sabato 24 ottobre 2015

Processi indiziari: Teoremi giudiziari secondo ‘scienza e coscienza’?

Di Gilberto Migliorini


Certo, ogni elemento è utile e concorre a costruire un quadro probatorio, magari forzandolo a viva forza nel frame, anche quando appare come un riferimento tirato per i capelli, un nesso estemporaneo e capzioso. Talvolta la cornice racchiude una composizione astratta che non ha nulla da invidiare a un Mondrian, un Kandinnskij o un Paul Klee, un astrattismo interpretabile secondo il capriccio del fruitore. Qualunque cosa può essere inserita a dimostrare una tesi di colpevolezza, soprattutto quando mancano elementi oggettivi e occorre trovare surrogati utili a dimostrare un teorema.

Una volta individuato un colpevole, se non esistono veri elementi di prova, si costruisce un contesto di indizi sulla base di collegamenti e inferenze spesso fantasiose. Se si danno solo riscontri zoppicanti e ancora da dimostrare, si interpreta come elemento indiziario tutto quello che fa all’uopo in un affresco ‘probatorio creativo’. Quando un soggetto viene indicato come responsabile di un delitto sulla base di elementi vaghi e contraddittori, occorre ovviare alla carenza di prove utilizzando qualunque elemento possa apparire come pistola fumante. Con il supporto di notizie e informative opportunamente pilotate, per via suggestiva e con interpretazioni che valgono sic et non, si fa girare la roulette. Anche i numeri che escono a caso hanno significato in un contesto dove fatti irrilevanti acquistano con l’amplificazione mediatica il carattere di indizio grave e concordante. Talvolta si costruisce così il ‘mostro’ da sbattere in prima pagina.

Il termine indizio è quanto di più vago e soggettivo possa essere introdotto a supporto di un teorema di colpevolezza, soprattutto quando l’elemento presunto oggettivo viene riguardato con l’occhio magico dell’interpretazione. Praticamente tutto nella vita di un individuo sospettato di un delitto può fungere da riscontro, soprattutto se l’elemento indiziario è desunto da un’attività investigativa che abbia sia pur vagamente la denominazione di prova scientifica. La locuzione funziona sempre e presso l’opinione pubblica ha un forte potere di seduzione. L’indizio è sempre double face, è una questione interpretativa dove la normalità è quella fissata per convenzione e, soprattutto, spostata ad arbitrio quando viene embricata disinvoltamente nel contesto. I nessi si trovano sempre, lo psicologismo può agevolmente giostrare per dire tutto e il suo contrario amalgamando e impastando motivazioni, pulsioni, comportamenti in una sorta di psicoanalisi prêt-à-porter.

Con la dicitura processo indiziario si può praticamente trovare sempre il riscontro. È sufficiente assemblare nel modo opportuno alcuni elementi considerati come significanti, dar loro una configurazione attraverso collegamenti ad hoc e costruire un teorema dal forte impatto emotivo, anche se del tutto evanescente sul piano della logica e della deduzione se valutato nei suoi elementi concreti. Non esiste comportamento, anche il più banale e innocente, che non possa risultare indiziario, non esiste fatto che non possa valere come verifica se opportunamente inserito in un quadro interpretativo costruito con collegamenti appropriati. Proprio come in un quadro astratto, dove ciascuno può vederci quello che ritiene la vera ispirazione dell’artista, i nessi acquistano il carattere personale dell’interprete, sillogismi con premesse ipotetiche. Vero è che il campo della possibilità è praticamente senza limiti alla fantasia.

Non si tratta però di un procedimento del tutto soggettivo, nella fattispecie agisce anche l’oggettività del pregiudizio che come tale rappresenta la mentalità di un popolo e delle sue istituzioni. Non a caso intellettuali come il Manzoni hanno scritto la celeberrima Storia della Colonna Infame, a significare una continuità storica che partiva dal diciassettesimo secolo e che arrivava fino all’800. Il Piazza e il Mora nel 1630 erano stati processati come untori, torturati e strozzati. Il semplice camminare rasente a un muro perché pioveva era stato interpretato secondo le suggestioni popolari e le inferenze creative della magistratura dell’epoca come indizio rilevante di chi andava ungendo i muri con sostanze venefiche per contagiare con il morbo pestilenziale. Ma il Manzoni storico, come anche il Verri prima di lui, non parlava solo della peste del 600, parlava anche del suo tempo. Il sistema dei teoremi giudiziari (come quello descritto dall’illustre milanese) ha mantenuto una sua cadenza regolare giungendo nella nostra epoca attraverso il caso Girolimoni, Tortora, e a tanti altri imputati in attesa di giudizio o già condannati su base indiziaria (in qualche caso riabilitati nell’ultimo grado di giudizio). 

Lo spirito di un popolo è anche quello della sua mentalità e dei suoi pregiudizi. Le persone in fondo sono ingranaggi di un sistema dove le regole non sono solo quelle codificate, ma anche di quella cultura che permea le istituzioni e i suoi rappresentanti. Le leggi nella nostra tradizione appaiono come forme vuote che solo l’interprete può cogliere nel loro spirito autentico. L’interpretazione può in ogni momento sovvertire il senso e ribaltare il significato della norma giuridica. La lettura vera della legge è allora nella mentalità e nel costume, nell’humus culturale che agisce in forma implicita, senza mai apparire, come una sorta di eminenza grigia che agisce surrettiziamente. 

L’arbitrio istituzionale è il carattere peculiare delle italiche istituzioni che considerano il cittadino (la plebe) come un soggetto senza diritti, anche quando quei diritti gli vengono formalmente riconosciuti, con enfasi plateale. Il carattere un po’ passionale e un po’ garibaldino di tanta ‘nostra’ latitudine interpretativa (riguardo a norme leggi codici regolamenti provvedimenti disposizioni precetti regole) è anche il segno di una ermeneutica tanto suggestiva, quanto arbitrariamente arzigogolata, reinterpretata riformattata rinverdita rispiegata ridefinita decifrata, decodificata… 

Il paradosso delle italiche istituzioni è quello di un formalismo ineccepibile, perfino commovente nei suoi intenti di garanzia e di rispetto del cittadino, una fedeltà esteriore sempre evocata come una sorta di sacro Graal, un garantismo sbandierato con la prosopopea e la solennità del principio inviolabile. Poi, nello spirito di accomodamento, di compromesso e di contraffazione, il principio assume una latitudine interpretativa che trasforma le leggi in meri protocolli di negoziazione e in orpelli di legittimità. Il suono altisonante della retorica serve a coprire una discrezione e un capriccio esegetico dove tutto può essere indifferentemente bianco o nero, vero e falso, giusto e sbagliato, in contemporanea, con un interprete che sa valutare e giudicare secondo le bisogna, in ragione dell’opportunità e della convenienza…

Proprio grazie alla creatività interpretativa, il potere, in tutte le sue forme, può galleggiare con nonchalance, risultare sempre ineccepibile e corretto, ergersi a censore e giudice che dall’alto della sua discrezionalità diviene immune dalla legge che diviene flatus vocis, rumore che risuona nelle sedi istituzionali, ma ancora in attesa di trovare il ciò che significa. L’interprete istituzionale è infatti al di fuori di qualsiasi contenzioso, visto che è proprio lui l’esegeta che illumina e spiega, il mallevadore che interpreta le norme altrimenti opache e incomprensibili al volgo. La decodifica è l’espediente con il quale tutto può trovare rispondenza e garanzia in un sistema senza garanzie e senza punti di riferimento.

La teoria dell’indeterminatezza non è propria solo della fisica quantistica, ma anche di quelle norme giuridiche che un chiosatore istituzionale ‘super partes’ decodifica quando serve come sic e quando conviene come non. A soccorrere comunque l’ermeneutica criptica c’è quel linguaggio involuto dove il latinismo assume il carattere astruso e contorto nel quale l’interprete può sempre occultarsi e trasfigurarsi. Cicerone torna comodo quando la citazione estemporanea funge da passepartout e da aforisma oscuro e impenetrabile, ma sempre con la souplesse che consente l’escamotage

Meno idoneo quando come nelle Catilinarie (un po’ montatura e un po’ sceneggiata) appartiene a quella logica dove il diritto non è altro che il procedere trasversale (un colpo al cerchio e quell'altro alla botte) secondo convenienza e opportunità, aspirazione al potere politico e alla gloria personale dell’illustre oratore pater patriae. La giustizia del Bel Paese appare, da sempre, soltanto come una controfigura di interessi di potere…

Clicca qui per leggere tutti gli articoli e i Saggi di Gilberto Migliorini

Homepage volandocontrovento

102 commenti:

andrej adramelek ha detto...

https://www.facebook.com/groups/100499187072/

andrej adramelek ha detto...

Salve Gilberto avrei piacere se sei in face book di averti nel mio gruppo "Contro il processo indiziario" Grazie

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Concordo su tutto, Gilberto, e colgo l'occasione per ribadire come il potenziale di discrezionalità interpretativa insito nell'indizio (ma non di rado si dovrebbe addirittura parlare di "presunto" indizio) sia sfruttato al grado massimo nel processo mediatico, che cementifica quell'indizio trasformandolo, mediante i giochi di prestigio a cui varie volte abbiamo assistito, in presunta "base solida" del quadro accusatorio. Detto in altri termini, il "processo" mediatico è la più forte stampella che il processo indiziario possa sperare di trovare, e viceversa. L'indizio è per sua natura fortemente suggestivo: messo in giro, reso di dominio pubblico, presto cresce e cammina da solo (mi vengono in mente le allegorie della calunnia). Mi spingerei fino al seguente paradosso: al processo mediatico interessa più l'indizio che non la prova forte e davvero risolutiva, in quanto il collegamento (fantasioso) fra gli indizi consente a tutti (opinionisti e pubblico) di giocare più a lungo al "giallo" (parola che, in riferimento a fatti di cronaca, trovo detestabile), e di collaborare a dipingere l'affresco ‘probatorio creativo’che dicevi. Delenda Carthago, dunque: dove Carthago è naturalmente il "processo" mediatico, quello dei salotti televisivi e quello della carta(ccia) stampata. Se non si può eliminarlo del tutto e spargervi sopra il sale, che almeno si provveda a regolamentarlo: altrimenti al sale andranno secoli di cammino nel diritto.

Gilberto ha detto...

Annamaria
Hai detto tutto in modo più sintetico e incisivo di quanto io sia riuscito a fare. Davvero complimenti per alcune tue immagini folgoranti. Naturalmente siamo sulla stessa lunghezza d'onda...

Gilberto ha detto...

@ andrej adramelek
Ci penserò, comunque non sono in facebook.

Ivana ha detto...

Gilberto e Annamaria,
temo che il messaggio che possa giungere, soprattutto a chi delinque, sia il seguente: alla giustizia penale non deve interessare la ricerca della verità storica! C’è la cosiddetta “pistola fumante”? No? Allora è inutile che vengano raccolti gli indizi chiari, precisi e concordanti, quando manca, comunque, la “prova regina” !
E’ sufficiente non lasciare alcuna prova schiacciante e si resterà impuniti; che importanza hanno il dolore (indelebile!) della famiglia di ogni vittima e la richiesta di giungere alla verità storica? Meglio lasciare innumerevoli casi irrisolti, piuttosto che percorrere la strada della ricerca della verità storica, strada troppo ardua, in cui si incontrano grandi ostacoli e in cui si rischia, durante il faticoso cammino, di commettere errori. E’ preferibile prendere la via comoda dell’immobilità e della rassegnazione all’impossibilità della conoscenza di quanto accaduto.
Quando i mass media corrompono testimoni vari, affinché venga ritrattato, in qualche programma televisivo, ciò che era già messo nero su bianco davanti agli inquirenti, è accettabile purché il cambio di versione serva a presentare un’immagine d’innocenza dell’imputato/a.


Personalmente, sui concetti di "indizio" e "processo indiziario" sono d’accordo con quanto scritto da Giuseppe Centonze:

http://www.faronotizie.it/public/uploads/2013/06/processo.pdf

Ivana ha detto...

Errata corrige

Leggasi: "ciò che già era stato messo nero su bianco"

boboviz ha detto...

@Ivana: "E’ sufficiente non lasciare alcuna prova schiacciante e si resterà impuniti"
Di solito è quello che cercano di fare i delinquenti. :-P

magica ha detto...

il guaio è che a volte chi indaga si impunta su ipotesi proprie non avvalorate da riscontri . chi rimane impigliato in queste trame , avra' la sua vita, e quella dei famigliari rovinata per sempre .
caro BOBOVIZ . HAI NOTATO COME FUNZIONA ULTIMAMANTE? senza prove schiaccianti , alcune persone finiscono nella gogna mediatica . a te piacerebbe che i giudici fossero come dei padreterni.?

se tu scrivi che se in alcuni casi non ci sono prove schiaccianti - bisogna condannare lostesso , hai seguito il caso LOGLI?? non ci sono prove , ma solo pettegolezzi . alla fine un giudice ha applicato la legge. che dice : meglio un colpevole fuori , che un innocente dentro . mentre ultimamante preferiscono mettere dentro senza prove

boboviz ha detto...

Magica, mi sono spiegato male (e dire che era una battuta).
Io sono assolutamente contrario ai processi mediatici e sono anche contrario ad uscite lessicali come "prove schiaccianti".
Ho solo detto che i delinquenti cercano di lasciare meno prove possibili sul luogo del misfatto e che spetta agli inquirenti cercarli in maniera il più oggettiva possibile, senza lasciarsi sviare da bias o da convinzioni personali.

magica ha detto...

ok BOBIVIZ .
se era una considerazione rivolta a IVANA . NON ERA LA PERSONA GIUSTA. lei ha molta fiducia .ciao .

Ivana ha detto...

A mio avviso, se si dovesse giungere alla cancellazione dei processi indiziari, saranno i diritti delle vittime a essere spudoratamente ignorati! Che valore va dato alla vita di una persona? C’è il diritto alla vita, o no?
La vittima, a cui è già stato tolto il diritto di vivere, ha, o no, il DIRITTO di avere giustizia?
I familiari chiedono la ricerca della verità storica, non desiderano CERTAMENTE UN colpevole, ma IL colpevole e non vogliono l’archiviazione del caso irrisolto!


Penso che le sentenze facciano sempre discutere e l’opinione pubblica si divide facilmente tra innocentisti e colpevolisti, nonostante siano IN POCHI a conoscere TUTTI gli atti processuali. In molti traggono conclusioni personali sulla base di scarsi elementi in loro possesso.
Credo vada salvaguardato il libero convincimento del
giudice (super partes), che deve esprimersi oltre ogni ragionevole dubbio(a meno che non venga dimostrato che tale giudizio è stato viziato da evidenti violazioni di legge o da omissioni intenzionali di valutazioni pro o contro l’imputato!)

Sono d’accordo con Agatha Christie che affermava “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, una prova che, comunque, in un processo indiziario, riterrei non ancora "schiacciante"!
Ritengo serva un quadro accusatorio ben solido, con ancora altri indizi precisi, gravi e concordanti per giungere a una condanna.

Per me una “prova schiacciante” è una prova di un’evidenza tale da non lasciare alcun ragionevole dubbio!

Nel caso di Roberta Ragusa, se non ricordo male, credo che la procura della repubblica di Pisa abbia depositato, da tempo, il ricorso per Cassazione contro la sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Antonio Logli.

Ivana ha detto...

Magica,
che cosa vuol dire che "lei ha molta fiducia"?
In che cosa avrei fiducia?

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Ivana, scusami, ma se tre indizi fanno una prova questo deve valere anche per le prove d'innocenza, no? Le quali prove d'innocenza, tra l'altro, non dovrebbero neppure essere necessarie (perché, come sai, è la colpevolezza a dover essere provata e non già l'innocenza, ma transeat).

