mercoledì 19 ottobre 2011

Melania Rea. Ritorna, con tanto di scontrino e codice a barre, il giallo ingiallito della borsa gialla... tutto è buono per creare il caos?


Fin dalle prime battute tutti si interrogavano sulla borsa lasciata a casa da Melania. Ogni opinionista televisiva pensava, e rimandava al pubblico che assorbiva, che per una donna uscire di casa senza borsa fosse inconcepibile. Poi ci si è rassegnati, anche a causa delle bugie e dai tradimenti che hanno deviato i pensieri, la borsa era nell'abitazione e quindi nessuna stranezza, sempre non fosse più strano andare ad un parco giochi con una "borsa griffata" chiaramente "fuori luogo". Di certo c'era che della decisione di lasciarla a casa, di una eventuale dimenticanza di Melania, non ne doveva rispondere il marito in quanto quella giornata la passò fuori (se fosse stato per lui manco ci sarebbe tornato la notte a casa, vista la presenza dei parenti della moglie). Poi, a poco a poco, ognuno di noi ha iniziato a far mente locale, a cercare di capire alcuni strani passaggi della triste vicenda e la borsa, nella maniera giusta, ha ripreso forma perché avrebbe potuto contenere un mazzo di chiavi. Certo non sempre si può scrivere quanto si pensa, quanto si crede di aver capito, anche perché si andrebbe ad additare chi non si conosce, e questi potrebbe essere una buonissima persona, potrebbe avere figli... e la mente non sempre riesce a comprendere come un genitore possa trovare il coraggio di uccidere. Ma sul punto c'è da dire che anche il Parolisi ha una figlia, e ciò non ha impedito agli inquirenti di scrivere che la piccola si trovava addirittura sul luogo dell'omicidio mentre questo veniva commesso dal padre.

In ogni modo quando si hanno idee strane in testa, anche se logiche, si cerca di non portarle troppo all'aperto proprio per non far additare persone singole, persone qualificabili per nome e cognome. Anche perché il tempo può dar conto delle incongruenze, ed il fatto che a noi certe cose non vengano spiegate non significa che in procura non ci siano stati colloqui chiarificatori coi diretti interessati. Ma i mesi che passano, oltre a portare le mille baggianate (dette e scritte dai media solo per far audience o per avere qualche contatto in più), portano anche l'eco delle voci. Così che di solito, per avere conferme o smentite, nell'etere si inserisce una domanda ambigua e questa, dopo aver sbattuto nel posto giusto, torna al mittente completa di risposta. Solo se niente torna significa che niente si sa. Ed il non sapere aumenta il sospetto su certe cose che appaiono strane. Ad esempio le chiavi non trovate; Melania le aveva con sé? Le ha raccolte il marito assassino riportandole all'abitazione? Le aveva lasciate la moglie in casa chiudendosi la porta alle spalle perché sapeva di dover restare fuori poco tempo? Erano nella famosa borsa ora riapparsa? Sono state riposte dall'assassino dopo averle usate per entrare ed aver messo mano su quanto gli serviva? In questo caso si dovrebbe pensare ad una persona che in quelle scale passasse di sovente, un condomino quindi? Domande, sempre domande a cui nessun media cerca risposta preferendo insistere sui tradimenti e sulle vecchie novità, preferendo accostare ogni concetto al marito fedifrago.

E questo ci riporta alla borsa gialla. C'è da dire che non è stata acquistata al mercatino delle pulci, che è di una nota marca, che è originale e che Melania la possedeva da un anno. Oltre a questo si può aggiungere la certezza che il dolore per l'assassinio di un figlio storpia ogni veduta ed ogni pensiero. Ed ecco perché da ieri si parla della possibilità che il Parolisi ne abbia acquistata una nuova, identica per modello, tipo e marca, a quella posseduta dalla moglie, in modo da poterla sostituire perché, probabilmente, la vecchia si era macchiata di sangue. Certo è che ogni ipotesi logica va sempre a cozzare col fango dell'illogicità sparso a piene mani dai media. Per quale motivo acquistare una borsa nuova, da 250 euro fra l'altro, e non gettare la vecchia assieme ai panni intrisi di sangue, assieme all'arma del delitto? E va bene che di Salvatore non si ha alcuna considerazione, ma il tirchio marito di Melania, ne avesse acquistata una identica, sarebbe stato ben più stupido di quanto lo si pensi (ma ormai questa nomea gli è stata appiccicata e con questa ci morirà) dato che ogni borsa di "marca" ha dei codici particolari al suo interno, codici che le conferiscono un numero di serie e la possibilità di venire rintracciata in modo da sapere dove come quando e da chi è stata venduta. Il motivo chiaramente va ricercato nel bisogno di combattere le contraffazioni sempre più frequenti.

Ma chi fa questi pensieri di solito ha una forte sofferenza che lo brucia e lo impossibilita al giusto ragionamento. Di solito ha una rabbia atroce nella mente e la rabbia, si sa, rende ciechi. Ma i procuratori questa sofferenza non l'hanno. Ed anche se si può capire lo scrupolo, non si capisce per quale motivo metterlo in atto solo con certi particolari e non con altri, quelli che la Difesa ha chiesto di analizzare e si è sentita rispondere che chi fa da sé fa per tre. Io fossi stato in loro per prima cosa mi sarei chiesto chi mai avrebbe potuto vendere al Parolisi una borsa identica a quella della moglie, dato che i modelli cambiano di anno in anno e non è facile trovare un negozio che insista su quelli vecchi, poi mi sarei domandato quale commessa, una volta venduta la borsa al militare, non si sarebbe resa conto di chi fosse stato ad acquistarla... difficile che il caporalmaggiore passi inosservato (e non solo ad Ascoli). Inoltre avrei cercato di capire quando il militare avrebbe trovato il tempo per andare a fare acquisti, questo perché se n'è trovato (?) poco anche per farlo depistare. L'aveva comprata giorni prima? Un delitto premeditato o un nuovo regalo per Pasqua? Insomma, il meravigliarsi di ciò che fanno gli inquirenti è umano e c'è da chiedersi perché il pensiero di tutti loro, quando si parla della morte di Melania, cada sempre e solo sul Parolisi, l'uomo bugiardo dalla doppia vita, e per questo non riescano a fare un ragionamento inverso, quello che con gli stessi indizi potrebbe portarli in altri lidi.

Ed ora c'è da augurarsi che la notizia sia vera e che davvero la borsa sia stata acquistata nei giorni successivi alla scomparsa di Melania, che i giornalisti non abbiano confuso il codice a barre col codice anti-cotraffazione, che non ci abbiano mentito per ottenerne un ritorno economico così da rendersi conto se il Parolisi è quell'assassino indelebilmente tatuato o se c'è una maggiore probabilità sia stata una donna a fare l'acquisto e, di conseguenza, a fare anche altro... certo è che l'avesse acquistata una donna si parlerebbe di una nuova amante, di una complice dell'infame militare, fosse anche una di Folignano o una vicina di condominio. Ma io mi chiedo perché la borsa mancante in quella scampagnata, sempre Melania ne avesse una con sé, debba per forza essere quella gialla, quella di marca, quella che, da come è stata curata e tenuta in quell'anno, pare nuova. Perché doveva mancare proprio quella? Perché fissare l'attenzione solo sulla borsa gialla? Perché far tornare alla ribalta il giallo ingiallito della borsa gialla? Pare quasi un depistaggio, un qualcosa voluto affinché l'attenzione rimanga fissa e non si sposti su altri indizi. Con questo non voglio additare nessuno in particolare, lo ripeto, ma le pagliuzze che si infilano negli occhi non portano al Parolisi che, al contrario, è in carcere a causa dei macigni lasciati sui prati del pianoro, macigni gettati sugli occhi di tutti in modo da nascondere il dolorino fisso che danno le suddette pagliuzze. Ma un assassino lascerebbe dei macigni in bella vista a disposizione di chi glieli potrebbe lanciare contro, di chi lo potrebbe arrestare?

Io credo siano i particolari a rendere più veritiera una buona indagine, ed i particolari impongono sempre una giusta riflessione. E per trovare le risposte buone occorre porsi tante domande, occorre rispondere bene a tanti perché. Ed il perché che da subito è balzato agli occhi, e che ha trovato una risposta poco studiata dalla procura, è venuto dal luogo del delitto. Perché ucciderla proprio a Ripe dove il marito andava spesso e volentieri? Certo, il Parolisi di furbo non ha nulla, ma c'è da dire che una volta trovato il cadavere della moglie in quel luogo, ogni cosa avesse detto gli si sarebbe ritorta contro e l'avrebbe additato. Se non avesse parlato di "sesso a Ripe", ad esempio, si sarebbe potuto ipotizzare una ricognizione al chiosco ed un omicidio avvenuto in quella zona dopo una lite per gelosia, questo perché Melania davanti agli amici (lo riferisce Stefania) gli aveva detto di volerci andare, quale giornata migliore di quel 18 aprile? Quindi mi chiedo, come non capire che l'assassinio è avvenuto proprio nel punto che, sempre comunque ed in ogni caso, avrebbe portato a sospettare del militare? Come non capire che, pur nella sua stupidità, l'avesse uccisa lui non sarebbe tornato per depistare ma per occultare? Le notti portano consiglio anche agli assassini.

E se non si vuole un serial killer la domanda è: "A chi Melania aveva parlato della sua voglia di andare al chiosco di Ripe?". Solo a Sonia ed a Stefania? Di sicuro loro due, ed i rispettivi mariti, non sono esenti da sospetti. La prima in special modo dato che sono sue le telefonate senza risposta. Segnali di una partenza e di un imminente arrivo? Forse no dato che gli sms li invia allo stesso numero delle telefonate e sempre col cellulare in uso alla madre. O forse sì visto che dopo queste chiamate non ne fa altre? Ma anche Stefania e suo marito non possono dirsi esenti da sospetti. Il Paciolla era con l'amante quel pomeriggio, però non c'è andato alle 14.00 ma dopo le 15.30. Lo fa capire lui stesso in una intervista in cui dice che la moglie può testimoniare che fino a quell'ora era con lei. Quindi i due ex coniugi erano a Folignano anche quando i Parolisi erano in casa. Per la precisione erano all'interno del condominio quando il caporalmaggiore era in garage e Melania in casa. Ed a noi tutti manca questa fondamentale parte di ricostruzione per capire se qualcun altro sapesse del viaggio in programma al Pianoro, fondamentale per capire se Melania volesse parlare con qualcuno.

Forse non ci abbiamo mai fatto caso, ma dobbiamo ricordarci che già dal giorno precedente la donna non aveva più avuto modo di restare sola, visto che la domenica il marito era stato con lei, tranne la mattina che andò a correre e telefonò all'amante (la moglie lo ha visto parlare al cellulare?), che quel lunedì lo stava trascorrendo ancora con lui, a causa delle visite mediche, e che il martedì, prima di partire per Somma Vesuviana, sarebbe andata, sempre assieme a lui, al giuramento delle allieve. Quindi se avesse voluto incontrare qualcuno/a non aveva altra occasione se non trovando una scusa in quell'ora al Pianoro in cui il marito, in mancanza della moglie, si sarebbe dovuto per forza occupare della figlia. Ma questo dovrebbe escludere in automatico l'amica Sonia, con cui si sarebbe vista di lì a poco, e potrebbe inserire uno o più abitanti del condominio di Folignano dove vivevano Melania e il marito, condominio in cui vi sono altri sette nuclei familiari. Però si presume che gli inquirenti abbiano da subito controllato il traffico telefonico ed i tabulati di ognuno di loro (per vedere se le celle agganciate fossero compatibili col delitto), si presume e speriamo lo abbiano fatto, ed allora resta da capire se hanno controllato anche i cellulari di probabili ospiti (vicini, amici o parenti) passati a prendere un caffè o a fare due chiacchiere, fatto probabile dato che al pianoro c'è stato chi ha testimoniato di aver riconosciuto il Parolisi in quanto, frequentando il condominio del fratello, lo aveva visto saltuariamente assieme alla moglie (testimonianza della sorella di Alfredo Sirocchi, il marito di Stefania). Ma anche questo dato a noi manca. Come ci manca di sapere se davvero Melania non ha provato a chiamare Salvatore mentre andava a Ripe. Il suo cellulare manipolato potrà consentire di ritrovare tutti i dati? Si potrà capire se per strada la donna ha provato ad inviare una chiamata al marito?

Mi si potrebbe rispondere che non risulta nessuna chiamata sui tabulati. Ma chi ci assicura che, andando verso i 1200 sul livello del mare, la linea telefonica sia stabile in ogni punto? Chi ci assicura che fra le sue ultime chiamate non ve ne sia una, o più di una, non partita perché inviata da un luogo "non coperto"? Inizialmente si parlò di tutte le telefonate ricevute, quelle scaricate solo alle sette del 20 aprile proprio a causa di una precedente mancanza di copertura. Ed allora quanto ipotizzato è possibile e solo controllando il "registro delle chiamate" si potrebbe scoprire se Melania ha provato a contattare il marito (così scagionandolo del delitto). E' stato possibile controllarlo? Il depistatore ha cancellato solo i messaggi o anche le ultime chiamate che la donna ha cercato di inviare? Come si nota abbiamo ancora mille domande senza risposta, ed altri perché da svelare devono riferirsi alla catenina scomparsa ed al fax spedito sei giorni prima dell'omicidio. Chi aveva interesse ad appropriarsi di una "catenina ricordo" senza un vero valore economico? Davvero è stata rubata? Non è che è rimasta in un punto diverso, il punto di una eventuale aggressione? Non è che gliela hanno strappata dal collo? Oppure si trovava nelle vicinanze del chiosco e qualcuno, il telefonista ad esempio, l'ha raccolta?

Ed il fax non c'entra davvero nulla? E' stato inviato il 12 aprile, era indirizzato ad un'autoscuola di Somma Vesuviana e riguardava il rinnovo della patente. Sembra tutto normale ma pensiamoci un attimo. Il martedì sera Melania sarebbe tornata a Somma. Lo ha spedito il martedì precedente e non era un fax che prevedeva risposta visto che questa non è arrivata, e se è arrivata a chi è arrivata? Ed allora perché spedirlo? Se non lo ha inviato per conoscere il giorno in cui il medico si trovava all'autoscuola, l'oculista convenzionato è obbligatorio per il rinnovo della patente, per quale motivo lo ha inviato? Se anche non avesse voluto rinnovare la patente a Folignano ma al suo paese d'origine, non si capisce a cosa le servisse il mandare un fax che non prevedeva risposta dato che già il mercoledì mattina sarebbe potuta andarvi di persona. Si è controllato se nell'ultimo periodo vi siano stati altri fax inviati a Somma? E' chiaro che chi ha controllato l'abitazione nell'immediatezza, le persone viste sulle nove di sera in casa Parolisi, non ha trovato il fax, ed è chiaro che il marito, una volta trovato lo scontrino, altro non poteva fare se non darlo ai carabinieri. Ed a livello accusatorio a nulla vale il dire che ha finto e sapeva a chi era indirizzato, cosa cambia il sapere che si era premunito di conoscere il mittente? Altri dovevano indagare e verificare per quale reale motivo fosse stato spedito, ed un motivo c'è per forza e non può davvero riguardare un rinnovo della patente perché illogico (chi di voi ha mai spedito un fax per rinnovare la patente dato che è obbligatoria la presenza?), l'hanno davvero accertato o si sono adagiati su una semplice risposta? Per scoprire chi ha ucciso una persona si deve sapere tutto della vittima, anche le cose che appaiono superflue, a me invece pare che nel caso specifico si sappia tutto del presunto  assassino e nulla della vittima... un altro fatto illogico?



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361 commenti:

1 – 200 di 361   Nuovi›   Più recenti»
Anonimo ha detto...

Massimo, eccezionale come sempre!
E come dici tu, tutto è buono per creare il "caos", ..ed anche il "caso" mediatico.


Ciao
Pamba

Anonimo ha detto...

Sulla borsa io ho un'altra "sensazione", no non sono il simpatico sensitivo Tolindo trasvestito da commentatore a illuminanti articoli.
Ho la netta sensazione che se quella borsa si e' mossa da quell'armadio per poi tornarci quel 18/04/2011 stiamo parlando di una donna, e di una donna che doveva conoscere perfettamente dove teneva Melania la sua borsa ma non tanto a fondo da conoscere l'ordine con cui Melania portava gli anelli al dito, ma questo e' un OT.
Tornando sull'interpretazione del fax e lasciando perdere quanto sullo stesso scritto in ordinanza (altrimenti arridajeee!!!!, scherzo Rita) direi che l'articoli mette in rilievo aspetti nodali.
Se il 20/04/2011 Melania sarebbe stata a Somma perche' decide spontaneamente di inviare un fax che non aveva o non ha avuto bisogno di risposta??? Direi Fax fra sordi, nel senso che Melania non aveva fax ma aveva, questo si telefono e pc collegato ad internet che si sappia, vi sarebbe anche da dire che non so se avrebbe potuto ma avrebbe potuto inviare la copia di un certificato relativo ad una visita gia' fatta, magari presso l'Ufficiale Sanitario del reparto in regime di familiare in convenzione, ripeto non so, ipotizzo.
Sarebbe interessante anche avere l'ora di invio del fax per verificare se magari la pratiche auto chiudeva di martedi' che corrisponda al giorno del 12/04/2011, o se e' stato inviato in un orario di chiusura strano, quante pagine conteneva, ed infine dalla memoria della cartoleria che mi risulta sconfinata, perche' digitale nei modelli di fax piu' nuovi, si potrebbe e si poteva interrogare l'archivio inviati per estrapolarne copia, lo so vado a cercare il cavillo, pero' ogni particolare piu' insignificante va approfondito, andrebbe.
Avrei mille cose da osservare ma cerco di metabolizzarle per come non vanno inflazionate e illazionate.
Un particolare che mi ha colpito e che non avevo colto e' quello del giuramento delle allieve il giorno dopo da seguire insieme al marito.
Voglio dire il 20/04/2011 sarebbero partiti da Folignano per Somma ma non potevano essere gli unici a doversi per forza incontrare il 18/04/2011, magari giurando qualcuna partiva a destinazione non potendo piu' chiarire quel qualcosa che urgeva, magari chiarire, insomma i problemi di tempo potevano non essere gli unici ad averli.
Un articolo interessante, per ora io vedo questo ma sicuramente mi riprometto di tornare a leggerlo per altri spunti.
Antonello

Luca ha detto...

è molto tempo che non scrivo niente , e solo leggo le ipotesi ,e le opinioni dei lettori del Bolg di Massimo
Solo dico che molti mesi fá analizando le varie notizie vere e false ho scritto qui che uno dei motivi plausibili era che Melania , donna fedele e ingenua nell´amore aveva scoperto i contatti transexuali del marito , per un militare questa é mancanza di etica , in aggiunta alla conoscenza che il marito avrebbe passato la pasqua in un hotel giá prenotato dai genitori di Ludovica, deve aver fatto traboccare il vaso. dopo pensino scrivano inventino molte cose , questa é una logica inaccettabile per una moglie tradita che se furba se ne tornava a casa dai suoi , ma per orgoglio e cocciutaggine ha voluto risolvere da sola .

Anonimo ha detto...

Grazie Massimo (alias Babbo Natale),
con questo articolo hai soddisfatto anche le richieste della mia "letterina".
E' sempre più un piacere leggere i tuoi articoli, anche perché ci si accorge che ti prendi la briga di leggere ogni singolo commento che facciamo e che sai mettere insieme tutti i diversi interrogativi creando nuovi scenari.
Posso dire, senza tema di smentita, che in tutto il web non c'è alcun altro blog (sul caso specifico) di così alto profilo.
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

Questione fax: gli inquirenti si saranno presi la briga di chiedere alla scuola guida copia del fax inviato? Penso e spero di sì, poiché sono andati persino in America (viaggio da noi pagato) per visionare i contatti facebook di Parolisi e Ludovica!
D'altra parte è strano che non ci sia stata copia di questo fax a casa di Parolisi, solitamente viene graffettata insieme con la ricevuta quando viene inviato un fax, proprio per avere ricevuta completa di ciò che si è inviato.
Tiziana

Anonimo ha detto...

"Perché far tornare alla ribalta il giallo ingiallito della borsa gialla? Pare quasi un depistaggio, un qualcosa voluto affinché l'attenzione rimanga fissa e non si sposti su altri indizi."

Una analisi assai profonda quella di oggi, Massimo. Ancora più del consueto.

Butti qua e là delle bombe.. di significato. Qua, gli interrogativi aperti sono ancora un'infinità..

Tabula Rasa

emax/massimo prati ha detto...

Grazie dei complimenti Tiziana. Ho notato che tu hai capito... dov'è la copia, anzi l'originale perché quando un fax si spedisce l'originale resta? Un altra bella domanda ed un motivo in più per sapere cosa vi era scritto.


Posso finire la tua frase tab?

Gli interrogativi aperti sono ancora un'infinità... e non pare esserci chi li voglia chiudere dando loro una risposta.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Mi sembra strano che Melania possa essersi recata al parco con la borsa griffata, tenuto conto anche di come la custodiva.
Che Parolisi possa aver acquistato preventivamente una borsa identica, in quanto aveva già previsto che la prima si sporcasse di sangue e che quel giorno la moglie per fare la scampagnata scegliesse proprio quella non è credibile.
Che Parolisi possa aver acquistato o fatto acquistare una borsa identica dopo il delitto non è logico; avrebbe fatto prima a gettarla con gli indumenti e con l'arma del delitto. Poi mi chiedo come avrebbe fatto a riporla nell'armadio senza essere visto dai parenti della moglie. Tra l'altro mi sembra di aver letto o sentito che la sera stessa della scompara la borsa era già riposta nell'armadio.
Parolisi ha sbagliato a far entrare nella sua abitazione un sacco di gente senza la sua presenza.
Per quanto riguarda i condomini nonchè amici della coppia, gli alibi devono essere verificati molto bene, alcuni sono a mio avviso deboli.
In merito al fax inviato, penso che il contenuto possa essere verificato, anzi mi auguro che gli inquirenti già lo abbiano fatto.
Non trovo strano che Parolisi abbia consegnato il fax a chi indaga visto che le indagini vanno fatte a 360°.
Gli interrogativi a cui bisogna rispondere sono molti, ma nessuno sembra volervi dare una risposta, probabilmente perchè non fanno audience. Invece porre l'attenzione sull'infedeltà di Parolisi "tira" alla grande, pensate in questi mesi a quanta gentaglia ha dato da mangiare.
Stella

Anonimo ha detto...

Il rasoio di Occam vorrebbe che il fax fosse servito veramente al rinnovo patente, se cosi' fosse poteva essere stata inviata l'immagine della patente scaduta stessa perche' alla pratica auto avessero i dati specifici ed una copia fotostatica sempre utile per instaurare una pratica.
Si spiegherebbe cosi' il fatto che non e' stato conservato insieme alla ricevuta alcun originale, certo se e' cosi', due domandine alla cartolaia che ha materialmente spedito il fax???
Capitolo chiavi, non c'e' molto da dire se non che accorgendosi subito dell'eventualita' possibile si potevano ad esempio rilevare le impronte sovraimpresse per restringere il cerchio dei sospettati o degli insospettabili nella visione dell'ipotesi.
Di altamente probabile c'e' che i mazzi erano due ma daltronde una viveva sempre a Folignano e faceva la casalinga e l'altro tornando da lavorare gli servivano di certo le chiavi di casa.
Il fatto che lui anticipa, verso l'auto e con la figlia, la moglie che si appresta con certezza testimoniata ad armeggiare, in chiusura o apertura, con le chiavi della porta di casa a me fa quasi esser certo di questo, abbiamo praticamente detto tutto su questo, io non mi sento di aggiungere altro, daltronde la paura dei tso non e' poca e chissa' mai se nessuno a Ripe puo' essere stato che non si cerchino angeli sacrificali in Cina, per ora passo e chiudo da radio Lisbona five.
Antonello

Anonimo ha detto...

mi soffermerò su questo punto
"Quindi mi chiedo, come non capire che l'assassinio è avvenuto proprio nel punto che, sempre comunque ed in ogni caso, avrebbe portato a sospettare del militare? Come non capire che, pur nella sua stupidità, l'avesse uccisa lui non sarebbe tornato per depistare ma per occultare?"

Giusto Massimo. L'avesse uccisa lui, cosa avrebbe fatto una volta tornato?
vorrei ricominciare da qui.

Se voi ucideste il vostro coniuge in un gesto di collera di rabbia o di stizza, di odio vero e proprio, qualcosa che travalica il semplice mollare uno schiaffone..
Voi siete il Parolisi. Metodo Stanislawski: dovete tornare sul luogo del delitto per verificare che niente possa ricondurre a voi, cosa fareste?
- tocchereste le mani della vittima, nel caso in cui vi avesse strappato i capelli che allo stato attuale delle cose portate cortissimi?
- lascereste il vostro accendino insanguinato in mezzo alle gambe della vittima?
- sconvolti come siete dall'avere combinato una tale orrenda enormità, vi portereste dietro un punteruolo per infierire ulteriormente sul corpo e per incidere segni occulti sulle parti esposte?
- si è mai sentito di un congiunto che deturpi in questa maniera il corpo della vittima?
- vi preoccupereste di perder tempo a cancellare tutti i messaggi dal cellulare, o piuttosto non lo buttereste in un luogo in cui distruggere senza fretta la sim?
- pensereste che possa essere una buona idea infilzare una siringa vuota sul giubbotto del cadavere?
- è logico pensare che una borsa prelevata dalla scena del delitto venga riposizionata al proprio posto in camera da letto?
- è logico pensare di ricomprare la borsa danneggiata dalle tracce del delitto, non sarebbe più semplice buttarla da qualche parte e basta?
- la catenina è l'unico oggetto che potrebbe avere senso far sparire, affinchè si pensi all'opera di un ladro: ma un ladro porterebbe via anche la borsa e sicuramente il cellulare..

