venerdì 13 settembre 2013

Salvatore Parolisi. Il 25 settembre partirà il processo d'appello: speriamo in una sentenza basata sulla logica legislativa e scevra dai pregiudizi...


Dove eravamo rimasti? Ah sì: alla sentenza di ergastolo e alle motivazioni del giudice Tommolini che erano di una cifra diverse dalle varie ricostruzioni dei procuratori di Teramo che a loro volta l'avevano pensata in maniera diversa rispetto a quanto scritto dal Gip Giovanni Cirillo che aveva ipotizzato situazioni diverse da quelle ricostruite dai carabinieri e dai Pm di Ascoli che di quanto accaduto in quel maledetto 18 aprile 2011, si è capito meglio dopo le motivazioni, non ci avevano capito una mazza anche se pensavano di averci capito tutto. In poche parole: partendo da pregiudizi e supposizioni, che non hanno trovato riscontri, si è indagato solo Salvatore Parolisi (naturalmente le menzogne del militare hanno influito) ed ora la serie infinita di illazioni non accettate dal giudice Marina Tommolini dimostrano la totale mancanza di quegli elementi che senza motivo si erano ritenuti validi. Ho forse sbagliato qualcosa? Ho forse scritto inesattezze? Non mi pare visto che la sentenza ha capovolto ogni ricostruzione facendo capire che sul caso in questione avevano indagato persone e personaggi dalla troppa sicumera. Il giudice basandosi su una nuova teoria (segno che l'accusa in tribunale non ha dimostrato la propria tesi con prove o indizi univoci), ritenuta valida per condannare, ha in ogni caso dato ragione a chi perorava la causa colpevolista. Naturalmente non avendo alcuna prova in mano, a meno di non chiamare prove i pregiudizi, per teorizzare ha usato l'unica maniera che poteva usare, quella che si impara tornando alle origini delle cose... anche delle favole. Per questo il marito militare le è apparso sotto le sembianze del lupo cattivo, quello di Perrault che seguiva le giovani donne per strada con la "bava alla bocca" e la "patta dei pantaloni gonfia di voglia".

Il tutto a discapito di ogni accertamento fatto, anche degli indizi dati per certi dai Pm e dalla parte civile, ma buono ad avvalorare le varie bufale uscite nel periodo investigativo. Come dire: con quanto appurato in fase di indagine ne hanno sparate talmente tante (di ricostruzioni) che una in più non fa alcuna differenza. Anch'io avrei potuto sbizzarrirmi e magari pubblicare bufale che nulla avevano a che fare con la logica e con gli atti. Cosa mi costava copiare i vari media che hanno preso per oro colato quanto di volta in volta portava in visione la parte civile e la procura? Ad esempio: ogni giorno, per oltre un anno, ci hanno detto che Salvatore e Melania quel 18 aprile non erano andati a Colle San Marco, per questo tutti i programmi e i giornali hanno scritto e parlato di una sicura assenza ipotizzando, o forse è meglio dire dando per certo, di aver a che fare con un omicida. Però il giudice ha stabilito che la coppia prima di andare a Ripe di Civitella al pianoro c'è stata. Perché? Ha creduto al Ranelli, ma c'era pure una perizia che parlava di terra del parco sotto le scarpe di lei e... ricordate la coppia di anziani che il Parolisi aveva detto di aver incontrato al pianoro? Ebbene, ora Quarto Grado ci dice che a venti giorni dalla scomparsa questa coppia è andata dai carabinieri per dire che loro il Parolisi e la moglie li avevano visti. Certo, è strano che durante le indagini dalle caserme e dalle procure sia uscito di tutto tranne questo particolare.

Quindi, tanto per capirci, di cosa si è discusso per quindici mesi? E soprattutto, perché lo si è fatto senza mettere sul piatto tutti gli elementi e tutte le ipotesi? Per non scontentare chi in televisione parlava continuamente e si diceva certo di sapere chi era l'assassino? La mancanza della coppia al pianoro (dato ancora come fatto certo dalla parte civile che non riesce ad accettare nulla di quanto scritto dal giudice Tommolini... se non la condanna all'ergastolo) era fondamentale ed è stata la base di partenza, quella che ha portato l'opinione pubblica a credere a tutte le varie bufale quotidiane, quella che faceva gioco alle redazioni improntate al pregiudizio per costruire i loro talk show criminali: come il discorso della borsa gialla, quella che il marito avrebbe comprato ex novo per sostituire la vecchia macchiata di sangue, il discorso delle certe frequentazioni coi trans, alcuni anche interrogati, che mai avevano incontrato o chattato col militare, quello sugli occhiali spariti, sui capelli non presenti sul cadavere, sul coltello tornato in memoria dopo un anno, sul famoso papilloma virus e chi più ne ha più ne metta. Tutte bufale narrate e dimenticate che hanno aggiustato la mira di chi voleva colpire il cuore dell'opinione pubblica. Anche da quei personaggi che alla fine, non sapendo più cosa dire, pur di "scoopparci" ancora una volta sono arrivati a mostrarci l'uccello del Parolisi. Il tutto per sopravvivere nella giungla televisiva.

Per chiarire, visto che forse non tutti ancora lo sanno, il mio blog è indipendente e non ha introiti di alcun genere. Per questo in internet le cazzate sono state pubblicate dai soliti copia-incolla a cui, per pescare nell'immensità dell'opinione pubblica, conveniva seguire la scia mediatica. Quelli come me, e anche se non pare ce ne sono tanti, che hanno il vizio di voler restare all'interno della logica, di spulciare gli atti e i verbali per non lasciare nulla al caso, di chiedersi per quale assurdo motivo nel nostro paese i raccontastorie abbiano tanto successo in magistratura, vengono chiamati idealisti (parola che le varie caste usano per far pensare che chi non si schiera con la maggioranza sia un alieno). Quelli come me non si adeguano al pensiero generale senza prima verificare se è giusto, quelli come me controllano parole immagini e video. Anche le foto inserite sugli atti ufficiali in cui è scritto che nessuna auto è presente nell'immagine portata al giudice. Quelli come me se l'auto è presente la vedono e mettono in imbarazzo chi doveva vederla e non l'ha vista, chi in televisione si impapina e subito dice che sulla foto non c'è alcuna auto ma solo rami penduli... per poi essere costretto, dopo aver meditato per due giorni, a dover ammettere che l'auto c'è ma è di un altro colore e non assume alcun valore giudiziario. E chi se ne frega se ha un altro colore. Ciò che importa è che su un atto ufficiale vi era scritto che di auto non ce n'erano, non che ce n'era una amaranto senza alcun valore (a proposito, si è forse saputo di chi fosse quella macchina senza alcun valore che si trovava al pianoro?), e che gli atti ufficiali devono contenere solo certezze.

Ciò che intendo dire, senza parlare troppo delle tante mancanze di chi ha avuto in mano le indagini (ma a queste si devono aggiungere quelle dei periti con poca personalità e poco coraggio che in tribunale hanno chinato il capo di fronte allo sguardo del maestro), è che sin dall'inizio non si aveva una pista ben precisa e si è cercato di confondere le acque dando per vere mere ipotesi che ora dimostrano quanto fosse assoluta la mancanza di idee chiare. Ad esempio il tanto pubblicizzato "agguato alla sentinella" messo in atto per poter vivere con l'amante, come se la scomparsa improvvisa di una moglie permetta a un marito di andare due giorni dopo in un albergo di Amalfi con un'altra (anziché portare a galla la tresca nascosta), o il misterioso segreto da non mostrare al pubblico. Quello derivato dall'incidente del duemilaotto? No. Dalla droga presente alla Caserma Clementi? No. Dai trans che il il coniuge maschio frequentava? No. Dalle relazioni con le allieve che se scoperte lo avrebbero portato a svernare in "culonia"? Boh? Tutte congetture che non hanno mai trovato riscontro e a cui il giudice non ha creduto. Infatti per poterlo condannare ha stabilito di sua iniziativa che l'omicidio è derivato dal rifiuto sessuale della moglie, condito da invettive orali, che ha scatenato l'ira del marito voglioso e incazzoso. E poco importa se passando dal pianoro il tempo non era sufficiente per far tutto prima delle 15.30. Poco importa se il Parolisi sapeva che alle casermette c'erano le esercitazioni e le sentinelle, il calendario di tutte le esercitazioni previste era nel suo armadietto della caserma, come poco importa se nei giorni successivi non aveva avuto modo di andare ad incidere il cadavere perché sempre controllato. Perché poco importa? Perché la logica in questi casi viene seppellita dalle mille bugie.

Salvatore Parolisi, come fa abitualmente chi ha un'amante e tradisce la moglie (che nove volte su dieci mente a entrambe), ha mentito spudoratamente sin dall'inizio, e già per questo meriterebbe una condanna (mai e in nessun caso mentire ai magistrati, lo ripeterò all'infinito), ma altri dopo di lui, se non dicendo bugie omettendo parti importanti e insistendo solo su una tesi, ci hanno raccontato favole (che come tali non hanno l'obbligo di seguire una logica). Il giudice di primo grado con le sue motivazioni ha garantito a tutti che le piste portate in aula a supporto della colpevolezza erano vaghe. Come vaghe si son mostrate autopsia e perizie (fossero state valide non sarebbero serviti altri consulenti), anche se alla fine, nonostante le tante evidenze contrarie, si è detto abbiano dimostrato quanto la procura voleva: che l'aggressione è avvenuta nel primo pomeriggio del 18 aprile (si è parlato di una morte giunta sulle 15.30). Ed io, fossi nei panni dei giudici di Corte d'Appello, per avere un quadro migliore farei rifare tutte le perizie, e chiederei lumi anche sull'autopsia, a periti d'oltreoceano che nulla sanno dell'omicidio e in Italia non hanno conoscenze (per appurare la verità farei questo e altro).

Cosa dire ancora se non che quanto accaduto, in chi non ha pregiudizi, ha lasciato un gusto amaro in bocca? Cosa dire se non che in mancanza di giusti accertamenti e vere prove, l'assassino di Melania (o forse gli assassini) potrebbe essere ancora in libertà? Cosa dire se non che a causa di suggestioni emotive il Parolisi è in carcere da più di due anni e da più di due anni non vede la figlia? Questioni di patria potestà e di struttura penitenziaria inidonea, si è scritto. Ma chi ci spiega il motivo per cui a tanti genitori assassini reo confessi le visite dei figli minorenni non vengono negate? Chi ci spiega perché ai giudici minorili sta bene che tanti minorenni passino mezze giornate in carcere con la madre? E meno male che c'è chi si attrezza per migliorare la situazione (pur non avendo aiuti economici dallo Stato). Dovete sapere che l'istituto penitenziario di Teramo, dove è rinchiuso Parolisi, da qualche settimana in questo campo è all'avanguardia. Grazie al direttore Stefano Liberatore, che ha voluto e iniziato il progetto portando i giochi dei suoi figli, i bimbi piccoli possono incontrare i genitori in un parco, creato e curato dai detenuti, adiacente al reparto femminile del carcere (per il momento è quindi riservato alle madri). Dunque: perché ai detenuti, anche agli assassini reo confessi, prima o poi è concesso di incontrare e baciare i propri figli, e al Parolisi no? Eppure si dichiara innocente ed è stato condannato senza alcuna vera prova e non usando gli indizi portati a processo dalla procura.

Ricordo che in un'intervista la madre di Melania rispolverò la legge del taglione: "Lui mi ha tolto mia figlia e per questo non deve più vedere la sua". Parole pronunciate a causa del dolore, capibili in quei momenti ma non condivisibili, che sono parse la molla delle successive decisioni dei giudici minorili. Ma le parole della signora Vittoria nascono dalla sofferenza e non fan testo, visto che prima di sapere di Ludovica non accusava Salvatore, anzi lo difendeva, visto che ancora oggi non accetta il movente del giudice (neppure al suo avvocato piace... ma lui lo adatta ad una delle tante vecchie ipotesi) e persevera a credere che l'omicidio sia avvenuto a causa dell'amante. Visto che sempre lei pochi giorni fa ha pubblicamente ringraziato il telefonista anonimo invitandolo a farle visita per potergli stringere la mano. E che ringrazi un simile uomo dimostra quanto ancora sia sconvolta. Perché, volendo essere precisi, il telefonista anonimo è chi, non presentandosi a testimoniare, ha mancato completamente di rispetto sia a lei che a Melania, ma anche a tutta la famiglia Rea che diverse volte lo ha invitato a fare il suo dovere. E se si usasse la logica ci sarebbe da chiedersi: non si è presentato perché temeva di venire coinvolto o perché era coinvolto? Per quale motivo, se davvero estraneo, non ha fatto almeno un'altra cortissima telefonata anonima per chiarire quale fosse l'iniziale posizione del cellulare di Melania, che per i tecnici della procura da lui fu spostato altrimenti non poteva agganciare le celle desiderate e riprendere improvvisamente vita alle sette di mattina? Eppure non aveva fatto nulla di male, visto che stava facendo una passeggiata quando ha visto una donna mezza nuda stesa a terra. Per la precisione il cadavere seviziato e oltraggiato con più sfregi di una donna mezza nuda stesa a terra.

Eppure per informare la Polizia di quanto scoperto quel giorno fece tanti chilometri (se davvero lui ha preso in mano il cellulare alle sette di mattina), visto che ha chiamato alle due e mezza del pomeriggio. E li fece forse in pullman o forse in auto prima di chiamare da una cabina pubblica usando una moneta da due euro (di certo mai analizzata anche se per forza doveva avere sopra le sue impronte digitali), sprecando pure soldi considerando la telefonata di 41 secondi. Questo antefatto perché vorrei che Vittoria Garofalo capisse quanto l'anonimo solo all'apparenza sia una brava persona, una di quelle moralmente a posto, una di quelle che non se ne fregano degli altri e invece di farsi "gli affari propri", se serve chiamano le forze dell'ordine. E ragionandoci a posteriori quel che ha detto al telefono in quei pochi attimi non può che risultare strano, visto che ha parlato di "un corpo per terra" e non di una donna ammazzata, com'era lampante e come è apparso evidente a chi è intervenuto sul posto, quasi non sapesse nulla del cadavere che doveva far trovare e seguisse un copione scritto da altri. Se davvero quel "corpo" l'avesse visto, se davvero avesse aspettato sette ore prima di chiamare, non avrebbe potuto fare a meno di elaborare mentalmente quanto di brutto osservato accanto al chiosco e parlare di una ragazza uccisa e spogliata dal petto alle ginocchia. Chi ha visto le foto sa come è stata trovata la povera Melania... e parlare di "un corpo a terra" è davvero riduttivo. Per questo a mio parere il telefonista mai si farà vivo e la signora Rea mai stringerà la sua mano.

Lasciamo le ombre del passato, ai più paiono luci accecanti, e proiettiamoci al processo d'appello. Sarà presieduto dal giudice Luigi Catelli che avrà al suo fianco il giudice a latere Armanda Servino. Lei è uno dei magistrati (erano tanti) che partecipò a una sorta di sit-in di solidarietà davanti alla casa del Gip Marina Tommolini quando due persone non identificate entrarono nel cortile del suo condominio saltando la cancellata (la sera successiva all'esplosione della sua auto). Loro e dei giudici popolari sarà il compito di chiarire la posizione del Parolisi, di mettere ordine e scartare le parti ininfluenti, quelle nate dall'emotività e dalle bugie iniziali, di verificare gli orari per capire se quel giorno quanto si può fare in non meno di un'ora abbondante lo si è fatto in metà tempo, di verificare i movimenti del militare per rendersi conto quanto sia stato possibile un suo ritorno a Ripe, per sfregiare il corpo, e quanto siano attendibili quelle sentinelle che hanno dichiarato di non aver visto la sua auto arrivare o andarsene dalla strada del bosco delle casermette. Solo dopo queste basilari operazioni si potrà trovare un senso logico nei risultati delle perizie e dell'autopsia, visto che operando in maniera inversa, come si è fatto sin dall'inizio, e partendo da una ipotetica ora della morte (che un corpo privo di vita da più giorni non può dare per certa), sono nate troppe e diverse ricostruzioni.

Ma i giudici, soprattutto i popolari, prima di fare qualsiasi cosa, prima di tutto, dovranno essere bravi a inserirsi nel processo scevri da condizionamenti mediatici. Solo così potranno sentenziare, condannare o assolvere, in base a quanto dice la logica e la legge.

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529 commenti:

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Tiziana ha detto...

Pamba,
ulteriori aggiornamenti dall'"Italia in diretta", dove hanno intervistato Michele e Gennaro Rea. Hanno detto che Salvatore si è rivolto a loro per chiedere scusa per i tradimenti, ma dichiarandosi innocente relativamente all'omicidio. Inoltre li avrebbe ringraziati per ciò che stanno facendo per Vittoria. La loro risposta è che di tutto ciò a loro non interessa, che non gli fa né caldo, né freddo e che vogliono l'ergastolo perché è colpevole.
Attualmente la trasmissione è ben diretta, da un equilibratissimo Franco Di Mare, che aveva in studio Sansonetti. Sansonetti ha detto che in questo caso mancano sia le prove della colpevolezza ed inoltre ci sono anche degli indizi che portano in altra direzione. Dunque, ha continuato il giornalista: già non si potrebbe condannare senza le prove e senza indizi univoci (che qui non ci sono). Qui inoltre ci sono numerosi dubbi.

Antonello ha detto...

@Pamba
Molto probabilmente il cellulare di M.R. era li, nel punto boschivo isolato georeferenziato per tre volte nello stesso punto geografico, direi che dubbi non se ne possono avere, nel corso di quel pomeriggio la georeferenziazione fu svolta, se non ricordo male, per due volte a poca distanza di tempo mentre la terza ed ultima sarebbe stata effettuata molto piu' in la, non ricordo gli orari precisi, quello che voglio sottolineare e' che insomma non erano tre georeferenziazioni ravvicinate, non c'e' credo spazio per errore di sorta, il cellulare doveva essere li dove la georeferenziazione lo segnalava.
Ora, dando per assodato quanto sopra francamente non credo che il cellulare sia stato messo li da qualcuno diverso dalla vittima che quindi li "almeno" deve essere passata, e cio' converge e concorda con quanto segnalato dai due ciclisti dato che per arrivare li dove le segnalazioni del cellulare erano matematiche dal pianoro si doveva per forza percorrere il tragitto in cui loro hanno testimoniato una donna rincorsa o seguita da altre due.
M.R. stava ricevendo troppe telefonate di chi la stava cercando, potrebbe aver tentato di "sviare" le inseguitrici nascondendo bene il cellulare in un punto per poi nascondersi in un altro, se era inseguita non e' che potesse tentarne mille, come e' possibilissimo che proprio il punto georeferenziato sia il momento di effettiva cattura e quindi aggressione a M.R..
Le stesse due donne forse viste dalla sentinella al bivio per le casermette di Ripe di Civitella, forse M.R. era gia' su quel fuoristrada insieme a loro ed all'autista.
Chiaramente nel punto di georeferenziazione non puo' non essere passata M.R., mentre ammettendo che fosse il caporale il responsabile alle 15,30 era gia' al pianoro, troppo presto anche per questa ipotesi, perlomeno se non vengono ipotizzati dei complici.
Trovo pero' che la presenza di quel fuoristrada sia significativa, se pero' ragionassimo in questi termini l'aggressione non puo' non essere stata oggetto di un minimo studio, insomma direi che l'appuntamento, realmente al monumento, fosse in tutti i casi inizialmente chiarificatore, non poteva essere diversamente, e proprio per questo M.R. deve aver acconsentito, forse anche per la presenza di un'amica in loco.
Comprese invece le vere intenzioni M.R. deve in qualche modo essere riuscita a fuggire o nascondendosi alla roulotte od in auto con l'amica, era comunque un fisico prestante e magro, quattro o cinque chilometri di fuga gli si possono verosimilmente concedere anche come resistenza.
Quello che mi stupisce e' che pure lei in quel punto deve aver visto i due ciclisti, se li ha visti insomma perche' non ha chiesto aiuto ben sapendo di essere in un non irrilevante pericolo???
Hanno tutte e tre rallentato la corsa ed i due ciclisti hanno dichiarato che camminavano a passa svelto, come si fa insomma per non mettere in rilievo che un pericolo invece c'e', perche'??? Questo e' un mistero legato forse piu' alla psicologia femminile che non ad una reale motivazione, forse M.R. in quel momento non aveva ancora realizzato la portata del pericolo, difficile perche' la realta' era che a chilometri da sua figlia stava scappando da due energumene che la stavano inseguendo e quindi il pericolo percepito doveva essere proporzionale.

Anonimo ha detto...

Ad integrazione di quanto già riportato da Tiziana, aggiungo quanto segue
(fonte: http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2013/09/27/news/omicidio-melania-l-appello-parolisi-vuole-parlare-in-aula-1.7814036)

"Abbiamo iniziato ad offrire alla Corte d’Assise d’Appello, ma a questo punto anche alla pubblica accusa, quella che è la ricostruzione dei fatti così come accaduti senza la presenza e la partecipazione di Parolisi all’omicidio. Abbiamo preso la sentenza e rigo per rigo, fatto per fatto, abbiamo cercato di ricostruirla per far capire se ogni fatto che espone il giudice sia corroborato da certezza, da precisione e da concordanza». Lo ha detto l’avvocato Walter Biscotti, uno dei legali di Salvatore Parolisi, all’uscita dell’aula di udienza al termine di una prima fase dell’arringa. «Abbiamo dimostrato documentalmente - ha aggiunto - che la ricostruzione del giudice di primo grado almeno dalle 14.55 in poi non regge, pertanto abbiamo invocato che la decisione non può non essere la dichiarazione di Salvatore Parolisi come estraneo a tutti i fatti contestati. Abbiamo dimostrato proprio attraverso la documentazione di orari di celle, di testimonianze di telefonate, che Parolisi non può aver commesso nè l’ omicidio, nè un depistaggio. Non era presente sul luogo dell’ omicidio perchè non c’è niente sul luogo del delitto che può ricondurre a lui. C’è, invece - secondo Biscotti - molto di altro afferente ad altri soggetti rimasti ignoti ma non possiamo più fare tutte le indagini perchè molta documentazione, molti reperti, sono stati distrutti quindi noi dal nostro punto di vista abbiamo certamente messo dei dubbi alla Corte, su questo ne simo convinti. Abbiamo avuto certamente grandissima attenzione dai giudici perchè non abbiamo ricostruito i fatti secondo le fantasie come ha fatto il giudice di primo grado al quale devo dire e devo riconoscere che è un giudice che certamente ha fatto un buon dibattimento fornendo tutte le garanzie della difesa in dibattimento ma durante la sentenza poi ha sbagliato».

@K

Anonimo ha detto...

La stessa fonte riporta quanto segue:

«Per la prima volta ha indirizzato il suo sguardo verso di noi, dopo due anni non so come ha fatto - ha detto Michele Rea, fratello di Melania -. Il tutto per ringraziarci del fatto che noi facciamo tutto per la bambina. Delle bugie e dei trans non si è parlato per niente, Parolisi ha parlato cinque minuti. Per me lui rappresenta il nulla, non mi fa né caldo né freddo, mi dispiace solo per quella povera bambina che comunque un giorno dovrà sapere e mi dispiace anche per Melania che ha avuto a che fare con questa persona». L'udienza è stata interrotta per qualche minuto, come ha fatto sapere uscendo dall'aula il Procuratore Generale, Romolo Como, il quale non ha voluto fare alcun commento. In aula c'è anche il padre di Melania.

@K

Anonimo ha detto...

video con intervista:

http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Fratello_Melania_Salvatore_ha_taciuto_troppo_mi_aspetto_massimo_della_pena/1888

-@K

Anonimo ha detto...

ulteriori interviste (video):

avv Gionni:
http://multimedia.quotidiano.net/video/cronaca/parolisi-gionni-dichiarazione-di-pochi-secondi-solito-piagnucolare-senza-lacrime-rc-50072?ssidc=tmpjdbrkbb&wt_rtgx=TEST_CONVERSION_VIDEO_MIXED.EXP01

avv: Biscotti (intervento in cui riferisce quanto già sopra riportato in mio precedente messaggio)
http://multimedia.quotidiano.net/video/cronaca/seconda-udienza-parolisi-biscotti-abbiamo-dimostrato-che-la-ricostruzione-dalle-17-in-poi-non-regge-rc-50070

-@K

Anonimo ha detto...


Intervista all'avvocato Federica Benguardato dopo le
dichiarazioni spontanee rese in data odierna dall'imputato:
http://multimedia.quotidiano.net/video/cronaca/parolisi-il-racconto-in-aula-ha-spiegato-che-quello-con-melania-era-un-grande-amore-rc-50060?ssidc=tmpjdbrkbb&wt_rtgx=TEST_CONVERSION_VIDEO_MIXED.EXP01

-@K

Anonimo ha detto...

fonte:
http://www.oggi.it/attualita/cronaca/2013/09/27/processo-melania-rea-salvatore-parolisi-la-tradivo-ma-non-lho-uccisa/

IL PADRE DI MELANIA: “E’ INDIFENDIBILE” – Anche il padre di Melania Rea, Gennaro, ha voluto parlare con i cronisti assiepati fuori dal tribunale dell’Aquila: ”Salvatore è una persona indifendibile. Mi aspetto giustizia piena quindi con la conferma dell’ergastolo”.

-@K

Mimosa ha detto...

Ecco, vedete? Perché Parolisi ha piagnucolato nel fare la spontanea dichiarazione? I difensori non dovevano consigliarlo a mostrare un atteggiamento diverso, visto e considerato che quello era stato sempre molto stigmatizzato? Che razza di strategia volevano perseguire?

A mio parere Parolisi avrebbe dovuto mostrare di essere nel pieno della sua dignità ferita, e quindi tenere un tono di voce fermo, convincente, non dico aggressivo o arrogante ma almeno battagliero e altero! da soldato, da combattente, da uno che ha ricevuto medaglie per le missioni in Kossovo e Afganistan, da uno che è stato addestratore di reclute … piagnucola come una femminuccia …
Che figura ci fanno gli avvocati?
E l’Esercito?

Anche se qualcuno mi dirà che non c’entra come paragone, non posso fare a meno di raffrontare il suo comportamento con quello dei due marò detenuti in India : in questi, quanta dignità e orgoglio della divisa!

Mimosa

Simona ha detto...

Che ha piagnucolato lo ha detto Gionni e poi io ho sentito Biscotti dalla D'Urso e mi è piaciuto molto!Non è mica colpa loro se poi i giudici fanno di testa propria...
I Rea ormai si sa che ripetono la solita storia,davvero nauseante...mi fermo qui...

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tabula,

grazie per la fiducia: la seminogelina dovrebbe esser presente in tutti coloro che hanno testicoli funzionanti, anche se non fertili. Il liquido dell'eiaculazione è composto, spermatozoi a parte, da liquido prostatico e da liquido emesso dai testicoli. Ora, l'adulto che abbia subìto prostatectomia oppure gonadoctomia (tralasciamo gli evirati prima della pubertà com'era uso da parte della Chiesa Cattolica per ottenere voci bianche, ancora nell' 800) hanno un liquido seminale privo di alcune componenti.

Ma Lei, abbia pazienza, come fa a sapere che io non sia privo di seminogelina o di qualcosa d'altro? E' pura curiosità: potrei anche essere una voce bianca che canta nella Cappella Sistina.

Anonimo ha detto...

Accludo anche questo video odierno:

http://ansa.it/web/notizie/videogallery/italia/2013/09/27/Avvocato-Parolisi-Salvatore-parlera-cattivo-rapporto-Melania_9369217.html

-@K

ps non guardo la TV, ma dai video dei lagali che ho visto oggi e vi ho riportato mi sembra che stiano facendo un buon lavoro a tutela dell'imputato.
Condividete?

Tiziana ha detto...

