lunedì 31 gennaio 2011

Sarah Scazzi. Sabrina Misseri resta in carcere, Michele Misseri non credibile.

La sentenza è arrivata e, com'era prevedibile, Sabrina Misseri resta in carcere perché per i giudici valgono le dichiarazioni cristallizzate il 19 Novembre ed in quelle c'è scritto che la ragazza ha ucciso, lo ha detto suo padre. Ma lo stesso padre, è scritto nelle motivazioni, ora non è più credibile perché com'é tornato sotto l'influenza dei familiari ha ricominciato a mentire in quanto succube ed incapace di un qualsivoglia pensiero personale. Questo ciò che è emerso nelle aule di giustizia tarantine. Ed è inquietante.

Tutte le persone civili di questa nazione si stanno chiedendo il motivo per cui una ragazza, giudichiamola pure indisponente, antipatica,
 insopportabile o anche peggio, stia in una cella e non aspetti un futuro processo fuori dal carcere. Quali reali prove ci sono contro di lei? Se anche ammettessimo il fatto più improvabile, cioè l'arrivo anticipato di Sarah a casa Misseri, cosa garantirebbe agli inquirenti, ed ai giudici in particolare, in mancanza delle parole del padre che ad uccidere sia stata lei e non il contadino? Si rendono conto che al processo, se quanto scritto nelle lettere venisse confermato, le uniche prove a colpevolezza, ed a chiamarle prove si fa peccato, verrebbero dal fatto incerto degli orari?

Oppure hanno un asso nella manica; un nuovo gioco di prestigio che prevede l'interdizione del padre perché dalla fine di Novembre, come dice il suo avvocato dalla linea guida particolare, è cambiato e non segue più i dettami che lo avevano portato a dire ciò che si era voluto dicesse. Quindi è diventato più bugiardo di quanto non fosse fino a quella data?

E' il mistero nel mistero, "Bugie e Verità", un nuovo gioco che presto verrà registrato e fatto suo dalla Endemol che lo porterà in televisione in prima serata e lo farà presentare a Gerry Scotti. Un gioco in cui i concorrenti dovranno essere capaci di far dire ad un imputato quanto credono sia la verità prima che lo facciano altri. Perché, come diceva il grande Mike: "La prima risposta è quella che conta!"
Ma la prima risposta del contadino di Avetrana, a dire il vero, non dava alcun ruolo a Sabrina Misseri. Ed allora è la seconda risposta, oppure la terza, al massimo la quarta o la quinta e, comunque, non oltre la sesta.
Ma lasciamo stare i giochi e cerchiamo di capire il motivo per cui i giudici la ragionano in quei termini. Dovete sapere che usualmente nei processi c'è sempre una parte lesa, in questo caso è la famiglia di Sarah. Dovete sapere che quando si rischiano anni di galera l'avvocato dell'imputato cerca un accomodamento, di solito monetario, per fare in modo di evitare che questa si presenti al processo. Senza la presenza degli avvocati di parte è più facile ottenere sconti di pena ed altre agevolazioni. Qui, chiaramente, ci troviamo di fronte ad una famiglia a cui hanno ucciso una figlia, e già questo è un dolore enorme, ma che, oltre a questo, si è sentita anche presa in giro dai Misseri, dai parenti di cui più si fidava.
La presa di posizione, ormai consolidata, li porta a credere che non sia il padre l'assassino ma la figlia. Ed è nei loro pareri una delle chiavi di lettura della non scarcerazione.

I giudici non possono non tenerne conto e quindi ogni decisione viene presa anche in funzione di quanto la parte civile crede e pretende che sia. Come abbiamo potuto constatare in questi mesi uno sbocco che possa far modificare il pensiero alla famiglia Scazzi non esiste. Il modo con cui i due loro avvocati si pongono nei confronti dell'indagata è di una asprezza tale da far quasi pensare abbiano altri elementi a colpa da noi tutti sconosciuti; la sicurezza con cui dichiarano la cugina colpevole, infatti, non è la stessa che si ricava dalle carte. E questo non è proprio il massimo della giustizia.

