venerdì 20 maggio 2011

Melania Rea è morta nella terra degli omicidi irrisolti

Luogo ritrovamento Rossella Goffo
Che schifo! Più vedo Salvatore Parolisi in televisione, dimagrito ed a volte quasi assente, più mi rendo conto che siamo tutti immersi in un mare di cacca. Sono passasti trenta giorni dal ritrovamento del corpo di Melania Rea ed ancora, ieri come oggi, sulla bocca dei vari opinionisti, sulla penna dei troppi giornalisti da scoop, campeggia il suo nome. Un nome pronunciato e scritto a caratteri cubitali, un nome anticipato dalla solita frase ipocrita: "Ricordiamo a tutti che Salvatore Parolisi non è indagato". Ho provato a far di conto per riuscire a sapere quante volte in questi trenta giorni è stata detta quella frase, non ci sono riuscito ma quando la mente si è persa nei miei conteggi avevo già superato da tempo le mille pronunce. Mille, come il numero delle bugie dette dal Parolisi e dalla stampa, tre quelle del marito di Melania novecentonovantasette quelle dei giornalisti da scoop. Ed è così che nei salotti televisivi ogni giorno si chiacchiera basandosi sulle bugie stampate sui giornali, quelle ad effetto morboso pregnante.

Ce ne sono due in particolare che hanno tenuto banco per giorni e giorni, dal 10 Maggio ad oggi, una è quella riguardante la foto del luogo del delitto che Salvatore Parolisi avrebbe detto di aver visto nel telefonino dell'amico. Una bufala colossale che ha acceso dibattiti e condannato definitivamente il caporalmaggiore agli occhi della gente. Una bufala che ancora, nonostante l'Ansa, poi tutti i giornali a ruota, l'abbia smentita, tiene banco e fa sorgere dubbi. Si era parlato, grazie ad un carabiniere che in dialetto campano stretto aveva detto ad un ascolano una cosa incomprensibile, di una foto vista nel cellulare dell'amico, una foto mai scattata, e via le interviste e le dirette a sputare il solito fango. Invece in realtà era accaduto che in fase di interrogatorio il militare avesse detto al Pm Monti che l'amico gliel'aveva fotografata così bene, cioè gliel'aveva spiegata così bene, che aveva capito subito qual'era la zona, ed inoltre aveva aggiunto che una foto l'aveva vista ma non ricordava se era nel cellulare del Paciolla o su un giornale. In più era un luogo conosciuto dai militari  in quanto spesso si ritrovavano in quel chiosco quando andavano al poligono. 

Ed il gestore del chiosco delle casermette ha poi dichiarato di averlo servito almeno un centinaio di volte. L'altra bufala uscita è quella che hanno scritto a proposito del fatto che il caporalmaggiore sapesse con precisione, pur non essendoci stato, il punto esatto dove avevano ritrovato la moglie. Smentita anche questa in quanto nulla sapeva di dove fosse il corpo. Ma non c'è niente da fare, siamo nell'epoca dei "necrofilishow" e tutto ciò che è morte attrae. Non c'è più alcuna differenza fra il gossip e la cronaca nera tanto che gli stessi opinionisti ne parlano in trasmissioni interscambiabili da bar dello sport. La professionalità si è persa da tempo e c'è chi manda il giornalista ragazzino raccomandandogli di parlare il più possibile con gli altri cronisti, raccomandandogli di tenere le orecchie tese verso il portone della procura. Ma se anziché insegnargli a spiare ed a riportare spezzoni di notizie, che alla resa dei conti si rivelano false e senza alcun nesso, gli insegnassero davvero a fare i giornalisti? 

