domenica 20 febbraio 2011

Yara Gambirasio. Solo sua madre la può trovare

Vedere Irina Lucidi che lotta per ritrovare le figlie, e nessuno può dire siano in vita, stringe il cuore. Vedere Irina Lucidi che cerca di mantenere la calma quando si trova in programmi televisivi che la potrebbero aiutare, e di certo in quei momenti immersi nei ricordi la sua mente schiuma rabbia, e di certo la voglia di piangere avrebbe il desiderio di prendere il sopravvento, emoziona e la fa amare. Vedere le persone che cercano di aiutarla coi propri ricordi, a volte giusti, molto spesso sbagliati,  fa pensare che in fondo l'umanità non si è ancora estinta, che nonostante il progresso abbia isolato le famiglie l'istinto primordiale, che porta a coalizzare le menti per perseguire un giusto obiettivo, che aggrega di fronte al pericolo, è ancora vivo e presente nell'essere umano. 

 Irina è solo una delle tante madri coraggiose che non si arrendono di fronte a ciò che è peggio della propria morte. Ce ne sono tante di donne così. Mamme che dopo la scomparsa di un figlio chiedono al mondo una mano, un aiuto, non per loro stesse ma per chi non può farlo perché impossibilitato a gridare, per chi non si sa che fine abbia fatto ed all'improvviso è diventato muto, invisibile. 

Denise Pipitone, Cristina Golinucci, Elisa Claps, Angela Celentano, e chiedo scusa alle tante che non cito, sono figlie scomparse improvvisamente nel giro di un'ora, di un minuto, di un secondo. Forse fra loro c'è chi ancora vive, di sicuro c'è chi non vive più, di sicuro c'è che il volto delle loro madri lo abbiamo bene impresso nella memoria perché, mai dome, hanno urlato per squarciare quel velo scuro del silenzio che stava  per avvolgere il viso delle proprie figlie. La loro vita è cambiata, si può tranquillamente dire che si è fermata al giorno in cui non c'è stato l'abitudinario ritorno di chi amavano. Eppure, anche rimanendo senza respiro, non si sono mai arrese, non hanno mai perso la speranza.

E questo ci porta a pensare alla madre di Yara Gambirasio. Perché il suo comportamento è così anomalo? Perché non spacca gli schermi televisivi a picconate come fatto fino a pochi mesi fa da Concetta Serrano, la madre di Sarah, o come sta facendo ora la mamma di Livia ed Alessia? Perché nasconde il suo viso dietro il corpo del marito? Perché anche lei come le altre non squarcia quel velo scuro del silenzio? Come può sopportare l'assenza della figlia, come può non rendersi conto che nulla sta facendo per chi, son certo, l'ha amata? Come può sopportare che un sindaco ed un questore decidano cosa sia giusto o non giusto fare? Lei ha partorito Yara, non loro. Lei l'ha allattata, non loro. Lei l'ha curata, non loro. Lei l'ha vista crescere, non loro. Lei prendeva i baci, lei prendeva gli abbracci, lei prendeva i sorrisi di sua figlia, non loro. In cambio dell'amore che le è stato donato resta muta proprio nel momento in cui dovrebbe gridare, proprio nel momento in cui la sua ragazzina avrebbe più bisogno di una madre?

Sono cattivo, lo so, e giuro che mi spiace esserlo. Ma questo silenzio che non finisce mai storpia la mente e fa crescere illazioni, chiacchiere, pettegolezzi. Io non farò come altri, non metterò mai in questo giornale enorme di nome internet il seme del pettegolezzo. Non è giusto, lo so e non mi venderò per trovare in rete qualche lettore in più. Ma non sono in grado di tacere quando vedo che l'ingiustizia soffoca chi la patisce. In questo caso è la piccola Yara a subirla. Nessuno tranne i gruppi Facebook ne parla, nessuno più la ricorda, nessuno si fa carico del suo destino. Il questore s'è perso nel silenzio che lui ha voluto, gli inquirenti che volevano pace per vagliare le 15.000 telefonate, quelle che dovevano dare la svolta alle indagini, non hanno tracce, non hanno piste. Le uniche arrivate in via confidenziale sono state abbandonate o non considerate. Le tante arrivate da medium e sensitivi, al contrario, sono state percorse solo per perdere tempo e giorni utili.

