lunedì 24 settembre 2018

Massimo Bossetti: Chissà se i giudici di Cassazione si accorgeranno di aver a che fare con due processi dell'orrore in cui si è creduto alla favola della "grande indagine"

Peccato che in Cassazione non giudichino le indagini ma i processi, perché qualsiasi giudice scevro da condizionamenti può capire che seguendo la "prima pista investigativa", la più semplice e quindi sempre la migliore, si sarebbe giunti presto a una conclusione del caso e all'arresto dei veri colpevoli.


Fra meno di venti giorni i giudici di Cassazione decideranno della vita di Massimo Bossetti. Non lo faranno avendo tutte le carte in mano, perché loro giudicheranno i processi antecedenti e non le indagini della procura. 

Le indagini furono buone indagini? Questa domanda non se la porranno in Cassazione, ma è la domanda cardine che dovremmo farci tutti, perché gli investigatori sanno che per cercare gli assassini è sempre meglio indagare usando le testimonianze attendibili, mentre per sbagliare assassino basta fare il contrario e ignorare o credere inattendibili le testimonianze dei testimoni oculari che giurano di aver visto qualcosa.

Gli investigatori lo sanno che le indagini semplici sono le migliori e le seguono sempre, tranne quando il marasma generale colpisce la mente e fa vedere orchi e draghi in giro per strada. In questo caso vince la confusione.

E quando la confusione prende la mente le favole immaginate sembrano reali. Se poi diventano la base per condannare, i procuratori colpiti dal marasma sanno di rischiare la figura barbina e, quindi, di dover inserire agli atti del processo solo ciò che serve a far condannare "il proprio colpevole". Insomma, per evitare una debacle processuale alla procura basta escludere dagli atti gli interrogatori scomodi resi da testimoni in sede di prime indagini. In questo modo nessun giudice potrà mai sentirli parlare.

Questo accade perché è la procura che decide quali carte portare a processo e quali no! Ed è con le carte portate dalla procura che si giocherà in tribunale sulla vita di un imputato! E c'è da dire, purtroppo, che il giudice non sa nulla di come si siano svolte le indagini e quelle carte le accetterà perché frutto di un lavoro durato anni.

Qualcosa deve essere cambiato nel nostro "sistema giustizia", perché è indubbio che troppo spesso vengono portate al giudice carte parziali frutto di una teoria di indagine elaborata dalla procura a proprio piacimento senza l'ausilio di alcuna vera testimonianza visiva. Il dio prova è l'indizio che se unito ad altri uccide la verità! Ma tutti sappiamo che ci sono indizi che si possono accollare a chiunque, non solo all'imputato. Ma tutti sappiamo che ci sono indizi che possono essere letti in vari modi, non solo in maniera colpevolista.

Dico io: se i testimoni oculari ci sono usali per le tue indagini! Se li escludi a priori l'indagine può cambiare volto e tutto diventa possibile, anche l'impossibile!

Prendiamo la scomparsa di una ragazzina qualunque, quale potrebbe essere Yara, e come nel suo caso mettiamo che il ritrovamento del cadavere avvenga a mesi di distanza dal sequestro, quando anche il più esperto anatomopatologo dovrà per forza basare la propria perizia solo su mere ipotesi. 

Le mere ipotesi non aiutano le indagini ma le complicano, perché è grazie a queste mere ipotesi che a un procuratore viene messa in mano la sorte di chiunque, e avendo una popolazione a sua disposizione spesso ha solo l'imbarazzo della scelta.

In questo caso tutte le persone che vivono nella provincia sconvolta da un omicidio sono passibili di condanna, e visto che nulla verrà dato per certo il procuratore potrà ipotizzare qualunque cosa e cambiare anche gli orari della morte... se non sono compatibili con la sua teoria... perché l'arco di tempo che indicherà il patologo in perizia sarà per forza molto ma molto ampio. Si parla di ore. E visto che chi ha un alibi alle sette di sera non è detto lo abbia anche a mezzanotte, nell'omicidio si possono coinvolgere migliaia di persone. 

Questo è un sistema tragico di indagare, una abominio che grazie al processo indiziario permette all'accusa di fare come vuole perché basta una ricostruzione quasi plausibile per avere sempre ragione di fronte a un giudice e ottenere una condanna.

Quindi ogni procuratore, anche il più bravo al di sopra di ogni sospetto, col sistema giudiziario attuale può sbagliare la sua indagine e nonostante questo arrivare a una convinzione colpevolista personale per incolpare di omicidio chiunque sia anche solo semi-compatibile con quanto da lui immaginato e ricostruito. 

Nel caso di Yara un Massimo Bossetti qualunque è andato benissimo alla procura. Ma poteva andare bene anche un signor Rossi qualunque. Perché se è vero che Bossetti aveva un furgone e che in zona sono transitati diversi furgoni, è vero anche che il signor Rossi aveva un'auto e che in zona sono transitate migliaia di auto. Perché se a Bossetti si è arrivati spulciando fra i dna in modo poco ortodosso per trovarne un mezzo compatibile col suo, c'è anche da considerare che i dna presenti sui vestiti di Yara erano tantissimi e, volendo, bastava isolarne un altro per trovare un nuovo mezzo dna compatibile con un parente del signor Rossi.

Ma torniamo a quanto scritto all'inizio, alle testimonianze non ascoltate da chi aveva l'obbligo di indagare su tutte le piste possibili. Prendiamo quella della signora Abeni ad esempio, che in via Rampinelli la sera del 26 novembre ha visto, in un orario compatibile col rapimento di Yara, passarle accanto due uomini "strani". O, meglio ancora, prendiamo la testimonianza della ex guardia giurata signor Toracco che chiamato più volte per essere interrogato ha continuato a fornire la stessa versione nonostante chi lo interrogava cercasse ogni volta di mettergli in testa mille dubbi. Lui poco dopo la signora Abeni ha visto una scena davvero particolare. Lui ha assistito a un sequestro di persona! Ma la sua vista non è bastata agli investigatori... loro mettevano tutto in dubbio.

Ad esempio, gli dissero che di fronte a una banca di via Rampinelli c'erano due signori che cambiavano una ruota bucata in un'auto. Che loro stessi si erano presentati per dire che si trovavano di fronte alla banca a cambiare la ruota. Il signor Toracco non li aveva visti quei due uomini e non li aveva inseriti nel verbale, quindi per gli investigatori non poteva essere attendibile e per questo i suoi interrogatori vennero abbandonati in un cassetto. Ma quei due uomini non li aveva visti neppure la telecamera della banca. E se erano dove avevano detto di essere nei fotogrammi del filmato dovevano comparire. In quel punto quindi i due non c'erano, per questo Toracco non li aveva visti, e quando vennero chiamati per dare spiegazioni dissero che forse erano nel garage interno e non all'esterno.

Ma nonostante questo chiarimento la testimonianza resa dal signor Toracco rimase lettera morta e la pista da lui suggerita fu abbandonata.

Vediamola un attimo la sua testimonianza. A dicembre 2010, fu il suo ultimo interrogatorio, dichiarò:

"La sera del 26 novembre 2010, alle 18.30 sono uscito di casa, in via don Gotti, con il mio cagnolino. Raggiunta via Sorte la percorrevo fino a via Rampinelli lungo la quale mi dirigevo verso via Morlotti. Superavo di una decina di metri la traversa nella quale abitava Yara e mi sono fermato davanti a una casa abbandonata perché c’erano dei gattini ai quali portavo da mangiare. In quel momento udivo un urlo, probabilmente di una ragazza per il timbro della voce. Subito dopo delle parole pronunciate con un tono alto ma con un timbro di voce tipicamente maschile. Voltatomi in quella direzione scorgevo, a una distanza di circa 100 metri, all’incrocio fra via Rampinelli e via Ravasio, un uomo che aveva sollevato da terra, dopo averla cinta con le braccia, un’altra persona di statura più piccola. Riferisco che lo sconosciuto aveva sollevato l’altra persona in quanto io vedevo solo due piedi toccare in terra mentre gli altri due li vedevo fluttuare in aria come nel tentativo di divincolarsi dalla presa. La prima impressione fu quella di due fidanzati che giocavano ma avendo subito dopo udito, ad alta voce, “Stai zitta”, ho pensato che stessero litigando, tanto che ho pensato: “Ma proprio in mezzo alla strada”. Mi distolse il cane tirando il guinzaglio. Quando tornai a guardare verso via Morlotti i due erano spariti. Incuriosito sono rimasto fermo per alcuni minuti per capire cosa accadeva. Ma non li ho più visti e in via Rampinelli, dove ero io, non è transitata alcuna macchina. Le due persone erano entrambe vestite di scuro. Sono sicuro che una fosse una donna per il timbro della voce e perché vedevo dietro la sua testa qualcosa muoversi, credo fossero dei capelli lunghi. Indossava un giubbino corto di quelli che arrivano fino alla cintola. Sono sicuro di essere uscito di casa alle 18.30 perché avevo visto l’inizio del telegiornale di Studio Aperto. E sono sicuro di essere rientrato dopo le 19 perché era già iniziato il Tg4 che sono solito vedere. Non ho altro da aggiungere o modificare a quanto dichiarato se non che, con il passare dei giorni, sono sempre più convinto di aver assistito a un momento del rapimento di Yara e mi rammarico di non aver visto altri particolari".

Io in base ai suoi interrogatori e a quelli della signora Abeni, a gennaio 2011 scrissi un articolo in cui formulai l'ipotesi più plausibile, completa della cronologia visiva del probabile sequestro di persona avvenuto a pochi metri dalla casa di Yara (l'articolo lo trovate qui). Era la soluzione più semplice su cui indagare e si sa che sono le indagini semplici che portano a scoprire i veri assassini.

In fondo, anche statisticamente parlando, quante possibilità ci sono che la ragazza presa con la forza tra via Rampinelli e via Ravasio non fosse Yara? Considerando che in quei momenti Yara fu veramente sequestrata e che per andare a casa passava da via Rampinelli, i dubbi sono davvero minimi, se non nulli. Anche perché nessuna coppia si è presentata, o ha telefonato, per dire agli investigatori che quella sera a quell'ora c'era stato un litigio in quella via. Anche perché nessun altro sequestro ci fu in quel di Brembate di Sopra.

Insomma, un uomo ti dice di aver assistito a una scena particolare scambiata inizialmente per un litigio ma che poteva in effetti essere un sequestro, e dopo la scomparsa di una ragazza tu investigatore invece di dar credito al testimone stracci il suo verbale? Questo fecero a Bergamo. A dicembre stralciarono i verbali dei testimoni visivi per affidarsi ad arzigogolati ragionamenti privi anche dei fondamenti basilari che li rendessero credibili. Yara è viva, disse a gennaio l'allora capo della Polizia, e la riporteremo a casa.

Ma per favore! Chiunque avesse un minimo di esperienza, e soprattutto la mente libera dall'emotività che porta confusione, già sapeva che la piccola Gambirasio non sarebbe più tornata a casa sua.

Poi, dopo il ritrovamento della ragazzina sappiamo tutti come è andata a finire e oggi sappiamo che anche solo arzigogolando e favoleggiando le Procure possono ottenere condanne a go go dai giudici.

Massimo Bossetti grazie agli arzigogolamenti e alle favole ipotetiche di un insieme di persone convinte della sua colpevolezza a prescindere da ogni buona eccezione difensiva, il 12 ottobre otterrà un giudizio dai giudici di Cassazione. Questi potranno stabilire in maniera seria e ponderata che qualcuno ha sbagliato strada procedurale o che qualcun altro ha mancato nel suo dovere processuale (ad esempio non tenendo conto dei diritti difensivi dell'imputato), e così ordinare un nuovo e migliore processo. Oppure quei giudici potranno adeguarsi supinamente alle carte processuali, che tengono conto solo di ciò che la procura vuole si tenga conto, e confermare la condanna in appello.

Qualsiasi cosa decidano, è fin troppo chiaro che da troppi anni siamo in balia di teorie giudiziarie arzigololate e favoleggianti che escludendo i testimoni visivi hanno complicato la vita a poliziotti e carabinieri e stracciato indagini che in fondo potevano essere facili da chiudere presto.

Come in altri casi di malagiustizia, se nel sequestro di Yara avessero scelto la pista più semplice sicuramente ci saremmo risparmiati di dover guardare l'inguardabile. Di dover vedere quei giornalisti schiavi che hanno coscientemente, forse alcuni di loro anche convinti a prescindere della colpevolezza dell'imputato, fornito ai magistrati l'aiuto dei media per convincere gli italiani e i giudici che le favole non sono favole, che Biancaneve esiste a prescindere e che nei nostri tribunali sono ben accette e considerate dai giudici tutte quelle "storie vere" partorite dall'immaginario mentale creato dal marasma investigativo confusionale.

Anche Alice e la Bella addormentata nel bosco, se trattate a modo, possono andare bene per convincere a condannare un incensurato al carcere a vita e la sua famiglia alla gogna mediatica perpetua...


944 commenti:

«Meno recenti   ‹Vecchi   801 – 944 di 944
Roberta ha detto...

Guglielma Vaccaro ha detto...
Roberta DIXIT

Ma siccome in realtà sai benissimo che chiunque può averli (non sono secretati)


Ragazzi, la Altea ha smentito una balla vecchia di anni: ATTI E VERBALI NON SONO SECRETATI.

NON E' UN'ESERCITAZIONE,RIPETO, ATTI E VERBALI NON SONO SECRETATI.

Grazie mille Altea, si sapeva già ma tu lo hai confermato una volta di più.

Quanto alla differenza tra diffusione di dati sensibili e secretazione, non sto a spiegarla, tanto quasi tutti qui dentro non capirebbero, comunque la questione è questa: sbattere online brani dove vengono citati nomi, recapiti e indirizzi di gente che è uscita dalle indagini e/o potrebbe avere pregiudizio da queste diffusioni non autorizzate potrebbe creare qualche problema...non a caso il buon Pagnoncelli si è improvvisamente fermato, chissà perchè.

Ma sai leggere? Ma sei incredibile! Sai leggere?

Non Ho scritto che ATTI e verbali non sono secretati. HO SCRITTO (qualche commento fa) CHE GLI ATTI NON SONO SECRETATI (URLO, FORSE LO CAPISCI CA@@O), I VERBALI SI

Ma è possibile che devi SEMPRE mettere in bocca agli altri cose che non dicono ?
Porca paletta, ma leggiti quanto sei ridicola. Possibile che devi sempre collezionare queste figure di palta???

ps. Esco fresca fresca da un TERZO corso sul diritto di autore e la normativa PRIVACY (quella adeguata alla legge europea).
NON HO BISOGNO DI LEZIONI DA TE!

E CHE CAVOLO... POI SAREI IO LA LITIGIOSA?

Stefania ha detto...

Ciao Roberta. Plausibile la tua ipotesi. Pero' non fa il paio con quanto dice l'articolo. Proviamo a considerare Tironi come un visionario che si è inventato tutto. Rimangono altre due testimonianze. Tutti bugiardi? Potrebbe essere perchè quando accade un fatto grave o comunque qualcosa che è sulla bocca di tutti, accade che alcune persone vadano raccontando di aver sentito, visto o anche peggio. Mi ricordo in particolare c'è chi ha detto di essere stato vittima del crollo delle Torri Gemelle ed anche di chi ha rilasciato interviste ed ha chiesto contributi per essere stato nella Grenfell Tower. I mitomani ci sono sempre stati. Magari solo per attirare l'attenzione. Poi, quando la tua testimonianza diventa dirimente per decidere quale strada le indagini devono prendere è troppo tardi per dire "mi sono inventato tutto". Certo, come ho già detto, i cani non mentono. Non hanno interesse alcuno a farlo. E se hanno seguito l'odore di Yara sino al cantiere del centro commerciale, lei ci deve essere arrivata in un qualche modo.
Stefania

Guglielma Vaccaro ha detto...

Appunto, la normativa privacy...forse eri troppo occupata a rispondere sul blog, fatto sta che hai appena messo nero su bianco che CHIUNQUE PUO' AVERE GLI ATTI DI INDAGINE/DEL PROCESSO e tu nel tuo gruppo ne hai mostrati alcuni con nomi, cognomi, dati, relazioni, addirittura parti di atti,ecc; quando ti è stato chiesto da dove arrivano, nessuna risposta.
-I VERBALI NON SONO SECRETATI visto che la parte con le dichiarazioni di Casari gira e viene oramai mostrata ad ogni piè sospinto, dove sarebbe la secretazione?

Roberta ha detto...

Ripeto. Aziona quell'unico neurone che ti è rimasto e leggi bene, perchè se ancora una volta mi attribuisci dichiarazioni che non faccio, è la volta buona che porto tutto ai carabinieri.
Perchè veramente hai sfracellato.

Gli atti contenuti nel fascicolo di indagine non sono secretati. Li hanno giornalisti, opinionisti, scrittori e anche gente comune.
Ergo, questi atti NON sono secretati.
Le istanze, le ordinanze successe finora NON sono secretate.

I verbali delle udienze li hanno SOLO le parti in causa (ci mancherebbe).
Prova ne è che l'UNICO stralcio di verbale di udienza che abbiamo visto è quello pubblicato dall'avvocato Salvagni (perchè non vai a chiedere a lui se era titolato a farlo?).

Gli atti del fascicolo girano (NON SONO SECRETATI), i verbali delle udienze NON girano.
Delle udienze abbiamo solo il resoconto dei giornalisti e delle persone presenti in aula.

Hai letto bene? E' sufficientemente chiaro o ti faccio un disegnino?

Gilberto ha detto...

Anch'io ho sempre pensato che Yara non sia uscita con le sue gambe da quel centro sportivo. Nessuno l'ha vista uscire. I cani non mentono. Ho sempre pensato che tutto sia accaduto dentro il perimetro di quel centro.

Roberta ha detto...

