lunedì 2 luglio 2012

Melania Rea. Il mistero delle nuove perizie

Articolo di Maura Sacher


In attesa di arrivare finalmente nel vivo del procedimento penale contro il Parolisi, su questo blog si continua a discutere su ciò che il Gup Marina Tommolini ha in realtà chiesto di verificare ai tre periti da lei nominati. Due il 30 marzo, in apertura del processo: il medico legale Gianluca Bruno e la genetista Sara Gino, ed un terzo il 16 giugno: l’entomologo forense Stefano Vanin. Questo articolo da un lato vuole collegarsi alle discussioni in coda all’ultimo articolo sul caso di Melania Rea (La tortura mediatica e lo strano gioco delle coincidenze...), e dall’altro, visti i quesiti del Gup, all’articolo pubblicato il 4 aprile 2011 da titolo «Perché nessuno parla del rapporto sessuale?». Per restare coi piedi per terra e non volare come farfalle sbandate tra le suggestive e colorite corone di certe tipologie di organizzazioni, che pur esistono e che paiono affiorare, pur con un qualche ritegno, fra i commentatori abituali, propongo in forma schematica le mie personali deduzioni scaturite dalle osservazioni sulla procedura, ‘apparentemente seguita’, e sulle, ‘possibilmente reali’, mosse dietro le quinte, per giungere ad ottenere quello che una democrazia del diritto auspichia: l’assoluzione dell’imputato per totale assenza di vere prove.

 Il mio pensiero di partenza è perfettamente in linea con quanto espresso negli ultimi giorni da una valida commentatrice che non nomino, ma che si riconoscerà dato che cito alcune sue frasi. Iniziamo dunque col vedere "come funzionano le cose" in tutti gli ambienti formati da caste.

1. COME FUNZIONANO LE COSE


Siamo tutti consapevoli che tra i magistrati vi sono sia alleanze che rivalità. L'ambiente è uguale a quello di ogni altra istituzione. La carriera preme a tutti, nei Tribunali c’è carenza d’organico, i fascicoli giacciono per mesi sulle scrivanie, i processi vengono tirati per le lunghe e raramente i giudici leggono tutte le carte. Il risultato finale è una pila formata da migliaia di pagine che si accavallano sulle scrivanie (ad esempio l’incartamento sull'omicidio di Melania Rea consta di 12 faldoni, di oltre diecimila fogli e centinaia di foto, oltre al materiale video).

Cosa fanno i giudici normalmente per riuscire a farsi un'idea? Si fanno spiegare, riassumere a voce da chi è stato incaricato dell’inchiesta, di solito i Pm. Pm che non hanno contezza di tutto quello che è raccolto nei fascicoli, per la semplice ragione che diversi sono gli incaricati che seguono il procedimento.

E' prassi normale che si leggano assieme i "preamboli” e le conclusioni”. E capita anche che ne discutano tra loro al di fuori dalle aule, che ci siano telefonate, solleciti, a volte pressioni. Questo andazzo non è una chiacchiera inventata per screditare una categoria, sono gli stessi magistrati a denuniarli pubblicamente nei loro convegni. Dunque possiamo ben ritenere che qualche scambio di idee ci sia stato anche tra i vari Gip e Gup delle due Procure interessate all'inchiesta sulla morte della Rea.

A "braccetto" vanno senza ombra di dubbio magistrati inquirenti ed i periti, perché costoro sono nominati dai primi su base fiduciaria... ci vuol poco a capire cosa implica. Per chi volesse approfondire in questo blog c’è il saggio di Edoardo Mori, un ex giudice che ne parla in modo esplicito (qui il saggio). In teoria, quindi, i periti più imparziali dovrebbero essere quelli scelti dal Giudice titolare del processo. Ora c'è da dire che alcuni commentatori amici non metterebbero la mano sul fuoco su alcuna “imparzialità”. Perché «lupo non mangia lupo», è stato ben detto. La valida commentatrice, che non nomino non avendole chiesto l’autorizzazione, ha scritto giustamente: "Ci sono cause vinte sulla carta ma perse nelle aule dei Tribunali". Infatti neanche degli avvocati difensori ci si può fidare al cento per cento. Loro non danno mai una causa per vinta, anche quando è semplice e lampante, perché conoscono l’ambiente e sanno che vige e impera l’imponderabile. Non è raro, infatti, il sentir dire che dietro le quinte hanno patteggiato con la parte avversa. Anche nei Tribunali le cose funzionano un po’ come nelle Assicurazioni che si accordano sugli indennizzi derivanti da incidenti stradali.

L’amica commentatrice ha spiegato tecnicamente e con parole chiare come il giudice "possa assumere anche d’ufficio gli elementi necessari al fine di decidere avendo un quadro più certo in mano". Che "il fine primario" del processo penale è quello della ricerca della verità ed un giudice deve porre rimedio alle lacune nel caso in cui creda ve ne siano nell’acquisizione probatoria della Procura. Deve quindi, se ha polso, usare ogni mezzo a sua disposizione affinché venga accertata la verità processuale nei confronti di un imputato. Parto da queste parole per dire che a parer mio il giudice Tommolini, almeno fino ad ora, mostra di comportarsi in modo equo. Nel senso che da un lato ha accontentato la Difesa, accogliendo la richiesta di una perizia super partes con la nomina di un nuovo medico legale e di un genetista, dall’altro ha dato spazio all’Accusa e alla parte civile quel tanto che basta, giacché tutto il lavoro di questi è rimasto cristallizzato negli Atti acquisiti al momento dell’inizio del processo. Cosicché ultimamente ha accolto la richiesta di un entomologo da affiancare agli altri periti affinché costui possa completare un altro aspetto e portare un contributo di qualche rilievo nello stato accusatorio controverso. Ed è così che un Giudice dovrebbe sempre lavorare. Il suo compito primario è quello di operare al fine di “dare giustizia alla vittima”, non quello di “giustiziare un imputato”... nel nostro ordinamento vige la presunzione d’innocenza, nessuno lo deve mai dimenticare.

2. COME STA ANDANDO

Mentre i primi due periti studiavano le carte e si preparavano presso il loro laboratorio di Torino, il Giudice cosa ha fatto? Stando a quanto si è letto nelle cronache giornalistiche, giacché nulla di ufficiale trapela dai corridoi, ha portato in aula e sottoposto a nuovo esame:
1) il DNA di tre operai macedoni
2) le fotografie scattate al pianoro e in particolare quella scoperta da Massimo in cui si intravede la sagoma di un’auto tra gli alberi, dietro alla staccionata
3) la testimonianza di uno dei ragazzi presenti al Pianoro il 18 aprile
4) la testimonianza peritale sul cane Piergiorgio
5) gli indumenti che Salvatore Parolisi indossava il 18 aprile
6) tutti i suoi orologi da polso
7) forse presto anche gli occhiali da sole, come qualcuno vocifera

Non sappiamo cosa altro abbia chiesto, ma intanto ci possiamo porre domande su quanto ha fatto finora. Per cui provo ad esaminare brevemente i sette punti  sopra citati:

1) Niente DNA dei macedoni addosso alla vittima. Perciò la loro posizione pare risultare “estranea” ai fatti in questione. Per quanto ai commentatori del blog è apparso strano che un cane molecolare si sia diretto al cantiere in cui lavoravano ed abbia annusato la loro auto, il contenitore delle catene da neve e la loro roulotte. Come è parso essere un gran segreto l'apertura di un fascicolo senza ipotesi di reato. Fascicolo archiviato il giorno prima dell’udienza preliminare contro il Parolisi affinché i macedoni non comparissero come indagati di... "non si è capito cosa". Ma a rileggere a ritroso gli articoli nel web, ho scoperto che in data 13 maggio 2011 già si parlava di un fascicolo bis col nome di uno dei tre macedoni. Vi era scritto: "A suo carico nessuna ipotesi di reato contestata, almeno fino ad oggi".

2) Il frammento della foto con l’immagine dell’auto non si è potuta ingrandire più di tanto. Cosicché la parte civile, il legale della famiglia della vittima, si è proposta di farlo con i mezzi in dotazione a certi suoi consulenti collaboratori. Per ora non si sa nulla del risultato... è troppo presto? Ci dobbiamo fidare? Indubbiamente in sede di processo verrà nuovamente chiesto a Salvatore Parolisi dove ha parcheggiato e quante volte ha mosso l’auto. Giacché a verbale risulta che lui l’ha lasciata sul vialetto sterrato, a lato del parco giochi, e che per muoversi alla ricerca della moglie ha fatto retromarcia, così potendosi ben trovare (alle 15.13?) nel punto in cui un'auto è stata fotografata dai ragazzi presenti al campo sportivo. Molti commentatori hanno confermato che quella posizione avrebbe davvero potuto essere il frutto di quella manovra. Si potrà al limite obiettare sul colore della vettura, colore "scoperto" dagli inquirenti tre giorni dopo la pubblicazione dell'articolo con relativa foto in internet (il primo giorno hanno sostenuto non vi fossero auto ma si trattasse di un gioco di luci dovuto alle fronde degli alberi). Ma come ho già avuto modo di evidenziare altrove, il colore “amaranto” che si vede nelle fotografie proposte, può benissimo essere nato a causa della risoluzione e della duplicazione. Se guardiamo bene la fig. 9, quella in basso della pag. 46 dell’Ordinanza del gip Calvalesi, si nota in maniera incontrovertibile che sulla carrozzeria, di un colore oggettivamente scuro, si stagliano i riflessi del sole che filtra dalle piante.

3) Il ragazzo interrogato dal Gup dice di aver visto sicuramente un uomo spingere una bambina alle altalene, (c'è da chiedersi cosa gli avevano fatto verbalizzare in precedenza) anche se non sa precisare l’ora. In ogni caso è lapalissiano che l’avvistamento sia avvenuto, ma il tutto viene posto in una forma generica che rende inutile la testimonianza.

4) In aula è stato convocato il perito della procura che ha stabilito l'inidoneità del cane Piergiorgio. Tra lui e l’addestratore Macciò c’è stato contrasto, un alterco a tinte forti ripreso dai legali della difesa che, inoltre, hanno contestato il filmato del test fatto al cane in quanto mancano ben 8 minuti di registrazione (perché?). Orbene, anche quella dell'affidabilità o meno del Piergiorgio resta un punto in sospeso. Non è chiaro come andrà a finire la questione che riguarda il teste principale della presenza di Melania e dei suoi spostamenti. Di certo c'è che Piergiorgio continua a mietere successi ed a trovare persone scomparse (qui l'articolo)

5) Sugli indumenti del caporalmaggiore s'è sempre fomentata l'incertezza. Fomentata perché pare proprio ci sia stato chi ha usato una buona dose di malizia. Il dubbio l'hanno sollevato, dopo mesi, la parte civile ed i media. Media che anziché mostrare i pantaloni con la banda verticale ai lati, quelli che indossava il militare immortalato dalle telecamere del chiosco, hanno sempre mostrato una foto senza bande laterali. Ma nessuno ha mai esplicitamente detto che quella foto rappresentasse i pantaloni consegnati... d'altronde come avrebbero potuto fotografarli? Per cui a me resta il sospetto ci sia stata una “selezione” pilotata. Forse si è fatta una certa confusione ed i media hanno immortalato quelli consegnati dalla suocera, quelli sì prima fotografabili, in quanto non pare assolutamente credibile che il Parolisi abbia consegnato indumenti diversi.

6) Se una sola goccia del sangue di Melania si trovasse nei cinturini o negli interstizi dei bracciali degli orologi di suo marito, non ci sarebbe comunque prova dell’omicidio perché il discorso va inquadrato per come lo ha esposto il generale Garofalo quando ha affermato che il rilascio del DNA non è databile e la moglie avrebbe potuto toccare l’orologio, con una ferita al dito, anche 5 anni prima della sua morte,.

7) Gli occhiali da sole cosa c’entrano con l’omicidio? Anche in questi si cercano tracce ematiche? Se sì la risposta è la stessa degli orologi.

Tra tutti questi fattori, dunque, l’unico davvero utile all’inchiesta sarebbe stato il primo. Se si fosse trovato il dna di uno dei tre operai le indagini avrebbero imboccato altre direzioni. Tuttavia l’Accusa avrebbe sempre potuto dire che i tre erano semplici complici, magari coinvolti solo nello staging, non scagionando il loro esecutore materiale preferito, Salvatore Parolisi. Eliminata la pista dei macedoni quello che ora rimane di estremamente utile è l’accertamento sulla sagoma dell'auto immortalata tra le fronde. E' o non è la Scenic scura del caporalmaggiore? Questa dovrebbe e potrebbe essere la “prova regina” della sua presenza a Colle San Marco alle 15.13 (sempre che l'orario sia giusto). Al Giudice Tommolini basterà?

Però, c'è ancora da chiedersi, chissà cosa salterà mai fuori dall’ingrandimento affidato alla strumentazione del "wonder team". La foto rimanderà sempre ad un'utilitaria o ci troveremo ad avere a che fare con un oggetto alieno non identificabile?

3. COSA SI ASPETTA IL GIUDICE

L’entomologo nominato su istanza di parte civile, d’accordo la difesa, ha l’incarico di studiare le larve trovate sulle ferite post mortem. Di certo non si accontenterà di visionare fotografie, infatti ha chiesto 60 giorni per rimettere le proprie conclusioni, e ciò fa sperare che le larve esistano e siano state congelate (una prassi normale in alcune parti del mondo). È prassi anche in Italia conservare le larve per un eventuale postumo "cold case"? In merito mi chiedo, come tanti commentatori del blog, il motivo per cui solo sulle ferite post mortem si siano trovate larve. Nessun insetto sui grumi di sangue nati dalle pugnalate? Sugli occhi spalancati? Nessuna mosca intorno o all'interno del cadavere? Eppure era iniziata la primavera, il risveglio della natura e degli insetti che la popolano. Giustamente l’entomologo ha chiesto di poter disporre dei dati climatologici del bosco di Ripe di Civitella, e confronterà le tre giornate per avere un quadro più chiaro... conosce il suo mestiere. Ma analizzare il clima e solo le larve sulle ferite post mortem... come lo porterà a stabilire l’ora della morte? Dalle ore 15.23 (del 18 aprile) in poi Salvatore Parolisi lo si è guardato a vista, quindi ha un alibi per ogni minuto fino al ritrovamento del cadavere (ed anche oltre). È lampante che non è stato lui a sfregiare la moglie, anche se fosse provato che lo sfregio è avvenuto nel tardo pomeriggio del 18 aprile... ed allora a cosa può servire una perizia del genere?

Negli articoli dell’ultima settimana di giugno i giornalisti scrivevano che i periti nominati dal Gup Tommolini dovevano stabilire nuovamente ora, dinamica, tempistica e arma dell’omicidio. Ciò significa ricostruire le varie fasi nuovamente per capire come erano posizionati vittima e aggressore, in che modo si erano inferte le coltellate, in che successione e, dulcis in fundo, quale arma si fosse usata.

"Bruno e Gino - cito quanto trapelato da una udienza - devono rispondere essenzialmente a due quesiti: qual è stata, con la minor approssimazione possibile, l’ora della morte di Melania Rea, e se la presenza del Dna di Salvatore Parolisi nella bocca della donna significa che l’uomo era con lei pochi minuti prima del decesso". 

Si è discusso anche del contenuto gastrico, quello tanto variegato di peso e colore... quello "tinto" di caffeina? Su questo neanche una soffiata è trapelata al grande pubblico. Forse semplicemente perché la risposta era scontata: inattendibili sia il lume gastrico che il Dna in bocca.

Se tutto dovesse risultare diverso da quanto sostenuto fino ad oggi, se non si potessero usare né il contenuto gastrico né il Dna sull'arcata dentale, come farà il sostituto procuratore di Teramo, Davide Rosati, a provare che Melania Rea è morta tra le 14.10 e le 15.23... dato che ciò che si era ritenuto essere il capolavoro dell’inchiesta diventerà straccio per pavimenti. Come farà a sostenere e provare che Salvatore Parolisi l’ha prima massacrata di pugnalate e poi baciata appassionatamente mentre agonizzava, se l’autopsia del dottor Tagliabracci non ha potuto accertare la natura del materiale organico da cui è stato ricavato il Dna, peraltro in quantità infinitesimale, del marito? Altro straccio per pavimenti che verrà inevitabilmente confermato dalle “superperizie”.

E se le nuove perizie non potessero confermare l’ora della morte, ufficialmente collocata dal patologo Tagliabracci tra le 14,30 e le 15,10 del 18 aprile 2011, che ne dedurrà il Gup? Il Giudice cosa si aspetta quindi dalle nuove perizie? Che confermino i primi immediati sospetti del Tagliabracci... ossia che l’omicidio non è avvenuto prima di mezzanotte e forse neppure a Ripe, oppure le seconde risultanze... ovvero che la morte è avvenuta proprio in loco e nell'orario indicato?

Vedremo, ora concentriamoci perché c'è una cosa che lascia a bocca aperta. Le perizie dovevano essere pronte questa settimana, e di certo lo sono, come mai niente è trapelato e niente trapela? Secondo i nostri ragionamenti quando qualcosa può incolpare il Parolisi tutto esce e va in mano ai media... solo quando niente riconduce a lui vige la regola del silenzio. Sarà così anche in questo caso?

4. ULTERIORI ELEMENTI

Il prof Bruno ha tra le sue mani anche la responsabilità di accertare dinamica, tempistica e arma, perché alla Difesa i conti non tornano... e neppure a noi. Nella “dinamica” entra in pieno, qual base di partenza, la questione dei pantaloni abbassati che trascina con sé la domanda posta alla prima autopsia: c’è stato o no rapporto intimo? E nel caso, Melania Rea era consenziente oppure no?

È una mia ipotesi, ma credo di non sbagliare nell’affermare che la Tommolini abbia posto ai suoi periti le medesime domande a cui doveva rispondere il dottor Tagliabracci al Gip di Ascoli. Di certo lei non ha potuto chiedere in modo diretto: "Di chi è la semenogelina trovata nel corpo della vittima e come mai non c’è il dna del donatore?". Ma la domanda “indiscreta” è celata nella richiesta generale, camuffata solo a beneficio nostro, di noi utenti mediatici.

Il primo medico legale, incaricato dalla procura, aveva asserito l’assenza di violenza sessuale, ma confermava un rapporto intimo prima della morte, rapporto consenziente. Il perito incaricato dal Gup ha dovuto controllare se l’interpretazione del dottor Tagliabracci fosse in realtà corretta. Il dottor Bruno si è potuto basare solo sulla lettura attentissima delle parole della relazione autoptica, dal riesame dei campioni rimasti, dal “diario di bordo” del laboratorio ascolano che descrive e raccoglie tutta la documentazione della prassi seguita, per il prelievo dei reperti e per l’analisi dei campioni. Forse gli è stato utile il filmato dell’autopsia. Quello portato in aula con la pretesa che lo guardasse anche il vedovo e meravigliandosi, scandalizzandosi, quando ha voluto evitarlo.

Niente Dna nelle parti intime. Non ce né del marito ma nemmeno di altri. Però la traccia di un rapporto sessuale senza protezione c’è... vi è rimasta una sostanza che serve a veicolare lo sperma e che rispetto allo sperma perdura più a lungo. Non si può eludere questa presenza se si vuole datare sia l’ultimo rapporto avvenuto sia la morte. Questa sostanza ha i suoi tempi, tempi che tengono conto di una morte sopraggiunta e di una conservazione refrigerata del corpo. Come potrebbe periziare un professionista serio, a cui è stato affidato l’arbitrato di stabilire «con la minore approssimazione possibile» l’ora di un decesso, se ignorasse l’elemento verosimilmente più determinante? 

Pazienza la mancata rilevazione della temperatura rettale all’atto del ritrovamento (ma non è praticata l’alternativa del fegato?), pazienza anche il lume gastrico ed il Dna in bocca, entrambi equivoci, ma c’è un deposito organico nelle parti intime che rende databile con ottima approssimazione il suo rilascio, risalendo a ritroso dall’ora del prelievo del tampone, ed il dato non lo si usa? Un’amica commentatrice, specialista nel settore, in molti suoi interventi ha spiegato perfettamente il “comportamento” della semenogelina (Sg), e grazie ai testi scientifici sull'argomento ha fatto risalire la sua introduzione al tardo pomeriggio del 18 aprile, ad un orario in cui il marito era protetto da un alibi di ferro. Avrà il professor Bruno considerato questo elemento in modo più dettagliato del suo predecessore, essendo un'unica, assoluta, incontrovertibile prova dell'innocenza del marito?

Se anche questa volta “lupo mangiasse lupo”, la Semenogelina diventerebbe elemento di dibattito senza bisogno della sollecitazione del collegio di Difesa, i cui consulenti non l’hanno evidenziata nella Memoria Difensiva del 22 agosto... forse per una “inopportunità” temporale.

Passiamo all’arma del delitto. Non si era detto che era un coltello monolama di lunghezza massima 10 cm? Chissà perché serve un altro accertamento per far capire meglio al giudice che tipo di mano l’impugnava (una mano decisa e forte o una debole e imprecisa nei fendenti?), se è morta per anemia emorragica acuta entro «alcune decine di minuti dopo i primi colpi», se i fendenti alla gola sono stati inferti all’inizio dell’aggressione o alla fine. Chissà perché il giudice vuol capire bene quando Melania ha preso il colpo in testa che le ha causato il profondo trauma, se l’ematoma alla coscia sinistra è stato causato da una caduta o da un calcio, se tentava di scappare quando è stata accoltellata da tergo (6 coltellate alla schiena e 3 tagli sulla parte cervicale), quanto era alto il suo assalitore o assalitrice, come mai ha perso poco sangue e perché sono quantitativamente scarse le tracce ematiche da cast-off pattern... sul tronco dell’albero sono state individuate non con la vista ma grazie al Luminol.

Insomma, come scritto in un vecchio articolo del blog (qui l'articolo), il dottor Tagliabracci ha lasciato aperte vere e proprie porte. C'è da chiedersi, ad esempio, cosa volesse dire con: "il cadavere non è stato spostato dalla posizione prona a quella supina". È evidente che per ricevere le ulteriori 13 coltellate su torace e sull'addome si è mossa o è "stata mossa" da viva. Che informazione utile voleva dare il patologo quando scriveva che il cadavere non era stato girato?

Se si è accasciata sul fianco destro, come provano le colature, dov'è finito il sangue colato dalla gola attraverso tre rivoli? Se si fosse depositato sul terreno, tra il viso e la spalla, anche i capelli ne dovevano essere intrisi e impregnati... come hanno fatto i capelli ad essere, come scritto nella prima perizia, composti e «naturalmente distesi» verso destra?

Il dottor Bruno riuscirà ad essere più preciso e sicuro? Riuscira a dare tutte le risposte? Riuscirà a capire se davvero nel terreno sotto il corpo vi era tutto il sangue mancante dal cadavere? Questo già aiuterebbe a capire se il luogo del rinvenimento è lo stesso della morte.

A far da corollario c’è anche la stranezza del “destrimane” che torna costantemente in perizia... anche se la maggior parte delle volte è anticipata dalla parola "probabile". In ogni caso è un termine che noi abbiamo notato e ci risulta ambiguo.

Ci sono tuttavia altri elementi che non risulta la Tommolini abbia chiesto di approfondire, cioè l’appartenenza dei vari profili genetici trovati sul corpo e sugli indumenti della vittima. Sono risultati di “sconosciuti”, si dice, ma fa ridere questa definizione... non dovrebbe esserci qualcuno preposto a scoprire di chi sono?

Sicuramente rientra nei suoi poteri l'ordinare una futura ricerca, magari tra qualche sospettabile o tra gli insospettabili. Se è vero che è stato prelevato il Dna degli amici, dei conoscenti e dei militari, c’è o non c'è qualche corrispondenza? Solo sulle mutandine di Melania risultano delle stranezze biologiche? Anche il giudice Tommolini si accontenterà della serata di stiro a sei o otto mani?

Inoltre, perché non darsi da fare per capire come mai il cellulare di Melania non portava su di sé impronte, solo un residuo salivare della figlioletta (ed era tra i tasti e non nella plastica esterna). Come mai e da chi è stato maneggiato e ripulito? Che interesse avrebbe avuto il marito, di cui si son trovate tracce sull’accendino, a ripulirlo? Ed a proposito di oggetti rimessi a nuovo e ripassati con lo sgrassatore, non c’erano tracce di alcun genere neppure sull’anello di fidanzamento, quello sfilato e trovato a terra. Eppure ce n'erano sul dito che lo portava, l'anulare... come mai? Ed ancora. Dov’è finita la collanina? Perché è sparita? Era al collo, quindi è facile si sia sporcata di sangue o sia stata recisa con un fendente. Si tova assieme agli abiti insanguinati e l'ha nascosta chi non aveva tempo per nasconderla? Ancora il marito?

Una cosa è da capire, il processo non andrà per le lunghe (dal 29 settembre ogni venerdì) perché nasce con un rito abbreviato... la Tommolini, dunque, dove troverà il tempo per risolvere i dubbi che le compariranno di fronte a frotte già alla prima sommaria lettura del fascicolo?
Gli oggetti che aveva Melania con sé

326 commenti:

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Marigiulia ha detto...

bravissima! complimenti per l'analisi dettagliata e per la notevole capacità di sintesi che indubbiamente caratterizza i tuoi post, spero venga letto anche al di fuori della cerchia dei commentatori abituali

Anonimo ha detto...

Concordo con Mgiulia, ottimo articolo Maura, veramente chiaro in tutti i suoi punti. ....Veramente strano che non trapeli nulla sulle perizie chieste dalla Tommolini. Ricordo il caso Sollecito e Knox---se non sbaglio l esito delle nuove perizie venne reso pubblico dai media ancor prima che i periti "scagionassero" gli imputati direttamente in aula...ma cn Parolisi è diverso...i media si sono aqsserviti troppo alle tesi accusatorie e non avrebbero un grande interesse a parlarne se fossero a favore di Parolisi. :) Giorgia

Mimosa ha detto...

