domenica 30 gennaio 2011

Sarah Scazzi. Il compressore, l'imbianchino e le strane parole dell'avvocato Galoppa.

Mariano Buccoliero
 La nuova indiscrezione viene dalla bocca di un parente. Michele Misseri gli avrebbe confidato di aver ucciso Sarah Scazzi accanto al compressore e che proprio sul compressore la ragazza sarebbe caduta. Quindi su quella macchina dovrebbero esserci tracce del dna della vittima. In Procura non tengono conto di questa indiscrezione perché nelle carte non è contemplata e quindi continuano ad indagare Sabrina Misseri. Per esserne informati dovrebbero dare parere positivo su un nuovo incidente probatorio, ma di reinterrogare l'uomo nessuno ci pensa. Quindi, anche se a tutti ormai è stata riferita questa nuova verità dell'orco, senza una reale volontà di acquisirla agli atti resterà lettera morta e non avrà alcun seguito.

Per la procura Michele Misseri potrebbe anche non testimoniare più perché, a parer loro, le testimonianze degli ultimi giorni li rendono indipendenti da quell'uomo che troppe volte ha mentito e si è reso inaffidabile. Ma quali sono le importanti testimonianze acquisite dagli inquirenti?

La più importante è quella di Antonio Petarra, un vicino di casa della famiglia Scazzi che ha dichiarato di aver visto Sarah che andava dalla cugina alle 13.45 e di esserne ricordato solo quando ha fatto ordine nella sua mente ed ha controllato il calendario in cui sua moglie segnava le giornate di lavoro. Senza questo ricordo avrebbe continuato a credere di averla vista alle 11.45 di mattina.

Ed allora, se questa è la testimonianza granitica, proviamo a metterci nei panni del diavolo e cerchiamo di confutarla come fossimo in tribunale. Per farlo dobbiamo far tornare i giurati al 26 Agosto e far loro rivivere le ore ed i giorni successivi alla scomparsa come fossero stati alcuni degli 8000 abitanti di Avetrana. Quindi senza inserire orari facciamo la cronistoria di quegli istanti. Omettiamo anche il cordon blue, il messaggio e lo squillo di risposta, perché per la Procura è Sabrina Misseri che li manda e se li spedisce, e partiamo da quando esce e si avvia verso la via Grazia Deledda e l'uomo la vede mentre cammina sul marciapiede. Fin qui nulla di speciale, lui imbianca la casa e lei sta per andare al mare.

Ma poi Sarah scompare nel nulla e già prima delle 16 i carabinieri ne vengono informati. In paese ci sono due chiese ed una piazza, la gente mormora e tutti vengono a sapere dell'accaduto e già dalle 17 si battono le strade per cercarla o per trovare almeno un indizio che possa portare a scoprire dove si trova. Chiaramente l'unico argomento di cui si parla ad Avetrana è questo.

Possibile che il Petarra ne fosse rimasto all'oscuro? No, non ne era all'oscuro perché qualche giorno dopo arrivano le troupe televisive e cominciano a far domande, a far ricostruzioni. Trovano una coppia di ragazzi che dicono di averla vista all'incirca sulle 14.30, scoprono che Mariangela ha inviato un messaggio a Sabrina alle 14.25 e che la ragazza a sua volta ne invia uno a Sarah e riceve uno squillo di conferma alle 14.28. Fanno la ricostruzione che viene ripresa da tutti i giornali ed anche i carabinieri riempiono pagine di verbali in tal senso. Pure il Petarra viene interrogato e, a pochi giorni dall'accaduto, dopo il subbuglio creatosi in paese che dovrebbe tenere viva la memoria, dichiara di aver visto la ragazzina due volte quel giorno. La prima verso le 9.30 e la seconda sulle 11.45. E questa sarà la sua versione nei mesi a seguire.

Anche dopo la scoperta del cadavere, nonostante gli speciali televisivi quotidiani che richiamavano sempre quale ora della scomparsa le 14.30, lui non è mai andato dai carabinieri a dire che probabilmente non era l'orario giusto e che nella prima deposizione s'era sbagliato. E' possibile credere ad una persona che dopo quasi quattro mesi dal primo interrogatorio dichiara di essersi reso conto di aver sbagliato a dare gli orari grazie al fatto che la moglie quel giorno dovesse andare a lavorare? Questo nonostante quanto accaduto in quel particolare giorno, a due passi da casa sua, nonché tutti i giorni e mesi successivi che dovrebbe far risultare facile il ricordare cosa si è fatto e visto? E per quale motivo dice ai giornalisti "e' l'orario che abbiamo ricostruito con gli inquirenti?". Ognuno tragga le conclusioni che preferisce. 