Insomma, non mi tornano molte cose.
Posso capire un delitto d'impeto tra marito e moglie, non riesco invece a comprendere il senso logico di questa sovrabbondanza nello staging.

Se vuoi far pensare ad un serial killer, metti in atto solo lo scempio del cadavere. Che ti frega della catenina? Un macabro souvenir?

Se vuoi fare pensare ad un ladro drogato, ci stanno bene gli altri oggetti ma non si spiega perchè con tanto tempo a disposizione il ladro non abbia insistito per levare la fede, che ha un valore economico, al cadavere, piuttosto che esprimersi in incisioni sul corpo. A quel punto avrebbe avuto più senso tagliare direttamente il dito e portare via entrambi gli anelli, e già che c'era anche il cellulare.
E invece no.. NO! il cellulare è stato lasciato con tanto di cancellazione di un anno di messaggi.
Un ladro non lo farebbe mai.
Un marito uxoricida che voglia minimamente simulare un furto ad opera di drogati, non lo farebbe mai.
Un SK, SE sconosciuto alla vittima, non lo farebbe mai.

Chi rimane?

Tabula

Anonimo ha detto...

Capitolo invece sentinella a Ripe, tale Colasanti, posizionato all'interno del bosco in corrispondenza del bivio per il "bosco delle casermette" o "chiosco della pineta", fino a quel punto sembra sorvegliasse in mobilita' anche una camionetta istituzionale dell'esercito per monitorare il traffico a difesa delle vicine esercitazioni.
Il Colasanti riferisce di aver visto un'auto ed un fuoristrada scuro entrare nella pineta integri ed uscirne ammaccati, il fatto che avesse pure notato che due figure si stavano nascondendo in uscita nella parte bassa dell'abitacolo del fuoristrada mi fa pensare che egli fosse in una posizione rialzata e dominante sulla strada che si immetteva verso il chiosco.
Quanto sopra significa che dal basso poteva difficilmente essere notato, domanda: che utilita' aveva un militare nascosto nel bosco, si presume in postazione rialzata a circa un chilometro e mezzo dalla zona di esercitazione???
Voglio dire se si intendeva prevenire un traffico veicolare perche' non posizionare un addetto proprio sulla strada in uniforme che avvisasse del pericolo piu' a monte???
E' stato chiesto di avvisare via radio di veicoli che entravano nella strada per la pineta???
A chi rispondeva e chi ha disposto li, dentro al bosco in corrispondenza di quel tragico e fatale bivio, il posizionamento di una sentinella???
Era funzionale a quale obiettivo atteso che era nascosto dal e nel bosco, rialzato dal piano stradale e non in bella vista come criterio di prevenzione vorrebbe a logica???
Lo chiedo seriamente perche' anche questo e' per me un mistero.
Perche' infine dopo che si e' dato del confuso al Ranelli, del poco credibile a Piergiorgio e degli affidabili a tutti quelli che "non hanno visto" Melania al pianoro e delle limitate alle celle si e' detto anche a Colasanti che era poco affidabile perche' non avrebbe notato una golf scura che sicuramente di li doveva essere passata???
Lo so, non dovevo, la tentazione di chiedere "perche'???" e' pero' irresistibile, non riesco a trattenermi, e' un vizio che avevo sin da piccolo.
Vogliate perdonarmi.
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

Ho rinnovato la patente l'anno passato, Antonello, sono andato alla scuola guida, mi hanno fatto pagare una marca da bollo, credo (o qualcosa del genere), ho aspettato cinque minuti e sono entrato nella stanza attigua dov'era un oculista convenzionato, mi ha controllato la vista e dopo averlo pagato mi rilasciato un foglio per poter girare in attesa che mi arrivasse il cedolino a casa.

Nessun fax, nessuna fotocopia ed in quindici minuti ho fatto tutto. Se poi qualcosa è cambiato ultimamente non lo so.

Inoltre anni fa, quando i fax andavano più delle mail, mi è capitato di dover inviare dei documenti a dei miei amici di Scafati (Salerno) e questi se li facevano inviare in un negozio di elettrodomestici che avevano a pochi metri da casa.

Probabilmente sarà un falso indizio, però mi piacerebbe sapere a quale scuola guida ha inviato il fax e perché in casa c'era lo scontrino e non la pagina spedita...

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Falco, se hai qualcosa da aggiungere alla discussione aggiungila, in caso contrario eliminerò sempre i tuoi commenti.
Massimo

Anonimo ha detto...

@Massimo
sottolineando che anche io avrei approfondito e' possibile che a Somma gli abbiano chiesto la copia del documento di guida per iniziare la pratica il 12/04/2011 e rifinirla con la visita il mercoledi' 20/04/2011, nei paesi magari si conoscono un po' tutti e l'officina Rea magari ha fatto da tramite indicando a Melania la praticheauto ed in numero a cui inviare il fax.
Non dico che e' con sicurezza cosi', non avrei nessun elemento per affermarlo ed onestamente anche per me stride, aspettava il mercoledi' 20/04/2011 ed avrebbe fatto tutto.
Presumo che a Somma non abbiano tutti il fax in casa e qui concordo con quanto velatamente suggerisci.
Io ho spiegato anche dubbi diversi in merito ad alcuni fatti inspiegabili che accadono a ridosso di quel fax e che non hanno apparentemente spiegazioni logiche ne umane.
3500 sono i contatti che si accendono quasi ininterrottamente per cinque giorni dal 12/04/2011 al 18/04/2011, fra i due numeri di Salvatore dedicato a Ludovica e vicerversa, e' un numero imponente di contatti fra sms, chiamate, squilli.
E' un caso che inizino ad aumentare a dismisura dal 12??? Puo' essere, come no.
3500 contatti diviso 120 ore sono 29,16 contatti all'ora, quasi uno ogni due minuti sull'arco delle 24 ore, facciamo una prova, leviamo 8 ore a giorno di sonno politico e disimpegno in bagno, 120 ore - (5x8)= 80 ore, 3500 contatti diviso 80 ore corrisponderebbero ad una media oraria di 43,75 contatti, sfioriamo uno al minuto levando solo otto ore al giorno sui cinque di interesse.
C'e' un errore materiale in ordinanza o per qualcuno e' un dato normale accettabile in una coppia con amante che si scannava ogni due per tre se solo si parlava di amanti??? Intendo che la media non puo' essere avvenuta e continuata che con Melania davanti che ammirava stupita per la velocita', ci saranno diverse motivazioni anche a questo???

Anonimo ha detto...

Non vedo perchè tu debba cancellare le legittime domande contenute in un post, senza nessuna ragione logica.
Dicevo e ripeto a dire: CHIE E' QUEL LADRO CHE LASCIA PER TERRA UN BRILLANTINO, RIMETTE AL DITO LA FEDE, LASCIA IL CELLULARE, E PORTA VIA SOLO...LA CATENINA?
PENSATECI
FALCO

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, rileggendo su http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/09/28/melania-rea,-nei-verbali-la-%C2%ABpista-dei-segugi%C2%BB#?refresh=ce il resoconto del soccorso alpino ho notato una cosa: il cane alla famosa roulotte non voleva entrare dalla porta ma da una finestra semiaperta; secondo voi si potrebbe dire che Melania già stava scappando da qualcuno e cercava un posto in cui nascondersi?
Ci sono informazioni sulla posizione in cui è stata vista dai ciclisti mentre scappava da due donne?
saluti MarcoPD

Anonimo ha detto...

Sì Antonello (presumo sia tu)
hai ragione.
è troppo strano.
3500 contatti ininterrottamente per cinque giorni dal 12/04/2011 al 18/04/2011, fra i due numeri di Salvatore dedicato a Ludovica e vicerversa, sono un pò troppi, e giocoforza Melania avrebbe dovuto essere al corrente, impossibile non farsi scoprire in un traffico del genere!
A meno che fossero squillini senza risposta del genere ti penso etc, ma quasi uno squillino al minuto, per quanto volersi appalesare innamorati.. è stalking!
Sai se il traffico fosse vicendevole o se propendesse più da una parte vs. l'altra?
E come mai gli inquirenti sono volati fino in America per reperire le informazioni cancellate sul server, e non hanno ritenuto di recuperare il testo di tutti questi sms dal ritmo asfissiante?

Certo, se un'amante vuole spingere l'altro a fare qualcosa, il sistema di induzione subliminale è quello della goccia a goccia che scava anche le pietre.. una raffinata tecnica di convincimento, la continua travolgente mole di input positivi al fine di..?
fargli lasciare la moglie?

Tabula

Anonimo ha detto...

@MarcoPD
Si, ho notato anche io, sarei piu' propenso a pensare che da quella roulotte lei forse voleva uscire perche' il percorso in cui i due ciclisti dichiarano di aver visto le tre donne con passo affrettato e' quello da San Giacomo a Colle, se non erro, ma prima i due ciclisti ha detto di averle viste uscire dal bosco, quindi e' plausibile che dalla roulotte Melania sia riuscita a scappare, ma e' interessante anche l'ipotesi che abbia tentato anche di nascondervi passando dalla finestra.
In verita' Piergiorgio avrebbe continuato a seguire la pista se fosse vera l'ipotesi che da li avrebbe proseguito a piedi la sua fuga verso il bosco e Colle, quindi io mi sentirei di ipotizzare che in ambedue i casi Melania deve essere stata raggiunta e portata via a peso, tramortita o meno e che dopo sia stata portata sulla rotabile posteriore che e' una scorciatoia per Ripe su un fuoristrada nero o scuro, quello che dopo vedra' il Colasanti, ma a meta' del percorso deve essere nuovamente sfuggita a chi era con lei, due donne, per riuscire a scappate per i boschi in direzione Colle, in questo caso deve essere stata raggiunta e ripresa poco prima del paesino Colle ove si era nascosta nel casolare in cui Piergiorgio ne fiuta le tracce olfattive per poi essere tramortita o ritramortita e portata direttamente a Ripe.
Secondo me e' verosimile sia stato questo il percorso cronologico e sul territorio fatto da Melania quel giorno.
Certo che fra telefonisti e ciclisti salverei solo i cani.
Probabilmente l'istruttore quando ha visto che Piergiorgio non fiutava piu' la pista all'esterno della roulotte ha interrotto e riportato il cane dal monumento anziche' andare sulla strada rotabile vicino e dietro alla roulotte.
Quindi sarebbero da ricercare due donne con un terzo ed un fuoristrada scuro, senpre se la ricostruzione e' corretta.
Antonello

nico ha detto...

ciao Massimo, ciao anche agli altri. Sai che ho sempre seguito il forum, dove continuo a trovare molti stimoli all'approfondimento. L'ho fatto anche per il caso di Melania Rea, ma forse ora mi sono un po' persa. Come scrive Tabula, come piu' volte hai fatto notare tu, ci starebbe anche il delitto d'impeto e Parolisi potrebbe sembrare il candidato perfetto. Assurdo pero' in tal caso tornare sul posto, rischiare enormemente, cercare di depistare in modo goffo e poi perche'.... Vedrei un senso preciso nell'uccisione di Melania da parte del marito, non vedo alcun senso nel tornare a deturpare il suo corpo. Qualcosa non torna effettivamente, e pochissimo hanno fatto gli inquirenti per dare una spiegazione logica e accettabile. Ci vedo come un vuoto, una nota stonata, una grave imprecisione. Ma non ho capito se tu, per quanto riguarda la borsa che scompare e riappare anzi non é mai scomparsa eccetera, hai un'idea precisa. Mi sembra di sì, posso sbagliarmi ma leggendo tra le righe credo tu pensi a qualcosa di ben definito di cui pero' ritieni sia meglio (per correttezza, perché non é il momento) non parlare a chiare lettere. Mi sbaglio? E anche nel messaggio di Tabula , nella sua domanda finale, vedo un convincimento che ci sta dietro... E io brancolo nel buio.....

Anonimo ha detto...

@Tab
Si, scusa, ero io, ho dimenticato di firmare.
Vado a memoria perche' non ho possibilita' di leggere l'ordinanza.
Io ricordo che avevo controllato la proporzione di traffico constatando che i numeri di contatti maggiori sarebbero, se non vi sono errori, dal numero in uso a Parolisi e dedicato a Ludovica verso quello in uso a Ludovica.
La direzione inversa sarebbe visibilmente meno percorsa dagli impazziti impulsi telefonici.
Antonello

Anonimo ha detto...

Quello che non mi convince è che se voleva uscire/scappare dalla finestra allora è entrata (volutamente o meno) attraverso la porta e qui il cane dice il contrario.
Io pensavo piuttosto che:
A) ci si voleva nascondere: quindi magari l'appuntamento con l'SI non era per lei che però sapeva, ha fatto in modo di essere li a guardare, si è fatta stupidamente scoprire, ha provato a nascondersi...
B) l'SI voleva nascondere Melania già priva di sensi nel primo posto disponibile "buttandola" dentro la finestra, pressato dal sopraggiungere di qualcuno inaspettato (boscaioli, gente che va a passeggio, macchine che si fermano...) ma non ci riesce per motivi di tempo o scarsa forza fisica quindi chiama qualcuno con la macchina (magari qualcuno già nei paraggi) e la porta alle casermette per finirla...
MarcoPD

Anonimo ha detto...

@MarcoPD
puo' essere Marco anche se io tentavo di mantenere una coerenza con Piergiorgio, se lo ritengo affidabile al pianoro gli si rizza il pelo se non trovo una giusta e coerente risposta alla traccia da lui ritrovata al casolare vicino al paesino di Colle.
Sono che io sappia stradine, quella dietro alla roulotte che porta a Ripe, di scarsa larghezza, anche se perfettamente rotabili, lo diceva sul forum una persona che aveva fatto piccole indagini di appassionati sul posto da residente.
Marco sembra che non ti seguo ma non e' cosi', l'inversione dell'incontro era un'ipotesi che era stata gia' avanzata in altri siti ma c'e', addirittura qualcuno aveva invertito tutto ipotizzando che fosse stato lui a dire a Melania che andava in bagno.
Ci sta, bisogna pensare un po' a tutti i particolari ma non e' campata in aria, e' possibile anche che fosse lui l'obiettivo vero e scampato sulla base del ricatto contro ricatto invece che Melania che 'non doveva rimetterci".
Non abbiamo altro pero' che Piergiorgio per sostenere ipotesi simili.
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

Ciao Nico.

Sì, io una mia idea ce l'ho, ma al momento me la tengo (anche se è sempre una derivazione delle mie idee precedenti) e nasce dai particolari strani, non li ho inseriti tutti nell'articolo, e da logiche considerazioni.

E' chiaro che il marito andava controllato dai carabinieri, e se si togliessero i particolari, lasciando libero sfogo alle apparenze, lui anche oggi è il sospettato numero uno. Ma occorre vedere anche il lato opposto e non in maniera parziale, come fatto l'altra settimana da Chi l'ha Visto (e mi spiace perché è il mio programma preferito), ma a tutto tondo.

Come ho scritto, Melania da un paio di giorni non era più rimasta sola, se aveva un qualcosa da fare, o da dire, o da consegnare, che il marito non doveva sapere, non avrebbe avuto altre occasioni se non in quel pomeriggio prima delle 16.00; e se si ragionasse guardando veramente anche il lato opposto della medaglia si scoprirebbe che il marito non ha deciso nulla e che tutto è venuto in conseguenza a quanto deciso dalla moglie.

Lei ha scelto il Pianoro, lei prima di partire è tornata verso casa (quasi avesse dimenticato qualcosa.. o volesse prendere quel qualcosa che il marito non doveva vedere), lei ha detto di dover andare in bagno, lei è andata verso il chiosco del Ranelli ma poi ha voltato prendendo la strada più lunga fino a scomparire.

Detto questo si possono presumere tante cose, anche che il Parolisi avesse capito che qualcosa non tornasse e l'abbia seguita, persino che l'abbia poi uccisa, ma anche che lui, inconsapevole di quanto stava accadendo, sia rimasto a giocare al parco e si sia mosso sulle 15.10 senza telefonare per vedere cosa stava facendo la moglie.

Perché gli orari in cui si muovono i testimoni, e ci ho perso tempo nello scrivere l'articolo del 9 settembre, sono stati elaborati dalla procura andando a ritroso ed in base a quanto digitava la telecamera del chiosco. E non ce n'è davvero uno che ci stia.

Solo un esempio: il Giorgi figlio, che risponde col cellulare al padre Serafino a 200 metri da lui, quello che dice di essere passato fra le 14.40 e le 14.50 dalla stessa strada presa da Melania, si ricorda che in quel momento la palla va a finire da una bimba seduta accanto ad una donna anziana, probabilmente la nonna. E queste non potevano essere che la Meckel e la nipote, solo loro in un orario compatibile si appostano vicino ai campi da calcio. La procura ha cercato di far arrivare al pianoro la Meckel e la nuora (la Fioretti) alle 14.46, ma non c'è riuscita perché le due hanno ribadito di essere arrivate dopo le 15.00. Quindi il Giorgi nulla può aver visto perché non è arrivato nell'orario voluto o sperato ma quindi/venti minuti dopo.

Quindi di cosa parliamo? Sbagliando continuiamo a mischiare, per cercare una via opposta, quanto ha portato la procura per provare che il militare è colpevole. Come possiamo riuscirci dato che seguendo la loro ipotesi possiamo solo andare dai tradimenti alle bugie del marito per poi arrivare alle lacune investigative e bloccarci?

Perché di lui sappiamo tutto e di lei nulla? Perché la sua famiglia blocca altre ipotesi sul nascere ed addirittura ne suggerisce delle nuove (foto computer borsa gialla)?Melania era una ragazza pulita, va bene e sono d'accordo, ma chi hanno interrogato per capire quanto avesse fatto, chi avesse incontrato, nei dieci/quindici giorni precedenti?

Io avrei già messo sotto controllo diversi telefoni...

Massimo

lori ha detto...

ciao Massimo da dove si evince che sia stata Melania a scegliere il Pianoro?

lori

LucaP ha detto...

Ciao Massimo

Da ora in avanti mi firmerò LucaP in quanto ho scoperto tra i frequntatori del blog esserci un mio omonimo.

Secondo me la storia della borsa è l'ulteriore atto di disinformazione messo in giro ad arte da chi o non ha più nulla da raccontare o da chi vuole ulteriormente rinfocolare i sospetti su Parolisi nel momento in cui da più parti sorgono legittimi sospetti sull'operato degli inquirenti.
Difatti a pag. 156 dell'ordinanza del GIP di Teramo si legge che entrambe le borse erano a casa dei Parolisi al momento dell'arrivo a Folignano dei genitori di Melania la sera del 18. Il GIP stesso già in tale sede ipotizzava, non si sa secondo quale logica o sulla base di quale fantasiosa sua ricostruzione, che fosse stato Parolisi a riporla nell'armadio prima dell'arrivo dei suoceri.
Ma come può aver fatto Parolisi, che dal Colle alla Caserma dei CC non è andato con la sua macchina (non mi ricordo se accompagnato da Paciolla o dai CC stessi), andare a recuperare la borsa (dove? a Ripe?) e portarla a casa se non disponeva neanche della macchina stessa (rimasta al Colle come testimoniato dal cognato)? In taxi?!
Diventa ancor più fantascienza pensare che dopo aver fatto denuncia formale c/o i CC si sia messo a girare per Ascoli (perdipiù in orario di chiusura dei negozi od anche più tardi) alla ricerca di una borsa identica a quella della moglie (dalle quale si sarebbe poi dimenticato di staccare il cartellino!).
La questione della borsa troverebbe una risposta molto più semplice se si ipotizzasse che i Parolisi siano partiti di casa in fretta e furia in quanto già in ritardo per il presunto appuntamento di Melania (magari con la bambina che piange o che Melania ha dovuto cambiare all'ultimo momento)e che quindi non vi era più tempo di tornare indietro tanto sarebbero passati da casa a breve per andare dalla madre di Sonia.

Vorrei inoltre sollevare un'altra questione che penso sinora non sia stata trattata.
A pag. 153 dell'ordinanza del GIP di Teramo si ricostruisce l'ipotetico percorso di Parolisi da Folignano a Ripe indicando un tempo di percorrenza di 20 minuti e questo sempre per far quadrare tutto.
Provate allora ad andare su Googlemap ed inserire il percorso (uno dei due indicati). Guarda caso! Il tempo di percorrenza è di 21/20 minuti (Googlemap considera sempre la velocità limite ammessa dal Codice della strada). Ma chi ci può credere considerando che non è un'autostrada (provate a fare il tragitto selezionando l'opzione 3D)?
Anche nel caso del trasferimento da Ripe al Colle i tempi sembrano derivati da Googlemap (ma come mai lo fanno passare da Folignano quando in prima istanza ad Ascoli avevano ipotizzato il tragitto più breve passando attraverso San Giacomo? forse le sentinelle, e pi di una, avrebbero dovuto per forza la Renault?).
Se poi ci aggiungiamo che il Riesame dell'Aquila accorcia il tempo di percorrenza sino a 13 minuti (coincidenti con quelli di Google) viene da domandarsi: ma come cavolo fanno le indagini?!!!
Ciao a tutti

Anonimo ha detto...

Buongiorno, Vi seguo e vi leggo con molto interesse, trovo nei vostri commenti ampi spazi per la riflessione, e più vi leggo più mi convinco che non è stato Parolisi ad uccidere la moglie, bensì uno sprovveduto pagato da lui. Cosi spiego il vile deturpamento del cadavere...messo in atto da un teppista qualunque trasformatosi in assassino perchè mandato-pagato. Parolisi sapeva bene a cosa sarebbe andata incontro la moglie quel giorno...e lui ha fatto di tutto per farcela andare. Così il mite militare stupidotto e tirchio si sarebbe liberato della moglie ingombrante alla quale non avrebbe dovuto versare un centesimo...meglio vedovo! io la vedo così...e trovo inutile soappopizzare la vicenda includendoci persino l'amica Sonia o chi che sia.

Anonimo ha detto...

Massimo, credo che la strada che stai coraggiosamente intraprendendo sia quella giusta

Tabula

emax/massimo prati ha detto...

Ciao lori.

Lo ha detto l'amica Sonia nell'intervista (è su youtube), lo ha confermato la madre di Melania nella prima intervista a chi l'ha visto (su youtube non c'è ma l'ho vista io in diretta), lo dice il Parolisi (e se si guardano gli indizi dal lato opposto gli si deve credere).

Ciao LucaP.

C'è un'altra possibilità, a cui non si può credere perché sintomo di inefficienza totale. Che la borsa di Melania, quella indossata quel giorno, l'avesse davvero portata con sé anche nel pomeriggio e che gli inquirenti ne abbiano sequestrata un'altra (quindi la borsa originale potrebbe essere stata rubata), simile ma non uguale, acquistata a febbraio di quest'anno. Sarebbe il colmo dei colmi investigativi. Questo il link dell'articolo.

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2011/10/20/603815-delitto_melania.shtml

Per quanto riguarda gli orari di google hai ragione, oltre che considerare il limite di velocità google a specifica richiesta dichiara che sono approssimativi, esattamente come i segnali rossi che indicano gli esercizi commerciali che mai sono posizionati al punto giusto. Se inserisci su google maps il "bar ristorante il cacciatore" ti accorgi che lo segnano in tutt'altra posizione.

In ogni caso penso che i carabinieri li abbiano cronometrati i tempi. Spero.

All'anonimo che ci segue sempre. Tu stesso contraddici le tue tesi, prima affermi che ha pagato un sicario poi che è tirchio. Quindi pensi ad un sicarietto da poco, ad uno di quelli che lavora a 20 euro l'ora (e chiaramente non fa fattura).

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

anonimo delle 14:05
a me sembra che la soapizzazione la stia facendo tu..
ma come, si è detto che Parolisi era talmente tirchio che Melania aveva solo 5 euro nella borsa, scordandosi che avesse lasciato il portafoglio sul tavolo del pc con dentro 150 euro dati dal marito quel giorno..
e poi questo mi va a pagare un terzo per assassinare la moglie?
quanto costerebbe fare ammazzare la propria moglie? e se poi l'assassino dovesse ricattarti tutta la vita, quanto ti costerebbe?
non sarebbe stato meglio più economico e meno rischioso pagare gli alimenti?

Tabula

Anonimo ha detto...

@Antonello
è appunto il cane che mi tarla con il particolare della finestra e non la porta della roulotte.
Premetto che sono un appassionato cinofilo, nel senso che ho 2 cani da caccia per il recupero di animali feriti (in gergo cani da sangue) di razza diversa da Piergiorgio ma che hanno nella tecnica di ricerca notevoli affinità pur basandosi su odori diversi (sangue vs effetti personali).
Per la mia esperienza se nella ricerca il cane fa qualcosa di "strano" sulla traccia allora è perchè qualcosa di "strano" è successo e qui le ipotesi si sprecano e il cane non aiuta più perchè indica solo "dove" ma non "cosa" sia successo.

@tutti
mi scuso se sono uscito un pò dal seminato di questo articolo ma sulla questione borsa gialla oltre a far i miei complimenti a Massimo per l'articolo non saprei proprio cosa dire: per me 10/1 non si è mai mossa da casa ed è "nuova" dopo un anno perchè era la "borsa da festa", se poi parenti di Melania e giornalisti vogliono ricamarci sopra avranno i loro motivi.
MarcoPD

lori ha detto...

ok, grazie Massimo

lori

lori ha detto...

ma sonia come faceva a saperlo visto che non era informata della gita al pianoro?

lori

Anonimo ha detto...

mi scuso per il termine soappopizzato, certamente non il più idoneo a valorizzare le opinioni di tutti, tra cui anche la mia... non era mia intenzione "volontaria" offendere nessuno, ovviamente se vi sentite offesi mi spiace e mi assumo la responsabilità di quella brutta parola che mi limiterò a non usare più. Credo che per Parolisi sarebbe stato meglio pagare una sola rata, eh quindi facendo uccidere la moglie, piuttosto che versare per tutti gli anni a venire mantenimento per la moglie e figlia, evidentemente per me è tirchio certo, ma un tirchio calcolatore ed ha affrontato la spesa minore. In quanto al ricatto, sa benissimo che l'eventuale ricattatore che lui sta adesso coprendo, non gli estorcerà più un bel nulla se non vuole farsi anche lui 30 anni di galera insieme al suo caro caporalmaggiore. Il Parolisi aveva già la stanza prenotata in albergo, camera matrimoniale vista mare con la sua futura donna....era tutto prgrammato, ho ben inteso che siamo tutti stufi di parlare e di scrivere dei tradimenti di Parolisi...però almeno fino a questo momento è l'unico movente certo e per il quale parolisi non è ne il primo a uccidere ne sarà l'ultimo.

emax/massimo prati ha detto...