Caso Scazzi: L'orario dell'uscita di casa di Sarah intorno alle 14.30 è indicato almeno da cinque (cinque come minimo) elementi oggettivi (non semplici indizi) perfettamente concordanti, quelli che tante volte abbiamo ricordato: 1) i tabulati telefonici 2) la testimonianza a caldo dei fidanzati 3) la frase di Sarah stessa, che prima di uscire disse di aver ricevuto l'sms di conferma della gita da parte di Sabrina 4)la frase "è uscita adesso" del padre della ragazzina 5) in generale tutte le dichiarazioni (di tutti) messe a verbale nella prima fase. Concidenza plurima? Ti pare possibile? Fra tre elementi non è possibile e fra cinque sì? In questo caso possiamo o no far valere la regola di Agatha Christie? O la regola vale solo contra reum?

Ivana ha detto...

Annamaria, io avevo parlato in termini generali senza riferirmi ad alcun episodio particolare, ma mi sembra che tu preferisca ragionare soltanto sul caso Scazzi, caso non ancora chiuso (per cui lo definisco “ancora in fieri”!) dal momento che deve ancora pronunciarsi la cassazione.

Come continuo a ribadire, ho scarsissime informazioni riguardo al caso Scazzi e sulla base di un documento ufficiale, da me letto e già segnalato precedentemente, mi pare che alcuni indizi (fra quelli da te elencati) non abbiano retto alle necessarie successive verifiche effettuate, nel tempo, dagli inquirenti.
Credo che durante le prime testimonianze si possano commettere errori involontari sull’onda delle emozioni che possono rendere inconsapevolmente confuso il ricordo di un orario; ritengo necessiti riflettere bene sui ricordi per riordinarli con certezza, per cui occorrono più verifiche, da parte degli inquirenti, per individuare se ci sono state testimonianze precise, o no e per provvedere a verificare, nel tempo, la certezza di un dato ricordo, apportando le opportune modifiche in base a riscontri oggettivi, ben precisi e concordanti, trovati. Insomma, penso che ogni testimonianza vada controllata nel tempo per vedere se c’è conferma, o no, per capire se effettivamente era certa, o semplicemente frettolosa e, quindi, dettata dalla superficialità.

(continua)

Ivana ha detto...

Sempre in base al documento da me citato, risulterebbe che:
1) Sarah sia rientrata, nella propria abitazione, insieme col padre, prima delle ore 13.00 (circostanza confermata da quattro commercianti e avvalorata dalla documentazione acquisita, essendo stati recuperati gli scontrini fiscali specifici)
2) La collaboratrice domestica di casa Scazzi, Pantir Maria Ecaterina, nei verbali del 17 settembre e del 14 dicembre 2010, avrebbe affermato che Sarah era uscita da casa prima delle ore 14.00
3) La madre di Sarah, avrebbe inizialmente collocato (verbale del 14 settembre 2010) l’ora di uscita della figlia INTORNO alle ore 14.30, ma successivamente (verbali del 29 settembre, del 28 ottobre e del 30 novembre 2010) avrebbe indicato nelle ore 13.30 l’ora in cui la figlia aveva cominciato a prepararsi per uscire a distanza di breve tempo, DOPO AVER CONSUMATO UN VELOCE PASTO IN PIEDI. Tale ricordo sarebbe stato confermato, infine, anche dal padre di Sarah e dalla collaboratrice domestica.
4)Parrebbe che l’orario indicato dai fidanzatini Fedele Giangrande e Giuseppina Nardelli il 2 e il 4 settembre 2010 non potesse ritenersi attendibile, perché gli stessi avrebbero poi ammesso di aver indicato agli inquirenti le 14.30 condizionati dalle notizie diffuse dai mezzi di informazione e di avere, INVECE, riferito, appena pochi giorni dopo la scomparsa della ragazzina, a Salvatore Minò (zio acquisito di Giangrande) di aver visto Sarah camminare in viale Kennedy alle ore 14.00 del 26 agosto e Salvatore Minò avrebbe, poi ,confermato tale affermazione.
5) Antonio Petarra avrebbe avvistato Sarah, che passava da via Verdi in direzione di viale Kennedy, POCHI MINUTI DOPO l’uscita da casa della moglie Pamela Trono che avrebbe affermato di essere uscita alle ore 13.50. Vincenzo Maresca avrebbe dichiarato di aver smesso di lavorare tra le ore 13.00 e le ore 13.30 dato che sua moglie Giuseppina di Bari si sarebbe recata al lavoro (insieme con Pamela Trono che sarebbe passata a prelevarla!) e di ricordare con precisione tale data, perché si trattava dal giorno del compleanno del figlio.
Giuseppina di Bari avrebbe confermato di essere stata prelevata dalla Trono alle ore 13.55. Una conferma ulteriore sarebbe stata fornita dal datore di lavoro che avrebbe confermato che le due donne avevano effettivamente preso servizio alle ore 14.00.

Ovviamente mi sono espressa usando il modo condizionale, perché non ho assistito ad alcuna udienza e non mi sono documentata sufficientemente, per cui non posso avere alcuna certezza, dopo la lettura di un solo documento ufficiale, in merito al caso Scazzi.
Ritengo che "tre indizi" possano costituire una prova soltanto dopo che sia stata verificata, nel tempo, la loro coerenza e la loro veridicità.

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Ivana, a questo punto non so più che dirti: se sei disposta a dare credito alla possibilità di una "pentacoincidenza", se ti sembra che si possa pensare a un errore congiunto di TUTTI quanti nella prima fase e accogliere come prova per dare due ergastoli un'anticipazione degli orari palesemente forzata e venuta fuori MESI dopo, vedi tu, non insisto, anche se ti assicuro che potrei ribattere punto per punto. Certo che mi sta a cuore il caso Scazzi: ci sono due innocenti in carcere da cinque anni, e i termini della custodia cautelare sono statai ulterriormente protratti: protratti di anni, non di mesi. Non ho parole.
Ma hai ragione, qui il tema è generale. Qui si sta parlando di processi indiziari che trovano appoggio nei corrispettivi paralleli "processi" mediatici. Si chiama deriva del diritto. Una vergogna, a parer mio. A parere anche di altri, spero.

Ivana ha detto...

Annamaria, ho semplicemente constatato, ovviamente in base al documento ufficiale da me letto, la non coerenza, nel tempo, delle prime dichiarazioni; l’unica dichiarazione, che mi parrebbe coerente nel tempo (sulla base dei dati scarsissimi in mio possesso!), è quella della collaboratrice domestica di casa Scazzi; credo, inoltre, che i genitori della vittima desiderino conoscere la verità storica affinché Sarah abbia giustizia, per cui non ho motivi seri e fondati per dubitare delle loro dichiarazioni rivedute e corrette alla luce di una più attenta, più precisa e più approfondita analisi del vissuto familiare, in quelle ultime ore insieme con Sarah.
Sinceramente quelli che tu consideri, in modo indistinto, “processi mediatici”, io li definisco talvolta “riflettori accesi sui casi da risolvere”, affinché non cadano nel dimenticatoio e non vengano archiviati (come sovente capita). Insisto: la verità storica va cercata seriamente. Chi ha ucciso dovrebbe sapere che, comunque, tale ricerca continuerà e che la soluzione del caso potrebbe essere scoperta anche dopo numerosi anni grazie all’impiego di possibili nuove tecniche attualmente non disponibili.
Resto allibita di fronte agli eventuali tentativi di corruzione da parte di determinati programmi televisivi, affinché determinate testimonianze vengano ritrattate pur di presentare un’immagine di innocenza dell’imputato/a.
Sono, invece, pienamente d’accordo, che venga accuratamente evitata la pubblicazione di indiscrezioni e di informazioni che dovrebbero rimanere secretate!
Personalmente, in generale, riterrei preferibili gli arresti domiciliari evitando la custodia cautelare in carcere nei casi in cui non risultino decisamente evidenti l’effettivo pericolo di inquinamento delle prove o l’effettivo pericolo della reiterazione del reato, o l’effettivo pericolo di fuga.
Vorrei, soprattutto, che venissero posizionate telecamere (SEMPRE BEN FUNZIONANTI!) davanti a ogni portone, a ogni negozio e a ogni via …


Giacomo ha detto...

Ivana,
Quale sarebbe questo documento ufficiale a cui ti riferisci relativamente al caso Scazzi? Hai riferito una serie di particolari erronei.
Ti faccio i miei complimenti per la tua capacità di lanciarti a testa bassa nel commento di certe vicende, dopo aver premesso che le ignori e non ne hai seguito gli sviluppi.
Quello di Avetrana è un caso emblematico, forse il più rilevante, di gravissima intrusione mediatica e distorcimento della verità storica a danno di due CITTADINE ITALIANE, già molto prima che le due sentenze di condanna fossero state emesse.
La verità storica è quella che emerse il 6 ottobre 2010, con la confessione piena e completa del SOLITARIO reo confesso. Invece, per inseguire la furia mediatica, si è preferito addirittura prosciogliere il reo confesso e al suo posto condannare all'ERGASTOLO due donne innocenti e con loro almeno altre dieci persone, inserite a forza nella vicenda. Non solo, ma non ancora contenti, ne hanno incriminato un'altra decina. E non si vede ancora la fine di questa sarabanda.

Pare che, secondo un certo modo di vedere, si darebbe giustizia alle vittime dei reati solo concedendo una fiducia illimitata alla capacità degli organi inquirenti e giudicanti di individuare comunque un colpevole, come vuole il ventre della massa.
Ma tra le due posizioni, quella garantista e quella giustizialista, ogni persona democratica dovrebbe preferire la prima, non fosse altro per mero egoismo, perché se si accetta una mentalità, bisogna accettare anche il rischio di rimanerne vittima a propria volta. E non pare sia questo il caso degli arcigni giustizialisti.

Sul caso di Avetrana la penso esattamente come Annamaria Cotrozzi che approfitto per salutare.

Giacomo

magica ha detto...

ho incominciato a
leggere i post di IVANA . E NON HO RETTO FINO ALLA FINE . IVANA TI DICO LA VERITA' sei perfino antipatica . mi pare di sentire le opinioniste della tv che hanno abboccato a tutte le versione aggiustate . ecco dove sta il pericolo .
per le persone .

Ivana ha detto...

Magica,
nessuno ti obbliga a leggere i miei interventi e giustamente scegli tu che cosa leggere o non leggere… :-)
Io, invece, non nutro antipatia nei tuoi confronti e cerco di evitare ogni pregiudizio.
Non ho le tue certezze e credo che ognuno farebbe bene a dubitare delle proprie convinzioni, soprattutto di quelle più radicate, perché è soprattutto in tali convinzioni che facilmente possono annidarsi gli errori.

Giacomo,
ecco il link al documento:
http://www.rai.it/dl/docs/1318326594123MISSERI_SENTENZA_CASS..pdf

E’ possibile che si possa interloquire con me senza che qualcuno/a ricorra al cosiddetto ”argomento dell’uomo di paglia”? Perché distorcere ciò che dico?
Dove e come mi sarei lanciata “a testa bassa nel commento di certe vicende”? HO SOLAMENTE USATO IL MODO CONDIZIONALE PREMETTENDO CHE FACEVO ESPRESSAMENTE RIFERIMENTO a quel determinato documento ufficiale (da me già segnalato ANCHE in precedenza!)
Tu, che ti esprimi in termini di certezza, hai seguito TUTTE le udienze e hai letto TUTTI gli atti processuali, prodotti finora?
Credo che si darebbe giustizia alle vittime se si continuasse nella ricerca della verità storica fino a scoprirla, considerando tale ricerca compito non solo degli organi inquirenti e giudicanti, ma anche degli avvocati dell’accusa, della difesa e della parte civile, e anche di ogni testimone e, sì, perfino dei mass media che dovrebbero agire con serietà, professionalità, buona fede e impegno nel rispetto delle leggi! Si tratta di un’utopia?

Ivana ha detto...

Errata corrige

Leggasi "degli avvocati della difesa e della parte civile"

Giacomo ha detto...

Ivana
Evidentemente della sentenza della Cassazione ti sono sfuggite alcune frasi essenziali: “Il complesso degli elementi portati dalla procura è INIDONEO a delineare un collegamento tra l’omicidio di Sarah Scazzi e le condotte di Sabrina Misseri e Cosima Serrano ” punto 7 pag. 35
e ti è sfuggita soprattutto la conclusione al punto 13 di pag 44
"13. L´accoglimento dei ricorsi sotto il profilo della INSUSSISTENZA DEL QUADRO DI GRAVITA' INDIZIARIA in ordine ai delitti, contestati alle due ricorrenti in forma concorsuale, di omicidio volontario e sequestro di persona rende (addirittura NdR) SUPERFLUO l´esame delle censure relative alle esigenze cautelari".

Se mi permetto di esprimere certezze è perché questo caso l'ho seguito fin dall'inizio e ho esaminato a fondo tutti i documenti UFFICIALI pubblicati online, ivi compresi i verbali di udienza.
In particolare per quanto riguarda la testimonianza di SalvatorA Minò, ziA acquisita di Giangrande, secondo cui il nipote le avrebbe riferito di aver visti Sarah alle due, questi poi in udienza disse di non ricordare di averle mai riferito una cosa del genere e la fidanzata Nardelli negò addirittura di averle mai parlato. In ogni caso i due fidanzati testimoni diretti in udienza dichiararono entrambi che avevano visto Sarah in un arco di tempo che andava da NON prima delle due fino alle due e 30.
E pure in udienza il datore di lavoro della moglie di Petarra (quello che fu fotografato esultante tra la folla che voleva linciare Cosima quando fu arrestata) dichiarò poi che doveva andare da lui alle due, anzi dichiarò l'opposto, cioè che non avevano, lei e la sua collega, un orario imposto, ma potevano andare a pulire l'ufficio durante la chiusura pomeridiana, in un'ora qualsiasi e in un giorno qualsiasi della settimana.
Comunque in ogni caso la Cassazione aveva già concluso, come ho detto all'inizio, che, pur prendendo per buone queste due testimonianze, delle quali quella della Minò fu sollecitata dalla procura mesi dopo gli avvenimenti, questo non era sufficiente per tenere in custodia cautelare le imputate. Figuriamoci se era sufficiente per condannarle all'ergastolo.

Invece sono d'accordo sulle parole finali del tuo intervento:
"Credo che si darebbe giustizia alle vittime se si continuasse nella ricerca della verità storica fino a scoprirla, considerando tale ricerca compito non solo degli organi inquirenti e giudicanti, ma anche degli avvocati dell’accusa, della difesa e della parte civile, e anche di ogni testimone e, sì, perfino dei mass media che dovrebbero agire con serietà, professionalità, buona fede e impegno nel rispetto delle leggi!"

Ma a te stessa viene il dubbio che si potrebbe trattare di un'utopia, perché postulerebbe un mondo perfetto. E in un mondo perfetto non ci sarebbero delinquenti e quindi nemmeno la necessità di polizia e tribunali.

Giacomo


Vanna ha detto...

Giacomo buongiorno, condivido in pieno il tuo poste di ieri alle ore 17,27.

Vanna

Vanna ha detto...

Ivana non condivido la tua risposta seguente a Magica:..." nessuno ti obbliga a leggere i miei interventi e giustamente scegli tu che cosa leggere o non leggere… :-)..."
E' molto facile perseverare sulla propria rigida posizione consigliando pure chi non la pensa come te a non leggere.
Personalmente lo scambio tra pareri diversi è sempre foriero di nuovo anche quando si gira intorno al vecchio già detto.
Riguardo poi alla "coerenza" nel caso Avetrana l'unica "coerenza", che ovviamente non è tale, è quella di ripetere rigidamente che le donne sono colpevoli quando non ci sono prove.
Insomma un processo in cui chi si dichiara innocente è dentro e chi si dichiara colpevole è fuori, è incoerente come tutto quello che è stato fatto per appurare la verità.
I documenti ufficiali processuali e le udienze li ho letti poco e seguito altrettanto, eppure come è andato il tutto, compreso lo spazio mediatico dato al caso, mi raccontano verità alterate se non nascoste, non tanto dalla società anche familiare del territorio, ma soprattutto da quelli che contano e dovevano svolgere la matassa dell'accaduto, dalle indagini alle sentenze.
E, se questo non è stato fatto è perché c'era altro dietro da proteggere.
La modesta famiglia di contadini ha fatto comodo.

