lunedì 28 maggio 2012

Salvatore Parolisi. Nessuno ha fatto luce sul lato oscuro del quadro preferendo illuminare e colorare a tinte forti solo la parte prediletta...


Era la sera del 21 aprile 2011, l'autopsia sul corpo della povera Melania Rea si era conclusa da circa un'ora ed il patologo scambiò qualche parola coi giornalisti. Parlò di un'aggressione avvenuta lontano da Ripe in un orario approssimativo che andava dalla mezzanotte alle tre. Quindi, dopo aver sezionato il corpo, era portato a credere che Melania Rea fosse stata aggredita altrove e successivamente portata a morire a Ripe, dove si sarebbe poi spenta a nove - dodici ore dal sequestro. Si era al 21 di aprile, come detto, a poco più di un giorno dal ritrovamento e quando le piste dovevano per forza essere ancora tutte aperte. Anche se una più calda c'era, come ci han fatto sapere tempo dopo i carabinieri, in quanto il comportamento del marito e le confidenze della famiglia (e di qualche amica), destarono da subito non pochi sospetti. Sospetti o no, le parole del dottor Tagliabracci parevano aver messo un punto fermo e voler dire agli investigatori di non cercare il colpevole in casa Parolisi, di guardare bene al di fuori perché il marito per gli orari stabiliti aveva un alibi. Addirittura il dottore aggiunse che sarebbe stato un caso semplice da risolvere, in quanto si trattava sicuramente di un delitto d'impeto e quindi l'assassino aveva certamente lasciato molte tracce.

Tutto però cambiò il giorno successivo, il 22 di aprile, quando, interrogato accanto al chiosco della pineta, il Parolisi raccontò bugie a non finire sulla sua situazione sentimentale (già conosciuta agli inquirenti grazie alle confidenze suddette), ed andò oltre ogni più rosea previsione raccontando anche di un rapporto sessuale avvenuto proprio al chiosco, un rapporto sessuale fra lui e la moglie mentre la figlia dormiva in auto. Chi ha detto che i militari sono furbi e scaltri è un cretino patentato. Chi ha detto che l'uomo parla troppo quando ha storie di amanti da nascondere, è un saggio. Da quel momento in poi tutto per lui si colorò di scuro, da quel momento in poi la luce della procura lo colpì inesorabile, da quel momento in poi si spennellò unicamente sulla parte del quadro per i Pm più interessante (anche per la famiglia). Solo uno sprovveduto poteva non capire che il mentire ai procuratori l'avrebbe portato ad essere il primo vero indagato (anche se non glielo dissero e lui agli interrogatori non si presentò mai con un avvocato). Si intensificarono così gli accertamenti per scoprire cosa nascondesse il Parolisi. Per contro, dovendosi impegnare più uomini per questi riscontri, si affievolì l'intensità investigativa su altre piste. E che queste siano situazioni reali è dimostrato dal fatto che il 23 aprile, il giorno successivo alla sua testimonianza piena di bugie, il corpo di Melania, che si trovava in una bara di larice in partenza per Somma Vesuviana (tutto era predisposto ed il funerale si sarebbe celebrato il martedì successivo), venne bloccato all'obitorio in attesa che gli inquirenti si facessero idee più chiare, in attesa si stabilissero quali nuovi accertamenti fare sul cadavere (logicamente per trovare un'altra ora della morte).

Ma nuovi accertamenti sul corpo non se n'erano ancora fatti quando, nel pomeriggio dello stesso sabato 23, dopo aver deciso di bloccare il carro funebre in partenza la procura anticipò di tanto l'ora dell'aggressione accorciando i tempi e portandola sulle sei/sette di sera (si volevano portare avanti col lavoro?). Strano che a sole 36 ore dall'autopsia, si potesse già anticipare un orario ben definito di nove ore. Come strane furono altre parole di quel sabato 23, parole intese a dare per quasi certo che il luogo del ritrovamento fosse lo stesso dell'aggressione (cambiando nuovamente le prime convinzioni del patologo). Di questo parlarono gli inquirenti pur non avendo ancora in mano alcun responso tecnico. Gli analisti del Ris, già saliti al chiosco della pineta il 21 aprile, avevano solo repertato gli oggetti riconducibili al delitto, non avevano dato responsi e gli ultimi accertamenti li iniziaro lo stesso 23 aprile alle 12.30. Però il luminol, per dire, lo stesero la mattina successiva, al buio, finendo di fare rilievi a metà pomeriggio. In meno di 40 ore si stravolsero le prime conclusioni e si girò il senso delle indagini che virarono decisamente sul marito, il primo sospettato dai carabinieri. Un soggetto che statisticamente e caratterialmente rientrava nella categoria privilegiata delle indagini teoriche, un soggetto che aveva nascosto agli inquirenti l'amante ed aveva parlato di un rapporto sessuale avvenuto a quattro metri dal punto in cui si rinvenne il cadavere (e il 23 porta fortuna?).

Si dice che i primi giorni di indagine siano quelli buoni a far sì che le piste investigative si inseriscano nella strada giusta... e questo è vero se gli investigatori non nutrono pregiudizi e sono idonei ad indagare non piegando gli indizi ad un sospetto ma sospettando in base ad indizi solidi. Ad Ascoli c'erano già riscontri che portavano le indagini in altre direzioni, la versione iniziale del Ranelli e le prime conclusioni verbali del Tagliabracci, ma quando si accorsero di aver a che fare con un bugiardo fecero un semplice due più due, senza sottrarre ciò che poteva essergli favorevole, come si fa in ogni procura del mondo, dove a finire nella rete dei bravi investigatori è sempre chi pare non raccontarla giusta. Non è sbagliato partire dai bugiardi, nessuno lo nega, ma non sarebbe sbagliato neppure, prima di rallentare e dar per certe le mini-verifiche di un paio d'ore fatte solo per poter dire di averle fatte, il cercare di capire i motivi veri per cui certe bugie vengano dette. Indagare a fondo su un omicidio significa non ragionare a prescindere, non escludere alcuna possibilità, accertare al meglio ogni situazione, anche la più incredibile o inverosimile, non concentrarsi solo sulla pista prediletta che le statistiche e la teoria danno per probabile, non far trapelare nulla di quanto si pensa e non parlare ai periti dei propri sospetti per fare in modo che questi analizzino in maniera neutra. In caso contrario potrebbero adattare le loro conclusioni alla soluzione scelta dalla procura. E non è malafede, è un semplice calcolo matematico che li porta a ripetere il due più due già fatto da altri.

Che sia così lo dimostrano troppi esempi noti e poco noti. Tanti ne troviamo in Italia e tanti ci vengono dall'estero. Prendiamo l'ultimo, quello che sta facendo il giro del mondo in questo periodo, l'omicidio di Etan Patz. Etan è il bimbo scomparso 33 anni fa, il 25 maggio del 1979, mente percorreva i 400 metri che da casa lo portavano alla fermata del bus. Si è scoperto solo in questi giorni, grazie ad un procuratore di spessore che nel 2010 ha riaperto le indagini partendo da zero, che Etan venne ucciso da Pedro Hernandez, allora commesso in un negozio situato in uno scantinato presente sul percorso fatto quella mattina dal bimbo. Hernandez fu uno dei tanti inizialmente controllati e, dopo rapidi accertamenti (le due ore suddette), scartati perché non corrispondenti alle caratteristiche e perché, soprattutto, si preferì verificare al meglio il padre di Etan e tutto l'ambiente familiare. Il motivo? I genitori dissero agli inquirenti che quello della scomparsa fu il primo giorno che non accompagnarono il figlio alla fermata del bus, il primo giorno che Etan, di soli 6 anni, andò solo. "Non ce la cantano giusta" - pensarono gli investigatori - "lo hanno sempre accompagnato ed improvvisamente decidono di mandarlo alla fermata da solo? E chissà perché proprio quel giorno sparisce come se mai fosse uscito di casa...". Forse pareva e pare strano un comportamento del genere da parte dei genitori, io un figlio di sei anni non lo manderei da solo a prendere il bus scolastico, ma io sono io e quanto avevano dichiarato i Patz corrispondeva alla verità.

Quando i procuratori americani si resero conto che la pista familiare era un buco nell'acqua, e meno male che se ne accorsero, non ripartirono da zero, non tornarono a controllare meglio chi, pur se sommariamente, avevano già controllato... e perché mai? Loro presero di mira un pedofilo. La pista dei pedofili ci stava bene dentro il caso (come ci sta bene quella del marito quando a morire è la moglie), era caratterialmente e statisticamente compatibile con la scomparsa... peccato che il giorno del sequestro chi iniziarono ad indagare fosse in carcere in un'altra contea. Ed anche questa pista costò anni di lavoro e fece accantonare sia i vicini sia chi abitava e lavorava lungo il percorso che avrebbe dovuto fare il bimbo a piedi. Guarda caso, invece, è riprendendo questo percorso che si è arrivati alla soluzione ed alla confessione. Ma lasciamo il piccolo Etan e continuiamo a parlare dell'omicidio di Melania Rea restando sempre nei primi giorni dopo il ritrovamento. Gli analisti del Ris avevano analzzato e se n'erano andati il 24 aprile lasciando trapelare due notizie importanti. Infatti sui quotidiani si parlò di sangue estraneo alla vittima, trovato sul chiosco, e scontrini datati. Non ve ne siete dimenticati, è accaduto che dopo un mese si è cambiata versione sul sangue e si è stracciato uno scontrino. Però i giornalisti erano ancora "vergini" ad aprile, nonostante sapessero dal 23 che i sospetti puntavano solo sul Parolisi, inoltre non avevano ancora linee editoriali da seguire o amicizie da curare.

E seppure avessero già il sentore che l'orario della morte si sarebbe ulteriormente accorciato, anche per le sei di sera il militare aveva un alibi, quanto scrivevano sulle pagine dei loro quotidiani, pur da filtrare, si poteva ancora tenere in considerazione. Non c'è da chiedersi il motivo per cui dal mese dopo, quando tutto ormai si era editorialmente ed amicalmente deciso, la macchia ematica rinvenuta al bosco di Ripe, dapprima di certo non appartenuta alla vittima, divenne "sangue di Melania". Non c'è da stupirsi se la notizia dei due scontrini ritrovati nell'area pic nic del chiosco, uno nel cestino dell'immondizia datato 18 aprile (ora sappiamo essere dei militari che mangiarono sulle panchine fino alle 14.30) e l'altro fra gli alberi accanto al cadavere datato 19 aprile, venne ripresa ma moncata eliminando dalle cronache il secondo scontrino. Va bene, diamo pure per certo che ci sia stato un errore iniziale e che il sangue ritrovato fosse di Melania... però teniamo conto che questo lo si stabilì per certo solo verso il 20 maggio, che ad aprile per tutti era sangue estraneo alla vittima. E questi due indizi, il sangue ed il secondo scontrino, erano di per sé sufficienti per portare la logica a far pensare che l'assassinio non fosse il Parolisi. La macchia ematica confermava un'ipotesi diversa da quella suggerita dai tradimenti e dalle bugie, lo scontrino datato 19 aprile dava la certezza della presenza di almeno una persona nel luogo dove si trovava Melania Rea, fosse già cadavere o fosse ancora viva.

Quello scontrino fra gli alberi, vicino al corpo, sanciva la possibilità, non da escludere se si vogliono fare davvero indagini a 360°, che a perderlo fosse stato l'assassino. Il motivo non è poi così difficile da capire se si resta alla prima anticipazione del patologo, quella che voleva il delitto risalire ad almeno nove ore da un ipotetico sequestro. Perché, volendo essere precisi e pignoli (come dovrebbe essere un investigatore), se un uomo o una donna avessero acquistato una birra alla mezzanotte e un minuto del 18 di aprile, sullo scontrino ci sarebbe stampata la data del 19. Ma come abbiamo potuto constatare in seguito, del sangue incompatibile e dello scontrino, che si disse addirittura essere in parte illeggibile, non se ne fece nulla da subito e si preferì puntare il tutto sui tradimenti e sulle intercettazioni arrivando a dire che il secondo scontrino era irrilevante ai fini dell'indagine. Irrilevante? Fateci sapere di chi è poi potremo discutere sul fatto sia o meno rilevante. E' del cercatore di funghi? Del cercatore di tartufi? Del suo cane?

Non mi meraviglierei fosse dell'animale viste le stranezze uscite da quando si parla dell'omicidio di Melania Rea. Stranezze da non nominare perché: o ci si adegua a quanto dicono la procura e la parte civile, ed allora si è moralmente nel giusto, o si fanno ipotesi diverse e si è immorali e non si pensa al dolore della famiglia ed alla vittima. A dire il vero non funziona proprio così. La famiglia non deve bere il primo sangue che capita e la vittima non va vendicata condannando il colpevole prediletto ma condannando il colpevole, chiunque esso sia. Ed accucciarsi ai piedi dei Pm e della parte civile non migliora l'indagine, la rovina perché la priva delle giuste critiche. Peccato che la nostra informazione abbia idee diverse e preferisca farsi accarezzare il muso piuttosto che criticare o cercare nei punti poco chiari. Uno di questi è di certo il numero di fax trovato in un appunto di Melania, scritto sotto la parola "scuola guida". Non ci fu chi se ne interessò in maniera normale, né prima né dopo gli atti del Pm e del Gip. Si disse essere di un'autosuola di Somma Vesuviana, si parlò di un rinnovo patente e tutti chiusero la bocca senza chiedersi se davvero vi furono accertamenti adeguati. Ma nessuno di noi sa a quale autoscuola corrispondesse quel numero, e, al contrario di quanto si dice, non lo sa neppure il Parolisi visto che non riuscì a risalirvi tramite internet, nonostante le autoscuole di Somma siano tutte rintracciabili in rete, e lo consegnò ai carabinieri perché lo scoprissero. Quindi? Quindi la vittima si chiamava Melania Rea, lei aveva subito un'aggressione e su di lei andavano fatti i controlli più profondi ma, nonostante vi fossero evidenze che allontanavano il marito dalla scena omicida, si preferì seguire un filone contrario a quanto emerso nei primi giorni.

Da controllare subito (e molto attentamente) erano le persone che la frequentavano e le parlavano quando il Parolisi lavorava in caserma (o quando anche lei era in caserma), non è controllarle l'ascoltare qualche voce e non mettere cimici nei punti giusti per capire quanto queste voci fossero sincere (e sarebbe stato il caso viste le falsità ed i postumi e tanti cambiamenti testimoniali a cui abbiamo assistito). Da controllare erano anche tutte le persone che con lei si messaggiavano. Già, chi si messaggiava con lei visto che stranamente furono cancellati tutti gli sms dal suo cellulare? Visto che stranamente furono cancellati così bene che, al contrario di quanto capitato ad Avetrana, non si riuscì a recuperarli? Che movente spinse il marito, se davvero l'assassino, a cancellarli? Il solito mistero. Come un mistero è il motivo per cui non si siano controllate e verificate al meglio tutte le persone passate al pianoro quel pomeriggio, tutte le auto transitate o parcheggiate, auto mai rintracciate quasi che, come quella del Parolisi, nessuno le avesse viste (ce ne sono anche di rosse... ricordate?). Da verificare erano tutti gli operai che lavoravano in zona, non solo i macedoni, e tutti i testimoni che mai si sarebbero presentati di loro spontanea volontà e trovati grazie ad Alfredo Ranelli, sia quelli che nulla han portato che quelli diventati parte in causa per avvallare la mancanza al parco del militare e della figlia. In quell'orario si sono visti fra loro questi testimoni, si sono riconosciuti tramite fotografie o erano tutte ombre come hanno testimoniato essere il Parolisi?

Inoltre accertamenti adeguati andavano fatti anche su chi possedeva una casa o un appartamento estivo in zona Pianoro, e sono tanti. Chi ci dice che quel giorno fossero tutti disabitati se nessuno ha controllato gli alibi che i proprietari e i loro figli avrebbero potuto fornire? Naturalmente comparandoli al movimento dei cellulari in loro possesso. Fra chi possiede una casa in loco vi è qualche personaggio "eccellente"? Misteri, solo misteri e punti oscuri. Punti lasciati in disparte sulla sinistra del quadro. Quadro che gli inquirenti, con la partecipazione attiva della famiglia Rea e dei suoi consulenti, hanno colorato a tinte forti e sgargianti solo al lato opposto, intensificando e facendo intensificare i controlli sul marito, portando continuamente nuovi spunti e dando per certo che nessun altro potesse aver commesso un simile delitto. Quasi che qualche collaboratore sappia o abbia saputo cosa realmente accaduto. Quasi che qualche collaboratore fosse presente quel maledetto giorno al pianoro o a Ripe e magari avesse perso anche uno scontrino...

