lunedì 24 settembre 2018

Massimo Bossetti: Chissà se i giudici di Cassazione si accorgeranno di aver a che fare con due processi dell'orrore in cui si è creduto alla favola della "grande indagine"

Peccato che in Cassazione non giudichino le indagini ma i processi, perché qualsiasi giudice scevro da condizionamenti può capire che seguendo la "prima pista investigativa", la più semplice e quindi sempre la migliore, si sarebbe giunti presto a una conclusione del caso e all'arresto dei veri colpevoli.


Fra meno di venti giorni i giudici di Cassazione decideranno della vita di Massimo Bossetti. Non lo faranno avendo tutte le carte in mano, perché loro giudicheranno i processi antecedenti e non le indagini della procura. 

Le indagini furono buone indagini? Questa domanda non se la porranno in Cassazione, ma è la domanda cardine che dovremmo farci tutti, perché gli investigatori sanno che per cercare gli assassini è sempre meglio indagare usando le testimonianze attendibili, mentre per sbagliare assassino basta fare il contrario e ignorare o credere inattendibili le testimonianze dei testimoni oculari che giurano di aver visto qualcosa.

Gli investigatori lo sanno che le indagini semplici sono le migliori e le seguono sempre, tranne quando il marasma generale colpisce la mente e fa vedere orchi e draghi in giro per strada. In questo caso vince la confusione.

E quando la confusione prende la mente le favole immaginate sembrano reali. Se poi diventano la base per condannare, i procuratori colpiti dal marasma sanno di rischiare la figura barbina e, quindi, di dover inserire agli atti del processo solo ciò che serve a far condannare "il proprio colpevole". Insomma, per evitare una debacle processuale alla procura basta escludere dagli atti gli interrogatori scomodi resi da testimoni in sede di prime indagini. In questo modo nessun giudice potrà mai sentirli parlare.

Questo accade perché è la procura che decide quali carte portare a processo e quali no! Ed è con le carte portate dalla procura che si giocherà in tribunale sulla vita di un imputato! E c'è da dire, purtroppo, che il giudice non sa nulla di come si siano svolte le indagini e quelle carte le accetterà perché frutto di un lavoro durato anni.

Qualcosa deve essere cambiato nel nostro "sistema giustizia", perché è indubbio che troppo spesso vengono portate al giudice carte parziali frutto di una teoria di indagine elaborata dalla procura a proprio piacimento senza l'ausilio di alcuna vera testimonianza visiva. Il dio prova è l'indizio che se unito ad altri uccide la verità! Ma tutti sappiamo che ci sono indizi che si possono accollare a chiunque, non solo all'imputato. Ma tutti sappiamo che ci sono indizi che possono essere letti in vari modi, non solo in maniera colpevolista.

Dico io: se i testimoni oculari ci sono usali per le tue indagini! Se li escludi a priori l'indagine può cambiare volto e tutto diventa possibile, anche l'impossibile!

Prendiamo la scomparsa di una ragazzina qualunque, quale potrebbe essere Yara, e come nel suo caso mettiamo che il ritrovamento del cadavere avvenga a mesi di distanza dal sequestro, quando anche il più esperto anatomopatologo dovrà per forza basare la propria perizia solo su mere ipotesi. 

Le mere ipotesi non aiutano le indagini ma le complicano, perché è grazie a queste mere ipotesi che a un procuratore viene messa in mano la sorte di chiunque, e avendo una popolazione a sua disposizione spesso ha solo l'imbarazzo della scelta.

In questo caso tutte le persone che vivono nella provincia sconvolta da un omicidio sono passibili di condanna, e visto che nulla verrà dato per certo il procuratore potrà ipotizzare qualunque cosa e cambiare anche gli orari della morte... se non sono compatibili con la sua teoria... perché l'arco di tempo che indicherà il patologo in perizia sarà per forza molto ma molto ampio. Si parla di ore. E visto che chi ha un alibi alle sette di sera non è detto lo abbia anche a mezzanotte, nell'omicidio si possono coinvolgere migliaia di persone. 

Questo è un sistema tragico di indagare, una abominio che grazie al processo indiziario permette all'accusa di fare come vuole perché basta una ricostruzione quasi plausibile per avere sempre ragione di fronte a un giudice e ottenere una condanna.

Quindi ogni procuratore, anche il più bravo al di sopra di ogni sospetto, col sistema giudiziario attuale può sbagliare la sua indagine e nonostante questo arrivare a una convinzione colpevolista personale per incolpare di omicidio chiunque sia anche solo semi-compatibile con quanto da lui immaginato e ricostruito. 

Nel caso di Yara un Massimo Bossetti qualunque è andato benissimo alla procura. Ma poteva andare bene anche un signor Rossi qualunque. Perché se è vero che Bossetti aveva un furgone e che in zona sono transitati diversi furgoni, è vero anche che il signor Rossi aveva un'auto e che in zona sono transitate migliaia di auto. Perché se a Bossetti si è arrivati spulciando fra i dna in modo poco ortodosso per trovarne un mezzo compatibile col suo, c'è anche da considerare che i dna presenti sui vestiti di Yara erano tantissimi e, volendo, bastava isolarne un altro per trovare un nuovo mezzo dna compatibile con un parente del signor Rossi.

Ma torniamo a quanto scritto all'inizio, alle testimonianze non ascoltate da chi aveva l'obbligo di indagare su tutte le piste possibili. Prendiamo quella della signora Abeni ad esempio, che in via Rampinelli la sera del 26 novembre ha visto, in un orario compatibile col rapimento di Yara, passarle accanto due uomini "strani". O, meglio ancora, prendiamo la testimonianza della ex guardia giurata signor Toracco che chiamato più volte per essere interrogato ha continuato a fornire la stessa versione nonostante chi lo interrogava cercasse ogni volta di mettergli in testa mille dubbi. Lui poco dopo la signora Abeni ha visto una scena davvero particolare. Lui ha assistito a un sequestro di persona! Ma la sua vista non è bastata agli investigatori... loro mettevano tutto in dubbio.

Ad esempio, gli dissero che di fronte a una banca di via Rampinelli c'erano due signori che cambiavano una ruota bucata in un'auto. Che loro stessi si erano presentati per dire che si trovavano di fronte alla banca a cambiare la ruota. Il signor Toracco non li aveva visti quei due uomini e non li aveva inseriti nel verbale, quindi per gli investigatori non poteva essere attendibile e per questo i suoi interrogatori vennero abbandonati in un cassetto. Ma quei due uomini non li aveva visti neppure la telecamera della banca. E se erano dove avevano detto di essere nei fotogrammi del filmato dovevano comparire. In quel punto quindi i due non c'erano, per questo Toracco non li aveva visti, e quando vennero chiamati per dare spiegazioni dissero che forse erano nel garage interno e non all'esterno.

Ma nonostante questo chiarimento la testimonianza resa dal signor Toracco rimase lettera morta e la pista da lui suggerita fu abbandonata.

Vediamola un attimo la sua testimonianza. A dicembre 2010, fu il suo ultimo interrogatorio, dichiarò:

"La sera del 26 novembre 2010, alle 18.30 sono uscito di casa, in via don Gotti, con il mio cagnolino. Raggiunta via Sorte la percorrevo fino a via Rampinelli lungo la quale mi dirigevo verso via Morlotti. Superavo di una decina di metri la traversa nella quale abitava Yara e mi sono fermato davanti a una casa abbandonata perché c’erano dei gattini ai quali portavo da mangiare. In quel momento udivo un urlo, probabilmente di una ragazza per il timbro della voce. Subito dopo delle parole pronunciate con un tono alto ma con un timbro di voce tipicamente maschile. Voltatomi in quella direzione scorgevo, a una distanza di circa 100 metri, all’incrocio fra via Rampinelli e via Ravasio, un uomo che aveva sollevato da terra, dopo averla cinta con le braccia, un’altra persona di statura più piccola. Riferisco che lo sconosciuto aveva sollevato l’altra persona in quanto io vedevo solo due piedi toccare in terra mentre gli altri due li vedevo fluttuare in aria come nel tentativo di divincolarsi dalla presa. La prima impressione fu quella di due fidanzati che giocavano ma avendo subito dopo udito, ad alta voce, “Stai zitta”, ho pensato che stessero litigando, tanto che ho pensato: “Ma proprio in mezzo alla strada”. Mi distolse il cane tirando il guinzaglio. Quando tornai a guardare verso via Morlotti i due erano spariti. Incuriosito sono rimasto fermo per alcuni minuti per capire cosa accadeva. Ma non li ho più visti e in via Rampinelli, dove ero io, non è transitata alcuna macchina. Le due persone erano entrambe vestite di scuro. Sono sicuro che una fosse una donna per il timbro della voce e perché vedevo dietro la sua testa qualcosa muoversi, credo fossero dei capelli lunghi. Indossava un giubbino corto di quelli che arrivano fino alla cintola. Sono sicuro di essere uscito di casa alle 18.30 perché avevo visto l’inizio del telegiornale di Studio Aperto. E sono sicuro di essere rientrato dopo le 19 perché era già iniziato il Tg4 che sono solito vedere. Non ho altro da aggiungere o modificare a quanto dichiarato se non che, con il passare dei giorni, sono sempre più convinto di aver assistito a un momento del rapimento di Yara e mi rammarico di non aver visto altri particolari".

Io in base ai suoi interrogatori e a quelli della signora Abeni, a gennaio 2011 scrissi un articolo in cui formulai l'ipotesi più plausibile, completa della cronologia visiva del probabile sequestro di persona avvenuto a pochi metri dalla casa di Yara (l'articolo lo trovate qui). Era la soluzione più semplice su cui indagare e si sa che sono le indagini semplici che portano a scoprire i veri assassini.

In fondo, anche statisticamente parlando, quante possibilità ci sono che la ragazza presa con la forza tra via Rampinelli e via Ravasio non fosse Yara? Considerando che in quei momenti Yara fu veramente sequestrata e che per andare a casa passava da via Rampinelli, i dubbi sono davvero minimi, se non nulli. Anche perché nessuna coppia si è presentata, o ha telefonato, per dire agli investigatori che quella sera a quell'ora c'era stato un litigio in quella via. Anche perché nessun altro sequestro ci fu in quel di Brembate di Sopra.

Insomma, un uomo ti dice di aver assistito a una scena particolare scambiata inizialmente per un litigio ma che poteva in effetti essere un sequestro, e dopo la scomparsa di una ragazza tu investigatore invece di dar credito al testimone stracci il suo verbale? Questo fecero a Bergamo. A dicembre stralciarono i verbali dei testimoni visivi per affidarsi ad arzigogolati ragionamenti privi anche dei fondamenti basilari che li rendessero credibili. Yara è viva, disse a gennaio l'allora capo della Polizia, e la riporteremo a casa.

Ma per favore! Chiunque avesse un minimo di esperienza, e soprattutto la mente libera dall'emotività che porta confusione, già sapeva che la piccola Gambirasio non sarebbe più tornata a casa sua.

Poi, dopo il ritrovamento della ragazzina sappiamo tutti come è andata a finire e oggi sappiamo che anche solo arzigogolando e favoleggiando le Procure possono ottenere condanne a go go dai giudici.

Massimo Bossetti grazie agli arzigogolamenti e alle favole ipotetiche di un insieme di persone convinte della sua colpevolezza a prescindere da ogni buona eccezione difensiva, il 12 ottobre otterrà un giudizio dai giudici di Cassazione. Questi potranno stabilire in maniera seria e ponderata che qualcuno ha sbagliato strada procedurale o che qualcun altro ha mancato nel suo dovere processuale (ad esempio non tenendo conto dei diritti difensivi dell'imputato), e così ordinare un nuovo e migliore processo. Oppure quei giudici potranno adeguarsi supinamente alle carte processuali, che tengono conto solo di ciò che la procura vuole si tenga conto, e confermare la condanna in appello.

Qualsiasi cosa decidano, è fin troppo chiaro che da troppi anni siamo in balia di teorie giudiziarie arzigololate e favoleggianti che escludendo i testimoni visivi hanno complicato la vita a poliziotti e carabinieri e stracciato indagini che in fondo potevano essere facili da chiudere presto.

Come in altri casi di malagiustizia, se nel sequestro di Yara avessero scelto la pista più semplice sicuramente ci saremmo risparmiati di dover guardare l'inguardabile. Di dover vedere quei giornalisti schiavi che hanno coscientemente, forse alcuni di loro anche convinti a prescindere della colpevolezza dell'imputato, fornito ai magistrati l'aiuto dei media per convincere gli italiani e i giudici che le favole non sono favole, che Biancaneve esiste a prescindere e che nei nostri tribunali sono ben accette e considerate dai giudici tutte quelle "storie vere" partorite dall'immaginario mentale creato dal marasma investigativo confusionale.

Anche Alice e la Bella addormentata nel bosco, se trattate a modo, possono andare bene per convincere a condannare un incensurato al carcere a vita e la sua famiglia alla gogna mediatica perpetua...


944 commenti:

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Wolf ha detto...

Per i miei gusti, tutto l'apparato accusatorio ha commesso troppi errori ed omissioni.
Tutto quello che ho letto e riportato finora dimostra che dopo anni di indagini infruttuose, si è deciso di sacrificare un capro espiatorio.

antrag ha detto...

Cara Ivana,
non posso risponderti su Galileo.
Abbiamo da discutere sul muratore di Mapello.
(un colloquio con te su Galileo mi potrebbe essere utile per affilare le armi per i due incontri che forse in dicembre dovrei tenere ma …)

Gilberto ha detto...

A Wolf

Facciamo un po' di fantagiustizia (giusto per scherzare)
Non prendetemi seriamente (non troppo)

Immaginiamo (una mera ipotesi) che gli addetti ai lavori (qui sto sul vago) a un certo punto si siano resi conto che sono stati commessi degli errori e che Bossetti è innocente.

Dopo una spesa colossale e aver sbandierato l'indagine del secolo... potevano dire così d'emblée ci siamo sbagliati e tutto finiva lì?

Per venir fuori da certe situazioni imbarazzanti ci sono i refusi, i cavilli giuridici, i formalismi violati, i tecnicismi che possono ribaltare tutto. Insomma si salva capra e cavoli e soprattutto la faccia.

Sarà il nostro caso con la sentenza della Cassazione oppure a Bossetti verrà confermata la condanna perché tutto è formalmente in regola?

Wolf ha detto...

Guarda Gilberto :-)
Questo caso ha avuto una risonanza internazionale, anni,denaro,gloria e fama della Ruggeri che addirittura è la Guest Star di un oramai famoso docufilm distribuito a livello mondiale.
Ammettere di aver sbagliato, ammettere il fallimento totale diventerà un caso nazionale. Ne và l'immagine dell'Italia. Non sono piu panni sporchi che si possono lavare in casa.
Ho paura per il povero Bossetti.

Gilberto ha detto...

Sì Wolf,
l'ho detto più volte, il caso Bossetti ormai è un caso d'immagine, non più solo un cold case e questo per le cifre astronomiche spese nelle indagini e per il clamore mediatico. Un flop avrebbe ripercussioni sull'immagine della giustizia e sulle credenziali degli addetti ai lavori.

L'uscita di sicurezza non sarebbe né facile e né indolore. Molti opinionisti credono che trattasi solo di un caso di omicidio e ritengono di poterlo derubricare con i soli strumenti criminologici.

Quando un caso assume tale rilevanza ci sono pressioni e condizionamenti. Gli stessi avvocati sono presi tra l'incudine e il martello. L'emergere in futuro di un clamoroso errore potrebbe risultare destabilizzante per il sistema giustizia proprio per il clamore che il caso ha suscitato a livello mondiale.

Sono davvero curioso di vedere cosa deciderà la Cassazione.

Bruno ha detto...

@Wolf, grazie per il link. Interessante è dir poco.

Wolf ha detto...

@Bruno ti và di leggere questo?

http://il24.it/caso-yara-il-documento-choc-bossetti-e-innocente-ecco-chi-e-il-vero-assassino/

Roberta ha detto...

Non l'ho fatto finora.
Lo faccio ora.
Qui trovate qualcosa di interessante, a mio parere.
A scanso di equivoci, onde evitare gli strali di Guglielmina e co., il gruppo è gestito da me e da mia cugina Elisabetta.
non ci nascondiamo, no.
https://www.facebook.com/groups/1466776120298551/

Wolf ha detto...

@Roberta, purtroppo, ma per mia scelta non ho un account su FB.
In questo caso me ne rammarico perchè non potrò leggere dal tuo link che sicuramente è interessante.
Conoscendo bene le insidie di Internet ed essendo un maniaco della privacy non mi sono mai iscritto in nessun social, anche potendo usare dei fake accounts.

Roberta ha detto...

E' un vero peccato Wolf. Purtroppo qui non riesco ad inserire immagini o documenti in pdf

Bruno ha detto...

@Wolf. Grazie ancora. Incredibile.

Gilberto ha detto...

Roberta, anch'io non ho un account su FB per scelta.

Bruno ha detto...

- .... L’allele in più. Perché durante la sua deposizione Piccinini ha parlato di un risultato che in un primo momento sembrò «inatteso e inspiegabile», tanto da rendere necessarie più richieste di proroga per completare la perizia. Il riferimento è a un «allele», ovvero un gene, apparso in sovrannumero sul cromosoma 15: sbucò nel profilo genetico di Guerinoni, ma non in quello di Bossetti. Un’apparente «incongruenza», emersa però solo durante l’uso di un marcatore su 28, tra l’altro non impiegato dai Ris (che utilizzarono 23 marcatori anziché i 28 di Piccinini). Il professore ci pensò su, concludendo che doveva trattarsi di un allele «artefatto». Un termine che ha creato suspence in aula. La stessa presidente della Corte, Antonella Bertoja, ha chiesto di tradurre per i profani. Piccinini ha spiegato che in pratica si trattava di un «falso» provocato da un difetto del kit utilizzato durante il test. Il genetista interpellò la ditta produttrice per chiedere conferma di questa ipotesi e l’azienda rispose che sì, in effetti poteva capitare. Una sorta di «fantasma» genetico, scomparso durante analisi successive eseguite con criteri diversi". - Ne stiamo leggendo di tutti i colori.

Bruno ha detto...

Scusate, aggiungo che la notizia dell'allele in più, dell'articolo poco sopra è tratto da Bergamo Post.

Bruno ha detto...

@Roberta Altea, complimenti ho visitato il tuo sito, hai fatto un bel lavoro di informazione sul caso Bossetti.

Roberta ha detto...

Ti ringrazio Bruno.
E' stato aperto con l'inizio del processo di primo grado e abbiamo cercato di tenerlo più aggiornato possibile.
Dagli articoli di stampa (per lo più colpevolista) ai resoconti di chi era in aula.
Si, direi che si trova proprio tutto :-)

Bruno ha detto...

Dopo le lampade abbronzanti, il furgone trottola, la sabbia a metri cubi, il diamoci una pacca sulle spalle, le ricerche genealogiche fino al 1700, i "tradimenti" (tradimenti tra virgolette" della compianta Mamma Ester
(Mamma con la M maiuscola), la perlustrazione della zona con l'aereo, il grido di una bambina da dentro un furgone, i cani molecolari che non sanno fiutare, adesso leggo che mi erano sfuggite le piume, magari di animali da cortile. DNA senza mitocondriale, celle telefoniche che si spostano.
Povero Bossetti, resisti alla tua sfortuna, sperando che un giorno ti possano concedere una nuova prova del dna. Con tutte questo non voglio dire che gli inquirenti coinvolti nel caso Bossetti, (si parla di 1.000 -mille- persone) non abbiano fatto bene il loro lavoro o che siano stati in mala fede, ma un o il colpevole doveva uscire pur fuori .

Chiara ha detto...

Se gli danno la perizia è C-A-g-A-t-o, per dirla in francese.
La richiesta di perizia serve soltanto a sentirsi confermare: è irripetibile. E con ciò coltivare l'eccezione di nullità/inutilizzabilità.
Il processo è congeniato per l'assoluzione formale, sul rito, e non per quella sostanziale, nel merito.
Solo gli sciocchi gridano al "è innocente!!!" giacchè nessuno, NESSUNO può dirlo, con buona pace di tutti.
Tolti dunque gli sciocchi, restano i proceduralisti e questi possono avere la propria parte di ragione nel domandare l'assoluzione. Assolutamente non nel merito, in quello manco ci si entra secondo questa impostazione, ma in rito (quindi a prescindere se materialmente sia colpevole o innocente....insomma visuali da professionisti freddi e meri, non certo da lettrice di rotocalchi che si straccia le vesti manco fosse stata a letto con bossetti mentre si compiva il delitto... a quelle lasciamo i rotocalchi e le vesti stracciate, che nulla hanno a che fare con la razionalità).
Professionalmente, razionalmente parlando appunto, mi metto dalla loro parte, da quella dei professionisti che dicono "non me ne frega niente se colpevole o innocente tanto nessuno di noi lo sa, conta solo cosa riusciamo a cristallizzare processualmente per avvicinarci alla verità materiale) ed ho saputo apprezzare QUESTA parte della disamina di Infanti, ad esempio, che evidentemente si è fatto una certa istruzione procedurale presso avvocati penalisti (quelli da voi tanto schifati....bastardi "laureati al classico" collusi col potere) ed ha capito che la difesa sta facendo tutt'altro.

Chiara ha detto...

Umanamente, alla luce delle considerazioni che professionalmente posso fare in merito al lavoro giurisdizionale fatto dalla difesa, mi viene da dire condannatelo e vonde. Resta, certamente, l'amarezza condivisa anche da Infanti (lo cito dato che pare il nuovo baluardo degli innocentisti) per quelle che, alla luce della dichiarata intenzione processuale, è stata l'esatto contrario, ossia la confusa tendenza a puntare all'annullamento, ma anche no, rifacciamo l'esame (ma se lo rifacciamo comunque non ce ne frega niente, i problemi sono altri.....ok, benissimo, allora la perizia non si fa e convincimi del resto, tanto lì comunque arriveremo.....silenzio, provocazione lasciata in sospeso) ma comunque non facciamolo perchè tanto, forse, comunque ecc....prima o poi scriverò qualcosa su questo falsocopione - evidentissimo - che hanno seguito i difensori, esaltati dal precedente del caso O.J. Simpson e continuando a confondere il sistema statunitenste col nostro (chi avrà la pazienza di leggere, forse un giorno ne leggerà: ho riletto il loro appello, riguardato tutta la storia processuale e televisiva, contemporaneamente riguardando il documentario sul processo Simpson e niente mi toglie dalla mente che abbiano, grossolanamente e casarecciamente, voluto ripercorrerlo, senza tenere conto delle differenze di sistema giudiziario....non per nulla hanno prodotto giurisprudenza americana a sostegno delle loro tesi......aciccio, può sembrarti migliore finchè vuoi, ma in quello italiano ti stai muovendo e "se vuò fa l'americano" almeno sappilo fare (per dire, le argomentazioni del regista infanti sono assai più efficaci di quelle confuse, abbozzate e frammentarie portate dalla difesa in processo, figuriamoci!);

Chiara ha detto...

dicevo, essendo questo lo stato del diritto e della procedura italiani, giusto UN PAIO erano le eccezioni forti e le uniche su cui battere allo sfinimento, con la misura e il fair play processuale di ogni avvocato certo del fatto suo. Si è invece scelto di fare un caos da mercato delle vacche dove si può gridare le peggio cazzate pur di vendere la vacca e le conseguenze se le conta il condannato sul casellario. Dite quello che volete, ma nel nostro sistema, con quella difesa, la condanna è non solo consequenziale ma anche giusta.
Ciò non significa che non occorra un cambio di rotta, di procedura e di giustizia, perchè il nostro diritto refrattario agli adattamenti celeri dettati dall'evoluzione delle scienze risulta inadeguato alle moderne istanze di giustizia. Se non sarà la Cassazione a farsi carico d'un tanto NONOSTANTE l'ondivaga ed inefficace difesa, prendendo di essa le quattro pagine, su seicento e passa, che contengono il succo della questione (e che questione! essercisi concentrati avrebbe portato il bilancio assolutisti-condannisti al 10-0, in questo concordo coi più lucidi analisti) allora avremo un precedente giurisprudenziale di tutto riguardo, capace di condizionare modifiche normative.