Se invece di fare avanti e indietro da una caserma a un tribunale, passando al bar per il caffè, andassero a cercare testimonianze, a verificare piste alternative, a porre domande a chi frequenta certi giri, non sarebbe meglio per loro e per noi? Tutti si sono fossilizzati in una strategia che non è affatto vincente, una strategia destinata a fallire nel tempo. Se è vero che sono giornalisti com'è possibile non sappiano che in quel di Teramo ce ne sono tanti di misteri da capire, che ci sono assassini liberi di girare sia in città che nei boschi. Dovete sapere che dal 1974 al 2010, dati del Viminale, in Abruzzo sono scomparse 1691 persone, di queste 1300 sono tornate a casa e di altre 120 si sono trovati scritti e riscontri che autorizzano a pensare ad un allontanamento volontario. Però, fatti i dovuti conti, di altre 270 non si è saputo mai nulla di nulla. Il dato di per sé ha un valore simbolico e non significa nulla se non che ogni anno da quella regione delle quasi quaranta persone che scompaiono sei non lasciano alcuna traccia. Molto spesso sono donne.

E questo significa che alcune cose non quadrano. Non voglio partire da troppo lontano, da Donatella Grosso scomparsa da Francavilla nel '96 e mai trovata, e neppure voglio parlare dei coniugi di Nereto, Libero Masi e sua moglie Emanuela Cheli, uccisi a coltellate, tantissime coltellate, nella loro casa a pochi passi dall'ospedale e dal Sert. No, voglio andare oltre e non parlare neppure delle ossa di donna trovate a Borgo Santa Maria,  quelle che Cristina Cattaneo, la stessa patologa incaricata dell'autopsia su Yara Gambirasio, ha spedito a Boston per cercare di capire di chi siano. Questi casi, seppure ancora senza risposte, li lascio perdere, anche se sono accaduti in un raggio di pochi chilometri uno dall'altro, e mi concentro su altri omicidi ancora irrisolti, anche questi avvenuti nei paesi e nei boschi di Teramo ed Ascoli. Parlo allora di una donna di 49 anni, tossicodipendente da sempre, che viene uccisa e sezionata in piccole parti prima di essere gettata nel bosco; si chiamava Adele Mazza e per il suo omicidio c'è un indagato, un indagato che fino a vent'anni fa era il suo convivente, un indagato che si dichiara innocente.

Innocente si è sempre dichiarato anche Doriano Paolini, il marito di Marzanna Malgorzata scomparsa e ritrovata uccisa nei pressi di un laghetto, sempre in provincia di Teramo, con 29 coltellate, poi si è scoperto essere state inferte con forbici da sartoria. Ma Doriano non è stato fortunato, lui ha atteso in carcere che le indagini si completassero, che iniziasse il processo e che finisse. Ventuno mesi per poi sentirsi chiedere scusa in due gradi di giudizio. Ora lui è libero, ma è libero anche l'assassino di sua moglie. Andiamo oltre ed arriviamo a Rossella Goffo. Anche lei scomparsa nel nulla a Maggio del 2010 e poi ritrovata a pochi chilometri da Colle San Marco, da Ripe di Civitella, nel Gennaio di quest'anno. Anche in questo caso c'è un indagato che si dichiara innocente, un indagato che ha subito lo stesso trattamento del Parolisi perché si dice che della Goffo ne fosse l'amante; ma lui nega e cerca rifugio nella sua famiglia, oltre alla moglie ha quattro figli.

Si dice che un indizio non fa una prova, è vero ma qui gli indizi sono tanti non uno. Minimo che si possa dire è che Melania è stata uccisa nella terra degli omicidi irrisolti e che, ancora una volta, se gli inquirenti non inizieranno a prendere strade diverse da quelle già prese in passato, e risultate sbagliate, smettendo di indagare solo i mariti e gli amanti, ci sarà un nuovo omicidio irrisolto. Un nome in più da aggiungere al lungo elenco già presente in procura. 

Ed i giornalisti, invece di indagare sui misteri del luogo, insistono e trovano una nuova amante per poter additare il Parolisi e dirgli che non è indagato ma sarebbe meglio lo fosse, una ragazza fidanzata che ora sarà interrogata per aver fatto sesso un paio di volte, due anni fa, col caporalmaggiore. Davvero bravi i giornalisti del gossip necrofilo.