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970 commenti:

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Giò ha detto...

Si Enrico e' proprio LEI!!!!
Bel soggettino vero?

Giò ha detto...

PS Ho visto quell'intervista

PINO ha detto...

@ ENRICO

E' Immacolata Rosa che disse agli inquirenti della BRUTTA COSA, non ti sbagli. E su quella "brutta cosa" si fece cadere immediatamente il silenzio, completato da una chiara tergiversazione, del significato della frase, da parte dell'autrice, pari a quella che si orchestrò intorno a quella sfuggita a G. Rea, riguardante la mancata PROTEZIONE di SP alla moglie.
Ma a noi, queste due colossali anomalie non sfuggirono, ed abbiamo costruito su di esse ipotesi che, alla luce di quanto conosciamo oggi, ci fanno sospettare che già allora, mettemmo il dito su una piaga molto dolente.
E tuttora, la "brutta cosa", resta alla base di tutta la mia teoria:
il famoso "oggetto sul comò"
Per cui, ritenevo e ritengo che, l'ipotesi dell'omicidio passionale, non abbia nessun collegamento con quanto accaduto.
Ciao, Pino

ENRICO ha detto...

@ PINO

PERFETTAMENTE d'ACCORDO !

PINO ha detto...

ENRICO : LO ERAVAMO ANCHE PRIMA!!!
Siamo stati sviati, nostro malgrado, dall'altra grande verruca, costituita dalla SG, che è entrata di traverso, come un paletto di ferro che non si piega facilmente, ma che apparterrebbe al settore, della DINAMICA omicidiaria, non del MOVENTE, che ha costituito la nostra appassionata ed oggettiva ricerca.

ENRICO ha detto...

@ PINO

a dire la verità io non ho mai creduto che la presenza della Sg fosse da ricollegarsi ad un eventuale "storia" di M. "uguale e contraria a quella di Salv.

Ho ritenuto questo DATO di fondamentale importanza sia per stabilire l'ora della morte che per quanto riguarda una ipotetica ricostruzione della dinamica omicidiaria.

Come, del resto , sostieni anche tu.

Resta il dubbio se Salv. abbia visto o percepito "qualcosa" di pericoloso e non sia intervenuto o non sia stato in condizione d'intervenire...

E qui non abbiamo appigli consistenti . Tranne la concitazione di Salv. nel momento in cui parla con il 112 e quel suo "me l'hanno presa" quando chiama il Paciolla.

Comportamenti e frasi che tuttavia potrebbero essere del tutto spontanei e non attribuibili a niente di preciso

PINO ha detto...

@ ENRICO
No, non abbiamo appigli, è vero, se ne avessimo non saremmo più quì a discuterne ancora. Tuttavia ci sono elementi che danno molto spunto a supposizioni di una certa legittimità : frasi, spostamenti ed attegiamenti, chiusi in una cornice che li definisce in una sorta di alone sui generis.
Non abbiamo la tanto abusata sfera di cristallo, ma non ci manca però, quel minimo di intuizione per trarne risultati sia pure solo teorici. Il che non è peccato.

Tiziana ha detto...

MIMOSA
che Imma sia stata escussa per la prima volta il 20/4 l'ho letto nell'ordinanza. La frase, messa assieme all'altra affermazione del gip, sulle dichiarazioni rese prima del ritrovamento del cadavere, l'ho interpretata nel senso che il 20/4, PRIMA del ritrovamento del cadavere, Imma avesse rilasciato delle dichiarazioni.
La cosa sarebbe possibile se Imma fosse stata sentita al mattino, prima della famosa telefonata del "cercatore di funghi" (spero d'esser stata chiara, ho scritto un po' di fretta perché sto uscendo, a più tardi...)

Mimosa ha detto...

@ Cara Tiziana, non era un appunto nei tuoi confronti, mi aveva colpito il fatto che altri avevano ripreso la tua citazione del testo e si stavano costruendo ipotesi.
Ho solo voluto fermare il flusso di fantasie, prima che fosse troppo tardi.
Come avevo più volte raccontato, ma ora specifico aggiungendo dettagli, Imma la sera stessa del ritrovamento del corpo fece una “deposizione spontanea” presso la caserma di Somma Vesuviana e il giorno seguente 21 aprile alle ore 17.58 contattò il ten Consales (ad Ascoli) e poi lo richiamò alle ore 20.30, quasi un’ora e mezza di conversazione, che fu poi trascritta e che si legge qui (si leggeva, perché oggi non si apre il collegamento) : http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/11/02/melania-rea,-un'amica-«tentò-il-suicidio-per-parolisi». In verità in questa trascrizione si legge anche la frase: « come ieri che ti ho detto», quindi già il 20 fu fatta parlare con Consales.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO e PINO
Nella trascrizione della deposizione telefonica del 21 aprile, Imma ha effettivamente pronunciato questa frase detta da Melania “… una cosa brutta …, poi un giorno te lo dirò”, e guarda caso era in relazione ad una cosa confidatale dall’amica durante le vacanze, cito:
« mi aveva detto "ho avuto veramente momenti difficili, non l'ho detto neanche a mia mamma, veramente sono stata malissimo, anche io ho toccato il fondo..." ma una cosa brutta una volta me lo disse, adesso che ricordo disse "poi un giorno te la dirò",… ».

In effetti, la cosa brutta la spiega Valentina a Imma, cito:
«disse Melania "io ho tentato anche il suicidio, presi delle pasticche perché non riuscivo a sopportare la situazione”,….. lei ha detto "ho tentato il suicidio", può essere pure che lei non le ha prese ma ci stava vicino, questo non lo posso affermare, può essere pure che ha avuto il pensiero brutto di farlo magari e poi non l'ha più fatto per Vittoria».

Infine, dopo che una solida impalcatura di sospetti vi è stata costruita sopra, con tanto di giornalisti che ci hanno ricamato sopra fior fiore di articoli e di trasmissioni (e noi pure) questa donna ha avuto coraggio di dire : «io sorrido quando leggo e sento di questo segreto».
E allora perché non è intervenuta prima a rettificare? Smentisce tutto appena il 21 settembre a “La vita in diretta”, tanto da lasciare sconcertati e balbettanti i presenti in studio. E idem a QG del 23 settembre con un Salvo Sottile che appena appena commenta.

Non so se voi rimanete sempre della vostra idea che la cosa brutta era un "grave e pesante segreto".
Io ho cambiato opinione, perché credo che Imma sarebbe stata l'ultima persona con cui Melania si sarebbe confidata ... le aveva taciuto persino la scoperta del tradimento, e dei conseguenti stati d'animo Imma nemmeno mai si accorse, checché ne dica ora ...!!

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

già che ci sei rinfresca la memoria anche a me.

Il famoso "patto del silenzio" fra Salv ed il suocero fu fatto DURANTE le ricerche di M. o DOPO il ritrovamento del corpo ?

Lo chiedo perchè se fosse stato fatto DOPO il ritrovamento , Imma, mettendo subito al corrente Consales dei tradimenti di Salv., avrebbe mandato a monte in quattr'e quattrotto l'accordo stabilito tra il genero ed il suocero

Volutamente o no ?

Quindi familiari di M. perchè accusano Salv di aver ritardato le indagini non confessano la sua relazione con Lud. se Imma aveva già vuotato il sacco ( e loro sicuramente lo sapevano)?

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

ho inviato senza aver letto il tuo ultimo commento.

Ma allora IMMA che COSA avrebbe raccontato a Consales il 20 aprile se non era a conoscenza dei tradimenti di Salv perchè M non si confidava con lei ?

Gli ha raccontato ciò che che era venuta a sapere da Valentina ?

Oppure ha semplicemente descritto Salv come un noto impenitente dongiovanni...magari per esperienza diretta ?

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
Il patto fu fatto la notte stessa del 18 aprile, appena i suoceri arrivarono e fu Gennaro Rea a stabilirlo, Salvatore ritenne che valesse "per sempre",
invece la sera del 22 aprile, mentre Salvatore verbalizzava in una stanza le dichiarazioni esternate nel famoso sopralluogo, nell’altra stanza Michele raccontava tutto, tanto che quando i due si incontrarono in corridoio Salvatore si accorse subito perché Michele non aveva coraggio di guardarlo in faccia, dunque il patto 4 giorni e fu rotto il 22 aprile da Michele Rea.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
Imma ha sempre parlato per "relata refero"
da allora (20 aprile) si è sempre fatta bella con le piume altrui.

Pamba ha detto...

@Mimosa
Grazie, hai fatto un po' di ordine anche nella mia testolina;-)

@Enrico
La principale conseguenza delle telefonate di Imma (informativa dei carabinieri) la puoi trovare qui:

http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/11/08/melania-rea,-per-i-carabinieri-parolisi-colpevole-dal-primo-giorno

p.s. tra l'altro, dai dati anagrafici, Imma non risulterebbe neanche una compagna di scuola di Melania e Valentina!

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
Imma venne a sapere del tradimento da Valentina molti mesi dopo che Melania si confidò (era Pasqua 2010, si trovavano in vacanza a per Pasqua a Ravenna) ma non affrontò mai con Melania il discorso ... immagini quanto doveva "ciccare"?

Imma venne a sapere della scomparsa di Melania il 18 aprile in serata da un cugino di Melania, mentre i famigliari correvano verso Ascoli.
Valentina lo seppe dalla tv.
Evidentemente si sono immediatamente messe in comunicazione tra di loro (anzi, si sono viste di persona perché Valentina era già a Somma Vesuviana) ed è per questo che è passato del tempo tra una telefonata e l'altra con il ten Consales, perché Imma è andata a raccogliere informazioni da lei.

Mimosa ha detto...

Grazie Pamba per il nuovo link.
Ricordavo di aver letto l'articolo e non ho trovato dove potevo averlo salvato.

Mimosa

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

che Salv credesse che il "patto" dovesse essere rispettato per sempre , questo lo ricordavo benissimo.

Così come ricordavo l'episodio dell'incontro fra Michele Rea e Salv nel corridoio...

Quello che volevo dire è : perchè mai i REA accusarono Salv di "aver rotto il patto" se già sapevano che IMMA aveva raccontato TUTTO il 21 aprile stesso ?

l'unica cosa che mi viene in mente è che FIN DA SUBITO -sia da parte del PM che da parte dei REA - era già stato deciso di incastrare il caporalmaggiore

E questo ancor prima di aver interrogato TUTTI i vari "testimoni" presenti a CSM

ENRICO ha detto...

Ps .. ne deduco che dal sopralluogo sulla scena del crimine e dalle prime risposte dell'autopsia gli inquirenti avevano già annusato " il fieto del miccio " ( il Grande Eduardo docet !)

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
scusa se ho ripetuto cose che ricordavi … ;-)

è ovvio che le domande di Monti il 22 aprile erano una finta e lui sapeva tutto per filo e per segno e nome e cognome ...

invece ora sono io che non ricordo, mi pare sia stato Salvatore ad accusare i Rea di aver rotto il patto … tanto che in alcune trasmissioni successive Gennaro intervenne per smentire che di un vero patto si trattava e che comunque era limitato a “finché non si fosse trovata Melania”.
Probabilmente Michele il 22 aprile ha dovuto rompere il patto perché nel frattempo avevano saputo che la “cara amica” Imma aveva già raccontato tutto. Che figura avrebbero fatto?
Invece hanno dovuto tutti dire la verità, almeno agli inquirenti.
Poi davanti all’opinione pubblica hanno mantenuto tutti, compresa Imma, la immagine della coppia idilliaca, fino al 21 giugno, quando Salvatore è stato ufficialmente inquisito.

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
giusto!! anche l'autopsia era "condizionata"
tanto è vero che ne hanno dovuta fare un'altra dopo pochi giorni per far "restrringere il lasso di tempo"("non era utile alle indagini"), ti ricordi che ne scrissi?

PINO ha detto...

@ MIMOSA
Hai detto di essere ormai convinta che tutta la storia del "segreto" di M possa racchiudersi nella spiegazione data dalle amiche (tentato suicidio ecc), e sul quale hanno ricamato i giornalisti, e noi di seguito. Va bene. Poniamo che le cose stiano così, facciamoci una domanda molto semplice: perchè sarebbe stata uccisa M?
1 Non aveva nemici (che noi sappiamo)
2 Era una donna tutta casa bambina e marito.
3 Non aveva un amante (non risulta da nessuna voce)
4 La maggior parte della vita, da sposata, l'ha trascorsa con i genitori.
5 Non risulta da nessun documento, che avesse tanti amici.
6 Amava molto il marito, tanto da perdonargli i tradimenti.
Chi, allora, e per quali ragioni, l'ha privata della vita, ed in quel modo selvaggio?
Pino

ENRICO ha detto...

@ MIMOSA

supponiamo che effettivamente i REA avessero voluto nascondere le marachelle di SAlv " fino a che non si fosse trovata M. " ( suppongo intendessero : VIVA)

Vorrebbe dire che i REA sospettando che la figlia potesse essersi allontanata DI SUA SPONTANEA VOLONTA' a causa dei pessimi rapporti coniugali , tentavano, tramite tale strategico patto, di nascondere una "verità" che secondo il loro modo di vedere era meglio non rendere di pubblico dominio

Una volta precipitata tragicamente la situazione e , molto probabilmente, in seguito ad elementi raccolti dagli investigatori e che avrebbero potuto indicare scenari criminosi poco "salutari" si è deciso di scaricare tutta la responsabilità su Salv.

( mi sono espresso malissimo... spero che riusciate a comprendere lo stesso l mio pensiero..)

Pino ha detto...

Continua
Siccomme stai evidenziando la disposizione di comodo di molti eventi, per incastrare SP, perchè tra questi non potrebbero essere inclusi le distorsioni di certe frasi, e l'occultamento categorico delle stesse?
Pino

Mimosa ha detto...

Ecco, Pino ed Enrico
sotto e dietro ci poteva essere anche un altro scenario, "criminoso e poco salutare", di cui la famiglia di lei era a conoscenza (e forse SP ignorava o sospettava lei sapesse o sapeva perché ci era dentro).

Insomma quell'oggetto sul comò.
Ma non posso escludere che qualcun altro sapesse ...

Ora il discorso comincia a farsi delicato e complicato

Mimosa ha detto...

Io so che tu sai ma tu non sai che io so

ENRICO ha detto...

@ PINO

le tue riflessioni sono identiche alle mie e mi faccio questa domanda fin dal primo giorno :non tanto da CHI ma soprattutto PERCHE' Melania è stata uccisa ?

Cosa sapeva, quale pericolo rappresentava questa donna per essere massacrata in quel modo ?

PINO ha detto...

MIMOSA
Ti capisco perfettamente, ma se mettiamo definitivamente da parte l'implicazione di M in qualcosa che chiameremo X, e che SP sapeva ( e con questo ci rendiamo conto che diversamente non se ne esce), perchè "ci avrebbe rimesso M" e non, per es. Tizio o Caio?
Qui si rimarca la storiella del sempliciotto di cui "tutti sapevano che aveva le corna, meno lui"
Pino

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
dopo aver fatto la circumnavigazione del globo ci ritroviamo al punto di partenza.
E si ricomincia ...
domani pomeriggio e sera per quanto mi riguarda.
Un saluto!
Mimosa

Mimosa ha detto...

@ PINO
quello che ho indirizzato ad Enrico è valido anche per te.
Sono stanchissima, scusami.
Una serena notte!
Mimosa

Anonimo ha detto...

MIMOSA ed ENRICO
Buona notte. Pino

Mimosa ha detto...

Buongiorno Pino,
(purtroppo il sonno va e viene da quando seguo questo caso e io dormirò quando tu leggerai)
il tuo punto 5 (post delle 23:42 di ieri) «Non risulta da nessun documento, che avesse tanti amici» è interessante (il tuo acume è sinceramente ineguagliabile!).
Come mai una ragazza apparentemente esuberante come Melania ha solo due amiche (Valentina dalle elementari o asilo, Imma delle scuole medie)? Non ha mai frequentato compagnie scolastiche, gruppi, comitive, campi estivi? Dai 15 ai 26 anni, in tutti gli 11 anni di fidanzamento è stata a ricamare centrini, anche sabati e domeniche? chiusa in casa? Sempre solo e unicamente gite con i genitori e il clan dei parenti? E poi qualcuno si indigna se si accenna ad una “certa mentalità” del Sud, mentalità di paese, di piccolo borgo … ma lasciamo perdere, le mentalità chiuse ci sono anche al Nord, nelle campagne e in montagna, tra gente poco istruita … benché Somma Vesuviana non sia un piccolo borgo sperduto.
Ma è proprio quella la vita che ha condotto ‘sta ragazza, in attesa delle licenze del promesso sposo soldato?
Qualcosa forse è scritto nel libro di Dell’Itala, che non ho acquistato ma che LucaP ha letto?