Guglielma,
io non sono tenuta a dire a TE (SIGNOR NESSUNO) da dove arrivano quegli screen (MA STAI SCHERZANDO? E CHI SEI?)

Tu scrivi:
tu nel tuo gruppo ne hai mostrati alcuni con nomi, cognomi, dati, relazioni, addirittura parti di atti,ecc;

Ne sei certa? ne sei sicura? Riguarda bene. Rileggi bene, perchè ho l'impressione che tu abbia dei problemi in tal senso.

In ogni caso, invece di renderti ridicola QUI, fai una bella cosa, vai in caserma e fai un esposto.
Perchè ricordati che sei vai avanti con questa ridicola storia, l'esposto lo faccio io.
Ci aggiungo anche una bella denuncia per stalking via web.

Roberta ha detto...

Bastaaaaaaaaaaaaa non ne posso più.
Vorrei parlare di Yara, di Bossetti e di questo articolo!!!

Guglielma Vaccaro ha detto...

Qualcuno si è decisamente superato oltre ogni aspettativa, tornate pure a parlare dei soliti argomenti.

Ciaooooooooooooooooo

Chiara ha detto...

Scusa Stefania (ciao) se proseguo un momento nel solco dei discorsi in atto. Giusto due precisazioni per due utenti:

Ivana.....cristiddio, non ho detto che salvagni ha usato la metafora, ma che ha detto ciò che capra intendeva dire usando quella metafora....comprì? Quello stralcio dell'atto di appello che hai linkato fa chiaro riferimento alla pagina 86 della sentenza, right? bene, te la vai a leggere e vedrai che il giudice ha detto che la capacità identificativa per esclusione non vale nei casi di traccia mista non che non valga per niente, come Salvagni dice che il giudice avrebbe affermato! Il punto che volevo evidenziare è che, appunto, si è creato un presupposto fasullo (il giudice ha detto una eresia) acchè il ragionamento successivo filasse. Ed ho fatto umilmente notare che farlo tanto sfacciatamente (nel senso che è grossolano e immediatamente percepibile) non credo proprio metta nello stato d'animo di seguire serenamente il discorso. Insomma, anche nel "fare gli avvocati" ci vuole la giusta misura e malizia, perchè anche dall'altra parte, a leggere, non ci sono gli ultimi dei cretini.

Antonello: guarda che la traccia della brena non è stata analizzata per individuare la fonte biologica. i reagenti hanno segnalato emoglobina nelle aree limitrofe...è una cosa diversa.
e neppure è vero che non è stata individuata la natura della traccia di bossetti: è stata individuata in quella ematica, solo che non è possibile darne certezza perchè è ovvio che un reagente per emoglobina reagisca positivamente su un reperto proveniente da cadavere.

Precisione, per piacere, che il diavolo risiede nei dettagli, si dice.
Cerchiamo di stare il più strettamente aderenti ai dati reali, con meno "licenze poetiche" possibili.

Chiara ha detto...

Roberta
a parte che Gugly ha ragione da vendere sulla diffusione dei dati personali di terzi e certamente lo sai anche tu, avendo fatto il corso ("nerettateli", che ci vuole?!?), domando e chiedo, senza polemica: LI PUBBLICATE PER INTERO STI BENEDETTI ATTI, ISTANZE, ORDINANZE please?
guarda qui nel blog di massimo quanto materiale c'è su parolisi e avetrana.....perchè non glieli passate così ce li leggiamo da soli? sai com'è, non mi piace essere condotta per manina tra stralci e monconi e credo che non sia corretto neppure da parte di chi, come te ed altri, si assume l'onere e l'onore di fare divulgazione pro veritate.

Stefania ha detto...

Secondo quanto fiutato dai cani, la ragazza (Con le sue gambe? Viva? Stordita?) è uscita da via Caduti e Dispersi dell'Aeronautica e non dall'ingresso principale del plesso sportivo che si trova in Via Morlotti. Ora, cosa si trova esattamente davanti al cancelletto di Via Caduti? La Polynt! Ora, se ci sono i filmati di un furgone che fa avanti ed indietro davanti alle telecamere della Polynt è evidente che quelle telecamere erano accese. Ora, considerato che quel benedetto furgone non è quello di Bossetti per motivi che evitero' di ripetere, le stesse telecamere dovrebbero aver registrato le immagini di Yara che esce a piedi oppure una persona che esce con un sacco, oppure ancora un furgone oppure un'autovettura che esce da quel benedetto cancello (ne esiste uno pedonale ed uno carraio, attigui). Un cane ha seguito la traccia del pedonale l'altro del carraio. L'aria con il vento di quei giorni e le tracce di Yara si possono essere ben spostate di un paio di metri che è la distanza tra il pedonale ed il carraio. Quindi sarei curiosa di sapere perchè visto la Procura ha in mano le registrazioni della Polynt perchè non sono state portate a giudizio in modo integrale ... anzi, peggio ancora perchè si sono presi pochi fotogrammi e si sono ripetuti per "dare l'idea del predatore seriale" .... il famoso video farlocco! Ed il resto del video che dice? E che non dicessero di non averlo tra le mani! Stefania

Roberta ha detto...

Chiara ha detto...
Roberta
a parte che Gugly ha ragione da vendere sulla diffusione dei dati personali di terzi e certamente lo sai anche tu, avendo fatto il corso ("nerettateli", che ci vuole?!?), domando e chiedo, senza polemica: LI PUBBLICATE PER INTERO STI BENEDETTI ATTI, ISTANZE, ORDINANZE please?
guarda qui nel blog di massimo quanto materiale c'è su parolisi e avetrana.....perchè non glieli passate così ce li leggiamo da soli? sai com'è, non mi piace essere condotta per manina tra stralci e monconi e credo che non sia corretto neppure da parte di chi, come te ed altri, si assume l'onere e l'onore di fare divulgazione pro veritate.

CHIARA,
Dove leggi dati personali di terzi negli screen pubblicati nel gruppo.
Dove li leggi? Se trovi un nome diverso da quelli noti (a meno che il nome di Previderè che ha firmato la relazione sia un nome da sottoporre alla normativa privacy), me lo segnali cortesemente che provvedo a far rimuovere?
Sinceramente non capisco questa smania di far passare tutti per deficienti...

Per il resto, nessuno ti chiede di abbeverarti alla mia fonte. Se e quando Prati avrà bisogno di materiale (a meno che non lo abbia, visto che per la maggior parte è accessibile a tutti) mi confronterò con lui.

Biologo ha detto...

@Ivana

-scrive: Tu credi che, invece, non avessero identificato il DNA mitocondriale di Yara e lo avessero ritenuto appartenente a Ignoto 1??? Su questo aspetto mi piacerebbe sentire anche il punto di vista di Biologo

La confusione su questo aspetto della vicenda è nata da una questione organizzativa.

Un laboratorio ha ottenuto un primo profilo mitocondriale di Yara e l'ha messo nero su bianco in una tabellina.

Il dott. Giardina ha poi ricevuto quella tabellina su carta e ha proceduto a confrontarla con i profili che via via otteneva con le analisi su altri campioni che eseguiva in prima persona.

Dove sia nato l'errore, cioè chi ha comunicato erroneamente l'attribuzione della tabella su carta non saprei dirlo. Fatto sta che ad un certo punto, quando si sono resi conto dell'errore, sono andati sul sicuro e hanno effettuato nuove analisi su campioni di Yara.

Comunque l'unica cosa certa di tutta questa vicenda sono i profili di Yara. Per esempio il prof. Previderè ha ripetuto l'analisi del DNA mitocondriale su decine e decine di formazioni pilifere di Yara ottenendo sempre lo stesso profilo.

Roberta ha detto...

Stefania,
perchè la Procura ha portato a fascicolo tutto ciò che era a carico di Bossetti e non a discarico.
In aula sono stati rifiutati testimoni che non avevano visto nulla davanti alla palestra, la famosa agenda del titolare che dimostrava che Bossetti lavorava per lui, la foto satellitare dove non si vedeva il corpo di Yara nel campo.
Sono stati portati solo elementi a carico. Quelli a discarico, quelli che se citati rompevano gli equilibri, sono stati eliminati.
Se pensiamo che Bossetti per quattro anni non è entrato nelle indagini... il suo nome non è mai comparso, cellulare nelle celle, furgone che passava, testimoni oculari, nessuno lo ha mai citato nelle SIT... solo dopo l'arresto sono spuntate le immagini nella telecamera, solo dopo l'arresto qualcuno si ricorda di aver visto Yara con un uomo somigliante a Bossetti, ecc ecc ecc
Improvvisamente tutta la sua vita è diventata un indizio. Perfino le lampade abbrozzanti...

Stefania ha detto...

Appunto: in ogni caso, se verrà concesso di ripetere il processo di secondo grado, io chiederei imputato chiederei a gran voce vengano portate agli atti i filmati INTEGRALI della Polynt. Senza accusare nessuno potrei dimostrare come puo' essere uscita Yara da quel benedetto plesso sportivo. Sarebbe impossibile per la Procura dichiarare di non essere in possesso di quei filmati. Spero ardentemente nell'onestà della sentenza di Cassazione. Questa cosa potrebbe una volta per tutte dimostrare l'estraneità di Bossetti a prescindere dal dna o meno.

Stefania

Biologo ha detto...

@Chiara

-scrive: Biologo, che "Le false esclusioni possono avvenire se i contributori della traccia mista sono tutti ignoti" lo dici solo tu. Nessuno dei genetisti sentiti a processo...

Parlo dell'ABC. Cosa abbiano detto o meno i vari genetisti al processo non ha nulla a che vedere con questo aspetto. Si tratta semplicemente delle basi. Non sto parlando di verità processuale. Sto parlando di come stanno le cose, indipendentemente da ciò che dicono il dott. Lago, il dott. Capra, il prof. Gill o un premio Nobel. Poi bisogna sempre vedere esattamente a cosa si stanno riferendo di preciso nelle parti che tu estrai dagli atti...

Un semplice esempio forse può aiutare a chiarire.
Se da una traccia mista ottieni un tratto con queste due sequenze alternative (contributore maggioritario e minoritario per esempio):

-> CACTCCC ->
-> CCCCCCC ->

e la vittima in quello stesso tratto ha la seguente sequenza

-> CCCTCCC ->

mentre l'imputato ha

-> CACGCCC ->

allora poco conta la corretta attribuzione delle sequenze a ciascun contributore, perché l'imputato puoi escluderlo senza dubbio alcuno pur trattandosi di una traccia mista dato che nelle due sequenze della traccia la G dell'imputato è assente e, come saprai, salvo miracoli inspiegabili, il DNA delle persone non cambia di certo...

Ivana ha detto...

Chiara, se vogliamo essere precisi, avevi scritto esattamente:

Capra ha detto ciò in tv, ok? E la stessa cosa, pari-pari, l'hanno detta i difensori nei propri atti

Ecco perché avevo ritenuto che tu ti fossi riferita alla metafora, tanto più che avevi usato quel “pari-pari” (che significa “senza alcuna variazione”)
Infatti, il dott. Capra, in tv, aveva detto SOLO quella metafora per spiegare come il DNA mitocondriale facesse sorgere dei punti interrogativi. Sono io ad aver dato quella interpretazione!
Il dott. Capra si era limitato a esporre la metafora e alla domanda se lui mettesse sullo stesso piano nucleare e mitocondriale ricordo chiaramente che aveva risposto in modo che mi era sembrato evasivo.

Riguardo alle motivazioni della sentenza di primo grado, a pagina 95 si legge, però, che: “la ricerca del DNA mitocondriale su prelievi provenienti da tracce miste (ossia con piùcontributori) sia sconsigliabile, potendo portare a false esclusioni”.
Ma se si considera che, in tracce miste, il DNA mitocondriale non abbia capacità di esclusione, perché si ritiene che la ricerca del DNA mitocondriale, in tracce miste, possa condurre a false esclusioni?

Biologo ha detto...

@Chiara

-scrive: Eh no, non c'è affatto: a) perchè sarà sempre, ovviamente, più significativo un dato positivo che uno negativo; b) perchè quello negativo non viene mai in considerazione in presenza di quello positivo;

Qui sostieni due cose assurde.
Un dato positivo sarebbe sempre più significativo di uno negativo? Macchè...

Se trovano le tue impronte digitali impresse col sangue sulla maglietta di un cadavere ma al momento del delitto venivi ripresa da una videocamera in un'altra parte della città, si considera il dato positivo delle impronte come più significativo e non viene preso in considerazione quello negativo della tua presenza altrove?

Suvvia, cerchiamo di non reinventare le regole della logica solo per adattarle agli esiti processuali del caso Bossetti...

Gilberto ha detto...

Era anche il mio esempio del delitto su Marte con il Dna dello Scassagatti, avvocato di Milano, sul pannolone della vittima. Secondo Chiara basta per una condanna?

Biologo ha detto...

@Ivana

-scrive: Ma se si considera che, in tracce miste, il DNA mitocondriale non abbia capacità di esclusione, perché si ritiene che la ricerca del DNA mitocondriale, in tracce miste, possa condurre a false esclusioni?

Per le ragioni che ho provato a spiegare in un mio precedente intervento: se la traccia mista contiene più di un profilo non noto diventa complesso attribuire le basi ai contributori.

Ma quella della traccia sugli slip è una situazione tutt'altro che impossibile da decifrare. Anzi... E' noto il profilo di Yara, di conseguenza tutte le basi che non sono a lei attribuibili perchè non fanno parte del suo DNA non possono che derivare dal DNA del secondo contributore.

Poi ripeto, quel profilo minoritario ottenuto è un profilo realmente esistente tra gli esseri umani di questo pianeta. Tra i miliardi di miliardi di miliardi di combinazioni che le centinaia di basi della sequenza del DNA mitocondriale potevano casualmente formare senza tuttavia restituire un profilo esistente, guarda caso, salta fuori proprio un profilo esistente e, perdipiù, rilevato proprio in Italia!

Antonello ha detto...

Chiara

Mica tanto Chiara, ti riporto:

"...Antonello: guarda che la traccia della brena non è stata analizzata per individuare la fonte biologica. i reagenti hanno segnalato emoglobina nelle aree limitrofe...è una cosa diversa.
e neppure è vero che non è stata individuata la natura della traccia di bossetti: è stata individuata in quella ematica, solo che non è possibile darne certezza perchè è ovvio che un reagente per emoglobina reagisca positivamente su un reperto proveniente da cadavere.

Precisione, per piacere, che il diavolo risiede nei dettagli, si dice.
Cerchiamo di stare il più strettamente aderenti ai dati reali, con meno "licenze poetiche" possibili.

10 ottobre 2018 17:24:00 CEST..."

Non ci siamo, affermi tutto ed il contratio di tutto, le risposte di Staiti in udienza sono abbastanza precise, finche' non si va nel numero, tipo e date ed orari di amplificazioni, e lui dichiara che la traccia era corposa, palesemente visibile in alone scuro sulla manica del giubbotto, e dice che la sostanza era positiva alla sostanza ematica.

Ed e' anche normale rinvenire una traccia corposa e visibile ad occhio nudo ma andare ad analizzare secondo te le porzioni adiacenti?

Anche fosse, e lo ritengo altamente improbabile, direi che parlare di inadeguatezza sarebbe fare un complimento.

Sul test relativo alla traccia di Ignoto 1 ti sei risposta da sola, "non ve ne puo' essere la certezza" della positivita' all'ematico punto, il che significa che mi stai smentendo un dato affermando prorprio che e' reale ed oltretutto giudiziario.

Direi che, aldila' di ogni sospetto, ti rimando l'invito a rileggerti i tuoi commenti prima di inviarli, la precisione per favore lasciala in Tribunale quando ti chiudi la porta dietro insieme ai consigli che come vedi tornano utili ad un tuo approccio inopportuno.

Ergo qua non siamo in Tribunale, ci possono essere inesattezze perche' appunto si sta dicendo, se hai seguito, che ci sono uffici gelosi degli Atti Pubblici che originano, verbalizzano ed un attimo dopo nascondono in cassaforte tenendoli li anche dopo due sentenze.

Tant'e' certi vizi di riportare a lenza i discorsi sul tema giudiziario vedo che non li perdi, oh strategicamente notevole, e' la sostanza fuori da quei luoghi che non ti aiuta, e la difficolta' che riconosco di cambiare mentalita' una volta usciti da certi ambienti.

E cosi' hai evitato giudiziariamente e strategicamente di rispondere alla mia domanda, dovrei farti i complimenti o ti accontenti dell'applauso?

Stefania ha detto...

Vabbè! :-) Mi sono ricordata del motivo per cui ho smesso di scrivere su queste pagine. No comment! Statemi tutti bene!

Stefania

Antonello ha detto...

@Chiara

"...o era sangue o conteneva sangue...", "...un alone visibile,..", ma l'avete analizzata quella traccia?
No...non si analizzano mica tutti i reperti...

Direi che per umana pietas puo' bastare, cioe' persino i R.I.S. sono pilotati negli esami che devono fare senza andare a farne di altri.

E cosi' capita che ritrovino, ahime', un visibile alone scuro su una manica di un giubbotto indossato da un corpo rinvenuto a tre mesi dalla sua scomparsa e non si analizzi forse per risparmiare sui kit in corso di validita', sempre piu' costosi e rari.

Ecco a cosa servono le cosiddette imprecisioni, a permettere di non tispondere alle domande ed a far emergere la "spropositata cura" con e' stata portata avanti questa indagine.

Interessava soloil Dna su quel lembo reciso, del resto fregava na mazza a nessuno, questo e' il corpo dell'iceberg, aldila' della punta.

E stanno qui a sentenziare e pontificare una delle indagini piu' storiche mai eseguite.

Ma porca miseria, ci arriva un bimbo, non e' difficile, trovi una maxi traccia di Dna su un corpo e non lo analizzi? Alludi ad emoglobina ma non lo analizzi? E lo confermi in un Tribunale insistendo che quella e' la tua risposta?