Fateci caso, ad ogni intervista televisiva ribadiscono che il padre vuol proteggere la figlia e che è lei l'assassina, e lo fanno senza aggiungere né un se né un ma. Questo non è giudiziariamente giusto e significa che stanno portando avanti un processo mediatico pregiudizievole senza l'ausilio di nessuna condanna processuale, neppure quella in Primo Grado, basato solo su quanto dichiarato dalla Procura.

E non è che gli inquirenti di Taranto abbiano l'oro colato in bocca!

A me pare chiaro, e credo lo sia ormai a tutti, che è il loro modus operandi saccente e studiato a tavolino che attira chi indaga, ed anche i giudici, dalla loro parte. Non credo esista persona al mondo che non abbia imparato ad amare Sarah. Ma proprio per l'amore che si porta a questa ragazza occorre non cadere nell'errore di voler giustiziare in pubblico e senza processo chi si crede colpevole. Perché se l'assassino fosse davvero Michele Misseri, e non sua figlia, lo si costringerebbe ad aver due vittime sulla coscienza.
E non peserebbero solo sulla sua di coscienza ma anche su quelle di chi vuole sia così a tutti i costi e lo esterna in continuazione.

A queste persone un domani basterà fare un bagno o una doccia per non sentirsela sporca?

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Gli avvocati di parte civile mi hanno sempre inquietato, nel senso che da subito mi sono parsi degli avvoltoi; si sono insediati in casa Scazzi da padroni, facendo presa sullo sbandamento emotivo ma anche sullo scarso livello culturale della famiglia. Siccome loro sono “uomini di legge” e quindi “di cultura”, la madre non ha potuto fare altro che pendere dalle loro labbra. E’ normale, anche per chi non abita in campagna, sottostare a costoro, è capitato anche a me in causa con una ditta che mi ha ristrutturato casa: il mio legale, discutendo io sulla linea che lui mi prospettava, mi urlò “L’avvocato sono io!” (e io sono laureata in lettere e sono stata quasi vicina alla seconda laurea in giurisprudenza, inoltre mi ero ben documentata). Comunque quelli di cui sopra, come giustamente scrivi tu, hanno un gran peso, normalmente nel dibattimento in aula di tribunale, invece in questo caso già premono e orientano chi dovrebbe indagare in tutta serenità di giudizio e soprattutto questo fazioso ed estremista foro popolare (tribunale di piazza, come nelle civiltà più retrograde) che similmente ad una torma di bufali si lancia contro un capro espiatorio e invoca giustizia sommaria. Neanch’io metterei la mano sul fuoco per l’innocenza di Sabrina (per quanto in cuor mio la sento), tuttavia è tutto il castello di ricostruzioni per incastrarla e tutte le macchinazioni per tenerla in carcere che mi fanno ribollire il sangue.
Scusa se ho preso tanto spazio. Mi farò risentire per scambiare con te altre opinioni, se mi ospiterai ancora. Scrivi tanto e con tanti spunti per riflessioni.
Ciao. Mimosa

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Mimosa. Prenditi tutto lo spazio che vuoi, i commenti servono ad esprimere opinioni ed a confrontarsi. Non è obbligatorio che io intervenga, a me fa piacere anche il trovare dialoghi fra i diversi lettori. Sempre che non ci si offenda.

Per quanto riguarda gli avvocati forse saprai che non sono stati gli unici ad insediarsi in casa Scazzi. Prima di loro c'era un fantomatico portavoce che faceva da tramite coi giornalisti e guadagnaba provvigioni. Ora è in galera pure lui a causa di alcune truffe precedenti e successive all'omicidio.

I legali dopo il suo arresto sono corsi dai giornalisti in fretta e furia per informarli che nessuno aveva mai autorizzato quell'uomo a fare da tramite. Fatto sta che lo faceva e mai gli era stato impedito.

Vedremo verso il 12 se ci saranno scossoni o se tutto resterà invariato, per il momento continuiamo a seguire questo assurdo film che in ogni suo passaggio ci riserva colpi di scena a non finire. Ciao, Massimo.