venerdì 24 agosto 2012

Melania Rea. Nella ricostruzione manca una telefonata e per i carabinieri che litigano coi numeri l'amica ha inviato due sms, non uno troppo lungo...


"Orbene, i primi dubbi circa l'individuazione del Parolisi e della sua famiglia nell'area delle altalene nell'orario proposto dal Ranelli (subito dopo le 14.50) sono sorti in concomitanza con l'analisi del tabulato del telefono della vittima, che evidenziano due chiamate pervenute su tale apparato alle ore 14.53 e 14.56, seguite da due sms recapitati alla stessa utenza alle ore 15.03 e 15.04, sollecitazioni tutte originate dall'amica Viviani Sonia, senza alcun esito da parte della vittima. Tale dato di fatto impone di ritenere che la stessa, già alle 14.53 fosse quindi, se non già morta, perlomeno in balia del suo carnefice...". Questo ciò che i carabinieri hanno scritto negli atti inviati al Pm. Questo di certo anche quanto dagli stessi anticipato al patologo in fase di perizia. Patologo che per rispondere alle domande della procura, e circoscrivere il delitto ad un orario specifico e limitato, necessitava di avere più elementi in mano, quindi anche di un confronto scritto e verbale con chi indagava. E che ci sia stato è certo e lo dimostra la parola "carnefice", usata dai carabinieri al singolare quattro giorni prima della consegna da parte del dottor Tagliabracci della relazione finale, relazione in cui ipotizzava un unico assassino probabilmente destrimane (consegna avvenuta il 13 luglio).

Infatti è solo dopo l'esito dell'autopsia che si è parlato di un "probabile unico carnefice destrimane", che per tutti è il Parolisi nonostante vi siano più dna estranei sulla vittima. Ed è dal momento della consegna dell'informativa e della perizia del patologo che il dottor Monti, il 14 luglio, scrisse e chiuse gli atti per chiedere l'arresto del militare, concesso la sera del 18 luglio dal gip Calvaresi ed eseguito la mattina del 19 dai carabinieri. Per cui c'è da chiedersi: "Può essere super-partes la relazione su un'autopsia se gli elementi forniti al perito da chi indaga si rivelano essere fuorvianti?". Si fa presto a capire cosa intendo con la parola "fuorvianti". Basta essere connessi e sapere che, per una regola logica impossibile da smentire, non sta scritto in nessuna "tavola dell'obbligo" che io debba rispondere a tutte le persone che mi chiamano al cellulare, specialmente se il numero che appare sul display mi è sconosciuto. E se il non rispondere a tutti è un mio diritto, lo è per chiunque e lo era di certo anche per Melania Rea. A dire il vero io quando sento un telefono squillare rispondo, ma conosco tante donne che se non sanno chi le chiama chiudono il cellulare in fondo alla borsetta o lo silenziano. Questa usanza, molto in voga fra gli italiani, è stata valutata nella maniera giusta ad Ascoli? Me lo chiedo perché quanto scritto dai carabinieri, copiato pari pari in ogni atto dai vari magistrati, sembra essere un modo strano di vedere i fatti.

Un esempio eclatante, mai sviscerato in modo persuasivo o forse mai ben capito, ci viene dalla testimonianza dell'amica Sonia Viviani. Lei è la persona che ha chiamato la Rea col cellulare in uso a sua madre, quindi sul dispaly del telefonino di Melania alle 14.53 ed alle 14.56 è apparso un numero sconosciuto... per cui chi può realmente dire in tutta sicurezza che in quei minuti la donna fosse in balia del suo carnefice, oppure addirittura morta, e non invece ancora in strada, sola o intenta a parlare con qualcuno, e non sia stata lei stessa ha decidere di non rispondere ad una persona che credeva di non conoscere? In realtà nessuno può dare vere certezze sul punto. Ed ecco che le parole scritte dai carabinieri: "Tale dato di fatto impone di ritenere che la stessa, già alle 14.53 fosse quindi, se non già morta in balia del suo carnefice", paiono non essere in linea con una giusta logica investigativa multidirezionale, quella a 360° tanto ben reclamizzata ad Ascoli. Ed ecco che, se chi si è rapportato col patologo gli ha prospettato questa conclusione (fuorviandolo ed indirizzandolo), gli orari si sono aggiustati a modo diventando concordanti e buoni da inserire in ogni successivo atto giudiziario. Ma ad osservare il tutto con occhio critico, ed avendo la certezza che chi fa indagini non è obbligato a credere per partito preso alle parole dei testimoni (se non avallate da prove o accertamenti mirati e seri), si nota una stranezza mai davvero approfondita nel modo migliore (l'esempio eclatante di cui sopra). Parlo di un sms inviato da Sonia Viviani a distanza di sette minuti dalla sua ultima chiamata delle 14.56 (perché attendere così tanto prima di inviarlo?). L'amica, infatti, nelle interviste ha affermato di aver spedito un solo sms con su scritto: "Mely, il cellulare è di mamma, rispondi perché sono io... come è andata in clinica?". Il messaggio, come si nota, è telegrafico e fa supporre che di lì a poco alla Rea sarebbe arrivata una telefonata dal "cellulare di mamma", se no a che prò chiederle di rispondere? Se avesse voluto un sms in risposta al suo avrebbe scritto: "Ti ho chiamato col telefonino di mamma e non hai risposto. Come è andata la visita?". La stranezza sta nel fatto che quel "rispondi" è rimasto senza risposta... pardon, intendevo dire: senza la chiamata promessa.

Ma c'è ben altro da valutare. Il messaggio inviato da Sonia Viviani, che ribadisco lei stessa in video ha detto essere uno solo, una volta preso in carico dai carabinieri è diventato doppio, perché nei tabulati in loro possesso risultano essere due quelli spediti. Per questo in ogni atto scritto si parla di due sms giunti alle 15.03'.39'' ed alle 15.04'.00''. Ora io, anche se non mi chiamo Tommaso, quando trovo parole in contrasto ho la brutta abitudine di cercare verifiche. Per cui ho provato a capire chi avesse ragione e quanti messaggi in realtà siano partiti ed arrivati. Per questo ho consultato i miei tabulati telefonici. Ed è così che mi sono accorto che in certi casi ci sono sms, inviati da me in un'unica soluzione, che il mio gestore recapita in due parti (il bastardo è furbo e mi fa pagare il doppio)... di solito c'è un secondo di differenza fra i due invii. Ho chiesto risposte e mi hanno detto che capita quando si scrivono troppi caratteri, più di 160 solitamente, quindi viene diviso solo se è lungo e non telegrafico. Saputo questa novità l'ho rapportata al caso in questione e mi sono detto che se Sonia Viviani ha parlato di un solo sms, non può essere sia il telegrafico di cui ci ha fatto partecipi nelle interviste... non sarebbe mai stato diviso in due. D'altronde, se invece hanno ragione i carabinieri ed i messaggi sono due, cosa può aver scritto nel secondo visto che in 21 secondi doveva predisporre il cellulare, scrivere un sms ed inviarlo? Ventun secondi passano in fretta.

Provateci anche voi, prendete il vostro cellulare e cercate di scrivere ed inviare un messaggio in 21 secondi, poi fateci sapere se il "ciao mamma", le uniche parole che sarete riusciti a scrivere (se non siete campioni mondiali di scrittura digitale), lo avete inviato o vi è rimasto in canna. In base a questo c'è da chiedersi: sono stati verificati i due sms prima di inserirli in un atto giudiziario? E se lo sono stati: in che modo si è proceduto alla verifica? Non è che, in fondo a chiunque può capitare di sbagliare nel ricopiare i numeri e scrivere un 39 al posto di un 59 (anche ai carabinieri), ha ragione la Viviani e di messaggi ne ha inviato, anziché due, uno? Uno, sì, ma troppo lungo... così da costringere il suo gestore a dividerlo come fa il mio? Non è che chi era preposto alle indagini ha ricopiato male? Non è che si è confuso ed ha messo un tre al posto di un cinque? Non è difficile confondersi quando si parla di numeri... e si sa che la matematica a tanti è indigesta. La conferma ci viene dai carabinieri e dalla procura di Aosta (qui l'articolo), che per "incastrare" la Franzoni alle sue "responsabilità" fecero stare una ricostruzione di tre minuti e trentacinque secondi all'interno di uno stirminzito spazio largo solo due minuti e quindici (i famosi fenomeni matematici elastici che tanto spesso negli anni passati si son materializzati in Valle).

Gli errori dunque, ho pensato, sono all'ordine del giorno ed avvengono in ogni occasione in cui si ha a che fare coi numeri, quindi anche ad Ascoli ed a Teramo i carabinieri potrebbero essersi sbagliati. Da questo mio scrupolo è nata una nuova veloce lettura dell'Atto di Giovanni Cirillo, il gip di Teramo che ha convalidato per la seconda volta l'arresto del Parolisi. Lui di certo non s'è messo a controllare o a far calcoli, di certo ha accettato per buoni i dati inseriti in fogli lasciati sulla sua scrivania dai Pm (che a loro volta non hanno di sicuro controllato con la calcolatrice quanto scritto nelle informative dei carabinieri). Per cui, visto che l'atto è in tre parti e molto più di un terzo si sofferma sulle intercettazioni e sulle pagine facebook (ed è tutto dire), ho scelto di fare la prova del nove controllando una ventina di pagine, dalla 69 alla 89, le uniche che fanno al caso nostro perché vi sono inseriti dei numeri. Non appena iniziato mi son reso conto che non sbagliavo a pensar male, che molti numeri figuravano ricopiati a caso e senza alcun controllo postumo. A pagina 69, ad esempio, si parla dei telefoni ed è scritto che quello di Melania è stato attivato nel luglio del 2010, salvo poi scrivere che si son chiesti i tabulati a partire dal 1 gennaio 2010 (da quando ancora non era attivato?) fino al 22 aprile 2011. Nella stessa pagina si cita il numero in uso al Parolisi, la sua scheda è stata attivata a marzo 2010. Anche nel suo caso la richiesta del tabulato parte dal 1 gennaio 2010... ma poi si va oltre e si scrive che il tabulato lo si è chiesto fino al 22 aprile 2010, anzichè 2011 come di certo è stato. Per quanto riguarda il cellulare "dedicato" all'amante tutto è a posto. I tabulati si son chiesti dal giorno dell'attivazione e si son fatti arrivare al giorno in cui il Parolisi disse di averlo gettato.

Ma i numeri sono tremendi, sono maledetti simboli che si inseriscono fra gli occhi e creano confusione al cervello, che si uniscono e formano altri numeri malefici che quando li riporti su un foglio ti ingarbugliano la mente tanto che nell'atto pubblico il 2011 a volte diventa 2010... quando invece non diventa, a pagina 71 ad esempio, 2001. Decido di non controllare la chiamata sollecitata da Melania e partita dal telefono dei suoi genitori, quella delle 12.20 durata quasi nove minuti, in quanto non mi pare se ne sia mai parlato in nessun luogo sacro, né mediatico né giudiziario, quasi ombreggiata da quella più famosa delle 13.34. Per cui lascio in sospeso i 524 ed i 526 secondi di durata scritti accanto ad un orario sempre uguale... e forse non controllato neppure da chi l'ha inserito, passo oltre e mi dedico ad altre telefonate, a quelle di cui parlavo in precedenza, quelle inviate dalla Viviani alle 14.53'.24'' ed alle 14.56'.52''. In questo caso i carabinieri sono più specifici e chiariscono che il tempo in cui Melania Rea avrebbe dovuto rimanere ferma al monumento era di almeno 3 minuti e 26 secondi. Sarà una sciocchezza, non ne discuto, ma l'errore non manca neppure stavolta, dato che la differenza fra i due numeri non è di 3 minuti e 26 secondi ma di 3 minuti e 28 secondi. E lo stesso dato sbagliato compare anche a pagina 86, dove però qualche riga più in basso, ed impovvisamente, l'orario delle 14.53'.24'' si trasforma in 14.53'.25'' (forse nel frattempo è aumentata l'Iva sugli orari) e tale rimane anche a pagina 88... a pagina 87, tanto per non farsi mancar nulla, l'errore sta nell'anno, indicato ancora una volta come 2001 e non 2011, mentre a pagina 78 il secondo messaggio pare essere inviato alle 15.04'.05''.

Cosa dire? Visti gli errori di trascrizione trovati in sole venti pagine di un Atto che ha mandato in carcere il Parolisi, Atto ora registrato in Tribunale, c'è da chiedersi: è davvero impossibile che i carabinieri non si siano sbagliati inserendo un 15.03.39 anziché un 15.03.59, orario che anticipa di un secondo il 15.04.00 in cui si dice essere stato inviato il secondo sms e che confermerebbe l'invio di un unico messaggio, come dichiarato da Sonia Viviani, ma molto lungo e non telegrafico, come non dichiarato dalla stessa? Non è uno scioglilingua, è una domanda basata sui sette minuti passati dall'invio del messaggio all'ultima chiamata, minuti che paiono confermare la necessità di aver più tempo a disposizione per scrivere. In questo caso, pur essendo due gli sms arrivati, i carabinieri avrebbero semplicemente preso una cantonata e, come al solito, si sarebbero adagiati sulla soluzione più facile, quella già scritta sui tabulati inviati dal gestore, senza considerare tutte le eventualità e le diverse stonature. Stonature tipo la lunghezza del messaggio, lunghezza che vorrebbe una giusta spiegazione visto che quanto Sonia Viviani ha dichiarato di aver scritto: "Mely, il cellulare è di mamma... rispondi perché sono io... com'è andata in clinica?" non supera i 160 caratteri e non sarebbe mai stato diviso in due dal gestore.

Insomma, da qualsiasi parte la si guardi c'è sempre qualcosa che non va. Anche perché nessuno ha avuto la voglia di sapere per quale motivo non sia partita una nuova chiamata dal "cellulare di mamma" a quello di Melania. Anche perché nessuno si è mai chiesto come mai nelle interviste l'amica abbia detto: "Mi ha avvisato Stefania... ma come Melania è sparita... che è successo... non si sa quante volte ho chiamato Melania". Su quest'ultimo punto posso aiutarla io. Dopo aver saputo della scomparsa di Melania le ha inviato zero telefonate. Ed in casema lo sapevano e lo sanno. Ma il numero "zero" mi sa tanto che, causa il suo valore nullo quando viaggia solo, ai carabinieri di Ascoli non li ha aiutati per nulla...

Interviste Sonia Viviani:
Chi l'ha Visto, solo primi 3 minuti (ho inviato un sms)
Porta a Porta (non si sa quante volte ho chiamato Melania)


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Annamaria Franzoni. Cap.12 (Ecco le intercettazioni spacciate dai media e dalla procura...)
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880 commenti:

1 – 200 di 880   Nuovi›   Più recenti»
Anonimo ha detto...

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/08/23/il-riesame-%C2%ABparolisi-uccise-la-moglie-per-motivi-passionali

Anonimo ha detto...

pero' Prati "un unico" senza apostrofo, per favore, sei un giornarlista. cancella pure questo commento ma ricordatelo per cortesia, e' un errore che fai spesso ed e' un errore (SENZA APOSTROFO APPUNTO) grave

Anonimo ha detto...

giornalista, ovviamente, il mio e' un refuso e gli apostrofi al posto delle lettere accentate, mi dispiace li devo usare perche' ho una tastiera non italiana, ma Prati questo lo sa

emax/massimo prati ha detto...

L'ho corretto, grazie anonimo per aver notato l'errore, ne farò tesoro perché io a differenza di altri non resto fisso nelle mie posizioni, vaglio a 360° quanto mi si dice e se devo cambiare qualcosa la cambio. Mi piacciono le persone come te che, anziché soffermarsi sul senso dell'articolo controllano gli errori. In un mare di strafalcioni qual è internet (hai notato che qual è l'ho scritto come piace a te?) mi sento lusingato nel vedere che prediligi controllare gli scritti del mio blog... ciao e a presto, Massimo

ENRICO ha detto...

@ Massimo


E' il caso di dirlo : anche riguardo al cellulare ed ai messaggi gli inquirenti "danno i numeri" ( mentre gli anonimi saccenti si attaccano alle "virgole" ,o meglio agli apostrofi, visto che non hanno altri argomenti)

Mah !

FALCE ha detto...

ANONIMO delle 5,45

Non ti accorgi di essere puerile?
Attaccati a maniglie più solide che non siano punti, virgole ed apostrofi.
Non mettere incautamente a nudo la tua meschinità.
Voglio anche avvertirti che sarà inutile battere il c..o per terra, non otterrai più alcuna attenzione.
Falce

Stefania ha detto...

Avrei bisogno di un'informazione che sino ad ora non sono stata in grado di trovare: Sonia Viviani ha chiamato e inviato sms a Melania dal cellulare di sua madre. Il motivo? Era senza ricarica oppure aveva scordato il suo cellulare a casa o altrove?

Lo domando perchè nel caso la Viviani avesse avuto con se il proprio apparecchio, avrebbe potuto chiamare Melania addebitandole la chiamata. Se partiamo dal presupposto Melania non abbia risposto alle chiamate perchè provenienti da un numero a lei sconosciuto, (cosa che dice aver ipotizzato la stessa Sonia, tanto che poi nel/negli sms si palesa chiedendo alla Rea di rispondere) è evidente che la Viviani avrebbe potuto appunto chiamare con il suo apparecchio, chiedendo l'addebito del costo al cellulare ricevente e sicuramente Melania avrebbe cosi' risposto riconoscendo il numero dell'amica.

Proviamo invece ad ipotizzare che il cellulare di Sonia fosse stato dimenticato a casa o avesse la batteria scarica. Ci stanno entrambe le cose. Ma, lo chiedo onestamente, voi conoscete a memoria i numeri di cellulare delle vostre amiche o vi limitate a cercarli nella rubrica del telefonino? Sono davvero poche le persone che rammentano i numeri telefonici, soprattutto se si tratta di numeri non storici, ad esempio quelli delle utenze domestiche che sono in uso da prima dell'avvento della telefonia mobile.

Stefania

emax/massimo prati ha detto...

Stefania, noi la sappiamo per come la racconta Sonia. In fondo all'articolo ci sono i due link che riportano a due interviste della donna, una a Chi l'ha visto ed una a Porta a Porta. Da ciò che ha detto aveva il cellulare senza credito, fatto salvo che qualcosa doveva avere per poter inviare il messaggio (ma se hai 30 cent puoi inviare uno o più sms, ma non puoi telefonare perché di lì a poco cadrebbe la linea).

Il senso di quanto ho scritto sta nel fatto che da come l'ha raccontata ha inviato un solo sms, non due, ma come dicono e scrivono i carabinieri, basandosi sul tabulato, a Melania ne sono arrivati due. Quindi è probabile fosse uno lungo e ne siano entrati due nel cellulare a distanza di un secondo uno dall'altro.

Però se era lungo non poteva esservi scritto quanto dichiarato dalla Viviani, ma molto di più. E visto che, a quanto pare e s'è detto, il messaggio non lo ha letto nessuno perché cancellato, i carabinieri avrebbero dovuto drizzare le antenne e cercare di capire meglio il motivo di quel sms e del fatto che dopo le 15.04 l'amica non la chiami mai e non le invii nessun altro messaggio, seppure in una intervista abbia detto: sai quante volte ho chiamato Melania...

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Beh, visto che ci sono i pignoli, cercherò di esserlo anch'io, ancora di più...
L'apostrofo va utilizzato solo in caso di parole tronche come ad es. un articolo indeterminativo (un, uno, una).
Nel caso di "un amico" dunque l'apostrofo non va messo a differenza di "un'amica" dove l'articolo è stato appunto troncato.
Ma a parte questo, gli errori gravi da sottolineare sarebbero ben altri e non riguardano certo i contenuti di questo bell'articolo!

anna ha detto...

all'intervista a chi l'ha visto presente Parolisi,la Sciarelli chiama sonia al telefono e le chiede se può verificare se l'sms è stato mandato dal Wind della madre e non dal TIm suo come sonia ha sempre dichiarato,gli inquirenti al parolisi dissero che il messaggio era del Wind,quindi sonia ha mentito dicendo che l'ha mandato con il suo Tim?

Sonia dichiara nella stessa intervista che gli sms è uno mentre ne risultano due.......Quano Sonia fa le chiamate che risultano essere due non una, aggancia la cella telefonica di san marco e non di folignano perchè?dove era sonia al momento delle chiamate e dei messaggi?
Era lei che aveva appuntamento con melania?

la stranezza di sonia è che non vedendo arrivare melania alle 16 alla festa non l'ha mai chiamata,normalmente se un ospite non arriva si chiama.......l'assenza di questa telefonata fa supporre che sonia sapeva che cosa era successo a melania.................

sonia è avvisata da stefania alle ore 17,00 della scomparsa di melania..............

perchè sonia ha mentito?
perchè sonia ha cancellato il messaggio che ha inviato a melania dal suo cellulare?
la stessa cancellazione è avvenuta sul cellulare di melania da parte di qualcuno molto esperto...............

sonia ha parlato di una telefonata e di un sms,qualcun'altro ha fatto la seconda telefonata e il secondo sms,?chi disponeva oltre sonia dei suoi telefoni?
può essere stato il marito?quello stesso marito che per alibi ha che si è addormentato sul posto di lavoro?..................