Ora mi sposto a parlare dell'ormai depresso avvocato Galoppa; già da qualche giorno sta sulla difensiva e cerca di incanalare le colpe di quanto sta accadendo, come se scrivere lettere fosse una colpa, al suo assistito. E' arrivato persino a dire che se dovesse continuare su questa strada e non seguire la sua linea difensiva potrebbe mollarlo al suo destino. Le parole esatte sono state: "Se rimane fermo potrebbero esserci dei problemi per presentare la mia linea guida". E no, qui occorre una riflessione perché qualcosa ci sfugge. Cosa vuole intendere con le parole la mia linea guida? Quindi ieri ci ha fatto sapere che quell'uomo, da lui stesso definito influenzabile a comando, fino alla metà di Dicembre ha seguito la sua linea guida ed ha fatto e detto ciò che lui voleva facesse e dicesse? Perché non c'è stato un bravo conduttore, ma anche un pessimo giornalista andava bene, che gli ha posto questa domanda? Non era difficile da fare.

E il mistero si infittisce sempre di più. Il bravo mentitore cerca di scrollarsi di dosso il bravo avvocato e il bravo avvocato dice di volersene andare ma non se ne va.
Forse perché pensa che se uscisse di scena potrebbero prendere il suo posto le accuse di un contadino che ora in qualche modo lo teme? 

Nel frattempo chi sta lavorando bene, pur anche seguendo una linea non condivisibile, è la Procura. Il titolare delle indagini, Mariano Buccoliero (foto), sta lasciando ad altri il compito di far caciara e c'è da sperare che le indagini presto lo portino su una strada meno avvallata, una strada che lo convinca a fare marcia indietro ed a valutare serenamente ciò che al momento ritiene invalutabile. Lo spessore morale per poterlo fare ce l'ha, lasciamolo lavorare e vediamo dove lo porta.


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8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ho riletto, per la ennesima volta questo articolo e mi sono sorte delle domande: da agosto ad oggi, Cosima è mai stata vista andare a fare pulizie nel garage/cantina (magari vicino al compressore avrebbe potuto trovare qualche cosetta)? Dato che non è mai stato posto sotto sequestro e nessuno vuole andarci a dare un’occhiata, è un’astuzia per sostenere la tesi dei soliti depistaggi? E in proposito, che depistaggi potrebbe operare Sabrina da libera che non possano essere già messi in atto da madre e sorella su sua indicazione? Ma ti pare che i colloqui in carcere non siano registrati?
E ancora: Cosima non va più a lavorare? Cosima esce a fare la spesa, che fa tutto il giorno, chi le fa visita? Mi potrai rispondere che non interessa a nessuno la vita di Cosima, ma come mai nessun giornalista l’ha più tallonata per carpire qualche dichiarazione, per spiare la sua vita, per verificare con lei direttamente certe “voci” (ad es. la visita al cognato x i telefonini)…
E dunque perché i giornalisti non si ficcano in testa che non è omertà, semplicemente (e ‘astutamente’) gli inquirenti le hanno proibito di parlare??? e idem dovrebbero ficcarselo in testa tutti quei conduttori e “opinionisti” (metto virgolettato perché mi fanno i brividi le loro “opinioni”) che commentano in modo alterato quel gesto di far rintanare Michele nella cantina (spezzone di video spessissimo in onda), mentre esso era solo frutto della preoccupazione di “non dire nulla” come alla famiglia era stato ordinato, con la minaccia, pardon, con lo spauracchio di una denuncia?
Sul “licenziamento” di Galoppa commenterò altrove.
Ciao, Mimosa
Scusa la lunghezza del testo…e la quantità di commenti…

Massimo ha detto...

