sabato 26 settembre 2015

Veronica Panarello. L'auto fantasma, i media fantasma, la procura fantasma: Dopo tanto silenzio è giunta l'ora di criticare chi ha indagato con poca professionalità

Auto fantasma
Una settimana è trascorsa dall'incidente probatorio che ha stabilito quali siano i filmati del 29 novembre 2014 su cui dovranno confrontarsi a processo procura e difesa. E visto l'esito della perizia il silenzio di chi accusa appare inquietante. Solo l'avvocato di Veronica Panarello ha rilasciato interviste e per qualche minuto ha potuto parlare di immagini mancanti. Ma quanto dice lui poco importa agli opinionisti qualificati, quali la dottoressa Matone che dopo aver ascoltato Franco Villardita ha detto a milioni di persone che piuttosto preferirebbe ascoltare cosa dice il procuratore Petralia (anche se poi ha corretto leggermente il tiro non squalificando completamente la difesa). La dottoressa ha ragione. E anche se il suo pensiero è diverso dal mio, pure a me in questi giorni sarebbe piaciuto ascoltare la voce del dottor Petralia. Ma il procuratore tace e i media, che pochi mesi fa lo bramavano, tacciono assieme a lui o, al massimo, parlano sottovoce. Nessuna sua intervista, nessuna sua precisazione e nessuno scoop neppure da quei pennivendoli che a notizia invertita e priva di riscontri ad agosto imbrattarono un settimanale patinato inserendo a tutta pagina un titolo a caratteri cubitali: Contro Veronica i filmati di due nuove telecamere.

Questo silenzio fa da contrasto all'epilessia mediatica che colpisce chi da qualche fonte ben informata riceve notizie colpevoliste da pubblicare. Questo silenzio fa schifo ed è giunta l'ora di mettere fine al buonismo cronico che colpisce chi parla di magistrati e procuratori. E' giunta l'ora di mettere dei paletti e usare i diritti che ogni cittadino ha per legge e criticare aspramente non solo tanti giornalai pennivendoli e opinionisti che in mancanza di notizie colpevoliste glissano, ma anche chi ha deciso di non guardare oltre il proprio naso e spedire in carcere Veronica Panarello spacciando per reali indizi che reali, ci hanno detto, non sono. E' giunta l'ora di chiedersi il motivo per cui si sia voluto trattare un caso spinoso, qual è la morte di un bimbo avvenuta lontano da casa sua, in maniera anomala tanto da farla passare per figlicidio. E' giunta l'ora di stigmatizzare l'operato della procura di Ragusa (coadiuvata dai media) per come si è comportata in sede di indagini preliminari e per quanto di assurdo ha usato per mandare in carcere una madre che tutt'al più, segnata da un evento traumatico quale certamente è la morte violenta di un figlio, nei giorni successivi alla tragedia che l'ha colpita può aver perso qualche passaggio mnemonico.

E' certo che i procuratori si siano indirizzati su Veronica Panarello dopo aver parlato con sua sorella e avuto sentore che non dicesse la verità sui percorsi effettuati la mattina del 29 novembre. Avevano fretta, troppe troupe televisive vagavano fra le campagne ragusane e sapevano che la madre di Loris era tornata a casa, anche se per meno di due minuti, prima di partire per Donnafugata. Come sapevano che dopo la prima uscita per portarsi in via Roma non era passata dalla strada che aveva inizialmente indicato. Due particolari non ricordati, comunque inutili al fine delle indagini, scambiati per menzogne?

Naturalmente, avendola poi arrestata, in procura hanno accomunato questi ad altri particolari ritenuti indizi importanti, perlomeno per loro (e sempre che a processo si mostrino validi), quali l'auto della donna che non si dirige mai verso la scuola e una figura indefinita che si intravede entrare nel condominio. Ma non avendo neppure una mezza prova a conferma, per rinforzare gli indizi di cui sopra hanno pizzicato chissà dove due "fermo immagine" per mostrare a tutti una sagoma d'auto che girava verso il canalone e una Polo che invece di continuare verso la scuola svoltava. Tutte cose che nessuno ha vagliato prima dell'arresto perché da noi i Gip confermano gli arresti chiesti dai procuratori sulla fiducia. E così facendo danno modo ai media di sbattere il mostro in prima pagina. Tutte cose giudicate importanti dalla procura che le ha presentate ad alcuni giudici dopo aver perseverato e guardato la madre di Loris solo sotto l'ottica colpevolista.

Lo dimostra l'interrogatorio in cui non si è cercato di estrapolare dalla mente di Veronica Panarello, provata dal dolore, un nuovo ricordo in grado di aiutare le indagini, ed era in procura come persona informata sui fatti e non da indagata, ma si è usato un tono psichico-colpevolista nel tentativo di influenzare le risposte e farle confessare l'omicidio. Il tutto condito da un'antipasto da giornata infernale in cui un elicottero sorvolò ininterrottamente il suo appartamento (paura che fuggisse o intimidazione?) e i giornalai, che già avevano informato le redazioni tanto che da un paio di giorni sugli schermi si vociferava di un imminente arresto, bivaccavano in via Garibaldi in attesa che arrivasse l'ora migliore. Quella di fine pomeriggio in cui opinionisti in grado di influenzare la pubblica opinione stanziano sugli schermi. Quella che precede di poco i telegiornali della sera che per cena informano 15 milioni di telespettatori, telegiornali che della notizia di un imminente arresto fanno il titolo da copertina. Ed ecco spiegato come sia facile alle procure che non hanno prove in mano, usare l'informazione televisiva per convincere il popolo della colpevolezza del loro indagato preferito.