Posso credere che a Folignano M si sia limitata alle amicizie da condominio, piccola comunità e troppo poco tempo da viverci.
È stato detto (sbrigativamente) che frequentava la Parrocchia? Ci andava a Messa, e non mi pare con assiduità. Cosa vuol dire “frequentare la Parrocchia”? Per me vuol dire prestarsi a piccoli servizi, dedicare qualche ora di tempo alle iniziative ricreative dell’oratorio, insomma essere sempre disponibile e in un piccolo centro ci sono molti impegni parrocchiali e molte persone con cui interagire.
M cosa faceva?
Nessun altro che il parroco è stato intervistato e lui non molto ha detto, nessun parrocchiano è stato interrogato.

Molte persone che hanno una doppia vita o un’attività “segreta” , da non rendere pubblica, conducono esistenze agli occhi di tutti encomiabili e con “nulla da rilevare”, se non la routine di “brave persone”.
Con ciò non voglio affermare che M avesse una doppia vita, ma una vita parallela doveva averla di sicuro … in questa si trovava il suo assassino!

Come fare a trovarlo? Se abitassimo da quelle parti forse sarebbe più facile …

Ciao, Mimosa

Antonello ha detto...

@Enrico
Quello che tu immagini e' accaduto veramente durante il sinedrio della mattina del 19/04/2011, arrivati infatti a CSM per le ricerche, a cui poi S. non partecipo', si appartarono S. ed il Sommo, il Sommo insisteva, cercava di convincere S. a rivelare le sue storielle extraconiugali, tipo " e pero' questecose qui bisogna che tu gliele dici", S. per tutta risposta disse, supergiu', "no, c'e' un patto, non le diro'", alche' San Gennaro rispose la famosa frase che io, post fa, ipotizzavo potesse essere alla base del ritrovamento avvenuto il giorno dopo, "il patto sara' valido solo se M. sara' ritrovata quanto prima" (intendendo VIVA o intendendo viva???).
Subito dopo quella discussione avvenuta sul pianoro S. va via dicendo che andava in caserma ad organizzare una squadra che non vedra' mai luce e sii dirige verso Folignano dove sosta un bel po' per telefonare a Lud., non ho mai capito se e' a questo punto che telefona ad Im.chiedendogli se aveva sentito M.

anna ha detto...

melania frequentava molto la caserma ,cosa insolita come insolita è la frequentazioni dei coniugi parolisi con i superiori..........

il nome dell'assassino o assassina secondo me sta già agli atti dell'inchiesta e non si vuole approfondire..............

chi è il militare attenzionato che la mattina del 20 aprile alle ore 7 mentre il cellulare di melania si riaccendeva era nella zona di ripe?un elemento così importante, una coincidenza così precisa e nessuna indaga su questo militare?nessuno preleva il dna a questo militare per confrontarlo con i dna presenti sul corpo di melania?

il militare telefonò ad una donna di folignano,chi è questa donna?gli investigatori sanno chi è e non l'hanno interrogata perchè?qual'è il vero motivo di tutte queste omissioni?

il collegamento fra le amicizie di folignano e la caserma è il colonnello stanca e sonia.................

indagare sul perchè melania frequentava la caserma........

indagare su tutti i superiori della caserma che frequentavano salvatore e melania......

la carenza dell'inchiesta sta qui, chi frequentava melania?

melania si è confidata con un militare di cui si fidava che poi l'ha condannata a morte?

chi sono i pezzi grossi che melania minaccia di far intervenire per cacciare ludovica dall'esercito?

signor rea lei lo sa cominci a fare i nomi e cognomi....

e spieghi la frase salvatore non l'ha saputa difendere abbastanza...

io ho un mio cugino che in passato ha fatto l'istruttore alla clementi, prima che diventasse femminile,ebbene mi ha assicurato che è anomala la frequentazione di militari con i superiori perchè per una regola non scritta non avviene mai....

analizziamo allora il perchè i cponiugi parolisi frequentavano i superiori,
c' era qualche superiore che si era invaghito di melania?
melania frequentava la caserma per vedere questo superiore? può essere vera la storia del magistrato ferrero sulla manipolazione della mente?

Fatto sta che gli inquirenti non hanno interrogato chi frequentava la coppia,anche i coniugi Mantovani mauro e federici patrizia non sono stati mai interrogati perchè?parolisi li ha indicato come frequentatori della coppia.....

la difesa deve farsi dire il nome e cognome del militare presente nella zona di ripe il 10 aprile alle ore 7, così come deve verificare il nome e cognome della donna di folignano a cui il militare telefonò.......a quel punto l'inchiesta può dare risvolti clamorosi.......la donna che il militare chiamò può essere o una ragazza di folignano militare che sta alla clementi, o qualche vicina di casa di melania.......da i nomi di queste due persone si può cominciare a risalire ad un movente......

anna ha detto...

scusate il 20 aprile e non il 10

PINO ha detto...

MIMOSA, buongiorno!

Tu starai ancora nel mondo dei sogni, ed hai ragione di esserci, facendo quasi assiduamente la nottambula. :-)
Ad ogni modo, questo post lo leggerai più tardi: non porta nulla di urgente nel suo contenuto, se non ( e l'ho ripetuto spesso) di prestare un pò più di attenzione a quello che Anna afferma, sia pure alla sua maniera: un pò frettolosa e, magari ripetitiva, ma in cui io credo di intravedere alcune positività.
Il richiamo di riferimento alla caserma, che sembra un suo chiodo fisso, noi non l'abbiamo trascurato, è vero; ma ci fermammo di fronte a quella che definii "cementificazione" costruita dalla Procura Militare, intorno al lavoro investigativo, che stava svolgendo, indipendentemente dalle Procure civili, sul caso Rea.
Ora, se tornassimo un passo indietro, e ricomponessimo le segnalazioni di Anna riguardanti il militare il cui cellulare risultò presente ed attivo nella zona Ripe all'ora dell'attivazione di quello di M già senza vita, e la telefonata dello stesso militare, ad una donna di Folignano, con l'ipotesi subito repressa di una soldatessa proprio di Folignano, di cui io e Lucap ne individuammo anche le generalità, senza pubblicarle, verrebbe fuori una teoria impressionante, dove le ripetute segnalazioni di Anna, si rivelerebbero molto possibili.
Sono costretto a chiudere per questioni di tempo: devo uscire
Leggi, cara Mimosa, e ne riparleremo quando torno, e, comunque, poco prima dell'ora di pranzo. Ciao PINO

Antonello ha detto...

Si la storia di questo personaggio che aggancerebbe la cella telefonica corrispondente a Ripe il 20/04/2011 alle ore 07,00 e' anche strana, sopratutto perche' Ripe non ha una cella telefonica sua tatuata.
Sappiamo che la stessa cella che si aggancia a Ripe vede l'aggancio di cellulari che invece sono dal monumento a Colle San Marco ed in altri cinque o sei posti sul pianoro lontano quindici chilometri da Ripe e se la cosa vale per P. ed M. non vedo perche' agli atti e alla logica valere anche per questo personaggio.
Certo fa pensare che le 07,00 possa essere un'ora del tutto coincidente con quanto accade di miracoloso al cellulare di M. che si riaccende proprio in quell'ora.
Massimo aveva anche detto che vi erano dei militari di Ascoli quel giorno sul poligono di Ripe, le esercitazioni di quelli di Chieti erano invece abbondantemente terminate la sera del 19/04/2011.
Ma dico io vi son stati giornalisti che son riusciti ad avere pure un filmato del ritrovamento, nomi di fidanzate o quantaltro, e' possibile sapere almeno chi e' questa donna di Folignano???

Annika ha detto...

Qualche considerazione.

FATTI:

a. La fase omicidiaria piu' lo staging vedono impegnate come minimo 3 figure maschili ed una femminile (FATTO: DNA subungueale e sui polpastrelli);

b. M conosceva e/o si fidava di almeno uno/a di loro, tanto da, come minimo, bere una bevanda in sua/loro compagnia (in caso di GHB), o alternativamente di trattenersi in sua/loro compagnia per diverse ore (FATTO: il corpo non mostra segni di ribellione - es unghie spezzate -, costrizione - es segni da corda/laccio a polsi, tronco, caviglie o arti - o violenza - es ematomi, graffi, tagli a parte quelli da arma bianca);

c.come minimo uno degli uomini protagonisti dell'azione omicidiaria ad un certo punto (molto probabilmente nel tardo pomeriggio) consuma un rapporto sessuale con M drogata o consenziente (FATTO: Sg positiva ma non sono stati rilevati segni di violenza sessuale esterni o interni alla vagina);

d. M in un certo momento imprecisato tra le 14.45 e il decesso riceve una botta in testa, ma non cosi' forte da causarle un trauma cranico (FATTO: le colature verticali di sangue indicano che M e' in grado di stare in piedi e scappare, o tentare di farlo durante l'azione omicidiaria);

e. l'omicidio e' improvvisato e operato da non professionisti (FATTO: l'arma e' un coltelletto "tipo" multiuso, i colpi sono dati a casaccio tanto che anche quelli alla gola non sortiscono l'effetto desiderato, nessuno e' sferzato agli organi vitali e M viene lasciata agonizzante senza ricevere un ultimo colpo motale);

f. il decesso avviene intorno alla mezzanotte del 18 (FATTO: prime dichiarazioni post autopsia, e soprattutto a caldo, di Tagliabracci);

g. lo staging e' operato da professionisti (FATTO: tagli netti ed accurati su cosce e ventre, che richiedono mano ferma e sangue freddo).

DOMANDE:

1. Chi tra tutte le persone conosciute da M ha un alibi di ferro che copra, almeno in larga parte, le ore che vanno dalle 14.40 alla tarda serata del 18?

2. Perche' ad un certo punto un uomo ha deciso di consumare un rapporto sessuale con M? Era prevista come tattica per terrorizzarla o l'uomo in questione e' una scheggia impazzita?

3. E perche' M non ha reagito al rapporto sessuale? Era drogata o consenziente?

4. A che pro lo staging punta l'attenzione sulle parti piu' intime del corpo di M, e chi ha intagliato il corpo era a conoscenza dell'avvenuto rapporto sessuale (Sg)? Ovvero, i tagli evidenziano l'avvenuto rapporto sessuale o ne sono totalmente indipendenti e servono a distogliere l’attenzione da altri fatti ed incolpare un anonimo maniaco?

Annika

ENRICO ha detto...

@ ANNIKA

INECCEPIBILE elenco di FATTI.

Altrettanto INECCEPIBILE elenco di relative DOMANDE.

Le RISPOSTE dovrebbe darle il GUP SE si è posto i medesimi QUESITI

Nel frattempo mi è venuta in mente una riflessione fatta mesi fa

“mi dispiace che ci abbia rimesso Melania”. dice Salv nel corso di una conversazione con la sorella Francesca. Rileggendo il contesto si capisce che entrambi stanno parlando di “qualcosa” che avveniva in Caserma e di cui anche Francesca era al corrente.

Questo “qualcosa” , per quanto grave da far prevedere a Salv. una punizione a suo carico e benché non configurasse un reato, era comunque un’attività rischiosa che, se scoperta, avrebbe potuto creare grossi problemi a qualcuno . Di certo, però NON a Melania.

( traslando puerilmente il concetto : “a scuola andavamo tutti a fumare in gabinetto. Hanno beccato proprio lei che non c’entrava niente “ )

Quindi M. probabilmente era andata a mettere il naso là dove non avrebbe dovuto. Forse Salv. lo sapeva e forse lo sapeva anche il padre di M.
Da qui l’altra enigmatica accusa di quest’ultimo “ Salv. non l’ha saputa proteggere” da costui grossolanamente motivata dal fatto che Salv., avendo nascosto agli inquirenti le sue scorribande extraconiugali, avrebbe causato un enorme danno alle indagini (?!) ritardandone e confondendone le attività

Sabry ha detto...

Pino ha fatto delle belle domande,il problema è:oltre a Salvatore(che aveva un movente)chi altro avrebbe avuto intenzione di uccidere Melania??

ENRICO ha detto...

@Sabry

No. Se il movente fosse stato quello di liberarsi definitivamente della moglie e di convolare a giuste nozze con l'amante senza dover passare attraverso "noiosissime pratiche legali ed economiche" , Salv.non si sarebbe limitato a punzecchiare la propria consorte qua e là con un coltellino , non ti pare ?

L'avrebbe eliminata al primo colpo.

E comunque, per quanto fesso possa essere il caporalmaggiore, se avesse voluto commettere un uxoricidio si sarebbe regolato diversamente.

Prima di tutto si sarebbe costruito un alibi un po' più consistente di quello di cui dispone ( o meglio : NON dispone !) al momento.

Io credo che sia stata proprio la mancanza di un alibi che mi ha da sempre fatto dubitare della colpevolezza di Salv.

Tiziana ha detto...

ENRICO
anch'io ho escluso la premeditazione, a causa della mancanza di un alibi.
Ho poi escluso anche l'omicidio frutto di un'ira improvvisa perché, nel caso, sarebbe stato impossibile che avesse a disposizione abiti di ricambio, arma del delitto ed il tempo per far sparire ogni traccia di sé dalla scena del delitto (ad esclusione del DNA sull'arcata dentale), nonché quello di arrivare entro le 15.23 a CSM organizzando il tutto con una mente fredda estrema (tale da fare in modo che, ad oggi, non ci sia alcuna prova effettiva della sua colpevolezza).

Tiziana ha detto...

Sabry
tu chiedi un movente.
Io ti rispondo indicandoti un movente inserito in un'ipotesi ricostruttiva, già formulata in questi mesi, e che ad oggi mi sembra la più probabile:

- Melania, gelosa, teneva sotto controllo S. (e questo è un dato di fatto),
- nel controllare S. dev'essere incappata in qualche segreto della caserma, forse senza essersene neppure resa conto (i famosi "clienti" dell'intercettazione),
- ha accettato un appuntamento per avere maggiori informazioni sui tradimenti del marito (e dunque io ritengo S. ignaro dell'appuntamento della moglie), ma si trattava di una trappola,
- più di una persona è coinvolta nella vicenda, i/le sequestratori di Melania,
- nella fase del sequestro si può inserire anche la Sg (una sorta di punizione per essersi intromessa in affari che non la riguardavano. Tra l'altro i segreti potrebbero essere legati alla sfera sessuale),
- luogo del ritrovamento e staging sono un messaggio per S.
Dunque, solo dopo il ritrovamento, S. immagina quale possa essere la causa della morte della moglie: durante l'intercettazione parla di tre, quattro, cinque persone. Non credo abbia alcuna certezza al riguardo, e dunque il messaggio ricevuto lo induce a tacere.
Parlare della caserma non esclude automaticamente nessuno dei protagonisti della vicenda: non dimentichiamoci che i Parolisi e gli amici del condominio erano soliti fare gite a CSM con militari della caserma, che dei militari andavano in visita alla famiglia Rea a Somma Vesuviana, insomma, gli intrecci sono molteplici.

ENRICO ha detto...

@ TIZIANA

ESATTO ! O, mio ineffabil alter ego ! ;-)

Purtroppo per imperscrutabili motivi , un ragionamento del genere non ha mai sfiorato la mente degli inquirenti (o, perlomeno, nel caso lo avesse fatto, non è mai stato reso noto a noi miseri umani non iniziati ai sacri misteri orfici della Procura)

Ciao,

PINO ha detto...

