mercoledì 16 ottobre 2013

Melania Rea. Gentile professor Introna, ci spiega quali sono le prove biologiche e scientifiche che incastrano Salvatore Parolisi?


C'è un perito famoso e molto ascoltato, il professor Francesco Introna consulente per la parte civile nei processi contro Salvatore Parolisi, a cui tanti di noi, da quando riferendosi alla condanna del caporalmaggiore ha parlato ai giornalisti di prove incontrastabili e di dati incontrovertibili, vorrebbero fare delle domande. La sua enorme esperienza e bravura la conosciamo da tempo, e proprio per questo, avendolo seguito negli anni, ci chiediamo in che modo sia riuscito ad estrapolare prove incontrastabili dalle perizie sul Caso di Melania Rea. Tutti gli addetti ai lavori, esclusi i consulenti della parte civile, ci dicono che capisaldi contro il Parolisi non ve ne sono. A partire dai periti della difesa, naturalmente e come sempre poco considerati dai giudici (questo Introna lo sa), che hanno indicato nel tempo, inascoltati, anche altre vie investigative da percorrere. Sulla stessa lunghezza d'onda anche i tre periti nominati dalla Corte, che non potendo dare certezze portarono al giudice Tommolini conclusioni in cui si leggeva di operazioni peritali mal eseguite dai patologi incaricati dalla procura, oltre ai molti dubbi e a una impossibilità di stabilire l'orario, seppur probabile, della morte. Osservando quanto accaduto da esterni, a noi pare di aver capito che è in queste incertezze che il professor Introna si è inserito e, mediando con la sua esperienza fra le perizie di Corte e le disattenzioni del professor Tagliabracci, ha cercato, riuscendoci grazie alla sua grande personalità, di imporre ai periti indecisi una forbice di tempo in cui si potesse inserire l'omicidio da parte del marito. La sua esponenziale professionalità ha fatto il resto e lo ha aiutato a far sì che in tribunale si concordasse per una morte avvenuta fra le 15.30 e le 18.00.

Ma una forbice del genere avrebbe convinto il giudice a condannare l'imputato? Non è che invece lo avrebbe assolto chiedendo indagini più consone a un simile delitto, visto che la morte non doveva più collocarsi nell'orario stabilito dall'autopsia e che i carabinieri e i Pm avevano basato le loro indagini solo su quanto stabilito dal patologo? Il rischio c'era, quindi per far condannare il Parolisi occorreva chiudere la forbice ed abbassare al minimo l'ora in cui collocare la morte per portarla non oltre le 15.30. E qui il professor Introna è riuscito, tramite il contenuto gastrico, a far pensare alla Tommolini che la vittima avesse esalato l'ultimo respiro a due ore e mezza da un ultimo pasto a base di farinacei e latticini. Pasto, a detta della madre di Melania, che andava collocato fra le 13.00 e le 13.30. A questo punto però, considerando la nuova forbice stabilita, il calcolo delle probabilità si equivaleva, dato che solo un pranzo finito alle 13.00 esatte avrebbe permesso una morte databile alle 15.30. E visto che marito e moglie erano tornati a casa poco prima delle tredici, visto che le mamme per natura fanno mangiare sempre prima i loro piccoli (e la pappa è da preparare), c'erano ancora ostacoli che non permettevano al giudice di poter considerare il marito un certo assassino. Infatti se Melania avesse finito di mangiare non alle tredici ma pochi minuti dopo, diciamo alle 13.15 o alle 13.30, nella ricostruzione della parte civile la morte sarebbe potuta risalire alle 15.45 e finanche alle 16.00, così da tagliar fuori il militare dal delitto perché a quell'ora già aveva chiamato la moglie al cellulare (15.26) e già la cercava al pianoro.

Per cui serviva un terzo elemento a conferma e che un pizzico di pregiudizio fosse entrato in tribunale. Ed ecco l'altro dato su cui si è combattuto: il dna trovato sui denti della vittima. Dna che per i consulenti dei Rea in presenza di vitalità sarebbe dovuto scomparire nel giro di pochi minuti e che invece, proprio perché lasciato su un corpo morto, ha resistito tre giorni interi. Detto tutto questo, tanto per capirci, noi ammiriamo il modo in cui lavora il professor Introna, sempre professionale e mai banale nelle sue conclusioni, e fatti salvi alcuni casi da lui periziati, casi che non ci trovano d'accordo, la sua personalità ci ha sempre coinvolto e trasmesso quelle certezze che ci mancavano. In particolare la sua forte personalità è uscita nella testimonianza resa a Perugia dove, da consulente di parte della difesa di Raffaele Sollecito, senza titubanze e in modo esemplare, grazie alla sua preparazione e all'esperienza professionale superiore alla media, tenne testa a chi lo voleva mettere in imbarazzo o far contraddire di fronte alla Corte, quando dimostrò (per me senza ombra di dubbio) che Meredith Kercher era stata uccisa da un unico assassino. Ma è proprio a causa di quella testimonianza che il suo ingresso nel collegio di parte della famiglia Rea, dove già figurava il professor Arcudi, ci risultò strano. Pensavamo che chi come lui ha 2500 autopsie all'attivo, scegliesse con cura i casi in cui mettere la faccia ed esporsi in prima persona. Oltre a questo ricordavamo bene le sue parole sul modus operandi che tiene un aggressore quando vuol violentare una donna coi jeans. Almeno io, quindi, ritenevo che anche per lui Melania Rea potesse essere stata vittima di un tentativo di violenza sessuale, a più mani visti i vari dna sui polpastrelli e sotto un'unghia, non andato in porto e finito male. Questo perché al processo di Perugia, parlando della violenza su Meredith e poi sulle violenze sessuali in generale, disse:

"...la vittima non ha i pantaloni che sono stati ritrovati piegati sul letto, anche se poi sporchi di sangue, perché, perché in una violenza sessuale l’aggressore non sfila i pantaloni jeans ma li abbassa, è molto più comodo fare una violenza sessuale con i jeans abbassati che bloccano le gambe piuttosto che gentilmente ed educatamente sfilarli al pari delle mutandine...". Ecco, vedendo le foto di Melania coi pantaloni abbassati fino alle caviglie e le ginocchia imbrattate di terriccio e aghi di pino, ho pensato subito a Introna e rivisto la scena che aveva descritto, parlando in generale e non del caso specifico, quindi a una tentata violenza sessuale. E visto che credere a una tentata violenza sessuale perpetrata dal marito mi pareva un'utopia, credevo che anche Francesco Introna fosse della mia stessa idea. Ma sbagliavo, perché la risposta al motivo per cui avesse accettato di collaborare con l'avvocato Gionni e coi Rea mi arrivò quando uscirono le motivazioni assurde della Tommolini. Per il giudice a cercare di violentare Melania era stato proprio il marito gasatosi dopo averla vista pisciare dietro al chiosco. Un'ipotesi azzardata, ma col senno di poi probabilmente riconducibile a quanto detto in udienza dal professor Introna. Dopo aver capito questo particolare, però, ancora non mi capacitavo di come avesse potuto stabilire con tanta precisione l'ora certa della morte, visto che sempre a Perugia, sempre parlando in generale, aveva affermato:

"... è ovvio che il contenuto gastrico rappresenta un problema concreto per il medico legale perché tantissime, così come è stato detto più volte, possono essere le variabilità soprattutto in occasione di eventi stressanti. Il contenuto gastrico io dico è la tomba del medico legale perché avventurarsi in un campo difficile come quello dell’analisi del contenuto gastrico rappresenta, implica delle conoscenze tecniche, fisiologiche abbastanza difficili e i risultati comunque sono sempre soggetti di una certa opinabilità". Ed ecco l'altro punto. Parlando in linea generale Introna disse che risultano sempre e comunque opinabili i risultati ottenuti dalle analisi sul contenuto gastrico. Per questo quando seppi che in udienza aveva lottato per stabilire un orario affidabile basandosi sul contenuto gastrico, mi chiesi come mai a Teramo desse per certi i risultati ottenuti da analisi che a Perugia riteneva opinabili. Quale indicazioni lo portavano ad avere quelle certezze che a Perugia gli mancavano? Fra l'altro Meredith Kercher venne rinvenuta cadavere a meno di 15 ore dalla morte, l'autopsia iniziò dodici ore dopo e si sapeva con certezza quale fosse stato il suo ultimo pasto: una pizza mangiata in casa di amiche seguita a distanza di un'ora e mezza da una fetta di torta alle mele. Al contrario Melania Rea fu fatta trovare dopo 48 ore, l'autopsia iniziò a 72 ore dalla scomparsa e, non essendoci testimoni visivi, nessuno poteva sapere per certo l'ora in cui avesse mangiato... sempre che a casa avesse mangiato. Perché dunque il professor Introna considera, mi chiedevo e ci chiedevamo, in questo caso specifico e non nell'altro da lui trattato, il contenuto gastrico un caposaldo dell'accusa? Questo è quanto i quotidiani e certi settimanali di gossip ci fanno sapere. Ma non fu lui ad affermare a Perugia, sotto giuramento, che il contenuto gastrico è la tomba del medico legale? Non fu lui a dare un range nuovo in cui collocare la morte di Meredith, morte che il patologo della procura umbra aveva assicurato essere avvenuta alle 23.30? Su questo punto il professor Introna non concordava col suo collega e disse:

"Allora, noi al massimo del range possibile abbiamo desunto l’epoca della morte come occorsa tre - quattro ore dopo l’inizio dell’assunzione dell’ultimo pasto noto, che è quello delle 18.30, quindi epoca di morte che deve restringersi tra le 21.30 e le 22.30, non oltre". Insomma, pur sapendo quale fosse il contenuto dello stomaco e l'ora presumibile del pasto, non diede un orario certo ma stabilì un range di un'ora in cui collocare il decesso. Per onestà serve ampliare un attimo il discorso e dire che quel range lo stabilì anche in base ad altre risultanze. In pratica chi aveva inizialmente operato sul cadavere di Meredith aveva sì preso la temperatura corporea al momento del ritrovamento, ma poi aveva ipotizzato ad occhio, per mancanza di bilance nella struttura in cui lavorava, che la vittima pesasse 55 chili. In questo modo la comparazione fra temperatura e peso corporeo lo portò a stabilire le 23.30 quale ora della morte. La mancanza di una bilancia, che se fosse esistita avrebbe consentito di ottenere un dato molto probabile e poco attaccabile, permise a Francesco Introna di inserirsi nella perizia del collega con relativa facilità. Infatti gli bastò ipotizzare che la ragazza pesasse due chili in più per ottenere un orario antecedente che confermasse la sua perizia sul contenuto gastrico (anche se dal giudice non venne creduto visto che Raffaele Sollecito venne poi condannato). Parlando di conferme, però, c'è da dire che di Melania Rea il professor Introna non conosceva neppure la temperatura corporea al momento del ritrovamento e che il solo contenuto gastrico, pur se accostato a un orario ipotizzato a grandi linee dall'entomologo e portato poi in udienza il più vicino possibile alle 15.30, non può giustificare alcuna sua certezza.

Quindi i primi due capisaldi spacciati sui media per prove a colpevolezza a noi pare non abbiano nulla di confermativo, visto che le larve che potevano confermare o smentire un orario della morte, anche in questo caso solo in maniera probabilistica e non in sicurezza, sono state incredibilmente distrutte dopo l'analisi e visto che il contenuto gastrico, come detto da Introna stesso, è la tomba del medico legale e con un niente può variare da corpo a corpo. Ed anche il terzo caposaldo, il dna sull'arcata dentale che per tutti, in primis per l'avvocato Gionni e per i Rea, derivava o da una mano stretta sulla bocca o da un bacio di addio scoccato a morte avvenuta o quasi, risulta alquanto risibile. Ricorderete le 40 coppie che la dottoressa Baldi costrinse a baciarsi pur di dimostrare quanto poco durasse il dna sui denti. Ricorderete la campagna mediatica sul famoso bacio della morte e ricorderete le illogiche interviste, servite solo a convincere l'opinione pubblica di avere la prova regina in mano, rilasciate sul punto in questione dal legale dei Rea. In una di queste disse: "Secondo la nostra versione dei fatti le tracce del bacio e quelle della mano, che appunto possono restare per pochi minuti o pochi attimi, sono state lasciate nell'attimo in cui Melania cessava di vivere, e infatti sono state rinvenute dopo oltre 48 ore dalla morte".

In poche parole, per i consulenti dei Rea mentre la moglie esalava l'ultimo respiro il marito o la baciava o le stringeva la mano sul volto. Se non scrivo che sono ipotesi ridicole è solo per il rispetto che porto alle persone coinvolte, ma qualcuno deve dirlo che le parole dell'avvocato Gionni sono assolutamente illogiche. Quando il legale le pronunciava di fronte a giornalisti e telecamere, noi in realtà non sapevamo nulla (solo quanto fattoci sapere), ma lui le foto scattate il giorno del ritrovamento le aveva viste e sapeva. In quelle foto aveva anche notato che il volto di Melania non era intonso, pulito come ci volevano far credere (solo se visto da lontano poteva apparire pulito), ma era imbrattato da quattro rivoli ematici larghi almeno mezzo centimetro l'uno e da innumerevoli gocce di sangue tondeggianti. Per cui aveva già anche visto che tre dei quattro rivoli di sangue si appoggiavano sulle labbra di Melania, sia sulla superiore che sull'inferiore, rendendo perciò impossibile un bacio che non lasciasse l'impronta di altre labbra sul sangue. Inoltre a morte avvenuta o quasi, il Parolisi non poteva essere accanto chiosco a baciare la moglie, in quanto non avrebbe raggiunto in tempo utile il pianoro di San Marco.

Ma anche una mano sul volto a chiudere la bocca, seppure per il professor Introna questo sia un caposaldo dell'accusa al posto dell'inverosimile bacio della morte, è un'eventualità impossibile da credere e accettare. Ci fosse stata davvero una mano premuta sul viso per non far gridare Melania, gocce tondeggianti su una buona parte di pelle non si potevano trovare, visto che sarebbero finite sul dorso della mano dell'aggressore. Non si può non concordare su questo come non si può non concordare sul fatto che se anche l'azione si fosse messa in atto solo inizialmente, al momento dei primi colpi inferti al collo, il dna sarebbe svanito in ogni punto, anche dai denti e non solo sulla pelle del volto (volto che fra l'altro non avrebbe presentato un trucco intatto se bloccato e strisciato da una mano estranea). Questo perché l'azione omicida ha necessitato di tempo e perché Melania è morta dopo venti minuti di agonia. Insomma, alla fin fine a noi i capisaldi portati ai giudici paiono essere capi trottola privi di ogni veritiero riscontro scientifico e logico. E ci spiace li abbia portati, e soprattutto che li abbia sottolineati sui giornali, proprio il professor Introna, persona stimabile, perché autorizzano a rivedere la funzione dei periti di parte. Non persone che operano alla ricerca della verità che può scagionare o carcerare un imputato, ma professionisti che si insinuano nei vuoti procedurali e usano un elastico comparativo, allungandolo o restringendolo in base alla bisogna del proprio cliente, per imporre la sola verità desiderata che potrebbe essere diversa da quella vera.

Questo non dovrebbe esistere, perché in tribunale si dovrebbe remare dalla stessa parte e tutti i periti dovrebbero cooperare nella ricerca della verità, qualunque essa sia, e non assecondare i propri clienti usando l'elastico del dubbio scientifico, che mai mancherà, per far marcire in carcere chi si crede colpevole senza averne le prove. Troppo facile lavarsi la coscienza col pensiero che non sono i periti a condannare, ma sarà poi un giudice a sentenziare dopo aver valutato l'insieme. E mi spiace perché l'imperfezione giudiziaria rimarrà alta anche in un futuro in cui, a causa dei continui cambi di rotta dei periti, nessun giudice terrà mai nel debito conto queste giuste parole: "Io punto pesantemente il dito contro alcuni consulenti di parte, sulla valenza che i consulenti di parte hanno nel procedimento. Stranamente i consulenti di parte dell'accusa sono sempre forieri di verità mentre i consulenti di parte della difesa sono sempre dei mestatori nel torbido, indipendentemente dalla valenza e da quello che dicono nei confronti, sia del magistrato, che dell'opinione pubblica". Queste parole, giusto per fare informazione, le pronunciò nel 2002 lo stesso professor Francesco Introna che ora, da perito di parte che ha collaborato con fervore con l'accusa, se non a volte sostituendosi alla stessa, parla sui giornali, non l'avesse fatto non sarebbe nato questo articolo, di capisaldi che inchiodano il Parolisi e lo fanno l'assassino della moglie anche agli occhi della buona fetta di opinione pubblica che al professore crede perché lo stima.

Da Francesco Introna, quindi, semmai volesse darci risposta, ci piacerebbe sapere in che modo scientifico è riuscito a trovare i capisaldi che altri non hanno notato. E visto che ci siamo, avremmo altre domande da porgli. Ad esempio, cosa ne pensa del fatto certo che sulle mani del Parolisi non vi fossero ferite da taglio? Lui sa bene che un coltello come quello che ha colpito Melania non può non lasciarne. Lo ha affermato anche a Perugia parlando delle ferite su una mano di Rudy Guede, quando disse: "...le mani di Rudy Guede presentavano dei segni in avanzatissima fase di riepitilizzazione guarigione di piccolissime escoriazioni che erano presenti in corrispondenza del mignolo della mano destra, della seconda falange del medio della mano destra, seconda falange del dito medio della mano destra e palmo della mano destra, tutte lesioni che potevano essere state causate dalla irregolarità che sono presenti sui bordi di un coltello tipo questo, non questo tipo questo, con una lama leggermente più ampia, un coltello multiuso, non per forza di tipo svizzero, che presentasse delle irregolarità su un margine e sull’altro, perché nel momento in cui veniva sferrato nella maniera impugnata dall’aggressore il colpo, è ovvio che l’aggressore il coltello lo serra e serrandolo può anche provocarsi delle piccole escoriazioni proprio in corrispondenza del palmo della mano destra dell’aggressore". Volendo fare le pulci all'ultima giusta affermazione generalizzata fatta dal professore - "...è ovvio che l'aggressore il coltello lo serra e serrandolo può anche provocarsi delle piccole escoriazioni..." - e compararla al modus operandi usato al chiosco di Ripe, si deve dire che nella ricostruzione del professor Introna Meredith Kercher fu pugnalata un paio di volte da un coltello multiuso come quello che avrebbe usato il Parolisi, mentre Melania Rea venne attinta addirittura da 23 colpi, fra l'altro in buona parte sferrati sul giubbotto e non sulla pelle scoperta. Per cui la domanda è: 

"Possibile che a coltello similare, un paio di colpi abbiano lasciato tante ovvie escoriazioni su una mano di Rudy Guede, mentre i 23 colpi sferrati contro Melania non abbiano lasciato alcuna ovvia ferita su quella del Parolisi?"

Ma di domande a cui, sempre volendo, chiediamo risposta, ce ne sono tante altre in questo strabiliante caso in cui una parte, i consulenti dei Rea, interpreta la scienza in un modo mentre l'altra, i consulenti del Parolisi, la interpreta in un altro. Per risolvere i miei dubbi ho contattato chi ne capisce, perché opera nel settore, e gli ho chiesto di fare da giudice terzo e darmi alcune spiegazioni su quei particolari che non mi tornavano. Mi ha scritto:

- Se le scienze forensiche esistono c'è un motivo. E se esistono e vengono usate da chi indaga e da chi deve giudicare, occorre tenerne conto e ragionare con quanto porta loro la ricerca che continuamente le aggiorna e le migliora. Alcune sono ancora agli esordi, per questo poco applicate, altre confermano o negano un sospetto o uno o più indizi pesanti emersi durante le indagini. Il problema, dunque, nasce in quelle occasioni in cui i sospetti e gli indizi appaiono double face, collocabili quindi sia a favore che contro l'indagato. Ad esempio: è un fatto assodato che sotto le unghie e sui polpastrelli di Melania Rea vi fosse del dna estraneo sia a lei che al marito. Dna di appartenenza maggiormente maschile (di più soggetti) ma anche femminile (uno subungueale). Ora si deve sapere che il dna subungueale viene riscontrato in seguito a:

a. Aggressioni in cui la vittima ha graffiato l'aggressore
b. Quando l'aggressore ha penetrato la vittima. In questo caso è sotto le sue unghie, non in quelle del cadavere, che il dna della vittima viene riscontrato.
c. In soggetti che abitualmente vivono a stretto contatto (marito - mogli - figli)

Questo per il subungueale. Per quanto attiene invece il dna epiteliale, per trasferirlo dal soggetto A al soggetto B occorre uno stropicciamento pelle a pelle che duri un minimo di 60 secondi: ed anche in questi casi non si sarà certi di averne lasciato, dato che dopo un simile contatto solo la metà dei soggetti campionati testano positivi al dna estraneo - qualunque esperimento simulato in laboratorio per provare i tempi e le modalità del trasferimento di cellule epiteliali prevede un contatto tra soggetti, o tra soggetto e oggetto, di minimo 60 secondi (riferimenti si trovano nei paragrafi sull'handshake in Assessment of DNA transfer Involving Routine Human Behavior, S. Kelley 2010). Ma facciamo un passo indietro per sapere quanto persista il dna subungueale dopo un graffio profondo. Molti, forse la maggioranza dell'opinione pubblica, pensano che nella realtà le cose funzionino come in televisione e forti di serie televisive di successo, da CSI a Law and Order e chissà che altro, ritengono che basti testare sotto una qualunque unghia o su un qualunque polpastrello di una vittima, anche deceduta presumibilmente 72 ore prima dell'autopsia, per far apparire il dna della vecchia stretta di mano. Peccato però che le cose non funzionino così, peccato che l'acqua e il sapone sul dna estraneo, anche quello presente sotto le unghie, abbiano un effetto killer: una semplice lavata di mani e via, il dna scompare.

Ed ora parliamo degli otto campioni polpastrello della vittima risultati positivi al dna maschile di tre sconosciuti. Stando alla ricostruzione dell'accusa, l'ultimo uomo che non fosse il marito a cui Melania avrebbe potuto in teoria stropicciare le mani per sessanta secondi minimo, può essere collocato nella mattinata del 18 aprile. Ma la donna era anche madre e moglie, ed è difficile credere che prima di mettere le mani sugli alimenti della figlia non se le sia sia lavate. Come è difficile credere che non abbia lavato il sederino alla bambina dopo averle fatto fare la cacca o che non abbia messo le mani sotto l'acqua del rubinetto quando ha preparato il caffè (sempre lo abbia preparato e bevuto a casa) o ha lavato la tazzina. Quindi acqua e sapone, sia per unghie che per polpastrelli, o anche solo una salvietta inumidita, come minimo per i polpastrelli, sarebbero bastati ad eliminare le tracce di dna epiteliale sulle sue dita. Per cui, considerando che nella ricostruzione dei pubblici ministeri non si parla di altri incontri avvenuti nel pomeriggio, si può pensare che il dna rimasto sui polpastrelli della vittima derivi da un contatto con oggetti, tipo telefoni e altre cose toccate dopo aver lavato il sederino della figlia (alle 13.35 Melania era in bagno). Per esempio la cornetta del telefono usato per parlare con la mamma, la maniglia della portiera della macchina e i suoi stessi jeans! Ma qui sorgono altri problemi. Sul telefono di casa, tenuto in mano per parecchi minuti, di certo c'erano i dna suo e di suo marito. Nei jeans, che avrebbe slacciato e calato da sola, dna estranei a lei dovevano essercene. In maggioranza, però, riferibili a chi le viveva accanto e accanto a lei aveva trascorso quella giornata, quindi al marito e alla figlia. Perciò non è possibile pensare che le cose siano andate per come ritiene l'accusa, cioè che il dna sotto unghie e polpastrelli sia da riferire ad un lasso temporale che parte dalla mattina e arriva fino al momento in cui avrebbe toccato quei jeans per calarseli (più i collant e le mutandine), perché non è plausibile giustificare l'assenza di dna riferibile a figlia e marito proprio sui polpastrelli. Tali tracce, infatti, essendo per il pubblico ministero il marito e la figlia le ultime persone che ha avuto accanto, dovevano esserci ma non c'erano. Mentre ce n'erano altre non riferibili né alla figlia né al marito che, visto che per gli inquirenti nessun'altro è stato accanto alla donna in quel pomeriggio, non dovevano esserci.

Però, basandosi su ricerche scientifiche (una ad esempio è stata pubblicata nel giugno del 2012 da Forensic Science International: ... the incidence of foreign DNA profiles beneath fingernails in the general populationis low but, when present, the majority is of limited significance and tends not to persist for an extensive period of time." M.Matte et al 2011), la non presenza del dna dei familiari sotto l'unghia e sui polpastrelli della vittima è facilmente spiegabile, dato che i tempi di persistenza dei dna subungueali sono veramente minimi (si parla di poche ore) e che il dna epiteliale al massimo resiste per 36 ore. Ciò che non è spiegabile, e servirebbe chiedersi il motivo vista l'ora e il giorno in cui l'accusa ha posizionato l'assassinio, non è dunque la mancanza del dna dei familiari, ma come sia possibile che sui polpastrelli e sotto un'unghia della vittima si sia trovato del dna a distanza di oltre 72 ore dalla morte. Ovvero il fatto di averlo trovato può indicare che il marito e la figlia non sono state le ultime persone ad incontrare Melania. Quindi la presenza di dna sui polpastrelli e sotto un'unghia della vittima, dovrebbe provare che quei dna estranei si sono depositati sui polpastrelli e sotto l'unghia parecchie ore dopo l'ultimo contatto tra Melania Rea e Salvatore Parolisi. Questo perché i coniugi vivevano insieme e perché in casa e in macchina, se anche non si fossero toccati, prendendo in mano gli oggetti comuni (telefono, telecomando, maniglia, tastiera del computer, giochi della bimba e tanto altro), la moglie avrebbe comunque raccolto sui suoi polpastrelli il dna del marito. Lo confermano diverse ricerche, una è: The prevalence of mixed DNA profiles in fingernail samples taken from couples who co-habit using autosomal and Y-STRs, S.Malsom et al 2009. In conclusione, l'abbondanza di dna estraneo alla famiglia riscontrata sui polpastrelli e sotto le unghie della vittima, porta ad allontanare i sospetti dal marito e a chiedere verifiche migliori sull'orario dell'aggressione, in quanto quella presenza di dna non è spiegabile se rapportata a un lasso di tempo che si basa su una morte avvenuta nel pomeriggio del 18 aprile e una autopsia iniziata a 72 di distanza -.

Da quanto sopra scrittomi nascono le ultime domande a cui ci attendiamo risposta dal professor Introna:

"Come sono spiegabili quei dna rinvenuti in sede di autopsia sotto un'unghia e sui polpastrelli?"

"Come è spiegabile la totale assenza del dna di Salvatore Parolisi e di sua figlia Vittoria sotto le unghie o sui polpastrelli di Melania Rea, quando più di un articolo, studio o testo pubblicato negli ultimi quattro anni, ovvero di recente, sottolinea la normalità della presenza di dna di familiari sotto le unghie delle vittime a seguito del contatto diretto ed indiretto (tramite oggetti comuni) tra costoro in situazioni coabitative?"

"Se su 30 volontari sottoposti a uno studio controllato, in cui tamponi subungueali sono stati prelevati ed analizzati in seguito a graffi profondi su altri volontari, solo 1 (uno) ha testato positivo a dna estraneo dopo 6 (sei) ore dal graffio, a che ora di quale giorno ed in quale contesto specifico il dna subungueale rilevato sul cadavere di Melania Rea sarebbe stato depositato?" (ref. Matte et al 2012)

"I ricercatori che pubblicano i loro studi su riviste scientifiche sono inattendibili e per questo non vengono tenuti in considerazione da chi opera sul campo? Quindi sarebbe meglio far loro cambiare lavoro?"

Scusandomi per la vena polemica con cui ho scritto l'articolo, non sono riuscito a far diversamente, e specificando che è nato sia a causa di interviste apparse sui media, sia perché nessun giornalista ha finora chiesto spiegazioni per soddisfare le domande che tante persone dubbiose si sono poste dopo la condanna di Salvatore Parolisi (in Italia si preferisce l'ipocrisia e non si usa aiutare chi si stima tramite la critica costruttiva), persone che hanno il diritto di avere delle risposte, mi auguro (ci auguriamo) di ricevere dal professor Introna dei riscontri esaurienti che confermino le sue conclusioni e neghino le nostre (il tempo per leggerle attentamente lo troveremo), e non le solite quattro righe, che usa postare chi non sa cosa dire, in cui sta scritto, giusto per non rispondere e liquidare l'interlocutore scomodo, che non essendo noi specialisti non abbiamo le conoscenze per capire.

L'italiano se è scritto in italiano noi lo capiamo molto bene.


204 commenti:

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Manlio Tummolo ha detto...

Non sono assolutamente in grado di entrare nel merito di questa intervista specifica, non ho conoscenze adeguate e, sinceramente, spero di non doverle avere mai. I cadaveri in generale mi fanno troppa impressione, peggio ancora persone morte in modo violento, e in questo campo sono peggio di un bambino o di una donnetta.

Ma ritengo che il Diritto processuale moderno non debba fondarsi su confessioni, solo in parte e quando non contraddittorie su testimonianze, ma debba fondarsi soprattutto su analisi scientifiche. Tuttavia, vediamo bene che, col sistema delle perizie di parte, in cui ogni perito dice ciò che fa comodo fargli dire dalla parte che lo incarica e lo paga, anche la scienza si trasforma spesso in ciarlataneria.

Ribadisco che sia necessario prevedere per legge una commissione di studio costituita da persone scelte, ma non pagate dalle parti, che si riunisca, analizzi, faccia tutte le prove che servono, dopoché giunga ad una comune soluzione, come fanno i medici per casi complessi e dubbi. Nel caso per cui uno dei membri abbia opinioni diverse dagli altri, lo faccia mettere a verbale, e si presentino tali atti ad una Corte che dovrebbe, a sua volta, essere costituita da persone non ignare del metodo scientifico.

Oggi viceversa, abbiamo perizie contrapposte e persone che devono decidere, che capiscono poco o nulla di quanto descritto nei termini scientifici, potendo perfino non tenerne conto.

Sira Fonzi ha detto...

Caro Massimo, hai dato voce a tante persone che, seppur non
specializzate in medicina legale e/o in entomologia, amano documentarsi, attingendo da più fonti di informzione, per cercare delle risposte coerenti, non di parte e che abbiano un serio fondamento scientifico.
Per questo ti ringrazio e spero che le tue domande abbiano una cortese risposta.

Io aggiungerei però un'altra domanda alle tante fatte, che riguarda una dichiarazione del professor Introna pubblicata sul settimanale "Giallo" riguardante le lesioni post-mortali sul corpo di Melania.

Il professore dice:
"Sono depistaggi
A CURA DELL'ASSASSINO.
Quei segni non sono stati incisi con un coltello: la lesione sarebbe stata più tagliente, più piccola o più profonda.
Hanno usato
UNA MONETA,
ma le escoriazioni sono compatibili anche con una PIASTRINA MILITARE"

Ora mi chiedo: se non fosse stato consulente di parte della famiglia Rea, avrebbe avuto la stessa certezza nel confermare che è stato un depistaggio, ma soprattutto che è stato effettuato dall'assassino e non da altre persone complici del delitto?

Stessa cosa vale per l'affermazione secondo la quale i tagli, potrebbero essere stati fatti con una medaglietta militare.

Un pò azzardata come ipotesi, ma molto, molto "utile"
In fondo, i tagli potrebbero essere stati fatti anche con un comunissimo ciondolo da donna,(io ne ho uno che riproduce la classica medaglietta di cui sopra) ma a chi tornerebbe utile questa possibilità?
Ai Rea non di certo, alla verità però si.

Grazie ancora Massimo.

Un abbraccio
Sira

PINO ha detto...

@ MASSIMO
Un articolo che può figurare tra quelli di una stampa "specializzata" in settori particolarmente ostici.
Bravo, amico mio: ti sapevo acuto ragionatore, ma quanto hai messo, nero su bianco, rivelano non comuni capacità assimilative, per discipline, anche diverse, diverse dalla tua formazione accademica.
Non sono, per carattere, facile ai "salamelecchi" ed a banali adulazioni. Quanto affermo, deriva da esperiene dirette, nel giornalismo, anche se in settori diversi.
Spero veramente, che il destinatario delle tue domande possa leggerle.
Al suo posto sarei molto imbarazzato.
Una stretta di mano, Pino

ENRICO ha detto...

Massimo, il mio contributo al tuo articolo, particolarmente significativo e puntualissimo, può limitarsi - per il momento - al sincero apprezzamento per il ragguardevole ineccepibile lavoro di parallelismi, di analisi, di sintesi ed infine di coraggiosa divulgazione che sei riuscito a svolgere
Ora dovremmo attendere l’intervento di “qualcuno” esperto nel settore che senta il dovere oltre al bisogno professionale, di demolire, confermare o correggere le obiezioni, i dubbi e le domande contenute nel tuo pregevole post
Speriamo nel risveglio di qualche coscienza finora addormentata
Un saluto carissimo
ENRICO

Gino ha detto...