Chiara ha detto...

Diversamente, sarà stata la medesima difesa a lasciare il campo libero per scorribande conservative dello status quo che da sempre accompagnano la giurisprudenza (che ci mette decenni ad adeguarsi al cambiamento del mondo, nel frattempo sbagliando non poco, e solo quando si trova con le spalle al muro). Io personalmente, per come si è svolto questo processo, avendo ogni intenzione di concedere alla difesa la cognizione del perchè muoversi così anzichè colà, resto dell'idea che il muratore andasse condannato. Se INVECE dovessi misurarmi con le mie conoscenze, quelle dei limiti attuali della giurisdizione e tutte le eccezioni possibili formulabili, tra cui alcune colte perfino da non addetti ai lavori, allora ok, sarei un difensore dalla parte di bossetti. NON perchè sia innocente (sicuramente quel giorno ero altrove a fare altro, quindi non ho visto nulla) ma perchè è ora che si pongano SANZIONI all'operare al limite della legalità degli organi inquirenti. Sanzioni che possono consistere anche nella improcessabilità - e dunque assoluzione formale - dell'unico indaganto. Resterà un cold case? Evabbuò cazzi vostri, dovevate lavorare diversamente.

Chiara ha detto...

Ho il distacco processuale necessario a dirlo: ciascuno faccia bene il proprio mestiere o salta il banco, significasse anche assolvere un probabile colpevole, come nel caso di specie. Stiamo dunque ad aspettare la cassazione, se avrà la voglia e la superiorità ASCETICA di superare i toni da talk show televisivo degli atti di parte che ho potuto leggere. Se non l'avrà, nulla potrà esserle imputato: la legge vigente in Italia è questa e la difesa è stata ben lungi dall'avere la capacità e professionalità di provocare un sereno dibattito scientifico sul punto e tantomeno di creare il "ragionevole dubbio" previsto dalla legge. In definitiva non cambio idea: da avvocato vorrei vedere vincere certe questioni giuridiche (due o tre, compendiate in una manciata di pagine) ma temo che la voglia di mettersi in mostra presso il pubblico generalista (vedi seicento pagine, comprensive anche di argomenti già risolte dalla corte pro-bossetti) ricalcando malamente e dilettantistiscamente la tattica mediatica del "dream team" di shapiro-colchrane nel caso di o.j. simpson, senza saperlo adattare al diritto continentale, porterà alla conferma della condanna di bossetti. Guardatevi il documentario su o.j. simpson e rivedrete il film di questo processo e questa difesa. Poi pensate che siamo in Italia e non in America, fate la tara e i dovuti adattamenti, se ne siete capaci (implica la conoscenza del nostro sistema) e vedrete che le corti, di primo e secondo grado, avevano le mani praticamente legate. Leggetevi l'appello del tempo, io l'ho rifatto in questi giorni, e troverete la conferma che SOLO la difesa contrastava i consulenti d'accusa, mentre i consulenti di difesa si sono defilati in quattro e quattr'otto.....in pratica bastava quel test sbagliato su Nathan - se vero e non vedo perchè dubitarne - per il ragionevole dubbio ed è l'unica cosa non usata, andando a perdersi in filosofeggiamenti perdenti in radice. Se vi piace quell'autore, riflettere sul fatto che anche lui rende conto di avere chiesto alla difesa le CARTE che dimostrassero che avessero fatto certe cose e non le avesse ricevute....è la stessa cosa capitata a me e ve ne ho riferito, ricevendo giusto la minaccia "occhio che stai criticando un collega, ne risponderai"!!!Il processo è andato così PERCHè NON POTEVA ANDARE DIVERSAMENTE ALLA LUCE DELLA DIFESA SCELTA, PROCESSUALMENTE MA SOPRATTUTTO MEDIATICAMENTE (credete porterà qualche beneficio a bossetti, quella telefonata RECITATA, registrata da Marita apposta per mandarla a Quarto Grado?). Vivaddio, sotto questo aspetto, non siamo in America, che basta insuriare il popolo e col fatto che giudici e procuratori sono ELETTI, è sufficiente paventare la mancata rielezione per far andare le cose in un certo verso. L'errore è stato credere di riproporre il copione O.J. in Italia, dove vigono altre regole e altra mentalità. Di modi per uscirne secondo le nostre regole e mentalità ce n'erano e fin il più profano dei registi - lasciamo stare le sue scenografie ulteriori, è il suo mestiere - evidentemente ben istruito da un penalista ITALIANO, li ha individuati. E' stata fatta una scelta di stile, di strategia e di metodo. Il Cliente l'ha convalidata e perseguita anche personalmente nel suo piccolo. Le conseguenze infauste non vanno imputate a nessun altro, erano prevedibilissime. Quindi speriamo pure nella Cassazione per l'affermazione di un paio di principi che sarebbe importantissimo affermare; ma nella consapevolezza che le chiediamo uno sforzo autonomo, di grande superiorità umana e giuridica, praticamente contraria a quella che ispira e "chiama" il compendio degli atti difensivi presentati.

Gilberto ha detto...

Letto d’un fiato, un magnifico, succulento, virtuosistico, esercizio di equilibrismo sulla corda. Un trattato di funambulismo dinamico. Lo slacklining aiuta a tenere in forma il corpo e la mente. «Ogni pensiero sul filo è una caduta in agguato». Noi che viviamo sulla terra da poveri mortali non riusciamo a camminare sul filo, siamo costretti a scegliere di stare o di qua o di là, non tutti sanno tenersi in equilibrio sulla corda molle.

antrag ha detto...

Non sappiamo camminare sul filo
ma sappiamo bene calcare i piedi sulla terra.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Aggiunta: il caso OJ Simpson era indissolubilmente legato ANCHE alla questione razziale, la contaminazione del guanto che di fatto ha determinato l'assoluzione dell'ex campione sportivo è stata presumibilmente opera di un poliziotto bianco di cui sono state diffuse dichiarazioni registrate molto discutibili, quale sarebbe l'analogia col caso italiano? Chi avrebbe voluto operare una contaminazione con materiale biologico di un tizio italiano del Nord Italia, per giunta biondo e dall'occhio ceruleo? Semmai poteva funzionare a livello di sollevazione popolare (se questo era l'intento) con il primo indagato, tanto è vero che alla notizia dell'arresto di quest'ultimo qualche partito politico si è esposto...

Wolf ha detto...

Bruno ha detto...

Dopo le lampade abbronzanti, il furgone trottola, la sabbia a metri cubi, il diamoci una pacca sulle spalle, le ricerche genealogiche fino al 1700, i "tradimenti" (tradimenti tra virgolette" della compianta Mamma Ester
(Mamma con la M maiuscola), la perlustrazione della zona con l'aereo, il grido di una bambina da dentro un furgone, i cani molecolari che non sanno fiutare, adesso leggo che mi erano sfuggite le piume, magari di animali da cortile. DNA senza mitocondriale, celle telefoniche che si spostano.
Povero Bossetti, resisti alla tua sfortuna, sperando che un giorno ti possano concedere una nuova prova del dna. Con tutte questo non voglio dire che gli inquirenti coinvolti nel caso Bossetti, (si parla di 1.000 -mille- persone) non abbiano fatto bene il loro lavoro o che siano stati in mala fede, ma un o il colpevole doveva uscire pur fuori .

8 ottobre 2018 17:09:00 CEST

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@Bruno, a proposito di piume.

Estraggo dai link che seguono:
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Testimonianza del vicino di casa di Yara resa agli inquirenti il 21 dicembre 2010

.........Gianni, infatti, con gli amici cura un piccolo zoo di oche, galline, caprette, asini, tacchini e altri piccoli animali da cortile in un
terreno della ditta Lopav, poco distante da casa sua.............

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Copertina settimanale Giallo
http://cronaca.il24.it/wp-content/uploads/2017/03/Schermata-2017-03-16-alle-15.53.28.png

Articolo
http://cronaca.il24.it/vero-assassino-un-vicino-casa-la-difesa-bossetti-infanga-nuova-vittima/

Insomma, i cani hanno portato al cantiere della Lopav. Oche, anatre, tacchini e galline vivono sul terreno della Lopav.
Valgono molto di piu quelle piume trovate sotto gli abiti della povera Yara che quel Dna di ignoto1.

Forse era meglio prelevare il Dna da quelle piume e confrontarle con i volatili di quel pollaio.
Probabilmente il caso sarebbe stato risolto nel giro di pochi giorni senza scavare reperti archeologici per 4 anni.



Chiara ha detto...

Gugly, il parallelo c'è: in america era il "nero" (pur milionario e culo e camicia coi bianchi....apposta hanno cercato di farlo "dimenticare", fin modificandogli l'arredamento di casa quando doveva esservi il sopralluogo della giuria) la figura antitetica al potere dei bianchi (e difeso dai bianchi). Mutatis mutandis, il nostro "nero" è il muratore, contraltare naturale della "casta" e dei potenti, difesa dalla "casta" e dai potenti.....non è forse questa la vulgata nel solco del complotto? Anche questo parallelo calza...

Anonimo ha detto...

Si pregano Chiara e la signora Vaccaro di dare spessore culturale e umano ai loro interventi, altrimenti insulsi.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Già Chiara, hai ragione: il povero cristo col profilo ad hoc (muratore) per costruire il complotto...Ma va dimostrato, è se come difesa entri così tanto nel merito poi non arrabbiarti se le domande sono consequenziali.

Chiara ha detto...

Il "plagio" del caso Simpson è palese, a cominciare dal "Dream team" (un po'più raffazzonato) passando per la strategia "distrattiva" dallo hard core del processo, per concludere con i toni da predicatore alla King e sollevazione del popolo preso per la pancia. Più rileggo l'atto di appello e più leggo lezioni di diritto e petizioni di principio giustissime, solo disancorate dalla realtà processuale, o meglio fattele adattare mediante espedienti retorici e strategici cambi di carte a metà gioco. Efficace, molto d'impatto per il lettore che non sappia tornare al punto ad ogni tentativo di distrazione. Ma appunto noi abbiamo i giudici, a guidare le giurie, non gente comune che presa per la pancia la porti dove vuoi. Prima falla del tentativo. Seconda falla è quella di non essersi aggrappati e concentrati su quel paio di eccezioni forti: ma non dando degli ignoranti venduti e complottisti a praticamente tutti i soggetti processuali, giacché lo stato dell'arte in Italia è questo. Bensì suggerendo, auspicando, convincendo ad una nuova way of work processuale nella materia. L'oratoria è l'arte di convincere col ragionamento: dando dei cretini o corrotti a tutti, compresi i nuovi giudici se non ti danno ragione, non pagherà mai.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Insultare i giudici, per giunta anche attraverso soggetti che hanno millamtato vicinanze senza smentitan ha determinato un'insofferenza deleteria; per altro agli occhi dei più lucidi è palese che a fronte dei proclami non c'è stato io coraggio di andare sino in fondo, circostanza che ha ingenerato legittime perplessità.

antrag ha detto...

Scritti ammorbanti!

Wolf ha detto...

@Chiara "L'oratoria è l'arte di convincere col ragionamento"

Forse sarà perchè sono scemo.
Ma l'arte oratoria dei vostri ragionamenti mi ha convinto che non ci ho capito un tubo. :-)
Se non ci ho capito un tubo significa che avete ragione.

antrag ha detto...

Brutti anche per l'italiano

antrag ha detto...

Ma quale oratoria!

Sono lezioni sul nulla che imbrattano la bacheca di questo blog...

Anonimo ha detto...

Sproloqui forse per nascondere pubblicità diretta a sfavore,
Se ne dovrebbe interessare il responsabile del blog.

antrag ha detto...

Anonimo, spiegati meglio, anche a me sembra che gattacicova.

Anonimo ha detto...

an drago non mi permetterei mai di spiegare una cosa a te.

Wolf ha detto...

Omicidio di Yara, le 3 piume…..”volatilizzate”
3 reperti "volatilizzzati" dal processo e dalle indagini.

http://www.italynews.it/attualita/2017/09/11/omicidio-di-yara-le-3-piume-volatilizzate-56412.html

Confrontavano il Dna di quelle piume con il vario pollame della zona, in particolare a quel vivaio sito sul terreno della Lopav, il caso sarebbe stato risolto.

NO... si è preferito sostituire le piume con un dna umano da appiccicare sulle mutande.


Antonello ha detto...

Mi rifiuto di leggere la marea di 'rimmel" culturale con cui si vorrebbero "usare" i blog ed i cervelli altrui come cestini di un ufficio che tale non e' e non e' soprattutto il proprio.

Mi rifiuto, semplicemente, ce ne faremo una ragione, ci ho tentato di leggere ma, veramente, ma non ho mai letto tante castronerie cosi' artisticamente condensate in cosi' relativamente poche righe.

Ho solo voluto estrarre, prima di scappare in bagno a vomitare, questa lucente frase:
"...non me ne frega niente se colpevole o innocente tanto nessuno di noi lo sa, conta solo cosa riusciamo a cristallizzare processualmente per avvicinarci alla verità materiale...", frase peraltro criticata nel contesto, manco fosse una castroneria.

Sembra che la Procedura non sia esame di facolta', e che esistano esimi pareri in Diritto che ne vogliano ridimensionare l'importanza solo e proprio nel momento in cui a loro sembra convenga, dimenticando la loro splendida autocertificazione

Al soldo della disverita' quindi, alla Procedura di conformazione della Prova dovrebbe fregare una mazza se si ritiene Prova persino il vento che vola, la pioggia che cade, e senza manco lanptova del nove che l'aria si muova o che a terra ci sia bagnato.

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Del concetto Procedurale di Prova in se, che per "essere" tale andrebbe formata nel contraddittorio fra le parti ed in dibattimento certi/e laureati/e che aspettano e pretendono financo essere dileggiati/e, sembra se ne friggano uova in padella tanto gli interessa, salvo poi riprendere i profani se sbagliano l'ortografia mentale del depenalizzato "ma vaffankulo va".

Ahahahahhaha incredibile, ma che faccia a due mele, fanno i Processi nei media, nei siti, negli articoli, dappertutto, meno che nei Tribunali, e gli sembra che basti chiamare Processo anche quello di Kafka a renderlo tale.

Che io sappia, e se sbaglio mi si corregga essendo io profano, il terzo grado si occuperebbe proprio degli aspetti formali, non sostanziali sulle decisioni prese nei gradi precedenti (la sostanza reale nei Tribunali e' scomparsa da tempo, esiste solo quella Giudiziaria per un certo mondo Giudiziario, esattamente come certi castellani si chiudevano nei castelli).

Si occuperanno quindi della conformazione e del concetto stesso di Prova affibbiato ad una incertezza intitolata subito a Madame Sicumera e di tutte le garanzie di Procedura, proprio quello che sembra a taluno/a faccia terrore.

La Verita' si diceva, se io cioe' dico che, come e', francamente frega nulla di chi e' colpevole od innocente ma che proietto tutto il mio impegno alla ricerca della Signorina "Verita' " allora sarei biasimabile perche' non me ne frega una cipolla cruda di chi e' colpevole od innocente?

E cosa me lo/la dovrei sposare o rifiutare l'innocente o colpevole?

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Si avrebbe forse qualche interesse in gioco su una identita', piuttosto che un'altra, che deve aver provocato il rinvenuto sulla povera Yara?

Buttare insomma addosso agli altri le.proprie problematiche aiuta a conquistarli forse, forse a questo portano i tecnicismi isterici, le culture delle nozioni cosidette "giuste".

Ma voi avete la febbre culturale ermetica e scaricante, state male con i pantaloni alla zuava, avete bevuto troppa camomilla, non so, c'e' qualcosa che dovrebbe far pensare quelli bravi, ma molto bravi.

La Verita', e la ricerca di essa, Dio mio se non ti avvicini a quella con il massimo impegno su quali basi decidi che uno/una sarebbe colpevole od innocente al cospetto di un'accusa che dovrebbe anche essere ben definita?

Pensavo si potesse balbettare castronwrie solo a parole Dio mio, riuscirci pensando e scrivendo dev'essere un dato meritocratico nel mondo della magia, altro che Juris Prudentia (Prudentia forse che prude?).

Ma ce la fate a pensare che cio' che e' stato rinvenuto e' stato creato con estrema certezza da una, ed una sola Verita'?

Beh fatene una questione di fede, fidatevi di me, quello rinvenuto non e' stato creatk da duemila verita', ma da una sola Verita', e quella bisogna cercare di ricostruire attraverso i dati oggettivi e, ahime' se esistono, le Prove, non le illusioni ottiche paragiudiziarie, non gli isterismi tecnicistici, piuttosto il tecnicismo dovrebbe occuparsi della grave crisi che traspare limpida su un concetto di Prova a cui in troppi tirano la giacca.

O e' un concetto assente dai meandri di certe Facolta'?

E se non si sa cosa dire perche' senza argomentazioni si deve sempre buttare il discorso asinamente in due squadrette bicamerali del kavolo che dovrebbero combattere e restituirci forse dei vincitori?

Ma che fughe sono queste al microscopio?

Ma sarebbero concetti degni di lettura questi?

La conformazione e la formazione, nonche la considerazione della Prova sono o no criteri fondamentali nei processi NON Medievali?

E perche' tentare dunque di ridimensionarne l'importanza ptoprio rispetto alla Verita', e quindi colpevolezza od innocenza strategicando di pigliare per fessi i lettori incolpevoli di questo innocente spazio?

Cit. di Gaspare dei Corinzi, dalla lettera ai Aspromontini:
"...Ohibo', ma certe siffatte Lauree di carta o di esperienza costrutte le volteggiano a chiunque sia disposto, se pare convenga a fumarsele due minuti dopo averle tesate al posto di vil tabacco?..."

Vanna ha detto...

Gilberto, antrag, Bruno, Wolf,
voi avete letto io ho fatto scorrere il mouse poiché sono convinta che non si è replicato sull'allele scomparso o altro che non è andato, ma che invece si è scritta la sinfonia contro gli avvocati e magari contro chi è ottuso e non vuole capire la legge applicata ad hoc.
Quel dna è una corona che accusa, peccato che le gemme sono tutte false.

Vedete bene a cosa si arriva pur di tenere consolidati certi poteri: magistratura, economia "europea" mettono le manette ed impediscono di fare luce.

La condanna con certe analisi e con certi controlli è usata come lo spread.
Ma il mondo sta cambiando...Cina, Russia, Usa di Trump, India, bussano alla porta: i giochi non saranno più gli stessi.
Cosa c'entra MGB?
E' la cartina di tornasole attraverso guardare le cose.

Vanna ha detto...

continuo...
...a modo mio...

Per fare un po' un esempio, il presidente Conte ha scritto al direttore della Repubblica elencando fatti che lo riguardano che sono stati alterati e spiega dove e come.
Le notizie, eventi personali, le carriere vengono lette, sfogliate, gettate per aria come fossero le foglie dei carciofi, si rimane col cuore in mano che è la parte più tenera ma che la si fa passare per quella più indigesta, non è da mangiare perché così si decide per principio di casta.

E la Casta, che deve tener conto della prova,( mettiamo che il cuore del carciofo sia la prova, in generale) come ce l'ha in mano cosa fa: la getta al vento, non la usa ma continua a lanciare le foglie spinose che non servono a nulla?

(Che poi in realtà sarebbero utilissime per farci il liquore, ma loro che ci fanno? Le usano per criticare, accusare, condannare, irridere).


Ma che intelligenza! Che grande servizio sociale!

Guglielma Vaccaro ha detto...

Ha proprio ragione Burioni: se studi e dimostri i risultati del tuo studio sei arrogante, gli altri sono bravi perchè parlano col cuore...ah già è vero, adesso anche i decreti per Genova si fanno col medesimo organo! Infatti guarda come sono sono contenti i genovesi...


Antonello, potresti essere meno sbrodolone? Ma sì, lo fai apposta, così le perle di comicità ci si stanca subito a cercarle, ma non temere, sono presenti in grande quantità...

Chiara ha detto...

Antonello, andare in bagno a vomitare dovresti farlo PRIMA di assumere l'antipsicotico, perché altrimenti vedi che poi sbarelli.
P.S. si è capito, l'hai detto tu stesso, che sbrodoli commenti a casaccio, dopo i miei, per renderli non fruibili a chi venisse a leggere. Sei molto insicuro e questo tuo modo di colmare la fragilità fa fin tenerezza nella sua ingenuità.

Paolo A ha detto...

E' già un miracolo che Massimo Bossetti sia arrivato vivo sino a questo punto, se la Cassazione annulla con rinvio vedrete che succederanno cose dell'altro mondo, se annullano e basta cioè senza rinvio allora significa che vogliono insabbiare il caso, se condannano Bossetti, allora tutto può succedere, anche che venga fuori la verità sulla morte di Yara. Ps: Chiara da un certo punto di vista hai ragione, però non puoi sapere cosa ha fatto effettivamente la difesa in aula, magari ha fatto esattamente quello che hai detto, ma dall'altra parte ha trovato solo dei rifiuti.

antrag ha detto...

Paolo A ha detto...
(…)
Ps: Chiara da un certo punto di vista hai ragione, però non puoi sapere cosa ha fatto effettivamente la difesa in aula, magari ha fatto esattamente quello che hai detto, ma dall'altra parte ha trovato solo dei rifiuti.