Cosa potrebbe fare Sabrina all'esterno del carcere, se non restare chiusa in casa per non essere aggredita, non si sa. Io credo che andrebbe a vivere dalla sorella a Roma, ma anche li potrebbe trovare chi ormai ce l'ha su con lei.
Il problema vero è che non vogliono venga intervistata dai giornalisti, che non vada ospite in qualche trasmissione televisiva. Non capiscono che andrebbe tutto a vantaggio dell'accusa vista l'ampia ostilità mediatica e popolare. Basta ricordarsi della Franzoni per rendersene conto.
Per quanto riguarda i depistaggi in procura ne temono uno in particolare, viste le voci che circolano in paese e che presto, forse, diventeranno verbali, il convincere persone amiche a testimoniare di essere state violentate, o al limite molestate, da Michele Misseri, si capisce dalle parole del duo Biscotti Gentile. Ma se accadrà ce ne accorgeremo non appena queste donne si presenteranno, se si presenteranno. Solo in quel momento potremo capire che grado di amicizia potrebbero avere con Cosima. Ciao

Barbara F ha detto...

Linea guida... bhè è evidente che se nel team di difesa di Michele Misseri tutti erano convinti che non fosse stato lui ad uccidere la povera Sarah,le sue dichiarazioni fatte nelle missive rappresentavano un problema tecnico,insormontabile in un'aula di tribunale. Penso che chiedere un po' di coerenza al proprio assistito sia il minimo. Mi viene da ridere quando leggo che c'è gente che crede che Galoppa abbia convinto il suo assistito a dichiararsi innocente e ad accusare la figlia. La Signorina Sabrina ha fatto abbastanza per incolparsi da sola. Commentando invece le parole di "anonimo", se per lei, spingere un congiunto dentro un garage come un cane nella sua cuccia (nemmeno col mio cane lo farei...) è una dimostrazione d'affetto... non vorrei essere nei panni dei suoi cari. Io se subissi un trattamento del genere da parte del mio congiunto, me lo mangerei vivo. E ho detto poco! Quel gesto, fatto con tanta naturalezza, è il gesto di chi ti considera "niente". E vale più di mille parole.
Cari saluti
Barbara

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Barbara. Ti ringrazio del commento fuori dalle righe esposto in maniera molto educata.

Che Sabrina ci abbia messo del suo può essere, anche se io non ne ho ricordo. Ciò che ricordo è che all'indomani della prima confessione il procuratore, dottor Sebastio, si disse certo al 90 % di essere di fronte alla verità. Ciò che ricordo è che due giorni dopo Daniele Galoppa andò in video a dire che avrebbe chiesto la perizia psichiatrica per il suo assistito. Ricordo anche che sia la famiglia Scazzi, in particolare Claudio, sia i suoi legali, andarono negli stessi video ad alzare la voce per fare in modo che lo zio orco, era quello il soprannome datogli dai media, passasse in carcere il resto della vita senza sconti di pena, dimostrandosi quindi contrari alla perizia.
Ricordo altresì che due giorni dopo il legale Galoppa si ripresentò in un famoso programma domenicale a dichiarare che presto tutti avremmo smesso di usare la parola orco in riferimento al Misseri.
Quel che ricordo, ancora, è che da quel momento in poi tutti i telegiornali e le trasmissioni mattutine e serali iniziarono ad inserire il pregiudizio in ognuno di noi.

"Piange come suo padre, si gratta la testa quindi ha qualcosa da nascondere, non può essere stato lui se non ci sono altre donne molestate" ed altre mille frasi di questo tenore che portarono la mente di ogni persona nella direzione indicata dal Galoppa.

Poi la seconda confessione dove lei era presente ed altre mille congetture, compresi i mezzi sorrisi di pseudo scrittrici e quelli misti ai silenzi dello stesso avvocato. Sette interrogatori, tre versioni e cinque completamenti mai veritieri. E non lo dico io ma tuttora i giudici.

La ragazza quindi è stata in galera mentre gli inquirenti cercavano le prove. Questa non è la prassi e neppure quanto dice la legge! Non si va in galera perché c'è chi ti accusa, anche se a farlo è un padre, specialmente se è dimostrato che chi ti incolpa è un bugiardo patentato e diplomato. E' contrario ad ogni linea della giurisprudenza italiana.

Chiunque potrebbe incolpare chiunque e tutti, seguendo questa linea, potremmo trovarci dietro le sbarre ad aspettare di sapere se mai ci sarà un processo contro di noi.