Ivana ha detto...

Ciao, Vanna!
Non ho dato alcun consiglio a Magica, mi sono limitata a prendere atto di quanto da lei scritto: non è riuscita a proseguire nella lettura dei miei interventi e ritengo che, GIUSTAMENTE, ognuno sia libero di fare le proprie scelte!
Le ho detto che non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti, nonostante lei sia stata categorica nel considerarmi "perfino antipatica":-) ma non posso DI CERTO obbligare qualcuno/a a leggere ciò che scrivo!
Riguardo al caso Scazzi non ho alcuna posizione, né rigida né morbida, da difendere :-) NON HO MATURATO ALCUNA CONVINZIONE IN MERITO!

Ivana ha detto...

Scusa, Giacomo, ma a mio avviso, le frasi da te riportate NON mettono in discussione, contestando minuziosamente, punto per punto, in modo preciso e dettagliato , ciò che i giudici del tribunale di Taranto hanno scritto, nero su bianco, riguardo agli accertamenti effettuati per cercare di stabilire l’orario di uscita da casa di Sarah (tale orario era il tema che Annamaria aveva introdotto e a tale tema mi ero attenuta).
Ho più volte sottolineato che non ho alcuna convinzione in merito al caso Scazzi e che aspetto di vedere che cosa verrà stabilito nel terzo grado di giudizio.
Dubito che in rete vengano pubblicati TUTTI i documenti processuali (presumo ci siano anche documenti secretati) e, quindi, ritengo che chi non partecipa direttamente ai processi possa avere soltanto una conoscenza incompleta della documentazione effettivamente prodotta.
Sul documento, a cui ho fatto esplicito riferimento, risulta scritto, a pagina 6, “Salvatore Minò (zio acquisito di Giangrande”. Sempre sul documento da me citato, risulta scritto, proprio a pagina 6, che i fidanzatini: “[…] ammettevano di avere in precedenza riferito a Salvatore Minò […], pochi giorni dopo la scomparsa della ragazza, di aver visto Sarah […]alle 14 del 26 agosto 2010[…].”
A pagina 5 si legge: “[…]I giudici ritenevano che il racconto reso da Petarra il 9 dicembre 2010 fosse maggiormente affidabile, ove valutato alla luce delle ulteriori emergenze acquisite: […]
- le dichiarazioni rese da Olivieri, datore di lavoro della Trono e della Di Bari in merito all’ora (le 14) in cui le due donne avevano effettivamente preso servizio.[…]”
Se ci sono eventuali errori di battitura (o di altro genere) nel documento, sarebbe opportuno segnalare i documenti in cui appaiono le correzioni.
Comunque, c’è ancora il terzo grado di giudizio e vedremo che cosa succederà.

Purtroppo credo siano sufficienti le numerose vittime di delitti terribili a testimoniare l’esistenza del male.
Ciò che avevo detto postulerebbe soltanto la compattezza e la rettitudine di coloro (professionisti e testimoni) che dovrebbero porsi come obiettivo prioritario la ricerca della verità storica; invece, spesso, a prevalere sono soltanto gli interessi egoistici di parte …
Ritengo che la ricerca della verità storica sia, di certo, l’obiettivo primario di quei familiari che hanno subito la dolorosa perdita di un loro caro la cui vita è stata soppressa per opera di un essere umano, che troppo spesso rimane ignoto …

Cordialmente
Ivana

Giacomo ha detto...

Ivana.
Sarah uscì di casa alle 14,28. Alle 14,30 fu avvistata a metà strada dai fidanzati, alle 14,32 arrivò a casa Misseri, dove fu attratta nel garage dal Misseri che tentò d'insidiarla e al suo rifiuto la strangolò. Il tutto durò pochi minuti: dalle 14,32 alle 14,38. Cosima nel frattempo dormiva dopo una giornata di lavoro cominciata alle 3 e mezzo e terminata alle 13,30. Sabrina era in bagno per prepararsi per la gita al mare. Uscì sulla veranda alle 14,39. Alle 14,40 arrivò l'amica Mariangela.

I fidanzati riferirono ai carabinieri già il 2 settembre 2010 di aver visto Sarah alle 14,30.
In una intervista televisiva rilasciata a "Chi l'ha visto" di lì a qualche giorno e ACQUISITA POI AGLI ATTI del processo durante la 5a udienza, i fidanzati dichiararono di aver visto Sarah verso le 14,30. Ecco il link
https://www.youtube.com/watch?v=Fw0R-l4pUAc

Nella stessa udienza, svoltasi il 14-2-12, i fidanzati negarono di aver mai detto allA Minò di aver visto Sarah alle 14,00.

Giacomo

Vanna ha detto...

Giacomo buongiorno.
Personalmente non credo che il Misseri abbia addescato Sarah e strangolata.
Lo dice lui, ma il personaggio appare, per certi versi, inafferrabile e ambiguo, non perché è stato lui, ma perché sa qualcosa, ha raccontato e detto l'inimmaginabile senza che si sia riscontrato nulla nella sua vita a livello di violenze, a parte quello che disse la cognata, e aggiungo che anche dalla parte delle famiglie Serrano e Scazzi c'è ugualmente ambiguità a vari livelli.

Gli orari anche non sono sicuri e tutta l'orchestrazione non regge.
Per me Sarah non è mai arrivata a casa Serrano, è sta intercettata e I. Russo anche sa qualcosa e nella vicenda c'entra in qualche modo.

E' ovvio che il mio è un parere personale e che tu che sei del luogo e conosci carte e forse persone,sei in grado più di me di interpretare l'accaduto.



Giacomo ha detto...

Vanna
Non sono del luogo, né ci sono mai stato. Le mie convinzioni si sono formate in base a tutte le notizie che ho seguito e alla lettura degli atti ufficiali reperiti on line. D'altronde la difesa delle due imputate segue la stessa linea, anche se tengo a precisare che le mie convinzioni sono frutto di riflessioni personali, e si sono create indipendentemente dalla linea difensiva ufficiale.
Comunque il tuo è un punto di vista seguito anche da altri e lo rispetto, anche se non lo condivido. Invece è assolutamente inaccettabile la posizione di chi è convinto senza alcuna base seria, anzi malgrado numerosissime evidenze contrarie, che le due donne siano delle spietate assassine.

Con l'occasione rammento che il 27 ottobre sono scaduti vanamente i tre mesi per la deposizione delle motivazioni della sentenza d'Appello. "Naturalmente" NESSUNO degli organi d'informazione se ne è ricordato. Per la prima sentenza si dovettero aspettare undici mesi. Quando tempo dovremo aspettare per questa?

Giacomo

Ivana ha detto...

Giacomo, nel messaggio del 28 ottobre 2015 22:22:00, avevi scritto:
In ogni caso i due fidanzati testimoni diretti in udienza dichiararono entrambi che avevano visto Sarah in un arco di tempo che andava da NON prima delle due fino alle due e 30.

Il 29 ottobre 2015 23:50:00 hai scritto:
I fidanzati riferirono ai carabinieri già il 2 settembre 2010 di aver visto Sarah alle 14,30.
Insomma, mi sembra che la precisione assoluta, nel riferire l’orario di avvistamento di Sarah e soprattutto nel confermarlo, nel tempo, non sia una caratteristica dei due giovani.


Credo che il link, che sarebbe stato nelle tue intenzioni segnalarmi, fosse questo:
https://www.youtube.com/watch?v=7VSuvrx-UqE
perché seguendo il link che, invece, avevi effettivamente proposto tu, parte un altro filmato che mi sembra non coinvolga la testimonianza dei due fidanzatini.
Nell’intervista rilasciata a “Chi l’ha visto?” mi pare che soltanto la fidanzatina avesse delle certezze sia riguardo al riconoscimento di Sarah, sia riguardo all’orario; comunque, poi, in base a quanto ricostruito dal Tribunale di Taranto, parrebbe che sia andata scemando quella sicurezza mostrata durante l’intervista. L’orologio dell’auto era preciso? Lei ha davvero guardato l’orologio dell'auto immediatamente dopo l’avvistamento di Sarah?


Senio ha detto...

Cara Ivana,
che dirti? speriamo che tu un giorno possa finire sotto accusata in un processo indiziario, costretta a difendersi da accuse e ricostruzioni ai limiti dell'irrealtà, con tutti i media che vivisezione fatti e aspetti intimi della tua vita privata e familiare in nome del diritto di cronaca, spendendo tutti i tuoi averi per avvocati e periti per difendersi in 10 anni di processo, e, soprattutto, in custodia cautelare.
Che vuoi che sia mai? dove li metti i diritti delle vittime, vorrai mica che siano "spudoratamente ignorati"? Cavolo! alla vittima hanno tolto la vita! la tua sarà rovinata, ma vuoi mettere... tu la vita ce l'hai che vuoi che sia vedertela rovinata in nome della ricerca della giustizia per la vittima.

Giacomo ha detto...

Ivana
Hai ragione. Il link da me postato è frutto di un errore materiale. In realtà volevo postare il seguente link:
https://www.youtube.com/watch?v=y9NU27gU7_4, che afferiva alla stessa testimonianza.
Comunque il link da te postato era ancora più completo e conteneva anche la frase della ragazza che aveva guardato l'orologio. Non solo ma era corredato da un quadro orario molto preciso ed istruttivo circa i tempi degli spostamenti di Sarah e dell'invio e ricezione dei vari sms succedutisi tra le 14,23 (Mariangela a Sabrina: mi metto il costume e vengo) e le 14,40 (arrivo di Mariangela a casa di Sabrina)

Adesso, considera che i fidanzati avevano dato quell'orario delle 14,30 già ai carabinieri il 2 settembre, cioè cinque giorni dopo, quando di Sarah si sapeva solo che era scomparsa. L'intervista è solo una ripetizione mediatica di quella loro testimonianza ufficiale resa qualche giorno prima. Ebbene, quando i fidanzati diedero quell'orario, non avevano nessun motivo che li spingesse a dichiarane uno invece di un altro. Tutto fa ritenere che quindi quel ricordo, allora nitido ed incondizionato, sia quello più genuino.
Quindi il VERO orario di avvistamento era quello delle 14,30.

Senonché quando si seppe che Sarah era stata uccisa e si mirò PREGIUDIZIALMENTE contro Sabrina (malgrado la completa confessione del reo confesso, che aveva indicato anche lui come orario di arrivo di Sarah quello intorno alle 14,30), gl'inquirenti si trovarono nella ASSOLUTA NECESSITA' di fissare l'orario di avvistamento intorno alle 14,00 (in realtà almeno dieci minuti prima delle 14,00), perché la ricostruzione accusatoria contro Sabrina potesse reggere.
Quindi richiamarono MESI DOPO (novembre dicembre) i due giovanissimi testimoni e li sottoposero ad estenuanti e suggestivi interrogatori, miranti ad ottenere l'arretramento dell'orario di avvistamento prima delle 14,00, facendo pesare su di loro la responsabilità che altrimenti avrebbero reso impossibile lo smascheramento di quella che ormai tutti i media indicavano come una feroce assassina, che era già stata ristretta in carcere. Chiaro che di fronte ad una prospettiva del genere chiunque avrebbe vacillato, figuriamoci due giovani ventenni.
Ciononostante, a processo gli accusatori riuscirono solo ad ottenere dai fidanzati la testimonianza che l'avvistamento andava dalle 14,00 (NON prima) alle 14,30!

Per inciso, anche se nessuno ne parla, a processo ci fu anche la testimonianza di un professionista che confermò, come aveva sempre dichiarato fin dal primo momento, di aver visto Sarah verso le 14,25, approssimativamente nello stesso luogo dove fu scorta poco dopo anche dai fidanzati.

In ogni caso sui tempi si dovrà pronunciare la Cassazione, perché quella dei tempi è UNA QUESTIONE CRUCIALE.

Giacomo

Ivana ha detto...

Giacomo, perché si sarebbe dovuto mirare “pregiudizialmente” contro Sabrina? C’era già un (o “il”!) reo confesso, per cui quale sarebbe stato il motivo serio per incolpare due persone innocenti?
Se ci fossero state evidenze certe riguardo alla colpevolezza di Michele Misseri, non credo che avrebbero voluto proseguire, testardamente e ignobilmente, su una pista errata.
Non escludo affatto possibili errori umani, ma non credo, senza avere fondati motivi, in una eventuale caparbietà immotivata e dolosa.
Perché Michele si dichiara colpevole, ma poi non accetta più il movente sessuale?
Perché Sarah sarebbe scesa in garage, se, come sostiene la difesa, lo zio l’avesse già molestata in altre occasioni? Ovviamente sto esprimendo solo dubbi e perplessità.
Comunque, sì, vedremo come si pronuncerà la Cassazione …


Senio, se mi capitasse di essere vittima di un errore giudiziario, DI CERTO continuerei a dire esclusivamente la verità, come sono abituata a fare e , soprattutto, preferirei essere vittima di tale errore (perché nutrirei sempre la speranza che l’errore venga, prima o poi, scoperto!) Non avrei timore che la mia vita venisse scandagliata, perché non ho segreti inconfessabili da nascondere. E se uscissero fuori eventuali segreti, a me sconosciuti, che coinvolgessero i miei parenti, di cui io non sono in alcun modo responsabile, NON ne rimarrei sconvolta. Posso garantire per me stessa, non per gli altri, perché conosco bene solo il mio comportamento 24 ore su 24, sempre, non posso sapere il comportamento degli altri quando io non sono con loro.
SICURAMENTE preferirei essere vittima di un errore giudiziario piuttosto che morire ammazzata, o subire l’insopportabile e perenne dolore di dover piangere un mio familiare, morto ucciso per mano ignota.
Io SPERO, INVECE, che tu MAI debba subire l’atroce sofferenza della morte di un tuo caro, ucciso barbaramente da una persona nota, o ignota che sia.

Giacomo ha detto...

Ivana
1. Pregiudizio non implica dolo o malafede. La procura è VERAMENTE convinta della colpevolezza di Cosima e Sabrina. Ma questo non vuol dire che Sabrina e Cosima siano veramente colpevoli.

2. Lascia che io dubiti che essere colpiti negli affetti più cari, come la morte per omicidio di un proprio congiunto, sia preferibile ad essere considerati spietati criminali da tutto un popolo, prima ancora di essere condannati per un omicidio che non si è commesso. Seppure sia possibile stabilire una graduatoria fra le due devastanti situazioni.
Inoltre nel caso di Avetrana, e peggio ancora nel caso della Panarello, le due sventure si sono cumulate, perché le due donne di Avetrana hanno perso una congiunta che trattavano rispettivamente come una sorella e come una figlia e sono state condannate, si spera non definitivamente, per il suo omicidio.
Mentre la Panarello che ha perso addirittura un figlio di otto anni, è per gran parte dell'opinione pubblica colei che l'ha ucciso: e questo, prima ancora di subire qualsiasi condanna.

Giacomo

Ivana ha detto...