Stefania ha detto...

Massimo, grazie della precisa spiegazione.

Quindi, riassumendo, possiamo dire che:

- L'esame dei cellulari, della loro storia, del traffico telefonico di tutti i protagonisti (piu' o meno marginali) di questo delitto, è stato fatto da Paperoga;

- La Viviani dice di aver mandato un solo sms a Melania, quel triste giorno, ma è evidente che se cosi' fosse il contenuto dello stesso non poteva essere cosi' breve come da lei raccontato;

- Sempre la Viviani dice di aver chiamato con il cellulare della madre, perchè non aveva che pochi centesimi di credito su quello personale. E' risaputo che è possibile chiamare un numero addebitando la chiamata al destinatario ma ha preferito cercare di rintracciare Melania con un numero che quest'ultima non conosceva cosa che autorizza a pensare che il motivo della mancata risposta potrebbe essere proprio questo;

- La stessa Viviani pensa che Melania non abbia risposto perchè la chiamata arrivava da un numero sconosciuto, tanto che invia un sms chiarificatore (ti sto chiamando con il numero di mia madre ....) invitandola a rispondere alla nuova chiamata che logica vorrebbe, avrebbe fatto dal cellulare materno;

- Questa telefonata non è mai stata fatta, come mai Sonia ha tentato di contattare Melania successivamente, nonostante avessero un appuntamento e questo fosse stato disatteso dai Parolisi;

- Non si comprende l'urgenza della Viviani di conoscere l'esito della visita alla quale il mattino era stata sottoposta Melania. Si sarebbero viste di li' a poco ed è evidente che la conversazione sull'argomento avrebbe potuto svolgersi proprio in questa occasione. Perchè chiamare (quando peraltro non hai credito sulla tua scheda) per avere una notizia che ti puo' essere comunicata a breve e di persona?

- Ricordiamoci che il dna della Viviani e del consorte è stato rilevato sulla bianchieria della vittima e che questo particolare è stato giustificato con la stirata collettiva della sera precedente;

- Elvis è vivo;
- Hitler è morto di dissenteria.

Stefania

monic@ ha detto...

@ MASSIMO

Grazie x il bell'articolo che hai scritto (spero di aver messo bene l'apostrofo ;) e x gli spunti di riflessione che ci offre!

@ ANNA

l'ultima frase che hai postato poco fa mi suggerisce un'altra pista....
Anna, mi piace leggerti perché sei fin troppo schietta e diretta nel riferire i tuoi ragionamenti!

monic@

magica ha detto...

strano che vi dia fastidio .. che un anonimo vi bacchetti per un apostrofo in piu' -
e pensare che uno di questo forum disse che era un peccato non commentare nell'altro forum .... ci sono persone analfabete con le qual non è simpatico condividere il forum . diversamente si potrebbe commentare . naturalmente mi riferisco a chi fece il commento ..
son coerente. purtroppo non farina da far ostie

ENRICO ha detto...

@ magica

sicuramente è colpa mia chè sono un po' lento ma non ho capito una parola di quello che hai scritto.

Ti spiacerebbe farmi la magìa di ripetermi il concetto ?

emax/massimo prati ha detto...

A dire il vero, magica, l'anonimo ha bacchettato me per un apostrofo in più, ed io non me la sono presa affatto, ho risposto scherzando ed ho corretto l'errore. Ma oltre a questo il tuo commento non ha un senso compiuto, né sotto questo articolo né sotto altri ne avrebbe, è fuori luogo ed appare più una risposta dovuta ad un vecchio rancore più che da un voler aggiungere qualcosa alla discussione.

Non mi è piaciuto, perché il rancore porta ad altro rancore e le parole ad altre parole... non è il modo di rapportarsi che mi appartiene e cerco di mantenere sul blog...

Questo commento solo per farti conoscere il mio pensiero...

Massimo

Anonimo ha detto...

se ce ne fosse ancora bisogno, la seguente recente sentenza dovrebbe far riflettere, e molto, i parenti tutti di M.R. e come si sono comportati anche con la piccola V., e tutti gli altri detrattori
(e urlatori davanti al tribunale ...).


Nessun addebito per il marito traditore se lei è mamma-dipendente

Se lui è un traditore incallito, ma lei non riesce a fare a meno della madre, abbandonando spesso il tetto coniugale per andare a dimorare nella casa avita, allora non è possibile stabilire a chi vada addebitata la separazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 14610/2012

Se lui è un traditore incallito, ma lei non riesce a fare a meno della madre, abbandonando spesso il tetto coniugale per andare a dimorare nella casa avita, allora non è possibile stabilire a chi vada addebitata la separazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 14610/2012

Tornando al nodo giuridico, siccome per stabilire la responsabilità in una separazione, "è necessaria la prova del nesso causale tra i comportamenti addebitati ed il fallimento del matrimonio",
la Corte di Appello di Salerno è andata a scandagliare se fosse possibile stabile un prius che in qualche modo avesse originato la crisi. Ma nulla da fare. Infatti, da un parte, il primo allontanamento della moglie risulta addirittura antecedente di un anno rispetto al primo tradimento (... omissis)

Dunque, di fronte all'impossibilità di stabilire se è venuto prima il tradimento e poi come conseguenza le fughe dalla madre, oppure se sono state le continue assenze della moglie a provocare le scappatelle maritali, la Suprema corte non ha potuto prendere posizione perché è "mancata la prova del nesso causale tra l'infedeltà e l'intollerabilità della convivenza", del resto, osservano i giudici, "già prima di tali infedeltà la signora aveva avuto comportamenti contrati al dovere di coabitazione".

fonte:
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-08-23/nessun-addebito-marito-traditore-184205.shtml?uuid=AbXELhSG

K@

magica ha detto...

buonasea massimo infatti avevo la senzazione che non ti sarebbe piaciuto anche perchè si capiva dlla tua risposta all'anonimo .
mi riferivo a quel commento che arrivo' di la'., mi parve offensivo verso chi scrive ., per nulla corretto .. ma non ritengo di essere analfabeta . anche se penso non fosse rivolto a me quel commento : mi accorgo di fare errori e non ho l'abitudine di correggere ... oppure sono sbadata e non m accorgo .
comunque ho capito che il commento è fuori luogo ,, buonaserata da magica.

magica ha detto...

buonasera enrico ,
infatti non puoi capire il nesso del mio intervento .
non era per te e puo' essere che ti sia sfuggito quello che successe di la' .
chiedo di soprassedere .
lo abbiamo capito io e massimo . non porto rancore con nessuno . xchè non conosco chi l'ha scritta . puo'essere la miglior persona di questo mondo . magari ha scritto il commento senza pensare di causare rimostranze ..
ciao e buonasera da magica

Anonimo ha detto...

Di tutta la questione delle telefonate non fatte la più importante a mio avviso è quella mai avvenuta dopo il mancato arrivo della famiglia Rea alle 16.00 alla festa a casa della madre della vicina. Di solito quando gli unici invitati, così a me risulta, non si fanno vedere, dopo mezz'ora mi informo sui motivi, o sbaglio?

V.

Stefania ha detto...

Per Magica: A prescindere che non so dove sia "di la'" ecco che non comprendo dove tu voglia arrivare. Potevi scrivere il tuo pensiero direttamente al legittimo destinatario o al limite postarlo proprio "di la'". Qui nulla c'entra.

E' polemica sterile e non porta a nulla.

Ma torniamo in tema, ve ne prego.

Per K@: Non c'è nulla di piu' interpretabile della legislazione italiana. A parità di delitto spesso le pene sono diverse oppure si passa dalla condanna all'assoluzione. Figuriamoci, amalzzare una storia coniugale, con le mille sfaccettature che possono portare la bilancia delle colpe/offese ricevute da una parte o da quella opposta. I genitori di Melania credono di aver avuto una figlia senza macchie, perfetta. Penso sia abbastanza comprensibile anche in virtu' del fatto che di norma si tende a santificare i morti. In ogni caso, Parolisi svolgeva un'attività per la quale era spesso assente da casa, anche di notte. Una ragazza alla prima gravidanza puo' essere spaventata all'idea di trascorrere giornate intere senza poter avere il conforto del proprio marito, soprattutto se i genitori vivono distante. Ecco che almeno inizialmente, potrebbe anche aver trovato Salvatore concorde, l'idea che Melania si stabilisse a Somma Vesuviana. Magari lo stesso Parolisi si sentiva piu' tranquillo nel sapere la moglie non sola. O magari desiderava avere il campo sgombro per le sue scappatelle. E' un pour parler, ben inteso. Solo per sottolineare che non è possibile addebitare colpe nè all'uno nè all'altro. Non sappiamo come si sono svolti veramente i fatti tra le mura domestiche. I Rea dicono di sapere ma ovviamente solo i fatti riportati da Melania, loro non vivevano a Folignano. Salvatore perchè puo' raccontare quel che vuole: la moglie è deceduta e non c'è possibilità di contraddittorio. Non credo comunque all'idea dell'imbuto amoroso quale movente. Non sta proprio in piedi.

Stefania

PINO ha detto...

@ STEFANIA

"Paperoga" sarà costretto oltre che a chiarire lo strano traffico telefonico di cui si stà trattando, a rivedere anche tutte le anomalie che hanno accompagnato le indagini, ed analizzare attentamente la trascrizione degli atti, e relativi errori grafici(?), in essi contenuti, come indicato nell'articolo di Massimo, e stabilire se sono solo tali, tendenziosi od altro.
Per il momento stanno sulla ribalta le valutazioni di circostanze e fatti che formeranno le basi del dibattimento giudiziario a carico di Salvatore Parolisi di fine settembre, come l'ora e data della morte di MR sulle valutazioni scientifiche dei residui gastrici e della presenza della SG negli organi genitali della vittima. Risultati che determineranno la sorte del militare.
Ciao, Pino

Anonimo ha detto...

@ Francesco (dall'articolo precedente)

Per leggere i commenti di Annika sulla Sg, comincia dal 7/2, 10.32.

Anonimo ha detto...

Qualcuno chiederà (o ha già chiesto)a questa Sonia Viviani nelle opportune sedi, perchè non richiama M con il cellulare di sua madre dopo che le 'avrebbe scritto' che lo avrebbe fatto ma ancor più come hanno notato tutti, perché non la richiama affatto alle 16 , ora dell'appuntamento fissato.Qualcuno (del blog)sa se negli atti da qualche parte è stato chiarito questo passaggio?questi chiarimenti ci sono negli atti e sono stati secretati?o davvero nessuno di coloro preposti alle indagini ha ritenuto di chiarire questi particolari?mi sembrerebbe assurdo oltre che inquietante.
luc

PINO ha detto...

Ciao LUC
Fa piacere che ogni tanto ti "affacci" al blog per puntualizzare sempre particolari interessanti.
Il punto da te suggerito è stato discusso molte volte, compreso in alcuni post inviati poco fa.
Non abbiamo potuto mai sapere se le autorità inquirenti si siano mai soffermato a considerare tali particolari che, nel loro insieme sarebbero molto utili ad una ricostruzione più esattadei fatti portati a nostra conoscenza.
Dovremo attendere, purtroppo, che arrivi il momento che TUTTI I NODI ARRIVERANNO AL PETTINE, come dice un nostro vecchio adagio.
Pino

Anonimo ha detto...

ciao Pino,
si mi piace affacciarmi al blog e lo faccio molto spesso !Proprio con te tempo fa avemmo anche un diverbio proprio qui nel blog ,ma del tutto superato e dimenticato da parte mia, anche da parte tua sicuramente!
Spero che tutti i nodi vengano al pettine anch'io ma nella storia dell'uccisione di M ci sono sempre una serie di ombre, coincidenze, casualità (di cui Parolisi non puo' essere l'artefice, visto che riguardano altri personaggi della storia , se fosse una storia)che dispiace di non poter chiarire.Anzi,per chi vorrebbe individuare Parolisi unico responsabile e carnefice sarà dura (quando tutti i nodi verranno al pettine)spiegare i comportamenti strampalati e bizzari di alcune persone legate da rapporti di amicizia ai due coniugi.Io faccio parte di quelli che ad un numero sconosciuto non risponde, ma è altrttanto vero che se ho un appuntamento con un amica e ritardo 10 minuti , questa, mi chiama per chiedere dove sono, stanne certo!
luc

PINO ha detto...

@ LUC
E' proprio a quelle ombre, sulle quali si è voluto costruire un effimero castello accusatorio, che molti dovranno rispondere, una volta superati i traguardi giudiziari più impellenti.
I miei saluti anche al tuo Luc.
Pino

Anonimo ha detto...

E' un po' che vi leggo e mi piacete molto, ma mio dio! Come siete TUTTI suscettibili! Mi state diventando pesanti!!! Lunetta

ENRICO ha detto...

Dubito che a settembre, quando i media al completo riaccenderanno i motori, il pubblico televisivo sarà ancora disposto a sorbirsi nuovamente storie di trans, di chat e di amorazzi da caserma.
“Il caso REA” da questo punto di vista ormai è “bruciato” .Accusa e Parte Civile hanno sparato troppo, e troppo presto, tutte le munizioni...
Secondo me, sia i risultati delle perizie che il processo al caporalmaggiore, non godranno di grande attenzione da parte dell’informazione . I vari Sottile, Sciarelli, Venier e compagnia dovranno inventarsi qualcosa di “eccitante”se non vorranno rischiare un’audience pari a ZERO

Chissà se non sarà proprio la Sg a far risvegliare un pubblico ormai stanco e ottenebrato

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con te Enrico, la Sg, ormai é l'unica pista possibile...

LALCE ha detto...

Il pubblico non è fesso. Si è trastullato fin'ora con le barzellette poste in atto dai vari massmedia per fare udience, ma ora sono saturi del macabro divertimento.
I vari conduttori dovranno inventarsi qualcosa d'altro, per non restare a spasso, o cercarsi un altro lavoro, magari meno redditizio, ma che sia veramente un LAVORO e non uno SPASSO pagato profumatamente col nostro canone di abbonamento.
Sicuramente l'ormai famosa Semenogelina segnalata da Tagliabbracci nel corpo di Melania, a fatto prendere un'altra piega all'interpretazione del fattaccio.
Falce

PINO ha detto...

ENRICO e FALCE

Chissà poi se i mass-media, con le loro spettacolari trasmissioni non abbiano giovato alla faccenda Parolisi proprio a causa delle troppe assurdità proposte di volta in volta, e contestate dai propri "ospiti" (vedi Meluzzi, Garofano e molti altri)
A detto Falce: "il pubblico non è fesso", ed ha ragione. Se ne vedranno i risultati già nelle prime fasi del processo dove, oltre che mettere al bando le "storie di trans, chat ed amorazzi da caserma", come ha scritto Enrico, i giudici si soffermeranno su prove inequivocabili come la SG, e la determinazione dell'ora e giorno del delitto, che molto probabilmente metteranno in libertà il militare che è ancora dietro le sbarre.
Pino

Mimosa ha detto...

@ Caro Pino
mi dispiace contraddirti ma il pubblico è "fesso", è stato dimostrato in questi mesi sia sul caso che qui trattiamo sia sul caso di Sarah Scazzi.
Sono i giornalisti che "fanno la notizia" e conducono il gioco, sono loro che tirano i fili dei cervelli marionetta ... per fortuna ci sono dei cervelli che non si fanno ingannare e noi siamo tra questi.

@ TUTTI e specialmente agli squadroni di cavallette voraci e alle “ciurme di lama sputanti” degli ultimi giorni,
colgo l'occasione per ribadire che la Squadra è Squadra anche se ci sono divergenze di pensiero, fino a che lo scopo è un confronto di idee e opinioni individuali con un obiettivo comune. Se questo obiettivo è raggiunto come in questo caso la battaglia per portare prove a smantellare l’accusa, il compito della Squadra è stato ottenuto e può considerarsi concluso, a mio parere.
Pertanto da quel momento in poi, ogni altra espressione di pareri va ascritta alla libera espressione di ognuno.
Non si resta Squadra in eterno!!!
Quando scaturirà un’altra occasione di lavorare in team, costituiremo eventualmente un’altra Squadra, e chi vorrà esserne partecipe con lesue argomentazioni sarà il benvenuto, è chiaro?

Ciao
Mimosa

Pamba ha detto...

Uhm..vorrei condividere il vostro ottimismo, ma non ci riesco :((

Se della richiesta della Tommolini sul rapporto sessuale di M. non se ne e' parlato finora ( a proposito, conservo l'unico giornale che lo ha scritto come una reliquia ;-)

Semmai ne parlassero in TV, i familiari di M. insorgerebbero..

comunque lo farebbero sempre in versione dubitativa, nel tentativo di accollare la Sg a Salvatore..

Certo, e' insostenibile dal punto di vista scientifico..ma vi ricordo che ci siamo sorbiti l'esperimento dei 40 baci...

Ma dai, in fin dei conti che ci importa poi dei mass media. .
L'importante e' che si affronti bene il processo contestando quanto affermato finora, tempi impossibili, contenuto gastrico, caffeina ecc.

Piccola nota finale, non polemica, vi prego...
Ma non ci eravamo lasciati nell'altro articolo convinti che la Sg non sarebbe stata affrontata nel processo, almeno nel primo grado?
Sono rimasta indietro io o qualcosa vi ha fatto cambiare idea?

Fatemi sapere, magari mi contagiate con il vostro ottimismo e dormo meglio ;-))

Pamba

Pamba ha detto...

ops, bentornata Mimosa!

Il mio post era rivolto a Pino, Falce ed Enrico

Mimosa ha detto...

@ Pamba
non ti preoccupare, per ora le pedine sono ferme a come le hai lasciate tempo fa ..., il processo non affronterà la Sg, anche se ci sgoliamo e qualcuno più di altri.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Stupendo Massimo che ti sia dato la briga di confrontare i “refusi” dei documenti!!! Come non sono sfuggiti a te, dovevano non sfuggire ad altri.
Ma ormai abbiamo capito che la “logica”, come la “matematica”, non è la forza intellettuale di chi indaga.

Hai ragione Massimo, «da qualsiasi parte la si guardi c'è sempre qualcosa che non va», come dici nell’articolo, eppure le Ordinanza scrivono anche che i telefoni degli intimi amici (e pure dei colleghi commilitoni, nonché di tutti i militari di Chieti che hanno partecipato alle esercitazioni) sono stati sotto controllo per un certo tempo.
Tuttavia si è venuto a sapere che solo che i Paciolla hanno consegnato, peraltro la (che strano), i loro cellulari. Nell’occasione hanno rilasciato il loro dna (altrettanto strano che sia stato loro richiesto appena a distanza di un mese).
Sui coniugi Viviani-Sirocchi il silenzio più assoluto … e ancora più sull’altra coppia di amici condomini Federici-Mantovani, che sembrano fantasmi nella nebbia delle highland scozzesi. Questi ultimi non sono mai apparsi in tv, non sono mai stati intervistati dai giornali, è strano egualmente in quella baraonda di caccia alla notizia…
Chi ha protetto questi “preziosi” testimoni?
Le stesse persone che hanno avvolto in una cappa i coniugi Stanca, autori di un filmato e di una testimonianza “fuorvianti” (per non usare aggettivi denigratori)?

C’è molto da dire sui sistemi investigativi …….!!!!!

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA, bentornata!
Il tuo concetto sulla "squadra" lo condivido, e non poteva essere che così. C'è un punto, però, col quale non posso interamente concordare: non ritengo, cioè, che l'obiettivo sia stato "completamente" raggiunto.
La causa?
Una divergenza di idee (normale e legittima), su un punto chiave di tutta la nostra trattazione del caso Rea.
Un punto assunto dalla ricerca scientifica di carattere internazionale, che non può essere posto in discussione come una qualsiasi altra ipotesi.
Potremo dire, invece, che quel lavoro di squadra ha raggiunto un risultato concreto, la cui validità sarà sancita da un team di specialisti, in sede giudiziaria.
Credo che in quella occasione potremo stringerci la mano, sicuri di aver dato il nostro modesto contributo alla giustizia.
Saluti cari, Pino

PINO ha detto...

