea della pasta pomata, perchè è roba appiccicosa, per cui i successivi dna sono arrivati dopo, fa altrettanto buon gioco considerare l'ipotesi che si accontentò di passare quattro salviettine igienizzanti sul culetto della bimba e di darle una sciacquata.
I dna sui polpastrelli non si spiegherebbero comunque.
Però crollerebbe un pò tutto quel baldacchino mitizzante costruito intorno alla persona.

Tiziana ha detto...

Cara Tabula
hai ragione, "crollerebbe un pò tutto quel baldacchino mitizzante costruito intorno alla persona". Quel baldacchino che gli inquirenti non hanno saputo o voluto smontare. Hai notato come alcuni frequentatori del blog si indignino non appena viene fatto qualche commento sulla famiglia Rea e su Melania? Figuriamoci la reazione dell'opinione pubblica se lo facesse chi indaga. Eppure sarebbe stato loro dovere conoscere meglio, senza veli ingannevoli artatamente (anche se comprensibilmente) posti dalla famiglia, la personalità di Melania. Forse il conoscerla avrebbe portato qualche elemento in più all'indagine. Invece in questo caso TUTTI hanno voluto nascondere qualcosa, non solo Parolisi. Questo ci aiuta a comprendere meglio anche il perché, probabilmente, Parolisi abbia avuto la NECESSITA' di mentire.

Mimosa ha detto...

Esatto amici e amiche, tutti hanno nascosto qualcosa e dato versioni edulcorate, qui noi lo abbiamo capito da tempo.

L'altro giorno mi è capitato di riguardare la lunga intervista all'amica Valentina con il giornalista Fiore Di Rienzo per CLV di tempo fa, la quale descrive un po' il carattere di M.
C'era qualcuno della squadra che domandava da quanto tempo M. risiedeva a Folignano: l'amica lo dice : da un anno e mezzo, ossia da Natale 2009, portandosi su la bimba di 3 mesi.

Mimosa ha detto...

@ Annika
prima di tutto mi complimento con te per l'eccezionale apporto scientifico che ci hai fornito e per la puntuale disamina che stai facendo.
Hai ragione che si devono mettere i puntini sulle i riguardo ai dna, spererei che Massimo scriva un prossimo articolo che raccolga tutto quello che hai messo in evidenza, così possono stare raccolti insieme organicamente tutti i commenti e le nostre osservazioni.

Sei una fonte preziosissima!

Ciao
Mimosa

Antonello ha detto...

@Tiziana
E' importante sapere se M. aveva, e dove, proprie tracce di dna, ma anche dove e se vi fossero quelle della bambina o di lui.
Lasciando perdere per un attimo quelle tracce subungueali non si puo' dire che il corrimano di una scala avrebbe potuto permettere un deposito maschile estraneo al marito ed accettare che lo stesso deposito non lo abbia potuto produrre la vicinanza con la figlia o con il marito.
Intendo che tutto il normale rilevabile sulla pelle sino all'accoltellamento doveva essere misto, sempre a logica, e' strano invece sia beatamente integro e non confuso od appunto misto.
Con le mani si ci puo' toccare ed infilare gli occhiali, le si puo' sfregare, ci si puo' lisciare un attimo i capelli, sono insomma le parti che utilizziamo di piu' del corpo durante tutto il giorno, devo pensare quindi che quei dna sui polpastrelli siano non solo stati lasciati dopo il lavaggio di V. ma non prima di una qualche immobilita' di M.????
Siamo sui fili, ma ancor piu' importante e' il dna di M. su M. se parliamo di un indumento intimo come gli slip, leviamo per un attimo le analisi dei Ris o le autopsie, se in quell'indumento vi fosse dna di M. solo sulla parte logicamente interna non altrettanto logico rimarrebbe spiegare come quegli slip sarebbero allora stati vestiti e da chi, ecco qui che si farebbe strada la "preparazione" di M. da parte di terzi peraltro confortata e rilevabile da moltissimi altri particolari, la novita' sarebbe che non era svestita al ritrovamento ma avrebbe potuto essere stata svestita totalmente prima per poi essere ricomposta dopo, perche??? Misteri della fede, dicevano lasciamo perdere le analisi per un attimo, il 19 finivano le esercitazioni, del 19 vi e' anche uno scontrino rinvenuto nel cestino, sempre il 19 tre simil militari sono visti alterati in ore tarde a Villa Lempa, per me e' chiaro che il corpo li vi e' finito dopo il pomeriggio del 19, chi li lo ha lasciato era quindi perfettamente a conoscenza degli orari e dei giorni delle esercitazioni di Chieti, mentre Massimo aveva scritto che il 20 mattina vi erano degli istruttori o militari di Ascoli, M. doveva quindi a logica di chi l'ha li lasciata essere ritrovata da qualcuno di Ascoli e non di Chieti che forse nulla centrava, qualcuno che pero' non l'ha ritrovata, o ha preferito tacere o semplicemente quel giorno non ha mangiato li al chiosco della pineta od ancora ha aspettato di andare verso Teramo, dalka parte geografica opposta ad Ascoli, per telefonare ed avvisare della presenza del corpo.
Forse e' spiegabile cosi' quel "ciao" finale del telefonista anonimo???

