lunedì 17 gennaio 2011

Silvio Berlusconi vs Ilda Boccassini, uno scontro fra titani.

Ilda Boccassini
Stai a vedere che quanto non son riusciti a fare in questi anni i politici statici e stanziali della sinistra italiana riesce a farlo il Procuratore della Repubblica, anche se aggiunto, della metropoli che conta il numero di escort più alto d'Europa. Il premier ha capito che la situazione è tragica in quanto si trova a lottare contro una icona della magistratura, la persona meno attaccabile del mondo, la meno influenzabile, la meno flessibile. Lui sa che Ilda Boccassini è un mastino che difficilmente mollerà l'osso, lo ha dimostrato negli anni passati a Milano ma, soprattutto, nei due trascorsi a Caltanisetta a cercare di scoprire i colpevoli, trovandoli, dell'omicidio di Giovanni Falcone, suo grande amico.

Lo scontro fra i titani delle due istituzioni che comandano l'Italia, quella politica e quella giudiziaria, ha avuto inizio. Già al suono del gong l'arcor men era stato colpito al mento e vaccillava, ora si sta riorganizzando ma sarà difficile recuperare la giusta lucidità, quella che gli consentirebbe almeno di pareggiare la prima ripresa. Dopo aver letto le 400 pagine inviate dalla Procuratrice alla Camera, complete di particolari molto più che piccanti o rosa, dovrà inventarsi una mossa ben più salda di quella partorita con l'annuncio a reti unificate di una nuova fidanzata, neanche fosse stato ospite nei programmi pomeridiani della De Filippi.

La Boccassini, dal canto suo, è vero che ha perso per strada centinaia di testimoni, ma è altrettanto vero che le tredici ragazze rimastele ne valgono il triplo, almeno ad ascoltare quelli che hanno visionato le 400 pagine. A lei, che già dal '94 fa indagini sul lombardo più ricco di tutti i tempi, e che per questo lo conosce a memoria, non hanno fatto alcun effetto le foto divulgate in questi giorni che ritraggono il Presidente del Consiglio in posa assieme alla famiglia. Quella è pubblicità ad uso e consumo del popolo elettorale. A lei interessa togliere le lenzuola dai letti della camera del bunga bunga e vedere se chi vi si nasconde è maggiorenne o minorenne, perché non è pensabile che voglia perseguirlo per induzione, sfruttamento o anche solo favoreggiamento della prostituzione, asserendo che in alcuni appartamenti milanesi del Silvio (quelli in cui alloggiavano le ragazze festaiole e che controllava la Minetti) si consumassero rapporti sessuali a pagamento con il suo beneplacet.

Il Berlusca la ragiona in manier diversa e dice di essere solo un uomo generoso, che se lo può permettere e che comunque la sua vita privata non deve interessare nessuno. Vista dal suo lato ha ragione, ci mancherebbe, ma dato che la legge italiana in teoria impedisce i rapporti carnali fra maggiorenni e minorenni, dato che c'è chi dice che questi ci sono stati, la sua ragione resta, se le accuse fossero confermate, campata in aria o comunque sospesa ad un leggerissimo filo di lana. 

Rimane il fatto che se dovesse optare per le dimissioni, e perdesse molti voti alle prossime elezioni, la causa del suo male non sarebbe altro che sua, dei suoi vizi e del suo sentirsi omnipotente di fronte a qualsiasi cosa come solo i multimilionari credono di essere. Arrivati a questo punto non può più incolpare i comunisti, l'ala estrema dei tribunali italiani, lo spirito di persecuzione della sinistra. Arrivati a questo punto deve fare il mea culpa e sperare che le persone non capiscano quanto gli viene detto dai media. Può sempre provare, agitando le acque melmose in cui il paese si trova, ad attenuare la notizia tramite i suoi innumerevoli canali di informazione e sperare di riuscire a spostare un eventuale processo a Monza.

Ma non è detto che in quella procura, conoscendo il modo di agire della mastina napoletana Ilda Boccassini, assieme ai fascicoli non si faccia spostare anche lei.  E questa sarebbe una contromossa coi fiocchi che lo metterebbe all'angolo. 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ci sarà un giorno un magistrato milanese a Milano ? Tutti meridionali. A Roma interpretano la legge a favore di Fini, che se la scapola, malgrado l' evidente truffa ai danni del suo partito. Berlusconi farebbe bene a fare come Fini, elogiare questi intoccabili, dirne bene tutti i giorni, non chiedere che paghino per le cavolate che spesso fanno (Tortora docet) diventerebbe un amico come il camerata Gianfranco e sarebbe tutto pacifico.

emax/massimo prati ha detto...

E' colpa della spartizione dei tribunali che viene fatta con la logica partitocratica del maggioritario. Quindi, dato il fatto che al CSM sono in maggioranza le correnti del centro-sinistra, a loro spettano i tribunali più corposi e succulenti. Lo spiega molto bene l'ex magistrato Bruno Tinti nel suo libro "Toghe rotte". Poi che i magistrati del sud esercitino nei tribunali del nord deriva da un fattore numerico. Sono di più e quindi... ma non è giusto generalizzare perché non tutti hanno il gene rovinato dalla corrente politica che seguono, la maggioranza di loro è formata da persone capaci e veramente in gamba. Purtroppo alcune mele guaste danno una cattiva nomea a tutta la categoria.

Anonimo ha detto...

La Bocassini è una con le "cosiddette". Sta lottando con il pugno di ferro contro la delinquenza organizzata e ha recentemente mandato in galera una colonia di 'ndranghetari che stavano infestando la Lombardia. Quindi a differenza di Berlusconi, che ha introdotto la mafia in Lombardia - con il suo Mangano, Dell'Utri, Ciancimino e altri - riciclando i proventi del denaro mafioso in Milano 2 e Fininvest, la Bocassini è una che fa seriamente il suo dovere. Purtroppo c'è chi, invece di fare il tifo per chi combatte la mafia, preferisce fare il tifo per chi con la mafia ci va a nozze e fa affari.

emax/massimo prati ha detto...

Nessuno può discutere la Boccassini, è veramente una icona. Però scopriremo fra anni se riuscirà nell'impresa titanica in cui s'è infilata a forza. In bocca al lupo? Chissà se conviene farle gli auguri.