PAMBA
Ho postato senza averti letto. Rispondo ora alla tua domanda: Certo, sono sempre convinto che gli argomenti che saranno decisivi a scagionare Parolisi saranno altri, e tuttavia la questione della SG non potrà essere negletta, se la Tommolini chiederà i risultati, da ella stessa chiesti, ai "suoi" periti su eventuali rapporti sessuali avuti da MR, prima della morte.
Spero che la tua domanda non era corredata da un sottofondo musicale... ironico.
Pino

Pamba ha detto...

Caro Pino,
assolutamente nessun sottinteso..
Semplicemente, per carattere, ho bisogno di dubbi..dove c'è troppa certezza e viceversa..
Ho capito perfettamente quanto mi hai gentilmente risposto. Grazie

Buonanotte, Pamba

Mimosa ha detto...

@ Pino
grazie dell'accoglienza,
l'obiettivo che gradualmente ci eravamo posti e abbiamo a tappe percorso come Squadra era dimostrare l'innocenza di Parolisi o meglio la impossibilità tecnica che sia stato lui l'esecutore materiale dell'omicidio e ancor più dello staging, e questo l'abbiamo raggiunto, sufficientemente anche se non "completamente", con l'apporto di opinioni, ipotesi e supporti scientifici da parte di tanti,anche se non concordanti.
Abbiamo scandagliato i minimi scabrosi particolari, cercando di dare il nostro modesto contributo alla giustizia, ognuno secondo la propria capacità professionale e intellettiva.

Non so se tutti noi saremo soddisfatti dell’esito di questo processo con rito abbreviato, tuttavia confidiamo che il risultato finale, ultimo, sarà positivo per Salvatore Parolisi.
E solo allora ci stringeremo la mano e brinderemo appagati degli sforzi fatti!

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ PAMBA

” Ma non ci eravamo lasciati nell'altro articolo convinti che la Sg non sarebbe stata affrontata nel processo, almeno nel primo grado?
Sono rimasta indietro io o qualcosa vi ha fatto cambiare idea?”


L’ho tirata in ballo io in un post di ieri come ipotesi paradossale riguardo le trasmissioni tv !
Come ben sai questi programmi trash sarebbero capac di tutto pur di fare ascolto.
Tuttavia se l’ordine di scuderia rimarrà invariato, anche la Sg rimarrà argomento tabù

Però, come osserva PINO, non credo sia possibile in sede di confronto peritale, far finta che non esista .
Si tratta i capire quali carte hanno in mano i legali di Parolisi per assicurargli il proscioglimento.
Può darsi che possano riuscirci senza infilarsi nel ginepraio “del rapporto sessuale”

Mimosa ha detto...

Che strano, rileggendo ora un mio commento di ieri noto che una frase è monca:
devo integrarla altrimenti non si capisce niente: i Paciolla hanno consegnato ai carabinieri i loro cellulari la mattina di domenica 16 maggio.
Un semplice dato di cronaca.

Mimosa

Pamba ha detto...

Grazie per la precisazione, Mimosa, telefonini peraltro consegnati dai Paciolla per smentire Salvatore sulle famose immagini del luogo di ritrovamento.

Tornando al traffico telefonico della Viviani, Massimo ha messo bene in evidenza come le chiamate siano servite a circoscrivere il delitto ad un orario ben limitato, sempre e soltanto nella supposizione del marito “carnefice”. In questo caso, dunque, un approfondimento investigativo sul testo dei messaggi inviati a M. dall’amica sarebbe stato ancora più importante.
Chissà se non sia stato ripulito professionalmente, come si ipotizza sia accaduto al telefonino di Melania? Anche se non fosse più possibile recuperare il/i messaggio/i di Sonia, la coincidenza potrebbe essere sospetta..

Giustamente i legali di Parolisi sono abbottonati sulla strategia difensiva, ma mi aspetto al processo un nuovo approfondimento sugli orari in questione:

“D'altronde noi difensori, grazie al preziosissimo lavoro dei nostri consulenti, abbiamo ricostruito nel dettaglio ogni singolo minuto che va dal 18 aprile fino al rinvenimento del cadavere della povera Melania e siamo certi di offrire al giudice la prova dell'assoluta impossibilità che Salvatore possa essere ritenuto responsabile dell'omicidio di cui è accusato".
http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2012/08/04/754094-delitto-rea-parolisi-innocente-prova-biscotti.shtml

Manlio Tummolo ha detto...

Caro Enrico,
di certo il giudice che ha richiesto precisazioni e dati su questo elemento non sottovalutabile, sia che si tratti di prova per un atto volontario, sia che si tratti di prova di atto violento, non potrà certo tacerne nella sua sentenza, anche indipendentemente da richieste o discussioni delle parti, Altrimenti come si potrebbe determinare il movente dell'assassinio di quella donna ? Del resto, la parziale nudità dell'intimo della donna che senso avrebbe ? Nessuno, che voglia limitarsi ad un puro omicidio, dice alla vittima o la costringe a calarsi calzoni e biancheria. Si limita ad ucciderla, e basta. Il movente sessuale dell'assassino è già determinato dalle condizioni del corpo, poi l'elemento biologico ne dimostra l'effettivo atto, e non una semplice finzione o depistaggio, o magari una smania voyeuristica.

Mimosa ha detto...

Oh, ciao Manlio, ti stavo proprio pensando, perchè ho preparato una risposta per Enrico, che posto così come è pronta.

Ci ho messo un po’ ma ho trovato elementi per dare una risposta a ENRICO che l’altro giorno ha scritto:
Ctz In caso di assoluzione il Pm non può chiedere l'appello, trattandosi di rito abbreviato.
Non so se può farlo la parte civile.


RISPOSTA alla prima parte della frase:
In caso di giudizio abbreviato (artt. 438-443, cpp) è vero che il PM non può ricorrere avverso la sentenza assolutoria emessa dal Gip, ma lo può fare il Procuratore della Repubblica o il Procuratore Generale del Tribunale (della serie, cambi i fattori ma il risultato non cambia).
Il PM non può neanche ricorrere in Appello se la sentenza emessa fosse di condanna più lieve di quella da lui proposta, egli solo potrà successivamente ricorrere per Cassazione, quando l’imputato andasse in Appello e fosse assolto.

RISPOSTA alla seconda parte della frase:
La parte civile non ha alcun titolo per appellarsi contro un giudizio emesso dal Gip nel rito abbreviato, proprio in quanto “parte civile”, per la specifica caratteristica di “civile”.
Infatti, come giustamente Manlio ha evidenziato: «L’azione volta al risarcimento del danno, infatti, appartiene alla giurisdizione civile», si tratta infatti di una tutela del danneggiato o dei suoi familiari per «fatti inerenti alla responsabilità civile derivante anche da un reato penale».

Continua

Mimosa ha detto...

Inoltre, sempre sul ruolo della parte civile nel processo penale abbreviato e condizionato:

«la parte civile che ha accettato il giudizio abbreviato in modo espresso o implicito subisce la sospensione del processo civile, eventualmente promosso, fino alla sentenza penale irrevocabile e subisce altresì la conseguente efficacia del giudicato di assoluzione».

Il che vuol dire che il risarcimento deve attendere l’ultimo grado di giudizio e se l’imputato alla fine viene scagionato, la parte civile non prende niente, anzi addirittura l’assolto può querelare il querelante.

Infine, ultima chicca, di tutto gusto, vi regalo questa frase:

«Se il giudice procede ad integrazione probatoria d’ufficio o a seguito della richiesta condizionata dell’imputato, il diritto alla prova contraria spetta soltanto al pm, e non anche alla parte civile».

Quindi mi domando, a quale prerogativa si è attaccata la parte civile per aver voluto smuovere quel battaglione di consulenti (peraltro smontati e fatti a pezzetti dai criminologi e periti ospiti di QG e dall’intera comunità scientifica seria) spendendo i soldi dei suoi rappresentati senza un minimo di certezza di poter portare acqua al mulino dell’accusa?

Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Mimosa,
poiché ogni magistrato agisce autnomamente, dovrebbe esserci un grave motivo di irregolarità, perché si muova un Procuratore Generale: dovrebbe trattarsi di omissioni d'atti d'ufficio o simili su fatti di notevole gravità (e qui, trattandosi di omicidio, il caso potrebbe starci). Altrimenti, a che servirebbero i singoli PM, se ogni loro azione potrebbe essere rovesciata da un procuratore generale (come, viceversa, in caso di avocazione delle indagini per gravi omissioni o abusi di potere) ?
Quanto all'avvocato di parte civile, egli, agendo non per il rispetto della legge in generale e dello Stato (come viceversa dovrebbero fare i magistrati), ma nel solo legittimo interesse personale del loro patrocinato, ovviamente non possono svolgere funzioni che spettano al pubblico potere.

Mimosa ha detto...

Caro Manlio
l'ho letto qui:

Art.428 Impugnazione della sentenza di non luogo a procedere.
1. Salvo quanto previsto dall`art. 593, comma 3, contro la sentenza di non
luogo a procedere possono proporre appello:
a) il procuratore della Repubblica e il procuratore generale;
b) l`imputato, salvo che con la sentenza sia stato dichiarato che il fatto
non sussiste o che l`imputato non lo ha commesso.

Manlio Tummolo ha detto...

ERRTA CORRIGE:
ultimo capoverso ultime righe "non può" e non "non possono". L'avvocato ha, comunque, diritto a svolgere investigazioni a tutela del proprio patrocinatpo, per la parità delle parti, sia quello della difesa, sia della parte civile, Sull'utilizzazione poi di tali prove, dipende dai singoli casi. Nel caso specifico, se ti riferisci ai 40 baci e ai 44 gatti in fila per 6 con resto di uno, credo che abbia avuto solo un valore mediatico, i cui costi saranno pagati dal perdente (ma non dall'avvocato), visto e considerato che si trattava di capire di chi fosse l'ultimo bacio a quella sventurata donna, e non se il DNA trasmesso da un bacio qualunque resti o non resti, e per quanto tempo. Sono esperimenti biochimici di cattivo gusto, e non di valore giuridico.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Mimosa,
il non luogo a procedere precede un processo in qualunque forma (uguale a prosciolgimento); la sentenza di assoluzione è posteriore al processo; si tratta di due momenti diversi.
Da quel poco che capisco di questo procedimento e della sua "elasticità", Parolisi non è stato prosciolto, bensì rinviato a giudizio abbreviato: deve essere tuttora giudicato, salvo ulteriori riforme del Codice di Procedura Penale, su cui mi attendo qualche osservazione da Stella, se ci segue.

Anonimo ha detto...

@Mimosa
A me sembra che il P.M. possa appellarsi anche nell'ipotesi di assoluzione de SP. la Corte Costituzionale ha dichiarato la illegittimita' costituzionale per violazione del principio di parita' delle parti (Corte Costituzionale 20 luglio 2007 n. 320)
Questo il link:
http://www.miolegale.it/massima/Appello-proscioglimento-rito-abbreviato.html
che contiene anche la sentenza integrale.
Francesco

ENRICO ha detto...

@ Francesco

Credo che esistano sottili ( ma sostanziali differenze) fra "proscioglimento per prescrizione" proscioglimento per "non luogo a procedere"
"assoluzione per non aver commesso il fatto" e "assoluzione quando manca, è insufficiente, o è contraddittoria la prova.”

Non saprei a quali di questi casi si riferisca la pronuncia della Corte Costituzionale.

Il link che hai segnalato parla di "proscioglimento" e non di "assoluzione"

Comunque la materia è assai vischiosa.

Aspettiamo che intervenga qualche esperto a charirci le idee

Mimosa ha detto...

Ok, me la sono letta tutta la Sentenza della Corte C., grazie Francesco per avercela segnalata.

«LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 2 della legge 20 febbraio 2006, n. 46 (Modifiche al codice di procedura penale in materia di inappellabilità delle sentenze di proscioglimento), nella parte in cui, modificando l’art. 443, comma 1, del codice di procedura penale, esclude che il pubblico ministero possa appellare contro le sentenze di proscioglimento emesse a seguito di giudizio abbreviato»


In effetti il primo e-book che avevo letto era del 2005, ora ne ho trovato uno del 2007 e spiega diversamente, sempre in modo arzigogolato che ci vorrebbe davvero un traduttore (per questo serve frequentare le lezioni all’Università).

Va bene, però non esageriamo, caro Enrico,
credo ci importi poco sapere se il PM può o no impugnare la sentenza di proscioglimento, termine che nel diritto processuale penale si definisce così la sentenza del non doversi procedere o di assoluzione (art. 530 cpp, quattro commi).

«Non luogo a procedere» ad es. per mancanza, insufficienza o contraddittorietà della relativa prova
«Assoluzione» :
Comma 1 a) perché il fatto non sussiste; b) perché l’imputato non ha lo commesso; c) perché il fatto non costituisce reato; d) perché il fatto non è previsto dalla legge come reato; e) perché il reato è stato commesso da persona non imputabile o non punibile (per es., perché minore degli anni 14, per infermità, per immunità ecc.).
Comma 2: quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova

La norma contiene la graduata articolazione delle formule di proscioglimento adottabili, muovendo dall'ipotesi più favorevole all'imputato.

Non è forse più interessante sapere che nel rito abbreviato la parte civile non può portare prove?
il diritto alla prova contraria spetta soltanto al pm, e non anche alla parte civile

Ma mi sa che stiamo andando fuori tema rispetto all'articolo di Massimo ...

Mimosa

Anonimo ha detto...

State vendendo la pelle del lupo prima di averlo preso?

Anonimo ha detto...

@Mimosa e Enrico
Hai ragione andiamo fuori tema. Una ultima nota.
Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi chiese il rito abbreviato. Fu assolto e la procura e la parte civile ricorsero in appello. E' stato nuovamente assolto ed hanno ricorso in Cassazione.
Francesco

ENRICO ha detto...

@ Mimosa
ctz "
Va bene, però non esageriamo, caro Enrico,
credo ci importi poco sapere se il PM può o no impugnare la sentenza di proscioglimento"


a dir la verità non avevo alcuna intenzione di riproporre questo argomento dato che avevo già ottenuto una risposta al riguardo da MANLIO, ma visto che ne stavate discutendo ho solo seguito il filo del vostro ragionamento.

In effetti hai ragione : siamo andati abbondantemente fuori tema.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
lo sai che non era un rimprovero ... con te alle volte mi piace prenderti di petto, non so perché ;-)).

Sto preparando un altro commento, più pertinente.
Un abbraccio
a presto

Mimosa

Mimosa ha detto...

Siamo in pochi a quest’ora di sabato sera, ma vorrei riflettere un attimo su alcuni punti dell’articolo di Massimo.
In primis, sul fatto che M non abbia risposto alle telefonate pervenute da un numero diverso dai soliti, ricordo che abbiamo fatto lunghi ragionamenti tra di noi, quando ancora non eravamo costituiti in Squadra.
È plausibile che, se M non conosceva il numero della mamma di S, avesse ignorato le due chiamate, ma io suppongo – riflettendo su come mi sarei comportata io – che i messaggi li avesse letti … io l’avrei fatto, come sempre faccio anche ignorando il mittente.
In questi ultimi giorni per esempio due amiche recenti mi ha massaggiato per darmi il loro numero di cellulare. Se avessi ignorato gli sms, che figura avrei fatto?

In ogni caso, ha ragione Massimo, la mancata risposta non può essere una "prova" che M fosse “già in mano ai suoi carnefici”.
Infatti testimonianze ci sono (ma non negli atti) che lei fino a dopo le ore 15-15.30 era in giro e non era sola.

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ Mimosa

ctz "con te alle volte mi piace prenderti di petto, non so perché ;-))."

Stai attentaaa ! Non mi provocare perchè potrei prenderci gusto...;-))

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
ti ho provocato tante volte ...
non hai ancora capitooo? ;-))))))
sono una stuzzichina e tu mi sembri troppo serioso, un gattone ...;-))

Speriamo che gli altri non stracapiscano!

Pamba ha detto...

Mimosa 00.12

Eh già Mimosa,
anch’io un’occhiata agli sms l’avrei data..
A maggiore ragione M., nel caso in cui si sia allontanata volontariamente, come abbiamo ipotizzato, per un appuntamento concordato..
La lettura di un sms è breve e poteva essere sia una conferma che il cambio di programma o luogo dell’appuntamento.
Insomma, una situazione da “antenne diritte”.

Pamba

Mimosa ha detto...

Infatti, Pamba,
in verità a me pare anche assai strano, se non “altamente improbabile” (per adottare espressioni assai amate in ambito giuridico), che Sonia in due anni di amicizia non abbia mai dato a Melania il numero della mamma, io ho messo in memoria il numero dei genitori della mia più cara amica.

Ma al di là di ciò (ognuno si regola a modo proprio, secondo la propria sensibilità), fa specie notare che la suddetta abbia avuto necessità di telefonare ad un’ora dall’appuntamento soprattutto sapendo che il suo telefono non aveva più credito, … anche perché io ho sempre pensato che si fossero ben che viste e parlate all’ora di pranzo, altrimenti come faceva la signora bionda a sapere per filo e per segno il programma di Melania e del marito?

Mimosa

Pamba ha detto...

Mimosa,
se poi l'appuntamento per la festicciola era veramente a casa della mamma di Sonia, che figura ci avrebbe fatto M. a non rispondere a chi gentilmente l'avrebbe di lì a poco ospitata?

Pamba

Pamba ha detto...

Ah Enrico, se sei ancora qui tra noi, scusa se oggi non ho dato conferma al tuo gentile post delle 9.50.
Quando un argomento mi interessa, sono fin troppo letterale e adesso ti ho capito meglio.
Però la tua ipotesti paradossale sulle trasmissione trash mi ha divertita..Nel caso, immagino, sarà una sorta di Quark Speciale, con le api le farfalle ed il polline :-))

Pamba

Mimosa ha detto...

Pamba
che dici? saranno state messe a confronto le dichiarazioni delle due donne, e spero anche ad altri eventualmente presenti, sorelle, fratelli? o si sono fidati dell'amica ad occhi chiusi?

Resta il fatto che nessuno ha mai gettato sospetti sulla irreperibilità dei messaggi da quel telefono (pari pari alla pulitura sul telefonino di Melania).
Quante lacune nelle indagini ... o sono "occultamenti" per spostare la direzione del bersaglio?

Mimosa

Pamba ha detto...

Belle domande, Mimosa!

Ma stai sicura che “agli atti” c'è soltanto la non presenza di Melania a CSM" e la fiducia in chi confermava tutto quello che serviva ad accreditare questo dogma!

E resta anche il mistero di un telefonino ripulito a Ripe, spostato miracolosamente da..non si sa chi.. da un cercatore di tartufi, da un animale del bosco chissà, ma riacceso miracolosamente alle 7.00 del giorno del ritrovamento!

Scusa ma non riesco a trattenermi oltre, buonanotte

Pamba

Mimosa ha detto...

Anch'io sono cotta, buonanotte!
Mimosa

F ha detto...

Mica sul cell. della mamma di Sonia era registrato il nm. di Melania(?)
Lo ha dovuto digitare interamente sul momento ma...se lo ricordava proprio tutto?
E quanto tempo ci sarebbe voluto?
E' una palla!

E la smorfia di Parolisi, a "chi l'ha visto", mentre Sonia diceva delle telefonate dove la mettiamo?
...forse in fresco per quanto servirà...che pacchia!!!
F

Stefania ha detto...

Resto ogni giorno maggiormente basita dall'improvvisazione, dall'imprecisione e leggerezza con la quale tavolta gli organi inquirenti gestiscano le indagini.

Mi rendo conto della cronica mancanza di personale, della situazione nella quale talvolta tocca operare, ma se abbiamo uffici e strutture di eccellenza sia a livello di strumenti che di risorse umane, è altrettanto vero che il livello "medio" è assai scarso.

E siccome stiamo parlando appunto di "giustizia" e non della spesa settimanale al supermarket, ecco che la cosa non puo' che inquietarmi.

Nel caso Cogne non si è saputo far di calcolo (tabulati telefonici analizzati alla "evviva il parroco" sia da parte degli inquirenti che da parte di un difensore di Annamaria Franzoni).

Nel caso Gambirasio una trascrizione di una conversazione telefonica, piu' precisamente quella di Mohamed Fikri, fatta alla "pene di segugio".

Peraltro, una volta fatta invertire la rotta della nave che stava portando il "presunto colpevole" nella sua terra natia, nessuno si è preso la briga di sequestrare il famoso furgone bianco, che oggi, chissà dov'è.

Nel caso Scazzi una corda che diventa una cintura, ma forse no ...

Si potrebbe andare avanti all'infinito.

Ora, tornando all'omicidio Rea, ammettiamo che chi ha scritto quella relazione sui tabulati telefonici e sugli apparecchi che hanno generato il traffico analizzato, fosse diciamo (per usare un eufemismo) un poco carente in matematica.