C'è qualcosa che stona a Bergamo, e non è chi ci vive che suona male gli strumenti ma chi in quella città opera a modo suo ed invece dovrebbe farlo in nome e per conto dei suoi abitanti. Un cantiere in fase di costruzione non può essere ultimato, solo perché i soldi in ballo sono tanti, se c'è anche un minimo di sospetto che in quell'area sia capitato qualcosa di anomalo alla piccola Gambirasio. Non ha senso ed anche chi ha messo i propri capitali nella costruzione avrebbe dovuto capirlo. Dopo quanto accaduto non avrà mai una buona nomea fra la gente. Il suo destino, avendo agito tutti in malo modo, ormai è segnato e quello sarà per sempre il centro commerciale della povera Yara. Non credo sia ciò che chi spera di guadagnarci volesse capitasse. Non credo che chi dovrà fare degli acquisti vi andrà volentieri. Penso che saranno tanti quelli che preferiranno fare qualche chilometro in più piuttosto che sopportare il pensiero inconscio di trovarsi, forse, sopra al corpo di Yara.

I carabinieri hanno controllato bene, hanno detto tutti gli addetti delle forze dell'ordine; ma loro non c'erano, come fanno ad esserne certi? Non ne discuto, c'è la possibilità che sotto quella costruzione vi sia solo terra  ferro e cemento, ed allora perché, in presenza di tale sicurezza, non gettare al vento il denaro di un nuovo pavimento o di una nuova colonna e non demolire quel che il 26 ed il 27 Novembre s'era costruito? Troppo difficoltoso? Se Yara fosse stata la figlia di Piera Maggio (la madre di Denise) quel cantiere ora sarebbe fermo e le ruspe starebbero demolendo i muri ed i pavimenti, ne sono certo. Non sono un buon diplomatico, è vero, ma non ditemi che non ho sensibilità, che mi dovrei vergognare nei confronti dei Gambirasio. Il mio intento, casomai leggessero questo articolo, è quello di spronarli a fare qualcosa. Non perché i giornali, stronzi più degli inquirenti in un mutismo che non gli appartiene, possano guadagnare dalla notizia, ma perché loro possano guadagnare in serenità. Perché è la loro coscienza che al momento non è tranquilla. Non si può non vedere rientrare una figlia e credere che il silenzio possa mitigare il dolore, quello che aumenta dilatandosi quando ci si accorge di aver rimasto poche speranze e di aver fatto poco in confronto a ciò che si poteva fare.

Se tutto resterà amorfo come ora niente e nessuno potrà mai scoprire che fine ha fatto Yara. Se sua madre non decidesse in fretta di esporsi in prima persona tempo tre settimane e di sua figlia non resterebbe neppure il ricordo. E questo, se già non è accaduto, la porterebbe alla morte psichica.

Fra un anno la sua mente riuscirà a sopportare il peso che la costringe già da ieri a non chiudere gli occhi per non rivedere il sorriso di chi la amava?


25 commenti:

Luigi Gay ha detto...

Condivido, bravo Massimo

grazimari ha detto...

Bravissimo, e' tanto che io dico con che coraggio si andra' a fare aquisti!!Finalmente qualcuno che ha avuto il coraggio di esporlo, solo questione di soldi per questo non si demolisce!! Ma ormai la madre non fara' piu' appello ha sbagliato dall'inizio o forse vuole coprire tutto!!

emax/massimo prati ha detto...