@K,
Sì, condivido. Per altro qualsiasi cosa Parolisi facesse o dicesse, i Rea la userebbero comunque contro di lui. Prima si lamentavano che non li guardava in faccia e non li salutava. Ora invece che ha parlato loro, dicono che è troppo tardi, che ormai a loro non interessa (ma scommettiamo che se non l'avesse fatto avrebbero detto: "ecco, ha sempre lo stesso atteggiamento di distacco"?) e che si comporta così solo perché gli avvocati gli hanno insegnato cosa dire e cosa fare.
Ah, tra l'altro, a proposito di insegnamenti, avete letto che in questo periodo in carcere Parolisi si è diplomato? Ha ottenuto 74 all'Esame di Stato, che è un voto più che discreto (scusate, non c'entra nulla con il processo, ma era solo per aggiungere una notizia).

Mimosa ha detto...

Io sì che lo sapevo Tiziana, diploma di perito agrario.
Bel voto, ha avuto tempo per studiare, e almeno ha riscattato il gap precedente.

Forse sarà lui a coltivale l'orticello ... scusate la stupida battuta che richiama il caso Michele Misseri.

Speriamo che gli serva, invece, quando verrà scarcerato. E qui sono seria: dubito che, assolto, verrà reintegrato nell’Esercito, e non credo certo nelle funzioni precedenti.
Gli ex carcerati fanno sempre fatica a reinserirsi in lavori dignitosi e l’agricoltura ha sempre bisogno di braccia.
Almeno potrà mantenere la figliola, visto che i Rea gli rinfacciano di non adempiere al mantenimento.
D’altronde i suoi legali hanno detto che non lavorano gratis et amore Dei. Il “gruzzoletto” di centomila euro sono già abbondantemente prosciugati e da carcerato Parolisi è stato condannato anche a pagarsi le spese di mantenimento in carcere (come del resto le due Misseri).

Manlio Tummolo ha detto...

Stare in carcere serve dunque a qualcosa. Se non vi fosse andato, probabilmente sarebbe rimasto con la terza media. Però mi chiedo: deve aver sostenuto un corso molto accelerato per ottenere un diploma di Scuola secondaria di II grado in neppure due anni (normalmente sarebbero stati cinque).

Mimosa ha detto...

Manlio
Evidentemente in carcere vengono proposti "corsi di recupero anni"

Pamba ha detto...

Mimosa,
anch’io ritengo poco probabile una reintegrazione nell’Esercito. Quando poi? Ad eventuale sentenza definitiva!
Questo però è quello che hanno detto gli alti vertici della Caserma:

"Per quello che è il caso specifico direi che dobbiamo aspettare quello che dice l'autorità giudiziaria. Se poi Parolisi sarà giudicato colpevole, pagherà, come è giusto che sia. Se non sarà giudicato colpevole l'Esercito è sempre la sua famiglia". Così il capo di Stato maggiore dell'Esercito Giuseppe Valotto parlando con i giornalisti a margine del giuramento solenne delle soldatesse ad Ascoli. […]
Sui rapporti fra istruttori e soldatesse Valotto ha aggiunto: "E' tutto codificato, ci sono regole chiarissime, non è politichese ma abbiamo anche la forza di riuscire a cambiare qualora si dimostrasse che la regola che abbiamo imposto o non è applicabile o ha bisogno di miglioramenti". Ma se un istruttore e una soldatessa si innamorano? Gli hanno domandato i giornalisti. "Vogliamo andare contro natura? - ha replicato, con una battuta -. Spero solo che facciano molti figli e che vengano al 235/o reggimento, visto che spero aumenti presto la percentuale di donne nell'esercito italiano attualmente attestata al 7%". "Basta che venga comunicato al comandante che ha l'obbligo di disciplinare questa come qualsiasi altra relazione affettiva, dopo di che la relazione può esistere tranquillamente, organizzando il lavoro di conseguenza", è stata la risposta ‘tecnica’ del comandante del 235/o Rav col. Michele Vicari.

Corriere Adriatico 28/10/2011

Riguardo agli avvocati, oltre alle remunerazioni attuali c'è sempre la prospettiva del risarcimento (sempre pensando con ottimismo alla sua scarcerazione)
Anche questo a sentenza definitiva..senz'altro tra troppi anni!

Mimosa ha detto...

Ciao Pamba, me la ricordo in diretta la dichiarazione del Capo di Stato Maggiore ... ma allora si era agli inizi del processo di 1° grado,
certamente - agli effetti - una sentenza di colpevolezza definitiva deve passare per i tre gradi di giudizio (che tra parentesi non sono obbligatori),
inoltre, di norma, un dipendente dopo un anno di aspettativa (senza stipendio) deve rientrare in servizio, pena il licenziamento …
non so come funzioni nel mondo militare ma parrebbe che il caporalmaggiore, dopo il primo anno di aspettativa, sia stato “sospeso” dal servizio.
Ciò mi è sembrata una grande “paterna” tutela nei suoi confronti (come mi è sembrata a suo tempo la dicharazione di cui sopra).
E mi ha fatto pensare che l’Arma sia stata consapevole dell’innocenza del suo milite,
… da ciò una briciola di acceditamento della tesi di Meluzzi non la escluderei …
In fondo rientrava anch'essa nelle ipotesi qui descritte.

Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Un tempo esistevano Scuole carcerarie, per le elementari e le medie. Ora penso che non esistano più. E' pure possibile che già prima avesse frequentato qualche corso, e questo gli venisse conteggiato. Da ex-insegnante mi pare che i corsi, anche privati, durino almeno due - tre anni, rispetto ai cinque regolari. Altrimenti, in un solo anno avrebbe sostenuto un corso di cinque. Mi pare francamente difficile. Ad ogni modo, ora potrà anche iscriversi all'Università e, dopo la triste esperienza, frequentare giurisprudenza, prima il triennio, poi il biennio di specializzazione. Magari potrebbe finire nella Magistratura militare.

Tiziana ha detto...

Manlio,
in effetti le scuole carcerarie esistono ancora oggi. In particolare però, a Teramo, per quel che si legge sui giornali, esiste un progetto di "scuola nel carcere" che evidentemente, in un solo anno, consente di conseguire il diploma (bisogna considerare che Parolisi ha trent'anni, la situazione è dunque diversa rispetto a quella di un ragazzo di scuola superiore. Sono stata più volte in commissione d'esame con candidati adulti, per esempio nel caso di infermieri che avevano la necessità di conseguire il diploma per adeguarsi al nuovo ordinamento ospedaliero. In tali casi il diploma può essere conseguito, presentandosi da privatista, in un unico anno).
.

Giacomo ha detto...

Secondo me i due difensori di Parolisi hanno fatto un lavoro estremamente mediocre.
Buoni mediaticamente ad azzannare alla gola le due donne di Avetrana, sono scomparsi quando si è trattato di difendere mediaticamente il proprio assistito, lasciandolo in balìa della parte civile. Avendo la cattiva coscienza di come si erano comportati nel caso di Avetrana, hanno sciaguratamente indotto il loro assistito a scegliere il rito abbreviato. Secondo me questa scelta è stata esiziale.
L'unica possibilità per Parolisi è quella di affidarsi nel ricorso per Cassazione ad avvocati più preparati.

Giacomo

Anonimo ha detto...

Serata del 27 settembre 2013 :

«Le difese hanno insistito su quanto si sapeva, non c'è niente di nuovo, ma certamente rifletterò», ha detto il procuratore generale Romolo Como al termine dell'arringa difensiva dell'avvocato Nicodemo Gentile, durata 5 ore e conclusa alle 19.30. L'avvocato alla fine ha chiesto l'assoluzione per Salvatore Parolisi. «Abbiamo fatto tutto il possibile - ha spiegato - per ingenerare un dubbio alla Corte. E' un grande risultato. Speriamo ora nel convincimento totale sull'innocenza di Parolisi».

Manlio Tummolo ha detto...

Se la memoria non mi tradisce, proprio in risposta a me, la forumista "Stella" scrisse che, dopo una recente riforma di cui io non ero a conoscenza, il rito abbreviato, sia pure condizionato alla presentazione di tutte le prove, era obbligatorio di fronte alla richiesta del rito immediato da parte della Procura, per cui i due avvocati non avevano altra scelta.

Le situazioni, d'accusa e di difesa, non sono confrontabili: l'avvocato difende il proprio cliente, da accusatore se è parte civile, da accusato se è imputato. E' una prassi evidente che vediamo anche nelle Orazioni di Marco Tullio Cicerone, fa parte della professione.
Mettiamo che, nello stesso Tribunale nella stessa mattinata vi siano due processi, uno in cui l'avvocato X rappresenta la parte civile, l'altro in cui rappresenta l'imputato; poniamo che l'aula sia la medesima. Medesimo il tipo di delitto, ma inverse le parti. L'avvocato potrebbe addirittura confondersi tra l'uno e l'altro, e fare una bruttissima figura.

Ora nello specifico caso, ho notato due cose essenziali: l'orribile modo di esprimersi, tipico dei giuristi (confuso, arruffato, con inutili citazioni, sentenze che valgono limitatamente, perché quelle che contano per il Diritto generale sono a sezioni riunite della Cassazione; il resto è fumo, nel nostro sistema di "civil law"), frasi latine a profusione ma spesso sbagliate (es.: "scena criminis" invece del corretto "scaena criminis"), e lo scardinato sistema di indagine ripetutamente sottolineato dai due avvocati.

Tutto sommato paiono convincenti: solo, da quello che finora sono riuscito a leggere, non si arriva a capo di una cosa: come sarebbe arrivata la signora Rea Parolisi fino al luogo in cui fu uccisa ? Con chi si allontanò ? Con quale mezzo ?

Molti punti che furono affrontati in questo blog, sono stati ripresi (inconsapevolmente ?) anche dagli avvocati, segno questo che non fu un lavoro vano.

Il discorso sarebbe molto lungo: occorrerebbero ben più delle 260 e passa pagine del ricorso: sempre con tutta la cautela del caso, e ricordando che solo a Roma, si decide in via definitiva, vi sono buone probabilità per un'assoluzione. Ora vedremo come si svolgerà questo secondo processo e se vi sono nuove argomentazioni.

Chiara ha detto...

A beneficio delle forumiste Stella e Tiziana, a cui pare vi sia stata una riforma che renda obbligatorio l'abbreviato a seguito di decreto di rito immediato, CONFERMO che una tale riforma NON v'è stata (nel 2001 si è allungato in termine da 7 a 15 giorni ma resta una facoltà) E CHE NEMMENO potrebbe esservi: nel nostro sistema costituzionale e sovranazionale è impossibile privare autoritativamente l'imputato del dibattimento; tutt'al più può essere "eventuale e differito" come nel procedimento per decreto, ma l'imputato ha sempre sempre modi e tempi per ottenere il suo bravo dibattimento se lo desidera.

Tabula ha detto...

Francamente, non credo sia il caso di sindacare sulle dichiarazioni dei familiari della vittima.
Quelle persone hanno perso una figlia ed una sorella, e già da sola queste sono realtà durissime da accettare.
Ricordiamo la loro iniziale posizione innocentista, e al tempo stesso ricordiamo anche il bailamme e la mancanza di scrupoli di tutte quelle trasmissioni che tiravano fuori lo sporco, il morboso ed il torbido di un tradimento che, tutto sommato, per quanto riguarda gli incontri reale era andato scemando.
E' logico e lo sarebbe stato per chiunque lasciarsi convincere dalla procura da una parte e da giornalisti senza scrupoli nè rispetto per quelle orecchie che diventavano rosse a sentire le vergogne del genero e cognato.
E chi non si sarebbe schierato contro, specie se rinfocolato e soprattutto esposto volontariamente, ricordiamolo, e solo per fare scoop, ricordiamo anche questo, alla berlina del tradimento subito dalla figlia?
Nessuno. Nessuno così duramente colpito si sarebbe sottratto a queste logiche, e si sarebbe schierato cercando la testa di quell'uomo che tutti pretendevano colpevole.
Oggi come oggi, la mancanza di prove e di motivazioni all'omicidio è ininfluente nei parenti della vittima, che di fatto non empatizzano col soldato, poichè ormai le proprie ragioni e convinzioni si sono consolidate nel loro intimo e soprattutto nelle SCELTE che ne conseguono.
Voi pensate veramente che una famiglia così duramente provata e sottoposta ad opera di convincimento di investigatori forse non incapaci, ma superficiali nell'archiviare prove a credito dell'imputato, e sottoposte altresì al continuo stillicidio scandalistico e morboso di qualche giornalista che fingendo empatia li considerava come mucche da mungere per l'audience, ditemi la verità: avreste il coraggio di cambiare idea, di convincervi di aver sbagliato il tiro, sapendo che proprio da voi deriva la negazione di un padre alla nipote, che già ha perso la madre?
Aggiungereste il senso di colpa di aver colpito l'uomo sbagliato ad un dolore che mai si cicatrizzerà?
Quanti di voi sarebbero tanto aperti mentalmente?
Io no. Io non ce la farei e desidererei con tutte le mie forze non essermi sbagliata, perchè se mai mi rendessi conto di avere aggiunto io stessa al MALE subito da un'innocente donna il MALE gratuito ad un innocente marito, mi si aprirebbe di fronte una voragine entro la quale la mia mente si perderebbe.

Quindi ragazzi, secondo me: quel che dice la famiglia della vittima, è off limits dal giudizio, e non andrebbe nemmeno riportato perchè capirli fino in fondo è impossibile nei termini di un blog.

PINO ha detto...

@ TABULA
Concordo con te nel considerare che "non sia il caso di sindacare sulle dichiarazioni della famiglia della vittima", per i motivi di legittimità che tutti conosciamo. Ma quello che ha provocato, progressivamente sconcerto, in me e, forse, non solo in me, è quello che definirei il veicolo portante delle dichiarazioni: in altre parole lo spirito che le hanno animate.
Ed a tal proposito, così scrissi in un posto di qualche giorno fa:
"Pur comprendendo, nei limiti del possibile, lo straziante dolore che ha travolto la famiglia Rea, per la fine raccapricciante della povera Melania, non posso, nello stesso tempo, non manifestare un certo sgomento per la costante manifestazione di un odio senza fine ed un delirante desiderio, non di giustizia, ma di palese, cieca vendetta nei confronti di un individuo solo presunto colpevole di un reato di cui non si conoscono, ancora, distintamente gli estremi che, nè l'etica cristiana, e meno ancora la ragione umana possono accettare"
Sarà, per gran parte, colpa della continua pressione massmediale ad aver plagiato la mente di una famiglia in un momento di grande fragilità emotiva per la tragedia che la coinvolgeva?
Forse si.
E considerando la ferita mai cicatrizzabile inferta alla famiglia Rea, non si ha il diritto di "sindacare le sue dichiarazioni", GIUSTO, ma non si può restare indifferenti, una volta avvertito quel particolare spirito, non solo, a mio modesto parere, di mera richiesta di giustizia.

Manlio Tummolo ha detto...

Nel caso del processo abbreviato, non dovrebbe mancare il dibattimento, ma solo il controllo esterno della stampa (generica e specializzata) e quello del pubblico, che ovviamente non ha formazione specialistica(salvo pochi casi), ma la presenza pubblica è comunque attuativa di un principio costituzionale ("La Giustizia è amministrata in nome del Popolo"). I giudici sono delegati, sia pure per carriera e non per elezione, da parte del popolo a svolgere questo ruolo. Di certo i giurati, scelti dall'Amministrazione Giudiziaria nel numero di pochi cittadini, non costituiscono certo garanzia di una presenza "popolare" nel dibattimento, come pretenderebbero taluni giuristi.

Se non vi fosse dibattimento (ovvero confronto, discussione, confutazione e controconfutazione, ecc.) non vi sarebbe neppure processo, ma semplice condanna automaticamente irrogata all'imputato, il che sì sarebbe del tutto incostituzionale.

Quanto alla condanna per decreto è una di quelle cose ributtanti da respingere, perché non sempre il condannato - per un qualunque motivo - ne viene informato in tempo, e si trova con una condanna sulla gobba, senza nemmeno sapere il perché e potersi difendere. E' il residuo del sistema assolutistico della "Lettre de cachet", contro la quale era insorto l'Illuminismo giuridico. Uno, per ordine del re, si trovava rinchiuso in carcere (spesso la celeberrima Bastiglia) senza sapere perché, e senza un successivo processo, a puro arbitrio del sovrano. La condanna per decreto è un altro abuso che dovrebbe essere cancellato.

Manlio Tummolo ha detto...

Sul dolore di una famiglia non si deve discutere. Vanno però sollevati molti dubbi sull'uso che ne fa un'infausta e faziosa pubblica informazione, quando utilizza frasi e discorsi dei familiari, quasi che questi fossero proprietari di una Verità in misura maggiore rispetto ad altri cittadini o dello stesso imputato. Una tale politica informativa tende subdolamente a condizionare gli stessi giudici, come se dicessero loro: "Condannatelo perché i familiari della vittima lo considerano colpevole". Soprattutto poi perché tutte queste sceneggiate, che dovrebbero essere categoricamente vietate (il processo si fa in aula, e non fuori), mirano anche a condizionare l'opinione pubblica maggioritaria, la quale a sua volta spinge i giudici a fare "giustizia sommaria". E alle richieste di massa, i giudici tendono spesso a rispondere accogliendole.

La pubblica informazione, senza esprimere pareri di parte o propri, dovrebbe scrivere o dire:

"X è stato arrestato con queste motivazioni della Procura; X viene difeso dall'avv. Y con queste motivazioni; X è stato processato con queste motivazioni. X viene condannato con queste motivazioni". Basta, chiuso, non servirebbe altro.

Ma allora, la "suspence" ? Il seguito dei teleradio-spettatori, dei lettori ? La pubblicità e i soldi che ne conseguono ? Ahi, ahi, nulla di tutto questo: e allora, col pretesto della libertà di stampa, di opinione e d'altro, si arriva alla diffamazione o aperta o il più delle volte subdola: tutto per arraffare denaro e mandare avanti baracche costose comne sono i giornali.

Ivana ha detto...

Se Parolisi amava la moglie e considerava scappatelle senza importanza i suoi rapporti con Ludovica, perché aveva permesso alla soldatessa che i genitori prenotassero, per le feste Pasquali, la camera per lui e per lei ad Amalfi? Perché scriveva all’amante che entro una settimana Melania doveva sparire dalla sua vista?
Come si può sottovalutare il Dna di Parolisi ritrovato sugli incisivi anteriori di Melania?
Come faceva Parolisi a conoscere il punto preciso del ritrovamento del corpo della moglie? Perché ha mentito dicendo di aver visto le foto specifiche (mai scattate!!!) sul cellulare dell’amico Paciolla?
Perché, invece di cercare la moglie, si è preoccupato soltanto di andare a cancellare nel computer tutto ciò che potesse coinvolgere Ludovica?
Era perfettamente consapevole che il tradimento non è un reato e che i genitori di Melania ne erano a conoscenza, dunque perché mentire e, di fatto, intralciare le indagini? Non era interessato a collaborare per ritrovare la moglie? Non gli interessava ritrovarla?
Perché la difesa non ha ancora risposto, in modo esaustivo e convincente, a tali interrogativi?

Anonimo ha detto...

ahi ahi ahi, è arrivata la signora Ivana,dopo aver preso a male parole tutte le persone che commentavano sulla posta di Giangavino Sulas. Chissà se questo è il suo vero nome? Alcune ipotesi sulla sua identità furono fatte tempo fa, chissà...

Chiara ha detto...

Tabula

rispondo per me, anche se credo che i commenti che ho fatto in merito fossero già chiari, ma ci tengo: è normale che la famiglia di Melania reagisca così; è inevitabile e comprensibilissimo tutto ciò che prova e anche il desiderio di ribadirlo appena possibile perchè a nessuno venga la tentazione di "umanizzare" quel mostro di genero e "relativizzare" le sue condotte abominevoli (parlo calata nei loro panni).
Tutto ciò è talmente normale, scontato, quasi "sindacalmente dovuto", che mi fa andare fuori dai gangheri che I GIORNALISTI li invitino in continuazione nelle trasmissioni che almeno sulla carta si prefiggono lo scopo di analizzare una vicenca e un processo. PROPRIO perchè non sono essi i soggetti ai quali chiedere obiettività e ragionevolezza! E allora va benissimo che si crei per loro uno spazio televisivo se lo intitoli "quella mia figlia brutalmente assassinata - il dolore dei familiari" ma non se, come ho detto, spacci quello spazio come informazione di servizio per capire - tra "estranei" al delitto - cosa possa essere successo in base ai dati disponibili e come stia procedendo il relativo processo. Se quello è il proposito manifesto, allora IN QUEL CONTESTO chiunque sia portatore di un coinvolgimento personale e di un dolore lacerante è fuori posto. Non è un errore dei parenti, a loro non si chiede nulla di diverso per il semplice motivo che NON E' POSSIBILE chiederglielo! Ma ai giornalisti SI'! Ai giornalisti si chiede chiarezza e onestà: o si parla dichiaratamente di sentimenti attorno a un fatto o si parla dichiaratamente di analisi tecnica attorno a quel fatto: la commistione è FUORVIANTE per l'ascoltatore, naturalmente propenso all'empatia, il quale di fronte ad una madre straziata dal dolore non potrà che fregarsene di tutte le analisi obiettive di sto mondo.

Anonimo ha detto...

La famigghia.. ops... la famiglia Rea, dopo aver "incassato" il colpo della morte della figlia in quel modo atroce, ha avuto ed ha tuttora un solo scopo, non permettere mai a nessun'altra donna di prendere il posto di Melania accanto alla propria nipotina e figlia della stessa, men che meno all'amante del genero nel momento del fattaccio.
Che sia il genero il vero assassino della figlia o altri, a loro, dopo aver preso coscienza dell'accaduto, non è mai importato più di tanto, ciò che conta è crescere la figlioletta di Melania lontana dal proprio padre, e dalle potenziali future donne che lo accompagneranno nel corso della vita se ma dovesse tornare in libertà. Perciò hanno fatto di tutto e stanno facendo di tutto affinchè lui resti in carcere, se non per sempre, abbastanza a lungo finchè la piccola Vittoria non sia quanto meno, quasi adulta.

E' solo il mio pensiero, ovviamente, ma è un chiodo fisso per quanto mi riguarda.

Mi firmo: nonmifirmo

Tiziana ha detto...

Manlio,
sono perfettamente d'accordo con Lei. L'altro giorno Sansonetti sosteneva la stessa cosa: il dolore della famiglia è comprensibile, ma non per questo essa detiene la Verità, e non per questo ciò che dice deve essere usato per fare pressioni. Ovviamente i Rea pressioni cercano di farne, hanno dichiarato che non si aspettano niente di meno che la conferma dell'ergastolo (e che, implicitamente, lo pretendono). Dunque, legittimo che la pensino così, non altrettanto legittimo che i mezzi di informazione fungano da cassa di risonanza per le loro parole. Anzi l'altro giorno, che ho avuto la malaugurata idea di guardare per 5 minuti Chi l'ha visto, ho sentito la conduttrice che diceva, dopo aver appena intervistato la mamma di Melania che sosteneva ovviamente la colpevolezza del genero, quanto meravigliosa sia la famiglia Rea e la signora Vittoria, quasi che, visto le squisite persone, le loro parole assurgessero a Verità assoluta. Ora, i Rea saranno anche delle persone meravigliose, ma ciò non toglie che sono le prove che devono portare alla condanna di un imputato e non il desiderio (pur comprensibile) di vendetta.

Tiziana ha detto...

Ivana,
evidentemente non ha letto l'atto di appello della difesa, perché altrimenti vi avrebbe trovato risposta esaustiva a tutti i suoi interrogativi. Comunque le rispondo puntualmente io. So che non le farò cambiare idea, avendo lei sposato a priori la tesi colpevolista, ma almeno mostrerò come quelli che l'accusa vorrebbe sostenere siano prove, non meritano invece nemmeno il rango di indizi:
- anche se amava la moglie (ma l'eventuale non amarla non avrebbe necessariamente comportato l'ucciderla), ha lasciato che LUDOVICA prenotasse l'albergo, non è stato lui a farlo. Sicuramente avrebbe trovato una scusa, come tante volte aveva fatto, per non incontrarla. Quanto al fatto dello "sparire della sua vista", non ricordo se le parole fossero proprio queste, non implica assolutamente un omicidio. Aveva promesso un sacco di volte all'amante che avrebbe lasciato la moglie, il che avrebbe corrisposto al non vederla più e dunque allo "sparire dalla sua vista";
- DNA sugli incisivi: i test condotti dalla dottoressa di parte, non hanno trovato convalida nella comunità scientifica, perché altrimenti quella sarebbe stata considerata la "pistola fumante". D'altra parte gli esiti di quegli esperimenti sono in contrasto con la dinamica omicidiaria, è stato qui detto più volte: se il DNA sparisce entro pochi minuti e Melania sarebbe morta addirittura dopo che Parolisi l'aveva lasciata agonizzante (perché altrimenti non ci sarebbero stati i tempi tecnici per raggiungere CSM), le tracce del marito non si sarebbero dovute ritrovare. E' dunque evidente che: o tali tracce non permangono per pochi minuti, o che il DNA era solo COMPATIBILE con quello di Parolisi e non NECESSARIAMENTE del Parolisi stesso altrimenti, ci fosse stata tale certezza, la Tommolini non avrebbe chiesto i tamponi del DNA dei lavoratori macedoni;
- Parolisi sapeva il punto preciso del ritrovamento del corpo perché, pur senza mostrargli Paciolla le foto (??), gli aveva descritto la situazione. Parolisi comunque il luogo lo conosceva, per esservi stato più volte, non l'ha mai negato, perciò, nel momento in cui gli è stato spiegato dov'era stato ritrovato il corpo, ha realizzato "fotograficamente" la posizione. Ho visto personalmente il video di un'intervista a Paciolla, il quale spiegava di aver parlato con Parolisi avendo davanti il giornale in cui c'era la foto del luogo del ritrovamento. Paciolla avrà dunque indicato a Parolisi il punto esatto;
- certo che voleva trovare la moglie, ma il tradimento sapeva che sarebbe stato considerato una cosa molto grave, l'altro giorno la stessa sorella Francesca ha dichiarato di NON perdonare il fratello per il tradimento di Melania. Allora è comprensibile che avesse cercato di far sparire le tracce: un uomo al quale non interessa minimamente né la moglie (consideriamo che lui non sapeva che era morta, inizialmente aveva pensato anche, l'ha detto ai commilitoni, ad una scomparsa spontanea), né la sua famiglia, si disinteressa del loro giudizio e non ha bisogno di nascondere l'amante. Il fatto che DOPO il delitto si premuri di far sparire i contatti, fa propendere piuttosto per l'innocenza, altrimenti infatti avrebbe fatto sparire PRIMA il tutto, con più calma.

Antonello ha detto...