Diciamo anche che trattasi di persona un poco distratta. Magari in quei giorni aveva litigato con la morosa ed aveva "ben" altro a cui pensare.

Ci rendiamo conto che questa relazione fa parte del fascicolo che ha portato in carcere Salvatore Parolisi?

Chi mi dice, a questo punto, che l'intera indagine non sia stata sino ad oggi portata avanti con la stessa faciloneria anche su altri fronti?

Penso il dubbio sia legittimo.

Possibile che nessuno tra gli inquirenti si sia preso il disturbo, durante questi mesi di attesa che magari noi si passa al mare o ai monti ma che Salvatore sta trascorrendo in carcere, che sua figlia sta trascorrendo senza poter vedere il suo babbo, di rileggere quel concentrato di inesattezze?

Come si puo' avere fiducia di una giustizia cosi' poco attenta non solo ai particolari ma alle piu' elementari norme dettate dal buonsenso?

Mi rendo conto che la stampa, i media in genere, mettono il fiato al collo a chi indaga.

Ma se non sai sopportare la pressione mediatica, che oggi come oggi è assolutamente endemica in qualsiasi società civile, cambia mestiere!

Non devi consegnare a giornali e tv UN colpevole per fare lo splendido, tantomeno lo devi consegnare alla giustizia.

Devi cercare IL colpevole. E se non sei in grado di farlo perchè ben inteso siamo persone umane e puo' capitare che chi si è macchiato di un delitto non abbia lasciato prove o sia stato particolarmente "fortunato", vedremo di farcene una ragione.

Se invece giochi all'investigatopo ecco che non solo diventi ridicolo ma ti macchi di una colpa enorme.

E' capitato in passato, e putroppo capiterà anche in futuro che venga condannato un innocente. Ma con gli attuali strumenti di indagine sarebbe auspicabile questo accadesse sempre piu' raramente.

E soprattutto sarebbe necessario che chiunque indaghi, sia come esperto forense, carabiniere, giudice, medico, ecc .... lo facesse con la diligenza del buon padre di famiglia.

Qui il padre era sicuramente in vacanza o in altre faccende affacendato.

Stefania

Anonimo ha detto...

"Ora, tornando all'omicidio Rea, ammettiamo che chi ha scritto quella relazione sui tabulati telefonici e sugli apparecchi che hanno generato il traffico analizzato, fosse diciamo (per usare un eufemismo) un poco carente in matematica.

Diciamo anche che trattasi di persona un poco distratta. Magari in quei giorni aveva litigato con la morosa ed aveva "ben" altro a cui pensare.

Ci rendiamo conto che questa relazione fa parte del fascicolo che ha portato in carcere Salvatore Parolisi?

Chi mi dice, a questo punto, che l'intera indagine non sia stata sino ad oggi portata avanti con la stessa faciloneria anche su altri fronti"

si Stefania , io me ne rendo conto e sono spaventata al pensiero che queste cose potrebbero succedere a chiunque se preso 'nel mirino'e parolisi lo è stato dall'inizio, in quanto bugiardo e traditore il suo personaggio "calzava a pennello" per l'utilizzo che se ne doveva fare, come un vestito fatto su misura.
Parolisi deve affidarsi solo alla bravura di svegli,onesti e bravi avvocati/investigatori per provare che non poteva avere il tempo per fare quanto l'accusa afferma,non ci sono prove concrete e decisive per riuscire a convincere chi guarda al di la del proprio naso.

Manlio Tummolo ha detto...

Signori,
le questioni procedurali non sono mai fuori tema, anzi alla fin fine sono le cose che decidono in un processo, tanto è vero che il non seguirle o il seguirle male, portano all'annullamento di una sentenza qualsivoglia. Sempreché non si voglia ridurre tutto ad un giallo con innocenti, sopetti e colpevoli.

Antonello ha detto...

Ribadisco per far ordine, dagli atti:

1) 14,53 tentativo di chiamata dal Wind intestato a Son. V., verso il Tim intestato a M. e S., che aggancia in uscita la cella Wind Colle San Marco nr. 348, in entrata il Tim viene servito dalla cella Castel di Lama.
2) 14,56 tentativo di chiamata dal Win intestato a Son. V., verso il Tim intestato a M. e S., che aggancia in uscita la cella Wind Colle San Marco nr. 348, in entrata il Tim viene servito dalla cella Castel di Lama.
3) 15,03 sms in uscita dal Wind intestato a Son. V. e diretto verso il Tim intestato a M. e S. che aggancia in uscita la cella Folignano Chiesa nr. 726.
4) 15,04 sms in uscita dal Wind intestato a Son. V. e diretto al Tim intestato a M. e S. che aggancia in uscita la cella Wind Colle San Marco nr. 348.

In ambequattro i contatti il numero di cellulare che sarebbe dato in uso a Son. risulta agli atti intestato a lei ed a nessun altra.
Le celle agganciate la darebbero piu' verso la zona di Colle San Marco che verso quella di Folignano, e il balzello penultimo verso la cella di Folignano Chiesa potrebbe aprire dei dubbi su un cellulare in movimento negli attimi in cui M. presumibilmente stava sparendo.
Inoltre bisognerebbe appunto sapere se quel Wind, intestato a Son., era o no registrato in rubrica nel cellulare di M., perche' Son. non riferisce di aver scritto mai chi era il il mittente dei messaggi "Mely, sono io rispondimi, volevo solo sapere della visita".
Arriva quindi un sms come sopra ad una che probabilmente e' gia' in allarme per un pericolo che puo' aver percepito, da un numero ipotizzabilmente sconosciuto, e' logico non risponda, l'illogico e' perche' non chiami M. gli aiuti allarmando il marito, l'amica, i ciclisti o le Forze pubbliche.
Quel "sono io", non e' assolutamente idoneo ad identificare il mittente, non solo ma M. non risponde neppure alle chiamate e non solo agli sms, e mi sembra logico osservare che se gia' inseguita la cosa piu' facile sia rispondere al cellulare e non mettersi a scrivere sms.
Diro' forse una stupidata pero' per me quel cellulare con quella scheda era proprio in uso a Son. e non capisco perche', se cosi' ipotizzabile, non l'abbia detto pacificamente.
Son. mi risulta da profilo Face un'appassionata di Cold Case, forse ha voluto confondere le acque per tentare di scoprire chi poteva aver manomesso e cancellato i dati dal cellulare di M.???

ENRICO ha detto...

MANLIO carissimo

mi rivolgo a te perché la giurisprudenza è ua materia che conosco poco.

Questa la mia domanda : considerando la proverbiale cavillosità degli avvocati, secondo te, com’è mai che in fase istruttoria i legali di Parolisi non hanno contestato i numerosi errori, imprecisioni e contraddizioni presenti negli ATTI della Procura ed in quelli del Gip ?

Forse perché questo genere di vizi formali è di lieve entità ?

Mimosa ha detto...

@Antonello,
pensa un po’, io sono intestataria di tutti i telefoni che sono andata ad acquistare (vecchi e nuovi, ne ho perso il conto) per me, mio marito, mia figlia, mia madre.
Chi acquista deve dare il codice codice fiscale e una fotocopia di questo rimane nella documentazione d’ufficio.

Infatti è scritto che il secondo cellulare intestato a Sonia era “in uso” a sua madre. Proprio come è “in uso” a mia madre un cellulare acquistato da me che ho dato a lei.
Su questo non dubiterei, mentre posso essere d’accordo con te sul dubbio circa il “movimento” di aggancio delle celle.
Chiaramente, ritorneremmo a dubitare di molte sue dichiarazioni.

Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Ovviamente, egregio Enrico,
io posso solo fare supposizioni: più dura qualcosa, più denaro guadagna un avvocato. Se egli potesse risolvere immediatamente la questione, guadagnerebbe molto meno che se la cosa andasse avanti anni, sia che formalmente vinca, sia che formalmente perda (qualcuno deve comunque pagarlo). Questo potrebbe essere un "buon" motivo. Un cattivo motivo potrebbe consistere nel fatto che gli avvocati non hanno fatto tutti quei controlli di orari e d'altro che avete fatto voi, per cui nulla d'improbabile che possano essere loro sfuggiti gli elementi erronei di cui qui si fa riferimento. Gli avvocati hanno molti impegni, e non dimentichiamo che i due sono pure impegnati nell'altra grossa questione del delitto Scazzi. Escluderei viceversa la "lieve entità", perché tutto ciò che serve a provare il cattivo lavoro delle controparti è di importanza determinante per convincere i giudici, o se ci fosse, l'eventuale giuria. Un cattivo lavoro comporta la superficialità e disinvoltura, con cui si è giunti a certe conclusioni. Infine, un'altra ragione potrebbe essere quella "diplomatica" (come già vista per il caso Scazzi): si evita di colpire l'orgoglio professionale dei magistrati, il che dagli avvocati è ritenuto normalmente rischioso.

Mimosa ha detto...

Caro Manlio
scusate se mi interpongo
il fatto è che anche tra i magistrati (pm, gip, gup, procuratori e quant'altro) «si evita di colpire l'orgoglio professionale».
Al magistrato di prima istanza dà enorme fastidio proprio a livello “personale” essere smentito dal magistrato di Appello!
Se la lega al dito e alla prima occasione di parti invertite ripaga il collega .... tutto a scapito del povero malcapitato imputato, per innocente che sia!
Sono troppo caustica?
Mimosa

ENRICO ha detto...

MANLIO carissimo
quello che mi dici è quanto vagamente sospettavo ma di cui non avevo alcuna certezza.
Ti ringrazio moltissimo per l'attenzione e per - inutile dirlo - la tua competenza che metti sempre disposizione a con grande naturalezza e linearità. Qualità rare, pressoché scomparse dalla circolazione.

Stefania ha detto...

Quanto scritto da M.T. ora è semplicemente tremendo: faccio durare un processo il piu' possibile, tanto qualcuno mi paga. Per l'amor del cielo, penso ci siano in circolazione avvocati cosi' farabutti specialisti di mero personale tornaconto economico, spero siano l'eccezione. Che schifo! Se invece il silenzio circa le inesattezze che sono trascritte negli atti, vengono taciute da chi difende per non "indispettire" i magistrati ... behm ... che dire? Tanta nausea! Uguale! Idem! Auguriamoci di non finire mai nelle mani di "professionisti" che perchè TROPPO occupati, TROPPO presi dalla "PASSIONE" che li porta ad accettare mandati a destra ed a manca .... Rea, Scazzi .... nomine di prestigio, che accettano spontaneamente, trascurino particolari che ci possono condizionare la vita in modo irreversebile. Mi fa specie aver letto queste parole di Tummolo che bene inteso, non ha colpa alcuna, ha solo fotografato quello che a suo avviso puo' essere il motivo di tanta trascuratezza e di tanto pressapochismo. Lo dice un professionista e questo rende l'enunciato, se possibile, ancora piu' DISGUSTOSO!

Stefania

Mimosa ha detto...

@ Cara Stefania
per darti il colpo di grazia, lo sai che questi avvocati sono sulla cresta dell'onda proprio perché si accaparrano i processi più "mediatici"? Sono loro che vanno a caccia dei clienti nei casi più clamorosi ....!!! Che disgusto, vero?

Con "questi" non intendo riferirmi a specifici nomi e cognomi del caso, ma a tanti colleghi ...

Anch'io ne sono disgustata quanto te, credimi!

Mimosa

Stefania ha detto...

Grazie, Mimosa. So non essere la sola a provare disgusto. Hai ragione: nè nomi nè cognomi. Inutile generalizzare. Ma Dio ce ne scampi! Stefania

Antonello ha detto...

Eppure non sono mille le possibilita', partendo da due bivi logici forse un barlume di luce possiamo raggiungerlo.
BIVIO 1) Al momento delle chiamate ed sms M. era o no libera di rispondere???
BIVIO 2) Son. e' sincera o meno???
Cominciamo a levare una variabile affermando, spero tutti daccordo, che se Son. mentisse significherebbe che vi e' invischiata totalmente.
Quindi analizziamo le due derivate partendo dall'unica variabile che ci interessa analizzare e cioe' dall'ipotesi che Son. non menta.
Se Son. non mente ha veramente inviato quel sms magari in due tronconi anche se a distanza di un secondo a me sembra impossibile ed anche se il testo da lei dichiarato il 27/04/2011 a CLV non era poi cosi' lungo da essere spezzettato in due parti, in questo senso puo' magari aver inciso lo spostamento della cella di riferimento che in quel momento, fra quei due sms, avviene con certezza.
Ma se e' tutto vero perche' M. non ha mai risposto??? In questo caso siamo al bivio 1), era o no libera di rispondere??? Ha deciso lei di non rispondere o e' stata impossibilitata???
Se M. era impossibilitata e Son. dice la verita' non possiamo ricavarne molto se non che chi ipoteticamente era con lei si sarebbe tradito rispondendo, ma anche che se avesse risposto magari staccando subito dopo avrebbe lasciato aperta la possibilita' che M. potesse essere ancora nella possibilita' di rispondere e cio' non mi sembra sia accaduto anche se ad esempio avrebbe confermato l'alibi di S., se invece ammettessimo che le chiamate e gli sms possano essersi visualizzate sul display come provenienti da un numero sconosciuto non in rubrica chiaramente puo' aver deciso di non rispondere perche' puo' aver legato il pericolo che percepiva alle chiamate, e' pero' significativo che ne l'appellativo Mely ne il riferimento alla visita abbia potuto in quel caso dare la certezza a M. che i tentativi non venivano da chi poteva per lei in quel momento rappresentare un pericolo.
Quindi concluderei che se M. era libera di decidere, se il numero di Son. non era registrato in rubrica sul cellulare di M. e se Son. non mente, M. ha potuto legare l'appellativo Mely ed il riferimento alla visita al pericolo che stava correndo, se invece il numero era in rubrica non ha risposto, nella liberta' di farlo ipotetica, perche' da li veniva il pericolo.
Spero di non aver fatto confusione.
Nasce una domanda, se non poteva rispondere chi era con lei ha deciso, seppur gli convenisse, di non rispondere, se non aveva con se il cellulare il problema si pone solo relativamente ad ipotesi lontane visto che e' poi stato localizzato a San Giacomo, ma se aveva il cellulare, se Son. non mente e se ha deciso liberamente di non rispondere perche' ne Mely e ne il riferimento alla visita la possono aver convinta che quelle chiamate e quegli sms non provenissero dal pericolo che percepiva???
Quanti la chiamavano Mely e quanti sapevano della visita???
Durante le visite al mattino sono accaduto cose strane??? La coppia ha litigato con qualcuno??? Dandosi appuntamento al Colle San Marco per le 15,00??? Qualcuno ha seguito la coppia e M. se n'e' accorta???

Mimosa ha detto...

In questo articolo Massimo giustissimamente evidenzia la chiacchierata che si sono fatti Melania e i genitori alle ore 12.20 durata quasi nove minuti, (l’ avevo notato anch’io e da qualche parte avevo letto era stata fatta per strada, lungo il tragitto verso casa, M ha fatto uno squillo e mamà ha chiamato, solita storia che noi genitori conosciamo bene).
Dovevano avere molte cose da raccontarsi, se poi c’è stata la seconda telefonata delle 13.34.
Alle 12.30 i Parolisi rientrano a casa dopo la mattinata intensa, e quindi in neanche un’ora lei ripone la spesa, prepara il pranzo per la piccola e la piadina farcita per il marito, riesce a convincere quest’ultimo a fare la gitarella a CSM (al posto del footing e del sonnellino della figlia), e fa la seconda telefonata alla mamma, raccontandole cosa hanno mangiato e annunciandole della gita.
Delle visite mediche avevano già parlato nella chiamata delle 12.20, è scontato.
Insomma ‘sta ragazza fa la telecronaca ai genitori di tutte le cose che le capitano durante la giornata, momento per momento, e vogliamo credere che fosse capace di nascondere così bene a mammà un “appuntameno segreto”, una “seria preoccupazione”, un “dubbio che l’attanagliava”, una “cosa da scoprire”, eccetera??
Se fosse così, ossia fosse stata una brava dissimulatrice, non sarebbero stati grandi la meraviglia e il disincanto dei genitori? Non sarebbe stato diverso il loro atteggiamento davanti alle telecamere? Non avrebbero dovuto stupirsi (e rammaricarsi) che la loro figliola aveva loro nascosto (da lungo tempo) qualche cosa di terribile?
O sono dei bravi dissimulatori anche loro?

Pertanto, se davvero i genitori erano ignari di una parte (così difficile) della vita della figlia, le ipotesi sono tre:
1) M per davvero voleva andare al bagno ed è stata intercettata da chi (avendo dei conti in sospeso) seguiva la coppia e “per fortuita e fortunata” combinazione l’ha beccata da sola
2) o lei aveva concordato l’appuntamento da qualche tempo e, come tante donne sanno fare, è riuscita a “pianificare” tutto a puntino, ma senza far trapelare niente ai genitori e al marito, né nel passato né nel presente, in barba a tutti
3) o lei aveva accettato l’appuntamento in accordo con il marito e in accordo con lui ha tenuto la bocca chiusa con i genitori.

Le ho ripetute, non tanto per tornare a rimettere in discussione alcuni punti fermi a cui siamo giunti, quanto per cercare di capire «che cosa sapevano i genitori di Melania?»
Se davvero loro non sapevano niente di niente, io credo che – al posto loro – non dormirei la notte e non avrei pace neanche di giorno pensando che mia figlia non si fosse confidata con me su cose così importanti, ancor più stante lo stretto e ombelicale legame che c’era tra di loro.
Insomma, la personalità e la vita di Melania non è stata, volutamente, analizzata. Lacuna investigativa?

Mimosa

Antonello ha detto...

Perche' nelle immagini del Supermercato ambedue i coniugi, e S. insistentemente, guardano verso la loro destra verso la vetrata???
M. affretta il passo e supera il marito con la figlia in braccio corrucciata perche' e' contraddetta da qualcosa che riguardava il marito, come si e' detto in qualche trasmissione, o lo fa per "sgombrare" eventuali pericoli controllandoli dal riflesso della vetrata???

Mimosa ha detto...

@ Antonello
non poteva essere perché stava arrivando un'auto e anche quando si è sulle strisce pedonali non si è mai sicuri di passare indenni?

Io avevo pensato a questa situazione.

M.

ENRICO ha detto...

mi pare di ricordare che a questo proposito Parolisi disse che guardava da quella parte perchè la bambina era stata attratta da uno di quei giochi che stanno all'esterno dei supermercati .. non so, cavalli a dondolo o roba del genere.

buonanotte a tutti.

Antonello ha detto...

@Mimosa
francamente non credo, S. era notevolmente avanti rispetto a M. che non cambia il passo attraversate le corsie, inoltre non rallenta nemmeno nell'ultima parte delle striscie dove ancora poco dietro vi era S, nemmeno li vi era pericolo di auto, un tipo di attraversamento troppo sicuro oltreche' veloce.
E' anche strano che appunto tutti e due, ognuno in modo e tempi diversi guarda al lato destro entrando, nelle immagini pero' si vede solo un tavolo, forse una parte lontana piu' scura, S. insiste parecchio a guardare da qyella parte, magari e' un particolare insignificante, ed ormai suamo ai particolari, ma perche' una volta dentro M. si mette il giubbotto??? C'e' l'aria condizionata dentro ai supermercati, magari M. aveva freddo solo con la maglietta a manica lunga???

Antonello ha detto...

@Mimosa
ma sopratutto, dove aveva il giubbotto M. prima di entrare al supermercato???
In borsa??? Non sembra rigonfiata, in mano no.
Non sembra nemmeno glielo stesse portando S. che aveva la bimba in braccio.
Non ho controllato se e quali orari riportassero le registrazioni, ho notato che la maglietta e' beige verdolina, non e' quella che mettera' poi a Colle San Marco.

Mimosa ha detto...

Bravo Enrico, ora ricordo anch'io.
Mimosa

Stefania ha detto...

Potrebbe il giubotto essere rimasto in auto, visto che la spesa l'hanno fatta nel momento presumibilmente piu' caldo della giornata?

Stefania

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Stefania,
non vorrei che si cadesse nell'equivoco, io non sono un "professionista", ovvero non sono né avvocato, né magistrato, sono soltanto un dottore magistrale in giurisprudenza; ma siccome tra cause mie e altrui, ne ho viste parecchie, ne so qualcosa. Fare del moralismo è facile, ma se penso a certa "professionalità" perfino degli idraulici e dei meccanici d'automobile, non mi scandalizzo granché di quella degli avvocati. Mi scandalizzo viceversa dei magistrati i quali, essendo pagati caramente a pubbliche spese e con un'infinità di privilegi, hanno IL DOVERE del rigore morale e giuridico, cosa per nulla o scarsamente seguita.