Io spero di no... in fondo è una madre e prima o poi dovrà pur esplodere. Ha altri figli, come può continuare a guardarli in faccia, a parlare con loro che ormai, visto il comportamento tenuto con la sorella, si saranno convinti che nessuno li aiuterà nel momento del bisogno, e parlo di quello vero, non economico.

Può ancora uscire allo scoperto e gridare. Basta faccia 8262 al telefono e comunichino al questore che il silenzio è una baggianata. Poi il coraggio verrà da sé. Ciao, massimo

Francesca ha detto...

Hanno scritto due uomini ed ora scrivo io, donna, mamma e nonna.
Se fosse capitato a me sarei andata personalmente a cercarla, giorno e notte fino allo sfinimento.
I cani hanno segnato il centro commerciale? Come ho già avuto modo di scrivere, perchè le gettate di cemento proprio quella notte? Fra l'altro non era estate ma già fine novembre.
Per quanto riguarda poi i costi, si sarebbe fatto prima a smantellare quanto costruito che non sprecare due mesi a cercare l'ago nel pagliaio. Si, perchè Yara è come un ago nascosto in un pagliaio. Chi la trova più?
Hanno usato i georadar ma chi dice che sono così affidabili?
Poi, come nel caso di Denise, si accetta che il presunto colpevole si avvalga della facoltà di non rispondere. Veramente inaudito.
Sia io che mio marito siamo dell'idea che in certi casi si debbano drogare i sospettati per riuscire a farli parlare.
Molti casi sono stati risolti da Chi l'ha visto e molti altri no ma quello che è certo è che io avrei affidato gli altri due figli (ne ho anch'io 3) e mi sarei messa in prima linea.
Mi auguro che Yara, Denise, Angela, le gemelline e tutti gli altri bambini vengano ritrovati ma dubito per i più piccoli perchè, se non sono stati uccisi, sicuramente avranno avuto il lavaggio del cervello e non si ricorderanno più della loro mamma, della loro casa..... e chi li trova più?

Anonimo ha detto...

Sono completamente d'accordo, anche io sono mamma e se fosse successo qualcosa del genere anche a me ....spacherei il mondo fino a trovarla, io in prima persona.
E poi purtroppo mi dispiace anche dirlo, ma non mi fermerei fino a non avere trovato le persone che le avrebbero fatto del male e non posso dire cosa gli avrei fatto, perchè purtroppo la giustizia in questo mondo non esiste, bisogna farsela da soli.
Mandare in prigione queste persone e fargli un regalo.

Anonimo ha detto...

Certo non è facile..l'importante è NON GIUDICARE ma sforzarsi di comprendere e successivamente dare i giusti input.
Che una madre agisca come la mamma di Yara è pienamente giustificabile per i seguenti motivi :
- può avere una personalità di tipo passivo-dipendente per cui non riesce ad imporre il proprio punto di vista;
- potrebbe essere in stato di shock post traumatico e rimuovere
l'evento o manifestare una paralisi del comportamento;
-potrebbe non accettare la morte eventuale della bambina e dunque non fare pressioni affinchè " si scavi" nel cantiere.
Penso che, qualora una o più delle ipotesi sia vera, sia compito del PADRE ,oltre che sostenere la moglie nella maniera opportuna, anche dirigere le indagini nel verso giusto.

Anonimo ha detto...

E' inutile parlare senza conoscere la famiglia....io la conosco e vi assicuro che il dolore che provano è indiscrivibile.....quindi vi prego di evitare i commenti infondati e cattivi nei confronti di una famiglia a cui è capitato un dramma che non aiuguro a nessuno....dovreste trovarvi coinvolti direttamente in questa situazione prima di giudicare.....e non ve lo auguro...

emax/massimo prati ha detto...

Che il dolore sia enorme nessuno lo mette in dubbio, che possa non essere forte come altre madri neppure. Ma qui non si tratta di giudicare, qui si tratta di constatare quanto sta avvenendo e di tirare delle somme.