Mi unisco ai complimenti per Massimo, davvero meritati.
E' incredibile Massimo l'energia, il tempo, la passione, l'ostinazione, la convinzione, la perseveranza e il cuore che ci stai mettendo in questo caso giudiziario.
Io penso che se il GUP in primo grado avesse preso anche solo un estratto dei tuoi vari articoli e commenti dedicati al caso Rea, avrebbe motivato mille volte meglio di come in realtà ha fatto.
Mi pare scontato che nessuno meglio di te(nemmeno gli avvocati difensori, ne sono convinto) conosca nei minimi particolari questo caso e abbia dedicato così tanta energia e passione nell'esaminare ogni singolo aspetto .
Pertanto, Massimo, a mio avviso, un solo grido deve unire tutti coloro i quali intervengono in questo spazio: "BISOGNA TIRAR FUORI DAL CARCERE QUESTO RAGAZZO".
Bisogna farlo seguendo il tuo esempio, con il cuore e nella convinzione che , in questo caso giudiziario, molte cose non convincono!
Che in tutte le sedi(anche in rete) si combatta fino all'ultima goccia di energia disponibile!
Occorre che l'opinione pubblica sia correttamente informata e che la verità possa un pò alla volta finalmente emergere ed arrivare fino alle aule giudiziarie, le quali, checchè se ne dica, continuano ad essere la voce sovrana del popolo!
E allora che sia formato e informato nel modo corretto, il popolo!

Antonello ha detto...

Come e' noto Massimo, io ho posto pure dei dubbi sul giorno di decesso e non solo sull'ora.
In particolare le dichiarazioni degli intervenuti (medici anche loro e con esperienze dirette???) nei primissimi rilievi dicono cose ben diverse da "quel corpo e' priva di vita da due giorni", tuttaltro mi sembra, e se assommassimo la dimenticanza di un termometro al non saper distinguere se un corpo e' deceduto da una quindicina di ore o da due giorni direi che siamo oltre.
Invece le conclusioni a cui giunge Introna ci dicono proprio questo, dicono che chi e' intervenuto ha dimenticato il termometro e non sa distinguere ad occhio se un corpo e' privo da poche ore o da alcuni giorni, il che' secondo me, francamente e' poco probabile.
Non solo, i Ris, nonostante la BPA sia una scienza neonata in Italia rispetto ad altri paesi, ci dicono che il luogo di rinvenimento coincide con quello di aggressione, non si spingono oltre nemmeno loro, nonostante i famosi scontrini rinvenuti nelle vicinanze del corpo, non dicono quando ma sarebbero certi sul dove, li e' accaduta l'aggressione, e cio' solo in base allo schizzo ematico sul tronco e, se non erro, sul camminatoio.
Personalmente ho assistito, durante lo studio sul caso Cogne, ad una diatriba furibonda fra due medici legali, ambedue erano d'accordo piu' o meno sul fatto che era impossibile stabilire un PMI di un corpo di cui non si conoscono i criteri di conservazione per almeno due giorni, ossia 48 ore.
Il perito poi non si puo' appoggiare a dati esterni "non scientifici", e difatti dal punto di vista logico centrerebbe niente che la madre della vittima asserisca che alle 13,00 passate M.R. mangiava, centra nulla perche' e' un assunto che AUTOcertifica, senza basamenti, gia' di per se un orario di PMI, mentre appunto si doveva anche comprendere se nelle ore serali del 18 od il giorno 19, o 20 poteva aver consumato un qualche cibo pur simile a quello consumato il 18 alle 13,00 passate.
La dichiarazione della madre non e' scientificamente accettabile come realta' oggettiva, anche ma non solo, perche' non ha potuto neppure vedere che la figlia stesse mangiando durante la telefonata, e perche' la vedo dura se lei si dimostrasse anche certa che la figlia nelle ore e nei giorni a passare non poteva avere mangiato.
Era la perizia che doveva dirlo e non la dichiarazione della madre, in ogni atto invece si e' potuto notare che la certezza che quello fosse l'ultimo pasto, periti e giudici, la danno proprio sulla scorta delle dichiarazioni della madre della vittima, questo e' molto strano.
Abbiamo un medico legale che fra un po' non sa piu', al cospetto con Introna, se un corpo e' cadavere o meno da quanto, con un range fra poche ore e pochi giorni, che dimentica la temperatura del corpo, che custodisce il corpo nei corridoi delle celle frigo ma accuratamente fuori, che trova una positivita' all'rdsemen ma non compie test diversi alla ricerca di conferme o cellule che potevano confermare un rapporto nelle ore successive alla scomparsa, e' incredibile cosa accade in Italia, le stesse persone a tratti diventano dei genii e scrivono cascate di libri, a giorni diventano portatori di un'incapacita' che oltrepassa i limiti astrali del conosciuto.
Mi chiedo se invece la verita' dotta non segua inconsapevolmente o meno sempre e solo la convenienza di convinzione, procedurale ed intellettuale, che senso ha dire che le larve depositano prima del tramonto e stabilire che cio' significa che il 19 non potesse esserci nei calendari pur contadini un beneamato tramonto???
Pure la natura a Ripe viene stravolta, vien da chiedersi se tutti i giorni dell'anno hanno invero un alba o se manca all'appello qualcosa, ed il dato delle larve concorderebbe o sarebbe sostenuto dalla dichiarazione, pur accreditabile della madre??? Che idea si ha del "concordare"???

Gabridget ha detto...

Sono d'accordo con Gino, ogni parola!
Massimo, in questo articolo ti sei superato, è impossibile non notare le discrepanze con la comparazione che hai fatto, chi non le vede è perché NON LE VUOLE VEDERE!
Per quel che posso, nel mio piccolo, cerco di divulgare e far conosce tutto ciò che non torna in questo processo, ed è molto, tanto, troppo, troppissimo visto che c'è in gioco la vita di un uomo e della sua bambina!

ENRICO ha detto...

Antonello

Lo scontrino avrebbe potuto appartenere ad una delle molte persone ( addetti “ai lavori” e curiosi compresi ) che il 21 pomeriggio si sono recate sul posto quindi non può essere di molto aiuto

Per quanto riguarda il luogo e l’ora del decesso , io sono convinto che la sera del 18 ( e forse anche il 19 ) qualcuno di coloro impegnati nelle ricerche sia passato per il bosco delle casermette e al chiosco non abbia visto il corpo… che non c’era !

Quindi secondo me MOLTI” sanno” ma da, come si sono messe le cose, NESSUNO parla perché, a meno di non essere un nutrito gruppo di persone che decida di denunciare ciò che avrebbe visto o meglio ciò che NON avrebbe visto al chiosco,anche se adesso uscisse fuori un solo testimone a dire la verità sarebbe incenerito all’istante e magari incarcerato in attesa di giudizio per falsa testimonianza !

Anche i familiari sanno come quest anon sia la reale versione dei fatti . Il loro repentino e radicale atteggiamento di condanna nei confronti di Parolisi è assai sospetto : infatti i Rea, nelle loro innumerevoli apparizioni televisive, più che addolorati mi sono sempre sembrati spaventati preoccupati e decisi a non recedere dalla loro posizione sebbene i dubbi sull’effettiva partecipazione attiva del genero all’aggressione fossero di gran lunga maggiori delle certezze

ENRICO

Anonimo ha detto...

@ Enrico

Mi sono sempre chiesta come fosse possibile attribuire con certezza l'ora della morte di Melania al primo pomeriggio del 18 aprile, quando ogni logica rendeva impossibile tale conclusione. A prescindere dalle innumerervoli altre motivazioni, come si può credere possibile che un delitto così efferato sia potuto passare inosservato e le grida di M. non udite (e non mi si venga a dire che ciò è stato possibile perchè Parolisi aveva coperto la bocca di M. con la mano per non farla gridare, quando necessariamente lei deve aver tentato più volte di fuggire come asserito anche nelle ricostruzioni dei pm e quindi di gridare) da diversi militari di vedetta che erano in servizio ESCLUSIVAMENTE per controllare l'area e visto il notevole traffico veicolare militare e non proprio su quella strada. Se aggiungiamo poi che P. sapeva benissimo che in quel luogo vi erano esercitazioni in corso, possibile che fosse così cretino e insieme fortunato a trovarsi in un luogo ad altissimo rischio di essere scoperto e passarla liscia? Ma ugualmente incredibile sarebbe anche pensare che qualunque altra persona possa aver ucciso M. negli stessi orari nello stesso luogo; a una mente che ragioni per logica sarebbe dovuto venire subito il dubbio che l'omicidio fosse necessariamente avvenuto oltre l'orario delle esercitazioni, soprattutto se il sospettato era proprio un militare consapevole delle attività in svolgimento.
Sarahkey

Antonello ha detto...

@Sarahkey @Enrico
completamente d'accordo sui dubbi lampanti che illuminate.
C'e' da incrociare anche i dati:
1) Almeno alle 15,26, ma anche molto prima se ascoltassimo niente di meno che la sentenza Tommolini, le dichiarazioni del Ranelli e dei due anziani, nonche' le tre piste identiche segnalate dai cani, tralasciando ma tenendo conto anche dei ciclisti che dichiarano posizioni compatibili della vittima inseguita in orari contingenti. la coppia ERA a Colle San Marco.
2) I Ris, nonostante la BPA sia una scienza neonata in Italia rispetto ad altri paesi, dichiarano come conclusione di analisi della scena del rinvenimento che il chiosco delle casermette e' anche il luogo di aggressione, senza entrare nel merito del quando.
3) Il cellulare della vittima viene rintracciato dalla N.U.E. sino alle 19,10 a ben 3,2 chilometri dal luogo ove il 20 verra' poi rinvenuto il corpo.
4) Introna sfiora la perfezione stimando il range di morte sino al massimo delle 15,30 del 18/04, pur senza temperatura del corpo, pur senza analisi dell'umor vitreo, ma sulla scorta di un "non dato" dato invece come dato e cioe' che il contenuto gastrico fosse stato ingerito dalla vittima, come dichiara la madre che in quei frangenti l'aveva sentita, palesemente non vista, al cellulare, all'incirca verso le 13,00 del 18/04, la dichiarazione della madre e' di gia' un dato soggettivo non potendo aver visto al cellulare quanto gli veniva detto dalla figlia ed la datazione del contenuto gastrico e' un non dato perche' appunto si appoggia ad un dato non oggettivo.
La deposizione delle larve con cui Introna stima un ipotetico PMI non tiene conto del fatto che NESSUNO, tranne i responsabili, conosce i criteri con cui quel corpo e' stato conservato, NESSUNO conosce la temperatura del corpo, del fatto che il tramonto del 18 poggia di nuovo su un non dato oggettivo ed inoltre che l'unica perizia che stila il luogo di aggressione, collocandolo alle casermette, si guarda bene dall'entrare nel merito del quando, come del resto la perizia di Tagliabracci, non ultimo le temperature ambientali vengono ricostruite con una notevole diversita' da quelle che potevano essere quelle a terra dove il corpo si e' presupposto fosse rimasto depositato, ma cosa gravissima ulteriore l'analisi della larvatura e' postecedente alla conservazione del corpo fuori dalle celle frigo ed appare ancora piu' complesso stabilire con "strabiliante certezza geniale" che il tramonto del 19 possa essere stato improduttivo alla bisogna.
Le genialita' del Professore quindi rischiano di deficitare dal punto di vista logico e di concordanza poggiando una sull'altra ma discostandosi da un'unicita' logica di interpretazione e di indispensabile concordanza sull'assunto conclusivo.
5) Lo stato di sorveglianza dei luoghi utilizzati dalle contingenti esercitazioni durate sino al tardo pomeriggio, guarda caso, del 19 con bei sei sentinelle poste lungo postazioni sugli accessi, compreso quello al chiosco, una camionetta sulla rotabile, gli autisti che hanno mangiato il 18 al chiosco e di cui l'ultimo ad essersene andato dichiara di averlo fatto alle 14,40.
6) La totale assenza, come sottolineato da tutti i media nonche' da illustri addetti, sul corpo di tracce animali che avrebbero confermato il deposito del corpo in loco per due giorni e due notti, con acqua a disposizione a piu' di mille metri d'altezza in area di parco.
Continua.

Antonello ha detto...

7) La stranezza di un chiosco chiuso durante una due giorni di esercitazioni che avrebbero commercialmente fruttato buoni incassi ed alimentato un costante appoggio ai clienti fissi dell'esercito.
8) La totale assenza di tracce del sentenziato sulla scena del crimine consumatosi dopo alcune decine di minuti dopo l'aggressione, un'aggressione senza orme, senza tracce ematiche, capellizzie, epiteliali od altro se non il dna del marito nelle labbra superiori e nell'arcata dentaria superiore della vittima e moglie, l'assenza di qualsiasi minuscola traccia di ripulitura del caporale, idem per i vestiti che si sono presupposti ma mai trovati, nessuna traccia ematica sull'autovettura, niente.
9) La astrale coincidenza di un rinvenimento segnalato ed avvenuto dopo il giuramento delle allieve, un caso che non si siano turbate le cerimonie e ne le esercitazioni finite il tardo pomeriggio prima.
10)Se il posto era quello si sono effettuati i carotaggi nel punto del terreno sotto il corpo attinto a bacinella dai rivoli che scendevano anche da ferite posteriori???
11)Nel primo pomeriggio del 21, nel migliore dei casi, viene repertato tampone rdsemen positivo che stima con abbondante accredito scientifico, sullo specifico test, un rapporto che sarebbe avvenuto nel massimo nelle 48 ore precedenti il test fra la vittima e soggetto sconosciuto, da cio' si deduce che o il soggetto era privo di spermatozoi o essi sono stati cancellati nelle 36 ore precedenti il test, grave alternativa possibile sarebbe se quei dna o spermatozoi non fossero stati cercati.
12)Negli slip non vi erano tracce dell'ipotizzabile rapporto o non sono state cercate con appositi test ma questo appare improbabile visto invece il rinvenimento negli stessi slip di dna di un parente maschio della vicina di casa., nelle parti intime esterne non vi sono, o non son state cercate, cellule epiteliali a conferma di un rapporto

Antonello ha detto...

13)La non invisibilita' della Scenic del sentenziato, nonostante l'ironia funzionale che se n'e' fatta, certifica che, con a bordo la moglie e figlia, non e' stata vista da sei sentinelle, una camionetta di ronda, gli autisti che al chiosco hanno mangiato, l'autista della golf con il cane in auto che ha percorso nelle ore cruciali il tragitto da San Giacomo e ritorno, ed il fatto che in una foto segnalata da questo blog venga ritratta al pianoro di Colle San Marco una Scenic di colore derivante da impostazioni focali leggermente alleggerito dal nero.
14)La tempistica veramente da urlo con cui il caporale sarebbe riuscito a "lasciare sopravvissuta per alcune decine di minuti la moglie con un attacco alla sentinella ed eventuali primi 23 colpi inferti con arma da taglio.

Dati tutti questi dati, in cui la dichiarazione della madre attestante un, non oggettivo, pranzo consumato dalla vittima intorno alle 13,00 del 18 ed il corpo rinvenuto dopo due giorni si perde come un branco di mosciame nell'oceano, nonostante l'altrettanto oceano di incertezze sui dati di partenza a disposizione del Prof. Introna e l'impossibilita' scritta nero su bianco di tutte le altre perizie di poter stabilire un'ora precisa di decesso, egli con fulgida genialita' rispetto a tutta la scienza intervenuta stima un range di morte che poteva corrispondere ad una coppia invisibile che da Folignano si fosse diretta immediatamente a Ripe, ed in primo grado viene subito smontato tutto perche' grazie a testimoni nascosti e sempre negati ed ad orari che obbligatoriamente sono stati normalizzati su sistema sessagesimale (si dice cosi'???) dopo un'elasticizzazione che sa di miracolo, dopo che si e' appurato che tutti gli altri testi "non ricordano", "non sono sicuri", "non hanno visto", dopo che alcuni orari dei testi sono stati georeferenziati tramite il loro cellulare presenti sul pianoro solo ad orari leggermente successivi di quelli pur posticipati in accusa della presenza del P. al pianoro, finalmente si e' costretti ad ammettere che la coppia esce da casa alle 14,15 circa, da testimonianze, e si dirige subito al pianoro di Colle San Marco arrivandovi almeno alle 14,40, orario in cui viene vista dal Ranelli e dai due anziani.
Appare quindi, normalizzati i luoghi visitati dalla coppia, improbabile cio' che viene attribuito al caporale, e' cioe' cheavrebbe portato moglie e figlia con Scenic a 15 chilometri di distanza senza lasciare tracce ne essere visto, infierendo 23 coltelkate alla moglie in stato di eccitazione rifiutara per poi ripercorrere gli stessi tragitti in uguale invisibilita' arrivando a Colle San Marco almeno alle 15,26, cioe' 46 minuti dopo la sua sentenziata partenza.
E' una ricostruzione che non sta ne in cielo e ne in terra , cio' che dice Introna e' una delle possibilita', ed una possibilita' che certifica la pratica impossibilita' per il sentenziato, le altre addirittura lo escludono categoricamente, di aver compiuto tutto quanto gli viene addebitato per la tempistica ed il luogo in cui l'avrebbe fatto.
Propongo al Prof. introna di contestualizzare tutti i dati visto che i giudici continuano a rifiutarsi di farlo, e dirci con estrema certezza ed assenza di dubbi se secondo il suo parere strettamente personale e' possibile abbiano ragione sia i giudici che il suo rispettabile lavoro o se siano in aperta contraddizione.

G ha detto...

Scusate, scrivo nuovamente con i dati corretti. Vorrei farvi notare un altro dato a mio avviso molto interessante. Secondo un esperimento condotto DAGLI INQUIRENTI è emerso questo(fonte: pag 47 e 48 della memoria presentata dai difensori al Tribunale del Riesame): "Ulteriori test sperimentali (17 chiamate senza risposta) eseguiti con lo stesso
telefono di cui sopra(ndr: stesso telefono che possedeva Melania Rea) nella zona Casermette di Ripe di Civitella, presso il punto di ritrovamento del cadavere, hanno avuto come esito:
• 10 su 17 hanno impegnato la cella 390 di Spinetoli
• 2 su 17 hanno impegnato la cella 451 di Castel di Lama
• 5 su 17 hanno impegnato la cella 494 di Ripatransone
I risultati dei test sperimentali sono stati comparati con i tabulati telefonici dell’utenza xxxxxx (quella di Melania) tra le ore 14.53.24 e le ore 19.10.16 del 18 aprile, già riportati in precedenza (32 chiamate senza risposta dove 21 hanno impegnato la cella 390 e 11 la cella 451).
Sulla base di questi risultati, e di precedenti test di copertura effettuati nei giorni 21-23 giugno, gli investigatori ritengono che l’aggancio alla cella 451 dalla zona di Colle S. Marco sia verosimile solo in prossimità del Monumento ai Caduti della Resistenza.
Concludono con il ritenere “altamente improbabile” che il cellulare di Melania possa trovarsi a Colle S. Marco nei momenti dei interesse (intorno alle ore 15 del 18 aprile 2011).“ Ecco, gli investigatori omettono di evidenziare(e non me ne sorprendo) che sia alle 14:53 sia alle 14:56 le telefonate senza risposta ricevute dal cellulare di M agganciano la cella 451 e, come sopra riportato, dall'esperimento fatto dagli stessi inquirenti, su 17 telefonate effettuate su un cellulare uguale quello che possedeva M(cellulare posizionato proprio dove è stato ritrovato il cadavere) SOLO DUE TELEFONATE(su 17 telefonate totali) agganciano la cella 451. Quindi come si fà ad ipotizzare che con molta probabilità il cellulare di M sia alle 14:53 sia alle 14:56 fosse a Ripe se, nel punto di ritrovamento del cadavere, la cella 451 "prende" solo 2 chiamate su 17? Si può ipotizzare, semmai, che M alle 14:56 fosse a Ripe con un grado di probabilità pari all' 11,76% . E questo sarebbe uno dei dati oggettivi(l'11,76% di probabilità che che M fosse a Ripe) che ha portato alla condanna all'ergastolo? Io sono davvero sbigottito!

Anonimo ha detto...

Complimenti Massimo per il tuo articolo !

Che razza di altra operazione sia nascosta dietro questo delitto non è dato sapere pare.

ENRICO ha detto...

Gino

a parte le tue giustissime osservazioni sulle celle agganciate, io torno a ribattere : come è possibile che - se il cellulare è SEMPRE stato accanto al corpo e se il corpo è SEMPRE stato al chiosco così come sostiene l'Accusa - la localizzazione NUE, ripetuta per numerose volte fino alle 19h, non abbia MAI indicato il punto esatto ma soprattutto non abbia MAI spinto le forze dell'ordine a cercare PERLOMENO nel raggio del 3,2 km dal punto stabilito dalla procedura ?
E perchè tale procedura non è stata ripetuta quando il cellulare si è riacceso ( all'alba del 20) ma si è ATTESO di ricevere una telefonata anonima nel primo pomeriggio del 20 stesso per "scoprire" il corpo ?

G ha detto...

Ed infatti, anche il tuo ragionamento Enrico non fa una grinza.
Ma quello che volevo evidenziare nel mio precedente post è che all' 89%(dato impossibile da smentire) Melania alle 14:56 del 18 aprile 2011 non era a Ripe, così come ci hanno raccontato tutti i giudici(tranne la Tommolini) e tutti gli inquirenti.
Questa è un ulteriore prova di innocenza, inequivocabile, oggettiva, che non si può smentire!!

PINO ha detto...

@ A TUTTI
Se fosse ancora necessario, ricordo il BUCO più vistoso delle indagini: l'aver ignorato, le testimonianze scientifiche che da sole aprirebbero le porte del carcere a Parolisi, contenute in quanto
Riporto, qui di seguito, inviatemi da fonte che non sono autorizzato a rivelare, ma di estrema esattezza medico legali:

"...arrivo subito al dunque: quei DNA sotto le unghie e sui polpastrelli
sono il miglior sostituto possibile alla Sg di cui Gino, Maura, Ivana
e tutti gli anonimi passati e futuri non vogliono parlare o lasciar
parlare. La Sg e' e resta l'unica vera prova provata dell'innocenza di
Parolisi, ovvero quella che, se portata a processo, lo farebbe uscire
(perche' considerata CONFERMATIVA dall'intero mondo forensico).

Ma accontentiamoci dei DNA unghie-polpastrelli. Cosa dice l'accusa
riguardo alla loro presenza? Molto poco e, con grande nonchalance, li
definisce casuali ed antecedenti l'omicidio di ore e/o giorni, quindi
depositati sulle mani in un tempo variabile indefinito entro il
rientro della coppia a casa il 18 ad ora di pranzo. Ebbene no.

1. non e' possibile il deposito di DNA subungueale via contatto
casuale quale una carezza o una stretta di mano
(ref Nurit et al 2011)

2. il DNA epiteliale (polpastrello) e subungueale (un misto di cellule
epiteliali + un qualunque liquido corporeo, a seconda dei casi sangue
da graffio sotto le unghie della vittima o liquido vaginale da
penetrazione in caso di stupro sotto le unghie dell'aggressore)
persistono per tempi brevissimi e si lavano via con acqua e sapone
(ref Matte et al 2012)

3. se proprio si volesse far risalire quei DNA (polpastrelli e
subungueali) a "graffi o contatti innocenti" avvenuti tra M e almeno 3
uomini sconosciuti piu' una donna nella mattinata del 18 (no, la
manicurist non regge per via dei tempi di persistenza del DNA
subungueale), sotto le unghie e a maggior ragione sui polpastrelli di
M si sarebbe DOVUTO rilevare in quantita' molto abbondante il piu'
recente DNA di S e anche quello di V, con i quali non solo Melania
conviveva (quindi DNA da trasferimento dita-oggetto-dita, come il
passaggio del telefono o la maniglia di casa) ma con i quali ha anche
avuto contatti diretti (esempio cambio pannolino).
(ref Malsom et al 2009).

Penso che in molti si complimenteranno con Massimo per il suo articolo
ma che in pochi lo commenteranno: e' ostico. Non so se intendiate
battere ancora sul caso, ma pensavo che riassumerne alcuni punti
salienti in parole semplici vi potesse tornare utile.
Così termina, la chiara esposizione dell'amico professionista del settore in questione.
Saluti a tutti, Pino

Antonello ha detto...

@Gino
all'89% per cento, che il cellulare di M. non fosse a Ripe (2 su 17, che qualche ragionevole dubbio doveva ispirare) bisogna aggiungere ben due rilievi direi oggettivi, testimoniati ed agli atti:
1) Vengono portati i molecolari dalle altalene, i conduttori non potevano sapere della possibilita' che il cellulare avesse agganciato "molto probabilmente" la 451 al monumento ai caduti di Colle San Marco, non vengono informati di quanto dichiarato da Parol. e non si puo' proprio dire che fossero solidali i cani con la vita da omicida dello stesso, ebbene per ben tre volte i cani si dirigono decisi al monumento, salgono per il sentiero impervio, vengono interrotti dai conduttori e riportati dalla stradina, riprendono le tracce ed arrivano ad una roulotte.
I cani hanno una lieve indecisione dalla stradina per il ristorante poco vicino alle altalene ed alla fine della strada che porta al monumento.
Il tutto per ben tre volte nelle giornate a ridosso della scomparsa, questo significa anche che M. e' passata di li nella traccia piu' intensa e nella direzione seguita dai cani, altalene/roulotte.
2) Il cellulare di M., come dice Enrico, viene localizzato sino alle 19,10 in un luogo isolato sulla strada per San Giacomo ed a 3 chilometri e 200 metri dal chiosco di Ripe, dove due giorni dopo verra' rinvenuto il corpo, insisto, anche qui ogni volta la N.U.E. indica un punto preciso sbagliando ogni volta la stessa direzione e distanza dal luogo di rinvenimento, ora, se ogni volta la N.U.E. avesse indicato diverse posizioni e diversi punti su diverse direzioni avrei concordato che ci potesse essere in zona una qualche tempesta magnetica od uno squilibrio di propagazione tale da deviare quelle che sostanzialmente non sono altro che onde nell'etere, ma il punto risultante e' stato invece pressoche' identico confermando che, se fosse errore di geolocalizzazione, sarebbero quattro o cinque, ora non ricordo bene, errori oltremodo concordanti fra di loro.
E questo non e' possibile, non e' tanto la posizione distante di 3,2 chilometri, che per chi ha nozioni di base sono una bestemmia se si definiscono errori, ma e' la concordanza degli esilaranti errori che non quadra assolutamente.

Anonimo ha detto...

Vorrei parlare del rigor mortis: rigidita' cadaverica TENACE alle 18.20 del 20/4 e VINCIBILE E PRESENTE alle 14.30 del 21/4. A p.76 della perizia autoptica leggiamo:

"Il dato della rigidita' tenace a tutto il corpo rilevato alle ore 18:20 del 20 Aprile e della rigidita' vincibile alle ore 14:30 del 21 Aprile sembrerebbero indicare che la morte sia intervenuta intorno alla 50-60 ore prima dell'effettuazione dell'autopsia, pero' questo tempo deve essere aumentato per l'effetto delle basse temperature in cui ha soggiornato il corpo della Rea."

Innanzi tutto il rigor raggiunge il suo apice dopo circa 12 ore dal decesso e scompare intorno a 48-60 ore post mortem. Quindi Tagliabracci fa male i conti, perche' ancor prima di prendere in considerazione le basse temperature e aggiungere un quid di sua totale discrezione per arrivare alle 72 ore necessarie per incriminare Parolisi, parla di PMI tra le 50 e le 60 ore. Eh no, perche' alle 14.30 del 21/4 il rigor era ancora presente e vincibile, quindi le "50-60 ore" sono gia' da sole una bella forzatura al PMI perche' possibile punto di partenza solo nel caso in cui all'inizio dell'autopsia il rigor si fosse definitivamente risolto!

Passiamo oltre: ma quali basse temperature? Ma se il corpo di Melania ha soggiornato a temperatura ambiente stimabile in madia intorno a 18 gradi tra la sera del 20/4 e il primo pomeriggio del 21/4! Un tale lasso di tempo in Inglese fa circa 16 ore; ditemi, in Italiano quanto fa? Temperatura ambiente che non solo riafferma i normali tempi del rigor (48-60 ore a rigor completato, decisamente meno a rigor presente e vincibile), ma li riduce pure data l'accelerazione del rigor in caso di innalzamento della temperatura. E visto che la temperatura a Ripe alle 18.20 del 20/4 era di circa 10 gradi, l'effetto di 16 ore di conservazione al 18 gradi post-bassa temperatura va considerato e i tempi vanno ridotti, non allungati!

E allora, non sara' forse che il rigor tenace di cui parla la Canestrari, alle 18.20 del 20/4 fosse fisso/in ascesa, e non affatto fisso/in discesa, indicando quindi un PMI compatibile con i tempi massimi del RSID-Semen e con quanto affermato da Davies & Harvey riguardo alle +24h da aggiungere ai tempi della Calliphora Vicina? Indicando insomma un decesso il 19/4? E non sara' forse che, data la stranezza (il caso Rea e' pieno di stranezze, non trovate?) di un rigor che passa da tenace a vincibile in ben 20 ore (VENTI ORE?) di cui 16 circa a ben 18 gradi innalzati dai 10 di Ripe alle 18.20, il rigor alle 18.20 del 20/4 potesse essere "appena fisso"?

A voler pensare male si potrebbe addirittura elucubrare che, al contrario di qualunque procedura o protocollo, il corpo della Rea sia stato conservato a temperatura ambiente per circa 16 ore non per rendere questo strano caso ancora piu' strano, ma addirittura per accelerare un rigor che altrimenti sarebbe stato "congelato" ad un orario non compatibile con la colpevolezza di Parolisi...

Annika

Sira Fonzi ha detto...

Complimenti Annika!
Complimenti per l'impegno che metti nella ricerca della verità, vivisezionando le dichiarazioni dei "professionisti" che ruotano attorno a questa brutta e triste storia, scovando spesso imprecisioni, che contesti sempre con grande competenza.
Grazie!


Buona domenica a tutti,
guardando il video che vi posto sotto, riguardo un test effettuato dallo staff della Bruzzone con lo Sky Hunter, mi ha colpito la parte che inizia dal minuto 1.10 che mostra l'unico punto al Pianoro in cui si aggancia la cella 451.

E' una parte nascosta proprio dietro il monumento e mi ricorda le ipotesi che facemmo su un possibile appuntamento chiarificatore, ma anche no, tra Melania e l'aggressore.

Semmai fosse vero, quello poteva essere il posto ideale per dialogare senza essere visti/e, a due passi da marito e figlia, ma ben lontana da occhi indiscreti.

http://www.youtube.com/watch?v=Q8-ZZ8_KRFo

Ciao
Sira

Anonimo ha detto...

SIRA

quindi secondo i "tecnici" della Bruzzone la cella 451 ( quella che "prenderebbe" a Ripe SOLO 2 volte su 17 secondo i test effettuati) DIMOSTREREBBE la presenza del corpo della donna sia 14:53 che alle 14:56 in quella località, mentre la ESCLUDEREBBE nell’area dietro al Monumento, area assai compatibile con un eventuale "incontro" dove anche lì la stessa cella 451 sarebbe attiva, perchè la criminologa " affermerebbe : “che ci sarebbe andata a fare ? "
Una conclusione degna di “Sherlocko investigatore sciocco”

La quale (criminologa !) però non ci spiega come sia stato possibile che Melania in quell’arco di tempo fosse stata aggredita - marito o non marito - al chiosco dove il cellulare avrebbe dovuto squillare ben 32 volte ( dalle 14,53 alle 19.10) senza che nessuno tra i militari in esercitazione nelle immediate vicinanze, nessuno degli autisti in attesa, nessun casuale passante, nessuno dei soccorritori si sia accorto di niente ma soprattutto non abbia rinvenuto il cadavere ! ,
Le forze dell’ordine, dopo aver localizzato con la procedura NUE il telefonino, avrebbero dovuto battere l’area circostante NOTTE e GIORNO perche la probabilità che MELANIA , forse colta da malore od impossibilitata a muoversi, AVESSE POTUTO ESSERE VIVA avrebbe dovuto far scattare in loro l’obbligo di scandagliare palmo a palmo la zona individuata dal cellulare

E se il giorno 18 fino al calare della notte hanno perlustrato dappertutto ANCHE nell’area del bosco delle casermette SENZA TROVARE IL CORPO vuol dire unicamente che quel corpo al CHIOSCO NON C’ERA e che l’aggressione è avvenuta quando le ricerche si erano interrotte ossia durante la notte tra il 18 e il 19 o comunque dopo il termine delle esercitazioni alle 22.30.

Pertanto il bosco delle casermette , ormai già ispezionato, non avrebbe più avuto motivo di essere ricontrollarlo se non dopo la gentile segnalazione del fantomatico telefonista

buona serata a tutti

ENRICO


Ps : ho aggiunto questo commento all’unico scopo di ripassare quello che ci siamo detti e stradetti in tanti mesi perché purtroppo ho la sensazione che, nonostante la legittima, chiara ed schietta “lettera aperta” ad Introna, non avremo il piacere di leggere interventi né a sfavore, nè a favore, né a chiarimento dei tanti dubbi e delle madornali incongruenze contenuti in questo “stranissimo” caso giudiziario

Sira Fonzi ha detto...

Ciao Enrico,
dici:
"...mentre la ESCLUDEREBBE nell’area dietro al Monumento.."