Qualcuno diceva che la famiglia era inizialmente innocentista, anche li stranamente certi, pensandoci bene pero' qualcuno di loro non era cosi' innocentista.
Una componente innocentista abbastanza strana, mentre tutta la famiglia era anche sproporzionatamente certa dell'innocenza del genero vi era invece chi segretamente ne dubitava al punto da registrarne i dialoghi con i suoceri, le conversazioni in auto, mah, tutto molto strano.
Sul dolore non si dovrebbe entrare nel merito di nessuno, ognuno ha il diritto sacrosanto di metabolizzarlo a modo proprio ed in casa propria, ci mancherebbe, massimo rispetto e solidarieta', il problema e' che qualcuno avrebbe perso la moglie, la liberta', la dignita', tutti i soldi che aveva e la figlia senza uno straccio di ricostruzione verosimile, ne una sacrosanta prova, ne un indizio che un indizio grave, preciso e concordante ricevendo pure l'ingiuria di essere un "piagnuccolante".
Se questo la famiglia continua a non capirlo alimenta ben altri dubbi, Pino diceva che si tratta di cieca vendetta, non gli hanno mai perdonato cosa di preciso??? Perche' chiedere ad un uomo od ad una donna di giurare su eterna fedelta' ed amore, senza nessun inciampo, pretendendo di non perdonare ad un uomo di non essere una macchina e' una cosa umana??? Addirittura vendicandosi accusandolo di essere un mostro, di essere un feroce omicida, continuando a chiedere la nudita' e lo spogliamento della dignita', fino a sottolineare continuamente le storie di trans inesistenti e mai contattati come dimostra la perizia e' una cosa normale??? Il dolore ognuno deve poterlo vivere come ritiene meglio ma, qui il caporale non ne ha diritto??? Deve sostenere, per dovere, il dolore anche altrui oltre al proprio accettanto con il sorriso pure di essere convintamente e continuamente accusato dai propri suoceri di aver ferocemente ucciso sua moglie senza che agli atti venga riportata una sola ricostruzione verosimile, od almeno non ridicola, ne una prova e ne un indizio, ne una tempistica umana???
Il padre, son sincero, avevo cominciato a stimarlo per le dichiarazioni che volevano incrinare l'omerta' e che parlavano di lealta' ad una coscienza prima che ancora ad una forgia o divisa, poi ho notato una netta sicumera innocentista che anche quella sembrava fuori posto quando nulla poteva ancora sapersi di atti ufficiali, poi l'aumento vertiginoso di visibilita', la sensazione appunto di un'altra sicumera opposta e di nuovo sproporzionata quando invece di atti cominciavano ad affiorarne, la continua presenza e condanna senza che vi fossero riscontri, la sensazione di una ricerca di vendetta anziche' di giustizia.
Vanna, come tutti, puo' convincersi di quello che vuole, a me sembra che il bacio di un marito, se di bacio si parla, non sia una cosa cosi' strana da far addirittura essere certi sia un'inesorabile prova della responsabilita' di un omicidio, allora la semenogelina proporzionatamente come si dovrebbe interpretare??? I dna sconosciuti rinvenuti sul corpo in luoghi non coperti??? I peli rinvenuti sul corpo della vittima??? E chi riuscirebbe a infierire 35 coltellate alla propria odiata moglie, cosa gia' ardua, solo perche' avrebbe rifiutato un approccio del marito eccitatosi a vederla urinare???
Chiedo a Vanna se conosce il significato delle parole "ricatto", "intimidazione", ludibrio", "impotenza", "terrore intimo genitoriale", "minaccia", "camorra", "setta", "killer", "ritorsione", "infame in alcuni ambienti", "ansia per una figlia ancora viva".
Perche' Parol. non ha risposto mai non lo sa nessuno ma allora per questo che facciamo??? Lo appendiamo per i pollici o cerchiamo di capire che potrebbe persino avere dei suoi validi motivi per non parlare???

Chiara ha detto...

Sperando di non annoiare nessuno, fornisco alcune indicazioni che possono essere utili a comprendere meglio i processi che seguiamo.
1. Come in tanti altri casi, anche per il termine "dibattimento" c'è una discrepanza tra l'accezione comune e quella giuridica.
Nel diritto processuale il "dibattimento" è tecnicamente quella macro-fase del processo che va dalla formazione della prova nel contraddittorio tra le parti (c.d. istruttoria dibattimentale; ad essa si fa generalmente riferimento col termine "dibattimento") alla discussione finale (le c.d. "arringhe" conclusive e repliche).
La fase dibattimentale segue la "fase preliminare al dibattimento" - in cui, fuori udienza, vengono depositate le richieste di prova - e la "fase introduttiva del dibattimento" - in cui, in udienza, vengono trattate le questioni attinenti alla costituzione delle parti e alle eccezioni preliminari (ad esempio difetti di notifica, difetto delle condizioni di procedibilità ecc).
Trattate queste, l'imputato, opera la scelta se proseguire la fase introduttiva con la discussione delle richieste di prova già depositate e le richieste di controprova; in esito a ciò viene dichiarato "aperto il dibattimento" e si procede all'assunzione delle prove (c.d. rito ordinario). In questo caso il Giudice parte con un fascicolo vuoto e lo riempie man mano coi documenti e le testimonianze che vengono acquisite nel, appunto, dibattimento.
Oppure l'imputato può decidere, in cambio benefici sulla misura della pena da eventualmente comminarsi, di SALTARE questa fase e passare direttamente alla sentenza (con pena determinata dall'accordo delle parti = patteggiamento) senza nemmeno la sotto-fase dibattimentale della discussione, oppure di saltare la sotto-fase dell'istruttoria dibattimentale ma mantenere quella della discussione finale (giudizio abbreviato): il giudice acquisisce il fascicolo del p.m. (nel quale possono esservi anche atti d'indagine difensiva purchè ivi depositati prima della chiusura delle indagini) e fa discutere le parti. In esito alle arringhe e rispettive repliche, letti gli atti del fascicolo del p.m., emette la sentenza che potrà essere tanto d'assoluzione quanto di condanna (in questo caso applicherà lo sconto di 1/3 sulla pena).
In quest'ambito, il dibattimento (rectius, la sotto-fase dell'istruttoria dibattimentale) può essere del tutto assente (rito abbreviato c.d. "puro") oppure esserci ma limitatamente alle prove chieste dalla difesa e accordate dal giudice (rito abbreviato c.d. "condizionato"): questa fase dibattimentale ridotta ed eventuale deve essere sufficientemente contenuta da non alterare la natura del rito: il beneficio premiale è concesso in virtù dell'economia processuale che l'imputato decide di accordare in cambio dello sconto di pena, sicchè il thema probandum e la relativa acquisizione in contraddittorio dovrà necessariamente essere contenuto nonchè indispensabile al fine del decidere.

Chiara ha detto...

2. La pubblicità è un capitolo a parte.
Il dibattimento è per regola generale pubblico (ossia aperto alla presenza del pubblico e con pubblicazione dei relativi atti) ma NON NECESSARIAMENTE in quanto esistono deroghe alla regola generale: anche il dibattimento del rito ordinario può/deve avvenire a porte chiuse in ipotesi tassative determinate dalla legge; in questo caso, a seconda delle specifiche ipotesi, può/deve venire disposto anche il divieto di pubblicazione degli atti.
Altrettanto, il rito abbreviato (che non prevede dibattimento nell'accezione su esposta o lo prevede in misura limitata) è per regola generale NON pubblico ma esiste la possibilità di procedere a porte aperte se l'imputato ne faccia richiesta.

Chiara ha detto...

3. Il "procedimento per decreto" è il più contratto di tutti i riti, non prevedendo NESSUNA fase processuale, nemmeno la sentenza: il g.i.p. infatti, su domanda del p.m. al termine delle indagini, emette un "decreto penale di condanna" che solo successivamente viene notificato al condannato.
Ciò avviene in limitati casi in cui il p.m., sulla base dei propri atti, ritenga di poter domandare una sanzione esclusivamente PECUNIARIA, originariamente oppure anche in sostituzione di pena detentiva; la pena può anche essere condizionalmente sospesa. Il vantaggio per il condannato è che, in questo caso, la pena (che è solo pecuniaria come detto) è ridotta della metà.
In seguito alla notifica il condannato può decidere se tenere questa condanna pecuniaria(eventualmente sospesa) oppure opporla chiedendo che si proceda con rito ordinario, oppure abbreviato, oppure concordare un patteggiamento.
La Giurisprudenza di legittimità, quella costituzionale e quella europea hanno stabilito che la conoscenza del decreto penale, per essere preclusiva della facoltà di scelta del condannato trascorso il permine concesso per l'opposizione, debba essere "effettiva" e non solo "legale": così, se egli eccepisca di non averne avuto conoscenza effettiva per cause non riconducibili a sua colpa (se si sottrae intenzionalmente alle notifiche chiaramente non potrà lamentarsene) verrà "rimesso in termini" per proporre l'opposizione.
Caso tipico di rimessione in termini è la notifica eseguita alla residenza mediante deposito dell'avviso di notifica nella cassetta postale in un periodo nel quale si era temporaneamente altrove (viaggio di lavoro, breve permanenza in altra città ovvero in strutture di ricovero ecc); altra ipotesi tipica è quella in cui la persona che materialmente ha ricevuto la notifica non l'abbia poi tempestivamente consegnata all'interessato (proprio l'altro giorno è stato rimesso in termini un militare al quale il "piantone" che aveva ricevuto la notifica gliel'aveva consegnata con una settimana di ritardo; in un altro caso è stato dimostrato che il figlio che aveva ricevuto la notifica, in procinto di partire per l'erasmus, l'aveva messa in mezzo ai propri libri portandola con sè e tramettendola al padre solo qualche giorno dopo).

Spero che ciò sia utile a chi dovesse ricevere questo tipo di provvedimenti: ricordate che se ne avete avuto tardiva conoscenza avete la possibilità di essere rimessi in termini.

Ciao e spero di non avervi annoiati.

Chiara ha detto...

p.s. reato in cui tipicamente si ricorre al decreto penale di condanna è la guida sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti: in esso la prova è documentale (accertamenti tecnici strumentali oppure ospedalieri) e il condannato generalmente non ha da proporre eccezioni di merito idonee a contrastare tale accertamento e quindi trova ogni convenienza nel tenersi la pena dimezzata e convertita in denaro (di cui peraltro non viene fatta menzione nel certificato penale). Eventualmente potrà domandarne l'ulteriore conversione in lavori di pubblica utilità o la rateizzazione.

Insomma, i riti c.d. "premiali" non sono una imposizione del sistema che autoritativamente comprima i diritti dell'imputato ma una FACOLTA' ad esso concessa sempre (abbreviato) o in casi ristretti (patteggiamento) o assolutamente residuali e minori (decreto penale), in cambio della quale gli verranno accordati tutta un serie di benefici in virtù del fatto che non abbia appesantito l'iter giudiziario con richieste meramente strumentali e dilatorie. E' chiaro che anche queste richieste gli sono concesse: semplicemente all'esito del rito ordinario che abbia deciso di seguire, la sua condanna sarà piena e senza sconti premiali.

In definitiva non trovo che vi siano scandalosità nè arbitri nè soprusi in questo sistema, dal punto di vista dell'imputato; anzi questo sistema potrebbe piuttosto essere considerato fin troppo benevolo verso l'imputato, concedendo allo stesso tutta una serie di diritti e facoltà per pagare assai meno di quanto dovrebbe pagare sulla carta per il reato commesso.
In ogni caso non gli viene MAI negata la possibilità di un processo "ordinario" nè il diritto di dimostrare la propria innocenza.

Stefania ha detto...

Ho letto antentamente quanto avete scritto circa l'atteggiamento che la Famiglia Rea ha nei confronti di Salvatore Parolisi.

Sono accecati dal dolore e dal desiderio di vendetta. Non riescono ad essere obiettivi ed in parte vanno compresi.

Meno vanno compresi i "giornalai" che pur di aumentare l'audience li invitano a destra ed a manca per conoscere la loro opinione che non puo' che essere colpevolista.

Tanto viene dato loro spazio che i contenitori televisivi che parlano del caso, non fanno di certo un grande servizio nè al telespettatore nè tantomeno all'imputato che sino a prova contraria è innocente.

Eppure appunto giustifichiamo i Rea quando dicono "lui ci ha tolto nostra figlia e non deve piu' poter vedere la sua".

So per certo che uno dei difetti dell'attuale sistema giudiziario è rappresentato dal fatto Tribunale Civile, Penale e dei Minori non si parlino tra loro.

Mi ritrovo cosi' a domandarmi chi è quel delinquente di giudice del TdM che ha affidato ai Rea la piccola Vittoria Parolisi.

Abbiamo appena detto che i familiari di Melania non possono essere capaci di altro sentimento ed atteggiamento.

Per il bene della piccolina non avrebbe avuto piu' senso si fosse scelto l'istituto dell'affido temporaneo a famiglia estranea sia ai Rea che ai Parolisi?

Possono i Rea crescere una figlia nell'amore del padre (che non è un'assassino sino a condanna definitiva) se loro stessi provano nei confronti del Parolisi un odio che puo' essere giustificato dal dolore ma non se trasferito alla minore?

Io trovo questo non solo assurdo ma ferocemente cattivo nei confronti di Vittoria Parolisi.

Dovesse il babbo uscire dal carcere, un giorno .... cosa avrà mai capito quella bimba di quanto accaduto? Saprà mai ascoltare le ragioni del papà?

Stefania

Chiara ha detto...

Stefania

non condivido affatto la proposta di affido della piccola Vittoria ad una famiglia estranea! Non fraintendermi, sono corrette le considerazioni che fai e difatti sembra, a quanto si era detto in passato, che non siano lasciati soli nella cura della bambina ma affiancati da psicologi e assistenti dei servizi che verificano che la crescita della bimba sia affettivamente equilibrata. Se è vero ciò che la sorella di Parolisi ha detto l'altra sera, che la bambina telefona al padre dicendogli che gli vuole bene e che le manca, allora forse ce la stanno facendo a tenerla abbastanza indenne dall'odio dei nonni per il padre. Certo non si sa quanto possa durare e se la bimba non si trovi un giorno schiacciata tra i forti sentimenti che si muovono tra le sue due famiglie, ma affidarla ad estranei no, Stefania, in tutta coscienza la riterrei la soluzione peggiore in assoluto per quella bimba; l'eradicazione da un contesto familiare (non violento o anaffettivo) è il peggiore dei traumi che un bambino debba superare e se proprio non se ne sia costretti la si evita e io sinceramente concordo. L'importante, ripeto, è che siano mantenuti i rapporti con la famiglia del padre e con professionisti, così da contenere ed arginare gli squilibri affettivi che i Rea potrebbero ingenerare. Secondo me ormai alla sua età la bambina ha capito che coi nonni materni non deve parlare del padre, sono molto sensibili i bambini, anche dai silenzi sanno cogliere i segnali del disagio ed evitano istintivamente di aggravarlo.

Manlio Tummolo ha detto...

Allora, sempre accumulando chiacchiere su chiacchiere, tipiche dello stile giuridico, si dovrebbe credere che il processo con rito abbreviato possa non essere neppure un processo. Allora a che allegare documenti, dichiarazioni, difese scritte ed altro, se non se ne discute il contenuto ed il metodo? Basterebbe dire "Io ti condanno in nome del popolo italiano. Le ragioni te le scriverò quando mi fa comodo. Aspetta e spera. Potrai fare ricorso nel medesimo modo di questo grado, e così sarai ri-condannato fino a sentenza definitiva. Amen". Questo sì sarebbe un rito "abbreviato" !

Finché non ci libereremo da mentalità e stile giuridici, fonte di truffa e di mistificazione, i popoli non avranno mai una corretta applicazione della legge, ma continueranno a dover subìre l'arbitrio di coloro che si ritengono ispirati dalla divinità (poco importa di quale religione rivelata o naturale).

Chiara ha detto...

< a che allegare se non se ne discute?>

"l'imputato può decidere, in cambio benefici sulla misura della pena da eventualmente comminarsi, di [...] saltare la sotto-fase dell'istruttoria dibattimentale ma mantenere quella della discussione finale (giudizio abbreviato): il giudice acquisisce il fascicolo del p.m. (nel quale possono esservi anche atti d'indagine difensiva purchè ivi depositati prima della chiusura delle indagini)e fa discutere le parti. In esito alle arringhe e rispettive repliche, letti gli atti del fascicolo del p.m., emette la sentenza che potrà essere tanto d'assoluzione quanto di condanna (in questo caso applicherà lo sconto di 1/3 sulla pena).
In quest'ambito, il dibattimento (rectius, la sotto-fase dell'istruttoria dibattimentale) può essere del tutto assente (rito abbreviato c.d. "puro") oppure esserci ma limitatamente alle prove chieste dalla difesa e accordate dal giudice (rito abbreviato c.d. "condizionato")
[sempre a scelta dell'imputato, ndr]

"Insomma, i riti c.d. "premiali" non sono una imposizione del sistema che autoritativamente comprima i diritti dell'imputato ma una FACOLTA' [che l'imputato può esercitare o meno] ad esso concessa" [...] "non gli viene MAI negata la possibilità di un processo "ordinario""


più chiaro di così...

allora si può discutere sull'opportunità di eliminare i riti premiali e quelli speciali (tra cui il direttissimo e l'immediato in cui si salta l'udienza preliminare in presenza di prova evidente/flagranza e del previo interrogatorio dell'incolpato) ed è un conto: si può ritenere che debba esistere solo un processo uniforme sempre uguale per tutti e ci si può tranquillamente ragionare.

ciò non toglie che finchè esistono questi riti è bene che l'informazione sugli stessi sia corretta:
- quelli premiali sono una libera scelta dell'imputato che egli fa privandosi coscientemente della garanzia dell'istruzione dibattimentale (ed anche della discussione nel caso del patteggiamento) in cambio di un beneficio sulla pena;
- quelli speciali (tra cui si può annoverare oltre al direttissimo e l'immediato anche la citazione diretta) non dipendono invece dalla sua volontà ma eliminano la sola udienza preliminare mentre lasciano inalterata la fase dibattimentale e le sue scansioni, con pieni poteri di difesa per l'imputato.

Chiara ha detto...

p.s. sarei grata se si potessero evitare incipit come "sempre accumulando chiacchiere su chiacchiere" che nulla aggiungono al discorso e viceversa rischiano di creare inutile tensione: le chiacchiere possono esserci sulle argomentazioni ma non nelle mere descrizioni di fatti: queste possono essere prolisse o poco chiare e allora senz'altro lo si faccia notare e cercherò di correggermi.

PINO ha detto...

@ ANTONELLO,
ho letto due volte il tuo commento, e devo dirti (tu sai che non sono facile agli antusiasmi) che mi è piaciuto nella sostanza.
Hai bene interpretato gli stati emotivi di tutti gli attori sulla scena, chiedendoti, onestamente, con quali fini essi vengano diffusi all'opinione pubblica. Hai pure focalizzato, indicatole, le diverse sicumere di G. Rea.
Inutile che rimarchi il resto.
Concordo pienamente.
Ciao, Pino

Manlio Tummolo ha detto...

Del giurista è tipico esprimere un qualunque concettuzzo con centinaia di parole, proprie ed altrui, in un gergo maccheronico, rozzo e sgangherato, sintatticamente contratto, poco comprensibile al lettore anche se colto, ma non di quella parrocchia che si chiama Facoltà di giursprudenza con istituti da essa derivati. Non ho atteso certo oggi o gli ultimi mesi per ribadirlo, né per far dispetti a chicchessia che la pensi diversamente. E chiunque abbia fatto lo sforzo di leggersi le oltre 250 pagine di ricorso degli avvocati di Parolisi (o altro documento, fa lo stesso), se ne può rendere conto.

Lo scopo di questo gergo è appunto quello di avvolgere nello smog di tipo londinese (almeno quello che c'era nell' '800, oggi credo sia inferiore: nebbia e fumo) ciò che si deve dire sugli eventi da trattare e sui quali decidere.

Ripeto: insisto su questo affinché i "profani" possano capire perché non capiscono, o perché è difficile la comprensione complessiva di simile materiale scritto.

Naturalmente c'è sempre qualcuno che, in parte copiando/incollando, in parte di suo, vuole aggiungere ricami ulteriori, senza rendersi conto che pochi possono, non dico approvare, ma semplicemente seguire e comprendere ciò che viene detto.

Il mondo giuridico è un mondo iperuranico, caricatura penosa di quello platonico: un mondo nel quale la realtà è vista in strane essenze, il cui unico scopo è la permanenza del potere concentrato in pochi.

PS) La forumista "Stella", che spero riappaia nel dibattito, si dichiarava anch'essa avvocato: quindi saremmo davanti a due concezioni giurisprudenziali e dottrinali opposte sul rito abbreviato, il che non è affatto raro.

Anonimo ha detto...

L'Art. 456 così recita:
Decreto di giudizio immediato
1." Al decreto che dispone il giudizio immediato si applicano le disposizioni dell'articolo 429 commi 1 e 2.2. Il decreto contiene anche l'avviso che l'imputato può chiedere il giudizio abbreviato ovvero l'applicazione della pena a norma dell'articolo 444......"


Art. 457.
Trasmissione degli atti.
1. "Decorsi i termini previsti dall'articolo 458 comma 1, il decreto che dispone il giudizio immediato è trasmesso, con il fascicolo formato a norma dell'articolo 431, al giudice competente per il giudizio....."



Art. 458:
Art. 458.
Richiesta di giudizio abbreviato.
1. "L'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato depositando nella cancelleria del giudice per le indagini preliminari la richiesta, con la prova della avvenuta notifica al pubblico ministero, entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di giudizio immediato....."

Questi articoli disciplinano i rapporti tra il giudizio immediato e quello abbreviato.

Chiara ha detto...

dovevo immaginarlo che "sempre accumulando chiacchiere su chiacchiere" era ORO! figurarsi...

mi scuso se qualcuno ha trovato il linguaggio ostico, credevo di avere parlato "potabile" come mi sforzo sempre di fare proprio per colmare il "gap" che la legge, i suoi estensori e molti commentatori mantengono intenzionalmente col resto del mondo. vedrò di migliorare, è una cosa a cui tengo particolarmente.


p.s. anch'io avrei piacere che "stella" tornasse a chiarire la cosa...ho ricevuto due notifiche di immediato questa estate e i patrocinati non hanno optato per patteggiamento o abbreviato, sicchè settimana prossima andiamo a dibattimento.....sia mai io stia facendo dei processi inesistenti: mi scoccerebbe non poco! ;-)

a parte l'ilarità, la verifica è agevole: la faccia così si leva ogni dubbio.

458 c.1 cpp -"l'imputato, a pena di decadenza, può chiedere il giudizio abbreviato....entro quindici giorni dalla notificazione del decreto di
giudizio immediato"

457 cpp - "decorsi i termini di cui all'art. 458 c.1, il decreto che dispone il giudizio immediato è trasmesso, con il fascicolo formato a norma dell'art. 431, al giudice competente per il giudizio"

[431 cpp - "a)atti relativi alla procedibilità e all'esercizio dell'azione civile; b)c)verbali di atti non ripetibili; d)documenti acquisiti con rogatoria all'estero; e)verbali di atti d'incidente probatorio; f)verbali di assunti in rogatoria se i difensori vi abbiano potuto assistitere ed esercitare le facoltà consentite dalla legge; g)casellario e altri documenti utili per un giudizio sulla personalità; h)corpo del reato; eventuali atti d'indagine del p.m. o difensiva, su accordo delle parti"] come si vede, questo è il fascicolo "base" in quanto le prove si formeranno, appunto, nel dibattimento.
Se ancora non si sentisse sicuro delle conclusioni, la maggior parte dei codici riporta, in calce all'art. 457 cpp dopo le parole "al giudice competente per il giudizio", il rinvio all'art. 465 cpp che è il primo del libro dedicato al giudizio ordinario. Questi rimandi non hanno alcun valore legale ma in caso di dubbi sono una guida affidabile.
Spero di essere stata utile.

Chiara ha detto...

Anonimo 20:34 scusa, ci siamo accavallati!
giusto ricordare il 456 che lessicalmente è chiarissimo: "l'imputato PUO' chiedere il giudizio abbreviato ovvero l'applicazione della pena"

Stefania ha detto...

Il problema, Manlio, è che non si è giunti al dunque. Tanto fumo, come tu dici, per condire meglio dei concetti che sarebbe stato possibile esprimere in modo piu' snello ed a mio avviso anche in modo piu' convincente. Mi riferisco all'Atto di Appello. Comprendo difatti la necessità di elencare articoli di Legge, ma non quella di rendere barocchi e noiosi non tanto per noi che leggiamo ma per la Corte giudicante, i punti cardine sui quali basare la richiesta di assoluzione per l'imputato Parolisi. Immagino già gli sbadigli ... ma non sono quelli a preoccuparmi a dire il vero. Quel che temo è che nel fumo che avvolge la relazione, si perdano anche passaggi che a mio avviso invece dovrebbero essere a fondamento della sentenza, qualsivoglia essa sia. Riguardo (e qui mi rivolgo a Chiara) il fatto i Rea vengano monitorati da assistenti (immagino, si intende, quelli sociali) che Dio ce ne scampi, a parte felici e sporadici casi. L'apoteosi della sicumera, giusto per rimanere in tema.

Stefania

Anonimo ha detto...

Dato che la giurisprudenza è una materia che non conosco mi rivolgo a chi si sente in grado di dissipare alcuni dubbi che mi sono sorti.
Parolisi,a seguito del processo di 1° grado ha rinunciato al dibattimento in quanto non previsto dal rito abbreviato(scelto/tappa obbligata dalle circostanze),ed è stato condannato.
Attualmente è in corso il processo d'appello che a quanto ho capito si articolerà in tre udienze (pare che nel corso della 3^ è probabile che si emetta già la sentenza.
DOMANDA:
E' normale che avvenga tutto così velocemente ANCHE IN II° grado senza sentire testimoni, senza ulteriori accertamenti sui reperti, senza nessun dibattito, INSOMMA SENZA NIENTE DI NIENTE.
SENZA NIENTE PENSATE DHE I GIUDICI SI POSSANO FARE UN'IDEA INNOCENTISTA SULL'IMPUTATO?SE SI SULLA BASE DI CHE?
La mia senzazione è che assisteremo sicuramente ad una seconda condanna.
Marilia

Manlio Tummolo ha detto...

Il problema del'obbligatorietà o non obbligatorietà del rito abbreviato, dopo richiesta di rito immediato da parte del PM, non era tesi o ipotesi mia, ma ripeto di colei che si firmava Stella e che mi aveva, in modo cortese a dire il vero, qualificato "anacronistico" per aver dato un'interpretazione contraria. La cosa era di circa un anno fa prima della mia "vacanza forumistica". A dire il vero, avevo trovato riscontro, a quanto asserito allora, solo su Wikypedia, mentre non l'avevo trovato né su "Leggi Oggi", né sul testo del Codice Procedurale Penale sempre tramite INTERNET. La forumista "Stella", avvocato a suo dire, aveva accennato ad una riforma posteriore al 2007, e siccome di riforme, o meglio "deformazioni" ne producono ad ogni momento, non avevo alcun motivo specifico per non credere o per non ritenerla probabile. Penso che Pino, oltre a Stefania, dovrebbe ricordare quella discussione sempre relativa al presente argomento.

Come dico, a me il problema non tocca, perché tutta la cultura premiale, tutto il ciarpame processuale inventato dopo il 1988, malgrado indiscutibili buone intenzioni, sarebbero da buttar via.

Il massimo dell'assurdo si è avuto col processo di Perugia sul caso Kercher, dove uno si è fatto la galera con patteggiamento, gli altri due con processo normale assolti in appello, tuttavia rigettato dalla Corte di Cassazione: eppure il delitto era il medesimo e gli imputati i medesimi, per cui separare i procedimenti fu una delle cose più idiote che si potessero fare. Ovviamente opinione personale, e non mi meraviglierò se non sarà condivisa.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Marilia,

a mio parere, per quanto riservato e non pubblico, per quanto in formato ridotto, il dibattito è in corso, tanto è vero che fu ascoltato Parolisi (altrimenti non sarebbe stato ascoltato), ma non Si stupisca se vi saranno pareri diversi. Quanto ad altre testimonianze non credo che vi saranno. Le parti si contrapporranno con un certo numero di argomentazioni espositive di ciascuna tesi, ovviamente ciascuna espressa con i latinismi maccheronici, i ghirigori e i geroglifici verbali tipici della professione forense e magistratuale.

Anonimo ha detto...

Ovvio che se i patrocinati non hanno optato per il giudizio abbreviato o per il patteggiamento, si vada al dibattimento. Nel giudizio immediato infatti manca la fase dell'udienza preliminare, non del dibattimento che è presente come lo è nel giudizio ordinario; l'unica differenza sta nel fatto che nel procedimento immediato, la trasmissione del fascicolo e del decreto deve avere luogo solo dopo che siano trascorsi i termini per l'eventuale richiesta di giudizio abbreviato.