Io mi sono rivolto a lei perché spero che, proprio in quanto madre che soffre più di chiunque altro, la smetta di fidarsi di chi le ha promesso di occuparsi del caso al posto suo. Se non riesce a trovare la forza per partire deve essere suo marito ad infondergliela. Ma io non la accuso per quello che sta facendo, cerco solo di spronarla ad attivarsi perché a parer mio ne sente anche lei la neccessità, forse anche più di quanto noi ne possiamo pensare. E, questo è il mio pensiero, deve farlo se non vuol rimanere schiacciata da un peso psicologico troppo grosso da sopportare.

Tutti, sicuramente anche lei, ci stiamo rendendo conto che più passa il tempo più le luci scemano. Trentacinque giorni di silenzio non hanno di certo aiutato le indagini e chi nei commenti dice che al posto suo avrebbe fatto di più, pur non conoscendola, non scrive per cattiveria, quando si parla di Yara non è proprio possibile, ma per rabbia.

Rabbia non rivolta alla madre ma alle istituzioni, quelle che io ho criticato per quanto hanno fatto fino ad ora e che forse le hanno impedito di attivarsi come avrebbe voluto.

In tutti i casi alla famiglia Gambirasio va, da parte mia, ma credo da parte di tutti, un abbraccio forte e caloroso perché, hai ragione, nessuno vorrebbe mai trovarsi in una situazione del genere che debilita e porta via ogni voglia di vivere.
Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Per favore....ogni uno di noi reagisce in un modo.Smettetela di giudicare e di dire "se fosse mia figlia farei cosi"...BASTA....solo Maura sa quello che sta passando.
PREGATI e basta.

nico ha detto...

Ti parlo da madre. Anzi, ti parlo da madre che ha visto nascere sua figlia, che l'ha vista smettere di respirare, che per 4 mesi infiniti l'ha vista da un vetro in una rianimazione, dopo un intervento al cuore quando aveva 7 giorni. Mia figlia ha ora 13 anni, l'età di Yara. Troppe ne ho viste in quei giorni, tante e diverse le reazione, per tutte pero' l'amore infinito e il desiderio di essere al posto di quelle creature. Non so le ragioni del silenzio della mamma di Yara, nessuno di noi conosce fino in fondo i dettagli delle indagini, i casi sono tutti completamente diversi l'uno dall'altro. Forse le indagini richiedono questo silenzio, io non lo so. Ma sono certa che anche lei, come io un tempo, vorrebbe essere al posto di sua figlia ovunque si trovi. Non esiste un dolore piu' grande, e bisogna essersi trovati su quel baratro per capire fino in fondo quanto a volte i nostri giudizi siano avventati, sbagliati, irrispettosi.

Anonimo ha detto...

Concordo pienamente con quanto detto con Massimo e Nico....sono convinta che la vostra non sia una polemica contro la famiglia, ma vi assicuro che stanno facendo di tutto....hanno solo scelto di non rendere troppo pubblico il loro dolore....da quanto ne so io vi assicuro che le ricerche non sono ferme....lo posso constatare con i miei occhi ogni mattina....

nico ha detto...

Per Anonimo. Ne sono convinta, forse non ho usato le parole migliori, volevo dire che sono assolutamente certa che la mamma di Yara stia facendo quello che crede sia meglio per sua figlia. Che noi non possiamo sapere il perché del suo silenzio, che non si puo' né capire né giudicare una persona che sta sopportano il dolore piu' grande del mondo. Immaginavo che le ricerche continuassero, e mi fa piacere averne d te conferma. Ciao

Anonimo ha detto...

Ho visto soffrire mia madre per la perdita di un figlio, mio fratello.
Una sofferenza durata più di 30 anni,una sofferenza che si vedeva e si respirava ogni giorno nelle azioni più comuni. Sembrava che il tempo per mia madre si era fermato, tutti i giorni la stessa sofferenza gli stessi pensieri. Mia madre a differenza della madre di Yara aveva un posto dove portare un fiore parlare con il figlio per alleviare la sofferenza.
Alla madre di Yara è stato sottratto anche questo, c'è solo un filo di speranza null'altro...

