giovedì 14 aprile 2016

Marita Comi. Una Signora d'altri tempi, donna di classe, moglie e madre coraggio...

Di Gilberto Migliorini


Nel panorama di veline e letterine della nostra tv così edificante ed educativa, ci sono donne costruite un po’ col trucco fotogenico e un po’ con le frasi fatte e le retoriche di circostanza. Un repertorio di luoghi comuni che piace tantissimo all'audience, soprattutto per quelle femministe di maniera e quelle signore con tanto di pedigree e l’aria fatale da primedonne in carriera…

È sempre più difficile reperire persone, nell'attuale teatrino mediatico, che si mostrino vere e non siano solo l’immagine della donna convenzionale a cui ci stanno abituando. Sul palcoscenico dove recita il personaggio a la page si trova una variegata fenomenologia riguardo al gentil sesso: una donna un po’ arrivista con lo sguardo furbo della femmina in carriera, un po’ suffragetta da Cahier de Doléances des femmes, un po’ mezzobusto androgino, un po’ indossatrice di paccottiglia ideologica e formattata secondo gli attributi e gli accessori del politicamente corretto. I media ci propinano una femmina alla moda, assemblata secondo i canoni estetici e culturali del fotoromanzo, della rivista patinata e dello standard ecumenico.

Ci spacciano per donna moderna "un’eroina in tanga e guêpière", una vamp dalle trasparenze allusive che recita, male, la battuta studiata a tavolino, oppure l’intellettuale con il suo repertorio di frasi ad effetto e di abiti mentali nella classica passerella del prêt-à-porter. Si tratta di una silloge variegata, ideologicamente testata e certificata: imitatrici, collaboratrici, adescatrici, sostenitrici, imbonitrici… L’universo femminile è trattato all'apparenza con un occhio di riguardo, con le retoriche di maniera, con un galateo da cicisbei in un formalismo di bon ton servizievole e infingimenti galanti, malcelata supponenza da parte di un maschilismo collusivo.

Stupisce che possano esistere ancora mogli e madri che ricordano personaggi femminili d’altri tempi quando la donna non era quel idealtipo convenzionale e artefatto che la tv ci propina a getto continuo educando generazioni di ragazze al culto dell’apparire secondo i dettami delle convenzioni sociali e dell’icona di successo. In qualche caso è la solita tirata ideologica della casalinga impegnata sul fronte del ménage familiare e del politichese, magari casa e chiesa, testimone dell’impegno ideologico-filantropico, madre devota al culto del proselitismo e della ricerca salvifica. Oppure si tratta di un femminismo arrapato e inconcludente, che scimmiotta le educande, o al contrario le incazzate... ma con l’intimo di classe e l’abito firmato. 

La donna a la page fa tanto immagine fashion e soprattutto ricaduta commerciale vendendo insieme anche il logo in un banner d’etichetta e l’e-commerce dello slogan dell’eterno femminino nella celebre definizione goethiana. Donna simbolicamente gravida un po’ nello spot e un po’ nel kamasutra e nella palingenesi della pubblicità-propaganda. Il diavolo e l’acqua santa per una lei che se non proprio acqua e sapone è perlomeno costruita secondo i dettami dell’ultima moda, dove il trucco non si deve vedere nemmeno quando la ricostruzione ne appiattisce l’immagine con un lifting che bamboleggia sorrisi inamidati e istantanee da cartongesso. 

Sul piccolo schermo l’elemento femminile appare sempre più irrigidito in un involucro plastificato, donne con la consistenza delle taglie standard, l’audacia della scollatura e delle trasparenze osé confezionate come pacchetti regalo o come trespoli dell’alta moda, mannequin da rappresentanza dove appendere l’ideologismo in-formato, ‘presenziatrici’ e ‘prezzemoline’ ad effetto arredo, intellettuali con la proverbiale puzza sotto il naso e sotto il vestito il solito slogan ad effetto, magari in decalcomania o direttamente con tatuaggio scarnificato sul margine delle vergogne. Emancipazione da integrate alla pari, rispetto a un maschio lenone e padre padrone: condivisione dei ruoli e del potere, se non nella sostanza almeno nelle prebende e nella capacità di sedurre assatanati che sbavano per corpi con la consistenza dei pneumatici da fuoristrada, un po’ siliconati e un po’ formattati con o senza intimo di ordinanza. 

Una lei in atteggiamenti fatali, inquietudini romantiche tra abbandoni e riconciliazioni, illusorie Case di bambola alla Ibsen, sofferte conversioni alla Storia di una capinera, Ermione illuse dalla d’annunziana favola bella. L’immagine culturale della donna sulla pagine delle riviste patinate ha sempre più la consistenza dell’oggetto virtuale, un ectoplasma delle trasparenze anatomiche di un erotismo da catena di montaggio con le chiappe di serie e gli attributi invarianti anche quando la posa dovrebbe essere sensuale e allusiva: manichini con un’anima polimerica e un corpo carrozzato e accessoriato di gadget, riprodotto con stampi come da catalogo, labbra e zigomi testati secondo le iniezioni e le protesi comprese nel format.

La signora Marita Comi materializza un tipo di donna che si credeva estinto definitivamente con i nuovi modelli artificiali della tivù commerciale. Una signora che non solo ha coraggio e fegato da vendere, una dignità di donna da far impallidire tutte quelle prefiche che veleggiano nell’etere, ma che offre un modello autentico e non contraffatto di moglie e compagna accanto a un marito bersagliato dalla cattiva sorte e da accanimento giudiziario. Si rimane sorpresi che esistano ancora donne vere, non alterate e assemblate come certe comparse televisive dove non sai mai bene se sotto lo chassy ci sono davvero muscoli e nervi o solo pulegge e ingranaggi che muovono corpi al silicone e con un’anima di sintesi modulare. Stupore per una madre coraggio e una moglie devota che parla della pornografia della quale il benpensante si scandalizza come se la televisione che guarda giornalmente non ne fosse colma fino all'orlo. No, quella non si vede, troppo dispersa negli opportunismi di maniera e nelle procedure autorizzate mostrando le vergogne, quelle vere, sotto forma di moralismi accattivanti, luoghi comuni da contorsionisti ed equilibristi che ciurlano nel manico con una faccia di bronzo così disinvolta da fare invidia a una campana.

Non la pornografia delle nudità, ma quella dei conformismi, degli opportunismi e delle ipocrisie, quell'Italia intramontabile alla don Abbondio, di una pruderie da bacchettoni e baciapile che non si scandalizzano per i potenti che hanno fatto del Paese un immenso commercio di anime svendute a prezzo di saldo. Una donna che fa scandalo per i bigotti che non battono ciglio di fronte allo spettacolo inverecondo, per non dire postribolare, di quel sottobosco politichese. Tutto un sistema di corrotti, corruttori e corruttibili fanno del Paese il più bell'esempio di modello di falsi devoti, un mondo di lenoni e di fedifraghi dove del sesso se ne fottono per davvero. 

La signora Comi spicca invece come una donna vera, senza infingimenti e senza trucco, con un coraggio e una dignità da far invidia a tanto gentil sesso di maniera, quella nobiltà di parvenu e aristocrazia da salotto in una tivù di donzelle costruite con l’ago e il filo, imbastite con gli accessori di battute già pronte e il solito copione di luoghi comuni precotti, surgelati, e tanta panna montata. 

La signora Marita di fronte a un Italia che vive di compromessi, mezzucci e ipocrisie, è una donna che canta davvero fuori dal coro, moglie e madre che dimostra come nell'Italia dei media esistono ancora donne autentiche, di spessore morale, di cuore e di valore.

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78 commenti:

Chiara ha detto...

Io non condivido lo stigma di vittima di accanimento giudiziario del marito (vittima di pessimo esercizio della giustizia sì, dall'arresto spettacolo alle manipolazioni video ecc) ma tutto il giudizio sulla moglie sì: Marita Comi è donna da ammirare in ogni sua condotta dall'inizio della vicenda giudiziaria che ha travolto la sua vita ed anche a me il sunto che sovviene sempre è "(gran) donna d'altri tempi".

Anonimo ha detto...

Posso essere sincero?
Qualsiasi sia la verità, anch'io ammiro l'aria triste e coraggiosa della signora in questione...
Ma l'articolo... che pesantezza... Ok, ora sappiamo che ha letto La pioggia nel pineto e Storia di una capinera, etc. etc. (ammetto, alcune citazioni neppure so a cosa si riferiscano) ma che "ci azzeccano" con l'analisi dell'immagine della donna contemporanea?
Mi perdoni, ma sembrano citazioni fatte a casaccio: non per veicolare il concetto ma per stupire il lettore con effetti speciali...

Gilberto ha detto...

Lo stile è quello del troll, e non per la critica all'articolo (niente da dire, il lettore è sovrano), ma per l'incipit: "qualsiasi sia la verità, anch'io ammiro l'aria triste e coraggiosa della signora in questione..." con quei puntini di sospensione che sembrano più che altro una presa in giro camuffata da solidale ammirazione. C'è qualcosa che richiama un dejà vu...