Grazie per l'apprezzamento Mariagiulia e Giorgia.
Se non vi dispiace, potete continuare a chiamarmi "Mimosa", sono sempre io ...

Ciao
Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
Complimenti anche da parte mia, articolo molto chiaro che illumina vari aspetti dei dubbi che abbiamo, anche noi sviscerato sul blog.
Mi era per la verita' sfuggito un particolare per me inedito e non capisco se avevo letto superficialmente io le poche righe sulla perizia o se son desto.
Trovo che sia importantissimo il fatto che sulle ferite ante mortem non vi sarebbe traccia di larve, larve che come ben sappiamo erano "superficiali" alle ferite da incisione post mortem.
Se mi confermi che e' cosi' e' un dato illuminante, perche' a quel punto la certezza di una custodia del corpo in stanza quantomeno rinfrescata potrebbe essere considerata in percentuale vicino al 90%, se uniti altri importanti particolari.
In sostanza i rivoli derivanti dalle incisioni sarebbero stati gli unici freschi incisi e lasciati a decomporsi in maniera svincolata da tutte le altre ferite inferte ante mortem.
Se e' cosi' ma onestamente non so se credere, non siamo davanti all'oggetto del como' ma sarebbe sicuramente un interruttore della bajour che sopra vi deve essere.
Sei sicura Mimosa???

tabula ha detto...

Mimosa

è un articolo con i fiocchi e controfiocchi!

Esposto chiaramente, sciorinando tutte le incongruenze ed i dubbi del processo, mi è piaciuto particolarmente per il taglio onesto e realistico zoommando tra le scartoffie ed i faldoni che si troveranno sulla scrivania del giudice.

Ci sono diversi punti da commentare, ma, data l'ora tarda (purtroppo sono stata svegliata più volte) mi ritengo momentaneamente soddisfatta della tua relazione così intelligente e ben sviluppata.

Stavolta mi hai ricordato la dinamicità il ritmo e la professionalità di un certo giornalismo americano.

Mimosa ha detto...

@ Antonello
riguardo alle larve sulle ferite post mortem, così ho letto io e pure gli altri nei documenti.
Mille volte (strano ti sia sfuggito) l'avevamo evidenziato per stupircene ... altrimenti sarebbe stato tutto meno oscuro, non trovi?
Vedrai cosa dirà Annika in giornata!

Mimosa

Antonello ha detto...

No in effetti c'e' un dubbio, ora non ricordo bene le esatte parole in ordinanza ma se non erro "SOLO nelle ferite post mortem vi sarebbero larve superficiali", io da questa frase avevo, forse erroneamente dedotto che nelle altre ferite, quelle venti ante mortem, le larve potessero essere penetrate internamente, per questo son rimasto stupito quando ho letto che quel SOLO potesse intendere che altre larve sul corpo non ve ne fossero.
Ho capito male io o hanno estrapolato troppo marginalmente???

Antonello ha detto...

@Mimosa
se e' come te, ed altri, pensate e come stranamente mi e' sfuggito da un ipotetica percentuale di probabilita' del 65% per cui il corpo con le sole ferite ante mortem potrebbe essere stato per lungo tempo "rinfrescato" o "refrigerato" per poi essere stato depositato, ricomposto e stagiato si passa ad una percentuale di probabilita' oltre il 90%, direi un particolare illuminante, nella evidenza ipotetica (ho tuttora dei dubbi sulle frasi specifiche estrapolate dalla perizia ed inserite in ordinanza) e' bene prendere nota di tutti gli elementi convergenti:

1) Assenza totale di tracce animali in un corpo ipoteticamente depositato a 1.200 m. s.l.m. in un luogo isolato inserito in un parco naturale ricolmo di fauna alpestre con nelle immediate vicinanze una bacinella d'acqua sotto una fontana.
2) Impossibilita' che un corpo li depositato non potesse essere notato il 18 ed il 19 aprile 2011 durante l'esercitazione del reparto di Chieti.
3) Tutti i gioielli, monili o particolari in metallo sembrano essere stati disadorni dal corpo per poi essere rimessi in ordini sbagliati (anelli), in ordine sparso (orecchini) o mancanti (catenina ed orologio???)
4) Non sono stati notati movimenti di autovetture i giorni 18 e 19 aprile 2011 con passo di 1,60 nell'area picnic del chiosco della pineta dove il giorno 20 sarebbe stato rinvenuto il corpo di M.
5) Durante la perquisizione del chiosco le foto diffuse mostrano la porta dello stesso scardinata e non naturalmente aperta, segno possibile del fatto che non si trovassero le chiavi.
6) Durante la telefonata anonima che avvisava della presenza del corpo al chiosco della pineta l'operatore chiede ignaro al telefonista "..ma dentro al chiosco???", il telefonista risponde "no, fuori...io, io stavo facendo una camminata.."
7) Presenza di Sg a tampone vaginale positivo in data 21/04/2011, ma assenza di dna da rapporto che invece doveva esserci nel caso del rapporto avvenuto dopo la sparizione che la Sg proverebbe.
8) L'orologio al polso che si suppone M. avesse, non vi e' la certezza ne nessun media ne parla, potrebbe aver subito dei colpi durante l'aggressione, se ipoteticamente fosse stato danneggiato dai colpi diretti alla gola e che M. aveva potuto parare con i polsi avrebbe segnato, fermandosi, l'orario esatto dell'aggressione invalidando tutto il processo di deposito, ricomposizione e staging del corpo in epoca successiva, e proveniente da luogo diverso, all'aggressione.
Continua

Antonello ha detto...

Continua
9) Risulta stranamente coincidente il fatto che il corpo viene fatto rinvenire il giorno 20/04/2011 quando oramai il reparto in esercitazione aveva sgombrato completamente l'area.
10)Il giorno 19/04/2011 viene mantenuto un patto di non rivelazione delle scappatelle extramatrimoniali di S., ma espressamente "solo nel caso M. fosse ritrovata a breve termine".
11)Alle 07,24 del 20/04/2011 S. telefona ad un alto ufgiciale per avvisarlo del rinvenimento in casa della ricevuta di un fax di cui egli non sapeva e che sarebbe stato spedito da M. da una cartoleria di Folignano diretto ad un'autoscuola di Somma in data 12/04/2011.
12)Lo spostamento del corpo, insieme al depistaggio sui luoghi e tempi, depisterebbe coerentemente eventuali alibi o possibilita' di responsabilita'.
13)Non si capisce se i fatti hanno seguito la competenza territoriale o se viceversa la competenza territoriale ha seguito i fatti.
14)Il cellulare e' stato abbondantemente e professionalmente ripulito prima del suo deposito e riaccensione accanto al corpo, un lavoro del genere prevede tempo in tranquillita', con un pc a disposizione, almeno, e competenze specifiche.
15)I ciclisti che vedono due donne a San Giacomo inseguirne una terza testimoniano nell'immediatezza dei fatti, poi sparendo, che l'aggressione e' avvenuta ben distante da Ripe, lo stesso certifica la posizione del cellulare rintracciato con procedura N.U.E a tre chilometri da Ripe in una zona isolata di San Giacomo.
16)Piergiorgio, Ranelli ed un anziano testimoniano che M. e' stata il 18/04/2011 a Colle San Marco.
17)La presenza fra i ricercatori di M. di persone degne di sospetti ipotetici.
18)L'assenza totale di Sg negli slip di M., Sg che invece a logica avrebbe dovuto esservi perche' dopo un rapporto e per circa 48 ore la stessa sostanza fuoriesce dalle parti intime interessate da tale presenza depositandosi sugli slip ove indossati.
19)IPOTETICA PRESENZA DI LARVE SOLO SULLA SUPERFICIE DELLE FERITE POST MORTEM E TOTALE IPOTETICA ASSENZA DELLE STESSE ALL'INTERNO DELLE FERITE ANTE MORTEM.

Antonello ha detto...

Dall'ipotesi di cui alle eventualita' coincidenti di cui sopra e cioe' che il corpo di M. viva o priva possa essere stato conservato in tempi e luoghi diversi, tali da almeno dare il tempo di ripulitura del cellulare, permettere una totale ricomposizione e ricambio e idonei alla non fioritura della decomposizione larvale successiva alle ferite ante mortem potremmo ipotozzare:
1) Piscina con acqua a temperatura idonea.
2) Grotta carsica con a disposizione acqua sotterranea.
3) Stanza refrigerante.
4) Ogni altro ambiente in grado di impostare la temperatura di conservazione compresi luoghi ad aria condizionata.

tabula ha detto...

@Antonello
non sono mai stata favorevole alle complicazioni e quella della piscina mi sembra ridicola, poichè un cadavere immerso nell'acqua avrebbe presentato dei segni.
Tuttavia va rilevato che nella zona e credo raggiungibili a piedi ci siano effettivamente delle grotte, credo si chiamino grotte di S. Angelo, in cui il microclima avrebbe potuto alterare la decomposizione del corpo.

Tuttavia credo tu ti stia sbagliando nell'indicazione di larve solo nelle ferite post mortem, poichè è evidente che le larve di mosca, se il cadavere fosse stato esposto solo nel momento dello staging, non sarebbero state a distinguere tra ferite post mortem ed ante, per insediarsi.

Al massimo, se davvero il corpo fosse stato protetto fino al momento dello staging, le larve sarebbero state presenti in egual misura e stadio di sviluppo in entrambi i tipi di ferita.

Credo che quel SOLO mal posizionato e travisabile poichè malamente espresso, intenda piuttosto che le larve fossero SOLO a livello superficiale nelle incisioni post mortem, intendendo dire che non avrebbero avuto il tempo di penetrare in profondità.

Non mi spiegherei la preenza di larve solo su un tipo di ferita anzichè un'altra: in un cadavere il sangue si essica ma le ferite non si rimarginano di sicuro, e le mosche sono attratte sia dal sangue fresco che da quello eventualmente già essiccato di tagli aperti con carne esposta.

Anonimo ha detto...

Scusa Antonello, forse le grotte sono di san Michele, ed hanno qualcosa a che vedere con credenze popolari sulla fertilità.

anna ha detto...

ottimo articolo!

la tommolini fa tre domande

1)perizia per accertare l'ora della morte
2)sapere se melania ha avuto un rapporto sessuale
3)analizzare le larve sulle ferite per scoprire l'orario della morte


dalla risposta alla prima domanda dipende anche la risposta alla terza.

se le larve presenti sulle ferite erano poche, si presume che melania sia stata portata dopo la sua morte a ripe,

bisogna analizzare le larve delle ferite che l'ha uccisa e delle ferite post morte,,se la composizione delle larve è diversa i tempi dell'uccisione e delle ferite post morte sono diversi ,ma se la composizione delle larve è uguale, significa che melania è stata uccisa e dopo poco fatto il depistaggio, si deduce quindi che o melania è stata uccisa a ripe ,ma poi nascosta in un luogo chiuso dove l'hanno ripulita,poi riportata a ripe la notte fra il 19 eil 20 aprile dopo la fine della seconda esercitazione militare, o addirittura uccisa da un'altra parte,fatto il depistaggio e riportata a ripe e riacceso il cellulare alle ore 7 del 20 aprile,
comunque sia quelle larve non risultano essere compatibili con la permanenza del corpo per 2 giorni all'aria aperta.

per quanto riguarda le grotte a pochi minuti a piedi ci sono le grotte di san michele arcangelo,grotte dove c'è l'acqua e dove è molto fresco, quindi contemporaneamente si poteva lavare e ripulire il corpo e mantenerlo al chiuso in un luogo fresco.......

una cosa è certa il telefono di melania alle ore 16,53 e ore successive non era a ripe ma a circa 3 km da ripe,circostanza che sta agli atti e che gli inquirenti in modo abusivo e arbitrario hanno affermato che per la tolleranza il telefono era a ripe,FALSO

comunque se la canestrari aveva preso la temperatura rettale del corpo non c'era motivo di dover stabilire l'ora della morte è stata una gravissima negligenza di questo medico.........

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Il tuo lavoro riassunntivo sui punti più salienti, e relative fasi di sviluppo del caso Rea, contiene, nella quasi totalità, tutto il lavoro di ricerca sviscerato nelle pagine di questo blog, per lunghi mesi, dai più assidui partecipanti al forum.
E pertanto ti si deve tributare un merito personale.
Un'attenzione particolare meritano alcune tue constatazioni, che, per essere considerate solitamente "normali" dalla nostra mentalità corrente, rispecchiano, invece, una grande anomalia nel nostro sistema burocratico, ed in special modo nell'apparato giudiziario.
Il tuo accenno alle "alleanze e rivalità" fra magistrati, e la "sommaria informazione" a cui ricorrono alcuni di essi quando " Si fanno spiegare, riassumere a voce, da chi è stato incaricato dell'inchiesta, di solito i PM.", il tutto causato dalla mancanza di organici adeguati, danno un quadro non edificante ma reale di un dato di fatto.
A questo punto, chi ci dice che gli autori/e dell'eliminazione ( perchè di ELIMINAZIONE si tratterebbe) di MR non abbiano tenuto conto della situazione giudiziaria sopra indicata, per ritenersi al sicuro? Sembrerebbe proprio di si, considerando il punto in cui si sono fermate le indagini.
Così come un medico, con condizioni di salute mentale precarie, non potrebbe emettere una diagnosi giusta, la qiustizia italiana, inquinata da tanto intrallazzo burocratico ed altro, non potrebbe tener fronte alle impellenti richieste di sollecite e giuste risoluzioni processuali, le più eterogenee.
In questo vasto diorama giudiziario la gup Tommolini si muoverebbe controcorrente?
Me lo auguro, ma mi riservo i miei presupposti.
Pino

Mimosa ha detto...

La relazione affidata all’entomologo, per quanto sembri un elemento di secondaria importanza, se è vero che è basata solo sulle larve delle ferite post mortem a me pare possa diventare di importanza primaria (e sarebbe in sintonia con certe nostre ricostruzioni).

Vanin potrà determinare:
- quanto tempo dopo il decesso le carni sono state incise
- a quante ore prima del rinvenimento risalgono le incisioni portatrici di larve
- in che condizioni climatico-ambientali il corpo si trovava tra il decesso e le incisioni
- in subordine, per quanto tempo/ore/giorni il corpo è rimasto nella pineta prima di essere rinvenuto.

A questo punto, per la rilevanza che pare Tommolini abbia voluto dare alla relazione dell’entomologo (tanto da far slittare le risposte degli altri periti all’espletamento di tale studio), si potrebbe dedurre che serpeggi almeno un sospetto da eliminare quanto prima: Parolisi non può essere stato l’autore delle incisioni post mortem, qualunque sia la loro datazione egli aveva solidi alibi, dalle ore 15,23 del 18 aprile, come minimo, perché dovrebbero essere aggiunti i minuti del tragitto dalla Pineta di Ripe al Bar Segà di CSM.
Di conseguenza sorgerà un’altra impellente domanda: chi ha operato le incisioni, se non è stato il caporalmaggiore?

Un complice di SP? Sull’esistenza di un complice non c’è prova ma nemmeno indizi (foss’anche labili).
Come e quando sarebbe stato pagato? Chi avrebbe avuto convenienza ad essergli complice?
Dunque c’è di mezzo un’altra persona: un altro soggetto (il vero) esecutore materiale dell’omicidio o un terzo, complice dell’assassino da cercare?
Se le deduzioni a cui arriverà il giudice Tommolini si avvicinano anche un poco a queste che ho espresso, sarà un ulteriore punto a favore del proscioglimento dall’infamante accusa.

Mimosa

PINO ha detto...

Provare la colpevolezza di SP è impossibile, per il semplice fatto che non è lui l'assassino di MR. E QUESTO E' ASSODATO, stando ad ogni evidenza. Inutile ribbatterlo.
La domanda è : perchè la stessa gup, in base ai suoi dubbi, non abbia concesso i domiciliari all'indagato quando furono richiesti, che sarebbe stata una mossa dimostrativa delle sue idee di obiettività?
Siamo certi, oltre ogni dubbio, che le richieste delle "superperizie" non siano mirate ad avvalorare la colpevolezza dell'indagato, stando proprio a quelle deficienze "informative" (sic) sopra rimarcate?
Ripeto il detto "lupo non mangia lupo" che riflette esperienze secolari.
Pino

Antonello ha detto...

@Tabula
Anche io avevo compreso, dalle parole estratte dalla perizia ed inserite ad ordinanza, che le larve fossero penetrate anche dalle ferite post mortem, dando in quel modo consecuenzialita' a quel "SOLO nelle ferite post mortem sarebbero presenti larve SUPERFICIALI", ma nell'articolo Mimosa esprime un dubbio che, dice, era venuto a parecchi utenti e cioe' che SOLO nelle ferite post mortem vi sarebbero larve.
Il dubbio e' legittimo qualsiasi sia l'interpretazione giacche' non e' che la frase chiarisca in maniera globale il particolare, estrapolando solo quella frase in effetti, ed a me era sfuggito l'incrocio, si lascia aperto un dubbio mica da ridere.
Se T. con quel SOLO ha inteso che solo nelle incisioni vi sarebbero microfaune emblematiche della decomposizione certo e' un dato incredibile, non e' spiegabile in natura come spiegavi tu, quindi e' da spiegare in altro modo, e francamente io non so spiegarlo se non ipotizzando la conservazione per lungo tempo del corpo in ambiente termoregolato o comunque natirale ma che riproduca temperature idonee alla bisogna.
Te giustamente dici che le larve non riconoscono il sangue fresco da quello secco, le ferite vecchie da quelle fresche appena incise, non lo so, qui chiedo lumi a chi e' esperto del settore, a logica vi sono tanti modi, forse un po' macchinosi, per crrare quel fenomeno ma non l'inverso, riscaldando ad esempio solo la parte inferiore del corpo, addome basso compreso si ottiene, credo, un'accelerazione solo in quel punto della decomposizione.
Il corpo dove e' stato rinvenuto era completamente all'ombra sotto la pineta, e quindi non deve essere spiegabile in maniera facile questa discrasia larvale.
In ogni modo converrai che se sul resto del corpo non vi sono larve quel corpo, fra le ante e post mortem, deve essere stato per forza conservato in luogo temporalmente e materialmente diverso da quello di rinvenimento, altrimenti dopo due giorni non si spiegherebbe l'assenza di larve che Mimosa riprendeva dal blog. Giusto per curiosita', te hai un'alternativa valida e logica???

tabula ha detto...

no, antonello, non l'ho.

si potrebbe pensare al casotto o a quelle impronte di pneumatici.

ma più dirimente sarebbe trovare testimonianze relative alle esercitazioni del 19 aprile, per sapere se qualcuno andò al casotto a consumare un pasto risultato dallo scontrino della panetteria trovato datato 19 aprile.

Dopodichè, il come sarebbe superfluo.

tabula ha detto...

SE lo stagiatore avesse davvero agito per conto di Parolisi,
ritenete che gli abbia reso un buon servizio?


Secondo voi, gli elementi riscontrati sulla scena del delitto vanno tutti univocamente in direzione di discolpare Parolisi?

Mi aggancio all'osservazione di Mimosa sull'eventualità di un complice che abbia agito mentre Parolisi era sotto l'occhio vigile degli inquirenti e dei parenti della moglie.

Questa è l'argomento da sviscerare per riallacciarsi alla fattibilità del secondo capo d'accusa, quello di vilipendio di cadavere, poichè eliminando questa imputazione automaticamente si indebolirebbe, e di parecchio, anche la prima.

Difatti è completamente da scartare la possibilità che un qualsiasi maniaco necrofilo possa essersi imbattuto in un cadavere casualmente e che abbia potuto mettere in atto le sue fantasie perverse: se qualcuno ha agito, ha agito concordamente con chi ha ucciso Melania.

Dato che l'imputato non avrebbe avuto il tempo materiale a disposizione per tornare sul cadavere quando il sangue delle prime ferite era essiccato,

è davvero verosimile che lo stagiatore abbia agito per conto di Parolisi?

Mimosa ha detto...

Scusatemi, torno sul dibattito del "SOLO" per semplificare le cose, a p. 8 in fondo, dell’Ordinanza Ascoli firmata dal procuratore Monti il 14 luglio 2011
è scritto nero su bianco:

“Sono presenti batteri soltanto sugli strati superficiali dei tessuti lesi dopo la morte che fanno propendere che esse non siano state prodotte molte ore prima del ritrovamento del corpo"

Mimosa

tabula ha detto...

secondo voi lo stagiatore ha strettamente agito nell'interesse di Parolisi?

tabula ha detto...

soltanto sugli strati superficiali (dei tessuti lesi dopo la morte)

e non

soltanto sugli strati superficiali dei tessuti lesi dopo la morte e non sulle ferite che hanno condotto alla morte

Mimosa ha detto...

è vero che di altre larve e batteri non si parla, ma è giusto supporre che ci siano in profondità nelle ferite sanguinanti, solo mi chiedevo come mai non fossero state sufficienti queste a datare il decesso, seppur con approssimazione ... ma secondo me un vero esperto entomologo sarebbe precisissimo e speriamo che Varin ci riesca .

Mimosa

PS. Tabula e Antonello, non ho fatto in tempo a leggere attentamente i nuovi commenti,scusatemi se ho ripetuto cose da voi scritte.

PINO ha detto...

PAROLISI non avrebbe avuto il tempo per uccidere nè per stagiare. Lo stagio, per se stesso, non è indicativo.
E' solo un disordinato e spregevole vilipendio eseguito su un corpo odiato.
Da chi, forse non lo sapremo mai. Perchè, l'abbiamo, solo potuto intuire. Pino

Mimosa ha detto...

Spetta piuttosto ad Annika parlarne, ma io la vedo così:

- le larve (se ci sono) nelle ferite sanguinanti devono poter essere determinanti per l'orario della morte (e la presenza dell'assassino) - perché sono ignorate?

- le larve presenti per certo sugli strati superficiali delle lesioni post mortem possono determinare quante ore prima del rinvenimento del corpo siano state intagliate le carni (quindi dire qualcosa sulla presenza dell'intagliatore).

Mimosa

Annika e LucaP ha detto...

Ottimo articolo Mimosa. Riassume tanti aspetti del processo in corso che abbiamo trattato negli ultimi mesi permettendoci una visione globale che purtroppo risulta limitata dalla scarsità di informazioni attendibili lasciate filtrare e riprese dai media (che sappiamo però quali posizioni già in passato hanno preso), anche se c’è da temere, per non dire di esserne sicuri, che quanto riportato sia stato sapientemente edulcorato o manipolato.

Stupisce che attualmente nel processo non sia ancora entrato quello che nelle due ordinanze di custodia cautelare sembrava essere uno dei cavalli da battaglia delle Procure e cioè la questione della cd “prova scientifica” legata ai cellulari della vittima e del marito. Già sappiamo che il perito della difesa ha ampiamente contestato le risultanze delle analisi e dei test effettuati dal ROS. Eppure è più di una sensazione che la difesa di Parolisi abbia portato nuovi elementi a confutazione delle tesi dell’accusa e della parte civile. Secondo questi difatti il cellulare di Melania dalle 14.53 già si trovava al Chiosco della Pineta per rimanervi sino al momento del ritrovamento del cadavere. Ma la localizzazione dello stesso cellulare, effettuata con le procedure del NUE 112 solleva troppi sospetti su queste convinzioni. Ed allora, senza tirare in ballo l’esigenza di una perizia suppletiva da parte del Tribunale, sarebbe bastato per il collegio difensivo richiedere a Telecom Italia un chiarimento tecnico su quale fosse la tecnologia adottata nel mese di aprile 2011 per la localizzazione degli apparati radiomobili. Se la risposta, come crediamo, fosse stata in sintonia con quanto andiamo ripetendo da mesi a questa parte e cioè che la tecnologia adottata era tale da ipotizzare un margine di errore di 100/300 m al massimo, la conseguenza sarebbe stata quella di invalidare tutti i test effettuati al Chiosco e le relative conseguenze. Il cellulare di Melania per ben quattro ore circa si sarebbe trovato a 3 km di distanza dal Chiosco, mentre per quanto riguarda il periodo compreso tra le 14.53 e le 17.06 sarebbe possibile anche affermare la compatibilità delle risultanze dei tabulati con la ricostruzione fornita da Parolisi agli inquirenti (e ribadita identica moltissime volte nel corso dei numerosi interrogatori). A questo punto sarebbe necessario per il GUP nominare un proprio perito super partes? Non crediamo ciò perché su questi aspetti già tantissimo è stato fatto e detto sia dal ROS, sia dal prof. Andrisano (del quale non conosciamo le conclusion) sia dal prof. Cusani e non crediamo che molto possa essere aggiunto. Basterebbe allora chiamare in udienza il responsabile di Telecom Italia per le tecnologie di localizzazione e farsi spiegare quali possono essere i margini di errore e l’attendibilità generale delle procedure. Od in alternativa accettare un documento ufficiale della società telefonica. Vedremo cosa succederà allora a settembre. Ma possiamo essere certi che questo tema entrerà sicuramente nel processo. Ed allora si potrà comprendere come mai il Wonder Team della Roberta Bruzzone, seppure esclusa quest’ultima come perito di parte per gli aspetti criminilogici, si sia dato da fare immediatamente per affrontare la questione dei cellulari.

Continua ....

Annika e LucaP ha detto...