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14 commenti:

Mimosa ha detto...

Bravo Massimo, stavo per scrivertelo anch’io (da giorni): la scena del luogo del ritrovamento era stata descritta così bene dal Raffaele come vista “fotografata” … stasera inoltre a QG è stato detto che Raffaele ha mostrato a Salvatore i giornali con le fotografie … siamo alle solite con le “indiscrezioni” stracapite dai giornalisti, ovvero riferite da questi intenzionalmente distrorte …
Ottima la tua diagnosi: la professionalità si è persa da tempo.
Eppoi, giova solo ad effetto di cronaca insistere sul fatto che “nessuno ha visto Melania sul pianoro”, infatti tutte le testimonianze oculari sono riferibili a dopo le 15.15-15.30, orario durante il quale il marito stava iniziando a cercare la moglie.
Cosa c’entra il fatto che in quei minuti stava passando un’auto dei carabinieri e che Salvatore non l’avesse fermata … ma ti immagini che figura avrebbe fatto a dire “Non trovo più mia moglie … è andata al bagno e non è ancora tornata”, sai che risate da parte dei CC? Mimosa

Mimosa ha detto...

Ancora altro: stasera a Quarto Grado si è saputo che ci sono state ben 4 perquisizioni in casa dei Parolisi… capito? TRE prima di quella di ieri con il mandato “ufficiale” a cui i salottieri hanno dato tanta risonanza…!!! Quindi....
Inoltre, ridicole le insinuazioni che non ci fosse stato il seggiolino in auto e che l’auto non fosse stata perquisita. Primo: il seggiolino si vedeva eccome, quando viene inquadrata l’auto nelle immagini sul luogo che vengono mandate in onda di continuo, con il Parolisi assieme al cognato e al Raffaele mentre ricostruisce lo scenario per i CC e Company. Tu lo sai bene, avendo figli piccoli, che il seggiolino non è un oggetto che si mette e si toglie ogni giorno … sta là per sempre finché i bimbi non sono cresciuti (a norma di legge). Secondo: l’auto è ben che stata esaminata! non per niente sono state trovate le goccioline di sangue attribuite a Ludovica (tanto che all’interrogatorio gliene è stata chiesta ragione e lei ha dichiarato che lo facevano anche in auto e anche in “quei giorni”).
A presto,Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

E fino a quando i giornalisti faranno gossip anziché inchieste si continuerà ad ascoltare dalla loro bocca bugie su bugie. Non dalla bocca di tutti, chiaro, ma nella maggioranza dei casi sì.

Ed inoltre i tradimenti, che pare essere l'unico argomento da trattare, li sbattono in video come fossero un atto d'accusa tremendo ed incolmabile. Quando in effetti la maggioranza delle famiglie mondiali lo subisce e lo supera ristabilendo nel tempo una nuova intesa coniugale.

Sembra quasi che nessuno di loro, dai venti ai trent'anni, abbia mai tradito la moglie o la fidanzata.
E danno giudizi e dicono psicobaggianate che solo in presenza di una perizia psichiatrica che attesti certe deviazioni si potrebbero dire.

Come ho scritto siamo in presenza di un nuovo tipo di trasmissione pseudogiornalistica, un necrofilishow che nulla insegna ma molto insinua.

Ciao Mimosa, Massimo

mercutio ha detto...