ENRICO
Sabry non ha accennato al possibile movente che avrebbe avuto SP, nè alle tecniche che avrebbe potuto usare per liberarsi della moglie.
Il suo post verteva su una domanda ben precisa, in rifemento a quelle poste da me: oltre a Parolisi, (che sarebbe fuori causa) CHI AVREBBE VOLUTO LA MORTE DI M?
La risposta potrebbe essere formulata, teoricamente, tenendo presenti i precisi postulati suggeriti da Annika, e quelli impostati da me in mattinata.
Da questi non SI PUO' SCINDERE, senza correre il rischio di navigare sulle onde della fantasia.
Anzi, per percorrere la strada su binari più concreti, oltre che approfondire il discorso sul "militare" della telefonata a la soldatessa di Folignano, restiamo sul terreno dei FATTI, così come solidamente segnalati da Annika e che ho sopramenzionati come importanti.
Occorre ignorare quei particolari che ci appaiono allettanti, ma che in realtà sono sempre risultati fuorvianti ogni qualvolta stavamo per avvicinarci a qualche risultato positivo.
Ogni ipotesi dovrebbe essere limata fino ad esaurimento delle molecole che ne compongono la struttura, per prenderla in considerazione, o stiparla tra i rifiuti.
Se non accettiamo l'uso di tale tecnica, ci troveremo sempre al punto di partenza, pronti a riprendee quello che diventa solo un gioco perditempo, col quale trastullarci un'oretta, senza conseguenze utili, così come questo mio modesto parere. Pino

Sabry ha detto...

Si Pino,era quello che intendevo,Enrico lo so perfettamente figuriamoci se avrebbe lasciato Melania per stare con l'amante,non ci ho mai creduto!

Tiziana ha detto...

PINO
a me sembra d'aver risposto a Sabry, indicandole CHI avrebbe voluto la morte di Melania.
Mi sembra che la ricostruzione da me ri-proposta integri al suo interno gli elementi più recenti richiamati (ma precedentemente posti anche dagli altri membri della squadra) da Anna, Annika e da te. Ovviamente non ho fato nomi e cognomi, perché non li so, ma ho evidenziato una categoria di persone. Tu dicesti d'essere riuscito a trovare il nome della donna di Folignano a cui il militare telefonò. Se vuoi indicarcela il quadro sarebbe pronto per gli ultimi ritocchi.

LucaP ha detto...

@ Annika

La tua elencazione dei fatti obiettivamente deducibili dalla scena del crimine è ineccepibile e continua ad essere la parte del caso che maggiormente lascia dubbi irrisolti.

In merito agli alibi, purtroppo sappiamo poco sia che il delitto sia stato compiuto negli orari indicati da Tagliabracci sia invece debba essere traslato nell'intorno della mezzanotte del 18 aprile. In questo secondo caso possiamo essere sicuri che l'alibi più a prova di bomba sia quello di Parolisi. Ma per gli altri personaggi è veramente difficile. Paciolla e la moglie non sappiamo quando lasciano il Pianoro ma credo comunque abbastanza presto visto che Stefania aveva in custodia Vittoria mentre la madre di Melania si trovava a Folignano (altrimenti chi avrebbe potuto aprire ai CC che subito si recarono nell'appartamento?). Ma Paciolla ha un alibi alquanto strano anche per gli orari antecedenti le 17.00 essendogli stato fornito a scoppio ritardato da una presunta amante mai citata per nome (è la stessa che poi gli ha dato un figlio? E se si, considerato che viveva vicino a Napoli, cosa ci faceva ad Ascoli in frazione Colle?). Inoltre un eventuale alibi che possa fornirgli la moglie per la sera sarebbe poco attendibile in quanto fornito da un congiunto.
Sonia Viviani sappiamo che riaccompagna Macciò al Pianoro verso le 23.00 ma poi se ne perdono le tracce. Può essere tornata a casa a Folignano dal marito e dal figlio come anche essere andata altrove. Non abbiamo elementi per giudicare se non la presenza anomala di un DNA maschile ascrivibile ad un maschio strettamente imparentato con la stessa Sonia e trovato stranamente sulle mutandine di Melania.
Del marito di Sonia, Alfredo, sappiamo poi veramente nulla. A quanto pare non si è recato sul Pianoro in nessun momento del 18 aprile, forse stando a casa con il figlio. Eppure sembra che l'amicizia con i coniugi Parolisi fosse alquanto stretta.
Di altri personaggi citati nelle Ordinanze non conosciamo nessun alibi né per il primo pomeriggio né per la sera inoltrata.
I commilitoni di Salvatore è vero che hanno partecipato alle ricerche ma non sappiamo quando se ne siano andati via.

Eppure, se il traffico notturno anomalo a San Giacomo testimoniato dal ristoratore è da ricondurre al delitto (o perlomeno ad una delle fasi o precedenti o successive), bisogna considerare che difficilmente si può definire anomalo il passaggio di una o due/tre auto. Dobbiamo allora pensare che si sia trattato di più veicoli, magari con a bordo più di una persona, sia in andata sia in ritorno. E quindi si sarebbe portati ad ipotizzare che le persone a qualunque titolo coinvolte siano numerose. Un'indagine scrupolosa avrebbe potuto far tranquillamente emergere delle discrepanze tra tutte le testimonianze e gli eventuali alibi forniti, smascherando così, uno ad uno, i diversi responsabili.

Per quanto riguarda il rapporto sessuale sono più portato a considerarlo come una sorta di cattiveria o vendetta e di conseguenza ad ipotizzare che Melania non fosse consenziente ma drogata. Rimane comunque altrettanto valida l'ipotesi di Melania consenziente, cosa che però porterebbe a pensare che sino ad un certo punto la stessa Melania sia rimasta in compagnia di un solo uomo, sia che questo sia stato l'assassino materiale sia che abbia anche partecipato in modo passivo alle fasi del delitto (o comunque ne sia coinvolto in qualche modo).

Lo staging continuo a vederlo sempre come fumo gettato negli occhi per distrarre l'attenzione da particolari che sarebbero stati altrimenti importanti. Ma non escludo che le zone del cadavere sulle quali si è infierito presentassero qualche traccia che doveva essere cancellata proprio con il vilipendio.

Comunque la domanda fondamentale rimane sempre: chi aveva interesse ad uccidere Melania o comunque a
creare una situazione tale che, successivamente sfuggita di mano, ha condotto all'omicidio?

Ciao. Luca

anna ha detto...

la soldatessa di folignano è una certa eleonora........non dico il cognome, ma andiamo ad analizzare chi non ha alibi fra le 14,20 e le ore 3 di notte,orario della prima autopsia fatta dal tagliabracci
l'unico che ha un alibi di ferro è Parolisi..

sonia e il marito non hanno alibi,
paciolla e la moglie lo stesso,
il colonnello era in servizio?....

la donna di folignano a cui il militare chiamo ha un alibi per la notte fra il 18 e il 19?
Nessuno ha un alibi cominciassero a verificare dove stavano tutte queste persone fra le ore 14,30 e le ore tre di notte......ma anche dove erano il giorno dopo e il 20 aprile quando il cellulare di melania si riaccendeva e quando ci fu la telefonata del militare alla donna fi folignano......

io ho sempre detto che il cellulare di questo militare stava nella zona e non ho detto ripe,perchè le celle telefoniche coprono più zone da ripe a san giacomo a san marco,il 20 aprile non c'era nessuna esercitazione militare di ascoli perchè il giorno prima c'era stato il giuramento e stavano tutti a riposo......la presenza nella zona del militare della clemente è ambigua e sospetta...............

PINO ha detto...

TIZIANA
C'è una involontaria confusione.
Io e Luca riuscimmo ad individuare una soldatessa domiciliata a Folignano, ma non ne facemmo il nome, per ovvie ragioni.
La donna che ricevette la teleonata del militare, invece, sarebbe un'altra che nessuno di noi conosce, e solo per via ipotetica potrebbe identificarsi con la soldatessa. Ma non siamo in possesso di conforti, al proposito.
Tutto quì.
Ciao Pino

Sabry ha detto...

Anna,come fai a sapere che la soldatessa si chiama Eleonora,l'hai letto da qualche parte?

Unknown ha detto...

In questo articolo i nomi delle soldatesse di ascoli che frequentarono il corso e prestarono giuramento nel periodo dell'omicidio di Melania Rea.

www.picenooggi.it/2011/04/18/2120/reggimento-piceno-martedi-giurano-413-volontarie/

Massimo

LucaP ha detto...

Nell'articolo del Messaggero che parlava del militare che si trovava nell'area di Ripe il mattino del 20, veniva detto che lo stesso aveva cercato di mettersi in contatto con una donna di Folignano conosciuta dai Parolisi senza farne il nome.

Se i Parolisi conoscessero anche la soldatessa di Folignano facente parte del gruppo di reclute del primo blocco 2011 (successivamente spostata in un reparto operativo e da pochissimo ritornata alla Caserma Clementi), non ci è dato sapere.

Sicuramente però conoscevano (entrambi e quindi escludendo le donne conosciute solamente da Melania, come la negoziante dove ogni tanto andava) alcune donne e tra queste le solite tre del Condominio di via Dari 51. E' quindi maggiormente probabile che la donna in questione fosse proprio una di queste tre. Ma sull'Ordinanza di Cirillo questo fatto non viene citato.

In una normale indagine di Polizia Giudiziaria questo militare e questa donna sarebbero stati tenuti sotto stretta sorveglianza per mesi sottoponendoli a diversi interrogatori. Invece sembra che si siano limitati ad intercettare per qualche giorno l'utenza telefonica del militare lasciando poi perdere perché forse non si era lasciato scappare: "Sai che quelle incisioni, più ci ripenso, mi sono venute proprio bene?"

ENRICO ha detto...

Sì, PINO, tu hai ragione : è inutile ripetere le stesse cose e rimuginare sugli stessi argomenti ormai masticati e digeriti da tempo.

Però anche se adesso riuscissimo a scoprire ( e, onestamente, non vedo come) nomme cognomme patria e qualità del “ milite ignoto” che il 20 aprile alle 07h.00 telefonò alla “dama misteriosa” come più volte segnalato da Anna, non solo non avremmo strumenti concreti per utilizzare i dati di cui eventualmente potremmo entrare in possesso, ma soprattutto non potremmo nemmeno renderne partecipi gli altri commentatori in quanto non potremmo divulgare le generalità di “soggetti” non presenti nell’inchiesta.

Siamo un gruppo molto attivo intellettualmente ma purtroppo del tutto passivo concretamente

LucaP ha detto...

Ammesso che questo famoso militare abbia a che fare con il caso (e gli indizi in tal senso sarebbero abbastanza significativi) i casi possono essere solamente:

- o la mattina del 20 aprile il militare in questione è andato al chiosco unicamente per riportare il cellulare ripulito; in tal caso la telefonata/SMS alla donna di Folignano potrebbe significare: "OK, procedete pure, quello che ci interessava fare l'abbiamo fatto"

- o la mattina del 20 il medesimo militare, magari in concorso con altri, ha effettuato le incisioni sul cadavere mettendo in scena il resto dello staging (avendo forse anche proceduto a riportare il cadavere sul luogo/punto originario) ed allora il tentativo di mettersi in contatto con la donna dovrebbe essere inteso come: "OK, abbiamo sistemato le cose. Badate voi a far ritrovare il cadavere"

Forse le frasi virgolettate non sono proprio esatte, ma esprimono due concetti ben differenti e potrebbero essere molto verosimili.

Personalmente, ritengo più probabile la prima ipotesi.

PINO ha detto...

ENRICO

PAROLE SANTE...ma una ulteriore mia..."sensazione", come un'insistente zanzara, mi ronza attorno al padiglione auricolare zufolando...vi leggono, vi leggono, vileggono...
Ciao Pino

Sabry ha detto...

Quanto mi da fastidio vedere nelle pagine di facebook dedicate a Melania,come si cerca di santificare una ragazza,che nessuno conosceva,e avere pietà per lei solo perchè è morta..e dare a suo marito del porco e del maiale affermando che non gli interessa nulla di Vittoria,che non ha mai amato la moglie ma cosa ne sanno loro?Vivevano nella casa di Folignano?..è una cosa che mi irrita e molto

Anonimo ha detto...

Luca P. dice che l'amante del Paciolla viveva vicino Napoli, "cosa ci faceva ad Ascoli in frazione Colle?". Io rispondo, cosa si sa dell'estetista di Melania?, non sarà per caso la stessa persona, ecco spiegato il dna sotto le unghie di M. Beninteso che è solo un mio ragionamento senza nessun riscontro.
Pat

anna ha detto...

per anonimo Pat
finalmente c'è qualcuno che riprende un mio vecchio ragionamento

il dna sotto l'unghia di melania è dell'estetista di somma vesuviana, come faceva quel dna a stare sotto l'unghia di melania se non risulta che l'estetista è salita a folignano così come melania non è scesa in campania?
quel dna non doveva esserci come non doveva esserci il dna di sonia e del marito sulle mutande.......

per quanto riguarda il militare attenzionato sta agli atti come ci sta il nome della donna ma con un omissis......il nome può essere sia di una soldatessa sia di alcune vicine di casa le solite che vanno in tv?

tutti i protagonisti stanno agli atti dell'inchiesta.................

ENRICO ha detto...

@ Anna

quindi si conosce nome e cognome di questo militare ?
Ho riletto le Ordinanze ma non sono riuscito a trovarlo .
Forse mi è sfuggito...

ANNA ha detto...

e' stato mai interrogato il quarantenne inquilino della palazzina dove vivevano i coniugi parolisi?e' l'inquilino che corteggiava melania.....che è diverso dal mARITO DI SONIA CHE GLI MISE UNA MANO SULLA COSCIA.......

LA CONFIDENZA DI MELANIA CHE AVEVA UN CORTEGGIATORE L'AVEVA FATTA ANCHE A FRANCESCA SORELLA DI PAROLISI, MA LO DISSE ANCHE AL MARITO STESSO...QUELLO CHE LASCIA SENZA PAROLE è CHE GLI INQUIRENTI NON HANNO MAI INTERROGATO QUESTE PERSONE......E L'ALTRA COPPIA MANOTOVANI-FEDERICI

QUELLI CHE CORTEGGIAVANO MELANIA NON VENGONO NEMMENO ASCOLTATI?

anna ha detto...

certo che gli inquirenti lo sanno come sanno il nome e cognome della donna di folignano a cui chiamò.....aglia ttai sono con un omissis......il maresciallo patrizio addirittura una volata dichiarò che il militare fu attenzionato per due mesi ma non si tradì mai.....questo è il comportamento degli inquirenti nemmeno lo hanno interrogato nemmeno hanno chiesto il suo dna mennemo hanno chiesto perchè alle ore 7 del 20 aprile si trovava nella zona di ripe mentre il telefono di melania si riaccendeva ........quante coincidenze......

c'è anche un'altra telefonata fatta da una persona di folignano a melania alle 16,50 poco prima che venisse localizzato il cellulare di melania a 3,2 km da ripe ebbene questa telefonata agli atti risulta con un omissis ma sembra essere stata fatta da stefania moglie del paciolla.......

perchè stefania chiama melania alle 16,50?stefania ancora non sa della scomparsa di melania perchè il marito viene avvisato dal parolisi alle ore 17,00 e successivamente il paciolla va a foligano a prendere la moglie e insieme si recano poi a san marco?

perchè stefania ha avuto necessità di fare questa telefonata a melania?e' stefania che aveva chiesto a melania di controllare il merito e la chiamava per sapere come era andato il pedinamento?

Mimosa ha detto...

Va bene, ragazzi, ammettiamo pure una connessione tra i personaggi oggi inseriti sulla tavolozza, quale è il “movente”? perché gliel’hanno fatta pagare a Melania?
Vendetta trasversale? Volevano fargliela pagare al collega SP, reo di aver messo il naso in faccende più grandi di lui? Se era scomodo, poteva essere fatto fuori anche in altro modo, ad es. nell’atto di pulire l’arma e pam! parte un colpo perché non si era accorto di avere un proiettile innestato …
Ma forse volevano fargliela pagare più dura che mai! Forse sapevano che la moglie era al corrente e se avessero eliminato lui, la moglie avrebbe raccontato tutto, quindi, eliminando lei, tappavano la bocca a lui, mostrandogli che avrebbero potuto toccare anche altre persone a lui care …
E’ per questo che recentemente ho detto che forse il clan R, con quelle azioni presso i Tribunali dei Minori che tanto ci hanno scandalizzato, ha cercato di proteggere la bimba … ma questo anche implica che il clan stesso è al corrente di tutto e sta mostrando i muscoli … una specie di braccio di ferro, insomma. E nessuno me lo cava dalla testa.
Mi fa, tuttavia, specie che una recluta, quindi neo soldatessa, appena ventenne, sia implicata … a quale titolo? come poteva risultare “affidabile”? Aveva un background di qualche peso? Ha fatto da esca? e chi era l’altra figura femminile? Non intendo la conoscente/amica di Folignano (che tutti vediamo già dipinta anzi pitturata), intendo quella figura femminile in mimetica del gruppetto visto a Villa Lempa (le stesse viste accucciate nell’auto nel tardo pomeriggio del 18 aprile a Ripe)?
E non dimentichiamo l’articolo del 15 luglio 2011 a firma di Gaetano Amici «Due auto fantasma nei giorni del delitto guidate da militari» il cui testo è stato incollato da Anna (senza darci il link) in data 9 febbraio e che inquadra due eventi proprio a Villa Lempa.
Mettendo assieme questi elementi, potrebbe sembrare che una trama molto complessa stava preparandosi dietro all’omicidio di Melania.
Omicidio in definitiva affidato a qualcuno di maldestro, mano femminile ancora non ben addestrata agli attacchi alla sentinella, e anche con il coinvolgimento sessuale di un ometto che non ha perso la sua “occasione” (... approfittando di una ‘debolezza’ di M o della sua fiducia?)