Tabula ha detto...

@Mimosa, Tiziana
dipende dai punti di vista.
Non so perchè debba giovare l'idea che Melania fosse una inappuntabile donna di casa.
Io, che non lo sono, non mi sento affatto sminuita dalla cosa, anzi ci rido sopra, con buona pace di mia mamma e sopracciglio sollevato di mia suocera.
Del resto, io faccio un altro mestiere, per il quale l'essere sopra le righe assurge a caratteristica conforme. Gaudio fu per me quando mi piccai che nell'aver preso la laurea in architettura nessuno potesse più darmi della "strana" ma mi guadagnai il titolo ben più qualificante dell'eccentrica, eventualmente e se proprio qualcuno avesse voluto metterci becco.
Eccentricità che a Melania non si vuol concedere, e ci sarebbe da chiedersi il perchè.
Per una conformazione mentale all'antica dei suoi genitori e delle sue amiche, per cui una mamma moglie casalinga altro non possa essere che ineccepibile, o c'è dell'altro?
Non è che in questa famiglia così affettuosa ma impositiva e canonizzante, Melania in fin dei conti si sentisse sì legata un tantino stretta, al punto da aver domandato a Franca in un futuro che si occupasse lei della piccola Vittoria?
Potrebbe esserci una risposta semplice come questa.
Oppure potrebbe esserci dell'altro.
E su quest'altro, mi domando se quei famosi dna subungueali possano raccontare parte della verità. Quella vera, intendo. Quella biblica.

Mimosa ha detto...

Sapete cosa penso?
Che per scoprire qual cosina sul carattere di M. bisognerebbe risentire e “rileggere” a freddo, analiticamente, le frasi su di lei espresse dai parenti e dalle amiche , anzi “leggere tra le righe” quello che non dicono espressamente e poi confrontare con il contorno.

Qualcuno dei lettori nascosti, dirà che ora ci mettiamo a fare psicologia spicciola, io già metto le mani avanti e dico che invece intendo utilizzare quella minima psicologia quotidiana che tutti adoperiamo per capire il nostro prossimo, per gestire senza conflitti le relazioni e per non sbilanciarci quando ci chiedono «ma tu cosa pensi di pinco pallino?» o sembrare offensivi quando pinco pallino lo conosciamo bene e certi lati del suo carattere proprio non ci piacciono.

Così ad es. quando di una persona si sente dire “È allegra e le piace scherzare”, “Ha un caratterino”, “Quello che vuole, vuole”, “Se ha qualcosa da dire, lo dice, non si tiene dentro niente”, cosa si può intuire? Prima di tutto che si tratta di una persona molto esuberante e non certo timida, una che prende in giro volentieri, e anche ipercritica, un tantino perfezionista, e perché no, anche rompigliona, e se si tratta di una donna si può rincarare la dose dicendo che è una che “non fa passare nulla”, che è “sempre lì a fare la punta alla matita”, forse anche un po’ troppo viziata fin da piccola soprattutto da paparino e anche capricciosetta, abituata ad averle tutte vinte, magari sapendo di essere bella e di poter contare sui grandi occhioni scuri…
Potrei continuare. Ma per ora mi fermo.
Sono stata offensiva alla memoria?

Mimosa

Annika ha detto...

Cara MIMOSA: un complimento da te vale doppio! Grazie.

