domenica 20 febbraio 2011

Sarah Scazzi. E se qualcuno facesse un quarto grado a Quarto Grado?

Nella puntata di Quarto Grado del 18 Febbraio abbiamo assistito ad un nuovo scempio della verità. Finite le informazioni disponibili sulle gemelline svizzere, notizie smentite oggi dalla stessa Irina Lucidi e dalla Polizia francese, fra l'altro con un collegamento stile Avetrana dalla casa dove vivono i genitori di Katia Iritano, la ragazza che si dice coinvolta nel rapimento delle piccole, collegamento non voluto dalla famiglia della ventisettenne ed inutile a livello informativo, si sono accesi i riflettori sul caso di Sarah Scazzi. In un servizio disinformativo al massimo si affermava che il lunedì precedente vi era stata una nuova perquisizione, ordinata dalla Procura di Taranto, in casa Misseri. Inoltre si insinuava che si fosse individuata la porta in cui poteva essere passato, prima di arrivare in garage, il corpo di Sarah ormai esanime. Sperare in qualcosa di più dal programma di Salvo Sottile, d'altronde, non era possibile.

Dopo ben dieci minuti, intervallati dalla pubblicità, è entrato negli schermi il faccione dell'avvocato Biscotti che, in un momento di ravvedimento, ha corretto parzialmente il tiro dichiarando che la perquisizione non era opera della Procura ma un accertamento voluto dalla Parte Civile che lui rappresentava. E' chiaro che nel lasso di tempo trascorso tra il servizio e la correzione, alle 23.20 di sera, almeno 300.000 telespetttori, anche grazie alla pubblicità, avevano spento il televisore andandosene a letto con nelle orecchie un racconto falso. Racconto che volutamente è andato in onda in tal senso in quanto non è possibile pensare che in quasi cinque giorni i redattori del programma non siano riusciti a capire chi ha voluto il sopralluogo. Oppure, se non l'hanno capito, significa che non sanno di cosa parlano e devono imparare a memoria il tempo presente del verbo tacere.

Ma non è stata la parte più vergognosa della trasmissione in quanto dalla bocca del sempitriste Biscotti sono sgorgate parole di fuoco accompagnate dalla dicitura, non ho prove e questo è un mio pensiero, messa a posteriori ed a corollario dei suoi vanneggiamenti. A parere dell'avvocato la casa dei Misseri è costruita in carta velina ed anche dal garage, staccato dal resto della costruzione ed in parte interrato, si sente quanto viene fatto o detto nelle stanze dell'abitazione. E questo a dispetto di quanto affermato dal suo consulente, Luciano Garofano, che poco più di due mesi fa, nella stessa trasmissione, aveva  confermato, dopo averlo visitato assieme agli analisti del Ris, che nulla si poteva sentire da quell'anfratto interrato. Ma quelle parole ormai sono finite nel dimenticatoio e venerdì si è insinuato che la buona, perché ha acconsentito al sopralluogo, ma correa Cosima, non può non aver sentito quanto avveniva quel giorno ed è complice della figlia. Al che l'unico giornalista sano presente nel programma, Remo Croci, gli ha chiesto come è possibile credere che la donna in dormiveglia possa aver sentito e, contemporaneamente, credere che il Misseri steso sulla sdraio in cucina non si sia accorto di nulla.

La risposta del Biscotti è stata tragicomica. Infatti ha detto: "Lo zio Michele ha fino ad ora raccontato la verità per lui più comoda". Ma, ad essere sinceri, aveva raccontato inizialmente la più scomoda. Solo  che ad altri non era comoda e, successivamente, grazie al percorso inventato per lui dal Galoppa, ha intrapreso una strada diversa. Ed è particolare come tutti, senza neppure farsi una minima domanda, gli abbiano creduto. Di solito i giudici e gli inquirenti prendono con le molle le ritrattazioni di un reo confesso. Se avesse detto, ad esempio, mi ha aiutato il signor Petarra, l'abitante di via Verdi che dopo quattro mesi ha affermato di avere visto Sarah in strada prima delle 14.00, e si leggano bene le parole in strada che non significano vedere entrare in casa ma significano in strada e cioè a 500 metri circa dalla casa di sua cugina, 500 metri in cui sono presenti incroci e cambi di percorso, nessuno gli avrebbe creduto. L'unico modo per esserlo era quello di fare il nome di un familiare. Ed infatti alla parola Sabrina tutti sono scattati sull'attenti.