Mimosa

PS
Anch'io stasera mi sono letta tutta l'Ordinanza di Ascoli e non ho trovato niente ... dove sono questi "omissis", Anna? Ci puoi dare il numero di pagina e il documento?

Antonello ha detto...

Ok, spazio un attimo perche' forse s'illumina un altro piccolo tassello, tutti penso e la scienza conferma sappiamo che un corpo privo di vita, detta molto grezza, ad un certo punto dalla PMI evacua, sappiamo che quel lasso di tempo in due giorni era abbondantemente passato.
M. quindi aveva dovuto, per legge naturale evacuare, ma anche se in base solo a quello che abbiamo degli atti sembra che manchi questa parte fisiologica.
Se manca come sembrerebbe c'e' da chiedersi perche', non e' un dato accettabile senza un perche', come non lo e' che vi sia Sg ma che non vi sia traccia di alcunche' negli slip, lo sapremmo abbiamo detto e saprenmo anche se vi fossero tracce di P.
Allora??? Allora e' di nuovo semplicissimo, M. deve essere stata ripulita in un altro posto, ha potuto quindi cedere altrove e poi portata a Ripe e' stata rivestita con indumenti nuovi e stagiata, si e' inscenato li un'aggressione che non e' mai esistita li, negli slip non vi sono tracce perche' di fatto non sono mai state calzate ma abbassate insieme ai pantaloni per permettere le incisioni e la forte simbologia sessuale.
Ma tutto questo comporta un rilievo, se tutto sembra verosimile per come e', e cioe' qualcuno doveva avere degli indumenti di M. o li ha potuti andare a prenderli direttamente a casa.
Che quelli non siano i pantaloni e gli slip dell'aggressione lo prova il fatto che evacuazione non c'e' ed invece doveva esserci, se non nel terreno nei pantaloni e slip, appunto, per questo non si trova Sg negli slip ne dna spermeatico, sembra, perche' gli indumenti sono stati cambiati e non mai indossati dopo il rapporto come ipotizzevamo, altrimenti vi sarebbero sul terreno le tracce di evacuazione e non vi sono, sembra.
Tutto questo per due piste ipotetiche possibili:
1) O i nuovi indumenti sono usciti da casa di M.
2) O i nuovi indumenti erano a casa di qualcuno/a con cui M. giocava a cambiarseli, o a stirarseli???
Annika urge un tuo parere, e' corretto il filo logico scientifico seguito o trovi falle???

monic@ ha detto...

... dunque, se l'omicidio non si è consumato a ripe di civitella, in teoria SP avrebbe potuto parteciparvi e stare nei tempi...
monic@

anna ha detto...

non stanno nelle ordinanze di arresto del parolisi,ma agli atti dell'inchiesta delle indagini,

se volete c'è un intervista al maresciallo Patrizio che parla proprio di questo militare attenzionato per due mesi, ma le sue testuali parole " NON SI E' MAI TRADITO"

quindi hanno smesso di indagare su di lui perchè non si è tradito........che significa.....è ovvio che se lui è coinvolto ha cercato di non tradirsi........

il maresciallo patrizio e gli inquirenti sanno chi è come sanno chi è la donna di folignano a cui ha telefonato...............

anna ha detto...

per monic
Non parolisi non è il colpevole semplicemente perchè l'orario della morte non è quello indicato dal tagliabracci ma è dopo.......
alle 15,30 i ciclisti motociclista e un uomo che passeggiava sulla provinciale hanno visto una donna camminare in direzione colle, il motociclista afferma essere melania.......
quindi parolisi è l'unica persona che ha un alibi se l'orario della morte è dopo le 15 .....

ma melania a san marco c'è stata i cani non mentono....come è stata a frazione colle a piedi......anche li annusata da un altro cane......

melania è stata presa a frazione colle e non a san marco.....

tutte le altre persone coinvolte non hanno nessun alibi.........

ENRICO ha detto...

@ ANNA

come hai fatto ad aver accesso agli atti dell'inchiesta ?

Annika ha detto...

@ Antonello

intanto ti ringrazio per la fiducia che riponi sulle mie capacita' scientifiche!
Ho letto e riletto il tuo post e all'apparenza e' impeccabile, ma una falla e' data dal deposito di sangue rilevato sui pantaloni e corrispondente ad una diretta colatura dalle ferite. E il sangue coagula in fretta (data la non profondita' dei tagli si sarebbe seccato ben entro e non oltre 60 minuti) rendendo impossibile rivestire il corpo in tempo per ottenere colature tali da stagiare il delitto a prova di RIS. Forse si sarebbe ottenuta qualche traccia ematica scomposta, ma niente altro. Inoltre, lasciando pure perdere il sangue, il livor mortis si fissa sul corpo mostrando molto chiaramente quali fossero le parti coperte e quelle scoperte al momento del decesso, senza contare eventuali maneggiamenti del cadavere. La spiegazione piu' semplice, a mio parere, e' da ricercare nelle pagine dell'autopsia a cui noi non abbiamo accesso; ritengo che il fatto che M avesse "evacuato", come scrivi tu, non sia menzionato nelle due paginette di risposte perche' irrilevante ai fini di un breve sunto di risposte e non fondamentale ai fini dell'inchiesta. Ed in ogni caso, se non vi fosse menzione alcuna di "resti da svuotamento" nella perizia, credo che i periti della difesa tale domanda se la sarebbero di certo posta e ne troveremmo menzione nella memoria difensiva. Infine, se la morte va posticipata di parecchie ore e' possibile che l'unico svuotamento sia stato quello della vescica...

Ciao, Annika

Antonello ha detto...

@Monic@
sembra che tutto e' possibile in questa terra tranne distorgere la dimensione del tempo mettendoci dentro cio' che non puo' contenere, in posti in cui la vista non vede, i cellulari vengono ripuliti e la carne disdegnata dagli animali.
Se ne deduce che P. potrebbe essersi reso responsabile, come del resto tutti quelli privi di alibi e potenzialmente possibili carnefici di M., noto che P. si e' praticamente autocostituito per un delitto che, per come gli stato imputato, non avrebbe potuto commettere.
Io non ho un partito preso, se e' stato lui di certo bisognera' ricostruire cio' che e' accaduto provando la concatenazione logica fra cio' che e' stato rinvenuto e la responsabilita' che, fino a quel momento, si suppone.
Di certo, secondo il mio umile parere, c'e' che a Ripe e senza complici P. non puo' essere stato, ecco le distorsioni e gli errori che causano i giustizialismi a tutti i costi.
Se ci aggiungiamo le formazioni pilifere ed i dna "trascurati", la competenza territoriale che ha seguito il depistaggio del luogo apriti cielo, Dio solo sa chi possa essere stato.
Certo che chi ha depistato ha fatto un "servizio" da artista.

PINO ha detto...

ANTONELLO, tanti auguri per il tuo onomastico!
PINO

Anonimo ha detto...

Auguri a tutti gli Antonio/a. Pat

Anonimo ha detto...

@Sabry 12 giugno 2012 21:16
Hai ragione nelle pagine di facebook dedicate a Melania tutti la “santificano” pur non conoscendola. Il fatto che abbiano pieta’ per lei “solo perche’ e’ morta” non e’un elemento secondario e mi sembra normale. Fino a prova contraria chi ci ha rimesso e’ stata Melania senza sapere il perche’, chi e’ stato, e per quale motivo. Fra lei e Salvatore quello che, sulla base delle conoscenze che abbiamo, si e’ comportato molo male e dopo la morte di Melania ha gestito la situazione in maniera ancora peggiore e’ stato proprio Salvatore. Ma anche tu che ne sai di loro e dei loro rapporti? Quindi non criticare piu’ di tanto, porta pazienza e vedrai che piano piano le cose verranno chiarite. Su Facebook ci sono anche delle pagine favorevoli a Salvatore, (Salvatore Parolisi Innocente) leggi quelle se ti disturbano le altre.
Francesco

Antonello ha detto...

Urca che memoria, grazie Pino!!!

@Max
ho finito di leggere finalmente il tuo libro su Cogne, devo dire molto articolato e con degli ottimi spunti di riflessione e deduzioni, ottima tutta la parte sui vicini che ho divorato.
Che dire, bisognerebbe sapere dettagliatamente chi sapeva dei due giri di chiave, se mai sono stati dati, e quando e come ne e' venuto a conoscenza, perche' e' normale trovare qualcosa che c'e', un po' meno normale e' trovare qualcosa che non c'e' o non c'e' mai stato.

Sabry ha detto...

Ciao Francesco,
lo so benissimo che Salvatore si è comportato male con Melania,ma erano cose loro private....nelle pagine a favore ci vado tranquillamente,e quelle contro non mi disturbano affatto...
Baci

Tiziana ha detto...

Di quando in quando, per cercare di mantenere il massimo di obiettività sulla vicenda, mi pongo la domanda se ci siano gli estremi perché Parolisi possa essere il colpevole.
Ogni volta mi vengono in mente nuove motivazioni che mi inducono a ritenerlo innocente. Ecco la mia riflessione odierna, scaturita dalla rilettura dell'articolo di Massimo, che ci ricorda che furono le bugie pronunciate da Parolisi presso il chiosco della pineta il giorno 22/4 a mettere S. nei guai.

Proprio le dichiarazioni di Parolisi mi tolgono ogni dubbio sulla possibilità che egli abbia premeditato un omicidio a Ripe. Perché?
P., appena sa che la moglie è stata uccisa a Ripe, sente la necessità di giustificare l'eventuale presenza di sue tracce biologiche in quel luogo raccontando del rapporto sessuale. Il luogo è inoltre chiaramente a lui riconducibile poiché si sa che lì i militari fanno le continuative.
E allora perché uccidere la moglie in un posto che poi l'avrebbe costretto a giustificarsi? Se proprio avesse voluto ucciderla c'erano decine d'altre località che avrebbe potuto scegliere, con minor rischio d'essere visto da vedette, cercatori di funghi e pandisti vari.
Questa riflessione contro la premeditazione si aggiunge alle decine d'altre che già abbiamo evidenziato: dalla mancanza dell'alibi all'uso poco idoneo dell'arma.

Pino scusa, so che questa mia riflessione nulla aggiunge ai dati in nostro possesso ma, ogni tanto, ho bisogno di riflettere a "voce alta".

Ciao, Tiziana

Mimosa ha detto...

Colgo l’occasione del post di Tiziana per esprimere anch'io ad alta voce una mia riflessione procedurale :
se all’imputato è concesso dal Codice Penale di mentire per salvarsi (vedi addirittura Michele Misseri che insiste per accusarsi del delitto della nipotina, quindi teoricamente direbbe la verità, e invece gli pende sul capo una querela per “autoaccusa” e “falso”), perché all’indagato Parolisi non è stata riconosciuta questa concessione?
Non dovrebbero rientrare in questo contesto le bugie e le reticenze dei primi giorni? primi giorni in cui per lui valeva il “patto” col suocero, giorni in cui veniva sottoposto ad ore e ore di “audizioni”, “escussioni” ma interrogatori a tutti gli effetti senza la presenza di un legale, come la sceneggiata al chiosco, mandata in eurovisione, e la successiva verbalizzazione in serata presso gli uffici.
Tali verbali dovrebbero essere stracciati tutti, perché giuridicamente non fanno elemento di prova in processo.
MA il Gip di Ascoli è stato previdente, ha messo le mani avanti e nell’Ordinanza, p. 32-33, scrive:
« Va aggiunto che anche le successive dichiarazioni del 22.4.2011 sono pienamente utilizzabili non essendovi in quei momenti e fasi – come pure è reso evidente dal materiale acquisito fino a quel momento e dal tenore delle domande che venivano rivolte al Parolisi – elementi che imponevano di sentire il Parolisi quale persona sottoposta ad indagine -- elementi che non possono essere identificati persona sentita in vicende potenzialmente suscettibili di dar luogo alla formulazione di addebiti penali a loro carico, occorrendo piuttosto veri e propri indizi di reità , indizi non equivoci» (nota mia: il corsivo e gli errori sono nel testo).

In pratica, citando alcune sentenze, sostiene che non c’erano in quei momenti « “indizi non equivoci di reità sussistenti prima della escussione del soggetto” », per i quali il soggetto doveva essere sentito quale persona sottoposta ad indagini rendendo così operativo il meccanismo di inutilizzabilità previsto dal comma 2° dell’art. 63.

Questa è comunque una menzogna: infatti sappiamo bene che da due giorni, dalla sera del 20 e soprattutto dal 21, su di lui Imma aveva già detto tutto e anche di più, quindi SP era ben che “attenzionato” anzi “sospettato” in piena regola.
Solo successivamente lo notificano prima come “parte lesa” e poi come “persona informata sui fatti”.

In pratica un “persona informata sui fatti” deve solo dire la verità, ma SP quando mentiva non lo era ancora!
Infatti i suoi legali avevano fatto opposizione nella memoria difensiva, ma non è servito a niente.
Ma come possono utilizzare quelle bugie per ricostruire il quadro probatorio a suo carico? non dovrebbero essere parte del capo d’accusa, sono solo elementi imputabili alla sfera della condotta morale dell’individuo che non ha posto in processi per reati contro cose e persone …

Addirittura gli vengono rinfacciate come non vere persino le prime dichiarazioni di denuncia di scomparsa e infatti ribadiscono che «il nucleo fondamentale e centrale delle menzogne del Parolisi è in toto rinvenibile nel racconto iniziale contenuto nella denuncia di scomparsa della moglie».
Questo non è indice di pre-confezionamento di giudizio?
Come è tollerabile una “in-giustizia” così?

Si pensi che, per paradosso, se un sospettato in una audizione senza la presenza di un legale si dichiara colpevole, quando subentra l’avvocato, questi gli può far ritrattare la dichiarazione e si azzera tutto, senza macchia, e se insiste per autoaccusarsi ... apriti cielo, persino l’avvocato può incorrere in sanzioni (Avetrana insegna, strano che a Brindisi la confessione dell’attentatore sia stata considerata valida, quando il legale è subentrato dopo, anche questo legale ora difende un reoconfesso ...).

Mah, io non capisco più dove risiedono le “certezze” della legalità.

Ciao, Mimosa

ENRICO ha detto...

@TIZIANA,

in riferimento ala tua riflessione ad alta voce, diciamo che l'Accusa potrebbe obiettare che il Parolisi avrebbe scelto proprio quel luogo perchè il posto era familiare a M. e non avrebbe avuto difficoltà a condurcela.

Ma, a parte tutte le altre incongruenze che abbiamo rilevato a proposito della tesi della Procura,( le più rilevanti delle quali consistono nella totale mancanza di tracce di sangue od altro riconducibili a Salv e negli inattendibili "tempi tecnici" utili ad un'azione omicidiaria così come descritta sull'Ordinanza) restano DUE elementi a mio avviso fondamentali : La PRESENZA DI UN COMPLICE a cui non si è mai più fatto riferimento e dall'inverosimile numero di colpi che una persona militarmente addestrata e DECISA ad uccidere sarebbe stata costretta a sferrare

"a) 575 – 577/1° comma n. 4 e 2° comma cp perché cagionava la morte della
moglie Carmela (detta Melania) Rea colpendola ripetutamente al capo, al collo e al tronco con un coltello e provocando così 29 ferite da punta e da taglio (di cui 1 regione mentoniera del volto, 3 in regione cervicale, 20 a livello del tronco di cui 7 penetranti in cavità toraco-addominale, 5 a livello degli arti superiori) e 6 ferite da taglio (di cui 1 al volto – ramo
mandibolare sinistro- 2 in regione cervicale anteriore, 1 al polso destro, 1 al polso sinistro, 1 alla mano sinsitra); morte che interveniva per anemia emorragica acuta conseguente alle numerose ferite di cui sopra.