Chiara ha detto...

stefania mi trovi d'accordo sugli assistenti sociali. in pieno, proprio. non per nulla mi tremavano un po le dita mentre lo scrivevo....diciamo che che punto sullo psicologo, forse le probabilità di trovarne uno bravo sono di più!!! :-D

Chiara ha detto...

Marilia:
la scelta dell'abbreviato...è per sempre. nel senso che sì, anche l'appello viene svolto in quella forma; con la differenza che l'integrazione probatoria chiesta con la domanda di "abbreviato condizionato" si è esaurita nel primo grado. Da qui le tre udienze: una per la discussione del p.m. e parti civili; una per la discussione della difesa; una per repliche, camera di consiglio e lettura della sentenza.
Bada che non è affatto detto che la prossima sia l'ultima dato che le repliche potrebbero anche prendere tempo e/o la camera di consiglio necessitare di più tempo. Quest'ultima cosa in particolare ce l'auguriamo tutti: stante comunque la mole di materiale di questo processo, se i giudici se lo guardano PER BENE E TUTTO dovrebbero impiegare ben più tempo; consideriamo poi che sono in tanti e almeno in teoria dovrebbero discuterne tra loro prima di decidere! Insomma: mi auguro davvero per Parolisi che non sia lunedì il giorno della sentenza per lui! Anche se....magari l'impossibilità di condannarlo su quelle basi risulti talmente evidente che lo assolvano in quattro e quattr'otto...la speranza è l'ultima a morire no?

Chiara ha detto...

Anonimo 22:38

se fosse ovvio la questione non sarebbe stata sollevata, ti pare? nel web e sui media gira tanta disinformazione e chi non ha studi giuridici sul groppone non ha la possibilità di distinguere il vero dal falso; per questo secondo me è importante, quando si può, fare la prorpia parte per informare correttamente.

Chiara ha detto...

Tummolo:

- tengo a dire che per me era chiarissimo che lei non stesse parlando a titolo personale, tanto che ho detto: "A beneficio delle forumiste Stella e Tiziana, a cui pare vi sia stata una riforma che renda obbligatorio l'abbreviato a seguito di decreto di rito immediato, CONFERMO che una tale riforma NON v'è stata"....il "confermo" era appunto riferito a lei, che aveva detto non le constasse questa cosa.

- su perugia la penso esattamente come lei, solo sono consapevole che non vi fosse scelta, dato che non è previsto che il giudice possa rifiutare l'abbreviato "puro" (com'era quello di Guede) all'imputato che ne faccia richiesta. Ciò è effettivamente un problema in presenza di coimputati. Basterebbe inserire il rito abbeviato nell'elenco dell'art. 18 cpp che disciplina la separazione dei processi sottoponendola alla clausola generale che "il giudice ritenga la riunione necessaria per l'accertamento dei fatti" e si eviterebbero esiti aberranti come quello di perugia.

- tornando a parolisi, il "dibattito" è certamente in corso, come potrei non concordare? è il "dibattimento" che se sono esaurite le discussioni e le repliche non è più in corso e in ogni caso in esse si è esaurito (ciò che turbava Marilia mi era parso di capire). Parolisi è stato sentito in quanto è previsto per legge che lo sia se ne faccia richiesta: l'art. 441 cpp prescrive che nel giudizio abbreviato si osservano le disposizioni sull'udienza preliminare tranne gli artt. 422 e 423. L'art. 421 c.2 che disciplina l'udienza preliminare dice che l'imputato può rendere dichiarazioni spontanee o rendere l'interrogatorio. Poichè tale norma non è tra quelle escluse dall'art. 441 nè l'audizione dell'imputato è incompatibile con la natura del rito abbreviato (non consistendo in una introduzione surrettizia dell'istruttoria dibattimentale esclusa - o limitata, nel primo grado e se "condizionato" - dal rito).
Ad ogni modo ha ragione a non dare per certo che non possa ancora accadere qualcosa: anche nel rito abbreviato il Giudice può esercitare propri poteri istruttori d'ufficio se lo ritenga "necessario ai fini della decisione" (sempre art. 441; comma 5)....quindi chissà! può darsi che ci troveremo dinnanzi a sorprese; e francamente me lo auguro per lui, tanto che i giudici decidano di approfondire meglio la vicenda, quanto che decidano fulmineamente per l'assoluzione.

Mimosa ha detto...

Chiara, ho cercato di leggere attentamente tutto quanto di giurisprudenziale hai riportato, e anche di capirlo, e mi è tornata su dalle viscere la domanda: ma allora che ci stanno a fare i giudici popolari, se i togati emettono sentenze con in mano il Codice e i suoi cavilli (e pure “ghirigori e i geroglifici”, citazione da Manlio Tummolo )? e poi non applicano il principio su cui si basava il diritto romano padre (o padrigno) del diritto moderno “in dubio pro reo”, e neppure quello in versione moderna “oltre ogni ragionevole dubbio”?

I giudici popolari contano come il due di coppe (magari il due di briscola!) …

Giustamente hai poco sopra scritto: «nel web e sui media gira tanta disinformazione e chi non ha studi giuridici sul groppone non ha la possibilità di distinguere il vero dal falso» e io colgo l’occasione per applicare ciò ai poveretti giurati popolari … in balìa dei togati sapientoni che si sentono divinità intoccabili!
Come faranno a distinguere il vero dal falso, con le loro capacità personali, culturali, professionali tanto svariate?
E anche se fossero persone “illuminate”, tu puoi davvero aver fiducia che siano in grado di andar contro al ring che in camera di consiglio fissano i togati?
La tua esperienza processuale che ti dice?

Tabula ha detto...


Parolisi al momento del delitto non incontrava Ludovica da tre mesi. TRE.
sono troppi per un uomo che sostiene di amarti, un uomo che ti desidera trova il modo e l'occasione per incontrarti, sempre.
Mi ricordo una puntata di Sex & the city (che citazione colta eh) nella quale le protagoniste arrivavano alla consapevolezza che molte donne dure di comprendonio non hanno: "se un uomo non ti richiama, è perchè non gli piaci abbastanza"
Se amore fosse stato Salvatore non avrebbe aspettato tutto quel tempo prima di rivederla: le faceva promesse, è vero, tenendo la porta aperta perchè tutto sommato lei gli piaceva e non se la sentiva di troncare anche quel legame psicologico di supporto, quell'intesa che sicuramente c'era.
Però non la incontrava, le inventava scuse, le prometteva cose che non manteneva, le raccontava bugie sulla sua intenzione di separarsi, e puntualmente, quando lei incalzava pretendendo un incontro, lui accampava scuse dell'ultimo minuto.
E' amore questo? NI. E' un diversivo.
con la moglie aveva rapporti, festeggiavano il san valentino, credo programmassero una riconferma del vincolo coniugale, non è il classico ritratto del matrimonio in crisi.
L'amante colmava quei vuoti che in tutti i matrimoni possono presentarsi, ma pretendeva un impegno netto sul quale lui per troppo tempo aveva nicchiato.
Non è considerabile una prova quel "in una settimana me la levo di torno", quell'intento e quelle parole erano già state espresse più di una volta disattendendole puntualmente.
non è provabile che incontro con i genitori di Ludovica da lei preteso e da lei organizzato volendo costringerlo ad una presa di posizione, potesse contare più di tutti quegli altri appuntamenti fatti saltare all'ultimo minuto da almeno tre mesi, troppi per una passione carnale e cieca che conduca all'omicidio.
Difatti il giudice Tommolini per quanto sentimentale al punto di emettere sentenze in lacrime, non si è lasciata convincere dalla teoria dell'imbuto psicologico e l'ha fatta crollare a favore, ahimè, di una sua teoria priva di riscontri.
Parolisi non può essere l'assassino, perchè ci sono testimonianze e prove oggettive a sua discolpa,
il motivo per il quale ora èin galera è perchè è stato un traditore stupido ed ha voluto coprire la propria stupidità e la propria incapacità di saper gestire le situazioni.
avrà anche voluto benea L., la dedizione di lei ha pesato moltissimo quando lui si è trovato solo con tutti contro, la ragazza è intelligente anche se non lo è stata sentimentalmente parlando, ed ha cercato di aiutarlo e supportarlo in tutti i modi come già faceva in precedenza, anche se tutte queste energie profuse non erano valse a portarselo via.

Salvatore non si è saputo gestire, nè nel matrimonio nè nell'infedeltà, nè dopo la scomparsa della moglie: ha accumulato idiozie su idiozie, si è fregato con le sue mani.
Ma ricordiamo che non si finisce in galera perchè si è stupidi bugiardi o superficiali nei rapporti con le donne: magari!
si finisce in galera solo se ci sono prove, occasione movente e possibilità.
non ci sono evidenti occasioni nè possibilità, la Tommolini lo colloca al pianoro riabilitando le testimonianze, ed il movente è fragile.
mi sembra troppo per condannare un uomo.
Però ho paura che la giustizia mediatica abbia condizionato un pò troppo i liberi convincimenti, e francamente, in una assoluzione piena che sarebbe un atto dovuto per la sola onestà intellettuale di riconoscere l'impossibilità di quelle ricostruzioni, io non ci spero.

Chiara ha detto...
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Chiara ha detto...
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Chiara ha detto...

Mimosa

in camera di consiglio con i giudici d'assise non ci sono mai stata, mi piacerebbe essere chiamata come popolare per vedere come funziona in pratica ma non è mai successo, quindi posso esprimere solo pareri a pelle.

temo che i giudici contino SEMPRE come il due di coppe...nel senso che sì esprimono il proprio voto personale ma nemmeno io credo sia del tutto indifferente a quello che hanno capito pensino i togati (che apposta votano per ultimi, ma nel corso della discussione credo che non tutti siano tanto bravi da non farsi capire); e lo penso proprio per il fatto che dici - ossia che per le questioni di diritto devono affidarsi necessariamente ai togati e immagino sia facile che questa disposizione d'animo li condizioni anche nell'accogliere eventuali "input" dei togati nel merito dei fatti.
tantomeno credo che, mediamente parlando, anche conservando una idea diversa si metterebbero in contrapposizione coi giudici.

quindi sì: secondo me c'è da sperare che siano i togati quelli convinti, ma certo non credo sia sterile il fatto che l'opinione di fondo dei popolari penda concordemente per il dubbio o addirittura la certezza di non colpevolezza, non che i togati eventualmente convinti del contrario, ne sarebbero del tutto refrattari...tutto sommato se il gruppo dei popolari è compatto parliamo sempre di 6 contro 2 e credo che come in tutti i fenomeni umani il gruppo faccia forza ai singoli.

ciò detto, non ho capito per niente l'intro del tuo messaggio: da quale parte dei miei discorsi hai derivato la conseguenza che "i togati emettono sentenze con in mano il Codice e i suoi cavilli e poi non applicano il principio "oltre ogni ragionevole dubbio"??

I togati, come i popolari, emettono sentenze SULLE PROVE. [che saranno in gran parte formate davanti a loro in dibattimento, dato che partono con un fascicolo quasi vuoto, se il rito è ordinario; che invece saranno in gran parte quelle che già erano nel fascicolo del p.m. che gli è stato consegnato all'inizio, se il rito è abbreviato].

Del fatto che i giudici operino la conduzione del processo e la valutazione delle prove "con il codice in mano" direi che possiamo rallegrarcene, ti pare?! o i giudici non dovrebbero attenersi alle leggi secondo te?!

La regola stessa del "oltre ogni ragionevole dubbio" è dettata dal "codice e i suoi cavilli" dove dice quando si può emettere sentenza di condanna (art. 533 cpp) quindi augurarsi che il codice lo tengano in mano e se lo pongano anche sulla testa e sul cuore!

Il fatto che il giudice o i giudici ce l'abbiano o non ce l'abbiano questo dubbio, è questione che attiene alla natura umana e non certo al diritto; tu guarda solo cosa succede qua dentro, con gente che certi elementi li considera inequivoci in un senso, e altra gente quegli stessi elementi li considera invece dubbi o non li considera affatto; nè per diventare magistrato si fanno test di logica o di q.i., quindi l'incidenza di soggetti "corti" o illogici tra i magistrati, sempre auspicando sia inferiore a quella media come dovrebbe essere, certo non è assente.

La forca caudina però c'è per tutti i giudici ed è la MOTIVAZIONE della sentenza: lì "cascano i palchi" (o "gli asini") e non per nulla in tanti casi, come in quello di Avetrana di cui siamo ancora in sconfortata attesa, si pensa che sarà la Cassazione il luogo in cui si potrà riuscire a rimediare agli errori tramite i difetti logici della motivazione della condanna...

Chiara ha detto...

E.C.
la frase corretta è:
"certo non credo sia sterile il fatto che l'opinione di fondo dei popolari possa pendere concordemente per il dubbio o addirittura la certezza di non colpevolezza; anzi credo che i togati, eventualmente convinti del contrario, non ne sarebbero del tutto refrattari"

Ivana ha detto...

Per Anonimo
Mai mi sono permessa di “prendere a male parole” qualcuno “sulla posta di Giangavino Sulas” e tutti i miei numerosi messaggi sono ancora ben visibili e provano la mia correttezza dialettica nei riguardi degli interlocutori…
Le ipotesi sulla mia identità sono state e restano ipotesi completamente errate, dimostranti l’erroneità di determinate convinzioni in alcuni interlocutori…
Come torno a ribadire, il nome Ivana è proprio il mio e sia la Redazione di Oggi sia Massimo Prati (con i quali ho avuto modo di inviare e di ricevere messaggi privati) conoscono anche il mio cognome, comunque già pubblicato anche in una pagina di questo stesso blog, e potrebbero verificare (risalendo all’IP del mio computer) e confermare…

Per Tiziana
Nei vari atti (pubblicati in rete, inerenti al processo di primo grado, non sono presenti risposte (alle mie domande) che io possa considerare esaurienti e convincenti.
L’atto di appello della difesa è stato pubblicato in rete? A quale indirizzo web?
Grazie
Non ho sposato a priori la tesi colpevolista, ma dopo aver letto la documentazione varia, inerente al processo di primo grado, pubblicata in rete, ho tratto le mie deduzioni logiche…
Perché Salvatore Parolisi ha “lasciato” che Ludovica coinvolgesse i propri genitori i quali hanno prenotato l’albergo ad Amalfi? Se il rapporto con Ludovica era così superficiale, perché scambiare con lei così tanti messaggi e permetterle di coinvolgere i suoi parenti? Ludovica, ormai, era esasperata e non avrebbe più accettato scuse. (Lo si deduce dai messaggi intercorsi tra loro e presenti negli atti). Credo che le parole “sparire dalla mia vita” siano proprio precise.
Come ribadisco, i genitori di Melania avevano già tranquillamente accettato il tradimento con la consapevolezza che certe situazioni vanno gestite esclusivamente dai diretti interessati…
Ritengo che gli esperimenti condotti dalla dottoressa di parte siano validi da un punto di vista scientifico (metodo galileiano del provare e riprovare).
Avevo letto che esistono:
a) una pubblicazione scientifica dal titolo “Survival of ingested DNA in the but and the potential for genetic transformation of resident bacteria”;
b) una relazione tecnico
biologica sulla persistenza del DNA esogeno nel cavo orale con allegati tracciati elettroforetici
Una sperimentazione specifica è stata effettuata dalla dott.ssa Marina Baldi che sottolinea:
“Gli esperimenti condotti, pur nella consapevolezza che non è possibile effettuare una
standardizzazione precisa delle condizioni sperimentali, quali ad esempio il quantitativo di saliva
che viene trasferito dal partner maschile al femminile e la quantità di salivazione del cavo orale che è un fattore del tutto individuale, consente di affermare che, dato che in TUTTI i casi
analizzati il tempo di eliminazione del profilo maschile è stato del tutto identico, IL TEMPO DI PERMANENZA DEL DNA ESTRANEO NEL CAVO ORALE DI UN INDIVIDUO È INFERIORE A
5 MINUTI, IN ACCORDO CON QUANTO AFFERMATO NEL LAVORO DI FLINT HJ ET AL DEL 2001 …”
Non credo proprio che una persona agonizzante possa usufruire delle normali funzioni vitali…
La Tommolini non ha scritto di aver chiesto il dna ai macedoni per constatare se corrispondeva a quello ritrovato sui denti di Melania… credo fosse ben consapevole che il dna sui denti era quello di Parolisi…
Nell’intervista a cui io avevo assistito, Paciolla aveva ribadito di non aver fatto vedere a Parolisi alcuna immagine relativa al ritrovamento del corpo di Melania e di non aver indicato il punto esatto di tale ritrovamento.
Credo che Parolisi non avesse pensato a una “scomparsa spontanea”, infatti aveva subito detto a Paciolla stesso: “Me l’hanno presa”…
Il fatto che DOPO il delitto si premuri di far sparire i contatti, mi fa pensare piuttosto a un delitto d’impeto…

Anonimo ha detto...

Per la sedicente IVANA

il campione 4493, l'articolo di Kenna et all 2011, nominato anche
nella memoria difensiva, parla si di permanenza e persistenza della
saliva fino a 96 ore dal deposito... ma sul COLLO di volontari che non
hanno mai toccato ne' lavato la zona del deposito per l'intera durata
del test. Kenna et all si guardano bene da testare sopra o dentro la
bocca! E un corpo morente... chiuma saliva, anche ovviamente sulle
labbra! Infatti, sulle labbra di Melania (ed in effetti in entrambi i
campioni in questione) il DNA maschile era minimo e frammisto ad
abbondante DNA femminile. Se l'origine fosse stata salivaria, il DNA
misto sarebbe stato composto da saliva della vittima, anche sulle
labbra, e saliva del marito. E la mucosa impiega massimo 1 ora,
dicevamo, a "digerire" saliva estranea. Post mortem poco conta: la
saliva non "muore"; continua la sua azione per molte ore finche', non
essendo piu' prodotta, si secca gradualmente. Comunque sia, anche in
caso di saliva-colla del marito, il campione sull'arcata dentaria
potrebbe essere saliva solo se a Parolisi, minuti prima dell'inizio
dell'autopsia, fosse stato permesso di salutare la moglie prima che
venisse sezionata e le avesse dato un bacio profondo. In nessun altro
caso.
Passando alle CELLULE EPITELIALI, e' l'FBI stesso a fornire l'orario
massimo di permamenza, persistenza e rilevabilita' delle stesse (in
condizioni asciutte, pero'!): SOLO 36 ORE DAL DEPOSITO. Pertanto, se
il marito avesse sfiorato l'angolo esterno della bocca della moglie in
un periodo compreso tra le 2.30 del mattino del 20/4 e l'inizio
dell'autopsia, e le labbra fossero state completamente asciutte, solo
allora il campione 4493 originerebbe da cellule epitliali. Purtroppo
lo stesso non si puo' asserire per il 4494 (arcata dentaria), in
quanto passano MOLTISSIME ore dal decesso prima che l'interno della
bocca di un cadavere sia completamente asciutto e privo di mucose, e
purtroppo in caso di alpha amilase, anche minimo, questo digerisce le
cellule epiteliali entro una manciata di minuti (ed ancor prima della
saliva estranea di cui sopra).
E' possibile che Parolisi abbia visto di sfuggita la moglie un attimo
prima dell'inizio dell'autopsia? In nessun altro caso quei due
campioni potevano rivelare il DNA del marito...

IVANA, ha citato i risultati di "un" perito di parte.
QUELLO CHE HO SOPRA RIPORTATO, E' UN "VANGELO" SCIENTIFICO DI UN PERITO "TERZO"
La mia firma? Quella di chi non condivide una parola delle tue...deduzioni (?)

Ivana ha detto...

Per Anonimo
“Sedicente”? Ti sembra un termine opportuno da usare nei miei confronti? Allora potresti usare tale aggettivo nei confronti di qualsiasi altro interlocutore di questo blog, o no? Ripeto: il mio cognome è già apparso in una pagina web di questo stesso blog; inoltre sia la REDAZIONE WEB DI OGGI sia MASSIMO PRATI conoscono il mio indirizzo di posta elettronica e, volendo, potrebbero risalire all’IP del mio computer…
Sono sempre stata sincera e corretta e ho sempre espresso liberamente il mio punto di vista…
Ritengo molto più attendibili i documenti della dottoressa Marina Baldi rispetto alle tue parole (per me parole di un semplice sconosciuto!) che non riportano dati e citazioni specifiche, pubblicate e firmate…
Inoltre non solo Marina Baldi, ma anche Francesco Introna, esperto di medicina legale, considerano “prova scientifica” il DNA di Parolisi trovato sugli incisivi di Melania…

PINO ha detto...

@IVANA è il suo nome? per me va bene. Andiamo oltre:

Premesso che in questo blog ci sia sempre stata libertà di espressione delle proprie opinioni, se contenute nei limiti della correttezza e del confronto civile, a nulla serve che il blogger o altri conoscano gli estremi dell'identità di chi interloquisce.
Per quanto concerne le precisazioni scientifiche, da me sopra riportate, posso assicurarle che l'autore delle stesse (che non sono io, e di cui non sono autorizzato a rivelarne il nome) contrastano chiaramente quelle da lei citate.
Ma il motivo per cui non condivida il suo assunto, circa la presunta colpevolezza del Parolisi non si limita a quanto sopra discusso: va ben oltre.
Ma non posso, mio malgrado, per ragioni di tempo e di spazio, stare a ragguagliare tutto quanto sia stato valutato, discusso e stabilito, in quasi due anni di dibbattiti, che hanno riempito migliaia di pagine, su questo blog.
La dovrei rimandare a leggerne almeno alcune, fra le più interessanti.
Perchè e cosa gli abbia fatto pensare, quindi, di venirci a proporre episodi e circostanze, fra le più banali (senz offesa) di tutto il caso, che per lei determinino la colpevolezza di Parolisi, non è chiaro.
Non serviva a nessuno degli interlocutori di questo spazio un nuovo possessore di verità, quì approdato, fra i tanti siti dell'immensa rete informatica. Per consuetudine, quì si da il "benvenuto" a TUTTI, i nuovi ospiti, se apportatori di raziocinio ed onestà intellettuale, e si mal tollera chiunque non dimostri possederne, Tanti distinti saluti, Pino

Anonimo ha detto...

p.s. err. corr. "DIBATTITO" non diBBattito Pino

Ivana ha detto...

Per Pino
Personalmente reputo attendibili soltanto coloro che fanno citazioni precise e circostanziate, riportando dati e firme pubblicati e accessibili a chi, come me, non è minimamente coinvolto nel processo inerente a Parolisi e, quindi, può visionare soltanto i documenti pubblicati e giudicare con obiettività… Ho letto gli atti del processo di primo grado pubblicati in rete e firmati e da ta tali letture sono giunta a porre interrogativi e a trarre le mie personali conclusioni.
Qui, come altrove, esprimo il mio punto di vista e lo confronto con il punto di vista altrui (a proposito di "qui", perché lei ha accentato tale avverbio, mentre non ha messo l’accento a “dà” (voce del verbo dare)?; c’è un motivo particolare a me sconosciuto, o si tratta di semplici errori di battitura che tutti noi possiamo commettere digitando velocemente sulla tastiera?
Io mi reputo tollerante e leggo i diversi punti di vista, rispettandoli anche quando non li condivido… Credo, comunque, che il confronto tra opinioni diverse possa essere arricchente per tutti gli interlocutori…
"Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere." (Voltaire)
Cordialmente
Ivana

PINO ha detto...

IVANA, non diriamola troppo per le lugnhe, tirando in ballo il "da" senza accento che, per logica va inteso come verbo.
Di errori di questo genere se ne posso fare, proprio per la ragione che ha spiegato. A tale proposito, le faccio osservare uno identico suo: "da ta tali letture".
Le consiglio, per concludere, che se vuole veramente "arricchire" il dialogo, cambi il binario che percorre attualmente, per considerarne qualche altro alterantivo. Potrebbe portarla in altra direzione.
Ritengo altresì sterile, ogni ulteriore scambio di pareri.
Pino




























Tiziana ha detto...

Per Ivana
l'atto di appello lo puoi trovare (va bene se passiamo al tu?) anche in questo blog, Massimo l'ha inserito tra la documentazione del caso Parolisi (nella striscia di sinistra per la precisione, sotto alla pubblicità).

A tutti i quesiti che hai posto, ho cercato di mostrare come si possa rispondere in chiave innocentista. Le mie risposte non ti hanno convinta, d'altra parte a me non convincono le tue (spiegherò più avanti). Per te gli avvocati di Parolisi non sono stati esaurienti riguardo a tali quesiti, ma io reputo che nemmeno i vari Pm, avvocati di parte civile, giudici, siano stati esaurienti nell'indicare in Parolisi il colpevole. E questo è molto grave, infatti è proprio l'accusa che dovrebbe suffragare con delle PROVE la colpevolezza dell'imputato. Se l'accusa non è in grado di convincere, l'imputato andrebbe assolto, a prescindere dai dubbi eventualmente non chiariti dalla difesa.

Parlando del DNA di Parolisi sugli incisivi, tu fai riferimento a ciò che dicono due periti di parte (accusa-parte civile), Introna e Baldi ma, essendo di parte, hanno lo stesso valore di ciò che sostiene il consulente della difesa che, citando la letteratura scientifica accreditata, nega le certezze della Baldi. Cito dalla perizia Gino:
"Il dott. Giardina nelle sue relazioni asserisce che “ ... non esistono dati scientifici utili ed utilizzabili per definire il tempo di degradazione/eliminazione di cellule sulle labbra e sugli elementi dentari ... Il consulente osserva che dati presenti in letteratura rilevano, come è logico, che la concentrazione di DNA da saliva sulla pelle decade con il tempo, ma anche che è possibile rilevare la presenza di materiale genetico fino a 96 ore dopo la deposizione (Kenna et al., 2011). Il tempo di permanenza del DNA è inoltre dipendente da numerose ed indeterminabili variabili, quali la variabilità inter-individuale (individui diversi hanno diverse concentrazioni di DNA nella propria saliva), la localizzazione della deposizione, la possibilità che il trasferimento di DNA sia di tipo primario (DNA trasferito direttamente da una persona ad un oggetto o ad un’altra persona) o secondario (DNA trasferito dapprima su un oggetto ed in seguito trasferito ad altro oggetto o persona). È infatti possibile che il DNA estraneo si trasferisca per contatto su cosmetici (Webb et al.,2001) (lucidalabbra, rossetto, etc...) e che questi divengano il veicolo di un trasferimento che non coinvolge un contatto diretto ...”.
CONTINUA...

Tiziana ha detto...

...CONTINUA

A dirimere la controversia ci pensa il perito SUPERPARTES, la dott. Gino, la quale ci dice:
"Nessuno dei due consulenti di parte, così come il CTU, ha però preso in considerazione la possibilità che detto materiale biologico potesse essere costituito da sperma. La letteratura scientifica indica la possibilità di identificare spermatozoi in uno striscio orale a distanza di sei ore in bocca e nove ore sulle labbra dal rapporto nonostante il soggetto si fosse lavato i denti, avesse bevuto o si fosse sciacquato la bocca. Dati più recenti tratti da protocolli sanitari impiegati in caso di violenza sessuale consigliano, se dal racconto emerge la possibilità di un avvenuto rapporto orale, di effettuare un prelievo mediante tampone anche a distanza di due giorni dal fatto. Allard, inoltre, segnala il rinvenimento di sperma in un tampone buccale effettuato su di un soggetto deceduto che ha soggiornato per un giorno in un canale ed è poi stato conservato per venti giorni nelle camere mortuarie.
NULLA DUNQUE PUO' ESSERE DETTO circa la natura, il tempo e la modalità di deposizione del materiale biologico prelevato dagli elementi dentari (4494) e dalla regione labiale (4493), e soprattutto nulla può e deve essere desunto dalla diagnosi di natura effettuata sul tampone eseguito in corrispondenza della lingua." (il maiuscolo nel testo l'ho inserito io, per evidenziare che comunque, qualsiasi cosa dica la Baldi, non è rilevante).