Mimosa carissima, il magistrato di primo grado è generalmente più giovane, almeno di carriera, dunque nulla può fare contro il magistrato d'appello o di Cassazione. Certo esiste una solidarietà corporativa tra magistrati, ma quando in appello o in Cassazione si boccia una decisione di primo grado, questo nulla può fare per "vendicarsi" (a meno di non essere parente o amico stretto di un magistrato ancor più alto in grado). In compenso, se abusano, non vengono quasi mai puniti, come stiamo pur vedendo nel caso Scazzi. Per misure disciplinari, dovrebbero forse essere colti in flagrante, come nel caso recente di un ex-magistrato che rigava ripetutamente la macchina di un avvocato per non si sa quale vendetta. Non tutti sono Falcone, Borsellino e i vari uccisi dalla mafia, con le toghe dei quali cercano di coprirsi le proprie pudenda.

Stefania ha detto...

Caro Manlio, ti ringrazio per la tua precisa risposta. Vero, i giudici devono (o meglio dovrebbero) essere super partes e non incarognirsi per far dispetto a questo o a quel collega.

Ma anche l'avvocato è un professionista. Esiste un albo dal quale si puo' anche venire radiati (teoricamente) se si svolge la propria professione in modo inopportuno e/o inadeguato.

Conosco il mondo degli studi professionali di avvocatura. So quanta sussiegosità esiste spesso tra colleghi che nulla valgono se non come corporazione.

Ben inteso, non voglio generalizzare perchè so ci sono avvocati seri e preparati, ma soprattutto onesti intellettualmente.

Solo che non hanno il bollino blu in fronte come la banana Chiquita e soprattutto per chi, per sua fortuna, non è avezzo alla frequentazione obbligata di studi di avvocatura ecco che diventa difficile distinguere tra il professionista che seguirà la tua problematica, causa, ecc .... mettendo in primo piano la tua tutela e curatela e non il proprio legittimo ben inteso, tornaconto economico.

Stefania

Mimosa ha detto...

Per Antonello e Stefania
Nell’Ordinanza, come nella descrizione fatta nella denuncia di scomparsa, M indossava un «giubbetto attillato blu in ecopelle corto in vita», non era un giubbotto imbottito.
Probabilmente si tratta di uno di quei capi leggeri, come ha anche mia figlia, che si piegano in otto e stanno comodamente anche in un astuccio per trucco, anche mia figlia lo ha sempre ficcato in borsa e non ha borse grandi e rigide (e firmate) come quella di Melania …

Quello che mi ha fatto sempre strano è che lei tenesse gli occhiali da sole all'interno del supermercato e che poi non li avesse addosso andando in giro per CSM , sotto il sole.

Mimosa

Stefania ha detto...

Hai ragione Mimosa, effettivamente. Pero' potrebbe anche essere che in mezzo a tutti quegli alberi facesse freschino. Riguardo gli occhiali, quando fai giocare una bambina piccola possono essere di impiccio.

Ma è solo un'ipotesi: potrebbe averli dimenticati ... potrebbe averli lasciati in auto ....

Stefania

Mimosa ha detto...

In effetti, Stefania, sembra che erano davvero in auto, nel cruscotto, tanto che le primissime notizie giornalistiche dicevano che gli occhiali erano stati fatti annusare ai cani nella ricerca pomeridiana.
(Mentre si è saputo che alle 21-21.30 a Piergiorgio sono state fatte annusare le scarpe prelevate da casa)

Eppoi vedi, una delle teorie che noi abbiamo formulato è che M avesse un appuntamento al Monumento, pertanto potremmo coerentemente pensare che lei sapeva bene di doversi addentrare nel bosco e pertanto gli occhiali non le sarebbero serviti.
Potrebbe essere una spiegazione logica. E un motivo in più per credere all’appuntamento volontario.

Mimosa

PINO ha detto...

UN FATTO STRANO che poi rivela la ...TRANEZZA DI TUTTO.

Ero riuscito, stamattina, attraverso un intricato sistema di ricerca, a rintracciare quel video di cui proposi la ricerca, forse nei primi di luglio, contenente una delle prime dichiarazioni del chioscaio Ranelli, rese ad un giornalista, presente la propria moglie.
Con quella dichiarazione il testimone affermava di aver notato la famiglia Parolisi al completo, nei pressi delle altalene, occupate a dondolare un bambino, descrivendone dettagliatamente il loro abbigliamento.
L'attenzione del testimone, fu attratta dagli indumenti piuttosto leggeri dell'uomo, dato il clima ancora fresco, in quella giornata.
(Infatti il Parolisi indossava pantaloncini e maglietta)
Mentre la donna che l'accompagnava indossava un pantalone chiaro ed un giubetto scuro.
Su insistenza del giornalista che chiedeva se nella figura femminile avesse riconosciuto Melania, Ranelli rispondeva che a quella distanza, ciò non era potuto essere possibile.
Mentre il giornalista si faceva più insistente, per ottenere informazioni più precise, intervenne la signora Ranelli, che invitava il marito a troncare il discorso, ed a farsi i fatti suoi.
( le parole della signora, non essendo molto chiare, vennero riportate in calce come didascalia)
EBBENE, nel primo pomeriggio sono tornato al pc per rilevarne il relativo link e trasmetterlo nel blog, ma era tutto SPARITO.
Fin'ora, tutti gli sforzi della mia modesta materia grigia, sono restati infruttuosi (da tener presente che non sono un mago della "navigazione")
Qualcono degli amici del forum ne ha la capacità. Mi farebbe felice.
Se venisse ritrovato il video, si riaprirebbe un capitolo su evidenti deviazioni "informative"?
Pino

P ha detto...

p.s. scusatemi la forma. Sono ancora agitato. P

ENRICO ha detto...

PINO

io ho trovato questa intervista effettuata da Chi l'ha visto?

E' quella con la moglie che lo contraddice...

guarda un po' se è il video che cercavi

http://www.youtube.com/watch?v=MBN-BSjmqvQ

ENRICO ha detto...

Ps: + o - al min. 2.36

ANNA ha detto...

Brava Mimosa,
hai fatto bene a sottolineare che il Colonnello Stanaca con la moglie,prima hanno mentito sulla data del video creando confusione agli inquirenti alla pari dei genitori di melania e di sonia,Stanca ha mentito perchè ha cercato di coprire la su amica sonia,quando si è reso conto che tutti i folignanesi presenti a san marco avevano visto i coniugi parolisi il 3 aprile è divuto ritornare indietro sulkle sue testimonianze,premesso che c'è sempre qualche magistrato che ha coperto le menzogne, ................

arriviamo ai coniugi ;mantovani- federici ,nonostante il parolisi avesse dichiarato che era una coppia che frequentavano alla pari degli altri condomini, queste persone non sonos tate mai ascoltati, ne è stato chiesto loro le abitudini di melania e salvatore.....


chi sono mauro e patrizia.......a quali famiglie appartengono per avere un comportamento degli inquirenti molto ossequioso nei loro confronti?

SONO STATA A CENA IN UN RISTORANTE DI UN PAESE DELLA PROVINCIA DI ASCOLI PICENO c'era l'avvocato Gionni legale dei Rea,l'avvocato dei mafiosi,che si atteggiava come una star,va di paese in paese per preparare la sua prossima campagna elettorale,io stavo con un gruppo di amici e a voce alta ho detto ,l'avvocato dei Rea sta difendendo l'amica sonia,non gli interessa nulla trovare la verita.............i miei amici mi hanno detto anche noi la pensiamo così...........
SPERO PROPRIO CHE ABBIA SENTITO ...................

Mimosa ha detto...

ANNA
sei sempre più coraggiosa e intraprendente!!!!
Da te non mi sorprende più niente!
Affettuosamente
Mimosa

Mimosa ha detto...

Del video di CLV, puntata del 5 maggio 2011, che ha postato Enrico, mi ha colpito principalmente l’affermazione riguardo al motociclista che affermò di aver visto (a circa 1 km da CSM) una donna vestita come M uscire dal bosco a passo svelto e dirigersi verso Ascoli: è stato ritenuto «testimone attendibile», ciò dovrebbe significare, quindi, che il motociclista andò a rilasciare la sua testimonianza ai carabinieri e, pertanto, la sua dichiarazione dovrebbe stare gli atti.
Allora non era una chiacchiera.
Il motociclista ha svolto il suo dovere di bravo cittadino.
Vogliono far passare l’avvistamento per un depistaggio? Si sono sbagliati a riconoscerlo “attendibile”?
C’è solo un particolare, riguarda l’orario dell’avvistamento. Non è stata precisata l’ora, è stato solo detto «intorno, più o meno all’orario della scomparsa», come a voler mettere le mani avanti.
Sarebbe troppo bello sapere che ora era esattamente: le 14.55, le 15.10, le 15.30 o dopo?

Mimosa ha detto...

Nel frattempo, ho trovato una vecchia notizia:
http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/04/27/news/i-tabulati-telefonici-melania-era-a-civitella-dieci-minuti-prima-dell-allarme-1.4839738
- articolo del 27 aprile 2011, dove tra varie imprecisioni e “distorsioni” è scritto:

«IL TESTIMONE. E da ieri c'è anche la testimonianza di un uomo che, tra le 15.30 e le 16 di lunedì 18 aprile, sostiene di aver visto una donna agitata correre sulla strada di Colle San Marco».

Si tratta del motociclista?
Quindi addirittura saremmo a quasi un’ora dalla scomparsa?
Il motociclista avrebbe visto M più o meno in coincidenza con i ciclisti?
Ma allora queste testimonianze non valgono il doppio?
Dovrebbero essere ancora più determinanti della memoria visiva di Ranelli.

M alle 16 era ancora viva, era sulla strada e si trovava ad aver a che fare con due donne.
Se quelle due donne fossero state in tuta mimetica, i ciclisti lo avrebbero raccontato, perché l’abbigliamento non sarebbe potuto passare inosservato.
Chi erano le due donne in abbigliamento normale?

Dalle descrizioni sembrerebbe che al massimo le tre si fossero litigate, il comportamento di M non sembrava quello di una persona che teme e sfugge un pericolo.

Quindi, secondo me, l’agguato vero e proprio è avvenuto dopo.

Ma che ci fa in carcere Salvatore Parolisi?

Mimosa

PINO ha detto...

Ciao ENRICO

No, non è quello che mi hai lincato, il video a cui mi riferisco. Grazie, comunque.
Nell'altro si deve anche la moglie di Ranelli, ed è molto più lungo.
Il fatto eclatante è che facendo il paragone, fra quello che il chioscaio dice, anche nel video che hai segnalato,e le poche frasi concise e differenti nel significato, registrate in tutti gli altri che sono in circolazione, realizzati nelle settimane seguenti. Si fa accenno solo alla presenza di Parolisi e si conferma il suo abbigliamento. Melania sparisce dal discorso. PERCHE' NON PUO' ESSERE A CSM A QUELL'ORA, in quanto già morta e distante da quel luogo.
Una impostura bella e buona!
E noi dovremmo subirla?

P ha detto...

p.s. altro strafalcione. va bè non scrivo più per stasera, starò solo a leggere.P

anna ha detto...

quando sonia chiama melania era vicino al monumento dei caduti dove si aggancia la famosa cella telefonica stiamo patrlando quindi fra le 14,53 e le ore 15 successivamente melania cammina o corre verso frazione colle 1,2 km da san marco,la corsa viene vista dal motociclista dai ciclisti e dalla persona anziana che passeggiava proprio a circa 1 km da colle san marco il quale addirittura fa la famosa telefonata al 113 che deve risultare registrata, telefonata scomparsa da qualsiasi inchiesta e indagine........vi sembra possibile questo? poi la coincidenza vuole che alla ore 16 fra san marco e san giacomo vengono viste due macchine sfrecciare ad alta velocità di cui una rossa da un uomo a cavallo............melania poteva essere benissimo dentro una di queste due macchine.......non dimentichiamoci mai che il cellulare di melania si trovava alle 16,53 a 3,2 km da ripe e non a ripe........come in modo falsato hanno detto gli inquirenti

ENRICO ha detto...

PINO

il video che ti ho segnalato è quello trasmesso il 4 maggio 2011 da CLV .

E' registrazione della 1° intervista a Ranelli. La moglie non si vede probabilmente perchè l'inquadratura di quel video è tagliata, mentre in altri filmati ( che ho visto anch'io e probabilmente ripresi in contemporanea da altre giornalisti presenti) è ben visibile.

Comunque è l'unica intervista che Ranelli rilascia nell'immediato ed in cui sia presente la moglie (il cui intervento è soottotitolato )

In tutte le altre il Ranelli, forse già,"imbeccato" dagli inquirenti,è molto più cauto e sembrerebbe quasi che voglia smentire quanto detto "a caldo" in un primo momento

In ogni caso cerca qui :

http://www.youtube.com/results?search_query=chi+l%27ha+visto+puntata+4-05-2011

In due delle 4 parti in cui è divisa la puntata del 4 maggio ci sono le interviste a Ranelli

PINO ha detto...

ENRICO
Deve essere come dici tu. Infatti il racconto di Ranelli è lo stesso, manca solo la moglie.
E' radicalmente notevole, invece, la differenza fra questa dichiarazione fatta "a caldo" da quelle rese dopo le "imbeccate" come dici tu. Ma, forse, anche perchè avrà considerato che insistendo con la versione fornita, si sarebbe messo nei pasticci, oppure, come qualunque altra testimonianza, la sua, per non essere conforme al tracciato del disegno accusatorio, sarebbe stata dichiarata INATTENDIBILE.
Io lo capisco, il povero chioscaio, ma non lo giustifico assolutamente.
Ciao Pino

ENRICO ha detto...

PINO

Lasciamo stare se Ranelli ha visto o no Melania , in ogni caso il chioscaio HA VISTO senz'altro Salvatore che dondolava la bambina sull'altalena, quindi questa scena era indubbiamente MOLTO anteriore alle 15.25 cioè risalirebbe a quando il caporalmaggiore non si era ancora messo in allarme per la scomparsa della moglie.

Diciamo le 14.40/50 max 15.00 ?

Di conseguenza i testimoni che hanno dichiarato di non aver visto NESSUNO alle altalene, a quali orari si sarebbero riferiti?

PINO ha detto...

ENRICO
Gli orari sono stati tutti "aggiornati" sostenendo che l'orologio della video camera del chiosco era indietro di circa 5-6 minuti. Cosa che è risultata falsa, a controlli "non ufficiali".
Si può solo stabilire, perchè risulta dai tabulati, che SP abbia chiamato la moglie alle 15,26, dopo il suo allontanamento avvenuto, a detta, sempre del militare, verso le 14-45-50
Ora, chi ha visto il Ranelli, arrivato solo qualche minuto prima a chiosco, secondo questa "tabella" orario, alle altalene?
Ed ecco che entra in giuoco il guasto dell'orologio della video camera del chiosco, che ritarderebbe anche l'ingresso reale di Parolisi al bar del cacciatore, alle 15,30, come affermato da vari testimoni, oltre che dai proprietari del locale.
Quì è la giostra temporale allestita ad arte, per colpevolizzare l'individuo più a portata di mano, e già quasi messo alla gogna dai mass media.

Sabry ha detto...

http://www.tvpitalia.it/notizia/2012/08/28/0008027/Omicidio_Rea_-_Parolisi_compie_gli_anni_in_attesa_del_processo.aspx





Per voi

Anonimo ha detto...

Delitto Melania Rea, dietro l'omicidio la pista della massoneria
L'Eco delle valli data 28 agosto 2012

risultato :
Spiacente, la pagina che stai cercando è stata cancellata o spostata altrove. Prova a cercarla nel nostro archivio.
/////////////////////////////////

qualcuno del blog è riuscito a leggere prima che fosse rimossa
così velocemente?
grazie
luc

Anonimo ha detto...

@Luc
La pagina c'e sempre. Vai alla home page del sito delle valli.
In "cerca" digita massoneria e trovi l articolo.
Francesco

Anonimo ha detto...

Scusa nome page Dell eco delle valli
Francesco

Anonimo ha detto...

Grazie, trovato.
mi e' capitato altre volte di leggere dichiarazioni e articoli riguardanti P.Ferraro a proposito della vicenda Rea, mi sembra la prima volta che Ferraro indica Parolisi come esecutore materiale, altre volte mi era sembrato di capire ritenesse responsabili alcuni appartenenti ad una massoneria deviata militare cui dovrebbe essere iscritto anche Parolisi, ma che quest'ultimo , non avesse partecipato anche se poteva sospettare quel che era successo.
luc

Sabry ha detto...

Infatti Luc....è la prima volta in effetti...ho letto anche io l'articolo che hai postato.

Sabry ha detto...

Voi credete a quello che dice Ferraro?

Anonimo ha detto...


Sabry
Personalmente alla parte in cui parla dell'esistenza del 'Programma Monarch (o qualunque nome abbia), utilizzato negli anni ’50 dalla CIA con lo scopo di influenzare e controllare il comportamento del nemico annullandone la volontà grazie al ricorso all’ipnosi, alla droga e alla tortura'si,nella parte in cui sostiene che P è esecutore materiale dell'omicidio no, non per partito preso ma perchè più volte abbiamo parlato dei tempi, orari,testimonianze, non aveva il tempo per farlo.
luc

ENRICO ha detto...

beh , se le cose stanno come riportato nell'articolo,

http://www.ecodellevalli.tv/cms/?p=48713

il caso e risolto !

Basta dimostrare che il caporalmaggiore in 0h.45 minuti (comprese le andate/ritorno in auto (olignano/Ripe/CSM) , ha compiuto l'aggressione mortale, dopo un veloce rapporto sessuale, con la vittima senza riportare alcuna traccia di sangue nè sulla propria persona nè altrove e senza accertarsi di aver ucciso la consorte

Quanto alla deturpazione del corpo, con questa tesi , la si potrebbe agevolmente "accollare" ad uno dei cosiddetti "adepti". Ed ecco che "i conti tornerebbero"

Che dire poi del "magistrato vicino alla massoneria deviata, il quale, non essendo riuscito in alcun modo a dissuaderla dai suoi intenti, avrebbe avvisato i responsabili della setta, condannandola praticamente a morte."?

visto che se ne conosce "nomme cognomme, patria e qualità" cosa si aspetta ad arrestarlo ?

Francamente faccio fatica a capire come si possano pubblicare simili congetture

ENRICO ha detto...

Ps :

Consiglio la visione di The Manchurian Candidate (2004) remake del film "Va' e uccidi" (1962) e di aprire un cineforum al riguardo :-)))

E' meglio quello con Denzel Washington o quello con Frank Sinatra ?

Sabry ha detto...

Infatti Enrico..è strano che un pm faccia dei nomi e poi i Pm non contestano la premeditazione quindi non capisco perchè nella prima ordinanza d'arresto mettono la presenza di un complice,mentre nella seconda scompare improvvisamente..certo infatti c'è l'impossibilità tecnica e poi non riesco a capire perchè un marito dovrebbe sfigurare così il corpo della moglie.per non parlare della semelogelina e di tutte le incongruenze del caso,di cui avete discusso spesso..

Anonimo ha detto...

...e dei tempi di chelazione dello zinco...

Anonimo ha detto...

...e la correlazione negativa del pH nei liquidi corporei (r = -0.908, P < 0.01) da 2 a 96 ore post mortem...

Anonimo ha detto...

sempre a proposito del passaggio preso dall'articolo dell'eco delle valli ,riportato anche da Enrico
"magistrato vicino alla massoneria deviata, il quale, non essendo riuscito in alcun modo a dissuaderla dai suoi intenti, avrebbe avvisato i responsabili della setta, condannandola praticamente a morte."?
quest'affermazione credo che ferraro l'avesse gia'rilasciata tempo fa , non ricordo dove se ne era già discusso, pertanto inizio a chiedermi quali siano i fatti giuridici esistenti e dimostrabili in possesso di ferraro, se ci sono questi fatti che se ne chieda riscontro nelle sedi competenti e si faccia chiarezza,no?
Diversamente significa forse che ognuno di noi puo' dire di chiunque qualunque cosa gli venga in mente ??
Chi mi puo'dare una risposta dal punta di vista giuridico in merito?
luc

PINO ha detto...

Nell'articolo che avete citato sono riportate, solo con qualche variazione ( quelle si farneticanti) e come un copia-incolla, tutte le ipotesi da noi attentamente vagliate, nel corso di lunghi mesi.
Di farneticante, come ho sopra scritto tra parentesi, c'è l'accusa di complicità ad un magistrato, mai arrestato, nè interrogato, e tuttora in servizio attivo presso la Procura romana, e l'assurdità di attribuire al Parolisi l'omicidio della moglie.
Possibilità, quest'ultima, già esclusa totalmente da prove, e non indizi, prodotte anch'esse in larga misura.
La "bufala" si mostra miscelata da fatti probabili ed assurdità che, se non sono fantasie giornalistiche, andrebbero qualificate come parto di una mente malata, al titolare della quale è già stata comminata una giusta "cura"

PINO ha detto...