... Continua

Per quanto riguarda la Sg, cio’ che lascia realmente perplessi, oltre al silenzio assoluto dei media sull'argomento, e’ il fatto stesso che Tagliabracci la nomini specificamente nelle 4 paginette riassuntive della sua perizia. Cosi' come per tutto il resto, avrebbe potuto non entrare nello specifico (Sg positiva, DNA negativo) e tenersi sul vago, parlando in termini molto piu' generali di "liquido seminale". Avrebbe bloccato in partenza qualunque discorso semplicemente speculativo sull'argomento, comprendendo il liquido seminale sia la Sg che il PSA, ed obbligando di conseguenza il lettore attento ad una doppia ipotesi con tempi e persistenze/repertabilita' diverse. Invece no: Tagliabracci nomina specificamente proprio la Sg, che ha tempi molto specifici (48h dal tampone) e molto ben documentati. Sg della quale tra l'altro scrive lui stesso nel 2009, nominando il RSID-semen come metodo rapido, certo, sicuro e poco dispendioso (circa 1/10 del costo complessivo per un Elisa Kit). Ora, 48h dal tampone, come minimo, corrispondono alle 22.30 del 18 aprile (ammesso che Tagliabracci abbia eseguito il tampone vaginale appena portato via il corpo da Ripe o che la cella frigo abbia graziato la Sg da distruzione/disintegrazione quasi certa). Ed ecco che, con un PMI stabilito arbitrariamente su un contenuto gastrico non corrispondente nella relazione finale a quello repertato su Melania in sede autoptica, la menzione molto specifica della Sg, nominata "quasi" casualmente in quelle 5 righe firmate e controfirmate, sembra trasformarsi nelle briciole di pane disseminate da Pollicino lungo il suo percorso, nella speranza che nessun uccello le mangi e soprattutto che qualcuno le trovi...

Scrivendo “semenogelina” invece di “liquido seminale” Tagliabracci sembra difatti tradire chi lo potrebbe aver tradito con la caffeina... Se invece avesse scritto “liquido seminale”, questo avrebbe incluso il PSA. Ma no, lui va giu’ sullo specifico e parla, “tacitamente”, di 48h dal tampone, dichiarando insomma che la sua primissima perizia a caldo e’ validissima e forse sperando che qualcuno capti il messaggio in codice da decifrare: “Semenogelina”. E forse, sempre in codice, la Tommolini lo ha decifrato.

Per quanto riguarda la perizia entomologica affidata al prof. Vanin ci permettiamo solamente di osservare che nulla sappiamo della perizia originale (da chi sia stata fatta non si sa neppure), se non che in modo molto sintetico ed approssimativo nell’Ordinanza del GIP Cirillo viene affermato che le relative conclusioni sembrano avvalorare quelle di Tagliabracci in merito al PMI. Non deve trarre in inganno la frase riportata sulle poche pagine rese pubbliche della perizia di Tagliabracci in quanto nella stessa si parla di “batteri” e non di “larve”. E tale argomento viene riportato esclusivamente per poter affermare che le incisioni post-mortem sono state effettuate poche ore prima del ritrovamente del cadavere.

Annika e LucaP

PINO ha detto...

Infatti, Mimosa, perchè SONO IGNORATI?
E perchè si da importanza solo a quelle sulle ferite post morte, che indicherebbero solo l'
ora in cui quest'ultime siano state effettuate, che NON SCAGIONEREBBERO NESSUNO?
La gup non vorrebbe sapere la verità SU TUTTO, compreso quello che potrebbe stabilire, con molta aprossimazione l'ora della morte di MR?
Pino

Mimosa ha detto...

@ Annika e LucaP,
avete supposto che “Tagliabracci abbia eseguito il tampone vaginale appena portato via il corpo da Ripe”, non può essere così, in quanto il Tagliabracci ha ricevuto l’incarico appena il 21 aprile mattina dalle mani del procuratore e solo allora gli è stato fatto l’elenco degli accertamenti che doveva svolgere, in primis se vi era stata violenza sessuale; l’autopsia fu eseguita nel pomeriggio “a partire dalle ore 16” risulta dalle cronache.
La Canestrari intervenuta sul posto nel tardo pomeriggio (verso le ore 18) del 20 aprile ha solo “toccato” il cadavere per sentire la temperatura corporea, mancandole il termometro, non ha fatto alcun tampone (che peraltro deve essere fatto in ambiente protetto, ossia in sala autopsie, giusto?)

Inoltre, nell’Ordinanza (p. 65) si parla di «contaminazione batterica delle ferite come verificata a seguito del secondo rilievo autoptico».
Ossia, solo il 13 maggio è stata osservata la “proliferazione”, e se il gip non avesse ordinato la seconda autopsia?... semplicemente resasi necessaria in quanto la Procura non si accontentava delle prime risultanze del Tagliabracci e premeva per un maggiore dettaglio (dopo che dal 10 al 12 maggio erano stati sentiti mamma e papà di Melania, i quali cambiano la data della scampagnata sul pianoro, e il marito per 13 ore):

«Il lasso di tempo, valutato fra un minimo di due ore e un massimo di 15-20, non è utile alle indagini e dunque potrebbe essere necessario sottoporre il cadavere a ulteriori verifiche per assottigliare questo spazio temporale»

Antonello ha detto...

@Mimosa
Hai fatto benissimo ad inserire quelle due righe inerenti le larve od i batteri, sempre precisa, io non ricordavo le esatte parole, alche' e' da sostituire la parola SOLO con la parola SOLTANTO riferita a BATTERI SUPERFICIALI in sede delle incisioni.
Forse Annika e LucaP chiariscono il dubbio significando che i batteri potessero essere stati rincontrati da T. SOLTANTO i. superficie alle incisioni mentre nelle ferite ante morte e' piu' logico e scientifico constatare la presenza di LARVE.
Certo che e' strano che siano esplicitati i BATTERI al fine di datare le incisioni e non siano citate le LARVE al fine di datare le ferite invece ante mortem, in ordinanza e per stretta funzionalita' del documento dovevano avere priorita' le LARVE, segno scientificamente utile alla datazione delle ferite dissanguanti inerenti l'aggressione e quindi la solidita' dell'ora presunta di essa al fine di sostenere la richiesta cautelare e la sua concessione.
E' sospetto questo dire non dire in fondo particolari scientifici comuni a tutti i mortali, scusate il gioco di parole, e non vi e' motivo logico per nascondere o secretare un particolare del genere, certo tutta la predisposizione ed il format delle frasi estrapolate dalla perizia diparte dalla procura di Ascoli.
Stanno secretando comunqye troppo e particolari troppo "naturali" per non lasciare adito a sospetti di sorta da parte di noi ignari, su questo dissento, potevano a logica rendere trasparente la perizia solo al mondo scientifico permettendo una coerente disamina seria a partire da competenze scientifiche, non l'hanno fatto e questo rende tutto arbitrario, anche la richiesta e la concessione dei cautelari a S.
La comunita' scientifica deve avere la possibilita' di critica su ogni documento ufficiale scientifico tolto che posso anche ritenere giusto secretarlo al pubblico per ovvie ed ipotetiche ragioni di opportunita' mediatica.
Proprio per questo si rendono esposti alle intimidazioni coloro che si occupano, in giudizio, di quel caso, se tutto fosse reso trasparente l'intimidazione non potrebbe perseguire ipotetiche illogicita', sarebbero sottolineate da tutta la comunita' scientifica, rese pubbliche, il funzionario d'interesse non potrebbe ignorare le critiche copiose e giustificate oltreche' competenti.
Sempre cosi' quando nella prime noctis si chiude la verita' nel castello, si mina il rispetto e la stima, si distrugge la fiducia, ed alla fine i Re cadono dalle torri irrimediabilmente.
Un vero peccato.

Mimosa ha detto...

@ Annika
molto interessante quello che scrivi sulle briciole di Pollicino ... e noi lo abbiamo tanto criticato ....

Mimosa

Annika e LucaP ha detto...

"...ammesso che Tagliabracci abbia eseguito il tampone vaginale appena portato via il corpo da Ripe o che la cella frigo abbia graziato la Sg da distruzione/disintegrazione quasi certa..." va letto come: in un caso (tarda serata del 20/4) o nell'altro (pomeriggio del 21/4). Ovvero, non avendo certezza dell'orario in cui Tagliabracci sia intervenuto ne' se il tampone sia opera di Tagliabracci o della Canestrari, anche nel caso in cui il prelievo per tampone fosse stato eseguito la sera stessa del ritovamento del corpo, ancora le 48h a ritroso del RSID-semen non anticiperebbero il PMI ad un orario precedente le 22.30 del 18/4.

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

spero che la tua eccellente relazione riassuntiva non sia di stimolo solo per noi ma venga letta ed utilizzata anche dagli "addetti ai lavori" i quali SENZ'ALTRO saranno giunti alle tue stesse conclusioni.
Almeno è quello che logica vorrebbe,

Le ulteriori precisazioni di ANNIKA sono molto interessanti. Chissà che non abbia colto nel segno riguardo l"ambiguità" delle famose 5 righe ?

Mimosa ha detto...

Enrico, io ho cercato solo di "fotografare" la situazione, anche non completamente e con qualche imprecisione, come questa che sto per segnalare.

Ora mi sono accorta che devo rettificare una frase dell’articolo, un pezzetto importante che ha deviato la discussione e che mi deve essere rimasto tra i tasti della tastiera, la frase che ho scritto è questa:
«L’entomologo nominato su istanza di parte civile, d’accordo la difesa, ha l’incarico di studiare le larve trovate sulle ferite post mortem»
la RETTIFICA è questa : «… … le larve trovate sul corpo e sulle ferite».
In verità, proprio per essere precisi, non vengono nominate “larve” in merito alle incisioni ma solo “batteri” e giustamente, per essere rigorosi, ci sono differenze di sostanza.

Per completare il quadro ho trovato queste info:
L'entomologo trevigiano Stefano Vanin, che insegna in Inghilterra, all'Università di Huddersfield, giò consultato per Elisa Claps e Yara Gambirasio, affrontando il caso di Lucia Manca ha detto questo: «Analizzando il ciclo vitale delle larve di mosca si può stabilire con ragionevole certezza quando è morta una persona e probabilmente anche dove è morta, perché gli insetti che aggrediscono i cadaveri in ambienti chiusi sono diversi da quelli che si trovano all’aperto».

E (in merito) mi sono ricordata che in un post lunghissimo di aprile, pieno di perplessità, scrissi:
“" è impossibile che nella gola e/o nei polmoni di Melania non si fosse trovato (si è cercato?) polline o corpuscoli ambientali di qualche genere riconducibili a qualche luogo che non fosse la Pineta (o anche solo quelle della Pineta, ad esempio le spore del fogliame decomposto adagiato sul terreno). Nei polmoni di Yara Gambirasio sono stati trovati corpuscoli di cemento riconducibili al cantiere (in quel breve lasso di tempo che là ci è stata). Se, prima di essere uccisa, Melania è stata trattenuta in qualche posto chiuso anche microspore di specie fungine sarebbero state inalate dal suo organismo. E si potrebbe anche ricostruire il suo percorso!”"

Potrà farlo Vanin?
Sarà stato conservato qualche pezzo dei polmoni (sempre per probabile futuro cold case)?

Mimosa

anna ha detto...

il gip cirillo nellaordinan za di arresto di parolisi disse che se parolisi poteva aver ucciso la moglie bisognava indagare sul complice perchè certamente non è lui che ha inflitto le ferite post morte e messo in atto il depistaggio, invitava gli inquirenti ad un maggior approfondimento sul complice,

gli inquirenti hanno disatteso completamente questo secondo aspetto dell'ordinanza di arresto, è chiaro come il sole che anche ammettendo si voglia incolpare parolisi del delitto lui ha un complice che deve essere trovato analizzando tutti i dna presenti...........

il corpo può essere stato nascosto nella grotta dove c'è molta frescura e conservato in modo naturale e lavato e ripulito con l'acqua che c'è nella grotta,successivamente con una macchina è stato riportato a ripe e messo dove è stato trovato.....ci sono le impronte di pneumatici vicino alla testa di melania....

Sabry ha detto...

Anna,ma come avrebbe fatto ad avere un complice?tanto è che nella prima ordinanza è presente,ma nella seconda sparisce completamente,come mai?non sanno che pesci prendere e gli hanno contestato anche il vilipedio di cadavere sapendo che è impossibile

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

Che ti devo dire ?

Sei semplicemente SORPRENDENTE

Adesso che me lo hai ricordato, mi è venuta in mente quella dichiarazione di Vanin e le tue riflessioni a proposito delle analisi su ciò che potrebbe aver respirato M. mi sembrano geniali.

Anche in questo caso logica vorrebbe che gli inquirenti ed i periti abbiano anch'essi fatto le tue stesse considerazioni...

ripeto: logica vorrebbe ...

Ma queste indagini QUALE "logica" seguono ?

Questo è il problema

PINO ha detto...

ENRICO

"Ma quale logica seguono"? BRAVO! Domanda da un milione di euro.

tabula ha detto...

Ho fatto i complimenti a Mimosa e non mi ha filato di pezza.
Ho fatto delle domande precise su "a chi giova"? dello staging, e non sono stata presa in considerazione.

Nessuno mi vuole bene, ecco cos'è.

E non sono io nonna papera: se qualcuno me lo domanda ancora, urlo.

(vabè che vi frega, tanto non mi sentireste)

Anonimo ha detto...

Sono io Nonna Papera... ed è un grandissimo onore, per me, essere stata scambiata con Tabula... anche se per lei probabilmente non lo è stato.

Chi sono io?

...è facile facile.. a Natale porto i doni ai bambini.. ah no, scusate, quello era Babbo Natale..

Un sorriso per tutti..

N.P.

ENRICO ha detto...

@ TABULA

sei un'amore ! Mi hai fatto tenerezza con questo tuo commento ....

Hai ragione. Nessuno ha risposto alla tua domanda ( e non lo faccio nemmeno io adesso, PRIMO perchè non lo so, SECONDO perchè sono spossato dal caldo e non ho la forza di fare un ragionamento impegnativo :-)) )

Ps: Che per caso sei tu Nonna Papera ???
(ahhhhhhh !ahhhhh! scherzo naturalmente !)

tabula ha detto...

argh!
no, non ho nulla di nonna papera: al massimo, potrei essere giusto un pò oca, ma proprio un pochino.

Beh, Enrico grazie per avermi almeno risposto.. anche se mi hai risposto che non mi risponderai.
Però almeno lo so: mi sentivo la donna invisibile..

PINO ha detto...

TABULA
Nonna papera non sei tu, ma una nostra simpatica "collega" di blog, che ho subito riconosciuta, ma della quale rispetto lo scherzoso anonimato, anche se le divengo "antipatico quanto mi ci metto".
ciao

Mimosa ha detto...

@ Tabulaaa, tesoro
me li ricordo i tuoi complimenti del 03 luglio 2012 01:45, li avevo fatti leggere a mia figlia tanto gongolante ero!!!
poi vi eravate messi a dialogare tu e Antonello in un tal vortice che leggendo mi sentivo stravolta ...

Sai che sei la mia coccola? da quando sei apparsa sul blog ti ho trovato subito simpaticissima ... ma mica posso mettermi a ringraziare tutti quelli che bontà loro mi lodano ... mi sembrerebbe una vanità.
Comunque grazie infinite, apprezzatissima l'espressione dei "controfiocchi" e soprattutto il riferimento al ritmo giornalistico dell'esposizione.
La prossima volta ti scrivo in privato per ringraziarti ;-)

Riguardo alle domande che ponevi non pensavo fossero dirette a me ... c'era l'ineffabile genovese a intercettare tutte, e poi mi capitava di rispondere a lui.

Mi perdoni?
Mi vuoi fare una domanda diretta?

Un bacione, Mimosa

tabula ha detto...

@Mimosa
va bene così.
Mi fa piacere che tu abbia fatto leggere i complimenti a tua figlia, mi sono scervellata perchè volevo proprio farti capire che cosa esattamente avevo apprezzato e ho scelto con molta cura le parole.

@Pino
hai lasciato degli indizi che non mi chiariscono alcunchè, ma non fa niente: non sono curiosa di sapere chi sia davvero nonna papera.

E poi siamo uno nessuno e centomila, forse a volte usare sempre lo stesso nick può impedire di potere esprimere altri aspetti della propria personalità o di esprimere opinioni fuori "personaggio".

@Enrico: sei un tesoro

E adesso chiudo questa parentesi di lagnanza lugliolina, è giusto continuare nel discorso di Annika e Lucap.

Fate pure come se non ci fossi.

(ovviamente da parte mia è un modo di dire puramente formale e per niente sincero)

Mimosa ha detto...

@ Tabula
tu sei unica e irrepetibile, nessuno potrebbe scambiarti per qualcuna altra, neanche se scrivi da anonima.

Spiegami invece cosa intendi per "è giusto continuare nel discorso di Annika e Lucap", quale discorso?

Mimosa

Anonimo ha detto...

Pino, carissimo, chiedo perdono... mi avevi mandata, però, sottobraccio a Francesco a fare i canstastorie e a trovare Qui, Quo, Qua a Paperopoli..

Un pochino antipatico lo eri stato, dai..

Un sorriso per te.. e la buonanotte a tutti.

La Nonna (Papera)

L'ineffabile genovese non genovese ma forse un po' ineffabile. ha detto...

@Tabula
ed io che pensavo che tu fossi un acido yogourt, quando vuoi devo ammettere che sai essere dolce come un profiterol, certo calorica, non dimagrante, e' il caldo o uno sdoppiamento di personalita'???

Mimosa ha detto...

@ Ineffabile genovese
non sei genovese?

ero io a nominarti non Tabula,
Acido yogourt era rivolto a me?
Lo sai quanto bene fa all'intestino? ;-)

Mimosa ha detto...

@ Tabula cara,
sono risalita a cercare i tuoi commenti con la domanda sullo stagiatore, beh, io non avevo risposto perche’ mi sembrava rivolta in generale “a tutti” e anche perche’ mi sembrava “strana” visto che l’opinione prevalente è che lo stagiatore non c’entri niente con Parolisi.
Ma poiche’ stamattina l’hai ripetuta 4 volte, in quattro versioni diverse, voleva significare che era un brutto pensiero che ti tormentava, ora le ho recuperate e provo a dire qualcosa (tanto in questo momento non ho altro da fare).
Premetto che per me il termine “stagiatore”, ossia “colui che ha stagiato”, è riferibile al soggetto che ha operato lo “staging”, la messa in scena, e non è riferibile a colui che ha inciso segni sul cadavere, a cui mi sono sempre riferita col termine “intagliatore” o “incisore”. Potrebbero essere la stessa persona, ma anche no, nel senso che entrambe le figure potrebbero far parte del medesimo gruppo.
Della messa in scena (staging) non sappiamo con esattezza quanti elementi facciano parte (ne vorrei parlare un’altra volta) ma di sicuro fanno parte la posizione del cadavere, la siringa nel petto e le incisioni epidermiche.

Ora rispondo alle tue domande che per comodità elenco.
a)«SE lo stagiatore avesse davvero agito per conto di Parolisi, ritenete che gli abbia reso un buon servizio» - RISPOSTA: se avesse agito “per conto” di SP avendo ricevuto direttive precise su cosa disseminare qua e là, cosa togliere e cosa mettere, un ‘buon servizio’ per confondere gli inquirenti forse l’ha fatto, tanto è vero che gli inquirenti non ci hanno capito niente e hanno parlato di “depistaggio”; se ha agito “per conto” ma senza direttive, di testa propria, ha fatto un po’ di confusione, di frettoloso e qualcosa di eccessivo che SP non si aspettava e che mai gli avrebbe chiesto (violare il corpo della sua donna)
b)«Secondo voi, gli elementi riscontrati sulla scena del delitto vanno tutti univocamente in direzione di discolpare Parolisi?» - RISPOSTA: in verità, fin dall’inizio e per molto tempo, noi abbiamo pensato che la scena del ritrovamento del corpo fosse stata sistemata ad arte disseminando indizi finalizzati a indirizzare i sospetti su SP (il posto stesso, i pantaloni abbassati, l’anello di fidanzamento sfilato tanto che si diceva che lei glielo avesse gettato contro per rabbia, la collanina d’amore scomparsa, forse anche le tasche senza soldi), non mi sono accorta di nessun cambio di direzione dell’opinione degli inquirenti o della massa, e veramente neanche noi ci siamo messi d’impegno per analizzare la scena pezzo per pezzo o nel suo insieme panoramico, ad un certo punto ci siamo arenati … Ma poi “discolpare Parolisi” da cosa? dall’uxoricidio o dal vilipendio del cadavere?
c)«è davvero verosimile che lo stagiatore abbia agito per conto di Parolisi?» - RISPOSTA: io non lo credo verosimile, perché se anche fosse lui l’accoltellatore iniziale, magari solo alla schiena per poi fuggire, si dovrebbe credere che quello che in seguito è successo al corpo (la Sg, le pugnalate anteriori, i tagli alla gola, la siringa nel petto e le incisioni) fosse stata espressa su richiesta
d)«secondo voi lo stagiatore ha strettamente agito nell'interesse di Parolisi?» - RISPOSTA: se lo stagiatore avesse “strettamente agito nell'interesse di Parolisi” significherebbe che già a monte c’erano degli interessi comuni e strettamente condivisibili, talmente stretti da rinunciare a qualunque compenso a lavoro finito, e non risultano movimenti bancari sospetti né prima né tantomeno dopo gli eventi. Si potrebbe insinuare che lo stagiatore con il suo intervento avesse ricambiato un precedente favore ricevuto dal caporalmaggiore? Era dello stesso calibro?

Antonello ha detto...

Vabbe' un altro innocente OT.
Si, ho letto Mimosa, ero pero' estasiato dalla performance di Tabula, non riesco ancora a capacitarmene, certo lo so che l'acido yogourt fa bene ma scherzosamente volevo testare in quanti attimi riesce a passare da una personalita' all'altra.
E sccchhheeeerrrrzzzzooooooooooooooo!!!!!!! Uahuahuahuahuahuahuahuahuahuah

p.s. no, non sono genovese se non di adozione, a Genova devo i miei natali nei vicoli di Faber, mi ha adottato la maccaia di una pioggia che piglia in giro e gli stridii delle rondini di primavera sul cielo azzurro di vento, ma non devo il mio carattere a Genova, forse di Genova ho preso la diffidenza dei bagarozzi quando escono dai tombini, un Beatles fin da piccolo, allevato alla Buona Novella, La Domenega topo da chiesa, il lunedi' fagiano da orto, mi consola che nel letame crescono i fior. Ma non sono nato qui, bisogna che glielo riconosco, anche se non e' male come citta', mangia le ossa si dice ma non riesce a bere il mare. Splendido odor di basilico appena bagnato.

Mimosa ha detto...

@ Antonello
neanche io sono nata qui ma mi sento triestina fino nel midollo, forse perché c'erano le radici paterne ... dai viviamo entrambi sul mare e in città entrambe abbarbicate sui colli, con taaante strade in salita!
Qualcosa nello spirito ci deve essere di simile, non credi?
Ciao
Mimosa

Antonello ha detto...

@Tabula
In verita', a parte le ironiche provocazioni avevo fatto caso alla tua domanda, ed in verita' ci sto pensando da tanto, io ritengo che il primo staging ed il piu' significativo possa essere il luogo di deposito del corpo ed il tempo per farlo rinvenire.
In quel senso gli e' stato concesso un enorme geniale servizio, incolparlo nell'impossibilita' che possa essere responsabile lo rendera' quasi miliardario se ci fosse ancora la lira.
Certo che se ha depistato fisicamente i suoi istinti lasciando la Sg senza toccare il corpo dev'essere un po' extraterrestre ed un po' troppo umano/a allo stesso tempo.
Di solito si depistano gli occhi di coloro che guardano, depistarne le idee o le convinzioni non e' un'attivita' che si compie confondendo le carte in tavola.
Direi che preferisco ragionarci ancora un po' prima di dare una risposta convinta, ma il luogo ed il tempo sono secondo me fondamentali.

Antonello ha detto...

@Mimosa
Di Trieste ho una carissima amica che me la descrive sempre, tutte le volte che ritorna da la mi parla in triestino senza manco accorgersene, io rido ed ascolto, si dice che sono due citta' che si assomigliano tanto per posizione monti mare, strette fra i colli e gli scogli, certo che a Trieste avete un venticello mica da niente. Gente tenace comunque, anche piena di artisti.

tabula ha detto...

@Antonello
non parlare di dolcezza per favore,
non sia mai salti fuori qualcuno a dire che le faccio venire il diabete..

In quanto alle personalità inespresse che dire, casomai avrò avuto un rigurgito di femminilità.
Ma adesso rientrerò nel carroarmato, tutti questi complimenti mi straniscono: smettetela per favore. bye bye.

tabula ha detto...

@Mimosa

sta bene che tu distingua tra “stagiatore e o “incisore”, ma ti domanderei in base a quali considerazioni oggettive -e non sensazioni soggettive- applicheresti il distinguo.

che cosa ti fa credere ci sia stata un'azione di gruppo?

A parte tutti quei dna di ignoti ovviamente.

per quanto riguarda la posizione del cadavere, il Tagliabracci esclude categoricamente che il corpo sia stato spostato, dicendo poi il contrario relativamente alla posizione delle braccia.


se lo stagiatore avesse agito “per conto” di SP avendo ricevuto direttive precise un ‘buon servizio’ per confondere gli inquirenti forse l’ha fatto

dato che le colpe sono ricadute su di lui, no..

se ha agito di testa propria, ha fatto qualcosa di eccessivo che SP non si aspettava e che mai gli avrebbe chiesto (violare il corpo della sua donna)

BRAVISSIMA!
Per quanto SP possa avere domandato ad altri di eseguire lo sporco lavoro, poco credibile abbia chiesto di pasticciare il corpo.

fin dall’inizio abbiamo pensato che la scena del ritrovamento del corpo fosse stata sistemata ad arte disseminando indizi finalizzati a indirizzare i sospetti su SP, nessun cambio di direzione dell’opinione degli inquirenti o della massa

Bravissima anche qui.
Lo stagiatore NON ha reso un buon servizio a Parolisi.

se in teoria lo scopo dello staging fosse stato AIUTARE Parolisi a svincolarsi dalla responsabilità del delitto, lo stagiatore è andato "fuori tema".

l'azione di staging è incompatibile con lo scopo di discolpare Parolisi.