Mah, io non ho piu' parole....siamo veramente oltre ogni ragionevole non curanza.

Ti chiedono di analizzare un coltello infilato nella schiena di un corpo, ritrovi settantacinque pallottole nel cuore e non segnali ed analizzi il dato?

Ho capito perche'secretano gelosi gli Atti pubblici, forse hanno semplicemente paura si leggano.

Ivana ha detto...

Biologo, avevi scritto:
Le false esclusioni possono avvenire se i contributori della traccia mista sono tutti ignoti. Ma nel caso specifico la traccia è costituita da una componente nota, il DNA mitocondriale di Yara! Sottraendo il profilo noto di Yara al risultato ottenuto dalla traccia mista, si ottiene il profilo del secondo contributore. Ed infatti era stato proprio il metodo adottato, correttamente, dal dott. Lago.

A quel punto, una volta ottenuto il profilo del secondo contributore in base a questo metodo, sai qual è l'unico modo per l'accusa per poter continuare a sostenere che la traccia mista può portare a false esclusioni? Avanzare l'ipotesi che quella traccia fosse costituita dal DNA mitocondriale di più di due persone soltanto, perchè in tal modo sottrarre il profilo noto di Yara non consentirebbe di ottenere un singolo profilo utile per l'esclusione.”


Tu hai spiegato come si possa sostenere che la traccia mista può portare a false esclusioni E' così?
Ma nei motivi d’appello si legge che a pag. 95 della sentenza c'è scritto che
la ricerca del DNA mitocondriale su prelievi provenienti da tracce
miste (ossia con più contributori) sia sconsigliabile, potendo portare a false esclusioni.
Quindi, il mitocondriale se non ha capacità di esclusione non può portare a false esclusioni.

D’accordo, la difesa, nella sua conclusione non ha tenuto conto che il soggetto che doveva essere preso in considerazione era “la ricerca” (del DNA mitocondriale) e non “il DNA mitocondriale”, ma mi chiedo: se ci fossero stati tre nucleari, di cui due ignoti, sottrarre il profilo nucleare NOTO di Yara, non avrebbe consentito, comunque, di ottenere un singolo profilo utile per l’esclusione? E’ così?
Insomma, non mi è chiaro, dunque, perché si parli di “ricerca di DNA mitocondriale sconsigliabile in tracce miste”.

Ivana ha detto...

Precisazione
Quindi, il mitocondriale se non ha capacità di esclusione non può portare a false esclusioni. E' la conclusione della difesa nei suoi motivi d'appello

Antonello ha detto...

Chiara

http://m.dagospia.com/come-e-perche-l-ex-istruttrice-di-yara-avrebbe-dovuto-lasciare-sangue-sulla-manica-di-yara-112366

Spero di essere stato abbastanza preciso...

Ivana ha detto...

Stefania,
ti leggo volentieri anche se non intervengo in merito all'argomento da te proposto (non avendo acquisito informazioni utili in merito), ma sono sicura che altri/e potrebbero intervenire proprio come ha fatto Roberta.

Resta con noi!

Ivana ha detto...

Pino, Luca, leggerei volentieri anche i vostri contributi! Siete sempre decisi a non intervenire prima della sentenza della Cassazione?

Roberta Altea ha detto...

Stefania, continuiamo a parlarne, per favore.
Grazie!

Stefania ha detto...

Roberta, come vedi non è possibile. Si gioca a chi ce l'ha piu' lungo e non a cercare di ricostruire e di ragionare assieme. Non me ne volere. Non gioco a chi è piu' bravo se scrivo in un blog che mi ospita. Ragiono con gli altri utenti. Ma se viene meno questa volontà, a mio avviso, viene a mancare la funzione stessa del blog. Scusami se mi sono ingarbugliata nel raccontare il mio stato d'animo, ma davvero questo modo di "non confrontarsi" mi da terribilmente fastidio e lo trovo assolutamente sterile e stomachevolmente fanciullesco.

Stefania

Stefania ha detto...

http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2018/10/10/SENTENZA-MASSIMO-BOSSETTI-Dna-da-rifare-ecco-perche-e-innocente-ma-vogliono-incastrarlo-/843116/#.W73pgc5t8Xk.facebook

Biologo ha detto...

@Ivana

-scrive: mi chiedo: se ci fossero stati tre nucleari, di cui due ignoti, sottrarre il profilo nucleare NOTO di Yara, non avrebbe consentito, comunque, di ottenere un singolo profilo utile per l’esclusione? E’ così?

Il tema è complesso. Spesso si confondono le situazioni in cui si può parlare di esclusione e quelle in cui si può suggerire una non esclusione (che in realtà vorrebbe dire "possibile" compatibilità ma, a seconda del numero di marcatori, di un grado di probabilità variabile).

Prima di tentare di spiegare qualcosa nel dettaglio provo con un'analogia.

Immagina una telecamera di videosorveglianza che sul luogo del delitto riprende un uomo alto e snello di spalle. Se l'imputato è basso e tarchiato la telecamera costituisce un elemento utile all'esclusione, pur non mostrando in maniera completa le sembianze dell'imputato.

Invece, se la telecamera mostra di spalle un uomo basso e tarchiato, cioè un uomo dalla corporatura del tutto simile a quella dell'imputato, si può dire che la telecamera costituisce un elemento di "non esclusione" dell'imputato. Ma ciò non vuol dire che sia lui. Al massimo si potrebbe dire che se nella popolazione di riferimento gli uomini bassi e tarchiati rappresentano il 20% del totale, c'è un 20% di probabilità che si tratti dell'imputato. Ma anche, di conseguenza, un 80% che si tratti di un'altra persona...

[continua...]
[...continua]

Biologo ha detto...

Ora ripercorriamo l'analogia. Ma al posto della telecamera di videosorveglianza, strumento che restituisce le sembianze fisiche macroscopiche di una persona, immaginiamo un macchinario per la tipizzazione del DNA nucleare, ovvero uno strumento che restituisce le sembianze microscopiche, molecolari, di un individuo. Ad esempio le sue "sembianze" al livello dei marcatori del DNA.

A questo punto, per semplicità, concentriamoci su di un solo marcatore, ad esempio sul marcatore SE33. Analizziamo una traccia biologica rinvenuta sulla vittima e vediamo tutti gli alleli di SE33 rilevati. La macchina ne restituisce 4: il 23, il 24, il 25 e il 26.

La prima cosa certa che se ne può dedurre è che la traccia è sicuramente mista, perché avendo ogni individuo al massimo 2 alleli diversi nel suo DNA, appena viene rilevato un terzo allele si deve parlare della presenza di almeno un altro DNA.

Ora, mediante altre analisi, veniamo a sapere che su SE33 la vittima ha gli alleli 23 e 24. Di conseguenza il 25 e il 26 rilevati nella traccia dal macchinario non possono che essere dovuti alla presenza di altre molecole di DNA che non facevano parte dell'organismo della vittima.

[continua...]
[...continua]

Biologo ha detto...

Poi un giorno viene individuato un sospetto, si ricava il suo profilo del DNA, e si scopre che su SE33 ha gli alleli 25 e 26. E' stato lui a lasciare la traccia?
Non si può dire con un solo marcatore, ma siamo comunque nella situazione prima illustrata della "non esclusione": sappiamo che su SE33 gli alleli ci indicano il sospettato, ma analogamente al vedere in una telecamera un individuo di spalle la cui corporatura corrisponde al sospettato, gli alleli ci mettono in condizione di poter affermare soltanto che "non si può escludere che sia lui" e, allo stesso tempo, non si può affermare con certezza che si tratti dell'imputato.

Il metodo utilizzato per stabilire con un grado di probabilità maggiore l'attribuzione della traccia è analogo a quello dell'esempio del 20% della popolazione di corporatura bassa e tarchiata. Per ciascun allele si calcola la diffusione tra la popolazione di riferimento il che, in pratica, corrisponde alla probabilità di beccare casualmente tale allele in una traccia a caso. Cioè, se il 20% della popolazione ha l'allele 25 su SE33, vuol dire che se vado ad analizzare 100 tracce rinvenute nelle indagini dei delitti della zona, avrò una probabilità prossima al 20% di beccare un allele 25 su SE33.

Quindi se P(25SE33) = 20% è facile intuire che se la P(26SE33) = 30%, allora la probabilità di ritrovarsi 25 e 26 su SE33 sarà P(25SE33,26SE33) = P(25SE33) x P(26SE33), ovvero P(25SE33,26SE33) = 0.2 * 0.3 = 0,06.

Ora, immagina di andare a vedere il risultato del macchinario sul marcatore TH01. Ha restituito gli alleli 7, 8, 9 e 10. La vittima ha 7 e 8, il sospettato 9 e 10.
Se, per esempio, 9 e 10 sono entrambi presenti con una frequenza del 20% nella popolazione di riferimento, allora P(9TH01,10TH01) = 0.2 x 0.2 = 0.04.

[continua...]
[...continua]

Biologo ha detto...

A questo punto già puoi combinare i due dati per calcolare la probabilità che un profilo abbia 25 e 26 su SE33 e allo stesso tempo 9 e 10 su TH01. E la formula, come facilmente intuibile è questa: P(25/26SE33,9/10TH01) = P(25SE33,26SE33) x P(9TH01,10TH01) = 0.06 x 0.04 = 0.0024.

Insomma a questo punto dovrebbe essere chiaro che più marcatori hai più le probabilità diventano interessanti, e il calcolo segue sempre la regola

P(totale) = P(SE33) x P(TH01) x P(altromarcatore) x P(altromaratore) x P(...) x ...

In pratica, tornando all'analogia, è come se stessi moltiplicando la probabilità di altre caratteristiche dell'uomo basso e tarchiato in rapporto alla popolazione:

P(totale) = P(basso e tarchiato) x P(capelli biondi) x P(scarpe 46) x P(altracaratteristica) x ...

[continua...]
[...continua]

Biologo ha detto...

Ora, per venire all'esculsione. Immagina che l'analisi del DNA su TH01 restituisca, invece di 7, 8, 9 e 10, il gruppo di alleli 7, 8, 9 e 11. L'imputato ha 9 e 10 nel suo DNA.
Cosa accade in una moltiplicazione quando uno dei fattori è uguale a 0 (zero) ? Qual è il risultato? Zero.

Ecco perchè è sufficiente anche solo 1 allele su di un marcatore a dimostrare l'esclusione, anche se altri 20 marcatori magari fino a quel momento restituivano un numero spettacolare, magari con 17 zeri nelle posizioni decimali...

[continua...]
[...continua]

Biologo ha detto...

[...continua]

Ma adesso, cosa accade se i contributori della traccia sono 3?

Sempre semplificando, immaginiamo che 7, 8, 9 e 10 sia il risultato su TH01, ma che il 9 e il 10 siano in proporzioni quantitive tali da dover necessariamente derivare da 2 individui differenti. Ad esempio l'allele 9 è rappresentato da un picco alto 1.000 RFU, e l'allele 10 da un picco di 100 RFU. Poichè nel nostro organismo le coppie di alleli sono presenti in eguale quantità, è chiaro che la presenza di un picco di 10 volte superiore ad un altro non può che indicare la presenza di due contributori diversi che hanno contribuito con diverse quantità di DNA alla traccia.

A questo punto degli alleli del nostro sospettato abbiamo sì rilevato sia il 9 che il 10 come compatibili, ma uno dei due picchi sicuramente non gli può appartenere perchè presenti in quantità differenti e, quindi, derivanti da due persone diverse. Perciò siamo in presenza di una situazione di "non esclusione" perchè un allele dell'individuo è stato rilevato nella traccia ma, allo stesso tempo, non possiamo neanche parlare di una conferma: manca sicuramente un allele e uno dei due presenti è certamente attribuibile ad un altro individuo.

Non resta che continuare a controllare gli altri marcatori. Se su ogni marcatore si rilevano costantemente alleli compatibili con il profilo del sospettato si ha una sempre maggiore probabilità che il DNA gli appartenga. Ma se ad un certo punto uno degli alleli con intensità compatibile con tutti gli altri già attribuiti al sospettato è un allele che non fa parte del suo patrimonio genetico, allora si può dire che la traccia a 3 contributori si è rivelata utile per ottenere un risultato di esclusione.

Alla fine però, nell'ipotesi che invece il sospettato si ritrovi con un profilo perfettamente compatibile con una traccia mista a 3 contributori, salta fuori un problema di non poco conto: se oltre alla vittima e al sospettato la traccia si è formata grazie al contributo biologico di una terza persona, allora vuol dire che il DNA non ha fornito alcuna risposta decisiva in merito all'attribuzione del delitto perchè nulla può suggerire
sul ruolo che il sospettato o questa terza persona possono o non possono aver avuto nel delitto...

antrag ha detto...

@Stefania

Se mi avvicino ad un gruppo di persone che sta discutendo un argomento, partecipo.
Al momento opportuno, cerco di introdurre un nuovo argomento, che potrebbe solo momentaneamente non costituire immediato interesse per tutti gli altri.

Questo è il mio modo di agire.

antrag ha detto...

Grazie Biologo per la spiegazione convincentissima.

Roberta ha detto...

e mi sa che hai ragione tu Stefania :-(

Luca Cheli ha detto...

@Ivana

Vi leggo scorrendo talora velocemente, ma non ho altro da aggiungere. Quello che dovevo scrivere l'ho già scritto e aspetto solo l'atto finale per dare libero sfogo a quanto si è accumulato nella pentola a pressione.

A differenza di altri non mi faccio nessuna illusione sull'esito, perché per me, come ho già abbondantemente scritto, tutto è già inevitabilmente deciso da tempo.

Poi, come avevo già inutilmente scritto prima dell'appello, sarei sempre lieto di mangiarmi il cappello in caso contrario, ma non ci credo proprio.

Apprezzo molto la ricostruzione fatta da Biologo e se gli manca qualche pezza documentale, mi stupisco molto poco: chi gestisce i documenti, chi si mantiene sempre una "plausibile capacità di smentita"?

Anche di questo avrò modo di parlare a cose fatte.

Sul fatto che la difesa si sia potuta ispirare al caso Simpson dico che è uno spunto interessante, ma non da prendere alla lettera.

Quanto poi al censurare la stessa difesa perché avrebbe fatto cose esecrabili per degli avvocati nel "sobillare le masse", mi spiace ma chi scrive ha un'idea limitata di cosa voglia dire sobillare. Tra l'altro anche solo a vedersi i citati documentari e fiction su O.J., si capisce che Cochrane era andato molto più in là di Salvagni e che se Simpson fosse stato condannato ci sarebbero stati disordini almeno pari a quelli che c'erano stati per Rodney King.

Infine, li avessi avuti io gli atti (e non è che non li abbia chiesti), li avrei pubblicati tutti senza eccezioni e censure. Era già pure tutto pronto, con amici USA pronti a mettere il tutto su siti USA protetti dal Primo Emendamento: non li tirava giù più nessuno!

Un'occasione perduta davvero, ma almeno lo sfogo non me lo toglierà nessuno.

Poi, certo, una (molto) astratta (ed irrazionale) speranza uno ce l'ha sempre.

Biologo ha detto...

@Luca Cheli

Ovviamente non posso esserne certo, ma andando ad intuito credo che gli atti davvero interessanti che riguardano il caso sono quelli che non hanno mai fatto parte del fascicolo su Bossetti.

Cantiere di Mapello, voci di paese, pregiudicati, i pokeristi, informative, sit dei personaggi della palestra, intercettazioni dei primi giorni, elenchi di nominativi, vicende familiari, tabulati, celle, log di cella, i materiali ottenuti quando è arrivato il superpoliziotto, i documenti della task force SCO, quella interforze nel comando della municipale... Tutti documenti interessantissimi la cui esistenza è intuibile dagli spizzichi che i giornalisti hanno diffuso senza nemmeno farci caso... Tutte cose che devono trovarsi nel fascicolo contro ignoti.

Quelli nel fascicolo di Bossetti non saranno che un'accurata selezione fatta con lucidità e un bel po' di tempo a disposizione. Non credo possa emergere molto da lì...

Luca Cheli ha detto...

Io volevo pubblicare anche tutti i RAW DATA genetici, in modo che i genetisti di tutto il mondo potessero vederli ... certo anche lì cose molto interessanti sarebbero rimaste fuori (credo), soprattutto la traccia della Brena.

A proposito poi di poliziotti più o meno super, Prati critica il dirigente che un mese e mezzo o più dopo la scomparsa ancora parlava di portare a casa Yara viva: ebbene io l'ho sempre letta diversamente, per me era uno che aveva qualche fonte da lui ritenuta attendibile che gli faceva pensare ad un sequestro prolungato.

Ovvio, che poi, con Bossetti unico colpevole che fa tutto in poche ore, di certe cose non si doveva più assolutamente parlare.

Antonello ha detto...

https://www.google.it/amp/s/velvetnews.it/2016/10/11/omicidio-yara-gambiarsio-una-nuova-scioccante-verita/amp/

Qui alcuni stralci chiariscono meglio su quanto dichiarato da Staiti in merito alla traccia analizzata e ricondotta a S.B.:

“È positiva al sangue, abbiamo escluso che sia saliva o altro materiale biologico“

ha rivelato, incalzato dalle domande dei difensori di Bossetti, il capitano Nicola Staiti, uno degli ufficiali del Ris di Parma che ha firmato la relazione su tutte le attività di indagine scientifica.

E non può che essere una traccia lasciata nelle ultime ore di vita di Yara perché ha resistito molto bene a tre mesi di intemperie, pioggia e neve.

“Non era stata dilavata“

ha aggiunto il capitano.

“Aveva un profilo complesso, l’abbiamo trovata perché sul polsino del giaccone abbiamo notato alcuni aloni scuri, così abbiamo scoperto che si trattava di una traccia genetica, era il Dna della Brena“. 