Un sadismo collettivo, che trova riscontro solo nella storia medioevale, quello che ha investito il povero Parolisi.
Uno che non resiste al fascino femminile, va bene (vorrei conoscere chi è il maschio che non siggiaccia a tale prerogativa femminile), ma per questo deve essere necessariamente un assassino?
Disgustante quanto si sta costruendo intorno alla figura di un uomo che ha come colpa il difetto (o pregio?) di essere un "amatore"
Ancora più disgustosa l'insistenza in domande, palesemente tendenziose del conduttore di "4° grado", contraddette dai due criminologhi, Picozzi e Meletti, che hanno concluso le loro risposte dichiarando che a loro parere, il Parolisi non poteva essere l'assassino di sua moglie.
Insomma, si constata che, per la maggior parte dei mass-media, il caso è risolto, con la crocefissione del caporalmaggore.
Quest'atteggiamento,oltre a non aver raziocinio, è oltremodo vergognoso, per molti dei preposti all'informazione, nuocendo alla loro credibilità.
Tu Massimo hai accennato ad alcune bufale, le quali persistono ancora nel "giro" vizioso della falsa informazione, ma ce ne sono ancora tante altre di non minore gravità, che andrebbero smentite dalle stesse autorità giudiziarie.
Si è creato, e continua a crescere, un vivaio di falsificatori, che meriterebbe di essere distrutto dalle fondamenta.
Mi vergogno per loro.
Ciao.

Marco ha detto...

Concordo con mercutio. Io, che fino a qualche mese fa non mi ero mai particolarmente interessato di fatti di cronaca nera, pensavo che la disinformazione costante non trovasse posto anche in questo settore dell'informazione. Quando ho provato ad approfondire per conto mio e attraverso altre fonti qualcuno di questi casi, sono rimasto semplicemente basito. Una falsificazione e superficialità da fare accapponare la pelle. Non oso immaginare lo stato d'animo di chi vi è direttamente coinvolto.

nico ha detto...

Ciao Massimo. Anche io mi sento indignata e in parte offesa da come ci prendono per stupidi, inquirenti che dovrebbero cercarsi un mestiere meno delicato e giornalisti che dovrebbero continuare o cominciare a scrivere per Signorini. Almeno potremo decidere se leggere di cronaca o di gossip. Io non mi persuado ancora dell'estraneita' di Salvatore Parolisi, a quello che succede ha dell'assurdo. Si cerca di fare passare l'idea che un marito che tradisce sia potenzialmente un criminale. I crimini del cuore sono una cosa, le coltellate tutt'altra. Una chicca da quel pazzo di Meluzzi, sepolcro imbiancato come tanti altri ma secondo me piu' fanatico: ha ammonito i telespettatori, occhio che il tradimento oltre che moralmente sbagliato é pericoloso perché si mette in pericolo di vita il partner, sposando quindi la tesi di una amante uscita di senno che si é vendicata su Melania. Non dico che non potrebbe essere, il mondo é pieno di cose strane, ma se anche solo l'1 per mille degli amanti clandestini avesse ucciso il consorte legittimo, non ci sarebbe di sicuro il problema del sovrafollamento terrestre.

Sara ha detto...

Condivido la vostra indignazione verso i giornalisti poco seri e le bufale...
Ma ci terrei a fare una precisazione:
non credo che l'opinione pubblica attacchi Parolisi in quanto marito fedifrago (e sappiamo bene quanto gli italiani possano essere indulgenti verso chi tradisce la moglie, non ho bisogno di citarvi esempi celebri!)
ma Parolisi si attira la rabbia del pubblico (soprattutto donne) perchè ha messo il proprio orgoglio PRIMA di sua moglie ammazzata barbaramente, e di sua figlia rimasta senza mamma-
Se avesse subito dato agli inquirenti tutte le informazioni per delineare uno scenario del delitto, dicendo: "tradivo abitualmente mia moglie, con X, Y e Z, non credo che possano essere coinvolte nell'omicidio ma per dio aiutatemi ad arrestare il colpevole!", beh, ora non staremmo certo a parlare di quanto sia squallido nascondere il cellulare segreto nella macchina e compagnia-
Ho sempre in mente due appelli di poche settimane fa, a chi l'ha visto-
Due mariti, due donne scomparse-
Il primo: "ti prego x, torna a casa, mi dispiace delle cose cattive che ti ho detto, ho esagerato e capisco che tu ti possa essere sentita mortificata. Sono io a dovermi vergognare"
Il secondo: "andiamo d'amore e d'accordo, il giorno che è scomparsa non è accaduto niente di strano, anzi le ho portato un bel mazzo di fiori e le ho dato un bacio, ma poi è scomparsa!"
....secondo voi, quando si scopre che una delle due donne scomparse veniva massacrata di botte tutti i giorni, da anni, anche il giorno della scomparsa..... Con chi è più facile che si accanosca l'opinione pubblica? Col primo o col secondo marito?