E' logico che lo spettatore, distratto dai servizi falsi mandati precedentemente in onda,  non possa fare un ragionamento realistico e debba accontentarsi di ascoltare ed elaborare quanto gli viene proposto. Ed è logico che la sua mente, in mancanza di una giusta e vera informazione, propenda per la colpevolezza in quanto è in quella direzione che viene spinto da chi sta in video. E a dare queste spinte hanno collaborato altre perle di saggezza, accompagnate da sorrisi ironici, uscite nei minuti restanti. A pronunciarle un giornalista, Nino Cirillo, che farebbe miglior figura se invece di andare a sorridere in televisione si fermasse a cenare in uno dei tanti ristorantini che si affacciano sul candido e bellissimo porto di Trani. Lui, antico inquisitore dei Misseri, vorrebbe chiedere a Cosima per quale motivo alle 13.58 non ha risposto ad una telefonata inviata da un parente.

A parte che non è detto che una telefonata svegli una persona in dormiveglia, io sono un esempio vivente perché tante non ne ho sentite, a parte che avrebbe potuto essere anche in bagno nei trenta secondi degli squilli, a parte tutto questo dove sta scritto che uno è obbligato a rispondere al telefono mentre si sta riposando perché stanco dopo essere stato in campagna a lavorare e, forse, non ha voglia di sentire nessuno? Fra l'altro se la piccola Sarah è stata vista dieci minuti prima delle due, c'è chi ha parlato anche di soli cinque minuti prima, che centra con l'omicidio una telefonata fatta alle 13.58? 

Aho Nino, che te pensi che le due se stavano ad allenà co a cinta? Tè li 500 metri che c'erano da fà in quanto te li facevi? Non è che li procuratori t'hanno detto che c'hanno l'intenzione de anticipà l'orario de a partenza portandolo alle 13.30? Scusate la scrittura ma per farsi capire da Nino se deve scrive così.

Ma non sono solo le parole del giornalista delle pale eoliche a convincere il pubblico a non starsene al centro, il suo volto ironico fa molto di più. Quasi come il viso da saputella di quinta elementare, quella che sta nel primo banco con le braccia alzate perché sa tutto lei, di Barbara Palombelli. Credo che una donna dal volto più indisponente e saccente del suo non esista in tutto il globo. La giornalista che scrive lettere ha apostrofato in malo modo l'avvocato di Cosima Serrano perchè il suddetto aveva osato paragonare la donna ad una madre amorevole come lo poteva essere Irina Lucidi. Addirittura pretendeva che si scusasse con le mamme d'Italia! Questo suo atteggiamento è stato rivoltante! Forse che Cosima non è una madre? E se al momento non è neppure indagata, presto lo sarà perché il sopralluogo era una trappola congegnata a modo, per quale motivo deve vergognarsi del suo ruolo di madre? E' colpa sua se il marito ha sepolto la nipote e coinvolto la figlia? Non vorrei che un domani la giornalista in questione dovesse scrivere altre lettere di scusa.

Lasciamo perdere la moglie di un terzo del terzo polo e passiamo ad un'ultima considerazione. Riguarda gli uomini che avrebbero aiutato il Misseri ad occultare il corpo. Su questa novità c'era un servizio che non hanno potuto mandare in onda, meno male perchè visto il precedente chissà cosa avrebbero detto, e si sono limitati a farne un breve riassunto promettendo, ed a me è parsa quasi una minaccia, di trasmetterlo nella prossima puntata. Nel riassumerlo si sono chiaramente indicati quali soggetti maggiormente sospettati dalla Procura, che non crede alla versione fornita dal contadino carcerato sulla parte riguardante l'occultamento, il fratello Carmine ed il nipote Minimo. Ma poco prima il Biscotti di Perugia, parlando dell'imputato che a parer suo non era ancora riuscito a raggiungere la completa redenzione, aveva asserito che lui, essendo presente durante l'incidente probatorio del 19 Novembre ed avendolo ascoltato, si era reso conto che la verità l'aveva detta solo quando parlava dell'occultamento.

Tutti con la lingua in fuori e gli occhi sgranati!
I sanno tutto loro per certo e per sicuro, quelli che quando parlano non hanno prove ma dicono ciò che il proprio pensiero gli intima di dire, quelli che la Procura lavora talmente bene per cui le parole del Misseri sono ininfluenti, quelli che fanno sopralluoghi in case di carta velina, quelli che sappiamo noi dove trovare le prove della colpevolezza, quelli che parlano a sproposito parandosi dietro al nome della povera Sarah, non credono ad altri complici e, quindi, nel lavoro dei loro alleati che vorrebbero aiutare, come detto tante volte, a raggiungere la verità. Mi sa che il delirio mediatico li sta rincoglionendo e presto non ricorderanno neppure chi o cosa stanno difendendo o accusando.