Con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti della moglie .
Con l’aggravante di aver agito con crudeltà continuando nella azione lesiva anche quando la moglie era ancora cosciente ma incapace di difendersi a seguito dei primi colpi ricevuti e infierendo con complessivi 32 colpi di coltello
sul corpo della donna.
18 aprile 2011 Ripe di Civitella (TE)


b) 410-61 n. 2 cp perché dopo la morte della moglie, con l’eventuale concorso
di altra persona allo stato non identificata,
tornava ( QUANDO ? Ndr) sul posto e infieriva sul cadavere con un oggetto a punta smussa incidendo la zona dell’addome inferiore, la zona antero-laterale della coscia destra e la superficie laterale
della coscia sinistra, causando una serie di segni e lesioni post-mortali sulla pelle della donna (“ferite figurate” con disegni incisi che richiamano una croce di S. Andrea sull’addome, una svastica sulla coscia sinistra, una sorta
di grata con intersezioni perpendicolari sulla coscia destra) e quindi
infiggeva una siringa usata all’altezza del petto della donna .
Con l’aggravante di aver commesso gli atti di vilipendio del cadavere sopra descritti allo scopo di procurarsi l’impunità dal delitto di omicidio pluriaggravato commesso, cercando di depistare le indagini e di inserire sul luogo del delitto elementi di confondimento .
Ripe di Civitella (TE) tra la sera del 18.4.2011 e il pomeriggio del 20.4.2011

ENRICO ha detto...

ps: ci sono degli errori... correggeteli a mente ! ;-)

ENRICO ha detto...

Specifico meglio : Come può la Procura ipotizzare La PRESENZA DI UN COMPLICE a cui non si è MAI più fatto riferimento e giustificare l'inverosimile numero di colpi che una persona militarmente addestrata e DECISA ad uccidere sarebbe stata costretta a sferrare SENZA PERALTRO RIUSCIRE A RAGGIUNGERE L'INTENTO PREFISSATO ( tant'è vero che la donna è deceduta per dissanguamento dopo un'agonia di 20/30min ) ?

Tiziana ha detto...

ENRICO
sono d'accordo con te. Non ho citato nuovamente i due elementi che ben giustamente riporti ma convengo che sono indice di non colpevolezza. In particolare risulta impossibile pensare che P. possa aver vilipeso il corpo della moglie. Già mancavano i tempi per ucciderla ma non è assolutamente possibile individuare un momento in cui P. possa essere tornato sul luogo del delitto. Su questo aspetto, e ciò è da sottolineare, non è tornata più di tanto né la stampa né la parte civile perché, chiaramente, è un punto debolissimo dell'accusa.
Il complice è da escludersi: fin dall'inizio P. è stato intercettato, un complice sarebbe emerso.

In quanto alla scelta del luogo diciamo che, se P. avesse premeditato l'uccisione della moglie, una scusa per portarla in altra località avrebbe anche potuto trovarla per evitare tutti gli ostacoli che Ripe presentava.

Non si capisce a che fine, poi, P. avrebbe dovuto cancellare i messaggi sul cellulare di Melania.

Infine, nonostante io sia convinta che Melania sia morta in orario compatibile con la I perizia di Tagliabracci, e dunque nella sera tra il 18 ed il 19/4, per correttezza vi riporto questa informazione che ho trovato: ci sono alcuni casi in cui i processi degenerativi del corpo vengono rallentati, uno di questi è la morte per dissanguamento. Forse a ciò si deve la scarsa presenza di larve cadaveriche?

Tiziana ha detto...

Mimosa
mi riallaccio alla tua riflessione riprendendo la frase da te estratta dall'ordinanza:
« Va aggiunto che anche le successive dichiarazioni del 22.4.2011 sono pienamente utilizzabili non essendovi in quei momenti e fasi – come pure è reso evidente dal materiale acquisito fino a quel momento e dal tenore delle domande che venivano rivolte al Parolisi – elementi che imponevano di sentire il Parolisi quale persona sottoposta ad indagine -- elementi che non possono essere identificati persona sentita in vicende potenzialmente suscettibili di dar luogo alla formulazione di addebiti penali a loro carico, occorrendo piuttosto veri e propri indizi di reità , indizi non equivoci»

Parolisi riceve l'avviso di garanzia appena a fine giugno (credo il 20). In base a quanto scritto in ordinanza, dunque, fino a quel momento non c'erano elementi potenzialmente suscettibili di dar luogo alla formulazione di addebiti penali? Solo ciò che è stato acquisito nei giorni immediatamente precedenti l'imputazione sono utilizzabili? Per essere indagati, si dice giustamente, servono "veri e propri indizi di reità, indizi non equivoci". Quali sono questi nuovi elementi acquisiti a fine giugno, stante dunque il fatto che gli altri (bugie, relazione con Ludovica, ecc.) non sono incriminanti? Forse proprio e solo la II autopsia? Poteva essere così fondamentalmente diversa rispetto alla prima? Strano. Ogni autopsia fatta sullo STESSO cadavere dà esiti totalmente diversi? Dove sta allora la scientificità del tutto? Forse allora richiedere l'esumazione del corpo non era un'idea tanto peregrina? Ogni nuova autopsia si avrebbero nuove verità?

ENRICO ha detto...

@ Tiziana

a questa tua ultima domanda può risponderti solo Annika.

ps: ctz"Non si capisce a che fine, poi, P. avrebbe dovuto cancellare i messaggi sul cellulare di Melania. .. e QUANDO avrebbe avuto il tempo ( e la competenza, se è vero che sono stati cancellati in modo irreversibile) per farlo ?

ciao, vado a cena ( niente frites stasera ..;-((... accidenti !)

Tiziana ha detto...

OT
ENRICO
questa sera le frites le ho mangiate io, dopo lo spettacolo teatrale in cui recita mio figlio.
Buona notte Tiziana

anna ha detto...

sul militare c'è l'intervista al maresciallo Patrizoio che fece il punto della situazione e disse che un militare fu attenzionato per due mesi senza che si tradì,e che questo militare telefono alla mattina del 20 ad una donna......

se la la difesa richiede gli atti delle indagini che è un altra cosa degli atti dell'ordinanza di arresto .........troverà il militare e la donna......

è stata uccisa una donna ,melania, quello che mi sconvolge che tutte le persone presenti nei pressi di ripe non sono state interrogate 8 ore come parolisi, non sono stati verificati i loro alibi come non è stato prelevato il loro dna.................
ma che inchiesta è questa?
il dna del militare e della donna a cui telefonò sarebbe indispensabile e necessario.........

ENRICO ha detto...

Buongiorno a tutti.

@ ANNA

mi sembra strano che i legali di Parolisi non abbiano avuto i tuoi stessi dubbi riguardo a questo militare e non abbiano inserito, nelle condizioni proposte per il rito abbreviato, anche un ulteriore interrogatorio a suo carico per meglio chiarirne la posizione

Evidentemente

ENRICO ha detto...

(segue)

evidentemente il militare in questione non ha un ruolo significativo.

OT per Tiziana

...beati voi !

Tiziana ha detto...

ENRICO
i difensori non hanno il compito di indicare piste alternative, ma solo di difendere il proprio assistito. Il fatto dunque che non abbiano chiesto che fosse interrogato il militare, di per sé, non lo esclude dalla vicenda.
Probabilmente non ha avrà avuto alcun ruolo, comunque converrai con Anna che, se non è stato interrogato (magari lo è stato, io su questo non sono informata), la cosa è perlomeno discutibile. Avrebbero potuto ricavare informazioni sui movimenti di quella mattina a Ripe. Anche un prelievo del DNA male non avrebbe fatto.

ENRICO ha detto...

@ Tiziana

ma così come hanno richiesto oltre ad una superperizia anche l'interrogatorio di due testimoni presenti a CSM,B&G avrebbero potuto richiedere che fosse ascoltato anche questo militare.

Non vedo perchè non avrebbero potuto inserire anche lui fra le condizioni presentate per il rito abbreviato.

Tiziana ha detto...

ENRICO
i due testimoni servivano per dimostrare che Parolisi era stato a CSM e non a Ripe. Con quale motivazione difensiva, invece, avrebbero potuto sentire quel militare?
Bada bene che io non insinuo nulla nei riguardi di quella persona ma, ancora una volta, sono a domandarmi se le indagini siano state effettivamente fatte a 360°. Immagino tu sappia già la risposta che mi dò...

ENRICO ha detto...

@ Tiziana

ah ! forse hai ragione tu. I legali non avrebbero potuto avanzare una richiesta che riguardava le indagini "nel complesso"

Tiziana ha detto...

LUCA P
mi è sorto un dubbio: la località Gabbiano, dove più o meno era stato rilevato il cellulare di Melania durante le ricerche dei carabinieri, è compatibile con le celle agganciate dal cellulare stesso.
Scusami se dovesse trattarsi di un elemento che ci hai già fornito, sono andata a rileggermi i tuoi articoli ma non l'ho trovato.
Grazie, Tiziana

Sabry ha detto...

http://notiziein.it/2012/06/13/delitto-melania-rea-iniziate-verifiche-tecniche-dei-periti/


Leggete questo...

Cmq sapete se domani c'è un nuova udienza?

LucaP ha detto...

@ Tiziana

Gabbiano si trova poco sotto la località dove fu localizzato per quasi due ore il cellulare di Melania.
Considerata l'orografia del territorio, è perfettamente compatibile con le celle agganciate dal medesimo cellulare per tutto il pomeriggio del 18 aprile 2011 ed in particolare con la cella 451 di Castel di Lama e con la 390 di Spinetoli (le uniche due che risultano dai tabulati). E' invece molto meno probabile, rispetto al Chiosco della Pineta, che il segnale della cella 494 di Ripatransone risulti sufficientemente potente per poter essere agganciato (come invece successo durante i test effettuati al Chiosco).

Tiziana ha detto...

LUCA P
grazie, perfetto!

Sabry ha detto...

http://www.tvpitalia.it/notizia/2012/06/13/0007134/Omicidio_Rea_-_Gioved%C3%AC_un'udienza_per_nominare_l'esperto_di_larve_e_uova_ritrovate_sul_corpo_di_Mela.aspx


Questo è quello che accadrà domani!

anna ha detto...

per tiziana
hai colto perfettamente l'argomento del militare,non sta agli atti dell'arresto di parolisi quindi i difensori non possono chiedere conto di questo militare e della donna acui telefonò....
qui mi riallaccio al discorso di coperture all'interno della caserma,e siamo a due militari della clemente coinvolti il militare in questioni presente il 20 aprile alle ore 7 nella zona di ripe, e il colonnello stanca che ha mentito sulla data della gita............
i difensori come dice giustamente tiziana hanno il compito di scagionare il loro assistito,,,,,,,
la procura invece aveva il compito di indagare su tutti chiedendo alibi e dna......

anna ha detto...

per enrico
come fai adire che non ha un ruolo il miliatare se nemmeno è stato mai interrogato ne prelevato il dna. è stato attenzionato e non si è mai tradito......se uno è colpevole sta attento a quello che fa......il maresciallo patrizio questo ha dichiarato,il fatto indiscutibile è che questo militare era nei pressi di ripe alle ore 7 del 20 aprile mentre il cellulare di melania si riaccendeva......scusate ma queste sono vere e proprie omissioni nelle indagini........parolisi per molto meno sta in galera.......ma la coincidenza ancora più forte è che lui chiamò una donna di folignano.....perchè?

ENRICO ha detto...

@ Anna

osservavo soltanto che se i legali di Parolisi ( i quali sicuramente avranno potuto leggere gli atti delle indagini ) non hanno potuto fare niente a questo riguardo le cose sono due :

- o il militare effettivamente non c'entra niente

- o gli inquirenti hanno talmente ben manipolato "la situazione" di questo militare da impedire qualsiasi eccezione da parte di chiunque.

In entrambi i casi, se hanno le mani legate B&G, figurati noi !

anna ha detto...

i difensori di parolisi possono solo riprendere gli elementi presenti nell'ordinanza di arresto del loro assistito,e non ciò che sta scritto negli atti di indagine, così come l atommolini non potrà mai richiedere il dna a questo militare perchè non è nell'ordinanza mentre ha potuto richiedere il dna ai macedoni perchè il loro interrogatorio sta nell'atto di arresto,,


come vedete i difensori e la tommolini non possono spaziare su ciò che non sta scritto nell'ordinanza.....fortunatamente il discorso della sg c'era e ha potuto chiedere un approfondimento sul rapporto sessuale avuto da melania......

Annika ha detto...

Brava ANNA!

Vedremo se anche la Sg italiana funziona come quella del resto del mondo o e', invece, la piu' "resistente" di tutte (il che non sarebbe edificante per Marcello il quale, povera gioia, si ritroverebbe di conseguenza a combattere con uno sperma... ritardato ed inefficace).

Falce ha detto...

...mumble...mumble... ma quante cose sa anna (?!)
F.

Tiziana ha detto...

Oggi alle 17.00 il gup affiderà a Stefano Vanin, entomologo, l'incarico di analizzare le larve e definire l’ora della morte di Melania.
«Sarà un’udienza molto tecnica — spiega Nicodemo Gentile, — e molto interlocutoria».

ENRICO ha detto...

@ ANNA

non sono riuscito a trovare niente in riferimento al comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, Alessandro Patrizio e all' interrogatorio di questo fantomatico militare presente a Ripe alle 07h.00 del 20 aprile che avrebbe telefonato ad una non meglio identificata persona di sesso femminile residente a Folignano

Potresti segnalarmi qualche link ?

Pamba ha detto...

Caro Enrico,
condivido le tue perplessità sulle fonti della notizia.
Un militare sospettato, comunque, dovrebbe esserci stato, considerato però non "parte attiva" del delitto, bensì (toh!) "complice" di Parolisi. Come pure dovrebbe esserci stata un'informativa dei carabinieri al riguardo.
Ricordo che la fonte della notizia era un articolo di Mancini e De Marco su il Messaggero del 27.07.2011.
Alcuni riferimenti, ma NON viene citata alcuna telefonata ad una donna di Folignano, li puoi trovare qui:
http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/salvatore-parolisi-complice-militare-telefonino-925727/

Nonostante la mia passione per la carta stampata, non ho ritrovato l'articolo del Messaggero nel mio archivio:-)).
In ogni caso, non resisto, tra un po' vado a caccia dell'articolo citato!
Se lo trovo, ti farò sapere.
Buon pomeriggio

Pamba

Pamba ha detto...

Ah, Enrico, dimenticavo questo:
le conclusioni del colonnello A. Patrizio secondo la stampa (più o meno “dato che a Ripe c’è un poligono, è una coincidenza”) le puoi trovare qui:
.http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2011/07/27/551742-entro_weekend_nuova_richiesta.shtml
Ma forse le avevi già lette…
Alla prossima, Pamba

ENRICO ha detto...

Ciao PAMBA carissima

grazie per avermi evitato di andare alla ricerca di articoli che ricordavo sommariamente.

Nell'ordinanza emessa dal Gip Cirillo non v'è cenno alcuno alle osservazioni del colonnello Patrizio (di cui all'art del Resto del Carlino) relativamente al fatto che "a cella di Ripe di Civitella ha agganciato il cellulare di qualche altro militare della Caserma Clementi " dato che "A Ripe di Civitella c’è un poligono di tiro, dove vanno a fare le esercitazioni moltissime persone, anche i militari del 235esimo reggimento Piceno, per cui è molto facile che la cella abbia agganciato il cellulare di qualche soldato della caserma Clementi. La cella di Ripe di Civitella ha agganciato decine e decine di cellulari”.


Quindi mi chiedo : ANNA si riferisce a questi particolari o a qualcos'altro di cui non riusciamo ad evere notizia nè tantomeno riscontro ?

Tiziana ha detto...

ENRICO

un cenno a questo militare lo trovi anche qui:

http://247.libero.it/focus/18815451/0/omicidio-rea-mistero-sul-telefonista-anonimo/

inoltre l'articolo di blitzquotidiano è stato ripreso da

http://www.centronline.it/prima-pagina/cronaca/conacaitaliana/16994-presunto-complice-di-parolisi-potrebbe-essere-un-militare.html

Bisognerebbe andare alla fonte recuperando l'articolo del Messaggero che viene citato in questi link.