Ma può essere una traccia lasciata per contatto?, ha chiesto l’avvocato Claudio Salvagni. "

"Lo escluderei, ha risposto l’ufficiale, e' qualcosa di più corposo."

A parte che se si vuole piu' precisione credo ci si debba rivolgere a chi custodisce gelosemente i faldoni di indagine, manco fossero Atti Privati e non Pubblici (in merito ricordo a qualcuna che la pubblicazione di Atti Pubblici non sempre comporta la Pubblicazione di Dati Sensibili, ma che se l'interesse Pubblico e di Cronaca e' preminente capita anche che alcuni dati, a dire il vero poco sensibili, possano essere pubblicati in intierezza, tanto per tagliare la testa al toro fregava una beata mazza a nessuno degli amanti della Comi eppure c'era lo strillone in piazza, ma un verbale e' qualcosa che riconsegna dati ufficiali ed e' rischioso poter verificare se reali, logici e coerenti).

@Chiara

Quindi, ripeto la domanda delle cinque pistole:

Se tu fossi nei panni di chi decide e segue le indagini ed hai:
- uno STRAORDINARIO OTTIMO Genotipo su un lembo reciso degli slip di un corpo rinvenuto a tre mesi di esposizione alle intemperie dalla sua sconparsa, di cui non sai nulla se non la presunta identita' non ripetibile, e che vi e' la possibilita' non smentita di un possibile e terreno contatto terzo.
- dall'altra la certezza di una traccia 6 volte piu' diffusa della prima nella manica destra del giubbotto indossato dallo stesso corpo rinvenuto, macchia visibile ad occhio nudo, non depositata ma qualcosa di piu', corposa e composta da materiale positivo all'ematico, che non puo' essere (come dice Staiti) altro tipo di liquido biologico.

Dovendo scegliere a scadenza, chi rinvieresti a giudizio?




Guglielma Vaccaro ha detto...

@Luca

Visto che altra gente ha avuto roba (che ha puntualmente pubblicato senza criterio) e pure Paolo Amaro in un suo video ha dichiarato di aver avuto la stessa offerta (ma a determinate condizioni) ti sei chiesto perché tu non hai avuto la stessa possibilità?

Anonimo ha detto...

Soloni, perchè non rendete pubbliche le vostre teorie? Insomma, avete le chiavi per aprire una cella chiusa da oltre quattro anni, siete migliori di un pool di DECINE DI PROFESSIONISTI a leggere qui dentro e vi tenete tutto per voi? Ma tutto apposto?

MA QUANTO SEI SCEMA.

Unknown ha detto...

Stella . Roby non capirebbe neanche il disegnino

Unknown ha detto...

Non capirebbe neanche il disegnino

Roberta ha detto...

Mi domando perchè la signora Vaccaro, tanto indignata ora, non si sia indignata quando certi documenti venivano pubblicati ad indagini ancora in corso violando il segreto istruttorio. Quando uscivano direttamente dai faldoni e finivano in mano a giornalisti e gruppettari di facebook allineati con l'accusa.
Ah beh certo, a pubblicarli erano suoi amici, e quindi andava bene.
Bene, invece di fare ora le pulci a chi pubblica materiale relativo ad indagini chiuse ormai da quasi quattro anni, perchè non le fa a chi quel materiale lo ha pubblicato ad indagini in corso?
Ecco facciamo così. La signora si fa raccontare dai suoi amici da chi hanno avuto il materiale allora e ce lo dice. Dopodichè avrà il diritto di chiedere spiegazioni a chi pubblica il materiale ora.
E ancora a proposito di indignazione... come mai non si è indignata quando nei gruppi facebook che lei frequentava giravano le foto del cadavere della vittima, ma ha aspettato a farlo quando la foto l'ha pubblicata un blogger innocentista?
Vedi Vaccaro, è per questo motivo che tu non sei affatto credibile.

PS. Giusto per precisione. Le istanze, le ordinanze, le sentenze sono pubbliche.
Basta saperle cercare.

Guglielma Vaccaro ha detto...

"Bene, invece di fare ora le pulci a chi pubblica materiale relativo ad indagini chiuse ormai da quasi quattro anni, perchè non le fa a chi quel materiale lo ha pubblicato ad indagini in corso? "

Tu ti sei indignata? Hai protestato, fatto esposti?

Secondo me hai guardato come tutti visto che spesso e volentieri citi fonti giornalistiche.
Prova a chiedere le fonti dei giornalisti, vediamo cosa ti rispondono...mai sentito parlare del segreto delle fonti in tale ambito con annessa pernacchia se fai una domanda del genere? Sei sicura di seguire con profitto i corsi su privacy e annessi? Conosci le diverse tipologie di segreto professionale?
Io foto del cadavere e documenti mai viste nei gruppi, se tu hai le prove che giravano allega con prove oggettive, io la foto della vittima l'ho vista solo sul blog di Chisigma.
Certo che le sentenze sono pubbliche, istanze e ordinanze non mi pare, quali sarebbero i link?

Antonello ha detto...

Ora devo anche leggere che le Ordinanze non sono Atti Pubblici, Dio mio a chi e' diretta un'Ordinanza se la riterresti Privata e secretata?

Ad uno Stato estero per caso? E quale valore ha un'Ordinanza ordinata ad uno Stato estero?

Ma almeno un due piu' due...stiamo parlando di Atti fatti, redatti, emanati, orginati e detenuti da Uffici di un Apparato di uno Stato e Comunita', qualche genia laureata (altrimenti non accetto risposte) mi vuole spiegare cosa ci sia di piu' Pubblico di un'Ordinanza?

E dai, e finiamola con ste pagliacciate, io penso che con serieta', rispetto e per fini non fanciulleschi, entro i limiti del buon senso, si possa Pubblicare qualsiasi Atto Pubblico, sempre stando attenti ai minori.

Ergo se un Atto e' secretato dovrebbe essere secretato con un motivo "oltre ogni ragionevole paura di chi lo puo' leggere e commentare", e sopratutto dovrebbe essere custodito con responsabilita' oggettiva di chi e' demandato a farlo.

Altre cose sinceramente.

Chiara ha detto...

Ti pareva che se non capiva uun fico era Antonello. Pubblici nel senso di pubblicati (on line) e infatti chiede i link...continui a consumare i polpastrelli invano

Antonello ha detto...

@Chiara

Ah ok vi patrocinate a vicenda.

Credo che sia comunque te a consumare lapazienza altrui:

"...Certo che le sentenze sono pubbliche, istanze e ordinanze non mi pare, quali sarebbero i link?..."

Qui io leggo quello che c'e' scritto, se la tua patrocinata ha le apparizioni di Fatima sulla Via di Damasco probabilmente deve interlocuire con il Vaticano, magari li, non essendo Antonello ed avendo una fede infinita, con una retina per farfalle capiscono anche i fichi secchi ed aprono un fascicolo di beatificazione.

Anonimo ha detto...

https://www.msn.com/it-it/video/ballando-con-le-stelle/caso-yara-moglie-bossetti-mio-marito-%C3%A8-innocente-10-10-2018/vp-BBObFbS

Eccome se il DNA nucleare era stato fatto ad Ester Arzuffi! Nel video i documenti per il mitocondriale e il nucleare estratti rispettivamente da Giardina e Previdere'

Bruno ha detto...

Mi preoccupano le due lettere scritte da Bossetti e consegnate a Salvagni una per la difesa ed una alla famiglia da aprire dopo la sentenza. Mi piange il cuore pensare a quanto vi sarà scritto che immagino così : "sono innocente se verrò ancora una volta condannato la faccio finita, anche se sono innocente sto subendo una grande ingiustizia che non posso più sopportare. A chi crede nella giustizia trovate ancora il vero colpevole, il vero assassini è ancora libero". Alla luce di tutti i dubbi emersi in questi processi spero comunque venga buttato fuori.

Ivana ha detto...

Biologo,
grazie per l’efficace spiegazione; sei riuscito a rendere chiaro e semplice un “tema complesso”. Mi è piaciuto anche il fatto che tu abbia “usato”, nella tua argomentazione, TH01 e SE33 che sono stati considerati significativi nella ricerca di Ignoto 1 (il marcatore TH01, infatti, aveva escluso che Pierpaolo Guerinoni fosse Ignoto1, in quanto i due profili si distinguevano solo per tale marcatore; il raro allele 26 del locus SE33, del profilo di Ignoto 1, aveva condotto i dottori Previderè e Grignani a determinare che il profilo di Ester Arzuffi era quello della madre di Ignoto 1 dopo aver anche tipizzato completamente il DNA nucleare di Ester Arzuffi per vedere se fosse la metà mancante, rispetto a G.B. Guerinoni, del profilo di Ignoto1)
Spero di essermi espressa in modo sufficientemente comprensibile.

Ringrazio anche Chiara per le sue delucidazioni tecniche e Luca per essere tornato!

Luca,
mentre nei precedenti gradi di giudizio pensavo che l’assoluzione fosse molto probabile (condividendo la speranza di Gilberto) adesso anch’io temo che, molto probabilmente verrà confermata la condanna (e condivido, su questo, la motivazione di Chiara).
Comunque, come mi ero sbagliata riguardo ai primi due gradi di giudizio, potrei sbagliarmi anche sulla sentenza che esprimerà la Cassazione.

Chiara ha detto...

c'è in realtà un altro esito possibile, tra quelli di domani ed eventuali successivi, che secondo me viene ignorato ma non è così inverosimile: annullamento con rinvio per carenza motivazionale in punto di perizia (alcuni passaggi sono piuttosto sbrigativi) e successivo rigetto della perizia nel nuovo appello, con motivazione rispettosa delle indicazioni emergenti dalla censura di legittimità.....tutti contenti e tutti scontenti :D ....neh, che ne dite? :P

Roberta ha detto...

da un articolo di Tiziana Maiolo di oggi:

Robi Altea ha condiviso un link.
21 min
Non ci sarà Corrado Carnevale a presiedere domani la prima sezione della Corte di cassazione che deciderà della vita e della morte di Massimo Bossetti. Ma c’è pur sempre la speranza che a decidere se confermare supinamente la condanna all’ergastolo o esaminare con il puntiglio del loro predecessore eventuali vizi formali delle precedenti sentenze siano giudici degni di questo nome. Cioè magistrati che, formati alla scuola di Carnevale, sappiano dare un senso alla camera di consiglio e discutere con meticolosità se davvero nei due processi di assise e assise d’appello nei confronti del muratore bergamasco condannato per un orribile delitto, l’uccisione di una ragazzina di 13 anni, siano state osservate tutte le regole e le garanzie di uno Stato di diritto.

Yara Gambirasio è sparita il 26 novembre 2010, il suo corpo è stato ritrovato nel campo di Chignolo esattamente tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011. Morta di freddo, a quanto pare, in un gelido inverno di una valle bergamasca. Pur se il suo corpo non è rannicchiato ( come succede nei casi di ipotermia) ma disteso, le gambe un po’ larghe, le braccia allungate sopra la testa. E’ completamente vestita, ma dagli abiti non si intuisce quel che è stato fatto del suo corpo, con la pelle tagliuzzata superficialmente da una punta acuminata di coltello o oggetto simile. Non ci sono segni di colluttazione, la ragazzina non ha subito violenza sessuale.

Nessuno ha ancora potuto dare una spiegazione ragionevole del movente di chi avrebbe sequestrato e poi abbandonato Yara Gambirasio fino alla sua morte. E questo è il Primo Grande Dubbio.

Massimo Bossetti viene arrestato il 16 giugno 2014, dopo che l’inchiesta più costosa della storia giudiziaria italiana ha esaminato il Dna di 18.000 persone e sentito 4.500 testimoni. Un impegno enorme della Procura della repubblica di Bergamo, dei carabinieri del Ris e di una serie di genetisti, tra cui il primario del San Raffaele di Milano, professor Giorgio Casari, incaricato dalla Procura e che diventerà il custode dei reperti.

Sappiamo come sono andate le cose, in seguito, con l’arrivo della “prova regina”: sui leggins e sugli slip della ragazzina viene individuato il Dna di Massimo Bossetti, un muratore di quarantaquattro anni, padre di famiglia, incensurato, gran lavoratore. Né prima del rapimento di Yara né negli anni successivi prima dell’arresto si conoscono suoi comportamenti molesti nei confronti di ragazzine. (continua)

Roberta ha detto...

Il circo mediatico- giudiziario si muove in grande spolvero. La vita della famiglia Bossetti viene squartata senza pietà, le donne di casa trattate come prostitute, il padre ( gravemente malato, fino alla morte) schernito come un povero cornuto. Di Massimo Bossetti oggi sappiamo tutto, della sua abbronzatura, del suo furgone, delle sue abitudini sessuali, del rapporto con la moglie ( di cui qualche “gentiluomo” ha rivelato piccole trasgressioni), con la sorella gemella e la madre, morta pochi mesi fa.

Ma non sappiamo come e perché avrebbe rapito Yara. Non sappiamo se la ragazzina sia arrivata nel campo di Chignolo il 26 novembre 2010 o, più probabilmente, nelle settimane successive. E dove a da chi sarebbe stata trattenuta altrove? Ecco il Secondo Grande Dubbio.

In un libro di Carlo Infanti, uscito da pochi giorni, si sottolinea il ritrovamento, sul corpo della ragazza, di tre piume di animale da cortile. Ma nel campo di Chignolo non ci sono galline o altri animali simili. E che dire del famoso cantiere cui arrivarono con sicurezza i cani molecolari nei giorni del rapimento? Ecco due possibili passaggi prima di arrivare al campo dove Yara sarà abbandonata. Poiché, inoltre, non sappiamo il significato di quegli strani tagliuzzamenti sul suo corpo, perché non pensare a un sequestro finalizzato a mandare un messaggio a qualcuno e poi finito in modo imprevisto?

Il Terzo Grande Dubbio riguarda proprio la “prova regina”. Poiché insieme al Dna molecolare non è mai stato trovato quello mitocondriale, non solo i difensori di Bossetti, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ma anche diversi genetisti hanno chiesto ripetutamente e invano, di fronte a un’opinione pubblica sbigottita per i ripetuti rifiuti della magistratura, che quegli esami venissero ripetuti. Anche perché compiuti prima dell’individuazione di Bossetti come “Ignoto uno”, quindi in assenza di un perito di parte. Nulla da fare, in nessuna fase processuale, fino all’appello. (continua)

Roberta ha detto...

L’argomento usato per respingere la richiesta fa sorgere il Quarto Grande Dubbio: perché tanto accanimento? La risposta infatti è sempre una sola: materiale genetico non ce ne è più. Il che è clamorosamente falso. Infatti già nel processo di primo grado ( testimonianza del 20 novembre 2015) il professor Giorgio Casari, consulente dell’accusa, diceva: «Avendo preso in carico tutti i dna, che abbiamo ancora in S. Raffaele, quindi questi sono ancora a disposizione, li abbiamo ancora tutti…». Ciò nonostante nella motivazione della sentenza d’appello del 17 luglio 2017 i giudici scrivono a pagina 238 che «non esistono pertanto campioni o frazioni di campione in restituzione».

Se Massimo Bossetti fosse un personaggio politico o il sindaco di un Comune calabrese sciolto per mafia, diremmo che contro di lui c’è un complotto. Ma se complotto non c’è, che cosa impedisce, nella giornata di domani, ai giudici della prima sezione della Cassazione quanto meno di annullare con rinvio e imporre a una nuova corte d’appello di rifare questi benedetti esami del Dna?

P. S. Nell’ultima parte del libro di Infanti si fanno i nomi, in modo romanzato, di due presunti assassini di Yara. Due persone esistenti in carne e ossa. Naturalmente non lo auguriamo all’autore, ma se per caso questi due signori, citati con nome e cognome, decidessero di querelarlo, forse un giorno assisteremmo al vero processo sulla morte di Yara Gambirasio. Ma ci vuole sempre un giudice a Berlino.

http://ildubbio.news/ildubbio/2018/10/11/bossetti-ultimo-atto-i-dubbi-di-un-processo-super-mediatico/

Biologo ha detto...

@Roberta

Il post scriptum dell'articolo fa più pubblicità al libro di Infanti che un servizio utile al pubblico... Dove possiamo ottenere le informazioni contenute in quella pagina con i nomi senza finanziare Infanti?

Paolo A ha detto...

Chiara,
c'è la questione del rifiuto dell'incidente probatorio che di per se manda a gambe all'aria il processo, anche perché la perizia successiva che avrebbe sanato il diniego non è stata concessa. Non capisco come voi avvocati non vi siate accorti di questa polpetta avvelenata lanciata dalla difesa in tempi non sospetti, evidentemente non avevano tanta fiducia nel processo. Inoltre quando avviene l'annullamento per carenza di motivazioni, mi sembra che venga usato abitualmente per annullare delle assoluzioni, se dovesse essere utilizzato in questo caso, allora probabilmente ci sarà anche l'indicazione di effettuare una perizia sul DNA.

Anonimo ha detto...

Biologo,
si riferisce alla parte finale romanzata dove racconta il sogno e fa due nomi.
Credo sia scaricabile dall'anteprima dell'ebook

Roberta Altea ha detto...

NO, scusa Biologo, ho sbagliato.
nell'estratto c'è solo la prima parte.
:-(

Antonello ha detto...

Mah le ipotesi alternative non possono di certo essere prese per qualcosa di diverso da quello che sono, un'ipotesi e pur sempre solo una ipotesi e non di gia' un'accusa.

Ho pensato molto all'ipotesi della palestra/cantiere come ad altre, ma quella di una Yara aggredita in palestra ha solo la contrindicazione del "buttafuori" F.F., il teste chiave nel tentativo di ricostruzione, ci sono certamente delle pure illazioni su questo personaggio particolare e che ha imposto con cosi' tanto rilievo la sua presenza.