Giacomo,
1) non ho detto che il pregiudizio implichi dolo, o malafede! Semplicemente cercavo di capire da quali possibili ragionamenti possa essere maturata la tua (e non solo tua!) convinzione della NON responsabilità di Sabrina e di Cosima … Inoltre c’è, o no, chi è convinto/a che siano state commesse irregolarità per condizionare (aut indirizzare) in una determinata direzione determinate testimonianze?
Certo, potrebbero essere stati commessi, dalla Procura, errori in buona fede, ma credo che anche tu (e altri!) potreste aver commesso, sempre in buona fede, errori di valutazione …


2) Per me è SICURAMENTE preferibile essere considerata una criminale (e non esserlo!!!), piuttosto che morire ammazzata o subire un lutto così inaccettabile! Il popolo si divide sempre tra innocentisti e colpevolisti, per cui c’è immancabilmente chi è pronto a consolare i presunti colpevoli e c’è anche chi sposa persone come Angelo Izzo …
Se si è ancora in vita, può esserci la speranza che la verità emerga e che si venga risarciti per l’ingiusta detenzione; inoltre tra indulti e premi vari non c’è alcuna certezza della pena!
Quando sopraggiunge l'irrimediabile morte NON si può nutrire la speranza di tornare a vivere: a chi muore assassinato è stato tolto brutalmente il diritto alla vita e ai familiari, che restano, rimane un dolore atroce con cui convivere sempre.

magica ha detto...

ohh signor !!
è insopportabile la tua dabbenaggine .
sabrina innesco' dubbi .,agli inquirenti per il suo comportamento , la ragazza bisogna dirlo . fu abbastanza sfacciata quando telefono' al padre mentre era sotto interrogatorio , lo disse anche il padre :è una tigre.
nonostante tutti i suoi comportamneti da tigre ?da tutto quello che usci' non si trovarono colpevolezze '. dagli orari a tutte le situazioni che si seppero : SARAH NON SUONAVA MAI IL CAMPANELLO DI CASA misseri : sapendo che la zia stava riposando dopo il ritorno dal lavoro (lo sapeva anche il fratello) stava aspettando in strada , tanto SABRINA STAVA SCENDENDO .. SI SARA' AFFACCIATA AL GARAGE ? sentendo lo zio che imprecava : il garage era aperto ,dato che era sulla pubblica via, non era mai aperto senza che nessuno ci fosse all'intereno, lo testimonio' anche una signora che in quegli orarari vide il garage aperto ... percio' lo zio non era in casa . era in garage che stava trafficando . lo ha riferito pure lui. piu' di cosi' , ( i riscontri si incrociano) . ( gli inquirenti di AVETRANA non capirono nulla , si incaponirono su sabrina . anche senza riscontri , ma con le loro indagini i riscontri li fecero saltare fuori , ma erano solo ipotesi , senza riscontri . tutte le congetture che fecero, le fecero aiutati anche dai 2( BRAVI) tipi che incalzati e a loro volta instupiditi .. iniziaorono a dirigerE MISSERI .. A INCOLPARE LA FIGLIA .

Ivana ha detto...

Magica, non soltanto continui a prendere in considerazione i miei messaggi, pur avendo sostenuto che non riuscivi a proseguire nella loro lettura, ma usi anche, contro me, parole adoperate proprio da me in altre occasioni, con altra modalità e NON contro l’interlocutore; comunque: “Accipere quam facere praestat iniuriam” (Cicerone).:-) Probabilmente non ti sono antipatica come avevi sostenuto, anzi la tua attenzione nei miei confronti mi risulta sorprendente, perché mi appare in contraddizione con quanto da te categoricamente affermato in precedenza. :-)

Se, come sostieni, “non si trovarono colpevolezze”, perché Sabrina è stata condannata sia in primo sia in secondo grado? Perché i giudici, che hanno avuto sotto mano e studiato TUTTI gli atti dei due processi, hanno interpretato diversamente da te?
IO MI SONO ASTENUTA DA OGNI GIUDIZIO! Mi limito a esprimere dubbi e perplessità… Aspetto di conoscere l’ interpretazione che verrà data durante il terzo grado di giudizio.

Il mio dubbio riguardava il fatto che Sarah, nel caso avesse già ricevuto molestie sessuali dallo zio, come sostiene la difesa, potesse, comunque, essere scesa nella “tana del lupo”.
In quanto ai “2 (BRAVI) tipi” volevi riferirti, forse, all’avvocato Galoppa e alla criminologa Bruzzone?
Pare che il gup del Tribunale di Taranto, Valeria Ingenito, abbia rinviato a giudizio Michele Misseri con l’accusa di calunnia nei confronti della criminologa Roberta Bruzzone e dell’avvocato Daniele Galoppa e sembra che tale processo avrà inizio l’1 dicembre prossimo.

magica ha detto...

IVANA infatti non avevo letto i tuoi commenri . avevo solo dato una sbirciata , tanto lo sapevo come la pensi.
per i 2 bravi , non credere che io sia una allocca . lo so che sei furba tu , ma nemmeno io sono sprovveduta . attenzione .
io non ho fatto nessun nome pwerchè non occorre che io li faccia i nomi , cosi' tutti possono giungere alla conclusione che piu' gli aggrada ,
firmi di qua e di la' , e si suppone che tu sia una persona solidale , ma prima di tutto bisogna essere solidali con chi soffre . tu invece sei solidale con chi da' le pene , per chi si proclama innocente e non ci sono prove ,tu stai sul carro del piu' forte . non ti ho mai letto su un commento nel quale tu sia solidale con qualcuno . per te sono tutti colpevoli . mi piacerebbe sapere come consideravi il caso sollecito .

MAGICA ha detto...

per lo zio orco, ancora lo zio non aveva manifestato la sua indole o la sua pericolosita' .
perchè la ragazzina non sarebbe dovuta scendere nel garage?? era lo zio.
i giorni precedenti lo zio si era sbilanciato in situazioni non consone per uno zio? la ragazzina non lo disse a nessuno e potrebbe essere che non aveSSE dato importanza al fatto . il fattaccio invece successe quel fatidico giorno , quando lo zio si prese una pedata DA SARAH , con la minaccia di dire tutto alla zia, . facendo perdere il controllo all'orco .infatti bisognava che fosse avvenuto qualcosa di compromettente perchè succedesse quel fatto invasivo .

Giacomo ha detto...

A completamento delle considerazioni di Magica e in particolare della considerazione che "potrebbe essere che Sarah non avesse dato importanza a certi comportamenti non consoni dello zio", aggiungo che la questione fu dibattuta al processo, anche se naturalmente i media non ne hanno mai fatto menzione. Dalla 4a udienza, dedicata all'interrogatorio della madre della vittima, ecco alcuni SIGNIFICATIVI passaggi:

P.M. P. ARGENTINO - Li ricorda se Sarah le ha riferito di qualche particolare episodio avuto con lo zio Michele Misseri?
DICH. Concetta SERRANO SPAGNOLO - Lei un pomeriggio mi disse: "Mamma, lo zio mi ha dato 5 euro. Perché me li ha dati?" Cioè era sorpresa. Ho detto: "Mah, che ne so". Lei ha aggiunto: "Mi ha detto di non dirlo alla zia". "Mah", dico. Però non ci ho fatto caso.
P.M. P. ARGENTINO - Cosa ha detto prima con riferimento alla zia? Non ho sentito bene.
DICH. Concetta SERRANO SPAGNOLO - Ha detto: "Mamma, lo zio mi ha dato 5 euro". Già per lei di per sé era una cosa strana, perché lo zio non gli aveva mai dato soldi, no? Dice:"Perché me li ha dati?" "Mah - dico - non lo so". Sarah mi disse anche "Mi ha detto di non dirlo alla zia".
P.M. P. ARGENTINO - Ho capito.
(Che cosa avesse capito il pm non è dato sapere. NdR)

E ancora:
AVVOCATO N. MARSEGLIA - Le hanno chiesto i Pubblici Ministeri di riferire in ordine alla confidenza che le aveva fatto sua figlia circa l'elargizione di una somma di denaro da parte dello zio Michele. Questa elargizione è avvenuta una sola volta o più volte?
DICH. Concetta SERRANO SPAGNOLO - Sarah mi ha detto che due volte gli ha dato 5 euro.
AVVOCATO N. MARSEGLIA - E tutte e due le volte aveva accompagnato lo zio questa dazione con la raccomandazione di non dirlo?
DICH. Concetta SERRANO SPAGNOLO - Sarah me ne ha parlato una sola volta che gli ha dato due volte 5 euro, che comunque era perplessa, non capiva perché lo zio gli avesse dato questi soldi.
AVVOCATO N. MARSEGLIA - Lei poi ha avuto modo di parlare di questo episodio con sua sorella Cosima?
DICH. Concetta SERRANO SPAGNOLO - No, no, no.
AVVOCATO N. MARSEGLIA - Con suo marito? Non ha dato peso a...?
DICH. Concetta SERRANO SPAGNOLO - No. Sì, infatti, PER ME ERA UNA COSA DA NIENTE.

Quindi Sarah, nella sua inesperienza da quindicenne, riferì alla madre i comportamenti inusitati dello zio e ne fu rassicurata. Perché doveva temerlo?

In realtà il Misseri, dal suo punto di vista, stava cercando di conquistare le simpatie della nipote ora con fuggevoli pacche sul sedere, ora con piccoli regali in denaro. Ma lo faceva in maniera così goffa ed ambigua che delle sue sotterranee intenzioni non se n'era accorto nessuno e men che meno la nipotina quindicenne, che era mille miglia lungi dal sospettare che il vecchio zio avesse delle "mire" su di lei. Il fatto tragico è che il Misseri si era illuso di aver conquistato i favori della nipotina, e perciò quel tragico 26 agosto l'attrasse con un pretesto nel garage e scoprì le sue vere intenzioni. Ma all'inaspettato e deciso rifiuto, perse la testa e reagì aggredendo mortalmente la nipote.

Come si vede, ad ogni quesito posto dal punto di vista dell'accusa c'è sempre una risposta plausibile e ragionevole dal punto di vista della difesa.

Giacomo

Ivana ha detto...

Magica, credo ci sia un po’ di confusione nelle tue convinzioni, perché, esprimendoti in termini di certezza, prima mi consideri un’ingenua e poi affermi di sapere che sono “furba”. :-)
Mai ho detto che tu sia una sprovveduta, o altro: non ho alcun pregiudizio nei tuoi confronti.
Presumi di sapere già il mio pensiero e allora perché mi rivolgi domande se sei convinta di conoscere, comunque, a priori, il mio pensiero? :-)
Inoltre, proprio riguardo al risultato finale relativo al caso Kercher, mi ero già espressa sotto un altro articolo…

Quand’ero ragazzina, e frequentavo la scuola media, piansi per la morte di Ettore (il personaggio omerico che è rimasto il mio preferito! Eppure Ettore è stato “SCONFITTO” da chi ha mostrato una schiacciante superiorità guerriera! ) Secondo il tuo pregiudizio nei miei confronti, io starei, invece, “sul carro del più forte”! Allora, in questo blog dovrei stare decisamente da una determinata parte, invece continuo a esprimere serenamente i miei dubbi, da solista, senza alcuna piaggeria. :-)
Con chi e perché dovrei essere solidale? Mi sento un “cane sciolto”, un “cavallo non marchiato”, libera di condividere, o no, il pensiero altrui, ma rispettandolo sempre.
Come avevo già detto, nel caso Ceste ritenevo molto probabile il suicidio, ora attendo di poter leggere la sentenza di primo grado, per vedere se potrò avere informazioni dettagliate e precise sia in merito alle testimonianze di chi ha cercato Elena, insieme con Michele, nei primi giorni dopo la scomparsa, sia in merito al tempo che avrebbe effettivamente potuto avere a disposizione Buoninconti per l’eventuale occultamento del corpo.

Ivana ha detto...

Giacomo,
riguardo al presunto movente sessuale nel caso Scazzi, credo sia la difesa a ritenere sincere le prime affermazioni di Michele Misseri che, dapprima, avrebbe ammesso “di aver dato una pacca sul sedere a Sarah” e, sempre la difesa, reputerebbe “difficile escludere il movente sessuale quando uno rifila una pacca sul sedere a una ragazzina, è un atto erotico che suscita il risentimento di Sarah. Era un’attenzione non gradita: queste cose non si fanno, dice Sarah allo zio, lo dico a Sabrina” Michele Misseri “al suo primo esame dell’8 ottobre ammette di avere allungato le mani”
Se lo zio avesse già allungato le mani, perché Sarah avrebbe dovuto scendere tranquillamente nella tana del lupo? La difesa sosterrebbe che “Sarah è una ragazza pulita, una ragazza per bene, ingenua. Ha avvertito lo zio: non lo fare più. E non lo farà più. Questa è la spiegazione più ovvia.”
A me non convince … Per me il comportamento più ovvio avrebbe dovuto essere il seguente: evitare accuratamente di rimanere sola con lo zio!

magica ha detto...

avendolo saputo prima era necessario non scendere nel garage .
tuttavia decise di scendere , sicuramente non sapendo a quello che andava incontro .

Giacomo ha detto...

Ivana
Hai evitato accuratamente di commentare la testimonianza della madre al processo, che ho pazientemente riportato.
Questa è la tua tecnica. Andare a spilluzzicare fra le elucubrazioni dell'accusa e trascurare completamente tutto ciò che con tali elucubrazioni non quadra. Ma se devo essere sincero, questo tuo atteggiamento da bastian contrario a tutti i costi mi ha proprio stufato.
Faresti meglio a dichiarare di essere un'ottusa e prevenuta colpevolista che crede di essere profonda e intelligente. Nel caso di Avetrana tutti coloro che sono colpevolisti non possono che essere ottusi e prevenuti, quando addirittura non sono in malafede. Sai quanto me ne importa che non ti convince, o meglio NON VUOI credere all'EVIDENTE movente sessuale!
E con questo ti saluto e non replicherò più alle tue farneticazioni colpevoliste, mascherate da falsi ragionamenti.

Giacomo

Ivana ha detto...

Perché questo continuo attacco verbale (più o meno velato) nei confronti della mia persona? "Cui prodest"?

Ripeto : "ACCIPERE QUAM FACERE PRAESTAT INIURIAM" (Cicerone)
Giacomo,invece di riportare “pazientemente” (senza esserne stato richiesto) ciò che dici di aver trascritto “dalla 4a udienza, dedicata all'interrogatorio della madre della vittima”, perché non hai segnalato il link al documento specifico? Puoi segnalarlo? Grazie
Preferisco attenermi a ciò che posso leggere direttamente, per questo avevo evitato di commentare!
Inoltre, non mi stupirebbe che una madre (non ansiosa) non si preoccupasse, non avendo ancora avuto motivi per dubitare della buona fede degli zii, presso i quali costantemente si recava la figlia.
Avrebbe anche potuto pensare che fosse un eventuale "escamotage" della ragazzina, quindi una sua invenzione, affinché lei, madre, capisse che avrebbe dovuto dare, lei stessa, più denaro in mano alla figlia ...
Comunque, ritengo sarebbe stato opportuno che venisse chiesto direttamente alla madre di Sarah: “Perché l’ha ritenuta “una cosa da niente”? Perché le è sembrato normale che lo zio regalasse denaro a Sarah?”

Soltanto chi riceve, in modo diretto, sulla propria pelle, determinate attenzioni, o sguardi, o viene semplicemente sfiorata, può percepire determinate sensazioni sgradevoli che gli altri, invece, non hanno provato e, quindi, potrebbero non capire! Chi non prova direttamente quelle specifiche sensazioni, può interpretare tranquillamente che certi comportamenti siano senza alcuna malizia se provengono da persone ritenute fidate …
Forse non hai letto con attenzione ciò che avevo riportato riguardo al cosiddetto “movente sessuale”, perché NON ERANO “ELUCUBRAZIONI” DELL’ACCUSA, ma PAROLE DELLA DIFESA!!!
Se nel caso Scazzi fossi colpevolista, come presume chi nutre pregiudizi nei miei confronti, lo dichiarerei senza alcun timore. C’è libertà di opinione e non mi lascerei condizionare , di certo, dall’intolleranza (o insofferenza che sia!) di chi la pensa diversamente! Se qualcuno non sopporta i dubbi altrui, non è un problema mio …

pleiades ha detto...

Secondo me in questo caso non c'è nessunissimo movente sessuale,sia perchè il Misseri sarebbe un pazzo a questo punto a far ritrovare il cellulare; sia perchè mancano i tempi, non si tratta della nipotina che rimane da lui a guardare che fa ma è una nipotina che va di fretta ed ha un appuntamento (peraltro nessun motivo di entrare in garage).