9 ottobre 2018 11:40:00 CEST

Sono d'accordo su questo Post Scriptum di Paolo A, a patto di attribuire al termine "rifiuti" il significato giusto.

Gilberto ha detto...

Una sinossi per chi non c’era o non ha afferrato bene il concetto

Quello che mi sembra dica l’avvocatessa si può riassumere così

Che Bossetti nella sostanza sia colpevole e che le prove ci stiano tutte non ci piove. E neppure per il ragionevole dubbio ci sono non dico dilemmi o incertezze, non c’è neppure un vago sentore che l’imputato non abbia fatto quello che dicono.

Epperò, Ivana docet, bisogna tenersi aperta un’altra strada, vedi che magari la Cassazione emetta una sentenza difforme dalle aspettative dei colpevolisti.

E così si entra in quei tecnicismi e formalismi giuridici che suonano un po’ così per chi non è aduso a Irnerio (lucerna iuris) e alla scuola dei glossatori di Bologna.

Per giustificare magari un’assoluzione (chissà magari dovuta al fatto che gli addetti ai lavori sanno che nelle indagini qualcosa è andato storto e che magari quell’altro padre potrebbe tornar dall’al di là)
ecco che perfino un granello di polvere (qualche recondito refuso nella grammatica dei processi) fa all’uopo per salvare capra e cavoli (e per non buttare nel ridicolo la Giustizia).

Come dire tutto dimostra che il carpentiere è colpevole, peccato che nel delicato meccanismo processuale una svista, un qualche distrazione formale costringa malgrado tutto ad assolvere l’imputato (un po' la quadratura del cerchio).

I colpevolisti mettono un po’ avanti le mani. Non si può mai dire.

Noi profani del diritto che non sappiamo camminare così disinvoltamente sulla corda d’equilibrio teniamo i piedi per terra (come osserva antrag), ben sapendo che se Bossetti verrà assolto sarà proprio perché è innocente.

E se non verrà assolto, come ho già detto, quel padre supposto putativo tornerà a far sentire la sua voce. E forse emergerà la verità, quella vera.

Roberta ha detto...

https://www.fanpage.it/sentenza-yara-10-motivi-per-cui-bossetti-ha-diritto-ha-un-nuovo-processo/
http://www.fanpage.it/

Il prossimo 12 ottobre i giudici della Suprema corte di Cassazione dovranno esprimersi sul ricorso presentato dalla difesa di Massimo Bossetti, contro la sentenza di condanna all'ergastolo per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio. Settecento pagine di obiezioni ai vari presunti errori, anomalie e contraddizioni, che a di là di ogni tecnicismo di legge (la difesa li articola in 23 punti), si possono riassumere, per l'avvocato Salvagni, in dieci punti chiave.

1 Violazioni del diritto al contraddittorio
Tutte le stranezze del caso Bossetti avvengono all'interno di due grandi negazioni, quella del diritto di difesa e quelle della corretta procedura di indagine. Per quanto riguarda la prima è ormai pacifico che tale diritto sia stato negato nel momento in cui è stato impedito alla difesa di rispondere alle ‘prove' del tribunale con perizie di parte svolte da consulenti e avvocati nominati della difesa di Massimo Bossetti. Parlo del DNA, ovviamente, ma anche di esperimenti forensi che riguardano gli altri ‘indizi' a carico dell'imputato, per i quali mai è stato consentito un contradditorio, come invece dovrebbe avvenire in un processo in stile accusatorio.

2 Violazioni delle best practice

Per quanto riguarda la seconda violazione, quella del best practice, ovvero delle procedure internazionali che garantiscono l'attendibilità degli esiti processuali e investigativi. Questa riguarda molti aspetti delle indagini sul caso Yara, ma soprattutto conta un precedente importante. Ricordate l'assassinio di Meredith Kercher, la studentessa inglese sgozzata nella villetta di Perugia? La sentenza della Cassazione che assolve Amanda Knox e Raffaele Sollecito, anche loro per anni rinchiusi in carcere, stabilisce che una prova scientifica ottenuta al di fuori del rispetto delle regole internazionali non è neppure un indizio. Perché questo precedente viene ignorato? Perché quella norma è stata considerata valida in quel contesto e in presenza di quel genere di contaminazioni, e in questo caso non viene neppure considerata? 


3 Il DNA e quei 261 errori
È acclarato che nell’indagine di Bossetti alcune prove non siano state bene eseguite. In particolare abbiamo riscontrato 261 errori nelle amplificazioni che riguardano la prova del DNA. Le amplificazioni sono attività attraverso le quali si parte dal un reperto individuando una possibile ‘macchia' da esaminare, questa viene estratta dal tessuto e poi amplificata attraverso una macchina. Una specie di microscopio che individua il DNA contenuto in quella traccia. Ebbene, noi abbiamo individuato 261 anomalie in poco meno di 100 amplificazioni. Inoltre, a parte gli errori tecnici, si afferma che il DNA nucleare di ignoto 1 (quello che si ritiene appartenere all'assassino di Yara) è sicuramente quello di Massimo Giuseppe Bosssetti e con altrettanta forza si afferma che il DNA mitocondriale di Bossetti non è presente, ma è ciò non è possibile. Il DNA nucleare è quello interno alla cellula, come il tuorlo di un uovo, mentre quello mitocondriale ne è l'involucro, come l'albume, e questo non può sparire. È come dire di aver trovato la faccia di un uomo, senza la nuca.  Dunque, anche ammesso che l’indagine sia stata eseguita in maniera ineccepibile e che il DNA nucleare di ignoto 1 sia attribuibile a Massimo Giuseppe Bossetti non è possibile che non sia stato trovato il suo DNA mitocondriale, queste due cose per il principio di non contraddizione non possono coesistere. Peraltro, Il DNA mitocondriale è quello più resistente, sopravvive addirittura al fuoco, mentre quello nucleare è altamente idrosolubile e sensibile. Come si risolve questo arcano? Semplicemente ripetendo l'indagine genetica e scientifica.

(continua)

Roberta ha detto...

4 Gli indizi non hanno valore identificativo
Già la sentenza di primo grado dice che tutti questi indizi (fibre, furgone, anelli di metallo), non hanno una capacità identificativa. Che non portano in nessun modo a lui, sono indizi generici, potrei dire che l’assassino Yara è un essere umano. Potrebbe essere chiunque, no?

5 Le fibre
Sul corpo di Tara sono state trovate fibre compatibili con quelle del furgone di Massimo Bossetti. Compatibili, appunto, non uguali, per poter dire che sono identiche a quelle del furgone bisogna che siano misurate, cosa che non è stata fatta. Addirittura vengono considerate come elemento indiziante a carico senza sapere nemmeno che diametro hanno, questa cosa è gravissima, lo stesso dicasi per il furgone.

6 Il furgone
Noi (la difesa) abbiamo dimostrato che il furgone di Bossetti ha una dimensione diversa da quella che si vede nel video. Bene, anche qui l’approccio della sentenza è perorare una tesi senza confronto con la difesa. La cosa più semplice da fare sarebbe stata condurre un esperimento, far passare quel furgone – il furgone di Massimo Bossetti – nella stessa strada davanti alla stessa telecamera, nelle stesse condizioni e determinare se fosse lo stesso di quello ritratto nel video, ma non è stato fatto.

7 Le sfere
Sul cadavere sono state ritrovate piccole sfere di metallo assimilabili al Pm 10, quello dell’inquinamento prodotto dalle automobili. Per avere riscontri l'accusa ha esaminato quattro ragazze della provincia di Parma per rilevare se avessero le stesse tracce, con esito negativo. Quest’indagine non ha nessun pregio logico, perché non esaminare ragazzi che abitano in zona dove sono presenti delle acciaierie, come a Brembate? Anche qui abbiamo contestato.

8 La calce
Per quattro anni abbiamo sentito che Yara nei polmoni  aveva tracce di ossido di calcio. Un elemento che porta dritto al mondo dell’edilizia, ai cantieri. A un muratore. Ma non vi erano tracce nelle vie aeree bensì sugli abiti, come su gran parte degli indumenti che indossiamo. Il calcio è il quinto elemento presente per quantità sulla Terra.

9 Ignoto 1. E gli altri 10?
Se tra gli 11 DNA trovati sul corpo vi è la possibilità che un altro possa appartenere all’assassino di Yara? A nostro avviso, i due capelli appartenenti alla stessa persona e rinvenuti tra la maglietta e la felpa, meritavano un approfondimento in tema di DNA. Trovati in quella specifica sede, sotto gli indumenti, i capelli difficilmente potevano essere arrivati lì trasportati dal vento.

10 Ripetere il test del DNA è possibile
Vi è poi l'ultimo punto. La sentenza motiva il no a un esame di parte del DNA, adducendo la scarsità del campione. Questa affermazione è una pagina bruttissima di diritto perché falsa: è stata smentita dallo stesso consulente dell’accusa, il quale ha detto di aver a disposizione i reperti per poter eseguire nuovi esami del caso.

Ivana ha detto...

Bentornato, Paolo A!!!

Riguardo alla questione dell'" allele sovrannumerario" avevate letto, o no, quanto risulta scritto già nelle motivazioni della sentenza di primo grado?
Per chi volesse dare un'occhiata può partire dalla diciottesima riga di pagina 76 fino alla diciannovesima riga compresa di pagina 81 e, soprattutto, leggere anche dalla sesta riga di pagina 89 fino alla quinta riga compresa di pagina 92.

Anch'io, come Paolo, capisco il ragionamento di Chiara, anche se non essendo una addetta ai lavori giuridici, non avendo letto tutti i faldoni e non avendo seguito fisicamente il processo in aula, evito di esprimere una mia opinione sulla strategia seguita dai difensori.

Chiara ha detto...

PaoloA
è possibile...ma diciamo che personalmente ho avuto lo stesso riscontro negativo che riferisce Infanti, nel momento in cui ho chiesto certe delucidazioni (carte alla mano, non a chiacchiere); ho poi letto nella sentenza già di primo grado, quando ripercorre le udienze, date che appunto corroborano un iter differente da quello che vuole la vulgata e siccome rispetto a dette date non ho trovato obiezioni di sorta nell'atto di appello, direi di potervi credere. Insomma: certezza ovviamente no, non c'ero, ma diciamo che non mi sbilancio con superficialità quando dico ciò che dico, ecco. Quando ho cercato conferme non le ho trovate.

Ma dimmi, fammi capire....mi pare tu sia per l'assoluzione, giusto? Allora non ho capito, perchè mai la conferma della condanna porterebbe alla verità, mentre l'annullamento senza rinvio l'insabbierebbe? In teoria, più facile si riaprano le indagini nel secondo caso....mi spieghi il tuo punto di vista?

Chiara ha detto...

Gilberto
la tua sinossi del mio intervento è del tutto errata.
codici linguistici differenti, evidentemente (alla mala fede non voglio pensare)....appunto dico che non tutto è alla portata di tutti.
potrei anche chiarire ulteriormente, ma tanto non interessa.

Guglielma Vaccaro ha detto...

La questione è molto semplice e grave: nella sentenza di appello è stato scritto il falso? A sentire qualcuno pare di sì.

Gilberto ha detto...


Paolo A scrive

"E' già un miracolo che Massimo Bossetti sia arrivato vivo sino a questo punto, se la Cassazione annulla con rinvio vedrete che succederanno cose dell'altro mondo, se annullano e basta cioè senza rinvio allora significa che vogliono insabbiare il caso, se condannano Bossetti, allora tutto può succedere, anche che venga fuori la verità sulla morte di Yara"

Ni sembra una sintesi davvero esauriente. Sarà poi che saranno scoperte le carte e si capirà…

Gilberto ha detto...

Mi è scappata una N invece di una M: Mi sembra

Antonello ha detto...

@Ivana

Mah, guarda quello che scrivono le Esimie a me sembra costantemente bicamerale contro chi anche solo prova a difendersi, e quindi manco degno di lettura.

La Difesa puo' aver sbagliato? Certo, e dove sarebbe la novita'?

Sbaglaino tutti, e sbagliamo tutti, siamo tutti umani mi sembra, noi, a parte certi/e laureati/e, ed anche chi difende sembra sia registrato come umano, ma il vero problema che nascondono gli attacchi a chi anche solo prova a difendersi e' che se non ci fossero certe storture concettuali nella Giustizia italiana manco ci sarebbe il bisogno di gente che si difende.

Invece le storture nelle Accuse ci sono eccome, ragionevolissimi dubbi se ne trovano a mazzi, e lo dimostrano svariati Dna dimenticati e non identificati, ed uno che verrebbe eletto a Prova Regina senza che ci si senta almeno in dovere di illuminare, se non verso una propria coscienza, al cospetto di un popolo intero in nome del quale si vorrebbe sentenziare e che guarda stupito, un logico Nesso Causale che leghi il Dna di Ignoto 1 alla scena aggressoria.

Non c'e', non viene manco provato a cercare, dove sarebbe? Ditemelo voi, io non lo trovo, e sto parlando di Nesso Causale Logico e valido, che regga il ragionevole dubbio.

Quale sarebbe il Nesso Causale Logico che legherebbe il Dna rinvenuto a tre mesi di esposizione alle intemperie su un lembo RECISO ad una scena aggressoria in cui non esistono altre tracce dell'accusato?

E su un lembo RECISO evidentemente da un arnese atto a recidere, dello slip della vittima?

Dna di cui non si puo' sapere il tipo di sostanza da cui e' stato estratto.

Ecco, direi il mio Nesso Causale lega quel Dna al massimo ad una ipotetica composizione posteriore del corpo nel campo di Chignolo, composizione che non significa con certezza altro e ne trasporto, ma composizione, semplicemente i coltelli sono intrisi di possibili Dna in quanto atti a recidere, e quel lenbo non e' stato RECISO con le dita ma con qualche arnese atto a recidere.

Ci siamo? Bene, a questo se ci aggiungo che con quelle variabili e' da folli voler ricondurre quel Dna alla scena aggressoria non credo di sbarellare, ma sbarella chi non riesce a darmi un Nesso Causale decente e degno.

Semmai lo psicotico me lo piglio per sopportare certe fantasiose e saltimbanche presenze, che sottolineano gli errori della Difesa dimenticando che senza certe accuse certe difese manco avrebbero l'indispensabilita' di esistere come tali.

Semplicemente.

Ma di cosa parliamo? Ma pensa te, che se ritrovassero un presunto Dna di Chiara, insieme ad altri undici, sugli slip di un fotomodello a caso smonterebbe mezza Italia per dimostrare l'indimostrabile e rifiutare di dover provare il contrario ed insultando tutti i laureati di questo pianeta.

Ma per favore.

Mettono nel vetrino gli errori della Difrsa per non dover metterci quelli lampanti dell'Accusa, e che due sentenze confermino e' anche piu' grave e sbalorditivo, ma li ci sono fior fior di tecnici, che se capitasse a loro scapperebbero a gambe levate da un Diritto del genere.

Vanna ha detto...

Roberta ho dato un'occhiata al tuo fb. Complimenti! Stai facendo un grande lavoro, grazie!
Poco fa hai presentato il riassunto di ciò che non va.
Grazie anche per questo.

Il 12 ottobre si dovrebbe avere una risposta.
E' un giorno significativo, ricorda ufficialmente la scoperta dell'America.

Ma sembra sia accertato che l'America fu solo ri-scoperta da Colombo.

Cosa si potrà scoprire o ri-scoprire il 12 ottobre?

Chissa?

Ivana ha detto...

Antonello,
anch'io ho sempre, insistentemente e noiosamente, espresso le mie perplessità (che restano tali e che evito di annoiare ribadendole), ma almeno io non intendo prescindere da una conoscenza delle motivazioni di ognuna delle due sentenze, sentenze che hanno condotto due Corti distinte a condannare l'imputato.

Per tutti/e

Riguardo al signor Infanti, avevato ascoltato le parole dell'avvocato Salvagni? Quest'ultimo aveva definito tale persona "attore, regista" e aveva sottolineato, in modo determinato e severo, come il signor Infanti non facesse parte del pool difensivo del signor Bossetti, negando perfino che fosse consulente della famiglia Bossetti (dalla quale era stato messo alla porta).

https://www.mediasetplay.mediaset.it/video/pomeriggiocinque/al-telefono-claudio-salvagni-avvocato-difensore-di-bossetti_FAFU000000698094

Ivana ha detto...

E.C.
Leggasi:
(che restano tali ed evito di annoiare ribadendole)

avevate ascoltato

Scusate

Roberta ha detto...

Gugly Guglielma,
ma perchè gli appunti su quello che trovi nel gruppo facebook da me citato, non me li fai qui, anzichè in un posto dove non posso rispondere?
Ma soprattutto, perchè estrapoli immagini dallo stesso gruppo per criticarlo, ma non lo citi?
Paura che qualcuno possa informarsi troppo?
Sei incredibile! Una faccia tosta come la tua mai l'avevo incontrata...

Roberta ha detto...

Ma si!
possiamo anche pubblicarlo l'indirizzo del forum (é pubblico) da dove pontifichi sapendo di non avere contraddittorio.
Meno male che siete solo in tre a cantarvela e suonarvela.

http://viapoma.altervista.org/forum/viewtopic.php?f=4&t=469

Gilberto ha detto...

Credo siano in molti ad aspettarsi una sorpresa dalla Cassazione. Il fatto è che il caso Bossetti ha molti, troppi lati oscuri e... pericolosi per l'immagine e la reputazione della Giustizia.

Tra le tre opzioni

- annullamento con rinvio
- annullamento e stop
- condanna

Se dovessi scommettere sull'esito, sceglierei la seconda. Le altre due sono piene di trabocchetti e di incognite (per la Giustizia ovviamente).

Il rinvio sarebbe destabilizzante per ovvi motivi. La condanna che parrebbe la soluzione più semplice potrebbe poi avere un effetto boomerang sulla Giustizia se uscissero fuori altre verità...

Bruno ha detto...

Dunque da quanto ho capito Carlo Infanti è stato consulente della famiglia Bossetti. In ogni caso anche se adesso non lo è più, è stato comunque consulente fino ad un certo periodo. Ci sarebbe da appurare, (che sia stato o no consulente), se quanto ha scritto nel libro corrisponde a verità.

Roberta ha detto...

Infatti Bruno.
Ci sarebbe da appurare quel che ha scritto e valutare se veramente quel che afferma avrebbe potuto cambiare le cose in merito ad una eventuale assoluzione.
Ci sarebbe da verificare anche se è vero che la difesa non ha preso in considerazione le sue osservazioni e se le sue sono solo paturnie di chi si deve togliere qualche sassolino dalla scarpa.
Io ho leggiucchiato il libro e ora lo sto rileggendo con calma.
Da quel che ho potuto leggere (ma ne sarò certa dopo averlo appunto riletto) non credo ci sia qualcosa che possa spostare di una virgola la situazione attuale (ricordo che la storia delle piume era già emersa).
Personalmente ritengo questa un'operazione sbagliata come modi e come tempi.
Che crea solo confusione e non aggiunge nulla, ma soprattutto non aiuta.

Ivana ha detto...

Roberta, sono d'accordo con te nel ritenere l'iniziativa del signor Infanti fuori tempo e, soprattutto, fuori dalla correttezza (nel caso non siano stati preventivamente consultati i difensori di Bossetti).
Penso anch'io che tale iniziativa non possa essere di supporto al lavoro della difesa.
Condivido, invece, le seguenti parole che erano state espresse dall'avvocato, e docente di diritto, Luca D'Auria: Non conta più se quel DNA è “bello” o “brutto” (come raccontato dal pm di primo grado in un interessante documentario televisivo) ma conta qualcosa di più “alto” (nel senso di importante) dal punto di vista giuridico: è possibile essere condannati in base a una prova (detta scientifica) e questa è stata assunta, come un atto di fede, a prescindere da ogni tipo di contro-valutazione? Sembra impossibile, nel 2017, quando l’articolo 111 della Costituzione stabilisce, come principio sommo, che nel processo penale la prova si forma nel contraddittorio delle parti, cioè permettendo alla difesa di contestare, valutare e svolgere le proprie riflessioni, non già su un risultato “calato dall’alto” nel processo, ma rispetto alla sua vera e propria formazione

Fonte:
https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/23/yara-gambirasio-cosa-farei-se-fossi-lavvocato-di-bossetti/3748601/

Ivana ha detto...

Bruno, l'avv. Salvagni, durante la telefonata a Pomeriggio5 è stato categorico: "il signor Infanti NON è consulente della famiglia Bossetti" dalla quale, in base alle parole dell'avvocato Salvagni, il signor Infanti: "E' stato messo alla porta".

Ivana ha detto...

Insomma, il signor Infanti, in base alle parole dell'avvocato Salvagni, sarebbe stato messo alla porta PRIMA che il signor Infanti si presentasse a Pomeriggio 5

Roberta ha detto...

Grazie Ivana, per aver ricordato l'intervento dell'avvocato D'Auria, che condivido.
Quante volte ho sentito Salvagni (in aula, rivolgendosi alla Corte) chiedere se veramente quello che gli si prospettava era fare un atto di fede nei confronti di quella prova.
Non controllare, non periziare. Credere che fosse così e basta.

Ivana ha detto...

Precisazione
messo alla porta dalla famiglia Bossetti

Roberta ha detto...

Ricordo che tutto nacque da questo incontro relazionato da Sulas:

https://www.ecodibergamo.it/stories/bergamo-citta/bossetti-due-nuovi-consulentidimostreremo-che-e-innocente_1204724_11/

Ricordo che Salvagni smentì subito il fatto che fossero consulenti della difesa.

Quel che io sapevo è che lui seguì tutte le ricerche relative alla gravidanza di Ester dopo aver parlato a lungo con lei le prospettò la possibilità che potesse essere stata sottoposta ad una PMA.

Nel libro lui sostiene di essere stato incaricato da Ezio Denti e di aver anche "lavorato" sul furgone, ottenendo il risultato che sappiamo (la "prova" Furgone ha perso decisamente di valore) e sull'incrocio cellulari/proprietari in zona.
Io avevo un'altra versione dei fatti, e quindi non commento.

Ricordo di averlo visto a tutte le udienze a Brescia, ma non insieme al pool.
Non so se poi si vedessero a pranzo.

Ivana ha detto...

Sì, Roberta, penso che la Cassazione dovrà stabilire se effettivamente, in caso di "irripetibilità sopravvenuta" delle analisi, sia stato corretto tener conto esclusivamente dei raw data, oppure se per quell'"aporia" sia necessario assolvere (o, almeno, procedere con un annullamento con rinvio, per ascoltare almeno il perito super partes?)

Ivana ha detto...

Roberta, ricordo che l'avvocato Bonomo, molto correttamente com'è stato finora nel suo stile, disse solo che qualcuno si era approfittato di un momento di fragilità (comprensibilissima!) della signora Arzuffi ...

https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_febbraio_18/mamma-bossetti-l-inseminazione-l-avvocato-errore-andare-tv-aa838630-f5ab-11e6-a891-35892eecc6d0.shtml

Roberta ha detto...