No, non la esclude nell’area dietro il Monumento, afferma anzi, che l'unica zona del Pianoro nella quale si può agganciare la cella 451 è proprio quella, e a guardare quel punto nascosto, solo immaginato nelle nostre ipotetiche ricostruzioni, fà un certo senso.

La sua infelice affermazione sul perchè Melania dovesse trovarsi là,
fà chiaramente capire che non le è mai sfiorata l'idea di una ricostruzione dei fatti diversa.

E per dirti che, ancora una volta sono concorde con le tue acute osservazioni, ti saluto con simpatia (Elementary, my dear Watson!)

Sira

Antonello ha detto...

@Sira
Te la fai un po' troppo semplice, perche' certe baggianate, dicasi p...te sono troppo grosse anche per chi in fondo porta il peso di tre chili di rimmel, troppo trucco e' sinonimo di costruzione, di non naturalita' e la parola "trucco" dovrebbe mettere in allarme, almeno io cosi' la gedo.
E' un po' che sto attento alla tipa per cercare di fapire dove vorrebbe andare a parare, non e' affatto stolta come vorrebbe dar pensare, la realta' e' molto peggio.
Perche' non e' neppure stolto affermare che la temperatura corporea "non serve a nulla in un corpo DEPOSITATO LI PER DUE GIORNI', con il Prof. Giardina che manco aveva piu' la forza di mettersi a ridere, quando la temperatura corporea vivadio serve proprio a capire quando e' deceduto quel corpo e se e' stato O NO DEPOSITATO LI PER DUE GIORNI, ne affermare "che cosa ci sarebbe andara a fare li" dietro al monumento sapendo benissimo che per tre volte i cani hanno risposto che li dev'essere passata, e non e' affatto vero che al pianoro e' l'unico punto in cui "secondariamente serve" la 451 e' che al monumento, se ho capito bene, e' proprio primaria, dicevo comunque, "non sono e non possono considerarsi frasi da stolte (atteso che credo l'intelligenza sia cosa ben diversa dalla scaltrezza), e' che semplicemente il soggetto in questione non ha frecce nell'arco ed avendo rapporti con l'accusa piglia l'olio dall'unico frantoio che e' disposta a darglielo ed in maniera subdola, sfrontatamente "certa" del nulla piu' nullante.
E' vero che aveva gia' sparato prima una marea di st...te ma appunto, anche li, perche' non aveva frecce nell'arco se non i fogli arrotolati e pastellati che gli passano dalle quinte.
Ecco "certi trucchi" pensando che abbiamo magari fior fior di esperti che, per poche e pilotate opportunita', si fanno dodici ore di fabbrica per mantenere la propria damiglia, sviliscono ed imbruttiscono certi apprezzabili vezzi femminili, e che ne siano piene le soprapupille sui palcoscenici dei teatrini di provincia come i grandi anfiteatri di citta' e' un tutto dire.
E tutto finirebbe in se se agli atti non figurassero cose ben diverse nere su bianco e se non si parlasse poi a vanvera di femminicidi, non vorrei passasse che perche' esistano i femminicidi bisogna fare gli investigaticidi, che dite ce la potremmo concedere una terza via e/o alternativa???

Anonimo ha detto...

parolisi,è un povero ragazzo che sta scontando i 30 anni per colpe altrui e lui lo sa benissimo chi hA UCCISO SUA MOGLIE,ma ha tanta paura di ritorsioni che non parlerà mai

Anonimo ha detto...

Bentornata Annika.
Pat

Gino ha detto...

Una domanda per Massimo o per chiunque voglia o sappia rispondere:
qualcuno di voi sa se il monumento dei caduti(zona in cui prende la cella 451) si trova nella stessa direzione in cui Parolisi ha dichiarato che Melania si è allontanata?
Cioè, mi interesserebbe sapere se è plausibile che, lungo il percorso che conduce al bar il cacciatore, Melania si sia decisa, anzichè a dirigersi al predetto bar dove inizialmente era intenzionata ad andare,a far pipì all'aperto(forse perchè non si fidava nemmeno dell'igiene di quel bar)e se, mentre era intenta ad urinare(verso la fine), possa essere stata colpita dal suo o dai suoi aguzzini(un maniaco imbattutosi nella donna o qualsiasi altro/i soggetto/i.)
Ovvio che tale ipotesi sarebbe percorribile solo allorchè il precitato monumento fosse lungo lo stesso tragitto(o comunque in una traiettoria non completamente opposta)rispetto a quello che conduce al bar il cacciatore.

Vanna ha detto...

Massimo, hai scritto un articolo notevole per chiarezza comparativa.
E tutte le risposte che hai ricevuto dimostrano quanto sono importanti i punti da te trattati.

Ricordo che tu parlasti molto tempo fa, di una struttura religiosa (?) vicina al monumento nella quale lavoravano i macedoni?

Si è saputo qualcosa di quella struttura oppure non c'entrava per nulla?

Annika, bentornata ad offrire le tue competenze per illuminare
il caso.

Antonello ha detto...

@Gino
a quanto consta a google maps ed a tutte le foto chiarificative diffuse agli atti, dalle altalene, vi erano due strade che potevano portare al ristorante, ambedue se proseguite portavano e portano al monumento.
I cani pero' hanno segnalato, ripeto per tre volte, la strada che sta alle spalle dell'entrata del ristorante, all'inizio di quella strada, in direzione altalene/monumento, ad un certo punto c'e' veramente una stradina, dicevano poco curata, che tagliando portava al ristorante e beninteso questa coincideva con la strada piu' corta per andare al ristorante dalle altalene.
Chiaramente se a quella stradina si prosegue, come ganno fatto i cani, si giunge al monumento, alle spalle del monumento un sentiero impervio ed in cima una roulotte.

ENRICO ha detto...

@ Gino

io escluderei che Melania in assenza del marito ( il quale si era offerto di accompagnarla al bar ma lei aveva rifiutato) potesse aver deciso di far pipì all'aperto in un posto che, per quanto seminascosto, non era certamente protetto da sguardi indiscreti.

Parolisi dalle altalene dove si trovava ( secondo la sua versione) non avrebbe potuto accorgersi se la moglie anzichè prendere la direzione del bar avesse invece preso quella opposta in direzione del monumento

Non capisco però questa tua osservazione " tale ipotesi sarebbe percorribile solo allorchè il precitato monumento fosse lungo lo stesso tragitto rispetto a quello che conduce al bar il cacciatore."

Secondo me l'ipotesi non è percorribile per il motivo che ho esposto all'inizio : Melania, riservata com'era, non avrebbe mai deciso di far pipì all'aperto senza avere l' opportuna sicurezza e copertura in ogni senso da parte del marito

Del resto dubito fortemente che la quasi totalità delle donne - riservate o no - si metterebbe a far pipì tutta sola praticamente quasi al bordo di una strada provinciale così come se niente fosse ( e qui ne chiedo conferma alle signore presenti)

Mentre l'ipotesi di un'aggressione in quel punto defilato potrebbe essere presa in considerazione se si supponesse che Melania avesse un appuntamento al Monumento cosa che spiegherebbe anche il motivo del rifiuto di essere accompagnata al bar dal marito

ENRICO

Antonello ha detto...

@Gino
completo.
in realta' il tuo dubbio ha ragione di esistere, se non si sono viste le foto agli atti.
In effetti i monumenti sarebbero due, ma qui, forse, si potrebbe essere confusa pure la vicina quando ha corretto, insieme alla madre di M., la sua dichiarazione all'inizio di una gita al pianoro nei primi giorni di quell'aprile per poi spostarla a sei/sette giorni prima della nuova gita della coppia da sola e della scomparsa del 18/04 al pianoro.
Chiarisco, Parol. asserisce che M. si sarebbe prima recata ai gabinetti pubblici vicino al chiosco per poi tornare indietro perche',forse, chiusi e troppo sporchi e maltenuti, avrebbe indi deciso di recarsi nei bagni del ristorante.
Un monumento dei due e' nella strada all'opposta direzione del ristorante ma quello agli atti, e quello indicato dai cani molecolari, e' quello a cui si va passando nella strada che va verso il ristorante, per arrivare al ristorante nella via piu' corta indi M. avrebbe dovuto andare verso la strada che passa dietro al ristorante, che continuandola porta al monumento d'interesse, per poco dopo girare a sinistra in un simil sentiero che taglia le due strade e porta dritti dritti al ristorante.
Oppure per una via leggermente piu' lunga, ritornare sulla strada che arriva da Folignano e ripercorrerla per poco sino al ristorante.
Appare improbabile che M., per andare al ristorante, avesse deciso funzionalmente di andare al monumento per poi ricongiungersi alla strada che arriva da Folignano ritornando a ritroso verso il ristorante, strada sproporzionatamente piu' lunga, cio' non gli vietava di percorrerla beninteso, poteva anche aver deciso di fare "due passi in piu'" per poi dirigersi nei bagni del locale ma cosi' non ha fatto.
Per tre volte indi i molecolari, senza che ai conduttori fosse detto nulla di quanto dichiarato da Parol., hanno annusato la traccia olfattiva di riferimento inerente a M., hanno fatto i tre giri canonici su se stessi per poi dirigersi decisi verso la strada che passa dietro al portone d'accesso del ristorante, hanno valutato ed escluso deviazioni ad ogni incrocio anche sentierato, quindi hanno escluso pure il sentiero che taglia per il locale nella via piu' corta, ed hanno continuato con il muso a terra sino al monumento che e' situato sul curvone della strada che arriva da Folignano, poi hanno esitato per un attimo all'incrocio ed hanno proseguito sin dietro il monumento su un sentiero che saliva nel bosco, interrotti per una pendenza impervia dai conduttori, hanno ripreso la traccia poco piu' a monte portando ad una roulotte abbandonata.
Il conduttore dira' che il cane gli segnalava molto visibilmente la finestra della roulotte, segno inconfondibile che di li M. deve essere passata lasciando la traccia consecutiva, piu' intensa ed in un luogo mai cennato dalla vicina di casa, quindi non poteva essere una traccia di sei giorni prima ma proprio del 18/04.
Spero di essere stato chiaro, anche se senza la cartina puo' apparirti una spiegazione abbastanza enigmatica.

Anonimo ha detto...

Impossibilitata a trovare un bar mi è capitato di fare la pipì lungo una strada, in una cunetta una volta o due, accompagnata da mio marito e coperta alla visuale dalla macchina e poi Melania non è stata descritta come persona molto riservata?
Pat

Chiara ha detto...

Enrico

rispondo all'"appello": in quel punto che ho visto nel filmato della bruzzone - tra un muro alto e un terrapieno con boscaglia - io mi ci metterei a fare pipì senza manco pensarci.
In generale mi sento molto più a mio agio all'aperto che in un gabinetto pubblico: il timore di essere vista in un atto naturale (certo non me la cerco ma se nonostante le precauzioni capitasse, amen non casca il mondo) è molto inferiore a quello di venire a contatto con lo sporco altrui, cattivi odori, pavimenti melmosetti e quant'altro (e non parlo di contatto in senso fisico, mi basta quello visivo, il contatto dell'aria puzzolente con la mia persona; il pestare quel bagnaticcio sul pavimento anche con le suole a carrarmato...devi vedermi all'uscita anche se ho desistito: per il solo fatto di avere toccato la maniglia o il rubinetto non riesco a trattenere gesti di ripulsa come quelli dei gatti quando si bagnano le zampette!). Insomma, io magari esagero ma se Melania era "schifosina" anche solo la metà di me riguardo ai bagni pubblici, l'avrebbe fatta piuttosto sul sentiero! ;-)

emax/massimo prati ha detto...

Non ho tempo causa impegni improrogabili. Mi inserisco un attimo per postare il video del tragitto di Melania e del cane molecolare e quello più breve dove i cani non sono passati.

Il link è

https://www.youtube.com/watch?v=Wstdj7ITDSE

Massimo

Chiara ha detto...

p.s. ovviamente maniglia e rubinetto li tocco col gomito; e sento il desiderio di cambiare la maglia ;-)

comunque, pensavo: effettivamente il bagno del bar è un'altra cosa, soprattutto in bassa stagione sono solitamente puliti; io mi riferivo ai bagni "delle casette" che si trovano nei parchi, dove non c'è un controllo diretto di un titolare. Allora se Melania aveva prima provato uno di quei bagni desistendo, occorre anche considerare l'ipotesi che non ce la facesse a raggiungere il bar e che abbia potuto "arrendersi al male minore"...

ENRICO ha detto...

@ Chiara

non ho dubbi sulla tua spontanea e simpatica esuberanza ma ovviamente non mi riferivo a situazioni estreme perchè in quel caso la si potrebbe "depositare" senza scrupolo alcuno anche a piazza Navona in pieno pomeriggio di domenica ! ;-))

In una situazione normale credo che chiunque prenderebbe qualche minima precauzione.

Comunque, tornando al percorso fatto da Melania , inspiegabilmente molto più lungo dell'altro alternativo, ci siamo sempre chiesti :

-a) se Salvatore conoscesse la via più breve per giungere al bar

-b) se dal punto in cui si trovava aveva la possibilità di vedere quale direzione avesse preso Melania.

Non ricordo più quali fossero state le sue risposte al riguardo e siccome non ho intenzione di andarmele a ricercare spulciando gli atti , lascio il compito a qualche volenterosa/o di passaggio

ciao , ma belle !

ENRICO

Chiara ha detto...

Enrico

ma figurati: piazza navona è sporca! tutto in città è sporco! solo un angolino appartato in mezzo al verde può in emergenza sostituire casa propria per un rubofobico. :-D

ora, a parte i cincischi, guarderò il video postato da massimo, perchè non ho capito se il sentiero breve potesse dare l'impressione d'essere meno sicuro (nel senso di più isolato e con angoli nascosti) della strada più lunga: già questo potrebbe bastare per non sceglierlo.

a risentirci.

Chiara ha detto...

visto. non c'è paragone. la strada presumibilmente percorsa da melania non ha ragione d'essere percorsa dal mio punto di vista: è stralunga, molto più isolata, affiancata da un boschetto e con un bel pezzo da percorrere in strada senza marciapiede.

un non-senso per una pigrona prudentona come me.

non ci fosse stata la scorciatoia piuttosto la facevo sull'altalena e buonanotte! ;-)

è proprio vero che finchè non si vede coi propri occhi non si capisce...per me quella strada non ha davvero alcun senso d'essere percorsa se l'obiettivo sia il bar.

non credete anche voi?
che poi...se l'ha vista dirigersi di là, almeno una voce poteva dargliela no sto sacripante di marito?
è per questo che hai fatto quelle domande vero enrico?

ENRICO ha detto...

tra l'altro se proprio gli scappava poteva farla anche lì, dietro o vicino alle altalene visto che, tra marito e bambina poteva benissimo "mimetizzarsi "per i pochi secondi utili "alla bisogna", non ti pare, Chiara ?

Certo se il marito l'avesse vista allontanarsi verso il percorso più lungo SAPENDO che ce n'era un altro più breve non si capisce perchè non l'abbia avvertita

Viceversa se il marito NON AVESSE SAPUTO che anche l'altro percorso conducesse più velocemente al bar non avrebbe avuto motivo di stupirsi del percorso imboccato dalla moglie

Ma Parolisi conosceva o no i 2 percorsi ?

DOMANDONA della sera

a domani
ENRICO

ENRICO ha detto...

Ps : ultima possibilità prima di spegnere il pc

Salvatore ( sapendo o non sapendo dei due percorsi ) dalla visuale in cui si trovava aveva la possibilità di accorgersi verso quale delle due strade si era diretta la moglie ?

Ari-domandona delle 23.47

STOP

ENRICO

PINO ha detto...

ENRICO-CHIARA

Proprio tu Enrico, dimentichi tutto?
Riepilogo, per sommi capi, quanto desumemmo a tal proposito, due anni fa:
MR prese la via che conduce al monumento, non già per andare al bar, ma ad un supposto appuntamento "chiarificatore" con X e Y, nei pressi del monumento ai caduti.
SP VIDE la moglie prendere quella direzione, consapevole di tutto (quindi era ovvio che non la richiamasse per aver preso la strada molto più lunga, per arrivare al bar), dopo poco tempo la seguì, con la bimba in braccio, ma non la trovò al posto convenuto.
Preoccupato, la chiamò al cellulare (15,23 o giù di lì), il resto è storia.
Pino

Chiara ha detto...

Quindi è definitivo che per far quadrare quella strada, il brav'uomo gioco-forza non la conta giusta. Ho riassunto bene Pino?

emax/massimo prati ha detto...

Prima di andare a nanna...

La domandona fu già messa sotto la lente da voi commentatori un paio di anni fa.

Parolisi disse di non sapere della scorciatoia e si stupì quando Diana (la figlia del proprietario del bar Segà) lo fece passare dal viottolo durante le ricerche della moglie (lo testimoniò la ragazza).

C'è inoltre da dire che nei giorni precedenti, ed anche la notte, era piovigginato e caduto qualche fiocco di neve. E c'è da dire anche che il vialetto è in terra battuta (quindi è facile sporcarsi le scarpe, e chi deve andare a una festicciola...) non asfaltato come la strada.

Fra l'altro in quel periodo non era un granché come vialetto, visto che a un mese dal delitto ci fu chi si lamentò perché nessuno lo puliva mai e, specialmente col buio, in quel viale ci si faceva di tutto e di giorno si trovavano bottiglie rotte e preservativi e...

Sonia Viviani disse che erano stati al pianoro di San Marco il 10 aprile (nelle prime testimonianze sia lei che i Rea parlarono del 3 aprile) e che Melania la scorciatoia la conosceva perché c'erano passate insieme durante la passeggiata, che anche Salvatore la scorciatoia la conosceva. Ma lui non andò a fare la passeggiata con Sonia e Melania, rimase a spingere la figlia sull'altalena e a giocare con lei al parco. La moglie del capitano dell'esercito (Stanca) andata a San Marco con la comitiva, lo filmò mentre spingeva la bimba in pantaloni corti (in quel momento Melania stava facendo la passeggiata).

Il Parolisi andò a fare una passeggiata con Melania senza Sonia e passò dalla strada asfaltata che vi pare lunga ma che, in effetti, porta alla provinciale in 230 metri circa e al monumento ai caduti in 260 metri circa (non proprio una distanza abissale da fare a piedi).

In ogni caso Melania e Sonia non andarono sicuramente al monumento ai caduti ma passarono di fronte al monumento alla resistenza, quello vicino all'ingresso dell'eremo di San Marco . Nel viottolo che porta all'eremo (molto pericoloso perché non curato), zona panoramica bellissima ma anche luogo malfamato da anni (con tanto di denuncia sui giornali e in consiglio comunale), si trovano siringhe e altro. Dalle altalene si raggiunge andando alla provinciale e girando verso il bar segà per poi attraversare subito dopo la provinciale. La strada è un anello, dalle altalene al monumento alla resistenza vi sono 700 metri circa e andando dritto si passa in una zona con villette e case... poi si torna verso il pianoro (1700 metri di passeggiata in tutto).

Per Vanna. Per andare al monumento ai caduti (dove aggancia la 451) si deve passare per forza di fronte alla colonia del Sacro Cuore (una sorta di ostello gestito dal Pio Istituto di Ascoli dove tutti possono alloggiare. Di fianco al monumento è la stradina che porta alla villa in cui lavoravano i macedoni, di proprietà di Ignazio Buonopane... segretario provinciale UDC e, fra l'altro, responsabile della Confraternita di Misericordia di Ascoli Piceno.

emax/massimo prati ha detto...

Nei verbali Parolisi dice che vede andare la moglie verso il bagno del bar di Ranelli (in quel momento chiuso ma loro non lo sanno), che poi spingendo la bimba non vede più Melania e immagina, avendo poi visto il bagno e conoscendo la moglie) che abbia preso la strada che avevano fatto insieme la volta precedente per andare allo stesso bar segà, quella asfaltata da 230 metri.

Non è inverosimile perché una volta usciti dal parco delle altalene, per non essere visti basta percorrere una quindicina di metri a sinistra... anche meno.

Massimo

Chiara ha detto...
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Chiara ha detto...

Aspettate, chiarisco.
Io non stavo parlando della stradina sterrata, la vera e propria scorciatoia: avendo appena visto il filmato postato da Massimo facevo riferimento alle due alternative asfaltate: andando a sinistra si fa un giro lungo diciamo 80, andando a destra se ne fa uno lungo 40 (con la stradina 20 o meno). Per praticità posto questa foto dal blog de IlBravo, anche se certo la conoscete già:

http://fattidicronacanera.blogspot.it/2011/04/un-delitto-pieno-di-misteriil-caso-di.html

(Melania avrebbe fatto l'azzurra più gialla, mentre c'era l'alternativa asfaltata rossa che è la metà).

Allora col street view, dalle altalene mi dirigo a sinistra e al bivio c'è il chiosco di ranelli (praticamente sull'angolo acuto della strada azzurra dopo il primo pezzettino corto)....Ma anche da lì, che è a poche decine di metri dal punto di partenza, le sarebbe straconvenuto non imboccare l'azzura e tornare sui suoi passi fino alla rossa, non c'è paragone: svoltato l'angolo in quattro passi sei al bar!

Di sicuro se poteva anche ignorare il sentiero o non volersi sporcare le scarpe, la rossa la conosceva ed le era evidente che fosse molto ma molto più breve, oltre che molto meno imbucata e con più spazio ai margini per spostarsi nel caso passi un'auto.

Io continuo a non vederci un senso nella strada che avrebbe percorso.

Voi che spiegazione vi siete dati sulla mancata scelta della strada rossa, anche se si fosse prima diretta dal ranelli?

Chiara ha detto...

p.s. Massimo, alla tua ultima notazione obietto: vabbè che l'aveva già fatta con lui, ma un conto è farsi una camminata col marito sulla strada immersa nel verde (di certo non si passeggia sulla principale) senza fretta e scambiando due chiacchiere magari spingendo il passeggino (quindi prendi quella meno trafficata).

Ma da sola, con l'obiettivo di andare e tornare e per di più con la vescica piena, non ha davvero senso raddoppiare strada e tempo.

Anonimo ha detto...

per Chiara
la risposta sta in queste parole di PINO:

MR prese la via che conduce al monumento, non già per andare al bar, ma ad un supposto appuntamento "chiarificatore" con X e Y, nei pressi del monumento ai caduti.

ENRICO ha detto...

PINO

Ieri sera ho unicamente esposto i fatti senza riportare la relativa interpretazione che naturalmente, come ben sai coincide esattamente con la tua

Infatti solo ipotizzando che Salvatore abbia mentito riguardo “la pipì” per non rivelare agli inquirenti una verità molto scomoda ( appuntamento della moglie al Monumento ) si spiega ;

a) Perché S. aspetta quasi 45/50 min prima di andare alla ricerca della moglie
b) La frase “me l’hanno presa”
c) La frase” non l’ha saputa proteggere”
d) La frase” mi dispiace che ci abbia rimesso Melania"
e) LA PAURA che tutti hanno di parlare : imputato, i suoi familiari, quelli della vittima e i due B&G compresi .

Ora scappo perché sono in ritardo
A stasera

ENRICO

gino ha detto...

MASSIMO, QUELLO DELLE CELLE TELEFONICHE E' UN ASPETTO FONDAMENTALE E VORREI UN TUO PREZIOSO COMMENTO SU TALE ASPETTO.
Comunque ragazzi, se Salvatore ha mentito in riferimento al fatto che Melania fosse realmente diretta a far pipì al Bar il Cacciatore, allora c'è qualcosa che non va.
Io non credo affatto che Parolisi abbia mentito.
Semmai è Melania che può aver mentito a lui(semmai).
La vostra ipotesi è suggestiva, ma non mi convince.
Io do per buono il racconto di Salvatore, perchè è confermato dal fiuto dei cani, dai tabulati e dalle celle(melania alle 14:53 e alle 14:56 non era certamente a Ripe e questo è certo quasi al 100%, basta vedere i tabulati e confrontarli con il test condotto dalla polizia giudiziaria il 30 maggio 2011 - si legga in proposito uno dei primi miei messaggi su questo articolo.)
A proposito di celle, io sono convinto che Melania sia stata uccisa proprio nei pressi del monumento dei caduti, perchè dalle 15:00 alle 19:00 il suo cellulare aggancia tantissime volte la cella 390 e tante volte la cella 451.
Se fosse stata uccisa a Ripe il suo cellulare la cella 451 l'avrebbe agganciata pochissime volte(2/17), invece il suo cellulare aggancia quella cella(la 451) un casino di volte.
Questo fatto i giudici lo giustificano dicendo che il cellulare di Melania nei munuti in cui veniva uccisa non era posizionato dove poi è stato ritrovato(vicino al cadavere), ma in un punto in cui sarebbe stato molto più facile l'aggancio con la cella 451(questa è un ipotesi di comodo, per non voler ammettere che Melania in quei minuti non era a Ripe, con quasi certezza: perchè mai il cellulare alle 14:53 nonchè alle 14:56 sarebbe dovuto essere in un punto e Melania agonizzante in un altro punto di Ripe?)
Ergo, Melania è stata uccisa li vicinissimo al monumento dove è rimasta non più di due giorni, ovviamente.
Ora vi chiedo, che voi sappiate, E QUESTA E' UNA DOMANDA DI FONDAMENTALE IMPORTANZA, NELLE ADIACENZE DEL MONUMENTO DEI CADUTI AGGANCIA SOLO LA CELLA 451(come sappiamo) o prende altresì la cella 390.
Nel caso prendesse anche la cella 390, per me il cerchio si chiuderebbe e io non avrei più dubbi!!

PINO ha detto...

@ GINO
Le considerazioni che fai tu ORA, noi le abbiamo sviscerate per mesi, a partire dal giorno del ritrovamento del corpo di MR, analizzando celle, luoghi, strade e quant'altro si prospettava nebbioso, in tutta la vicenda.
La cella 451, prende solo marginalmente la zona del monumento, mentre si estende fin quasi alla pineta di Ripe.
Infatti il geolocalizzatore, utilizzato dagli investigatori,
indicava che il cellulare della scomparsa, si trovava in un punto distante quasi 2,5 km. dal chiosco della pineta. Luogo non perlustrato dai ricercatori, e presumibile luogo di sosta della vittima a dei suoi rapitori.
MR, non ha mentito, perchè SP, avrebbe saputo dell'appuntamento. Chi è stato costretto a mentire, per nascondere una verità, più che imbarazzante, è stato SP, tanto più evidente, in quanto avevano lasciato casa, poco tempo prima, e se M. aveva bisogno di far pipì, l'avrebbe fatta a casa.
Non puoi chiedere che ti sia spiegato come, quanto e perchè delle nostre estreme deduzioni, frutto di due anni di profondi ragionamenti.
Scusami.
Ma posso consigliarti di andare a leggere almeno una buona parte dei commenti al caso in oggetto, e gli articoli di Massimo Prati.
Troverai anche un mio articolo, dove esponevo anche una ipotetica ricostruzione della tragedia.
Pino

Antonello ha detto...

@Gino
Ed ecco qua le alterazioni spazio temporali, se volevano "creare" qualcosa che incastrasse P. era molto piu' semplice farlo proprio dal monumento, li senza dubbio P. non l'avrebbe potuto salvare nemmeno il padre eterno, invece no, vanno a 15 chilometri ad inventarsi una farsa stravolgendo tutti i tempi e rendendo impossibile per P. aver fatto tutto cio' che manco Mago Zurli' in persona, ammesso avesse gusti cosi' macabri, ci sarebbe riuscito.
E' proprio questo che intendevo io per alterazioni spazio temporali.
Ora non esageriamo pero', nel senso che tralasciamo un po' di cosette:
1) I famosi ciclisti, scomparsi nella notte dei tempi dentro una coltre di nebbia vedono M. in una strada verso San Giacomo inseguita da due altre donne uscire da un bosco ed entrare nell'asfaltata.
2) I cani rintracciano una pista di M. in un casolare isolato nelle stesse zone.
3) La N.U.E. rintraccia il suo cellulare in un punto boschivo isolato di San Giacomo ed a 3,2 chilometri da Ripe sino alle 19,10 del 18/04.
4) Le tracce di M. seguite dai cani vanno sino alla roulotte, dove e' "altamente probabile" che si sia nascosta inseguita, il cane in particolare segna ed annusa ripetutamente e con foga la finestra della roulotte abbandonata (gatti??? Topi??? Lucciole per lanterne???), in ogni caso nessun corpo poteva essere lasciato dietro il monumento, gli stessi cani lo avrebbero trovato, ed anche alla roulotte.
5) Ma, c'e' un ma, i Ris affermano con scientifica certezza che il luogo di aggressione e' stato il luogo del rinvenimento.
6) Varie ed eventuali.

All'epoca si era ipotizzata una piccola fuga di M. a qualcuno o che avesse nascosto qualcosa dalla roulotte e che poi fosse stata scoperta e stretta all'angolo dalla finestra, in qualche modo catturata e/o tramortita con il colpo frontale in testa, caricata su un'auto e successivamente custodita, interrogata, comunque seviziata fino all'obiettivo per poi essere stata depositata a Ripe, dopo le esercitazioni ed i giuramenti delle allieve.
Certo che c'e' qualcosa che non quadra, si sono tutti adoperati con le convinzioni personali verso una ricostruzione nascondendo, volontariamente o meno e' un'altro paio di maniche, qualcosa di "altamente scomodo" e senza nemmeno preoccuparsi di chi realmente vi fosse, al pianoro, in base all'aggancio delle celle del cellulare dichiarato come in uso.
Ecco, a parte sta storia (a parte???) io sarei curioso di sapere:
1) chi aveva in uso il cellulare che Sonia ha dichiarato aveva.
2) In che rapporti stava con M.
3) Perche' avrebbe agganciato la cella "Colle San Marco" da Folignano, o comunque se a San Marco quel cellulare non e' mai stato dichiarato vi fosse stato.
4) Dove era Sonia quando dal cellulare sono partite le due chiamate ed i due sms, o lo stesso in dye parti???
5) Perche' a nessuno e' mai venuto lo scrupolo di porsi le stesse domande visto che il tabulato di quei quattro contatti e li, bell'e pronto, in bella vista agli atti, nero su bianco???

Gabridget ha detto...

S. è amica di Gionni...

A ha detto...

Penso che molti di voi abbiano presente le fotografie del Pianoro di CSM il giorno 19/04. Uno spiegamento di forze incredibile: Carabinieri, Protezione Civile, Soccorso Alpino, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale e Guardia di Finanza. Un elicottero e diverse unità cinofile.
Eppure il cellulare di Melania nel pomeriggio del 18 era stato georeferenzoato per ben cinque volte nel territorio del comune di Civitella del Tronto, in Provincia di Teramo ed in un punto molto circoscritto sopra le frazioni di Gabbiano e Cerqueto (dove alcune stradine sterrate si inerpicano lungo il versante della Montagna dei Fiori).
La logica comune avrebbe voluto che Melania fosse cercata in quell'area e non a CSM.
È vero che la sera del 18 una pattuglia dei CC si era recata nelle vicinanze, ma passando quasi certamente da San Giacomo e non addenyrandosi nel bosco lungo quelle stradine.
Ma invece il giorno 19 per le ricerche nel territorio teramano viene incaricato unicamente il Corpo Forestale di Campli mentre a CSM c'era il mondo intero (inclusi alcuni militari commilitoni di Parolisi).
Ma sapete qual'è l'organico del CFS di Campli?
1 ispettore
1 sovrintendente
2 agenti
In totale 4 soli uomini! Che dovevano anche svolgere le normali attività e non lasciare sguarnita la stazione!
Non potevano essere coinvolti anche i CC di Civitella e di Teramo? Forse non conveniva coinvolgere un altro Comando Provinciale (quello di Spartaco de Cicco per intenderci).
Invece no. Soli 2/4 uomini con al massimo 2 veicoli.
Non viene anche a voi il sospetto (molto forte) che Melania non dovesse essere trovata viva?

A ha detto...

Per incoso.
Che la tecnolgia utilizzata in quel periodo da Telecom per la georeferenziazione presentasse un margine di errore di alcuni chilometri è una favola bella e buona raccontata negli atti ufficiali non si sa bene a favore di chi.
Il fatto cje ben 5 tentativi abbiano fornito in pratica le stesse coordinate conferma dal punto di vista statistico che l'errore poteva essere di poche centinaia di metri.
Ma queste semplici considerazioni anche il perito della difesa si è giardato bene dallo sriverle. Non si sa mai quali piedi si sarebbero pestati.

ENRICO ha detto...

@ A

Non viene anche a voi il sospetto (molto forte) che Melania non dovesse essere trovata viva?

a me viene la certezza che non dovesse essere CERCATA e basta

Tanto è vero che la povera Melania non fu trovata dalle forze dell'ordine ma il suo cadavere fu segnalato dopo 2 gg da un tale che, fischiettando, mentre stava facendo una camminata per i boschi se l'è trovata casualmente sotto gli occhi adagiata in un ampio piazzale aperto attrezzato a picnic con agevole ingresso dalla strada, senza l'aiuto di torce, cani,squadre di soccorso specializzate, elicotteri e sofisticate georeferenziazioni varie

Curioso, no ?

Anonimo ha detto...

