giovedì 10 novembre 2011

Melania Rea. Come si fa a non capire che il cellulare di Melania scagiona Salvatore Parolisi?


Il corpo di Melania rinvenuto al chiosco di Ripe di Civitella ha lasciato di stucco tutti gli addetti ai lavori, mi riferisco ai carabinieri ed ai Pm, dato che quella zona era molto ben conosciuta dal marito. Ed ancor più di stucco ci son rimasti quando il caporalmaggiore ha affermato, fra mille menzogne, che a tre metri dal punto in cui è iniziata l'aggressione lui e la moglie, quindici o venti giorni prima, avevano avuto un rapporto sessuale. Questi due eventi sono stati incatenati dagli inquirenti ed aggiunti alla convinzione che il militare abbia scelto di uccidere la moglie in quel preciso luogo perché è un uomo stupido e ignorante, e solo perché è persona stupida e ignorante ha narrato anche la favola dell'accoppiamento che aveva l'unico scopo di depistarli. Come mai l'hanno fatta semplice senza accorgersi che il tutto è invece complicato? Che gli oggetti trovati attorno o addosso al cadavere risultano strani e molti sono posizionati a modo? Che i tagli inferti sul corpo, che i disegni incisi sul corpo, abbisognano di personaggi particolari per essere attuati. Può l'assassino occasionale stare tanto tempo a contatto di un corpo senza vita? Non è facile sedersi accanto a un morto e disegnargli sopra, appoggiarcisi sopra, toccarne la durezza della carne, ci vuole esperienza o pazzia e non tutti ce la farebbero. Il Parolisi è una persona abituata a viverne il contatto fisico? Non pare proprio visto che ha faticato anche ad andare a riconoscere il corpo della moglie.

In quell'oasi di pace, diventata cimitero, chi ha trovato il cadavere ha visto davanti a sé una vera opera "d'arte macabra". Come non riuscire a capirlo? Il corpo steso a terra, posizionato come Cristo in Croce con braccia larghe ed un ginocchio piegato leggermente sull'altro, ha dato a tutti l'idea di assistere ad una "prima nazionale" la cui regia, spettacolare, ha operato curando al meglio tutti i minimi particolari. Ed infatti sulla scena c'erano due cappucci copriago, uno alla destra ed uno alla sinistra del corpo (quello alla destra quasi in mano alla vittima), un pistoncino da siringa sul terreno, ma fra le cosce della donna (un pistoncino fra le cosce?), un accendino a terra tra i due piedi (bruciare la strega sul rogo?), un capello nero su una scarpa ed altre formazioni pilifere in varie parti (strapparsi i capelli per quanto accaduto?), un anellino con una pietra trovato dopo aver spostato la vittima, non si sa fosse sotto il corpo o a ridosso del corpo, un involucro da caramella, ben arrotolato, sopra la testa (ce n'era uno solo o ce n'erano uno per ogni lato?), una siringa infilzata sotto il seno sinistro (Passione sofferenza purificazione), un laccio emostatico vecchio ed anelastico ad un metro dal cadavere (non sei più legata a nessuno?).

Altre cose ritrovate sono gli orecchini (si è scritto di madreperla), uno situato a circa 80 cm dal fabbricato in legno e l'altro a quattro metri dal corpo, nascosto sotto aghi di pino, altre formazioni pilifere (trovate sulla parete del chiosco) ed il telefono cellulare, a conchiglia, aperto ma spento (ad un paio di metri). Ora non voglio tirarla alle lunghe e ritornare alla simbologia, ce ne sarebbero di cose da dire (e se fossi una donna ed abitassi in quella zona non sarei tranquilla), ma non è il momento perché un padre è in carcere a causa di una lunga menzogna pronunciata per non far scoprire una storia extraconiugale poco reale e molto virtuale. Non voglio neppure rifare la cronologia dell'accaduto, non voglio parlare del Pianoro e ritornare al discorso che vuole il Parolisi presentarsi in quel luogo solo dopo le 15.25, non voglio riparlare del Ranelli che ha visto una donna vestita come Melania accanto al militare, non voglio arrivare nemmeno al cane molecolare che ha seguito una traccia arrivando nell'unico punto in cui si agganciava la cella telefonica "in effetti poi presa" dal cellulare della donna, fra le 14.53 e le 14.56 (orario compatibile con la ricostruzione del marito), e non voglio parlare del fatto che lo stesso cane avrebbe potuto "nasare" l'odore lasciato dalla coppia il 10 aprile, l'ultima loro gita al pianoro, come pare abbia testimoniato anche Salvatore Parolisi (interrogato disse di esserci stato "una decina di giorni prima"). E non lo voglio fare perché a parer mio la soluzione non si trova in San Marco ma più su, la soluzione si trova a Ripe di Civitella dove si sono consumate, di certo, almeno le fasi finali del delitto. Concentrarsi sul Pianoro significa allargare troppo il campo, significa cadere in mille contraddizioni e perdersi nei meandri delle sole convinzioni personali. 

Ad esempio l'unico fatto accertato al Pianoro, di cui vi siano testimonianze e riscontri tanto che la persona in questione è stata anche accompagnata a Ripe qualche giorno dopo il ritrovamento del cadavere, a me fa pensare e fantasticare, addirittura mi affascina perché, pur essendo io convinto che la mente umana può provare stimoli e sensazioni forti di fronte ad eventi tragici, pur accettando che una sensazione porti ad avere percezioni particolari, mi chiedo: "Come faceva quella donna andata a far colazione al bar del Ranelli, si è scritto sia nipote di uno sciamano, a sapere che Melania era morta e giaceva fra gli alberi di un bosco? Come è possibile si trovasse al chiosco del Pianoro proprio la mattina del 19 aprile, non sapendo nulla di quanto accaduto a Melania, giusto in tempo per far vedere ai mortali che era in grado di osservare oltre la visuale terrena?". Se qualcuno me lo spiega senza fantasticare su spiriti e oltretomba gli sarò grato. Ma oltrepassando il limite dell'ignoto, o del noto ma verificato a spanne, e salendo verso il luogo dell'omicidio, vien da chiedersi il motivo per cui si siano trovati tanti oggetti strani accanto o addosso al cadavere. Vien da chiedersi perché non si sia parlato quasi mai di altri oggetti che dovevano esserci e non si sa se ci fossero. L'orologio con cintura a maglie d'argento ad esempio, è uno dei reperti sequestrati? Fra le maglie di questi oggetti usualmente restano sempre attaccate buone tracce. La collanina col ciondolo ed il corno d'oro, non ritrovata s'è detto, che scendendo dal collo finiva ben sotto la maglia di Melania, e con un giubbotto sopra era di certo poco visibile (anche se la maglia nera indossata era senza maniche e sopra questa Melania aveva indossato un copri-spalle leggero). Ma si potrebbe parlare anche della cintura sicuramente indossata che doveva essere aperta visto i pantaloni abbassati. C'era sul luogo del massacro? La fibbia non ha trattenuto nulla dell'assassino?

Solo se questi oggetti sono stati ritrovati a Ripe si azzerano le possibilità di uno spostamento del corpo, sia in vita che in morte. Solo se si sono verificate al meglio le simbologie della scena del crimine, del "quadro" ritrovato accanto al chiosco, si possono eliminare diversi dubbi. Il semplificare invece, come pare abbiano fatto gli inquirenti scrivendo che pensano sia stato il marito a depistare, al massimo ci può stare la minima possibilità di un complice, solo perché lo considerano l'assassino, ed il dire che non è un quadro ben strutturato ma sono oggetti messi a caso, che sono il frutto non voluto di una esagerazione nel depistare, significa minimizzare e non cercare di sapere se ci possono essere altre strade da seguire. Non è troppo semplicistico e poco professionale comportarsi in questa maniera? Ogni oggetto trovato, ogni segno lasciato dal punteruolo sul corpo, stuzzica il pensiero e porta in direzioni opposte, è vero, ma lasciando da parte ogni significato simbolico ed ammettendo che sia stata una esagerazione nel depistare, c'è sempre da valutare al meglio il cellulare, cellulare che porta solo in una unica direzione, la non colpevolezza del Parolisi.

Gli inquirenti hanno dato per scontato che l'abbia raccolto qualcuno in un punto diverso da dove è stato trovato. Qualcuno, forse il telefonista mezzo teramano mezzo ascolano, che quando ha visto il corpo di Melania lo ha gettato a terra. E' credibile? Sì, dicono loro, perché non c'erano impronte sul telefonino e ciò significa che chi l'ha trovato le ha cancellate per non farsi rintracciare, per paura. Ma questo era un motivo valido inizialmente, quando non si sapeva degli sms eliminati, ora è assurdo il solo pensarlo proprio perché gli sms mancano. Per quale motivo cancellarli se non si ha nulla a che fare con quanto accaduto? Ha un senso logico? Solo chi aveva un interesse nell'omicidio poteva mettere in atto una tale manomissione. Ma alla procura serve che il telefonino non si sia mai mosso, serve che sia sempre rimasto in vita ed abbia scaricato il traffico solo dopo essere stato spostato da un anonimo. Questo serve per validare la loro tesi, per incastrare il Parolisi, perché anche un minimo spostamento volontario del cellulare renderebbe il caporalmaggiore innocente.

E torniamo agli sms cancellati. Perché cancellarli? L'unica risposta valida è "perché l'assassino sapeva che ve n'erano dei compromettenti". Ma se così fosse perché eliminarli e lasciare il telefonino in loco, perché non gettarlo in un cassonetto dei rifiuti? A questa domanda si può rispondere, fino a quando non ci saranno confessioni, solo in maniera imperfetta e solo ipotizzando, perché ci sono particolari che stonano sempre e in ogni caso. Prima di tutto il cellulare era a conchiglia e lo si è ritrovato aperto ma spento. Si è aperto quando è stato gettato dall'anonimo di cui sopra? Difficile. L'unica risposta plausibile è che fosse stato spento da qualcuno e che solo successivamente, al momento di uscire di scena (quando tutto era come doveva essere) sia stato riacceso, questo spiegherebbe il traffico telefonico scaricatosi alle sette di mattina del venti aprile, per poi essere spento nuovamente. Se è così si pongono altri interrogativi perché c'è da supporre sia stato spento alle 19.10 del 18 aprile.

E qui c'è da ragionare "di fino" perché se quel cellulare non è rimasto fermo ed è stato manomesso, come ho scritto in precedenza, può solo portare a capire che il Parolisi non c'entra nulla. Vediamo perché. Se qualcuno lo avesse spento alle 19.10 del giorno dell'omicidio, momento in cui ha smesso di squillare (e l'ultima chiamata la fece Michele Rea che ai giornalisti disse gli parve essersi interrotta come se qualcuno avesse spento il telefonino), e se lo fosse portato via per manometterlo in un secondo tempo, c'è da chiedersi per quale motivo il telefonino non abbia scaricato il traffico telefonico mentre questi lo manometteva. Se il cellulare fosse stato spento e poi riacceso all'una di notte, solo per fare un esempio, il traffico lo avrebbe certamente scaricato in quel momento ed avrebbe anche suonato ad ogni nuova chiamata risultando raggiungibile. Cosa non provata e quindi impossibile. Per cui le uniche ipotesi che paiono logicamente valide sono solo due. O gli sms sono stati cancellati fra le 15.10 e le 19.10 del giorno dell'omicidio, o lo sono stati alle sette del giorno del ritrovamento. Da questa certezza non si sfugge. Perciò, sia nel primo che nel secondo caso, il cellulare deve essere stato riacceso in zona e la manomissione compiuta in loco, se non al chiosco qualche centinaia di metri a monte o a valle, inoltre deve aver continuato a squillare, o deve aver continuato a scaricare il traffico accumulato, mentre l'assassino o chi per lui cancellava gli sms. Al massimo si può concedere il ragionevole dubbio e pensare che chi lo ha acceso alle sette di mattina si potesse trovare a qualche chilometro in una zona comunque coperta dalla stessa cella agganciata in quel punto del chiosco.

Ora, da quanto si è capito, la cancellazione di tutti i messaggi tranne due non pare un lavoro complicato per chi conosce il cellulare. Certo, bisognava scegliere quali mantenere, e non si capisce perché mantenerli, ma diciamo che, forzando di molto la mano e pensando ad una persona che già avesse in mente quali non eliminare, in cinque/dieci minuti il lavoro si può fare. Volendo far rientrare in questa operazione il Parolisi c'è da considerare un unico orario utile, ed è quello successivo all'ultimo messaggio inviato da Sonia Viviani. Alle sette del venti aprile era coi parenti della moglie e quindi impossibilitato a farlo. Pertanto si potrebbe dire che potrebbe aver finito la cancellazione all'incirca sulle 15.15/15.20 del 18 aprile. A questo punto si capisce bene che finendo in questo orario non sarebbe mai arrivato al Pianoro in tempo utile per essere visto alle altalene dal Ranelli. Motivo per cui va esclusa assolutamente la possibilità di un suo coinvolgimento nella manomissione, quindi la possibilità di un suo coinvolgimento con quanto accaduto a Ripe.

Fra l'altro si è detto che Melania avesse inserito il numero Pin e che l'unico a conoscerlo era il marito. Non si sa se sia una verità o una bufala, ma volendola ammettere vera c'è da contestare anche questa affermazione visto che lui, come dimostrato sopra, negli unici orari in cui si potevano cancellare gli sms o era al pianoro col Paciolla o era in compagnia dei parenti della moglie. Inoltre, per dirla tutta, chi ci dice che lo conosceva davvero sto cavolo di Pin? Voi sapete qual'è il Pin di vostra moglie o di vostro marito? Non ditemi tutti sì perché quando a mia moglie le si è spento il telefonino, lei il Pin lo ricorda a casaccio dato che mai lo spegne, abbiamo sempre dovuto ricorrere alla scatola in cui sono custodite le carte che riguardano il cellulare. Perciò, per poterlo riaccendere senza problemi, abbiamo cercato il Pin e verificato se quello ricordato a casaccio fosse in realtà giusto. E qui casca un altro asino. Chi mai può sapere il Pin di un'altra persona anche se amica o parente? Quando ne è venuto a conoscenza? Come faceva il depistatore, che abbiamo visto non può essere il marito, a saperlo?

E torniamo alle chiavi ed alla casa di Melania. Torniamo ad una probabile intrusione pomeridiana, torniamo a chiederci cosa ci facessero al suo interno, alle nove di sera (dopo meno di cinque ore dalla telefonata in cui si annunciava la scomparsa quando di solito per legge ci si attiva non prima delle 48 ore), gli uomini visti dall'accompagnatore di Piergiorgio quando andò a prendere le scarpe per preparare i campioni da fare annusare al cane. Insomma, il giro è vizioso e dopo pochi chilometri di camminata si incontra sempre lo stesso albero. L'unica cosa che non si incontra è la sagoma del Parolisi, eppure in carcere c'è lui e chi deve indagare ha i paraocchi e si affossa a controllare borse ed occhiali... e c'è anche chi dice che stanno facendo un lavoro certosino.



Leggi gli ultimi articoli sui casi di:
Annamaria Franzoni



930 commenti:

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LucaP ha detto...

Ciao Massimo

Vedo che hai ripreso (anche) gli argomenti della discussione di ieri.

A proposito della scena del crimine e di come si sia presentata alle prime persone presentatesi sul posto, guarda uno dei miei ultimi commenti all'articolo precedente. Secondo me è tutta una messinscena per gettare fumo negli occhi e per nascondere qualcosa (senza necessariamente averlo portato via) che invece poteva destare sospetti (penso sempre al telefono la cui presenza e stato sembrano essere casuali e naturali) che avrebbe invece potuto destare sospetti immediati (difatti le domande su chi l'abbia spento alle 19.10 del 18 e riacceso alle 07.00 del 20 sembra non se le siano mai fatte o comunque le abbiano considerate secondarie).

Per quanto riguarda specificamente il cellulare, che secondo me rimane uno dei tasselli più importanti, non so dove tu abbia letto che sia stato nuovamente spento, a me sembrava che o si fosse spento (nella giornata del 20) per esaurimento della batteria o fosse stato trovato ancora acceso (bisognerebbe disporre dei tabulati completi).

Tu escludi che la cancellazione degli SMS (e per me anche di eventuali foto e filmati, forse anche più importanti) possa essere stata fatta dalle 19 del 18/04 alle 7 del 20/04. Considera però che, a cellulare spento, si può togliere la SIM, accendere il cellulare (che quindi rimane muto per tutti) e, disponendo di appositi software/hardware, operare tranquillamente sulla memoria interna.
Credo che la cancellazione sia stata fatta così in modo molto professionale tanto che il RaCIS (dove operano tra i migliori professionisti del settore) non sembra aver trovato traccia alcuna degli SMS e la Procura ha dovuto nominare un altro perito.
La cancellazione "rapida" a cellulare acceso (compiuta da qualsiasi profano) credo proprio avrebbe lasciato traccia di quanto cancellato.
Se però supponiamo che siano stati cancellati solamente gli SMS, dobbiamo per forza di cose orientarci verso tutti coloro che hanno inviato e ricevuto messaggi da Melania. Se però ci fosse stato qualcos'altro da cancellare, sicuramente non si sarà più in grado di risalire alla persona coinvolta.

In ogni caso se il cellulare è stato spento alle 19 (dopo quattro ore dalla scomparsa) e riacceso alle 7 (dopo 36 ore dallo spegnimento e non è assolutamente credibile che sia rimasto fuori copertura, trovato spostato, levitato ...), questo sicuramente ha un significato non trascurabile nella dinamica del delitto e nella spiegazione del movente.

Ritengo inutile soffermarmi sul fatto che tutti questi elementi scagionano totalmente Parolisi.

Ciao

LucaP ha detto...

Dimenticavo di aggiungere che più volte ieri ho detto che sarebbe stato meglio per l'assassino, disfarsi del cellulare bruciandolo e fare lo stesso con la SIM (oltre a bruciare tutta la scena del crimine).

Ma se gli inquirenti non avessero trovato sulla scena del crimine il cellulare avrebbero per forza creduto che fosse stato portato via come bottino di un furto (non credibile nel caso di un omicidio così efferato)? Credo che molti sappiano del codice IMEI che identifica univocamente ogni cellulare e che permetterebbe (sempre in modo teorico e se vi sono gravi esigenze di indagine) di rintraccialo indipendentemente dalla SIM, e quindi non è poi così sicuro che possa essere appetibile per un ladro anche se nella possibilità di venderlo subito (nel caso di un omicidio sicuramente verrebbe attivata tale procedura di ricerca).
O si sarebbero subito orientati su questa pista indagando "tutti" quelli che avevano scambiato SMS, MMS e colloqui telefonici con Melania?
Questo difatti non sembra essere stato fatto in quanto gli inquirenti si sono subito concentrati su altri aspetti della vicenda.

Se sommiamo a tutte queste considerazioni quella relativa alla necessità che il cadavere fosse trovato al più presto (al telefonista anonimo che chiama dicendo da dove e facendo finta di non sapere che le telecamere di sorveglianza non funzionavano, ci credo veramente poco, al di là delle analisi audio che sono state fatte), viene inoltre da domandarsi per chi fosse importante.

Anche qui non so rispondermi. Ma se il ritrovamento del cadavere non fosse avvenuto nei tempi voluti, chi avrebbero potuto indagare (oltre a Parolisi che per i CC era sicuramente il colpevole a partire dal pomeriggio del 18)?

Ciao

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Luca.

Che fosse spento al momento del ritrovamento lo scrive il giudice Cirillo (1a parte ord. arresto Gip Teramo, pag 11). Il lasciarlo sul luogo, e soprattutto lasciarlo acceso per scaricare il traffico, non l'ho scritto nell'articolo e mi spiace a questo punto, a me fa pensare ad una mente malata, al voler far ritrovare il corpo e probabilmente restare nel bosco in attesa per veder arrivare i carabinieri. Questi non arrivano e nel pomeriggio si fa la telefonata.

Ma perché doveva essere trovato proprio quel giorno? Forse perché l'indomani chi voleva si trovasse non sarebbe più stato in quella località? Prova ad accomunare l'omicidio avvenuto il giorno prima del giuramento e il ritrovamento avvenuto il giorno dopo. Ora prova a pensare che le soldatesse presenti ad Ascoli sarebbero state destinate in altre località.

Per la messinscena posso in parte concordare, ma è un fumo sparso bene e non tutti sarebbero capaci di spargerlo, e soprattutto non tutti riuscirebbero a toccare un corpo in rigor mortis con tanta facilità e persino disegnarlo con un punteruolo. Quindi potrebbe fumo, se fumato dalla persona giusta, come potrebbe essere un'altra cosa molto più brutta.

Ipotizzando una cancellazione tramite software tu allarghi il campo a molteplici soluzioni (anch'io inizialmente poi ho lasciato perdere) e ti fissi su un qualcosa di inconciliabile con quanto detto sopra, ciò che a te pare fumo negli occhi, perché in quel caso bastava strozzare Melania e non darle 35 coltellate. Questo è un modus operandi nuovo e mai visto in Italia.

Anche parlando del telefonista che forse sapeva della videocamera spenta tu tendi ad allargare il giallo, ma la statistica dice che quando c'è un omicidio del genere meno allarghi e più ci prendi. Per questo hanno accusato il Parolisi.

In tutti i casi un omicidio al chiosco di Ripe è un omicidio mirato, bisogna solo capire chi ha preso la mira... ed allontanarsi troppo da Melania, per cercare qualcosa lontano da leim credo sia sbagliato.

Massimo

LucaP ha detto...

La questione del PIN è un altro aspetto che:

- potrebbe non avere alcuna valenza se la SIM non fosse protetta da PIN (e relativo PUK). Ma se chi ha spento il cellulare il giorno 18 era intenzionato a riaccenderlo in seguito, come poteva saperlo? Forse avrebbe rinunciato a riaccenderlo, ma se la cancellazione di quanto vi fosse importante si è dovuta farla a tavolino con strumenti sofisticati (come credo), questo avrebbe sicuramente insospettito gli inquirenti indirizzando le ricerche verso qualcuno esperto del campo;

- potrebbe invece essere fondamentale se la SIM era protetta invece da PIN. Chi ha spento il cellulare come poteva conoscerlo? Ha detto giustamente Massimo che lui personalmente non conosce quello della moglie e credo che per tutti sia così, ma si può totalmente escludere che fosse in tale confidenza con Melania da conoscerlo? Può essere stato recuperato da casa di Melania e da chi? Ma non potrebbe anche essere che l'ipotizzato esperto disponesse anche della strumentazione idonea per interrogare la SIM a cellulare spento (pensate a dove possono arrivare gli hacker penetrando in sistemi informatici estremamente protetti)?

In ogni caso i CC sono riusciti a spegnerlo e riaccenderlo. Sarebbe molto interessante (è un suggerimento anche per gli inquirenti) sapere se fosse attivata la protezione con PIN e se si come gli stessi CC se lo siano procurati (da Parolisi o dalla Telecom o craccando la SIM stessa?).

Ciao

Anonimo ha detto...

Ho appena tolto al mio cellulare la richiesta di PIN al momento dell'accensione.
Per poterlo fare, ho dovuto però inserire il PIN.
Questo sconfessa la mia precedente convinzione che bastasse avere a disposizione un cellulare già acceso e andare su Impostazioni scegliendo l'opzione "elimina richiesta PIN all'accensione".
Lo puoi fare sì, ma solo se già lo conosci, il PIN.

sarebbe quindi sufficiente sapere se per il modello appartenuto a Melania venisse richiesto il PIN per poterne disattivare la richiesta all'accensione, oppure no.

Quindi:
- o il numero di PIN è stato estorto a Melania precedentemente alla sua morte
- o l'assassino conosceva già quel PIN per estrema vicinanza/confidenza con la stessa
- o quel pin era una sequenza di numeri banale, come la data di nascita di Melania, e l'assassino ha azzeccato nei tre tentativi a disposizione
- o non era necessario alcun PIN all'accensione, giacchè Melania stessa per praticità e limpidezza non sentiva il bisogno di secretare le sue chiamate
- oppure l'assassino ha avuto a disposizione le chiavi di casa ed è andato a prendersi ciò di cui aveva bisogno, Pin compreso (ma avrebbe dovuto sapere dove cercare, dove sono custoditi i PIN?)

Tabula

Anonimo ha detto...

Mi viene da aggiungere che, per non rischiare, per l'assassino sarebbe stato più sicuro eliminare subito i messaggi per lui compromettenti, ovvero alle ore 19 del 18 aprile, prima di spegnere il cellulare.