Si Ivana, ricordo anche io.
Tra l'altro si rammaricò del fatto che lui era assente (credo in ferie) quando Ester decise di partecipare alla trasmissione di Marco Oliva dove parlò della PMA e quindi non riuscì ad evitarla.
Concordo sulla correttezza e discrezione di Bonomo.

Antonello ha detto...

Noto con gioia che qualcuno si incornicia la Laurea e se la tiene bene stretta dando anlei valore e non pretendendo il contrario vaneggiando concetti di Prova senza una qualche ricerca della Verita'.

Riprendo e riquoto:

Avvocato, e docente di diritto, Luca D'Auria: Non conta più se quel DNA è “bello” o “brutto” (come raccontato dal pm di primo grado in un interessante documentario televisivo) ma conta qualcosa di più “alto” (nel senso di importante) dal punto di vista giuridico: è possibile essere condannati in base a una prova (detta scientifica) e questa è stata assunta, come un atto di fede, a prescindere da ogni tipo di contro-valutazione? Sembra impossibile, nel 2017, quando l’articolo 111 della Costituzione stabilisce, come principio sommo, che nel processo penale la prova si forma nel contraddittorio delle parti, cioè permettendo alla difesa di contestare, valutare e svolgere le proprie riflessioni, non già su un risultato “calato dall’alto” nel processo, ma rispetto alla sua vera e propria formazione.

Meno male che qualcuno ragiona diversamente e non a prescindere dai titoli.

Chapou'...questo e' il Diritto, mo' vediamo cosa dice il Rovescio.

Anonimo ha detto...

Le irreperibilità non sono sopravvenute per il semplice fatto che gli esami sono ripetibili. Infatti, come ribadito da Salvagni, nessun consulente della Procura, in dibattimento, ha mai affermato che non fossero ripetibili. Ripetuto fino alla noia. A meno di voler far finta di niente, come nei due processi.

Ivana ha detto...

Anonimo, intendi "le irripetibilità"?

In base a quanto risulta nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, sarebbe stata la difesa stessa ad affermare, nei motivi di appello, che gli inquirenti avrebbero dovuto usare cautele opportune per la conservazione di quei campioni utili a successive ripetizioni e verifiche nel processo e non averlo fatto rappresenta (così aveva affermato la difesa) una gravissima falla processuale.

Temo che non ci siano, per quanto riguarda il campione 31-G20, provette contenenti materiale genetico utile a permettere nuove amplificazioni e penso soprattutto che, sempre per quanto riguarda il campione 31-G20, (cioè il più importante pezzettino di stoffa, il numero 20 della griglia fatta sugli slip) non si possa procedere a una ripetizione delle analisi partendo dalla necessaria estrazione.

Ivana ha detto...

E.C.
Leggasi: falla procedurale

Gilberto ha detto...

Sì le falle… Se si ripetessero le analisi, tutte… e risultasse che Bossetti c'entra come i cavoli a merenda? Qualcuno riesce a immaginare le conseguenze? 70000 pagine come ciambella attorno a quel reperto fantomatico… una spesa colossale… molti addetti ai lavori con le loro carriere… un'immagine della Giustizia compromessa…

Toc toc… c'è qualcuno in casa (tra i colpevolisti)? Ma abbiamo capito o non abbiamo capito cosa c'è in ballo davvero? Bossetti? Nel caso… non sarebbe più lui sul banco degli imputati.

No questo non è da tanto tempo un cold case. Les jeux sont faits, rien ne va plus. Presto capiremo...

Chiara ha detto...

"permettendo alla difesa di contestare, valutare e svolgere le proprie riflessioni"

è stato fatto.
"contestare, valutare e svolgere riflessioni" è stato fatto e indiscutibilmente se ne vantano difesa e capra, dicendo che le loro contestazioni, valutazioni e riflessioni dovevano indurre la corte a valutazioni opposte.
vogliamo smentirli?

basta l'italiano, non serve la laurea.
d'auria ha parlato per nulla, sotto questo profilo.

ciò che è mancata è la ripetizione degli esami, che è un'altra cosa.
ciao Antonello, ciao ciao.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Roberta, io volevo proteggerti, pensa un po'ma visto che la metti così, ti dico che anche nel tuo gruppo viene pubblicata roba proveniente dai faldoni che non dovreste avere, e qualcuno potrebbe farsi qualche domanda.

Roberta ha detto...

Ho conosciuto nella mia vita veramente pochissime ersone meschine e cattive come te. Quella meschinità cattiva che solo le persone che soffrono di complessi di inferioritariescono ad avere. Unitamente alla vigliaccheria che li spinge a pugnalae alle spalle. Si credono furbi e intelligenti ma riescono a provocare negli altri solo una profondissima pena

Bruno ha detto...

Be ci credete che sono emozionato ed in ansia per l'attesa. Meno 3 giorni. Speriamo bene. Per tutti.

Ivana ha detto...

Precisazione

Come si legge nelle motivazioni della sentenza di secondo grado, la difesa (nei motivi di appello) aveva affermato "testualmente": "Occorre evidenziare come detto studio del DNA mitocondriale abbia comportato l'utilizzo nella loro interezza dei campioni relativi alle tracce migliori per qualità e quantità attribuite ad Ignoto 1[...]"

Gilberto ha detto...

Quelle analisi non son da rifare né ora né mai… se anche ci fossero ancora le sostanze utilizzabili... (e molto probabilmente ci sono).

Anonimo ha detto...

Andate a rivedervi la conferenza stampa della coppia Ruggeri Dettori nella quale la stessa donna Letizia scandisce chiaramente che c’e ancora materiale per ripetere eventuali future analisi. Non basta nemmeno lei ?
Il problema, come dice giustamen Gilberto, sta proprio nel risultato che ne verrebbe fuori.non è difficile. Volendo.

antrag ha detto...

Guglielma Vaccaro ha detto...
Roberta, io volevo proteggerti, pensa un po'ma visto che la metti così, ti dico che anche nel tuo gruppo viene pubblicata roba proveniente dai faldoni che non dovreste avere, e qualcuno potrebbe farsi qualche domanda.

9 ottobre 2018 17:53:00 CEST

DOPO AVER LETTO QUESTO MESSAGGIO MI E' VENUTA VOGLIA DI VOMITARE.
ORA STO MEGLIO, GRAZIE, DOPO AVER LETTO LA PRONTA REPLICA DI ROBERTA.

Anonimo ha detto...

Ecco l link della conferenza stampa (giugno 2014) Ruggeri Dettori

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/20/yara-gambirasio-il-pm-indagine-pazzesca-non-ci-saremmo-arresi/1034398/
Vi anticipo lo stralcio in cui si fa cenno alla ripetibilità delle analisi.

“E, sottolinea la Procura, il confronto tra il Dna quello trovato sugli indumenti della vittima e quello del presunto colpevole “è ripetibile”.”
Ripeto, SOTTOLINEA la procura.

Ivana ha detto...

Pare che il Procuratore Generale Marco Martani avesse detto: «non sarebbe stato possibile conservare campioni di riserva per ulteriori analisi perché è stato necessario ampliare il campo delle analisi sui reperti. È stata una necessità investigativa. Le ulteriori analisi finiscono per consumare il reperto, ma non è stato leso il diritto di difesa perché l’imputato all’epoca non c’era».
Fonte:
https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_luglio_02/bossetti-perizia-chiesta-legali-nodo-ripetibilita-test-63766c3c-5fb7-11e7-89db-f0df40559f50.shtml

In base alla relazione del col. Lago, come ripetuto dalla difesa nei motivi d’appello, sarebbero state consumate, nella loro interezza, le tracce migliori …

Anonimo,
nell'articolo da te segnalato, mi sembra che la Procura abbia parlato solo della ripetibilità di un confronto tra il DNA (trovato sugli indumenti della vittima) e quello del presunto colpevole; non ha parlato di ripetibilità a partire dal momento dell'estrazione.
Come aveva detto a Q.G. il prof. Casari,durante una telefonata, "il DNA su cui sono state fatte tutte le varie analisi, quelle più importanti, è stato consumato tutto"
Insomma ci sarebbero ancora delle provette di campioni minori e, credo che,comunque, non si potrebbe partire dall'estrazione ...

Gilberto ha detto...

Rifacendo quelle analisi non è certo Bossetti a rischiare (e ce le metto proprio tutte... anche quelle - fantomatiche - di paternità). A rischiare un flop tanto clamoroso quanto tragicamente comico sarebbe tutta un'indagine che non riesce a stare in piedi neppure con le stampelle. E per fortuna che ci sono quelli di bocca buona… che gli danno credito sui media e ci costruiscono dei romanzi tanto fantasiosi quanto inverosimili, compresi quei format che menano il can per l'aia.

Paolo A ha detto...

Chiara,
capisco che il mio ragionamento sembra contorto, specialmente nella parte che riguarda la conferma della condanna, ma in quel caso la difesa sarà costretta a fare un ulteriore passo e svelare cosa c'è dietro la morte di Yara, ammesso che non l'abbia già fatto a chi di competenza; ti ricordi la lettera di Bossetti letta a QG in cui lui parlava al plurale degli assassini e della successiva intervista della sorella, ebbene è molto probabile che almeno a grandi linee si conosca quello che è successo la sera. Sulla innocenza di Bossetti ne sono certo, non solo perché il vero Ignoto1 è innocente, ma sono altrettanto convinto che Bossetti non sia figlio di Giuseppe Guerinoni, ecco perché dico che l'unico modo per insabbiare il caso è un annullamento senza rinvio.

Gilberto ha detto...

Anch'io credo che verrà annullato tutto senza rinvio. Non credo che si voglia rischiare… La famiglia sa perfettamente che Massimo è figlio biologico del padre legale e forse ne ha le prove. Basterebbe solo quello per far scoppiare uno scandalo non meno eclatante del caso Tortora.

Chiara ha detto...

Paolo A

Scusa, ma come sarebbe estraneo Bossetti pur conoscendo i reali colpevoli? Potrai dirmi non assassino, ma estraneo no con questi presupposti. E perché il suo avvocato tirerebbe fuori una prova da revisione (che revisione non potrebbe dare se già conosciuta o conoscibile) dopo averlo lasciato marcire, finora, in galera sapendolo ingiusto? Giuro, non capisco... Bossetti sa ma non parla, d'accordo coi difensori?

Chiara ha detto...

Gilberto
E perché questo scandalo non esplode? La famiglia - assieme ai difensori - protegge l'assassino a scapito del proprio congiunto?

Anonimo ha detto...

Nell’ultima apparizione a Uarto Grado Camporini ha precisato che anche Previderè ha specificato nella sua relazione che avanzavano aliquote della medesima traccia 31G20. E comunque le tracce erano 13 quindi ne avanzano ancora per fare tutte le ripetizioni che si vogliono. Se si vogliono. Ovviamente saranno pur sempre orfane del mitocondriale. Sai cosa fanno negli USA di una prova non ripetibile ? La usano al posto della carta igienica. Il problematico lo ha detto e ridetto Gilberto, rifare queste analisi sarebbe un grosso problema. Per tutti tranne che uno, che di nome fa Massimo. Il compito della giustizia è quello di perseguire la verità, il che, a questo punto è il vero problema.

Gilberto ha detto...

Chiara
Ho detto 'forse ne ha le prove' intendendo che potrebbe aver provveduto a una ulteriore analisi (che nel caso potrebbe trovarsi nel ricorso in Cassazione) oppure potrebbe avere in animo di fare. Ho detto più volte che nelle analisi di paternità si possono avere degli errori. Nella cronaca sono riportati diversi casi in cui è stato ribaltato l'esito.

Nel nostro caso poi la difficoltà è data dal fatto che Massimo Bossetti si trova in carcere e non possiamo sapere come si è svolta la prova della quale poi non esiste documentazione ma soltanto la dichiarazione della dottoressa Gino.

L'unico documento a disposizione sono le fotografie che ci raccontano tutt'altra storia.

Strano che tu avvocato non ti renda conto che una dichiarazione non vale nulla. Non sappiamo neppure chi ha firmato il fantomatico documento (che non si trova agli atti). L'ha firmato la dottoressa o qualun altro?

Gilberto ha detto...

Se non l'ha firmato la dottoressa è come avere un testimone che testimonia in vece di altri. Si sta parlando davvero del nulla. Perché, mi chiedo, il tribunale non ha chiesto che il documento venisse prodotto e messo agli atti? Questa omissione mi sembra a dir poco sorprendente...

antrag ha detto...

Esiste negli atti giudiziari del carcere di Bergamo un documento che registri il giorno, l'ora e chi avrebbe fatto il prelievo (spedito poi a Torino!) al muratore detenuto (indagato, imputato o sotto processo per omicidio)?

Come sicuramente deve esistere il documento che certifica i permessi concessi al muratore per partecipare ai funerali del marito di sua madre …




Paolo A ha detto...

Chiara,
Bossetti non conosce i reali colpevoli, quella lettera è stata scritta dietro dettatura della difesa, solo questi ultimi possono conoscere la verità, ammesso che la conoscano, ma ripeto che quello che ha scritto Bossetti è abbastanza indicativo di quello che hanno in mano.

Lo stesso Salvagni ha affermato che la difesa stava rileggendo le carte, in particolare alcuni passaggi degli atti che erano stati analizzati un po' superficialmente.

Sul motivo che non l'abbiano ancora utilizzata potrebbe essere una questione di tempi, cioè che queste notizie siano arrivate da non molto tempo e allora ci sono dei tempi tecnici per cui questa pista è contenuta nei motivi aggiunti.

Però sono mie deduzioni che potrebbero essere sbagliate, vedremmo quello che succederà, oramai manca poco, anche se non sono sicurissimo che la sentenza venga emessa il giorno 12.

Gilberto ha detto...

Un avvocato dovrebbe sapere che proprio in questi casi i formalismi sono davvero importanti. Io ti dico come testimone che c'è un documento che dice una certa cosa e tu tribunale non ne richiedi una copia di controllo? Sono esterrefatto. Qui il problema non è né l'accusa e né la difesa, è l'atto formale che dovrebbe accompagnare qualsiasi fatto rilevante come attestazione e come verifica.

Chiara ha detto...

Temo vi siate fatti un'idea piuttosto distorta del giudizio di cassazione: nessuna novità di merito, eventualmente esistente, entrerà. Si dibatterà della sentenza d'appello. Stop.

Gilberto, tutto quello che vuoi, ma avere tenuto in galera il proprio assistito pur avendo la chiave della cella da ben quattro anni, è roba da galera. Davvero credi davvero sia possibile?

antrag ha detto...

Chiara, tu adduci per l'esistenza del documento sull'esame di paternità di Torino una prova indiretta.

Si vuole invece che tale documento venga semplicemente mostrato e protocollato negli atti del processo.

La riluttanza e l'oscurità che avvolgono il documento suddetto sono gravi indizi concordanti che il documento non esiste.

Paolo A ha detto...

Chiara.
Potrebbe trattarsi di cose già entrate a processo che potrebbero essere lette in maniera differente grazie a nuovi elementi? E poi comunque la Cassazione potrebbe tagliare il nodo rinviando ad altra corte d'appello.

Gilberto ha detto...

E poi voglio aggiungere, cosa che ho già detto, che di sicuro la famiglia in caso di assoluzione del congiunto, anche se in possesso di una prova di paternità che la conforta, di sicuro non solleverebbe il problema, si terrebbe il padre putativo sapendo che quello vero (biologico) è il signor Giovanni Bossetti. E come darle torto. Se dopo tante disavventure Massimo Bossetti potesse riabbracciare i suoi cari da innocente, tutta la famiglia di sicuro vorrebbe solo dimenticare la dolorosa vicenda e trovare conforto nel ricordo dei propri cari.

Gilberto ha detto...

Chiara
Ma hai letto bene quello che ho scritto?

antrag ha detto...

Stupidità o malafede dei giureconsulti? In questo blog.
La Cassazione non entra nel merito vuol dire che non può cambiare il libero convincimento dei giudici d'appello, libero convincimento che ha determinato la sentenza di appello.

Ma la Cassazione sicuramente potrà dire che l'accertamento di un fatto è stato fatto per vie inusuali o errate ed è necessario, per esempio, ripetere il processo di secondo grado,
mettendo così le premesse perché il libero convincimento dei nuovi giudici possa cambiare nel considerare prove i fatti accertati nel modo giusto.

Gilberto ha detto...

O forse qualcuno pensa che la famiglia di un carpentiere con limitati mezzi economici si netta contro l'istituzione Giustizia nel caso ritenesse che sono stati violati i suoi sacrosanti diritti costituzionali? L'obiettivo della famiglia è riportare a casa il congiunto innocente.

Tutto il resto è al di fuori della sua portata e forse anche della portata di un qualsivoglia collegio difensivo, soprattutto se scelto a livello locale dove più forti possono essere i condizionamenti e le pressioni. Le strategie tengono sempre conto di uno squilibrio di forze e di mezzi, anche se a qualcuno piace rappresentare una giustizia imparziale con una bella bilancia in primo piano…

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sulla sproporzione il caso in parola ci 'rassicura' e ci 'conforta'... (si fa per dire)

Chiara ha detto...

Mio piccolo arrogante amico, ti regalo un altro frutto della mia ignoranza: la Cassazione potrebbe anche trovare censurabile per logica o metodo anche il ragionamento sotteso al libero convincimento e perciò cassarlo. Vedi che proprio non impari niente? Facciamo che studi e poi ripassi. :)

antrag ha detto...

Chiara, la mia congettura è corroborata dalla tua precisazione.

Grazie

Chiara ha detto...

Ma figurati Gilberto, la sproporzione di tempi e mezzi tra accusa e difesa è leit motiv di alcuna novità tra gli addetti ai lavori. Parlando poi di indagini tecniche apriti cielo: se di avvocati in gratuito patrocinio ne trovi a mazzi, di consulenti manco uno. Pare siano gli unici a morire di fame se attendono il pagamento dello stato. Bella genia quella dei consulenti!

Chiara ha detto...

Ma sentite una cosa.... secondo voi.... metà strategia processuale è incentrata sulla irripetibilità degli esami; l'altra metà sulla richiesta di ripetizione. Sinceramente, cosa pensereste voi, dovendo giudicare il tutto? Cosa vuole l'imputato?

Chiara ha detto...

Roberta, senti, vedo che hai l'atto di appello: perché non lo pubblichi integralmente anziché per frasi monche e isolate? Sono sicura che a molti interesserebbe leggerlo senza filtri. Farai?

Gilberto ha detto...

La tua osservazione Chiara è davvero interessante, se è vero quello che dici

"la Cassazione potrebbe anche trovare censurabile per logica o metodo anche il ragionamento sotteso al libero convincimento e perciò cassarlo"

Significa che La Cassazione non solo si occupa degli aspetti formali, la grammatica del processo, significa che si occupa anche della sostanza (le deduzioni). La forma in senso aristotelico. E' proprio in quel confine incerto che il caso Bossetti potrebbe trovare un esito imprevedibile (per i colpevolisti).

In realtà la partita si gioca più che altro su quello che non c'è piuttosto che su quello che c'è. Quello che non c'è rimarrà probabilmente fuori dal campo visivo, ma non per questo non farà sentire i suoi effetti. Quello che c'è d'altro canto è talmente insussistente che neanche centomila pagine di resoconto possono elevarlo non dico al rango di prova, ma nemmeno a quello di indizio.

Vedremo come andrà a finire..

Antonello ha detto...

Riporto:
""permettendo alla difesa di contestare, valutare e svolgere le proprie riflessioni"

è stato fatto. (???)
"contestare, valutare e svolgere riflessioni (???) " è stato fatto e indiscutibilmente se ne vantano difesa e capra, dicendo che le loro contestazioni, valutazioni e riflessioni dovevano indurre la corte a valutazioni opposte.
vogliamo smentirli? ( Ma come un fulmine)

basta l'italiano, non serve la laurea.
d'auria ha parlato per nulla, sotto questo profilo. (L'italiano non e' partigiano, alcuni partigiani erano.pero' italiani)

ciò che è mancata è la ripetizione degli esami, che è un'altra cosa.(Manca uno straccio di Nesso Causale Logico e verosimile che leghi in maniera inoppugnabile il dna rinvenuto tre mesi esposto alle intemperie ed il rinvenuto, ED INOLTRE la ripetizione degli esami)
ciao Antonello, ciao ciao." (Ciao vai in Cina?)

Ma ciao de che?

Ma stai scherzando o cosa? Ti stanno dicendo che hai creato una simil constatazione basata su dati grezzi di un Dna che la Difesa non ha potuto ne valutare e ne contestare, gli hai affibbiato la targhetta salvifica di Prova, contro tutte le Procedure normali che prevedono garantiti i Diritti di Difesa nel cintraddittorio dellemparti in dibattimento e tu rispondi "ciao ciao".

Ma devi ringraziare che ste robe non le fai a casa mia, atteso che ancora qualcuno mi deve dimostrare che un Tribunale sarebbe casa privata di un Giudice o di un'Accusa in forza di una Laurea.

A casa mia non avresti manco il tempo di dire o scrivere "ciao ciao", ciabatte in mano e fuori della porta.

Ma roba da matti, vedere il cielo azzurro e giurare sia verde, ma con che faccia difendi ancora sta robaccia?

Incredibile, e poi mi aprli di rispetto, ma dai, per favore, sii seria...

Anonimo ha detto...