Penso piuttosto ad un omicidio per rabbia da parte di una che vede quella ragazza come qualcuna che lei non potrà mai essere (mentre il costume addosso in quel momento deve essere impietoso) e che soprattutto non dovrà subire la feroce umiliazione di sentirsi dire "per cortesia rivestiti".

Giacomo ha detto...

Pleiades

Mi dispiace per te che sei un'altra vittima dei media e del romanzo d'appendice che ti hanno propinato.
Misseri fece trovare il cellulare perché, essendo uno spietato e freddo criminale, aveva meditato di far ricadere la colpa sulla figlia che adesso finge di voler salvaguardare.
E comunque il discorso si può rovesciare. Sabrina sarebbe stata una pazza a lasciare, anzi a CONSEGNARE, il cellulare nelle mani del padre, invece di provvedere a distruggerlo.

A guardarla senza pregiudizi, Sabrina non sembra uno scorfano. Lei e Sarah avevano due fisici completamente diversi. Sono i media che hanno creato la favola della gelosia. Sabrina era già stata fidanzata e si era permesso il lusso di lasciare LEI il fidanzato. E poi la madre che avrebbe fatto? Invece di trattenere la figlia, si sarebbe lanciata con lei all'inseguimento di Sarah? Anche la madre era gelosa di Sarah?

I tempi per un delitto d'impeto a sfondo sessuale ci sono tutti. Il Misseri insidiò la nipotina, dopo averla attratta con un pretesto nel garage, stimolato proprio dal costume di Sarah (confesserà: non l'avevo mai vista così!), e al rifiuto perse la testa e la strangolò. Il tutto avvenne fra le 14,31 e le 14,38 del 26 agosto 2010.

Dopodiché tieniti pure i tuoi pregiudizi e le tue favolette. E, mi raccomando, continua a credere a tutto quello che vogliono farti credere. Così vivrai sempre felice e contenta!

Giacomo

Giacomo ha detto...

Pleiades

Per completare l'argomento.
Sabrina non subì alcun rifiuto. Ci fu solo un coitus interruptus, perché Ivano temeva di essere incastrato. Per essere chiari, ci fu penetrazione, ma non eiaculazione.
Ma tu l'hai seguito il processo, sì o no?

Giacomo

magica ha detto...

ma è una commento pazzesco !
se SABRINA si fosse vergognata del suo fisico , perchè avrebbe deciso d'andare al mare con la cuginetta ? : con il fisichino da siretetta .. poteva benissimo evitare . di mostrarsi ,
invece persone , con deduzioni da comare pettegola, e invidiosa , e se non bastasse male fatta di suo . pensa che uccidere la cuginetta era l'unico sistema per avere un fisico perfetto .. anche perchè morta la cugina ci sarebbero state altre ragazze magre.
.

Vanna ha detto...

Giacomo, ma come puoi affermare che: "... Misseri fece trovare il cellulare perché, essendo uno spietato e freddo criminale, aveva meditato di far ricadere la colpa sulla figlia che adesso finge di voler salvaguardare..."

Eri presente?
Conosci nella sua storia personale altri episodi "criminali" che lo vedono "protagonista spietato e freddo"?

E non difendiamo troppo Sabrina e copriamo il gruppo!
Per me Sabrina era sovrappeso ma non è brutta, inoltre in quell'area geografica con pane e ortaggi squisiti è facile abbondare ed è frequente il sovrappeso, anche la sua amica Mariangela non è certo una silfide.

Il peso per me non c'entrava nulla, ma Sarah divenne un peso nel gruppo perché minorenne, intelligente, libera di curiosare anche a livello culturale e spirituale, e bella, per questo però se la portava sempre dietro e non doveva farlo, esattamente come il padre, contadino scarpe grosse e cervello fino, le diceva.

Cosa facevano tra le rovine, dove andavano in città, che c'entrava una matura tedesca con loro, quali suggestioni malsane si coltivavano...e REGEN chi lo postò, chi consigliò certe letture alla ragazzina e perché quella frase dal libro di Alonge, suo ultimo messaggio?

Qualcuno si era inserito e qualcosa facevano e il gruppo lo sa,anche il bell'Ivano sosia di Alonge, quindi smettiamola di continuare ad affermare che lo zio è un assassino anche perché è libero di girare e, se si è ritrovato quel corpicino, lo si deve a lui, e per questo è stato costretto ad accusare la figlia e a fare la pantomima: è un burattino nelle mani del potere.
Sarah è stata portata lì...la verità non verrà a galla e quella famiglia è stata scelta con cura per sacrificarla in pieno.
Ovviamente è il mio umilissimo parere.

pleiades ha detto...

@Magica

Un impeto di rabbia, più possibile di un criminale spietato che si da la zappa sui piedi facendo ritrovare il cellulare ed attirando attenzioni che mai sarebbero uscite senza quel gesto.
Di pazzesco al solito ci sono solo le tue sparate,ti ho detto che non la uccide intenzionalmente,è un raptus, lo vedi così strano ??

@Vanna

Ehm..hai fatto un parallelo tra le due ?? Il sole e la luna direi.
Non ci vedo nulla di strano da parte di Sabrina un pò di invidia,poi non sappiamo,magari una battuta..uno sguardo di troppo chissà.

@Giacomo

A me la storia del coitus interruptus sembrava la versione di Sabrina,che traduco semplicemente come "mi ha mandata in bianco",visto che non si vede come questo particolare possa qualificare un atto sessuale già completo nè la necessità di riferire alla cugina della retromarcia innestata.
Peraltro mi sembra abbastanza evidente che uno si possa incaxxare se mandi in giro voci di atti sessuali veri o presunti; molto meno se vai a riferire il più o meno lieto fine.




andres ha detto...

Pleiades,
veramente il tuo commento mi ha lasciato allibita, non è da te, che (anche se spesso non condivido i tuoi ragionamenti), sei una persona mai banale. Questa può essere la tesi delle sciure dei pomeriggi in tv, non la tua.
Sabina non aveva motivo di essere invidiosa della cugina,non lasciamoci abbindolare dalle comari e dai compari televisivi che devono per contratto raccontare la favoletta che piace tanto: Genoveffa brutta e cattiva/Cenerentola bella e buona.
Sabina è una bella ragazza, morbida, mediterranea, molto femminile, con un viso stupendo, Sara era una bella adolescente di tutt'altro tipo. Dove sarebbe il motivo di tanto odio? Se Sabina avesse avuto paura del confronto, non sarebbe stata tanto scema da portarsela sempre appresso, mica era obbligata! Probabilmente, invece, le voleva bene. Se Sara avesse sentito di non essere gradita ed amata, non si sarebbe rifugiata, come faceva quotidianamente, nella casa della zia! Poi ovviamente, ci sarà anche stata qualche lite tra lue due cugine, ma è normale!

Ciao Vanna,
scrivi:
"Cosa facevano tra le rovine, dove andavano in città, che c'entrava una matura tedesca con loro, quali suggestioni malsane si coltivavano...e REGEN chi lo postò, chi consigliò certe letture alla ragazzina e perché quella frase dal libro di Alonge, suo ultimo messaggio?"
Ed ancora:
"...quella famiglia è stata scelta con cura per sacrificarla in pieno".
Sicuramente ti riferisci a fatti che non conosco,che mi sembrano molto misteriosi ed oscuri, me li puoi spiegare?

Giacomo ha detto...

Andres
Brava, condivido in pieno il tuo commento sull'aspetto fisico di Sabrina e sul confronto improponibile con il fisico della cuginetta, completamente diverso.
E' del tutto evidente che gli uomini a cui piaceva il tipo fisico di Sabrina non avrebbero mai avuto attrazione per Sarah e viceversa.
Questa della gelosia nata dal confronto fra le due fisicità è una delle balle più grosse contrabbandate sul web, addirittura come movente di un efferato omicidio.
Oltretutto la prima a non credere al movente della gelosia è proprio la madre. E lo ha dichiarato più volte. Anche se poi purtroppo non ne trae le conseguenze.

Giacomo

Giacomo ha detto...

Vanna
Conosco bene le tue teorie su questo caso e le tue considerazioni non banali.
Sul Misseri io e te abbiamo convinzioni differenti. Le mie si basano sulla confessione originaria del Misseri, che considero corrispondente alla realtà (aggressione alla nipotina di natura sessuale, avvenuta in garage fra le 14,30 e le 14,40). Poi Misseri incolpò la figlia, mettendo le cose in modo che non fosse creduta la sua successiva ritrattazione e il ritorno alla confessione originaria.

Comunque mi sta bene che tu consideri Sabrina e Cosima innocenti. Su questo siamo perfettamente d'accordo. Se Misseri, o chi per lui, riuscirà a convincere i giudici e l'opinione pubblica che sono innocenti tutti e tre, buon per lui. Ma mi sembra un compito oltremodo difficile.

Giacomo

pleiades ha detto...

@Andres

Guarda che in questo caso,a differenza di quello di Yara,che è estremamente più complesso; non ci vedo niente di così "oscuro",tendo quindi a dare la spiegazione più semplice ai fatti.
L'occultamento di cadavere da parte di Misseri mi porta a pensare ad un omicidio in casa sua,che altro?
Gli estremi per un omicidio volontario non ci sono,le circostanze sono fortuite,nulla di premeditato.
La zia la lascerei perdere come omicida diretta ma probabilmente per evitare lo scandalo decide di tenere un certo tipo di condotta.
Un litigio finito male,un raptus..Sabrina è il doppio di Sarah,un impeto di rabbia.Altro non riesco a vedere francamente.
Forse la storia del mancato rapporto con l'amico può essere stato un motivo particolare,lei confida alla cuginetta che c'è stato quel rapporto (marcando il territorio) ma di non andarlo a dire in giro (anche perchè magari non è vero);poi invece salta fuori che lei ha parlato ed il diretto interessato si è chiamato fuori mettendola alla berlina.
Può essere questo ma anche solo un litigio furioso per una battuta (che so,"mettiti a dieta"),uno schiaffone,la ragazza sbatte la testa..
Terze persone che potrebbero aver messo le mani addosso a Sarah non ne vedo.

pleiades ha detto...

@ Giacomo

Ovviamente non si tratta di gelosia in senso stretto,è chiaro che Ivano non sarebbe andato con una ragazzina; ma ci può essere appunto un impeto di rabbia per una confidenza svelata oppure una battuta fuori posto..no certo le due non sono in competizione,ma certo la piccola già promette di oscurarla,ed a giudicare il suo presenzialismo ossessivo nei giorni seguenti il fatto di essere messa in secondo piano dalla fanciulla certo non deve averle fatto piacere.

Giacomo ha detto...

No, Pleiades.
Stai "toppando" in pieno.
Sia Ivano sia Sabrina hanno detto al PROCESSO la stessa cosa. Ci fu penetrazione. In proposito ci fu una domanda precisa del pm:"Ma ci fu penetraziòne? a cui Ivano Russo rispose affermativamente. Poi Ivano si ritrasse, evidentemente perché temeva di essere incastrato. E qui non si può non considerare la beffarda ironia del destino: lui, che temeva di essere incastrato da Sabrina, si è fatto poi incastrare da una tizia più grande di lui di dieci anni che si è fatta mettere incinta e, per ricattarlo dopo essere stata scaricata, è corsa addirittura dai pm a denunciarlo come complice dell'omicidio di Sarah, laddove la povera Sabrina, quando Sarah sparì, si era affannata per tenerlo fuori dalla vicenda.

Comunque coltiva pure le tue favolette. Molti hanno bisogno delle favole, come i bambini degli orsetti di peluche.

Giacomo

magica ha detto...

pleiades.
le tue sparate sono dettate dalla tua banalita' .
tu deduci che SABRINA MENTRE STAVA FACENDIìO LA DOCCIA E i suoi bisogni ,nello stesso tempo strangolava SARAH .
CI SONO I TABULATI CHE CONFERMANO QUELLO CHE SUCCESSE IN QUEI POCHI MINUTI ,
fai incazzare le persone con le tue deduzioni , che non trovano le corrispondenze . cosi' a vanvera senza far combaciare i tempi e la logica , proprio come le sciocche che scrivono nei blog che frequenti tu . senza che ci sia una realta' dei fatti . sono capaci tutti a scrivere ipotesi ma se le ipotesi non sono avvallate dai riscontri , sono solo ca.. te .

Vanna ha detto...

Ciao Andres,
tempo fa Massimo Prati mi diede l'opportunità di scrivere su Volando, e lo ringrazio di cuore, sulle coincidenze significative del caso Scazzi.
Non mi va di tediare ripetendo il nucleo delle mie considerazioni partendo dalle coincidenze, se lo ritieni opportuno, puoi andare a leggere i due articoli.

Vanna ha detto...

Giacomo,scrivi:
"... lui, che temeva di essere incastrato da Sabrina, si è fatto poi incastrare da una tizia più grande di lui di dieci anni che si è fatta mettere incinta e, per ricattarlo dopo essere stata scaricata, è corsa addirittura dai pm a denunciarlo come complice dell'omicidio di Sarah, laddove la povera Sabrina, quando Sarah sparì, si era affannata per tenerlo fuori dalla vicenda..."
Hai ragione, ed aggiungo che sui movimenti di Ivano e del suo telefonino in quel pomeriggio, non c'è limpidezza né certezza.
Sembra che fosse a casa e il telefonino fosse in macchina e la madre disse di no, se ricordo bene.
Gli amici si mossero subito e non capisco perché nessuno andò direttamente da lui a "svegliarlo" o telefonò a casa alla madre.
La sparizione avrebbe dovuto subito allarmare e invece lui dormiva...
La minorenne condivideva con loro, maggiorenni, tempi e spazi e quindi ne erano responsabili, ma forse questo non lo avevano capito eppure lui era abbondantemente maggiorenne, pur se meno della tedesca.

E dopo poco ore fu postato il manichino su sito Regen, quindi avevano saputo!
E' possibile che tra le loro curiosità si fossero incamminati verso meandri
non luminosi con strane e inquietanti suggestioni tanto che la ragazzina disse che una certa foto sarebbe andata a finire a Chi l'ha visto, in realtà così accadde.

Quel gruppo deve sapere molto più di quello, che poi manco è emerso veramente, che facevano che sembra fosse solo un noioso e sbandato pernottamento tra locali: birrerie, bar, pizzerie e rovine appartate...
Forse c'entravano anche le campagne tra le loro curiosità indotte o veicolate da chi e cosa muoveva tutto il gruppo.

Riguardo quel rapporto interrotto, non ci ho mai creduto a una cosa del genere, a quell'età gli ormoni hanno gli scarpini da corsa, figuriamoci!
L'hanno fatto e rifatto e poi hanno inventato sta cosa... l'hanno fatto per
il gruppo? Per Sarah?
Ambiguità ormonale o difesa personale magari perché Sarah stava troppo in mezzo?

andres ha detto...

Grazie Vanna, lo faro senz'altro.

Giacomo ha detto...

Pleiades h 17:02

Quindi secondo te si sarebbe trattato di omicidio preventivo? Come Erode che ordinò la strage degl'innocenti, affinché nessuno potesse un giorno insidiargli il trono?

O ti stai rifacendo alla favola di Biancaneve, e della Regina-strega malvagia, impersonata da Sabrina? "Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? O mia regina, una c'è che è molto più bella di te" E allora, invece della mela stregata, una cintura stregata avvolta intorno al collo. Ma Cosima? Nella favola originaria non c'è. E allora, come la mettiamo?

Vedi che ti stai incartando sempre di più?

Giacomo

pleiades ha detto...

@Giacomo

Abbi pazienza La rilevanza della "retromarcia" mi fa ancora pensare che dicessero delle minchiate, secondo me lui non ce l'ha proprio fatta punto e basta.
Mi spieghi dove dico che è un omicidio premeditato (non preventivo)
se affermo esattamente il contrario ?? (sai leggere prima di dire che mi incarto).
Secondo me Cosima arriva a cose fatte,dubito che partecipi;ripeto la dinamica dura pochissimi secondi.