Però dipende dalla logistica del delitto, dal tempo a disposizione, dalla possibilità di compiere l'operazione con attenzione in un luogo sicuro e senza la paura di essere scoperto, e dalla sicurezza dell'assassino sul fatto che sarebbe riuscito a riaccendere l'apparecchio se necessario.
(ovviamente, avrebbe sempre potuto gettarlo nel fuoco)

Tabula

LucaP ha detto...

Massimo

anch'io ho ipotizzato e scritto che chi ha compiuto il vilipendio è sicuramente persona dotata di estremo sangue freddo e probabilmente abituata ad avere a che fare con morti ammazzati.

Ma ho anche ipotizzato, e ne sono sufficientemente convinto, che le mani (quella dell'omicidio e quella dello staging) siano differenti senza escludere che possano essere state assieme in entrambe le fasi. E quindi chi si è preso l'onere e la briga della cancellazione può tranquillamente non essere l'assassino materiale. La dinamica dell'omicidio fa istintivamente pensare ad una donna (ma forse ci si sbaglia) mentre quella dello staging ad un uomo (e forse anche qui si può sbagliare; basti pensare a chi normalmente nelle case si occupa dei morti pensando anche a rivestirli). In ogni caso non mi sembrano conciliabili l'impeto e la rabbia connesse con le coltellate con la freddezza delle incisioni post-mortem.

Se poi l'ipotizzato (da me) esperto sia intervenuto in supporto al gruppo di assassini in un secondo tempo, non si può escludere anche se coinvolgere qualcun altro nell'omicidio mi può sembrare azzardato.

Per il ritrovamento avvenuto il 20 (mentre il 19 sembra non succeda nulla) anch'io avevo già fatto il collegamento con il giuramento e con la prossima partenza delle soldatesse. E' un dato sicuro e molto probabilmente ha condizionato le tempistiche dell'omicidio.

Il luogo dell'omicidio e ritrovamento è sicuramente non casuale, anche se il motivo di tale scelta non è quello ipotizzato dagli inquirenti. Chi si è recato lì conosceva bene il posto, sapeva quali fossero le normali frequentazioni e che la strada era interrotta più in basso vicino a Ripe (con quindi poche macchine a transitare in zona).

Ciao

Anonimo ha detto...

@Luca
tu che hai dimestichezza con googlemap e la circoscrizione delle coperture delle tre celle telefoniche di cui mi spiegasti così chiaramente il funzionamento l'altro giorno, chiarendomi perchè era ipotizzabile che il cellulare non fosse a Ripe, collocata molto più in alto ovvero là dove è più facile che la terza cella sia agganciabile,
hai per caso notato,
nella delimitazione delle zone coperte dalle uniche due celle agganciate dalle ore 15 alle ore 19.10,
se per caso all'interno delle stesse zone ci siano casotti o fortini o strutture coperte, d'uso militare, per le esercitazioni?

Tabula

LucaP ha detto...

L'avevo già postato, in ogni caso a questo indirizzo

http://www.marcomattiucci.it/mobileforensicsarea.php

si possono avere utili informazioni sui metodi di indagine scientifica sui cellulari.

Ciao

emax/massimo prati ha detto...

Comunque fra dieci giorni scadranno i termini concessi allo specialista di Bologna. Caso mai dicesse che i messaggi si possono recuperare (e credo che a quel punto tutta la memoria sarà recuperabile) il nostro è un falso problema in quanto ogni cosa verrà sistemata e rimessa al proprio posto. A quel punto ci sarà solo da tirare le somme e capire, se non mandare una pattuglia ad arrestare qualcuno.

Ciao, Massimo

LucaP ha detto...

@ Tabula

Non saprei proprio dirti perché dall'alto è difficile capire la destinazione degli edifici. In ogni caso al poligono non sembra ci siano fabbricati in muratura. Ho cercato di capire quale potesse essere il casolare di frazione Colle dove la Finanza è arrivata con i cani da ricerca e che è stato ispezionato senza avere riscontri. Come già detto ve ne sono tre che potrebbero fare al caso (soprattutto uno). Sarebbe interessante sapere se è possibile entrarvi dentro facilmente o magari se hanno mai contattato il proprietario.

Ciao

emax/massimo prati ha detto...

Ti rispondo io Tabula.

Si, ci sono case e costruzioni abbandonate, alcune anche a ridosso della strada. Ad esempio venendo dal Pianoro se ne incontra una cadente sulla sinistra a circa un chilometro dal chiosco di Ripe. Ma sono certo che le hanno controllate bene.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@Luca
te l'ho chiesto perchè mio padre era un militare, ed io so che nelle esercitazioni tra le varie attrezzature spesso ci sono a disposizione dei fortini, o anche a volte dei casolari vengono utilizzati come tali.

E i discorsi tra te e Massimo sul giuramento che avrebbe avuto luogo il 19, impegnando al completo la Caserma, mi fa pensare che in tale giornata la zona delle esercitazioni, doveva essere libera dagli abituali fruitori, ed un eventuale casotto in cui Melania avrebbe potuto essere portata in prima istanza, avrebbe dovuto essere necessariamente liberato dalle tracce entro la mattina del 20 all'alba.

Tabula

Anonimo ha detto...

@Massimo: quelle che mi descrivi, sono strutture adoperate dai militari per le esercitazioni?

Tabula

LucaP ha detto...

Massimo

ho riletto non so quante volte le ordinanza ed ogni volta mi accorgo di aver dimenticato qualcosa. E' vero come dici tu che il cellulare è stato trovato spento (pag.11 Ord_1). Tuttavia non viene specificato sia stato spento dopo aver scaricato i messaggi o si sia spento quando la batteria si è totalmente scaricata.

A tal proposito vorrei farti notare un mistero del cellulare "miracolato", che, dopo essere stato utilizzato per gli esperimenti a Ripe nel mese di giugno viene riportato alla Caserma del Com. Prov. CC di Ascoli (?!) ancora acceso per poi spegnersi da solo alle ore 22.00 del 23/06/2011, ma che la mattina successiva viene riaccesso e continua ad esserlo per ben due ore! Ma a voi tutti è mai capitata una cosa del genere?.
Può anche essere che si possa riaccendere un cellulare che si è spento per esaurimento della batteria, ma che funzioni per due ore non credo (magari scaricando, e quindi impegnando la batteria, ben 15 SMS).

Ciao

Anonimo ha detto...

@Luca
stai dicendo che la batteria potrebbe essere stata difettosa funzionando a singhiozzo?
ps: al famoso casolare che non individuasti ispezionato dalla finanza con i cani, non fu esattamente ispezionato "senza avere riscontri". Pare infatti che i cani fiutarono qualcosa. Quindi qualche straccio di riscontro ci fu, anche se non fu capito o approfondito.

Tabula

LucaP ha detto...

@ Tabula

No. Mi sembrava solamente strano che funzionasse ancora 2 ore a batteria esausta.

Anonimo ha detto...

che fine ha fatto la macchia di sangue del 27 aprile?http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/04/27/news/i-tabulati-telefonici-melania-era-a-civitella-dieci-minuti-prima-dell-allarme-4046206

LucaP ha detto...

Mi è venuta in mente una cosa.

Ho riletto attentamente l'articolo di Vanity Fair sulle ricerche fatte il 18 con Piergiorgio. Sia l'addestratore, sia il maresciallo dei CC, sia il responsabile del Soccorso Alpino, raccontano che arrivati al bivio con la provinciale il cane si è addentrato di alcuni metri verso il "Cacciatore" per poi tornare sui suoi passi e dirigersi deciso verso il Monumento ai Partigiani.

E' quindi probabile che in quel momento abbia fiutato una pista vecchia che potrebbe benissimo essere quella della camminata fatta il 03/04 da Melania con Sonia (che quindi non mentirebbe ma stranamente avrebbe tirato fuori quel particolare non trascurabile a scoppi ritardato).

Inoltre Piergiorgio, giunto al Monumento, annusa l'area e poi punta verso il sentiero. Nessuno dei testimoni ricorda che abbia seguito altre piste per poi tornare indietro (sembra in nessuna delle tre prove effettuate).

Visto il dettagliato resoconto di tutti e tre testimoni sembra quindi che Piergiorgio non segua nessuna pista lungo la strada con la conseguenza che dobbiamo considerare il fatto che dal Mounumento (o dalla roulotte) sia stata portata via (volente o meno) in auto.

Questo inoltre complicherebbe anche le testimonianze, che però sembra non siano state raccolte ufficialmente e inserite negli atti, relative alle donne (una o tre) viste sulla provinciale dai ciclisti e da un altro testimone.

Non è da escludere chiaramente che fatto qualche centinaio di metri in macchina Melania sia poi scesa, magari cercando in qualche modo di scappare.

Anonimo ha detto...

Massimo,
questa volta il tuo articolo mi ha provocato addirittura un brivido lungo la schiena. La tua capacità di ricostruzione è veramente eccellente, "non è chi non veda" la differenza tra le molteplici ipotesi plausibili che sei riuscito ad argomentare, rispetto alle grossolane incongruenze ammucchiate dagli inquirenti.
Mi permetto anche un commento sugli elementi stilistici.
Il tuo stile è molto piacevole, scorrevole, sintatticamente perfetto, a differenza delle varie ordinanze in cui, ad di là degli errori ortografici, non è rispettata nemmeno la più elementare consecutio temporum (l'ho verificato soprattutto cercando di capire la questione della manomissione o meno della suoneria del telefono).
Perché non invii queste tue considerazioni anche a qualche giornale o trasmissione televisiva? Credo sarebbero sicuramente apprezzate!
Tiziana

santy ha detto...

Invito tutti a provare a fare i svariati percorsi possibili:Ho usato un software gratuito-Google Earth versione 6 che in se integra lo STREET VIEW ed è impressionante la qualità delle immagini che si visualizzano.Le immagini sono riprese dal sattelite di google e si vede proprio tutto come se fossimo alla guida di una macchina: Strade, case oggetti persone, macchine... Ovviamente con la versione gratuita del software il tutto non è in tempo reale Questo però mi ha fatto riflettere nel senso che se uno strumento di questo tipo e dato in mano a noi comuni mortali vi immaginate i software che sono in uso ai servizi segreti, alle forze armate che risultati potrebbe dare.Per verificare i movimenti del 18 aprile quindi basterebbe appogiarsi per esempio ai server di google che sicuramente hanno ripreso i movimenti e le posizioni delle pesoneSicuramente nei database si troverebbero ricostruzioni utili. Perchè le indagini vengono svolte alla mediovale e non ci si appoggia a nuove tecnologie

santy ha detto...

Allora, sul web è disponibile il documento pdf integrale del TRIBUNALE DI L´AQUILA SEZIONE RIESAME, udienza del 22 agosto 158 pagine rese pubbliche che chiunque di noi puo consultare.Da pagina 40 a 50 circa di questo documento si possono leggere e vedere le analisi che riguardano le celle telefoniche. Melania il 18 aprile, nel arco di tempo che va dalle 14:53 alle 19:10 ha ricevuto 32 chiamate senza risposta; 21 chiamata su 32 ha agganciato la cella di Spinetoli e 11 su 32 hanno agganciato la cella di Castel di Lama. Ora se guardate sulla cartina vedrete che entrambi i luogi sopracitati sono in prossimita mare, da Colle San Marco si va ad Ascoli Piceno per arrivare a Porto D´ascoli, dove ovviamente ce anche la capitaneria di porto...E´ vero che il posto del ritrovamento di Melania aggancia entrambe di queste celle, ma penso non si possa escludere la possibilità di un percorso diverso fatto da lei è il suo assasino, cioè direzione Porto D´Ascoli..Consultate

santy ha detto...

volevo specificare meglio il pensiero delle mie ricerche ,ho dato la strada che da colle S.Marco va ad Ascoli Piceno DOVE SI TROVA LA CASERMA NELLA QUALE PAROLISI LAVORAVA e che poi prosegue verso PORTO D´ASCOLI semplicemente perchè le due celle che hanno agganciato le chiamate perse di Melania si trovano in prossimità di questi due luoghi e sono molto più vicine a questi rispetto al bosco delle casermette L´HO DETTO PERCHE NESSUNO DEGLI INQUIRENTI HA MAI NOMINATO LA PROBABILITA DI QUESTA TRAIETTORIA ,SIA LA STESSA CASERMA DI ASCOLI PICENO O ASCOLI PORTO...TI SEMBRA TANTO STRANO SUPPORLO VISTO CHE LE 21 CHIAMATE PERSE SU 32 AGGANCIANO LA CELLA 390 DI SPINETOLI CHE E´QUELLA PIU´VICINA A PORTO D´ASCOLI E 11 su 32 HANNO AGGANCIATO LA CELLA DI CASTEL DI LAMA CHE E´PIU´VICINA AD ASCOLI PICENO RISPETTO ALL ALTRA.GUARDATE SULLA CARTINA E CAPIRETE:::

Anonimo ha detto...

Questione PIN: non so se rappresento un'eccezione, ma conosco perfettamente il Pin del cellulare di mio marito e anche quello di mio figlio.
Inoltre, mentre i loro PIN sono numeri casuali, frutto di menti prettamente maschili e razionali, quello del mio cellulare è, cuore di mamma, la data di nascita di mio figlio.
Ora, io penso che molte donne scelgano, romanticamente, una data per loro significativa. Non potrebbe aver fatto così anche Melania? E dunque una persona a lei vicina potrebbe non aver avuto alcuna difficoltà a ricordarlo. Il Pin di un cellulare non è una cosa di così vitale importanza da tenerlo nascosto a familiari ed amici, almeno di non ricevere SMS "segreti".
Tiziana

LucaP ha detto...

@ Santy

Mi dispiace contraddirti ed apprezzo il tuo scrupoloso lavoro.

Tuttavia, sebbene in tutte le ordinanze ed articoli giornalistici si parli di "celle" agganciate ed il termine cella sia corretto per individuare (pur con tutte le approssimazioni e variazioni nel tempo) un'area geografica coperta da un determinato impianto (Stazione Radio Base o SRB), se leggi attentamente la parte delle ordinanze che parla degli esami fatti sui cellulari e sui tabulati noterai che viene citato un certo numero CGI.
Considerato difatti che normalmente in ogni SRB ci sono più antenne orientate a coprire, per semplicità, dei settori di cerchio.
Il numero CGI (oltre a fornire altre informazioni) alle ultime 4 cifre identifica univocamente il "settore" specifico cioè in pratica l'antenna direzionale specifica.
Nei casi in esame è appurato che i numeri CGI indicati dai tabulati si riferiscono ai settori orientati verso la montagna.
Non è quindi possibile che il cellulare si trovasse o ad Ascoli o verso il mare. Scusa la pedanteria, ma era necessaria per evitare fraintendimenti.

Anche per quanto riguarda Google, le immagini di Streetview sono scattate con quasi-normali macchine fotografiche montate su automezzi che percorrono le strade e sono riferite quindi ad uno specifico momento. Possono venire aggiornate unicamente in casi eccezionali. Le immagini satellitari sono a loro volta immagini fisse acquistate dai gestori dei satelliti (ma non dai militari).

Ciao

santy ha detto...

Grazie LucaP pensavo di aver dato un ottimo contributo alla ricerca della verità ma purtroppo non sono un'esperta informatica ......come lo zio ,del resto, che come hai scritto precedentemente per la cancellazione degli sms solo chi se ne intende lo può fare partendo da una semplice sim

Anonimo ha detto...

Buona sera a tutti.
Massimo ha scritto : come pare abbia testimoniato anche Salvatore Parolisi (interrogato disse di esserci stato "una decina di giorni prima")- riferito alla gita al colle 3 aprile o 10 aprile.
No Massimo non puoi dire così en passant ,....su questa cosa ci abbiamo passato un pomeriggio, abbiamo dato dei cog......ai difensori, rei a ns. modo di vedere di non avere insistito sulla data del 3 aprile, e Sonia e la madre della rea erano già imputate di falsa testimonianza, Luca è arrivato a scrivere a Biscotti ...etc etc
quindi è in arrivo per te un avviso di garanzia per reticenza....
oppure " una decina di giorni prima " è la risposta ; ))
Sugli spostamenti del telefonino non riesco a seguirvi : non è che è stato nascosto e poi recuperato il giorno dello staging e posizionato li ? No eh...
Per quello che riguarda invece l'epoca della morte che qualcuno voleva posticipare pur non conoscendo la perizia medico legale mi pare che venissero citate la presenza di alcune forme larvali la cui stadiazione orienta abbastanza bene per la tanatocronologia , tenuto conto delle condizioni ambientali .
indagate anche per me per stasera....
Ciao

Wide

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Wide.

Mi prendo l'avviso di garanzia, ma io ho scritto "pare" proprio perché nonostante lui abbia rilasciato quella testimonianza agli inquirenti, in effetti parlando con l'amante in diverse occasioni ha fatto intendere la data non fosse certa. Io non ho seguito tutta la vostra discussione, forse ero impegnato in altre cose o scrivevo, ma c'è un'intercettazione, quella in cui Ludovica lo infama perché la bionda (Sonia) ha detto a chi l'ha visto che erano stati al pianoro e facevano progetti per il primo maggio, in cui lui corregge l'amante che parla della gita al pianoro avvenuta una settimana prima dicendo: "due settimane prima".

Quindi non ne sono sicuro neppure io, ma nell'articolo ho dovuto mettere quella data perché è a verbale.

Perdonato?

Massimo

ENRICO ha detto...

io non ci capisco niente di cellulari e affini ma so che utilizzando apparecchiature e software specifici è possibile recuperare sms cancellati sia da simcard che da telefono.

P.e, Costui è un millantatore o cosa ?
http://www.recupero-sms-cancellati.it/

LucaP ha detto...

Diversi di voi hanno sottolineato la stranezza relativa al fatto che sin dalle prime ore del pomeriggio le forze dell'ordine attivino non solamente le ricerche di Melania ma anche le attività investigative che normalmente dovrebbero partire (nel caso di una persona maggiorenne) non prima di 48 ore dalla denuncia di scomparsa.

Anche lo stesso addestratore di Piergiorgio, quando si reca nell'alloggio di Parolisi (sembra assieme a Sonia anche se lui afferma che era probabilmente la vicina di pianerottolo e quindi forse Stefania Dorinzi, la moglie di Paciolla) dice che nell'alloggio erano presenti diverse persone, tra le quali alcuni carabinieri che stavano controllando il computer.

Il fatto, sebbene strano, trova la sua spiegazione nel fresco precedente di una donna scomparsa e trovata morta nel Bosco dell'Impero vicinissimo a Colle San Marco (anzi facente parte dell'ampia area del pianoro), cioé di Rossella Goffo.

La donna (del caso si occupò anche Chi l'ha visto dell'ottima Sciarelli) scomparve da Ancona (dove lavorava in Prefettura) il 3 maggio 2010 e dopo poco tempo venne indagato Alvaro Binni, tecnico informatico della Scientifica della Questura di Ascoli, con il quale la donna aveva intrecciato una contrastata relazione.

Il 5 gennaio venne trovato il corpo nel Bosco dell'Impero di Colle San Marco (leggermente a sud lungo la strada provinciale che da CSM conduce s San Giacomo. Se a qualcuno interessano le coordinate da inserire in Googlemaps queste sono 42.820871,13.576655), sotterrato sotto pochi centimetri ed in avanzato stato di decomposizione.
Dell'autopsia si è occupato l'onnipresente Tagliabracci senza però poter determinare molto al di fuori che fosse morta strangolata. Le indagini continuano ancora ad indirizzarsi sempre su Alvaro Binni che dalla questura di Ascoli per convenienza viene spostato a quella di Teramo dove però sembra non sia mai andato a lavorare in quanto in malattia.

Anche nel caso Goffo vi sono evidenze dai tabulati che dimostrerebbero la presenza sia di Binni sia della Goffo in un'area coperta dalle celle di Colle San Marco (nei giorni successivi alla scomparsa) senza però condurre a delle prove certe di localizzazione. Sembra inoltre che Binni sia stato visto in un noto bar di Colle San Marco il giorno 5/05/2010. Le indagini continuano ancora ad andare avanti tra rinvii e proroghe senza però arrivare mai al deposito degli atti ed al rinvio a giudizio.

Capirete quindi il perché gli inquirenti si muovano subito senza indugi.

Già a partire dal 19/04 i giornali locali si avventano sulla notizia facendo paragoni diretti tra il caso di Melania e quello Goffo.

Dal rinvenimento del cadavere in avanti però l'attenzione mediatica si sposta subito su Parolisi seguendo parallelamente l'orientamento delle indagini, fintanto che ad oggi non viene più citata da nessuna parte la strana coincidenza tra i due casi.

Prima di abbandonare qualsiasi pista che legasse le due indagini, cosa hanno fatto gli inquirenti? Perché comunque è stata scartata tale pista (forse perché Melania è stata ritrovata solamente dopo due giorni e perché si è pensato prima ad un delitto rituale e poi solamente a Parolisi)?
Nell'Ordinanza GIP di Teramo si premette che sono state battute tutte le piste senza trovare riscontro alcuno al di fuori di quelli che "incastravano" Parolisi. Siamo così sicuri?

Ciao

P.S. Forse sparo troppo nel mucchio, perché non ragionare in modo non conforme a quanto sinora fatto?

LucaP ha detto...

Ciao Massimo

Wide ha riassunto brevemente quanto da noi discusso a lungo.

La precedente gita al colle deve essere avvenuta il 3 e non il 10 come testimonia il msg FB di Salvatore del 03/04/2011 che smentisce la ritrattazione della madre di Melania e di conseguenza quella di Sonia e di Stanca. Salvatore a verbale (testo virgolettato) dice sempre 15 gg prima come anche deducibile dalla registrazione della telefonata al 112.

@ Wide

Sugli spostamenti del telefonino non riesco a seguirvi : non è che è stato nascosto e poi recuperato il giorno dello staging e posizionato li ?

Bravo Wide. E' proprio quello che continuo a pensare.

Ciao a tutti

LucaP ha detto...

@ Enrico

Bravo anche a te. Il recupero degli SMS e foto cancellate è possibile se a cancellarli è stato un profano qualsiasi operando come facciamo tutti noi.

Se il RaCIS (e quasi sicuramente il nuovo perito) non sono riusciti, vuol dire solamente una cosa: sono stati cancellati in modo professionale da chi era a conoscenza di queste procedure.

Ciao

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Luca.

Scusa ma ti chiedo una cortesia: quando scrivi di "casi aperti" mai passati a processo usa un poco più di precisione e non scrivere cose di cui non sei certo dandole per vere. Un conto è ipotizzare un conto è l'affermare anche aggiungendo un "sembra". Questo perché non sempre sono presente e rischio che il commento passi e non leggendolo non posso correggerlo.

Rettifico alcune tue frasi.

Alvaro Binni non ha mai ammesso la relazione con la Goffo, fra l'altro da lui denunciata di stalking tempo prima (ed ha vinto la causa), è stato il marito della Goffo ad indicare quale possibile amante il Binni. I giornali che riportano una relazione fra i due, non appurata mai da nessuno, sempre smenita e non a verbale, lo fanno per scopi che nulla hanno a che vedere con la verità.

Inoltre non è provato in alcuna maniera fosse al pianoro i 4 maggio, questa la data segnata sui verbali, e non esiste testimone che lo collochi in un bar di San Marco in quel giorno, se vero a quest'ora sarebbe in carcere da tempo.

Un ultima cosa. Non è stato mai spostato a Teramo e da molto tempo non è più in malattia, lavora ad Ascoli e quest'anno ha ricevuto anche il premio dal Questore per la sua dedizione ed il suo impegno nel lavoro. E lavorare fra la gente non è facile con un peso del genere sulla testa. Penso soprattutto alla moglie ed ai 4 figli, per loro non sarà facile sopravvivere in questo momento (specialmente se ci sono giornalisti che seminano pregiudizio).

Massimo

ENRICO ha detto...

LucaP

Quindi le cose sono 2 :

- o gli inquirenti hanno recuperato Sms ed eventuali foto ma NON HANNO DIVULGATO la notizia per questioni di strategia investigativa

-o non hanno potuto recuperarle perché irrimediabilmente cancellate con una tecnica sofisticata

In questo secondo caso però avrebbero in mano almeno un elemento certo caratteristico dell'assassino e/o complice : è una persona che possiede una notevole conoscenza in campo tecnico/informatico.

Anonimo ha detto...