Vorrei dire una cosa alle due avvocate, la prima insopportabile, sul serio, la seconda, Chiara, seppur supponente, ha fornito interessanti spunti di riflessione e di conoscenza, che non in Cassazione, ma in appello se non altro esiste la cosidetta giuria popolare che orrore è estratta a sorte e di diritto è spesso digiuna. Non che non sia indirizzata dai giudici, ma comunque dice la sua, è ascoltata ed è il primo banco di prova della motivazione della sentenza. Quindi direi da addette ai lavori, se poi postano su uno spazio non creato da addetti ai lavori, di portare lumi e non di considerare il popolino infame e incapace .. del resto pure loro due non sono nate edotte. E non è che il non possedere una laurea in giurisprudenza significhi essere analfabeti ( vorrei dire anche che solo a senso il protocollo si riferirà a precise modalità di presentazione e scrittura dei pareri, per essere giudicati idonei e comparabili, la formalizzazione vuole dire restituire in forma ufficiale ed opponibile un qualcosa quindi esporlo secondo modi e requisiti prestabiliti etc). Detto questo non so se Bossetti sia innocente o meno, certo è difficile spiegare come mai sia stato rinvenuto il suo dna laddove dice di non essere mai stato, nè sono in grado di valutare quale sia, pur con procedimento corretto, il grado di errore nel tracciare un qualsiasi dna per amplificazione (non esiste procedura tecnica sicura totalmente, non esiste per definizione), che è cosa diversa dal sostenere che un dato dna non può essere di altri rispetto al soggetto individuato poichè la probabilità che si verifichi ciò è infinitesimale. Mi resta un grande dubbio, pur nella consapevolezza che la realtà ha più fantasia del sogno, ovvero che Bossetti colpevole è una realtà priva di narrazione .. inconsueta .. persona banale, senza precedenti, senza contatti con la vittima, dedita ad una sessualità esplicita, vedi lettere in carcere, poco idonea ad approcci con ragazzine, con moglie, figli (pare non abusati), che nessuno ricordi mai aver guardato solo strano qualche ragazzina, senza vizi particolari, a parte una cura compulsiva per il suo aspetto fisico, con un lavoro, una casa, un passato normali. Una morte in fondo inutile quella di Yara, in quanto non è nemmeno stata uccisa dal suo aggressore, ma lasciata morire, con in tasca una sim e una batteria (un dettaglio che mi ha sempre lasciata perplessa). Insomma si dovrebbe essere invaghito anzi nemmeno aver avuto un raptus improvviso per una ragazzina appena sviuppata ipotizzando di poterla sedurre seduta stante, che di fronte ad un rifiuto inatteso avrebbe perso il controllo e l'avrebbe percossa per farla tacere scappando all'improvviso e senza nemmeno poi, lui muratore,che viveva in zona cercare di farne sparire le tracce.Altre ipotesi sono invece sono forse false ma con maggior narrazione e meno rare .. un atto di bullismo finito male, una violenza tra pari, un rapimento lampo da parte di due disgraziati o un sequestro per ritorsione contro la sua famiglia, un adulto simil pedofilo frequentante la palestra, un'aggressione sessuale a cui le cronache di oggi ci hanno reso più adusi, ma allora lo eravamo meno. Tutte le alternative appaiono più lineari, raccontabili, la storia di Bossetti invece sembra sempre non trovare la quadra: è come quei libri in cui si dice che la trama è una forzatura. Manca quasi di verosomiglianza, eppure rimane quel maledetto dna che deve spiegare come mai è finito lì.

Antonello ha detto...

@anonimo 00.14

Ma e' proprio questa la stortura concettuale, logica e persino giudiziaria, un essere umano puo' spiegare tutto meno l'inspiegabile, proprio perche' innocente, quotidiano ed invisibile, e pur rimanendo non per questo magari incolpevole su fatti conseguenti.

Dovrebbe essere invece l'Accusa a dimostrare che quel Dna li e' stato depositato direttamente dall'accusato e direttamente durante la scena aggressoria, allora si che sarei il primo a chiedere che si buttino le chiavi.

Ma questo a me non sembra sia avvenuto, l'Accusa non ha dimostrato proprio nulla aldila' di quello che ha presunto arbitrariamente fosse, e non da sola.

Anche perche' chi puo' sapere "oltre ogni ragionevole dubbio" che quella minuscola traccia di Dna possa essere stata rilasciata dal suo titolare e proprio durante una scena colpevole aggressoria quando anche altre tracce prevedibili e coerenti non se ne ritrova traccia sullo stesso corpo?

Nessuno puo' dimostrare una cosa del genere, ed e' proprio questo che preoccupa, ogni giorno la gente, milioni di persone e di Dna svolazzano o vengono depositati su oggetti che svolazzano, i nostri animali domestici sono ricolmi di nostri innocenti Dna, e girano incolpevoli, e dovrebbero essere i titolari a dover spiegare qualcosa di "naturalmente" inspiegabile e geoposizionabile in se persino ad un'Accusa?

Per questo io dicevo, manca un Nesso Causale che ricolleghi quel dna a quanto rinvenuto ed ad una responsabilita' "oltre ogni ragionevole dubbio" che invece si urla, non basta che sia li rinvenuto, potrebbero in santa pace esserci li duemila Dna di persone incolpevoli, e questo da solo non puo' e non dovrebbe bastare, secondo me ed una logica non smentita ne smentibile, nemmeno a portare avanti un rinvio a Giudizio, ripeto, da solo.

Anche perche' qui il dato viene definito dalla scienza "Impossibile in natura" e dal migliore genetista al mondo, quindi qualcuna se ne fara' una ragione se l'appunto arriva non solo titolato ma anche di massimo prestigio.

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Atti stessi il dato viene denominato "in abbondante traccia inutilizzabile (della vittima) STRAORDINARIAMENTE OTTIMO genotipo", segno che anche il povero perito ha provato inutilmente ed inascoltato ad accendere due luminicini intermittenti attenzionando l'irragionevolezza in se e segnalandola a chi evidentemente non considerava i ragionevoli e scientifici dubbi.

Non solo, ma quel dna, essendo sconosciuto il tipo di sostanza originaria, era rinvenuto su un lembo degli slip della vittima RECISO, aprendo la logica e verosimile possibilita' che potesse in ogni tempo essere comunque stato depositato non dal titolare ma da un arnese atto a RECIDERE da chiunque impugnato, che per sua natura nasce e RECIDE da quando e' nato per migliaia di volte.

Come si fa a dimostrare una cosa che nella normalita' succede ogni santo giorno nell'invisibilita', come il rilascio inconsapevole ed incolpevole di invisibile Dna ovunque e su ogni portatore possibile che a sua volta puo' essere incolpevole su cosa gli accade intorno?

Nessuno puo' farlo, ma nemmeno la P.m. stessa ha mai potuto geoposizionare il suo Dna sapendo spiegare e dinostrare in ogni secondo della sua vita dove si trova, perche' ed in quali situazioni si e' depositato.

Nessuno puo' dimostrarlo, ne i Giudici, ne nessun giornalista, non i farmacisti, e nemmeno nessun laureato, semplicemente perche' e' impossibile spiegarlo, e quindi da solo il dato non puo' escludere tantomeno l'innocenza eludendo palesemente invece i "ragionevolissimi dubbi" che il dato origina.

Ma anche Preceduralmente spetta invece, e quindi, all'Accusa dimostrare le responsabilita' che afferma di ricondurre senza manco poi spiegare, ma io lo dico per loro, hai trovato un Dna su un corpo?

Va benissimo, tanto un corpo nessuno lo riporta purtroppo in vita, ma mi vuoi spiegare in base a quale deduzione oggettivamente ineludibile tu lo riconduci "oltre ogni ragionevole dubbio" ad una azione aggressoria, che si conferma pure, avvenuta tre mesi prima?

(Continua sotto)

Antonello ha detto...

(Continua da sopra)

Ora, quello che e' impossibile ad un'Accusa e' da culturalmente pretenziosi ed ignoranti pretenderlo ad una Difesa, tantopiu' che e' l'Accusa che ha l'onere di spiegare e dimostrare in un'Aula di Giustizia che sia tale.

Ma a me sembra lapalissiano ed anche basilare, talmente semplice che forse sono concetti che vengono considerati spocchiatamente ovvi e da ovviare, e purtroppo qui anche ovviati.

Ma nemmeno chi sostiene il contrario, e che magari dopo di questo commento rilancera' le sue sicumere, puo' arrivare a spiegare dove e', perche' ed in quale situazione il proprio Dna si e' depositato, ne Gugly nonostante urla colpevolezze senza capire, ne Chiara purtroppo pure capendo.

Ed io non mi diverto a lamentarmi con litanie su commenti che evidentemente non posso e non riesco a condividere, ma e' normalissimo sentirmi in dovere di sottolineare che "in abbondante chilometri di accuse straordinariamente ottimo alibi in assenza di ogni altra dovuta ed assente spiegazione e dimostrazione".

E trovo stucchevole leggere che queste sarebbero sostanze "sbrodolose", quando nemmeno mai affrontate dovendo impegnarsi a parlare, convenientemente all'Accusa, degli errori strategici della credo umana Difesa.

Wolf ha detto...

A me interessano poco questi discorsi di tecnicismo legalese che ci immergono in una fitta giungla dove nemmeno a colpi di macete si riesce ad uscirne.

Cerchiamo di semplificare partendo dall'origine.
Quel maledetto Dna.
Perchè complicare le cose?
Su quel lembo di mutanda c'era un Dna completo (Nucleare+Mitocondriale).
Appartiene ad una sola persona denominata Ignoto1.
Non è vero che al Dna di Ignoto1 manca la parte mitocondriale, è impossibile.
Non è vero che quel mitocondriale solitario appartiene ad un altro soggetto sconosciuto. Appartiene nella sua totalità con il Nucleare solo ad Ignoto1.

È inverosimile che chi ha usato violenza sulla ragazzina abbia lasciato quella unica traccia.

È piu plausibile che:
Ignoto1 è colui che ha maneggiato quel lembo a mani nude, come si è visto bene in quel video. Ah si, ci hanno detto che è una traccia mista, ma è vero?.
Come è possibile che una traccia mista contiene del Dna di qualità migliore di quello della vittima?
(confrontiamo questo Dna con quelle mani nude viste nel video per togliere ogni dubbio?)

È altresi plausibile che la situazione detta pocanzi non si sia verificata.
Allora rimane che quel Dna Nucleare + Mitocondriale denominato Ignoto1, non è di Bossetti.
Quindi che è accaduto?. Molti pensano alla frode ma nessuno lo dice apertamente.
Che sia proprio andata cosi?.

Una ripetizione tanto voluta e tanto negata, svelerà l'arcano.

Gilberto ha detto...

Riporto le parole di Wolf

"Quindi che è accaduto? Molti pensano alla frode ma nessuno lo dice apertamente"

Sono stati costruiti dei filmati tarocchi sul camioncino di Bossetti, ad usum Delphini, se tanto mi da tanto il sospetto di Wolf parrebbe plausibile.

Io credo che ormai sono in molti ad aver capito che Bossetti è completamente estraneo all'omicidio. Credo perfino che tutti gli addetti ai lavori ormai ne sono pienamente convinti (è il segreto di Pulcinella).

E allora? Forse si aspettano tutti, forse chissà perfino la Procura, dalla Cassazione, una sentenza consequenziale e... liberatoria (salvo è ovvio i soliti integralisti, colpevolisti per fede nei nanogrammi monchi e miracolati).

Quale?

A buon intenditore...

Chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Roberta ha detto...

Non ho capito di quale atto stai parlando Chiara.

antrag ha detto...

Chiara mi spieghi come si fa ad eliminare un proprio commento?

Biologo ha detto...

@Wolf

-scrive: Cerchiamo di semplificare partendo dall'origine. Quel maledetto Dna.

E qui sta il capolavoro dell'accusa, e dico "capolavoro" senza essere ironico. E' un capolavoro per davvero: l'aver convinto tutti che il DNA sia il punto di partenza.

Se davvero il DNA fosse stato il punto di partenza, il caso sarebbe stato già risolto nel luglio o nell'agosto del 2012, quando, dopo il tampone buccale effettuato il 27 luglio 2012 alla signora Ester Arzuffi, si era già ottenuto il profilo del DNA nucleare di quella che poi soltanto nel 2014 racconteranno essere la madre di Ignoto 1.

Ricordate "la sistematica condivisione di almeno un allele" del profilo di Giuseppe Guerinoni con il cosiddetto profilo Ignoto 1? Cioè, ricordate che il 50% del profilo Ignoto 1 è costituito da alleli riscontrabili nel profilo di Giuseppe Guerinoni? Probabilità di una su milioni su milioni?

Bene. Nel 2012, a luglio o ad agosto, gli inquirenti già si erano ritrovati con un altro profilo con lo stesso tipo di compatibilità, una su milioni di milioni, quello della signora Ester Arzuffi! Ed è proprio l'evidente impossibilità di non essersi accorti di aver "beccato" la madre di Ignoto 1 già nel 2012 a rendere più che sospetta tutta la ricostruzione presentata successivamente...

Vi dirò di più, un altro spunto di riflessione piuttosto serio. Sapete perchè ci hanno raccontato dell'errore del prof. Giardina?

Perchè l'errore del prof. Giardina era proprio la scusa ideale per giustificare le analisi effettuate nel 2014 dai prof. Previderè-Grignani sui DNA nucleari delle 532 donne delle valli tra cui saltò fuori la madre di Bossetti. Cioè l'evento utile a giustificare una seconda analisi del DNA nucleare della signora Ester Arzuffi, quell'analisi che nel racconto ufficiale sarebbe stata decisiva per "scoprire" l'esistenza di uno "sconosciuto" Massimo Bossetti.

Con tutta questa storia intrigante che hanno raccontato cosa sono riusciti a far dimenticare di fondamentale?
Che il profilo del DNA nucleare di Ester Arzuffi era già stato ricavato 2 anni prima! Ovvero che due anni prima dell'individuazione "ufficiale" di Massimo Bossetti gli inquirenti avevano in realtà già individuato la donna che, unica tra "milioni di milioni", aveva un profilo perfettamente compatibile con quello di Ignoto 1.

E, guarda caso, il profilo del DNA nucleare della signora Ester Arzuffi salta fuori per la seconda volta ad appena 30 giorni dalla scadenza dei 24 mesi previsti dalla legge per la conservazione dei tabulati telefonici da parte dei gestori. Cioè a pochi giorni dalla possibilità di ottenere i tabulati risalenti ai giorni in cui alla signora venne fatto il tampone del 2012!

[continua...]

Gilberto ha detto...

Credo che lo si possa fare con l'account Google. Ma non l'ho mai fatto e quindi non ne sono sicuro.

Biologo ha detto...

[...continua]

Insomma, riassumendo la "scoperta ufficiale" di Bossetti:

- Bossetti sarebbe stato individuato tramite il profilo del DNA nucleare della madre ottenuto nel 2014, eppure il profilo della madre era già noto nel 2012.

- Una conferma della sua presenza in zona sarebbe data da quel filmato del furgone, filmato saltato fuori da un CD consegnato spontaneamente ben due mesi dopo, quando, sempre "ufficialmente", le analisi degli inquirenti nei primi giorni della scomparsa non lo avrebbero trovato negli hard disk collegati alle telecamere.

- Il filmato sarebbe stato studiato con attenzione soltanto dopo la scoperta della madre nel giugno del 2014. Eppure in quello stesso filmato gli inquirenti nel 2011 avevano visto il furgone del custode della palestra! E, guarda caso, si vede il furgone del custode che incrocia proprio il "furgone di Bossetti".

- I tabulati delle celle telefoniche sono stati filtrati al computer (hanno noleggiato migliaia di euro di computer appositamente!) sia con filtro positivo che con filtro negativo. Il cellulare di Bossetti solitamente si agganciava alle celle di Mapello, Ponte San Pietro, Terno d'Isola e Brembate. Rientrava perciò perfettamente nelle celle d'interesse. Però, sempre "ufficialmente", nel 2011 sia i filtri positivi che quelli negativi non avrebbero restituito alcuna indicazione utile ad individuare Bossetti. Eppure quando nel 2014 sono andati a rivedere i tabulati le indicazioni utili le hanno trovate... Hanno giustificato la "svista" dei computer con il ristretto range orario impostato. Ma se un'utenza che ogni giorno in quel range ristretto aggancia le celle "sparisce" proprio mentre sparisce Yara, allora il filtro negativo doveva individuarla! E su questo punto le contraddizioni sono persino aumentate in seguito a quella nota della Vodafone.

- Le testimonianze dei vicini che raccontano di uomini appostati fuori alla stradina che si deve percorrere per allontanarsi dalla casa di Bossetti. Testimoni non ammessi al processo.

[continua...]

Biologo ha detto...

[...continua]

- Le email della società Hacking Team pubblicate da WikeLeaks. Il materiale non è mai stato screditato da nessuno, chi negli USA ci ha provato ha poi dovuto fare un passo indietro e, non di rado, dimettersi quando WikiLeaks ha puntalmente dimostrato l'autenticità delle email con i DKIM. L'autenticità delle email non è stata smetita neanche dalla HT stessa, che si è limitata ad affermare che il materiale sensibile non era stato diffuso. Tant'è che la società in questione lavora ancora per lo Stato italiano (di certo almeno fino al 2017). Ciò è provato dai resoconti parzialmente secretati della commissione parlamentare per la sicurezza della Repubblica in cui la società compare nei pochi elenchi consultabili che riportano le aziende con cui lo Stato ha in essere degli accordi.
E in questo caso la fortuna assiste gli inquirenti: la società ha un tool chiamato YARA, i dipendenti nelle email fanno battute su questo tool, e si può distogliere l'attenzione dalle frasi serie dell'amministratore delegato Vincenzetti in due precisi scambi di email facendo credere che si tratti soltanto di una "fissazione per complottisti". Ma l'amministratore, in un'email del 17 giugno 2014 dal titolo "Il caso YARA", commentando il clamore delle notizie di quei giorni scrive

"il merito del successo di questa indagine va a una certa tecnologia investigativa informatica prodotta da un’azienda a noi molto nota.Insomma: ci hanno appena chiamato i ROS di Roma. Per complimentarsi e ringraziarci.".

e in un'email del 2015

"Just remember what our technology helped to achieve in Italy (e.g., excellent Mafia cases, the Yara Gambirasi murder, ecc.)"

Le email sono materiale rubato, materiale inutilizzabile, che non ha valenza probatoria, il teste Vincenzetti proposto dalla difesa quindi non viene sentito al processo. Salvo che a Vincenzetti non avrebbero certo chiesto di confermare le email rubate e inutilizzabili, ma della telefonata del ROS, verificabile con i tabulati.

[continua...]

Biologo ha detto...

[...continua]

Volete un'ulteriore prova che quelle email contengono una parte di realtà che ci è stata nascosta?
La società HT è di Milano, a Milano c'è il ROS ma, guarda caso, è stato davvero il ROS di Roma ad occuparsi di parte delle indagini su Yara. Se fosse stata un'email fantasiosa, anche ammesso che l'ad di una società milionaria si metta a perdere tempo in demenzialità del genere, avrebbe scritto ROS di Milano... Invece, guarda caso, guarda caso, becca la sede giusta. E l'anno dopo se ne vanta pure con una potenziale cliente anglosassone.

Insomma, se pure quel DNA di Ignoto 1 fosse perfetto, con tanto di analisi del DNA nucleare a regola d'arte e di mitocondriale corrispondente, tutti questi fatti innegabili basterebbero a dimostrare che la ricostruzione delle sequenza delle fasi dell'inchiesta raccontata dall'accusa non è che un racconto di fantasia.

Se poi vogliamo anche aggiungere che esiste una pubblicazione scientifica in cui oltre 800 (sì, ottocento!) campioni di DNA abbondanti sono stati esposti all'aperto nelle più varie condizioni ambientali, in tutte e quattro le stagioni, per poi essere analizzati proprio con gli stessi kit utilizzati nel caso Gambirasio e nessuno di questi campioni ha restituito risultati già prima che fossero trascorsi nemmeno 30 giorni, l'assurdità della situazione dovrebbe risultare più che palese.

Perciò Bossetti potrà anche essere condannato. Condannato con tutti i crismi di legge, con una sentenza ineccepibile dal punto di vista del codice. Ma, se ciò dovesse accadere, nessuno potrà mai sostenere che tale sentenza di condanna, perfetta dal punto di vista giuridico, è la naturale conseguenza di una corretta analisi di come si sono svolti veramente i fatti.

E nel caso, alla luce di tutte le cose assurde e contraddittorie emerse con il tempo, bisognerà ammettere che chi è riuscito a far si che l'accusa rimanesse in piedi su basi tanto traballanti fino alla condanna definitiva ha davvero compiuto un capolavoro machiavellico.

roberta ha detto...

Complimenti Biologo!
E grazie. Letto di un fiato e riletto ancora!
Contributo molto interessante.

Gilberto ha detto...

Io credo che gli inquirenti abbiano bluffato, convinti davvero di avere in mano l'assassino. Quando poi si sono accorti di aver preso una solenne cantonata le cose erano andate troppo avanti, con l'"avveniristica indagine" (uso un eufemismo) che avrebbe metto tutti nella merda (qui non uso un eufemismo).

La speranza di tutti, adesso, (compresi gli addetti ai lavori) è la Cassazione, con una sentenza che possa mettere una bella pietra sopra la grande indagine...

Antonello ha detto...

@Wolf

Idem, anche io trovo non interessanti i tecnicismi, rimane che gli unici dati a disposizione su cui poter ragionare ce li danno le sentenze ed ogni tanto qualche articolo, anche li perché non si capisce se ci siano meno un'Ordinanza di secretazione degli Atti, a me risulta Pubblici, contenuti nei faldoni di Indagine ed in base a quale orpello.

E trovo anche logiche le seguenti domande che emergono dalla tua analisi e segnatamente:

- È inverosimile che chi ha usato violenza sulla ragazzina abbia lasciato quella unica traccia.
- Come è possibile che una traccia mista contiene del Dna di qualità migliore di quello della vittima?


Io direi, ci sono delle considerazioni da fare, intanto il Dna Ignoto 1 è stato rinvenuto od era depositato solo sul lembo RECISO degli slip (reperto 31.G20) e sulla porzione corrispondente dei Leggins (reperto 62.3 62.4) ed a logica tale Dna, non potendo sapere a quale tipo di sostanza ricondurlo, meno artatamente secondo me è riconducibile all'arnese che in quella porzione ha RECISO, anche perché quella attigua è una delle due ferite (Gluteo a forma di J) inferte a pantaloni indossati, l'altra è composta dalle due ferite parallele di 4 cm sulla gamba (e li sarebbe interessante sapere come mai li non hanno rinvenuto Dna, forse perché la sostanza origine presente sull'arnese da RECISIONE era stata già rilasciata nella ferita al Gluteo?).

Ma quello che traspare è altra cosa e di diversa portata, quello STRAORDINARIO OTTIMO Genotipo in ABBONDANTE TRACCIA quasi inutilizzabile della vittima:
- la Scienza ci dice nella massima autorità mondiale ma anche in mille pubblicazioni scientifiche qui in altri post debitamente illuminati, non può in natura essere ricondotta a 3 mesi prima (12 settimane, ma al più è stata depositata o è stata attinta dentro le 4 settimane precedenti al rinvenimento del corpo.
- la Scienza sempre ci dice che è impossibile rinvenire un Dna Nucleare senza il Dna Mitocondriale, in quanto in natura il Dna Mitocondriale è molto più resistente di quello Nucleare, salvo alcuni casi di contaminazione animale (Mosche Calliphora veggasi post inerente su questo Blog), e qui l'argomento diventa spinoso per i colpevolisti a prescindere in quanto si aprirebbe la strada forse anche ragionevolmente e verosimilmente all'ipotesi di deposito terzo.
- gli Atti parlano di uno STRAORDINARIO OTTIMO Genotipo (Ignoto1) in ABBONDANTE e quasi INUTILIZZABILE traccia (vittima).

(continua sotto)

Antonello ha detto...