A partire dagli orari ci sono dei dubbi, ma come sempre comparati, arriva insomma alle 18,24 a Ponte San Pietro (orario verificato da Trenitalia), viene chiamato dalla compagna che gli chiede di andare a prendere Ilaria al Centro Sportivo alle 18,34 (orario verificato ai tabulati), e viene visto parcheggiare fuori dal Centro Sportivo alle 18,48 (orario verificato dalle telecamere), il "buttafuori" ha gli orari tutti verificati anche se sballati.

S.b. arriva con lo stesso treno alle 18,24 ma dichiara di essere arrivata al Centro Sportivo alle 18,30 (non si sa con quale mezzo e con chi avendo prima mentito agli inquirenti sul fratello che l'avrebbe accompagnata, ben 6 minuti dopo il suo arrivo a Ponte San Pietro.

F. Fabrizio arriva alle 18,24, viene avvisato alle 18,34 ma arriva alle 18,48, lui in auto ci mette 14 minuti da Ponte San Pietro al Centro, la Silvia B. ci mette 6 minuti e senza spiegare come, anzi andando pure a mentire sul come.

Anche qua qualcosa che stona e che incredibilmente viene passato in cavalleria, l'ipotesi naturalmente c'e' e sarebbe che uno accompagna l'altro senza farsi vedere chiaramente, per poi andare via e dover tornare dopo la telefonata della compagna, due eta' diverse, stesso treno, inconsapevolemente, un ipotetico altarino neanche poi cosi' semplice da coltivare, da nascondere, poi una ipotetica ficcanaso che fa una battuta al volo, passando, la mosca al naso, il "io e te dobbiamo fare due chiacchere", la madre della compagna ipoteticamente tradita, il fratello in aiuto, due sms cancellati, un custode in aiuto, un'alone di sangue da giustificare su un giubbotto in cui non doveva esserci, un castello fantasioso anche questo senza qualcosa di piu'.

A meno che in stazione non sia successo qualcosa che qualcuno abbia potuto vedere e riferire, mah, certo, solo congetture, dubbi, innocenti ipotesi.

Ma anche tanta gente che avrebbe potuto vedere e che improvvisamente non ricorda, eppure si tratta di una compagna, allieva ed amica, che strano.

Stefania ha detto...

Per questo penso potrebbero essere interessanti i filmati integrali della Polynt. Non quella porcheria portata a giudizio dalla PM Ruggeri, artefatta, ma i veri filmati. Di tutta la sera. Se Yara è uscita da quella parte del complesso sportivo, sarebbe sicuramente facile comprendere se lo ha fatto con le proprie gambe. Nel caso cosi' non fosse, si potrebbe controllare chi è uscito e con quale mezzo. E magari potrebbe esserci anche entrato, da quella parte ..... Non so se riesco a spiegarmi .... Faccio un'ipotesi assurda. Yara potrebbe aver insistito con la mamma per andare in palestra perchè desiderava incontrare un ragazzetto che magari le piaceva. Anche solo per vederlo passare e poter sospirare .... per poi sognare (non mi ha salutato ma mi ha sorriso ...). Se il ragazzetto in questione usava quell'uscita, Yara potrebbe tranquillamente essersi "appostata" ed aver visto arrivare davanti a quel cancello chi di solito non lo usava.

Stefania

Antonello ha detto...

Certo che per coerenza e giustezza si dovrebbe concedere gli stessi assunti ad ambedue i Dna rinvenuti ed presumibilmente identificati.

Quello di Ignoto1 e quindi anche quello della Silvia B. depositato o "impresso" nei giorni a ridosso del rinvenimento, altrimenti sarebbe stato "dilavato", e Staiti dice che "dilavato" non era, religiosamente considerandolo durevole poi per 90 giorni, quando si dice la fede, i miracoli con le boccette di sangue di San Gennaro che ridiventa liquido da sostanza corposa.

Eppure una tragedia mal nascosta sarebbe un'ipotesi possibile, no meglio il raptus del padre di famiglia che improvvisamente sbarella e carica la prima che non sarebbe mai salita con la tavola a casa imbandita ad aspettarla.

Stefania ha detto...

Guglielma, non ho capito quale sia il tuo contributo alla discussione, sinceramente. Me lo vuoi spiegare?

Stefania

Antonello ha detto...

@Stefania

Si ci sarebbe anche un mezzo che da li esce in orari sensibili, alle 18,45, e pure questa ipotesi viene scartata dal P.m. che tornata dalle ferie cancella tutto e riparte da zero.

E pure era un'ipotesi che avrebbe dato anche un significato alla traccia dei cani al Cantiere, ma sembra che non sia stata percorribile.

E si era anche iniziato bene mettendo sotto torchio il Cantiere.

Roberta Altea ha detto...

Scusate l'OT

Straordinaria Dalila Ranalletta su RAI1 vs Biavardi!

Stefania ha detto...

Roberta, potrebbe tranquillamente essere arrivata al cancello con le sue gambe per veder passare qualcuno ... magari un ragazzetto del corso di nuoto. Ed aver visto quel che non doveva vedere. In ogni caso non sei d'accordo con il fatto sarebbe importante poter visionare i video della Polynt? Io sono convinta potrebbero essere importanti per comprendere cosa davvero è accaduto. Perchè la PM ha artefatto il video facendo vedere un furgone (che poi non era di Bossetti) girare in tondo? Quando è stata beccata con le mani nella marmellata ed ha dovuto ammettere che si erano presi pochi fotogrammi per ripeterli cosi' da dare un'idea (cercando in tal modo di condizionare la Corte, cosa molto grave) nessuno ha detto "Bene, visto che i cani ci hanno portato proprio li' e voi i filmati li avete in mano, perchè non ce li fate vedere cosi' ci facciamo un'idea prima di mandare all'ergastolo un povero cristo?". La Ruggeri li ha avuti tra le mani quei filmati e non puo' dire non ci siano! Ho come l'impressione abbia tirato un sospiro di sollievo quando la Corte non ha chiesto gli integrali, sai? Stefania

Roberta ha detto...

Stefania,
purtroppo non sono preparata sui filmati delle telecamere. Non so in realtà se avrebbe dovuto per forza passare sotto quelle telecamere.
So che non funzionavano quelle che inquadravano il cortile della palestra (sarebbe interessante sapere quando si sono rotte).

Biologo ha detto...

@Roberta

Ho letto quel capitolo di Infanti...

Mi aspettavo qualche novità interessante, ma si tratta di una teoria già proposta a cui ha aggiunto qualche dettaglio. Quella del vicino di casa di Yara che possedeva la fattoria con i volatili da cortile alle Ghiaie di Bonate.

Infanti ha solo aggiunto la testimonianza del proprietario di una pizzeria che avrebbe affermato che la persona in questione si era recata presso il suo locale tra le 20.30 e le 21.00 del 26 novembre con un'aria assai tesa e che per giustificarla avrebbe detto di essere preoccupato per la scomparsa della figlia del vicino.
Infanti fa notare che, se questa testimonianza è corretta, il vicino in questione era a conoscenza della scomparsa di Yara a meno di 2 ore dalle telefonate della madre che la credeva ancora in palestra.

Al tutto aggiunge una fantasiosa spiegazione per la presenza del DNA di Bossetti sugli slip della vittima: un sogno in cui Bossetti scarica i calcinacci dal cassone del suo furgone in un container, il container che successivamente, all'insaputa di Bossetti, il vicino avrebbe posto il copro di Yara.

Insomma, un'altra teoria fantasiosa di cui si poteva fare a meno...

Roberta ha detto...

Assolutamente in accordo con te Biologo.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Stefania ha detto...

Guglielma, non ho capito quale sia il tuo contributo alla discussione, sinceramente. Me lo vuoi spiegare?

Stefania

Vi dico quello che non volete vedere, più o meno, compreso che i film che vi fate non sono entrati in aula nemmeno per sbaglio, ma mica per complotto, ma perchè così dice la legge...cambiate la legge, fate una legge "Bossetti" (c'è il precedente della legge Valpreda, hai visto mai) con applicazioni straordinarie della fantasia...

Stefania ha detto...

Roberta, esiste un'uscita del complesso esattamente dalla parte opposta a quella di Via Morlotti, che era l'ingresso usato abitualmente da Yara. C'è un servizio di Fiore Di Rienzo dei primi giorni dopo la scomparsa, per Chi l'ha visto? che mette in evidenza i cani molecolari abbiano segnalato tracce al cancello diametralmente opposto, quello di Via Caduti dell'Aeronautica. Esattamente di fronte a quel cancello, c'è la Polynt che è l'azienda che ha filmato quel camioncino che la Ruggeri si ostinava a voler far passare per quello di Bossetti. Quelle telecamere hanno sicuramente "visto" parecchie cose e non sono quelle portate in Tribunale dal PM. Per praticità ti metto il link della mappa: https://www.google.ch/maps/place/24030+Brembate+di+sopra+BG,+Italia/@45.7123017,9.5771343,17z/data=!4m5!3m4!1s0x4781536c3113410b:0x40678022e66fec0!8m2!3d45.7164024!4d9.5779716

Stefania

Anonimo ha detto...

Proprio perchè come detto la Guglielma (almeno anche se in un modo un filino arrogante una cosa giusta l'ha detta), il PM ha portato in aula solo quello che le ha fatto comodo portare e non per cercare la verità ma per avere ragione e non essere spedita ad incarico in culandia.

Stefania

Roberta ha detto...

Grazie mille Stefania!
Vado a snasare in giro :)

Bruno ha detto...

@Anonimo, grazie per il link del video, ho assistito ad una arroganza unica di Vittoriana, non solo è stata anche una grande maleducata ad interrompere continuamente. Denti ha avuto una pazienza infinita ma se avesse chiesto di non essere interrotto ne giovava alla verità. Quell'altro al suo fianco poi non ne parliamo non so neppure chi fosse e chi è. Di sicuro uno con un cervello che assorbe tutto quanto gli si viene raccontato, come diceva egli stesso mentre ribatteva che quanto sapeva era stato scritto dai giornalisti. Poveracci. Una persona implora supplica di rifare una prova del dna e questi esseri hanno usato una arroganza inaudita. Si dovrebbero vergognare.

Guglielma Vaccaro ha detto...

In realtà ho detto una cosa leggermente diversa, del tipo che i testimoni che NON hanno visto la vittima fuori dalla palestra non sono ammissibili perchè la prova negativa non è ammessa, vale sia per il processo civile che penale, e che la difesa ha inteso fare le indagini difensive in aula, altra cosa NON permessa, mentre il pool avrebbe avuto tutto il tempo dal momento dell'arresto sino al rinvio a giudizio di interrogare persone, verificare alibi...non hanno quel consulentone investigativo con elicottero incorporato? Questi ed altri sono gli elementi che vi rifiutate di ascoltare, ragion per cui poi ritornate sempre sulle stesse discussioni trite e ritrite per lo più prive di appigli logici, fattuali e/o giuridici.
In altre parole, state a fare più voi di chi avrebbe dovuto, ma per tutelare il cliente...
Tutto qui.

Antonello ha detto...

@Gugly

Ma per favore, che al Pool hanno persino negato, come dice Sulas nel filmato anche solo di vedere i vestiti rinvenuti con Yara, hanno negato la ripetitibilita' della prova, negato la prova del nove, nonostante Casari dicesse che era ed e' ancora possibile essendoci altro materiale al San Raffaele.

Per non parlare del video costruito per i media, con l'accordo Procurato, del camion che appare e riappare come fosse a Gerusalemme con il carro del falegname.

I testimoni ammessi solo se significativi al costrutto accusatorio, le domande in udienza limitate fino al limite deciso dalla sconvenienza.

Eppure anche in Tribunale possono essere commessi eventualmente dei reati, un teste non puo' dichiarare impunemente il falso mi risulta, poi non puo' asserire tutto ed il contrario di tutto.

Ma poi un guardiano giurato fatto passare per visionario, ad un ragazzino cresciuto con Yara gli si dice che invece non la conoscesse, e messo alle strette con minacce pesanti ha precisato probabilmente di essere stato ubriaco.

Bugie perdonate a chiunque tranne all'assistito, a cui non viene manco concesso di dire la verita', continue fuoriuscite di materiale di ogni sull'indagato e la sua famiglia, esce tutto da quel Tribunali tranne il faldone dellindagine.

Non so se e' il sistema da aggiornare al 5.0 e che pretenderebbe anche meno inkazzatura per ammorbare il non essersi messo alla ruota dei tempi come accennava Chiara, non so, so che io se faccio un lavoro mi aggiorno, mi documento, cerco di eccellere per mio orgoglio, per arricchirmi anche, per amor proprio, per senso del dovere, per un'infinita' di validissimi motivi, per uno stipendio infine, ed ammetto anche che da Roma c'e' una certa ritrosia forse ad aggiornare il proprio personale rimborsandogli libri e corsi idonei, cambiare mentalita' in corsa quando un pescenpuzza dalla testa non dev'essere facile.

Ma girare le frittate manco si fosse in trattoria non credo sia piu' onorevole, si e' impedito alla Difesa di difendersi punto.

Anonimo ha detto...

Signora Vaccaro!
continua ad avere un comportamento intellettualmente indecoroso anche alla vigilia del processo?

Non varrà la prova negativa "Nessuno l'ha vista quindi non c'era". Ok.
Ma questo non diventa automaticamente prova che ci fosse… come viene presunto nella descrizione della dinamica delittuosa.

Stefania ha detto...

Guglielma wrote: In realtà ho detto una cosa leggermente diversa, del tipo che i testimoni che NON hanno visto la vittima fuori dalla palestra non sono ammissibili perchè la prova negativa non è ammessa, vale sia per il processo civile che penale, e che la difesa ha inteso fare le indagini difensive in aula, altra cosa NON permessa, mentre il pool avrebbe avuto tutto il tempo dal momento dell'arresto sino al rinvio a giudizio di interrogare persone, verificare alibi...non hanno quel consulentone investigativo con elicottero incorporato? Questi ed altri sono gli elementi che vi rifiutate di ascoltare, ragion per cui poi ritornate sempre sulle stesse discussioni trite e ritrite per lo più prive di appigli logici, fattuali e/o giuridici.
In altre parole, state a fare più voi di chi avrebbe dovuto, ma per tutelare il cliente...
Tutto qui.

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Signora Guglielma, i Suoi appunti sono imbarazzanti. non stiamo parlando di testimoni ma di telecamere che avrebbero potuto registrare "laqualunque" che non piace evidentemente alla Procura. Un povero cristo non puo' interrogare testimoni. Puo' cercarli e solo una persona ignorante puo' pensare che il pool difensivo possa interrogare. Non si puo'! Le è chiaro? Le indagini difensive sono cosa buona e giusta. Bisogna che il conto in banca dell'imputato le permetta. Lei ha versato del denaro volutamente e come libera cittadina in modo che un muratore con tre figli potesse permettersi simili indagini? Oppure ci sta raccontando che chi è povero non ha DIRITTO ad un giusto processo? Guglielmina, faccia la brava. Torni ai tomi che tanto Le hanno insegnato. Ci sono cose che non si imparano sui testi. Perchè non si possono apprendere. Intelligenza ed umanità sono doti delle persone per bene, a prescindere dal loro conto in banca. Imbarazzante intervento, per non dire altro. Stefania

Vanna ha detto...

Ho letto tutto d'un fiato il postato!
Interessante e di qualità tutto, con pure qualcosa di nuovo.
E di nuovo scrivono Stefania, Luca Cheli e Paolo A.Antonello.

Stefania, non avertene, a volte è difficile rispondere poiché per farlo bene e un po' con tutti, ci vuole tempo, tempo che a volte non si ha. Condivido le tue osservazioni e credo anche io che la ragazza sia uscita da altra parte oppure non con le sue gambe. Condivido anche che le telecamere abbiano ripreso SOLO quello che ha fatto comodo far vedere.
L' assurdo è che la rigidità degli articoli e delle procedure per condannare, liberare, scegliere quali prove e persone gettonare, mal si adatta ad una giustizia equa ed equilibrata che si applica con tecnicismo, soprattutto si applica con supponenza di sapere e capire tutto affidandosi ad altri tecnici in campo scientifico che potrebbero non essere aggiornati o liberi nello svolgere loro ruolo.
Per questo mi sento amareggiata per come la cosa è andata e non sono sicura che la condanna non si riconfermi, con certe premesse generali.

Ritengo che una eventuale condanna potrebbe avere un effetto boomerang negativo contro chi l'ha emessa, poiché oramai il dialogo intorno all' eventuale innocenza di MGB è partito e non si fermerà.
La vita non è fatta di tecnicismi, gli articoli vanno applicati con equità e con buon senso non con rigidità ancor più se gli aspetti tecnico scientifici non sono stati eseguiti tutti correttamente.



Vanna ha detto...

Anonimo che hai scritto pezzi di vita su Guglielma, potevi risparmiartelo.

La Gugly non mi piace per come si pone, per come porta avanti il dialogo, ma ciò non toglie che essere raccontata così è....non trovo parole per descrivere il mio disgusto per ciò che hai scritto.

Le scelte di vita di una donna non si giudicano su due piedi, non si spiattellano su un blog in modo così pesante.

Io l'ho rimbeccata spesso, quasi sempre, non mi è simpatica, eppure non ho gradito ciò che hai scritto.

Dovresti chiedere scusa a Volando e a lei poiché qui si scrive su un caso disgraziato e non puoi usarlo per parlare male di qualcuno.

Poco cordialmente ti saluto.
Vanna

Guglielma Vaccaro ha detto...

Vedo che c'è qualcuno che rende pubblici dati che non servono, va bene...Non li ha presi tutti però.

Stefania ha detto...