@LUC
Ho letto dopo il tuo post, ma la risposta potrebbe andar bene ugualmente.P
p.s. perche il tuo nik non lo metti nella casella"URL"?

luc ha detto...

leggo ora la tua risposta Pino

luc

anna ha detto...

ho sempre pensato e immaginato che l'assassino o assassini di melania hanno partecipato al suo funerale,ho rivisto il video del funerale di melania c'è una persona che come viene inquadrata gira la faccia e si nasconde dietro i palloncini, la scena è fuori dalla chiesa nessuno fa caso alle telecamere solo lui si nasconde..........gli inquirenti hanno visionato i video per vedere se ci sono persone che si sono comportate in modo strano e comunque identificabili?

Mimosa ha detto...

@ Anna
di solito i CC seguono in borghese i funerali di persone di cui non si conosce l'assassino, e filmano, fingendosi reporter.
Non dovrebbe sfuggire nulla, ma se è trapelato in merito, non è detto che non abbianofatto le loro deduzioni.
Il problema è sempre che "comandano" i magistrati.
E poi lo sai che tra i CC c'era il famoso e impeccabile tenente Consales ...

Mimosa

Mimosa ha detto...

Ragazzi, sono andata su
http://paoloferrarocdd.blogspot.it/
e ho guardato un paio di video, in particolare la Conferenza di Ascoli Piceno e quella di Tortoreto … in questa il magistrato Ferraro appare al 40° minuto … ho resisto ancora un po’ ma non ce l’ho fatta ad andare avanti … troppo impressionanti gli scenari mondiali e locali … e troppo scottanti gli argomenti da trattarli e commentarli pubblicamente!
Antonello, non ci provare! Non riuscirei a commentare senza esporre troppo le mie deduzioni. E non è il caso.

Mimosa

Mimosa ha detto...

Però, qualcosa ve la voglio dire, a mia maniera.
Nell’articolo sopra discusso è scritto che il magistrato PF ha detto che Salvatore Parolisi «sarebbe stato l’esecutore materiale dell’omicidio di Melania, commissionatogli dall’alto», ma le affermazioni attribuitegli non sono virgolettate e quindi l’articolo può benissimo essere stato imbastito a gradimento dell’articolista e del suo editore ossia, come dice Pino, come una miscela di fatti probabili ed assurdità, tra cui spicca l'assurdità di attribuire al Parolisi l'omicidio della moglie.

Ma ragioniamo: in un’organizzazione così perfetta e capillare come quella massonico-militare, l’ordine di esecuzione capitale di una giovane donna (ficcanaso o in fase di ribellione), partito dalla centrale di Roma, mica va direttamente ad una delle ultime ruote del carro, ossia direttamente a suo marito, per coincidenza un caporalmaggiore dell’Esercito, c’è una scala gerarchica, altrimenti che organizzazione sarebbe?
Allora si deve pensare che vengano coinvolti i vertici interni alla caserma del 235°, già da alcuni media definita “a luci rosse”. Chi sono qui i vertici del gruppo? Non certamente il Comandante in capo, ma qualche stellato, forse, presumibilmente …
Continuando a ragionare sulla linea, di certo ci sarà stata una riunione, si saranno messi a punto i dettagli, e si è dunque deciso che la questione andava risolta prima della partenza della “pericolosa” donna per le festività pasquali ….
Ma come? dal 23 marzo si è aspettato un mese per prendere i provvedimenti? Ah, certo, dopo che i suoi genitori sono ripartiti, forse i piani erano tanti, non sapevano quale scegliere … o forse il caporalmaggiore resisteva …
Finalmente si è deciso per la prima giornata di bel tempo, serviva che ci fosse bel tempo per andare lassù. E se la giornata scelta/capitata era una delle giornate di esercitazioni di un’altra caserma ancora meglio … si potevano confondere le idee agli investigatori …
Allora, fissato il dove e il come, partito l’ordine, la squadra si è mossa, mica l’hanno mandato da solo allo sbaraglio, non era una “prova di coraggio” per un adepto all’inizio dell’arruolamento. Le cose, quando si fanno, si fanno a puntino, con qualcuno che supervisiona.
Innanzitutto gli hanno detto come fare a rendersi invisibile assieme alla sua auto per passare le strade e i viottoli controllati dalle sentinelle (c’è una polverina magica da spruzzare, polverina che addormenta i bambini così non vedono e sentono niente e neanche piangono), poi lo hanno vestito da superman in modo che tutte le sue azioni fossero veloci più del vento; a fatto compiuto gli hanno fatto una doccia superveloce in un pulmino con un paio di taniche d’acqua (così il terreno non assorbiva niente e nella fontanella non ci sarebbero state tracce), avendo anche cura di fargli cambiare braghette e maglietta con altre acquistate identiche a quelle che era calcolato dovesse indossare (tagliando il cartellino, che diamine, bisogna fare attenzione a tutti i particolari …), quindi, mentre lui sempre ancora coperto dall’invisibilità tornava a razzo a CSM per fare la pantomima (ripetuta chissà quante volte davanti allo specchio, compreso il vomito), sono intervenuti per manipolare il corpo e la scena.
La tempistica è salva, in un modo o nell’altro, ed era facile convincere medici legali e magistrati sugli orari e far deviare sul movente, in fondo lui se l’era cercata, l’imbuto se l’era fatto con le proprie mani … che pacchia!
Beh, qualcosa non è quadrata lo stesso, con tutta la fantasia che ci possiamo mettere.

PINO ha detto...

MIMOSA

Conoscevo già da tempo gli scenari di una situazione mondiale, a dir poco apocalittica, dedotti ed esternati da Paolo Ferraro, in pubbliche conferenze tenute in varie nostre città.
Pur non condividendo il contenuto generale di tale diorama, ho la sensazione che qualcosa di sostanziale ci debba essere alla base: non può essere nato dal nulla un costrutto così complicato, quanto verosimile nella sua descizione.
Ma come collegare questo macrocosmo finanziario e politico con la casalinga campana ed un graduato di truppa non troppo scolarizzato?
Francamente non ne trovo il modo.
Se esistesse un intrallazzo in cui la povera MR si fosse impelagata, ingenuamente o meno, lo vedrei più possibile, e di carattere e dimensioni molto più modeste circoscritte all'ambiente frequentato dal marito, dove avrebbe incoscientemente ficcato il naso, al solo scopo di spiare il marito.
Non volerei troppo in alto, anche se la teoria del dr. Ferraro rappresenta un'esca appetitosa che si lascia desiderare.
Ciao, PINO

ENRICO ha detto...

Buongiorno a TUTTI

@ PINO

la penso esattamente come te.

@ MIMOSA

avranno un bel da fare gli investigatori nostrani se vorranno trovare il colpevole.

A noi , nel frattempo, interessa che Parolisi esca dal carcere.

PINO ha detto...

ENRICO
Con la liberazione di Parolisi il nostro scopo sarebbe raggiunto, ma non penso che i mastini si lasceranno togliere facilmente l'osso azzannato.
Buon appetito! Pino

Sabry ha detto...

Paolo Ferraro Due L'articolo appresso copiato ... da voi pubblicato, costituisce un fatto grave rilevante a mio avviso ai sensi art 595 CP e non solo a mio danno. .
Indica affermazione da me mai fatta, e a favore della mia indicazione centinaia di articoli, dichiarazioni , commenti, conferenze pubbliche, e riporta accadimenti non esistiti .
In particolare : 1) non ho mai detto nè mai pensato che l'omicidio sia stato commissionato al marito di Melania Rea, ed anzi ho fornito indicazioni chiare a riguardo a tutto il paese ma anche alla autorità inquirente di Teramo. Anzi ho sempre precisato che l'accertamento sulla materiale esecuzione dell'omicidio richiede consoscenze e metodi di accertamento affidati esclusivamente alla magistratura inquirente ;
2) Tantomeno ho mai indicato ovviamente chi "abbia ordinato " al Parolisi .. il chè sarebbe anche ridicolo .. ma ho solo sempre parlato di dati e fatti certi o accaduti sotto diretta percezione e tutti da codesta testata on line pretermessi o artefatti implicitamente e , spero. ignoti a voi ( colposamente ).
3) E' falso e gravemente diffamatorio che i sia stato sottoposto ad un TSO. Vi è in rete una denuncia ed un analitico memoriale che indica che il dott. Paolo Ferrraro è stato tecnicamente sottoposto ad un sequestro di persona illegale. Qiesto fatto di particolare gravità è poi accaduto il 21 maggio del 2009 per impedire al sottoscritto di denunciare i fatti accertati nella Cecchignola.
. Di quali fatti si tratti e come siano stati provati in rete è ormai di dominio pubblico .
( www.paoloferrarocddgrandediscovery.blogspot.it ).
Vi invito pertanto a modificare immediatamente il contenuto dell'articolo ... riservandomi ogni azione a tutela



Gurdate un pò...c'è la smentita di Ferraro

Mimosa ha detto...

Grazie Sabry
me l'aspettavo la smentita, non poteva essere diversamente, ero più che sicura che lui non avrebbe mai e poi mai fare un'affermazione del genere!

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ SABRY

ctz Voi credete a quello che dice Ferraro?"

Se ti riferisce a quello che l'articolista del pezzo di cui sopra, FA DIRE a Ferraro, la mia risposta è: assolutamente NO

luc ha detto...

peertanto quindi quell'articolo è una bufala come diceva pino?
cose dell'altro mondo!
luc

ENRICO ha detto...

@ Luc

sinceramente, appena ho letto l'articolo mi sono chiesto come fosse possibile scrivere, e soprattutto pubblicare !, "un pezzo" del genere ( evidente frutto dell'interpretazione fantastica dell'autore) senza porsi il minimo scrupolo di accertarne l'attendibilità

luc ha detto...

Enrico
e chi avrebbe dovuto verificarne l'attendibilita'? come si fa a verificare l'attendibilita' di un articolo pubblicato su un giornale?
tu conosci il modo?

ENRICO ha detto...

@ Luc

mi riferisco all'articolista. E' lui che avrebbe dovuto accertarsi preventivamente che quanto aveva in testa di scrivere non fosse un parto della sua fantasia !

E' logico che poi chi legge ,spesso non sapendo con esattezza come stanno le cose, prenda per buone le parole di un tal "giornalista"

luc ha detto...

mah, comunque l'articolo è sempre li, nessuno lo ha modificato fino ad ora mi sembra.

sai cosa? vedremo gli sviluppi se ce ne saranno in merito, diversamente penserò a quanto accaduto come un fatto bizzarro ed anomalo.Sei daccordo?

Antonello ha detto...

@Mimosa
no certamente non mi avventuro in interpretazioni su argomenti cosi' delicati e scottanti, so solo che un'audizione a Teramo vi e' stata e di circa tre ore.
Durante questa audizione il Dr PF non puo' che aver notiziato gli inquirenti delle sue ripetute affermazioni riguardanti l'incontro di una donna del tutto uguale a M. negli uffici di Roma in orari di chiusura.
La donna dice che gli e' passata poi vicino, deve quindi aver avuto la possibilita' di vederla bene, e qualcuno deve aver visto che lui l'ha vista bene.
I progetti Mkultra e poi Monarch sono solo parte dell'inchiesta che lui aveva aperto nelle disponibilita' della caserma di Roma, di Ascoli non e' chiaro se abbia qualcosa ma non ne ha mai parlato.
Noto pero' che anche nel sito c'e' un ingorgo di parole, video e documenti che fa impallidire pure me, ed e' vero che se il giudice, visto parlare presumibilmente con M., era sotto "attenzione del suo collega PF non capisco perche' non si sia mai parlato di immagini di questa donna ipotetica.
Credo che tutti i tribunali abbiano nella loro disponibilita' sistemi di videosorveglianza, chi attenzionava avrebbe potuto concentrare quelle immagini a fascicolo, insomma se era cosi' strana quella graziosa presenza in orari non consoni ed in luoghi impropri con gente attenzionata perche' non verificare il tutto chiedendo i video della sorveglianza del palazzo almeno con entrata ed uscita della misteriosa donna???
Ho molti dubbi ma tutta la parte forse collaterale non e' certo invenzione di PF, i progetti esistevano e sembra esistano, sono riportati su moltissimi pubblici testi, il TDS esiste come il suo fondatore, addirittura negli Stati Uniti era associazione registrata come senza fini di lucro, quantomeno quindi esiste.
L'argomento e' ricolmo di tranelli ed ambiguita', forse affrontato con una pungente grezzezza che a me da da pensare.
Una via anticipata di difesa??? ora saltera' su Pino e mi scrivera' "ANTONELLO non puoi essere piu' chiaro???", ed a me scappera' da ridere, come fai ad essere chiaro su dei dubbi del tutto personali, ha ragione mi sa Mimosa, e non ritengo importanti le tessere di chi ha potuto compiere lo scempio, a me interessa il come, e persino liberare S. per me e' un effetto collaterale con le modalita' i tempi e gli spazi addebitatigli.
Ed anche li ho gia' espresso le mie perplessita' sulla questione spazio temporale che sembra dipinta ad acquerello da un furbesco Ellery Queen.

ManlIo Tummolo ha detto...

A PROPOSITI DI PROFESSIONI E PROFESSIONALITA'.

Sulle capacità inventive dei giornalisti, non c'è di che meravigliarsi, come pure sul loro servilismo verso i poteri costituiti. Già Alfieri (XVIII secolo) li descrisse in un feroce epigramma. C'è poi la serie felice di titoli sul "Moniteur" per la Marcia di Napoleone I da Tolone a Parigi all'inizio dei 100 giorni (1815, prima di Waterloo: da "orco corso" a "Sua Maestà Imperatore dei Francesi"). Il giornalista deve vendere i suoi fogli inchiostrati e ha tempo solo le ore notturne per scrivere la sua robaccia e farla pubblicare prima dell'alba. Già il caos creato e la serie di smentite per un giornalista sono tutto grasso che cola, celebrità e applausi dai colleghi. La verità ? E' per il giornalista un optional del tutto casuale e non richiesto.

PINO ha detto...

ANTONELLO

No, non salto fuori. Resto dentro perchè hai già giustificato che i tuoi sono dubbi, e come tali restano senza spiegazione.
Come farei, quindi, a chiedertene?
Alle "bufalate" catapultate ininterrottamente dovremmo essere abituati, ormai. Perchè vogliamo meravigliarci ogni volta che ne arriva una nuova?
Ciao ciao, Pino

ENRICO ha detto...

Sentite, questa storia del programma “monarch” lasciamola tutta a Ferrero

Sia che sia vera, verosimile o del tutto assurda, il suddetto magistrato non ha scampo : come minimo continueranno a dichiararlo pazzo sempreché non decidano di farlo fuori nell’ipotetico caso avesse messo in naso là dove non avrebbe dovuto

Eventuali complotti di questa portata dovrebbero coinvolgere poteri finanziari e politici di dimensioni megagalattiche i quali sarebbero ben determinati a preservarne la segretezza con TUTTI i mezzi a disposizione. FBI, CIA, MI6, MI5, Mossad, RIS, AISE, GRU, KGB, MAD, DRM, DGSE… ecc..ecc..ecc..
Pertanto dubito che un cittadino “qualsiasi” possa venire a conoscenza CASUALMENTE di tali oscure ed aberranti manovre tuttavia, anche volendo supporre per assurdo una tale incredibile eventualità , riterrei semplicemente inverosimile, oltre che ridicolo, immaginare che a costui ( o a costei) possa venire in mente di recarsi alla prima Procura a portata di mano per denunciare “il fatto”

Consiglierei di soprassedere su questo argomento a meno che qualcuno di voi, al contrario, lo ritenga fondamentale ai fini della discussione

Luc ha detto...

ok Enrico
buonanotte a te
luc

Mimosa ha detto...

ENRICO,
mi hai letto nel pensiero, quelle cose appartengono a poteri troppo al di sopra della portata di un cittadino qualsiasi, anche perché, come dice Antonello, non possono essere tutte cose inventate ... troppa gente ne parla e tanti sono i siti in Internet.
A meno che il “condizionamento” delle nostre menti non parta proprio da coloro che ne stanno parlando e agiscono per farci dubitare di tutto e di tutti … come le scie nel cielo… siamo arrivati al punto che crediamo persino allo scioglimento delle calotte polari e ai catastrofici cambiamenti atmosferici, mentre nessuno parla dello spostamento ormai di quasi 20° dell’asse terrestre dopo i violenti terremoti di Sumatra e del Cile di un paio d’anni fa, senza contare quello del Giappone, che ben “scientificamente” possono essere responsabili del ribaltamento delle condizioni climatiche … si capisce bene che scivolamento abbiamo fatto verso quello che è l’Equatore del Globo terrestre!
Nessuno ne accenna, come per il “buco nell’Ozono” quando ci hanno fatto sentire in colpa per decine di anni perché usiamo gli spay, mentre sono le uscite dei razzi per posizionare i satelliti che forano sempre lo stesso varco!!

Chiedo scusa per il lungo excursus, torno al caso.

Mimosa ha detto...

(continua)
Eppur tuttavia, perché mai M sarebbe dovuta andare fino a Roma, alle 7 di sera, quindi in gran segreto, per denunciare fatti, gravi, chissà come scoperti? Eventualmente aveva altre Procure a portata di mano, Napoli per esempio, visto che il 23 marzo ancora vi soggiornava … oppure poteva aspettare qualche giorno e farlo ad Ascoli. E perché proprio doveva andare da quel magistrato di Roma?
Se era lei la donna vista da PF, non andava a “denunciare”, ne era “convocata” (se diamo credito a PF).
Non so se l’argomento possa essere considerato come dici tu “fondamentale ai fini della discussione”, ma probabilmente una qualche luce potrebbe fare sulla unidirezionalità, caparbia, delle indagini.
I genitori hanno la bocca cucita in proposito, eppure la ragazza non può aver agito da sola …
In ogni caso Parolisi il 23 marzo era ad Ascoli, chi avrebbe dovuto essere l’uomo che accompagnava la donna tanto somigliante a M? Un suo parente stretto?

Ad ogni modo, io continuo a credere che sia assai importante capire il significato del deturpamento del corpo.
Colui che ha segnato con le tre tipologie di incisioni il cadavere di M ha un ben preciso profilo, un individuo dallo stomaco robusto, uno che aveva un preciso motivo per farlo.
Come ho detto diverse volte, non penso si tratti di un “depistaggio” ma piuttosto di un “messaggio” se non di una “firma” … alquanto personale, dato che non si conoscono altri casi simili (tranne quelle sul corpicino di Yara nel bergamasco).
Messaggio è piuttosto aver fatto trovare il corpo di M all’aperto.
Avrebbero potuto seppellirlo come la Goffo, o gettarlo in uno dei tanti anfratti dei dintorni.
CHI ha voluto farlo trovare? C’era un ordine ben preciso? un copione preordinato da rispettare?

Credo che siamo ancora lontani dalla verità. A meno che questa non sia tanto semplice e banale che sfugge ai nostri occhi.

Mimosa

PINO ha detto...

DOVE CERCARE

"Credo che siamo ancora lontani dalla verità. A meno che questa non sia tanto semplice e banale che sfugge ai nostri occhi."

Questa la conclusione con la quale Mimosa conclude il suo lungo commento.
Ed io non posso che condividerlo tale dubbio, avendolo manifestato anche nel mio ultimo intervento delle 9,11 di ieri.
Abbiamo forse mirato troppo in alto, mentre l'obiettivo era più "terra-terra", banale e sempliciotto?
Se riconsiderassimo con mente più fredda, e scevra dalle naturali emozioni che un caso del genere ha suscitato, al primo impatto, in ognuno di noi, potremmo scoprire un insospettato e diverso scenario entro cui i vari elementi che lo compongono, facciano parte di una collocazione ambientale diversa da quella mirata ed analizzata da tutti noi, fin dall'inizio della ricerca.
Voglio dire, infine, che forse, non avremmo dovuto allontanarci troppo dal collegamento personaggi-ambiente, tracciandone i margini di contenimento.
Siamo andati, probabilmente troppo oltre. Forse in uno spazio nulla, dove nulla c'era da ritrovare.
Forse, se fossimo restati con i piedi incollati su un terreno magari scialbo, gretto ma maledettamente reale, avremmo potuto intrevvedere, appunto, e forse, nella sua banalità, quello che abbiamo invano cercato in una dimensione errata.
E' possibile. Quindi il dubbio persiste.
Pino

Manlio Tummolo ha detto...