A GINO (ed altri)

albatros volandocontrovento.blogspot.com/.../melania-rea-lomicidio-nat...‎



Anonimo ha detto...

Enrico post delle 10:40.
La penso esattamente come te. Per questo credo che una chiave di lettura che veda P non colpevole di omicidio, ma comunque consapevole dei fatti, possa spigare meglio anche quelle incongruenze che giustamente fai notare (e ce ne sarebbero molte altre, soprattutto legate a comportamento di P).

Sulla questione bagno/boschi, la penso cosi:
M viene descritta come una persona molto igienica. Per far capire meglio questo aspetto di sua moglie, P racconta di un fatto accaduto un giorno in cui si è visto costretto a cambiare bar per 3 volte perché M trovava che i bagni erano troppo sporchi. Alla fine sono tornati a casa. Se non ricordo male poi qualcun altro parlò del fatto che M trattenesse a lungo la pipi (anche eccessivamente) fino a quando non trovava il luogo adatto alle sue esigenze. Ora credo che qualsiasi persona che abbia queste difficoltà fuori casa, andrebbe in bagno prima di uscire per una gita. Ma anche ammettendo che il bisogno fosse urgente, bisogna ricordare che M conosceva già il ristorante il Cacciatore e i suoi bagni (sempre secondo P), e che quindi non c’era motivo di fermarsi lungo la strada in pieno giorno senza un palo (e forse senza fazzoletti), per una donna molto igienica e abituata a trattenerla a lungo, quando di li a poco avrebbe raggiunto dei bagni che conosceva.

Un punto che non ricordo. M riferisce a SP che sarebbe andata al ristorante il Cacciatore, o è lui ad immaginare il tutto?

p.s. il telefonista era uno ma c'era una seconda voce maschile di fondo.
Kiba

Antonello ha detto...

Questo articolo e' del 22 aprile 2011, due giorni dopo il ritrovamento del corpo una fonte investigativa lascia trapelare che il telefonista sarebbe stato allora gia' identificato ed escluso da qualsiasi responsabilita', il giornale riferisce persino le parole della fonte.
Dopo verra' tutto smentito non si capisce bene in base a cosa e perche'.
Sta di fatto che si parlava all'epoca del famoso cercatore di funghi capitato per caso sul luogo e molto spaventato per quanto gli era accaduto.
http://www.ilgiornale.it/news/teramo-trovata-seconda-sim-cellulare-sul-corpo-melania-anche.html
Anche questa e' un'altra pagina misteriosa di questa storia, credo che si parli di quello con una panda comparso molto tempo dopo e che, avrebbe dichiarato che era in zona in cerca di tartufi.
Se fosse cosi' si spiega perche' non abbiano repertato ed anizzato le monete o le schede della. cabina telefonica, cosa che invece sarebbe stata ancora piu' utile per eventuali conferme, in pratica avevano gia' a sentire alcuni articoli anche con citazioni di fonti l'identita' del telefonista.
E impossibile non accertarsi inoltre con una perizia di confronto se quello nella telefonata corrispondesse o meno al cercatore di funghi, sta di fatto che io non sono proprio cosi' certo che il telefonista non sia stato rinvenuto, se qualcuno ha nascosto altr, giustumente o meno, c'e' nel caso ancora chi fa appelli perche' si presenti, P. compreso.
A me sembra tutta un'opera teatrale tragica, e sono sbalordito dall'atteggiamento della famiglia della vittima, non capisco il loro precedente escludere a priori ed ora capisco ancor meno questo sentenziare e condannare a tutti i costi, io prima di avere certezze quantomeno mi leggerei bene, ma molto bene, tutti gli atti anche d'indagine ed analizzerei bene i tempi, se non sapessi cosa dev'essere accaduto.

gino ha detto...

Scusate ragazzi ma io so proprio de coccio(quand'ero piccolo mia madre mi menava sempre con la cucchiarella di legno e, forse, qualche botta mi è arrivata pure in testa) ma io non ho capito se lungo il percorso verso cui PAROLISI DICHIARA si sia diretta la moglie vi sia o meno sto monumento dei caduti.
Cioè, aldilà delle scorciatoie, allungatoie, allargatoie e restrittoie varie, non ho capito se lungo quella strada c'è o non c'è sto monumento dove è agganciabile la cella 451(cioè quello dei caduti).
Se Parolisi dichiara mia moglie è andata verso destra e poi invece il monumento è a sinistra, è un conto, ma se Parolisi dice che Melania sia andata verso sinistra e il monumento è a sinistra allora è un altro conto.
Ma mi sa che forse queso aspetto è ignoto a tutti noi.

ENRICO ha detto...

GINO

DA DOVE SI TROVAVA ( ALTALENE) -sempre considerando vera la versione della "pipi" - PAROLISI NON HA VISTO QUALE DIREZIONE AVESSE PRESO LA MOGLIE perchè M. si era allontanata in direzione del chiosco di Ranelli ( chiuso) per poi sparire dalla sua visuale quindi Salvatore ha immaginato che avesse preso la strada più lunga per andare al Cacciatore .

In questo caso ( guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=Wstdj7ITDSE ) Parolisi - sempre supponendo che abbia detto il vero - non poteva sapere se la moglie, una volta giunta al bivio, avesse girato a sinistra verso il Bar Cacciatorea o proseguito a destra verso il Monumento ai Caduti

( se si va per la scorciatoia una volta giunti al Bar si dovrebbe proseguire oltre il bivio per arrivare al Monumento )

guarda la piantina :

http://fattidicronacanera.blogspot.it/2011/04/un-delitto-pieno-di-misteriil-caso-di.html

Io ed altri ti abbiamo esposto le nostre perplessità e le nostre conclusioni.

La mia è sintetizzata nel post di ieri 22 ottobre delle 10:40

Se ancora non hai chiara la situazione vuol dire che la cucchiarella di legno di tua madre ha prodotto danni irreparabili

Ciao

ENRICO

emax/massimo prati ha detto...

Gino, credevo mi prendessi in giro perché anche a chi non è andato al pianoro è consentito di vedere il percorso fatto da Melania. Basta entrare in google maps e scrivere colle san marco sulla barra per vedere tutta la zona per poi percorrere le strade con street view.

In parte ti ha risposto antonello, ma visto che ho dieci minuti voglio integrare il suo commento.

Il racconto del Parolisi parte da quando Melania è con lui alle altalene e dice di dover andare in bagno (verità? bugia della moglie? Bugia del Parolisi?). A quel punto si dirige verso il chiosco di Ranelli perché di fronte, sotto gli alberi a quattro metri dalla strada, c'è un bagno prefabbricato. Parolisi vede che si dirige verso il bagno e continua a giocare con la figlia, riguarda e non c'è più... finché passa il tempo. Dice che non si preoccupa subito e non va a cercare la moglie per due motivi:

primo, non vuol far la figura di chi è geloso, quindi non la cerca perché la moglie capisca che ha fiducia in lei.

Secondo, perché pensa che sia nascosta in zona e che lo stia spiando, come è capitato altre volte (anche in quelle in cui l'ha beccato al telefono con l'amante), per vedere come si comporta e cosa fa.

Però il tempo passa e a quel punto la chiama al cellulare, sono le 15.26. Per la verità inizialmente il Parolisi parla di altre (un paio) telefonate antecedenti che però non figurano sul tabulato. Ma a essere sinceri, la tim non riesce neppure (causa aggiornamenti in corso) a dare ai carabinieri il numero delle celle da cui il militare ha chiamato in quel pomeriggio (tranne nel caso della telefonata al 112).

Si iniziano le ricerche e si passa ogni punto del pianoro, poi arriva la sera e il Parolisi ancora non sa quale sia in effetti la strada presa da sua moglie. Infine arriva il Macciò col cane (a cui nessuno da indicazioni sul percorso della donna). E' Piergiorgio, il cane, che porta il suo conduttore al monumento ai caduti, non il Parolisi che mai dice: Melania è andata a sinistra o a destra.

Lui dice di averla vista andare verso il bagno del Ranelli e solo in un secondo tempo, anche in televisione, sapendo già del percorso del cane, dice che conoscendo la moglie, che non sarebbe mai entrata in un bagno se sporco, preferendo quelli dei locali pubblici, sicuramente Melania aveva preso la strada già fatta la volta precedente (quando c'erano anche Sonia Viviani e il capitano Stanca con la famiglia), la via martiri della resistenza (il nome lo faccio io). Fra l'altro la chiave del bagno al pianoro l'aveva il Ranelli, lui doveva tenerlo in ordine, quindi sulla porta c'era ben visibile un lucchetto (il Ranelli lo ha aperto dopo le 15.30),

Ora: la strada che Melania avrebbe preso dopo essere andata dalle altalene al chiosco, via martiri come detto, non permetteva al marito di vederla per molto, perché arrivata all'asfalto bastava avesse fatto dieci passi verso sinistra per uscire dalla sua visuale. Da quel punto in 230 metri la strada porta alla provinciale (dov'è il bar segà). Arrivati alla provinciale, per andare al bar si deve girare a sinistra, per andare al monumento si deve girare a destra e passare di fronte alla Colonia Montana del Pio Istituto e a una piccola stradina. Il monumento ai caduti è a non più di venti / trenta metri dalla via martiri.

Il cane molecolare una volta giunto in fondo alla via martiri ha preso la destra, come per andare al bar, ma dopo qualche metro ha fatto dietrofront ed è andato a sinistra, fino al monumento, fin dietro il monumento dove c'è un sentiero non proprio agevole che porta ad una roulotte.

Poi, che abbia preso realmente quella strada fino al monumento, o che sia salita a forza in un'auto (o anche volontariamente perché al volante c'era un'amica o un amico), non è dato saperlo.

continua...

emax/massimo prati ha detto...

Per quanto riguarda le Celle telefoniche: nella prove del Ros, in zona monumento ai caduti i cellulari agganciavano solo e unicamente la 451 - ma al pianoro la 390 è un po' ovunque.

La situazione è simile a quella del chiosco di Ripe, dove solo in una piccola porzione di pochi metri quadrati si agganciava la 451. Il problema è che il cellulare è stato trovato in una porzione che la 451 non l'avrebbe mai agganciata. Inoltre nessuno ha fatto perizie nel punto georeferenziato dal NUE. Si è preferito passare sulla provinciale, ma mai nessuno è salito con un fuoristrada sulla stradina sterrata che porta al punto esatto.

Ora devo andare, ciao,
Massimo

Gino ha detto...

Enrico, in effetti mia madre ci dava dentro di brutto.
Adesso però inzio a capire, grazie Enrico.
Però mentono sia il PM sia il GIP di Ascoli nonchè di Teramo quando affermano che il monumento i caduti si trova in una traiettoria opposta rispetto alla direzione in cui PArolsii DICHIARA che la moglie si sia diretta(ma, del resto, non mi sorprendo del fatto che, codesti magistrati, abbiano giocato con le parole e si siano mossi sull'onda dell'equivoco) Se è come dici tu Enrico(ed io ti credo perchè mi sembri un ragazzo affidabile), Melania, secondo Sasà, era diretta prima al bar di Ranelli e, quindi,(dopo aver verificato che il bagno ranellesco era chiuso) si è poi portata/sempre secondo Sasà) in una direzione ignota a Parolisi, il quale, quindi, ha solo dichiarato di supporre che la moglie, dal chiosco di Ranelli, abbia poi intrapreso la strada più lunga(ma non ne è sicuro). Percorrendo tale strada più lunga poi c'è la possibilità di arrivare sia al cesso del cacciatore sia al monumento dei caduti.

gino ha detto...

grazie massimo, sempre precisissimo

Stefania ha detto...

Dimentichi la cosa, Gino: il cane Piergiorgio ha dato un'indicazione piu' che precisa. Grazie al suo olfatto possiamo affermare che una volta scoperto il lucchetto a sigillo del bagno del chiosco di Ranelli, Melania non è tornata sui suoi passi per raggiungere nel piu' breve tempo possibile il bar Sega' (detto anche Ristorante del Cacciatore) ma ha deciso di percorrere la strada piu' lunga. Nel percorso, una volta giunta ad un bivio, anzichè proseguire verso il bar, si è diretta dalla parte opposta, raggiungendo prima il monumento eppoi il caravan.

Perchè possiamo esserne certi? Perchè nonostante Melania fosse stata al pianoro alcuni giorni prima a voler fare gli splendidi e quindi a voler credere alle date indicate eppoi modificate da amici e parenti, ma MAI era stata nè al monumento nè tantomeno al carvavan.

Piergiorgio è un cane, cosa vuoi ... non si lascia nè intimidire nè condizionare da chicchessia.

Fa il suo lavoro di cane molecolare strafregandosene di disegni criminosi, colpevoli, innocenti, familiari ed inquirenti.

Questo non lo si puo' chiedere alla famiglia Rea che di mestiere fa la famiglia della vittima.

Ah .... poi ovviamente sta agli inquirenti fare il loro mestiere .... cioè leggere senza condizionamento alcuno, tracce, segnali (che avrebbero potuto permettere forse di rintracciare una Melania viva), rilievi del medico legale (quando ben eseguiti), autopsie, perizie e testimonianze.

Stefania

P.S. Massimo, complimenti per l'analisi.

Stefania ha detto...

Questo ovviamente dando per buono sia quanto dichiarato da Melania che dal Parolisi. Perchè nessuno puo' comunque escludere una Melania giunta al Monumento dei Caduti senza alcuna necessità fisiologica, ma solo per altro motivo. Ed altrettanto ovviamente non è da escludere ci sia giunta perchè obbligata.

Stefania

ENRICO ha detto...

@ Stefania

... nè è da escludere che per un tratto l'abbia accompagnata anche Salv. con in braccio la bambina ( e per questo nessuno lo avrebbe visto alle altalene dato che la famigliola vi si era soffermata solo per pochi minuti ) essendo lui stesso a conoscenza dell'"appuntamento"...

ma questa è solo una mia supposizione del tutto personale che tuttavia mi spiegherebbe non solo molte reazioni "strane" registrate nell'immediatezza dei fatti ma anche le dichiarazioni sibilline rilasciate nei giorni a seguire sia dal caporalmaggiore sia dai familiari di M. sia da quelli di Parolisi stesso sia dagli amici/che della coppia ( Imma, Sonia,Paciolla ..)

Ciao

ENRICO

Ps : per quanto mi riguarda , dover ripercorrere i ragionamenti fatti in questi 2 anni lo trovo stancante anche se devo ammettere che un veloce ripasso fa sempre bene . Sempre che sia veloce, però !

PINO ha detto...

ENRICO
Ri porto integralmente il mio articolo, che Massimo pubblicò su questo blog, che potrà dare nuovi spunti, a chi avesse voglia di ulteriori ricerche. Ciao, Pino

Articolo di Pino R.


16 luglio 2012
-"Di ricostruzioni ipotetiche sul caso Rea se ne sono fatte moltissime in ogni sito internet ed in ogni programma televisivo. Le ufficiali, però, sono state compilate separatamente dalle Procure interessate alle indagini, quelle di Ascoli e Teramo (Teramo investita dell'incombenza a causa della competenza territoriale). Fra di esse non vi è alcuna differenza sostanziale visto che hanno portato l’unico indagato, Salvatore Parolisi, alla custodia cautelare in carcere con l’accusa di aver ucciso la moglie e di averne vilipeso il cadavere. Il movente per l’Accusa sarebbe passionale. Il marito avrebbe ucciso la moglie in quanto stretto in un imbuto provocato dalla stessa e dalle impellenti esigenze dell’amante, una ex allieva dei corsi di addestramento che si tengono trimestralmente presso la caserma “Clementi” di Ascoli Piceno. Per le procure ognuna delle due donne reclamava, anche con minacce, l’immediata cessazione della relazione "con l'altra". Una situazione di estremo logoramento psicologico, secondo i rappresentanti della legge, che avrebbe spinto il Parolisi ad uccidere per riottenere la sua libertà (libertà che avrebbe perso in un batter d'occhio vista la nuova "fidanzata" in attesa...).

La dinamica fornita dai Pm vuole che il pomeriggio del 18 aprile 2011, sulle 14,10-14,15, il Parolisi sia partito con moglie e figlia per recarsi alla pineta di Ripe di Civitella. Vuole che in strada la bimba si sia addormentata ed un volta giunti in loco la coppia si sia appartata per consumare uno sbrigativo rapporto sessuale. Vuole che nel momento in cui la moglie si è abbassata i pantaloni, compresi collant e mutandine, il caporalmaggiore l’abbia aggredita proditoriamente armato di un coltello a serramanico di minute dimensioni. Vuole che con questo l'abbia ferita con 21/22/23 colpi, o forse molti di più, inferti in parti diverse del corpo tanto da far morire la donna per dissanguamento dopo una ventina di minuti. Vuole che il cadavere sia rimasto sempre nello stesso punto per essere poi ritrovato a distanza di due giorni. Vuole che altre ferite (incisioni) siano state inferte dopo il decesso, non si sa se a ore o giorni dalla morte, a scopo di vilipendio. Questa l’essenza della dinamica omicidiaria fornita dall’Accusa.

E’ mia convinzione che la ricostruzione fornita dalle Procure, marchigiana ed abruzzese, non sia condivisa da gran parte dell’opinione pubblica, anche se strombazzata senza pudore dalla maggioranza dei mass-media in cerca di gradimento e ascolti. E non può essere condivisa da tutti, a causa delle numerosissime lacune che la relazione accusatoria presenta nella sua stesura delle circostanze e nella cronologia in cui queste vengono incasellate. Non può essere accettata da tutti per la vaghezza del referto autoptico, referto che si adatta ad interpretazioni diverse, referto infarcito di frasi dal costrutto criptico che rivelerebbero una vaga sensazione di imbarazzo del compilatore. Infine, non può essere condivisa da tutti per la evidente metodica eliminazione di quanto converge a scagionare il Parolisi dall’accusa del reato attribuitogli. Nelle migliaia di pagine di questo blog, sono state sviscerate, in modo logicamente calibrato e su basi meramente scientifiche, le motivazioni per le quali si può, anzi si deve, essere in dissenso con la versione “ufficializzata” dei fatti.
SEGUE

PINO ha detto...

SEGUE
"Fatti che, secondo una mia personale ipotesi (spero condivisa da tanti), avrebbero per sfondo uno scenario radicalmente diverso. Di seguito proverò ad esporla in maniera concisa:

Nel primo pomeriggio del 18 aprile 2011, la famiglia Parolisi si sta preparando per una breve gita fuori porta, e precisamente a Colle San Marco, distante 8 km dalla cittadina dove risiedono, Folignano. Durante i preparativi Melania riceve una telefonata dalla madre, alla quale comunica l'intenzione di trascorrere un paio d'ore sulla collina marchigiana. Mangia forse una piadina, beve un bicchiere di latte ed è pronta per uscire. Nel frattempo il marito scende assieme alla figlia, che sistema sul seggiolino, ed in abbigliamento leggero (maglietta e pantaloncini corti) attende la moglie intenta a chiudere la porta dell’appartamento. Un coinquilino assiste alla partenza che avviene all'incirca sulle 14,15. Da questo orario inizia il mistero del caso Rea. Caso che si trasformerà in una tragedia avendo come epilogo la fine della breve vita di Melania. Una donna che ha voluto tenacemente difendere la sua dignità di moglie ferita dolorosamente dalla condotta fedifraga del marito.

Sembra un controsenso, visto che ho parlato di ipotesi diversa da quella delle procure, ma la partenza della mia tesi ha la stessa loro base. La reazione di una donna tradita che in due telefonate minaccia di rovinare la carriera militare sia all'amante che al marito, millantando amicizie importanti ed influenti, se la relazione extra-coniugale fosse continuata. Inoltre non fidandosi delle parole ascoltate, che parlavano di una semplice amicizia, Melania avrebbe deciso di spiare il marito nella speranza di coglierlo in flagrante adulterio. Così seguendolo di nascosto ovunque si recasse, sia durante le ore di libertà che quando impegnato in “servizio”. Ed ecco che, occasionalmente e per sua sventura, durante le “spiate” potrebbe essere venuta a conoscenza di "fatti strani", di personaggi coinvolti in faccende poco lecite o addirittura aberranti. Fatti che vedevano, forse e perché no, il marito invischiato (magari anche solo collateralmente).

Che possa essere accaduto lo dimostra il fatto che Melania non ha potuto trattenersi dal confessare all’amica Imma, per telefono, di essere venuta a conoscenza di una “brutta cosa”. Di tale confessione parlò agli inquirenti la stessa amica nella sua prima dichiarazione, poi rimangiata. Non sappiamo perché ora la neghi, ma se è valida la mia ricostruzione non è difficile capirne il motivo. Io infatti ho ipotizzato fin dall’inizio che Melania avesse conoscenze influenti, buone per imporre al caporalmaggiore la cessazione definitiva della sua relazione extraconiugale. Conoscenze che avrebbero potuto anche causare ripercussioni nocive su altre persone. Non si può sapere se davvero le avrebbe utilizzate, ma per chi è coinvolto in faccende non propriamente pulite il suo “segreto”, se svelato, rappresentava un serio pericolo. Di questa mia ipotesi ne trovai traccia nell’Ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giovanni Cirillo. Ne riporto uno stralcio:

"Può essere ipotizzato che la moglie avesse scoperto qualcosa di assai più grave del tradimento, o anche solo di torbido. Occorrerebbe approfondire i rapporti interni alla caserma, gli eventuali giri di droga, altre relazioni extraconiugali".
SEGUE

PINO ha detto...

SEGUE
"Ed allora come si collegherebbe la gita a Colle San Marco col “segreto” di Melania? Si può collegare se la si inserisce nella stranezza del giorno, che precedeva di poco la partenza dei coniugi per Somma Vesuviana (a causa delle feste pasquali), e nella forzata brevità di permanenza al Colle dovuta ad una visita di cortesia, fissata per le sedici, che avrebbe visto la coppia recarsi a casa dei parenti dell’amica Sonia. Tenendo presente l’indubbia partenza da Folignano, testimoniata dai coinquilini ed avvenuta come detto alle ore 14,15 circa, e considerando il tempo occorrente a percorrere gli 8 km di strada, restava pochissimo tempo a disposizione per far divertire la bimba alle altalene. Per cui ho dedotto che "altre" potrebbero essere state le "ragioni" che "obbligavano" Melania a voler fare un "salto" al Colle. Ad esempio un appuntamento non rinviabile, causa l’urgenza di un chiarimento e la prossima partenza della famiglia Parolisi, concordato con un "mediatore" conosciuto da entrambe le parti. Questo chiarirebbe il motivo per cui la meta fu suggerita dalla futura vittima.

Ma con chi si doveva incontrare? Queste sono le incognite a cui, a parer mio, occorrerebbe dare volto e nome. Per il momento li identificherò con una X ed una Y, ipotizzando fossero molto interessati affinche il segreto scoperto dalla Rea rimanesse tale. Ma forse nessuno in realtà credeva che il silenzio sarebbe rimasto tale, vista anche la telefonata all'amica Imma. Chissà se chi l'ha incontrata era a conoscenza di questa chiamata e del brutto segreto, chissà se Imma ne aveva parlato a qualcuno prima di quel 18 aprile (si sono controllati i suoi tabulati?), chissà se Melania ne aveva parlato ad altre amiche (o a chissà chi). Ci sarebbe poi da capire se il Parolisi fosse a conoscenza dell'appuntamento, se lo avesse anche solo intuito e tacitamente assecondato. Accompagnando la moglie al Colle, e soprattutto vedendola prendere una direzione diversa da quella ideale per andare al bar, parrebbe che qualcosa avesse intuito (ma forse non riteneva pericoloso quell'incontro chiarificatore). D'altronde che al Pianoro di Colle San Marco la famiglia sia stata sembra incontestabile, perchè una volta giunti alla zona altalene il Ranelli, proprietario di un chiosco situato nelle adiacenze, nota presso le altalene una coppia ed un bimbo. Io mi fido più facilmente delle sue prime parole, di certo non influenzate da nessuno, ed in base a quelle la sua attenzione fu attratta dall’abbigliamento dell’uomo, secondo lui piuttosto leggero in una giornata con temperatura ancora bassa. Ma vide anche una donna al suo fianco, una donna che indossava un giubbino scuro e dei pantaloni chiari, la descrizione esatta dell'abbigliamento di Melania Rea. Lo stesso disse anche che, riguardando nella direzione delle altalene in una seconda occasione, vide solo l’uomo (la donna vestita come Melania si era quindi allontanata).

Questa pare essere una parte reale dei fatti accaduti, parte notata da un testimone, ma si può teorizzare anche che dopo qualche minuto, con la bimba in braccio, il Parolisi (sia che fosse a conoscenza dell'appuntamento sia che avesse anche solo intuito qualcosa) abbia seguito la moglie. Da qui di dipanano due strade. Una che vuole il marito testimone del sequestro da parte di X e Y (che egli poteva conoscere per collaterale o intera connivenza), un'altra che lo vede non trovare Melania dove immaginava fosse (al monumento?). Sia in un caso che nell'altro, sconvolto da un epilogo che non si aspettava, prova a mettersi in contatto con la moglie e, vista la non risposta, cerca di improvvisare una versione credibile dell'accaduto parlando di un bisogno fisiologico impellente. Prende l'auto e si reca al bar del "Cacciatore" dove recita la sua parte, ma dopo un'ora di ricerche, sulle 16.30, immaginando ciò a cui è andata incontro Melania viene colto da attacchi di panico che gli provocano vere convulsioni psicosomatiche.
SEGUE

PINO ha detto...

SEQUETorchiato a dovere dalle Autorità inquirenti, prima solo come persona informata sui fatti, non sposta di una virgola la sua deposizione. che ci ha rimesso Melania... questo è poco ma sicuro", sono le frasi che più si adattano all'uopo. Cosa poteva fare il Parolisi per sua moglie se compromesso fino al collo nella squallida "giostra" che per restare segreta ha preteso la sua vita? Nulla. Infatti: "Non l'ha saputa proteggere", dice Gennaro Rea. Ma da "cosa" avrebbe dovuto proteggere la intraprendente consorte? Da qualcosa di pericoloso intuito, o addirittura conosciuto, anche dalla sua famiglia? Una pulce entrata nelle orecchie dei Rea in un secondo tempo, tramite le confidenze della figlia, confidenze identiche a quelle fatte all'amica Imma? Non lo sapremo mai... ma le parole restano. La misteriosa "regia" del piccolo ed allucinante mondo teorizzato dal gip Cirillo, e prima di lui dal magistrato Ferraro, potrebbe godere della complice omertà dei "poteri forti". Non già perchè ciò farebbe piacere agli stessi, ma per un possibile "rendez-vous" di reciproca tolleranza.

In vista di tale ipotizzata realtà, già scrivevo in queste pagine che il Parolisi a parer mio non poteva affrontare, neppure solo col pensiero, una lotta impari con cose ed eventi più grandi di lui, piccolo graduato dell'esercito italiano. Ma altri non possono affrontare una lotta impari, lo dimostrano i tanti cambi di opinioni. La dottoressa Canestraro ad esempio, medico legale accorsa per prima sul luogo del ritrovamento assieme alle forze dell'ordine, dichiarava, senza aver misurato la temperatura del corpo per mancanza di attrezzature adeguate, che la morte poteva risalire a non più di 12 ore dal ritrovamento, che l'uccisione della donna era avvenuta in quello stesso luogo. Cronologia e meccanica del delitto, verranno "rettificate" già dal primo referto autoptico, redatto dal titolare anatomopatologo dr. Tagliabracci. Poi, per cambiare ancor di più le carte in tavola, ce ne sarà un secondo di referto. Con questo si "rettificherà" ulteriormente quello precedente, con rilievi forse più aderenti alle esigenze dell'unidirezionalità investigativa

Ma il lavoro di squadra paga, specialmente se il team è composto da operatori in vari comparti della scienza, della giurisprudenza e della tecnica. In questo blog seri professionisti hanno espresso i loro dubbi e dato spazio ad alcune certezze sulla incongruente concertazione accusatoria, rifiutandone le conclusioni nella loro sostanza più generale. Ponendosi e ponendo all'esterno la domanda, non ultima per importanza: perchè Salvatore Parolisi, dopo la segnalazione da parte del patologo che ha riscontrato nella serata del 21 aprile la semenogelina sul tampone vaginale, è ancora in carcere? La sostanza suddetta ha una sua precisa durata di permanenza, che va da un minimo di 48 ore ad un massimo di 72 (ma 72 è un'esagerazione non più supportata dalla scienza). Perciò si dovrebbe ragionare su una forbice di 48/60 ore (e già 60 sono davvero tante). Dopo tali termini non ne resta più traccia. E calcolando sia pure la forbice massima, bloccando la semenogelina a quando il cadavere è stato "congelato" in una cella frigorifera, se ne deduce matematicamente che Melania non può essere morta per mano del marito, in quanto non è stata uccisa nelle ore indicate dai Pm perchè ancora viva nel momento da loro ipotizzato, tanto da subire un forzato, ma non violento, rapporto sessuale.
SEGUE

PINO ha detto...

SEGUSubito dopo questa umiliazione, ancora seminuda, sarebbe stata ferocemente pugnalata da mano inesperta. La tragica scena, quindi, non può essersi svolta nelle ore indicate dalla costruzione accusatoria, bensì nelle ultime ore del 18 aprile o nell'orario notturno del 19, come suggerisce la prima relazione del Tagliabracci... quella poi "rettificata" ma inaccettabile. Altrettanto inaccettabile si dimostra essere la descrizione del cadavere della vittima al momento del ritrovamento: "Pulito, con trucco intatto e senza un ago di pino sui vestiti e sul corpo". Possibile che nulla sia caduto dagli alberi o sia stato portato dal vento? Inoltre Melania durante l'aggressione si è certamente difesa, ha cercato di ripararsi dai colpi per una reazione istintiva, i tagli alle braccia ed alle mani ne sono la prova, le ferite alla gola e sul viso hanno certamente imbrattato di sangue le zone interessate, compreso i capelli che, essendo lunghi e poggianti sulle spalle, non potevano non essere intrisi di sangue visto il contatto col collo ripetutamente pugnalato. Possibile che una colluttazione del genere abbia lasciato il trucco intatto?

E' palese che l'opportuna descrizione del patologo sia servita a far sottintendere un'aggressione non attesa da parte di una persona intima, il marito ad esempio. Aggressione che avrebbe provocato una semi paralisi da choc impedendo qualsiasi reazione a Melania. Ma fosse davvero stato il Parolisi chi sarebbero i dissacratori di un corpo senza vita? Ed a cosa serviva al marito quel tipo di "lavoro"? Più facile che chi ha inveito contro un corpo morto sia anche l'assassino... o gli assassini. Io li ho ipotizzati con una X ed una Y, e ritengo facciano parte di quel piccolo putrido mondo che la vittima aveva scoperto per caso. Che sia o meno collegato agli ambienti militari, come ipotizzava il gip Cirillo, non lo posso affermare, ma rientra tra le eventuali possibilità. Verosimile è la presenza sul luogo dell'omicidio di almeno due donne ed un uomo. Giovani donne in stato delirante? Forse sotto l'effetto di stupefacenti? Donne che subito dopo aver assistito allo stupro della povera Melania, hanno sfogato il loro odio con l'unica arma a disposizione, un modesto coltello a serramanico, non avendo in programma l'uccisione della donna? Delitto provocato, forse, dalla sua determinazione a non tacere o a farsi da parte, circa il possibile coinvolgimento del caporalmaggione nelle attività di un nucleo non ancora bene identificato?

Concludo manifestando i miei dubbi sulla facile resa degli accusatori e sull'interpretazione che verrà data ai risultati delle ulteriori analisi scientifiche, quelle richieste dal gup Tommolini ed affidate ai nuovi periti. Spero che il colleggio di difesa del Parolisi sappia giocarsi la preziosa carta rappresentata dalla semenogelina, preziosa per precisare l'ora della morte e scagionare definitivamente il marito ingiustamente detenuto.

Altro discorso sarà la ricerca degli autori del delitto, se mai i Pm vorranno o potranno cercarli... Pino R.

ENRICO ha detto...

@ PINO

RIPASSO ottimo, abbondante ed esauriente

Spero di leggere , dopo questo lungo "fuori tema" del tutto imprevedibile ed imprevisto , qualche RISPOSTA concreta dal DESINATARIO ( o chi per lui ) dell'articolo che per il momento sembrerebbe non aver accolto l'invito ( o fatto orecchie da mercante ? )

buona giornata

Enrico

PINO ha detto...

@ ENRICO
Non credo che qualcuno sia disposto a darsi zappate sui piedi.
Massimo ha puntato l'indice su quesiti più che imbarazzanti.
Contrastarli sarà molto difficile, se non IMPOSSIBILE.
Buon pranzo, Pino

Stefania ha detto...

Enrico, nessuno risponderà a questi quesiti. Nessuno farà chiarezza se quanto da noi temuto fosse davvero quanto accaduto.

Non Introna. Non certo la famiglia Rea, non certo Parolisi nè i suoi avvocati. Tantomeno giudici, patologi, entomologi e similia.

Se davvero si è cercata in Parolisi una vittima sacrificale consapevole il carcere sia il minore dei mali, ecco che non possiamo aspettarci delle risposte.

I pochi dati certi di questa vicenda sono stati mal gestiti, strumentalizzati, aggiustati .... uno straccetto che è diventato un abito fatto su misura per l'infedele, piagnucolante mostro-marito.