ENRICO ha detto...

@ PAMBA TIZIANA

grazie per l'aiuto, ma cercavo qualche riferimento al militare di cui parla Anna, quello che avrebbe telefonato alla donna di Folignano e che sarebbe stato "attenzionato" e poi..insabbiato

Tiziana ha detto...

ENRICO

"Sempre sulla questione complice, inoltre "nessuna attinenza" viene data dagli investigatori alla coincidenza del passaggio nella cella telefonica di Ripe di un militare dello stesso battaglione di Parolisi."

Non so se questo militare sia stato attenzionato, certo che il militare in questione (in base all'articolo) esiste.

Antonello ha detto...

@Enrico
a parte Anna, potrei sbagliarmi, mi sembra di aver letto cenno di quel militare in un atto pubblico, era un riferimento solo accennato per indicare che altre piste comunque erano state percorse.
Ma non sono certo e non vorrei dirti una cosa per un'altra, nel frattempo sto cercando da oggi negli atti, mai letto pero' di una telefonata ad una donna di Folignano, ma anche qui sto cercando negli atti.

Sabry ha detto...

Che palle a Quarto Grado di nuovo il filmano degli occhiali,della borsa e dei vestiti e orologi....per non parlare del disgusto di quando ho visto Ranelli....

Giò ha detto...

Scusate se devio dall'argomento in corso,ma mi chiedo: se la nuova perizia sull'ora della morte di M. dovrebbe dare esito positivo e quindi essere posticipata, L'anatomo patologo come giustificherà "l'imperizia? Grazie.So che la domanda puo' essere sciocca ma la serieta' e la preparazione dei frequentatori di questo blog è tale che ci si può permettere di avere qualche chiarimento a simili domande. ancora grazie a tutti.

Falce ha detto...

GIO'
L'imperizia non verrà giustificata,e si cercherà di salvare la faccia di tutti, chiudendo la festa con tarallucci e vino.
F.

Tiziana ha detto...

Giò
in realtà è stato già Tagliabracci a smentire se stesso. In prima battuta l'esito dell'autopsia da lui effettuata stabiliva che Melania era morta nella notte tra il 18 e il 19 in una località diversa da Ripe. E' stata la "seconda" autopsia a stabilire che Melania era morta entro le 15.30 del 18 a Ripe. Quindi non credo che ci saranno particolari problemi nel caso di un terzo esito.

ENRICO ha detto...

@ Gio'

la domanda non per niente sciocca ! ANZI.

Probabilmente si scatenerà una "guerra" tra periti...

e chissà come andrà a finire.

Comunque, se la difesa ha deciso di giocare questa carta vuol dire che sa di avere buone possibilità di successo.

Almeno LO SPERO !

Ps : nel caso dovesse venire sconfessata l'attuale perizia,se la vedrà l'anatomopatologo che l'ha eseguita e sottoscritta.

Giò ha detto...

Grazie Tiziana,Enrico e Falce.

Tiziana ha detto...

Succede spesso in tribunale, anche nelle cause civili, che i periti delle diverse parti in causa interpretino in maniera diversa i dati disponibili.
Ebbene sì, i dati vanno interpretati, non sono "oro colato". In questi casi il giudice affida ad un nuovo perito "super partes" un'ulteriore interpretazione dei dati, e questa fa testo ai fini dell'emissione dalla sentenza. Dunque ciò che stabiliranno i tre nuovi periti, piaccia o meno (a noi o ad altri), farà fede.

Pamba ha detto...

@Enrico, Tiziana, Antonello

Ciao, torno sconfitta dalla mission impossible di oggi :-(

Niente di niente, nessun riferimento alla fantomatica donna di Folignano.
A dire il vero neanche l’articolo originario di E.Man. su Il Messaggero di luglio….

Soltanto questo estratto, da un articolo di L. Miozzi su Il Corriere adriatico del 28 luglio 2011, piuttosto arcano (“le ore successive il rinvenimento del cadavere”?):
“Nessun commento, invece, da parte dei magistrati abruzzesi sulle voci riguardanti un complice, un militare del 235° Reggimento Piceno, che il 20 aprile si trovava nella zona di Ripe. La presenza del militare era stata accertata anche nelle ore successive il rinvenimento del cadavere ed i carabinieri avevano indagato anche in questa direzione, ma la pista si era rivelata di scarsa importanza”

Da dove mai sarà venuto fuori questo riferimento alla donna di Folignano?
Bufala o vox populi??

Pamba

p.s. passo e chiudo sull'argomento, prometto ;-)

Mimosa ha detto...

@ ENRICO, Pamba e chi è interessato

io ho finalmente trovato un cenno a questo "militare che la mattina del 20 aprile agganciava la cella", sta a p. 181 terza parte dell'Ordinanza di Teramo. Viene scritto che è stato ascoltato e anche il suo telefono intercettato.

Nemmeno io (nel web) sono riuscita a trovare l'articolo originale del Messaggero in cui sembra si parli della donna di Folignano, solo un sacco di rimandi solo alla fonte postata da Pamba.

Mimosa ha detto...

Riguardo a QG, stasera mi è sembrato "possibilista" all'esistenza di una terza via, infatti a conclusione del servizio il conduttore ha detto «O la verità è un’altra?»
(costui, come già qualcuno ha evidenziato, dà sempre un colpo al cerchio e uno alla botte, ma questa volta ha voluto concludere senza acidità).

La cosa che ho colto di positivo è proprio collegata all’analisi dei 5 orologi sequestrati a SP, in poche parole: se il marito è l’assassino e indossava un orologio (come risulterebbe), questo orologio dovrebbe conservare tra le sue maglie tracce del sangue della vittima (giacché qualcuno ha voluto insinuare il sospetto che fosse della cinghietta di metallo la traccia zigrinata e insanguinata trovata sul corpo).
PERTANTO, se in nessuna parte degli orologi c’è nulla, questa potrebbe essere la prova regina dell’estraneità di Salvatore Parolisi.
È stato più volte sottolineato che se la Tommolini chiede tutte queste analisi è perché il quadro accusatorio non è chiaro.

Che Qualcuno Lassù faccia andare le cose come devono andare!!!

Buonanotte, Mimosa

Pamba ha detto...

Grazie, Mimosa
un riferimento che non ricordavo... non bisogna mai perdere di vista gli ATTI ufficiali!

A questo proposito, mi ha sorpreso la lettura a pag. 182:
"sono stati sottoposti a prelievo della saliva tutti i militari presenti nei pressi del chiosco delle casermette il giorno dell'omicidio".

Quindi
SOLTANTO per i militari di Chieti è stato possibile effettuare un confronto con i profili "ignoti" sul corpo di Melania.
NON per i militari (neanche quel militare "attenzionato") di Ascoli!

anna ha detto...

per quel che ebbe a dire il maresciallo patrizio il miltare della clemente no è stato interrogato ma attenzionato per due mesi con il telefono sotto controllo......siccome per due mesi non si è mai tradito hanno scartato questa pista senza interrogarlo e senza che fosse fatto il test del dna....per quanto riguarda il 20 aprile non c'era nessuna esercitazione a ripe dei militari della clemente perchè il 19 aprile c'era stato il giuramento delle reclute e il 20 erano a riposo.......ad un militare viene intercettato il suo telefono alle ore 7 della mattina del 20 aprile nella zona di ripe mentre si riaccende il cellulare di melania e gli inquirenti vogliono far credere che non c'entri nulla?.........

siamo a due militari della clemente inseriti agli atti dell'inchiesta .......cominciamo ad allargare il giro?.................

Mimosa ha detto...

@ Anna
OK, ma la Difesa non ha fatto in tempo a prendere in considerazione tutto quando ha presentato nella Memoria difensiva in agosto, ha avuto troppo poco tempo ...
Per ora la Tommolini sta facendo piccoli ma determinati e inesorabili passi, a mio parere.
Come hanno spiegato altri prima di me, è in ballo SOLO l'accusa a SP, da cui deve essere scagionato per non aver commesso il fatto o viceversa essere riconosciuto colpevole (con molti punti da chiarire in ulteriore sede e momento, ricorso in Appello, per esempio)
Non è un processo alla Perry Mason in cui per far assolvere il cliente, si presenta il colpevole vero su un piatto d'argento ... non rientra nel nostro ordinamento giuridico, purtroppo.

Mimosa ha detto...

@ Pamba
non so che dirti, infatti, ...

però nell’Ordinanza di Ascoli pp.46-47 è scritto che sono stati eseguiti:
- vari e ripetuti approfondimenti nell’ambito militare e tra le amicizie della coppia con sviluppo e verifica di ogni traccia investigativa;
- ricerche ad ampio raggio sui telefoni delle persone comunque coinvolte o legate alla coppia Parolisi/Rea;
- verifiche sui proprietari/conduttori di abitazioni della zona S. Marco

Mimosa ha detto...

Pamba
Veramente ivi è anche scritto che: «sono stati approfonditamente esaminati i suoi telefoni – tabulati telefonici sulle due utenze cellulari della donna, rubrica, messaggistica» … pertanto il fatto che fossero stati cancellati certi sms dal cellulare di Melania ci risulta solo dalle “indiscrezioni”, evidentemente altre informazioni a proposito fanno parte delle carte contenute nei 12 faldoni.

È molto complesso per noi capacitarci di tutto quello che effettivamente fa “parte degli Atti” … quali sono questi “Atti”?

Pamba ha detto...

Gia' Mimosa,
non e' neanche nelle mie corde fare affermazioni perentorie su inchieste che in fin dei conti non possiamo dire di conoscere totalmente..
E' sempre una buona occasione provare una lettura incrociata per rifletterci meglio.
Buonanotte, Pamba

Mimosa ha detto...

'Notte definitivamente!
Mimosa

Falce ha detto...

www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/

...e Parolisi resta in carcere!
termini prorogati di 2 mesi. Ma chi ha detto che il gup lo vuole libero subito, senza peccato e senza macchia?
F.

ENRICO ha detto...

comincia "la guerra dei nervi"

Sperano che Salv. crolli e confessi.perchè secondo me dalle super perizie non riusciranno a cavare un ragno dal buco.

A proposito di perizie : sono giorni e giorni che cincischiano su questo benedetto orologio.
Ma se - come affermato da Garofalo - l'analisi è facile facile grazie ad un liquido magico e in un battibaleno è possibile evidenziare anche la più piccola traccia di sangue, com'è mai che ancora non si sa il risultato ?

Oppure si sa ma non dice niente di nuovo e allora stanno "allungando il brodo" fino alle vacanze estive se no l'audience di tutte le trasmissioni trash cola a picco ?

Antonello ha detto...

Ma sopratutto, se hanno sequestrato cinque orologi al marito si saranno chiesti se lei ne deteneva almeno uno e dove fosse al momento dell'aggressione???
M. ha lasciato a casa pure il suo orologio??? E se no, dove diavolo e'???
Anche perche' se nei polsi della donna risultano dei tagli "da protezione" il tutto puo' assumere un valore diverso, tantopiu' che il P. ha denunciato, sembra, solo la sparizione della catenina.

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2012/06/16/news/melania-sequestrati-a-parolisi-cinque-orologi-sospetti-1.5271997

Antonello ha detto...

La Tommolini ha voluto che gli spiegassero bene, non che non riuscisse a cogliere ma quando ha intuito la tempistica che si voleva imputare a P. nella supposta aggressione di P. ha sgranato gli occhi incredula, anche il custode del Tribunale narra che ha udito un urlo sovrumano proveniente dai piani alti "Cossssaaaaaaa????? In quarantatre minuttttiiiiiiiiiiiiiiii??? Trentotto per la Annnaaaaaaaa????" Ma siete pazziiiiiiii???", alche' piu' gelosa della gestione del tempo tattico del caporale che sospetta ha immediatamente ordinato il sequestro e la perizia di tutti gli orologi dell'indagato credendo che il mistero fosse sicuramente li.
Povero caporale, anche in cella e costretto a chiedere che ora e' al compagno di cella di turno, e tutto perche' quel geniaccio di orologiaio di Fratta maggiore doveva inventarsi qualcosa per sbarcare il lunario.

Sabry ha detto...

Antonello dal link che hai postato c'è scritto che nell'udienza di ieri lui ha persino messo a disposizione un sesto orologio che si trova a casa dei suoceri,e poi ci vengono a dire che non ha collaborato e ha solo depistato le indagini?Si vede proprio che non hanno nulla in mano!

Antonello ha detto...

Ma mica per niente, la regione dei polsi, vicino, per capirci, l punto dove di sovente si porta l'orologio e' interessata insieme al palmo della mano, mi sembra, sinistra.
Ora ammettiamo che come dice Tagliabracci M. si sia potuta difendere deviando i colpi al collo con le mani appunto, ammettiamo che l'orologio di M. sia stato indossato e che si fosse, nella foga della collutazione, improvvisamente rotto.
AVREBBE SEGNATO L'ORA DI AGGRESSIONE, non sarebbe servito di certo portarlo ad aggiustare facendo finta di nulla, in quel caso serviva farlo sparire forse.
Ed in verita' non sappiamo troppe cose, ad esempio, l'orologio di M. andava a pila o si ricaricava con il movimento???

ENRICO ha detto...

@ Antonello


gli orologi che si fermano sempre nel momento stesso in cui avviene il delitto si vedono solo nei film...poi si viene a sapere che immancabilmente c'è stato qualcuno che lo ha rotto apposta per spostare in avanti o indietro le lancette e confondere così le idee all'investigatore di turno.

ctz. " Ed in verita' non sappiamo troppe cose, ad esempio, l'orologio di M. andava a pila o si ricaricava con il movimento???

... e se invece fosse stato meccanico come la mettiamo ????

si sarebbe fermato per esaurimento della carica o perchè segnava l'ora dell'aggressione ?' ... beh, Antonello, prendiamola a ridere che è meglio !

Antonello ha detto...

@Enrico
E se invece si cominciasse a capire dove diavolo era, se a casa, in auto, nel bosco od indossato???

Sarebbe un bel passo in avanti credo, intanto.
Certo che io parlavo di eventualita', mi sembra pero' tuttora inesplorate,
P. aveva sei orologi, M. non si riesce a capire se ne aveva uno e dove fosse, e pure pigliandola in ridere, ma non e' strano anche questo???

ENRICO ha detto...

@ Antonello

adesso mi viene in mente !

mi pare di ricordare che ad un certo punto si parlò di un braccialetto/orologio che M portava al polso.

e mi sembra anche di aver visto una foto...

l'ho sognato oppure c'è qualcun'altro tra noi che ricorda una cosa analoga ?

( non sto scherzando, stavolta. Dico sul serio)

ENRICO ha detto...

TROVATO !

ecco l'articolo e la foto di M. con il braccialetto/orologio

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1015977/melania-sulla-collanina-la-dichiarazione-damore-di-salvatore-parolisi.shtml

Antonello ha detto...

@Enrico
Si, sono io il miscredente, e' da tempo immemore che mi chiedo che fine avra' fatto quell'orologio e se quel giorno lo avesse.
Piu' in generale se M. avesse un orologio e se usava portarlo.
Avevamo visto giusto quella foto con il bracciale in cui avrebbe dovuto esserci l'orologio incastonato ma sconoscesi destino, M. sembra una donna senza tempo.
Di ma non vale, se avevo come nick "Belen" eccome se te ne saresti ricordato.

ENRICO ha detto...

@ Antonello

pensa che "tragedia" se si venisse a scoprire, alla fine della giostra, che il delitto è il frutto di un banalissimo scippo finito male... per impossessarsi di una borsa, un paio di occhiali, un braccialetto e una collanina....

credo che molti di noi tenterebbero il suicidio

anna ha detto...

melania non solo sembra una donna senza tempo ,senza orologio al polso,anche io non lo porto mai,ma dalle foto che ritraggono melania a passeggio per ascoli è una donna anche senza borsa............
quante storie sono state dette perchè melania a san marco non aveva portato la borsa......

l'amica imma con le sue dichiarazione di invidia e donna grewtta e meschina ha depistato le indagine facendo si che non si seguissero altre piste......

Falce ha detto...

A questo punto ho perduto ogni interesse per questo caso.
Vi saluto e vado in campeggio.
F.

Antonello ha detto...