(continua da sopra)

Quello che dicono le sentenze a me interessa poco, io penso che, per il Combinato accertato di cui sopra ed ai dati diffusi dalle sentenze, stiamo parlando di due fasi ben diverse e distinte, per tempi, logica e semantica, cioè nella prima fase chiamiamola Aggressoria (???), ovunque sia potuta avvenire, il corpo di Yara è stata contuso o si è contuso con le conseguenti risultanze contusive rinvenute a Perizia Cattaneo.

Nella seconda fase, invece dovremmo collocare tutte le ferite da punta e taglio e quindi:
- Ferita lunga da vertice a vertice alla gola, profonda fino al margine della trachea ma che non l'ha danneggiata, di per se non letale (ma se fa parte della seconda fase non poteva anche se più profonda essere letale perché Yara era già priva). A PELLE NUDA.

-Ferita a forma di / che diparte dal seno Sx in una soluzione di continuità fino quasi al centro pancia, superficiale e non letale di per se (vale quanto sopra, se Yara era già priva come poteva essere letale). FERITA IMPRESSA A REGGISENO SPOSTATO E MAGLIETTA ALZATA.

- Ferita superficiale enorme a forma di X sulla schiena, di per se non letale (vale quanto sopra). FERITA IMPRESSA GIRANDO IL CORPO, ALZANDO IL GIUBBOTTO, LA FELPA, LA MAGLIETTA E SLACCIANDO IL REGGISENO.

- Ferite profonde ai polsi ma di per se non letali (vale quanto sopra). A PELLE NUDA

- Ferite parallele di 4 cm alla gamba di per se non letali (vale quanto sopra). DI QUESTE NON SI CAPISCE SE VI SIANO DEI TAGLI AI LEGGINS IN CORRISPONDENZA.

- Ferita sul gluteo a forma di J di per se stessa non letale (vale quanto sopra). I PANTALONI NON SONO STATI SPOSTATI IN QUANTO LA FERITA CORRISPONDE AI TAGLI SUI PANTALONI.


Ripetendo, allo sfinimento, che persino la massima autorità mondiale Genetista (poi non so se qua qualcuno/a si ritiene più esperto/a di lui ma lascia il tempo che trova) afferma, come ripetutoci qua da Annika documentata con copiosi link a riviste scientifiche internazionali che il Dna rinvenuto sul lembo degli slip di Yara (31.G20 e seg.) e sulla porzione corrispondente dei leggins (62 e seg.) non sarebbe stato, esposto alle intemperie, mai rinvenuto se il deposito fosse avvenuto oltre le 4 settimane precedenti il rinvenimento del corpo, e tantomeno rinvenuto di STRAORDINARIA OTTIMA qualità.

(continua sotto)

Antonello ha detto...

(continua da sopra)

Fin qui dovremmo esserci, bene, da quanto sopra quindi si può in onestà e coerenza solo dedurre che, se dovessimo dare il corpo di Yara a Chignolo d'Isola, come cita la perizia Cattaneo e come assunto dall'Accusa (immune da errori ed orrori) vi devono essere state due fasi NON IMMEDIATAMENTE successive:
- la prima contusiva (forse solo qualche taglio successivo esposto, gola e polsi - calzini intrisi di gocce ematihe)) probabilmente ma non provatamente aggressoria avvenuta il 26 novembre (come da atti)
- la seconda da punta e taglio entro le 4 settimane precedenti il rinvenimento del corpo, quella che poi ha provocato nella ferita al gluteo la RECISIONE del lembo degli slip e dei leggins, ed il successivo rinvenimento del Dna di Ignoto1, a questa fase devono ricondursi tutti i Dna rinvenuti compreso quello di S.B. abbastanza inquietante.

Ciò significa che l'operazione di requisizione del cellulare deve essere avvenuta la sera del 26 novembre mentre, il ri deposito della pila dello stesso escluso il corpo, della Sim e dell'Mp3 (ripuliti da eventuali impronte o Dna di manipolazione - illogico non rinvenire manco tracce sugli stessi dispositivi di tracce di Yara), mai raggiunti da ruggine sebbene si presumono contenuti li per 3 mesi all'umidità della tasca, potrebbe essere stata la chiave di volta per cui qualcuno/a si è visto costretto/a a rischiare di tornare sul campo a depistare il corpo con appunto la fase della punta e taglio entro le 4 settimane precedenti il rinvenimento od a ridosso di esso, ma perché depistare il corpo? Forse per nascondere e fuorviare le vere ragioni della dipartita della ragazzina.


Vien da se che quello STRAORDINARIO OTTIMO Genotipo (in abbondante traccia quasi inutilizzabile della vittima) di Ignoto 1 non è riconducibile alla fase presunta e sentenziata del 26 novembre 2010 e quindi non ad una fase aggressoria che l'Accusa (non io) ha preteso e si è ostinata a sostenere trovando poi le conferme Giudiziarie (ma non scientifiche, ne logiche e ne reali) che sappiamo.


Ma dicevamo, ci sono delle differenze particolari e significanti fra Dna e Dna rinvenuti:
- lo STRAORDINARIO OTTIMO Genotipo non avrebbe Dna Mitocondriale, non sappiamo quindi quale sostanza lo ha originato e contenuto, era estratto da micro tracce di cui la meno ridotta misurava 1400 picogrammi/millilitro, di qualità inverosimilmente OTTIMA a presunti tre mesi di esposizione alle intemperie, B. che si sarebbe ricondotto al Dna di Ignoto 1 non conosceva Yara (benché si dice che sarebbe salita di sua spontanea volontà sul camion del muratore).

- l'estratto invece appartenente a S.B. avrebbe il Mitocondriale e sarebbe positivo ai test sulle sostanze ematiche, una sostanza quindi "corposa" dice Staiti in udienza che era costituita da un visibile alone sulla manica, presumibilmente vomito misto a sangue.

si deve anch'esso ricondurre entro le 4 settimane precedenti il rinvenimento perché identificabile innanzi tutto (come ci dice la Scienza), perché Yara non sarebbe potuta andare quella sera della scomparsa in palestra con una macchia sulla manica di vomito e sangue dell'istruttrice e perché la stessa dichiara di non aver avuto invece contatti quella sera con Yara, va da se che se prima della scomparsa di Yara quella macchia sul giubbotto non poteva esserci e se quella sera non vi è stata occasione è stata con certezza depositata dopo, lapalissiano, ma qui il deposito terzo risulta meno verosimile.

Gilberto ha detto...

Ovviamente tanti escamotage (eufemismo) erano ben indirizzati nella speranza che il muratore confessasse. Quando poi la confessione non c'è stata perché Bossetti non c'entra un fico secco col delitto, la delusione dev'essere stata destabilizzante. Ponendo mente locale gli inquirenti devono aver realizzato che il castello accusatorio non stava in piedi neppure con le stampelle.

Ma per fortuna che c'è il sistema mediatico con opinionisti e criminologi. Quello può mantecare perfino le pinzillacchere e le bagatelle.

E' così che dal niente si può costruire un'indagine straordinaria, si riesce a condannare un uomo sulla base di mezzo Dna che riesce a sopravvivere (miracolosamente di buona qualità) per mesi in un campo.

Chiara ha detto...

Poi leggo il resto sopravvenuto.

Antrag: per cancellare devi essere utente registrato

Altea.... davvero? Allora mi viene un dubbio... dimmi: gli screen che pubblicate vi pervengono già formati e vi limitate a diffonderli, oppure siete in possesso dei documenti integrali e fate voi la cernita?

Antonello ha detto...

@Biologo

Molto interessante, ma se quello che hanno raccontato potrebbe essere esclusivamente un film quello che hanno scritto, se provatamente sconfessato apre scenari abbastanza preoccupanti.

Perche' dunque agire cosi'?

Roberta ha detto...

Se fossi Claudio Salvagni, difensore di Massimo Bossetti, venerdì prossimo direi queste poche cose ai giudici della Cassazione per sostenere l’innocenza del suo assistito:

“Il dna nel processo è un indizio; un indizio un po’ particolare perché ammette una deroga alla legge. Infatti può vivere da solo e non deve, necessariamente, concordarsi con altri indizi. A fronte di questo trattamento speciale, la prova genetica segue le stesse regole dell’articolo 192 c.p.p. e dunque deve essere grave e precisa. Nel caso di specie: la gravità è implicita nella localizzazione del dna rinvenuto, l’indumento intimo della vittima. Tuttavia manca totalmente la precisione. Infatti: la stessa traccia (G20) presenta, contestualmente, il codice genetico nucleare di Bossetti e quello mitocondriale di un’altra persona (sconosciuta). E ciò non è possibile in natura. A maggior ragione se, come dice l’accusa, l’aliquota biologica utilizzata per le analisi, era ben conservata. In questo caso vi sarebbe dovuto essere anche il dna mitocondriale di Bossetti e ciò perché, questo particolare dna, rispetto a quello nucleare, si conserva per secoli. Ricordate, signori della Corte, il dna delle mummie e dei Romanov? Ecco, quello è il dna mitocondriale, che ha resistito alle intemperie per qualche annetto in più di quello, scomparso, di Bossetti. Peraltro, nel caso dell’omicidio della povera Yara, quella traccia di dna, è anche invisibile e nessuno, se non chi ha repertato la traccia, può attestare che questa si trovasse proprio su quell’indumento, in quella posizione e in quella quantità. Sono gli scherzi della tecnica: aumenta all’infinito le possibilità di analisi, annullando i principi su cui si fonda l’accertamento giudiziario. Per concludere: non si può parlare di precisione, in senso giuridico, a proposito di quell’indizio. Con una sola conseguenza: dover cassare la sentenza impugnata. Grazie, a voi la decisione”. Non una parola in più. Sic transeat gloria mundi.
(continua)

Roberta ha detto...

Il diritto e la soluzione giuridica del caso si fermano qui. Al contrario, in altra sede, dove il ragionamento può cogliere vette diverse, vorrei capire cosa sta succedendo. È ormai una costante: il processo, al pari delle altre “cose” del mondo, cede il passo alla tecnica e alla sua infinita volontà di potenza che, come una slavina, trascina con sé tutto quanto trova di ostacolo al manifestarsi della sua esuberanza, comprese le regole su cui si è fondata l’esistenza.

È il tema filosofico centrale del nostro mondo contemporaneo e anche del mondo della giustizia. La giustizia, se mai desiderasse attardarsi a capire qualcosa di se stessa, dovrebbe riflettere sul suo rapporto con la tecnica. E farlo in modo profondo, evitando di cascare “nella notte dove tutte le vacche sono nere”, per dirla secondo il motto hegeliano, che stigmatizza ogni forma di pseudo-ragionamento. La tecnica, essenza del nostro mondo occidentale post-mitologico, ha uno statuto chiaro e semplice:


1. è autoreferenziale, nel senso che non intende condividere con altri principi (specie se tradizionali) la soluzione di un quesito da risolvere;

2. subordina qualsiasi altro valore ai suoi desideri di illimitata potenza;

3. è iper-accellerativa rispetto al tempo e ciò nel senso che non intende accettare attardamenti tra il suo operare e la soluzione del caso, specie se dovuti all’intervento di categorie valoriali ritenute vecchie e superate;

4. è monologica nel linguaggio e ciò perché non sente altra voce al di fuori delle sue regole operative.

Rispetto a questa potenza dirompente e rivoluzionaria della tecnica, è necessario comprendere la funzione del diritto, sino a oggi valore cardine di ogni consesso umano organizzato e sinonimo di civiltà di una comunità. Per i più, sono solamente due i possibili schemi di gioco del diritto. Il primo: dando al diritto un valore umano-culturale superiore, un ente a cui la tecnica si deve adattare. Il secondo: riconoscendo anche al diritto la natura di tecnica (sull’idea di Kelsen) che, con la nuova tecnica (ad esempio quella scientifica, come nel caso giudiziario) deve collaborare, in un rapporto dialettico di “stop and go”, cioè di alternanza di valori tra le due tecniche.
(continua)

Roberta ha detto...

Questi due schemi, sostenuti dai più, ritengo siano entrambi fallimentari. Il diritto, anche a causa della sua natura marxiana di sovrastruttura, non ha voce in capitolo per risolvere il suo stato di inferiorità rispetto alla tecnica. Seguendo l’una o l’altra delle ipotesi si avviterebbe su se stesso, rinnovando l’immagine della notte “in cui tutte le vacche sono nere”. Infatti il diritto si troverebbe nella condizione del soldato giapponese che si ostina a sbandierare il suo vessillo come fosse un’eterna bandiera di gloria. Quando, in realtà, è oramai uno straccio logoro e sbrindellato.

Attenzione dunque a non fare come quegli avvocati che, ogniqualvolta si trovano dinnanzi a delle situazioni giudiziarie stupefacenti, cercando sempre nella legge la soluzione del mondo, invocano generiche forme di malagiustizia o altrettanto generici psicologismi circa la natura fallace del pensiero umano-giudiziario. La soluzione non può risiedere nel diritto. La soluzione alberga invece nella tanto temuta tecnica e, nella specie, nella crisi della tecnica. Il felice giorno dell’attentato alla tecnica, la tecnica stessa non sarà più percepita come portatrice di verità assolute, ma ipotetiche e fallibili. Il paradiso della tecnica, che getta all’inferno i valori tradizionali, finirà con lo scoprirsi una realtà piena di dubbi come tutte le altre. Solo allora i valori tradizionali potranno tornare a “battere un colpo”.
A te, Claudio, l’onore e l’onere di dare una coltellata alla tecnica. Uccidi la tecnica per dare alla giustizia una tecnica più vera. Puoi farlo solamente dicendo che l’indizio deve essere grave e preciso. Se non è grave e preciso: “les jeux sont fait”. Bossetti deve essere assolto. Ma specialmente, come direbbe Nietzsche, sarà morto una altro dio: la tecnica.
Luca D'Auria
https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/10/09/massimo-bossetti-cosa-direi-ai-giudici-se-fossi-il-suo-avvocato/4681163/


Guglielma Vaccaro ha detto...

D'Auria, l'avvocato di Azouz Marzouk...

Chiara ha detto...

Per fortuna allora ci sarà salvagni e non D'Auria: con l'incipit che il DNA sia sempre indizio lo cacciano direttamente dall'aula. Quella Cassazione alla quale vorrebbe propinare questo assunto di base è esattamente il giudice che afferma che il DNA, se irreprensibile, è PROVA. Quindi faccia poco lo sborone come se cammporini e salvagni fossero scemi e la chiave fosse tanto planare: è loro indispensabile allegare PRIMA la fallacia del DNA, declassificandolo al più ad (appunto) indizio e SOLO DOPO interviene l'altro discorso; peraltro di una banalità tale che non serve nessun avvocato a ricordarlo al giudice. Al solito dà aria alla bocca per il gusto di rimirarcisi.

Chiara ha detto...

Biologo.... altro che mette premesse niente affatto indiscusse: ti risulta che abbiano tipizzato il nucleare di quei 532 campioni? A me no. Anzi risulta che si siano dati a quell'idea del mitocondriale PROPRIO per evitare di tipizzare 532 nucleari.

Anonimo ha detto...

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/intervistaAvvocato/2017-01-19/luca-d-auria-avvocato--studio-legale-cappa-associati-155054.php

Si laurea nel 1994 all'Università Statale di Milano con una tesi sulla prova del DNA, strumento di accertamento del fatto quasi inflazionato oggi ma che, all'epoca, rappresentava un autentica novità nel panorama processuale. Da allora ha continuato ad approfondire gli studi sulla prova scientifica nel processo penale, ha insegnato in variate scuole di specializzazione ed in vari master. Collabora con le cattedre di Procedura Penale Comparata, Procedura Penale e Medicina Legale della Statale di Milano. Lavora nello Studio professionale di famiglia, dapprima in collaborazione con il padre, per proseguire poi in autonomia

Gilberto ha detto...

Chiara
Non hai replicato a una mia osservazione che ritengo molto importante. Te la ripropongo:

Perché la corte non ha chiesto dopo la testimonianza della dottoressa Gino l'acquisizione di quel documento (decisamente rilevante) al quale ha fatto riferimento?
Ti sembra normale come avvocato?

Chiara ha detto...

Gilberto, scusa mi era sfuggita.
Sì, francamente sì, è normale: ne sarebbe stata chiesta l'esibizione se il cliente, sostanzialmente danneggiato dall'affermazione che corrobora quella d'accusa, avesse denunciato la propria consulente per falso o spergiuro.
Piuttosto io ho sempre trovato assurdo che non si sia proceduto alla comparazione diretta b-g ma ci si sia affidati alla sola proprietà transitiva se g=i e i=b allora g=b....per carità, è regola logica che esiste dalla notte dei tempi, ma non trattandosi di un problemino matematico o logico bensì di materia direttamente raffrontabile, nell'ambito di indagini genetiche di mole colossale, evitare proprio questo esamino è davvero poco comprensibile. Da parte di entrambi i contendenti intendo.

Biologo ha detto...

@Chiara

-scrive: Biologo.... altro che mette premesse niente affatto indiscusse: ti risulta che abbiano tipizzato il nucleare di quei 532 campioni? A me no.


La perizia del prof. Previderè e della dott.ssa Grignani con cui è stata individuata la signora Ester Arzuffi nel giugno del 2014 aveva proprio lo scopo di tipizzare il DNA nucleare di quei 532 campioni.

L'unica differenza con le altre tipizzazioni del DNA nucleare di questo caso è consistita semplicemente nell'utilizzare, invece dei soliti kit ESI, NGM, ecc. della perizia dei RIS, un kit Multiplex in cui hanno incluso le molecole necessarie a tipizzare, tra gli altri, il marcatore SE33. Proprio il marcatore SE33, che è un marcatore del DNA nucleare, rende palese che si tratta di una tipizzazione del DNA nucleare...

L'intuizione della dott.ssa Grignani, infatti, era stata proprio suggerita dalla constatazione della presenza del famoso allele raro sul marcatore SE33 del profilo del DNA nucleare di Ignoto 1 consegnatele dal RIS. E' stato dopo aver notato tale allele che ha suggerito di procedere con la tipizzazione dei profili nucleari dei famosi 532 campioni per i quali il dott. Giardina aveva, invece, già sequenziato il DNA mitocondriale.

Chiara ha detto...

Mi sento veramente compressa in questo strumento (il blog) perchè vorrei dire davvero tante tante cose, sfrondare fatti e leggende, proporre letture e confronti, nella massima serenità. Ma già la scrittura ha i suoi limiti fortissimi, soprattutto di tempo ma anche di ostacolo al corretto fluire degli scambi (incomprensioni, refusi, impossibilità di botta-e-risposta rapidi). In aggiunta, non si possono postare immagini, documenti ecc....d'altronde chi avrebbe la possibilità di farlo de visu, i commentatori televisivi ad esempio, soffrono il limite (a parte della competenza, per molti) dei tempi televisivi e dell'audience.
In definitiva sono abbastanza sconfortata e disincentivata ad una riflessione poliedrica che, invece, sarebbe importante.

Vanna ha detto...

Sono arrivata a leggere Biologo che ha magistralmente scritto e ripetuto molte volte l'accaduto e che condivido in pieno.
Grazie per essere di nuovo qui!

E, proprio lo scritto di Biologo mi ha fatto venire in mente un commento che ho letto questa mattina sul Blog delle Stelle, in riferimento all'articolo del presidente Conte e, a modo mio, ho fatto l'addizione.
( le mie "competenze" riguardo la matematica si fermano alle quattro operazioni, da quel poco che ho capito però la matematica è creativa).

Riporto e vi renderete conto come le cose vanno in Italia.
Qualcosa del genere potrebbe essere anche successo in questo caso che potrebbe subire la condanna per lo stesso motivo.
E' solo un esempio di come gira la ruota.

"CONCORSI UNIVERSITARI: DUE CASI ECLATANTI TACIUTI DAI MEDIA.
UNO. Il caso dello scrittore padovano Canon che fece ricorso al ministero della Pubblica Istruzione perché il Consiglio di Facoltà di Lettere (Bologna) gli aveva negato un incarico d’insegnamento. Lo scrittore aveva esposto le sue ragioni al dirigente del ministero. Il dirigente aveva estratto dal tiretto il verbale del Consiglio di Facoltà a cui si faceva riferimento, ma sembrava tutto regolare: l’incarico era stato assegnato a norma di legge, ad un altro professore. Il Canon aveva controllato il verbale, accorgendosi che quello in suo possesso aveva due righe in più. Fece notare la discrepanza al dirigente che chiese agl’impiegati di uscire subito dalla stanza. Rimasti soli, il dirigente aveva detto al Canon di tacere. Il verbale era stato falsificato, ma avrebbe speso inutilmente i soldi per gli avvocati e sarebbe stato isolato dal contesto. Ecco come vanno le cose. I baroni sono protetti dal ministero, cioè dallo Stato e da alcuni partiti pseudodemocratici.
DUE. La denuncia alla magistratura di una professoressa, con laurea in Lettere e Filosofia, vincitrice della Cattedra d’Ispezione degli alimenti di origine animale presso la Facoltà di Veterinaria di Napoli fu archiviata dal giudice delle indagini preliminari. A suo tempo, nessun quotidiano mise in risalto la notizia. Una medesima falsa moralità accomuna i media in Italia?
Giuseppe C., Sinalunga 08.10.18 18:32| "

Prove, analisi, tracce, documenti possono essere oggetto di manipolazione, scelte arbitrarie, per carità anche senza che qualcuno se ne accorga, eppure se te ne accorgi come finisce?

Chiara ha detto...

Biologo, appunto: nel 2012 nessuno tipizzò per il nucleare i 532 campioni, quindi il presupposto dialettico del tuo intervento (già nel 2012 avevano tipizzato nucleare arzuffi quindi dovevano riconoscere in esso la componente x del dna di ignoto1) non è reale.

Per piacere, per una proficua discussione, siate precisi quando riferite un dato di fatto oppure una mera ipotesi, non spacciate una cosa per l'altra, altrimenti davvero è impossibile fare discorsi corretti.

antrag ha detto...

Chiara ha detto...
Gilberto, scusa mi era sfuggita.
Sì, francamente sì, è normale: ne sarebbe stata chiesta l'esibizione se il cliente, sostanzialmente danneggiato dall'affermazione che corrobora quella d'accusa, avesse denunciato la propria consulente per falso o spergiuro.
Piuttosto io ho sempre trovato assurdo che non si sia proceduto alla comparazione diretta b-g ma ci si sia affidati alla sola proprietà transitiva se g=i e i=b allora g=b....per carità, è regola logica che esiste dalla notte dei tempi, ma non trattandosi di un problemino matematico o logico bensì di materia direttamente raffrontabile, nell'ambito di indagini genetiche di mole colossale, evitare proprio questo esamino è davvero poco comprensibile. Da parte di entrambi i contendenti intendo.
10 ottobre 2018 11:56:00 CEST

CHIARA E' SULLA VIA DI DAMASCO.
SE NON LO AMMETTERA' MENTIRA' A SE STESSA.
NE SONO FELICISSIMO!