Ma visto che il tempo è galantuomo, anche se non elimina il pregiudizio instillato nelle menti di chi si affida ai media malati che trasformano le tragedie umane in gossip da salotto, ora sappiamo, da quanto emerso in questi mesi e sta emergendo, che tante convinzioni investigative erano fasulle. Ad esempio il referto finale dell'autopsia in pratica parla di un omicidio avvenuto al canalone. E questo ha cambiato le carte in tavola e da stampella dell'accusa la perizia è diventata puntello della difesa. Ma c'è altro. Ci sono un paio di fermo immagine propinatici in tutte le salse che scompaiono quasi magicamente nel momento in cui più servirebbero all'accusa. Per cui ora sappiamo che è sparita l'auto scura che per la procura alle 8.33 del 29 novembre imboccava la strada del canalone (e questo particolare è importantissimo perché se Veronica Panarello non ha perso tempo per andare al canalone lo spazio temporale disponibile per portare il figlio a scuola aumenta di almeno tre minuti).

Il perito nominato dalla corte è certo e scrive che la videocamera dell'azienda posta all'angolo dell'incrocio inizia a riprendere dal 30 novembre. Quindi è possibile che quel trenta novembre, e non il giorno precedente, un'auto scura, chiaramente non della Panarello, a quell'ora abbia imboccato la via del canalone e che si sia usato un fermo immagine di quel giorno, chiaramente da non mostrare a un perito terzo, per far salire il pregiudizio in tutti i dibattiti televisivi. Sarebbe una vergogna megagalattica se a quell'ora fosse passata l'auto di qualche persona coinvolta nelle indagini, ma davvero è impossibile che un fermo immagine successivo agli eventi sia stato creato e strumentalizzato in maniera perfida e poi portato ai procuratori garantendone l'autenticità (a pensar male si fa peccato ma...)? Anche perché non è la sola auto a sparire misteriosamente, dato che pure quella inquadrata dalla videocamera della pizzeria Borgo Antico alla fine ha fatto "puff" e si è volatilizzata.

In pratica, dato che i fermo immagine in questione li abbiamo visti per mesi e che la procura al perito i filmati sequestrati li ha consegnati tutti, a pensar male quelle strane sparizioni possono far credere che a Ragusa ci sia almeno una persona in malafede che con bufale create ad arte ha fatto credere, ai procuratori prima e ai giudici poi, che l'arresto di Veronica Panarello aveva basi solide. E, tanto per essere chiari, di queste scomparse mai nulla avremmo saputo se la procura stessa non avesse chiesto l'incidente probatorio sui video. E allora, chi a Ragusa disponeva di quei fermo immagine? La Croce Rossa no, la banda musicale neppure e il vescovo nemmeno... quindi signor Petralia? Lei sa chi per primo glieli ha portati in visione.

Il procuratore lo sa, come sa che di quanto accaduto deve risponderne, sia moralmente che giuridicamente, proprio lui che comanda la procura di Ragusa. Pertanto, a parer mio, il signor Petralia dovrebbe presentarsi di fronte a un giudice di Roma per spiegargli in maniera esaustiva come ha vagliato quanto portatogli dai suoi collaboratori e i motivi per cui ha lasciato che alcuni fermo immagine fasulli circolassero liberamente e fossero continuamente commentati in maniera pregiudizievole dai tantissimi opinionisti e giornalai dello scoop. Se non volesse andare a Roma perché chi ha collaborato alle indagini non ha deragliato ma è rimasto sui giusti binari, convochi una conferenza stampa e se non ha scheletri che grattano nel suo armadio tiri fuori i filmati che contengono i fermo immagine e li consegni a un perito terzo e imparziale che chiarisca da dove provengono e quale data abbiano. Se non vuole indire nessuna conferenza, che vadano i media da lui per chiedergli i motivi che hanno spinto la sua procura, in fase di indagine preliminare, ad usare e mostrare immagini pregiudizievoli che a processo non entreranno ma che i prossimi giudici popolari hanno in pratica già visionato centinaia di volte.

Perseverando il silenzio di questi giorni, che stride con la voglia di microfono di qualche mese fa, ci toccherà per forza pensare che son tanti quelli che han preso per i fondelli i giudici che le accuse le hanno sottoscritte sulla fiducia per confermare l'arresto e il carcere per Veronica Panarello.

E non ci vengano a trovare scuse, a dire che le immagini misteriosamente scomparse erano sul dvd rotto (chi l'ha consegnato rotto?) o in quel 15% di filmati non visionabili perché i dvd non davano informazioni (quindi erano dischi vuoti), perché se non hanno dato informazioni al perito non potevano darne neppure a chi li ha guardati prima di lui. Dunque, c'è qualche giornalista serio e coraggioso che si prende la briga di andare alla procura di Ragusa per chiedere spiegazioni? Perché è stato intervistato l'avvocato Villardita e non anche il procuratore Petralia? Forse che il procuratore e il suo sostituto si sono rifiutati di parlare ai microfoni?