@Magica

Mi spieghi come fai a sapere per filo e per segno cosa stava facendo Sabrina in quei momenti? Non so,le stavi insaponando la schiena ??
Ah no i tabulati...guarda tesoro che le persone si muovono anche senza cellulari fidati :-)
I riscontri logici ce li hai te ?? dai su tirali fuori...
Calmati amica stiamo solo discutendo,nessuno toppa tranquilla..rilassati.



magica ha detto...

COSIMA ARRIVA A CASA dai campi alle 13.30. a quell'0ra SARAH STA ANCORA TRANQUILLAMENTE MANGIANDO A CASA SUA , tu invece deduci che l'omicidio sia avvenuto mentrea sarah era a casa sua ?
tu non hai seguito il caso e nemmeno l'inc probatorio.
per questo fai ragionamenti a ruota libera .
i tabulati confermano le telefonate fra SABRINA E L'AMICA . IN ORARI VERIFICABILI, PERCHè I MESSAGGI SONO AVVENUTI FRA LE DUE ragazze percio' sono verificabili con gli orari ,inoltre mentre SARAH SI STAVA DIRIGENDO VERSO CASA MISSERI : le ore 14:30 ci furono i fidanzati che la videro incamminarsi per via DELEDDA.
inoltre non mi interessa discutere con una persona che innervosisce sai perche? perchè si capisce che non hai seguito bene il caso .

Giacomo ha detto...

Pleiades
Nel tuo commento delle 17:02 avevi scritto, per spiegare quello che secondo te è stato il movente:
"Certo le due non sono in competizione, ma certo la piccola già promette di oscurarla".
Pertanto la logica conseguenza di quello che hai detto è che, secondo te, si è trattato di omicidio "preventivo".
Io mi sono limitato a illustrare il tuo pensiero, facendo un paragone storico-religioso ed uno classico-fiabesco.
Ma probabilmente, tu parli senza riflettere alle conseguenze di quello che dici.
Per quanto mi riguarda, sui vari aspetti della vicenda, ed in particolare, sul rapporto Sabrina-Ivano, io mi attengo ai dati processuali. Se ad altri piacciono le fiabe, questi sono affari loro. Ma devono essere consci che si tratta appunto di fiabe.
Per quanto riguarda Cosima, tu dici, bontà tua, che non credi che abbia partecipato all'omicidio. Allora riconosci che la doppia sentenza è erronea! A Cosima hanno dato l'ergastolo: come lo spieghi?

Giacomo

pleiades ha detto...

@Giacomo

Alle favole credi te compreso il lupo cattivo Misseri.
Non c'è nessunissima ragione per cui costui uccida la nipotina
visto che la ragazza non ha mai riferito di molestie nei suoi confronti.
Non c'è nessunissima ragione per cui Misseri smuove il mondo per occultare il cadavere e poi lo fa ritrovare se è lui il mostro.
Ovviamente questo vale a maggior ragione se i tuoi neuroni impazziti pensano che a far fuori la ragazza sia Ivano ???
Per quanto mi riguarda i rapporti Sabrina-Ivano il fatto che si vada a descrivere un rapporto sessuale dalla sua conclusione è ridicolo.
Non c'è nessun omicidio preventivo,la ragazza sbrocca semplicemente e gli antefatti sono quelli e direi pienamente giustificati.
Io rifletto su quello che scrivo te pare proprio di no.

Ciao

Giacomo ha detto...

Misseri è l'unico e solitario responsabile della morte di Sarah. E l' ha aggredita mortalmente nel garage tra le 14,30 e le 14,40 del 26 agosto 2010, in seguito ad un raptus sessuale scaturito dal rifiuto di Sarah a sottostare alle sue voglie.
Non c'entra nessun altro, né Sabrina, né Cosima e men che meno Ivano. Lo vado ripetendo da cinque anni. E con me lo sostengono tutti quelli che hanno seguito la vicenda fin dal suo inizio ed hanno capito come si sono svolti REALMENTE i fatti.

Et de hoc satis!

Giacomo

pleiades ha detto...

@Giacomo

Si come no, poi nasconde il cadavere con l'aiuto di altre persone senza che nè Cosima nè Sabrina si accorgano di niente.
In tanti anni Sarah non ha mai riferito di molestie di alcun genere
(peraltro permetti ma a me non sembra affatto un cd. maschio dominante o capofamiglia, non si sarebbe mai azzardato a compiere gesti del genere per il terrore di Cosima & figlie).
Poi un bel giorno decide che è il momento di trasferirsi nelle patrie galere (insieme ovviamente a chi l'ha aiutato) e fa ritrovare il cellulare ed il corpo della ragazza (che senza quell'uscita stavamo ancora a cercare fidati).
Poi lui passa il tempo ad incolparsi e discolparsi senza fornire nell'uno nell'altro caso elementi convincenti;segno inequivocabile che lui non c'entra una mazza.
Ma tu davvero credi a questa storia ?? Guarda ti avrei più creduto se mi dicevi che Babbo Natale esiste.

magica ha detto...

pleiades la devi smettere di dire cazzate .
se non hai letto o segiuto il caso è inutile che continui a impersonare la comare pettegola e malfidente al mercato rionale .

pleiades ha detto...

@magica

Non è insultando che avalli le tue di cazzate,che sono tante credimi..
A me non serve seguire i tuoi deliri o quello di altri,io seguo la logica, quella che a te manca,insieme all'intelligenza e all'educazione.
la logica dice che è stata lei,il resto è FUFFA e convinzioni che non hanno il benchè minimo fondamento salvo una suggestione malata.

magica ha detto...

pleiades . le tue cazzate le leggiamo continuamente ,I TUOI DELIRI SONO DA COMARE .questo è poco ma sicuro , basta solo ricordare le deduzioni sul fisico di SABRINA MISSERI grassa . colpevole d' invidia verso la cuginetta magra : per questo .pensando alla prova BIKINI LA UCCISE .

ora dovresti postare LE CAZZATE che ho scritto io .
ricordati T ,,, CHE SE NON SONO IN GRADO DI POSTARE argomenti dei quali non ho conoscenza , mi limito a leggere , quello che scrivono i forumisti , e mi impegno a leggere attentamente le argomentazioni altrui . non me ne intendo di pratiche forensi e nemmeno mi impegno a andare in cerca di dati nel web dal momento che i miei interessi sono d'altro tipo , ma che comunque leggo : si impara sempre qualcosa .PER QUESTO non posto su questo quesito .
se intervengo nel blog su altri particolari casi , lo faccio solo con considerazioni che ognuno puo' avere , leggo anch'io ed ho la tv per sentire le corbellerie che dicono sui casi di cronaca.
mentre su caso di avetrana che ho seguito da subito interessandomi di informarmi su tutto quello che venne all luce su quel caso , e ragionando con la logica , ho le mie deduzioni((((POSSSO??)) e certezze ,CAPITO???? PERCIO' SE QUELLO CHE DICO è FUFFA.. ANCHE MASSIMO PRATI SCRIVE FUFFA ?? PURE GIACOMO. scrive fuffa? FUFFISTA CHE NON SEI ALTRO !!
E QUA CONCLUDO .

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Anch'io ho seguito da subito il caso di Avetrana, e anch'io ribadisco per l'ennesima volta la mia convinzione: l'innocenza di Cosima Serrano e Sabrina Misseri emerge, in modo lampante e matematico, proprio grazie all'uso corretto della logica qui tanto invocata. A fronte della piena ed esatta convergenza di tutte le testimonianze e dichiarazioni della prima fase con l'evidenza granitica dei tabulati telefonici, l'illogicità consiste proprio nell'ipotizzare una serie abnorme di impossibili coincidenze, nel non riuscire a dimostrarle (perché sono astruse e indimostrabili) e tuttavia nel pretendere che queste coincidenze impossibili, indimostrabili e indimostrate abbiano valore di prova. Il mondo alla rovescia. Purtroppo, man mano che passa il tempo, la prima fase di questa tragica vicenda rischia di essere dimenticata, e il colpevolismo acritico e viscerale ha buon gioco in questo oblio dei fatti, se ne avvale proficuamente (arrivo ormai a pensare che lo avesse messo in conto), raccoglie i frutti avvelenati del pregiudizio seminato dai media in mesi ed anni di informazione-spazzatura. Ma questo non cambia l'oggettività delle cose: in carcere ci sono due innocenti. Si rimedi quanto prima a tutto questo, si faccia in modo che a tragedia non si aggiunga tragedia.

Ivana ha detto...

Scusa, Annamaria, che cosa emergerebbe in “modo matematico”?!
Gödel ha dimostrato che la consistenza dell’aritmetica non si poteva dimostrare DENTRO l’aritmetica stessa; insomma, come ha detto il logico Piergiorgio Odifreddi, “ il sogno dei matematici di riuscire ad assicurarsi la consistenza dell’aritmetica (e della matematica!) non può essere realizzato; bisogna accettare come “verità di fede” il fatto che la matematica e i suoi vari sistemi siano consistenti e si spera che non giunga, prima o poi, qualcuno a scoprire una contraddizione all’interno dell’aritmetica (e della matematica)!”
I sistemi formali assiomatici della matematica ammettono delle verità che non è possibile dimostrare dall’interno.
Negando il quinto postulato (“delle parallele”) della geometria euclidea si arriva alla geometria iperbolica …
Tu parti da determinati assiomi (che per te, e non soltanto per te, risultano evidentemente veri) e giungi alla conclusione che Sabrina e Cosima sono innocenti; altri scelgono altri assiomi (che per loro risultano evidentemente veri) e giungono ad altre conclusioni.
Carmelo Abbate è arrivato perfino a paragonare la solidità del quadro accusatorio per Buoninconti, con la solidità del quadro accusatorio nel caso di Avetrana. Insomma, come ripeto, tutto dipende dagli assiomi assunti in partenza.
In ambito matematico, Tarski, alla domanda “che cos’è la verità”, risponde che la verità è definibile nel metalinguaggio di un linguaggio dato; essa non è definibile nel linguaggio dato stesso.
In ambito giudiziario, invece, si è (o si dovrebbe essere) interessati alla verità STORICA; c’è anche chi arriva a riconoscere, sovente, che ci sono verità storiche “indimostrabili” per demerito degli inquirenti o … per altri motivi …

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Io non parto da assiomi, Ivana, e da tempo contesto chi lo fa. Parto dagli orari e dai tabulati telefonici.

Ivana ha detto...

Annamaria, tu parti da orari che non sono stati confermati nelle dichiarazioni successive!


emax/massimo prati ha detto...

Ivana, non risponderò a nessuna domanda. So come la pensi e come ragioni. Questo intervento solo per far chiarezza, innanzi tutto sulle dichiarazioni che avrebbero confermato gli orari, dichiarazioni successive di molto visto che son state rilasciate dai tre ai nove mesi dopo e solo quando i procuratori hanno aiutato i testimoni che prima dicevano di aver visto altre cose a ricordare quanto serviva di ricordare, come affermato dal Petarra e dai familiari di Sarah. Dichiarazioni fatte da chi, come il Massari, ha due cocci di bottiglia negli occhiali e garantisce di aver visto un segno bianco di due centimetri su un'auto in corsa che viaggiava a cinquanta metri di distanza dalla sua. Dichiarazioni riportate da chi, come la Pisanò, fino a quando non si è fatta interrogare (Sabrina Misseri era in carcere da tempo) inviava messaggi amichevoli a Valentina Misseri in cui le chiedeva di dire a Sabrina che le era vicina, che le voleva bene e che era certa che non avesse fatto nulla... dichiarazioni di chi pur sapendo che sua figlia le aveva sempre parlato di un sogno, non si è fatta scrupolo e l'ha spacciato come realtà. Di chi si era stancata di sentirsi dare della falsa chiacchierona (ma era per quel suo chiacchierare di tutto e tutti che la conoscevano ad Avetrana) si è fatta dare un registratore e con l'inganno ha cercato di far dire balle a chi balle da dire non ne aveva (infatti le sue registrazioni alla Tondo sono finite nel cesso).

Questo è stato a Taranto. Altro non c'era contro Sabrina e Cosima e in appello tutto l'impianto accusatorio è crollato, infatti anche i parenti del fiorario che hanno confermato il sogno sono stati assolti, compresa la baggianata del cellulare di Cosima rilevato nel garage alle 15.37.

Taranto come Bergamo? No, Taranto più di Bergamo... non c'è dubbio. La differenza sta solo nel fatto che Salvagni e co. hanno accettato lo scontro mediatico convinti che la guerra si fa ad armi pari o non si può fare, pur se Bossetti fosse da tutti considerato colpevole e non fosse facile scontrarsi contro giornalisti che si basavano su indiscrezioni (che ora sappiamo false) degli inquirenti, mentre il dottor Coppi ha un'altra concezione di Giustizia ed è certo che se la legge dice una cosa un buon giudice non può far altro che metterla in pratica. Linea giusta di chi insegna diritto che prima o poi dovrebbe pagare.

Per completare... Qualche giorno fa c'è stata la prima udienza del processo che riguarda il sogno, è stata aggiornata per acquisire testimonianze e si tornerà in aula fra una manciata di giorni... il fiorista, che nulla ha a che spartire coi Misseri e non si capisce perché dovrebbe insistere su un sogno se davvero avesse visto quanto la procura grazie alla Pisanò afferma che lui ha visto, non potrà essere condannato perché davvero ha sognato e oramai l'ha detto in tutte le lingue del mondo... quando sarà assolto che accadrà?

Madre e figlia verranno liberate oppure si faranno altri giochi di prestigio, tipo tirare per la cravatta Ivano così da cambiare ancora ricostruzione accusatoria (e sarebbe la sesta) pur di far marcire in carcere l'unica persona che a Sarah le stava sempre accanto e la consigliava? E quando ci sarà questa sesta ricostruzione accusatoria che si dirà? Che le dichiarazioni successive hanno confermato l'impianto accusatorio?

Ciao, Massimo

Giacomo ha detto...

Che ardito accostamento: Gödel Odifreddi Tarski e, quarto tra cotanto senno, CARMELO ABBATE, noto anche come il monacello strepitante.

Della serie: quando si perde il senso delle proporzioni...!

Giacomo

Ivana ha detto...

Massimo, se sai come la penso e come ragiono, allora sei pienamente consapevole della mia sincerità e del fatto che non ho ancora maturato alcuna convinzione riguardo al caso di Avetrana; non ho letto i documenti relativi alle due sentenze di condanna, inerenti rispettivamente al primo e al secondo grado di giudizio, e ho espresso, ed eventualmente continuerò a esprimere, soltanto i miei dubbi.
Dubito, per esempio, che una madre (che ami e che continui ad amare la propria figlia, vittima di un omicidio terribile) possa lasciarsi condizionare dalla Procura e possa nascondere ciò di cui è a conoscenza, per compiacere gli inquirenti! Credo che una madre, che ami e che continui ad amare la propria figlia, vorrebbe soltanto scoprire IL responsabile (o i responsabili) del reato! Penso che non potrebbe mentire perché avrebbe il timore che la menzogna sia depistante e non idonea a scoprire la verità storica che a lei interessa conoscere!


Giacomo, quale “accostamento” avrei effettuato?!
Ritengo che qualsiasi persona, capace di capire senza fraintendere e dotata di onestà intellettuale, eviterebbe di DISTORCERE il contenuto di ciò che scrivo!

Giacomo ha detto...

Comunque, volendo rimanere nel campo filosofico, anche Kant disse che "la colomba per volare ha bisogno dell'aria", ossia che la mente per ragionare ha bisogno dei dati sperimentali.
Venendo ad Avetrana, l'impianto accusatorio per reggersi ha bisogno dei TABULATI. I TABULATI sono cosa assai diversa dagli orari tardivi dichiarati dai testimoni, in contrasto con quelli originari che erano congruenti con i TABULATI. E, visto che i tabulati contraddicono il castello di carte accusatorio, si è POSTULATO che Sabrina li abbia falsificati effettuando telefonate fasulle con il cellulare sottratto alla cugina appena da lei strangolata, che Sarah sia uscita allo sbando senza aver ricevuto nessuna telefonata, e si sono costruite altre congetture, basate su testimonianze tardive e fortemente indirizzate, come ha ben illustrato Massimo.
E perciò è inutile riempirsi la bocca col nome di epigoni vari, se il padre della moderna filosofia aveva già previsto e confutato la pretesa di applicare ragionamenti astratti e puramente metafisici al campo scientifico cui DEVE appartenere un'indagine su un delitto.

