lunedì 9 maggio 2011

Lamberto Sposini. Il coma prolungato infastidisce e preoccupa

Se devo essere sincero mi sento davvero preoccupato. Lamberto Sposini è ancora in coma e non ci sono vere notizie sul suo stato di salute. Inizialmente, dopo l'intervento riuscito perfettamente, si parlava di un risveglio possibile nell'arco di due giorni, poi si è deciso di prolungare il periodo di coma farmacologico nonostante le notizie positive riguardanti il dolore agli arti; successivamente sembrava che il graduale recupero dovesse avvenire entro venerdì ed ora, a distanza di dieci giorni dall'intervento, si presume ogni giorno sia quello buono per riportare fra noi il conduttore de "La Vita in Diretta".

Credo che i medici stiano facendo un buon lavoro, ci mancherebbe, e che ricerchino le condizioni migliori, quelle idonee a dare una svolta positiva e ad agevolare il fisico del giornalista; ma non posso fare a meno di chiedermi a cosa siano dovuti i continui slittamenti di date. E questo a fronte delle parole pronunciate dai professori che lo assistono, Maira e Proietti, che una settimana fa parlavano di cauto ottimismo lasciando intendere a tutti che le speranze di un ritorno alla normalità fossero maggiori in confronto ai timori, in ogni caso mai eliminati, di una invalidità permanente o di qualcosa ancora peggiore.

Però, arrivati a questo punto, c'è da chiedersi il motivo per cui Lamberto Sposini non venga svegliato. Dieci giorni sono tanti per un coma farmacologico, siamo sicuri che sia la strada giusta? Visto che la vita degli altri, e quella del giornalista Sposini in particolare, mi sta a cuore, ho deciso di chiedere lumi ad un professore che opera in campo neurochirurgico. Mi sono così reso conto che non tutti gli specialisti sono concordi nel dire che il coma indotto è la panacea del male. Specialmente se dura a lungo ed è associato ad operazioni neurochirurgiche.

Dopo aver ascoltato l'altra campana, ma basta entrare in Wikipedia alla voce "Coma farmacologico" per rendersi conto del fatto che non tutti lo approvino, mi devo per forza chiedere se il cauto ottimismo ci sia ancora o se qualche particolare a noi sconosciuto, visto il silenzio che ormai dura da tanti giorni, ha fatto scemare alcune speranze. Ed anche se io sono ottimista per natura, se anche vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, negli anni purtroppo ho capito, spesso a mie spese, che nel silenzio prolungato si cela la parte negativa della vicenda. Che la preoccupazione deve nascere quando le rassicurazioni non sono suffragate da movimenti conseguenti e logici.

Ed a dieci giorni dal malore i movimenti logici sarebbero stati quelli di risvegliare Lamberto Sposini per dar modo ai professori del policlinico di osservargli gli occhi, di prendergli le mani e dargli stimoli vocali in modo da rendersi conto di come stia in realtà il conduttore di Rai 1. Perché una persona che dorme non può dire o fare capire come si sente, soprattutto a livello neurologico. Mi auguro che le mie siano preoccupazioni stupide nate dall'attesa, anche se sono certo siano in tanti (meno stupidi di me) ad avercele. Mi auguro che nel giro di una giornata dal Gemelli escano notizie confortanti che riaprano i polmoni ai suoi familiari, in primis alle sue figlie, ai suoi amici ed a chi come noi non lo conoscono personalmente ma lo sentono quasi un amico.

Perché un conduttore televisivo, che ogni giorno inviti in casa di tua volontà, è una sorta di amico virtuale che hai piacere ti faccia compagnia. E quando si ha un amico in ospedale si sta in apprensione fino al momento in cui qualcuno non ti dice quale sia il suo reale stato di salute. Di Lamberto Sposini, da cinque giorni a questa parte, ne parlano, senza dire nulla e con titoli a volte anche stupidi, solo i siti di gossip, quelli che cercano il contatto in più. Nessun giornalista dal 4 di Maggio ci informa su di lui. Possibile che la grande commozione suscitata dal suo malore sia già svanita?

Forza Lamberto, io non ti conosco ma ti ho a cuore come ti hanno a cuore milioni di persone. Non mollare e muoviti su quel letto, convinci chi ti tiene in coma che vuoi rivedere tua figlia, i tuoi amici, che vuoi ascoltare le voci di chi ti ama, che il momento di tornare in vita è arrivato, che tu ci sei e ti sei stancato, vista la vitalità che hai dimostrato in questi anni, di dormire. E mentre ti dico "sprona i tuoi dottori e rendili più sicuri", ti mando l'ennesimo "in bocca al lupo".


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Carmela Melania Rea




8 commenti:

nico ha detto...