Cara TABULA,
non si puo' dire che io sia la mamma piu' convenzionale di questa terra, e per gli standard italiani, non essendo neanche italiana e venendo da una cultura molto piu' disinvolta, sono considerata piu' che un'eccentrica; probabilmente una pazza! Almeno mamme e suocere (e pure gli uomini) del mio paese vivono pure loro slegati da convenzioni e nel mio caso poco male. Posso solo dirti che, nonostante la mia nonchalance, le mie figlie crescono belle, sane, felici e sicure di se'. Quindi, tanto di cappello a te che scegli la scioltezza mentale e non ti fai imporre regole convenzionali a scapito della felicita' tua e della tua famiglia. Ragazzi, si vive una sola volta: godiamocela!!!

Ora, passando ai DNA e usando un'espressione che ho letto in un commento di Mimosa, "fuori dai denti" penso che:
1. il DNA femminile subungueale sia una vera incognita, ma se non fosse stata tirata fuori la storia dell'estetista di Somma Vesuviana avrei pensato che appartenesse alla donna che ha sfilato e/o reinfilato uno degli anelli a/da Melania.
2. il DNA maschile sui polpastrelli urla sfregamento contro uno o piu' soggetti maschili in qualunque momento dopo le 14.40 del 18/4. Se questo sia avvenuto per difesa (es. Melania cerca di allentare una presa o di allontanare l'uomo/gli uomini da se') o volontariamente (nel qual caso il contatto deve essere durato per un tempo superiore ai pochi secondi di una stretta di mano) non lo sapremo finche' non faranno analisi specifiche da ricondurre tali DNA a qualcuno in particolare. Una cosa pero' e' possibile: che si tratti di un solo uomo che, per ragioni a noi sconosciute, aveva gia' sulle mani DNA estranei di altri uomini, che ha poi trasferito per secondary contact su Melania insieme al suo (questo invece per primary contact).
3. Dei campioni 4468 e 4469 sappiamo solo che si tratta di DNA maschile - cromosoma Y - ma non ci e' dato di sapere se si tratti di DNA misto di due o piu' contribuenti o di DNA singolo (ovvero di un unico contribuente). Sappiamo invece che sono subungueali e pertanto si possono fare solo due ipotesi: o che Melania li avesse sotto le unghie da tempo (improbabile, quasi impossibile perche' sappiamo di certo che si e' lavata le mani) oppure che Melania abbia graffiato qualcuno (per difendersi?) dopo le 14.40 del 18/4. Non sapendo se si tratti degli stessi DNA maschili repertati sui polpastrelli e quanti profili contengano, e' difficile ipotizzare oltre. E' sicuro pero' che, qualunque sia la risposta, per averli sotto le unghie o Melania ha graffiato qualcuno, o non si tratta di DNA da contatto cutaneo ma di DNA da sangue, saliva o liquido seminale, il che aprirebbe nuovi scenari...

Anonimo ha detto...

Visto che si parla di DNA ripropongo una domanda contestualizzandola e motivandola meglio: i campioni di DNA maschili sono stati confrontati con quelli delle persone incontrate da Melania la mattina con un provvedimento ad oc, ovvero è stata ricostruita la mattina della vittima e sono state individuate le persone con cui è venuta in contatto, persone a cui è stato preso il DNA al fine di confermare la tesi dei PM secondo cui i DNA presenti non sono riconducibili alla dinamica omicidiaria.
Domanda: questo significa che il DNA non è stato confronato con quello di Luca Michelucci?
Se non sbaglio il DNA rinvenuto è in tracce non sufficienti a ricostruire un profilo completo ma utile solo per un confronto quindi se è mancato un provvedimento giuridico specifico per confrontare il DNA trovato con quello di Michelucci significa che il confronto non è stato fatto?
Saluti e buon anno a tutti,
MarcoPD

ENRICO ha detto...

CHI è questo parente (zio, cugino?)che arrivò il 18 sera con i REA a CSM per partecipare alle ricerche e perchè "NON PIACEVA" a M. ?

LucaP ha detto...

A tutti

A mio personale parere stiamo, tutti quanti, seguendo troppo le piste indicateci, in modo alquanto dubbio e sospetto, dalla campagna mediatica di disinformazione attualmente ancora in corso.

Mi riferisco soprattutto alle notizie relative agli esiti dei test del DNA effettuati sulle tracce rinvenute sugli slip, sui capelli e sulla traccia subungueale del dito anulare.