Per favore non giudicate chi soffre.

Anonimo ha detto...

Pensiamo alla povera Sara se i giornalisti non si fossero accampati in via Deledda e la pressione mediatica si fosse allentata come ne casa di Yara, il Misseri mai e poi mai avrebbe avuto tanti rimorsi di coscienza tali da far ritrovare la nipotina, hanno sbagliato a chiedere il silenzio stampa vuol dire che hanno messo una pietra sopra alla povera Yara

Anonimo ha detto...

il punto e uno , stanno coprendo qualcuno .altrimenti avevano buttato giu tutte le colonne fatte quella notte.il corpo sta li .anche i cani sono arrkivati li. al 90% non sbagliano

Anonimo ha detto...

Risposta all'anonimo sopra del 22 febbraio 21:39

Le colonne non le "buttano giu" perchè sanno che Yara non è li, l'unica coso giusta che hai detto è che stanno coprendo qualcuno.

I cani raramente sbagliano, e secondo me tre cani non possono fare lo stesso errore, hai ragione. Ricordati che ai cani fanno annusare un indumento non gli fanno vedere la fotografia!
Se io portassi un tuo indumento da A a B e poi da B a A il cane,o i cani, seguirebbro questo percorso, anche se tu fisicamente non sei mai stato li. Siamo davanti a professionisti!!


I media hanno già sollevato abbastanza polvere in questi mesi adesso la gente deva essere bombardata di altre notizie e deve dimenticare.
Quello che mi spaventa è che quando la gente avrà dimenticato ci sarà un'altra Yara.

Scusa non voglio criticare il tuo modo di veder le cose, io conosco benissimo i Bergamaschi e so che siete veramente delle persone molto forti e audaci...ti saluto

Anonimo ha detto...

ma possibile che si pensi che non si faccia niente solo perché giornali e televisione non ne parlano? il fatto che non ne parlino non significa che tutto sia fermo! mi stupisco a volte di quanto si dia importanza a quello che si vede in tv senza sapere qual è la realtà. assurdo! Poi io non conosco i fatti perché non sono lì, ma ho letto dai commenti che c'è gente che sa bene che le cose non stanno come descritte nell'articolo. Sbraitare non è detto che serva sempre, anzi, può essere controproducente e basta, quindi può ben essere che la scelta di silenzio sia stata presa con cognizione di causa. I media la maggior parte delle volte non fanno che peggiorare le cose, e si è visto. Io non vorrei mai che diventasse di pubblico dominio un mio dramma, a meno che non fossi certa che è quella la cosa migliore.

emax/massimo prati ha detto...

Puoi avere ragione tu ma possono avere ragione anche gli altri. Forse i giornalisti non servono, io scrivo boiate e presto Yara tornerà a casa grazie al silenzio ed alla questura. Non è ciò che hanno pensato le mamme di Elisa Claps, di Denise Pipitone, e di altre scomparse ma può essere comunque sia vero. Ciao, Massimo

giovanna ha detto...

Il centro commerciale ... dovevano buttare giù tutto quello costruito in quei giorni ... i cani lì si sono fermati, vicino alle colonne!! Perchè non l'hanno fatto non l'ho mai capito i geo.radar sono macchine non affidabili al 100%!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

"Ma questo silenzio che non finisce mai storpia la mente e fa crescere illazioni, chiacchiere, pettegolezzi. Io non farò come altri, non metterò mai in questo giornale enorme di nome internet il seme del pettegolezzo."

Con tutto il rispetto, mi sembra che non si stia facendo altro.
Non me la sento di criticare né di 'analizzare' il comportamento di nessuno, soprattutto di una madre devastata dalla sparizione di sua figlia, dal non sapere dove sia e peggo ancora cosa le sia successo.
Mi auguro che con tutto quello che paghiamo almeno le indagini siano svolte in modo estremamente meticoloso e rigoroso, indipendentemente dalle reazioni apparenti dei familiari del caso.
E sinceramente (spero di non essere troppo ottimista!...) penso che sia effettivamente così.

