martedì 18 gennaio 2011

Sarah Scazzi. Il testo della lettera spedita a Valentina e la donna molestata anni fa confermano che è stato lo zio ad uccidere.

Giornate frenetiche a Taranto. Oggi il giudice deciderà se far tornare a casa Sabrina Misseri, senza tener conto delle lettere spedite dal padre perché ancora non inserite nei fascicoli giudiziari, mentre la voce del popolo, sempre ben informata ad Avetrana, parla di una donna molestata dal Misseri anni fa in procinto di testimoniare.

Ecco la lettera spedita a Valentina Misseri dal carcere di Taranto. E' in originale e quindi completa di errori e strafalcioni.


''Dicembre. 11. 210 Cara Valentina e Stefano io sono stato sempre un Buon Patre ma adesso non mi lo sento più dopo di quelo mi a successo che io piango sempre che non mi so spiegare cuello che mi sia successo perce' nesuno mi crede tutto il mondo mi scriva e dici che io sto coprendo Sabrina ma io non so che ce' di speciale perche' adesso che descriva sono arrivate 10 lettere da varie punti di Italia ma speriamo che i magistrati mi credano mi dispiace per Sabrina da due mesi che non la vedo ma non lo so se mi (...) io li voglio tanto bene come ne voglio atte Stefano poi per quanto riguarda l'avvocato De Cristofaro Francesco mi piace ch'e' un bravo ragazzo (..)Valentina giorno 14 Ris di Roma devono andare a vetrana a fare i prelieve in casa perche' i magistrati sono convinti che Sarah sia uccisa in casa in questo (...) dicono la mamma sia colpevole e io o paura che ci siano molti innocenti coinvolti speriamo che Dio ci la mandi buona. Cara Valentina e Stefano io sto bene mangio parlo con tutti e mi vogliono tutti bene mi anno dato anche il televisore per non sentirmi solo perche' io sto da solo nella cella di isolamento ma non lo so per quanto tempo ci devo restare poi mi stavano facendo lavorare nel giardino a coltivare la verdura ma poi i giudice mi lo anno impedito cara Valentina e Stefano a me manca la mia famiglia perche' piu' per la mamma che sta da (..) perche' a desso per me non ci sono piu' amici sorelle ne fratelli ne gucini nemmeno nipoti stiamo isolati da tutti ma non anno torto loro non sanno la' che mi successo a me io non volevo la morte di Sarah. Ciao tuo padre vi saluto Misseri Michele Antonio''.

Se Michele Misseri con la lettera inviata a Sabrina accusava chi l'aveva interrogato di averlo ricattato, dicendogli che se non avesse coinvolto la figlia avrebbero arrestato sua moglie e suo fratello, con la seconda lancia un boomerang che rimanda il tutto alla prima verità raccontata, quando ammise di averla uccisa preso da un raptus dopo averla molestata. La paura di non essere creduto, unita alla consapevolezza dell'odio che parte dei suoi parenti nutre nei suoi confronti, si stagna al timore che coinvolgano sua moglie e suo fratello. Il suo domandarsi il motivo per cui la gente sia convinta che copra la figlia ci fa capire che è una persona malleabile, fiduciosa, credulona e ingenua. Ed è molto probabile, ma io direi addirittura certo, sia stato influenzato dal suo avvocato che, per spirito di notorietà, abbisognava di una diversa ricostruzione dei fatti per non vedere scemare l'attenzione mediatica ed avere uno sconto di pena. Infatti zio Michè nella lettera, ma le parole scritte a Valentina sono quasi sicuramente le stesse dette inizialmente al proprio difensore, non si spiega l'accaduto, non voleva la morte di Sarah e le persone che lo considerano un mostro non hanno torto però loro non sanno la' che gli è successo. Ma pare non lo sappia neppure lui.

L'avvocato Galloppa entra in scena quando il quadro è appena accennato, dopo il primo interrogatorio; si trova a dover fare i conti con un insieme di parole sconnesse, di mezze ammissioni, di non capisco perché e come sia accaduto, di bugie che coprono la vergogna. Decide una linea difensiva e non ha neppure bisogno di proporla al Misseri perché la malleabilità del soggetto gli permette una grande libertà di movimento. La fiducia che il contadino ha del professionista che parla e scrive meglio di lui la usa per farlo muovere ed agire come fosse un burattimo. Il fatto che sia un credulone lo agevola nel fargli dire cose che altrimenti mai direbbe. L'ingenuità lo aiuta nel fargli credere che nessuno, tantomeno la figlia, avrà problemi grossi.

Dallo scritto si capisce quanto non fossero veramente sue le parole dette ai procuratori nei vari interrogatori. Ed il fatto che le deposizioni siano molto ma molto particolari lo confermano. La particolarità sta nel fatto che in quei momenti quasi mai il Misseri ha iniziato e chiuso un discorso. Nel 90% delle domande postegli era inserita la risposta ed a lui bastava dire sì, oppure ripetere le parole del Pm, ed il gioco era fatto e finito. Quindi c'è da capire se le menzogne dette nei vari interrogatori siano state farina del suo sacco o del sacco dell'avvocato mischiato a quello del pubblico ministero. E questo, forse, lo capiremo più avanti e solo se non ci saranno insabbiature.