In merito al DNA di Sonia Viviani riscontrato sugli slip ho già manifestato tutti i miei dubbi l'altro giorno. Ammesso che abbia un minimo di fondamento di realtà, il test dovrebbe essere non recente bensì dell'inizio di luglio e non vedo come già a quella data i Carabinieri avessero potuto richiedere un campione di DNA a SV (a meno che la stessa non si sia presentata spontaneamente, cosa che però avrebbe sicuramente attirato su di lei i sospetti da parte di qualsiasi investigatore). Non vi è nessuna notizia certa in merito a tale rinvenimento ed ai successivi test, ed il fatto che neanche B&G ne parlino mi fa continuare a ritenere la notizia una bufala. Messa in giro ad arte e per uno scopo non chiaro (anche se sospetti potrebbero essercene fin troppi).

Sul cadavere di Melania sono state ritrovate 5 formazioni pilifere di colore nero non riconducibili alla vittima. Non ho visto personalmente la puntata di QG dove hanno mostrato il filmato con la dott.sa Canestrari a capelli sciolti. Dubito tuttavia che le immagini si riferissero al momento dell'ispezione ravvicinata del cadavere e quindi (a meno di smentite) non possiamo essere sicuri che in tali momenti la stessa non indossasse camice, mascherina e cuffia come dovrebbe fare un anatomopatologo professionale su una scena del crimine. La notizia fatta circolare sul fatto che sia stato appurato che le formazioni pilifere appartenessero tutte alla Canestrari, comporterebbe inoltre che la stessa fosse soggetta ad una drammatica alopecia od in preda ad evidente nervosismo tale da farle passare ripetutamente la mano fra i capelli. Considerato inoltre il fatto che alla stessa Canestrari fossero state attribuite anche le impronte insanguinate sull'assito del marciapiede del chiosco (cosa impossibile perché il sangue a quel punto sicuramente era abbondantemente essiccato) mi fa considerare anche questa una bufala messa in giro ad arte.

Sul DNA subungueale del dito anulare avete abbondantemente scritto tutti quanti. Ma in sintesi credo si possa affermare che se il DNA dell'estetista fosse rimasto sotto l'unghia sarebbe stato come imprigionato dalla resina e difficilmente sarebbe stato possibile prelevarlo con i normali tamponi.

Probabilmente mi sbaglierò, ma secondo me tutte e tre le notizie (uscite per di più contemporaneamente) sono vera e propria disinformazione.

Tiziana ha detto...

Luca P
condivido pienamente ciò che scrivi, ci stavo riflettendo da un po', soprattutto in relazione al Dna dell'estetista: difficile l'abbiano estratto tra unghia ed unghia, impossibile invece sia semplicemente rimasto sotto l'unghia, per giorni e giorni.

Annika
il tuo lavoro è sempre molto preciso e interessante. Se permetti dunque mi piacerebbe "assegnarti un compito": le tue informazioni sul Dna, dicono qualcosa in relazione al tempo di permanenza dello stesso su labbra e arcata dentale?
Ciao, Tiziana

tabula ha detto...

@Lucap
Beh, c'è molta differenza tra disinformazione e diffusione di notizie FALSE.
Queste ultime sarebbero dovute prontamente essere smentite dagli inquirenti o dalla difesa: ma non è stato fatto.
Del dna di Sonia sulle mutande è davvero strano che le voci circolassero già a luglio.
Forse, a quell'epoca fu analizzato solo qualcuno di tutti quei dna, quelli rilevanti o in posizioni più sospette di altri, e tra questi quello di Sonia.
Se non conseguenza di analisi già compiute, non capisco come sarebbe potuta girare una notizia falsa di quel tipo, e, anche se tu alludi ad una motivazione, non mi sovviene lo scopo di tutto ciò.
Se intendi una mossa di Sonia per escludere se stessa dai sospetti, oppongo una considerazione:

La stessa Sonia non avrebbe mai potuto sapere quali delle tante mutande avesse indossato Melania il giorno della sua morte, non avendo visto il cadavere, a meno che fosse presente all'omicidio, e in quell'occasione, e non prima, le avesse toccate, adducendo poi la scusa della seduta di stiro realmente avvenuta la sera prima.

@Annika io ho un pò di confusione con tutti quei dna maschili: nessuno di essi è stato trovato più di una volta sul corpo? sono stati tutti singoli passaggi di materia organica?
Oltre a quelli sovrapposti, causati dall'aver toccato qualcosa toccata da più persone, i dna singoli sui polpastrelli sono un vero mistero, perchè se Salvatore fosse l'assassino non ci dovrebbero essere.
E poi mi sfugge la numerazione delle dita: il quarto dito corrisponde all'anulare? o al mignolo?
Il pollice viene incluso nel conteggio? Lo so, la mia è una domanda sciocca, eppure se quel quarto dito della mano sinistra con tracce di dna maschile è l'anulare, niente vieta di pensare ancora allo sfilamento dell'anello.