“discolpare Parolisi” da cosa? dall’uxoricidio o dal vilipendio del cadavere?

assumendo per verosimile la responsabilità di un complice solo per stagiare, sarebbe stato per discolpare Parolisi da possibili accuse di uxoricidio.
(continua)

tabula ha detto...

(seconda parte)

non credo verosimile (che lo stagiatore abbia agito per conto di Parolisi)
se anche fosse lui l’accoltellatore iniziale, si dovrebbe credere che quello che in seguito è successo al corpo fosse stata espressa su richiesta

Alt! L'azione sul corpo sarebbe avvenuta in due o tre tempi?

Ho sempre creduto che l'accoltellamento e tutte le ferite alla schiena e sul davanti facessero parte di un unico e solo atto.

ci sono elementi che suddividano le coltellate (non mortali) alla schiena dalle coltellate (non mortali) sul davanti?

Melania è morta per dissanguamento: in presenza di terzi SP accoltella la moglie alla schiena, ed il complice passa di mano accoltellandola frontalmente?

Non risultano telefonate di Parolisi ad alcuno che prontamente accorra per finire la moglie ferita.

Se il complice fosse stato presente e d'accordo i due avrebbero avuto lo scopo comune di liberarsi di Melania, ma anche con un coinvolgimento di lei in brutte storie, un marito che cominci ad accoltellare e ad un complice che prenda la palla al balzo e continui a colpire davanti, è credibile?

E' più credibile solo se si tratti di un'amante di lui..

essendo Ludovica fuori gioco, dato che P. non la incontrava da ben tre mesi sarebbe è possibile che avesse trovato una nuova distrazione.

ma chi sarebbe questa misteriosa e nuova signorina X?

Una soldatessa, così come indicherebbero quelle impronte di scarponcino insanguinate?

se lo stagiatore avesse “strettamente agito nell'interesse di Parolisi” significherebbe che già a monte c’erano degli interessi condivisibili da rinunciare a qualunque compenso, però non risultano movimenti bancari né prima né dopo gli eventi.
Si potrebbe insinuare che lo stagiatore avesse ricambiato un precedente favore?


Certo, si potrebbe insinuare, ma non ci sono prove.

c'è invece la prova di un'impronta insanguinata di scarpa femminile che, tenendo fermo il concorso di S.P. all'omicidio, farebbe pensare "Cherchez la femme".

Ovvero una donna che uccide non per denaro, ma per rabbia contro la moglie e senso del possesso.

Ma prove di questa eventuale nuova amante, non ci sono.

Peccato che Ludovica abbia un alibi!

Tra l'altro abbiamo la SG che NON credo faccia parte del depistaggio, ma di qualcosa accaduto PRIMA dell'omicidio, e, oltre all'impronta di scarpa che racconta la presenza di una donna, c'è quel dna maschile confrontato solo con i macedoni.

DNA di Parolisi, zero.

E' dirimente la questione che SE lo stagiatore avesse avuto lo scopo di eliminare le tracce di SP, COME CASPITA AVREBBE FATTO a distinguere tra le tracce di dna di SP RIMOSSE dal corpo e le tracce di dna estraneo RIMASTE?

Come avrebbe potuto cancellare le une ma NON le altre?

O ce le avrebbe messe appositamente?

e come?

tabula ha detto...

NB: ovviamente quel "peccato che Ludovica abbia un alibi" era ironico, non me ne vogliate.

Antonello ha detto...

@Tabula
OT protozoico cavernicolo.
Non ti fidare, non vorrei sembrare un pignolo mascolino ma "la dolcezza" e' femminile solo perche' chi ha appicicato i termini ai significati era fortemente romano e maschilista, figlio di un impero in cui alle donne mancava l'anima, una res, era comunque gente che conquistava con le lance, vasi comunicanti a tre gambe.
In realta' la dolcezza e' un componente universale emotiva, anche "il fiume scorre dolce", sono piccole rivoluzioni lessicali, gioielli che luccicano ancora nella notte dei tempi, refusi di popoli onomatopeici che sono stati cancellati dall'esistenza perche' avevano firmato la loro condanna non accettando idiomi spadari esterni.
Lo so, sono tignoso ma io vengo da uno di quei popoli, non ti arrabbiare dunque, condividiamo comuni nemici visto atteso che spesso su molto ci accapigliamo, verbalmente si intende.
Ma mi devi sempre ripresentare le trappole millenarie??? Che ti ho fatto io???

ENRICO ha detto...

a) M. non è morta avvelenata o uccisa da un colpo d'arma da fuoco sparato da lontano : M. è' stata stordita da un forte colpo alla nuca e ripetutamente accoltellata .

b) Chiunque lo abbia fatto doveva avere addosso il sangue della vittima

c) Parolisi alle 15,20/26 - in qualunque posto si fosse trovato in precedenza - si è presentato al bar Segà lindo e pinto. Così come lindi e pinti erano i suoi vestiti, la sua auto,i suoi oggetti personali, ecc..eccc..)

d) il luogo del ritrovamento del corpo NON coincide con quello dell'aggressione ed è stato scelto per motivi logistici "favorevoli" al suo ritrovamento" nei tempi e nei modi utili all'assassino/i

e) la scena del crimine è stata grossolanamente artefatta per impedire agli inquirenti di risalire al VERO colpevole/i e deviare così la loro attenzione verso l'ipotesi di un'aggressione a scopo di rapina ( anello, catenina, orologio, soldi) con relativo tentativo di violenza sessuale. Il tutto ad opera di un balordo

f) il depistatore/i faceva parte della cricca ( o era lui stesso l'autore del delitto) e NON ha agito in nome e per conto di Parolisi,perchè in questo caso saremmo di fronte ad un crimine PREMEDITATO, preparato accuratamente a tavolino da mente raffinata ( e qui mi pare ci siano solo mente-catti di cui qualcuno in possesso di conoscenze informatiche e tecnologiche avanzate ) e quindi non sarebbe stato lasciato "a meta" incompiuto : M infatti è spirata per dissanguamento dopo mezz'ora di agonia a causa di ferite inferte da mano insicura.

Questo è ciò che penso relativamente alla dinamica omicidiaria,

Riguardo il movente escludo sia legato all'"IMBUTO" ( termine tanto caro ai girnalisti !) in cui sarebbe finito Parolisi o - peggio mi sento! - al suo timore che la moglie rivelasse le frequentazioni con i c.d. "viados", scoperte dallo "zio informatico" ma mai confermate ( anzi smentite) dai controlli effettuati dagli esperti sui vari computer.

Se qualcuno ha qualcosa da obiettare lo faccia adesso o taccia per sempre ! ahhhhh ! :-)))))

A più tardi ( comincia di nuovo a far caldo, qui a Roma )

tabula ha detto...

@Antonnello!
Nei questiti millenari ti ci infili da solo, non mi concedi mai alcuna licenza poetica e cerchi sempre il pelo nell'uovo, se il termine femminilità non circoscrive pienamente la dolcezza facciamo che forse il caldo ha determinato uno sbrocco completamente avulso da motivazioni di genere sessuale, va meglio così?
eccheccavolo! Concedimi qualche ormone!

@Enrico!

Hai fatto una considerazione fondamentale!

SE l'omicidio fosse stato premeditato predisposto "a tavolino" sarebbe stato portato a termine, finendo la vittima.

Invece M. è stata ripetutamente accoltellata e FERITA, lasciata agonizzante e non UCCISA.

Anche se le ferite ne hanno successivamente causato la morte, questa è conseguente al fatto che la donna non sia stata soccorsa, sempre se fosse stato possibile salvarla.

Mimosa ha detto...

Tabula
la frase che hai evidenziato:
non credo verosimile (che lo stagiatore abbia agito per conto di Parolisi)
se anche fosse lui l’accoltellatore iniziale, si dovrebbe credere che quello che in seguito è successo al corpo fosse stata espressa su richiesta
è puro esercizio di oratoria, esprime un’ipotesi al limite del paradosso semplicemente per disegnare un eventuale maligno pensiero di qualcuno e distruggerlo.
Infatti ENRICO ha sottolineato che
«causa della morte - emorragia acuta intervenuta alcune decine di minuti dopo i primi colpi»
ossia Tagliabracci certifica che la morte è avvenuta alcune decine di minuti dopo l’inizio della azione assalitoria!
Ossia una ventina di minuti, circa, non dopo l’ultima pugnalata, ma dopo la prima. È ben vero che lui ritiene che il primo colpo sia stato il fendente alla gola mentre io ritengo questo l’atto finale.
E perché non vedere che le pugnalate sono state inferte in 3 tempi? Prima alla schiena, superficiali, e si può ragionevolmente supporre che la donna non stesse ferma a prendersele tutte e 9, quindi l’assalto è iniziato in un certo luogo, poi è caduta, è stata girata e quindi colpita davanti con altre 13 coltellate inferte con maggior forza, tra queste sono numerati anche i 2 fendenti alla gola … forse anche dati (secondo me) in un terzo momento.
Se la morte per emorragia acuta è intervenuta entro una ventina di minuti, i tre tempi dell’assalto ci possono stare, distanziati qualche manciata di minuti l’uno dall’altro.

Benché l’autopsia (un po’ troppo rapida) abbia sentenziato che la mano era una sola, nei miei tre tempi le mani potevano anche essere tre diverse: la prima sicuramente femminile.

Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa, ottima relatrice!!!!
In merito a come funzionano le cose, un eventuale scambio di idee tra il Gip ed il Gup, sarebbe deludente, in quanto le garanzie che a tal proposito il nostro ordinamento prevede, sarebbero eluse. Benché la Costituzione all’art 111 reciti “ ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale” e benché, vi sia il fondamentale principio della separazione dei poteri, è tutta questione di fortuna imbattersi in un giudice indipendente, soprattutto politicamente. Ma lasciamo perdere perché il tutto è desolante.
Arriviamo alla Tommolini, la quale sino ad ora ha dimostrato di essere scevra da pregiudizi ed in questo caso ne sono stati intessuti a decine. Dove regna il pregiudizio regnano limiti, in quanto anche di fronte a fatti nuovi, il fatto errato rimane comunque irreversibile.
Il giudice ha fatto bene a nominare un entomologo, in quanto, almeno in teoria, più elementi si hanno e meno margine di errore c’è. Vi immaginate se non avesse accettato tale richiesta? L’avrebbero distrutta mediaticamente, come hanno tentato di fare quando ha respinto le precedenti richieste della parte civile; ciò l’avrebbe minata serenamente nel suo percorso verso la sentenza.
L’apertura di un fascicolo a carico di uno dei tre macedoni, mina la ricostruzione dell’accusa che dimostra semmai ce ne fosse stato bisogno di avere le idee confuse. In che modo i macedoni avrebbero partecipato all’azione? Come complici del marito? Complici, sotto quale punto di vista, dato che a detta della Procura, il depistaggio sarebbe opera del marito della vittima? Oppure con un fascicolo avevano pronta una ricostruzione e con l’altro un’altra? Pessimo, è come farsi scacco matto da soli.
Per quanto riguarda la foto che ritrae l’auto a Colle San Marco, la difesa ha cercato tramite il suo consulente di ingrandire l’immagine , ma sembra che non si possa più di tanto. Forse per togliersi qualche dubbio, si potrebbe ricreare la situazione, parcheggiando la Renault nello stesso posto, alla stessa ora e con le stesse condizioni climatiche del 18 Aprile.
Subordinare da parte della difesa la richiesta di giudizio abbreviato anche ad un’integrazione probatoria in merito alla foto ed alla procedura di localizzazione del telefonino, seppur contributi importanti, tali indagini sarebbero andate contro l’esigenza di celerità di tale rito, rischiando di vedersi respinta in toto la richiesta. Così i difensori, insieme ai loro consulenti avranno dovuto scegliere, tra le diverse integrazioni, quella a loro modo di vedere, vincente. Anche se non conosciamo correttamente i quesiti posti dal giudice, sicuramente gli accertamenti che ha richiesto ai periti rispecchino le richieste della difesa.
L’aver accolto la testimonianze del ragazzo e di Macciò, seppur non fondamentali, segnano punti a favore della difesa, ognuna in maniera diversa. In merito al ragazzo, perché anche se non ricorda il momento in cui ha visto qualcuno spingere un bimbo alle altalene, conferma comunque che qualcuno c’era e con ciò, smentisce tutti gli altri che affermano invece di non aver mai visto nessuno alle altalene. Per quanto riguarda Macciò, il fatto che sia stata rilevata l’omissione di ben 8 minuti di registrazione fondamentale, ha fatto fare alla Procura una magra figura...
continua

Stella

Anonimo ha detto...

...continua
Gli orologi già dovevano essere stati analizzati, non doveva disporre ciò il giudice. Se è vero che se si trovasse una sola goccia del sangue di Melania, ciò non proverebbe nulla, è anche vero che se quel sangue non si trovasse, soprattutto tra gli interstizi, Salvatore segnerebbe un altro punto a suo favore. Impossibile che durante l’azione omicidiaria del sangue non sia rimasto impresso nell’orologio. Salvatore mentre viene ripreso dalla telecamera intento nella ricerca della moglie, indossa l’orologio? Dopo l’omicidio avrebbe dovuto perdere tempo, molto, per ripulirlo quel tanto da non permettergli di sporcare gli abiti che indossava e che sono risultati immuni da sangue.
Arriviamo alla SG. Tagliabracci, sa che se avesse scritto liquido seminale, gli sarebbe stata chiesta comunque contezza da parte della difesa ed avrebbe fatto una figura peggiore di quella che ha fatto. Le ombre sarebbero state più evidenti di quello che sono oggi.
Per quanto riguarda i diversi Dna ritrovati sul corpo, conosciuti o meno che siano, se le perizie apriranno spiragli a favore di Salvatore, assumeranno un colore diverso e sarà chiesto approfondimenti in merito ad essi.
PS: Mimosa, grazie per la valida commentatrice ;)

Stella

tabula ha detto...

Mimosa
esposta in questa maniera è plausibile.

L'assassino/a potrebbe aver colpito la vittima e probabilmente dopo un pò, dato che sono passate alcune decine di minuti dall'inizio dell'aggressione prima che M. morisse, la stessa potrebbe avere emesso un gemito oppure potrebbe essersi girata da sola, al che l'assassina/o potrebbe averle assestato ulteriori coltellate frontali.

In fondo non è così fondamentale sapere se andò in una maniera o nell'altra.
Certo, il fatto che l'accoltellatore abbia potuto lasciar passare decine di minuti prima di finire la vittima escluderebbe SP che aveva il tempo contato.

Però l'analisi sul corpo e sulle ferite è stata compiuta da Tagliabracci, che include il tutto, compresa la botta in testa, in un unico momento.

Mi chiedo se sia possibile, ora come ora, dimostrare che il ferimento di M. sia avvenuto in due tempi.

Ma forse tu hai meglio presente la perizia medica ed hai elementi per pensarla in questo modo.

forse hai nozione del fatto che la seconda seria di ferite sia passata sopra le strie di sangue già essiccato della prima fase omicida.

Il sangue mette davvero poco a coagularsi,se non ristagna in quantità ma scorre in strie scivolando sulla pelle.

Ricordo infatti qualche considerazione del genere ma credo fosse da ritenersi relativamente alle incisioni dello staging.

però non sono sicura.

PINO ha detto...

ENRICO

DACCORDISSIMO in tutte le fasi della tua ricostruzione. Solo qualche dubbio SUL LUOGO dove è stata uccisa MR.
A mio avviso, (potrei sbagliare) il disordinato depistaggio, sfociato nell'inutile sfregio del cadavere, e stato frutto di ripensamento, da parte degli/dell'autore dell'omicidio, al solo e semplice scopo di imbrogliare le carte.
Solo il "trattamento" del cellulare è stata un'operazione calcolata e necessaria, effettuata con molto criterio.

Mimosa ha detto...

@ Tabula,
poi tu giustamente poni l’attenzione sulla eventualità che – sempre ipotizzando per paradosso che Superman Speedy Gonzales l’Uomo Invisible SP sia l’accoltellatore – lo stagiatore sia intervenuto su obiettivi mirati, dici infatti:
SE lo stagiatore avesse avuto lo scopo di eliminare le tracce di SP, COME CASPITA AVREBBE FATTO a distinguere tra le tracce di dna di SP RIMOSSE dal corpo e le tracce di dna estraneo RIMASTE?
Forse ipotizzando la sua presenza sulla scena fin dall’inizio?
Ma ora domando io: COME CASPITA AVREBBE FATTO la Sg a entrare là dove è stata trovata e a tanta distanza di tempo dal rientro di SP al Bar Segà???


@ Stella
validissima "commentatrice" ti sei dimostrata anche con questo tuo intervento, puntualmente riassuntivo dell'articolo!!! ... utilissimo lavoro per gli "invisibili" che si limitano a leggere solo i commenti. Grazie!

Mimosa

Antonello ha detto...

@Tabula
Lud. ha si un alibi ma per l'ora ed il giorno "procurato" per la supposta aggressione.
Con il massimo rispetto anche per lei ma se gli orari sono diversi tutti gli alibi sarebbero da riaggiornare e riverificare.
La mia impressione e' che M. era un ostacolo a chi l'ha aggredita, il senso del possesso ci sta, fa parte di un onore difeso e di uno stato emotivo che puo' sfociare in casi estremizzati in perdita di controllo, non dimentichiamo che M. non sembra avesse altre armi in canna che costringere eventuali rivali all'errore palese.
Intendo che se M. non fosse deceduta, ma solo aggredita e ferita gravemente, il caso sarebbe stato conclamato anche nell'esercito, ove di una soldatessa si fosse trattato, tutto sarebbe stato reso pubblico sicuramente a livello locale, lo scandalo a livello militare sarebbe stato insabbiato con inneggianti condanne sui media, in quel caso la responsabile con M. viva anche se malconcia non avrebbe nell'ipotesi avuto scampo, e non si sarebbe trattato di semplice aggressione sia chiaro ma si sarebbe parlato di tentato omicidio con le condanne che ne conseguono vicine di molto all'omicidio.
Ma anche per quanto sopra non si capisce perche' lasciare agonizzante M, la condanna era praticamente uguale ma lasciandola agonizzante il rischio che potesse salvarsi sarebbe stato enorme, M. sopravvissuta avrebbe potuto parlare ed indicare il/i/la responsabile.
E' chiaro quindi che o chi ha aggredito e' rimasto in loco ad aspettare, dopo l'aggressione, la morte di M. per una forma di sadismo o di estremo ricatto comunque in un luogo diverso da Ripe o non si spiega che anche dopo quel corpo li non sarebbe stato visto da nessuno di coloro che li hanno girato per due giorni, molto improbabile.
Risottolineo due particolari mancanti, se il senso del possesso e' stata una linea portante, insieme all'eliminazione dell'ostacolo verso quello stesso possesso e' chiaro che tutte le armi sarebbero state utilizzate alla bisogna sadica, allora la catenina "potrebbe" essere stata utilizzata come incisore atteso che aveva incastonata una medaglietta a forma di meta' cuore con un chiaro puntale in fondo.
Inciderla con lo stesso emblema di cio' che rappresentava l'ostacolo da eliminare costituirebbe anche un motivo della sua scomparsa, nel caso infatti vi sarebbe state depositate copiose impronte digitali del responsabile.
Ma la differenza di arma, fra aggredente e stagiante, ha un significato ben preciso, o non parliamo della medesima persona quando parliamo di chi ha aggredito e di chi ha stagiato o il coltello originario omicidiario non era piu' disponibile al momento dello staging perche' gia' portato lontano, perche' reso irreperibile o perche' fatto sparire.
Resta comunque un mistero sulla collanina:
1) L'ha levata M. volontariamente.
2) L'ha levata chi ha aggredito o chi ha stagiato.
3) Si e' rotta nell'aggressione supposta ed e' stata raccolta o e' ancora da qualche parte, forse a San Giacomo???
Puo' essere stata levata per:
1) Valore intrinseco ma allora perche' invece lasciare gli anelli ad esempio. Improbabile.
2) Per depistare, ma sarebbe stato troppo chiaro il segnale che avrebbe portato vicino alla pista passionale.
2) Per qualche motivo legato alla conservazione eventuale del corpo in altro luogo.
3) Per un valore affettivo da sottrarre idealmente e fisicamente.
4) Per usarla come arma punteruolo per incidere.

Mimosa ha detto...

@ Tabula
ti ricordo che Melania era vestita, maglietta e giubbottino, mentre veniva colpita alla schiena, e anche quando è stata colpita davanti aveva la maglietta abbassata fino al pube (giubbotto aperto).
La siringa ha oltrepassato la maglietta, la quale è stata tirata su al momento delle incisioni.

Antonello ha detto...

C'e' un altro fantasioso particolare, se la medaglietta e' stata utilizzata per stagiare puo' essere stata gia' pulita, fusa e rindossata magari come anello al dito da mostrare in pubblico pacificamente senza alcun rischio.
In questo fantasioso e strano caso il sadismo assumerebbe proporzioni sovrumane, ma impunite, nessuno potrebbe provare e nessuno puo' provare una tale perfidia ipotetica, che e' poca cosa rispetto ad un tentato sgozzamento.
Una tale cattiveria, non puo' essere maschile, con rispetto ma credo sia un'opera di sincerita' attribuirla ad ipotetica mano mentis femminile, sperando che Tabula mi perdoni e sia clemente con me.
Scherzo un po' Tabula, spero tu non te ne abbia, daltronde nonostante l'acidita' sei una delle utenti che stimo di piu' e senza il fine di addolcirti.

Mimosa ha detto...

@ Antonello
tra le pugnalate dell’assalto e le incisioni post mortem è sicuramente trascorso del tempo, pertanto l’assalitore/ice col proprio coltello poteva già essere volato/a via a costruirsi un alibi o a vomitare da qualche parte.

La collanina era costituita da un laccetto di similpelle, mi pare, e non so se uno dei fendenti alla gola possa averlo tranciato, ad ogni modo non pare che l’autopsia abbia riscontrato un ostacolo alla direzione dei due fendenti alla “regione cervicale anteriore” (per la verità ora leggo che c’è un’altra ferita "al volto – ramo mandibolare sinistro") e nemmeno a tergo, giacché si parla di 3 pugnalate in regione cervicale.

Come te, posso pensare anch’io che è stata tolta nel lasso di tempo in cui M è stata in compagnia dei suoi carnefici. Non faccio illazioni sulle ragioni, perché mi porterebbero a dire cose che domani potrei non pensare più.

Ora vado a fare qualcosa di diverso e di più casalingo, ahimé.
Vi leggerò nel pomeriggio.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Mimosa
QG aveva fatto un macroingrandimento della catenina al collo di S. per riuscire ad inquadrare la medaglietta "gemella" a quella di M., il frontale della medaglietta di cui e' diffusa in rete quella macrofoto rimane sulla parte destra guardando un cuore, viceversa quindi, quella "gemella" di M. doveva avere la parte frontale con la dicitura a sinistra guardando un cuore.
La medaglietta di S., dalla foto diffusa, e' accompagnata da un cornino sembra tutto in oro bianco od argento, il tutto agganciato ad un inizio (la foto non visualizza l'intera catenina) di una catenina di egual metallo, strano quindi che quella di M. fosse in similpelle ed a quanto ne so io invece credo che fosse anch'essa in oro bianco od argento.
Mai letto da nessuna parte di similpelle ma posso sbagliarmi.

ENRICO ha detto...

@ PINO

Per quanto riguarda il LUOGO dove - secondo la Procura - avrebbe dovuto essersi verificata sia 'aggressione che la morte ( il Chiosco delle casermette) io l 'ho escluso perchè :

a) se M. fosse stata uccisa lì alle 14.40 come ipotizza l'Accusa, il suo corpo sarebbe stato visto già il 18 stesso durante le ricerche e grazie alla localizzazione del cellulare

b) se l'evento delittuoso fosse avvenuto in quello stesso luogo sempre il 18 ma dopo le 22,30 i casi sono 2

- o le forze dell'ordine NON sono ritornate sul luogo in quanto era già stato ispezionato in precedenza durante il pomeriggio e la serata del 18 senza nessun esito ( e quindi Parolisi ne verrebbe scagionato)

- o le forze dell'ordine non avevano ancora perlustrato il Bosco delle Casermette ( il che mi sembrerebbe perlomeno strano) in attesa di farlo sicuramente il 19 e quindi avrebbero LORO dovuto rinvenire il cadavere NON il "casuale" mattiniero passante che ci è inciampato sopra .


Intendo dire : NON è POSSIBILE che le forze dell'ordine per 2 lunghi giorni consecutivi non siano MAI andati al Chiosco delle Casermette o non abbiano MAI visto il corpo.

Quindi : o ci sono andati ed il corpo non c'era o non ci sono andati e questo è inverosimile

Anonimo ha detto...

complimenti, accurato e preciso, nonchè imparziale, come avrebbero dovuto essere i giornali e televisione e che invece si sono dimostrati non all'altezza di tale aspettativa.

tabula ha detto...

@Antonello
io e te è meglio che non ci scontriamo sulle definizioni di genere sessuale maschile e femminile, non se ne viene a capo, ne avrei da dire, ma non è questo il luogo.

@Enrico
invece è verosimilissimo che a Ripe non ci siano andati, sai perchè?

Perchè la localizzazione del cellulare indicava tutt'altro luogo.

Difatti è a San Giacomo che si sono diretti i carabinieri, per quanto in una ispezione abbastanza sommaria, dato che sembra che fosse difficile inoltrarsi in quella zona.

Adesso dicono che il cellulare ha sempre indicato Ripe, ma è una dichiarazione non corrispondente affatto a quanto la localizzazione delle celle telefoniche indicava.

col senno di poi si è voluta giustificare la presenza del cellulare a Ripe insieme a Melania per tutto il tempo della sparizione della stessa, di fatto rendendo inspiegabile come e perchè quel telefono abbia potuto spegnersi alle ore 19.10 del 18 aprile e riaccendersi DA SOLO il mattino del 20.