Anonimo ha detto...

@ Gilberto
Non amo le parole alla moda. Troll è una di queste. Del resto, mi capita assai raramente di commentare qualcosa sul web (la considero una debolezza).
Puntini di sospensione... sì, lo so, è un mio limite...
Le ribadisco "qualsiasi sia la verità", ebbene sì:
- primo, perché oggetto dell'articolo non è la vicenda giudiziaria in senso stretto;
- secondo, perché non so quale sia la verità (ma forse si sorprenderebbe a conoscere quali e quanti sono i miei dubbi sull'intera vicenda).
E' sorprendente vedere come, anche nei canali "alternativi", chi si discosta anche solo leggermente dalle linee guida venga immediatamente tacciato di malafede.
Ma non facciamone una question di stato... (ah questi puntini di sospensione!)




Gilberto ha detto...

No anonimo, Troll non è una parola alla moda, è proprio termine specifico per chi si nasconde, innesca polemiche, allude con riferimenti estemporanei, si arrampica sugli specchi, lancia il sasso e nasconde la mano, senza entrare in merito all’argomento se non con riferimenti quelli sì che non ci azzeccano, buttati lì giusto in modo capzioso e cavilloso. La critica ad un articolo è ben accetta ma se ci si attacca a una citazione allora gli argomenti sono pretestuosi, puzzano di contraffazione. Tutto il commento, compresa l’appendice sembrano solo dettati da livore e ostilità. Non c’è nulla che appaia come una critica costruttiva e una disanima obiettiva.

Ivana ha detto...

Ivana
sono pienamente d’accordo con quanto espresso da Chiara.
Aggiungo soltanto che, sotto un altro articolo, avevo scritto: “personalmente non condivido la scelta (dei genitori di Yara) di evitare le telecamere, MA la capisco e la RISPETTO, anche se mi sento più in sintonia con chi si espone con pacatezza e in modo determinato (Gildo Claps, Michele Rea, Paolo Noventa e la stessa Marita Comi …).
Avevo anche detto che sarei intervenuta ancora, in questo blog, se avessi condiviso determinate affermazioni, per cui ritengo corretto intervenire ORA per esprimere, ancora una volta, la mia solidarietà nei confronti di Marita Comi, che sta affrontando una situazione difficile e sta offrendo, soprattutto ai propri figli, un esempio di coraggio, di dignità, di determinazione, di equilibrio, di compostezza, di forza d’animo e di eccezionale capacità nel riuscire a non lasciarsi travolgere da una vicenda tanto complicata (e, forse, preoccupante anche sotto l’aspetto economico).

Anonimo ha detto...

Ipse dixit

Gilberto ha detto...

Sì, non avevo dubbi, proprio il lupus in fabula... (i puntini qui ci azzeccano)

Anonimo ha detto...

@Gilberto
L'unica critica (forse un po' acida, ok) che ho fatto è relativa allo stile dello scritto, e l'ho motivata, ma chi ha parlato di malafede senza motivare è lei. E sì, troll è una parola alla moda, e quindi abusata. Non vengo qua per disturbare, ma per leggere. Oggi mi è scappato anche il commento. Del resto chi scrive e pubblica si espone consapevolmente alla critica. Poi, ripeto, non è una question di stato.

Chiara ha detto...

Solidarizzo con l'Anonimo: non ho letto ambiguità nelle sue parole nè stile "trollesco"...e da vittima a mia volta dei puntini di sospensione, ne reclamo la innocuità... u.u :D ;)

Chiara ha detto...

Ivana
sottoscrivo le tue lodi alla signora Comi, maggiormente articolate delle mie e perfettamente rispondenti al mio pensiero.

Ivana ha detto...

Grazie, Chiara!

Per Anonimo
È possibile conoscere chi è l'Anonimo? Chiedo troppo? Sono indiscreta e invadente? In tal caso mi scuso, ma poiché
anch'io uso, quando lo ritengo opportuno, i "puntini di sospensione", vorrei evitare qualsiasi eventuale e possibile equivoco, o scambio di persona.
Credo, però, che Massimo Prati, volendo, possa individuare almeno l'indirizzo IP da cui provengono i vari messaggi, per cui, se necessario, potrebbe eliminare eventuali, e possibili, confusioni di identità tra i vari interventi.

magica ha detto...

io elimineri i commenti di colpevolezze a prescindere.
quando dopo aver letto e riletto, sentito e controllato , si continua con la tiritera , che non si sa dare un giudizio, ne a favore ne a discolpa.icancreniti su pregiudizi .
la signora moglie del marito . sara' una brava donna , ma dare appuntamenti negli hotel .. non capisco . in fondo aveva un marito che si teneva su, inoltre erano relativamente giovani e attivi nel sesso . questi fatti non li capisco, li capirei per una sbandata per innamoramento . nessuno è perfetto . ma andare per sesso in hotel, essendo anche medre di tre figli abbastanza piccoli .la signora è particolare . non è che sia una donna da imitare .
inoltre secondo me , BOSSETTI LIBERO SUBITO . VERGOGNA DEI GIUDICI tenere in galera una persona prima del previsto .. e lasciare in giro i delinquenti . ci stanno stuzzicando alla grande . non va sempre bene . per chi esegue male la legge . sono padreterni?? e i complici? ci sono anche nei blog .

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo dei puntini di sospensione...
Tutte 'ste polemiche non sono consone alla delicatezza dell'argomento... e quindi chiedo scusa al Sig. Gilberto per averle involontariamente provocate.
Me ne torno nel mio cantuccio...

PINO ha detto...

Anonimo...dei puntini

Non essere risentito (scusami se ti do del tu) più di quanto il caso richieda: nessuno vuole ledere la tua personalità, (alludo a quella pensante).
In questo blog, grazie a chi ne è responsabile, sei libro di manifestare il tuo pensiero, quando lo stesso non travalichi i limiti della correttezza, (e non mi pare che tu l'abbia fatto)
A Migliorini piace, talvolta, rivestire di un certo piacevole umorismo, alcuni suoi magistrali colpi di fioretto.
Resta pure, se lo gradisci, ad esprimere, su queste pagine, le tue idee, e non essere drastico nelle decisioni.
Saluti cordiali.
p.s. Perchè non ti crei un "nik"?

Anonimo ha detto...

@ Pino
No no, non sono affatto risentito... continuerò a leggere perché alcuni spunti li trovo interessanti... siccome la polemica l'ho iniziata io la mia era in primis un'autocritica. Il nick non lo scelgo perché non posto quasi mai, questo è stato un incidente di... percorso!
Grazie! Ciao

boboviz ha detto...

Chissà dove è finita quella che difendeva i magistrati a priori?? :-P
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/14/giuseppe-gulotta-risarcito-con-65-milioni-di-euro-dopo-22-anni-in-carcere-da-innocente/2633743/

Rumpole ha detto...

@Boboviz
I magistrati *vanno* difesi a priori, perché noi ce li disegniamo così, e non possiamo poi stupirci che siano come noi li facciamo.
Non c'è nulla di più nocivo a questo paese, e di più tipico dello stesso, che questo eterno accanirsi sulle persone, i cattivi di turno, senza mai chiederci se le nostri istituzioni sono proprio così perfette, o se non sono per caso loro che plasmano gli uomini a propria immagine e somiglianza.
Una nazione che tollera senza batter ciglio l'ordinamento giudiziario promulgato il 30 gennaio 1941 da VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTA' DELLA NAZIONE RE D'ITALIA E DI ALBANIA IMPERATORE D'ETIOPIA con la controfirma del guardasigilli Grandi, senza mai chiedersi se l'idea di giustizia e di giudice che avevano questi signori possa mai esser conforme alle aspettative che abbiamo noi, non ha diritto di prendersela con dei poveri impiegati dello stato che interpretano secondo i propri lumi e la propria natura la parte che gli viene attribuita.

Gilberto ha detto...

Il problema che pone Rumpole non è da poco, è il classico interrogativo se sia nato prima l’uovo o la gallina. L’Italia è il risultato della sua storia, ma è anche prodotto delle persone che occupano le istituzioni e dei cittadini che vanno a votare e scelgono i loro rappresentanti. Pare un circolo vizioso. Lo stesso fascismo - che ha permeato abiti mentali che la società italiana non sempre ha saputo dismettere - è a sua volta il risultato di quella società ottocentesca pre-unificazione descritta dal Manzoni nella metafora del seicento della peste e del processo agli untori. La società mediatica che sembra così lontana dai personaggi manzoniani - in primis don Abbondio prototipo dell’italiano medio - in realtà, dietro la modernità ipertecnologica, conserva e perpetua nella cultura delle sue istituzioni la mentalità di un paese nella celebre formula gattopardesca che bisogna cambiare tutto per non cambiare niente («Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.» Mai come oggi il Paese si trova in una situazione di stallo, senza idee e senza prospettive… ma ripetendo tutti i luoghi comuni e gli stereotipi della sua storia.