Io non ho seguito il caso Goffo, certo ero tra le persone che si domandava come mai i carabinieri fossero partiti con le indagini a spron battuto senza attendere le famose 48 ore.
tu Luca scrivi: "nel caso Goffo vi sono evidenze dai tabulati che [..] in un'area coperta dalle celle di Colle San Marco (nei giorni successivi alla scomparsa) senza però condurre a delle prove certe di localizzazione.."
Ho letto anche la precisazione di Massimo, ma senza entrare in merito della questione delle vere o false notizie pubblicate ai tempi dalla stampa, immagino che la questione della localizzazione delle celle di copertura della zona fosse stata ampiamente e pubblicamente dibattuta.
Forse anche un profano, o peggio ancora una profana par mio, potrebbe essersi fatto una mappatura della copertura delle celle nella zona San Marco, proprio grazie alle spiegazioni e ai particolari che saranno stati sui giornali?
Un grande aiuto, per chi avesse voluto far fuori qualcuno nella stessa zona. Sempre che non si tratti sempre dello stesso assassino.

se venisse fuori che la sim del cellulare di Melania è stata cancellata in maniera professionale, bisognerà cercare l'assassino/un complice tra gli "esperti di informatica"?

Non è una cosetta che chiunque possa fare una volta letto sul web come fare, o spiegata da qualcuno?

Tabula

emax/massimo prati ha detto...

Ripeto LucaP che anch'io ho dubbi sulla data della gita, ma se leggi gli Atti, non ricordo in quale ma mi pare quello del gip Cirillo, vi trovi scritto che Parolisi ai carabinieri ed ai Pm testimoniò di esserci andato 10 giorni prima, non 15.

Poi sia su Fb che per telefono intercettato, indirettamente parla sempre del 3 aprile, da qui anche i miei dubbi sulla data.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Trovo molto interessante questo articolo. Nessuna novità sconvolgente, però una testimonianza che svolta rispetto al coro delle altre voci, raccontando una volta tanto, le prime giornate di un marito preoccupato.

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/11/10/melania-rea,-i-colleghi-a-parolisi-forse-%C3%A8-scappata-con-un-altro

Tabula

Anonimo ha detto...

@LucaP
Scusa se sono pignola su fatti magari irrilevanti, ma ad accompagnare l’istruttore del cane, secondo me non può essere Stefania Dorinzi, bensì Sonia, se è vero quanto afferma lui “era una vicina mi sembra abitasse sullo stesso pianerottolo”.

Se cerchi su you tube le immagini del condominio di Via Dari, composto da due palazzine con un unico ingresso, vedrai inquadrati i campanelli. A piano terra a sinistra (il primo in basso) quello della coppia Parolisi Rea. A piano terra a destra (secondo dal basso), quella della coppia Sirocchi Viviani.
Paciolla e Dorinzi non compaiono nei primi otto campanelli inquadrati perché abitavano ai piani superiori.

Infine un pensiero da mamma. La piccola Vittoria alle 19 doveva essere cambiata ed accudita, il padre era andato in caserma con i carabinieri, i nonni sarebbero arrivati solo alle 22.30 circa. Non credo che Stefania sia rimasta al Colle con la bambina, mentre l’istruttore riferisce di essere partito dal Colle alle 21 accompagnato da questa vicina e riaccompagnato dalla stessa alle 22.00

Ciao

Pamba

Anonimo ha detto...

Comunque, mi permetto di aggiungere un altro commento (ho notato però che c'è chi scrive più di un commento a volta, quindi, non ero solo io a fare così), quello che tengo a precisare è che è evidente, da vari articoli che si leggono, che parolisi il 19, standosene chiuso in caserma, fosse preoccupato per la moglie in un certo senso, ma, soprattutto per l' evidente scoperta che ci sarebbe stata sui suoi tradimenti. Stavo pensando che, se veramente parolisi fosse stato concorde a far uccidere la moglie da qualcuno, avrebbe fatto sì che prima che melania fosse uccisa, fosse sparita ogni prova del suo rapporto con la soldatessa ludovica, si sarebbe "preparato" diversamente all' "urto", ma, ciò non è successo, quindi, le ipotesi sono due: 1)che parolisi abbia ucciso melania, ma, se fosse stato un omicidio premeditato non avrebbe avuto nulla da dover coprire, camuffare, nascondere dopo la morte di melania, avendo tutto in programma oppure 2) un omicidio d' impeto, ma, allora, qualche prova contro di lui dovrebbe esserci nella scena del crimine e invece non ci sono prove contro di lui, quindi, si deduce che lui sia estraneo all' omicidio, ma, ciò non toglie il fatto che lui sappia, sospetti qualcosa e che non parli per qualcosa d grosso. Parolisi è in carcere per le troppe bugie che ha detto, perchè è un soggetto che nasconde e che ostacola la ricerca della verità, tutto questo, purtroppo, perchè non amava sua moglie, ma, come mai, allora, con i suoi avvocati, si è avvalso della facoltà di non rispondere per ben due volte? Questo non capisco, ma, se fosse una strategia difensiva, che scopo avrebbe? Il risultato? Lui stà in carcere e forse, chi o coloro che hanno ucciso melania in libertà. Le cose, alla fin fine, sono due:1)che non siano molto bravi i suoi legali, 2)che lui sia coinvolto, ma, non assassino e fino alla decisione della corte suprema della cassazione lui non parli, forse, i suoi legali, nel caso di un suo coinvolgimento, gli hanno proposto di seguire un iter, un percorso tappa tappa che, se porterà a condannare parolisi in sede di processo,allora, forse, lui parlerà, anche se, ripeto,la vedo molto difficile su questo punto, non so che dire. Ho letto che i pm, teramani stanno velocizzando le indagini in vista della decisione della cassazione del 28 novembre e vorrebbero risentire nuovamente la mamma di melania, secondo voi, ragazzi, la procura teramana sa dove andare a puntare? Naviga ancora nel buio più totale? Oppure ormai è convinta della colpevolezza di parolisi? E' veramente complicato il caso.

Claudia

Anonimo ha detto...

rilevante testimonianza..
Joe

Mimosa ha detto...

@ Massimo: in merito al 12 aprile, Parolisi testimonia (p. 13 Ordinanza Teramo, prima parte) che in quella data fu alle Casermette per un'esercitazione militare notturna e che sicuramente in data precedente, un pomeriggio, portò la moglie al chiosco della pineta (dove a suo dire ebbe quel 'famoso' rapporto).

Mimosa

Mimosa ha detto...

Cara Claudia, per come la vedo io, avendo specificato dove lavori, al massimo potresti essere obiettivo di giornalisti amanti del gossip ... (da cui ti consiglio di stare alla larga), del resto hai detto solo la verità e non hai nulla da temere ...
ma non potevi scegliere un nome fittizio o essere più "misteriosa" ...? :-)

Ciao, Mimosa

Anonimo ha detto...

Mimosa, hai pienamente ragione, io, purtroppo, cado sempre nella più assurda ingenuità e me lo riconoscono sia i familiari, sia i parenti e sia gli amici, ma, questa storia, ora, potete capire che mi ha talmente scioccata che, a volte, si sente la necessità e l'"obbligo" morale di scrivere tante cose, riguardo ai giornalisti, ci sono stati, infatti, è una situazione delicatissima.

Claudia

Mimosa ha detto...

@ Claudia, sei stata leale a dare la tua testimonianza diretta, ma ti devi rendere conto che studi legge e vorresti specializzarti in criminologia, se non ricordo male, perciò alla tua giovane età (io ho una figlia tua coetanea) e con tali aspirazioni, ti devi "svezzare" in fretta ... non ti saranno concesse "ingenuità" nel lavoro a cui ti stai preparando ... te lo dico con affetto ...
Ora Massimo sicuramente dorme, e stai tranquilla anche tu stanotte ... tanto, siamo tutti controllati su questo blog ...
"male non fare, paura non avere". Un caro saluto!
Mimosa

PS. Colgo l'occasione per consigliarti di andarti a leggere gli articoli di Massimo e i nostri commenti dei mesi di giugno e luglio (anche settembre) e scoprirai quanto abbiamo discusso e ragionato sui fatti.
Dormi serena!

Anonimo ha detto...

Grazie Mimosa per i saggi consigli, si, studio ciò che hai detto tu, se puoi, dì anche tu a massimo di cancellare quelle cose, è solo per una mia tranquillità e soprattutto tutela, grazie.

Claudia

Mimosa ha detto...

LucaP ti lascio una riflessione.
Leggendo quanto hai affermato sul fatto che all’arrivo dell’addestratore di Piergiorgio «c’erano già diverse persone tra le quali alcuni carabinieri che stavano controllando il computer», e considerando la inusuale tempestività dell’accoglimento dell’allarme scomparsa (di una donna adulta e vaccinata), mi è venuto in mente – forse è un’altra fantasia – il caso dei fidanzatini di Policoro trovati morti in bagno (con “strani” segni sul corpo … entrambi a gambe aperte …), intorno al cui caso c’è il mistero di gente entrata ancora prima che la madre scoprisse i corpi … ossia, la similitudine mi viene data dalla presenza in casa di persone tra cui carabinieri entrati con chiavi non si sa come avute …

Ma se nel caso di Melania i CC avevano già trafficato col pc, perché poi hanno fatto la sceneggiata, settimane dopo, di sequestrare pc e chiavetta?
Siamo sicuri che erano “veri” e normali carabinieri?
Da chi hanno avuto le chiavi?
Cosa hanno fatto in casa?
cosa hanno combinato col computer?

Non vorrei fantasticare troppo, ma se “qualcuno” in ALTE SFERE sapesse o avesse capito già tutto e si fosse mosso velocemente? Calzerebbe la lamentela del padre di M. “Salvatore non l’ha protetta abbastanza” … appunto, da chi? Inoltre ritornerebbero i nostri dubbi sul “segreto” (mal) custodito da M. e sul silenzio del caporalmaggiore …

In tale ottica i segni sul corpo della donna potrebbero essere un finto depistaggio montato ad arte da chi sapeva quello che faceva ed aveva le conoscenze per farli in quel modo (e anche la freddezza).

Anonimo ha detto...

la sim di melania non era, per caso, fornita dall'esercito? in caso il pin di fabbrica potrebbe essere stato di loro, o di chi per loro, conoscenza.

piccola nota a margine, le immagini di street view non sono fatte dal satellite: alle immagini satellitari classiche vengono aggiunte le immagine fatte una macchina, comunemente chiamata google car, con una fotocamera sul tetto. sono in tutto e per tutto ''foto in movimento'' e di certo in nessun caso in tempo reale.

Anonimo ha detto...

Cara "Claudia",

metto il tuo nome tra virgolette perche' suppongo si tratti di un nick, giusto? I tuoi post hanno sucitato in me stima e tenerezza. Capisco bene perche' sei preoccupata: senti di esserti esposta. Ma condivido a pieno il commento di Mimosa, e penso anch'io che dovrai necessariamente "farti le ossa", soprattutto nella professione che intendi intraprendere. Anch'io nel mio ramo, molto diverso dal tuo, me le sono fatte, insieme ad uno stomaco grosso cosi'.

E qui si apre la questione spinosa. Scrivendo in questo blog ci si trova tra persone di alto spessore culturale, e la tentazione a raccontarsi, a dire di piu' di se', anche per giustificare l'origine di certi pareri, e' forte. Si e' consapevoli pero' di essere letti da chiunque in internet "capiti" in questo sito web, e l'esposizione puo' anche non piacere. Personalmente soppeso ogni singola parola che scrivo, facendo attenzione a scegliere termini banali di uso comune. Pensa che, nonostante abbia maturato una grande stima nei suoi confronti leggendo i suoi post, ho volutamente evitato, qualche giorno, fa di rispondere in maniera diretta ad una domanda di Tabula sul mio grado di conoscenza delle simbologie. E non le risponero', benche' consapevole della mia maleducazione di cui mi scuso, proprio per tutelare la mia privacy (Tabula, ti garantisco solo, se mai avessi avuto qualche dubbio, che non sono un'astrologa, sciamana, cartomante o robe del genere). Anche li', sui simboli, potrei ampliare ed esprimermi con la terminologia appropriata. Non penso onestamente ve ne sia bisogno nel caso di Melania, e comunque preferisco l'anonimato, tanto da non sentirmela neanche di spiegare la semplice, assolutamente banale ragione per cui sono qui, sola soletta nel blog, in piena notte, a scriverti di stare tranquilla. Vedrai che domani mattina, puff, come per magia, i tuoi post non ci saranno piu', giusto Massimo?

In generale, pero', mi chiedo perche' si debba avere timore di esprimere un giudizio positivo su un uomo accusato senza prove di un omicidio che ovviamente non puo' aver commesso. Quando poi un'ammucchiata disordinata di presentatori, pseudo-esperti, opinionisti, giornalisti e pure "testimoni", armati di forconi lessicali, ci bombarda quotidianamente di fango putrido, con pareri a dir poco offensivi e irresponsabili su Parolisi. Mah...

Annika

Anonimo ha detto...

@Tabula
Grazie per il link all'articolo, una "diversa" lettura del comportamento di Parolisi, per me più credibile di quella dell'accusa.
E fa capire quanto possa essere influenzato, dagli altri mass media e giornalisti di un certo tipo, il giudizio,anzi il pre-giudizio dell'opinione pubblica.

Pamba

Anonimo ha detto...

Annika, grazie per ciò che mi hai scritto, ripeto, per una questioter di tutela, è meglio che massimo cancelli quelle cose, comunque, Claudia è il mio vero nome.

Claudia

Anonimo ha detto...

Mi sono accorta ora che, per fortuna, non ci sono più scritte quelle cose, grazie di cuore Massimo! Ragazzi, vi devo dire che è veramente la prima volta che conosco un blog così serio, così fatto bene, grazie, davvero. Ora, vi lascio, vado all' università, ci si sente dopo, siete splendidi, tutti quanti.

Claudia

Anonimo ha detto...

Qualcuno sa qual'e' il numero esatto di telefonate senza risposta registrate/scaricate dal telefonino di Melania dalle 15.30 circa del 18 aprile al momento del ritrovamento? Credo di aver letto 32, ma non ne sono certa. Grazie.

Annika

Anonimo ha detto...

@Annika, neanche Tabula è il mio vero nome.. :-)
ti confesso di non averci fatto caso, al fatto che tu non mi avessi risposto, mi sono accorta che hai eluso la domanda questo sì, ma dato che hai risposto esaurientemente a ciò che mi "serviva", ovvero mi hai detto il peccato tralasciando il peccatore, mi hai fornito una lettura di quei simboli, hai dato pane alle mie sinapsi, cosa conta?
Diverso sarebbe lanciare un sasso nell'acqua che vada a fondo senza fare alcun cerchio..

e poi non vengo qui per fare amicizia. anche se la stima verso alcune persone sta crescendo spontaneamente.
del resto, l'albero si vede dai frutti, se tali sono i frutti, sei autorizzata ad eludere le mie domande quanto e come vuoi senza scusarti ;-)

Tabula

Anonimo ha detto...

Sempre sull’argomento in esame e sul modo di comunicare ..o costruire la notizia, vi trascrivo qui di seguito alcuni stralci di un articolo di oggi sul Messaggero Marche – cronaca di Ascoli

Sta per essere depositata la relazione del CTU della Procura di Teramo. Gionni “Salvatore ha mentito”(occhiello).

Il cellulare di Melania inchioda Parolisi (titolo)

Indiscrezione sulla consulenza tecnica, la donna il 18 aprile non è stata a Colle San Marco (sommario o sottotitolo)

….Sono queste le prime indiscrezioni sulla consulenza tecnica della Procura di Teramo data a fine settembre al CTU Oreste Andrisano, titolare della Cattedra di sistemi di telecomunicazioni presso la Facoltà di Ingegneria della Cattedra di Sistemi di Telecomunicazione presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna.
”Se l’indiscrezione sarà confermata” dice l’avvocato di famiglia di Melania Rea “è un ulteriore tassello che si aggiunge a quelli già esistenti per affermare che Parolisi ha mentito e che Melania non è mai stata portata a Colle San Marco quel giorno, ma direttamente da Folignano al bosco delle Casermette per ucciderla”.
….
A breve la consulenza dovrebbe essere depositata.
…..
Si è saputo anche che il Presidente del Tribunale dei Minori, per opportunità, ha ritenuto di non anticipare l’udienza di affido della piccola Vittoria ai nonni materni. Si terrà il 2 dicembre, cinque giorni dopo quella della prima Sezione della Corte di Cassazione di Roma.


Buona giornata

Pamba

LucaP ha detto...

Ciao Massimo

Scusa se ti rispondo solamente ora ma ieri sera non ne potevo più di stare davanti al PC.

Lo scopo del mio post era principalmente quello di sottolineare che sin dalle prime ore gli inquirenti si erano mossi con rapidità in quanto il caso Goffo era sin troppo recente ed il fatto che la scomparsa di Melania fosse avvenuta a CSM li aveva subito allarmati considerato dove era stato rinvenuto il cadavere della Goffo solamente quattro mesi prima. Penso che tutti gli ascolani il giorno 19 abbiano fatto lo stesso collegamento ed i media lo hanno amplificato.

E' corretto da parte tua sottolineare che l'unico indagato del caso Goffo è stato sottoposto ad una vera e propria persecuzione (nel caso sia innocente) come effettuato nei confronti di Parolisi, e quindi se si è garantisti in un caso lo si deve essere anche nell'altro.

Parlare allora di quanto emerso negli articoli di giornale non è giusto considerato quello che hanno scritto nel caso di Melania.

Che l'unico indagato (come vedi non cito più il nome per correttezza) fosse stato trasferito a Teramo mi sembrava confermato. Che invece attualmente sia di nuovo in servizio ad Ascoli (avendo anche ricevuto un premio dal Questore) purtroppo non l'ho trovato e non mi stupisce considerando il modo in cui operano i media (anche sul proprio blog non ne ho trovato notizia).

Mettendo comunque da parte i nomi, rimane il fatto che il collegamento tra i due casi è stato fatto più volte nei primi giorni (e se gli inquirenti si sono mossi con così tanta celerità lo hanno fatto sicuramente anche loro, perlomeno fino al ritrovamento di Melania), scemando però man mano che l'attenzione si spostava su Parolisi.

Rimane anche che, la scena del delitto così come fatta ritrovare, unitamente ai comportamenti sconcertanti di Parolisi che si è anche scavato la fossa da solo, hanno avuto come conseguenza l'abbandono (apparente spero, anche se ne dubito) di una qualche pista che cercasse un collegamento tra i due casi.

Ammesso che gli assassini non sapessero di quanto male si sarebbe potuto fare da solo Parolisi con le sue testimonianze, i suoi tradimenti ed i suoi dubbi movimenti (non hanno fatto nulla d'altronde tale da far sospettare Salvatore, alterando la scena del delitto magari con indizi a sua colpa), rimane de domandarsi quale motivo vi sia dietro allo staging effettuato. Si può escludere a priori sia stato fatto per far escludere collegamenti diretti tra i due casi? Se probabilmente si è voluto far ritrovare il cadavere dopo due giorni di ricerche frenetiche, non può essere che l'attenzione degli inquirenti e dei media si stava troppo orientando verso quella pista?

Queste domande mi pare lecito pormele e porvele, anche solamente per vedere se ci possa essere qualche altro movente o causa del delitto.

Ciao

Anonimo ha detto...

anche se la domanda è rivolta a Massimo, vorrei provare anche io a rispondere:
NON mi pare che allo stato attuale delle conoscenze si possa escludere a priori che lo staging sia stato fatto per far escludere collegamenti diretti tra i due casi, Goffo->Rea

Le due donne si somigliavano molto da lontano, una era più giovane e bella naturalmente, probabile anche più alta.
Colore dei capelli, lunghezza, taglio, magrezza.
L'omicidio è avvenuto in maniera diversa: uno per presumibile soffocamento, l'altro un iniziale tentativo di sgozzamento: è stato preso di mira il collo in entrambi i casi.
I luoghi dell'omicidio sono gli stessi.
Entrambe le donne sono state ritrovate in un bosco. Ma una è stata ritrovata casualmente, l'altra è stata fatta ritrovare.

Questo è quanto può emergere ad una lettura superficiale da profana.

Non conosco molto il caso Goffo, probabilmente voi ne saprete di più.

Tabula

emax/massimo prati ha detto...

Anch'io Luca mi sono fatto le tue stesse domande qualche mese fa, fra l'altro ho scritto un articolo che accomunava solo alcuni dei casi di donne scomparse in quella zona e ritrovate solo successivamente. Il fatto che le morti non inizino con la Goffo ma ben prima, dovrebbe già dare la soluzione d'innocenza sul Binni (se si pensa ad un SK), anche se i giornali per vendere sparano sul bersaglio preferito dal pubblico (amanti, bugiardi ecc...), ed i tanti casi di morte violenta, che pur nella diversità hanno il "luogo" in comune, a me non fanno ancora stare tranquillo e controllo ogni giorno se non vi sia qualche strana scomparsa che i media nazionali non trattano.

Per quanto riguarda i personaggi presenti in casa di Melania non sono affatto d'accordo. Prima di fare verifiche nel computer, o quant'altro han fatto nell'abitazione, avrebbero dovuto avvicinarsi in gruppo alla zona da cui proveniva il segnale del cellulare, a tre chilometri dal chiosco di Ripe, ed allargarsi da quel punto sapendo che nel raggio di quei tre chilometri c'era di sicuro il telefonino di Melania che squillava. E da dove proveniva quel segnale lo sapevano già alle 17.00 dello stesso giorno in cui è scomparsa. Ma hanno preferito continuare iniziando ed allargandosi dal pianoro (a 13 chilometri dal chiosco).

L'intrusione nell'abitazione, che non ha appurato nulla di strano, proprio perché concessa dal Parolisi doveva portare ad allontanare i sospetti su di lui, sospetti che invece già alle 12.00 del giorno successivo sorsero nei carabinieri, parole del comandante Patrizi, perché non lo vedevano partecipe (ma la sera prima li avevano avuti anche sul Paciolla per alcuni suoi strani comportamenti). Se avessero pensato ad un "mostro" che si aggirava nella zona, e ti garantisco che non lo pensano affatto e che ancora ad oggi credono ogni delitto (tutti ancora irrisolti) a sé stante, avrebbero chiuso il cerchio attorno al segnale del cellulare nel più breve tempo possibile per avere, al limite, "un corpo ancora caldo", ed i cani li avrebbero aiutati in maniera esponenziale. Eppure nessuno si è avvicinato al chiosco o al poligono, tutti conoscevano quel luogo ma si è pensato di entrare in casa del Parolisi.

Per quanto riguarda il Biffi, che in realtà da anni lavora a strappi (in base agli sviluppi della vicenda che a volte lo vede fuori ed altre lo infila dentro), non ritengo giusto scrivere inesattezze solo per il riguardo che porto ai suoi figli. Quando capita un fatto del genere i bambini sono quelli che soffrono di più, ed una parola detta e riportata male entra in internet come fossa mia dato che se tu inserisci sulla barra google quanto scritto nei commenti appare "volandocontrovento". E se non si tratta di una opinione personale, ma del riporto di notizie prese da giornali di cui non condivido la linea editoriale, rettifico. L'ho già fatto altre volte e lo farò ancora. Non è un avercela con te o con altri, è una linea che seguo e che voglio continuare a seguire, per migliorare il blog e non farlo diventare come tanti altri.

Il link dell'articolo sull'encomio, è in realtà una intervista a Biffi, lo riporto sotto. Ciao, Massimo

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2011/07/23/549191-fossi_colpevole.shtml

LucaP ha detto...

Massimo

sul tuo post di ieri (21.36) hai giustamente detto che negli atti si trova scritto "circa 10 giorni prima" relativamente alla data della gita incriminata (pag. 8).

Puoi notare però che il testo non è virgolettato ed è inserita la parola "circa". Quindi non è la trascrizione esatta della testimonianza bensì parole del PM/GIP. Quel circa potrebbe quindi dire anche 15 o 8 (le due domeniche precedenti).

Invece a pag.6 viene riportata la trascrizione della telefonata al 112 (testo virgolettato) ed è espressamente riportato "quindicina di giorni prima" come d'altronde si può sentire ascoltando l'audio (all'incirca al minuto 6.09).

La gita precedente, che Parolisi dice aver fatto con una coppia di amici, non può che essere quella fatta con SV e AS (Sonia, come sai, prima dice il 3 e poi corregge nel 10 ad un mese e mezzo di distanza). Deve essere per forza la gita alla quale si stavano apprestando i Parolisi la domenica in cui i coniugi Rea stavano per partire e tornare a Folignano. La madre prima dice che tale domenica era il 03/04 e poi, ad inizio maggio, corregge spostandola al 10/04 (allegando anche un multa come comprova).
Tuttavia i Rea si trovavano a Folignano il 3 e non il 10 come si evince dai messaggi FB si Salvatore e Ludovica del 03/04 stesso (allegati per lo scopo di parlare dell'appuntamento di Amalfi). Vittoria Garofalo non dice che erano a Folignano sia il 3 sia il 10. Afferma invece che quanto testimoniato prima doveva essere traslato di una settimana in avanti (come se una madre non sapesse se era andata a trovare la figlia una o due settimane prima del tragico evento). Ergo, mente.
Mente anche Sonia di conseguenza, quando a giugno fa la stessa ritrattazione (ed ancora ad inizio maggio affermava fosse il 3).
Non capisco perché debba mentire anche il TC Stanca (anche se per lui non si dice fosse una testimonianza vera e propria).