Le immagini esistono, ma di che giorno siano non si potrà mai sapere se non vengono consegnate a un esperto. Non vorremmo che grazie al silenzio dei media quelle immagini non presenti in perizia dopo essere uscite dalla porta principale prima o poi rientrassero in aula passando dalla finestra senza che nessun perito terzo le abbia prima vagliate e catalogate. Perché se le immagini che ci hanno mostrato per mesi per il perito di corte non esistono, significa che non erano presenti nei filmati di videosorveglianza del 29 novembre. C'è poco da fare dato che questa verità viene confermata e scritta su un atto ufficiale non dal pazzo del paese che lotta contro i mulini a vento, ma da chi il giudice ha incaricato di periziare e sistemare tutto il materiale video disponibile prima di metterlo in mano sia all'accusa che alla difesa.

Insomma, non stiamo parlando di una scomparsa sovrannaturale ma di una sparizione avvenuta sulla terra. Se potessimo allegramente scherzare sulla tragedia che ha visto morire un bambino e finire in carcere sua madre, potremmo dire che fra gli investigatori c'è qualche prestigiatore in grado di far apparire e sparire qualunque cosa in qualunque momento. Ma qui c'è poco da scherzare, perché c'è chi ha giocato con la vita di Veronica Panarello e un domani potrebbe, allo stesso modo, giocare con la nostra. Per questo è giunta l'ora di criticare e dire che è incredibile che senza validi motivi (perché più passa il tempo più i motivi ritenuti validi svaniscono) l'abbiano pensata capace di un delitto atroce senza darle il beneficio del dubbio né cercare riscontri migliori. E' incredibile che l'abbiano incarcerata basandosi su un movente che non sta né in cielo né in terra e su una ricostruzione accusatoria inverosimile che non tiene conto neppure del risultato autoptico, dato che al momento dell'arresto la perizia finale del patologo ancora non esisteva.

Genitori che uccidono i propri figli ne esistono, è indubbio, ma questo non significa che tutti i bambini uccisi siano vittime delle proprie madri e che i procuratori debbano fissarsi solo sul figlicidio senza lasciare spazio ad altre più plausibili possibilità. Fra l'altro il figlicidio è un crimine che nasce e si compie sempre all'interno di "regole" che chi indaga dovrebbe conoscere bene, regole che sfociano in stadi investigativi ben precisi. Per cui, prima di valutare una pista del genere occorre far altri pensieri e ha dell'incredibile anche che a Ragusa non si sia nemmeno ipotizzata l'innocenza della madre di Loris. Perché persino i procuratori e i carabinieri hanno (o hanno avuto) dei figli piccoli e c'è da chiedersi, dopo aver visto con quanta velocità si è deciso di arrestare, che rapporto abbiano con loro. Li accompagnano a scuola, li aiutano a fare i compiti, ne sentono la mancanza quando sono al lavoro?

Domande banali che valgono anche per gli opinionisti filo-procure (ma non tutti hanno figli). Domande banali che però, di fronte alle accuse e all'arresto di Veronica Panarello, devono far riflettere dato che crederla una criminale significa non pensarla una buona madre. Una di quelle madri che se non vedono il figlio uscire da scuola perdono il senso del tempo e vengono aggredite dallo strazio mentale. Maura Panarese e Fulvio Gambirasio, due bravissimi genitori, sono usciti in auto dopo la scomparsa di Yara, ma nessuno ha mai pensato che quelle uscite potessero coinvolgerli nelle indagini. Veronica Panarello, a detta di tutti, è sempre stata una bravissima madre. Eppure dopo la morte di suo figlio è stata sezionata come fosse un quarto di bue e ogni suo movimento osservato con ottica colpevolista. Nessuno ha pensato a cosa ha provato dopo la scomparsa del suo bimbo. Tutti dopo pochi giorni l'hanno bastonata moralmente, per primo il marito, dando fiducia alla procura e ai filmati sequestrati dai carabinieri e visionati solo dagli investigatori. E' giusta tutta questa fiducia regalata a piene mani a persone che come noi possono sbagliare?

Mettetevi per un attimo nei panni di Veronica Panarello e pensate. Siete di fronte alla scuola di vostro figlio, state parlando del più e del meno con altre madri, sorridete e attendete tranquillamente che lo scricciolo che più amate esca. Però i suoi compagni passano accanto a voi uno dopo l'altro e lo scricciolo con loro non c'è. Già siete un po' agitati, ma comprimete le emozioni negative e andate dalla maestra. In quel momento vi dicono che vostro figlio a scuola non è neanche entrato. E inizia l'incubo peggiore, perché a quel punto il sangue si fa acqua e i muscoli si afflosciano.

E allora vi guardate attorno sperando che tutti vi aiutino a cercarlo. Ma mentre gli altri genitori si allontanano coi loro bimbi al fianco, mentre il piazzale a poco a poco si svuota, vi sentite sempre più soli, sempre più inutili e inermi. Poi lo scatto dovuto all'adrenalina che si alza in automatico vi fa chiamare i carabinieri e qualcuno cui affidare l'altro vostro bimbo. Infine vi aggrappate alla speranza. La speranza che sia stata una birichinata, che il bimbo sia da sua nonna, dalla madre con cui non andate d'accordo (sempre che abbiate una madre con cui non andate d'accordo) perché sapete quanta voglia ha di vederlo, o che i carabinieri riescano a trovarlo vivo in casa di qualche amichetto.