Mattino in cui, non dimentichiamolo, per coincidenza un tale sedicente cercatore di funghi si imbattè nel cadavere durante una passeggiata.

E allora va esplicitato chiaramente il fatto che di nessuno vi è la prova che sia stato a Ripe la mattina del 20 per riaccendere il cellulare, però sappiamo, ed è una cosa di pubblico dominio, che almeno una persona passò da Ripe più o meno nell'orario di riaccensione dello stesso: ed è proprio "il cercatore di funghi dei miei stivali".

Di fatto invece si è voluto attribuire lo spostamento del cellulare ad opera di qualche animale selvatico, non riscontrandone però alcuna traccia biologica.

Anzi, quel cellulare era stato perfettamente sterilizzato, lasciando solo microscopiche tracce di dna della bambina solo tra i tasti.

E mi chiedo se, dopo le presunte ore all'aperto, un cellulare possa non presentare traccia biologica di nessun animale o il deposito di fogliame e polvere.

Mi chiedo anche se un cellulare che si spegne da sè nell'incapacità di riuscire ad agganciare alcuna cella telefonica, possa riaccendersi in automatico nel momento in cui viene spostato in una zona coperta da un aggancio.

Il mio telefono, ad esempio, l'ho visto durante un recente viaggio in traghetto sul mediterraneo, quando non trova celle telefoniche va in stand bye, non riceve e non può chiamare, mantenendo però intatte le funzioni: NON si spegne di sicuro.

Anche perchè se si spegnesse non mi risulta esista alcuna tecnologia in grado di consentire all'apparecchio di riaccendersi da sè, però magari il mio telefonino è obsoleto.

Tra l'altro, vuoi per il consumo della batteria nella ricerca continua di un aggancio durata due giorni, vuoi per l'esposizione all'aria aperta, alla brina mattutina alla polvere e alle intemperie, mi sembra fosse stato assolutamente affermato che quel modello si sarebbe scaricato.

Dopodichè, tutte queste considerazioni tecniche sono state eluse dalle indagini dichiarando che:

1- il telefonino è sempre stato lì
2-è stato spostato da un animale
3-si è riacceso "da solo" nel momento in cui riuscì a trovare l'aggancio ad una cella.

"così volli che fosse" (Nietzesche)

Antonello ha detto...

@Tabula
esagerata, lo sapevo, e' finito l'incantesimo, dai non mi sembra che vi sia bisogno ne motivo di scontrarsi, io mischio idee tutte mie a battute scherzose, in ambedue i casi non mi metto di certo i guantoni e ne cambio idea senza basi solide.
Non vorrei che il posto giusto per discuterne "confrontandosi" sia un ring e non insistere, io da casa mia non mi muovo. uahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuahuah
Va beh, dai ultimo OT, giuro.

ENRICO ha detto...

@ TABULA

ma se il cellulare era stato localizzato, come dicono, a ca 3,5 km dal luogo del delitto ( cioè dal Chiosco da quanto mi pare di aver capito ) com'è credibile che i CC non abbiano gironzolato nei dintorni ? 3,5 km non sono distanze astronomiche. Com'è credibile che NESSUNO abbia notato un corpo in bellavista vicino alla provinciale in un luogo aperto senza cespugli, arbusti, alberi o altro che potesse nasconderlo alla vista di chiunque passasse da quelle parti casualmente , militari compresi che tra l'altro bazzicavano proprio lì a pochi metri di distanza ?

inoltre il fantomatico possessore della panda gialla da quanto lui stesso avrebbe affermato, aveva posteggiato lungo la strada vicino al chiosco ed era ritornato verso la sua vettura attorno alle 16,30 del 18.

Lui pure non ha visto niente ?

Tutti ciechi, sordi e muti ?
Come le tre scimmiette ?

Bah.. sarà ma a me il fatto che non abbiano ritrovato Melania SUBITO dopo aver iniziato le ricerche ( o al massimo la mattina seguente) nonostante ce l'avessero sotto il naso e nonostante avessero un cellulare funzionante con il quale localizzarla, non mi ha mai convinto.

tabula ha detto...

@Antonello
non innamorarti di me! sono una carogna arredata e corredata da sdoppiamenti di personalità!

@Enrico
Neanche a me ha mai convinto.
difatti Melania è stata cercata altrove, a san giacomo e non di sicuro a Ripe, perchè così diceva la geolocalizzazione del cellulare.

Se quel cellulare davvero avesse indicato Ripe, ti sembra che i carabinieri siano dei cretini che non vanno a cercarla lì?

L'hanno cercata altrove perchè quel cellulare indicava altrove, punto e basta.

ENRICO ha detto...

@ Tabula

il cellulare ha indicato UN PUNTO a 3,5 km da Ripe non a 30 o a 300 km da Ripe !

I CC che fanno ? si piantano nel punto esatto della localizzazione e non allargano la ricerca alla zona circostante nel raggio di soli TRE chilometri ?

Beh, d'accordo che non sono tutti delle aquile ma insomma mi sembra ENORME una superficialità del genere.

Tra l’altro la prima valutazione sull’ora della morte stabilita da Tagl. attorno alle 19h,00 del 18 apr. ( quella che poi è stata ripetuta perché “non utile alle indagini” tanto per capirci !) chi ci dice che non sia stata suggerita non solo dalle osservazioni medico –legali ma anche dal fatto che l’anatomopatologo sapesse che i CC avevano già perlustrato la zona attorno al Chiosco PRIMA delle 19h.00 e non avevano visto nessun l cadavere.?

Insomma, sarà una mia fissazione ma io non credo che il fattaccio sia avvenuto nel luogo in cui è stato poi trovato il corpo.. O perlomeno se è avvenuto lì all’aperto non è stato certamente il 18.apr..

Sabry ha detto...

Enrico,concordo pienamente con quello che hai scritto...anche secondo me Melania non è stata uccisa a Ripe ma ci è arrivata solamente da morta..lì hanno fatto il depistaggio..

PINO ha detto...

ENRICO
Non dimenticare che Yara Gambirasio è stata rinvenuta su un pianale stepposo dove molte volte sono passate e ripassate squadre formate da molti uomini, ed in giorni diversi, senza VEDERLA. Eppure il corpo era lì.
E, come il telefonista per MR (?), è stato trovato solo per caso, dall'amatore di modellini aerei.
Ad ogni modo, anche se ritengo Ripe come luogo dell'avvenuta agressione, la stessa non può essere stata realizzata che nelle prime ore della notte, forse dopo le 22.
Per il resto, inutile girare continuamente attorno per poi ritrovarsi al punto di prima.
Sul caso, penso che abbiamo detto tutto e di più.
Delle nostre ipotesi, verifiche, aggiustamenti, proposte e riproposte, se ne potrebbe trarre un tomo.
Non potevamo fare di più, considerata la nostra posizione di semplici commentatori di un accadimento.
Non ci resta che attendere i risultati almeno delle prime udienze del processo, per vedere la piega che prenderanno gli avvicendamenti giudiziari.
In attesa, ognuno è libero di rispolverare pagine già archiviate, piene delle nostre ricerche.
Io me ne asterrò
Ciao a tutti, PINO

Antonello ha detto...

Mi unisco a Enrico e Sabry, l'unico dubbio che ho e' quel fuoristrada che passa dal bivio con due figure abbassate e questo benedetto chiosco che per essere perquisito sembra vi sia stato il bisogno di forzare e smontare la porta anziche' attendere opportune chiavi.
Chi aveva le chiavi del chiosco a Ripe??? E' attiva al chiosco una fornitura di energia elettrica??? Se no, cosa sarebbe la canaletta che spunta all'esterno sopra la finestra accanto alla porta di accesso??? Lo sfogo diun condizionatore deumidificatore??? La predisposizione di una lampada esterna??? Vi erano tracce di frighi o congelatori termoregolati all'interno del chiosco??? E' veramente insignificante la risposta che l'anonimo da all'operatore che gli chiede "ma..dentro al chiosco???" e che tanto fa pensare "no..ehm io stavo facendo una camminata??? E' logico sospettare ed ipotizzare che piu' di un istruttore poteva durante le continuative detenere confortevoli chiavi dello stesso chiosco??? Perche' le coltellate al legno esterno??? Per sviare ipotetici coinvolgimenti??? Perche' il gestore e' l'unico di questa storia che rifiuta di esibire il proprio volto costringendo CLV a registrarne le dichiarazioni di nascosto, manco si trattasse di Buscetta??? Perche' lo stesso gestore e' l'unico di questa storia a non negare la storica conoscenza di S.??? Persino Pac. ne piglia le distanze, e quando puo' incastona il "non frate", le amiche di lei, tutti rifiutano di avvicinare la propria persona ad S. meno il gestore del chiosco in strano semiscuro seminascosto??? Con il massimo rispetto ma perche' confermare un'amicizia non richiesto da nessuno??? Poteva non entrare nell'argomento anche se fosse stato tristemente all'oscuro, invece si mette al semioscuro e certifica. Forse perche' come Pac. non poteva altrimenti oramai??? Fateci caso, quei pochi confermano e vanno oltre prendendo tutti le distanze tranne coloro che altrimenti non potevano fare.
Chiaramente sono innocenti sospetti che sicuramente avranno logiche spiegazioni di sorta e va preservata ogni prerogativa e rispetto per tutti, ma ai dati i dubbi io non riesco a non farmeli venire.

@Tabula
e' come dire ad un legno di "non" farsi cartavetrare, ahahahahahahah tranquilla, sono nella pace del cuore e nella castita' piu' francescana.

tabula ha detto...

@Pino
c'è da dire che la povera Yara era coperta dalla neve, invece la egualmente povera Melania è stata uccisa in un periodo di bel tempo.

Però tu non te ne andare!!!
non potrei sopportarlo!
Sei una colonna portante, dirimente, impeccabile nei ragionamenti!
devo mettere in piedi un'altra scenetta tristissima per convincerti?

@Enrico

la prima valutazione sull’ora della morte stabilita da Tagl. attorno alle 19h,00 del 18 apr. chi ci dice che non sia stata suggerita non solo dalle osservazioni medico –legali ma anche dal fatto che l’anatomopatologo sapesse che i CC avevano già perlustrato la zona attorno al Chiosco PRIMA delle 19h.00 e non avevano visto nessun l cadavere.?

è un'attenta acuta ed intelligente osservazione.
Mi sembra anche evidente che ci fidiamo poco di queste indagini, vuoi per il contenuto gastrico mirabilmente mutato di aspetto e peso e anche contenuto, un caffeina in un primo momento non riscontrata, vuoi per il cambiamento di date di alcuni testimoni relativamente all'ultima gita al pianoro per screditare Piergiorgio che dal canto suo se ne sbatte e continua a rintracciare e salvare la vita alle persone, vuoi per il voltafaccia di tutti quegli amici veri e finti, vuoi perchè sì è vero Parolisi è un cretino e gli faceva un gran comodo nascondere le proprie vicissitudini sentimentali, ma in fondo non dimentichiamo che di tacerne glielo chiese ESPRESSAMENTE il papà di Melania, salvo poi da parte di P. trovare comoda questa versione e non avere intenzione alcuna di ritrattare.
E le trasmissioni hanno cavalcato l'onda di queste bugie suggerite dalle remore del signor Rea a mettere in piazza i dolori della figlia, giustificatissime e anche lecite se fosse stato un caso di sola scomparsa momentanea, adducendole a sola esclusiva farina del sacco di Salvatore!
Eh no!
Questa storia del mentitore incallito addirittura patologico è stata montata a neve così come sono state amplificate a dismisura le tendenze sessuali di Salvatore!

Mi sa che SP, come esternò mirabilmente tanto tempo fa tale Alessandro, era un cacciatore di tanga come un'altro..

Però, è davvero difficile riuscire a dimostrare la tua tesi, Enrico.
Possiamo coltivare il sospetto,
così come in questi mesi tanti altri nostri sospetti sulla parzialità delle indagini si sono rivelati esatti,
ma NON abbiamo a disposizione le carte relative alle prime spedizioni di ricerca per riuscire a sapere dove e quando Melania fu cercata esattamente, se fu inclusa Ripe nella battuta oppure no.

E nemmeno sappiamo se la difesa le abbia o possa averle a disposizione.

Potrebbero avere fatto la fine di quel video dell'autopsia che era stato NASCOSTO ALLA DIFESA: alla faccia dei nostri sospetti sulla NON correttezza!

@Antonello
se tu davvero fossi un francescano sarebbe una cosa bellissima.

ENRICO ha detto...

@ PINO

hai ragione. Non facciamo altro che rimuginare all'infinito ciò che avevamo già analizzato, vivisezionato e in gran parte definito in tutti questi mesi.

Il fatto è che di fronte allo snervante immobilismo che caratterizza il "caso" ogni tanto si è ripresi dalla voglia "di far qualcosa" fosse anche soltanto ripetere ciò che è stato detto e stradetto.

@ Tabula

che noi non si possa far niente in concreto è fuori dubbio. Purtroppo

PINO ha detto...

TABULA
La tua mente è piena di risorse, e riuscirai sempre ad inventarti qualcosa che tenga vivo il blog, sia pure solo col tuo colorito umorismo.
Non mancheranno, nel frattempo, occasioni per fare quattro chiacchiere, anche se le mie sono state, negli ultimi tempi, ignorate.

ENRICO
Lo sapevo già che avresti convenuto con me circa la situazione di stallo in corso.
Ci sentiremo, qua o là, in caso di VERE novità. Ciao, PINO

anna ha detto...

l'omicidio c'è stato la notte fra il 18 eil 19 aprile quando il ristoratore di san giacomo disse che ci fu un alta intensità di traffico anomalo,a 1200 mt ........

dopo l'omicidio poi melania è stata portata via perchè sapevano che il giorno dopo c'era un'altra esercitazione militare, poi è stata riportata li dopo la fine della seconda esercitazioni fra il 19 e il 20 aprile........

questa è la relata dei fatti, perchè se non fosse così i complici di questo omicidio sono tutti e 28 militari di chieti..........

tabula ha detto...

@Anna
ventotto militari assassini mi sembrano tantini.

@Pino
nella mia mente c'è il vuoto pneumatico: è proprio per questo motivo che c'è spazio per pensare alle analisi di un delitto.

e poi, il mio scopo qui non è mica quello di far ridere la gente.

se capita sì, ma con indolenza.

Ho più motivazione quando qualcosa me le fa girare.

e, il fatto che tu intenda smettere di scrivere, me le fa girare.

Antonello ha detto...

Un link interessante:
come il mondo esoterico numerologico interpreta il caso di M.

http://ildemocratico.com/2012/03/12/omicidio-melania-rea-dai-misteriosi-rituali-in-caserma-allomicidio-premeditato-tutto-il-lato-oscuro-della-vicenda/

Un po' lungo ma articolato, un vademecum sulla pista Ferraro.

@Pino
si, non c'e' bisogno di scriverlo ne di andarsene, e le novita' con un po' di fede possono arrivare pure dalle nostre analisi, segui certamente pero' le tue libere intenzioni, a presto qua e la se decidi.

ENRICO ha detto...

@ Tabula

credo che ANNA voglia dire che se il corpo di M. fosse stato lasciato lì dal 18 notte dopo l'omicidio, i militari impegnati nell'esercitazione anche il giorno dopo avrebbero NECESSARIAMENTE dovuto vederlo ed avrebbero avvisato le forze dell'ordine già il 19 stesso.

Non lo hanno fatto perchè evidentemente il corpo non c'era altrimenti tacendo i militari stessi sarebbero complici

Almeno io ho capito così

Ps : siamo rimasti in tre o quatrro a cantare mapim-mapom

PINO al momento è solo in pausa di riflessione : ti pare che possa aver intenzione di smettere di scrivere ? Come ti viene in mente una simile idea ?

Tiziana ha detto...

ENRICO
ci sono anch'io, appena rientrata da un brevissimo viaggio di 3 giorni.
Aspetto di leggere tutti i vostri commenti (ma quanto scrivete quando mi assento?) e poi eventualmente interverrò anch'io.

MIMOSA
il tuo articolo è S-U-P-E-R-L-A-T-I-V-O!
Scrivi sempre ottimamente ma questa volta hai superato te stessa: chiara ed efficace.
Una sintesi perfetta, senza fronzoli e convincente. Mi auguro che questo tuo lavoro venga molto letto e ben meditato.

Mimosa ha detto...

Ben tornata Tiziana,
ti stavo proprio pensando ...

mentre preparavo la replica alla frase di ENRICO «siamo rimasti in tre o quatrro a cantare mapim-mapom»,
volevo dirgli che se qualcun altro dello zoccolo duro della Squadra non commenta, deve essere sicuramente perché è in ferie come te Tiziana (tornata) o Pamba (credo) e altri

Tiziana ha detto...

Mimosa
ciao, avevo preannunciato che sarei stata via per un paio di giorni, per "rinfrescarmi" le idee.
Come tu sia riuscita, con questo caldo, a realizzare l'ottimo articolo proprio non lo so, sei fantastica!

anna ha detto...

esatto, se i militari non hanno dato l'allarme ammettendo che avessero visto il corpo sarebbero dei complici, possono aver visto qualcosa?possono aver visto un loro superiore implicato?non lo so ma il fatto che gli inquirenti non interroghino tutti è una omissione, ecco perchè affermo con certezza che melania assolutamente ne il 18 ne il 19 era a ripe in bella vista di tutti,melania è stata portata li dopo la fine della seconda esercitazione e il depistaggio secondo me è stato fatto con calma prima di riportare il corpo a ripe,in quei posti sono passati sia la guardia forestale e all'andata e al ritorno hanno visto la macchina gialla parcheggiata,

dico semplicemente che se gli inquirenti sostengono che il corpo di melania era a ripe devono contemporanemanet sostenere che tutti e 28 militari sono complici perchè non hanno segnalato il corpo stesso,

e' ovvio che il mio è un tono ironico......una cosa però è successa hanno intimato il silenzio ai militari e la caserma di chieti è stata chiusa ....,,,,

Mimosa ha detto...

Speriamo nel rientro di qualche altro “disperso”, perché io ho un mucchio di cose ancora da propinarvi per non farvi annoiare in queste afose giornate e nottate di luglio, e forse anche spinose, ma sempre basate sui fatti e su elementi riscontrabili.
Non intendo tuttavia proporre la ricerca di piste e trame oscure e pericolose di cui non verremmo mai a capo, inoltre fin troppe sono state le “ipotesi di ricostruzione” di ciò che è o può essere successo sia mie personali sia quelle che ho esposto raccogliendo le vostre, e anche voi ne avete proposte di vostre personali, diamole per consolidate. Vi parlerò di altro, sempre “restando coi piedi per terra e non volare come farfalle sbandate" tra le suggestioni più fiorite e colorate.
Ci troviamo domani!

Mimosa

tabula ha detto...

@Tiziana
beh tornata anche da me!
tra viaggetti tuoi e viaggetti miei alla fine non ci si è incontrate per un pezzo.

@Enrico
mi sono attenuta alle Parole che Pino ha detto!
se noi facciamo mapim mapon, Pino è uno che segna il ritmo!

Riguardo la storia del 19 aprile, leggendo le tue parole mi sono ricordata di qualcosa che lessi nell'imminenza del fatto. Non ricordo più se lo lessi qua o sugli articoli di giornale, purtroppo non ho la memoria fotografica di Mimosa e tendo a ricordare i peccati ma non i peccatori.
Tuttavia credo che la riflessione fosse di Massimo, ma ovviamente la mia pigrizia mi impedisce di verificarlo seduta stante.
Avevo letto un ragionamento sull'eventualità che il cadavere fosse stato scoperto, ma, a causa della gerarchia tra militari, furono avvisate non le autorità, ma gli ufficiali in grado più alto che a loro volta avrebbero avvertiti altri ufficiali in grado più alto e via così, lasciando che, di fatto, il cadavere non fosse ritrovato subito per evitare coinvolgimenti militari, o chissà, magari anche predisponendo quella telefonata del sedicente cercatore di funghi.
In effetti quel corpo lasciato in una zona di esercitazioni militari era scomodo e fuori luogo, e, come dice Anna, non è detto che molti della caserma di Chieti il 19 aprile già sapessero ma stessero zitti perchè non tocca ad un soldato semplice nè eventualmente ad una recluta prendere certe decisioni.
Ricordate adesso?

tabula ha detto...

@Antonello
qualcuno già postò quel link giorni fa.
ricordo che mi colpì la spiegazione di qualcosa che i sostenitori che il corpo fosse stato ucciso altrove ed il sangue raccolto e poi portato a Ripe dicevano da tempo.
Personalmente questa ipotesi mi è sempre apparsa oltremodo complicata e assurda.
Anche perchè Melania fu uccisa in piedi, come dimostrano le striature verticali di sangue, e non sdraiata.

Però porto qui quel pezzettino dell'articolo, che è lunghissimo ed a tratti un pò barboso, dato che, detta così, l'ipotesi che il sangue sia stato raccolto nell'ottica di un omicidio rituale non è così assurda nè assolutamente complicata.

Tra l'altro negli omicidi rituali la vittima DEVE morire dissanguata, e questo spiegherebbe perchè Melania sia stata solo ripetutamente ferita e NON immediatamente uccisa: per dare il tempo al sangue di scorrere.

Nella numerologia il 18 è legato anche al sangue e al cadavere. Da notare che, come negli omicidi rituali, il corpo di Melania è stato trovato dissanguato… Come si trova scritto in Levitico 17, 11 «La vita della carne è nel sangue»: da ciò deriva il divieto ebraico di mangiare carne con sangue. All’opposto nei rituali cruenti, satanici o non (come quelli atzechi), le vittime vengono dissanguate e il sangue fatto colare sopra e lungo l’altare (sia esso in pietra o rappresentato dal corpo di una donna come nelle messe nere del satanismo di stampo ludico od occulto). In questo senso l’omicidio rituale di Melania sembrerebbe riproporre una ritualità simile al “sacrificio di riparazione” descritto in Levitico (Lv 5, 8; 7,1; 17,11). Ma in questo caso a essere sacrificata – proprio durante il periodo pasquale, ovvero il lunedì successivo alla domenica delle Palme – sarebbe stata Melania intesa come l’incarnazione della Dea Madre (o della sacerdotessa), come indicato cabalisticamente anche dal cognome della vittima: Rea.

In questo brano, al quale è possibile dar peso oppure no, si evidenzia una cosa che mi ha sempre fatto suonare un campanello d'allarme: l'omicidio è avvenuto in imminenza della Pasqua, e più precisamente dopo la Domenica delle Palme.

Ricordo anche, e qui non mi sembra sia stato scritto, che quel giorno c'era la Luna Piena: e avevo letto che gli omicidi rituali avvengono SEMPRE con la luna piena.

In questo delitto sono accadute coincidenze, anche se nell'articolo alcune un pò forzate, come nei dati numerologici: poichè sono sicura che su ognuno di noi tra nome cognome e date di nascita o chissàcchè potrebbe ricadere in una coincidenza o nell'altro.

Comunque qualche considerazione interessante e da non trascurare.

ENRICO ha detto...

@ TABULA

adesso che lo hai detto, ricordo benissimo il particolare relativo ai militari che nell'eventualità non avrebbero potuto denunciare "il fatto" se non dopo una trafila gerarchica. Sembra proprio anche a me che fosse all'interno di un articolo di Massimo.

Non ricordo però se fosse una sua considerazione o se fosse riferibile a qualche notizia giornalistica.

Mimosa sicuramente LO SA ! :-))

Mimosa ha detto...

Dai Massimo, ti prego rispondi tu se non sei in spiaggia ...

Io stamane ho già fatto una lunga infruttuosa ricerca su tutti gli articoli del blog in merito alla collanina d'amore, se vuoi recuperare anche quella notizia ... (nel web ho trovato che era d'oro e che M aveva addosso anche un bracciale d'argento ...)

(OT - a proposito qui da noi si susseguono temporali uno dietro all'altro .... che bello!!)

Mimosa

Antonello ha detto...

@Tabula
Agli effetti di legge chi per caso o per dovere del proprio ufficio, per scelta ed indipendentemente da ogni gerarchia e grado entra nel campo del penale ha l'obbligo di riferire, che sia soldato semplice o generale di corpo d'armata doveva avvisare, la responsabilita' penale e' esclusivamente personale ove vi e'.
Si ero io che avevo postato quel link con la decifrita esoterica, per la verita' vi sarebbero altre coincidenze, il 18 e' la ricorrenza della Carmelitana, il venti l'anniversario di Hitler, la provinciale e'contrassegnata con la ricorrente 35, e curiosamente sul logo ufficiale del 235esimo Rav, in basso ed ai lati, vi sono due iniziali, la "C" e la "R", tutti casi certamente ed ognuno puo' liberamente farsi una propria idea
Curioso articolo, l'ho ripostato perche' ho chiesto un parere ad un sito collegato su un particolare molto piu' pratico e sto aspettando la loro risposta, ammesso me la inviino.
Insomma un incrocio esoterico di siti, i miei soliti casini, sono in attesa pero', vediamo che dicono.

Antonello ha detto...

@Mimosa
Interessante, perche' l'orologio di M. era incastonato in un bracciale d'argento come risulta in particolare da una foto di lei in primo piano seduta in un locale con le braccia scoperte su cui e' appoggiata la testa.

Sabry ha detto...

Ho dato una sbirciatina(di solito non ci vado mai)alla pagina facebook della Roberta Bruzzone e ho visto che link sul caso Rea non ne mette più...ho pensato che forse l'esclusione dal processo sarà stato un elemento che le ha messo un pò i bastoni tra le ruote...ma non ho capito dopo che la Tommolini l'ha esclusa lei fa parte sempre del perito di parte?e la sua opinione non conta più?

Grazie

Mimosa ha detto...

@ Sabry
secondo te per chi contava o ha contato l'opinione della Brzz?