Per quanto riguarda il video della moglie che spinge nel garage il marito, il fatto vergognoso è che sia messo in onda dieci volte al giorno. Pare di essere tornati indietro e di rivedere il fuorionda della Franzoni, quel "ho pianto troppo" che ha convinto tutta l'opinione pubblica della sua colpevolezza tanto da essere inserito nella seconda perizia psichiatrica.

Anche mia madre diverse volte ha tacitato mio padre, ed è capitato pure che l'abbia spinto in casa, ma lo faceva perché spesso e volentieri quando lui parlava veniva frainteso; i discorsi belli e chiari, in italiano corretto, non erano il suo forte (col dialetto però non lo batteva nessuno e si faceva capire molto bene). Questo non significava affatto che fosse succube di mia madre che ha sempre dimostrato di amarlo (fra l'altro una malattia lo aveva allettato e lei ha rinunciato a vivere per lui curandolo fino alla morte e piangendone la scomparsa, ed ancora oggi, ad 82 anni, lo piange). Infatti quando c'era da prendere una decisione, nonostante fosse lei ad occuparsi dell'economia familiare, dopo ogni discussione era mio padre a dire l'ultima parola. E quando i parenti gli dicevano che in casa non era lui a portare i pantaloni si girava verso di me e sorridendo mi chiedeva: "Gli credi?" Io che lo conoscevo bene non ho mai risposto di sì... forse è per questo che non ha mai pensato di magiarsi sua moglie, mia madre.

Con questo non voglio convincerti di niente, sia ben chiaro, ognuno ha il diritto di pensarla e ragionarla a modo suo, io come te. Ciao, alla prossima, Massimo

Anonimo ha detto...

A me invece quello che fa ridere è che la gente pensa davvero che Galoppa in tutta questa storia sia interessato sul serio a trovare la verità.Come ogni avvocato sta facendo il suo mestiere di difendere al meglio il proprio assistito scegliendo una precisa strategia da seguire.Non credo che sia stato proprio Galoppa a ricattare Michele affinchè raccontasse quello che gli inquirenti volevano sentirsi dire,credo invece che lo abbia convinto a farlo prospettandogli la possibilità di una scarcerazione imminente e sfruttando la sua ignoranza onde fargli credere che per sua figlia non ci sarebbero state troppe conseguenze.Le sue apparizioni tv in cui comunica a Misseri tutto l'affetto che potrebbe anche fargli sapere privatamente,sono un'ulteriore prova di tutta l'influenza che quest'uomo crede di avere nei confronti di quel contadino che forse ha un pò sottovalutato credendo che fino all'ultimo avrebbe tenuto fede a questo "patto di sangue" a sfavore della propria figlia.Galoppa in cuor suo sa che il suo ex assistito non sarà capace di mantenere il segreto,ma convincendo l'opinione pubblica del fatto che ciò che verrà detto a partire dalla propria revoca in poi è solo frutto delle donne Misseri,salverà non solo se stesso,ma anche l'immagine di quel quadretto familiare che vede Misseri stringergli le mani implorandolo di non lasciarlo al proprio destino.
Norma

emax/massimo prati ha detto...

Hai azzeccato la diagnosi, ma qualcosa sugli eventuali arresti della moglie e del fratello gliel'ha detta... poi è arrivata la Bruzzone che ha calcato la mano. Si potrebbe quasi dire "attenti a quei due". Ciao

Michele M. ha detto...

Su Antonio Petarra aggiungo: se ha visto Sarah arrivare a casa di Sabrina, perchè non ha visto anche Misseri caricare il corpo in auto e la Spagnoletti arrivare a casa Misseri? Perchè non è in gradi di dire se all' arrivo di quest' ultima Sabrina fosse in strada o in veranda?

emax/massimo prati ha detto...

Semplicemente perché lui l'ha vista in via Verdi. Per andare da quella via alla casa dei Misseri occorre arrivare in fondo alla strada, entrare in via Kennedy e girare a sinistra, fare quasi duecento metri e svoltare a destra, in via Raffaello, fare altri 150 metri e girare a sinistra. Lì è la via Deledda.

Capirai che è ben difficile la possa aver vista entrare in casa della cugina. Ciao, Massimo