Vanna ha detto...

Gilberto, complimenti, condivido ogni parola.

Gilberto ha detto...

Grazie Vanna, lo so che spesso siamo in sintonia e mi fa piacere riconoscerlo.

Chiara ha detto...

ecco...poi si legge che Bossetti avrebbe scambiato una "lettera più che amorosa" con una donna, dal carcere, e viene da chiedersi se valga la pena essere Donne così, visti gli uomini che poi ci girano intorno e_e
scusate lo sfogo, e comprendo anche la non invidiabile condizione di recluso, ma santo cielo un po' di rispetto per questa santa moglie sarebbe il minimo :(

Anonimo ha detto...

E' una donna virtuosa, ma il caso volle che sposasse un cornuto.

Chiara ha detto...

touchè :P
ma mi riferivo alla situazione attuale.

Anonimo ha detto...

Gilberto, il dramma è che queste donne di celluloide sono anche mamme e le bambine le guardano e vogliono ripetere i loro comportamenti, qualche volta anche i maschietti vogliono rossetto e borsetta.
Se l'elemento femminile della società manda avanti modelli alterati, la società va allo sbando, ritengo che il ruolo della donna debba essere quello di preservare certi principi, la parità dei diritti si basa su regole morali di rispetto, di morale, di appartenenza, a me sembra che la donna stia reagendo in modo eccessivo, fatuo e un po' stupido a dare importanza a comportamenti "liberatori" che la stanno schiavizzando.
Il discorso da fare sarebbe lungo ed ora non ho tempo, la Marita mi è piaciuta subito, va per la sua strada a testa alta, non ha abboccato alle sollecitazioni dei media, pochissimo è apparsa in tv, eppure potrebbe farlo almeno per sostenere la famiglia.
Sono convinta che sa spiegare adeguatamente ai figli ciò che succede via via.

Vanna ha detto...

Il post delle 12,24, è mio.
Vanna

Rumpole ha detto...

@Gilberto: Giustissimo. Don Abbondio è il ritratto immortale dell'italiano medio non solo nel suo concentrarsi nel suo particulare, ma anche nella pigrizia, nell'ignoranza e nello scetticismo che ha per tutto ciò che è migliore di lui, e che porta al proprio non infimo ruolo sociale. Credo che il nostro problema sia il perpetuarsi di queste caratteristiche nel nostro ceto medio: è troppo ignorante per farsi domande, e per rendersi conto quando le risposte che trova, se mai se ne fa, sono assurde.

Ne è un bellissimo esempio la polemica sulla prescrizione, che sta rinverdendo anche grazie alla elezione di Davigo alla presidenza della ANM. Davigo infatti da sempre sostiene che l'intollerabile durata del processo penale, che porta alla prescrizione di molti reati, dipende appunto dalla esistenza della prescrizione stessa, che incentiverebbe imputati e difensori a tirar in lungo i processi, per arrivare alla prescrizione. Causa concorrente sarebbe il processo accusatorio, che per sua natura è più lungo del processo inquisitorio, perché non può recuperare le indagini del PM come mezzi di prova. Quindi, per rimediare alla eccessiva durata del processo penale occorre impedire il decorso della prescrizione a processo iniziato e scoraggiare gli imputati dall'affrontare il rischio del dibattimento optando per forme di condanna soft quali patteggiamenti, messe alla prova, giudizi abbreviati, e simili.
E' una tesi completamente insensata, che può esser proclamata in pubblico senza suscitare ondate di fischi e lanci di pomodori sol perché la parte “istruita” dell'opinione pubblica è refrattaria a prender in considerazione i dati di fatto e ragionarci su con la stessa logica che in privato applica alle questioni che veramente le interessano.
Eppure non ci vuol un tecnico del diritto, men che meno un finissimo giurista, per ricordarsi che fino alla introduzione del processo accusatorio, in questo paese c'era una amnistia ogni due anni, che spazzava via gli stessi processi che oggi, in mancanza di amnistie, si prescrivono;
non ci vuol un tecnico del diritto per ragionare che, se oltre il 70% delle prescrizioni viene dichiarato dal GIP/GUP, vuol dire che la prescrizione prevalentemente matura prima che il processo cominci;
non ci vuol un tecnico del diritto per notare che i tempi del processo sono amministrati dal giudice, non dall'imputato o dal suo difensore;
non ci vuol un tecnico del diritto per ragionare che, se circa il 40% dei processi che non si prescrivono finiscono con delle assoluzioni, disincentivare il dibattimento significa infliggere condanne penali a chi avrebbe diritto di esser assolto in percentuali non proprio irrilevanti, e non c'è da augurarsi che i difensori in tali situazioni raccomandino all'assistito di patteggiare, e non è per niente probabile che lo facciano;
non ci vuol un tecnico del diritto per ragionare che se i processi sono intollerabilmente lunghi ora, che la prescrizione se ne porta via centocinquantamila all'anno, quando anche quei centocinquantamila continueranno a gravare sul sistema, tutti i processi non potranno che allungarsi.
Questo sono tutti ragionamenti semplicissimi, che qualunque ragioniere, geometra, farmacista, professore, GIORNALISTA e DEPUTATO sarebbe perfettamente in grado di fare, sol che avesse quel minimo di vitalità intellettuale che dal suo livello di istruzione si dovrebbe ragionevolmente pretendere.
Invece no: encefalogramma piatto, e massima deferenza al pater patriae di turno, per quante fregnacce possa dire. Anzi, più ne dice, più autorevole diventa.

Gilberto ha detto...

Sì Vanna
Quando ti capita tra capo e collo un dramma come quello che sta vivendo quella famiglia occorre anche venire a patti con i media, se non altro per poter far fronte economicamente alle spese processuali. Ho avuto appunto la tua stessa impressione di una donna forte che ha saputo affrontare con coraggio la vicenda senza mai perdersi d'animo e con molto buon senso. Anche riguardo ai pettegolezzi e alle maldicenze che come al solito fioriscono in casi come questi ha saputo tenere un profilo basso proprio per non alimentare il gossip mediatico che enfatizza qualsiasi cosa. Alla fine si vedrà quanto rimarrà di vero...

Anonimo ha detto...

Vanna concordo con te, ritengo che spesso sia la donna stessa (ovviamente un certo tipo di donne, spero una minoranza) a stigmatizzarsi con compiacimento come donna oggetto un po' oca (la tv ne è piena di esempi!), svilendo una figura che invece molto più spesso è di grande spessore morale, culturale e sociale. E, come dici tu, diviene un modello negativo per molte giovanissime. La dignità, la determinazione e l'equilibrio di Marita, con tutte le sue eventuali umane debolezze, sono un esempio positivo di donna vera, senza idealizzazioni.

Luca Cheli ha detto...

@Rumpole

Ottima esposizione, che faccio mia, tanto più avendo qualche sommaria conoscenza dell'abbondantissimo e nefasto uso che si fa negli USA dei "plea deal", grossomodo equivalenti a certi patteggiamenti che si vorrebbero incentivare anche da noi.

Un appunto solo al tuo post: purtroppo la realtà americana ci dice che gli avvocati molto spesso consigliano ai loro assistiti di accettare il plea deal.

Ovviamente stiamo parlando della massa dei poveracci, non certo dell'OJ di turno.

Rumpole ha detto...

@Luca Cheli: non si può fare il paragone tra Stati Uniti e noi.Là non hanno il principio di obbligatorietà dell'azione penale, ed avendo la giuria usano un rigore da noi sconosciuto nel valutare se prove bastano alla condanna, e quando prevedono che non basterebbero, il processo non lo fanno proprio. Da noi era stata introdotta l'udienza preliminare a questo scopo, ma come filtro non ha funzionato per niente. Tra l'altro GIP e GUP, giudici che si trovano a dover prendere da soli decisioni pesantissime, dovrebbero esser scelti tra magistrati con una lunga esperienza da giudici dibattimentali. Invece succede il contrario, il GIP /GUP è una tappa iniziale di carriera, sono tutti piuttosto giovani. Il risultato è che da noi va a giudizio anche molta roba che non ci dovrebbe proprio andare, cosa che non credo succeda negli Stati Uniti. Là è realistico che gli avvocati prevedano quasi sempre la condanna. Qui no.

Dan F. ha detto...

Marita Comi è sicuramente una donna affascinante, per quel poco che ho visto su giornali e TV, e deve il suo fascino non solo ad una bella presenza fisica. A gran parte dei maschi, me compreso, il fascino femminile, soprattutto quello di una donna sconosciuta, fa perdere l'obiettività, non in parte ma del tutto! Per cui mi astengo dagli elogi perché sarebbero soltanto emotivi e non ragionati!

Nel mio caso poi, pensando alla vicenda in cui è coinvolto suo marito, se solo poco poco il cervello riesce a sfuggire al grande attrattore magnetico del fascino, ecco che mi vengono alla testa i modelli romanzeschi e cinematografici della "femme fatale" e di qui, vaneggiando appunto romanzescamente, non riesco a impedirmi di pensare che magari in tutta questa vicenda lei abbia e abbia avuto un ruolo più importante di quello che le viene attribuito. Non c'è una base razionale per questo ma è solo che è quasi impossibile pensare che ad un certo grado di fascino non corrisponda un certo grado d'intelligenza!