In parole semplici, il Giudice l'ha esclusa solo perché l'inchiesta era già conclusa e gli Atti completi erano già sulla sua scrivania. La Tomm ha solo rispettato la procedura.

Ciao

Sabry ha detto...

Bhè molte persone danno per scontato il suo giudizio...

tabula ha detto...

ho dato una breve scorsa ai vecchi articoli di Massimo, ma non li ho riletti proprio tutti, solo qualcuno.
a tal proposito, Antonello, se già non frequentavi il blog ma ti sei messo sulla pista esoterica ti consiglierei di rileggere il post scritto alla fine del luglio 2011, credo che la data sia 27.

Io invece mi sono soffermata su uno dei più vecchi, addirittura ad una settimana dalla scomparsa della donna, il 25 aprile.
Massimo parlava delle prime indagini riportando anche alcune notizie discusse in una trasmissione televisiva, e leggete cosa trascrisse:
Di buono c'è che nel tentativo di salvarsi la vita Melania si è difesa disperatamente, quindi si presume che sotto le sue unghie possa trovarsi il dna dell'assassino. Questo è stato appurato sabato quando, sul luogo del ritrovamento, un cane molecolare ha rinvenuto un'enormità di tracce, tracce che hanno permesso di stabilire la dinamica dell'aggressione, ed un orecchino che non si trovava.

Dunque, ad una settimana dall'omicidio, agli inquirenti risultava che Melania si fosse "difesa disperatamente".

Ma, da quando è sotto accusa il marito di lei, la descrizione dell'omicidio è stata come se fosse stata compiuta contro una specie di bambola inerte.

trucco intatto, e tutte quelle baggianate che ci hanno propinato su un luogo del ritrovamento praticamente immacolato pulito e spazzolato.

quando invece in prima battuta gli investigatori parlarono di un cane molecolare che rinvenne UN'ENORMITA' DI TRACCE.

A volte serve, andare a rileggersi le cose.

Meditate, gente. Anche molti di noi me compresa, a causa della cattiva memoria, ci siam lasciati infinocchiare per bene dalle nuove versioni dei fatti che all'accusa faceva più comodo portare avanti.

"NN" ha detto...

TABULA
Sono state tante le prime e fresche notizie annebbiate che dopo 2 settimane la scena del delitto si era completamente trasformata "nelle descrizioni", postume. E' stato voluto? Perchè?
NN

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA
( a proposito del bracciale)

Tempo fa avevo messo il link ad un articolo simile,a questo

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1015977/melania-sulla-collanina-la-dichiarazione-damore-di-salvatore-parolisi.shtml


dove c'è la foto di M con il bracciale d'argento con orologio.

Ora però non trovo più il sito con la foto più grande.

In ogni caso in una delle immagini riprese dalla videocamera del supermercato mi sembra di vedere che M porti al polso qualcosa di simile

Che fine ha fatto quel bracciale- orologio ?

Com'è mai che se ne è parlato così poco ?

Antonello ha detto...

@Tabula
Si, io credo a qualcosa di movimentato, forse in corsa da dietro, oramai quello che dice l'accusa non lo ascolto neppure piu' e da molto, e' lampante che il depistaggio piu' luccicante lo compie un'accusa indimostrabile ma che accontenta gli strali di Voghera su un uomo, pur piccolo ed irresponsabile, che avrebbe "per ora solo" tradito M.
E dico "per ora solo" perche' fuori e dentro Voghera, con la massima simpatia e solidarieta' per la cittadina seguendo lo stesso principio sarebbero tutte morte ed i loro mariti tutti in carcere, che i fedifraghi siano ovunque come le cavallette e' un dato di fatto che spero nessuno voglia smentire, proporzionalmente non vedo abbastanza corpi esanimi di tradite per sostenere questa strana tesi scritta da qualche arcivescovado del lontano oriente.
Non vorrei aver confuso le acque con le mie aperture di credito, ho postato anche i link sulla pista esoterica perche' ne ho postato altri anche che vertono su ipotesi completamente diverse, e' il mio modo di non farmi mediatizzare, intanto a parte il caso di per se trovo che vi siano mere nozioni anche interessanti e che tendono ad affascinare, io manco conoscevo il TDS a cui S. sarebbe affiliato secondo il Zag., e' sempre positivo allargare gli orizzonti culturali anche se su cose opinabili.
La numerologia poi offre una ampiezza di interpretazioni che puo' fin srrvire come divertente passatempo , bisogna decidere pero' se e quando prenderla sul serio e questo e' veramente difficile, esistono poche persone al mondo che vi riescono, la Carlizzi sembra fosse ricercatissima in questa sua dote sostituita oggi da uno dei suoi amici migliori, quel tal testardo Franceschetti che sembra ne sia all'altezza.
In verita' Tabula io leggo tutto e di piu', il possibile e l'impossibile, la Famiglia Cristiana e Corsera, capisco che in questo modo cado nell'errore, di cui cennava Mimosa, di avere troppe piste da seguire e di non voler alla fine selezionare.
L'esoterico fa parte del mondo, come Ferraro che di esoterico non ha racconyato molto se non quello che attribuisce e definisce come pericoloso e reale, nell'articolo si dice che M. non sarebbe passata lontano da Fer., no, gli sarebbe passata proprio davanti e ne avrebbe indovinato la pettinatura originale non riconoscendola in fotografie poi diffuse con capigliature diversificate dalle forme e colori, lui ci da la donna che ha visto al terzo piano della procura romana come M. al 90% , tantissimo, per dare al 90% per cento una cosa un uomo del genere significa che lui dentro di se e' certo.
Il mio postare voleva illustrare che il mondo esoterico e' in sintonia con l'ipotesi o tesi Fer., resta da capire se quest'uomo merita o no il credito dopo cio' che tristemente lo ha professionalmente colpito, che e' talmente lontano da noi poveri mortali e da un'idea integerrima ed onesta di Stato che pur viene un legittimo dubbio, vedremo, intanto suggerisco l'uso di pinzette lunghe, non me ne si voglia la diffidenza e' nata a Genova.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO,
ti dirò, ierisera nelle mie navigazioni (sia nel web sia tra i miei file) ho trovato:
- questo articolo del 19 luglio 2011:
http://www.newspedia.it/ultime-notizie-melania-rea-tra-i-reperti-dellautopsia-collana-damore/
«ULTIME NOTIZIE MELANIA REA - Melania Rea, il giorno della scomparsa, portava al collo una collana d’oro con appeso un ciondolo con una romantica frase d’amore “Con te sarà sempre un nuovo giorno d’amore”. Alla collana erano legati anche un cornetto portafortuna e un cuoricino. La collana è tra i reperti dell’autopsia … Melania portava anche un braccialetto con inciso il nome del marito». – di cui c’è la FOTO in grande
- e anche il tuo stesso link dello stesso giorno dove appunto si dice che :
«Melania Rea indossava una catenina d’oro il giorno del suo omicidio. Da questa pendeva un cornetto portafortuna e un disco sul quale era incisa la romantica frase, seguita da un piccolo cuore. Sul braccialetto di colore argento, invece, c’era il nome del marito (…). E’ quanto emerge dall’autopsia effettuata (…). Melania indossava anche la fede nuziale, un orecchino di madreperla e un orologio d’argento.
Il giorno dell’omicidio vestiva una maglietta nera senza maniche e un coprispalle, un paio di jeans azzurri e una giacca di materiale sintetico di colore blu scuro»
(NOTARE IL COPRISPALLE)
- altri articoli dei giorni successivi e anche vanityfair del 25 agosto
http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/08/25/melania-rea,-tutti-i-dubbi-sull'inchiesta
parlavano di una collanina che non si trova, ma nessuno nominava né bracciali né orologi.

Sto impazzendo contro un pc lento e bollente per andare a ritroso a cercare l’articolo di Massimo dove questa discussione era stata fatta e Massimo ne aveva parlato, non l'ho ancora trovato (mi sono persa a leggere altro).

Non ti pare strano che ci sia tanta imprecisione nelle informazioni?
Come ha fatto Tgcom24 a dire che è “emerso dall’autopsia”?

Mimosa ha detto...

E. Corrige veloce :
anche il primo articolo in verità dice la collana è tra i reperti dell’autopsia

Antonello ha detto...

Intanto ho postato una domanda alla comunita' esoterica, ed attendo se vorranno la loro risposta, per ora nulla:

http://poteriocculti.mastertopforum.biz/13-vt2789.html?start=180

@Mimosa
quindi l'orologio era indossato da M. come dice l'articolo, quindi deve aver sfiorato la lama se M. aveva intercettato alcuni colpi alla gola con i polsi, dovrebbe avere tracce ematiche se era indossato, che fine ha fatto se poi non viene piu' citato da nessuno??? Quello che hai linkato e' il primo e unico articolo in cui ne trovo traccia, sarebbe interessante sapere come e' stato rinvenuto, perfettamente funzionante??? Aveva anche il datario??? A quale temperature lo dava per funzionante la casa costruttrice??? Era subacqueo??? Potrebbe nella collutazione aver graffiato l'aggredente, e' stato analizzato??? O non si trova piu'??? E se non si trova perche' S. non ne ha denunciato la scomparsa??? Se era lui il colpevole non sarebbe stata la seconda cosa che avrebbe denunciato come mancante dopo la collanina???

tabula ha detto...

@NN (non noto?)
ho incontrato tanti figli di NN in vita mia, ma NN in persona mai..

comunque.

Le prime dichiarazioni di Tagliabracci, la prima analisi del contenuto dello stomaco , i primi rilievi sul posto, le prime dichiarazioni dei testimoni.

Tutto rivoltato come una frittata.

Ci sta che i primi rilievi su un corpo sbaglino un pochino, ma l'occhiata approssimativa di un medico laureato abilitato e con esperienza non può anzi non dovrebbe rivelarsi poi così lontana dalla realtà.

Figurarsi se potrebbero esserlo i primi rilievi sulla scena di un delitto: casomai potranno esserlo quelli effettuati a distanza di mesi e mesi quando ormai quel luogo è diventato meta di pellegrinaggio turistico e calpestato da cani e porci, e vi evito il femminile dei due animali.

Per non parlare delle dichiarazioni a caldo di una madre o di un padre ricordando la data della volta in cui videro per l'ultima volta viva la figlia tanto amata.

Superati questi piccoli ostacoli è un gioco da ragazzi far pubblicare su tutte le testate il luogo del ritrovamente del cadavere come un luogo intonso.

La gente ha la memoria corta, tende a "fidarsi" dell'ultima versione argomentata da paroloni come "scientifico", "analisi", "tecnologico".

La scienza la fa talmente da padrona e ci fidiamo talmente tanto che si arriva a dubitare del fiuto dei cani, che nonostante siano stati screditati a tutt'oggi continuano ad essere impiegati per la ricerca delle persone scomparse, e per fortuna: riscontrano successo dopo successo.

Anche i rilievi e le osservazioni dei primi carabinieri giunti sul posto vanno ad aggiungersi a tutto ciò che se non serve alla CAUSA perde di validità. Anche se dovrebbero esserci delle foto di quelle prime visite.

Sai perchè ho cominciato a cercare notizie che potessero levarmi i dubbi strani che mi sfarfallavano in testa relativamente al caso di omicidio di Melania Rea?

Non sicuramente per l'aspetto di Salvatore, che, tra l'altro, aveva sempre il volto sfigurato dalla pelle grigia ed una smorfia amareggiata con gli angoli della bocca perennemente rivolti all'ingiù, che me lo facevano apparire veramente brutto, e mi stupii quando vidi una sua foto con Melania e la bambina, lì era felice sorridente e con la pelle rosea.

Perchè ricordavo benissimo le prime dichiarazioni di Ranelli sentite in tivù, il suo "flash" dell'aver visto Melania, e ne descrisse qualche movimento o gesto, e mi sembrò assurdo che la sua testimonianza pezzo per pezzo fosse messa in dubbio, piano piano, fino a dichiarare che sì, forse qualcuna c'era, ma non all'ora che aveva detto bensì assai dopo, e forse qualche attrice si era prestata alla recita..
o forse si era confuso con un'altra ragazza dell'altro bar che tra l'altro lui conosceva benissimo: e quando conosci bene qualcuno, NON puoi confonderlo

Insomma, mi puzzava.

E sai che c'è? I dubbi non me li sono levati.

Più ragiono su questo caso, più la puzza aumenta.

Ma tu volevi sapere se è stato voluto e perchè.

SI. E' stato voluto.

Perchè? non lo so.

Preferirei credere ad un capo ispettore che non intendesse mollare sulla direzione intrapresa, preferirei un pedante burocrate con qualche conoscenziuccia si sia accanito sul caso del marito assassino per far carriera, piuttosto che pensare che misteriosi poteri forti abbiano inquinato volutamente le indagini.

Perchè il pedante burocrate, l'ometto da quattro soldi e pochi scrupoli, il poveretto che si compra la macchina grossa e fa la voce grossa per compensare le sue piccolezze, che per aver il risultato a tutti i costi censura ogni dettaglio che non torni a suo vantaggio, lo puoi svergognare.

Il misterioso potere forte, indistinto vago e fumoso, un pò setta un pò mafietta, un pò agganciato con le persone di potere, capace di far mettere sotto TSO un magistrato savio, NO.

Mimosa ha detto...

@ Antonello
a parte le domande "difficili" che fai, hai letto bene che è stato scritto che "si trova tra i reperti dell'autopsia?" (in due articoli del 19 luglio o se vogliamo solo in uno, Tgcom24 ripreso dall'altro, su cinquecento ...).

E se collanina e bracciale fossero scomparsi dopo l'autopsia?
Non sarebbe la prima volta che dei reperti prendono il volo ... o sono semplicemente messi in qualche scatola che non si trova più ...

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

la foto dell'articolo del tuo link (primo piano volto M.) inquadra un braccialetto sottile al polso

la foto del mio link è una foto di M a figura intera e si vede bene il bracciale-orologio, piuttosto massiccio.

guarda anche questo fotogramma


http://www.crimeblog.it/post/6665/omicidio-carmela-rea-dna-su-siringa-ne-suo-ne-del-marito-si-cerca-la-borsa-di-pelle-gialla

A me sembra che M abbia proprio lo stesso bracciale della foto nell'articolo da me segnalato

Sono dettagli forse insignificanti però è strano che non se ne sia più parlato

Antonello ha detto...

@Mimosa
se e' per questo danno fra i reperti pure la collanina, strano se consideriamo che S. ne ha denunciato la scomparsa.
Secondo me cio' che ha fregato i media e' stato dare per notizia qualcosa che invece hanno tentato di dedurre loro.
Nella smania di uscire con i titoli e catturare lo share possono non avere verificato la fondatezza e le fonti, o la deduzione che in overpubblishing davano all'epoca come notizia.
In tutti i casi se penso a quanti dati di fatto riteniamo di avere poi sviscerato dalle ordinanze c'e' da essere soddisfatti.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
sarà stata la memoria a farmi cilecca, scusa ...
però ho "copiato" un'immagine giusta, quella di Melania in piedi sotto una scalinata e il bracciale in argento si vede bene.
Non sono mai riuscita a individuare un orologio incastonato, però.

Se non se ne è mai parlato, non sarà proprio perché gli oggetti sono "scomparsi" dalle mani di chi li aveva in custodia?
Non avevo mai preso in considerazione questa questione, ma ora mi ci hai fatto riflettere bene ... non vorrei fosse avvenuto nei momenti in cui la poltiglia cambiava colore e si tingeva di caffè ... (fantasia da lettrice noir?)

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

se non lo hai ancora trovato, l'articolo di Massimo è questo :

http://albatros-volandocontrovento.blogspot.it/2011/11/melania-rea-come-si-fa-non-capire-che.html


Te ne riporto un breve passo " L'orologio con cintura a maglie d'argento ad esempio, è uno dei reperti sequestrati? Fra le maglie di questi oggetti usualmente restano sempre attaccate buone tracce. La collanina col ciondolo ed il corno d'oro, non ritrovata s'è detto, che scendendo dal collo finiva ben sotto la maglia di Melania, e con un giubbotto sopra era di certo poco visibile (anche se la maglia nera indossata era senza maniche e sopra questa Melania aveva indossato un copri-spalle leggero).

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

esistono bracciali d'argento con inserito il quadrante di un orologio.

ricordo di averlo visto ad una mia amica...

"NN" ha detto...

TABULA
Ma che c'hai, il fucile a canocchiale?
Stai colpendo un obiettivo dopo l'altro, che tutti i tuoi compagni di blog non avevano neanche visti.
Sei una buona cacciatrice. Dimmi, sei parente della dea Diana?
Vai, vai, fai gol e non ti fermare.
NN

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
grazie per il link dell'articolo, era quello che cercavo.
Intendevo dire che non ero mai riuscita a notare il quadrante dell'orologio nel bracciale di Melania, quello grande e bombato ... se era quello a cui vi riferivate ...
Ma vedi che Massimo descrive un altro bracciale? a maglie! me lo ricordavo, infatti.

Ora scusatemi, devo correre altrimenti nessuna mangia stasera ...
Ciaooo

Mimosa

tabula ha detto...

Perchè mi fai questa sviolinata, NN?

Forse leggi da poco, altrimenti sapresti che le cose che ti ho elencato sono state sviscerate in questo blog da mesi e mesi.

Non è tutta farina del mio sacco, è un sunto del lavoro fatto insieme ai compagni di squadra, e forse quello che a te puà apparire "nuovo" o come una "rivelazione", per tutti i commentatori abituali non lo è affatto.

è tutta farina del mio sacco invece l'allusione alle piccolezze del meschino burocrate: alludevo, alludevo.

Non ho capito, tra l'altro, se mi hai preso in giro, oppure se dicendomi che avrei "centrato" qualche bersaglio tu voglia dirmi qualcosa.

se mi hai preso in giro signor/a NN, ti manderei molto elegantemente a riconoscere tutti i figli che hai disseminato per il mondo.

In caso contrario, sputa il rospo.

tabula ha detto...

@ragazzi

state per caso pensando che, tra quelle maglie di orologio/cinturino/collana potesse esserci il dna del vero assassino e che IL POTERE OSCURO abbia fatto sparire questi reperti al fine di non farli analizzare?

Mi sorprende molto sia stato scritto che la collana SI TROVASSE tra i reperti.

una svista di chi ha fornito la notizia? un'invenzione giornalistica? O una ennesima verità messa a tacere?

"NN" ha detto...

TABULA
Non ti arrabiare!
Ecco che hai fatto un altro CENTRO!
Gli oggetti di Melania, la loro possibile testimonianza ed il POTERE OSCURO.
Mamma mia che occhio di lince che hai! E non venire a dirmi che anche stavolta non è farina del tuo sacco. NN

Antonello ha detto...

@Tabula
comincio a provare invidia, se io rubo una mela per fame buttano via la chiave, in questa storia invece c'e' da stropicciarsi gli occhi, in buona fede o meno, c'e' gente che veramente puo' fare e disfare cio' che vuole senza che scaturisca il piu' piccolo dei dubbi.
Stiamo dicendo che "di fatto" esiste una denuncia di scomparsa di una collanina che un articolo da invece fra i reperti, e di un orologio di cui neppure gli elfi sanno il destino, e' fra i reperti come dice un unico articolo o e' sparito??? Era indossato o no da M. quel giorno???

tabula ha detto...

Non mi arrabbio.
Però non ti conosco e francamente, di solito non mi fido dei complimenti eccessivi e fuori luogo di una/o sconosciuto/a.

O sei qualcuno che intende adoperare la tattica "dividi et impera"
oppure credi veramente a quello che hai detto e quindi sei una persona ingenua, che tra l'altro di questo blog ha letto ben poco.

E comunque, vorrei precisarti che più che il potere oscuro mi piacerebbe di più l'oscuro burocratello affamato di carriera.

@Antonello
sì, anche io credo ci sia gente che può fare e disfare ciò che vuole.

è già stato fatto e disfatto tanto, se saltasse fuori un'altra grossolana coercizione dell'andamento delle indagini, non credo mi sorprenderei più.

Anzi, probabilmente fino ad ora, se il popolo ha potuto vedere solo la punta modellata a piacimento dell'iceberg, noi abbiamo visto giusto un metroemmezzo sotto il pelo dell'acqua, e non di più.

e adesso vi saluto: ho dei doveri.

"NN" ha detto...

E chi ci dice che l'orologio sparito o FATTO sparire non indicasse l'ora della morte di Melania, perchè si era fermato in seguito all'aggressione e caduta, e che non fosse in sintonia con quanto stabilito dal POTERE OSCURO?

Mimosa ha detto...

Qui l’ordine di scuderia del padrone di casa è di evitare di rispondere agli anonimi, specie se si percepisce che intendono seminare zizzania o provocare per il gusto di vedere quali reazioni ne scaturiscono.
Io li ho sempre scansati, ma voglio fare un’eccezione perché con questa ultima frase “NN” (che potrebbe essere uno già noto ma mimetizzato, vattelappesca perché) ha sparato una piccola cannonata al centro che fa pendant con l’intuizione di Tabula.

Tabula intelligentemente pone la domanda se «tra quelle maglie di orologio/cinturino/collana potesse esserci il dna del vero assassino»
e “NN” pone il sospetto (già esposto qualche tempo fa mi pare da Antonello) che l'orologio scomparso «non indicasse l'ora della morte di Melania».

“SE” l’orologio è stato FATTO sparire potrebbero essere realistiche entrambe le supposizioni.
E certamente per opera dello stesso potere che ha trasformato il residuo gastrico in una zuppa dal macabro tricolore.

E non c'è mulla da ironizzare.
Mimosa

Anonimo ha detto...

Voi credete al detto: Voce di popolo voce di Dio?. Dalle parti di Salerno-Napoli si dice che Melania è stata ammazzata per una vendetta trasversale nei confronti del marito e che Salvatore è in carcere per protezione altrimenti ammazzano anche lui.Lo so che voi che scrivete tantissimo in questo blog preferite le notizie sicure e documentate, io ho sentito questa cosa e ho voluto comunicarla, non me ne volete se la ritenete ridicola.
Pat

emax/massimo prati ha detto...

Al mare oggi il vento agitava le onde. Dopo un'ora di ammollo i miei figli sguazzavano ancora arzilli mentre io desideravo solo una doccia e un riparo dal Sole. Angelica odia l'acqua che scende dall'alto. Ha tre anni e si immerge in quella salata fino al collo saltellando giuliva, ma la turba il solo pensiero di trovarsi di fronte ad un liquido che esce da un tubo. Mentre studiavo una tattica atta a farle digerire l'imminente lavaggio, ho girato gli occhi alla riva accorgendomi d'essermi allontanato dal mio solito bagno. Un elicottero dello stormo di Cervia stava facendo impazzire le pale in un punto senza bagnanti. Niente di che, sono gli angeli custodi che vigilano per salvare chi si trova in pericolo. Manuel stava saltando le onde sulla sua tavola da surf. Ha sette anni ed è stanco di una sorella che le ruba continuamente il padre. Lui non teme più le docce.

A piccoli passi stavamo riprendendo la giusta rotta. Eravamo a quaranta metri dalla meta quando Angelica decise che era giunto il momento di tornare in spiaggia. Dopo aver fatto un cenno a Manuel l'ho seguita. Lui si è avviato verso l'ombrellone zigzagando col suo surf fra i lettini fronte mare su cui stavano rosolando gli animali notturni della riviera. L'occhio s'è perso su quella distesa di curve femminili fumanti e senza volto. Un ragazzo di colore si avvicinava a noi col suo carico di aquiloni. Angelica li guardava volare. Vedendo il suo volto sereno ho cercato di attuare la tattica che mi avesse permesso di farle una doccia calda: la promessa di un gelato in cambio di un lavaggio.

Non mi aspettavo che alle quattro di un pomeriggio qualunque scoppiasse un simile putiferio. Le urla di mia figlia che gridava: ho paura, ho paura, si sono alzate improvvise alla parola: doccina. A queste sono seguiti una decina di passi indietro ed un pianto interrotto ogni due secondi dal solito: ho paura. La distesa di lettini si è animata. Come chiocciole dopo la pioggia, dai parasoli sono sbucati i visi irretiti delle curve rosolate. Sotto gli ombrelloni i nonni hanno lasciato l'ombra ed i nipotini le palette e i secchielli. Tutti hanno fatto un passo avanti.

Io non potevo muovermi. Non per l'aplomb di un padre che non vuol cedere al ricatto di una figlia, ma perché ad ogni mio movimento corrispondeva il movimento della massa. Se mi fossi avvicinato sarei stato circondato. L'uomo con gli aquiloni nel frattempo s'era fermato ad un passo da Angelica e mi guardava male col bianco dei suoi occhi. Sulla battigia si erano formate mugole di statue di marmo bianco. Avevano il volto dei nuovi vacanzieri in passeggiata. Alcuni avevano estratto il cellulare dal marsupio pronti ad ogni evenienza. Le grida di mia figlia e le pale dell'elicottero, che notando l'assembramento si era avvicinato a riva, cancellavano le mie parole calme.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Manuel come se nulla stesse accadendo arrivò di corsa portandomi il cellulare. "E' la mamma, digli che sto andando a fare la doccia". Con la velocità del fulmine lo vidi allontanarsi. Mi avrebbe fatto comodo il suo aiuto. "Sabri ti posso chiamare fra poco? Il momento è delicato". Chissà perché quando si va in giro coi figli alle madri non si può dire che ci sono situazioni delicate. "Con Manuel ho parlato, dimmi solo che l'Angelica sta bene... la sento piangere!". Cazzo! Come faceva a sentirla piangere fra il rombare d'elicottero ed il vociare del pubblico irato! "Sabri, se hai un mantello da supereroe e vuoi salvare qualcuno puoi venire a Cervia e salvare me, non lei che in un minuto di pianto ha trovato un centinaio di alleati!". In quell'attimo la mano di mia figlia mi strattonò il costume e mi prese un dito. "E' la mamma babbo? La doccina la fai andare piano piano? Ho tanta paura".