In effetti, mesi e mesi buttati al vento, sarebbe un'ecatombe, il Tenente Colombo si spargerebbe i calzini di benzina per protesta, un day after, Perry Mason si suiciderebbe puntandosi un trapanino avvitatore alla tempia, ma la catartica notizia sconvolgerebbe i piani alti di Somma, immagino gia' le scuse alla giapponese in televisione in posizione genuflessa, tutti cacciati i memorial del marito fedifrago uxoricida, ma sopratutto nessuno piu' li sposera', infine noi, noi che in fondo abbiamo rifiutato le certezze da Bonarda, noi che abbiamo imperniato le nostre argute analisi attorno al sacrificale "dubbio", anche il nostro un rito esoterico teso a difendere la verita', ora in tasca di uno ed ora dell'altro presentatore, era talmente tanta quella distribuita ai self service che tanti hanno fatto il bis, tris e quatris.
Cercare la verita' per qualcuno e' sentire profumo di peli sottocoperta, ahime' saremmo sul confine fra ironia e realta', e se ci pagassero loro per guardarli in televisione???

Sabry ha detto...

Falce,scusa che intendi dire?

F ha detto...

In vacanza SABRY. Ci leggeremo a fine settembre. F.

ENRICO ha detto...

@ Sabry

un momento di sana e umoristica "ricreazione" non può che fare bene a tutti se no qua, se non allentiamo la pressione , prima o poi rischiamo di perdre les pedales !

Si vede che anche Falce ha bisogno di una pausa ma si rilassa meglio sotto una canadese ( nel senso di "tenda" ovviamente )

@ Antonello

il tuo scenario apocalittico da day after è grandioso .

anna ha detto...

vi ricordate il Gionni avvocato dei Rea che disse? Entro luglio avremo la sentenza di condanna........

poi tutto è cambiato la Tommolini ha accettato il rito abbreviato condizionato ad una super perizia per stabilire l'esatto orario della morte, ha disposto la perizia per sapere se melania ha avuto un rapporto sessuale,richiesta che ha suscitato il malore della madre di melania......ha disposto la perizia sulle larve per accertare da quanto melania era morta prima del ritrovamento a ripe......
l'udienza del 13 luglio è saltato perchè tutte queste perizie devono essere consegnate entro il 20 settembre l'udienza è stata fissata al 29 settembre.......

ovviamente con buona pace del Gionni che aveva dichiarato :"la sentenza entro luglio"

Tiziana ha detto...

Anna
finché Parolisi resta in carcere non credo che l'avvocato di parte civile se ne lamenti.

Falce
"Ma chi ha detto che il gup lo vuole libero subito, senza peccato e senza macchia?"

Il gup non può volere ciò, come non può volere Parolisi in carcere. Deve semplicemente attenersi all'analisi degli elementi in gioco per valutare se Parolisi possa essere ritenuto colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Abbiamo fino ad ora valutato positivamente il comportamento della gup proprio perché non SEMBRA avere atteggiamenti preconcetti.

Personalmente ritengo che tutti i supplementi di indagine che ha disposto servano per fugare alcuni dubbi e per poter eventualmente giungere, in coscienza, ad una eventuale sentenza di colpevolezza. Se però i supplementi di indagine non dovessero fugare i "ragionevoli dubbi" (e qui, se mi permettete, ce n'è più d'uno) allora, io spero, dovrà rimettere Parolisi in libertà.

Enrico
"pensa che "tragedia" se si venisse a scoprire, alla fine della giostra, che il delitto è il frutto di un banalissimo scippo finito male... per impossessarsi di una borsa, un paio di occhiali, un braccialetto e una collanina...."

Bellissimo!!!
Chissà che, esauriti gli argomenti sul caso, le diverse trasmissioni televisive non decidano di utilizzare il tuo "copione" per dare nuovo impulso al dibattito mediatico. Certo ne verrebbero fuori discussioni meno assurde di quelle che ci hanno fino ad ora propinate :-)

Manuela1° ha detto...

Beh, io qualche dubbio sull'assoluta attinenza sugli esami degli orologi ce l'ho invece...

M. e S. erano marito e moglie, e se mai trovassero una seppur minuscola traccia ematica di Melania... dovrebbe essere considerata al 100% riconducibile all'azione delittuosa? Oltre ogni ragionevole dubbio?

...e se M. qualche tempo prima avesse mai indossato quello che lui aveva il giorno in cui è morta e si fosse ferita "gocciolando" inavvertitamente sull'orologio?

...e se giocando tra loro magari lei si potesse essere procurata uno sfregio col cinturino o la chiusura?

Un conto sono abiti e scarpe, dove la quantità, dovessero essere scoperti quelli del delitto, dovrebbe essere sostanziosa, un conto una microtraccia "dentro" ad un orologio a disposizione di entrambi nella loro quotidianità, a parer mio...

Manuela

Tiziana ha detto...

Manuela
qualche dubbio a tale riguardo lo nutro pure io. Chiedere gli orologi di Parolisi va certamente nella direzione di cercarne la colpevolezza, infatti ho scritto "per poter eventualmente giungere, in coscienza, ad una eventuale sentenza di colpevolezza".
Mi domando inoltre se, dopo che i RIS avevano prelevato più di 200 oggetti in casa di Parolisi, fosse necessario richiedere ulteriore materiale.
Ricollegandomi a quanto da te scritto mi meraviglio infatti che in quella casa non ci fosse alcuna traccia del sangue di Melania. Non so esattamente come funzioni il luminol ma sono sicura che, se facessero un test in casa mia, troverebbero parecchie tracce del mio sangue: mi capita di tagliarmi cucinando, cucendo, anche la carta talvolta taglia.
Il sangue femminile poi, per ovvi motivi, è abbastanza facilmente riscontrabile.
Diverso sarebbe il caso, ovviamente, in cui si trovassero abiti o scarpe di Salvatore imbrattati del sangue di Melania.

Manuela1° ha detto...

@Tiziana

Senza entrare nello specifico, e nonostante le normali pulizie, sono altrettanto sicura che anche in casa mia troverebbero tante mie tracce ematiche.. e se si sono inventati il luminol per cercarlo, significa che "la gocciolina", per scappare, scappa...
L'anomalia sta proprio nel non esserci...

Manuela

Tiziana ha detto...

Relativamente all'udienza del 15 giugno ho trovato, virgolettate, le seguenti parole dell'avvocato Gionni:

«Io sono molto soddisfatto: avevo già nominato un mio perito entomologo, ritenendo che una strada deve essere tentata, individuare l'ora della morte attraverso le larve»

Noi ci siamo sempre scandalizzati del fatto che la perizia relativa all'ora della morte SEMBRASSE redatta tenendo conto unicamente del contenuto gastrico (che per altro nel corso del tempo ha mutato volume e colore), laddove non era neppure noto cosa e quando avesse mangiato Melania per l'ultima volta.

Ho utilizzato il termine SEMBRASSE poiché fino ad ora siamo sempre stati cauti sapendo che, di quella perizia, erano state divulgate solo due paginette in cui effettivamente c'era un blando cenno alla concordanza dei risconti entomologici con gli altri effettuati.
Ebbene oggi sappiamo, direttamente dalle parole di Gionni, che tale concordanza evidentemente non esiste, poiché anch'egli ha dovuto "nominare un suo perito" per cercare di capire attraverso lo studio delle larve, sicuramente più attendibile dell'analisi del contenuto gastrico, l'ora della morte.

Ma allora di cosa stiamo parlando da mesi e mesi, quale valore ha questa perizia di Tagliabracci, praticamente nullo? Non solo si smentisce con i due risultati diversi di due successive autopsie ma ora scopriamo che nessuno si era preso la briga di compiere un'indagine sulle larve. Possibile non esistano dei protocolli da seguire?
Uno studio così tardivo, infine, darà risultati con quale margine di certezza?

A me sembra che in questo caso non abbiamo l'arma, l'imputato non sembra aver avuto l'occasione e, anche il movente (o i moventi=0 movente), sembra piuttosto debole.

Cosa ci fa Parolisi ancora in carcere?

Tiziana ha detto...

Manuela
io scommetto che, a son di cercare, qualche "gocciolina" emergerà.
A quel punto grideranno alla "prova regina".

Anonimo ha detto...

A questo punto bisogna dire che la perizia del Tagliabracci sull'ora della morte è inattendibile al cento per cento, se anche l'avvocato Gionni ha provveduto a nominare per proprio conto un entomologo per poter incastrare P.. Pensate che smacco per il T.. Allora ha ragione Anna quando dice che il suo amico nonchè collega del T. si vergogna di lui (il T.) per come è stata fatta questa perizia.

Anonimo ha detto...

L'anonimo delle 14,32 sono io. Pat

ENRICO ha detto...

Insomma , per farla breve, QUESTI si sarebbero accorti - a distanza di più di un anno - di non aver analizzato l'ennesimo orologio di Salv.

Lo quale (Salv.) , a quanto si dice, avrebbe consegnato agli occhiuti scerloccolmmi sguinzagliati a destra e a manca con tanto di pipa, berretto e mantellina a scacchi, , circa 200 oggetti affinchè fossero sottoposti ad accurate perizie.

da dove salta fuori adesso questo orologio ? Com'è possibile che non lo abbiano visto prima ?
Dove lo aveva inguattato quel fedifrago sciupafemmine del caporalmaggiore ?

Anonimo ha detto...

Non solo non si sono accorti di non aver analizzato l'orologio ma non hanno neppure notato le bande bianche sui pantaloncini indossati nel filmato mentre, si dice, quelli consegnati agli inquirenti non le hanno... e la farsa continua...e intanto lui è in galera...e intanto la figlia non la vede...

Gabriella...fedele lettrice nascosta

Sabry ha detto...

Gabriella,hai ragione ci propinano da mesi sto fatto dei vestiti che nel filmato sono con le bande bianche mentre quelle che fanno vedere a quarto grado non le hanno...intanto se nessuno si è scandalizzato dei vestiti o delle scarpe vuol dire che sono quelli giusti...però le tv per fare audience dicono di tutto...la cosa più assurda,l'hai detto che è quasi un anno che questo uomo non vede SUA figlia...e dovrà aspettare altri 3 mesi in galera per l'udienza del 29 settembre..in carcere senza uno straccio di prova,appunto..

Giò ha detto...

Per Massimo: vorrei sapere se hai mai scritto del delitto Goffo,io ti leggo da più di un anno ma non ho trovato niente.Interessante sapere il tuo pensiero in merito a questo caso soprattutto per quanto riguarda le indagini( la differenza tra procura di Ascoli e proc. di teramo)e la perizia medico legale "in comune" (Tagliabracci).Naturalmente puo' rispondermi tutta la squadra sempre che sia interessante come argomento. ciao e grazie

Mimosa ha detto...

@ Giò
io sono interessata al caso Goffo e me lo sono studiata un pochino, proprio in relazione al medesimo autore dell'autopsia.
Non sono ancora pronta per scriverne, tuttavia è molto singolare che anche il corpo della Goffo ha dovuto essere sottoposto ad una seconda ispezione (la prima autopsia è durata 3 ore, mentre quella di Melania un'ora e mezza, ma nel caso della Goffo si trattava di analizzare in pratica uno scheletro ...).
L'altro particolare che mi ha colpito è che il Tgl aveva entrambi i casi per le mani nel medesimo periodo.

A presto
mimosa

Mimosa ha detto...

@ Giò
Massimo ne ha parlato qui:
http://albatros-volandocontrovento.blogspot.it/2012/02/salvatore-parolisi-e-le-similitudini-al.html -
il 21 febbraio di quest'anno.

Giò ha detto...

Grazie Mimosa,memoria storica di questo,mi incuriosice di questo caso la conduzione delle indagini della procura di Ascoli ( letto tutta l'ordinanza della custodia cautelare di A.Binni)e sai perchè? Ricorderai,certamente quel filmato dell'incontro di Parolisi in carcere con i fratelli quando dice qualcosa come : ora poi con la Procura di Teramo ci vanno a nozze o qualcosa del genere, che tu ricorderai meglio,allora mi sorge il dubbio che anche perolisi non abbia tanta fiducia nella conduzione di ta li indagini.Non so se misono spiegata bene.Cosa ne pensi? Io non mi sono mai soffermata su chi abbia ucciso Melania, piche'non ho elementi tali per poter esprimermi, ma ho dato sempre molta importanza allo svolgimento delle indagini che secondo me, da quello che si riesce a sapere fanno veramente acqua.
ti ringrazio nuovamente non e' un complimento, ma sei veramente preparata.

Giò ha detto...

@ Mimosa ricordo per quanto riguarda l'autopsia della Goffo( sempre Tagliabracci) nello svolgimento della prima si disse che l'arto inferiore staccato e ritrovato un po' distante dal corpo era stato segato tant'è che sequestrarono anche una motosega a Binni!!!! la seconda accerto' che che era stata staccata e rosicchiata dalla macrofauna.

ENRICO ha detto...

Buongiorno a TUTTI

non trovo più l'Ordinanza del Gip Calvaresi. Qualcuno ha il link ?

Continuo a domandarmi com'è mai che l'inchiesta sia stata presa in carico PRIMA dal tribunale di Ascoli e POI trasferita a quello di Teramo.

Tiziana ha detto...

ENRICO
la domanda che poni è, secondo me, molto importante.
Non meraviglia infatti che, nell'immediatezza, l'indagine sia stata affidata al tribunale di Ascoli: Melania era scomparsa a CSM, provincia di Ascoli appunto. Il fatto che sia rimasta affidata ad Ascoli anche dopo il ritrovamento del cadavere, invece, fa riflettere. Ci dice, una volta di più, che in prima battuta tutti hanno ritenuto che il delitto NON fosse stato commesso a Ripe. Inutile che adesso si voglia dire che sulla questione non c'è ombra di dubbio che, vista la quantità di sangue presente a Ripe, il delitto sia stato commesso sicuramente là. Ma la quantità di sangue, che ovviamente nessuno ha potuto prelevare ma solo osservare, è rimasta sempre la stessa: in base a cosa dunque possono esserci delle certezze?

Tiziana ha detto...

ENRICO
la domanda che poni è, secondo me, molto importante.
Non meraviglia infatti che, nell'immediatezza, l'indagine sia stata affidata al tribunale di Ascoli: Melania era scomparsa a CSM, provincia di Ascoli appunto. Il fatto che sia rimasta affidata ad Ascoli anche dopo il ritrovamento del cadavere, invece, fa riflettere. Ci dice, una volta di più, che in prima battuta tutti hanno ritenuto che il delitto NON fosse stato commesso a Ripe. Inutile che adesso si voglia dire che sulla questione non c'è ombra di dubbio che, vista la quantità di sangue presente a Ripe, il delitto sia stato commesso sicuramente là. Ma la quantità di sangue, che ovviamente nessuno ha potuto prelevare ma solo osservare, è rimasta sempre la stessa: in base a cosa dunque possono esserci delle certezze?

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
eccomi in tuo soccorso.
Le due ordinanze di rinvio a giudizio firmate da Calvalese le trovi qui:

www.tgcom24.mediaset.it/documento/1.$plit/C_2_documento_22_file.doc

e questo è il pdf con le foto:

www.oggi.it/attualita/files/2011/07/ordinanza_arresto_parolisi.pdf


Ciao
Mimosa

Mimosa ha detto...

@ ENRICO
eccomi in tuo soccorso.
Le due ordinanze di rinvio a giudizio firmate da Calvalese le trovi qui:

www.tgcom24.mediaset.it/documento/1.$plit/C_2_documento_22_file.doc

e questo è il pdf con le foto:

www.oggi.it/attualita/files/2011/07/ordinanza_arresto_parolisi.pdf


Ciao
Mimosa

persona sconosciuta compltamente diversa ha detto...

tu si na' coso grande è nel mio sole sta fronte a te saprò gestire tutta la situazione sta tranquillo perché io ti amo e ti amoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo SALVATORE PAROLISI

persona scnosciuta completamente diversa ha detto...

evidentemente ammettendo per cui molto probabilmente sul vostro svolgimento sul contribuito nella situazione in un insieme di tantissime cose da parlare e anche da chiarire sul omicidio Melania rea ; " al mal grado tutto e nonostante di verificare tutta ricostruzione e la dinamica sulle tappe movimenti , spostamenti e gli indagini sull' omicidio Melania re ." frequentemente è molto difficile localizzare e capire tutte le cose la maggior' parte di essere difronte ad una possibilità di aiutare ed collaborare con voi per questo motivo io come persona per cui è veramente possibile ad riuscire ed apprendere provvedimenti e approfondire su un misterioso caso del giallo del caso omicidio di Carmela Melania rea no vorrei ripetere le stesse cose in poche parole che salvatore parolisi è innocente

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