Poi leggo qui delle lettere "hard" di risposta da parte di MGB ad una sua ammiratrice fuori dal carcere e mi chiedo, nel caso venissero confermate: ma Dio bono possibile che uno che tiene duro dopo i mesi di isolamento, dopo i mesi di carcere e gli interrogatori non certo teneri e dopo che al processo hanno sputtanato il suo menage familiare tirando in ballo le corna, le ricerche porno e tutto il resto, dopo tutto questo, possibile che lui non si renda conto che scrivere lettere del genere è un gesto, scusate il termine, da vero coglione per uno che sta venendo accusato e processato per quanto è accaduto a Yara!?
Ho a volte un'impressione di Bossetti, che se questa storia delle lettere venisse confermata me la rafforzerebbe, come di uno che non si renda ben conto veramente di cosa gli stia capitando (pensate per esempio a quando nelle varie udienze si è alterato ed ha sbottato -- praticamente sempre riguardo a particolari secondari come le lampade, la bugia al datore di lavoro ecc.) e come se si vedesse in un film che prevede per forza un lieto fine per lui. Non so cosa gli venga riferito dai difensori e/o dalla famiglia ma, tolto qualche gruppo di strenui innocentisti, non mi pare proprio che l'aria attorno alla sua vicenda sia così salubre e ottimistica riguardo al suo futuro giudiziario...

Ed ecco che il personaggio della "femme fatale" torna a visitarmi la testa!
(Chi fosse interessato ad approfondire cominci pure da wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Femme_fatale).

Wolf ha detto...

(ERA 27 FEBBRAIO 2016)
Nel corso della nuova udienza del processo a Massimo Giuseppe Bossetti, l'uomo accusato dell'omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, è emerso un nuovo nome: si tratta di Gina, definita da molti come la "fan" di Bossetti. Ma chi è questa donna? A tirare fuori questo nome, come riportato da "Bergamonews.it" è stato il pm Letizia Ruggeri, che ha domandato alla moglie di Bossetti, Marita Comi, se sapesse qualcosa dei rapporti del marito con "una certa Gina". La Comi in un primo momento ha risposto negativamente, prima di ricollegare tutto rispondendo:"Ah sì, quella delle lettere…". Pare infatti che ci sia una certa Gina, detenuta come Bossetti nel carcere di Via Gleno a Bergamo, che da tempo intrattiene una corrispondenza con l'imputato.

(IERI 15 APRILE 2016)

Il pm Letizia Ruggeri ha chiesto l'acquisizione agli atti di 5-6 lettere che l'imputato avrebbe mandato a Gina.
In particolare, in una delle lettere hard, il muratore avrebbe confidato a Gina di preferire vagine rasate, ricalcando alcune parole chiave digitate sul web quando era in libertà. Di conseguenza, vi sarebbero delle coincidenze che, secondo gli inquirenti, non sarebbero casuali.

Il mio parere?
Mi sà che dietro a questa "Gina" ci sia una certa "Letizia"
che dopo il fallimento di un teste ex compagno di cella di Bossetti chiamato a deporre durante una udienza, la Letizia non avendo altre prove accusatorie tenta una nuova via per offuscare la vita dell'imputato agli occhi della giuria.

Immagino questa "Gina",(guardacaso nome diminutivo di vaGina) che scrive.....
sai Massimo? da quando sono qui mi sono cresciuti i peli sulla passera e purtroppo non mi permettono di usare la lametta per rasarla.
Tu preferisci le passere rasate o pelose?.
E lui: mi piacciono rasate.

Letizia urla:
Scandalo!!!!!!!.... ecco la prova del maniaco !!!!... mettiamola agli atti.

Gilberto ha detto...

@ Wolf
Ricostruzione del tutto verosimile, ma l’obiettivo non mi sembra lo scandalo, per quanto siamo un paese di bacchettoni e i media vadano a nozze per tutto quello che odora di pruderie, e per quanto per chi ci abbocca il sillogismo possa risultare suggestivo. I presunti amanti della moglie, le vagine rasate… è la vecchia strategia, divide et impera, mettere moglie e marito l’un contro l’altro. I due coniugi non cadranno nel trabocchetto, sia perché si rispettano e sia perché la difesa li avrà messi al corrente di come funziona la giustizia nel nostro paese…

magica ha detto...

non capisco questa ignoranza ,
volete capire si o no che la vagina non si puo' rasare? la vagina è quel canaletto che collega l'entrata della vagina (senza peli ) con gli organi interni della donna i quali servono per METTERE AL MONDO GLI IGNORANTI . PER CUI' è INTERNA AL CORPO FEMMINILE COME SI FAREBBE A RASARLA?.
è le parte esterna della vulva che si puo' rasare a piacimento
questo termine viene usato anche da donne di legge che qualcosa avranno studiato nella loro vita no?? e non sanno cosa hanno in mezzo alle gambe .. scusate vediamo se rimane questo commento?...

Wolf ha detto...

@magica
Appunto per questo ho citato le passere. :-)

Anonimo ha detto...

E dunque il furbo MGB sarebbe caduto nella trappola Gina!
E avrebbe risposto a domandine provocatorie riguardo la depilazione...
che poi è molto usata nei paesi del nord Europa come operazione igienica.
Mi sembra che si stia scadendo a livelli di infima stupidità perché se il giudizio di un eventuale colpevole passa per la depilazione e le lettere tra detenuti allora stiamo messi talmente male che di più non si può.
E l'ottimo pranzo mi è andato di traverso!

Anonimo ha detto...

ma quindi Y se la rasava? già alla sua età? o nemmeno mai le era cresciuto un peletto?

e come viene giustificato il conoscimento dello stato pilifero intimo della Y da parte del MB (che no risulta aver mai conosciuto Y)?

se no, al limite, si tratta di una "prova" (evabbè a qualcuno le "prove" piacciono concrete così) a discolpa.

comunque condivido parola per parola l'esposizione di Wolf, anche se immagio che una "gina detenuta" ci sia realmente.
ma da dietro le sbarre, per una un pò di migliorie di condizioni si fa qualsiasi cosa.

In ogni caso, essendo le lettere assolutamente postume il delitto, non si vede assolutamente a quale titolo possano essere tirate in ballo.
Quando anche fossero "prova" (evabbè) di atuali gusti personali del MB, questi non hanno alcuna relazione nè temporale nè di causa/effetto con un delitto avvenuto nel pre e nel durante del delitto medesimo.

in poche arole, l'unico valore che hanno è quello di cercare di presentare una apparenza di infangabilità.
Del resto, se il MB avese invece scritto che gli piacevano "pelose", si sarebbe sempre e comunque potuto dire con la stessa pedanteria, che allora il delitto l'avrebbe compiuto per "odio" perchè la vittima non se la rasava.
Se si vuol veder e raccotar del "marcio", qualsiasi cosa va bene.
Se invece si vogliono cercare prove concrete, beh, la via maestra è ben differente.

Antonio

andres ha detto...

Gina fa quello che fece il compagno di cella , per gli stessi motivi, seguendo lo stesso invito delle stesse persone. Se è vero che Bossetti ha risposto quello che ha risposto ,è veramente un idiota.
E' vero che, come dice Antonio, ste lettere non hanno nessuna validità nel processo, ma siccome, questo, è un processo mediatico, peseranno come un macigno.

andres ha detto...

DanF, che piacere vedere che sei tornato! Mancavi.

Vanna ha detto...

Scusate, il post "anonimo" delle 14,15 è mio, non capisco perché il nome non è venuto.

Vanna ha detto...

Antonio,ore 14,44, scrivi:
"...In ogni caso, essendo le lettere assolutamente postume il delitto, non si vede assolutamente a quale titolo possano essere tirate in ballo.
Quando anche fossero "prova" (evabbè) di atuali gusti personali del MB, questi non hanno alcuna relazione nè temporale nè di causa/effetto con un delitto avvenuto nel pre e nel durante del delitto medesimo....
...in poche parole, l'unico valore che hanno è quello di cercare di presentare una apparenza di infangabilità..."

Ritengo che queste lettere siano fari che non si spengono sul caso, MGB deve continuare a fare share, bisogna (s)parlare di lui.

Ma con tale notizia lo share sul modo di procedere degli addetti al Processo esce allo scoperto: dalle prove ritenute vere che vere non sono, si passa a scritti inutili come prove senza contenuti validi, e quindi a noi umani cittadini salassati dalle tasse non rimane che pensare che in Italia si fanno certi Processi perché si è privi di senno, e non si può condannare nessuno se non si ha l'uso della ragione.