Parolisi ha giurato agli inquirenti che la loro era una famiglia perfetta: ora si sta perdendo tempo a cercare di capire su quante cose abbia mentito, e il perchè, visto che se siano o meno implicate nell'omicidio, non c'è altro modo di saperlo-
Se mi giuri che eri un marito perfetto, e mi chiedi di trovare l'assassino di tua moglie, quando scopro che hai mentito, è chiaro che i miei sentimenti nei tuoi confronti siano di sdegno-

icon ha detto...

Penso anche io che Salvatore Parolisi sia uomo grande fuori ma piccolo piccolo. Penso anche io che sia sconvolgente il suo continuare a mentire anziché collaborare con gli investigatori che cercavano l'assassino di sua moglie. Non mi piace Parolisi, e sono sicura che Melania meritasse di piu'. Pero' i dibattiti solo ed esclusivamente incentrati sulle sue infedelta' sono tanti, tante sono le trasmissioni che fanno dell'argomento il punto centrale della vicenda. Così si puo' finire di perdere di vista l'essenziale per le indagini. Istintivamente penso che potrebbe essere lui l'assassino o comunque avere in qualche modo partecipato, ma sentire Meluzzi che dice ''non tradite, mettereste in pericolo la vita del vostro partner perché l'amante potrebbe essere un pazzo che decide di eliminare il rivale'', beh mi sembra che siamo un po' fuori strada.

Sara ha detto...

forse la mia opinione "paga" il fatto che non ho la tv da anni...
quindi sono esposta ai media 8e ai loro salotti) in maniera diversa.

...per quanto riguarda meluzzi..
provate a scrivere "meluzzi pedofilia" su un motore di ricerca, e fatevi la vostra opinione-

michelangelo ha detto...

YARA E MELANIA DUE DELITTI UN SOLO MOSTRO
(Racconto triller-fantascienza)

Ho sempre sostenuto che l'autore del delitto Yara potrebbe essere un persona al di sopra di ogni sospetto, una persona molto influente, persino istituzionale, forse un alto militare, comunque di potere.
Una persona molto conosciuta e temuta che ha avuto la possibilità di potere anche influenzare le indagini.
( Vedi il caso dell'extracomunitario, non indagato, che ebbe a dire al telefono
"l'hanno uccisa davanti il cancello" ed anche per un'altra sua frase due volte tradotta volutamente errata)
Una persona di grande acume, dotata di un'intelligenza fredda, fuori del comune, ma malata. Affetta da turbe psichiche che nelle fasi acute di crisi la trasformano in un mostro assetato di sangue.
Per una serie di fortuite coincidenze entra in scena Yara e la sua tragica fine nelle mani del sanguinario è cosa fatta.
Sempre nei miei interventi su facebook e siti avevo auspicato l'urgenza di una legge speciale che rendesse obbligatorio, in particolari circostanze il DNA a tutti i cittadini di Brembate e dintorni e per rafforzare il concetto dissi: anche al Presidente della Repubblica se fosse stato un cittadino residente.
Il mostro avrebbe avuto le ore contate e forse non ci sarebbe stato il caso Melania.
Invece, esaltato dal risultato ottenuto, convinto di aver realizzato il delitto perfetto, il mostro, certo dell'immunità si accinge ad organizzare un altro capolavoro.
La scelta del luogo potrebbe essergli familiare. La vasta pineta del Teramano,
già campo militare, quasi sempre deserta, favorevole ad appostamenti, pedinamenti, è il posto ideale.
La scelta della vittima anche questa volta è affidata al caso e per Melania che si apparta fuori dalla strada sterrata non c'è scampo.
E tutto avviene secondo i piani. La uccide, la carica in macchina e scompare per riportarla dopo qualche giorno e con un'altra macchina o di notte con tutti i segni e i depistaggi eseguiti ad arte sia sul corpo che sul terreno, anello, e chissà cosa c'è ancora da scoprire.
Ora mi chiedo: atteso le analogie dei due delitti, e sono tante, possibile
che nessuno abbia pensato di studiarli?
Prima cosa da fare sarebbe il confronto dei DNA e se anche uno solo dovesse risultare attendibile quell'uomo, chiunque fosse comincerebbe a tremare e non lo spingerebbe ad organizzare il terzo delitto che in questo momento sta elaborando con maggiore sadismo.
Solo il DNA ci può salvare dal mostro.