L'ho presa in braccio ed ho alzato la testa. Le curve rosolate sorridevano alle sue parole, le statue di marmo erano tornate umane, l'elicottero si era allontanato, l'uomo degli aquiloni stava staccandone uno dal suo filo e mia moglie continuava a dire "ci sei, ci sei" al telefono. Tornato a casa ho riflettuto e pensato che a chi ha figli e si trova in carcere non potrà mai capitare d'essere quasi linciato a causa della sua bimba... ed è un peccato.

Il collage con tutto ciò che Melania Rea indossava il 18 marzo l'ho postato in fondo all'articolo di Mimosa, i militari se in missione hanno delle gerarchie da rispettare. Qualsiasi cosa accada devono informare i diretti superiori.

Angelica è vicino a me e mi dice che è stanca e vuole che la porti io a nanna... mi piace accarezzarla mentre le leggo il libro di Giulio Coniglio... Manuel è in Sala con sua madre, ma già mi ha detto che sabato dobbiamo andare al mare io e lui da soli...

Massimo

Mimosa ha detto...

@ Pat
io personalmente dò molto credito alla voce del popolo e alle voci di corridoio, non per pettegolezzo ma perché sono le più spontanee e non "mediate" ...
Già una nostra commentatrice ascolana disse che si vociferava dalle sue parti che l'omicida è venuto dalla Campania.

Certo che nel blog preferiamo basarci su fatti concreti, ma questi non possono non essere "interpretati" secondo ipotesi che si costruiscano a tavolino, purché si arrivi a chiudere il cerchio, ossia a mettere nero su bianco indizi e prove per costruire il nesso tra i fatti e le ipotesi.

La notizia che ci hai trasmesso era una delle ipotesi qui formulate, ma ci manca il nesso, capisci? Vendetta trasversale per quale colpa commessa?

Grazie per averci fatto partecipi di questa voce.

Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Massimo
stupendo quello che hai scritto, mi hai reso tanto partecipe che pensavo di essere là ... col batticuore anch'io (per te che potevi finir arrestato in un battibaleno, non per la bimba)!!!

Grazie per averci seguito e lavorato per noi (in risposta al mio appello...)

Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa, questo "nesso" potrebbe avere, o ha un alibi di ferro.
Pat

ENRICO ha detto...

MIMOSA e PAT

"La notizia che ci hai trasmesso era una delle ipotesi qui formulate, ma ci manca il nesso, capisci? Vendetta trasversale per quale colpa commessa?

Quale colpa abbia commesso Parolisi non lo sappiamo con esattezza , però sappiamo con esattezza che "qualcosa" di poco chiaro Salv. deve averlo fatto e doveva anche immaginare che avesse a che fare con l'omicidio, sennò come si spiega quella sua famosa affermazione : "mi dispiace che ci abbia rimesso Melania " ?

Mimosa ha detto...

Eh, Sì, ENRICO ...
... insomma l'oggetto sul comò di Pino.

Ciao Pino, come stai?

Mimosa

Anonimo ha detto...

@ Pat
quel "nesso" non ha alcun alibi di ferro, solo protezioni.

ENRICO ha detto...

.

Certo che la richiesta di custodia cautelare da parte del PM nei confronti di Parolisi è apparsa a tutti quantomeno ingiustificata se si considera che non c'erano ( e non ci sono) prove di colpevolezza evidenti nè gravi indizi di reato tali da poter proporre (ed accettare da parte del Gip) un provvedimento così grave.

E penso anche che non sia proprio del tutto impossibile supporre che questa decisione sia stata presa proprio a scopo "protettivo" nei confronti di Parolisi.

così come credo non sia del tutto arbitrario presupporre che nemmeno l'Accusa sia del tutto convinta della colpevolezza dell'indagato.

Stasera mi sento ottimista

tabula ha detto...

E' stato molto intenso il tuo racconto, Massimo, e mi sono immedesimata fin che ho potuto.
dopodichè, l'alzata di scudi dei bagnanti ha cominciato a risultarmi oscura.
arrivata alla fine però finalmente ho capito: perchè tu sei padre, e non madre di un treenne come me.
Perchè se io porto in giro il mio bambino che tra l'altro non mi somiglia affatto, e lo strattono o lo costringo ad andare dove dico io, e anche se lui dovesse gridare a squarciagola: "ho paura!" nessuno dubiterebbe mai che io abbia il diritto per imporgli qualcosa che non vuole.
Al massimo, penserebbero che non lo so gestire bene, come loro invece sarebbero capaci.
Però la differenza sta tutta nel fatto che io sono una donna, e una donna, se non è abbigliata con stracci e gonne lunghe, è sicuramente la madre e (quasi) nessuno si impiccia, salvo per dare consigli non richiesti.
"eeee cosa vuol che sia, glielo compri, stò gelato!"
"è intollerante al latte, cara la mia signora!"
Un uomo che trattenga una bambina piccola che grida "ho paura!", invece, generalmente e con tutto quello che si sente dal tiggì, fa davvero preoccupare.

Allora l'ho riletto e l'ho apprezzato di più. davvero un bel pezzo, che avrebbe meritato un post a sè.

tabula ha detto...

Mimosa, pat, enrico, anonimo

L'oggetto sul comò di Pino sarebbe una vendetta trasversale?

Il guaio è che, non sapendo a quale dei numerosi poteri forti abbiamo nominato ci si possa appigliare, si somma anche la non conoscenza della colpa che SP o Melania stessa avrebbe dovuto espiare.

Però non capisco perchè mai SP dovrebbe godere di una protezione: se qualcuno lo protegge, è ovvio che quel qualcuno sia uno degli inquirenti e che conosca tutta la storia, ma che fa? Lo lascia in un guaio peggiore con l'accusa di omicidio?
Non sarebbe stato meglio offrirgli un passaporto per Timbuctù?

una cosa molto brutta e nota, francamente, Parolisi l'aveva fatta, ma involontariamente, per quelle orribili tragedie della vita.
Non vorrei tirare fuori una storia dolorosissima per quella famiglia e che tra l'altro non combacerebbe con quel "me l'hanno presa" nè con il "mi spiace ci abbia rimesso Melania", però vi ricorderete, l'unica colpa appurata di Sp era una cosa tristissima: aveva investito un povero bimbo con l'auto.

In quanto alla persona con un alibi di ferro, non capisco proprio da dove possiate attingere il sospetto che più che un alibi abbiano potuto le protezioni.
ci saranno anche quelle, ma sulla base di che affermarlo?

Perchè se mai uscisse una notizia del genere, guardate che i sospetti, almeno di complicità nello staging, cadrebbero tutti su quella persona.

attendo spiegazioni, intanto rimango in stand bye connettivo sulla questione.

tabula ha detto...

@Mimosa
sì anche a me in effetti piace l'idea dell'ora indicata sull'orologio.
era un pensiero passato da Antonello, dici.
(Che sia Antonello NN?)

Scherzi a parte, a me non sembra qualcuno dei soliti noti, francamente dalle cose che ha scritto non ha dimestichezza con gli argomenti già trattati nel blog, e quindi credo che questa dell'ora indicata dall'orologio sia una doppia intuizione venuta in mente a due persone diverse, in due diversi tempi.
E difatti potrebbe essere assolutamente questo il motivo per il quale l'oggetto è scomparso.
Pare che succeda spesso che con la morte della persona si fermi anche l'orologio che porta al polso, chissà perchè.

Ma io ho letto molti molti libri gialli e so che l'assassino cambia sempre l'ora sull'orologio della sua vittima.
Ovviamente se il cinturino non ha catturato parti del suo dna, se non ci si è ferito/a o se non si è impigliato nel suo maglione tirandone i fili.. e facendole perdere un sacco, un sacco di perline e di paillettes.

Mimosa ha detto...

@ Tabula
ma come sei pimpante a 'ste ore ...
e anche graffiante.
Io pensavo che l'oggetto sul comò non fosse tanto la "vendetta trasversale" in sé e per sé (che non riesco a inquadrare) ma piuttosto che fossero le radici in Campania di quello che è successo a Rope.
In verità espressi più volte il mio pensiero su quanto profondamente la fam "sapeva", non per niente almeno da gennaio si vedeva con la figlia ogni 15 giorni.
C'era qualcosa che aveva le radici non tanto nella caserma del marito ma in chissà quali ambienti nella terra d'origine.
Non avevate anche voi subodorato qualcosa in merito a quel famoso fax del 12 aprile?

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA
Io sto bene. Grazie per il pensiero.
Non scrivo, ma leggo, ed il fatto dell'orologio mi sta dando da pensare non poco.
Sarebbe molto grave se fosse stato "sottratto", perchè tacito ma inesorabile testimone.

Mimosa ha detto...

Il "nesso" che intendevo io non era una persona individuabile, perciò non condivido che potesse avere un alibi di ferro.
Il mio nesso è un insieme di fattori, che se vogliamo, effettivamente, sì, potrebbe essere coperto da una rete di "protezioni".
Altrimenti sarebbe facile arrivare all'assassino, al mandante e all'incisore.

tabula ha detto...

@Mimosa
francamente relativamente al fax io avevo ipotizzato fosse stato inviato ad un'agenzia di Somma Vesuviana per questioni.. automobilistiche.
Nel senso che M. non era indipendente, ma aveva una patente, e quando occorreva, a Somma Vesuviana, qualcuno gliela poteva anche prestare!
una scuola guida una macchina te la può passare, noleggiare, opzionare, magari con vincolo di istruttore al seguito.
e questo nell'ipotesi che Melania durante quel periodo ultimo a Somma Vesuviana, coincidente come notasti tu, con l'avvistamento che di lei fece Ferraro, si fosse condotta a Roma.. guidando da sola.
però quel mio commento era finito in coda al precedente post.

@Pino: Bentornato!!!
sì, la storia dell'orologio è interessante.

Mimosa ha detto...

Ciaoo Caro Pino
... anche se la collana fosse stata "sottratta" sarebbe molto grave, .... ma forse questa ha fatto la stessa fine per non far concentrare sospetti sull'orologio.

Ma se l'orologio avesse mostrato l'ora del cessato funzionamento, non sarebbe stato EVIDENTE l'orario dell'aggressione?
E allora perché nell'immediatezza non è stato considerato quello un elemento "probante"??

Ah, certo? se avesse indicato le tre, come si poteva sapere che fossero le tre di notte (orario masssimo riconosciuto in prima istanza dal Tagliabracci) o le 15 del pomeriggio?

Mimosa ha detto...

Come ierisera «siamo rimasti in tre o quattro a cantare mapim-mapom» anzi in due?
Tabula, quando deciderai di fare standby sul cuscino dimmelo per favore, che chiudo anch’io.
Mimosa

PINO ha detto...

No cara Mimosa. L'orologio poteva segnalare le 22 o le 23 (ora quasi certa dell'aggressione), e le lancette potevano essersi "incastrate" per una caduta, e quindi impossibile da spostare su un orario di comodo

Mimosa ha detto...

PINO
OK, ma rimane la domanda: perché non è stata presa in considerazione quell'ora "cristallizzata" sull'orologio??

PINO ha detto...

AGGIUNGO che se si voleva "apparecchiare" una rapina, non si sarebbe lasciato il brillantino, la fede, e gli orecchini.
Perchè lo "scomparso" è solo l'orologio?
Buona notte.

Mimosa ha detto...

No PINO, è scomparsa anche la collanina!
Buonanotte anche a te
Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA, perchè l'ora cristallizzata non avrebbe combaciato con quanto si VOLEVA ottenere.

Mimosa ha detto...

PINO,
quanto si voleva ottenere è stato stabilito giorni dopo la prima autopsia, di cui erano già trapelate diverse cose.
Nei primissimi giorni il T aveva rilasciato interviste in cui aveva parlato parecchio, ma non dell'orologio e dell'orario cristallizato.

Il mistero si infittisce o si offusca, se torniamo a considerare questi particolari, prima sottovalutati.
Mah ..
Non ti voglio tenere sveglio, ne riparleremo domani.

Mimosa

Antonello ha detto...

@Tabula
io NN??? No, giusto cio' che hai dedotto, io poi dell'orologio ho proprio parlato in tempi fuori da ogni accostamento strano.
In effetti ha stupito anche me vedere che qualcuno aveva colto l'ipotesi fantasiosa, ma neppure troppo, su un colpo od una caduta che avrebbe potuto fermare le lancette ed il datario (quell'orologio aveva un datario???) sull'ora di aggressione, e' un po' da Signora in Giallo ma non e' impossibile giacche' e' strano si lascino orecchini ed anelli e si porti via collanina con medaglia e cornino ed orologio.
Che te ne fai di un orologio su un bracciale d'argento (ma siamo sicuri che poi era indossato??? Ed era d'argento???) ??? Da questo si puo' appunto ipotizzare che vi potesse, nel caso, essere un motivo particolare per farlo sparire.
Qui veramente pero' c'e' da incavolarsi, hanno parlato per mesi di borse, occhiali e lustrini, nemmeno un media che approfondisca questo particolare secondo me non irrilevante.
M. indossava quel giorno un orologio??? Che orologio era??? Aveva un datario??? Funzionava a pile od a movimento??? M. e' stata rinvenuta con le braccia allargate, si era detto che qualcuno le aveva spostate perche' in precedenza le aveva sul petto (anche se non capisco come possano aver determinato una cosa del genere), in effetti e' anche impossibile levare un orologio, se era indossato, senza sollevare almeno il braccio dal petto per avere la possibilita' di sfilarlo.
Dove indossava l'orologio M.??? A sinistra come pochi od a destra come molti???
Se e' sparito ed era indossato perche' non se ne parla nelle ordinanze??? Se S. e' l'unico responsabile di tutto, aggressione e staging come dice la procura, perche' avrebbe portato via un orologio senza dopo la scoperta del corpo denunciarne la mancanza??? E perche' nel caso che vi fosse l'orologio e che fosse sparito invece denuncia l'assenza della collanina???
Ambedue gli oggetti potevano essere segnalati dalle amiche, dai parenti, non era dunque il solo a sapere della loro esistenza, non poteva se responsabile negarla avendoli in precedenza asportati.
Daltronde e' strano che, nel caso, uno si avveda della mancanza di una collanina e non di un orologio, puo' subito non averci pensato leggendo (presumo) l'elenco del materiale repertato a perizia.
Occorre una carrellata stampa sulla denuncia della collanina per vedere se vi sono riferimenti anche all'orologio, io non ne ho mai trovati, la Mimosa ne ha per ora postato uno solo del Luglio 2011.

Antonello ha detto...

Viene anche da pensare che anche alla Tommolini si possa essere accesa una lampadina, perche' infatti sequestrare solo ora ben sei orologi a S.??? Cinque a lui ed uno che si trovava dai genitori di M. si diceva, non che gli fosse venuto il dubbio che l'orologio di M. potesse essere stato conservato come gli occhiali da S. senza mai farne parola e lasciando intendere che non essendo indossato potesse essere rimasto quel giorno a casa???
Non che M. avesse l'indispensabilita' dell'orologio, aveva con se infatti il cellulare, questo non esclude che quel giorno avesse anche l'orologio indossato, vado a tentoni ma quando M. parla con la madre ha di certo il cellulare all'orecchio, non puo' vederlo, sarebbe interessante se invece durante la telefonata avesse fatto riferimento alla madre, ad esempio, di che ora fosse in quel momento, sarebbe inequivocabile che in quel momento aveva l'orologio al polso, e non si capirebbe perche' prima di uscire avrebbe pensato appositamente di levarselo, perche' avrebbe dovuto??? M. fa un resoconto anche orario alla madre e inerente anche appuntamenti, che dopo avrebbero avuto la festicciola a casa di Son. alle 16,00 glielo dice in quella telefonata ad esempio.
Infine la traccia ematica sulla coscia che era stata attribuita ad un polsino appoggiato o strofinato, se n'era parlato come di un'impronta di maglie, non so che tipo di braccialetto contenesse incastonato l'orologio ma se era di quelli con maglie elasticizzate e se nella collutazione il braccialetto poteva essersi rotto e' possibile che siano state le maglie di un orologio a lasciare quella traccia??? Stando al polso infatti e' verosimile che se vi fosse sarebbe stato intonso di tracce ematiche, M. aveva dei tagli al polso, si era riparata dalle coltellate con i polsi.

Antonello ha detto...

Ad S. sono stati sequestrati due orologi in plastica che il caporale teneva in carcere e tre di metallo che teneva dai genitori, infine lui stesso avrebbe messo a disposizione un sesto orologio che era a Somma dai genitori di lei ma che e' stato ritenuto non rilevante e non e' stato sequestrato dagli inquirenti perche', si dice nell'articolo, e' sempre rimasto li.
Io non capisco come fanno a non pensare all'unico, se unico era, orologio di lei.
Si sono proprio impuntati i riflettori solo su di lui, e' incredibile.

Antonello ha detto...

Il link dei sequestri degli orologi a S.

http://www.metropolisweb.it/Notizie/Campania/Cronaca/chiave_mistero_morte_melania_cinque_orologi_marito.aspx

anna ha detto...

quando fu ritrovato il corpo e fu girato il video andato in onda su telepontr, gli inquirenti si sono allarmati e hanno aperto un fascicolo contro ignoti per la realizzazione del video......

loro non volevano assolutamente che sicapisse dove stava il corpo di melania, melania si vedeva dalla strada quindi è impossibile che è rimasatsa li due giorni senza che nessuno la vedesse,

ma il loro timore è che qualcuno abbia visto melania come veramente era, è inutile che si viene a parlare di trucco intatto di visono sereno e tranquillo, quando il viso di melania aveva del sangue e dei lividi evidenti,

quel video non doveva uscire per il semplice motivo che l'esecutore materiale di quel video sa che alcune cose che gli inquirenti hanno detto sono false.....

hanno il terrore che qualcuno abbia visto come effettivamente era melania che non è quello che loro raccontano.....

Antonello ha detto...

Strano poi che in carcere S. avesse orologi solo di plastica, questo mi fa pensare che in carcere puo' essere proibito portare oggetti di metallo addosso forse per evitare gesti autodistruttivi.
E qui si apre un'altra delle mille ipotesi che pero' ritengo surreale e di cui non mi va di parlare perche' troppo priva di qualche fondamento e troppo grave ed infamante per essere esplicitata.
Segnalo pero' che uno strano testimone, poi ritenuto inaffidabile, dichiaro' di aver visto i due litigare dalle alralene e di aver visto lei che imbroccata la stradina verso il monumento fu' fatta salire su un'auto con due donne a bordo ed un guidatore di mezza eta'.
Il testimone fu considerato inaffidabile perche' ritenuto malato di protagonismo ed avendo in epoca antecedente ai fatti reso pubblica una vincita inesistente.
Mah posso anche li avere dei dubbi???

tabula ha detto...

@Antonello

Guarda, decinaia e decinaia di mesi fa il dubbio su quella testimonianza lo esternai anche io.

Il fatto che la testimonianza potesse coincidere con
- l'avvistamente della probabile M. uscente dal bosco inseguita da due donne ad opera dei due ciclisti
- il racconto di Ranelli che effettivamente in prima battuta ricordava una donna come M. presente alle altalene
- il fiuto dei cani
- la soldatessa sconvolta avvistata a Villa Lempa

mi ha fatto sempre pensare che quel signore fosse un testimone oculare scomodo, troppo scomodo.

- se vogliamo, mettiamoci dentro anche l'esatto riscontro con i tre personaggi raccontati dalla veggente americana
(come vorrei averla qui per chiederle di svelarci il bandolo della matassa!)

E tirar fuori una sua precedente goliardata da bar sport per screditarlo, si è rivelato un gioco da ragazzi.

I testimoni scomodi son testimoni scomodi, ragazzi: se han trattato da millantatori perfino i cani, figurarsi i cristiani.

tabula ha detto...

@Antonello
credo che tu abbia avuto una intuizione sul motivo per il quale siano stati posti sotto sequestro TUTTI gli orologi di SP:
e' possibile che siano state le maglie di un orologio a lasciare quella traccia

NON sono stati sequestrati per individuare tracce di dna o di sangue di Melania, bensì per fare una prova di strisciamento delle maglie per verificare se il disegno possa combaciare con quello presente sulla coscia di Melania, attribuito dall'accusa alla zip di Melania, e dalla difesa al polsino dell'aggressore.

Questo è quello che intende verificare la Tommolini.

@Anna
mi sa che questa volta hai ragione al 100%.

Certo, è davvero sgradevole che vengano diffuse le immagini del ritrovamento di un cadavere, io stessa mi sono rifiutato di guardare quel video.

Però il motivo per l'apertura di un fascicolo contro ignoti è proprio quello che dici tu: NON si voleva fosse visto lo stato in cui il corpo della povera Melania versava, nè, non sottovalutiamolo, lo stato dei luoghi.

La versione ufficiale di una Melania che non abbia lottato e non si sia difesa, il volto sereno (e con gli occhi aperti e dopo un'aggressione non so come avrebbe potuto esserlo) e di bosco delle fate immacolato, con la testimonianza di quel video può essere fatta saltare.

Rileggere l'articolo di Massimo del 25 aprile 2011 sulle prime trasmissioni in seguito al ritrovamento del cadavere, in cui venivano raccontate le prime considerazioni tecniche rilevate degli addetti ai lavori, mi ha veramente dato da pensare.

Ipotizzavo la presenza di fotografie scattate dai carabinieri intervenuti sul posto, e ci saranno, così come ci sarà una relazione scritta, ma hai ragione: ne esiste perfino un video.

E se quel foglio e quelle foto possono essere state fatte sparire, così come si è cercato di far sparire il video dell'autopsia, il video di Teleponte è difficile da far sparire completamente, una volta entrato in circolo sul web.
Chissà quanti se lo saranno salvato.

tabula ha detto...

Facendo una ricerca mi sono imbattuta nei primi commenti sul caso Rea risalenti a maggio 2011.

C'è un commentatore che riporta (purtroppo con parole sue) un articolo relativamente ad una "copiosa traccia ematica al bivio tra Folignano e Colle", esattamente nella zona in cui un testimone avrebbe avvistato una donna vestita come Melania uscire dalla boscaglia di corsa, chiamando i carabinieri per denunciare il fatto.

Ho googlato le parole bivio colle e folignano, traccia ematica bivio, con tante combinazioni ma nulla: non si trova più alcunchè.

Tutti gli articoli relativi al ritrovamento della "copiosa traccia ematica" sono spariti.

tabula ha detto...

scusate. il commento trovato è sul forum "il mostro di Firenze", credevo di averlo specificato.

PINO ha detto...

MIMOSA
Sei stata brava a tirarmi ancora in ballo, nonostante la mia decisione che, comunque, era condizionata dal rilevamento di qualche NOVITA'.
Bene la NOVITA' c'è, ed è anche di importanza fondamentale.
Torniamo al punto:
"quanto si voleva ottenere", e si è effimeramente ottenuto (dalla volontà accusatoria)va ricercato in tutte quelle misure attentamente effettuate, come tu dici, ed io confermo, qualche ora dopo la prima, sommaria (ed anche più certa) autopsia, per rafforzare la tesi,unica e tenace, che puntava l'indice accusatore su SP.
La supposta "sottrazione" dell'orologio, sarebbe parte importante, anzi determinante, per "quanto si voleva ottenere"
E' mia convinzione che M avesse con se l'orologio al polso sinistro (come dall'ultima foto al supermercato). Se non fosse stato rinvenuto, lì dove doveva trovarsi, o per terra, nelle vicinanze del corpo, la sua sparizione non l'attribuirei ai sicari, che se ne sarebbero infischiati che indicasse o meno l'ora del delitto. "Loro" avevano interesse solo a cancellare le tracce dal cellulare, che potevano incriminarli.
Se la sottrazione dell'oggetto c'è, non potrebbe che avere altra direzione indicativa. L'ipotesi andrebbe supportata dal silenzio calato sul suo ritrovamento o meno.
Non voglio dilungarmi oltre, perchè esorbiterei dalla NOVITA' che stiamo discutendo.
Pino

tabula ha detto...

Io invece avrei un quesito logico da sottoporvi.
E' una specie di Paradosso di ZENONE.

Essendo un quesito logico di carattere anche tecnico, mi piacerebbe avvalermi dell'opinione di Lucap.

Si tratta difatti della questione cellulare.

Allora, fate attenzione e seguitemi, diamo corda per un momento alle accuse degli inquirenti.
viene detto che:

1) Melania è stata uccisa a Ripe
2)il cellulare di Melania è sempre stato a Ripe con lei
3) Melania è morta a Ripe in un lasso di tempo che va dalle ore 14,00 alle ore 15,30, stando larghi
3)lo stesso cellulare rimane accanto al corpo in un punto del bosco di Ripe in cui NON vi è aggancio di alcuna cellula telefonica
4)lo stesso appare spento a chi provi a telefonare alla donna per ben due giorni in cui lo stesso sarebbe stato invece in stand bye alla ricerca di una possibile cella telefonica d'aggancio.
5)lo stesso si riaccende la mattina del 20 aprile perchè un animale l'ha spostato in un punto "coperto".

da queste dichiarazioni ne consegue necessariamente che:

6) NESSUNO spento il cellulare alle ore 19:10 del 18 aprile
7) NESSUNO avrebbe riacceso il cellulare alle prime ore dell'alba del 20 aprile


Ci siete?

E' quanto viene reso dalla ricostruzione dell'accusa, giusto?

siamo tutti d'accordo?
ok, allora andiamo avanti.

Vi pongo il mio quesito logico-tecnologico.

SE il cellulare di Melania è rimasto a Ripe con lei fin dalle ore 15,30 al massimo, orario in cui la stessa si è reputata uccisa, secondo l'accusa non si sarebbe MAI mosso da lì.