Tra questi: ciclisti scomparsi, termometri non pervenuti, Imme che dicono e ritrattano, Sonie e parenti Rea che non sanno bene quando sono stati a Colle S. Marco, dna maschili che si trasmettono stirando, e compagnia cantando.

Abbiamo anche visto che alcuni dati sono invece stati ignorati. Per supponenza ed arroganza di chi doveva ben investigare? In malafede?

Tra questi cani molecolari che diventano totalmente inaffidabili perchè non indicano quel che si vorrebbe indicassero, Ranelli che si decide non possano ben ricordare, semenogeline che si riscontrano ma chissä dov'è lo stick, perline, scontrini che volano ed aghi di pino che invece non si depositano.

Eppoi ci sono state le indagini che proprio non si sono volute eseguire .....

Gettoniere delle cabine, tabulati telefonici di Sonie e di Paciolli vari .... dei Rea, di Melania nel giorno in cui poteva essere stata vista a Roma.

Cosa aspettarci se non un silenzio che vale piu' di mille inutili parole che non potrebbero comunque mai smontare quelli che sono dati di fatto che abbiamo analizzato si noi, senza pregiudizio alcuno?

Stefania

Stefania

Simona ha detto...

x me sono poki solo 30, ma ke avrei dato x vedere quella faccia di cazzo...grz amore mio...in parte giustizia è fatta ...mi manchi da morire ...

Guardate cosa scrive Imma sulla sua pagina facebook

Stefania ha detto...

Una che scrive con le "k" dette comunemente "kappa" si commenta da sola. Passiamo oltre.

Io ho una sensazione ed avrei piacere se tutti voi che qui state scrivendo oramai da anni, mi diceste se è una cosa "mia", che provo solo io, oppure se è un sentimento condiviso: tante volte ci si è trovati a doversi ribellare ad una sentenza che ha trovato "un imputato di comodo". Questa vicenda è invece differente. Ho come l'impressione sia lo stesso imputato (non è ancora condannato in via definitiva e magari non lo sarà) ad essersi arreso oppure ad aver accettato "un compromesso". Ed allora mi chiedo che senso ha continuare a servire assist alla difesa del Parolisi se in realtà gli stessi difensori sanno bene Salvatore non sia colpevole ma abbiano accettato la condanna per evitare il peggio. Pero' ... è vero ... a noi dovrebbe fregare meno che niente altro che la verità. Ma a qualcuno, questa verità importa?

Stefania

PINO ha detto...

@ STEFANIA

La verità l'abbiamo, forse, intuita, e per se stessa non ci frega niente.

Resta solo una sottile, insistente e pruriginosa curiosità: come si concluderà questa tragica farsa, che si è resa degna di un best seller che più giallo non poteva essere??
Ciao, Pino

Anonimo ha detto...

STEFANIA

che Parolisi esca o decida lui stesso di non uscire dal carcere non condona quello che si e' scritto, letto o detto su questo caso. E non parlo del giornalismo-macchietta, delle interviste pilotate e programmate a priori, degli interventi di esperti ripieni fino a schiattare di botox e restylane, delle lacrime da coccodrillo con goccioloni a base di collirio degli amici ne' di quelle asciutte e piene di rabbia di Salvatore. Parlo delle CARTE UFFICIALI, quelle dei periti strapagati, che hanno reso questo il piu' ridicolo, vergognoso, aberrante caso tra tutti gli omicidi sotto i riflettori degli ultimi anni.

OK, ormai e' chiaro a chiunque che nessuno debba sapere chi ha ucciso Melania Rea. Ma che si possa prendere una professione rispettabile e umiliarla, piegarla, deriderla e prenderla per i fondelli a suon di caxxate solo perche' non esca qualche nome o qualche storia... QUESTO NO!

Giustamente chiedi la verita'. Eccotela.

PRIMA VERITA'.
La persistenza massima degli spermatozoa POST MORTEM e' di 23-38h TSI. La Stark (2010 o 2011, non ricordo) parla di massimo 40h TSI di spermatozoa assegnabile a qualcuno, ma data la mancanza di referenza credo semplicemente che arrotondi dalle max 38h POST MORTEM di Platt et al 2006. Da allora nessuno ha piu' scritto in merito. Tanti hanno parlato di sperma fino a 72h in tamponi endocervicali ANTE MORTEM, ma niente di niente POST MORTEM. E allora, perche' mai tale assenza di spermatozoa avrebbe portato Tagliabracci a parlare di rapporto databile qualche giorno prima del decesso? E perche' la Gino avrebbe concordato e Bruno si sarebbe affilato? Melania era morta, giusto? In caso di morte, il TSI decorre dal decesso e i tempi sono quelli post mortem, non ante mortem.

Passando invece alla Sg positiva, i periti che si pronunciano sul RSID-Semen lo dovrebbero conoscere talmente a fondo da sapere, ben prima che il Dr Reich in persona lo confermi in un'email privata a Massimo Prati, che il RSID-Semen testa positivo fino a 48h TSI sia ANTE che POST MORTEM e che a 48h TSI il segnale e' debolissimo. Com'e' pero' che non solo non lo sapevano, ma non hanno neanche rettificato le loro perizie quando lo hanno scoperto?
Le prove sono prove, o forse quando ci specializziamo ci dicono "le prove sono prove, ma solo se non pestano i piedi a "qualcuno"..."? Forse "qualcuno" ci doveva pensare prima di avere un rapporto con chi stava per trasformarsi in cadavere dopo essere sparita da cosi' tante ore!

...continua

Anonimo ha detto...

continua...

SECONDA VERITA'
Il RSID-Semen non da MAI falsi positivi. Puo' pero' dare falsi negativi o risultati debolissimi nel caso dell'high dose hook effect, ovvero in situazioni di alte concentrazioni seminali. E allora, e' mai venuto in mente a qualcuno che quel debole segnale positivo del tampone vaginale di Melania potesse essere dovuto ad un quantitativo di Sg maggiore di 3 microlitri? No? E perche'? Forse per paura che l'high dose hook effect potesse ridurre i tempi ancora di piu'? E allora non si e' letta bene la Validation Paper del RSID-Semen! Infatti, magari non e' il caso di Melania, ma a N.E.S.S.U.N.O. e' venuto in mente di scartare la possibilita' di un rapporto ad eiaculazione multipla. Si, parlo proprio di gang rape! Capita, diamine se capita, e il dubbio DOVEVA venire e DOVEVA essere preso in considerazione data la debolezza del segnale e la molteplicita' dei DNA maschili sulle mani di Melania! Nel qual caso 3 microlitri entro 48h TSI si che sarebbero stati possibili!
Altro che rapporto datato con il marito alcuni giorni prima del decesso...!

Infine, che si sappia, come e' stato cercato il DNA maschile in vagina? Col FISH, forse? No, niente FISH! E niente FISH equivale a niente DNA epiteliale. Se si fosse fatto cio' che si doveva fare, vai a sapere quanti DNA sarebbero venuti fuori?

TERZA VERITA'
Conosciamo tutti le basse temperature di Ripe, famoso centro turistico della Siberia... E cosa dire allora delle alte temperature anti-protocollo della lunga attesa pre-autopsia? Ma vi sembra professionale far credere che, una volta prelevato il corpo da Ripe, lo stato di conservazione del medesimo si sia bloccato alle 18.20 del 20/4 pur in mancanza di conservazione in cella frigo, e fare finta che tutto si sia svolto nel pieno rispetto delle procedure tanto da fare i calcoli ignorando i 18 gradi di almeno 16 ore di temperatura ambiente? Chi ci rimette? La VERITA' in primis, e RIGOR e LARVE poi! Proprio quelle larve che, indipendentemente dalla latitudine di Ripe, hanno portato a risultati calcolati (in base ad errori matematici grossolani) stra-fregandosene altamente delle calliphorae feconde in cattivita' di cui parlano cosi' chiaramente Davies & Harvey 2012. Quindi, circa +24h di D&H 2012 da ricalcolare in base alla temperatura ambiente della pre-autopsia, quanto farebbe?

...continua

Anonimo ha detto...

continua...

QUARTA VERITA'
Se Melania aveva DNA epiteliale altrui sui polpastrelli, come mai questo non si e' trasferito sulla cinta, sui jeans, sui collant e sulle mutandine una volta che se li e' scesi per... fare la pipi'? Tirare giu' un paio di jeans in particolare richiede una certa pressione del polpastrello sulla stoffa. E a quel punto, se anche il super DNA dei superuomini a cui Melania avrebbe stretto la mano chissa' quando avesse magicamente resistito fino a quel punto sulle sue mani, a contatto con i jeans, dati pressione e strofinamento, vi si sarebbe DOVUTO trasferire per secondary contact. Il touch DNA funziona cosi', eppure nisba.

Un discorso analogo si puo' fare per il DNA del piccolo Sirocchi sulle mutandine. Stando all'accusa, quel DNA sarebbe stato trasferito sulle mutandine di Melania in seduta stiro il 17 sera e Melania avrebbe indossato proprio quelle mutandine la mattina del 18. OK, e allora, dato il modo in cui funziona il touch DNA, come mai un DNA epiteliale tanto potente da fissarsi tra le fibre di un capo di abbigliamento per ore (e giorni di esposizione all'aperto!), non ha poi fatto cio' che il touch DNA fa con 60 secondi di stropicciamento? Ovvero trasferirsi? Che fosse esterno o interno alle mutandine, in tutte le ore del 18/4 intercorse dalla vestizione mattutina alla presunta morte alle 15 del pomeriggio, hai voglia quanto DNA epiteliale del piccolo Sirocchi si doveva trasferire per secondary contact dalle mutandine ai collant/jeans e/o sul pube o sulle anche/natiche di Melania. Eppure anche in questo caso, nisba.

Tenendo conto la fragilita' e breve durata del DNA epiteliale, e tenuti da conto i secondary e tertiary transfers (che se, in caso di sfregamento, non avvengono, comportano la distruzione del DNA epiteliale stesso), quanto sopra significa che:
1. i DNA sui polpastrelli (e quelli subungueali) sono posteriori all'ultimo svestimento della vittima e/o non si tratta di DNA di origine epiteliale;
2. che il DNA sulle mutandine e' posteriore all'ultimo svestimento della vittima e/o non si tratta di DNA di origine epiteliale.

Mi fermo qui. La VERITA' di questo caso e' talmente lampante, cara Stefania. Il problema non e' dirla per cio' che e'; il problema e' la conseguenza che ne deriva.

Ciao. Annika

Mimosa ha detto...

Ciao Annika,
grazie, la tua QUARTA VERITA' è sconvolgente!

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Non solo "sconvolgente", ma fortemente "indicante" una direzione scottante che noi tutti, pur avendola considerata, abbiamo avuto il pudore di non insistere più di tanto.
Ed a tal proposito, non abbiamo neanche dimenticato la meraviglia, mista a rabbia, di SP, quando entrando in casa di amici, si trovò di fronte ad una vera riunione(?)
La IV° verità di Annika, per essere prettamente scientifica, non si è lasciata condizionare da pudore o altro sentimento frenante.
Saluti cari, Pino

Antonello ha detto...

"
1. i DNA sui polpastrelli (e quelli subungueali) sono posteriori all'ultimo svestimento della vittima *e/o* non si tratta di DNA di origine epiteliale;
2. che il DNA sulle mutandine e' posteriore all'ultimo svestimento della vittima *e/o* non si tratta di DNA di origine epiteliale.
"
@Annika
se aggiungi quanto confermasti proprio tu, e cioe' che il frutto disintegrato di un rapporto si rinviene sempre negli slip perche' quello il luogo naturale di espulsione ma che nel caso specifico non si trovo', essendo impossibile non si fosse cercato, dobbiamo cercare di tirare delle conclusioni piu' approfondite: qualcuno ha rivestito la vittima con tanto di guanti senza conoscere che in quegli slip vi fosse impresso gia' un qualche dna.
Ma, come si spiega che quegli slip non abbiano riportato dna di chi, dopo averli stirati deve averli ripiegati o comunque toccati ed abbiano invece riportato il dna di chi deve averci eventualmente giocato prima o dopo la stiratura, mica si stira con i guanti.
Ma sopratutto, perche' ricambiare i vestiti di un corpo dopo il suo deposito??? Che domande scontate e stupide, per nascondere qualche traccia sui vestiti portati dunque via, ora se nei pantaloni vi fossero state eventiali tracce ematiche potrei capire cambiare i pantaloni, ma gli slip perche'???
Miniconclusione: chi ha cambiato M.R. con vestiti (almeno quelli della parte bassa e forse anche calze e scarpe visto che sembra fossero annodate in maniera frontospiziale) poteva non sapere di non avere spermatozoi identificabili, se non li aveva o li aveva, e per questo tento' di portare via i vestiti intimi.
Ma se cosi' fosse perche' portare via gli slip ma lasciare il proprio frutto a mo' di firma dentro il corpo della vittima???
Se escludessimo scientifici ignoranti e feticisti sconosciuti (non avrebbero potuto rinvenire un paio di slip della vittima) dovremmo concludere cge o quegli slip non sono in effetti della vittima o staremmo parlando di un feticista, scientificamente ignorante molto vicino alla vittima tanto da poter entrare in casa sua anche in presenza degli inquirenti.
Verita' scomoda, certamente, e tutta ancora da definire.
Piu' si va avanti e piu' e' possibile leggere qualcosa anche di inaspettato, attenzione pero', in terzo grado avremo la conferma, perche' in altri luoghi, in altri tempi e con un compkice c'e' ancora la possibilita' aperta a chiunque, P. compreso.

Stefania ha detto...

Intanto vorrei dire un "grazie di cuore" ad Annika, per il suo scritto puntuale e semplice come per lei di norma.

Anch'io penso la sua "QUARTA VERITA'" apra scenari che sine die abbiamo preferito un po' tutti trattare con le pinze come scritto da Pino.

Ricordo bene il disagio dei vicini di casa, quando si presento' Parolisi. Salvatore noto' fosse in corso una specie di riunione alla quale sarebbe stato sgraditissimo ospite. Quasi lui non c'entrasse, quasi lui non fosse il principale interessato a conoscere la verità o quella che si stava costruendo come tale agli occhi degli inquirenti e di chi si è avvicinato a questa tragedia in modo superficiale, lasciandosi accompagnare dalla Sciarelli di turno.

Ora, quel che dice pero' Antonello mi pare quantomeno altamente improbabile. E' vero che mio marito non conosce tutta la mia bianchieria intima. Conosce magari capi particolari ma non reggiseni o mutandine "standard". Ho una quantità industriale di mutandine nere della Slogghi. Altrettante di Tezenis, ecc ....

Pero' trovo improbabile l'assassino si sia procurato bianchieria intima per un cambio improvviso del cadavere. Non altro perchè non sappiamo se quando Melania usci' di casa aveva appunto "mutandine standard" o magari un capo ... che so ... in pizzo, difficilmente riproducibile nell'immediato. Si è provveduto a rivestire il cadavere ma con i suoi abiti. Mutande comprese a mio avviso. Come conoscere altrimenti la taglia, ad esempio? Oppure il fatto Melania avesse l'abitudine o meno di tagliare l'etichetta interna al capo? Immagino Salvatore abbia potuto visionare i vestiti di Melania ....

Stefania

Antonello ha detto...

@Stefania
appunto, non sappiamo se e quali slip portasse M. all'uscita da casa, lo sap-eva lei ed eventualmente chi l'ha visti, ma resta il fatto che quegli slip con cui fu rinvenuta erano lindi se si esclude un dna di un parente maschio della vicina li depositato, dice Annika, dopo l'ultima volta che sono stati ipoteticamente svestiti, se erano indossati pero'.
Il conoscere la taglia non credo sia un problema se si e' sempre ipotizzato che M. fosse con qualcuno di cui si fidasse, ed in due, ma anche solo in uno, giorni di slip se ne trovano a bizzeffe, sia a casa della vittima che nelle case limitrofe o nei negozi aperti di martedi 19/04 e mercoledi' 20/04, dipende.
Le abitudini di M. le conosc-eva appunto M. e P. non mi sembra fosse o sia, ancor ora, nelle condizioni di chiarire le cose cambiando un destino forse migliore in carcere che non fuori.
E comunque, P. ha visto quegli slip??? Si??? No??? E chi lo sa, chi lo accusa dice di si gia' a Ripe il 18/04 alle 15,15 circa, purtroppo P. pero' e' accertato alle 15,26 al pianoro a 15 chilometri di curve e stradine di montagna, strada che, dopo aver fatto l'impossibile ripetuto piu' volte, avrebbe percorso in 11 minuti circa.
E quando le ha viste??? Sul posto abbiamo detto che non e' andato, tanto che e' stato incriminato proprio anche perche' ha mostrato di aver riconosciuto il luogo dove lui spesso lavorava (un indizio di una concordanza sconvolgente).
Se solo si azzardava a dire che aveva visto le mutande alla moglie, dopo averla baciata, apriti cielo, avrebbero preparato le ghigliottine persino a Voghera.
Non so se e' cosi', ed e' vero che l'ineffabile Mimosa aveva intravvisto dalle foto un assorbente che per costituzione salva proprio gli slip dalle perdite di ogni tipo, io dopo aver letto e rilevato molti particolari (scarpeegate a frontespizio, non tracce sulla zip dei pantaloni, perline, assenza di tracce animali ecc) ritengo che per ora non sia escludibile l'inimmaginabile.
Daltronde per come si e' proceduto mi sembra di aver capito che nulla si doveva immaginare se non che tutta la scena fosse quella del delitto, bene, io mi chiedo ancora se lo e' e su quali basi si e' appurato lo fosse.

Anonimo ha detto...

.

PINO ha detto...

Inutile stare a rivoltare infinite volte la stessa calza.
Il fatto importante che conforta le nostre deduzioni è costituito dal MANCATO RISCONTRO ALLA LETTERA APERTA DI PRATI, da parte del destinatario, o chi per lui!!
Cosa ci aspettavamo?
Pino

ENRICO ha detto...

@ PINO

sono d'accordo con il tuo ultimo post : i giochi sono fatti e il soldato resterà in galera

buona domenica a tutti
---


Ps : In questo periodo ho poco tempo da dedicare aò blog .
Approfitto di un momento di pausa per salutare ANNIKA e ringraziarla ancora una volta per la sua tenacia e per la sua indiscutibile competenza che ha generosamente messo a disposizione di TUTTI !

Enrico

Stefania ha detto...

Continuano gli avvicendamenti:

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2013/10/25/971867-colonnello-raggi-comandante-clementi.shtml

Stefania

Antonello ha detto...

Spunta nuovamente dell'oro in questa storia seppure riferito da una sensitiva di Empoli, R.R. l'avrebbe contattata e gli avrebbe detto che e' nel loculo di una donna senza piu' parenti, loculo che sarebbe pieno d'oro.
L'oro e' un argomento che era gia' saltato fuori quando si parlava della sede di Gello dei TdG, si disse che la sede fu costruita in un terreno comunale acquistato grazie ad una ingente raccolta di donazioni in oggetti preziosi d'oro.
Non e' che le parole di una sensitiva possano rafforzare un'ipotesi, certo che non a tutti e non facilmente vengono venduti terreni comunali, credo che bisogna avere appoggi, conoscenze, un sindaco particolarmente sensibile od un assessore.
La politica nei piccoli centri si autoreferenzia esattamente come a livello nazionale ma deve stare attenta a non far emergere certe storie, storie che le mogli prima o poi vengono a sapere e che a volte minacciano di rendere pubbliche, come sembea sia accaduto anche ad Ascoli.

Antonello ha detto...

Ops, il riferimento era a M.R. ma il commento era attinente a R.R.
Error, pardon.

maura ha detto...

Scusate solo un post scriverò,Parolisi conosce gli assassini e tace per l"onore della moglie o per paura di essere ucciso una volta scarcerato?io non so se vi rendete conto di quello che state dicendo ma una cosa è certa non accettate la sua colpevolezza.E non so se solo quella,o anche il movente che non coinvolge solo lui.A parte questo le vostre ipotesi non stanno insieme neanche se l"appiccicate con la colla:1)Si sarebbe costituito o avrebbe confessato il delitto anche se non l"avesse commesso per proteggere i suoi cari,2)non avrebbe depistato ma anzi avrebbe fatto di tutto per farsi incolpare,3)i complotti a cui fate riferimento stano a questa storia come il cavolo sta alla merenda,4)la vita e le amicizie della vittima sono state rivoltate come un calzino ,non aveva abitudini strane nè amanti.Vedete il problema è che c"è una morta ammazzata se fosse un gioco mi divertirei a leggervi e non posterei,pensate che Introna se vi leggesse non farebbe altrettanto?Un saluto e unbuon proseguimento!

maura ha detto...

Scusate non avevo finito,il movente di parolisi è enorme non stupido o sciocco come potete pensare voi,questo cretino aveva promesso alla moglie una vita a Roma,un secondo figlio e l"acquisto della loro casa definitiva,all"altra aveva promesso praticamente le stesse cose,e la separazione già avviata ,l"accordo con la moglie e con le famiglie compresa la sua,niente di tutto questo era reale,si sarebbe dovuto presentare ai nuovi suoceri già da uomo libero,questo mancato appuntamento avrebbe provocato la rottura con quella che per lui era la donna fatale o la femme fatale come preferite,il pomeriggio prima della partenza chi in questa storia era diventata di troppo è morta ammazzata senza nessuna pietà,non si puòmorire a ventinove anni per questo,spero che questa volta i giudici scrivano la verità su questa aberrante e triste storia,forse una delle più brutte che la nostra cronaca nera abbia avuto,perchè oltre ad una morte assurda,questo caso racchiude in se una grande ingiustizia morale.Un saluto e buon proseguimento!

Chiara ha detto...

"il problema è che c'è una morta ammazzata se fosse un gioco mi divertirei a leggervi"

inutile spocchia, Maura; come se aderire alla versione ufficiale desse una superiorità morale di qualche tipo; autoconsolatorio, per essere gentili.

"aberrante e triste storia, forse una delle più brutte che la nostra cronaca nera abbia avuto"

veramente a seguire la versione ufficiale che anche tu caldeggi questa è una delle storie più diffuse della nostra cronaca nera.

maura ha detto...

Qui si sbaglia Chiara,i femminicidi assurdi più diffusi in quest"epoca sono frutto di gelosie,dell"uomo che non accetta la fine della storia (o mia o di nessun altro),senza togliere la drammaticità e l"assurdità a questi ultimi,questo caso è diverso,si toglie di mezzo quella di troppo,questi casi erano più diffusi nel passato,quando le unioni non si potevano separare con la legalità,e forse è per questo che sembra strano,ma il vile Parolisi non avrebbe avuto il coraggio di portare la moglie a casa dei suoi,affrontare le rispettive famiglie,e lasciare una moglie devota con una bambina piccola,i soldi i ricatti possono entrarci ma secoondo me non aveva neanche il coraggio di affrontare le famiglie.Qui non si tratta di sposare un"ipotesi,si tratta di guardare in faccia la realtà.

Sira Fonzi ha detto...

@ Maura:

"Qui non si tratta di sposare un ipotesi, si tratta di guardare in faccia la realtà."

Buongiorno Maura,
credo che dovrebbe essere lei la prima a guardare in faccia questa triste realtà.

Dell'articolo di Massimo - che capirebbe anche un bimbo il perchè non è stato replicato - lei preferisce non parlare, nè tantomeno lo stesso è servito a farle venire qualche dubbio.

Preferisce puntare il dito sui moventi ipotizzati da noi lettori, per screditare un articolo che, si voglia o no, non è screditabile nemmeno dai criminologi e patologi interessati.

Ancora dice:
"il problema è che c'è una morta ammazzata se fosse un gioco mi divertirei a leggervi"

Senza uno straccio di prova, lei, e tutti coloro che non vogliono, o non riescono a guardare oltre, privereste una bimba dell'unico genitore rimasto e fareste marcire in galera un uomo.

Ora le chiedo: chi è che gioca?
Noi, che cerchiamo spiegazioni alternative alle IPOTESI dell'accusa per un profondo senso di giustizia, o quelli come lei che si accontentano di un colpevole e non del colpevole?

Faccia qualcosa di utile Maura, si documenti e replichi all'articolo di Massimo, e alle conclusioni "scomode" di Annika, e abbandoni la tesi dell'IMBUTO che non avrebbe portato Parolisi da nessuna parte.

Ma ce lo vede realmente lei Parolisi che elimina "l'ostacolo" e convola a nozze con Ludovica?

La vita di un uomo, il futuro di un padre e di una figlia sono stati squallidamente condizionati da questa sceneggiatura, che non reggerebbe nemmeno se fosse stata scritta per un fiction di quarto ordine.

Sira

Chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara ha detto...

mah maura, restando al recentissimo e senza sforzo di ricerca a me balzano subito alla mente il caso di Marilia quello della Manca, quello di Dina Dore, quello della donna trapanese incinta di nove mesi, senza considerare i casi in cui sono gli amanti insieme a far fuori il coniuge di uno dei due (la Leosini ha di recente intervistato le donne protagoniste di due di questi delitti).

questo tanto per dire che scomodare la nostra intera storia di cronaca nera per l'omicidio di un coniuge (o di un amante) causa rapporto extraconiugale mi pare davvero un eccesso legato alla (iper)emotività che i casi fortemente mediatici tendono a suscitare (Scazzi docet); al contrario questo tipo di delitti è una "tradizione" vecchia come l'uomo e che non conosce tempo; piuttosto, al contrario, in passato l'infedeltà maschile non procurava alcun nocumento all'uomo, le mogli stesse chiudevano entrambi gli occhi, è oggi con i divorzi e gli alimenti che le relazioni extraconiugali creano più preoccupazione.

Antonello ha detto...

Ma e' ancora qui??? Aveva salutato e non trova di meglio da fare che postare nuovamente la cantilena delle ricostruzioni altrui??? Ma Maura, perche', tu hai forse una ricostruzione tua a parte quella che tua se, e solo se, sentenziata???
Non credi che usare la colla, a volte, per "aggiustare" delle ipotesi sia piu' umile e corretto che usare delle toghe per sentenziarle se in effetti nessuno ha mai portato una strabenedetta certezza di uno filo di straccio di prova???
Ma veramente pensi di rientrare, scusandoti, ogni volta per poi salutare, e scusandoti, riuscire???
Che so, non puo' assumerti la D.ssa Rimmel (la volpe dei chioschi) per fare i rilievi "montani" con 50 chili sulle spalle ed allenarsi cosi' a respirare prima di dare aria ai polmoni trollando le mosche e sfidando le formiche a calciobalilla???
Ma possibile che si debba sempre "assistere socialmente" all'assemza di un pensiero documentato e proprio da parte di chi non fa manco uno sforzo per rendersene conto???

Gabridget ha detto...

Maura non ce la fa a starne fuori, è come una droga, ha imparato la lezione a memoria e ogni tanto la deve tirar fuori, qui e in altri luoghi.
Antonello mi hai fatto morir dal ridere con il tuo ultimo post! Un inchino!

Antonello ha detto...

Dai raga, si scherza, non vorrei che poi salta fuori l'altra cantilena che non sarebbe un blog "ospitale", che qui si aspetta la brezza per volarci contro, che manca di rispetto delle idee diverse, che "perche' non sentite anche voi che e' stato quel fesso travestito da batman", che chi non trova il PMI e' perche' si e' sciroppato 50 coppie vive che si baciano a pagamento, non vorrei che poi saltasse fuori che la "colla" di questa storia e' la dimensione abnorme del tempo, che magari tre uomini uccisi dalla mafia o sette cristi bruciati sul posto di lavoro sono ominicidi a priori, che saltassero fuori i lesbicidi ed i carneficidi.
Scherzo Maura, in fondo lo sai che siamo tutti affezzionati e felici ogni volta che abbiamo l'onore di leggerti, il mio e' sarcasmo, vai tranquilla cosi' che stai andando benone, non ti abbattere, sii ostinata e segui il fiume che in fondo conviene, non ti sporchi le ali e non ti affatichi inutilmente come chi stupidamente prova ad andar controcorrente.
Tranquilla, tu e le sentenze siete al massimo, comandate il tempo e trasformate le ipotesi in condanne, tranquilla, e fregatene se solo che per accettare come reale un avvistamento Ufo decine di scienziati scandagliano l'universo per trovare un benedetto "dato oggettivo" che ne provi la verosimiglianza e l'accredito mentre sembrerebbe, ma e' solo un'apparenza, che per condannare un padre eccellente e marito discutibile basta che una moglie muoia.
Lasciali perdere Maura, te tienici aggiornati sui pisellini e le patatine mancanti, fermo che e' un argomento piu' serio di quanto non sembra io lo consideri.
Dai Maura, continua, digliele, Ranelli vede Parol. pure nelle oasi dei deserti, la coppia di anziani sono afferri da memoria influenziantis, i cani volevano fare una partita a risiko con i gatti, tutti i militari hanno il difetto di essere umani e non potevano sparare in aria ad un teletrasporto facendo la figura dei fessi, c'e' chi avrebbe continuato a mangiare al chiosco delle casermette perche' hai visto mai che se interrompeva gli andava di traverso, e poi che cavolo se si decide che una donna e' deceduta da due giorni chi sono questi petulanti che fanno negazionismo??? Che diamine, digliele, i profani non devono intromettersi, che cavolo di paese quello in cui non si puo' decidere in pace da quanto tempo un corpo e' solo tale.
E che cavolo, a cosa dovrebbe servire una temperatura corpo-rea se financo i pini sapevano che era depositato li da due giorni tanto che non fecero cadere le loro strette foglie.
Diglielo a sti atei che il cellulare e' stato ripulito dalla vittima che non voleva far ritrovare le proprie di impronte, non si sai mai che l'avrebbero magari attenzionata, diglielo che il triangolo delle Bermuda e' niente in confronto alle tempeste magnetiche di Ripe, che se la georeferenziazione ha sbagliato sicuramente per tre volte nella stessa direzione di 3,2 chilometri e' colpa di una propagazione delle onde biricchina, spiegagli che si e' voluto spostare a tutti i costi il tempo e scatenare l'ubiquita' pur di fare vera giustizia.

Antonello ha detto...

OT
certo che a Perugia sono andati pure oltre, che dire, dei professionisti, QG ha chiaramente inquadrato una macchia giallo biancastra sulla federa del cuscino che stava dietro alla vittima, ebbene hanno appurato che era sperma, non semenogelina, proprio sperma, l'avete mica analizzato voi per estrarne prezioso dna da comparare??? No, nessuno, l'ha mai analizzato, e la difesa o la parte civile o l'accusa ha mai chiesto di analizzare quella traccia/firma??? Si, l'ha chiesto allo sfinimento, nessuno ha mai autorizzato una perizia, casomai si scopriva qualche altarino.
Il masso con cui qualcuno finse un furto rompendo il vetro dal di dentro non e' stato mai repertato se non in un opportuno secondo tempo, e chiderete voi, ma l'hanno mai analizzato per scoprire eventuali tracce epiteliali di chi quel masso ha pteso magari in mano??? Ma che domande, no, nessuno ha mai voluto analizzarlo.
Alla faccia dei 25.000 dna analizzati a comparazione a Brembate e dintorni.

maura ha detto...

Andate voi a dirlo a Vanin che la Rea non è stata due giorni li,che è stata uccisa da un"altra parte io non ho le competenze per farlo voi si?andate voi a dire ai genetisti e a quattro medici legali che la Rea ha avuto prima del decesso un rapporto intimo con ignoto io non ho competenze voi si?e se le avete scusate,perchè non avete conntattato i legali di parolisi o i consulenti di parolisi?poi avete ispezionato il corpo?il luogo?io non mi permetto di dare della drogata a nessuno ,la signorina che mi ha menzionato è anche lei un"esperta?e di che?di sicuro lo è nell"offendere chi non la pensa come lei soprattutto su parolisi,o su un movente che non è scomodo solo per lui,il cane?ma per il cane la Rea era salita sull"auto degli extracomunitari o non ve lo ricordate?aspettiamo le motivazioni buonanotte!

Antonello ha detto...

@Maura
e ci mancherebbe che non si ricordi quel particolare dell'auto dei macedoni.
Le cose pero' furono un attimino diverse da come le racconti, ora non ricordo io se furono i molecolari o quelli da ricerca su scie, in un normale spostamento insospettirono i conduttori perche' vollero girare intorno all'auto poi risultata in uso ai macedoni.
Il cane non segnalo' le ruote ad esempio, come potrebbe pensare qualche buontempone, ma la parte posteriore dell'auto, gli venne aperto il portabagagli e segnalo' chiaramente l'astuccio.delle catene.
E beh Maura??? Cosa significa secondo te??? Che i cani prevedevano neve in quei giorni???
Che se hanno segnalato l'auto dei macedoni e' sicuramente stato Parol. ad uccidere sua moglie???

Antonello ha detto...