Anonimo ha detto...

mah... sinceramente a me tutta questa valenza "mediatica" di indagini/processo, un pò mi sfugge.
Ovvero, se per "mediatica" si intende strettamente quello che il termine significa, personalmente trovo che sarebbe anche lecito andare in tv a dire che x o y sia pure belzebù in persona.
non è la tv a fare i processi e i giudici non sono giornalisti e non sentenziano in base a share ma in base ad articoli del codice.

Quello che IMHO è preoccupante (e immagino pure anche negabile/sanzionalbile in qualche misura) è invece che questi "aspetti di nullo conto probatori", vengano portati a processo (e accettati come elementi presentabili in tal senso).
triste che vengano presentati.
e ancor più triste che non vengano cassati e trattati a strega come di una offesa alla corte.

Antonio

andres ha detto...

@Antonio
Secondo te, perchè l'Accusa fa uscire fuori tutta questa spazzatura, che si sa benissimo che non ha importanza processuale? Lettere a Gina, amanti di Marita,
lampade abbronzanti,commenti sulla sorella del compagno di cella ,ricerca di video osé sel PC, eccetera.
Per lo stesso motivo per cui hanno fatto un video taroccato.
Scrivi "non è la tv a fare i processi e i giudici non sono giornalisti e non sentenziano in base a share ma in base ad articoli del codice." Ne sei sicuro?
Io personalmente penso che la giuria ne sia molto condizionata, invece.
Mi viene da pensare alla vicenda di pochi giorni fa, quella della ragazza rumena, che aveva ucciso con un ombrello un'altra ragazza in metro, a Roma (omicidio preterintenzionale). Appena rimessa in libertà vigilata,aveva postato una sua foto sorridente.Cosa di cattivo gusto, ma niente d'illegale! I social
si sono scatenati contro di lei, la condanna su FB si è tramutata dopo poche ore in condanna vera e propria: il giudice ha revocato la libertà vigilata e l'ha rimessa in galera. Altrochè se giudici e giurie non sono condizionati dai media!
Le Procure queste cose le sanno. E le usano.

Vanna ha detto...

Andres,
l'episodio che riporti non fu solo "di cattivo gusto" fu indicativo di un certo cinismo, a mio parere, colpire con un'ombrellata una ragazza come te e sorridere dalla vetrina di fb, vuol dire passare sopra la tua coscienza senza pudore e quando manca il pudore mancano il ricordo di ciò che hai fatto e il buon senso, non è questione di legale o illegale, è un fatto di assenza di filtri morali e quindi potrebbe essere giusto tornare dentro a riflettere per lo meno.

Nel caso in oggetto però, la vicenda è talmente contorta che nonostante la permanenza in prigione, il processo in atto, il tamtam pubblicitario colpevolista, chi gestisce il fatto continui a non arrendersi e perseveri attaccandosi a labili tracce come possibili indicatori di colpevolezza e di personalità alterata con il risultato che tale modo di procedere scopre da una parte la difficoltà di avere vere prove, dall'altra indica una certa difficoltà a trovarne altre " vere" da aggiungere.
Si stanno quindi ad arrampicare sugli specchi pur di mantenere poltrone, privilegi, cattedre, tavoli, diritti acquisiti e conti in banca.


Chiara ha detto...

eh beh no certo, è normalissimo che uno che rischia l'ergastolo perchè accusato d'essere immaturo piacione che insinuando una giovinetta si è fatto sfuggire la situazione di mano, mostrando di non avere la capacità di capire cosa sia accettabile e cosa no e il concetto di azione-conseguenza, anzichè sfogarsi sull'ingiustizia patienda e su quanto gli manchi la famiglia, si diletti di vantare la propria virilità, comunichi gusti sessuali, faccia il cretino con una donna, sapendo peraltro che la corrispondenza viene letta...se prima almeno si poteva spacciarlo per un serio padre di famiglia senza grilli per la testa, adesso si è da solo accostato a quel profilo di cui in incipit.....per cui vogliamo dire che "vabbè ma insomma pur sempre non è una prova, che c'entra"? ok ci sto. ma leggere anche in questo caso non solo difese dell'indifendibile (è stato quantomeno co@lione, scusate eh!) ma ancora un'occasione di attacco e insinuazione alla pm, diobon ci vuole tutta eh! scusate ma l'irragionevolezza più completa io la leggo solo e unicamente nei vostri messaggi; ogni difesa quando scade nel parossismo e nel ridicolo produce l'effetto contrario.
oh. finalmente l'ho detto.
scusate il disturbo del lieto gioco, non serve mi invitiate a uscire, mi sto accomodando da sola.

p.s. DanF, il tuo messaggio è un faro nel buio completo della ragionevolezza che ho letto in questi ultimi commenti

Nautilina ha detto...

Bossetti ha scritto molte altre lettere dal contenuto drammatico e fortemente affettivo, di cui si è parlato poco o niente perché si sa, un colpevole non può avere bei sentimenti, dev'essere soltanto viscido, vuoto e amorale.
Ora, non conosco il contenuto di quelle lettere e nemmeno ci tengo, ma vedo che gli avvoltoi sono già raccolti a decine, a grappoli sui rami.
Che sarà mai successo di tanto inverecondo? E' solo un uomo, detenuto da quasi due anni, che riceve lettere piccanti da un'ammiratrice (vera o finta che sia) e si sente stimolato nella sua vanità maschile.
A noi donne può sembrare deplorevole e incomprensibile, però il maschio medio italiano, e non solo quello, non sempre ragiona con la testa.

Sarà sciocco non pensare che in carcere ti leggano le lettere o ti registrino i colloqui, sì, ma guarda caso ci cascano un po' tutti.
Chi era, la Knox quella che appuntava sul diario i nomi dei suoi amanti italiani? Ahi ahi, non immaginava che glielo avrebbero requisito dando la notizia in pasto ai media, mancava solo che pubblicassero la lista sui giornali.
Perfino il volpone di Buoninconti si è distratto, al telefono, con la bella calabrese che sognava di sposarlo. Ma non è sfuggito nulla ai solerti inquirenti.
Questo per dire che il comportamento dei sospettati e degli imputati non è sempre logico e conseguente. Se no, nessun colpevole si farebbe prendere.

Bossetti non pensa prima di parlare? Vero. Ha perso molte buone occasioni di tacere: penso alle accuse contro Maggioni, riprese in tribunale tipo gaffe di Mike, al dialogo dei coltellini con la moglie (anche lei, però, che gran furbona) e al millantato conto in Svizzera mai esistito.
Decisamente non è un calcolatore o un manipolatore raffinato! E' un uomo semplice, poco istruito, spontaneo, imprudente. Ma da questo a concludere che sia capace di seviziare una ragazzina perché gli si nega, santo cielo, ce ne corre!
Avere un debole per le donne non significa essere violento e sadico. Su una minorenne, poi!

Gilberto ha detto...

Cara Nautilina
Aggiungerei però la cultura sessuofobica italiana. Qualcuno mi deve spiegare cosa appare di strano in una frase per altro decontestualizzata (non conosciamo l’input o il procedimento discorsivo per il quale si parla dell’oggetto) che appare di una assoluta insignificanza. In altri paesi di cultura aperta il disquisire di parti anatomiche in ragione di proprie legittime predilezioni parrebbe un sintomo di normalità. È sicuramente la cultura sottintesa dei doppi sensi e della pruderie di un Paese come il nostro che cerca e trova pretesti ovunque in quelle rimozioni e atti mancati (l’inconscio freudiano) per proiettare perfino sul più innocente e banale ‘pour parler’ qualcosa che è tutto nella testa di chi interpreta. È il percorso fantasmatico, quello tipico del pregiudizio, della fobia delle rappresentazioni mentali di un inconscio collettivo nutrito di tabù, di una cultura (la nostra) che vive il sesso secondo i sensi di colpa e le resistenze espresse da un Super-Ego censorio e da fobie inconfessabili. È la fantasia che vede in ogni fatto allusivo che riguardi il sesso il richiamo a quell’inconscio con tutte le sue ‘nevrosi creative’ e i suoi simulacri e feticci di natura allegorica. Si tratta del tranfert di chi proietta sull’altro le sue fobie e le sue rimozioni, il fatto patologico di una cultura perennemente alla ricerca di oggetti sostitutivi e di rappresentazioni di natura allusiva al rimosso, la normalità sessuale da nascondere nel travestimento onirico e nei meccanismi di difesa inconsci. Non è Bossetti l’anomalia, lui è un uomo senza quelle ipocrisie tipiche di una cultura dei doppi sensi e dei fraintendimenti, del puritanesimo e delle simulazioni. Non è questione né di ignoranza e né di ingenuità. Bossetti è semplicemente uomo privo di quel perbenismo e convenzionalismo della cultura dell’apparire e del travestimento, dell’oggetto sostitutivo e del surrogato onirico (i contenuti metaforici espressi da tanta ipocrita moralismo, nelle forme allegoriche socialmente accettabili in quanto mascherate e mimetizzate). Bossetti è uomo schietto e senza doppi sensi, esprime la sua assoluta normalità proprio perché non riesce neppure ad immaginare che altri possano fraintendere e interpretare come perversione quello che è semplicemente assoluta trasparenza e mancanza di qualsivoglia doppio senso.