Guglielma Vaccaro ha detto...

Anonimo Anonimo ha detto...

http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/avvocatoAffari/intervistaAvvocato/2017-01-19/luca-d-auria-avvocato--studio-legale-cappa-associati-155054.php

Si laurea nel 1994 all'Università Statale di Milano con una tesi sulla prova del DNA, strumento di accertamento del fatto quasi inflazionato oggi ma che, all'epoca, rappresentava un autentica novità nel panorama processuale. Da allora ha continuato ad approfondire gli studi sulla prova scientifica nel processo penale...


forse quando ha scritto il pezzo citato ha dimenticato di aggiornarsi con la giurisprudenza più completa e recente visto che l'orientamento è quello indicato da Chiara...

Gilberto ha detto...

Brava Chiara
Come anche antrag ha notato con piacere STAI METTENDO IL DITO SULLA PIAGA

Anch'io ne sono FELICISSIMO.

Chiara ha detto...

Antrag
guarda che quella cosa la dico da quattro anni.
sei tu che non sei capace di confrontarti senza contrapporti come un tifoso, impedendoti così di leggermi serenamente e vedere che non sono neppure lontana parente di quell'etichetta in cui metti tutti quelli che non sbraitano come cani al complotto plutocratico.
le stupidaggini, le falsità e le ignoranze non avranno mai il mio sostegno.
le cose serie sì e non l'ho mai nascosto.
ANZI SONO ANNI CHE CERCO DI SEPARARE COSE SERIE DA STUPIDAGGINI, perchè sono le seconde che impediscono alle prime di emergere con tutta la loro forza.
Ma niente. Parlare ai sordi. Effetto del pregiudizio.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Dai, rimane l'unica strega: i giudici hanno più volte rimarcato che una volta assodato che Ignoto 1= Bossetti la paternità importa poco anzi, lo ha detto anche Camporini...

Chiara ha detto...

quasi tutta la tematica del mtdna ("dna monco", "cosa mai successa", "impossibile in natura" ecc) ad esempio, è una stupidaggine, o meglio un argomento fondato su presupposti falsati in maniera anche piuttosto grossolana e del tutto incapaci di andare ad incrinare la bontà dell'identificazione.
è evidente che non avrà mai vittoria, trattata in quella maniera, eppure costituisce una parte corposissima del ricorso in appello: decine e decine di pagine fondate su presupposti non scorretti in sè ma del tutto inconferenti con l'oggetto (es. chi depone il proprio dna lo fa per intero, dato che in natura non esistono cellule prive di mitocondriale....grazie al c., è concetto da terza elementare...pensate che i giudici siano tanto scemi da non capire cose da terza elementare? ovviamente no, il punto è semplicemente che qui non abbiamo una cellula ma un minestrone di elementi cellulari variamente consumati secondo varibili ambientali non riproducibili nè ricostruibili, il cui esame ti può restituire niente, tutto o solo qualcosa, imprevedibilmente) oppure radicalmente falsati (il mtdna viene utilizzato anche a fini identificativi per via di esclusione MA SOLO SE rinvenuto in traccia pura, perchè in traccia mista si ha vasta casistita di false esclusioni; quindi in tracce pure viene utilizzata per escludere un sospettato, in traccia mista no. Ecco, data e spiegata CHIARAMENTE da parte di tutti i consulenti questa cosa, compresi i loro, i difensori si ostinano a puntare sull'argomento che siccome un nucleare mi identifica bossetti ma un mitocondriale me lo esclude, allora l'identificazione è certamente errata. Lo vedete da soli l'inganno no? questa è esattamente una traccia mista e in questo caso non trovare il mtdna non ha valore escludente. Allora, se avessimo solo i mtdna già non potremmo solo perciò escludere il sospettato, ma vieppiù avendone l'identificazione positiva col nucleare, la questione mitocondriale è del tutto sterile).

vado chiedendovi da anni: vi risulta che per sistema quando si analizzi una traccia biologica a fini identificativi, una volta tipizzato il nucleare si vada anche a verificare il mitocondriale? NO, ve lo dico io ma qualunque biologo forense onesto lo confermerebbe: se trovi il nucleare ti fermi. Quindi, casistica sulla compresenza necessaria in traccia degradata di nucleare e mitocondriale non c'è; è quindi del tutto apodittico dire che non è mai successo: l'affermazione corretta è che non è mai stato sottoposto a verifica. "de jure condendo" vogliamo spingere per cambiare i protocolli e mettere questo passaggio obbligatorio? benissimo. Mi immagino che il mondo della genetica forense internazionale, sconvolta dal caso italiano, abbia affermato che l'identificazione nucleare non è valida senza contestuale identificazione mitocondriale e stiano saltando milioni di processi in tutto il mondo....no? non sta accadendo? nessun professionista è stato disposto ad affermarlo innanzi alla propria comunità di pari, lasciando che lo dica soltanto un avvocato? ohibò....forse che forse nessun genetista si sogna di dire una cosa del genere? non so eh, è un'ipotesi, ma ponetevela la domanda critica).
E di cose così ce ne sono a bizzeffe....

Gilberto ha detto...

Beh, forse non si tratterà di conversione come San Paolo, ma comunque l’osservazione sull’arbitrarietà della proprietà transitiva è degna di nota. Io e antrag siamo sorpresi e FELICI che proprio alla vigilia della sentenza della Cassazione si metta così ben in evidenza una cosa tanto importante. Perfino Guglielma, suppongo, sarà piacevolmente sorpresa anche se non ancora folgorata da una luce dal cielo sulla via di Damasco.

Ivana ha detto...

Chiara hai scritto:
avere tenuto in galera il proprio assistito pur avendo la chiave della cella da ben quattro anni, è roba da galera. Davvero credi davvero sia possibile?

Sono pienamente d’accordo.
In base all’art. 380 c.p.p. “il patrocinatore o il consulente tecnico, che, rendendosi infedele ai suoi doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte da lui difesa, assistita o rappresentata dinanzi all'Autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa non inferiore a cinquecentosedici euro”.
Quindi: perché la difesa non avrebbe presentato il risultato del test di paternità se il risultato di tale test avesse dimostrato che il proprio assistito non era figlio illegittimo?
E, soprattutto, perché la dott. Gino avrebbe, in aula, testimoniato il falso???

Comunque, sono d'accordo con Gugly riguardo al fatto che la paternità sia ininfluente ai fini processuali.

Biologo (bentornato!!!) hai scritto:

Bossetti sarebbe stato individuato tramite il profilo del DNA nucleare della madre ottenuto nel 2014, eppure il profilo della madre era già noto nel 2012

Ammettendo che ci sia stato effettivamente l’errore di consegna al dott. Giardina (se non fosse così, perché il dott. Giardina avrebbe accettato che si sottolineasse la sua superficialità nel non essersi accorto che stava confrontando il DNA di Yara?) in che altro modo, se non attraverso la ricerca della madre tramite quell’allele raro, che compariva nel profilo di Ignoto1, e che non era di Guerinoni, sarebbero potuti venire a conoscenza del fatto che M.G. Bossetti era figlio illegittimo?

Ivana ha detto...

Dimenticanza
Fonte:
https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-iii/capo-i/art380.html

Ivana ha detto...

Chiara, io credo che, finora, sì, chi trovava il nucleare si fermava, dal momento che si considerava scontato che un nucleare si accompagni al proprio DNA mitocondriale. Nella traccia 31-G20 ci sono:
1) il DNA nucleare di Ignoto 1
2) il DNA mitocondriale di Yara
3) un DNA mitocondriale minoritario non appartenente né a Yara né all'imputato.
Tale DNA minoritario è molto probabilmente un'eteroplasmia di Yara? (come sostenuto dal prof, Casari)
Si tratta di un terzo contributore? (Come sostenuto dal prof. Gill)
Il tracciato elettroforetico non era univocamente interpretabile? (Come sostenuto dal dott. Previderè e dal dott. Giardina)
Si trattava solo di una componente (come sostenuto dal col. Lago)
Da profana, mi sarebbe piaciuto ascoltare almeno il punto di vista del perito super partes ...

Chiara ha detto...

I punti dirimenti del processo sono ESCLUSIVAMENTE giuridici (e nessuno vi dirà se bossetti è colpevole o innocente in senso materiale, vi dirà solo se lo è in senso processuale):
1) QUALE CHE SIA la ragione della irripetibilità (e vieppiù se, come in questo caso, apparirebbe evitabile con ordinaria diligenza - ossia accantonare ALMENO UNA aliquota di 31G20) possiamo ancora proseguire nel principio di acquisizione, trattandosi di materia effettivamente delicatissima ed impalpabile, soggetta a margini di errore altissimi al minimo variare di minime variabili? Probabilmente no. Rivediamolo.
2) posta l'attuale incertezza, giacchè si va per induzione logica e probabilistica, circa tempi e modi di deposizione di un dna, dovremmo rivedere il sistema di valutazione probatoria ed indiziaria elaborando canoni ad hoc - secondo criteri maggiormente prudenziali, non potendosi attenere ai soli "fatti notori" od al "id quod plerumque accidit", come facciamo per tutte le altre fonti - per questa particolare fonte di prova? Direi sia il caso.

Il processo è tutto qui, gente.

E come vedete il presupposto è non che i giudici siano scemi o bastardi o corrotti, ma che si muovono in un sistema che non è più, sempre, adatto alla casistica che arriva in tribunale; andava bene, ma ora non più. Quindi secondo voi, ha più chance di arrivare al revirement auspicabile chi sbraiti al complotto, alla deficienza, all'ignoranza e alla malafede, tirandosi dietro torme di cani da strada ad aumentare il chiasso improduttivo, oppure chi umilmente chieda umiltà e condivisione di un percorso nuovo, su basi razionali VERE e non inventate o travisate?
Badate, il successo del secondo approccio non è garantito, ma credo sia innegabile essere non solo più corretto, ma anche più efficace almeno in potenza.
Se non si fosse voluto il gioco "sputtaniamo la polizia", sulla scia della strategia O.J. (che funziona solo con 12 persone comuni prese per la pancia: e in quel caso ha significato un probabilissimo assassino libero, non dimenticatelo!) non ci sarebbero stati certi irrigidimenti.
Perchè in malafede, qui, secondo me non c'è proprio nessuno tra giudici, genetisti e procura...semplicemente, c'è un procedere secondo come si è sempre proceduto, che però non è più adeguato. Senza che sia colpa e tantomeno complotto di nessuno.
Il giudice andava preso per mano e condotto a cambiare se stesso con pochi, chiari, mirati argomenti pregnanti e rispetto per una funzione affatto banale che si trova a trattare una materia affatto solida.
A dare dei deficienti corrotti a tutti, vieppiù con argomenti da operetta, questo è il risultato scontato.
Motivo per cui io non sarò mai tra le fila di quelli che, ad oggi, costituiscono il nucleo forte degli "innocentisti", trovandoli in massima parte spregevoli, scorretti, ignoranti e spesso interessati.
Per me, da un punto di vista umano, quel dna c'è, col cavolo che equivale agli altri data la collocazione e tutto l'atteggiamento processuale è stato di sostanziale evitamento sotto maschera di richiesta di partecipazione. E' stato esasperantemente irritante, oltre che indicativo di un procedere che per me poco si attaglia a chi abbia ragione. Quindi come essere umano mi viene spontaneo credere che se uno sbraita tanto per niente, evidentemente vuole nascondere qualcosa che sa perfettamente. Ma siccome resto una "schifosa" professionista fredda, proprio non riesco a passare sopra a quelle due questioni giuridiche che ho detto in incipit: non esiste solo bossetti, non esiste solo salvagni, la pronuncia che uscirà da questo processo condizionerà le vite di tante persone e perciò, per quanto personalmente a questo punto darei un enorme calcio in c. a entrambi i quaquaraqua, professionalmente ho i miei puntigli e spero che vengano affrontati serenamente in sede di legittimità NONOSTANTE atteggiamento e condotte di imputato e difesa.

Ivana ha detto...

Leggasi:
Si trattava solo di una componente?

Gilberto ha detto...

Ivana
Non far finta di non capire

Nessuno ha mai detto che Chicchessia ha detto il falso. Io sto dicendo un'altra cosa.

Se non c'è il documento agli atti come si può sapere come l'analisi sia stata fatta, su quali reperti e con quali metodologie, se non ci siano stati errori in qualunque passaggio, dal reperimento fino alle conclusioni.

E questo vale tanto per la difesa quanto per l'accusa. Solo se agli atti c'è il documento quello può essere oggetto di controllo e di verifica.

Inutile che mi si dica che ne sarebbe stata chiesta l'esibizione se il cliente, sostanzialmente danneggiato dall'affermazione che corrobora quella d'accusa, avesse denunciato la propria consulente per falso o spergiuro.

L'interesse nella fattispecie era proprio quella di chiarire le responsabilità dell'imputato, proprio l'oggetto del processo.

Una dichiarazione che riporta la notizia di un'analisi senza sapere nemmeno chi l'ha firmata, mi chiedo che valore abbia.

Ripeto che trovo molto strano che quel documento così importante non sia stato acquisito.

Chiara ha detto...

noooooooo Ivana! NESSUNO ha mai "dato per scontato che al nucleare si accompagnasse il mitocondriale"! MA quando mai?!! NON STIAMO PARLANDO DI CELLULEEEEEEE...di un prelievo di materiale biologico messo in vetrino e analizzato.......entra o non entra questo concetto?! §Nessuno si è mai proprio CAGATO (scusa la finezza) la questione e NON LO STANNO FACENDO NEMMENO ORA!

Ripeto, la cosa funziona così:

a) trovo traccia degradata PURA; non riesco ad estrarne il nucleare per l'identificazione positiva; tento l'estrazione del mitocondriale almeno per quella negativa.

b) trovo traccia degradata MISTA; b1) riesco ad estrarne il nucleare ed ho la mia prova. b2) non riesco ad estrarne il nucleare e mi fermo.

stop.

NON E' STATA DIMOSTRATA E NEPPURE CONSTA SIANO AVVIATI STUDI SULLA NECESSARIA COMPRESENZA DI NDNA E MTDNA IN TRACCIA BIOLOGICA NON DIRETTAMENTE PROVENIENTE DA PRELIEVO SUL SOGGETTO.
DEL MTDNA NON GLIENE FREGA NIENTE A NESSUNO SE SI TROVA IL NDNA.
E QUESTA COSA NON E' CAMBIATA DI UNA VIRGOLA, NEPPURE PER IL TANTO TIRATO-PER-LA-GIACCHETTA PETER GILL, NE' PER CAPRA, CHE MI RISULTANO CONTINUARE SERENI NELLA PROPRIA ESISTENZA UMANA E PROFESSIONALE SENZA UNA MINIMA PIEGA LASCIATA DALLA QUESTIONE MTDNA DEL CASO BOSSETTI.

E fatevele 'naltro paio di domande, no?

Biologo ha detto...

@Chiara

-scrive: Biologo, appunto: nel 2012 nessuno tipizzò per il nucleare i 532 campioni

L'attenzione si è talmente concentrata sul DNA di Ignoto 1 e su Bossetti che tutti ormai sembrano aver perso di vista un dato che all'inizio veniva strombazzato come un fatto fenomenale: i 18.000 campioni raccolti tra la popolazione per farne la tipizzazione del DNA nucleare.

Ora, che la signora Ester Arzuffi fu convocata nella logica del DNA mitocondriale delle 532 donne (di cui però alla fine si è scoperto che circa 100 erano in realtà uomini...) è solo un altro pezzo del racconto che ci è stato propinato. Che le cose stiano così non c'è nulla che lo prova, anzi...

Il racconto è il seguente. Nel versione dell'accusa, in un'immagine che a tratti ricorda Mark Twain, il maresciallo Mocerino sta per conto proprio a fare del giardinaggio e al suo steccato si avvicina un ex collega di Guerinoni, gli racconta qualcosa, e la conseguenza è che il carabiniere suggerisce ai colleghi di prelevare il DNA alla madre di Bossetti.

Però, quando è arrivato il momento di ufficializzare questa storia anche al processo, cioè quando la difesa aveva pensato bene che era arrivato il momento di verificare che il prelievo di Ester Arzuffi fosse realmente destinato a finire tra i campioni destinati al DNA mitocondriale, non si è voluto guardare oltre e la corte ha deciso di non farsi confermare la storia direttamente dall'informatore da "steccato".

A questo aggiungiamo che, ad un passo dalla soluzione, l'operazione del secolo dei Carabinieri finisce, invece, in questura. E' dalla Polizia, infatti, che la signora Arzuffi viene convocata per il prelievo.

Così, in questa situazione che lascia più di qualche dubbio, il maresciallo Mocerino riceve un encomio per un racconto che, pare, uno dei testimoni chiave sembra ora voler smentire. E, allo stesso tempo, anche ai poliziotti che si occuparono dei prelievi in questura non vengono fatti mancare encomi e, addirittura, "promozioni per merito straordinario":

https://www.bergamonews.it/wp-content/uploads/2017/04/IMG_20170410_145834.jpg

Ivana ha detto...

Gilberto,
nessuna finzione.
Ci sono agli atti la relazione dei dottori Previderè e Grignani (incaricati ANCHE della caratterizzazione del profilo genetico dell’imputato e dei suoi familiari) e la testimonianza della consulente della difesa che ha confermato che M. Bossetti non è figlio biologico del padre legale. La consulente dott. Gino ha affermato di aver effettuato lei stessa il test di paternità.
Perché i difensori (che rischierebbero di poter essere accusati di patrocinio infedele) non si sono posti le domande che ti poni tu???

Chiara ha detto...

Ivana
ok, hai umana curiosità per quella risposta, lecito, sono una curiosona anch'io.
però quella risposta non cambia niente, qualunque sia, perciò non essendo il processo fatto per soddisfare le nostre umane curiosità, non possiamo chiederlo ad esso.
il che vale anche per la questione paternità: ovvio che una volta avuta l'identificazione i=b, tutto il resto perde di significato, o meglio lo può riacquisire solo se prima infici quello; infatti ho detto che da umana curiosa quale sono, a me sarebbe venuto spontaneo fare anche la prova definitiva; sono stati, accusa e difesa, meno curiosi di me? amen, me la metto via.
per il processo non serviva, stop.
certamente, se l'esame massimo-giovanni avesse dato esito di paternità, sarebbe divenuto indispensabile ricontrollare i due passaggi g=i e i=b per vedere dove risiedesse l'errore.
ma non è andata così e a quel punto l'accusa non aveva alcun interesse per quell'altra prova, la difesa ne aveva un interesse proprio contrario (avrebbero rinsaldato l'accusa)

Ivana ha detto...

Chiara,
allora perché NON SI SONO FERMATI dopo aver trovato il profilo nucleare di Ignoto 1???

Chiara ha detto...

Appunto, Biologo (per la seconda volta): confermi che la tua (arzuffi già tipizzata nel 2012) è una mera ipotesi, una possibilità necessaria alla tua personale tesi del complotto.
Nel tuo commento che era tanto piaciuto, però, lo spacciavi per dato di fatto.
E non lo era.
Ti ho quindi invitato ad essere chiaro quando riferisci fatti piuttosto che opinioni, altrimenti stai anche tu giocando alla manipolazione delle opinioni e alla creazione di fango anche dove non c'è.
Davvero riprovevole.
Non si ingannano gli interlocutori.

Biologo ha detto...

@Chiara

-scrive: il mtdna viene utilizzato anche a fini identificativi per via di esclusione MA SOLO SE rinvenuto in traccia pura, perchè in traccia mista si ha vasta casistita di false esclusioni

Le false esclusioni possono avvenire se i contributori della traccia mista sono tutti ignoti. Ma nel caso specifico la traccia è costituita da una componente nota, il DNA mitocondriale di Yara! Sottraendo il profilo noto di Yara al risultato ottenuto dalla traccia mista, si ottiene il profilo del secondo contributore. Ed infatti era stato proprio il metodo adottato, correttamente, dal dott. Lago.

A quel punto, una volta ottenuto il profilo del secondo contributore in base a questo metodo, sai qual è l'unico modo per l'accusa per poter continuare a sostenere che la traccia mista può portare a false esclusioni? Avanzare l'ipotesi che quella traccia fosse costituita dal DNA mitocondriale di più di due persone soltanto, perchè in tal modo sottrarre il profilo noto di Yara non consentirebbe di ottenere un singolo profilo utile per l'esclusione.

Però questa strada per l'accusa rappresenterebbe un problema serissimo e insormontabile: l'accusa finirebbe per ammettere ciò che qualsiasi difesa sogna di far ammettere al pubblico ministero, e cioè che la traccia non è solo composta dal DNA di vittima e imputato, ma dal DNA di almeno 3 persone. In pratica, in questo caso Bossetti, la strada più breve per far saltare anche il DNA nucleare!

Questo tipo di ragionamenti, naturalmente, è difficile che vengano fatti in tv o sui giornali (per le ragioni che tu stessa hai illustrato prima). E così il pubblico finisce per bersi ultrasemplificazioni del tipo "traccia mista = esclusione non possibile", "profilo non corrispondente = eteroplasmia", e così via...

Poi non dimentichiamo una cosa fondamentale.
Il profilo minoritario del campione 31-G20 è un profilo esistente, non una sequenza casuale tipica dei profili non attribuibili ad un singolo contributore. E' un profilo che ha consentito l'attribuzione di un aplogruppo e, cosa ancor più importante, è un profilo che è stato rilevato (e riportato in specifica pubblicazione) dai ricercatori dell'Università delle Marche all'interno della popolazione di origine marocchina residente in Italia già parecchi anni fa!

Chiara ha detto...

Ivana

come, perchè non si sono fermati? la conosci benissimo la storia!
santo cielo....se il dna non è nella banca dati e non è di uno degli individui in qualche modo conosciuti dall'indagine, cosa diamine te ne fai se non ne cerchi il possessore?
allora si sono detti: del genitore che conosciamo non ce ne facciamo nulla per giungere al nostro uomo, per il motivo che non si sono mai conosciuti, quindi niente pista a partire dal padre; come procediamo, a casaccio? facciamo prelievi random a milioni e speriamo nel culo? direi che nessuno lo farebbe. Allora vediamo di trovare la mamma, dato che ne abbiamo una caratterizzazione genetica chiara. E come facciamo? E QUI si inserisce il caso...diverse scelte a disposizione, in primis fare 500 nucleari; OPPURE cercare di far scendere quei 500 a una manciata, magari uno soltanto, o magari nessuno e ci leviamo il pensiero, si ricomincia da un'altra parte. DISGRAZIATAMENTE quella brillante idea, che poi si è rivelata tale, ha anche esposto il fianco a tutte le stupidaggini che sappiamo (che io definisco tali, voi fate come volete) e che hanno consentito di confondere le idee ai meno solidi.