Nulla contro Guglielma, Genoveffa o Giuditta! Rimane che i dati che una persona decide di rendere pubblici sono pubblici e non credo sia giusto fare la madonna infilzata quando qualcuno li ricorda. Soprattutto quando questa persona usa una prosopopea e cerca di dare lezioni legali ad altri. Questa persona sa benissimo cosa è consentito e cosa non lo è, se preparata come si vende. Quindi io non la considero una violazione della privacy a meno che non siano stati diffusi dati che erano stati secretati ed ottenuti con l'inganno. E' la Legge a dirlo. Quella che invoca. Non le piace? La puo' far cambiare! Lo ha scritto lei. O sbaglio? ..... Ora voglio abbassare i toni perchè delle beghe da condominio frega a tutti meno che niente ed anche a giocare a chi ce lo ha piu' grosso penso non giovi nè alla Verità processuale nè tantomeno alla VERITA' che penso sia interessante per ognuno di noi. Rimane un dubbio. Secondo VOI è possible sia chiesto dai difensori di un imputato (in questo caso Massimo Bossetti) senza possa la controparte rifiutarsi, di portare in aula le immagini della Polynt in modo integrale?

Stefania

Guglielma Vaccaro ha detto...

Quindi sei stata tu Stefania?
Grazie Vanna, siamo quasi sempre in disaccordo ma ovviamente mi fa piacere la tua presa di posizione.
Grazie davvero, le questioni personali nob c'entrano con la discussione.

Antonello ha detto...

E si arriva anche allo strano comportamento tenuto dal custode della Polisportiva, che convocato piu' volte nei giorni successivi alla scomparsa di Yara dichiarera' di essere rimasto chiuso in casa dalle 17,40 e le 19,00 non avendo potuto veder nulla di quanto evidentemente succedesse fuori.

Gli inquirenti indagano e scoprono che:
- 16,50 Dichiara di essere uscito dal Centro Sportivo con il pulmino bianco chiuso per andare alla stazione dei treni di Ponte San Pietro a prendere un atleta giovanissimo che doveva fare una lezione al Centro Sportivo di Brembate.
- 17,10 Dichiara di essere rientrato con il pulmino bianco chiuso e di aver portato l'atleta giovanissimo al Centro Sportivo.
- 17,10 Yara esce di casa in Via Rampinelli inquadrata dalle telecamere di casa.
- 17,10/18,45 Il custode riceve a tabulati due chiamate dalle Maestre che gli chiedono di andare in palestra a verificare se il amteriale per la gara della domenica successiva fosse tutto pronto, e quindi per ben due volte sarebbe uscito da casa propria (all'interno della struttura sportiva, nonostante quanto dichiarato di diverso, e si sarebbe recato in palestra.
- 17,20 Yara arriva in palestra, si leva il giubbotto e le scarpe e si siede per assistere alla lezione delle compagne piu' piccole.
- 18,25 Yara riceve l'sms di M.D. che gli chiede a che ora domenica dovessero trovarsi al Centro Sportivo per la gara della domenica successiva,
Il cellulare di Yara aggancia la cella di Ponte San Pietro (l'sms di M.D. trova in quel momento Yara in palestra dovendogli cheidere un dato che solo in palestra poteva reperire, ma abbiamo detto che nessuno sapeva che Yara quel giorno dovesse uscire proprio per andare in palestra, un caso fortuito?).
- 18,30 Silvia B. dichiara di essere arrivata in palestra e di aver notato Yara seduta a guardare la lezione delle compagne piu' piccole.
- 18,44 Yara risponde a M.D. dicendogli che si sarebbero dovute trovare al Centro Sportivo la domenica successiva alle 8, evidentemente avendo saputo il dato in palestra, il cellulare di Yara aggancia la cella telefonica di Mapello - Via Natta 3, la stessa cella agganciata dal cellulare di bossetti un'ora prima ma in una sezione della cella che segna la direzione opposta.
- 18,45 Il custode e' uscito dal Centro Sportivo con il pulmino della Polisportiva bianco chiuso per riportare l'atleta giovanissimo alla stazione dei treni di Ponte San Pietro.
- 18,50 Fabrizio F. Testinonia di aver visto a quell'ora Yara alla fine del corridoio della palestra che dava poi nell'androne di uscita principale, ma di non ricordare il rumore della porta alle sue spalle e di non poter quindi dire se Yara fosse uscita.
- 19,00 Rientra di ritorno dalla Stazione dei treni di Ponte San Pietro.

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Gli inquirenti, dopo mesi, chiedono al custode come mai avesse mentito nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa di Yara dicendo di essere rimasto a casa dalle 17,40 alle 19,00, e lui risponde:

"..."Avevo paura che mi davate la colpa perché ero il custode. Ero sotto pressione, sono stato in questura un casino di volte. Se non fossi stato in grado di dare risposte molto precise sugli orari, avrebbero sospettato di me. Ma io non ho visto niente....", poi aggiungera' "...nessuno mi ha minacciato..."
"...Se non fossi stato in grado di dare risposte molto precise sugli orari, avrebbero sospettato di me. ma io non ho visto niente".

Ed ancora:
"...Ho avuto paura che SE DICEVO CHE ERO SCESO IN CASA ALLE 18.30 - ha detto incalzato dai legali - avrebbero sospettato di me, non avevo niente da nascondere, non mi ha minacciato nessuno..."

Di attinente Silvia B. dichiara:

"...Stavo rientrando a casa e ho incrociato per strada Walter Brambilla alla guida del suo furgone...”
Brambilla ha in dotazione due furgoni chiusi, un Fiat Iveco bianco ed uno azzurro.

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Per paura insomma, avrebbe rischiato di infilarsi in un vicolo cieco per paura, cosa abbastanza comprensibile anche se strana (Yara poteva dopo cinque giorni essersene andata volontariamente, nessuno poteva essere sicuro di una sua dipartita).

Per paura, avrebbe dichiarato di essere rimasto in casa dalle 17,40 alle 19,00.

Intanto dichiarando cio' ci informa in diretta che a sua conoscenza gli orari critici in palestra della scomparsa di Yara vanno dalle 17,40 alle 19,00 a sua conoscenza (cosa anomala cisto che ci sono testimoni che dichiarano di aver visto Yara serena in palestra alle 18,35).

Ma dichiarando cio' cosa da per scontato?

Le telecamere doveva sapere non funzionassero e quindi da quel lato poteva star tranquillo che nessuno potesse averlo visto uscire di casa quel pomeriggio smentendolo.

Ci sono due osservazioni strane che avra' pure fatto forse dopo anche lui, dichiarando di non essere uscito dalle 17,40 alle 19,00.

Dimentica i tabulati delle telefonate delle maestre, e/o li sottovaluta perche' da invece per scontato che le stesse non potessero dichiarare invece che lo avevano chiamato due volte chiedendogli di andare in palestra e che per due volte era proprio andato in palestra smentendolo.

Ma perche' da per scontato che le Maestre non avrebbero potuto dichiarare qualcosa di diverso da quanto invece ha lui dichiarato?

Ma perche' per paura si copre anche fino alle 19,00, quando dalle 18,45 alle 19,00 era in compagnia di un atleta giovanissimo, fuori dal Centro Sportivo, che poteva testimoniare cio' nel caso?

Successivamente dichiarera' inoltre:
"...Quella sera a mezzanotte cercammo Yara in palestra, pensando fosse rimasta dentro, dopo mezzanotte è venuta da me l’istruttrice Laura Capelli e mi ha detto che non si trovava più la Yara, la Gambirasio Yara, abbiamo acceso tutte le luci della palestra e abbiamo iniziato a cercarla lì, pensando fosse rimasta dentro, ma niente, allora controllammo anche all’interno del campo da calcetto, nulla, guardammo anche all’interno di una casetta in muratura utilizzata come deposito di attrezzi, ma non c’era” (avevano controllato solo il bagno nr. 6 e NON quindi gli altri e ne lo sgabuzzino generico attiguo ai bagni in quanto lui NON avrebbe trovato le chiavi).

Ed era solo un controllo di scrupolo?

Come poteva Yara essere rimasta chiusa dentro la struttura, aveva anche un cellulare, se fosse rimasta chiusa poteva avvertire casa o le Maestre avendo i loro numeri in rubrica.

Si presumeva si potesse essere sentita male?

Perche' cercarla li?

E come poteva il custode non trovare le chiavi di locali interni?

E come mai sottendeva che le Maestre non avrebbero parlato delle sue due uscite in palestra quel pomeriggio?

Stefania ha detto...

Io a far cosa? Non scherziamo, eh? Non sono una persona subdola, IO! Sia chiaro. Solo tu lo abbia pensato mi offende ed anche parecchio. Ho usato il tuo metro di misura nel commento ma non ho abitudine di dare importanza ai profili delle persone (possono dire tanto ma anche molto poco). Li guardo, questo si' per farmi un'idea ma non li uso per sputtanare nessuno. Non mi servono. Se uno scrive sciocchezze o è arrogante lo scrivo senza andare a guardare il suo profilo, non ne ho bisogno per scoprire che alcune persone non mi piacciono perchè pensano ai tecnicismi e non hanno nè cuore nè cervello. Solo gli imbecilli e chi non si firma usa attaccarsi alle sciocchezze. Le persone intelligenti hanno altri argomenti. Sei davvvero una brutta persona se solo perchè non mi conosci pensi sia io ad aver pubblicato tuoi dati "sensibili" che peraltro non erano cosi' sensibili perchè altrimenti non li avresti resi pubblici. I mezzucci li lascio a quelli che pensano ci siano persone che li usano: come evidentemente sei tu. Maleducata!

Stefania

Guglielma Vaccaro ha detto...

Tanto il gestore risale all'indirizzo IP del commento, chiunque sia stato.
Va beh, si capirà.

Stefania ha detto...

Benissimo! Che controlli! Te lo scrivo chiaro e tondo: sei una persona cattiva e maleducata ed useresti questi mezzi per colpire le persone che non la pensano come te. Altrimenti mai ti sarebbe venuta alla mente una simile corbelleria! Controlla pure, brutta persona, fallo! E dopo fammi avere i risultati! Fammi avere i tuoi dati attraverso Massimo Prati (lui conosce i miei) cosi' la definiamo nelle sedi competenti. Smettila di ammorbare un luogo pubblico con il tuo millantare! Ti aspetto ed ora passiamo a cose piu' importanti della tua cattiveria ed alle tue farneticazioni. Parliamo di quello che questo blog ci propone. Si puo' chiedere possano essere portati a processo i filmati integrali della Polynt? Stefania

Guglielma Vaccaro ha detto...

Più che altro verrà lo spaghetto a chi ha effettivamente postato il commento in questione...oramai tutto quello che doveva essere portato a processo è stato portato, credo che di filmati e affini non si parlerà più in aula.
Aspettiamo domani.

Roberta ha detto...

Vanna,
anche a me non è piaciuto.
Ma poi mi è venuto in mente quando in altri luoghi mi trattavano peggio e lei sorrideva sorniona e non diceva nulla...
un sacco di volte, in un sacco di posti.
mi è venuto in mente quando ancora non la conoscevo e mi convinse ad iscrivermi al suo forum e poi il giorno dopo qualcuno già sapeva grazie a lei che il nick con cui scrivevo aveva un nome e un cognome da sputtanare ed insultare su FB.
Il gestore di un forum che conosce questi dati sensibili non dovrebbe mai passarli ad altri.
Ma qualcosa non funzionò e io mi trovai preda di uno dei più noti stalker del web.
Ma lei non si preoccupò. Ricordo che quasi mi chiesero di inchinarmi al fatto che nel gruppo c'era una "professionista" , mi umiliarono, derisero.
Li ho capito una cosa.
Non esiste nessuna solidarietà femminile, non esiste nessuna solidarietà intellettuale o politica da seguire.
Esistono persone cattive, frustrate, tristi, insoddisfatte per tutta una serie di motivi di cui non me ne può fregare di meno.
Esistono e fanno di tutto per trascinare nei loro deliri coloro che invece l'equilibrio se lo sono conquistato.
Mi spiace dirlo, ma questo post e i commenti che ospita ne sono la prova
Questa persona è di indole cattiva, invidiosa, triste, maleducata e rancorosa.
Gode pensando di mettere in difficoltà gli altri, prova fastidio per gli altri.
E' completamente priva di empatia e di intelligenza sociale.
Passa il tempo qui a trollare, tentando di mandare in vacca ogni possibile dialogo tra chi vuole solo dialogare.
Quindi, non me ne può fregare di meno del commento che tu stigmatizzi (l'ho vista applaudire a commenti molto, ma molto peggio).

Stefania ha detto...

Guglielma: hai dato il tuo NOME E COGNOME, INDIRIZZO DI RESIDENZA, NUMERO TELEFONICO DI RETE FISSA, a Massimo Prati? Quando lo confermerai sarai ancora credibile. Sino a quel giorno hai perso ogni credibilità perchè hai attaccato gli altri commentatori (in particolare la sottoscritta) in modo volgare e scorretto. Ci fai sapere quando hai dato i tuoi dati sensibilissimi al proprietario di questo blog? Giusto perchè non si perda tempo ulteriore nel dare risposta ad una persona scorretta. (Mi hai e ci ha stufato, sai?). Mica per altro. Intanto ripropongo il quesito: a vostro avviso, la Difesa puo' chiedere venga portato a processo il video INTEGRALE della Polynt? Stefania

Stefania ha detto...

Ovvio, sempre la Cassazione rimandi il processo in Appello. Nell'arrabbiarmi per le scorrettezze di Guglielma, mi ero dimenticata di specificarlo. Ovvio che se verrà rigettata l'istanza dei legali di Bossetti, sarà possibile (forse) solo rivolgersi alla Corte Europea. Spero i Giudici abbiano il cuore necessario per fare quello che è giusto sia. Le precedenti sentenze non possono in alcun modo essere emesse in nome del Popolo Italiano perchè in tanti, tanti, tanti non siamo affatto convinti queste pronunzie siano Giustizia per Yara e per l'attuale imputato. Questo è il mio pensiero. A domani sera. Stefania

Antonello ha detto...

@Gugly

Ti propongo una tregua, di smetterla di avere sempre e costantemente questo atteggiamento antidiscorsivo, siamo in uno spazio ancora libero, cortesemente concessoci dall'autore.

In cambio, nessuno dei volenterosi e volenterose ricorda e vuole ricordarti i tuoi chilometri di commenti passati tesi spessissimo ad interrompere gli argomenti bypassandoli in visioni giudiziarie che poco a volte possono centrare con gli stessi, atteso che poi il mondo giudiziario li stia valutando al grado finale.

Ergo se puoi insomma mettere da parte l'ascia con cui a volte scrivi e dissotterrare qualche decente penna e ragionamento che illumini gli argomenti invece che calamitare sempre cose che poco possono attenersi, con l'aggressivita' verbale che caratterizza il tuo modo ammetterai originale di commentare.

Io credo di aver capito che questo e' diventato anche un blog di prestigio perche' profondamente informato ed aggiornato, in cui si argomenta tentando di arrivare alle verita' che si intendono ricostruire partendo dal rinvenuto di ogni caso, viviamo la nostra passione e condanna insomma per il ricostruire con i pochi dati che a volte ci e' concesso avere dalle fonti ufficiali e legittime.

E sono stati tantissimi i casi a cui si e' dato anche validissimo apporto, i tecnicismi ci possono ed a volte ci devono essere, ma nell'opportunita' con cui diventano apporti e non nell'arroganza con cui si fanno riporti, senza mai dimenticare che e' la cultura ad avere il dovere di capire l'ignoranza e non l'inverso.

Mi spiego? Che te ne fai di un intero Blog nemico? Porta forse a qualche felicita' o gioia di sorta?

Non credo, anzi, se cerchi guerra continuerai a trovare solo guerra ma se cerchi rispetto e passione alla ricostruzione forse puoi aprirti ad un mondo nuovo a cui mai avevi pensato e che puo' portarti fuori dai recinti mentali giudiziari ampliando le tue vedute, che consentimi non si acquistano in nessuna Universita'.

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)


Saper e poter uscire da recinti mentali aiuta anche a dare degli splendidi contributi agli ambienti che li creano alla strana bisogna, permettendo anche di migliorare professionalmente ed aumentando sicurezza e serenita' nelle decisioni che riguardano.

L'abitudine al rispetto ed al confronto in questo puo' sicuramente arricchire tutti, ma anche te, magari di prospettive di cui non immaginavi l'esistenza ed anche per gli altri puo' essere dunque cosi', non sottovalutare mai gli/le interlocutori/trici, chiudi questo capitolo ed aprine uno in cui tu puoi dare e non solo prendere.

Sono anche io solidale con te per il commento che ti coinvolge atteso che, effettivamente, se diffondi i tuoi dati sei la prima a renderli pubblici dandoli in pasto ad una rete abbastanza cinica, e specificando che di fatto non sono nemmeno io daccordo con il tuo assolutismo bicamerale sul caso specifico e sul tuo modo di porti.

Se te ti riproponi di limitare almeno questa tua aggressivita' epistolare, probabilmente innata, accettando una semplice tregua ne puo' solo che giovare la fluidita' dei confronti e della lettura dei commenti, restituendoti dei/delle veri/e interlocutori/trici e non dei nemici di cui eX strano sentire il bisogno.

Se invece hai deciso cosi' di continuare chiaramente degustibus, puoi liberamente continuare a fare ed autodeterminaredi continuare, ma guardandosi un attimo negli occhi riesci a spiegarmi cosa diavolo puo' darti?

E' un'offerta di tregua, non la prendere come al solito come fosse tutto meno quello che e', e lanciando a destra ed a manca presunzione ed arroganza culturale, pensaci, non lo dico per finta, o per scherzo, non sto assolutamdnte cercando di deridere niente e nessuno, vorrei riuscire ad aver l'onore di ridiventare spunto e stimolo per un tuo ripensamento sulla Via di Damasco, poi sui casi certamente qua ognuno ha la propria idea e ci mancherebbe.

Certo poi ognuno puo' anche scherzare e sdrammatizzare gli argomenti gia' torbidi di loro, ma questo chi te lo vieta? Nessuno, l'importante e' avere chiaro il senso del rispetto per tutti gli utenti e per se stessi, ma prima di tutto per la verita', altrimenti ci racconteremmo barzellette.