Noi, almeno quelli di noi che non hanno specifiche competenze, si e' analizzato le perizie dal punto di vista logico senza entrare nel merito delle nozioni ivi contenute, e' una semplice operazione che puo' fare chiunque, anche te, e se permetti dal punto di vista logico pure io ed anche a Zichichi posso chiedere come mai il 19 aprile di quell'anno e' sparito un tramonto.
Come e chi avrebbe deciso che l'ultimo caffe' preso da M.R. fosse quello forse preso il 18 aprile alle 13,45 circa prima di uscire??? Forse che e' stata una deduzione scientifica di Rubbia??? No, non mi risulta, qualcuno ha suggerito ai periti che la madre aveva telefonato alla figlia a quell'ora e la figlia stranamente aveva riferito alla madre al cellulare che era in procinto di mangiare, ed apriti cielo, il perito non cerca altro che un motivo per fare meno possibile distribuzione di certezze scientifiche e la madre di M.R. gliene da uno favoloso, da li in poi il caffe' rinvenuto "DUE GIORNI DOPO" nel corpo di M.R. si dara' per assunto "OLTRE OGNI RAGIONEVOLE DUBBIO" il 18 aprile.
Ma la dichiarazione della madre che asserisce che la figlia stranamente alle 13,30 circa avrebbe mangiato e' forse una deduzione scientifica non analizzabile da alcuno che non abbia sette lauree??? E dal punto di vista logico, se in merito si cercano riscontri scientifici, da l'assoluta certezza che quello fu l'ultimo pasto di M.R.???

Antonello ha detto...


A parer mio no, e se permetti certo che glielo scrivo a Zichichi e non mi impressiona di certo il nome, le medaglie sul campo o qualcos'altro, frega nulla, glielo scrivo con il massimo rispetto per la sua professione e per le sue ricerche ma con il massimo rispetto anche per la logica e l'ordine umano delle cose.
Ma apri gli occhi, stai ammirando a Perugia cosa stanno combinando gli illuminati togati ed i grandi periti??? Forse che nessuno puo' prendere abbagli??? Sono privi di errori forse i Ris??? Veggasi a Perugia please.
No, chiedo, e' forse privo di errori il Prof. Tagliabracci??? Mah, veggasi il caso Goffo please.
Il PMI sara' una cosa scientifica carissima ed affezionata Maura, nessuno lo mette in dubbio, anzi si prendeva atto che proprio i periti in merito asseriscano che e' impossivile in merito avere certezze.
Annika poi ci informa splendidamente che esisterebbe un umor vitreo (spero si scriva cosi') che restituisce il tempo che deriva dal decesso di un corpo a partire dal suo rinvenimento, umor vitreo che a Ripe forse Zichichi si e' dimenticato di periziare.
Ma Dio mio, ritrovi della seminogelina con tampone rdsemen positivo e non ti chiedi cosa ci fa e se intorno vi sono PER CASO tracce di dna epiteliale quando, udite udite logici utenti, sei tu che ha scritto pure na barcata di testi sull'argomento semenogelina???
Mi spiego Maura??? E' da punto di vista logico che qua non si e' mai detti certi di una continuativa di un corpo per due giorni, non vi e' certezza che quel corpo ad esempio sia stato ucciso li e poi rinchiuso in qualche struttura per poi essere stato li depositato il 20, non c'e' certezza che non possa esssere stato cosi' perche' in quella radura vi era un intero reparto in esercitazione, e mi si vorrebbe far pensare che con certezza nessuno di quelli che in altre situazioni diventano lupi famelici avrebbe intravvisto PER CASO in due giorni il corpo nudo di una donna li deposto.
Puo' essere, non dico di no, ma esserne certi e' un'altra cosa mentre a te basta che lo dica Zichichi per esserne certa, non funziona cosi', la certezza di un fatto ha dei crismi non spostabili, se un fatto e' certo lo e' per me ma anche per te, ha dei rilievi di oggettivita' che sono da chiunque riconoscibili.
Il cielo e' azzurro, biancastro, con riflessi blu, scuro di notte e nei tramonti i riflessi arancioni tendono a colorarlo, potresti forse tu dirmi che non e' cosi'??? Se ti porto due banane potresti tu dirmi con qualche solida riflessione che invece sono tre???
Mi spiego??? La certezza a casa mia non parte dalle deduzioni costruite intorno a cosa ha riferito la madre di una vittima che l'avrebbe sentito dalla figlia al cellulare, non funziona cosi', non do per certo nulla e tantomeno mi sembrerebbe una certezza scientifica, prendo atto che il 18 aprile forse M.R. ha mangiato e forse bevuto un caffe', e nei due giorni a seguire??? Ha mangiato perche' e' viva od ha digiunato perche' priva??? E chi lo sa??? Lo sa forse Zichichi??? Noooo, ti stanno tutti dicendo, lui compreso, che NON E' POSSIBILE DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO STABILIRE UN'ORA DI DECESSO.
Li vuoi leggere o no???

maura ha detto...

La Rea è deceduta nel primo pomeriggio del 18 prima del tramonto(Vanin),E CHE SIA DECEDUTA LI LO DICE SEMPRE LUI,orbene,dove avrebbe mangiato se il contenuto gastrico e la caffeina non sono residui di cibo consumati a casa?per fare le vostre ipotesi dovreste buttare prima giù questi capisaldi che lo incastrano,non solo,dovreste spostare l"ora del decesso alla sera o al giorno dopo,perchè il tempo è troppo ristretto non per lui ma perchè un altro assassino la rapisca.la porti a ripe e la uccida,il cane non dimostra che l"ha uccisa lui,ma gli ha portati su una pista sbagliata e per questo è inattendibile.Buongiorno!

maura ha detto...

Chiara io non ho detto che è l"unico femminicidio che ha un movente simile,ho solo detto che questi risaltano più alla cronaca perchè la maggior parte dei femminicidi attuali sono dovuti all"emancipazione femminile e perchè oggi le donne hanno una propria autonomia,libere di scegliere se vogliono continuare o meno una relazione,ma questo caso in particolare secondo me non nasconde solo un movente legato ai soldi o a qualche ricatto ma ha anche una matrice culturale,il Parolisi secondo me cresciuto in ua società arcaica non avrebbe avuto il coraggio neanche di affrontare le famiglie,e forse neanche lui metteva in conto di dover lasciare una figlia piccola,niente ha a che vedere con le tv il mio pensiero,perchè una cosa è certa,voi non potete fare scomparire il fatto che lui quel giorno doveva prendere per forza una decisione e proprio quel giorno la moglie è morta.

Stefania ha detto...

Maura, quando scrivi "il Parolisi secondo me cresciuto in ua società arcaica non avrebbe avuto il coraggio neanche di affrontare le famiglie ... " parli di un tuo assunto. Cosa avvalora questa tua opinione? Nulla. Altrimenti non presenteresti i tuoi enunciati partendo con un "secondo me".

Ed allora sai che ti dico? Che nella realtà dei fatti (e non secondo mia opinione) Parolisi era un traditore seriale. Non era fedele a Melania, non era fedele a Ludovica ...... è piu' facile, ma non certo, lui attendesse solo che quest'ultima si "stufasse" di fargli la corte e lo lasciasse. Tanto che negli ultimi mesi non l'aveva mai incontrata, tanto che le raccontava bugie su bugie e le rifilava bidoni su bidoni. E ti pare questo grande amore? Pensi davvero che chi riesce a non incontrarti per mesi possa uccidere la moglie per stare con te "per sempre"? Questa barzelletta è degna dei contenitori del pomeriggio televisivo e di chi beve a quelle fonti.

Stefania

Anonimo ha detto...

Senza parole....questa donna ancora che insiste....evitatela..Siate superiori...

maura ha detto...

Il fatto che sia stato un traditore seriale Stefania non significa che abbia potuto perdere la testa per Ludovica,lo dimostra il fatto che con lei ha una relazione stabile ed è l"ultima amante,lei stessa testimoniera:SE NON MI AVESSE INCONTRATO LUI PROBABILMENTE SAREBBE RIMASTO CON LA MOGLIE E AVREBBE CONTINUATO A TRADIRLA,perchè penso sia di matrice culturale?perchè lui tiene in piedi un matrimonio e la sua storia parallela con una naturalezza che evoca tempi lontani(la moglie a casa,l"amante fuori),non si confida con nessuno,nessuno deve sapere,il problema quando sorge?quando deve scegliere fra la sua famiglia e la sua valvola di sfogo,due scelte dolorose,due vite parallele come se si dovesse sdoppiare,a una promette la casa definitiva a Roma,la tranquillità della famiglia,un altro figlio la rassicura che fra lui e l"altra è tutto finito,all"altra promette una vita insieme,un figlio(se fosse rimasta incinta non la faceva abortire)e la promessa di avere già avviato le pratiche per la separazione,quando questi due mondi si incrociano la moglie muore ammazzata,pensare che lui no provasse una passione per Ludovica è fuori dalla realtà,perchè non sarebbe arrivato a tanto,avrebbe semplicemente lasciato l"amante scomoda(quella che gli voleva fare lasciare la famiglia)e si sarebbe trovato un"altra se si voleva divertire.

Stefania ha detto...

Ahm .... adessi sai anche che se Ludovica fosse rimasta incinta non "l'avrebbe fatta abortire"? Quel che scrivi è surreale per diversi motivi che sinceramente non ho voglia di elencarti, anche perchè sarebbe invero tempo assolutamente sprecato.

Io con te ci rinuncio, Maura: è senza speranza la possibilità di un dialogo costruttivo con una persona come te.

Almeno per quanto mi riguarda.

Ti lascio a veleggiare tra le tue ridicole convinzioni basate sul nulla cosmico.

Stefania

Antonello ha detto...

@Maura
enunci concetti di Vanin, per me opinabili dal punto di vista logico, per sostenere proprio il contrario di cio' che LUI DICE e questo dovrebbe farti riflettere nel contesto giudiziario in cui E' L'ACCUSA CHE HA L'ONERE DI DIMOSTRARE CIO' CHE AFFERMA.
Cosi' ahime' non e' perche' come tu scrivi, probabilmente senza leggerti, lui afferma che M.R. sarebbe deceduta entro la sera del 18 aprile e non prima delle 15,00 di quello stesso giorno, facendo magari intendere che avrebbe potuto benissimo nel caso essere stato il marito, no, sta scrivendo, se intendi comprendere cio' che intende dire, che c'e' un range ampissimo di possibilita' concludendo poi che e' impossibile stabilire un'orario preciso.
Orario preciso che invece richiede indispensabilmente una sentenza di condanna che si rispetti e che non lasci adito a piu' che ragionevoli e fondatissimi dubbi.
Ripetiamo quindi, non c'e' un'arma del delitto, non esiste movente oggettivamente fondato (il perche' dei fatti che accadono non si decide ma si riscontra), non esistono tracce dell'indagato sul luogo del delitto ne tracce del luogo del delitto sull'indagato, tuttaltro, esistono diverse yracce estranee alla coppia sul corpo della vittima, non esistono i tempi materiali ne una ragionevole dinamica (che un istruttore dell'esercito con un assalto alle spalle non riesca ad uccidere la moglie con23 coltellate inferte in maniera truce e che la lasci viva e' una delirante ricostruzione di chi ha dei pregiudizi totalmente errati sugli omicidi, sugli istruttori dell'esercito e sulle tecniche di assalto), non esiste nessuna testimonianza che sconfessi la presenza della coppia laddove dimostra che e' impossibile possa essere la ricostruzione verosimile a 15/18 chilometri invece di distanza, tuttaltro, esistono ben tre testimonianze appurate ed agli atti che Parol. e la moglie con figlia erano al pianoro.
Non esiste nessuna testimonianza di alcuno che il nominato sia stato visto o vista la sua auto che per ben due volte, andata e ritorno, deve aver attraversato in quei momenti una strada strapiena di militari in esercitazione, con camionetta, sentinelle ed autisti del pulmann che hanno mangiato fino alle 14,40 proprio nel luogo di rinvenimento del corpo.
Ne dinamica, ne ricostruzione, ne arma, ne movente, ma unico caso al mondo NON SI SA CONCERTEZZA IN QUALE MOMENTO DI UN INTERO POMERIGGIO, dalle 15,00 sino al tramonto sia deceduta la vittima che non puo' essere rimasta viva oltre ALCUNE DECINE DI MINUTI.
E TU TI STAI OSTINANDO AD AFFERMARE CERTA invece DI CHI POSSA ESSERE STATO E CHE SAREBBE STATO PAROL.
Non ti basta, siccome ne sei certa annoveri questa morte fra i femminicidi, cioe« fra quei tragici fatti che colpiscono una donna solo perche« tale, mica finira, a chi sta cercando di farti ragionare dici che altre versioni sono da ridimensionare non spiegando mai in base a quali tuoi personalissimi criteri, che saremmo tutti in cattiva fede tanto da rasentare la cecita'.
Poi ti offendi se qualcuno perde la pazienza e ti dice chiaro in faccia che le prese in giro dovrebbero rimanere nei luoghi e nelle persone da cui si originano.
Non ti sembra che invece che controvento stai proprio andando verso un muro che ti sei costruita da sola???

Simona ha detto...

basta guardare nelle pagine facebook cosa va scrivendo...Brava Stefania...dovrebbero seguire tutto il tuo consiglio...


maura ha detto...

Ho capito come fate,ignorate la realtà,Ludovica è stata interrogata e quelle rivelazioni le ha fatte durante l"interrogatorio è tutto agli atti non sono mie fantasie,ma costruirne una di comodo per raccontare un"altra storia non vi servirà,e il bello è che non serve neanche a parolisi,Parolisi aveva tutto il tempo per uccidere la moglie e tornare sul pianoro per costruirsi un alibi,voi vi chiederete perchè sia tornato al pianoro?perchè la suocera poteva confermare il suo alibi,lei sapeva che sarebbero andati li.Antonello il suo racconto logico lei lo fa a comodo,ad esempio come fa a ribaltare la perizia di Vanin?lei non lo spiega tecnicamente,e ilcontenuto gastrico?e la caffeina?le vostre spiegazioni tecniche portatele di fronte ai medici legali compresi i consulenti della difesa se siete certi diquello che affermate,Anonimo o Anonima i suoi bei discorsi non servono a Parolisi,se ha prove della sua estraneità al fatto si faccia avanti invece di rifarsela con me.

maura ha detto...

Ah un"altra cosa,Antonello mi meraviglio di lei,secondo lei un assassino che torna a depistare perchè lo fa?per lasciare le sue tracce?o per portarne altre di confondimento e pulire le sue?dopo il depistaggio cosa vuole che trovino sulla scena del delitto?fazzolettini macchiati del suo sangue?certo non è un medico legale Parolisi,come poteva sapere che il dna labiale ha poca vita?altrimenti avrebbe pulito anche quello,dopo un depistaggio la scena di un crimine non è più attendibile ecco perchè i suoi avvocati puntando su questo non hanno ricavato un ragno dal buco,hanno provato a rendere vana la prima autopsia ma non ci sono riusciti,se ne siete capaci voi fatevi avanti.

Stefania ha detto...

Maura Municchi ...... fai venire da sbadigliare. Annoi, lo capisci? Sei in grado di capirlo oppure hai anche questo limite?

Stefania

Chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara ha detto...

ribaltare la perizia di Vanin, Maura??

Ma allora è proprio vero che non ti leggi!

Tu dici: "La Rea è deceduta nel primo pomeriggio del 18 prima del tramonto(Vanin)"

Allora vediamo d'intenderci Maura: il primo pomeriggio è la prima parte del pomeriggio, quella più vicina al mezzogiorno che alla sera, difatti per quest'ultima di parla di tardo pomeriggio. ok fin qui? e fino a dove si spinge il pomeriggio? fino al tramonto, dopo il quale c'è la sera. d'accordo?
quindi col cacchio che Vanin ha detto che è morta nel primo pomeriggio, lui ha detto prima del tramonto, il che significa prima di sera, ossia tra il mezzogiorno (da spostare certamente a dopo le 14.15 quando parte da casa vista dai vicini) alle 17 ora legale (tale era l'ora approssimativa di tramonto in quell'aprile ci dice Vanin). Anzi, siccome precisamente lui ha detto di escludere le ore notturne, devi anche dare il tempo al sole di tramontare, quindi più che le 17 siamo alle 17.30.

ti prego cara maura bella, di non mettere in bocca a Vanin parole che non ha detto e se ti va di essere corretta fino in fondo prenditi pure la briga di leggere la sua perizia, così vedi che dice espressamente che è impossibile per lui restringere l'orario più di così (prima del tramonto).

anzi, leggiti proprio la premessa che fa: "Va sottolineato tuttavia che vista la mancanza di dati certi, dovuta al non impiego di un protocollo standard di repertamento entomologico e di registrazione delle temperature, le
valutazioni qui riportate ed in generale desumibili dalle larve non possono avere una
precisione oraria come richiesto
e auspicabile."

E quanto al luogo del decesso lui proprio non si è pronunciato: si è limitato a dire che sul corpo non sono stati rinvenuti insetti estranei al luogo di rinvenimento. Ma appena prima aveva dichiarato che: "...Tale dato indica nella giornata del 18 aprile l’inizio della colonizzazione (si esclude la
deposizione durante la notte).
A questo proposito va indicato che il tempo che intercorre dal
decesso alla deposizione delle prime uova (o larve nel caso di specie larvipare) non è
quantificabile, sebbene l’esperienza mostri che in generale è temperatura dipendente e che in ambiente esterno, in presenza di sangue, esso possa essere anche solo di pochi minuti o ore."

Sai cosa significa? Che l'entomologia non può escludere nemmeno che la Rea sia morta altrove e trasportata nel luogo di rinvenimento nell'arco di minuti o ore.

Guarda che è lingua italiana eh? Basta rispettarla e rispettare chi la usa per spiegare i concetti tecnici a chi tecnico non è (il giudice e gli avvocati).

ergo: non manipolare le perizie per cortesia, perchè qui caschi proprio male sai? noi le abbiamo lette da capo a fondo. Fai lo stesso se vuoi interloquire.

Chiara ha detto...

stringi stringi, Maura, tu non fai altro che muoverti "a naso" e per l'"id quod plerumque accidit" (cioè per senso comune): siccome il marito aveva l'amante e giunto ad un dunque la moglie muore, la logica ci dice che con elevata probabilità l'ha ammazzata; siccome non si rinvengono ragioni per un depistaggio esterno allora la logica ci dice che l'ha fatto lui; e via così.

Mi spiace Maura, a casa tua e nella tua vita usa finchè vuoi questi strumenti argomentativi, mai processi si fanno su altre basi e con altri strumenti, fattene una ragione.

A questo punto, colgiendo al balzo la palla di Antonello sul lavoro degli inquirenti e la fede cieca che alcuni nutrono, nel successivo commento ripropongo un post che ho inserito nel caso Scazzi.

Segue.

Chiara ha detto...

Chiara ha detto:

Buongiorno cari amici.
Vorrei mostrarvi dei dati molto interessanti recentemente pubblicati da Innocence Project, l'associazione statunitense (i cui membri sono avvocati, giornalisti, esperti forensi, professori di materie legali e scientifico-forensi, ricercatori ecc) che si occupa di riesaminare casi giudiziari.
In questo link si trovano i numeri complessivi e alcune storie:

http://www.topcriminaljusticedegrees.org/innocence/?goback=.gde_2963536_member_5801987704900046848#!

ciò che è molto interessante notare sono i motivi che avevano condotto alla condanna di questi uomini (simbolo del martelletto): le cause sono sempre "eyewitness misidentification" (errata identificazione da parte di testimoni oculari), "insufficient/improper/invalidated forensic science" (errori delle scienze forensi), "false confessions/admissions" (false confessioni), "government misconduct" (improprie condotte degli organi di polizia e inquirenti).

Guardate in particolari quante siano le confessioni...in quasi tutti i casi esse seguono una erronea identificazione ed errati esiti di scienze forensi.

Il filo conduttore? La Government misconduct.
In quest'altra pagina

http://www.innocenceproject.org/understand/Government-Misconduct.php

gli esempi di tali improprie condotte, suddivise tra quelle della polizia giudiziaria:
- Employing suggestion when conducting identification procedures (suggestione dei testimoni da cui dipende l'identificazione)
- Coercing false confessions (indurre, forzandole, false confessioni)
- Lying or intentionally misleading jurors about their observations (mentire o fuorviare i giurati sulle loro osservazioni sul campo)
- Failing to turn over exculpatory evidence to prosecutors (non trasmettere agli inquirenti le prove a discarico)

e quelle delle procure:
- Withholding exculpatory evidence from defense (occultare le prove a discarico)
- Deliberately mishandling, mistreating or destroying evidence (intenzionalmente distruggere prove o assumerle impropriamente o con forzature)
- Allowing witnesses they know or should know are not truthful to testify (intimidire i testimoni dicendo che sanno che mentono)
- Pressuring defense witnesses not to testify (fare pressione sui testi a difesa perchè non testimonino al processo)
- Relying on fraudulent forensic experts (rivolgersi ad esperti forensi disposti a barare)
- Making misleading arguments that overstate the probative value of testimony (fuorviare i testimoni durante l'esame)

L'introduzione a questo elenco casistico recita:
Some wrongful convictions are caused by honest mistakes. But in far too many cases, the very people who are responsible for ensuring truth and justice — law enforcement officials and prosecutors — lose sight of these obligations and instead focus solely on securing convictions (alcune errate convinzioni derivano da errori commessi in buona fede. Ma in troppi casi coloro che dovrebbero assicurare verità e giustizia - polizia giudiziaria e procuratori - perdono di vista questi doveri e si cocentrano unicamente a cercare fondamento alle proprie convinzioni)

Dedicato a tutte le "anime candide" che non credono che certe cose accadono e che ripongono in una divisa o una toga la fiducia cieca che non merita, rivestendo esse degli esseri umani la cui fallacia è soltanto da questi orpelli mascherata, quando non addirittura amplificata dal rapporto di forza che l'ordinamento attribuisce loro nei confronti delle persone sottoposte ad indagine."

Saluti a tutti

Antonello ha detto...

@Maura
ma che centra Ludov.??? Ludovica puo' dire quello che vuole, si stava parlando di PMI, di orario di decesso, se hanno appurato che era fuori Ascoli a fare un corso con tanto di testimoni che vuoi che potesse dire in merito lei???
Non so, non rispondi, non ti capisco, cambi discorso repentinamente, crolli, fuggi davanti alle evidenze che tu stessa citi, concordo con te che l'argomento e' serio ed appunto va affrontato seriamente citando tutte le risultanze che portano ad una conclusione.
Ma questo te e' un lavoro che non hai mai fatto, hai sempre tirato in ballo un imbuto che di fatto non e' mai dimostrabile vi fosse, tuttaltro, qualcuno ti ha gia' spiegato che erano mesi che i due non si vedevano piu', ed io aggiungo che Ludovica, proprio lei che tiri in ballo, ha sempre dichiarato che lei non si capacita del perche' avrebbe dovuto lei essere un movente o scatenarne di indiretti se e' vero, come hanno ostinatamente appurato che Parol. semplicemente la prendeva per i fondelli avendo plurime altre storie, ed a livello teorico non ha torto, salvo dimostrare qualche opposto e contrario.
Che le impronte di un marito sulla moglie o sul suo cellulare o sulle sue labbra siano fattori incriminatori lo state deducendo voi con i vostri criteri, per me sarebbe stato normalissimo ritrovarne, ma appunto per questo, cosa diavolo costringeva ad esempio il P. a cancellare le proprie impronte dal cellulare in uso alla moglie??? Cosa lo avrebbe costretto e sopratutto come avrebbe fatto a cancellare gli indispensabili suoi dna che sicuramente avrebbe lasciato addosso alla moglie se l'avesse lui aggredita??? Mica poteva, con l'impossibile tempo che gli e' stato prenotato, non poteva sapere dove esattamente li avrebbe lasciati, non esiste, capisci??? Riesco a spiegare??? Sono assunti che te induci partendo gia' da un movente e da una conclusione bell'e fatta ma che in un tribunale non hanno e non dovrebbero avere nessun senso fondante.
Il perche' di un fatto, se criminoso "il movente, si deve riscontrare a posteriori oggi come oggi e non indurre a priori e prima di aver analizzato i dati.
Non esiste la metodologia, e' sbagliata, non siamo piu' ai tempi di Carlo Cutica che per uccidere vi erano tre od al massimo quattro logiche o passionali motivazioni, viviamo tempi un po' diversi in questo senso, ripeto, c'e' chi ammazza per un euro e chi non ammazzerebbe nemmeno per sopravvivere, devi valutare la persona e la situazione e comunque sono procedimenti che vengono dopo il "come", "cosa", "quando", "chi avrebbe potuto", te parti gia' dall'arrivo ed e' questo il tuo errore a parer mio.

Antonello ha detto...

Ma volevo distogliere l'attenzione dalla "ostica" presenza per invece mettere in rilievo un particolare secondo me non provante di nulla ma fortemente indicativo.
Molti elementi affermano l'alta probabilita' che M.R. sapesse di essere in pericolo, lo dice in special modo la lettera che lei scrisse alla sorella del marito che sembra straordinariamente un vero e proprio testamento naturale.
Se gli fosse successo qualcosa insomma avrebbe voluto che la piccola V. fosse affidata alle cure della sorella del marito, se insomma nel caso ipotetico che non avrebbe potuto piu' occuparsene lei da madre (il che non prevede proprio che M.R. pensasse ad impedimenti poco seri)).
Ma perche' doveva specificarglielo??? Non sono insomma pensieri proprio allegri, puta caso poco dopo l'impedimento ha fatto capolino nella sua tragicita' ed allora io mi son chiesto se e' proprio un particolare da annoverare ad un caso straordinario, che ogni volta fa capolino.
E se invece realmente, ed uso il condizionale, M.R. sapesse di correre un grave pericolo???
Da Parol. non poteva di certo aspettarselo, era la componente dominante della coppia ci dicono coloro che tengono i conti, al punto che lo umiliava ci dice lui che non ha voce in capitolo da quando e' indagato ed ora sentenziato.
Dovremmo dedurre che il pericolo potesse arrivare da Ludovica ed in effetti sembrerebbe un'azione di regolamento di conti, ci starebbe se non vi fossero sei o sette almeno testimoni che giurano di averla vista lontana "mille miglia" mentre svolgeva un corso.
Ma perche' allora non provare ad ipotizzare e cercare una terza via, una persona piu' vicina a Parol. e che avesse le prerogative sociali per compiere un gesto risolutivo come l'uccisione di chi l'avrebbe potuta minacciare, come M.R. aveva dimostrato di saper fare, su argomenti pesanti come l'appartenenza contemporanea all'esercito ed alla camorra ad esempio???
Il riferimento potrebbe essere calzante ma, alternative??? Chi poteva rappresentare un pericolo per M.R. ed M.R. per chi avrebbe potuto rappresentare un pericolo??? Ed esattamente da quando??? Abbiamo detto almeno da prima della lettera alla sorella ma anche la storia di lei negli uffici del tribunale di Roma ad orari di chiusura, sembra, in presenza di uno dei familiari del Parol. sembrerebbe attinente.
Ragioniamo inventando a mo' di Maura, se il pericolo gli potesse derivare da eventuali cosche o boss di Somma il marito avrebbe voluto accompagnare la moglie a denunciare i fatti per chiedere protezione ipotetica??? Forse no, forse avrebbe potuto pensare che nella sua posizione e con una divisa non era il caso, se invece il pericolo gli derivasse da Ascoli peggio che andar di notte.
In quale caso dal punto di vista ipotetico e della logica un marito caporale avrebbe fatto accompagnare sua moglie da un parente se doveva andare a denunciare fatti gravissimi e pericoli per la sua incolumita'???
E perche' un mese dopo che li ha denunciati e' successo veramente quanto da lei temuto??? Si era fidata male a Roma od era attenzionata da qualche organizzazione ipotetica od ambedue???
A giudicare dal cellulare ripulito si direbbe che il pericolo arrivasse da chi poteva attenzionare quel cellulare o da chi dentro vi ha trovato prove inconfutabili di qualcosa.

maura ha detto...

Antonello io sono ostica o come mi volete chiamare non mi offendo,sono io che guardo i fatti non voi,credete alle parole diparolisi?o all"intervista fatta a lui e a lei tutta programmata?li ci sono migliaia di messaggi che parlano di cui loro hanno il contenuto,voi andate dove voleva mandarvi parolisi con i suoi depistaggi,la camorra?fatemi capire,la camorra ha bisogno di un coltellino da passeggio?lascia indizi chiari ,anzi si dimentica e il giorno dopo ritorna perchè devono capire che sono loro!gli omicidi non sono tutti passionali ci mancherebbe ma questo lo è,dolente o nolente la parola fine su questo caso sarà molto più semplice,a prescindere che le procure hanno sviscerato tutti i moventi e che sia intervenuto anche il RAC,Parolisi qualcuno per i fondelli è riuscito a predere,scusate voi!

Antonello ha detto...

@Maura
no la camorra non ha bisogno di un coltellino da tempera matite ma se e' solo per quello non ne aveva bisogno nemmeno Parol.
Quella della camorra e' solo un'ipotesi come tante ed io ho scritto che in quel caso intravvedevo la ferocia diquella estrazione culturale e non sicari in doppio petto, perlomeno a me e' venuta l'impressione di un sadismo gratuito o di un feroce tentativo di sapere qualcosa dalla vittima.
Credo che il mio riferimento ipotetico era a L.T. la soldatessa autista del boss.
Daltronde nel caso non poteva mandare nuovamente gli scagnozzi, l'avevano gia' sgamata in tanti ed era ad Ascoli non a Scampia, strano anche che sia poi ritornata ad Ascoli dopo che si era temporaneamente congedata, che i "clienti" insomma non arrivassero da li e che M.R. sapesse ed avesse magari pensato purtroppo di minacciare L.T. come fece con una poi corretta, dopo tutto, Ludovica.
E si sa, certe cose non s'hanno da divulgare, due donne veraci non chiedono aiuto, se la regolano da sole, anche questo spiegherebbe perche' davanti ai due ciclisti M.R. non chiese aiuto, con il cellulare in mano non chiamo' nessuno, era una cosa nel caso da donne.
Ma questa era solo un'ipotesi che almeno io riconosco come tale, e sarei il primo a stupirmi di vederla sentenziata, la differenza sostanziale e' questa, a te invece basta che sentenzino le tue convinzioni e sei pronta a mettere le mani sul fuoco, non ti offendere ma mi sembri fragile da questo punto di vista, ti lasci innamorare delle tue percezioni invece di lasciare che i dati oggettivi s'innamorino di un'eventuale tua ipotesi.
Niente di che, capita ed e' capitato a tutti, non e' semplice uscirne e rendersene conto, basta decidere un giorno di comprendere a fondo tutti i dati , gli atti e le perizie di un caso che magari ti puo' appassionare, credo che l'esperienza potra' portarti verso razionalita' forse noiose, forse prive di ripicche personali ma magari piu' obiettive.

Chiara ha detto...

e a me, Maura, non hai niente da dire?
avevi riportato alcune presunte affermazioni di Vanin, con tanto di maiuscolo, che ho mostrato in realtà non esistano.
non vuoi replicare? butti lì qualcosa con accompagnamento di grancassa e di fronte alla smentita ti alzi in punta di piedi e silenziosamente svicoli? non è granchè come cosa...

maura ha detto...

E con cosa si fanno i processi CHIARA?a parte che ci sia una perizia medico legale che lo incastra e che non sono stati in grado di smontare neanche i suoi consulenti,con la filosofia?non andando dietro la massa?ma questo può valere per altri scopi non per i delitti.Fatemi capire,chi era Parolisi un narcotrafficante?un massone?e secondo voi gli avrebbero ucciso la moglie per ritorsione mentre usciva con il marito,con un coltellino da campeggio,lasciandola in un poligono militare,tornando a depistare con piste che riconducono a loro invece di farla sparire,e lui che fa?ah già non parla per paura di ritorsioni contro la figlia e perchè non confessa il delitto?perchè mette proprio lui in mezzo la caserma se ha paura di loro?a parte che non ci sia niente di tutto questo nè nella vita della Rea nè del marito non erano nè massoni nè narcotrafficanti nè tantomeno camorristi,vi sembrano logiche le vostre deduzioni?lui voleva far passare questo omicidio per l"omicidio di un pazzo,di un drogato o per sette sataniche,per fortuna ad Ascoli erano un pò più svegli che a Pisa!

maura ha detto...

E con cosa si fanno i processi CHIARA?a parte che ci sia una perizia medico legale che lo incastra e che non sono stati in grado di smontare neanche i suoi consulenti,con la filosofia?non andando dietro la massa?ma questo può valere per altri scopi non per i delitti.Fatemi capire,chi era Parolisi un narcotrafficante?un massone?e secondo voi gli avrebbero ucciso la moglie per ritorsione mentre usciva con il marito,con un coltellino da campeggio,lasciandola in un poligono militare,tornando a depistare con piste che riconducono a loro invece di farla sparire,e lui che fa?ah già non parla per paura di ritorsioni contro la figlia e perchè non confessa il delitto?perchè mette proprio lui in mezzo la caserma se ha paura di loro?a parte che non ci sia niente di tutto questo nè nella vita della Rea nè del marito non erano nè massoni nè narcotrafficanti nè tantomeno camorristi,vi sembrano logiche le vostre deduzioni?lui voleva far passare questo omicidio per l"omicidio di un pazzo,di un drogato o per sette sataniche,per fortuna ad Ascoli erano un pò più svegli che a Pisa!

Chiara ha detto...