Ma anonimo, metti un nick la prossima volta, non credi che se avesse affidato l'incarico ad un sicario avrebbe un alibi a prova di bomba? Dato che è in carcere perché non ha alibi la tua idea qual è? Stupido va bene, ma farsi due chiacchiere con i ragazzi o col Ranelli avrebbe voluto dire "libertà".

Lori, è la domanda che per due settimane ha aleggiato nel blog senza trovare risposta...

Ciao, Massimo

lori ha detto...

appunto massimo..è proprio quello che volevo dire..non c'è certezza..anche perchè mi sembra di ricordare quello che disse la madre...avevano mangiato e sarebbero andati al colle prima di andare da sonia..ma non mi sembra che la signora vittoria abbia attribuito alla figlia la decisione di andare, quanto a quello che dice Parolisi, permettimi di non considerarlo un'autorevole fonte d'informazione , e lo dico senza malizia ( basti vedere come si è confuso con le foto scattate dal cellulare del Paciolla)

lori

filippo ha detto...

Come sempre analisi ottima e super approfondita. In questo caso sono sempre stato dubbioso, tendenzialmente innocentista forse solamente per come i media hanno da subito trattato questo marito, colpevole, al momento di essere un gran bugiardo e traditore (come pochi in questo paese....). Ieri però, riguardando per l'ennesima volta l'interrogatorio fatto al chiosco, mi stò sempre di più convincendo che il Salvatore sia il colpevole, e che la scena da lui descritta e datata 10 giorni prima del delitto (il sesso fatto mentre la bimba dormiva), riguardasse invece proprio quanto avvenuto il giorno del delitto. Perchè mi convinco di questo: perchè una bimba dopo pranzo se la porti in montagna è facile che dopo due tornanti si addormenti (ed è facile che sia successo proprio così); è plausibile che i coniugi avessero programmato prima di andare alle altalene una discussione proprio a Ripe e che questa tra tentativo di riconciliazione e ulteriore discussione sia poi degenrata.
Quanto alla borsa, sono dell'idea che la donna non l'avesse proprio portata e questo perchè comunque dopo un paio d'ore sarebbero tornati a casa.

Anonimo ha detto...

Sentinelle dei Poligoni Militari.

Ogni Poligono Militare preve il posizionamento di (almeno) una sentinella in un punto della strada di accesso al Poligono in modo da avvisare dell'arrivo di una eventuale ispezione/visita. Questa sentinella non ha il compito di fermare il traffico/persone per evitare che entrino nella zona di sgombero del poligono (è la zona dove "fischiano i proiettili" per capirci). Quando ero militare di leva in Friuli funzionava così: la sentinella via radio avvisava dell'arrivo dell'ispezione che trovava tutto in ordine ovviamente, visto che il personale al poligono aveva avuto il tempo di sistemarsi (uniforme, equipaggiamento, in piedi e non stravaccati, ecc) grazie al preavviso della sentinella. Sono altre le sentinelle che hanno invece il compito di impedire di entrare nel poligono durante l'attività militare.

emax/massimo prati ha detto...

Però lori, se vuoi vedere il lato opposto (sempre ci sia), come ho scritto, non in maniera parziale, devi considerare anche che il Parolisi su questo punto abbia detto il vero. Altrimenti si cade nel mio discorso finale e si valuta solo quanto portato dalla procura... ed è chiaro che non si esce dalla parte colpevolista e ci si convince sempre di più. E questo vale anche per quanto attiene l'interrogatorio al chiosco.

Ora sai le risposte, e sai che lui ne da di fasulle, che ha mentito, però, Filippo, non valuti razionalizzando i particolari ma considerando solo un fatto emotivo che cancella ogni base logica del ragionamento. E' logico sia così, anch'io la prima volta che l'ho visto quel video ho detto fra me "l'ha uccisa lui". Ma razionalizzando si torna a scoprire che di suo a Ripe non mi pare ci sia nulla al momento, ed un'azione omicida di tale portata, in tale luogo, rende difficile il non lasciare tracce. Ed infatti chi ha depistato anziché togliere quelle in più le ha aumentate a dismisura.

Intendiamoci, è la mia idea e non è detto non sia giusta la tua.

Ciao, Massimo

filippo ha detto...

Ma perchè Massimo, allora lui averbbe detto di aver sporcato in giro? Hanno effettivamente ritrovato quelle tracce? Se effettivamente lui ha lascito quel genere di tracce presumo che anche dopo 2/3 settimane ci dovrevvero essere state(non mi pare abbia mai piovuto in quel periodo e cmq le tracce erano sulla parete del chiosco, così almento ha riferito). E se così non fosse (cioè non è stata rilevata nessuna traccia) perchè mai avrebbe dovuto dire una cosa così imbarazzante e comunque fortemente indiziaria contro di lui? Perchè?

Anonimo ha detto...

FILIPPO

perchè lui sapeva di aver lasciato tracce biologiche e pensava che se le avessero trovate avrebbero potuto sospettare di lui. Il poveraccio le aveva affettivamente lasciate lì ma di certo non quando è stata aggredita Melania.

Parolisi dice molte più verità che bugie !

lori ha detto...

Massimo, io non ragiono in chiave colpevolista..se avessi voluto farlo avrei detto che PAROLISI POTREBBE AVER MENTITO DI PROPOSITO..MI SONO LIMITATA A CONSIDERARE I FATTI .....e i fatti mi dicono che parolisi non è persona attendibile.. al di là di quello che dice la Procura..( ho una mia capacità autonoma di analisi per fortuna)e secondo me, è proprio nell'ignorare questo aspetto di Parolisi che si rischia di essere parziali...io non mi schiero nè a favore nè contro..non accuso e non assolvo... mi limito a registrare fatti e comportamenti

lori

Anonimo ha detto...

ciao Filippo,
per me quel video può essere letto anche in un altro modo.
Ammettiamo Parolisi innocente:

-mente sulle amanti (questo già lo sapevamo e non ci occorreva il video), ma sinceramente non mi sembra tanto strano, chi è disposto prontamente ad ammettere di avere avuto delle amanti se non ne è costretto? Lo stesso Paciolla ha mentito, ha fatto finta di scandalizzarsi per le amanti di Parolisi e poi ce l'aveva pure lui. Non per questo lo si ritiene un assassino;

-parla delle sue tracce biologiche perché sa già d'essere il principale indiziato e sa che probabilmente troveranno quelle tracce perché lui realmente le ha lasciate alcuni giorni prima (appartandosi con la moglie o con qualcun'altra);

- descrive quello che è successo giorni prima con la moglie, perché NON è successo il giorno dell'omicidio. Chi, se pur scemo, va a raccontare l'esatta dinamica omicidiaria, salvo ascriverla ad alcuni giorni prima? Significa auto condannarsi.

Secondo me se fosse stato l'assassino avrebbe taciuto sulla gita con la moglie a Ripe come, essendo veramente un traditore, ha taciuto sui nomi delle proprie amanti.
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Tabula
Un marito non lo farebbe mai dci (riferito alla cancellazione di un anno di messaggi)...
e perchè no? Lui negli interrogatori ha ammesso che Melania in quegli ultimi mesi lo faceva nero perchè aveva evidentemente scoperto che la relazione non era affatto finita; quindi chissà che messaggi gli spediva ...Altrochè se aveva motivo di cancellare gli sms visto che per giorni ha cercato di portare avanti con gli inquirenti la storia della famiglia del mulino bianco.
E se lui fosse tornato sul luogo del delitto per cercare l'anello di fidanzamento in quanto poteva far pensare ad un litigio finito tragicamente?
Rosy

filippo ha detto...

Ciao Tiziana, dici "Chi, se pur scemo, va a raccontare l'esatta dinamica omicidiaria, salvo ascriverla ad alcuni giorni prima? " già Tiziana uno completamente scemo... e su questo non è che il Parolisi mi dia finora elementi di intelligienza. Comunque sia quello che vorrei sapere: sono state effettivamente rilevate le tracce del Parolisi? Se così non fosse, perchè raccontare quell'episodio? Ripeto difficilmente quelle tracce sono cancellabili, ma qui chiedo un parere di qualcuno magari più esperto (Massimo).

filippo ha detto...

scusate per la i di troppo....

emax/massimo prati ha detto...

lori non te la prendere. Non ho mai detto che tu non hai capacità autonome di pensiero, quello che ho scritto l'ho ripreso dal mio commento precedente quando parlavo in senso generale, e lo ripeto, se si guarda quanto portato dalla procura, senza critiche al lavoro svolto ed all'unilateralità usata, si deve considerare il Parolisi colpevole.

Ma non perché tu o altri non abbiate capacità mentali autonome, non lo penso proprio, perché loro nelle carte hanno inserito solo indizi a colpevolezza (e tanti pregiudizi viste le telefonate fra gli amanti che sanno solo di gossip).

Poi mi rivolgo a Filippo.

Metti che il militare non avesse parlato di Ripe. Non diceva nulla né del sesso né di niente, anzi, metti dicesse che lui Melania a Ripe non l'aveva proprio mai portata. Cosa accadeva? Si interrogavano Sonia e Stefania, gli si chiedeva se Melania conosceva il posto, ed usciva che Sonia sapeva esserci stata per "l'albero della cuccagna" e che Stefania sapeva che aveva chiesto più volte al marito di portarcela. Ed usciva, quindi, che il marito aveva mentito e, per questa menzogna ben più grave di quella del sesso (sempre questa lo sia) sarebbe stato più sospettato di quanto non sia stato ugualmente.

Come ho scritto nell'articolo, probabilmente male visto che non sono stato capito, lui poteva dire ciò che voleva perché una volta uccisa a Ripe le strade avrebbero portato a lui e solo a lui e sarebbe stato (come è avvenuto) il primo e unico sospettato, sesso o no. E questo è un punto focale.

Ma, riprendo ancora l'articolo, per quale motivo anziché occultarla sarebbe andato a depistare (o avrebbe mandato qualcuno a depistare)? C'è da capire che senso ha un tale comportamento, questo anche se lo si considera colpevole.

E non tiriamo in ballo ancora che è una persona stupida e non ci arriva, perché allora bisogna chiedersi come ha fatto, dopo avere ucciso la moglie, ad andare, lindo e pulito, a chiedere aiuto e ad inventarsi la storia che si è inventato. Bisogna chiedersi perché il cane fa esattamente la strada che lui dice aver fatto la moglie, compresa la partenza verso il chiosco del Ranelli, bisogna chiedersi troppe cose.

Questo è, come sempre, il mio pensiero, niente altro, giusto o sbagliato, e non pretendo certo sia la verità o sia condiviso da tutti. Quando scrivo i commenti non sono Massimo Prati ma semplicemente Massimo, uno che cerca di portare un contributo, proprio come voi.

Massimo

Anonimo ha detto...

Non sono sicura di aver capito bene la storia della borsa...ma mi sembra che se ne parli soprattutto per le chiavi di casa: ma Melania, uscendo per ultima e senza borsa...avesse chiuso e portato via le chiavi non avrebbe potuto , appena entrata in macchina, metterle nel cruscotto? (Gesto che mi è molto familiare quando esco senza borsa)...
Rosy

filippo ha detto...

già Massimo, il discordo del depistaggio è effettivamente inconcepibile.

filippo ha detto...

discorso (oggi sono dislessico)

Anonimo ha detto...

Massimo
ci ha invitati tante volte a riflettere su Melania, oltre che su Salvatore. Su di lei è difficile dire qualcosa, perché probabilmente in quella direzione sono state fatte poche indagini.
C'è un elemento però dal quale partire: il cellulare di Melania.
Il cellulare dal quale sono spariti quasi tutti i messaggi. Chi poteva avere interesse a cancellarli, chi aveva sentito Melania nei giorni precedenti il delitto?
Si è detto che Parolisi potrebbe averla uccisa perché lei, scoperti i suoi tradimenti, voleva denunciarlo facendogli perdere il posto di lavoro.
Parolisi al telefono con la sorella dice: non ero l'unico così in caserma; mi dispiace che sia stata Melania a rimetterci.
Se metto tutti questi elementi insieme dove arrivo?
Se Melania arrabbiata avesse fatto "comunella" con la moglie di qualche altro militare traditore? Se a un certo punto le avesse proposto di denunciare i propri mariti?
Considerate che l'altra donna fosse stata una casalinga e che il lavoro del marito rappresentasse dunque l'unica entrata: sarebbe stata disposta a rinunciare a tutto per salvare l'onore? Qua sì che il problema economico diventa cogente. Melania poteva contare sull'aiuto della propria famiglia ma non per tutte e così. Magari l' altra donna erano in realtà "altre donne".
Potrebbe dunque starci l'idea che Salvatore, pur non sapendo esattamente cosa è successo, parli dell'esca dei tradimenti.
Potrebbe starci l'appuntamento di Melania: lei vuole convincere la/le altre a parlare, loro vogliono convincerla a tacere e, come estrema ratio scatta l'omicidio (non premeditato, degenerato in tragedia).
Che ne pensate?
Tiziana

lori ha detto...

Massimo, io non faccio riferimento a quello che i magistrati hanno scritto nelle carte..io faccio riferimento a quello che ho sentito dire personalmente da lui nelle varie interviste e nelle intercettazioni ..e non sto parlando di COLPEVOLEZZA, sto parlando della sua scarsa attendibilità magistralmente dimostrata in più occasioni e, soprattutto ,nell'intervista vicino al chiosco... quando con una faccia di bronzo nega verità già ampiamente conosciute dagli inquirenti..
mi riferisco alle balle che racconta alla moglie sul telefono dedicato, mi riferisco alle balle che racconta all'amante ludovica, mi riferisco a tutte le strategie messe in atto per nascondere la storia con la soldatessa..LADDOVE AVREBE DOVUTO DARE IL MASSIMO DELLA COLLABORAZIONE VISTO che gli avevano ucciso la moglie, e che ogni minimo particolare avrebbe potuto essere significativo alla risoluzione del caso..e questo Massimo, non è gossip, è la realtà dei fatti

lori

lori ha detto...

Quanto alle chiavi,visto che melania usciva senza borsa potrebbe aver chiuso con le chiavi del marito( visto che è uscita per ultima) e poi avergliele restituite una volta scesa in garage... io non ci trovo niente di strano

lori

Anonimo ha detto...

Sì Lori,
Parolisi bugiardo, ma questa verità deve essere guardata in due modi:

-se Parolisi è colpevole, tutto ciò che dice è falso;

- se Parolisi è innocente una parte di ciò che dice è falso, ciò che è funzionale a nascondere i suoi tradimenti, ma per il resto non ha bisogno di mentire. E dire la verità è più facile (occorre meno sforzo di fantasia) che dire bugie. Al resto dunque possiamo dare un certo grado di attendibilità (almeno che non scopriamo la funzione della bugia anche per quell'argomento).

Ad esempio, posto Parolisi innocente, perché raccontare che l'idea della gita è stata della moglie?

Tiziana

Anonimo ha detto...

Buon giorno a tutti…

Massimo, legendoti: “ la prima volta che l’ho visto quell video ho detto fra me l’ha uccisa lui”…rifletto, penso che forse guardandolo—sentendolo-- abbiamo avuto tutti quel brivido…quel disagevole e innegabile retrogusto d’insincerita’—ma, altretanto, come spieghi tu, il modo in cui sono venute attorcigliate le indagini fanno venire lo stessissimo brivido…quel rinvestimento di squallore sulla pelle….Parolisi finge—finge sicuramente—ci sarebbe da nascondere nel suo passato—quasi quasi se lo aspetta. Ma pure gli inquirenti fingono—fingono cosa? E per quale motivo?
Che l ’insincerita’ di Parolisi si percepisce in ogni sua intervista e’ certo—ma esaminando, logicamente, gli indizzi che abbiamo disponibili—prove di insincerita’ certe (di quel 18 Aprile—dna—testimoni…fiuti) non ne abbiamo. Al contrario—esaminando, logicamente le ricostruzioni degli inquirenti—prove di sotterfuggi ne abbiamo un bel pacchetto (Ranelli, testimoni, tempi, borse, fax, ecc. ecc.) Mettiamoli sulla bilancia.
Mi sembra dovrebbe essere molto piu’ trasparente, molto meno squallida un indagine che scopra “LA VERITA’” Chi, nasconde di piu’ e per quale motivo?

Per MarcoPD:

Una domanda: E se un pachetto fosse entrato per la finestra della roulotte—il cane avrebbe potuto reaggire cosi’? Avrebbe potuto seguire le tracce di Melania su quel pacchetto/oggetto?

Un saluto, (Scusate gli errori)
Avery

lori ha detto...

Tiziana, a parte il fatto che io personalmente non l'ho sentito dire questa cosa , ma se vogliamo valutare in chiave innocentista allora basta fare riferimento alla confusione che ha fatto a proposito delle foto scattate dal cellulare di Paciolla. Perchè non dire la verità e cioè che le aveva viste su un quotidiano? Forse Parolisi è un pò confuso..ci può stare non credi?

se poi vogliamo interpretarla in chiave colpevolista mi sembra che il fatto si potrebbe spiegare da sè

lori

Anonimo ha detto...

Avery,
molto bello il tuo paragone tra i sotterfugi (comprensibili) di Parolisi e quelli (oscuri) della procura.
Parolisi per le sue bugie si trova oggi in prigione...

@Massimo,
il tuo articolo l'hai scritto benissimo, non male, e sei stato compreso: quel luogo non è casuale, proprio la scelta del luogo ha gettato i sospetti su Parolisi. Ora qualunque indizio viene letto in un'unica direzione: se aveva la borsa perché l'aveva, se non l'aveva perché non l'aveva; se consegna il fax perché l'avrà fatto, ma se non lo consegnava perché non l'ha consegnato.
Non c'è prova che tenga. Qualunque elemento sarà usato sempre e solo contro di lui... ma l'indagine è a 360°, infatti dove ci si trova descritti i 360°? Al punto di partenza!
Tiziana

Anonimo ha detto...

Io penso che se continuiamo a parlare delle varie menzogne del Parolisi non veniamo a capo di niente. A me sembre che le balle che ha raccontato sono mirate ad allontanare da se ogni sospetto perchè nella sua stupidità tradimenti=movente=colpevolezza.
Ma chi avrebbe mai ammesso da subito tutti i tradimenti fatti ad una moglie appena assassinata? Per quanto riguarda la borsa credo che sia l'ennesima bufala dei parenti di Melania.
Marilia

Anonimo ha detto...

Io penso che se continuiamo a parlare delle varie menzogne del Parolisi non veniamo a capo di niente. A me sembre che le balle che ha raccontato sono mirate ad allontanare da se ogni sospetto perchè nella sua stupidità tradimenti=movente=colpevolezza.
Ma chi avrebbe mai ammesso da subito tutti i tradimenti fatti ad una moglie appena assassinata? Per quanto riguarda la borsa credo che sia l'ennesima bufala dei parenti di Melania.
Marilia

Anonimo ha detto...

Sì Lori,
l'interpretazione colpevolista non l'ho data perché scontata, e ci pensa già a sufficienza la procura.
Tiziana

Anonimo ha detto...

Caro Massimo...la tua domanda riguardo l'alibi è più che legittima...certo che crearsi un'alibi a prova di bomba come dici tu Massimo, avrebbe voluto dire che Parolisi si sarebbe dovuto esporre molto quel giorno e farsi 2 chiacchiere con i ragazzuoli lì che giocavano! Ma secondo me, lui l'alibi pensa e crede di averselo trovato, rimanendo li alle altalene con la figliola...e sai mentre sapeva che la moglie di li a poco sarebbe stata uccisa "perchè lui ce l ha mandata con la scusa di farsi portare un caffè....altro che pipì!...sai com'è credo.. che scambiare 2 parole li al parco con i ragazzi....proprio non c'è l'ha fatta....come non c'è l'ha fatta a chiamare personalmente i suoceri per comunicargli la scomparsa della loro figlia....come non ce l'ha fatta a fare il riconoscimento del cadavere! Pensava che gli bastasse "essere notato"... CONTINUO PIù tardi.... saluti LineaG.

lori ha detto...

non è che si parli delle bugie di Parolisi per venire a capo di qualcosa..io, personalmente non ne ho alcuna intenzione.. non ho strumenti nè conoscenze adeguate...ne parlavo per focalizzare la personalità del caporal maggiore..tutto qui..così come si parla di tanto altro

lori

Anonimo ha detto...

Linea G.
se uno ingaggia un sicario (con relativi costi) o trova un complice, lo fa per crearsi un alibi. Tu dici che invece non ce l'ha fatta. Perché, secondo te è più facile contattare un assassino piuttosto che passeggiare davanti alle telecamere del chiosco di Ranelli?

Non ce l'ha fatta a identificare il cadavere! E' più facile uccidere che identificare un cadavere? Forse era realmente scioccato, forse se anche non l'amava più gli avevano appena ucciso la madre di sua figlia, la donna con cui ha condiviso tanti anni insieme. Tanto strano che non avesse voluto vederla massacrata?
Non ce l'ha fatta a chiamare i suoi suoceri! Ma come, uno abituato a mentire così spudoratamente e continuativamente. Forse era agitato per la preoccupazione, possibile che sia tanto difficile da ipotizzare?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Lori,
a me invece sembrava che il discorso sulle bugie di Parolisi fosse venuto fuori dalla tua necessità (legittima) di mettere in dubbio che la gita al Colle l'avesse programmata Melania.
Perciò ti eri focalizzata su qualcosa. Eri infatti partita dalle domande da te poste a Massimo.
Tiziana

lori ha detto...

io avevo semplicemente chiesto dove Massimo avesse sentito questa notizia dal momento CHE A ME NON RISULTAVA ., ma non perchè avessi intenzione di costruirci sopra qualcosa ;il discorso si è poi ampliato in funzione delle considerazioni di Massimo....ma il mio evidenziare la tendenza di Parolisi a dire bugie non voleva portare mimimamente ad una qualsiavoglia possibile ricostruzione

lori

emax/massimo prati ha detto...

Praticamente lori tu mi hai fatto un elenco delle menzogne del Parolisi. Ed allora facciamo una analisi e vediamo quante delle sue balle si incastrano nell'omicidio. Perché, come ho scritto in un articolo, a mio modo di vedere la parola bugiardo non fa il pari con la parola omicida.

Prima del delitto aveva una doppia vita, è assodato, quindi mentiva sia alla moglie che all'amante, e non ci piove. Ma queste bugie hanno correlazione con l'omicidio visto che da anni, forse anche la notte in cui è nata la bimba, si comportava alla stessa maniera? Non credo dato che quando è stato scoperto, più di un anno prima, è stato lui a non volere la separazione ed a minacciare il suicidio (ed è stato un bastardo perché poi ha continuato la relazione con l'altra, anche se diminuendo drasticamente gli incontri).

Dopo la scomparsa ha mentito, è vero, ma sempre e solo per quanto riguarda i tradimenti. La sua unica preoccupazione era di nascondere l'amante in modo che nulla si sapesse neppure in caserma, e su questo punto dicono bene i Rea quando affermano che amava più il suo lavoro che la moglie (e ci credo, telefonava svariate ore al giorno... quando mai lavorava?).

Durante le ricerche stava quattro/cinque ore pianoro poi andava in caserma. Comportamento riprovevole, senza ombra di dubbio, ma questo dimostra che è l'assassino o che è innocente? A mio parere il comportamento lo fa innocente perché gli assassini stanno attaccati a chi fa le indagini, vogliono sapere a che punto sono arrivati, vogliono partecipare e vorrebbero anche far ritrovare il corpo (statistica americana).

Dopo la scoperta del cadavere continua a mentire sull'amante, ma a questo punto le ragioni che lo spingono a farlo sono due. La prima è sempre quella che riguarda il lavoro, non vuole andare in "culonia", la seconda riguarda la sua posizione. E' chiaro che se si scoprono le sue menzogne dei giorni precedenti sarà il primo sospettato. Quindi ormai è prigioniero delle sue bugie, come tutti quelli che mentono (e sono tanti ad avere una doppia vita ed a mentire). Ma fino a quando c'era la possibilità che gli inquirenti non ne venissero a conoscenza (e se non ha ucciso lui Melania è questo il pensiero, o la speranza, che ha avuto) poteva essere che prendessero il vero omicida e che il resto (amante e bugie) rimanesse insabbiato.

Ciò che non ha capito, ed è da qui che nascono i suoi guai, è che altri potevano parlare dei suoi tradimenti. Troppi erano quelli che sapevano in caserma. E se avesse realizzato che nel giro di qualche giorno in procura avrebbero saputo tutto, avrebbe anche capito che non ci sarebbero state indagini esterne a lui che prevedessero un diverso colpevole. Ed infatti, alla faccia dei 360°, del macedone, dei tre operai che lavoravano nella casa vicino al monumento (tutti controllati alla pressapoco in quanto sono andati a casa loro solo per vedere se avevano abiti macchiati di sangue... e basta), da subito tutta la procura, quattro pm poi diventati cinque più uno esterno da Teramo, s'è coalizzata nel trovare prove che in realtà, lo ripeto, sono gossip buono per i programmi pomeridiani perché tutto l'impianto accusatorio non poggia su nemmeno una vera certezza ma solo sulle menzogne del militare. Ed anche le persone come me e te basano la loro idea solo su queste menzogne e sui suoi comportamenti. D'altronde basta guardare quante pagine hanno dedicato i gip alle intercettazioni Salvatore-Ludovica.