Per quanto riguarda il Paciolla, evidentemente abbiamo visto due interviste diverse. D'altra parte lo stesso ha cambiato più versioni nel tempo, man mano che la sua testimonianza esprimeva sempre più la volontà di accusare Salvatore. Per altro non capisco come si possa screditare Parolisi per le bugie che ha detto relativamente all'amante ed invece avvalorare le parole di Paciolla che, scandalizzato (così diceva inizialmente) per l'amante dell'amico, si è poi scoperto essere altrettanto fedifrago.

Una nota infine sul delitto d'impeto, unica concessione che fai al Parolisi. Ma a te sembra plausibile la ricostruzione della Tommolini? Parolisi si sarebbe bardato di tutto punto a causa del freddo (altrimenti non si spiega la mancanza di sangue sui suoi vestiti) per, dopo qualche secondo, tentare un approccio sessuale con la moglie. Non tenta neanche di avvicinarsi a lei per una carezza e, da lontano, mentre la donna urina le dice. "ehi, vuoi fare sesso?" lei poveretta, in tutt'altre faccende affaccendata risponde di no e allora lui, senza aspettare che si alzi e dunque senza neanche darle il famoso bacio che trasferisce DNA, la colpisce con un coltello che tiene sempre in tasca, non si sa mai, potrebbe sempre servire. Visto il risultato però, se ne dispiace e, anziché essere preso dalla frenesia di far sparire le prove della sua colpevolezza, si attarda in un bacio della morte.
Personalmente, se pure ci potrebbe essere qualche vago indizio di colpevolezza di Parolisi, propendo per la sua innocenza perché non mi sono mai riuscita a dare (al di là della creatività della giudice) una ricostruzione plausibile per un Parolisi colpevole, oltre alla assoluta mancanza di tempo per fare tutto ciò che sostengono abbia fatto.

Manlio Tummolo ha detto...

Nessuno di voi sa che fine abbia fatto "Stella" ? Non sarà per caso stata Silvia Gobbato ? Sarei curioso di un confronto. Sul rapporto giudizio immediato - giudizio abbreviato trattano anche i due difensori di Parolisi, ma mi sembra - sempre sfrondando la foresta lessicale forense - in termini un tantino diversi. Bisognerà leggere il "libro" con maggior pazienza e più attenzione .(da parte mia, intendo).

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tiziana,
non mi fiderei, in un caso di violenza, di pretendere rapporti orali: vi sarebbe il rischio di trovarsi senza l'arma. Personalmente, siccome sono un fifone, in tutti i casi non riuscirei mai a farmi fare operazioni del genere, anche se volontarie. Basterebbe uno spasmo muscolare delle mascelle e... addio!!!

Tiziana ha detto...

Ma no, Manlio,
scusa la mia ingenuità, ma quando parlavo di bacio intendevo proprio quello. Per altro anche il tentativo di un rapporto orale sarebbe da escludere, non vorrei divenire scabrosa, ma reputo che una donna "accucciata" a urinare, si trovi un po' più in basso della posizione idonea per... nel qual caso anche Parolisi avrebbe dovuto abbassarsi, oltre a trovarsi con le mani occupate per liberarsi dai vestiti. Ora che si fosse rialzato e "risistemato" penso che la rabbia sarebbe sbollita e la donna avrebbe avuto il tempo di "risistemarsi" pure lei.

Se invece ti riferisci alle parole della Gino, ebbene le eventuali tracce di sperma potrebbero essere ricondotte alla mattina (6-9 ore).

Comunque, al di là del caso specifico, la cronaca riporta molti casi di violenza sessuale includenti anche i rapporti orali: con la minaccia di un'arma, dunque, molte donne non hanno il coraggio di reagire e i loro violentatori non sono evidentemente fifoni, purtroppo!

Ivana ha detto...

Per Tiziana
Grazie, Tiziana, per avermi indicato dove si trova l’atto di appello e per aver proposto di darci del tu. Leggerò con calma il documento e, appena possibile, ti farò sapere…

Per Pino
I nostri errori di battitura non mi paiono “identici” per il semplice motivo che l’avverbio “qui” (da lei accentato) e la voce verbale “dà” (da lei non accentata) potrebbero apparire come errori ortografici; il mio refuso potrebbe apparire, invece, come la ripetizione della sillaba “ta”, ripetizione dovuta a chi ora (come nel passato il grande matematico Tartaglia vissuto nel ‘500)è affetto da balbuzie… :-)

Stefania ha detto...

Ivana, hai discusso con Manlio, ora con Pino ...... ABBBBASTA. Ti pare questo lo spazio adatto per mettere in mostra la tua preparazione grammaticale.

Invece che perderti a correggere con la matita rossa eventuali rerrori ortografici e/o di battitura, dedica il tuo tempo alla lettura dell'atto e delle discussioni precedenti sul caso Rea.

Cosi' che alcuni dei dubbi che hai espresso nel tuo intervento di ieri possano venire dissipati.

Come Pino ha cercato di spiegarti (ed inizialmente lo ha fatto in modo molto gentile) abbiamo speso ore ed ore, pagine e pagine per discutere non solo le perizie di parte ma anche quelle super-partes e che sino a prova contraria, dovrebbero avere una valenza maggiore rispetto a quelle ordinate da accusa o difesa.

Non siamo qui a discutere le voci del Devoto-Oli ..... siamo qui a confrontarci sul caso Parolisi/Rea.

Prima del confronto, noi tutti abbiamo letto e tanto. Prova a farlo anche tu e vedrai che eventuali tue domande non verranno piu' considerate quali provocazioni ma solo sviste .... perchè a tutti noi è capitato, capita e capiterà di scordare un particolare.

Io stessa ogni volta sbaglio a chiamare la senimogellina, la semenogelina, la semenogellina ... o come diamine si chiama quella sostanza che tante certezze ci ha dato.

Ma non vengo di certo accusata di essere una provocatrice per questo perchè quando pongo una domanda risulta evidente a quasi tutti che ho letto su questa vicenda davvero di tutto con attenzione, senza pregiudizio, come ci invita sempre a fare Massimo Prati.

Spero di leggerti presto, ma dando la convinzione di averci messo altrettanto impegno.

Stefania

Anonimo ha detto...

Anche se vi ho letto solo ora con ritardo ringrazio Manlio per la risposta e Chiara che mi ha motivato la velocità del processo in corso. Spero che questo, per quanto breve, lasci i tempi di riflessione per poter giudicare con equità e poter quindi ribaltare la precedente sentenza ingiusta e immotivata. Coraggio Salvatore tieni duro e non mollare mai qualunque sia l'esito di questo processo. Se colpe morali hai avuto le hai più che espiate in questi due anni di tormento.
Marilia

Ivana ha detto...

Per Tiziana
Sì, almeno finora non mi convincono neppure gli atti d’appello e non ho trovato le risposte che cercavo…
Riguardo al DNA sugli incisivi di Melania, non condivido il fatto che il cd Giudicante non abbia permesso l’approfondimento riguardo al tema della sperimentazione, non accettando, a priori, risposte provenienti da risultati di test empirici. Comunque, per me, i test empirici sono importanti; so (Galilei docet) che la scienza ha le sue fondamenta solide nel cd “metodo scientifico” che consiste nella raccolta di evidenze empiriche attraverso l'osservazione e gli esperimenti.
Finora, a livello scientifico, mi convince molto di più quanto esposto in merito dal professor Introna…

Per Stefania
Ho discusso con Manlio? Dove e quando?
Perché mi appari irritata riguardo agli errori di battitura che facilmente tutti noi, come ripeto, commettiamo?
Quale “matita rossa”? RIBADISCO: ho parlato di errori di battitura che tutti commettiamo…
Tu non sei obbligata a leggere i miei interventi e, soprattutto, non puoi sapere quale impegno io metta nelle mie letture…
Se le mie domande non ti sono gradite puoi ignorarle, nessuno ti obbliga a leggere i miei interventi…
Nelle “CONCLUSIONI” presenti nella RELAZIONE DI CONSULENZA
MEDICOLEGALE-BIOLOGICA, Tribunale Ordinario di Teramo, si legge, tra l’altro, esattamente quanto segue:
“[…]dal tampone vaginale è stato tipizzato unicamente il profilo della vittima; le diagnosi di
natura condotte sullo stesso, per quanto riportato nel relativo paragrafo, non permettono di
definire se fosse presente materiale di origine spermatica; inoltre la quantificazione della
componente maschile su detto campione ha avuto esito negativo, così come l’analisi
dell’elettroferogramma relativo allo studio dei polimorfosmi STR autosomici non ha
evidenziato la presenza di un picco in corrispondenza della variante allelica Y al locus
dell’Amelogenina. Non è dunque possibile rispondere in termini di certezza al quesito
posto dalla S.V. circa la possibilità che la vittima abbia avuto nei giorni precedenti il suo
decesso rapporti sessuali;[…]”
Insomma, non si può escludere che la vittima abbia avuto rapporti sessuali con Salvatore Parolisi nei giorni precedenti il decesso.

Chiara ha detto...

Tummolo 29/9 13:45

ho letto quella parte dell'appello (pagg. 32-36)...è a quelle che si riferisce?
se sì, già parlando con Tiziana nei giorni scorsi avevo detto di ritirare in parte la critica mossa alla difesa per la scelta del rito, dato che come denunciano in quelle pagine la procura - evidentemente presa in contropiede dalla scelta del rito operata dall'imputato - ha tentato di introdurre surrettizziamente e contro ogni regola delle prove originariamente non contenute nel fascicolo ed altre viceversa le ha espunte non consentendo alla difesa di vagliarle al momento di compiere la scelta.

L'operato della procura è davvero inqualificabile, avendo doppiamente imbrogliato (con azione e con omissione): come giustamente ricordato dalla giudice Tommolini "l'abbreviato è un rischio per la difesa, ma anche per l'accusa" e il fatto che proprio la parte pubblica abbia cercato di aggirare i divieti di legge che la intralciavano è del tutto inaccettabile.

Ad ogni modo, quanto meno con riferimento a nuovi atti d'indagine che la procura ha tentato di introdurre dopo la scelta dell'abbreviato, la difesa riferisce che il giudice ha accolto la loro eccezione ed espunto tali atti dal fascicolo del giudizio, quindi per fortuna un rientro nelle regole c'è stato.

Non escluderei che anche per quanto concerne quegli atti già presenti ma non sottoposti al vaglio preventivo della difesa si possa avere - già in questo appello o successivamente in cassazione - un'ulteriore "sfrondamento" del materiale da porre a base della decisione; ma forse se la difesa non ha insistito troppo sul punto è perchè li ritiene a sè favorevoli...

grandi porcherie ha fatto, comunque, questa procura...e nessuno ne parla; ecco che allora se anche i commentatori sui media non considerassero sempre barbosi, ostici e inutili i discorsi intorno alle regole processuali, potrebbero emergere tanti profili di censura dell'opera degli inquirenti anche sotto il profilo rituale e non solo di merito....queste cose denunciate dalla difesa non possono passare sotto silenzio, sono anche queste un indice altamente sintomatico della propensione di molte procure a violare le leggi per conseguire i propri scopi. Per i miei gusti, gli avvocati difensori le hanno stigmatizzate fin troppo poco. E qui si torna al suo discorso sull'attuale generazione di avvocati, un po' troppo "ammorbiditi" nei rapporti con le magistrature....

Tiziana ha detto...

Ivana,
se è vero che Galileo faceva riferimento alle "sensate esperienze", non di meno riteneva fondamentali le "necesssarie dimostrazioni", ovvero faceva contemporaneamente uso del procedimento induttivo, tanto quanto di quello deduttivo.
Comunque, per venire a noi, esperimenti non sono stati condotti solo dalla Baldi, ma anche da altri autori internazionalmente riconosciuti (invece l'esperimento della Baldi non è stato ancora validato dalla comunità scientifica), quegli autori che Gerdina cita e che io ti ho riportato. Per altro, come già detto, il discorso sul permanere del DNA da saliva non ha rilevanza alcuna perché (in base alle parole della perizia Gino) non si sa la natura del DNA di Parolisi presente sulle labbra di Melania.
La perizia della Gino l'hai letta: perché la ritieni valida per ciò che riguarda il discorso semenogelina appena riportato e glissi invece in riferimento al DNA nella bocca?

Anonimo ha detto...

@Ivana
Hai mica il link che riporta la relazione di Introna?
Grazie se me lo indichi perché' io ho trovato solo qualcosa detto dalle varie testate. Non so quanto siano attendibili.
Alex

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Stefania,

non ricordo di aver discusso qui con Ivana. Se non erro, una forumista Ivana era già intervenuta tempo addietro, non so se si tratta di omonimia.

****

Ancora: la questione sul rito abbreviato in relazione all'immediato verteva se fosse l'unica alternativa, o fosse possibile chiedere un normale processo pubblico, con tanta gente, televisione, radio, giornali, spettatori entusiasti, e così via.
Non mi pare che le norme qui citate, anche quelle dell'anonimo Innominato che interviene ogni tanto pontificando e non si capisce se è sempre il medesimo, che mi segue fedelmente nelle mie osservazioni, o un altro ancora, risolvano il carattere OBBLIGATORIO del rito abbreviato IN ALTERNATIVA AL RITO IMMEDIATO (Tesi Stella), oppure facoltativo insieme ad altri riti. Infatti il verbo servile "potere" fa supporre che non sia obbligatorio, ma la cosa rimane ambigua, perché si può intendere "potere" limitatamente in opposizione all'immediato, o "potere" in generale, nel senso che si "possa" chiedere anche il rito tradizionale.

Comunque, l'importanza della questione è tutta a livello di curiosità, perché ormai "cosa fatta capo ha". C'è un rito abbreviato anche in secondo grado e indietro, nel caso specifico, non si può tornare.

Manlio Tummolo ha detto...

Cara Tiziana,

il rapporto orale che non è inteso per semplice "bacio" neppure profondo, ma qualcosa di intimo ed osceno, sembra sia stato tentato dall'assassinio di Yara Gambirasio, la quale sembra aver reagito (così dicevano) esattamente con un morso, il che potrebbe avere scatenato l'ira violenta e omicida del suo aggressore. Ogni volta che si parla di "rapporti orali" a me viene in mente la canzonaccia veneta sull'"osteria n. 20", probabilmente ispirata sarcasticamente a tali esperimenti, che del resto sono più frequenti nei filmacci "hard" che nella realtà quotidiana e familiare.

Relativamente alla signora Carmela Rea, la descrizione di certi dettagli faceva supporre che la povera donna avesse subìto anche quel tipo di rapporto orale reciproco volgarmente chiamato "69".

Ivana ha detto...

Per Tiziana
Sì, io considero “metodo scientifico” lo studio sistematico, controllato, EMPIRICO e critico riguardante ipotesi sulle relazioni che intercorrono tra i fenomeni…
Mi piace in particolare l’empirismo logico e soprattutto il pensiero di Carnap. :-)
Non glisso in riferimento al DNA nella bocca, semplicemente, come ripeto, mi convince di più quanto esposto dal professor Introna, perché pur non avendo certezze riguardo alla natura del DNA di Parolisi presente sulle labbra di Melania, c’è almeno la certezza che
si tratta del DNA compatibile con quello di Parolisi e mi appare convincente il punto di vista di Introna…

Per Alex
Ciao, Alex,
avevo letto la relazione di consulenza medico legale, ma ora la pagina web specifica non mi risulta visibile:
https://www.google.it/#q=Relazione+medico+legale+MEDICO+LEGALE-BIOLOGICA,+Tribunale+Ordinario+di+Teramo&spell=1

Comunque riguardo a Introna avevo letto anch’io le interviste riportate dalle varie testate e ho letto anche quanto riportato a pagina 9 dal settimanale “Giallo” n. 25

Per Manlio
Grazie per il tuo messaggio rivolto a Stefania...
So di essere intervenuta in questo blog relativamente a un altro articolo riguardante Melania Rea, ma non ricordo di aver discusso con alcun Manlio...
Sotto questo articolo sono intervenuta soltanto da ieri...

Stefania ha detto...

Mi riferivo proprio a quello, Manlio. In ogni caso rimane che vorrei Ivana leggesse davvero tutto prima di intervenire dando per assodate verità che non sono tali e prima di fare domande alle quali si è risposto (un po' tutti) in modo esauriente. Comprendo la sua perplessità ma non la sua ostinazione. Se le si dice "vai a leggere quanto scritto prima", vorrei per prima cosa lo facesse eppoi eventualmente, intervenisse per mostrarci cosa non le è chiaro. Cosa peraltro non solo legittima ma addirittura apprezzabile. Ma non cosi' ..... io stessa, quando trovai per caso in rete il link di questo blog, dovetti fare una fatica non da poco "per mettermi a pari" e non fare la Vispa Teresa. Ve lo dovevo, ricevetti risposte pazienti di chi si prese la briga di spiegarmi quello che agli altri era chiaro ... ma sino ad un certo punto. Poi venni, giustamente, invitata a leggermi quanto prima era stato scritto e confrontato sull'argomento. Ed eccomi oggi qui. Tra persone che rispetto e che mi rispettano, che apprezzo e che mi apprezzano.

Spero possa bastare.

Rimane il peso di una sentenza che temo arriverà davvero per lunedi' sera e che temo, mi lascerà l'amaro in bocca.

Stefania

Chiara ha detto...

in realtà il testo è chiarissimo, non solo per il "può" (che non è proprio un dettaglio: ci si fanno le rivoluzioni, in diritto, sulla scelta lessicale del legislatore tra un dovere e un potere!) e non solo per la presenza di due norme, l'una che disciplina il prosieguo per il caso che si scelga l'abbreviato/il patteggiamento e l'altra per il caso che non si operi alcuna scelta (e mettere in dubbio che 1+1 faccia 2 è davvero dura!); sarebbe sufficiente anche la logica: che senso avrebbe un "rito immediato" il cui scopo necessario fosse condurre ad un "rito abbreviato"? ci sarebbe direttamente un "rito abbreviato obbligatorio" e stop.

comunque, oh, se nemmeno leggendo e ragionando si vede la luce, nè tanto meno ci si fida, vorrà dire che si vivrà nel dubbio di una cosa indubbia e amen.

chissà perchè ho l'impressione che se non fossi io a mostrare l'evidenza, quest'evidenza non sarebbe messa in dubbio...bah, sarò prevenuta...

Ivana ha detto...

Stefania, come fai a sapere se io ho letto “tutto”, o no? Ciò che a te appare come risposta “esauriente” non implica che anche a me debba apparire tale…
Ho presentato delle domande proprio perché non ho ancora trovato risposte che io ritenga convincenti… Anche la stessa Tiziana che mi ha risposto molto gentilmente, non mi ha convinta…
Perché dovrei adeguare il mio pensiero a quello altrui? Rispetto ogni interlocutore senza che questo implichi condividerne le idee. Sono un maverick nell’accezione di cui parla Hersh nel libro “Cos’è sqrt (davvero) la matematica” e tale desidero rimanere…

Per Chiara
Non ritengo che sia difficile, in matematica, mettere in dubbio che "1 + 1 fa 2" perché in base 2 risulta che
1 + 1 = 10 (base 2)

Anonimo ha detto...

Vi prego, basta con il solito bettibeccare. Io spero solo che se un Dio esiste domani aiuti Salvatore e la sua bambina ad uscire da questo incubo e, con tutto il rispetto per il dolore della famiglia Rea, non oso pensare cosa vuol dire la perdita di un figlio, che ritorni ad essere la famiglia umile e garantista che abbiamo conosciuto all'inizio, perché adesso mi sembra fin troppo imbeccata da tutto il circolo mediatico che gli ruota intorno. Spero con tutto il cuore che domani tutto si risolva in meglio e che finalmente i nostri politici si decidano ad approvare una legge sulla responsabilità civile dei Magistrati, perché forse solo così si eviterà di avere innocenti in carcere, condannati perchè forse antipatici al Giudice di turno.
Sicuramente Parolisi come uomo non ha nessuna scusante, si è comportato in maniera infima, ma assassino no, non fosse per il suo quoziente intellettivo abbastanza ridotto e che, in nessun caso, gli avrebbe permesso di compiere "l'omicidio perfetto".

Stefania ha detto...

Ivana, dire "non sono d'accordo" senza spiegarne il motivo fa pensare ad un paio di opzioni:

la prima - non si è letto;

la seconda - si è letto ma ci si limita a negare l'evidenza, visto non la si confuta se non dicendo "mi convince piu' questo che quello" ma senza spiegarne i perchè.

Fai un po' tu. In ogni caso, direi sia il caso di darci un taglio. A me almeno basta.

Anonimo delle 21:00: sante parole. Nutro i tuoi stessi sentimenti e come ho già detto, quel che temo, non mi piace.

Spero ardentemente mi sia concesso di poter domani con il sorriso dire di aver preso una felice cantonata. Mi spiace per Melania, ma oramai per lei è troppo tardi. Non per Salvatore e per la sua bambina. Spero i giudici siano in grado di emettere sentenza di assoluzione. Non puo' esserci una condanna oltre ogni ragionevole dubbio. Proprio no.

Stefania

Stefania ha detto...

Ivana wrote: "Mi piace in particolare l’empirismo logico e soprattutto il pensiero di Carnap. :-)
Non glisso in riferimento al DNA nella bocca, semplicemente, come ripeto, mi convince di più ...."

------------------------

Che Dio ce ne scampi: la Legge dovrà decidere della vita di un uomo, Salvatore Parolisi e di quella della piccola Vittoria.

Spero non con i "mi piace" nè tantomeno con i "mi convince di piu'" ..... ma solo con quello che è stato cristallizzato come inconfutabile.

Il resto, deve e spero rimanga, aria fritta.

Stefania

Anonimo ha detto...

@Stefania,
sai qual è la mia paura più grossa? L'imparzialità dei Magistrati. Il Giudice a latere d.ssa Servino è di Teramo e fino a pochi anni fa era Giudice Monocratico a Teramo. E' sicuramente molto amica della Tommolini, visto che a seguito dell'attentato incendiario da questa subito, è andata a manifestare sotto casa sua in segno di vicinanza e sostegno.
Avrà mai il coraggio di discostarsi dalle conclusioni della sua collega/amica?

Ivana ha detto...

Stefania, se vorrai rileggere i miei interventi, ti accorgerai che ho già spiegato perché non mi convincono le risposte alle mie domande… Ovviamente le mie argomentazioni potranno apparirti non convincenti, proprio come a me appaiono non convincenti le tue.
Se conosci il pensiero di Carnap puoi capire a che cosa io alluda…
Personalmente non mi permetto di esprimere alcun giudizio morale riguardo a Parolisi come uomo che ha tradito la moglie, tanto più che, come Parolisi stesso aveva affermato, il tradimento non è un reato…
Mi turbano molto, invece, i veri e propri depistaggi da lui effettuati, depistaggi che hanno, di fatto, intralciato le indagini…

Non credo che il quoziente intellettivo di Parolisi sia “ridotto”. Come potrebbe un uomo dal quoziente intellettivo ridotto far tanto innamorare di sé due donne di cui una LAUREATA? Inoltre era un ISTRUTTORE capace anche di portare a termine difficili missioni militari e credo che in carcere, in poco tempo, abbia ottenuto il diploma di perito agrario…

Manlio Tummolo ha detto...

Bisogna ignorare tutta la storia della filosofia del linguaggio, applicata a quello specialistico giuridico, per illudersi che alcune frasi siano estremamente chiare se non in apparenza (la stessa parola "diritto" è esempligficativa di tali controversie), quando possono dare adito a dubbi. Occorre ignorare tutta la storia di sentenze contraddittorie fra loro anche in sede suprema di Cassazione per ritenere che il linguaggio giuridico non sia poco limpido o passibile di contrapposte interpretazioni. Ripeto, e per l'ultima volta visto che si insiste poi col dire che sono io a proseguire le questioni, a me dell'obbligatorietà o meno del rito abbreviato in alternativa al rito immediato, NON IMPORTA UN ACCIDENTE. Ma poiché lo scorso anno mi sono preso l'attributo di "anacronistico" (e ben sapendo - ripeto - che si cambiano le norme giuridiche più frequentemente della biancheria intima), desidererei, se la persona è tuttora viva e vegeta, che intervenisse spiegando le ragioni di quanto allora scritto e il riferimento di legge. Altrimenti occorrerebbe avere una pazienza certosina per risalire all'articolo in questione e ai singoli commenti. Sinceramente io non ho né tempo né voglia per riscartabellare l'immenso patrimonio di osservazioni di questo Blog (non certo inutile, molte cose sono state riprese dalla difesa Parolisi).

Per quanto mi ricordo, "Stella" faceva riferimento ad un nuovo comma che appunto indicava tale obbligatorietà. Tutto qui, e non è certo sul pensiero altrui che io debba o voglia polemizzare, tanto meno con persone che, per mentalità, formazione, abuso delle volgarità, ed altro, non lo meritano.

Anonimo ha detto...

@Ivana
Scusami, ma secondo te quelli compiuti da Parolisi sono depistaggi? Secondo me sono il tentativo maldestro di una persona scoperta con le mani nella marmellata. Più che depistaggi, io li chiamerei il tentativo sconclusionato, grossolano e maldestro di salvare la faccia, soprattutto agli occhi dei suoceri che, come abbiamo visto, sono in grado di metter su un vero tribunale dell'inquisizione. Secondo me Salvatore aveva paura del giudizio dei parenti di Melania, se vuoi una sorta di timore reverenziale. Io, sinceramente, non lo vedo in grado di compiere un atto del genere. Avrà pure partecipato a missioni militari, sarà fisicamente preparato, ma di certo non è un faro di intelligenza. Una domanda': è plausibile che una persona in grado di compiere un atto del genere, non lasciare tracce (perché non ve ne sono, se non alcune labili, peraltro non contestualizzabili al momento del delitto e parlo di saliva e dna su altri oggetti), far sparire abiti indossati e arma del delitto (a tutt'oggi non ritrovati), sia stato così pollo da farsi sgamare le scappatelle con le allieve? Per essere possibile dovremmo trovarci difronte ad un dottor Jeckill e Mr Hyde. Per quanto concerne poi l'amante laureata, che vuol dire? Quando si è innamorati si è ciechi e non c'è titolo di studio che tenga. Ci sono persone non laureate a capo di grossi colossi economici (v. Marina Berlusconi), quindi un discorso del genere secondo me non sta in piedi.

Anonimo ha detto...

Ma chi sarebbe questa falsa copia del "Ciccio Cappuccio" di Napoli, prepotente e dispotico personaggio che la leggenda popolare partenopea ha miticizzato, e la sorte ha voluto che approdasse a questo lido, sotto forma di sapientone?
Forse non lo sapremo mai!
Però un consiglio, apparentemente gratuito, lo voglio dare agli utenti di questo blog, di cui ho avuto modo di apprezzarne il livello intellettuale: IGNORATE IL PERSONAGGIO e la sua sognante logorrea!
Capirà da se, l'impossibilità di mietere in questa sede, senza rimetterci la falce, e la saggia decisione di tornarsene là da dove è stata catapultata.
Walter.






Tiziana ha detto...

Ivana,
parlandomi di Carnap mi inviti a nozze: come molti sanno in questo blog, insegno filosofia in un liceo scientifico.
Se dobbiamo analizzare gli elementi empirici che ci si presentano, allora, come inseriamo nel quadro d'insieme l'impronta insanguinata sul ballatoio, la traccia di un polsino sul corpo di Melania, tutti i Dna non identificati, l'impronta di pneumatico vicino alla vittima (non corrispondente a quella dell'auto di Parolisi), il cellulare di Melania spostato?
Ciò che anima entrambe, mi sembra essere la logica, ma come vedi la logica lascia dubbi irrisolti in tutte le strade fino ad ora percorse.
Spero che i giudici ne tengano conto, poiché prima di tenere a vita un uomo in carcere è necessario riuscire a superare ogni ragionevole dubbio.