Loro, a iniziare dai procuratori per finire coi pennivendoli e gli opinionisti di parte, non riescono a pensarla una brava madre, a capire quale montagna di fango le sia crollata addosso quel sabato pomeriggio. Voi riuscite almeno a immaginare le ore successive, quando il corpo diventa fuoco perché vostro figlio non è in nessuno dei luoghi che la speranza vi aveva fatto ipotizzare? Riuscite a immaginare il peggiore incubo di ogni genitore? Gli istanti terribili che tolgono il respiro nel momento in cui qualcuno vi dice che vostro figlio è stato assassinato?

Riuscite a capire quale confusione si accumuli nella mente di una madre che dopo aver sperato viene a sapere che suo figlio è senza vita in un canalone? Riuscite a provare la stessa confusione mentale a cui Veronica Panarello è stata obbligata dagli inquirenti nei giorni successivi? Se fosse toccato a voi, avreste ricordato da subito quella svolta che non ha alcun valore ma agli occhi di chi indaga vi fa apparire bugiarda?

Tutto il castello accusatorio si basa sulla fiducia accordata a prescindere a chi indagando ha fissato gli orari dei video, anche di quelli che una volta c'erano ed ora non ci sono più. Dopo quanto è emerso nell'incidente probatorio, si può dire che in procura gli orari e i video li hanno fissati in maniera a dir poco strana. E visto che chi comanda risponde dell'operato dei suoi sottoposti, è arrivata l'ora di criticare aspramente chi ha mandato in carcere una madre usando anche ciò che se non c'è ora non c'era neppure allora.

Perché se è vero che un falso ricordo può essere scambiato per menzogna e farti pensare assassino, è anche vero che la strana scomparsa di due fermo immagine ritenuti indizi rilevanti abbassa il valore dell'indagine e fa pensare male. Ma peggio ancora fa pensare chi, dopo aver chiesto più volte ai cittadini di Santa Croce Camerina di non essere omertosi e parlare e denunciare, invece di presentarsi di fronte alle telecamere per dare spiegazioni preferisce tacere dando, almeno a me, l'idea di coprire qualcosa o qualcuno.

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28 commenti:

Bruno ha detto...

Massimo Prati, complimenti ai tuoi articoli,per ultimo questo di Veronica è emozionante, ed infonde una grande tristezza per quanto accaduto al piccolo Loris ma anche alla mamma. Come al solito oltre alle fasi scientifche centri il problema umano.Se effettivamente mancano quei fotogrammi siamo di fronte ad un altro caso di inganno misterioso.

PINO ha detto...

@ MASSIMO,
il tuo articolo, oltre che profondamente toccante, è spiccatamente indicativo sull'adozione di sistemi investigativi non molto chiari e, comunque unidirezionali, che hanno, fra l'altro, negletto le consuetudinarie ricerche a 360° tanto ventilate dalle Procure, quando impegnate in missioni investigative.
Se la sparizione di quelle "fermo immagini" venisse confermata ed accettata, in sede di dibattito, dal collegio giudicante, ci troveremmo di fronte ad un vero atto di sofisticazione delle indagini.
E non vorrei essere nei panni di chi, di quella sofisticazione potrebbe esserne autore.
Apprezzo il tuo coraggio civile, nel denunciare certe anomalie, "di percorso" nel settore giudiziario, quando le stesse potrebbero distruggere la vita morale e fisica di un qualsiasi cittadino.
Ciao, Pino

Paolo A ha detto...

Insomma, niente di nuovo sotto il sole, il metodo usato in questo caso è simile a quello di tanti altri, si trova un colpevole e poi si costruisce un "abito" di prove che possano quantomeno portare a processo; sinceramente questa volta non so di chi sia la colpa di questa assurda manipolazione, anche perché non sto seguendo il caso assiduamente, ma forse escluderei i procuratori la cui colpa è quella di fidarsi di tutto quello che esce dal capello degli investigatori, per carità è una colpa grave visto il ruolo che ricoprono, ma sicuramente hanno meno colpa di chi manipola in modo spudorato indizi e prove.

Anonimo ha detto...

Viste le dichiarazioni del perito, non credo sussistano le condizioni per tenerla in carcere. Oggettivamente non esistevano neppure prima. La procura ha in mano il nulla assoluto. Ma sembra che gip e tribunale del riesame gli atti neanche li leggano, firmano quello che gli dice la procura.
Ricordo che due ore dopo l'interrogatorio illegale, alla panarello fu notificata l'ordinanza di arresto: un documento di 13O pagine, per la preparazione del quale evidentemente erano occorsi giorni, ma che secondo i giornalisti era stato compilato appunto in due ore, visto che la panarello era entrata in procura come persona informata sui fatti, non come indagata...

DM

Chiara ha detto...

dolore, sconforto e rabbia.
tutte all'ennesima potenza.
:(

Flavio Simoncini ha detto...