Questa la mia analisi lori, se tu ne posterai una diversa la leggerò e non è detto che, se mi risultasse più convincente, non possa modificare qualche mia idea.

Ciao, Massimo

LucaP ha detto...

Riguardo al famoso video girato al Chiosco delle Casermette personalmente non sono molto impressionato e influenzato da quello che Parolisi dice, in quanto lo stesso ha dimostrato in più occasioni di essere un mentitore seriale e la diffusione di tale video (autorizzata dalla Procura, in quanto facente parte degli atti, sulla base di quale criterio? a me sembra esclusivamente per gettare ulteriore discredito su Parolisi) non ha fatto altro che reiterare il collegamento "Parolisi fedifrago/mentitore ---> ergo Parolisi è il colpevole".
Quello che mi ha invece fatto pensare è la tranquillità con la quale parla per quasi due ore (mescolando menzogne a fatti realmente accaduti) nelle immediate vicinanze del luogo dove è stata uccisa e ritrovata la moglie senza tradire la minima emozione e senza volgere ogni tanto lo sguardo intorno o chiedere agli inquirenti magari se è possibile spostarsi un po' dal chiosco.
Questa cosa tuttavia, piuttosto che farmi pensare che Parolisi è colpevole (reputo che le prove e gli indizi a suo favore come il cane, Ranelli, le tempistiche e le modalità dell'omicidio siano decisamente superiori a quelli portati dalla Procura a suo sfavore) mi ha dato invece l'impressione che Parolisi stesso si fosse già preparato a quel sopralluogo ed a quello che avrebbe visto.
Si pensi al fatto che Parolisi, come un po' tutti quelli che vivono di menzogne e sotterfugi, non racconta mai qualcosa di totalmente inventato ma condisce sempre una menzogna con qualcosa di realmente vissuto in modo che la menzogna risulti credibile prima di tutto a se stesso e quindi difendibile davanti agli altri.
Ed allora mi viene subito da pensare alla questione della fotografia vista sul cellulare di Paciolla come più volte testimoniato da Parolisi.
Potrebbe essere che abbia visto veramente una fotografia scattata con un cellulare magari non da Paciolla ma dall'assassino che in quel modo ha voluto iniziare la sua azione di minaccia e ricatto?
Quali controlli hanno effettuato i Carabinieri sui cellulari consegnati da Paciolla?
Hanno controllato l'eventuale presenza di immagini cancellate dalla SIM o dalla memoria del cellulare o si sono limitati a controllare che non ve ne fossero?
Quali cellulari ha consegnato Paciolla? I Carabinieri hanno verificato (anche tramite l'IMEI) che i cellulari consegnati fossero quelli utilizzati da Paciolla abitualmente?
Forse mi sbaglio, ma mi sembra di ricordare che Paciolla in un'intervista abbia dichiarato che non avrebbe potuto fare fotografie in quanto i cellulari che possedeva erano modelli alquanto vecchi (da una verifica del traffico telefonico si potrebbe appurare se ha mai agganciato una cella UMTS con la eventuale conseguenza quindi che il suo cellulare poteva scattare fotografie) per poi vederlo a settembre con un iPhone nuovo di zecca.
Se Parolisi ha tirato fuori la storia della foto mettendosi così nei casini non credo che l'abbia fatto improvvisando sul momento. Avrebbe potuto invece tranquillamente raccontare che l'amico od il cognato gli avevano dato una descrizione dettagliata e sarebbe stato credibile (per un mentitore come lui non sarebbe stato poi così difficile).
Ciao

lori ha detto...

Massimo,continui a non capirmi , io non ho minimamente stabilito un'equazione tra bugiardo e colpevole....sto dicendo che Parolisi non è affidabile, a prescindere dal motivo per cui menta...( e ha sempre mentito come tu stesso hai ricordato)

lori

filippo ha detto...

Luca, bingo! Concordo.

emax/massimo prati ha detto...

Sì lori, ho capito che è inaffidabile, e concordo, ma la sua inaffidabilità la sentiamo a pelle perché deriva dalle bugie. E' una nostra emotività, almeno per quanto riguarda me.

Quindi azzeriamo e ritorniamo al mio primo intervento. Eliminiamo dalla mente per un attimo le bugie e diamogli credito anche noi su quanto ha detto essere capitato al pianoro, perché a dire il vero c'è già chi gli crede, è il cane Piergiorgio a dargli credito (ed i cani non si fanno influenzare dalle menzogne).

Questo volevo dire. Se si vuol fare un percorso a 360° è così che bisogna ragionare (la procura dovrebbe ragionare così) altrimenti non si esce dalla loro ricostruzione e ci sarà sempre un macigno che ci sbatterà negli occhi e ci impedirà di vedere l'oltre. Sia questo una borsa che riappare, un video in cui si ascoltano le sue bugie, una foto sul computer o tutto il resto, comprese le intercettazioni.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@Avery
Direi di no ma parlando per esperienza con altri tipi di cani che cercano altro non posso esserne certo.
L'idea che mi son fatto è un pò diversa e provo a spiegarti il perchè:
Diciamo che il cane "vede" la traccia come una "linea" più che "fiutarla" in una serie di punti consecutivi e ha una visione più complessiva del tragitto finanche ad alcuni metri oltre al suo naso.
Quello che volevo dire è che se il cane ha avuto un comportamento "strano" in quel punto è perchè qualcosa di diverso lo ha fiutato(sudore, adrenalina, sangue...).
Il cane ha una empatia con chi lascia la traccia: se sta seguendo una preda ferita cha cade a terra e minziona allora lui se ne accorge e continua la ricerca con un altra enfasi perchè sa che la preda è vicina allo stremo; se sta cercando una persona sa che il suo conduttore la cerca per trovarla viva e si comporta di conseguenza.
Solo che qui dipende da quanto l'accompagnatore conosce il cane e anche se lo conosce non tutte le reazioni del cane sono codificate/decifrabili/costanti nel tempo ma variano ad esempio con umore del cane quel giorno, condizioni di umidità...
Quello che mi ha incuriosito molto è il binomio "cane strano"+"roulotte finestra SI ma porta NO".
MarcoPD

Anonimo ha detto...

@anonimi
No, il Colansanti viene posizionato, se ho letto bene, sul boschetto interno di margine all'altezza del bivio per il bosco delle casermette e non sul bivio per il poligono che a me risulta essere un chilometro e mezzo piu' avanti in direzione dell'agglomerato Ripe, centra nulla qua il bivio per il poligono o lo sgombero poligono che da earth google dovrebbe trovarsi sul versante stradale opposto al bivio per il bosco delle casermette, piu' addentro alla valle ed almeno 500 metri dopo.
Colasanti viene posizionato ad un chilometro dalle esercitazioni e sulla direttrice che si direziona verso San Giacomo e quindi puo', funzionalmente alle esercitazioni avvisare del traffico sulla rotabile in direzione di entrata al senso inverso verso Ripe e le esercitazioni.
Questo forse perche' appunto ha il compito di avvisare su eventuali ispezioni provenienti da Ascoli PER UN REPARTO DI CHIETI???
E guarda caso vuole che viene posizionato proprio sul bivio, su quel tragico bivio che Melania deve aver per forza imboccato a bordo di un veicolo il 18/04/2011.
E' tutto normale???
Bene, se e' tutto normale perche' allora non credere al Colasanti??? Gli si da del distratto quando invece segnala una cosa importantissima, due auto apparentemente svincolate na dall'altra ed a distanza di tempo, se non ricordo male, imboccano il bivio per il chiosco e si perdono addentrandosi, mica finita, dice il malcapitato Colasanti altre due cose.
1) Le auto escono ammaccate nella parte davanti.
2) Nel fuoristrada scuro vede due figure abbassate che si nascondono.

Io anche al Colasanti credo, perche' avrebbe dovuto dimenticare di aver per forza visto l'auto di Parolisi con lui e Melania a bordo entrare al bivio e riuscirne solo con Parolisi e figlia???
Che bisogno aveva di affermare delle due figure che si nascondevano o delle auto ammaccate entrate integre???
Se li si e' depistato usandolo qualcuno "lo ha usato" esattamente come una sentinella ma su basi funzionali diverse e non per forza deve essere stato chi ha organizzato la sicurezza posizionandolo li, nel punto nodale della vicenda Melania.
Qui, questo discorso che sembrerebbe OT puo' invece spiegare un dubbio che emerge dall'altro discorso parallelo di Massimo.
E se lo staging fosse opera di una turbolenta due giorni di esercitazione con un cadavere a due passi e con la fretta di fi.irle per far ritrovare il corpo solo a zona sgombra???
Daltronde Melania ha evitato un primo, si diceva, attacco alla gola, quindi un urlo doveva essere riuscita a mollarlo, per non contare che la vedo ardua sostenere che nessuno che era in zona ha visto il cadavere al chiosco, dove tutti andavano a mangiare, dove vi era ombra ed acqua, dove vi erano tavolini idonei ad una giusta pausa pranzo, era l'abitudine andare li, fino alle 1430 del 18/04/2011 li vi erano militari che mangiavano ma li il 19/04/2011 improvvisamente, per un gioco macabro del destino, li nessuno ci passo', neppure Colasanti si fece portare magari una borraccia di acqua dalla fontana del chiosco, nulla, il destino ha voluto che nessuno piu' passasse da quel bivio addentrandosi verso il chiosco, che il destino ha voluto chiuso proprio in que due giorni, evidentemente il destino ha giocato sporco con Melania, io onestamente ho i miei dubbi anche li.

Per favore se non volete dire chi siete, mettete un nick a caso perche' di "anonimo" potete essere in tanti e diventa improbabile la discussione, pure una "Y" va bene, giusto per identificare un destinatario.

Antonello

Anonimo ha detto...

@MarcoPD o Luca PD
interessante il discorso tecnico sul comportamento del cane, visto che ci siamo una curiosita' da chiedere ad uno che ne sa piu' di me ci sarebbe, ritieni possibile che qualcuno abbia potuto, a poca distanza dalla ricerca di Piergiorgio, aver tecinicamente depistato la traccia olfattiva di Melania con la sua proprio per non far capire dove fosse andata Melania quel giorno???
In poche parole S. Accompagna l'istruttore a casadi Melania a "preparare" la traccia olfattiva di riferimento per Piergiorgio, se tu fossi sato S. saresti riuscito a confondere le tracce di Melania con le tue??? , se si, come???
Atteso che fra amiche spesso ho visto donne che le scarpe se le prestano.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello, trovo interessanti le tue considerazioni. Non credo assolutamente che nessuno abbia visto il cadavere di Melania, sono certa che in tanti sapevano della sua presenza nei pressi del chiosco. Ovvio che tutti hanno preferito il silenzio per non immischiarsi. Ma ad esercitazioni terminate, quarda caso la telefonata del "cercatore di funghi" che non si è mai presentato nonostante i numerosi appelli, ma siamo sicuri non si trattasse di qualcuno, o incaricato da qualcuno che ha a cheche fare con la caserma e/o con il delitto?
Le ipotesi sul comportamento del cane davanti alla finestra della roulotte: che dite se Melania fosse entrata all'interno del veicolo, poi resasi conto delle intenzioni dell'altra non sia fuggita passando dalla finestra?
Marilia

Rita ha detto...

@Tutti

A quanto sembra Melania aveva "due" borse di Prima Classe.
La prima (quella che si vede nel video del supermercato) e una seconda, ancora nuova, quella che è stata consegnata ai CC.

Sono state acquistate in due periodi differenti e in due negozi differenti. Una a maggio 2010 e una a febbraio 2011 (quella nuova).

Pertanto, quando Melania è stata uccisa aveva la borsa con sè ma è sparita.

rita

Anonimo ha detto...

Esempio, il gruppo di soldati con la soldatessa notata in paese con convulsioni non è detto si trovasse in quello stato perchè colpevole del delitto ma potrebbe aver visto il cadavere e da li il malessere.
Marilia

Anonimo ha detto...

Non ce l'ha fatta a identificare il cadavere! E' più facile uccidere che identificare un cadavere? Forse era realmente scioccato, forse se anche non l'amava più gli avevano appena ucciso la madre di sua figlia, la donna con cui ha condiviso tanti anni insieme. Tanto strano che non avesse voluto vederla massacrata?
Non ce l'ha fatta a chiamare i suoi suoceri! Ma come, uno abituato a mentire così spudoratamente e continuativamente. Forse era agitato per la preoccupazione, possibile che sia tanto difficile da ipotizzare?
X Tiziana... a dire il vero la cosa più facile che riesce a tutti quasi più o meno bene è ipotizzare...cosa che hai fatto anche tu...tu ipotizzi...io ipotizzo...e loro ipotizzano! IO IPOTIZZO che Parolisi nell'immediatezza della "finta"scomparsa non fosse ancora in grado di sostenere tutta una serie di domande (doveva anche raccogliere i pensieri x farne una strategia), e non ha chiamato lui stesso i suoceri (comportamento normalissimo) x non farsi incalzare da scomode domande... visto e considerato che già quando fece la chiamata al 113 ai carabinieri insomma, x denunciarne la scomparsa, ripetè la stessa cantilena che propina a tutti ormai da svariati mesi... melania che va a fare la pipì... il caffè che gli doveva portaRE..lui alle altalene a giocare con la bimba... strano è certo che il carabiniere si limitò giusto a chiedergli se la moglie nel momento in cui era scomparsa era tranquilla. Bastava rispondere con un SI o con un NO, cmq ha ragione Massimo quando scrive che il suo comportamento da bugiardo non debba per forza di cose essere considerato ed associato a Colpevole. Io mi limito a guardarne la freddezza nelle azioni da lui compiute...e non mi venite a dire o a scrivere come hai fatto tu..." che poveretto era talmente addolorato dalla perdita della moglie" da nn farcela addiruittura ad effettuare il riconoscimento del cadavere. Si aggiungo io, era talmente addolorato dalla perdita della moglie che subito nell'immediatezza della scomparsa..la sua unica preoccupazione è stata "pararsi il culo" e ancora si presumeva che la moglie potesse essere viva"! che bravo... che uomo addolorato!! non posso spendere più parole ragionevoli per descrivere il dolore di quest uomo!!!! e quest'altra storia che lui è un po' scemotto e non brilla per intelligenza... non ha fondamento da nessuna parte... perchè potrebbeessere vero anche il contrario... talmente furbo x creare solo confusione da ucciderla nello stesso posto dove a detta di lui ci aveva fatto l'amore una settimana prima..... e talmente furbo da far finta anche di passare x scemo.. con la storia del cellulare dedicato all amante che butta nel cespuglio. Lui è solo lui lo apposta a fare lo scemotto quando gli serve utile...e giusto per far dire alla gente ancora in bilico: ma dai.. uno cosi e talmente stupidooo da non aver potuto fare una simile atrocità e disseminare tante bugiee.. non si può essere cosi scemi! LineaG

Anonimo ha detto...

Rita, le uniche due borse che Melania possedeva erano differenti. Per quanto riguarda il fatto che la borsa Masrtini che è stata consegnata in procura dai genitori di Melania si dice che, pur essendo lo stesso modello di quella acquistata ad Ascoli da Parolisi nel 2010 e che era priva del codice a barre in quanto il negozio non aveva il lettore ottico e veniva quindi staccato all'atto dell'acquisto, quella in questione ha il codice a barre,non è stata acquistata ad Ascoli dove si trova l'unico negozio che vende quell'articolo. Ma viene in salita pensare che Parolisi o l'assassino abbiano acquistato una nuova borsa. Se anche durante il delitto si fosse macchiata a che scopo sostituirla o meglio rischiare di esporsi con un nuovo acquisto? Il ritrovare o meno macchiata o non la borsetta di Melania che importanza potrebbe avere avuto ai fini delle indagini?
Marilia

emax/massimo prati ha detto...

Aggiungo a quanto detto da Marilia che il resto del carlino di Ascoli, ho inserito il link in un commento delle 16.30, parla di due negozi, uno sarebbe quello dove è stata acquistata la borsa nel 2010, l'altro quello dove nel febbraio di quest'anno sarebbe stata acquistata l'altra, ma non si sa da chi. Ciò che fa strano è che hanno scritto che la borsa trovata nell'armadio aveva la carta al suo interno, quella che le donne mettono per non deformarla, ed il codice a barre. Ora io non so se credere sia la verità o una bufala, ma propendo per la seconda ipotesi dato che hanno inserito nell'articolo la domanda: "La borsa nuova era per l'amante?" dando per scontato che quella trovata sia la nuova, che sia stata acquistata a febbraio dal Parolisi, e che il marito la tenesse, in attesa di regalarla all'amante, nell'armadio accanto a quella di sua moglie... che giornalisti!

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Scusa ma hai dimenticato che nell'armadio ci doveva anche essere il doppio del completo marca Lotto da usare per l'occasione, le scarpe alate per non lasciare impronte, lo scafandro per non sporcarsi il completino di cui sopra, i guanti, il coltello con lama non troppo grande, un cronometro per calcolare i tempi...ed il kit completo staging, serie droga.
ho tralasciato qualcosa ?
Wide

Anonimo ha detto...

Massimo sono d'accordo con te che sia una bufala, ma ti pare che se le cose stessero veramente così, e cioè che la borsa di cui trattasi fosse nuova, con la carta dentro i familiari di Melania, accortisi della sostituzione, l'avrebbero segnalato solo adesso.
Marilia

rita ha detto...

la borsa è stata acquistata, sempre ad Ascoli, a febbraio 2011.

Ce ne sono due di negozi che le vendono. Una toglie il codice a barre, l'altro negozio lo lascia dentro (perchè non hanno la penna ottica).

Quindi, molto probabilmente ne aveva due, sono modelli diversi.

Quella che indossava è sparita durante l'omicidio.

r.

Anonimo ha detto...

Wide,
mi hai fatto troppo ridere!
Tiziana

Anonimo ha detto...

Rita
scusa, ma come fai a dire che quella che indossava è sparita durante l'omicidio? C'è un testimone oculare? O sono i soliti giornalisti con la sfera di cristallo?
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

No wide, non hai dimenticato niente perché nell'armadio non ci entrava più niente.

Infatti i manuali: "Come tradire la moglie senza farsi nessuna", "Come farsi vedere senza essere visti", "Fortuna che sei fortunato", "Menti mentine e mentitori" li teneva assieme alle riviste: "Satana Oggi", "Croci Crocifissi e Crocifissioni", "Fi... e Sfighe dei nostri giorni", "Ripe Ripetenti e ripetitori", sotto i piedini della lavatrice (dice che con la centrifuga vibrava ed i vicini di notte la sentivano).

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

La borsa l'ha usata per trasportare i manuali, ma si è rotta e ha dovuto acquistarne un'altra.
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

Noi scherziamo, e fa bene scherzare ogni tanto, ma se davvero la borsa fosse nuova?

Perché, mi chiedo, se c'era ancora la carta per tenerla "in piega" invece di pensare che l'altra l'ha rubata l'assassino, o gettata da qualche parte, deve essere considerata un altro indizio a colpevolezza a carico del marito? Ed ancora di più me lo chiedo se l'avesse davvero acquistata lui a Febbraio, mese in cui, si sa, c'è la festa di San Valentino... ed in quella casa giravano tanti cuoricini quel giorno.

Misteri dei giornalisti o della procura?

Buonanotte, Massimo

Anonimo ha detto...

@rita
Se hai letto queste informazioni sul messaggero marche, l'articolo a me sembrava piuttosto confuso. Iniziava con la diversità dei disegni che sarebbe stata rilevata, ma non si capisce da chi, rispetto alle immagini della telecamera la mattina della scomparsa. Proseguiva con frasi virgolettate della venditrice, già lette nei giorni precedenti. Finiva con un mitico consulente della Procura, ingaggiato tra le aziende produttrici, che nei prossimi giorni avrebbe comparato i modelli.
Ma posso aver capito male anch'io, l'ho sfogliato rapidamente al bar e la cronaca non si trova on-line.

Ciao, Pamba

Anonimo ha detto...

Massimo,
purtroppo penso che se Parolisi avesse regalato la borsa a Melania per S. Valentino le amiche lo saprebbero, stiravano persino le mutande con lei!
Piuttosto se fosse nuova, con ancora la carta dentro, i genitori dovevano accorgersene subito, non dopo 6 mesi. Se ti uccidono una figlia e porti a casa la sua roba, penso che incominci subito a rovistare, a cercare qualche elemento utile, impossibile che una mamma non se ne accorga subito se la borsa è nuova.

Comunque io amo molto le borse griffate, è forse il mio unico vezzo, ne ho parecchie e quando le ripongo infilo sempre la carta dentro affinché non si deformino. Non mi sembra strano che Melania, che ne aveva solo due, le volesse conservare con cura.
Buona notte anche a te, Tiziana

Anonimo ha detto...

@anonimo
Scrivi cose gia' ribadite da tutti, risapute, trite e ritrite, scusa se ti dico cosa leggo, perche' che il calorsle nasconda o debba nascondere e' oramai chiaro a tutti, tutti abbiamo penso notato la freddezza di cui parli tu, a tutti ha colpito penso, non ci piove su questo penso, le bugie, le ipocrisie vergognose, siamo tutti daccordo su questo con te e da tempo immemore, non dal video ma dal fiore acclamato al posto del cellulare dedicato, ma la discussione e' oltre se e' vero come e' vero cio' che tu stesso affermi e cioe' che un bugiardo e' provato uccida la verita' e non per forza la moglie che e' la fonte delle sue falsita' e celate verita'
Se unisci il tuo discorso che, scusa se te lo dico, mi sembra un po' troppo emotivo nel senso TOTALMENTE SPERSONALIZZATO in cui dovrebbe andare una indagine mi sembra che le conclusioni che tu tiri dal tuo punto di vista e che anche te ipotizzi non possono essere svincolate, come tu invero pretendi, da una oggettiva coerenza fra dati oggettivi, ricostruzione, dinamica e tempistica credibili.
Invece qua non torna nulla:
1) Non esiste un oggettiva arma del delitto.
2) Non esiste un vestito del delitto.
3) Il movente e' solo ipotizzato in due o tre alternative che reggono fino ad un certo punto.
4) Non esiste una credibile ricostruzione di omicidio, staging e scena del delitto.
5) Non esiste una ricostruzione degli spostamenti.
6) Non esiste una umana e ragionevole tempistica incentrata sugli stessi tempi di testimonianze riconosciute come vere per primo dagli stessi inquirenti.
7) Non esiste un solo dato oggettivo che in maniera limpida, razionale e verosimile leghi e spieghi la concatenazione fra il fatto rinvenuto e la responsabilita' che si vorrebbe invece identificare.
8) E do ragione alla difesa su un punto cruciale, non si sa nemmeno con ragionevole certezza quando, dove, in che giorno ed a che ora sia deceduta od aggredita la povera Melania.
9) Non solo ma tutto e' stato spostato per dare ragione ad una similspiegazione che non riesce anche oer questo a stare in piedi e mi riferisco ad orari, spostamenti dei testimoni, punti di interesse investigativo determinanti.
10)Nessuno che non ha ammettesse la tesi che si voleva per sconfessabile e' stato considerato attendibile, Ranelli, Piergiorgio, Colasanti, cose che avrebbero dovuto esserci anche approfondendo la tesi accusatoria non ci sono, non si sa dove era l'auto di Parolisi durante i momenti topici, era in punti che la rendevano trasparente.

Mi fermo qui, ora anche andando a volerla pensare come la convinzione scritta degli inquirenti dice ti chiedo, ma investigativamente come fa una ragionevolezza a tiuscire a considerare possibile la tesi accusatoria???
Giudiziariamente, secondo me e' ancora peggio, perche' ilsettore deve per logica e legge agire nell'assenza di "ragionevoli dubbi" onella presenza di una qualche "ragionevole certezza", cerchiamo di essere coerenti, qua si ricerca una verita' il piu' vicino oggettiva e svincolata da errori, quindi io direi te sostieni che tutto torni, benissimo, ci sta, nulla da eccepire, ci dai per favore dei dati oggettivi che confortino in maniera limpida e sicura il "come", visto che il "perche'" forse e' leggermente presuntuoso presumerlo e stride???
Seriamente, il mio invito e' costruttivo, unisciti e cerca insieme a tutti noi, che non capiamo, la tesi che dici, legittimamente, di sostenere.
Antonello

Anonimo ha detto...

Ragazzi, mi è venuta un'idea: e se Parolisi avesse, per l'omicidio intendo, indossato gli zoccoli e il pigiama della Franzoni?

Anonimo ha detto...

Linea G,
se ti sembra una persona furba quella che è già da 3 mesi in carcere, e come minimo ce ne resterà altri3, senza vedere la figlia al compimento del suo secondo compleanno, senza essere con lei il giorno di Natale, allora, veramente, meglio essere scemi!
Tiziana

Anonimo ha detto...

@ Antonello, Marilia
Interessanti le vostre considerazioni sull'eventuale scoperta del cadavere di Melania da parte dei militari sul posto.
Giusto per andare a letto con un tarlo..Lo so, è assurdo, ma ogni tanto mi viene in mente che le famose foto sul telefonino di Paciolla, Parolisi possa averle viste in caserma.

Buona notte
Pamba

Anonimo ha detto...

Ovviamente intendendevo invece che sul telefonino di Paciolla

Pamba

Anonimo ha detto...