Chiara ha detto...

O.T.
Tummolo, spero di non scocciarla dato che ha detto che la questione non la interessa, ma se vuole ho trovato la discussione che fece con Stella: è nei commenti di questo articolo di marzo 2012
- "Salvatore Parolisi ed il gioco mediatico del sette, quello copiato, male perché capibile, dalle psicosette" - ed è una questione del tutto differente, Stella non ha mai affermato la castroneria che, con un errore di memoria, le attribuisce.

In quella sede Stella - a fronte della citazione da parte sua di una versione non più vigente ("anacronistica" appunto) dell'art. 453 cpp che era stato riformato quattro anni prima - ha spiegato con molta competenza le modifiche subite dal giudizio immediato: 1- l'immediato "classico" era divenuto imperativo tramite la sostituzione delle parole "il pm può chiedere il giudizio immediato" con le parole "il pm chiede il giudizio immediato" [come si vede in legge i "può" contanto tanto da dover essere tolti con un'altra legge se si voglia cambiare significato a una norma]; 2- era stata introdotta una nuova ipotesi, il giudizio immediato c.d. "custodiale" [che è quello applicato a Parolisi].

La "obbligatorietà" che lei ricordava quindi non era relativa all'abbreviato ma all'immediato ed era più correttamente una "imperatività" del lessico usato dal legislatore nei confronti dell'azione del pm.

Circa l'abbreviato avete invece discusso sotto un altro profilo: secondo lei se non si fosse optato per l'abbreviato si sarebbe proceduto con udienza preliminare e rito ordinario, al che Stella spiegava come funziona davvero: una volta emanato il decreto di giudizio immediato, se non si opta per l'abbreviato si procede, appunto ed ovviamente, con questo benedetto giudizio immediato, cioè si va direttamente a dibattimento (la cui prima udienza è già fissata nello stesso decreto) senza udienza preliminare: è questa infatti la sostanza del giudizio immediato, APPUNTO che NON C'E' l'udienza preliminare.

Se non altro ora si è tolto il dubbio, era un semplice errore di memoria.

Chiara ha detto...

Tiziana, il punto è che tu ragioni in "base 1" e Ivana in "base 2": per questo non vi capite! :-D

Mimosa ha detto...

Carissimo Anonimo, sarà difficile che la signora professoressa se ne torni “là da dove è stata catapultata”, “là” non c’è più spazio … qui ancora pochi la riconoscono.

E, visto che ho tempo da perdere, mi voglio cimentare pure io al contrasto logorroico.

In merito alla domanda di Ivana «Come potrebbe un uomo dal quoziente intellettivo ridotto far tanto innamorare di sé due donne di cui una LAUREATA?», replico: mi fa specie che una persona così qualificata, quale mostra di essere la signora Ivana, consideri equivalente il quoziente intellettivo di un soggetto che interrompe gli studi scolastici a 17 anni per andare a fare il soldato (anche se poi ha seguito un paio di corsi specialistici militari) ad un altro soggetto che dopo la maturità scientifica consegue una laurea triennale in “scienze della comunicazione” (ex Magistero, rinnovato in una miriade di corsi e corsetti, in alternativa alla Facoltà di Lettere).
Con il livello della formazione scolastica attuale gli universitari diplomati triennali valgono poco più dei liceali classici di un tempo! dei miei tempi…
Ma questo conta poco, piuttosto domando: quando mai le parità intellettuali e di istruzione scolastica sono fecondi nel talamo degli amanti?

Le spiegazioni del legame e dell’attrazione tra Salvatore e Ludovica sono molto più complesse del “quoziente intellettivo”.

Ciò non è attinente ad alcuna imputazione di colpevolezza di Parolisi e in questi limiti concordo con quanto detto dall’Anonimo del 29 settembre 2013 21:52.

Manlio Tummolo ha detto...

Al solito, molte chiacchiere per ribadire quanto io ho detto con poche. Gira e gira, siamo sempre lì.

Si parlava di un abbreviato inserito nell'immediato, e non dell'abbreviato puro e semplice. Infatti, non ho allora messo in discussione quanto detto da "Stella". Ed infatti, nel girare la frittata, risulta che, posta una richiesta di immediato (PM), non può che seguire una richiesta di abbreviato (avvocato).

Il verbo "potere", salvo nella fantasia dei giuristi, non è onnipotenza, ma capacità di scelta secondo limiti prefissati: in parole semplici, io "posso" andare a piedi, in macchina, in autobus, in treno, ecc. Ma non "posso" con questi mezzi andare sulla Luna, su Marte o su Venere, e neppure in fondo al mare.

Sta di fatto che agli avvocati dell'allora cap. magg. Parolisi, oggi perito agrario, non restava altro da fare. E infatti così hanno dovuto fare.

Chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Manlio Tummolo ha detto...

Grazie alla signora Chiara e a Massimo Prati che mi hanno aiutato a ritrovare il punto di dibattito sull'abbreviato all'interno dell'articolo sull'immmediato (artt. 453 CPP e sgg), risulta che non ricordavo affatto male, tanto è vero che "Stella" asseriva il 13 marzo 2012 che l'alternativa all'immediato era appunto l'abbreviato o il patteggiamento, ma NON IL RITO ORDINARIO, mentre anteriormente alla deformazione legislativa autoritaria del 2008 (un decreto legislativo), l'imputato avrebbe potuto anche chiedere il sistema ordinario.

Mi compiaccio altresì con me stesso su quante volte allora richiamai la pericolosità del rito abbreviato e il fatto di non farsi illusioni sul risultato. Su questo, chiunque allora abbia seguito la questione può darmene atto.

Chiara ha detto...

Tummolo, di fronte alla DISONESTA' e io abbandono il campo.

la sua risposta è una VERGOGNA tanto nelle affermazioni quanto nelle negazioni.

E la sua conclusione è ancora una volta un ERRORE e, quel ch'è peggio, una DISINFORMAZIONE: potevano lasciar proseguire l'immediato e fare quindi un dibattimento pieno.

I sassi e gli onesti l'hanno capito e non ho altro da aggiungere.

Chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara ha detto...

OMMMADONNA!

L'UNICA DIFFERENZA TRA IMMEDIATO E ORDINARIO E' CHE MANCA L'UDIENZA PRELIMINARE MA IL DIBATTIMENTO DELL'IMMEDIATO E' LO STESSO DELL'ORDINARIO!!!

SE L'IMPUTATO NON OPTA PER L'ABBREVIATO (e non faccia finta di avere sempre detto che questa è una facoltà perchè al contrario ventilava che fosse un obbligo, citando come fonte l'incolpevole Stella!!) SI COMINCIA IL PROCESSO "IMMEDIATAMENTE" COL DIBATTIMENTO.

CHE E' QUELLO ORDINARIO!! E' CHIARO???

Si chiama "immediato" perchè si passa direttamente al dibattimento senza passare per il vaglio dell'udienza preliminare ma da lì in poi, dalla prima udienza di merito fino alla sentenza E' TUTTO ESATTAMENTE IDENTICO!!!

Lo dico ancora con altre parole: TOLTA L'UDIENZA PRELIMINARE, IL RITO IMMEDIATO E' LA STESSA IDENTICA COSA DEL RITO ORDINARIO. OK????

quindi se l'imputato - irrimediabilmente privato dell'u.p. - non sceglie l'abbreviato va a fare un dibattimento con rito ordinario!

basta, è l'ultima volta che lo dico, è pazzesco che ancora non abbia afferrato il concetto!


Ivana ha detto...

Sì, secondo me quelli compiuti da Parolisi sono veri e propri depistaggi e avevo già spiegato perché io li ritenga tali…
Come torno a ripetere i genitori di Melania erano a conoscenza del tradimento e correttamente avevano lasciato che fossero Salvatore e Melania a gestire la situazione…
Per Salvatore Parolisi era prioritario, o no, trovare la moglie, collaborando con gli investigatori?
Lui stesso era consapevole che il tradimento non è un reato e che i genitori di Melania ne erano già a conoscenza…
Sì, ritengo plausibile che un militare giovane e aitante, esperto in imprese belliche, possa far sparire facilmente e velocemente abiti e arma del delitto, mentre è probabile che non sapesse che anche cancellando i dati dal computer, tali dati possono essere recuperati…
Sicuramente per me e per le persone che ho conosciuto e che conosco (e sono tante, considerando la mia età avanzata!) sarebbe stato impossibile amare PERDUTAMENTE una persona dal quoziente intellettivo ridotto… Per me “avere un quoziente intellettivo ridotto” significa non essere un normodotato…
Ritengo, almeno in base alla mia esperienza, che l'attrazione fisica non sia sufficiente a giustificare un amore tanto forte e duraturo… Una cosa è l’istruzione scolastica, un’ altra è l’intelligenza di una persona…
La Berlusconi non sarà laureata, ma di certo è una persona intelligente! Conosco persone non diplomate e altre non laureate che dimostrano un quoziente intellettivo decisamente alto…


Chiara, in matematica, in “base 1” comparirebbe esclusivamente lo zero, per cui le basi di numerazione da considerarsi sono base2, base3 ecc.

Tiziana, io sono un’insegnante ormai in pensione…
Di certo il luogo del ritrovamento del corpo non era un luogo “vergine”, lo stesso, o gli stessi “cercatore di funghi?” potrebbero aver lasciato tracce del loro passaggio; non si può escludere che le tracce risalgano al momento del ritrovamento del cadavere, perché qualcuno potrebbe aver spostato il telefonino e calpestato sangue ancora fresco che colava da Melania…Potrebbero aver toccato il corpo per vedere se era ancora in vita ed essere scappati spaventati, per poi telefonare anonimamente per avvertire la polizia… Di certo la telefonata anonima è giunta e la ritengo di qualcuno estraneo al delitto (altrimenti non avrebbe avvertito la polizia).
Credo, inoltre, che il frammento di impronta trovato sia poco significativo, perché credo non sia stato possibile stabilire se si tratta di una scarpa destra o sinistra, se è da donna, da uomo, o da bambino…

Anonimo ha detto...

"Ciccio Cappuccio" continua ancora a postare banalità, perchè qualche utente, forse solo per non essere scortese, ha voluto rispondere, per controbbattere, ad alcune evidenti sue illazioni.
IGNORARE TOTALMENTE quanto lo stesso scrive, basato sul nulla assoluto, potrebbe convincerlo a battere dignitosamente in ritirata, come educatamente ed altrettanto chiaramente, consigliato da Walter, al quale mi associo totalmente.
Saluti cordiali a tutti.
Carmelo FALCE

Anonimo ha detto...

@Tummolo
Ha ragione lei ma ha ragione anche Chiara. Strano che non capisca. Stella sostenne che avendo chiesto il PM l'immediato gli avvocati di Parolisi potevano od accettare l'immediato od optare per l'abbreviato o il patteggiamento. Non potevano chiedere il rito ordinario e per questo lei ha ragione.
Ma ha ragione anche Chiara perche' l'immediato non e' altro che un rito idendico all'ordinario nel senso che non si tiene in camera di consiglio sulla base degli atti dell'indagine,ma in aula, la prova si forma escutendo tutti i testi, controinterrogando, chiedendo eventuali perizie aggiuntive ecc. ecc. Si tratta in sostanza di un normale processo "ordinario".
Alex

PINO ha detto...

ALEX
Mi pare di aver capito che il processo immediato ha le stesse condizioni procedurali che quello ordinario. Solo che NON E' preceduto da una "udienza preliminare". E' così?
Grazie.

Manlio Tummolo ha detto...

Quello che i miei due contraddittori non vogliono tener conto è che l'importanza della pubblica presenza in un processo è fondamentale, UNA CONQUISTA DELL' ILLUMINISMO E POSITIVISMO GIURIDICI, L' UNICA REALE APPLICAZIONE CHE LA GIUSTIZIA E' AMMINISTRATA IN NOME DEL POPOLO, un'evidente forma di garanzia di non essere abbandonati all'arbitrio di inquisitori manigoldi, col controllo diretto della pubblica opinione.

Quanto alla solita sorda gira-frittate, persona ignobilmente incivile in servizio permanente effettivo, va ricordato che a Tiziana e a me stesso parlò di rito ordinario tra quelli di possibile scelta, e non che - caro Alex - rito ordinario ed abbreviato siano lo stesso, tanto è vero che coll'abbreviato si concedono premi della bontà (perché si fa prima, perché si fatica meno), e non invece coll'ordinario.

Manlio Tummolo ha detto...

PS) Pure l'immediato, con o senza udienza preliminare (ma allora chi deciderebbe il rinvìo a giudizio senza una preliminare udienza ? l'imputato, il suo avvocato ? la nonna del corsaro nero?), si chiama così per qualche ragione, credo, e si può impiegare solo dove vi siano già prove determinanti, come ad esempio di fronte ad un reato in flagrante.

Anonimo ha detto...

@Pino
Si e' come tu dici.
Alex

Anonimo ha detto...

@Tummolo
La richiesta di giudizio immediato e’ presentata dal PM alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari. Con la richiesta è trasmesso il fascicolo
contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle indagini espletate
e i verbali degli atti compiuti.
Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato, sono allegati al fascicolo.
Il giudice, entro cinque giorni, emette decreto con il quale dispone il giudizio immediato
ovvero rigetta la richiesta ordinando la trasmissione degli atti al pubblico ministero.
Quindi che decide se accordare o no il giudizio immediato e' il GIUDICE per le indagini preliminari.
Alex.

Anonimo ha detto...

Mi affaccio adesso alla discussione e non ho ancora ben assimilato i vari temi trattati

Vorrei però sottolineare un concetto :
una cosa è l'intelligenza altra cosa è la furbizia

Per commettere un delitto come quello di cui stiamo parlando ( senza lasciar tracce di sorta) bisognerebbe possederle entrambe ed il Parolisi mi sembra aver dimostrato essere a corto di tutte e due !


Oppure - come ho già scritto in un'altra sezione di questo blog - bisognerebbe essere talmente fessi da decidere di accoltellare la moglie sotto gli occhi dei propri commilitoni ( peraltro lasciandola lì moribonda con il rischio che venisse soccorsa e parlasse ) ed avere delle qualità decisamente extraterrestri per eliminare tracce in tempi ristrettissimi ritornando inoltre sul luogo del crimine senza essere intercettati dai controlli già messi in atto dagli inquirenti.

Si tratta solo di ipotizzare che esistano " extraterrestri fessi" con tanti auguri a chi ci crede !

ENRICO

Ps : Marina Berlusconi è FURBA : se fosse intelligente si vergognerebbe di suo padre

Anonimo ha detto...

Giudici in camera di consiglio, sentenza attesa nel pomeriggio.

Antonello ha detto...

@Ivana
Sono daccordissimo, una cosa e' la dote d'intelligenza, un'altra e' l'istruzione nozionistica, aggiungerei anche l'umilta' dovrebbe dar voce poi all'indispensabile esperienza, nella vita come in tutti i settori professionali.
Ora io dico, anche sapendo di un tradimento cosa dovrebbe/potrebbe fare una famiglia della moglie o del marito??? Cosa altro poteva fare se non far gestire ai due la loro vita di coppia/scoppia???
M.R. aveva confidato alla madre del tradimento di lui, benissimo, a quel punto la famiglia FORSE avrebbe dovuto impicciarsi??? Chiedere al marito la lealta' e maturita' consona??? Sentiamo, che FORSE avrebbe dovuto adoperarsi per contattare qualche magistrato in modo e maniera da scoperchiare. il vaso di pandora che come la brace bruciava, sotto la cenere, le passioni del reggimento ascolano??? Non so, ma un genitore "normale" in quei casi puo' e deve dare il proprio ragionevole consiglio sperando che sia ascoltato, di piu' e' altamente controproducente faccia.
Continua poi a non voler leggere, e mi spiace, in tema di collaborazione con le indagini e dati rinvenuti nella scena del delitto.
Credo che persimo il Commissario Moltalbano sarebbe felice di trovare delle orme insaguinate sulla scena del delitto, invece lei sostiene che sarebbero ininfluenti, cioe' tira gia' le sue conclusioni senza traccia di riscontro investigativo, un corpo sentenziato come deposto per due giorni avrebbe, a suo convincimento, ancora colature fresche di ematico ed un'impronta di traccia ematica si sarebbe formata "PROBABILMENTE" durante i primi rilievi, cioe' esattamente dopo due giorni o piu' dall'aggressione di un marito che avrebbe accoltellato la moglie in Ripe, a 18 chilometri di distanza in cui in quelle ore era, lasciandola viva.
Molto piu' meno inverosimile che sia stato il telefonista, ma allora perche' non cercarlo??? Perche' non fare i dna di tutte le impronte su schede e monete presenti nella gettoniera della cabina da lui utilizzata??? Potendo cosi' finalmente interrogarlo???
Niente eh, non risponde neppure ai vari dna rinvenuti a perizia nero su bianco e completamente privi di analisi., e' strano e probante che un marito baci la moglie ma e' secondo voi normale che il parente maschio di una vicina, che aggancia le celle coprenti il liogo della scomparsa negli attimi della stessa, si scopra abbia lasciato il suo dna sugli slip della vittima.
Ininfluenti i capelli rinvenuti sul corpo, gli orati del cellulare di accensione e spegnimento, la sua ripulitura, ma che diavolo di bisogno avesse il marito di ripulire il cellulare della moglie non ve lo chiedete, non vi chiedete e non rispondete sulle tempistiche fantasiose non memo dei moventi.
Ma scusate, mi spiace sottolinearlo, non parliamo di certe personalita' politiche che se veramente vi era di mezzo qualcuna di quelle sappiamo gia' che sarebbe saltata fiori un'allergia prenatale alle pinete che avrebbe fatto giurisprudenza contro le sentenze rosse e fatto assolvere gli "intelligentissimi", mah, io non capisco, tutti si autocelebrano ed autoaccreditano girando frittate.

Anonimo ha detto...

@Chiara non rigiri la frittata, per fortuna che qui non abbiamo tutti l'anello al naso.

Ivana ha detto...

Se a te sembra che “il Parolisi abbia dimostrato di essere a corto di intelligenza e di furbizia” ciò non implica che sia effettivamente così… Un militare esperto, capace di portare a termine missioni all’estero, un istruttore di soldatesse e, ora, anche perito agrario (diploma da lui conseguito in tempi brevi!) a mio avviso, non può essere “a corto di intelligenza e di furbizia”.
Riguardo a Marina Berlusconi comprendo (e soprattutto non giudico!) il suo amore verso il padre, proprio come comprendo l’amore dell’ingegnere De Nardo nei confronti della figlia Erika…
Ormai sappiamo che non esiste un’intelligenza univoca, perché esistono le intelligenze multiple, (Gardner docet) ma, non avendo a disposizione né gli esperti del settore né gli strumenti specifici per analizzare in modo serio l’intelligenza altrui, non possiamo certo sapere quale sia quella specifica di Parolisi o di Marina Berlusconi…

Non si sa quando il o i “cacciatori di funghi?” (telefonista) abbia o abbiano trovato il corpo di Melania!
Potrebbe (o potrebbero) averlo trovato anche nel pomeriggio stesso dopo il delitto e aver aspettato a telefonare …
Sono, invece, pienamente d’accordo riguardo all’approfondimento delle indagini per la ricerca del telefonista… Può essere che vengano richiesti tali ulteriori accertamenti? Spero di sì…
Ho letto l’atto di appello, ma non mi convince a cominciare dal fatto che viene usata la parola “teorema” in modo matematicamente improprio… (Leggete i libri del logico Piergiorgio Odifreddi e ve ne renderete conto)…

Anonimo ha detto...

Oh beh. Applaudo Enrico.
Qua dentro del resto è pieno di commentatori delle più varie specializzazioni professionali, dall'eloquio inappuntabile e dalla logica ferrea.
Però sono tutti un pò fessi, e mi ci metto anche io (non nell'intelligenza di cui sopra ma nella fessaggine) perchè continuano a sbattere come mosconi impazziti contro la mancanza di logica di un'accusa prima e di una sentenza poi, emesse in totale mancanza di prove oggettive ed inconfutabili, ma non solo: nella totale incapacità di dimostrare che ciò di cui è accusato l'individuo sia fisicamente in grado di compiersi sia per la tempistica che per la situazione.

Cordialmente vostra, Tabula la polla.

Anonimo ha detto...

fonte ansa:

"Si è conclusa dopo due ore e mezzo con le repliche l'udienza finale del processo in Corte d'Assise d'Appello per l'omicidio di Melania Rea. Prima di uscire dall'aula il procuratore generale Romolo Como non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma rimane sottointeso che ha chiesto la conferma dell'ergastolo per Salvatore Parolisi. A quanto si è appreso notizie sull'orario della sentenza verranno comunicate dalla Corte, presieduta da Luigi Catelli, nel primo pomeriggio direttamente ai legali del processo.
...
L'intervento odierno del legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, è stato incentrato su alcune prove per smontare le repliche della difesa di Salvatore Parolisi. In udienza, come ha raccontato lo stesso Gionni, è stato mostrato un video che mostra Parolisi sullo stesso luogo del delitto mentre dondola la figlia Vittoria con gli stessi abiti di quel triste 18 aprile, una video chat con l'amante Ludovica, nella quale i due si mostrano reciprocamente le parti intime, ma soprattutto un filmato del 20 aprile, giorno in cui è stato ritrovato il cadavere di Melania, nel quale sono evidenti macchie di sangue rappreso che secondo la difesa di Salvatore potrebbero aver dato vita a quell'impronta sullo chalet che potrebbe dimostrare l'innocenza dell'ex caporalmaggiore.

Gionni ha invece spiegato che i militari della scientifica si sono addirittura sporcati i guanti con quel sangue e che quindi quell'impronta può avere quel tipo di origine. La chat hard con Ludovica è stata mostrata, ha spiegato Gionni, per contestualizzare la lettera prodotta dalla difesa di Parolisi nella quale Salvatore dice alla moglie di volerle bene: la chat è di soli quattro giorni prima la lettera spedita alla moglie. "

@K

Tabula ha detto...

vi posto questa chicca

http://www.agi.it/l-aquila/notizie/201309301250-cro-rt10152-melania_mostrate_chat_tra_parolisi_e_amante

davvero interessante che due amanti si scambino foto di parti intime,
la cosa è sicuro indice di colpevolezza, davvero era fondamentale ed attinente mostrare tutto questo ancora una volta, forse chissà, avrà pensato che la stampa non avesse dedicato abbastanza spazio alla cosa.
Forse a Parolisi divertiva perdere tempo online così come noi lo spendiamo e spesso perdiamo (parlo per me) su un blog, ma tanta passione era evidentemente saziata dallo scambio epistolare, al punto che da gennaio Salvatore non si era più fatto vedere dalla ragazza, ma non solo: la prendeva pure in giro tirandole bidoni su bidoni.

ah, questi imbuti sforacchiati..

@_@

Anonimo ha detto...

da fonte http://www.ilmessaggero.it/ABRUZZO/parolisi_delitto_rea_sentenza/notizie/332626.shtml

"La difesa, dal canto suo, pare ottimista sulla possibilità che la Corte disponga ulteriori accertamenti e, dunque, non si arrivi oggi alla sentenza.

«Questo non è un processo da ergastolo - ha detto uno dei difensori dell'ex caporalmaggiore, Nicodemo Gentile - qualora il collegio d'appello decidesse di confermare la colpevolezza di Salvatore, l'ergastolo sarebbe comunque una pena smisurata, che non terrebbe conto degli orientamenti di altri giudizi. Ci aspettiamo la concessione delle attenuanti e magari anche la cancellazione della crudeltà e quindi la pena sarebbe più umana»."

@K

Tiziana ha detto...

Siccome sono stata chiamata più volte in causa, esprimo il mio punto di vista e le mie perplessità su immediato e abbreviato.
A suo tempo avevo capito, rifacendomi alle parole di Stella, che l'unica ALTERNATIVA della difesa in caso di richiesta di immediato, fosse ricorrere all'abbreviato. Ciò è quello che ho sostenuto il 24/9 rivolgendomi a Chiara. Mai dunque ho affermato che la difesa fosse OBBLIGATA a chiedere l'abbreviato (infatti il 25/9 ho parlato di riti ALTERNATIVI), ma che fosse una scelta OPPORTUNA per consentire all'imputato un'adeguata difesa ed anche la possibilità (compresa nel pacchetto, ma non decisiva o prioritaria) di uno sconto di pena.
Ora, grazie ai chiarimenti (Chiara e Alex), ho compreso che l'immediato altro non è che un ordinario privato soltanto dell'udienza preliminare. Ammetto che a suo tempo, per tutti gli scambi intercorsi sul blog, ed anche in seguito agli interventi dei giornalisti, la cosa non mi era affatto chiara. Ma allora dove sta l'immediatezza del processo (si salta solo un'udienza???) e, se non è lesivo degli interessi della difesa, perché non utilizzarlo sempre e non solo nei casi di evidenza della prova o, come in questo caso, quando si rischia il decadere dei termini della custodia cautelare? Non sarà che qualche cosa la difesa ci rimette? Se volete spiegarmi anche questo, vi ringrazio fin d'ora.

Tiziana ha detto...

@K
ciò che si evince dalle parole che riporti è che sicuramente oggi non avremo una sentenza di assoluzione. Nella migliore delle ipotesi verranno predisposti ulteriori accertamenti. Interpreti anche tu così?

Anonimo ha detto...

Tiziana,

non mi è chiaro cosa possa succedere dato la forte
intrommissione dei media e anche la specifica condotta dei familiari di M.R.. Nel ns paese vi è
purtroppo una tendenza storica maggioritaria a lasciarsi manipolare piuttosto che usare il proprio intelletto e spirito critico, e/o ad asservirsi laddove si ritiene vi possano essere poteri forti (ho vissuto a lungo all'estero, e ho incontrato realtà diverse).

Una fonte online riporta espressamente che, anche se non esplicitato oggi dalla difesa, una riduzione della pensa sarebbe già considerato un successo dibattimentale.

@K

Chiara ha detto...

Alex
ma è ovvio, naturale, perfino banale, che non si possa chiedere l'ordinario, che discorsi!
certo non l'ho mai detto io, nonostante qualcuno cerchi artatamente di farlo apparire facendo un'erba unica dei concetti del tutto distinti di rito (che è un insieme di fasi) e di dibattimento (che è una fase ben precisa)!

immediato e ordinario sono due espressioni dell'esercizio dell'azione penale distinte e incompatibili (u.p. sì- u.p. no) che "ontologicamente", per natura, non possono dipendere dalla volontà dell'imputato essendo l'azione penale un diritto-dovere esclusivo del pubblico ministero (il concetto di "rito autoritativo" è proprio questo che significa!).

Solo chi non abbia alba di cose giuridiche se non modesta e superficialissima, può anche solo concepire una loro alternanza (affermando addirittura che ante-riforma fosse così!! mai è stato e mai potrebbe essere, è una "condizione vincolante originaria": è come nascere gatto o cavallo, tali si rimane per tutta la vita) quindi ti prego di non mettermi sullo stesso piano di chi si ostini a dire putt.te come quella e, peggio, ad attribuirmi una tale oscenità di pensiero giuridico!
Grazie.

Capisco le buone intenzioni ma non è mescolando farina e pula che si sforna un buon prodotto, per cui evitare il necessario setacciamento tra input corretti e porcherie non rende un buon servizio all'informazione che è lo scopo unico da perseguire.
Il medico pietoso fa le piaghe coi vermi, ricordalo.

Ciao e a presto, senza rancore. :-)

Tiziana ha detto...

Se è innocente, magra soddisfazione la riduzione della pena. Se è colpevole, è comprensibile che la famiglia voglia l'ergastolo. Insomma, sarebbe un successo solo per il duo, non di certo per le due parti interessate.
Detto ciò è chiaro che la pena comminata in primo grado è sproporzionata rispetto alla colpa riconosciuta (non è stata ipotizzata premeditazione).

Tiziana ha detto...