@Marcopd: quel Michelucci se lo son dimenticati tutti, ma va verificato assolutamente. Non farlo sarebbe una cantonata da bocciatura.

@Enrico: bravo, anche io me lo domando.

@Mimosa: il lavoro che proponi è soggettivo e suscettibile di obiezioni, d'altro canto lo sono anche le asserzioni della cerchia di amicizia della defunta. Ad esempio non mi fiderei di una donna che parla troppo e a sproposito come Sonia per capire la personalità di Melania, si è già visto che nella ricostruzione dell'ultima giornata della vittima lei vada oltre la propria personale esperienza ed ami ricamare e fornire congetture non richieste.
Per cui tutto vale. Va bene.
Posso dirti che, secondo me, Melania aveva un sorriso simpatico, rilassato.

lori ha detto...

per Pino
ringrazio e contraccambio

per Annika
spero di non essere stata io maleducata e invedente

lori

Mimosa ha detto...

Concordo Tabula,
volevo solo osare su una strada che molti hanno paura di percorrere: i defunti sono tutti da rispettare e sono intoccabili.
Tuttavia quando sento dire così, io ribelle per natura alle convenzioni incoerenti provo una reazione strana: ogni volta replico domandando se anche i più biechi killer che defungono diventano di colpo rispettabili?
Io assolutamente distinguo il corpo del defunto che è sicuramente intoccabile e inviolabile, dal carattere e dal comportamento che il defunto aveva in vita e che sono e devono rimanere una “realtà storica”, non si può alterarla solo perché la Persona non c’è più.

In fondo, quando uno scompare, per prima cosa gli investigatori scavano in fondo la sua personalità, mettendo in luce ogni aspetto e magari asperità, mentre quando la ritrovano morta, tutto deve “santificarsi”?
Non è ipocrisia sociale?

Mimosa

PS: io credo che se io e Melania avessimo avuto la stessa età, saremmo di sicuro diventate amiche: mi piace molto il carattere che penso avesse (forse non si è capito, ma la mia non era critica cattiva)

Tiziana ha detto...

Enrico e Tabula
dello zio indesiderato avevamo scritto il 4 novembre, concludendo che doveva trattarsi di tale Salvatore Rea, che però non ha mai rilasciato alcuna dichiarazione. Strano vero?

LucaP ha detto...

@ Tabula

Proviamo ad affermare che già a luglio fosse stato confrontato il DNA di Sonia con una "probabile" traccia di DNA riscontrata sugli slip di Melania. E che tale confronto fosse risultato positivo.
E' vero che Sonia ha affermato di aver stirato assieme a Melania la sera prima e che tale fatto avrebbe potuto giustificare la presenza del suo DNA.

Ma questo è un caso di omicidio dove il DNA dell'unico indagato è stato riscontrato solamente all'interno del cavo orale. Ed inoltre non vi sono altre tracce dell'uomo sulla scena del delitto.

Avrebbe potuto passare indifferente tale riscontro investigativo? Con quale leggerezza e pressapocaggine gli inquirenti avrebbero potuto bersi la giustificazione fornita da Sonia Viviani senza indagare maggiormente (perlomeno per un rispetto formale)? Come avrebbero potuto B&G non approfittare di tale riscontro per evidenziare nelle Memoria Difensiva che erano stati usati due pesi e due misure? E' stato verificato allora un possibile alibi di SV per le ore critiche del 18/04 e per quelle seguenti?

Di tutto questo non vi è alcuna traccia. Pur sapendo che nelle Ordinanze sono stati volutamente omessi troppi riscontri di indagine risultati a discolpa di Parolisi, l'aver taciuto un simile fatto mi parrebbe cosa gravissima e tale da invalidare qualsiasi richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Parolisi stesso. Possono essere arrivati a tanto gli inquirenti?

E' per tutta questa serie di considerazioni che reputo la notizia una bufala.

Perchè poi sia stata messa in circolo già a luglio non lo so, anche se viene proprio da pensar male.

Ed inoltre, nessun giornalista (ed a quell'epoca ve ne erano alcuni di seri ad occuparsi del caso) si è preso la briga di chiedere spiegazioni a SV?