Maura, la mia sollecitazione era molto semplice:
Cos'hai da dire sulla perizia di Vanin che hai (impropriamente) citato, alla luce delle mie precisazioni?

Antonello ha detto...

@Maura
ma di quale perizia legale stai parlando??? Guarda che stai scrivendo sotto un articolo che chiede ad un periziando quali sarebbero i dati che incastrerebbero perche' proprio non si vedono, noi poveri cecati non vediamo alcun dato che incastri, come te ami dire, il Parol.
Di piu' non vedo io personalmente nemmeno il motivo per cui sei rientrata quando eri uscita e continui a scrivere la tua noiosa cantilena senza argomentare cio' che scrivi ne rispondere agli strafalcioni che continui a fare.
Credo che le provocazioni puoi tenertele per te e rispiarmiare il tuo tempo per impiegarlo meglio a tentare di comprendere realmente dove sei e cosa stai scrivendo, se non a leggere qualcosina prima di girare per il mondo a piccarsi di poter provocare.
Per quanto mi riguarda mi hai abbondantemente dimostrato che sei in over mala fede e non volevo nemmeno scriverlo ma mi ci trascini non rispondendo mai e fuggendo dal nocciolo del discorso, carissima Maura tu lo stai facendo apposta ed e' qui che finisce il dialogo che hai avuto l'opportunita' invece di avere.
Bittare tutto in caciara forse ci riuscirai a casa tua ma non con me, per cui ti saluto in anticipo perche' in posticipo non riceverai piu' risposte, e te lo dico perche' sono educato altrimenti semplicemente continuavi a parlar da sola.
A non rileggerci nemmeno in altri siti.

maura ha detto...

Lei Antonello non mi risponde più perchè non trova risposte a semplici domande che non collimerebbero con le sue ipotesi,in caciara ci butterà tutto lei,perchè la perizia di Tagliabracci è rimasta intatta anche nelle motivazioni di primo grado e questa è una realtà,pensare di rovesciarla scrivendo su internet è pura utopia,ma detto questo è utopia anche pensare che una casalinga che ricama,che ha due o tre amicizie di condominio,che ogni tanto frequenta la parrocchia e aiuta il parroco si sia messa a fare la 007 scoprendo chissà quali segreti militari,non solo,non aveva la patente e neanche una carta di credito,lei ha visto troppi film di fantascienza,l"unica cosa che aveva scoperto era la relazione del marito,la perizia di Vanin Chiara dice che è morta nel primo pomeriggio prima del tramonto,e che è morta dove l"hanno trovata,il contenuto gastrico e la caffeina hanno fatto il resto.Buona domenica.

Anonimo ha detto...

Capito ora ragazzi il giochetto della Sciura Maura? C'è bisogno d'altro?

maura ha detto...

Si,un"ultima cosa relativa al post,Bruno collaboratore del consulente della difesa per non dare l"ora del decesso si è inventato un teorema:VERO che i tempi di metabolizzazione e digestione sono quelli ma non sappiamo a che ora ha magiato,o se a casa ha preso solo un bicchiere di latte come dice il marito o come dice la madre ha mangiato anche la piadina(mettendo anche in dubbio la testimonianza della madre),ma la parte civile ha portato due luminari Arcudi e Introna e con loro i giochini non hanno funzionato,al postodel professore ho risposto io.

Chiara ha detto...

dopo l'ennesima FUGA dalla controargomentazione sui temi che tu stessa hai proposto e dopo il ritratto di Heidi in salsa missionaria, Maura, non so se stai giocando o sei limitata di tuo ma qualunque sia la risposta Antonello ha ragione: la chance di dimostrare che sei una persona seria l'hai avuta e persa e siccome ci sono più chaces di dialogare con un procione sordomuto morto anch'io ti saluto.

se credere che siamo schiantati dalle tue argute argomentazioni ti lenisce il protointelletto fai pure, non è mio costume infierire.

maura ha detto...

Non si usa la letteratura in modo improprio,la cultura non ne parliamo,se vuole offendermi e non rispondermi lo faccia nel modo adeguato,ma cosi facendo non potrà lo stesso smentire i fatti,nè tantomeno potrà dire che non sia vero che la perizia di Vanin dica che la Rea è deceduta dove l"hanno trovata e il pomeriggio prima del tramonto del 18,rileggendo ho visto cose attenenti alla NUE,non lo sa l"esperto che se l"utente non risponde al telefono non può essere precisa e può coprire una vasta area della zona?solo nel caso risponda e ci stia al telefono svariati minuti può essere precisa.Al contrario di voi penso che in questa storia la colpevolezza di parolisi sia indigesta per qualcuno,soprattutto per il movente.

maura ha detto...

Il ritratto di Heidi non l"ho fatto io,è quello che è venuto fuori dalle indagini,nel suo computer solo immagini familiari,centrini e tavole preparate,nelle sue sim solo numeri di parenti o di amiche lontane e vicine,il parroco testimoniò che passava tempo in parrocchia con la bambina,la merciaia ogni tanto le faceva fare dei ricami,quella stessa merciaia che in tv piangeva,due o tre amiche in condominio,se poi voi avete fatto indagini e avete trovato amanti,orge strane,monarch in trance io questo non posso saperlo,ma prima di fare illazioni su una vittima ripetutamente ingannata e pure uccisa,a mio avviso dovreste essere certi di quello che affermate,non si fanno illazioni gratuite e prive di fondamento che solo a una cosa servono:cercare di scagionare Parolisi.

Stefania ha detto...

Torniamo a ragionare seriamente: mi ha colpito quanto sottolineato da Antonello circa la lettera che Melania aveva scritto alla sorella di Salvatore.

Mi è capitato, scherzando, di dire ad un'amica "Quando morirai, questa cosa la lasci a me, vero?" ma appunto scherzando.

Una bimba, la propria figliola, non è una cosa ma l'affetto piu' caro una mamma possa avere, con il marito e la famiglia d'origine.

E sopprattutto non è consueto, si scriva una simile lettera.

Si è chiesto alla sorella di Parolisi quale fu la sua reazione nel leggerla? Possibile, se ne rimase come deve essere stato altamente probabile, sorpresa, non abbia chiesto spiegazioni a Melania?

Stefania

Lorystella ha detto...

vorrei solo fare una domanda a Maura, mi piacerebbe sapere la sua "considerazione": VISTO CHE PAROLISI SI ERA CACCIATO NEL FAMIGERATO IMBUTO EMOTIVO, PERCHE' NON ELIMINARE LUDOVICA VISTO CHE ERA "UNA DI PASSAGGIO" COME LA CONSIDERA LEI? altra domanda: PERCHE' SPOSARE PIENAMENTE LA TESI DELLA PIASTRINA MILITARE PER IL DEPISTAGGIO E MAGARI NON ad esempio UN LIMA-UNGHIE VISTO CHE VI SONO OLTRETUTTO SOLO TRACCE FEMMINILI SUL LUOGO?

Chiara ha detto...

Lorystella...pietà, ti prego.

Gabridget ha detto...

Tanto è inutile porle domande, Miss Gliss se la suona e se la canta come vuole lei.

Per quanto riguarda la sorella di Parolisi io trovo così strano e sconcertante che non sia trapelato nulla o poco di quello che pensa e dice la famiglia e in particolare proprio la sorella riguardo la lettera, io fossi stata una giornalista SOPRA LE PARTI (esistono?) sarebbe stata la prima cosa che avrei chiesto e con insistenza pure... ma in questa faccenda purtroppo trapela solo quello che si vuol far trapelare, l'importante è che sia contro Parolisi!

Antonello ha detto...

Gia' un tagliaunghie, che fa il paio con il dna che si disse fosse della estetista, un'altra ipotesi non male.

Certo, scrivere una frase del genere e' una cosa seria, e' praticamente un testamento scritto naturale, e perche' doveva scriverglielo se non perche' rimanesse ai posteri, se gli interessava solo lo sapesse poteva ben solo dirglielo a quattr'occhi.
Ma mettiamoci d'accordo, non e' che se una ha paura che il marito la uccida scrive un testamento diretto proprio alla cognata chiedendogli di tenere lei, nel caso, sua figlia.
Non so, ecco forse Maurarizzo (sparo str...te), pero' io un tentativo piu' logico che pratico o funzionale a qualcosa di giudiziario lo farei, cosa vi viene in mente se ponessimo come dato certo che M.R. sapeva di correre un grave rischio di vita (non di casini o cose risolvibil ma di vita).
A cosa si potrebbe ricondurre uno scenario del genere???
Al fatto che a Roma aveva per caso visto chi l'aveva vista oltre al Dr. Pesci od al Dr. Pesci stesso??? Oppure la sua certezza di morire era antecedente a quei fatti, derivava da Somma, insomma quando era a casa era sostanzialmente sola, usciva, possibile che, non dico un amante, nessun verace campano abbia cercato di comunicare con una bella ragazza come lei??? Magari ricevendone un rifiuto o male parole ma non penso andasse in giro sempre in cappotto per non farsi vedere.
Una certezza di rischiare la vita non nasce dal nulla, ci dev'essere per forza una motivazione valida a quella frase in quella lettera.

maura ha detto...

Intanto moderi i termini perchè non mi chiamo Maurarizzo,sono abbastanza grandina per ricordarmi del Circeo e di tre vigliacchi della Roma bene e dell"estrema destra,lei può continuare con le sue assurde ipotesi che non trovano riscontri reali(l"importante è che non sia stato Parolisi e che non l"abbia fatto per la PERRONE),POI VANNO BENE TUTTI,lostalker venuto da Somma che non ha mai telefonato,si è alzato una mattina per andare ad Ascoli,per rapirla ed ucciderla,non torna,perchè la Rea si è allontaata volontariamente,non ha urlato nè si è difesa,quindi doveva essere un"amante?si è data appuntamento per telepatia,non esiste traccia in nessun tabulato di tutti i telefoni della sua esistenza,fra l"altro doveva essere un"amante che si era messo d"accordo sul luogo,l"ora precisa,ma esiste la telepatia tutto può essere!invece di etichettare e offendere chi la contrasta prima di scrivere usi la testa!

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Maura,

non per partecipare all'attacco concentrico nei Suoi riguardi. Voglio osservarLe soltanto che si possono dare appuntamenti necessariamente non per via telefonica o telematica, ma anche di persona. Si incontra magari casualmente Tizio e si concorda con lui di vedersi il giorno X all'ora Y nel luogo Z. Oppure, si può telefonare da qualche cabina telefonica, come faccio io molto spesso quando sono in giro. Non servono necessariamente cellulari e computers per questo. Altrimenti fino a 20 o più anni fa, come si sarebbe fatto per mettersi d'accordo di vedersi ?

Sembrerebbe che, senza computers e senza cellulari, un tempo non si poteva fare nulla.

Antonello ha detto...

Maurarizzare: entrare in un pacifico e serio blog scusandosi per poi uscire scusandosi e rientrare, generalizzare un discorso che invece si sta portando avanti documentando ogni piu' piccolo particolare, lanciare affermazioni certe senza mai argomentare, fuggire dal discorso se sconveniente alle proprie convinzioni, non rispondere alle domande che vengono rivolte sa altri attoniti utenti pretendendo che invece essi rispondano a quelle che si pongono, ridicolizzare un argomento dopo averlo definito serio, lanciare la nube della seppia quando si e' in difficolta' accusando gli altri utenti di illazionare, delirare offendendo gli altri e dicendo che si viene offesi, andare di rapa in fiasca senza un filo logico per trollizzare il filo logico ferreo altrui, citare rispettoso perito piccandosi di poter, nell'ignorare la materia, essere titolati a rispondere per lui, non voler capire che Maurizzare (anche in maiuscolo spodestatis) non e' un termine inventato puerilmente offensivo ma semplicemente descrittivo di un comportamento ostico al dialogo costruttivo ma incline alla propensione ridimensionante, di intenti distruttivi.
Entrare nell'unico blog che non banna, visto che tutti gli altri ci hanno bannato, e utilizzare i propri spazi accusandolo di non essere democratico, citare frasi in perizia dicendo che vogliono dire proprio il contrario di cio' che dicono, fare finta di non rendersi conto di sottolineare ogni volta stigmatizzandole ipotesi altrui che danno fastidio, chi Maurarizza di solito soffre maledettamente chi Maurarizza tanto da accusare di sentirsi offeso/a da tale diversamente comportamento.

Alcune obiezioni sono il sintomo che si coglie nel segno, se persino certe attenzioni sottolineano l'ipotesi significa che con forte probabilita' M.R. avesse il forte sentore di essere in forte pericolo almeno dalla data di quella famosa lettera che scrisse alla sorella del marito.
Era nel caso un periodo particolare in cui M.R. doveva stare ben attenta agli spostamenti isolati, perche' dunque si sia avventurata al monumento e' spiegabile solo con appuntamento con persone fidata e conosciuta, perche' potrebbe averla accompagnata proprio il marito o per un bisogno forte di un chiarimento con qualcuno prima di recarsi a Somma per le festivita'.
Il luogo invece di ritrovamento potrebbe far parte di uno step diverso di depistaggio a sfavore naturalmente del fedifrago marito caporale istruttore.
Ergo, chi l'ha potuta li depositare in quel luogo di esercitazioni in un tempo in cui potevano essere finite poteva anche non essersi reso conto che vi fossero e che rendessero impossibile un'aggressione proprio li, intendendo far risalire il tutto a due giorni prima in un tempo in cui si sarebbe prenotata l'aggressione al marito.
Variabili indipendenti ed ineludibili, il Ranelli, i due anziani ed i cani, senza contare il fatto che nessuno degli altri testimoni descritti come contrari alla presenza quel giorno della coppia al pianoro afferma con certezza che i due con la figlioletta non vi fossero.
Sono due gli step di questa aggressione e non si puo' non prendere in considerazione la georeferenziazione N.U.E. per tentare di individuare il primo, un luogo boschivo isolato verso San Giacomo ed esattamente a 3,2 chilometri dal luogo in cui dopo due giorni si realizzera' il secondo step, il ritrovamento casuale e triste con forti segni di depistaggio.
Il depistaggio allontana i sospetti su altri e diversi ambienti ed il luogo di deposito e' proprio a parer mio il primo dei depistaggi in questo caso.

Aggiungo che l'Avvocato di difesa ha affermato in una trasmissione che il GPS di quel cellulare risultava acceso, cio' significa che la procedura N.U.E. nel caso era anche una cosa terza, con il GPS ed i semplici dati del satellite in mezz'ora, credo, si poteva sapere la posizione di quel cellulare con un errore nel massimo in dieci metri.
Alla N.U.E. io concedo un massimo, gia' strabiliante, di 300 metri massimo.

maura ha detto...

Semmai io do fastidio a lei,io non ne provo affatto le assicuro,io risponderò al gentile sign Tummolo,se la Reaavesse avuto una relazione con un altro soggetto ,sarebbe già uscito fuori,sa perchè?perchè è la prima pista a cui hanno pensato gli investigatori,quando credendo al marito(ricordo che il caso da Teramo passa ad Ascoli)proprio perchè pensano ad un allontanamento volontario,difficile mi creda non trovarne traccia,anche perchè questa era l"unica pista alternativa al marito in questo omicidio con queste modalità e dinamiche,ma non esiste e non ce lo possiamo mettere per forza,lui sicuramente aveva un movente enorme,poi per le cose tecniche lascio ai periti che si sono espressi molto chiaramente,è inutile che continuate a dire che i consulenti della difesa dicono un"altra cosa,non è cosi nei fatti loro non smentiscono nessuno,altrimenti come parla Introna avrebbe diritto di replica il consulente della difesa,che tace,e chi tace acconsente!

maura ha detto...

Semmai io do fastidio a lei,io non ne provo affatto le assicuro,io risponderò al gentile sign Tummolo,se la Reaavesse avuto una relazione con un altro soggetto ,sarebbe già uscito fuori,sa perchè?perchè è la prima pista a cui hanno pensato gli investigatori,quando credendo al marito(ricordo che il caso da Teramo passa ad Ascoli)proprio perchè pensano ad un allontanamento volontario,difficile mi creda non trovarne traccia,anche perchè questa era l"unica pista alternativa al marito in questo omicidio con queste modalità e dinamiche,ma non esiste e non ce lo possiamo mettere per forza,lui sicuramente aveva un movente enorme,poi per le cose tecniche lascio ai periti che si sono espressi molto chiaramente,è inutile che continuate a dire che i consulenti della difesa dicono un"altra cosa,non è cosi nei fatti loro non smentiscono nessuno,altrimenti come parla Introna avrebbe diritto di replica il consulente della difesa,che tace,e chi tace acconsente!

maura ha detto...

Sicuro che la NUE sia precisa se l"utente non risponde?io le consiglierei di informarsi.

Chiara ha detto...

io vedo che ho citato passi testuali di perizia e che li si ignora continuando ad affermare una convinzione personale mascherata da affermazioni di un perito; e questo è quanto di più lontano dalla serietà ci sia.

vedo che si trasmuta l'ipotesi di un appuntamento preso con qualcuno con una relazione sentimentale con quel qualcuno e in tal modo si cerca di mettere in crisi una affermazione logica e incontrovertibile (gli appuntamenti si prendono anche di persona e anche con individui che non siano i propri amanti) in una che si può controbattere (la rea non aveva un amante) MA CHE NESSUNO HA FATTO.

e qui la serietà viene proprio seppellita et requiescat in pace.

non ci si lamenti di venire evitati da chi non chiede concordanza d'opinioni ma semplice serietà d'argomentazione.

Stefania ha detto...

Vi prego ancora una volta di lasciare Maura alle sue convinzioni e certezze. Non vi rendete conto che non si riesce piu' a dialogare perchè di volta in volta qualche anima pia nutre ancora la speranza di avere con lei un confronto serio? Rischiamo tutti di perdere il bandolo della matassa, solo per farci prendere bellamente per il naso da chi chiede e non risponde, legge e non capisce o non vuole capire.

Ci abbiamo provato in tanti, chi prima chi dopo, ma ora, ve ne prego ... basta. Davvero sembra di essere nel blog di Maura Municchi invece che in quello di Massimo Prati.

Voglio, per l'ennesima volta, provare a ritornare in argomento e distogliere lo sguardo da chi non mi garba.

Antonello, è evidente che se Melania avesse avuto il sentore di essere in pericolo di vita e sospettasse di esserlo per mano del marito, mai e poi mai avrebbe scritto quella lettera alla cognata.

E' altrettanto evidente che se ha scritto quella lettera, prevedeva non solo la possibilità di una sua sopressione ma anche quella del proprio coniuge.

Mi spiego meglio: se Melania avesse avuto timore che so .... di essere uccisa da una sua ex-amica, da un uomo respinto o da chiunque altro, sarebbe stata cosciente del fatto che in caso di suo decesso, il marito sarebbe rimasto in vita .... e visto che per il suo specifico impiego, Parolisi non avrebbe mai potuto occuparsi appieno della bambina (guardie, turni di notte, ecc ...) ecco che affidare la piccola alla famiglia di lui, nella persona della sorella del marito, avrebbe permesso a Salvatore di avere comunque un contatto diretto e frequente con sua figlia.

Diversamente, se Melania avesse temuto per la propria sorte per mano del marito o per sua causa, avrebbe ben sperato lui venisse scoperto ed incarcerato. Ecco che in questo caso avrebbe scritto una lettera alla propria madre, oppure al fratello Michele per raccomandare le cure alla piccola.

Rimangono quindi in piedi due possibilità:

- Melania che sapeva di poter morire ma non certo per mano o per colpa del marito e quindi bambina affidata alla cognata;

- Melania che sapeva di poter essere in pericolo come Salvatore ..... affido della piccola alla cognata perchè pensata persona piu' adeguata alla funzione.

Mai e poi mai Melania avrebbe chiesto a Francesca di occuparsi della piccola nel caso temesse di morire per mano di Salvatore.

Per l'amor del cielo, queste non sono prove da portare nei tribunali, ma sono cose che danno effettivamente parecchio da pensare e possono indicare la strada.

Stefania

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Maura,

non fraintendiamoci. Non ho parlato, io almeno, di amanti e nemmeno di persone che stessero per diventarlo. Ho solo detto che un appuntamento si può prendere anche senza i mezzi sosfisticati dei nostri tempi. Poi, se la persona, invece di essere un semplice conoscente con cui discutere di qualcosa, si sia rivelato un assassino o alcunché del genere, non posso esserne certo, anche se possibile.

Su questa storia che io vedrei in altra prospettiva, nel quadro dell'accusa e come ben delineato qui da tantissimi forumisti e dai difensori di Parolisi, mancarono tempi e modalità, affinché il marito abbia "giustiziato" da sé la moglie, per non parlare di un uomo "vissuto" che si ecciti a veder orinare la moglie, uno spettacolo - dal mio stretto punto di vista - assai poco sexy, e tantomeno romantico, e che potrebbe emozionare al massimo un ragazzino tra la pubertà e l'adolescenza, che veda per la prima volta in vita sua una donna seminuda.

Antonello ha detto...

@Stefania
concordo, pero' il fatto che sarebbe veramente illogico scrivere frasi del genere alla cognata se una donna ha il reale timore di poter morire per mano del marito non lo esclude di fatto, analizzare una situazione con variabili infinite ragionando sulle paure di una donna e' arduo e potrebbe trascinare negli stessi errori della donna stessa.
Non solo ma e' fuorviante, nel senso che il difficile tentativo e' quello di uscire dagli schemi di un'accusa dimostratasi come inverosimile per come e' stata avanzata ed una vera e propria gabbia.
Per dirla tutta e semplice, secondo me, vi e' il bisogno di capire bene i quando aldila' di Parol.
Cioe' a quando con certezza possibile si potrebbe far risalire l'origine di questo forte timore della vittima di soccombere???
Faro' due ricerche per capire a quale giorno e' riconducibile quella lettera, la visita a Roma sappiamo che e' di meta' marzo.

Antonello ha detto...

Beccata, e' dell'ottobre 2010, sei mesi prima di morire aveva scritto quella lettera.
Sei mesi sono tanti, con lo step della visita di Roma, e tra l'altro non ne dovrebbe aver parlato con nessuno, e si che qualche amica aveva dichiarato che M.R. gli aveva confidato di aver scperto "qualcosa di brutto", nonostante qualche utente continui a negare ed a caricaturare una M.R. nelle vesti di James Bond, boh, si vede che qualcuna ne sa piu' delle stesse amiche della vittima.
Sei mesi, prima dell'ottobre 2010 dev'essere accaduto qualcosa che gli creo' quel forte timore, pero' non ne lasciava traccia, non si confidava, e' come se avesse avuto, o fosse convinta di avere, una brutta malattia e stesse preparandosi ad una dipartita conseguente.
Se solo ne avesse parlato con qualche amica.

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/12/03/news/melania-e-scontro-per-la-figlia-1.4996149

Antonello ha detto...

L'unica traccia inerente ad un possibile pericolo di salute, e non sappiamo se riguardante M.R. od addirittura la prevenzione normale per la bimba, la dobbiamo registrare nel famoso appunto che la vittima scrisse in un foglio "papilloma virus" che ad occhio non mi sembra che possa creare questo allarmismo, sono il 70% le donne che nella propria vita ne arrivano ad un contatto ed e' vero pero' che il Ministero aveva stilato una vera e propria opera di prevenzione di massa nelle donne giovani.
Non bisogna dimenticare svariate cose pero', fra cui il carattere particolarmente igienista della donna in questione nonche' il fatto che proprio il papilloma e' responsabile di problemi ben piu' gravi di natura oncologica.
http://it.m.wikipedia.org/wiki/Virus_del_papilloma_umano
Qui il link, ci vorrebbe un medico virologo, se quella scritta insomma riguardava proprio lei e, ad esempio, non la prevenzione della figlia, ci sarebbe da capire quali fossero i reali rischi che possono essere stati comunicati alla donna, avra' certamente nel caso fatto visite che avrebbero poi portato alla diagnosi che si ipotizza.

maura ha detto...

Per chiarirci,anch"io sono contro i processi indiziari(ormai lo sono quasi tutti),che dividono l"opinione pubblica creando fazioni di innocentisti e colpevolisti che nei casi ai quali i media danno più risalto si appassionano e si scontrano,questo perchè la deduzione logica non è la prova provata(confessione flagranza di reato),questo perchè le indagini intuitive partono in ritardo,ad esempio non seguono come le vecchie indagini tradizionali seguivano le regole elementari:Quando una denuncia di scomparsa appare strana,fare appostamenti mirati sull"ultima persona che l"ha vista e che ne denuncia la scomparsa,ora si basano sulla prova scientifica che porta a guerre di perizie che non finiscono mai e danno tempo all"assassino di occultare quelle prove dirette che eviterebbero l"indiziario,i primi a sbagliare sono loro,ma detto questo,pochi indiziari sono chiari come questo caso in particolare,per il movente,per i goffi tentativi dell"assassino di depistaggio(tornare a vilipendere in un momento successivo,cancellare prove del movente ilgiorno prima del ritrovamento del cadavere come se sapesse già che fine avesse fatto la moglie),voi vi chiederete ma questo è scemo?certo un pozzo di intelligenza non è,visto che mandava lettere appassionate a Ludovica nascoste in altre dal carcere,vi meravigliate della sua poca intelligenza?non lo sapeva che intecettavano sia lui che i suoi scritti?

Stefania ha detto...

Antonello, si parla di un vero e proprio vaccino contro il papilloma virus. Per il momento, trattasi solo di consiglio, non è un sistema preventivo obbligatorio.

In ogni caso, Melania non avrebbe mai potuto pensare di sottoporre la piccola bimba a questo tipo di prevenzione perchè viene praticata solo a partire dagli undici anni di età.

Nel contempo, è da escludersi, nel caso avesse contratto lei stessa il virus, che il vaccino potesse servire a qualcosa.

Inoltre, giusto per fugare qualsiasi dubbio in materia, nel caso le fosse stato riscontrato, non poteva neppure imputare questo alle infedeltà di Salvatore. Vero che per quel che se ne sa, Melania aveva avuto nel marito il suo unico amore e quindi probabilmente non aveva avuto attività sessuale se non con lui. E che quindi, nel caso, solo lui potrebbe averglielo trasmesso. Ma il papilloma virus è infingardo: si presenta dopo un periodo di incubazione molto lungo: anche piu' di cinque anni.

Stando cosi' le cose, avrebbe dovuto per essere certa di non prendersi il virus, sposare un uomo che non aveva mai incontrato una donna prima di lei.

Stefania

Antonello ha detto...

@Stefania
su Wiki dicono che i tipi di papilloma che possono creare problemi oncologici ci mettono circa una decina di anni a favorirne le prerogative, sconoscesi il tempo di incubazione ed il contagio avviene pelle a pelle o pelle a mucose.
Il Papilloma infatti colpisce solo la pelle e le mucose.
Letto cosi' non credo che M.R. avrebbe potuto addebitare a Parol. l'infezione eventualmente contratta ma ancor meno si capirebbe l'allarmismo che stava all'origine dell'ipotesi fondata sulla lettera alla cognata, a meno che un test ufficiale non gli abbia consegnato almeno a distanza di dieci anni e prima dell'ottobre 2010 una ipotetica triste notizia inerente possibili neoplasie in atto, ed il che spiegherebbe ma un test lascerebbe comunque delle tracce.
Credo che no, non possa essere questo il motivo, voglio sperare che se eventualmente nel caso vi fosse stata una neoplasia se ne sarebbero accorti, e dalle tracce di eventuali esami o dalla perizia.

Stefania ha detto...

Anche meno di dieci anni (dipende, dieci anni per arrivare a Cin 3, ch'io sappia).

Trovi notizie anche qui: http://www.corriere.it/salute/dizionario/cin/

In ogni caso, come te, tendo ad escludere potesse avere di simili problemi e se mai li avesse avuti non erano comunque imputabili a rapporti extraconiugali del Parolisi ma magari a suoi contatti pregressi con altre donne. Quindi potrebbe essere stato motivo di preoccupazione ma non di liti.

Come è da escludersi abbia cercato informazioni sul Papillomavirus per vaccinare la bambina che non essendo ancora in età puberale non poteva correre nessun tipo di rischio nè tantomeno venire infettata.

Stefania

Antonello ha detto...

@Stefania
beh dovremmo confrontarci con una persona certamente non esperta in fatto di medicina, lo stesso appunto scritto poteva significare che M.R. intendesse approfondire su intenet, non era sicuramente credo erudita sulla materia come del resto la maggioranza della popolazione.
Questo a parer mio poteva creare qualche lite dovuta alla convinta ignoranza, e se era esperta lei avrebbe, come spesso nelle coppie accade, utilizzato quella scusa per mettere sulla difensiva il marito e cercare di capire se ancora vedesse qualcun'altra.
Le vie delle donne sono infinite e sempre celate, ricordo una mia amica che lasciava i messaggini scritti da parte di un'ammiratrice anonima sul parabrezza dell'auto del marito solo per vedere se tornato a casa glielo confessasse, la furbizia e' comunque sempre molto pericolosa.
Magari lui taceva per il quieto vivere ed apriti cielo, lei invece si convinceva che il suo silenzio sui messaggini sul parabrezza era dovuto ad una sostanziale mancanza di sincerita' minando di fatto il rapporto fra i due.
C'e' di tutto e non si finisce mai di imparare.
Credo pero' di nuovo che la sostanza del ragionamento e cioe' la motivazione di un ipotizzato, ma fondato, allarmismo di M.R. segua proprio altre vie forse anche di molto piu' antiche rispetto a cio' che gli e' accaduto.
Siamo sempre li, il moralismo, le becere ed ipocrite convinzioni, il fatto che la vittima e' sempre posta, specialmente in culture arcaiche, sopra un piedistallo, e vilenti o nolenti non sappiamo molto su che tipo di donna fosse M.R.

Stefania ha detto...

Questo è vero e Melania era donna di pochi studi. Ma beata ignoranza!

Era davvero cosi' limitata 'sta donna?

Stefania

maura ha detto...

Vanin sostiene che sia deceduta prima del tramonto,non la sera,anche se non da l"ora esatta per la mal conservazione delle larve,e perchè un entomologo sarebbe dovuto semmai intervenire in concomitanza con il medico legale per essere preciso al ritrovamento del cadavere,la caffeina ed il contenuto gastrico fanno il resto,perchè la considerazione logica che sia deceduta prima del tramonto e dopo due ore e mezza dall"ultimo pasto ma con un restringimento di tempo per la metabolizzazione della caffeina hanno dato la possibilità ai medici legali di fissare l"ora del decesso,che sia morta la sera,che parolisi abbia tre testimoni che gli procurano un alibi,(l"unico era ranelli ma ora fa di tutto per dire che alle 14 e 40 non c"era)sono certezze che lei basa su cosa?ma non lo vede che i periti di parolisi tacciono e sono spariti dalla circolazione?sa cosa significa prima del tramonto?che la morte è avvenuto in un"ora non stabilita da vanin nel primo pomeriggio del 18,che sia deceduta dalle 15 in poi lo afferma lei non Vanin,lui dice solo prima del tramonto ed è deceduta dove l"hanno trovata.Io non santifico nessuno,ma le indagini sulla vittima dicono che non aveva doppie vite,se voi ne avete fatte di parallele e avete constatato che cosi non è dimostratelo,troppo comodo dire:come si fa a dire che non aveva segreti?possono dirlo perchè hanno indagato,la stessa Tommolini nelle sue motivazioni scrive:Melania non aveva amanti le indagini lo hanno escluso.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Maura,

io non entro in questioni tecniche di medicina legale, perché le ignoro (per fortuna)o di anatomia patologica, e mi limito ad osservarLe che non necessariamente si viene uccisi da un amante o da un marito (quasivoglia sia la ragione), ma si può essere uccisi pure da un perfetto sconosciuto, o da qualche conoscente superficiale. Perciò, Carmela Rea potrebbe pure essere stata assassinata da un ipotetico conoscente oppure da un perfetto sconosciuto.

Personalmente ritengo che la Corte di Cassazione metterà in luce, perlomeno con rinvìo, la fragilità tecnica di due condanne date con motivazioni in parte diverse (a dire il vero la motivazione della seconda deve ancora uscire). Come osservo sempre, la presunzione di innocenza vale fino a sentenza definitiva: quando ci sarà, in un senso o nell'altro, una delle due parti confliggenti potrà finalmente scatenarsi a cantare il peana della Vittoria, ma fino ad allora la cautela è sempre d'obbligo: prima di dire "assassino" a qualcuno, in modo dubitativo o in modo asseverativo, è sempre opportuno aspettare. La cauta attesa non costa nulla a nessuno.

Anche di fronte ad un omicidio in apparente flagranza, occorre essere cauti. Il saggio Consiglio dei Dieci di Venezia lo faceva rilevare con una scritta ai giudici della Repubblica:

"Ricordatevi del povero fornaretto !".

maura ha detto...