Ho riassunto quanto già espresso precedentemente, ma con questo non voglio dire che tali false informazioni (punibili penalmente) possano avere fini diretti a nascondere qualcosa da parte dei testimoni. Al massimo risultano estremamente utili agli inquirenti per in qualche modo smentire i riscontri avuti con Piergiorgio.

Sempre parlando però di "15 giorni prima" appare evidente che quando Parolisi dice che con Melania era stata al Chiosco 15 gg prima ed aveva "ivi" consumato un rapporto sessuale (video del sopralluogo al Chiosco con i PM del 22/04) fa risalire con la memoria quell'evento a quando effettivamente era stato l'ultima volta a Ripe, cioè al giorno dell'ultima notturna effettuata con le reclute (12/04/2011). Chissà quale sia stata quella soldatessa con la quale ha probabilmente avuto il rapporto sessuale del quale ha tanto paura vengano ritrovate sua tracce biologiche?

Ciao

emax/massimo prati ha detto...

Scusa Tiziana, ma ieri dopo aver letto il tuo post sono dovuto uscire e mi sei passata di mente; ti devo una risposta facile facile. Chi come me critica certe trasmissioni e certi giornali difficilmente viene accolto in una casta già consolidata. Fra l'altro io non sono uno che si "propone", preferisco far capire nel tempo chi sono e cosa penso. Poi, chissà, forse mi arriverà una proposta interessante ed io la accetterò, mai dire mai...

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Con me Luca sfondi una porta aperta. Però tu hai sicurezze mentre io mi attesto sui dubbi. Ma non è per altro se non che sono fatto così, io le certezze le ricerco nel "materiale" e su base logica, non sulle testimonianze traballanti di chi dice di ricordare meglio a posteriori. Queste non le considero, ritenendole inattendibili, e passo oltre. Se mai ci sarà chi avvalorerà una o l'altra tesi con qualcosa di certo mi attesterò sull'una o sull'altra, per il momento non ho posizioni ma solo forti dubbi, ma va benissimo che tu esterni il tuo convincimento in base alle "carte", è giusto e legittimo in questo caso.

Ciao, Massimo

LucaP ha detto...

Massimo

Anch'io parto dai dubbi e cerco di capire se possono diventare certezze sulla base dei pochi elementi a nostra disposizione. Nel caso delle testimonianze ho difatti cercato di capire se ci fosse qualche elemento che suffragasse quello che in molti avevano già notato.
Spulciando tutto, è venuto fuori l'elemento che ha trasformato quei dubbi in forte convinzione.
Se mai questi aspetti dovessero essere approfonditi dagli inquirenti, questi avranno a disposizione tutti quegli strumenti di indagine che a noi non sono concessi per appurare la sussistenza del reato (potrebbero semplicemente verificare dai tabulati dove si trovassero i Rea il giorno 3 ed il giorno 10, ma anche nel caso di Sonia il suo cellulare Wind, se a CSM, avrebbe potuto agganciare il settore della SRB Wind che, situata sulla collina al di sopra del Monumento, copre il pianoro; per non parlare poi degli accertamenti tecnici che si possono fare sul filmato e sulle foto degli Stanca).

Ciao

LucaP ha detto...

Massimo

Hai giustamente scritto che anziché concentrare le ricerche sul pianoro (per fortuna però che le hanno fatte con Piergiorgio, altrimenti a quest'ora Parolisi sarebbe finito), sarebbero dovuti andare là dove la georeferenzazione NUE aveva indicato essere il cellulare di Melania.
In effetti sembra proprio che l'abbiano fatto (è scritto a pag 6 dell'ordinanza che i CC si sono diretti verso San Giacomo) ma non è riportato quanto tempo si siano soffermati e fino a dove abbiano cercato.
Ma quello che trovo strano, come già scritto, è che il 19 viene allertato anche il Corpo Forestale competente sul territorio di Civitella che dichiara di iniziare subito le ricerche nei posti "isolati" ma anche presso camping,...
Loro, conoscendo bene il territorio e la zona che si sarebbe dovuta battere sin da subito, "dovevano" passare dal Chiosco, località nota e citata anche nelle informazioni turistiche.
Di quanto fatto dal Corpo Forestale, di dove abbia cercato, di chi abbia incontrato durante le ricerche, non v'è traccia da nessuna parte. Non viene nemmeno detto che avessero trovato nulla. Eppure non dovevano andare lontano da San Giacomo (era stata data loro tale informazione).
Bada bene, con questo non voglio accusare il CF di negligenza di alcunché. Ma se fossero passati dal Chiosco senza trovare nulla di sospetto?

Ciao

Rita ha detto...

http://www.abruzzoweb.it/contenuti/omicidio-rea-perizia-tecnica-complica-posizione-parolisi/40090-4/


Le cose si metteno male per SP...
il cane avrà forse annusato le tracce della settimana precedente?

Una cosa volevo sottolineare che non mi quadra, controllate anche voi:
nell'ordinanza si scrive che il cellulare di SP (chiamante) non può essere geolocalizzato, perchè TIM localizza soltanto le celle del "chiamato", nel caso quello di Melania.
E così risulta dalla tabella, la colonna delle cella chiamante è vuota.

Perchè però nella tabella in cui c'è la telefonata che SP fa al 113 la cella del "chiamante" SP viene indicata?
qualcuno sa spiegarmi il perchè???
r.

Anonimo ha detto...

Brava Rita! Questa è una bella domanda.

Tabula

LucaP ha detto...

@ Rita

Credo che la notizia pubblicata sia l'ennesima bufala giornalistica.

Intanto prima sembrava che il nuovo perito fosse stato chiamato per verificare quale cella fosse stata agganciata dal cellulare di SP alle ore 15.26 (prima chiamata a Melania), cioé se fatta lungo la strada da Ripe a CSM oppure, come dice lui da CSM.
Poi, ne stiamo discutendo da un po', se fosse possibile recuperare gli SMS cancellati dal cell di Melania.
Ma che dovesse verificare ulteriormente che il cellulare di Melania non fosse stato a CSM non è mai stato scritto. Anzi dagli accertamenti fatti dagli stessi CC sembra appurato che vicino al Monumento ai partigiani fosse possibile agganciare le stesse celle dei tabulati (numero CGI). Chiaramente se ci fossero davvero tali ulteriori sviluppi, sono curioso di sapere come sia stato possibile appurarlo.

Per quanto riguarda invece gli altri tuoi dubbi, ti confermo che sono gli stessi miei da un po' di tempo. Su un tabulato CDR (Call Detail Record) l'informazione sul numero CGI deve comparire per forza e quindi non capisco perché i CC non abbiano trovato tali dati.

Tuttavia qualcun altro su questo blog (mi sembra Pino ma posso sicuramente sbagliare) aveva parlato di una procedura utilizzata dai militari grazie alla quale, inserendo un apposito codice numerico prima del numero chiamato, si poteva instradare la chiamata stessa su canali riservati alle forze armate. Forse è allora probabile che il numero CGI non compaia nei tabulati per motivi di segreto militare (nell'ord. si parla di "celle intelligenti", anche se penso che il termine sia un po' improprio). Non è invece possibile sia un problema della Telecom in quanto sono stati in grado di confermare la presenza a CSM di numerosi testimoni (grazie proprio ai tabulati CDR ed ai codici CGI). Nell'ordinanza si cita una comunicazione della Telecom in merito a tale stranezza ma chiaramente noi non possiamo vederla.
Pur ammesso che tale procedura militare (pensata per scenari di guerra) possa essere utilizzata normalmente dai militari anche in tempo e zona di pace (magari per risparmiare ed addebitare alle forze armate anche le chiamate private), bisognerebbe ipotizzare che per tutte quelle chiamate fatte da Parolisi a Melania (anche quelle successive alle 15.26) si sia premurato di inserire quel codice (si è anche detto che P sia particolarmente tirchio) pur preso dall'agitazione.
E forse, nel caso della chiamata al 112 è probabile che il numero l'abbia composto la barista senza quindi digitare il codice.
Cercherò di saperne di più.

Ciao

Anonimo ha detto...

un perito che dichiari che Melania mai agganciò alcuna cella a San Marco, le testimonianze sulla data della gita precedente a San Marco che spostano tale data in maniera opportuna ad inficiare la testimonianza di Piergiorgio, lo spostamento temporale forzato della testimonianza di Ranelli, una potente opera di convincimento popolare tramite i mass media perchè tutto fa gioco, e l'accusa sta facendo quadrare il cerchio in previsione della prossima discussione in aula.
La vedo male, per Parolisi. E il bello è che di questo passo gli toglieranno anche la figlia.

Tabula

Anonimo ha detto...

ripeto, non mi si è filato nessuno.
la sim di melania non è stata, per caso, fornita dall'esercito?

Rita ha detto...

Scusa Tabula, ma lo spostamento della data della gita non va avanti di una settimana?
poi non ho capito bene una cosa (perchè non ho avuto tempo di controllare bene):
la famiglia di Melania era stata lì il 3 ??? ho letto da qualche parte che hanno preso anche una multa strada facendo... mi spieghi bene please?

Rita ha detto...

@anonimo
sì la sim di Melania era dell'esercito
r.

Anonimo ha detto...

@Rita
la data della gita è stata corretta dai vari testimoni, non da uno solo, e tutti hanno spostato di una settimana in avanti la data della gita precedente a ben un mese e passa dalle dichiarazioni iniziali che la collocavano il 3 aprile.
se darai una scorsa ai commenti a questo post vedrai che Massimo e Luca ne discutono ampiamente, ma anche nei post precedenti se ne parlò a lungo.
Il punto è che se la gita è stata fatta il 10 invece che il 3 aprile, questo andrebbe in interferenza con la traccia seguita dal fiuto dei cani. Quindi cade o si vuol far cadere, non è dato saperlo, la prova madre a favore della difesa della presenza di melania al Pianoro. Ranelli era già stato sistemato. Aggiungici il perito dell'articolo che hai postato tu, pronto a dichiarare che le celle agganciate da Melania quel giorno non sfiorarono San Marco, e il quadro è completo.

Tabula

LucaP ha detto...

@ Rita

La famiglia Rea era a Folignano ancora la mattina del 3. Lo dice espressamente Salvatore nel messaggio Facebook del 03/04/2011 a Ludovica. E Ludovica implicitamente lo conferma con il msg successivo quando dice a S "devono andare via".

La madre di Melania poteva anche dire mi sono sbagliata anziché il 3, siamo partiti da Folignano il 10. Invece dice che tutto quanto detto prima andava traslato di una settimana in avanti cioé al 10/04 (come se tra il 27/04, data della prima testimonianza, ed il 10/04 fosse passato un anno e quindi fosse anche comprensibile lo sbagliarsi). Ed a riprova di ciò porta una contravvenzione al codice della strada elevata nei suoi confronti il giorno 7 (l'ordinanza non dice se ad Ascoli, Napoli, Pescara o dove). Mi piacerebbe proprio saperne di più su quella multa.

Ciao

LucaP ha detto...

Se volete oggi online c'è anche quest'articolo

http://www.abruzzo24ore.tv/news/Omicidio-Rea-i-colleghi-di-Parolisi-gettano-ombre-su-Melania-L-indignazione-della-famiglia/59952.htm

Mah?

Anonimo ha detto...

uhm. una multa procurata dalle forze dell'ordine può essere adoperata come prova a favore della teoria accusatoria delle forze dell'ordine?

Anonimo ha detto...

quindi se la sim era fornita dall'esercito può essere che i pin fossero in possesso di altri rispetto a melania, ponendo il caso che lei non avesse modificato il pin con uno ''personale''.

LucaP ha detto...

Partendo da quel post di cui non ricordo l'autore, sono riuscito a risalire forse al motivo per il quale non sono rilevabili i dati di cella delle chiamate di Parolisi.

In un primo momento ammetto di non averci dato peso, però ora mi sono messo a cercare ed ho trovato (fra le pochissime disponbili sul web considerato anche il segreto militare) le informazioni relative al sistem U-GSM (Universal GSM) utilizzato in campo militare per le comunicazioni GSM dei soldati fra di loro e con anche le reti pubbliche.

La tecnologia, grazie alla realizzazione in brevissimo tempo di una cella GSM autonoma ed invisibile anche su teatro di guerra, permette di effettuare telefonate con tecnologia GSM che poi vengono instradata del sistema o sui sistemi satellitari o sulle reti fisse e mobili presenti sul territorio.

A questo indirizzo si possono trovare maggiori informazioni, anche se forse troppo tecniche:

http://www.speeka.com/s_inmarsat-GSM_zyntx_military.asp

Ipotizzando, pur non avendone prove, che l'Esercito abbia implementato tale tecnologia anche presso le proprie caserme, sarebbe quindi possibile effettuare le chiamate (previa digitazione di uno short-code) agganciando tale cella. La chiamata quindi passerebbe alla rete fissa e da qui (nel caso in esame) su quella Telecom arrivando al destinatario.
Ai fini pratici, per i soldati in possesso di tale codice ci sarebbe una sensibile convenienza economica (essendo forse le chiamate a costo zero) pur non essendoci motivi di segretezza.
Se il sistema richiede lo short-code di cui sopra, è comprensibile come solamente la telefonata al 112, fatta probabilmente dalla barista, abbia agganciato direttamente un cella Telecom (con relativo codice CGI associato).

Certamente se gli inquirenti appurassero che solamente quel giorno Parolisi ha utilizzato tale procedura, per lo stesso sarebbero di nuovo guai. Ma non credo sia così. Difatti anche le telefonate effettuate dopo le 15.26 a Melania non sono rintracciabili e gli inquirenti ne hanno trovato riscontro solamente sui tabulati di Melania.

Ma se ipotizziamo che anche Melania conoscesse la procedura (e la SIM era dell'esercito, quindi riconosciuta dal sistema; inoltre si dice che Parolisi sia "particolarmente tirchio" per cui potrebbe aver voluto risparmiare sulle telefonate della moglie), come escludere che anche quel cellulare abbia fatto telefonate non risultanti dai tabulati? Saremmo allora in altissimo mare.

Ed inoltre, scrivo di getto, sul cellulare di Melania potevano esserci chiamate in uscita e SMS inviati che probabilmente non risultavano su nessun tabulato (se non quello del cellulare ricevente). Da qui forse il motivo principale di "ripulire" il cellulare (e magari farlo anche ritrovare pulito in modo che chi doveva capire avrebbe capito).

Saremmo di nuovo quindi (con molta probabilità) sulla "pista militare"!

Forse sono vaneggiamenti.

Ciao

Anonimo ha detto...

no Luca, non lo sono.
perchè non c'è bisogno di digitare ogni volta quel codice numerico, è sufficiente inserirlo in rubrica prima del numero salvato come se fosse una specie di prefisso.
In questo modo è chiaro che salvatore non si sarebbe messo a digitare compulsivamente il codice nelle chiamate alla moglie scomparsa per risparmiare perfino in quel frangente.
Il codice sarebbe stato già salvato prima del numero di melania.
e prima della maggior parte dei numeri in quella rubrica: chi non lo farebbe?
difatti il 118 probabilmente non era in rubrica.

Tabula

LucaP ha detto...

Brava Tabula

E questo spiega le telefonate di Parolisi a Melania (sarebbe bello sapere se anche quelle a Paciolla ed ad altri non compaiono sui tabulati).

Se questa ipotesi fosse vera, ed ammesso che anche gli inquirenti con i loro periti universitari possano arrivarci, gli stessi dovrebbero iniziare un'indagine veramente seria chiedendo all'esercito di accedere ai loro database riservati.
Non so se l'esercito conservi traccia delle comunicazioni transitanti sull'U-GSM. Sicuramente lo fanno sul teatro di guerra (registrando anche le conversazioni e gli SMS per motivi di controspionaggio), ma non so se sia così anche per il traffico telefonico in Italia.

A mio parere, insisto, questo potrebbe essere il motivo alla base della "ripulitura" del cellulare di Melania e del suo ritrovamento (staging di distrazione incluso). Non tanto le chiamate e gli SMS ricevuti ma anche quelle fatte ed inviati. Se poi, per completezza, si ipotizza che ci fossero telefonate ed SMS transitati solo su U-GSM, questi non sarebbero stati rilevati da Telecom e non se ne avrebbe riscontro alcuno sui tabulati.

Ciao

Rita ha detto...

Tabula non dimenticare però che nessuno ha visto Melania al pianoro ... come già ho detto in precedenza è molto più piccolo, contenuto, di quanto appare in TV.

mi dici dove posso trovare video o notizie sul cambiamento di data???
grazie

LucaP ha detto...

La madre di Melania risentita dai PM?

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/11/10/melania-rea,-i-pm-vogliono-reinterrogare-la-madre

I motivi saranno solamente quelli descritti nell'articolo o vorranno farle qualche domanda sulle due testimonianze?

Vederemo.

LucaP ha detto...

Leggendo quell'articolo di abruzzo24oreTV (che riprende forse quello di Vanity Fair di oggi) ho notato con stupore l'immediata levata di scudi della famiglia Rea (tramite il proprio legale) al solo menzionare che i colleghi di Parolisi parlando con lui il giorno 19 ipotizzassero che Melania potesse essere andata via con un amante. E questo da parte di persone che da alcuni mesi a questa parte non perdono occasione di comparire in TV per lanciare accuse contro il genero.

In un primo momento la coppia Salvatore-Melania era un modello di amore matrimoniale. Tutto andava benissimo, non vi erano motivi di attrito. Ma questo in TV, perché ai magistrati già raccontavano di Ludovica dai primi giorni.
Poi sono passati a dipingere il genero come una delle persone più spregevoli della terra (aiutati anche dai PM che facevano uscire, intercettazioni, verbali e filmati tutti a carico di Parolisi). Mai però nulla che facesse presagire un malessere della figlia, un suo disamoramento, la volontà di troncare con Salvatore.

Eppure motivi di malessere ce ne dovevano essere se solamente ad una settimana dalla visita di S e M a Somma Vesuviana, i Rea sentivano l'urgenza di andare a Folignano e fermarvisi per 4 giorni. Se anche il padre voleva parlare al genero di mattina presto la domenica 3.

Ma mai nessuno ha osato parlare in modo non ortodosso di Melania. Mai sollevato un sospetto. Era una figlia, moglie e madre modello. La vittima prima del marito fedifrago e poi di uno spietato assassino (ma le figure da un certo punto in avanti coincidono).

Nell'ordinanza GIP Teramo è scritto che i CC hanno accertato che non vi era indizio alcuno nella vita della donna che potesse far pensare ad una relazione extraconiugale. Ma siamo poi sicuri che abbiano veramente voluto indagare a fondo visto che già a partire dai primi colloqui/interrogatori con Parolisi avevano individuato in lui il presunto colpevole?

E adesso, al minimo cenno (che secondo me tra commilitoni ed amici in quei frangenti ci poteva tranquillamente stare), fanno intervenire il legale a difesa della memoria della figlia.

Mah?

Anonimo ha detto...

Annika, ripeto, grazie per le bellissime parole che mi hai scritto, sei una persona che vale molto, si capisce subito, dal modo in cui ti rapporti con le varie vicende.

Claudia

Anonimo ha detto...

Luca P
il link all'articolo del Centro che ci hai fornito è interessante. Vediamo ancora una volta l'intervento della famiglia che si permette continuamente di dire cosa può e cosa non può essere scritto. Fintanto che i giornali sparano a zero su Parolisi va tutto bene, ma se sul libro di Delitala, si riporta quanto dai colleghi di Parolisi già dichiarato ai Carabinieri, le cose non vanno più bene. Quale sarebbe la frase incriminata?Il fatto che i colleghi, al momento della scomparsa di Melania, avessero potuto ipotizzare che la donna fosse scappata con un amante. Quindi nessuna insinuazione diretta né del marito, né dei colleghi, ma un semplice prendere in considerazione tutte le ipotesi che in quel momento si potevano fare (e in quel momento sarebbe stato meno grave ipotizzare una fuga d'amore piuttosto che un omicidio!). E per questa semplice frase i familiari si indignano? Hanno forse la coda di paglia? E' più comodo venga incriminato Parolisi (tanto che il fratello di Melania ha detto chiaramente a Chi l'ha visto che spera Salvatore non venga rilasciato), piuttosto che rischiare di continuare le indagini, magari indagando meglio sulla vita di Melania?

@Massimo
io penso che, giunti a questo punto, e pur d'avere qualcosa da dire, le trasmissioni televisive e i giornali sarebbero contenti d'aver qualunque scoop, anche da parte di chi non è "un allineato". Capisco però la tua posizione, preferiresti essere contattato, piuttosto che essere tu a proporti.

Infine, anche senza bisogno di spostare la data della famosa gita a Colle San Marco (3 o 10/4), la pista seguita dai cani è fondamentale. I cani, giunti al Monumento, non svoltano verso il bar (come Sonia e Melania il giorno della gita), ma continuano in direzione della roulotte. Questo comunque NON può essere tralasciato.
Suona falsa IN TUTTI I CASI questa necessità di rettifica della data da parte della mamma di Melania: perché arrabattarsi a sostenere d'essere stata a Folignano il 10 anziché il 3, giungendo addirittura a produrre la multa come prova (mi sembra che per tutte le altre sue dichiarazioni nessuno le abbia chiesto prove, le hanno creduto sulla parola)?

E, come dice Luca P, come è possibile che i genitori di Melania non si ricordassero d'essere stati a Folignano solo 8 giorni prima dell'omicidio? I testimoni al Pianoro, sentiti dopo più di un mese, loro sì che sono attendibili al 100%, devono ricordarsi più loro di avere o non aver visto Parolisi, che la mamma di quando ha visto una figlia. Di una figlia ci si dimentica così facilmente? A 8 giorni di distanza?
Troppe cose devono essere aggiustate e modificate per far quadrare l'ipotesi accusatoria, possibile che oltre a noi del blog nessuno lo veda?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Luca P
ho postato il commento prima di leggere il tuo, vedo che le nostre considerazioni si assomigliano.
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

Sì Luca P
la mamma di Melania forse verrà risentita dai PM per la TERZA volta. Ma se ha così poca memoria, da non ricordarsi d'aver visto la figlia a distanza di una settimana, cosa mai potrà dire dopo 7 mesi?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Io Massimo lo vedrei bene come un consulente della difesa nei casi intricati. Non è solo la sua maniera di scrivere, sono i contenuti e il punto di vista acritico e documentato che fanno la differenza, il fatto che si ponga dei dubbi.

Per il resto Tiziana, come altre volte hai usato le parole più opportune per esprimere la stranezza di una mamma che si dimentica quando è stata l'ultima volta che ha visto la propria figlia viva.
Non è che sia una circostanza in cui ci si possa sbagliare.
L'ultimo ricordo della figlia le è sicuramente vivido e non potrò credere neanche se mi portasse mille multe che nella sua prima testimonianza abbia potuto sbagliare data.

Io mi chiedo chi è perchè possa avere convinto questa donna, una mamma dolce e piena di buoni principi come tutte le nostre mamme sono, a mentire.

Tabula

LucaP ha detto...

@ Tiziana

Quello che scrivono i giornali ormai abbiamo imparato a considerarlo come puro gossip. Gli inquirenti oramai mi sembra non facciano più trapelare niente facendo bene, ed i giornalisti devono scrivere qualcosa.

Cosa può aggiungere alle precedenti testimonianze la madre? Nulla. Se Melania avesse preso un caffè dicendolo al telefono alla madre, questa se lo sarebbe ricordato subito. Ed allora perché richiamarla a Teramo? Per gli occhiali? Ma perché poi sempre la madre e non il padre od il fratello allora se il tema fosse questo?

Secondo me hanno approfittato del tempo a disposizione per leggersi attentamente gli atti e per fare ulteriori indagini. Non fosse altro che per prepararsi alla Cassazione ed alla eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Ma per me c'è dell'altro e spero di non essere smentito.

Anonimo ha detto...