Ciao

LucaP ha detto...

@ Tabula

Proviamo ad affermare che già a luglio fosse stato confrontato il DNA di Sonia con una "probabile" traccia di DNA riscontrata sugli slip di Melania. E che tale confronto fosse risultato positivo.
E' vero che Sonia ha affermato di aver stirato assieme a Melania la sera prima e che tale fatto avrebbe potuto giustificare la presenza del suo DNA.
Ma questo è un caso di omicidio dove il DNA dell'unico indagato è stato riscontrato solamente all'interno del cavo orale. Ed inoltre non vi sono altre tracce dell'uomo sulla scena del delitto.
Avrebbe potuto passare indifferente tale riscontro investigativo? Con quale leggerezza e pressapocaggine gli inquirenti avrebbero potuto bersi la giustificazione fornita da Sonia Viviani senza indagare maggiormente (perlomeno per un rispetto formale)? Come avrebbero potuto B&G non approfittare di tale riscontro per evidenziare nelle Memoria Difensiva che erano stati usati due pesi e due misure? E' stato verificato allora un possibile alibi di SV per le ore critiche del 18/04 e per quelle seguenti?
Di tutto questo non vi è alcuna traccia. Pur sapendo che nelle Ordinanze sono stati volutamente omessi troppi riscontri di indagine risultati a discolpa di Parolisi, l'aver taciuto un simile fatto mi parrebbe cosa gravissima e tale da invalidare qualsiasi richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Parolisi stesso. Possono essere arrivati a tanto gli inquirenti?
E' per tutta questa serie di considerazioni che reputo la notizia una bufala.
Perchè poi sia stata messa in circolo già a luglio non lo so, anche se viene proprio da pensar male.
Ed inoltre, nessun giornalista (ed a quell'epoca ve ne erano alcuni di seri ad occuparsi del caso) si è preso la briga di chiedere spiegazioni a SV?

Ciao

LucaP ha detto...

@ Tabula

Proseguo nel mio commento.

Ammettiamo allora che a luglio la notizia fosse una bufala e non fosse stato fatto alcun confronto tra il DNA di SV e quello "trovato" (?) sugli slip.

A dicembre, dopo la notizia del prelievo di campioni di DNA a 30 donne, esce la medesima notizia di luglio con l'aggiunta del DNA (o anche solamente del cromosoma Y; ma in questo caso avrebbero dovuto richiedere il campione di DNA anche ad Alfredo Sirocchi) del figlio. La coincidenza delle due notizie sarebbe davvero troppo!

Ergo, anche la notizia di dicembre è per me una bufala (con la probabile conseguenza che anche le altre due notizie concomitanti sono a loro volta delle bufale).

Ciao

tabula ha detto...

@Mimosa
mi sta bene, cerchiamo di non cadere nel tranello nella beatificazione neanche noi.
Non per questo se ne deve parlar male, in fondo il "carattere" è ciò che individua le tendenze generali di una persona, ma niente vieta che un lavoro su se stessi possa smussare determinati spigoli o al contrario rimarcarli.

Per non cadere nel personalistico io mi baserei su ciò che è desumibile dai fatti riscontrati, ovvero le linee di tendenza generali dell'indole della donna, non per questo Leggi Ineluttabili di comportamento della stessa.

Dal fatto che non avesse portato in più episodi la borsa con sè, direi che era una persona, per quanto curata, pratica, alla quale piaceva avere le mani libere e prive di ingombro, per quanto nella inesorabile necessità di averlo, un ingombro, lo preferisse griffato.
In quanto al non aver portato, nell'ultima occasione, il cambio bebè, si potrebbe dire che era una donna.. ottimista. Confidando nella non necessità dello stesso, incrociava le dita e tentava la sorte.
Altresì è possibile dire che preventivasse una gita breve, anzi brevissima.
Una cosa però non mi spiego: dovendo poi recarsi da Sonia senza ripassare per casa, contava di trovare lì dei pannolini per un eventuale cambio della bimba?
O forse era necessario ripassare da casa comunque?
Ad esempio, il famoso regalino per il nascituro acquistato al mattino, era nella macchina di Parolisi, o Melania lo lasciò a casa contando di tornare?

A questo punto: è vero o non è vero quell' "aspettiamo Sonia e POI scendiamo?"
-senza pannolini di scorta per la bimba?
-senza regalino per il neonato che si andava a visitare?