Ciao Massimo. Chissa' se riesco a tranquillizare, e se é giusto farlo... Comunque, come tu gia' sai perché ne avevo parlato in occasione di altro argomento, mia figlia é stata operata a cuore aperto quando aveva pochi giorni di vita. Il coma farmacologico, nel suo caso, é durato quasi due mesi. Naturalmente era in ventilazione assistita, insomma era intubata. I neonati dopo grossi interventi tendono a gonfiarsi molto, e una delle funzioni del coma indotto é proprio quella di sostenere le funzioni vitali senza impegnare in sforzi un fisico ''a rischio''. Nel caso di mia figlia dovevano drenarsi gli edemi che premevano sugli organi, chissa' forse nel caso di Lamberto Sposini aspettano che i residui dell'edema al cervello siano del tutto riassorbiti. Comunque, ricordo benissimo, un medico della rianimazione mi disse ''capisco la sua paura, anche la sua impazienza. Ma mi creda, poter dire che il paziente é stabile é gia' un vantaggio in certi casi''. Mio padre, dopo un'emmoragia cerebrale devastante, ha passato cinque mesi in rianimazione, in continua sedazione. Poi ne uscì, fatico' qualche mese per la riabilitazione, ed é vissuto ancora molti anni, la sua morte niente ha a che vedere con l'emorragia e il coma successivo. Ciao, e in bocca al lupo a Lamberto Sposini, naturalmente.

emax/massimo prati ha detto...

A mio padre nico è andata peggio.

Dopo l'emorragia, fra l'altro avvenuta mentre era in ospedale per una ischemia che sembrava superata già da giorni, ha perso l'uso del movimento e della parola.
E' vissuto altri cinque anni perché mia madre lo ha controllato giorno e notte e gli ha salvato la vita almeno trenta volte, ma allettato. Capiva tutto e, nonostante non parlasse, ti garantisco che i suoi occhi dicevano tanto.

Ed io mi auguro di cuore, visto che ha due figlie che necessitano del padre, specialmente la piccolina, che a Lamberto Sposini vada meglio.

Ciò che mi da fastidio è il silenzio, lo stesso che ascoltavo io all'ospedale, o il sentire dire che è migliorato e che tutto sta andando per il meglio però rimandando continuamente e senza che si faccia quello che si deve fare in questi casi.

E' chiaro che ho fiducia nei professori del policlinico, ci mancherebbe, ma c'è chi dice che a volte troppo coma farmacologico è controproducente e disperde le funzioni primarie del cervello. Ed allora mi preoccupo.
Pur se ancora vedo il bicchiere mezzo pieno... ciao, Massimo

Sira ha detto...

Ciao Massimo, questo è l'articolo del Tg1 di questo pomeriggio:


Lamberto Sposini, condizioni in progressivo e lento miglioramento
Lo riferiscono i medici dell'ospedale Gemelli dove il giornalista è ricoverato. Sposini era stato colpito da una grave emorragia cerebrale. La prognosi resta riservata.
Lamberto Sposini
ROMA - ''Sono in progressivo, ma lento miglioramento le condizioni di Lamberto Sposini, come evidenziato dalla Tac cerebrale di controllo eseguita questa mattina. Sposini necessita ancora di assistenza intensivistica, che sta dando buoni risultati''. Lo comunicano i professori Giulio Maira e Rodolfo Proietti, che coordinano lo staff medico del Gemelli, che assiste Sposini, il giornalista ricoverato da venerdì 30 aprile nel reparto di Terapia Intensiva del Policlinico universitario A Gemelli, dove era stato portato in codice rosso per una grave emorragia cerebrale, che aveva causato un esteso ematoma rimosso grazie a un intervento neurochirurgico. ''La prognosi - spiegano i medici rimane riservata''.

lunedì, 09 maggio 2011

Ti aspettiamo Lamberto!!!

emax/massimo prati ha detto...

Grazie Sira, è lo stesso che ho letto su "adnkronos" ma non dice nulla, come ho scritto sono sempre le stesse parole usate cinque/sei giorni fa. Anche la tac e l'angiografia che, anche se non riportata nell'articolo, è stata sicuramente fatta. Ed allora tanto valeva parlare diversamente lunedì passato e non generare nelle persone la fiducia di un risveglio immediato. Ma tant'è se così deve andare... basta torni a star bene.

P.s. Almeno loro non scrivono, come ho letto oggi in internet, "Peggiorano le condizioni" oppure "tra poco fuori dal coma" e altre come queste... ciao, Massimo

Mimosa ha detto...

Anch’io sono molto preoccupata … Te lo avevo detto, Massimo, in un altro post, che auguravo che i medici non insistessero troppo tempo col coma indotto …
Colgo l’occasione di dire a Nico quanto mi dispiace per il dramma da lei passato … e anche a te, Massimo, per tuo padre e per quello che ha passato tua madre … Ciao a entrambi, Mimosa.

Mimosa ha detto...

Massimo, perché non si hanno più notizie di Lamberto?

emax/massimo prati ha detto...

Perché è più grave di quanto pensassero inizialmente e stanno andando avanti pianissimo. Gli occhi li ha riaperti già da una decina di giorni ma i miglioramenti, che comunque ci sono, sono minimi. Ogni lunedì emettono un nuovo bollettino medico e gli ultimi due erano praticamente uguali e dicevano quello che ho scritto sopra. Ci vorrà molto tempo... Ciao Mimosa, Massimo

Mimosa ha detto...

Grazie caro Massimo, per l'informazione. Allora non dobbiamo mollare neanche noi con le preghiere ...
Mimosa