A quando il giudizio in processo ? Vergogna far trascorrere tutto questo tempo ad una mamma in galera. Vergogna giudicare oggi se è una buona mamma quando non è stata ancora indicata la data di inizio del processo per stabilire se sia colpevole o innocente. Vergogna privare una mamma del proprio figlio piccolo. Vergogna non aver indirizzato diversamente le indagini.Vergogna, senza sentenza, indicare Veronica in diversi programmi TV. come colpevole.QUESTA NON E' GIUSTIZIA

magica ha detto...

vergogna aver privato VERONICA di dare l'addio al suo figlioletto chiudendola in carcere come una belva ferita. lasciare fuori dalla chiesa con disprezzo il cuore di fiori :donati al figlioletto . si sono comportatai con cattiveria inaudita :primo di tutti il marito .
SVERGOGNATI !!

magica ha detto...

.uscite le indagini probatorie .il giornlista della tv invece di commentare questa anomalie . le commento' informandoci , che , altre indagini e video inchiodavano la PANNARELLO .
UNA MASSA DI PENNIVENDOLI , balordi , sciocchi e molte volte furbastri che mentono sapendo di mentire da vigliacchi , li vediamo in tv , li leggiamo nei blog dei loro giornalacci .

Rita ha detto...

Massimo, fino a qualche mese fa non avrei potuto credere che ciò fosse possibile.
Falsificare la realtà dei fatti per sostenere la propria propria tesi. Inviare alle Procure atti falsi, notizie false, creati ad hoc per far condannare "ingiustamente" qualcuno che, ha il solo torto di non stare simpatico a qualcuno.
Ma ora sì, ci credo in pieno. Lo fanno, altro che!
Tu sai bene cosa ci sta capitando a noi.
Nel tuo articolo dici che nessuno si occupa di divulgare la notizia della sparizione dei filmati, cosa gravissima in un caso mediatico e umano, così importante. Figurasi chi si curerebbe del problema nostro! Avevi ragione tu, meglio starsene zitti e subire. Tanto la casta sa ben proteggere se stessa. Che schifo.

Chiara ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Chiara ha detto...

@Flavio Simoncini: " Vergogna privare una mamma del proprio figlio piccolo" ma anche, e peggio, il corrispettivo!!! Povero piccolo....

darpi ha detto...

massimo, i casi di panarello ,avetrana,parolisi,ceste dimostrano che c'è del marcio in certe procure e ho smesso di seguirle per non far parte di quelli presi x i fondelli cmq sempre ottimo il tuo lavoro ....ciao

magica ha detto...

magica ha detto...SCUSATE AVEVO SBAGLIATO FORUM . -- . COMUNQUE , ANCHE SE NON è LA RISPOSTA AD ALTRI COMMENTI . MA CI STA' : è UNA MIA IPOTESI

la mia ipotesi invece è che la morte del piccolo sia avvenuta lungo il canalone , che parte dal paese, e si dirige verso il mulino VECCHIO . perchè nessuno ha visto e sentito nulla : com'è possibile di mattino? c'erano delle persone in quel luogo.. se LORIS fosse stato in vita,prima di essere gettato giu' , possibile che NON avesse gridato?? inoltre un signore che abita vicino al canalone , disse che , solitamente c'erano scorribande di ragazzi in quel luogo .
il bambino non è stato stuprato , un pedofilo non uccide per niente . anche dei ragazzi difficilmente STUPRANO , a meno che non abbiano quella tendenza . è stata una morte accidentale,
non sono in grado di comprendere che avesse la voglia di uccidere volutamente il piccolo LORIS .

27 settembre 2015 15:04:00 CEST

andres ha detto...

@Magica, sinceramente non sono per niente convinta che Loris non abbia subito un tentativo di violenza, anzi.Considerando che non gli fu presa la temperatura rettale proprio perchè si ebbe il sospetto di una dilatazione.Ed anche tenendo conto della sparizione degli slip. Inoltre ci può essere stato un episodio di bullismo di ragazzi più grandicelli nei confronti di un bimbo più piccolo, come per esempio metterlo in mezzo, cercando di spaventarlo o di fare dei giochi volgari con lui.Può essere che si siano trovati spiazzati da una reazione del bambino e lo abbiano voluto far tacere.
O anche che Loris abbia minacciato di raccontare tutto alla madre.Veronica aveva riferito che negli ultimi tempi il bambino era nervoso e le aveva confidato che c'erano ragazzi più grandi che lo prendevano in giro. Non è vero, fra l'altro che i ragazzi difficilmente stuprano.Bisogna sempre tener presente che in moltissimi casi di pedofilia, la violenza non si esprime con lo stupro, ma con altre azioni.

magica ha detto...

sicuramente il piccolo LORIS stava attraversando un periodo di vezzazioni da altri ragazzi .. infatti con l'ingenuita' dei suoi anni pensava di intimidire qualcuno?? portando
a scuola le fascette , chissa' cosa passava per la mente a quel piccolo . la bugia delle fascette :dovevano servire a qualcosa , altrimenti perchè le avrebbe chieste?? . perchè non entro' in scuola.. un altro mistero .

omero1971 ha detto...

caro massimo prati, qualche giorno qualche magistrato ti farà passare un grosso guaio con quella penna che ti ritrovi ahaha. lo dico con affetto ed ammirazione intellettuale. io molti di quegli spezzoni di immagine o video, come tutti, li ho visti in tv. e francamente, di alcuni non si capisce una mazza di quale macchina si tratti. quando spiegavano che si trattava di quella della panarello, mi domandavo, ma so cecato?!? io vedevo solo una forma senza contorni. per quel che mi riguarda poteva pure essere un calesse. però affermavano con una presunzione da paura, che si trattasse della polo verde. mah! il problema vero è che non si riscontra neanche un'immagine, nel paese, della panarello che si dirige a scuola. o no?!? francamente mi incuriosisce. fra le varie città in cui ho vissuto nella mia vita, per 4 anni, ho abitato in un paese moooolto vicino, ed il caso mi incuriosisce. un mio collega è anche di santa croce ahaha. sai se effettivamente le cose stanno come la procure dice? ovvero che in tutte le telecamere non risulta il suo passaggio verso la scuola? ciao.