Giacomo

Ivana ha detto...

Giacomo,
prima di poter capire, io, in che modo i tabulati contraddirebbero l’impianto accusatorio, avrei bisogno di leggere ALMENO le motivazioni COMPLETE della sentenza di primo grado (più di 1500 pagine, credo), per verificare se e dove sono stati applicati “ragionamenti puramente metafisici”; la sentenza di primo grado è pubblicata nella sua interezza in internet? Puoi segnalarmi il link specifico? Grazie
(Se tali motivazioni sono disponibile in rete,
le leggerò quando mi sarà possibile farlo)

Come avevo già detto sotto un altro articolo, Vito Russo fu costretto a rinunciare al mandato (relativo alla difesa di Sabrina) ai sensi dell’art. 5 del Codice Deontologico Forense e, finora, mi risulta che in entrambi i gradi di giudizio, sia stato condannato per favoreggiamento personale.
Ripeto: che motivo avrebbe avuto l’avvocato Vito Russo di violare il Codice Deontologico Forense se avesse creduto nell’innocenza della propria assistita?

Ivana

magica ha detto...

ohhh!! signor cosa mi tocca leggere! ma va la'
anzi non ho letto ,perchè sapevo com'era il commento .

Giacomo ha detto...

Le motivazioni della sentenza di primo grado non sono pubblicate da nessuna parte. E questa è già un'anomalia, visto l'interesse con cui era stato seguito il processo dai media. Tale anomalia si aggiunge all'anomalia degli undici mesi intercorsi tra la lettura del dispositivo (aprile 2013) e deposito delle motivazioni (marzo 2014). Altra anomalia è che durante il processo d'Appello e dopo le arringhe dei difensori, che secondo il codice dovrebbero avere l'ultima parola, il capo della procura, all'evidente ed unico fine d'influenzare i giudici popolari, ha rilasciato un'intervista fortemente tesa a dipingere le due imputate come due feroci assassine. E difatti puntualmente le due sono state di nuovo condannate all'ergastolo. Con l'occasione è bene tu sappia che il 28 ottobre us sono scaduti i termini per il deposito delle motivazioni della sentenza d'Appello, ma non si sa quando queste saranno in realtà depositate. E nessuno ne ha mai nemmeno accennato.

Nei tabulati, risulta uno squillo inviato dal cellulare di Sarah alle 14,28, in risposta ad un sms di sollecito partito dal cellulare di Sabrina una quindicina di secondi prima.
Quindi Sarah alle 14,28 era viva e libera di agire.

Questa è l'unica deduzione logicamente corretta. Mi riferisco alle logica del buon senso e non a quella sofistica a cui la procura ha fatto ricorso. La logica del buon senso dice che, se il cellulare era PERSONALE di Sarah, era Sarah che lo manovrava. La logica dei sofismi dice invece che ciò non è detto. Allora si fa un altro salto logico. Se non si può asserire che è stata Sarah a effettuare lo squillo, se ne deduce che è stata Sabrina. Ma l'unica deduzione corretta, se proprio vogliamo fare i sofisti, è che, se non si può asserire con certezza ASSOLUTA che sia stata Sarah, allora potrebbe essere stato chiunque altro. E quindi perché proprio Sabrina? E qui si fa ricorso a tutta una serie di indebite illazioni, tra cui quella che un fioraio (che tutta Avetrana sapeva aver raccontato di un SOGNO che vedeva Cosima intimare a Sarah ormai giunta a due passi dalla propria casa, di salire in macchina) avrebbe invece raccontato un fatto realmente avvenuto. E chi mi dà la prova di ciò? Ma è il fioraio stesso che, convocato dopo più di SETTE MESI negli uffici degli inquirenti, e tenuto sotto interrogatorio per UNDICI ORE ininterrotte, alla fine mette la sua firma sotto un verbale scritto da altri. Né vale che il fioraio, interrogato appena due giorni dopo, si sia rifiutato di confermare il verbale di due giorni prima, perché si era reso conto che di sogno lì non si parlava. Né vale che A PROCESSO IL FIORAIO NON AVEVA CONFERMATO DI AVER VISTO LA SCENA. Né vale che in tutte le sedi mediatiche e non mediatiche aveva dichiarato di aver solo sognato e, quando aveva firmato il verbale, era completamente frastornato ("scemato", dice lui)

E quindi i tabulati sono l'UNICA CERTEZZA FERREA, alla luce del buon senso, che Sarah era viva alle 14,28. E dato che Sarah era viva alle 14,28, Sabrina, e di conseguenza Cosima, non possono essere state, perché negli orari in cui Sarah veniva ammazzata dal Misseri in garage, e cioè tra le 14,30 e le 14,40, Sabrina era impegnata in scambi di sms vari con le amiche.

Particolare essenziale. Non è che gl'inquirenti sono partiti dagli orari che poi hanno portato a processo. In questo caso si avrebbe buon gioco a dire che è stata la difesa a posticipare gli orari. Sono gli stessi inquirenti che sono partiti dagli orari che sostiene la difesa (14,30-14,40). Ma poi, vista l'impossibilità d'incastrare Sabrina con quegli orari, li HANNO ANTICIPATI di tre quarti d'ora, ricorrendo a tutte le forzature possibili immaginabili.

Comunque sono stanco di ripetere sempre le stesse cose. Oltretutto Massimo ha spiegato TUTTO molto bene. L'unico fatto che non riesco proprio a capire è perché c'è chi si ostina a dire che ha dei dubbi, dopo aver premesso che non ha seguito il caso. La posizione più conseguente sarebbe un attento silenzio.

Giacomo

emax/massimo prati ha detto...

Chi le vuole mi mandi una mail...

Ivana ha detto...

Giacomo, condivido le tue perplessità SIA sulla mancata pubblicazione, in Internet, delle motivazioni della sentenza di primo grado, anche se, FORSE, ciò potrebbe essere dovuto alla PESANTEZZA del file (troppi megabyte?) SIA riguardo al
fatto che, pur essendo ormai trascorsi più di 90 giorni, pare che le motivazioni della sentenza di secondo grado ancora non siano state depositate.

Scusa, ma a me la logica dice che se Sarah fosse stata uccisa prima delle ore 14.28 l’autore (o l’autrice) del delitto avrebbe potuto benissimo rispondere con uno squillo, aut un sms, per depistare …

Ho seguito pochissimo il caso (avevo letto articoli vari in rete e quanto scritto in questo sito, ascoltato il telegiornale, assistito a qualche intervista televisiva e letto il documento da me stessa segnalato); ho ritenuto opportuno esprimere i miei dubbi, perché le vostre certezze mi lasciavano (e continuano a lasciarmi) perplessa (tanto più che nel ribadire le vostre convinzioni c'è chi tra voi giunge perfino a offendere gli interlocutori che manifestano un punto di vista diverso, o, SEMPLICEMENTE, dubbi!) e cercavo di capire (senza ancora riuscirci!) in che modo fossero maturate le vostre granitiche certezze.

Grazie, Massimo, sempre gentile e disponibile; ti invierò un messaggio di posta elettronica …

Giacomo ha detto...

Ivana scrive:
"A me la logica dice che se Sarah fosse stata uccisa prima delle ore 14.28 l’autore (o l’autrice) del delitto avrebbe potuto benissimo rispondere con uno squillo, aut un sms, per depistare …"

Appunto: "SE Sarah fosse stata uccisa prima". Ma l'accusa ha trasformato questo periodo ipotetico che il COMUNE BUONSENSO classifica come periodo del terzo tipo, ovvero DELL'IRREALTA', in una subordinata causale: "POICHE' Sarah E' stata uccisa prima, SICURAMENTE la diabolica Sabrina ha istantaneamente escogitato il depistaggio mandando un sms dal suo cellulare al cellulare di Sarah appena da lei strangolata, le ha poi strappato dalle mani il cellulare e con le mani ancora metaforicamente sporche del sangue della cugina giacente morta ai suoi piedi si è inviata uno squillo di risposta. E tutto questo alla presenza della madre Cosima che, malgrado fosse appena tornata da una giornata di lavoro massacrante iniziata alle tre di notte, l'incitava e l'aiutava. E per di più, con Mariangela in arrivo da un momento all'altro!". IL pio Misseri nel frattempo non si accorgeva di niente.
Piccolo dettaglio: l'accusa non ha fornito NESSUNA prova che Sarah fosse già stata uccisa alle 14,28. Lo dà solo per certo A PRIORI. Dopodiché ne deduce che Sabrina e Cosima meritano l'ergastolo, perché non è possibile altra pena per un simile spietato comportamento.
Non so se hai colto il giochetto del serpente che si morde la coda: Chi dimostra tanta spietatezza e freddezza dopo un omicidio, non può che essere un assassino freddo e spietato. Quindi Sabrina è un'assassina fredda e spietata. Lo dimostra il suo comportamento dopo l'omicidio. Allora essendo Sabrina un'assassina, dopo che ha ammazzato la cuginetta ha effettuato un freddo depistaggio. E così via, col "ragionamento" circolare.
Non tutti sono disposti ad abboccare come i baccalà a simili trucchetti pseudologici, a meno che non siano mossi da irrazionale malevolenza contro le due malcapitate di Avetrana, come purtroppo è avvenuto per la maggior parte dell'opinione pubblica, aizzata dai media per bassi scopi di lucro.

Giacomo



Ivana ha detto...

Ecco un esempio di periodo ipotetico dell’irrealtà: “Se Sarah fosse risorta, racconterebbe la sua versione dei fatti”
(ma Sarah non è risorta, quindi la protasi è presentata come contraria alla realtà).
Giacomo, nella protasi “Se Sarah fosse stata uccisa prima delle ore 14.28 …” non posso ancora escludere la possibilità che Sarah sia stata uccisa prima delle ore 14.28, per cui il periodo ipotetico risulta ancora “periodo ipotetico della possibilità”.

Che cos’è il “comune buonsenso”?
La storia del progresso umano ci insegna a diffidare delle nostre convinzioni più radicate …

Molto probabilmente da lunedì inizierò a leggere le motivazioni della sentenza di primo grado per vedere quale sia effettivamente l'impianto accusatorio che ha condotto alla sentenza di condanna nel primo grado di giudizio.

Ciao
Ivana

Giacomo ha detto...

Il comune buonsenso è quello da cui rifuggono gl'inquirenti e i colpevolisti del caso di Avetrana. E mi sa che anche tu non ne sia molto dotata.

In ogni caso, forse sei tu che non puoi escludere l'ipotesi che Sarah alle 14,28 fosse già morta. Io la escludo nettamente. E' IMPOSSIBILE e dunque IRREALE. Non credo che i morti possano inviare messaggi, che possano essere visti a tre metri mentre camminano veloci, da ben tre persone: i fidanzati e il geometra La Stella.

Buona lettura

Giacomo

Giacomo ha detto...

Cerca di non confondere il buonsenso con i pregiudizi e il fanatismo, cioè le convinzioni radicate senza supporto della ragione. Il buon senso è proprio l'opposto, è la capacità di comprendere, è la capacità di escludere le ipotesi IRREALI, è SAGGEZZA.

Giacomo

Annamaria Cotrozzi ha detto...

Sono totalmente d'accordo con Giacomo, su tutto. Gli esprimo ancora una volta la mia stima, e anche la mia solidarietà per la pazienza con cui ha ripetuto, per l'ennesima volta, con estrema lucidità e perfetto rigore logico, le proprie argomentazioni, che sono anche le mie. Nulla da aggiungere: Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono innocenti, la loro detenzione è un dramma incomprensibile, il loro massacro mediatico una vergogna ingiustificabile.

Ivana ha detto...

Annamaria, sia d'accordo con Giacomo ANCHE riguardo alle offese personali nei confronti dell'interlocutore?

Ripeto: “L'ingiuria offende chi la fa, non chi la riceve.”

Quali ipotesi irreali? Citatemi, indicando le pagine precise, le parti della motivazione della sentenza di primo grado in cui siano state prese in considerazione “ipotesi irreali”.
“Essere possibile” NON SIGNIFICA ESSERE REALE!
Significa che è possibile che una cosa avvenga (NON si può avere LA CERTEZZA che avvenga)
Il saggio sa mettere in discussione le proprie convinzioni, rispettando i punti di vista altrui.

“Sapiens, si quaesitum ex eo sit stellarum numerus par an impar sit, nescire se dicat” (Cicerone)

Ivana ha detto...

Errata Corrige
Leggasi: "Annamaria, sei d'accordo"

Giacomo ha detto...

Ivana
Cerca di non gettarla in rissa, per cortesia...
Qui non è in discussione la tua persona, ma il tuo modo di porgerti. E la totale insensibilità verso il dramma umano degli innocenti ingiustamente accusati.
Ti ho anche augurato buona lettura della biblica sentenza. Qualcosa mi dice che ne uscirai confermata nei tuoi "dubbi", ossia mascherate certezze, sulla colpevolezza delle due donne.

Giacomo

Ivana ha detto...

Per cortesia, spiegami in che modo cercherei di “gettarla in rissa”! Quale sarebbe il mio modo di porgermi? Esprimere i miei dubbi risulta irritante? Perché? Credo che il dubbio, o meglio, lo scetticismo metodologico sia un metodo corretto per mettere alla prova le nostre conoscenze.
Non ho certezze da "mascherare"!!!
La mia solidarietà è, PRIORITARIAMENTE, verso le vittime a cui è stato tolto, in modo violento, il diritto alla vita.
Ho chiesto mi vengano citate le pagine specifiche delle motivazioni di primo grado in cui si fanno ipotesi irreali di colpevolezza riguardo a Sabrina. Non ho ancora ricevuto risposta in merito né da te né da Annamaria. Ragionare, in modo critico, sul documento inerente alla sentenza di condanna, mi sembra un modo serio per affrontare una discussione fondata su elementi necessari per poter capire quali siano stati effettivamente considerati, dai giudici, gli indizi gravi, precisi e concordanti.
Ribadire un proprio punto di vista, quasi cercando di imporlo, senza riportare quanto messo nero su bianco nelle motivazioni della sentenza per evidenziare gli eventuali errori di valutazione compiuti dai giudici o i punti non chiari, mi pare un metodo di confronto, inter nos, non costruttivo.
Ivana

Giacomo ha detto...