A questo punto l'atteggiamento della madre di Yara rimane appannaggio del lato 'umano' di un dramma come questo.
E a mio modo di vedere, quello che molto umanamente arriva da parte di altri esseri umani sembrano essere una superficialità e una presunzione talmente fuori luogo da caricare su una madre già a dir poco distrutta l'accusa peggiore: quella di non aver fatto abbastanza per salvare la sua bambina.
Oltretutto, come se fossimo tutti uguali, come se le reazioni che dovremmo avere davanti alle tragedie debba essere ben inquadrato e incanalabile in comportamenti condivisi o, a detta di qualcuno, più funzionali!...

Questo voleva forse essere un consiglio?
non voglio offendere nessuno, ma a mio parere suona come tutt'altro.

Gli assassini e i criminali ci sono, lo sappiamo, e da loro sinceramente non mi aspetto certo che si facciano molti scrupoli.
Da tutti noi che viviamo immersi in queste realtà però sì.

P

emax/massimo prati ha detto...

Se a te sembra un articolo da pettegolezzo mi spiace molto ma non sono d'accordo. Prova a girare nei blog e nei giornali e vedrai qual'è il pettegolezzo.

Io, l'ho anche scritto, non voglio offendere nessuno né tantomeno la madre di Yara, me ne guardo ad entrare nel suo enorme dolore, l'unica critica che le ho fatto è quella di essersi fidata di chi le ha detto di fidarsi, punto.
Se invitarla ad essere forte come Piera Maggio suona come un consiglio, beh, credo non ce ne sia uno migliore vista la donna di cui si parla.

Per il resto ognuno ha le proprie opinioni ed esprime le critiche che ritiene giuste. Lo sono le tue se te le senti dentro, lo sono le altre perché altrettanto sentite.

Per finire, non credo che parlando di Yara ci sia chi usa la superficialità, la ragazza non la merita, io credo che la gente la ami.
Ciao, Massimo

max ha detto...

l'hanno trovata...morta.

il cadavere decomposto è stato riconosciuto al momento per i vestiti che indossava quel giorno.

l'hanno trovata in un campo dall'erba alta.

sembra sia stata lasciata li la sera stessa della scomparsa.

altro che colonne del centro commerciale.

altro che andare in tv.

altro che le ridicole considerazioni fatte da te nel tuo articolo, massimo adesso vai in tv a chiedere scusa alla madre visto che ci tieni tanto all'apparire

Anonimo ha detto...

Caro anonimo che ti firmi "Max ha detto", sei stato troppo frettoloso nello scrivere: tutti (decine e decine di persone) concordano nel dire che in tutti questi mesi in quel punto non c'era alcun cadavere, si sospetta che il corpo sia stato portato lì oggi... Dall'autopsia si saprà dove è stato finora. Quindi è meglio non anticipare giudizi e tantomeno "ridicole considerazioni" come le tue su persone che meditano a fondo prima di pubblicare il loro pensiero.
Mimosa

Anonimo ha detto...

VERGOGNATI!!! CAMBIA MESTIERE...OGNUNO REAGISCE COME SI SENTE, D'ALTRONDE TU NON SEI UNA MADRE CHE HA PERSO UNA FIGLIA...QUINDI COME TI PERMETTI DI GIUDICARNE UNA!!!

ALLA VERGOGNA IN QUESTO PAESE NON C'è MAI FINE...VERGOGNAAAAAAAAA!!!

Anonimo ha detto...

Ciao piccolo angelo!!
Purtroppo chi ha fatto tutto questo, se verra/verrano presi avranno, come sempre accade in questi casi, l'infermità mentale!!!
Ma è ora di finirla e di dare un segnale forte...
PENA DI MORTE per questi casi!!!