Qui le devo dare ragione signor Tummolo,i processi finiscono in cassazione,ma per come stanno le cose ricordo che fu proprio la cassazione in fase cautelare ad evidenziare i gravi indizi di colpevolezza,non fece neanche un rinvio fu categorica,per le motivazioni di primo e secondo grado a seconda di come i giudici ragioneranno,questi indizi sono rimasti,ed è questi che dovevano smontare,poi sul processo indiziario la penso come lei,solo che qui hanno riempito i tasselli,tutte le prove logiche portano a Parolisi,quelle duirette non ci sono ma le ripeto,pochi indiziari anche fra quelli attuali sono chiari come questo,un altro assassuino signor Tummolo per come sono messe quelle perizie e specialmente si trattasse di un estraneo non avrebbe avuto lo spazio temporale,perchè se la rea è deceduta dopo due ore e mezzo da un piccolo pasto,e fino alle 14 e 45 era con il marito,senza soldi senza borsa quando e dove ha mangiato la rea due ore e mezzo prima del tramonto?purtroppo e lei sicuramente lo saprà meglio di me negli indiziari la prova logica è fondamentale.

pepè ha detto...

Maura, il pubblico ministero deve provare DOVE, QUANDO, COME e PERCHE' l'imputato ha ucciso, se non lo prova quest'ultimo va assolto.
E allora, visto che giochi a fare il pubblico ministero, sostituisciti a quest'ultimo(e visto che lui non ci è riuscito), dicci, per favore, DOVE, QUANDO COME e PERCHE' Parolisi avrebbe ucciso.
Tutto il resto, sono chiacchiere al vento!

maura ha detto...

Il perchè mi pare lo abbiano spiegato abbastanza le due procure,per la ricostruzione il filmino non ce l"hanno vanno per ipotesi,dai dati testimoniali(parolisi non ha un test in grado di confermare il suo alibi),le foto alle 15 e 13 non ritraggono nèlui nè la sua auto dove lui affermava di essere fino alle 15 e 30 consolidando cosi i dati testimoniali,Ranelli non lo contate,lui ora dice di avere sbagliato orario,lui il giorno dopo no è in grado di ricordarsi chi c"era,non solo non lo vedono ma neanche lui vede loro,la presenza di parolisi sul pianoro è certa alle 15 e 40 quando entra al Cacciatore,la moglie secondo i medici legali entro le 15 e 30 dopo decine di minuti di agonia muore,è uscita con lui alle 14 e15,alle 14 e 53 non è più in grado di rispondere al telefono,per un indiziario tutto questo basta e avanza,voi scambiate gli indiziari per processi per direttissima dove c"è la prova diretta,quella non ci sarà ma hanno indizi logici e concordanti per affermare che sia lui il colpevole.

Anonimo ha detto...

Bla...bla...bla.. parole parole..Sempre la solita minestra...

maura ha detto...

In poche parole hanno:mancanza di alibi,perizia medico legale che lo incastra e un movente (quello delle procure)enorme come un macigno che possonodimostrare non solo ipotizzare,se poi mi dite che si dovrebbero svegliare prima ed evitare l"indiziario sono pienamente d"accordo con voi,sarebbe meglio per tutti pensare che nelle patrie galere ci potessero andare solo con i processi per direttissima,accontenterebbero tutti e risparmieremmo un bel po di quattrini.

Anonimo ha detto...

E BASTAAAA!!!!

pepè ha detto...

Maura mi stai portando allo sfinimento....
Non mi interessano le chaiacchiere, voglio solo sapere per favore DOVE, COME, QUANDO E PERCHE' parolisi avrebbe ucciso
ti aiuto, dammi queste risposte, per favore:

Località dell'uccisione...
ora del'uccisione...
modalità dell'uccisione...
motivo dell'uccisione...

prego

Antonello ha detto...

Per dindirindina Maura, ma vuoi mettere i piedi per terra??? Se non ti fermi qualche sprovveduto pensera' che ti sto inseguendo.

L'uomo invisibile ha detto...

Si puo' sapere chi e' che vuole fregare il mio brevetto???

Antonello ha detto...

@Stefania
beh, aveva credo un diploma se parli di titoli ma non aveva di certo titoli medici che mi risulti.
Prova ad intervistare con un microfono finto flotte e flotte di napoletani, milanesi e romani sull'argomento, credo siano pochi quelli che sapranno anche solo i sintomi del papilloma virus, giusto se qualcuna/o vicino gli ha confidato di averlo contratto e di aver quindi approfondito.
Il fatto che l'ha scritto su un pezzo di carta laqualunque invece mi fa pensare che gli potesse pure essere stato dettato da qualcuno/a, magari al cellulare, magari non riguardava pure lei, che bisogno aveva altrimenti di scriverlo a penna??? Avrebbe avuto direttamente l'esito di una possibile analisi con il nome bello e scritto.

Nel frattempo pensavo ai limaunghie citati da Lorystella, se non erro, ed al dna sotto l'unghia si diceva riconducibile all'estetista, pensavo ad una possibilita' semplicissima e non remota visto che l'estetista avrebbe dovuto stare in quei giorni a Napoli, voglio sperare abbiano verificato, e cioe' che quello sotto l'unghia possa essere dna da contatto "terziario" (per dire qualcosa in italiano).
Qualcuno insomma che avrebbe un attrezzo riconducibile in passato all'estetista potrebbe aver operato sul corpo lasciando impresso il dna poi rilevato in perizia.
Perche' visto che sembrerebbe impossibile che lo abbia lasciato l'estetista ci dev'essere pure una valida motivazione a quella strana presenza, prima di una gita M.R. si era limata le unghie con una limetta regalatale dall'estetista??? Solo quell'unghia???

Mimosa ha detto...

Stefania,
Francesca Parolisi era la madrina di battesimo della piccola Vittoria, e la funzione della madrina è, per una consuetudine di “continuità spirituale”, sostituire la madre qualora essa venga a mancare. Questo nella religione cattolica.

Antonello, Melania aveva il diploma di “maestra d’asilo”.

La “estetista” è come l’araba fenice, nessuno l’ha mai vista né intervistata.

maura ha detto...

Per quanto l"indiziario possa rimanere sullo stomaco(me compresa),non ha la prova diretta che reclamate voi,non hanno il filmino o la confessione che potrebbe dire come sono andate le cose,dagli indizi che hanno fanno ipotesi su testimonianze,buchi temporali,ora del decesso,movente,e se riescono a convincere i giudici ,cioè se tutti quegli indizi convergono sulla colpevolezza dell"imputato la ricostruzione sarà fatta su basi ipotetiche ,ricostruendo la dinamica dell"omicidio,se volete il filmino con l"indiziario non l"avrete.L"estetista ha rilasciato spontaneamente il suo dna per quello che ne so io.

maura ha detto...

Scusate,ho risposto al signor Pepe,non vorrei che Antonello replicasse:Ma chi ti ha interpellata?,Pepe la pubblica accusa la ricostruzione l"ha fatta in base agli indizi che aveva,non l"ha letta?sicuramente era più realistica di quella del giudice che lo ha condannato in primo grado,aspettiamo quella dei giudici di secondo grado che possono accogliere quella dell"accusa,praticamente la Tommolini lo ha condannato accogliendo tutte le obiezioni della difesa,scrivendo cosi una storia di quel giorno poco credibile,a partire dal movente che non poteva dimostrare,e collocando parolisi in base ad una testimonianza sul pianoro in un orario che lo stesso testimone ora smentirebbe,perchè Ranelli quando apre il chiosco"ore 14 e 40" in compagnia di un amico non vedono essuno,dopo quando mette a posto i tavoli(ore 15 e 18)non potevaaver visto la REA perchè a quell"ora non era li neanche per il marito,smentito poi da altre 52 persone che erano molto più vicine di lui al luogo dove parolisi affermava di essere.

Stefania ha detto...

Vero Mimosa. Putroppo della lettera inviata da Melania a Francesca conosciamo solo quello specifico particolare. Andrebbe contestualizzato.

Stefania

Pepè ha detto...

Ranelli non è stato smentito poprrio da nessuno. I 52 testimoni(come li chiami tu, maura) hanno solo detto di non ricordare un cazzo, cioè di non ricordare quello che avevano visto perchè quando erano stati ascoltati erano passati diversi mesi. Non ricordare di aver visto qualcosa semmai conferma l'alibi di PArolisi e non lo smentisce: non hanno detto che non c'era assolutamente nessuno ai giardinetti ma hanno solo riferito che loro non ricordano se vi fosse o meno PArolisi con moglie e figlia. Ranelli sentito la stessa sera della scomparsa era invece sicurissimo e lo è tutt'ora di averli visti
Maura sei peggio di Vanna Marchi, vendi fumo a tradimento, come qualcuno che avrebbe il dovere di fare giustizia....
Seguendo l'esempio dei giudici, Non hai risposto a nemmeno uno delle mie domande. CHe schifo di giustizia. Migliaia di innocenti in carcere. Fa troppo comodo avere un colpevole in carcere, fa comodissimo a tutti. Rispondimi per favore

Località dell'uccisione...
ora del'uccisione....
modalità dell'uccisione(e dopo cosa avrebbe fatto?)...
motivo dell'uccisione...

prego

tabula ha detto...

se posso permettermi aggiungerei tempistica dell'uccisione.
Non è affatto chiara la dinamica nè lo spazio temporale dentro il quale il Parolisi dovrebbe avere agito, spostamenti inclusi.
Tra l'altro, il Giudice Tommolini riabilitando l'avvistamento di Ranelli ha ristretto di parecchio la tempistica a disposizione di Parolisi.
In attesa delle motivazioni della sentenza di secondo grado che non credo siano ancora uscite, non seguo più molto questo caso, nel caso indirizzatemi alla lettura.

Anonimo ha detto...

Sul corriere Adriatico del 31 ottobre la notizia del pignoramento dei 18.000 euro rimasti sul conto di Parolisi.

http://www.corriereadriatico.it/ASCOLIPICENO/ascoli_piceno_omicidio_rea_salvatore_parolisi_pignoramento/notizie/348037.shtml

Sarahkey

Gabridget ha detto...

Lo vogliono annientare in tutti i modi!

Anonimo ha detto...

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione un articolo sul caso Tortora, che mi è sembrato illuminante quanto alle modalità con cui la magistratura esercita tuttora il suo ruolo.
http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=view&id=5656&Itemid=1

Sarahkey

maura ha detto...

A parte il fatto Pepe che i 50 testimoni abbiano firmato testimonianze sulla non presenza di parolisi,non hanno detto non so,non mi ricordo,non ne sono sicuro,hanno detto che non c"era è diverso,lasciamo perdere,la Tommolini lo ha condannato accogliendo non le motivazioni dell"accusa ma le obiezioni della difesa,sul movente e sulla sua presenza raccontando una storia poco credibile,Parolisi per l"accusa non passa dai giardinetti pubblici ma va direttamente a Ripe,uccide la moglie che alle 14 e 53 non era più in grado di rispondere al telefono,si cambia e scende ai giardinetti pubblici e comincia la recita,difficile pensare che non sia premeditato,perchè lo fa?perchè dalla mattina dopo lui dovrebbe affrontare famiglie,moglie,separazione cosa che fino a quel giorno aveva sempre rimandato come se vivesse nell"oblio,la moglie e famiglie ignare delle sue reali intenzioni,si libera dell"ostacoilo e lo fa passare o vorrebbe farlo passare per l"omicidio di un pazzo,convinto di farla franca,vi sembra tanto inverosimile?

Pepè ha detto...

Mi sembra chiaro, Maura, come tu faccia finta di non capire(un pò come taluni magistrati che, pur avendo capito di aver preso un grosso granchio e pur di non ammettere l'errore, vanno avanti per la loro strada, anche per anni, fino alla fine).
I "testimoni" di Colle San Marco dicono solo di non ricordare(e vorrei vedere: sono stati ascoltati dopo parecchie settimane dalla scomparsa).
Leggi i verbali, ma leggili sul serio e bene, non stai parlando con degli sprovveduti, non puoi venirci a raccontare i gossip di novella 2000 o di Vanity fair. Noi i verbali li abbiamo letti, tu hai letto novella 2000(ma forse non c'è bisogno che tu li legga, non puoi essere tanto "lenta" quanto appari, credo tu faccia solo finta di non capire).
E ricordati, inoltre, che quando i carabinieri ascoltano determinate persone nelle forme dell' ADR(a domanda rispondi) diventa facilissimo per loro farsi dire tutto ciò che, in fondo, loro sperano che i "testimoni" dicano....
Inoltre, I RIS hanno distrutto i reperti("episodio gravissimo che getta un' ombra buia sul processo e sulla giustizia", l' hanno definito Biscotti e Gentile).
E potrei continuare per ore a scrivere...
Maura le nostre carceri sono piene di innocenti, ti fidi fin troppo della giustizia italiana(anche i giudici possono "sbagliare"), ma, soprattutto, rimani ferma nella tua posizione, negando perfino ciò che appare evidentissimo!
Io sono convintissimo che se anche ti portassero di persona gli assassini rei confessi, tu, ugualmente, persevereresti nella tua posizione(così fanno anche taluni magistrati, nonchè, in generale, l'uomo medio).
Negando l'evidenza non rendi onore alla tua onestà intellettuale e nemmeno alla tua intelligenza.
Ma ti capisco, purtroppo non sei l'unica che la pensa così...!

maura ha detto...

E secondo lei può essere un caso che la Rea muoia proprio quelpomeriggio?non solo il mostro di turno è intervenuto ma gli ha fatto anche un piacere!voi andate dove voleva portarvi parolisi con i suoi goffi depistaggi,pesava che la divisa gli avrebbe fatto da garanzia,cosi mentre cercavano l"ipotetico pazzo (che non avrebbero mai trovato),lui dopo un annetto avrebbe presentato ai parenti la sua nuova donna,naturalmente conosciuta da poco,pensate sia l"unico caso al mondo?

Mimosa ha detto...

Maura,
Non so quanti anni tu abbia ma da come insisti a girare attorno all’evidenza e a non dare risposte a chi ti fa domande dirette, devi essere abbastanza giovane e abituata a non prenderti delle responsabilità.
Mi verrebbero altre cose in mente sul tuo carattere che è meglio sorvolare. Mi unisco alle “suppliche” di Pepé: dicci almeno secondo te il luogo e l’ora dell’uccisione.

Ma diccelo con esattezza, per piacere, sei troppo sfuggente, credi di poter giocare come il gatto col topo, e non è questo lo scenario.

Tu ci devi dire chiaramente che le 6 vedette erano cieche e sorde, per questo non hanno visto passare né all’andata né al ritorno l’auto di Parolisi né sentite altre auto oltre da quelle dichiarate,
ci devi dire che quelli della forestale hanno mentito dicendo che non c’era alcuna auto civile sul loro percorso in quell’ora,
ci devi dire che hanno mentito pure gli autisti che hanno pranzato sui tavoli di legno e quando se ne sono andati, hanno negato di aver incrociato l’auto scura di Parolisi che, beatamente bypassando la deviazione per la frana e i posti di blocco, si recava al chiosco.

Qui, a Ripe, tutti i militari hanno mentito, all’unisono, vero? è questo che ci vuoi far capire tu, con la tua perseveranza?

Mia cara, la matematica non è un’opinione, diceva mio padre, e se fai onestamente i conti con gli orari e i tempi, come abbiamo fatto noi, quasi al cronometro, schizzi fuori dalle tue false illusioni e non puoi fare altro che chiedere scusa per essere stata, inutilmente, tanto cocciuta.
E non insistere su avvistamenti o meno a CSM, sono marginali, per mezz’ora trasferisciti direttamente a Ripe, restando nell’orario indicato dalla Tummolini, e ragiona. Ragiona e fatti aiutare a ragionare da qualcuno vicino a te.

Ma se ti rifiuti di fare i conti (della serva) con questa realtà, allora davvero dubito della tua buona fede e non ci può essere dialogo.

maura ha detto...

Chiara, può averlo fatto solo se lo ha premeditato,è vero che le vedette non hanno visto l"auto di parolisi ma non hanno visto neanche altre auto che quel giorno sono passate di li come te lo spieghi?i militari erano li fino alle 14 e 30 e dopo?se le perizie dicono che la Rea è deceduta nel primo pomeriggio dove l"hanno trovata non può essere stato che il marito,a parte i tempi che per un altro assassino non ci sono,ma non l"avrebbe portata li,parolisi sapeva tutti gli spostamenti di quel giorno in quel poligono aveva una cartella nell"armadietto,tu vuoi sapere dove èdeceduta se gli esperti dicono a perizie rifatte che è li che è morta io ne prendo atto,e se dicono che è deceduta dopo un leggero pasto intorno alle 15 e 30 dopo decine di minuti di agonia due più due fa quattro,per ribaltare queste che ormai sono certezze come fate?per fare le vostre ipotesi dovrebbe essere deceduta in altro luogo,in altro orario o giorno,dopo un pasto consumato magari con l"assassino con annesso caffè,a parte la ridicolexxa di pensare che chi aveva intenzione di ucciderla lo abbia fatto proprio mentre usciva con il marito,e lei da appuntamento a qualcuno con tutti i giorni in cui era libera(il marito non c"era mai)proprio quando esce con lui e la figlioletta?solo un pazzo occasionale potrebbe averlo fatto,ma anche qui non quadra,non ci sono i tempi,non ha pianto,ne si è difesa,è stata accoltellata di spalle era tranquilla e non è stata stuprata,per raccontare le vostre storie dovreste cambiare i tempi,le perizie e il luogo dell"omicidio,poi un assassino occasionale perchè torna a depistare?ho sicuramente più anni di lei Chiara,per conto mio avete idealizzato quest"uomo,sottovalutate la forza e il pericolo delle passioni quando diventano ossessione,e sottovalutate anche l"ingenuità e la fragilità di quest"uomo.

Anonimo ha detto...

Cara MAURA

se non lo sapevi, il contenuto gastrico non e' databile. E i testimoni possono sbagliarsi, mentire, ricordare male o farsi condizionare da idee, pensieri e testimonianze altrui. I testimoni sono soggetti e le testimonianze sempre soggettive. Cio' che invece non mente e non si lascia influenzare e/o confondere sono i dati oggettivi del caso:

1. la foto del corpo di Melania a p. 214 della relazione Bruno (cartella 49-11, sottocartella ““foto autopsia rea””, sottocartella 003, DSC_0037). Gia' solo da quella foto l'occhio esperto puo' stabilire un PMI massimo di 48 ore per almeno 3 motivi solidi ed inoppugnabili che qualunque forensic scientist dovrebbe conoscere a menadito senza neanche dover leggere la relazione autoptica;

2. il RSID-semen positivo (max 48 ore post mortem);

3. la non-rilevazione di DNA maschile, il che significa, in casi POST MORTEM, che un rapporto sessuale (confermato dal RSID-Semen) e' avvenuto in un tempo precedente le 23-38 ore dal tampone (Platt 2006);

4. la possibilita' di rilevazione di DNA estraneo alla vittima su pelle (polpastrelli) nei campioni 4479, 4481, 4482, 4483, 4484, 4485, 4486 e 4487, tra l'altro con presunto deposito del corpo in luogo aperto.

5. rigidita' tenace (normalmente rilevabile a 12-18 ore dal decesso) alle 18.20 del 20/4 e ancora vincibile e distribuita SU TUTTO IL CORPO alle 14.30 del 21/4 nonostante la conservazione del medesimo a temperatura innalzata rispetto al luogo del ritrovamento (temperatura ambiente), e nonostante l'eta' della vittima, il dissanguamento e il fatto che Melania fosse solo parzialmente spogliata e per la maggior parte vestita (tutti fattori che ACCELERANO il rigor). La conservazione a temperatura ambiente poi avrebbe dovuto permettere di non rilevare piu' alcuna rigidita' cadaverica in sede autoptica a presunte 72 ore dal decesso, mentre ti ricordo che in sede autoptica il rigor era vincibile e distribuito su tutto il corpo.

Abbiamo quindi un PMI minimo, di circa 24 ore (dato da algor, rigor, debolezza del RSID-Semen, assenza di DNA maschile su tampone vaginale) ed un tempo massimo di 48 ore (nuovamente rigor, touch DNA, RSID-Semen e la foto di p. 214 di cui sopra...!).

Parlavi anche della Perizia Vanin. MAURA, la perizia Vanin (e no, sebbene interessantissima l'entomologia non e' una scienza certa ma solo indicativa) tra l'altro scritta ad agosto 2012, non tiene conto di Davies & Harvey 2012, articolo disponibile online gia' a giugno 2012 in cui le autrici smontano totalmente la possibilita' di datazione del PMI tramite esame della Calliphora Vicina per via del 37% di calliphorae in cattivita' pronte alla colonizzazione in stato gia' abbondantemente gravido (il che sposta i tempi fino a 24 ore!).

Sai cosa significa tutto cio'? Che Melania e' morta molto dopo il presunto PMI del 18/4 e che Salvatore Parolisi e' l'unico di tutti i protagonisti e le comparse del caso Rea ad avere un alibi di ferro per l'omicidio di Melania. Significa pero' anche che nessun'altra persona presente "in zona" tra il 18 e il 20 aprile ha un qualsivoglia alibi perche' nessun altro e' stato seguito o controllato. Allora, a chi appartiene il DNA estraneo maschile su ben 8 polpastrelli della vittima? A chi la semenogelina? E soprattutto, chi ha ucciso Melania Rea?

Annika

Pepè ha detto...

Non mi trovo concorde con le considerazioni di Annika.
Nel nostro caso(come molto saggiamente dedotto da Massimo Prati nel suo articolo) la scienza non offre alcuna certezza, nè in un senso(quello colpevolistico), nè nell'altro senso(quello assolutorio).
Insistere su tali dati scientifici non ci porta da nessuna parte.
Ridicolo, appare, infine, il tentativo, da parte dei consulenti della Procura, di circoscrivere l'orario della morte in un segmento temporale ben definito(dalle 14:45 alle 15:30 del 18 aprile 2011).
Tale conclusione non rende di certo omaggio all'alta professionalità e all'onestà intellettuale di tali scienziati e comunque, anche laddove per assurdo ci si volesse uniformare a tale conclusione, ugualmente nulla muterebbe in un'ottica colpevolistica: Melania può essere effettivamente deceduta in quell'arco temporale in seguito all'aggressione subita da parte di soggetti allo stato non identificati, quindi non ha senso alcuno insistere, in un verso o nell'altro, tentando disperatamente di anticipare o di postergare l'ora dell'avvenuto decesso.
E allora, lo ribadisco, sono altri i punti su cui bisogna battere per rimarcare l'estraneità ai fatti dell'imputato.
Ed infatti, il dato "testimoniale"(Ranelli, le sentinelle, Neroni Davide, gli anziani coniugi, la mamma di Melania), incrociato con gli ulteriori elementi rappresentati dai tabulati telefonici(unitamente alle considerazioni in ordine alle celle agganciate dal telefonino di M nell'ora incriminata) e all'assenza di tracce sulla "scena criminis", nonchè, sugli abiti, sugli accessori e sull'autovettura, ci deve condurre a far ritenere altamente improbabile che Parolisi abbia potuto materialmente eseguire l'omicidio, nonchè il successivo vilipendio di cadavere.

Manlio Tummolo ha detto...

I dati scientifici in un serio processo moderno sono ineludibili, assai più di testimonianze che possono essere relative, estorte, falsificate, condizionate o altro. Il problema non consiste nel metodo scientifico in quanto tale, che deve analizzare ciò che un corpo mostra di se stesso e della sua morte, ma dalla metolodogia processuale adottata. Se gli esperti , i periti sono soltanto appendici "scientifiche" delle parti e puntano solo a favorire le parti, ovviamente non abbiamo un vero processo scientifico, ma solo un prolungamento delle molteplici tesi, espresse dalle parti stesse. Per ottenere dati scientifici non controversi, occorre che non si sentano "periti di parte", bensì una commissione costituita su scelta, ma non a pagamento, delle parti, che si riunisca, come si fa nei casi controversi di patologia, insieme, si svolgano insieme gli esperimenti e le analisi necessarie, insieme vengano valutati i risultati che ne escono, e insieme si faccia una relazione comune. Se c'è qualche dissenso, si alleghi al verbale la motivazione, sempre di natura scientifica. La Corte, sperando che capisca qualcosa di quanto scritto, ne tenga il necessario conto. Commissioni di questo tipo sarebbero assai più adeguate ad un processo di tipo moderno, che non giurìe di gente "comune", spesso di livello culturale basso o mediocre, condizionabili televisivamente o giornalisticamente. Tutto questo è penoso residuo di tempi andati. L'intervento popolare dev'essere di altro tipo, nel controllo generale esterno al processo e con la creazione di Organi elettivi di vigilanza ed indagine sulla Magistratura.

maura ha detto...

Allora per capirci,processo Stasi non c"è un medico legale concorde sull"ora della morte di Chiara,alla fine è morta nell"arco della mattinata con un range larghissimo,ma sulle motivazioni di condanna processo parolisi non solo l"ora e l"epoca ci sono,ma i consulenti di parolisi tacciono,per non parlare di Bruno,cioè secondo voi cos"è un complotto di massa?

Manlio Tummolo ha detto...

Nel processo Stasi, come nel processo Sollecito - Knox, vi è stato un rinvìo da parte della Cassazione; sul processo Parolisi, dobbiamo arrivare ancora alla Cassazione. La differenza nel merito è che, nei due casi rinviati, il corpo e il delitto erano in casa, in quello Parolisi in un bosco in zona di bassa montagna, differenza non da poco, in termini tecnici. Quanto al complotto, non so. So che ogni caso giudiziario sta a sé, sia perché diverse sono le situazioni e le circostanze, sia perché sono diversi i giudici, compresi quelli di Cassazione. Si tratterà di vedere a Roma se decideranno (come suppongo) un rinvìo, oppure se daranno per buone le precedenti sentenze, delle cui l'ultima deve ancora avere completa ed esplicita motivazione, che potrebbe essere ben diversa dalla precedente.

Anonimo ha detto...

PEPE'

Su cosa esattamente non saresti d'accordo? Su dati, fatti, certezze delle scienze forensiche che non si possono piegare in un verso o in un altro e che riposto pari pari come sono?

Mi intendo di RSID-Semen piu' di quanto mi interessi scrivere; lavoro nella body farm industry e di corpi ne ho visti tanti. Secondo te scrivo sul caso Rea perche' mi interessa difendere a spada tratta, costi quel che costi, la colpevolezza o l'innocenza di Parolisi? Ti assicuro di NO. O forse credi che mi interessi in genere dibattere di casi di nera? Direi di no anche in questo caso, tanto e' vero che non sono mai intervenuta in nessun altro thread del blog. Hai mai letto un mio post sul caso Ragusa o Misseri? No. Nel primo caso non c'e' un corpo e nel secondo il corpo c'e' ma in entrambe le indagini mancano dati forensici. E io mi occupo di forensica.

Se scrivo da ben due anni sul caso Rea e' per via delle "5 righe" di Tagliabracci che circolano in rete da, se non ricordo male, settembre 2011. Ad ottobre dello stesso anno ho cominciato ad intervenire su questo blog. Perche'? Perche' mi sono bastate quelle 5 misere righe a capire che qualcosa in questo caso non andava. Perche'? Perche', ripeto, mi intendo di RSID-Semen piu' di quanto mi interessi scrivere e quanto ho letto in quelle 5 righe mi e' bastato e avanzato to smell a rat. Poi tutte le altre carte e documenti non hanno fatto altro che confermare i miei dubbi iniziali.

Se scrivo che Parolisi e' innocente non lo faccio per prendere una posizione innocentista o garantista; piuttosto lo deduco dalla chimica dello zinco, che non sgarra e non sbanda come gli esseri umani quando raccontano, parlano o blaterano. 48 ore sono un fatto ineludibile. 48 ore funzionano indipendentemente sia ante che post mortem. 48 ore e' quanto occorre al PSA per distruggere la SGI e la SGII e a me per dedurre che Melania e' morta entro 48 ore a ritroso dall'autopsia. Se hai studi o carte, prove o test, documenti o pubblicazioni che possano anche minimamente provare il contrario, prego, producili. Li aspetto da ben due anni.

Quindi, che tu ti trovi o meno d'accordo con me sul fatto che insista su cio' che conosco BENE, la cosa non conta. Se vuoi puntare i tuoi post sui testimoni o altre vie, liberissimo di farlo. Io semplicemente non punto perche' non mi interessa di Parolisi innocente; mi interessa che cio' che e' una professione seria non venga usata e presa per i fondelli.

Dato che conosco il mio lavoro, se intendi dibattere su cio' che scrivo, parti pure a razzo a suon di fatti, ricerce, double blind trials e pubblicazioni, discutiamone, arrovelliamoci e facciamoci anche a pezzi but at least let's make some real noise, you and I. Altrimenti, tu scrivi pure cio' che vuoi e lascia me scrivere cio' che so, che conosco e che ritengo utile, non tanto a Salvatore (utile per lui lo e' di conseguenza, non per mia intenzione iniziale) quanto piuttosto per la serieta' dovuta alla mia professione.

Ciao. Annika

Mimosa ha detto...

Maura, hai scritto che le vedette “non hanno visto neanche altre auto che quel giorno sono passate”: sbagliato! Vai a leggere le deposizioni, prego.

E poi scrivi “a parte i tempi che per un altro assassino non ci sono” … ma da dove salta fuori questa convinzione?
Parolisi i tempi li aveva (strettissimi e solo se fosse stato un Speedy Gonzales e pure invisibile), ma un tizio qualunque no?
Mi cadono le braccia! Dove sta la logica?

E se Lei ha “sicuramente più anni” di me, allora posso capire perché sragiona! :-)

E infine, ci potrebbe dire a che ora precisa Parolisi è andato a martoriare il corpo della moglie e a creare la messinscena?
Messinscena che (noi l’abbiamo ben analizzata) non è un “depistaggio” come la definisce lei bensì un “messaggio” e sicuramente non perderò tempo a spiegarle perché lo abbiamo definito “messaggio”, la rimando agli articoli e ai commenti molto profondi che ne parlano.

Ah, ultima cosa: io sono Mimosa, non Chiara.

maura ha detto...

Mi scusi Mimosa una svista,se ilrange è quello descritto sulla sentenza di condanna di primo grado come faceva la Rea a trovarsi alle 14 e 50 al pianoro?è deceduta dopo decine di minuti di agonia entro le 15 e 30 se non prima per la metabolizzazione della caffeina,alle 14 e 53 non è più in grado di rispondere al telefono e non perchè non risponde solo a quella chiamata ma non risponderà neanche a tutte le altre,potete girarla come volete ma è questo che incastra il marito,i suoi consulenti hanno permesso si scrivesse questo sulla sentenza,vi ho fatto l"esempio di stasi perchè in quel caso i medici legali di parte e non,non sono arrivati ad un"unica conclusione,qui mi sembra che il giudice di primo grado lo abbia messo nero su bianco,se per voi è discutibile e siete convinti che sia deceduta molto dopo(io non sono in grado di controbattere a luminari)perchè non avete contattato i suoi avvocati o i suoi consulenti?Mimosa non c"è bisogno di offendere(sragiona),se lei ha la verità in tasca si faccia avanti perchè ne ha bisogno,anzi fatevi avanti altrimenti se il range rimarrà quello la cassazione non rinviò neanche in misura cautelare(sussistevano gravi indizi di colpevolezza),io posso solo dire che voi sminuite e sottovalutate il perchè la Rea muore proprio quel pomeriggio.

maura ha detto...

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizie-nascoste/delitto-rea-introna-ecco-gli-elementi-che-i
nchiodano-parolisi-no563729/

maura ha detto...

Attenzione all"ultimo paragrafo,quando dice che tutti i consulenti sono arrivati alla stessa conclusione.

Anonimo ha detto...

Che noia questa donna mamma mia!

Chiara ha detto...

" maura ha detto...

Allora per capirci,processo Stasi non c"è un medico legale concorde sull"ora della morte di Chiara,alla fine è morta nell"arco della mattinata con un range larghissimo,ma sulle motivazioni di condanna processo parolisi non solo l"ora e l"epoca"

Ecco appunto: di fronte ad una morta in casa, ritrovata dopo una manciatina d'ore e con l'ultimo pasto certissimo ancora nel lavello, i medici legali non sono in grado di restringere il range più di così;

viceversa di fronte ad una morta all'aperto, ritrovata dopo giorni e con l'incognita di cosa abbia mangiato dall'ultimo pasto alla morte, un professionista tramite equilibrismi interdisciplinari, assommando margine d'errore a margine d'errore smangiucchiando qui e là dalle varie perizie ciò che comoda, da per questa morte un range largo nemmeno un'ora.

Ecco, Maura: su questo fatti due domande.
Ti sei chiesta come può essere - se le professionalità sono pari e quelli di Garlasco non sono emeriti imbecilli - che in un caso "a corpo caldo" e in ambiente stabile si mantiene un range di diverse ore mentre in uno "a corpo freddo" e in ambiente variabile si restringe a pochi minuti?
Volendoli considerare tutti non-deficienti, possiamo dedurre che qualcuno è più onesto dell'altro?
In definitiva: tranne Annika qui nessuno di noi ha spiccatissime competenze scientifico-forensi; però Maura una domanda logica ce la sappiamo fare. Tu?

Anonimo ha detto...

dobbiamo riconoscerlo, questa signora Maura ha coraggio da vendere, e' partita per una crociata tutta da sola

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Anonimo delle ore 22.37: tanto sola non direi, visti due gradi di processo favorevoli alla tesi del marito uxoricida. Anche qui poi tutta sola non era, visti vari interventi sempre con la medesima tesi. Certo, qui la maggioranza è propensa, se non ad un'innocenza assoluta, certamente a non credere valide le descrizioni del delitto, così come prevalse in Tribunale.

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