E allora, Lucap rispondimi te ne prego, COME E' POSSIBILE CHE QUEL CELLULARE ABBIA POTUTO RICEVERE TUTTE E DICO TUTTE LE CHIAMATE IN ENTRATA DALLE ORE 15,30 ALLE ORE 19,10 DEL 18 APRILE, SE QUELLO STESSO CELLULARE NON SI E' MAI MOSSO DA UNA ZONA IN CUI PER I EN DUE SUCCESSIVI GIORNI NON C'E' STATA MAI E DICO MAI ALCUNA COPERTURA DI ALCUNA CELLA TELEFONICA?

Altrimenti dovremmo ipotizzare una tartarughe molto lenta che, senza lasciare alcuna traccia bioologica di sè sull'oggetto, si sia divertita a giocare a ping pong con il cellulare di Melania, dando i colpi con la corazza.

PING, avrebbe fatto la tartaruga alle ore 19,10 del 18 aprile.
poi, due giorni affannati di corsa per rincorrere il cellulare e poi:

PONG, avrebbe fatto alle alle prime luci dell'alba del 20 aprile.

Peccato che gli abbiano interrotto il gioco, stava quasi vincendo.

L'errore dell'assassino è stato spegnere quel cellulare, signore e signori.

tabula ha detto...

riposto la domanda, nella foga ho fatto degli errori e invece voglio che sia molto chiara a tutti l'incongruenza logica:

COME E' POSSIBILE CHE QUEL CELLULARE ABBIA POTUTO RICEVERE TUTTE E DICO TUTTE LE CHIAMATE IN ENTRATA DALLE ORE 15,30 ALLE ORE 19,10 DEL 18 APRILE,

SE QUELLO STESSO CELLULARE NON SI SAREBBE MAI MOSSO DA UN PUNTO PRECISO DEL BOSCO IN CUI PER I BEN DUE SUCCESSIVI GIORNI

NON CI SAREBBE STATA MAI E DICO MAI PIU' ALCUNA COPERTURA DI ALCUNA CELLA TELEFONICA?

dico, segnando quel punto esatto senza campo con una X, sarebbero almeno trentasei ore di mancata copertura telefonica totale!!!

e allora come mai fino alle ore 19,10 del 18 aprile, quello stesso cellulare, rimasto sempre nello stesso preciso punto X del bosco, le chiamate in arrivo le ha agganciate tutte?

Mimosa ha detto...

Cara Tabula
nell'attesa che qualcuno elabori i tuoi quesiti, io rispondo a Pino

Caro PINO,
Ci sarebbero tanti commenti da fare, ma prima di tutto vorrei dire che non abbiamo fonti attendibili sulla denuncia sporta da SP in merito alla scomparsa della collanina, non sappiamo se davvero la denuncia sia stata fatta e quanti oggetti abbia compreso.

PINO ha detto...

MIMOSA
Questo è IL PUNTO: perchè non se ne sa niente, se su questo caso sono stati contati anche il numero dei capelli del nonno di Parolisi?
Se tu, che ritengo buona "navigatrice" dici di non essere riuscita a trovare nessuna notizia sull'orologio, io sospetto, e teorizzo la sua dolosa "sottrazione", da parte di chi fortemente aspirava a "quanto si voleva ottenere", facendone sparire ogni notizia, qualora ce ne fosse sta, nei primi giorni successivi al ritrovamento.

Pino
Pino

PINO ha detto...

E POI, non è stato, nei primi tempi, riportato nella perizia autoptica di alcuni oggetti, come appartenenti alla vittima, tra cui proprio quelli di cui ora si annoverano tra i TRAFUGATI dagli assassini?
Pino

Mimosa ha detto...

PINO
Proprio quello mi è balzato agli occhi: che sia stato esplicitamente scritto che risultavano dalla perizia autoptica ...
già è strano inserirli nell'autopsia che si fa sul cadavere e - a mio parere - se è stato scritto così (qualcuno lo ha detto ai giornalisti) gli oggetti erano addosso alla vittima, altrimenti sarebbero stati i ROS a repertarli, come gli orecchini e l'anello ritrovati a distanza di giorni.
Lo sai quante cose hanno scritto e detto i cosiddetti organi di informazione che ci hanno fatto deviare pensieri e ragionamenti.

Tiziana ha detto...

MIMOSA
non c'è una denuncia da parte di Parolisi di scomparsa della collanina,
invece, nella denuncia di SCOMPARSA della MOGLIE (v. Ordinanza Teramo p.79), Parolisi dice che indossava una collanina in oro bianco (così rispondo anche alla domanda in cui chiedevi com'era questa collanina, se con cordino o in oro).
Tale collanina sembra non sia stata mai ritrovata. Non credo invece sia scomparso l'orologio, altrimenti la famiglia l'avrebbe fatto notare: hanno tanto parlato di borse ed occhiali, pensate che non avrebbero preso la palla al balzo se fosse scomparso anche l'orologio?

continua con la risposta a TABULA...

PINO ha detto...

Mimosa,
Ci hanno deviato, certo, ma non completamente.
Ora potremmo teorizzare, però, che il depistaggio più significativo abbia altra provenienza, e contrapposta a quella attribuita agli/all'assassino.
Quello della sottrazione degli oggetti in questione, gia citati nel primo reperto autoptico, e non sapendo da parte DI CHI, sarebbe mirata SOLTANTO a fare incriminare SP, facendo sparire l'eventuale ora del delitto, riportata, forse, dall'orologio avariato.
Altro INIZIO di ricerca, per quelli fra noi, più esperti a navigare in internet. (se ne fossi stato all'altezza me ne sarei incaricato io, sia pure solo per puntiglio).
Pino

un amico che non ama perdere tempo ha detto...

a tabula

vi state arrampicando sugli specchi!

non capisco cosa vorresti dimostrare col tuo lungo sproloquio.

sicuramente gli inquirenti avranno reso a chi di dovere la loro spiegazione tecno-logica.

Antonello ha detto...

@Mimosa
non ricordo sicuramente la pagina e risulta macchinoso ogni volta rileggersi tutte le ordinanze, io pero' ricordo di aver letto della denuncia di S. riguardante la collanina in una di quelle due ordinanze cautelari, o meglio nelle richieste.
Ebbene, vi ho guardato all'epoca e non si parla di nessun orologio, mo non so se e' uscita "ordinanza seconda versione", ma per fortuna tutto ha un limite, credo di no.
Tutti i media all'epoca hanno parlato della denuncia di scomparsa di una collanina, e mi sembra l'argomento fu sfiorato anche durante l'intervista di S. a QG.
Quell'orologio esiste per quell'unico articolista e per noi, nessun altro che io sappia, e puo' anche essermi sfuggito, ne ha mai parlato.
Eppure e' strano che sia uscita di casa senza orologio, ma sopratutto che nessuno ne parli in merito agli oggetti rinvenuti in casa.
Scusa Tabula per l'interruzione.

Mimosa ha detto...

Brava Tiziana, giusto, oro bianco.
Strano davvero che SP non abbia citato il bracciale, che M indossava il mattino (ma non sempre i mariti si accorgono di cosa indossano le mogli).
Però, se ci pensi, nel caso l'orologio/bracciale fosse scomparso dal laboratorio, forse la famiglia e il suo legale per un qualche motivo si sarebbero potuti astenere dal denunciarlo ...

Io non so dare risposte a Tabula, troppo difficile la cosa per la mia testolina.

Mimosa

Tiziana ha detto...

TABULA
il fatto che tu abbia richiamato i paradossi di Zenone, con tanto di tartaruga, mi è molto piaciuto.
In effetti hai perfettamente ragione: come mai il telefono ha ricevuto TUTTE le telefonate fino alle 19.10, e poi più niente per quasi due giorni?

Gli inquirenti ammettono però che siano stati cancellati i messaggi dal telefono. Dunque, se qualcuno ha manomesso il telefono, perché non dire che la stessa persona l'ha anche spento e riacceso oppure spostato?
Forse perché l'orario in cui lo spegnimento sarebbe avvenuto non è compatibile con un'azione intrapresa da Parolisi?
Sì, ritengo che le cose stiano proprio così.

tabula ha detto...

Anche io penso che sia così, cara Tiziana.

L'orario in cui lo spegnimento sarebbe avvenuto non è compatibile con un'azione intrapresa da Parolisi.

sul paradosso di Zenone, mi piaceva l'idea della lentissima tartaruga che tra l'altro, spostando l'oggetto col carapace, non avrebbe rilasciato tracce animali.

un telefono che rimanga accanto ad un cadavere dal momento individuato della sua morte fino al giorno del ritrovamento del corpo, in cui un animale l'avrebbe spostato, se viene dato per scontato sia restato per tutto quel tempo in un dato preciso e inequivocabile punto X:

- o non avrebbe dovuto agganciare MAI alcuna cella telefonica, perchè quel punto X non ha campo

- oppure avrebbe preso tutte le chiamate effettuate nei due giorni di scomparsa della donna

Delle due, l'una avrebbe dovuto essere valida.

Non si spiega perchè, se è vero che sia rimasto inamovibile accanto al corpo, fino alle ore 19,10 quel cellulare le chiamate le prenda tutte,
e dal quel momento in poi, no.

e grazie per avere infilato le meningi tra i miei "sproloqui", cavandone una riflessione per di più coerente e pertinente.

Logica.

ENRICO ha detto...

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1015977/melania-sulla-collanina-la-dichiarazione-damore-di-salvatore-parolisi.shtml

http://www.crimeblog.it/post/6665/omicidio-carmela-rea-dna-su-siringa-ne-suo-ne-del-marito-si-cerca-la-borsa-di-pelle-gialla

In entrambe le immagini è ben visibile il bracciale (a me sembra un bracciale con inserito il quadrante di un orologio)
-------

Poi ho trovato questo :

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2011/07/19/546517-ultimi_attimi.shtml

Ecco cosa scriveva a Luglio il Resto del Carlino


Ascoli Piceno, 19 luglio 2011 - AL SUO COLLO c’era una catenina, con la scritta “Con te sarà sempre un nuovo giorno d’amore”, mentre al suo polso un bracciale di metallo con il nome di quello che è l’unico indagato per il suo omicidio, Salvatore. Così Melania Rea è stata trovata nel bosco delle Casermette, le braccia aperte, una siringa conficcata nel seno sinistro, una svastica che occupa quasi un’intera coscia.


QUINDI la collanina ed il bracciale – secondo quanto scritto nell’articolo – sono stati ritrovati al loro posto e di conseguenza dovrebbero essere stati repertati

Com’è mai che ad un certo punto invece si parla di “catenina scomparsa” ?

Non si capisce se questi due oggetti siano stati trovati sul corpo o se” avrebbero dovuto” esserci in quanto, dalle testimonianze del marito, Melania quel giorno li indossava

Antonello ha detto...

@Enrico
l'unico che poteva dire se "al suo collo" vi fosse la catenina ed al polso il bracciale era S., non di certo un articolista, se considerare attendibile S. questo e' un altro discorso.
Si parla comunque al passato, significa che come la capisco io la collanina ed il bracciale vi erano e la collanina invece non e' stata ritrovata come si cita in ordinanza ed in denuncia di scomparsa, io tengo conto degli atti pubblici redatti, un articolista puo' aver sbagliato, chi ha raccolto la denuncia di scomparsa della catenina no.
@Tiziana
c'e' un po' di confusione, il giorno della scomparsa di M., giorno in cui S. ne denuncia la scomparsa non puo' materialmente denunciare la scomparsa della catenina perche' non sapeva in quel nomento se effettivamente era scomparsa dal collo di M.
Stiamo quindi parlando di due atti diversi e disgiunti:
1) Denuncia di scomparsa della moglie.
2) Denuncia di scomparsa della catenina presentata dopo il ritrovamento del corpo.

Tiziana ha detto...

AMICI DELA SQUADRA
L'argomento collana-bracciale, guardando gli articoli a ritroso, mi sono accorta che l'avevamo ben sviscerato in relazione all'articolo di Massimo del 4 novembre.
Tabula ed io ci siamo intrattenute a lungo sul "problema" collana.
Il problema è che sappiamo che Parolisi sicuramente segnalò la collanina come portata dalla moglie al momento della scomparsa, ma non abbiamo alcun elemento per dire se essa (come l'eventuale bracciale di cui P. non parla) sia stata repertata o meno (al di là dei vari articoli giornalistici che lasciano il tempo che trovano).

Tiziana ha detto...

ANTONELLO
infatti io reputo che Salvatore non abbia fatto una denuncia di scomparsa della collanina (almeno io non ne ho trovata notizia ufficiale).

ENRICO ha detto...

Il ragionamento di TABULA è giusto.

L'impianto accusatorio, per restare in piedi deve PER FORZA bloccare la sequenza del delitto a questo punto esatto del fotogramma: ore 14,40/15,30 – cellulare accanto alla vittima - alterazione della scena del crimine con ferite post mortem e vilipendio del cadavere, già effettuata

Se si modifica uno solo di questi elementi le cose sono 2 : o si scagiona Parolisi o si è obbligati a ricercare un complice.

Se si segue la pista del complice si deve abbandonare quella dell’”imbuto” o quella dei “trans”.

L’Accusa pertanto se non può o non vuole far intervenire "terze persone" è costretta ad affermare che “il cellulare si è spento e riacceso DA SOLO !”

Il che mi sembra un po’ difficile da sostenere, che ne dite ? (“ anonimi” compresi )

Tiziana ha detto...

Sapete qual è il nostro vero problema?
Che noi del blog, in base ai tanti elementi CERTI che abbiamo messo assieme, siamo tutti convinti dell'innocenza di Parolisi. Non per posizione preconcetta ma, come diceva Tabula, su base logica.

Purtroppo i pochi colpevolisti intervenuti in questo blog l'hanno fatto in maniera offensiva ed arrogante, senza portare alcun elemento LOGICO a sostegno della colpevolezza di Parolisi, ponendosi così sulla stessa linea della Procura che, troppo comodamente, ha stralciato tutto ciò che portava in direzione dell'innocenza e ha conservato solo ciò che le faceva comodo.

A questo punto mi domando, come sto facendo da un anno a questa parte, è mai possibile che possano giudicare Parolisi colpevole?
Verrà mai un giorno qualcuno a spiegarci almeno due questioni incontrovertibili: quando avrebbe avuto il tempo di cancellare, spegnere e spostare il cellulare? Quando avrebbe avuto il tempo di compiere il villipendio del cadavere?
(Tralascio tutti gli altri elementi che fanno fortemente dubitare della sua colpevolezza).

ENRICO ha detto...

Ps : Scusate. Ho sbagliato l'arco temporale . Correggo.

14,40/ 15,15

Gli vogliamo dare almeno 10 o 15 min. al Parolisi per ritornare al bar Segà e dare inizio alla sceneggiata ?

Va bene che la sua velocità è un fatto ormai certo, ma finora della sua ubiquità non si è ancora parlato

tiziana ha detto...

ENRICO
15 minuti non sarebbero stati sufficienti neanche a Nuvolari per raggiungere il bar Segà, persino la procura ammette che ce ne vogliano al minimo 20. Aggiungi almeno 3 minuti per posteggiare, sganciare la bambina dal seggiolino, chiudere la macchina e lanciarsi a rotta di collo e col fiatone (ma non mi sembra che ciò dicano i testimoni) dentro al bar (tralasciamo pure, per ora, il passaggio alle altalene con relativo avvistamento di Ranelli). Direi perciò 14.40/15.07

Tiziana ha detto...

ENRICO
sei riusciti ad esprimere perfettamente il punto centrale della questione: o si ammette che in 27 minuti (in realtà sono di meno, considerando che almeno alle 15.23 Ranelli abbia visto P) P. abbia ucciso la moglie, cancellato i messaggi dal telefonino, villipeso il cadavere, si sia lavato, cambiato, occultato arma e vestiti (e ancora così resta il problema dello spegnimento-riaccensione del cellulare. La farsa dell'intervento di un animale è equiparabile a quella dell'intervento di un alieno, argomento caro a qualcuno degli anonimi qui intervenuti), oppure dobbiamo ammettere un complice.

Complice che per altro avrebbe dovuto contattare PRIMA dell'omicidio perché dopo, nonostante le numerose intercettazioni, non ve ne è traccia. Tornerebbe dunque l'ipotesi di un omicidio premeditato, che persino la procura ha escluso per la sua assurdità.

ENRICO ha detto...

# TIZIANA

Tornerebbe dunque l'ipotesi di un omicidio premeditato, che persino la procura ha escluso per la sua assurdità.

...anche perchè quel pomeriggio ( parola di Sciarelli !) Salv aveva intenzione di fare la sua solita corsettina per telefonare indisturbato a Lud. e non di ammazzare la moglie !

Mimosa ha detto...

Tiziana e Amici
è vero che avevamo “abbondantemente” parlato, MA NESSUNO di noi aveva mai segnalato il particolare che ho messo in evidenza con il post iniziale.
Noi avevamo messo la collana nel conto “spoliazione” oggetti personali nello staging, anche illazionando su una intenzione da parte dello stagiatore di lasciare segnali – avevamo classificati in quattro tipologie (ricordate avevo ripreso un’intuizione di qualcuna del gruppo, nel mio articolo dell’11 dicembre dal titolo «Perché ci "ha rimesso" Melania Rea?» http://albatros-volandocontrovento.blogspot.com/2011/12/perche-ci-ha-rimesso-melania.html#more).
Ma successivamente è risultato che orecchini e anello di fidanzamento potrebbero essersi “sfilati” nell’assalto e comunque non erano stati sottratti, quindi il riferimento ad una motivazione che alludesse all’illecito “furti” (di cui poteva essere pericolosa testimone M) è decaduto da solo.
Solo ora mi sono accorta che la collana e il bracciale risultano tra i reperti dell’autopsia come se (ho detto sopra) fossero stati ancora addossoalla vittima.
Questo fa la differenza!

Forse meglio fermare qui e lasciar spazio ai ragionamenti di Tabula affinché non si accavallino i commenti.
Io passo!

Mimosa

Antonello ha detto...

@Tiziana
non son certo ma io mi ricordo un cenno alla collanina inserito ad ordinanze, inutile che ne discutiamo, devo rileggermi tutte le ordinanze perche' con il mio tab non posso fare la ricerca sui testi, non me lo consente il software free che utilizzo per i pdf.
A parte che comunque la notizia di quella denuncia mi sembra l'abbia data all'epoca anche CLV e varie altre testate, cerco e ti dico.

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

ctz."Solo ora mi sono accorta che la collana e il bracciale risultano tra i reperti dell’autopsia come se (ho detto sopra) fossero stati ancora addossoalla vittima."

INFATTI. E' quello che volevo far notare nel mio post delle 13.20

qui l'articolo


http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2011/07/19/546517-ultimi_attimi.shtml

Tiziana ha detto...

MIMOSA
se avessimo la certezza che quegli oggetti rientravano nella relazione dell'autopsia (ma lo dice solo un giornalista?) e che poi fossero spariti, allora sì che il dato sarebbe importantissimo. Purtroppo però non abbiamo elementi a conferma di nessuna delle due dichiarazioni giornalistiche: repertamento degli oggetti, loro sparizione.

Sempre a proposito di dati certi, qualcuno ha le motivazioni del gip De Rensis relativamente al giudizio immediato?

Ed ancora, le accuse mosse a Parolisi, quelle con cui ora si procede nel rito abbreviato, sono le stesse proposte nel giudizio immediato?

Vi chiedo tutto ciò perché a me risulta che Parolisi è accusato di omicidio pluriaggravato e villipendio del cadavere, accusa parzialmente diversa rispetto all'ordinanza di arresto.

Nell'ordinanza di arresto, infatti, si rimane nel vago per quel che concerne il villipendio e si ipotizza ancora la possibilità di un complice. In particolare in tale ordinanza c'è scritto: "Non è possibile allo stato degli atti stabilire se colui il quale ha posto in essere gli atti di confondimento sia il medesimo che ha spostato il telefono cellulare... se questi sia lo stesso che, intorno alle 07.00 del mattino del 20 aprile, ha acceso il telefono cellulare...".

Allora vedete bene che se si è richiesto il giudizio immediato dovevano essere state compiute ulteriori indagini con le quali poter stabilire che P. avrebbe avuto il tempo di fare tutto ciò che in prima battuta è stato imputato ad un complice (e vedete che si dà per certo le spostamento e riaccensione del cellulare). Ma invece ci è sempre stato detto che per le 7 di mattina del 20/4 P. ha un alibi. Di cosa stanno dunque ancora tanto a discutere periti, entomoogi, ecc. Parolisi non può aver commesso TUTTO ciò di cui viene accusato.

Un'ultima domanda: i capi di imputazione possono essere modificati a "rito abbreviato" iniziato?

Tiziana ha detto...

ANTONELLO
del riferimento alla collanina nell'ordinanza ne ho già parlato questa mattina (ORD. Teramo p.79). Lì però c'è scritto che secondo P. Melania l'indossava al momento della scomparsa. In nessuna ordinanza si dice che P. ne abbia denunciata la scomparsa.

CLV e le varie testate giornalistiche non li prenderei in considerazione.

Antonello ha detto...

@Tiziana
il mistero si infittisce, a pag. 9 dell'ord. di Teramo infatti vi e' scritto che gia' in sede di scomparsa della moglie e in specifico nella denuncia di scomparsa riferisce della collanina specificando dicitura, forma medaglietta e tutto.
Per ora e' quello che ho trovato, ne deduco che chi ha ricevuto l'atto abbia chiesto ogni piu' insignificante particolare relativo ai vestiti, ai monili ed oggetti che la donna portava con se al momento della scomparsa.
Di fatto pero' questa non voleva essere, presumo e voglio sperare, una denuncia di scomparsa di catenina ma un elenco scevro dello stato della donna a conoscenza del marito.
Strano pero', riferisce della collanina ma non dell'orologio, se n'e' dimenticato??? Non era indossato??? Ha dei motivi ipotetici per mentire??? Continuo nella scansione dell'atto.
A dopo.

Tiziana ha detto...

ANTONELLO
sì scusa hai ragione, p.9 e non 79.
Per il resto puoi risparmiarti il lavoro, ho cercato la parola "collanina" su tutti i documenti messici a disposizione da Massimo, e non risulta in altri. Almeno che tu non disponga di altra documentazione, forse quella di cui chiedevo notizia nel mio precedente post?

Sabry ha detto...

Giusto Enrico,lo stavo dicendo anch'io adesso...è stata Melania a voler andare a San Marco quindi che omicidio premeditato?per quanto riguarda l'affermazione di Pac,ha ragione,si sentirono anche alcune voci che dissero che era meglio se il marito restasse in galera altrimenti sarebbe stato in pericolo di vita!Me la ricordo anch'ioo!!!

Mimosa ha detto...

Negli Atti non c'è alcun riferimento, tranquilli ...
gli oggetti dovrebbero essere scomparsi tra la prima e la seconda autopsia, quindi non dovrebbero essere citati nella Relazione conclusiva del medico legale!!

@ ENRICO, infatti
mi pare che tu mi sostenga in quella direzione!

Ho concluso il post precedente scrivendo “questo fa la differenza” non solo perché così chiudiamo il capitolo “collana-tolta-primo-o-dopo-il-rapporto-sessuale-e-dove” e “collana-d’-amore-souvenir-per-assassina-gelosa”
ma apriamo un capitolo nuovo che potrebbe ispirare al giudice Tomm un supplemento d’indagine, un’indagine interna, un fascicolo contro ignoti per sottrazione elementi di prova.

Insomma, tra i tanti dubbi, dovrà farsi venire anche questo!
Melania li aveva o non li aveva addosso quando è stata trovata? Chi e a che pro li ha fatti scompare?
Se sono scomparsi, avevano a che fare con la direzione delle indagini?

Non mi pare sia un dubbio da poco, comunque, non vorrei tornarci più su.
Ho semplicemente esposto un “problema”, anzi un FATTO.
E vi ringrazio dei contributi utili che mi avete dato.

Potrebbe anche essere un buco nell'acqua, un gigantesco flop ... ma in questa storia tutto puzza di sospetto.

Tiziana ha detto...

Non credo che possano tenere qualcuno in carcere con l'intento di "salvargli la vita".
Tutt'al più esiste un programma di protezione dei testimoni, ma in questo caso le persone implicate ne sono consapevoli.
No, Salvatore non mi sembra uno che abbia voglia di restare in carcere per avere salva la vita. E' invece un padre che vorrebbe riabbracciare sua figlia.
Tutt'al più temeva qualcos' altro, non avendo chiesto il trasferimento al carcere militare di Santa Maria Capua Vetere.

Sabry ha detto...

Infatti Tiziana è molto strano che non abbia chiesto il trasferimento all'altro carcere...forse non voleva andarci chissà...cmq Mimosa tutto puzza in questa storia e se devo dire tutta la verità a me puzza quel dna sulle mutandine di Melania,che non è per niente normale...se poi i pm credono alla stirata a quattro non so cosa possa emergere....e soprattutto se una donna può andare a dire in televisione che c'è anche il dna del marito...bah...sarà ma io alle coincidenze non credo.

Anonimo ha detto...

non è scomparso proprio niente, cambiate orgomento

ENRICO ha detto...

"non è scomparso proprio niente, cambiate orgomento

E fu così che l'"Anonimo " parlò.

MOLTO BENE

Quindi collanina e orologio sono in possesso degli inquirenti.

Se lo dice l"anonimo" possiamo stare tranquilli.

Lui deve essere uno molto "interessato" alla "faccenda"

Mimosa ha detto...

Bene!
se "non è scomparso proprio niente! tanto meglio!

Amici della Squadra
ciò vi sia di monito
e non si tocchi mai più l'argomento. ;-)

Chiuso il "casino" (=piccolo caso).

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

non so come faremmo se non ci fosse questo "anonimo" così ben informato

Speriamo che si appalesi più spesso e, soprattutto, al più presto così potremmo approfittare di qualche sua "dritta" di prima mano e riaprire il "casino". Non mi piace l'idea di chiuderlo

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