@pamba
Non so, come dicevamo qua a dispetto di chi pensa sia imprudenza o non incisivita' esiste una cautela, noi si ipotizza, si cercano spunti investigativi, io ho colto favorevolmente l'invito di qualcuno ad avanzare alternative investigative, dubbi e quant'altro in maniera costruttiva.
Io dico che e' uno strano gioco del destino quello che ha voluto che dalle 14,30 sino al mattino del 20/04/2011 (citazione telefonista/i) nessuno abbia potuto avere la estemporanea idea di recarsi al chiosco, che sfortunatamente era chiuso in quella due giorni di esercitazioni, in presenza di tavolini, ombra e fontana annessa, ne il Colasanti ha potuto avere solo che la percezione di tutto cio' che accadeva tre centinaia su per giu di metri lontano da lui, questo si direi che ha fatto parte di una sfortunata concatenazione di casuali circostanze sfavorevoli ad una mamma e donna morta dissanguata nel giro di una quarantina di minuti dagli eventi tragici che ne hanno attinto il corpo.
Per il resto rispetto troppo chi lavora, che in quel caso puo' sbagliare ragionevolmente, per pensare di potermi in onesta' e correttezza sostituirmi, spero solo che abbiano compiuto tutto il possibile per riconsegnare alla sfortuna le vicende che razionalmente avrebbero potuto risolversi ma che non si son potute concludere favorevolmente.
Noto pero' che purtroppo molti e troppi punti sono stati sottovalutati forse per avvantaggiare altre ipotesi che soggettivamente convincevano maggiormente gli inquirenti.
Una strana poi concatenazione di valutazione opportunistica ha determinato ritardi nelle perquisizioni nodali a vantaggio o meno del caporale, come la perquisizione della lavatrice, dell'auto, della casa di Melania ecc. ecc., questo mi e' spiaciuto doverlo vedere, forse con un po' piu' di solerzia e fortuna si poteva acquisire un qualche dato oggettivo verso la verita'.
Devo pero' sottolineare la vera e propria guerra mediatica a cui si saran dovuti difendere gli inquirenti ancor prima di occuparsi di alternative completamente a 360 gradi e nelle diverse opportunita' che i momenti offrivano.
Non ho condiviso questo mantenere un sospettato nel limbo della non defininizione della sua reale e coerente figura processuale.
Antonello

Anonimo ha detto...

@pamba.. potresti avere fatto centro.
Ricordo che Massimo disse tempo fa che se un soldato semplice trovasse un cadavere, dovrebbe informarne non direttamente la forza pubblica, ma per prima cosa il proprio diretto superiore, che a sua volta ha il compito di informare il proprio superiore eccetera..
Quindi forse la storia di Melania a Ripe, in caserma la sapevano già in molti.
E' strano davvero che nessuno sia passato da lì quel giorno, anche se a dir la verità il giorno seguente l'omicidio, e antecedente il ritrovamento del cadavere, era proprio la mattina in cui i Parolisi dovevano partire Per Somma V., ovvero il giorno del giuramento.. un grande evento per la caserma. Motivo per il quale il 19 probabilmente Ripe era veramente deserta.
Anche se dubito che il primo a ritrovare il cadavere sia stato veramente il cercatore di funghi.
e forse, qualcuno, non dico tutti, dei numerosi dna maschili sul corpo è dovuto al tocco di qualcuno che volesse accertarsi che la donna fosse proprio morta.
O forse chissà, anche il cercatore di funghi la toccò per assicurarsi.
Tabula

Anonimo ha detto...

@Pamba
oltre alle contraddizioni , sembra insanabili, della versione Parolisi colpevole materiale devo mettere in rilievo un altro dubbio che mi ha sempre fatto pensare.
Poco tempo, ore, prima della telefonata dei misteriosi fungaioli il Parolisi si reca in un posto pubblico davanti a tanta gente e colleghi, un caso??? Puo' essere.
Capitolo telefonista/i, osservo solo che il sottofondo non e' detto si rivolga al telefonista che sta parlando, esiste la possibilita' che un terzo piu' vicino agli eventi stesse mostrando segni di preoccupazione sulle risposte che dava il telefonista in quel momento, possibile che un secondo abbia istintivamente cercato di calmare il terzo, miche'???

Anonimo ha detto...

anonimo, fai un piacere a tutti noi, inventati una sigla, un nick, un codice alfanumerico, metti un'impronta digitale, inventati qualcosa ma renditi a noi riconoscibile pur nella mascheratura che sceglierai.
abbiamo bisogno di un riferimento.

Tabula

rita ha detto...

Help!

Io non ricordo, chi ha detto all'inizio della vicenda, che Melania era uscita di casa senza borsa.

Perchè, se l'avesse detto SP, si tratta a questo punto di un altro depistaggio.

Ci era sembrato a tutti molto strano, ne abbiamo discusso per mesi, che Melania con una bimba piccola fosse uscita di casa senza una borsa.

Ora invece, se è vero dell'esistenza di due borse, Melania è uscita con la sua borsa, l'altra trovata nell'armadio è quella nuova.

Quello che mi sembra strano però, che tutti i suoi oggetti, che presumibilmente si trovano in una borsa, si sono ritrovati: cellulare, portafoglio, occhiali.
Quindi sembra che il "contenuto" della borsa c'è, il "contenitore" no.

Presumo, che il contenitore, la borsa, sia stata gettata perchè non è stato possibile, per l'assassino, togliere le sue tracce che si sarebbero potute trovare sopra (a differenza di un cellulare, che si può pulire).

Il dubbio ora è questo: chi ha riportato a casa il portafoglio?

Altro particolare che mi viene in mente è la chiavetta USB. Forse era nella borsa, dove per esempio la terrei io, ecco perchè l'assassino, se se ne voleva impossessare, ha dovuto necessariamente toccare la borsa, sia dentro che fuori.

Mi sembra a questo punto, che sia l'ipotesi più certa e coerente.

r.

Anonimo ha detto...

Mi sembra di capire che si possa mettere un altro punto fermo che raggiungiamo a distanza di mesi, manca all'appello insomma una borsa, anche in questo caso sarebbero stati determinanti i ciclisti ed i telefonisti che hanno potuto osservare Melania e le sue appendici. Negli step precedenti al ritrovamento.
Che Melania durante la fuga notata dai ciclisti abbia potuto avere la borsa e' strano, seppur possibile, come ad esempio il fatto che in un attimo di depistate inseguitrici non abbia telefonato al marito o alla forza pubblica per avvisare del pericolo che stava correndo, non aveva credito nel telefonino??? A me risulta che i numeri d'emergenza eventualmente si possono comporre anche in assenza di credito.
Eppure una telefonata poteva salvare Melania, sono qui, sono la, mi stanno inseguendo, mi vogliono far del male, sono due donne, insieme a loro c'e' o no mio marito, un suo collega, sono militari, sono dei pazzi maniaci, poteva avvisare insomma e non sembra l'abbia fatto, anche li, perche'???
Tutto farebbe presumere che o non ne ha avuto il tempo o la tematica dell'aggressione era inconfessabile ad esterni a costo di soccombere, avrebbe dovuto spiegare Melania, forse non avrebbe potuto, ne al marito ne a nessuno.
Dicevamo pero' dei ciclisti, se hanno visto, come non abbiamo motivo di dubitare, Melania inseguita da due donne possono aver notato se aveva con se la borsa in quel momento a tracolla, puo' essere tutto, puo' essere che dentro la borsa vi erano solo cellulare, accendino, sigarette e portafoglio ma io non credo, puo' essere che nella fuga la borsa desse fastidio a Melania, puo'essere che se ne sia disfatta, sarebbe il colmo se fosse ancora custodita dai boschi appena sotto al pianoro.
Puo'essere invece che le SI abbiano controllato il contenuto della stessa borsa, che ne abbiano asportato qualcosa e che per farlo abbiano rovesciato a terra il contenuto.
Cosa e' razionalmente normale contenga una borsa di donna??? Azzardo e chiedo lumi al gentil sesso:
1) Cellulare.
2) Sigarette ed accendino.
3) Cambio per la figlia.
4) La famosa "portiamo su la merenda", brioche insomma, latte, qualcosa da mangiare per la figlia.
5) Trucchi, fard, rossetto, ecc.
6) Se in periodo di ciclo, apposite appendici.
7) Aspirine eventuali o altre compresse, pastiglie anticoncezionali (???).
8) Forse una rubrica piccola telefonica o da appunti.
9) Chiedo aiuto.

Altre cose "non usuali che potevano essere contenute in borsa????
1) Una chiavetta usb.
2) Una fotocamera, videocamera digitale.
3) Registratorino camuffato vocale o per immagini.
4) Medicinali inconsueti.
5) Valori vari, catenina riposta al suo interno(???).
6) Prove eventuali di situazioni militari che non conosciamo.
7) Contraccettivi maschili.
8) Per completezza sostanze stupefacenti (???).
9) Chiedo aiuto.

Dove puo' essere la borsa???
1) Buttata via irrimediabilmente dalla SI.
2) Roulotte.
3) Tuttora cistodita dai boschi attraversati da Melania.
4) Custodita in cassaforte da parte della SI.
5) E' un'invenzione e non esisterebbe.
6) Chiedo aiuto.

Perche', se cosi' e' andata, qualcuno ha ritenuto di svuotare la borsa e di portarsela via???
1) Conteneva qualcosa di essenziale che provava fatti inconfessabili riguardanti chi ha incontrato Melania.
2) Conteneva impronte e dna oramai incancellabili dell'SI e quindi doveva sparire.
3) Ennesimo depistaggio.

(continua)
Antonello

Anonimo ha detto...

(continua)
4) Non vi e' stato il tempo di controllarla sul posto ed e' stata portata via per poter dedicarci il tempo necessario.
5) Catenina e borsa, depistaggio per far pensare ad una aggressione finita male per furto (???).
6) Se e' nella roulotte o nei boschi sotto il pianoro abbiamo la prova che Melania a Colle San Marco c'e' stata ma se anche venisse ritrovata ora a distanza di mesi dai fatti potrebbe essere che qualcuno l'ha fatta ritrovare per farci pensare cosi', ma Piergiorgio???
Intendo, si poteva fare una traccia del portafoglio ad esempio ma se e' stato inquinato non penso segua itinerari solo e sicuramente percorsi da Melania e poi un portafoglio non tocca terra (???).
Il cellulare e' sicuramente contaminato, non c'e' verso.

La possibilita' matematica potrebbe venire dai ciclisti o dai telefonisti, se "in buona fede", certo che subito dopo la telefonata prendere da quella cornetta e cabina due impronte o dna vari avrebbe potuto favorire future comparazioni.
Capitolo ciclisti, ora non mi si venga a dire che avevano paura di rimanere coinvolti, magari avevano paura di ritorsioni varie, avrebbero potuto fare un identikit delle donne, avrebbero potuto aiutare per la borsa, avrebbero salvato il caporale a quel punto da scarcerare penso, a meno che non si fossero confusi pure loro.
Intanto io mi sarei nformato sui loro indumenti, se erano stati gia' visti al Colle, sulle loro bici, eventuali dati traccianti, avevano inflessioni dialettali od accenti, identikit, saranno decenni che non vedo piu' un identikit serio.
Insomma poi non si parte da Milano per fare due giri sulla strada da San Giacomo a San Marco a meno che non si e' tedeschi con le ferie ad Aprile, devono essere della zona, sapevano della possibile ristoratrice sosta al pianoro dal Cacciatore, conoscevano i posti, in ultimo, quando sono andati via che direzione hanno preso??? Sono tornati verso San Giacomo??? Quindi avevano posteggiato a valle per dedicarsi alla salita e ritornare dopo a valle??? Perche' l'orario, circa le 15,45/16,00 farebbe pensare che avessero iniziato la pedalata da poco, dopomangiato e dopo minipennichella, chi e' libero ad Ascoli di lunedi'??? Negozi chiusi???
Infine farei un appello in televisione sottolineando l'importanza di una tale testimonianza.
Odio sportivamente i ciclisti anche perche' a Genova esiste solo il rossoblu', scherzo, c'e' anche tanto marrone.
(non continua)
Antonello

Anonimo ha detto...

sul contenuto di una borsa, ammesso e non concesso che la borsa ci fosse, quoterei per un fascicoletto cartaceo, stampe fotografiche, etc.
Fino a poco tempo fa risultava che le borse di Melania fossero due, una per tutti i giorni e l'altra per le occasioni, e che siano state ritrovate entrambe.
Non ho capito se la borsa per tutti i girni fosse qualla di marca modello vecchio e quella per le feste fosse quella di marca modello nuovo, ricordo chiaramente di aver letto che la borsa per tutti i giorni fosse la contraffazione di una marca nota.

@Antonello

forse i ciclisti non sono troppo sicuri di quello che hanno visto.
Parlarono genericamente di due donne che ne inseguivano una terza, certo che la cosa dovrebbe averli impressionati, visto arrivarono al punto di raccontarlo alla barista che riportò agli inquirenti la loro testimonianza.
Perchè tacciano, perchè non si siano palesati, ci risulta oscuro..
a meno che siano stati trovati a nostra insaputa e anche la loro testimonianza sia stata scartata come "inattendibile"..
Tra l'altro forse faccio confusione, ma ci fu un testimone poi eliminato (perchè inattendibile) che pare avesse millantato una vincita mai avvenuta.
Eppure anche questo testimone riferì un racconto contestualizzato alla presenza di due ciclisti, sempre se non erro.
Quindi la testimonianza del millantatore di vincite e quella della barista, che riporta una testimonianza non diretta ma riportata, come mai stranamente coinciderebbero?
Forse sui giornali la notizia dei due ciclisti era già uscita e il testimone attinse da ciò che aveva letto per avvalorare la propria testi?
Dovrei mettermi a cercare i vecchi articoli su google..

Tabula

Anonimo ha detto...

Antonello relativamente al fatto che i due ciclisti non si siano presenteti agli inquirenti spiace dover dire che la maggior parte delle persone tesimono di situazioni così drammatiche scelgono di non immischiarsi. In questo caso è terribile solo pensarlo perchè una loro dichiarazione potrebbe liberare dal carcere una persona innocente.
Per quanto riguarda la borse, se fosse stata contaminata, sarebbe bastato semplicemente eliminarla, a che scopo rischiare con una sostituzione. Credo che Parolisi abbia detto la verità quando ha asserito che la moglie non aveva portato con se la borsa. Infatti, considerato l'orario dell'appuntamento con Sonia, la gita al colle doveva durare ben poco e non vedo necessario il portare dietro una borsa per un'assenza di neppure un ora. Ricordo che appena si era parlato della questione borsa era stato detto che era stata ritrovata nell'armadio di casa completa di tutto ciò che conteneva. Ora si parla che all'interno ci fosse solo la velina che serve a dare la forma. Sarà la solita bufala della stampa.
Marilia

Anonimo ha detto...

@Tab
Che io mi ricordi, il testimone racconto' di aver udito un finale di litigio fra i due coniugi, che vide Melania andarsene per la stradina, che si fermo' un'auto con tre a bordo, che Melania fu fatta salire ed abbassata fra i due sedili anteriori in posizione centrale, non mi ricordo si facesse riferimento ai ciclisti, a dire il vero, quella di quel testimone sarebbe una ricostruzione confermata da Piergiorgio, dal Ranelli, dalle celle e fra tutti i pazzi scatenati intervenuti mi sembra quella, anche se forse inventata, piu' plausibile.
Perche' poi ci siano testimoni che scappano ed altri che aspirino a diventarlo e' un altro mistero italiano, siamo un popolo strano.
Non facciamo in tempo a pensare che si possa far l'amore in quirinale ed un attimo dopo spunta chi ci smente, e' la guerra alle certezze, a chi ha dei punti di riferimento invidiosamente certi, e' un'italianita' strana se pensiamo che un mitomane dato per malato magari lo hanno denunciato per false dichiarazioni mentre il Parolisi che ha dichiarato a verbale di essere nato senza polmoni e di essere stato adottato dagli astri celesti lo hanno cautelativamente arrestato perche' avrebbe potuto inquinare il Tevere.
Siamo un paese in cui si fanno anche venti chilometri per andare in bagno, e si che siamo la patria dei vespasiani (???), se un uomo deve testimoniare su una donna brutta va tutto bene ma se si parla di una bella donna viene tacitato di essere confuso pure da sua moglie.
E che dire dei cani italiani, favolosi, hanno capito di avere un guinzaglio, le trovano tutte per scappare, avrebbero praterie di erba e montagne verdi ma se gli chiedi qual'e' il loro sogno non c'e' storia, un bel libro di Pavese, un posticino isolato ed un lettino riscaldato dentro una roulotte abbandonata.
Consoliamoci, siamo strani perche' il resto del mondo e' troppo noioso e normale, non brilliamo di luce propria, le nostre sono reazioni incolvulse, mangiamo solo per non rimanere vuoti e nessuno riesce a capire quando e dove svuotiamo, ed in Italia cercar di capire i perche' non e' scovare un movente ma immaginare la propria favola.
Daltronde a chi poteva venire in mente di inventare un Pinocchio qualunque???
I cinesi che l'hanno letto ridono ancora da anni e sono rimasti con gli occhi schiacciati dalle mandorle.
Che dire, non riesco nemmeno piu' a capire quando sarei in OT, una volta i ladri ti chiedevano "o la borsa o la vita", ora sembra che i mariti uccidano le mogli e gli freghino la borsa.
Ma se ci trovassimo uno psicologo di massa veramente bravo???
Antonello

Anonimo ha detto...

Io mi aspetto di vedere Misseri confessare di essere stato lui ad uccidere Melania o di aver partecipato lui agli scontri e devastazioni di Roma pur di essere arrestato e di riuscire a fuggire in una cella.
Anche li, ma Sara aveva la borsa o per ammazzarla gliel'hanno fregata???
E chi non scapperebbe da un carcere affermando l'esatta verita'??? Dai, l'abbiamo tutti sognato, spostare il mondo delle certezze con un dito alzato, la rivoluzione culturale e' spettacolare per chi riesce a vederla, speriamo che la gravita' non inverta i fattori, sai che ridere inventare le navicelle spaziali per riuscire a stendere i panni in pace e con delle mollette che non volano.
Va beh, passo e chiudo, radio Lisbona Five e' senza una rotella, poi Massimo giustamente mi banna dal regno, dimenticavo, l'ultima giuro, avete notato che solo le vicine curiose sanno quante volte, per quanti secondi e con quale prepotenza chiunque faccia l'umana e rasserenante pipi'???

Anonimo ha detto...

@antonello, non lo so.
mi sa che tu sei uno dei due ciclisti e allora te ne prego: parla.
Tab

Anonimo ha detto...

@Tab
Sono fuori da ogni dispetto, un genoano puo' riciclare perche' parsimonioso, ma non e' credibile come ciclista.
A Genova sarebbe una bestemmia e non un'illazione.
E' come se dicessi ad un assassino di essere colpevole di aver giocato in borsa.
Arridajeee, direbbe Rita, con sta borsa.
A proposito Rita, ma sei dell'urbe???
Antonello

Anonimo ha detto...

@antonello
sei una persona brillante e fai un sarcasmo simpatico,
ma perchè non ci atteniamo agli argomenti?
mi sembra un'occasione sprecata utilizzare questo blog per il cazzeggio.
Tabula

Anonimo ha detto...

@Tab e tutti.
Giusto, chiedo scusa, e' stato un attimo di debolezza, volevo sottolineare i dubbi in maniera non sempre ostinatamente tecnicistica e diversiva, chissa' che con un linguaggio diverso.
Rientro nei ranghi.
Scusate.
Antonello

Anonimo ha detto...

@Antonello
La dichiarazione che un testimone avrebbe sentito il finale di una discussione tra i due e che lei si sarebbe allontanata dove l'hai letta ? E poi la modalita' con cui viene fatta salire in auto....suvvia ....mi sembra tanto una mozzarella di BUFALA! I giornalai ne sparano a valanghe....
Wide

Anonimo ha detto...

@ wide
sono io che ho ritirato in ballo il famoso testimone inattendibile, quello della millantata vincita, notavo solo la coincidenza del parlare dei ciclisti, ma forse l'inattendibile aveva attinto da notizie già pubblicate.

@antonello. scusami tu non volevo bacchettarti, non è mio questo blog e non ho il diritto di farlo. Solo volevo incitarti a rimettere in moto le sinapsi e a stare sul pezzo, qualche considerazione fuori dai canoni ci sta ed è anche giusto e condivisibile, ti ho anche risposto scherzando, ma quando prende il sopravvento, forse si corre il rischio che chi legge perda il filo logico dei commenti precedenti. Almeno, a me succede questo, sarà sicuramente un limite mio.

Tabula

Anonimo ha detto...

Non sarà che anche in questo caso ci sia un testimone che magari ha sognato di vedere Melania fuggire e poi essere ripresa e condotta in macchina?Magari ha sentito dire pure:"NCHIANA INTRA LA MACHINA..!" chiedo venia, ma mi è venuta così.Scusate tutti.
Bea.

Anonimo ha detto...

Secondo me l'ipotesi più probabile è che la borsa sia SEMPRE rimasta a casa. Il parlarne, da parte dei genitori e dei giornali serve solo a buttare fumo negli occhi, e ci riescono, poiché anche noi da un paio di giorni ci stiamo scervellando sulla borsa.
Se un assassino avesse buttato la borsa perchè incriminante, si sarebbe preso la briga di recuperarne il contenuto, riposizionarlo in casa e di contorno acquistare una nuova borsa?
Posto che tutto ciò NON può essere stato fatto da Parolisi (abbiamo già detto che quando lui torna a casa, già tanta gente vi era stata e aveva visto portafoglio e quant'altro), chi altri avrebbe avuto interesse e opportunità nel recuperare il contenuto della borsa e posizionarlo in casa?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Tiziana, non prendermi per fonte attendibile, ma mi è sembrato di capire che la borsa NUOVA fosse stata acquistata a febbraio, mese di san valentino se proprio vogliamo escludere la premeditazione dell'acquisto
(a che pro, tra l'altro, se anche il P. avesse avuto intenzione di uccidere la moglie in premeditazione, mica poteva sapere in anticipo che gli sarebbe tornato utile sostituire la borsa).
ANzi, prendimi per fonte attendibile perchè mi sa che sto ripetendo quello che Massimo scrisse in un commento precedente.
La borsa nuova è di febbraio.
La borsa vecchia del maggio 2010 (compleanno di Melania?)

-La borsa di tutti i giorni era forse una terza borsa che agli inizi delle indagini si diceva fosse di marca contraffatta?
-La borsa di tutti i giorni era la borsa di marca regalatagli nel maggio 2010?
Le borse di M. erano due in totale o tre?

qualcuno lo sa?

Tabula

Anonimo ha detto...

Ho sempre letto di 2 borse : AM viaggiatore (originale) e LV( tarocca). Che sono state rinvenute nell'armadio.
Solo ora sappiamo che erano 3. Mah... Che sia il gioco delle 3 borse ?? Perche' non e' stato segnalato subito dai Rea che c'erano 2 AM? Posso capire che quella che hanno trovato sembrasse loro troppo nuova....
E poi la commessa del negozio che si ricorda di Melania e Salvatore....Ma dai... Forse sono entrati con gli occhiali da sole ( da cui non si separavano mai !!), parolisi ha iniziato a muoversi con l'eleganza che li contraddistingue e poi ha iniziato a parlare.... A questo punto devo ricredermi : indimenticabili!
Wide

Anonimo ha detto...

Sì Tabula,
ho letto ieri dal commento di Massimo della borsa nuova e mi domandavo se quella borsa sia mai stata regalata da Parolisi per S. Valentino a Melania. Dicevo infatti, posto che le amiche stiravano pure le mutande con lei, possibile che non sapessero della borsa?

Chiedo adesso, come sappiamo che la borsa è stata acquistata a febbraio? Sono risaliti tramite il codice a barre?
Strana cosa poi che si acquistino due borse quasi uguali a distanza di 10 mesi. Come dicevo ieri io amo molto le borse, ne ho parecchie, ma anche se ne compro due della stessa marca cerco di prenderle diverse per colore o per forma, proprio per averne una in più da "sfoggiare". Vi sembra possibile che una donna che ne possiede solo due, di cui una tarocca, nell'acquistare una seconda di marca la prenda identica alla precedente?
Se dovesse essere confermato il fatto delle due borse uguali acquistate in aprile e a febbraio, lo scenario si fa inquietante, non per Parolisi (che non si sa per quale motivo avrebbe dovuto anticipatamente procurarsi una borsa per sostituire la "vecchia"), ma per chi eventualmente ha operato la sostituzione (forse a distanza di mesi?)
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

Ciao a tutti.

Non si sa se la borsa acquistata a febbraio sia stata comprata dal Parolisi o dalla moglie o da chi altri. Si sa che dei due negozi di Ascoli che le vendono uno, quello che staccherebbe i codici a barra dall'interno, l'ha venduta per certo al militare nel maggio del 2010 (compleanno Melania), dopo essere andato il mese prima con la moglie a vederla, l'altro, che i codici non li stacca perché ha il lettore, ne ha venduta una, della stessa marca ma più piccola perché di diverso modello, a febbraio di quest'anno (a ridosso di San Valentino), ma la commessa non sa dire chi l'ha acquistata.

Ora, Melania aveva due borse e quella griffata pare la usasse quando aveva impegni (e la mattina ne aveva) o quando andava a feste. L'altra la usava tutti i giorni (credo si comportasse né più né meno come tutte le altre donne) e conteneva un secondo portafoglio con 5 euro oltre a tutto ciò che sta in una borsa da donna.

Ma, per la precisione, non si sa se quella portata dalla mamma di Melania ai Pm sia davvero una borsa diversa da quella che aveva, non si sa se sia l'ultima acquistata, si sa che pare nuova ed ha al suo interno dei codici a barre. E sarà il perito a stabilire se è quella venduta a Febbraio o se i codici non sono quelli per la vendita ma quelli per l'anti-contraffazione. Poi i giornalisti ci giocano perché devono vendere il loro prodotto.

Certo che sarebbe meglio fosse quella venduta a febbraio, nella speranza che la commessa riconosca poi qualche viso (impossibile non ricordi il militare o la moglie), perché se l'avesse acquistata una donna "conosciuta", o a questa donna l'avesse regalata suo marito, si potrebbe iniziare a capire qualcosa in più. Ad esempio se qualche persona è entrata in casa subito dopo l'omicidio, e se è entrata cosa ha prelevato, cosa le interessava... si sa cosa manca o davvero c'era tutto?