Comunque sia anche questa volta Quarto Grado ha portato il suo bel compitino fatto bene alla maestra. Salvo che poi quest'ultima, con una penna rossa dal tratto neanche troppo Sottile, gliel'ha tutto scarabocchiato e gli ha affibiato un voto dal basso profilo. Una cosa Barbara da far infuriare i redattori che pensavano d'aver lavorato a modo per gli amici di cordata che con ganci e Picozzi cercano da tempo, dando il Massimo, di scalare gli indici e l'audience. Andrà meglio la prossima volta. Basta, per non far naufragar la barca, non lasciarsi trasportare dalla corrente ma munirsi di un Remo e remare.

Solo così il pregiudizio starebbe alla larga e si riuscirebbe a navigare spediti verso la neutralità. Neutralità che in fondo è quello che un programma onesto e serio dovrebbe insegnare.


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8 commenti:

Anonimo ha detto...

io penso che il giornalista remo croci sia da escludere in tutte le trasmissioni ,mi si e rivoltato lo stomaco quando ha detto quelle cose sulla piccola Sarah e uno scifo.Cacciatelo da tutti i programmi.Per il resto penso che siamo in una nazione dove tutti possiamo esprimere il proprio pensiero,l avvocato biscotti ha difeso la sua causa e anche quello di cosima quindi non ce da lamentarsi.Ma dico una cosa quella famiglia e tutta colpevole questo e certo,tutti in galera a scontare la pena che si meritano.

emax/massimo prati ha detto...

A mio parere, ma è personale e quindi non dargli troppo credito, tu sei l'esempio classico di quanto possano far male trasmissioni del genere. E' chiaro che non ce l'ho con te e, spero, tu non ce l'abbia con me. Ciao, Massimo

Cindy ha detto...

Con rispetto vorrei esternare la mia totale disapprovvazione ! Salvo Sottile è uno dei migliori giornalisti in Italia, ( e siamo in molti a pensarlo mi creda ) e in questa nuova avventura di "Quarto grado" sta' dando notevole prova di abilita' conduttoriale ( che puo' piacere o meno ) ma come avrete ben visto il programma ha ritmi serrati,molti ospiti in studio,casi particolari che altri non riuscirebbero assolutamente ha trattare con lo stesso tatto e garbo di Sottile
Senza alcuna morbosità e alcun tipo di spettacolarizzazioni ,Sottile ci sta' regalando uno dei migliori programmi informativi mai visti nel nostro Paese !

emax/massimo prati ha detto...

Grazie Cindy di aver commentato con educazione. Il tuo parere io lo rispetto, ci mancherebbe, e per me Salvo Sottile, specialmente quando lavorava in Sicilia, era eccezionale. Ma in questo caso, su quarto grado in particolare, non sono d'accordo.

Il programma è schierato, anzi, apertamente schierato. E' chiaro che chi propende per la colpevolezza della Misseri non se ne accorge, ci mancherebbe, dice tutto ciò che ci si vuol sentir dire. Ma già gli opinionisti principe, il Picozzi ed il Garofano (almeno fino a quando non era consulente), ti fanno capire che è a favore delle istituzioni e solo delle istituzioni.

Io non credo sia Sottile a decidere cosa mandare in onda e che impostazione dare ai servizi. E forse, essendoci dall'interno, non si rende neppure conto, a mio parere ripeto, di risultare schierato. Però Venerdì probabilmente s'è accorto che il servizio mandato in onda era disinformativo, perché non diceva il vero, e forse per questo ha deciso di non mandare l'altro.

Comunque, perché sia chiaro, io non critico la persona in sé, critico l'impostazione del programma che a volte, vedi il collegamento non voluto dalla famiglia di Katia ma fatto ugualmente, risulta invadente ed alla ricerca dello scoop a tutti i costi.
Salvo Sottile, così come Picozzi e gli altri, sono persone degne di stima, non c'è dubbio, ma non gliela si può dare incondizionata per quanto fatto nel passato e tacere su quanto fanno nel presente. Ed il presente dice che, anche se loro due cercano la neutralità all'interno del programma, i servizi ed i vari sorrisini degli invitati, il tutto mischiato alle mezze verità, rendono la trasmissione schierata da una unica parte. Questo anche per la grande educazione dei non schierati, e mi riferisco a Melluzzi, e per la maleducazione di altri.