E scusa se posso essere caduto nella presunzione, capita anche quello a chi cerca di commentare ignorantemente sempre a "modo proprio", o peggio averti dato la falsa impressione di volerti dileggiare per fini diversi da una stramaledetta tregua.

Ergo poi possiamo parlare di tutto, veramente, senza confini, limiti o recinti, ma questa tua aggressivita' anche un po' comica non credo aiuti il dialogo, poi fai te per l'amor di Dio, ognuno/a decide in casa propria.

antrag ha detto...

Mi unisco all'appello di Antonello.

@Stefania
Credo che in un eventuale nuovo processo di appello ordinato dalla cassazione si possa chiedere da parte della difesa l'acquisizione dei filmati delle telecamere di cui parli.
Il vero problema, l'esperienza insegna, è se il tribunale si possa rifiutare di farlo, perché sembrerebbe che nel corso dei due processi precedenti di apparenti violazioni dei diritti della difesa ce ne siano state un sacco e una sporta.
Tieni conto, per quello che ho detto, che non sono un esperto di diritto.

Anonimo ha detto...

Antonello

Forse non hai capito che stai parlando con l'oracolo di Delfi. La Guglielma cerca tutto meno il dialogo, lei è solo consultabile, emette responsi in esametri…

Tortora Giuseppe ha detto...

Salve,
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Vanna ha detto...

Antonello sei un "pozzo di S. Patrizio", oppure io non sono aggiornata in pieno sul caso, è possibile.
Riporti:
" Successivamente dichiarera' inoltre:
"...Quella sera a mezzanotte cercammo Yara in palestra, pensando fosse rimasta dentro, dopo mezzanotte è venuta da me l’istruttrice Laura Capelli e mi ha detto che non si trovava più la Yara, la Gambirasio Yara, abbiamo acceso tutte le luci della palestra e abbiamo iniziato a cercarla lì, pensando fosse rimasta dentro, ma niente, allora controllammo anche all’interno del campo da calcetto, nulla, guardammo anche all’interno di una casetta in muratura utilizzata come deposito di attrezzi, ma non c’era” (avevano controllato solo il bagno nr. 6 e NON quindi gli altri e ne lo sgabuzzino generico attiguo ai bagni in quanto lui NON avrebbe trovato le chiavi).
Ed era solo un controllo di scrupolo?"

Ho sempre pensato che il guardiano del faro sapesse qualcosa che poteva girare intorno all'immacolata palestra, annessi e connessi.

Da come racconti doveva avere una grande fifa.
Come mai solo quell'istruttrice lo chiamò?
Come mai istruttori, allenatori non si precipitarono in palestra?
E la Brena? Perché invece di singhiozzare non accompagnò la Castelli?
E come mai il papà Gambirasio non fu chiamato anche lui?
E quella chiave per aprire altri locali come mai il guardiano non l'aveva?

La ballata del "come mai" senza risposte.

Vannn ha detto...

Roberta, grazie per la risposta.

Sì,avete ragione tu e Stefania,sta subendo la legge del contrappasso dantesco, nero su bianco: ciò che fai ti viene rifatto.
(La vita della famiglia del condannato sbandierato e giudicato come la sua vita).
E' sgradevole e mi dispiace molto che si debba giungere a tanto per far capire a chi non vuole adeguarsi al pensiero altrui argomentando invece che irridendo.




Ho provato la stessa sgradevole impressione leggendo news su di lei uguale a ogni volta che leggevo le sue sparate.
Ha tirato il filo e il filo si è spezzato.


Antonello ha detto...

Si, attorno al custode girano una serie di interrogativi abbastanza naturali, credo tutti riguardanti Yara Palestra si o Palestra no, ma ad esempio, vanno a cercarla nel campo di calcetto, a che pro?

Sapevano che le ragazze comunque si muovevano non solo all'interno della palestra ma anche negli spazi aperti?

Ed il campo non e' una struttura chiusa, perche' dunque farsi venire in mente di cercarla li? Per Yara uscire dal campo scavalcando i cancelli doveva essere quasi uno scherzetto, e se li fosse stata era solo perche' li avrebbe voluto stare, se parlassimo di una persona cosciente da ricercare li.

E perche' nel deposito degli attrezzi si spera chiuso a chiave?

Qualcun altro aveva quelle chiavi e si temeva avesse aperto a Yara?

In fondo se era nel campo di calcetto poteva uscirne quando voleva se si presumeva cosciente, ma probabilmente si aveva il "timore/presagio" fosse incosciente.

Yara quella sera fu realmente cercata solo dalla Maestra Laura C. e dal Carabiniere Garro presso il quale a Ponte San Pietro, il padre Fulvio si reco' per sporgere denuncia, un'ora e passa dopo non aver avuto piu' notizie della figlia, anche questo a me sembra allucinatamente a fagiolo, persino (sapendo dopo che era realmente sparita), sproporzionata sta cosa, ma Yara si vede che aveva abitudini ferree, se diceva che veniva alle 18,45 veniva alle 18,45, anche se dalla palestra sappiamo quella sera usci' alle 18,50.

Ma la domanda che a me sembra dirimente ed interessante e', nel terrore che, il custode, ammette dopo di avere avuto, che nei primi giorni successivi alla scomparsa lo indagassero, come faceva a pensare che le Maestre lo avrebbero protetto non dichiarando di averlo chiamato quel pomeriggio per ben due volte chiedendogli di andare in palestra e che lui vi fosse andato uscendo quindi da casa?

Voglio dire le telecamere non erano un problema se pensava di mentire, doveva e poteva sapere non funzionassero, i tabulati potevano dire tutto ma anche il contrario di tutto, due telefonate alla fine si possono fare anche per chiaccherare, alla fine doveva preoccuparsi di non essere stato visto da nessuno e che le Maestre non avessero dichiarato che lui era andato in palestra?

Ma messa alle strette qualcuna deve aver parlato e detto in maniera serena cio' che era successo quel pomeriggio, dando la conferma agli inquirenti che il custode aveva mentito, ed e' a questo punto che a me viene in mente la traccia di Silvia B. rinvenuta poi sul giubbotto tre mesi dopo.

Ed a che pro prendere cosi' perentoriamente e rischiatamente le distanze dalla zona della palestra dalle 17,40 alle 19,00?

Ma era solo un'escursus su ipotesi che possono raccontare anche legittimi contorni della centrale invece scomparsa di Yara.

Bruno ha detto...

Tratto da Libero di oggi 12 ottobre:
....Bossetti: "Ho molta fiducia e speranza nella Cassazione e mi auguro, con tutto me stesso, che mi venga concessa la ripetizione sul Dna, perché se solo, per l'ennesima volta, mi venisse negata, sarebbe una disumana, ingiusta, ulteriore crudeltà, visto che da anni insistentemente, non ho mai smesso di implorare, supplicando nel ripetere. È l'unica cosa che da anni chiedo e niente più. Siamo o no tutti alla ricerca della verità? Allora che mi venga concessa - continua Bossetti -, perché lo si deve a Yara e anche a tutti noi che abbiamo trepidato per la sua sorte".

Parole vibranti, disperate, quelle pronunciate da Bossetti in cella. Tutto, come è noto, gravita alla possibilità di ripetere il test del Dna trovato sugli slip della 13enne di Brembate di Sopra, la prova fondante dell'accusa e alla base delle due sentenze di condanna. La prova che, però, è anche l'architrave del ricorso della difesa, che insiste sulla richiesta di nuovi esami.

Ivana ha detto...

Evito ogni riferimento a persona/ne specifica/che.
Credo che il rispetto verso l’altro/a, e verso le diverse opinioni altrui, mai dovrebbe venir meno e che la migliore reazione alle eventuali altrui provocazioni sia, comunque, la fermezza, senza mai rispondere con altrettante offese.
Ognuno, giustamente, ha il proprio punto di vista e va comunque rispettato anche quando non lo si condivide, senza usare la derisione, l’arroganza e la presunzione, cercando di dominare il proprio eventuale essere “fumantino” e il proprio eventuale “complesso di superiorità”.
Se si usano le parole come fossero spade per ferire deridendo, si può ricevere altrettanto sarcasmo e si può giungere facilmente alle guerre di opinione e agli insulti.
Naturalmente ciò che ho scritto vale per tutti/e, indistintamente.

Riguardo al caso Bossetti segnalo:

https://www.ecodibergamo.it/videos/video/bossetti-lavvocato-camporini-non-e-lepilogo_1038454_44/?src=sociallist_col_dx

Ivana ha detto...

c'è in realtà un altro esito possibile, tra quelli di domani ed eventuali successivi, che secondo me viene ignorato ma non è così inverosimile: annullamento con rinvio per carenza motivazionale in punto di perizia (alcuni passaggi sono piuttosto sbrigativi)

Chiara, forse è proprio quello in cui spera la difesa, almeno così mi è parso di capire dalle parole espresse dall'avvocato Camporini.

Anonimo ha detto...

Abbiamo finalmente fatto una scoperta sensazionale. D'ora in avanti non sarà più necessario per un test sul Dna fare un prelievo di sangue oppure un tampone salivare in ambiente sterile, per poi procedere all'analisi del campione. Basterà lasciare su un piattino il reperto biologico e lasciarlo sul davanzale di una finestra o sul terrazzo per alcuni mesi e maneggiarlo a mani nude. Uscirà fuori un Dna fresco come una rosa e immacolato come fosse stato chiuso in provetta…

antrag ha detto...

La scemenza … ops la SCIENZA progredisce caro Anonimo!

antrag ha detto...

Le tue rampogne "erga omnes", cara Ivana, sono poco credibili,
perché capitano in occasioni speciali…


Se una mamma ha tre figli e pronunzia, rivolta a tutti e tre, le sue ramanzine solo quando lo stesso figlio subisce le angherie degli altri, nei fatti protegge quest'ultimo e non può vantarsi di essere equanime verso la prole.

Roberta ha detto...

Sospetto allarme bomba in Piazza Cavour Roma Cassazione

https://www.facebook.com/freelanceproductionuac/videos/246897715976248/?t=7

Ivana ha detto...

Il fatto è che il mio discorso era chiaramente a carattere generale rivolto a tutti/e, quindi anche a me stessa! Non ho fatto riferimento specifico ad alcuno/a.
Tu presenti un caso particolare, quando invece io mi sono espressa in termini generali senza riferimento ad alcuno/a.

Comunque,riguardo al caso particolare da te espresso, ritengo che una madre debba educare e non credo sarebbe educativo far sentire due figli cattivi e colpevoli e il terzo figlio vittima incapace di autodifendersi, perché si potrebbe provocare in coloro che vengono additati come “colpevoli” l’effetto Caino.
Mia cognata ha due figli (diversissimi fra loro fisicamente e caratterialmente) e, durante le loro liti, mai ha cercato di individuare l’iniziatore della contesa, ha sempre preferito EDUCARE, spiegando a entrambi come doveva essere il rapporto corretto tra fratelli.

Ivana ha detto...

Il mio messaggio precedente è rivolto ad antrag

Antonello ha detto...

"...annullamento con rinvio per carenza motivazionale in punto di perizia (alcuni passaggi sono piuttosto sbrigativi)..."

"Piuttosto Sbrigativi" e' un termine abbastanza affettuoso secondo i miei parametri, purtroppo solo lessicali, e forse io non sono abituato a considerare un Diritto come un qualcosa da ottenere ingannando con termini affettuosi, ma anche un/una Giudice credo che cerchi l'affetto in casa prorpia e dalle persone a cui vuol bene, non in un'Aula Pubblica al cospetto di Accuse e Difese.

Certo, secondo il mio umile parere, e' anche poco onorevole per tutti il contrario, sopratutto per la Giustizia da amministrare.

Forse e' vero che non ci sono mezzi ed affettuosi termini quando si ha a che fare con parti di un apparato che non dovrebbe agire in forza delle proprie vanita', che deve mettere da parte il rimmel per dedicarsi a profumare e dare cio' per cui si e' seduti/e in certe poltrone.

Forse io non ho i modi e forse non cedo a compromessi, e non capisco perche' si dovrebbe, forse, ma i diritti come i doveri non possono essere fatti passare per un piacere che si fa e si dona tirati per la giacchetta, e certe "assenze" non possono essere ingannate ed accarezzate definendole "piuttosto sbrigativ"e".

Sono tutti contorni che non hanno senso se non nelle Private intimita', in un'Aula Pubblica a me frega nulla del cognome e nome di chi ho davanti, mi interesserebbe invece vedere che difende anche i miei diritti e che ha un cervello aldila' di ogni ragionevole dubbio, questo mi interesserebbe, e mi interesserebbe sia tale se fossi Accusa e/o se fossi costretto a dovermi difendere.

Questi sono gli strascichi di una generazione che non riesce a capire cosa sia un Bene Privato (la non necessita' di dare dei Nessi Causali a proprie libere decisioni nella propria vita che e' buon senso autodeterminare) ed un Bene Pubblico (l'obbligatorieta' per un funzionario Pubblico che accusa in un'Aula Pubblica di provare le proprie Accuse oltre ogni ragionevole dubbio, ad esempio riconsegnando la possibilita' di una prova del nove mai fatta e nel caso specifico un Nesso Causale valido, logico, ineludibile che leghi direttamente lo Straordinario Ottimo Genotipo rinvenuto in traccia quasi inutilizzabile a presunti tre mesi dal deposito alla scena del reato che si e'accusato e sentenziato).

Ma a me sembra chiarissimo, per avere una casa popolare non e' dignita' avere un apparato che ti costringe ad andare a destra e sinistra ruffianando e leccando la vanita' di quello o di quell'altra per ottenere piaceri privati, non esiste, ci sono i criteri e le graduatorie, i bisogni e le esigenze diverse, la stessa cosa la Giustizia.

Non si puo' andare a fare i massaggini ai piedi dei Giudici per avere dei giusti ed umani processi, poi ripeto che se ci sono le prerogative oltre ogni ragionevole dubbio sono il primo a chiedere che buttino le chiavi, ma meglio dieci colpevoli fuori che un solo innocente all'ergastolo.

Nello specifico per me la perizia puo' avere anche non sbagliato, e se concederanno la ptova del nove lo si potra' finalmente capire, ma l'errore grosso qua e' concettuale, a tre mesi la perizia glielo ha pure scritto "Straordinario Ottimo Genotipo in traccia della vittima quasi inutilizzabile" sperando di aver acceso qualche intermittenza logica, cosa doveva fare di piu'?

Non credo sia una mancanza peritale, scaricare addosso ai periti per riuscire a concedere una scappatoia alla propria coscienza non credo sia una strada percorribile, ne reale, e ne tantomeno giusta.

Secondo me, ma e' solo la mia opinione e null'altro ha la pretesa di essere.

Ivana ha detto...

https://www.ilmessaggero.it/italia/yara_bossetti_diretta_sentenza_cassazione_12_ottobre_2018-4034561.html

Stefania ha detto...

https://www.ilgiorno.it/bergamo/cronaca/yara-bossetti-cassazione-1.4236543

"Non è stata avanzata alcuna speigazione alternativa" dice il Procuratore Generale Mariella De Masellis nella sua requisitoria.

Chi avrebbe dovuto avanzare spiegazioni alternative? Cosa si intende come spiegazione alternativa?

Spiegare come quel benedetto dna possa essere finito dove è finito non per dolo ma incidentalmente? Lo dicono i filmati che mostrano i rilievi della scientifica sul luogo del ritrovamento, con gente che camminava senza calzari, che toccava lembi di tessuto senza guanti ...

Oppure la difesa di Bossetti avrebbe dovuto trovare il colpevole al posto degli investigatori? Si intende questo?

Perchè allora torniamo al solito discorso: mettiamo il caso che quel dna sia di Bossetti e sia finito incidentalmente sul tessuto degli slip della povera Yara.

Quel dna poteva essere di chiunque, anche di qualcuno di noi. E se non hai i soldi per pagarti indagini parallele che fai? Se non te la senti di puntare il dito contro persone che possono essere sospettate sapendo di rischiare una denuncia per diffamazione che fai?

Siamo in un mondo dove gli animali sono tutti uguali ma alcuni animali sono piu' uguali degli altri?

Quindi se sei innocente ti salvi solo se sei ricco e potente?

Stefania

antrag ha detto...

Stefania ha detto...


"Quel dna poteva essere di chiunque, anche di qualcuno di noi. E se non hai i soldi per pagarti indagini parallele che fai? Se non te la senti di puntare il dito contro persone che possono essere sospettate sapendo di rischiare una denuncia per diffamazione che fai?"

12 ottobre 2018 17:16:00 CEST

Oppure peggio. Ritorsioni sui familiari e lui detenuto, se ha colpito nel segno…
.

Roberta ha detto...



Ore 18 - Si è conclusa l’udienza. Ora la Corte si è ritirata in camera di consiglio annunciando che darà lettura del verdetto appena conclusi i lavori, non hanno anticipato l’orario ma hanno detto chiaramente che la decisione non verrà rimandata a domani.

I giudici si sono presi tempo fino alle 23.00

Antonello ha detto...

Certo che ci vuole la faccia da doppia mela, un minuto dopo aver chiesto la condanna per calunnia, per aver tentato di sviare le indagini accusando un collega, ha anche ribadito che non sono state presentate soluzioni alternative.

Ma come? Prima rifiuti di fare il tuo lavoro, e cioe' provare l'accusa che muovi, non riesci di fatto a provare nulla e pretendi di avere in mano prove regine veggasi "Non c'e' il minimo dubbio", ma de che?

Hai in mano uno Straordinario Ottimo Genotipo rinvenuto a tre mesi di esposizione alle intemperie in abbondante traccia quasi inutilizzabile (della vittima) ed ancora hai la faccia di affermare, senza un Nesso Causale sensato che leghi quell'Ottimo Genotipo alla responsabilita' in merito al reato che presumi, che "Non c'e' il minimo dubbio"?