Massimo

Anonimo ha detto...

Ma perchè portarsi la borsa, se dovevano tornare presto a casa?
E perchè Melania si sarebbe portata la borsa (ammettendo che l'avesse con se) appresso, se conteneva l'occorrente per la bimba, che poteva servire durante la sua assenza?
E' PIU' LOGICO CHE LA BORSA SIA STATA SEMPRE A CASA, LA' DOVE L'HANNO TROVATA.
Se poi i Rea e gli inquirenti vanno cercando IL PELO NELL'UOVO, cercassero di spigolare altrove, che qualche chicco di grano per I POLLI possono sempre trovarlo.
FALCO
FALCO

Anonimo ha detto...

p.s. Specifico: "appresso, per l'appuntamento". F

Anonimo ha detto...

@tiziana
Massimo ci sta dicendo che la borsa acquistata a febbraio era più piccola e del modello nuovo.
Quindi non sarebbero state due borse identiche, a prescindere.
Magari poi a Melania piaceva particolarmente quella marca, e dato che M. l'aveva così tanto gradita, un Parolisi senza troppa fantasia le ha regalato il bis per san valentino, o forse avrà espresso l'esigenza di avere un modello più piccolo, o forse ancora la prima di era danneggiata o rovinata e quindi M. ne voleva un'altra che fosse perfetta per le occasioni. Difatti, era tenuta con la massima cura.
Poi io sul capitolo borsette non riesco ad andare oltre, la bella borsa ti intralcia nei movimenti, preferisco avere le mani libere o comunque trovo più pratica una borsa piccola e a tracolla dove infilare UN pannolino per il pupo, UN pacco mini di salviette portafogli cellulare chiavi e via.
Forse Melania che pure le amava e ne aveva gran cura, le trovava scomode come me, e avrà chiesto un modello più piccolo.
Aggiungerò una cosa: è probabile che la negoziante di maggio 2010 si ricordi di parolisi e della moglie perchè nei paesi piccoli è più facile ricordarsi degli acquirenti.
Ad ogni modo un acquisto fatto a febbraio non mi pare possa essere particolarmente sospetto.

a quanto ho capito, le borse erano tre: una di maggio 2010, una di febbraio 2011 ed una di sottomarca.
La borsa di marca sconosciuta e la borsa di febbraio sono state ritrovate.
Adesso bisogna solo capire se la terza borsa
-è stata vittima di uno scippo,
-è stata buttata perchè si è rovinata,
-oppure se era con M. al momento del delitto ed è stata fatta sparire.

Ma al di là di tutto, vorrei aggiungere una considerazione secondo me abbastanza importante:

SE Parolisi avesse compiuto lo staging trafugando la collanina al fine di far pensare ad un ladro drogato,
sarebbe stato di suo massimo interesse dichiarare che Melania avesse una borsa con sè,

al fine di rafforzare l'opera di depistaggio.


Tabula

rita ha detto...

Quella che manca, a detta della titolare del negozio che l'ha venduta, è quella più vecchia, e cioè quella che Melania aveva con sè la mattina al supermercato.

Per mesi abbiamo detto che era impossibile che una donna con una bambina sarebbe uscita di casa senza borsa e ora che si è capito invece che Melania con la borsa è uscita... falco dice che è più logico che stava a casa.

Io ci rinuncio!

r.

LucaP ha detto...

Per me la borsa è un "non caso" ed al massimo un passatempo per noi tutti in attesa che venga alla luce qualcosa di veramente concreto di cui discutere.
Innanzitutto in un tribunale (ammesso che si arrivi mai ad un dibattimento con Parolisi imputato) non sarebbe mai ammessa come prova in quanto prelevata dai Rea dalla casa dei Parolisi in assenza di un pubblico ufficiale e di un verbale. Chi potrebbe mai certificare che sia quella effettivamente trovata nell'armadio? La difesa smonterebbe qualsiasi cosa a riguardo di tale borsa, e perdipiù potrebbero chiedere spiegazioni ai Rea in quale modo siano venuti in possesso di una borsa comprata ad Ascoli nel febbraio 2011 (ma sarà poi vero?).
Piuttosto sarebbe interessante appurare (purtroppo dubito sarà mai possibile per noi) se oltre al portafogli fossero presenti in casa (ma cosa hanno portato via i Rea in realtà? C'è una distinta completa oppure hanno potuto fare indisturbati quello che volevano?) altri oggetti solitamente portati da Melania dentro la borsa. In caso contrario vorrebbe dire che una borsa ce l'aveva veramente con se e si era dimenticata solamente di mettere il portafogli (Parolisi ha detto di non ricordare se Melania avesse con se una borsa o meno). E che quindi è stata fatta sparire dall'assassino od è andata persa in un qualsiasi punto del tragitto dal Colle a Ripe (o da Folginano a Ripe se si è disposti a credere alle forzate ricostruzioni degli inquirenti).

Anonimo ha detto...

@Massimo
Beh, intanto, sempre se Melania non ha inviato il 12 aprile la copia della sua patente per qualche motivo, manca certamente l'originale della/e pagina/e inviate via fax e che a logica si diceva potesse pensarsi usuale spillarla/ alla ricevuta.
A dire il vero siamo nell'azzardo perche' Melania puo' aver spedito qualsiasi cosa che magari non doveva vedere il marito, se e' cosi' si spiega perche' non avrebbe tenuto l'/gli orinale/i.
C'e' a dire il vero una terza possibilita' e cioe' che l'/gli originale/i delle pagine spedita/e da Melania siano state trattenute dal marito prima di consegnare solo la ricevuta di invio lle forze dell'ordine.
Ricapitolando:

1) Gli originali sono stati staccati da Melania per non farli vedere al marito.
2) Il fax comprendeva l'invio dell'immagine della patente alla pratica auto o comunque un documento non significante, tipo la domanda di rinnovo.
3) Qualcuno introdottosi in casa, con le chiavi di Melania poi lasciate dove son state trovate, ha asportato gli originali che Melania aveva spillato alla ricevuta.
4) Parolisi, prima di consegnare la ricevuta, fa la miniricerca sul destinatario andando su google, poi stacca gli originali dalla ricevuta.

Il particolare delle chiavi di cui nessuno ha mai parlato e che non e' chiaro dove fossero finite verte su un SI che si introduce in casa per lasciarne il mazzo al suo interno, ma perche'???
!I perche' in questa storia sviano mancando a noi a monte una completa informazione, vi sono atti ancora riservati, parecchi dati sono stati diffusi in maniera contraddittoria, lo stesso perche' del ritrovato lascia spazio ad architettature troppo affascinanti e seducenti.
UNA possibilita e che siano stati trafugati gli originali di quel fax, insieme ad un'analisi del pc in uso alla coppia con cancellazione eventuale o copia di file presenti asportati per nascondere ma anche per ricattare.
Per asportare oggetti utili al depistaggio della scena del delitto come le sigarette e l'accendino, per "riprendersi" qualcosa che qualcuno pensava "suo" (borsa???), per "aggiustare" qualcosa che in casa di Melania non doveva esserci o doveva essere rimesso come era o come era piu' naturale.
Per nascondere qualcosa che in quella casa puo' essere successo ma che si deve far pensare sia accaduto "fuori" casa, per tenere sotto controllo il secondo telefono di Melania posto sotto carica con scheda wind in casa e da lei utilizzato solo per parlare con la famiglia.
Per controllare anche il garage, per eliminare tracce di un rapporto particolare che si e' fatto pensare diverso agli inquirenti, portare via merce conto lavorazione in casa Parolisi o non lecita che si sapeva presente.
Mettere, inserire, aggiungere in casa particolari a sostegno di una tesi piuttosto che un'altra.
Ma se manca qualcosa, se qualcosa e' invece mutato, inserito, tolto, asportato, aggiunto, perche' Parolisi non l'avrebbe detto???
Punto nodale, di nuovo un perche', forse perche' sa chi ed ha incaricato lui di "inscenare" casa???
Di sicuro capire se qualcuno e' o no entrato dopo l'uscita della coppia e prima degli inquirenti e' forse determinante.
Antonello

Anonimo ha detto...

@Massimo,
scusami ma non ho ancora capito.
Si sa con certezza che la borsa venduta a febbraio è quella riportata dai genitori di Melania?
Mi sembrava d'aver capito che gli accertamenti devono appena essere fatti, che non ci fosse la certezza che la borsa riportata sia diversa da quella del filmato del supermercato, o sbaglio. Se hai notizie più precise mi fai sapere?
La commessa dice in maniera generica d'aver venduto una borsa a febbraio (ma non credo che da febbraio ad oggi possa averne venduta solo una di quel genere, va bene la crisi economica, ma...) oppure è stata fatta coincidere con quella consegnata dai Rea?

@Rita
non ho capito in base a cosa oggi sappiamo che Melania con la borsa è uscita.

Grazie, Tiziana

Anonimo ha detto...

Ancora sul fax:
perché, se Melania voleva semplicemente rinnovare la patente, non ha raccontato al marito d'aver spedito il fax?
Che Parolisi non ne fosse a conoscenza è evidente dal fatto che, una volta trovata la ricevuta, ha dovuto fare una ricerca su internet per capire a cosa si riferisse, e questo gli è costata un'ulteriore accusa.
Se fosse stato a conoscenza del fax, per depistare gli sarebbe stato sufficiente consegnarlo alla polizia, senza fare ulteriori accertamenti (già sapeva a cosa si riferiva).
Però è vero anche che, se qualcuno avesse avuto interesse a portare via l'originale del fax, avrebbe preso anche la ricevuta dell'avvenuta spedizione.
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

Non si sa ancora niente Tiziana. La ricerca sulle borse di Alviero Martini vendute ad Ascoli l'hanno fatta i giornalisti, loro hanno scoperto che l'unica venduta di quella linea (con la cartina geografica), oltre a quella del maggio 2010 è quella del febbraio di quest'anno. Ma non sanno assolutamente da chi è stata acquistata, come non sanno quale modello in effetti sia quella consegnata dalla madre di Melania.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

Dunque, se la borsa può averla acquistata chiunque in paese, mi sembra che non si possano ancora fare illazioni sul fatto che Melania avesse tre borse. Se Parolisi gliel'avesse regalata ben tre mesi prima volete che Melania no ne avesse parlato con le amiche? Non si comprano le borse per tenerle negli armadi.
Peccato però, perché essere certi che Melania fosse uscita con la borsa (cosa che io non credo, sono d'accordo con Falco), sarebbe un elemento a favore di Parolisi!
Tiziana

Anonimo ha detto...

Ascoli non e' un piccolo paese ma conta circa 60000 hab.
Che memoria la commessa! A me pare solo pubblicita' gratuita....

Anonimo ha detto...

@Anonimo
infatti la commessa non ricorda nulla, sa solo d'aver venduto una borsa a febbraio, probabilmente avrà un sistema elettronico per controllare acquisti e vendite.
A me tra l'altro continua a sembrare strano che in una città di 60000 abitanti si sia venduta solo una borsa di quel tipo negli ultimi 8 mesi o più. Io personalmente non amo il genere, ma ci sono diverse mie amiche/colleghe che hanno borse Alviero Martini, ad Ascoli e dintorni invece solo a Melania piacevano?
Perché Parolisi non dovrebbe ammettere d'aver regalato ben due di quelle borse a Melania in meno di un anno (alla faccia del tirchio!)?

No, continuo a credere che Melania sia uscita senza borsa quel 18 aprile!

Tiziana

LucaP ha detto...

Mi piacerebbe riportare l'attenzione su una probabile pista di indagine che meriterebbe di essere di essere maggiormente sviluppata e cioé quella relativa all'ambiente dell'Esercito.

Partendo da quelli che sembrano al momento essere gli unici "riscontri" (in tribunale potrebbero diventatare anche prove) a discolpa di Parolisi vi sono:
- prima testimonianza di Ranelli (18/04) che ricorda di aver "osservato" vicino all'altalene Parolisi (riconoscendolo in seguito a causa dell'abbigliamento per lui insolito) ed una donna alta con giubbotto scuro e panataloni chiari (come l'abbigliamento di Melania dello stesso giorno) dondolare un bimbo/a
- pista seguita dal cane molecolare che confermerebbe parte del racconto di Parolisi
Da sola la testimonianza di Ranelli (sufficientemente inquindata dalla Procura) non sarebbe sufficiente a confermare la presenza dei coniugi al Colle (facendo crollare di conseguenza tutte le ricostruzioni dei magistrati avvalorate dai GIP e dal Riesame - a proposito questi ultimi si sono presi la briga di leggersi tutti gli atti o si sono basati unicamente sulle istanze della Procura), ma congiuntamente a quanto emerso dalle ricerche con il cane risulta molto attendibile.
Di conseguenza, se dovessimo ragionare solamente su basi oggettive dovremmo affermare che il racconto di Parolisi regge quel tanto da scagionarlo dalle accuse sinora fattegli.
Allora, trascurando qualsiasi possibile ricostruzione sulla dinamica degli eventi, viene da domandarsi principalmente una cosa:
Tra i tanti posti appartati esistenti nei dintorni del Colle, perché Melania doveva essere condotta (volente o nolente) ed uccisa proprio al Chiosco delle Casermette?

Continua ....

LucaP ha detto...

.... Continua


Non penso al significato (ammesso ve ne sia uno) bensì solamente al perché (e sicuramente ve ne è uno).
Come ben noto, a circa 2 km di distanza dal Chiosco, vi è il Poligono di Tiro utilizzato alternatamente da almeno due reparti addestrativi volontari (RAV) facenti capo entrambi al Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) di Capua:
- 235° Reggimento "Piceno" (donne)
- 123° Reggimento "Chieti" (uomini)
(su Wikipedia potete trovare maggiori informazioni)
La prima risposta al "perché" di prima che mi viene in mente è che dovesse incontrare qualcuno in forze al 123° Chieti e quindi di conseguenza un uomo. Non credo a tutte le ipotesi tipo "Ti faccio vedere dove ho fatto sesso con tuo marito ...." od altre analoghe. Non mi sembrano reggere. Se uno è intenzionato ad uccidere od anche ad avere un chiarimento importante non fa 20 min di auto con la futura vittima.
Cosa può centrare quindi un soldato (smeplice/gradutato) del 123° con Melania. Non so rispondermi. Quali sono i contatti tra gli addestratori od i comandanti dei due reparti? Anche qui buio.
Se a questo sommo le strane testimonianze di due (su cinque presenti tra le quali una in posizione molto più importante ai fini delle indagini e cioé Colasanti) sentinelle che a scoppio ritardato ed una su sollecitazione dell'altra ricordano un particolare che getta discredito sulla testimonianza più importante, la risposta data al "perché" assume maggior corpo. Anche perché Colasanti racconta di aver visto (oltre ai veicoli militari, ma quali? Camioni? Pulman? Jeep?) solamente due macchine A/R, ma questo lo raccontano anche le altre sentinelle, a significare che sono tornate indietro perché la strada era interrotta prima di Ripe per una frana (ho verificato - quindi mi sembrerebbe strano si siano fermate al Chiosco a meno che tra l'andata ed il ritorno non sia trascorso un bel po' di tempo). E quindi come è arrivata Melania al Chiosco? Strisciando nei boschi con la mimetica?
Poi sommo a questi dubbi anche la asserita presenza delle soldatesse a Villa Lempa (ma dove avete letto che la loro presenza è stata verificata e ne sono stati chiariti i motivi, soprattutto rispetto all'anomalo comportamento?).
Il 123° è composto da maschi e non da donne. Con tutti i posti al mare vicini, il lunedì prima della festa del reggimento due soldatesse vanno a fare un scampagnata sui monti (Villa Lempa si trova proprio sul tragitto Ascoli-Chiosco-Poligono)?
Ritorno a Colasanti. Ma se non ha visto l'auto di Parolisi, ed il passaggio delle altre due auto sembrerebbe giustificato ed ininfluente, scartnado al momento che sia arrivata con un mezzo militare, potrebbe essere che chi l'ha portata abbia fermato il mezzo prima di Colasanti sapendo bene dove era il suo posto di osservazione?
Da questo punto in avanti sono solo ipotesi senza possibilità di riscontro per noi. Ma per gli inquirenti.....?
Ciao

Anonimo ha detto...

@Luca P
intanto ti faccio sapere che gli inquirenti stanno facendo nuovamente tutto il giro di interrogatori proprio per eliminare i riscontri a favore di Parolisi:
- sembrerebbe che nel nuovo interrogatorio di Ranelli (ma è solo fonte giornalistica, non so se sono stati divulgati i verbali) abbia detto di aver visto appena verso le 15.00 una donna vicino alle altalene;
- hanno fatto dire ad un addestratore di cani che le tracce possono essere seguite anche dopo 12 giorni (e questo l'ho sentito dire pure io dall'addestratore a QG). Se il tutto viene sommato alle testimonianze contraddittorie di Sonia, il gioco è fatto.

Ed ora passiamo al tuo quesito. Perché a Ripe?
Tu elimini l'ipotesi che qualcuno abbia detto a Melania : "ti porto a vedere dove tuo marito...". Ma allora non riesco a spiegarmi del perché Melania possa aver accettato di andare dal Colle a Ripe con qualcuno.
Vuoi non prendere in considerazione il significato del posto. Ma per me solo uno che volesse poi far ricadere la colpa su Parolisi poteva aver interesse ad uccidere Melania proprio in quel posto, nonostante la difficoltà presumibile dell'impresa (così poi non è stato), data la presenza di tanti militari in zona.
Ci sarebbe inoltre da sapere: perché il Chiosco era chiuso? Era una cosa risaputa o casuale? chi gestisce quel chiosco (anche perché da quel giorno credo sia sempre rimasto chiuso).
Ciao, Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

Il chiosco, ha detto il gestore in televisione, viene aperto solo in estate perché è in estate che le persone vanno a prendere il fresco in montagna. Quest'anno non lo ha aperto perché sequestrato, ed anche a lui andrà un rimborso spese dallo Stato (oltre a quanto gli servirà per rimettere le assi del ballatoio).

Massimo

Alessandro ha detto...

@ Luca..relativamente alla pista dei cani e all'intervista di QG c'è un equivoco che nessuno ha colto
sonia nell'intervista parla del monumneto grande (il sacrario), non quello fiutato da PG
non lo ha colto nessuno,neppure la redazione di QG

LucaP ha detto...

@Tiziana

Non avevo alcun dubbio sul fatto che gli inquirenti in questo momento fossero unicamente alla ricerca della "prova regina" della colpevolezza di Parolisi ed allo stesso tempo di qualsiasi cosa che renda inattendibili Ranelli ed il cane.
Il "riscontro" dato dal cane, per nostra fortuna, al momento sembra inattaccabile (è vero che l'addestratore ha detto che Piergiorgio è riuscito a seguire tracce vecchie di 12 gg, ma sicuramente non con quella sicurezza e determinazione mostrata al Colle che fa pensare a tracce recentissime. Inoltre la testimonianza dell'addestratore è corroborata da quella del Carabiniere che era con lui). Certo che se nella prossima intervista televisiva Sonia si ricordasse all'improvviso di avere aspettato Melania al bivio mentre quest'ultima andava a fare pipì vicino al monumento ai Partigiani...... (ma allora vado ad arrestarla io!)

Quindi sicuramente non riapriranno (se mai aperte) altre piste investigative. E noi non verremo mai a sapere alcuna cosa in più!

Invece per quanto riguarda la scelta di Ripe per incolpare Parolisi, mi sembra poco credibile (avrebbero potuto lasciare sicuramente qualche traccia in più, magari un SMS incompleto con scritto: "Mamma aiuto, Salvatò mi sta uccidendo, vieni ...." ed invece non c'è nulla che faccia pensare alla presenza di P al Chiosco il 18/04). Penso invece a qualcosa di non premeditato, magari veramente un incontro (per chiarire qualcosa di importante, per minacciarla, per recapitare un messaggio chiaro a P.....) finito male (non faccio particolare affidamento sulla sensitivia, ma la ricostruzione che ha indicato mi sembra non incredibile). Altrimenti perché tornare il mattino del 20/04 ed effettuare lo staging/depistaggio (ed anche qui senza indirizzare verso P)? Mi sembra anche un'ipotesi facile e smplice e la maggior parte delle volte le cose sono più semplici di quanto appaiano.
Ripeto, dietro a questo delitto non vedo un genio del crimine, piuttosto persone prese dal momento che non sanno come reagire ai fatti e combinano troppi gesti non ragionati.

P.S. Il Chiosco apre solamente d'estate, l'ho trovato su più fonti. Chiaramente l'area picnic (indicata anche sulle guide turistiche relativamente ai percorsi per andare per esempio alla Grotta di S.Angelo) è utilizzata anche in altri periodi ma senza un servizio pubblico.

Anonimo ha detto...

@Massimo
grazie della solerte risposta.

@Alessandro
noi l'abbiamo colto, ma non credo che la procura si preoccuperà della differenza.

D'altra parte io penso che tutta l'indagine sia stata viziata fin dall'inizio:
- inizialmente non c'era alcuna prova contro Parolisi, gli inquirenti hanno agito soltanto spinti dall'emotività (Parolisi odioso traditore, Parolisi bugiardo, perciò Parolisi antipatico e da incolpare);

a quel punto hanno incominciato ad accumulare solo e soltanto prove contro di lui, cercando di eliminare in tutti i modi gli indizi che potevano andare a sua discolpa.

Il procedimento avrebbe dovuto andare in senso contrario: prima la raccolta delle prove e poi, solo se ce ne fosse stata qualcuna schiacciante, si sarebbero dovute far collimare tutte le altre.
Qui invece non c'è niente che collima dunque, nonostante nessuna prova contro Parolisi, tutti gli indizi a favore della sua innocenza vengono deformati per farli rientrare nel castello accusatorio.

Io domando: c'è un testimone che il 18 aprile, nell'immediatezza, dice di aver visto la famiglia e la descrive;
i cani fiutano una traccia;
Sonia dice che Melania la settimana prima fa la scorciatoia per andare al bar.

A distanza di mesi, dopo pressioni varie, Ranelli cambia versione, Sonia dice che no, si è sbagliata, sono andati dalle altalene al Monumento, poi al bar, e poi hanno fatto la scorciatoia; i cani seguono un altro percorso perché dal Monumento (quello indicato da te Alessandro) non vanno al bar ma alla roulotte e... a quale versione sposa la procura?
Chiunque direbbe: la prima, quella dell'immediatezza del ricordo... invece no, Ranelli è inattendibile e Sonia, che deforma le testimonianze, viene usata per screditare persino i cani.
Tiziana

LucaP ha detto...

@ Tiziana

Ranelli non cambia mai versione. Gli fanno invece cambiare gli orari in modo tale che la sua prima versione non sia credibile.
Alcuni hanno adombrato il dubbio che la sua testimonianza sia stata influenzata da quanto gli ha raccontato Parolisi quando è andato al chiosco con Paciolla (tardo pomeriggio quando faceve più freddo tanto che P si era fatto imprestare un giubbotto) ed in realtà non abbia mai visto la famiglia alle altalene. Tuttavia lui afferma di aver prima "osservato" Parolisi e la donna in quanto incuriosito dall'abbigliamento dell'uomo che poi ha riconosciuto quando è andato da lui.
Vedremo cosa mai ripeterà in un eventuale dibattimento (le testimonianze rese durante le indagini preliminari devono essere ripetute in aula altrimenti non sono prese in considerazione).

Anonimo ha detto...

@ LucaP
"devono essere ripetute in aula...", infatti, e pensi che con tutte le pressioni che hanno fatto su di lui ripeterà la prima versione? Messo davanti agli orari della telecamera ha incominciato a dubitare delle sue impressioni. Forse effettivamente le sue impressioni non erano corrette, ma allora possiamo dire che lo siano quelle dei testimoni sentiti dopo 2 mesi?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@LucaP
concordo con ciò che hai scritto su Ripe, anch'io ho più volte sostenuto che spesso l'ipotesi più semplice è quella giusta.
In tutto il quadro manca però sempre lo stesso elemento: se Melania si è trovato con qualcuno al Colle, perché poi si è spostata a Ripe?
Hai qualche teoria al riguardo?

Anonimo ha detto...

L'unica teoria da seguire è quella che l'appuntamento è stato dato al colle poi dopo l'incontro il tentativo di aggressione, la fuga disperata di Melania (confermata anche dai ciclisti)e poi......
Marilia

Anonimo ha detto...

@Marilia
Concordo, gli spostamenti di Melania quel giorno sono:
Folignano, Colle San Marco, monumento e roulotte, fuga per i boschi fino alla strada fra San Giacomo ed il paesino di Colle, raggiunta poi deve essere stata portata a Ripe.

@Tutti
a Colle San Marco esistono e persistono due monumenti, da earth google, uno e' il piu' grande denominato Sacrario, l'altro e' quello dove Piergiorgio ha seguito le tracce di Melania, questo significa che Sonia ha o puo' aver riferito nell'ultima intervista che il 10 aprile sarebbero andati a piedi con Melania al sacrario e cioe' il monumento grande che e' in direzione nord, mentre Piergiorgio porta l'istruttore nel monumento piccolo a sud est.
Quoto il particolare segnalato da Alex.
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

Ed infatti a QG mentre Sonia parlava di monumento facevano scorrere le immagini del Sacrario Partigiano, mai hanno mostrato il monumento ai Caduti.