Carissima Mimosa,
aggiungo a quello che hai scritto, e che approvo largamente ib merito di "catastrofi", che molti, parlando della Groenlandia che si "sgela", dimenticano che il suo nome vuol dire "terra verde", e che era abitata, come pure il Canada nord-orientale (Vinland) da autoctoni amerindi e immigrati vichinghi circa 1000 anni fa, un'inezia in termini geologici.Queste zone, tra l'altro, sono state riscoperte e riesplorate da circa un secolo poco più, un'inezia ancora minore rispetto ai mille anni.
Quanto ai condizionamenti, i vari governi, non solo dittatoriali, ma anche sedicenti democratici hanno mirato a condizionare le folle, come i singoli e i gruppi per dominarli meglio. Forse i dettagli non sono quelli esatti, ma certo che un programma "Monarch" o simile è da sempre studiato, fin da quando si sono fatti studi sulle associazioni psichiche, sul comportamentismo, sul cosiddetto "behaviorismo" americano. I nomi di Pavlov per i Russi, Watson e Skinner per gli anglosassoni costituiscono le radici ideologiche e metodologiche di tali operazioni. Per tali dottrine, una mente libera e critica non può sussistere, ma solo menti condizionate (la pubblicità ne è l'applicazione spicciola e la recente questione delle tasse sulle bollicine e sugli zuccheri ne è l'infinitesima riprova).

luc ha detto...

@Pino
perdonami ma non penso che l'ambientazione della morte di M sia da ricercare in un 'terreno scialbo e terra terra'per riassumere.
Ora, a parte "l'atipicità " del contenuto dell'articolo di ieri gia' discusso e su cui non intendo tornare , ho sempre trovato le dichiarazioni di PF credibili in linea di massima , mi sembra di ricordare che anche 2 persone che hanno indagato sul caso rea hanno avuto degli strani incidenti.Ecco, non credo alle coincidenze.PF ha dato molto fastidio a qualcuno e se ha dato fastidio è perchè (inparte o totalmente)quel che dice è vero.
Non mi risulta che nei casi di sara, yara e goffo si siano verificate tante stranezze quanto nel caso di M.
Stranezze tecnologicamente avanzate come la ripulitura del telefono M , incidenti occorsi a persone che indagano sul caso (o è una bufala anche questa?)
ora va bene che non si vuole parlare di poteri forti che agiscono nell'ombra, fa paura,disagio,inquieta fortemente ma non per questo bisogna sforzarsi di trovare una soluzione semplice e di comodo, per tutti.
Melania aspetta ancora giustizia per quel che le è capitato.
luc

Mimosa ha detto...

@ PINO, pensa, ho trovato un vecchio commento di Massimo del 16 ottobre 2011 che calza a pennello con quanto dici:
«se trovassimo il soggetto che sta comodo in ogni fase avremo l'ipotesi più probabile».

ma a me pare che i soggetti "calzanti" potrebbero anche essere più di uno ed essersi alternati nei ruoli.
Anche se ciò che dobbiamo vedere può essere terra terra, gli autori hanno ben saputo confondere le acque.
Quindi il dubbio persiste, certo, ma quale mente ha saputo pianificare un programma simile?
Non può essere tutto "casuale".

Ciao, Mimosa

Mimosa ha detto...

@ Manlio, perfetto,
le terre verdi, ricoperte dai ghiacci ben che di più recente!!! ma basta guardare i quadri del cinquecento e seicento: tutte le figure sono coperte da pesanti e abbondanti stoffe e portavano maniche lunghe anche d’estate, mentre nelle pitture del duecento/trecento vediamo donne scollacciate e vesti leggere (non sono tutte ritratte d’estate, no?), questo per dire che le variazioni climatiche sono cicliche e la memoria dell’uomo labile.
La mente umana è facilmente influenzabile e hai giustamente ricordato Pavlov e i meccanismi della pubblicità a cui aggiungiamo il marketing per finire con un certo giornalismo dove è il giornalista che “fa la notizia”
non per niente lo chiamano il “quarto potere”.

Ciao, Mimosa

ENRICO ha detto...

La notizia che Melania, alcune settimane prima del suo assassinio, sia stata vista dal Ferraro in Procura a parlare con il sostituto procuratore Stefano Pesci, non ha mai trovato nè conferme nè smentite.
Se malauguratamente questa vicende dovesse aver sfiorato, anche solo di sfuggita ed inconsapevolmente ,interessi e segreti legati ai c.d. "poteri forti" dubito se ne potrà mai sapere qualcosa.
Se avete tempo ( e se non l'avete già fatto ) date una scorsa qui

http://www.scoop.it/t/cdd/p/2192758158/omicidio-melania-rea-e-la-pista-della-massoneria-primadanoi-it?sc_source=

Da Dallas alle Twin Tower, da Portella della Ginestra alle stragi di Falcone e Borsellino( tanto per nominarne solo alcune) le teorie "complottiste" non hanno mai potuto essere dimostrate
Questo non vuol dire che siano parti di menti malate. Al contrario.Tuttavia “quei poteri “ che hanno concepito ed eseguito crimini di tali dimensioni l’hanno sempre fatta franca.

Però, nel nostro caso, penso sia preferibile volare più basso proponendoci come unico intento quello di “salvare il soldato Salvatore" ( se effettivamente non dovesse essere il responsabile *fisico* dell’aggressione della moglie)

Dilatare i contorni della vicenda investendo argomenti tanto complessi è senz’altro interessante ma ritengo debba far parte di un forum dedicato

Ps @ MIMOSA

ctz. "non per niente lo chiamano il “quarto potere”.

Hai dimenticato il QUINTO POTERE : la televisione.

Magari fossimo ancora fermi alla carta stampata !

Anonimo ha detto...

Se fosse una storia di servizi, il corpo non avrebbe parlato. Il mistero consiste nel rifiuto di prestargli ascolto.

ENRICO ha detto...

Ecco un "anonimo" che interviene con una riflessione sensata. Non capita spesso.

In effetti quel corpo cerca di dirci qualcosa ma, stranamente, si sta facendo di tutto per farlo tacere.
Soprattutto riguardo l'ora del decesso che, dopo tante discussioni qui nel forum e dopo aver analizzato tutti gli elementi autoptici di cui potevamo ufficialmente disporre, non può essere avvenuta tra le 14.40 e le 15 del 18 aprile.

PINO ha detto...

ENRICO, l'anonimo ha dato l'indicazione più logica. Quella che molti grandi anatomopatologhi hanno sempre sentenziato: IL CADAVERE PARLA!
Dice tanto; dice tutto. Basta saperlo ascoltare.
Come mai nel caso di MR IL CADAVERE RESTA MUTO?
Forse parla una lingua diversa, fatta solo di mimica?
Eppure era lì, a disposizione di chiunque volesse ascoltarlo.
Se fosse stata una vittima del "potere", il corpo non sarebbe stato lasciato in quel posto, a disposizione di chiunque avesse voluto leggere la sua storia.
Pino

PINO ha detto...

@ LUC
Non ho scritto quello che hai interpretato. Ho solo rimarcato il dubbio di Mimosa, su una diversa direzione di ricerca. P

Manlio Tummolo ha detto...

Carissima Mimosa,
sempre sul tema "Monarch", ricordo un articolo di un'ormai vecchissima "Selezione dal Reader's Digest", che i soliti Americani, che amano vincere "facile", sperimentavano su gatti una certa sostanza che li rendeva paurosi dei topi, con tanto di disegnino. Se ripesco la vecchia Rivista (le cose vecchie le trovi quando non le cerchi, non le trovi quando le cerchi: avevo tutta una serie a portata di mano, poi per riordinare una cosa, le ho messe non so dove), farò una citazione più precisa. Ovviamente lo scopo era militare, veder come spaventare il nemico anche per la propria ombra.

Antonello ha detto...

Io suggerisco calma e sangue freddo, il corpo ha parlato eccome, nel bene e nel male, il problema del 'non ascolto" almeno da parte mia e' che ha detto cose illogiche rispetto alle "scientifiche" ricostruzioni di cui parzialmente abbiamo stralci da ordinanze e frasi tratte da memorie difensive.
"Sentire" dunque e "non ascoltare" diventa un imperativo investigativo, investigativo puro intendo e non condizionato da assoluzionismi o colpevolismi, la ricerca della verita' di cui si e' tanto parlato insomma.
La base del "non ascolto" e' fondata su basi ultrasolide, certi ambienti speculano sulla verita', guadagnano la pagnotta sul dubbio, la ricerca della verita' fonda invece se stessa proprio sul dubbio.
"Ho ascoltato bene???", "Cosa avrebbe detto???", "Ho sentito???", perche' se un corpo mi dice che la legge di gravta' ad esempio e' stata temporaneamente sospesa o se mi dice che il tempo convenzionale e' estensibile a piacimento non ci siamo piu', siamo ad un livello piu' alto, o piu' grezzo, ma non siam sulla pista della verita'.
Non so voi, ma io sento e non voglio ascoltare perche' vedo del torbido, a quel corpo per tanti versi e' stato imposto di dire cio' che qualcuno voleva ci dicesse e cio' che qualcun altro voleva appunto ascoltassimo.
La ricerca della verita' e' attivita' ben piu' profonda ed intellettualmente onesta, la mente non e' un Tribunale, in Tribunale e' vero solo cio' che come tale si puo' dimostrare possa essere.
La lotta qua e' doppia, i depistaggi tripli, alcuni consapevoli altri meno, alcuni logici ed altri illogici, in un quadro forse irrimediabilmente inquinato, al centro quindi il dubbio e non le finte certezze che si vuole insistentemente dare in pasto.
Come fai ad accettare come verosimile che un corpo possa dirti che per due giorni non sarebbe stato avvicinato da nessun animale a 1.200 m. s.l.m. in un luogo isolato con bacinella d'acqua a disposizione??? Quel corpo e' stato trasformato in illogicita', e taluni continuano a leggerci cio' che gli conviene o cio' che corrisponde alle proprie tesi e questa non e' ricerca della verita', secondo me.

Antonello ha detto...

Lasciando perdere l'area 51 e tutta la parte sperimentale che comunemente viene denominata "fenomeni ufologici" ritengo sia vergognosa per la civilta' umana tutta la cronistoria degli esperimenti condotti sull'essere umano, in special modo su militari e soldati, nel mondo.
Mkultra e' solo uno dei tanti crimini contro l'umanita' ed in spregio di tutte le convenzioni in pubblico ratificate dai diversi stati.
Siamo in moltissimi casi in scenari che farebbero rabbrividire i nazisti e non mi sembra nemmeno giusto non "riconoscerci", talvolta per cecita' ed altre per conveniente opportunismo, per cio' che mettono in atto i nostri "scienziati".

Qui otto fra i piu' spietati esperimenti che si sappiano fra i quali Mkultra:
http://lotand.blogspot.it/2012/02/esperimenti-terrificanti.html?m=1

Ritengo un disonore che determinati settori siano occupati da gente che studia tutto il giorno come far scoppiare guerre per interessi del tutto privati, inutili e da vincere senza combattere.
Ricordo che pure a Risiko od a Dama vi sono normalissime regole e lealta' da rispettare, questi pseudogovernanti potrebbero giocarsi una partita a scacchi accettando lealmente i responsi invece di agitare guerre per arricchire fabbriche di armi.
Scusate l'OT, se cosi' e' da considerarsi.

Pamba ha detto...

Ragazzi, c’è chi fa di professione il profiler e dovrebbe avere gli strumenti per capire!

Era la fine d’Aprile quando il tenente colonnello dei CC Giorgio Manzi, del Reparto analisi criminologiche consegnava la sua relazione agli inquirenti.
Purtroppo non conosciamo quanto c’era scritto. Secondo quanto riportato dai giornali, il colonnello, intervistato, avrebbe detto: Un killer donna? «Compatibile, è una delle ipotesi...» Dunque anche agli esperti, nei primi giorni, ipotizzavano il delitto d’impeto da parte di un assassino donna.

Tutto questo sulla base delle lesioni, della profondità delle stesse e della modalità di colpire in modo non professionale. Ne avranno dedotto anche l’altezza dell’ipotetica assassina?
Certo che ci sarebbe una bella differenza, di forza ed altezza, con un uomo di 190 cm, addestrato militarmente. ..

http://www.corriere.it/cronache/11_maggio_01/Su-Melania-ferite-superficiali-La-pista-di-un-assassino-donna_073c0658-73c2-11e0-9346-82c59ffdc490.shtml

Pamba ha detto...

Pino

ctz “Se fosse stata una vittima del "potere", il corpo non sarebbe stato lasciato in quel posto, a disposizione di chiunque avesse voluto leggere la sua storia”

Sono d’accordo con te e aggiungo che se fosse stata vittima del marito, non sarebbe stato lasciata –forse addirittura in agonia- in un posto del tutto riconducibile a lui.

Tra tutti depistaggi ed inquinamenti della scena del delitto, che ci rendono così difficoltosa la ricerca della verità, come ben delineato da Antonello, io mi continuo ad interrogare su quei segni tracciati a sangue sul corpo della povera donna, quasi un marchio…animale, perché non è una cosa da poco incidere un cadavere.

Non credo proprio che questi siano depistaggio né, tanto meno, possano essere ricondotti a chi ha una relazione affettiva con la vittima (i tecnici, in questo caso, parlerebbero di undoing, cioè il tentativo di ridurre l’impatto emozionale di quanto commesso).

ENRICO ha detto...

@ PAMBA

ctz"né, tanto meno, possano essere ricondotti a chi ha una relazione affettiva con la vittima (i tecnici, in questo caso, parlerebbero di undoing, cioè il tentativo di ridurre l’impatto emozionale di quanto commesso).

soprattutto se eseguiti "a freddo" poche ore prima del ritrovamento del cadavere come scritto nell'autopsia

Mimosa ha detto...

PINO, che per molti versi considero il mio faro illuminante, ha scritto ieri mattina:
«Se esistesse un intrallazzo in cui la povera MR si fosse impelagata, ingenuamente o meno, lo vedrei più possibile, e di carattere e dimensioni molto più modeste circoscritte all'ambiente frequentato dal marito, dove avrebbe incoscientemente ficcato il naso, al solo scopo di spiare il marito».

Questa affermazione coinciderebbe con una delle mie vecchissime ipotesi che, tuttavia già inserivo in uno scenario di torbidi segreti di servizi più o meno deviati, di cui il caporalmaggiore era un’insignificante pedina ma che agli occhi di una moglie sospettosa di tradimenti coniugali sono balzati agli occhi come trama da cui difendere il marito.
Ossia, lei seguendolo per beccarlo in flagrante telefonata con l’amante, ha visto cose che non doveva vedere,
insomma ne ho scritto in un articolo che Massimo ha pubblicato.
Però qualche commentatrice ha sottolineato: gli correva dietro a piedi? non avendo l’auto, qualcuna la accompagnava?
Non è un lapsus … ho scritto “qualcuna” al femminile, perché tra amiche ci si dà una mano per spiare il “sospettato”.
Allora se ne dovrebbe dedurre che anche l’amica fosse venuta a conoscenza, se non altro per aver assistito e per lo sfogo di successiva confidenza.
Un’amica che doveva considerarsi “fidata” e che invece, per fare bella figura, ha messo in guardia qualcuno di altolocato?
un’amica che alla fine ha fatto il doppio gioco?
(continua)

Antonello ha detto...

@Pamba
difficilmente un uomo si porta dietro due od anche una sola scarpa da donna per dissimulare una qualche responsabilita' femminile, forse nel caso di premeditazione ben studiata.
Qui vi sono colpi molto profondi e vitali (al fegato) alcuni sferrati per inibire il movimento, onestamente ad un uomo servono poco sempre ammesso che M. aveva anche un fisico non indifferente.
Attaccare una donna alla schiena insomma e' una strategia particolare, e per le ipotetiche diverse forze in campo e per anche una qualche lealta' immaginabile pure nel piu' cruento degli scontri.
Vi sono poi una moltitudine di similcolpi piu' legati forse a sadismo ed ad un dubbio legato alla linea di demarcazione fra aggressione e depistaggio.
Insomma la vera successione dei colpi puo' dirci qualcosa di piu' su cio' che puo' essere accaduto, sul profilo e sui perche' tanto agognati oltreche' su ipotetiche dinamiche.
Senza perizia e senza le relazioni sulla Blood Pattern Analisys ritengo inpraticabile questa strada, il rinvenuto reale e' pur sempre l'unica bussola sulla base del quale interpretare e ricostruire.
Direi che se aggressione vi e' stata, nella disgraziata ipotesi in cui possa essere estrema la posizione di demarcazione del depistaggio, ha dei chiari rilievi femminei a parte anche le orme.
Parla di onore, di una M. che era ostacolo di chi, nel caso di aggressione, ha potuto portare a termine la sua vita, ma onestamente non credo al luogo di rinvenimento come quello di aggressione ipotetica.
Un'aggressione di quel tipo avrebbe dovuto riportare ben diversi segni sul terreno, ed il terreno casualmente sembra sia un particolare sfuggito, forse per il buio notturno, a chi ha potuto, sempre nel caso, aggredire o depositare inscenando.
Ad esempio, se la vittima ad un certo punto, come mostrerebbero i segni alle ginocchia, e' potuta veramente cadere sulle stesse, come mai non e' stato identificato il punto esatto??? Alle ginocchia eppure vi dovevano essere segni di terriccio, ed in un prato di aghi di pino il terriccio scoperto non e' cosi' poco rintracciabile.
Trovo che anche un possibile rilievo di sadismo possa essere componente di un regolamento di conti intimo o risultato di profili imbottiti di droga, se dovessi dare il mio punto di vista a tutti i costi io cercherei di comprendere meglio le personalita' della soldatessa arrestata, di Son. e di un'altra che non mi sento nemmeno di ipotizzare, insomma trovo che vi siano margini di approfondimento notevoli e tutti ancora da indagare nelle visioni d'ipotesi.
Molto importante tutta la parte sottolineata da Annika ma tutta ancora da contestualizzare, ad esempio se la Sg fosse stata trafugata da qualche refrigeratore la notte del 20/04/2011 ed inoculata dopo il deposito del corpo che risultati avrebbero ottenuto le analisi??? Le stesse???
Su quali basi poi l'amante di S. si dice "certa" dell'innocenza di S.??? A me risulta che vi sono tuttora molti dubbi sul luogo di ipotetica aggressione e piu' si sposta verso CSM e piu' tutto ridiventa possibile, in una due giorni in cui nessuno mi sembra sia "certo" di cosa possa essere successo, sembra di poter dire che "con ragionevole e logica certezza" S. non puo' aver compiuto il rinvenuto da solo, nei modi, tempi e dinamiche ma sopratutto nel luogo come imputatogli.

Mimosa ha detto...

Sempre il Maestro Pino, stamattina ha scritto:
«Se riconsiderassimo con mente più fredda, e scevra dalle naturali emozioni che un caso del genere ha suscitato, al primo impatto, in ognuno di noi, potremmo scoprire un insospettato e diverso scenario entro cui i vari elementi che lo compongono, facciano parte di una collocazione ambientale diversa da quella mirata ed analizzata da tutti noi, fin dall'inizio della ricerca. Voglio dire, infine, che forse, non avremmo dovuto allontanarci troppo dal collegamento personaggi-ambiente, tracciandone i margini di contenimento.»

D’accordo, allora proviamo a tornare sugli intrallazzi all’interno della cerchia delle amicizie della coppia, amicizie che non sono solo quelle in casa, anche quelle di caserma.
Sembra anche a voi che il “soggetto comune” c’è e si chiama SV?
E’ la dirimpettaia di pianerottolo, è colei che ha tanta confidenza da piegarle le mutande stirate, colei che sa tutto sulla coppia e sulle loro abitudini, sulle malattie e sui telefonini di M, colei che si faceva sempre portare alle manifestazioni in caserma e assieme fanno cene, gite e passeggiate, non sempre con il marito presente.
Colei che il 18 aprile ha telefonato a M in un momento cruciale con la scusa di chiederle una cosa di cui avrebbero parlato lì ad un’oretta, colei che le fa un paio di telefonate a vuoto, solo dopo che Stefania le dice che M è scomparsa, e non si preoccupa di non vederla arrivare all’appuntamento delle ore 16.
Questa donna è davvero in mezzo a tutto, però ha sempre mostrato una serenità e una tranquillità nelle interviste, come un’attrice consumata e non come una che ha perso da pochi giorni la più cara amica, è la più ridanciana di tutte le compagne che vengono intervistate (Valentina, Imma, Stefania), persino scherzando sul sentimento di invidia/gelosia che provava nel vedere l’idillio tra i coniugi.

Insomma, non me ne voglia Sonia e chiunque stia dalla sua venerabile parte … ma la sua figura ci risulta alquanto da chiarire, forse per gli inquirenti sarà tutto chiaro, ma perché allora lei non si difende, anche in modo anonimo, da tutte le insinuazioni che da un anno circolano nel web?