Chiara ha detto...

Nautilina
ovvio, anch'io ho detto che non fa equazione "spontaneo, imprudente, con un debole per le donne=assassino"....ma fa "spontaneo, imprudente, con un debole per le donne" (o "irresponsabile, avventato, talmente preso dalla sua sessualità da non considerare le conseguenze"; il che è comunque lo svelamento di una natura che gli avrebbe, processualmente, fatto meglio mantenere riservata, dato che l'essere un compunto padre di famiglia, responsabile e a modo, fa parte anche quello della strategia processuale (e non dire di no perchè è diventato un mantra). ho quindi stigmatizzato l'incapacità di troppi di mantenere una obiettività di giudizio; come appunto fu per la questione maggioni, fulvio ecc...è uno che non pensa prima di parlare; e che poi per rimediare fa anche peggio; ciò vale anche per le sue azioni? boh.
ma era meglio non ingenerare il dubbio, spero concorderai.

Chiara ha detto...

almeno di questa ennesima martellata sugli alluci già malmessi, diamo il riconoscimento a Bossetti, santo cielo! che, anche questo colpa della Ruggeri? un minimo - dico MINIMO - di onestà intellettuale! Nè più nè meno.

Chiara ha detto...

Ecco, pure questo "non riesce neppure ad immaginare che altri possano interpretare come perversione quello che è semplicemente assoluta trasparenza" ad una persona nella sua posizione, cioè accusato d'essersi allargato oltre al limite del lecito con una ragazzina perchè gli piaceva, non gli fa per niente bene.
E la pruderie non c'entra nulla.

PINO ha detto...

@ CHIARA

"oh. finalmente l'ho detto.
scusate il disturbo del lieto gioco, non serve mi invitiate a uscire, mi sto accomodando da sola.

SEI INIMITABILE!!!

Luca Cheli ha detto...

@Chiara
almeno di questa ennesima martellata sugli alluci già malmessi, diamo il riconoscimento a Bossetti, santo cielo! che, anche questo colpa della Ruggeri? un minimo - dico MINIMO - di onestà intellettuale! Nè più nè meno.

Allora, che abbia fatto una stupidaggine, fesseria, errore tattico/strategico, certamente sì, che sia fesseria spontanea altrettanto.

Bossetti non è un genio e forse (?) è parecchio ingenuo.

Stupisce però che non sia stato almeno un po' istruito o messo in guardia dagli avvocati.

E' vero però anche che da noi sembra che gli avvocati si curino di certi aspetti molto meno che, per esempio, negli USA, dove ti dicono come vestirti, come guardare i giurati e magari pure di metterti gli occhiali anche se ci vedi benissimo, perché sembra da qualche statistica che un imputato con gli occhiali appaia più innocente alle giurie.

E magari quegli avvocati USA ti dicono anche che in prigione ci sono tanti "snitch" pronti a testimoniare per l'accusa qualsiasi cosa.

Ma questo succede negli USA, da noi forse la tradizione storico-culturale è più affine alla figura dell'agente provocatore, autentica icona delle carceri (e dei campi...) dei regimi totalitari del XX secolo.

Ci sono pagine di Arcipelago Gulag, che sarebbero comiche se non fosse per l'argomento, dove vengono descritte le interazioni tra procuratori alla Vyshinsky e agenti provocatori, degni ausiliari della NKVD.

Lettura molto istruttiva.

Vanna ha detto...

Nautilina e Gilberto, con onestà intellettuale, condivido pienamente i vostri scritti.

Proprio perché MGB ha scritto quelle stupidità non può essere assassino, altrimenti non si sarebbe esposto così, chissà perché l'ha fatto, certo non è un'aquila, tutt'al più è il "favola"... il lupo cattivo delle favole?
Ma potrebbe anche essere considerato lo scemo del villaggio, lo dico con rispetto, per trovarsi in questa situazione, situazione nella quale altri più furbi di lui si sono defilati o sono stati evitati, con astuzia, collaborazione e coperture smemorine tutte esercitate con salti ginnici olimpici, tanto per essere in tema.

Così continuano a proporcelo: assassino, cornuto, figlio di...,pedofilo, disinvolto nel dialogo epistolare liberatorio, e sempre di sesso si parla! Ora all'elenco manca la raffinata seduzione gay...che,con il suo curriculum, potrebbe venir fuori, non si sa mai!

Domanda: ma come mai non si trovano prove e testimonianze che parlano bene di quest'uomo qualunque?
Come mai la difesa non riesce a far passare altro che lo descriva come un uomo normale.
Solo le prove farlocche si tirano fuori?
Dare importanza a queste lettere rafforza solo che su di lui non hanno altro che un corollario di indizi inutili, stupidi e smontabili o intercambiabili.

Questo caso mi fa pensare alla Lego: si montano e smontano mattoncini con i quali si può fare di tutto.

TommyS. ha detto...

Scusate,

ma qualcuno ha letto questo scambio epistolare Gina-Bossetti?

Che io sappia la difesa ne è appena entrata in possesso e nell'udienza del 22 p.v. potrà eventualmente avanzare le proprie obiezioni all'acquisizione.

L'intercettazione della corrispondenza dei detenuti, oltre ad essere normata da alcuni articoli del codice di procedura penale è stata oggetto di pronunciamenti delle Sezioni Unite della Cassazione nonché della Corte Costituzionale. Bisognerà quindi vedere come la corrispondenza in questione sia stata acquisita dal PM e se tale atto rientri appieno nei poteri del PM stesso o se sia stato autorizzato dal GIP.

Ma come ben sappiamo un PM non fa fatica a trovare qualche consulente che gli illustri il modo per poter eventualmente aggirare le norme ed i relativi legacci.

Per cui non si può neanche escludere che questa corrispondenza non sia assimilabile a tutti gli effetti ad una lettera spedita con tanto di timbro postale e affrancatura. Potrebbe anche essere che qualche manina gentile tra i secondini si sia offerto di passare le lettere senza passare dall'ufficio posta del carcere.

Inoltre sarà interessante anche sapere se quanto scritto da Bossetti fosse una risposta a sollecitazioni esplicite da parte della Gina od invece frutto di una qualche perversione (condivisa da una percentuale anche elevata di italiani di sesso maschile) dell'imputato.

Insomma, dopo il credibilissimo collaboratore di giustizia Loredano Busatta ci si può aspettare qualsiasi cosa in questo processo.

Resta comunque il fatto che è abbastanza deprimente vedere come le armi in mano alla Procura, in una caso giudiziario dalle spese milionarie e dalle tecnologie più sofisticate (incluse quelle di HT), alla fine siano quelle di qualche lettera "sporcacciona" che non si sa bene come sia saltata fuori e perché sia stata scritta.

Vanna ha detto...

TommyS, condivido ciò che scrivi e mi soffermo:"... Che io sappia la difesa ne è appena entrata in possesso e nell'udienza del 22 p.v. potrà eventualmente avanzare le proprie obiezioni all'acquisizione..."
Appunto, la difesa non ne sapeva nulla?!?
Possibile che l'imputato non lo avesse comunicato alla difesa?
Possibile che la Difesa non avesse spiegato bene al suo assistito come doveva comportarsi?

Con questo materiale cartaceo l'accusa mette alla berlina anche la difesa e questo puzza di tattica distruttiva che vuole da una parte rendere ridicoli e non credibili gli avvocati di B., dall'altra parte creare disturbo tra la difesa e l'imputato.

Potrebbe essere una mossa magistrale, con due letterine dal contenuto " peloso", si mette KO la parte opposta.





Gilberto ha detto...

Sì Tommy S. hai ragione. Si dà per scontato che alle notizie che filtrano dalla Procura (e che guarda caso hanno un bell'impatto suggestivo sui media e sull'opinione pubblica) corrispondano dei fatti reali (lettere, amanti e quant'altro) o comunque realmente rappresentativi e rappresentati in una certa forma. Alla fine bisognerà far la tara e vedere al netto quanto rimane. Potrebbe rimanere molto, poco o magari niente...

Dudu' ha detto...

Ma vogliamo
Smettere di credere peccaminosa una depilazione assodato che il 50% anche di maschi sotto i 50 anni la pratica , se passiamo sotto i 40 anni lo pratica il 70%,se passiamo ai 20enni lo pratica il 90% ,al tempo che fu pratica esclusivamente femminile al 80%
?
Anche avesse scritto che gli piace solo quella della moglie depilata, o che all'amica epistolare abbia detto che lui non ci trova nulla di male,cosa ormai di assoluto costume italiano,mi spiegate dov'è il problema che non l'ho proprio capito ?

Ma siamo così tanto bigotti ?

Si processa anche qui una allusione a non si sà cosa che la pm avrebbe fra le mani insieme a delle erbette magiche?

Stiamo in candid camera vero ..