Quindi il percorso del 10 aprile prevedeva, una volta arrivati alla provinciale, un buon cinquanta metri a sinistra, il taglio della strada all'altezza della curva ed il proseguimento per altri 300 metri. Ma Piergiorgio non curva a sinistra, curva a destra ed arriva al monumento ai Caduti e poi al viottolo. Se avesse seguito le tracce vecchie, in fondo alla strada che dal parco va alla provinciale avrebbe girato a sinistra ed alla curva, dato il passaggio di auto, le avrebbe perse e forse (vista l'intervista rilasciata a Febbraio dal Macciò, ricerche Livia ed Alessia, che parlava di un tempo massimo di 5 giorni per essere certi dell'affidabilità del cane), ritrovate solo attraversandola la provinciale. Ma così non è stato, quindi...

Ciao, massimo

Anonimo ha detto...

@Massimo
Io la capisco diversamente, io capisco che l'equivoco nasce si dal nome "ai caduti" ma anche dalla specifica a sinistra.
1) Se avesse inteso il monumento piccolo e' chiaro che finita la strada laterale alla provinciale (quella segnalata da Piergiorgio per capirci) non puo' e non poteva dire altro che hanno girato "a sinistra" verso il bar il Cacciatore.
2) Per l'altro monumento, cd Sacrario, dalle altalene si va per un piccolo tratto e poi si gira "a sinistra" per un pezzo piu' lungo, dal Sacrario il gruppetto deve essere tornato indietro od aggirato lo stesso in qualche modo ed essersi diretto verso il Cacciatore attraverso la scorciatoia, cosi' ricordo io da earth google ma chiedo conferma.
Quindi lei, a parte che viene mal compresa da QG sul monumento a cui si riferisce crea, sicuramente involontariamente, confusione quando dice "a sinistra" direzione medesima anche nel monumento a sud est del pianoro.
Quindi, io direi, se ho capito bene che il 10/04/2011 nessuno del gruppo ha minimamente intrapreso il tragitto che invece in un secondo tempo percorre deciso Piergiorgio.
Io ho capito questo ma chiedo ad Alex, e' corretto quanto da me interpretato??? Volevi dire questo???
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

Mi sono riguardato QG Antonello (mi avevi messo dei dubbi). Sonia dice che tutti, lei Salvatore Melania ecc... hanno preso la strada poi effettivamente presa da Melania quel giorno, ma non andando prima verso il chiosco di Ranelli (questo non lo dice) ed una volta arrivati in fondo di aver proseguito verso il monumento ai caduti, "quello grande", e qui viene inquadrato il Sacrario Partigiano, poi di essere andati oltre ed aver preso una scorciatoia per arrivare al bar cacciatore a prendersi il caffè. Infine dice che dal cacciatore, attraverso l'altra scorciatoia, quella che riporta al parco, di essere tornati alle altalene. C'è da dire che lei da ad intendere che quella zona la conosce molto bene.

Comunque questo dice, ed è la strada che ho inserito prima dato che il monumento ai caduti dove è arrivato il cane è a destra, guardandolo dalla fine della strada, mentre per andare verso il Sacrario occorre girare a sinistra, verso il bar, e poi svoltare a destra ed entrare in quella strada ad anello dove sono anche le antenne delle televisioni ed il malfamato, da qualche anno, Eremo di San Marco.

Ciao, Massimo

Anonimo ha detto...

@Massimo
Lo chiedo perche' non ho visto la trasmissione, ma mi dai un altro particolare che riguarda un discorso parallelo, mi spiego:
se Sonia dice testualmente "la strada che effettivamente Melania ha fatto quel giorno lei e' certa che Melania abbia fatto la strada verso il monumento, ci dice quindi che:
1) Lei e' convinta o sa che Melania e' stata al pianoro il 18/04/2011.
2) Lei e' convinta o sa che Melania ha effettivamente percorso la strada che ha segnalato Piergiorgio.
3) Lei e' convinta do sa della innocenza, per esclusione tempistica, di Parolisi.
4) Se mi confermi che il testuale e' quello la dichiarazione e' importantissima perche' presa dalla descrizione di cio' che hanno fatto il 10/04/2011 conferma quanto accaduto il 18/04/2011 giorno della scomparsa di Melania.
5) Se non sono sicuri gli inquirenti e se non abbiamo la certezza matematica noi, come fa ad averne certezza lei???
Attendo interessantissima risposta.
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

No Antonello, le testuali parole di Sonia sono: "Abbiamo preso la strada che avrebbe preso Melania quel giorno". Non ne da la certezza.

Ciao, massimo

Anonimo ha detto...

Non ne dà la certezza, perché Sonia è una che millanta, non sa niente e improvvisa di volta in volta pur di essere protagonista e pur di dare addosso a Parolisi. Ma perché?
Prima era il marito ideale, poi è diventato tirchio, preoccupato per il denaro, pronto ad uccidere per questo.
Prima Melania avrebbe percorso la scorciatoia, poi la strada per il Sacrario, vedrete che tra un po' parlerà del monumento ai caduti, non appena capirà l'antifona.
Tiziana

Anonimo ha detto...

Tiziana, è assai probabile e il fatto che lo sia è alquanto scoraggiante.
Non per il Parolisi in sè, che in fondo non conosciamo personalmente, quanto per il pericolo in cui potrebbe incorrere ognuno di noi se mai incappasse nella rete della giustizia in odore di antipatia agli inquirenti.
Tabula

Anonimo ha detto...

Certo Tabula,
proprio questo preoccupa, il modo in cui vengono condotte queste indagini.
Parolisi non lo conosciamo, ma vorremmo essere certi che, se verrà condannato, sia effettivamente colpevole.
Per il momento non c'è proprio niente che ce lo dica.
Tiziana

Anonimo ha detto...

C'è l'avvocato Biscotti a QG
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Massimo
Mah, e' un po' un'inezia ma non specifica "se veramente Melania e' stata al pianoro quel giorno".
Quindi:
1) Aggiungendo questa nuova dichiarazione a tutti i dati sugli sms e squilli, sulle dichiarazioni su una coppia rosea e tavoli a cuoricini, si potrebbe pensare, o meglio ipotizzare, che abbia voluto aiutare il Parolisi ma sconfessare la tesi di Melania al pianoro, cioe' da una parte sconfessa le amanti che Parolisi certamente aveva allontanando i sospetti dall'ambiente quotidiano di Melania e dall'altra afferma di aver fatto un percorso che sfiducerebbe Melania al pianoro e quindi l'unica possibilita' di salvezza matematica per Parolisi.
2) Sta dicendo la verita' che tende a sfiduciare Piergiorgio solo casualmente quindi Melania puo' non avergli detto nulla delle amanti del marito.
3) Segue una funzionalita' sua riferendo sulla coppia e mente spudoratamente prima per coprire il Parolisi ed allontanare i sospetti dalla quotidianita' e poi per sfiduciare la versione di Piergiorgio, per me punto fermo a questo punto.
Un personaggio comunque che viaggia sempre su una binarieta' di interpretazione, e' una costante, non me ne voglia ma casualmente e' un dato di fatto:
1) Gli squilli possono essere avvisi oppure no.
2) Doveva andare al pianoro oppure doveva aspettare la coppia a Folignano.
3) Aveva parlato con qualcuno che gli aveva descritto le intenzioni oppure gli sono state riferite dopo.
4) Descrive Melania che decide di andare al pianoro e forse al pianoro dovevano vedersi ma non sapeva che dovessero andare al pianoro.
5) Aggancia con il cellulare celle di Colle San Marco quando fa gli squilli ma l'alibi vuole che non si sia mai mossa da casa della madre che conferma.
6) Allontanerebbe, sempre se, i sospetti dalla quotidianita' di Melania ma casualmente conferma un tragitto simile, giorni prima della scomparsa di Melania, a quello che fino ad un certo punto segue Piergiorgio.
7) Ipotizzando una mala fede e' un comportamento che vuole sospetti lontani dal vicinato nel contempo tentando di incastrare Parolisi.
8) Ipotizzando una buona fede, Melania non gli diceva nulla, gli squilli non erano avvisi ma genuini tentativi di contattarla, si e' confusa veramente quando riferisce dell'sms e sembra l'ennesima persona che non ha intenzione di aiutare Salvatore affermando bugie.

Perche' tre sono le possibilita' su S., o e' sincera o non lo e' o lo e' parzialmente su alcuni fatti e su altri no.
Antonello

Anonimo ha detto...

Biscotti riferisce una circostanza vera che e' ad ordinanza:
esiste un colloquio che sarebbe avvenuto il 19/04/2011, quando Melania si cercava ancora viva, fra papa' Gennaro e Salvatore che verte sulle amanti del caporale.
In sostanza il papa' di Melania gli dice di essere sincero con gli inquirenti su Ludovica ed i tradimenti, lui risponde che non dira' nulla e che c'e' un patto su questo da rispettare, papa' Gennaro controbatte che loro aspetteranno che lui sia sincero solo SE MELANIA FOSSE STATA TROVATA A BREVE e che era un patto che altrimenti considerava sciolto.
Siamo al 19/04/2011, alle casermette intanto vi era l'ultimo giorno di esercitazioni, il cellulare di Melania e' ancora staccato, alle 7 del 20/04/2011 il cellulare si riattacchera' alla cella cortispondente, alcune ore prima Parolisi si reca in caserma, mentre lui e' li arriva la telefonata dei telefonisti anonimi che avvisano della presenza del corpo di Melania alle casermette.
Questa la cronologia, papa' Gennaro forse quando aveva detto a Parolisi "in tempi brevi" forse intendeva "viva", da questo il sospetto e l'IPOTESI che il colloquio ed il ritrovamento il giorno dopo, dopo la fine delle esercitazioni, possano essere due fatti con qualche collegamento fra di loro.
L'IPOTESI prevederebbe come qualcuno avanzava messaggi fa che il Parolisi avesse visto le foto del luogo del delitto da qualcuno in caserma, che sapesse cosi' e molto tempo prima del riconoscimento di Michele e del Paciolla dove fosse Melania, agendo per farla ritrovare "in tempi brevi" perche' il patto non venisse sciolto ed i suoi tradimenti non rivelati agli inquirenti dai Rea.
Sottolineo che e' un'ipotesi e che vi sono mille altre possibilita', nessuno e' certo o vuole accusare nessuno, qua si stanno vagliando solo EVENTUALITA' ed IPOTESI.
Per primo ci tengo a scrivere che spero non sia un'ipotesi vera e che la riporto per completezza.
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

Non so se è sincera, Antonello, ma Piergiorgio non lo sfiducia perché il 10 aprile lei Melania e Salvatore una volta arrivati in fondo alla strada sono andati a sinistra, mentre il cane una volta arrivato in fondo alla strada è andato a destra, dov'è il monumento ai caduti e dove aggancia la cella 451.

Quindi il suo racconto è servito solo a seminare un po' di zizzania perché, se aggiunto al filmato che vede Parolisi spingere la bimba sulle altalene, fa presumere al pubblico (in apparenza) che tutto non sia frutto del caso ma che il militare abbia usato le esperienze maturate otto giorni prima per non incappare in errori durante la deposizione e per far sbagliare strada al cane.

Ma se si aggiunge il racconto del sesso al chiosco ci accorgiamo che i fatti voluti dal caso iniziano ad essere troppi. Quindi o si crede sia un omicida cretino al 1000%, o si inizia a pensare che qualcuno, forse presente al pianoro il 10 aprile (ma non c'era solo l'amica Sonia, altri c'erano che conoscevano il Parolisi), per un motivo che ci sfugge l'abbia incastrato a modo.

Buona notte, Massimo

Anonimo ha detto...

Oggi la Palombelli ha detto che lo dice l'odinanza, e dunque è certo, che il cellulare di Parolisi aggancia le stesse celle di quello della moglie e che dunque è certo che, se anche non l'ha uccisa, era presente sul luogo del delitto.
Ma può dire una cosa simile, è un dato certo?
Tiziana

emax/massimo prati ha detto...

No Tiziana, non è un dato certo. La Palombelli lo ha riportato giusto perché lo dice l'ordinanza d'arresto, ma il giudice il dato lo prende dalla richiesta d'arresto fatta dai Pm che si avvale di una perizia che dice il contrario di quanto dice la perizia della Difesa.

Aspettiamo un perizia neutrale, del gup per dire il primo che può farla fare, sempre sia possibile capire se in un luogo dove agiscono più celle si possa stabilire se due telefonini, diversi nella marca e di certo nelle impostazioni, sono vicini o lontani fra loro.

Buonanotte, Massimo

Anonimo ha detto...

Allora Massimo
ti dirò che la Palombelli, giornalista che ho sempre stimato e che ascolto normalmente alla radio quando torno a casa dal lavoro, mi ha veramente delusa.
Una donna intelligente dovrebbe vagliare criticamente i dati a sua disposizione e non sposare una tesi accusatoria, sull'onda dell'emotività, senza soppesare anche i dati a favore della difesa.
Questo dovrebbe fare un giornalista, fino a quando un processo non abbia definitivamente stabilito la colpevolezza di qualcuno.
Vedo che ignora persino la nostra Costituzione, che si basa sulla presunzione di innocenza fino all'ultimo grado di giudizio. Che tristezza!
Buona notte, Tiziana

Anonimo ha detto...

Mi sembra che stiano smontando la difesa con il solito sistema della deformazione degli orari delle testimonianze a favore, la dichiarazione di inattendibilità di tutti i testimoni i cui orari non sono deformabili, e mi chiedo che gioco stia facendo questa Sonia e come sia ammissibile che una persona faccia dichiarazioni pubbliche completamente diverse dalle precedenti in base a quanto sia necessario ai fini dell'accusa.
Posso capire la famiglia, come scrivi tu Massimo hanno una forte sofferenza che li brucia, e se in cuor loro pensano il genero colpevole ne vogliono la testa.
Ma trovo eccessive tutte queste dichiarazioni quotidiane ininfluenti, un giorno raccontano che P. fosse tirchio, il giorno dopo che M. fosse dimagrita per colpa del marito, il terzo giorno non dimagrì per dolore ma a causa di una dieta impostagli dal marito, per non parlare dei vari dettagli sui tradimenti.
Posso capire, ma posso anche capire che il mondo sia pieno di mariti tirchi e di mariti che chiedono alla moglie di perdere i Kg accumulati in gravidanza, di mariti traditori e di mariti che regalano borse costosissime ad ogni occasione di festa, ma tutto questo sembra quasi pilotato ad arte da chi continua a gettare fumo negli occhi.
Non da parte della mamma che mi fa tenerezza enorme e l'abbraccerei, ma vorrei dirle che tutto ciò non le restituirà la figlia, nemmeno la vendetta potrà mai avere un sapore dolce in casi come questo.

Antonello, se davvero la conversazione sul patto tra P. e il suocero avvenne il 19, più che collegarlo al ritrovamento di Melania collegherei il fatto all'impellente necessità di Parolisi, quel pomeriggio se non sbaglio, di cancellare su facebook tutte le tracce della relazione con Ludovica.
Se davvero P. avesse saputo che il giorno dopo sarebbe stata ritrovata Melania, l'urgenza non c'era, il patto era salvo.
Il fatto che si sia affrettato a cancellare il tutto mi dice che il P. non era affatto certo che la moglie sarebbe stata ritrovata in tempi brevi, e se ne può molto chiaramente dedurre che non avesse la minima idea di dove fosse.
Perchè nessuno potrebbe mai credere che un corpo alle Casermette, in vista com'era, possa non essere ritrovato in tempi brevi.

Tabula

Anonimo ha detto...

@Tab
sottovalutarsi e' un atteggiamento femminile che porta l'uomo dove loro vogliono, sembra che pero' Ludovica sia tanto intelligente da sfuggire a questa tavola dei comandamenti che fondano invece determinati rapporti.
Non vorrei cadere nella furbata contraria ma il Parolisi puo' aver compreso, dalle parole di papa' Gennaro, che per la verita' sembra gia' esser stato sincero con gli inquirenti e da qui l'inkazzatura di Salvatore, che non aveva alternative, ha capito che il papa' vuole la figlia "in tempi brevi" e "viva", capisce quindi e realizza che i tradimenti verranno resi ufficiali e pubblici, vuole assolutamente che Ludovica ne stia fuori, architetta un silenzio su Ludovica e sulla relazione che sconfessera' nel suo disegno i Rea, subito dopo quel colloquio, che nessuno nemmeno ordinanza nega, verso le 11,00 Parolisi si rechera' in caserma dicendo ai Rea che andava ad organizzare una squadra ricerche, ma arrivato dai colleghi sconsiglia a coloro che si erano resi volontari di donarsi alle ricerche per non intralciarle su consiglio di chi era sul posto.
L'ipotesi dice che uno, ed uno solo, di Chieti puo' aver avvisato il caporale della posizione e della fine di Melania, cambia quindi in corsa versione e sconsiglia appunto le ricerche dei colleghi.
Questo si potrebbe spiegare con un altro compromesso possibile ed ipotizzabile, cioe' che l'informatore abbia chiesto in cambio di dare il tempo alle esercitazioni di terminare quel 19/04/2011.

Un altro particolare ipotizzabile deriva dalla traccia che Piergiorgio segue, dicevamo che va quasi a mordere la finestra semiaperta della roulotte.
Sia chiaro ipotizzo, se infatti quella roulotte fosse stata appositamente approntata per l'utilizzo da parte di piu' persone serviva un segnale che ne rendesse visibile da fuori l'occupazione, quale quindi miglior segnale che le scarpe appoggiate od i calzini stesi fuori dalla finestra.
Domanda: Melania aveva una storia parallela di cui era a conoscenza qualche amica???
Qualche amica conosceva l'esistenza della roulotte???
Qualche amica aveva il marito che flirtava con Melania???
Chi poteva utilizzare quella roulotte per incontri extraconiugali???
Sia chiaro, ribadisco che stiamo parlando di ipotesi.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello,
la roulotte è stata ispezionata dai carabinieri, che non vi hanno trovato niente.
La porta era chiusa con una corda, che sembrava essere lì da molto tempo.
Melania forse è arrivata alla roulotte, ma con ogni probabilità non vi è mai entrata.
Tiziana

Anonimo ha detto...

Il problema di tutta l'indagine sta nel fatto che gli inquirenti, mentre si impegnavano a cercare le prove contro Parolisi, avrebbero dovuto anche vagliare l'ipotesi della sua innocenza.
Avrebbero dovuto cercare di capire, partendo dal racconto dei fatti proposto da Parolisi, PERCHE' e COME Melania SI E' ALLONTANATA DAL PIANORO?

Dagli interrogatori della Perrone emerge che Melania era una donna forte, che per ben due volte aveva telefonato all'amante del marito.
Quante donne, pur sapendo d'essere tradite agirebbero così'? E dunque poteva averlo fatto per l'ennesima volta, poteva aver telefonato a qualcuno/a dando un appuntamento, il tutto è perfettamente compatibile con quella che sembrava essere la personalità di Melania.

Soltanto dopo che avessero vagliato entrambe le strade possibili (colpevolezza-innocenza) avrebbero potuto confrontarle per verificare quale appariva più coerente e in quale TUTTI i fatti rientravano con meno forzature!
Tiziana

Anonimo ha detto...

TABULA

Il tuo post mi trova in perfetta sintonia, specie per quanto concerne l'atteggiamento dei Rea & C..
Si cerca solo di buttare addosso a Parolisi tutto il fango possibile, all'unico scopo di ottenerne la condanna di colpevolezza.
Non hanno mai pensato che la figlia, nel pedinare continuamente il marito, abbia visto qualcosa che non doveva vedere, ed è per questo che potrebbe essere stata uccisa?
Il battere e ribattere sulla infedeltà del militare e delle sue bugie, finalizzate solo a nascondere i suoi rapporti extra coniugali, non saranno mai validi per incolparlo di omicidio.
Eliminate tutte le storie di tradimenti, e le bugie ad essi collegati, quali prove o indizi gravi potrebbero indicare il militare quale colpevole di omicidio? NULLA!
Sarebbe opportuno, che tutta la cerchia paramicale della vittima la smettesse di fare l'assidua pantomima a quasi tutti i programmi TV.
Il loro dolore è naturale, e va rispettato, ma c'è un limite a tutto.
FALCO

Anonimo ha detto...

@Falco
ieri infatti l'avvocato Biscotti l'ha detto chiaramente che tutto questo battage televisivo contro Parolisi, ha il solo scopo di influenzare l'opinione pubblica, in maniera tale che, quando si riunirà l'Assise, i giurati popolari saranno già sufficientemente influenzati.
Anche se certi filmati (interrogatorio Chiosco, ecc.) non potranno essere portati in tribunale, avranno già sortito il loro effetto.
Perché altrimenti la procura gli avrebbe divulgati?
E gli interventi di familiari e amici hanno lo stesso scopo, a nessuno di loro evidentemente interessa la verità, altrimenti capirebbero, come hai detto tu, che non c'è neanche una prova contro Parolisi (al di là delle bugie-tradimenti).
Tiziana

Anonimo ha detto...

TIZIANA

Le tue parole scritte in maiuscolo, indicano la direzione che dovrebbero o avrebbero dovuto prendere le indagini, ma tutto ciò non è stato fatto dagli inquirenti, anzi, loro si sono fermati ai tradimenti, e batto su quelli in maniera stomachevole.
Lo sanno anche loro che non hanno nulla di concreto tra le mani.
La tattica, usata sistematicamente, di eludere tutte le testimonianze a favore del militare, ne è la prova evidente.
ANTONELLO
Le tue lunghe elaborazioni, non portano a chiarire nulla. Cerca di essere più sobrio nelle tue esposizioni, e cerca di fermarti sui punti essenziali, che allargano un orizzonte già difficile da scrutare così com'è.
FALCO

Anonimo ha detto...

FALCO
Le mie parole scritte in maiuscolo indicano la direzione che avrebbero dovuto prendere le indagini, ma voleva anche essere, ancora una volta, l'interrogativo rivolto a tutti voi.

Ci siamo cimentati più volte per tentare di darne risposta, ma mi sembra che non siamo mai arrivati a qualcosa di condivisibile da tutti, qualcosa che abbia, come diceva ieri LUCA P., i caratteri della semplicità, cosa che spesso contraddistingue la VERITA' (forse un po' il famoso oggetto sul comò che cercava PINO. PINO dove sei finito? ci manchi!).

Tiziana

Anonimo ha detto...

@Falco
con tutto il rispetto, io non nego limiti di esposizione (ho avvisato per primo che scrivo da un android il che non semplifica proprio nulla) ma bisognerebbe ogni tanto seguire pari pari cio' che uno scrive sforzandosi di comprendere cosa vuole intendere, a volte aldila' delle parole perche' in articolo e' chiaro e nella realta' e' vero che qua non si accusa e si cerca pure di andarci cauti, eppure mi sembrava che tu stesso mi scrivesti che io illazionavo senza aver letto.
In secondo luogo ho fatto una cronologia piu' semplice possibile di una elaborazione complicata su risvolti opposti e vicini per un semplice motivo: la verita' io non la so la sto cercando, se la sapessi sai che semplicita' anche la vita??? Girerei nel mondo in ogni dove, tutto spesato e pagato, mi chiamerebbero insieme alla mia sfera per "sapere" le soluzioni di tutti i cold case, invece sono qui nel virtuale che devo ammirare chi invece pretende di comprendere bene cio' che, come tutti, elaboro senza nemmeno leggerlo.
Tra l'altro sono ipotesi deduttive su cio' che deve aver mosso in ogni caso psicologicamente il Parolisi da un comportamento ad un altro.
Ma forse e' piu' chiara l'elaborazione della ricostruzione agli atti.
Te la ripeto invitandoti ad accontentarti se la condividi:
1) Alle 14,10 la coppia parte verso Ripe non notata da nessuno se non da chi la vede uscire, nessuno la vede nemmeno alle casermette, la bimba dorme in auto e i due fuori si scannano rincorrendosi per il chiosco mentre intorno il deserto assoluto.
2) Dopo mille tentativi il Parolisi riesce ad accoltellare venti volte la moglie senza ucciderla, due sole coltellate importanti ma non letali, una al polmone e l'altra al fegato.
3) Inscena e depista con un punteruolo il corpo e la scena del delitto, con una scarpa da donna lascia un'impronta sul sangue fresco, disegna svastiche e croci su coscie ed addome, tagliuzza le braccia della vittima, ispeziona il suo cellulare e cancella da esso tutti i messaggi, lascia una siringa che era in un cestino infilzata nel giubbotto della povera Melania ancora viva, non si capisce come l'anello viene trovato fuori dal dito, prima di cambiarsi lascia accendino e sigarette per firmare il tutto, si mette il secondo completo della lotto lindo e fa sparire borsa e catenina della vittima, con se ha portato alcuni peli che sparge, qua e la inserisce diverse tracce di dna raccolte chissa dove, compreso sei maschili e due femminili.
3) Cambiato, lindo e lucido parte con la macchina trasparente, passa davanti al Colasanti che non lo vede e si piomba a venti chilometri al pianoro, dove arrivando si convince che l'unico alibi cge si puo' inventare e' solo quelpo che confermera' il Ranelli (dopo convinto divessere confuso), Piergiorgio (convinto con cric e croc), e le celle telefoniche non si sa bene come, per capirlo hanno fatto anche uno studio teso ad identificare le competenze elettroniche dello sventurato.

Il tutto fra le 14,40, orario in cui l'ultimo militare va via da Ripe e le 15,20 orario in cui Parolisi deve essere arrivato al pianoro.Ci sono voluti 40 minuti per far tutto senza nemmeno essere visto da se stesso.

Come vedi non serve leggermi e sforzarsi di comprendere perche' qualcosa di molto semplice gia' c'e' a voler cercar bene.
Senza offesa, ad ognuno la verita' che merita in base al sudore speso.
Antonello

Anonimo ha detto...

Eppure non ci vuole tanto a seguire, basta aver presenti due o tre dati oggettivi.