@Luca
l'indignazione della famiglia fa parte di quella mentalità dell'onore, forse più appartenente al Sud, che tende a salvaguardare la facciata pubblica.
Purtroppo nel caso di un omicidio le remore imposte dal non volere ferire ulteriormente la famiglia della vittima potrebbero oscurare la ricerca della Verità.
Se non c'è niente da nascondere, la famiglia di Melania non ha niente di cui preoccuparsi e può farsi scivolare addosso i titoli allusivi, tanto più che ciò che dissero i commilitoni fa parte del buon senso comune nel caso in cui si voglia rassicurare un collega al quale sia sparita la moglie.
"Chi ti vuole bene, vuole il TUO bene", mi disse una volta un noto scrittore che ebbi la ventura di conoscere.
Un marito che si senta rassicurato all'idea che la moglie sia andata con un altro, piuttosto che le sia accaduto qualcosa di veramente brutto, forse un pò di bene in fondo al cuore gliene vuole.
Piuttosto mi sono meravigliata che l'alzata di scudi da parte della famiglia Rea, non si sia levata con giusta indignazione alla sbandierata e non provata ipotesi del tentativo di suicidio di Melania.
Cosa che mi sembrerebbe molto più diffamatoria per l'onore della famiglia, di due parole di conforto da caserma.
Comunque sia, la Verità non può e non deve tenere conto della mentalità di nessuno.
E tra l'altro, i Rea hanno incalzato la diffamazione di Parolisi a mezzo stampa per tutti i questi mesi rendendolo un Mostro per l'opinione pubblica, condannandolo in ogni frase ed ogni parola che è stata detta, e condizionando anche il verdetto popolare.
E mi dispiace molto dirlo, perchè ho molto rispetto del loro dolore, ma non del modo in cui è stato espresso: sono stati ricambiati della stessa moneta che hanno speso fino ad ora, tra l'altro nemmeno dal Parolisi stesso, ma dalla stessa Stampa che è un mostro, il vero mostro, che non guarda in faccia nessuno.

Tabula

LucaP ha detto...

Avevo dimenticato di aggiungere una considerazione.

Se ammettiamo che i PM anche in questo caso si comportino in non perfetta buona fede e vogliano comunque invalidare i riscontri alla ricostruzione di Parolisi dati dal cane molecolare, sarebbe fondamentale spostare in avanti la data della gita anche per un piccolo altro particolare sinora non discusso.

Nella testimonianza del 23/04 di Sonia, la stessa riferisce che durante la passeggiata con Melania, questa le aveva mostrato dove aveva trovato il famoso "albero della cuccagna" in occasione di una passeggiata sul pianoro fatta con Salvatore dieci giorni prima (quindi circa il 25/03).

La madre di Melania conferma tale fatto dicendo nella prima testimonianza che arrivata in casa a Folignano il 31/03 aveva già visto lo stesso "albero della cuccagna" addobbato.

Se quindi mai Sonia affermasse che il posto dove aveva trovato "l'albero" era proprio vicino al Monumento (magari un po' più in su nel bosco) si potrebbe dire che il cane aveva proprio seguito la strada fatta da Melania con Salvatore. Credo che questo fatto potrebbe essere ancora ipotizzabile nel caso la gita al colle fosse avvenuta il 10/04 (quindi la passeggiata precedente il 01/04 cioé 18 giorni prima della scomparsa). Ma nel caso fosse stata il 25/03, penso proprio che i giugidi non potrebbero considerarla attendibile.

In ogni caso tuttavia, secondo quanto testimoniato dall'addestratore, Piergiorgio segue sempre la pista più recente. Quindi se al bivio ha girato verso il Monumento e non ha proseguito verso il Cacciatore vuol dire che ha seguito la pista del 18 (e non la strada fatta da Sonia con Melania il 03/04).

Ciao

Anonimo ha detto...

@Luca scusa non ci ho capito niente sulla storia del ramo dell'albero della cuccagna. me lo spieghi meglio per favore?
Tabula

emax/massimo prati ha detto...

Giusto per dare una informazione in più.

Questa sera a QG faranno ascoltare l'intercettazione a cui facevo riferimento ieri, quella dove Ludovica infama Salvatore Parolisi, quella in cui lui ribatte all'affermazione dell'amante, che cita quanto detto da Sonia in televisione sulla gita del 10 aprile al pianoro, dicendo "quindici giorni prima".

Se la fanno ascoltare per intero, completa di questa parte, dovrebbero accorgersi in studio di questa stranezza sulle date, voi che dite?

Massimo

LucaP ha detto...

@ Tabula

A detta di Sonia l'Albero della Cuccagna viene trovato da Melania a CSM (in occasione di una passeggiata con Salvatore) 10 gg prima della famosa gita del 03/04 (o 10/04). Lo conferma la madre di Melania che lo vede in casa a Folignano quando vi giunge con il marito il 31/03 (od il 07/04). La data della gita incriminata è fondamentale anche per stabilire quando Melania è stata a CSM con Salvatore la volta ancora precedente.
Rispetto alla data della scomparsa (18/04) tale data potrebbe comportare un intervallo di tempo pari a:
- 25 giorni se la data della gita con le famiglie a CSM è quella del 03/04
- 18 giorni se la data è quella del 10/04
Mettiamo che Sonia affermi che Melania ha trovato l'Albero in un zona vicino al Monumento e glielo abbia detto facendo il famoso giro lungo sul pianoro. 18 giorni sono ancora credibili per una pista seguita da Piergiorgio. Ma 25 diventano davvero troppi.

Non so se sono stato chiaro

Ciao

Anonimo ha detto...

Adesso sì, Luca, chiarissimo grazie.
Resta da capire per venirne a capo se questo famoso ramo dell'albero della cuccagna, avesse uno scopo riconducibile ad una data precisa (festa di paese, ricorrenza religiosa, compleanno, etc.)

Tabula

Anonimo ha detto...

@Massimo
io dico che essendo parole pronunciate da Parolisi stesso, non daranno alla cosa alcuna attendibilità. Sempre se qualcuno si accorga dell'incongruenza e non venga sopraffatto dalla Giusta Indignazione Verso Il Traditore da parte degli opinionisti.
Vedo nella mia sfera di cristallo che il fatto che P. dialoghi con l'amante (orrore!) prenderà il sopravvento.
Per fortuna non sono una veggente accreditata.. quindi un briciolo di speranza posso lasciarla.
(Sempre che chi si accorga della stranezza venga lasciato parlare).
Tabula

Anonimo ha detto...

Luca,
se adesso venisse fuori Sonia con una nuova versione (magari le dai tu una bella idea con la storia dell'albero della cuccagna!), e dicesse che si sono inoltrate fino al monumento e magari anche su per il sentiero e allora NO! Il tutto diventa veramente una farsa! Spero che nessuno abbia la spudoratezza di consentirle di formulare una nuova versione sulla strada percorsa!
Tiziana

rita ha detto...

@Tabula
l'albero della cuccagna lo fanno per Pasqua.

Anonimo ha detto...

Tabula,
qualche speranza per stasera a QG c'è (sto diventando ottimista come Luca!)
Non dimentichiamoci che Ilaria Mura, moglie di Delitala, è una delle giornaliste di QG.
Forse hanno recepito pure loro l'incongruenza della data e vogliono porla in evidenza?
Per altro invece c'è da dire che i giornalisti sono riusciti a rivoltare contro Parolisi anche l'"ipotesi" che Melania avesse un amante. C'è chi già dice, infatti, che anche questo sarebbe un movente per Parolisi assassino: la GELOSIA.
Insomma, comunque la si giri, sempre colpa sua è. Staremo a vedere...
Tiziana

LucaP ha detto...

Massimo

Mi sono riletto la trascrizione della telefonata di cui hai parlato.

Ho prima di tutto notato come raramente venga trascritto quanto dice Parolisi. Probabilmente faceva scena muta perché investito dalla furia di Ludovica, ma nel momento in cui Ludovica chiede spiegazioni in merito alla gita al colle di una settimana prima qualcosa deve pur aver detto se la stessa Ludovica poi corregge in due settimane.

Stasera forse sentiremo, ammesso di capire qualcosa del dialetto di Salvatore (nel caso della registrazione del colloquio in macchina con lo zio ammetto di non aver compreso nulla).

Ma questi audio e video chi è che li diffonde così allegramente? E' vero che nel momento in cui vengono allegati ad un atto trasmesso alla difesa dell'indagato diventano pubblici, ma a tutto c'è un limite.

emax/massimo prati ha detto...

Non faceva scena muta perché lei lo infamava, Luca, il problema era nel telefono della cabina che non ha consentito di registrare anche quanto diceva lui. Ma lei ripete le sue giustificazioni, e quando lui l'ha corretta lei ha ripetuto quanto le ha riferito lui, mica se le è immaginate quelle parole, perché dirle altrimenti. Fra l'altro immagino l'abbia fatto col tono ironico, come dire cosa cambia se una o due settimane prima, ma il tono lo sentiremo stasera, su Tgcom c'è solo un'anticipazione e l'intercettazione si ferma prima.

Ciao, Massimo

LucaP ha detto...

@ Tiziana

Contrariamente a quanto pensato subito, al racconto del giro fatto da Sonia con Melania (QG di ottobre), tendenzialmente ci credo anche se è sconcertante come ne parli solamente quando la difesa ha tirato di nuovo fuori la questione di Piergiorgio e quando, caso strano, in studio da Salvo Sottile vi è proprio l'addestratore con il cane.

Difatti, come già detto oggi, Piergiorgio, arrivato al bivio con la Provinciale, prima si dirige verso il Cacciatore per qualche metro (come detto da Sonia) poi, accortosi che la pista è più vecchia, fa marcia indietro e va deciso verso il Monumento.

Speriamo veramente non ci facciano vedere stasera un'altra intervista a Sonia (che sia presente in studio o Michele o lo zio Gennaro lo do quasi per scontato magari con un bel paio di occhiali tarocchi). Ma se invece fosse così, speriamo che sia la solita pasticciona. La speranza che qualcuno le chieda spiegazioni delle telefonate e degli SMS, sebbene ottimista, non la nutro proprio.

Ciao

Anonimo ha detto...

Non so se avrò la costanza di guardarmi una puntata di QG, se ci sarà qualche novità positiva fatemelo sapere, conto su di voi.
Tiziana

Anonimo ha detto...

speriamo sia visibile su youtube a breve, io non vedo mai la tivù (e stasera esco).
tabula

Anonimo ha detto...

Allora buon divertimento Tabula!
Ciao, Tiziana

LucaP ha detto...

Ciao Massimo

Non so sei hai avuto modo di documentarti sulla questione relativa ai sistemi militari U-GSM di cui ho parlato in un mio precedente post.

E' un argomento non molto trattato sul web, considerato anche l'impiego e lo scopo bellico.

In ogni caso qualcosa in più si trova relativamente ai Private Mobile Network (PMN) che stanno entrando nel mercato (anche se in Italia credo ci siano ancora limitazioni in merito all'uso delle frequenza).

Penso potrebbe già essere una spiegazione plausibile per la non tracciabilità del cellulare di Parolisi (al di fuori della chiamta fatta al 112).

Se però si estende l'argomento e le implicazioni anche al cellulare di Melania si potrebbero aprire (o riaprire) interessanti piste e spunti di indagine.

Se hai tempo e voglia, dimmi cosa ne pensi.

Ciao

ENRICO ha detto...

LUCA

"Piergiorgio, arrivato al bivio con la Provinciale, prima si dirige verso il Cacciatore per qualche metro (come detto da Sonia) poi, accortosi che la pista è più vecchia, fa marcia indietro e va deciso verso il Monumento."

Non si potrebbe supporre che l’appuntamento fosse stato al Bar il Cacciatore invece che al Monumento e che M. si stesse dirigendo da quella parte ? e non potrebbe essere che M dopo aver preso quella direzione si sia accorta che stava sopraggiungendo l’auto con le presone da incontrare, abbia fatto marcia indietro e si sia diretta verso il monumento dove era più pratico che la vettura si accostasse per prenderla a bordo ?

Anonimo ha detto...

Per me sì Enrico,
sono plausibili entrambe le ipotesi, quello che è certo è che la pista seguita dai cani (monumento, qualche metro verso bar, sentiero verso la roulotte) è diversa rispetto a quella indicata da Sonia per la gita precedente.
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

Non ho molto tempo Luca, ma qualcosa posso dirla. Per prima cosa anche il telefono di Melania era convenzionato con l'esercito, e nei suoi tabulati le celle figurano tutte, quindi non era un telefono ad uso militare ma a convenzione militare (paghi tu che lo usi la bolletta alla Tim, anche se ridotta); per seconda cosa io volessi uccidere qualcuno non lascerei tracce trovabili, neppure nei sistemi militari, per terza cosa io non credo sia stato un delitto premeditato e sono convinto che "l'ambiente militare", pur un mondo a parte e pur al momento "tenuto sotto scacco dai Rea" che usano il Parolisi quale "ostaggio" per far sì che l'istituzione "parli e non si chiuda", non coprirebbe uno o più militari ma li denuncerebbe.

In fondo la scelta sarebbe fra il far stare in galera uno dei loro, Parolisi, o far stare libero ed in una caserma un assassino.

Per ultimo credo che l'U-GSM lo usino solo in caso di guerra o a scopo di addestramento nelle continuative, in fondo il cellulare che usano i softgunner è una derivazione di questo, e non credo lo diano in uso anche per telefonate civili (nel senso che non credo basti mettere un codice per chiamare mia madre senza figurare in telecom). Ripeto, i cellulari erano "convenzionati con l'esercito", per spendere meno, non dell'esercito.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@Massimo
quando hai tempo dovresti avere posta.
Chiedo scusa per l'OT.
Antonello

LucaP ha detto...

Massimo

Lo so che sono pedante. Però sui tabulati di Melania, perlomeno nella parti rese pubbliche, vi sono le celle (CGI) delle telefonate in arrivo e senza risposta. Non è dato sapere se, perlomeno prima delle ore 14.53, vi siano anche delle chiamate in uscita. E tantomeno se vi siano chiamate in uscita verso il marito effettuate nella zona di Ascoli. Il fatto che le due SIM abbiano numeri quasi in sequenza mi fa pensare che non vi sia differenza tra le SIM stesse.

Il problema principale è che nei server Telecom non vi è traccia delle chiamate effettuate da Parolisi che quindi molto probabilmente non sono transitate dalla MSC (centrale di zona a livello regionale) di Ascoli. Un evento (chiamata, SMS, dati) registrato sui server ha per forza di cose associato l'informazione sul codice CGI della cella.

Il fatto che nella tabella a pag.81 dell'ordinanza vi siano riportate le chiamate con l'orario ed il numero di Parolisi non significa niente (perlomeno a noi). Tali informazioni sono desumibili dal tabulato CDR di Melania che riporta sicuramente anche tale dato (quelli delle celle agganciate dal cellulare chiamante devono essere ricavate dal relativo tabulato ed interpolate).

Vi è un'unica chiamata che risulta registrata sui server Telecom e che riporta il codice CGI della cella agganciata ed è quella al 112 che fa direttamente la proprietaria del bar.

Se delle chiamate non vi è traccia in Telecom, queste devono essere transitate su un'altra rete GSM (gli altri gestori in Italia, tranne poche eccezioni, non permettono più il roaming). Una rete di telefonia cellulare privata come quelle di cui parliamo potrebbe essere la soluzione all'enigma.

Non sto parlando di una rete diffusa su tutto il territorio nazionale bensì di una cella singola, isolata, facente capo ad una SRB (insieme costituito dagli apparati veri e propri di teleradiocomunicazione e dall'antenna ricetrasmittente) che poi instrada il proprio traffico nella rete fissa e da lì verso anche altre reti cellulari. I privati non credo, per quanto ne so io, possano creare tali reti sulle frequenze tipiche del GSM (con altre frequenza si), ma le forze armate non sono soggette a tali regolamentazioni e controlli.

Con questo non voglio dire, come farebbero i media se in possesso di tale informazione, che Parolisi abbia utilizzato tale tecnologia per sfuggire ad eventuali controlli, bensì unicamente che potrebbe essere una spiegazione molto logica.

Anzi, se mai venisse appurata tale ipotesi, ciò sarebbe probabilmente a totale discolpa di Parolisi. Questo perché tali tipi di impianti, come detto, presuppongono l'impiego di un'unica antenna (ed eventualmente altri tipi di dispositivi portatili che ho verificato esistono e sono specifici per le forza armate). Tale antenna, anche se di tipo fisso non può avere una copertura di segnale molto estesa, al massimo 10/15 km credo. Se ipotizziamo che l'esercito ne abbia una presso la caserma di Ascoli, quasi sicuramente il segnale non potrebbe arrivare al bosco di Ripe ma forse neanche a San Giacomo. Al massimo potrebbe coprire l'area di Ascoli e dei comuni limitrofi.
Un esperto del settore, con l'opportuna strumentazione potrebbe facilmente verificare tale ipotesi.

Scusate tutti per la lungaggine e buon weekend.

LucaP ha detto...

Dimenticavo

Le due SIM di Salvatore e Melania erano effettivamente intestate al 235° Reggimento di Fanteria Piceno e solamente in uso ai due coniugi.

Pagava effettivamente l'esercito (poi magari poteva anche detrarre i costi dalla busta paga di Salvatore, ma questo non possiamo saperlo).

Credo che Parolisi di questo aspetto della vicenda sappia tutto e ne abbia già parlato con gli avvocati, i quali probabilmente si tengono pronta questa informazione per i prossimi passi processuali.

Ciao

Anonimo ha detto...

Questa sera, da quello che sono riuscita a vedere ed a sentire, a quarto grado, si è riparlato, per l' ennesima volta, delle stesse cose, vestiti di parolisi, addirittura, questa sera dicevano che i pm stanno analizzando le immagini che ritraggono parolisi con due paia diverse di calzini sia il giorno della gita a colle san marco con gli amici e sia quel maledetto 18 aprile a san marco. Sempre a quarto grado è stato ribadito che la procura non dà importanza ad alcuni aspetti relativi alla scena del crimine, quali il dna femminile non individuabile misto a quello di melania sotto una sua unghia, 5 capelli femminili, l' impronta piccola (probabilmente femminile) ed impronte di pneumatici che non corrispondono a quelli della macchina di parolisi. La delusione aumenta sempre di più e comunque, picozzi, a riguardo, ha detto che ciò che uscirà dai laboratori dei ris riguarderà pochi indirizzi che ci bloccheranno e non porteranno a nulla di buono. Cosa dire? Io non voglio, certamente, sostituirmi ad un pm, ma, oggettivamente parlando ragazzi, questo vi sembra un modo di fare indagini?

Claudia

LucaP ha detto...

@ Claudia

Non ho personalmente visto la trasmissione perché sto lavorando, ma oramai non credo più a nulla di quanto dicono i media in genere.

Si vede chiaramente che non hanno più informazioni fresche di alcun tipo e comunque devono continuare ad alimentare l'audience riproponendo gossip e materiale ritrito.

Se fosse vero che gli inquirenti non stanno indagando su altre cose ed indizi oltre a quelli esposti nell'Ordinanza di luglio, sarebbero degli incoscienti. La memoria difensiva di Biscotti e Gentile per il Riesame contiene così tanti elementi sottaciuti ed omessi dagli inquirenti di Ascoli che sicuramente a leggerli li si saranno drizzate le orecchie. Secondo me, avendo pochissimo tempo a disposizione tra la trasmissione degli atti da Ascoli a Teramo e la richiesta di rinnovo di custodia cautelare che dovevano fare immediatamente pena la scarcerazione di Parolisi, avranno in buona fede preso per buono quanto esposto dai PM di Ascoli. Se davvero non avessero ripreso ad indagare sarebbe clamorosamente scandaloso.
Pur temendo di essere smentito, credo che dopo la Cassazione vedremo nuovi sviluppi.

Speriamo

Anonimo ha detto...

allora?
hanno parlato delle date della gita precedente a quella del 18?
Tabula

PINO ha detto...

TABULA
Non hanno parlato di nulla!
Hanno solo imbastito una squallida sceneggiata napoletana, sommergendo con una trafila di domande, una povera donna anziana: la mamma di Salvatore Parolisi.
Il dolore di una mamma, per una tragedia più grande di lei, reso spettacolo.
Sembra non ci siano più limiti, nel calpestare la dignità altrui, con azioni che rasentano una sorta di sadismo, quale quello di fare ascoltare, l'intercettazione telefonica del figlio Salvatore con l'amante, e chiedere, subito dopo, alla povera vecchia, cosa ne pensasse (?)
Ebbene, se alcuni possono accettare tutto questo come spettacolo, io mi ritengo in diritto di rigettarlo con disgusto.
PINO

Anonimo ha detto...

Non per niente quella trasmissione aveva già ricevuto una critica al vetriolo...

http://www.tvblog.it/post/25981/salvo-sottile-querela-sabatini-e-sabatini-risponde-a-tvblog

ENRICO

Anonimo ha detto...

Pino
considerando quello che scrivi, sono contenta di non aver guardato QG, ne sarei sicuramente rimasta disgustata pure io.
Il fatto che abbiano, per una volta, invitato un parente di Salvatore, però, potrebbe essere visto come una cosa positiva?
E' intervenuta anche Ilaria Mura a parlare del libro scritto dal marito?
Saluti Tiziana

Anonimo ha detto...

Se volete leggere vi lascio questo link:

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2011/11/12/news/parolisi-verbale-finisce-sott-accusa-5272693

chiarisce una volta di più, se mai ce ne fosse stato bisogno, come sono state svolte le indagini.

I carabinieri hanno investigato a senso unico, altro che a 360°, perché fin da subito avevano deciso, in base a sensazioni e antipatie, e non indizi, che il colpevole fosse Parolisi.
Tiziana

Manlio Tummolo ha detto...

I rapporti tra giornalismo e pubblico sono sempre diseducativi, perché il giornalista (o meglio il finanziatore del giornale che paga un direttore responsabile, che ordina al giornalista di scrivere come e quanto vuole lui, o meglio il finanziatore) offre al pubblico sempre le peggiori schifezze, ritenendo che il pubblico sia demente e capace di eccitarsi e godere nel leggere quelle schifezze. Tutto in veste ipocrita e con stile "politically correct" (tanto per usare un abusato anglicismo). Il pubblico, che è costituito da individui, a sua volta crede effettivamente che tutti gli altri vogliano leggere schifezze, e così compra il giornale. Si lamentano che i giornali vengano letti (ovvero, venduti) poco e si fanno pure dare soldi a spese pubbliche per mantenere i loro non deboli stipendi e l'aria saccentona che hanno tutti, ma in realtà per ciò che scrivono, per come lo scrivono e per le menzogne che fanno circolare, vendono anche troppo. Come dunque correggerli? non seguendoli, non comprandoli (intendendo anche, non stipulando abbonamenti con la RAI o con altri), non ascoltando le loro frottole. Quando dovranno vivere solo dei contributi dello Stato (ovviamente sempre più magri, vista l'aria cjhe tira) smetteranno di fare quello che già Vittorio Alfieri scriveva ai primordi delle loro carriere :
"Dare e tor
ciò che non s'ha,
è la grande novità.
Chi dà fama ?
I giornalisti.
Chi diffama ?
I giornalisti ?
Chi s'infama ?
I giornalisti.
Ma chi sfama i giornalisti ?
Gli oziosi, ignoranti,
invìdi e tristi".

Come dire, secondo un'espressione popolare? se li conosci, li eviti.

PINO ha detto...

TIZIANA cara, tutto quello che noi tutti, col cuore in mano, abbiamo cercato, valutato e posto in evidenza, come già scrissi in precedenza, resta solo come un'azione di onesto desiderio di verità e giustizia, murato entro questo spazio.
Altro ci vorrebbe, per frantumare la granitica posizione assunta aprioristicamente nei confronti del Parolisi.
PINO

Anonimo ha detto...

Manlio Tummolo
quello che suggerisci purtroppo non è possibile. Abbiamo bisogno dei giornali, sono la nostra fonte di conoscenza (vi includo i giornali presenti in rete). Non si possono conoscere sempre avvenimenti e fatti in maniera diretta, da chi dunque trarre informazioni?
L'importante invece è leggerli con senso critico, "facendone la tara", leggendone più d'uno di diverso orientamento per confrontarli, tenendo sempre presente chi ne detiene la proprietà e detta la linea editoriale.
Certi talk show televisivi, invece, non li ritengo attività giornalistica, non saprei nemmeno io come definirli.
Tiziana

Anonimo ha detto...

LucaP speriamo, in effetti, se notiamo bene, in queste trasmissioni non si fa altro che ripetete le stesse cose e che non ci sono nuove audizioni in procura, anch' io voglio sperare che la procura faccia un lavoro in sordina perchè è così che si lavora! Lo voglio sperare fino in fondo, perchè solo così avremo giustizia per melania e per la piccola vittoria, altrimenti, non ci sarebbero più parole da dire.