Ivana
Dovresti cercare di spostare l'attenzione dal tuo io ipertrofico alla vicenda processuale. Lo sappiamo benissimo che prima di tutto l'attenzione e la pietas va rivolta alle vittime del reato. E' una cosa talmente ovvia che non vedo perché tu senti il bisogno di ripeterlo in continuazione.
In realtà nella tua mente c'è un pregiudizio, di cui non so fino a che punto sei cosciente, e cioè la convinzione che chi cerca di capire se chi è accusato di aver commesso un reato è veramente colpevole, sia quasi un complice dell'imputato, considerato a priori un colpevole che cerca di farla franca. Invece penso che la funzione del difensore in un processo penale sia un compito necessario e anche molto nobile, nei casi in cui si ha contro l'opinione della gente come te, che pensa che sia meglio un innocente in galera che un colpevole fuori, anche se potrebbe colpire ancora. L'importante è che l'opinione pubblica venga rassicurata. Le istituzioni devono comunque trovare un colpevole, non importa se sia storicamente colpevole o sia solo un capro espiatorio.
Di regola non seguo troppo assiduamente le vicende giudiziarie, perché penso che ci siano le istituzioni addette a farlo, cioè forze dell'ordine e magistratura inquirente e giudicante.
Ma questo caso urta così violentemente contro il comune buonsenso, di cui tu neghi perfino la possibilità dell'esistenza, che non mi sono potuto sottrarre dal seguire la vicenda in tutti i risvolti. E più l'ho seguita, più mi sono convinto che si tratta di una mostruosità che si è andata sempre più configurando in tutto il suo orrore: il vero e COMPROVATO colpevole reo confesso a spasso e libero di colpire ancora, e le due donne INNOCENTI in galera orma da cinque anni senza sentenza definitiva di condanna. Ma non è soltanto quella la mostruosità, quanto il fatto che, specialmente in questo caso, i media hanno creato una realtà virtuale con toni così accesi e con tecniche di convincimento tali (es filmati con musiche e commenti struggenti, immagini delle imputate materialmente distorte e allargate in senso orizzontale, ripetizione ossessiva di fotogrammi di qualche frazione di secondo, per trasformare gesti neutri in gesti negativi) che di esse è raro, se non impossibile, trovare precedenti. Inoltre c'è stata anche una vera e propria campagna diffamatoria e distruttiva delle imputate, fin da quando sono state ristrette in galera all'inizio delle indagini. Sabrina, in particolare, è stata condannata DEFINITIVAMENTE all'ergastolo dalla gente che la pensa come te, prona ai media forsennati, già il 15 ottobre 2010. Dagli schermi della televisione di stato, prima ancora che intervenisse qualsiasi sentenza, opinionisti senza arte né parte e sedicenti giornalisti l'avevano già definita "strega" e "pozzo nero". Sicché tutta la vicenda giudiziaria successiva è stato un mero formalismo, seguito con fastidio da chi aveva già espresso da tempo il suo verdetto. E ogni tornata processuale è stata solo l'occasione per i media di rinfocolare l'odio IRRAZIONALE E IMMOTIVATO nei confronti delle due donne solo formalmente imputate, ma in realtà ergastolane "ab origine".

Ciò premesso, aspetto che mi citi tu i passi della sentenza che inchioderebbero a tuo parere le imputate, al di là di ogni ragionevole dubbio.

Per quanto mi concerne, la sentenza è erronea sotto tutti gli aspetti e in tutte le sue parti, perfino nelle virgole.

Giacomo

Ivana ha detto...

Tu distorci ciò che io dico!
A parte che si deve stare attenti alle insidie dell’”ovvio”, risulta chiaro e indiscutibile che l’imputato ha il diritto di difendersi, eppure viene costantemente, e giustamente, sottolineato!
Come recita un proverbio popolare: “Chi muore giace e chi vive si dà pace”; il ricordo doloroso per le vittime resta, di certo, nei familiari che le hanno amate, ma temo che negli altri tale ricordo si affievolisca col passare del tempo e preferisco che il ricordo resti costantemente VIVO e, per questo, non mi stanco di ribadire la mia attenzione verso le vittime!
Se tu non fossi prevenuto nei miei confronti e leggessi senza pregiudizi ciò che scrivo, avresti capito che MAI ho espresso certezze nei confronti del caso Scazzi.
Non considero, a priori, un imputato colpevole, mi limito a documentarmi PER CERCARE DI CAPIRE.
MAI ho DETTO che sia meglio un innocente in galera che un colpevole fuori!
Tu scrivi a ruota libera attribuendomi parole e pensieri da me MAI espressi e che non rientrano nel mio ordine di idee.
Nel caso Scazzi, inoltre, un (o il) colpevole c’era già, per cui quanto da te scritto sulle “istituzioni che devono comunque trovare un colpevole” risulta decisamente inadeguato al caso specifico.

In che modo avrei negato la possibilità dell’esistenza del buonsenso?!

Ho letto le prime 90 pagine delle motivazioni e il tema della risonanza mediatica è stato preso in considerazione nelle pagine stesse ed è stata data una risposta per “sgombrare il campo da argomenti che pretendono di far discendere da tale anomala attenzione profili di inquinamento dei risultati di prova conseguiti nel corso dell’istruttoria dibattimentale o d’orientamento dell’epilogo stesso”. Le considerazioni espresse dai giudici in merito (che evito di trascrivere, perché chi vuole può andare a cercarle facilmente) potranno essere condivisibili, o no, ma di certo non è stato eluso tale tema.
Ho il DUBBIO, comunque, che tu non abbia letto le motivazioni e che tu non abbia intenzione di leggerle giudicandole, a priori, erronee.
NON SONO IO A DOVER PROVARE la colpevolezza di Sabrina, perché FINORA HO SOLO DUBBI; il mio scopo era quello di un confronto inter nos basato sulle motivazioni “di primo grado”, LETTE (o da leggere!) per discuterne insieme SERENAMENTE e con spirito critico, ma HO IL FORTE DUBBIO che a te non interessi fare critica costruttiva, ma sia importante soltanto “imporre” il tuo convincimento e mi pare che se tale convincimento non viene pienamente condiviso, cerchi, distorcendo parole e frasi, di minare la credibilità e la capacità critica di chi manifesta SOLO DUBBI.
Aspetto, quindi, che sia tu, SE VORRAI, a segnalarmi i punti in cui risultano contraddizioni, o errori di valutazione, o mancanza di chiarezza, o altro. Sei tu ad avere certezze sul caso Scazzi, NON IO (che ho letto appena le prime novanta pagine)!!!

Giacomo ha detto...

Mi rifiuto di ridurre la discussione sul caso Scazzi ad uno sterile battibecco, senza fine.
Sei convinta che la sentenza sia il non plus ultra della chiarezza, stringatezza logica e completezza argomentativa? Bene!
Buon per te. Ma non starò al tuo gioco di avvitare la discussione in una spirale senza fine, in cui ad una considerazione corrisponde una considerazione contraria e così via fino al giorno del giudizio universale. TU hai detto che hai dubbi. Io non ne ho! Sono cinque anni che seguo questo caso e mi sono fatto le mie GRANITICHE INSCALFIBILI FERREE ADAMANTINE convinzioni. Questa è la sintesi:

Sarah Scazzi fu aggredita mortalmente nel garage dal Misseri, tra le 14,30 e le 14,40 del 26 agosto 2010. Motivo del delitto fu la furia omicida scaturita dal rifiuto della povera ragazzina a sottostare alle voglie dell'anziano parente. Costui poi provvide, approfittando del trambusto che la scomparsa della ragazzina aveva scatenato, ad allontanarsi furtivamente dalla scena del delitto con il cadavere della ragazzina a bordo della marbella e si portò nella zona del pozzo dove condusse a termine la sua azione delittuosa, violentando il cadavere della nipotina dopo averlo denudato e gettandolo poi in un pozzo, di cui solo lui conosceva BENE l'ubicazione e l'esistenza. Del delitto è l'unico autore. E ne è rimasto anche l'unico conoscitore, fin quando 42 giorni dopo, premuto dall'insopportabile terrore di tradirsi prima o poi, in primis con i suoi familiari, uscì allo scoperto, confessando del delitto anche i minimi dettagli.
Tieniti i tuoi dubbi. Sono certo che la sentenza d'appello, che ricalcherà pari pari quella di primo grado, sarà annullata dalla Cassazione.

Ti saluto DEFINITIVAMENTE.

Giacomo

Ivana ha detto...

Chi vuole ridurre la discussione a “uno sterile battibecco”?!
PROPONEVO un CONFRONTO COSTRUTTIVO basato su una LETTURA CRITICA delle motivazioni, per ragionare insieme sugli eventuali errori di valutazione, sugli eventuali punti non chiari, sull’eventuale mancanza di chiarezza e su eventuali altri punti “controversi” riscontrabili (o da te già riscontrati!) nelle motivazioni, ma PRENDO ATTO che non t’interessa un simile FATICOSO APPROFONDIMENTO e RISPETTO DOVEROSAMENTE la tua decisione e anche la tua convinzione, ribadendo che io non ho ancora maturato ALCUNA PERSONALE CERTEZZA riguardo al caso Scazzi.
Ivana

Giacomo ha detto...

PER NON DIMENTICARE

Da la Repubblica dell'8 ottobre 2010

L'assassino dall'orrore ai rimorsi
"Dovevo far ritrovare quel telefonino"
Michele Misseri racconta come ha ucciso la nipote Sarah Scazzi: "Quel pomeriggio nel garage non so che cosa mi è scattato, lei mi intrigava. L'ho toccata, ha reagito e io ho perso la testa. A un certo punto si è affacciata Sabrina, ma non ha visto il cadavere. Poi l'ho caricata nel bagagliaio della mia Panda rossa"

dal nostro inviato GIULIANO FOSCHINI
L'assassino dall'orrore ai rimorsi "Dovevo far ritrovare quel telefonino"
AVETRANA - "L'ho sognata queste sere Sarah, due, tre volte di seguito: mi diceva zio coprimi, ho tanto freddo. L'ho sognata così tante volte che ora vorrei morire: non ce la faccio più, basta". È cominciata così alle otto della sera di mercoledì, la confessione fiume di Michele Misseri, 57 anni, lo zio, l'assassino di Sarah Scazzi.

Da quasi due ore i carabinieri del comando provinciale di Taranto lo stavano ascoltando su quel 26 agosto, inchiodandolo davanti a una serie di contraddizioni e omissioni. Misseri ha prima negato anche l'evidenza, cercato di sminuire le intercettazioni ambientali (tre) nelle quali persino le sue figlie adombravano sospetti su di lui. Poi, anche per evitare ingiusti sospetti sulle sua famiglia, è crollato e ha raccontato tutta la verità.

"Quel giorno - ha spiegato in sintesi, il verbale è stato secretato - ero nel mio garage, come sempre. Aggiustavo il trattore che aveva avuto un problema. Ero molto arrabbiato, nervoso perché non riuscivo a metterlo in moto. Saranno state le 14,30 e ho visto Sarah che si è affacciata alla porta del garage". L'ingresso è venti passi dalla porta di casa: si può accedere o dalla strada oppure direttamente dall'appartamento. Sarah si era affacciata dall'alto, il pantaloncino e la maglietta rosa, l'infradito, l'asciugamano. "Mi ha detto che aspettava Sabrina, era leggermente in anticipo. Mia figlia era ancora in casa, l'amica Mariangela non era ancora arrivata in macchina. Le ho fatto segno di scendere. Non so che cosa mi è scattato, all'improvviso Sarah mi intrigava, è successo tutto in un momento".

Ha provato a toccarla, da dietro, probabilmente le ha sfiorato un seno. Sarah ha reagito immediatamente. Forse lo ha colpito, tanto che oggi il medico legale ha visitato anche Misseri riscontrandogli un ematoma sul braccio che potrebbe essere frutto di quella colluttazione. "A quel punto ho perso la testa". Ha afferrato una corda che era lì in quella cantina maledetta, dove lui passava le intere giornate tanto che le ragazzine della strada la chiamano la casa dei fantasmi, "perché è sempre buio e lui è sempre lì sotto, fa una paura". "Ho preso quella corda e ho stretto. Sarah è morta".

"Non ha sofferto" spiega il procuratore capo Franco Sebastio. Non è una consolazione. Misseri ha giurato che era la prima volta, che mai in precedenza aveva provato ad abusare della nipote. Il fratello Claudio ieri ha raccontato in televisione che sapeva di precedenti molestie. Ai carabinieri non lo ha mai detto. Così come non ci sono segnali in questo senso sui diari di Sarah, dove invece la ragazza appuntava tutto. C'è però un particolare che aveva messo in allarme gli investigatori. Lo aveva raccontato mamma Concetta il 29 settembre scorso: "Sarah mi ha raccontato che lo zio le aveva regalato cinque euro in due occasioni, non chiedendole nulla in cambio ma facendole promettere che non avrebbe raccontato nulla né a me né alla zia". Gli investigatori hanno immediatamente obbligato Concetta a non raccontare a nessuno questo elemento, soprattutto con sua sorella, perché avrebbe potuto compromettere le indagini. Concetta ha tenuto il segreto.

(Continua)

Giacomo ha detto...

(Continua)

"Poco dopo - ha ricostruito ancora l'assassino - questione di minuti, si è affacciata mia figlia Sabrina. Lei era in casa, non ha visto niente. Mi ha chiesto di Sarah, mi ha detto se la vedi dille che la stiamo cercando. È andata via. Sarah era accanto a me, morta. Poco dopo l'ho caricata in macchina, l'ho messa dietro, con una coperta e sono andato verso i terreni a San Pancrazio". In questo passaggio ci sono due degli elementi che lo hanno inchiodato: ai carabinieri aveva raccontato di essere rimasto tutto il giorno ad aggiustare il trattore. E invece un testimone, un suo parente, ha raccontato di averlo visto in auto intorno alle 17 e soprattutto i tabulati telefonici hanno dimostrato che era nella zona di Nardò alle 16,45. "È vero. Con la macchina sono andato nel campo verso San Pancrazio. Sono arrivato, non mi ha visto nessuno. Ho tirato fuori Sarah, l'ho spogliata: ho abusato di lei, è stato un attimo era nuda e l'ho presa. Soltanto in quel momento mi sono accorto di cosa avevo fatto".

Ha bruciato i vestiti, buttato il corpo nella fossa-cisterna da una fessura strettissima. "L'ho coperto con i filari del vigneto e sono andato via". Misseri l'aveva fatta liscia. Aveva lasciato poche tracce, difficilmente gli investigatori sarebbero arrivati a lui. Poi, il ritrovamento del telefonino. "In quel periodo l'avevo portato sempre con me. Tre giorni prima del 29, se non sbaglio, lo avevo messo in una campagna nella speranza che lo trovaste voi. Niente. Allora ho pensato di darvelo io".

Perché? La risposta è arrivata dalla relazione del Rac, il Reparto analisi criminologiche dei carabinieri: i tecnici dell'Arma hanno delineato già nel pomeriggio di martedì, quando Misseri era solo un sospettato, il profilo di chi avrebbe potuto far ritrovare il cellulare, parlando di un assassino pentito, non di un criminale che si era macchiato di un delitto in prenda a un raptus e che inconscia mente voleva essere scoperto. "VI HO DETTO TUTTA LA VERITÀ, VE LO GIURO. SE VOLETE VI PORTO ANCHE IN QUEL POSTO". Sono le 10 e cinque della sera. Il procuratore e il comandante Giovanni Di Blasio saltano su un auto in borghese. Davanti c'è Misseri. Arrivano in campagna, la pozza, "scoprite, scoprite lì", insiste lo zio. Basta accendere una luce e chinare la testa per vedere un pezzo di una vita, quel che resta di Sarah.

(08 ottobre 2010) © Riproduzione riservata

Giacomo

Vanna ha detto...

E per me Sarah non è mai arrivata in quella casa.

Non ci sono prove: telefonate, sogni, comari: lasciano il tempo che trovano.

Ci sono "prove": Regen- manichino incordato, l'ultima frase scritta da Sarah sul tel., il libro preso in biblioteca e i 9 mesi che si rincorrono e tornano, macchine nere strani post e curiosità noir...

Il Corona che entra in casa Serrano Scazzi lo stesso giorno in cui ritrovano Yara...

A dimostrare che i due omicidi sono legati anche dalle date e dai nomi che terminano in ARA= altare.

Contatti tra la Puglia e la Lombardia ce ne sono...a iosa

La famiglia c'entra solo perché la ragazza la frequentava e il pozzo dove fu ritrovata era situato nella loro proprietà.

Qualcuno si è servito di quella famiglia per attivare un nuovo modo di accusare innocenti anche tramite i tribunali televisivi.

Certo è, che anche in questo, caso umili personaggi subiscono calunnie e condanne basate su mancanza di prove.

Per coprire chi e cosa?

Giacomo ha detto...

Vanna,
La tua posizione la conosco e mi sembra di avertelo già detto. Mi sono limitato a riproporre una pagina di cronaca dell'8 ottobre 2010, scegliendo di non commentare. Ognuno può trarre le conclusioni che crede.
Quello che mi sembra evidente è che Cosima e Sabrina non c'entrano per niente con questo delitto.

Giacomo