1) piergiorgio fiuta la pista di Melania al pianoro ed abbiamo visto che e' deciso e non percorre il percorso che Sonia dice abbia fatto Melania dieci giorni prima della sua sparizione.
Quindi Piergiorgio ci da una prima indicazione importante: Melania al pianoro c'e' stata quel giorno e ad un certo punto e' partita dalle altalene e si e' diretta per la strada parallela alla provinciale verso sud est dal monumento piccolo, e' salita poi nel bosco dietro al monumento sino ad un campo isolato in cui il cane perde la traccia accanto ad una roulotte dopo averne morso la finestra semiaperta.
2)Ranelli il chioscaio afferma di aver visto Parolisi, lo ricorda per il vestito secondo lui strano, alle altalene "insieme ad una signora" ed un bimbo alle 14,45, versione che poi cambiera' nell'orario arrivando a spostare i fatti alle 15,23.
3) Le celle telefoniche hanno un comportamento strano e non stabile ma gli stessi inquirenti, ad ordinanza, affermano che la 451 e' quella che serve Ripe ed anche la zona di territorio dietro al monumento piccolo la pianoro.
4) Due ciclisti salendo da San Giacomo verso il paesino di Colle dichiarano di aver visto due donne uscire dal bosco con passo affrettato rincorrerne una terza.
5) Piergiorgio sembra abbia fiutato di nuovo una traccia di Melania in un casolare di Colle.
6) Melania viene rinvenuta a Ripe ed i RIS dicono che li e' stata aggredita ed uccisa.

Quindi non so se riusciro' a portare da qualche parte ed in maniera semplice ma gli spostamenti spazio-temporali di Melania quel giorno sono stati, con alta probabilita':

1) Folignano - pianoro Colle San Marco.
2) Pianoro -monumento -roulotte.
3) Fuga da roulotte per i boschi in direzione Colle.
4) Innesto sulla strada per San Giacomo inseguita a poca distanza.
5) Tentativo di nascondersi in un casolare abbandonato in localita' Colle.
6) Da Colle Melania sarebbe stata raggiunta, tramortita e portata a Ripe sicuramente da due donne ma non a piedi.
7) Colasanti, fra una distrazione e l'sltra, vede un fuoristrada scuro entrare nella stradina che porta al chiosco delle casermette e riferisce di averlo visto uscire ammaccato con due persone che si nascondevano nel fondo dell'abitacolo.
8) La mia difficile conclusione che non porta da nessuna parte e' che le due donne, a Colle, devono aver tramortito o comunque catturato Melania ed averla caricata su un fuoristrada scuro, essersi nascoste nella parte bassa dei sedili mentre una terza persona guidando sale verso Ripe e prende la deviazione per le casermette abbandonando li Melania non dopo averla massacrata con venti coltellate e lasciandola morire lentamente dissanguata.

Io sto dicendo che i dati oggettivi portano a questa ricostruzione degli spostamenti di Melania, avvenuti secondo me, quel giorno, vorrei capire ora dove porta invece criticare sempre gli altri in una discussione che ricercherebbe la verita' pretendendo miracoli e risposte da chi la verita' in umilta' e realta' la cerca non essendo convinto di possederla.
Antonello

Anonimo ha detto...

L’avv Biscotti :
- NON HA VOLUTO essere più “incisivo” perché seguiva una sua strategia
- NON HA POTUTO essere più “incisivo” perché non glielo ha permesso il ritmo della trasmissione
- NON HA SAPUTO essere più “incisivo” perché incapace
Oppure tutte tre le cose ?
In ogni caso il suo intervento a QG è stato assai deludente e non credo abbia reso un gran servizio al suo assistito.

G.

Anonimo ha detto...

Antonello,
nonostante si tratti di una tragedia, non ho potuto fare a meno di ridere, leggendoti.
Eppure ciò che a noi fa ridere, gli inquirenti hanno preteso di scriverlo in un'ordinanza e c'è molta gente che, senza evidentemente valutare tutte le implicazioni della ricostruzione (tempi, testimonianza Ranelli, cane, ecc.), ci crede.

Non so spiegarmelo, ma è così. Giunti al XXI secolo, non ci siamo distaccati di molto dalla superstizione medioevale, e la presunta RAZIONALITA' del nostro secolo, è ben lungi dall'essere qualcosa di condiviso.
Tiziana

Anonimo ha detto...

La mia semplice ricostruzione puo' essere sbagliata???
Certamente, sono un semplice uomo e non sono Dio ne posseggo sfere, ho semplicemente seguito dati oggettivi distinguendoli a monte da quelli ufficiali, non sono un'amante dei perche' se non mirati ed oggettivi.
Non so quindi dire dove fosse, a che distanza e fino a che punto vicino il Parolisi a Melania durante i suoi spostamenti, ne la figlia.
Osservo che partire da un oercorso altamente probabile e' un buon punto di partenza che la tesi accusatoria onestamente non mi da, mentre questa spiega anche la tempistica evenyuale degli avvistamenti e delle sparizioni del Parolisi e della figlia qua e la.
Io sin qua sono arrivato e ho portato chi condivide.
In alternativa si potrebbe aprire una discussione costruttiva con osservazioni fondate su dati oggettivi che spostano il percorso, direi che e' anche un piccolo risultato secondo me.
Antonello

Anonimo ha detto...

@
Sono assolutamente d'accordo sulle tue valutazioni, volevo quasi uasi scrivere un analogo commento.
E' stata sprecata un'occasione. Se fosse andato Massimo, a QG, avrebbe fatto sicuramente un intervento migliore!
Delle diverse ipotesi da te proposte spererei si possa escludere la terza, altrimenti Parolisi è spacciato.
Mi auguro che l'intervento in tribunale possa essere più incisivo e che possano essere messe in evidenza tutte le contraddizioni che qui, noi, abbiamo più volte evidenziato.
Bisogna comunque dare onore al merito, a QG, d'aver almeno consentito all'avvocato della difesa di partecipare alla trasmissione.
Poi in verità gli hanno tolto più volte la parola, la Palombelli l'ha addirittura tacciato di avere la coda di paglia, perché ha giustamente detto che Parolisi è stato interrogato per 40 ore senza l'avvocato (forse la Palombelli vorrebbe uno stato di polizia, vorrebbe un ritorno al regime, dove i più elementari diritti alla difesa venissero soppressi), comunque in altre trasmissioni non c'è nemmeno questo.
Tiziana

Anonimo ha detto...

@ G
scusa, ho dimenticato la tua iniziale nel commento precedente.
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Tiziana
chiedo venia, e' pur sempre una tragedia, e' che mi infervoro nelle diatribe su una oggettivita' che deve fondare una ricostruzione, non si puo' criticare se non si ha una volonta' costruttiva, se non la si ha ci si puo' sempre accontentare di un como' piramidale in equilibrio sul vertice tanto per richiamare Pino, con cui ho dialogato poco e che onestamente mi sembrava in gamba.
Mi unisco a Tiziana chiedendogli di rientrare, serve comprendere se sopra il suo como' c'e' e dove una bajour per far luce.
Antonello

Anonimo ha detto...

@G.
Biscotti cerca di fare, contro il mondo, il suo lavoro, io direi che ha scelto di non voler essere piu' incisivo, me lo fanno pensare le pause che aveva mentre parlava, che avesse ragione si sarebbe capito per la verita' anche se avesse bisbigliato o se avesse esposto anche senza un calore professionale, forse un po' fuori stile urlante, noto che quando ha citato il colloquio fra il suo assistito e papa' Gennaro avvenuto il 19/04/2011 sul pianoro non e' stato esaustivo, ha voluto interrompersi prima di completare il quadro e daltronde la parte che ha riferito era mirata a spiegare il patto che Salvatore sapeva valido, durante l'interrogatorio alle casermette, sui suoi tradimenti e su Ludovica.
L'analisi di una verita' possibile e scevra da errori e' difficilissima ed ancor piu' dev'essere esporsi in prima persona tentando di illuminare varianti psicologiche basate su fatti ad ordinanza.
E' un avvocato che mi sembra razionale, ho condiviso anche il riferimento alle 40 ore di interrogatorio da "informato sui fatti".
Ha illuminato nuovamente sui dubbi inerenti i dna ed i capelli, non e' certamente un vulcanico o un rampante, diverte forse meno, parte pero' da rilievi giustificabili alle indagini che, e' lapalissiano, sono state incentrate su Parolisi tralasciando altre piste altrettanto se non piu' fluorescenti.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello,
non devi chiedere venia, il tuo stile (che mi ha fatto ridere) è stato incisivo, ha ben messo in evidenza l'assurdità della ricostruzione fatta dagli inquirenti.
Tiziana

Anonimo ha detto...

ANTONELLO

Sei stato chiaro, ma sempre lunghissimo.
Parolisi NON ha ucciso la moglie! e nessun inquirente può provare il contrario, fin'ora.
Ma è probabile al 90% che abbia assistito al delitto (visto o non visto dagli assassini, non so)
Con la stessa percentuale gli autori del delitto sono donne: il numero e l'inconsistenza delle coltellate lo evidenziano, oltre all'orma lasciata sulla pedana.
Cercare "la donna" restringe il campo delle ricerche.
FALCO
p.s. perdersi nelle inutili elucubrazioni intorno alla borsa, i gioielli, le chiacchiere delle amiche ed i rientimenti dei Rea ed i tradimenti del Parolisi, sono solo argomenti che fuorviano dall'obbiettivo.Intesi?
F

Anonimo ha detto...

FALCO

sono abbastanza d'accordo sul "cherchez la femme",
ma non so se possiamo arrivarci tralasciando tutto il contorno (quello da te indicato nel p.s.).

Per quel che concerne la borsa, va bene, penso sia puro fumo negli occhi. Qualche domanda sulla catenina, invece, me la porrei, poiché è effettivamente scomparsa. Perché?

Non sono tanto convinta nemmeno sul fatto che Parolisi abbia visto gli assassini:perché non denunciarli?
Tiziana

Anonimo ha detto...

@Falco
Scusa se sorrido ma hai uno stile di scrittura da Mission Impossible che mi blocca un attimo.
Si, ho sempre avuto un po' il difetto di voler essere esaustivo e non sintetico, poi non aiuta molto l'argomentazione e l'ambiente, ammetto le mie colpe anche se non e' il momento di accentrarle al discorso.
Riguardo ai particolari consentimi di non condividere, lo studio marginale permette di limitare depistaggi e comportamenti paralleli senza che questi siano notati, ci si attacca anche ai particolari per risolvere un caso esattamente come tante donne perdono di vista grossi gesti e focalizzano l'attenzione sulle piccole cose che ogni tanto mancano, a volte hanno pure ragione, che si regala un'auto se si da un bacino ogni settimana alla propria donna???
Le chiavi ad esempio trovo che possano essere importanti, la borsa ingiallita, ma forse te intendi che bisogna stabilire priorita' dell'attenzione, giusto, forse e' assente e sconosciuta la vita della vittima, di lei un nome, foto, immagini e piedistalli, direi che ci deve essere ben altro.
Antonello

Anonimo ha detto...

FALCO

propendo più per un Parolisi che assiste al c.d. sequestro della moglie piuttosto che all'aggressione vera e propria
Per tutto il resto sono d'accordo con te:
"Cherchez la femme" ma soprattutto cercare IL MOVENTE e indagare sulla personalità della vittima

G.

Anonimo ha detto...

TIIANA

La catenina può essere caduta chissà dove durante la dinamica dell'omicidio.
Parolisi NON poteva intervenire NE' può denunciare gli assassini, nel cui torbido "giro" come diceva Pino, lui stesso è implicato.
Denunciando "quelli" denuncerebbe se stesso.
Meglio fare la galera che mettersi contro...!
ANTONELLO
Tu hai il diritto di fare e dire come vuoi. Ognuno adotta lo stille che vuole.
FALCO

Anonimo ha detto...

D'accordo con G

certo che sulla personalità di Melania è difficile dire qualcosa oltre a ciò che già si è detto:

donna forte, con il coraggio di telefonare per ben due volte all'amante del marito;

per il resto, ovviamente, è accaduto ciò che accade spesso quando una persona muore, diventa bella, brava, buona.

Sicuramente Melania era così, ma ci fosse stato anche qualche piccolo difetto (che tutti abbiamo, persino i santi) o qualche piccolo segreto, nessuno lo vuole sondare.
Invece da lì bisogna partire per appurare il movente.
Tiziana

Anonimo ha detto...

@ "G"

La presenza di P sul luogo del delitto sarebbe suffragata dalle frasi: "io non ho toccato nulla...non ho fatto nulla", dette per telefono alla sorella.

Anonimo ha detto...

FALCO
sull'ipotesi che tu fai, sugli assassini e il rapporto con Parolisi, avevamo discusso pure noi.
Tu hai qualche idea più precisa? Lo dai come un dato certo?
Facci sapere.

Catenina e dinamica omicidiaria: pensi sia stata rapita? Se l'ha persa in un luogo diverso da Ripe significa che c'è stata un'azione violenta anche in un altra località?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Punto di vista nuovo.
Identita' della violenza.
A prima sensazione lascia stupiti questo aver difficilmente portato a termine l'azione.
Si e' insistito sul fegato e sul polmone sinistro di Melania non riuscendo a colpirla mortalmente nel collo.
Sono pero' tre posti diversi, il fegato poteva lasciare in vita Melania, forse era un punto gia' piu' vitale il polmone mentre il collo e' chiaramente segno che si voleva ucciderla, ma perche' non e' stato fatto??? Perche' Melania non e' stata finita???
Le coltellate alla schiena superiore intendevano presumo immobilizzarne i movimenti per poter agire in assenza di reazione.
Io direi che la mole di odio scaricata e' personale, non e' tecnica, a tutto l'alternativa della tortura con chissa quali scopi.
Forse una o due persone perche' non torna la consequenzialita' di tutti i colpi, alcuni senza ancora ragionevili motivazioni o modalita', il colpo in fronte ad esempio, a che serviva farla inginocchiare??? Umiliazione pura??? Melania, e non sempre e solo l'aggressore, e' stata presa o mantenuta per i capelli??? Violenze apparentemente inutili, tagli vari alle braccia, un non senso aggressore che sembra piu' si sia difeso che attaccato Melania per essere costretto fino a cercar rinforzi.
Dopo lo staging, o messaggio subliminale diretto a Parolisi???
Due stadi diversi e due armi diverse, un coltello a monama di circa 8 centimetri ed un punteruolo incisivo, un chiodo???
E' un rebus solo che distinguere le venti coltellate dalle seconde dodici punturuolate, e' l'unico aspetto dell'omicidio in cui concedo agli inquirenti di non essere preveggenti, sbagliare e' un attimo.
Antonello

Anonimo ha detto...

Punto di vista nuovo.
Identita' della violenza.
A prima sensazione lascia stupiti questo aver difficilmente portato a termine l'azione.
Si e' insistito sul fegato e sul polmone sinistro di Melania non riuscendo a colpirla mortalmente nel collo.
Sono pero' tre posti diversi, il fegato poteva lasciare in vita Melania, forse era un punto gia' piu' vitale il polmone mentre il collo e' chiaramente segno che si voleva ucciderla, ma perche' non e' stato fatto??? Perche' Melania non e' stata finita???
Le coltellate alla schiena superiore intendevano presumo immobilizzarne i movimenti per poter agire in assenza di reazione.
Io direi che la mole di odio scaricata e' personale, non e' tecnica, a tutto l'alternativa della tortura con chissa quali scopi.
Forse una o due persone perche' non torna la consequenzialita' di tutti i colpi, alcuni senza ancora ragionevili motivazioni o modalita', il colpo in fronte ad esempio, a che serviva farla inginocchiare??? Umiliazione pura??? Melania, e non sempre e solo l'aggressore, e' stata presa o mantenuta per i capelli??? Violenze apparentemente inutili, tagli vari alle braccia, un non senso aggressore che sembra piu' si sia difeso che attaccato Melania per essere costretto fino a cercar rinforzi.
Dopo lo staging, o messaggio subliminale diretto a Parolisi???
Due stadi diversi e due armi diverse, un coltello a monama di circa 8 centimetri ed un punteruolo incisivo, un chiodo???
E' un rebus solo che distinguere le venti coltellate dalle seconde dodici punturuolate, e' l'unico aspetto dell'omicidio in cui concedo agli inquirenti di non essere preveggenti, sbagliare e' un attimo.
Antonello

Anonimo ha detto...

Si aggiunga anche la frase "non me la dovevano ammazzare" e "mi dispoiace che a farne le spese sia stat Melania. Non sembrerebbe tirando le somme che si del tutto all'oscuro.
Marilia

Anonimo ha detto...

A me la dinamica e il susseguirsi dell'attacco fanno pensare ad un assassino insicuro, spaventato anche dalla reazione e dalla frza di Melania, che ha perso di mano la situazione e ha colpito con paura e insicurezza.Fa pensare ad una donna.
Marilia

Anonimo ha detto...

Mi dispiace dover troncare il piacevole scambio di idee, ma sono in procinto di partire per l'estero, quindi vi saluto.
FALCO

Anonimo ha detto...

Devo salutarvi anch'io,
a più tardi
Tiziana

Anonimo ha detto...

Sono tornata, c'è qualcuno?
Tiziana

Anonimo ha detto...

Sono morti tutti i POSTINI?

Anonimo ha detto...

LORI, MIMOSA, SIRA, ENRICO, PINO, TABULA ecc. dove siete?
Fatevi vivi!!!!!!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

Mi sembra una notizia importante, passata un po' in sordina.

http://www.oggi.it/attualita/cronaca/2011/10/03/melania-rea-svolta-nel-giallo-trovati-dei-vestiti-sospetti/

L'articolo e' del 5 ottobre scorso, i vestiti sarebbero stati trovati il 3, sicuramente e' un link che avra' postato qualcuno ma a me sembra una buona notizia, un errore strano se fosse del/della responsabile o dello/a stagista.
Vi sono tanti modi di far sparire dei vestiti, in una stufa a legna, in un camino, a candeggina per giorni, in mezzo all'erba tagliata da bruciare, dentro a qualsiasi acido o murati in un pilone.
Invece si sceglie di farli ritrovare o di lasciarli in un casolare a meta' fra la rotabile che arriva piu' vicino alle casermette se escludiamo la provnciale e le casermette stesse.
A questo punto diventa interessante capire se e' usuale, come lo e' in altri posti d'Italia, nella zona andar per funghi con il buio ed una pila.
Ricordo che lo staging deve essere con molta probabilita' avvenuto dalle 6,00 alle 07,00 del 20/04/2011, ore totalmente scure.
In quel momento Parolisi era in casa sua con i genitori di Melania.
Ma magari sono vestiti che nulla centrano, analizzeranno.
Antonello

Anonimo ha detto...

Antonello,
del fagotto ne abbiamo parlato a lungo, dopo l'articolo di Massimo del 4 ottobre, quello dal titolo "bugiardo=assassino", se vuoi puoi andare a vedere quello che avevamo commentato.
Ciao, Tiziana

Anonimo ha detto...

@Tiziana
ho dato un'occhiata, fino ad un certo punto perche' l'intera lettura di 500 commenti e' improba in tempi brevi.
Mi sembra di capire dall'articolo di Oggi sopralinkato che il cosidetto fagotto sia stato rinvenuto il 3 ottobre scorso e subito segretato in attesa di giuste analisi e considerato che dev'esserci una vera e propria guerra difesa/accusa/inquirenti non vedo come abbia potuto la difesa smentire un ritrovamento segretato fatto dagli inquirenti e che eventualmente solo a loro spetterebbe per logica opportuna, se giudicata tale, smentita.
Pilotare le masse poi e' purtroppo un comandamento di alcuni media ma inventarsi di sana pianta un'informazione che addirittura si cita come segretata non penso e non credo sia proficuo per nessuno a pena di esposti, denunce e via dicendo.
Io ritengo che qualcosa di vero possa esserci anche per i tempi di staging ed eventualia' alternative di percorsi con meno rischi possibili.
Il fatto che i vestiti siano stati ritrovati li e' chiaramente o il segnale di un Parolisi con complice o che siano quelli utilizzati da terzi per staging.
Se provengono dallo staging il particolare, per tempistica inopportunita', sarebbe a vantaggio proprio della difesa non avendolo potuto effettuare Parolisi, tantomeno nelle ore subito dopo il delitto, da qui l'interpretazione tutta da dimostrare che provengano da chi ha compiuto la sanguinosa aggressione, giusto per dipingere a pennello un quadro a misura che preveda in ogni caso la responsabilita' a tutti i costi del marito fedifrago.
Lo staging deve essere avvenuto fra le 6,00 e le 7,00 del 20/04/2011, questo perche' alle 7,00 di quel giorno il cellulare di Melania riaggancia casualmente la cella territoriale di competenza scaricando tutti i tentativi di chiamata effettuati su quel numero dal momento della scomparsa.
La luce quel giorno, dicono appositi software sia giunta in maniera accettabile alle 07,30 circa, chi ha fatto lo staging ha quindi riacceso o rimesso il cellulare accanto al corpo di Melania prima di dileguarsi nella semioscurita' magari con l'aiuto di qualche pila a fascio direzionale utile alla bisogna od al buio semicompleto.
La strada che arriva sino a Cornacchiano e da cui si puo' salire verso le casermette e' una scelta particolare di uno che conosce i posti e che ha studiato bene i tempi ed il sentiero magari conoscendolo.
Non poteva rischiare andando a vuoto, da li doveva sapere che si arrivava, evitando la rotabile principale San Giacomo -Ripe, al chiosco con praticamente zero rischi.
Sapeva indi che le esercitazioni di Chieti erano terminate il pomeriggio o la sera prima ed ha deciso che doveva recarsi li per qualche strano motivo a noi sconosciuto, per ora solo immaginabile.
Parolisi in quel momento e' a casa sua con i parenti di Melania e non a dormire dal suo amico Paciolla, come in un primo momento qualcuno diceva.
Quindi o si deve accettare che i Rea siano complici dello staging o ci si deve rassegnare ad un Parolisi che non puo' aver stagiato, anche perche' dal 18/04/2011 alle 15,40 il caporale non e' mai rimasto solo ed i suoi spostamenti sono tracciati da testimonianze, celle telefoniche ed inquirenti stessi.
Pero' ripeto, dei vestiti hanno mille modi per essere eliminati, perche' nasconderli li o li farli ritrovare???
Poi magari si scopre che non centrano na mazza ma l'area e' di interesse eccome, la tipologia dei vestiti, militare, anche, ma sembra impossibile pensare ad altro ed altri che non Parolisi, che strana sta cosa.
Antonello

rita ha detto...

@anonimo delle 1038


Chi sei? volevo scrivere la stessa cosa io !!!!

Rita

Anonimo ha detto...

@Tiziana
ti risposto Tiziana con un analisi delle modalita' staging e momento in cui deve essere avvenuto ma sembra che mi rifiuti il commento il sistema.
In parole povere, si ti ringrazio, ho letto.
Direi strano che smentisca la difesa un particolare segretato "ad indagine" che invero potrebbero solo smentire gli inquirenti.
Lo staging con alta probabilita' deve essere stato messo in atto dalle 06,00 alle 07,00 del 20/04/2011 nella semioscurita' e questo spiegherebbe alcuni "imperfezioni e sbadataggini", questo perche' alle 7,00 si riaggancia "casualmente" il cellulare di Melania accanto al suo corpo mentre l'alba a quel giorno arrivera' presumibilmente dopo le 07,45.
La sera prima, od il pomeriggio (non ho informazioni chiare in merito), inoltre terminano le esercitazioni di Chieti, segno che si aspettava il momento piu' utile e che si tenesse d'occhio la zona aspettando il momento piu' giusto.
Il sentiero e' d'interesse perche' la via forse piu'utile per raggiungere le casermette, da earth google, evitando la direttrice principale San Giacomo - Ripe di Civitella.
La tipologia dei vestiti e' d'interesse perche' sembrerebbe militari e sembrerebbe che anche le tracce siano d'interesse.
Sottolineo che ci sono tanti modi di eliminare dei vestiti e di interpretarne la presenza, analizzerann spero.
Antonello

Anonimo ha detto...

Non vi siete accorti che la discussione è stata INQUINATA ?

Anonimo ha detto...

@anonimo
io ho notato che c'e' un buco di messaggi e che alcuni post non vengono pubblicati, ho notato che ogni tanto salta fuori un anonimo estemporaneo che critica, accusa ed illaziona tentando di evitare che si discuta serenamente e con rispetto di una vicenda tragica per arrivare ad una verita' che sfugge purtroppo alle ricostruzioni ufficiali.
Possibile che se si parla di Cogne o Melania si debba subire commenti troll privi di un qualche spiegabile senno???
Se si desidera che non si parli di determinati argomenti ci si armi di coraggio e coerenza e lo si dica, ma pretendere che si condividano, benche' accettando e rispettando, certe ricostruzioni e' una pretesa ridicola e priva di fondatezza legale.
A me non paga nessuno ed agisco per la passione della verita', non ho nessun interesse di parte o meno, noto che invece qualcun altro di interessi ne ha eccome, a partire da quello di non rispondere dei propri commenti da parte di chi si ostina a non firmarsi ne con un nme e ne con un segno almeno distintivo a cui riferirsi nelle risposte.
Spiace ma onesta' per onesta' dovrebbero essere firmati per primi i pre-giudizi e dopo i giudizi.
Antonello

Anonimo ha detto...

Evorrei anche capire perche' mi si doppiano i commenti quando sto palesemente inviandoli solo una volta.
Ci sara' mica l'eco???
Antonello

emax/massimo prati ha detto...

No Antonello, i post vengono pubblicati tutti... a meno che non siano volgari o che non contengano parole o riferimenti che li dirottano nelle spam.

Chiaramente, come in tutti i blog e forum, c'è sempre chi ha interesse a far crescere il caos o a far alzare i toni (i famosi troll). L'unico modo per non cadere nelle trappole è non considerare i post che non creano ma che distruggono.

Ciao, Massimo

emax/massimo prati ha detto...

Ora il commento doppio lo elimino, ma se è apparso significa che hai schiacciato due volte al momento della pubblicazione ed uno è entrato in spam e solo dopo un controllo inserito. Nessun sabotaggio Antonello.

Buona domenica, Massimo

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