Intanto a Taranto si vivono momenti davvero frenetici. Oggi ci sarà l'udienza richiesta dalla difesa di Sabrina Misseri ed il giudice omnipresente, Martino Rosati, dovrà decidere se scarcerare l'indagata in attesa del processo. Il ricorso verrà valutato non tenendo in considerazione le lettere del padre perché entrate agli atti in epoca successiva alla richiesta.

In procura si lavora alacremente per cercare di collegare all'occultamento del cadavere la moglie ed il fratello dell'orco, il Procuratore è ancora impunemente al suo posto assieme ai suoi Pm (d'altronde in Italia non si dimette mai nessuno) e non sembra abbia voglia di scendere dal trono. Credo che se oggi non ci saranno riscontri positivi per la sua assistita presto l'avvocato Coppi smuoverà le acque e farà un po' di baccano.

Ma la Difesa della ragazza non si limita ad andare in udienza o ad assistere attentamente a quanto avviene in procura e pare stia mettendo a segno un altro colpo a suo favore. Voci avetranesi ci informano che sarebbe stata individuata la donna che il Misseri molestò per diverse volte una decina di anni fa e che non si fece avanti per vergogna. Dopo tanto tempo, con l'orco in carcere, si presume sia intenzionata a testimoniare, almeno questo è ciò che pensano le due amiche con cui la signora si era confidata all'epoca dei fatti. In zona si ipotizzano, e forse si conoscono, altre molestie ma, soprattutto per paura delle chiacchiere di paese e della vergogna, non si nutrono molte speranze sul fatto che possano presentarsi e parlare. Se queste voci fossero vere chiuderebbero il punto interrogativo che gli esperti dei reparti speciali ponevano ai Pm quando, al momento della prima confessione, chiedevano loro di indagare per scoprire se il contadino di Avetrana avesse pregresse storie di molestie sessuali in quanto, in mancanza di queste, non era possibile supporre una sua colpevolezza.

Le avranno fatte fare ai carabinieri queste indagini? Si presume di no dato che anche a loro, lo dimostra il breve tempo impiegato dagli uomini dell'avvocato Coppi, sarebbero bastati pochi giorni per scoprirle.


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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Salve, sono una psicologa e mi chiedevo leggendo sul tuo blog LE UNICHE CONSIDERAZIONI SENSATE SUL CASO DI AVETRANA IN QUESTI LUNGHI MESI di gossip,sottocultura e schifezze mediatiche :
- perchè non seguire nuove modalità, nuove forme di comunicazione negli interrogatori di M.Misseri? La formula "A domanda risposta" non va bene per le caratteristiche cognitive e psicologiche del medesimo, l'interrogatorio dovrebbe lasciare al Misseri la possibilità di seguire le coordinate del suo pensiero senza interruzioni;a tal fine è lecito fornire al medesimo la possibilità di esprimersi per iscritto?
- la procura di Taranto si è dotata di un consulente psicologo (o psichiatra ma meglio psicologo) che al dilà di una CTU per una eventuale perizia, possa fornire sostegno nel corso degli interrogatori e dare alla medesima procura indirizzi in merito ai profili psicologici degli indagati?

Caro Massimo, questi sono passaggi necessari se si vuole scoprire la verità.

emax/massimo prati ha detto...

Usualmente gli interrogatori non prevedono la presenza di uno psicologo, a meno che non si parli di un figlicidio confessato e non ancora assorbito dalla mente della madre o cose di questo genere, che comunque segue chi vive una condizione carceraria per vari motivi, non ultimi i tanti suicidi; le tue considerazioni sono fantastiche perché costruttive e finalizzate a migliorare le strutture, quella delle forze dell'ordine e della magistratura, ancorate ancora ai metodi di cinquant'anni fa. Non nella tecnica, ormai all'avanguardia, ma nel modo di porsi e di interrogare. Ancora oggi uno fa le domande e tre alitano sul collo dell'indagato con fare intimidatorio. Non è difficile capire che con questo sistema chi non è forte psicologicamente segue la linea tracciata dal Pm di turno. Facendo parlare a ruota libera una persona, e sarebbe ancora meglio farlo scrivere, non solo si riuscirebbe a sapere quanto eventualmente di criminale ha fatto, ma anche il motivo per cui ha deciso di farlo. E questo servirebbe alle istituzioni preposte per cercare di evitare altre situazioni analoghe. D'altronde, a mio modo di vedere, chi commette un omicidio volontario un qualche disturbo deve averlo.

Per quanto attiene la Procura in questione, che fra l'altro sembra ne stia combinando un'altra delle sue e mi sto informando per scriverne, non ha mai considerato di fare una perizia su M.M. per vari motivi. Il più importante è dettato ancora oggi dalla famiglia Scazzi e dai suoi legali che si oppongono e si opporranno sempre perché non vogliono assolutamente abbia i benefici previsti dalla legge. Ma sono certo che al processo, sempre che ci sia un giudice di spessore, verrà fatta e considerata perchè quell'uomo dei disturbi ne ha eccome. Alla prossima.