Qualcuno ha una spiegazione per questo?

Mimosa ha detto...

Ho trovato questa notizia:

Giuseppe Rea è il cugino di Melania. Ha la stessa età: è cresciuto insieme a lei e lavora nell’officina di famiglia a Somma Vesuviana. E’ il figlio di Salvatore Rea, fratello di Gennaro, padre di Melania. Ha 29 anni come sua cugina. E’ sposato ma senza figli e conosce Salvatore Parolisi da sempre.

Però il giovane non ha seguito il padre a Folignano.
Ho letto anche che era molto amico di Imma, è stato lui a darle la notizia della scomparsa di M.

Forse c'era una qualche bega familiare sorta negli anni ... Io ricordo che quando ero adolescente avevo uno zio da parte di mio padre che mi criticava ogni volta come ero vestita e per andare a casa loro mia madre mi faceva mettere le calze corte ... non lo sopportavo ...

O ci sarnno state anche cose più serie ...

Forse sto un pochino fuori di testa, è da stamani che rileggo i doc delle ordinanze per trovare un paio di cose, sono fusa ed è meglio che faccia una pausa o mi dedichi ad altro ...

Scusatemi. Ciao, vado.
Mimosa

LucaP ha detto...

@ Enrico

E' vero. Già tempo fa avevamo identificato in Salvatore Rea lo "zio che non piaceva neanche a Melania".

Tuttavia, dalla lettura del libro di Delitala, non mi è sembrato che Salvatore Rea fosse così malvisto anzi ne ho ricavato l'impressione opposta, considerando anche che il giornalista ha raccolto numerose interviste con Parolisi che mi sono sembrate sufficientemente veritiere.

E così qualche dubbio mi è tornato.

tabula ha detto...

Aspetto notizie da chi sappia qualcosa di quel regalo per il nascituro, se sia agli atti che fosse nella macchina di Salvatore.
Altrimenti si potrebbe ipotizzare un motivo assolutamente banale per l'allontanamento volontario di Melania, ovvero andare a recuperare quel dono con una veloce scappata verso casa, senza avvertire il marito per non farlo inquietare di una così stupida dimenticanza, accettando il passaggio di qualcuno da lei conosciuto molto, molto bene.
Qualcuno che prima ha suggerito alla stessa di far pipì dietro la roulotte, e poi forse ha finto di sbagliare strada, in fondo Melania non guidava e non era tenuta a fare attenzione ai cartelli.

Tiziana ha detto...

Mimosa
il tuo commento mi trova perfettamente d'accordo. Dire che Melania poteva anche essere capace di prendere decisioni autonome senza il marito, uscire senza borsa per la bambina, avere voglia di fare sesso con il marito "all'aria aperta", non significa denigrarla. Almeno per noi, che probabilmente non rientriamo nei canoni delle perfette donne-massaie-casalinghe-mogli-mamme (sia chiaro che io adoro mio figlio, che reputo sia cresciuto benissimo, fino ad ora, anche senza pomate sul sederino e sonnellini programmati). Ma evidentemente per la famiglia Rea è importante offrire una certa immagine di Melania. Forse perché vivono al Sud? o meglio in un paese del sud Italia, dove salvare certe apparenze è importante? Da qui quel famoso "baldacchino mitizzante costruito intorno alla persona" di cui parlava Tabula e che sarebbe ora qualcuno iniziasse a smontare. Ben vengano dunque le tue considerazioni su Melania, che non mi sembrano per niente irrispettose.
Figurati che a me sembrano esagerate persino tutte le considerazioni della madre di Melania sui tradimenti di Salvatore: se Melania ne era consapevole, significa che li aveva accettati (per salvare le apparenze, o perché le andava bene così), se non ne sapeva niente meglio per lei, ha vissuto serenamente la breve vita che ha avuto a disposizione. Perché la madre non deve perdonare Salvatore per aver tradito la figlia? La cosa riguardava i due coniugi e non lei, infatti la figlia non si è mai sentita in dovere di raccontare nulla di tutto ciò alla madre. Ma anche questo probabilmente rientra nella vergogna nei confronti della comunità e dunque, chi meglio dei Rea, dovrebbe sapere perché Salvatore ha voluto tacere la sua relazione extraconiugale agli inquirenti?

«Meno recenti ‹Vecchi   1 – 200 di 247   Nuovi› Più recenti»