Anonimo ha detto...

Il processo, per quanto a mio avviso non dovrebbe neanche iniziare stante la mancanza di elementi di prova contro l'indagata (che non avrebbe dovuto fare nemmeno un giorno di carcere), porterà probabilmente alla condanna della Panarello.
La mente dei giudici popolari è ormai stata plagiata da un anno di canèa mediatica. I media sono organici alla magistratura. Massimo Prati può scrivere ciò che vuole sulle disfunzioni del sistema giuduziario, ma mille lettori di un blog contano meno di zero rispetto a decine di milioni di persone lobitomizzate da tv, internet, radio e giornali.
A questo dobbiamo aggiungere la totale incapacità dell'avvocato di far valere in sede mediatica le sue ragioni: dall'interrogatorio illegale ai video scomparsi, ha sempre tenuto un basso profilo, parlando vagamente di anomalie anzichè gridare allo scandalo e poi agire nelle opportune sedi. Villardita continua a ripetere che i conti si faranno al processo, ma ignora (o finge di ignorare) che ciò che si deciderà al processo sarà solo un appendice di quanto già determinato dai magistrati e dai giornalisti.
DM

Massimo M ha detto...

Perdonatemi se intervengo. La premessa è che senza dubbio occorre una spiegazione, e anche immediatamente, per capire meglio la questione. Le dichiarazioni dell'avvocato della difesa, relativamente alla TC n.8 Antico Borgo, chiaramente fanno intendere che mentre prima il video era composto da dei frame che riprendevano la POLO, dopo l'ip questi frame non appaiono più. Vale a dire che il video scorre nei minuti in maniera regolare, con tanto di minuti che scorrono, ma che di questa Polo che prende Via Giardini non vi è traccia. A me sembra, onestamente, inspiegabile.........se le cose stanno come dice l'Avvocato se non con l'aver preso dei Frame riferiti ad altre giornate, su cui si è montata la data e i minuti del giorno in oggetto e poi fotocopiati sulla richiesta di ordinanza di fermo. Ma la perizia cosa dice in proposito? E' in grado di garantire l'integrità del Video o no?
Pone effettivamente molti interrogativi............ma non sposta il resoconto dell'accusa. Se l'inghippo sta in questo video...........è pur vero che TUTTI gli altri video, a questo punto sono stati verificati visto che c'è un incidente probatorio. Cioè sugli altri non si potrebbe più eccepire nulla. Se è così, quindi, la TC n. 8 in oggetto (Borgo Antico) sposta veramente ZERO considerando che cè una Tc n.7 Affari D'oro che riprende comunque l'auto in Via Amedeo appena girato a sx da Via Roma e la TC del Market in Via Giardini che riprende la Polo arrivare proprio lungo Via Giardini proprio da Via Cavriana. Dunque se l'incidente probatorio certificasse che la Tc n.7 e la TC del Market sono state correttamente allineate (8:40 la prima orario già stimato e 8:41 la seconda orario già stimato)...........questi frames "scomparsi" della TC.8 non spostano di una virgola la ricostruzione di quella mattina. Rimane cioè un Mistero su cui certamente è lecito aspettarsi immediatamente delle risposte, ma NON SPOSTA di una Virgola!
E' un pò come una ripresa su degli scalini con telecamera al 1° gradino, 1 al 3° e una al 7°. Se scompaiono i frame del 3° gradino...........bisognerà immediatamente capire il perchè (e aspettiamo) ma quella del 1° e del 7° rimangono e se certificate da un Incidente Probatorio indicherebbero con certezza che qualcuno ha salito le scale dal 1° gradino al 7°.
Per quanto riguarda l'azienda Agricola Agnello.............qui il discorso è più Grave: semplicemente non esiste la registrazione prima del giorno 30............quindi è un elemento che è vero che semplicemente va favore della difesa. Vale a dire che NESSUNA POLO fu ripresa girare verso il Canalone dalla Provinciale. Ma è proprio su questi FRAME che, invece, si rafforza l'ipotesi accusatorio e tutta l'ordinanza di convalida. E' un fatto MOLTO GRAVE! Si attendono spiegazioni ma la TC Agricola Agnello è una telecamera direi tra le Fondamentali su cui si basa l'accusa. Veronica Panarello va scarcerata immediatamente!
Detto questo, dal mio punto di vista non basta per non ritenerla presunta colpevole.
Ma in uno Stato di Diritto............questo è onestamente veramente troppo!

Luca Cheli ha detto...

In uno stato di diritto l'espressione "presunta colpevole" non dovrebbe neppur essere pronunciata, se non come aberrazione da esecrare.