Onestamente mi stupisce Chiara con le critiche a Bossetti ma anche wolf,nessuno dei due ha dato del deficiente ingenuo ad una persona senza essere a conoscenza dei contenuti della lettera che potrebbe anche solo alludere -ad un qualcosa solo alluso e non definito, ma anche avesse scritto -a me piacciono senza peli- mancava solo venisse scritto è un cretino! cosa mai avrebbe FATTO,
qui,con certi argomenti siamo al processo delle streghe !

Appunto Gilberto,al netto chissà che rimane,forse 3 (s)punti di spillo invisibili anche qui !
Visto com'è costruito l'impianto accusatorio ci scommetterei quelle che non ho !
Non sarebbe ora ci chiedessimo se siamo noi i colpevoli che non riusciamo aggiornarci ai tempi ?
Che son quelli che la depilazione insieme ad una ormai assodata promisquità sessuale è entrata sostituite -ex- comportamenti mono famigliari? Siamo così ciechi?

Dudu' ha detto...

Yara, perizie o richiesta pena? Venerdì (22 04 '16)'anticipo' di verdetto per Bossetti

Yara, perizie o richiesta pena? Venerdì 'anticipo' di verdetto per Bossetti
Pubblicato il: 16/04/2016 19:23
Un'udienza cruciale che suona come un anticipo di sentenza. Venerdì prossimo, 22 aprile, i giudici di Bergamo sono chiamati a esprimersi sulle perizie chieste dalla difesa di Massimo Bossetti, unico imputato per il delitto di Yara Gambirasio. Una risposta che può tenere accese le sue speranze o ridurle al lumicino. Da sempre il muratore, in carcere dal 16 giugno 2014, si proclama innocente ma rischia l'ergastolo, vista la scelta di non ricorrere al rito abbreviato.

Se la Corte dovesse respingere il supplemento di indagine invocato dai legali dell'imputato - cinque le perizie richieste, la principale riguarda il Dna riconducibile a Bossetti trovato sulla vittima - la parola passerebbe al pm Letizia Ruggeri che, nella sua requisitoria, chiederà il massimo della pena per chi è accusato di aver ucciso, la sera del 26 novembre 2010, la 13enne di Brembate. La scelta dei giudici di accogliere, invece, in parte o in tutto le richieste dei difensori di Bossetti, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, allungherebbe i tempi della giustizia e metterebbe in evidenza i dubbi della giuria rispetto a temi scientificamente complessi. La nomina dei periti a cui affidare l'incarico farebbe slittare la sentenza di primo grado a dopo l'estate.

"Aspettiamo fiduciosi la decisione della Corte sulle perizie - spiega il legale Salvagni all'Adnkronos - perché siamo convinti che le nostre richieste possano far fare un passo avanti verso la verità. La prossima sarà un'altra udienza intensa all'interno di un processo che ha messo a dura prova il nostro assistito. Bossetti è stanco e provato, ma lo incitiamo a farsi forza. E' stato il primo a insistere per chiedere la perizia sul Dna, a dimostrazione della sua innocenza".

Le perizie, chieste nell'ultima udienza, riguardano in particolare la traccia biologica trovata sui leggings e gli slip della vittima. Un misto tra il Dna di Yara e quello di 'Ignoto 1' identificato come Bossetti. Per i legali c'è una palese incongruenza: il Dna mitocondriale (che identifica la linea di ascendenza materna) non corrisponde a quello dell'imputato. L'assenza del Dna mitocondriale invalida la prova scientifica e anche il Dna nucleare presenta "numerosi problemi".

Questa prova scientifica è l'architrave su cui si regge l'impianto accusatorio, ma "Tutti gli esperti che sono intervenuti in aula non sono riusciti a spiegare l'anomalia" sulla traccia in questione "e i giudici non possono tener per buono solo una parte di un risultato controverso", sottolinea l'avvocato Salvagni. Dubbio pro reo o nessun dubbio sul Dna? In caso di perizia l'esame sarà ripetuto: quel risultato sarà fondamentale per il futuro di Bossetti.

I difensori hanno chiesto una perizia medico legale per capire l'epoca della morte e quanto il corpo è rimasto nel campo di Chignolo d'Isola (dove fu trovato il 26 febbraio 2011); richiesto l'allineamento dell'orario delle tre telecamere che la sera della scomparsa di Yara inquadrerebbero il furgone di Bossetti;altre perizie riguardano le fibre e le piccole sfere metalliche trovate su corpo e indumenti della vittima. "L'allineamento dell'orario delle telecamere, siamo convinti che quello non è il suo furgone, è fondamentale" perché influenza altri elementi del processo, "così come stabilire la permanenza del corpo su quel campo, secondo il nostro consulente era li al massimo un mese, e ciò pone la domanda su chi l'ha portato dopo. Le nostre richieste - conclude - hanno un solo obiettivo: arrivare alla verità".

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2016/04/16/yara-perizie-richiesta-pena-venerdi-anticipo-verdetto-per-bossetti_ZL2x8hmNpMoZFPbT6BqQfM.html?refresh_ce

Chiara ha detto...

per quanto mi riguarda non trovo nulla di "perverso" nella predilezione per la depilazione intima.
e neppure chi valorizza tale dato all'interno di questo processo, se ben si sono ascoltati i discorsi.
infine, non credo che le osservazioni sulla sventatezza di tale corrispondenza per questo uomo particolare in questa situazione particolare, possano risolversi in una critica alla difesa: sono certa che loro, assieme a tante raccomandazioni, abbiano fatto anche questa, di tenere conto che la corrispondenza viene vagliata; al limite, possibile non abbiano considerato quella intra-carceraria e direi probabile che fossero del tutto all'oscuro che ve ne fosse una trattenuta dal loro assistito.
in definitiva, non sopravvalutate nè il buon senso dei clienti nell'ascoltare i consigli dei difensori e tanto meno quello di tenerli informati di ogni cosa, lasciando a loro il compito di decidere se una cosa sia importante o no...fosse così ci risparmieremmo tutti noi avvocati tanti ma tanti di quei mal di fegato che non vi dico; sono sicura che nel privato dei colloqui cliente-avvocato, il bossetti se ne sentirà cantare non poche, sicuro come il sole che sorge ogni mattina, al di là del fatto che ogni cosa può venire letta in un senso o in un altro, come fa notare Vanna; se però non c'è nulla da leggere, tanto ma tanto meglio e una strigliata non verrà risparmiata.

Chiara ha detto...

E.C. " del tutto all'oscuro che ve ne fosse una *in-trattenuta* dal loro assistito"

Wolf ha detto...

In merito alla lettura delle lettere, riporto estratto dall'articolo di Libero Quotidiano del 28 febbraio 2016

......Ora tutte le lettere vengono aperte davanti al carpentiere, ma l' unico obiettivo è verificare che nella busta non ci sia qualcosa di proibito, per esempio qualche banconota. Il contenuto della missiva non viene letto. Ma il mittente, quando c' è, salta agli occhi. E da tempo c' è una corrispondenza tra Bossetti e un' altra detenuta: dopo aver visto l' uomo di Mapello in televisione, la donna ha deciso di scrivergli ricevendo risposte puntuali.....
http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/11883424/massimo-bossetti-carcere-bergamo-lettere-donna-ammiratrice-gina-marita-comi-moglie.html

Se cosi fosse, che le lettere di Gina vengono aperte davanti a Bossetti, questa è una enorme bastardata per incutere nel muratore una falsa fiducia di tutela della privacy sulla sua corrispondenza.
Ma è oramai palese che invece dall'altra parte, la Ruggeri legge sia le lettere che questa Gina invia al Bossetti, sia quelle che riceve dallo stesso.
A questo punto non mi sorprende se la stessa Ruggeri detta alla carcerata qualche frase piccante e tendenzialmente atta a favorire una eventuale risposta che possa venir usata ed interpretata a piacere contro l'ignaro Bossetti.

TommyS. ha detto...

Wolf

E' lo stesso mio sospetto, soprattutto dopo la vicenda di Busatta.

Bisognerà poi capire bene il tenore delle lettere di Bossetti, le date della corrispondenza ed il contesto delle espressioni riportate dal PM davanti alla Corte.

Ripeto il mio scoramento davanti al comportamento della Procura che anziché cercare di controbattere con argomenti scientifici a quanto obiettato dalla difesa sul DNA e sul furgone, preferisce buttarla sul pecoreccio. Come anche evidenziato dalla Voce del Padrone a Quarto Grado, quasi sicuramente non verranno acquisite agli atti come la questione degli amanti di Marita, ma la Corte le leggerà ed una leggera (forse neanche tanto) influenza sul giudizio potranno averle.

Nautilina ha detto...

Chiara,
hai scritto:
"...ma era meglio non ingenerare il dubbio, spero concorderai."

Certo che concordo. Però Bossetti è fatto così. Fosse stato diverso, più furbo, scafato e opportunista, non sarebbe finito in questo guaio o ne sarebbe già fuori, come osserva Vanna.

