sabato 5 maggio 2012

Il crollo delle certezze (e l'aumento dei suicidi)


Dalla caduta del muro di Berlino (16 novembre 1989) ad oggi, abbiamo assistito progressivamente alla trasformazione, o meglio alla dissoluzione, delle certezze, diciamo così, storiche. Quelle del concetto, dell’ideologia, degli schieramenti, del dentro o fuori, del bianco e nero, del comunismo e del capitalismo.

Senza scivolare in interpretazioni storiche, per le quali ci sono ben altre penne di esperti, quanto accade oggi è frutto di quel progressivo processo distruttivo degli ideali e dei suoi eroi (positivi o negativi) senza l’opportuno ricambio o trasformazione in nuovi ideali, nuovi eroi.

Viviamo dunque in una sorta di obnubilamento delle coscienze in cui tutta l’energia psichica e mentale di quelli che oggi dovrebbero avere a cuore le sorti dell’umanità, viene destinata al mantenimento di uno status quo che di fatto prevede: 

- la simbiosi fra potere e ricchezza.

- lo stato di estrema povertà dei paesi destinati in tal modo ad essere definiti per sempre il Terzo Mondo.

- l’allargamento ai paesi definiti industrializzati (G20 e G8), del disagio e dell’estremo degrado sociale ed economico.
- la distruzione di quel senso dell’umanesimo che si pensava avesse guidato la scienza ed il progresso tecnologico dalla scoperta dei vaccini e degli antibiotici, inteso come impegno morale (etico) rivolto all’umanità e che in quanto tale comprendeva anche i termini pietas, empatia, benessere dell’individuo e della collettività.
- il progresso negativo, inversamente proporzionale al ben - essere inteso come soddisfacimento dei bisogni, inclusi quelli primari per la sopravvivenza.
Le voci del disagio non vengono raccolte e si procede verso gli obiettivi posti in funzione dei punti su esposti con determinazione, ostinazione, quasi l’umanità avesse un unico bubbone da estirpare con taglio chirurgico sapiente: l’anima o la psiche.
Comprendo perché accade, ma non giustifico o considero utile o necessaria tale sapiente azione alla quale assistiamo quotidianamente. Vorrei che il welfare tornasse ad occuparsi di welfare, quindi di assistenza in risposta ai bisogni della gente e costruzione di civiltà e progresso.
Cara ministro Fornero, da donna a donna Le rivolgo alcune domande: "Quando l’attenzione dell’istituzione che gestisce e rappresenta verrà rivolta alla cura dei più deboli ? Quando procederà ad elaborare un piano di intervento globale in risposta ai bisogni della collettività? Perché si è pensato solo ai tagli e non si è prodotta alcuna strategia di sostegno per gli individui, peraltro obbligatoria in un momento di grave crisi?"

E da cuore a cuore: "Sarà pur vero e scientificamente provato dalle ricerche in ambito psicologico e psichiatrico che il suicidio ha alla base un disagio preesistente all’evento, ma tali ricerche hanno anche evidenziato che in assenza di un fattore scatenante, o dove si intervenga positivamente sostenendo l’individuo che affronta una situazione di stress psichico, le condotte suicidarie non vengono manifestate. E’ d‘uopo non solo meditare, ma agire con interventi atti a sostenere e rimuovere, per quanto possibile, tale disagio".

La vita (e direi per fortuna) non è un trattato di economia. Ed alla psiche non servono lezioni di strategie economico – finanziarie! 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo in Italia le donne partecipano alla vita politica e lavorativa da pochissimi anni ancora, percio' quando ricoprono cariche di alto livello in realta' fanno il verso all'uomo e non si comportano da donne.
La vita ha imposto loro di lasciare da parte l'empatia, la sensibilita', il senso di accudimento che abbiamo sviluppato in millenni crescendo i bambini e sostenendo l'uomo per tirare fuori solo i titoli conseguiti con sudore e le parti basse maschili.
Uomini di potere che portano sul posto di lavoro le loro aittanti nuove conquiste ed e' tutto lecito, se una donna si portasse nella stanza accanto al suo ufficio il suo bambino per allattarlo probabilmente verrebbe derisa e "richiamata" subito.
Le donne al potere sono ancora troppo "giovani" forse per pretendere con autorevolezza di poter svolgere il loro lavoro con emotivita', in modo femminile.
Aggiungendo al pragmatismo dell'uomo quella componente empatica che da sempre (in ogni paese del mondo e in ogni epoca)fa si' che l'umanita' continui ad esistere a cominciare dalla famiglia,per poi allargarsi a tutte le comunita'piu' numerose.
Lo stress psichico ormai ce l'ha anche chi non ha problemi ad arrivare alla fine del mese perche' nessuno riesce a vedere la luce alla fine del tunnel e gli individui che formano le istituzioni non sanno quello che succede alla stragrande maggioranza, anzi guardano chi "galleggia a stenti" con aria di sufficienza come se fosse uno sfigato.
Cari saluti
Mary

Manlio Tummolo ha detto...

Se, come crede la disumana prof.ssa Fornero, il suicidio fosse un fatto psico-genetico, il nostro Codice Penale non supporrebbe il reato di "istigazione al suicidio" (art. 580 C.P.), nelle più varie forme, tra cui magari irridere chi ha determinati problemi, o minacciarlo di sanzioni peggiori, o tormentarlo nei più vari modi. L'istigatore al suicidio è, per legge, un delinquente, e chi cerca di rovesciar frittate a suo uso e consumo ne è complice attivo.
Per il resto, sottoscrivo in pieno quanto segnalato dall'Autrice.

Anonimo ha detto...

Bravo Sig. Tummolo,
parlare di istigazione al suicidio, chiamare le cose per quelle che sono.
Quella dei suicidi e' ormai diventata una strage.
Cordiali Saluti
Mary

Iacopina Mariolo ha detto...

@Mary
carissima, condidivido.
Dovremmo cambiare rotta e considerare l'umanità una doteazione di base per tutti i politici, donne o uomini,purtroppo ad oggi nei personaggi che calcano la scena non si notano cambiamenti in tale direzione.Inoltre non esiiste una scuola politica che insegni una corretta gestione del potere altro aspetto che considero necessario.
Cari saluti Iacopina

@Manlio
condivido la sua impostazione, che ci insegna che la legge è guidata da principi che tutelano l'integrità morale, fisica e psichica degli invidui.
La saluto cordialmente
Iacopina