Ivana ha detto...

Chiara,
ti riporto, con le mie parole, la metafora usata dal dott. Capra in un'intervista televisiva di anni fa. (Se qualcuno la ricordasse diversamente saranno gradite le sue precisazioni)

E' come se avessimo 5 testimoni e li ritenessimo tutti e 5 attendibili per ciò che è la nostra ricostruzione. Poi riteniamo di aver trovato la persona responsabile: 3 di tali testimoni la identificano, due invece no e allora diciamo che questi due testimoni non sono attendibili.

Fuori di metafora, il dott. Capra voleva dire che l'imputato era stato identificato dal DNA nucleare (i tre testimoni nella sua metafora), ma non era stato identificato dal DNA mitocondriale (quello minoritario trovato nel campione 31-G20 e rappresentato dai due testimoni nella mefafora)

Chiara ha detto...

Biologo, che "Le false esclusioni possono avvenire se i contributori della traccia mista sono tutti ignoti" lo dici solo tu. Nessuno dei genetisti sentiti a processo, compresi quelli della difesa, ha mai detto ciò, mai fatta questa "salvaguardia", tutti hanno confermato che in traccia mista non si usa mai (e chi lo fa rischia l'autoinganno) il mitocondriale ai fini identificativi. Guarda....ho centinaia di pagine di allegazioni difensive a confermare a) che nessuno degli specialisti ha mai ritagliato quella "clausola" e b) che l'argomentazione della difesa è negli esatti termini che ho esposto io e non in quelli che esponi tu.

Ivana ha detto...

Chiara,
sarebbe bastato (come infatti alla fine è bastato) il DNA nucleare!
Perché ricorrere al mitocondriale? Vuol dire che pensavano che quel DNA mitocondriale fosse di Ignoto 1???

Chiara ha detto...

Non vedo come l'eventuale presenza di un secondo soggetto in sede di aggressione, sia idoneo o anche solo potenzialmente vagamente utile ad escludere il primo.
Voi che me ne fotta, a me inquirente, dal punto di vista del rinvio a giudizio del sospettato certo, se era solo o in compagnia (e non è questa l'unica spiegazione possibile a quel mtdna, lo sai benissimo): intanto ho lui e si becca la condanna lui. Poi se trovo l'altro, contenti tutti, ricostruzione materiale più completa. MA intanto non è che non processo quello che ritengo certo, solo perchè potrebbe avere avuto un complice (ma anche no, le spiegazioni potenziali sono anche altre) che non ho identificato....in quale mondo?!

Ivana ha detto...

Intendo naturalmente
Dna mitocondriale minoritario.


Ivana ha detto...

Chiara,
forse non mi sono spiegata. Credo che, dapprima, gli inquirenti avessero pensato che quel DNA mitocondriale minoritario appartenesse a Ignoto1. Tu credi che, invece, non avessero identificato il DNA mitocondriale di Yara e lo avessero ritenuto appartenente a Ignoto 1???

Su questo aspetto mi piacerebbe sentire anche il punto di vista di Biologo (qualcuno si ricorda della metafora usata dal dott. Capra?)

Stefania ha detto...

Ho letto tutto di un fiato l'articolo, che condivido in linea di massima. Rimane un fatto che non collima con quanto ipotizzato: se davvero Yara fosse stata rapita nella strada verso casa, per quale motivo sarebbe uscita dalla palestra (peraltro in ritardo) da un'uscita secondaria allungando in questo modo il percorso? I cani molecolari (che non mentono) hanno indicato non sia uscita dall'ingresso principale.

Ciao a tutti.

Stefania

Chiara ha detto...

Ivana
certo, hanno fatto quella scommessa, senza peraltro poterci puntare più di tanto.
è stato un tentativo, sconsigliato e sconsigliabile, ma meglio che niente, sotto il punto di vista di trovare quel benedetto ignoto. o no? che dici tu?

io, personalmente, con la mia modesta cultura giuridica di "stampo statunitense" rispetto alla materia genetica forense, avrei detto lasciate stare che tanto poi i risultati di questa metodica me li stracciano in tribunale (se l'analisi è sconsigliata da tutto il mondo scientifico, me la bocciano in tre secondi) e rischiate pure di esaurirmi il campione e addio anche all'unica prova buona che avevamo; per me il caso poteva serenamente restare irrisolto ancora vent'anni, tanto uno più o uno meno; ma siccome pare che ormai le procure si muovano a seconda di quanto al popolo interessi una vittima piuttosto che un'altra (con quale criterio proprio non lo so) allora vedi che la pressione mediatica fa fare stronzate: dobbiamo trovarlo, tentatele tutte. E questo, senza neppure raccomandarsi "oh però tenetemi una provetta con aliquota di 31G20 neh, che non voglio poi questioni al processo"; tentate finchè potete, ma fermatevi prima di esaurirlo, meglio lasciare insoddisfatto il popolo che poi farlo incazzare ancora di più con problemi processuali che o lasciano fuori un assassino per cavilli formali o fanno mettere dentro un presunto innocente chiudendo un paio d'occhi sulla procedura.....Ivana, il dilettantismo della procuratrice, sotto questo profilo, è stato per me imperdonabile. Non perciò automaticamente mi salgono nella stima quelli che adesso si approfittano di quell'erroraccio per creare fumo.
Nella mia opinione, in questa vicenda, il più pulito ha la rogna.
E il peccato originale lo individuo in quel popolo che si mette in mezzo disturbando il lavoro dei professionisti e in quei professionisti che non sanno fregarsene e tirare dritto per la propria giusta strada.
L'omicidio di Yara doveva restare irrisolto finchè un colpo di culo non faceva venire fuori la corrispondenza col dna di bossetti. Magari pure mai. Ripeto, datemi della fredda e stronza, ma gente, obiettivamente questo è un delitto come tanti, purtroppo. Ed è insopportabile che per certe vittime si facciano i salti mortali (e poi vengono fuori sti casini e la fiducia nelle istituzioni se possibile peggiora quando era intenzione migliorarla!) e per altri neanche la camminata da passeggio, a seconda di quanto le sciampiste si prendano a cuore la povera vittima. Ma va, va....fosse per me, tutti fuori dalle balle. Non sono democratica in certi argomenti, neanche un po'. Se tutto fosse per tutti, non esisterebbero specializzazioni. Chi lavora va lasciato tranquillo, se no si rischia di ottenere l'effetto opposto.

Chiara ha detto...

Ivana
concentrati per piacere....Capra ha detto ciò in tv, ok? E la stessa cosa, pari-pari, l'hanno detta i difensori nei propri atti (bada, il furbastro mica ci ha messo la firma, l'ha fatta mettere a loro, che tanto anche se dicono baggianate non ci perdono la faccia, non essendo materia loro). Questa cosa l'ho riferita in un mio commento precedente: per far filare il discorso che riferisci (della metafora di Capra) hanno dovuto "manipolare per sottrazione" uno degli elementi del ragionamento: ossia hanno detto "signori giudici, al mondo ci sono due modi per identificare un sospetto: un metodo positivo (identificativo) col ndna, per elezione; IN MANCANZA di quello E IN COMPRESENZA di traccia PURA, uno negativo (escludente) col mtdna, in via residuale, anche perchè appunto non mi dice "chi è" ma solo "chi non è".
Ok? Mi segui?
Ecco, qui risiede l'inganno dialettico (normale strumento del mestiere, bada, lo facciamo in continuazione): prendi due affermazioni vere, togli ad una un dettaglio (sperando che passi inosservato) e crei una contraddizione formale: Ma come, il nucleare me lo identifica, il mitocondriale me lo esclude? Diamine, c'è un conflitto tra pari forze!
Eh no, non c'è affatto: a) perchè sarà sempre, ovviamente, più significativo un dato positivo che uno negativo; b) perchè quello negativo non viene mai in considerazione in presenza di quello positivo; c) perchè quello negativo ha una conditio sine qua non, che nel caso di specie non è rispettata (abbiamo traccia mista e non pura; c'è infatti una parte delle allegazioni difensive, in altra parte dell'appello, che puntano a mettere in dubbio che la traccia sia mista, consapevoli che al 90% un lettore attento, come un giudice medio, individua subito la falla del tuo discorso. Biologo, ecco, questa info serve anche in risposta a te: la difesa ha ritenuto indispensabile provare a mettere in discussione che la traccia sia mista, per poter sostenere il preteso "inghippo" costituito dalla mancanza di mitocondriale...come vedi non dico balle).

Gilberto ha detto...


Vedete Chiara e Ivana
Vi perdete in dettagli insignificanti, è qui tutto il succo della questione, l'abbiamo detto in tutte le salse, Biologo la evidenzia per l'ennesima volta


"Se poi vogliamo anche aggiungere che esiste una pubblicazione scientifica in cui oltre 800 (sì, ottocento!) campioni di DNA abbondanti sono stati esposti all'aperto nelle più varie condizioni ambientali, in tutte e quattro le stagioni, per poi essere analizzati proprio con gli stessi kit utilizzati nel caso Gambirasio e nessuno di questi campioni ha restituito risultati già prima che fossero trascorsi nemmeno 30 giorni, l'assurdità della situazione dovrebbe risultare più che palese."

Quei pochi nanogrammi da cui si è estratto il Dna non erano coevo al delitto, per essere di buona qualità vuol dire che erano lì solo da pochi giorni.

La paternità?
Non esiste documento di raffronto tra Massimo e Giovanni Bossetti, esistono invece fotografie che 'parlano' chiaro

Questi sono i fatti… tutto il resto è fuffa...

Anonimo ha detto...

Gilberto,
a quanto ricordo i test del DNA a cui si sono sottoposti i familiari di Massimo sono stati fatti privatamente e hanno dato l'esito che conosciamo.
Non è chiaro se questo test abbia compreso anche Massimo (test effettuato magari tramite un suo indumento).
I test sono stati effettuati e mandati a Torino per i controlli.
Sono stati pagati dalla famiglia.
La procura non mi risulta abbia effettuato queste comparazioni, quindi non esistono documenti che comprovino un confronto tra il DNA di Massimo e quello di suo padre Giovanni.

Anonimo ha detto...

Cioè non esistono nel senso che li avrà la famiglia.
Non sono agli atti insomma

Antonello ha detto...

@Chiara

Stavolta ho letto e ti riporto:

"...Ripeto, la cosa funziona così: 

a) trovo traccia degradata PURA; non riesco ad estrarne il nucleare per l'identificazione positiva; tento l'estrazione del mitocondriale almeno per quella negativa.

b) trovo traccia degradata MISTA; b1) riesco ad estrarne il nucleare ed ho la mia prova. b2) non riesco ad estrarne il nucleare e mi fermo...."

Questo e' un punto di vista tuo e forse Giudiziario, ma c'e' due cosette che questo procedimento concettuale smontano ed esulano ahime' dal Giudiziario, ora che tu sia anche un'esperta internazionale di Genetica non credo, non lo sono manco io e te lo premetto a scanso di risposte equivoche.

Funziona che qualche esperta in questo forum disse che il Mitocondriale e'la prima cosa da ricercare, in Scienza, perche' cio' evita il pericolo di falsi positivi, e quindi con l'identificazione centra eccome, in primis, ma non solo, c'e' tanto di post corredato da limpide spiegazioni con link a pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, ed io senpermetti me ne sto di quelle se parliamo di perizie inerenti la Scienza specifica.

Nello specifico l'assenza di Mitocondriale sarebbe anche dovuta alla colonizzazione di un corpo da parte di Mosca Calliphora, che usa mangiare ovunque sostanze di Dna per poi vomitarle restituendo integro il Nucleare ma danneggiato od inesistente il Mitocondriale.

Che poi non e' ininfluente e non si capisce come considerarlo tale, perche' il tipo di sostanza
In cui un Genotipo Straordinariamente Ottimo si origina alle voote diventa fondamentale piu' dell'identificazione.

Nello specifico di ignoto 1 non sappiamo quale tipo di sostanza ha contenuto il suo dna, mentre il contenente di S.B. ad esempio si sa perfettamente, positivo alle sostanze ematiche dice Staiti.

Quindi tu che segui le indagini e dovendo scegliere a scadenza chi porti in Giudizio?

Chi ha evidentemente vomitato sangue sul giubbotto della vittima negando da anni anche piu' lontani contatti con lei o quello che pensi possa essere il titolare del Dna di Straordinaria Ottima qualita' a tre mesi di esposizione ma di cui non sai nulla?

Guglielma Vaccaro ha detto...

Facciamo una colletta e mandiamo Gilby da Camporini? Ce lo mandiamo e basta, così si fa dire in faccia che le sue sono fissazioni buone solo per passare per scemo?
Ciao anonimo, si è capito che sei sempre la Altea, il modo di scrivere sempre quello è...ahahahahahah quante perle in questi ultimi giorni!!!

Guglielma Vaccaro ha detto...

Antonè, visto che tu sai tutto e sai perfettamente come andarono le cose, ti do tutti gli estremi: dopodomani alle 12.10 in Cassazione gli avvocati discuteranno il ricorso, vai un po'prima, avvicinati e offri ai legali TUTTA LA SUA SAPIENZA.

Poi, naturalmente, facci sapere cosa ti hanno risposto.

Guglielma Vaccaro ha detto...

* TUTTA LA TUA SAPIENZA, Antonello

forza, ancora qui? Corri a Roma!!!

Gilberto ha detto...

Guglielma

Ti qualifichi da sola. Non ho nemmeno bisogno di replicare. Sei brava ad offendere quando non hai argomenti. Da quando intervieni qui nel blog non ti ho mai sentito dire una cosa sensata, nemmeno una. Credimi è davvero un record. Chiara se non altro si impegna a esplicitare il suo punto di vista. Tu più che pontificare il nulla non fai.

Ivana ha detto...

Chiara,
sì, la metafora era stata espressa dal dott. Capra in una puntata (forse nel 2016) di Quarto Grado (e io ho dato la mia interpretazione!) e non mi sembra che una tale metafora sia stata riportata, "pari pari", qui:

https://bossettiade.files.wordpress.com/2017/06/3-genetica-finale.pdf

dove mi pare si insista sul potere di esclusione del DNA mitocondriale, senza accennare ad alcuna metafora.

[...] Secondo la comunità scientifica e secondo gli stessi consulenti del P.M.,come visto, non trovare il DNA mitocondriale corrispondente al DNA nucleare estratto da una medesima traccia di una persona, porta ad ESCLUDERE il singolo e tutta la sua linea materna; ma ciò non vale per la Corte.
Il perché resta, però, privo di motivazione.
Come si possa affermare che il DNA mitocondriale non rilevi neppure ai fini di esclusione (pag. 86 della sentenza) rimane un mistero, oltre che una affermazione apodittica, priva di riscontro scientifico, elemento fortemente fuorviante dell'intero percorso logico e giuridico della sentenza appellata.[...]



Non so quali fossero gli accordi tra la difesa e il consulente genetico dott. Capra per cui evito di entrare nel merito della mancanza della firma di quest'ultimo sul documento.
Rimane il fatto che, a mio avviso (e sulla base delle mie scarsissime conoscenze degli atti processuali), i vari errori compiuti (e personalmente non considero negativi gli errori!) non sono stati chiaramente giustificati (dagli errori si impara purché vengano riconosciuti e capiti).

Roberta ha detto...

Gilberto,
credo che alla procura non "interessasse" un confronto tra Bossetti padre e Bossetti figlio.
Per loro Bossetti è figlio di Guerinoni. Punto
Per quel motivo non c'è nessun atto relativo ad altri test.
Poi io ho la mia teoria sul motivo per cui sono risultati tutti figli di altri, ma come ho già scritto, non trovando riscontri certi, questa teoria me la tengo per me.
Ovviamente mi auguro con tutto il cuore che succeda qualcosa per cui le indagini sulla morte di Yara possano riprendere, che Bossetti possa rifare il test con confronto diretto (Bossetti/Guerinoni, che non è MAI stato fatto) e che anche i familiari lo ripetano per confronti di altro tipo.

Scusate se prima non ho fatto partire il nome URL, ovviamente l'anonimo ero io.
Ma tanto abbiamo la delatrice che ci pensa a far quella furba che ha capito tutto.

Roberta ha detto...

Antonello,
il bello è che è convinta di essere spiritosa... santo cielo che vita triste!!!
Qui a trollare da giorni senza mai offrire un contributo, insultando, prendendo per i fondelli e fa anche la saccente, dimostrando di non avere ancora capito un tubo.

PS. Guglielma, vaglielo a dire al Rettore delle Università dove ha insegnato l'avvocato D'Auria che tu sei più preparata di lui.

Roberta ha detto...

Da Garzanti Linguistica
TROLLARE:
(Internet) in un newsgroup, un forum, una chat ecc., comportarsi da troll, partecipare soltanto per disturbare, creare confusione e provocare litigi
Etimologia: ← deriv. di troll.

Guglielma Vaccaro ha detto...

ilberto ha detto...

Guglielma

Ti qualifichi da sola. Non ho nemmeno bisogno di replicare. Sei brava ad offendere quando non hai argomenti. Da quando intervieni qui nel blog non ti ho mai sentito dire una cosa sensata, nemmeno una. Credimi è davvero un record. Chiara se non altro si impegna a esplicitare il suo punto di vista. Tu più che pontificare il nulla non fai.

Manda una raccomandata con ricevuta di ritorno agli avvocati e formula le stesse identiche domande con cui ci stressi da anni qui dentro, poi facci sapere cosa ti rispondono.

Forza.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Soloni, perchè non rendete pubbliche le vostre teorie? Insomma, avete le chiavi per aprire una cella chiusa da oltre quattro anni, siete migliori di un pool di DECINE DI PROFESSIONISTI a leggere qui dentro e vi tenete tutto per voi? Ma tutto apposto?

D'Auria invece di pontificare di filosofia del diritto dovrebbe controllare meglio le esternazioni del suo assistito Marzouk, che sta tentando chiaramente di vendicarsi della famiglia Castagna con dichiarazioni, documentari e servizi da querela che delineano chiaramente accuse nei confronti di chi ha perso madre, sorella e nipote.

Metodo da usare in futuro con un'altra famiglia che non si è gettata in pasto ai media? Qualcosa già si legge in giro, da anni...anche sul gruppo Facebook che pubblica estratti di documenti di cui non si è ancora capita la provenienza.

Anonimo ha detto...

Ormai anche i sassi l'avranno capito. La paternità è un tabù del quale non bisogna parlare altrimenti si passa per deficienti. Un modo 'elegante' per dirti guarda che quello è un tasto da non toccare, un argomento che scotta… Chissà, invece, proprio lì è la chiave….

Ivana ha detto...

Bentornata, Stefania!!!

Luca, ci sei? :-)

Roberta ha detto...

Se non ti garba che qualcuno, come Pietro per esempio, o come la Lucarelli per esempio, o come altri che non cito, abbiano in mano qualcosa che tu non hai invece di strepitare ovunque (sui forum, nel blog o su Facebook) urlando che costoro non hanno titoli per averli oppure insinuando (chissà come li hanno avuti), alzi il tuo bel sederino dalla sedia, vai dai Carabinieri e fai un bell'esposto.
Ma siccome in realtà sai benissimo che chiunque può averli (non sono secretati), ma ti fa solo specie il fatto che tu non li abbia (senza pensare che forse se non ti fossi fatta terra bruciata intorno li avresti anche tu), non farai nulla di tutto ciò.
Ti limiterai a ripeterlo all'infinito ovunque diventando sempre più petulante e ottenendo ZERO risultati.
E intervendo ovviamente sempre quando la discussione comincia a filare.
Se non ti vergogni nemmeno un po' te l'ho già chiesto?

Stefania ha detto...

Ciao, Ivana! Sono contenta di rileggerti! Vedo che il tempo passa e si è sempre al punto di partenza anche quando si cercano altri sbocchi cercando di riavvolgere il nastro della vicenda. L'articolo proposto parla di un vero e proprio rapimento e di questo vorrei parlare, quindi ripropongo il quesito. Se ci fossero state persone appostate per rapire "una Gambirasio" per quale motivo Yara, che era già in ritardo ha deciso di uscire dalla palestra da una porta secondaria, accumulando ulteriore ritardo? Proviamo a concentrarci su questo lasciando il dna a valutazioni future (tra due giorni potremo parlarne sino allo sfinimento)?

Stefania

Roberta ha detto...

Sempre se è uscita sola dalla palestra...
Ciao Stefania,
A parte la testimonianza di Tironi (poi misteriosamente ritrattata) nessuno ha visto Yara fuori dalla palestra (anzi diciamo che nessuno l'ha vista uscire).
Io credo che non sia uscita da sola. Se provo ad immaginare la dinamica relativa alla direzione presa dai cani, posso pensare che non fosse sola, che qualcuno le abbia chiesto di parlarle in un posto privato (quindi usciamo da quella porta la) e che poi la situazione abbia preso una brutta piega.
Io continuo a pensare a più persone, ad un atto di bullismo, ad una situazione sfuggita di mano e al panico.
Penso che ci siano coinvolte più persone e che qualche adulto le abbia aiutate.
Credo che la verità la sappiano in parecchi e quindi essendo in molti riescano a sostenersi e a sostenere quanto dichiarato finora (perchè sicuramente sono stati sentiti).
Hanno avuto tutto il tempo per accordarsi, sanno che se parla uno saltano tutti e questa unione è la loro forza.
Purtroppo abbiamo sentite troppe persone "non ricordare" o tolte dall'imbarazzo durante interrogatori molto duri.
Ovviamente non ho idea di chi possa essere stato, ma nulla ancora mi fa pensare che le cose possano essere andate diversamente.
E ovviamente questa è solo ed esclusivamente una mia opinione personale.

Guglielma Vaccaro ha detto...

Roberta DIXIT

Ma siccome in realtà sai benissimo che chiunque può averli (non sono secretati)


Ragazzi, la Altea ha smentito una balla vecchia di anni: ATTI E VERBALI NON SONO SECRETATI.

NON E' UN'ESERCITAZIONE,RIPETO, ATTI E VERBALI NON SONO SECRETATI.

Grazie mille Altea, si sapeva già ma tu lo hai confermato una volta di più.

Quanto alla differenza tra diffusione di dati sensibili e secretazione, non sto a spiegarla, tanto quasi tutti qui dentro non capirebbero, comunque la questione è questa: sbattere online brani dove vengono citati nomi, recapiti e indirizzi di gente che è uscita dalle indagini e/o potrebbe avere pregiudizio da queste diffusioni non autorizzate potrebbe creare qualche problema...non a caso il buon Pagnoncelli si è improvvisamente fermato, chissà perchè.

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