"almeno di questa ennesima martellata sugli alluci già malmessi, diamo il riconoscimento a Bossetti, santo cielo! che, anche questo colpa della Ruggeri? un minimo - dico MINIMO - di onestà intellettuale! Nè più nè meno."
Be' guarda, se proprio dobbiamo stilare una classifica di stile in caduta libera, anzi scivolata rovinosa su lastre di ghiaccio, l'award lo do anche alla Ruggeri perché leggere la corrispondenza privata dei detenuti non mi pare proprio un esempio di fair play, sbandierarla ai quattro venti ancora meno, e anche se qualche cavillo legale certamente glielo permette, non so se era il caso di farlo. Io al suo posto probabilmente non l'avrei fatto, ma a ognuno le sue scelte.

Le questioni private dell'imputato IMHO non dovrebbero far parte di un processo, e anche se (SE) Bossetti fosse un dongiovanni impenitente, un pornomane o un erotomane dei peggiori, questo in ogni caso non proverebbe con maggiore forza che sia stato proprio lui a seviziare Yara.
In verità poi non uno dei testimoni chiamati dal PM ha mai parlato di molestie concrete: con loro Bossetti si limitava ad esprimere apprezzamenti e complimenti senza mai passare ai fatti, sicché emergerebbe, se mai, la personalità di un tipico pappagallo latino piuttosto che di un seduttore dalla mano lunga che colpisce nell'ombra.
Quindi sotto l'aspetto caratteriale non corrisponde per niente all'assassino di Yara.
Nessuno per esempio ha potuto dire di Bossetti che perdesse le staffe, gridando o picchiando moglie e figli, maltrattando gli animali, dimostrando intolleranze varie.
Questo sarebbe già più inerente, ma sembra che invece in famiglia sia sempre stato gentile e normale, addirittura premuroso.



Dudu' ha detto...

Nautilina
Acuta analisi,brava.

Chiara,
Ho ben capito,non credere. Dò anch'io per scontato che la difesa abbia fatto mille raccomandazioni. Dò per scontato che qualora il Bossetti avesse espresso qualsiasi cosa reinterpretabile Salvagni & Co. avranno ulteriori grattacapi,ripeto lo capisco,ma Cristo Santo ,si deve anche capire,ripeto,capire, che non si può andare avanti con questi sistemi,è tempo di finirla di sti giochetti per salvarsi il... (non si dice); non è possibile si portino a processo qualsiasi cag...(non si dice ma a volte te lo strappano di penna) pur di non perdere la faccia. Dobbiamo anche noi pretendere un minimo(se non un massimo) di serietà da chi fà le indagini,attaccarsi a qualsiasi cosa vieta ad un imputato aprir bocca o toccar penna. Ora, okaý che un detenuto che si stà processando deve essere accorto non lasciare spazio alcuno ma vivaddio non si può attaccarsi a qualsiasi parola pur di condannarlo! Manifestare una certa apprensione per come si stanno svolgendo i processi,i quali sono istruiti da comuni mortali con i loro vizietti,con le loro pecche,con le loro aporie ma che nel processo condannano quelle altrui è tempo di dire anche ma no ! Non si fà così un processo,non si condanna un imputato per i suoi gusti sessuali,non si condanna in questo modo un uomo !
Ha dei gusti deviati? Bene,facciamo una bella perizia psichiatrica, ha problemi ricordare? Facciamone un'altra, ma stà roba noo, non si può sentire! È scandaloso!

TommyS
Non credo che cronaca&dossier abbia scritto nome e cognome per pura poesia,arricchita da una pm in aula che avrebbe motivato con -a loro dire- indagini. Da tenere sotto controllo sto fatto. Sarebbe davvero da saltare sulla sedia,altrochè !

boboviz ha detto...

Ma scusate, ma Chiara non aveva detto che se ne andava da questo blog? E invece continua a postare! :-P

Vanna ha detto...


Ieri alle ore 18,23 riferendomi a Tommy e alle sue riflessioni sulla difesa entrata appena in possesso delle lettere dicevo: “ ... Con questo materiale cartaceo l'accusa mette alla berlina anche la difesa e questo puzza di tattica distruttiva che vuole da una parte rendere ridicoli e non credibili gli avvocati di B., dall'altra parte creare disturbo tra la difesa e l'imputato... Potrebbe essere una mossa magistrale, con due letterine dal contenuto " peloso", si mette KO la parte opposta”
Riconfermo parola per parola e aggiungo ancora che, soffermarsi sulle letterine, potrebbe essere una mossa per distogliere la difesa da quei DNA con un nuovo argomento piccantino se, dalle ultime lette, si vorrebbe già proporre il giudizio alla fine del mese?
Qualcuno può rispondere? Grazie.

Vanna ha detto...

Nautilina e Dudù,
condivido tutto!
Non ci si può appigliare a delle letterine per confermare un quadro accusatorio che fa acqua da tutte le parti, è un modo di procedere esecrabile.

Quel dna è dimezzato, dilavato, mescolato e lo fanno pesare come un macigno,
gli altri dna pesano come una piuma di passerotto.
Il furgone non era quello di B,la tappezzeria del furgone della palestra era uguale, mi sembra di aver letto.
Il tel era in altra zona,
non conoscenza con Y,
non storie di violenze o tradimenti.
Complimenti a qualcuna?
Non è certo il primo che fa apprezzamenti su una donna!

Le letterine pelosine del B. mi fanno pensare parecchio e mi chiedo:
siamo proprio sicuri che invece non sia una trappola tesa proprio dal B.( che potrebbe Non essere lo scemo del villaggio) per dimostrare vivaddio come si stanno muovendo pur di tenerlo dentro comunque?

Perché non si sono buttati a capofitto a far le pulci a tutti quelli di altri dna, perché accanirsi solo su uno solo a trovare prove e a confermarle con mezzucci da pollaio.

Forse si è scelto di fare il processo a porte chiuse per non far troppo apparire un procedere di così alto profilo.

andres ha detto...

@ Vanna
più che distogliere l'attenzione della difesa, quelle letterine servono a calamitare l'attenzione della gente. Non vorranno dire niente, ma...tutto fa brodo!Poi aspettiamo di conoscere quello che c'è scritto veramente.
Che sia un'altra trovata della Procura, è mooolto probabile.
Ci provarono col compagno di cella, ci provarono con un altro detenuto, che rifiutò di prestarsi a questo squallido gioco, dimostrando più dignità ed onestà
dei burattinai.Ora,la scrittrice è un'altra detenuta...
Questo processo è stato un susseguirsi di scorrettezze indecenti.
Il metodo farà vincere l'accusa? Di certo perderà la Giustizia per l'ennesima volta.
@boboviz
A me fa piacere che Chiara continui la sua partecipazione, perchè la trovo
molto stimolante e interessante.

andres ha detto...

@boboviz
Pensandoci meglio, vorrei aggiungere: stimolante e interessante ok, ma alle volte estremamente irritante.

Chiara ha detto...

boboviz e andres

touchè :P ;)

magica ha detto...

VANNA sei fantastica .
leggerti è uno spasso .

TommyS. ha detto...

L'assurdità di tutte queste manovre della Procura, dalle ricerche porno ma non pedoporno, alla sorella del compagno di cella apprezzata, ai tradimenti di Marita sino financo alla Gina (già il nome è tutto un programma), è che si vuole costruire un movente di raptus sessuale sfogato su una tredicenne, quando l'autopsia non ha in alcun modo evidenziato segni di violenza carnale bensì evidenti tracce dell'azione di un (o più di uno) sadico che per di più sembra fosse pratico nel maneggiare cadaveri.

E' vero che gli slip erano tagliati sul fianco destro ed il reggiseno era slacciato, ma questi non sono indizi univoci potendosi ben prestare anche all'ipotesi di sevizie non a sfondo sessuale.

Vanna ha detto...

Ciao Magica!
Grazie, la vicenda è talmente piena di tutto, in realtà i "peli" mancavano materialmente eppure c'erano tutti a livello metaforico perché a Bossetti e i suoi è stato fatto il pelo e contropelo e una pelliccia con le pulci.
Mi ammutolisco.

Dudu' ha detto...

TommyS, Mik
Sono andata alla fonte abbeverarmi,l'articolo citato in cui si fà il nome di Fikri,è tutto corretto e ben riportato,però il nome riportato è sbagliato,non si tratta di Fikri.

Nautilina ha detto...

Dudù,
ma tu come lo sai che non è Fikri? Nessuno ne aveva mai parlato prima.

Magica,
hai ragione, Vanna ha uno stile arguto che non annoia mai, i suoi post si leggono sempre con piacere.

Vanna ha detto...

Nautilina, grazie!

Dudu' ha detto...

Nautilina
Come ho scritto,soni andata alla fonte,fonte vicino Salvagni.

http://www.newspage.it/omicidio-yara-gambirasio-legale-bossetti-le-lettere-hard-clamoroso-autogol-dellaccusa/04/21/

Salvagni "... a questo punto siamo noi che vogliamo vengano acquisite .."