Mimosa

Antonello ha detto...

Abbi pazienza Mimosa, ho incrociato inavvertitamente i tuoi due commenti.

PINO ha detto...

PAMBA
La calza l'abbiamo rivoltata troppe volte, ritrovandoci sempre al punto di partenza.
Se poi mettiamo da parte anche quei pochi punti-chiave determinati dalla nostra ricerca, svolta collettivamente per lunghi mesi, con sterili polemiche e puerili personalismi, non avremo più neanche la calza con la quale gingillarci.
Per cui, dopo aver sviscerato tutte le idee possibili, ho pensato che quei "dubbi" ricordati da Mimosa, e mai lasciati da parte anche da me, potevano, FORSE, essere resi più chiari, se guardati da un punto diverso, ed impostati in uno scenario di differente livello sociale.
Con la diversa ottica, si avrebbero diverse interpretazioni sul vilipendio del corpo senza vita della vittima, del luogo di ritrovamento, e della dinamica stessa dell'omicidio.
Oltre, naturalmente, ad una diversa "lettura" di quello che il cadavere di MR evidenziava, e che l'anonimo delle 15,06 cosi rilevava:
"Se fosse una storia di servizi, il corpo non avrebbe parlato. Il mistero consiste nel rifiuto di prestargli ascolto."
E' stato ascoltato, nella misura che si doveva, quel corpo senza vita?

Antonello ha detto...

Volevo poi segnalare una curiosita' OT riferendomi ad un simpatico commento dei "Fratelli Grimm' inserito parecchio tempo fa.
La fiaba della "Bella addormentata nel bosco" ha un titolo ripreso erroneamente, il titolo originale era "La bella nel bosco addormentato" mentre nella versione dei Fratelli Grimm era intitolata "Rosaspina" in onore dei rovi che dovevano difendere il castello nei cento anni di sonno della principessa che li giaceva.

http://it.m.wikipedia.org/wiki/La_bella_addormentata_(fiaba)#section_5

Mimosa ha detto...

@ Antonello,
giustamente hai scritto
«se la vittima ad un certo punto, come mostrerebbero i segni alle ginocchia, e' potuta veramente cadere sulle stesse, come mai non e' stato identificato il punto esatto??? Alle ginocchia eppure vi dovevano essere segni di terriccio, ed in un prato di aghi di pino il terriccio scoperto non e' cosi' poco rintracciabile».

Io aggiungo: e come mai la perizia autoptica dice che «la vittima, prima è caduta in avanti come dimostrano l’ecchimosi sulla coscia sinistra e gli imbrattamenti di terriccio alle ginocchia e sulle scarpe» (ATTENZIONE "sulle scarpe"), e poi dice «L’esame dei luoghi non ha permesso di rilevare alterazioni del fogliame circostante che possano indicare che vi è stato trascinamento o spostamento del corpo»?
Da ciò, pertanto, se ne dedurrebbe che neanche siano risultati “rilevabili” segni di lotta, di fuga, di assalto, … eppure un certo numero di persone dovevano essere presenti, e comunque la ragazza certo non è stata ferma a prendersi i colpi.
E come mai altresì erano visibili le impronte di pneumatici di un’auto?

Mimosa

PINO ha detto...

MIMOSA, è proprio quello il livello che abbiamo trascurato fin dall'inizio. Stavolta sei tu che hai colto nel segno. (a questo proposito sono quasi pentito di aver sempre preso alla leggera le continue segnalazioni della nostra confusionaria Anna, sull'ambiente ed i personaggi che, senza reticenza segnalava)
Forse battendo il martello sulla parte debole del muro casereccio, potremo trovare il varco.
Pino

Tiziana ha detto...

Pamba
non avevo ancora letto l'articolo del Corriere della sera che ci hai segnalato. Devo dire che è molto interessante. Chissà come mai gli inquirenti non hanno seguito quella pista, pur essendoci tanti indizi in tal senso.

Mimosa ha detto...

@ Tiziana,
proprio in quei giorni, INVECE, si stava per “aggiustare” il tiro contro SP, tanto che era stata richiesta una seconda autopsia eseguita il 3 maggio, con una nuova versione dei fatti, strano vero?

Ciao e bentornata (forse anche buonanotte)

Mimosa

Tiziana ha detto...

Sì Mimosa,
se non vogliamo pensar male diciamo solo "strano".

Ed ora, effettivamente, buonanotte, sono tornata giusto in tempo per andare a lavorare, spero di riuscire ad alzarmi domani (anzi oggi) mattina.
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

ENRICO (15.57) e PINO (18.30)

Esattamente. Il corpo ha parlato in modo chiaro e fin troppo eloquente, dichiarando apertamente ora del decesso e mano assassina. Di tutte le tracce estranee campionate, solo un DNA residuale viene attribuito a Parolisi; se fosse stato fresco ed abbondante sarebbe stato possibile conoscerne origine o provenienza. Tutti gli altri, freschi e lasciati in fase omicidiaria, tra cui 1 DNA femminile e vari maschili sotto le unghie e sui polpastrelli, 5 formazioni pilifere sul corpo, semenogelina abbastanza abbondante al suo interno da essere rilevata come positiva e DNA maschile sulla biancheria intima, sono stati completamente ignorati. Chi doveva comprendere il messaggio lo ha compreso perfettamente ma misteriosamente ci si rifiuta di puntare al vero colpevole e dichiarare la vera ora del decesso.

Roberto

Sabry ha detto...

Ho trovato questo articolo nel web
riuscite e vederlo voi?io no

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2012/08/30/765276-melania-rea-donna-presente-colle-san-marco-mai-ascoltata.shtml

Anonimo ha detto...

@ Sabry

forse si apre qui

http://affaritaliani.libero.it/cronache/melania-spunta-una-testimone-mai-ascoltata310812.html

Anonimo ha detto...

Qui si legge:
http://www.notiziedabruzzo.it/cronaca-abruzzo/omicidio-melania-rea-un-testimone-mai-ascoltata-una-donna.html

K@

Anonimo ha detto...

Sul testimone menzionato nell'articolo,
precedenti notizie di cronaca, p. es., qui:

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/omicidio-rea-avvocato-lolli-mai-visto-parolisi-a-colle-san-marco/26655-4/

K@

anna ha detto...

il testimone Ranelli vede con certezza parolisi alle ore 15 o 15,18 l'orario della videosorveglianza va benissimo,
altri testimoni,motociclista-ciclisti e persona anziana vedono Melania,i cani inoltre annusano l'odore di melania a san marco .................

dove è andata a finire la famosa telefonata fatta il 19 aprile da una persona anziana al 13 che dichiara di aver visto melania dirigersi verso fraione colle rincorsa da altre due donne?

quest'uomo ha telefonato prima che venisse scoperto il cadavere di melania............

Anonimo ha detto...

Già che si è nuovamente parlato del "programma Monarch" vorrei ricordare, che il magistrato PF ha svolto indagini che lo hanno portato alle conclusioni finali a seguito della scoperta che la sua donna, vedova di un graduato, era oggetto di esperimenti. Da qui ha eseguito delle registrazioni in casa della compagna. PF parla di ipnosi e di metodi che annullano la personalità della vittima. Da qualche parte ho letto che qualcuno (non ricordo chi) avesse affermato, e poi smentito, che M. ricevesse, in assenza del marito, numerose visite. Si potrebbe quindi ipotizzare che M. fosse vittima di esperimenti legati al programma in questione, che si fosse, in qualche momento di coscenza, resa conto della situazione e avesse deciso di parlare. Con una ipotesi di questo genere ci potrebbe stare anche il rapporto sessuale avuto prima della morte, consensiente in quanto avuto sotto ipnosi.
Aiutatemi a sviscerare meglio questa ipotesi.
Un ciao a tutti
Marilia

Anonimo ha detto...

bisogna anche tener presente che un sintomo classico di schizofrenia e' l'ossessione di essere eterodiretti e che qualcuno cerchi di influenzarti--

lazy

ENRICO ha detto...

@ Marilia

ctz"Si potrebbe quindi ipotizzare che M. fosse vittima di esperimenti legati al programma in questione, che si fosse, in qualche momento di coscenza, resa conto della situazione e avesse deciso di parlare."

andando a denunciare "il fatto" ( senza prove, documenti, registrazioni, nomi cognomi ecc...) al primo che passa ?

Non vorrei dire ma, a meno di non essere completamente sprovveduti, mi sembra un'eventualità alquanto improbabile

ENRICO ha detto...

@Marilia

Ps: a parte in fatto che non vedo per quale imperscrutabile motivo M dovesse essere stata sottoposta a questo fantomatico "trattamento"

Anonimo ha detto...

state impazzendo, ma chi ve lo fa fare, pensate ad altro che è meglio. non è possibile che al primo che passa in mente una stronzata tutti gli altri nseguono a ruota con altre.... ma vi rendente conto che siete ridicoli.

Antonello ha detto...

@Roberto
Che il corpo abbia parlato e', secondo me, vero sino ad un certo punto, o meglio ha parlato e fin troppo, dice che avrebbe avuto, dopo la scomparsa, un rapporto intimo con persona invisibile e o priva di propaggini tattili, dice che avrebbe subito i colpi senza reazione, non vi sono segni di trambusto, trascinamento, dice che su 35 colpi solo due o tre sarebbero andati a segno insinuando il dubbio di mano estremamente agitata od inesperta, dice che non vi sono dna nel corpo ne misture ematiche estranee su di esso se escludiamo quelli interno bocca, dita e indumenti intimi.
Dice che in due giorni a 1200 m. s.l.m. in parco naturale e luogo isolato con acqua a disposizione sarebbe stato disdegnato da qualsiasi animale autoctono.
Dice che tutto gli sarebbe stato manipolato meno il trucco in viso e la pettinatura.
Direi che se non c'e' la mano di un tecnico poco ci manca, daltronde il cellulare manipolato in maniera sopraffina conferma un certo livello di ripulitura.
Qualche particolare lo deve pure aver detto il corpo ma molti gli son stati fatti dire.
Allora si pone l'interrogativo, nuovamente, di quale possa essere stata in realta' la linea di demarcazione del depistaggio sicuramente avvenuto.
Siamo in presenza di una tragedia camuffata da finta aggressione??? Di un'aggressione di regolamento di conti sfociata in tragedia non voluta??? O stiamo parlando di un omicidio camuffato da aggressione trasformatasi in preterintenzionale??? Non e' proprio logico quello che avrebbe detto il corpo e la strana secretazione della perizia, documento fondamentale, aumenta i dubbi ed impedisce luna qualche chiarezza.

Antonello ha detto...

@Marilia
Che in casa di M. entrasse ed uscisse gente in presenza ed in assenza del marito lo dice il buon Pac. per poi non parlarne piu'.
Il fatto di per se e' da interpretare, in una visione moderna sembra non vi sia spunto per approfondire, pensandola un po' all'antica invece il particolare darebbe piu' di uno spunto per ragionare.
In sostanza e' una mera ipotesi che non ha bisogno di aiuto, si basta da sola in assenza di dati piu' precisi, chi si recava a casa di M. in assenza del marito??? In quali momenti??? Durante i turni di lavoro di S.??? Sempre insomma in momenti che potevano continuativamente escluderne un suo rientro estemporaneo od anche quando pur assente non lavorava??? Erano colleghi di lavoro??? Se si dovevano conoscere gli orari di lavoro di S.???

Antonello ha detto...

@anonimo delle 14,28
non vedo il problema, Marilia ha avanzato una semplice ipotesi, questo rende ridicoli??? Io non credo, ognuno ha la sua visione, la si commenta rispettando il fatto che si parla pur sempre di ipotesi.
E' curioso poi che siano proprio gli anonimi a giudicare ridicole certe ipotesi ed a certificarne altre come del tutto credibili salvo poi accusare la cosidetta "squadra" di non dare abbastanza spazio od addirittura di deridere chi si inserisce nella discussione.
Mi chiedo quale siano i giusti contorni del "ridicolo", qualcuno deve pur aver ricomposto cio' che e' stato rinvenuto il 20/04/2011 a Ripe, e senza ipotesi non mi sembra si possa andare lontano, l'alternativa e' accontentarsi dell'impossibile.
Degustibus.

Anonimo ha detto...

la curiosita' a volte e' piu' forte della pigrizia e cosi' ho fatto qualche google search relativa alla camorra connection,anche in questo blog c'e' qualche commentatore che ne parla, non e' che abbia trovato molto comunque condivido con il gruppo:
-cadaveri di camorra con siringhe infilzate li ho trovati solo ,,,al cinema.Si tratta infatti di un vecchio film della Wertmuller sulla camorra in cui venivano trovatim morti ammazzati
con siringhe infilzate nei genitali ed il tutto aveva un significato particolare. Secondo me non c'entra nulla col crimine che andiamo analizzando , ma vai a sapere
-i camorristi amano il gergo e amano lanciare messaggi criptici ....ovviamente li capiscono solo gli iniziati.Quello che e' stato fatto al cadavere nasconde un messaggio criptico?
la camorra comunque usava sfregiare le donne ed i cadaveri

-un travestito, tale Ketty, e' stato capo di un importante clan dedito al traffico droga. Sui contatti del caporalmaggiore con i travestiti hanno ricamato a lungo, comunque un legame tra travestiti-droga e cammorra sembra esserci

lazy

Anonimo ha detto...

la curiosita' a volte e' piu' forte della pigrizia e cosi' ho fatto qualche google search relativa alla camorra connection,anche in questo blog c'e' qualche commentatore che ne parla, non e' che abbia trovato molto comunque condivido con il gruppo:
-cadaveri di camorra con siringhe infilzate li ho trovati solo ,,,al cinema.Si tratta infatti di un vecchio film della Wertmuller sulla camorra in cui venivano trovatim morti ammazzati
con siringhe infilzate nei genitali ed il tutto aveva un significato particolare. Secondo me non c'entra nulla col crimine che andiamo analizzando , ma vai a sapere
-i camorristi amano il gergo e amano lanciare messaggi criptici ....ovviamente li capiscono solo gli iniziati.Quello che e' stato fatto al cadavere nasconde un messaggio criptico?
la camorra comunque usava sfregiare le donne ed i cadaveri

-un travestito, tale Ketty, e' stato capo di un importante clan dedito al traffico droga. Sui contatti del caporalmaggiore con i travestiti hanno ricamato a lungo, comunque un legame tra travestiti-droga e cammorra sembra esserci

lazy

ENRICO ha detto...

@ Antonello

riguardo al commento dell'anonimo delle 14,28. In parte hai ragione. Io forse sono stato più diplomatico e lui più "diretto" però non si possono accettare TUTTE le supposizioni qualunque esse siano perchè, se così fosse, un domani che dovessimo trovar scritto " secondo me, siccome è stata ritrovata in un bosco penso possano averla uccisa i 7 nani " dovremmo starci zitti per non essere accusati di intollerannza ?

Anonimo ha detto...

Enrico, l'ipotesi che ho ventilato io non è paragonabile a quella dei sette nani assassini.
PF ha raccontato che la sua compagna, vedova di un graduato, era stata fatta oggetto di questi esperimenti.Lo ha scoperto da qualcosa che la stessa donna gli aveva riferito. A seguito di registrazioni da lui fatte nell'appartamento della donna ha potuto appurare che le sue supposizioni erano esatte. A questo punto la mia ipotesi può starci. Non penso che le vittime dovessero avere dei requisiti particolari. Ad ogni modo meglio lasciare perdere tanto ho notato che non seguite le ipotesi fatte da persone estrane al vostro gruppo ristretto. Questo è il motivo per cui non ero più intervenuta.
Marilia

Antonello ha detto...

@Enrico
strano che non hai citato l'ipotesi di batman e la batmobile per spiegare la tua diplomazia, i 7 nani comunque non e' un'ipotesi campata in aria.
Cinque formazioni pilifere piu' due dna, sarebbero sette se contassimo che pure Biancaneve ogni cinquemila favole avrebbe diritto di sposarsi.
A parte gli scherzi, io non sono mai entrato nel merito di quella ipotesi anche perche' e' chi si occupa delle indagini che doveva valutarne la verosimiglianza e secondo me non a caso e' qui avanzata da una donna, Marilia non me ne voglia, le donne insomma si conoscono meglio di quanto le conosciamo noi.
Nel senso che M. era sappiamo una tipa fumina, beccare il proprio marito per due o tre volte in extra potrebbe avergli suggerito "una vendetta", tantopiu' che il campione perseverava, e solo le donne sanno quanto possono diventare vendica/cattive.
Oppure potrebbe esserle balenato in testa di stuzzicare la gelosia del marito come riconosciuto ed universale modo di "riconquistare" l'interesse del partner.
In questo caso non credo ad una vendetta ma M. non poteva nom immaginare che il "non fratello" avrebbe avvisato S. del via vai che da coaffittuario doveva aver notato.
Riterrei quindi vagamente possibile che scientemente, sempre in ipotesi, la sfortunata dopo le minacce all:amante possa aver pensato cosi' di "ferire l'orgoglio' ristabilendo le gerarchie emotive tipicamente femminili, si accettano simpatiche smentite.
E quale miglior ipotetica occasione che mandare a lavotare il fedifrago da chi materialmente era delegato ad assegnargli i turni facendogli poi riferire dal "non frate" che vi era un viavai alquanto anomalo in sua assenza???
Non dico fosse cosi', sto ipotizzando, anche perche' stona un attimo un extra di M. dopo la sua virulenta reazione all'extra del marito ma non ritengo neppure comune un via vai in assenza del marito, un motivo ci sara' pure.
Ma come ripeto, si accettano smentite, anche se si discute di, piu' o meno verosimili, ipotesi non vorrei si pensasse che sarei prevenuto, che avessi precedenti, e bla bla bla.

F ha detto...

Ci mancavano solo i numeri che sta dando Antonello. Se non lo fa si sente male.

ANONIMO delle 14,28
Sembra che quelle "stronzate" ti toccano i fondelli. Perchè?
F

ENRICO ha detto...

@ Marilia

mi spiace di aver urtato la tua sensibilità. Non era mia intenzione. Il fatto è che le ipotesi piuttosto fantascientfiche di questo PF mi lasciano talmente perplesso da non riuscire a trattenere un moto di ilarità

Dimmi tu se può essere credibile che la vedova di un militare sia stata individuata quale soggetto adatto ad una sperimentazione in corpore vili volta a rendere l'individuo in questione un automa destinato ad eseguire macchinalmente "ordini" provenienti da un misterioso gruppo di potere non meglio identificato.

Sarei curioso di sapere COSA avrebbero avuto intenzione di farle fare....a sua insaputa !

Antonello ha detto...

@F
Un po' di ironia e di elasticita' no eh???!!!
Che vi fosse un via vai strano in assenza del marito mica me lo sono inventato, l'ha detto Pac. ed allora che numeri avrei dato??? Le ipotesi che ho formulato premettendo che fossero tali??? Oh, bella questa, e quindi glielo vogliamo trovare un ipotetico motivo che lo giustifichi o ci vogliamo dire che tutto cio' normale e non ha bisogno anche di normalissimi motivi???
Comincio a pensare che pure Basaglia dava i numeri mentre cerco di capire chi da le lettere.

Anonimo ha detto...

@ F come vedo hai capito tutto! le stronzate non mi toccano nessun fondello perchè sono così ridicole e prive di senso che vi fanno scrivere per giorni interi cose ancora più ridicole, prima parlate di cammorra nella famiglia rea pio parlate si sette sataniche poi parlate di melania che va a roma poi parlate di frequentazioni strane di melania poi ci mettete pure le nozioni scientifiche e non ne uscite più allontanandovi da quella che potrebbe essere la verità senza troppi logorii e scervellamenti vari, improvvisandovi investigatori con tanto di taccuino metri pesi e misure.
anonimo delle 14,28

F ha detto...

Antonello, quello che ha scritto quel Roberto va preso molto seriamente, mentre tu cerchi sempre di tergiversarne il significato, così come fai per ogni altra idea che non rientra nei tuoi sfarfallamenti.
Sembri un ramo d'albero trascinato dalla corrente di un torrente, che sbanda da tutte le parti.
Datti una calmata, e cerca di guardare le cose senza stare sempre all'opposizione come un rombone di castagne.
Batman, batmobile, biancaneve e Basaglia... ma dove vuoi andare a parare?
F

F ha detto...

ANONIMO delle 14,28
Diccela tu la verità. Noi non la sappiamo!
Se poi le "stronzate" non ti toccano il fondello (ma lo dici tu, ed io non ci credo) fanne a meno di leggerle.
E da detentore di doni divinatori, come millanti di essere, aiuta questi poveri cercatori di pietre filosofali.
F

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