Claudia

Anonimo ha detto...

Un po' intristito per le vicende di una nostra politica assurde per il grado di masochismo che noi italiani dobbiamo riconoscerci sempre a scempi compiuti ricomincerei da un orario anomalo per una gita fuori porta.
Troppo tardi per mangiare in qualche locale e troppo presto per una semplice gita per chiamarla semplice, il tutto con una piadina, forse, ed un bicchiere di latte, forse, tanto alle 16,00 doveva esserci un rinfresco in programma.
E' logico e naturale pensare che un fattore esterno deve aver obbligato e suggerito alla coppia di decidere in quello strano orario quella illogica gita, per l'amor di Dio, ognuno fa le gite quando vuole, anche alle tre di notte, sono gli aspetti logici che hanno bisogno di spiegazioni coerenti non certo le legittime lberta'.
Mi chiedo se la vicinanza e la distanza dall'orario di pranzo possa avere un senso come discrimine nella strana, e legittima ripeto, decisione sull'orario in cui partire plaid in spalla, pallone, zainetto (strano borsa per il cambio bimba no), allora non puo' essere tutto un caso.
A Colle San Marco si mangiava di certo ma non parliamo di case private, ma di locali pubblici, il mio dubbio e': se Melania veramente e' andata al pianoro, come attesta il buon Piergiorgio, e se e' sparita alle 14,45, come afferma Parolisi ed attesta Ranelli, puo' essere che la SI sconosciuta sia arrivata da poco al pianoro, abbia deciso di mangiarsi un boccone al ristorante mentre qualcun altro informava la coppia che "avrebbe DOVUTO", presentarsi prima possibile all'incontro chiarificatore???
Me lo chiedo perche' sto cercando di dare un senso a quel "alcuni clienti sono gia' coinvolti" e "non ero il solo nella caserma ad avere quei contatti" di un Parolisi intercettato in confessione con la sorella.
1) Alcuni clienti coinvolti possono essere diventati solo testimoni della vicenda.
2) Una gita troppo prematura per definirsi gita e troppo tardiva per definirsi un'uscita "a mangiar fuori, caso strano la coppia non fara' una gita come sappiamo ineludibilmente e ne tantomeno mangeranno fuori.
3) Non vorrei far andare di traverso nessun boccone a nessun pacifico "cliente", e' solo un'innocuo ragionamento, ma chi ha mangiato al ristorante essendo costretto, subito dopo e suo malgrado, a diventare testimone di una triste vicenda???
4) Quanto e come puo' influire nei destini del Parolisi e di una verita' tutta da trovare la presenza dell'ipotetica SI con cui la coppia avrebbe dovuto incontrarsi fra i testimoni che confermerebbero o meno la presenza di Melania sul pianoro???

Inutile ricordare che sono innocui ragionamenti e che si ipotizza senza accusare nessuno, visto che l'ipotesi per sua natura leale non accusa ma ipotizza.
E' un nodo ipotetico che vale la pena di ripercorrere???
Antonello

Anonimo ha detto...

In tutta questa baraonda di testimoni "clienti gia' coinvolti", come dice il Parolisi mi viene in mente del periodo in cui "Chi l'ha visto" aveva suggerito al Ranelli se non potesse essere, la "signora" da lui vista "insieme" al Parolisi alle 14,45 dalle altalene con una bimba, la figlia del titolare del ristorante "Il Cacciatore".
Ebbene immediatamente dopo abbiamo dovuto registrare la presenza al pianoro di una "supertestimone" mentre nessuno smenti' la versione di "Chi l'ha visto" benche' tutti i protagonisti ben sapevano che la figlia del titolare de "Il Cacciatore" non poteva essere quella "signora" negli orari allora indicati dal Ranelli semplicemente perche' Melania alle 14,45 non era ancora ufficialmente scomparsa e perche', di conseguenza, al ristorante nessuno ancora conosceva Melania ne Parolisi.
Perche' ben sapendo che non poteva essere vera nessuno smenti' la versione di "Chi l'ha visto" che vedeva nella figlia del titolare del ristorante la "signora" vista "insieme" a Parolisi dal Ranelli, che tutti si siano confusi va bene o c'e' qualche confusione di troppo??? Esisteva e chi era la "signora" vista dal Ranelli "insieme " a Parolisi alle 14,45 od alle 15,23???
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello, hai fatto un ragionamento molto logico, io credo che la chiave del giallo sia in ciò che tu affermi, la coppia parolisi con chi aveva appuntamento? Purtroppo, dai tabulati telefonici, non si evidenziano numeri in contatto con i coniugi in quelle ore, se non quelli di sonia viviani, ma, altra cosa strana che mi chiedo, se, il cellulare di sonia viviani, nel momento in cui questa sonia invia un messaggio a melania, aggancia la cella di san marco (così dicono) e il cellulare di melania non aggancia mai quel giorno la cella di san marco, come mai queste due donne amiche e vicine di casa si trovano, in quest' orario insolito, in posti differenti, lontane da folignano, quando di lì a poco avrebbero dovuto incontrarsi per una festicciola a casa dei genitori di questa sonia? Penso che, ormai, ciò che stia emergendo è che i coniugi parolisi avessero un appuntamento improvviso importante da tenere lontano da occhi indiscreti, un appuntamento segreto, qualcosa di grosso per l' appunto, quindi, dovessero scegliere un posto ben nascosto, quale il bosco delle casermette (che parolisi conosceva benissimo), ma, altro dettaglio importante, a civitella, in quelle ore, i militari di chieti stavano svolgendo delle esercitazioni, parolisi ha messo in conto ciò? Con quale "coraggio" è potuto andare al bosco delle casermette con melania con la paura di essere visto? Ripeto, per me, Sonia Viviani, anche se non avesse ucciso materialmente Melania, sa molte, molte cose, il discorso è che qua sembra che tutti sanno, ma, nessuno è stato, infatti, secondo me, parolisi, sonia viviani sanno, non vorrei che la moglie di paciolla abbia architettao tutto con l' aiuto di sonia viviani e parolisi sia stato incastrato tanto da non poter parlare ora, mi ricrodo che in un' intervista, parolisi disse che all' inizio melania era gelosa dalla moglie di paciolla perchè questa stefania, moglie di paciolla, sembrava essere interessata, da come parlava a parolisi, a lui, ma, poi, parolisi disse che aveva rassicurato melania dicendole che questa stefania era solita parlare in quel modo da donna che provoca diciamo a tutti, ogni cosa deve essere approfondita.

Claudia

Anonimo ha detto...

Io vorrei sapere quando questa stefania ha scoperto che paciolla la tradiva, dopo l' omicidio di melania o no?

Claudia

Anonimo ha detto...

Io vedo un intreccio di gelosie, invidie tra queste tre coppie di amici e vicini di casa a folignano che non mi piace per niente e non vorrei che la vittima di quest' intreccio fosse proprio melania!

Claudia

Anonimo ha detto...

Ragazzi, perdonatemi, ma, mi è venuta in mente una cosa, non è che parolisi (che sapeva tutto, forse, di un evento chiarificatore tra melania, questa stefania e sonai viviani)ha chiamato subito paciolla prima ancora di chiamare le forze dell' ordine per la scomparsa della moglie, facendolo andare a san marco, per distogliere paciolla e dar modo, allo stesso tempo, a questa stefania e questa sonia di "ripulire" la scena del crimine? Ho letto sia che paciolla fosse arrivato da solo a san marco e sia che fosse arrivato insieme alla moglie stefania, è qui il giallo! Dopo arriverà anche sonia viviani che dovrebbe essere colei che accompagna un volontatio delle ricerche a casa dei parolisi a folignano.

Claudia

Anonimo ha detto...

Il fatto che parolisi chiami paciolla, prima di tutti gli altri, è già, forse, l' inizio del depistaggio, pensateci bene..

Claudia

Anonimo ha detto...

A meno che anche Paciolla fosse implicato nella vicenda e con il suo arrivo a san marco inizia il depistaggio.

Claudia

Anonimo ha detto...

@Claudia
A dire il vero i dubbi su quelle tre coppie li ho incontrati in tutti i forum cho potuto leggere e frequentare, i dubbi sono istintivi naturali ma anche a volte circostanziati, con rarissime apparizioni, cambi improvvisi di versione alla Misseri, aggiunte a giochi fatti, aggiustamenti vari, dna stranamente posizionati, il tutto in un tourbillon di amanti incrociate dagli eventi, e tutti rimangono increduli e dipingono Salvatore e Malania come una coppia irreprensibile, qualcuna e' incredula, qualcun'altra si misura il diabete da quando li ha conosciuti, mentre Ludovica ci dice che sono "...tutte queste CAZZATE!!!!" senza spiegarsi il motivo per cui vengano raccontate.
Mi viene in mente Parolisi che nella prima intervista concessa in tandem con SV dovendo parlare del momento in cui ha chiamato il Paciolla accenna ad uno dei suoi similpianti mormorando "e l'ho pure chiamato io!!!", come a rimproverarsi di averlo coinvolto.
Da questa storia manca in effetti una figura che non compare, di lei non si sa nulla, chi sia, dove viva, parlo della tanto citata amante del Paciolla, fateci caso, non la cerca nessuno, e' scomparsa da tutti i media, ora non per curiosita', frega nulla delle cose personali del simpatico Paciolla ma almeno dove fosse questa benedetta amante non mi sembra irrilevante a confortare un legittimo alibi, perche' se viveva a Ripe, per esempio illuminante, il tutto potrebbe avere un significato ipotetico diverso.
Di sicuro tutti avranno logiche spiegazioni a domande che nascono spontanee anche se sembra che freghi nulla a nessuno di logiche spiegazioni, di semplici ed oggettive ricostruzioni, di conseguenti interviste e dichiarazioni pubbliche, i media possono prendere il peggio della Jurisprudenzia e sbatterlo in tv commentato dalle casalinghe vaticinanti mentre sembra che la splendida Jurisprudenzia non possa utilizzare il meglio dei media,.
E' un gioco al massacro la sentenza mediatica mentre l'inchiesta investigativa e' dipinta da chi delle verita' ne deve avere "le tasche piene".
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello, hai un modo di scrivere logico, preciso e compatto, ti faccio, veramente, i miei complimenti! Guarda, qui siamo in tanti a dubitare dei vicini di casa e amici dei coniugi parolisi a folignano, non so se lo sai, io sono di ascoli piceno, la città al centro di questo episodo e di altri fatti di cronaca in questo periodo, ti dico, secondo me, la caserma non c' entra nulla, per me l' amante di parolisi è solo una ragazza, infatti, che non comprende e non capisce realemnte cosa c'è dietro a questa vicenda, a lei che gliene importa? Lei pensa a se stessa, al suo "amore" che non può avere. Nella puntata di chi l' ha visto comparvero e ci rimasi, infatti, molto meravigliata, parolisi e sonia viviani, ma, guarda un pò, come mai la loro prima apparizione viene fatta insieme nella stessa puntata? Sembra che sonia viviani guidi parolisi nel percorso da scegliere, ma, ogni tanto, parolisi le ha disubbidito mettendo di mezzo suo marito ed altra gente, è.....eh si, qualcosa c' è....

Claudia

Anonimo ha detto...

Antonello
riguardo alla gita di Salvatore e Melania a CSM non ci vedo niente di strano, come dici tu ognuno fa le gite quando vuole. Io, quando mio figlio era piccolo, approfittavo di qualunque momento libero per portarlo a prendere "un po' d'aria", fintanto che c'era il sole, a prescindere dall'ora. Poi sarebbero andati a "fare una visita di cortesia", al chiuso, sai che noia per la bambina! Diverso poter giocare con la palla o sulle altalene, Melania aveva tutte le ragioni di voler far svagare la figlia (se fosse stata una cosa così strana, come da quel 18 aprile inquirenti e opinionisti vogliono farci credere, gliel'avrebbe detto anche la mamma al telefono: "Melania è assurdo, fai dormire la bambina, non portarla fuori a quest'ora!", invece la madre, da quello che riferisce, non le ha mai detto una cosa del genere). Sono anch'io propensa a credere, però, che potesse avere un appuntamento, per spiegare il suo allontanamento subito dopo l'arrivo sul pianoro.

Trovo invece molto interessante quando dici:
"Esisteva e chi era la "signora" vista dal Ranelli "insieme " a Parolisi alle 14,45 od alle 15,23???"

Infatti questo la ricostruzione degli inquirenti lo tralascia. Già supporre che Ranelli abbia sbagliato orario è strano, ma anche ammettendo le 15.23, come dici tu, la donna non poteva essere quella Diana: cosa avrebbe fatto in quell'orario con Parolisi? Se Ranelli ha visto una donna non sarà completamente rimbecillito. Chi era se non Melania? (io ovviamente penso che abbia visto la coppia alle 14.40 e che la donna fosse Melania, ma in ogni caso la domanda che tu poni DEVE TROVARE UNA RISPOSTA).
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Claudia
son sicuro che Massimo disapprova, in parte son daccordo con lui che la soluzione possa essere a Ripe e non a CSM, io penso che vedo anche degli indi-riz-zi anche a CSM, tolto che Colasanti & C. siano ineludibili e determinanti, come anche il telefonistA descritto dall'unico indagato del caso Goffo e ripreso da LucaP.
Si, ho letto LucaP quegli articoli, due per la verita' uno del 26 ed uno del 29 luglio, e se in uno appare chiaro che si sapesse esattamente dove era il cellulare di M. nell'altro si immagina un telefonista che trova prima il cellulare, accendendolo per vederne l'eventuale funzionamento, dopo avrebbe scoperto il corpo vicino, manco fosse a due chilometri e meno apparente di un piccolo cellulare.
Tolto questo, ma perche' al momento misterioso, ancora alle cronache, del ritrovamento si da il cellulare gia' vicino al corpo???
E cosa avrrbbe portato il telefonista ad inquinare tutta la scena cpme citano gli articoli???
Chiunque anzi non avrebbe a logica toccato nulla, l'articolo in certi punti va contro un'accrttabile logica.
Antonello

Manlio Tummolo ha detto...

Gentile Tiziana,
anche ciò che scrivo va letto facendo un po' di tara, perché, più che a notiziari particolari e limitati, spesso riduzione o rielaborazione di note di agenzia, mi riferivo a certe pretese inchieste, televisive o informatiche oppure cartacee, a certi penosi dibattiti televisivi (talk-showes) che servono ad ingannare il pubblico. Ovviamente, anche sulla mia generalizzazione, ad uso sarcastico, va fatta la tara. Certamente su 100 giornalisti si spera che almeno 10 siano professionalmente onesti. Attraverso un'osservazione in forma paradossale, volevo appunto sottolineare ciò che Lei nota: leggerli con spirito critico, ovvero di ricerca, di analisi, di confronto tra tesi diverse, e non come atti di fede in cui credere solo perché "così è scritto sul giornale". Grazie comunque per le Sue cortesi considerazioni.

Mimosa ha detto...

Riprendo un attimo la domanda di Antonello su dov’era il Paciolla prima di arrivare a CSM e come la moglie viene a sapere dell’amante, facendo una schematica ricostruzione di informazioni attinte da varie fonti (in vari tempi):
- Paciolla è stato contattato telefonicamente da Parolisi intorno alle 17 (quindi subito dopo la telefonata ai CC delle 16.32)
- Paciolla stava con l’amante
- Paciolla corre a casa, prende la moglie e salgono a CSM dove arrivano alle 17.30 circa
- Paciolla sta con Parolisi e vagano su e giù per il pianoro, passando anche davanti al chiosco di Ranelli, dove viene ripreso dalla telecamera (e lo si vede con il telefono all’orecchio … Ranelli, o non ricordo chi, disse che aveva 2 cellulari in mano), mentre la moglie sta con la piccola Vittoria al Bar Segà-Cacciatore
- Paciolla è molto seccato con Parolisi perché “lo ha messo in mezzo” con la storia delle foto che dimostra di non aver fatto consegnando i suoi 2 cellulari vecchiotti che non fanno foto (qui mi era venuto il dubbio che avesse anche lui come Parolisi un cell “dedicato” e che con quello avesse fatto le foto ma non lo poteva dire a nessuno – come Parolisi doveva tacere sulla propria amante)
- Paciolla, interrogato dagli investigatori, deve dire la verità sul suo alibi
- la moglie viene a sapere dov’era e lo pianta seduta stante
- ergo, la inc.z… di Paciolla non era limitata alla questione delle foto bensì soprattutto perché ha dovuto raccontare dove si trovava al momento della chiamata.

E dire che Paciolla ha affermato in più occasioni, rammaricandosi deluso dalla mancanza di confidenza e seccato che Parolisi lo considerava “fratre” (amico fraterno) mentre nulla gli aveva raccontato di Ludovica, anche se “di queste cose forse non si parla” tra amici le cui mogli sono amiche …
Altro non mi sovviene, anzi sì, si lamenta davanti alle telecamere chiedendosi "Non capisco perché abbia dovuto telefonare PROPRIO a me per primo".
Su questa frase ho già commentato altrove e altri con me, non riprendiamo a disquisire, ti prego Antonello, ho voluto solo riassumerti quanto abbiamo già sviscerato.
E Claudia, tu che sei nuovissima, se vuoi saperne di più ti incollerò il link dell'articolo sotto cui abbiamo commentato.

Mimosa

Anonimo ha detto...

@Mimosa
Non comprendo bene, cosa dovrei disquisire???
Che sono dubbi già sviscerati non significa che non si possa ad ogni passaggio riverificare e rianalizzare il tutto scovando magari proiezioni nuove, non le mie perchè penso che già ragionare sia spersonalizzare, ma di chiunque.
Tranquilla comunque, capisco che è un argomento delicato.
Ciao
Antonello

Mimosa ha detto...

No Antonello, non sono "dubbi" sono "dati di fatto" (più o meno), sui quali si possono scovare "proiezioni nuove" come dici tu, ma partendo da quei punti (più o meno fissi, a prova contraria).
L'argomento è delicato, sicuramente, ma se da parte tua o di altri si volesse ricavare qualche conclusione, ben venga un ragionamento sopra di essi, a beneficio della ricerca di quell'oggetto sul comò ... che sta diventando la allegoria della verità che tutti cerchiamo.

Mimosa

Anonimo ha detto...

@Mimosa
Certamente, partendo da quei dati di fatto, a semplice esempio, non ho ben capito se di casa sarebbe uscito già in divisa o se si sarebbe cambiato una volta arrivato a casa per prendere la moglie ed andare al pianoro, sono particolari certo, come anche quello che se Parolisi aveva chiamato lui perchè è dovuto passare da casa "a prendere" la moglie Stefania???
Sicuramente ci sono spiegazioni a "dubbi" innocui, sono certissimo, ma ai pochi, lo riconosco, dati a nostra disposizione le domande emergono eccome.
Scommetto che non ci sono risposte agli atti.
In my road.
Ciao
Antonello

ENRICO ha detto...

ma siamo SICURI che Paciolla stesse con l'amante ?

a me queste " provvidenziali amanti" che compaiono all'improvviso alle 16 del pomeriggio giusto in tempo per fornire un alibi e poi svaniscono nel nulla non mi convincono ..

Mimosa ha detto...

Beh, Enrico, pare risulti da qualche parte, se non altro dai sottintesi che hanno preceduto alcune interviste e che per delicatezza hanno tralasciato i particolari. Se non sbaglio proprio nell'intervista in cui Paciolla si lamenta che Parolisi lo abbia chiamato proprio lui per primo e dove ammette di essersi separato ...
Sai Enrico, le mie primarie fonti di informazione sono gli intervistati stessi quando mi capita di vedere il servizio in diretta, quello di prima mano, non quello fatto a pezzi dai fornai di gossip.

Se poi - leggendoti tra le righe - la tua domanda voglia ipotizzare che c'è qualcosa altro sotto o dietro, sono la prima ad ascoltarti.
Stupisce in effetti che questa donna resti nell'anonimato più assoluto ...
Chissà ... ehmmm

Mimosa

Anonimo ha detto...

@Claudia
Beh, non è una cosa irrilevante che te, ad esempio, abiti ad Ascoli, potrei chiederti se a te tornano i tempi di spostamento indicati e per come ci son stati restituiti??? Trovi delle divergenze???
Antonello

Anonimo ha detto...

Avevo già commentato a suo tempo, chiedendo se l'alibi di Paciolla fosse attendibile, ovvero chiedendo chi fosse questa fantomatica amante. Ora, riconsiderando i tempi indicati da Mimosa: ore 17 telefonata, ore 17.30 arrivo a CSM, dopo essere nel frattempo passato a prendere la moglie, considerando che il tempo di percorrenza Folignano-Colle è di circa 20 minuti, significa che il luogo in cui era con l'amante era attaccato a casa: 10 minuti per uscire da casa dell'amante, prendere la moglie e avviarsi. Forse addirittura nello stesso condominio o in quello vicino?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Anonimo
Certo che voi siete una risorsa, ci potresti dare un aiutino??? Sai almeno il luogo in cui abita???
O "al tempo che fù" vi limitavate al colore dei capelli???
Antonello

Anonimo ha detto...

Eccomi, Mimosa, si, se vuoi, indicami il link, antonello ti dico, colle san marco per noi ascolani è il colle dei pc-nic, scampagnate, è un colle molto amato dagli ascolani. Ti dico subito che dalle altalene ad arrivare al bar segà si fa subito, esiste anche una stradina per fare prima e infatti, il percorso lungo che parolisi indica come percorso seguito da melania per andare in bagno è proprio campato in aria, non ha proprio senso! Le cose sono due: 1)parolisi ha mentito perchè lui era a civitella con melania e non a san marco (ma ciò non lo identifica come assassino al 110%,2)melania ha preso una scusa per incontarsi con qualcuno ma non è possibile, 3)parolisi mentre giocava con la bambina alle altalene sapeva che melania avrebbe incontrato qualcuno lì a san marco per un incontro di chiarimento. Quest' ultima ipotesi ci può stare benissimo, ma, come si fa a constringere una donna come melania a salire in auto verso civitella quando, dall' autopsia, non si notano segni di pressione sulla vittima, quindi, probabilmente, i coniugi parolisi a san marco non sono andati, forse, le cose stanno così, non saprei, ma, rimane il fatto che non mi convincono i loro vicini di casa, amici di folignano.

Claudia

Anonimo ha detto...

Speriamo che la giustizia faccia un ottimo lavoro.

Claudia

Mimosa ha detto...

Ah, scusa Antonello, tu prima mi hai chiesto se Paciolla "di casa sarebbe uscito già in divisa o se si sarebbe cambiato una volta arrivato a casa per prendere la moglie" ... come ti è venuta questa domanda? Non poteva essere passato dall'amante dopo il lavoro, in divisa?
Che importanza può avere?

Alle volte fai domande di cui io non capisco il senso ... mi riferisco anche alle ultime.

@ Claudia, credo che ti sarebbe utile rivedere gli articoli di Massimo di ottobre e i nostri lunghissimi commenti, dove troverai gli schemi delle ipotesi che la "Squadra" ha valutato e che io modestamente ho articolato sulla base dei ragionamenti di tutti.

Mimosa

Anonimo ha detto...

@Mimosa, potrebbe essere un dettaglio importante.
@claudia io li ho letti abbi pazienza.
i commenti sono tanti ma ne vale la pena.
@pino si tratta di suggestione e non di chioma.
micki

Anonimo ha detto...

@Mimosa
Beh non mi sembra insignificante capire da dove e quando sia partito in divisa, od eventualmente in borghese, ma anche da dove sia partito per tornare a casa come tu elencavi fra i dati oggettivi.
Se e' andato a cambiarsi a casa, come tu scrivi, e' un paio che puo' non fare il paio con l'andare a prendere la moglie.
Ripeto non e' na questione personale con lui, non lo conosco, non avrei alcun interesse ne mi frega nulla, si chiama x e potrebbe chiamarsi benissimo y, non cambierebbe nulla, stiamo pero' cercando di analizzare un caso in cui ogni domanda soddisfatta puo' dar luogo a ricostruzioni diverse, non almeno escludibili.
Se comincio un po' a conoscerti e' sospetto che tu faccia la gnorri, hai capito benissimo quale e' il mio dubbio, e non solo mio, gia' e' difficile parlare di sconosciuti, ti chiedo quindi, oltre a quelli sopra indicati non hai altri dati oggettivi??? E' possibile??? Han pubblicato tutto, da qualche parte ci sara' pure qualcosina che possa spiegare.
@Claudia
Si intendevo sopratutto gli spostamenti in auto, se insomma ci siamo, se sono verosimili i tempi o se trovi divergenze, avrei anche un'altra curiosita', quel 18/04/2011 sai per caso il punto preciso in cui la strada San Giacomo-Ripe era interrotta???
Antonello

Anonimo ha detto...