Ivana,
no! Finché mi parli di Galilei, Carnap, Gardner (con i cui enigmi e giochi matematici mi sono dilettata fin da ragazzina), sono con te. Quando però consigli di leggere Odifreddi, rabbrividisco. Si fosse limitato a fare il matematico, forse, non avrei avuto di che ridire, ma quando scrive libri del genere "Perché non possiamo essere cristiani", in cui affronta il tema in modo aprioristico e presuntuoso, commettendo poi parecchi errori, ad esempio in ambito filosofico, mi fa sorgere dei dubbi anche sulle competenze nel suo settore specifico.

Chiara ha detto...

"chi deciderebbe il rinvìo a giudizio senza una preliminare udienza?"

Il p.m..
Ciò avviene quotidianamente per la maggior parte dei reati "comuni" tramite il rito "a citazione diretta alla prima udienza".
Per i reati più gravi ci vogliono condizioni ben determinate, ma non sono certo casi sporadici nè sono novità degli ultimi anni, chiunque si sia laureato dopo gli anni '90 lo sa o dovrebbe saperlo.

"l'immediato si chiama così per qualche ragione, credo"

sì: perchè appunto non c'è l'u.p. e si passa "immediatamente" al dibattimento. è evidente come la luce del sole in una giornata serena e lo si è già detto millanta volte, basta prestare attenzione.

"si può impiegare solo dove vi siano già prove determinanti, come ad esempio di fronte ad un reato in flagrante"

quello che segue la flagranza si chiama "giudizio direttissimo" ed è un'altra parrocchia ancora.

l'immediato viene disposto:
- o perchè al p.m. "la prova appaia evidente", l'indagato sia stato interrogato a propria discolpa, non siano trascorsi 90 giorni dall'iscrizione nel registro degli indagati (immediato "classico")
- o perchè l'indagato sia in custodia cautelare, sia già stato esperito infruttuosamente il riesame della misura e non siano trascorsi 180 giorni dall'esecuzione della stessa (immediato "custodiale" introdotto dalla famosa riforma: si ricava l'apparente evidenza della prova dal fatto che essa è già stata vagliata in sede d'esame della misura custodiale).


Ora l'informazione è, di nuovo, definitivamente chiara e completa.

A beneficio della stessa, se mancano le basi si eviti l'interlocuzione che crea solo inutile e deleteria confusione in chi legge.


p.s.
Falce e W: vi ho letti, questo commento costituisce per me il "punto" alla questione, non temete. Grazie mille a entrambi.


Chiara ha detto...

Anonimo 12:52

"tutti" no, ma se non ha capito chi rigira la frittata: "lei" sì.

saluti.

Anonimo ha detto...

Da quel pochissimo che so, mi sembra che l’udienza preliminare sia stata prevista a GARANZIA dell’imputato in quanto in quella sede il giudice dovrebbe stabilire se le prove e le motivazioni presentate dal PM per richiedere il rinvio a giudizio, siano valide o meno

Al Parolisi, sia in primo grado che in appello è stato negato di utilizzare questo filtro dato che in ENTRAMBE le circostanze , in seguito all’accoglimento da parte del giudice del rito immediato, alla difesa è stata tolta, DI FATTO, l’occasione di confutare il percorso della Procura verso il dibattimento

Ho capito male ? Se sì chiedo agli esperti presenti di chiarirmi meglio la procedura e dirmi se a loro avviso gli avvocati difensori, in questa fase, avevano la possibilità di richiedere un processo comprensivo dell’udienza preliminare

ENRICO

Ivana ha detto...

Per Tiziana
Tiziana, ho fatto riferimento a HOWARD Gardner, non a Martin Gardner!!! Infatti ho accennato alle “intelligenze multiple”!
Riguardo al professore logico matematico Piergiorgio Odifreddi, sai che il papa emerito ha risposto al libro “Caro papa, ti scrivo”? Interessante il dialogo tra un credente e un ateo, non credi?
Nel libro “Il computer di Dio” P. Odifreddi si scaglia contro un uso IMPROPRIO (sarebbe meglio dire “abuso”!) riguardo a determinate parole; infatti accade che vari uomini politici, ricevendo avvisi di garanzia, sostengano che i giudici abbiano contro di loro un “teorema”, non tenendo in considerazione che tale parola significa “affermazione provata”. Essi intendono solo insinuare che le argomentazioni dei giudici sono cervellotiche e contrarie alla verità, ma il matematico e logico LI RICHIAMA a un rigore linguistico necessario, per cercare di impedire gli abusi a sfondo scientifico.

Chiara ha detto...

Tiziana 13:21

la ratio, ossia il motivo, dell'esistenza dei riti "accelerati" sta nell'economia processuale: se una fase può essere saltata la si salta.

nel caso del salto dell'udienza preliminare, la ragione della sua omissione sta nella previsione che si può fare "a monte" del suo esito: poichè essa ha la funzione di far dire a un giudice se gli elementi dell'accusa siano idonei o meno a sostenere un processo (se sì, rinvio a giudizio; se no, proscioglimento) laddove ci sia

a) la flagranza: è evidente che un vaglio preliminare degli elementi d'accusa sia del tutto inutile, quindi si porta l'arrestato in flagranza "direttamente" davanti al giudice perchè convalidi l'arresto e proceda "per direttissima" al processo;

b) la "apparente evidenza della prova", nell'opinione del p.m. o perchè già altri giudici l'hanno vagliata in sede di misura cautelare custodiale: in questo caso al giudice (che è il g.i.p.) residua un vaglio che si ritiene possa fare "in proprio", ossia senza contraddittorio con l'indagato/imputato. Nel caso non concordasse su questa evidenza, riconsegnerebbe il fascicolo al p.m. dicendogli di procedere con l'u.p.; chiaramente nel caso "custodiale" (cioè con già altri giudici che hanno vagliato il materiale accusatorio confermandone la bontà) il suo margine di valutazione è più ristretto che nell'altro caso e quindi al 99% concederà l'immediato al p.m..

In definitiva, per ragioni di economia processuale, si ritiene che quando un "vaglio" ci sia già stato e sia ragionevolmente affidabile, il diritto "naturale" dell'imputato a partecipare a tale vaglio tramite la partecipazione all'u.p. possa venire eliminato: avrà comunque modo di difendersi nel giudizio che segue e dimostrare la propria innocenza. Viceversa, essendo l'u.p. la sede dove si esamina in fascicolo del p.m. (che contiene eventualmente anche le indagini difensive) e non dunque tutte le prove possibili e immaginabili, sarebbe "anti-economico" mantenerla per mero principio quando già si può pronosticare il suo esito.

E non è proprio cosa da poco in termini di tempo: l'u.p., in casi complessi, può svolgersi sull'arco di tante udienze, anche per settimane o mesi, quindi se già si sa che l'esito sarà: "sì il p.m. ha carte abbastanza buone per poter portare a processo l'imputato" (questo significa il rinvio a giudizio: non è una dichiarazione di colpevolezza, ma solo una valutazione prognostica "stando così le cose e salvo ogni approfondimento in dibattimento, è probabile che l'imputato possa venire dichiarato colpevole alla fine del processo") allora sarebbe una "vuota e sterile garanzia" per lui avere l'udienza preliminare in cui comunque si valutano solo sommariamente i fatti sapendo che comunque al 99% poi il processo se lo farebbe comunque: meglio accorciare i tempi e concedergli di entrare subito nel pieno del processo affinchè possa dimostrare la propria innocenza con tutti i poteri e i diritti che la legge gli consente. Se invece davvero fosse colpevole e tale risultasse all'esito del processo, l'amministrazione della giustizia avrebbe conseguito più rapidamente lo scopo di repressione del reato e di tutela della comunità.

Stefania ha detto...

Rimane a mio avviso inspiegabile il perchè di un processo cosi' accellerato, dove si è trovato modo di dare spazio (e tempo) ad una Parte Civile che ha portato in Tribunale, chissà per dimostrare cosa, una chat "intima" dell'imputato, anatomicamente parlando e di quella che era una amante fessacchiotta a dimostrare che una laurea non garantisce affatto la persona che l'ha ottenuta sia particolarmente intelligente.

Riguardo il fatto Parolisi tradisse la moglie e la cosa fosse a conoscienza dei Rea è evidentemente necessario ricordare che furono proprio i familiari di Melania a chiedere a Salvatore di mentire con chi stava svolgendo le prime indagini, allo scopo di far salva "l'onorabilità" della loro parente che speravano ancora viva.

Che dire di chi ha filmato Parolisi mentre diceva ai Carabininieri di non avere un'amante e nessuna soldatessa che lo corteggiasse?

Che dire dello zio Gennaro che prima chiede al Parolisi di mentire agli inquirenti ed intanto lo filma, lo registra di nascosto?

Che dire di tutte quelle perizie che non hanno detto un bel niente di certo?

E si corre a sentenza?

Stefania

Anonimo ha detto...

Scusate l'intromissione che faccio e che non intende offendere nessuno ma questo scambio di nozioni sul tipo di processo: immediato, ordinario, diretto per quanto interessanti giungono fuori termine per il caso in questione. Ormai il dado è tratto............, le scelte sbagliate o giuste che siano state sono già state fatte.
Proporrei di incentrare la discussione su quanto sta accadendo oggi.
I difensori che dichiarano che si potrebbe ottenere uno sconto di pena non vi pare allucinante? Suvvia.................
Sono veramente spiazzata!
Mi aspetto solo il peggio, ma che vergogna!
Marilia

Chiara ha detto...

Enrico 14:37

sì è giusto: a Parolisi è in un senso tecnico stata negata questa garazia, nè era in suo potere chiedere che l'u.p. si svolgesse [è un "modo di nascere" del processo da cui non si torna indietro, come dicevo con l'immagine del gatto e del cavallo].

dico "in senso tecnico" perchè in realtà il suo era un immediato "custodiale" ossia, come spiegavo alle 14.23, un vaglio preliminare c'era stato, precisamente in sede di applicazione e conferma della custodia cautelare in carcere.

quindi nella sostanza non è corretto dire che non abbia avuto la possibilità di "contraddire" sugli elementi a proprio carico: il materiale sottoposto al g.i.p. e al trib. del riesame è LO STESSO che sarebbe sottoposto al g.u.p., quindi il vaglio preliminare di quel materiale alla presenza dell'imputato (rectius, indagato) c'è stato.

Allora io sono d'accordo a dire che se la nostra amministrazione giudiziaria fosse più celere e meno farraginosa, non ci sarebbe alcuna ragione di comprimere le garanzie degli imputati; anche se tale compressione è solo apparente nel caso di "immediato custodiale" come ho appena mostrato; è invece effettiva nell'immediato "classico" e nel giudizio "a citazione diretta" (che si applica ad alcuni reati elencati nell'art. 550 cpp ed a quelli che hanno un massimo di pena di 4 anni).

Però all'imputato non è mai negato il diritto di uscirne assolto, da quel processo cominciato così e questo è importante ribadirlo.

C'è anche da fare un'altra riflessione però: che alcune delle lungaggini sono dovute esclusivamente ad un malo-esercizio della giurisdizione, ma altre (e non sono poche!) sono dovute alla presenza stessa di una serie di filtri e passaggi che costituiscono una maggiore garanzia per gli indagati/imputati che in altri ordinamenti non esistono (plurimi fasi e gradi per le misure cautelari, plurimi fasi e gradi per il processo, possibilità di condurre un'udienza preliminare per n udienze con n approfondimenti garantiti ecc).

In definitiva il mio pensiero è che ci sono, eccome, tante cose da migliorare, da correggere e da migliorare, ma bisogna anche stare attenti a non gettare anche il bimbo con l'acqua sporca (per dire, i processi americani sono rapidissimi rispetto a tutti quelli europei, ma le garanzie sono quasi inesistenti: lì se un giudice sbaglia non c'è santo che un altro possa rimediare!) e soprattutto mantenere sempre la lucidità e l'onestà: perchè quando parliamo del processo ad una persona che riteniamo innocente ci sembra sempre che non abbia abbastanza diritti e garanzie; ma quando parliamo del processo ad uno che riteniamo colpevole ci lamentiamo invece che questi diritti e garanzie siano pure troppi! Non è così, in tutta onestà, Enrico?

Chiara ha detto...

Marilia

hai ragione, l'importante comunque è avere chiarito così da non tornarci in future occasioni.

ora vado, la pausa pranzo è finita e riapro i battenti; quando tornerò, se non ci saranno più domande sul rito, dirò la mia opinione sugli altri fatti che stiamo commentando. Risponderò anche ad Ivana.

Ciao a tutti e buon pomeriggio.

Anonimo ha detto...

@ Chiara

La risposta che hai dato a Tiziana vale anche per me ed ho solo letto ora il tuo post a me indirizzato

Comunque osservo che l’ udienza preliminare potrebbe venir eliminata in Appello per velocizzare la procedura SE fosse già stata effettuata in prima istanza

Nel caso in esame Parolisi non ha potuto avvalersi del filtro offerto a garanzia dall’ u.p. perché già in primo grado la Procura chiese ed ottenne il rito immediato e quindi evitò le valutazioni del giudice riguardo le motivazioni contenute nella sua richiesta di rinvio a giudizio ed in i quella di custodia cautelare in carcere

Mi sembra che il caporalmaggiore non abbia usufruito di “un giusto
processo”

ENRICO

Anonimo ha detto...

@Chiara
Scusa, ma mi pare che tu sia troppo impulsiva. Ho l'impressione che tu abbia letto il mio post delle 09:23 in maniera affrettata e che tu non abbia compreso bene cosa intendevo dire.Forse mi sono espresso male, ma la tua risposta mi e' sembrata un po' sopra le righe.
Non me ne avere. Ciao.
Alex.

Anonimo ha detto...

@Chiara
Scusa, ma mi pare che tu sia troppo impulsiva. Ho l'impressione che tu abbia letto il mio post delle 09:23 in maniera affrettata e che tu non abbia compreso bene cosa intendevo dire.Forse mi sono espresso male, ma la tua risposta mi e' sembrata un po' sopra le righe.
Non me ne avere. Ciao.
Alex.

Tiziana ha detto...

@Chiara,
grazie per la risposta.

@Ivana,
ho sbagliato Gardner :-) ma poiché, come ti ho scritto, mi sono lungamente dilettata leggendo "Martin" sia su "Le Scienze", sia nei suoi libri, mi è venuto spontaneo pensare a lui.
Quanto ad Odifreddi so che il Papa emerito gli ha scritto per "bacchettarlo" bonariamente relativamente ad alcuni errori commessi dal matematico nel suo scritto. Odifreddi ne era molto lusingato, ho sentito un suo intervento radiofonico e l'ho visto a Porta a Porta, dove per altro Vespa non l'ha fatto parlare più di tanto.
Il confronto tra un credente ed un ateo, se fatto da posizioni paritetiche (e non spocchiose quali quelle di Odifreddi), può essere interessante. Apprezzo molto, infatti, Augias oppure, tanto per citare uno dei maggiori filosofi della scienza italiani attuali, Giorello.

Simona ha detto...

Come mai ci mettono tanto questi giudici?Sono in camera di consiglio da molte ore...

PINO ha detto...

RACCAPRICCIANTE quanto elemosinato dei difensori di Parolisi. Queste le dichiarazioni rese alla stampa, a fine dibattito, dall'avv. Gentile:
-"Abbiamo chiesto - ha aggiunto - soprattutto un giudizio equilibrato che possa dare a Parolisi, qualora la Corte dovesse accedere all’ipotesi della colpevolezza, un pena anche giusta, una pena proporzionata anche al tipo di delitto, perchè è stato un delitto d’impeto ed è giusto che venga valutato anche questo tipo di situazione. Abbiamo chiesto, appunto, una decisione giusta perché quella di primo grado è stata una decisione molto di cuore e non di testa."-
TANTO POTEVA CHIEDERLO ANCHE UN DIFENSORE D'UFFICIO!!! CHE VERGOGNA!
Ho sempre sostenuto la convinzione dell'insufficiente qualità dialettica del duo B&G, alla quale, dopo le le mortificanti dichiarazoni dell'avv. Gentile sopra riportate, devo aggiungere quella di una straordinaria puerilità strategica chiaramente palesata.
Mi rammaricavo con me stesso per quanto paventavo, forse ingiustamente prevenuto nei confronti del collegio difesa.
Ma non mi ingannavo, sulle qualità di chi, quasi sempre, offriva le proprie prestazioni quando non venivano richieste.
Pino

Anonimo ha detto...

Pino,
le dichiarazione video dei legali sono qui:

(http://video.ilmessaggero.it/index.jsp?videoId=13998&sectionId=13&t=parolisi-%C3%A8-il-giorno-della-sentenza )

Forse quelle che citi sono state riportate dalla fonte in modo approssimativo.

@K
ps la sentenza è attesa a momenti

Vanna ha detto...

Antonello, post del 28 sett. ore13,28.

Antonello a chi ti riferisci con questo post?
Perché mi affibbi un nome e delle frasi che mai e poi mai ho scritto né tantomeno pensato?

In questo articolo ho postato i seguenti post:

14 sett.ore 13,59,
15 sett. ore 18,19,
16 sett. ore, non me ricordo e se lo ritrovo sparisce il post attuale.
30 sett. ore 19,40 all'incirca, cioè questo.

Prima di dare nomi a vanvera sii sicuro di ciò che scrivi.

Ho il coraggio delle mie azioni e dei miei pensieri e mai posterei qualcosa con nome falso.

Se ti vai a rileggere quello che ho postato è di contenuto ben diverso da quello che tu vuoi intenzionalmente dare a me.

Antonello non sono io, gradirei un chiarimento o le scuse.

Anonimo ha detto...

PINO
ho ascoltato adesso l'avv Gentile nel video da te postato...

Da quello che dice sembra quasi che stia difendendo "un qualcuno" che ha commesso un delitto sotto l'effetto di un raptus !!!

Ma questi quando rilasciano delle dichiarazioni pubbliche si rendono conto di QUELLO che dicono e di COME lo dicono ?

ENRICO

Vanna ha detto...

Massimo cortesemente, puoi verificare da quali computer è uscito il post che ha suscitato in Antonello una risposta a me indirizzata che non mi riguarda?

E puoi cortesemente comunicare che non è partito dal mio computer?
Se ti è possibile farlo.

Grazie.

Pamba ha detto...

TGR 19,30
Ancora attesa per la sentenza Parolisi, dopo sette ore e mezza di Camera di Consiglio.


L'Accusa ha riconfermato la richiesta dell'ergastolo.

La Difesa ha riconfermato le richieste che abbiamo già letto nel'Atto:

L'assoluzione con formula piena
In subordine:
la riapertura dell'istruttoria
la riduzione della pena, con la cancellazione delle imputazioni di minorata difesa, crudelta' e vilipendio del cadavere.

Anonimo ha detto...

scusate, ma tutte queste ore di camera di consiglio vorranno dire qualcosa? Per condannarlo in primo grado la Tommolini ci ha messo molto di meno. Speriamo bene

emax/massimo prati ha detto...

Cara Vanna, Antonello ha fatto un errore, voleva sicuramente scrivere Ivana... e invece ha scritto Vanna. Un lapsus da scusare. Non appena si collegherà te lo confermerà lui stesso. Ciao

Massimo

Anonimo ha detto...

Enrico,

a me sembra che nel video che ho postato in risposta a Pino non sia inappropriato quanto viene riferito rispetto all'accusa di omicidio di impeto (si ribadisce che se di omicidio di impeto si parla nella sentenza appellata, le aggravanti comminate in quella sentenza, per giurisprudenza consolidata, NON ci sono - Ossia, si contesta la sentenza di primo grado anche sotto questo profilo, non si ammette che l'imputato è colpevole. E infatti l'intervista continua portando alla luce tutte le circostanze positive, di cui tenere in ogni caso conto riguardo all'imputato anche se si volesse, in sede di decisione di appello, insistere sulla sua colpevolezza).
E' necessario, nella dialettica processuale, ribadire tutto questo, e proprio a favore e tutela dell'imputato.

Inoltre la difesa portata avanti dal team contempla espressamente anche la ribadita innocenza dell'imputato.

@K

Anonimo ha detto...

x Enrico (ad integrazione):

e infatti la Difesa dell'imputato ha riconfermato tutte le richieste già inoltrate con l'Atto di Appello della sentenza di primo grado (richieste che Pamba ci ha poco fa gentilmente ricordato) e che sono:

L'assoluzione con formula piena
(come richiesta principale, perché non ci sono le prove di colpevolezza)

In subordine: (ossia, se lo si vuole ritenere comunque colpevole anche nel primo grado di appello):

1- la riapertura dell'istruttoria

2- la riduzione della pena, con la cancellazione delle imputazioni di minorata difesa, crudelta' e vilipendio del cadavere (imputazioni stabilite con la sentenza di primo grado -- di cui nell'attuale giudizio si discute l'apello -- ma non consone, per consolidata giurisprudenza, alla valutazione, espressa con la stessa sentenza di primo grado, che si è
trattato di un omicidio di impeto.

@K

Pamba ha detto...

@K

Concordo.
Ancora una volta, i media riportano spezzoni delle interviste e neanche contestualizzate.

Da quanto ho letto in precedenza, venerdì in Aula
l'Avv. Biscotti ha svolto la prima parte (l'assoluzione dell'imputato);
l'Avv. Gentile ha affrontato "il subordine", anche questo necessario.

Tuttavia, la difesa mediatica del Duo non mi è mai sembrata accalorata e convincente, da questo punto di vista...mediatico, appunto.

Speriamo che contino le prove, che non ci sono, per condannarlo.

Anonimo ha detto...

@K

ma certo ! avevo capito il senso di ciò che voleva dire il Gentile, ma le sue frasi, così come sono state trasmesse senza la dovuta approfondita spiegazione, potrebbero suonare come una sorta di ammissione di colpa del proprio assistito

Questa è stata l'impressione che io ne ho ricavato sebbene sappia perfettamente che non sia così

ENRICO

Ps .. ho idea di essermi spiegato male...

ENRICO

Pamba ha detto...

Come non detto...
condannato a 30 anni!!!

Anonimo ha detto...

condanna ridotta a 30 anni, è uno scandalo. Pover'uomo, spero solo che il terzo grado in Cassazione venga fissato presto, perché sicuramente verrà riformata la sentenza di primo grado

Ivana ha detto...

Tiziana, reputo il dialogo fra un papa teologo e un matematico ateo veramente interessante... Entrambi hanno almeno un obiettivo in comune: la ricerca della Verità.
Io ho avuto modo di conoscere Piergiorgio Odifreddi e ti garantisco che non mi è apparso “spocchioso”… anzi è sempre stato nei miei confronti gentilissimo e disponibile, è anche un divulgatore simpatico, provocatore ironico e talvolta sarcastico e nei suoi tanti libri (da me letti piacevolmente) abbondano i sapienti collegamenti con le altre discipline, inoltre sa usare strategie opportune per tenere deste l'attenzione e la curiosità del lettore.
Ovviamente anch’io ho letto moltissimo relativamente a Martin e capisco e condivido il tuo entusiasmo nei confronti di Martin Gardner (laureato in filosofia)… Comunque, anche Martin Gardner, durante la sua lunga esistenza, ha saputo coltivare svariati interessi, oltre ai giochi matematici ed enigmistici…
A Giorello (che conosco poco) preferisco Gabriele Lolli (del quale ho letto e apprezzato determinati libri) e Carlo Cellucci. A un festival della matematica avevo assistito alla relazione, pubblicata in rete, di U. Bottazzini, di C. Cellucci, di F. Giorello, di G. Lolli e di P. Zellini che rispondevano ognuno a tre domande tra cui “Gli oggetti matematici sono una scoperta o un'invenzione?” e avevo avuto modo di apprezzare in particolare l’esposizione chiara, semplice, veloce e razionalmente ineccepibile di Cellucci).

Anonimo ha detto...

Ma che bravi i due legali !

ENRICO

Manlio Tummolo ha detto...

Egregio Alex,

mi dà l'impressione che Lei sia quello che scriveva anche su "Il Gazzettino" per tutt'altre faccende: Gliel'avevo già chiesto a suo tempo. Comunque non ha grande importanza. Allora certo è il GIP in una particolare udienza conclusiva delle indagini che decide per il rito immediato. Tale udienza svolge quindi funzione di sintetica "udienza preliminare", anche se con altro nome. Se si dànno le prove di un reato, significa che colui che è rinviato a giudizio è già mezzo o potenzialmente condannato (ovviamente se il giudice ritiene le prove adeguate a ciò, altrimenti non avrebbe senso). Ora come si possa accostare il rito ordinario, dove le prove si stabiliscono o si individuano in dibattimento e il rito immediato, dove invece sarebbero lì belle e pronte, mi pare alquanto difficile.

Sul rito direttissimo: siamo al medesimo punto: cambiano i nomi, ma se il delitto è in flagranza (tipico: offesa a magistrato in udienza), ovviamente è ben difficile che il processo finisca altrimenti che in una condanna. Quanto alle "parrocchie", certamente è vero, se i procedimenti speciali singolarmente sono "parrocchie", ma la "Chiesa" è sempre la medesima con un medesimo "papa": l'arbitrio del giudice di ritenere adeguate o non adeguate determinate prove.

Ho già detto, e ancora nei miei interventi dell'anno scorso, ben prima che apparissero sul fronte questi personaggi, che considero tutti i procedimenti speciali negativi, che sono frutto di una cultura arbitraria del Giudice Onnipotente, che vietano un reale approfondimento della discussione e confronto tra le parti, che sono un fatiscente residuo di antichi privilegi, quando un magistrato era rappresentante del re assoluto, e non del popolo. Di essi personalmente non mi interessa nulla, se non in un contesto storico-teoretico generale, per il quale ritengo debbano essere aboliti. Se la legge è uguale per tutti, uguale deve essere il procedimento civile, amministrativo, penale, senza sconti né premi per chicchessia, fatta salva la considerazione delle circostanze specifiche del reato o dell'illecito.

La sveltezza del processo non si ottiene con questi trucchetti da azzeccagarbugli, ma semplicemente con la brevità delle pause tra un'udienza e l'altra, in modo che tali udienze siano ravvicinate il più possibile, perché i tempi lunghi sono dati esclusivamente dal rinvìo di mesi (spesso), e non dalla durata effettiva delle udienze.

Lo si vede anche in questi ultimi grandi processi, che risultano abbastanza veloci proprio per la brevità delle interruzioni.

Anonimo ha detto...

condannato in appelllo a 30 anni
(in primo grado aveva avuto l'ergastolo)

@K

Tabula ha detto...

Lo leggo adesso..
boh, se gli han dato 30 anni.. si vede che è colpevole.
Mi aspettavo di peggio, il che è tutto dire.

Anonimo ha detto...

@Tummolo
Egr. Professore.
innanzi tutto la informo che non ho mai scritto sul gazzettino. Sono toscano e leggo altri giornali.
Evidentemente si diverte a far finta di non capire perche' se non capisse veramente la cosa sarebbe preoccupante. Il GIP non decide sulla base di una particolare udienza ma e' il PM che chiede il giudizio immediato (lo potrebbe chiedere anche l'imputato) e sulla base della documentazione raccolta decide il da farsi. Se ha un po' di tempo legga gli articoli del CPP dove il tutto e' molto ben spiegato. Con questo finisco i miei interventi in materia e mi scuso se si e' sentita importunata.
Alex.

Anonimo ha detto...

La decisione odierna apre almeno una piccola luce: la possibilità di sconti di pena.

Attendiamo le motivazioni, per conoscere su quali
basi si è deciso per la colpevolezza in questo secondo giudizio, e come si riterrà di rispondere alle difese contenute nell'atto di appello dell'imputato.

Il pensiero va anche alla piccolina, e alla prossima udienza presso il Tribunale dei Minori.

@K

Manlio Tummolo ha detto...

Gentilissima Marilia,

"erro" anche qui se ricordo che è stata anche Lei a chiedere chiarimenti procedurali ?