Poi se uno intende "per me è colpevole lo stesso" siamo al livello delle opinoni soggettive, magari di pancia, però anche in tal caso io mi chiedo quanto sia giusto, anche moralmente, attribuire omicidi alla gente a cuor leggero, come se si fosse davanti ad un episodio de La Signora in Giallo (per chi se la ricorda, io a suo tempo me ne sono dovuto sorbire decine e decine).

Massimo M ha detto...

A Luca
Posso essere daccordo sul "presunto colpevole" e anche sull'aberrazione.
Per quanto concerne il resto, non esprimo mai opinioni di pancia o a cuor leggero. In realtà, per quanto mi riguarda, non esprimo mai opinioni sull'essere innocente o colpevolista.................conclusioni. Di quelle ne faccio un abuso. Ma non ho pregiudizi di sorta. Le conclusioni si possono anche modificare. Le opinioni......non credo!

TommyS. ha detto...

Massimo M

Per quanto ne posso sapere io, sino alle ultime dichiarazioni di Villardita a Quarto Grado di venerdì scorso, la difesa ha potuto eccepire su quanto scritto dal perito del GUP in relazione all'incarico affidatogli. Che sia o fosse già entrata effettivamente in possesso dei video riversati dallo stesso perito ed abbia potuto esaminarli integralmente non ne sono poi così sicuro.

A quanto risulta è la relazione del perito Losio, anticipata alle parti alcuni giorni prima dell'udienza, a certificare che mancano le registrazioni di quelle due telecamere relativamente al giorno 29/11/2014. La prima telecamera per il perito ha cominciato a registrare solamente il 30/11 mentre i video della seconda sembra che manchino del tutto.

Sino ad adesso non si è quindi parlato di quanto verificabile dai video delle altre telecamere.

Sicuramente Losio si è trovato in una posizione decisamente scomoda, soprattutto per uno che intende continuare a fare il perito del tribunale ed anche il consulente tecnico per le procure. Per cui credo che abbia semplicemente messo nero su bianco l'assenza di quei video senza commentarla.

Per quanto riguarda invece l'allineamento temporale dei video, ha cercato di dare un colpo alla botte ed uno al cerchio, dichiarando che

"Quando ho fatto le operazioni di estrazione dal disco ho calcolato la discrepanza reale con quel dvr e l'ho verbalizzata. Ho fatto presente che una rilevazione di questo tipo era stata già fatta dalla polizia giudiziaria e che ci possono essere degli errori di scostamento come un orologio che a distanza di mesi può guadagnare o perdere qualche minuto; la rilevazione fatta al tempo è sicuramente più precisa [come fa a dirlo?]. Ma ho ritenuto comunque giusto effettuare nuovamente questa rilevazione e verbalizzarla in modo tale che eventualmente si poteva calcolare la discrepanza a dicembre rispetto a quella attuale. Un minuto può essere determinante ecco perchè ho voluto aggiungere anche questo elemento"

Di quanti minuti parliamo?

Come ha evidenziato Massimo, se è vero che sinora Villardita non ha parlato dei video di via Matteotti è altrettanto vero che Petralia è rimasto totalmente in disparte. Se in quei video ci fosse la conferma della tesi dell'accusa, credo proprio che a quest'ora Giallo sarebbe uscito con un'edizione straordinaria al giorno....

Massimo M ha detto...

A Tommy
"Quando ho fatto le operazioni di estrazione dal disco ho calcolato la discrepanza reale con quel dvr e l'ho verbalizzata. Ho fatto presente che una rilevazione di questo tipo era stata già fatta dalla polizia giudiziaria e che ci possono essere degli errori di scostamento come un orologio che a distanza di mesi può guadagnare o perdere qualche minuto; la rilevazione fatta al tempo è sicuramente più precisa [come fa a dirlo?]. Ma ho ritenuto comunque giusto effettuare nuovamente questa rilevazione e verbalizzarla in modo tale che eventualmente si poteva calcolare la discrepanza a dicembre rispetto a quella attuale. Un minuto può essere determinante ecco perchè ho voluto aggiungere anche questo elemento"

Se non ho capito male:
all'epoca, quando fu fatto il sequestro dei nastri, fu presa in considerazione l'orario di rete del cellulare. Cioè vale a dire l'estrazione inizia alle ore 10:00:00 (esempio) orario di rete cellulare. In quel momento il dvr segna le 9:55:00 (sempre esempio). Quindi............sempre per esempio, al tempo del sequesto vi era una discrepanza di 5 minuti tra orario reale e orario di estrazione. Lui dice che per pignoleria ha voluto riverificare la discrepanza reale. E al momento dell'estrazione, sulla stessa rete cellulare, ha voluto, in sostanza, riverificare l'orario del Dvr rispetto all'orario di rete. Cioè se l'estrazione l'ha fatta alle 18:00 (esempio), il dvr avrebbe dovuto segnare le 17:55:00. Probabilmente, invece, in virtù di quasi 10 mesi dopo..............magari il dvr, rispetto alle 18:00:00 gli segnava 17:54:02 oppure 17:56:02 a causa dello scostamento perchè come dice lui un orologio che a distanza di mesi può guadagnare o perdere qualche minuto
Ecco perchè la rilevazione fatta al tempo è sicuramente più precisa.............perchè se l'orologio del dvr in 10 mesi sballa 1 minuto e 2 secondi o in più o in meno (l'ho fatto come esempio).........al momento in cui vai a periziare i video, devi tenere conto della discrepanza che il dvr ha prodotto dopo 10 mesi.
Mi sembra tutto molto chiaro...............ma è possibile che mi sbaglio, per carità!