Senza girarci troppo intorno, e' altamente fantasiosa, e spaventosamente pietrificante nella sua sterilita', ma vi propongo un'ipotesi nuova. Seguitemi per favore, perche' non e' facile esprimerla. Cosa non torna della scena del delitto? L'oggettistica, o "soprammobili sul como'": orecchini sparsi senza ferite ai lobi, fazzolettini e formazioni pilifere "dimenticate" in loco in fase di staging, accendino "ai piedi" di M, trucco "intatto", assenza totale di DNA o tracce animali (2 giorni e 2 notti in un parco nazionale...), catenina orribile e lunga/forse nascosta dalla maglia sparita senza lasciare segni al collo, ma anello di valore in loco, suddetto anello sotto la vittima mentre la fede che lo reggeva in quanto troppo largo ancora al dito, telefonino aperto e manipolato ma con suoneria sempre al massimo del volume, tagli omicidiari incerti ed incisioni post mortem impeccabili, e l'orma. E si, l'orma e' importante perche', se ci si macchia la suola delle scarpe col sangue della mattanza, tanto da lasciare un'orma ben evidente, come si arriva fino a quel punto e come ci si muove da quel punto in poi, ovvero il camminatoio del chiosco, senza lasciare ulteriori tracce? Con delle liane, dei razzi ai piedi, o spiegando le ali e prendendo il volo? Inoltre, perche' in seguito, in fase di staging, non tentare di cancellare, o mascherare, o coprire, o scardinare il legno che espone quell'orma incriminante?

Se, per assurdo, nella scena del delitto mancasse il sangue, innanzi tutto cadrebbe qualunque certezza che il delitto sia avvenuto a Ripe, ed inoltre tutti gli altri oggetti apparirebbero per cio' che sono: poggiati con cura. Perche' sebbene all'apparenza siano tutti legati all'omicidio, sembrano comunque allestiti per creare la scena. Insomma, presi tutti insieme mancano di una caratteristica fondamentale al loro sussistere: la consequenzialita' temporale.

Annika (...continua)

Anonimo ha detto...

(...continua)

Ora consideriamo il sangue: sembra inconcepibile, lo ammetto, ma, essendo in fondo solo un liquido, non potrebbe essere forse anch'esso, come tutti gli altri, un oggetto "trasportabile"? Poniamo per assurdo che lo sia, e che si tratti proprio del sangue di Melania, versato e schizzato "ad arte" prima di tutto il resto, Melania compresa.

Lo so, e' impensabile. Ma cosi', solo per ipotesi, ammettiamo che Melania sia stata colpita alla testa a CSM, rapita, trasportata in luogo chiuso tra CSM e Ripe, spogliata (per farlo averle sfilato la cinta) forse per stuprarla o forse no. Ammettiamo anche che Melania, rinvenutasi dalla botta, abbia reagito, e sia stata colpita efferatamente 35 volte da una persona violenta si ma colta dal panico, e ancora in fin di vita il suo sangue sia stato "raccolto" (fermi prima di saltarmi alla gola, esistono luoghi dove cio' sarebbe piu' che possibile), e in seguito sia stata tagliata da persona che, data la natura del luogo di cui dispone, e' usa incidere esseri senza vita. Ammettiamo infine che Melania "ben conservata", insieme al suo sangue "trattato" (la conservazione pero' ha un limite temporale, e ci si deve muovere in fretta), sia stata trasportata a Ripe con una macchina dai pneumatici distanti 160cm, e che solo allora sia stata allestita l' "opera d'arte macabra".

Peccato tutto cio' sia assurdo, perche' tale incredibile dinamica spiegherebbe: la botta alla testa, il telefonino a volume altissimo, l'unica orma fatta apposta, gli orecchini sfilati con cura, le formazioni pilifere sparse ad arte, la posizione innaturale del corpo, il trucco "intatto", la mancanza di tracce e DNA animale, i tagli professionali, l'anello sfilato anch'esso ad arte, dove siano gli oggetti mancanti (catenina, orologio, cintura, forse sigarette, forse soldi), dove sia l'arma del delitto (confusa tra oggetti simili), il non aver visto/scoperto Melania per 48 ore, la mancanza di urla e grida, la quantita' minima di sangue nella pozza e gli schizzi "fino al chiosco", la rapidita' di allestimento in zona piuttosto trafficata, i segni dei pneumatici, la telefonata tempestiva del "cercatore di funghi".

Annika

Mimosa ha detto...

Annika, scusa se interrompo un attimo la tua riflessione, spero tutti la potranno riprendere adeguatamente con calma.
Devo dare una risposta ad Antonello.

@ ANTONELLO
Per carità, non faccio la gnorri … se mi conosci (e come potresti?) tutto quello che so lo dico., non solo qui ma purtroppo anche nella vita … magari stessi un po’ zitta …
Quello che di altro sono riuscita a raccogliere dal web (a proposito non trovo più il video di Salvatore col Paciolla al chiosco Ranelli per poter vedere il Paciolla era in divisa …), è questo:
- a Paciolla e alla moglie è stato richiesto il DNA già a maggio
- Paciolla è stato ascoltato più volte e ogni volta ha precisato dettagli sul comportamento di Parolisi, ad es.
- Paciolla, quando Parolisi gli telefonò quel pomeriggio del 18 aprile dicendo tra i singulti “Me l’hanno presa”, prima domandò “Ma chi? Vittoria?” e alla risposta di Parolisi “No, Melania” pare non avesse replicato nulla (almeno dalle sue interviste non risulta il seguito).
- Paciolla disse di non essere mai stato a Ripe di Civitella (prima del 20 aprile quando accompagnò Michele Rea sul posto del ritrovamento del corpo di Melania)
- Paciolla il 22 giugno (come riporta ennaflash.blogspot.com), ascoltato di nuovo dal sostituto Picardi, «si è tolto il peso più grosso, confermando di aver ricevuto da Parolisi, nei giorni precedenti la scomparsa e il delitto, almeno due o tre sms da un numero di cellulare, da una sim card che non sta in in nessuna parte di quest’inchiesta» (notizia che finora non avevo letto da altre parti)
- Paciolla non ha mai incontrato Parolisi , ha sempre dichiarato che non si sono mai chiariti, non si sono parlati neanche il giorno in cui c’è stata la lunga perquisizione in casa di Parolisi (quella in cui hanno portato via il pc), Paciolla assisteva da lontano (e non capisco da dove, dato che abitava al piano superiore)
- Paciolla in settembre è tornato a lavoro dopo un periodo di malattia (http://www.giornaledipuglia.com/2011/09/melania-forse-parolisi-la-uccise-per.html, 13 settembre 2011). Lo stesso ha dichiarato: "Adesso sto bene, ho numeri di telefono nuovi ed anche un cellulare diverso. Ma con me Salvatore ha chiuso. Per sempre".

Ho fatto questo lavorone solo per te, Antonello.

Mimosa

Anonimo ha detto...

@Mimosa
rimango ammirato, ma mi prendi nel bene e nel male troppo a cuore, si vede che non ho ancora imparato a conoscerti, sempre inteso per riuscire a dialogare virtualmente senza incomprensioni, come vedi come potrei aver voluto intendere altro???
Ti ringrazio di cuore Mimosa anche se a ben vedere c'e' ben poco, a prima vista, che attiri l'attenzione o che chiarisca il minimo dubbio innocuo.
Forse fa pensare quel dichiarare di non essere mai stato a Ripe, sono altri i dubbi come dicevo, ma forse e' un argomento che va bypassato, ma dell'occuparsene da parte mia non penso debba o possa considerarlo una mancanza nei tuoi confronti, sbaglio o son desto???
Sempre simpaticamente, perche' prendi tutto sul personale??? Sono in un vetrino di un microscopio affettuoso o posso stare sereno nell'angolo dell'odiato fantastichiere???
Ciao
Antonello

Mimosa ha detto...

E' la mia natura, Antonello ... ora vado proprio a nanna Ciao
Mimosa

Anonimo ha detto...

@Annika
trovo plausibile la tua ipotesi, comporterebbe una variazoone del movente in prospettiva, interessanti le implicazioni di sadismo con un tempo ed un luogo di "tortura" ben piu' funzionali di un luogo all'aperto con i tempi contati ed un cadavere lasciato morire vivo con un reparto a due passi e varie strade, sembra, interrotte.
Stona la perizia dei Ris che ci spiega che il corpo e' sempre stato vicino al chiosco per due giorni, ed un movente che sarebbe da ridingere meglio, ci sarebbe un qualcosa di meglio organizzato di una insensata baruffa di una "non intenzione" casuale di uccidere, forse non calzerebbe piu' il movente passionale becero ed isolato.
Insomma, a quel punto, mi sembra si faccia spazio la pista militare o camorristica, o la vendetta di unstormo di api imbestialite per il miele rubato da una estemporanea straniera di Somma, nel pieno alveare di Ascoli.
Non dimenticherei l'eventualita' del chiosco, con ombra, fontana e tavolini casualmente chiuso in una primaverile due giornate di esercitazione.
Viceversa si spiegherebbe, nella tua ipotesi, la verita' del Colasanti ma non le strane divergenze con le verita' delle altre sentinelle di cui aveva illustrato LucaP.
Concordi o sei su una diversa prospettiva???
Antonello

Anonimo ha detto...

@Mimosa
Notte, ciao
Antonello

ENRICO ha detto...

Se gli inquirenti dubitavano che i cani avessero potuto seguire "piste vecchie " perchè all'epoca non gli hanno fatto seguire anche le tracce di Sonia visto che era insieme a Melania durante la famosa passeggiata ?

Se anche per Sonia i cani avessero fatto lo stesso percorso sarebbe stato evidente che le tracce che seguivano erano quelle relative alla gita al pianoro della settimana precedente.

PINO ha detto...

ENRICO
La tua è una giusta e logica osservazione, ma come farla arrivare a chi di dovere?
Ed anche se fosse possibile, la terrebbero in considerazione?
Credo proprio di no!
Nulla è stato tenuto da conto, che poteva tornare favorevole all'indagato, per quanto ne sappiamo.
Ma tutto, l'abbiamo già detto e ripetuto.
PINO

Anonimo ha detto...

Annika
dalla tua ricostruzione mi sembra immagini un serial killer in azione. Ma allora quello che non si capisce sono i messaggi cancellati sul cellulare, Si spiegano solo se ad ucciderla è stata una persona che la conosceva e che aveva una traccia da eliminare. E dunque un serial Killer noto a Melania?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Leggo su Vanity fair che, ad orientare gli investigatori sulla colpevolezza di Parolisi è stata, fin dal 20 aprile, Imma, la quale avrebbe fato sapere che FORSE Parolisi tradiva la moglie.
In seguito a ciò (l'articolo porta copia dei documenti originali) i carabinieri hanno fatto richiesta di mettere sotto controllo le utenze di Parlisi e di Imma.
La mia domanda allora è questa: perché Imma ha immediatamente sospettato Parolisi? perché ha avuto bisogno di parlare subito, senza certezza alcuna, per dire che FORSE Parolisi tradiva la moglie? La volontà non è stata fin da subito quella di orientare le indagini (come in effetti è stato), evitando che si indagasse in altre direzioni?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Massimo,
io il softair non me lo sono dimenticata. E' un'ipotesi che mi è sembrata fin da subito e lo è ancora molto suggestiva. Spero prima o poi tu ci dia il nome di quella persona, vicina ai coniugi Parolisi, che lo praticava. Attendo fiduciosa.
Tiziana

ENRICO ha detto...

PINO

la mia era solo una considerazione inutile perchè ormai non potrebbe più essere verificabile...

In ogni caso VOGLIO FORTEMENTE SPERARE che gli investigatori siano persone di buon senso oltre che professionalmente all'altezza.

E voglio sperare anche che il SILENZIO dei legali di Parolisi sia un segnale positivo...e che costoro abbiano già approntato una linea difensiva solida nella quale senz'altro saranno presenti moltissime delle eccezioni che saltano agli occhi di chiunque anche a degli "outsiders" come noi...

Anonimo ha detto...

@ Antonello e Tiziana
Non ho la benche' minima idea di chi possa aver ucciso Melania. Scoprirlo spetta agli inquirenti.

Passando alla scena del delitto (unico dato oggettivo ed inconfutabile finora a nostra disposizione) se appare mancare di senso logico e' perche' e' stata cifrata. Mi spiego meglio: che Melania sia stata uccisa a Ripe, o che vi sia stata trasportata gia' morta, sangue e tutto, la scena del delitto non corrisponde comunque alla scena dell'omicidio. Se uccisa a Ripe, cio' che vediamo non e' il delitto, bensi' lo staging; se uccisa altrove, si tratta di una creazione tout court dell'assassino. In qualunque dei due casi, la scena, cosi' come si presenta il pomeriggio del 20/04, e' una steganografia, ovvero la proiezione di come l'assassino vorrebbe che credessimo che l'omicidio si sia svolto.

Per eliminare gli strati sovrapposti ed arrivare all'immagine iniziale, bisogna necessariamente scardinare il preconcetto, o presupposto, che Melania sia morta cosi' come e' stata ritrovata. In questa fase di decodificazione del messaggio, l'autore dell'opera e' secondario. Di certo, non e' Salvatore.

Annika

Anonimo ha detto...

Mimosa e micki grazie per i consigli, appena ho tempo, leggo con attenzione i commenti, Antonello, purtroppo, non lo so, non posso risponderti, io dico solo che è assurdo che parolisi abbia ucciso melania in un posto in cui quel giorno c' erano militari come lui, ragazzi, vorrei analizzare una cosa.....quando sonia viviani, nell' intervista a chi l' ha visto, dice che che salvatore era sceso in garage a prendere la coperta e tutto il necessario per andare a san marco, come fa ad avere tutti questi dettagli? Come fa sonia viviani ha sapere i dettagli? Non tanto che sarebbero andati a san marco, ma, i dettagli??????? Secondo me, è questa la chiave di tutto!

Claudia

Anonimo ha detto...

@Annika
a di certo mi aggrego, gli inquirenti "devono o dovrebbero" scoprire il/i/le responsabile/i, aggiungo che "a noi mica e' vietato".
Si, condivido, se puo' essere utile l'analisi, tornerebbe anche quella mancanza di consecuzione temporale fra e degli elementi nella scena del "ritrovamento", osservo che quindi bisogna cercare sfrondando i particolari di partenza su cui sarebbe stato inscenato tutto il resto, e' un casino ma ci si puo' sempre tentare partendo da una domanda: c'e' qualcosa di oggettivo rinvenuto a Ripe che non puo' essere staging???
Antonello

LucaP ha detto...

@ Antonello

A suo tempo avevo fatto delle ricerche su internet per capire dove fosse interrotta la strada provinciale 53.

Da quello che avevo appurato, l'interruzione era a pochissima distanza dall'abitato di Ripe ed era dovuta alle conseguenze dell'alluvione di inizio marzo. Sembra sia stata riaperta pochi giorni dopo il delitto.

E' logico pensare quindi che, trattandosi proprio anche di una strada provinciale, l'ANAS avesse posizionato della segnaletica in corrispondenza dell'incrocio tra la SP53 e la SP54a che scende a Cerqueto e da lì a Villa Lempa.

A riprova del fatto che l'interruzione fosse segnalata, vi è il passaggio di soli due veicoli civili (il fuuoristrada e la Stilo) secondo le testimonianze delle vedette. Viene anzi da domandarsi allora se fosse solamente distrazione da parte dei conducenti di tali veicoli non aver visto la segnaletica o magari si siano comunque avventurati su tale strada per altro motivo.
Dal momento che la Difesa di Parolisi si è già lamentata del fatto che non sono state condotte sufficienti ricerche per individuare i conducenti, temo che a quest'ora sia oramai impossibile accertare fatto che potrebbe essere sia del tutto ininfluente (tutte le vedette vedono passare i veicoli sia all'andata sia al ritorno) sia fondamentale.

Anonimo ha detto...

@Claudia
questo mi spiace, sarevbe stato interessante conoscere l'esatto punto in cui si era detto vi fossero problemi di prrcorrenza della rotabile.
Metti anche in luce un aspetto dell'intervista di SV ripreso piu' volte da "il bravo" nel suo splendido blog, mi riprometto di postarti il link perche', e' un po' lungo da leggere e ci vuole pazienza anche se la lettura e' scorrevole e chiara, la visione di una persona di Ascoli e' molto importante, puo' portare alla luce aspetti caratteristici a profani distanti sconosciuti.
Su SV non voglio ripetermi, sarebbe interessante sapere se il "dice che" di SV e' in qualche modo riconducibile ad un qualche modus immaginario caratteristico delle tue zone, cioe' e' usuale immaginare o e' solo caratteristico della personalita' specifica???
No, perche' l'ipotesi era che SV avesse potuto sapere dei particolari proprio dalla vittima mentre, ipoteticamente, la accompagnava all'appuntamento o da Parolisi prima della intervista in tandem, e' comunque clamoroso che non possano essere stati chiariti questi aspetti, e se si perche' sono sfuggiti alla pubblicazione.
Anche qui sono dubbi che riprendevano tutti nei commenti a separato articolo di Massimo.
Antonello

LucaP ha detto...

@ Antonella e Annika

Ho letto i vostri ultimi commenti ed a proposito vorrei fare alcune considerazioni che ho già parzialmente esposto.

Che Melania sia stata uccisa nei pressi del Chiosco è secondo me un dato di fatto. Non ho motivo di dubitare che le analisi fatte dal RIS di Roma sia sui Blood Strain Patterns sia sugli altri rinvenimenti (sangue sotto il corpo, sull'albero, sul corpo della vittima, ....) possano aver sollevato dei dubbi in tal proposito negli stessi esperti. Teniamo conto che se ci fosse stato in loro il sospetto che Melania fosse stata uccisa altrove ne avrebbero subito approfittato solamente anche per togliersi le spine delle testimonianze di Colasanti che sono fondamentali.
Ricostruire inoltre una scena del crimine in modo da ingannare degli esperti richiederebbe veramente un genio del crimine, ed in questo caso non mi sembra ve ne siano.

Quello che invece non è risultato da nessun accertamento scientifico è che Melania sia arrivata al Chiosco e lì uccisa nelle ore indicate dagli inquirenti. Le risultanze dell'autopsia, il fatto che non si riesce a fissare in modo non suppositivo il momento in cui Melania ha bevuto un caffè, il modo approssimativo con il quale si sono mossi i medici legali sulla scena del crimine, non contribuiscono a fissare in modo univoco e preciso l'ora della morte e la Difesa di Parolisi l'ha già dimostrato. Per di più, non essendo riusciti a smontare in modo convincente la testimonianza di Colasanti, non riusciranno a dimostrare come Melania sia arrivata sul luogo del delitto con il marito nelle ore indicate.

Il delitto può quindi essere stato compiuto in qualsiasi momento dalle 15.00 circa del 18 alla prima mattina del 20. Non essendoci però riscontri di alcun tipo che possano far pensare ad una prigionia prolungata di Melania io propenderei per il fatto che sia stata uccisa comunque il 18/04.

Continua ....

Anonimo ha detto...

@LucaP
in qualche modo devono essere passati anche i pulmann, oltre alla Stilo ed al fuoristrada, inoltre i segni sopra la testa della vittima corrispondo ad altra ulteriore vettura.
Concordo sull'importanza che ha tuttora l'identificazione delle vetture e dei rispettivi autisti, qui non capisco veramente, quella ha tutti i crismi per essere una pista oggettiva, se non prioritaria, almeno alternativa.
Questo per me e' inspiegabile, come un altro particolare, si tenta di sconfessare il Colasanti perche' gli si dice che non avrebbe visto altra autovettura, sicuramente passata da li, una golf scura se non erro, puo' essergli sfuggita, magari guardava la stradina nel momento in cui e' passata, ma:
1) Di chi e' e perche' passa quella autovetturascura.
2) Il particolare sconfessa cio' che Colasanti puo' non aver visto e quindi non aver riferito, ma certamente non cio' che invece ha visto e riferito.
Condivido LucaP ma non capisco perche' non abbiano approfondito immediatamente, quindi Procura di Ascoli.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello, guarda, ci possiamo sentire via mail anche? Come qualcuno ben sa, qui non si possono scrivere cose particolari, non è per cattiveria, ma, essendo di ascoli piceno, vorrei tutelarmi, se vuoi, dammi un tuo indirizzo e-mail e ti scrivo anche lì, io qui mi fido di tutti, ma, come qualcuno, ripeto, già sa, è bene tutelarsi, se vuoi, ti dico meglio via mail.

Claudia

Anonimo ha detto...

Ragazzi, non è per presunzione, ma, stando qui ad ascoli piceno, qualcosa in più vi posso dire, ripeto, pubblicamente, si può parlare in generale, senza scendere nei particolari, l' altra sera ho fatto una cavolata scrivendo cose particolari e per fortuna, il moderatore ha seguito il mio consiglio di eliminare alcune cose, la tutela è la prima cosa, se posso aiutarvi, dato che io rappresento la realtà ascolana, vi aiuto, ma, via mail, pubblicamente non più. Sul blog scrivo, ma, solo cose generiche.

Claudia

Anonimo ha detto...

@Claudia
molto semplice, la tutela in internet e' da apprezzare, ed un minimo tutti ci tuteliamo, direi che puoi tranquillamente chiederla a Massimo scrivendogli sulla sua email indicata sul lato destro di chi guarda scorrendo la pagina verso il basso
Lui ti rispondera' in qualche modo, non ho altri modi per dirtela.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello, infatti, non devi darmi il tuo indirizzo e-mail qui pubblicamente, la tutela vale per tutti, ma, ripeto, non è presunzione la mia, ma, io ti posso dire qualcosa in più su ciò che cerchi solo via mail, ok, mi faccio dare il tuo indirizzo e-mail da massimo, grazie.

Claudia

Anonimo ha detto...

Devo uscire ora, buona discussione a tutti.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello, ho scritto a Massimo, speriamo di poterti sentire anche via mail per dirti meglio.

Claudia

LucaP ha detto...

.... Continua

Sullo staging effettuato ripeto quanto da me (ed anche da altri) già detto.
La mia opinione è che si tratti di un'abile (ma per certi versi anche pasticciata e confusa) messinscena per distogliere l'attenzione da qualcosa che avrebbe potuto forse indirizzare gli inquirenti su piste diverse da quelle seguite sinora.

La prima impressione che si voleva dare era sicuramente quella di un delitto a sfondo rituale e satanico. Le incisioni fatte sul corpo sono state sicuramente realizzate da una persona che, oltre ad essere dotata di eccezionale sangue freddo e forse abitudine a che fare con morti ammazzati, era a conoscenza di una certa simbologia esoterica che però è anche recuperabile su internet (basti pensare ai casi del Mostro di Firenze ma anche al fatto che nei primi giorni di aprile si parlava ancora di simboli esoterici incisi sul corpo di Yara Gambirasio).

Poi però sono stati introdotti altri elementi quali la siringa ed il laccio emostatico chiaramente recuperati altrove. Passi per la siringa, leggibile in modo forzato come altro simbolo esoterico, ma il laccio emostatico è troppo legato alla tossicodipendenza per essere letto in altro modo. E' per questo che reputo la messinscena come pasticciata.

Inoltre i simboli sono stati lasciati solamente sul corpo (e sul modo in cui è stato riposizionato). Non sembrano esserci altri indizi analoghi nell'intorno del cadavere.

Parlando invece degli oggetti repertati dai Carabinieri, a me sembra che alcuni di essi siano stati spostati e posizionati in modo studiato (accendino, anello, telefonino) altri invece probabilmente lasciati nel posto originario (p.e. gli orecchini). Ed inoltre sembrano mancare alcuni oggetti che avrebbero dovuto esserci quali la collanina e probabilmente la cintura con fibbia.

Viene quindi da domandarsi come avrebbero trovato la scena del crimine se non fosse stato operato lo staging.

Molto probabilmente il corpo di Melania sarebbe stato trovato adagiato sul fianco ma non so cosa avrebbe potuto evidenziare.

L'anello sarebbe stato invece trovato sul posto? Molto probabilmente no, considerati gli indizi che fanno pensare sia stato sfilato dall'assassino. E questo perché se non per portarlo via? Ed allora se è stato riportato sul luogo del delitto probabilmente può essere stato fatto per sviare l'attenzione da un possibile movente legato alla sfera sentimentale.