Ciao, Massimo

Manlio Tummolo ha detto...

Non ho visto il programma in questione, perché dal 3 dicembre u.s. ho approfittato del passaggio al digitale nel Friuli-Venezia Giulia per disdire l'abbonamento alla RAI, in modo da non vedere più i suoi stucchevoli programmi o quelli dei suoi concorrenti, non meno stucchevoli. Non entro quindi nello specifico sui giornalisti intelligenti o meno intelligenti, ma ricordo solo che il giornalista, parlando in generale, ha l'obbligo professionale di scrivere ciò che è più probabile venga venduto, mentre della verità dei fatti non gli interessa un fico secco. Andrebbe tuttavia ricordato a tutti i giornalisti e a tutti i commentatori dei vari giornali che, se la libertà di opinione è sacrosanta, la libertà di diffamazione non esiste, e che la diffamaziona a mezzo stampa (in cui INTERNET e la Televisione sono comprese) è viceversa un reato molto grave. Ora, la diffamazione si ha, non solo dicendo una cosa falsa in sé, ma anche quando si dice una cosa vera, ma offensiva (celebre è il dire di una prostituta che è una prostituta, per cui si usano quei famosi eufemismi come "entraineuse" o "escort", oggi di moda) e, soprattutto non dimostrata. Anche dire una cosa in anticipo rispetto alla dimostrazione giudiziaria del fatto è comunque diffamazione, non solo, ma rischia di inficiare pesantemente lo stesso andamento di un processo, perché qualunque giudice potrebe essere accusato di sentenziare non sulla base dei fatti, ma su quella dell'opinione pubblica, potendone così richiedere il trasferimento in altra sede per assenza della serenità necessaria ad un corretto giudizio. Penso dunque che gli avvocati delle donne Misseri avrebbero assai ragione, se presto cominciassero a far volare querele a raffica, in merito alla diffamazione così largamente diffusa contro Sabrina e la madre, non esclusa da taluni perfino la sorella Valentina. Sicuramente esse si ripagherebbero non solo delle notevoli spese legali a cui sono state costrette, bensì porebbero farsi una villa lontano da Avetrana abbastanza grande e, pure, sfarzosa.

Anonimo ha detto...

Io credo che tu mio caro(emax) sei l avvocato della famiglia misseri visto che ti prude tanto quando si dice la verita.Guardati attentamente allo specchio e rifletti bene se tu sei migliore di altri.Ti senti troppo sicuro di quello che dici e scrivi c`` eri per caso? Quel fatidico giorno?Rispetta l opinione degli altri e non dire cavolate.Mi dispiace se non ti piacera quello che ho scritto ma siamo in un paese libero e chiunque puo esprimere la propria opinione.

emax/massimo prati ha detto...

A me non dispiace affatto quanto hai scritto, anche perché tu stesso rispondi a te stesso. Io non c'ero, è vero, ma neppure tu. E se mi guardo allo specchio io sto bene perché la mia coscienza non contribuirà mai a mandare in galera chi ancora non ha subito un processo.

La tua, come quella di tanti altri che non c'erano come me, può dire di essere in pace dato che butterebbe via la chiave di una cella solo perché qualcuno l'ha convinta, con parole e sorrisini, che quella persona è colpevole?

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Ho visto anch'io "Quarto Grado" con la speranza di recepire notizie nuove o comunque pensieri intelligenti e critici... invece la solità imparzialità, tante inesattezze, tante ipotesi date per "certezze", per non parlare degli interventi a sproposito della Palombelli e del giornalista del Messaggero così come hai fatto notare nel tuo articolo.Ma non è l'unico scempio che vediamo in tv, se ti è capitato di seguire "l'Italia sul 2", usa lo stesso schema.Si pongono domande,si forniscono delle ipotesi che come per magia diventano verità...Non posso mai scordare la foto di Sabrina Misseri a tutto schermo accanto a quella di Amanda Knox ed Erika De Nardo come se fosse già stata giudicata colpevole... Come può tutto questo non condizionare lo spettatore comune che non può informarsi con altri mezzi e realizzare un pensiero libero?
Ti saluto rinnovando i miei complimenti su ciò che scrivi.
Lucio