TommyS. ha detto...

Massimo M

Se non mi sbaglio era uno specifico incarico del perito quello di stabilire l'esatto allineamento dei differenti dvr. Da quanto detto da Losio sembra quasi l'abbia fatto perché frutto di un suo scrupolo personale.

Ora, io porto al polso un orologio automatico con ricarica alimentata dal movimento. Il mio orologio effettivamente perde costantemente diversi minuti ogni mese. Ma questo non è accettabile per un sistema digitale perché se ha perso anche un solo minuto vuol dire che c'è qualcosa che non va.

Losio si affretta a dire che sicuramente le misurazioni fatte dalla polizia al momento del sequestro erano più corrette, ma su questo non potrebbe mettere la mano sul fuoco non potendo giurare che effettivamente i cellulari utilizzati (non per il server video comunale per il quale esiste solamente una relazione di servizio) fossero regolati sull'ora automatica della rete. Ed in ogni caso ammette che differenze ce ne sono. Resta da vedere quanto siano grandi queste differenze visto che Veronica Panarello è ancora in carcere grazie ad un pignolo conteggio di minuti ed all'assenza di alcuni video estremamente importanti.

Un perito porta al giudice le sue conclusioni incurante di quelle delle parti in causa. Losio mi è parso invece quasi scusarsi se quanto da lui calcolato e scritto differisce da quanto fatto dalla pubblica accusa. Vedremo in seguito perché.

Massimo M ha detto...

Ben detto Tommy.
E infatti una ipotesi plausibile per cui la Tc. 8 del Borgo Antico possa non presentare i frames che ritraggono la Polo. Infatti, se le discrepanze annotate in fase di IP sono molto accentuate rispetto a quelle fatte a tempo dalla Polizia Giudiziaria cosa succede? Se cioè Losio verifica al momento dell'IP che il DVR di Borgo Antico presenta, rispetto all'attuale orario reale una discrepanza di 10 minuti.........(esempio) calcoli alla mano Losio dovrà relazionare necessariamente il Video che gli risulterà alle 9:40 dei suoi calcoli immortalare un frame che magari nella realtà dei fatti di allora immortalava frame ma alle 9:30 Motivo per cui se per la Polizia Giudiziaria la Polo passa nella Tc. 8 alle 9:40 stimate...............per Losio ci passa, causa discrepanza dopo 10 mesi, alle 9:30. Ma siccome le altre telecamere certificano (immaginiamo che il DVR ha nelle altre telecamere discrepanza minima) che alle 9:30 la Polo e' sicuramente in altri luoghi...........ecco che Losio e' costretto (giustamente) ha periziare la Tc.8 in un arco di frames (video) in cui non si vede mai la Polo...............non perché è' scomparsa ma proprio per un discorso di calcolo e conseguente assegnazione di orario ai frames del video.
Lo stesso si potrebbe verificare per la Tc. Agnello, che se non ricordo male, già all'epoca riportava orari fortemente sballati e lontani rispetto all'orario reale, segno proprio di una discrepanza orario protratta fortemente nel tempo.
Qui, lo stesso...........rispetto alla Erg...........e' plausibile che la discrepanza Agnello sia talmente clamorosamente rafforzatasi in 10 mesi che addirittura per Losio, secondo i calcoli, viene assegnato addirittura il video del giorno 30.
Cosa ne pensi Tommy?

boboviz ha detto...

DVD persi/rotto di qua, DVD persi di là (perizia informatica Bossetti). Ma stè procure li sanno usare i sistemi elettronici/informatici?

boboviz ha detto...

@Rita: "Massimo, fino a qualche mese fa non avrei potuto credere che ciò fosse possibile. Falsificare la realtà dei fatti per sostenere la propria propria tesi."
Forse non hai seguito, ai tempi, la questione Zornitta/Zernar.

Anonimo ha detto...

Oh ma Si libera quests Donna o no

Dudu' ha detto...

Oggi i giornali hanno annunciato le indagini sono chiuse e le parti sono state avvisate. Il solito copia incolla ha fatto da tam tam, neanche fossimo nel periodo della pietra...

poveri giornalisti, capisco sia difficile per alcuni di loro ma magari due info in più articolate...per esempio, aver intervistato Petralia o un suo portavoce, su cosa si è indagato, quale metodo ha convinto fosse il figlio rientrare, con cosa abbia abusato il figlio...perché si sono in caponiti sulla madre, cosa pensano della perizia autoptica, perché alcuni video non ci sono, come mai sono disponibili solo le copie, perché le copie non sono state aggiunte all'incidente probatorio, se hanno cercato di capire quale arma oltre la fascietta potrebbe essere stata usata , qual'è il movente serio trovato, come mai il marito non si è accorto che lasciava i figli in mano ad una irresponsabile... le opinioni dei concittadini, insomma ragazzi...il materiale non manca direi.
Un buon articolo vi aiuterebbe...la qualità paga sempre...almeno proviamoci !