Ma, quello che per me rimane fondamentale è il telefonino. Prima di tutto perché è stato fatto trovare con lo sportellino aperto come fosse stato gettato a terra da qualcuno che lo stava controllando. L'averlo quindi riacceso alle 7.00 del 20 può quindi essere stato fatto appositamente per avvalorare quella ipotesi? In caso contrario perché riaccenderlo? Solamente per farlo suonare e quindi far trovare il cadavere?
Qualsiasi sia la risposta è sorprendente sia stato fatto ritrovare considerato soprattutto che è stato ripulito dai messaggi e da quant'altro poteva magari essere compromettente per l'assassino.

Ma di nuovo ripropongo una domanda. Se non si fosse ritrovato il cellulare, cosa avrebbero potuto fare gli inquirenti?
Sicuramente l'avrebbero trovato molto sospetto ed avrebbero indagato a fondo sui tabulati della vittima. Scoprendo cosa?

Telefonate ripetute a numeri sospetti ed appartenenti a persone fuori dalla cerchia normale delle amicizie? Questo però avrebbero potuto farlo in ogni caso e molto probabilmente l'hanno fatto (non so con quale scrupolo visto che da subito hanno sospettato solo di Parolisi).
Concentrati sull'analisi avrebbero invece potuto constatare che mancavano tutta una serie di telefonate che avrebbero normalmente dovute esserci?
Provate a tal proposito a rileggervi i miei commenti di venerdì in merito al sistema U-GSM.
Ho approfondito ulteriormente il tema e ve ne parlerò in un prossimo commento.

Ciao

Anonimo ha detto...

Antonello, ti ho scritto un' e-mail.

Claudia

Anonimo ha detto...

il laccio emostatico lascia segni sulla pelle, quando si adopera?
micki

Anonimo ha detto...

"in qualche modo devono essere passati anche i pulmann, oltre alla Stilo ed al fuoristrada, inoltre i segni sopra la testa della vittima corrispondo ad altra ulteriore vettura"
quest'altra vettura non è stata vista passare da nessuna delle sentinelle nel pomeriggio del 18, ovvero le tracce di pneumatici accanto alla testa della vittima NON sono state lasciate nel primo pomeriggio del 18.
Possono essere state lasciate nel tardissimo pomeriggio del 18 quando la sentinella ha smontato il turno: alle 19?
Possono essere state lasciate la mattina del 20.
Insieme al cellulare.
micki

Anonimo ha detto...

legare una persona con un laccio emostatico sfibrato lascia segni sulla pelle?
micki

emax/massimo prati ha detto...

Il laccio emostatico era anelastico, micki, quindi paragonabile ad una corda, perciò di certo i segni li avrebbe lasciati. Per quanto riguarda le tracce di pneumatici concordo sulla mattina presto in quanto il terreno dovrebbe risultare, in una zona umida quale è un bosco, più morbida che durante il giorno quando l'aria più calda e la minore umidità lo indurisce. Però bisognerebbe esser certi che non ci siano state piogge o nebbie stagnanti nella serata del 18 o del 19.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@LucaP
Sono stata io per prima a definire la mia ipotesi "assurda". Cio' nonostante, la bloodstain pattern analysis, benche' seria e valida, e' purtroppo soggetta a margini di errore anche consistenti: triangolazione approssimata, possibile parziale o incompleto repertamento ed interpretazione soggettiva dei dati, alterazione dei dati successiva all'omicidio ma precedente al repertamento (c'e' lo staging, non lo dimentichiamo), outdated software. Date anche altre analisi forensiche di questo caso, probabilmente qualche dubbio e' lecito.

Mi sembra inoltre che tu sia altamente convinto che lo staging sia pasticciato e confuso. A mio parere, invece, ha ben altro significato e ci andrei con i piedi di piombo a scansarlo come una mosca fastidiosa. La necrofilia ha sempre una valenza di appropriazione e appagamento, comunque la si effettui. Se si fosse trattato di odio, o sfregio, probabilmente il volto di Melania sarebbe stato irriconoscibile; se invece di semplice necessita' a depistare, innanzi tutto si poteva optare per qualcosa di rapido ed efficace, e soprattutto che non lampeggiasse "staging" a sirene spiegate. Il depistaggio si compie per nascondere gli indizi, non per aggiungerne di nuovi! Ma se proprio si fosse scelto l'allestimento satanico, l'ideatore della scena non l'avrebbe forse "accessoriata" in maniera piu' convincente? Piu' o prima che di croci, si tratta di incisioni su un cadavere, e vanno analizzate esattamente come tali.

@Antonello
Credo che gli unici dati certi della fase omicidiaria siano la botta alla testa (benche' incerto se ante o peri mortem), i pantaloni e gli slip calati, i tagli peri mortem e il dissanguamento. Tutto il resto, a mio parere, potrebbe far parte della stessa fase cosi' come della successiva.

@Tiziana
Anch'io, come te, mi ero chiesta se la presenza di due sms di Salvatore fosse determinante a ritenere che Melania conoscesse il SI. Ovvero: come decidere di lasciare proprio quegli sms tra tanti, se non si sa nemmeno chi e' questo Salvatore? Ma LucaP, in un post nell'articolo precedente, mi ha risposto che tali sms potevano trovarsi nella memoria della sim, sostituita da un precedente cellulare al nuovo, e che il SI, delle due memorie, potrebbe aver semplicemente cancellato quella del telefonino, tralasciando quella della sim.

Ciao, Annika

Anonimo ha detto...

@Annika, anzi chiunque sia a conoscenza di questo dettaglio..
gli sms di Sonia furono gli ultimi sms ricevuti da Melania o ce ne furono altri?
se un mio caro sparisse ed io fossi in ansia, oltre a tentare di telefonargli e a lasciare messaggi nella segreteria telefonica nel caso non risponda o sia momentaneamente irraggiungibile, credo che gli invierei degli sms del tipo "dove sei finita?" inizialmente per finire con un più accorato appello affinchè risponda nelle ore successive o addirittura nei giorni successivi..
nessuno lo fece, tra padre madre fratello marito?
quel che voglio dire è che l'assenza di messaggi nel cellulare potrebbe datare approssimativamente il momento di Aancellazione degli stessi.
ad esempio se ci fosse stato ad esempio un messaggio di Salvatore alle ore 18,00 del 18, ciò significherebbe che la memoria del telefono fu cancellata tra le ore 18 del 18 ed il 20 aprile.
Tutto il traffico in entrata che il cellulare di Melania scaricò la mattina del 20 fu anche questo cancellato o lasciato?

Tabula

Anonimo ha detto...

@Annika
tu punti il dito verso la necrofilia come "appropriazione e appagamento, comunque la si effettui".
E' una riflesione molto interessante, secondo te cosa potrebbe significare?
Continui dicendo che "Se si fosse trattato di odio, o sfregio, probabilmente il volto di Melania sarebbe stato irriconoscibile"
quindi non è stato fatto per odio e sfregio ma per "appagamento", magari inconscio, magari traendo una certa soddisfazione dall'agire su un cadavere?
Chi potrebbe avere dimestichezza nell'agire su un cadavere lavorandoci sopra senza fare una piega, il necessario sangue freddo unito alla dose di vago appagamento che un gesto del genere comporta?
Un operatore sanitario? Un medico? Un becchino? Un militare che abbia già ucciso in missioni all'estero?qualcuno uso ad avere a che fare e a manipolare animali morti?
Ad esempio, se per cucinare un pollo io dovessi prendermi personalmente la briga di tirargli il collo e spennarlo, credo che diventerei vegetariana.

Tabula

rita ha detto...

Uno spunto di riflessione e ragionamento:
guardate il questo video dal minuto 4.00 in poi...

http://www.youtube.com/watch?v=KvuEM1YXIzI&feature=relmfu

ricordate che i telefonisti anonimi sono due: uno che parla e uno che detta!

http://www.youtube.com/watch?v=wPy-_RWiSdY

Anonimo ha detto...

@Annika
il mio ragionamento sul fatto che Melania conoscesse il SI, come conseguenza degli SMS cancellati, deriva dal fatto che solo chi la conosceva poteva aver lasciato qualche messaggio o chiamata che desiderava far sparire, a prescindere dunque dalle considerazioni sulla cancellatura totale o parziale.

Per quel che riguarda le tue ipotesi sulle ferite post mortem, le trovo suggestive ma, come già ti scrivevo, cerco di capirne la motivazione:
-o si tratta di uno psicopatico perverso (necrofilia, ecc.), e dunque non c'è motivazione alcuna;
-oppure...?
Va bene lo staging per nascondere qualche particolare, ma la tua ricostruzione, se pur plausibile, mi sembra troppo elaborata. A che pro uccidere Melania in un altro luogo, raccogliere il sangue per far credere sia morta a Ripe e tutto il resto? Hai in mente anche un perché oltre al come? Fammi sapere.
Ciao Tiziana

Anonimo ha detto...

@Rita
qualche altro aiutino?
Sono andata a rivedermi il video ma non capisco su cosa ci vuoi far riflettere, mi dai qualche altra indicazione?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Tabula
Tutte le mutilazioni post mortem, definibili come necrofilia, violano uno dei piu' lapidari tabu' imposti dalla nostra cultura e societa'. Segnando e storpiando il cadavere, l'assassino marchia un territorio assolutamente off limits, usando e trasformando, indelebilmente e irrimediabilmente, la vittima a suo totale "piacimento"; e il desiderio (sessuale) si appaga nella, o insieme alla, mutilazione stessa. In poche parole, la morte potrebbe non essere lo scopo ultimo, ma solo funzionale al questo secondo atto.

Ora, nei pochi dati certi del caso di Melania, il sadismo impera sovrano:
1. Melania e' stata colpita con le mutandine abbassate, ovvero in una posizione di estrema vulnerabilita'. Chi avesse voluto ucciderla esclusivamente per eliminarla, senza alcuna implicazione sessuale, se mai (grande SE) Melania fosse stata colta di sorpresa mentre faceva la pipi', l'avrebbe almeno fatta rivestire prima di ucciderla, o comunque avrebbe evitato di lasciarla cosi' esposta, tentando se non altro di coprirla ad omicidio completato. Anche gli assassini possono essere mossi da pieta' e pudore, ma non quello di Melania.
2. Melania e' morta dissanguata, dopo un'agonia di "decine di minuti". Il SI, volendola morta, e cosciente che lo sarebbe stata di li' a poco, non le concede neanche la grazia di un'ultimo, definitivo colpo, ma la lascia soffrire un dolore disumano e la tortura lasciandola spegnersi lentamente nella piena consapevolezza della sua impotenza assoluta.
3. Il SI si accanisce su di lei nuovamente, ma in un secondo momento. Le incisioni sono accurate, quasi cliniche. Ma non si tratta di un paio di taglietti, tanto per far credere ad una pista diversa, bensi' di tanti tagli in ben 3 punti del corpo, e soprattutto lavorando intorno al pube scoperto di un cadavere.
4. Che il cercatore di funghi sia coinvolto o meno e' al momento solo un'ipotesi. Cio' che invece e' certo e' che il corpo non viene nascosto o abbandonato, ma lasciato in un posto decentemente trafficato, non perche' sparisca per sempre, ma perche' venga trovato. Il SI si diverte quindi anche del dolore di chi piangera' Melania, costretto a ricordarla per sempre al centro di una macabra creazione da lui ideata. BASTA!

Credo di ricordare di aver letto che il cellulare abbia scaricato 5 sms e 32 telefonate. Concordo pienamente con te: sono ridicolmente pochi. Ma possibile che una volta capito che Melania non rispondeva al telefono, non l'abbiano tempestata di messaggi? I familiari, Salvatore, ma anche tutte le amiche? Dov'era Imma? E Valentina? Stefania, Sonia, lo zio Gennaro, sua moglie...? Dov'erano tutti in quei momenti? Calma piatta? Non dico neanche il 18, magari sperando di ritrovarla a breve. Ma il 19, una volta che questa mamma aveva trascorso un'intera notte lontana dalla sua bimba piccola? Niente di niente?

Annika

rita ha detto...

@tiziana
proprio quello che sottolinea la Sciarelli ... non ti viene nessuno in mente?
r.

p.s. ti ricordi a che ora è arrivata la telefonata anonima? mi sembra primo pomeriggio vero?

Anonimo ha detto...

Sì Rita,
adesso qualcuno mi viene in mente. Qualcuno che potrebbe aver fatto delle foto?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Annika,
mi hai fatto ben riflettere sulle modalità con le quali è stato operato il vilipendio del cadavere e su cosa ha implicato. Non ci avevo pensato in precedenza. Credo che una simile azione sia più facilmente ascrivibile ad un uomo. Tu cosa ne pensi?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Tiziana
Davvero non ho idea di che pista si possa attribuire a tale omicidio. Il nocciolo della questione e' che Melania non solo e' stata barbaramente uccisa, e' anche stata tagliata. Ma anche torturata, perche' l'assassino non e' che l'abbia freddata con un solo colpo agghiacciante e via. L'ha fatta soffrire per un periodo lunghissimo dopo ben 35 coltellate. Insomma, chiunque sia deve avere un movente solido, una certa forza fisica e allo stesso tempo deve sentirsela di tagliare morti, o almeno di tagliare Melania.

Annika

Anonimo ha detto...

@Annika
non concordo sul "barbaramente uccisa", secondo me non si può escludere che la lenta agonia sia sopraggiunta per causa di forza maggiore, ad esempio:
1) l'assassino è stato costretto a fuggire perchè sopraggiungeva qualcuno (una macchina di passaggio, chiacchere di gente che camminava..)
2) l'assasino non voleva uccidere ma accortosi di ciò che aveva fatto nel raptus ha avuto un quarto d'ora di autismo senza rendersi conto che Melania era ancora viva
3) è scappato a gambe levate convinto di aver commesso un'omicidio senza rendersi conto che Melania era agonizzante e non morta
Va da se che sono del partito di chi crede che la mano che ha infierito successivamente sia quella di qualcunaltro
MarcoPD

Anonimo ha detto...

voglio distogliere la mente da ciò che hai appena evidenziato. perchè hai ragione.
Fondamentalmente un conto è mettere in atto uno staging. Aggiungere o togliere elementi compromettenti dalla scena del delitto.
E in questa faccenda, sarà una mia impressione, ma ho idea che orecchini cellulare e quant'altro siano stati lanciati intorno alla vittima, magari portati da chissà dove.
Un conto, è.. tutto quello che riguarda la manipolazione di un cadavere.
Hai ucciso, forse odiavi la persona, sarai sicuramente sotto shock o viceversa carico di adrenalina, comunque non in uno stato d'animo consueto nel quotidiano, ok.
Ti rendi conto di aver potuto lasciare impronte, orme, oggetti, qualcosa di compromettente sulla scena del crimine: decidi di correre ai ripari.
Cosa fai? Trasformi il cadavere in una macabra tela sulla quale disegnare?
Se vuoi far pensare ad una pista satanica, non ti muniresti piuttosto di candele candelabri segni cabalistici da porre INTORNO al cadavere?
(O forse questi ultimi e proprio questi sono stati rimossi?)
Acquisti lucidità nelle ore seguenti al delitto, e cominci a ragionere:
-"cancelliamo tutti gli sms, non solo i miei, altrimenti sarebbe come firmare il delitto. Leviamo quegli oggetti.
-Riportiamo orecchini ed ammennicoli vari, lanciamoli sul posto.
-Puliamo le dita di Melania, forse alcuni miei capelli sono rimasti tra gli anelli.
-Facciamo pensare all'opera di due drogati, tanto i drogati li odiano tutti. vediamo.. cosa usano i drogati? siringhe? lacci emostatici? porto quel che riesco a trovare in giro e poi e poi.. che potrei fare?
-Ah sì perchè non fare un bella incisione sul cadavere che faccia scervellare gli inquirenti?
Un indizio forte, qualcosa che faccia pensare ad una setta.."


Fino a che punto è "normale" nell'anormalità di un assassinio avere il sangue freddo di infierire su un cadavere, a diverse ore dalla morte?

Ci può stare un assassino che non voglia farsi scoprire, altrimenti avrebbe confessato.
Ma è un assassino, come dici tu, che nelle situazioni di stress non solo dimostra sangue freddo, ma anche incapacità empatica.

A me, viene da pensare ad un chirurgo, un medico, un operatore sanitario, un macellaio, un cuoco, un cacciatore, un soldato.. anche se una figura del genere avrebbe diverse altre occasioni per mettere in atto la necrofilia.
Avevo interpretato il gesto esitante dell'uccisione come indeterminatezza,
vedere la vittima morire lentamente per dissanguamento, cos'è?
C'è la determinazione ad uccidere, la morte di Melania non è conseguente ad un gesto di rabbia.

Tabula

Anonimo ha detto...

@Marcopd
può essere sia accaduto come dici tu,
forse non frequenterò gli ambienti giusti,
ma dubito di avere una conoscenza che sarebbe disposta a mettere in atto uno staging così pesantemente.

A meno che l'assassino/a sia una persona che sa vendersi come debola ed indifesa, un minorenne o una donna che sa piangere le opportune lacrime, che confessi al proprio amante/fidanzato/marito/padre di aver comemsso una sciocchezza enorme enorme.. talmente grave che le costerà anni di galera..
Allora sì. arriva il cavalier servente, lucido, e non completamente a posto neanche lui, e, disposto a tutto per aggiustare l'erroruccio del suo tesorino tanto impulsiva, salva la situazione e svia più che può.
Ma ad un uomo grande grosso e vaccinato, nessuno farebbe mai un favore del genere.

Tabula

Anonimo ha detto...

@Tabula
diversi sono gli scenari che possiamo immaginare:
-o l'opera di un sadico, che uccide con determinazione, aspetta la morte per dissanguamento e poi opera le incisioni. A questo punto, considerando che lo "staging" è stato compiuto indicativamente la mattina del 20, l'ipotesi più plausibile è quella di Annika (un omicidio compiuto in altro luogo per avere il cadavere a disposizione anche molte ore dopo la morte). Portare il cadavere a Ripe significherebbe, in questo contesto, esibire la propria opera d'arte e "sfidare" gli investigatori. Qui però come dicevo non capisco perché cancellare gli SMS. Questo sadico dunque conosceva Melania prima del rapimento? Le aveva addirittura inviato SMS o le aveva telefonato?
-oppure l'azione di qualcuno che voleva, per qualche motivo, uccidere proprio Melania, un amico o conoscente o appartenente alla caserma che, con un movente passionale, o legato ad un segreto uccide. Il sadismo a questo punto può essere motivato SOLO (questa almeno la mia idea) dal movente passionale. Altrimenti le 35 coltellate sarebbero ascrivibili a incertezza-paura-inesperienza. In questa ipotesi come conciliare lo staging così preciso? (Annika l'ha descritto in maniera efficace: finché leggevo gli articoli sui giornali non pensavo alle implicazioni. Operare in quel modo non è come spargere semplicemente degli oggetti sulla scena. Un conto è uccidere sull'onda dell'emozione, altro agire a sangue freddo incidendo minuziosamente un cadavere) Lo staging in questo caso mal si accorda con l'azione omicidiaria.
Tiziana

Anonimo ha detto...

OK Tabula,
la risposta è già contenuta nel tuo ultimo post.
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Tiziana
è una cosa che mi è venuta in mente leggendo le opzioni proposte da Marcopd.
O l'assassino è uno squilibrato e il gesto esitante è in realtà un uccidere volutamente lento per crudeltà mista al piacere di uccidere,
e nello squilibrio esiste anche il rifinire l'opera tramite le incisioni..
oppure la persona che ha ucciso ha agito per raptus, ed è una persona che si vende come un essere debole e bisognoso di protezione, cosa che porta una terza persona a voler risolvere la situazione.
Terza persona che poteva anche essere presente al momento dell'omicidio, sia chiaro: anzi il fatto che fosse presente azzererebbe il tempo necessario alle spiegazioni.

Però l'assassino in questo caso E' al 99% una donna.

Tabula

Anonimo ha detto...

@MarcoPD
Rispondendoti in ordine:
1. Un assassino che ha appena compiuto una mattanza non fugge lasciando una vittima agonizzante, dato che, se soccorsa, questa potrebbe fare il suo nome. Si nasconde e, nel caso, uccide anche chi si avvicina. E' pur sempre un assassino, non lo dimentichiamo.
2. Un assassino che colpisce 35 volte ma che non voleva uccidere davvero mi suona peculiare. Diciamo pero' che sia cosi' come dici tu. Appena rinviene dall'autismo momentaneo, se non voleva uccidere, chiama i soccorsi, anche se e' troppo tardi. E comunque non inscena, o fa inscenare per lui, una tale barbarita' di "staging". Cioe', non voleva uccidere ma, entro 24 ore, si butta mani e piedi nella necrofilia?
3. Melania e' rimasta agonizzante per decine di minuti. Un po' difficile non rendersi conto che non era ancora morta almeno 20 minuti prima, se non di piu', della sua morte.

Infine: chi mai, trovando un cadavere in un bosco, si metterebbe a tagliarlo cosi', per spasso? O, cio' che in realta' suggerisci tu: chi mai taglierebbe un cadavere da dissanguamento intorno al pube scoperto, cosi', tanto per fare un favore a qualcun altro? Ripeto, un cadavere. Ora immagina un amico, gli devi un grosso favore, e questo ti chiede, cosi': mi tagli un cadavere? Non credo proprio! Ma se anche si trattasse di un giro di droga o altro, persone senza tanti scrupoli, e qualcuno e' stato forzato a farlo, allora ci sarebbero tracce di vomito sulla scena. E i segni sarebbero stati traballanti e incerti, o forse "strappati". Non linee rette e nette.

Chi li ha incisi doveva saperlo, e soprattutto volerlo fare. Esiste un termine per definire un tale volonta': necrofilia.

Annika

Anonimo ha detto...

Brava Annika.
Mi fa piacere che qualcuno metta in evidenza il secondo crimine compiuto contro Melania.
Perchè può capitare, e capita non dico a tutti, ma a molti, di uccidere in un raptus d'ira.
Ma la precisa volontà di infierire sul cadavere, peraltro in un punto del corpo così carico di connotazioni sessuali.. va oltre il semplice raptus, il semplice non volevo, il semplice mi ha fatto arrabbiare, mi ha minacciato e quindi ho reagito.
Quella post mortem è una fase che fa assolutamente parte dell'azione omicida.
E mi meraviglio della cecità degli inquirenti di fronte alle ferite, ai tagli, alle incisioni sul corpo.

Tra l'altro, io credo che l'ignoranza abissale di Salvatore sia la sua salvezza, e lo escluda completamente dalla conoscenza di questa simbologia così complicata.

Tabula

Anonimo ha detto...

@Annika
credo che la divergenza d'opinione sia legata a visoni diffrenti che abbiamo proiettandoci nei panni dell'assasino: io a seguito d'un raptus omicida scapperei a gambe levate e non andrei a controllare se la vittima è morta o agonizzante
Credo inoltre che l'aiutante non deve per forza essere un amico a cui l'assasino a chiesto un favore, magari è solo qualcuno che ha interesse a che l'assassino non venga scoperto (l'assasino è sua moglie.. l'assasino è una delle sue reclute..)
cmq lo spirito del mio intervento voleva essere che il fatto che Melania sia stata lasciata ad agonizzare non significa necessariamnte che la cosa fosse voluta; se fosse stata lasciata agonizzare di proposito allora propenderei per la stessa mano omicida/depistarice solo che secondo me con i dati in possesso non si può dire
MarcoPD

Anonimo ha detto...

@Marco
credo che nessun istruttore sarebbe pronto a mettere in atto un depistaggio nè di quel tipo nè di alcun altro tipo per una propria recluta, sempre che il rapporto resti nei confini recluta-istruttore.
Chiunque abbia messo in atto il depistaggio, SE non si tratta dello stesso assassino, è qualcuno che ha un fortissimo legame con l'omicida.
Ludovica avrebbe fatto una cosa del genere per il "suo" Salvatore?
Non si sa se possa essere così cinica da compiere un'operazione di scempio di un cadavere, sicuramente non amava Melania.
Però se anche si potrebbe affermare che quelle buone son diverse, nulla sta ad indicare che Ludovica sia effettivamente una persona malvagia.
Del resto niente è mai trapelato dalle telefonate intercorse tra i due, immediatamente messe sotto controllo: qualcosa se la sarebbero detta, e invece Ludovica alla notizia dell'omicidio cade dal pero, e continua a tempestarlo di chiamate che lui evita per capire come stiano le cose.
Salvatore forse avrebbe messo in atto il depistaggio per amore di Ludovica, solo e soltanto per lei. Peraltro istruito, perchè lui non credo possa avere una conoscenza dei simboli così profonda.
Sua fortuna è che Ludovica abbia un alibi di ferro per l'omicidio, e ciò pone un alibi di ferro anche per Parolisi depistatore per amore.

Tabula

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