La procedura in generale è essenziale e averne consapevolezza (anche dei risvolti ideologici) è ancor più essenziale, perché altrimenti lamentarsi poi di una sentenza, di assoluzione o di condanna che sia, risulta del tutto inutile, e anche poco ammissibile.

Adesso vedremo se anche la prossima nuova motivazione sarà versata insieme a lacrime di carta liquida.

Carissimo Carmelo Falce,

se desidera che i Suoi consigli siano ascoltati e, forse, applicati, dovrebbero essere più espliciti. Se avesse la pazienza di spiegarci chi sia Ciccio Cappuccio, forse sarebbe più realizzabile.

Anonimo ha detto...

Diminuita l'aggravante del vilipendio, mentre è rimasta la crudeltà.

la Corte ha inoltre deciso di togliere l'isolamento diurno.

“E’ stata dura”. E’ l’unico commento uscito dalla bocca di uno dei giudici popolari della Corte d’Assise d’Appello dell’Aquila che ha confermato, di fatto, la colpevolezza di Parolisi. I sei giudici popolari sono usciti tutti insieme con bocche assolutamente cucite e non hanno voluto rilasciare altre dichiarazioni.

@K

Anonimo ha detto...

"Siamo soddisfatti", ha commentato l'avvocato Mauro Gionni che assiste la famiglia Rea, spiegando che la riduzione rispetto alla sentenza d'ergastolo comminata in primo grado è dovuta all'effetto del rito abbreviato.

@K

Mimosa ha detto...

Con ciò Signori miei, la mia avventura con voi sul caso Parolisi termina qui. Ora cancellerò le decine di file, le migliaia di pagine che occupano solo spazio sul mio pc.
Non avrei da dire nulla se non ribadire la mia disistima per il duo b&g (iniziata con il caso Scazzi) e riconfermare il mio parere contro la debole, debolissima difesa (su cui concordano alcuni di voi), che è stata una disgrazia nella disgrazia per il caporalmaggiore scelto Salvatore Parolisi …
Questo accade quando degli avvocati si propongono ai clienti (volevano emergere? Volevano “riscattarsi” dopo la figuraccia di aver difeso un assassino come l’ex cameriere della Contessa Filo della Torre? Senza contare la viscida figura che mostrano nel caso Scazzi).

Ringrazio Massimo per l’ospitalità e la tolleranza, e tutti voi per aver condiviso il vostro tempo con me e le mie argomentazioni. Vi saluto tutti.
Mi ritiro, non mi interessano le motivazioni del collegio giudicante!

Penso solo ad un pover’uomo condannato ingiustamente, uno dei tanti, di tanti illustri sconosciuti. La sua vita è ormai finita, almeno lo mandino a lavorare in qualche campo o orto o giardino dei tanti fatiscenti istituti penitenziari, visto che ha ottenuto il diploma di perito agrario. Buona fortuna Salvatore!

A tutti voi, a rivederci su altri casi e sui nuovi che Massimo scoverà.

Ciao, Mimosa

Manlio Tummolo ha detto...

Egregio Alex,

la cosa è la stessa, si trattava di mia curiosità. Anche mio nipote del resto si firma "Alex" quando mi scrive, ed abita in Piemonte.

Avendo una modesta laurea magistrale in Giurisprudenza(oltre da un'altra in Pedagogia col massimo dei voti e la lode), ho letto da svariati anni i Codici e i singoli articoli che mi occorrevano nelle molteplici occasioni. Il PM chiede, lo può fare anche l'avvocato dell'imputato a nome dell'imputato (non l'imputato da sé), ma CHI DECIDE E' - come detto anche da voi - il GIUDICE. Naturalmente non quello della formale udienza preliminare, ma quello delle indagini. Ma lo decide in udienza a sua volta (es. art. 409 cc. 2 - 4 e 410 c. 3).

La formulazione di giudizi sulla cultura personale o sull'intelligenza altrui, salvo se in risposta allo stesso metodo, quando ci si confronta su impostazioni e valutazioni diverse di pensiero, non è un segno positivo da parte di persone che non conoscono gli altri.

Vorrei ricordarLe che su questo blog scrivo le medesime cose da anni ormai, e molto spesso sono tentato di interrompere proprio per questo vizio di fondo, comune a troppi intervenienti, i quali troppo spesso si sentono proprietari esclusivi di verità tutte da dimostrare, come ben si evince dalle infinite discussioni, interpretazioni e diverse applicazioni tra il primo grado di processo e quelli successivi, oppure tra magistrati inquirenti e giudicanti, o tra avvocati di parte civile ed avvocati dell'imputato. La "giurisprudenza" si gioca appunto su opinioni a volte ideologicamente, a volte strumentalmente opposte, e negarlo vuol dire non aver mai seguito un processo nemmeno sul furto di un pollo.

magica ha detto...

mi dispiace molto per parolisi ..lo ritengo innocente ..
poveraccio .l'ha pagata cara l'avventura con ludovica .
anche questo ha determinato la sua condanna . perchè prove certe non esistono .pero' esistono le chat con l'amante ..
bisogna dire che lo hanno incastrato ..


Sira Fonzi ha detto...

Ciao Mimosa,
hai detto bene, il duo, per Parolisi è stata una disgrazia nella disgrazia. Leggo con stupore la dichiarazione di Gentile:

"Salvatore si aspettava qualcosa di diverso, non dico l'assoluzione, ma... Ora non ci resta che accettare il verdetto, non ci resta che attendere le motivazioni.È importante aver eliminato l'ergastolo ma ci aspettavamo una sentenza leggermente più umana».

E' importante aver eliminato l'ergastolo???
Non ci resta che accettare il verdetto???
Ci aspettavamo una sentenza leggermente più umana???

Ma sono dichiarazioni da rilasciare da un avvocato che crede innocente il proprio cliente?

Ma forse non ci hanno mai veramente creduto.

Mi spiace tantissimo per Salvatore e Vittoria. Veramente tanto.

Ciao

Anonimo ha detto...

Cara Mimosa
La tua amarezza è legittima, ma è proprio quando il gioco si fa duro che i duri cominciano a combattere. Le analisi fatte fin qui dimostrano che i problemi non sono di natura criminologica ma massmediatica. Non è questione di avvocati ma di quella influenza che ormai i media (anche orientati politicamente) hanno su tutti i livelli istituzionali. E' un discorso che modestamente ho tentato di fare nel blog nella speranza di suscitare interesse e partecipazione. E' evidente che esiste un problema relativo ai processi di influenza sociale e a un sistema di informazione sotto l'egida della vendita di un prodotto (il profitto inteso in senso lato) in un sistema fondamentalmente amorale. Gilberto

Manlio Tummolo ha detto...

Concordo con Gilberto, ma rinnovo la mia convinzione che molto dipende dalla arcaica mentalità e dalle arcaiche procedure giudiziarie, per cui soltanto con drastiche riforme a partire dalla formazione universitaria e poi su tutto il resto (Codici, Istituzioni, ecc.), avremo qualche speranza non di verità assolute, ma di decisioni prese su base scientifica e razionale. E' un problema planetario, e non certamente solo italiano.

Comunque, non ci si deve disperare: può darsi che la Cassazione rigetti queste sentenze di colpevolezza, perlomeno sul piano probatorio, difettoso alla radice.

Anonimo ha detto...

Ritengo che l'influenza dei media possa avere avuto un certo peso sull'intera vicenda ma a determinare questa persecuzione credo che la valenza maggiore e soprattutto determinante sia stata la volontà dei Rea. La famiglia ha sempre mostrato una grande sicurezza, probabilmente legata alle molteplici conoscenze altolocate. Non a caso i vari tribunali dei minori li hanno sempre supportati nel loro volere tenendo la nipote lontana dal padre.
Do ragione a Mimosa quando intende chiudere il discorso su questo caso. E' triste, vergognoso, penoso tutto ciò che sta accadendo e per la piega che hanno preso ormai i fatti sono convinta che neppure la cassazione possa correggere il tiro.Parolisi è destinato al carcere e nessuno mai potrà aiutarlo. Detto questo le parole piene di rabbia di Mimosa hanno un giusto senso.
Marilia

Anonimo ha detto...

( tanto per sdrammatizzare perchè ne abbiamo bisogno anche in considerazione di altri "fatti" che stanno massacrando il nostro Paese)
---
Sapete che vi dico ?

A questo punto vorrei che Parolisi fosse davvero colpevole nella speranza che un giorno ci dicesse finalmente come ca@@o abbia fatto in 40 minuti scarsi a :

- non farsi vedere dalla sentinella che controllava la strada del bosco delle casermette sia all’andata che al ritorno
- arrivare in loco pochissimi minuti dopo la pausa pranzo consumata dagli autisti sui tavoli da picnic accanto al chiosco
- accoltellare la moglie senza che costei emettesse il minimo lamento
- non riuscire ad ucciderla nonostante la sua esperienza di soldato “d’attacco”
- ripulire qualunque traccia di sangue su di sé e sull’auto
- cambiarsi gli indumenti
- percorrere ca 36 km di strada di montagna A/R (CSM –Ripe-CSM )
- ritornare due giorni dopo sul luogo del delitto e sfregiare il cadavere della moglie eludendo la sorveglianza a cui già era sottoposto

ENRICO

Ps x SIRA
mi riferisco al tuo post delle 21:52

anche io ho avuto la tua stessa impressione nell'ascoltare l'intervista a Gentile

Anonimo ha detto...

Ciao Mimosa.

Spero che SP abbia la forza di combattere sino in fondo, e che trovi anche intorno a sé il sostegno necessario (e non solo per sé, ma anche per la bambina).

Concordo sull'importanza cruciale di una valutazione delle prove che si regga su una logica di tipo scientifica e razionale, e ciò supportata da deduzioni che possano essere universalmente riconosciute sulla base di quelli che sono i fatti dimostrati (e quelli che non sono dimostrabili o, anche, che hanno solo una qualificazione di probabilità o possibilità), e che dunque espliciti ragionamenti condivisiblii che possano essere riprodotti facendoli propri, senza lasciare vuoti o contraddizioni interne.

Quando ciò non si concretizza (e cioè si lasciano spazi a vuoti e/o contraddizioni interne), ci si trova davanti a circostanze altamente destabilizzanti, e non solo per il diretto interessato e i suoi familiari, ma anche per tutti quelli che sono in grado di comprendere quanto si verifica nella valutazione, poiché ci si aspetta, per definizione della funzione stessa di Magistrato, che la valutazione sia imparziale ed obiettiva (e così deve essere per essere funzionale alla società stessa).

@K


Gabridget ha detto...

pagina buia per la giustizia italiana...l'ennesima

Anonimo ha detto...

LA DIFESA: "PAROLISI PAGA PER TUTTI". "Sembra una sentenza un po' esemplare, come se Parolisi debba pagare un po' per tutti", ha commentato invece il legale di Parolisi Valter Biscotti. "Siamo sorpresi - ha aggiunto - ci aspettavamo certamente l'assoluzione, non ci sono assolutamente elementi a nostro giudizio che possano portare alla condanna. Andremo in Cassazione e si va avanti", ha annunciato.

fonte: http://www.lapresse.it/cronaca/caso-rea-30-anni-a-parolisi-madre-melania-fatta-giustizia-1.401306

K@

Chiara ha detto...

Ho letto qualcuno ricodare che il magico Duo si propose a Parolisi (e già qui grande dimostrazione di serietà deontologica) ma mi par di ricordar bene che...bastasse !

Si proposero a lui solo dopo il rifiuto - sdegnato - dei Rea (deontologia io ti sputo! e io ufficiale tutto d'un pezzo, sputo te, scarparo!).

Dico, rendiamoci conto della serietà ma soprattutto della CONVINZIONE con cui presero la difesa del caporalmaggiore!

Erano pronti un attimo prima a sbranarlo come fiere (abili a far quello, come hanno mostrato con le Misseri: si accucciano dietro alla procura e tirano testate nucleari al malcapitato senza dover provare alcunchè!) e un attimo dopo a difenderlo....difensori da scegliere a occhi chiusi come no.....poi venitemi a dire che Parolisi è intelligente!

Peraltro mi par di ricordare anche che (per giustificare la propria profferta deontologicamente discutibile) dissero di essersi offerti di difenderlo a gratis o poco più (tanto che si cominciò a parlare della quasi proverbiale "tirchieria" di Parolisi, poi addirittura assunta da alcuni a co-movente del delitto) ma poi in questi giorni abbiamo appreso che l'imputato è a loro, le volpi spellacchiate del deserto, che avrebbe consegnato tutti i propri risparmi ("e che ci sarebbe di male?" disse il paffuto del duo).

Vabbè va, è chiaro che sti due mi piacciono quanto il mal di pancia, ma va dato atto che è per risultati come questo che li conosciamo e in ciò sono stati del tutto coerenti con la loro fama: "16 anni in abbreviato" è il loro secondo nome (cfr Perugia e Olgiata), per questo nei "30 anni in abbreviato" non si riconoscono proprio del tutto! Sarà sanguinoca battaglia in Cassazione: cadano le ultime aggravanti e si diano questi benedetti 16 anni!


Salvatore: SVEGLIAAAAA!!!!!

PINO ha detto...

Una diversa direzione delle indagini, per il caso Rea, l'avevano intuita ed indicata il dr. Cirillo ed il dr. Ferraro. Il primo fu ritenuto infermo mentale, e sospeso dalle sue mansioni, il secondo immediatamentre trasferito ad altra sede ed altro incarico.
A stretto giro, fu rimosso il comandante della caserna in cui Parolisi prestava servizio.
Strane coincidenze(?)
Possibile
C'era qualcosa che dava fastidio nelle indicazioni direzionali delle indagini dei due magistrati, da provocare il loro allontanamento, con motivazioni diverse, e far nascere, in alcuni di noi, maligne ipotesi?
Eravamo coscienti fin da allora che quacosa di anomalo caratterizzava una procedura investigativa unidirezionale adottata dalle autorità inquirenti, senza alcuna possibile variante: come un iter prestabilito prestabilito, da una regia, o più volgarmente, da un puparo che ne muovesse i fili relativi.
Pensieri utopici?
Forse.
Ma, alla luce di quanto discutemmo lungamente su questo blog, che sarebbe lunghissimo ripetere (e che Mimosa ha ricordato accennando alla registrazione di migliaia di pagine sugli assunti di un gruppo di noi, che denominammo "squadra", dedicati escusivamente a questo caso), ed i risultati di due processi già celebrati, con le condanne allergastolo nella prima ed a trent'anni nella seconda. Forse sarà ancora premiato, in futuro, per il suo silenzio, per cui vedremmo le nostre ipotesi un poco meno stravaganti.
Parolisi dovrebbe pagare, in ogni modo, il suo ipotetico coinvolgimento in affari poco puliti ed "inconfessabili", ed il fatto che per esse "ci abbia rimesso Melania" (sue stesse parole intercettate).
L'ex militare, per ben due volte, si è servito del diritto di "non parlare", e quanto lo ha fatto, è stato solo per dire che lui, alla moglia voleva bene.
Non ha parlato, nè parlerà mai, pena, forse, la sua stessa vita, anche se NON E' L'AUTORE DELL'OMICIDIO della moglie, ma solo la causa.
Ripeto quello che ipotizzai all'inizio: Parolisi si trova di fronte a cose più grandi di lui. Ipotesi condivisa anche da altri amici del blog.
Buona notte, Pino

Anonimo ha detto...

p.s. Scusatemi le sconnesioni. Ho sonno. Pino

Sira Fonzi ha detto...

Caro Pino, sono concorde con tutto ciò che sostieni nel post delle 00.03, tranne che su una deduzione:

"Non ha parlato, nè parlerà mai, pena, forse, la sua stessa vita, anche se NON E' L'AUTORE DELL'OMICIDIO della moglie, ma solo la causa"

Forse a rischio non è solo la sua vita, ma anche e soprattutto quella della piccola Vittoria.

Antonello ha detto...

@Vanna
abbi pazienza, ho fatto io un errore di battitura, centravi nulla te, il mio commento era diretto ad Ivana.

Sulla sentenza direi che non c'nulla di moderato da dire e quindi preferisco tacere, noto che la conda.na a 30 anni, anziche' l'ergastolo, appare al duo una condanna "piu' umana" ed io non sono assolutamente d'accordo, come nel caso di Cogne se veramente sono convinti, come sembra, che la responsabilita' sia del marito credo che fosse leggero persino l'ergastolo, ma il problema non e' solo concettuale, ripeto: su quali basi oggettive ed univoche, mettendo da parte le prove per un attimo, sarebbero pero' convinti della colpevolezza del caporale??? Io ancora non son riuscito a leggerle.
Sulla chat video non ho parole, l'avvocato poteva solo citarla significando lo stesso le date per dimostrare cio' che intendeva, no. aveva ne il bisogno ne l'opportunita' giusta per mostrare momenti del tutto personali, intimi e ininfluenti al processo.
Dall'altra parte ho visto un'impostazione di Parol. veramente superficiale, "la tradivo ma l'ama" davvero poteva risparmiarsela, secondo me non ha ancora capito la gravita' del suo errore, forse non ha mai amato, non so, trovo pero' da masochisti continuare a ripetere questa frase per trovare una difesa.
Chi ama non tradisce, puo' succedere in una vita chiaramente e non voglio io giudicare le parole piuttosto che il contesto in cui sono state dette, semplicemente si accetta di aver sbagliato senza trovarsi sempre delle scusanti, "e' cosi' ma pero' ", non va bene anche se io credo al fatto che Parol.tenesse alla famiglia, ha solo sottovalutato il suo errore, a parer mio, sono cose che accadono, si piglia atto e si prende una sacrosanta decisione costi quel che costi.
Che vuol dire "la tradivo ma la amavo" in un'aula con coccofrilli pronti a sbranarti???

PINO ha detto...

@ Ciao SIRA,
la bamina non la vedrei in pericolo (salvo se SP non abbia ricevuto minacce precise) per cause inerenti al caso, piuttosto la vedrei come rivalsa dei Rea, in compenso (improprio)della perdita della povera Melania.
Saluti cari e buona notte, Pino

Vanna ha detto...

Sono d'accordo con quanto affermato da Pino e Sira: forse è lui la causa della morte forse lo è stato inconsapevolmente.

Dietro la morte di Melania c'è altro che i tradimenti del marito.

Il potere militare sta dietro la sentenza e anche se avesse avuto 2 avvocati caimani, Parolisi non sarebbe uscito a breve.

Tutte le ipotesi strane e articolate che abbiamo portato avanti non sono state prese in esame, però gli hanno dato 30 anni.

Che è sempre troppo ma è una riduzione.
Forse in cassazione avrà un'altra riduzione e intanto lui ha capito e continuerà a capire qualcosa che noi non sappiamo.

Se non fosse stato lui autore dell'omicidio, era necessario guardare oltre e dove?
Verso la caserma, i contatti con l'estero, altro che deve essere un segreto militare.

E quindi è preferibile tenerlo dentro per non rischiare la sua vita ma anche quella della figlia, come dice Sira.

La famiglia Rea è una famiglia di militari che hanno detto signorsì.

Intanto lui è ora un perito agrario, col tempo potrebbe utilizzare il diploma.

Sira Fonzi ha detto...

Pino:
"la bamina non la vedrei in pericolo (salvo se SP non abbia ricevuto minacce precise)"

E' proprio alle minacce a cui alludevo, non escludo che non possa difendersi, proprio perchè in gioco c'è l'incolumità della piccola.

Notte serena Pino caro.

Tabula ha detto...

boh, non lo so.
Se il duo si è offerto gratuitamente forse non doveva pretendere soldi, dipende dagli accordi.
Del resto ora che è senza soldi Parolisi l'avvocato non può cambiarlo.

Non so se sia innocente del tutto, con tutto il rispetto per una donna che si è saputa distinguere nella vita, se riconfermano la ricostruzione fantasiosa della Tommolini, mi metterei a ridere.

Se invece riabilitassero la tesi iniziale della Procura e nonostante lo scardinamento operato dalla stessa Tommolini relativo agli aggiustamenti di comodo di orari e testimonianze da parte della Procura, aggiustamenti sui quali la giudice ha puntato il dito contro, sarei veramente schifata.

I giudicanti han detto che è stata dura, nell'affibbiare trent'anni invece di un ergastolo non è che io ci veda un grande lavoro di sbattimento. avranno questionato sui mesi in più o in meno fino a strappare l'encomiabile risultato?
Ma forse le foto sexy chat che l'avvocato della controparte sventola fanno sempre il loro dovuto effetto.

Mimosa, non saprei biasimarti, è un sentimento che condivido.

PS: inquietante la sottrazione dell'aggravante del vilipendio. Hanno levato solo quella, nell'evidenza non possa averlo compiuto lui.
Ma farsi domande su chi altri possa essere stato, no eh?

Chiara ha detto...

"Poi Gionni ha spiegato che la riduzione rispetto alla sentenza d’ergastolo comminata in primo grado è dovuta all’effetto del rito abbreviato."

Che baro, che ballista!
Guai che qualcuno pensi che fosse esagerata la prima sentenza o che qualcosa scricchioli anche solo sul vilipendio eh?!
Ma dico: nessuno dei giornalisti a obiettargli che anche prima c'era l'abbreviato? Ma a cosa servono, a reggere il microfono? Ah già, servono proprio a quello dimenticavo....

Chiara ha detto...

"PS: inquietante la sottrazione dell'aggravante del vilipendio. Hanno levato solo quella, nell'evidenza non possa averlo compiuto lui.
Ma farsi domande su chi altri possa essere stato, no eh?"

Tabula, le notizie sono ambigue, nel senso che molti articoli dicono che sia stata solo ricalcolata ma non eliminata...

Chiara ha detto...

p.s. Buona giornata e buon lavoro a tutti!

Anonimo ha detto...

Tabula,


forse uno dei giudici popolari (''E' stata dura'') non era d'accordo con la condanna in base alle prove esistenti, e ha lottato affinché venisse riconosciuta, sia pure in minoranza, la sua valutazione. E 'gli' è stato dato un 'contentino'.

Certo, comunque, questa è solo una delle molte possibiità. E non conosciamo che cosa si sia realmente verificato.

La Cassazione potrebbe anche ritenere che il processo sia tutto da rifare.

@K

Anonimo ha detto...

Nonostante nulla porta a Parolisi,viene condannato. Se questa è giustizia meglio espatriare da questo paese. Certo che chi ha voluto incastrarlo lo ha fatto in modo esemplare.

Anonimo ha detto...

Lettura sentenza:

http://www.corriere.it/cronache/13_settembre_30/delitto-rea-sentenza-appello-parolisi_ad619b80-29e4-11e3-ab32-51c2dea60815.shtml

@K

Anonimo ha detto...

"Dal canto suo la difesa si aspettava una "sentenza più umana. L'importante - dice Nicodemo Gentile - è aver eliminato l'ergastolo". "Ci siamo parlati, anche se per un attimo, naturalmente era un po' avvilito, ma i processi finiscono in Cassazione", incalza l'altro legale della difesa di Parolisi, Walter Biscotti. "Evidentemente la Corte ha ritenuto di dover aderire alla ricostruzione fatta in primo grado dalla dottoressa Tommolini. Aspettiamo con ansia di leggere le motivazioni, nella speranza di non trovare ulteriori versioni. Siamo gente abituata a lottare, i processi penali finiscono in Cassazione, ci sono sentenze di condanna che possono essere ribaltate. C'è amarezza perché la pena, anche se di trent'anni, è severa. Ma non ci fermeremo".

Nessun commento dai sei giudici popolari che hanno pronunciato la sentenza dopo nove ore di Camera di Consiglio. Uno solo si è lasciato sfuggire: "E' stata dura"."

fonte: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_italiana/2013/09/30/melania_rea_oggi_la_sentenza_pena_pi_lieve_per_parolisi-5-332001.html

@K

Anonimo ha detto...

Lettura sentenza (audio più chiaro):

http://multimedia.quotidiano.net/video/cronaca/l-aquila-parolisi-condannato-in-appello-a-30-anni-la-lettura-della-sentenza-rc-50339

@K

ENRICO ha detto...

Il costante silenzio dei familiari di Parolisi e l'ingiustificabile sciatteria della linea difensiva mi fanno pensare, come ha ben rimarcato Pino, che dietro tutto ciò ci dev'essere per forza qualcosa che non torna...

ENRICO

Anonimo ha detto...

Dalla lettura della sentenza emerge specificatamente quanto segue:

- è stata rideterminata la pena in anni 30 di reclusione;
- confermata nel resto la sentenza di primo grado;
- condanna dell'imputato al rimborso delle spese delle costituite pari civili che liquida in complessivi euro tremila oltre accessori in favore di P. Vittoria e in euro 6 mila oltre accessori in favore delle rimanenti parti civili.

90 giorni per il deposito della sentenza

@K

Antonello ha detto...

Se hanno persino secretato l'udienza appena hanno capito che Parol. la voleva pubblica c'da prepararsi le mascelle per le motivazioni.
E chissa' quale movente, mi sembra il quinto, s'inventeranno, forse che l'avrebbe accoltellata ferocemente perche' in segreto era gelosissimo della bimba che anche M.R. amava, non oso immaginare cosa ne uscira' fuori, negheranno che la scoppia fosse stata al Pianoro, rimetteranno il caporale direttamente a Ripe e faranno ricoverare i due anziani e Ranelli, che, finalmente, potra' allontanarsi da una moglie che "premurosamente" non gli crede nemmeno.
Eppure ogni giurato o giudice, arriva a casa per mangiare e criminologicamente bacia la propria moglie ed il proprio marito, eppure nessuno di loro riuscirebbe a fare nei tempi un decimo di quanto oniricamente si potra' dire del caporale, quando vuole lui diventa magico, un gormita.
Eppure nessuno dei loro vicini tocca i loro slip, se fosse si comincerebbe a capir qualcosa, se vivono a Milano il loro cellulare aggancia una cella di Milano, nel loro mondo dorato se muore qualcuno e' perche' non e' stato protetto e non perche' forse si e' osato cesellarne il corpo con una o piu' lame.
Loro mangiano ad occhi aperti e dove esattamente mangiano, non come gli autisti delle corriere militari che risulteranno aver mangiato ad occhi chiusi a mille metri da dove "non" erano, loro sanno quante volte va in bagno il vicino ma se si identificano in sentinelle istintivamente chiudono gli occhi, sopratutto se di grado minore, e dicono sempre si gia' prima che gli si ponga una domanda, nel loro mondo si accpndiscende e non si ragiona.
Eppure parlando di corna e chat con la vicina ridono a crepapelle sulle spalle delle povere mogli e dei poveri mariti incurvati, e sghignazzano sulle bocche rifatte che in televisione slinguazzano lo share.
Poi ci si chiede perche', a parte ladri anche non troppo raffinati, andiamo male e la gioventu' sembra sempre peggio.
E' chiaro, vedendo le storie dei grandi si sentono inadeguati, soffrono di turbe da inferiorita', come fai a sentirti nello stesso mondo ed alla pari con gente che 40/50 minuti fa 18+18 chilometri di stradine e tornanti passando da casa forse a rispolverarsi il divano, dopo aver lanciato al volo 35 coltellate alla moglie con la figlia in auto e senza esser visto, averne cesellato il corpo in "logico?" depistamento senza nessuno schizzo addosso, senza lasciare alcuna traccia se non un matrimoniale bacio e senza essere visto da nessuno pagato apposta per vederlo riuscendo nell'impresa militare di non essere riuscito ad uccidere nessuna moglie che lascera' in vita per decine di minuti.
Dio mio, ed a te sembrava di essere l'unico a poter vedere tutto ovunque, tutte cavolate, il caporale a Ripe avrebbe visto chi c'era al Pianoro e chissa' cosa penserai oggi che un cellulare passa forse per il deretano di un elefante ma non per le vie infestate da celle telefoniche.

ENRICO ha detto...

Antonello : BEL POST !


Enrico

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