Mon Dio.

Incredibile, siamo veramente ai Processi Bicamerali di kafka, rossi contro bianchi, P.m. che propongono e Giudici che seguono a ruota, qui ci vorrebbe un Avvocato che difenda i dati oggettivi.

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Ed a proposito di dati oggettivi, non c'e' solo Tironi ed il guardiano Giurato ma anche:

https://www.google.it/amp/www.oggi.it/attualita/notizie/2016/03/16/processo-a-bossetti-la-nuova-testimonianza-choc-insinua-il-sospetto-hanno-spostato-il-cadavere-di-yara/amp/

"...LA TESTIMONIANZA CHOC
E invece oggi, durante la 34° udienza del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, Dominic Salsarola, un archeologo del pool del medico legale Cristina Cattaneo, specializzato nelle tecniche di scavo e nella topografia per la posizione dei corpi, citato come testimone, ha rivelato in aula che ancora il 25 febbraio, il giorno prima del ritrovamento di Yara a Chignolo, aveva fatto un sopralluogo nel cantiere di Mappello, su incarico dello stesso Pm Letizia Ruggeri, alla ricerca proprio del cadavere di Yara.

Salsarola notò subito, durante questo sopralluogo, che nel cantiere erano stati aggiunti «elementi costruttivi» (nuovi fabbricati) dei quali ipotizzò subito la demolizione per poter fare ricerche più approfondite.

Il giorno dopo l’incarico gli fu revocato perché, nel primo pomeriggio, il corpo di Yara fu ritrovato nel campo di Chignolo.
Solo un caso?

Ricordiamo che quel campo di Chignolo fu sorvolato per tre mesi dagli elicotteri della Protezione civile, dei carabinieri e della polizia, oltrechè dal comandante Iro Rovedatti, del Volo a vela di Valbrembo, che non notarono mai nulla.

“Se ci fosse stato lo avrei notato durante i miei voli”, disse a Oggi Iro Rovedatti.

IL TERRIBILE SOSPETTO
La testimonianza dell’archeologo Dominic Salsarola ha subito fatto sorgere un sospetto: Yara per tre mesi è stata tenuta nascosta all’interno del grande cantiere e, appena si prospettò l’ipotesi di alcune demolizioni, nella notte fra il 25 e il 26 febbraio 2011, fu portata via e abbandonata nel campo incolto più vicino.

LO CHIGNON DI YARA
Ma l’udienza ha riservato anche un’altra clamorosa sorpresa.

Prima della testimonianza dell’archeologo, ha deposto in aula Giovanni R., un ragazzo di 17 anni, appassionato di ciclismo e nuoto.

Si allenava nel Centro sportivo di Brembate.

Pochi giorni dopo la scomparsa di Yara, si ricordò (e lo raccontò ai genitori) che la sera del 26 novembre 2010 (era sicuramente un venerdì, giorno di allenamenti), mentre aspettava che i genitori lo venissero a prendere, nel parcheggio del Centro sportivo notò un furgone bianco chiuso, con portellone scorrevole laterale, e tre uomini che parlavano con una ragazza.

Non la riconobbe perché gli dava le spalle, ma notò che aveva i capeli raccolti sulla nuca a “cucù”, termine dialettale per indicare lo chignon. ..."

E questa testimonianza e' la terza che ha visto Yara fuori dalla Palestra, ma sopratutto e' la prima che sconfessa inparte Fabrizio F. Che aveva affermato che fuori del Centro Sportivo nel piazzale non aveva potuto notare nessun camioncino o persona sospetta.

Ma ce n'e' anche un altro, un tale Rota, che testimonio', giorni prima di quella sera di aver potuto notare un furgone bianco sospetto girare intorno alla palestra.

E sono 4 visionari.

Se cerchi sentenze le trovi, se cerchi alternative forse le hai sotto agli occhi, ma se ne parli pretendendo te le confezionino gli altri a pena di appendere per i pollici chi non puo' dartene, non credo che tu stia facendo un Processo civile.

Antonello ha detto...

https://www.google.it/amp/www.oggi.it/attualita/notizie/2016/03/16/processo-a-bossetti-la-nuova-testimonianza-choc-insinua-il-sospetto-hanno-spostato-il-cadavere-di-yara/amp/

"...IL FASCICOLO SCOMPARSO
Dopo di lui Mauro Rota, il papà di una ragazza che faceva ginnastica artistica nella palestra frequentata da Yara, ha rivelato che tre giorni prima della scomparsa della ragazza aveva notato due individui sospetti che si aggiravano nel parcheggio della palestra.

In conclusione, i difensori di Bossetti hanno chiesto alla Corte di poter esaminare il fascicolo sulla morte di Sarbjit Kaur, una ragazza indiana trovata senza vita sul greto del fiume Serio alla fine di dicembre del 2010, un mese dopo la scomparsa di Yara.

“Perché”, hanno detto, “le sue ferite presentano una incredibile rassomiglianza con i tagli trovati sul corpo di Yara”.

Il Gip Tino Palestra ha già concesso la visione degli atti ma, “il fascicolo non si trova più.: "è sparito", hanno detto gli avvocati di Bossetti.

La Corte si è riservata di decidere. ..."

E fascicoli che non si trovano, sembra un round di "nascondino".

Antonello ha detto...

Bisogna specificare che l'unico, dei quattro, che dice di aver chiaramente riconosciuto Yara quella sera e' stato Tironi, daltronde erano cresciuti insieme, e gli altri tre chi l'ha vista a cento metri, chi di spalle e chi ha visto solo degli uomini sospetti girare intorno alla palestta, anche se c'e' da dire che i contesti combaciano con la figura e cio' che puo' essere verosimilmente accaduto a Yara.

Ma il piu' credibile dei quattro e' proprio il Guardiano Giurato che smentisce anche gli inquirenti dicendo di non aver visto due uomini che si davano per presenti vicino a lui, ma che stranamente le telecamere non hanno mai ne inquadrato ne mai registrato.

L'ipotesi, sostenuta da quattro testimonianze, sconfessa Fabrizio F. che aveva dichiarato di non aver visto nessuno sul piazzale davanti al Centro Sportivo poco prima che Yara uscisse e subito prima di entrare, ma forse il furgone e' arrivato subito dopo.

Ma con i cani come la mettiamo? E qui c'e' anche un cambio di celle che rida un senso ipotetico, i tre uomini aggirati da Yara che va verso Via Morlotti (tanto cara alla P.m.) la inseguono in furgone, e la fermano all'incrocio con Via Rampinelli, dove li vede il Guardiano Giurato.

Catturano Yara e la mettono nel furgone, gli levano le scarpe ed il cellulare e la immobilizzano, vanno verso Ambivere, dove una donna li intercettera' sentendo un urlo strozzato provenire da un furgone bianco chiuso che gli passa a fianco a forte velocita'.

E qui si spiegano anche le gocce sui calzini lato suola, e questo significa che qualcuno che aveva accesso alla palestra ha ripreso e rimesso quelle scarpe e quel cellulare ed ha percorso la strada che va verso il cantiere di Mapello, sviando le indagini ed immaginato che sarebbero arrivati i cani molecolari alla ricerca di Yara.

Ed ecco perche' i cani non ritrovano tracce dalla palestra a casa, perche' Yara nell'ipotesi non ha mai potuto percorrere Via Rampinelli di ritorno dalla palestra.

Qualcuno quindi della palestra, nell'ipotesi, o era consenziente e daccordo, o aveva con se un capo di vestiario di Yara che ha potuto portare con se (il famoso stereo blu di Keba?) lasciando sul percorso, poi seguito dai cani, la traccia olfattiva di Yara.

Chiedo scusa a chi viene citato ma nell'ipotesi a quanto si sa, solo Silvia B. esce dalla Palestra a piedi dichiarando di aver visto tornare il custode con il furgone bianco chiuso.

Ma quello che stupisce e' che l'ipotesi non dice chi erano i tre uomini, e non potrebbe, anche se dei dubbi si potrebbe averli, ma e' stata scartata dalla P.m. ben sapendo che fra i tre poteva esserci anche il suo affezzionato B.

Aveva testimoni e pappa pronta e l'ha rifiutata di sana pianta, perche'?

Stefania ha detto...

Non posso accettarlo: NON IN NOME MIO! Non ho altro da scrivere. Stefania

Anonimo ha detto...

Non esagerate però, siamo tutti prigionieri, del lavoro, della famiglia della routine quotidiana, mica gli tagliano le palle

Anonimo ha detto...

Che schifo

Alessandro

Stefania ha detto...

Peggio. Il fine pena mai equivale ad una morte in carcere. Per lui, per la moglie per i ragazzi. Vorrei vedere, anonimo, accadesse ad una persona alla quale vuoi bene o a te stesso se ti verrebbe mai da scrivere "non esageriamo"! Non ti rendi conto di quanto schifo io possa provare in questo momento. Schifo e rabbia, disillusione e disgusto. Stefania

Biologo ha detto...

Come prevedibile è arrivata la conferma della condanna.

Quindi, riassumendo, la situazione genetica rimane quella emersa dai primi due gradi:

- DNA mitocondriale che appartiene ad un individuo diverso da Bossetti (provato dalla pubblicazione in cui tale profilo compare ben prima del caso Bossetti). Come ci è finito sullo slip? Quando? Chi l'ha lasciato? Non si saprà mai.

- Peli umani tra la maglia e la felpa, sotto il giubbotto quindi, i cui profili genetici non corrispondono alla vittima, a Bossetti, ai familiari o alle amiche. Da chi sono stati lasciati? Non si saprà mai.

- DNA nucleare con alleli estranei, alleli mancanti, controlli copiati da analisi di altri casi, quantitativi che variano a seconda di chi li quantifica (e ci hanno raccontato la storia della parte acquosa che evapora durante la conservazione che, da sola, è già abbastanza vergognosa), campioni che risultano analizzati in Italia quando in realtà erano in America, aliquote che non si sa dove sono finite e se sono finite...

- Traccia biologica abbondante appartenente all'istruttrice che ha sostenuto di non aver avuto contatti con la vittima il giorno della scomparsa.


Qualche altro dettaglio al momento potrebbe sfuggirmi. In una situazione normale quelli elencati sarebbero già sufficienti a far riflettere...

Antonello ha detto...

Ma manco la prova del nove del Dna, avevano tanti pochi dubbi che manco hanno concesso che si facesse l'unica prova del Dna in presenza di uno straccio di Difesa.

Ma roba da non credere, manco il coraggio di affrontare la prova del nove, pensa te quanti pochi dubbi potessero avere.

Saranno contenti ora coloro che hanno fatto di tutto per inquinare la verita' mediatica, fra video tarocchi, indizi inesistenti e dati platealmente enfatizzati.

Complimenti a tutti, clap clap clap clap clap, ora avete la Vostra giustizia, persino in Cassazione hanno il terrore delle prove dirette, un'apparato autocertificativo solidale con se stesso fino alla fine, tutto molto chiaro, ora possiamo prendere atto che la giustizia non vuole alcuna istanza delle Difese fra i piedi.

Si rispettano fino al prossimo round all'estero, ma io prendo atto che se mai B. fosse stato colpevole ora lo hanno trasformato in una vittima di una Giustizia che scappa dalle garanzie di Difesa, avendo alimentato in una botta sola tutta la sopita mancanza di credibilita', che era in attesa di capire, nei confronti dei Tribunali, negando quella prova che avrebbe forse levato almeno gli aloni che inscuriscono sentenze del genere.

Atteso che stiamo parlando di un Dna mai argomentato con nessun nessun Nesso Causale che lo leghi al fatto contestato.

Dal punto di vista personale non credo sia stata fatta giustizia nei confronti di Yara, e spero ci sia ancora la liberta' per rispettare ma non condividere assolutamente quest'altra esimia sentenza.

antrag ha detto...

Confronto diretto tra il DNA del muratore e quello del camionista.

Anche se non ha a che fare con le prove di colpevolezza.

L'unico modo per riaprire il caso alla corte di giustizia europea. Fatti non faldoni da esibire.

Un figlio ha il diritto di fare un test di confronto del suo DNA con quello della persona che l'apparato giudiziario gli ha presentato come il suo vero padre.

Roberta Altea ha detto...

Ogni volta che penserai a questa storia, ti ritroverai sempre e per sempre inghiottito da questo buco nero.
Il buco nero dove è precipitata quella che una volta si chiamava la patria del diritto.
Ti ci vorranno anni per riuscire ad emergere da quel buco. Sempre se ci riuscirai. Sempre se sarai in grado di sopravvivere.

Luca Cheli ha detto...

Sono purtroppo stato facile profeta ... ma ci voleva proprio.
Sottoscrivo quanto ha detto biologo e per il resto che dire ... prendo il Quinto, come si dice in America, perché se dicessi davvero quel che penso, temo che sarebbe una lunga notizia di reato.

Buonanotte (in tutti i sensi).

Antonello ha detto...

https://www.corrieredicomo.it/comasco-accusato-di-omicidio-sentito-come-teste-nel-caso-yara/

Un'altro emblematico particolare che si aggiunge.

Anonimo ha detto...

Ai giudici che, in Milano, nel 1630, condannarono a supplizi atrocissimi alcuni accusati d'aver propagata la peste con certi ritrovati sciocchi non men che orribili, parve d'aver fatto una cosa talmente degna di memoria, che, nella sentenza medesima, dopo aver decretata, in aggiunta de' supplizi, la demolizion della casa d'uno di quegli sventurati, decretaron di più, che in quello spazio s'innalzasse una colonna, la quale dovesse chiamarsi infame, con un'iscrizione che tramandasse ai posteri la notizia dell'attentato e della pena. E in ciò non s'ingannarono: quel giudizio fu veramente memorabile.

Vanna ha detto...

All'inizio avevo qualche speranza, poi vedendo come le Caste della Politica, dell'Economia, della Magistratura, dei Media si sono accordate, si appoggiano tra di loro, criticano il nuovo che cerca di farsi avanti anche con una certa ingenuità, era certo che l'ergastolo sarebbe stato riconfermato poiché la chiusura è totale.

Nulla deve cambiare, diventa velleitario farlo o solo ipotizzarlo.

Questo ergastolo riconfermato dimostra che il popolo è in ergastolo se gli si chiudono le porte della speranza verso un mondo più giusto sotto tutti i punti di vista.

Il 12 ottobre riconferma che non si scopre nulla di nuovo.

Che poco spazio editoriale è stato dato all'assassinio sicuro di Serena Mollicone e contemporaneamente alla messa in accusa di chi ha ammazzato di botte Cucchi.
Ognuno può trovare il perché anche temporale di tali notizie.
Non si muove foglia che la Casta non voglia.

Un ricorso alla Corte Europea quale risultato potrebbe avere?
Quale Europa abbiamo?

Ma cosa dobbiamo aspettarci da un' umanità che lascia morire di fame interi popoli e poi spende denaro per fare incroci tra animali e esseri umani e per usare energie distruttive.

Non ho altro da aggiungere solo che MGB è innocente, il suo sacrificio e quello della sua famiglia si porterà dietro un grande karma per tutti coloro che non hanno agito secondo le leggi morali universali.


Vanna ha detto...

Anonimo antrag ha detto...
"Confronto diretto tra il DNA del muratore e quello del camionista.

Anche se non ha a che fare con le prove di colpevolezza.

L'unico modo per riaprire il caso alla corte di giustizia europea. Fatti non faldoni da esibire.

Un figlio ha il diritto di fare un test di confronto del suo DNA con quello della persona che l'apparato giudiziario gli ha presentato come il suo vero padre."

E se la famiglia Guerinoni non concedesse di fare la prova dna, sarebbe ugualmente possibile farla?

E' così strano questo caso che potrebbero rifiutare.

magica ha detto...

al TG1 ,, UN GIORNALISTA ha detto che i giudici hanno condannato per IL D.N.A trovato sugli slip della ragazzina , abbinato a tutti gli indizi di contorno .
la cassazione ha letto tutti gli indizi sul furgone che passo' davanti alla palestra piu' volte .??. inoltre l'intensa 'abbronzatura per far capitolare yara , e salire sul furgone .e tutti gli indizi usciti nel tempo durante le indagini .
avevo capito da SALVAGNI . CHE QUESTI indizi , erano stati annullati , oppure erano ancora a disposizione per la condanna ?

Chiara ha detto...

È stato spiegato già molte, molte volte.

Antonello ha detto...

Ed alttettante mai compreso ne ascoltato.

magica ha detto...

mi viene da pensare che non siano svegli ,
oppure che fanno i finti tonti.

Chiara ha detto...

Ecco, autoanalisi perfetta.

Vanna ha detto...

Chiara quale autoanalisi ti fai?
Quella della coscienza o quella scritta sui tomi?

Non c'è la coscienza sui tomi?
Non c'è, c'è un elenco di codicilli per aggiustare il tiro e dar ragione a chi ha soldi per pagare un avvocato che sa per ricamare i codicilli.

Ma ve avrai una di coscienza, sì che ce l'hai!
Ogni tanto si è affacciata timidamente.

E allora: collega il cuore alla testa e ti renderai conto che dietro queste condanne ripetute ci sono errori a palate da sciorinare come i grani del Rosario.

Ma da come rispondi a magica: "autoanalisi perfetta" fattela un po' pure tu l'autoanalisi.
Non sentirti in possesso della scienza di fatti che non hanno prove, perché non ce l'hai manco tu, e non sei una "finta tonta" ma potresti essere una " tonta rintronata" dai troppi tomi che non fanno parte della legge del Signore che è quella carità.

Vatti a leggere l'Inno alla Carità di S. Paolo, potresti illuminarti sulla via di Damasco (anche se Damasco e le sue vie sono distrutte e bombardate, è la metafora che conta).

Sempre cordialmente
Vanna

Janssen Wihelmus ha detto...

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