michelangelo ha detto...

Mister Hyde ai funerali di Sara

C'era l'assassino di Yara ai suoi funerali?
Io dico di sì. Il mostro era lì, tra la folla o tra le autorità, al di fuori di ogni sospetto .
Magari con una finta espressione di dispiacere da dott. Jekyll, ma con occhi da mister Hyde che a lampi illuminavano il volto diabolico ed esaltato dell'impunito vincitore.
Spero che 100 telecamere, appositamente posizionate, abbiano ripreso tutti i partecipanti e che ora inquirenti, psicologi, ed esperti li stiano attentamente studiando nella speranza di cogliere nello sguardo,
nel volto di uno di essi, un segno diverso della comune espressione di
dispiacere e rabbia, di affetto e solidarietà di tutti i presenti.
Se così non fosse, allora, ahimè è vero che si sta facendo di tutto per non voler scoprire il mostro, che già forte del secondo delitto (vedi: Yara e Melania due delitti un solo mostro) sta preparandone un terzo ancora più raccapricciante ...

michelangelo ha detto...

Errara corrige: ... i funerali di YARA e non si Sara

Anonimo ha detto...

IL MOSTRO SONO IO.
Le mie provocazioni hanno un obbiettivo. Non aspettare Che l'assassino vada spontaneamente a farsi prendere il DNA.
A questo punto io prenderei, con o senza consenso, il DNA del Presidente del Consiglio per confrontarlo con quelli trovati su Yara Gambirasio e Melania Rea.
Così, dicendo la famosa frase "CI METTO LA FACCIA", giustificherebbe il decreto legge che dovrebbe fare per rendere obbligatorio il prelievo a tutti i cittadini di Brembate e dintorni, anche agli inquirenti.
Solo così il mostro dei due delitti avrebbe finalmente un nome e un volto. Ma se il diavolo ci mettesse la coda ........
Se non viene prelevato obbligatoriamente con una legge speciale il DNA a tutti indistintamente i cittadini di Brembate e dintorni, e per tutti intendo anche alle più alte cariche e personalità, l'assassino di Yara e di Melania, che è la stessa persona e che potrei esseri io non verrà preso mai.
IL MOSTRO E' UNO SOLO, DEPISTA LE INDAGINI, IMPUNITO, AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO E STA PREPARANDO IL TERZO DELITTO.

Anonimo ha detto...

potrebbe essere un serial killer...che ha ucciso anche Melania Rea..stesso luogo stesse armi coltello punteruolo stessa maniera d\'aggressione stessa tipologia di vittima...ci mancherebbero solo gli stessi connotati viste le tante similitudini..
MA nessuno ci ha ancora pensato?

tanta intelligence all\'opera su piu fronti e adesso che hanno un riscontro da fare nemmeno se ne accorgono del caso..

16 novembre 2011
LUCA MICHELUCCI accoltella e aggredisce allo stesso modo e simile luogo una donna a Pineto.
Coltello ,puntuerolo...sola che va di fretta..
Sono solo coincidenze
ma che senso ha metterlo accanto alla stessa cella di Parolisi?
per farlo impazzire e commettere un nuovo omicidio.


scusate il sarcasmo